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a Alessio ché ricordi di salutare

per me l'alba del terzo millennio

GIOVANNI DE' DANTI


Aretino

TRACTATO DE L'ALGORISIMO
Dal Cod. Plut. 30. 26 (sec. XIV)
della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze

a cura e con introduzione


di
GINO ARRIGHI

INTRODUZIONE

Considerando la fortuna delle scienze matematiche in terra


aretina durante il medio evo, deve dirsi che prima del Trattato
d'abbaco di Piero della Francesca, da me portato alle stampe e),
non s'incontra che il contributo arrecato da Giovanni de' Danti
vissuto nel secolo precedente a quello del grande pittore borghigia-
no.
n Cod. Plut. 30. 26 della Biblioteca Medicea Laurenziana di
Firenze contiene più di un'opera sua, due certamente e inedite: una
dedicata all'aritmetica e l'altra alla geometria. Così, anche in consi-
derazione della validità di questa testimonianza, porto intanto alle
stampe la prima di esse che reca la data del 1370.
Ovviamente attesi i tempi, assai scarse sono le notizie, a stampa
o manoscritte, attorno al nostro Danti; inoltre, come avremo a
vedere nel seguito, presentano dubbi e incertezze determinate pure
dall'autore stesso.

(1) PIERO DELLA FRANCESCA, Trattato d'abaco. Dal Codice Ashburhamiano 280
(359 *-291 *) della Biblioteca !vI edicea Laurenziana di Firenze a cura e con
introduzione di Gino Arrighi. Pisa, Domus Galilaeana, 1970.
4 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 5

Lorenzo Mehus, nella vita di Ambrogio Traversari che accom- rismo tratto e volgarizzato secondo l'Aritmetica di Boezio ch'esso
pagna le epistole latine del dotto camaldolense, ci dice e): Vidi compilò nel 1370. Or se l'Opera Aritmetica, e Algebraica di Fra
inter Codices Bibliothecae Mediceo-Laurentianae (Plut. XXX. Num. Luca Paccioli dal Borgo S. Sepolcro è del 1494; poiché Pier della
26 Membr. in fol.) Geometrica quaedam a Magrobono Arabe com- Francesca di lui Maestro, e di cui forse è l'opera morì del 1476;
posita, et ab Ioanne de Dantibus Arretino circiter annum 1370 l'Opera del Danti sebbene posteriore a quella di Lionardo da Pisa è
italice ;ex Arabo sermone conversa. In hoc itaque libello Magrobo- poi senza dubbio anteriore all'altra di Pier della Francesca, e molto
nus Arabs et Tullium, et Terentium, et Salustium, et Senecam, et assai avanti all'Opera attribuita a Fra Luca. Il Petrarca diresse al
Persium, et Juvenalem, et Boetium, et Cassiodorum, Augustinum Danti l'Epistola 22. a della Morte d'Iacopo Carraresi Signore di
praeterea, magnumque Ambrosium saepenumero usurpato ». Padova; ed esso fu Cancelliere in Avignone di Luigi Gonzaga
Girolamo Tiraboschi nella Storia della letteratura italiana si Signor di Mantova».
limita a ricordare e): «un certo Giovanni de' Danti aretino, di cui In tempi a noi più vicini ebbe a trattarne Federico Arturo
dice l'ab. Mehus di aver veduta manoscritta una traduzione di un Massetani nel Dizionario degli Aretini Illustri, un dattiloscritto
arabo geometra, fatta circa l'anno 1370 (Vita Ambr. camald. p. inedito compilato fra il 1936 e il 1942 consultabile presso la solita
155). ». Biblioteca e presso l'Archivio di Stato di Arezzo; al n. 1457 si
Vediamo adesso che se ne dice in manoscritti della Biblioteca legge: «Danti o de Danti Giovanni. Letterato, matematico, dotto
della Città di Arezzo; il giudizio « Peritissimo delle cose Aritmeti- nelle lingue araba e ebraica. Petrarca gli diresse l'epistola; 22, nella
che, e Geometriche », seguito dalla indicazione delle due predette morte di Jacopo Carreresi, signore di Padova. Fu cancelliere in
opere, si ritrova nelle Vite di uomini letterati aretini di Francesco Avignone di Luigi Gonzaga, signore di Mantova. Scrisse, ma non è
Colleschi (Ms. 55 del sec. XVIII, C. 50). stato stampato: 'Trattato de algorismi' tratto e volgarizzato secondo
Poco di più ci dice Girolamo Perelli in Uomini illustri aretini l'aritmetica di Boezio nel 1370, assai avanti di quello di Piero della
(Ms. 53 del sec. XVIII, p. 98: «Danti Giovanni coltivò le Matte- Francesca e di Luca Pacioli: e questa opera si trova nella Laurenzia-
matiche, e fù assai perito nella Lingua Araba, dalla quale Tradusse na, Plut. 30 n. 26 Codice memb. in folio. Scrisse altro trattato
in Italiano alcuni Trattati Geometrici di Magrobono esistenti nella dell'arte della geometria, tratto e volgarizzato secondo le misure
Q
Biblioteca Mediceo Laurenziana Plut. XXX Num. 26. e rammentati dei filosofi dalla geometria di Magrobono; e anche: 'Notizia, legae
dell'Ab. e Mehus Vita Ambrosii Camaldul. pago 155. ». Osservata la monetarum auri argenti et auris, diversi generis et de mensuris
infelice dizione circa ciò che si conserva nella Biblioteca, dirò che pannorum, ac lanorum juxta variorum gentium consuetudines'. Tut-
al passo fa seguito la solita nota delle due opere. ti sono manoscritti in pergamena del secolo XIV al VoI. 48 della
Più distesamente dei precedenti s'intrattiene Mario FIori in Vite Laurenziana. Tradusse dall'ebraico e dall'arabo alcuni trattati geo-
dei letterati aretini (Ms. 56, C. 202): «Danti (Giovanni) Aretino pe- metrici di Magrabone, esistenti nella Laurenziana in fol. Plut. XXX
ritissimo nelle Matematiche, e assai dotto nella Lingua Araba visse n. 26: sono rammentati dall'ab. Mehus nella Vita d'Ambrogio
nel Secolo XIV. Egli tradusse dall' Arabo in Italiano alcuni trattati Traversari pago 155 ».
Geometrici di Magrobono esistenti nella Biblioteca Mediceo Lau- L'esperienza fattami su come e quanto affermano i biografi fin
renziana in un Cod. membranaceo in foglio Plut. XXX. Num: 26 e qui considerati mi ha sconsigliato di proseguir la ricerca in tal
rammentati dall'Ab. e Mehus Vita Ambrosii Camald. pago 155. Gio. senso e non intendo segnalare tutte le sprecisioni nelle quali sono
lasciò pure == Trattato della Geometria == ed un trattato dell'Algo- incorsi gli autori predetti; ma non posso non segnalare gli errori di
dimensione del « plagio », di cui già ebbi ad occuparmi (4), compiu-
(2) ABROSII TRAVERSARII, Generalis Camaldulensium [ ... ] Latinae epistolae
[ ... ] Accedit eiusdem Ambrosi vita [ ... ] deducta est a LAURENTIO MEHUS [ ... ].
Florentiae ex Typographio Caesareo, MDCCLIX. P. CLV. (4) GINO ARRIGHI, Piero della Francesca e Luca Pacioli. Rassegna della
(3) Tomo V. Parte seconda. Milano, dalla Società Tipografica de' Classici questione del «plagio» e nuove valutazioni, in «Atti della Fondazione Giorgio
Italiani, 1823. P. 676. Ronchi », XXIII (1968), n. 5 p. 613. GINO ARRIGHI, Attorno ad una denuncia
6 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 7

to ,da Luca Pacoli a danno di Piero della Francesca come di L'opera del Danti è invece un vero e proprio « libro d'abaco»
quello della data di morte di quest'ultimo. che si inserisce fra quelli del Tre e Quattrocento rifacentisi par-
Ed ora ecco due punti da chiarire, il primo è che il Danti non zialmente al Liber abaei di Leonardo Pisano e che trattano in
compare fra i corrispondenti del Petrarca il quale scrisse una volgare quelle nozioni di matematica che, in misura più o meno
epistola (Familiares XI, 3) sulla morte di Iacopo da Carrara ma larga, potevano interessare nelle operazioni economiche: mercanti e
indirizzata all'aretino Giovanni Aghinolfi e non ho documentazione banchieri di un certo livello disponevano nei loro banchi di opere
per identificar questi col nostro. L'altro punto è che presso l'Archi- di tal sorta che gli abachisti, di sovente su loro ordinazione, ave-
vio di Stato di Mantova non si ha alcuna notizia del Danti al tempo vano compilato .
di Luigi Gonzaga morto nel 1361 e la qualifica di cancelliere del Questo Algorisimo atteso il ceto cui era destinato, piuttosto che
signore di Mantova viene reputata inconsueta. indugiare attorno a speculazioni teoriche, raccoglie una vastissima
Ma veniamo a quanto il Danti stesso dice di sé e del suo problematica confacente le esigenze degli operatori economici, e-
operare nella prenlessa al Traetato de l'algorisimo; vi si qualifica sempi concreti di operazioni aritmetiche con tavole di « conti fat-
« d'Areçço » e n'è conferma lo scritto che è in volgare aretino, vi ti », calcoli di interesse e di sconto, modelli per costituzione di
appone la data 1370 e ciò lo qualifica come appartenente al quat- capitali ed 'estinzione di debiti, riduzione di capitali ad un termine
tordicesimo secolo. etc .... e sempre scegliendo, volta per volta, i procedimenti più
Ma poi? Lo dice « tracto e volgariççato secondo l'arissmetrica consentanei, così da costituire in certo qual modo un modello in tal
de Boetio » e non c'è opera alcuna di questi alla quale possa rifarsi senso (6).
lo scritto dantiano. Si tratta ovviamente di un vezzo, per altro assai L'unica libertà che l'autore si concede, ed ha lo scopo di
diffuso, al fine di portare un lustro maggiore all'opera. Così nella porgere un certo sollievo alla mente lungamente occupata in questi
premessa al Traetato de l'arte de la geumetria e), che il Danti dice studi, è quella di presentare e risolvere una raccolta di giochi
di aver « compilato» avvalendosi dell'opera di un arabo a nome aritmetici.
Magrobono, si legge che questi avrebbe interposto 1'« autorità phi- La particolarità metodologica del testo, or ora accennata.
losophica » di alcune diecine di alti personaggi: con che il lustro, costituisce un grosso motivo per la sua edizione; a questo è da
sia pure in modo indiretto, si riversava ancora sull'opera del Danti aggiungersi, e non è di poco conto, che siamo in presenza del più
e l'abate Mehus ne fu tratto in inganno. antico trattato matematico aretino e di uno dei più antichi trattati
matematici sicuramente datati e per il quale azzarderei l'ipotesi che
* * * esso sia la lezione originale autografa: insomma una testimonianza
di primo ordine della storia della cultura aretina e, posso ben
Il titolo della presente opera è stranamente in ritardo storico aggiungerlo, di quella della lingua italiana.
giacché quell« algorisimo » si addice piuttosto a certi brevi trattati Per ulteriori notizie sulla materia, come chiarimenti e raffronti
di aritmetica comparsi da noi dopo l'anno Mille in traduzioni con altri trattati della cienza dei numeri dei secoli X-XV, rimando
dall'arabo, dirette o attraverso versioni ebraiche, e contenenti in ai miei precedenti studi: di quelli comparsi alle stampe preceden-
generale non più di numerazione, addizione, sottrazione, dimezza-
mento, duplicazione, moltiplicazione, divisione, estrazione delle
(6) Nell'occhiello della iniziale D di f. 7v si trova una nota che, sciogliendone
radici quadrate e cubica e semplici progressioni aritmetiche. le abbreviature, può leggersi: «1553: yhs / lo Angelo grazi / ni canonico di
Empoli / studiai questo / libro del mese / di febbraio ».
Di Angelo Grazzini, già possessore del codice, non trovo notizia nel capitolo
vasariana di plagio in «Il Vas ari storiografo e artista. Atti del Congresso « Sigillum Comunis de Empoli» delle Osservazioni istoriche di DOMENICO MARIA
internazionale nel IV centenario della morte. Arezzo-Firenze 2-8 settembre 1974-». MANNI [ ... ] sopra i sigilli antichi de' secoli bassi (tomo Decimoquinto. In Firenze
Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento. Firenze. P. 479. MDCCXXXXIV; sigillo X) che contiene un'ampia rassegna delle persone notevoli
(5) Per questa opera si veda l'Appendice che ha pure ampie citazioni. di Empoli.
8 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO
9

temente all'inizio del 1982 si dispone una accurata bibliografia TRACTATO DE L'ALGORISIMO
in un volume del « Centro studi della matematica medioevale» di
Siena C).
* ~!~ * 1r Questo ène il tractato de l'algorisimo tracto e volgariccato
secondo l'arissmetrica de Boetio e compilato per Giovandi-' de'
A conclusione di queste note avverto che, come sempre, per la Danti d'Areçço socto gli anni Domini Mccclxx nella tertia
trascrizione del trattato, che si estende da f. 1r a f. 28v, mi sono inditione de l'auro numero.
strettamente attenuto a queste norme: ricostituzione delle parole,
introduzione di accenti ed apostrofi sempre mancanti e uso di una Boetio fa cinque capitoli de la sua arismetrica ei quali
punteggiatura alla moderna coll'osservanza dell'andata a capo. ànno i' lloro nove spetie comme partitamente udirete seguen-
Inoltre, per le cortesie usatemi, debbo ringraziare la Dott. do la materia del nostro tractato.
Antonietta Morandini Direttrice della Biblioteca Medicea Lauren- Conciosiacosaché tucte quelle cose le quagli l'umamana
ziana di Firenze, il Dott. Lapo Melani Direttore della Biblio- generatione di questo seculo sanno overamente possono sape-
tecadella Città di Arezzo, la Dott. Antonella D'Agostino del- re, per due principali vie. La prima si è senno e la seconda si
l'Archivio di Stato di Arezzo, la Prof. Adele Bellù Direttrice del- è scientia e ciascheuna di queste doe vie ànno cum seco due
l'Archivio di Stato di Mantova, il Prof. Vittore Branca dell'Uni- gentigli e nobili compangnie e l'una si è gratia de Dio e l'altra
versità di Padova. si è coscienti a per rasgione. La compangnia de le scientie si è
Speciali ringraziamenti rivolgo al Prof. Vinizio Villani Titolare l'amaestramento de la Scrictura. Lo senno si è il più nobile
della ricerca al Seminario matematico dell'Università di Pisa per tesoro che sia al mondo e, conciosiacosaché questo sia vero
avermi fornito la riproduzione fotografica di tutto il codice. voi avete che Salamone demandò in sua gioventù, al nostr~
singnore Dio, senno e Dio rispose che '1 suo dimandamento fu
il più alto e più nobile dimandamento che elgli potesse
adimandare, unde elgli gli diede il terço del senno d'Adamo
primo nostro padre e per questo fu quasi il più savio homo
del mondo per gratia de Dio. Ancho avete nella sancta
Scrictura che tutti coloro ch'àno adimandato, overamente
possono adimandare, a Dio non posseno adimandare più
nobile né più alta dimanda di quella percioché tucti ei buoni
e i perfecti doni discesero da quello dimandamento. Elgli è
vera cosa, singnori, che l'uomo puote aluminnare lo senno e la
scientia; l'una si è naturale e l'altra si è acidentale e ciò che
gli omeni sanno naturalmente o acidentalmente si è che '1
nostro padre e celestiale ci è conceduto grati a e virctù di
potere gustare ei suoi sovavissimi fructi; donqua siamo noi
debiti de rendere gratia a lui ch'è sì dolce padre e singnore il
quale ci à conceduto che noi possiamo conoscere tanta virtù e
(1) M. PANCANTI e D. SANTINI, Gino Arrighi storico della matematica medioe- cotanta scientia a nostra utilità e a la sua santissima miseri-
vale Centro studi della matematica medioevale. Bibliografie e saggi. Siena, 1983. cordia chiederemo gratia di poter incominciare e finire que-
Spiegazione di alcuni simboli: br. braccio, d. denaro, f. fiorino, lib. libra sto nostro tractato il quale è decto i' llingua arabia algorisi-
(peso), lr. livra (moneta), o. oncia, st. staio. mus, seguendo la materia ch'è decta di sopra et inchomincia-
10 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 11

remo a l'onore de lo inipotente Dio e de la sua benedecta inchominciare a scrivere dal minore numero e incominciarle a
madre vergine Maria ,e del grolioso martire misere sancto leggiere dal magiore comme ordinatamente trovarete seguitata
Donato con tucta la corte celestiale e coll'aiuto del nostro la materia secondo la verità.
predecessore e a onore e reverentia de tucti ei maestri e scolari Il decto algorisimo descrive nove figure e la prima rilieva
di questa scientia o de qualunche altra bona persona che unità cioè tanti numeri quanto dice la figura, la seconda
legiesse questo nostro tractato pregono Idio per me peccatore. rilieva dicine, ,la tertia centonaia, la quarta rilieva migliaia
La propietà dei sopradecti cinque capitoli e de le loro cioè unità de milgliaia, la quinta rilieva dicine de milgliaia, la
nature sono questi secondo Boetio: lo primo si è multipricare, sexta rilieva centonaia de milgliaia, la septima rilieva unità de
lo secondo si è partire, lo terço sono gli numeri rocti, lo milgliaia de milgliaia, l'octava rilieva dicine de milgliaia de
quarto sono le regole, lo quinto si è il generale intendimento milgliaia, la nona figura rilieva centonaia de milgliaia de
de l'uomo lo quale se trae dei sopradecti quactro capitoli de' milgliaia. Donqua vedi apertamente che, essendo scricte per
bella e sutile materia chome udirete seguendo la materia del ordine, queste nove figure rilievano cento vintatrè milgliaia de
nostro tractato. Ei sopradecti cinque capitoli ànno i' Iloro milgliaia e quactrocento cinquantasei milgliaia e sectecento
nove spetie, cioè: numarare, agiongnere, soctrare, radopiare, octantanove numeri. E sì ti ricordo che ongni quantità di
multipricare, partire, dire dei numeri rocti, extrare de radici. figure poste per ordine cumgregato si rilieva deci cotanto
Ei quagli capitoli spetie àno i' Iloro molti divisioni e molti l'uno che l'altra, cioè la seconda che la prima e la terta che la
membri sì come è de multipricare d'una o di due o di tre o di secondo e la quarta che la terça e così per infinoito.
quactro e d'infinite figure e del partire dei numeri sani e Ancho inscrivaremo qui da lato l'ordine e il mudo per
rocti. Ei rocti ànno i' Iloro per sè regola cioè di multipri- lectere e per figure sì che sença niuno amiestramento voi la
care, dividere, giongnere et soctrare e dire quanto è più o potiate intendere e recordovi che l'octava figura fa milioni.
meno 'uno che l'altro vedendoli figurati. Le regole ànno i' Anco iscrivaremo qui da lato comme sono facte le figure del
Iloro multe mainiere e molte sutilità e intendimenti chome decto algorisimus, in prima porremo per ordine li fegure de
il generale intendimento ne tra' fructo d'elle e degli altri l'arte vecchia e puoi quelle de la nova a lato esse. Anco
capitoli. I seguitaremo la regola e il muodo cioè de multipricare secondo
1v Sicome in questo tractato tracto il buono intendimento e il ei librecti cioè ei primi, ei secondi, ei terçi, ei quarti sì come
buono ingiengnio sì ci d'ordona a sapere le grandi sutilitadi e e dire: che fa 1 via I et 2 via 2 e 3 via 3 e 4 via 4 e 2 via
prefetie de le filosophie e de le celestiali e de le temporali Il ,e Il via 20 e 3 via 16 e 16 via 20 e 2 via 23 e 23 via 20
scricture per le quali gli uommini per verace intellecto e e così scorrendo secondo l'ordene e la materia dei primi libri
buono ingiengnio si fanno molte sperientie e artifici i e copila- comme innançi ordinatamente trovarete figurati secondo l'or-
tioni li quagli non fuorono ancora nè decti nè facti per altri dene del decto algorisimus e secondo e secondo la regola che
huomini e fanno fare nuovi argomenti, copilationi, e artifitii tracta Boetio nel primo capitolo dove parla del multipricare.
de scricture; donqua, sichom'è decte di sopra, nel nostro Seguentemente tractaremo e figuratamente dimostraremo
tractato il quale si chiama algorisimus dimostraremo la sua la propietà e l'ordine del secondo capitolo cioè del partire in
interpetratione: Algo e il numero è decto risamus e perciò se 100 e in ongni grande numaro cioè disteso e partire le lire e i
chiama algorisimus il quale primamente fu trovato in Arabia soldi ei denari in qualunche numero te fosse proposto e
e quelgli che il trovò fu arabo, bene che sia openione di molti partire a regem cioè a danda. E tractaremo nella decta
che fusse Nichomacio padre d'Aristotile. Donqua dobiamo materia de la prova che inn esso partire si contiene, se è bene
scrivare il decto algorisimus secondo il costume degli Arabici partito o no chome trovarete innanti figurato.
cioè a l'aretroso e legiere a ricto secondo il costume loro cioè Seguente la materia trovarete figurato il terço capitolo de
12 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 13

le regole dei rocti in ciascheuno caso nel quale capitolo si [f. 5v]
contiene in esso de belle e sutile materie.
. ' ..
Seguente tractaremo del quarto e del quito capitolo cioè
de le regole e del verace intendimento de lo homo. /

2r Questo ène l'amaesstramento a conoscere le figure de


l'abico per asempro de scrictura.
Fegure secondo l'arte vechia. Fegure secondo l'arte nova.
Regola da cristiani a saracini. unam eidem.

[Prospetto con vari esempi di numeri espressi alla romana e al-


l'araba.]
2v-4v [Prospetti di prodotti effettuati con ['intercalare «via» fra i due
fattori.] /

5r Questo ène l'amaestramento a sapere multipricare soldo


contra soldi e soldi contra livre e livre contra livre comme
vedi qui figurato.
Se no' avesimo a multipricare che fa 1 soldo via uno
soldo, eccho la regola. Arecha sumpre l'una de le parti a d.
cioè di': 1:s. sono 12 d .. Ora di': 1 s. via 12 d. fa 12 s .. E
così le similglianti rasgioni.
Se noi avessimo a multipricare che fa 1 s. via 1 Ir., ecco la
regola. Arecha sempre ei s. a d., e di': 1 s. sono 12 d .. Poi
dìa dire: 12 d. via 1 lr. fa 12 Ir .. E così fanno le simiglianti
rasgioni.
Se avessimo a multipricare che fa 1 lr. via 2 Ir., ecco la
regola. Sempre te stia a mente di recare l'una de le parti a d.
e di': 1 Ir. sono 240 d .. Poi di': 240 d. via 2 Ir. fan o 2480
lr .. E chosì ài che una Ir. via 2 lr. fanno 480 lr .. E così fanno
le decte multipricasgioni e 'n ongni caso che fosse proposto sì
.', .
chome vedi figurato qui di sopra a la decta materia.

[Prospetti di prodotti effetuati secondo le predette regole.] / .


,"
.

J ..
5v Truovami radice di 10.
I
Radice di 10 si è 3 e 37/228.
14 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 15

[In realtà (3 + 37/228)2 = lO + 1/51984. Nella parte superiore è


mostrata la rappresentazione dei numeri con le dita.] /

6r Questo ène l'amaestramento del multipricare a brichuocolo


secondo l'arte vecchia in questa forma cioè.
Conciosiacosachè elgli è inpossibile che la memoria possa
tenere a mente tucte quelle cose le quagli sono de bisongnio
al multipricare, perciò gli antichi per buono costume trovaro-
no arteficio figurato collo quale se pò multipricare ongni
grande multipricasgione sença avere bisongnio di tenere trop-
po a !le mani in questa forma, cioè a bricuocolo e a schacchie-
ri come vedarete figurato seguente la materia. E ingomincia-
remo in prima la regola del multipricare a brichuocolo in que-
sta forma: dimmi che fa 2171121 via 1234127. Ecco la regola.
Pilglia il numero de le figure di sopra cioè 1 e di': uno via 7 6v Questa ène la regola ad amestrare de multipricare a schac-
fa 7 .. E poni 7 nella prima casella del brichuocolo da capo, chieri ongni quantità de figure.
poi \combacti: 1 via 2 fa 2 e poni 2 nella casella longo il 7, La regola dice secondo l'arte vecchia che tu dèi incomin-
poi di': 1 via 1 fa 1. E poni nella casella longo il 7 e il 2, ciare dal numero de le figure poste nel filaio di sopra nella
poi di': via 4 fa 4. E poni nella quarta casella, poi di': 1 via casella e tenere quella medesima regola che si tiene a multipri-
3 fa 3. E poni nella quinta casella, poi di': 1 via 2 fa 2. E po- care a brichuocolo salvo che non si tiene a la mano nulla.
ni 2 nella sexta !casella, poi di': 1 via 1 fa 1. E poni 1 nella Ancho se mecte in ciascheuno quadro de lo scacchieri quello
sectimacasella; poi pilglia il 2 e di': 2 via 7 fa 14. Poni 4 e che fa l'una figura combactuta coll'altra, bene che ciasceuno
tieni 1 nella seconda riga, poi di: 2 via 2 fa 4. E 1 che tu quadro de lo schachieri sia diviso per meçço chomme vedi
tieni fa 5 e così combacti a figura a figura tucte quelle di figurato qui di sopto e nnella meità del quadro di llato di
socto comme facesti il primo vergello e così poni ordinato nel sopto se pone il numero e i' Il'altra meità di sopra sì si pone
brichuocolo a verga a verga e ongni figura di sopra vole le dicine e per questo vedi che non si tiene a la mano nulla.
combactere a una a una tucte quelle di sopto e ponere per Ora torniamo a nostro proposito e di': 1 via 9 fa 9. E poni 9
ordine nel brichuocolo comme vedi figurato. Donqua vedi che nel primo quadro da pe' del cantone, poi di': 1 via 7 fa 7. E
sono 7 figure e combactendo a una a una quelle di socto poni 7 longo il 9 da piedi, poi di': 1 via 5 fa 5. E poni 5
faranno 7 verghe nel brichuocolo. longo il 7, e poi di': 1 via 4 fa 4. E poni longo il 5, poi di':
Se vuoli sapere che multiprica la decta casella, fa' comme 1 via 3 fa 3. E poni 3 longo il 4, poi di': 1 via 2 fa 2. E poni
vedi figurato intorno al brichuocolo e di' così: perché 7 fu il 2 longo il 3, poi di': 1 via 1 fa 1. Poni 1 longo 1. Ora ài
primo numero, poni 7. Poi di': 4 e doe fano 6. E poni sei, combactuto da 1 a tucte le figure di sopto, ora lascia 1 e
poi di': 7 e 5 e 1 fa 13. Poni 3 e tieni 1, poi di': 1 e 7 e 2 e piglia il 2 che gli è di lato e combacti con tucte quelle di
2 le 4 fa 16. Poni 6 e tieni 1 e così scorrendo racolgli e po- socto a una a una e di': 2 via 9 fa 18. E poni 18 nel quadro
ni comme vedi figurato a brichuocolo. Donqua vedi che la sopra il 9, poi di': 2 via 7 fa 14. Poni 14 longo il 18, poi di':
nostra casella multipricata a brichuocolo cioè 2171121 via 2 via 5 fa 10. E poni longo 14, poi di': 2 via 4 fa 8. E poni
1234127 fanno 2679439046367. longo il 10, poi di': 2 via 3 fa 6. E poni longo 8, poi di': 2
via 2 fa 4. E pollo longo il 6, poi di': 2 via 1 fa 2. E pollo
GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 17
16
[Prospetto con vari riquadri del tipo
longo il 4, e poi di': 2 via 1 fa 2. E pollo longo il ~. E ora
pilglia il 3 e combacti similemente con tucte. q~elle . dI. socto a
una a una e pollo nella tertia riga de lo scachletl e slmI1ement~
fa del 4 e del 5 e del 6 e del 7 e l'O, se elgli ci achade, e ponI
nello scacchi eri per ordine come facesti le prime figure e
facto questo sarà pieno lo scacchieri. Ora racolgliam? la d~ct~
casella facti al 9 e poni 9, poi di': 7 e 8 fa 15. PonI 5 e benI dove in alto è il prodotto dei due fattori sottostanti nei quadratini in
1, poi'di': 1 e 5 e 4 e 1 e 7 fa 18. Poni 8 e ti~ni 1. E così basso sono i resti pertinenti delle prove per 9 e per 7.].
racolgli per scincio e trovarai che 07654~2~ v.la ~ 1234579
fanno 85993073965859 e così fanno le slmllghantl rasgioni Qui finisce il primo capitolo cioè de multipricare e segui-
che te fosero decte. terà il secondo del partire. /

7v Qui incomincia il secondo capitolo de la regola del partire


d'ongni materia.
De qui arieto averno tractato de le singnificationi de le
figure e de le loro nature in ciascheuno grado sì come è de
multipricare in ciascuna materia sì come innarra Boetio nel
primo capitelo del multipricare e seguitaremo il secondo capi-
tolo dove elgli tracta del partire cioè livre, soldi e denari in
ciascheuno grado sì come partire disteso e partire a danda de'
numarisani et dei numari rocti tractaremo de partire nel
terço capitolo. Tornando alla materia nostra e' volglio dire
chosì.
Se noi avesimo a partire uno soldo per uno soldo, ecco la
regola. Arecha l'una de le due parti a denari e di': 1 soldo
sono 12 denari. E noi dovemo partire 1 s. in 12 d., venne
1/12 de s. cioè 1 d .. E così fa' le similglianti rasgioni che te
fosero proposte.
Se noi avesimo a partire 1 lr. per 3 s., ecco la regola che
tu dìa sempre arechare el partitore a d., cioè 1 s. e dìa dire:
7r Questo ène l'amaestramento de multipricare a chaselle 1 s. sono 12 d .. E poi dìa partire 1 lr. in 12 d. che ne viene
secondo l'arte nova d'ongni quantità de figure che te .fo~sero uno 1/12 de Ir. cioè 1 s. 8 d .. E così fa' le similglianti
proposte sì chome vedi qui figurate per asempro mulbprlcate rasgioni che te fossero decte.
e provate per 7 e per 9. Se noi avessimo a partire 2 Ir. per 1 Ir., ecco la regola che
tu dèi arechare sempre mai il partitore a d. cioè dire: 1 lr.
sono 240 d. e 2 Ir. sono 480 d. Parti 480 per 240 venne
1/120 de Ir. cioè 2 d .. E così fa' le similglianti rasgioni che te
fussero decte.
La regola del partire in 100, cioè lr. s. d. figuratamente
18 GINO ARRIGHI [Prospetto di vari casi dei quali riproduco uno di quelli trattati nel
testo.]
potete vedere qui da pè e da lato è la regola di '1 partire
disteso ie similgliantemente partire a danda e 'n ongni altro
muodo che ei numeri sani se posono partire trovarai figurato
per lectera e per figure seguendo la materia del secondo X ì
capitolo come è decto di sopra.

