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FILIPPO BRUNELLESCHI

Scrive il Vasari nelle Vite a proposito di Brunelleschi:

“Uomo di ingegno elevato, che ben si può dire ch’ei ci fu donato dal ciel per dar nuova forma alla
architettura già per centinaia d’anni smarrita… facendo fabbriche senza ordine (cioè senza proporzioni), con
mal modo, con tristo disegno, con stranissime invenzioni, con disgraziatissima grazia, e con peggior
ornamento”.

Brunelleschi viene considerato un dono del cielo per dar inizio all’architettura del Rinascimento.

FORMAZIONE:

- Studio della lingua latina e interesse personale per gli studi letterari
- Studio delle scienze esatte
- Mostra predilezione per il disegno, la pittura e l’architettura
- Soggiorni a Roma con Donatello per conoscere la scultura e l’architettura degli antichi (1404-
1409; 1417-1418); dell’architettura romana studia le tecniche costruttive e le corrette
proporzioni degli edifici, sia nella relazione tra i singoli elementi architettonici, sia nel relazionarsi
di ogni elemento architettonico con l’intero edificio.

ATTIVITÀ:

Inizia l’attività come orafo presso l’Arte della seta.

1401: Brunelleschi partecipa al concorso per la Porta del Battistero di San Giovanni avente come tema
“Il Sacrificio di Isacco”; sono giunte fino a noi le formelle del Brunelleschi e del Ghiberti; il Concorso
viene vinto da Lorenzo Ghiberti perché più aderente alla tradizione del gusto gotico rispetto al linguaggio
innovativo rinascimentale introdotto da Brunelleschi.

1404: viene consultato dall’Opera del Duomo di Firenze di Santa Maria del Fiore per il
completamento delle Tribune (che avrebbero contribuito a contenere le spinte della cupola)

1410: viene consultato dall’Opera del Duomo per la sopraelevazione del Tamburo ottagonale sullo
spazio della crociera, sul quale si sarebbe poi impostata la cupola.

1418: Partecipa al Concorso bandito dall’Arte della Lana per la costruzione della Cupola della Chiesa di
Santa Maria del Fiore

1420-1436: inizia la costruzione della Cupola conclusasi nel 1436 con la struttura del serraglio
ottagonale verso il quale convergono i costoloni angolari e i costoloni mediani e sul quale si imposterà la
lanterna; per la prima volta la figura dell’architetto è quella di un intellettuale per le conoscenze
culturali, formali, tecniche e costruttive.

1446: inizia la costruzione della lanterna della Cupola, lavori conclusi da Andrea del Verrocchio.

CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE

La costruzione risale al 1310 ad opera di Arnolfo di Cambio; si tratta di una basilica gotica.

Diametro interno della cupola all’imposta sul tamburo, metri 46; diametro esterno metri 54; spessore del
tamburo metri quattro

Altezza da terra dell’imposta della cupola circa metri 50

SCELTA STRUTTURALE:

- cupola autoportante a doppia calotta, di forma ottagonale e a sesto acuto, con otto con
costoloni o sproni angolari (visibili all’esterno e rivestiti in marmo bianco) e sedici costoloni o
sproni mediani (due per ogni vela) legati da nove anelli circolari in muratura e otto vele in
laterizio;
- concezione strutturale come cupola di rotazione, come le cupole emisferiche di età romana,
ma molto più complessa per la presenza dei costoloni e delle vele con funzione portante
(diversamente dalle costruzioni gotiche dove i costoloni delle volte erano la struttura portante e
avevano la funzione di sostenere le vele). Non si tratta cioè di una semplice cupola a padiglione.
- impiego della muratura a spina pesce che deriva dallo studio dell’opus spiccatum romano, per
favorire, da parte della struttura, il contenimento delle spinte e per creare una struttura omogenea
in tutte le sue parti
- disposizione dei letti di posa, non secondo una giacitura orizzontale, ma una giacitura tronco
conica: i letti di posa sono orientati in direzione dell’asse generatore verticale della cupola secondo
una successione di trochi di cono; la struttura diventa più complessa perché la forma non è
emisferica, ma ottagonale con vele rettilinee, quindi la giacitura dei mattoni si attua per otto sezioni
di tronco di cono, ciascuno con vertice diretto verso l’asse generatore della cupola; una sezione di
tronco di cono corrispondente a ciascuna vela.
Tutta la struttura (doppia calotta, costoloni angolari e mediani, anelli orizzontali e vele) viene costruita
contemporaneamente per garantire l’omogeneità di tutta la cupola.

