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Università degli studi di Palermo

Facoltà di Ingegneria
Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Edilizi
Corso: Progetto di strutture e strutture in acciaio

PROGETTO DI UN CAPANNONE INDUSTRIALE

Allievo Ingegnere: Docente:


Massimiliano Pasta Prof. Giuseppe Campione
1. GENERALITA’
L’opera oggetto di progettazione è un capannone industriale situato a Siracusa. La
struttura portante è in acciaio con colonne miste acciaio-cls di sezione circolare. La
copertura è realizzata con pannelli autoportanti fonoassorbenti e coibentati disposti su
un’orditura di arcarecci disposti con interasse 2,375 ml, che poggiano su capriate di
luce 19 ml costituite da travi reticolari a maglie regolari di 2,375 ml. Si è prevista la
realizzazione di controventi di falda in entrambe le direzioni. Le pareti perimetrali
sono costituite da pannelli tipo sandwich fonoassorbenti e coibentati. Le dimensioni
della costruzione sono:
- Lunghezza: 11,00 metri
- Larghezza: 19,00 metri
- Altezza colonne: 11,00 metri
- Altezza di colmo: 12,30 metri
- Inclinazione falda: 7,6°
Tutti i calcoli e le verifiche sono redatti in conformità alla normativa vigente in
materia, ed in particolare:
 D.M. LL.PP. 14/01/08 –“ Norme tecniche per le costruzioni –NTC 2008”
 Eurocodice 3 –“Progettazione delle strutture in acciaio”
11
5,
5

5,
5

19

2
2. CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
2.1 Acciaio da carpenteria

Per tutti gli elementi si prescrive l’utilizzo di un acciaio S235, che ha le seguenti
caratteristiche:

E = 210.000 N/mm2
fy = 235 N/mm2
fu = 360 N/mm2
M0 = 1,05
M1 = 1,05
M2 = 1,25

2.2 Bullonatura

Per le giunzioni bullonate e per i tirafondi si prevede l’utilizzo di bulloni di classe 8.8
ad alta resistenza con le seguenti caratteristiche:
ftb = 800 N/mm2
fyb = 640 N/mm2
M2 = 1,25
M7 = 1,10

2.3 Calcestruzzo

Per la fondazione e per le colonne si prescrive calcestruzzo C25/30, che ha le


seguenti caratteristiche:

Rck = 30 N/mm2
fck = 0,83 Rck = 25 N/mm2
fcm = fck + 8 = 33 N/mm2
fcd = 0,85 fck / 1,5 = 14,11 N/mm2
fctm = 0,3 (Rck)2/3 = 2,56 N/mm2

3
fctk = 0,7 fctm = 1,79 N/mm2
Ec = 22000 (fcm /10)0,3 = 31,447 N/mm2
c = 25 KN/m3
cu = 0,0035

2.4 Acciaio da cemento armato

Per la realizzazione dell’armatura delle colonne e dei plinti di fondazione si utilizza


acciaio B450C, che ha le seguenti caratteristiche:

E = 210.000 N/mm2
fyk = 450 N/mm2
fd = 391 N/mm2

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3. DEFINIZIONE DELLE AZIONI
3.1 Peso Proprio

Per tutti gli elementi strutturali in acciaio si è considerato un peso specifico del
materiale:
s = 78,5 KN/m3

3.2 Carico da neve

Secondo le indicazioni della normativa vigente il carico da neve si calcola con la


relazione:
qs = iqsk Ce Ct = 0,43 KN/m2
dove:
 i coefficiente di forma (0,8);
 qsk valore caratteristico di riferimento (0,60);
 Ce coefficiente di esposizione (0,90);
 Cet coefficiente termico (1,0).