Questa è la regola figurata de partire le lr. in 100

[Prospetto relativo al computo indicato.] /

8r Questa è la regola de partire ei s. in 100. Questa è la


regola de partire ei d. in 100.

[Prospetto relativo ai computi indicati.] /

8v Questa è la regola del partire disteso inn ongni quantità 9r Questa è la regola del sommo partire ClOe a danda inn
che te fusse proposto, ancho si contiene inn essa la regola de ongni grande quantità e seguente diremo la regola de la prova
la prova ,del decto partire se sta bene partito. d'esso partire ch'è una bella e sutile materia.
Le regola del partire disteso sta in questa forma, cioè La regola del partire a danda è chiamata regem id est re
poniamo che noi avesimo a partire 123456789 per 7, eccho la perchè elgli è più alto partire e più nobile che niuno altro par-
regola che tu dìa farte al partire dal magiore numero cioè a tire che se possa fare e chi sa partire a danda po' bene dire che
dire d'uno, è çevero e remani uno ed è dodici e 1 e remani 5 sapia partire. Avendo la prova che si contiene in esso partire
dicine ed è 53 è 7 e remani 4 dicine ed è 44 è 6 e remani sì comme trovarete qui scricto per ordine per scrictura, se-
2 dicine. E così seguendo tucte le figure partite per 7 te guente la materia nostra e poi figureremo le caselle per or-
rimarrà 1 'e quello che ne viene partito per 7 si è 017636684 dine sì che più apertamente lo potiate intendere e diremo cho-
1/7. E quella medesima regola se tiene a partire ongni grande sì choll'aiuto de Dio.
quantità de numero e per qualunque quantità di numero tu Partimi 123456789 per 23 parti uguali e di' chosì: d'uno
volesse partire disteso. E de ciò potete vedere l'asenpro qui da e çevaro e' remani 1. E poni 1 di sopra a la nostra casella, poi
pè figurato de più materie. di': per scincio de 12 è çevero e' remani 12. E poni 12
Et se volesimo provare s'ella è bene partita, la regola è di sopra come vederai figurato qui da lato, poi di': per
questa che tu dìa partire per 7, cioè la quantità che tu vuogli scincio di 123 dànne 5. E di': 2 via 5 fa lO. Questo 2 si è nel
partire, parti la nostra casella per 7 e partita vedi che te 23 per lo quale tu parti cioè prima si è 2 dicine che 3 numeri,
campa 1 e quello 1 si è la prova. Ora parti medesimamen!e
per 7 el partito e vedi che te campa 2 e queste 2 multiprica
per lo partitore cioè per 7 e di': 2 via 7 fa 14. Poi vi poni suso
uno che ti campò quando partisti la tua somma e avarai 15 e
la prova de 15 vedi ch'è 1 e 1 è la prova di quello che partim-
mo e vedi ch'è bene partita perché la prova te risponde. E co-
sì fa' ne le similglianti rasgioni, nientedemeno potete vedere
l'asempro figurato qui da pè.
numero, arai 17 e la prova de 17 si è 3 e 3 è la prova di
20 GINO ARRIGHI
quello numero che noi partemmo e vedi che sta bene.
Seguente la materia del tertio capitolo de le regole dei
e di': da 10 fino a 12 à 2. E queste sono sempre dicine e poni
rocti, 've dimostraremo la loro natura figurata e in ciascuno
a la mano 2 dicine cioè 20 e dopo esso poni la tertça figura
caso che inn esso capitolo si contiene. /
de la nostra casella e avarai 23 a la mano, poi di': 3 via 5 fa
15. Cioè 3 del partito re e 5 che ne venne di partito e di': 15 9v Questo è l'asenmpro figurato del partire e danda cioè per
fino in 23 à 8. E poni 8 sopra il 3 de la nostra casella, poi 23, per 29, per 37, per 43, per 131, per 713.
di': per iscincio de 84 dànno 3. E di': 2 via 3 fa 6. Fino in 8 [f. 9v]
si à 2 e tieni de 2 dicine a la lnano, agiongni la quarta figura
ch'è 4 e tieni 24, poi di': 3 via 3 fa 9. Fino in 24 si à 15 e
poni 15 nel luogo usato, poi di': 155 dànno 6. E di': 2 via 6
fa 12. Fino in 15 à 3 e di': 6 via 3 fa 18. Fino 35 à 17 e poni
17 nel luogo usato, poi di': de 176 dànno 7. E di': 2 via 7 fa
14. Fino in 17 si à 3, poi di': 7 via 3 fa 21. Fino in 36 à 15 e 11t1." ll\"il.o\ r,.:t··......, " l,:t., ,")o.H\"
poni 15 per ordine nel luogo usato, poi di': de 157 dànno 6. fh, t\" .... "1 'Ì~\ .ç ,rht;'\.'\l"I"I.'\O'
.jU:t."r- P'-tln-i :\":'1' ., lll....~'I..'\.·..." ."
E di': 2 via 6 fa 12. Fino in 15 à 3, poi di': 6 via 3 fa 18. Ft->o..'\, , .... I l f
Fino in 37 à 19 e poni 19, poi di': de 198 dànno 8. E di': 2 ~ t l ~;- '" I '7.t .....
via 8 fa 16. Fino in 19 à 3 e di': 3 via 8 fa 24. Fino in 38 à
14 e poni 14, poi di': de 149 dànne 6. E di': 2 via 6 fa 12.
Fino in 14 à 2 e di': 6 via 3 fa 18. Fino in 29 à 11 e poni 11
ed è fornita di partire e vedi che che ne viene per parte
005367686 e 11/23 per ciascuna parte uguale. E così simil-
gliantemente partisci ongni numero che te fosse decto; non
tel posso mostrare più chiaro per iscrictura, ma per asempro
figurato son certo che lo intenderete melglio e però volgete la •
carta e trovarete lo figurato in diverse partite. I I~ j)( ""l-~,"",\
La prova del decto partito a danda sta in questa forma -"'I ~ ",,' .,. , ~ C... 4'."l;...
"'" ....... -;.:-...,... ..l'1.-"""l- \ J'" c"l-""l-
cioè che si pruova per 7 sì come si pruova il multipricare
d'una casella. Eccho la regola, sappia che è la prova de la
nostra casella e trovarai ch'è 3, poi sappia che è la prova del
partito trovarsi ch'è 2, poi sapia quanto è la prova de quello
per quanto tu parti e trovarai ch'è due. Ora di': 2 via 2 fa 4.
Poni suso 11 che ti campò al partire, avarai 15 e la prova de
15 è 1 e sta bene perché 1 fo la prova de quello che tu parti-
sti e per più chiareçça il trovarai figurato· ne le caselle. '"\ I
Secondamente trovarai figurato in questo foglio a partire 6" ~ 1
diversi numeri, in ciascheuna casella trovar ai scricto l'ordine .,.. r5" c" ""'"'\- 1I(:.r~
c

de provare il decto partire e primamente trovar ai questa ""'--"'\ ~..,


'II
"'l--",\
,,"0/11(,·
."S""\""\
casella partita per 23 cioè questo numero 987654321 la cui
prova si è 3 e il partito ne viene questo cioè 042941492 la cui
prova è 6 e la prova de 23 è 2. Ora di': 2 via 6 fa 12.
Giongnive suso 5, che ti campò quando partisti il nostro
GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 23
22

Qui finisce il capitolo del partire e incominciaremo il uno e 1/3. Agiongni insiemi 1 e 1/3 e 1/ 12 , fanno 1 e 5/ 12.
E sta bene e così fanno le similglianti rasgioni.
capitolo 'Idei rocti. / Multiprica che fa 3 e 1/3 via 3 e 1/3, ecco la regola e di'
10r Qui incomincia il il tertio capitolo de le regole dei rocti in così: arecha a sano 3 e 1/3 fa lO e arecha a sano l'altra parte
ciascheuna materia. cioè 3 e 1/3 arai lO. Ora multiprica lO via lO, fanno 100 e
De qui arietro avemo tractato del primo e del secon~o questo 100 pari per la deferenti a cioè per 9 che ne viene Il
capitolo e de le loro diferentie, ora tractaremo del tertlO e 1/9 e sta bene. E ricordati che la diferentia è quello ch'è
capitolo dove tracta Boetio dei numeri rocti e de l?ro natura socto a le verghe, cioè multiprica l'una figura coll'altra, don-
cioè multiplicare, dividere, giongnere e soctrare e dIre quale e qua di': 3 via 3 fa 9. E vedi che 9 è la diferentia e questo ti
quanto è più l'uno che l'altro e di ciascuno d'essi ~imost~are­ basta sença ricordallate più la decta diferentia.
ma ordinatamente per scrictura l'ordine loro e pOI ve dImo- Multiprica 4 e 3/4 via 4 e 3/4, eccho la regola e di': 4
straremo in forma figurata il muodo de multiplicare e de via 4 fa 16 e 3/4. Arai 19 e 4 e 3/4 via 4 fa 19. Ora di': via
dividere, de giongniere e soctrare in tucti ei muodi che inn 19 via 19 fa 361. Partilo per la diferentia la quale è 16, vienne
esso \capitolo si contiene. . . 22 e 9/16. S così fa' le similglianti nonestante che fossero de
In prima dimmi che faI /2 via 1 /2, ecco la regola. PIlglI~ variate.
anbo le parti di sopra a le virghe e di': 1 via 1 fa 1. E ponI Multiprica che fanno 27 e 1/2 via 38 e 1/3, eccho la
sopra a la verga 1, poi piglia anbo le parti di socto a le verghe regola. Arecha sempre maio ambo le parti a sano chomme à
e di': 2 via 2 fa 4. E poni 4 di socto a la vergha dove decto la regola nostra e di' così: arecha a sano 27 e 1/2,
ponessti di sopra a la decta vergha 1 e vedi ch'ài figurato fanno 55. Poi arecha a sano 38 e 1/3 fano 115, poi multipri-
1/4; donqua aviamo che 1/2 via 1/2 fa 1/4. . . ca 115 via 55, fa 6325, poi di': 2 via e 3 fa il qual'è socto
Multiplica che fa 2/3 via 3/4, ecco la.;egola: PIglIa anbo le verghe ed è nostra diferentia. Ora parti 6325 per la diferen-
le parti che sono di sopra a le verge e dI: 2 ~Ia 3 fa 6. ~ tia cioè per 6 che ne viene 1054 e 1/6. E bene sta.
poni 6 sopra a la verga, poi piglia anbo le p~rtl che sono d! Multiprica che fa 3 e 1/2 via 31 e 1/3, ecco la regola.
socto a le verge e di': 3 via 4 fa 12. E ponI 12 socto a la Arecha a sano ambo le parti e di': 2 via 3 e 1/2 fa 7. Poi
verga e vedi che ài figurato ~/12 .che san? !/2 e a ques.to di': 31 via e 3 e 1/3 fa 94. Ora di': 7 via 94 fa 698. Parti
muodo multiprica tucti ei rocti pan e xvanatl chome tractla- per la diferentia la quale é 6, vienne 109 e 2/3. E questo
mo nelle decte doe materie. basta quanto al multipricare./
Multiprica che fa 36 via 48 e 1/3 , ecco la ~;gola. M.ultiprica 10v Volgliola te mostrare per una altra regola e di' chosì:
sempre mai in prima sano contra sano e dI: 36 VIa ~8 fa multiprica che fa 3 e 1/2 via 31 e 1/3. Eccho la regola.
1728. Poi pilglia 1/3 e di': 1/3 via 36 fanno 36 terçl ch~ Multiprica prima ei rocti e di': 1/2 via 1/3 fa 1/6. Poi di':
sono 12 sani. Giongni insiemi sopra 1728, arai 1740. Ed e 1/2 via 31 fa 15 e 1/2. Poi di': 1/3 via 3 fa 1. Poi di': 3 via
facta e così fa' tucte le similglianti rasgioni che te fosero decte 31. Giongni insiemi 1/6 e 15 e 1/2 e 1 e 93, trovarai che
fano in tucto 109 e 2/3. E vedi che responde a l'altra regola e
de questa materia.
Multiprica che fa 5 e 1/4 via 1/3, eccho la regola. Arecha sta bene.
a sano 5 e 1/4 fano 21, ora multiprica lL3 via 21 f.a 21 e Ancho la te volglio mostrare per un'altra regola e di' così:
parti per la diferentia anteproposta cioè multiprica 3 VIa 4, fa 1/2 via 31 e 1/3 fa 15 e 2/3 e 1/3 via 3 fa 1. Poi di': 3 via
12 ch'era socto le verghe, che ne viene 1 e 9/12 cioè 1 e 3/4. 31 fa 93. Giongni insiemi ongni chosa e trovarai che sono 109
Multiprica che fa 4 e 1/4 via 1/3, e~cho l~ rego~a ~ e 2/3. E vedi che ti risponde a l'altre regole e sta bene e que-
volgliolate mostrare per uno altro muodo e dICO COSI: Multlprl- sto basti quanto al multipricare e seguiteremo la materia del
ca 1/3 via 1/4 fa 1/12, poi di': 1/3 via 4 fa 4 terçl che sono partire e di'.
24 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
25
Questa si è la regola del partire dei rocti e l'ordine suo. Questa è la regola d . .
Partime 4 per 1/5, ecco la regola. Multiprica per sè la di sopto si contiene. e glOngnere roctI con quello ordine che
diferentia e di': 4 via 5 fa 20. Poi di': 1/4 di 20 è 5 e 1/5 di
Ora diciamo de le regole de l'" .
20 è 4. Ora dimmi che parte à 1/5 in 20, à 1/4; donqua vedi agiongni insiemi 1/2 e 1/3 E l aglOngnIere e dICO cOSÌ:
che a partire 1/4 per 1/5 ne vene 1/4. Anca c'è un'altra in sei e di': 1/2 di 6 è 3 ~ 1/~odt6re"gola, 1/2 e l/.3 si trova
regola, pilglia 1/4 ch'è sopra a la verga e combacti colSe vienne 5/6 ed " f e 2, fa 5. PartI 5 per 6
e acta. '
di': 1 via 5 fa 5. Il quale à parte in 20,1/4. E sta bene. Ora gion " . . /
Partime 3 e 1/4 per 1/5, ecco la regola. Multiprica ambo si trova in 1~~ Il/~e~Il~43d~ :~4: e7~co la.regol a . 1/3 ~ 1/4
le parti di socto a le verge cioè per la diferentia e di': 4 via 5 7/12 e b ene sta. e , partI 7 per 12 ' VIenne
fa 20. Poi di': 3 e 1/4 via 20 fa 65. Poi di': 1/5 via 20 fa 4. Ora giongni insiemi 2/3 3/4 4/5
Parti 65 per 4, vienne 16 e 1/4 e sta bene. E così fanno le in 60 e 2/3 3/4 4/5 d' ' questo numero si trouva
.
llr VIenne 2 e 13/60 E
I 60 sono 133 il l .
similglianti rasgioni che te fosero proposte de sano e rO'cto . ' qua e partI per 60,
contra rocto.
Partime 23 e 3/4 per 5 e 1/3, ecco la regO'la. Pilglia la
!~eosdtao me adt~~ia; ~~ vo~~~~:~ t~a:~si:aar~t~ ;a!:a~~:~:~e~t:
I COSI.
diferentia dei rocti e di': 3 via 4 fa 12. Ora arecha a sano Giongni insieme 3/4 e 4/5 h l
ambo le parti per 12, multiprica 12 via 23 e 3/4 fanno 285 e ambo le parti di socto l ' ecc., o a .regola. Multiprica
similgliantemente multiprica 5 e 1 /3 via 12 fa 64; ora parti 20 socto la ver a . a e :er?e e dI: 4 VIa 5 fa 20. E poni
di'. 4 . 4 f g , pOI multIpnca per scincio la tua casella e
285 per questo 64 e trovar ai che ne viene 4 e 29/64 e sta . VIa ' a 16 e 3 via 5 fa 15 G' . .
fano 31 il l' . lOngnI Insiemi 15 e 16
bene.
Partime 43 per 2 e 3/4, ecco la regola e di' cosÌ: perchè 3
e 11/20 ed~u~ e ponI sOFra a la verga e avarai 31/20 cioè i
mo decto de~ ~cta e COSI fa' l~ similglianti rasgioni. Ora abia-
quarti si trova in 4, arecha a sano ambo le parti per 4 e di': 4 glOngnere e segultaremo la materia del soctrare.
via 2 e 3/4 fanno 11. E similgliantemente di': 4 via 43 fa
172. Il quale 172 parti per Il, vienne 15 e 7/11 e sta bene. Questa si è la regola del soptrare de' ropti
Vogliol'a te mostrare per un'altra regola e di' cosÌ: parti
50 e 5/6 per 7. Vedi che in 50 à parte 7 il partitore, donqua
rentJ::m~ì;/~ d~ 1~~?, eccho I~ regola. Multi~rica la defe.
d". .. . va a 65. E tIelo a mente questo 65 oi
ne viene 7 e fino in 50 si à 1 e 5/6 che sono 11/6 e arecato a I. per SCInclO 2 via 13 fa 26. Poi dI"· 5 . 12 f ' P
trai 26 cl 6 . . VIa a 60. Ora
sano per 6 il partitore, si fa 6 via 7 fa 42. Donqua vedi che socto a v:r O, re~tano 34 tI quale 34 pO'ni sopra la verga e
ne viene 7 e 11/42 e sta bene. . g~ ponI 65 che tenesti a mente prima cioè la dife-
Partime 12 e 3/4 per 5 e 1/3 e voglio che noi partiamo rentIa. E vedI che ài figurat 34/65
tracto 2/5 de 12/13 b o e questo ti campa avendo
per una altra regola che non è quella di sopra. Fa' cosÌ, pilglia e ene sta.
il 4 ch'è di socto a la verga e di': 4 via 12 fa 48. Giongnive d'f Trai. de 3/4 2/3, echo la regola. Multiprica per sè la
su so 3 ch'è di sopra a la verga arai 51, poi pilglia il 3 ch'è I er~n~Ia e di': 3 via 4 fa 12. E tieni a mente 12 oi
socto l'altra verga e di': 3 via 51 fa 153. E ài arechato a sano multIpnca per scincio e di': 3 via 3 fa 9 Poi dI"· 2 . '4Pf
8. Tra' 8 d 9 . ' . VIa a
12 e 3/4. Ora arecha a sano 5 e 1/3 e di' cosÌ: pilglia 3 ch'è e , campate 1 Il quale poni sopra a la verga e
socto a la verga. E di': 3 via 5 fa 15. Giongnive su so 1 ch'è socto le verga poni 12 ch t .
1/12 Don . e enestI a mente a avarai figurato
sopra a la verga arai 16, poi pilglia 4 ch'è sopto l'altra verga e . qua vedI che te campa 1/12 avendo abactuto 2/3
de 3 / 4 e sta bene.
di': 4 via 16 fa 64. Ora parti 153 per 64, vienne 2 e 25/64
e sta bene. E di decti modi fa' le similglianti regole e questo . . Tr~mmi 2/3 e 3/4 de 4/5 e 5/6, eccho la regola. Giongni
basti quanto al partire. Ins~emI 2/3 e 3/4, arai 17/12; ora giongni insiemi 4/5 e 5/6,
araI 49/30. Ora vedi che averno a trare 17/12 di 49/30, fa'
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 27
GINO ARRIGHI
26
sano e rocto, e per queste 3 caselle puoi fare tucte quelle che
cosÌ come dice la regola nostra di sopra. Pilglia 17 ch'è di te fossero decte a questo asenpro.
sopra a la verga e m~ltiprica per scin~io co.l 30 ch'è di so~~o ~ ?ueste 3 caselle qui da lato si è la regola figurata de
la verga e di': 17 Via 30 fa 510. GlOngnlVe suso 49 ch e d1 partIre sano e ro~to contra sano e sano recto contra sano e
sopra a la verga arai 559, poi pilglia 49 ch'è sopra a la verga rocto, per le qualI regole puoi partire ongni caso che de' rocti
multiprica per scincio co' lo 12 ch'è di sopto a la verga e di': te fosse proposto.
12 via 49 fa 588. Giongnive suso 17, arai 605. Ora trai 559 . Queste. 3. ca~elle qui da lato è figurato la regola de
de 605 , vedi che ti campa 46 il quale 46 poni sopra a la glOn.gn~re I~SIemI rocti e rocti per le quale regole tu poi fare
verga. Ora multiprica la diferentia e di': 12 via 30 fa 360. tUCtI el caSI che de' rocti te fose proposto.
Il quale poni sopto la verga dove ponesti di sopra 46 e vedi Queste 3 caselle qui da lato è figurato la regola de
che ài figurato 46/360 cioè 23/180 e questo è quello che soptrare, d'~no rocto d'un altro rocto e di sapere quale e
ti !icampa avendo tracto 2/3 e 3/4 de 4/5 e 5/6. Ed ~ fa~ta qu?nto e pIU e meno l'uno che l'altro, per le quali regole tu
e sta bene; e questo basti quanto al soctrare, ora volgho d1re po~ fare tucti quelgli casi che fosero proposti de la decta ma-
tena.
cosÌ.
Qual'è più e quanto è più l'uno che l'altro. [f. 11 v vedi pagina seguente] /
Quale è più o 12/13 o 3/4? Fa' come dice la regola tua e
12r Q~esta è la, fine regola la quale ce dimostra tucti ei
di' così: pilglia 12 ch'è sopra a la verga poi pilglia 4 ch'è di
sopto per scincio a l'altra verga. E di': 4 via 12 fa 48. Poi numen c.he non ano regola e che àno regola, cioè 11 e 13 e 17
similemente pilglia 3 ch'è di sopra a la verga e di': per scincio e 19. e Iscorrendo non àno regola, e i numeri che l'àno e
q~eglI che non l'àno vedete figurate qui da pè e questa il è
e col 13 ch'è socto a la verga. E di': 3 via 13 fa 39. Il quale
utde e necessale materea.
trae di 48, vedi che ti campa 9 il quale 9 poni di sopra a una
Qui ~inisce il terço capitolo de le regole di recti e incomi-
verga, poi pilglia la diferentia de la nostra casella e di': 4 via
naremo Il quarto capitolo dove parla de le regole./
13 fa 52. Il quale poni sopto la verga dove ponesti di sopra il
9. E ài figurato 9/12, donqua vedi apertamente che 12/13 è
12v Qui incomincia il quarto capitolo dove Boetio tracta de le
più de 3/2, 9/52. Ed è facta e bene sta. regole e de le loro nature.
Quale è più e quanto è più o 1/3 o 9/10? Eccho la
De qui arietro averno tractato del primo e del secondo e
regola, multiprica per scincio 1 ch'è di sopra a la verga contra
del.tertio capitolo e de loro nature, ora tracteremo del quarto
10 ch'è.di sotto a l'altra verga e di': 1 via 10 fa 10. Poi di': capIto.lo secondo Boetio dove tracta de le regole e seguente la
similgliantemente per scincio 3 via 9 fa 27. Ora tra' lOde matena tracteremo de le 30 regole dove parla de la regola de
27 restano in 17 e poni 17 sopra a la verga, poi multiprica la 3 co~e, poi seguentemente tracteremo de tucte quelle regole le
diferentia de la nostra casella e di': 3 via 10 fa 30. E poni 30 qualI possono c.oncorrere in acto mercantile o in qualunche
sopto a la verga dove ponesti di sopra 17 e vedi ch'ài figurato altro caso che In esso capitolo si contenesse e diremo così
17/30. Donqua vedi apertamente che 9/10 è più d'uno 1/3 coll'aiuto de Dio.
cioè 17/30. E sta bene e questo basta quanto al terço capitolo Se cci fosse decto alcuna rasgione nella quale si propones-
dei numeri rocti che per esempro de scrictura v' averno pro- sero .3 cose, sÌ dobiamo multipricare quella cosa che noi
posto tucti ei casi che in esso capitolo si contiene e volgi carta v.olghamo s.apere contra da quella che non è de quella mede-
e trovar ai figurato le casele./ sI~a e p,artIre nell.'altra. Pongote l'asempro a la decta regola e
Queste 3 caselle qui da capo sono la regola de multipricare dICO COSI: 7 br. dI panno mi valgliono 13 lr., che me varrano
llv
rocto e rocto, e sano e rocto contra rocto e sano e rocto contra
Cf. 11v] TRACTATO DE L'ALGORISIMO
29
, ---,
I
le 100 br. del decto panno? Ecco la regola, multiprica quella
cosa che tu vuoli sapere cioè 100 br. de panno contra de
quella che non è di quella mesima cioè 13 br. e di' cosÌ: 13
~1. _ _ __ via 100 fa 1300. Il quale 1300 parti per 7 il quale tu prima
- I
proponesti e vedi che ne viene 185 lr. e s. 14 e d. 3 e 3/7 de
~~ "\'>1.,' d. e 185 lr. e 14 s. e 3 d. e 3/4 de d. varranno le 100 br. del
\ decto panno a rasgione che 7 br. vagliono lr. 13. Ed è facta e
cosÌ fa' le similglianti rasgioni che te fosero proposte in 3
cose.
Se cci fosse decta alcuna rasgione nella quale si propones-
soro 3chose ed a l'una de le parti avesse dinançi rocto, sÌ
(\ ud'\~ "": .-:'I.IH.t .~H
2\\ br:- G.· 1.\ ~-;"\.\ ti dobiamo multipricare amendue le parti dinançi per tal numero
~ '':''\1'::\ h- rntl':'- "".'\n.-
:"I-A'\:t':"I Mt:,.k (.',tU' .......:111./'
quale si truova quessto rocto. Pongoti l'asempro a la decta
é'\.!.I."--t1" .\ M:.\ ~It''''' ......
"i't'> regola e dico cosÌ: 3 pisani e 1/2 valgliono 8 lucchesi, che
rL:'ltL1ct\ c.~l· ,.·l.... '
\"n \.:,' ."'1 \.."n , .-:'\~ •.;.. 1:1: varranno le 100 1r. de pisani a luchesi? Eccho la regola,
lo:11 t-t~( \,,-,,!,,,(a<
multiprica amen do e le parti per tal numero quale si truova in
questo rocto che vedi che si truova in 2; ora multiprica 2 via
3 1/2 fa 7, poi multiprica 2 via 8 fa 16; ora di' cosÌ: vedi
che 7 pisani valgliono 16 luchesi e noi vo] emo sapere che
, (\uc('tc -=: r.tfrlL',\U( varrano le 100 lr. de pisani a luchesi. E vedi che l'ài arechata
;'\1 Lt t;::. th<::,\tL',\t: 1(\\.:.
"""\
À'b'"l':~\1.~ i.t1 o.! - - "\ a la prima regola, donqua dèi multiprica 16 via 100, fano
r l.4