CONSIDERAZIONI SULLA FORMA DELLA CUPOLA:

- la cupola si erge sul tamburo ottagonale e all’esterno appare come una rossa collina percorsa
da otto nervature che convergono verso il serraglio al culmine sul quale si imposta la lanterna
snella, cuspidata, stretta da otto contrafforti a volute, progettata dallo stesso Brunelleschi, conclusa
dopo la sua morte avvenuta nel 1446;
- scrive il Vasari: la cupola è così alta e maestosa che “i monti intorno a Fiorenza paiono simili a lei”;
- scrive l’Alberti: “una struttura sì grande, erta sopra i cieli, ampla da coprire con sua ombra tutti i
popoli toscani”.
- La cupola costituisce un punto di riferimento per la città e per le colline che circondano
Firenze; una visione della cupola che rispecchia la concezione dell’uomo nel Rinascimento al
centro dell’universo
- Brunelleschi volle la cupola costituita da due calotte, una interna e una esterna separate da
un’intercapedine “per conservalla dallo umido e perché la torni più magnifica e gonfiata”.
Una delle imprese costruttive più significative dell'intero Rinascimento è certamente l'edificazione, per opera
di Filippo Brunelleschi, della cupola della Cattedrale di Firenze. L'opera, iniziata nell'estate del 1420, fu
completata (lanterna esclusa) nel 1436.
Dal punto di vista architettonico la costruzione della Cupola di Santa Maria del Fiore rappresenta l'evento
che segnò l'inizio del Rinascimento,
- cioè la riscoperta dei modelli costruttivi dell'età classica
- e la contemporanea mutazione dell'organizzazione del cantiere, che vide la separazione fra i ruoli
del progettista e del costruttore, tuttora adottata.
Proprio la nuova figura del progettista, di cui Brunelleschi fu il capostipite, consente di definire l'architettura
come una disciplina artistico-scientifica che da questo momento in poi si inserisce a pieno titolo nel
sistema culturale.
La cupola fu costruita senza impiego di centine, cioè di strutture in legno per sostenere la muratura
durante la fase della costruzione. Per condurla a compimento, vincendo lo scetticismo dei concittadini,
Brunelleschi escogitò alcune straordinarie soluzioni tecniche e costruttive
- per alleggerire l'imponente struttura,
- per organizzare efficacemente un cantiere capace di rispondere alle esigenze delle diverse fasi della
costruzione
- e per garantire la stabilità dei piani di giacitura dei mattoni che venivano presentando, dalla base
all'occhio della cupola, un'inclinazione crescente.
Per la realizzazione dell'opera Brunelleschi impiegò macchine innovative che egli stesso progettò.
L'organizzazione del cantiere e la disponibilità di macchine capaci di spostare e sollevare ad altezze
considerevoli pesi enormi giocarono un ruolo decisivo nella costruzione della cupola. Brunelleschi non lasciò
né disegni né descrizioni verbali delle diverse macchine che ideò e utilizzò.
Soltanto nel 1471, con il posizionamento della lanterna, la cupola poté dirsi completata.
La vela interna della Cupola presenta una curvatura a sesto di quinto acuto (cioè una curva, il cui
raggio è i 4/5 del diametro di base), mentre la cupola esterna presenta un'inclinazione a sesto di
quarto acuto (cioè una curva il cui raggio è i ¾ del diametro di base. Il peso della cupola è stimabile in
37.000 tonnellate. Si calcola che per la costruzione siano stati impiegati oltre quattro milioni di mattoni. È la
cupola più grande mai costruita senza l'impiego di centine per sostenere la muratura.
Schema del sesto della cupola interna a quinto di sesto acuto, raggio =4/5 del diametro di base
e della cupola esterna a quarto di sesto acuto, raggio = ¾ del diametro di base

