Sei sulla pagina 1di 172

CENTRO DI STUDI MURATORIANI BIBLIOTECA DELL'EDIZIONE NAZIONALE

MODENA DEL CARTEGGIO DI L. A. MURATORI

BIBLIOTECA DELL'EDIZIONE NAZIONALE


DEL CARTEGGIO DI L. A. MURATORI L. A. MURATO", P. G:Rnr G. CR"" ALT)'
E

I
ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE
DI STUDI MURATORIANI VOCABOLI I
Modena, '1972
DEL NOSTF~O DIALET1JO
I MOI)ANESE i

L. A. MURATORI
E LA CULTURA CONTEMPORANEA con appendici reggiana e ottocentesche mode esi

a cura di
II
FABIO MARRI
L. A. MURATORI STORIOGRAFO l1AURO CALZOLARI GIUSEPPE TRENTI

III
LA FORTUNA DI L. A. MURATORI

IV
A. DUPRONT
L. A. MURATORI
ET LA SOCIT EUROPENNE DES PR-LUMIRES

V
ACCADEMIE E CULTURA
LBO S.OLSGHKI
FIRENZE.
ASPETTI STORICI TRA SEI E SETTECENTO
1984
I
I
II
I
I
II Alla memoria di Fiore!. zo Forti

I !lJuratoris a insigne

I
li

Volume pubblicato con il contributo del Consiglio Nazionale delle


Ricerche, del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero della Pubblica
Istruzione

ISBN .8822232933
I
I
I
I
INTRODUZIONE

1. Fonti manoscritte e a stampa della presente edizione.

I due codici dai quali deriva gran parte di .questo repertorio


lessico grafico settecentesco sono:
Modena, Biblioteca Estense, Campori 1462 c= y.K. l. 15, modernamente
. intitolato Voci del dialetto modenese .. Ms. originale del M.se
Gian Gioseffo Orsi e del Preposto Lodovico Antonio Mura-
tori .
Ivi, Archivio lV/uratoriano, Filza 44, fascicolo 22, la cui sovraco-
perta reca il titolo Dizionario del dialetto Modenese di
j autore incerto, forse dell'Ab. Gherardi (vedi Tirab. Bib.
I Mod.) .
Meno di venti voci sono state reperite all'Archivio di Stato di
Modena, Archivio segreto Estense, Cancelleria ducale, Archivio
per materie, Letterati, Busta 46/2, f. 21,<1) Gli appunti quivi conte-
nuti servirono al Muratori per la XXXIil dissertazione delle Anti-
quitates Italicae Mcdii Aevi (tomo il, Milano, SocietPalatina, 1739;
in riduzione-traduzione italiana, Milano [ma Venezia], Pasquali;
1l751, tomo II), dalla quale abbiamo estratto tutte le voci dichiarate
"come nostre o modenesi: presenti in numero sorprendente-
mente elevato, e incrementato ancora con lo spoglio delle altre
dissertazioni (soprattutto XXV e XXXil).
Non pretendiamo di avere esaurito la raccolta di tutti i dialet-
tismi modenesi settecenteschi: altre scoperte verrebbero dalla sche-
datura delle carte del Muratori stesso (specie dall:epistolario-per
l'uso diretto del Nostro - e da altre dissertazioni delle Antiquitates
per le ricostruzioni etimologiche), (2) altre dagli scrittori dialettali

(1) Una descrizione meno succinta la diamo qui sotto al 3.


(2)'Qilalche esempio dall'epistolario (limitato all'area dialettale compresa tra Mo-
dena e" Ferrara, e ricavato dalla sola corrispondenza tra il Muratori e alcuni amici ferra-
Introduzione
Introduzione

, riflessi' non entrati negli incompiuti Testi antichi modenesi del Si tratta dunque dei due codici di cui principalmente ci serviamo
PuIl, (3) altre voci infine (di dialetto non' riflesso ') sarebbero ri- noi (l'indicazione{(fLutDgrafoteca Campori errata: il y.K.1.15
cavabili, oltre che da cronache, diari, zibaldoni ecc., da prose non fa parte della raccolta i l Campori, mentre .1' ~ut~grafoteca ), 'pur~
letterarie, in gran numero co snervate all'Archivio di Stato mode- essa oO'O'i all'Estense, comprende, come d1Ce 11 tltolo, solo c1meh
'nese e non solo Il.
autoO'r~fi ordinati alfabeticamente secondo il nome di chi li ha re-
Ci importava invece dar conto di tutta l'operosit esplicata sul datti!6) ; senza segnature particolari); e per essi il Bertoni si fid
dialetto dal Muratori e da quanti gli furono vicini, collaborando delle attribuzioni (una delle quali, come si appena visto, forte-
con lui o - come presumiamo per il Crispi - cedendogli i frutti mente dubitativa) formulate dai bibliotecari suoi contemporanei.
delle proprie ricerche. Questo valga da giustiEcazione anche per il A dire il vero, un po' pi articolato era stato Luigi Lodi, nel
titolo scelto: anepigrafi essendo i due manoscritti principa1i(o for~ Catalogo dei codici e degli autografi posseduti dal m. G. Campori (voI. I,
niti di intitolazioni non anteriori al sec. XIX, e per giunta grave- Modena, Toschi 1875, p. 504), scrivendo che il nostro codice 1462
mente erronee quanto ai nomi degli autori), ci {; parso non falsi- consta di 75 pp. scritte in formato diverso, delle quali 21 di mano
ficante il ricorso al titolo della raccoltina oggi alI'Archivio di Stato, dell'Orsi e 54 del Muratori . Siccome Bertoru non d indicazioni
di mano (come vedremo) del Gherardi, ed evidentemente commis- in contrario, dobbiamo pensare che attinga alle sole 54 pagine mu-
sionata dal Muratori che da essa (e altre consimili, non di perti- ratoriane ; a quale numerazione moderna esse corrispondano sa-
nenza dialettologica) parti per la sua monumentale ricostruzione rebbe pi arduo dire, visto che le carte del codicetto so~o 93 ~85
della lingua medievale.
ricoperte da scrittura) e non 75. Ma raffrontando le VOCi trasctltte
da Bertoni con tutte quelle riportate dal codice e qui integralmente
riprodotte, vediamo che il glottologo modenese a~inse. alle cc. 37-
2. Le precedenti edizioni. 61, dal Muratori certamente controllate ma solo ID p1ccola parte
materialmente scritte da lui (come invece sono le cc. 29-30: e cfr.
Il Profilo storico del dialetto di Modena di Giulio Bertoni (1925) il prossimo ). .. . .. .
reca un'appendice di Giunte al vocabolario modenese (pp.' 36- Nemmeno un cenno poi fece Bertoru al dubb1 del blbl1otecatlo
88), cio di voci non comprese nei lessici di Reggianini (1827), estense sull'attribuzione al Gherardi dell'altro codice. Pi realista
Galvani (1868) e Maranesi (1895),(4) e che lo studioso die da del te, probabilmente non perse tempo a riguardare quella Bi-
me raccolte (rispettandone la grafia) da un vocabolario ms.' del blioteca modenese del Tiraboschi che aveva fornito un appiglio per
Muratori [.~.] nell'autografoteca Campori, K.1,15, da un altro, pu:re dare forse al Gherardi quel manoscritto. L'abbiamo fatto noi,
ms., del Gherardi, amico del Muratori (Arch. muratoriano, filze sull'edizione di Modena, Societ Tipografica 1782, voI. II, pp. 390-
44, n. 22)>> e altrove. (5) 392: ivi, il Gherardi risulta a~tore di un Vocabolario di tutte le voci
del dialetto modenese, colla loro etimologia, e descrizio!1e, classificato dal
Tiraboschi col n. VII nell' elenco delle opere gherardiane; l'erudito
resi) ha dato l'estensore di queste note con Lettera/ura ferrarese e lingua 'CI/eIlSe)1 mI berO'amasco
b per non lo vide mai , e lo. inser nella Biblioteca perch
Mura/ori, i~ ~uaderni. del Giornale filologico ferrarese ,2, I, pp. 3-17, in partic. 14-16.
Per le An/lquI/ates gIOva sapere che, delle oltre milleduecento etimologie italiane pro-
poste dal Muratori nei sei tomi - soprattutto nel secondo _ dell'opera, quasi cinque-
cento si trovano fuori dal Ca/alogus propriamente etimologico. del sec. XIX); un vocabolarietto manoscritto del sec. XVIII Il (p. 5~,. per gargajun,
con un rinvio a Zeitschrift Il XXIX, 324 del tutto fuorviante per chi mtendesse tro-
(:) Su ~n bizzarro p~eta, GIUSEPPE FERRARI ovvero Tigrinto Bistonio, ha dato
alCUni cennI ancora lo scrtvente, con Curiosit lessicali lIegli Elogi del porco dell'abate "
vare notizie sul manoscritto in questione). Varie altre citazioni si riferiscono a cosid.-
Giuseppe Ferrari ((1761), Lingua nostra XXXVII, 1976, pp, 82-88.
''1",
dette Voci an/.: e sono lemmi desunti (senza che il raccoglitore lo dica) 'da un'altra
sezione del cod. Campori 1462 che noi sigleremo L.

I
(4) Sic (Profilo, p. 36): ma la data esatta 1893.
(6) 0, spesso, di chi li ha fatti redigere: non di rado sono prese per a,:tografi copie
(,) Il Bertoni non prodigo di indicazioni su altri due vocabolarietti, citati in tutto calligrafiche dovute ad amanuensi, nelle quali neppure la firma autentIca. In acque
tre volte, e che non abbiamo rintracciato: BaraJdi, Voc. ms. presso il March. Matteo infide si mette chi vuoI riconoscere una grafia d'autore confrontandola solo con

~
Campori Il (p. 55 s. v. en/in, p. 68 s. mezalima, ove si aggiunge che il vocabolario "

l'autografoteca Campori.

I.
I
:&
I
Introduzione
Introduzione

si annovera dal Torre [Giovanni] tralle opere dell' Ab. Gherardi, teneva il diritto di primogenitura e nella cui elabora;;:ione la sua
ma non dice presso chi si conservi . esperienza ci avrebbe g.iovato. , .: .
. Ma, per quel che sembra, a Bertoni non premeva dare un'edi- . Inedito il manoscntto dell ArchiViO di Stato, (7) ma, com Si e
ZlOne filologicamente accurata (a cominciare dall'identificazione detto, di esso si valse il Muratori per le Antiquitates. Queste,
degli autori, in questo secondo caso condotta su una notizia di terza noto, furono edite tra il 1738 e il '42 nella stesura latina, nel '51
mano, p.er la trafila Torre -'r Tiraboschi ~ archivista estense), in una versione italiana approntata dall'autore stesso poco prima
quanto pmttosto incrementare il patrimonio conosciuto del dialetto della morte. I manoscritti corrispondenti si trovano nell' Archivio
patrio: per questo, scelse dai manoscritti sopra citati le voci non muratoriano. della biblioteca Estense: per le dissertazioni latine
ancora schedate n~i vocabolari modenesi, rispettandone la grafia , XXXII e XXXIII, che soprattutto ci riguardano, sono nelle Filze
ma non senza cattive letture (leZZ di tsadr inteso come lezz di isadr, 22, fascicolo 3, e 23, fascicolo 1; per la versione italiana sono i qua-
baldona let~o baldrona, angvanein trascritto anguanen, azzuclir preso derni 7-33 (non numerati) della Filza 26, fascicolo 2.
per azzuchzr, ecc.), scambi di attribuzioni e fraintendimenti di si- Nuova - sembra a noi - l'idea di estrarre i dialettismi mode-
g?~cato (avint,. erni?so , del cod. 44.22, attribuito al y.K.1.15, nesi dalle dissertazioni linguistiche delle Antiquitates: ma ci siamo
Cloe al Muraton, e spiegato crepato ), omissioni di parole che limitati a riprenderli dall'edizione 1739 (dalla 1751 solo in caso di
non erano nei lessici a stampa (come arandlun, argion, attrivlinar, sensibile rielaborazione rispecchiante una fase pi matura del pen-
epgh, ~guol, tareff), inclusioni di lemmi gi presenti negli stessi re~ siero muratoriano) dal momento che essa fu curata dal Muratori,
perton(a smach), eccessive libert nella riproduzione delle glosse e le redazioni manoscritte darebbero lumi solo sull'elaborazione
(le nove parole impiegate dal Crispi a rendere frezza sono ridotte del lavoro,(8) non sulle sue conclusioni.
a una, furia ),
Ci mostra la necessit di un'edizione critica in senso moderno
mossa ~alla ,,:olont di rispettare le intenzioni degli autori prim~ 3. Descrizione delle fonti a pet1na e loro attribuzione.(9)
ch: da IDtentl lessicografici, messi in secondo piano anche dalla
od~erna di.sponibilit di un eccellente repertorio quale il Vocabo- a) Campori 1462. Volume rilegato in carta rossa, con legatura
lano deldzalelto modenese di Attilio Neri (seconda edizione 1981).. ottocentesca di mm. 318 X 213, dorso in tela editoriale. Cartaceo,
Questo lavoro, sin dalla prima uscita del '73 (cfr. Prefazione, ottenuto dalla riunione di fascicoli di varie dimensioni, di comples-
p. ~ = p. XIV ~981) dichiar di avvalersi del Proft/o storico di Ber- sive cc. 93 numerate a matita modernamente (dall'attuale respon~
tOlli, ~< ID .molti punti corretto e modificato , grazie anche a una
colla~lOne col ms. Campori K.1.15 (detto di pugno di L. A. Mu
(7) E nella stessa sede si trovano molti altri manoscritti, vergati dal Muratori o
raton )che aveva permesso di correggere alcune sviste del pertinenti alla sua operosit, sfuggiti alle ricerche muratoriane dei nostri anni (su alcuni
Bertoni. Neri aveva poi trascritto anche 1' altro vocabolario ma di essi ha attirato l'attenzione chi scrive con Vecchie discussioni sul k, Lingua nostra})
noscritto di Gian Gioseffo Orsi, coevo del Muratori , trovato unito XL, 1979, pp. 49-55, e in particolare nota 2).
(8) . Sarebbe certo auspicabile che il Centro di studi muratodani riprendesse il pro-
al lessico muratoriano, indicando nel testo la provenienza delle getto di una dedizione .delle Antiquitates (messo in opera con la ristampa .della disser-
parole con (Orsi) . tazione XXIX, cui non ne seguirono altre): specialmente se l'edizione fosse cdtica e
. Quest~ sono le due edizioni a stampa dei nostri codici, mai desse conto di tutta la gestazione dell' opera. Assaggi condotti da chi scdve (e in piccola
parte resi pubblici con Ricerca etimologica c dialettologica neI Muratori, alle pp. 71-99 di
nprodottl, dunque, per intero n criticamente. Quando ci accin Etimologia c lessico dialettale, Atti del XII Convegno per gli Studi Dialettali Italiani,
gemmo al nostro lavoro, ci venne concesso di utilizzare una tra Pisa, Pacini 1981) lasciano intravedere la possibilit di un grande progresso nelle nostre
scrizione parziale del ms. Campori (ancora le carte 37-61, comune cognizioni sulla linguistica settecentesca attraverso la sistemazione cdtica delle carte
mente attribuite al Muratori) eseguita dal professor Franco Violi,; muratoriane di cui sopra. .
(,) Per i due manoscritti principali si veda ancora l'art. cito nella nota prec., alle
che da parecchi anni accarezzava l'idea di un lavoro simile al nostro. pp. 92-96, e la successiva comunicazione al xm Convegno per gli Studi Dialettali. Ita-
Nel rin~raziarlo. ancora, esprimiamo solo il rammarico che egli liani (Catania, 28 settembre-2 ottobre 1981: Atti in corso di stampa presso l'edItore
non abbia potuto associarsi a noi in quest'impresa per la quale de' Pacini), nelle pagine :iniziali.
Introduzione
Introduzione

. fiche fuori testo. Rettore del Collegio di Reggio, fu autore, a par-


sabile del. se~tore m~no~critti della biblioteca Estense). Nella Co lr tire dal 1775 circa, del primo dizionari etto del patrio vernacolo,
compare-l! tltolo qUl C1tato al 1. . il cui originale risulta il Bellocchi i:reperi~il~, m~ .del quale. esistono
Un p r i.m o fa s c i c o lo isolabile nelle cc. 2-27, di mm. numerose copie (di Allai, FantuZZ1, Zannm1). ut1hzzat~ p01, tutte o
218 X 156; il colore pi scuro e le macchie di unto sulle due fac- in parte, dal Vocabolario reggiano-italialzo uSCIto anOnlmo nel 1832
ciate estre~e .indicano che il fascicolo rimase sciolto per qualche
per le cure di G.B. Ferrari (1787-18~7).. .
tempo (al1illc1rca un s~c?lo,. come possiamo supporre dagli indizi La biblioteca Estense conserva un altra redazlOne, sconosclUta
che vedremo). Le COndiZlOnl del quadernetto sono buone la scrit- a Bellocchi, del Vocabolario reggian-tosca12o di Giovanni Denti (co-
t~ra (settecentesca) ~ genere leggibile, salvo qualche lu~go sbia- dice It. 1656 = CI.. Y.9.24): copia calligrafica, risalente all'ultimo Set-
dito ma non al punto di compromettere la leggibilit. Sono bianche tecento controfirmata in prima persona dall'autore (p. 5), in chiara
le cc. 3r, 5, 7r, 8r, ~v, 11, 12v, 13v, 14v, 21v, 23v, 24v, 25, 26, dipend~nza dalla sezione iniziale del codic~ Campo!=i ~ 462 e anello
~7r .. La ~. 27v ;.eca scntto~ con mano e inchiostro diversi da quelli di congiunzione tra questa e le gi n~~e r~elaboraZlOn1 ?ello s~esso
1ffip1egatl per lilltero cod1cetto, e alla rovescia rispetto al normale materiale lessico grafico. Tratteremo pm ~iffusamente di al~et1 ge-
. ar:damento della scri~tura nei fogli precedenti, Vocabolario de! {tt nealogici al 9: qui ci basta provare la dipendenza de~ codice Est:
Stg. Rettor d. G. Dmt!. Dalla descrizione del catalogo Lodi citata qui It. 1656 dal Campori 1462, il che prova .anche la p~tern:t del Dent1
al 2, sembrerebbe che queste fossero le carte di mano dell'Orsi : per la prima sezione del codice che r~guar~a n01, ~ude la que~
ir: real~, dai non molti au~ogra~ ~el nobiluomo bolognese (che stione attributiva e giustifica la collocazlOne m appendice del~evoc1
SI serv~va costante~ente di COp1stl anche nei rapporti epistolari desunte da quelle carte, in quanto reggiane e non modenesi. . .
coll'am1co Muraton) a nostra disposizione (lO) possiamo escludere Non ci bastata, ovviamente, la presenza delle stesse VOC1 nel-
che l'Orsi (o uno dei suoi amanuensi a noi noti) abbia messo mano l'una e nell'altra raccolta, ma piuttosto abbiamo cercato l'identit
a questa co~e a q~alunque altra delle sezioni del ms. Campori nelle glosse' e tra quelle uo-uali o somigliantissime citiamo arvC11-
1462. Appanrebbe illoltre strano che un non modenese si accin- , o d' J
druola (Est. It. 1656 arvil1droula) , boch bianc, buzzetta . acqtte ouorose
gesse alla compilazione di un vocabolario modenese' n alcuna (> b. d'acqua d'udottr) oricanno '. carne:. moscaJola , c~vezz
trac~ia di questa attivit si trova nella corrispondenz~. Muratori- (> c. d'teila) scampolo , cllor del gzostr d Z1Zsaleta (> c. del gzoster
Ors1. dI'i.) garzuolo (> garzuolo, cumulo ), jer la !f,amberllola
Deve invece f~r7ifettere l'annotazione apposta alla c. 27v: (> gambaroula), galavrza (> galavrina) ri~eba , garg~ol1 d'notlsa
quel d~1 p.otrebbe mdicare propriet, ma avrebbe pi senso se la malescio (> gargqjolln d' 120IlS, maleschio J, grassllo (> gras-
rlVendicazlOne .fosse autoi?rafa.; invece, se qualcuno, post !Ilortem soul), imprimidllra, 10lldra, magnarm (> -eil1), pabi, placca, rasottra, sa-
del fu De~tl, ne ha scntto il nome, pi probabile che volesse lata d' (> dI) mzltttagn, sbgazzer, sbra71gzer (> sbranZtlgh~r), sgherm-
alludere a c~ ave:va la responsabilit del lavoro (non della sua gner, teiga d'jeva, tantla (> tanta) d~filarai, ZOl?, zllff B,ezga zttcch~ra~
stesur~ ~atenale: Il testo pulito e calligrafico, dunque copia di
tradotta Grillo talpa in un punto del cod. Campotl dove p01. Sl
un ongmale). form una macchia tra le due parole, viene nel cod~ Estense fra111~
Il ?o~e. di Giovanni Denti (1715-1795) non sconosciuto ai tesa con la scrizione Grillo, talpa (come se fossero due nom1 .
c~lton di dialettol?gia emiliana: di lui parla diifusamente, adesem-
plO'. Ugo .Bellocchi ne II volgare reggiatto, volume I (Reggio Emilia, distinti). . . . ,
Raggruppiamo in una s e c o n d a s e z 1 o ? e (d1 genes1 pero
PohgrafiC1 1966), pp. 57 e sgg., con numerose riproduzioni fotogra- non unitaria, il che ci vieta di chiamarla fasC1colo )) le cc. 28-36
del ms. Campori; le due carte estreme fanno parte dello stes~o
(lO) ?el n~trito ,:u,,:er~ di pretesi autografi orsiani conservati nell'Autografoteca
Campor! sembrano nsahre In parte alla mano del marchese felsineo i numeri 69, 72,
foglio e costituiscono la guardia. Le restanti c~. sono st~t~ u:ute
per mezZO di strisce di carta bianca incollate; 111confond1blle e l.a
77a" 91, ~~1. Autogra.fe sone: poi le postille a una lettera del FONTANINI conservata
nell Arc~llV lO ~uratonano, !,Ilza 2, fas~icolo 3. ~ra le lettere conservate nel carteggio mano di L. A. Muratori per le odierne cc. 29 e 30. La c. 29, ml-
mur?tonano (FIlza 73, faSCIcolo 19) rIconOSCereI l'autografia totale o parziale dell surante mm. 90 X 200, reca un elenco di parole dialettali (non
lettere datate 9-V-1695, 21-V-1705, 25-1-1709, 20-1X e 26-Xr-1710. ' e
Introduzione
Introduzione

chi?sate) sul verso di un articolo del Cata/ogus annesso alla disser~ 1733 Ce la riproduzione, eseguita pure nel '33, di un'iscrizione),
taZ10ne XX?CIII e dunque .facente parte, in origine, dell'odierno 19-X-1734, 9-IX-1747.
ms. muratonru:o F. 23 f. 1 di cui si gi discorso (la voce illustrata La seconda mano, che con inchiostro pi scuro postill le voci
era Spegnere, .ncond~tta ~ Expungere, o meglio Dispmdere, secondo raccolte dal Gherardi (per solito corredandole di riscontri etimo-
una trafila etImologIca glUstamente abbandonata dal Muratori nella logici) e, al termine di ?gni le~tera dell'~lfabet? ~ s.ugli sp~z~ bianchi
redazione finale). La c. 30, che contiene altre voci dialettali trascritte alla destra di ogni foglio, aggIunse altnlemml, e nconosclbile ancor
senza ordi~e e senza spiegazioni (come si conviene a un primo ab- piil facilmente in quella del Muratori.<u)
bozzo), ID1sura rum. 152 X 57. Le dimensioni delle carte che se- Ecco dunque un'altra prova di quella strettissima collaborazione
g;.:ono (ricoperte da unica grafia, non identificata ma comunque tra Gherardi e Muratorj di cui anche il Tiraboschi sapeva (cfr; qui
p!U ottocentesca che settecentesca) oscillano daimm. 260 X 180 2 e 6); ed ecco come non sia necessario attribuire al Gherardi
~I ~m. 160 X ~55: C?ttocentesca pare anche la grafia della c. 35, l'altro codice lessicografico dell'Archivio Muratorianoper riempire
~tlt~lata Auton cztatt 118/ Voca.bo/ario de/la Crusca ma non pasti ne/- la casella lasciata vuota dal Tiraboschi: il vocabolario di tutte le
/ Indzce ed elencant~ opere vane (come la Tancia e il Malmantile) voci del dialetto modenese, colla loro etimologia, e descrizione
c?n le lor~ parole rncluse nel vocabolario (si presume, in un'edi- la terza sezione dell'odierno codice Campori 1462. Opera del
ZlOne ~nter~6r~ alla quarta del 1729-1738, che cita largamente Buo- Gherardi e del Muratori insieme, ordito del primo, trama e com-
n~rrotl e Llppl); naturalmente, non se ne procura qui la trascri- pimento del secondo,(I2) probabilmente nata nello stesso periodo
ZIone. .
Di gran lun~a pi importante, come si accennato al 2, il
t.e r z o fa s c,~ c. ~ l o, un insieme omogeneo di fogli legati as- (11) Dietro segnalazione di ORIANNA BARACCHI GroVANARDI (benemerita degli
studi locali), t'autore di queste note ha potuto vedere un altro vocabolario manoscritto
sl,em~ ~ da~11n1Z10 (come prova l'ingiallimento, con macchie modenese conservato nella biblioteca Estense come cod. It. 1865 (= ~.2.2.15). Si
d ~ID1dl~ o ~h bagnato vero e proprio, dei primi e degli ultimi) e tratta di un grosso volume in folio, di 133' carte complessive pi copertina cartonata
ID1surantl uniformemente mm. 310 X 205. Tutte le carte sono scritte recante l'intestazione Valdrighi Mario - RemI lvfudns e completato entro il 1857 (anno
in cui il firmatario morl). Vi si riconoscono due fasi redazionali, per quanto dovute
solo. al recto, salvo la 53 che reca poche parole anche al verso. Ad alla stessa mano: una met circa delle voci fu vergata con inchiostro nero, l'altra parte
ogru lettera ,dell'alfabeto sono dedicate da 1 a 4 carte, salvo per la invece con inchiostro che (almeno oggi) tende decisamente al rosso. Questo secondo
Q che n~:)fl e trattata:, per U e V che sono fuse in un foglio solo. gruppo di lemmi si distingue anche perch ogni unit lessico grafica, oltre a re~are un.a
leggera sottolineatura, seguita dalle sigle = O = oppure = M =. Una rapida ver!o.
Manca ~'Intestazione a principio di ogni carta o lettera nuova. Sono fica ha consentito di trasformare .in certezza il sospetto che le .sigle corrispondessero
co~ faCIlit dis~guibili almeno tre mani: queila principale, che ha alle. iniziali dei cognomi Orsi e Muratori: nel senso che il Valdrighi riconosce
scrItto la maggIOr parte delle voci ordinandole secondo successione la grafia muratoriana per lemmi come abbonare, abbussar un tinaccio, accattar, ammoljar ecc.,
e l'intervento muratoriano a completare schede altrui (adrac, arghgnars, aurodgh/avrodg.
approssimativamerite alfabetica, di Pietrercole Gherardiche si ecc.); mentre attribuisce all'Orsi quello che a noi risulta essere frutto della fatica del
valse .per ques~a raccolta ~ellci stesso inchiostro grlgio~;ossiccio povero Gherardi (la cui grafia era evidentemente ignorata dal Valdrighi). Cosl, parole
usato, ad esempIO, per trascnvere le dissertazioni XXXII e XXXIII come abertunar, grass abbrag, acaggiars, di mano gherardiana, sono credute dell'Orsi.
Per qualche altra voce non condividiamo la distinzione valdrighiana: ad esempio adero.
del. Muratori nel codice oggi dell'Archivio Muratoriano,F. 22 f. 3. nan e agherlirs, date a M., sembrano gherardiane (forse solo sdrenato, nel primo lemma,
Chi vo:esse accertarsi ?ella ~rafia del Gherardi (che, essendo egli una giunta muratoriana): ma soprattutto notiamo che la = M = segue anche ammu-
un copls:a, raramente SI servIva a sua volta di copisti per le proprie nire" voce muratodana appartenente alla seconda sezione dell'odierno cod. Campor!
(c. 30r), non alla terza (37-61). Dunque, verso la met del secolo scorso l'attuale
cose) p~o ved~re a~'~stense i codici It. 559 (ct..G.5.18), Descrizione y.K.1.15 non racchiudeva forse tutte e cinque le sezioni di cui consta oggi (ci spieghe-
delle Pzttllre eszstentt m Modma nel!' Estense Dllcal Galleria Scritta rebbe la mancata attribuzione all'Orsi della sezione I, come invece avrebbe poi fatto :il
ne~I~/1nno V~lgar~ M.DC:CX~~III;, It. 1686 (ct..K.1.32), 'GiudiZio Lodi), ma almeno i due gruppi di fogli sicuramente di mbito muratoriano circolavano
uniti, e gi ~on la parzialmente falsa attribuzione al duo Muratori-Ord. .
crttz~o sopra dz varz smttorz antIchI nell anno MDCCX; i nove volumi (~2) possibile che il canovaccio del Gherardi non sia la primissima stesura del
?egh Anna!i .d~Ital~a muratoriani (codd. ItaI. 2042-2050), nonch dizionario, dato il suo aspetto calligrafico; ma in mancanZa di altre pezze d'appoggio
Il mezzo mIglIaIO di lettere al Muratori conservatenell'Arch. Mur.; non possiamo sapere se l'amico di Muratori copiasse da un originale proprio o da sched.e
dello stesso Muratori simili a quelle costituenti le attuali cc. 29-30 del cod. Campon.
F.66; nell'Autografoteca Campori, le lettere 26-IV-1724, 25NI- Nella nostra trascrizione attribuiamo le singole voci sul solo fondamento grafologico,
Introduzione
Introduzione

in cui il Muratori incaricava l'amico delle ricerche costituenti la mente - da vocaboli inizianti con x, e al verso ha alcune parole
premessa delle Antiquitates, e lo chiamava a collaborare nella ste- "

, inizianti con z) fino alla c. 86 (ove compaiono dodici voci fuori


sura delle dissertazioni linguistiche.
dell'ordine alfabetico, quattro senza spiegazione). La mano, set-
Di minor rilievo l'intervento della terza mano, pure settecen- tecentesca, ha qualche somiglianza con la terza mano qui indivi-
tesca e non identificata, che in calce agli elenchi gherardiani-mu-' duata nel terzo fascicolo (ma, stante la scarsit dei reperti, non
ratoriani aggiunse poche altre voci con inchiostro scuro. L'ipotesi possibile procedere oltre nell'identificazione); poche giunte (bur-
pi economica che un terzo cultore di erudizione modenese o di rido!!, cricca, garavela) pertengono ad altra mano, della stessa epoca.
dialetti, avuto tra le mani lo scartafaccio dopo le morti di Mura-
tori (1750) e Gherardi (1752) e prima della rilegatura nel codice b) Muratori, F. 44 j. 22. Sono 92 fogli, second~ la numerazione
Campori, abbia voluto inserire qualche altro vocabolo: non ci moderna a matita, non rilegati attualmente tra loro, di mm, 275 X 205,
.sentir~~o di respingere (grafologicamente parlando) la. candida- tranne il f. 91 (mm. 288 X 192) e il 92 (mm. 254 X 173) ..Presen-
tura di GIan Francesco Soli Muratori (nipote di Lodovico Antonio), tano sul maro-ine sinistro forature e tracce di filo che laSCIano ar.,
guire . una lo~o' precedente cuci.tura; ~e filigra~e diverse ~~st.r~o
almeno alla luce delle carte di costui conservate nell'Autografoteca
Camp07i.~a neppure possiamo escludere he a vergare le postille la provenienza eteroo-enea degli steSSI. Dalle lmpronte di SIgilli e
f?sse pI di una persona: si tratta, peraltro, di interventi quantita- dalle piegature si arg'cisce che facessero parte di lettere; .da queste,
tlvamente e qualitativamente poco rilevanti.
il destinatario stralci i fogli bianchi, che impieg in un p.nmo tempo
Siamo giunti alla q u a r t a s e z i o n e del manoScritto i cucendoli assieme alle parti scritte delle lettere medeSIme per se-
fogli 62-63 (mm. 305 X 210), di colore verdastro e risalenti 'al- .gnalame la provenienza e le date. Infatti, in alcuni fogli com]?aiono
l'Ottocento, dunque i meno importanti dell'intera miscellanea. La
scritte verticali (probabilmente della stessa mano responsabile d~l
c. 62 rimase per un certo tempo' ripiegata su se stessa (con tre pie-
lessico vero e proprio) con nomi propri (Card. Spada~ Ca:~~,
gature); entrambe conservano voci dialettali con etimologie (ad Sacripal1te, Coislin, Spinola, Rubini, m.ma Con.ssa Mana Vuglnla
es. a c. 63 bisiare e bisiadttra sono riportate a bissa, con indicazione
Sacchetti Caprara Bol( ogn)a, Albani, De Nonj [Novj ?], Carpegna,
del. nome di Muratori: e il riferimento andr ad A.l. XXXIII,
L. Altieri, Card. Kolonitz, Card. Coloredo, Senator Cappena, Ma-
col?nna 1158 del voI. II ed. 1739), o soprannomi (c. '62) non spie:..
rescotti, Gio. Matt. Fontana, Orsi, Petrucci, Acciaioli, Cantelmi, G.
gatl. Alcune parole sono scritte a matita; sono distinguibili ma non
identificabili tre mani. . Santi),(13) altre indicazioni (R. di offerte, 4v 41v 42v 5~v; ~acchetti(
Card. li da aggiungersi alla busta della A [.. ?] 52v), e date l Cul estreml
Il q u i n t o fa s ci co lo comprende le cc. 64-93 (fim.
risultano il 13-1-1695 (c. 44v) e il 27-N-1709 (c. 46r). L'attuale
140 X 92), che recano l'intestazione In lingua vernacula antica; la
c. 92 reca sul v. l'indirizzo A Monsieur / Monsieur l'Abbe [sic] /
scrittura ne ricopre parzialmente il solo reeto (tranne la c. 85 che
Jeacques [sic] CrisPif Mode,te. .... .
. reca, nella parte alta delrecto, 1la X non seguha per - ovvia-
In una data evidentemente posteriore al 1709 1 fogli bIanchi
vennero scuciti e riutilizzati in vista della raccolta lessico grafica :
pur essendo ben consci che un'opera copistica sorvegliata dall'autore ha filologicamente _..
lo stesso valore di un autografo (nel nostro caso, muratoriano): e cfr. oltre al 6.
sul r. e sul v. di ognuno di essi vennero segnate, in progressione, l~
(Un'allusione a pi antichi interessi dialettologici gberardiani potrebbe essere conte- lettere dell'alfabeto, indi sotto ogni lettera furono trascritte le VoCl
nuta in una frase di GIOVANNI RANGONI, ritrovata ora da G. Trenti durantela trascri- dialettali (sulla colonna di sinistra) e gli equivalen~ i~aliani (a d~
zione del carteggio muratoriano in vista dell'edizione nazionale. Scrisse il Rangoni
al Muratori da Parigi 1'11-1-1721, riferendosi ad affare che non 'si riusciva a conclu-
stra). Fa eccezione la c. 92, che non reca intestaZlOnl e raccoglie
dere: Questa una tela di Santa Lena, proverbio del Calepin modanese del nostro dialettismi inizianti con diverse lettere dell'alfabeto.
~herardi '. Purtroppo la locuzione manca al ms. Campori 1462, e non siamo dunque Il lavoro dovette procedere in tre riprese: nella prima, il lessi-
l~ I?rado. dl 'provare s~ con Calepin modanese il Rangoni si riferiva proprio a un cografo incolonn voci dialettali col solo corrispettivo italiano (e
dlZlonano dlalettale CUl attendesse il Gherardi; peraltro, il modo non sembra neppure
attestato. in lessici italiani, ovvero in calepini toscani eventualmente posseduti dal
G~erardl a Modena. Impregiudicata resta cosi l'ipotesi .che 'si trattasse di scheda an- (13) Sono qui corsivati i noni.i di corrispondenti del Muratori (il che non esclude
terlore alla redazione del Campori 1462. e in esso non confluita).
casi di omonimia).

,...., 16 ,....,
2
Introduzione
Introduzione

qualche spiegazione suppletiva); durante la seconda fase la stessa c) La mano del Gherardi ricompare nel fascicolo 21 d~lla Busta
mano (ma con grafia pi minuta) nella colonna di sinistra alleg Letterati 46J2 dell'A.S. Mo., A.S.E. citato, con ~a re~azIOne del-
l'elenco di 19 Vocaboli del nostro dialetto ,noda~ese, t ~ua~t semb~al1 de-
anc~e, sep.arandoli. mediante. ~attini semplici o doppi (- =) gli
equIvalenti frar:cesl d~lle voclltaliane (meno perfetta la corrispon- d tI" dall'arabo (i lemmi sono 18, giacch si discute mSleme dI ascar
de~a con le dlalettal1, come vedremo); nella terza, un numero re-':
eOa:arezza [sic1; abbagattare sta a parte ed trattato pi~ diffu~amente).
lativamente basso di parole dialettali fu scritto (di nuovo con ca- Si tratta di un foglio cartaceo di quattro faCCIate (bIanche la
ratteri pi grandi) senza glossa (o con glossa apposta assai di rado). terza e la quarta) non numerate, di rom. 315 X 220, con allegato
M~lto r~ramente, l'ordine attuale ~elle carte non rispecchia queste
un foo-lio staccato di due facciate di mm. 206 X 152, contenente
f~s:: COSI alle lettere G e I la seZIone con gli equivalenti francesi la lun~a nota etimologica su abbagattare. . .'
Non solo amor di completezza che Cl ha fatto lllsenre queste
SI mterpone f::a al~e .due. c.on .la sola traduzione toscana (e nella
G mancano dialettlsrru pnvl dI glossa). Ma che si tratti di un ri- parole nella nostra raccolta (nella qual:, pe~altro, esse s~rebbero
mescolamento moderno dimostrato dalla c. 35, chiaramente l'ul- risultate sovente pressoch superflue, VIStO il loro conflU1te nelle
tima per, il .Crispi (che inf~tti non. la complet nella parte bassa), Al1tiquitates tmratoriane), ma il co~vincim.ento che,preceden~o cro~
mentre l.o~e::na .c. 36, scnt~a per mtero, contiene parole dialettali noloo-icamente la stesura della dissertaZIOne XXXIII (scntta di
(p~re pr~Clp1ant1 per I) COI soli equivalenti toscani, e quindi tra-
prim~ getto nel 1727~1730), la qua~e a sua vol~a anterior? o con-
scrItte pnma delle voci dialettali-francesi-toscane contenute nella 35. temporanea alla redaZIOne delle pagme ~ur~tonane-gherardlane ~el
Se prescindiamo dall'intestazione con una lettera maiuscola del- l'odierno ms. Campori 1462 (cfr. la gla Clt. voce Sp~gnere., qu: al
l'alfabet? (~pposta su r. e v. di tutte le carte, tranne la 92) e dalle 3,a, e quanto diremo nel che segue), esse parole SIano. Il pnmo
annotazIOnI cancelleresche di cui sopra, risultano bianche (cio nucleo dell'attivit dialettologica facente capo al Muraton.
vuote di lessemi) le cc. Sv, 6v, 12v, 13v, 20v, 21r, 22, 23v, 24r, Ci valga a giustificare anche l'utilizzo del titolo (nella sola parte
. '1
pertinente all'inteto nostro lavoro) per tutto 1 presente vo ume.
l (14)
2Sr, 29r, 34r, 37, 38, 39r, 42, 43r, 49, 50, Slr, 52, 53v, 55, 56r,
58v, 59, 60, 61r, 62, 63r, 65, 66r, 75, 76, 77, 78, 79r, 82, 83, 84r,
86v, 87, 88, 89r. :~
La conservazione delle carte discreta; la lettura non mai 4. Muratori dialeltale e dialettologo. Vocaboli del Ilostro dialetto 1110-

compromessa, neppure nei luoghi in cui l'inchiostro (nero) fluito danese e Antiquitates linguistiche.
pi abbondantemente, ha trapassato la carta. Restano tra~ce del
polverino usato per asciugare l'inchiostro. Che l'interesse del Muratori per il dialetto non fosse solo quello
passivo del raccoglitore di voci preziose pr~v~to. da alcune ope-
Decisivo, per un'attribuzione del vocabolario, l'indirizzo por-
tato dall'attuale c. 92v: i riscontri con documenti scritti di pugno
., ricciole originali in vernacolo n:odenese. Una ~Il Vlg?roSO ,so~etto
d~ll'ab~te mo~enese G i a c o m o C r i s p i mostrano al di l Buon viaz a i sgnor franzes, SCtltto con accenti quaSI ~ortIaru. n~l
dI ogili dubbIO che questi l'autore della raccolta lessicale da 1707 quando l'aquila iroperi::J.e, l'u!lazz ~i gross de.gli AustrIaCI,
togliere .dunque, come gi anticipato, al Gherardi. L'Autograf~teca cacci da Modena la razza tmparttltent d Gall.(15) DI un second?
Campon ha ~a lettera del Crispi da Vienna, datata 13-1-1723, sonetto modenese (a noi irreperibile) recitato in Ferrara per 11
che malgrado il suo carattere estremamente calligrafico ( diretta
a una Eccellenza ) lascia pochi dubbi; ancor meno controver- (14) Unico altro titolo' d'epoca' era In lingua vemacula antica, della quinta sezione
tibile poi l'identit di chi verg il ms. estense e dell'autore di due del cod. Campori, apposto da autore ignoto, relativo solo a vo~i che l'autore st.esso
lettere conservate all'Archivio di Stato modenese (Archivio Se- riteneva in disuso (<< antiche) ai suoi tempi, dunque meno fel1cemente adattablle a
greto Est:nse, Particolari, fase. 391, 18-XII-1734 e 28-XI-173S), questo libro.
(15) Cfr. l'articolo di G. MOREALI, L.A.M. poeta dialettale, alle pp. 271-~75 dI
.
fir.mate GIacomo Crispi. Per notizie pi particolareggiate su di Atti e Memorie della Deputazione di storia patria modenese, X, 7, 1972: e per uri ~Iscor~o
lUI cfr. oltre, al 7. riassuntivo su tutta l'attivit dialettale, la nota 9 a p. 75 dell'articolo Ricerca l1m%g1C<1
ecc. qui cito in n. 8, con l'aggiunta dell'altro saggio qui cito in n. 2.

"" 18 ,...., ,....,., 19 '"'"


Introduzione
Introduzione

carnevale 1705 si ha notizia attraverso la lettera spedita al Muratori i dialetti sono indispens~bili J:er docU1~entare la storia dellin!Suagf?io
dal Baruffaldi il 23 febbraio di quell'anno, in cui si chiedevano d 'Ita lia, contenendo eSS1 VO.Cl sconosdute al toscano letterarlO (<< ln-
. . Id' h .
altri materiali del genere. d 'b'l p. er esempio. la quantit dI paro e mo eneS1 c e Wl
cre 1 1 e , ' l 1085 dII' d' .
Spettano di diritto all'area dialettale anche i Carmina macaronica fiorentino non esistono: diss, XXXIII, vol. II co . e e ztzo
in cui a pretti latinismi si mescolano, folenghianamente, dialettisrrii pritlceps). .' '
(taiadell~e, sulziza, mti71iaca ecc.) di argomento gastronomico.(16)
E in tutta la seconda d1ssertazlOne, come nel Cata!ogus ~tlillO-
Ma 11 prevosto di Pomposa non poteva limitarsi a queste Jlugae: ,
l oglcO,. l' dialetti (a cominciare dal modenese) sono chiamati a te
" ' ( l' TI -
il suo abito mentale di erudito e raccoglitore lo port a un massic- , ru' della sopravv1venza d1 parole prelatlne qua 1 matta, gla-
stimo , , ' . , ' li
di relitti latini non diffus1 su tutto 11 terntorlO 1ta ano
cio lavoro di scavo sull'intera civilt dialettale italiana. Potrebbe mo !.a ecc. ) , . ' '(cf b'
es~ere stata l'amicizia col Maggi, negli anni giovanili trascorsi a (cfr. arse1JZare, biroccio, d~ga~o ecc.), di germaru~ml r. tOSS, ma-
Milano, a instillare nel Muratori l'affetto per il vernacolo: sta di scos s stuss) di arab1smi (e tornano le VOCI elencate dal Ghe-
gone, ' .' .
fatto che una voluminosa miscellanea di scritti macrcreschi di rardi nel fasclColetto che sappIamo)., .
pugno del Muratori e del poeta meneghino oggi n~lla Filza 7, Molto spesso, nelle 745 etimologIe d1scuss~ ~el Cat~logus, sono
fasc. 4 dell'Archivio muratoriano. Altre poesie dialettali del Macrcri addotte pezze d'appoggio dialet~li, mode~es1 m ~art1colare (per
(sfuggite alla recet1sio operata dal moderno editore) sono nella Filza 87, le quali rinviamo il lettore alle s~gole, voc~ del lesslC? che segue).
fascicoli 5 e 6. I fascicoli 1, 2, 3 della stessa Filza conservano an- E l'identit, ora verifica bile graZIe ~ll or~m~ a~abeti~o nel qual~
negate in una massa eterogenea di componimenti, poesie mil~nesi abbiamo disposto tutti i lemmi, di dialett1sm1 r~portatl nell~ Antt-
con o senza indicazione d'autore; e non mancano versi siciliani quitates e di vo~i ve~nacolari elencate nel codlCe ~ampon (oltr~
(fasc. 1, c ..17, e fasc. 4a, c. 1) o in. veneto italianizzato (fasc. 4b, c. 46). alla prova matenale ~1 quell~ carta passata ,dal ms. dl,A.I. al voca
Se veruamo alle opere orgaruche a stampa, troviamo che la Per- bolario e cri sopra citata) Cl persuade che 1 due lavon procedettero
fetta poesia italiana (scaturita dalle discussioni col Maggi nel 1699) appaiati _ dall'uno nacque l'altro e vice:versa - e ~os~ra come nor:
~ ~tt~ta a ricon?s~ere? a~ di l dell'italiano ufficiale, linguaggi avremmo potuto rinunciare .all'estr~zl~ne (arbitrana quanto SI
dei dialettismi dalle dissertaziOru senza escludere la parte
lbndat1 da comm1stiOru dialettali (cfr. III 8, con riferimento a vuo le) '
qualche Lombardo, che sul pergamo non sa pronunziare il C pi matura della riflessione dialett~logica ~uratonana. .
o incor:t~e in cons~li er:or~ da sostrato idiomatico: v. qui 5). Vediamo delle circa cento voc1 comUn1 ad ..,1.1. e al less1co
1:1a e con l.e ~lss.ertaZiOn1 XXXII e XXXIII delle ..,1ntiquitates Campori (o;e Gherardi e Muratori ne scrivo,no ,un c~quanta a
c~e il Muraton d1sp1ega tutte le sue conoscenze dialettali per trac- testa), una trentina di esempi, seguendo l:ordine 1D: Cul l~ p~ro!e
c~are ~n quadro dell'origine della lingua italiana. Ogni lingua, esor- dialettali compaiono nel nostro vocabolano .(o,mettiamo il. nnv10
disce il Nostro, necessariamente frazionata in variet locali: suc- al luogo delle A11tiq,:itates,. agev~lmente repen?lle nelle p~gme c~e
cedeva al tempo dell'antica Roma, la cui parlata, sovrapponendosi qui seguono). Non mcludiamo 1~ questo spec~metz le VOCI d~l leo~
al.le ling?~ ~rinlitive prelatine, ne risult influenzata; le spinte sico dialettale (sgarbazza, sgurar, S!ss a~ esemp10) pe~ le q~ah Mu:
d1sgregatnc1 S1 accrebbero in et imperiale e con le invasioni bar- ratori fa un semplice accenno a manuah (Menage e Hick~s, ln questl
bariche, che portarono ulteriori elementi di dlvaricazione linguistica. casi) che danno riscontri utili, e che lo :tesso Muraton aveva co-
Sostrati e superstrati, amalgamatisi cosi da rendere difficile la se- stantemente sott'occlUo durante la redaZiOne del Catalogus.
parazione per lo storico moderno, e l'autonoma' deriva' del la-
tino, determinarono i fatti dialettali attualmente osservabili (come Abbagattare, aggiunta muratoriana, senz~ spiegazi~ne, al ca-
la caduta delle vocali finali dal Piemonte alla Romagna); e spesso novaccio del Gherardi; bagattare e abbagattare ln ..,1.1., spiegate come
equivalenti al toscano acciabatt~re (e, si .ricordi che abbagattare .~
bagattella erano gi nell'elenco d1 arablsrru appronta~o dal. Gherarch
(16) Cfr. L.A.M., Carmina, a c. di T. SORBELLI, Modena, Aedes Muratoriana 1958, per le ..,1.1.). L'assenza di glossa nel .co~. ~ampor~ ~a~C1~ p~nsare
pp. 111-117: e, dello stesso studioso, I Carmina macaronica)} di L.A.iv!., Atti e Memo-
rie cit., VIII, 11, 1959, pp. 253-259.
che il Muratori non ritenesse necessariO mdiCare qUivl 11 slgruficato

~ 20 ~
Introduzione
Introduzione
----------~----~----------------

del termine, essendo lo stesso riportato in altra sede contigua (il Bumis, ceneri calde (Gherardi); dal ted. e ingl. , aggiunse
ms. delle A.!.).
Muratori. Pi matura la redazione di A.!., che oltre all'anglo-
Ste~so ragioname~t? vale per ApPizzar (A.!. Apizzar il fuoco) sassone to bunz, comburere, ardere discute l'etimo latino prtl-
~ Ardzon. (A.!. Ardzglzone), non tradotti nel cod. Campori, dotati nus, . *prunisia, suscettibile di aver originato anche la. voce ger-
lllvece di breve glossa in A.I. manica.
in:vec: ~e,ggermente p~ :stesa la glossa ad arghgnars Campori A proposito invece dibutlir il dubbio muratoriano consegnato
(= aJ~gh:gna7SZ III due luoghi di A.!.), ma in entrambi i lavori c' all'abbozzo dialettologico: forse dal latino pultare , aggiunge il
~n rlllViO al ,verbo franc~se dallo stesso significato di arricciare Nostro alla nuda voce raccolta dal suo segretario. Invece per le
il naso.: rechzgner" com~ pi esattamente sta scritto in A.I., rechi(g)ner A.I. Mutinensibus butlire dicitur quod Latinis est pultare . Ri-
/ requzner ?-el leSSiC?, dialettale (la grafia pi precisa lascia supporre sulta comunque chiaro che il Muratori scriveva una delle due opere
una magglOr matunta ~el te~to a stampa, da cui Muratori potrebbe tenendo sott'occhio l'altra (antieconomica e non dimostrabile ri-
aver travasato la (g>, 1nterlineare nel manoscritto). sulta l'ipotesi di un archetipo comune).
1rsenzare in A.!. ex Recentare Latino ad nos deductum mihi Caspo di noci, caspo d'insalata, un bel caspo reca il vocabolario Cam-
credltur ~>; e lo stess01:fu~at?ri appose, all'arsinzar glossato dal pori; leggera variatio in A.I., dove in luogo dell'insalata si parla
Gherardi nel ms. Campon, l etunologia Da recentiare)} (pi felice, di poma.
dal momento che solo l'epentesi di i pu spiegare la Z dialettale). Cornecchia, Scornecchia sono, nel vocabolario, latinatnente spie-
L'identit tra i due articoli dedicati a bioss tale che uno dei due gati siliqua; e nell' edizione italiana delle Dissertazioni al fiorentino
deve es~ere stato scritto tenendo l'altro sc5tt'occhio. baccello si aggiunge il latino siliqua fabarum.
Spogliato, nudo ., cfr. spoliatus, merus, nudtls Eccoci a entin, nel vocabolario:
({ Dal ted. Blosse, nudita Vox ista e Germanico Bloss surcullls, insitum cfr. A.!. Mutinenses entino ap-
nudus, simplex, amni otnat~ pellant surculum, quo frnctiferae
destitutus arbores i n s e r u n t u r
({ Blossen, nudare unde et Blossm, nudare, ema- (spazieggiatura nostra). Il cod. Campori pu essere visto o come
navit appunto da svilupparsi in seguito (ipotesi preferibile) o come abrg
I~ milanesi dicono Biott Mediolanensibus Biott idem della pi articolata ricostruzione di A.I.
" signifcat . Il fr. ha ente . cfr. Ea quidem vox a Gallico Ente
~a leg~era amplificatw depone a favore della posteriorit di A.I., recta ad nos processisse potuit
~a tI ~a~~o?a~ento potrebbe rovesciarsi supponendo che fosse la il ted. einthun mettere dentro}} sed tam Gallica, quam Italica
dlsp?rubil~ta di una ~~ossa gi, ben definita (quella di A.!.) a con- vox e Germanico Einthun ad nos
sen~lte un andatura plU cursona, quasi un excerptum, nel cod. Cam- venere, signifi,cante mettere dm-
pon.
tro etc .
. Bs/ar, pung:re, ~~ tolto dal pungere delle vespe ,aveva In A.I. l'etimo francese non pi sullo stesso piano del tedesco
scntto 11 ?h~ra~d~; CU1 il Muratori aggiunse Beissen ted. pizzicare, (peraltro, oggi da ritenersi ugualmente inattendibile).
m?rdere, llldi.bzscza . Stesso andamento in A.I., naturalmente con G[o ]mera, vomer (vocabo- Gmra, gomra, vomer
m1?-ore brac~o~ia: ivi bis~are ~ bissiare pro pungete, quum de
.~

lario: o scritta, poi cassata). (A.!.).


aplbu~, sco~pio~bus, vesplS agitur detto familiare)} a Mo- Anche il cod. Campori ha la spiegazione in latino, come se
denesl e Mllanesl, che dicunt etiam bissa pro biscia . L'etimo chi l'avesse redatta, avvezzo com'era in quel tempo a scrivere il
ancora cercato nel verbo tedesco beissen e nel sostantivo biss morso . latino delle Antiquitates, non sapesse distaccarsi da quella lingua.
Introduzione
Introduzione

La presenza di un allotropo dialettale in A.l. depone a favore di RoZZo, colZ aspro: u n i o - cfr. Rozz, rozzo, p r e s s e p r 0-
n e di varie cose minute a d u n n u n t i a t u m ut tozZo:plures
una leggera posteriorit di questa redazione; ma viceversa, la cas:.
p u n t o, come di g r a p - uva rum racemos con-
satura dell'anomala (poco giustificabile foneticamente sarebbe la
p o l i . RoZZO p r e s s e p r o - s t i P a t o s nos appellamus Utl
mancata sincope in protonia) -0- di gomera nel vocabolario potrebbe.
nuntiatum, rozzo di rozzo... Ita un r o Z Z o di
esser stata dettata al M. dalla constatazione che la voce era semi- P a n n i lini, un rozzo di faz-
dotta, non dialettale (vedremo che in A.l. abbondano dialettismi p a n n i, di sorbole .
zoletti etc., dicunt Mutinenses,
italianizzati, presumibilmente appartenenti al parlar finito dei quum multae ex his rebus c o -
ceti medi). . n j u n c t a e a b uno filo
Mallon, di capelli, di lana, cfr. Mutinenses ... clicurit ... un pendent rotae ad instar ...
di canapa mal/ofte di lana, di capel/i, di ca- (spazieggiature nostre)
nape Ancora :il latino usuale delle A.l.torna nel vocabolario. Forse fu
picciola massa o fastello idest globum lanae etc. questo articolo a essere scritto per secondo;. o almen~ lo fu l'ultima
V. Du Cange. L'usarono i se- .. ~ Latior quam putarit Du- sua parte, che ripete quel presse pronuntlatum di A,I. ma nel
coli barbari Cangius est significatio huius vocabolario inutile, dato che aveva appena, detto col Z aspro .
vocis; neque proprie significat
crinem, sed quidem globum ali- Sbroccar, mangiar foglia; cfr. Sbroccare, r a m o s ' a v e l-
cuius rei etc. levar frondi o rami I e re; ... de pecoribus, jumen-
Forse l'integrazione al Du Cange fa ritenere posteriore l'articolo tisve ac ceteris 'animalibus, qui
di A.l. (ma si riconsiderino le osservazioni qui sopra fatte per frondes ramusculo-
casi analoghi di brachilogie nel vocabolario).' '. s q u e ex arboribus d e p a -
s c e n d o a velI u n t; aut
Breve il cenno, nelle due sedi, a padire, digerire (tal quale etiam translate dicunt de ho-
negli abbozzi della seconda sezione, a c. 30r, e nel fascicolo princi- mine etc.
pale, a c. 53r); Padire, hoc est digerere, cujus verbi adhuc ignotam Come al solito, pi rifinita l'edizione 1739, con vere e proprie
mihi originem fateor. Patire hoc sensu dicunt FIorentini (A.l., voci da vocabolario in cui il lemma viene compiutamente illustrato;
dove M. si accosta all'etimo esatto). l'aggiunta sull'attribuzione al comportamento umano depone per
Ancora leggermente amplificata in A.l. la nuda glossa del vo- una posteriorit di A.J.
. cabolario per paine, bacchettine invischiate ; la stampa precisa S cajJa, dal ted. SchajJ cfr. Scaffa, scaffale Etruscis [cio i
che il termine richiama non viscum, sed hasce virgulas (invi- Toscani' moderni], ex Germa-
schiate, s'intende). mco SchajJ significante Un ar-
madio, un ripostiglio .
Remi, crusca , cfr. Remolo, furfur, crusca in A.l., dove il
Immutata, e ben a ragione, l'etimologia; ancora una volta, la
termin,e , come al solito, italianizzato, ,e viene aggiunto l'equiva-
minore estensione della glossa al vocabolario dialettal giustifi-
lente latino. '
cabile sia per la forma di appunto sia pensando a un excerptum da
, Identica etimologia presentano Resca, resta, spina del pesce, materiale gi esistente. .
areste fr. e Resca in A.l., spina piscium . Qui il lessico dia- Anche le note a sgualcire sottendono la stessa ideologia: come al
lettale ad avere un allotropo che l'edizione 1739 non reca; ma solito, molto pi articolata la voce di A.J., dove si aggiunge l'al-
variazione di poco conto rispetto all'omogeneit della parte re- lotropo gualcire e il riferimento alla pigiatura; identico il rinvio
stante. (esatto) all'etimo tedesco, peraltro trascritto pi correttamente nel

'" 24 '" ,....., 25 '"


Introduzione
Introduzione

v~)Cabolario (dove .s~ ne discorre sotto sgualzuJlJir). Ecco le parti La nota apposta a tasse/Io nel vocabolario (<< da tas franz., en~
d1 A.~. confr~ntab1li col cod. Campori:
tasser ) stata rivista per l'edizione a stampa, dove si osserva che
gualare, non mteso dalla Cru- cfr. Vide inVocabulario Cruscano il sostantivo francese seriem et congeriem rerum significat, sed
sca , .
gU~tczre, gualcito, ubi non pro- fere semper sine ordine conjunctarum , mentre la voce modenese
prms sensus verbi ponitur ... si riferisce a cose per ordinem dispositis e dunque postuler
da Walken ted., Walk ingl. Purum putum verbum Teu- un'evoluzione semantica della parola originaria favorita dall'incro-
tonicae linguae agnoscito, nem- cio col greco "ra~L, hoc est ordo .
pe Walchen, follare, densare, cal-
care ... )} Ultimo riscontro che facciamo quello per verra I vera: nel voc.,
~1a va, timarc~to che (salvo nostro abbaglio) la mano respon- subito dopo verra di ferro, il Muratori aggiunse I tosc. dicono
sabile deli annotazlOne sul codice quella del Gherardi: il che fa- ghiera ; in A.I. le due parole ricompaiono appaiate: pro ghiera,
rebbe pensare all'a~ievo ch~ si abbevera alle fonti stampate del mae- Mutinenses dicunt verra sive vera .
stro, ~~end~ndole1U. me~lio quando pu; ma non deve farci esclu- Valeva la pena di abbondare con gli esempi, per far toccare con
~er~, l1pote~l.contrana, d1 un Gherardi preparatore di materiali per mano ci che si diceva all'inizio del presente paragrafo: ulteriori do-
11 pm preStlg10so collega. cumenti, probabilmente utili per precisare la cronologia dell'una e
dell'altra opera, potrebbero addursi una volta completata la rico-
Po~teri?,re la stesu!=a di A.1. per sirga / sirghe, come mostra l'eti- gnizione critica dei manoscritti contenenti le dissertazioni linguisti-
molog1a p1U accettabile; ma la definizione del lemma la stessa:
che. Ad esempio, se i dialettismi presenti nel lessico risultassero
<: ci che rimane de' follicel- cfr. MU1:JJenses ... dicunt sirga fol- aggiunti alle A.1. posteriormente alla prima stesura (ricavabile
11 dopo cavata la seta ~culos ~~mbycum, postquam grosso modo dal ms. F. 22 f. 3), potrebbe dedursi che il vocabo-
" mde papiliones enati sunt . lario dialettale, a un certo momento (pi o meno precisabile), venne
Il M.'ltato~l per il re~to ,abbandon il parallelo con l'inglese silk sistematicamente coinvolto nella redazione delle A.I. stesse. E in-
del less1co d1alettale, d1chiarando in A.I. e sirica nomen hoc fatti, uno spoglio che Maria Angela Seidenari, laureatasi con lo
sumtum.
scrivente, ha compiuto sulle voci del Catalogus etimologico (let-
tere A-L) mostra che, dopo il 1730, i riscontri dialettali aumentano,
. ~embra di P?CO post~riore anche la stesura delle A.1. per siissar / proporzionalmente al numero delle voci, di due terzi.
slzsczare s~rucclOlare ; m entrambi i luoghi si rinvia all'etimo liscio Tuttavia, non ci sentiamo di affermare che il lessico rimase mero
(detto potzus nella stampa), in alternativa per col fr. glisser (voc.) strumento per l'opera maggiore: il numero l~rgamente superiore
o col tedesco glitschen (che etimologicamente sar la stessa cosa). di voci in esso contenute (rispetto alle 430 parole citate nelle An-
. Tra le due note ap~os,te a s':Jacc(o), sJlJaccar(e),' riportati al ted. tiquitates - 400 solo dalla dissertazione XXXIII e dal CatalogHs -)
schJlJach (:he ,~ncor 0!Sgl nsulta 11 principale indiziato per l'origine testimonia che esso ebbe fin dall'inizio, o conquist ben presto,
vita autonoma,
d~lle VOCl) c e solo 11 forse. apposto in A.I., possibile indizio
d1 leggera posteriorit. Certo, non ricevette l'ultima mano che avrebbe potuto render
conto dell'evoluzione delle ricerche e del pensiero muratoriano:
. Sosta~zia~r:nente lo stesso etimo proposto anche per splu~car(e): l'enorme mole di lavoro cui il prevosto di Pomposa si assoggett
11 voc. c1ta lmglese pluck cavare per forza ; la dissertazione ri- dalla fine della stampa di A.I. (1742) per gli ultimi otto anni di vita
manda al francese espluquer piluccare e al tedesco pfluchen de- distrasse l'erudito dal compimento del vocabolario. Ma che la so-
plumare preceduto da ex. spensione delle ricerche non fosse definitiva lo mostra il rinveni-
Del tutto analoghe le chiose a striccare (Strick, Stricken ted.). e mento tra le carte muratoriane del lessico Crispi: a questo propo-
stuss(o) stussar(e) (<< dal ted. Stoss = ex Germanico Stosn. sito, cfr. qui sotto in particolare i 7-8.

