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—_ a MARIO CATANIA [1] Generate Le strutture prefabbricate sono costituzionalmente for- rate da un’insieme, opporvunamente concepito, di cle- ‘enti singoli, disuniti fra loro, che, mediante opportune operazioni di montaggio, assemblaggio, unione cessiva sigillatura acquistano le necessarie caratteristiche i monolitcit’. Nelle varie fasi del montaggio, ed in esercizio interessa garantie alla struttura una rigidezza sulficiente. B neces- satio allora ricorrere, sempre in fase di montaggio ¢ spesso in fase d'esercizio, ad opportuni elementi di ie- rigidimento della struttura, detti controventi, che se impiegati solo al fine del montaggio si diranno provvie sori, se impiegati in esercizio si diranno permanenti Lo ‘scopo fondamentale di tali controventi & dunque tll A dnpodine sa nel fi intermedi satags che durante Wesercizio della struttura, qualsiasi movi- mento rigido ed inoltre di limitare Ia deformabilith elastin delle membrature singoe ¢ dell stuttra nel suo complesso, con particolare riguardo anche a feno- meni di sabi dellequilbriolastieo, Inolee tal controventi devono essere in grado di assorbire tutte quelle azioni prevedibili © meno (vento, eccentriciti dei carichi, effetti di imperfezioni della struttura e dei vineoli) che tendono a provocare le deformazioni rigide cd chastiche che si ritengono pericolose. Va rilevato a tal proposito che il tipo di collasso, che si manifesta quando si determinano dei fenomeni di in- stabiliti dellequilibrio rigido © dell’equilibrio clastico, & sempre un collasso improvviso che non di preavviso € non permette alcuna possibilith di scampo alle persone coinvolte nel erollo che ne consegue. I due fenomeni di instablitA possono presentarsi insieme, nel senso che in molti casi una eccessiva deformabilith di ano dei duc tipi pud determinare le condizioni perché si manifest il collasso per instabili dellalteo tipo. E da rilevare che, forse a causa della scarsa preparazione tecnica dei progettsti, dei direttori delle imprese e dei capi cantieri, le controventature in corso d'opera sono oggetto di «insana improvvisazione» € non di un ac- curato ed attento studio, Inoltre molte ditte, salvo rare eccezioni, ¢ sempre in modo incompleto, non danno adeguate istruzioni per il montaggio delle struteut. Molto infuisce il costo del montaggio sul costo dell'ope- ra, per cui, in regime di scarsa o quasi nulla chiarezza legislativa sono favorite le ditte meno serie, che tiliz- zano capicanticri ¢ mano d’opera non specializzata, che, LA CONTROVENTATURA DELLE STRUTTURE PREFABBRICATE - | PARTE pertanto, non é nemmeno in grado di capire la perico- lositi di certe soluzioni. Questo spicga il gran numero i crolli che continuamente avvengono in fase di mon- taggio proprio per carenza di controventatura © per concomitanza di difetti costruttivi c di vincolo che come concausa innescano il fenomeno itreversibile del collasso. LL, La stabilitd dellequilibrio rigido Per chiarire il concetto consideriamo un pendolo appeso al punto O (fig. 1a), esso & in equilibrio stabile nel caso a), in cui la retta d’azione del peso G passa per il punto O, Geclla nel capo b), ciod tendo a toinare aca posizione di fig. 1a, ed & in equilibrio instabile nel caso c), ciot qualsiasi forza piccola a piacere, tende a farlo tomare nella posizione a). Ebbene nessuno di questi tre casi accettabile al prefab bricatore, nemmeno quello di fig. 1a. Per bloccare qual- siasi possibilita di movimento del pendolo, si deve allora aggiungere un'asta (fig. 2 ¢ 3) ancorata in un punto rigido B. Infatti peril costruttore & gid pericoloso che vi sia pos- sibilicd di movimenti anche piccoli, per aversi una si- tuazione non pitt equilibrata ¢ quindi Peventualith che sotto T'azione della forza-peso o di spinte orizzontali un clemento grutarale wou a rovesciarsi. Un pericolo, come quello ora indicato, si presenta in tutte le volte che si appoggia un elemento’ struvurale con base molto stretta ¢ sezione molto alta. E cio’ il caso di travi a doppio T molto alte, di travi a doppia pendenza, di archi di grande luce, ¢cc., il cui comportamento (fig. a) pud in alcuni casi avvicinarsi a quello di fig. 2c. Per questa ragione & meglio che questi tipi di structure ‘vengano posti in opera, 0 inserendo le testate entro apposite sedi a forcella, ricavate nei pilastri ¢ nelle travi, ‘oppure introducendo ‘dei controventi_provvisori che vengono tolti solo dopo avere solidarizzato le travi con gli clementi di copertura e, ove il caso, dopo aver in- serito dei controventi definitivi. Fig. 3. Pud inoltre accadere in questi tipi di strutture che a causa delle dimensioni, siabbia uno svergolamento della seruteura la quale’esce dal suo piano con una rotazione ed uno spostamento delle sue sezioni centrali (fig. 5). In quest'lkimo caso lo spostamento provoca un mo- mento ribaltante dovuto al peso proprio che a sua vo ta incrementa il fenomeno e porta, in assenza di for- celle, al ribaltamento della trave. E allora necessario intervenire applicando degli opportuni controventi; si hha cosi_una diminuzione della lunghezza di inflesione ced un itrigidimento di euro Pinsieme. In aleuni casi per effeto di difers nella precompressione di discontinuiti nella massa del conglomerato possono aversi degli sbandamenti iniziali delle travi. Per effetto di tali sandamenti gli ass delle sezioni intermedie della taye non coincidono con I’asse che unisce idealmente le sezioni di appoggio. Fig. 4 348 thtaretes tons vista in planta Fig. bis. Nasee allora un momento ribaltante che pud provocare il rovesciamento della trave. Molto spesso tale rovescia- mento avviene anche per effetto di incremento della deformazione dovuta a variazioni termiche eda colpi improvvisi (vento, apparecchiature di montaggio). In altri casi Pazione del vento pud provocare ina oscilla zione della trave nel piano orizzontale con successivi incrementi della deformazione dovuta al vento, che si somma alPazione dinamica ed all’azione statica dovura al peso proprio che si & spostato (come, ciog, nel caso della figura 5bis) fino a provocare il. rovesciamento. Un caso piit complesso ¢ quello in cui si accoppiano degli clementi verticali con degli elementi orizzontali In sede di montaggio si pud avere allora il seguente schema labile: 8 Bs ° Fig. 6. Tale schema si ha tutte le volte, ad esempio, che si pog- giano degli arcarecci su delle travi ost degli archi, senza realizzare degli incastri mediante incassatura ¢ collegamento nei nodi, © prima che venga