3.3 Carico da Vento

Sempre in riferimento alla normativa vigente l’equivalente pressione statica dovuta


all’azione del vento è esprimibile attraverso la relazione:
P = qref Ce Cp Cd = 1,41 KN/m2
dove:
 qref pressione cinetica di riferimento (490 N/m2);
 Ce coefficiente di esposizione (2,83);
 Cp coefficiente di forma, funzione della tipologia e della geometria della
costruzione e del suo orientamento rispetto alla direzione del vento (1);
 Cd coefficiente dinamico, con cui si tiene conto degli effetti riduttivi associati
alla non contemporaneità delle massime pressioni locali e degli effetti
amplificativi dovuti alle vibrazioni strutturali (1).
5
Per il calcolo della pressione cinetica di riferimento si è considerata la formula:
v 2 ref
q ref 
1, 6
in cui la velocità di riferimento del vento (vref ) è funzione della zona che si considera.
La Sicilia ricade in zona 4, alla quale è associata una velocità di riferimento del vento

di 28 m/s. Determinata l’azione P, la normativa fornisce le aliquote di pressione del
vento nel caso di parete sopravento e sottovento:
 P = 0,8P = 1,12KN/m2 per parete sopravento;
 P = 0,4P = 0,56KN/m2 per parete sottovento.

0,4 P 0,4 P

0,8 P 0,4 P

3.4 Azione Sismica

Per la caratterizzazione sismica si procede al calcolo e all’individuazione dei seguenti


parametri.
1. Categoria di sottosuolo
2. Classe d’uso
3. Condizioni topografiche
4. Vita nominale
5. Periodo di riferimento dell’azione sismica
6. Scelta della classe di duttilità
7. Fattore di struttura
6
8. Periodo fondamentale della struttura
9. Periodo di ritorno dell’azione sismica

- Categoria di sottosuolo

La categoria di sottosuolo ipotizzata è la B.

Categoria Descrizione

Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori di V s,30 superiori a 800 m/s,
A
eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con spessore massimo pari a 3 m.
Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a grana fina molto
consistenti con spessore superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propietà
B meccaniche con la profondità e da valori di V s,30 compresi tra 360 m/s e 800 m/s (ovvero N SPT,30 >
50 nei terreni a grana grossa e c u,30 > 250 kPa nei terreni a grana fina).

Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni a grana fina mediamente
consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da una graduale miglioramento delle propietà
C meccaniche con le profondità e da valori di Vs,30 compresi tra 180 m/s e 360 m/s (ovvero
15< N SPT,30 > 50 nei terreni a grana grossa e 70 < c u,30 > 250 kPa nei terreni a grana fina).

Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o terreni a grana fina scarsamente
consistenti, con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da una graduale miglioramento delle
D
propietà meccaniche con le profondità e da valori di Vs,30 cinferiori a 180 m/s (ovvero N SPT,30 < 15
nei terreni a grana grossa e c u,30 > 70 kPa nei terreni a grana fina).
Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul substrato di
E
riferimento (con V s > 800 m/s).

- Classe d’uso

L’edificio oggetto di studio rientra nella classe d’uso II ovvero :


 Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti pericolosi
per l’ambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali.

- Condizioni topografiche

La superficie topografica appartiene alla categoria T1.

7
Categoria Caratteristiche della superficie topografica

T1 Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i ≤ 15°

T2 Pendii con inclinazione media i > 15°

T3 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media 15° ≤ i ≥ 15°

T4 Rilievi con larghezza in cresta molto minore che alla base e inclinazione media i > 30°

Per tale categoria il parametro spettrale ST si assume pari ad 1.

- Vita nominale

L’edificio oggetto di studio può essere considerato un’opera ordinaria.

Vita Nominale
TIPI DI COSTRUZIONE
VN (in anni)

1 Opere provvisorie - Opere provvisionali - Strutture in fase costruttiva ≤ 10

Opere ordinarie, ponti, opere infrastrutturali e dighe di dimensioni


2 ≥ 50
contenute o di importanza normale
Grandi opere, ponti, opere infrastrutturali e dighe di grandi dimensioni o di
3 ≥ 100
importanza strategica

Quindi si ipotizza che:


VN = 50 anni

- Periodo di riferimento dell’azione sismica

Le azioni sismiche vengono valutate in relazione ad un periodo di riferimento


VR che si ricava secondo la seguente formula:
VR = VN · CU
Il valore del coefficiente d’uso CU è 1 per classe d’uso II, quindi si ha :
VR = 50 · 1 = 50 ANNI

8
- Classe di duttilità

Si ipotizza di progettare in classe di duttilità bassa (CD ’’B’’), ricordando che il


progetto in CD’’B’’ richiede essenzialmente che tutti gli elementi a funzionamento
flessionale (travi e pilastri) posseggono una soglia minima di duttilità.