,....., 27 ,.....,
Introduzione
Introduzione

Vitta, Cossa, An~remmo,. R,ecca, Tem';10~ Nummi, Parmtella, Que-


5. Muratori e la fomtica dialettale.
l'ella, e altri si fatti erron. di pro,nunz13zlOne . "
Il discorso viene ampliato alI epoca delle A.I. e del leSSICO dia-
, La .modernit. ~el Muratori etimologista consiste anche nel- lettale. Estraendo le annotaz~oni sparse in v~ri a:rticoli .etimo~ogici
~ a~~n.zlOne d~ lUI rIservata all'aspetto fonetico dei lessemi. Mentre dell'opera a stampa, si pu ncavare una speCle dI fonetica del vol-
l plU celebratI etimologi dell'ultimo Seicento non avevano tanti aari 10mbardi (da Milano a Modena, non a caso le due parlate note
scrup~li a piegare i suo~ (anzi, le lettere)}) a ogni tipo di per- ~er esperienza diretta ~ Murat~ri, e lin~sti~mente pi ~
~utazlO~e . (17) che s~Vlsse loro per giustificare le pi incredibili allora di quanto non Siano OggI) (20) ch 11 Vlgnolese applicava
ncostruzlOru (col faffilgerato alfana ricondotto da Menagio a equus abitualmente. .
possono ben stare frasca da ramu~, prugnu% da fttngus, garzofle da Ecco le leges (21) ricavate da A.I. XXXIII (di sguito m-
ver1Ja ? agaso, macchza da dumus, glUstamente ridicolizzati nella dis- dichiam la colonna, beninteso del voI. II 1739, in cui compaiono).
sertazlOne XXXID), il Muratori, nell'atto di inserire i dialettism1 Sonorizzazione della consonante l;tbiale: Prussare ... leniter
nelle trafile etimologiche delle parole toscane si interrog sui ca- pronuntiato P, atque in .B c~nverso (rit factum!n Brina e PI''Uin~,
rtteri generali dei dialetti, traendone delle ;egole (non assolute) in Obbrobrio ex Opprobrzum, 1il Pruno, seu Prumo fructu, a nobls
che rendessero comparabili voci distanti foneticamente. Lombardis immutato in Bruglza, etc.)>> colonna 1091; pro Pera-
A suscitare le prime osservazioni del Nostro dovette essere mare Pra1J1are, ac tandem pronuntiato leniter P Bramare invaluit.
~'as~olto, o durante il s?ggio~no ~anes~ o fin da primi anni d9PO Ita e Pcrussare '" efformatum Brusare, Bruciare 1163.
Il nentro a Modena, di qUel. predicaton lombardi i cui sole- Spirantizzazione della labiale sonora: Nos Lombardi facile P
cismi e barbarismi)} sono ripresi nel gi citato cap. ID 8 della Per- in medio vocum per V consonans efferlmus, ut ripa, riva,' papero,
f~tta 1!0esia ~taliana . . Qualcun? (18) sul pergamo non sa pronun- pavaro; sapone, saVOfle etc. 1092-1093.
z~e il C, dicen~o, 1il vece ~ certo perci nocivo pace, zerto perzi no- Spirantizzazione della labiale sonora: [Labellum] lavellum po-
ZIVO paz: ; altn (' pronunzia per C que' vocaboli che s'han da steriora saecula appellarunt, familiari usu mutanru B in V con-
pronunzIare con CH, come Ciesa Ciostro Occi Riciede Ciave in vece sonans 1138; con assordimento uti jam monui B in V conso-
d! Chi:sa Chiostro Occhi Richiede Chiave; ovvero pronunzia Ghiac- nans, et V presse pronuntiatum in F facile transit 1204.
czo .Gkz~nde come se fossero scritte Giaccio Giande; o legge Trono, Lenizione della spirante: stU/Ja lombardo raffrontato a stt1a to-
e SImili, che hanno l'O largo, come se l'avessero stretto' ovver scano, 1312.
Costo, e simili, che ~anno l'O stretto, come se l'avessero la:go .(19) Evoluzione della palatale c alla postdentale Z dal toscano al
Infine (per tacere di altre osservazioni che investono la morfosin- lombardo (fenomeno gi rilevato in P.P.I.), e viceversa in senso
tassi) il ~urato:i ,co~stata .la tend~a. all'ipe~correttismo in campo con,trario: Tusci Lombardicum za in ccia convertere solent, ac
consonantIco, C10e ~ 1ildebl~ gemlnaZlOne di consonanti semplici: proinde efformare potuerint Boccia (dal ted. Butz, 10mb. buza /
legge le parole Rifiuto, Vzta, Cosa, Andremo, Reca, Temo, NUllli, bozza) 1160; Zuff, quodMutinenses et Mediolanenses adhuc re~ent,
Parentela, Querela, e simili, come se fossero scritte cosi: Rifizltto, Tusci vero pro more suo in Ciuffo converterunt 1186. Propno de'
Toscani il pronunciar con due CC molte voci che in Lombardia
son profferite con -doppio ZZ}} (Dissertazioni 1751, II, p. 329).
(17) Identica .te~mino.logia .(Principali permutazioni di leitere nel dialetto modenese posto
a confronto colla lingua ~attna ,crztta o colla toscana) torna nel Saggio di un glossario modenese Palatalizzazione di cl (gi notata dalla P.P.I. nei predicatori):
del GALVANI (1868: nst. 1971, p. 109), in una sezione ripresa venticinque anni dopo Latinum CLA nos Lombardi in CIA convermus 1216 (con
dal MARANESI. - .
ulteriore sonorizzazione settentrionale, postulata dal ricongiungi-
(18) Attingiamo, solo perch pi agevolmente disponibile, alla pessima ristampa
della P.P.I. procurata da ADA RUSCHIONI (Milano, Marzorati 1972, voI. II, p. 624) .
mento di giavellotto a clavis).
. (~.) Ques~e d~e aperture voc~Iiche,. difforn:U rispetto alla norma toscana, sono cara t-
tensttche dell odierna Lombardta: le altre, con quella che riportiamo subito sotto (20) Cfr. sotto il 12.
sono normali anche nel Modenese. '
(21) Per l'espressione etymologiae leges vedasi il Calalogus s. ardire, collo 1132-33.

,....., 28 ,...., ,....., 29 ~


! ,

Introduzione
Introduzione

. Resa con gu del w germanico (~enomeno panitaliano, anzi, pi Con particolare riferimento a quest'ultima considerazione, che
diffuso al Centro-Sud che al SettentrIOne): Germanicum' W in GU . mostra un Muratori ben consapevole della rilevanza dell'apocope
apud Ital?s transit 1105 (e cfr. 1223).
(il fatto pi tipico dei dialetti nordo~cident~li,. assi~n:e al fenomeno
Rotatlsn:o (~ feno~~no inverso in Toscana): Gallicum Ra- . della degeminazione delle consonanti dopp1e 1mplic1tamente osse~
quette, Muttnens1bus aliisque Lombardis Bacchetta a Florentinis . vato nella P.P.I.), andr giudicata CUl1J grano salis la frequenza (spec1e
dicitur Lac~he~ta, R in L. conv:erso 1239 (a proposit~ eli resca / lisca). in A.I., ma anche nel lessico dialettale) di parole indicate come dia-
Pr?stes1 di s: Muttnens1bus, praeponentibus S multis vocibus, lettali o tipiche della parlata modenese ma terminanti in. vocale.
est e.tiam Scassare et Squassare 1192 (ove si menziona inoltre la Anche dalle sole voci citate in questo paragrafo (adracato, frabbo,
COP?l~ crollare / ~crollare); cf~. 1286 per sbigottire da bigottire (<< Hoc rognom, pavaro, saVOl1e, scassare, arstituire ecc.) risulta che spes~o, ~
potisslmum Muttnenses faclUnt ) e. 1287 (<< Mutinensis dialectus A.I. (molto meno spesso nel lessico dialettale: cfr. la .tr~t1na di
facile vocibus in principio S adjicit). voci messe a riscontro nel 4), il Muratori elenca come t1p1che della
. Concrezione e discrezione dell'articolo (cio di l o 11): cfr. la sua citt voci fornite di vocali indubitabilmente epitetiche rispetto
?t. n~ta su avello,. da labellu'f e con. l'attestazione di ftavello (per al dialetto ' genuino'. Rimanendo assodato che il nostro erudito
mcroClO, suppone il Muraton, con fzavicula: 1138-1139; e s'intenda non ignorava la costante della caduta di tutte le vocali finali (tranne
che tale fe~omeno ~on ~ dichiarato esclusivo del Nord). a), dobbiamo supporre che i lessemi da lui registrati .fa,cciano part~
Met~tes1: MUt1ne~lbus dicitur adracato de senibus, pro adar- di un dialetto italianizzato, una specie di volgare 1llustre , o d1
cato. Uti et frabbo ab e1S appellatur, qui Latnis est faber, et Italicae quel parlar finito con cui avrebbe fatto i conti Manzoni un se-
linguae fabbro 1090 (e, dopo il 1730 venne ao-o-iunta la menzione colo dopo: che nei nostri anni or~ai caratteristico dei vill~ni

dello Jacoporuco. fireve.) '00
rifatti (messi in ridicolo, per esemp1o, dal bologne.se Testoru ~
Pros~esi di a d~v~nti a r: Mutinensis dialectus AR pro RE dal romagnolo Guerrini, o pi addietro dal milanese Po:ta), ma al
pronuntiat, ut. arstttUtre .pr~ restituire, drcomandare pro raccomandare. tempi muratoriani poteva essere adottato dalla borghes1a, op~ur~
Quod tam~ lnterdum fac1t et FIorentina. Ipsi enim est arnione, . dal popolo minuto nei rapporti coi ceti pi elevati o nelle OCCaSlOll1
quod Muttnenses appellant rognol2e, et Galli roignon ex ren renis comunque 'ufficiali '. . .
1089-1090 Ca proposito di arsenzare). '
Saremmo inclinati ad attribuire anche l'eccesso (rispettO alla fo-
. Evoluzione di.! (brev~). in e .chiusa: cfr. 1124, a prposito di nologia del dialetto modenese) di consonanti intense non a una
adesso, del qual~ Sl mette 111 dubb10 la discendenza da ad hoc ipSU17J carenza del raccoglitore ma piuttosto a una commistione col to-
per la constatazIOne che esso a nobis pronuntiari E clauso, et con- scano (o col latino) operata dagli stessi parlanti .e rilevata dal Mu~
tra adesso E aperto , e 1305, a proposito di spegnere, la cui e chiusa ratori stesso nel brano da P.P.I. III 8 sopra c1tato.
messa accanto a quelle difendere, pegno, segno per convalidare l'etimo Ci siamo dunque ben guardati sia dall'espungere i termini n:on
expingere.(22} .
giudicabili come dialettali allume della fonologia. odie~~ sia (C?n:e
Apocope vocalica nei dialetti gallo-italici: Galli ante Rtnanos ribadiremo nel 10) dall'emendare la lettera del COdiC1 e dell edi-
domina~on~m suam usqu~ ad Ariminum protendebant; ac prop- zione a stampa con l'espunzione dei graf~mi presumibilm~nt~ ca'"
terea uti etia~ nunc Ga~l nos!re, aut~e atque horum similia, sup- duchi nel vernacolo 'puro' (ma probabilmente pronunciati nel.
pr~sso E finali, pron~tiant, l!a Muttnenses, .Bononienses aliique volgare illustre , e forse anche pi in basso). D'altra par~e~ le
hUJusce tractus populi pronuntiant nostr; altr etc. 1043. (23) .
consuetudini grafematiche del dialetto modenese. anc~e 0f?gl 1~~
pongono (si vedi il vocabolario Neri o la moltituditie di .scrttti
(22) Mentre il foglietto

tolto al ms. XXIll 1 e costituente 'oggi ia c 29 de'l co d' .
J " ' dialettali imperversante ai nostri giorni) un buon numero di con-
Camp,?~l pensa,,:a pIuttosto a uupendere, cogliendo l'occasione per ricordare' il napo!e-
tano-slctllar,o dispennere, dunque con implicito richiamo al trapasso nd > nn nel Sud. sonanti doppie (di solito, a indicare la brevit della vocale ante-
(2lI) Segue il riscontro con l'olter dei milanesi Gallicuni AU in O convertentes' cedente: vetta, tott) e alcune vocali finali che in effetto vengono pro:
ma si precisa c~e la monott~n~ione.AU > o gi documentata nel III-IV secolo.d. C: nunciate, vuoi per la sopraggiunta' italianizzazione del dialetto, VU01
e non necessanamente ascnvlhlle a influsso gallico.
perch non si usa un equivalente apocopato, ad es., di come o dove,
"-' 30 "-' ,....., 31 "-'
Introduzione Introduzione

vuoi perch c' alternanza ad es. per i plurali dei nomi femminili . nella chiesa dove gi riposavano le spglie del prevosto Muratori.
(stredi / stred, aq14i / acov / achev ecc.). Doveva dunque essere nato nel 1687 o gi di li; ma il Registro dei
A maggior ragione non potevamo pretender nel Muratori o vivi non indica, tra il 1685 e il 1690, nessun battezzato col suo nome:
nei suoi amici, che si collocano all'inizio della tradizione lessico- desidereremmo sapere su quali fonti si basino C. G. Mor e P. Di
grafica modenese, un rigore glottologico tanto nella cernita delle' Pietro (Storia dell'Universit di Modena, F~enze, Olschki. 1975, I
parole di vernacolo incontaminato quanto nella ricostruzione di- 254), e con loro Pugliese, per fissare la nas:lta del Ghe~ardi. al 1679.
vinatoria e foneticamente analogica delle voci che venivano per- Fu allievo del Bacchini, e il Muraton ne parla mfimte volte
cepite come contenenti suoni intensi. nell' epistolario, a cominciare da qu~lla bellissima lettera (1 O~ XI- ~ 721).
Il nostro lessico un quadro di come il dialetto modenese veniva a Giovanni Artico conte di Porela Intorno al metodo seg14zto ne SUOI
parlato e registrato dai pi fededegni testimoni di quell'epoca: st14di,(24) quando racc.onta delle visite. fa:te a . quanti archiv:i .pote~
questo paragrafo valga a provare che le registrazioni a noi giunte in varie parti d'Italia e delle nOZlom rapldamente acqUlslte di
non erano compiute a cuor leggero, specialmente da colui che paleografia e diplomatica: vid~ in. que' soli miei .viaggi [1714-
- crediamo - anim e diresse l'impresa vocabolaristica. Per altre 1716 a Pavia, Massa, Genbva] divemr dottore anche m questa ma-
considerazioni linguistiche ricavabili dalle fonti a disposizione si teria' il mio sio-. dottore Pietro Ercole Gherardi, lettore di lingua
vedano pi sotto, come anticipato, i IO e 12. ebraica e 'grec~ nel pubblico Studio di Modena [del S. Carlo, dal
1713], da cui amorevolmente fui sempre accompagnato in quelle
fatiche fatiche deliziose, ma insieme scabrose e non poche. Con
6. Appunti sul Gherardi. questo' soccorso giunsi a compiere l'opera suddetta [le Antichit
Estensi] con tutto il zelo e l'amore del vero . .
Di Pietrercole (o, se si preferisce, Pietro Ercole) Gherardi ab- A fare il conto completo dei rapporti di dare e avere tra i due
biamo gi discorso ilel 3, a di questa introduzione, anticipando eruditi (il Gherardi divenne sotto bibliotecario estense '- sano e
quanto servisse a collocarlo nell'orbita muratoriana. Per un profilo allegro -) (25) non basta, probabilmente, lo spoglio delle 522 let-
abbastanza esteso del nostro pubblico professore di lingua greca tere o-herardiane (appena edite) al Muratori: perch la diretta fre-
e di lingue orientali in questa universit di Modena , al cui pro- quen~azione reciproca era continua, come .si ev~ce ~alla .trenri?~'
posito si dice (Tiraboschi) che di grande aiuto egli fosse al Mu- di riferimenti che il Muratori fa, nel propno eplstolano, al servlgl
ratori nella compilazione delle vaste sue opere (in senso contrario dell'amico (a cui dirette, peraltro, non ci constano esistere lettere
a quello riscontrato nel codice Campori: avrebbe cio rivisto gli muratoriane). . ., . .
abbozzi del Vignolese), quando ci accingemmo al presente lavoro Invischiato nelle vicende politiche e personali del duchi estensl,
potevamo rinviare solo alle pagine della Biblioteca .L1odenese di Gi- il Gherardi viaggi molto anche da solo: era quasi un ritornel.lo per
rolamb Tiraboschi citate al 2. Ora invece (1982) il Centro di studi il Muratori lamentare che ultimamente hanno rubato a me il dot
muratoriani e l'editore Olschki, nel quadro dell'edizione nazionale tor Gherardi con inviarlo presso al serenissimo principe Giovan
del carteggio del Muratori, hanno reso disponibile il volume ven- Federico (26) o altrove. Era a Praga il 16-X-1723, a Vienna dal
tesimo (dei 46 previsti), Carteggio con P. E. Gherardi, a c. di Guido
Pugliese, alle cui pp. 5-12 si. trova una Introduzione non priva di
approssimazioni e lacune ma purtuttavia assai utile. (24) Lettera 1999, nel val. V dell'Epislolario di L.A.M. edito e curato da M. CAM-
PORI, Modena, Soc. Tip. Mod. (volI. 14, 1901-1922: il brano che ci interessa a p. 2147)~
Il nostro uomo era di pochi anni pi giovane del Muratori, e ristampata, con eccellente prefazione, alle pp. 3-38 (val. I) di Opere di L.A.M. a c. dI
gli sopravvisse due anni e mezzo. Il Registro dei morti n. 18 conser- G. FALCO e F. FORTI, Milano-Napoli, Ricciardi 1964 (cfr. pp. 27-28).
vato all' Archivio storico comunale di Modena (c. 81v, 6 luglio 1752, (25) Cfr. lettera 2757, del 1728 (val. VII, pp. 2790-2791) scritta dal Muratori a

parrocchia di S. Vincenzo) scrive (sciogliamo le abbreviazioni) che F. Brembati.


(26) Lett. 2209, del 1723, a G. Riva (val. VI, p. 2351). Secondo il PUGLIE~E, in
il Signor Dottore Pietro Ercole figlio del fu Signor Sebastiano quel periodo Gherardi forse serv quale segretario del residente esten.se a .V:enn",
Gherardi morl d'anni 65, e fu sepolto in S. Maria Pomposa , cio O comunque segul l'addestramento del principe Gian Federico nelle artI marzIah.

~ 33 '"
Introduzione
Introduzione

13 novembre (e nei giorni immediatamente successivi descrisse abbiamo riconoscendo la calligrafia (detto in .senso etimologico)
all'amico la sede della biblioteca Cesarea di Vienna, non tacendo gherardiana ~ei manoscritti d~l Mu:atori: ~he si va~se eli 9.ues~o
la ritrosia e la freddezza di col ).(27) L'ultima missiva viennese copista intelligente per la redaZ10ne di opere lIDportantl. (32) E ili~til~
del Gherardi al Muratori datata 23-VIII-'24, e, da Modena, il tornare sui manoscritti lessico grafici (codice Campori e arablsffil
destinatario confessava a M. A. Lazzarelli Aspettiamo a momenti all'Archivio di Stato) alla base del presente volume; ribadiamo in-
il dottor Gherardi che, impazientatosi, s' partito da Vienna senza vece (cfr. 2, a) che fu il Gherardi a ricopiare in pulito la prim~
licenza del Padron serenissimo . (28) stesura delle dissertazioni L,{XII-XXXIII inviata dal Murato!l
Naturalmente, la delicatezza della missione diplomatica (su cui all'erudito senese Uber~o Benvoglienti nel marzo 1730, e da costui
torneremo) non aveva impedito al Muratori di affidare incombenze postillata in un fascicolo di ben quaranta pagine, spedito al Mu-
erudite al Gherardi, con particolare riferimento all'edizione dei ratori assieme all' originale del dottissimo e lungo ragionamento
Rerum _Italicarum Scriptores: (29) e il Vignolese avrebbe scritto, ad il 19-V-'30.(33)
A. Rambaldo di Collalto, che col ritorno del sianor abate Ghe- N il Gherardi fu insensibile al fascino del dialetto a fini di crea-
rardi ricevei tutto quanto ella aveva contribuito alla mia gran Rac~ zione letteraria: il Pugliese segnala una commedia in modenese,
cotta . (so)
La sposa Franzesca, conservata in un codi~e dell'archivio .pr~vato
. Anche n~gli a?ni seguenti, si pu dire che ad ogni 'soggiorno Forni a Modena; ed estrae da lettere gherardiane al Muratotl dialet-
del Gherardl fuOrI Modena Ce l'epistolario del Muratori testimonia tismi (pirchierie, mini), imitazioni del linguaggio veneto e tedesco.
di lunl?~e. per~anenze a Bologna e Venezia, al sguito degli Estensi (Essendoci attualmente inattin~ibile l'archi~io Forni, avanziam?
trasferltlsl cola durante le guerre di successione, rispettivamente solo il sospetto che la commedia altro non sla se non una trasctl-
polacca [1734-1737] e austriaca [1742-1749]) corrispondessero com- zione gherardiana da La sposa Francesca [1709] del lodigiano F. De
piti assegnatigli dal suo diretto superiore di biblioteca, che si valse Letnene, biografato dal Muratori). . . .
dell'amico anche per funzioni di vera e propria segreteria, col far A questo punto chiudiamo con un'ultima c?nsideraz~on~ Cdop?
sapere a propri corrispondenti che indirizzassero pure le loro mis- quelle del 3, a e note 11-12) sulla raccolta del vocaboli dia~ett~li:
sive presso il Gherardi in corte del serenissimo di Modena Bo- a differenza di quanto fatto (volutamente o no) dal Bertonl, nte-
~p~~ . . '.
niamo necessarla la distinzione tra le voci scritte di pugno dal Ghe-
Riflessi ancor pi tangibili di questa continua collaborazione li rardi e quelle registrate dal Muratori, propri?perc~ l'~utante. mag-
giore del prevosto, lungi dall'essere un actltlco ncoplatore di cose
(21) Le citazioni sono state ricavate dall'epistolario gherardiano, ancora inedito altrui, pu benissimo aver dato un contributo originale all'impresa.
qu~do ne ttas~ivemmo ~tralci,nella F. 66 f. la (per quanto ci interessa qui) deil'Ar- Che poi il Muratori, .approvando le voci raccolte dall'amico (le can-
chiVlo muratorlano; ora SI vedano queste l~ttere ai nn. 8 e sgg. dell'edizione PUGLIESE. cellature sono ben poche), le abbia in un certo senso fatte proprie,
Cfr. an~e Per: il CCL anniv~s~rio della nascita di L.A.M., a c. della R. Deputazion~
di Stona PatrIa e della "!-:
BI~h?teca Estense, Modena, Soc. Tip. Mod. 1922, pp. 39~ e dunque ogni lemma gherardian~ vada cons~derato a~che m~~ato
71, !36: e, ~er. altre notwe pi 1n generale, T. SORBELLI, Spigolature dai carteggi di.alcuni riano, risulta chiaro da quanto abbiamo detto ili sede di deSCtlZlOne
corrzspondenti dz L.A.M. (P.E.G. e L.A.M.), in Miscellanea di studi mura/oriani; ibidem, del codice: e per questo il nome del Muratori precede gli altri nel-
1933, pp. 192-233. \
(28) Lett. 2277 (voI. VI, p. 2400).
l'intitolazione del nostro volume.
(29) Anche la celebre Vita di Cola di Rienzo deve la traduzione latina (A.l., t. ID)
Ma quae sunt Caesaris Caesari, quae sunt Dei Deo: non si toglie
al Gherardi.
(so) Lett.
2306 del 1725 (VI, 2419).
(3') Il PUGLIESE segnala che due carte, dai capitoli II e V Della forza della fantasia
(31) Lett~re del Gherardi al Mru:atori da Bologna ne abbianlo tra il 1734 e il '36: umana, furono scritte di pugno dal G. e solo postillate dal M. E circa l'attivi~ gherar-
e dal M. ~al?plamo .che G. si ?ode,i prof~i di Ve~ezia nel 1743 (lett. 4764), e ancora diana di correttore di bozze va ricordato che la rilettura delle opere muratorlane ser-
nel 1746 IVI 'p1;"atlca con tuttl que letterati, e nOInlnativamente col signor procuratore viva secondo una voce raccolta dal TlRABOSCm (p. 390, op. cit.), per toglierne,
Marco ~osc:"nru!> (lett. 5314). Lettere veneziane del Gherardi al Muratori ne abbiamo ove fosse bis~gno, que' nei, che l'insaziabile attivit di nuove fatiche non avea lasciati
p~r tutti gh anru della permanenza del primo in Laguna (vedi fascicoli lb e li: della ravvisare all'autore )l.
Clt. F. 66).
(S3) Cfr. l'art. cito in n. 8, pp. 77-78.

'"" 35
Introduzione
Introduzione

Passano altri dieci anni, il nostro chierico divenuto abate e


nulla al sublime Muratori se si rende il dovuto al suo, pi modesto, sua altezza lo ha assunto al proprio servizio mandar:dolo a Vienna
collaboratore. come segretario di lettere della ~ocale ar~b~sC1ata estense. Il
soggiorno lungo e non troppo gra~lto al Cmpl, se la lette.ra. d~~
tata Vienna 13-1-1723, conservata nell Autografoteca Campon e gla
7. Giacomo Crispi, chi era costtli.
citata al 3, b, supplica 1' Eccellenza (ministro ducale) cui diretta
~n don Abbondio dei nostri giorni avrebbe potuto porsi la
di ottenere il ritorno a Modena del mittente.
Ma questo sarebbe avvenuto m~lto. pi tardi: ~tanto, la mis-
famlgerata domanda con migliori motivi rispetto al personao-o-io
. N essuna delle tante opere erudite su storia di Modena
bb sione in Austria del Gherardi porta 11 viCe-Murato!1 a contatto con
manzoruano.
l'abate esule (qui si annodano i primi fili da cui sorgerJa tela del
o modenesi illustri (e cominciamo l'elenco col secondo tomo delle
vocabolario modenese? ?). La citata lettera del Gherardl al Mura-
Antichit Estensi del Muratori, proseguendolo con la Storia della
tori del 13-X1-'23 (n. 10 ed. Pugliese) parla della buona com-
letteratura italiana, la Biblioteca modmese, le Memorie storiche modmesi
del Tiraboschi; e tacendo il resto) che abbiamo consultato d un Pao-nia dell' Abate Crispi Seo-retario di Lettere del nostro Serenissimo l)
nelb viaggio da Praga a Vienna;
b
e un'altra lettera gherard'lana, qu~s~a
volto al :finora ignoto destinatario di quella lettera francese ora co-
volta al duca di Modena (Archivio di Stato di Modena, ArchiViO
stituente l'ultimo foglio del codice muratoriano F. 44 f. 22.
Segreto Estense, Ambasciatori Germania, b~sta 211, 11-~II-'23 ~c:
Di o::igine ferrarese ~rano i conti Crispi, feudatari di Montealto
cenna a una lettera consegnata al Gherardi dal segretano-ambasCla-
nel regglano: ma non Cl constano rampolli dediti a fatiche lessico-
tore Sorao-ni, il quale non avendomi trovato in casa, poich ero
logiche. Ecco invece le notizie biografiche che abbiamo direttamente
andato al ascoltare una Messa, l'ha lasciata al Crespi, che me l'ha
tratto dagli archivi a proposito del nostro Carneade.
Il Registro dei ~ivi nell'~rchivio s~orico comunale (n. 16, c. 91v), ricapitata . Ancora. il 23-V1II-'24 il .Gherardi, impazie.nte di p:::-
tire da Vienna, sc!1veva al M urato!1 (lettera 53 Pughese): s 10
al 23-I-!693, SC!1ve: . Glacomo ViCenzo Lodovico figlio del si-
gnor Guolamo Crespl, e della signora Cattarina Lotti sua moo-lie fossi in viaggio, il signor abate Crespi eseguir tutto a dovere in
fu ~atte~zato. Padrini il sign~r Giacomo Correggi e la signora S~nt~ mia vece.
Evidentemente il Crispi era ritenuto persona di massima fiducia,
GU1d~tt1 . Dovrebbe essere 11 nost::o uomo: non ci inganni la grafia
se gli si lasciavano in mano messaggi relativi a una delicata ope-
Crespt del cognome, che anche nel documenti successivi si alterna
a Crispi, secondo una forma di allotropia rilevata da Emidio De razione diplomatica (tanto delicata, che b,:ona. parte d~lle lettere
Felice. (34) gherardiane conservate all' A.S.Mo. sono 1ll cifra). E 11 duca lo
Vent'anni dopo, gli Atti della Comunit nel medesimo Archivio pagava regolarmente: la Bolle!ta dei Salar~ati (sempre all'Archivio,
come tutte le cose concernenti la cancelle!1a estense), fondo CanJera
(2~~':II-1713; c. 66r) annotano: Fu letta una Pollizza dell'Illu-
Ducale Estense, registro 200, in massima patte riferito al 172~, an-
strlsslmo s~g:r:or Segretario Barbieri, nella quale dice che Sua Al-
nota a p. 64 che il Signor Don Giacomo Crispi aiutante al slgnor
tezz~ Sererusslma comanda che il censo, che era in testa di Francesco
Mana Benedetti pacificamente tenuto dal Pubblico sia voltato in Abbate Pappotti, come in Bolletta antecedente c. 62, deve avere
testa del Chierico Giacomo Crespi, cominciando ~ darli li frutti 36 (lire). . ' .
L'abate Francesco Papotti, nel 1724, !1Sulta Segreta!1o dl Ca-
de~ p::in~ipio ~ maggio scorso)}. Dalla polizza risulta che il giovane
mera di Sua Altezza Serenissima; fu anche all' ambasciata in Bo-
Cmpl s~ dedi~ava ~ll' Opera ~ei ~eofi~}), un'istituzione per la
loo-na dal 1732 di nuovo a Modena, e sue notizie all' A.S.Mo. si
cat~chesl degli ebrel, con sede ID Vla del Catecumeni (da pochi b '
annl, nel tempo presente, sbattezzata in via dei Tintori ). hanno dal 1704 al 1737.(35)

(3~) Cfr. Di~ionario dei cognon;i ita(iani, .Milano, Mondadori 1978, pp. 109-110: (35) Cfr., dall'A.S.E., Cancelleria Ducale, Particolari, Filza 800, e ancora: A.S.E.,
Crc:PI s~rebbe diffuso ~I ~ord (~ mfattl Oggl l'unica forma attestata dalla guida tele- Cancelleria Ducale, Carteggio di referendari, con!iglieri ecc., busta 66, e A.S.E., Ca!;, e Sfato,
fonlca dl M?dena),. CmPI propno del Sud, ma entrambi possono risalire al lat. crispu! CorI., busta 447; due lettere di Papotti sono anche nell'Autografoteca Campon. In nes-
crespo, dal capell1 fittamente ondulati e arricciati . '
Introduzione
________________________________________~_______
Introduz=i~o_ne

Sentiamo uno che di corte estense se ne intendeva, il Tasso (ancora


La bolletta relativa al 1723 manca: ma che il Crispi fosse gi al
citato dal Tommaseo): Questi sono gli ambasciatori residenti ...
servizio del Papotti e degli Estensi. lo dice il registro del 1724 con
E quando egli si dice solo del residente s'intende per eccellenza:
il riferimento alla bolletta antecedente . Invece il registro 199,
ed uomo che appresso un prencipe sostien la persona d'un altro
del 1721, non cita il Crispi, che dunque sar stato assunto subito.
prencipe . Dunque, a Vienna in quegli anni c'era un ambasciatore
dopo. (Silvio Montecuccoli, nel 1725 di cui si discorre ora, e nel 1726
Vincarico ricoperto dall'abate giustifica la composizione del co-
che vedremo appresso): (38) sotto di lui, e con altri, stava il Crispi,
dice muratoriano 44,22 con parti di lettere e con fogli che servi-
autorev~le esponente (rr:-a nor: possiamo sapere se nel carteggio
vano a sistemare i carteggi in un archivio-segreteria-ufficio corri-
spondenza: le date che contrassegnano alcuni di questi fogli (oscil- Muraton-Collalto la qualifica di residente , data a un segretario
di lettere , fosse scherzosa) della piccola colonia modenese di stanza
lanti tra il 1695 e il 1709, ma probabilmente apposte dallo stesso
Crispi in sede di riordino dei materiali) lasciano capire che il nostro a "Vienna.
Ancora in due occasioni il Crispi citato in dispacci da Vienna,
uomo ne entr in possesso solo pi tardi, e a un certo punto pot
questa volta per mano di Giuseppe Perab: (39) Ho inteso un
sfruttarli per il suo lessico perch ormai radiati dall'uso.
Ancora 36 lire all'anno risulta aver percepito, allo stesso titolo, certo motivo del Rostiziere - comunica con circospezione 1'11-X-
il Crispi negli anni seguenti dei quali ci resti la documentazione: si '24 -, di questo il signor Secrettario Crispi scriver ci che si
vedano i registri 201 del 1728 (c. 64, con riferimento a bolletta an- potuto indagare circa all'intenzione del sudetto ; e il 23-1II-'26,
con non minore cautela: Il signor Marchese Montecuccolo inviato
tecedente, foglio 64: e sar il registro 200 sopra citato ?), 202 del
1731 (c. 60), 203 del 1734 (c. 56), 204 del 1737 (c. 54). di V o~tra ~lt~zza S ere~s~ima mi ha fatto dire per il signor Se-
Per il decennio che segue, le Bollette dei Salariati mancano; nella crettano Cnspi: Esser di piacere dell'A.S.V. che egli si prenda della
prima che ricompare, riferita al 1749, non si fa pi menzione del solecitudine d'invigilare sopra la famiglia del Serenissimo signor
Crispi. Probabilmente, cessato dalle sue funzioni l'abate Papotti, Principe .
anche il suo aiutante aveva potuto ritirarsi a vita privata (e, ag- L'A.S.Mo. conserva altri due biglietti, scritti direttamente dal
Crispi (tornato a Modena, pensiamo definitivamente) al Duca: il
giungiamo, attendere al vocabolario).
16~XII-1734 per porgere gli auguri di Natale, il 28-X1-1735 per
Ma torniamo all'ambasciata viennese degli anni '20: la gi citata
~hiedere un fav~re p~rsonale.(4) Orbene, la grafia di questi biglietti
lettera muratoriaria del 25-1-1725 al Rambaldo di Collalto, che parla
del ritorno del Gherardi, aggiunge: miri nel signor abate Crispi e assolutamente identica a quella del vocabolario (mentre il biglietto
il Residente de' Gemignani ; e la risposta del Collalto, scritta il del 1723 nell'Autografoteca Campori, pur appartenendo certissi-
21 marzo di quell'anno,(36) comunica che al Padre Ghessi (37) e mam~nte alla st~ssa mano, pa!esa una scrittura pi giovanile), segno
al Residente de' Gemignani l'Abbate Crispi portai i complimenti che l opera lessico~rafica fu illtrapresa da un Crispi maturo (ultra-
quarantenne), stabilmente tornato nella sua citt e tra i suoi amici
vostri, ed entrambi ve li rendono .
Residente, annota il dizionario del Tommaseo, si dice propria-
mente il Ministro d'alcun Potentato presso un altro Potentato, ed {aB} ~ra ~. m?~i scelti dall'ambasciatore per esercitare la sua missione non poteva

dignit alquanto inferiore a quella dell' Ambasciadore, ed Inviato . mancare 11 plU tIpIcamente modenese: un dispaccio conservato nella busta 212 Amba-
JCia~ori. German!a chiede l'invio di chioco/~ta Ja/~nli e bondio!!e per omaggi in loco (e al
le.sslcografo odIerno serve a retrodatare dI quaSI mezzo secolo la pi antica attestazione
dI bondzola che avevamo precedentemente reperito in un poeta modenese del 1761 (cfr.
suna di queste sedi abbiamo tuttavia tracce del Crispi, come non le abbiamo nelle quat-
l'art. cito in n. 3, p. 85). .
tro lettere dirette al Papotti dal Muratori nel 1746-1747 (nn. 5342, 5368, 5381, 5385
dell'ediz. Campori). {a,} Messag~i c.onservat.i nella stessa busta 212 citata in n. prec. Il Perab fu un
{96} Archivio IIluratoriano, F. 60 f. 7. Non ci sono altre menzioni del Crispi nelle
altro modenese InVIato a Vlenna (come, per un periodo pi breve, tocc al Gherardi:
cfr. sOl?ra, e note 26-28) al servizio di Giovan Federico, secondogenito di Rinaldo I
complessive 20 lettere dal Collalto al Muratori qui conservate.
duca dI Modena. Al rampollo di casa d'Este presumibile si riferisca anche la lettera qui
{a,} Giuseppe Stanislao, compagno del Gherardi nel viaggio da Praga a Vienna appresso stralciata.
del 1723, ma rimasto in Austria pi a lungo (probabilmente era addetto alla locale am-
{.a} A.S.E., busta Particolari, fascicolo 391.
basciata, come il Crispi).

~ 39 ~
'" 38 '"
Introduzione
Introduzione

(Muratori o Gherardi itz pritnis, almeno per quanto ci interessa), elusa, e il Muratori si accingeva alla XXXIII, ultimata (nella stesura
l1b ero , presumibilmente, da impegni pubblici. oo-gi rappresentata dal codice muratoriano F. 22 f. 3) nel marzo
Vedremo pi avanti, ai 10-11, cosa si possa argomentare sulla 1730.(41) Intanto, quella che avrebbe voluto essere una semplice
redazione del lessico dialettale. Per ora, abbiamo altre due men- appendice ai Rl!-.II.~S. s~ava ?iventan~o un'opera m~n~mer:-tale,
zioni del Crispi in lettere del Gherardi al Muratori: dalla prima e sarebbe uscita ID seI tomI tra il 1738 e il 1742. I matenali a dISpO-
(Venezia, 2-1-'43, n. 173 Pugliese) sembrerebbe che il tuttavia sizione crescevano giorno dopo giorno, merc le continue letture
vivente abate Crespi fosse autore di curiose 1Ylemorie .in cui si muratoriane e la corrispondenza con gli eruditi di tutta Europa;
discorre anche di un certo p. Rosino parinigiano: chi bra- quanto diveniva sovra~bondante per un'opera o sett~r~ .dava lo
masse d'informarsene il pu consultare . Il tono faceto della mis- spunto per un'altra ( risaputo che le A.I. erano stat~ IDlzlalment~
siva e il suo riferirsi a cose evidentemente note al destinatario non concepite, dal 1714, come supplemento documentarlO alle Antz-
las~iano capire se queste curiose Memorie fossero un'opera . chit Estmsi).
SCritta o un semplice repertorio aneddotico mentale-orale. La se- Possiamo dunque immaginare che il Muratori, dato l'incarico
conda e ultima lettera gherardiana (Venezia, 13-VII-'48, n. 460) al fido Gherardi di estendere al dialetto le ricerche sUll'origine della
annuncia invece che lo stesso corriere postale sar latore delle due lingua italiana e l'etimologia delle sue voci, ricevesse per le A1Zt~
copie della Regolata divozio11e del Muratori ricercate per l'abbate quitates (in particolare per la XXXIII dissertazione, dunque tra Il
Crispi . 1727 e il '30) un primo elenco di supposti arabismi.
E ci resta solo da trascrivere l'atto di .morte del nostro non pi Non sappiamo dire se quest'elenco dipendesse dalle 25 carte
Carneade (Registro n. 21 dei Morti, all'Archivio storico comunale, oggi rilegate nel cod. Campori 1462 o (come opiniamo) costituisse
c. 119r, 25-VI-1774): Signor don Giacomo del fu Signor Giro- la prima scintilla (o la seconda, se pensiamo a un antecedente rap-
lamo Crispi mori d'anni 82, e fu sepolto nella Cattedrle . La par- presentato dl\. schede sparse quali le ~c. 2?-30 dello stesso codice)
rocchia cui l'abate apparteneva era quella di S. Giorgio: chiesa. per il pi sistematico fascicolo redatto ID ptlma battuta dal Gherardl.
situata al cospetto della residenza ducale. Sta di fatto che quest'altro fascicolo, venuto in mano al Muratori,
Nient'altro: ma ora possiamo procedere con pi solidi fonda- . fu postillato con annotazioni di tono analogo a quelle che incontriamo
menti alla ricognizione di uno dei pi importanti lavori di dialet- principalmente nel Catalogus etimologico (cfr. qui 4): semmai
tologia modenese, sottratto a uno anzi a due - se mettiamo nel (e non tutte) anteriori di pochissimo ideologicamente, e formalmente
conto l'infelice attribuzione al Gh~rard.i' - fantasmi e riconsegnato meno sorvegliate per quel tanto che possa essere giustificato dal
per sempre a un modenese verace. loro stato di abbozzo ovvero appunto da riprendere in sguito.
Siccome, allo stato attuale dei nostri studi (cio prima di una si-
stematica ricognizione dei manoscritti contenenti A.I. XXXII-
8. Sguardo d'assieme (COfJ qualche ipotesi) SUI lessici Iltodm8si e la loro XXXill), possiamo solo dire che le dissertazioni linguistiche erano
genesi. complete nel 1739 ,dobbiamo allora collocare la redazione del fa-
scicolo dialettale tra il. '27 e il '39.
.. Ora c~e ~iamo f~rniti di tutti gli elementi necessari, riprendianlo Nel frattempo, Giacomo Crispi torn a Modena, e presumibil-
m breve il discorso mterrotto al J cercando di ricostruire la storia mente venne coinvolto nel non sopito interesse di Muratori e Ghe-
dell'impresa lessicografica capitanata dal Muratori.
. Il prevo.sto di .Po~po~a, avendo. in animo di occuparsi dell'ori- (41) Cfr. le lettere del Muratori al Benvoglienti n. 2532 del 1-XI-1726, 2607 del
gme della lingua ltahana m una dissertazione da aggiungersi con 23-V-'27: le risposte del Benvoglienti, tuttora inedite, dell'8-V, ll-VI-'27, e via di
altre al tomo diplomatico il quale terminer ... la mia raccolta Reru!ll sguito fino all'ultima del senese, datata 23-1-'33. Si veda ancora l'art. cito in n. 8,
Italicarum , cominci a raccogliere documenti utili e ordinare le pp. 76-79 e ivi le note. (Escono ora [luglio 1983], come sesto volume dell'Ediz~one
Nazionale del Carteggio di L. A. Muratori a cura dell'editore Olschki, i CarteggI con
idee nel .1726, come risulta dal carteggio con U. Benvoglienti. Il Bentivoglio ... Bertacchini, a C. di A. BURLINI CALAPAJ: U. Benvoglienti vi occupa le
23 maggiO 1727 quella che oggi la dissertazione XXXII era con- pp. 37-211).

,...." 41 ,...."
Introduzione Introduzione

rardi per il dialetto modenese. Non sappiamo se fu per istigazione pori dove prima del 1857 Mario Valdrighi lo consult e prima del
dei due amici che il Crispi si accinse a una nuova raccolta lessico- 1875 (anno in cui usc il Catalogo dei codici ... Campori di L. Lodi,
grafica, o se egli aveva cominciato autonomamente a lavorarvi citato in apertura di questa premessa) venne rilegato assieme ad
dopo il definitivo rientro a Modena (entro il 1734, come si visto) altri manoscritti (posteriori, a seconda dei casi, di pochi anni - la
oil suo collocamento a riposo simultaneo a quello (pensionamento Lingua vemaetlla antica, ad esempio - o di svariati decenni - cornei
o morte?) dell'abate Papotti (post 1737). Come vedremo ai 10-11, soprannomi o setltmai ottocenteschi -), tutti di carattere dialetto-
la redazione del lessico crispiano avvenne in tre fasi distinte, basate logico e dei quali ci siamo sforzati, nel 3, di fornire un quadro
le prime due sul principio della retroversione da lessici esistenti, pi attendibile rispetto a quello trovato quando avevamo posto mano
la terza sulla raccolta ' dal vivo' di voci dialettali. certo che questo al presente lavoro.
repertorio non dipende dal Gherardi-Muratori n da alcun altro
pubblicato nel presente volume; vedremo poi come la prima fase
di redazione (o meglio, di stesura delle voci sull'odierno codice 9. Il dizio1/.arietto reggia1/.o ilei codice Campori 1462.
muratoriano 44,22) si colloca dopo il 1738, la seconda dopo il
1745; per la terza, possiamo almeno stabilire il terminus ante quem Nel 3 abbiamo tolto le cc. 2-27, costituenti il primo fascicolo
nella data di morte del Muratori (23-1-1750: non 3-1 come scrivono del ms. di cui parliamo, al bolognese G. G. Orsi e al dialetto mo-
molti correnti repertori), dal momento che il codice oggi figura denese per restituirle all'ambiente reggiano e all'operosit (non di-
tra quelli muratoriani e non pensabile che vi sia finito dopo che il rettamente alla mano) (42) di don Giovanni Denti.
prevosto non ne aveva pi bisogno (peraltro, tutti gli strumenti Ora ci preme, anzitutto, stabilire se questo intunabolo della
bibliografici a noi noti tacciono sulla sorte dell'archivio muratoriano lessicografia reggiana (la cui data d'impianto si pu .ricavare dai
negli anni 1750-1872). testi citati in calce all'avvertenza trascritta nelle varie copie accre-
Dunque, il Muratori ebbe tra le mani l'incartamento del Crispi: sciute che ne restano: e i testi sono, oltre alla Crusca [1729-1738]
troppo tardi perch potesse utilizzarne il buono che c'era ai fini e a una delle edizioni dell'Ortografia di J. Facciolati [1721 1 ], il Ri-
di un'opera organica, ora che all'ultrasettantenne erudito manca- mario toscano di G. Rosasco [1763], il Nouveau dictionnaire jranois-
vano la salute e il tempo per attendere ad altre opere oltre a quelle italim / italiano:francese di F. Alberti da Villanuova [1771-1772], il
in corso avanzato di elaborazione (tra il 1744 e il '49 uscirono i Vocabolario vC1Zeziatlo e padovano di G. Patriarchi [1775]) abbia qualche
dodici tomi dell'edizione definitiva degli Annati d'Italia; nel '47 punto di contatto coi lessici modenesi di Gherardi-Muratori e
la Regolata divoziolZe; nel '49 la Pttbblica jelicit; nel '50 i Pregi dell'elo- Crispi, dei quali nei 4, 6, 7, 8 abbiamo dimostrato l'anteriorit.
qUC1Zza popolare; nel '51 la versione italiana delle A.J., ultima fatica Serve a poco compilare una tabula absmtiae delle voci registrate
cui aveva atteso il Nostro). dai 1essicografi modenesi e ignote al Denti: questi, pur tenendo
La raccolta crispiana rimase dunque per sempre sepolta tra le sott'occhio i suoi predecessori, potrebbe avere espunto le voci
carte del Muratori, donde l'abbiamo tolta noi ora accostandola ai ritenute ignote al dialetto reggiano. N l'altra tabttla absmtiae, quella
materiali muratoriani, come era destino che fosse. delle voci schedate dal Denti e non dai modenesi, potrebbe dimo-
Sorte diversa ebbe il codicetto Gherardi-Muratori: almeno un strare l'estraneit del Denti a eventuali operazioni di plagio (che,.
ignoto settecentista (Gian Francesco Soli?) vi aggiunse poche voci poi, non costituivano una novit, n sono inusitate oggi): il re-
dialettali, senza intervenire sul testo dei due. Erano essi gi morti ligioso reggiano potrebbe benissimo aver accresciuto la mole delle
o, ancora in vita, avevano prestato il loro elenco a questo ipotetico schede raccolte da terzi con spogli propri 'dal vivo' o ricavati
amico perch lo rifinisse? dalle altre fonti sopra indicate.
Sembrerebbe, comunque, che il manoscritto non fosse pi nel-
l'archivio muratoriano all'epoca in cui il nipote del prevosto,. ap-
(42) Allorch univa questo vocabolario aveva perduta la vista, scrive del Denti
punto il Soli, riordin le carte dello zio: cominciarono cos1 le sue PROSPERO FANTUZZI in una delle sue copie dal vocabolario originale, e si serviva d'un
peregrinazioni, che lo portarono nella biblioteca dei marchesi Cam- ragazzo, che gli trovava le parole adattate, e per ordin suo le scriveva.

c-v 42 c-v ~ 43 c-v


Introduzione Introduzione

Importa di plU, invece, compilare una tabula praesentiae delle anche un'analogia di carattere generale, per il rifarsi da parte di
schede comuni, per vermcare soprattutto se la glossa simile o entrambi a un vocabolario italo-francese (e nel Il vedremo che
uguale; per questo scopo abbiamo scelto un campione formato Crispi, come Denti coll'Albetti, aveva tenuto sott'occhio il pi
dalle prime 50 voci (da aguceda a biolca, sistemate in ordine alfabe- recente vocabolario disponibile ai suoi tempi).
tico) dell' tlr-vocabolario Denti, riscontrandole coi nostri lessici. Il Venendo a indizi pi concreti, troviamo che almeno una decina
lettore, se creder, potr ampliare i riscontri, ma difficilmente otterr di voci dialettali del lessico Denti sono comuni al Crispi, ma di-
:risultati dive:rsi dai nostri. vergono nella glossa e dunque non le consideriamo probanti; (44)
Le analogie col Gherardi-Muratori sono t:rascurabili, essendoci invece, per sei o sette casi (cio un 12-14 % del campione prescelto)
coincidenza parziale solo per il reggiano arghmrs digrignare, rin- appaiono rassomiglianze esponente-glossa pi difficilmente spiega-
ghiare e arghg11ars del Gherardi, la cui prima traduzione, per bili con un'ipotesi poligenetica.
cassata~ fu digrignare; e somiglianza pi palese per begra, fango
liquido secondo l'annotazione del Gherardi, fango liquido, CRISPI cfr. DENTI

mota per il Denti. La stessa voce compare anche nell'elenco ghe- Ala dal capel, falda, parte che fa Ala del cappel, tesa
rardiano di arabismi, negli appunti muratoriani (oggi alla c. 30v solecchio, detta anche tesa
del cod. Campori, senza spiegazione), in A.I. XXXIll (col. 1200, .A/si, lessiv<e) [franc.], ranno, Alsi, rannata, ranna
coenum ) e nel lessico Crispi (<< memma, melma~ belletta, mel- bucata
metta ... ). Anche arghig11are, arghigllarsi in A.I. XXXIll, col. 1196, Ands, anis, anice Ands, anice
... quod et de irato cane '" solent dicere . RaviclI, ravivuoli Arviu, raviuoli
Due altre coincidenze abbiamo trovato tra il Denti e le A.I.: 1111 Asieul, un ternas, frugolo Asiol, ragazz inquiet; frugolino,
per batocchio da campana (batocchio A.I. XXXIll, 1123, ove a Se": frugolo
nensibus quoque dicitur il batacchio della campana) e m'dion ardi- Ass, planche, tavola, asse Ass, tavola.
glione , voce iniziale nelle carte Denti, trascritta senza chiosa dal
Muratori nel terzo fascicolo del cod. Campori e pubblicata col suo E piluccando nelle carte che seguono:
equivalente toscano in A.I. XXXIll, 1093. PrlciPier a bqjer, grillare
al prinzePi dal b,gr, grillare
Ci sembra troppo poco per inferirne una dipendenza del Denti Laz da tsedr, liccio
al lezz di tsadr, liccio
dalle 25 carte di Gherardi-Muratori; le probabilit aumentano se l'ora brtlsada, caldana, calura L'ora brtlseda, caldana, scalmana.
passiamo alle Antiqllitates, opera largamente diffusa e sfruttata dai
dialettologi del secondo Settecento.(43) Ma preferiamo lasciare Altro punto di contatto metodologico col Crispi rappresentato
quest'albero genealogico nel campo delle ipotesi. dalla presenza di lemmi dove il dialetto latita, svelando cosi il pro-
Le probabilit crescono ancora, quasi al punto di trasformate cedimento retroversorio del Denti: cfr. tirar calci, scalcheggiare;
l'ipotesi in certezza, se passiamo al raffronto Denti-Crispi. C' ulcere nella schiena delle bestie, guidalesco; UO!1JO ttltto il1tento al suo IItile,
sorbone.
(43) Abbiamo gi detto al 3, a del heriare modenese (cod. Campori 1462, c. 63)
ricavato dalle Antiquitates (del tutto improbabile che l'anonimo lessicografo, scrivendo
Muratori, alludesse alla - futura? - c. 39r dello stesso codice, come avevamo sup- (44) Eccone comunque l'elenco (prima il lemma del Crispi, poi del Denti): 1. Aguc-

posto in n. 75 dell'articolo maceratese cito qui in n. 8). E, per spingerei un istante al- ciada, gugliata / Agucda, agata. 2. Spig d'a}, capo d'aglio / Spig d'ai, spicchio. 3. Andar
l'altro capo d'Italia, lo stesso volume Etimologia e lessico dialettale ci informa (dalla penna furgand, furgar, enquerir, informarsi investigare cercare ricercare I Ander furdighand,
di GIUSEPPE GULINO, in particolare alle pp. 517, 531-533, 539) che due lessicografi frugolare. 4. Arghgnars, far viso arcigno I Arghners, digrignare, ringhiare [vedi anche
ed etimologisti settecenteschi del dialetto siciliano, ANDREA GALLO e MICHELE PA- quanto detto sopra, a testo]. 5. Armar, ch' fa un magnon int al magnar ingordameinl, scuE-
SQUALINO, molto attinsero alle A.I.: il primo dei due addirittura intraprendendo la fiare / Per armar con i dent nel magner, scrosciare. 6. Arvindreul, curattiere / Arvendruola,
compilazione, nel 1784, di un Catalogo di molte voci siciliane che non ron passate nell'Italia, fruttaiola. 7. AI mlum al fa a si r i a r i fruII, aIidlre / Artrerr, ragrinzarsi. 8. Bacciarel,
delle quali si cerca l'etimologia il cui titolo ricalca parola per parola <jueIIo del Calalogus bastone curto e grosso I Bacciarell, matirozzolo. 9. Barlotl da lavar el man, bacino, bacile I
annesso alla XXXIII dissertazione muratoriana. Baslotl, catinella. 10. Bavr del Jtur, guimpe, benda / Baver d'suora, soggolo, bavero.
Introduzione Introduzione

Quantitativamente, forse, poco, ma ci sembra basti per dare rardi-Muratori (a differenza che nel Crispi) un'adesione pedissequa,
un supprto non friabile alla nostra ipotesi. Non dimentichiamo che che giunga fino alla retroversione, a un qualsiasi modello. Le voci
il lessico Denti reggiano e dunque sfiora soltanto l'mbito del sono elencate abbastanza alla rinfusa, ripartite secondo le lettere
presente volume (per questo lo releghiamo in appendice): vedremo dell'alfabeto con cui iniziano e, nelle intenzioni, con un abbozzo
in futuro, quando eventualn1ente dovessimo dare una sistemazione di ordine alfabetico interno a ogni lettera. Ma ben presto il crescere
alla lessicografia reggiana tra Sette e Ottocento (operazione cui del materiale mentre l'opera era in corso port i due autori (segna-
intanto si accinge un'allieva dello scrivente, Paola Pasquali), di ad- tamente il Muratori, che ebbe tra le mani i fogli gi scritti dal Ghe-
durre argomentazioni pi massicce e decisive. rardi) a compiere aggiunte sempre meno ordinate, in tutti gli spazi
_ Una cosa traspare intanto dai pur pochi esempi qui citati: la ancora disponibili: cosicch oggi il manoscritto, che originaria-
diversit fonologica dei dialetti rispecchiati nei due lessici. I verbi mente era concepito su una colonna, reca vocaboli su due, talora
in -ar del Crispi hanno nel Denti l'uscita -er, e in generale si mostra - su tre, fino all' estremo margine destro.
una tendenza verso e dell'a lungo (cfr. aguggiada ~ aguceda; ma il Se dunque possiamo dedurre che il Gherardi ricopiasse da ma-
reggiano ala mantiene a, segno di un quadro fonematico ancora teriale gi in suo possesso, almeno per buona parte delle voci da
instabile). Inoltre, al dittongo eu di Crispi corrisponde oJuo (ravieu ~ lui scritte sul codice Campori, necessario pensare che il Muratori
arviu,asieul ~ asiol e simili). infine quasi costante il dittonga- aggiungesse lemmi volta per volta; secondo che gli si presentassero
mento _discendente di 9 !' lunghi (loudra, no1tsa per i crispiani lodr, alla mente o li raccogliesse < dal vivo' (ci riesce indimostrabile la
HOS," beiga anzich bega, ecc.). conoscenza, da parte dei due soci, dei poeti dialettali o di altre
Questi tre caratteri (come vedremo meglio, e converso, nel 12) testimonianze riflesse cinque-seicentesche utilizzate come miniera
servono a collocate l'et di redazione del vocabolarietto pi in lessicale). -
avanti (specialmente indicativo il primo tratto) e a spostarne fuori Il passaggio dal Gherardi al Muratori non esdudeva uno o pi
Modena -il riferimento dialettale: il terzo tratto, del dittongamento ritorni del codice: ad esempio sul fine della lettera M (c. 49r) la
discendente, congiunge ancor oggi Bologna a Reggio con esclusione mano del Muratori aggiunse 5 lemmi incolonnati a sinistra (cio in
di Modena attraverso il corridoio pedemontano dell'antica via prosecuzione delle voci del G.; altri lemmi sono nello spazio dispo-
Claudia (Sassuolo-Scandiano). nibile a destra), ma in sguito il G. scrisse 10 ulteriori voci, che
attualmente chiudono il foglio. Ancora pi fitto lo scambio per la
R (c. 54r): dopo la prima stesura del G. (che, una volta esaurite le
10. Caratteristiche grafiche e lessicologiche in Gherardi-Muratori e Crispi. schede a sua disposizione, segnava una croce sulla parte rimasta
bianca del foglio), seguono 4 parole muratoriane, altre 4 del G.,
Riprendiamo l'ultima parte del 5 (il lettore non si infastidisca poi 6 del M., 2 del G. e infine 11 del M. a completare il foglio.
per questa conversazione continuamente interrotta e ripresa a di- In qualche caso il G. fu autorizzato a intervenire sul testo murato-
stanza: ci troviamo impegnati su diversi fronti, data la pluralit riano: cos a scalmir[ e], annotato dal M. senza glossa, il G. aggiunse
e diversit delle fonti, e man mano che il discorso procede dobbiamo perder colore o odore , parafrasi di A.J. (se la trasfusione non
tiprenderne i fili uno per uno), entrando pi decisamente nel do- and in senso inverso, cio dal ms.- alla stampa), in cui leggiamo
minio della critica testuale. che i panni umidi contrahunt ingratum -quendam odorem e
colorem ... corrumpunt .
a) Non ci constano modelli lessicografici a cui il Gherardi (e La quasi totalit delle schede gherardiane-muratoriane costi-
con lui il Muratori) si siano assoggettati. Certo, l'impulso a com- tuita da parole' piene' (sostantivi, aggettivi, verbi e participi): di
pilare un vocabolario bilingue pu essere venuto dai lessici italo- rado l'esponente formato da pi di una parola (come nel caso di
francesi dell'epoca (molti e imitatissimi, come vedremo tra poco) locuzioni composte da verbo pi sostantivo: aver d'aschar G., az-
o anche da quel Varon milams (1606) che il Muratori poteva aver zarrare UH coltello M., ecc.). In poche occasioni il Gherardi riporta
conosciuto attraverso il Maggi. Ma non abbiamo trovato nel Ghe- degli scioglilingua (peraltro utili anche come testimonianze di gram-

47
Introduzione Introduzione

matica modenese) gherla er l l, eraci ella ieri col , gherl er l fU, scano non ozioso o lezioso: serve piuttosto quando la tradu-
era egli col ieri , 1m ch'ha ch c, uno che ha qui casa , ons va c zione latina, da sola, potrebbe essere fonte d'equivoci.
vins vi' su va e vienci a vedere .
La traduzione italiana, quando c', sinonimica, senza troppe c) Diverso il procedere del Crispi: abbiamo gi accennato
perifrasi o eccessi di toscanismo (sono no~e le polemiche murato- ( 3, b) alla tripartizione stilistica e cronologica del suo lavoro. Nel
riane coi toscanisti cruscanti all'epoca dena Pelfetta poesia italiana, prossimo paragrafo vedremo quali progressive acquisizioni culturali
indi l'accettazione della tardiva offerta al modenese di aggregazione furonQ all' origine del comportamento crispiano; per ora indichiamo
alla Crusca); come se i due lessicografi si fossero preoccupati di ap- i caratteri che maggiormente informano il vocabolario cos come ci
pianare le diffi.colt del dialetto, non di crearne altre per chi volesse giunto.
esprimersi in lingua. Talvolta la glossa presenta giunture discorsive. La prima considerazione -:- che per resta allo stato di sospetto,
(<< cio , per , e anche si dice di , e talvolta significa, non potendo noi conoscere l'effettiva consistenza del lessicO mo-
uno che , dicono per ) estranee, per ragioni di econo:mia, ai denese nel Settecento - riguarda la presenza di numerosi italianismi,
moderni vocabolari, ma per esempio usuali nelle edizioni sei-sette- che hanno tutta l'aria di essere retroversioni dalle fonti vocabola-
centesche di Crusca. ristiche cui attingeva il Crispi: anudiamo a frasi o sintagmi come
d'amor e d'accord, dar agl'ami, 1m ann pr l'altr, acqua in bocca, l'abit
b) Ledissertazioni XXXII-XXXIII delle A.I. non furono con- n' fa al monac ecc. ' '
cepite per descrivere il dialetto modenese, ma le origini della lingua Spesso i verbi dialettali presentano un a- '(AD) prostetico, che
italiana e dei suoi vocaboli. L'adesione del Muratori alle tesi 'ita- solo di rado ha riscontro nel vernacolo oggi documentato, mentre
lianiste " che il Trissino aveva voluto ricondurre al De vulgari elo- invece normale nei corrispondenti toscani: cfr. abqjar ,per baiarfer
quentia, porta per il Nostro a tener gran conto dei dialetti come abbaia:e , abranqular (oggi brancher abbrancare ), abrustlir (oggi
non secondaria fonte della lingua italiana anche letteraria. Di qui brustlir), accadnazzar, acciapar, adrizzars ecc.
il frequente' ricorso a lessemi vernacolari per giustificare certe tra- La glossa dei lemmi dialettali, anzich' appianare la diffi.colt
file etimologiche. Anche il Catalogus allegato a xxxm, 745 pa- insita nel vernacolo, di frequente la complica mediante l'inserzione
ragrafi etimologici su altrettante voci italiane .dall'incerta origine, di toscanismi, voci familiari o gergali dell'uso fiorentino: s che
spesso adduce riscontri dialettali, di cui non piccola parte rife- talora pi facile comprendere il significato di un termine dialettale
rita o riferibile al dialetto modenese (cfr. 4). che della sua traduzione italiana . Si vedano ad esempio i dialet-
Le opere servite come base al Muratori per impostare la sua ri- tismi (?) a josa, a smacc tradotti a josa, a cafisso, in chiocca, a
cerca sono i lessici etimologici di Ottavio Ferrari (1676) ed Egidio biscia, a fusone, a furore, a bizzeffe, a isonne, a chiosa etc.;
Menagio (1685 2 ): spesso, anzi, sembra che il Catalogus sia un con- battr al fer fugheint reso con mazzicare ; battr cl burchett, battr
trocanto al Menagio, ai cui argomenti viene opposta una quantit mareina, trmar a dent a dent illustrati con batter la borra, batter la
di riscontri desunti da dizionari ed etimologici di tutta Europa Diana ; armar, burdell, fracass sinteticamente chiosati da stam-
(Cobarruvias, Furetire, Hickes, Somner, Turnbe, Voss sono i pi pita .
citati fra gli stranieri). E a. proposito di sinteticit: accade sovente che il dialettismo
La definizione dei vocaboli si appoggia solitamente alla Crusca, sia una perifrasi del toscanismo: an'ultimo esempio aggiungiamo
ma non poche volte la contraddice, e sulla base di altri repertori qual ch' vend agl'acqu rinfrescativ acquacedratajo ; qual ch' fa far la
(Castelvetro, Pergamini, Tassoni sono tra i letterati italiani pi pas paciro, pacile, pacire ; cosa ch' fa urinar dioretico .
citati) e per riscontri da autori antichi e, infine, grazie a esempi Si, ha insomma l'impressione preliminare che il dialetto sia se-
dai dialetti. Accade comunque spesso che a un vocabolo modenese condario rispetto all'italiano (ma una caratteristica non del solo
Muratori aggiunga, oltre all'equivalente latino (d'obbligo, data la Crispi: si vedano ad esempio il lessico ferrarese del Ferri, e anche il
lingua in cui sono, scritte le Al1tiquitates) quello toscano (solita- modenese del Maranesi): impressione confortata dalla collocazione
mente preceduto dall'indicazione Tuscis ). Ma il riscontro to- delle parole in un particolare ordine alfabetico. vero che pres-
,..., 48 ,..., 49
4
Introduzione Introduzione

soch tutte le voci dialettali del lessico crispiano sono inserite sotto Il cqlmo, in questo campo, raggiunto con le retroversioni da
la loro iniziale alfabetica; ma all'interno di questa, l'ordine libero bure, bureau: tutto regolare alle cc. 9v e 111', dove si danno come
se partiamo dal dialetto, molto pi vincolato se teniamo presente equivalenti i dialettismi bis bigello , rispettivamente sostantivo e
la versione italiana. Alla lettera A si susseguono: aguzein COMITO, aggettivo; ma alla c. 81r, accanto allo stesso bureau, e nella colonna
accumdar CO:r"fPITARE, aldamar CONCIMARE, acctlmpagnament '" CORTEO; sinistra solitamente riservata ai dialettismi, troviamo tavolino,
e pi oltre (ma siamo sempre nelle prime tre carte) rigoroso il tribunale, banco, collegio = bureau , senza le voci modenesi (a
susseguirsi alfabetico dei toscanismi (INDOZZARE, INFILAC.4PPI, meno che l'autore non intenda, sconsideratamente, che queste voci
INUGG(I)OLIRE ... ; ARRI, ARRICCIARE, ARROCARE, ARRONCIGLIARE, della lingua ufficiale restino invariate nel dialetto).
AZZANNARE) salvo la possibilit, per il Crispi, di tornare daccapo Questi esempi ci serviranno ancora, nel prossimo paragrafo,
alla A una volta esaurito l'ordine d'alfabeto delle parole toscane. quando mostreremo da quali testi il Crispi ha attinto.
Altra spia del comportamento del Crispi si ha con sette schede Ecco ora una sequela alfabetica rispettosa dell'ordine francese e
prive di esponente dialettale (che il nostro compilatore non seppe non dialettale: amitto AMICT arsir HAVIR armacol/ HAUSSECOU al11111
trovare in tempo): a c. 6v c' boccheggiare, quel moto, che fa HAMEON arzerca ENQuETE ria averta ESSOI\. ecc. (sguono gli equi- .
colui, che muore aprendo e serrando la bocca nel mandar gli ultimi valenti dialettali di ENFOUIR, COULIS, ARBRISSEAU, CRASER, ABOUTIR,
respiri; a c. 8v troviamo bruco quel cilindretto, cui stanno AGRAFFE, ATTRAIT, COLL, DDOMMAGER: come si vede, qualche
attaccato [sic] i segni del Messale, e Breviario ; a c. 281' abbiamo ritorno a capo o risistemazione delle schede non ha reso tricono-
Forre son quelle franature e buche profonde, che tra monte e scibile il primitivo ordinamento). . .
monte si fanno per ordinario dall'acque quando scorrono in ab- Un'altra conseguenza di questo partire dal repertorio toscano o
bondanza pe' borrati ; a 351' impiallacciare, ricoprir un legname francese la creazione di schede dialettali doppie o triple, perch
con piallacci, come si fa coll'ebano, granatiglia etc. ; a 46r le schede risultanti dalla versione in dialetto di voci toscane o francesi di-
deficienti sono due: mughetto, lat. lilium convallium e mu- stinte tra loro ma con significati it~liani pressappoco equivalenti.
lachiaja, ciaccaleccio [sic, anche se la lettura compromessa da una Cos, la trasposizione alfabetica che abbiamo fatto noi, se ha obli-
macchia] nojoso di cornacchie ; infine a 51v si parla di Najadi, terato gli accostamenti di voci alloglotte dei quali sopra si data
divinit presidenti all'acque; Oreadi, ai monti; Driadi, Amadriadi, parca esemplificazione, ha avvicinato identiche parole dialettali che
.Napee, agli alberi, alle selve etc. . il Crispi aveva ripetuto a distanza perch in tempi diversi gli erano
Basterebbe questa prova soltanto per confermare il nostro as- capitati sott'occhio gli equivalenti nelle altre lingue. Ci sono ad
sunto. Ma proseguiamo. esempio tre al/egr: il primo nato da d1'Ne, il secondo da gril/ard,
Come si detto, la prima parte delle pagine destinate a ogni il terzo da ergou. E tre abranqular in tre carte consecutive: il primo
lettera dell' alfabeto presenta voci dialettali con sola glossa toscana; reca come equivalente brancare, il secondo aggavignare, il terzo ag-
invece nella seconda parte c' anche, in mezzo, un equivalente fran- gravig1U1re (sic). E tre acciap(p )ar, resi nell'ordine con ch:tppare, an-
cese. Per i francesismi vale lo stesso discorso appena fatto per i cora chiappare (e questo prova come il Crispi avesse non uno, ma
toscanismi, nel senso che essi sembrano pi importanti rispetto ai due repertori toscani), infine happer acchiappare afferrare; e tre an-
dialettismi, e li condizionano. zinel, quattro arvinlreul, tre avanzofl, ecc.
Nessuno potr ad esempio credere che l'aria aver:ta, U1Z voI, 1m N mancano dialettismi che il Crispi elenca in fondo a ogni let-
salt, dati dal Crispi nello stesso lemma, siano sinonimi tra loro; tera dell'alfabeto, dopo esserseli trovati - questa volta - da s, per-
sono in realt tre possibili traduzioni del francese essor. N che al/egr, ch ora non ne sa dare il significato; eppure le stesse parole erano
d' bon umor etc. (anche l'etc. nel testo, e denota una certa noncha- chiosate, nelle carte precedenti, con voci toscane o francesi. Cosl
lance nei riguardi del dialetto) possano rendersi indifferentemente la c. 2r spiega arvulars sin al g01JJd con mettersi, cignersi la giorna )};
ome gioviale furbo e malvaggio (sic): traduzioni italiane alla c. 4r lo stesso sintagma reso con spogliarsi in capelli ; ma
che invece si attagliano bene al francese drole, portato (come prima a 5r abbiamo tanto arvulars fitz al gOfl1d quanto arvulars d'attorn senza
essor) a riscontro. spiegazioni.