eseguito il previsto getto di completamento. Nel caso di figura 7 una forza otizzontale infinitesima applicata, ad esempio, nel nodo (1) determina il collasso della struttura. Infatti nulla impedisce al nodo in (1) di aprirsi ed agli appoggi (A), (B) ¢ (C) di ruotare. ee A snide Wcollage dla sou pud anche avere se il montaggio & difettoso, per effetto dello stesso peso degli clementi(!) I peso degli clementi nell'esempio provoca infatti un ‘momento ribaleante rispetto agli appoggi yy e M,= yz xet Gx 2 Un fenomeno dello stesso tipo pud aversi quando, pur 8 da siteate che I erie al piede genralmente sono deli spposei Suet lind Ts ora deve sempre Cte dts Ces soi mee Flee, (aivoa bstno 3040 Ke dsp) avendo prevista la esecuzione di incastri nei nodi ed agli appoggi, il collegamento nel nodo é difettoso ¢ non ha sufliciente resistenza. Infutti (fig. 9a.b) in tal caso per effetto della forza oriz- zontale H nascono dei momenti e dei tagh che possono anche cambiare segno con il cambiare del segno di H. Se i giunti non sono stati ancora colati o se il oro di- ‘mensionamento & stato insufficiente si determina il crollo, della struttura cost maldesteamente realizzata Pertanto nel caso di fig. 6 & assolutamente necessario applicare dei controventi mentre nel caso di fig. 9a ¢ 9b & necessatio applicare i controventi, sempre in fase di montaggio, ed eventualmente in esercizio se i nodi non sono stati opportunamente verificati Un caso ancor pitt complesso & quello del controventa- ‘mento delle steutture spazial Il ragionare per clementi piani pud infatti indarre a notevoli errori, in quanto si realizza una struttuta rigida nel piano considerato ¢ la si realizza labile, ad esempio, nel piano normale. Due esempi di questo tipo sono quello delle capriate costruite in due pezzi e successivamente collegate in opera ¢ quello degli archi a tre cemniere, flil|e pot Fig. 80, 349 Fig, 10, Nello schema di figura 10 8 rappresentata una immagine vista dallateo diel srutture” “ Sotto Tazione di forze orizzontali o del peso proprio e per effetto di inevitabili difeti di montaggio pud de- terminarsi uno spostamento orizzontale accompagnato da una successiva rotazione degli clementi che conduce a collaso delfinseme strutturle, Il fenomeno pud manifestarsi sia in fase di montaggio che in ceveido, tn quet timo caso exo pud avert ta che si impieghino arcarecci sia che si impieghino tego~ oni, solo se i collegamenti non sono sufficientemente rigidi ed atti a resistre alle possibl azioni orizzontali. In fase di montaggio, in assenza di controventature, solo il ponteggio impedisce che avvenga il movimento di fig. 11. Tale posi di movimento infiti.non modifica Ia stanza reciproca dei punti di appoggio in senso longi- furnace, 4 monagato efittuat, pub esee impedes solo se | panel o gi arearect Hanno una sufiiente rigidezza angolare nel piano di appoggio. Nl caso dei pannelli (fig. 12), per impedire che lo spo- stamento possa avvenire, il pannello deve essere in grado di assorbire la trazione secondo A-B ¢ la compressione secondo C-D; ma tali sollecitazioni possono_nascere solo: se c' un sulficiente ancoraggio fra T'elemento appoggio ed il pannello stesso. In tal caso il pannello funziona come una parete di controvento. Fig. 12. Fig. 11, 350 Nel caso di arcarecci (fig. 13) per impedire che lo spo- stamento avvenga bisogna fornire ai nodi, in assenza di opportune controventature una sufficiente rigidezza angola, oltre che nel plano vertical (Bg. 9 ¢ 98) anche nel piano d'appoggio. Infit se illnodo & sufilentementerigido (Bg. 13 © 14) nascono delle azioni flessionali che Io sollecitano, ma che impediscono un movimento eccessivo della struttura. Se invece il moto rigido non impedito dalla rigidezea 4i tali nodiallora nei punti di appoggio & possibile una rotazione nel piano d’appoggio c si ha il collasso della sutra he wit & _— Tali fenomeni sono anche pit frequenti se le superfici di appoggio non sono lisce ed alivelloe se gli apparecchi ’appoggio sono eccessivamente deformabili permetten- do non solo traslazioni, ma anche rotazioni del piano dappoggio. 1.2, La stabilitd dellequilibrio elastco I crollo ¢ collasso delle struteure prefabbricate in ca. e cap. dovuto a tale solo fenomeno @ poco frequente. Come git detto, generalmente la eccessiva deformabiliti trasversale degli clementi strutcurali determina o il ri- baltamento delle struttute oil loro collasso per eccessivo aumento delle sollecitazioni provocate dalla nuova con- figurazione assunta dalla struttua. Il caso piit frequente di collasso per instabilith si ha nelle travi snelle prefab- bricate nelle fasi di trasporto. In tale situazione al peso proprio vi sempre aggiunto un carico dinamico che alcune volte pud superare il 50% del peso proprio. Inoltre se il sollevamento non @ fatto con condotta centrale possono nascere delle azioni aggiuntive che Fig. 15. favoscono instalizzarione dll sur niscono su tale fenomeno la posizione dei punti di sospensione ¢ Tinclinarione dei Cavi di sospemsionc. B inode da tener presente che in caso di sospensione flessibile sono possbili anche delle oscillszioni pendolar. 1.3, Forze orizzontali agenti sulle struture 1 carichi orizzontali che vanno considerati agenti sulle strutture sono 1) azione del vento il evi valore va scelto in base alla normativa C.N.R.-UNI-10012 del 1967; 2) carichi dovuti ad imperfexioni dei vincoli e della struttura in 3 che vanno caleolati in funzione del peso proprio della struttura come segue: 4) in assenza di carico critico, come una forza orizzon- tale H= Nj(100-20), dove N ¢ il solo peso proprio della struttura al montaggio, ed in esercizio il p.p. + + il carico accidentale verticale; 8) se v'8 pericolo di catico critico, ed & possibile deter- minare il coefficiente «(?) come una forza orizzontale H = CON/(100<20); 3) se si im zona sismica @ H = aN con @ <1, dove il valore di « & dato dalle norme; 4) azioni verticali dovute a sforzi applicati in sede di montaggio, ad imperfezioni del montaggio, ad even- twali mezzi di trasporto interi (carrisponte, mono- rotaie, ec). Le DIN tedesche (DIN 1055) prescrivono in gencrale dork Gott 44 pons Ihe J naam Soe Se fore orzomele 1 = N20 se ques kia risa pit ravosa della loro somma. Ee verfca con la H di cui al punto 3) (effetti di sisma) esclude naturalmente la verificaall'azione del vento. In fase di montaggio per le controventature provvisorie pud essere assunta come azione orizzontale quella con sigliata dalle DIN tedesche (H — N/20) rclativa al solo peso delle controventature