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01\4'rt: ti:cI:"t1
.:t tl,i11..-· r-" 1..'
lo.!. tH r<'1
1600 il quale parti per 7, vienne lr. 228 e s. 11 e d. 5 e 1/7
~I.!.:' 't1U+I ('1.c.:\(j ....h de d. E cotanto varanno le 100 lr. de' pisani a luchesi ed è
~"1..:..m h~ \,t:i"ft'flc facta e ,cosÌ fa' le similglianti rasgioni.
Se cci fosse decta alcuna rasgione nella quale si propones-
sero 3 cose e amen due le parti dinanti avesse rocti, sÌ dobia-
mo :arecare a sano amendue le parti per tal numero qual si
-;'l'\ truovano questi rocti. Pongoti l'asempro a la decta regole e
~ I.'C' dicote cosÌ: 3 bolongnini e 1/3 valgliono 5 cortonesi e 3/4 ,
~fl.'\t:1i,
io volglio sapere che varranno le 100 lr. de' bolognini a
cortonesi. Perciò dèi fare comme dice la regola tua che dèi
sapere in che numero si truova questi rocti che sono 2/3 e
3/4, che si truovano in 12. SÌ che vedi che dèi multipricare
amandoe le parti dinançi per 12 e diremo cosÌ: 12 via 3 e
2/3 fanno 44. Ora di': 12 via 5 e 3/4 fanno 69. Ora abiamo
rechata questa regola a la regola de le 3 cose e diremo: se 44
bolognini vagliono 69 cortonesi, che varanno le 100 lr. de'
bolognini a cortonesi? Perciò dèi fare 69 via 100 , fanno 6900
e parti in 44, vienne br. 156 e s. 16 e d. 4 e 4/11 di cor-
tonesi a rasgione che 3 bolongnini e 2/3 val gli ono 5 corto-
30 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
31
nesi e 3/4. E così fano tucte le similglianti rasgioni che per
questo muodo ti fossero decte. .... per 5, vienne 47; ora parti 60 per 47, vienne 1 e 13/47. Eco
tanto arai di catuno e bene sta.
Fammi questa rasgione: 12 d. fiorentInI mI valghono 15
di cortonesi, che me varrano 20 di bolongnini a rascione che 20 Fammi questa rasgione, el f. de l'oro vale 9 cortonesi e
de 'bolongnini mi valgliono 40 di fiorentin~?" Ecco la reg~l~, vo~~1io 14 aghulini e vo.lglio non so quanti vinitiani; ma so io
multiprica quella cosa che tu vuoli sapere ClOe 20 bolong?lnl: ch 10 posso avere 4 dI catuno, adomando quanti vinitiani
che valgliono 40 fiorentini, contra de quella che non. e dI avarò per uno f .. Fa' così, eHi sia 4 tornesi che son 4/9 di f.
13r quella medesima e parti/nell'altra cioè per ~2 come dIce l.a e dèe 4 agulini che valgliono 2/7 di f. d'oro; agiungni insiemi
regola nostra. Donqua dèi multipricar~ 15 VIa 4?, fa 60~ ~l che fanno 4.6/63 di f., in fino inn uno f. si à 17/63 di f.,
quale parti per 12, vienne 50 e 50 valghono?O de bolo~gn~n1. donqua vedI che vale 4 vinitiani e 17/63 di f .. Ora di':
Famlni questa rasgione, il s. dei tornesl. val~ ~6 plsa~l ~ 17/63 di f. si vale 4 venitiani che varrà uno fiorino? Fa co-
vuoli 48 volterrani. Ora dico così, quando lO Plgho 2 pIsanI sì: 1 via 4 venitiani fa 4 vinitiani e parti per 17/63 vienne
volglio 3 volterrani, adomando quanto ne vor~ò io ~i c~tuno. 14 vini ti ani e 15/1 7 di venetiani e 14 e 15/1 7 di v~netiani,
Fa icosì, quando tu pilgli 2 pisani me. convle~e Pllgltare .3 varr~ U?O f. d'oro a venitiani ed è facta e così fa' le simiIglianti
rasglOnl.
volterrani e vienne preso 1/18 del s. del tornesl e quando lO
pilglio 3 volterrani me vene preso 1/16 del s. dei pisani. Ra- Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini, l'uno si à 8
giongni insiemi, arai 17/144; ora parti 1 tornese per ,1 7 (14~ bolongnini e l'altro si à lO ravingnani e quello che à bolon-
che ne viene 8 e 8/1 7 e radopialo, arai 16 e 16/1 7 de pIsanI gnini sÌ li cambia a ravingnani e quello ch'à ravingnani sÌ li
e 25 e 7/17 arai de' volterrani. Ed è facta. cambia a bolongnini et e' voli tanto l'uno quanto che l'altro;
Fammi questa rasgione, el L de l'oro vale 29 s. a f.. e d~mmi a che rasgione cambiò catuno. Fa' cosÌ, parti lO per 8,
vale 38 s. a piccioli, ora vuolglio cambiare 100 f. e vo~l~o Vlenne 1 e 1/4 e la radice di questo vale il bolongnino ed è
facta.
tant'a 1r. a f. quante che a picioli; adomando quanto. avaro lO
de catuno. Fa' così, poniamo che noi avessimo 1 lr. dI catuno; Fammi questa rasgione, ei sono 3 huomini ch'à 150 f., il
ora di': d'un L si è 20/29 de f. e l'una 1r. de' pisani si è primo sÌ li radoppia al secondo e il secondo radoppia al
10/19 de L Giongni insiemi 10/19 e 2~/29 de L, ~ano 1 e terço e 'I terço radoppia al primo e catuno si truova 50 f.;
119/551, ora di' così: per una 1r. ch lO p~ngo dI. catuna adomando quanti denari avea catuno per sè. Fa' così, la meità
moneta si cambio io 1 f. e 119/551 e io volgho cambIare 100 de 50 f. è 25, poni sopra 50, arai 75, poi di': la meità de 75
f .. Perciò parti 100 per 1 e 119/55, che viene lr. 82 : s. 4 e 13v è 37 1/2. E poni sopra 50, arai /87 e 1/2 e la meità di 87 e
d. 9 le 21/67. E cotanto avarai di catuna moneta ed e .f~ct~. 1/2 si è 43 e 3/4; giognive su so 25, arai 68 e 3/4. Ora ài
Fammi questa rasgione, 57 s. a f. valgliono 80 s. a plclOlt, che primo avia 68 e 3/4 e il secondo 43 e 3/4 e il terço si à
37 e 1/2 ed è facta.
per uno f. d'oro che vale 29 s. a f., voI gli o ~ltre~tanti ~. ~ f.
quanti a piccioli; quanto arò di catuno? Fa COSI, mul~lpnc~ Fammi questa rasgione, uno tolglie uno lavorio a murare
29 via 80, fa 2320 s.; a partire per 57 e per 80 glOngnl in lO dì e s'elgli avesse uno compangnio il murarìa in 7 dì;
insiemi, fa 137, parti 2320 s. per 137, vienne s. 16 e d. Il e adimando in quanto tempo il murarìa questo suo compagnio
20/137. E cotanto arai di catuno. . . solanato. Fa' così, tra' 7 de 10 resta 3, poi muItiprica 7 via lO
Fammi questa rasgione, el f. de .l'oro vale .3 pIsanI e fa 70, parti per 3, vienne 23 e 1/3 e in 23 dì e 1/3 lo farìa
questo suo cumpangnio solanato ed è facta.
volglio 4 volterani e volglio 5 luchesl, ora volgho tanto de
l'uno quanto che de l'altro di questa moneta; per questo f.
quanto n'avarò io? Fa' così, perchè dice: 3.e 4 e 5 che fanno Queste sono rasgioni di presto e di merto.
a multipricare insiemi? Che fanno 60, partt per 3 e per 4 e La livra è prestata il mese a 2 d. la lr., adimando che me
guadangnarano le 20 lr. l'anno. Ecco la regola, multiprica 2
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 33
32 GINO ARRIGHI

via 20, fa 40 e ài facto un mese; poi multiprica 12 mesi via s. a quella medesima rasgione? Eccho la regola, sapi in
40 d., fano 480 d., parti in 12, vienne 40 s. et 40 s. quanto tempo mi guadangnarano le 45 lr. cioè 40 s.; multi-
guadangnano le 20 Ir. a ragione de 2 d. la lr. il mese. Ed è prica 50 via 6 mesi, fa 300 mesi e parti in 45, vienne 6 mesi
e 20 dìe. Ora ài che le 45 lr. guadangnano in 6 mesi e 20 dìe
facta, vienne lO lr. per 100 l'anno.
40 s: e. tu voli che sia tanto più tempo che guadangnino 50,
[Il capoverso che segue è in margine.] multlpnca 50 via 6 mesi e 20 dìe, fanno 333 mesi e lO dìe
parti in 40, vienne 8 mesi e lO dìe e in 8 mesi e 1O dì~
La lr. è presatta il mese a 2 d., che fructa il centonaio guadangnarano, le 45 lr., 50 s .. E sta bene.
l'anno? Fa' che sempre multiprichi ei d. a che la Ir. è prestata Fammi questa rasgione, la lr. è prestata il mese a 4 d., che
il mese per 5 e sono lr.; e che, a d. 2, multiprica 2 via 5 fa varranno le 100 lr. in 9 mesi e deci dìe e 1/2? Ecco la
lO e lO lr. frutta l'anno il centonaio. regola, sempre dèi sapere che vale la lr. in tucto il tempo
Fammi questa rasgione, il 100 guadangna l'anno 12 Ir. e propossto; tu trovarai che vale 37 d. e2/5, ora merta le 100
13 s. e 4 d., che ti guadangnaranno le 65 lr. in 7 mesi e 1/2? lr. per 37 d. e 2/5, trovarai che valgliono 15 Ir. e Il s. e 8
Fa' 'Cosìe, sapia che ti guadangnerà le 100 in 7 mesi 1/2, ce d .. Ed è facta e sta bene.
guadangnia in 5/8 perciochè 7 mesi e 1/2 sono 5/8 di 12 Fammi questa rasgione, uno presta a uno altro d. e non so
cioè d'uno anno. Ora si pilglia il 5/8 di lr. 12 e s. 13 e d. 4, quanti nè a che rasgione è prestata la lr. il mese, quando
si è Ir. 7 e s. 18 e d. 4 e cotanto guadangnia il 100 in 7 mesi viene in capo de l'anno ed elgli li rende 100 lr. e quelgli gli le
e 1/2 e tu vogli sapere le 65 lr.; fa' 65 via 7 lr. e 18 s. e 4 ripresta un altro anno a quella medesima rasgione e quando
d., ch'è Ir. 514 s. Il e 8 d. eparti in 100 che ne viene lr. 5 viene in capo de l'anno e quelgli truova che il capitale che
14r elgli prestò è la radice del merito e del capitale; / adimando
e s. 2 e d. Il ed è facta.
Fammi questa rasgione, la Ir. è prestata il mese a 4 d., le quanto fu il capitale che elgli prestò. Eccho la regola, ponia-
quante Ir. guadangneranno, in 8 dìe, 12 d.? Fa' cosìe: le mo che elgli avesse prestato una cosa e in capo de l'anno gli
quante lr. mi guadangnarano el dì 1 d.? Eccho la regola, parti rende 100 lr., donqua d'ongniuna cosa fa elgli 100 lr., ora
sempre mai 30 per tanti denari a quanti d. è prestata la Ir. il di': 100 via 100 fa 10000. E parti in una cosa, vienne uno
mese, donqua dèi partire 30 lr. per 4, vienne 7 e 1/2 e Ir. 7 e censo perché quello che elgli prestòe si è radice di quello che
1/2 guadangnirà el dì 1 d. e le 15, 2 d. il dì e in 8 dìe elgli n'àe, dunqua parti 10000 per una cosa e vienne uno
guadangnarano 16 d. e tu vuogli sapere le quanto lr. gua- censo, multiprica una cosa via uno censo, fa uno chubo. Ed è
dangnarano in 8 dì 12 d. Multiprica 12 via 15, fa 180 lr. e facta e così fa' le similglianti.
parti per 16, vienne lr. Il e s. 5 e Ir. Il e s. 15 guadangnara- Fammi questa rasgione, uno presta a un altro d. e non so
no in 8 dì 12 a quella medessima rasgione, fa' le similglianti. quanti nè a che preçço la lr. il mese se none che in chapo de
Fammi questa rasgione, la lr. è prestata a 3 d. il mese, l'anno gli rende 100 lr. ed elgli gli le presta un altr'anno a
dimme in quanto tempo me guadangnarano, le 25 lr., 40 d .. quella rasgione e quando viene in capo de l'anno gli rende il
Eccho la regola, sapi quanto guadangnarà el dì le 25 lr.; merito e il capitale e truovasi facto, d'ongni 3 d., 4 d.;
multiprica 3 via 25, fa 75 e parti in 30, vienne d. 2 e 1/2 e adomando quanto gli rendecte e quanto gli prestò. Eccho la
tu vuoli sapere in quanti dìe elle guadangnarano 40 d .. Ora regola, poni che gli perstasse 3 cose e lo primo anno gli
di' così: 40 via uno dì si fa 40 dì e parti in 2 e 1/2, vienne rendecte 100 lr., dunqua d'ongni cose si fa elgli 100 lr., che
16 dìe e in 16 dìe guadangnarano, le 25 Ir., 40 d .. E vedi che farò de 100 lr.? Fa': 100 via 100 fa 10000. Parti per 3 cose,
vienne 4 cose perché facemmo, d'ongni 3 d., 4. Ora multipri-
sta bene. ca 3 cose via 4 cose, fa 12 censi; abiamo che 12 censi è
Famme questa rasgione, le 50 lr. mi guadangnano in 6
mesi 2 Ir. e le 45 lr. in quanto tempo mi guadangnaranno 50 uguale a 10000 e per 12 censi ne viene 833 e 1/3 la cui
34 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
35
radice vale la cosa. Ponesti che elgli prestasse 3 cose, fa': 9 prima e se voli sapere e che rasgione fu prestata la 1 '1
via radice fa de 833 e 1/3, fa 7500 la cui radice di questo gli . , d r . 1 mese,
sapla quanto a a 75 fino in 100, à 25 lr. e 25 lr. è il merito
prestòe. E se volesse sapere quanto gli rendèo fa' 16 via Ora parti?5 per 75, vienne 6 s. e 8 d., parti questi 6 s. e 8 d'
radice de 833 e 1/3, che fano 13333 e 1/3 e cotanto gli ~er 12, Vlenne 6 d. e 2/3 e a 6 d. e 2/3 fo prestata la lr'
tI mese. Ed è facta e così fa' tucte le simiIglianti rasgioni ch~
rendèo il secondo anno cioè la radice di 13333 e 1/3 ed è
facta. E così fa' le similglianti rasgioni e aparale bene chè elle te fusero proposte. /
sono belle e sutili materie. 14v
Fammi que.sta rasgione, lo 100 mi guadangna l'anno co-
Fammi questa rasgione, la lr. è prestata il mese a 2 d., che t~ntel:., vo.lgho sapere che vene il dì el 100 piIglia ai 2/3
viene l'anno 10 per centonaio l'anno, e io volglio sapere in dI tantI d. dI quante lr. mi guadangna l'anno il 100' eccho I
quanto tempo mi guadangnarano, le 8 d. 12. Ecco la re- regola. Il 100 mi guadangna l'anno 17 lr. quanti d. ~iene il d~
gola 8 h. guadangnano il mese 16 d. e tu vogli 12 d., fa' per 100? PiIgIia ei 2/3 de 17 d., vedi che sono 11 d. 1/3 ~
così: multiprica 12 via uno mese, fa 12 mesi ei quali parti 11 d. e .1/3 ne viene il dì per 100 ed è facta.
parti per 10, vienn 22 dìe e 1/2 e in 22 dìe e 1/2 le 8 FammI questa rasgione, lo 100 mi guadangna l'anno co-
guadangnarano 12 d. ed è facta. tante lr., a qu~nto fu prestata la lr. il mese? Parti tanti d. per
Fammi questa rasgione, uno presta a un altro 100 1r. e 5 q uan te 1r. al guadangna l'anno il 100 e sì è f acta' eccho la
quando viene in capo de l'anno ed elgli ne presta altre 100 regola. I! 100 mi guadangna l'anno 19 lr. e io volgli~ sapere a
e quando viene in capo de l'altro anno ed elgli gli ne ren- che ras~lOne fu prestata la 1r. il mese. Fa' così, parti 19 per 5
de 300 lr.; adornando a che rasgione fu prestata la lr. il chome lO te proposi, vienne d. 3 e 4/5 e a rasgione di 3 d. e
mese. Ecco la regola, poni che fosse prestata a 1 d. la lr. il 4/5 fu prestata la lr. il mese ed è facta.
mese che viene l'anno 12 d., la 1r. per 12 d. piglia il 1/20 di Fam~i ques.ta rasgione, la lr. è prestata il mese a cotanti
100 1r. che elgli prestò il primo anno che sono 5 1r. di merito. d. e nOI voleslmo sapere le cotante h. in cotanto tempo
Or ài 105 1r. di merto e di capetale, ora fa' per lo secondo saranno radopiate a non fare capo d'anno. Sì dobiamo partire
anno. Lo 1/20 de 200 lr. si è 10 lr., arai 200 lr. di capitale e ~empre per 20 anni per tante parti a quanti d. è prestata la lr.
15 di merto e le 5 di merto valgliono 1/2 ch'è 1/4 1r. di Il mese; eccho la regola. La lr. è prestata il mese a 7 d. in
merto; ài in tucto 200 1r. de capitale e 1r. 15 e 1/4 di merto. quanto tempo sarà radopiato le 2000 lr.? Ora parti 20 a~ni
Ora cava 200 de 300 lr., resta 100 lr. e sempre dèi partire nel ?er 7 e sì è. facta che vedi che ne viene anni 2 e 6/7 d'anno e
merito del merito ch'è 1/4 lr.; ora parti 100 1r. per 1/4 1r., In due annI e 6/7 d'anno sarano radopiate le 2000 lr. ed è
vienne 400 s.; ora parti il merito ch'è 15 per 1/4 1r., vienne facta.
60 1r. di merito; ora pilglia senpre la meità del merito ch'è 30 Fammi questa rasgione, il centonaio mi guadangnia l'anno
e di': 30 via 30 fa 900, giongnive su so 400, arai 1300 la cui cotante lr. cioè 17 lr., in quanto tempo sarà radopiato le 2000
radice meno 30 in tucto fu prestata la 1r. il mese. Ed è facta. lr: a non fare. capo d'anno? Parti sempre per 100 anni per 17,
Fammi questa rasgione, uno presta a un altro denari e non Vlenne 5 annI e 10 mesi e 17 dìe e 11/17 de dìe e in cotanto
so quanti nè a che merto, in capo de l'anno gli vole rend~re tempo sarà radopiato ei tuoi d. a rasgione de 17 lr. per 100
100 1r. ed elgli dice: tielgli uno altro anno al decto presglO. l'anno. Sì è facta.
In capo de l'anno truova che il merito de prima è tal parte ~ammi questa rasgione, uno presta d. e non so quanti a
come di quel da seçço chom'è 3 di 4; adornando quanti d. gli rasglOne de 8 d. la lr. il mese cioè in 3 anni, ora vieni costui
prestò e a che presgio la lr. il mese. Eccho la regola, ei voI e e re trae il primo anno 8 lr., lo secondo sì ne trae 1,3, lo terço
che sia tal parte il merito del primo anno come è 3 di 4 del n~ tra' 21 e in 3 anni à ritracto 42 lr. e chiamasi pagato da
meri to da seçço, perciò sì dèi pilgliare ei 3/4 di 100 lr. che lUI; adornando quanti d. gli prestò da prima. Ecco la regola,
gli volse rendare in prima, che sono 75 e 75 1r. gli prestò in 'l la lr. vale l'anno 8 s., per 8 s. piIglia gli 2/5, poni sopra 5,
36 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO
37

ecco 7/5, una lr. si à 5/5. Ora dèi trare li 2/7 e di pociar- guadangnato s. 5, che ne tocha a catuno? Fai cosìe: 1/3 e 1
mente al seçaio anno che trasse 21 Ir., cava li 2/7 di 21 Ir., 1/3 f~ 1 e 2/3. Ora fa' 1/3 via s. 5 fa 20 d., a partire in 1 e
ch'è 6, resta 15 lr., poni susa 13 che rettrasse il secondo 2/3 Vlenne s. 1 e s. 1 dèa avere quelli de' doi pani. Or fa' 1 e
anno, arai 28, cava 2/7 di 28, chè 8, resta 20 ponvi susa 8 1/3 via s. 5, fa s. 6 e d. 8 e parti per 1 e 2/3, vienne s. 4 e s.
che retrasse il primo anno, arai 28, cavane li 2/7 di 28, resta 4 dèa avere quello di 3 pani ed è facta.
20 e vinti lr. gli prestò ed è facta. Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini che s'acom-
Fammi questa rasgione, uno presta a un altro d. e non so pangnano insiemi, l'uno mecte 135 lr. e l'altro mecte 120 f.
quanti a rasgione de 4 d. per Ir. il mese, quando vieni in capo d'oro e ànno aguadangnato 100 lr. e quelli che mise 135 lr.
de l'anno gli rende 100 lr.; adornando quanti d. gli prestò. n'ebbe 41 e quelli che mise 120 f. d'oro n'ebbe 59 lr.;
Eccho la regola, la lr. vale l'anno 4 s. sì che vedi che ongni adornando quello che dìa valere il f. d'oro a ciò che niuno
20 s. valgliono 24; che varanno le 100 lr.? Multiprica 20 via non sia ingannato. Fa' cosìe, parti lr. 59 in 41, vienne s. 28 e
100, fa 2000 lr. e parti per 24, vienne 83 lr. e 6 s. e 8 d. e d. 9 e 15/41, or dìe: 120 f. d'oro per s. 28 d. 9 e 15/41
cotanto fuorono ei d. che e1g1i prestò ed è facta. l'uno, che varranno le 135 lr.? Fa' 120 via 135, fa 16200 e
Fammi questa rasgione, uno presta a un altro 100, in capo parti per s. 28 e d. 9 e 15/41, vienne s. 32 e d. 4 e 22/41.
de l'anno ed elgli gli rende tra merto e capitale 120 Ir.; Abiamo che vale il f. s. 32 e d. 4 e 22/41 ed è facta.
adimando a quanto fu prestata la lr. il mese. Ecco la regola, Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini c'ànno 50 f.
cava 100 Ir. di 120, restano 20 lr., vede che il merito è 20 Ir., d'oro tramendue e catuno multiprica e' suoi per se medesimo
il quali parti per 100, vienne s. 4 per Ir.; sappi che vene lo e fa più l'uno che l'altro 40; adornando quanti n'à catuno. Fa'
mese, parti s. 4 per 12, vienne 4 d. e a 4 d. fu prestata la lr. cosìe, multiprica 50 via 50 fa 2500, tranne 40, resta 2460 a
il mese ed è facta. partire in 50 e 50, che fa 100, e in 100 li parti, che ne viene
Fammi questa rasgione, la Ir. è prestata il mese a 3 d. e 24 e 3/5. Abiamo che n'à l'uno 24 e 3/5 e in fino in 50 si à
1/2, le quante Ir. ei guadangnarano il dì 6 s.? Eccho la 25 e 2/5 e 25 e 2/5 n'à il secondo. E così fa' tucte le
regola, are chi a sano 3 1/2 fa 7, poi di': 2 via 30 fa 60 dì. E similglianti rasgioni.
in 60 dì guadangnarano 7 d.; ora di': 6 s. sono 72 d .. Ora Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini c'àno 50 f.
multiprica 60 via 72, fa 4320 il quale parti per 7, vienne 617 d'oro e partiti quelli de l'uno per quelli de l'altro ne viene
lr. e s. 2 e d. 10 e 2/7 di d .. Ed è facta e così fa' tucte le 10; adornando quanti n'à catuno. Eccho la regola, poni 1
similglianti rasgioni innançi proposte. / sopra 10 fa 11, parti 50 per 11, vienne 4 e 6/11 e 4 e 6/11
n'à il primo, fino in 50 si à 45 e 5/11 e 45 e 5/11 n'à il
15r Queste sono rasgioni de le compangnie. secondo ed è facta.
Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini che l'uno à 3 Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini c'ànno d. da
pani e l'altro n'à 2, ora viene uno huomo e mangia questo prestare, dice l'uno a l'altro: quanti d. ài tu? Ed elgli
pane con costoro e tanto ne mangia l'uno quanto l'altro e, responde: ònne tanti che se tu me ne dài 30 dei tui d. io
quando à mangiato, questo che none ave a pane, sì dà loro 5 s. n'arò tre cotanti di te. Dice il secondo al primo: se tu me
e dice: dividetili fra voi sì come ne tocta per uno. Adornando dài 40 dei tuoi d. io n'arò quatro cotanti di te. Adornan-
che ne dìa 'vere quelli che avea 2 pani e che quello che do quanti d. avìa catuno. Eccho la regola, per tre cotanti
n'avea 3 pani. Fa' cosìe, ei sono 5 pani, a catuno ne viene poni 3/4 e per quactro cotanti poni 4/5 e di': 3/4 e 4/5
pani 1 e 2/3; quelli che mise 2 pani dìa essere ristorato 1/3 e si truova in 20. E 3/4 e 4/5 de 20 sono 31, tranne vinti,
da uno e 2/3 fino in 3 si à pani 1 e 1/3 e quelli di 3 pani restano 11 'e 11 è 'l partitore. Or fa' 30 e 40 fa 70 e di':
dìa essere ristorato di 1 pane e 1/3. Ora dìe cosìe: ei sono 2 15 via 70 fa 1050. Parti per 11, vienne 95 e 5/11, tranne 30
compangni che l'uno à messo 1/3 e l'altro 1 e 1/3 ed ànno restano 65 e 5/11 e cotanto n'avea iI primo. Ora piIglia 4/5
GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 39
38

di 20 come tu pilgliassti 3/4 di 20 e di': 16 via 70 fa 1120. Fammi questa rasgione, ei sono 3 huomini che tolgono a
Parti per 11, vienne 101 a 9/11, tranne 40 resta 61 e 9/11 e cavare uno poçço, il primo il tolglie a cavare in 2 dì e il
secondo in 3 e il terço in 4; ora si concordiano tucta 3
tanti n'avea il secondo ed è facta.
Fammi questa rasgione, ei sono 2 huomini entrano a insiemi a cavare questo poço, adomando in quanto tempo
l'avarano cavato. Ecco la regola, colui che il toglie a cavare in
compangni in una boctega, l'uno vi mecte 100 lr. e l'altro vi
2 dì lo cavarebe il dì 1/2 e quelli che il toglie a cavare in 3
mecte 300 lr. e debbia bastare le compangnia 2 anni e in
dì ne cavarebe il dì 1/3 e quelli che il toglie a cavare in 4 dì
capo di 2 anni debbiano dividere per meçço el prò e il
ne cavarebbe il dì 1/4; giungni insiemi 1/2 1/3 1/4 fa 1 e
capitale; ora viene che elgli stano compangni pure 1 anno e 1/12 sì che ài che in uno dìe ne caverebe 1 e 1/12, or me dìe
truovansi di prò e di capitale 600 lr., adomando quello che ne in quanto tempo ni cavarebero uno. Fa' così, multiprica 1 via 1
15v dìa avere per uno de quesste 600 Ir. / Eccho la regola, ponia- fa 1 e parti in 1 e 1/12 che ne viene 12/13 de dìe e in 12/13
mo che elgli stessero 2 anni cumpangni e non guadangnassero de dìe l'avarebero cavato ed è facta.
nulla donqua si trovarebero 400 lr. che ne toccharìa per uno Fammi questa rasgione, ei sono 5 homini che aguadangna-
200 lr. e colui che mise 100 lr. si truovarìa di quadangno in 2 no, in 8 dì, 10 f. d'oro, che mi guadangnaranno li 50 homini
anni 100 lr. che ne tocca in uno anno 50 lr. e cento ne in 2 dìe? Fa' cosìe, 50 via 10 fa 500, ora parti in 5, vienne
mecteo echo 150 lr., trai 150 de 400, restano 250. Ora di' 100 f. e di': 8 dìe guadangnano 100 f. che varrano 2 dìe?
così: ei sono 2 cumpangni che l'uno à messo 150 lr. e l'altro Ài a fare 2 via 100 fa 200 e parti in 8, vienne 25 e 25
250 e ànno guadangnato 600 Ir. che ne toccarà per uno? Fa' guadangnarano, ei 50 homini in 2 dìe.
cosìe giungni insiemi 150 e 250 fa 400. E 400 è il partito- Fammi questa rasgione, ei sono 5 huomini c'aguadan-
re or fa' 150 via 600 fa 90000 e parti in 400, vienne 225 gnano in 8 dì 10 f. d'oro, li 50 huomini in quanto tempo
e 225 lr. n'à il primo. Ora fa' 250 via 600 fa 150000 e parti guadangnarano 25 f. d'oro? Eccho la regola, multiprica 50 via
per 400, vienne 375 al secondo ed è facta. 10 fa 500, parti in 5, vienne 100; or di' così: 8 dì valgliono
Fammi questa rasgione, ei sono 3 huomini che truovano 100 f., che varranno 25? Fa' 25 via 8 dìe fa 200 dìe e parti
una borscia che v'à entro d., dice il primo agli altri due: se io in 100 ,vienne 2 dì e in 2 dìe guadangnarano guadangna 50
huomini 25 f. ed è facta.
avesse ei d. che sono i' Ila borscia io avarìa tanti d. quanti
Fammi questa rasgione, ei sono 3 huomini ch'àno 150 f.,
che voi. Dice il secondo: e se io avesse ei dceti d. io n'avarìa
il primo radopia al secondo e il secondo al terço e il terço al
2 cotanti de voi. Dice il terço: e se io avesse ei decti n'avarìa primo. Fa' così, 1/2 di 50 si è 25, giongnive suso 50 avarai
3 cotanti di voi. Adimando quanti n'à per sè ciascuno e 75, il mieço è 37 1/2, e 50 fa 87 1/2 e il 1/2 di 87 e 1/2 si
quanti ci à i' Ila borscia. Fa' cosìe, per tanti poni 1/2, per 2 è 43 e 3/4 e 25 ài 68 e 3/4 e arai che il primo à 68 e 3/4
cotanti poni 2/3, per 3 cotanti poni 3/4; ora fa' 1/2 2/3 3/4 e il secondo arà 43 e 3/4 e il terço 37 1/2.
si truova in 12, giongni insiemi 1/2 2/3 3/4 fano 23, cavane Fammi questa rasgione, ei sono 3 huomini ch'àno d., el
12 resta 11 e Il n'avea i' Ila borscia. Ora di' così: ei sono 3 primo radoppia ai 2, il secondo radopia agli altri 2 e così fa il
hu~mini. E sempre dèi multipricare per uno meno che non 1/3 ai 2; a domando quanti d. à catuno. Fa' cosìe, perché
sono gli ommeni, donqua dèi multipricare per 2 e di': il 1/2 sono 3 homini ponvi suso 1 arai 4 e 4 n'à il primo; ora di': 4
di 12 è 6. E di': 2 via 6 fa 12. Cavane 11, resta 1 e 1 ài il e 4 fa 8. Abacti 1 resta 7 e 7 n'à il secondo; ora di': 7 e 7 fa
primo. Ora di': 2/3 di 12 sono 8. Fa' 2 via 8, fanno 16, 14. Abatti 1 rsta 13 e 13 n'avea il 1/3. Ed è facta. /
cavane 11, restano 5 e 5 à il secondo. Ora di': 3/4 di 12
sono 9. Fa' 2 via 9 18, cavane 11 resta 7 e 7 n'avea il terço 16r Queste sono le regole di saldare e arecare a termine a uno
ed è facta. dì d'ongni materia che te fuse proposta.
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 41
GINO ARRIGHI
40