,. . . , 50 ,. . . , r--..J 51 ,......,
Introduzione Introduzione

Ci non esclude, tuttavia, che in altri casi sia stata intenzione del brevit della vocale tonica precedente (cfr. adobb, macc c., berchiull
Crispi quella di compilare schede di rinvio in cui due o pi sinonimi parpadell G., scoZZ M., bioss omnes).
dialettali presentati nello stesso lemma (o comunque dipendenti Un settore delicato e doppiamente problematico per i nostri
da una stessa parola francese) sotto 1'ordine alfabetico pertinente al compilat~ri quello ~el~e consonanti palatali (c g) in fine di parola,
primo si ritrovino anche nell' ordine che spetta agli altri: ma la cir- ~addove il toscano dlstillgue agevolmente tra fonema semplice e
costanza si verifica molto pi di rado. Possiamo citare bevr a guzlein, illtenso, velare, mediopalatale e palatale (che non ricorrono mai in
a"sors a sors, dati come equivalenti del ft. beuvoter e collocati sia sotto fin:: ~i parola essendo normalmente seguiti da vocale). Per solito
la lettera G sia sotto S; albr ch' n'vin da gnint, sotto A e G; ligar i Cmpl. rende -c con gg (ogg, vegg, tegg), anche all'interno di parola
can con el stllsezz, sotto C eS; mettr sudsovra (rmuer) sotto M eS; (aguggzada, con le altre parole citate poche righe sopra), ove non
sdazz e val(l), coppia di equivalenti di crible, ripetuta sotto la S e mancano cc (i) (cciarabaccion, incciavar, far al minccion, il cito tJlz1zcciu-
la V. Cavar(s) la se) (alla lettera S) originato dal fr. tancher, che nazz, tZlrcci ecc.).
vuoI anco dire turare, perch il liquido non esca, stagnare ; ecco Gher:u:di per - usa -cc (sparocc, corretto su sparogg; tecc), come
quindi nascerne anche stagnar e stumpar. Caso simile manoir, reso Muratotl (bucc, mucc, picc, spicc), con estensione anche alla sede
con abitazion (sotto la lettera A) e casupla (alla E, per errore, in luogo interna e iniziale (pacciug G., lambreccia M.), ove viene in soccorso
di C); o hup(p ), donde al sa al so cont ecc. (lettera C) e d'. sett cott l'! diacritica. Qui per non manca l'inveterato ricorrere a chi (il
mza buida (lettera S); grillard, tradotto con allegr, giuvial ecc. (A) e clt. berchiull, schiuccar e schiuppar, forse - dipende dalla pronuncia
bon cumpag110n, allegr (B). effettiva - anche per la finale"di lavacch, occh, sparocch - evidentemente
lo stesso" che sparocc - in Gherardi; schiass, schiappar di Muratori')
d) Riprenderemo - finalmente per concluderlo - il discorso ch.e po.trebbe tradire l'italianismo lessicale (Crispi chies, schiuma;'
sulle fonti del Crispi nel prossimo Il. Spostiamoci ora sull'ustls chzasso 1n A.I.).
scribmdi dei due manoscritti principali (come delle A.l.) e, riallac- Non mancano voci ibride, COli lo stesso fonema ripetuto nella
ciandoci alle considerazioni fatte nel 5, estendiamo a Gherardi e stessa ]?arola ~ res? diversamente se in sede iniziale o interna: gia-
Crispi le note relative alle oscillazioni grafiche muratoriane nel rabacchzo1Z e gzucchzar (G.) dovrebbero equivalere a carabacon (C.
rendere i caratteri fonematici del dialetto. cciarabaccio1Z) e cucar. "
Il primo carattere su cui gi abbiamo insistito quello dell'in- " Talora il. M .. corregge la grafia del G. per conformarsi meglio
coerente resa di consonanti scempie e doppie: sia tra vocali (cfr. alla pronunCla dialettale: cassa ad esempio le h di cacc[h ]ian, cavicc[ h],
insamarars e insammarm"s di Gherardi contro insamararsi di Mura- scarabocc[ h], ma lascia quella di cucchiar.
tori; acaggiar di G. contro accaggiar di Crispi; (45) amularg di Ctispi Il c iniziale trascritto dal Crispi con qualche oscillazione: se
contro ammollar di Muratori) sia dopo consonante, il che porta a pr~valgono .i digram~ ci. ce, non mancano cci (cciav cciod ecc.) e gi
scrivere nessi impronunciabili (arbattr al cciod, farsnn farsene, (gzus). Chiaro -a e SCtltto ciar / giara. .
minggiunar, tl1inccimzazz, berggieul" di Crispi, bendsson e somssir (46) di Il fonema -c velare viene reso pi frequentemente con -c (c) che
Gherardi), sia in fine di parola, quando la grafia doppia non pu con l'usuale, nella grafia dialettale d'oggi, -ch: cfr. rispettivamente
indicare una pronuncia intensa della consonante, ma semmai la bec, becc, ct/cc (Crispi), mistocc patoc stricc (Gherardi) smacc (Muratori),
e per contro vach smach (C.) bech patoch vernesch (G.) cricch (A.!.
XXXIII, col. 1172) di M.: e non diciamo dei dialettismi italianizzati
(45) Ma in qualche circostanza lo stesso Crispi si sorveglia, cancellando per esem-
di A.J., batacchio biracchio.
pio arram- e riscrivendo arampgars. Peraltro, di incertezze grafiche tra scempie e doppie Altra oscillazione tra l'esito palatale g e quello postdentale
si banno tracce anche nelle glosse italiane di Gherardi o Muratori (ad es. il non unico (Z, ~) s~ ha nei ~e pr.incipali autori del nostro lessico: Crispi cercar,
caso di cattarale, O guatero, o tarra), come nello stesso epistolario muratoriano, e in al-
cuni lemmi di Crispi (lola, pulla, cellone: cfr. 11, a). cergg, gzravolta, gzudezt ma zest, zergg, zerla; Gherardi cernis, cinquan-
(40) Ma il Muratori, nella stessa sezione del codice Campori, scrive sumsir, come tar :na zimgar e zimossa; Muratori ms. cislar e zislar, zisor; A.l. "
peraltro aveva fatto anche ii Gherardi in alternanza con somssir. cermda, cesore ma zigare; gerla sive zerla. Non sapremmo dire se in
Introduzione Introduzione

questi casi il grafema palatale vada letto Z (come, abbiamo visto al Di fronte dunque alle definizioni comuni a Crispi, terza, e quarta
5, il M. aveva constatato per i parlanti del Nord Italia) o piuttosto Crusca, (che sono la maggioranza del nostro lessico, o meo-lio,
sia spia di un italianismo fonetico e lessicale. della prima sezione di ogni lettera, che a fronte di un termine b dia_
.Sempre a proposito di Z, ci sembra di ravvisare nel Crispi un lettale ne pone solo uno toscano) non dovremo di necessit postulare
tentativo di indicare quando la Z iniziale sia sorda: ci avviene, in un terJ7Jinus a. quo troppo arretrato, supporre cio che il Crispi la-
una ventina di casi, con la scrizione zz (secondo una consuetudine vorasse solo sulla terza Crusca: fra l'altro, fin verso il 1735 ab biamo
grafica viva ancor oggi, ad esempio nei testi dialettali ferraresi) visto che il nostro compilatore si trovava a Vienna.
per zzavatein, zzenzir, zzipress ecc. Per circa la met di queste voci Baster qui fare qualche esempio di chiara dipendenza del Crispi
abbiamo anche la testimonianza grafica (del Crispi stesso, o di Ghe- dalla Crusca' senza aggettivi' (anche nelle note ai singoli lemmi non
rardi) di Z- semplice. Non ci sembra invece che nessun grafema zz- indicheremo l'edizione di Crusca assunta a modello quando non sia
corrisponda a un fonema sonoro, salvo zzirella (in concorrenza con necessario o non sia possibile specmcatla).
Z-); potrebbe fare ancora eccezione zzarabig (indicato con ; dal L'ala dal capel tradotta Falda, parte che fa solecchio, detta
vocabolario Neri), ma crediamo che questa parola vada piuttosto anche Tesa . Entrambe le nostre Crusche hanno, sotto Falda, la
letta con la sorda (v. ad locum, nota). . glossa Quella parte del cappello, che fa solecchio, detta anche
Per tutti questi casi (e per altri di minor rilevanza statistica o Tesa . .fllbr, ch'n'vitz da gnint,' can, ch' steinta a cressr, etc., {( imboz-
linguistica) non siamo, naturalmente, intervenuti sul testo delle zacchite, intristire, attecchire, incatorzolire, contrario di Sbozzac-
nostre fonti. Il lettore potr tuttavia rendersi direttamente conto chire . Le due Crusche, sotto imbozzacchire, spiegano Intristire,
delle oscillazioni attraverso i rinvii interni che abbiamo fatto o il il o n attecchire, incatorzolire, contrario di Sbozzacchite . Crispi

semplice accostamento degli allotropi vicini per ordine alfabetico prese o dall'una o dall'altra (per stare nel sicuro, diciamo dalla
(cfr. pi oltre il 13). quarta impressione) omettendo di trascrivere ilnon (che nella nostra
edizione ripristiniamo per togliere l'involontaria trascuraggine).
Pi raffinato il procedimento seguito per il gi cito battr el bur-
11. Le fonti del Crispi. chett, .battr mareina, trmar a dmt a dmt. La quarta Crusca, sotto bat-
tere, XIX, ha batter la borra, tradotto {( Tremar per freddo ; al
a) Il primo repertorio lessicale cui il Crispi, come qualsiasi altro XXVII ha batter la Diana (seppure non precisamente sinonimo
settecentista, dovette rivolgersi senza dubbio il Vocabolario degli del prec.) e al XXXI ha battcr martza. Il Crispi dunque, non con-
Accademici della Crusca. All'inizio del secolo era disponibile la terza tento di usare la Crusca per tradurre i dialettismi, se ne valse anche
impressione, in tre volumi (in Firenze, 1691, nella Stamperia del- per ricostruiredialettismi (e speriamo non li abbia inventati di sana
l'Accademia della Crusca). Poi, tra il 1729 e il '38, uscirono i sei pianta). Vedremo poi che non alla sola Crusca attinse il nostro abate
volumi della quarta impressione (curati a Firenze dall'accademico per queste locuzioni.
D. M. Manni); contrariamente a quanto si pu pensare, la nuova edi- Un altro modo crispiano quello vermcabile a rompr i bambozz,
zione non fu un semplice accrescimento della precedente ma, oltre rompr l'amizizia rompere il fuscellino . Le Crusche, sotto fuscel-
all'aggiunta di nuove parole, all'allargamento dei citati e degli esempi lino, ultimo , hanno appunto questa locuzione toscana chiosata
addotti per ogni voce,. si pu notare spesso la riscrittura delle de- {( adirarsi, romper l'amicizia . Qui al nostro vocabolista sovvenuta
finizioni e (seppure raramente) la soppressione di voci inserite nelle una locuzione dial(ttale genuina (la prima delle due).<47)
precedenti edizioni. S'intende che, nella maggior parte dei casi, le Di Crusca sono anche tre delle sette schede citate al pre-
glosse toscane ai dialettismi raccolti dal Crispi sono uguali, o molto cedente (c) come rimaste prive di equivalente dialettale; ecco qui
simili, nella terza e nella quarta impressione; e dalla ricostruzione
(47) significativo come il vocabolario romagnolo del MORRr registri la stessa
cronologica fin qui operata (cfr. 7-8) appare che il nostro abate
espressione, traducendo la Rompere il fuscellino, vale Adirarsi, Rompere l'amicizia.
attese in pieno al suo lavoro quando la quarta Crusca era finita di La ricchezza idiomatica della Crusca davvero irresistibile anche per i lessicografi
stampare. dialettali (CHERUBINI insegna).

"" 55 ,..."
Introduzione Introduzione

le due di c. 46r: a mughetto, lat. lilium convalliurri viene solo Viceversa, per altre voci o locuzioni abbiamo trovato riscontro
soppressa la dicitura - tipica di Crusca - fiore noto; e, sotto solo nella terza Crusca: tali sono lezr alla dstesa, tradotto leggere
mulacchiqja, la Crusca, , reca Cicaleccio noioso, come cornac- a rilibro , espressione che si trova in Cr. 3 s. compitare, E 'l legger
chiaia, e simili . Per la terza si veda poco sotto. senza compitare: si dice leggere a rilibro, quasi a rilievo. Lat. legere
Per una serie di voci necessario partire solo dalla quarta im- cursim. Questa scheda crispiana deriva dall'altra, accumdar ch' fa i
pressione di Crusca: cominciamo da aggrapar adugnare, aggran- rag(azz> cnt' i lezn, compitare: e s. compitare, , entrambe le
cire l), con l'ariostesco adugnare assente in Cr. s e glossato nella quarta impressioni di Crusca recitano Per l'Accoppiar delle lettere, e delle
mediante {< pigliar coll'unghie, aggrancire. Pi tenue, ma non sillabe, che fanno i fanciulli, quando comindino ad imparare a
futile, l'indizio per arampgars Stl pr cl murqj ecc. rampicare, iner- leggere. Latin. sensim legere ; ma Cr. 4 avrebbe soppresso il suc-
picare, innarpicare ecc. Sotto rampicare, Cr. 3 scrive il secondo cessivo, tenuto invece presente dall'abate modenese.(48)
sinonimo come inarpicare, mentre Cr. 4 ha la doppia n come Crispi "Ancora: cojttoI6, usato per tradurre artqj d' C1Jrain, d' seui
(il quale poi aggiunge un annarpicare sconosciuto al vocabolario etc~, ad esponente solo in Cr. 3 , la cui glossa serve palesemente per
italiano). L'assa dalcagador glossata una prima volta (c. 1r) ca- richiamare al Crispi il dialetto: ritaglio del cuoio; e raffilatura
rella, carlello: macariello in Cr. 3 ha altro significato, mentre in delle scarpe, che quel che si spicca dal suolo [cio suola, dialetto
Cr.4, sotto carello, , troviamo oggi Carella, e Cariello, dicesi seul] quando cucito, per pareggiarlo .
anche il Coperchio del cesso . A c. 2r ancora l'assa dal cagador "Nel caso di int un atim, un errore a dimostrarsi congiuntivo ~i
resa con carlello, turcciolo del cesso : e infatti solo Cr. 4 ha Cr. 3 (contro Cr.4 ) a Crispi: l'etimo dei due repertori lo stesso,
cariello con questo valore. Ansima >}, che serve a Crispi per ren- sbagliato, &v &'t'ofLoc, che Cr. 4 corregger in &v cX:'t'6fLCP.
dere l'asma, solo in Cr. 4 , glossata asma (dunque il nostro abate "Altrove unisce Cr. 3 a Crispi il particolare significato di una lo-
ha semplicemente invertito esponente e chiosa). Sotto bretta, Crispi cuzione: vedasi essr sudsovra, in zembl, in collera etc. essere in cim-"
fa una dotta distinzione: il lat. Pileus, 7tLOC;;; il cappello lat. berli. Il senso di questo sintagma appunto, per l'edizione 1691,
Petasus 7t't'occroc;;, dalla testa cX:7t 't'OU 7tE;'t'OCcr6OCL : tutto in Cr.4 ({ essere sossopra dell'animo, essere adirato ; mentre la successiva
(s.vv. berretta e cappello), mentre la precedente impressione dava Crusca, all'opposto, chioser essere allegro.
caputium come equivalente di berretta , pileus di cappello . Una Come sopra, chiudiamo con un elenco di altri italianismi cri-
delle tre schede dedicate a far di.bec reca far bacchi : ora, vero spiani rintracciati solo nella terza Crusca: dirimbuono, bischenca, bil-
che Cr. s, s. Fare bocca da ridere, , ha Far bacchi. Aguzzar le lab- lera, bordaglia, mordicare, monn'onesta, atticciato, destato, farinello, leno,
bra verso alcuno, in segno di dispregio ; ma Cr. 4 registra la stessa cerfuglioni. Il lettore, se avr pazienza di scorrere le note apposte al
locl,lzione, con la stessa glossa, in un esponente autonomo, e ci lessico, ne trover altri, con le indicazioni del caso. "
avr pi facilmente attirato il Crispi. Alla c. 8v, subito sotto bu- Il medesimo corredo di note d conto degli errori compiuti
trigott paffuto, grassotto, carnacciutto (sic; e la fonte, salvo l'er- dal Crispi' nel trasrivere "dalle Crusche (o dalle schede su cui il
roneo raddoppiamento consonantico, sempre la Crusca, col prin;lo lessico pot inizialmente esser messo per iscritto); tali sono i citati
termine che funge da esponente, gli altri da chiosa) si trova l'altra attecchire per non attecchire, aggravignare per aggavignare (qui IO, c). E
glossa toscana priva di lemma dialettale, gi citata ma che qui ri- ancora babalio per bagaglio (cfr. bagqj), lola e pulla per "lolla e pula
prendiamo per Un pi agevole riscontro: Bruco quel cilindretto, (cfr. guss); ditello aggiunto ad ascella per illustrare !cisna (anzich
cui stanno attaccato [sic] i segni del Messale, e Breviario. La voce laseina); maschita per meschita (cfr. muschea); frombo per frombola (cfr.
manca a Cr. 3 , ma in Cr.4, bruco, I L'Attaccagnolo de' segnali, {frombla); navalestro toscano accostato a barca da traghetto, mentre il
che si pongono ne' messali, breviarj o altri libri.
Per farla breve, ecco una serie di altri toscanismi usati dal Crispi (4.) In Cr. 4 c' per (leggere) A compito, Accoppiar le lettere , con esempi dalla
a spiegare i suoi dialettismi e reperiti solo in Cr. 4 : dalla padella nelle Lena ariostesca e da Lippi, Malmanti/e VIII 58; la locuzione manca a Cr. e comunque
brace (cfr. brace, ), ciammengola, inciuscherare, ojtalmia, manubrio (cfr. non ha riscontro nel Crispi. Sull'incomprensione di a rilibro nella quinta Crusca si veda
l'articolo di A. DARDI, Unfantasma /essicografico: 'arrilibro', Lingua nostra XXXVII,
dial. mandg), ciscranno." 1976, pp. 88-89.

,....., 56 ,....., ,....., 57 ,.....,


Introduzione Introduzione

corrispondente sarebbe {( barcaiolo, traghettatore , sbriccolare an- toscani dotati di preciso riscontro con j);[almfl12tile e Note, si potrebbe
zich sbriciolare (cfr. gratusa). (49) supporre che la prima idea di compilare un lessico dialettale sia nata
al Crispi dalla lettura del poema lippiano. vero che alla base del
b) Ma l'abbeveramento del Crispi alle fonti del parlar toscano J!alma1ltile e dell'apparato sta la Crusca (nella prima-seconda im-
non si esaurisce con le due Crusche: un consstente numero di voci pressione, dati i tempi), e che la quarta impressione del vocabolario
e locuzioni non registrato in esse come nei molti compendi o attinse con larghezza al curioso volume: dunque qualche volta si
supplementi settecenteschi che teoricamente il nostro abate poteva pu restare in dubbio se assegnare all'una o all'altra fonte i tOSC2.- .
consultare ma coi quali non abbiamo trovato collusioni certe (al di nismi crispiani. Ma gli esempi che seguono dimostrano inequivo~
fuori di quelle riguardanti voci gi presenti nelle Crusche, trascritte cabilmente quale fu il procedere del Crispi, e consentono una macr-
tali e quali dagli altri lessici, e che rendevano inutile per noi lo gior precisione nella ricostruzione cronologica. b
scendere oltre l'archetipo cruscante).(50) Tutti gli indizi finora raccolti (cfr. 7-8) ci portano verso il
Esiste invece un'opera, che Un dalla prima edizione (1688) go- quarto decennio del Settecento: dal 1734 il Crispi era a Modena,
dette di immenso successo non tanto presso i letterati quanto presso dopo il '37 presumibilmente si trov libero da impegni diplomatici;
i toscanisti e i lessicografi: si tratta de Il lvialmantile racquistato di dal '31 poteva consultare la citata edizione del Malmantile, fin da
Pedone Zipoli [cio Lorenzo Lippi] colle note di Puccio Lamoni [paolo prima la terza Crusca; col '38 pot disporre di tutti i volumi della
Minucci] e d'altri [Pi precisamente A. M. Biscioni e A. M. Salvini], quarta Crusca. Non c' bisogno di ricorrere ad altri strumenti per
che abbiamo consultato dall'edizione di Firenze 1731, nella Stam- giustificare la massima parte (53) delle glosse apposte ai dialettismi
peria di Michele Nestenus e Francesco Moiicke .(51) che costituiscono la prima sezione di ogni lettera dell'alfabeto,
Questo poema, e soprattutto le note ad esso apposte dai tre lin~ quella cio in cui le voci modenesi hanno il corrispettivo degli
guaioli, (52) furono sistematicamente consultati dal Crispi: vista anzi equivalenti toscani.
la frequenza, nella parte italiana del lessico, di idiotismi e gergalismi Avevamo gi risolto (qui, sub a, e prima, IO, c) il mistero di
tre delle sette schede senza termine dialettale; le quattro restanti si
(40) Altra cosa sono gli errori compiuti dal Crispi non nel trascrivere dalle Cru- spiegano colle Note al Malmantile: la def1nizione di boccheggiare (6v)
sche ma nello stabilire equivalenze tra dialettismi e toscanismi: si vedano ad es. le coppie nasce da N. Malm. XI 37 {{ quel moto che fanno con aprire e ser-
aggrapar assannare, su}eula bugnola.
rare la bocca in mandar fuota gli ultimi spiriti coloro che muoiono
(50) Ecco l'elenco dei repertori che presentano solo coincidenze dovute al comune
archetipo di Crusca. Vocabolari: G. MARGINI, Reggia oratoria, Parma 1724 (Venezia (donde poi la definizione di Cr. 4 ); l'illustrazione di forre (28r)
17081 ) : U. FACCIOLATI], Ortografia moderna italiana, Bassano 1747 (Padova 17211 ); Vo-
cabolario degli Accademici della Crusca, Venezia, (Pitteri), 1741; Sinonimi ed aggiunti italiani
raccolti da C. C. RABBI, Bergamo 17444 (17321 ); Vocabolario degli Accademici della Crusca, (53) Sono poche decine, nel corso dell'intero lessico crispiano, le voci toscane che

Impressione napoletana secondo l'ultima di Firenze ecc., Napoli 1746-1748. Stanno a parte, non abbiamo rintracciato nei repertori suddetti: piuttosto per che supporre un ulte-
perch dichiaratamente vogliono integrare la Crusca senZa ricopiarla, le Voci italiane riore allargamento degli strumenti usufruiti dal Crispi (cfr. anche nota 50), preferiamo
d'autori approvati dalla Crusca ne! vocabolario d'essa non registrate ecc. di G. P. BERGAN- pensare a iniziative personali (invenzioni, errori) dell'abate, tutt'al pi a riscontri epi-
TINI, Venezia 1745: ma ugualmente non furono viste dal Crispi. Trattati diversi. Indiziati sodici o, pi probabilmente ancora, a qualcosa che ci sia sfuggito nell'mbito di Crm:ca
per uno spoglio da parte del nostro abate ci sembravano i Modi di dire toscani ricercati e Malmantile (ad esempio, voci non dotate di esponente proprio ma citate sotto altri
nella loro origine, di S. PAULI (Venezia, Occhi 1740) e L'Ercolano. Dialogo di M. BENE- lemmi). Diamo comunque l'elenco degli italianismi privi di corrispondenza, nella spe-
DETTO VARCHI ... , colla correzione ad esso fatta da M. LODOVICO CASTELVETRO e ranza che qualche lettore riesca a scoprirne l'origine: pilorci (per orta) d'carta, d'p"'l,
colla Varchina di M. GIROLAMO MuzIO, in Padova 1744, appresso G. Comino: ma i c. lr); bacchillone, ciaramella, gaglioffaccio, gaglioffone, gocciolone, mazzamarrone, merendone,
riscontri eseguiti ci hanno convinto che non furono direttamente utilizzati dal Crispi. panperduto, pascibie/ola, uccellO/te, arfasatto, caeacciano, sciopero/te etc. (per balaran, c. 10v;
Non mancano coincidenze coll'Ercolano (come con altri repertori tipo Pataffio, Fiera, in particolare, panperduto non ha riscontri); funicolo ( cordone ombelicale, 27r); mez-.
Tancia), ma si tratta di locuzioni schedate in particolare nella quarta Crusca. Ztgo (<< vinello , 27v); appassirsi per esser fiacco, languido, lat. betizare, lacanizare
(51) A questa edizione ne segu un'altra, presso Moiicke, nel 1750, in due volumi
(28r); dar la mordacchia (41v): patl/Ilarsi oziare (45v); la vedrebbe anche un cieco (e
e con l'indice delle parole accresciuto; ma testo e note sembrano identici alla 1731, e relative citazioni; 53v); la citazione di Antonio Panormita relativa a un omm bruttessm
dunque, anche per ragioni cronologiche, il nostro riscontro stato condotto sulla 1731. (<< cruribus atque ano densorum sylva pilorum est ecc., 54r); l'erroneo grecismo
otecrLcr6qJO (per lox1Jcr[croqJO), con lo1;ocr6cpo vanaglorioso (54r); orlo, p e d i n o ,
(52) Giova forse ricordare che Biscioni e Salvini furono in relazione non episodica
lat. orula (54r); dar la coperta (61v); dare sfiatatojo (67v); serrame segatura (68v); bucche-
col Muratori. racchiato (70v); smiaco (errore per smiacio? 73v); chiarella vinello (84v).
Introduzione Introduzione

ripresa tal quale dal Biscioni (che in N. Malm. VI 79 correggeva la gliarsi in capelli ; quella che resta porta come equivalente toscano
chiosa precedente del Minucci); imPiallacciare (35r) dal Minucci mettersi, cignersi la giorna . Questa locuzione secondo Ci".3
(VI 69; e giova ricordare che la granatiglia, qui ricordata, non valeva Pigliarsi troppa autorit o Presumersi troppo ; ma
voce di Crusca); le Najadi e le altre divinit (51v) sono richiamate N. Malm. III 46 precisarono che vale Intraprendere a sostenere
dal Biscioni a proposito di Malm. VII 22 le Naiadi, ~fe di quel una cosa con tutta l'energia ed efficacia , e la correzione pass
fiume . in Cr. 4 Potrebbe sussistere il dubbio, ma crediamo che il Crispi
E veniamo a qualche esempio di lemmi regolarmente muniti di . abbia attinto al lv[almantile, serbatoio preferenziale delle locuzioni
corrispondenza modenese. Una delle prinussime schede nel ms. pi pittoresche.
crispiano (gi citata ad altro proposito) registra armor, burdel, fra- Cos, per far di bec, oltre a far bocchi cito (da Cr. 4 ), troviamo,
cass, resi con stampita , voce che in tutti i dizionari (Crusche com- sul verso della stessa carta, smorfia, gesto sconvenevole fatto col
prese) vale sonata, canto ovvero discorso lungo, noioso e viso, da [L6pcp"t) [sic], che vuoI dir, faccia . Questa trotlvaille il Crispi
spiacevole : ma la N. Malm. III 8, dopo la menzione di questi si- l'ha scovata dalla nota apposta a Morjeo, Malm. X 33.
gnificati, precisa che qui intende Romore e Cicalamento odioso ... : Abbiamo anche detto di int un atim, detto equivalente a 'I &:W[LO:
ed ha lo stesso significato che Bordello, Chiasso, Musica . secondo il dettato di Cr;3; la scheda contigua (nella carta seguente)
Crispi scheda, due carte appresso, un altro armor, precisamente in un atm, in un battr d'ogg propone invece v &'w[LcP, preso questa
quello fatto da un magnon int al magnar ingordam<ein)t, traducendolo volta da N. Malm. III 72 (solo Cr. 4 dir esattamente v ch'6[L(p,
scuffiare . E in N.A1alm. I 35 il Biscioni, dopo lunghe considera- ma non sar consultata a questo riguardo dal Crispi). E un altro
zioni, arriva a dire: Pu essere ancora che la voce 5 cujJiare venga etimo malmantilesco l'abbiamo per arlia ria, dal greco OUpLO:,
dall'atto, che fanno gl'ingordi nel mangiare, che un certo suono ggia, bbia, ombra : cfr. N. Malm. III 71 (mentre la Crusca,
della bocca, a foggia del grufolare del porco . Come fa con la per uggia, dava a riscontro oLuw6).
Crusca, anche col Malmantile il Crispi si vale delle glosse per rico- Invece non ci azzardiamo a togliere ogni dubbio sulla fonte di
struire o costruire il dialettismo, che spesso una perifrasi ben altre locuzioni, come due qui citate sub a,' battr el burchett ecc., reso
lontana dalla concisa efficacia del toscarusmo. con batter la borra, batter la Diana , pu certo risalire a Cr. 4 ,
Abbiamo gi visto l'accumdar compitare ricavato da Cr. 3 ma anche in N. Maltl1. VIII 6, batter la borra, il nostro lessicografo
Invece acmmdarsg tradotto arrecarvisi : e Crispi attinge ancora trovava Tremare, e Battere i denti per causa del freddo ... Si dice
dalla terza Crusca; ma in una terza scheda, a m' gh' son accumd anche Batter la Diana. Tremar tutto, stando all'aria, a cielo scoperto
reso con nu v'arrecai : e qui palese la dipendenza da Malm. (Minucci). .
IV 42 mi v'arrecai e relativa nota Condescesi, acconsentii, Verosimilmente, dei due acciapar chiappare , dei due arbat(t)r
m i v' a c c o m o d a i . Un altro accumdars insem, pazificars rap- ribadire , uno proverr dalla Crusca, l'altro dal Malmantile, dove
pattumare pure preso da Malm. XII 56. sono illustrate anche diverse parole normali e apparentemente
Talora il Crispi deriva da N. jJ;[alm. il lusso di certe citazioni non non bisognose di spiegazione. . .
strettamente necessarie all'intelligenza della voce: ad esempio il Per la consultazione del poema lippiano le edizioni citate sono
prosaico apstar con una scureza dar l'incenso ecc. reca un equiva- provviste di indici molto vasti (per quanto non onnicomprensivi,
lente greco, un motto di Orazio e uno di Petronio assenti dalle Cru- specie nelle prime due edizioni). Riteniamo tuttavia che il Crispi
sche (dove dar l'incenso vale solo lusingare ) ma ricordati dal Sal- non attingesse agli indici, ma spogliasse direttamente dall'opera
vini a proposito di Malm. XI 23; analoga la ricchezza citatoria man mano che procedeva nella lettura. Il manoscritto infatti, mal-
sotto nann nano , in dipendenza da N. Malm. III 65. grado gli inevitabili (e gia sopra documentati) rimescolamenti pra-
Gi si detto di quattro distinte schede crispiane con arvulars: ticati nel passaggio dalle schede alla stesura in foglio, conserva
due non sono chiosate (e compaiono alla fine della lettera A, quando ancora evidenti tracce dell'ordine in cui le parole si presentavano
il Crispi, esauriti i suoi repertori, avr annotato le parole come gli nel poema. Quest'ordine stato da noi obliterato con la sistemazione
capitavano alla memoria), una tradotta cruschevolmente spo- alfabetica; per questo diamo .ora alcune sequenze originarie col

,-.,., 61
Introduzione Introduzione

luogo del Malm. in cui si trovano le parole o locuzioni toscane cor- tralasciamo i primissimi, di J. A. Fenice e P. Canal, i pi classici
rispondenti alle dialettali qui riportate: battr el burcbeft ecc. = Malm. rimasero (fino all'uscita dell' Alberti, nel 1771) i lavori di A. Oudin,
VIII 6; al bus, pr dov s'va in clumbara ecc. = VIII 12; brtmtlar = VII ripreso da L. Ferretti, N. Duez, e pi tardi G. Veneroni, e di An-
16; begra = VII 18; l' bel ecc. = VII 45; birbon = VII 48; asptar niba~e ~nton0i. Sui reciproci rapporti dei vocabolari si appena
Cl bocca averta = VII 8; al n' tm d' bledg = VI 101; andar in bris ecc. = commclato a mdagare, (55) ma nel frattempo le nostre non sommarie
VI 63; bertunze! = VI 64; ba1zco1z = VI 69; barbazagn = VI 80. Op- ricerche ci hanno convinto che la fonte, unica o quasi,(5G) dei fran-
pure: bricca III 65; birbon = III. 67; babuien = III 69; bzunzr = III cesismi nel lessico modenese il Dizionario italiano, latino e francese
69; bisbetic = IV 7; bvida = IV 8.0, per finire: ctt1Zzegn = VI 68; (val. I)-Dictiomzaire fral1ois, latin et italieJl (voI. II) ... par 1:\1. l'Abb
cudron = VI 69; canter = VI 69; in copia = VI 77; spudar ... = VI Antonini, premiere edition, Venise, chez Franois Pitteri, 1745
78; cunC011 = VII 13; carit plosa = VII 14; cridar ---:- VII 16; car- (con l'imprimatur del 19-1II-1740). La prima edizione in assoluto
ton=VII 45; cascada=VII 20; essr cuI e camisa=VII 28. di quest'opera usda Parigi nel 1735 (ristampa 1743), ma non serv
Apparzar un legn, ch' dsugual viene tradotto con un verbo (sbie- al Crispi perch contenente solo la sezione dall'italiano, mentre
care) che secondo la Cr.3-4 vale il contrario (<< storcere, stravol- - come vedremo - la massima parte dei francesismi crispiani fu
gere ); ma anche qui Crispi attinge a una N. Malm. (confluita desunta dal volume II dal francese. Tra le edizioni successive alla
poi nel Tommaseo-Bellini) secondo cui i legnaiuoli dicono s. pri1iceps veneziana abbiamo consultato, ma solo per scrupolo (giac-
quando lo pareggiano, e fanno uguale , s'intenda il legno. . ch la cronologia del nostro lessico non consent ttasaressioni oltre
In qualche pi raro caso indubitabile l'errore (di trascrizione, il 1750), la quinta del 1761 e quella, sempre di Pi~eri, del 1779
almeno) crispiano: dr. 17r, al corp, al sangv, e s' gh' l'attacca Corpo! con le giunte di P. Antegnati. .
ed al c e Ilo n l'attacca. C e Il o n e anche quel Panno, che si Essendo ogni vocabolario, come noto, le plagiat par ordre
mette nella Tavola ecc. La fonte Malm. V 11 Corpo! (dic'ella, a~phabetique )} (e se lo dice il lessico grafo francese Paul Imbs, pos-
ed al c e l o n l'attacca) , con la nota di Minucci che connette Slamo credere che la frase valga specialmente per i lavori d'oltralpe),
celone a cielo . Errore semantico stabilire l'equivalenza tra anche per questa sezione del Crispi non ci bastata l'uauaglianza
andar a vajo1Z (c. 84v) e andare a girone , che in N. Malm. VII 1 di lemma e glossa con l'Antonini 1745 per negare la dipe~denza del
reso con far' pazzie (mentre la locuzione dialettale tradotta, lessico modenese dagli altri vocabolari italo-francesi (57) o, al limite,
dallo stesso Crispi a poca distanza, andar ajato , e dal Gherardi
andar vagando)}); altre sinonimi e erronee sono quelle pdeim
(55) Come pioniere di questi studi additiamo PAOLO ZOLLI, sia per Le parole straniere
girelle , ranogg botte o rane . Abbastanza spesso il Crispi (~ologna, Zanichelli 1976, spec. pp_ 14-26), sia per gli accenni sparsi in varie opere,
sbaglia nel trascrivere una voce greca: 't'p67tov diventa 't'p&.7tOV SIa p.er le documentatissime informazioni direttamente forniteci; ora escono i preziosi
(27v, far una cosa cmeud va). Ma, in compenso, talora il nostro saggI dr ANI'fE-MARIE VAN PASSEN, Appunti mi dizionari italo-francesi apparsi prima della
fine del Settecento, alle pp. 29-65 (con ricca bibliografia, per quanto non esente da lacune)
abate a correggere la sua fonte: cfr. l' bel cm' U11 bambein d'Luca degl.i . Studi di lessicografia italiana , III, 1981; c ancora di P. ZOLLI, Innovazione e
(7r) , dove le parole greche 7tpwcrom:wv e 7tp6cro7tov di N. ivfa/m. trad'Z'~'1B ,:el lY,0uveau .Di~tionnaire Franf~is-Italien di F. Alberti de Villeneuve, pp. 589-
VII 45 sono riportate alla grafia esatta. 627 dI Melange a la mel1lmre de Franco S17120ne. France et Italie dam lo mlttire ettroPBlln',
II (Genve, Slatkine 1981; sull'Antonini cfr. pp. 594, 602-603).
(50) Restano ben poche falle nella nostra documentazione, riguardanti i termini
c) Per la seconda parte di ogni lettera dell'alfabeto, quella in fr~ncesi couper pi [sic] troncar il corso , e/Ichifrenure, esclalldre attraversamento l),
cui tra il dialettismo e il toscanismo c' un sinonimo francese,(54) fatre le ct/I de poule, se fiicher subitamente adirarsi , tOl1lber cuI par dessm tete cader
la fonte non poteva che essere un vocabolario italo-francese. Tra sossopr~, verole v.o/ante. Anche qui (cfr. nota 53) pensiamo che voci e sintagmi siano
nascostI sotto altrr esponenti (francesi o italiani) rispetto a quelli cui sembrerebbe rin-
Sei e Settecento ci fli un diluvio di questi repertori bilingui: se viare il Crispi, e ci affidiamo volentieri ai lettori per rintmcciarli.
_ ('~) Queste. le edizioni degli altri lessici consultate. OUDIN: Nomenclature franfoise
e: ,tahen"e, Pan.s, chez A. de Sommaville - 1662 (dizionario metodico); Recherches ita-
(54) Non fu certo il Crispi a far scuola, ma nel secolo seguente e per un'area con- !tenne! et !r~nf~2SBs, ou Dictionnaire ecc., ibid., 1693 (1640 1 : solo dall'italiano). DUEZ:
tigua troviamo CLUDIO ERMANNO FERRARI, Vocabolario bolognese co' sinonimi italiani D:ttlOnano ltahano, et francese-Dictionnaire italien et frallfOis, in Venetia, apresso li Milo-
e franzesi, Bologna 1820 (1835', 18533). chI 1662. VENERONI e altri: Dittionario italiano e francese-Dictiol2naire italien et franfoir,

62 ,....., ,....., 63 ~
Introduzione
Introduzione
dalle. altre edizioni dell'Antonini, ma lachmannianamente ci siail}.o CRISPI 4,-
fidati in primis degli errori congiuntivi. . ANTONINI 1745, voI. II
Eccone due: a c. 30v abbiamo .far un gesuetta, cascar del goZZ dar l'acqua a un ragazz, fr. ondoier Ondoyer, v.a., Jetter de l'eau sur
d'inchiostr int la carta qUa11d s'screv, fazt'e des p a t e s d'encre sur le la tete d'un enfant au nom du
papier, scorbiare, scorbio, la macchia d'inchiostro . Le edizioni Pre, du Fils & du Saint Esprit,
1745 e 1761 dell'Antonini, I voI. (dall'italiano), s. scorbiare, tradu- en attendant les crmomes du
cono veramente faire des p a t s d'encre ecc.; ma l'accento di pats Bapteme. Dar l'acqua ad un
(cfr. anche scorbio) , nello scorbiare 1745, ridotto a un puntino mal bambino.
percepibile, cos che la lettura pi immediata risulta pates, come
trascrisse il Crispi. (Duez 1662, Oudin-Ferretti-Veneroni 1693, Veneroni-Neretti 1731:
A c. 72v troviamo {( salmon, saumon, sermone . Sermone non ondoyer un enfant, dar l'acqua).
precisamente voce erronea, ma piuttosto tosanismo (Berni),per
armusinar, fouiller, cercare, inve- Fouiller: cavare scavare ... ; ruz-
il. quale ad es. Tommaseo rinvia: al pi diffuso salmone; ma questa stigare, frugare .
traduzione era dell'Antonini 1745, mentre nel '61 fu corretta in zolare grufolare ... ; cavar la
salmone. terra ... ; ricercare cercare inve-
Vediamo ora tre errori disgiuntivi: amm (c. 41', il primo foglio stigare frugare ... ; ricercare inve-
in cui compaiono le traduzioni francesi) reso correttamente dal stigare.
Crispi con hameon, amo , cos come nell'Antonini 1745; invece
l'edizione 1761 scrive hameCOtl. Dsevd, it1dsevdi1' (23r) ha come equi- (Duez: fottiller, frugare cercare stucciare [ecc.]; Oudin-Ferretti-
valenti affadir, rendere scipito ; cosi recita l'Antonini 1745, men'- Veneroru: fOltiller, cavare cercare visitare ... ; frugare) ..
tre la successiva riedizione scriver rendere scipido . Trell dia amitt da pret, amict, amitto Amict, Linge benit, que les Ec-
vos (81r) accostato a frdon, trillo, come suggerisce l'edizione clsiastiques mettent sur leur
1745; invece la 1761 ha una semplice scheda di rinvio: nel primo tete, quand ils se doivent rev-
Tomo alla voce trillo .(58) .
tir d'une aube (L. amictus).
Basta poi una scelta delle prime voci francesi del lessiCo cri- Amitto.
spiano per mostrare che l'abate modenese .aveva sott'occruo solo
. l'Antonini 1745 e non gli altri vocabolari citati in nota 57. (Duez amict, amitto da prete; Oudin-Ferretti-Venerom amict que
le Prtre met sur la tte, amitto da prete; Venerom-Neretti amict
mis en lumiere par A. Dudin ... , Continu par L. Feretti, Romain ... , Par le Sor Vene- que le Prette met sur la tete, amitto da prete). Il solo Antonini
roni .. 0, imprim Paris 1681.00' et corrig par L. Delepine. Tome Premier, Venise
1693, chez Estienne Curti [dall'italiano; il Tome Second dal francese, datato 1692, omette la specifiazione {( da prete, che manca alla traduzione
reca il nome corretto di F e r r e t t i ]; Dktionarium Caesareum, in qua quattuar prin- italiana del Crispi. .
cipaliores linguae Europae, nempe I-Italica per Gallicam, Germanicam et Latinam,
il-Gallica per ItalicaI):l, Germanicam et Latinam o.. explieantur. Dpus aHm a celeberrimo arsir, havir, abbrustolare Havir, abbrustolare, abbruciare.
linguarum in Gallia nterprete Johanne Veneroni compilatum, nunc vero a Nicolao de
Castelli o.. auctum .00, Francofurti ad Moenum, Sumpt. Haeredum Zunnerianorum &
Jo. Adami Jungii, Typis Antonii Heinschedii, 1714 (3 voli., che per la parte francese (Duez havir, abbronzare abbustolare; Oudin-Ferretti-Veneroru havir
sono uguali al Veneroni sopra citato); Dictionnaoe italien et franfois par le Sieur Ve- bmlBr, abbruggiare, abbrustolare; havir, haler, abbronzare; Ven:'-
nerani..., nouvelle editiono .. , Venise, chez Jean Malaquin, I, 1731; chez Antoine
Bortoli, il, 1728 (revisione di Filippes [sic] Neretti). roni-Neretti *havir, abbruggiare, abbrustolare). Le glosse sono
(58) Qualche leggera discrepanza tra Crispi e Antonini (oltre a quelle citate in
pre~s<? che identiche, ma il Crispi sfrutta solo la prima dell'An-
nota 56) andr addebilata a errori di trascrizione: cfro, alla c. 91r, zacon fatto uguale tontnt.
a chieot anzich al corretto e antoniniano chichot, e zugar d'man = esarmoter anzich
escamoter come nella fonte; e anche, a co 12r, baccbetta da cavallarizza accostato a houx a armacoll, haussecou, armacollo Haussecou, Pacie de l'armure,.
anzich al precedente boussine.
Armacollo.

r-.J 65
5
Introduzione Introduzione

(Tutti gli altri dizionari hanno ad esponente haussecol, la cui pro- usc solo col 1745. Dunque, la seconda parte di ogni lettera del-
nuncia -cou indicata solo dal Veneroni-Neretti). l'alfabeto dialettale crispiano andr collocata al 1745 o poco dopo.
Che ci fosse una certa distanza temporale dalla prima sezione
arzerca, infurmazion, e11qute, ri- Enqueste ... , Ricerca, inchiesta, in- delle stesse lettere sembra dimostrato, oltre che dalla grafia deci~
cerca inchiesta informazione formazione . samente pi minuta, dalla creazione di doppioni (o anche triploni
e pi, considerando alcune schede gi doppie-triple tra Crusca e
(Duez enqueste, inchiesta, informazione, inquisizione; Oudin-Fer- Malmantile). Tra le voci gi citate ricordiamo ancora far di bec(c),
retti-Veneroni = Veneroni-Neretti enqute, inchiesta, informazione, a C. 8r resa con far bocchi (Crusca), a 8v con smorfia ecc.
ricerca). L'ordine seguito dal Crispi ancora una volta quello di (N. Malm.), a 9v con faire la nique, far le fica (Ant.); e accum-
Antonini. dar(sg), reso a 2r con arrecarvisi (Crusca), a 2v con rappattu-
allegr, d'bon umor, etc., drole, Drosle ... , Gioviale lesto gustoso; mare (N. lIlalm.XII 56), a 4r con mi v'arrecai (N. Malm:
gioviale, lesto, gustoso, buon gioviale, buon compagno ... ; furbo IV 42), e nella stessa carta 4r, sia pure con documentazione di uso
compagnone; furbo, malvag- . malvaggio (solo l'edizione 1779 pi estensivo, con qjuster, aggiustare, accomodare, adattare (Ant.,
gioo . avr giovialone e malvagio). da cui il Crispi omette solo acconciare ; e il di Ant. acconciare,
acconciare pe' d delle feste serve al Crispi per l'altro dialettismo
(Duez drolle, galante, compagno, buon compagno; Oudin-Ferretti- . cunzarpr cl fest, giustapposto ad accumdar).
Veneroni drolle, buon compagno, galante; Veneroni-Neretti drolle,
gaillard, buon compagno, galante). d) Restano da datare le ultime voci di ogni lettera dell'alfabeto,
quelle comprendenti il solo lemma dialettale, senza traduzioni. Qui
allegr, giuvial, d'gorgia, e1'!jou, E1!jou, ... lieto, festivo, giocondo, il Crispi non ebbe altra fonte se non il proprio udito (o la memoria).
lieto, festivo, giocondo di vista allegra. D'altra parte, la collocazione di queste voci e locuzioni alla fine
indica che esse furono stese su carta dopo la trascrizione delle schede
(Duez ergou, allegro, giocoso, festevole; Oudin-Ferretti-Veneroni da Crusca, Malmanti/e, Antonini, quasi a completare un lavoro che
ergou, allegro, giocoso; Veneroni-Neretti e'!iov, allegro, giocoso). si avvertiva manchevole (ma spesso il Crispi finl per ripetersi).
l'aria averta, un voI, un salt, es- Essor ... , Acre aperto, libero ... ; suggestiva congettura l'immaginare che queste ull:ime schede siano
sor, aere aperto, libero, volo, Volo, fig. salt. state aggiunte dal Crispi all'atto di staccarsi dal suo scartafaccio
salto per consegnarlo definitivamente al Muratori, dopo il 1745 dunque
ed entro il 1749. . .
(Gli altri dizionari traducono essor con poggiamento, volo -ln
alto; aria pura ).
Crediamo che non ci sia bisogno di altre prove. Completiamo 12. Il vocalismo modenese settecentesco.<S9) .
solo un'osservazione fatta al 10, c, sul calco dialettale da bureau,
bigio e tavolino . Come ci si pu ormai aspettare, anch'esso Lo spoglio dei lemmi contenuti .nei nostri vocabolari consente .
suggerito dall'Antonini, che per dava una serie di significati, utili osservazioni sull'evolversi della fonetica modenese durante gli
per la voce francese, superiore alle competenze dialettali del Crispi, ultimi secoli. In particolare risulta interessato il settore del vocali-
il quale rinunci a tradurre in modenese tavolino, tribunale ecc. . smo tonico, a proposito del quale il dialetto modenese documentatoci
Dunque il nostro lessico grafo, entrato in possesso nel 1745 del- da Muratori, Gherardi e Crispi risulta ben divergente da quello
l'edizione in due volumi del dizionario Antonini, ne sfrutt. il se-
condo volume (dal francese) ma non disdegnando qualche capa- (59) Questo paragrafo rielabora sinteticamente (ma non senza correzioni) il con-
tina nel primo volume (dall'italiano). Non poteva attingere a un' edi~ tenuto della. comunicazione Grafemi e fonemi in dizionari dialettali de! XVIII secolo, in
zione precedente dello stesso lessico perch il tomo dal francese corso di stampa e citata in n. 9.

66 ,...., ,...., 67 ,....,


Intrcidilzione Introduzione

parlato oggi in citt, e piuttosto avvicinabile alle odierne aree ra~ion~vole l'~p~tesi che questa innovazione, da principio esclusiva
laterali , soprattutto alla parte nord-orientale della provincia che del ~et! elevati, Sl andasse lentamente diffondendo negli strati medio-
conflna col Ferrarese. La testimonianza dei nostri autori conferma bass1 della popolazione, che per a met Settecento non l'avevano
quanto gi constatato a proposito del rimato re cinquecentesco I. inte~aI?ente accolta. Ancora ai primi nel nostro secolo (teste Ber-
Pincetti, cio come il nuovo ruolo politico, cui assurse Modena toru) 11 c?ntado modenese ?istingueva e primaria (quel covelle )
dopo il 1598, abbia influito sul modo d'essere della citt e [... ] sullo ~a e (? plUttos~O ii) proveruente da a (q/,iil {( quale): il che, oggi,
svolgimento del suo dialetto, che, ,disancoratosi dal modulo sub- Sl verifi~a a Mlrandola, S. Felice e dintorni. Per questo aspetto (e
padano-ferrarese, venne via via definendosi con caratteri di centra- per altn che vedremo) il dialetto modenese di Muratori-Gherardi-
lit emiliana .(60) Crispi non dissimile dal mirandolese d'oggi: e ci si spiega bene
. ':.~
supponendo (con Schurr e Rohlfs) un cuneo innovativo da est
a) Palatalizzazione di A in ii, (1. Tale fenomeno, che il,Bertoni, che, procedendo lungo la via Emilia, sposti verso le aree laterali
ne Il dialetto di Modena del 1905, giudicava non anteriore al XV se- le isoglosse corrispondenti a fenomeni pi anticru. Che la situa-
colo, venne dallo stesso studioso, nel Profilo di vent'anni dopo, zione fosse in movimento lo provano, ad esempio, lo spoglio della
considerevolmente retrodatato, fino a passare per il pi antico di Lingua vemacula antica (dove le forme palatalizzate sono 2 per 02111 3
tutti. Nel nostro corpus lessicale abbiamo pocrussimi esempi del fe- non palatalizzate) e del lessico Denti, iri. cui l'e domina qua:i in-
nomeno, e non tutti incontrovertibili. Possiamo citare, nel Gherardi, contrastato.
giaggers godersi (se *gaudiare, gioiare come voleva il Gal-
varo, p. 292), e impsier accendere (cui peraltro si viene a con- b)' Apertura di E l in pos~ione, o davanti a m ii verso e > (1 >
trapporre apizzar due volte nel Muratori); nel Crispi invece abbiamo oggi a. Se ancora il Maranesi, nel 1893, conservav~ costan:temente
due ricorrenze di barbuzzel, che almeno la seconda volta equivale grafie come puvre'tt / puvriitt, si dovr dedurre che la piffia apertura '
al toscano barbazzale (se per non c'entra barbozza , e dunque fenomeno novecentesco di Modena citt. Pure il Gherardi conserva
non andr letto barbltzze/); una di letturel leggio (parola per la due voci con alternanza (giandna / gendna e Izavla / nevla), e due con
quale tuttavia R.E. W. 4964 propone 'un etimo *lectorinum, dunque a da 1: 171licatt e panarazza. Per il resto, abbiamo la totalit deoli
con l'e modenese che si presenterebbe quale sviluppo di una di n, esempi con e sia nel Gherardi-Muratori sia nel Crispi (benna, calde~t,
stalzler e due di caruzzer (sotto camisott e spulvreina), dove l'e po- culmeglla; pegn, prendr, prttmessa), come ancor oggi nella bassa mo-
trebbe per essere da ai di -ariu -afro, e in ogni caso si contrappone denese (e nel Frignano, che solitamente rispecchia una situazione
a una scruacciante. maggioranza di suffissi -ar (bcar, cadtJa1", ingui- analoga. a quella del Mirand?lese). Dunque, anche in questo fran-
stara ecc.), senza dire che le desinenze verbali della prima coniuga- gente Sl pu osservare nel d1aletto modenese settecentesco una fo-
zione sono, nel Crispi come negli altri due (con la sola eccezione netica paragonabile all' odierno mirandolese-sanfeliciano-ferrarese:
del paio di yerbi gherardiani sopra visti), ferme ad -aro Sembra tutt'al pi, le quattro forme con a sopra ricordate fanno supporre
azzardato riportare questa quasi univoca conservativit, COp:le fa il una pronuncia aperta dell'e. ",
Profilo bertoniano, a insufficienze grafematiche; essa potrebbe tutt'al
pi "giustificarsi con uno stadio foneticamente intermedio tra a ed c) Dittongamento'di li in sillaba libera in ie, ma successiva mo-,
e, risultante dalla vitalit del veccruo fonema a non palatalizzato nottongazione in attraverso l'accentazione discendente le. Soltanto
(che tuttora resiste in Lombardia, a Ferrara e nell'estremo nord sparavier pa~g~one (Gherardi) conserva il dittongo; ma po-
della provincia di Modena, oltre Mirandola), contrastata dal pro- treb~e .t:at~ars1 di. fran~esismo, tanto pi che in tutti gli altri casi
pagarsi del fonema palatalizzato, di provenienza romagnola, e. cO~lSlmill 1 nostn .less1cografi regi~trano un e (presumibilmente
cruuso), come oggi 'a Modena e 11lrandola (altera lettiera , sev
siepi Crispi; er ieri , dev rilievo Gherardi), ma non a S.
Felice, dove rimane la fase intermedia fa (cfr. ferrarese, e mode-
(60) FRANCO VIOLI, nella presentazione di G. TRENTI, AI paisan da Modna, Modena,
Aedes Muratoriana 1976 Ce cfr., di TRENTI, le Considerazioni introduttive, pp. 70-73).
nese cinquecentesco, i). "

,...., 69 ,....,
Introduzione Introduzione

d) Apertura di i, in poslzlOne, verso f. La fase panitaliana i oggi reperibili solo nel Frignano; e il parallelo tra modenese e fran-
(oggi rappresentata nel Frignano e nella Bassa), usuale nei testi cese potrebbe continuare ricordando quel Bellerofonte Castaldi,
modenesi cinquecenteschi, di gran lunga prevalente in Gherardi- quasi coetaneo dei nostri lessico grafi, che usava fuegh luegh come si
Muratori, che come unica eccezione presentano ends {( indice era usato in Francia (cfr. l'odierno orgueil), e come a un dipresso
(uovo). Normale invece il tipo prill, zizla, che per nel Crispi in si dice oggi nel Sanfeliciano Uuagh, luagh). Forse ipotesi troppo
netta minoranza (amitt, lilla) rispetto all'evoluzione moderna bessa, azzardata, in assenza di pi copiose documentazioni da altre fonti;
febbia, plezza, sern'r ecc. Si. pu immaginare una pronuncia aperta ma ancor pi scorretto ci sembrerebbe negare ogni valore fone-
dell'i non ancora tale, per, da identificare questo fonema con quello matico a questa grafia tanto tenacemente perseguita dal Crispi, che
a lui sottostante nel sistema delle vocali. intendeva perlomeno distinguere, con essa, un o diverso dall'o
(aperto) di mort o quoll quello (cfr. Bertoni, Profilo, p. 42, s.
e) Conguagliamento di e i, davanti a n semplice o nessi di na- bavareu/: usa etl per segnare 1'9 ). In ogni caso, la forma pi mo-
sale e consonante sorda, in e, con successivo dittongamento discen- derna e destinata ad affermarsi (se non proprio pienamenteaffer-
dente r:.i. La fase intermedia, con e sia da e (arent, trenta) sia da i mata allora: ma anche Crispi scrive, anzich seu, far al fatt so, far
(armtisena, sgualdrena) presso che costante in Gherardi-Muratori al mJr pl" aver al so !ztent, nella stessa scheda accosta el so rug e i fatt
(eccezioni: curazzina, ladin G.). Invece i tipi dmt, sempr (da e), spa- seti, alterna euf a ov, euli a oli) era quella documentata da Gherardi
dazzin, ladz (da i) costituiscono la minoranza nel Crispi, che di e Muratori.
solito trascrive il dittongo di aguzein, armuseina (alternato all'ar- Peraltro, un'affermazione delle Antiquitates (mimetizzata nella
caicissimo armusina, oggi della Bassa, come si alternano dirindina e dissertazione XIX De tributis) sembra avallare una persistenza
dirindeina - mentre il Gherardi ha l'intermedio dir!zdena -) ecc., (6l) dell'o almeno presso i rustici)}, che pronuncerebbero pi(o)eu
documentando cos una fase pi moderna che, se allora conviveva (( aratro) {( Gallic diphtongo (come ancor oggi accade nel Fri-
con quella oggi confinata nelle aree laterali, oggi - specialmente gnano).
nell'ultimo secolo - uscita largamente vincitrice.
g) Apertura di u, in poslzlOne, verso 9. Prev~e largamente la
conservazione dello sviluppo panitaliano u (da U), oggi normale
f) Dittongamento dell'O di sillaba libera in UQ, con successiva
nelle aree laterali della provincia di Modena (dove l'u non sia ar-
chiusura in (uo) > 9. Pochissime le attestazioni dell'ormai desueto
rotondato 'alla lombarda '): Crispi aneuzn, Luca; Crispi e Ghe-
uo in Gherardi-Muratori: earzuol, rguol, asiuol vicino per ad asiol;
rardi(s'intende, separatamente) badalucc; Crispi, Gherardi e Mu-
prevale l'o (presumibilmente chiuso) nel tipo euahiarol piod ecc.
ratori (in tre schede distinte) bubla. Qualche traccia della fase odierna
Un caso anomalo rappresentato dall'ineheu trascritto dall'ignoto
per in Gherardi-Muratori, con l'alternanza mogn / mugn, e le ate.
postillatore del lavoro dei due: ma questo digramma eu pressoch
testazioni univoche di bogn, bognq, zagnoeea ecc.; ancora a proposito
costante, come si gi accennato, nel Crispi, che abbonda del tipo
di mogn, Crispi lo include in un modo di dire nel quale fa rima con
cheusr cuocere , argheJff {( orgoglio , asieul, berggiettl, cmeud {( come ,
pugno Analogamente a quanto osservato nel punto d, si sar trattato,
ecc. Se l'eu avesse, per il Crispi habitu della lingua francese, lo stesso
allora, di una pronuncia aperta dell'u, tuttavia ancora distinguibile
valor~ fonematico o che ha in quella, dovremmo supporre la so-
dall'o chiuso.
praVVIvenza, nella Modena del Settecento, di relitti lombardi
h) Conguagliamento di o u, davanti a n semplice o nessi di na-
sale e consonante sorda, in o, con successivo dittongamento di-
(01) Alcuni avverbi in -mente presentano la tacrugrafia m', che sciogliamo -m8fJt
i:, osseq;>io alla c~nsu~tudin? prevalente nel Crispi: agli esempi fa tti a testo si aggiunga scendente QU. I nostri lessicografi sono fermi alla fase iniziale di o
l avverblO sp/orcczamemt scntto per esteso. Cosi stampiamo bestia/meint, crudameint non dittongato (argion, romprs Crispi; ardion Muratori; pontgh Ghe-
ingordameint, ma/ameint, strampa/adameint; ma avvertiamo che in altri quattro casi com: rardi, ecc.): se il Crispi (cfr. sub e) trascriveva, di norma, il frangi-
pare la grafia arcaizzante incunsideratament, infallantment, /zerment, e ancora ma/ameni
(che non emendiamo). mento ei da e, i, qui concorda coi colleghi nella conservativit.