permanenti c prima dei gett 4k completamento. Schemi di controventature costituite da aste e loro calcolo (*) 21. Controventature verticali dei telai 0 di strutture assi~ milabili a elai Per effetto delle controventature un generico telaio di controvento & assimilabile ad una mensola a_pareti alleggerite ineastrata al picde. Mediante Minserimento nella maglia rettangolare del telaio di un sistema op- portuno di diagonali si ottiene una notevole rigidezza che permette di asorbire con modeste deformazioni rizzontali le pitt gravose condizioni di carico interno ed esterno. Gli schemi che si adottano per le controventature non sono mai a nodi rigidi, ma a nodi deformabili a maglic triangolari, in modo che Ie azioni esterne generino nei teai di controvento prevalentemente delle azioni di (1 ator per esate in ca, sono tosatsl sul Santarlla: «tt ee ‘hon armatos Vo. Eaton Hospi Mise, (i aii in quanto alle ole coottovettre che pomono interes li <= sits petit uso casowe, ch han largo ine a = 351 Fig. 16a. Controventature semplice (diagonali che resistono sie 0¥e che compresses 'sipo Mohnie) i che 360, Contraventaturs a eroce Sint‘Andres "= Tavora solo To" dlagonete esa) Fig. 164. Controvonto a V rovescio qT 166. Controvento a V dlitto Be a 16F. Controvento @ portale zopp0 = 169. Controvento a portale cat Fig. Fig 352 (3 ceeniere) a compresione o wazione. Ese permettono a ws le fondazioni e pitt in generale agli appoggi, Ia aliquota i carchi orizotaall Cnemi ed tareen 3A eee ed impediscono fenomeni di collasso per rovesciamento, tipi di controventi piit usati sono indicati alle fig. 16a, byde£g. Limpiego dei vari schemi dipende generalmente dalla necessiti di avere o meno aperture, dalla distanza tra i vari elementi e dal tipo di materiale impicgato per le controventature. 1 controventi vengono normalmente sistemati in una posizione mediana della struttura, ma se il capannone & molto lungo vanno opportunamente intervallati. In tal caso perd vanno sistemati opportuni giunti di dilata- Zione in quanto altrimenti le dilatazioni termiche rie sulterebbero impedite dagli stessi controventi (fig. 7). Tdi Fig. 18. Nel caso che non si vogliano mettere controventature nel piano dei tela allora questi devono garantie sia in fase di montaggio che in esercizio una sufficiente rigi- dezza. Gli schemi che possono realizzarsi sono allora dei tipi in figura 18-19 o similari; essi vanno verificati sia dal punto di vista della resstenza che della deforma- bilith allazione dei carichi orizzontali Le controventature non sono anche necessarie se le pa~ reti di chiusura, pannelli prefabbricati o murature in opera, sono in grado di rendere sufficientemente inde- formabile la struttura, Ai fini del calcolo dei controventi costituiti da aste, vengono fatte le seguenti ipotesi: 1) i nodi sono incer~ nierati e tutta lazione dovuta alle azioni orizzontali & sopportata da telai controventati, mentre 2) i controventi non contribuiseono alla resistenza (cio’ ® come se non «sistessero) a fini dei carichi vertical; 3) le azioni dovute al vento vanno riportate nei nodi dello schema di calcolo. Calcolo del controvento a diagonale semplice (fig. 20a,b) Caleta Ia forza Hin base alla supericie invesita da Senne sof eimebe costiuen il tio dt cono- vento per effetto della H le seguenti sollecitazioni: — asta (pilastro) (A)-(I): scarico; — asta (trave) (1)-(2): Nig = Hs — asta (pilastro) (2)-(B): Py = Vy = Hhlls — asta (diagonale) (A)-(2): D = H/(cos «) Fig. 206. — azione di sollevamento sul vincolo in (B): Vp = Hh; — taglio sul vincolo in (B): Hy = H, Hy = 0. Nel caso invece che si inverta la diagonale, questa risulta compressa (e va quindi calcolata a carico di punta) si ha: WH 1 Hh Vapi si osservi che « = arctang hl. Le controventature a eroce di Sant’Andrea possono cal- colatsi come nel caso della fig, 20a 0 20b se (fig. 21a) si considera resistente solo la diagonale tesa Fig. 2. Se invece si considera resistente anche quella compressa bisogna verificare che (fig. 21b) questa sotto l'azione della X non si instabilizzi, Tuttavia anche se la struttura @ iperstatica per le condizioni di emisimmetria si pud risolvere la X con V'artificio di fig. 21. E Calcolo delle controventature a V.rovescia Nel tratio (1)-(K) asta risulta compressa, 1 tat WO eae ‘eh fisutano weaichi Hy =H, = 1h —vp= 2 _ yet p, =n) #3 —D;. 353 Fig. 22 Se V'asta (K)-(B) non @ in grado di resistere a compres- Sead eat dean aclvommorennet exis ‘ma il traverso € soggetto in (K) al momento flettente M, = Hhj2. Caleolo della controventatura a V diritta Questo tipo di controventatura richiede unvincolo a terra aggiuntivo e viene impegnato per quanto meno frequentemente. Trova maggiore applicazione nei fab- bricati multipiano, Si ha — asta (1)-(2): N= —H]2 compressione; — asta (1)-(A): Py = Hil; Vg = Hil; Hy — asta (2)-(B): Py = —Hh{l; Vp = Hl; Hp — asta (1)-(C): Dy = Dy = Hi cosa); Ve = Fig. 29. Se'Vasta (1)-(C) non 2 in grado di resistere a compres- sione ritorna al caso della diagonale semplice. Caleolo della controventatura a portale zoppo (ang = fous) Fig. 24. Fig. 25. Si trova: Vy = Hhjl; Ve=—Vai Hp =0 — asta (1)-(2): N= —H a=), Hh = asta @)(K): Di = og = Hh Ve+ (oF “a roel! hl fee — asta (1)-(K): Dy ane (IA): Pal = Hf = wy = asta (2)-(B): Py = — ah 5 — asta (A)-(K): Dy =D, sen(e + A) + Dy senly — ). Caleolo del controvento a portale a 3 cerniere (a cattedrale) 2 Fo, 28 H Hh H He=zi Vas ps Meas Vn = Vas BWW a-/* + pV B+ al Il eremoniano risulta come in fig. 26b. Il ealcolo perd, volendo, pud estere ancora condotto analiticamente dividendo if portale secondo lo schema di fig. 27. Caleolo del controvento a portale (fig. 28) (ose) In questo caso il traverso (1)-(2) @ sollecitato da un momento flettente (in caso contratio il sistema risul- tercbbe labile). Gli sforzi valgono: — asta (A)-(3): Dy = oo 4 Fig. 28. — asta (B)-(A): Dy In questo caso & pitt conveniente ricorrere al calcolo gates tuna volta note le reazioni Re le sue compo- = yy, __y, _ Hh nenti. Es Sa mo. 2, a 355 = asta (1)-@): Nu = Hi — asta (3)-(4): Now — asta (4)-(2): New — aste (1)-(A) © (2)-(B): Py = mi(] ~4) wn Be) Il traverso & inflesso dalle due forze (fig. 29a) Hh x X [UE (2) che generano il diagramina det mo- menti di figura 29b. Con M max = Hh(bjl — 0,5). 