- Fattore di struttura (q)

Il fattore di struttura può essere calcolato tramite la seguente espressione:

q = qo · Kr

I valori di qo relativi alla classe di duttilità considerata e alla tipologia strutturale


vengono evidenziati nella tabella seguente:

Quindi, considerato che per costruzioni regolari in altezza KR = 1, si ha che :


q = qo ∙ Kr = 2

- Periodo fondamentale della struttura

Il periodo fondamentale della struttura T1 può essere stimato utilizzando la formula


seguente:
T1 = Cl · H ¾ = 0,328 s
dove:

9
 H è l’altezza della costruzione, pari a 12,3 m dal piano di fondazione e Cl vale
0,05 per costruzioni con struttura qualsiasi.

- Periodo di ritorno dell’azione sismica

Il periodo di ritorno dell’azione sismica viene calcolato secondo la seguente relazione


VR
TR  -
ln 1 - PVR

In cui la probabilità di superamento ( PVR ), in funzione degli stati limite, assume i
seguenti valori:

Stati Limite PVR: Probabilità di superamento nel periodo di riferimento VR


Stati limite di SLO 81%
esercizio SLD 63%
Stati limite SLV 10%
ultimi SLC 5%

Per tanto :
Per lo stato limite di salvaguardia della vita ( SLV)
TR = 475 anni

A partire dai parametri sopra riportati si può definire lo spettro di progetto in pseudo
accelerazione allo stato limite di salvaguardia alla vita SLV, in funzione delle
coordinate geografiche del sito, del fattore di struttura, delle caratteristiche
topografiche, della tipologia di suolo, dello stato limite considerato, delle
caratteristiche della struttura, ecc..
Di seguito si mostrano i parametri e le ordinate dello spettro allo SLV ricavati per il
caso in esame.

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Parametri indipendenti Punti dello spettro di progetto
STATO LIMITE SLV T [s] Sd,o [g]
ag 0,214 g 0,000 0,257
Fo 2,269 TB 0,183 0,292
Tc* 0,420 TC 0,549 0,292
SS 1,200 0,640 0,250
CC 1,309 0,731 0,219
ST 1,000 0,822 0,195
q 2,000 0,913 0,176
1,004 0,160
1,094 0,146
Parametri dipendenti 1,185 0,135
S 1,200 1,276 0,126
h 0,500 1,367 0,117
TB 0,183 s 1,458 0,110
TC 0,549 s 1,549 0,103
TD 2,457 s 1,640 0,098
1,730 0,093
1,821 0,088
1,912 0,084
2,003 0,080
2,094 0,077
2,185 0,073
2,276 0,070
2,366 0,068
TD 2,457 0,065
2,531 0,061
2,604 0,058
2,678 0,055
2,751 0,052
2,825 0,049
2,898 0,047
2,972 0,045
3,045 0,043
3,118 0,043
3,192 0,043
3,265 0,043
Poiché : 3,339 0,043
3,412 0,043
Tc ≤ T1 < T3,486
d 0,043
i valori di riferimento dell’ 3,559
ordinata dello spettro di 0,043
progetto per la componente
3,633 0,043
orizzontale è : 3,706 0,043
3,780 0,043
3,853 0,043
3,927 0,043 11
4,000 0,043
1 T 
S d,o T1   a g  S   Fo   C   0,291
q  T
Nella figura successiva viene riportato lo spettro di progetto per la componente
orizzontale.

