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Satyricon

Il Satyricon di Petronio è l'unica opera sopravvissuta dell'autore e racconta le avventure di due amanti, Encopio e Gitone, e del loro amico Ascelto nell'Italia meridionale dell'epoca. Include digressioni, novelle e brani poetici e descrive in modo satirico i costumi della società romana del tempo attraverso la cena del ricco Trimalchione.

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Satyricon

Il Satyricon di Petronio è l'unica opera sopravvissuta dell'autore e racconta le avventure di due amanti, Encopio e Gitone, e del loro amico Ascelto nell'Italia meridionale dell'epoca. Include digressioni, novelle e brani poetici e descrive in modo satirico i costumi della società romana del tempo attraverso la cena del ricco Trimalchione.

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Satyricon di Petronio

L' unica opera che ci è pervenuta di Petronio.


La parola “σατυρικῶν” deriva dal greco e significa “libro di satire “. È una satira Menippea, di
contenuto osceno. È considerato anche come il primo e l'ultimo romanzo di quest' epoca.
Tuttavia è particolare. La storia principale è una storia d'amore omosessuale a tre. All'interno
di questo racconto ci sono
delle digressioni macabre, storie di lupi mannari, streghe, anime risucchiate dai loro corpi.

Non ci è pervenuto per intero: solo la cena di Trimalchione ci è pervenuta interamente. La


narrazione è in prima persona, Encopio, maledetto dal Dio Priapo. Con Encopio c'è Gitone.
L'ira divina dà vita ad una serie di peripezie, e la vicenda di questi due amanti procede con
ritmo incalzante e frenetico, tra separazioni forzate e lieti ricongiungimenti. Compare un
terzo personaggio: Ascelto. I tre spesso sono coinvolti in disavventure boccaccesche sullo
sfondo di una città greca (Pozzuoli o Pompei). Dopo un festino di Quartilla ( sacerdotessa
del dio Priapo che faceva un rito espiatorio, anche se è più un pretesto per i capricci della
donna), i tre si rifugiano a casa di Trimalchione, e si trovano coinvolti in un sontuoso
banchetto. Trimalchione era un ex schiavo che si affranca dopo essere diventato ricco,
diventando una personalità influente nell'Italia meridionale. Petronio mette in evidenza
l'arroganza degli arricchiti e l'ostentazione dei beni. La cena è una grottesca successione di
esibizioni di cattivo gusto dalle portate faraoniche fino alle rozze trovate che utilizza per
sorprendere i suoi ospiti.

Trimalchione è il simbolo della volgarità, già dalle prime parole mostra la sua villania, porta
un anello specifico per i cavalieri, mette in soggezione i suoi ospiti ostentando la sua
ricchezza. Comincia il pranzo e non è soltanto una cena lussuosa", ma è una panoramica di
tutti i ceti sociali. Trimalchione fa anche dei discorsi seri. Il discorso sulla morte:
sdrammatizza sulla morte raccontando ai convitati il suo monumento funebre, ostentando
ricchezza.
All'interno del romanzo, in particolare durante la cena, ci sono delle novelle che spezzano il racconto. Le
novelle sono 4:

• la prima è quella del licantropo: un invitato racconta la sua storia, vide un suo amico che si era
trasformato in Lupo, e il giorno dopo lo va a trovare e gli racconta quello che è successo.
• La seconda è di Trimalchione: le streghe strappano le viscere e lasciavano i cadaveri impagliati (
infatti c' era l'abitudine di sorvegliare il corpo il primo giorno dopo la morte, per la paura delle
streghe ). A Trimalchione quando era giovane è capitato di vedere con i suoi occhi un "morto
impagliato".
• La terza è la matrona di Efeso. Viene raccontata da Eumorpo che vuole consolare l'amico ferito da
un ennesimo tradimento di Gitone. Egli dice di non tormentarsi tanto perché anche le donne sono
portate a tradire. Porta quindi la novella della matrona di Efeso.
• Eumorpo ci racconta la 4 novella riguardante una seduzione di un giovane.

Ci sono dei brani poetici all' interno del Satyricon:

• Troiae alosis: caduta di Troia, in risposta al componimento di Nerone. Sono 65 versi che vengono
inseriti nella cena.
• Un altro brano poetico riguarda la guerra civile tra Cesare e Pompeo, risposta satirica alla
Farsalia. Questo brano è preceduto dall'attacco di Eumorpo verso tutti quelli che si
improvvisano poeti.

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