Schema costruttivo della doppia calotta, con gli otto costoloni d’angolo, i sedici costoloni mediani, gli anelli orizzontali in
muratura, il serraglio.
Schema della costruzione della cupola interna a quarto di sesto acuto (raggio = 4/5 del diametro di base)

La disposizione dei letti dei mattoni per superfici coniche: ogni cono ha il vertice sull’asse generatore verticale della
cupola

La disposizione dei mattoni secondo letti a giacitura troncoconica, coi i vertici dei coni sull’asse generatore verticale della
cupola
LA LANTERNA DELLA CUPOLA

La cupola viene completata nel 1432; nel 1436 viene indetti il concorso per la costruzione della lanterna sul
serraglio ottagonale; Brunelleschi ottiene nuovamente l’incarico della sua costruzione e ide le macchine per
sollevare i materiali per la realizzazione. I lavori iniziano nel 1446, anno della morte di Brunelleschi e
vengono completati da Andrea del Verrocchio, il maestro di Leonardo da Vinci.

La lanterna ha la forma di un tempietto ottagonale scandito ai vertici da otto paraste collegate ai costoloni
angolari della cupola da otto archi rampanti decorati a voluta. La copertura ha la forma di una piramide a
base ottagonale. La forma è ispirata ai templi a tholos greci; la lanterna ripropone il tema dell’impianto
centrale, già affrontato da Brunelleschi nella Sacrestia Vecchia che sarà oggetto di sperimentazione durante
tutto il Rinascimento, in particolare con Leonardo da Vinci e Donato Bramante.

La lanterna ha una funzione formale e statica: le ampie aperture verticali lasciano entrare la luce all’interno
della cupola; dal punto di vista strutturale è il punto di convergenza dei costoloni e contribuisce a
raccoglierne le tensioni.

La lanterna sostituisce la curva gotica che dà slancio alla costruzione e conduce lo sguardo dell’osservatore
verso l’alto; la lanterna contribuisce a dare slancio alla cupola, ma lo sguardo viene arrestato dalla sfera
metallica che sottolinea la centralità della cupola nello spazio urbano fiorentino; la forma geometrica
elementare della sfera afferma la fine della concezione gotica dello spazio sacro come rappresentazione
dell’infinito.
IL LINGUAGGIO BRUNELLESCHIANO

- armonia e proporzione nella relazione formale tra i singoli elementi architettonici e nel
relazionarsi dimensionale di ogni elemento architettonico con gli altri elementi architettonici e con
l’intero edificio.
- dimensione degli edifici che rispettano le corrette regole proporzionali per permetterne la
misurabilità da parte di chi fruisce gli spazi: si realizzano spazi a misura d’uomo dove ogni persona
possa trovarsi a proprio agio
- recupero dell’ordine architettonico dell’architettura greca e della struttura ad arco
dell’architettura romana
- recupero della sintassi classica tra ordini architettonici e arco a tutto sesto:
 arco inquadrato dall’ordine architettonico, come nell’architettura romana (i tre ordini
degli archi del Colosseo, tuscanico, ionico e corinzio)
 arco sovrapposto all’ordine architettonico, cioè poggiante su un
frammento/segmento di trabeazione chiamato dado brunelleschiano

Solitamente Brunelleschi ricorre a capitelli dell’ordino corinzio su colonne con fusto liscio, ispirandosi
all’architettura romana e al Romanico fiorentino (Battistero di San Giovanni, Basilica di San Miniato al Monte)

Le paraste sono invece sempre scanalate e presentano sei scanalature perché nella colonna
quadrangolare classica il numero totale delle scanalature è di 24 (una parasta o lesena è la parte quarta di
un pilastro).

- Lesena = pilastro addossato al muro con funzione decorativa


- Parasta = pilastro addossato al muro con in più una funzione strutturale, cioè interviene nel
comportamento statico dell’edificio.