71 ~
,.:~..... l
~;l
Introduzione Introduzione

Dal momento che la tradizione grafica del dialetto modenese, fino


.'.
. .1
\. m) Dittongamento discendente di o lungo in QU. Parallelo al
al secolo scorso, non registrava il secondo elemento del dittongo fenomeno qui sopra descritto (anche nel giudizio del Bertoni, che
(trascrivendo dunque' i vocaboli come oggi vengono pronunciati per sa ricostruire solo un *anvoud donde l'odierno anv9d), trova
nella Bassa), possiamo. supporre che l'adeguamento o > QU sia po- l un'isolata attestazione nel crispiano taiar court, c. 81r (ma curt d'vesta,
steriore a e > ~i, e strutturalmente determinato da questo. al tira d'curt 84v) lteriormente contraddetta dalle altre forme' re-
golari' con o (mlor, voI ecc.), univocamente documentate pure da
i) Apertura di 9, in sillaba chiusa da m (semplice o geminata o Gherardi-Muratori. Anche il lessico Denti, seppur nel prevalere
seguita da consonante sonora), kk, Cl, Il (e altre doppie), in Q e infine di ou, ha qualche oscillazione: cfr. loudra, rasoura, a17710ur (del fuoco,
in 3,a. Se confrontiamo la situazione descritta al punto b, troveremo d' Pioggia grossa), ma jer armor con i dent mI mag11Cr,. arvindruola (poi
anche qui (come nel punto precedente) uno stadio pi arretrato del rimaneggiato in arvindroula dalla copia Est. lt. 1656), etlor (poi di-
ramo vocalico velare rispetto a quello palatale. Non c' infatti traccia, venuto cour) dello stesso Denti, pur presehtando identico' esito,
nei nostri lessici (6 almeno nel Gherardi-Muraton, che dava tenui stanno a parte perch da Q.
:':
indizi di a da e), di passaggi al massimo grado di apertura, se si .

es elude una scheda di Crispi gi misteriosa per altre ragioni: cavva Ci sembrerebbe semplicistico ridurre tutte le incoerenze interne
(s. barbuzzel); ma contro questo esempio ci sono tre cova, e ancora ai nostri lessici e le diversit rispetto all'uso moderno a semplici
bocca (oggi bacca) ecc.; Gherardi-Muratori locch (oggi ldcch pula ), fatti di grafia. Pur tenendo presente che Gherardi, Muratori e Crispi
mrolla (oggi [a]mbraIla). In parole di questa risma, l'o chiuso, dovevano essere influenzati dalla tradizione scritta della lingua nazio-
oggi, a Mirandola; aperto, invece, nell'area di Carpi, maggiormente nale(cfr. IO, d), non crediamo che ci basti per giustificare, ad esem-
influenzata dal sistema modenese, e lo era nel dialetto cittadino pio, il nettissinlO predominio dell'a non palatalizzato, o i frangimenti
:fino ai tempi del Maranesi, che rendeva questo fonema con ii. Se di o meno evidenti che per e; tanto pi che la situazione rappresen-
una rondine fa primavera, diremo che anche i nostri lessico grafi tata dai lessici settecenteschi ha un riscontro abbastanza preciso
pronunciavano o aperto. con l'area odierna di transizione dal dialetto modenese a quello
ferrarese; Sar dunque pi conveniente ammettere che nel Sette-
l) Dittongamento discendente di e lungo ID ~i. . fenomeno cento, recisi da poco pi di un secolo i fili elle avevano legato Mo-
estraneo al modenese urbano d'oggi, sporadicamente attestato nel dena all'antica capitale estense, il dialetto modenese si andasse di-
passato (ad esempio il cinquecentista Gianfrancesco Ferrari scriveva staccando gradualmente dal suo confratello,. non senza per resi-
meis e mudneis), e oggi reperibile solo nell'area influenzata dal dia- stenze conservative specie nel contado o nella popolazione urbana
letto bolognese (Castelfranco) e reggiano (Sassuolo): tant' vero pi umile.
che nella prima sezione del codice Campori, dovuta al Denti, sono
usuali forme come beig, julseil (<< filugello ), teiga, teila, veira. Ep-
pure, il tipo butteig, leisna, muneida, vdeir compare una ventina di 13. Criteri editoriali.
volte nel solo Crispi, mentre Gherardi-Muratori attestano l'odierno
monottongo (chiuso). Si pu istituire un parziale parallelismo col Dalle considerazioni esposte nei 5, IO, 12, e pi in generale
punto e (dittongamento prima di nasale, documentato in Crispi e da tutto quanto si detto :finora, nascono i criteri qui appresso in-
non nei suoi colleghi), salvo il fatto che il dittongo davanti nasale dicati, elle vogliono conciliare la massima fedelt ai testi con la
ha preso oggi piede, mentre l'~ltro confinato in territori periferici massima intelligibilit da parte del lettore e l'agevole reperibilit
e non pienamente definibili come modenesi. Il Profilo del Bertoni delle singole voci.'
(p. 9, 3) collega invece il dittongamento discendente di !l 9 in Si rispettata la g r a f i a degli originali, mantenendo ad esem-
sillaba forte all'antico dittongamento ascendente ie uo da 11 Q, pio le' h o q etimologiche e le j con valore quasi sempre semi-
per il quale si vedano qui i punti c f. vocalico. Le tachigrafie per e/et, etc.,' -ente, -mento, -mente, -me(t)nt,
per, non, -zione sono state ~ciolte senza avviso. Non si sono invece

,....., 73 ,.....,
Introduzione Introduzione

sciolte le sigle di opere citate dai lessicografi (per le quali il lettore Le poche parentesi tonde sono originali (il Crispi le rende anche
si rivolger alle note) e altre semplici abbreviazioni come pago tomo con barre oblique, segnando spesso solo la prima e non l'ultima: il
tosc. lat. eccetera. In casi per i quali potesse sorgere il bench minimo che noi abbiamo adeguato alla consuetudine moderna).
dubbio l'integrazione data tra parentesi uncinate. Coerentemente all'uso del Muratori e odierno, si sono corsivate
L'uso delle maiuscole stato conguagliato a quello moderno; le voci usate metalinguisticamente (ad esempio, le citazioni di etimi
gli esponenti dialettali in principio di lemma (o quelli caratteriz- o i riscontri da altre lingue: s'intenda che, essendo le A.I. scritte
zanti il lemma ) hanno l'iniziale minuscola, malgrado l'uso prevalente in latino, uso cui ci siamo adeguati il corsivo per le parole italiane);
dei codici vada in direzione opposta. Siamo ricorsi allo spazieggiato per analogia, anche i francesismi del Crispi sono qui corsivati mal-
quando potessero insorgere difficolt per riconoscere un esponente grado l'autore non li abbia sottolineati.
non in principio di lemma. Le iniziali maiuscole rimangono per i In. maiuscolo corsivo sono anche le sigle delle mani, racchiuse
nomignoli dell'Appendice III. tra due puntini se :finali di lemma; tra punto e punto e virgola se
Il testo manoscritto stato emendato solo nel caso di errori evi- interne. Una spaziatura separa una sigla conclusiva dall'inizio del
dep.ti, dei quali si d conto in apparato. Ma non si modificata la (sotto)lemma dovUto ad autore diverso; ci non avviene per nel
grafia settecentesca o arcaica di voci italiane e straniere. caso che si tratti di complemento muratoriano a scheda gherar-
Si modernizzata, nel corpo del lessico, l'interpunzione, con diana.
soppressione delle virgole prima di congiunzione o di relativo, ma Il carattere neretto tondo contraddistingue i lemmi dialettali
inserimento delle stesse a separare esponente e glossa (che il Ghe- cui le fonti riservano una scheda apposita; sono invece racchiuse
rardi distanziava coi due punti) o, per il Crispi, esponente, voce tra parentesi angolari le schede di rinvio costruite da noi per age-
francese (nel ms. separata da uno o due trattini orizzontali), voce volare l'orientamento del lettore tra lemmi multipli..
toscana (riportata nella colonna destra di ogni.foglio). Ancora tra parentesi angolari .stanno altre integrazioni edito-
Si anche attenuato l'uso dell'apostrofo, eliminato ad esempio riali, quali l'indicazione del luogo delle Antiquitates Italicae ove si
dalle voci soggette a troncamento o sincope (un'articolo maschile, richiama un dialettismo (numero della dissertazione e colonna del
pr' preposizione); la negazione scritta n'n' dal Crispi resa con volume II - quando non diversamente indicato - dell'editio princeps; .
1m'. Si sono fuse, secondo l'uso moderno, parole separate nel ms. il rinvio alla pagina delle Dissertazioni 1751 fatto in casi di ne-
(come 11 circa, su d' sovra). Si lasciata l'accentazione posta dal Crispi cessit, con avvertenza); oppure il rinvio ad altre schede del lessico
su voci d'incerta lettura (mal1:fanile, battis6jjiola ecc.) solo, eventual- (allotropi della voce sott'occhio in quel momento: in .neretto ).
mente, mutando in, grave l'accento acuto - unico usato dal C. - a Il carattere tondo serve per le traduzioni e le voci italiane in
indicare la vocale aperta nella pronuncia locale. Non si interve- genere (quando non metalinguistiche), e per i dialettismi contenuti
nuto nell'accentazione dei francesismi, abbastanza irregolare (nel in schede di rinvio perch non dotati di lemma autonomo dai nostri
Crispi come nell' Antonini) riguardo la distribuzione degli acuti e lessico grafi (qui, il neretto richiama l'esponente sotto cui bisogna
circonflessi. Si invece regolarizzata l'accentazione delle parole cercare la voce indicata).
greche, che spesso gli annotatori del Malmalitile scrivevano erro- Le parentesi quadre racchiudenti una voce, o un sua parte, in
neamente. tondo (dialettismo o traduzione) indicano che la medesima stata
I brani riportati in apparato o in questa premessa sono invece espunta dagli autori. Se invece l'espunzione elimin un semplice
fedeli agli originali (tranne l'eliminazione delle parti che non in- trascorso di penna, questo non trascritto a testo ma in apparato.
teressano, sostituite da puntini). . Le parentesi quadre racchiudenti una serie di puntini designano
I punti fermi separano una scheda dalla sigla della mano che l'ha le poche parole illeggibili, quelle in grafia araba nei Vocaboli del
vergata, o (quando la glossa lunga, specialmente per i lemmi ri- Gherardi, la mancanza di una glossa italiana nei dialettismi della
cavati dalle A.I.) .sostituiscono la virgola a separare esponente da Lingua vernacula antica. Le parentesi quadre entro cui sta. una voce
glossa. Schede plurime, dovute allo stesso o a diversi autori, sono asteriscata (nelle schede di rinvio) indicano che la voce conget-
separate da punto e virgola. turale, o comunque non attestata nei nostri lessici. Invece l'asterisco

74 '" '" 75 '"


Introduzione Introduzione

. che contrassegna voci attinte al vocabolario Neri segnala - come ha un preciso corrispondente modenese). L'uso dei due punti
appunto fa Neri - le .voci ~e~uete. , . . .. . autorizzato da vari esempi dello stesso Crispi.
Gi si detto del punt1ill non racchiusl da parentesl; eSSl ncor- Se, per effetto della fusione dei vari manoscritti e dell'alfabetiz-
rono anche nella parte lessicale, per segnalare la presenza di parole zazione delle schede, occorre ripetere il medesimo dialettismo
omesse, perch non pertinenti, nelle Alltiquitates: N<:mostante t~ (scritto immediatamente prima in forma perfettamente identica),
omissioni, si noter che gli stralci da A.I. sono dl solito molto plU ne viene riportata solo l'iniziale in neretto e puntata. La voce ri-
estesi degli altri articoli lessicali: una conseguenza del sovrabbon-: petuta invece per esteso se differisce, anche leggermente, da quella
dante stile muratoriano nell'opera a stampa rispetto all'abbozzo di appena prima citata.
lessico dialettale; ma non potevamo sopprimere altri passi senza Pur trascrivendola nei testi, non abbiamo tenuto conto, ai fini
togliere qualcosa che ci pareva essenziale per la dichiarazione della dell' ordinamento alfabetico, dell'h diacritica dove essa risulti inutile
voce. oltre che estranea al sistema grafematico dell'italiano d'oggi (per
Tutte le nostre considerazioni (filologiche, interpretative, biblio- es. in aghrzar o aschar o bragh o chvertor; s invece per aschizz, chiozza,
D'rafiche ecc.) sono confinate nelle note esponenziali, la cuinun1e- e anche per arghl'tars, dove l' h separa g velare da gn palatale). La j,
~azione riprende da capo per ogni lettera dell'alfabeto., N~)fi ~bb~amo pur fedelmente trascritta, stata equiparata ad i.
fatto note per ogni lemma dialettale, ma solo per quelll dl C~I1. oc~ Nell'apparato si imposto il ricorso (il pi moderato possibile)
corresse precisare fonti, testo, significato, o ad~ur~e mater~ali. di a un alfabeto fonetico che contrassegnasse i fonemi privi di idoneo
riscontro. Cosi, essendo ormai accertate le fonti dl toscaruSnl1 e grafema nell'alfabeto latino, sia per clarezza espositiva sia per
francesismi nel Crispi, ci servhmo di note esclusivamente a illu- un'esatta citazione dai repertori o studi linguistici cui ci appoggiamo.
strare casi che possano, per varie ragioni, riuscire poco chiari. La Dove ci non creasse gravi inciampi, ab]Jiamo mantenuto, anche
questione etimologica non affrontata p~r tutti i ~em~. che, ~otreb per comodit della tipografia, i di- o trigran1mi della consuetudine
bero averne bisogno, ma solo per quelli sulla CUl ongmee il Mu- italiana moderna (ci per c, gi per g, sci per 1, gli per l, l', gn per
ratori (in nsura llnore, Gherardi o Crispi) a esprimere una po- ii, ecc.); in casi di necessit, pui: essendo tentati di ricorrere all'al-
sizione che meriti chiarimenti. N intendiamo esaurire il discorso fabeto fonetico posto dal Rohlfs in principio della sua Grammatica,
etimologico con le nostre note, che poggiano su un numero circo- abbiamo optato per i segni indicati dall' ormai classico repertorio
scritto di repertori. . '. del Neri, pp.xxr-xxII edizione 1981 (Pronuncia):
Come gi accennato, i lettJ.n dialettali, che nei mss. si trovano in
un ordine alfabetico approssimativo, sono stati ordinati con maggior ti per a in sillaba chiusa, da e o;
accuratezza secondo l'uso moderno. Ci ha portato alla fusione, in B d per fonemi lunghi e clusi; rJ per fonemi brevi e chiusi (~ 9);
unico articolo, di schede uguali ma distanti nello stesso manoscritto per fonemi aperti (~ Q);
(oltre. che di lemmi ricavati dalle diverse fonti). Ove due o .pi ~ ? per s e Z sonori CI 3, Rohlfs s z);
schede contigue siano di mani diverse, sono separate dalla Slgla s'c per sibilante pi' palatale (se, stI)o
dell'autore che ha redatto la o le schede poste prima (a sinistra della Vi si aggiungano c e g (Rohlfs g) oltre a pochissimi altri meno
sigla stessa). usuali e che siamo stati costretti a mantenere per riprodurre grafemi
Se lo stesso autore d due diverse traduzioni, nello stesso lemma altrui.
o in schede diverse, dello stesso dialettismo, questo non si ripete, Sono numerosi i lettJ.n composti da pi d'una parola (articolo
e le traduzioni sono separate da punto e virgola. Lo stesso segno pi sostantivo; locuzioni; perifrasi). Prendendo anche in consi-
(o i due punti, se la voce che segue pu considerarsi ulteriore spi~ derazione la volont degli autori, che (specialmente il Crispi) col-
gazione nell'mbito dello stesso lemma) separa la vera ~ propna locano tali lemmi-sintagmi sotto l'iniziale alfabetica della parola-
glossa, apposta dal Crispi a un dialettismo, dalle altre VOCl toscane chiave, e le consuetudini della lessicografia settecentesca (soprat-
che esprimano concetti contigui ma non precise traduzioni (es.: tutto della Crusca), non abbiamo tenuto conto, ai fini dell'ordine
inftason, bozza, bozzolo: bozzoluto , dove l'ultimo termine non alfabetico, di: articoli ([una] c sotto la C); preposizioni ([ da ]
'""-' 76 '""-' 77 ""
Introduzione Introduzione

bosch e da rivera sotto la B; [a] canlla sotto la C; ma a josa sotto A Lessici settecenteschi
perch non dovrebbe esistere josa isolato, e cos si comportano C CRISPI, codice Muratori F. 44 f. 22
Crusca e Crispi); congiunzioni e avverbi (Clll', cmeud: cfr. abajar Cl GHERARDI, Vocaboli del nostro dialetto modanese ... all'A.S.Mo.
[cm' un] can; n', m/: [l']abit [n'] fa [al] monac; ecc.); pronomi O GHERARDI, codice Campori 1462, cc. 37-61
([ qual] fer sotto F; e cos per qui, che, i, cosa ch', un ch', ecc.); nomi MI MURATORI, codice Campori 1462, cc. 29-30
collettivi (quantit, sorta, spezia d'); forme coniugate dei verbi (81ZJl, M2 MURATORI, codice Campori 1462, cc. 37-61
parificato a ess[e]r; a m' gh' SO!t accumd sotto acctimdar). Ma MURATORI, Al1tiquitates ltalicae (A.1., numero della disserta-
A proposito di locuzioni verbali: quando ci non aprisse pro- zione, colonna dell'edizione 1739 nel val. II se non diversa-
blemi pi gravi di quelli che risolveva, si rispettata l'intenzione del mente indicato)
Crispi: al Sgnor i fa e po' i a c c u m p a g 11 a rimasto sotto A (ac- Z Postille del codice Campori 1462, cc. 37-61
cumpagnar), come assieme alle altre schede relative ad acqua abbiamo L In lingua vernacula antica , codice Campori 1462, cc. 64-
lasciato quol ch' v81Zd agi' a c q ti rinfrescativ (beninteso, si ripete che 86 (due mani).
la spaziatura delle parole-chiave nostra).
Si sono radunate sotto il verbo-chiave (come facevano la Crusca, Nella Prima appendice (lessico reggiano settecentesco di G. DENTI,
e ancora. il Tommaseo) le locuzioni formate da detto verbo e uno codice Campori 1462, cc. 2-27) non si danno sigle perch la mano
o pi sostantivi, senza tenere conto delle particelle che uniscono il unica.
verbo ai sostantivi: ci coerentemente a quanto sopra detto per Seconda appendice (vocaboli di mani ottocentesche non identifi-
l'ordine alfabetico. Ad esempio, sotto andar il lettore trover prima cate; codice Campori 1462)
a. [in] estas, poi a. [d'] sgaleinber, indi . [a] tramballon. In ogni modo, W: cc. 31-34
schede di rinvio sono state approntate anche per detti sostantivi, X: c.63
inseriti tra parentesi uncinate alloro posto alfabetico (non abbiamo Terza appmdice (nomignoli ottocenteschi di mani non identifi-
invece reduplicato schede per le parole vuote , le particelle gram- cate; codice Campori 1462, c. 62)
maticali, dato il loro numero elevatissimo e la diffusione un po' X: stessa mano di c. 63
ovunque). . Y: ultima mano.
Ove il diverso significato lo imponesse, abbiamo separato gli
omografi, ricavando ad es. due acctlmdar compitare e acco- Il corredo di note nelle appendici pi parco che nella sezione
modare, adattare , o arampgar(s) arrampicarsi e brancolare . principale del nostro lessico.
Abbiamo invece accostato gli allotropi che differissero solo per mi-
nimi tratti grafici, presumibilmente senza rilevanza fonematica 1. Per il Denti diamo solo un apparato filologico, relativo alla
(arbatr / arbattr; abbrag / abrag; barozz / barrozzo). Quando gli SItuazione manoscritta, agli emendamenti praticati o alla possibilit
allotropi non fossero contigui nell'ordine alfabetico, q comunque di praticarne. Note esplicative andranno date quando questo les-
il lettore potesse incontrare difficolt, si sono compilate schede di sico sar solo il prin10 anello nell'auspicata edizione critica della
rinvio: e rinvii reciproci sono stati fatti anche per voci equivalenti catena lessicografica dal Denti originata e proseguita sino al Ferrari.
o chiaramente collegate, ma non identiche.
Spe,sso la collocazione alfabetica ci ha costretti a sistemare, nel II. Quando non intervenissero necessit particolari, ci siamo preoc-
nostro lessico, due o pi allotropi raccolti dallo stesso autore in cupati solo di collegare i vocaboli ottocenteschi con quelli sette-
posizione invertita rispetto a quella occupata nel ms. Ove ci serva centeschi presenti nei lessici di epoca muratoriana. Rammentiamo
all'illustrazione dei testi, ne diamo avviso in apparato. che la pubblicazione degli elenchi redatti da W e X ha luogo solo
Come anticipato, al termine di ogni scheda (o di un gruppo di perch essi, contenuti nello steSSo codice Campori, potevano fino
schede redatto dallo stesso autore) abbiamo collocato, in maiuscolo ad oggi confondersi con la parte genuina di Muratori (e quella
corsivo tra punti, la sigla relativa alla mano individuata. Le sigle sono: supposta di Orsi). Questa edizione chiarisce finalmente le respon-
Introduzione Introduzione

sabilit delle singole mani (lasciando impregiudicata l'identifica- glottologico italiano , II, 1876, 1-58, 313-384; III,
zione di quelle rimaste sconosciute): e il tipo di note contribuisce 1878, 121-176
forse a chiarire le ascendenze delle raccoltine ottocentesche. Far P. A. FAR, Postille italiatte al' R.E.W. ' ... , Milano,
Istituto Lombardo di Scienze e Lettere 1972 (Memorie,
III. Le note apposte agli scutmai (tutti privi, nel ms., di qualsiasi Classe di Lettere, XXXII)
traduzione) si presentano come un primo tentativo di aggredire, Ga. G. GALVANI, Saggio di un glossario modenese ... , Modena,
dal versante dialettologico, un ambiente volutamente ermetico (o. Tip. dell'Immacolata Concezione 1868 (ristampa ana-
comunque decifrabile con l'ausilio di altri strumenti documentari, statica, Bologna, Forni 1971)
come ad esempio la cronachistica e aneddotica dell'epoca) e tale G.D.L.!. : S. BATTAGLIA, Grande Dizionario della Lingua Italiana,
da esporre al rischio di fraintendimenti chi azzardi ipotesi interpre- Torino, U.T.E.T. 1961-1984 (volI. I-XII, A-PERE)
tative senza avvertire che si tratta, in buona parte, di fragili conget- Ma. E. 11ARANESI, Vocabolario modenese-italiano, Modena, So-
ture. A parte poi i nomi di lettura difficile o impossibile, sembra ciet Tipografica 1893 (ristampa anastatica, Bologna,
anche, in determinati casi, che si imponga la necessit di emenda- Forni 1967)
menti al testo: il che non abbiamo fatto, per non trasformare in Me. . E. MESCHffiRI, Vocabolario mirandolese-italiano, Bologna,
presunto errore di amanuense quello che potrebbe essere solo frutto Regia Tipografia 1876; seconda edizione nelle Alemorie
della nostra insufficiente capacit deduttiva. . storiche della citt di Mirandola, XXIII-XXIV (Imola, Ga-
leati 1932). Si cita dalla ristampa anastatica della la ed.,
Modena, Fiera del Libro 1974.
14. Bibliografia e abbreviazioni. N. A. NERI, Vocabolario del dialetto modenese, Bologna, Forni
19812 (19731 ). Con N.2 si indicano le Giunte e correzioni
alla prima edizione, pp. 337-408 della seconda ed.
Sciogliamo qui le sigle che pi frequentemente impiegheremo
N. Malnt.: Note di Puccio Lamoni [PAOLO MINUCCI] e d'altri [AN-
nelle note ai lemmi dialettali. Per comodit del lettore ripetiamo le
TON MARIA BISCIONI, ANTON MARIA SALVINI] a Perlone
indicazioni tipografiche sparsamente fornite in questa premessa.
Zipoli [LORENZO LIPPI], IlMalmantile racquistato, Firenze,
Ant. : A. ANTONINI, Dizionario italiano, latino e francese - Dic- nella stamperia di M. Nestenus e F. Moucke 1731 (la
tio1maire franois, latin et italien, premiere edition, Ve- 1a ediz. del poema, con le note del Minucci, usc nel
nise, chez F. Pitteri 1745, tt. 2 (se non diversamente 1688) .
indicato, le citazioni sono ricavate dal t. II, francese- R.E. W. : W. MEYER-LtiBKE, Rontanisches Etymologisches Wiirterbuch,
italiano) . Heidelberg, Winter 19353
B. G. BERTONI, Profilo stoTico del dialetto di Modena (con T.B. : N. TOMMASEO e B. BELLINI, Dizionario della lingua ita-
un'appmdice di Giunte al Vocabolario modmese ), Olschki, liana, Torino, Societ L'Unione Tipografico-editrice
Genve 1925 1865-1879; ristampa Milano, Rizzoli 1977, voll. 20.
er.3 : Vocabolario degli A~cademici della Crusca ... Terza im-

pressione, In Firenze 1691, nella Stamperia dell'Acca- Non ripetiamo il rinvio ad articoli citati nell'introduzione e di
demia della Crusca, tt. 3 cui ci serviremo poco o nulla. Per un allargamento del discorso
Cr.4 : IDEM, ma: Quarta impressione, Firenze, D. M. Manni grammaticale svolto soprattutto nel 12 il lettore potr consultare
1729-1738, tt. 6 la bibliografia addotta negli articoli di F. MARRI citati in note 8
D.E.L.!. : M. CORTELAZZO - P. ZOLLI, Dizionario etimologico della e 9 (il secondo in bozze mentre scriviamo queste righe); e, so-
lingua italiana, Bologna, Zanichelli 1979-1983 (voll. 3, prattutto se non condivide le nostre tesi, non dovr trascurare
lettere A-N) l'imponente massa di scritti del BERTONI (oltre al vo1umetto appena
F. : G. FLECHIA, Postille etimologiche ... [a Ga.], Archivio citato) elencati da GUIDO STENDARDO, Gilio Bertoni. Bibliografia,

"""" 81 ""
6
Introduzione

Modena, S.T.M. 1952 (controllando in particolare, dall'Indice per


materie, le voci Erudizione modenese e Linguistica). Per quanto invec-
chiati, si raccomandano in special modo del BERTONI II dialetto di
lV[odena (Torino, Loescher 1905) e di CARLO SALVIONI la recensione
a questo, in Dialetti italiani antichi, alle pp. 113-118 di Kritischer
]ahresbericht iiberdie Fortschritte der Romanischen Philologie ,
IX, 1, 1905 (ma posteriore al novembre 1906).

***
Si precisano qui le responsabilit degli autori in ordine al pre-
sente lavoro. VOCABOLI
A Fabio Marti si devono: ideazione, pianificazione e coordina-
mento dell'opera; raccolta e sfruttamento del materiale bibliogra- DEL NOSTRO DIALETTO
fico; stesura dell'introduzione; trascrizione e indagini relative al vo- MODANESE
cabolario Crispi; stesura della parte lessicale, come oggi si presenta,
per le parole Abac-Begra e per l'Appendice III; revisione integrale
sui manoscritti del testo; annotazione del tutto; quant'altro non
espressamente attribuito ai collaboratori.
Mauro Calzolari ha: ricollazionato sull'originale il vocabolario
Gherardi-Muratori gi trascritto da Franco Violi, separandone le
grafie; estratto i dialettismi e altre indicazioni linguistiche dalle
Antiquitates Italicae; collazionato i dialettismi di Gherardi-Muratori
e delle A.L; posto in ordine alfabetico tutte le schede, operato
preliminari rinvii agli strumenti lessico grafici modenesi disponibili;
compiuto un'indagine sul campo relativa alle parlate odierne della
bassa modenese (qui sfruttata nel 13); trascritto le schede da
Beiga a Zzuffon, con le Appendici I e II.
. Giuseppe Trenti ha: trascritto su schede tutto il codice Campori
1462 (tranne la parte affidata a Calzolari) e i Vocaboli del Gherardi
all'Archivio di Stato in Modena; analizzato tutte le grafie dei codici
confrontandole con altri autografi degli autori effettivi o presunti;
compiute le restanti' necessarie osservazioni sui caratteri estrinseci
dei manoscritti (avvalendosi anche della consulenza di Filippo Va-
lenti, che qui ringraziamo); condotto le prime ricerche dialettolo-
giche sul testo collocato in Appendice III; reperito le fonti archi-
vistiche utili a ricostruire la biografia degli autori, e segnatamente
del finora sconosciuto Crispi.
Oltre che per i gi citati professori Franco Violi e Filippo Va-
lenti, doveroso un ringraziamento almeno per Attilio Neri, Paolo
Zolli, Giordano Bertuzzi, Alberto Vecchi e i consigli direttivi del
Centro di studi muratoriani e della Deputazione di storia patria di
Modena.
,....., 82 ,.....,
A

(abac, v. lebr d'a.). ririIr, compressio,coarctatio. Giggeius,


. abajar cm' un can, clabauder, ab- Lexic. Arab. tomo I, Pago 353. Noi
baiare, sparlare, sgridare, gridare. C; (1) diciamo a. 1'atto con cui o a bella
(abbaiar, v. acqua). posta o casualmente si monta co'piedi
abbaccar. Arab. [.. ] bakka, com- sopra qUalche cosa. GI; a. addoss
pressus fuit, ut in densa hoIDnum ad alcuna cosa o persona.-M2.(2)
turba; contudit, compressit, pressu abbagattar, C; abbagilttare o ba-
arctavit, conRuxu suo invicem arcta- gatare, storpiare qualche fattura, strap-
vito Gollius, Lexic. Arab. pago 305; [.. :] pazzare il mestiere. GI; (3) a. M2; (a.
al-bakbakato: quum res rei superinge- un mestiere) .. Ho talvolta pensato se

(1) Gli equival=ti francese e italiano sono desunti dal vocabolario dell'Antonini,
secondo le modalit gi spiegate in premessa e che d'ora in avanti renderanno super-
flua l'indicazione della fonte (salvo casi particolari). S'int=de che solo la prima tra-
duzione italiana rende il senso proprio del verbo; le altre sono collocate, come al sollto,
alla fine della glossa di Ant. e rendono i valori traslati di clabauder ..
(2) Le due fonti cui attitige, qui e pi oltre, Gherardi sono il Lexicon arabico-latinum
(1653) di lACOBUS GOLIUS (Gool) e il Thesaurus linguae arabice di ANTONIO GIGGEI
(morto nel 1632), usufruiti anche per le Antiquitates. Al verbo dialettale si unisCa il
sosto bacc {( passo , qui oltre. . .
(3) Diamo qui il testo integrale della dottissima nota del Gherardi nel fasc. 21 della
busta Letterati 46/2: {( Chi sa che il nostro verbo mod=ese abbagattare, o baga/are,
che significa storpiare qualche fattura, strappazzare il mestiere non sia stato ricavato dal-
l'arabo [... ] bakatta, da cui si forma il nome [... ] mobakatlon. TI significato del verbo
il segu=te appresso il Gollio, che cita il Gieuhari scrittore arabo lodato dal Pocokio:
Miscrut subegitque massam lacta~iam [... ] ikton dictam. Construitur cum accusativo.
Il significato del nome il segU=te, con l'autorit del Camuso, altro scrittore .arabo
citato dal Pocokio: Stu:ltus; Vecors. Potrebbe dunque essere stato da f nostri antichi
metaforicamente adoperato il suddetto verbo arabo Bakatla per esprimere l'atto del
confondere l'ordine e la si=etria delle cose e de' lavori che fanno coloro i quai con-
fusamente e con disattenzione le eseguiscono. Cos, Un:probabil cosa non sembrerebbe
che gl'Italiani dal verbo arabo Bakatla e dal nome Mobakatlon avessero potuto formare
le voci diminutive di Bagattella; Bagattelliere, etc. e noi il verbo baga/ellare. lo non istimo
che in tutta la serie de' verbi e de' nomi arabi trovar si possa altra voce la quale abbia
maggiore analogia e prossimit di forma e di pronunzia con le nostre parole lombarde
Bagattare e Bagatlare e con le italiane Bagattella, Bagattelliere di quello che ba l'arabo
Bakatta. Che se non piacesse la predetta conghiettura d'analogia e di derivazione, si
osservi che v'ba nella favella araba un altro verbo al quale anch'esso di molto s'.accosta
il modanese nostro Bagattare. Alla p. 302 del suo Lessico il Gollio dice. cos: [.. ] Ba-
katta, ascendit per montem. Item citus fuit festinavitque in sermo.ne vel in incessu.

r-.J 85 r-.J
abbass acqua

mai i modenesi avessero da gli Arabi significare la faccia nericcia di un abranqular, brancare; a., ciappar Iella, pigliar la monna; acciappar la
ricevuto a.; i fiorentini dicono accia- uomo. (A.I. 33, ed. 1751, p. 195; ed. pr al col un, aggavignare; a. un lilla, la gnocca etc., pigliar l'orso.
battare, per indicare 1'esercitare imper- 1739, 1169, abronzito, ciera o faccia baston, aggavignare. C. (9) C.(ll) (V. anche trapla>. ,
fettamente un'arte o per imperizia o bronzina>. Ma. abrustlir una quaja etc., abbrusto- d'accord, union etc., liaison, unione,
per sovercma fretta. Ma (A.I. 33, abbussar un tinaccio. M2.(4) lire, abbronzare, abbruciaccmare. C; legamento, connessione. C. (V. anche
1113 = ed. 1751, II, p. 148. V. anche l'abersacca d'un suld, zaino. C. (abbrustlir, v. brusar>. amor>.
bagattar>. abertunar, tagliar le orecchie. G2.(5) abundant, cupios, planturBux, ab- accumdar ch' fa i ragaz cm' i
(abbass, v. ogg>. abete, albr, saPin, abete. C. (6) bondante, copioso, ampio. C. lezn, compitare. C. (12)
abbonare, menar buono, forse dal un abit da curott, gramglia; l'a. (abusand, V. bacton>. accumdars insem, pazificars, rap-
fr. M2. di canoni c dI culigiat fatt d' plezza, acaggiars, coagularsi, e dicesi del pattumare; accumdarsg, arrecarvisi;
abbrag, grass a., si dice di cossa gufo; l'a. n' fa al monac, l'abito non latte e d'ogni altra cosa che si coa- a m' gh' son accumd, mi v'arrecai;
grassa assai. G2; (abrag, v. usell fa il monaco .. c.m (V. anche arpz; guli. G2; accaggiar, rappigliare il acumdar, cunZar pr el fest, o/ujter,
grass a.>. ,compra; msdars, pezza; sbrandIar>. latte. C. aggiustare, accomodare, adattare. C. (13)
(abbronzito>. Per metafora dicono abitazion, manoir poet., abitazione, (acatt, V. tgnir d'a.>. (V. anche cunzar>.
i modenesi un volto a., una ciera a. per sede, casa. C. (8) (acca, v. stimar; acc, V. saver). al Sgnor i fa e p i a c, c u m -
accadnazzar l'uss, incatenacciare, p a g n a, assortir, accompagnare, pro-
incmavistellare. C. vedere etc. C. (14)
Corripuit monuitque verbis. Disgregavit remo Sensim et per partes sumsit. Di poi accambrars, si dice del licore che l'accumpagnament ch' s' fa alla
passa al nome che se ne forma, e dice: [... ] Bakton supellex eiusque collectio. Item
contrarium, Disgregatio. Aggiunge un altro vocabolo, cio [... ] Bakatton, e lo esplica incomincia ad agghiacciarsi o quagUar- sposa la prema volta ch'la ussess
per turba disgregata ac dispersa. E per ultimo nota che la voce [... ] Boktajon significa turba si. G2.(1O) dop d'essr prumessa, corto. C. (15)
disgregata. Potremmo dunque riconoscere noi lombardi il nostro Bagattare e gli altri (accarezza(r), V. coca>. (accur, V. fred a.>.
italiani il suo bagattella dal predetto verbo arabo Bakatta per ci ch' esso significa o acce- accattar, trovare. M2; Mutinenses acqua quieta; can ch' morsga
leramento o disgregamento, qualit che appunto si trovano nelle fatture e lavori fatti accattare adbibent pro invenire. Ma n'abbaja, can ch'abbaja n'morsga.
da coloro che li abbagattano. La differenza che tra il verbo [... ] Bakata e l'altro [... ] (A.I. 33, 1278>. acque chete. Altissimo' quaeque f/umina
Bakatta consiste nella consonante finale, perch il primo verbo ba la te e il secondo ter- (accavazzare, v. cavazza>. minime /abuntur sono. Quint. Curo Cave
mina con la tte. Nel rimanente sono somigliantissimi. IX.35. acciapar, a. un, cmappare; a. tibi a cane muto, et ab aqua silente. Po-
Ad un tale testo si ispir il Muratori per la voce bagattella del Catalogus CA.!. 33,
1141-1143), per la quale V. ad es.: {( Dicimus etiam Bagatta-mestiere. Significa t autem cmeud fa i can quand i buressn, lidor. Virgil. Demissos animos tacitos
Arabicum Bakatta, Gollio teste, Festinare in sermone, vel in incessu. Corripere, movere bapper, acchiappare, afferrare; a. la vitare memento. Caton. Cm far de' fatti
verbis. Rem disgregare, eamdemque colligere. Est Arabum Populo & alterum simile ver-
bum, unico T scriptum, idest Bagata, significans Miscere, Confundere, negotium, cibum,
sermonem suum. (Si veda qui oltre, nel testo del vocabolario, S. Bagattar). La questione (9) Da tre schede in luoghi div.ersi (e nel terzo, il ms. reca per errore aggravignare).
dell'etimo di bagatella tuttora dibattuta, e non manca chi pensi al nostro Muratori Circa questa seconda traduzione, dipender dalle Note al Malmantile ,XI, 18, {( propria-
(cio, come si visto, al Gherardi): cfr. D.E.L.!., I 103, S.V. mente prendere per legavigne, le quali sono quelle parti del collo poste sotto il ceppo delle
(4). Cfr. NERI, busr, rifi. busres, stagnare e ristagnare (di botti ecc.), diventar sta-
orecchie ecc. (cfr. qui oltre giungvl).
gno. A S. Felice busr un tinas {( riempirlo con acqua perprovarne la tenuta prima della (10) O quagliarsi potrebbe esser di mano del Muratori.
pigia tura. Resta il dubbio se, nella nostra scheda, tinaccio sia inteso dal M. come ita- (11) Cinque schede distinte, originate le prime due da Cr. e. N. Malm., la quarta
liano o dialettale (italianizzato). . (Iella sbornia) da N. Malm. I 10, la quinta da Cr., s. orso, , {( imbriacarsi .
. (6) Oggi abartunr, curvare i rami verso il basso e verso il tronco per mettere a (12) Il ms. (per errore pi probabilmente che come abbreviazione) ha ragg. C. di-
frutto le piante (N.). Cfr., qui oltre, murchiunar. pend dalla Cr., S. compitare, Per l'Accoppiar delle lettere, e delle sillabe, che fanno
(6) Voce ripetuta nel rns. sotto la lettera a e (probabilmente per errore con la sola i fanciulli, quando cominciano ad imparare a leggere. Cfr. anche, del c., lez,. alla
aggiunta di albr) sotto la b. ' dsfesa, e questa Introduzione, 11, a.
(7) Curott, lutto, voce campagnola per Meschieri: cfr. corrotto' {( pianto rituale (l') Quattro schede di c., nate la prima da N. Malm. XI 56, la seconda da Cr.,
lutt?, dolore C.D.L.!. Circa la seconda scheda (ms. Culi/gat) va notato che la peri~ arrecare, , {{ Accomodarsi, la terza da N. Malm. N 42 {{ Mi v'arrecai. Condescesi,
f~as.1per {( gufO nasce. dall'uso traslato riscontrabile in Cr.', gufo, , {( e per una Pel- acconsentii, mi v'accomodai, la quarta da Artt. S. ajuster (e i tre equivalenti italiani
hcc1a fatta della pelle dI tale animale: abito, e foggia propria de' Canonici delle Colle- rendono il senso proprio del verbo, mentre il sinonimo dialettale traduce {{ acconciare
g.iate (Cr.~, , Pel~icci~ solita portarsi da' Canonici di alcune Collegiate; in Cr.l pe' di delle feste , traduzione .del verbo francese se usato {( ironiquement ) ..
SI parlava dI pelle dI Val, cfr. M. SESSA, {( Studi di lessicografia italiana IV 1982 (14) L' {( etc. nasce dai numerosi altri sinonimi che Artt. d s. assortir (sono 12 in
p. 317). La terza espressione evidente italianismo, presente ad es. in Cru;caa.;. ' tutto, {( accompagnare il secondo, provedere, provedersi gli ultimi due).
(8) Artt. a precisare, S. manoir
quelquefois . V. anche casupla.
( vieux mot ), che {{ les poetes le disent encore (15) La Cr., S. corteo, spiega ({ Codazzo di persone che accompagnano la sposa;
pi' tecnica' la glossa di C.

,....., 86 """ ~ 87 """


agnment
acquacciarsi

l'avanzata et o pe' mali dci corpo affstar, osservar i di d'festa, chom-


vuole, suoI far poche parole; (16) un'a. tus et vilis, vir improbus, pauper, te- mer, osservar la festa. C.
morta; acqua cheta; a. e non timpe- nuis. Gigg. tomo 2, p. 162. Sogliamo indebolito, incurvato e infiacchito di-
cesi nel nostro idioma a. Gl; a., de- affugar int al lavagg, ammemma-
sta; a. e non tempesta, broda e non applicare il vocabolo a. a chi mise- re. (30) C.
ceci; (17) a. narifa, lanfa, acqua d'aran- rabile, privo di beni e ridotto in an- bole, mal fatto di corporatura. GZ;
Drag ingl. strascinare. Gr. a8pax-f], affumar i salam, fummicazione. C.
ci; quol ch' vend agI' a c q u rin- gustie. Gl. aggabianars, intorbidarsi, o farsi
frescativ, acquacedratajo, diacciati- addare. Pro avvedersi, accorgersi: quae c~cutiens. O pure da drago, come crollo
croio per rigido; v. indracare. MZ; nuvolo. G2.
ne.(18) C. (V. anche brocca; dar; fOSSi vox Florentinis, et praecipue Muti- (aggarbare). Mutinenses quoque
furar; impasti miareina; sguazza- nensisibus ac (zzi Mediolanensiblis fa- (adracato). Mutinensibus dicitur a. de
senibus pro adarcato, uti et frabbo ab aiunt: questo mi aggarba, idest mi d
ron;. strada; tars; vgnir, far vgnir). miliaris est. Fortassis ex avvedersi, 'av- nell'umore, mi piace. M3 (A.I. 33, 1213).
. acquacciarsi, a loquendo, seu voci- vedarsi ac tamdem addarsi corruptum eis appellatur, qui Latinis est faber, et
Itallcae linguae fabbro. At hoc etiam agg(r)affar, pigliar coll'unghie. M2.
ferando desistere ... ex adquietare se erupit. Ma (A.l. 33, 1093).
fortassis ab ipso Latinorum aevo ad [Mutinenses revera aggraffare dicunt
traxiss.e videnlUr.(19) M3(A.L 33, 1272; (addoss, V. abbaccar; frutti spu-
nos venit. MB. (A.I. 33, 1090).<25) quod Florentinisest arraffare; et signi-
acquacciar, v. quaccio). dars; temas; trentapara; adoss, V.
adrlzzars . i cavi, arricciare. C. (26) ficat rapere, manibus arripere, uti ra-
un acquareul, bolla acquaiuola. cunzar; lassar; personn; vigliac).
. paces aves unguibus faciunt]. M3 (A.1.
c. (ZO) adernars, esser incurvato nella schie- (adreuva, v. arnea; baston fer
33, sol nel Catalogus ms., Arch. Mur.
(acquetta, v. vein). na, sdrenato. G2~(28i ecc.).
F. xxm f. 1, c. 5r; e cfr. A.l. 26,
.
l' acqus acqus, muzzo, di mez- (adess). Adesso, sive a., uti Lm- adulcir, cunsular, dpiqzfer, addol-
cire, consolare. C.(27) 483-484).
zo sapore. C.(21) bardi complures pronuntiant. M3 (A.
adurmintars una gamba, un braz, aggrapar, adugnare, aggrancire; a.,
(acumdar, v. accumdars). I. 33, 1124). agrinfar, assannare, azzannare. C'(31)
adacquar al vein, -innacquare. C. qui adobb ch'enn attac ai indolenzire, int"ormentire. C.
(affar, v. econm;internimpimeint; al fil trop tort ch' s'aggrinza, ag""
(Adamm, v. pcon). volt del chies e ai baldachein, etc.,
inviar; seeret; srar>. grovigliato. C; (agrinzu, V. carton).
(ad-asi). Mutinenses adhuc dicunt drappelloni. C.(24)
afferdars, infreddare, raffreddare; agguantar un, agguantare. C.
;ld-a. pro ad-agio~ asiato, pro com- adracar, accasciare.' C;, adrac,
a., prendr al frdor, prender 'l'imbec- . agherlirs, forse da aeger, istupidir-
modo sive facili. M3 (A.l. 33, 1127). Arab. [..] Adrago, gemI infumus, tibia
cata, il mal dci castrone. C. (28) si (32) in qualche estremit del corpo.
addann. Arab. [... ] Dan; [.. ] Vilis curvuS. [ ... ] Daraga,: fuit debilis gemI
affettazion, dsnum, minauderie, af- G2.
fuit et pauper, segnior viliorque fuit. vci tibia. Gollius pago 1458 et'Gigg.
fettazione. C. agiazzar dalla pavura, allib bire,
Gollius p. 872. [...] Al-danji, vir abjec- tomo 3, pago 48 et 49. Chiunque o plel:
affittar una c, (Z9) una buttega, ap- cagliare, tremare. c.(a3)
pigionare. C. (agnci, v. vgnir).
(16) Nel ms. la r del primo morsga aggiunta dall'interlineo: il secondo can era pre- (affront, v. rizevr). agnment d' che, ogni momento.
ceduto da un erro~eo ch~, cassato; prima 'di acque C. aveva scritto, pure per errore, che-
(te), correggendosI subito. Tutte e tre le locuzioni sono ricavate da N. Ma/m. II 1,
S. baccbe/Jone. . . .
(17) Cfr. N. Ma/m. ~ 77. (B~oda e ceci), e meglio Cr. s-., S. broda, (II per la 48 ed., () Di tutte le proposte etimologiche l'unica sensata l'ultirUa muratoriana (e nel
ov~: ~roda, ~ no~ ceCI:. diceSI Allo~ che rabbujandosi l'aria, si teme di gragnuole, modenese antico esistette anche adarc, sono 10 del Pincetti, T.A.M. p. 93).
e 5.1 deSidera pioggia. Lo che anche SI dice Acqua, e non tempesta). Nel modenese (26) Presu,mibilmente nel senso traslato di raccapricciare, cfr. MARANESI, drizr, .
odierno, secondo N., tempesta forma di citt, /impesta di campagna.. .
(27) Italianismi desunti da Ant., il quale oltre a tutto specificava che il verbo fran-
(18) Cfr. N. Ma/m. m 58, S. Mu/a (un gelataio d'altri tempi: il plurale d;;c&iatine
n:ll~ fonte e deriva .dal grid~ abitual~ di questo venditore). Ma, invece della peri- cese ne se dit gure. .
(28) Scheda doppia di C.; almeno ii secondo lemma (che nel ms. in realt ii primo)
fraSI, il modenese ha il sostantivo /urtiuner (N.).
ricavato da N. Ma/m. IX 18 (donde Cr.'), S. Pigliare un';mbec&ata. Il modenese. odierno
(19) Cio noi modenesi sembriamo ecc. L'osservazione, s. quatto.
(N.) conosce a(r)fardres.
(BO) La stessa voce (scritta aquaro/: v.) ha un valore pi tecnico nel G. che nel n~stro
(29) Dal ms. pare che C. scrivesse cas cancellando poi la s.
C., il quale attinge a Cr., acquoiu%, , Bolla acquaiuola, che quella che piena d'acqua
(e cfr. anche, ibidem, S. bolla). (30) Voce di Cr. per affogar nella melma. aro pi oltre /avacc, -ch, -gg.

(21) Da C1;., s. muzzo (ultimo lemma della lettera M), glossato di mezZo sapore. (31) Adugnare solo in Cr.' per pigliar coll'Unghie, aggrancire ; assannare 'spie-

(22) Stampa a.
gato con azzannare in Cr." e in N. Ma/m. il 64. Non c' traccia dell'uso attivo del
verbo dialettale.
(23) Forse sdrenato aggiunto di mano del M.
(32) Rimaner paralizzato, .intorpidirsi: cfr. oltre, spadir, e nota.
(2') La perifrasi dialettale retroversione del preciso termine tecnico toscano se-
(3a) La fonte la Cr., che sia nella 3& sia nella 4& ed. ha a/libbire ~~ cagliare, per ispa-
condo la chiosa di N. Ma/m. VI 78: ma solo Cr." fa riferimento alle chiese. V. a~che
coscad d'un balda&bein e n. ventarsi .

,...., 88 ,....." 89 ,....,


agoccia ammagun

G2; (agn, v. mettr; personn; prizzar). ca, a biscia, a fusone, a furore, a biz- vas, in quo sues aquam esculentam a gh' veuI a I t r, a gh' demm da
l'agoccia da far la calsela, diriz- zeffe, a isonne, a chiosa, etc. C. (36) (V. bibunt. M3 (A.I, 33, 1138); (43) a. Z. man, a gh'in manca altr che de bai,
zatojo; l'a. da testa, inElacappi. C; (34) anche in copia; iosa). albr ch' n' viu da gniut; can ch' je n'ai gardc.C.(47) (V. anche nostr;
(aguccia, v. bus). aiut d' costa, ajuto di costa. C; (37) steinta a cressr, etc., imbozzacchire, ajutars; cuntar; far i fatt d'a.; ecc.).
(agrest, v. far a.). (ajut, v. cridar). intristlre, non attechlre, incatorzo- [aluccia]. M1.
(agrinfar, v. aggrapar). ajutars l'un l'altr, fare a giova- lire; contrario di sbozzacchire. C.(44) aluvri, molto goloso. G2.
(agrinzu, v. carton). giova. C. (38) (V. anche abete; faz; fiacca; querza; (alzar, v. aver al grugn).
agrum, latt, sangv a., grumo. C. aizar i can, agacer, provoqucr les ram; spigvlar; vgnir). (alzer, v. frasca; muviment; om).
agrupar, per unir assieme. L. ehicns, russare, adizzare. C. (39) aldamar un pr, concimare; a. amacar, scuzzar, schiacciare, stiac-
aghrzar, istigare; agrzars, avere a l'ala dal capel, falda, parte che fa pr, letamare; letme, litme. C. ciare. C.
male. Forse da agro, agreggiare. G2. solecchio, detta anche tesa. C ; (all, (aletta, v. cap). amal, inferm, landreux, infermo. C.
un'aguggiada, gugliata. C. v. tajar). (algrezza, v. badalucc). (V. anche frutt).
aguvatirs, rannicchiarsi col corpo una fam, una sei d' a I a p p a r allegr, d' bon umor, etc., dr8le, amar cm' al velein, ehicotin, amaro,
e impicciolirsi. G2. C. (40) gioviale, lesto, gustoso, buon compa- aloe. C'<4B)
aguzein da galera, cmito; auz- un. albarett, arbrisseau, arboscello. gnone; furbo, malvaggio; a., giuvial, amarmuttars, turbarsi, o divenir
zino. C. (35) C. (41) grillard, allegro, vivo, destro; a., malenconico. G2.
(aguzzaCI), v. intigul). albasia, albagia. M3 (A.l. 33, giuvial, d' gorgia, enjou, lieto, fe .. (amassar, v. amucciar).
(aj, v. dar una canunada; spig). 1093).<42) stivo, giocondo. C.(45) (V. anche CUffi= amazzar, fare la festa ad uno. C.
a josa, a cafisso, in chiocca, ajosa, . l'albieul dov s' d da magnar a pagnon; sv:elt). (V. anche mazzell).
a bizzeffe, abbondantemente, in copia i us, beccatoio. C. alschir, dargh al Ieee, allecher, ade- (amid, v. dar l'a.).
etc.; a i., a smach, a ribocco; a j., a (albio de' porci). Mutinenses l'a. d. p. scare, allettare. C; alschirs, adescarsi. (amigh, v. sbudl).
smacc etc., a josa, a cafisso, in chioc- appellant ligneum, aut marmoreum G2. amitt da pret, fr. amict, amitto. C.
alsi, lessive, ranno, bucata. C.(46) (arnizizia, v. rompr) ..
(alt, v. essr a.; cridar). amm, hameon, amo. C. ( V. anche
(34) Il d(i)rizzatoio, per la Cr., uno strumento metallico appuntito da una parte (altarein, V. dscreuvr). sedI II).
per spartire i capelli (per fare cio la manzoniana drizzatttra o scriminatura, in modenese un'altra, lettira. C. ammagun, afflitto, che trattiene
colsela); mentre l'infilacappi, sempre secondo la Cr., l'ago col quale s'infilano i cappi
ne' capelli.
(43) Voce di dialetto italianizzato (oggi suona lbi) addotta da M. durante la ser-
(35) Esponente dialettale ripetuto da C. perch risultante da retroversione di due
diverse voci di Cr.: cmito chi dirige la ciurma in una galea, auzzino o aguzzino rata dimostrazione etimologica a proposito di avello labellum, mentre olbia ricon-
il Guardiano della ciurma o nel bagno o nella galea. Singolare il riferimento a navi dotta al mediev. albidus < alveus).
in un dialetto parlato in territori senza sbocchi marittimi: e pi avanti vedremo qualche (44) Fonte: Cr., s. imbozzacchire (e C. omette, nel trascrivere, il non davanti ad at-

pesce di mare (mol/ua, urada ecc.). tecchire): all'incirca le stesse parole saranno ripetute sotto la lettera G di gnint (qui, s.
(36) Tre schede distinte di C. (le prime due sotto la lettera A, la terza sotto I). La vgniT'). Per altre schede dialettali dalla Cr. v. oltre s. frutto
prima riprende esattamente la glossa di Cr.- s. afusone; nella seconda, il ms. reca un er- (45) Tre schede distinte, ma nello stesso foglio, tutte ricavate dalle glosse di Ant.

roneo a ricoeco, correggibile mediante Cr.', a ribocco, {( soprabbondantemente: la terza alle tre parole francesi qui citate: la grafia malvaggio tal quale S. dros/e, e la traduzione
ricavata da N. Malm. III 60, con l'esclusione di a precipizio e !'inserimento di a chiosa . si adatta al termine francese, non a quelli dialettali ricavati da C. Nella terza scheda,
che, nelle intenzioni del commentatore Minucci, sarebbe l'etimo di a }osa. d' gorgia aggiunto in seguito (in un primo tempo C. aveva scritto en}ou, poi cancellato
(37) Cr., aiuto, Sovvenimento dato altrui oltre al convenuto .
e <iscritto dopo il nuovo sintagma dialettale). N. lemmatizza *gorgia allegrezza )~
(vedi oltre): mentre, nelle Giunte, rende con {( gola, strozza un poco chiaro gorgo dl
(3B) Cf~. Cr.', s. giovare, ultimo , la cui glossa sta alla base della retroversione dia-
lettale di C. . G. Bettani, sono 9, V. 11, T.A.M. 50.
(4H) Ms. lessiv, corretto sulla base di Ant. (lescive, ou lessive, ou lxive). N. scheda
(3D) La voce dialettale sembra un italianismo (qui oltre troveremo uz(z)ar(e), e
alsfa ranno, *alsi rannata (con attribuzione al M. non confortata dai nostri mss.).
secondo N. abbiamo uzr, luZr, ruzr; solo Maranesi aveva aizr, ma in senso traslato,
detto di persone) che C. ricava da Ant., tomo I (italiano-francese), s. aissare. V. invece qui sotto liscia.
(47) Il luogo dell' Ant. da cui C. sembra aver attinto garder, , ave c le pron.
(40) Manca la glossa, anche perch allappare si trova sui vocabolari it. solo per
person. signifie S'empcher, s'abstenir (Latin. cavere, abstinere), Guardarsi, astenersi
{( allegare i denti; equivalente toscano sarebbe allampare ardere, fig. bruciar (garde vale solo difesa, custodia ). Non altrove attestato il dialettale a gh' demm da
dalla sete (RIGUTINI, PETROCCHI, G.D.L.I.). man (Ma., S. man 38-39, der ono, lo man chiosa dare una mano, cooperare ). Ba}
(41) In senso proprio, giusta le indicazioni di Ant. Nulla a che vedere col pincet-
sar baie (cfr. qui S. fava, e n.).
tiano albore alberelli di farmacia, vasetti per medicinali (N.), qui oltre buslott. (4B) Nelle intenzioni di c., il lemma dia!' aggettivo; ma il termine fr. sostantivo,
(42) Citata fra le voci di etimo ignoto o dubbio.
e come tale tradotto da Ant. {( succo amaro, aloe .
andar

per forza le lagrime o i sospiri. G2. sativo reddito M3 <A.l. 33, 1092). dove fortuna (59) guida, alla babbal; dal piomb, andar col calzar del
<ammajar, v. ligar). l'ancuzn, incude, ancudine. C. a. a gamb larg, zopp, pr nn' aver piombo; a. rusgand, pzigand, den-
ammanvar, preparare. C2; < am- andar in amor di pess, ciov (51) al fi int el gamb, int i znogg, andar ticcruare, roseccruare, masticaccruare.
manuare). Mano, haec vera et unica temp ch' i pess vann in frega, amor, a sciacquabarili; (60) a. a gamb lv, C; (65) <a. d' saccon, V. saccon); <a.
verbi origo. Mlitinensium dialectus ad frcrye; a. avujand un qualch' un pr far hi. perdga dal lov, far querciu- in sajugla, V. sajugla); a. a saltett,
eam propius accedit. Dicimus enim a., fargl star, tromper, abbindolare; ab- 10.(61) C; <a. a garandella, v. garan- andar balzelloni; a. a sbadagg, nn'
hoc est habere ad manum, prom/unl ac bindolamento; (S2) a. bel bel, lemme della); a. in gatt mgnon, andar car- aver da magnar, fare degli sbavigli;
paratum aliquid. M3 <A.l. 33, 1128). lemme; la va ben, la va second al pone; andar carponi, andar branco- a. scantaggiand, canticcruare, cante-
Hmmollar, per lasciar andare, da geni, etc., andar a vanga; (53) a. in lone.(62) c.; a. a gattone, dal franz. rellare, (66) fringoter, multifariam voculas
mol/is, come lasciare da laxus. M2; bestia, arrovellare; a. in bestia, int chaton: gli Spagn<uol)i a gaton. Ml; cantitare; a. d'sgalembr; a. de sga-
arnularg, mollare, allentare, finare etc. el furi, imprecare; a. alla betla, gar- a. in gloria, in breu d' zeis, tressail- lembr, a//er de biais,(67) scrumbescio;
al n' gh' amola, al n' zed, dmordre, gotter, andar alla bettola; a. inbreu lir de joie, sollucherare, sollocherare; a. (a. in smalvein, v. svgnir); a. a
cedere, cambiarsi. C.(49) d' lasagn, gongolare; a. in bris, in gloria, redrg fina gli uregg del smareng; a. a smarengh. C; <an-
ammunire. MI. (50) romprs in bris, sbriciolare, ridurre scarp, gongolare; a. in goga rnagoga, dare a smarengo). Mutinensis dia-
d'amor e d'accord, d'amore e in bricioli; a. d' china, ambiare, oga magoga;(63) andarg inanz,devan- lectus habet a. a s. pari fermesensu
d'accordo. C; <amor, v. far (al)l'a.; ambio, ambiante; a. in coIra pr poc cer, precedere, precorrere, andar avanti; atque andare ramingo. Num, ut in allis
zugar all'a.). x
e gnint, levarsi in barca; OI:Xp 6 oo , andar innanz indr, roder, scorrere, vocibus, factum est pro sJl/aringo Tu-
[amrolla, medu/la, il fr. moel/e] M2. uno che per poco si levi in collera; (54) andar attorno, andar ajato. C; <a. sci dixerint raJJJingo? M3 <A.I. 33,
amucciar, amassar, entasser, am- a. alla cuccia, cuccia; a. a drittura, lott lott, v. Iott lott; quagg; star); 1274); (68) andar d' sovra, strabucar,
massare, ammontare.' . a. d' long, andar difilato; a. in estas, <a. a magnar aIl'ustaria, V. ustaria); rgorgement, traboccamento. C; <a. in
<amular, v. ammollar). in gloria, in visibilio; a. fam, dar il cu- <andare in malla, V. malla); andar surcrua, v. surchia); <a. d' traina,
lo in sul !astrone, infilar le pentole; (5S) a mattazz,- all'impazzata; a. mazza- V. traina); a. a tramballon, barcol-
<amunizion, v. avvis).
a. a far terra da pgnatt, andar a veder qvland; (64) a. mleinsi rnleinsi, an- lare, andar barcollone; a. a trasac,
<amurosi, v. zimgar). ballar l'orso'(56) C; -<a. in filozz, ,v.
anadrazzar, andar come fa l'ani- dar a rilente; a. a parar, vder dov andar in conquasso, mettere in con-
filozz); , andare in frega, dictum de la va, aboutir, finire, terminare. C; <a. quasso; a. a vajon, ajato, andar ajato,
tra. G2.
homine libidinis flammis succenso. a Pattass, v. Patrass); a. con al p andar ajone; andare a girone. C; (69)
<anch, v. donna; imbavucar; M3 <A.I. 33, 1106) ;(S7) andar fur-
spluc; ecc.). gand, furgar, enquerir, informarsi, in-
,<ancona). Habent etiam Mutinen- (59) Corretto su natura. La fonte N. Ma/m. Il 28.
vestigare, cercare, ricercare; (58) a. d'
ses a., vocem nempe corruptam e furia, in frezza, in caccia, in furia; (60)' N. Ma/m. XI 40, alle parole ({ clie dicon: qui mio, e qua vorrei . La se-
Graeco E1xwv, quod Icona in accu- conda f di seiequabarili aggiunta dall'interlineo. '
a. alla furtuna, a' benefizio di natura,
,(al) N. Ma/m.. XI 47: qu~ndo uno posa le mani e la testa in terra, e manda
le gambe all'arta, quasi mostrando d'essere una pianta. Il modenese odierno (N.)
('9) Doppia scheda di c., la prima ricavata da Cr. S. mollare, la seconda da Ant.,
ha forca bttn/a.
dmardre, , fig. (e s'intende che le locuzioni dialettali precedute da n' hanno significato (62) Due schede distinte. Cfr. N. gat-mgn,m, gatttmiun (da gattomammone );
contrario ). gatetnian nel san. 2 di Guido Cavani.
(so) Sar (a)(m)munir per munire; otturare, colmare (N.). (63)' ({ Andare in paesi lontani, a casa del diavolo , secondo N. Ma/lO. I 52.