22. Caleolo dei telai privi di contoventature Nel caso che non si possano © non si vogliano inserire nelle struture prefabbrcate delle eontrowentatue allora vanno realizzati degli schemi statici tali da poter asso bire, ess, le aziont orizzontali (si vedano le strutture indicate nelle fig. 6, 7, 8, 9a ¢ 9b). Examiniamo i casi pit frequenti le modaliti di calcolo (fig. 30a,b,c,4,¢,£g). Consideriamo innanzi tutto i telai isolati, Uno’ schema siffatto si ha nel caso di capannoni ad una sola luce; & possibile, sempre se esistono suficienti collegamenti longitudinali, e se il capannone non & troppo lungo, considerare come conteoventature le pareti di chiusura delle testate, oppure applicare alle testate stesse degli opportuni controventi. Tuttavia tale ultima soluzione viene molto, ma molto raramente presa in considerazione ¢ si preferisce irrigidire conveniente- ‘mente il telaio. 22.1. Telaio della fig. 30a Si possono presentare per tale telaio due casi limite di qicole dell wove sapere’ ai plas, ehe dipendann dal tipo di appoggio realizzato. Nel caso in ut la forza di atrito generat alPappogeio tra la trave ed uno dei due pilastri sia trascurabile st ha lo schema di fig, 31a, con i diagrammi di flessione delle fig. 31b ¢ 3tc. Nel caso pitt frequente in cui V'attrito @ superiore in ambedue gli appoggi alla spinta del vento allora si realizzalo schema di fig. 32a con i diagrammi di fessione della fig. 32b e che vale, essendo la strutcura simmetrica, per ambedue i pilastei. 356 Nel caso di capannone a piit campate il ealeolo va fatto di volta in volta, in funzione del numero delle campate stesse ¢ della rigidezea dei pilastri, Per 2 campate ¢ ad csempio (fg. 33): (2/3)qo «f+ qo hl4s 13)qe f+ do hf8s + ad TITITUISETE) TT 1 Fig. 300. e Ul teat ete TTIUINISITUTICIEOOTL az a TE Fig. 200, te BIZ + dp fh X + hs (X, — X)hs Mo =X, h. Nel caso in cui le cerniere rappresentino degli apparecchi i appoggio. deformabil, Iz forza x dipende dalle de- formazioni di questa ed anche dagh effetti termoigro— meitici sulla trave. In ogni caso il valore di x deve essere inferiore al valore, della forza di attrito che pud aversi sull apparecchio d’appoggio, cio’, x Hy © P, > Pp Posto K = JilJo e W = 2/3 (h,* -+ Kh! + 1,5h,%h, + + 3hyh,?) risulta: 359 (hy (2) sta) + (Hh = Ww iyna( Ae 4 Dopo di che semplice ricavare i valori dei momenti ¢ delle altre sollecitazioni desiderate 26. Telaio della figura 30F ¢ 30g, Anche questo tipo di telaio & iperstatico ma se ne cono- ’ + TTD i 8 8 Fig. 35, scono le soluzioni nel caso di sezione costante a tratti per le aste. (Tali soluzioni possono essere in prima ap- prossimazione utilizzate, considerando il momento di inerzia medio, anche per il caso di travi a sezione varia~ bile, al fine di un predimensionamento della steuttura). Non si ritiene necessario riportarle in questo caso in {quanto possono essere reperite in tutti i manuali o prontuati di calcolo, 2.7. Gi interessa invece richiamare, perché di frequente appliczione, Ia solzione dei tei soggestalazione vento (fig. 40). Si ricavano le seguenti sollecitazioni: 184 1y 342 pH Vi=Vo= "3s Ma Fig. 383, bc. ae a) Fig. 38a. 6+5y . “3a! 18-4 My \t max Man = og (“3 ay") mm nC Aye Per "=" + 2y) Se il tao & soggeto ala sola forea in testa & (ig. 41): E Viana y= t= Fs My= mo = Pt 3 = (Gi osservi che per questo caso particolare la soluzione non dipende da J, ¢ J). Se il telaio & incastrato al piede (fig. 42), posto y = Fie, 20, Hdl HL: Hp = 4 Fo. 0, = 361 Fig. at. 4 Fig. 43. nel caso di sola forza orizzontale (fig. 43), posto y = lll My = Mp — Hy + h+Vp-ls Me = Mp — Hp +h tect (9457 Mo = "ay My =My+Hy+h; © Mo=My—Hp-h. Nel caso ancora pitt interessante di una fila di portali, possiamo considerare quattro casi limite. Fig. 44. Fig. 45. 1° caso (fig. 44a,b): i momenti valgono ts ahidin 2 pe aR +i ¢ pith genercamente nel cao di n campate he ~ Pe Se Mg = Muu = My = Ph Th? le reazioni al piede dei vari portali valgono: Fig. 48. caso (fig. 45): traverso deformabile, Ta Sohusenein ‘questo caso @ complessa dato il numero delle incognite © va trovata caso per caso, in. quanto Ih soluzione numerica & molto pitt veloce di quella analitica. Con il metodo delle deformazioni poses Ape bby wee aba epi ie i a Py. si possono scrivere le seguenti equazioni: ny Be ie Ohta + aa 1) G1 + aps + 055ay%5 — B+ 4y)¢5 = 2) v1 +201 +7) — 3) mt Rye 157 4- 4) (+ Bes + 058% — 15 2 363 da cui si possono ricavare numericamente le: 93 @2i $23 e suecessivamente gli: M; J; N. 3° caso (fig. 47a,b): @ come il caso precedente ma nel~ Tipotesi che si posta considerare la trave infinitamente rigida, In tal caso il problema si semplifica enormemente. E infanti: Phy My = Me = 9p apy = Mat = Mays a ——_Phh = Min = Mv = 397 Papp =Mean = = Mey = Mavs entre: i Poh acaba 2h + 3h” Hy =H = Hy = 5 Wt 3h Sul traverso il momento massimo si ha ai due estremi he E uguale ad My mentre nei traversi intermedi vale Mu. 364 Fig. 47 Fig. 48. In generale per un numero qualsivoglia di campate &: Ph Je Pode My= 55003 Hysol aera =e 4° caso: & quello, insieme al 1° caso, pit frequente nelle strutture prefabbricate. Si ha quando l'appoggio pud essere considerato a cerniera mentre vi é continuiti tra i traversi ed i ritti (fig. 48). Anche in questo caso pud farsi o meno Iipotesi di traverso rigido. Si di la solu- ione in questa seconda ipotesi: May = Mow = Th Mgyn = Muy = 2M, = 2My-s = 1-1 = 2My_4 = 2M, = 2My 5 = Ph 2G + 3h) Si ritiene cost, per quel che riguarda i telai verticali, di aver fornito le indicazioni per la verifica della loro resistenza alle azioni orizzontali. Un discorso a parte merita il caleolo delle azioni sulle pareti e la verifica della loro resistenza. Maw 2M, (continua al prossimo numero) LA CONTROVENTATURA DELLE STRUTTURE PREFABBRICATE - ———_—_—_———————————————— MARIO CATANIA Pareti di controventamento u Le azioni orizzontali possono essere contrastate anche da pareti monolitiche o da murature aventi funzione di controventamento. In alcuni casi funzionano da pareti i controvento anche le pareti perimetrali di chiusura. Queste ultime possono avere anche delle aperture che consigliano lo studio del loro comportamento. Su questo argomento esiste tia notevole letteratura di cui si danno parziali indicazioni bibliografiche. Negli edifici multipiano le pareti di controvento sono opportunamente disposte in pianta in modo da formare delle vere © proprie nervature che si sviluppano per tua Taikeza delle contusion. Sul comportments di tali pareti influiscono i tipi di collegamento fra un piano ¢ T'altro. In generale perd la parete di controvento negli edifici monopiano viene considerata come una mensola cle- mentare (trave parete a sbalzo). Se vi sono pitt pareti parallele in pianta queste verranno in prima approssi- Iazione, se sono eguali, considerate