Sd,o[g]

T[s]

Pertanto è possibile, in seguito alla determinazione del peso sismico della struttura,
valutare l'azione sismica agente sulla struttura in funzione dello stato limite
considerato (SLV), utilizzando il valore dell’ ordinata dello spettro di progetto
corrispondente al periodo proprio della strutture. Quindi:
Fh  S d T1  W  λ  0,291 337,1 1  99 KN
E’ importante sottolineare che nella formula sopra descritta, a differenza di quanto
inserito nella normativa, l’accelerazione di gravità g non compare a denominatore
poiché l’ordinata dello spettro di progetto risulta normalizzata proprio rispetto a g.

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4. COPERTURA
Per la copertura è stato scelto un pannello coibentato tipo ZeroKlass Roof, prodotto
da WRP, che pesa 0,152 KN/m2.

Sugli arcarecci interni quindi, considerando il peso proprio del pannello ed il carico
della neve, agirà un carico complessivo dato da:
q  0,199  0,43  2,35  0,152  2,375  1,57 KN/m
dove si è considerato:
 il peso proprio dell’arcareccio, costituito da un profilo HEA 120 (0,199
KN/m);
 il peso proprio del pannello (0,152 KN/m2) per l’area di influenza del singolo
arcareccio pari a 2,375 metri;
 il carico da neve (0,43 KN/ m2) per la proiezione di quest’ultima sul piano
orizzontale (2,35 metri).

2,375
°
7 ,6

2,35

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Gli arcarecci vengono calcolati a vantaggio di sicurezza secondo uno schema di trave
semplicemente appoggiata.

Qk
Gk

Si riporta la scheda del profilo utilizzato:

b H a e r Peso Sezione Ix Iy Wx Wy ix iy
mm mm mm mm mm Kg/m cm2 cm4 cm4 cm4 cm4 cm4 cm4
120 114 5 8 12 19,9 25,34 606,2 230,9 106,3 38,48 4,89 3,02

4.1 Calcolo delle sollecitazioni allo S.L.U

Definiti i carichi agenti sugli arcarecci:


Gk1 = 0,199 KN/m Peso dell’arcareccio
Gk2 = 0,152 KN/m2 Peso del pannello
Qk = 0,43 KN/m2 Carico da neve
L’azione di calcolo sugli arcarecci centrali si determina considerando i coefficienti
amplificativi decritti nella normativa (G1 = 1,3; G2 = Q = 1,5)
14
Fd  γ G1  G k1  γ G2  G k2  γ Q  Q k  2,42 kN/m 

Poiché la falda presenta un’inclinazione gli arcarecci subiscono una


flessione deviata. Bisogna perciò scomporre l’azione di calcolo nelle due componenti
principali:
Fd, z  Fd  cosα  2,40 kN/m

Fd, y  Fd  senα  0,31 kN/m

Il carico dovuto al peso del manto di copertura e all’azione del vento gravante sugli
arcarecci di bordo è pari alla metà del carico degli arcarecci centrali. Considerando la
luce di 5,5 metri, le sollecitazioni sull’arcareccio più sollecitato sono:
q z  l2
M y,Ed   9,07 kNm
8
q y  l2
M z, Ed   1,17 kNm
8
qz  l
Vy, Ed   6,6 kN
2
qy  l
Vz, Ed   0,85 kN
2

4.2 Verifiche di resistenza

L’NTC 2008 al paragrafo 4.2.4.1.2 per elementi soggetti a flessione biassiale richiede
il rispetto della relazione:
 M y,Ed   M z, Ed 
   1
M  M 
 pl, y,Rd   pl,z, Rd 
dove
Wpl, y  f yk
M pl.y,Rd   26,7 kNm
γ M0

Wpl, z  f yk
M pl, z, Rd   13,2 kNm
γ M0

Per cui risulta soddisfatta la verifica:

15
 9,07   1,17 
    0,42
 26,7   13,2 

Determinata inoltre l’area resistente a taglio


A v  1,04  h  t w  1,04  114  5  592,8 mm2

si procede con la verifica a taglio secondo la relazione


VEd
1
Vc, Rd

con
A v  f yk
Vc,Rd 
3  γ M0

che vale, una volta sostituiti i valori


592,8  235
Vc, Rd   76,6 kN
3  1,05

Per cui risulta soddisfatta la verifica


6,35
 0,08  1
76,6

4.3 Calcolo delle sollecitazioni allo Stato Limite di Servizio

I carichi gravanti sugli arcarecci sono gli stessicalcolati di quelli allo S.L.U. ma in
questo caso, utilizzando la combinazione rara, coefficienti parziali di sicurezza non
vengono considerati. Inoltre bisogna svolgere un ulteriore calcolo utilizzando
esclusivamente i carichi variabili.
Si ottengono le seguenti azioni di calcolo:
Fd,1  G k1  G k2  Q k  1,58KN/m
Fd,1y  0,21KN/m
Fd,1z  1,57KN/m

Fd,2  Q k  1,02KN/m
Fd,2y  0,13KN/m
Fd,2z  1,01KN/m

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4.4 Verifiche di deformabilità

Con i valori appena calcolati si valuta la freccia in mezzeria secondo la relazione


5 q  l4
δ
384 E  I
Poiché la sollecitazione è biassiale bisogna calcolare la freccia lungo i due assi
principali e quindi determinare la freccia risultante. Essa deve essere confrontata con
i valori limite imposti dall’NTC 2008 al paragrafo 4.2.4.2.1 pari a 1/200 della luce
per la prima soluzione di calcolo e pari a 1/250 per la soluzione con i soli carichi
variabili:
5 q1, y  l
4

δ1, y   5,16mm
384 E  I z

5 q 1,z  l
4

δ1,z   14,7mm
384 E  I y

La freccia risultante, per la prima combinazione di carico, risulta essera pari a:

δ1, tot  5,16 2  14,7 2  15,6mm

La verifica risulta soddisfatta in quanto


1
15,6  27,5  l
200
Analogamente si procede con le verifiche per la seconda combinazione di carico:
5 q 2, y  l
4

δ 2, y   3,19mm
384 E  I z

5 q 2,z  l
4

δ 2,z   9,46mm
384 E  I y

La freccia risultante, per la seconda combinazione di carico, risulta essera pari a

δ 2,tot  3,192  9,462  9,98mm


La verifica risulta soddisfatta in quanto
1
9,98  22  l
250
17
18
5. CAPRIATA
5.1 Schema di calcolo

La capriata è modellata secondo uno schema di travatura reticolare così da avere


solamente sforzo normale nelle aste componenti la capriata. Per questo motivo in fase
di progettazione si è scelto come larghezza delle maglie una lunghezza pari
all’interasse tra gli arcarecci. In questo modo i carichi della copertura sono trasmessi
alla capriata in corrispondenza dei nodi. La capriata copre l’intera luce di 19 metri ed
ha un’altezza variabile da 0,6 ml alle estremità e 1,9 ml in corrispondenza del colmo.
Per semplicità di trasporto la capriata è stata divisa in 3 conci da 6,33 metri ciascuno,
che verranno realizzati in officina con collegamenti in officina. I 3 conci verranno poi
montati in opera utilizzando dei collegamenti bullonati, che verranno
successivamente verificati.
Nella figura seguente si riportano le numerazioni utilizzate nel calcolo per i nodi.

E
C D F
B G
H
A I

Q P O N M L

6,33 6,33 6,33

5.2 Calcolo delle sollecitazioni allo Stato Limite Ultimo

La forza da applicare al singolo nodo è data dalla somma della reazione


dell’arcareccio, determinata precedentemente, e il peso proprio della capriata ripartito
ai nodi secondo le aree di influenza. Per quanto riguarda i profili da utilizzare per la
realizzazione della capriata,in prima approssimazione, sono stati scelti degli UPN 120
accoppiati. In considerazione di ciò il peso della capriata è pari a 19,25 KN che,
ripartito nei nodi, equivale ad un carico di 2,75 KN nei nodi centrali e 1,37 KN nei
nodi di estremità. Queste forze andranno a sommarsi alla reazione dell’arcareccio

19
pari a 12,7 KN per i nodi centrali e 6,35 KN per i nodi di estremità. Risultano quindi
i seguenti carichi nodali:
F1= 7,72 KN carico nodi di estremità
F2= 15,45 KN carico nodi centrali
I valori di sollecitazione, determinati con l’ausilio del software di calcolo agli
elementi finiti SAP 2000, sono riportati nella seguente figura.