(51) Seguiva q (quand?) cancellato. Il frane. fraye significa frega, tempo che i pe- (.') , Cfr. pi oltre mazzaqlar, andar vagando (oggi ~marzaclr, N.; cfr. it. ant.
sci vanno in frega (Ant.). lOazzaeulare ruzzolare, capitombolare). '
(52) Da Ant., voI. I, abbindolare, tromper . Cfr. qui oltre li' t r u va r la via d' (55) I due ultimi lemmi sono rispettivamente ottenuti da N .J,,1alm. VI 109 e C,'.,
far una co~a. s.dentieehiare (con rinvio a denteeehiare glossato coi due ulteriori sinonimi ripresi da C.).
(53) Cio secondo il desiderio l). Cfr. N. Malm. VII 91. (.o) Corregge un precedente eantelle, espunto.

(5.) Da N. Malm. VII 97. (07) Scritto per errore due volte, poi espunto la prima.

(55) Da N. Ma/m. VI 73. (68) N. traduce ser in smarangh con sgonnellare (cio ({ mostrarsi affaccendata

(56) Morire , cfr. Cr.', orso, VIII.


e gironzolare , detto in genere di donne).
(59) Tre schede distinte a breve distanza: una senZa equivalente italiano, un'altra
(57) M. prosegue additando per il sostantivo f (anche italiano) gli etimi tedeschi
freeh, libidinosus, e freehet, libido. Cfr. oltre sfreiga, essr, mettr in sfreiga. desunta da Cr. (s. andare ajato, ({ andare attorno perdendo il tempo), l'ultima ricavata
da N. Ma/m. VII 1 ma con fraintendimento di C. (a. a girone, dal nome di paese vi-
(58) La scheda trascritta sotto la lettera S, probabilmente per confusione tra S
e F iniziali. cino a Firenze, ,significa far pazzie). Come di consueto, non avr invece riscontri
accademici il G. (v. vajan).
andaven
I aramir
J
<a. via lott lott, v. lott lott); a. in z
e in l, a. a cas, andar a bmbera, a
fnfera; (70) a. zmend, storzrs per du-
un'anguiletta, ciecolina. C.
angvanein, videl d'un ann, uguan-
no, unguanno: in latino una cosa d'un I <antig, v. cular).
anzinel, ganghero; oncino, un- tingul).
cino, oncinetto; a., febbia, agraffe,
<aptit, v. aver veuja, aver a.; in-

<aptitos, v. guazzett).
lor etc., fignolare; (71) a. z alla mdo-
na, taj con al falzon, fori ncglig,
anno si dice homus, hornotinus. C. (74)
<animaI, v. fandsein; folga; gius; l uncinello, fibbia. C.
apislars, incominciare a dormire.
<aptunars, v. pton).
aquarol, picciol tubercoletto che
sciatto, sciamannato; a. zuglinand,
zugaggiand, giuocacchiare; a. zup-
animai, v. sgunzubia; SUpP; ecc.).
anlein, ciambella, ciambelletta; ciam- I G2; a. C. (79)
<apizzar, v. appizzar).
viene a chi ha la rogna, ed ordinaria-
mente pieno d'acqua. G2. (82)
gand, . zupgar, boiter, andar ancajo-
ne; andars sturzend, contorcere, scon-
torcersi; quol ch' n' va in bust
va in mandg, quel che non va nelle
bellajo. C.
<anm, v. fars a.).
l'anma di albr, midolla; a. d' persg,
midollo, anima; (75); a. da bton, fon-
dello. C. .
I appalparsi, cio infissirsi. G2.
appanar, rompere qualche tumore
venuto a suppurazione. G2.
apparzar un legn ch'~ dsugual,
<ara, v. guscia; tridameuri).
<arabi, v. magr stl, magr a.; v.
anche arrabbi; far arrabi).
aradgh, delirio; aradg, ingannato,
maniche va ne' gheroni; qui ch' vann sbiecare. C'(80) G2; aratg, Arab. [... ] Haraga, an-
int el c senZa farg nsun bein, o un ann pr l'altr (parlandosi di ven- <appeina, v. vedrg). gustia pressus fuit, arctatus; in angu- .
eh' vann int el butteig senza cum- dita di terreni), dirimbuno.(16) C; <appesta(r), v. puzzar; apstar). stiam redegit, miserum reddidit, an-
prar mai gnint, frustamattoni'(72) C. <ann, v. anche angvanein; calar). . appiffiar, dar ad intendere. G2. gustum fecit. [.. ] Hatagaton, angustia,
<V. anche lott mleiha; pisareula; annasar, sintir l'udor con al nas, appizzar. M2; apizzar il fuoco, Mu- Gollius pago 594. Si adatta la parola a.
va l; ecc.). fiutare, fiuto. C. . tinensis dialecti, idem significat atque a coloro che sono oppressi dalle sven-
anda:ven, vicolo, piccIolo stradello. annudars int al magnar, far nodo attaccare. M3 <A.I. 33, 1130). ture, angustiati dalla miseria, o in
Gl. . nella gola. C'(77) <appIizzun, v. essrmalinconic qualc'altra mani.era sfortunati. Gl.
ands, anis, anice. (73) C. <V. anche anquana, per persona tarda; a., per ecc.). aragairs, arrocare, affiocare; aragai.
gnoc). melenso. L. <appuntalar, v. puntalar). C; . aragairsi, perder la voce. Z.
<anel, v. cassa). ansa, occasione, dallat. dare ansam. <appuz, v. star appuz). arambgars, arrampicarsi, adrepere,
angonia, agonia, quasi a Graeco La Crusca non l'ha. M2'(78). apstar con una scureZa, dar l'in- grimper, gravir, mont' en quelque lieu
r:l.y-x.6vYJ, aut a Latino ango. M3 <A.I. ante delle finestre, milan<ese). M2. censo, appestare, offendere con il peto. . difficile en s'agriffant avec les pieds, les
33, 1127). <anticamm, v. far far a.). Vili 111 curm fudaeis oppedere? Rorat. mains etc.; arampgars, grimper, ar-
a:v't"r:l.7t07tr:l.p/)e:'i:v. Tol/ebat altius pedem, rampicarsi; a. su pr el murai, pr i albr, .
('o) Da N. Ma/m. VIll 56, a bmbera (ma il Biscioni dichiarava semplice iptesi et odore viam imjlebal. Petron. C; (81) etc., rampicare, inerpicarsi, inarpicare,
l'equivalenza di questa locuzione e di andare in qui e 'n l, senza saper dove). <appesta, v.puzzar). annarpicare, arrampicare etc. C. (83)
(71) Ci rammaricarsi, scontorcersi per dolo re, come fa chi ha fignoli . (Cr.): aptar, dar ad intendere. Forse da arampgars, andar brancolone. C. (54)
:(.mend gemendo. aptar~. G2. . aramir; arramire, captare. M2'(85) .
(72) Le due locuzioni finali sono ricavate: 1, da Cr., gherone, ultimo Quello che
non si consuma in una cosa consumarlo in un'altra; 2, da N. Ma/m. I 67 (evidente
la retroversione). . (79) Scritto da C. due volte senza glossa.
(73) C. introduce l'accentazione piana in ossequio al lat. ani= e senza tener conto (BO) Retrovrsione non da Cr. (per la quale sbiecare va esattamente il contrario,
della sua fonte, Ant., che nel I tomo accenta nice. storcere, stravolgere l~ ma da una N. Ma/m. cito pi tardi a Tramater e T.B. S. sbie-
(74) Da N. Ma/m. VI 92, avannotto, detto dal Minucci voce corrotta da Uguannotto care [i legnajuoli] dicono S. quando lo [legno] pareggiano e fanno eguale l). Dsuguo/
o unguannotto l), ma con l'avvertenza che le parole latine (C. scrive, per errore, hormus) non del dialetto, che dice despra o ma/pra.
designano qualsiasi cosa di un anno (in modenese, secondo j correnti repertori, (BI) Da IV. Ma/m. XI 23 (ove la frase di Petronio pi c mpleta, con l'inserimento,
una vite, un porcellino), mentre u(n)guanno soltanto avverbio per (< quest'anno l). Angva- dopo et, di obsceno strepitu simul). Dalla stessa nota C. ricave anche a/ p u Z Z a cl'ap-
nein offre il prim esempio (in ordine alfabetico: siamo alla c. 2r) di consonantizzazione, pesta.
specie dopo velare sonora, della u semivocalica (cfr. giungo/, inguangv/, ingve/, sgvagn/, ecc.; (B') . Cfr. acquareu/ e nota 20.
e sgnav/ar, ecc.):. (B') Tre schede distinte (in quella qui riportata come sec da, C. scrisse in un primo
(76) Cio nocciolo , odierno rum/a, mentre per il primo esponente il modenese tempo arram, poi cancellando e riscrivendo la parola con a sola r: nell'ultima il ms.
oggi dice ambrtilla. recita arrampitare). I sinonimi italiani sono tutti di Cr., tra e annarpicare che non ri-
(76) Voce desunta da Cr. 3 (manca alla quarta ed.), la cui glossa perifrastica viene sulta neppure a T.B. e G.D.L.l. (a meno che - ma impro abile - non stia per anna-
dal C. tradotta in dialetto. spicare [ imbrogliarsi T.B.], che starebbe dunque megli col lemma successivo).
(77) Da Cr.', nodo, , far n. nella go/a, Fermarvisi materia. Interpreteremmo int Il modenese oggi dice arapres. Cfr. qui sotto arrampigars e aparsi.
a/ magnar come durante il mangiare, a pranzo . (6') Forse affine all'odierno ramgbr, arrancare, muover i scompostamente, N.

('6) Il valore figurato di pretesto, scusa, appiglio, occasione (Machiavelli, Bembo, (85) Si precisa che aptar~ latino e non, come lascia ca ire B., Profilo (> N.), ita-
l'amico di M. Salvini) oggi registrato dal G.D.L.I. liano.

,...., 94 '"" '"" 95 ,....,


arancinars armor

arandnars, attraersi con le membra (ardeint, v. veuja). de' Franz. Ragghignare. V. anche ari l, iz, arri. C. (V. anche arri
o col corpo. G2. ardion. M2; ardiglione, Mutin. et Me- hargneux. M2; arghignare, aut arghi- l).
arandlun. C. (86) dioI. ardione. M3 (A.I. 33, 1093). gnarsi ... , quum quis nausea affectus, arisg, appena. M2.
arbalta, sport in feura, appentis, qui ardond che fa l'acqua quieta aut etiam ira succensus, ita labia cor- arlia, scrupolo, antipatia, sogge-
sporto. C. quand a s'" gh' tr dentr un sass, rugat ut dentes ostendat, quod et de zione. G2; arlia, uria, dal greco O()pIOC,
arbaltar, rovesciare. G2. salto. C. (92) irato cane idemtidem solent rucere uggia, ubbia, ombra. C. (98)
arbatr al edod; arbattr al edod, (ardond(a), v. bastoni grupera; (A.I. 33, 1196). Mutinensibus est (Arlichein, v. pistuleis).
ribadire. C. (87) magnar). arghignarsi, idem atque Gallicum re- arlujar, non saper che si voglia, o
arbear. C; arbeeear, da rebequer a ardoss, a ridosso; bisdosso. C.(93) chigner." Utrumqt!e verbum idem signi- infastidire. G2.
fr., da becco degli uccelli. M2.(88) ardundett, ronde/et, ritondetto. C. (94). ficat atque fare il viso arcigno. (A./. 33, (arm, v. dar agl'a.).
arblars. C. (89) arerit, cio vicino. Z. 1132). M3; arghgnars, far viso ar- a armacoll, haussecou, armacollo. C.
arbomb, mormoramento, basso rim- arfar, arparar al dann, ddommager, cigno. C; (95) arghgn, o per dulor armadura pett e seheina, animetta;
bomb. C. compensare, riparare. C. o per rabbia, arcigno," acrigno, agri- armadur da murador, chafaudage,
(arbore, v. tammra di a.).' (arfatt, v. ghitt a.). gno, perturbato, zotico, severo. C. (V. palco, struttura di palchi. C. (99) (V.
arbuf, arghgn, etc., hideux, hi- (arfil, v. zagnuc). anche arbuf; schizignos). anche zaec).
spido, irsuto, orrido, aspro. C. (argent, v. verga). un argion da febbia, artigliane. C. (96) armagner, per restar sorpreso. L.
arbuttin, ciabattino; Arbeiter, lavor- arghensia, orgoglio. C. argoier, per racogliere. L; arg6- armessa da carozz, hangart, rimessa
(an)te, ted. M2.(9o) argheuj, orgoglio. C. (V. anche iere, toffigere. MI. (V. anche argheu- da carrozza.
(arc, v. frezza). far aver dI'a.). jer). armiola [rmioIa]. MI; a., strumen-
arehervar. z. (91) argheujer, raccogliere. C; (argheujr, argutarsi, raniccbiarsi. M2; argu- to di ferro col manico lungo di legno
(arcomandare, v. arstituire). v. rastlett; v. anche argoier(e). t, cio [incurvato] ranicchiato tosc. Z. da raschiare i pavimenti. M2.
are pdagn, iride. G2. (V. anche (arghgnadel, v. stizzos). l'aria averta; un voi; un salt, ~ssor, arllUlat, numerare. G2.
pdagn). arghgnars [digrignare], raggricchia- aere aperto, libero; volo, salto; a. armor, burdel, fracass, stampita;
arctar, per rigettare. L. re le labbra. G2. il rechigner o requiner ch' vin da una fessa, toufis. C.(97) (V. l'a. eh' fa un magnon int al magnar
anche carta; cavar; rmor). iilgordameint, scufE.are. C. (100) (V.

('6) Pu. a~ere legame con randa, compasso, strumento per dise~are un cerchio d~"
ruota ~ da bOtti,curva, sesto delle volte e degli"archi(MARANEsr,MEscHIERl, BrONDELLI; (95) La grafia esatta del verbo francese quella riportata per ultima nel M. Doppia

cfr. qUI sotto ronda del sol), o forse meglio col verbo it. arrandellare (da randello) {( legare scheda in C.: la seconda col solo lemma dialettale, mentre la prima probabilmente
stretto (n. pass" legarsi stretto, stringersi in cintura) oppure {( tirare il randello ispirata da N. Ma/m. IV 31, viso arcigno, da cui dipendono anche i successivi sinoninl
come l?ure, fig. gettar via e alla peggio: ed eziandio vendere a prezzo vilissimo di arghgn.
(tutto 10 T.B.). E nOn si dimentichi il dial. rand/ent, pezzente, di M. (96) L'unica forma attestata in C" ardiglione (cfr. qui sopra ardion).

(87) Due schede distinte, differenziate solo dalla t, doppia prima e scempia poi. (97) Due lemmi meno plausibili in dialetto che nell'originale fr. (Ant.) cui C. at-

(88) Doppia scheda, senza glosse, in C. Cfr. N.' {( rimbeccare ribellarsi rifiutare tinge. Nel primo, i tre significati italiani (donde la versione dialettale) non sono sino-
obbedienza . ' , nimi tra loro ma solo possibili equivalenti, a seconda dei contesti, del fr. essor, e dunque
Probabilmente da collegare con N. arb/res torcersi piegarsi in punta (di scorretto inserire le voci in dialetto nella stessa scheda. Nel secondo, C. prende non il
chi~
(89)
' " valore principale di Gou/is ( succo scolato, lambicato , calcinaccio) ma quello del-
l'ultimo , aria, vento che passa per qualche fissura , senza tener conto dell'ulteriore
(80) Si tratta invece di variante da rebuttin, che secondo B. 39 si collega al verbo
precisazione di Ant., en ce seos il est adjectif .
{( rIvoltare (botta {( volta).
('8) Glossa ricaVata per filo e per segno da N. Ma/m. III 71, rispettando la grafia
(01) Cfr. N. dr,carvr, arcaver (l collegato a ricavare) dare a un neonato il nome
ivi data degli inaccettabili (per il dialetto) paralleli greco e italiano.
dell'avo; per B. 39 da recuperare. '
() Retroversioni rispettivamente da Cr. e Ant.: nel secondo caso, il lemma dia-
(92) La voce sotto la C anzich la A, come dovrebbe, probabilmente perch equi-
lettale sar plurale.
valente al frane. (Ant.) cerceau, ultimo , des r o n d s que font les eaux calmes et
" (100) Due schede ricavate da N. Ma/m.: la prima da III 8 (Stampita: vuoI dire
dormantes quand on y jette quelque pierre. Sa/to. Ancora per errore (influenza del
fr. Pierre?) C. scrive sasse. ' Suonata O Cantata ... Ma qui intende Romore e Cicalamento odioso ... : el ha lo stesso
significato che Bordello, Cbiasso, Musica); la seconda dalla spiegazione etinlologica del
(") Due schede. disti~te in C.; la seconda singolarmente uguale alla glossa di Ma., (
Biscioni a I 35 Pu essere ancOra che la voce Sczif/iare venga dall'atto cbe fanno gl'in-
s. Ardoss avv., e dipender dalla comune fonte di Cr. (48 ed., {( Cavalcare a bisdosso gordi nel mangiare, cbe un certo suono della bocca a foggia del grufolare del por-
e vale A cavallo nudo e senza sella). '
co ). Si scioglie in -meint la tachigrafia -mt (cfr. Introduzione, 12, e note 22 e 58 del-
(D<) Da Ant., che spiega: il Se dit des tailies [taglie, corporature, vite] qui commen- l'articolo Grafemi e fonemi in dizionari dia/ettali de/ XVIII secolo, XIII Convegno di Dia-
cent se gter et grossir un peu troP. lettologia, Catania, 2-X-81).

,....., 96 ,....., ,...." 97 ,...."


7
rmundar arvujon

anche far dal plador; rmor; tanana- grappandosi colle mani e co' piedi sugli tendosi all'aria ci che si vuoI raffred- dicunt, et Latino est adversaritls, a Mu-
ra). alberi. C. (104) dare. Sorare tosc. M2. <V. anche tinensibus dici arvesario, E tacite
armundar, rimondare, tagliar ra- arraparsi, ab adrepere. M3 <A.l. 33, arsurar). pronuntiato more linguae Gallicae.
sente. C. 1164).<105) <arspond(er), v. zeug (<<mazzoli- Ma <A.l. 33, 1089-90).
armusena, serbo eli monete, o di n' dir arri l, arri l, va l, dal no ). arstupar el barc, calafatare, caIe-
qualche specie di monete. G2; <ar- greco ~flflE, va via. C. (106) arspzrurur, petisser, rimpicolire. fatare. C.
musCe)ina, mulseina, v. mettr in a.). <attizzar, V. fer). C.(109) <V. anche arpzinir). a.rsuj. C. (111) <V. anche rsui),
armusinar. M1; M2; a., fouiller, <arriva(r), v. bacton; frutt). arstar in ass, rimanere in asso, o in arsurar, raffreddare. G2. Da sorare,
cercare, investigare, frugare. C; (101) arrostare, quo verbo adhuc utlintur Nasso; a. in la botta per la vergo- mettere all'aria. M2. <V. anche arso-
armusner, cercar qualche cosa con rustici nostri. '" Florentinis est ver- gna, pr al timor, allibbiti, sbalorditi, rar).(112)
mal ordine. L. <V. anche rmusinar). bum a., se defendendo obniti. A Lom- confusi; a. minggiun, rimaner sca- i artaj, limbel[l]uccio; a. d' carta,
arnes ch' s'adreuva a tajar e1 sev, bardo rosta rnanavit. .M3 <A.I. 33, ciato, scornato, scornacchiato, scor- d' pell, pilorci; a. d' curam, d' seul
marra scopajuola. C. (102) <V. anche 1283-4).(107) bacchiato, scatellato, smaccato etc.; etc., cojttolo; a. d' roba, frastaglia-
om). <arrustida, v. carn). a. s'balurdi, stupi, a bocca averta, mento, frastaglio, cincischio. C.(1l3)
<arast, v. spej; a rost, v. maron). <arscald, v. cciarabaccion). incant, feura d' s, etc., bahir, stu- <V. anche carta).
<arparat, v. arfar). arsfritlar, schiacciare. G2. <V. an- pirsi, ammirarsi; dal gran correr a. <artifzi, v. feug).
l'arpg da arpgar, rpice. C. che asfritlar). senza fi, fermarsi strambasciato e <attiraCr), v. pann).
arpgar la terra, i camp etc., erpi- arsinzar, ripulire; o levar l'ultima stracco; a. stoppa e fiasc, baubi o <artsan, v. utenseli).
care. C. semola alla farina, sicch ne rimane il bahi, attonito, stupefatto; a. stupi, a. <arveia, v. ni.dea).
<arpia, v. mustazz). puro nore. G2. Da recentiare. M2; stoppa e fiasc, a. d' sass, bahi, baubi, <arvesario, v. arstituire).
arpiattars, per nascondersi. Z. <arsenzare). Mutinensibus est adhuc attonito, stupefatto, stupito; a. con arvindreul, curattiere; un a. d'abit,
arpzar, tacunar, ravauder, rappez- a., quod ex recentare Latino ad nos de- tant d' nas, rimaner scavato. C.(liO) d' massarij, rigattiere; a. d'abit etc.,
zare; occuparsi a cose vane; ingiuriare; ductum mihi creditur. Hispanica quo~ <V. anche restare, rstar; spigvlar). fripier, rigattiere; a. d'abit vegg,
abit arpz, fatt d' pezz e d' pcon, que lingua retinet recentar, nobis rin- <arstituire). Mutinensis dialectus strazzareul, fripier, rigattiere. C. <V.
scmpoli, toppe. C. (103) frescate, rinnovare. M2 <A.l. 33, 1089; AR pro RE pronuntiat, ut a. pro re- anche rivenderuoli).
arpzinir, M2. <V. anche arspzninir). v. anche arstituire; arsinzzar, v. stituire, arcomandare pro raccoman- arvolars. M2. <V. anche arvulars).
arquest, per rimasugli. L. saquarar). dare. Quod tamen interdum fadt et arvujar; l'a. la cova dal 'porc, si
arrabbi, attavani, assillito, dall'in- arsit, abbronzare, arsire, avvampare; FIorentina. Ipsi enim est arnione, quod dice anche della serpe, arroncigliare;
setto assillo. C. havir, abbrustolare. C. (108) . Mutinenses appellant rognone et arvujars cmeud fa la bessa, arron-
<arrab1, v. far a.). arsorar, tirare wa cosa dal troppo Galli roignon, ex ren renis. Ad haec ani- cigliarsi. C.
<arramire, v. aramit). caldo a mediocre calore o a freddo. madvertebam, quod Tusci avversario <arvujon, v. cascar).
arrampigars, inerpicare, salire ag- Credo da usor fr. aria aperta , met-

(101) Tripla scheda in c., due volte senza spiegazione (come del resto nei due luoghi (109) II verbo frane. sconosciuto ad Aut. (e agli altri dizionari consultati), che reca

muratoriani), una con la glossa ricavata da Aut. solo rapetisser. Il ms. recava arspzini cassato, poi riscritto come a testo.
(102) Perifrasi dialettale da N. Malm. VII 91, s. Vanno a vanga (pi esattamente, serve (110) Otto schede distinte di c.: 1, da N. Malm. I 79 (e v. qui avanti restare in asso);
a ripulire e radere i boschi di scope ). . 2, ibid., V 26 (donde la grafia allibbiti, ricondotta a fibbia, potatura degli olivi '" di colore
(103) Due lemmi distinti: il primo (per errore il ms. reca tapunar) estende, come al
smorto e gialliccio); 3 e 8, ibid" IV 59 (cfr. anche VI 5, Xl 10), che a sua volta at-
solito e arbitrariamente, al dialetto i valori traslati del fr.: quello qui riportato come tinge per i sinoninll tosc. dall'Ercolano di Varchi; 4, 6 e 7, da Aut., bahir, t esbaubi;
secondo da N. Malm. XI 22. 5, da N. Malm. TII 76.
(lll) Cfr. N. ar~6i, arm~6i rimasuglio; ragazzo cresciuto stentatamente; qui oltre
(104) Da Cr.', inerpicare (in forza di cui correggiamo l'aggreppandosi del ms.). V.
anche, qui sopra, arambgars, arampgars. rsui, rinlasuglio.
(112) Affine rissoro conforto, ristoro negli Amorum libri del Boiardo (cfr. P. V.
(105) Il verbo addotto come esempio di metaplasmo di coniugazione, dalla terza
latina alla prima del volgare. MENGALDO, La lingua del Boiardo lirico, Firenze, Olschki 1963, p: 346).

(106) Cfr. N. Malm. TII 76, e qui sopra ari l. (113) Quattro schede distinte: 1, da Cr.', fimbelluccio i ritagli de' cuoi nuovi ;
2, l'equivalente toscano non negli usuali repertori (solo in T.B., Pilorciol, ritaglio di
(107) Dal Catalogus, s. Rosta, equivalente a flabelIum per i Fiorentini, ma per
pelle, sec. XV) se non col valore di spilorcio, tuttavia si trova nel secondo verso.
noi Lombardi significante impedimentum in canali aut iluvio positum ... , ab ob-
stare, reobstare deductum. del Pataffio, gioia dei vocabolisti sei-settecenteschi; 3, da Cr.", cojattolo," ritaglio del cuoio,
e raffilatura delle scarpe, che quel che si spicca dal suolo [ suola, cfr. il dial. seuI
(108) Due schede distinte nel ms., la prima da Cr., la seconda da Aut.
pI.], quando cucito, per pareggiarlo ; 4, da Cr., s. frastagliamcntoe frastaglio. .
arvujott
attrativ

arvujott ch' fa al vent, l'acqua, [ ... ] In dicono [... ] Insaqara ClOe con-
<asi, asiato, v. ad-asi). int un atim, in un attimo,' in un
mulinello, rigiro. C. tristavi! seme! propter desiderium. Gl;
asiar, andare agiatamente qua e .l. baleno, v &T6fLC; in un atm in
arvulars fin al gomd, far d' p e ascar, aver d'a., desiderio di cosa cara
M2. un battr d'ogg: in un ttimo: v
d' man, mettrsg fin alla gola, spo- e allontanata. G2. ascarezza [deside-
gliarsi in capelli; a. sin al gomd pr
un tal, mettersi, cignersi la giorna;
rio di rivedere persona allontanata].
M2; a. G2; ascarezza, ascaro. Mu-
l'asieul, assillo; un a. un ternas
frugolo. C; [a~iol, asil~s lat.].
asiuol, assillo, asi/tls, aestrum. M2.
c< ch6fLCJl. C. (120)
<att, v. perdr).
attaccar emeud fa al vesgg, ap-
a. d'attorno C.(114) <V. anche mettr tinensium, Bononiensium, Senensium
<V. anche aver l'asioI). piastrare, (121) appiastricciare, appicci-
sudsovra). aliorumque populorum vox est, signi-
l'asma, ansima. C. care, appiastriccicare; attacc, incul,
arzerca, infurmazion, enqtlete, ri- ficans intimtlm desiderium personae a/icuius,
asn, asna, miccia, miccia; un asn, col/, incollato. C. (V. anche c; corp;
cerca, inchiesta, informazione. C. quae a nobis recessit, aut a qua recessi-
un mul mal and, inruzz, guida- 19nett; sedI II).
un arzinter, rafo, orefice. C. muso Atque hinc inascadto, inasca-
lescato. C. <V. anche carezz; chvertor; attavan, uomo in colera veemente.
arzn, digue, argine, ostacolo. C. <V. drsi, aver ascaro. <A.I. 33, 1135).
dar d'intendr ecc.; futar; spuntrigar; G2. <V. anche arrabbi).
anche rupar). S' poi per metafora trasferito questo
zengia). attavlars, impancare. C.(122)
ascar, ascarezza. Arab. [ ... ] saqara, vocabolo all'inquietudine che d il
asptar a bocca averta, aspettare a <attazz, v.gest).
et [... ] asqaro, Fuit cordi, Gollius pag~ desiderio <ediz. 1751, II 166).
gloria. C. <attende er), v. econm; prumettr).
1301. [... ] Saqron, Negotia quae cordi Ma.(ll5 <V. anche aver d'aschar;
ass, p/anche, tavola, asse. C. <V. attil, slind, lindo, attillato; attil-
et curae sunt, Gollius ibid. [... ] Al-so- dascher). '
anche framezza; fudrar; tramezz). latura; attill, ch' va in la vita ga-
qoro, Negotia, quae cordi adhaerent, aschizz, schiacciato. G2.
l'assa dal cagador, carello, cariello; lante, ch' (123) va vsti lind, pulil, etc.,
illique moerorem conciliant, Gigg., aschizzar, schia'cdare. G2. Schiac-
cariello, turcciolo del cesso. C. (117) pimpant, attellato, apparente, accon-
tom. 2 p. 1154. [... ] Asqara con l'elif ciare ... Nobis Mutinensibus est aschiz-
assaig, mal fatto di corporatura. cio. C.
caratteristico della quarta coniuga- zare. Ma <A.I. 33, 1292).
G2. attombare. M2. (124)
,zione de' verbi della prima classe, ascondr, intanar, impiattare; a.
[assettar, da assiette fr.] (118) M2; <attorn (d'), v. arvulars).
come [... ] Afa/a, e altri simili, significa sott terra, cuvrir etc., enfotlir, sotter-
<assettarsi, v. settarsi). <attrappolar). GaiIis trape idem est
avere a cuore ,con veemenza di desi- rare, coprire di terra. C.
<assicurar, v. far sigurta); assicu- ac burrella, et atraper est capere feram
derio, con passione, e potr essere equi- <ascos, V. star a.).
rars, dar pegn, nantir, assicurarsi, dar in fovea, quam mobilis tabUla insidiose
valente alla parola di ascar o ascara <ascultar, asculton, v. star).
pegno. C. (119) tegit. Attrappolar nos Mutinenses dici-
che noi usiamo per esprimere talvolta d'ascundon, di soppiatto. C. <V.
<assudar(i), v. mangan). muso <A.l. 33, 1175). A trappola Mu-
la penosa brama che proviamo di con- anche guardar).
<assumija, v. raina). tinensibus est attrappolare quod idem
seguire o di vedere qualche cosa o per- al sol fa l'ascundreula, mum-
mia. (116) C. <asta, v. manegh). significat <capere, decipere). <A.I. 33,
sona. Onde nel senso passivo intran-
<astriar, v.mlum; stri, v. frutt). 1321). M3.' '
sitivo formiamo ancora il verbo in- <asej, v. bvanda).
astuff, lo stufato. G2. attrativ, maner, vezz, attrait, al-
nascarirs come appunto fanno gli asfritlar, schizzar, craser, schiac-
Arabi, i quali nella settima coniuga- ciare, , pestare, gualcire. C;, asfdtl, <astuzia; v. malezia). lettamento, vezzo etc. C.
zione col prefiggervi le caratteristiche schiacciato. G2.( V. anche arsfritlar).

(114) Quattro schede distinte (arotl/ars fin a/ gomd ripetuto, la seconda volta senza (1~7) Espo,,:eI~.te ripetuto in due luoghi distinti, con le due diverse spiegaziol1i qui
trascntte, e ongmate da Cr., carella e cariello, .
gloss~). L'ultima :arr~. darsi ~a torno, darsi da fare o avvolgersi (cfr. arvujars
e ovuJar?). Spogharsl In capellt da Cr., capello, {( mettersi di cuore, e volontero- (llB) ~ol ~ignificato di assetto, equilibrio (cfr. l'it. assettare) o, meno probabil-

s~:nen:e a far una c,?sa ; l'altra locuzione (sin al gomd aggiunto pi tardi, in grafia mente, di pIatto (cfr., ma non per l'etimo, rassettare)?
plU mlOuta) presa lOvece da N. Ma/m. III 46, {( Mettersi, cingersi o affibbiarsi la gior- (llD) In realt, il verbo vale, nell' Ant., assicurare, dar pegno: la lettura erronea
nea ... per Intraprendere a sostenere una cosa con tutta l'energia ed efl'acia; non gi per Pi- ha causato anche l'incongrua retro versione dialettale.
gliarsi troppa autorit o Presumersi troppo, come vuole il Vocabolario (e i;'fatti Cr.' (12D) Le due distinte schede vengono: 1, da Cr. a, come prova l'errore congiuntivo
corregger la spiegazione di Cr. a). ~ &;OfLO: (corret~o a testo, come ,;el nostro costume); 2, da N. Malm. III 72, che scrive
(115) Il secondo esponente scritto, per errore, acarezza. Nel cod. Campori il termine EV &1:0fL'i' come Il nostro ms. (panmente da noi corretto).

ricorre, du.~ volte per ,n;ano ?i G., una senza spiegaziOl;e, :>n:altra con la glossa espunta' (121) Ms. appiastare, corretto su Cr., appiastrare ecc., si dice di cosa morbid e
(perche gm pressoche IdentIca s. ascar). Nessuno deglt etimi proposti (cfr. qui oltre il v 1 s C o sa).
cassato inascarito di G., e M. aggiunge, in A.I., il greco O:C1lW:p[ piccolo verme Cr.: porsi a sedete, e in particolare a tavola (impancato o intavolato Mattio
(122)
fonte di prurito specie nei fanciulli, ripreso ancora da Ga. 158 e 305) risulta accettato; Franzesi). '
cfr. F.M., Glossario al milanese di Bonvesin, p. 38.
(123) Ms. che, corretto sulla scorta del precedente ch' e dell'uso prevalente in C.
(116) Cr., mummia, , Far le mummie: vale Ora nascondersi, e ora apparire al-
(124) Cfr. N. atumbres, oscurarsi dei cielo con aria immota per uragano incombente.
quanto .
~ 100 ~
~ 101 ~
azzullar
attrivlinar

c, non aver troppa sessitura. Sessi- piegarsi. L.


attrivlinar. C. (125) far grugno, ingrugnare, portare, tener avvis, amunizion, invid, semonce,
a uff, a iso=e, a "ufo. C. (126) (V. broncio, imbronciare; lat. bronci St/nt tura propriamente quella :addoppia-
tura di veste che si fa per allargarla invito, ammonizione. C. Mutinenses
anche greccia; magna!; seroc; uff>. prodtlcto ore et dentibus prominentibus; a. dicunt: Mi d'avviso, idest mihi
al grugn, star dur, alzar i pont, in- ed accorciarla secondo il bisogno; da'
aurodgh, acerbo. G2. (V. anche vide/ur, qua phrasi utuntur et Galli. Ma
torto;(132) a. allans, afa; (133) (a. dal Romani detta ritreppio, lat. subsutu-
avrodgh>. (A.l. 33, 1139>.
ra; (137) nn' aver tutt al so inzegn,
(av, v. leugr; qula part d' z i r a lech, v. dar dallech>; a. la Iella, im- (azendr, v. supiett>.
briagars, pigliar la bertuccia; a. la lu- non aver tutti i suoi mesi; nn' aver
ecc.). (azular, v. strenga; azzullar).
na, a. su fnon," portar broncio, tener da magnar, far degli sbavigli, far delle
(avanz, v. far (dal) bein>. (azuntar, v. darg la zunta>.
broncio; a. elluzl ai ogg, imbambo- crocette. C; (, v. cag; ha, v. c;
avanzon, gueret, maggese, maggia- aZzaccar. M2; azaccars, coricar-
tico; a. di camp, novle; l'a. d'un lare. C; (a. magon, v. magon>; a. abbia, v. msdars; ecc.).
(averta, v. asptar e arstar a bocca si. G2; azzaccarsi. M2; Mutinen-
camp, maggese. C. (127) el man morti dal fredd, intormen- sibus est azzacarsi, significans ster-
(avar, v. mustazz>. tire; a. la matana, mattna, suonare a.; cridar; ganasson; rubar).
(avertura, v. cumissura). nere se humi. Non aliunde natum puto,
aver d'aschar, bramare. G2; [asca- a mattna; a. sempr i ogg l, n' nisi ab OIfiacere, quod in adjacare se,
reZza. M2]; (aver ascaro, v. asca- gh'i partir mai d'addoss, aver sem- (avezz, v. bcogna).
un avint, crepato; crepare, crepa- ac tandem transitive in azaccare se
ro>; a. l'asiol, non fermarsi mai. pre al tal oggetto gli occhii a' mo- mutatum fuit. M3 (A.l. 33, 1183>.
G2; a. al boz. C; (12B) (a. i calzett cru.(134) C; a. della picca con qual- tura. (138) C.
(avrirs, v. cridar>. aZzarrare un coltello. (139) M2.
a garandella, v. garandella>; a. la cuno, rancore, odio, nemicizia, mal azzuclir, insonnare. C; azzuclirs,
cagafrezza, avere agina.(129) C; (ave- animo. M3 (A.J. 33, 1105-6>; a. al avrodg, cio non maturo. Z. <V.
anche aurodgh>. sopirsi; et inzuclirs. G2.
re una ciera tosta, v. tosto>; a. su sac pin, aver colmo lo stajo, o 'l sac- azzullar, allacciare. M2; azzulars,
co; (135) a. la sagradona, sentir suonar avujar. C; a., inviluppare. G2. Da
fnon, in collera, essere in valigia, nel chiudersi i panni o allacciarseli. G2.
bugnolone, nel gabbione; (130) aver la lunga; (136) a. taj ben al filett, ha invoglio, invoiar, involto. M2.
avvincare. MI; avvincar, piegare azzularla a un, attaccarla (140) a uno.
dal fumm, superbia, fasto, albagia sciolto bene il scilingugnolo; a.
da alto in basso. M2; avvinc, per C; (azular, v. strenga).
etc.; a. la gnocca, la cotta, la lilla, veuja, a. aptit, golare; nn'aver brisa,
pigliar la manna, la nonna; (131) a. al non aver cencio di che che sia; nn'
grugn, instizzi, ingrugnato, far muso, aver gran giudezi, gran mestr d'

(125) Sar far buchi col trivlein, succhiellinare (cfr. Me. s. trivlin, Ma. s. triv-
len).
" (126) Due schede; gli equivalenti toscani sono tanto in Cr. quanto in N. Ma/m.
(tre luoghi)." "'
(127) ~re shede; quella qui riportata per ultima (la prima nel ms.) ha la parte dia-
lttale scrItta due volte, e cancellata la prima volta perch s'era venuta a trovare in
corrispondenza con la parte finale della glossa del sovrastante arlaj.
(128) Cfr., forse, Me. boZZ, paniere, N. bei;;;;, cesto, canestro (oppure it. bozzo, ber-
noccolo).
(129! Cio~ f~rza, possa ~ lena ,. spiega la Cr. sotto agina, , Aver a.: ma forse C.
SI rifenva al SIgnificato prinapale di a., fretta, prestezza.
(130) N. Ma/m. IV 52. In collera (dialetto?) stato aggiunto dopo nel ms.

(131) Sbornia >l, cfr. N. Ma/m. I 10 Ce v. qui poco oltre, aver la Iella ecc.) .

(13Z) I! primo dei du~ lemmi analoghi ispirato a N. Malm. VIII 61 (la frase latina
di Nomo Marcello); r1 secondo (correggiamo grun ms.) alla Cr .
(133) Nel significato cruscante di un certo affanno che per gravezza d'aria e sover-
(137) Da N. Ma/m. X 34 (e cfr. XII 33). Mestr d' c mestiere di casa ?
chiO caldo pare che renda difficile la r~spirazione. (138) Nel senso del crepare, III, di Cr.' (e cfr. crepato, crepattlra, ), cio cadere
(1M) N. Ma/m. X 30, per stare in guardia . C. sostituisce solo all'uscio del Lippi
altrui gl'intestini nella coglia (cfr. Me., "avvintd, allentato, ernioso). Fuorviante la
con a tal oggetto >l. L era scritto per errore prima di ogg. trascrizione di B., Profilo (ave tra l'altro il lemma attribuito a M.).
(135) Fonte: Cr., s.co/mo, IV, per soprabbondare in checchessia essere arrivato (139) Acciaiare; cfr. N. *azar, azare, azarl, azarlr.

al colmo di checchessia. " ' (140) Precedeva un incongruo assottigliare, espunto. La locuzione, secondo la Cr.

(136) Aver fame, per esser lungo tempo che non ha mangiato; N. Ma/m: IV 9. (attaccare, ) vale fargli burla, o male.

~ 102 ~ ~103
balanza

bacchett d' canva, chenevote, lisca; p. 343. Si suoI dire bagattare un me-
b. d' vesgg, paniuzzole, vergelli. C. (7) stiere, cio eseguirlo e farlo con poca
bacchio, Latine baculus. M3 <A.I. 33, attenzione, malamente e con imperfe-
1122; V. anche bagg). zioni. Cl; <bagattare). Ab iis <Ara-
. bacchiurla, matto. C2. bibus) accepisse Mutinenses videntur
bacciarel, manganel, gourdin, ba- hoc verbum, quum ajunt b. et abba-
stone curto e grosso. C. gattare rem aliquam, idest eam sine
B bachiucc, matto, scioccarello. C2.
bacton, ch' arriva a qual ch'al
studio ac inepte prae festinatione con-
ncere: pro quo acciabattare FIorentini
veul abusand dIa simplicit di altr, dicunt ... Dicimus etiam bagatta-me-
caffard; bachton, cagot, bacchettone, stiere. Significat autem Arabicum Ba-
ba. Arab. [... ] Baha, venustate, de- cent hominem ineptum, cui facile im- ippocrito; b., stort coll, papelard, ip- katta, Gollio teste, festinare in sermone,
core, ornatu nituit et micuit reso Gol- ponitur, quales pueri sse consueve- pocrito; vuoI dir anco uomo astuto, ve! in incessu, corri pere, monere ver-
lius p. 343. Quando ai pargoletti o ai runt. Fortassis e baban emersit bab- accorto, carezzante. C. (8) bis, rem disgregare, eamdemque colli-
teneri fanciulli lodiamo alcuna loro bione.M3<A.J. 33,1140); babion,(2) <a bada, V. tgnir). gere. Ma <A.l. 33, 1142. V. anche
cosa o nella persona o negli abiti, ci sot, lourdaut, squasimodeo. C. badalucc, strepito confuso. C2; abbagattar(e.
serviamo della voce ba I cio bello! babujen, qIu, diavl, Tentennino. b., per fracasso. L; b., badalucco, <bagattein, V. n' valer un fig, ecc.).
pulito I Cl. C. (3) badaluccare, balocco, baloccarsi; b., bagg, batogg, bacchio, batacchio.
un babal, mazzamarrone; b., pan bacajar, cuntrastar, litigar, chica- bagord pr algrezza, gavazza, gavaz- C. <V. anche bacchio; batacchio, ba-
bianc ecc., buche, babbaccione, stu- nel', litigar con ragiri, con pretesti; zamento, gavazzare, gavazzo. C. <V. tocchio).
pido. C. cavillare, soffisticare. C; (4) baccajar, anche far b.). bagian, buggiano. (lO) C.
babn, goffo assai. C2; Mutinen- contendere. Z. <badoffia, V. bazoffia). bagianata, ridendum et inconcin-
sibus quoque in usu est b., ut homi- bacan, strepit, far il baccano. C. bagaj, fardggio, bagaglie, baga- num commentum, atque insulsum effa-
nem simplicem significent. Ma <A.J. bacc, passo. M2.(5) glio, (9) bagagliume. C. tum, aut quodpiam imprudenter ac
33,1140); b., baggeo; mestoI6ne, m- bacch d' zipress, d' zneivr, cc- bagajol, cosa piccola e di piccolis- stulte peractum opus. Ma <A.I. 33,
stola; b., dapoc etc., arfasatto, sci- cola. C. simo conto. C2. 1143).
munito, dappoco, babbalo, babbno. baccalar, asta di legno col piede, bagatel, ciuffole; b., coss da gnint, bagnar un poc, intignere, tuffar
C'<l) <V. anche babbion). in alcuni buchi della quale si pone il coliftchet, bagattelle; b., minggiunarij, leggiermente. C. <V. anche pann).
babbj, viso o sembiante. C2. manico del lume da oglio. C2. chiappolerie. C. <V. anche cargadur; <bagord, V. badalucc).
babbion, goffo assai. C2; bab- bacchetta da cavallarizza, houx; ga:lavreina; tattarein). <baj, V. a gh'. veul a l t r ecc.).
bione, stolidus, bardus. Vox etiam bacchetta da cavallerizza; b. da sbattr bagatlar, baguenauder, baloccare, bef- baise, la barba de' galli. MI; bajis
Mutinensibus familiaris ... Ea voce i pagn dalla polvr, houssine, bacchetta fare. C. <V. anche abbagattar(e), n.). del pesce.(H) Z; bais rossi ch'ha al
Mutinenses adhuc utuntur, ut signifi~ da batter i panni, etc. (6) C. <bagatta-mestiere, V. seg.). gall sott al col, barbiglione, bargi-
bagattar. Arab. [... ] Bagata, miscuit, gli. C.
confudit negotium, cibum, sermonem la balanza, reid da pscar, str-
suum. Goll. p. 300 et Gigg. tomo 1 scino. C. (12)
(1) Le tre diverse schede con traduzioni toscane sono derivate, le prime due da Cr.,
ove valgono rispettivamente uomo inetto e scipito uomo scimunito e di grosso
ingegno, la terza da N. Malm. III 49.
(2) Corretto da un iniziale bi-o Fonte: Aut., t. I, squasimodeo, un sot, un lour- (7) Un palliu, scritto per errore prima del lemma dialettale, fu subito cassato. Pa-
daut . ni"zzola,_ secondo la Cr., propriamente fuscelletto impaniato, che si adatta su' ver-
(3) La voce per indicare il demonio desunta da N. liIalm. III 69. Su b. cfr. anche
gelli. E possibile che queste voci dialettali siano il plurale del lemma precedente.
A. GRAF, Il Diavolo, Milano, Treves, 1870, p. 60. Qlti quel lui, colui. La -nn- di . (8) Tre schede ricavate da tre diverse voci dell' Ant., del quale si traducono in dia-

Tentennino, a rigore, difetta di un'asta (m). letto (nel primo caso) e in italiano (nel terzo) le perifrasi francesi. Abbiamo corretto,
di sull'Aut., il caffart ms. Vedi anche gabbacrest. .
('l C. modifica leggerm. la traduz. di Ant. a chicaner, che reca con rigiri e ()
sofisticare. Dalla stessa voce francese ricaver anche tacagn, o meglio tacagnar. (9) questa e la voce precedente sono state riportate alla grafia di Crusca, che Crispi
tn un prlmo tempo segu per poi correggere in babalie, babag/io.
(5) Da pronunciare bak. V. anche abbaccar.< Follie etimologiche in Ga. 166-168.
(10) Cio salvatico, e mal creato; rozzo (Cr").
(6) In realt, Ant. d houssine per entrambi i significati, cio: gause, branche d-
lie de houx qui sert mener un cheval, ou battre des meubles pour en fai! sortir (11) Cio branchie, o nel caso prec. e sego bargigli (cfr. N.).

la poudre." Bacchetta. Propriamente, houx la pianta da Ant. tradotta smi/ace. (12) Reid ecc. aggiunto in un secondo tempo. Cfr. Cr., I., , giacchio aperto, da

~ 104 ~ r-.J 105 ~


balaran bardassone

balaran, bacchillone, ciaramella, ga- cotone, ac Lombardis bambagia, bam- averta in b;, spalancada, porte ouverte scimunito. C. Bubonem barbagianni
gliofacdo, gaglioffone, gocciolone, baso. Ma <A.I. 33, 1191). gueule be, aperta, spalancata. C.(20) nos Lombardi appellamus, Tusci gufo.
mazzamarrone, merendone, panper- l' bel cm' un b a m b ei n <V. anche ber). Et revera ineptum hominem dicimus
duto, pascibietola, uccellone, arfasatto, d' Luca, pare un angiolin di Lucca; bandi dIa sgavetta, bandolo. C'(21) etiam: egli un b. (A.I. 33, 1217).
cacacciano, scioperone etc. C. (13) <xycX[L<X'l"<X. E S. Gregorio Naz., par- 'bandoria, scialacquamento. G2. For- Gufo, bubo, vox est Tuscorum. Muti_
(balbr, v. saltar). lando della donna sbellettata: 7tpoO"w- se per brandoria da brand ted. arsura, nenses appellant b. <A.l. 33, 1226). M3.
(baldachein, v. qui a d o b b ecc.; 7tEIov, non 7tp60"C7tov, maschera, non , fal. Ma verr da baldoria tosc. M2. barbis, baffio. G2.
cascad ecc.). faccia. C.(15) <V. anche cunar). baraban, uom goffo. G2. barbozla. G2.(25)
(baldona, v. dar la b.). <bambera, v. andar in z e in l, barabogg, bambozz, maramogg, barbutar, bruntlar, zanglutar, bor-
balia, lattatrice. C. ecc.). ragazz, marmocchi, marmocchini, mar- bottare, brontolare; ed al romoreggiar
(balla, v. bucciar). un bambozz d' 8trazz senza p mottinl.(22) C. della budella si dice ~oP~opuy[L6. C. (26)
(ballar, v. buratein). e sol con al fust, fraccurado. C. (16) barar int al zeug, mariolare, ma- <V. anche bruntlar).
balos, castagne cotte nell'acqua. G2. (V. anche barabogg; rompr i b.).' riuolo, mariolerla. C. barbuzzel, ch'ha la cavva 80tt al
balstrera, feritoja. C. banc attac al mur int i cheur di (barba d' gal, v. star in b. ecc.). mintozz, cincinni, ciondoli di pelo;
(balstron, v. far una cosa a b.). fra etc., manganella; (17)b. da mer- <barbagianni, v. barbazagn). b:, barbazzle. C.(27)
(blurdagen, v. gufIagen). cant, comptoir, banco. C. barbajoch, cattivo contratto. G2.(2lj) barca da traghetto, navalestro: C. (28)
balza da cavallo, onde imbalzare. <banchett, v. butghetta). <barbajone). Nos Mutinenses de- (V. anche arstupar; chvertor).
M2; Mutinenses etiam appellant bal- bancon da marangon, (18) pan- liquium animi improvisum, ql,lod ocu- <barco). Parco, septum. Mutinenses,
ze ,da cavallo pedicas equomm, unde cone; b. da, pistarg o tajarg su la , lorum usum eripiat, appellamus un b. aliique inter Lombardos, adhuc b. di-
imbalzare. (A.I. 33, 1147). A Gallis carn; e anc al curtIazz da tajarla, Ma <A.I. 33, 1121). cunt. M3 <A.I. 33, 1260).
dicuntur entravers, a Mutinensibus bal- hachoir, tavola per tritarvisi su la car- barbalori, dicesi d'uomo inetto e <bardassone). Mutinenses etiam alii-
ze da cavallo, undi prodiit verbum ne; cortellaccio.' C'(19) buono da mente. G2. que Lombardi appellant b. puerum aut
imbalzare. (A.I. 33, 1262). Ma.(14) i l'han pa8s da b a n d a a ban- barbaresc, fantino. C. (24) adolescentem nequam., M3 <A.I. 33,
<V. anche mettr el balz ai pe). da con la spada, con etc., d'olitre iJn barbazagn, minggion, babuasso, 1141).
<bambas, v. cverta). Tuscis Italisque olltre, da parte a, parte; porta, fnestra

pescare)l. Ancor oggi con bolanzo si designa, nella Bassa, una rete da pesca tenuta ('0) Due schede da Ant., outre, ultimo, e be, .
aperta da due aste incrociate. (21) A rigore, dovrebbe essere plurale di bando. Sarebbe proponibile un emenda-
(lO) Questo scialo di toscanisnll potrebbe avere la sua fonte in N. Molm., 'dove per (
mento bond/ bandolo), ma va ricordato che il termine tecnico in 'dialetto genuino coo.
non l'abbiamo trovato' (a ID 49, X 40, XI 20 ci sono solo orfosollo, gocciolone, bacchil- (22) Equivalenze toscane in N. Ma/m. II 9.
lone). Il significato prevalente dato dalla CruSca per i nostri termini sciocco, dappoco, (.0) Senso traslato da quello originario (cfr. N.2) di bolla di sapone.
che parla a vanvera , eccezion fatta per gaglio(j)fone l-accia briccone , e per ponperduto (.4) Da Cr., I, , Ragazzo, che cavalca, reggendo i barberi" quando corrono al
,che non c' (cfr. ora G.D.L.I. pone, 4, p. perduto buono a nulla, con un es. cin- palio (v. anche N. Ma/m. IX 24) .
. quecentesco, e paneperso dal Fagiuoli, gi nel T.B., pOl;le, , 40).
(.5) V. appena sotto, borbttzze/ ecc. e nota.
(14) Nel primo luogo di A.I. M. dichiara di non conoscere l'etimo: nel secondo
invece, sulla scorta del G/ossorio teu/onico di Schilter, richiama l'antic glossa Wo/zo; (26) Voce tratta da N. Ma/m. V 6. Zong/utor manca a tutti i repertori dialettali
pedica (etimo non accettato oggi dal D.E.L.I.). (N.' trascrive zongutor, singhiozzare [zangiutor?] ),ma saremmo inclini a confron-
tarlo con M' zangutt/or.
(15) Fonte: N. Ma/m. VII 45, di cui per C. aggiust le grafie erronee 7tpWa07tEtOV
(27) Due schede, rispettivamente alle cc. 611 e '1011. Fonte della prima la N. Ma/m.
e 7tp6ao7tov. Secondo N.l, bombein usato solo nel sintagma b. Geso (N.2 riprende in-
vece questa scheda). " VIII 39 (ove la parola cincinno ricordata sotto cernecchio); e la corrispondenza toscana
(
(16) La voce in N. lvlolm. X 34 fantoccino, burattino), ma la perifrasi dialet-
indicata dal C. persuade che qui il dialettismo e la perifrasi seguente non valgano come
l'it. ' barbazzale (finimento), ma piuttosto, forse, come il modenese (p!.) borbuZe
tale indica nella Cr. (Ientma e glosse) la fonte; la grafia con una sola r esclusiva poi
bargigli, cioe appunto appendici pendenti ai lati del mento o dal collo, ad es. nei
di Cr.'. V. oltre burotein.
gallinacei o nei caproni. Resta il sospetto' che C. abbia utilizzato, abbastanza impropria-
(l') ai. Cr., m., . Cheur cori .
mente, il sostantivo dialettale a designare scherzosamente un uomo con bar b e t.t a
(l') Ms. moronzon, ma corretto di sU N. Ma/m. VI 69 che fa riferimento ai le- . caprina. Nessun dubbio invece sussiste per la seconda scheda, ove dialettismo o tosca-
gnajuoli ; cfr. qUi oltre, morongon. Dei lessici dialettali, solo, Me. ha Boncon, Pan- nismo sembrano in senso proprio (cosi barbazzale per freno, pastoia torner ancora
cone (t. legn.)). presso il C. nella glossa di por/or z o /0 mdono); e dunque abbiamo un rarissimo esempio
(19) Evidente retroversione da Ant., hochoir, 'primo significato Tavola per tritar~ , di evoluzione A> e piena (cfr. Introduzione, 12;0).
visi su la carne; C'est aussi le couteau ' hacher. Co/telloccio. Del tutto arbitraria (2B) Ma nova/estro , reso, dalla Cr., con, navicclUere, cio traghettatore:
l'estensione smantica opera~a da C. sU boncon. dovremmo dunque aspettarci qualcosa come borcoro/.