Saldami questa rasgione, elgli è uno c'à posto in su un gli diede a dì 15 d'aprile nelle 1371; in fino a 15 dì de
banccho 900 lr. e poseli nel 1370 a dì 15 d'agosto, viene dicembre nelle 1371 si à 8 mesi e 8 mesi avesti prima 300 lr.
che non dovei intraci di merto 20 lr., giungni colle 300, arai
quessti de cui sono ei d. al fondaco cioè nel 1371 a dì 12 de
auto 320 lr .. Anco gli diede il decto banchieri nelle 1371 dì
febraio 'e fecesi dare 120 lr., ancho venne al fondaco nel 1371
primo de sectembre 450 Ir .. Ora di' chosì: quanto à in fino a
a dì 15 d'aprile e fecesi dare 300 Ir., ancho tornò al fondaco
15 dì de dicembre nel decto anno? Che v'à 3 mesi e 15 dì.
ne le 1371 a dì primo de sectembre e fecesi dare 450 lr., ora
Che valgliono le 450 lr. di merto? Valgliono 13 lr. e 2 s. e 6
viene costui al fondaco ne le 1371 a dì 15 de dicembre e
d., giungni col capitale, arai 463 lr. e 2 s. e 6 d .. Ora giungni
dice: salda la mia rasgione cioè a rasgione de ij d. la lr. il
insiemi questi 3 pagamenti che ài recevuto tra merto e
mese e pagami di quello che io dìa avere per lo tempo che tu
capitale cioè in prima recevesti 130 lr. e 2 s., poi recevesti
ài tennuti ei miei d. e si ò a dare te gli volglio dare e s'io ò
320 lr. e poi recevesti 463 Ir. e 2 s. e 6 d. che fan o in somma,
ad avere sì gli volglio. Se tu vuoli fare questa rasgione sì la
e ricevuto tra merto e capitale, lr. 913 e s. 4 e d. 6, abactili de
debia ponere in questa forma che tu vedi ordinata qui da pè e
1020 lr. che Benedecto dovea recevere per apositione, restano
dire chosì: Benedecto prestò al fondaco 900 lr. a rasgione de
Ir. 106 e s. 15 e d. 6 lr. 106 e s. 15 e d. 6 dìa recevere
2 d. la lr. il mese. Benedecto per saldo de sua rasgione, con ciò sia cosa che
Benedecto dìa questo sia vero, ecco la prova, giungni insiemi 913 lr. e 4 s. e
1371 a dì 15 d'agosto Ir. 900 6 d. che ài recevuto in 3 pagamenti coleI 106 Ir. e 15 s. e 6
avere ne le
1371 a dì 12 de febraio lr. 120 d., che debia recevere per saldo de la sua rasgione, avara i
ànne avuto nelle
1371 a dì 15 d'aprile lr. 300 1020 lr. e 1020 lr. dovevi avere dal bancho per apositione ed
ànne avuto nelle
1371 a dì primo de sectembre lr. 450. è facta. E così fà le similglianti rasgioni che te fussero date. /
ànne avuto nelle

Ora dèi saldare questa rasgione a d. 2 per lr. il mese socto 16v Questa è una regola di saldare
gli anni 1371 a dì 15 de dicembre. Eccho la regola cioè che E se la volesse fare per uno altro muodo eccho la regola,
tu .dìa fare questa apositione che il taolieri no' 19li abbi da- arecha tuct' e 3 quessti pagamenti a uno e fa' rasgione che tu
to nulla e 'none avendoli dato nulla trovarai che elgli dìa gli avesse dati questi 3 pagamenti tucti insieme che sono 870
recevere di merto 120 lr. con ciò sia cosa che il banchieri Ir .. Or fa' questa apositione e di' che tu gli abbia dati tucti
tenne di suo 900 lr. da 15 dì d'agosto nelle 1370 per fino a questi d. nelle 1371 a dì 12 de febraio cioè in quel dì che
15 dì de dicembre nelle 1371 che v'à 15 e in 16 mesi val- facesti il primo pagamento de 120 lr. e di' chosì: se io te dò
gliono ,di merto le 900 lr., a rasgione de 2 d. la Ir. il mese, ei decti d. ai 12 dì de febraio non c'è academento perciò che
Ir. 120. Ora giungni insiemi merto e chapitale avarai Ir. io gli te dò in quel dì che proponemmo. Ora dèi dire chosì:
1020 con ciò sia chosa che il banchieri no' lli avesse dato le 300 h. ch'io ti dovea dare nel 1371 a dì 15 d'aprile e tu
nulla. Ora tu sai ched elgli venne al bancho nelle 1371 a dì vedi ch'io li te dò prima tanto quanto à da 12 di febraio in
12 de febraio e fecesi dare 120 Ir., or di' chosì: quanto à da fino a dì 15 d'aprile che v'à 2 mesi e 3 dì nei quali c'entra di
12 ,de febraio nelle 1370 in fino a dì 15 de dicembre nelle merto Ir. 5 e s. 5 a rasgione de 2 d. la Ir. il mese. Ora merta
1371? Sì gli è IO mesi e 3 dì ei q uagli tu avesti prima che tu 450 lr. al decto presgio ei quali tu li desti in calende de
non dovei avere per li quali d., che avesti prima intraci di merto sectembre nel 1371 e di' chosì: quanto à da 12 di febraio per
lO lr. e 2 s., giungni colle 120 lr. arai 130 lr. e 2 s. come gli fino in calende de sectembre? Sì v'à 6 mesi e 18 dì che
avesse avuto a dì 15 de dicembre perché se dì ano mertare ei valgliono di merto Ir. 24 es. 15, ora giungni insiemi 5 Ir. e 5
miei d. a la rasgione che si mertano ei tuoi perché tu tu gli s. avarai 30 lr. le quali 30 lr. tu dìa sapere che sono il merto
avesti prima lO mesi e 3 dìe. Ora merta 300 lr. che il taolieri de 2 pagamenti. Ora di' così: 120 lr. che fu il primo
42 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
43
pagamento in quanto tempo guadangnarano 30 Ir.? Trovarai 17r Alexandrino
che li guadangniranno in 4 mesi e 4 dìe e 4/29 de dìe, dìa avere lr. 90 a dì sectembre nelle 1370
cumputato ei 2 pagamenti con questo primo che sono in tucto e dìa avere lr. 210 a dì lOde febraio nelle 1371
870 ei quali guadangnano in 4 mesi e 4 dìe e 4/29 de dìe Ir. e dìa avere Ir. 255 a dì 15 de maggio nelle 1371
30 lo quale tempo dèi ponere sopra a' 12 dì de febraio nelle e dìa avere Ir. 345 a dì l de agosto nelle 1371.
1371, arai dì 16 e 4/29 de dìe di giungno ne le 1371. Ora si
à rechato a l termine le 120 Ir. le quali tu li desti a dì 12 de
febraio ne le 1370, e le 300 che tu gli desti a dì 15 d'aprile Se vuoli fare questa rasgione sì te conviene fare questa
nelle 1371 e le 450 lr. che tu li desti a dì primo de sectembre apositione poiché vuole questi d. tucti asiemi in un dì e dire
ne le 1371 cioè che altrectale si è ad averli dato 870 ne le chosì che quelli che dìa dare questi d. si gli l'avesse dati
1371 a dì 16 e 4/29 de dìe di giungno come era a' 3 tucti quanti H primo dì de sectembre ne le 1370 quando se
pagamenti. Donqua se altrectale e' à d'averli dato le 870 nelle ingominciava il primo pagamento. Ora dèi dire chosì: le 90
1371 a dì 16 e 4/29 de dìe di giungno come in 3 pagamenti Ir. che dovei recevere in calende sectembre nelle 1370 e io gli
che tu facestesti, dèi meritare 870 Ir. da dì 16 e 4/29 di dò in questo dì, donqua non ci achade merto de queste 90
giugno nelle 1371 in fino a 15 dì uscito dicembre ne le 1371, Ir. tra me a lui. Ora merta 210 lr. ch'io gli dovea dare nelle
che v'à 5 mesi e 28 dì e 25/29 de dìe. Ora di': che valgliono 1371 a dì lOde fe braio e io gli le dò a dì primo de sectem-
di merto 870 lr. in 5 mesi e 28 dì e 25/29 de dìe? Val gli ono bre,donqua vedi ch'io gli dò prima ch'io non dìa 5 mesi e
lr. 43 e s. 4 e d. 6, giungni co' 870 lr., avarai 913 lr. e 4 s. e lO dì. Ora merta 210 Ir. a rasgione de 2 d. la lr. il mese
6 d. tra merto e capitale. Ora ài trovato che elgli dove a avere, cioè questi 5 mesi e lO dì, che c'entra di merto Ir. 9 s. 6
tra merto e capi tale a dì 15 de dicembre nelle 1371, Ir. 1020. e d. 8. Ora dèi mertare 255 Ir. le quali dovei recevere nelle
Ora ài provato per 2 modi che te n'è decto dìa dare lr. 913 e 1371 a dì 15 de magio e io le ti dò in calende sectembre
s. 4 e d. 6, sì che vedi che resta ad avere anchora lr. 106 s. nelle 1370 che gli avesti prima che non dovei 8 mesi e
15 d. 6 cioè nelle 1371 a dì 15 de dicembre; così fa' per 15 dì nei quali c'entra di merto Ir. 18 e s. 1 e d. 3; giun-
questi 2 muodi qualunche ragione tu avesse a saldare. E gni Icolle 9 Ir. e 6 s. e 8 d., arai lr. 27 e s. 7 e d. 11. Ora
seguente la materia dimostraremo le regole de recare a termi- merta 345 lr. che dovei recevere nel quarto pagamento nel-
ne a uno dì. le 1371 a 'dì primo d'agosto e tu gli avessi nelle 1370 a dì
Fami questa rasgione, elgli è uno homo ch'à ad avere da primo de sectembre, che vedi che gli avesti prima Il mesi
un altro 900 lr. fra 4 pagamenti in questo muodo cioè che dìa nei quali c'entra di merto Ir. 31 e s. 12 e d. 6. Giungni
avere 90 lr. nelle 1370 dì primo de sectembre e 210 lr. dìa insiemi coi merti degli altri pagamenti cioè co' le 27 Ir. e s. 7
avere nel decto anno a dì lOde febraio e 254 lr. dìa avere e d. Il, arai in somma Ir. 59 e d. 5 di merto. Or ài trovato
nelle 1371 a dì 15 de magio e 345 lr. dìa avere nelle 1371 a che se tu gli edsti 900 lr. nelle 1370 a dì primo de sectembre,
dì primo d'agosto; ora dice cului che dìa avere questi d.: io tu Idìa avere di merto 59 lr. e 5 s. il quale merto tu no' '1
no' 19li volglio fra questi 4 pagamenti ançi in tal dì che niuno vuoli ed elgli non ti gli voI e dare, ancho volete che i d. stiano
non sia ingannato. Adomando qual dì sarà esso. Eccho la tanto in sul bancho che elgli non dìa recevere di merto nulla.
regola, fa' che tu la ponga per ordine iscricta chome la vede Se vuoli recare a termine questa rasgione eccho la regola,
figurata qui da lato in questo foglio e facendo così no' lla sapia in quanto tempo guadangnarano le 900 lr. 59 lr. e 5 d.
poterai errare. Ora fa' chosì, se non è compositione di dargli di merto a rasgione de 2 d. la lr. il mese, che viene lO per
merto dei suoi d., si 'l fa per apositione e mertarai a d. 2 la 100 l'anno. Ora parti sempre mai la somma dei d. cioè le
lr. il mese come cuncaderà seguendo la nostra materia e 900 Ir. per quello che guadangna in 100 l'anno di merto, che
ordinaremo chosì. / guadangna lO, donqua parti lr. 900 per lO vienne 90 lr.
44 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO
45

l'anno, ora sapia che viene il mese parti 90 per 12 vienne lr. 1371 e avara i 26 dì 1/12 de dìe d'aprile nelle 1371 e al
7 es. lO, ora sapia che viene il dì parti 7 Ir. e 1/2 per 30 trovato il termine dei 4 pagamenti ed altrectale è à dalgli 900
vienne s. 5 el dì. Ora sapia quanto tempo c'entra di merto 59 lr. in questo dìe chome ad avergli dato ongni somma per sè
lr. e 5 d., intraci mesi 7 e dì 26 e 1/12 de dìe il quale tempo nel suo termine. E questa rasgione si è facta per lo modo de
poni sopra nelle 1370 dì primo de sectembre e trovarai che I~ regola de le 3 cose e bene sta. Cum ciò sia cosa che più
viene nelle 1371 a dì 26 e 1/12 de dìe d'aprile, il quale Claramente tu la posa fare e con meno fatiga mira arietro
termine sarà quel dì che Alexandrino dèa recevere ei sopra- dove tractiamo nelle regole di prestito e di merto e inn esse
decti d. cioè nelle 1371 a dì 26 e 1/12 de diè d'aprile. E così trovarai l'ordine e il muodo di fare queste rasgione. Se per
fa' le simiIglianti rasgioni che inn ongni caso te fussero asempro di queste scricture tu non fosse tanto chiaro, seguita-
proposte, cioé d'arecare a termine. remo la decta materia per altra propositione in forma tale che
E se la volese fare per un altro muodo, sì la puoi fare per lo possate melglio intendere coll'aiuto de Dio in questo muo-
la regola de le 3 chose in questo muodo cioè arecha ei primi do cioé.
2 pagamenti a uno, che sono 300 Ir. in tucto e dì così: Fammi questa rasgione, ei sono 20 huomini che àno
quanto à da calende sectembre per in fino a lO dì de febraio? prestasto al Comuno d' Areço 2000 f. a rasgione de 15 f.
Vedi che v'à 5 mesi e lO dì, ora multiprica 5 mesi e lO dì via d'oro per 100 di merto l'anno e prestarglele ne le 1378 a dì
210 Ir., che fu il secondo pagamento, che fano 93 anni e 4 15 d'aprile; ora viene il Comuno e restituisce in capo dei 2
mesi ei quali parti nella somma dei primi 2 pagamenti che tu mesi, cioè a meço giugno, lO f. per uno e a meço lulglio ancho
ariechi a uno. Donqua parti per 300, vienne 3 mesi e 22 dìe rodà per uno lO f. e così seguentemente rodà lO f. d'oro per
ai quali poni sopra a calende sectembre nelle 1370, avarai che uno de mese in mese tanto che sono pagati del loro capitale
viene a dì 22 de dicembre nelle 1370 il termine dei primi 2 che viene a meço março esere compiuti di pagare il loro capita-
17v pagamenti. Ora dìa arechare queste 300 lr. / colle 255 lr. a uno le. Ora dicono ei decti 20 huomini al Camuno: salda la nostra
pagamento come arecasti ei primi e pagamenti in questo rasgione e dàcci il merto che ci tocha dei nostri d. ei quali tu
muodo, cioè quant'à da 22 dì de dicembre nelle 1370 in fino ài ubrigati Il mesi finito l'ultimo pagamento. Se vuoli fare
a dì 15 de maggio nelle 1371? Che v'à 4 mesi e 23 dì ei quali questa rasgione fa' chome è decto dinanti nell'altre rasgioni
multiprica al muodo usato e di' così: 255 via 4 mesi e 23 dì che tu dìa fare questa apositione che non avessero avuto nulla
fano 101 anni e 3 mesi e 15 dì. Ei quali ài a partire nella in fino finito l'anno e, non avendo avuto nulla, dovarino
sommo dei 3 pagamenti cioè per 555 che ne viene 2 mesi e 5 avere di merto per uno 15 f. ed elgli ebero a meço giungno lO
dì e 26/37 dìe ei quali poni 3 pagamenti cioè per 555 che ne f. per uno prima che non doveveno lO mesi, ei quali c'entra
vienne 2 mesi e 5 dì e 26/37 dìe ei quali poni sopra a 22 dì di merto Ir. 4 e s. 12 e d. 6; poi merta lO f. 9 mesi che gli
de dicembre cioè al termine dei primi 2 pagamenti e averai ebero prima che soma di merto 4 Ir. e 3 s. e 3 d., ancho
che nelle 1371 a dì 27 e 26/37 de dìe de febraio si è il merta lO f. cioè 8 mesj che gli ebero prima viennc lr. 3 e s.
termine dei 3 pagamenti. Ora arecha a termine chon essi le 14, ancho merta lO f. d'oro 7 mesi che sono di merto 3 lr. e
345 lr. che elgli dove a avere nelle 1371 e dì primo d'agosto e 4 s. e 9 d.; ancho merta 5 mesi lO f. che gli avesti in prima,
di' chosì: quanto à da 27 dì e 26/37 de dìe de febraio nelle intraci di merto 2 lr. e 15 s. e 6 d., ancho merta lO f. che
1371 per in fino a calende d'agosto? Che v'à 5 mesi e 2 dì e avesti prima 5 mesi, intraci di merto 2 Ir. e 6 s. e 3 d.; ancho
11/37 de dìe; ora dìa multipricare 345 via 5 mesi e 2 dì e merta lO f. ei quali tu avesti prima 4 mesi, intraci di merto s.
11/37 de dìe, che fanno 145 anni e Il mesi e 12 dì e 21/37 37; ancho merta lO f. ei quali tu avesti prima 3 mesi, intraci
de dìe, il quale tu dìa partire nella somma dei 4 pagamenti di merto s. 27 e d. 9; ancho merta lO f. ei quali tu avesti
cioè per 900, che ne viene 1 mese e 28 dì e 407/1110 de dìe prima 2 mesi, in traci di merto s. 18 ed. 6; ancho merta lO f.
il quale poni sopra a 27 dì e 26/37 de dìe di febraio nelle ei quali tu avesti prima I mese, intraci di merto s. 9 e d. 3.
46 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 47

Ora raguna insiemi tucti quanti questi 10 merti e trovarai che positione. E se vuoli sapere che viene per 100 ecco la re-
sono in tucto lr. 25 e s. 8 e d. 9, valgiono f. 6 e lr. 3 e s. 4 e gola, petché il guadangno è 12 e il capitale è 20 perciò dèi
d. 9 per ciassceuno homo ei quali abacti de 15 f. d'oro, partire 12 per 20 'che ne viene 12/20 cioè 3/5 cioè 60 per
18r restano L 8 / s. 9 e d. 3 e cotando dìa avere di merto ciascuno centonaio ed è facta e così fa' le similglianti rasgioni.
di loro de' 2000 f. d'oro che elglino prestaro cioè che ne E se le vuoli fare per un'altra propositione sì la te volglio
toccò per uno a prestare 100 f. d'oro ed è facta. mostrare in questo muodo, cioè ei sono 4 cumpangni che
E se tu volese arechare tucti questi pagamenti a uno, fanno un fodaco e mectonvi suso 2000 L cioè l'uno vi mecte
eccho la regola; merta 100 f. tanto tempo che c'entri di 800 f., l'altro 600, l'altro 400 e l'altro vi mecte 200 e quelli
merto questi 8 f. e 9 s. e 3 d. che tocca per uno e trovarai che mise 800 si dìa trare per meço il guadangno e quelli che
che in 6 mesi e 1/2 si guadangnarano, ei decti 100 f., 8 f. e 9 mise 600 si dìa trare per 1/3 il guadangno e quelli che mise
s. e 3 d. e trovarai che, arechati a uno termine, verrà l'ultimo 400 si dìa trare per 1/4 il guadangno e quelli che mise 200 se
dì d'octobre e trovarai che fosti pagato prima 5 mesi e 1/2 ei dìa trare per 1/5 il guadangno. Ora quando viene in capo de
quali c'entra di merto f. 6 e Ir. 3 e s. 4 e d. 9 e sta bene. l'anno ed elglino si trovano di guadangno 1200 L, adomando
Fammi questa rasgione, ei sono 3 huomini che fanno quanti ne tocca per uno secondo la propositione. Se vuoli fare
compangnia insiemi e mecteno in un fondaco 2000 f. cioè questa rasgione fa' che faccia sempre mai come dice la regola
l'uno ne mecte 1000 L e l'altro ne mecte 600 e l'altro ne nostra che tu dìa sapere in che numero più presso si truova
mecte 400; quando viene in capo de l'anno e fanno loro 1/2 1/3 1/4 1/5, truovasi in 60; ora di' così: 1/2 1/3 1/4
rasgione e truovansi guadangnato 1200 L, adomando che 1/5 di 60 si è 77. E questo è il parti tore. Ora pilglia il 1/2 di
parte ne tocca di guadangno per 100 e che parte ne tocca per 60, ch'è 30 e multiprica col guadangno cioè per 12 e di': 12
catuno. Con ciò sia chosa che quelli che mise 1000 f. si debia via 30 fa 360. Parti per 77, vienne 4 e 52/77; ora pilglia il
avere la meità de tucto il guadagno e quelli che mise 600 f. si terço di 60 ch'è 20 e similemente moltiprica per 12 e di':
dìa avere il terco de tucto il guadangno e quelli che mise 400 12 via 20 fa 240. Il quale parti per 77, vienne 3 e 9/77; poi
f. si dìa trare'> il quarto de tucto il guadangno; adomando pilglia di 1/4 Idi 60 e di': 12 via 15 fa 180. Parti per 77
quanti L ne tocha per catuno. Eccho la regola, sapi che il vienne 2 e 26/77; ora pilglia il 1/5 di 60 e di': 12 via 12
meco e il terco e il quarto di 12 trovarai che sono in tucto 13 fa 144. Parti per 77 vienne 1 e 67/77. Giungni insiemi arai
cioè che il 1/2 di 12 è 6 e 1/3 di 12 si è 4 e 1/4 di 12 si è 1200 L dei quali ne tocca al 1/2 4 52/77 al 1/3 tocca 3 e
3; donqua vedi che 6e 4 e 3 fa 13 e il guadangno loro non è 9/77, al 1/4 toca 2 e 26/77, al 1/ 5 tocca 1 67/77 de' f. ed
se nun 12 centonaia. Se vuoli fare questa rasgione di' così: è facta. /
perché 1/2 e 1/3 e 1/4 di 12 si è 13 e 13 si è il partitore.
Ora di': 1/2 di 12 è 6. Multiprica 6 via 12 fra 72 il quale 18v Qui inchomincia le prime diferentie del consolare de le
parti in 13 che ne viene 5 e 1/13 e tanto ne tocca a quelli monete.
che dìa avere il 1/2. Ora di': 1/3 di 12 è 4. Multiprica 4 Lo primo muodo del consolare si è di fare una moneta di
via \12, fa 48 il quale parti in 13, vienne 3 e 9/13 e co- rame e d'arento la quale contiene in sè 2 mainere di rasgione
tanto dìa avere quelli dal terço. Ora di': 1/4 di 12 si è 3. le quali si chiamano diferentie. La prima diferentia del primo
Multiplica 3 via 12, fa 36 e parti in 13, vienne 2 e 10/13 muodo del consolare si è a dire: io vuolglio fare una quantità
e cotanto di' avere colui del quarto. Ora giungni insiemi i di moneta a cotante o d'ariento per lib., quanto ariento e
5 e 7/13 ,di centonaio e 3 e 9/13 di centonaio e 2 e 10/13 quanto ramo vi vorrà? Pongo ti l'esempro e volglio dire chosì:
dicentonaio, arai in tucto 1200 f.; donqua vedi che ciasscu- fammi 50 lib. di moneta e volglio fare di 3 once per lib.
no à la parte sua e niuno non è ingannato secondo la pro- d'ariento; adomando quanto ariento e quanto ramo vi vorrà ..
48 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
49
Fa' così: tu dìa vedere che per ongni lib. di moneta voi e 3 once vi si giongnirà di rame. Ed è facta e così fa' le
once d'ariento, donqua 3 via 50 fa 150 once che sono 12 lib. similglianti rasgioni.
1/2 d'ariento e se tu voli sapere quanto ramo vi voi e fa' 9 via ...... Se voli fare una moneta di 2 monete, eccho l'asempro, io
50 fa 450 once che sono 37 lib. e 1/2 di ramo, giungni SI o una moneta che tiene 4 once d'ariento per lib., fanne
insiemi 12 1/2 d'ariento e 37 1/2 di ramo arai 50 lib. di un'altra che tiene 5 once per lib. e voine fare una moneta che
moneta. E così fa' le similglianti rasgioni. tenga 3 once per lib. e voine fare una quantità di 100 lib.;
La secoda diferentia del primo muodo del consolare si è adornando quanto torrò di catuna moneta e volglio torre tanto
questa, io sì ò 25 libr. d'ariento e volglione fare moneta da 2 d'una moneta quanto che de l'altra, adornando quanto rame
once d'ariento per lib., quanta moneta sarà e quanto ramo vi v'aroggiarò io. Fa' come te dissi di sopa, sapi quanto rame si
vorrà? Fa' così, sapia quante once è questo ariento e di' così: 19r vale e quanto ariento / vi si vale nel1a quantità de la moneta
25 lib. sono 300 once. Parti per 2, vienne 150 e 150 lib. di che tu voli fare, che voli fare 100 lib. di moneta a 3 once
moneta sarà. E se tu voli sapere quanto ramo vi vorrà ,fa' d'ariento per lib.; donqua vi vorrà 100 via 3 once, fa 25 lib.
così: trai 25 di 150, resta 125 e cotanto ramo vi vorrà. Or cioè 300 once d'ariento. Or ài trovato la quantità de l'ariento
ài trovata che 25 lib. d'ariento fano 150 lib. di moneta a che te bisongna nella quantità de la moneta che tu voli fare,
rasgione de 2 once d'ariento per lib. ed è facta. che vale essere 300 once d'ariento. Ora adimando quanta
Lo secondo muodo del consolare si è di fare una moneta moneta tu torrai di ciasceuna di quelle lTIOnete tolgliendo
di più monete con agiungnimento di rame e d'ariento, lo tanto de l'una quanto de l'altra cioè di quella che tiene 4
quale muodo contiene in 3 mainienere di rasgioni lo quale si anche e de quella che tiene 5 once.
chiama diferentie. La prima diferentia si è di fare una moneta E se tu voli fare questa rasgione sapia quanto tu torrai di
di moneta overo di più monete con giongnimento di ramo. catuna di queste monete, si dìa torre 1 lib. di catuna moneta
Pongoti l' asempro e dico così: sì ò una moneta che tiene 3 e sapere quanto ariento v'à dentro che v'à 9 once d'ariento.
once d'ariento per lib. e io ne volglio fare una che tenga 2 Ora dìa dire così: per una lib. ch'io tolga di catuna sì v'a 9
once 1/2 per lib. e volglione fare 50 lib.; adimando quanto once d'ariento. E io vorri che venisse 300 once, donqua dìa
tu dìa torre di quella moneta che tiene 3 once per lib. e dire così: 300 via 1 lib. fa 300 lib. per catuna, a partire in 9
quanto rame vi si giongnerà. Fa' così, poni mente quanto è che ne viene 33 lib. e 4 once di catuno. E cotanto torrai di
quello che vi si vole arogiare, che vi se vale arogiare rame catuna di queste monete che tu ài, cioè 33 lib. e 4 once, arai
perciò che tu voli fare pigiare moneta che tu nonn ài e sem- trovato quanta moneta tu torrai di catuna di queste monete
pre quando vi si vale arogiare rame si dìa sapere quanto che tu ài. Se tu voli sapere quanto rame vi vorrà agiongnere,
ariento si voi e nella quantità de la moneta che tu vuoli giungni insiemi 33 lib. e 4 once, fa 56 lib. e 8 o., cavale de
fare, le quali sono 50 lib. a 2 once 1/2 d'ariento per lib .. 100 resta 33 e 4 o. e cotanto rame v'arogiarai cioè 33 lib. e 4
Donqua dèi multipricare 50 via 2 1/2 fa 125 once le qua- once. E se tu poni bene mente camme tu ài facta questa
li sono lO lib. e 5 once e tu voli sapere quanta moneta tu rasgione, a questo modo potarai fare tucte l'altre.
vi mecterai di quella che tiene 3 once d'ariento per lib .. Fa' E se la volesse fare per un altro muodo fa' così; agiongni
così, per una lib. ch'io tolga de la moneta che tiene 3 once insiemi 4 once e 5 once, arai 9 once le quali parti per 2
d'ariento, vedi ch'io tolgo 3 once d'ariento o noi ne volemo perché fu di doe monete e se facessi di 3 sì partiresti per 3 o
125 once; donqua dèi multipricare 125 via 1 lib., fano 125 per quantunche tu facessi. Ora parti 9 per 2, vienne 4 e 1/2,
lib. e partire in 3 che ne viene 41 lib. e 8 once e cotanto ora vedi che l'ài arecato a l'asempro di prima cioè di fare una
terrai de la moneta che tiene 3 once per lib .. E se tu voli moneta d'un'altra moneta cioè che tu ài trovato una moneta
sapere quanto rame tu vi giongnerai si dìa cavare 41 lib. e 8