come affiancate ed il loro calcolo verri eseguito indipendentemente per ognuna di esse. PARTE Per gli edifici multipiano i pannelli sovrapposti tra di loco atraverso dt glum orzzonli errno consde- rati come mensole semplici (fig. 49) 0 composte a soda cle parc teal ttigns ck contoventa siano meno necessariamente collegate tramite gitnti verticali adeguati, Tcalcolo della parete si effettua in due fasi, nella prima si determinano gli sforzi che si scaricano’ nella parete ¢ poi si verifica la resistenza di questa e dei collegamenti I calcolo perd va condotto caso per caso ¢ non é possibile darne una soluzione generale. L'argomento tuttavia non riguarda questa trattazione. Nel caso degli stabilimenti industrali le pareti_peri- retrali per la presenza delle finestre non arrivano quasi ai sottotrave, per cui si realizza lo schema clementare di fig. 50. Ta distribuzione delle forze viene calcolata con buona approssimazione distribuendo sempre le azioni in fun- Zione degli J dei pilastri trascurando la presenza delle paceti. Si giunge cosa trovare alla testa di ogni parete ‘un'azione Whe 3 le H, SE tac it, +e}. a4 } 1____{__ Fig, 50a, ¢ sul primo pilastro: =~ +3 — Ha We tall ge pertanto sulla prima parete (la pit sollecitata) artiva il taglio: T=W+qe— Hy, Un calcolo pitt corretto & quello che stabilisce una condizione di congruenza tra le deformazioni lateral della parete ¢ quelle del telaio. Approssimando il con- cetto si caleola lo spostamento del telaio 1 si ricava il valore di uno scorrimento fittizio medio y = n[h. Si impone poi la condizione che Ia sollecitazione sulla parete sia quella che di Iuogo allo stesso y, ciot r = 6y, dove 6 & il modulo d'elasticiti tangenziale (fig. 50b). In ogni caso si verifica che T é la parete al taglio r* = T)(l-d) dove d & lo spessore effettivo della zona resistente di parete. Se la parete & ancorata al piede, allora si verifica anche il momento fletente dato dal taglio: M=T(h-9 con Tespressione: 6Th— 9) d-P * ‘Tali caleolazioni sono volutamente approssimate ¢ danno valori approssimati per cccesso. Nel caso che la parete sia vincolata ai pilastri, soltanto allora, le giunzioni con i pilastri devono essere in grado di assorbire le forze dovute alle copie equilibranti: T(h= 0) E, 2 370 Fig, 50 f tL Fig. 61 # da rilevare che in tal caso @ bene verificare le tensioni principali e la eventuale instabilita della parete. Nel caso di pareti in muratura di mattoni, se 0,73 & il coefficente di attrito fea malta e mattoni eo @ la pressione dovuta ai carichi, si pud assumere una r= = (10 + 0,732) kgjem (vedere Sven Sablin ~ Structucal Masonry ~ pag. 117 e seguenti) Se le tensioni principal di trazione Ag EV 4 2 superano le tensioni di trazione ammissbili, allora bi- sogna armare opportunamente la parete ¢ calcolarla ‘come sezione parzializzata in ca. Le formule precedent vanno ssitute da quelle pi generali: Th “, on ,-® le = ee of = as Ind iit rigorosamente la parete pud essere caleolata come astra sottile caricata nel sto piano. (Le soluzioni di questo problema si trovano nel Volume F. Andermann: Plaques Rectangulaires Chargées dans leur Plan - Ed. Dunod). wal |4) Controventature di Ai controventi di falda sono affdati, come git anticipato nell’introduzione, due compi 1) quello di assorbire le azioni del vento ricevute dalle fronti 0 dai fianchi della copertura e di trasferisle poi alle steuttare portant inferiori; 2) quello di rendere pit stabil le strutcure di copertura, sia per fenomeni di instabilits dell’ equilibrio rigido, che delPequilibrio clastico. Nel caso di copertura con arcarccci ed ctemit, costtuita Fig. 62. di clementi lineari come travi piane o a doppia pendenza archi lo schema pi scmplie, da realizare cba rant acciaio & il seguente: Le forze nei nodi della trave reticolare che si ottiene (fig. 54) trascurando i correnti compressi sono di sem- plice calcolazione. B: nei montanti &: Nn =T; sulle briglie & Mo S=4-—7. Nel caso invece che non vengano imy di falda ma solo arcarecci rigidi, allora bisogna calcolare af for nog tare sovapponend gl effet dos fil fesione nel piano ai Alda e nel piano normal. ‘Anche quiil problema va studiato caso per caso in quanto talvoltsinterviene anche fa rigidezza torsionale dell trave principale, 1 age nar Fig. 64. 371 (HEEL) — 8 Fig. 55. Nal caso di travi rettilince collegate da arcarecci nel piano di falda (fig. 55) si realizza una trave Vierendeel (vedi O. Belluzzi $.D.C. Vol. Il, paragrafo 477, capitolo XX), purché naturalmente i collegamenti siano rigidi Tale’soluzione per fortuna & vana perché si preferisce ricorrere a coperture continue mediante tegoli in c.a., ‘oppure applicare delle diagonali di controvento, in quanto il rendere rigidi i nodi risulta molto costoso. Nel piano normale, lo schema che si ottiene & quello di fig. 56 (che vale come schema anche nel caso di co- pertura con copponi).. Fig. 67 Esempi di calcolo di controventatura prowisoria (banchinaggio) Gli esempi di controventatura esaminati non vengono impiegati solo come soluzione costruttiva, ma vengono impiegati anche come controventi in fase di montaggio. Pertanto negli esempi di calcolo abbiamo ritenuto op- portuno fare riferimento anche ad un caleolo in fase di montaggio. Nelle fst ai montaggio ci si serve sempre meno di ele~ menti in legno ¢ sempre di pitt di clementi in acciaio, Perla formazione i banchiaaggi sf utlizzano general- ‘mente degli elementi in acciaio prefabbricati Quea element sono cost errata qual sempre in tubolari di acciaio. I problema & gia stato risolto (fig. 40). Ma in questo caso bisogna sostituire a un momento d’inerzia fittizio che si ottiene calcolando Ia rigidezza torsionale della trave; che se la trave & a sezione costante non presenta eccessiva difficoled (Si pud in tal caso fare T'ipotesi di tngolo di torsone uniforme), ma ela eave 2s sczione vatiabile richiede la ricerca di una soluzione numerica approssimata = Nel caso dell'arco a tre cerniere con arcarecci si realizaa sul semiarco un telaio spaziale (fig. 57). Caso anche questo che richiede Ta ricerca di soluzioni particolari per la sua complessth. La determinazione infatti degli sforzi in talischemi strut- turalié di facile reperimento se si impiega un elaboratore clettronico, utilizzando un programma git pronto (Strip, Seeual Il, Stress, Fram e simili. 