'" 106 '" '" 107 ,....,


bavul
barel

i padiglion dal camp, feristo; (38) batter la Diana; b. al fer fugheint,


barel d' sarde!, bariglioni. (29) C. basaman, baciamano, baciabassi.(32)C
senza dir n cop n b., non far n mazzicare; b. muneida, monetare,
barela; barella, civiere. C.<3D) un basa mdaj, graffiasanti, picchia-
motto n botto. C. <V. anche abran- monetiere; n' b. n in buss n in
baricoccolo, albicocca. Mutinenses petto, ipocrito. C. (33)
qu1ar; spunton; zanetta). bass, non d pi n in ciel n in
utrumque nomen retinent corruptum, basla, mento smisuratamente lungo;
<bastunad, v.dar un fudrett ecc.; terra; (42) battrs, cumbattr, (43) cha-
scilicet b. et moniaca, ab aroJeniacum. e dicesi anco di un vaso di legno su cui
si gratta il cascio o si tiene la farina
frac d' b.; muda). mailler, battersi, combattere; battrsla,
Ma <A.I. 33, 1154).
per infarinare roba da cucinare. C2.(34)
<bastunar, v. far e! freig). battersela, corsela, battere il taccone,
barisello a Mutinensibus ceterisque
<bastunz, v. fil). svignare, aver comprato il porco.(44)
Lombardiae populis praefectus appari- baslott da lavar el man, bassiJ1, ba-
batacchio, baculus. M3 <A.I. 33, C; (battr, v. anche guscia; massa;
toribus dicitur. M3 <A.I. 33; 1150). ci.i:J.o, bacile. C.
1122). om; scaja; battr dent a dent, v. trmar;
barozz pr i rottam, tombereau, ba- <bass (sost.), v. battr; buss; dar).
<batocchio). A Senensibus quoque battU, v. cridar; tridameuri; zeug).
rozzo, carretto pe' rottami. C; <bar- bassora, per ora tarda o verso sera;
dicitur il batacchio della campana; a Mu- bavareul, bavaglio. C; (4s) bava-
rozzo). Birotium corrupte mutatum a bass'ora, per ora avanzata o tarda. L;
tinensibus il b. M3 <A.I. 33, 1122; v. ruolo per la bava de' ragazzi.6) MI.
Mutinensibus fuit i.i:J. b. Ma <A.I. 33, <bass (agg.), v. bertunzel; brundar).
bastardella. Ma. (35) anche bagg; battogg). bavella, da bava. M2. <V. anche
1118).
<batosta; v. far una b.). sirga).
barunad, truffari, far delle mara- basion ardond fatt a canella, ch' s'
cl:~elle, ghermi.i:J.elle. C. mett sotta ai gran trav o al gran pred
battcheur, 'batticuore; al b., scherm- <bavero). Noi Modenesi chiamiamo
lezz, battis6ffiola, battisoffia. C'(39) il b. quella parte di panno che s'ag-
barzigla, gioco di cinque persone. per meuvrl, cutro; (36) un b. nudos,
G2. Sei. M2.(31)
<batter d'ogg, v. atm). giunge alla sommit del mantello. M3
gruplos, noder6so, noderuto; al b.
battfeugh, fucile. (40) C. <A.I. 33, 1315: ed. 1751, II, p. 348);
barzolaj, povero, malenconico, ma- pi grand d' qui usvij, fatt <le du
battogg dia campana, battaglio. bavr da seur, b. del seur, guimpe,
le iri asetto. G2. . baston ch' s'adreuva a battr al C. (41)
<bas, v. dar un b.). furme~t,(37) manfanile; b. ch' tin su benda. C'(47)
battr e! burchett, battr mareina, bavul, bahut, forziere, C.(48) <V.
trmar a dent a dent, batter la borra, anche calcar).
('9) Cio grossi barili impiegati, stando alla Cr., per contenere salumi e mer-
catanzie. Oggi, secondo N., il dialetto uSa il barll per l'aceto, la barlla (40 litri) per
il vino. (38) Cr. a." pi prudentemente, traducevano Forse lo stile che sostiene i padiglioni
(00) Tre schede distinte: barella (c. 7v) dovrebbe essere attinta a N. Ma/m. ID 25 del campo . .
(e ID 44) dato che viene, sul IDS. crispiano, subito sotto l'ultima birbaja, biliemme (39) Almeno per la seconda scheda (in realt la printa nell'ordine dato dall'autore)
che nasce' da N. Malm. ID 8. Le due altre schede, con equivalente francese (oggi ci- la fonte malmantilesca CV 48). Schermlezz (che propriamente significa ribrezzo l~
IIire), sono alle cc. llr (barela) e 12r (barella). Presumiamo ch.e.la traduzione ~t. manchi fu aggiunto dal C. in un secondo tempo. .
perch identica alla voce dialettale (cfr. Ant., sorte de petlt brancard qUl a quatre (40) Nel senso originario (N. Malm. II 56, e cfr. i vocc.) di strumento d'acciaio
bras, que deux hommes portent ... Barella. col quale si batte la pietra focaia per accendere l'esca ..
(31) Sei scritto su cinque cancellato. La correzione potrebbe anche essere della mano Z.
(41) V. indietro balocchio. Batcc (a Modena e nella Bassa) oggi il pozzo nero o
Voce trattatissima: cfr. Ga. 186 berzigla, verzigola (l0CU710ne del gioco delle. carte,
una cisterna, il che, secondo Ga. p. 177, ingenera una ridicola equivocazione l). .
e delle bocce); Ma. bertgla mazzo o muta di palle, cio le sette bocce occorr!"nti al
giuoco l); B. 42 sei bocce, pi il pa~li~o l); N. b~rtgla o.tto pal~e l), 7 quan~o tre (") La seconda e terza definizione sono di Cr.; la prima da N. Malm. VIII 6
bocce dello stesso giocatore erano V1C1ne al pallmo . Nel nostrl lesSlcografi lnvece (Batter la borra Tremar tutto, stando all'aria, a cielo scoperto ), la quarta riproduce
designa il gioco, non un punto o una circostanza particolare. un verso di Malm. V 51, spiegato fuori di s, non sa quel che ella si faccia l). (Cfr.,
. (3') Cfr. Malwl. XII 56 (badabassi plurale).
in questo voc., anche buss bass, n' dar n in bllSS n in bass).
(43) Ma. cumbattr.
(33) l..ette~a1mente baciamedaglie. Fonte dei toscanisnii er. 3 , graffiasanti (ma
in subordine cfr. N. Malwl. VII 82, idem). 1 Ovvero, del Malmantile saccbeggiato: se la batte VII 5, battere il taccone ID 70,
(44)
corsela [= cogliersela] IV 49, comprare il porco e svignare (con rinvii reciproci) IV 52
(34) Oggi b~la a Modena (ove pure basilea, per mento: N.), b$ia a Ca:Pi e .Con-
co"rdia. Naturalmente, il significato primo quello del bacile (probabile etlIDo).
I, e XI 6. Cfr. anche sbgnarsla ecc.
I (4S)Due schede identiche in due carte contigue~
(35) I due significati additati da B., bastard~/a specie di tegame e gran quantit
di cibo si riconducono al primo, propriamente (N.) stoviglia capace di un litro (46)Intendiamo il per in senso reale, e non col valore di significa, equivale a;
circa, co~ due manici verticali, usata anche per portare il pasto agli operai sul luogo I insomma, bavaruolo come bavareul, -01.
di lavoro . (47) Due schede crispiane pressoch identiche nella stessa carta. Fonte Ant.: petit

(3.) Vo~ di er., la cui glossa suggerisce il testo dialettale: can<ella) era stato scritto mouchoir rond ... qui s'attache de deux cotes de la tte, et sert couvrir la gorge l).
per errore subito sopo ardond, poi fu sostituito da fatto Seur suore l). Come attesta anche M., la voce bavero nOn era ancora sentita come piena.
mente italiana (malgrado la usmo alcuni cinque-seicentisti dal Castiglione al Lippi).
(37) Ms. furmenta. Qui usvij ecc. traduce coreggialo di er., che S. manfanil. ha appunto
('8) Come nell'altro luogo ove compare b., la fonte Ant., che qui traduce for-
il maggior bastone del coreggiato l).

108 '" ""' 109 '"


bazoffia benna

bazoffia, e badoffia, gran minestra. ta. C. (V. anche imbiudare). begrol; [bgrlor], G2.(58) Peltz a pe11ibus. Ab iis mutuati vocem
G2. (beff, v. fars b.; villanij). una mala beiga, un pezz d' carn Mutinenses olim pro Piglia i tuoi panni
bazott, vicino ad ammalarsi. (49) G2; beg, verme. (56) M2. (V. anche bi- cattiva, ,una fieula mia, un mal dicebant piglia le tue b., idest pellic-
gatti, bigattini; furment). tartufo, lat. homo fungini generis. C. (59) cias, seu vestes tuas. Haec, inquam,
bazotto. MI.
bega, ape e pecchia; e dicesi anche (V'. anche bega; far com la b. ecc.; indumenta populo fuerunt; at magna-
(bcad(a), v. seg.).
d'uomo astuto o cattivo assai. Ga. saro). tibus pelles pretiosiores esse solebant.
bcar, dar dell bcad, becquer, ' bec- (bein, v. calzar ecc.; essr fiac, n' Mutinae quae via nunc appellatur
queter, beccare; al bcar ch' fa la Ingl. bee, sax. beo, ted. bien ecc. M2.
Agricolae Mutinenses appellant apes star b.; far dal b.; far b.; ecc.; ben, il Mercato della Legna, olim a variis
galleina etc., bezzicare. C.(50) pe11ium officinis dicebatur la Pe1/ic-
le beghe; ut puto secundum Hispano- V. belcars; fra).
bcar; bcaria, macellaio, macella- bel bell, pian pian, lemme le=e, &ieria. Ma (A.I. 25, 412).(60)
rum morern, quibus apes sunt abeje,
re; (51) macello. C. o liemme liemme. C. (V. anche andar; (Beltrame). Populo Mutinensi pro-
idest nobis abeche. M3 (A.I. 33, 1157.
bcogna, al s' avezz a sta b. (52) C. blisgar; sgamuffar; bel, V" bambein; verbium est: Dove vai Beltrame? lo sto
V. anche beiga; cassa).
(bcon, v. pagar; stajuzzar; vgnir). asp; essr; ,fars bel; fust; spess; co i frati. Aliud est obstetrix, aliud
begra. Arab. [... ] bagara, stercus
bdscar,- essere scilinguatO.G.(53)
una bebbia, bibbia, diceria lunga,
excrevit, stercore inquinavit aliquem.
[... ] Bagron, stercus cameli" ovis et l, vedr II; ecc.). '
belcars, sfergars, pulirs ben ben,
mater spiritualls. MB. (A.l. 33,
1241).<61)
spiacente etc., C. quadrupedis omnis. [ ...] Mabgaron, sta- azzimare. C. (ben, v. belcars; fr; bein).
becch, far di. b. Z. (V. anche cur- I bella, Florent. bellora et donnola, La- bendsson, pane fatto di zucchero,
bulum quadrupedis cuiuscumque. Gol-
naccia; far di bec; far un bech; lius p. 293. La voce;: b. appo noi signi- I tine mustela, Gall. belelte. MI. uova e farina. G2. (62),
vein ch' salta all'ogg ecc.). fica fango liquido di strada, lordo, I [bels, mobiglie diverse di pochis- benna, forse dal fr. banne o benne.
bechgneul, beccuccio; bechgne- sporco. G1; b., fango liquido. G2; simo conto]. G2; b., IDassarizie da M2. Teste antiquo grammatico Festo,
ul (54) dIa luma dall'oli, dov s'mett
al stupein, luminello. C.
b. MI; b., fango, coenum. Ma (A.I.
33,1200); b., pacciareina etc., mem- i pover uomo, forse da beltz ted. pel-
liccia. M2. Adhuc Mutinenses reti-
nent vocabulum beIse, quum ajunt:
b. appellata est a Gallica gente species
quaedarn vehicuIi. V ocem banc Muti-
nenses adhucretinent, atque apud Ger-
bechinghiron, mal posto, mal col- ma, melma, belletta, melmetta; lat.
locato. G2'(55) limus, verisimilmente dal greco /LlY/Loc, piglia le tue b. e va con Dio. Germarucae J;llanos usitatam inte11igo. M3 (A.I.
beda, bietola; b., erba, bitola, bie- mistura. C. (57) ,linguae Beltz est pelliccia, idem quod 33, 1105).(63)
I toscani C. la dar con terra marza ecc. (v.). Pacciarena, pacciarota per G. e N. sar anche
ziero . I cappelli rossi staranno nel bavullo , scriveva M. a Scalabrini il 21-XII-1742 I la minestra di fava fessa (sic). '
{58) Bgrlor cassato perch evidentemente erroneo. La voce si riconnetter alla pre-
(cfr. Quaderni del giornale filologico ferrarese, 2, I, cit., p. 16). '
cedente. '
('9) Cio quasi maturo , originariamente di frutto, poi di persona anziana (cfr.
B., N.). Certo affine a buzott (v.).
('0) Questa seconda voce (ma prima dell'ordine crispiano) presa dal Malm.,
mentre l'altra nasce da Ant., che per indica i verbi (con becher) come termini tecnici
I (59) Per la glossa v. N. Malm. XI 47. Fieula mia anche come esponente autonomo
nel C. (e cfr. lega d' fieu me). BOga (N.) sta per ape e baco o membro virile
(e cfr. F. A.G.l. il 36-41).
(60) L'etimo muratoriano ripreso da Ga. 180-181 e non contestato da F.
della falconeria, e solo poi accenna all'uso generico. -
(61) Proverbio inserito nel Ciltalogus S.V. Madrina, crediamo non per qualche rapporto

I
(51) Evidentemente il primo termine 'inteso da C. sia come sostantivo sia come
verbo (oggi pchr). ' oggettivo tra il proverbio modenese e il significato della parola italiana, ma allo scopo
di commentare sarcasticamente la confusione fatta da Menagio e Giovanni da Genova
(52) Cfr. N. pcogna, pcugna; Me. pcugna e bcugna allettamento ; incerto sull'origine
~
tra madrina per colei che po.i:ta il bambino al battesimo e l'antico madrina per oste-
da pecunia e beccare Ga. 360. trica . Un proverbio simile, infatti, riportato dal milanese Cherubini sotto Baltramm,
(53) Forse c'entra con l'ant. mil. bedesco, su cui v. F.M., Glossario al milanese di and l de B., fig., procedere a casaccio: metodologia spesso rinfacciata dal M. a
Bonvesin, pp. 47-48, S.v. Menagio.,
(5') Corregge un erroneo cbgn cassato. Questa definizione viene da Cr., lumint/lo (6') Oggi a Modena bens1II1 (N.), a S. Felice balsOn. Secondo Ma. la voce pu
quel piccolo anelletto, dove s'infila il lucignol della lucerna . derivare dal fr. pain de son = pan di crusca per il colore scuro della' corteccia mentre
(55) B. separa bech inghiron, forse a indicare l'origine della parola come becco in per N.' l'etimo va con benedizione (e cfr. F. VIOLI, Storia di parole e di nomi p;opri mo-
gherone (N. ghiroun, gherone, cio lembo, falda di vestito). denesi, Modena, Aedes Muratoriana 1982, p. 18).
(56) La prima redazione della scheda era: Beg in plurale, vermini, poi corretta come a (6') Nell'Appe~o modenese la banna tuttora un grosso cesto trapezoidale che
testo. si pone sullo strascino per il trasporto di granoturco, erba, letame, ecc.: F. VIOLI, Lin-
(57) Agli etimi proposti si aggiungano pieula di Ga. 180, bacula + piculd R.E. W. gua, folclore e storia nel Modenese, Modena, Ae!Ies Muratoriana 1974, p. 41 e illustraz.
873 (Cui rimander il bggla cito da B. S. begra). La voce di Crispi riassume N. Malm. di p. 34. L'etimo muratoriano sostanzialmente esatto, essendo la voce stata ricono~
VII 18, in cui a' Minucci premeva l'etimo di melma. Altra equivalenza degli stessi termini sciuta di origine celtica (cfr. D.E.L.I.). '

"-' 110 ;...., ,:...- 111 "-'


ber birbon

ber d' cavi, mucchio picciolo di creditur. Quippe Germanis Betteln est bgatt, bigatto, bigattolo; un mal bigvlon,<7B) bighellone, sciocco,
capelli. G2; un b. d' caro, qui b. mendicare, et Beltler pauper. Bette/- b., mal bigatto; uomo di maligna scempiato. C.
ch' caschn dalla banda degl' uregg, hauss, ut opinor, olim appellata hujus- intenzione. C. (V. anche bega; bei- binda, fascia, benda. Ma (A.I. 33,
cernecchii, fiaccagote. C. (64) modi caupona, idest mendico rum ta~ ga). 1153. V. anche seg.).
berchiull, piccolo berettone. G2. ('11. bema. Tum compendii gratia evasit f11 bghengh, alquanto scemo. G2; bindello, nastro. A germano Windel,
anche seg.). apud ltalos Bettela, quam Mutinenses bgheng. C; b., per stupido. L. fascia, banda. M2. Ex binda seu bendo,
berggieul, buffa, quella beretta dicunt la b., Tusci vero la bettola. Apud bghett ch' nass int la carn secca, diminutivum b. efformarunt Mutinen-
all'inglese che mandata gi e spiegata Hebraeos beth domum significato Ma marmggia. C. (73) ses aliique Lombardi, ad significan-
cuopre faccia e collo. C. (V. anche (A.I. 33, 1155); (S9) betla, gargotte, tt. bghi, per maldisposto. L. (74) (V. dam parvulam vittam seu fasciolam
prec.). bettola, cattiva osteria; bettla, ustaria, anche essr malinconie, b.). siricam, laneam, lineamve quorum-
betleda. MI; berleid, maccion, guinguette, bettola; cabaret, osteria, ta- bgonz, bigoncia. C. libet colo rum. MB (A.I. 33, 1153).
bruieres, macchia, cespuglio. C. verna; betla, andar alla b., gargotte, bgui, miscuglio. G2; l'ha fatt un bioss, solo, che non ci sia altro.
berleina, . gogna, C. gargotter, bettola, andar alla bettola. C. (70) gran bguj. C. (V. anche mettr; G2; b., spogliato, nudo. Dal ted.
un berlingozz, erbolato. C. (S5) (beu, V. mutlar; p e Il; spuntri- mugg; zarfujon). . B/osse, nudit, B/ossen, nudare. I mi-
berton all'inglesa, da viazar, mon- gar). biassar,. biasciare;. biassarla mal.. l(ane)si dicono biotto M2. Mutinen-
tira.!sS) C. beve a guzzlein, a sors a sors, C. (V. anche mal II). sibus b. est spo/iatus, merus, nudus;
un bertunze1 bass, un scuccieul, beuvoter, centellare, bere a ciantellini; biastmar, maugrer, bestemmiare; Mediolanensibus biott idem significato
berrettino basso a tagliere. C. (67) b. a sors a sors, beuvoter, centellare, biastemmare. C; (75) (bstmiar, V. brun- V ox ista e Germanico Bloss, nudus,
bescr, bischero. C. bere a ciantellini, b. a sors a sors, dar). !imp/ex, amni oma!u destitutus, unde et
(bessa, v. arvujar; bissa). gustarsI, sirotter, centellare, bere a cian- unbicher, una copa da bevr, Blossen, nudare, emanavit. M3 (A.I. 33,
besti salvadg, cio cerv, dain etc., tellini; b. a sors a sors, smbir, cen- nappo. C. 1104); bioss bioss. C.
bltes fauves, selvaggina, animali sel- tellare, bere a centellino o centellini. bicocca, piccola rocca in cima de' biracchio, vitello di due anni. M2.
vaggi, da 4 piedi. C. (S8) (V. anche C; (71) (v. anche cavar; bevrs, V. monti; una b., biccicocca. C.(7S) birbaja, bordaglla, genia, canaglia,
interiori magnan; bestia, v. castr; rizevr). bidell, bedeau, bidello. C. bruzzaglia, schiazzamaglia, gentaglia,
zengia). bezla, una trave picciola da servirsi (bieca, V. guardada). marmaglia; l'ultima b., schiuma d'
(bestialmeint, v. correr). ne' tetti. Ga. (bieda, V. imbiudare). popl, biliemme. C. (79)
(bettla). Bettola, vills caupona. Ex . bgarar, andar cercando fra i panni. bietta. C.!77) (birbant, V. fachein).
Germanica lingua processisse mihi M2; b.; cosa stava b. C.(72) (*bigh, V. dar a quelli ecc.). birbon, feroc, fumnt, biante, bric-
(bigatti, V. seg.). cone, un che mostra d'essere storpio
(04) B"";" ciuffo di capelli (N.'). Per B. si tratta di una voce di origine celtica (bigattini). Additum volo etiam a per aver limosina, monello; un b. ch'
(p. 5). Mutinensibus bombyces appellari. b.: dmanda sempr, pigolone, da pig-
(05) Forse ha la stessa origine di ber/ingacGio giovedi grasso (cfr. qui zobia grassa)
quoscumque vero vermes bigatti, et lare, verso de' pulcini che beccano, lat.
e maschera che si portava in giro quel giorno (cfr. D.E.L.!.), per cui.cfr. qui oltre vermi, et beghi. Ma (A.I. 33, 1157). pipi/are. C.(SO)
bur/eng, burlingozz, e A.l. 33, 1154, Ber/ingaccio.
(66) Cio berretta, usata dai bambini (N. Malm. VrrI 7, e con richiamo a Cr. (?a) La voce dialettale la traduzione della glossa di Cr.'
berrettino in forma di piccaI cappello, con mezza piega). ('14) Bgbi P scritto per errore anche una carta dopo (sul V. della lettera C), poi cas"
(6') Da N. Ma/m. VI 64 berretta bassa e piatta, nella quale non si vede la forma sato.
del capo, come sono le Coppo/e Napo/etane. N. segnala per ICtlcia/ (cfr. qui oltre) anche
I
Due schede, una da Cr., l'altra da Ant.
(15)
il significato arcaico di ciotola (come scocia indicava la mestola usata dai bottegai
per cibi minuti). Due schede, la seconda da N. Ma/m. ID 8, BicGicocca diciamo anche Bicocca.
('o)

(11) La voce non tradotta perch identica in dial. e in itai. (cfr. Cr., lat. uneuI,
(68) Il testo dialettale suggerito da Ant.,jauve, (cfr. anche sgunzullja; per il senso
proprio cfr. nwuzz). e N. Ma/m. V 30, il sostegno e la sottolieva comune).
(18) Si legge chiaramente una ., esito abbastanza normale, nel c., d{o/u dopo con-
(09) L'etimo della voce discusso ancor oggi (cfr. D.E.L.!.).
sonante velare.
('o) Quattro schede distinte: e V. oltre ost, ostaria.
(19) Le due schede sono prese rispettivamente da Cr.' (s. bordag/iti) e dalla N. Ma/m.
(11) Quattro schede distinte in c., che le include sotto le lettere b (bevr), g (guzz/ein),
III 8 apposta dal Minucci, secondo cui biliemme sono quell'ultime contrade della citt
s (due, per sori). In particolare, C. oper due distinte traduzioni da beuvoter di Ant., di Firenze, dove abita questa sorta di gente ... la pi vii plebe (invece la lunga nota
sistemandole poi secondo l'ordine alfabetico. Syroter indicato da Ant. come bas & del Biscioni, subito dopo, dice che B. erano l'allegra brigata dei tessitori di lana da
burlesque . S. Barnaba).
(") Due schede distinte, entrambe senza spiegazioni (sono le ultime della lettera B). (80) Sono abbreviate le due N. Ma/m. ID 67 e VII 48 (ave Fra Pigolone).

,....., 112 ,....., ,....., 113 ,.....,


8
biroccio borrella

<biroccio). Ita apud nos, aliosque <bison, v. bis). . bocca mia ch' veut. C'(87) <V. an- <bon, v. cora; chstian; cumpa-
popUlos perdupt vox b., carpentum, <bissa). Biscia, serpens ... Vix falli che arstar; sbalurdi; asptar; furze1a; gnon).
binis rotis vectum, significans. M3 me putem, inquiens ex Germanico Biss, sbadagg; scapel; sgavuson; vgnir; bonaroba, puttana, gourgandine, ba-
(A.I 33, 1089). morso, morsicatura, et Beissen, quod. est bocca cattiva, V. lassar). gascia; b., mondna. C. (V'. anche
buon, legnetto lungo con cui si ot- mordere, pllflgere, efformatum fuisse vo- boccia, palla' di legno; [b., pila, slandra).
tura la botte nel fondo. G2; buone. cabulum biscia. Ma (A.I. 33, 1158, V. palio/a]. MI; (8B) b., pana di legno. borda, far la borda, far pavura.
M1; buon, turatolo inferiore della (81) anche bisiare; bessa, v. arvujar). Z; bocia, per palla di legno; [bo- G2'(92)
botte, dove mettesi poi la spina. .2112 bissaca, per sacoccia. L: cia, per balla di legno]. L; (bogg, V. bordello, pro inbonesto strepilu, et
bis,. bisazz, mezzalana, etc., bure, (bissiare, v. bisiare). zugar al b.). postribulo. Ma (A.I. 33. 1184. V. anche
bigello; bis, bison, bisazz, bure, bizzarro, significat etiam apud Mu- bogn. M2; b., fignoli, lat.furunculi. burdell ; chiasso).
bureau, bigello. C. (82) tinenses aliquid propter novitatem a C. (bordonale). Mutinenses' adhuc vo-
bisbetic, bourru, bisbetico, strava- co=uni more recedens, neque tamen bogna, mezzo globo che rilieva cabulum rerlnent b., quo denotant
gante; b., stravagant, gitellajo. C'(83) ingmtum. (A.I. 33, 1159). Ignota a su qualche pino, come il bogno ri- . trabes quibus domomm tecta tum 'su-
bisbili, bisbiglio, pissipissi; b., par- ,me l'origine primitiva di questa voce; lieva sulla carrie. M2. periora tum interiora sustentantur. E
lartutt int una volta, chiucchiurlaja. tengo noridimeno per c~o che dal el boll ch' fa l'acqua quand la bort efformatum boriane, quod mollius
C. medesimo fonte sia nato il franzese buj e quand pieuv, gallozzole. (89) C. pronuntiatum evasit bordone, et inde b.
(bisca, v. seg.). bigarr per significare un vestito ti due bols, bulsino, bolsina; bolsaggine. M3(A.I. 33, 1170. V. anche burdnal).
biscazza, ludus publicus aleamm. colori, e lo spagnuolo Abigarrado, e il C'(90) (borracchia). Borraccia, vas vina-
Hoc nomen in legibus municipalibus nostro bizzarro. (A.I., ediz.1751, il, (bolzone). Mutinenses etiam ap- rium ... quod qi:ti.dem nos Mutinenses ac
variarum urbium usurpatum' vidi; et p. 186). .2113,(86) pe1lant b. ferrum stabile prominens alli Lombardiae populi borracchia so-,
adhuc a Mutinensibus eadem signi- (bledg, v. bletgh; far el bledg; in opercu1is arcarum, in quod ope lemus nuncupare. M3 (A.I. 33, 1123.
ficatione adhibetur, uti etiam bisca. temr el bledg). c1avis includitur clathrum ferreum V. anche buracchia, buraccia).
M3 (A.I. 33, 1158). (blessm, v. far del blessm). mobile ad arcam occ1udendam. Quare (borrella), giuoco della b., sie
bisello, panno grosso di color bi- bletgh, solletico. G2. (V'. anche far hoc ci nomen impositum ignoro. M3 appellatus ab exigua fovea, hoc est
gio. Ma. Bixellum, nunc b., genus est le bletiche, bledg ecc.). (A.I. 33, 1161.(91) V. anche Dulzon). b.,(93) in solo cavata in quam quidem,
panni vulgaris, e crasso filo contexti, bletgar, solleticare. GB. (V'. anche
et pmecipue in Mutinensium monti- far le bletiche).
bus usitati. M3 (A.I. 30, 897). (bleticare, v. far le bletiche). (87) Locuzione (che dovrebbe significare grande abbondanza e variet di cibi ,
bisiare, seu bissiare, pro pllflgere, (bletiche, v. far le bletiche). N.") tmscritta due volte dal c.:, a C. llr preceduta da un l'ha, privo di senso, e che
quum de apibus, scorpionibus, vespis (blett, v. dars al blett). deriva solo dalla cattiva trascrizione di due schede, poi contigue in c. 12r (o da un esem-
agitur. (Mutinenses et Mediolanenses) blisgare, sblisgare. M2; blisgar, plare comune), dove, due righe .sotto boa ecc., c' i' h a fatt un gran bguj.
dicunt etiam bissa pro biscia. M3 ficar bel bel, glisser, sdrucciolare, (ss) La seconda parola latina leggibile con qualche sicurezza solo per -iola. Queste

(A.I. 33; 1158).<84) (V'. anche bsiar; strisciare, serpere. C; blisgher, per numerose attestazioni modenesi, se non mettono in dubbio l'affermazione di Miglio-
bsll; bsios). . scivolare. L. rini (ripresa dal D.E.L.!., S. bo.da) secondo cui il gioco delle bocce partito' da Ro-
bislacco, debole, forse da slacb irigl. [boba, pantano liquido]. G2; b., ma , testimoniano tuttavia di una precoce diffusione del termine (attestato a Roma
lento, negligente, freddo.M2.(B5) fango. li frane. ha houe. Ma. tra la fine del '600 e il '700). Cfr. anche bu.dar.
(s.) Ms. gollozzole, corretto di su Cr., gallozza e gal/ozzola.

('0) Due traduzioni diverse in due schede distinte ma con lo stesso esponente dia-
lettale e presenti nella' stessa pagina. C.. cass anche un bles scritto per errore prima di
(Sl) Scritto una prima volta dopo turatolo, poi cassato e messo al suo posto.
bols bulslno ecc.
(82) Due schede da Ant. che spiega Etoffe grossire, faite de laine, dont s~ ve-
(91) Ripeter perch tal nome, noI so dire nelle Diss. italiane, II, p. 188. Si tratta
tent les pauvres gens. V. qui sotto bisello, e pi oltre tavolino. di voce longobarda, che in italiano ebbe significati diversi da quello attestato per il mo-
(83) Rispettivamente da Ant. e N. Malm. IV 7. denese, ma che nella variante bon&nello / pon.inello (v. qui oltre, s. bulzon) valse ferro
(S4) L'etimo muro del verbo, ripreso dalla mano ottocentesca X (v. seconda appen- bucato dall'un de' lati, messo sul manico del chiavistello, o affisso in che che si sia,
dice), sostanzialmente condiviso da Ga. 187 besir (e cfr. R.E.W. 1057; Glossario al per ricevere la stanghetta de' serrami (Cr., cui si ispir C.).
milanese di Bonvesin, p. 49) il germ. biu morso , beissen mordere, pungere . Bisda (92) Borda strega, fantasma in N.
invece dal lat. bestia. (.a) Diminutivo di borro, fossa, su cui v. A.!. 33, 1176, e qui s. blldr~one. TI presente
(85) Di origine oscura, probo espressiva sec. il D.E.L.!., che pure discute varie
passo estratto da burlare (donde anche sburlare, e la citazione incidentale di attrappo-
etimologie. lar); secondo M. il ludus bure!lae in uso Mutinensium pueris, sed et Regiensiuin
(s.) Etim. molto discussa secondo il D.E.L.I. et Parmensium aliorumque populorum adolescentibus .

114 ......., 115 .......,


borsa brisa

solarli jocique causa interposito qua- mihl creditur per diminutivum. Hoc brazzadella, bracciatello. C; b., quis recentiorem originem mihi osten-
rundam passuum spatio, manibus im- est e butti.! buttia, buttiola et bllttula, da bretzel ted. ciambella. M2. dato Arabum lingua habet baracon,
mittere et jactare solent nuces nucle- boccia, bozza, b. Ma (A.I. 33, 1162). (brecc, V. ustinars; bricco). sign#icans arietem, sed vocabulum hoc
osque. pomorum persicorum. Ma (A.I. bracc da ferma, can da fermo. C. bregIa, per andar in niente. L. (102) vix in b. evasisse potuerit. Ma (A.l.
33, 1175. V. anche burella). bragh, per calzoni. L; <brag, V. brend, malinconico, che principia 33, 1167; brecc, v. ustinars). (105)
borsa dicujon, coglia. C. sulein; brache, V. calze). o vicino ad ammalarsi. G2.(103) bricolla, ripercuotimento. G2.
da bosch e da rivera.(94) C. braganoss, fare il gradasso. G2; b., (brends, V. far di b.). brii, cio vinchi; [brij, giunchi o
bosma, mistura di semola ed unto barbassori, valvassori, ser saccenti. bresca, favo di mele. G2; b. di bacchettine con le quali si fanno le
pe' tessitori; dicesi anche del vizio C'<9B) <V. anche far al b.). mele. MI; b., per legno sbusato. gabbie].Z; i brij d'una gabbia, gr-
contro natura. G2; bozzima, Mutin. b. una bragona, ptegula, salamistra, L. tole. C'(106)
M3 (A.I., 33, 1094); b., bzzima.(95) saccente, affannona, fa le minestre, fac 1,Jretta, lat. pi/eus, 7ti:o; il cappello brillar, pistar, brillare. C.
C. totum, tapanta di Petron., Td: 7t&V't"Gt. lat. petasus 7tTomo, dalla testa Gt7t (brina). Mutinenses autem non so-
<botero, v. butiro). C. (99) TOti 7te:-rii.crBOCL. C. (104) lum curo reliquis Italis pruilzam appel-
d' bott, di botto, subito, immanti- (brama, v. veuja). (breu, V. andar; lamintars). lant b., sed etiam pminam vehemen-
nente. C. <branch, V. furcon; furzeina). (bria). A Germanis aut a Gallis tetri, i. arborum ramis spectabilem, et
<bott, v. fiota). una branquIada, rnanta. C. . Lombardi, ac praecipue Mutinenses, ac- congelatam dicunt galaverna. Ma
(bott, v .. sfundij; tarso; zergg; <bras, V. cascar; saltar). cepere suum b. pro brida, quod Tusci, (A.I. 33, 1092).
botta, v. cergg da botta; dnanz; . braser, cassolette, bragiere.(100) C. pro more nostrum lA immutantes in brisa, per niente,CI07) L; b., brlcia,
mettr a man; vein). braseula, grillade, braciuola, carbo- GLIA, dixere briglia. MB (A.I. 33, briciolo, briciola, minfuzolo; an n'ho
bozz, cestello; dicesi anche del nata. C. 1168). gnanc una b., n lisca, n calia. (108)
sembiante torvo. G2.(96) (V. anche (brasuleint, v. sporc). bricco, Mutllensibus aliisq1;le Lom- C; Mutinenses et nonnulli Italiae po-
aver al boz). brav, sicari, mangiaferro, sgherro. bardiae populis in familiari usu est ad puti le brise delpane appellant fragmenta
bozza, bccia397) C. C. significandum arietem, Tuscis mon- seu micas panis, quas Germani di-
(bozzola). Mutinenses appellant b. un bravazz, un tajacanton, spara- tone ... Unde vero nos b. acceperimus . cunt Brosen... Bricia vero Italicuro,
vas vitreum, cuius venter tumescit. pane. C'(101)
quis novit? Non certe e Latino buricus, idest mica, aeque mihl certum est de-;
Boccia apud Tuscos idem significato (braz, V. adurmintars; brazz, V. significante equum pusillum. Num a bi- scendere e Gallico bris, unde efforma~
Utrumque nomen e buttis descendisse instcar; mott ecc.). comis, corrupte pronuntiato?... E lin- tum briser, frangere; et debris, res frac-
guis quae ante Latinam heic usurpatae ta. MB (A.I. 33, H 66'(109) V. anche
sunt fortassis ad nos usque vecit, nisi andar; cic; stajuzzar).
(o.) Cio atto a qualunque cosa: scaltrito, esperto, da tutta botta)l (Cr.-, bosco,
, Esser da ecc.).
(o.) Cio (Cr.) Pasta di stacciatura, o di cruschello, d'untume, e d'acqua, colla I (1") ~ bragIa, scheggia di legno da bruciare; ander in brghel, andare in mille pezzi.
quale si frega la tela lina in telaio per rammorbidarla)l. I lessici italiani non hanno in- (103)N. *brtind.
vece traccia del secondo significato indicato da G. .
(10') Cliiara retroversione da Cr.', berretta e cappello (quest'ultima voce non tra-
(90) Cfr. N. bo??, cesto, canestro.
dotta in dialetto). .
(07) Cfr. Cr.-", boccia gemma , Vaso da stillare, o da conservar liquori, o
(105) Per briccolbrek in questo senso l'etimo tuttora sconosciuto: da un nome
da altri simili usi (e questo sar il sigoificato valido per il modenese: cfr. N. *bozzla, proprio, si chiede il G.D.L.l., b.?
boccetta, bottiglia; Me., fiasco [e qui la voce che segue], Bolla di rogna ).
(106) La giunta di Z forse cassata perch scritta per errore sotto la lettera A (c. 37r).
(o.) La -ss dei due testimoni contraddice la grafia di N. bragano~, interpretato lette-
Brii vinchi (qui dato ancora a Z) potrebbe essere di mano diversa. Grltola; secondo
ralmente come spaccanoci . C. ha due schede, la prima originata da N. Malm. VI 24,. la Cr., ciascuno di quei vimini, di che san composte le gabbie degli uccelli (v. anch~,
la seconda senza chiosa toscana (v. anche far al b., e nota).
qui oltre, fil e travers); N. rende brii con brillo o vtrice bianco, usato per canestrI,
(99) Da N. Ma/m. m 54: Crispi attinge alla prinla nota, di Minucci, e riassume grtole di gabbia ecc. . Sec; F., A.G.I. In 42-46, comune l'origine di questa voce e
la seconda, di Biscioni. di ber/eda visto sopra. .
(100) C~l senso, almeno secondo la fonte, di braciere, sul quale si fa bruciare (107) Scritto due volte nella stessa c. 66r, indi cassato; riscritto una terza volta a 66v,
qualche odore (mentre il comune braciere reso dall'Ant. con brasier). con traduzione non decifrabile.
(101) Da N. Malm. IX 9 cosi diciamo per derisione a un bravazzone: e qui [Spa
(10') Cfr. Cr., lisca, , e soprattutto calia, col proverbio riportato dal C. e tradotto
rapane] torna bene, perch questi soldati mangiavano gran quantit di pane . Taglia- niente niente. Cfr. pi oltre brustlein.
cantoni sono chiamati dal Muratori i soldati stranieri che infestano Ferrara, in una let- (1") Cfr. Ga. 201-202, e D.E.L.!. 166 che propende, con dubbi, per un'origine
tera allo Scalabrini del.9-IX-32 (cfr. Letteratura ferrarese e /ingzta ' estense' ecc., cit.,
celtico-latina di briciola. Per comodit abbiamo invertito due passi di A.l., peraltro
n. 29 a p. 14): e cosi C. traduce sbrlljJaris e spaccon (v.).
riportati sotto lo stesso lemma breccia.

,....., 116 '" 117 '"


brisla bilbla

una brisla, minuzzolo, briciolo, sibus b., nihil aliud fuit nisi locus fra i dent, ,dire l'orazione della ber- bruscata, forte rimprovero. L.
tritolo. C. clausus, arboribus consitus, aut ad tuccia; b. murmurand e insOzzi, dir (brusor, v. urinar).
brislameuj, mazzamurro; (110) brl- feras continendas, aut ad arbores po- dal mal, dir la messa bassa, dir della brustlein, cal1a.(119) C.
slameuri. C. miferas. (A.I. 33, 1110). Apud Muti- violina, dire l'orazione della bertuc- (brutt, v. rstar; bruttessm, v. omm
d' brocc, di brocco, subito; d'broch, nenses b. est locus arboribus pomiferis cia. C'(117) (V. anche barbutar). bruttessm).
ciapargh d' (111) broch, frapper au but, consitus et muro aut sepe circum- brunzol, tubercolo della rogna, vi- brvar, incominciare a cuocere, o
coglier nel bersaglio. G. (V. anche septus. (A.I. 21, 150). M3. cino a suppurarsi. G2. dare una prima bollita a qualche cosa.
brocco). (bronzino, v. abbronzito; tosto). brusa, essr in b., si dice della mo- G2.(120)
brocca da acqua, brocca, lat. f?y- brufl, sbrufl ch' vmen int al neta con cui si gioca su uno selciato brventar, il ted. ha briihen, scottare.
dria, 1Cp6xoo, perch ~p6xoc; vaso da mustazz, cosso. (114) C. di pietre o mattoni, quando la moneta M2.
vino; b. da adacquar, annaffiatojo, (brugn, v. gomma). tocca o sopra alla commissura di due bscazza; bisca. C.
annaffiare, inaffiare. c. (112) brugnoccola. MI; brugnocla,per pietre. G2. Essere in ardore e cupidigia bsiar, pungere, ed tolto dal pun-
(brocca II, v. brocco; stropa; broc- contusione nella testa. L; brugno- di qualche cosa. M2~ , gere delle vespe. G2; Beissen ted. piz-
che, v. brocco). ' qla, ennaggione che si fa nella testa (brusada, v. ora). zicare, mordere, indi biscia. M2; b.
(brocchette). Nos :Mutinenses per qualch'urto in cosa dilra., G2; bru- (brusaglia). Mutinensibus la b. gl' uregg, siv:lar gl' uregg, cornare
adhuc retinemus nomen b., ut desi- gnoqula, bernccolo; bitrzolo; cor- appellatur quidquid ex arboribus et gli orecchii. C. (V. anche bisiare).
gnemus minutos et exiguosclavos fer- netto. C.(115) (V. anche infiason). nemoribus deciditur ad' comburen- bsii, pungolo. G2. '
reos. Ma (A.I. 33, 1228. V. anche brunir l'induradura, dar di zanna, dum, voce deducta e brusare. Quare vo- bsios, pungente. G2.
burcai; burchett). ' di sanna, zannare, azzannare. C. (116) cem hanc a Lombardis mutuati vi- (bslonga, v. teggia).
(brocco). Neque heic omittendum brundameint, grogne, rampogna, dennir Galli. Ma (A.I. 33, 1091); bsnam buvein" bestiame bocci-
ex ipso Germanico brechen, frangere, rimbrotto, brontolare, etc. C. brusaja, bruciaglia. C. no.(121) c.
enatum videri Itlicum b. Mutinae di- bruridar, ragoter, brontolare;, b. al brusar, abbrusdir, scar, M/er, bru- (bstrniar, v. bruntlar; biastmar).
cimus un b. d'albero et 1liia brocca pro corp, gorgogliare; b. tra i dent, mar- ciare, seccare, abbrustolare; b., da b., bstregla, bestia trista. G2.
fragmento rami ... A brechen deduxe- moner, marmoter, borbottare, barbot- mordicare; e quando non eccessivo, (bton, v. anma).
runt et ipsi Germani Brock et brocken, tare; b., barbutar, brontolare, bofon- frizzare.(118) C. (V. anche carta; sguaz- la bua, la bubu, bua. C.
fragmentum alicuius rei. (A.I. 33, chiare, forse da ~pov't"ii.v, che vuoI"" dir zaron; star al feug). buareina; al fa una gran b; G.(122)
1166).<113) Appellamus etiam brocchi tonare: e quindi i tre Ciclopi di Virg. brusc, uomo che fa il bravo, dal fr. buazza, sterco di bue. G2.
et brocche ramos ,arborum et virgul- Brontesque, Steropesque, et nudus mem- brusquer, o pure per metaf(ora) dal bubla, usel; e cresta, hupe, upupa,
torum. (A.I. 33, 1091). Ma (V. brocci bra Pyraemon; il primo tolto dal tuono, nostro brusco. M2. cresta. C.(128)
sbroccare). il secondo dal folgore, il terzo dal fuoco;
(brollo). Bro/ium, nunc Mutinen- b., dir mal, murmurar e bstmiar
(111) Sei schede distinte; le ultime tre derivano rispettivamente da N. Malm. VII 16
(Minucci, secondo cui per Pyraemon deriva dall'ancudine e dal fuoco ), IX 54 e
(110) Cio tritutne, e rottame di biscotto >l (Gr.). Sembra pi corretta la grnfia IV 69., Si emenda il (3p6v't"00I del ms. e della fonte.,
ch~ segue (odierno brislamorri), cui per C. non aggiunse'la glossa. V. oltre sbrisla- (118) Questo secondo lemma tal quale da Gr.", mordicare, . Colla voce dialettale
1116ml. C. intende il bruciore >l per piccole ferite (es. morsi di zanzare): cfr., sotto, fett ecc.
(111) Ms. de. Nasce probabilmente dal I voI. di AD.t., brocco: Dar mI b. cor nel (119) Cfr. n. 109 e brisa.
in.
mezzo ?el .bersaglio: c.io. quello stecco col qu~le' confitto il s~gno. Prapper au bui . (120) Cfr. B. brovar, berviir, sbervinliir (p. 45: e a p. 13 ritiene germaniche le voci,
Brocco m lt. valse orlgmarlamente stecco, spmo >l, poi punta metallica. V. qui come il M.nellemma seguente, che una giunta scritta di sguito al brvar ms. di G.
sotto brocchette, brocco.
- letto male bruar da B. -). Il G. pi oltre sched l'affine sbrvinlar.
(112) Abbreviato da N. Malm. m 61.
(121) Gr.", {( aggiunto, che comprende la spezie di tutti questi animali, come bue,
(118) Ga. (202) appoggia, senza citarlz, l'opinione del M.; nia l'etimo (D.E.L.I.) vacca, vitello e simili >l.
dovrebbe essere il latino brocc(h)us sporgente >l.
(122) Due schede senza glossa. In it. bo(v)arina la cutrettola >l o ballerina gialla ;
'(114) {{ Piccolo enfiatello o., e viene comunemente nel viso (Gr.).
la stella boara settentrionalismo (romagn. stela buartna) per Venere, la stella dei pastori.
(116) Tre schede di C. (10v {( bernccolo >l, 11v bitrzolo, bernoccolo >l, 11v cor- Ma queste due spiegazioni non si attagliano alla locuzione cito dal c., che forse andr
netto, bernccolo >l). ricondotta a Me. Mara borea, aquilone, tramontana. Vento che soffia da settentrione >l
,(116) Cfr. N. Malm. II 64 Coloro che indorano i legnafl ... per brunire O dare (cfr. ven. o triest. e it. bora); cio soffia una gran tr2montana >l.
ti ~ustro ~' ~oro. lavor.i, si s.erv<;>no de' denti pi lunghi '.' di cane, di lupo, o d'altro (123) Il c., vedendo che il fr. hupe vuoI dire sia upupa >l sia {{ cresta >l, maldestra-
arumale slnule; 1 quah denti chiamano Zanne o Sanne ... E tallavor2re dicono Zannare mente dialettizza entrambe le traduzioni italiane, scordandosi per di portare cresta al
Azzannare, o Dar di zanna. ' suo luogo alfabetico.

,....., 119 ,.....,


bubla burgh

bubla, bubbola, menzogna, favola, (budrione). Mutinensium dialec- b., al p ti n z e p i dal b.; buj, v. burazna, borragine, bonana. C.
spezie di fungo; (124) bubl, bubbole, tum audi. Nobis appellatur b. quae- bolI). burazz, grossa tovaglia per nettare
racconti spropositati e non veri. C; cumque vorago, cavitas, seu fovea bullin e bullinar: da bariti (133) i piattelli o anche per asciugar le mani.
bubla, cosa da nulla. C2; b., cosa di profunda tam in planitie quam in mon- fr.. M2. C2. Dal lat. barbo M2.(13?)
niun momento. L'ingl. chiama bubble tibus, immo et inter ipsas domos. Et bullo, idem quod .rmargiauo et .rgher- burbur, allarme, improvvisata. C2.
bagatella, cosa da niente, e le bozze che nullus dubito quin idem sit atque Tu- ro, thraso, satelles. Lombardica vox est. (V. anche vgnir un b.).
si sollevano sull'acqua. La Crusca dice scorum burrone, quam vocem pptuis- Ma (A.I. 33, 1174). burcai, ago d'avorio o d'argento o
bubbola menzogna. Doveva dire cosa da sent illi accuratius definire. Atqui Mu- bulzon, boncinello. C2; b., bonci~ d'altra materia, con cui le donne ac-
niente. Forse bulla latino. M2; b., tinenses b. procul dubio a Graecis nello. C. (V. anChe bolzone; gonz). conciano i capelli della testa. C2. (V.
per colera. L. accepere, apud quos ~6.&pLOV significat bur, bujo. M2. (V. anche buro). anche brocchette; burchett).
bublon, bubbolone, che dice favole, foveam, .rcrobem, cavita/em. M3 (A.I. 33, buraccia, la b., borraccia; barletta; burchett, quel legnetto con cui si
menzogne. C. . 1176).1129) b. da vein, barlotto. C; (134) burac- tura il foro della canella della botte.
(bubu, v. bua). (buff, v. tirare un b.). chia, vaso da vino di vimini e di corda C2. (V. anche battr; brocchette).
(bucai, v. vas). buffett, buffetto. C. di cui si servono nelle cerche i frati burdell, per strepito o disordin.e.
bucareula, barbuquet, bolla, cos- btUfon, giullre, giullro. C. rilendic:nti. C2. (V. anche borracchia). L; (bui:del, V. armor).
SO.(125) C. (buffunzeI, v. musccien). buraccia, gourde, epece de calebaue, burdigar, burdigon.(138) C2; bur-
bucc, cio tozzi della bavella. M2.(126) (bugada, v. vas da b.). zucca secca e vuota. C.(135) digar, frugar, ruspigar, rugar, fru-
bucciar una balla al truc, truccare, bugadar, lavandar, curandajoJ130) burat da buratar la fareina, frul- gare, frugacchiare. C.
trucciare.<12?) C. C. lone; buratt , buratello, mdia; abbu- (burdigon, V. prc.).
una buchetta pr dar l'acqua, ca- buja, lite, confusione, M3; buia, rattare; b., bluteau, ou blutoir, frullone. C. burdnal, una grossa trave. C2. (V.
teratta. C. confusio et motus rixantium aut pu- buratar la fareina, bluter, abburat- anche bordonale).
i bud da far el cord da sunar, gnantium. M3 (A.I. 33, 1213). tare, cernere. C. (V. anche burat). bure11a. M2. (139) (V..anche borre11a).
minugio, budello. C. d' sett cott una bui da, hup, buratein ch' s' fan ballar a mano burgh, burgot. Z; burga, bur-
budell, intestein, etc., entraille.r, vi- abile, scaltro. C. (131) fraccurradi. (136) C. . gotto M2.(140)
scere, intestini. C. bujr in pgnatta, bollire in pentola;
budenfi, gonfio, corpolente. C3; b. a volta rotta, bollire a ricorsojo,
b., per gonfio. L. a scroscio. (133) C. (V. anche c m i il - (133) Cio bulino Il (mod. odierno bulin, bulino e pallino, cio bollino , palla
budlon. (128) L. zar ab., al maggior c o l m . dal .cui accostare).
(134) Quattro schede distinte ma con esponente uguale (salvo l'articolo della se-
conda, e la specificazione dell'ultima): due sono chiosate solo borraccia , la terza
(12') Sono i vari paragrafi della voce bubbola di Crusca (v. sotto il commento del M.):
solo barletta , l'ultinla badotta ll.
ma non detto che tutti i significati del termine italiano si attaglino alla voce dialettale.
(m) Dagli stessi esponenti francesi C. ricava anche zucca (v. oltre, e nota).
(12') Cfr. Ant. Ecorchure, ou petite galle sur le bord des lvres.
(136) N. Malm . X 34, fantaccino, blllattino; V. indietro bambozz.
(128) Cui B. accosta il tardo lat. bucium e l'odierno btiZZ canestro. L scheda
(137) Etimologia convalidata da Ga. (210-211: F. non contesta): ritenuto quindi
(o almeno la glossa) potrebbe essere di mano Z. .
che burra o bura veniva denominata la borra cosi della lana, come della canapa, pare
(127) Levar colla sua la palla dell'avversario dal luogo, dove era (Cr. 4 ). Cfr.
potersi dedurre ... che burella dicevasi il panno lana grossiero e fosco, e burazio o bu-
anche boc(c)ia; e per un'ampia rassegna A.l. 33, 1325, trucco. raZZO la tela canepina di stoppe od il canovaccio ecc. (da bura lat. parI. deriva
(128) N. budlun, grossa budella; crocchia voluminosa; uomo grasso di colorito anche, sec. il D.E.L.I., buratto).
malsano. . .
(138) Seguono alcune parole cancellate e pressoch illeggibili: l'ultinla pare Burdo
(129) La voce ha dato origine al toponinlO Budrione presso Carpi (F. VIOLI, Saggio (<< bordone ).
di un dizionario toponomastico della pianura modenese, Modena 1946, p. 1 s.v.) e ad altri (13') Sec. N. equivale a bu~a in un gioco con le palline (v. bucina); IDa per i tempi
nomi locali dell'Italia padana: cfr. D. OLIVIERI, Dizionario di topOn01Jlastica lombarda, del M. pi verosimile un riscontro col ludu.r burellae di A.l. gi richiamato S. borrella,
Milano 19612, p. 115 S.V. Budrio.
se non con la burrella stessa in senso proprio (<< fossa ll, A.l. 33, 1174) o traslato (<< ca-
(130) Colui, che cura i panni (Cr.). vit oculare , cfr. qui oltre s. sburlar).
(131) N., ta, l' ed set . e onna buida, un furfante di tre cotte abbondanti (letteral- (140) N. bOrga, gabbione, burga per argini, ripari e dighe nei fiumi: bOrgb, covo,
mente, aggiungeremmo bollito, distillato con sette cotture, bolliture). Per altra cestino per covare; monto alveare; burgun, mont., capace cesto di verghe di salice
traduzione dallo stesso agg. francese V. al sa al so cont ecc. . intrecciate per trasportare fieno. F. VIOLI, Lingua folclore e storia .. cit., 42-44, ha:
(132) Cio al massimo (cfr. Cr.', bollire, VIII). La -1- di bujr (cfr. anche prin- borga anche una cesta di vimini per prendere pesci (Mirandola); bf}reg, breg cesto
zePi ecc.) . indicher forse ilpassaggio di ; a semiconsonante, e dunque l'accentazione a forma di cono per far covare i colombi; bureg da ev alveare a Zocca; burg~t mu-
btfjr con metaplasmo di coniugazione (N. bOi;er). . seruola per bovini a Gargallo di Carpi (etimo proposto, gallo-romano *burdicuo).

,....., 120 ,....., ,...., 121 ,....,


burgot buzott

<burgot, burgott, v. burgh, burga). burrida, andar d' b. L.(144) busigatt, luogo angusto e improprio <butazzad, V. masnar a b.).
burir, per assaltare, si dice de' burri don. L. (145) e mal in ordine. G2; busigatt, bugi- butghetta, banchett, lau, banco,
cani. Z. (V. anche acciapar). al bus d'un'aguccia, cruna; un b. gattolo. M3 (A.I. 33, 1095). botteghetta. C.
burla, giarda, beffa, burla, natta, da beig, bugno, arnia; al b. ch' s' businameint int egl' uregg, bu- (butiro). Burro ... Nos Lombardi di-
cilecca; b. ch' scotta, ch' leva al fa int una seva pr intrar int i camp, cinamento. C. cimus b., et butero et botero. M3
peil, plaisanterie, billra; b. sonora, callja; b. dal nas, nare, nari; al b. businar, interno romoreggiar <A.I. 33, 1175).
una giostra, bischenca, billra. C.(141) pr dov s' va in c1umbara o in altr d'orecchi; e anche parlar secreto nel- butlir. G2. Forse dallat. pullare. M2.
(V. anche far finta ecc.; vler). leug, cateratta. C. (V. anche far com l'orecchio. G2; b., bucinare. C; bu- Mutinensibus butlire dicitur quod La-
burlar, sbuffundzar, baloler, se jouer la beiga al b.; furar; stumpar). Ani- sinare. MI; bucinare, clam et cauteru- tinis est pullare.(149) M3 <A.I. 33, 1160)..
de quelqtl'un, burlare, beffare; b. un, madvertendum quippe est in Lom- mores spargere ... pro qua Mutinenses butriga, pancia elevata. G2.
minggiunarl, uccellare. C. (V. anche bardia nostra dialecto pronuntiari U1Ja dicunt b. (A.I. 33, 1171). Sarebbe dun- butrigon, uno che ha un gran ven-
fars beff). busa, un buso, un legno bus o ... Fare que da vedere se mai il modenese b. po- tre. G2; b., per panciutb. L; b.(150)
burlengh, specie di torta ordinariis- una busa ad alcuno fortasse dictum tesse essere nato da busino, cio buco pic- C.
sima e da villano. G2. fuerit pro alicui fraudem facere. Et colo, quasich chi parla in segreto parli butrigott, paffuto, grassotto, cat-
burletta, farsa. C. inde postea invaluerit bus o pro Ioeo come per un buco angusto ... O pure se nacciutto. C.
burlingozz, specie di torta plCClO- vacuo. Ma <A.l. 33, 1173). da vocina, o bocchina si fosse mai formato <buttacciu,v. buttazzu; mustazz).
la ordinariissima. G2; b., scarpazzon, bus anca, buganza. M3 <A.I. 33, tal verbo; perch chi parla all' orecchio buttarga, buttarga, (151) Yllovaja di
migliccio, migliaccire. C. (V. an- 1095); busanc, per petignoni di pie- altrui si serve di una tenue e sottil pesce seccata al fumo. C.
che berlingozz).(142) di. L; bus anch, zladure, engelure, voce, o parla colla bocca stretta ... Chi buttazzu, bozzacchiuto. (152) C. <V.
burnis, ceneri calde. G2. Dal ted. pedignone; busang, engefure, mal aux pi ne sa ne dica. <A.I., ediz. 1751, anche mustazz).
e ingl. M2. Neque mihi praetermit- lalons, pedignone. C. (V. anche medg). II, 198).M3; (146) un businar d' <buttega, V. affittar; butteiga, v.
tendae sunt . Mutinensium burnise, busca, [frustulus paleae aut ligni], zeint, moscaio, chiucchiurlja. C. (147) srar; butteig, V. andar; zigalar).
qua voce indicant exiguas prunas igni- festuca. MI; b., festuca. G2; b., fu- buslott da unguent, da striarij, di (153) buttein, brodequin, borzac-
tas. Ab ipsis prunis in diminutivutn scello, fuscellino. In tosc. .brusco e alberelli, lat. alveoli. C. (148) chino. C.
conversis prunisia, brunisia, burnisia bruscolo, e busco. M2; [Mutinensis dia- (buson, V. cuI buson). buttiar, borbottare; e dicesi de'
enatum videtur, nisi quod apud Bri- lectus b. appellat festucam. Hac in- buss e bass, n' dar n in buss n pescatori che pescando adoperano
tannos, fortassis ab Anglo-Saxonibus structi pueri gryllos venantur et ca- in bass, svariare con la testa. G2. <V. un'asta lunga nel di cui fondo evvi del
acceptum, in usu est verbum lo burn, piunt ... Ad haec sortiri aliquid per anche battr; dar). cuoio. G2.
comburere, ardere, unde multa compo- inaequales festucas idem pueri consue- <buss(a), V. dar del buss). button, urto. M2.
sita. Sed videndum an et illi a prunis verint. Num buscare inde emersit?]. M3 bussola, bussolo, bossolo. Ma <A.I. buvar, bot/vier, bifolco. C.
. traxerint. M3 <A.I. 33, 1093-1094).(143) <A.I. 33, solo nel Catalogus ms., Arch. 33, 1173). <buvein, v. bstiam).
<buro). Illud certum mihi videtur, Mur., F. XXIII f. 1, C. 14v, allo 5). b., <bust, V . andar (quol ch' n' va in buzagnar, per [... ].(154) L.
non buio, sed buro fuisse primitivam busco, bruscolo, festuca. C. <V. anche b. ecc.); stecca; strenga). buzott, rapa, e dicesi anche d'uomo
vocis huius pronuntiationem. Adhuc tirar alla b.).
Bononienses, Mutinenses aliique po- <busc, v.ragazz).
puli b. pronuntiant. Immo et ipsi la buseca d' Milan, busecchia, bu- (146) Si dovrebbe partire dal lat. bucinare (cfr. R.E. W., Far 1369; Glossario al mila-
FIorentini b. olim dixere. M3 <A.l. secchio. C. nese di Bonvesin, p: 192 S. slrabusenadha; Ga. 217-218 optava invece per voce/boce).
33, 1173. V. anche bur). busgatt, bugigttolo, bugigatto. C; (147) Cr.', moscajo, quasi chiucchiurlaja (<< rumore confuso che facciano molte
persone ).
(148) Da N. Malm. V 6 (che per parla genericamente di unguenti, e cose simili,

(141) Schede originate rispettivamente da Cr.', giarda, ; Ant., voI. I, *bilicra, plai- dal C. decodificate come stregonerie).
senter;e (sic, ma nel voI. II ha plaisanterie); Cr., giostra, ultimo . (149) Battere, bussare.

(142) Cfr. sopra bttrlengb, di cui b. alterato (diminutivo-peggiorativo). (150) Manca la glossa, ma v. anche la voce che qui segue.

(143) L'etimo greco-latino difeso da Ga. 213, mentre F. A.G.I. II 331-333 (151) Ma la Cr. scrive buI/agra, l'uovaja (Cr. 4 ovaja)) ecc.
parla di connessione e non origine, riflesso biforme di una radice indoeuropea (152) Piccolo, grossacciuolo, malfatto, sproporzionato (Cr.).
ecc., avallando in certo senso l'ipotesi finale del M. (153) Ms. d'i, a indicare nella forma il partitivo plurale (it. dei); ma la trad. it., con-
(144) L'atto di avventarsi del cane; ramanzina (N., S. burir; e cfr. anche qui ac- forme a quella di Ant. (borzachino), sing.
ciapar e burir).
(154) Glossa mancante. La stessa, mano, pi avanti, scheder un presumibilmente
(145) N. burid"n ramanzina; batticuore . affine sbt/sagner, pure senza glossa.

~ 122 "" ,....., 123 ""


buzra

o d'animale che non abbia che un sol per pipita. L; b., tareu int la lengua,
testicolo. G2. chancre. C. (157)
buzra, per bile. L. bvina, per bevina, imbuto tosc., e
buzzett da ac'qu d'udor, orican- pevera. M2; [b., strumento col quale
no. (155) C. si fa entrare nella botte il vino]. G2.
bvanda fatta d'ase;, d' me! e <V. anche bveina).
d'acqua; ossimle; b. fatta d' zucr
e d'a se;' ossizzchera. (156) C.
bveina, pevera. c." <V. anche
bvine!, strumento col quale si fa
entrare nel fiasco il vino. G2; b., per
imbuto. L; b., imbuto. C.
c
bvina). un gran bvon, gorgi6ne. (158) C.
bvida delle galline, plplta tosc. bzunzrs, imbubiars, inzavardare.
M2; b. dI galleinn, pipita. C; b., C. (159) una c senza tegg, casolre, casa cagarella, cacajuola, soccorrenza,
spalcata, casal6ne. C; un ch' ha ch scacazzare, scacazzio, scacazzamento.
c, uno che ha qui casa. G2. <V. anche C.
nn' a v e r gran giudezi; intrada; una cagaria da gnint, cacheria; (4)
massarij; srar). " una c., una minuzia, minuzia. C.
caccian, (l) montanaro. G2. <
cagaron, v. vigliac>.
cadeina dal feug, cremaillere.ca- al cagnon, erba ch' nass tra el
tena del camino. C. vid, marcorella. C.
cmeud la cadr, avnvera. C; (2) cag, (5) per che ho. L.
<cader, v. calar). <cajen cajen, v. can).
piu negr dal cadnar, piu nero caija, uom tenacissimo. G2.
dello scarafaggio, lat. scarabaeo nigrior. <
cain cain, v. far l1n lameint ecc.).
C.(3) calamar a i occh, specie di visi-
cadnazz, chiavaccio, chiavistello, " bile natural lividura che si fa sotto
lat. pessulus. C. " gli occhi sul volto di quando in quando
<caff, v. masnein). pi nelle donne che negli uomini.
cagador, cesso; destro; necessario, G2;i c. di ogg, pesche.(S) C.
agiamento. C. <V. anche assa). al calar del forz, al cader di ann,
<cagafrezza, v. aver la c.; fer- declin, decremento, decrescimento, sce-
zos). mamento, abbassamento, etc. C.
cagapuj, frutto di spino. G2. calastra, per biette da tener le
< cagar, v. cantr). botti in piombo. L; c. Ml. M2.(7)

(l) Scritto originariamente carchian, poi con l' h cassata, probabilmente da Muratori
(l'inchiostro sembra lo stesso delle giunte muratoriane calastra e comeccbia).
(2) Cfr. Cr. a vanvera, com'ella viene; e N. Malm. VIII 56, a bmbera. Cfr. N. Cd-
sch,., secal1d la casca!, e la divertente poesia del parmigiano ALFREDO ZERBINI La gossa
(in Tutte le poesii; Parma, S.T.E. 1965, pp. 232-235).
(3) Cfr. N. Malm. XI 3 nera pi d'lIn calabrone, locuz. che Biscioni corregge in ({ ... dello
(155) Picciol vasetto, e di stretta bocca, nel quale si tengon l'acque odorifere da scarafaggio. I voce. modenesi non hanno cadnarler: lo ({ scarafaggio o la catena
spruzzare (Cr.). del camino?
(l'O) Precedeva un ossim/e scritto per sbaglio e cassato. " (4) Cio, come si evince anche dalla glossa seg., ({ leziosaggine, e costume odie-

(157) Pipita per malattia nella lingua dei polli (e degli uomini: dia!' ruspa/t?). vale (Cr.).
Cfr., qui oltre, pvvida. (') Cio, secondo le convenzioni della divisione di parole italiane, c'a g'. Il ms.,
(158) Che ingorgia, e beve smoderatamente (Cr.). subito dopo p( er), in un primo tempo recava "avere. Per scheda consimile, cfr. sopra c.
(159) Da N. Malm. III 69, inzavardare impiastrare con materia morbida e viscosa, (o) Secondo la metafora di N. Ma/m. VI 54, equivalente alla glossa di G.
atta a distendere come il lardo l). (7) Cfr. N. ca/ster, sedile, sostegno per botti e tini. Concetto affine rende zocca (v.).