I
di 4 once e 1/2 per lib. e tu voli fare una moneta di 3 once
once de le 50 lib. che rimangono 8 lib. e 4 once e 8 lib. e 4 per lib. e voine fare 100 lib. de le quali tu voli fare 3 once
50 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 51

d'ariento per lib .. Or parti 300 per 4 1/2, vienne 66 e 2/3 le quanta moneta consolarò e quanto rame v'arogiarò. Fa' così,
quali 66 lib. e 2/3 dìa cavare de 100 lib., restano 33 1/3 e sapia quanto ariento è in queste 30 lib. di bolçone, multiprica
33 lib. 1/3 vi vorrà di rame e 66 lib. e 2/3 vi vorrà d'amen- 5 e 1/2 via 30, fanno 165 once e di quello che tu voli fare si
due queste monete; parti per 1/2, vienne 33 1/3 e lib. 33 e consola de le 4 once, che vedi che d'una lib. di quello de le
1/3 vi vorrà di catuna moneta e lib. 33 e 1/3 vi vorrà di 165 once si consolarà lib. 41 once 3 d'ariento; se tu voli
rame. sapere quanto reme vi si voI e arogiare, cava 30 di 41 once,
La siconda diferentia si è di fare per lo secondo muodo del resta lib. 11 e 3 once e cotanto rame vi vole, ed è facta.
consolare, si è di fare d'una moneta un'altra moneta overo di lo sì ò 50 lib. di bolçone che tiene la lib. 3 once e 1/2
più monete con agiungnimento d'ariento. Pongoti l'asempro e d'ariento e voine fare una che tenga 9 once per lib.; adiman-
volglio dire così, io sì ò una moneta che tiene 2 once do di queste 50 lib. di bolçone, quante lib. di quella moneta
d'ariento per lib. e io ne volglio fare una che tenga 3 once si consolarà e quanto ariento vi si vole giognere. Fa' così, sapi
1/2 per lib. e voine fare 100 lib.; adimando quanto torrò di quanto rame vi si vole in queste 50 lib. di bolçone, che ne
quella moneta che tiene 2 once per lib. e quanto ariento voI e 425 once e di quella moneta si consola le 3 once la lib.
v'arogiarò. Fa' così, mira quello che vi si voI e arogiare di rame; donqua de le 425 once si consola 141 lib. 2/3 e tu
d'ariento perché io volglio fare milgliore moneta che quella n'ài 50 lib., donqua vi si voi e arogiare lib. 91 e 2/3 d'ariento
ch'io te dissi di sopra. Quando vi si volia giongnere rame tu puro puro e questo si è congiungnimento d'ariento.
dovìa andare a l'ariento e così te dico che quando tu voli lo sì ò bolçone il quale tiene 8 once d'ariento per lib. e
agiongnere ariento tu vada al rame cioè e che tu dìa por ònne certa quantità, poi sì ò rame preto e voine fare un mesto
mente quanto rame vi vuole e per lo contrario vi vole d'ariento che sia 4 once per lib. d'ariento e voine fare in tucto
altretanto ariento. Ora di' così: tu voli fare 100 lib. di 60 lib .. Fa' così, sapia quanto ariento voI e in queste 60 lib.,
moneta a once 3 1/2 per lib., donqua se nella lib. vi n'à 3 trovarai che sono 240 once; ora tolgli tanto di questo
once 1/2 per lib., sì vi n'à once 8 e 1/2 di rame; se nella lib. bolçone a 8 once d'ariento per lib. che gli abia dentro 240
de la moneta vi 8 once e 1/2 di rame, donqua nella moneta once d'ariento e trovarai che voI e essere 30 lib .. Sì che vedi
de le 100 lb. vi n'à 100 via 8 once 1/2, fanno 850 once cioè che vi si vole arogiare 30 lib. di rame e 30 di bolçone, e 30
70 lib. e 10 once. Or ài trovato quanto rame voI e le 100 lib., e 30 fa 60 ed è facta.
ora dèi dire così: d'uno lib. ch'io tolgliese di quella di 2 once lo sì ò bolçone che tiene 3 once d'ariento per lib. e ò di
per lib., sì torria io 10 once de rame e io ne vorrìa torre 850. quello che tiene 5 once e ò di quello che tiene 7 once e ò di
Perciò si dìa multipricare 850 via 1 lib. che fanno 850 lib., quello che tiene 9 once, e io volglio fare una moneta che
parti in 10, ne viene 85 e cotanto torrò di quella de 2 once tenga 4 once d'ariento per lib.; adornando quanta moneta
per lib .. Se tu voli sapere quanto ariento v'arogiarò, trai 85 di consolarò io e quanto vi mecterò di catuna di queste monete.
100 resta 15 e 15 lib. d'ariento vi vorrà. E nota che se tu Ecco la regola e di' così: di queste 4 monete non ve n'à se
porrai bene mente comme io t'ò insengnato di sopra del none una minore di quella che tu voli fare. Donqua ti
consolare, così farai quante te ne saranno proposte e faraile conviene consolare tucti gli altri magi ori sopto il 3 ch'è
salve e dericte e bene sta. / minore e di' così: consola il 3 col 5. E di': da 4 fino in 5 si
à 1. Di quello che tiene 3 once si vole una lib. e di 4 in fino
19v Queste sono regole di fare di monete di bolçoni altre in 3 mennoma 1, di quello che tiene 5 once vole 1 lib. e ài
monete di catuna lega. consolato il 5 col 3. Ora consola il 7 col 3 e di' così: di
lo sì ò 30 lib. di bolçoni che tiene la lib. 5 once 1/2 quello che tiene 3 once intravi 3 lib. e 1 n'avìa, ài 4 e da 4
d'ariento e io volglio fare una moneta che tenga 4 once fino in 3 mennoma 1. Di quello che tiene 7 once intravi 1
d'ariento per lib.; adornando che de queste 30 lib. di bolçone lib .. Or ài consolato il 5 col 7 e col 3, ora consola il 9 col 3 e
52 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 53

di' così: da 4 fino in 9 si à 5. Di quello che tiene 3 o. vale 5 3 ch'è sopto e sopra e la verga, arai 5, reca 5 a radice cubica
lib. e 4 n'avìa prima eco 9 e da 4 fino in 3 mennoma 1 e di e di': 5 vi~ 5 f~ 25. P?i fa' 5 via 25 fa 125, ora multiprica
quello che tiene 9 once ne vale 1 lib .. Ora ài consolato tucti pure 1/3 dI radIce cubIca di 324, recha 1/3 a radice cubica
insiemi queste 4 monete e àine facte 12 lib. di moneta e che fa 1/27, poi pilglia 1/27 di 324 ch'è 12 e fa': 12 via
intravi di quello che tiene 3 once 9 lib. e de ciascuno degli 152, fane 1500 e ài che fa giunto insiemi radice cubica di 150
antri v'entra lib. 1. E se tu dicese: io volglio fare di questa ed è facta.
moneta pure 1 lib., quanto vi mecterò di catuna? Parti 9 lib. lo volglio trare radice de 8 de radice de 18, eccho la
per 12, vienne 9 once e di ciaschuna de l'altre lancia. Ed è regola; multiprica 8 via 18, fa 144 e radice di 144 si è 12 e
facta e recordi che se tu volese fare di 12 monete, si po' fare di': 12 e 12 fa 24. E di': 8 e 18 fa 26. Cava 24 de 26, resta
sopra questa regola e non sapendone più bastarìa a ongni 2 e la ra~ice di 2. ~imane ed è facta. E per questa regola poi
consolare. fare ongnI proposItIone la quale ti fosse decta d'extrare radici
lo sì ò ariento a 6 once e a 8 per lib. e ònne del fino a 12 di radici.
once per lib. e voi fare moneta a 10 once per lib., adornando ~ cos~ fa' tucte le similglianti rasgioni de multipricare,
quanto consolarò di catuno. Fa' così, ei te conviene consolare partIre, glOngnere e soptrare ciò de radici per quel muodo e
il 12 ch'è fino con amendui ei minori ch'è la lega; consola il con quello ordine antedecto secondo l'argibra e non ti mara-
6 col 12 e di': da 10 fino in 12 à 2 e 2 libre ne vale di v~lgli~re se queste regole de radici de radici non sono punta-
quello che tiene 6 once e da 10 fino in 6 mancha 4 e di quelo glI che non se posseno fare altramente ch'aviamo tractato. La
ch'è fine v'entra 4 lib .. Ora consola il 12 co' 1'8 e di': da 10 rasgione è questa che Dio non volse che fare de lui in molte
fino in 12 si à 2, di quello che tiene 8 once intravi 2 lib. e da cose fusse perfectione e questa materia è una d'esse per ciò è
10 ,fino in 8 mennoma 2 e 4 avìa prima ecco 6. Ora ài che sono numeri ei quali non ànno regole e per ciò e' sono
chiamate sorde. E questo basti quanto a questa parte.
consolato 10 lib. d'ariento a 10 once per lib. e mectivi
Questa è la regola di trovare numeri quadrati per lectere e
d'ongniuno 2 lib. di bolçoni e 6 lib. del fine che fano in tucto
per figure.
10 lib. ed è facta. /
Se tu voli trovare numeri quadrati ei quali bisongnano a
le materie antedecte, eccho la regola; sta sempre fermo a 6 e
20r Ora averno decto del multipricare e del partire e seguita-
1/4 e questo 6 e 1/4 si vale sempre multipricare contra ongni
remo l'ordine del ragiongnere de le.
numero che abbia radici.
Ragiogni radice di 12 con radice di 48, eccho la regola;
. Porgoti l'asempro e dicoti così: 4 sia radice, multiprica 4
multiprica 12 via 48 fa 576 e la radice di 576 si è 24,
VIa 6 e 1/4 che fa 25 e questo si è uno numero quadrato. E
aradoppia 24 arai 48 e ragiongni 12 e 48 arai 60, giongnivi
puoi multiprica 4 via 6 fa 24 e questo è quello che se ne vale
48 arai 108 e la radice di 108 si è radice di 12 e di 48
levare e ponere. E ài trovato uno numero quadrato che
agionte insiemi ed è facta.
postovi susa 24 si è quadrato e tractone 24 si è quadrato, lo
Ragiongnimi radice de 8 cum radice de 19, eccho la
quale numero è 25. E in questo muodo ne puoi trovare
regola; multiprica 8 via 19, fa 152 il quale non à radice; ma
quanto tu voli e per più chareçça te pongo la materia figurata
fa' così: 2 via radice che 152. Reca 2 a radice e di': 2 via 2
qui de pè, la quale materia è molto de nicesstà a l'osstrare de
fa 4. Ora fa' 4 via 152, fanno 608 e ragiongni insiemi 8 e 19
radici e maximamente a quelle che non sono sorde.
fa 27, ài ch'è ragionto insiemi 27 e radice di 608 ed è facta.
Ragiongni radice cubica di 96 cum radice cubica di 324,
[Anziché quanto è promesso, la fine e il margine della pagina sono
ecco la regola; sappia che parte à 96 in 324, che v'à 8/27. occupati da quanto segue, avendo indicato con b. il barile e con m.
Ora di' che è la radice cubica de 8/27, è 2/3, poni 2/3 sopra la metadella.]
54 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 55

Regola de scemi. Tenne b. 12 m. 16. Diamitro acomunato . Fammi, di. lO, 2 parti che multipricando l'una coll'altra
è 64 1/2 ponti, scemo ponti 16 1/3; sarà lo scemo b. 2 m. mInore e la mInore per la magiore e quello che ne vienne de
19. Farai in questa forma, sempre multiprica lo scemo per 60 ciascuno iI partimento giunto insiemi faccia 3 e 1/3; adiman-
e parti per lo diametro ch'è 64 1/2 a questa botte. Multiprica do quanto sarà catuno.
16 1/3 via 60 fa 980, parti per lo diamitro ch'è 64 1/2 Fa'così, poni che l'una parte sia una cosa e l'altra lO me'
vienne 15 3/16 cosa; fa' 1 cosa via 1 cosa fa 1 censo e dìe: lO me' cosa via
Ora entra in questa tavola qui figurata che comincia 1 e lO me' cosa fa 100 me' 20 cose e 1 censo. Ài 100 me' 20
va in fino a 30 e cercha per 15, trovarai che te gitta Il e cose e 1 censo e una cosa via lO me' 1 cosa fa lO cose me'
44, questi sono sempre 44/60, el tuo partito è più 3/16 che uno censo. Ora fa' 3 e 1/3 via lO cose meno 1 censo, fanno
è sotto al 15 è 16 e figurato così cose 33 e 1/3 meno 3 censi e 1/3. Avarai 53 1/3 cose meno
3 censi e 1/3. Dàlgli 3 censi e 1/3, arai 53 cose e 1/3; e dà
15 gitta Il e 44 così 3 ,e 1/3 a quelli ch'à 100 e 2 cenSI, avarai 100 e 5 censi
16 gitta 12 e 51
e 1/3 il quale è uguale a 53 cose e 1/3. Ora partì censi 5 e
che è più l'uno che l'altro, è 1 e 7 che sono intutto 67. Pi- 1(3 per 5 e 1/3, vienne 1 censo; poi parti 100 per 5 e 1/3,
glane e' 3/16, che so' più di 15; al partire del diamitro pi- v~enne 18 e 3/4; e puoi parti 53 1/3 cose per 5 e 1/3,
glia 3/16 di 67 sono quasi 13. Giungni contra il tenuto: VIenne lO cose. Ora dimeçça le cose e di' cosÌ: meçço di lO
dice 'che sono b. 12 m. 16 cioè b. 12 e 2/5 di b. perché si è 5. E di': 5 via 5 fa 25. Tranne 18 e 3/4, resta 6 e 1/4.
è 40 metadelle il barile. Multiprica 12 e 2/5 via Il e 19/20 Abbiamo che l'una parte si è 5 e radice di 6 e 1/4 ch'è 2 e
fa quasi 148, pocho porta perché fosse o più o meno 1/2, 1/2, giunti insiemi fa 7 e 1/2. E l'altra parte si è 2 1/2 ed è
di 'queste 148 piglane ei 2/3 che so' 99 e questo 99 sono facta, che vedi che 2 e 1/2 e 7 1/2 fa lO e 10 fa nostro
metadelleche sono b. 2 e e m. 19 e cotanto è lo scemo proposito e sta bene.
nostro. E 'se te gittasse, quanto parti per lo diametro, 15 Fammi, de lO, 2 parti che partita la magiore per la
che lnon ci fossero quelli 3/16 non bisogna se non di pi- faccia 21. Eccho la regola, poni che l'una parte sia una cosa e
gIare come gitta a la tavola cioè Il e 44/60 vi à el tenuto l'altra sia lO me' cosa; fa' una cosa via lO me' cosa meno 1
de la botte. censo è lO cose meno 1 censo è uguale a 21. Ora desfà e
dividi, dà 1 censo a quelli che à lO cose me' censo, avarai lO
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cose, uno censo a quelli che à 21, avarai 21 e 1 censo. Ora
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cose è uguale a lO me' cosa, dissfà ei debiti, dà una cosa a lO
me' cosa, arai lO e dà 1 cosa a que' ch'à 5 cose, avarai 6
20v Questo è l'amaestramento per regola de l'argibra e per cose. Abiamo che 6 cose è uguale a lO, parti lO per 6 vienne
muodo de propositione di fare d'uno numero 2 e 3 e 4 e 1 e 2/3; abiamo che l'una parte è 1 e 2/3 e l'altra è 8 e 1/3
quanti altri te dicesse in quello muodo cioè. ed è facta.
56 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 57

Fammi, di lO, 2 parti che multipricata ciascheuna per si è radice di 12 e 1/4 meno 1/2 e a l'altra rimane necto ed è
se medessimo ,e giunto insiemi e i partiti per la diferentia ch'è facta.
da l'una parte a l'altra ne venga 12. Eccho la regola, poni che Fammi, di lO, 2 parti che partita la magiore per la minore
l'una 'parte sia 1 cosa e l'altra lO me' cosa, fa' 1 cosa via 1 ne venga 5. Eccho la regola, poni che l'una parte sia una cosa
cosa fa 1 censo e lO me' cosa via lO me' cosa fa 100 me' 20 e e l'altra lO me' cosa, parti lO me' cosa per 1 cosa, dìane venire
l,censo; giungni 1 censo ài 100 me' 20 cose e 2 censi. Or dèi 5. Fa' 5 via 1 cosa fa 5 cosa, abbiamo che 5 cose è iguale a
partire per la diferentia ch'à da 1 cosa in fino a lO me' cosa lO me' cosa. Disfà ei debite e di': dà 1 cosa a quelli che à lO
che v'à ilO me' 2 cose. Or dèi partire 100 me' 20 cose e 2 me' cosa. Arai lO e dà 1 cosa a quei che à 5 cose, arai 6 cose.
censi per lO me' 2 cose, dìane venire 12; fa' 12 via lO me' 2 Abiamo che 6 cose è iguale a lO; parti lO per 6, vienne 1 e
cose Ifa 120 meno 24 cose. Abiamo che 120 me' 24 cose è 2/3, abiamo che vale la cosa 1 e 2/3. E l'una parte ponesti
uguale a 100 me' 20 cose e 2 censi: dà 24 cose a quei ch'à 1 cosa, fa' 1 via e 2/3 fa le 2/3 e uno e 2/3 è l'una parte
120 me' 24, avarà 120 e dà 24 cose a quei ch'à 100 me' 20 e l'altra ponesti lO me' cosa, fa lO me' cosa via 1 e 2/3 fa 8
cose e 2 censi. Avarà 100 e 4 cose e 2 censi ed è iguale a e 1/3. :Ed è facta cioè che l'una parte si è 1 e 2/3 e l'altra
120, cava 100 di 120 resta 20; abiamo che 4 cose e 2 censi 8 e 1/3; gionto insiemi fa lO e lO fo la nostra propositione
ed è iguale a 120, cava 100 di 120 resta 20; abiamo che 4 e sta bene.
cose e 2 censi è iguale a 20, parti ne' censi, parti 2 censi in
2 viene 1 censo e parti 4 cose per 2 vienne 2 cose, parti 20 Questo è l'amaestramento de le regole de la cosa secondo
per 2 vienne lO. Abiamo che 2 cose e 1 censo è iguale a lO, l'ordine del quinto capitolo.
dimeçça 1ecose, 1/2 di 2 si è 1. fa' 1 via 1 fa 1, poni 1 Uno bolongnino vale 4 tornesi e volgIio 6 ravingnani, or
sopra lO ài Il. Abiamo che l'una parte si è radice de Il volglio tanti ravingnani che se io gli multiprico per se medes-
meno 1 e l'altra sarà: poni 1 sopra lO ài Il e l'altra sarà Il simo facciano quanto che ei tornesi; adi mando quanti n'avarò
meno radice di 1 ed è facta. / di catuno. Eccho la regola, poni che avesse una cosa de'
21r Fammi, di 17, 2 parti che multipricato l'una parte per 3 ravingnani che ti conviene avere una censo di tornesi; or di':
faccia tanto quanto l'altra multipricata per se medessimo; una cosa di ravingnani vale 1/6 di bolongnini e 1 censo di
adomando quanto è l'uno e quanto è l'altro. Eccho la regola, tornesi vale 1/4 di bolongnini. Or ài che 1/6 di cosa e 1/4 di
poni che l'una parte sia 1 cosa e l'altra 17 me' cosa; multipri- censo è iguale a 1 bolongnino. Ora parti nei censi, parti 1/4
ca 1 'cosa per se medesimo fa 1 censo; ora fa' 3 via 17 me' di censo per 1/4 vienne 1 censo, parti 1/6 di cosa per 1/4
cosa fa 51 me' 3 cose. Disfà ei debiti e dàlgli 3 cose, avarai 51 vienne 2/3 di cosa e parti 1 per 1/4 vienne 4; abiamo che 1
e dà 3 cose e quelgli ch'à 1 censo avarà 1 censo e 3 cose. censo e 2/3 di cosa è iguale a 4. Or dimeçça le cose e di': il
Abbiamo che 3 cose e 1 censo è iguale a 51, or dimeçça le 1/2 di 2/3 si è 1/3, multiprica 1/3 via 1/3 fa 1/9, ponvi
cose e di': 1/2 di 3 si è 1 e 1/2. Multiprica 1 e 1/2 via 1 e su so 4, ài 1/9 e 4. Aviamo che avarai de' ravingnani radice
1/2 fa 2 e 1/4 il quale poni sopra a 51, avara i 53 e 1/4 la de 1/9 e 4 meno 1/3 e di tornesi avarà quello che fa cioè
cui radice sarà una de le parti meno lo dimeççamento cioè 1 multiprica per se medesimo ed è facta.
e 1/2; poi poni 1 e 1/2 sopra 17, avarai 18 e 1/2 meno
i Uno tornese grosso vale 8 pisani e volglio 12 volterani per
radice di 53 e 1/4. Ed è facta. 1 tornese, volglio tanto de l'uno quanto che de l'altro; adi-
Fammi, di 12, 2 parti che multipricata l'una parte per se mando quanto arò io di catuno. Ecco la regola, poni che
medesimo faccia quanto l'altra parte. avesse di catuno 1 cosa, una cosa de' pisani vale 1/8 di cosa
Eccho la regola, perché ne vuoli fare 2 parti fa' 1/2 via di tornesi e una cosa di volterani vale 1/12 di cosa di tornesi.
1/2 fa 1/4, poni sopra 12 arai 12 e 1/4 e ài che l'una parte Giungni insiemi, ài 5/24 di cosa il quale è iguale a 1 tomese,
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 59
58 GINO ARRIGHI

parti 1 per 5/24 vienne 4 e 4/5 e cotanto arai di catuno ed è exseduatamente 30 milglia, il secondo va il primo dì 1 milglio
facta. e il secondo dì va 2 milglia e il terço dì va 3 milglia e così
Uno bolognino vale 3 pisani, vuoli 4 volterani o voli 5 ongni dì cresce uno milglio il suo camino; adimando in quanti
lucchesi e io n'ò tante de l'uno quanto de l'altro; adimando dì l'avarà rigionto il suo compangno. Eccho la regola, radop-
quanto n'arò di catuno. Eccho la regola, poni che avese una pia 30 milglia avara i 60, ab attini 1, che caminò il compagno
cosa di catuno e di': 1 cosa de' pisani vale 1/3 di bolongnini il primo dì, resta 59 e in 59 dì il giongnerà ed è facta.
21 v e 1 cosa di volterani / vale 1/4 di bolongnini e 1 cosa di Or mi pruova la decta rasgione e sappi quante milglia va
lucchesi vale 1/5 di bolongnini, giungni insiemi 1/3 1/4 1/5 in tucto il primo, multiprica 30 via 59 fa 1770 e cotante
fa 47 / 60 di cosa di bolongnini il quale è iguale a 1. Parti 1 milglia va il primo; or sappi del secondo, conviente incomin-
per. 47 / 60, vienne 1 e 13/60 e cotanto arai di catuna moneta ciare da uno milglio infino in 59; fa' così, pilglia la meità de
ed è facta. 59 ch'è 29 e 1/2 poi poni 1 sopra 59 ài 60, multiprica 60 via
Un soldo di tornesi vale 28 pisani e quello de l'imperiali 29 e 1/2 fa 1770 e cotanto va il secondo in 59 dì ed è facta.
vale 32 pisani, che varrano 200 lr. d'imperiali a tornesi? Ecco E se tu dicesse ei sono 2 huomini che fano 2 viaggi, il
la regola, ongni 28 imperiali valgliono 32 tornesi che viene primo va axeduatamente il dì 30 milglia e il secondo va il
che ongni 7 imperiali valgliono 8 tornesi, che varrano le 200 primo dì 2 milglia e il secondo e i' secondo dì va 4 milglia e
lr. d'impeiali a tornesi? Fa' così, arechala a la regola de le 3 1/3 dì va 6 milglia e così ongni dì va crescendo 2 milglia
cose e di': se 7 me vale 8 che me varrà 200? Multiprica 8 via tanto che ei l'à gionto; adimando in quanti lo rigionse. Eccho
200 fa 1600 il quale parti per 7, vienne lr. 228 e s. 11 e d. 5 la regola, parti 30 per 2 vienne 15, radoppia 15 fa 30,
e 1/7 de denaio e tanto n'arai ed è facta. ab actine uno resta 29 e in 29 dì lo ringionse ed è facta.
Si sono 2 huomini, l'uno si à 2 bolongnini e l'altro si à 6 E se tu dicesse che il secondo andasse crescendo ongni dì
pisani, quelli che à pisani si cambia a bolongnini e quelli che
3 milglia cioè il primo dì 3 e il secondo 6 e il terço 9 milglia,
à bolongnini si cambia a pisani e, quando ànno così cambiato,
eccho la regola. Pilglia il 1/3 di 30 che è 10, radoppialo fa
colui che à 2 bolongnini si trova tanti pisani quanti quelli che
20, ab actine uno resta 19 e in 19 dìe lo ringiongneria ed è
à 6 pisani si trova bolongnini. Fa' così, poni che il primo abia
facta.
1 cosa di bolongnini e valglia 6 cose, ora sapia che valgliono
Da qui a Roma à 200 milglia e là ci è uno corrieri che
2 bolongnini a pisani e di': 2 via 1 pisano fa 2 pisani. Parti
per una cosa vienne 6 cose, multiprica 1 cosa via 6 cose fa 6 viene in qua e giongne qua in 20 dì e uno n'è qua che va i'
censi; ài che 6 censi è iguale a 2, parti 2 per 6 vienne 1/3. llà, giungne a Roma in 30 dì; adimando in quanti dì s'aranno
Abiamo che vale lo pisano radice de 1/3 bolongnino. Ed è riscontrati insiemi. Eccho la regola, multiprica 20 via 30 fa
facta e finita la decta regola de la cosa. 600, giongni insiemi 20 e 30 arai 50, parti 600 per 50 vienne
12 e in 12 dìe si se riscontrarano insiemi ed è facta. /
Questo è l'amaestramento per muodo de propositione de 22r Uno corrieri va a Roma e va ongni dì 'siduatamente 30
le regole de' viaggi, in questo muodo cioè. milglia e quando fu andato 3 dì e un altro corrieri si move de
Ellgli è de necestà, singnori, che l'uomo parli de tucte rietro a lui per giongnerlo e quando viene in capo dei 5 dì ed
materie per cioè la fantasia de l'uomo se distende in molti elgli l'à gionto; adimando quante milglia gli venne caminato
membri cioè de grose e de sutili materie è necestà d'avere per dì. Eccho la regola; s'elgli lo rengionse in 5 dì ed elgli era
tucta materia a nosstra propositione, tractaremo di questa mosso 3 dì innançi si è caminata in primo 8 dì e il secondo è
materia più per vageçça che per utilità, e diremo così coll'aiu- caminato 5 dì. Il primo andava 30 milglia per dì che sono, in
to de Dio. 8 dì, 240 miIglia; donqua vedi che il secondo venne che
Due huomini fano uno viaggio, il primo va ongni dì andasse anchora 240 milglia in 5 dì. Ora sappia quanto gli
60 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 61
venne andato per dì; fa' così, parti 240 per 5 vienne 48 e 48 d. stieno. a m~rto di 4 d. la lr. il mese; volglio sapere quanto
dì venne milglia che andasse il secondo corrieri il dì ed è tempo VI stara dentro nella casa. Fa' così, merta le 20 lr. che
facta. elgli. dìa pagare nel cominciamento de l'anno per 6 mesi che
ne Vlenne s. 2 e per li 2 s. pilglia il 1/10 ch' a lr. 2 sarebero
Queste sono rasgioni di tolglere case e pisgioni e inn esse di molti che direbero che valessero lr. 2 ed elli non è così per
si contiene presto e merto. cioè che dice ch'è a fare capo d'anno. Ora facciamo in fino in
Uno homo tolglie una casa a pisgione e dìane dare l'anno 6 mesi e per cioè di' così: in 6 mesi vale la lr. 2 s .. E di':
lr. 10 e di ciò quelli de cui è la casa dice: dammi innanççi lr.
ongni 20 s. valgliono 22 s. a meritare e noi abiamo a scontare
40 e io ti meritarò ei tuoi d. a 3 d. la lr. il mese contando
perciò fa' 20 via 2 fa 40 lr. e partire in 22 vienne 36 s. e 4 d.
ongni anno in capo de l'anno la pisgione. Adornando quanto
e 4/11, giungni col 20 che dìa pagare nel fine de l'anno, arai
starà in questa casa per queste 40 lr .. Fa' così, sappia che
lr. 41 e s. 16 e d. 4 e 4/11. Ora si è questa rasgione come se
valgliono quesste 40 lr. in uno anno, che valglono in uno
uno avesse tolta una boctega a pisgioni e de la quale dovesse
anno 6 lr. ed ài in tucto 46 lr .. Ora ne trai la pisgione d'uno
pagare l'anno lr. 41 e s. 16 e d. 4 e 4/11 e avesseli dato
anno resta 36 lr. ed ài uno anno. Or sappia cha val gli ono le
36 lr. in uno anno che valgliono lr. 5 e s. 8 ed ài lr. 41 e s. 8, innanci 60 lr. e vole che ei suoi d. stieno a merto a 4 d. la lr.
tranne lr. 10 per la pisgione d'uno anno resta 31 lr. e 8 s. ed il mese, quanto elli li sta dentro? Fa' così, merta 60 lr. per
22v uno anno che vale la lr. l'anno / s. 4 e per li s. 4 pilglia lo
ài 2 anni. Ora merta per uno altro anno. Che valgliono le lr.
31 e s. 8? Che valglono lr. 4 e s. 14 e d. 2 e 2/5, giungni con 1/5 rch'è 12 lr. Ecco 72 lr., ora cava lr. 41 e s. 16 e d. 4 e
lr. 31 e s. 8 arai lr. 36 e s. 2 d. 2 e 2/5, tranne lr. 10 per un 4/11 de h. 72 resta 30 lr. e 3 s. e 7 d. e 7/11, arai che vi
altro anno resta IL 26 e s. 2 e d. 2 e 2/5 ed ài 3 anni; or starà uno anno. Ora sapiamo che a pagare l'anno lr. 41 e s.
sapia che valglono le 26 lr. e s. 2 e d. 2 e 2/5 per uno anno, 16 e d. 4 e 4/11, che viene per mese? Pilglia l'uno 1/12
che valglono lr. 3 e s. 18 e d. 4 e 1/5 ed ài in tucto lr. 30 e perché l'anno è 12 mesi, vienne lr. 3 e s. 9 e d. 8 e 4/11. Or
s. O e d. 6 e 3/5 ed ài 4 anni, tranne per la pisgione d'un dì Icosì: merta lr. 30 e s. 3 e d. 7 e 7/11 per uno mese ne
altro anno lr. 10 resta lr. 20 s. O e d. 6 e 3/5 ed ài 4 anni; or vienne s. 10 e d. 1, posscia dìe cavalo de lr. 3 es. 9 e d.'8 e
sappia che valgliono di merto le 20 lr. in uno anno che ~/11 resta lr. 2 e s. 19 e d. 7 e 4/11. Ora sapia che a pagare
valgliono 3 lr. e 1 d. ed ài in tucto lr. 23 e s. O e d. 7 e 3/5, Il mese lr. 2 e s. 19 e d. 7 e 4/11, quanti mesi intraranno
tranne la pisgione de uno anno resta lr. 13 s. O e d. 7 e 3/5 nelle lr. 30 e s. 3 e d. 7 e 7/11? Aponti a 10 mesi che
ed ài 5 anni; ora sappia che valgliono di merto questa 13 lr. e valgliono lr. 29 e s. 13 e d. 13 e d. 7 e 1/3, infino in lr. 30
s. O e d. 7 e 3/5, che valgliono s. 39 e d. 1 ed ài in tucto lr. eS.3 ed. 7 e 7/11 si à s. 10, ài uno anno e 10 mesi. Or arai
14 es. 19 ed. 8 e 3/5, tranne lr. 10 per uno anno resta lr. 4 a pagare il mese lr. 3 e s. 19 e d. 7 e 7/11, che viene il dìe?
e s. 19 e d. 8 e 3/5 ed ài 6 anni; ora sappia che valgliono di Parti per 30 vienne s. 2, possi dire quanti dìe intraranno in
merto queste 4 lr. e s. 19 e d. 8 e 3/5 in 6 mesi, che 10 s., che vi n'entraranno dìe 5. Sì che ài che vi starà uno
valgliono 7 s. e d. 6, posiamo dire ed ài in tucto lr. 5 e s. 7 e anno e 10 mesi e 5 dì ed è facta.
d. 2 cavane lr. 5 per la pisgione de 6 mesi, resta s. 7 e d. 2 e Uno tolglie una casa a pisgione de la quale dìa pagare in
per questi s. 7 e d. 2 puoi dire dìe 12 e 1/2, dal più al meno capo de l'anno 25 lr., questi che à tolto questa casa v'è stato
poco àe. Or ài che per queste 40 lr. ch'elli li diè innanti starà dentro 6 anni che non ha pagato nulla; adornando quanto dìa
nella casa 6 anni e 6 mesi e 12 dìe 1/2 ed è facta. pagare in capo dei 6 anni a ciò che ei suoi d. stìene mertanti
Uno homo tolglie a pisgione da uno altro una casa per lr. a 4 d. la lr. il mese a non fare capo d'anno. Fa' così, sappi
40 l'anno, le 20 lr. li dìa dare in prima e l'altre 20 lr. fornito quant'à da 1 infino in 5 cioè ragiungendo che v'àe 15 e di'
l'anno e questi sì gli ha tolto innanti lr. 60 e voI e che ei suoi che 'sieno 15 anni, sappi che vale la h. in 15 anni, vale 3
62 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 63