372 h 1s} farms ajar an Fig. 580. Planta Fig. 60. Di tai telai ne esistono tipi leggeri, ¢ tipi pesanti. Ge- neralmente. si tata di tubi saat 48% 325 (29 reale) 0 5 60, ¢ di 521 per clementi sccondari. Prendiamo in esame un banchinaggio per il montaggio diuna copertara con archi. Consideriamo un caso limite archi da 30m di luce posti ad interasse di 6m I'uno dallaltro. Gli archi potranno essere successivamente collegati da arcarecci 0 da copponi, e canalett. Il banchinaggio dovri servire fino alla tesatura delle catene, che avviene dopo la maturazione dei getti di collegamento degli archi con le altre membrature Lo schema statico del banchinaggio sia quello di fig. 59a,b,c. L’appoggio degli archi avviene in corrispondenza della mezzaria mediante dei sostegni in legno collegati a dei vitoni, che permettono automaticamente il. disarmo dell'arco (fig. 60a,b). Osserviamo che gencralmente 19, l'arco si solleva all'atto della tesatura, il che facilita il disarmo. I banchinaggio pud venire costruito per una certa lun ghezza del capannone ¢ poi ripetuto smontando la parte git utilizzata, Come regola particolare di dimensiona~ mento é bene tenere presente i seguenti criteri: 4) Ia larghezza minima del ponteggio non sia mai in- feriore a 1/5 dell’altezza; b) Ia distanza tra due nodi successivi nel montante non sts mal soperiore a 180 mse tubo 2) 48,3 n accato tipo 1 0 tipo 2, si possono assumere, ai fini della verifica alFinstabilta locale, peril montant, le portate indicate tab. I, esprese in funzione della distanza tra due nodi Fig. 08. Tab. 1. Portata tubi % 48 compressi assialmente - spessore da 3,25 a 2,9 mm Acciaio tipo 1 Lunghezza Snellezza 3 2 ae i ighes Seige = 1.600 ken (em) §=1,59em Bortata in ky ® A=4,10 em! 30 19 1 6560 0 coy 1,11 5909 50 31 1135805 1,8 2 ieee { 70 “4 1720 5466 80 50 1724. 5290 ” 57 1,29 5085 100 6 1334. 4895 10 o 1,40 4685, 120 76 1,49. 4402 “ 130 82 158 4151 140 88 1,69. 3881 150 94 1,83. 3584 160 tot 2,00 3280 170 107 217 3023 i 180 413 2336 2779 Fa. 6 190 119 2,55 2572 200 126 2380 2342 Actiaio tipo 2 4G, ~ 2.400 kglem* Portata in kg A=454em? @ A=410em! A= 4,54emt 7270 1 9840 10896 6544 1,14 8631 9557 6428 117 8410 9312 6208 4,23. 8000 8858 6053 1.27 7748 8579 5858 1,32 7454 8254 5631 Val 6978 721 5420 1,51 6516 7215 5188 1462. 6074 6725 4875 1,80 5466 6053 4597 1/98 4696 3503 4298 QUT 4534 5021 3969 238 4134 4578 3632 2,62 3755 4158 3347 287 3428 3796 307 315. 3123 3459 2848 3,44 2860 3167 2594 3,84 2562 2837 NB, Oservare ce aumenando I snlieza de ho & pi conveninteadoperat tu in aca tipo in quanto il maar presaopagato non compen pi, Por TEasie Compre, alow diferent el carcowie, 373 Le Tab. 2. Portata P in Kg. tubi 2 48 inflessi - spessore da 3,25 a 2.9 mm La tabella non tiene conto dei valori per cui la freccia f> 1/3001 Vincolo: semplice appoggio Vincolo: incastro perfetto 4 : (UTTTUTLITTTT s Schema 4G (kglem*) A (cm!) 410 454 410454410454 4104544044410 54 1(m) 0,50 1120 1225 1680 «1875560612 8H) 93816481836 252028151120 122516801875 0,60 933 1040 14001565466. 520 700, 782_—ss«1400 1530210025933, 104014001565 0,70 800-875 12001340 400438 6006701200131 1800 2010S 8008751200 1340. 0,80 700-7650 8857S 350 82525 5851050148 15751760 «= 7007651080172 09 623 6806957312340 438 4809341020140 156562380 9331042 1,00 500 612,566 21K 36384388 8H IB 1260140856012 8HD 938 1,10 465 515465515254 278203322764 = 85H 1280 508556764853 1,20 31 4439132355245 270700765 105011734685 700A 1,30 333-370-333, 370210 280 M230 G06 9701073430470 GHG 72 1,40 287-318-287 318sSTSs 98S 198 OSS 910054004387 1,50 250-278 «= 25027858 T}—s15817— HDLC BM 9393740956025, 1,60 220 «24 = 2002391521355 873.788 88D 35038352558, 1,70 195 216195 21613135 BH 494 SHO 7H 828329360494 1,80 174 193174193109 120109, 120465510700 78H—— HOGS spaziali (cio? ottenuti collegando tra loro a 90° tre aste); ccaratteristiche del tubo: diametro esterno Ze = 48,3; spesore 5 = 32529; area sezione A cin®; raggio d'inerzia “i, = JJA = 1,59+1,6; in base all'esperienza, per Tinstabilich locale, si pud assumere come lunghezza di libera inflessione, la distanza tra i nodi 6) la distanza in orizzontale (cio’ in pianta) tra due rmontanti successivi non sia mai superiore a 1,80m (tale criterio & anche dettato da una precisa norma di legge; tale dstanza pud essere superata solo nei trabatelli mobili, dove si pub giungere ad un max di 3,60 m); il ponteggio deve esere diagonalato nei tre piani Qaitreate Se versal longeudinale etrasverae); per la disposizione delle diagonali @ opportuno tenere presente che il massimo carico che esse possono portare vincolato non alla resistenza propria del tubo, ma a quella del giunto; quando non si conosca con esattezza Ta portata ammissibile dei giunti, esa si pud prendere ar 2 380 kgs nel caso di fort carihi si possono rad- Goppiare i giunti (c Pesperienza ha mostrato che rad- doppia il carico utile) e si possono raddoppiare le dia~ gonali; nello studiare le giunzioni & da tenere presente che & bene, se le diagonali lavorano a trazione, ogni 3 metri circa interrompere la tratta; le diagonali vanno poste incrociate nei due sensi ed il campo coperto da una Coppia di diagonali & bene sia irrgidito agli estremi, cio’ che cada in corrispondenza delle stilate pith robuste del ponteggio; generalmente la distanza tra tal irvigidi- rent & presa pari a sei volte la max distanza tra i mon= tanti (1,806 = 10,80 m); by Fig. 67. ¢) i correnti ci traversi vanno calcolati per tenere conto dium piano di tavole e del carico dovuto all'appoggio di clementi leggeri; quando non si é in grado di calcolare cesattamente il valore di tali carichi & consigliable tenere tun carico di almeno 500 kg/m? (distribuito su tutta Valtezza per un max di 150 kg/m? su un solo ripiano clire al peso delle tavole; per carichi superiori si dovr’ eorrere a pontegl spc); Ia restena a fesione dci tubi 248 considerati in semplice appoggio o in incastro eriportato nella tabellan.2; a ruazionereale @ intermedia tra il semplice appoggio e l'incastro, sia perché il tubo non @ mai in semplice appoggio, sia perché nel caso di tubi corti, sia su campate eguali, il momento max oscilla sempre tra 1/8 ed 1/10 pB; ') Yappoggio degli archi o di altre strutture di coper- tes tte remplepa ht ussdo da manic arco in verticale finché non vengono applicate le strut- ture di completamento e di controventamento definitivo {ad es, canaletta); Tappoggio del banchinaggio va fatto su terreno rul- Be ti ia minds ee Mongrel Gels gezeot soto Tasione det archi tbo al pide dovra essere munito di apposite basette d’appoggio; ¢ Toro vol le bucte di appoggio andranno poste st tm plano di tavee, la cui arghezza deve esc tale da ripartire sul terreno il carico trasmesso dal tubo attrz~ verso la