,....., 124 ,....., ,....., 125 ,.....,


calcagn capluda

calcagn,(8) jaret, garretto. C. (V. et Tuscis dambel/otto. M3 (A.I. 25, canap, lettuccio, xtvOCpWV.(15) C. quali si posano i grossi legnami per
anche sedrs). 406-407). (candela, v. smoccar; candeila, v. segarli; lat. cantberius.<20) C.
calcar la roba int un bavul, etc., (camein, v. mazza; camin,. v. cu- muqulon). cantilena, gbola, cbbola. C.
affaisser, abbassare, premere, stivare, missura). (candlein, v. cercar). cante da cagar int la sgetta, cn-
calcare. C. (caminar, v. camminar). . candIott d' giazz, diacciulo. C. tero, xocv8otpo; pitale, m8&pLov, albe-
(cald, v. picc; star all'ombra; (camisa, v. essr cuI e c.; orI). (canela, v. dnanz dIa botta ecc.; rello. C. (21)
calda, v. dar, dars). camisott da caruzzer, siquenille. canella, v. baston).. un cantugg, dolz, cantuccio.(22) C.
caldera, cbaudiere, calderone. C. C.(ll) canfgna, per stato d'ammirazione. (canunaela, v. dar).
caldett, castagne cotte nell'acqua. camminar, battere la calcosa; al L. (canva, v. seg.; garzeul; grame1l;
G2; c., succiole, alla romana, calde camminar in frezza ch' fa i zopp, (canna, v. cumissura; spunton; a scartazza; scavzar; tozz).
a lesso, calde arrosto; e1 c., succiole. arrancare; da anca, &yxov; (12) ca- canna, v. recch sfund; in Carl3, v. i canvuj d' canva, d' lein, etc.,
C. (V. anche sujeula). minar con di pass long, strafal- des). lisca, materia legnosa che cade dal
calezna, filiggine. C. ciare. C. el cann dIa (16) gola, gorgozzule. llilO quando si maciulla, si pettina e
calisson, colascione.(9) C. (camp, y. avanzon; bus; mettr). C. scotola. C.
la calse1a dicavj, dirizzatura. C. (campagna, v. lov; sorgh). cannvazz, canavaccio, canovaccio. (canzon, v . .mette).
(V. anche agoccia). (d!mpana; v.dar; sccioc). C.(l7) . (camunar, v. zigalar).
calzar bein una pianella, inguig- campanar, sordo. G2. cannvuj, rimasugli di canne di ca- (cap, v. gussa; capp).
giare.(lO) C; (calz, v. c1omb). (camra, v .. framezz ecc.; fudrar nape. G2. (V. anche canvuj). capana, hute, capanna; c., tguri,
(calze). Mutinensibus vero idem ecc.; travett). (canon, v. puntuar; rmor). etc., bulle, (23) capanna. C.
sunt c. et calzoni et brache. Hae voces al can ch' fa cajen cajen, guaire, (canonic, v. abit). capara, arra. C.
omnes a calcea descendunt; ... vete- il cane che fa guajo; al c. dI' urtlan, al cantar dI' eusgneul, (18) gringue- caparar una navazza etc., inca-
ribus enim calceare idem fuit ac fe- fare come ii cane dell'ortolano, canis noter, cantare, far trilli; cantar in fal- parrare, innarrare. C. (24) .
gere, induere, translata voce ab indu- in praesepi, xu<v c:v "1l cpoc:.v 71 (13) c. sett, cantar in quilio; c. ch' fa una caparon, spud, farfallone, bicco-
mentis pedum ad alias corporis par- (V. anche abajar; ligar; musarola; pgnatta o un vas d' terra carp, .10 di catarro; sputar sornacchii. C.
teso .Ma (A.I. 25, 432). sguinzaj; urlar; uzzare; ecc.). croccbiare. C.(19) (V. anche far, spudar di c.).
calzett a garandella, calze a cam- (in cana, v. des; canna, v. curnis- canteina, canova. C. (V. anche spezia d' caparozz gris e spiati,
panile. C. (V. anche dscalz; garande- sura; recch; spunton). saltar). petonde, sorta di concbiglia. C.
la; ligazz; sgarzar). (canalein, v. seg.). canter, trave picciolo che si mette i cap ch' n' han ch'una aletta
(calzoni, v. calze). canalett, canalein, vicu1 del stead, ne' tetti a sostenere i coppi. G2; c., sola, montira. C; (capel, v. ala).
(calzular, v. zest senza mandg). riggnolo. C. pietiche: sono que' cavah:tti sopra de' capluda, cosa molto lontana dal
(cambelloto). Pannus nempe e la canaletta,. i cundutt, fogna. C.
pilis aut caprarum aut camelorum con- al canaluzz, gargatta, gargozza, (15) Da Cr .., che per scrive XWTI]plOV (ma anche la fonna segnata da C. am-
fectus. Mutinensibus nunc dicitur c. gorgozzule. C'(14) missibile). N., canap sof rustico; lettiera; letto a un solo postO)l.
(16) Seguiva g/oi, espunto.

(8) Ms. ca/cagne. (17) Da Cr. (<< panno di lino )l); ma in dia!. (cfr. N.) canvaz canpule, fusto le-

(D) Strumento musicale a due corde (Cr.', da Ma/m. I 38, dove per le note gnoso :della canapa maschio privato del suo tiglio. V. sotto canvtif / cannvtif.
non spiegano la voce). I (18) Usignolo in modenese /usgno/ (v. oltre l' un cu/ d' /usgneul) o rusgn6/.

(10) Esponente di er., glossato come nel testo ialettale. I Curioso, comunque, l'ordine alfabetico scg-..to dal C., che pux scrivendo eu.rgnoul
loca la locuzione a c. 86r, sotto la lettera U. .
~ol-

(11) Grossolano adattamento di .Aut., che traduce s. con espce de sur tout ou
de casque de toile fort grossire, dont usent les cochers, les palfreniers & les laquois ... (19) Le due ultime schede sono rispettivamente da N. Ala/m. II 30 e I 10;

Sorta di sottanella di te/a l). V. sotto spu/vreina.


(lO) Batter la caleosa gergalismo di Malm. m 60; la glossa che segue da N. Ma/m.
X 20, dove pure l'erronea grafia &vxov ripresa da C. e da noi emendata (oltre tutto,
I (2.) Da N. Ma/m. VI 69, s. imPiallaccia.

(21) La glossa (con l'aggiunta di pita/e, dialettalmente buca/ein, in grafia di minori


dimensioni rispetto a cantr) tratta da N. Ma/m. X 12.
in greco esisteva solo &yxo curvatura, valle )l, mentre anca e arrancare risalgono a due (00) Cr., , biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d'uovo)l.
diverse voci germaniche).
(03) L'alternanza semplice/geminata nel C. dovuta ad Aut., che scrive buie ma
(13) TI cane nella mangiatoia)l, similitudine di Luciano ripresa in Ma/m. XII 53 huter o butJer (grafia doppia ma con indicazione di pronuncia scempia).
(con le erronee scrizioni, riprese da C., KUroV, -Dj, cp<hv1)); significa non volere, o non (24) La navaza, indicata dal C. a solo mo' d'esempio (donde l'etc.) era un recipiente
poter avere una cosa, ed impedire, che altri l'abbia l). !igneo a forma di nave per contenervi l'uva vendemmiata (N.). V. Appendice III,
(1') Cr. 3 da gargotta rinvia a gargozza dove spiega gorgozzule)l. e nota.

'" 127 "-'


capner castlein

vero o dal credibile. G2. (V. anche caranaj. C. (25) o artaj o frusqul ch' van in aria pera cotta. C. (V. anche ber; inter-
cuntar). carattella, fourgon, (26) carretta da quand i enn brus, falavesca o fa- rumpimeint; om; pel1).
capner, usel, fauvet, capinera. C. condur bagagli o munizioni. C. volesca.(31) C. (V. anche cunel; far caspo di 12oci, c. d'insalata, un bel c.
capodgh, grande. G2. (V. anche carbongg, pietra preziosa, ntra- un gesuetta; mettr sudsovra; quin- M2; un bel casp. C. Nos Muti-
errar c.; farn una capodga). ce. C. tern; c. pegvra, v. carton). nenses ... dicimus U12 caspo di J.Doma,
capoggia, capcchia. C. card, chardon, cardo, cardane. C. carton d' carta pegvra agrinzu di 12oci, etc. idest complexum, nodum
(capon, v. cassr; cappon). careZz da asn, carezzccia. (27) C. dal feug, incrojato.<32) C. pomorutJJ etc. Fo:rtassis ab antiquissimo
capp da magnar, moules, telline. (V. anche far c.). (caruzzer, v. camisott; spulvrei- Germaniae vocabulo Kaspan signifi-
C; (cap, v. gussa). cargadur, galavreinn, coliftchet, ba- na). cante ligatorium. M3 (A.I. 33, 1106.
capplada, ramanzina, intemerate; gattelle, figurine. C. (28) carzuol di canape, garzuolo i To- V. anche essr un bel casp).
ed anche si dice di cose raccolte nel (cargar, v. cuntrafar). scani. M2. (V. anche garzeul). la cassa dell beg da mel, rnia;
capello. G2. un carggiofan, carcifo. C. a cas pins, a posta fatta. (33) C. la c. dov' lig la preda dI'anel,
(cappon, v. spluc; vgnir; capon). (cariann, v. far). (V. anche andar in z ecc.). castone; incastonato, incastonare. C.
(cappuzzein, v. cunzegn). caristia, chert, carestia, penuria, casacca da suldat,(34) mandille, ca- cassabanc, cassapanca. C.
(capreina, v. litigar). diffalta. C. sacca di soldato. C. (V. anche vultar qula cassetta d' ramo d' stagn
(caprezzi, v. vgnir). arit plosa, carit pelosa, carit c.). pina d'acqua calda pr tgnirg su
capucchiada, minchloneria. G2. di Mona Candida, che biascicava agli una cascada, cascata, una capi- i p, comre.(38) C. (V. anche giottl).
capucchiaria, minchloneria. G2. ammalati i confetti. (29) C. tombola, un tomo, un mazzaculo: cassizza querta d' paja, cbaumiere,
(capucci, v. capuzz). carn fiossi, floscio; c. d' porc ar- 7tTwfL<X, cascata, capitombolare, mazza- pagliajo. (39) C.
capuccion, percossa della mano rustida, arrosticciana; la c. salada, culare; (35) cascad d'un baldachein, al cassr d'un capon, catriosso, cas-
sul capo. M2. innanz ch' la sia sutta, misalta, mi- drappellone.(36) C. (V. anche foss). sero. (40) C.
capuzz, dicesi talvolta per esclama- saltare; carn (30) frola, carne frolla, cascar in arvujon, tomber cui par (castagna, v. cavar; dsgarzar; mi-
zione; e talvolta significa i cavoli tor- cio che puzza, stantia. C. (V. anche desstts tte, cader sossopra; (37) c. a c . stocca).
ticci. G2. Sed unde cavolo seu caolo guazzetti mujam; sbruffar; zunta; fett, a capo fitto, a capo allo 'ngiu; castagnazz, castagnaccio. C. (V.
capuccio? Mutinenses eiusmodi brassi- ecc., carna, V. om). c. z a cof1tt, la tte en bas, a capo fitto; anche servir).
carum genus tantummodo appellant (carozz, v. armessa). c. all'indr, dar un arvujon, mazzi- un castagneid, marronto. C.
capucci ... Pronuntiant capuzz, quod (carp, v .. cantar). cuIare, mazziculo; c. d'in la padella castagneuli, quelli che s' sonen,
parum distat a Gallico cabus. M3 (A.l. carr, carrett da do rud, haquet, int el bras, dalla padella nelle brace, gnacar, castagnetta, ncchere. C.
33, 1088). carro, carretto da due ruote. C; (car, lat. de calcaria in carbonariam, Tertull.; castlein, zeug, giuocare alle. ca-
(capuzzeul, v. zugar a c.). v. seg.; reuda; sanza; carr, v. chver- c.cm'un pir nizz, cadere come una pannelle. (41) C.
(car (agg.), v. tgnir). tor).
,(car, carr, v. carrar, reuda; sanza; carrar, ch' fa i car, carpantiere, car-
radore. C, (31) Da Gr. 3 , che da falavesca rinvia a favolesca, ave d una glossa donde C. ricava
vgnir).
carafeina da vein, guastada; ca- (carrett, v. carr). la traduzione dialettale.
raffeina, fila, guastda. C. carta suggia, carta sugante; qula c. (32) Da N. Malm. VII 45, s. Ancrqja.

(33) Ms. patta, ma corretto di su Gr., a posta fatta a caso pensato l).

(34) Sembra pi franco-italiano che dialettale (ave suldj).


(25) Manca la glossa, e non ci dato recuperarne una attendibile: dr. pattanaj (s.
(35) Da N ..Mal.",. VII 20.
strafferi) ?
(36) S'intende che la voce dialettale pl. La fonte pu eSSere ancora N. Ma/m.
(26) Ms. furgon, corretto di su Ant. N. registra carate/, mezzo carro di vino, o vaso
piccolo in forma di botte. VI 78 come per qui adobb ecc., senza contaminazione con Gr.
(37) Non abbiamo rintracciato la locuz. in Ant. s. tomber o s. cadere: ma la fonte
(27) Carezza rusticana, e svenevole Gr. Nel ms. la glossa italiana scritta due
volte, e cassata la prima perch poco chiara. dovrebbe essere comunque quella (da dove C. ricava ad es. Cascar z a cofitt, dal val. I,
. fitto, ). Cfr. sopra arvujar, arvujott.
(28) Per N. cargadura significa solo affettazione , galavreina scacciapensieri, ca-
(38) Voce di Gr., dalla cui glossa C. trae la perifrasi dialettale.
rabattola,. La stessa voce frane. era gi stata sfruttata dal C. come equivalente di ba-
gatel (pl.), e qui varr trastullo infantile (come le figllrine). Cfr. anche c.",trafar, (,,) Che, nelle intenzioni di Ant., vale petite maison couverte de chaume .
cargar un. (40) Ossatura del cassero de' polli, o d'altri uccellami, scussa di carne (Gr.,

(2D) ... per levar loro la fatica (nota di Min. a Malm. VII 14, oh, tu sei carita- con esempio dal Morgante, catriosso di cappone).
tivo I). (41) Da N. Ma/m. III 57, ove detto equivalente al gioco delle caselle (mucchietto
(so) Ms. carne. di noci da far cadere). Sotto zeug e zugar C. elencher molti altri giochi infantili.

"-' 128 "-' "-' 129 "-'


9
castr cercar

un castr, senza testic., menno; (cavagnol, v. prec.>. stagnare; cavars e1 cresp d'int la <cavrieu. v. leugr>.
c. zovn e grass, bestia, manerino. cavagnazza, cestella grande. _ G2. panza, (53) cavar il corpo di grinze, (cavva, v. barbuzzel; cova>.
C.<42) (V. anche reida>. un cavaI a cui nud; spogliazza; (48) mangiare a crepapelle; cavars la sej, caziga, cazzica, cppita, cnchero. C.
<castron, v. mal dal c.>. un c. in filett parch'al s'purga, fre- beVI, etc., lancber, dissetare; (54) ca- <cazza, v. curtl; sguinzaj>.
. casupla, manoir, abitazione. C. (43) nella; (49) c. pz, burella. C; a c., per vars la veuja, cavare il ruzzo; cavars <cazzador, v. corn>.
cataluss, sorte d'esclamazione, per circa o verso. L. (V. anche cciara- la veuja d' qua1ch cossa, la pavana, cazzeula da murador, mstola,
non dire la sconvenevole parola che baccion; essr alt d' c.; fer; greppia; disbramare. C. <V. anche granfi; me- cazzula. C.
usano i Lombardi in favellando.(44) G2. guidaresc; purtar; querteina; rozza; squla; pavana; saver; terra; zeug>. cazzott, pugno C.
cat~pecchia, cosa inutile. G2. sacozz; scurdgadura; streggia; zen- <cavastrazz, v. stumpaj). (una cciappa d' cuI, V. ciappa d'
<catarCr), v. dssesa; spudar>. gia; zzimor>. cavazza, accavazzare. MI; cavaz- cuI>.
cataros, pimi/ellx, sarnacchioso. C. (45) i cavalett, capra; c. da tri p pr za degli alberi.(55) M2. a un caval arscald lass all'aria,
catramess, vaso di vetro in cui i mettrg su la tavla, un tavlein, etc., cavazzon, pezzi -d'albero secco. G2. al fred, al vent, a gh'vin un _mal
droghieri tengono confetti, canditi trespolo, lat. trapezapborlls. C.(50) (V. cavdein del tett, capzzolo, capi- ch' s'dis c c ia r a b a c c i o n, in-
etc., e sogliono metterli in mostra. anche rozza>. tella. C. <V. anche caudein). festuto.(60) C.
G2. cavaletta, locusta. (51) C. cavdon, capifoco. G2;, c., cbenel, <cciass, V. cridar;chiasso>.
<cattiv, v. futteggia; lassar; usta- (cavallarizza, v. bacchetta>. alare, capofuoco. C; cavdoni.(56) MI. <cclav, V. rastel; ciav, v. 19netta),
ria>. <cavaluzz, v. purtar a c.>. caveccia d' fer, gat[jon, cavicchio. C. (cciavet:a, V. om>.
<cattiveria, v. malezia>. cavar la castagna con la zampa cavedi, pesce, cavdlle. C. (57) (cciod, V. arbattr>.
cattr, specie di esclamazione. G2. d'altr, cavar il granchio dalla buca con (cavi, v. adrizzars; ber; fer; fol- <cciu,v. unIi lo>.
caudagna, cisle.(46) C.
caudein (47) del tett, cbicberon, ca-
la man d'altri; quol c. feura i pagn
d' lana in temp d'ist e mettri
I fra; malattia; sit).
caviar, caviale, lat. gamm, yocpov; ca-
(cede>. Concaedem Caesar, Tacitus et
Marcellinus appellarunt sepimentum-
pezzolo. C. (V. anche cavdin>. all'aria, sciorinare, e al battri, scarna- via!, cavzal, caviarl, caviaire. C.(58) ex arboribus concisis factum. Sepes
cautament, con riguard, a rilente, tare, battere col canIto; (52) c. al cavicc, pezzo di legno, o puntuto vero in Mutinensium -pagis quibusdam
a rilento. C. garu, cemer, snocciolare, cavare; c.
I - o no, di cui si serve a tener o a fermar - adhuc appellantur c.(61) Et in Statutis
cavagna; cestella. G2; c., cava- la sej, llancber, dissetare; vuoI anco qualcosa. G2; (59) un cavigg, cavic- Bonoruensis populi lib. VI est rubrica
gnol. M2. dire turare, perch il liquido non esca, chio, piuolo. C. De cedi! non frangendis. -M3 <A.I. 33,
-,I cavI, CbOIl, cavolo. C. (V. anche cu- 1092>.
cercar (62) con al candIein qua1ch
(t,) Interpretiamo senza i testic(oli) (nel ms., in grafia pi piccola che un 'castr)
ston).
come glossa Italiana. Menno e mannerino sono due esponenti di Cr. cavIfio!. C. cosa, cercar col fuscellino; C. inven-
(t3) La stessa voce fr. aveva suggerito anche abitazioni questa pu considerarsi -
una scheda di rinvio approntata da C. (che pe,r, per sbaglio, la colloca sotto la let-
tera B). (53) Locuzione ripetuta 3 carte sotto (15r/18v), senza spiegazione.-
(tt) Cio caZZ(o), mutato in call(o) ad esempio anche nel milanese Porta; qui sotto (5') I due lemmi (qui invertiti, per ragioni di ordine alfabetico) rinviano a un
callr e caziga. terzo (stagnar) originato dal doppio significato di estancher nell'Ant.
('5) Scheda attinta da. Ant., I voI., sarnacchioso (mentre nel II pitlliteux reso con (55) Grosso ramo che si diparte dal tronco (N. cavz); acavazr potare i rami
pituitoso ). lasciando le pi grosse biforcazioni.
(ta) Ciglione, che spartisce, o chiude i campi (Cr.). (5') . Tra v e d c' lettera cassata e illeggibile (e?); la -0- sembra corretta su O.

(41) Molto chiara la H, qui e nella voce che precede; ma C. scrive anche :avduin
I (07) Oggi cavdddei, cavdano.
I
(v. oltre). (58) Due schede distinte, la prinla da N. Malm. X 12, la seconda da Ant. (nelle
(4B) N. Ma/m. V 51, toccare una s., ({ quando il maestro fa cavare- i calzoni a uno cui edizioni 1745 e 1761 manca per caviair~).
scohre, mettendolo sopr'alle spalle d'un altro, gli d colla sferza in sul culo. V. anche, (59) Originariamente scritto cavicch (la correzione potrebbe essere di M., essendo
sotto, dar un cavai a cui nud, dor una spqjadura. identica a quella di cacc[h]ian); invece G. corresse inpuntuto, dall'interlineo, l'originario
('9) Che sarebbe propriamente il fi!ett, ({ ferro piegato, che si mette in bocca a' potuto. .
cavalli, per fare scaricare la testa (Cr.). (60) Attranlento di ne~i, con un poco d'enfiamento, che fa venire i dolori, e
(50) Le due glosse sono rispettivamente tratte da Cr. (capra, ult., dicono i mu- impedisce l'andar del cavallo (Cr., che riporta un passo di P. Crescenzio da cui C.
ratori a Que' legni confitti a guisa di trespolo con quattro gambe, sul quale fanno i ricava la perifrasi dialettale). Cfr. pi oltre giarahacchion.
ponti per fabbricare, e sinli) e N. Ma!m. VIII 18. (61) Sda, oltre che sva, la siepe a Ravarino (inchiesta M. Calzolari).
(51) Che secondo Cr. 3 -' spezie d'animaletto ~imile al grillo . (62) Nel ms. sono sovrapposte c e Z iniziali, senza che si possa stabilire quale sia
(52) Da N. Ma/m. IX 53; co! scritto in un primo ~empo per errore dopo scamatare. la definitiva (ma siamo sotto la lettera C): La prima locuzione (Ma!m. I- 68 e Cr.) vale

'" 131 '"


cerga cinfeno

zio n, ghiribizzare, fantasticare, muli- cherchnela, star in cherchnella, viris multa licentia agentium; fare del al col un, V. abranqular; ciapargh d'
nare, arzigogolare, girandolare, etc. ; moto disuguale; stare in movimento C. aeque dicunt, ac fare del bordello broch, v. broch).
c. al mal con al candlein, cercar di che sia o fuor di centro o disuguale. insieme. An ista notio usui alicui ciapp, ruban, nastro, fettuccia. e.
frignuccio; c. al mal emeud fa i G2, (V. anche star in c.). esse possit ad detegendam vocabuli C. (V. anche chiapp).
medg, cercar che che sia col fusajuolo, cherdeinza, b,tjfet, credenza. C. originem, con'siderandum nunc est. una eiappa d' cuI, chiappa; una
comprarsela a contanti. C. (cherdinzon, V. curiv; om). Mutinensis vox e Germanico K/atch, cciappa d' cuI, ntica. C.
(cerga, v. qual s i t dia testa ecc.). cherpadura, fenditura, spaccatura, significante rtlJlIOrem, loqtlacitatem vi- (ciaqqr, V. furia; ciachr, v. cun-
cergg da botta, cerceau, cerchio. e. scrpolo, screpolatura; c. granda, deri alicui possit profecta. Mihi cre- cIudr).
(V. anchezergg). crezJasse, jente, clat, crepaccio; cher- ditur enata e classict/JlI: quo nomine eiar d'euf, g!aire d'oetrj, albume,
(cernide). Hoc potissimum nomine padur int el man, gerfure,(64) gerstre; Medii Aevi scriptores Ol/mitl/ll campa- chira d'uovo. C.
(cerne) usi sunt veteres ad designan- gerser, fessura, spaccatura. e. (V. an- nartl1JI ptllsatiomm designarunt, uti mul- (ciarlar, V. zigalar).
das turmas artificum et rustico rum che pini sedI). tis exemplis ostendit' Du Cangius. (ciascun, v. zeug (<< mazzolino ).
minime adsuetas militiae, quas ubi ne- cherson, erba, crescione. e. e/asslls etiam strepitus ille appellaba- (ciav, V. 19nett).
cessitas urgebat, ad bellum ducebant. (cheur, v. banc). tur, et a Francis G/as. M3 (A.I. 33, una eiavga, fogna, chiavica; c.,
Quum ex massa tot hominum tantum- cheusr int la gradella,griller, arrostir 1183-1184; cciass, v. cridar).(66) gronda, gollt, grondaja, (69) chiavica,
modo aptiores ad arma seligerentur, sulla graticola; c. a less, lessare, lessato, chieppa, avaro, tenace. G2. fogna. C.
reliquis ineptis dimissis, propterea co- lessatura, lesso. C. (V. anche gradezz). chimera, bestia, biliorsa. C. (67) un' dc, una brisa, cica; un cich,
hortes ejusmodi ceme appellabantur, et cheuv, gerbe, covone, fascio. e. (chinea, v. andar d' c.). lisca. (70) C. (V. anche cichein).
adhuc a Mutinensibus nuncupantur c. (chi). Qui, heic, hoc in loeo ... In re (chitara, v. cord; sgar). cic, ciac, al rmor dI spad battu
M3 (A.I. 33, 1182; e v. seg.). prorsus, mihi obscura ut aliquid di- chiossa, si dice delle noci. V. clos insemm, cliquetis, strepito, strido, ru-
(cemire). E Latino cernere, inter- cam, vide an veteres di:s:isse primo fr. M2.(68) more. C.
dum adhibito pro secernere ejus deriva- potuerint hic addito I, nempe hichi, chiozza, gallina che cova l'uova. (cich, V. cic). .
tivo, prodiit cernere Tuscorum et c. quod apud Francos evasit Icy. Tum M2; una ciozza, chioccia. C. un cichein, cichino, rrucclno, poco-
Mutinensium, significans separare, se- dimisso Hi, retinuerint chi, uti adhuc (chiusa, v. purtar). lino. C.
cernere utile ab inutili, ut fit in cribranda Mu'tinenses pronuntiant; alli vero Ita- chizza, dicesi d'uom tedioso o pon- (cicisbeo, v. musccien).
farina. M3 (A.I. 33, 1182; v. anche liae populi converterint chi in qui. Ma tiglioso. G2. (ciesa, v. econm).
zzernir). (A.I. 33, 1272); (65) (ch, v. cova; (ciachr, v. cuncludr; ciaqqr, v. fu- ciHar, per zuffolare. L.
cernis, ceneri calde. G2.(63) munt). ria). cigogna, bastone nel fine 'ricur-
(cerv, v. besti; zerv). (chiama(r),v. coca; mne(i)n; zeug (ciapare). Fugientem capere ... Mihl vato. M1.
(cesa, v. econm; chies, .v. adobb). (<< pentalizare ). veri videtur sirnilius rudem populum cincivein. C. (71)
(cesare). A caedendo, sive incidendo, (chiapar, v. instrument; ciapare). breviari via efrormasse e' caPio ea- (cinq, V. zeug (<<pentalizare).
caesoriae forbices primo appellatae fue- chiapp, nastro, fetucchia. G2. (V. 'piare, et postea perturbato, ut in mul- una cinquada, draghinassa, daga,
rint. Mutinenses adhuc eas nuncupant anche ciapp). tis allis verbis, literarum ordine di- striscia, durlindana. C. (72)
le c., Ma (A.I. 33, 1182; V. anche chiasso. Mutinenses hac voce tan- risse C., qua Mutinenses adhuc utun- cinquantar, vagar qua e l. G2.(73)
z(z)isor). tummodo utuntur ad significandum turo M3 (A.I. 33, 1183; ciappar pr cinteno, arco di legno su cui si fab-
(cgnossr, V. sintir). susurrulll ac strepitum puerorum inter se
(ch, V. cova; chi). ludentium, aut mulierum lllUrlJJUr cum
(60) {( L'etim, dcla parola non stata dei tutto chiarita, scrive il D.E.L.I. a p. 230
(optando poi per c!assis); non manca chi ancor oggi propende, per *c!asst/m o c!assict/m.
cercar fastidi, da un originario cercar minuziosamente. Anche i modi seguenti (67) Da Malm. III 70, {( I Diavoli, e col Bau le Bilorse; nota {( Questi nomi ...
sono tratti da, N. Ma!m., rispettivamente IX 56, VIII 4; ma l'ultima locuzione nasce sono tutti inventati dalle Balie per ispaventare i bambini.
probabilmente da un incrocio tra N. Ma!m. I 68 e Gr"" s. cercare, , cercare i! ma!,
(6') {( Noce sana, da c!ausa (oggi cissa): cfr. B, p. 50, n. 1.
C0111e i medici, vale Cercare il pregiudizio suo a bella posta. Fusait/o!o, secondo la Gr.,
vale il lat. vertici!!um, strumento che si mette nel fuso, e non sembra adattarsi al sintagma (69) Per cui Ant. intende acqua che cade d'alto . La prima scheda sotto la let-

proposto da C. (errore, ancora per fusce!!ino?). tera G (per l'identit gi = ).


(83) Scheda doppia, ma cassata la seconda volta (sette righe sotto la prima). N. (70) Cio (lisca in Gr., ultimo ) cosa minima,quasi niente .

zernia, cinigia. (71) Piccolino o pochettino ?

(64) Ms. gercure, per fraintendimento della G di Ant. che, nel maiuscolo, vale anche (72) Cfr., Gr., s. draghinassa, glossata con le voci che seguono, ivi compresa cinqtladea,
f. V. oltre far vgnir cl sedI. presentata invece dal C. come dialettale.
('5) Ma il tutto da ecC et/m) Nc. (73) Ga. 526 star sul cinquanta, nel senso di non prender pronte risoluzioni.

"'-' 133 "'-'


ciocc consumar

bricano gli archi e le volte delle fab- ciurlet, per imhecile o insensato. chiama e s'accarezza el galleinn, ca- coiuzi, per un'ammirazione, come
briche. M2.(74) L. resse, billi billi. (82) C. caperi. (85) L.
ciocc, schiocc, suono di cose bat- ciusa, chiudenda, steccati, stecca- (co cc, v. coc). <cola (*cular), v. teggia).
tute insieme, da [clock, glocke ted. cam- nati, stecconi; c. fatta int al fium pr cocca, andare in c. delle noci. M2.(83) <colera, v. essr in c.; collera).
pana, cloche fr., glocken suonarel choc far andar l'acqua int un pr, steccaja. cocca dal fus, cocca. (84) C. coli dal fiasch, goulot 011 goulet, buc-
fr. Cos cracc dal ted. krachen, crepare. C. (V. anche purtar). (coccia da spada) Elsa aut elza. ciuolo, collo del fiasco. C; <col, v.
M2; ciocch, (vox) e sono enata. clibs, gran numero di cose. G2. Ferrum capulo ensis appositum ne anche bais; giungvl; guazzett; peli;
M3 <A.I. 33, 1172).(75) clomb caIz, patu, piccione cal- manus a contrario gladio laedatur. purtar; stort col; sunar).
<ciozza, v. chiozza). zato.(79) C. Mutinensesaliique Lombardi appel- (collera, v. colera; mustrar; colra,
cira d' Spagna, ceralacca, cera di <clumbara, v. bus). lare solent c. da spada ferrum hujus- v. andar in c.).
Spagna. C. <cmanda cmanda, v. lebr). modi. Ma (A.l. 33, 1198). al maggior colm dal buir, era-
<cira verda, v. essr alla c. verda; chmein, cumill, comino, cumino. (coch, v. coc). sciare. (86) C.
zira). C.(80) <V. anche dargh al c.). codga, ctica; _c., cudgagna dIa -(com, v. far com la beiga ecc.;
ciribuldana, ghiarabaldna.(76) C. (cmeud la cadr, v. c a d e r; testa, cuticagna, collttola. C. ehm', v. cridar).
<drusig, v. fil; zirusic,v. fasseuIa; cmeud, passim; ehm, v. cridar; cm' , (cogollo). Appellatum quoque ab comazzein, capitombolo, capitom-
zirusig, v. stuzz). v. svelt; ecc.). similitudinem fuit cucullus id, quod nunc bolare. C. (87)
<cisercia). Cicertula, quam Muti- <chmi, v. dar). dicimus cappuccio, unde Minores Cap- commovrs, effeminarsi, imbieta-
nenses c. vocant.(77) Ma <A.l. 24, cminzar a bujr, levare il bollore; puccini. Certa m vocis originem prodit lire. (88) C.
350). al c. a bujr dIa pgnatta, grillare; c. Mutinensium aliorumque populorum compagnia famigliar, cotterie, com-
cis1ar, dallo spagnuolo sinzel, sill- a dvintar fort, fortigno.(81) C. <V. dialectus. A nobis enim rete hujusmodi pagnia, collega. C. (89)
zellar, scarpello e dsellare. M2. (V. anrne mette; mster). appellatur il c., Latino cucullus omnino <comparit, v. far c.).
anche zislar). chnucc, cosa inutile. G2. respondens. Ma <A.l. 33, 1187). (compless, v. om).
(ciu). Avem non ahsimilem <a un da attaccarsg, appiccgnolo. <c6goma). An vero a Tusds usur- compra, emplette,' compra; c. d'
noctua) nos Mutinenses a sono vocis' C. (V. anche franza; garbui; lan- petur vox c. ignotum est mihi. Men- mercanzi, d'abit, emplette, compra. C.
nuncupamus c. ; equo subinde ef- ternon; mettr a creuj; munt; stum- tionem illius in Vocabulario della Cru- comprendori, per talento. L.
formatum fuisse puto ciuetta, quod de- paj; turnar; c fett, cofitt, v. ca- sca frustraquaesivi. At istam Mu- (Comunit, v. dunz).
mum evasit apud nos civetta: quasi ci- scar). tinenses aliique, ut reor, populi ser- concone, Florent. cocchiume. MI.
vetta femina fuit, c. vero mas, quum co c, diletto, mignone; l' al me vant, atque est Latinorum veterum (V. anche cuncon).
tamen diversae sint speciei. Ma <A.I. cocc; coch, a si al me coch, ponpon, cucuma, vas nempe ad aquam calefa- (condur, v. teur).
33, 1186); al fa da c., da galant, migllon, caro, prediletto, cocco. C. ciendam, praecipue barbintonsoribus consumar a poc alla volta, fare a
da zivetta con la tale etc., friquet, (78) coca, voce di cui servonsl le donne in usu. Ma (A.l. 33,1092). miccino. C.
civettone (che non ha che cbiarle). C; a chiamar le galline: dicesi per espres-
<cch" v. un li lo). sione d'affetto. G2; c. c., chiamando (82) C' un equivoco tra il senso proprio di billi billi (Ant., I voI., modo di dire
(ciuciar, v. tracanar; giucchiar). la gallina, cutra; c. c., quand s' per chiamare e accarezzare le galline) e quello traslato (ivi, Per metaf. vale Muine,
carezze e simili), solo esso tradotto earcsscs.
(83) C'entrer con eucher, procacciarsi (cocca cerca ), per cui v. anche qui sotto
(74) It. cintina. Nel ms. a legno seguiva che, cassato. mear(s)? -
(75) L'opinione esposta in A.I. sembra pi matura e vicina all'etimo oggi corrente (84)Bottoncino alle estremit del fuso e l'annodamento che vi si fa col filo
(l'onomatopeico *cloeea campana)." perch non scatti quando si gira sul fuso (Me.).
(76) Cosa di niun valore)l, Cr. (B5) Italiano o fatto passare per dialettale?

(77) It. cicerchia (lat. cicercula, dim. di eicer) o cesarella. Il nome (nella forma latina (BO) Maftn. IX 66 Levansi crosci dell'ottanta, e nota Si ride smoderatamente.
al genitivo, in dipendenza da suni et Ilota lIomina ... ) viene ricordato dal M. assieme a La voce eroscio vuoI dire quel Bollore gagliardo, che fa la pentola, padella, o pajuolo-
quello di altri prodotti della terra (v. qui marz[u]ola, rudca) nella prima pagina della pieno di liquore; e si dice crosciarc dal suono ecc. Nel ms. del C. la voce contigua
diss. XXIV (ma per errore il titolo di testa reca Dsertatio Decimaqllarta) De artibtls a 01 prinzipi ecc. (v., come pure btljr, cminzar, ecc.).
Italicortim. (87) Altra scheda del c., 4 cc. oltre, glossa solo capitombolo. Cfr. B. p. 51.
(78)-Precedeva altro fri cassato. Le parentesi sono nell'originale (segnate / f). (88) lmhietolirc in Ma/m. IX 57; ma qui probabilmente C. attinge a IV 16, Bietolon
(7.) Che ha le piume fino ai piedi. mal co/lo, e relativa nota. - -
(BO) Altra scheda dello stesso, a tre cc. di distanza, reca solo ehmein, comino)l. ('.) Riassunto da Ant., cotterie, Compagnia, compagno. C'est la meme chose que
(81) Di vino acidulo, che principia ad avere il forte)l (Cr.). Collgue)l, ma anche () D'une socit de personnes qui se voyent familirement)l.

,....., 134 ,.....,


cont cridar

al sa al so cont, l' furb, hupp, tana, chintana, XUVT&VOC;; c. d' z e pera; simja; cavva, V. barbuzzel). enata. Ma <A.I. 33, 1172. V. anche
abile, scaltro, accorto, (ed anco) dei d'l, dare una scorribandola; c. in l' ch ch'al cova. C; (98); <cuvars, dar un crecc; far crech ecc.).
primi. C. (90) z e in l senza regula, scorrazzare. V. tgnir). la crecca dal furmai, dia testa,
<contra, v. far arrabi; uzar). C.(94) <V. anche dsfiad; lansar). covelle, aliquid. Tum Tuscorum, !tc., loia, roccia, sudiciume, lordez-
<copa, v. bicher; cop, v. baston). <corrivo, v. curiv). qui et cave/le dixerunt, rum Mutinen- za.(102) C; cricca, lordura su la car-
copp, tui/e, ardoise, tegola. C.(91) <cors, v. tajar). sium atque aliorum Italicorum vox ne prima di lavarsi. G2; c., per lor-
cord da viulein, da chitara, mi- <cosa, v. durmir; urinar; sudar; est ... Nos Mutinenses dicimus Daml1Ji dura. L.
nugia. C. <V. anche curdetta; dar la cossa, v. cavarSi or; rmor; smettr; aut Dim!JJi c., idest aliquid, sive cibus <credr, V. clidar).
corda; rigar). turnar; ecc.). ad edendum, sive eleemosyna, sive in- crena, crine de' cavalli. M2.(103)
com da pustion, da cazzador, hll- un coss ch' n' sa n' d' te n d' me. strumentum, sive narratio, sive alla crepusqul, bruzzo, crepuscolo, l'ora
chet; al n' bon da un c., da gnint, C.(95) res indetrIDnata petatur. Videtur er- nella qu21e apparisce o se ne va il
n da punta n da cui, n uti ne un cost d' lattuga, d'insalata, etc., go C. Latinum quod ve/is, vel quod ve/lu giorno. C.
puti. C.(92) <V. anche. far i c.; ram). garzulo.. C; costo d'insalata, cesto di- conversum tandem in c. Idest da mihi, <cresp, V. cavars; mustazz).
comecchla,. scornecchia, siliqua. cono i Toscani. MI. <V. ll1?-che custon). seu dic mihi quod ve/is, dum aliquid di- <eressr, V. albr).
M2. Baccello, parola fiorentina signi- la costa dal curtel, cstola. C. (V. cas, desve, m;cessitati, quae me nunc <Crest, V. gabbacrest; Crist, V. san-
ficante fabartlm siliquam. I Modenesi la anche ajt). urget, consonum. Far C. Mutinensi- tifigetur) .
chiamano c., non so mai perch. Ma l' cott, imbriag, cotto; c. int bus est facere aliquid: et" barrc vocem <cresta, V. bubla).
<A.I., ediz. 1751, II, p. 170). l'iniquit, app21tonato; a gh' va ptonuntiamus, uti Gallicus homo pto- creuj, bourre/et qu'on !nel SUI" la tte,
al corp, al sangv, e s'gh' l'attacca, al c. e al crudo C.(96) <V. anche gnoc). nuntiaret qtlcvel!e, quasi quae velles. M3 cercine; al c., crcine. C. <V. anche
Corpo I ed al celon l'a:tacca. Celone la cotta ch' s' ggiappa al sol, <A.I. 33,1191-1192; V. anche qual). (99) croj; mettr).
anche quel panno che si mette nella ha/er, abbrustolare, abbronzare. C. <V. <covo), covone, I1Janipu/IIS. Mutinen- al creuvr ch' s' fa al gran in terra
tavola avanti di distendervi la tova- anche aver la gnocca; buida). sibus C. dicitur congeries manipulo- dop ch' s' semn, marreggiare.
glia etc. C.(93) <V. anche ruzl). <court, V. taiar c.). rum simul ligatorum. Num a cubus, C. (104) <V. anche imbavucar).
correr bestialmeint, furte!lsm, co- el cov dia metria, del scoffi, ben- an a cubare? M3 <A.I. 33, 1095. V. <ericch, V. crecch).
me la rovella, rovello; c. la quin- done.(97) C; <cova, V. arvujar; gru- anche cuvon).(lOO) <cricca, V. crecca).
crecc int al nas, buffi, buffetti, lat. crichent, lordo nella vita o nella
la/itra; crech, prilott jnt al nas, chi- pelle. G2.
(gO) Dallo stesso agg. fr. C. ha derivato anche d' sett cott una buida. quenaude, croquignole, buffetto. C; (101) cridar, tarucar, taroccare; c. ajut,
(91) Due schede nella stessa carta, pressoch identiche, salvo la giunta di ardoise cricc, si fa premendo l'estremit del- gridar accott'uomo; c., avrirs pr
(pure di fonte antoniniana) a una delle due. l'indice o del deto medio contro l'estre- mezz, gosi/ler, gridare, strangolarsi
(92) Per la prima voce Ant., che traduce como di cacciatore pur avvisando che mit del pollice, .lasciandolo con im- gridando; c., far dal cciass, chichitil-
serve anche al {( postillon , avverte che {( ne se dit gure; on dit cor la piace; la peto percuotere o un ..t\aso o alcun'al- lare, chichirillo; c. a alta testa, a piu
locuzione che segue (nel ms. precede, per la solita priorit della fonte italiana) tratta tra parte. G2; cricch, (vox) e sono n'un poss, gridar a testa, a cott'uomo,
da Cr., n uti n puti, non capace n di bene n di male .
(93) Corpo I (dic'ella, ed al celon l'attacca)>> Malm. V 11; secondo la nota di
(98) Ultima voce della lettera C nel ms. (da un CU7Jar non attestato nei nostri codici).
Minucci, significa entra nel cielo, ciCl bestemmia i numi celesti. Seguono le altre
precisazioni su celane panno di mensa (Min.) o da letto (Biscioni). Si emenda, su Cfr. N. cuvr, s, l' l ch' la cavva, ironie. si, l che aspetta ... , cio non c' .
questa scorta, il cel/one scritto due volte da C. (99) Oggi (un) "qtdl (qual per C.); non paga covel/e in un volgarizzamento di statuto

(g,) Le prime due locuzioni sono da N. Malm. II 36 (dove corre come la rovel/a o modenese del 1442 pubbl. da E. P. VICINI in Studi e documenti della Deputaz. di St. P.
rovel/o viene reso con corre fortissimo, cio in quantit grande), X 35 (e K. per l'Emilia e /a Romagna, Sezione di Modena, l,l, 1937, p. 15.
non parola del greco classico); le ultime due da Cr. (in particolare, dar e una scac- (100) Etimo incerto (covusJcavus?) anche per il D.E.L.!.

ciata, una scorribanda, una scorribandola, una scossa sono detti sinonimi ed equivalenti ai (101) Rispettivamente da N.Ma/m. XI 47 (emendiamo in buffetti il fuffetti ms.)
latini curriculo ambulare O cursu pergere). TI ms. crispiano reca bestialm'. e da Ant. Circa la seguente scheda gherardiana, si noti che deto per dito ricorre anche
(g.) Coso di nesstl.t1. gusto, anche in senso figurato. S. prilott.

(9') Appaltonato , in Cr., vale imbricconito, infurfantito . L'ultima locuzione (102) I sinonimi in N. Jo.,[alm. VII 45.

tra quelle scritte (provvisoriamente, quasi pro memoria, e non glossate) nell'ultima (103) N. crina.
carta (nr) del ms. Crispi. La spiega il Me., s. clt, ci va il mosto e l'acquerello; e dicesi (104) N. crOver coprire; per marreggiare (voce di Gr., la cui spiegazione for-
quando in un'impresa si perde il capitale e lo sperato guadagno . nisce a C. il materiale per la retroversione dialettale) si intende propriamente lavorare
(g,) Le code (el C011): cfr. Cr., bendane Benda, e striscia, che pende da Mitrie, un terreno con la marra, sarchiare , dunque, per il nostro caso, il coprire il grano dopo
cuffie, e simili portatu.te di testa . la semina.

~ 136......,
crisol cumissura

quanto uno ne ha nella strozza, nella si mette in capo per portar un pa- cucchiarol, castagna cotta nel gu- ciappa; corn ecc.; essr c. e camisa;
canna, nella gola; c. a gola averta, da mero. G2. (V. anche creuj). scio, che s'increspa. G2.(112) squassar; tgnir).
dspr, gridar quanto mai ne ha nella erplir'(107) M2. cucciii, ustin, imbricchios, etc., un culador, cola, calza.<1l9) C.
strozza; c. a pin n'un poss, egosiller, (105) chrssenta, focaccia che si cuoce en!eter, intestarsi, incapricciarsi, osti- culameint, cou/ement, scorrimento,
gridare, strangolarsi gridando; al c. di nella padella. G2. narsi. C. (113) colamento, corso. C.
can, chm'i enn battU, gagnolare; c. (crud, v. cott). (cucco). Volucris, quam adhuc cular inchersp ch' puttava i an-
del galleinn, schiamazzare; al c. di crodameint, strampaladameint, rll- Tusci cuculo appellant, Mutinenses c. tig, goigira, lattUghe; qual c. ch'
ragazz pr far credr d'essI battn pin dement, aspramente, rozzamente, seve- M3 (A.I. 33, 1187; v. anche cuc). ha dI volt la luna, alone. C.
d' quol ch'enn st, far marina, far ramente. C. (108) . cucon, uovo. G2. una culata, culatta.(120) C.
ii mo"nello: far marina vuoI anche dire <crudar, v. erodar). cucii, certe pallottole che si tro- (culigiat, v. abit).
finger d'aver mali, piaghe etc.; c. di crosal, dov S' gh'inerosa quattr vano nei rami della quercia. G2; un culmegna della casa. M2; la c. dIa
ranogg, gracidare. C. (V. anche ra- sttad, carrefour, crocicchio, quadrivio; c., gallozza, gallzzola; l' un c. c, comignolo. Co
gazz). un crosil, (109) quattr stradi crocicchio. pist.(1l4) C. <culon, v. dar i c.).
(erisol, grisol), crociuolo. Muti- C. cucumr, concombre, cocomero.<1l5) C. culona scannlada, canne/e, scana-
nenses c. seu g. uti et Hisparus. Chry- un bon chstian, (110) una bona pa- (cudgagna, v. codga). lata. C.
sos, aurllm significans, in hac voce sta, una pasta d'or," debonnaire, pio, cudgon, coticone.<1l6) C. culor ross fin int al pann, lucche-
sentitur. An quia .crudatur ibi aurum? mansueto, buono, bonrio. C. cudron, fine della spinaI midolla sino; c. sbiavd, slav, mavf, dilavato;
M3 <A.I. 33, 1095).<106) ctela, per una cosa. L. fra le natiche. G2; c., groppone, co- c. verd ggiar, festichlno. C.(121) (V.
<Crist, v. santifigetur; Crest, v. gab- cuc, animaI, cuculo. C. (V. anche drione,6pp07tyLov; al c., codione, co- anche macci; rigar; zal).
bacrest). cucco; vegg) . . drione. C'<1l7) <culpir, v. fdr).
crivel, valI, vallett, crib/e, crivello, <cucar, v. sgamuffir). cuiet, per racolto. L. (cultur,v. pezz).
vaglio, staccio. C. cuccai, i capelli delle donne legati <cujus, v. saver). <*cumbattr, v. battr).
crodar, cadere da per s, come frutti con fetucchia insieme su la nucca. G2. cuI buson, star in c. buson, stare cumbrequla, combriccola. C ...
e foglie dall'albero. M2; crudar, ca- cuccars, guadagnarsi, pigliarsi. G2; in ginocchio col capo chino e 'l culo cumissura, commessione, commes-
dere, ed ci che fanno nell'autunno quosta an n'la cucc, questa non la alto. G2; in c. buson, in scuflori, sura; c. dIa porta, dIa tavla, etc.,
le foglie da gli alberi, o i frutti troppo gabello; questa non da gabellare; accosciarsi; un ch' ha un gran c., commettitura; c. di travett par lassar
maturi, che si staccano da se stessi. questa da prender colle molle; non natiruto; l' un c. d' lusgneul (118) l'avertura dela canna dal camin, en-
G2; <crudar, v. frutt; infermit; ma- si pu campare; non la paro'<lll) C. C. (V. anche cavaI e dar un cavaI; chevetrure, commessura, C.
lattia; sgavuson). (V. anche sgamuffir).
eroj, invoglio rotondo di tela, che cucchiar, dar urto. G2.
I (112) Cfr. ucchiam in G.F. Ferrari; oggi guciaro(l) (B.).
(105) Ms. egozil/er, ma emendato qui perch la grafia esatta di .Ant. (rispettata da C. (113) (Con)fusione di due voci contigue di .Ant.: entest (donde le voci modenesi)
e entester (donde i verbi italiani, salvo ostinarsi che dev'essere integrazione del C.). Cfr.
nell'altro esempio analogo) esgosil/er. Come si vede, in questa serie C. sfrutta tutte
(
le risorse fraseologiche delle sue fonti: in particolare, taroccare arrabbiarsi) in
\ imhrichires N. .
N. Ma/m. VII 16;farloarma ecc. nasce da N. Ma/m. IV 8; gridar a lesta ecc. pu nascere (114) Senza glossa, e senza paralleli nei repertori dialettali. Nella ~cheda precedente
da Cr., gridare, , quanto sen'ha nella go/a, quanto se n'ha in testa; a testa, incrociato con il c., certo per errore, accent gallozzola.
Malm. ID 6 gridando quanto mai n'ha nella strozza (e nota: gridando quanto pu
i (115) Secondo Ant., concombre una pianta cucurbitacea, i cui frutti sono pi pic-
pi, e quanto pu resister la gola). Non sembra infine esatta l'equivalenza di cridar, coli che le zucche e i meloni: dovrebbe essere il cetriolo (oggi, in modenese, zedrn,
far dal cciass con chichirillare , voce che la Cr. (chicchiri/lare) traduce far baie, scher- mentre ucmbra concorre con /ingorria a designare 1' anguria o cocomera ).
zare in cicalando . Per i versi animaleschi cfr. s. curnaccio, e nota. (11') Huomo rozzo e zotico (Cr.) qui libenter codegas mangia t (Folengo,
(106) La forma modenese semplicemente pi vicina al fr. cro!eul lampada a forma cito da N.).
di croce (da croix). (117) Alla definizione pi scientifica del G. fanno riscontro le due del C., originat
(107) Secondo B., ({ fendersi , forse da crepil/are. rispettivamente da N. Ma/m. VI 69, e er. (<< l'estremit delle reni ).
(lO') Rendiamo la tachigrafia mI con mein/ per il dialetto, mI. con mente per l'italiano (uo) Senza glossa (la locuzione tra quelle ammassate n:ell'ultima C. del ros.). Il
(v. Introduzione, 12, e, nota 61). G.D.L.!. cita solo essere eu/ di lordo per nuotare nell'abbondanza .
(109) Errore del ms. per crusa/? (119) Strumento da colare il vino, fatto di tela (Cr.).
(110) Non abbiamo emendato il ros. sulla scorta di N., chestian, dal Pincetti (120) Parte deretana di molte cose (Cr. 4 ).
(T.A.M.265). (121) Rispettivamente: panno rosso di nobil tintura (Cr.); color turchino.
(111) Tutte le locuzioni in N. Ma/m. II 14, s. da pigliar con le. molle . .chiaro, azzurro sbiancato (N. Malm. XII 33); verde chiaro (Cr.) .

........ 139 ,.....,


curnad
cumpagn

un cuneI d' catta, facciula. (124) C. zein, mazzacavallo, altaleno; lat. 101- curdareuI, funjo, funajlo. C.
<cumpagn, v. seg.; mettr una man).
cunfalon, gonfalone. C. leno. C. (129) curdela, nastr, nastro, fettuccia. C.
cumpagnon, bon cumpagn, gri-
cungiudr un trattat, un negozi, cunzein da lana, ciompo. (130) C. <V. anche tsdor).
voi.r, buon compagno; bon cumpa-
. al cupett, chignon, collottola. C. curdetta, corda pzneina, cordeau,
gnon, allegr, grillard, allegro, gio- far l'impiastro. C.(125) <V. anche cun-
eludr). cupiar un dsegn trasparendl, lu- cordella. C
viale. C. <V. anche zeug (c.).
cungrion, compagnia, raunanza. G2. cidare, risportare. (131) C. curiandI, curindolo; curiands, co-
cumpanadg, companatico, compa- riandro. C. (136)
natica. C. <cunservn [*cunservar], v. vivand). <cupios, v. abundant).
cunslein, cosellino, coso. C. curiandlar, burlare. C.
cumparit, risparmio, G2. <V. anche cuprol, quel picciol cappelletto so-
cunslena, picciola cosa o bagatella. <curiands, v. curiandl).
far comparit). pra la ghianda. G2.
C. <curiosi, v. tatr).
<cumprar, v. andar; vendr). cura della, reni. G2; C., curatella.
cunspirazion, m.achinazion, COl7J- curiv, cherdinzon, brgolo; (137)
la cuna, culla, cuna. C. C.
cunar i bambein, ninnare, cullare, plot, macchinazione, cospirazione. C. curriv, corribo, corrivo, brgolo. C.
curamm, ct/ir, cuojo; cojame, da Corrivo (uti nos Lombardi pronun-
ninna, ninnerella, tentennare, fare la <cunsular, v. adulcir). cuojo; (132) c. d'or, cuojo d'oro.(133) C.
cuntar dell luchemn; cuntarn del tiamus) significat hominem qui facile
ninnerel1a. C. (V. anche artaj; far).
dop dI' ciachr e di zanzum n' grossi, caplud, sfarfallare.C.(126) <V. adcredendum currit. M3 <A.l. 33,
al curator ch' al pubblic d al 1191).
c u n c l u d r gnint, etc., dar in bu- anche donna; dscreuvr; guardar). donn, mondualdo. C. (134)
cuntradlett stretti, strangolatoi, curnaccia, animaI, cornacchia, grac-
della, far come il cane del peducciajo,
curazzina, lordura su la pelle, pri- chia; la voce che fa questo animale si
dai: in trippa, dare in cenci, etc. C. (122) scannatoi. C.
cuntrafar, cargar un, assimilare.(127) ma di lavarsi; ma di quella che pi dice gracchiare; quella della rana o ra-
<V. anche cungiudr).
cuncon, pezzetto di legno con cui c. visibile e grossa. G2.
curbtar, da cot/rbeter franz., cavallo
nocchii gracidare, come anco di certo
gridar della gallina e dell' oca; (138) c.
si ottura la botte nel buco di sopra. G2; <cuntrari, v. rastel; cuntraria, v.
c. da bott, bondon, cocchiume, turac- frutt). che va di mezzo galoppo. Si dice meta- dal becc e dai p ross, chot/cas, grac-
cuntrast, suffisticaria, nec non, foricamente di far andare a salti al- chia. (139) C. .
ciolo di legno, quasi. coperchiume;
cuno. M2. (135) <curnad, v. far all c.).
l' un c. C.(123) <V. anche concone). chicane, soffisticaria, cavillazione, di-
cuncunar, se si dice del parlare, si- sputa. C. <V. anche tacagn).
gnifica l'intoppare con la lingua e non <cunz, v. msser).
trovar le voci. Se si dice dell' atto che la cunza di placan, concia. C. (129) Spiegazioni pi ampie in N. Malm. VI 86, ivi compresa l'etimologia
si fa quando s'otturano al di sopra le cunzar qua1ch un pr el fest, dar- tolleno> altalena sostenuta anche da M. (cfr., qui oltre, dinigatta, ninn$ata).
botti, significa otturar una botte al di ghn d' sott e adoss, l'accomoder de (130) Quegli, che pettina, o scardassa la lana (Cr.; in senso traslato anche ({ huomo
sopra mettendo nel buco un pezzetto IOllies pieces.(128) C. < V. anche accum- sciatto, che per non sembra adattarsi al dialettismo schedato da C.).
di legno. G2. dars). (131) Cio copiare su mezz trasparente disegni (Cr.).
<cundott, v. tars; cundutt, v. ca- cunzegn, ingegno; c. da cavar (132) Due schede distinte: cojame ecc. da Cr:, {( cuir ecc. da Ant.
naletta). l'acqua, cmeud quol di cappuz-
(133) Pedestre adattamento da Malm. VIII 15, dove Brache d'or detto un perso-
naggio che sfoggiava {( calzoni di quojo d'oro, con gioco di parole allusivo al fante
(122) N. Malm. VI 93 discorrere assai e concluder POCo. Il peducciajo colui di danari (Biscioni); cfr. ivi VIII 16 cavalier di quojo.
che vende peducci (zampetti di animale). (134) AI pubblic soggetto, al donn compI. di termine; cfr. Cr., mondualdo, ({ tutore,

(123) C. da bott schedato tre volte dal c., rispettivamente attingendo a Cr. (<< coc-
e difenditore delle donne, dato loro dal pubblico .
chiume ), N. Malm. VII 13 (<< cocchiUme, turacciolo di legno Min.; quasi coper- (135) A salti dall'interlineo. N. rende con corvettare, andare di mezzo galoppo .
chiume Salv.), Ant. (<< cocchiume, turacciolo ). La locuzione finale si ricollegher . (136) A quei tempi designava solo l'erba omonima, i cui semi, ricoperti e inzuc-
a N. cuncun, tentennamenti, indugi (<< un indeciso ): e cfr. il cuncunar sego cherati, venivano gettati durante il carnevale (forse questa l'origine di curiandlar,
(124) Ottava parte del foglio (Cr.). burlare, cio camuffare, far apparire ci che non ); dall'Ottocento risulta l'uso di
(125) Da N. NEalm. IV 39 Fecesi l'impiastro: s'accord, si conchiuse il negozio .
sostituire questi confetti di coriandolo con pallottoline di gesso, indi dischetti di carta.
Trattat (come pi addietro Stlldat) sembra poco dialettale. (137) Presto al credere, e al muoversi (Cr.).

(12G) Cfr. rispettivamente ltlccben, I"cchina di G. e M. (e N. lucun, grosso allocco ?), (138'> Da Cr. gracchia (e cornacchia); gracchiare ({voce propria della cornacchia, e dicesi
e *capluda, fandonia (sfarfallare in Malm. VIII 29, donde Cr. 4 errare loquendo ). talor dl qualche altro uccello; gracidare, Proprio de' ranocchj, quando mandan fuori
(127) Cio formare a similitudine, far simile, contraffare (Cr.). Cfr. qui indietro
la voce. Si dice anche certo Gridare della gallina, e dell'oca. Dagli stessi lemmi
C. ricav anche cridar del galleinn e di ranogg.
cargadur.
(130) O gracchio (Pyrrhocorax graculm), il cui becco (diversamente da quanto scritto
(128) Tradotto da Ant. {( acconciare, acconciare pei di delle feste , ecc.: da qui C.

trae il dialetto. da Ant. e trascritto da C.) non rosso come i piedi, ma giallo.

"-' 140 ~ ,-..., 141 ,-...,


curnar

san chm' un curnar, sano come Eccardo editis ceroical, pulvi/lns, (Ger-
una lasca.(140) C. manice) cussin. Haec veri similior vocis
<curott, v. abit). origo videatur. M3 <A.I. 33, 1191. V.
curpett, cursett, giubba, giubbone; anche fudrar; fudrett)
curpett senza mandg, cojetto.!l41) C. custod dia mandra, mandrile, man-
<=riv, v. curiv). drino. C.
spezia d' c u r s a r d' mar, j/ihu- custon d' verz, torso; c. d' verz,
slier, corsaro. C. d' cavi, d' latuga, etc., cstola. C. D
cursett d' qui ch' s' zuln dnanz. (142) (V. anche cost).
C. <V. anche curpett). cutora, cosa che d molto dann.
curt d' vesta, al tira d' curt, ba- G2.
lusante. C. (V. anche. taiar court; (cuvars, v. tgnir; v. anche cova). <dain, v.besti). manu fori lapidem, panem ohstmtat al/era.
vesta; zimghein). (Cuvie!, v. tabarett). (dama, v. pdeinn). Plaut. Hullus amor cuiquam faciles ifa
curtegg, andar dre al prinzp, un cuvon d' furmeint,(143) javolle, un damarein ch' s' veul vant praehuit alas, 1It non alterna pressavi! ille
.codazzo; c., seguit, etc., corlege, corteo, covone, accovonare. C., <V. anche d'nubilt, madolet, damerino. C. man1l. Propert.; (6) d. campana a mar-
corteggio, seguito, accompagnamento. covo). damasc, dommasco. C. te!, stermida, a martello, rintoccare;
C. al cuvrir ch' fa i (144) cavaj, coverta- <dann, v. esst l'oca ecc.). d. una canunada ch' puzza d'a;,
curtel da cazza, coltello. C; <curte!, re, covertato. C. <V. anche ascondr). da piet, per seguitatamente. L.(1) d'vein etc., c()n al fiadar, zaffata,
v. costa; curt, v. stuzz). cvert d' magg, spiggiar, indanaja- dar l'ac,qua a un ragazz, fr. ondrJ- spruzzaglia; (7) dar un cavai a cui nud,
<curtlada, v.,tramezz). to, biliottato, tempestato, indanajare: yer; (2) d. l'amid,(3) innamidare; d. dare una spogliazza; (B) dargh al
<curtlazz, v. bancon). C.!l4S) agl'arm, dare all'arme; d. a quelli d' chmein, al lecc, ai lchett, amorcer,
(curtlein, v. rendr) una cverta imbutida, coltre; c. da bigh; (4) d. la baldona, ,d. la soja, adescare; d. chmi, commiato; d.
curzars, corrucciarsi. M2. lett, dossire, dossiro; una c. d' dar la,berta; (5) d. un bas ch' sggioca; la corda' ai delinquent, ,collare. C;
(cusdur, v. spianar e! c.). teila imbutida d' bambas, coltrone. C. baciozzo. C; <d. d' becc, v. vein); ,< dammi covelle, v. covelle); dar un
cussein da lett, oreliere, guanciale, chvertor da carr, o da barca; el d. del buss" crocchiare; n' d. n in, ctecc, buffetto; d. i culon, acculattare,
C; <cussino). Latinepulvinus, c. Mu- somm da asn, hanne, coperta; ce- buss n in bass, rado/er, vaneggiare, culattare; d. un fudrett; un furgott
tinensibus ... In glossis Theotiscis ab stone, cinozza. C.(146) delirare. C. (V. anche battr; buss e de bastunad, assomn/Cr, battere, accop-
bass); darn una calda e una fred- pare, ammazzare, uccidere; dam un
da, dare il patie e la sassata, lat: altCT'~ __ f~g()tt.. __ <:arplcQo.. (9)_;" _<~te_un

(1) Cfr. N. piet, mont., a piel, raccogliere le castagne senza cernere le buone dalle
cattive.
(I) Ms. ondoier, COrto di su Ant.: il verbo francese vale, in senso tecnico-liturgico,
{( battezzare :
(140) La locuzione it. da Malm. ID 39; quella dialettale (oggi, san ome un turai, (a) In dialetto genuino sa/da/selda.
corallo) vale ~~ come un corniolo l), dal legno durissimo. (t) Senza glossa, e senza riscontri attendibili da parte nostra (bigh pl. metafone-
(141) Cfr. er., dalla cui definizione C. ricaVa la perifrasi dialettale. tico di begh ?).
(l'") Senza glossa, e suggerito al C. dalla voce precedente nel ms. camilolt da carz1zzer (5) Burlare, minchionare (N. Ma/m. IV 47); :v. sotto dar /a soja, dar /0 quaja,
(a sua volta trad. del fr. siquenille). Zuln allilcciano (oggi zulr). ecc. Il M., nell'autografo abbozzo di risposta a difesa della stampa di G. Villani nei
(1.3) Corretto su paja, cassato. Anche l'equivalente francese fu aggiunto in un se- RJ.S. (1730: cfr. FALco-FORTI, cit., I 554-578, a pp. 555-556), dichiara che {( i Giunti
condo tempo (la scheda non fa parte del settore desunto sistematicamente dall'Antonini). al certo non fecero la loro edizione cosl a Il a bai d o n a (locuzione che sosti-
(144) Forse ch'(s') fa ai? Almeno, questo si pu supporre in base agli esempi di er.,
tuisce a capriccio ). E poco oltre (p. 564) sbotta: Che colpa ne ho io se il censore
va cercando la ber t a ? .
cava/Io cover/alo e sim.; ma non escluderemmo che C. pensasse al coprire per mon-
tare sessualmente. (o) Tutto dalla n. di Salvo a Ma/m. X 31, ' dar la pietrata .
(7) Da N. Ma/m. ID 17.
(145) Magg macchie ; e cfr. N. spiGciar.