lr. e 1e 25 valgliono lr. 75 lr. e le 75 valgliono di merto. Or Due mercatanti volgliono baractare insiemi e l'uno à lana
sappi a pagare l'anno 25 lr., che vengono in 6 anni? Che e l'altro à panni, dice quelli che à la lana a quelli che à
vengono 150 lr. e 75 lr. ch'è il merto, ecco 225 lr. e 225 lr. panni: !che voli tu de la canna del tuo panno? Voi ne 30 s.
dovìa pagare in capo dei 6 anni ed è facta. a d. contanti e a baracto ne volglio s. 25 e volglio 1/4 dei d.
Uno si à tolto una casa a pisgione e dèane pagare compiu- contanti e 3/4 i' llana. El centonaio de la mia lana vale a d.
to l'anno 20 Ir. di pisgione, or viene che ve sta entro 3 anni e contanti 40 lr., che gli le mecterò a ciò che niuno non sia
nonn à dato nulla; adornando che elli ne dìa dare in quessti 3 ingannato? Ecco la regola, ei dice che vale il 1/4 d. contanti,
anni a ciò che ei d. di colui siena mertati a 2 d. la Ir. il mese. pilglia il 1/4 de 36 ch'è 9, cavalo di 30 resta 21 e puoi di':
Fa' così, la Ir. vale l'anno 2 s., merta le 20 lr. del primo anno perché vale 3/4 de lana pilglia 3/4 di 26 ch'è 27. E dìe che
che valglono 2 Ir., poni sopra 20 ecco 22 IL; agiungni con lr. ongni 21 mi mecto 27, che mecterò a lui 40 lr.? Fa' così
20 che dèa pagare il secondo anno, eccho 42 lr., che vale la secondo la regola de le 3 cose: se 21 me vale 27, che mi
lr. 2 s., per 2 s. pilglia il 1/10 ch'è Ir. 4 e s. 4 ed ài 46 lr. e varrà 40? Multiprica 27 via 40 fa 1080, il quale parti per 21
s. 4; giugni cum 20 Ir. che dìa pagare il 1/2 anno e arai 6~ vienne 51Ir. e 8 s. e 6 d. e 6/7 di d. e 51 Ir. e 8 s. e 6 d. e
IL e s. 4 e 66 lr. e 4 s. conviene che il pisgionale dìa a COlUI 6/7 gli mecterà il 100 de la lana ed è facta.
de cui è la casa in capo dei 3 anni ed è facta. Due mercatanti volgliono baractare insiemi, l'uno à lana e
Uno tolgle una casa a pisgione a 20 Ir. l'anno, quessti l'altro à panni; dice quei ch'à lana a quei ch'à panni: che
dice: pagami innançi per 2 anni e sconta ei d. tuoi a 4 d. la voli tu de la canna del tuo panno? Ed elgli dice: la canna de]
IL il mese; adornando quello che il pisgionale li dèa dare. Fa' mio panno vale a d. contanti s. 24 ma in baracto te la
cosìe, la lr. vale l'anno 4 s., dunqua ongni 20 s. valgliono 24 mectarò una quantità e volglio il 1/3 a d. contanti e 2/3 in
s., che varranno le 20 lr. per uno anno? Fa' 20 via 20 fa 200 lana, il 100 de la mia lana che vale a d. contanti Ir. 20 e in
e parti per 24 vienne lr. 16 e s. 13 e d. 4. Ora scontiamo lr. baracto ne volglio lr. 24. Adornando che mecterà queli dei
16 e s. 13 e d. 4 per un altro anno, fa' 20 via 16 Ir. e 13 s. e panni la canna a ciò che niuno non sia ingannato.
4 d. e parti per 24 vienne lr. 13 es. 17 ed. 9 e.l/~;.giungn~ Fa' così, ei dice che vale il 1/3 in d. contanti, poniamo
insiemi fa IL 30 e s. 4 d. 5 1/3. Abiamo che Il plglOnale II che elli mectesse la canna del panno una cosa, 1/3 de una
diè innanci lr. 30 e s. 4 e d. 5 e 1/3 per 2 anni ed è facta. cosa si è uno terzo di cosa e vale a d. contanti s. 24, ài 1/3
Uno t~lgle una casa a pisgione de la quale ne dìa pagar: cosa me' di 24 e dice che vale li 2/3 in lana e 2/3 di cosa si è
80 lr. l'anno e costui sì gli à dati innançi 100 Ir. e vale che el 2/3 di cosa. Dunqua s. 24 meno 1/3 di cosa valgliono 2/3 di
suoi d. siena mertati a 4 d. la lr. il mese; adimando quanto cosa ed elgli dice che il 100 de la lana vale lr. 20 ma in
tempo vi starà dentro per quesste 100 Ir .. Ecco la regola: baracto gli le mecte lr. 24 per cioè multiprica 2/3 di cosa per
merita quesste 100 Ir. per uno anno che valglIono ?O lr., pO~1 20 che fa 13 e 1/3 di cosa. Ora multiprica 1/3 di cosa via 13
sopra 100 arai 120 Ir., ora ne cava 80 Ir. che dIa pagare II
e 1/3 di cosa fa 40 cose cioè recandolo a 1/2 e multi prica
primo anno, resta Ir. 40 Ora dèi sapere, a 80 Ir. l'ann~, che
1/3 via 24 cose fa 72 cose e parti 40 cose per 72 cose vienne
viene il mese, che ne viene 6 lr. e 13 s. e 4 d., ora menta 40
5/9 di cosa meno 1/3 di cosa per cioè che 24 era meno 1/3
Ir. per 1 mese, che ne viene 13 s. e 4 d.; cava 13 s. e 4 d. de
di cosa. Ora dèi augualglare le parti cioè poni sopra 24 me'
6 Ir. e 13 s. e 4 d., resta 6 lr. tonde. Ora dèi sapere in 40 Ir.
1/3 di cosa e 1/3 di cosa arà 24 tonde e poni sopra a 5/9 di
quanti mesi v'intraranno, che v'entra 6 mesi e 20 dì e uno
cosa 1/3 di cosa arà 8/9 di cosa. Ora parti 24 cose per 8/9
anno e 6 mesi e 20 dì vi sta per quesste 100 IL ed è facta. /
di cosa vienne 27 cose cioè s. 27 e s. 27 gli mecterà ed è
23r Queste sono regole ad amaestrare a chi volesse baractare facta.
mercantie l'una cum l'altra. Due mercatanti volgliono baractare insieme, l'uno à panni
64 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 65

e l'altro à lana, dice quelli che à lana a quei ch'à panni: che 450 per 60, vienne 5/8 di cosa e 7 e 1/2. Abiamo che 3/4 di
voli tu de la canna del tuo panno? Voine a baracto 45 s. e coso meno 3 è iguale a 5/8 di cosa e 7 e 1/2. Ora ristoriamo
volglio il 1/3 dei d. contanti e 2/3 in lana. Ora dice quei le parti, poni 3 sopra a catuna parte, ne verrà e che 3/4 di
ch'à lana: lo 100 de la mia lana vale a d. contanti 28 h. e in cosa è iguale a 5/8 di cosa e lO e 1/2; caviamo 5/8 di cosa
baracto ne volglio 30 h.. Adornando che vale la canna del di catuna parte, verrà che 1/8 di cosa è iguale a lO e 1/2.
panno a d. contanti cioè che gli le mecterà. Per sapere che vale la cosa dobiamo partire lO e 1/2 per 1/8
Ecco la regola, ei dice che vole il 1/3 in d., lo 1/3 di 45 di cosa che ne viene 84. Abiamo che vale la canna del panno
si è 15 e 2/3 di 45 che voi e di lana si è 30, reca 30 s. a d. 84 s. a d. contanti e 12 s. glele sopramecte, ài 96 ed è facta.
contanti e multiprica 30 via 28 e parti in 30 vienne 28. Ora
si voi e porre s. 15 sopra a s. 28, arai s. 43 e s. 43 varrà la Questo è l'amaestramento di trovare numeri per proposi-
canna a contanti, sta bene. tione de multiplicare e multipricato faccia certo numero sì
Due mercatanti volgliono baractare insiemi, l'una à lana e come distesamente trovarete seguendo la materia e diremo
l'altro à panni, quelli che à panni gli mecte la canna del suo così.
panno a baracto 45 s. che vole 2/5 a d. cotanti e 3/5 in lana. Truovami uno numero che multipricato per se medesimo e
Dice quelli che à lana: il 100 de la mia lana che vale a presa la meità di quel numero e quella meità multipricata per
denari contanti s. 30 e voine in baracto s. 40. Adornando che se medesimo e, tracto l'uno de l'altro, lo rimanente sia 300.
vale la canna del panno a d. contanti. Ecco la regola, pilglia sempre il 1/3 di quello che rimane
Eccho la regola, ei dice che glel vole mectere 45 s. a e di': 1/3 di 300 si è 100. Giungni insiemi, arai 400 e la
baracto e vole ei 2/5 in d. contanti e 3/5 in lana, dobiamo radice di 400 è quel numero, la quale radice è 20. Pruovali.
pilgliare li 2/5 di 45 s. ch'è 18 e, perché vole li 3/5 in lana, Truovami uno numero che sia tal parte l'uno de l'altro
pilgliali 3/5 di 45 che ène 27. Ora dobiamo recare li 27 s. a com'è 2 di 3 e faccia tanto multipricato come ragiunto;
d. contanti e per cioè multiprica 27 via 30 fa 810, parti in adornando quai sono quessti numeri. Eccho la regola, poni
40 vienne s. 20 ed. 3, giungni cunl 18 arai s. 38 d. 3 ei quali / che l'uno fosse 2 cose e l'altro fosse 3 cose, multiprica 2 cose
23v vale la canna del suo panno a d. contanti ed è facta. via 3 cose fanno 6 censi, abiamo che fa multipricato 6 censi.
Due mercatanti voi gli ono baractare insiemi, l'uno à lana e Ora giungni insiemi 2 cose e 3 cose fa 5 cose donqua aviamo
l'altro à panni, quelli che è panni sopramecte la canna 12 s. e che 6 censi. Ora giungni insiemi 2 cose e 3 cose fa 5 cose;
vole il 1/4 in d. e 3/4 in lana; dice quelli che à lana: lo 100 donqua avamo che 6 censi sono uguali a 5 cose. Parti 5 per
de la mia lana vale a d. contanti lr. 50 e vòine in baracto h. 6 vienne 5/6 e 5/6 vale la cosa e tu ponesti il primo 2 cose,
60. Voi sapere che vale la canna del panno a d. contanti. fa' 2 via 5/6 fa 1 e 2/3 è il primo e il secondo ponesti 3, fa'
Eccho la regola poniamo che valesse una cosa ed elli dice 3 via 5/6 fa 2 e 1/2 e 2 e 1/2 è il secondo e sta bene.
che glile sopramecte s. 12, eccho una cosa e 12 e dice che Truovami 2 numeri che sia tal parte l'uno de l'altro com'è
vole lo 1/4 in d.; pilglia lo 1/4 d'una cosa e 12 ch'è 1/4 di 2 di 3 e multipricato l'uno per l'altro e partito per la
cosa e 3 e cavalo d'una cosa, rimane 3/4 di cosa me' 3 e dice diferentia c'à da l'uno a l'altro ne venga 20.
che voI e li 3/4 in lana; li 3/4 d'una cosa e 12 si è 3/4 di Eccho la regola, poni che l'uno sia 2 cose e l'altro sia 3
cosa e 9. ,Abiamo che 3/4 di cosa me' 3 mi mette 3/4 di cosa cose, or multiprica 2 via 3 cose fa 6 censi il quale dìa partire
e 9, che mi mecterà 1r. 50? Multiprica 50 via 3/4 di cose e 9, per la diferentia ch'à da 2 in fino in 3 cose. Or cava una cosa
fanno -cose 37 e 1/2 e 450, a partire in 3/2 di cosa me' 3, che e parti 6 censi per una cosa, dìane venire 20 e 20 via una
ne dìa venire 50. Dunqua se noi partiremo in 3/4, di cosa me' cosa fa 20 cose. Abiamo che 20 cose è iguale a 6 censi, or dèi
3 ne vene 37 e 1/2 cose e 450, dunqua parti 37 e 1/2 cose e partire 20 per 6 vienne 3 e 1/3 e 3 e 1/3 vale la cosa. E tu
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ponesti il primo 2 cose, fa' 2 via 3 e 1/3 fa 6 e 2/3 è il 1 e 1/5 e il secondo ponesti 4 cose fa' 4 via 2/5 fa 1 e e 3/5
primo; anca ponesti il secondo 3 cose, multiprica 3 via 3 e e 1 e 3/5 è i' secondo ed è facta.
1/3 fanno 10 e 10 è il secondo ed è facta. Truovami uno numero che multipricato per se medesimo e
Truovamni uno numero che multipricato per li suoi 2/3 la meità di quello numero multipricata per se medesimo e
faccia 50. tracto l'uno di l'altro rimanga 12; adornando qual sarà questo
Ecco la regola, poni che l'una parte sia una cosa e di': numero. Ecco la regola, poni che che sia una cosa, multiprica
2/3 d'una cosa si è 2/3 di cosa. Or fa' una cosa via 2/3 di una cosa via una cosa fa uno censo e pilglia lo 1/2 d'una
cosa fano 2/3 di censo. Abia' che 2/3 di censo è iguale a 50, cosa ch'è 1/2 cosa, fa' 1/2 cosa via 1/2 cosa fa 1/4 censo,
parti 50 per 2/3 vienne 75 e radice di 75 sarà quel numero cava 1/4 censo d'uno censo resta 3/4 di censo. Abiamo che
ed è facta. 3/4 di censo è iguale a 12, parti 12 per 3/4 vienne 16,
Truovami 2 numeri che sia tal parte il primo che del abiamo che sarà quel numero radice di 16 ed è facta.
secondo com'è 3 di 4 e multipricato ciascuno per se medesimo Truovami uno numero che multipricato per se medesimo e
faccia 50 giunti insiemi. Adimando quanti sono quessti 2 presa l'una meità di quello numero e quella metà multipricata
24r numeri. Eccho la regola, poni / che l'uno sia 3 cose e l'altro per se mesedimo e, tracto l'uno de l'altro, lo rimanente sia
sia 4 cose, multiprica 3 cose via 3 cose fanno 9 censi e 300. Ecco la regola, sempre sì dèi pilgliare lo 1/3 di quello
multiprica 4 cose via 4 cose fa 16 censi, giungni insiemi 9 che rimane, pilglia lo 1/3 di 300 si è 100 e gi ungni insiemi,
ecco 400 e la radice di 400 è quello numero, ch'è 20 ed è
censi e 16 censi arai 25 censi. Abiamo che 25 censi è iguale a
facta. Pruovalami.
5, poi parti 5 per 25 vienne 1/5; abiamo che vale la cosa
Truovami 2 numeri che sia tal parte quella de l'uno che
radice de 1/5, lo primo ponesti 3 cose multiprica 3 via radice
de l'altro comm'è 2 di 3 e faccia tanto multipricato come
d'uno 1/5, areca 3 a raduce e di': 3 via 3 fa 9. E puoi di': 9
ragiunto; adornando quali sono quessti numeri. Ecco la rego-
via 1/5 fa 1 e 4/5. L'altro ponesti 4 cose, fa' 4 via radice de
la, poni che l'uno fosse 2 cose e l'altro fosse 3 cose, multipri-
1/5 fa 3 e 1/5. Abiamo che il primo avìa 1 4/5 e il secondo ca 2 cose via 3 cose fanno 6 censi, abiamo che fa multipricato
avìa 3 e 1/5 ed è facta. 6 censi; giungni insiemi 2 cose e 3 cose fa 5 cose. Abiamo
Truovami 2 numeri che sia tal parte l'uno che de l'altro che 6 censi sono iguali a 5 cose, parti 5 per 6 vienne 5/6 e
com'è 3 di 4 e multipricato l'uno per l'altro e partito per la 5/6 vale la cosa: lo primo ponesti 2 cose fa' 2 via 5/6 fa 1
diferentia ch'à dall'uno a l'altro ne venga quanto ragionti ei e 2/3 il primo, e il secondo 3 fa' 3 via 5/6 fa 2 e 1/2 e
numeri e 2 piùe; adornando quanti sono questi 2 numeri. cotanto è il secondo ed è facta.
Ecco la regola, poni che l'uno sia 3 cose e l'altro sia 4 cose, Truovami 2 numeri che sia tal parte l'una che l'altra
multiprica 3 cose via 4 cose fanno 12 censi, parti per la com'è 2 di 3 e multipricato l'uno per l'altro e partito per la
diferentia ch'à da 3 cose infino in 4 cose che v'à una cosa. diferentia ch'à da l'uno a l'altro ne venga 20. Fa' 20 via 1
Or parti per 12 censi per una cosa ne viene 7 cose e 2 perché cosa fa 20 cose, abiamo che 20 cose è iguale a 6 censi ed è
ragiunti ei numeri fanno 7 cose, dìane venire piùe 2. Or dèi facta.
partire 12 censi per una cosa, dìane venire 7 cose e 2 piùe. Truovami uno numero che multipricato per se medesimo e
Fa' 1 cosa via 7 cose e 2, fanno 7 censi e 2 cose. Abiamo che tracto l'uno de l'altro rimanga tanto quanto quello numero,
12 censi è iguale a 7 censi e 2 cose, cava 7 censi di 12 censi adornando quanto è quello numero. Ecco la regola, poni che
resta 5 censi; abiamo che 5 censi è iguale a 2 cose; parti 2 quello numero sia una cosa, multiprica per se medesimo fa' 1
cose per 5 censi vienne 2/5. Abiamo che vale la cosa 2/5, lo cosa via 1 cosa fa 1 censo e pilglia il 1/2 d'una cosa ch'è 1/2
primo ponesti 3 cosa fa' 3 via 2/5 fa 1 e 1/5 e il primo si è cosa e multiprica per se medesimo fa 1/2 cosa via 1/2 cosa
68 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 69

fa 1/4 censo, cavalo de 1 censo resta 3/4 di censo. Abiamo 3/4 di cosa vienne 33 e 1/3 e 33 e 1/3 sarà quel numero ed
che 3/4 di censo è iguale al nuro che ponesti che fosse una è facta.
cosa, parti una cosa per 3/4 vienne 1 e 1/3, abiamo che Truovami 2 numeri che sia tal parte l'una che l'altra
quello numero è 1 e 1/3 ed è facta. / com'è 2 di 3 e faccia tanto multipricato come ragiunto;
adornando quali sono questi 2 numeri. Ecco la regola, poni
24v Truovami uno numero che 'l 1/3 e il 1/4 di quel numero che '1 primo sia doe cosa e 'l secondo 3 cose, multiprica 2
multipricato per 5 faccia 25. Eco la regola, poni che quello cose via 3 cose fa 6 censi e ragiungni 2 cose e 3 cose fa 5
numero fosse una cosa, 1/3 e 1/4 de una cosa si è 7/12 di cose, ài che 5 cose è iguale a 6 censi, parti 5 per 6 vienne
cosa, fa' 5 via 7/12 di cosa fa 2 e 11/12 di cosa. Abiamo che 5/6, ài che vale la cosa 5/6; lo primo ponesti 2 cose, fa' 2
2 e 11/12 di cosa è iguale a 25, parti per 2 e 11/12 vienne 8 via 5/6 fa 1 e 2/3 e 1 e 2/3 è '1 primo, lo es condo ponesti 3,
e 4/7, abiamo che sarà quel numero 8 e 4/7 ed è facta. fa' 3 via 5/6 fa 2 1/2 e 2 1/2 n'à il secondo ed è facta.
Truovami uno numero che multipricato per 3 e per 4 e Queste sono alcuna regola de magistero cioè di murare per
per 9 faccia 25. Ecco la regola, poni che quel numero sia una opere in compagnia [ ... ] togle uno lavorio a murare in 10 dì e
s'elgli avesse uno compangno mureria in 7 dì; adimando in
cosa, multiprica per 3, fa' 3 via 1 cosa fa 3 cose, or fa' 3 via
quanti dì il murarebe questo suo compangno solanato. Ecco la
4 cose fa 12 cose, or fa' 9 via 12 cose fa 108 cose e 108 cose
regola, trai 7 di 10 restano 3 e puoi multiprica 7 via 10 fa 70
è iguale a 25; parti 25 per 108 vienne 25/108 e 25/108 sarà
il quale dèi sempre partire per lo rimanente cioè per 3, or parti
quel numero ed è facta.
70 per 3 vienne 23 e 1/3 e in 23 dì e 1/3 il farìa questo
Truovami uno numero che partito per 3 e per 4 e per 9 suo compagno solanato.
faccia cioè ne venga 25. Eco la regola, poni che quel numero
Ei sono 2 maestri che tolgono a fare uno lavorino in 20 e
fosse una cosa, parti per 3 vienne 1/3 di cosa, parti per 4 s'elgli no' avessero un cumpangno lo farino in 12 dì; ado-
vienne 1/12 di cosa, parti per 9 vienne 1/ 108 di cosa 1/108 rnando in quanti dì lo farìa questo loro compangno solo. Ecco
di ,cosa è iguale a 25, parti 25 1/108 vienne 2700 e 2700 la regola, trai 12 di 20 restano 8, ora multiprica 12 via 20 fa
sarà quel numero ed è facta. 240 el quale parti ìer 8 vienne 30 e in 30 dìe lo farìa questo
Truovami 1 numero che 'l 1/2 e 'l 1/3 multipricato per 6 suo compangno salanato.
facci 25. Eco la regola, poni che quel numero sia 1 cosa, lo Elgli è uno maestro che tolgle a murare una casa in 20
1/2 e 'l 1/3 de 1 cosa si è 5/6 di cosa, multiprica per 6 fa' 6 dì con questi pacti che ongni dì che ei lavora dì avere 10
via 5/6 fa 5 cose e 5 cose è iguale a 25, parti 25 per 5 s. e ongni dì che non lavora ne debbian dare 6 s., ora
vienne 5 e 5 è quel numero ed è facta. viene ch'elgli à tanti dì lavorato e non lavorato ch'elgli
Truovami 1 numero che il 1/2 e il 1/3 multipricato per non di' avere quelle (?); vo' fare quanti dì lavorò e non
se medesimo faccia 25. Eco la regola, poni che quel numero lavorò. Ecco la regola, giungni insiemi ei s. cioè il gua-
fosse 1 cosa e 1/2 e 1/3 di cosa si è 5/6 di cosa, multiprica dangno e la perdeta e di': lO e 6 fa 16. E 16 è il par-
per se, 5/6 di cosa via 5/6 di cosa fa 25/36 di censo e 25/36 titore, ora dèi fare questa propositione: ei sono 2 compan-
di censo è iguale a 25, parti 25 per 25/36 vienne 36, ài che 25r gni, l'uno / à messo 10 e l'altro 6 e ànno guadangnato 20.
quel numero è radice di 36 ed è facta. Ora di' così: 10 via 20 fa 200. E parti in 16 vienne 12 dì e
Truovami uno numero che multipricato per 3 e partito per 1/2, ora multiprica 6 via 20 fa 120, parti in 16 vienne 7 dì
4 ne venga 25. Ecco la regola, poni che il numero fosse 1 1/2 e 7 dì e 1/2 ne lavorò e 12 dì e 1/2, ora multiprica 6
cosa, multiprica per 3, fa' 3 via 1 cosa fa 3 cose, parti per 4 via 20 fa 120, parti in 16 vienne 7 dì 1/2 e 7 dì e 1/2 ne
vienne 3/4 di cosa e 3/4 di cosa è iguale a 25, parti 25 per lavorò e 12 dì e 1/2 non lavorò ed è facta.
70 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 71