basetta; il carico sul terreno andra scelto volta per volta dal tecnico progettista; hy) oltre la verifica al’instabilits locale bisogner’ veri- ficare nel piano di minore larghezza 'instabilith globale; a tal fine i montanti, a diagonalatura completa, andranno 375 vetificad, owervando lo schema di fig. 66, con Is fore oA o Ne dove A & 'arca totale dei montanti nel piano considerato; » (A*, of) giot fumrione dela anllecea idee e della quai del +] lal x y>- L.LiAg 2= LJi=la snellezza locale del tubo; ast tc complessiva dei montanti nel piano con- siderato;, ‘Aq =@ la sezione di una diagonale nel caso di fig. 66a e quello di due diagonali nel caso di fig. 666; Tq =2 a lunghezza della diagonale tra due nodi; L, @ Vinterasse dei montanti; L, & Vinterase dei correnti (travers). T montanti non diagonalati (fig. 67) andranno sempre verificati con la formula: 6s. ao con « = (af, 2), essendo: Bal ET dove A= Lie A, = Ly Per il dimensionamento dei traversi e delle diagonali andra considerata la forza orizzontale x 125 applicata come in fig. 68. Eseguiamo dungue il calcolo della struttura di. ban- chinaggio. Analisi dei carichi agenti sul banchinaggio: — peso proprio dell'arco 150 kg/m — peso atcarecei 210 kg/m (d’arco) — catico max agente sul banchinaggio: 150.X15 + 21015 = 5.400 kg per ogni interasse; — aumento per azione dinamica in fase di montaggio: 20% Ni = 5.400%1,2 = 6.720 kgs 376 — carico accidentae sl resto del ponteggio: 350 kg/m®; — peso proprio del ponteggio in proiezione in pianta: tubiim (8x2 +5%1,50x2-+5%2+6) : (1,50 : 1,80) x x37 = 65 kg/m? giunti ed accesori: 1,7 x 65/3,7 x2 = 60 kg/m? totale 125 kglmt — carico agente sui montanti di appoggio degli archi: N= 6.720 + 125 x 1,50 x 1,80 = 7.058 kg. I montanti previsti sono in n. 4, dalla tabella 1 esendo 1, = 1,80 si ricava un carico ammissibile: 11.116 7.058 kg, ita globale del banchinaggio in cor rispondenza dell'appoggio del aco: A=4 x 454 = 18,16.cm; cz io: 10 x 18,18 x 254" “180 x 180? 9,08 dalla tabella per le aste composte risulta: = 14s = 253; segue: ON _ 7.058 x 2,53 _ = “B16 = 9833 kalem. Catichi agenti sui montanti intermedi N= (125 + 380) > 1,50 x 1,80 = 1.282,5 kg, Attenzione: tale carico non pud agire tutto attraverso un ripiano perché il max earico che pud trasmettcre tun traverso su luce di 1,80 m é di 783 kg Verifica all'instabilita locale: N=2 x 2.779 > 1.283 kg. Verifica allinstabilita. global Ay 1,08 cm*; 41 x 113 = 159,33; ON _ 488 x 1.283 © = 488; 0 = TE = oe Verifica della pressione sul terreno: la piastra di appoggio sath in tavola da Sem di spesore dl ewenza forte con base 4040.cm, Il max carico su di un montante &: 7.088 1768 4 Wx 40 Calcolo delle diagonali di controvento. Garco agence salle diagonal taser in corso. = 690 kglem R= 1.764; op = 1 kglem?, denza dell appoggio: * 2,35 X 7.058 Da Tex 141 = 29 STB 1.95 3 141 =315 kg. Verifica del giunto: D = 315 < 580 kg, La verifica della sezione & superflua Carico agente sulle diagonali longitudinali Spinta dal vento: Hy e 30 x 0,50 x 80 kg/m = 600 kg (per arco). Fig. 68. 750 Azione dovuta alla eccentricith dei carichi verticali: N _ 7.058 Ay = 29 = 0 = 353; H = Hy + Hy = 600 + 353 = 953 kg, Sforzo sulle due diagonali (una tesa ed una compressa): D = 953/sen @; tang = 150/180 3; 39 sena = 0,64; D = 953/0,64 = 1.489 kg. Su ogni giunto va uno sforzo di: 1,489)2 = 745 kg essendo due diagonali. Poiché 745 > 580 bisogna raddoppiare il collegamento mettendo un giunto semplice. Verifica della diagonale compressa: Ly =V 1,808 + 1,508 = 235; A = 235/1,59 = 148; o = 3,75; 745 x 3,75, ap op = 615 kglem (continua al prossimo numero) LA CONTROVENTATURA DELLE STRUTTURE PREFABBRICATE - MARIO CATANIA* Calcolo in esercizio della stabilita del- 6 | Varco soggetto ad azioni laterali Una volta eseguiti ¢ maturati i getti di sigilatura si procede al distme dall'aco. Snctsnivamente st pone in opera il manto di copertura e la struttura @ pronta a svolgere la sua funzione sotto i carichi di esercizio. Abbiamo gid esaminato quali possono essere le forze © gli alta enoment che Fchiedono la necessih di op- ort igidiment aro, dda rilevare che, trattandosi di arco a tre ceriiere, allineamento di queste nel piano verticale lo rende ‘cinematicamente instabile rispetto a tale piano. Inoltre Ih sezione dell’arco ha la dimensione trasversale pitt piccola di quella longitudinale (nel nostro caso 15/52 = 1/3,5). Quindi, quando aumenta lo sviluppo dell'arco orti Iuci) la sua snellezza aumenta notevolmente. Fig. 70. Sia Parco vincolato come in fig. 70, mediante due travi canali di bordo e mediante quattro travi di irrigidimento (canalette) poste: due alle reni e due in prossimiti della cerniera (non & possibile pore in opera una sola cana letea centrale altrimenti si bloccherebbe la cerniera). 6.1. Analisi dei carihi agentisull arco Carichi verticali: — peso proprio dell’arco 150 kg/m — peso proprio arcarecci 210 kg/m — pp. eternit kg/m? 206m 120 kgim a= permanente 480 kg/m. accidentale = 120x6 720 kg/m tot. ace. + perm. 1.200 kg/m + Doce di «Staten delle Stare prefibbricite» nel Plitcnico di Mi iano 1 PARTE 6.2. Verifca all'instabiled del arco nel suo piano vertcale Caratteristiche geometriche della sezione del solo con- glomerato: A, = 52 x 15 = 780.em*; 52 x 15, “ Se = 175.760 em; 1Sem; nel caso dell'arco a tre cemiere fy = S[2, dove $ é lo sviluppo dell'arco. YY ra am Il ribassamento = ff! dell’arco sia nel caso in esame: = 15,6 = 0,17857. Lo sviluppo dell'arco vale: s= [CF zs + In (4n +4/ 16? +1) 30(0,61445 + 0,70 + In 30 x 1,0795 = 32,385 m; segue: 1, =S[2 = 162m; si ha in em: A, x 1.620/15 = 108; 1,9432] = 403 a tale valore corrisponde un valore dio (punto 2.14.1 = norme sul ca., ed. 1972) per interpolazione = 1,89. La sollecitazione massima di compressione si ha alle reni: x alt ed N=pllj2—x) sng + pP/Bfcos gs poiché (fig. 72): y= — AE + (AMD Y ent = NG Praia = 2f]l = 0,357; @ = 19°,6538 (decimali dopo Ja virgola); sen gy = 0,336; cos p = 0,942; N= 1.200 « 7,5 + 0,336 + (1.200 - 30]8) + 5,6 + 0,942; N= 3.024 + 23.732 = 26.756 kg, [ei ste ‘Trattandosi di arco parabolico, trascurando le deforma- zioni della curva d'asse x, @ M=0. La verifica alla tensione massima di: 1 ON _ 1,89. x 26.756 Al ae 780, La tensione minima caratteristica ® (punto 2.3 ~ norme ca, ed, 1972) Osx = 4(64,00 — 60) + 150 = 166 kg/cm’. Cio’, un caleestruzo di cemento di Classe 200. oy = 64 kglem*, Tuttavia questa sollectazione non & la sola in quanto Varco & soggetto anche all'azione laterale del vento. Inoltre la verifica & valida solo