Brunelleschi introduce queste innovazioni del linguaggio architettonico:

- nel Portico dello Spedale degli Innocenti, nella Basilica di San Lorenzo, nella Basilica di Santo Spirito
PORTICO DELLO SPEDALE DEGLI INNOCENTI

Il portico sulla Piazza della Santissima Annunziata

L’edificio si innalza su un piano di nove gradini fuori terra come lo stilobate dei templi greci.

Pianta del Complesso dello Spedale degli Innocenti


Il Complesso dello Spedale si articola in un cortile porticato centrale che è affiancato da due grandi
ambienti: la chiesa e il dormitorio per gli orfani.

Lo spazio centrale porticato

Il Portico dello Spedale degli Innocenti

Il portico sulla Piazza della Santissima Annunziata è costituito da nove arcate; a ciascuna arcata
corrisponde una volta a vela (generata da una cupola emisferica sezionata da 4 piani verticali); ciascuna
volta a vela poggia su due colonne del portico e su due peducci che emergono dal muro di fondo del
porticato.

Gli archi non poggiano direttamente sui capitelli delle colonne, ma su un elemento intermedio chiamato
pulvino, come nella Chiesa romanica di San Miniato al Monte.
Particolare del capitello corinzio con pulvino

Sui timpani degli archi sono collocati dei tondi a rilievo di ceramica invetriata realizzati da Andrea della
Robbia.

Infine a ogni arcata corrisponde una finestra con timpano che poggia direttamente sulla cornice dell’alta
trabeazione.

La trabeazione è tangente agli archi e si imposta su quattro paraste di ordine gigante situate alle
estremità dell’edificio. Le paraste a loro volta sono affiancate da colonne libere come nell’affresco
della Trinità di Masaccio. L’architrave a tre fasce della trabeazione, alle estremità dell’edificio si piega ad
angolo retto verso il basso e si affianca alla parasta. Alle due estremità del fabbricato, il fregio presenta un
motivo decorativo strigilàto, cioè generato dalla successione di un motivo a forma di strigile.

Sul portico dello Spedale degli Innocenti Brunelleschi usa la sintassi dell’arco inquadrato dall’ordine
architettonico (un ordine gigante in questo caso, costituito dalle due paraste e dalla trabeazione); il
riferimento è al rivestimento in marmo verde e bianco della Basilica di San Miniato al Monte del Romanico
fiorentino.
Il portico rispetta l’ordine di un modulo pari all’altezza della colonne (a) pari a 10 bracci fiorentine
=5.80 metri:

- l’altezza del fusto della colonna è pari all’intercolumnio e alla profondità del portico

- di conseguenza ogni campata risulta di forma cubica ed è sormontata da cioè che rimane di una
cupola emisferica (la volta a vela) sezionata da quattro piani verticali

- lo spazio del portico è modulare e tutto ciò contribuisce a rendere misurabile l’edificio negli
spazi e negli involucri; tutto è stato progettato a misura d’uomo, una persona cioè si sente a suo
agio nel relazionarsi con gli spazi, con gli elementi architettonici e con i volumi dell’edificio.

La scansione modulare è sottolineata dai materiali utilizzati, la pietra serena e l’intonaco bianco:

- l’intonaco sottolinea le superfici


- e la pietra serena gli elementi portanti e la logica compositiva: colonne, gli archi, le cornici
orizzontali, le cornici e i timpani delle finestre, le paraste dell’ordine gigante, i peducci e i profili
delle volte a vela.
Le nove campate del portico con le volte a vela
Costruzione della volta a vela: cupola sezionata da quattro piani verticali

Le volte a vela del Portico dello Spedale

BASILICA DI SAN LORENZO

La facciata incompleta a salienti, il corpo longitudinale a tre navate e cappelle laterali e il transetto della
basilica, con la Sacrestia Nuova di Michelangelo. Sulla sinistra, simmetricamente rispetto al transetto si
colloca la Sacrestia Vecchia di Brunelleschi. L’esterno dell’edificio mostra chiaramente l’impianto
basilicale della chiesa con cappelle laterali ed è costituito dalla compenetrazione di solidi geometrici
puri.