15,45
15,45
4
15,45
15,45 3 167,4
7,72 2 169,2
1 164 ,3

1,9
117,8 18 12

12,8
4 9
16,4

39,7
33,7

10
7,6°

11 13
14,9°

14
121,1
5 125,4 164,1 152,6
6 7 8

2,35 2,35 2,35 2,35


9,5

5.3 Scelta dei profili

Al fine di rispettare tutte le verifiche considerate nei seguenti paragrafi si è deciso di


adottare i seguenti profili a C, accoppiati lungo l’anima, per i diversi elementi
costituenti la capriata:
 UPN 80x45 corrente superiore compresso
 UPN 50x25 corrente inferiore teso
 UPN 60x30 montanti compressi
 UPN 50x25 diagonali tese

20
Considerati i pesi dei singoli profili e moltiplicati per il numero di aste si ottiene un
peso di mezza capriata pari a 11,2 KN. I profili sono accoppiati sono collegati da
imbottiture di spessore 10 mm.

5.4 Verifiche allo Stato Limite Ultimo

5.4.1 Verifiche di resistenza

Al paragrafo 4.2.4.1.2 dell’NTC 2008 è richiesta la verifica delle seguenti relazioni


N Ed
1
N t,Rd
N Ed
1
N c,Rd
rispettivamente per elementi tesi e compressi. Nel caso in esame
A  f yk
N t, Rd  N pl, Rd   N c,Rd
γ M0
Per quanto riguarda gli elementi tesi, al momento del dimensionamento e della
verifica dei collegamenti bullonati, si deve anche verificare la resistenza a rottura
della sezione netta depurata dei fori con
0,9  A net  f tk
N u,Rd 
γ M2
Si riassume nella seguente tabella la verifica di resistenza per gli elementi della
capriata:

Nsd Ares NRd


N° Comp/Traz Profilo Verifica
[KN] [mm2] [KN]

1 117,8 C UPN 80 2200 492,38 


superiore
Corrente

2 164 C UPN 80 2200 492,38 

3 169,2 C UPN 80 2200 492,38 

21
4 167,4 C UPN 80 2200 492,38 

5 121,1 T UPN 50 984 220,23 


Tirante inferiore

6 125,4 T UPN 50 984 220,23 

7 164,1 T UPN 50 984 220,23 

8 152,6 T UPN 50 984 220,23 

9 12,8 C UPN 60 1292 289,16 


Montanti

10 16,4 C UPN 60 1292 289,16 

11 39,7 C UPN 60 1292 289,16 

12 18,3 T UPN 50 984 220,23 


Diagonali

13 4,0 T UPN 50 984 220,23 

14 39,7 T UPN 50 984 220,23 

5.4.2 Verifiche di instabilità

Secondo la circolare esplicativa per l’applicazione dell’NTC 2008, al paragrafo


4.2.4.1.3.1.5, poiché la distanza tra i collegamenti è superiore a 15 imin, occorre
effettuare la verifica di instabilità degli elementi, ricorrendo ad una snellezza
equivalente della sezione composta, utilizzando norme di comprovata validità quale
l’EC3. Si utilizzano pertanto le seguenti relazioni:
N Sd  N b, Rd

χ  A  f yk
N b, Rd 
γ M1
Con
1
- χ 1 coefficiente di riduzione per instabilità
Φ  Φ2  λ 2

22
- 
Φ  0,5  1  α  λ  0,2 λ 2 
- α  0,49 coefficiente di imperfezione
λ eq
- λ snellezza adimensionale
λy
2
- λ eq  λ 2  λ l snellezza equivalente

l0
- λl  snellezza del singolo profilo
i min
l
- λ *
snellezza della sezione composta
iy

- l0 distanza tra le imbottiture


- l lunghezza dell’asta
- imin raggio d’inerzia del singolo profilo
- iy* raggio d’inerzia della sezione composta

Nella tabella seguente viene riassunto il calcolo per la verifica di instabilità delle aste
compresse.

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