Queste sono certe rasgioni le quali appartengono a chiari- testamento vada innançi secondo la voluntà del testatore.
re casi de'testamenti in questo muodo. Ecco la regola e di': la fanciulla femina dìa avere 1 alora che
Uno homo viene in caso di morte ed à alquanti figlioli e 'l maschio 2 e la madre de' avere 4. Ora giungni insiemi 1 e
fa testamenti e lasscia dei suoi d. così che al primo fiIgluolo 2 e 4 fa 7, pilglia il 1/7 de questi d. per la fanciulla femina
lasscia 1 f. e 'l l/lOde' rimanente e al secondo lascia 2 f. e 'l che sono 2000 lr., poi pilglia 2/7 dei decti d. che sono 4000
1/10 de ciò che li rimane pagato lo primo figluolo, al terço Ir. perché il maschio di' avere 2 quando la femina 1, poi
fiIglolo lascia 3 f. e l/lOde' rimanente rimaso pagato il pilglia per la loro madre 4/7 che sono 8000 Ir.. Ora la mi
primo e iI secondo, al quarto figluolo lascia 4 f. e 'l l/lOde pruova in questo muodo cioè giungni insiemi per la femena
ciè che li remane e così va de grado in grado infino a tanto 2000 lr. e per lo maschio 4000 Ir. e per la madre 8000 lr. e
che li à tucti partiti; adimando quanti sono li figloli e quanti vedi che 2 e 4 e 8 fanno 14 e 14000 erano ei d. del testatore
sono ei f. che lasciò loro cioè che ciascuno abbia tanto l'uno ed è facta.
quanto l'altro. Ecco la regola, perché dice 1/10, sì trai quello Elgli è uno homo che à 3 figluli cioè uno maschio e una
1 ch'è sopra allO rimane 9, parti 9 per 1 ch'è sopra a 1/10 femina madrenale e una femina bastarda, fa suo testamento e
vienne 9 e 9 fuororono li figlioli; per sapere quanti furono li lascia 12000 de lr. a questi suoi figluli in questo muodo cioè
f. che lasciò loro multiprica 9 per se medesimo fa 81 e 81 al maschio lascia la meità, a la femina lascia il terço e a la
fuorono li f. che lasciò loro ed è facta. femina bastarda lascia il 1/4 di queste 12000 lr.; adi mando
E se dicesse lo 1/10 innançi che l'uno e' mectesse tucta che parte ne tocca a catuno. E cciò sia cosa che 1/2 di 12 è 6
via lo 1/10 innançi, sì faresti cosìe, trai 1 ch'è sopra 10 e 1/3 di 12 è 4 e 1/4 di 12 è 3, vedi che fanno 13000 Ir .. Se
rimane 9, partito per 1 ch'è sopra 10 vienne 9, multiprica 9 vuoli fare questa ragione ecco la regola, perchè truovi pagato
via 10 fa 90; abiamo che li figliuoli fuoro 9 e li f. fuoro 90 13000 e 13 è il tuo partitore; ora di' così: 1/2 di 12 è 6. Fa'
ei vienne per uno 10 ed è facta. 6 via 12 fa 72 e parti in 13 vienne 5 e 7/13. Poi di': 1/3 di
E se dicesse che lassasse 11 e ancho 1/10 al primo e al 12 è 4. Fa' 4 via 12 fa 48 e parti in 13 vienne 3 e 9/13. Poi
secondo 22 e ancho il 1/10 e al terço figluolo lassa 33 e di': 3 via 12 fa 36. E parti in 13 vienne 2 e 10/13; giungni
ancho 1/10 e tuctavia andasse così radopiando, faresti coìe; insiemi 5 e 7/13 e 3 e 9/13 e 2 e 10/13 avarai 12000 lr. e
cavaresti 1 di 10 rimane 9, partito per lo secondo 1 vienne 9 sta bene e cotanto ne tocca per de rata a catuno ed è facta. /
e cotanti sono li figluoli, multiprica 9 per sè fa 81, multiprica
11 via 81 fanno 891 e cotanti sono li f. e vienne per 1 quello 25v Questa si è la regola dei pesi in quel muodo che di sopto
che multipricato 9 via 11 fa 99 e cotanto ne venne per uno si contiene.
ed è facta. Una coppa d'ariento ch'è 3 parti, il gambo el napo el
Elgli è uno homo che viene in caso di morte e truovasi coperchio, pesa lb. 2; il nappo pesa iL 1/4 de tucta la coppa,
che elgli à di valuta a punto 14000 lr. e à una molglie ch'è el gambo pesa il 1/3 de tucta la coppa, el coperchio pesa il
gravido, onde il buono homo fa testamento in questo muodo 1/6 di tucta la coppa. Adornando che pesa catuno per sè.
cioè che se la molglie fa fanciullo masschio che 'l fanciullo Ecco la regola, 1/3 e 1/4 e 1/6 si truova in 12, 1/3 1/4 1/6
abbia ei 2/3 dei decti d. e de la madre sia l'altro 1/3, e se la di 12 si è 9 e 9 si il partitore. Ora sappi che pesa il ganbo,
facesse fanciulla femina che de la fanciulla sia il 1/3 dei deti 1/3 di 12 si è 4, multiprica 4 via lb. 2 fa 8 lb., parti per 9
d. e de la molgle sieno li 2/3 de quessti d.; ora come piacque vienne 10 once e 2/3. Or sappi che pesa il nappo e di': 1/4
a Dio la donna partorì uno fanciullo masschio e una fanciulla di 12 si è 3. Multiprica 3 via lb. 2 fa 6 lb., parti per 9 vienne
femina in quello portato. Adimando che parte dìa toccare per 8 once. Ora sappia che pesa il coperchio, fa' 1/6 di 12 si è 2,
uno di quessti d. a ciò che niuno non sia ingannato e che 'l multiprica 2 via lb. 2 fa 4 lb., parti per 9 vienne 5 once 1/3.
72 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 73

Ora sì ài trovato che e' il gambo pesa once 10 e 2/3 e il Ei sono 3 huomini che ànno d., el primo n'à 'l 1/2 ed el
nappo pesa once 8 e l' coperchio pesa once 5 e 1/3 ed è facta secondo et terço ed el 1/3 el 1/6; or viene e' dividongli
Una coppa d'ariento ch'è 3 parti, il gambo el napo el insiemi; quelli de cui è 'l 1/6 li pare avere mal a parte,
coperchio; il nappo pesa il 1/3 1/4 di se medesimo e del comincia a rubbare e gli altri altresì cominciano a rubbare. Or
gambo, el coperchio pesa il 1/4 1/5 di se medesimo e 'l viene uno amico di meço e dice così: tu che di' avere il 1/2
nappo, el coperchio pesa once 6. Ado' che pesa il gambo per poni giù il 1/2 de ciò che tu rubasti e tue ch'è tuo il 1/3
sè e che pesa il nappo per sè e che pesa tucta la coppa. Ecco poni giù il 1/3 de ciò che tu rubasti e tue ch'è tuo il 1/6
la regola, truova uno numero che 'l 1/4 e 'l 1/5 sia 6, ch'è poni giuso il 1/6 de ciò che tu rubasti. E questi tolgle 1/2
13 e 1/3; ora ne trai 6 per lo peso col coperchio resta 7 e 1/3 1/6 e fecene 3 parti uguali, tanto l'una quanto l'altra, e
1/3. Ora sappia che pesa il gambo, truova uno numero che 'l diedene a catuno una parte e truovansi divisi come in prima
1/3 e 1/4 sia 7 e 1/3, ch'è 12 e 4/7; tranne 7 e 13 resta 5 con quelli ch'elli ànno. Adomando quanti n'avea catuno e che
e 5/21. Or sapia che pesa tucta la coppa e ragiungni insiemi valea lo loro. Ecco la regola, chi pone giuso il 1/2 gli rimane
tucti quessti pesi cioè once 6 che pesa il coperchio e once 7 e il 1/2 e chi pone il 1/3 gli rimane 2/3 e chi il 1/6 li rimane
1/3 'che pesa il gambo e once 5 e 5/21 che pesa il gambo, 5/6. Pilglia 1, ch'è sopra 2, e 1 via 2, ch'è sopra 3, che fa 2 e
arai once 18 e 4/7 e once 18 e 4/7 pesa tucta la coppa ed è fa' 2 via 5, ch'è sopra 6, fa 10. Or dìe: 10 di che è 1/2? Di
facta. 20. E 10 di ch'elli ene 2/3? Di 15. E 10 di ch'elli ène 5/6?
lo levo d'uno avere il 1/3 e pongo sopra a quello avere e Di 12. Fa' 20 e 15 fanno 35 e 12 ài 47 e 47 vale il loro. Or
di questo avere levo lo 1/4 e pongo sopra questo avere e di di' così: da 20 a 15 si à 5. E 20 ài 25, da 20 a 12 si à 8 e 25
questo avere levo il 1/5 e pongo sopra a questo avere e fanno 33. Abiamo che '1 primo rubbò 33 lr .. Da 15 a 12 si à
truovo da seçço d. 12; adornando quanto avere arà questo in 3 e 15 ài 18, da 15 a 20 si à 5, trai 5 di 18 resta 13 e 13
prima. Ecco la regola, 1/3 e 1/4 e 1/5 si truova in 60, poni rubbò il rsecondo. Da 12 a 15 si à 3, trai 3 di 12 resta 9, da
che avesse prima d. 60, 1/3 di 60 si è 20, poni sopra 60 12 a 30 si à 8, trai 8 di 9 resta 1 e 1 rubbò il terço ed è
fanno 80, 1/4 di 80 si è 20, poni sopra 80 fa 100, 1/5 di facta.
100 si è 20, ecco 120. Ora di' così: di 60 ch'io pongo me Ei sono 2 huomini che volglono cumparare uno cavallo,
viene 120 ed io volglio 12. Dèi multipricare 12 via 60 fanno dice il primo al secondo: se tu me dài 5/6 dei tuoi d. io
720 e parti in 120 che ne viene 6 d. e 6 d. avea prima ed è cumparrò il cavallo. Dice il secondo al primo: se tu me dài
facta. 7/8 dei tuoi d. io cumparrò il cavallo. Adornando che vale il
cavallo e quanti d. àne catuno. /
Questa si è la regola de le compangnie per muodo di 26r Ecco la regola, pilglia quello ch'è sopra la verga ch'è 5,
propositione de multipricare e radoppiare in più lnainiere. fa' 5 via 7 fa 35 e pilglia quello ch'è soto la verga ch'è 6, fa'
Uno homo si à 400 coia e volne fare 38 balle e voi e fare 6 via 8 fa 48, trai 35 di 48 resta 13 vale il cavallo; ora
di 10 coia per balla; voi sapere quante sarano le balle di 10 multiprica a scincio ei rocto fa' 5 via 8 fa 40, cavalo di 48
coia per balla e quante sarano le balle de 11 per balla, che resta 8 e 8 n'àe il primo; or fa' 6 via 7 fa 42, trai 42 di 48
non rimanga niuno cuoio d'avanço. Ecco la regola, multiprica resta 6 e 6 n'à il secondo ed è facta.
10 via 38 fa 380, in fino in 400 si à 20 balle e 20 balle farai Ei sono 2 huomini che volgliono cumparare uno cavallo
de 11 cuoia per balla e 'l rimanente sarà de 10 cuoia per che vale 100 f. d'oro, dice il primo al secondo: se tu mi dài li
balla; trai 20 di 38 resta 18 e 18 balle saranno di 10 cuoia 2/3 dei tuoi d. il comparrò. Dice il secondo al primo: se tu
per balla. E apri la mente chè a questo muodo tu poi fare mi dài li 3/4 dei tuoi d. il comparrò. Adornando quanti d.
tucte le simili rasgioni bene che sono molto sutili. avìa catuno. Ecco la regola, multiprica 2, ch'è sopra la verga,
74 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
75
per sè fa' 2 via 2 fa 4 e multiprica 3 via 3, ~h'~ di sopto"a l~
verga, fa 9; trai 4 di 9 resta 5. Ora mult1pnca 3, ch e dI multiprica 18 via 100 fa 1800 il quale parti per 25 vienne 72
sopra a la verga, per sè fa 9 e multiprica 4, ch'è di sopt~, per e 72 n'avea il secondo. Ora trai 1 di 4 resta 3 e di': 3 via 2
sè fa 16. Ora trai 9 di 16 resta 7, giungni cum 5 araI 12; fa 6. E 1 ch'è di sopra 2 ecco 7; ora multiprica 7 via 3 fa
sempre pilglia lo 1/2 ch'è 6 e 6 è il partitore. Ora fa', 4 ,vi.a 21, poi multiprica 21 via 100 fano 2100 e parti in 25 vienne
84 e 84 n'à il terço ed è facta.
100 fa 400, parti in 6 vienne 66 e 2/3 e 66 e 2/3 n ara Il
primo; ora fa' 3 via 100 fa 300, parti in 6 vienne 50 e 50 Ei sono 2 huomini che ànno d. e catuno li multiprica per
n'avarà il secondo ed è facta. se medesimo e ragiungoli insiemi e fanno in tucto 12 s.,
Ei sono 3 huomini che volglono comparare uno cavallo, adornando quanto n'à catuno. Ecco la regola, truovami 2
dice il primo a gli altri 2: se voi me dàite ~i 1/: dei vost~i d: numeri che multipricati per se medesimi e ragiunti insiemi
io comparrò il cavallo. Dice il secondo a gh altn 2: se VOI mI facciano numero quadro, poni che l'uno sia 3 e l'altro 4, fa' 3
dàite n 1/3 dei vostri d. io comparrò n cavallo .. Dice n 1/~ ~ via 3 fa 9 e 4 via 4 fa 16, giungni insiemi fa 25 e radice di
gli altri 2: se voi me dàite il 1/4 dei vostri d. lO comparro l~ 25 si è 5. Fa' 12 via 3 fanno 36 e parti in5vienne 7 e 1/5 e
cavallo. Adomando quanti d. n'à catuno. Ecco la regola, ChI 7 e 1/5 n'à il primo, fa' 12 via 4 fa 48 e parti in 5 vienne 9
dà 1/2 rimane 1/2 e chi dà 1/3 rimane 2/3 e .chi dà 1/~ e 3/5 e 9 e 3/5 n'à il secondo ed è facta.
rimane 3/4; ora di': 1/2 e 2/3 e e 3/4 si truov.a, In 12. ~ dI Ei sono 2 huomini ch'àno d., l'uno guadangna lo dìe 1/3
così: 12 è 1/2 di 24 e 12 si è 2/3 di 18 e 12 SI e 3/4 dI 16. a f. e spendene 1/4 di f. e l'altro guadangna 1/5 f. e spende
Ora giungni insiemi 24 e 18 e 16 avarai 5~ i~ ~uale d~a 1/6; adomando in quanto tempo guadangnaranno 100 f.
partire er uno meno che non sono gli ommenl CIO~ che dia d'oro. Ecco la regola 1/3 1/4 1/5 1/6 si truova in 60, 1/4 di
partire per 2; parti 58 per 2 vienne 29 del quale traI 12 resta 60 si è 15, 1/3 si è 20, 1/6 si è 10, 1/5 si è 12. Trai 15 /
26v di 20 resta 5, abiamo che '1 primo avança in 60 dìe f. 5,
17 e 17 f. vale il cavallo. Ora trai 24 di 29 resta 5 e 5 n'avea
il primo e puoi trai 18 di 29 resta 11 e 11 n'avea il second~ 1/5 di 60 Isi è 12 e 1/6 di 10; trai 10 di 12 resta 2, abia-
ancho trai 16 di 29 resta 13 e 13 n'avea il 1/3. Pruovalaml, ma che il secondo avança 2 f. d'oro. Ora fa' 2 e 5 fa 7, ài
giungni insiemi 5 del primo e 11 del secondo e 13 del terço e che in 60 dìe avança 7 f. d'oro e io volglio avançare 100 f.
vedi che fano 29 f. e sta bene. . d'oro, fa' 60 via 100 fa 6000, parti in 7 vienne 857 e 1/7.
Ei sono 3 huomini che volglono cumperare uno cavallo Il Abiamo che avançarà 857 dìe e 1/7 di dìe 100 f. d'oro ed è
facta.
quale vale 100 f. d'oro, dice il primo al secon~o: . se tu me
dài il 1/2 dei tuo' d. io comparrò il cav~llo. ?lce Il seco?d?
al terco: se tu mi dài n 1/3 dei tuOI d. lO com parro Il Questa si è una bella regola chi volesse investire grano
cavalI;. Dice n terço al primo: se tu mi dài il 1/4 dei tuoi d. overo inn altra cosa che se rasomilgliasse a questo, verbi
gratia.
io comparrò n cavalo. Adomando quandi d. avìa catuno. Ecco
la regola, poni ei rocti insiemi in questo muodo cio~ 1/2 1/3 lo compro 40 st. de grano e costami 10 s. lio st. e
1/4, pilglia le figure che sono sopto le verghe In. ques~t~ comparo 20 st. de grano e costami 15 s. st. e comparo 15 st.
muodo cioè e di': 2 via 3 fa 6 e 4 via 6 fa 24. GIungnlvI de grano e costami 20 s. lo st. e cpmparo 25 st. de grano e
susa 1 arai 25 e 25 è il partitore. Ora trai 1 di 2 resta 1 e fa' costami 18 s. lo st.; ora mescolo tucto questo grano asiemi, io
1 via 3 fa 3 e 1 ch'è sopra 3 eccho 4 e di': 4 via 4 fa 16. Ora volglio sapere che vene la st. soptosopra. Ecco la regola, tu ài
fa' 16 via 100 fa 1600 il quale parti per 25 vienne 64 e 64 40 st. a 10 s. lo st. che sono 20 Ir. e à' 20 st. per s. 15 lo st.
n'avea n primo. Or simne trai 1 di 3 resta 2 e di': 2 via 4 f~ che sono 15 lr. e ài 15 st. a s. 20 lo st. e à' 25 st. a s. 18 lo
8. E 1 ch'è sopra a 4 ecco 9, multiprica 9 via 2 fa 18, pOI st. che sono 22 lr. e 10 s .. Racolgli insiemi tucti questi preççi
che sono Ir. 72 e s. 10 e racolgle insiemi tucto questo grano
GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 77
76

che sono 100 st., areca queste Ir. a s. che sono 1450 s., fa' bona moneta. Per quessto s~entende che volglia del 100 f.
per la regola de le 3 cose e di': se 100 st. me vale 1450 s., lO d'oro imperciò che ongni 40 s. di bona moneta valglio-
che me varrà l? Multiprica 1 via 1450 che fa 1450 e parti in no 1 f. d'oro, perciò quando altri te dicesse: io volglio
lO vienne 14 s. e d. lo st .. Pruovalami per questo muodo 6 lr. e 5 s'. del 100. Sempre dìa partire per 40 s. e quel-
cioè multiprica quello che vale lo st. cunl quante st. tu ài cioè lo :che ne VIene sono f. Ecco l'esempro, parti 6 lr. e 5 s.
14 via 100 s. fa 1400 e 6 via 100 d. fa in tucto Ir. 72 e s. lO per 40 s. vienne 3 e 1/8 e 3 f. e 1/8 viene il 100 ed è facta e
d. O ed è facta. così fa' sempre le sinli1glianti rasgioni che te fussero proposte.
Qu~~s:e 3 ~aterie io t'ò proposte più per asempro che per
Questo si è l'amaestramento de le lire e s. a f. e a 'ro e de sutIhta perClO che molti ànno creduto comparare loro mercan-
buona moneta. tie poco e àlle cumparate troppo. /
Egli è di costume dei mercatanti ei quali vendono e
comperano panni insieme in grosso ed elgli proponesse de 27r De qui a rietro avemo tractato de tucte macterie nelle
volere de la canna del suo panno 58 s. s'entende ch'elli ne qualli si contiene alte e sutili materie, ora per consolare la
vollia 2 f. d'oro de la canna imperciò che secondo il loro ~ente tractaremo de certe materie più per dare ai compangni
costume ongni 29 s. valgliono 1 L d'oro; de che s'eHi dicesse dIlecto che per utilità che crediamo trare d'esse e diremo in
che volesse de la canna del suo panno 48 s. e noi volessimo prima in questo muodo.
sapere che viene a moneta, ecco la regola. Sempre dèi partire Fammi questa rasgione, uno gentile homo dice a uno suo
per 29, la valuta che vale il f. a moneta; porgoti l'asempro e spendetore: te' quessti 24 d. e va e compera 24 ucelli cioè
dico così: el f. vale a moneta 72 s. e 6 d. ei quali tu dìa starne e quaile e tordi. E la starna vale 3 d. e la quaila vale 2
partire per 29 s. vienne 2 s. 1/2 per soldo e 2 s. e 1/2 di d. e dei tordi se ne dà 2 a denaio; adi mando quanti comparrà
moneta vale il s. a fiorini. Or sappi che valgiono 48 s. a L di d~ catuno. Ecco la regola, areca sempre a 1/2 la valuta perché
moneta, trovarai che valglono 1 f. d'oro e 47 s. e 6 d. la dIce 2 e denaio che viene l'uno 1/2 d. e se la minore valuta
canna del panno a moneta. Ed è facta e così fa' sempre le
fosse de 1/3 d. l'uno areca a 1/3. Ora reca a 1/2 perché 1/2
similglianti rasgioni che te fussero proposte a L. è la minore valuta cioè de 2 a d., vedi che vale l'uno 1/2
Ancora edè costume dei mercatanti li quali vendono e
denaio? E di': 2 d. l'uno vale 4 meçi. E di': 3 d. l'uno vale
comperano lane e altre merchantie in grosso, tengono questa
6/2. Ora reca a 1/2 ei d. che tu voli spendere che sono 48/2,
usança in fra loro cioè: io voglio del 100 de la mia lana lO lr.
cavane gl'ucelli che tu voli comparare restano 24. Ora gicta
a oro. Per questo se intende che eHi ne vollia lO L d'oro
1/2 di catuna parte, gicta 1/2 di 1/2 resta nulla, gicta 1/2 di
inperciò che ongni 20 s. a oro valgliono 1 f. Donqua chi te
4 resta 3 e gicta 1/2 di 6 resta 5. Ora trai tante volte 5 di 24
dicesse: io volglio del 100 de la mia lana lO lr. d'oro e 15 s.
che tu 'l possa partire in 3, che ne 'l cavi 3 volte e rimante 9
rècate a u' gecto nell'annimo che ne volglia lO L d'oro e 3/4
di f. del 100. Donqua dèi sempre partire per 20 la valuta e e questo 9 parti per 3 vienne 3. Ora di' che avara i 3 di quelli
quanto ne viene tanti sono f. e quando t'avançano s. quella di 3 d. l'uno perché cavassti 3 volte, ancora avarai 3 di 2 d.
l'uno e l'avanço avarai di 2 a d. che faranno 18. Giungni
parte che elli àno in 20 altretanto àno in uno L. Ed facta e
così fa' le similglianti rasgioni che te fussero proposste de insiemi ei d. e gli ucelli, avarai 24 d. e 24 ucelli ed è facta a
nostro proposito.
mercantia comparata a oro.
Ancora è de costume dei mercatanti di comparare e di E chi dicesse: te' 20 d. arecame 20 uceHi cioè di 3 d.
vendere coiame, lino e altre merchantie in questo muodo l'uno e di 2 d. l'uno e di 2 a d., truovarai per la medessima
cioè: io volglio del 100 de la mia mercanti a 20 lr. de regola che comparrà una starna di 3 d. e 5 quaile di 2 d.
TRACTATO DE L'ALGORISIMO 79
78 GINO ARRIGHI

l'una e 14 tordi di 2 a d.; giungni insiemi d. e ucelli avarai metadelle e per rasgione ne mise 4 in quello del 5 e l'avanco
20 d. e 20 ucelli ed è facta. rimise in quello de le 8. / ~
Elgli è uno homo ce manda a vendere 90 ova in questo 27v EIgli è uno homo il quale à con seco al passare del fiume
muodo cioè che ei dice a 3 su' figloli: portate quesste 90 ova uno fasscio de cauli e una capra et uno lupo e voI e passare
a vendere al mercato. A l'uno ne dà 50 e a l'altro ne dà 30 e quessto fiume per andare al mercato. VoI gli o sapere a che
a l'altro ne dà lO e fàlgline questo comandamento: faite che muodo passarà a uno a uno questo lupo e la capra e i cauli
voi vendiate quesste ova per quello preçço l'uno che l'altro e conciosiacosachè ei non lassa el lupo colla capra nè la capra
tanti d. m'ariechi l'uno quanto che l'altro. Adimando che coi caugli a ciò che non mangi i l'uno l'altro. Ecco la regola,
merchato farano de l'ova e quanti d. arecarano catuno. Per elgli passa in prima la capra e puoi il caulo e pilglia la capra
le regole antedecte tu se' informato di questo, perciò non te e rimenela arietro e lassala isstare e pilglia il lupo e portalo di
dìa bisongnare bailo a sì ligiere caso. ma num lasciarò perciò là dal caulo e puoi torna per la capra e passala. E vedi che gli
ch'io non te dichiari che mercato fecero de l'ova e quanti d. à passati salvi, sicchè il lupo non rimase colla capra nè la
recaro per uno. Ei dedero ciassceduno 7 ova a d., quelli da le capra coi cauli.
50 ne vendè 7 derrate e quelli da le 20 ne vendè 4 derrate e Ei sono 3 huomini ei quali menano al bangno 3 loro
donne, giongono a uno fiume il quale si passa per una
quelli da le IOne vendè 1 derrata, donqua vedi che quelli de
navicella nella quale non si può passare per volta più che 2
le 50 gli ne campò 1 e a quelli de 30 ne campò 2 e quelli da
persone e facciote sapere che ei decti huommini sono tanti
le lO ne campò 3. Or viene che l'ova rencarano e vendono
gillosi che non volgliono che quelle loro donne rimanga nel
quessto avanço 3 d. l'uno, donqua vedi che quelli da le 50 à
passare in niuno muodo che ei ne piglino gillosia, salvo ch'io
facto lO d. e quelli da le 30 à facto lO d. e queli da le lO à ti ricordo che l'una femmena po' bene essere coll'altra e la
facto lO d .. Donqua vedi che quello mercato à facto l'uno che molgle col marito ma non 2 femmine con uno homo nè 3 con
l'altro e tanti d. portarono l'uno quanto l'altro e vedi che 2 e così scorrendo. Adornando in che muodo passaranno che
risponde a nostra propositione. non guassti mio proposito e ricordoti che per loro conviene
Elgli è uno homo che à uno fiascho pieno de vino il quale che sia guidata la nave in qua e in là chè non c'è altro
tiene 8 metadelle a punto, or viene costui e trova uno suo nocchieri. Ecco la regola, ei passano in prima 2 donne e una
compacgno il quale à 2 fiasschi voiti e l'uno tiene 5 metadelle de loro torna per la tertia, anco torna una de loro al suo
e l'altro tiene 3 meta delle a punto; dice costui a quelli che à marito e scende in terra e 2 huomini tornano di là e le loro
'l vino: voime tu vendere 4 metadelle del tuo vino? Ed elgli donne e molgle e marito rimena la nave, puoi passano li 2
risponde de sì, sia in quanto e' vi sappia partire con quessti huomini e la femina rimena la nave. E vedi che sono passati
fiaschi. Adornando per che muodo partì quesste 8 metadelle 3 huomini, or passano 2 donne e tornano ai loro mariti e
de vino non avendo altra mesura che quessti fiasschi volendo l'altro homo torna per la sua donna e sono passati sença
che le 4 metadelle gli rimangono e l'altre 4 vendere. Ecco la niuna gillosia.
regola che elgli tenne, elgli impiecte il fiaccho de le 5 EIgli è una donna gravida che à volglia de le mele de uno
metadelle et quello de le 5 impiecte quello de le 3 e queste 3 giardino il quale è guardato da 3 guardie; or viene uno vago
rimise in quello de l'octo e quelle 2 che rimasero del 5 mise de la donna e va per quesste mele, la prima guardia dice: se
in quello del 3. Poi prese del fiasco de l'octo e impiectene tu vogli ch'io te lassci passare io volglio la meità de le tnele e
quello del 5 e de quello del 5 ne trasse una e remasero 4. Ed una più che tu arecarai. E così dice il secondo e il terço.
è partita e ongni altro avanço rimise in quello de 8 e 4 ne Adimando quante mele gli convenne còrre a punto volendo
tocca per uno. E sta bene e io te la provo che aviva 8 che gli ne rimanga 1 e non più. Trovarai che ne colse 22.
80 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 81

Queste sono certe regole a indovinare per muodo di per 30 gictò 3 e per 2 gictò 2, donqua vene che gictasse 4 e 3
gavaççe in questo muodo cioè. e 2 e cosÌ fa' tucte le similglianti rasgioni.
Fammi questa rasgione e di' cOSÌ: porti nell'annimo tuo in Vogliol'a te mosstrare per un'altra regola sença abactere
quanti s. tu voli e posstocelgli e falgli mectere per 1 denaio o nulla e di' cosÌ, pilglia il magiore punto e radopialo arai 8,
due o quactro o quanti volesse, poi gli fa' trare di parte e de multiprica per 5 arai 40, giungnivi suso il secondo dado arai
questi compera uno arancio e dei s. compera aranci a quella 43, multiprica per 10 arai 430, giongnivi suso il terço dado
medesima rasgione e, comperati, sapere quanti sono sença arai 432. E vedi che per 400 gictò 4 e per 30 gictò 3 e per 2
domandare di nulla. Porgoti l'asempro e di' cosÌ: elgli si pose dictò 2. Donqua vedi che gictò 4 e 3 e 2 e cosÌ fa' tucte le
in 3 s. e io gli feci mectere 3 d. per s., traI gli da parte, vedi similglianti rasgioni.
che sono 9 d. dei quali compera uno arancio e dei 3 s. Vogliol'a te mostrare per un altro muodo e di' cosÌ:
compera aranci a quella rasgione; truoverai che sono in tucto pilglia il dado del magiore punto cioè 4. E di' cosÌ: 4 e 4 fa
5. Se voli sapere sença dimandare quanti aranci à in tucto 8, giongnivi suso 5 avarai 13, multiprica per 5 arai 65, ponvi
fa' sempre mai questa apositione ch'elgli si ponesse in uno s. suso il secondo dado cioè 3 arai 68, giongnivi su so 5 avarai
e nun più, mise 3 d. per uno s. e comparonne uno arancio e 73, multiprica per 10 arai 730, giongnivi il 1/3 dado cioè 2
di quello s. ne comparò 4, fanno 5 e 5 fu la nostra preposi- arai 732; per la quale regola ne dÌa abactere senpre mai 300
tione. Ed è facta e cosÌ fa' sempre le similglianti. e abactuto 300 vedi che ti ririmane 432; donqua vedi aperta-
Ei sono più huomini tra i quali è uno di loro che à uno mente che ti risponde secondo la regola antedecta che per 400
anello nel deto di meçço nella mano mancha e àllo nel primo gictassti 4 e per 30 gictasti 3 e per 2 gictassti 2, donqua
nodo; se voli sapere per rasgione chi l'à, ecco la regola. Fa' gictassti 4 e 3 e 2 ed è facta e cosÌ fa' senpre le similglianti
stare quessti huomini a cierchio e di' a uno di loro: fa' rasgioni le quali ti fosere proposte nei similianti casi.
questa rasgione, quante persone à da te a quelli che à l'anello Questa è una regola a indovinare in questo muodo cioè di'
da mano ricta? Poniamo che sia 6 e di': radopiali. Fa' 12, al compangno: poni in quanti soldi tu voli. Ed elgli dice:
multiprica per 5 arai 60, ponvi su le deta cioè dal deto posto me so'. Poi gli fa' mectere 4 s. sopra quelli che elgli si
grossosso de la mano ricta seguende al deto di meço de la pose, poi di': radoppia ongni cosa e puoi parti per meçço e
mano mancha, che sono 8 deta, avarai 68. Multiprica per 10 puoi ne fa' trare il suo capitale e quello che rimane per tua
arai 680, ponvi suso ei nodi cioè 1 avarai 681. Poi dimanda propositione se pose.
quelli che à facto la rasgione: quanto e' ài? EIgli te dirà che Queste sono ei pesi de le monete e de le mercantie ei loro
abia 681 e tu gli rispondi: elgli l'à il 1/6 homo. Perché sono vocaboli e la quantità che contiene il peso e la misura dei
600, àllo ne 1'1/8 deto perché sono 80, àllo nel primo nodo panni lini e lana secondo il costume toschano.
perché avia uno. Vedi che fano in tucto 681 e a questo L'oro contiene il più 24 carati in sè e 24 carati sono uno
muodo puoi fare tucte le similglianti rasgioni, se fossero 1000 bisante. La libra contiene in sè 12 oncie, l'oncia 24 denari
huomini truovarai dove è l'anello per questa regola. / peso. El denaio peso è [spazio in bianco] grane, octo once
28r Questa è la regola a indevinare che ponti l'uomo gictasse sono uno marcho. Vinti grane sono 1 tari e 4 grane sono una
in 3 dadi e di' cosÌ, poniamo che avesse gictato 4 e 3 e 2 charuba.
pilglia il magiore numero cioè 4 e radopialo fa 8, ponvi su so El denaio sono 6 charube e la charuba è 24 grane, uno
5 arai 13, multiprica per 5 fa 65, mectivi su so il secondo chintare pisano è 158 libre.
dado arai 68, giongnivi suso 10 avara i 78, multiprica per 10 El chintare si è 100 ruotoli, una incharicha d'Alexandra
arai 780, giongnivi su so 2 arai 782 del quale numero abacti pesa 2200 libre. Uno chantare pesa 100 lb. e 22 chantari sono
senpre mai 350 resta 432; donqua vedi che per 400 gictò 4 e 1 incharichi e 7 cariati sono 1 incharcha.
82 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO
83

Uno pondo SI e 2000 libre e 2 cantari.