se si ottiene 2, <4, altrimenti il valore dic va aumentato in proporzione ay 6.3. Verifica all’ instabilita laterale dell arco (instabilita fuori dal suo piano vertcale) Supponiamo di avere bloccato la posibiliti di rotazione dee la cerniera in chiave rispetto al asse verticale introdu- cendo le prime due travi (0 canalette) di controvento. E 15° 52 2 Sym ap = 14.005 cmt, 15 = = 4,33 em; Vi2 assumendo il valore di fy dato dalle norme &, con buona approssimazione ed in difetto: 1,08 - 1.500 aa cio’ I'arco non pud assolutamente tenere, Dimezzando ancora la lunghezza di libera inflessione con l'introdu- ione di altre due travi di controvento si vede che il 404 Fig. 73. valore di 2, scende a 2, = 187 > 2,. Tale valore di 2, & ancora troppo grande, pertanto tale tipo d’arco non pud escre realizzato con sole 4 travi di controvento, ma necessitano 6 travi di controvento disposte come in fig. 73. Si scende cos ad una 2, ~ 100 che da un valore di coy = 1,62; quindi la o 1,62 - 26.756 7» 780 vA tenuto presente che non si é tenuto conto dell’arma- tura in acciaio (ma neanche del momento flettente per carichi dissimmetrci. = 55,57; Sotto Tazione del vento si aggiunge ad N il momento ficttente M, dovuto all'azione orizzontale del vento. I calcolo di tale momento va eseguito considerando la presenza degli arcarecci che a loro volta vengono solle~ itati nel loro piano dalle azioni flessionali agenti sti nodi. Tale calcolo si presenta molto laborioso, trattandosi di struttura intelaiata spaziale con clementi ad asse curvi- lineo (fig. 74). 64, Azione dovuta al vento ed ai carichi eccentrici Per il vento 2 (punto 3.4.1.2 della 10012 C.N.R. UNI 1967): pHC-K-g dove C é il cocfficiente di esposizione e di forma; K & il coeflicente di snellezza eq 2 la pressione cinctica cserctata dal vento. ‘Assumiamo, nel prospetto 3.11, quo = 100 kg/m? corri- spondent alla Zona 3, possiamo assimere (punto 3.4.2.2) tuna pressione di calcolo q = 0,75 day = 75 kg/m’. Per Ia scelta di K (punto 34.3) essendo =< 10 m,b = 31m circa, H]b <6, cio’ K=1. Perla scelta di si ha, nel caso di vento laterale (ig. 75): a = are tang ya = arc tang(4 2); a = are tang 4/5,6 = 35°,5377 (centesimali). Copertura: C, = 0,034 — 1 = 0,07. Fig. 74 ‘Tale azione si scarica lateralmente sulle pareti, sui pilastri cc sugli archi c non interessa direttamente i controventi. Tuttavia essa genera sull’arco un momento fettente di cui si tiene conto nei calcoli attraverso la condizione di carico dissimmetrica. Si osservi che, nel caso in esame sarebbe per larco p=6m- 75 kglm? x 0,07 = 32,5 kg/m; mentre generalmente nei calcoli si assume un carico dissimmetrico di 100 kg/m* che ci darebbe p = 600 kg/m. L’effeteo del vento che pitt interessa @ quello di- retto sul fronte (C, = 0,8) e quello applicato agli archi successivi per effetto dello strisciamento del vento sulla copertura. E sul frontone: 2 det 04-200 SY CKy: a pe TA=F Fe 08 B= = 214 kg/m. Sugli archi successivi (punto 3.4.4.2 ultimo comma): Pe = 0,10g - 6 = 0,10 - 75 - 6 = 45 kg/m. ‘Azione dovuta all’cccentricita dei carichi su ogni arco: S op 1,62 + 1.200 To In totale, sul primo arco agira, secondo lo sviluppo del- Varco, una forza al metro: Pi =Po + Pu = 214 + 42 = 256 kg/m; sugli archi successivi agiri uma forza al metro: Pa = pet pu = 43 +42 = 87 kgim. Per il calcolo possiamo schematizzare Ia struttura del- Tarco come in fig. 76. Pu = = 42 kg/m. ‘Avendo supposta Tazione del vento concentrata nei nodi dove: 1, = pil lf3) = 1,08 = 2.765 kgs wv = ps(l[3) + 1,08 = 970 kg. Si fanno inoltre le seguenti ipotes: — Tarco sia indeformabile assialmente; — gli spostamenti verticali siano, sotto Mazione dei catichi orizzontali, null; — i momenti flettenti vengano ricavati, supponendo stesa in un piano la struttura,ripartendoli poi in funzione dallinclinazione dei traversi © degli clementi d'arco, cd inoltre ripartendo i momenti torcenti che nascono(!) per effetto del trasferimento dei carici (fig. 76 e fig. 77). Sovrapponendo gli effetti si ha (fig. 78): to del problems ep Ia eee ea arch poste = eres a (Pe uno sea pia PRRACE “Sab hace 96a 405 Fig. 77. Da cui segue, per la simmetria: Col P.L.V., trascurando Veffetto del taglio T’ ¢ della azione N, con M= My + M’X, + MX, ed Fo. 78 M-M" Aaa dove i due integrali sono estesi all'intera struttura. ra yt _# % es we 2 = + ee co la oe ont Fig 78. 24 326. Oo x 0 =# o x ya My 25Q(a— x) —(Q2-a+1,50Qx) —Q)2)x 0 0 ~ 4,5Q(a)e)x 1 Eguazione f 75a + 1.5 — CX, — cx a oh +fi(- fe+en) cB + fixe oe 4 +f) (650254 Xe — Xe) Cay ge =o. 406 22 Equazione de ie —(0,5Qa + 1,5Qx — CX, — CX) .C- a + fie g + +f (#8¢ fx Xx—%: se °3r =0; Fino. che diventano; vals) ont ~150(4 £41); nates) 2 Of1as Je S13). La soluzione del sistema da: Je *( 4) -o(# £415); xn g. dlle dle +15 5 Sela + ef ma 0,75Q( Sola +1) %a= 0% TT IB a) ~ of O75 della ale +075 x ae _ 075 = Jeu + afe +0, 5] Sella + fa Una volta noti i valori di X, ed Xz facile risalire ai valori numerici delle sollecitazioni ed al calcolo della fiessione nel piano normale a quello dell arco. Per quanto riguarda poi gli altri momenti nel piano verticale normale, quest inflettono i traversied agiscono torsionalmente sulla sezione dellarco. Se GJy @ la rigidezza torsionale dell’arco deve essere, ad esempio, nel primo traverso: X+%= H+ X= My ed inoltre le equazioni di congruenza del tipo Xa, Xe _ Xe 2C | X26, CG, * G, ~~ 3 6 di queste equazioni se ne possono scrivere 6 di equilibrio (ieee « 12d otra . Anche in questo caso, ricorrendo alla simmetria, si pud portare a6 il numero delle incognite. Il sistema risolto di i momenti fettenti sulle aste ¢ sui traversi. ‘Tuttavia oggi, quando si ha a che fare con sistemi ad alto numero di incognite & pefrbile, come git dtto, fare risolvere la struttura utiizzando un programma gid pronto in un elaboratore elettronico. Nelle figure che seguono diamo alcuni esempi costruttivi Gi postbile soharione i irigidimend per sruzure con arcarecei (fig, 82-83-84 ed 85). 407 i Die’ fs | sechoere stele cient mo oceceerceer = 266 2a = SEZ.88 (CONALETI SUL GIUNTO) SEZ.8-B (SPORTO CANOLETZA) ER ee ecre ee t + P SEZ. B-P (CAUALETA COV TESTA NORMALE) ae Fig. 82. Particolari di collegamento ad incastro mediante trave a canaletta con getto aggiuntivo in opera 408 409 Oly Fig. 83. Partcolare di collegamento ad Incastro mediante arcereccio a secione variatile: giunto bullonsto con attacchi in lamiera 4 Coureawave veRncacira Aecas £780 care ‘eqawasanenTe Fig. 88, Trave di irrigidimento agi! appogg! (soluzlone utilizante profilo gid esistente)