Il Complesso monumentale della Basilica di San Lorenzo (Brunelleschi), della Sacrestia Vecchia (Brunelleschi), della
sacrestia nuova (Michelangelo) e della Biblioteca Laurenziana (Michelangelo)
L’interno a tre navate della basilica di San Lorenzo

L’interno della basilica è a tre navate divise da colonne a fusto liscio di ordine corinzio con
l’inserimento dado brunelleschiano sul quale si impostano gli archi (sintassi dell’arco sovrapposto
all’ordine architettonico, cioè poggiante su una sezione di trabeazione, il dado brunelleschiano).

L’arco è inquadrato dall’ordine architettonico costituito da paraste alle estremità della navata di ordine
gigante sul quale poggia la trabeazione la cui architrave è tangente agli stessi archi (sintassi dell’arco
inquadrato dall’ordine architettonico)

Sulla trabeazione dell’ordine gigante si impostano gli arconi che sorreggono la cupola in corrispondenza
della crociera; la crociera è lo spazio posto all’intersezione tra la navata centrale e il transetto.

Sulle navate laterale, la trabeazione dell’ordine gigante costituito da paraste di ordine corinzio, è tangente
agli archi che introducono alle cappelle laterali.

La navata centrale, la navata laterale e le cappelle


La navata centrale ha una copertura piana a cassettoni, le navate laterali sono coperte da una successione di
volte a vela (generate da una cupola emisferica sezionata da quattro piani verticali).

Brunelleschi esegue anche le due cappelle ai lati del presbiterio e delle cappelle sulle testate del transetto.
Sono introdotte da un grande arco che si imposta su due pilatri affiancati da due paraste che sorreggono
due tratti di trabeazione definendo il primo schema rinascimentale della serliana.

LA SACRESTIA VECCHIA DI SAN LORENZO

La Sacrestia era destinata a diventare la cappella funeraria della famiglia e viene commissionata da Giovanni
de’ Medici, padre di Cosimo il vecchio. E’ costituito da un vano quadrangolare sul quale si apre una
cappella di pianta quadrata (chiamata scarsella) fiancheggiata da due vani di servizio; i tre ambienti più
piccoli sono posi di fronte all’ingresso.

L’ambiente principale cubico sormontato dalla cupola e la scarsella(cappella)

Costruzione geometrica dei quattro pennacchi d’angolo o triangoli sferici: è il residuo che rimane da una cupola che
inscrive u quadrato di base, sezionata con quattro piani verticali passanti per i lati del quadrato e un piano orizzontale;
!__________a_____!_____a__________!

L’ambiente principale della cappella ha delle dimensioni modulari ed è costituita dalla sovrapposizione
di un volume cubico e una cupola emisferica ombrelliforme per la presenza di dodici nervature che
danno alla cupola l’aspetto di un ombrello aperto.

La scarsella è lo spazio costituito da due cubi sovrapposti sormontati da una emisfera (cupola)

Le pareti della cappella sono scandite dagli elementi architettonici in pietra serena grigia che emerge
dalla superficie bianca dell’intonaco:

- le paraste di ordine corinzio che sorreggono una trabeazione che corre continua sulle pareti
del vano principale e della scarsella, con fregio decorato con tondi di cherubini rossi e blu
- gli archi e le cornici dei pennacchi d’angolo

Le paraste assumono una forma diversa in base alla loro collocazione: le quattro poste agli angoli del vano
principale sono piegate a angolo retto; le paraste che introducono alla scarsella sono accostate ad angolo
retto (come quelle delle nicche quadrangolari del Pantheon) come a costituire le due facce di un pilastro
annegato parzialmente nella muratura.