8 ramini soni 1 milgliorese e 10 milglioresi valgliono uno APPENDICE
bisante. La canpna contiene in sè 4 braccia, el braccio contie- su
ne in sè 4/4 e 8/8. El braccio a passecto è 1 braccio et 1/3 a L'arte de la geumetria
canpna. /
Nello stesso codice, dopo una pratica di mercatura che
38v [D'altra mano]
segue l'AIgorisimo ai ff. 29r-38r e la cui importanza è accen-
Se 3 via 3 fa 11, che farà 4 via 4? Ecco la regola, tuata dall'età sua, troviamo un trattato di geometria anch'esso
multiprica che fa 3 via 3, fa 9 e questo 9 è il partitore; poi opera del Danti e del quale darò qui un ampio cenno con
di': se 9 mi vale 11 che mi varrà 16? Multiprica 11 via 16 alquanti riferimenti.
che fa 176 e parti in 9 vienne 19 e 5/9 e 19 e 5/9 farà 4 via
Qui di sopto aparirà per scripto il moudo e i capitogli de le regole
4. E chosì fa' le similglianti. de l'arte de la geumetria in omni muodo che concade a volere mesu-
Se ti fo detto una rasgione in questo muodo, a volerla fare rare terre, bocti, mura, concio di pietre, legname, altitudine e latitu-
per regola subito è dire cosÌ. Uno tolgle a pisgione una chasa dine, profondità per ordine e per regola de spera in prima.
e chostali il primo dì uno denaio, il secondo sì 2 d., il terço La regola dei vocaboli dei tagli ed ongni altra cosa che
dì 3 d., il quarto dì 4 d. e oosì scorrendo fino in uno mese potesse concorrere C. 1
cioè 30 dì sempre crescendo ongni dì uno d .. Volendo sapere La regola de mesurare ei tondi per tucte maniere C. 2
La regola de fare del quadro cubico palla ritonda C. 3
quello che ,montano questi 30 d. e truove che l'ultimo dì gli Le regole degli sciemi tondi e de le loro diferentie
costi 30 d., fa' cosÌ. PigIa la meità di 30 ch'è 15, multiprica C. 4
. Le. regol~ di mectere dentro e di fuori ai tondi cioè qua-
contra il detto 30 che sono 450, sempre vi giogni su so questa dn, tnanguh, altre misure C. 5
meità che tu pigli che a 30 sono 15, arai 465 e sono d. perché Le regole dei quadri e bislonghi per ogni muodo che pò
concorrere C. 6
d. proponesti da prima e cotanto gli costa in 30 dì. Et sic de
Le regole dei trianguli, scudi, paratelle e altre forme con-
singulis. corse C. 7
Le regole dei 'difitij cioè torri, case, arche, bocti e ogni
altra forma che concorresse C. 8
Le regole dei modelli sestati colli me su rare ogni capacità C. 9
Le regole de quantità de misure del vivo e de le terre de
parte di Toscana C. 10
Le regole degli sciemi quadrati C. 11
Le regole degli sciemi quadrati per muodo di propositone C. 12
Le regole degli sciemi tracto di tucto quadrata C. 13
Le regole de fare la corda de me su rare bocti C. 14
El libro del Tractato del quadrante il quale contiene in
sè l~ regola e il muodo di mesurare ogni cosa nella quale si
contIene mesure con uno bello ordine C. 15
~e regole de ~e taule del bisexto nella quale si può sem-
pre In che luogo e il Sole C. 16

In ordine a questo somario io devo avevrtire che in


questo studio intendo escludere dalla considerazione gli ultimi
due capitoli; con che passo all'inizio dell'opera.
84 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO
85
39r Questo è il tractato de l'arte de la geumetria tracta e volgariççata e non r~cte,. archo, cor~e ~ saette, punti e diametri, di ctrianghi iso-
secondo le mesure dei filosophi dove tractano de le diferentie de la pleuro.' IsochI.le: apt~gomo, Impontemusa, e pitrene (7) istante, rombo e
Terra e dei circuli de le pianete e dei sengni del cielo; adactando le ~raper~o, eqUl~Istant.1 e paratelle. E questi sono ei talgli de la terra e
decte mesure a l'utile e al bisongno del mondo, descrivaremo parti- l nomI loro el qualI p~r lo brità scrivaremo ordinatamente in questo
tamente tucte le diferentie de le mesure e l'ordine de l' amaiesstra- folglo come s~no f~ctI e .seguente il Iibro scrivaremo la regola e 'l
mente de mensurarle per quel muodo che melglio se pò secondo la mu.odo de mlsurarlI partltamente ciascuno per sè per esempro de
nosstra propositione tracta de la guemetria de Magrobono e compilato scn~tura e per forme di figure figurate per quel muodo e per quelo
per lo infrascricto Giovanni. ordIne che melglio si può fare.
Anc~o tractaremo de la forma dei circoli del cielo e come stanno
Geumetria si è de le secte arti l'una e à per conpangnia l'arte de p~r ordIne .e come è possibile che ei filosophi mesurassero la loro
l'arismetrica, le quali arti sono più de necesstà al mondo che niuma clrconferentIa e quanto è da l'uno cerchio e l'altro per arte de mesura
de l'altre per ciò che la pratica del mondo non si può fare senza d~ ,arco?endolo, di quadrante e seguente la materia trovare te figurato
rasgione e mesura e tucte l'alte e le somme scientie non possono avere cIOe. pnmamente la circonferentia de la Terra, seguente la circonfe-
prefectione sença quesste; ma queste àno perfectione sença l'altre e rentla de. l'ac~ua: terço il cierchio de l'aire, quarto il cierchio del
per cioè sono libere e per gli philosophi sono molte magnificate per fuo~o, q~I~tO .Il cI~rchio de la Luna, sexto è il cierchio de Mercurio,
ciò che elle sono lo strumento de l'astrolosgia e de la philosophia ~e~tImo e Il clerchIO de ':'enus, octavo è il cierchio del Sole il quale
secondo il nostro autore il quale à nome Magrobono Arabo e, a ciò ~ ~n ~eçç~ d~ le ~ette planete, nono è il cierchio di Marte, decimo
che posiamo pervenire a perfectione del nostro tractato, diremo a ~ ~l c~erch~o dI luplter, undecimo è il cierchio de Saturno, duodecimo
l'onore de l'onipotente Dio e de la sua santissima madre vergine Ma- e. Il clerchIO dove sono ei dodici sengni, terçodecimo è il cierchio del
ria e de tucta la corte celesta e coll'aiuto del nostro predecessore e c~elo puro: qu~rt?de~imo è 'I cerchio del cielo cristallino, quintode-
a onore de tucti ei maestri e scolari di questa scientia e de qualunche CImo e ultImo e Il clerchio del cielo imperio.
altra bona persona che leggesse questo nostro tractato pregino Idio
per me peccatore. 39v Questi sono ei vocaboli dei talgli dei quali tractaremo di misurare
Magrobono fa de la sua geumetria quaranta capitoli e ciascuno secondo la geumetria.
per sè interpone autorità philosophica ei quali philosophi scrivaremo I~ prima punto è quella parte la quale è nulla.
ei nomi loro ordinatamente in prima. LInea è lungeçça sença ampieçça e li suoi termini sono 2 punti.
Nicomacia, Aristotile, Homero, Richimadesse, Euclide, Hermete, La recta linea è quella ch'è distesa.
Tolomeo, Socrates, Braco, Platone, Giovanale, alia Bectagel, Salustio, . Superficie è quella lungheçça e ampiçça e li suoi termini sono
Seneca, Hormes, Beltramo, Bario, Arsidia, Persio, Sedechia, Plato, lInee, superfice piana è quella la quale tucte le linee sono recte
Alexandro, Sidrali, Galieno, Pictagora, Salamone, Terentio, Sancto Angulo è acostamento di 2 linee non derictamente e, qu'ando
Sissto, Boetio, Cassiodoro, Giufredo, TuIio, Gammanone, Agustino, recte concorranno, angulo sarà chiamato angulo rectalinea.
Agustino, Tonchile, Paulo F., Nerotroche, Anbruosio S., Angniolo di .Ma quando !~ r~cta. l~ne~ sente sopra la recta linea, fa quelli an-
Nigro, Eucorio, Echissmate. gulI esere ugualI InSIemI e clascheuno di quelli anguli recto a la linea
soprastante s'apella ,catecto e quella a la quale soprastà d'apella basa.
Non mi pongo la questione, tutt'altro che semplice, di Angulo optuso e quello ch'è magiore del derictoangulo acuto è
quello ch'è minore. '
riconoscere ognuno di questi « philosophi »; ma osservo che il Figura è quella che si contiene sopto alcuno overo alcuni termini.
primo è il matematico greco Nicomaco da Gerasa, che il Cerchio è figura piena e contenta sopto una linea e chiamsi cir-
« Paulo» potrebbe riconoscersi nel Paolo dell' Abaco e ag- conferentia.
giungo poi che 1'« Angniolo di Nigro » porta un cognome che, . Cientro ~i cierchio si è punto dal quale tucte le linie menate a la
clrconferentIa sono uguali.
com'è noto e pure col mio contributo, fu anche d'altri perso-
Diamitro è alcuna linea menata per lo cierchio e terminata in cia-
naggi dediti alle scienze. scuna parte de la circonferentia, la quale linea devide il cierchio in
2 parti uguali.
Ei decti capito ciascheuno per sè à molte diferentie e molti mem- Meççocerchio è figura terminata dal diamitro e da quella circon-
bri sì come de figure de' circuIi e de figure trilatore e moltilatere, ferentia.
triangoli e moltangoli, quadri e bisslongi, base e catecti, linie recte Poçione di cierchio è figura terminata d'alcuna recta linea e da la
GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 87
86
circonferentia, overo minore overo magio re di m~ççocierchi~. 43r sciemi di bocti e ogni altro/sciemo il quale possa concorrere sÌ come
Sectione di cierchio è figura terminata .da la cIrc~nferentIa e da 2 trovaremo per esempIo figura e per regola de scrictura.
linee usscenti dal centro di cerchio a la cIrconferentIa. 44v Or averno tractato de le regole dei tondi sciemi e tractaremo se-
Figure trilateri sono quelle che si contengono soct.o 3 latore, qua- guente la materia de mectere nei tondo quadri e trianguli e altre for-
drelateri sono quelli che si contengono socto a 4 latI. me .como vedete figurato seguente la materia.
Le multilatore sono quelle che si co?teng~no. socto . molti lati. 47r De qui arietro averno tractato de la natura de le regole dei tondi
Le figure trilitate sono chiamate tnangolI, II qualI letrore sono e de le loro divisioni e seguente la materia tractaremo de levature e
ei medesimi triangoli. de le divisioni dei quadri, collo nome de Dio in prima.
Li quadrangoli sono quelli di 4 lati. 50r De qui arietro averno tractato de la natura e de le divisioni che
Li petrangoli sono quelli di 5 lati. si contiene nei quadri e bisslonghi e seguente la materia tractaremo
Isangugli sono quelli di lO lat~.. . de la natura e de le divisioni dei trianguli, scudi e paratelle ed altri
Dict'ongni sono quelli di moltI latI multa?go.lI~ talgli cuntrafacti come seguenta trovarete figura in prima.
Di triangoli sono di 4 generi cioè ertogm] CIOe recto~~gu~o. . . 55r De qui arietro averno tractato de la natura e de le divisioni dei
Isoplerio, equilataro, isochiles, equitrorio, iscalenone CIOe dI dIversI trianguli, scudi hortogonij e altre forme come inn essa materia si
latore. . contiene e seguente tractaremo de l'ordine e de le mesure dei 'difitij,
Optogonio è quello da uno angulo recto dal magiore lato, mpo- co' lo nome di Dio in prima.
temusa. l' r
Equilatero è quello che à tuct~ 3 ei ~tI ugua 1. NeIl'Algorisimo trovammo calcoli relativi alle botti, ora
Equicruno è quello che à 2 lat.l ~gua~1. . . riferisco l'ultimo esercizio della Geumetria attinente al mede-
Diversilatore è quel che à tuctl el latI dlsgual~.
simo oggetto.
Li quadrangoli sono de 5 generi cioè quadratI,
Lotorimiches cioè diverselatere. 57v Questa si è la regola di mesurare la bocte secondo il modello ar-
Rombos cioè rombos, traperio, quadrato si è quello che à uguali
tino, multiprica per 12 e provato per 11. Ecco la regola che tu mi-
ei lati ei diricti anguli. . suri il fondo dinanci e sappi quanto è, poi misura quello dirietro e,
Diversilatere è quello che à gli lati disguah. . se fosse più o meno che quello dinançi, sÌ l'acomuna insiemi e parti
Rombos è quello che à li lati uguali e '1 grangolI non diricti,
per 1/2, poi mesura l'alteçça del meçço de la bocte e acomunula colla
rombos è quello che à gli lati e angoli contr~r!j. . . mesura che ài dei fondi e, acomunata, la parti per 1/2 e sappi quante
Traperia sono quelle che ànno 2 lati eqUIdIstantI e glI altre 2 non
taule, br. e metadelle tu ài; e multiprica per se medesimo e fa' casella,
linee equidistanti overo paratelle. poi pilglia questo multipricato e tranne 2 figure cioè l'unità e le di-
E ài tucti ei vocaboli dei talgli; laudato Dio. cine e l'avanço mecte de queste figure in casella, poi mesura la lon-
gheçça de la bocte e multiprica col decto numero e, multipricato,
Talvolta, a separar gli argomenti svolti, si trovano delle sappi che la prima figura si fa aptimi e la seconda fa punti, la terça
intitolazioni; riferisco qui di seguito quelle poche esistenti. fa oncie, la quarta fa br., la quinta fa toele, puoi fa dicine e centonaia
di taule e cosÌ scorrendo. E la taola si è 12 br. e 'l br. si è 12 oncie
Qui di socto aparirà per scricto e seguentemente figurato tucto .il e l'oncia si è 12 ponti e 'l ponto si è 12 actimi e le 12 taule fano
40r 1 barile. Ed è facta se la comprendi bene.
tractato de la geumetria di Magrobono partitamente ciascuna matena
per sè cioè di tucti ei vocaboli antedecti e 'pr~cipal~mente tractaremo
de le regole dei tondi cioè collo nome de DIO m pn~a. . Qui di seguito si trovano norme per misure usate in varie
41v
Questo è l'amaestramento de fare del quadro CU~ICO palla ntond~ località, ciascuna è preceduta dalla relativa « taula de mesura-
e di mectere ei trianguli e palle nel tondo per ongm muodo che altrI re» rappresentata da un rettangolo molto allungato avente
volesse. . d Id' una bisettrice parallela al lato maggiore; prima di riportare i
Per fino a qui averno tractato de le defe:e?tle e. e ~esure et
42v
tondi per tucti quelli muodi e con quelli ordmI. che SI contIene nelle
testi delle norme, avverto che all'interno della seconda, e di
regole di mesurare ei decti tondi secondo l'amaIe~tramento antedecto altra mano, si trova la scritta: «Sapia che 16 volte cotanto
dei nostri autori secondo la geumetria, ap.resso ~l q~ello tractaremo fulono xpo la quale fu arecata de Gosstantinopo inn una +
de le diferentie degli sciemi tondi per h quah potIamo conoscere Domino sicondo Agustino sancto».
88 GINO ARRIGHI
TRACTATO DE L'ALGORISIMO
89
58r Questa si è una mesura de mesurare bocti ad Areçço come qui di
~o 1. soma e vole esare questa taule partita per 10 bracci .
sopra figurato, la quale misura sì s'usa e' Ila decta cità e volse mul- Il cUIccholo in Perosgia, ed è facta. a e Clamase
tipricare la possessione de la bocte per sè e quello multipricato si vole
multipricare 11 e partire per 14 e quello partito per 14 ciò che ne OQu~.sta taula qui d.i sopra è una taula ch'è bona a taulare le bocti
viene si vole porre contra la lungheçça multipricata e ciò che ne vie- ;er ~~ I~r e eP~: t~ct~ Il. suo cdontad~ la ~uale taula vole essare partita
ne si è il tenuto de la bocte. E ogni taula si è 1 metadella e ogni .'. au a nspon e 2 pltech a punto e le 12 t le
1 barIle e 1 24 ?itecti sono 1 bar~le el cuiccho inn Ogobbio e~u è f:~~~
100 taole si è 2 barli e 1/4 cioè 4 meta delle e a omni resto di
E tu volessI mesurare una pIlla o uno canale d' .
taule si vole giognere 4 metadelle al barile e questa taola vole essare
partita per 10 cioè farne de la decta taula 10 parti, ed è facta.
quanto tene cioè barili e metadelle fa' così P' r 1. vmo er sapere
fiorentino cioè il ciucholo ch'e' .' d . .Ig la 1 rego 1 al modo
t
qUI e sopra fIgurato ch" e (t'
Questa qui di sopra si è una taola a mesurare a modo artino la
quale non bisongnia di durarce tanta tatiga e non bisongnia de pilglia- t1~ ~~~lel' mm~sura quante br. qua~re de le sopra dette br. è q~~;l~ °c~~
Isurare non essendo Il v t d .
re se none le mesure e avere bene la possessione de la bocte e, quando 5 metadelle fiorentine o vuoli ogni ~~O ~~ ~ ~ 0~~mll1000 br. sono
tu ài la possesione de la bocte, multiprica per se medesimo la poses- a quadro per ogni verso. . e a e a, recato bene
59r
sione e quello multipricato poni contro la lungheçça e multiprica un'al-
tra volta e ciò ch'è meno è il tenuto de la bocte. E le 100 taole sono
2 barili e 1/4 cioè 4 metadelli e ciò che venisse fore de le 100 taole
e ~~r:~~~:: s~i /!~r:~:a:e~l!e b~c~~:~ ~:~~: i~ ed
il
e colla .
c !2 ài 1 ba:ile
SI e a muo d o artmo
. cfanr~a se mesura Il loro terreno e il loro panoro si è 12 b
giungni a ogni barile 4 metadelle e ongni taula si è una meta della a Cla per aCCIa e 12 . f rac-
punto e vole essare la toula partita per 10 parti, e foti sapere che lo staiore 1728 brac~i:n~~ad:~~o uno staiore a corda e sono in tutto
ongni taola si è 10 br. e ogni br. si è lO oncia e ongni oncia si è lO La misura de l b r d' S'
per 5 e . e oc 1 1 lena e del suo contado si vole partire
è 16 met~~~:lec:valere4det l~ 30 l'uno e avarai staia, e il loro staio si
punti e ongni punto si è 10 actimi e sappi che br. contro tauda si fa
br. e br. contra br. si fa oncia e oncia contra br. si fa ponto e oncia s ala sono 1 soma e l . d l
contra oncia si fa actemo e oncia contra taula si fa oncia, ed è facta. ro si sono le 100 taule 1 staiore e l l a mls~r,a e a terra 10-
canna e il br ' I . . a oro taula SI e longha 6 br. a
Questa taula qui di sopra si è una taula da me su rare bocti ad L . . e .ongo 45 fon e Il loro miglio si è longho 3000 br
Areçço e vole essare partita per 10 br. e ogni taula risponde 2 peticti a mIsura dI Perosgia del vino . .
e 2/5 e le lO aule fanno uno barile e 'l 6 barili sono 1 congnio ed è ~ira t~o~~ sfoOmlgaliectle quanto t~ ài bari~:, ~a~;elo~~r bla~i~e :~a~a~ob;~~~ct~
questa taula molto liale e bona e provata, ed è facta. e a crossa SI è 3 barT '1 l .
in lO si è 12 fori e 1/3 d' t . l 1 hl .e 1 oro clccolo, che si parte
Questa qui di sopra si è una taula di mesurare bocti al Borgho , e nos n arg 1
Sancto Sepolcro la quale taula voI e essare partita per 10 e chiamasi E la misura de le terre loro si è la l~ro mina 150 taule e le 4 m'
10 br. la taula e ongni br. si à 10 once e ongni oncia si à lO punti ne sono 1 corba e la lo t I ., ., . I-
dei nostri ei loro br ro, au arsI e .15 .plel. e il loro piè si è 28 fori
e ongni punto à 10 actimi e ongni taula si è 2 meççoquarti e 2/3 di mio a canna si ' l . apa[ssect? .spa~lO In bzancoJ fori e il loro brac-
meççoquarto e le lO taule sono a punto 1 barile, e questa taula che . e ongo spazlO In bzancoJ fori.
La mIsura d'Arecco d I ' .,
tu vedi qui disengnata è a punto quanto voI essere longha per ponere Montepulciano e il ~ > e :mo. s: e che ongni 9 metadelle sono 5 di
in su li staggioli overo che tu la volesse fare di ferro e abia a mente barI'le I . dloro barde SI e 48 metadelle e partisi per lO e à
de partire per lO br. perciò che br. contra taula fa br. e oncia con- e a mIsura e la ter ., h '1 .
taule e lo st . . r? SI e c e 1 loro stalOre a staio si è 40
tra br. fa punto e br. contra br. fa oncia e oncia contra oncia fa acti- VUOli' 27 pu at~ore. a t.aula SI e 16 taule e la taula è longha 18 pièi e
mo e oncia contra taula fa oncia ed è provata, e bene sta. n 1 mmutI e 1/4 di t '1 I .
51 foro e 3/4 d' f '1 .pun o e loro braCCIO a passecto si è
Questa qui di sopra è una taula a mesure bocti a muodo castel- . 1 oro e 1 braccIO a canna si è 44 fori e 2/3 di foro
L a mIsura de le bocti di M t l' .. .
lano ed è lungha a punto quanto vole essere e puoila ponere secura- ·
1/6 st alO e 1 oro sta'o ., 16 on epu CIano SI tIene lo cingolo quadro
'1 1
mente e' ne li staggioli o voli di lengno o voli di ferro per mesurare e a, l' sta'lO e l a Ioro soma l SI e
. '3
metadelle che ti conviene partire in 6
. /
le bocti e la decta taula responde 2 peticti e 2/5 de peticto e le 10 si tiene'l' l SI e stala e 1 2 e per la misura del grano
taule sono a punto 1 barile e vole essare partita questa taula a modo ch l. cmgo o quadro 3/16 di staio e la misura de la terra si è
g
che quella di sopra cioè per lO br. ed è provata per più maestri de · ef on m'1 100 taule sono uno staio e la taula è lunga 295 fori e 2/5
d loro e piè d l l'
mesure. t '1 e comuno oro e longho 26 fori e 1/2 e il br a pas-
58v Questa taula qui di sopra è una taula da mesurare le bocti a Pe- sec o e ~ngho 69 fori e il braccio a canna è longho 45 fori largO hi
La mIsura d'Orvi t d I ' ., . .
rusia e per tucto il suo contado e faccio te sapere che questa taula 't' / . e o e vmo SI e che loro cmgolo quadro tiene 2
pi . ech ed 1 2 e II loro b an'1 e SI. ,e 27 pltectI ' . e la soma è 2 barili la
responde 2 pitecti interi e sono le lO taule 1/2 barile e i 3 barili so- mISura e la terra e' h c e Ie 212 taule e 1/2 sono l quartengo e i 4 quar- '
90 GINO ARRIGHI TRACTATO DE L'ALGORISIMO 91

tenghi sono 1 rasiere e la tau]a loro è 10 pièi e '1 piè si è longho 27


fori et 1/2 e la misura del loro grano si tiene 2/23 lo cingolo quadro che
si vole partire per 2/23 e a quartengi e il br. a passecto è longho
[spazio in bianco] fori e il br. a canna è longo [spazio in bianco] fori.
La misura de le bocti di Chianciano si è al muodo de la sanese.
La misura de la Badia a Sancto Salvadore si è che la loro si tiene
59 pitecti montepulcianese ed el loro pitecto sono ei 40 una soma co-
mune.
La misura di Pianocastangniaio del vino si sono ei loro 2 pitecti
3 a Montepulciano e il loro barile è 20 pitecti cioè 30 montipulcianesi./

A conclusione del trattato, seguono cinque tavole delle


quali riporto qui le intitolazioni loro.

49v Questo è uno sciemo di bocti posto per ordine a 2 a 2 colonne e


prima pilglia 7/24 e così pilglia seguente.
60r Questo è uno sciemo facto in questa forma e cona taula piccola
la quale è qui figurata ed è longa lO br. e quando tu ài trovato lo scie-
mo si vole multipricare contra la lungheçça e ricordo ti che questo scie-
mo principalemente lo puoi usare ad Areçco secondo la taula piccola
qui figurata il quale dèi multipricare il diametro per se medesimo il
quale multipricato multiprica per Il e parti per 14. Pongoti l'asenpro
qui da pè per ordine figurato.
60v E qui segue eidem.
61r Questo è uno sciemo pontalle e liale secondo la regola vera di geu-
metri a e ffasse in questo muodo cioè che tu faccia una apositione fer-
ma la quale sia 60 e ongni sciemo che ti cuncorre multiprica contra
il decto 60 e questo multipricato si parti per lo diamitro acomunato
de la bocte e quello che ne viene truova quel decto numero in questa
taula figurata qui di sopto e quello che ne viene tanto è lo sciemo.
Pongoti l'assenpro che partito il nostro multipricato per lo diamitro de
la bocte e poniamo che ne venga 18 volte, mira a la taula e truovarai
ch'è il quarto del tenuto de la bocte e se avesse 26 e' sarano 5/12 del
tenuto e se avesse Il sarà 1/8 del tenuto e se avesse 24 sarano 10/27
del tenuto e così scorrendo che multiprica lo sciemo per 60 il quale par-
tito per lo diamitro acomunato ne viene quello che dice la regola.
61v Questa si è la regola de la mesura de la corda de Montepulciano
facta a 5 staia per nodo colla quale la puoi fare e arecare a la mesura
d'ongni terra che ti concadesse per regole antedecte. In prima 5 staia
sono 38 punti e 1/2 larghi secondo la regola nostra.

Così, come già ho avvertito, termina la trattazione della


geometria; ma intendo concludere con l'immagine del Croci-
fisso che a questo punto s'incontra nel codice nostro (f. 62r).