All’imposta della cupola, tra le nervature son poste dodici finestre di forma circolare.
Modulo costruttivo della Sacrestia Vecchia di san Lorenzo:

il modulo di base a = L/2;

lo stesso modulo di base a vale per l’altezza a = h/2

L’ambiente principale e la scarsella, unificati dalla trabeazione continua


La cupola a ombrello dell’ambiente principale e la più piccola cupola emisferica della scarsella

La cupola si imposta su quattro pennacchi d’angolo che raccordano la forma quadrangolare dello
spazio sottostante con la forma circolare della cupola.

I quattro pennacchi d’angolo sono generati da una grande cupola che circoscrive la forma di un quadrato
sezionata da quattro piani verticali passanti per i lati del quadrato e da un ulteriore piano orizzontale. I
pennacchi hanno la forma di triangoli sferici, cioè non giacenti su un piano, ma sulla superficie di una
semisfera.

Lo spazio della scarsella è costituito da due cubi sovrapposti coperti da una cupoletta emisferica
che si imposta su pennacchi, i cui triangoli sferici sono decorati da conchiglie. Le tre pareti sono animate
in superficie dalla presenza di tre nicchie poco profonde che ne dilatano lo spazio.
BASILICA DI SANTO SPIRITO

L’impianto della chiesa è basilicale, ma più complesso che in San Lorenzo per la presenza della linea
curva che caratterizza la forma delle cappelle laterali.

La navata centrale è coperta da un soffitto piano decorato a cassettoni, le navate laterali sono costituite da
una successione di campate ciascuna delle quali è coperta da una volta a vela.

Anche il transetto si articola in tre navate, una centrale più grande e due laterali, determinando un forte
addensamento di colonne nella parte della crociera, sia nel presbiterio che nel transetto.

Le cappelle laterali sono semicircolari; esse sono introdotte da archi a tutto sesto aventi la stessa
quota di imposta e la stessa dimensione degli archi che dividono la navata centrale dalle navate laterali. Si
determina un grande equilibrio dimensionale dell’edificio, una continuità tra gli elementi
architettonici e l’involucro murario, ma anche un’armonia tra gli spazi della navata centrale, le
navate laterali e le cappelle.

Come in San Lorenzo, Brunelleschi usa la sintassi dell’arco che si sovrappone all’ordine
architettonico con l’introduzione del frammento di trabeazione (dado brunelleschiano).

Nel progetto originario di Brunelleschi, l’esterno avrebbe dovuto presentare una successione di curve
convesse per la forma curvilinea delle cappelle, come nelle cappelle laterali estradossate del Duomo di
Orvieto e le absidi dei muri della fiancata del Triclinium del Laterano; gli architetti che subentrarono a
Brunelleschi preferirono un tradizionale aspetto con superficie murarie piane.

Leonardo ha ridisegnato e studiato la innovativa soluzione brunelleschiana per la progettazione delle sue
basiliche e degli edifici a impianto centrale.

Triclinium del Laterano L’estradosso delle Cappelle del Duomo di Orvieto


La continuità spaziale e la corrispondenza degli elementi architettonici tra la navata centrale, la navata laterale e le
cappelle
IL NUOVO METODO PROGETTUALE

- Principio modulare. Viene applicato un modulo di riferimento pari a 10 bracci fiorentine = metri
5,80; esso determina sia le dimensioni complessive dell’edificio, sia le singole parti

- Riferimento alle forme geometriche elementari, come il quadrato e la circonferenza; le


membrature architettoniche, nel loro articolarsi, compongono spazi chiari e comprensibili

- Riferimento all’antico che si manifesta nell’utilizzazione del principio compositivo del modulo e
sulla proporzione tra le parti nel recupero dell’ordine architettonico, delle trabeazioni e dell’arco a
tutto sesto

- Evidenza della struttura. Gli elementi strutturali (colonne, trabeazioni e archi) e le cornici
vengono sottolineati dall’uso della pietra serena su intonaco bianco

- Bellezza come ordine tra le parti. La bellezza dell’edificio non è legata all’ornamento, ma
dall’ordine che deriva dai rapporti proporzionali tra le dimensioni delle parti. Forma, struttura e
elementi decorativi coincidono.

- Arco sovrapposto all’ordine architettonico

- Arco inquadrato dall’ordine architettonico