(i.o) Il C. colloca assieme i due divergenti significati dati da Ant. per banne, cio (8) V. cavai, ecc., e nota.

copertura' per navi e carri (<< coperta ) oppure contenitore per bestie da soma (<< ce- (o) Buona quantit (er.', e N. Ma/m. XI 21). V. qui sotto frudett e furg~tt, oltr~
stone, cinozza). Il Nostro non si preoccupa, come in altri casi consimili, di sapere se che muda. Non si emenda in d,' il de della prima scheda (e di altre, ove ricorrano motivi
chver/or valga' veramente anche cestone . analoghi), in' quanto possibile per ragioni eufoniche.

"" 142 "" 143 '"


dar de sgalembr

garofano). Mutinensis quoque po- dos in usu quoque est d. delle pa- emeud fa iean, scossetta; (19) d. un <deint, v. sgavuson; dent, v. sbias-
pellus pro dare tm pugno inquit d. un tacche, idest dar delle busse, delle per- stramazzon; (20) d. dell stringa d, sugar; spadir; trmar).
garofano, quod flos quinque foliis cosse. M3 <A.I. 33, 1122); <d. pegn, sprunad, (21) frizzar, brocard, motto, <delinquent, v. dar la corda).
(totidem quippe digitos habet utraque v. assicurars); (d. d' pinchia, v. bottone, beffa pungente, satirica. C; <delta del pozzo). Vera del pOZzo,
manus) constet. Ma (A.I. 33, 1214); pinchia); d. la quertazza, berner, , <d. tarra, v. tatra); d. un tonf, un quae a Mutinensibus la d. del pozzo
d. d'gross, andar grosso a uno, star donner la berne, trabalzare, dar la co- stramazzon, cimbttolo; (22) d. del nuncupatur, quia puteorum septum su-
grosso; (lO) d. d' gross, instizzii's, perta; (15) d. dell sassad, ciottolare; d. zuccad, chinfreneau, colpi alla testa; pra terram ad imitationem Delta Graeci
ingrossare; d. d' gross a un, farg al di sgrugnaton, sgrugnon, dar de' ser- darg la zunta, azuntar, arrgere; (23) olim efformahatur. <A.l. 33, 1154). E
zuff, esser' grosso con un qualche gozzoni, sorgozzoni.(16) C; d.la soia, dars al blett,(24) infardare; dars una n'ho veduta io una di marmo tuttora
d'uno. C; (d. indr, v. frutt); d. ad adulari illudendo. Mutinenses quoque calda, darsi un caldo, scaldarsi leg- esistente nella terra di S. Felice. (Ag-
intendr, inzampognare, infinocchiare, germente; dars dIa zappa int al p; giunto nell'ediz. ita!. 1751, II, p. 182).
dicunt d. la soia et soiare. Vide an
ingannare, dar ad intendere, lat. verba damn un ch'a m' n' mort du.(25) M3.(28)
potius vox ista a Gallis in Italiam de-
dare; d.a intendr Iuzi pr lantern, C; <la gh' dada z, v. impastusirs; dema, piega o inclinazione. G2 ;
scenderit, quibus choyer est molliter at- l'ha pres la d. C. (29)
lucciole per lanterne, lat. cicindela, darghn, v. cunzar; dargh in l, v.
noctiluca, Cl.fL7t6pLC,; (n) d. d'intendr eh' trectare aliqttid, mollia ve l'ba de aliquo aut I spendr; a gh' demm da man, v. altr; <dent, v. deint).
un asn vola, fare calandrino, o 'l grasso ad aliquetl1dicere. Idem fortassis a no- dai dai, v. spenz). (dentr, v. ardond; gabion).
legnajulo; (12) darn ad intendr, inca- bis translatum ad irrisores, quotiescum- ,I da ra a ron, dall' A fino alla Z.i26) C. denzigare, mordere co' denti. M2.
stagnare, inzampognare, infinocchiare, que ironice adulantur. M3 <A.I. 33, (dardella, v. mnar la d.). <deposizion, v. sfundij).
hupastocchiare; dar dal leeh, aver 1303); (17) d. la soja, d. la quaja, dascher, desiderio. L.(27) pr de s, pr diana in cana, ma foi,
dal leeh, truvar dal leeh in qualeh dar l'imbelle, minciunar, mepriser, se il <datum gambis, v. farsla a gamb). guagnele, gnaffe, madi, perdio, squa-
eosa.(13) C; (v. anche alschir); d. moquer, sfatare, dispregiare, farsi beffe; <dazi, v. sfreus d' gabela). simodeo. C. (30)
limbell a tutt.(14) C; (d. delle pa- d. una spujadura, dare una mula, un (d' c, v. franza; turnar). de (31) sgalembr, gttingois, storto,
tacche): Apud nos aliosque Lombar- cavallo; (18) d. una squassadeina <d, v. mros; temp). schimbescio; d'sgalembr, de biais, a
I
(10) Essere alquanto adirato seco (Cr., grosso agg. ); anche per le due locuzioni
seguenti la fonte Cr., che spiega ;'lgrassare con incaponire l).
(11) Le accessorie denominazioni della lucciola provengono da N. Malm. VI 67.
l (ID)

(20)
Grossolano travestimento di Malm. X 8 e data una scossetta,come i cani JJ.
Cfr. stramaz, caduta (N.); e v. subito sotto dar Wl tonf ecc.
(21) Voce aggiunta in un secondo tempo, dopo frizzar. Tutto da Aut. brocard rail-
(12) Ms. grosso, corretto di su er., fare ~cc. (dall' Ercolano del VARCHI; e cfr. lvIalm. lerie picquante; terme injurleux & satyrique qu' on dit en plaisantant contre quelqu'un.
V 23) dare a intendere cose fuor del versimile JJ. Motto, bottone. Stringad sar da stringa laccio: *stringata, quasi una frustata?
(13) Forse da collegare all'it. lecco ghiottoneria, esca, attrattiva, piacere JJ. V. subito
sopra dargh al chmein, alleec ecc. I (22) Cascata (Cr.).

(23) Da Malm. I 53 (nota aggiugnere ).


(14) Secondo, N.', metter bocca a sproposito l): cfr. G.D.L.!., ficcare il limbello (24) Belletto.
in qualcosa (limbello propriamente ritaglio di pelle, cuoio : cfr. sopra i artqj; ma in
(25) Scritto due volte, a tre righe di distanza, senza spiegazione. Si collegher al-
furbesco valse anche lingua l), come attesta N. Malm. I 112). Se per l'altra locuzione
l'it. non averne uno che dica due essere squattrinato (G.D'.L.!. s. due, da Fagiuoli)?
crispiana dar l'imbelle (cfr. qui poco sotto, a d. la sqja) fosse equivalente a questa - di
cui sarebbe una grafia (pseudo-) etimologica -, allora dovremmo pensare che anche (26) Accanto a questa locuzione (cfr. Malm. I 19) l'it. conosceva anche dall'a sino

dar limbell a tutl valga beffarsene l). al ronne (Redi, Fagiuoli: cfr. T.B.). Cfr. VARCHI, Ercolano, 79, lo credeva che voi
(15) Due schede nella stessa c. con lo stesso esponente: una con gli equivalenti
fosti al ronne, non che alla zeta, e voi dite che non sete appena all'a . Alla fine dell'al-
francesi e la traduzione trabalzare, dall'Aut., nel Senso di palleggiare una persona, faheto latino si usava aggiungere i segni 7 (et), 9 (con), 4 (ron, rum, rtfe: cfr. PULCI,
Morgante, XVIII 129). ' ,
spedirla per beffa da un luogo all'altro; l'altra solo con dar la coperta' JJ, che secondo
il G.D.L.!. non vale altro che nascondere JJ, mentre N., pi. accuratamente (s. quer- (27) Cfr. ascar e aver d'ascbar: qui, con concrezione della preposizione.

taza: cfr. querter, mont., coprire), glossa acculattare; buttare una coperta addosso a (28) Cfr. N., S.v., parapetto o travi. La voce dai M. citata incidentalmente s.
qualcuno e picchiarlo; lanciarlo e rilanciarlo per aria, facendolo ricadere in una coperta . berlina per negare l'etimologia vera, *verulina del FERRARI.
(16) Veramente, sergozzone colpo dato altrui verso il gozzo J) (Cl'.), mentre (29) Secondo N., dal mediev. delma modello, forma dei fornaciai.
sgrugnn (M.) sgrugnat'/11 ' colpo dato sul viso a mano chiusa J). (30) Esclamazioni blasfeme (des, diana = Dio; in cana = cane) attenuate. La fonte,
(17) lri realt, dal fr. soie seta JJ. parziale, Aut. I voI., s. gnaffe, madi, squasimodeo, tutte tradotte ma fai.
(a) Da N. Malm. III 30, a cavalluccio (con rinvio a V 51, dopo ch'egli ha toccata (31) Aggiunto in un secondo tempo; non si emenda in d' (come autorizzerebbe a
una spogliazza: cfr. cavai e dar un cavaI); e cfr. Cr. 4 cavallo, VIII frustare, o ner- fare la scheda successiva) perch un de eufonico non impossibile. Alla stessa locuzione
bare alcuno alzato a cavalluccio da un altro . dialettale C. arriv da due diversi modi registrati nell' Ant.

~ 145 ~
lO
desn dsnad

schiancio, sghembo, schimbescio, schi- dir al nom del fest, dirgli peggio s'mett Ia caneIa, mezzule. C. (V. an- (dre, v. curtegg; fardegl' uclad;
fa. C. (V. anche d'sbies; andar; che messere (e messere vuoI dir asi- che cursett; sbiassugar; zeug (cum- trar; zeug (c~mpagnon); ecc.).
star). no); (36) quol ch' dis mal d' qui pagnon). l' un drett, il est bien madr, scaltro,
desn, per troppo delicato. L. (32) ch'ein pi maldizeint d' hl, man- dnevd, uno che svogliato. G2. sagace, astuto. C.
desptIars, cavarsi fuor d'intrico. G2. giar le noci col malio.(37) C; (n' dir (do, v. carri ganass; giott1; sprunar <drttura, v. andar a d.).
destrigher, per sbrigarsi. L. arri l, v. arri l; dimmi covelle, v. du, v. damn un ecc.; sbudl; sguin- (drupada, v. terra d.).
(deuln [*duler], v. urlar). covelle; dis, v. cciarabaccion; zeug; zaj). d' sbies, d' sgalembr, de biais, a
(dfendr, v. far sigurt). dega, v. tgnir; ecc.). (dogar o Y Rustici ... nostri d. ap- sgembo, di schiancio, obliquo, sbico.
(di, dj, v. gola; stric(c)ar; supiars). dirindena, dilicato di soverchio. pellant canalem, aquas pluvias reci- G.
(diana, v. pr des). G2; dirindina, pan gratt; dirin- pientem in agris, sive a Graeco 3oX~, <dsbrasar, v. parar).
(diavl, v. far al d.). deina pan gratt, mettm a lett ch'a receptaculll1Jl significante, sive a Latino (dsc, v. terra).
dieta" 3(OCL'l"OC, (33) regola di vita, ar- son mal. C. (38) (V. anche far la duco, ut esset canalls ducarius, Italice dscalz, senza i calzett, sgambuccia-
bitrio, giudicamento. C. d.). condotto. M3 (A.l. 33, 1089).(41) to. C.
difficult d' rspir, tiron, al lans, (disennare). Mutinensis dialectus <dolz (agg.), v. om). (dscazz, v. sfergar).
riilemcnt, ansamento. (34) C. (V. anche vox d. i fanciulli significans eis indul_ <dolz(sost.), v. cantugg). (dscomd, v, star).
Jvar). gere quidquid volunt, quod improvidi pa- .<Dom, v. rez dal D.). dscreuvr i altarein; cuntar i fatt
dilic, tindrein, douillet, delicato. C. rentes faciunt. Fortassis inde natumvo-' donca, per dunque. L. (42) di altr pr svergugnari, deshonorer quel-
(dilicatein, v. tindrein). cabulum, quod tanta haec indulgentia una donna ch' conta tutt quol ch' qu'un, en dire SeS defauts, scorbacchiare.
(diligenza, v. prizzar). filios imprudentes efficiat, seu li tragga Ia seint, vesciona, vesciaja; d. ch' C.(45)
di-mondi, molto. L. di senno. MB (A.I. 33, 1298. V. anche anch da vdeir, tre de mise. G.(43) <V. dscrucci,(46) non amorevole. G2.
dindunar, picajar,(35) ciondolare. C. desn, dsnars). anche curatori far al mari; gomma; (dsegn, v.cupiar).
dinigatta, Florent. altalena. MI; d., disgattiar .. 2.(39) gozz; guasta; soprascuffia;. temp). (dseisa, v. dstillazion; dssesa).
il fr. escarpolette. M2. Arabicus autem (disnar, v. padi1:; qulazion; sbu- (dop, v. creuvr; cuncludr; ecc.; dsevd,(47) insipido: Z; d., indsev-
articulus al mihi videtur a Tuscis ser- cunnzar; scrucar). dop disnar, v. quIazion). dir, affadir, rendere scipito. C. <V.
vatus adhuc in voce altalena (d. Mu- <*distribuir, v. zeug ( mazzoli- <dov, v. andar a parar ecc.; bus; anche parlar mleinsi, d.).
tinenses appellant, peregrino sane vo- no. crusal; dnanz; leugr; sit; stanza; (dsfatt, v. magr).
cabulo) significante ludum puerorum al dmanda gnanc cosa in fat l. zest; zira; ecc.). dsfiad dal gran correr, dal gran
sedentium videlicet super tabulam su- C; (40) (*dmandar, v. anche birboni (dozza, v. grund). fadigar, scarmanato, strafelito, stralla-
spensam inter duos funes, quam undu-
lare faciunt. Ma (A.I. 32, 1015).
zeug (<< guancia! d'oro . dpenzr a fresc, dipingere a graf- liato. Scarmanare quando, dopo d'es-
al dnanz dIa botta int al fond, dov no'(44) C. sersi soverchiamente riscaldato per
<drapp, v. franza ecc.). violenta fatica o viaggio, si raffredda
('0) Collegato da B. (53, 54) a dsenada leziosa (pincetti) e ai nostri (v. sotto)
dmars, dmumm, da un dh-senno: e v. qui sotto il muratoriano disennare.
(Ss) Ms. Ilr.CdTex, come nella fonte (N. Malm. mB).
(41) Ma. dugbr, dal basso .lat. dtlcarius: N. fos dugbr, fosso di irrigazione. Nei pressi
(S4) Ms. ansanamento, corretto di su Ant., raslement, Difficult de resp~r ... , di San Felice sul Panaro c' la localit di Dogaro, adiacente al cavo Dogaro (cfr. F. VIOLI,
L'anelare, ansamento. Per tiron, v. qui oltre tirone, N. tirun; per lans, v. anche aver al/. Saggio di un dizionario toponomaslco della pianura modenese, cit., p. 35, s.v.). .
('0) Cfr. N., picaia; appiccagnolo, fermaglio, e qui oitre, picaja e derivati. (40) Due schede identiche.
(S,) Da Ma/m. IX 60 e la nota di Minucci (che cita altri due toscanisti insign, (43) La prima locuzione perifrasi da N. Ma/m. TI 61, vescia; la seconda un cu-
Lalli e Cecchi, i cui riboboli sono altrove sfruttati - mediatamente - dal C.). Ancor rioso rifacimento da Ant.; mise, On dit au figur qu'un homme est de mise, pour
oggi, nella Bassa modenese, /' dap al SO n6m da fst vale gli sono state rinfacciate, dire, qu'il a de la mine, de la capacit. U0/110 di garbo: C. ne ricava la donna (di garbo),
senza mezzi termini, le sue colpe (nom da fst nome solenne: M. Calzolar). senza per usare quel sintagrna che invece, proprio in quegli anni, era reso famoso
(S7) Da Cr., s. noce (la cui glossa tradotta in dialetto da C.). dalla prima commedia scritta per intero dall'oriundo modenese CARLO GOLDONI.
('8) Di questa cantilena C. trae due schede: una sotto la D, l'altra nell'ultima c. (1743, rappresentata nel '47).
del ms. (dove sono adunati altri modi di dire): e questo l'ultimo in assoluto.Si diceva (44) Che propriamente (N. Ma/m. IV 79) vale ({ imprimer figure ... con un ferro
al bambino, tenendolo sulle ginocchia e facendolo sobbalzare. Forse non sar dissimile acuto nell'intonacatura fresta de' muri con detto ferro, che si chiama GraffiO.
l'altra locuzione, pure registrata da C., tegna, megna e pan gratt. (40) Fondamento del lemma i'Ant., ma nella parte dall'italiano CI vol.), in cui la
(3D) Contrario di ingattiar (v.), odierno ingatier arruffare, scompigliare. definizione di scorbaccbiare serve a C. per la perifrasi dialettale.
(40) Non domanda neanche cosa ne fai li: uno dei non molti esempi di locuzioni (48) Che N. accentua dscrucci, forse non a torto.
dialettali non corrispondenti a un archetipo tos-cano. (47) Ms. dseud.

'" 146 '" '" 147 ""'


d'sgalembr

col bere o stare al vento: C; (48) (dsna- (dstunameint, v. interrumpi-


dar, v. stracar). meint).
<d'sgalembr, v. de sgalembr). <dsturbar, v. guastar).
dsgarzar el castagn, diricciare, sdi- <dsugual, v. apparzar).
ricciare. C. <dsutl, v. grandazz).
<dsgWi, v. forca). dsvujar. C.(51)
<dsinvolt, v. :fin). <a du a du, v. sguinzaj; do, v.
dsnars, fare il dilicato, ed esserlo. giottl; du, v. damn un ecc.; sbudl; E
G2. <V. anche desn; disennare). tutt).
dsnumm, dilicatezza di soverchio. dulor d' renella, nefritico. (52) C. <V.
G2; <dsnum, v. affettazion). anche andar zmend; far un lameint).
d' sott saccon, di straf6ro. C. <V. dundIinars, andarsi movendo col l'econm d'una cesa, d'una pa- processisse potuit; sed tam Gallica,
anche ~ott saccon). corpo. G2. rocchia, che attend. ai affari, all fa- quam Italica vox e Germanico einthun
<dspett, v. mustrar). dunz d' (53) Comunit, tavolacci~ bric etc. dIa ciesa, morgllillier, santese, ad nos venere, significante mettere den-
<dspr, v. cridar; sunar). ni,. donzelli. C. che ha cura della chiesa. C. tro, quod Latine reddas immittere, in-
<dsptos, v. schizignos). dunzeula, peronelle, donmcciuola. C. edra, lierre, edera. C,(I) serere. Pro e. Tusci dicunt marzo, quam
(dur, v. dvintar; star). <elm, v. zucchett). vocem a martio mense inepte, ut mihi
<dsptunars, v. pton).
cosa ch' fa d u r m i r., narctico, elza, caretta senza ruote per tempo quidem videtur, nonuulli derivant.
dspuntar, mol/sser, rintuzzare, spun- sonnifero. C. / di neve. MI; e., carro che si stra- Ma <A.I. 33, 1104).(4)
tare. C.
<duttor, v. far al d.). . scina senza ruote, pel ghiaccio spezial- epgh, oppression di cuore. G2.
una dssesa, scesa, infreddatura, di-
<duzzeina, v. intrar in d.). mente, forse da elce, leccio, i/ex. M2; <er, v. gher1).
stillazione o catarro. C. <V. anche dvanador,(54) arcolajo. G2; d., ar- e., per caretta senza' ruote pet tempo erba ch' liga, savor ch' liga, laz-
seg.).
colajo. C. di neve. L. l'e. in temp d'nev, treg- zezza, lazzo; e. puleggio, sparsa in
<dstesa, v. lezr). dvanar, dipanare. M2. gia. C,(2) <V. anche tirar con l'e.). luogo ove sieno pulci, ha virt di
dstillazion d' testa, dseisa, frdor dvintar dur, intrattabl, incrojare;(55) empidor. M2. scacciarle,(5) C. <V. anche cagnon;
ch' int al zervel, catarr, enchifren~, d. fiacc, avvizzare. C; <d. pasto s, v. ends, uovo che si pone nel nido per cherson; fil d'e.; gambone; rastlett;
raffreddore, di testa: catarro, etc. C. (49) impastusirs); d. sfiatap, d' dur d. indice alle galline; dicesi anche d'uom tenzr; vendr; ecc.).
dstinddor, terrazza, lat. so/aril/m, tendr, dirompere, dirompimento, di- SCetllo. G2; un e., ndice.(3) C. ered, fieuI ered, hoir, erede. C.
~~CJ)x&fL~vo, cio fornace del sole. C. (50) rotto; d. sfiatapl, avvizzare, invizzire, enrin, surcu/ur, insitum. Il fr. ha ente, error capodg, fatt .pr trascuragin,
dstrutt, strutto. C. <V. anche divenir vizzo. C. (V. anche cminzarj il ted. einthun mettere dentro. M2. Mu- strafalci6ne. C. <V. anche sbali).
mandar). mettr a meuj). tinenses enrino appellant slll'culum, esempi da screvr; innanzi. (6) C.
quo fructiferae arbores inseruntur. Ba essr alt d' cavaI, forcata.(?) C; (e,
quidem vox a Gallico ente recta ad nos in brusa, v. brusa); e. un bel casp,

(1) Oggi, con concrezione dell'articolo, /dr( i)a.


() Tutto in N. Ma/m. II 29. Cfr., qui oltre, sco/mano, schedato come dialettale (2) Cfr. F. VIOLI, Linguafo/clore e storia cit., 41-42, che preferisce tradurre slittino
anche dal C. piuttosto che tteggia (ilza; lilza, l/za, a/zatt) e, laddove la voce 110n affondi le
sue origini nel sostrato prelatino, ritiene non infondato l'etimo muratoriano (cfr.
() In Ant. (1745 e 1761) abbiamo reperito solo e1lchifrene1lJ<nt (<< catarro, raffred- *ilicea, R.E. W. 4259).
dore ) e l'agg. encbifrl11/. .
(3) Da r., . B., p. 31, annota che il riflesso da indicem a Modena sempre meno
(50) Da N. Ma/m. X 19. Si corregge ~_ ms.
ndes che ondes (cfr. N.). SfidO! anCOra nella Bassa.
(51) Ultima voce della lettera D, non spiegata, come sempre accade. nei lemmi
apposti dal C. al termine di ogni lettera. Nella Bassa, damliar vale dipanare )l.
(4) Ma l'origine della voce modenese dovrebbe essere .imputare (R.E.W. 4325)
o ~1.I.<pu...euC (Far 2862: cfr. F. A.G.l.. II, 355-356). .
(5') Che, secondo la Gr., agg(iunto) di dolore : oggi, per reni e dolore a que-
sti, si dice in modenese arnaia (N.). .
(5') Ms. de, senza ragioni eufoniche che sconsiglino l'emendamento.
,
II (5) Non chiaro se l'esponente dialettale sia solo erba O anche pukggio, che co-
munque voce toscana dalC. attinta a N. Ma/m. I 80 (Minucci). Dallo stesso luogo
ed esponente toscano C. ricaver anche strada ,b' fa lo nav in acqua.
(54) Veramente sembra che il G. avesse scritto du-, ma la Il pesantemente corretta. (6) S'intenda, sostantivo (Gr.) per l'esemplare.
in v, forse da M.
(7) Traduzione imprecisa: forcata vale genericamente (Gr.) parte del corpo umano,
(55) Farsi erojo, duro, zotico, intrattabile (Cr.). dove finisce il busto, e comincian le cosce.

"" 148 "" .,,-, 149 '"


euv
essr

sfuracci, buccheracchiato; (21) e. usel <euf, v. eiar d'e.; euv, v. pin; sup-
essere un bel cesto; (8) e. alla dra ver- linconic, bghi, starsene grulli, grullo,
da zeug; al &O zuglari,(22) zimbello. C; pa; ov, V. pondr).
da, essere al verde. Gostanzo suona~ acquaccbiato: un usei o galleina ch'
<euli, V. olla; vendr; oli, V. lodr;
tor ridotto al verde I giuoca per ricat- applizzun, ch' n's' sent bein, s'dis <son, V. dirindeina; , v. drett, zira;
grullo, o che porta i frasconi. (14) C; ecc.; enn, V. frutt; pezz, ecc.; ein, V. 1uma; urzeul).
tarsi e sempre perde; essere al lumi-
dir; hein, v. terra; si, V. coc; fust; <eusgneul, V. cantar; lusgneul, v.
cino, alla candela, all'estremo; (9) l' <essr matt, v. frullar); e. alla mo-
alla zira verda; essr in colera, esse- da, a us, a smac, essere andazzo di *erl, V. ghed; st, V. sverzlada; essr cui).
re in valigia, in bigoncia, in bugnola, qualche cosa; (15) e. l'oca dal manc (sost.), V. omm mal in e.). <euv, V. euf).
nel bugnolone, nel gabbione, in col- danh, essere il pigiato; (16) e. in pru- <estas, V. andar).
lera, etc.; (lO) e. cuI e catnisa, pane e zint, esser sul curro, all'ordine, in
cacio, anima e cuore, sono due anime procinto, vicino; (17) e. tra al s e al
in un ncciolo; (u) e. fiac, Ianguid, n' no, tre en branJe, essere in forse; e. in
star bein, etc., lat. betizare, lacanizare, sfreiga, aver voglia, esser in frgola,
IXXIXV[~EL, si appassisce, e si dice vocrwv, aver la frgola, uzzolo, sosta; (18) e.
disputandi morbo laborans; (12) e. instizzi, sudsovra, in zembl, in collera, essere
essere in bugnola, nel bugnolone, in incimberli.(19) C; <essergh dla tija, v.
valigia, nel gabbione, ih collera, in- tia); essr in tripudi, in festa, in
tronfiare; e. alla livradga; (13) e. ma- gazzurro, in zurro; (20) e. tutt sfur,

(8) D'huomo che si tenga bello (Cr.). Cfr. anche casp(o).


(9) Due schede, rispettivamente ricavate da N. Ma/m. XII 1 (i due versi si legge-
vano nell'osteria di Radicofani, dice il Minucci) e VII 29. La terza scheda, con zira
e senza glossa nel ms. crispiano, si trova alla lettera Z.
(10) N. Ma/m. IV 52. E v. qui subito oltre essr instizzi.

(u) Ibid. VII 28 (donde 'anche il sego usr instizzi).

(12) Locuzioni non reperite in Malm., dove pure dovrebbero trovarsi; cfr. co-
munque SVETONIO, Aug. 87. Per errore, prima di "'X",vH;EL, C. aveva scritto una I,
subito cassata.
(13) Alla fine (cfr. T.A.M. 236, in N., ove pure livrar finire ): e qui oltre
livr, livradga.
(14) La seconda frase dialettale scritta sulla colonna destra, dove solitamente
C. colloca le traduzioni toscane. Le frasi it. sono da N. Ma/m. IV 9. Bghi, propriamente,
'vale bacato, avariato l). Di applizzun non abbiamo riscontri dialettali, ma tenderemmo
a collegarlo a plezza pelliccia (dalle ali abbassate, N. Ma/m. X 20).
(15) Cfr. Cr., andazzo, , Essere andazzo di malattie, o .d'altri effetti naturali, si
dice del tempo, dell'annuale, che simili effetti dominano ... il che diremmo anche In-
fluenza l). A smacb vale a josa: C. intende dire dunque essere di moda, essercene
parecchio l).
(16) L'offeso; il beffato (N. Malm. VII 90). Nel rns. precedevano, cancellate e
pressoch illeggibili, le parole dun omm o simili. Oca dal manc dann fu poi riscritta, per
errore, qualche riga sotto (dopo l'ori dIa camisa), e presto cassata.
(l?) N. Malm. II 65.

(18) Cio susta: ma sosia reca la Cr., fregola, , donde trae C. (che pi tardi
avr meltr in sfreiga). (21) Cr.'-' hanno solo bucacchiare; T.B. e C.D.L.!. bucherato e bucherellalo.
(l9) Da Cr.', dove esse~e in cimberli viene glossato essere sossopra dell'animo, (22) La seconda locuzione stata aggiunta posteriormente; C. vorr dire che 'sino-
essere adirato, mentre Cr. interpreta esattamente il contrario, essere allegro. Cfr. nimi dialettali di zimbello (cfr. Ma/m. I 59 e VI 59, in senso proprio; VII 76 e I:X; 66 per
qui oltre zzembl. il valore traslato) sono usel ecc. (N. Malm. uccello legato con una cordIcella;
(20) Preziosismo ricavato dalla Cr. (con un unico esempio dal PalajJio): cfr. anche cfr. sbalutar un ecc.) e zuglari (cfr. N. Malm., uno beffato, ovvero balocco, tra-
N. Malm. VII 17, S. ingalluzzilo. stullo : il termine dialettale ricorrer anche, per conto suo, alla lettera Z).

,....., 150 ,....., "" 151 ,.....,


far

via un, farg pigar el tvaj, porre in an n' gh' da far avanz, etc., non v'
mano ad uno il lembuccio.(9) C; <f. da far calia; (16) f. el bledg, dileticare,
d!' armor, v. f. dal plador); f. arrabi sollecitare, stuzzicare, e toccando leg-
contra qualch un, acharll8r, (lO) Url- giermente alcuna parte del corpo, far
. tare, eccitare, stizzire, perseguitare viva- ridere e sguittire; diltico, solltico.
mente. C; <f. avanz, v. f. bein); f. C. Certe subodorare possumus unde
aver dl'argheuj, inorgogliare, inorgo- Mutinense vocabulum f. le bletiche,
F glire; f. badalucc, badaluccare; (11) f. ac verbum bleticare, idest ti/iliare, ve-
una batosta, contrastare, questionare, nerit. Usi sunt Latini et verbo velli-
combattere, batostare; f. di bec, far care ad significandum pizzicare, quod
bocchi; faire la nique, far le fica; f. di leviter factum significat titillare. Ex
<fabbrica (*fabbr~car), v. roba). <fam, v. alappar). becc, smorfia, gesto sconvenevole ipso in velliticare frequentativum con-
<fabrica, v. econm ecc.). <famigliar, v. compagnia). fatto col viso, da fLOPrp~, che vuoI dire verso prodiit belleticare seu bleticare
<faccenda, v. livrar). fandonia, burla, minchioneria. G2. faccia. C; (12) <f. di becch, v. becch); Mutinensium, idem significans atque
fachein, crocheteur, facchino, vile: un fandsein, e ogni piccoI ani- f. un bech, fare uno scurzio con la Tuscum solleticare. M3 <A.I. 33,
che apre le serrature col grimaldello' maI, naccherino. C. (3) <V. anche mu- bocca o col voltO.(13) G2; f. com la 1303); (17) f. del blessm, del simu-
f., birbant, mascalzon, etc., croche: strar). beiga al bus; (14) f. dal bein a un nadj, etc., amignarder, accarezzare, lu-
teur, porte faix, etc., facchino. C. (1) fanfalug. C. (4) singare. C; (18) <f. la borda, v. bor-
ingrat, non pluris refert quam si im-
una fada, fata, incantatrice maga, <fnfera, v. ~ndar in z e in l, brem in cribrum geras, etc.; ill pertusum da); <fare del bordello irIsieme, v.
etc. C. ' ecc.). ingerimus dieta doliulJJ, operam ludimtls. chiasso); far al braganoss, far l'ari-
<fadigar, v. dsfiad). <fang, v. uscir; fangh, v. infangar). starco, il soprasindaco; (19) f. di
Plaut. nel Pseudolo, o vogliam dire
<fagott, v. far f.). fantastic, faltico. (5) C. <V. anche Bugiardello; (15) an n' gh' da f. bein, brends, fare brirIdisi, lat. proPinare,
fagutein, rinvolto, ravvolto, in- invenzion).
volto, fardello, farde1lino. C. fantasticar, lunadar, (6) fantasticare,
un (2) fall int la tela, malafatta. C. n::ulinare, ghlribizzare, girandolare, ar- (9) Cio mandarIo via (N. Ma/m. IiI 30); un po' diverso da Pigher i tvaio di N.
fallazz, fautif, fallace, fallibile. C. ZIgogolare, stillarsi il cervello. C. ~(andarsene, morire >? .
<falli, v. andar f.). fantozz fatt d' strazz ch' s' mett (10) Ms. accharner, corretto di su Ant.
fallistra, favilla. G2. (11) Cio Ieggiermente scaramucciare (Cr.): bada/Occb, in N., vale fracasso,
alla fnestra alla Quaresma etc., be-
<falsa, v. sentenza; fals, v. mettr fna. C.(7) baccano .
sudsovra). (l') Tre schede distinte, originate dalle tre fonti usuali del C.: Cr. (far bocchi, agu,z-
far agrest, f. d'agrest, avanzar per
<falsett, v. cantar). zar le labbra verso alcuno, in segno di' spregio: Cr.' S. Fare bocta da ridere, ; Cr.'
se nello spender per altri; ritenersi il-
<falzinella, v. ronca). lecitamente, fare agresto; (8) f. al- s.far bocchi); Ant. (secondo cui l'atto si compie en secouant ou haussant le menton ):
<falzon, v. andar z alla mdona l'amor, donneare; f. l'amor, la zi- N. Ma/m. X 33, S. Morfeo (ave l'errore accentuativo fL6p'P1J, ripreso dal C. ma qui
ecc.). corretto; e s'intende che l'ordine delle fonti, come sempre, Cr.-Malm.-Ant., qui
vetta, la gaza, fare la civetta; f. andar modificato per minime ragioni alfabetiche). Cfr. anche di brutt g e st.
(l') Circa scurzio (voce che non esiste nei vocabolari it.) cfr. N. scurzi moine:
(l) T ' l . . o c'entrer scorreggia ?
nell'Ant. anta 1 senso proprIO quanto quello metaforico delle due voci francesi sono
(14) {{ Far come l'ape all'alveare, {{ la pecchia al favo o simili: ma non ci con-
P
(2)
rece d eva lum
b"
rtg scrItto per errore e cassato (diverr poi lumbr al suo luogo) stano proverbi del genere in italiano.
(l') D~ Ma/m. XI 10, note relative a Pisci nel vaglio (donde anche furar un bus ecc.).
('l ~tra trad:,zione JiX'destre da Cr. (, Fanciullino vezzoso ... , e cosl si direbb~
ad ognI altro anImale pIccolo) con erronea accentazione nacchrino. (16) Da N. Ma/m. ViI 7 (ca/ia propriamente sono i {{ rimasugli d'oro e d'argento,

(4) Cfr. N. fanfal6cca, fanfaluca, fandonia. che nel lavarIo cadono: cfr. sopra an n'bo gnanc una brisa).
(,) Cio, appunto, fantastico, astratto (Cr.). (17) Alle fantasiose ipotesi etimologiche di Ga. 194-196 tiene dietro un dotto ra-
gionamento di F. ({{ A.G.L II 317-321), che propende per titi/lare ma nOn esclude il
. (a) d'AgO";unto
- 0.' . . . in
'.
un se-o d '
~ n o tempo
('ct- N l ' ,
r... mnarrer, lambIccarsi il cervello esser muratoriano *velliticare (derivandolo per da vellere, non vellicare).
~Ieno 1 fiSIme). I s:nonimi toscani C. li ricava da Cr.' che a su~ volta li muU:a dal-
i Erco/ano del VarchI. (l') Locuzione tempestivamente accolta in N.' ({{ smancerie): b/essm da {{ bel-
lissime, simu11arii collegata a simitoun.
(7) La perifrasi dialettale abbrevia la definizione che la er. d di befana.
(19) Aristarco {{ censore; critico severo (fare l'a. in Varchi e Magalbtti); soprasin-
(') Due schede (nella seconda, solo far d'a.) originate .da Cr., agresto: l'odierno daco {{ Magistrato, che ha l'autorit di rivedere i conti a tutti i Magistrati (N, Malm.
fare la cresta (sulla spesa).
VI 20). V. anche braganoss, con la nota relativa, e qui sotto far al dutfor ecc .

......, 152 ,......, ,...., 153 ,....,


far far

praebibere, 7tp07tLVe:tV. C; (20) (f. la bur- e peggio. E f/srsiera si dice d'un ragazzo le lustre, far le viste; fam dia fessa; v. gnola); (fare gran vernia die-
la, v. f. finta); f. di caparon tant malizioso; fastidioso, insolente etc.; (28) al gh'in far dia fissa; (37) far fluss tro ad alcuno). Inconditus hic cla-
fatt, crachat, sarnacchio e sornacchio; f.la dirindeina. C; (29) (f. dal dstrutt, a primera, frussi, frusso; (38) f. la for- mor, quem Paullus Diaconus et ipse
farn una capodga, tmogna, farne v. mandar); f. al duttor a un, f. al ca in vezz d~andar a scheula, faire bellicum clamorem appellat, apud Fran-
una solenne; (21) f. carezz, fare moine; quamquan, menarsi l'agresto, rive- l'cole buissonnire; (39) f. el freig, ba- cos posterioris aevi, Hussii nomen ac-
f. del cadann; (22) f. a chi pia pia, fare der il pelo o le bucce, far l'aristarco, stunar un, stropicciar le costole a uno; cepit, a voce Huer: atque inde, ut opi-
a tuffa raffa. (23) C; (fare del chiasso, il soprasindaco etc.; (30) f. fagott, far f. d' fufgna, fognare; (40) f. di furbson, nor, in Mutinensium linguam descen-
v. chiasso); far comparit. C2; (24) fardello, affardellare; f. far anticamra, ballonzare, ballonchiare; (41) f. galo- dit, fare gran vernia dietro ad alcuno,
f. i com a so mari, far le fusa torte; tener uno al piulo; (31) quol ch' fa da, far gallria, far festa eccessiva con Nibil enim allud vemia videtur nisi
f. una cosa a balstron, fare una cosa far la pas, paciro, pacile, pacire; f. gesti; f. la gambareula, dar il gam- Huernia. Ma (A.I. 26, 533); (46) far al
a occhio e croce; f. una cosa cmeud al fatt so e tirar d' long, far a cheti-
., betto; (42) f. la gatta morta, far la grugn, grugno, grifo; f. ingossa ai
~
va, fare a modo, a verso, regolar- gatta di Masino.(43) C; (f. la gaza, .v.
mente; lat. modis et formis, )(o('t"I 't"p6-
chelli; (32) f. i fatt d'altr, grer, ammi- ! can, far stomacare i cani, far recere i
nistrare, fare gli affari altrui. C; (fam f. l'amor); f. un gesuetta, cascar cani. C; (47) (f. innanz, v. parar); f.
7tOV, )(O('t"tX (LOLpO(V. C; (25) (far covelle, dla fessa, v. f. dla fissa); far la feuja, del gozz d'inchiostr int la carta iz %. a un, far lima lima; (48) f. un
v. covelle); f. crech, quand s'romp brucare; (33) f .. filar al fil suttil,. co- quand s' screv, faire des pats (44) lameint pr dulor, mal, etc., rammad-
o vedr o giazz, cricchi (26) quol ch' stringere altrui a far tua voglia; (34) f. d'enere sur le paPier, scorbiare, scorbio, carsi, guaire. Il guaire propdo del
fa i curam d'or, orpellajo; (27) far una filza d' Zent tutt ligad, far una la macchia d'inchiostro; f. ghgnein, mugolar de' cani quando sono stati
aH curnad, fare a cozzi; f. al diavl a funata; (35) f. finta, f. vesta, f. la burla, ghignetto, ghigno; f. glo glo, gorgo- percossi, che noi dichiamo al fa cain
quattr, far la versiera, fare il diavolo far una cilecca; (36) f. del finzion, far liare: si dice anche di chi, parlando, cain; e questo mugolio si dice guai-
fa sentir la voce senza che si distin- re; (49) f. una lavada d' testa,. fare un
guano le parole. C; (45) (f. gnint, n' rive11ino; (50) quol ch' fa i lavor d'oss,
(20) Da N. Malm. VI 35.
f. gnint, v. mani tgnir); (f. la gnola, ossjo; f. li lo, lillare. C; (51) (f. lip
(21) Da N. Ma/m. IV 78 fare un'angheria delle maggiori. V. anche capodgb.
Tamgna oggi voce monto glossata da N. come cosa difficile .
(22) Senza glossa nel C. e senza riscontri nei comuni repertori. (31) Due locuzioni non chiosate, alla fine della lettera F. Cfr., forse, N. fss, agb
(23) Da N. Ma/m. IX 50. .enn da/ j-, sopravvengono complicazioni.
(..) Cfr. qui addietro cumparit risparmio (G.). (S8) Quando le quattro carte sono del medesimo seme (Cr., Frussi e Frusso, ).
(2.) Da N. Ma/m. VII 1, a modo e a verso (oltre che I 39, e Cr.'; sulla base di queste (S9) La mancata traduzione italiana (e si che oggi ne usano tanti di modi per mari-
fonti si corregge il 't"p&.n:ov del ms.). nare la scuola , far cab6, far fughino ecc.) dipende dall'Ant., che d solo una
() Il suono del ghiaccio, e del vetro, quando si fende, Cr.(con il celebre esempio perifrasi francese servita in parte al C. (<< Aller jouer, se divertir, au lieu d'aller l'cole ).
da Inf 32). Anche se l'origine onomatopeica la stessa, diverso il crecc/cricc gi visto. (40) N. Ma/m. V 39 (e Cr.)fognare lo misura, metter.la roba nella misura in maniera,

(27) Da Cr. (la cui glossa tradotta in dialetto da C.). V. curamm d'or quantunque
che apparisca piena, ma dentro vi siano molti vacui. V. oltre fufgna.
originato da altra occasione. . ' ('1) Da N. Ma/m. VI 33 (ballare senza grazia, alla contadina). Cfr. Me., furbson,
(28) Da N. Ma/m. VIII 1. scambietti, salti che fanno i contadini ballando; far i f scambiettare". Affine a
forbicioni (cfr. sforbiciare )?
(o.) Cfr. dirind(e)(i)na: intender prendere il bambino sulle ginocchia cantando iI
ritornello dirindeina ecc.? . . (42) Tre schede identiche (salvo una che reca dare), presumibilmente dalle tre usuali
fonti Cr.-Ma/m.-Ant.
(30) Da N. Malm. IV 28; cfr. anche far / braganoss poco sopra.
(.a) Simulare (N. Ma/m. I 19).
(31) Banalizzazione dilettale della glossa di N. Ma/m. X 33.
(44) Ms. pates: v. Introduzione, 11, c.
(") Ms. cbeticelli, corretto di su Cr. a-. e su un pappa e tas. Notare so (come pi sotto
far al misr ecc.) anzich l'usuale digramma eu (*seu). ' (45) Sono i due significati di Cr., gorgogliare: di persona, e dell'acqua.

(ss) ~r: Cr., ,' ~(Camm~re, andar via: , Fuggire, ma in ischerzo (la me-
(..) Cfr. N. IIergna, gazzarra (da in.enie, moine: mentre Ga. 510-512 pensava
tafora VlClna alI odierno mangtar /0 fog/ia). al lat. verna, servo: vox vernio voci e grida incomposte senza incontrare obiezioni
da parte di F.). Cfr. qui oltre vernescb.
(a.) Raro esempio di perifrasi dialettale pi colorita di quella italiana (ma cfr. Cr.
(41) Essere sporchissimo li: N. Ma/m. IV 38. N. ingtiss nausea .
far ft/are costrignere ecc., con esempio da Varchi Ercolano). A una c. di distanza
C. ripete la locuzione senza glossa: il che significa che, almeno in questo caso non si (48) Beffare, dileggiare ,. N. Ma/m. III 37.
tratta di retroversione. ' (49) Da N. Malm. IV 8, s. gagnolare.
(s.) Da Ma/m. I 79, e nota legare con una fune pi persone . (50) Da N. Ma/m. III 11, che commenta per dare un r. bastonare (cfr. qui muda).

() Da Ma/m. VII 25 e n. fingere di voler fare una cosa, e poi non la fare. (51) Ripetuto una seconda volta senza chiosa. Crt. comunque qui oltre un li /0,
V. anche burla. ecc. milenso, besso, sciocco , N. Ii/un, persona tarda nei movimenti e di mente tor-

,....., 154 ,....., '" 155 ,..."


far far

lap, v: lip lap); (fare la maitinada, v. cantare rogati, I injussi IZlImquam desistant. lein (zeug), andare a predellucce; (67) sant; (74) f. la tantanara; f. la tin-
maitinada); far mal i fatt nostr, in- Horat.(59) lib. 1 Sat. 3. C; .f. ovra, per (f. la schrpiatla, V. schrpiatla); f. al tanara; (75) f. la termareina, bubbo-
gannars, pigliar lo scrcchio; (52) f. al far opera. L; f. al padr moca; (60) f. sdaz, zeug da ragazz, stacciabburat- lare; f. la termareina pr al gran fredd,
mari d' qula donna, la gatta morta, d' so parola lavagg, far fango delle ta; (68) f. un serra serra, far serra; (69) fare la furfantina; (76) f. ti to, famm
far il baso; (53) f. el maravij, meTVeil- sue parole; (61) f. la pas, paciare, paci- f. sigurt, assicurar, dfendr, garan- luma, intempellare. C; (77) (f. la tin-
ler, maravigliarsi. C; f. massarria.(54) ficare. C; (f. perdr al lustr, v; im- tir, guarentire, esser mallevadore. C; tanara, V. f. la tantanara); fare una
G2; f. al mesqvlein; (55) f. a mez, a passir); (f. pigar el tvaj, v. f. andar (f. del simunarij, V. f. del blessm); tomma, idest saltando cadere .. Atta-
vacca, mezzajolo; f. al minccion pr via un); f. dal plador, dI'armor, fa- f. dell smariassad; (70) far dell smojn, men Graecae potius originis hoc voca-
n' pagar d' gabella, rusticum esse te re scalp6re.(62) C; (f. al quamquan, lisciar la coda; (71) f. di squas, smorfi bulum esse, contendere potes, quum
S7JUIaS, cum sis malus. Menandro; (56) v. f. al duttor); f. qulazion, djelllZer, d' timor, smicio; (72) farg star, ingan- Graecis sit 1t-rWfl.oc, quo significatur
f. al misr pr aver al so intent, far il asciolvere, far colezione; quol ch' fa nar, dupper, ingannare, uccellare, com- caSlls seu lapsus. Detracto 1t vides su-
dinoccplto; f. di nec non, far le none, del ragazzad, attoso.(63) C; (f. di ram- vare; farg star un, garabullare, inga- peresse -rcf1.oc toma, equo tomare emer~
sonar le none; (57) f. la ninna nanna, pein, v. scarabucciar); (f. la rasa, v. rabullare. C; (far su, V. su); far su sisse videtur. M3 (A.I. 33, 1317-
lat. lallare, lallis, VOWLOV; f. dell niz- rasa); f. d'una rocca un fus, far i stezz, attizzare, rattizzare. C; (f. 1318); (78) far unatribuldana; (79) f.
zadur int al mustazz, suggellare, far d'una lancia un zipolo; (64) f. aJ ruffian, sudare il zuffo. ad alcuno, V. zuff(o); una tugliana, gozzoviglia, stravizzo,
pesche. C; (58) (f. non, v. nona); f. portare i polli; (65) f. del rusgadur, ro- f. svintar la mina, dare sfiatatojo; (73) manicamento, pusigno, gozzovigliare;
l'orb. d' Milan, lat. habitus tibicen. sume; (66) C. (fare la sabbadina, v. f. una tacca int un legn, etc., eran, f. una tuliana. C; (f. tunena, V. tu-
Omnibus hoc vitium est cantoribus, inter sabbadina); far un scherpion, cer- boche, tacca, intaglio, cocca. C; (fam nena); f. l'uccett, f. l'uggett; cli-
amicos, I ut numquam inducant animum pellone, error grande; f. a scran- una tamogna, V. farn una capodga); gner, clignotter, amn;llccare, accennar
f. tast cmeud fa i ragazzein, fare con gli occhi, fare occhiolino; (80) f.
pida; Gr. lellare titubare, G.D.L.l. liilarsi perder tempo. Affini all'iterativo ii lo sono
anche, in questo lessico, gog e ti lo.
(52) Cio, appunto ingannarsi, far errore (N. di Minucci a Malto. III 74). C.
(a7) Da Malm. TI 48 (luogo in cui si citano vari giochi, tutri riversati da C. sul
non 1!tilizza invece le 6 colonne di commento del Biscioni che seguono.
dialetto: cfr. anche zeug, zugar, e n.): due si pigliano pe' polsi d'ambedue le mani ...
(5') Finger di non intendere, fingersi uomo senza giudizio (N. Malm. VI 97:
e formano come una seggiola, e un altro vi siede sopra Il. La parentesi nel ms.
e cfr. I 19 per far la gatta di Masino ).
(a8) Ibid.: due si pigliano per le mani e si tir;mo vicendevolmente come si fa con
(54) Non chiosato, ma da confrontare a C., farSf/n massarrla.
lo staccio abburattando la farina.
(55) Mescolino Il, dei bambini che stanno per piangere;. v. anche mesqula e me-
('.) Affrettare, incalzare Il (N. Ma/m. I 63).
squlein.
(70) Smargiassate Il (cfr. Ma., smariasseda).
(5.) Da N. Malm. XI 52 (e cfr. anche IV 27).
(71) Piaggiare, far muine, dar la soja Il (Cr.). V. anche, qui oltre, smoin e smoinar.
(57) Le ultime due locuzioni sono da Gr.; questa, in particolare, spiegata con
(7~) Ms. smitico, COrto di su Gr. smanceria Il.
quando uno dubita che un altro non lo richiegga d'alcun servigio, e comincia, pre-
venendo, a dire che non P, Il. Cfr. qui oltre neenon difficolt Il, G. (73) Anche l'esponente un italianismo: cfr. T.B. (ma le voci sono gi di Gr. e

(58) Rispettivamente N. Malm. VI 25 e VI 54 (che per ha il verbo alla latina,


derivati) sventare, 4, impedire o r=der vano l'effetto delle mine per mezzo delle con-
suggi/lare aliquem): pesche sono i lividi Il. trammine (originato da 3 r=der vana la forza dell'aria compressa); sjalalojo,
3, nelle mine per sventarle Il. V. ancora, nel Vocabolario universale della soc. Tramater,
(5.) Precedentemente scritto Orat, poi cassato. Da Ma/m. VIII 44, nota a Giechi
IV, Napoli 1834, i 20, 34, 35.
da Bologna (o da Ferrara o Milano, secondo Minucci).
(74) Cfr. N. Malm. II 20: dei bambini, che per poter parlare toccano la mano del-
(80) C'entrer con moda finiscila Il ( mocca-la Il), cio atteggiarsi al padre ~e in- l'adulto.
tima il silenzio agli altri (oppure, a colui che sta sempre zitto)?
(75) Due schede senza glossa: da collegare agli ebraismi tananai, lananara schiamazzo
(81) Non mantenere le promesse (N. Malm. V 34).
(e cose di nessun valore; o pigrone: V. qui sotto) o a tin!inega tentennone (Ga.489-490)?
(a2) Originariamente derivato, secondo la n. di Salvini a Malm. VIII 76, dallo
(70) Leggermente diversi, secondo le fonti, i significati delle due. voci: la prima (Gr.,
strepito che fa ehi adopra lo scalpello Il. Ma per l'origine del modo plador V. qui S. S. huhhola upupa Il, , Iremar come una b.) vale tremar grandemente Il; la seconda
mazzell, e nota. (N. Malm. TI 25) pi precisam=te sta per fingere di tremare, a scopi di accattonaggio.
(a.) Colui che di maniere e costumi bambineschi. Lezioso Il (Gr.).
(77) Tirar per le lunghe (Cr.) .. Cfr. ti lo, slar a far ti lo, sotto.
(04) Di cosa grande ridurla a piccola Il (Cr,).
. (78) Sembra invece che si tratti di voce onomatopeica (tumftumb).
(a5) Che, secondo la n. di Min. a Malm. VI 54, viene dal fr. poulet viglietto amo-
(7.) Cfr, N. I. turba chiassosa, ciurma Il. Forse dunque far schiamazzo Il.
roso Il.
(BO) Tre schede: due con uggett, derivate da Gr. ({are occhiolino Il) e Ant..; una
(.a). La Gr. da rosume rinvia a rosura, , rimasugli, che restano della cosa rosa ...
Con uccell, ancora dai medesimi esponenti francesi di Ant. e con l'aggiunta it. di accennar
E' non fa rosura, di gran mangiato re Il: forse a questa locuzione pensava il C. Con gli occhi Il

.,-...., 156 ,......, ,......, 157 ,-....,


far fers

degl'uc1ad dre a un, hue, schiamaz- fa, v. dar una squassadeina; zeug; (fatt (sost.), v. dscreuvr; far al f. so; (fenzr, v. travestirs).
zo; (SI) quol ch' fa i urzeu, orciohjo, ecc.; farev, v. musccien; fazza, v. far i f.; far mal i f. nostr). fer ch'adreuva i marscalc pr tajar
C; (f. un vernesch, v. vernesch); (f. omm ch' pr la vggiaja ecc.; farsla fatt a forca, fourchu, forcuto. C. gl'ungg di cavaj, incastro; f. da ar-
vesta, v. f. finta); f. vgnir l'acqua adoss, v. personn; vigliac). (fatti., v. legum). rizzar i cavi, calamistro; f. da sgai,
in bocca, far venir l'acqua in bocca; fareina d' semla, con aI remI, a gh' una f a va, luntan altr falce fienja; qual f. ch' ficc in la
gruau, tritello, semola.(9l} C. (V. an- che d' foll, c' un ghiarrdellino, v' marletta, (97) nasello; ferr del tend,
far venir l'acquolina; inuggiolire, inuz-
zolire, far venir un uzzolo; (S2) f. vgnir che burat; buratar; fior d' f.; gnoc; un centellino.(93) C. (V. anche gam- del purter, tringle, verga di ferro. (98)
el sedi, gercer, fendere, spaccare; (S3) impast; mistocca; vulatia; zeug). bon; scurneccia; verm). C. (V. anche fil d' f.; magnan; sal-
f. al vintsett, la spia, etc., far la ma- farfujar, dir molte cose in una volta un favazz, mincion, nidice. C. (94) dadura; squassar; stuzz).
rachella; (S4) f. una zappada.(S5} C; senza lasciarsi ben intendere. G2. Dal favetta, faverella.<95} C. ferla, crocciola. G2. E chiodo di
(f. la zivetta, v. f. l'amor); f. zrl- fr. farfouiller. M2. u11; albr d' fa z, hme, faggio. C. ferro a guisa di crocciola. M2; gruc-
sein, gli ride l' occhiolino.<s6} C; (fare il farfujon, parlator di molte cose ma (fazend,. v. ost). cia ... Nos Lombardi fulcra istiusmodi
zuff(o), v. dar d' gross; zuff(o; f. di non intellegibili.G2; f., infarfujar. C. (fazil, fazilmnt,v. om). appellamus le ferIe; quo etiam nomine
zuglein sovra i nom, bergolinare;(S7} un fasdel, fastello. C. (fazirideina, v. trafgheina). donarrtur clavi ferrei ejusdem figurae ..
fars anrn, fars curagg, sfurzars, s'ver~ fasella, faccellina, facella, fiaccola. C. .fazza d' porc o d'altr animaI, gri- Ma (A.l. 33, 1222); ferI di struppi,
luer, ingegnarsi,sforzarsi, affaticarsi; faseu, hanco!, fagiuolo; f., e una fo. C. gruccia; ferll d'un strupi, bquilfe,
f. beff, burlar, mucciare; (ss) f. bel, spezia d' guazett, haricot, fagiuolo, e fazzulett, fazzoletto, moccichino; f. gruccia, stampella. (99) C.
rinfronzirsi,raffazzonarsi, abbellirsi etc. spezie di guazzetto. C'<92} (V. anche da suffiar al nas, moccichino. C. (V. ferletta, bastoncello che a forma di
C; (f. curagg, v. f. anm); farsla a scurneccia; faseuI, v. interrumpi- anche imbavucar). crocciola soglion portare in mano i
gamb, un datum gambis, etc., me- meint). alla f, gnaffe. C. vecchi per ajutarsi. G2.
nar di spadone, giuocar di spadone; (S9) (fass, v. fasseula). (febbia, v. anzinel; argion). (ferm, v. squassar).
farsnn massaria, fare carestia, adope- fassar, ligar, bander, fasciare, li- (fegat, v. penna). (ferma, v. brace). .
rar a miccinO.(90} C; (fatt (part. pass.), gare. C. felsa, fougere, felce, lat. jiflix. C. (feroc, v. birbon; feroz, v. fier).
v. baston; bvanda; ciusa; error; fasseula, fass da zirusic, figature, feroner, stanler, femmincciolo.<96). fers, rosolia; f. o gazeu, morvigli6-
fantozz; fatt a forca; sgangajar ecc.; fascia. C. C. ne o rovaglione.(IOO) C; (ferse). Rosel-

(81) Cfr. qui oltre uch/ar, N. ueler urlare: Ga. 603 uca/er (per il cui etimo v. F. (g.) Cfr. N. Ma/m. VI 96: si usa l'espressione . poco POCo per indicare, al con-

A.G.l. ID 157-159, Far 4224). Hue in Ant. il grido collettivo di irrisione verso trario, una gran distanza da un luogo a un altro . Foll {( fole (per un consimile giro
uno (e cfr. M3 per fare gran vernia). di parole cfr. a gh'in manca a/tr che d' baj, s. altr).
(az) Tre schede dall'identico esponente, qui trascritte con le diverse glosse separate (D') In senso proprio, favaz colombaccio: "idiace, per metafora (Cr., ) vale
dal punto e virgola; si corregge l'erroneo inuggo/ire ms. sulla scorta di Cr., inuggiolire fatuus, simplex. .
(e s'intenda che la terza scheda nota l'uso figurato del sintagma). V. anche vgnir l'ac- (g.) Fave macinate ed impastate con acqua (N. Ma/m. III 5).
qua ecc. (g.) Vago di femmine (Cr.). Femner donnaiolo anche nel Pincetti, T.A.lI!.
(8') Pi preciso Ant., che fa specifico riferimento a labbra o volto (cfr. qui, pi 106 (N.).
indietro, bucareula e cherpadur inl e/ man, dallo stesso gerier). ('7) Traduce {( saliscendo di Cr., da cui C. ricava la perifrasi dialettale (cfr. qui
(8') Cfr. N. Ma/m. VI 27. oltre merletta, marletta).
(85) Zappata: ma in senso traslato? (9S) Qui sert suspendre des rideaux , proseguiva Ant.

(86) Da N. Ma/m. VII, 7, a si rallegra. Zrisein ciliegino ? (g.) Due schede a c. 27v (dove ferl! da correzione, forse non autografa, su grucce,

(S7) Motteggiare (Cr.). V,. anche zug/ein. e la trad. itai. precede la francese) e a 28r (testo pi completo, da cui si attinge qui).
(88) MucGiare un errore di M. Villani (anzich moccare) confluito nella Cr. ma
Alla c. 26r stava gi per suo conto la prima scheda, col solo equivalente italiano.
(100) Voci di Cr. (il m. sarebbe una spezie di vaiolo, ma fa vesciche pi grosse,
biasimato da M., A.I. 33, 1290.
(s.) Da N. Ma/m. VII 76 e X 3; anche un da/11m gambi.r si intenda dialettale.
ed male manco maligno ... Anche Rovaglione ). Sec. N.fers indica principalmente
morbillo o rosolia, ma in genere ogni malattia esantematica (non ben distinta dalle
(go) Adoperar con riservo (Cr., s. fare carestia).
altre all'epoca in cui C. scriveva). GaZiJ, pi. di gaziJ/ orzaiolo , sarebbe invece la vari-
(91) la traduzione di Ant., che glossa per gruau, in francese, con farina d'avena cella: v. qui oltre gazeu, gaza/i. Di ferse e gazo/i parla congiuntamente (ma chiarendo
seccata al forno, e macinata ... da cui si separa la crusca senza il frullone (cfr. qui oltre che si tratta di due diverse malattie) M' s. rosel/ia/rosolia; l'accessoria citazione dantesca
remzeul e n.). Tecnicamente tri/ello e semola sono due cose diverse. riguarda fersa di In]' XXV 79, a torto spiegata dal Du CANGE come calore immenso .
() Indebita estensione al dialettale faseu del significato traslato di haricol( guaz- Le A.I. non danno l'etimo difersa: s'intenda pero che sferza e il nome di malattia
hanno origini diverse, additate rispettivamente in una voce altotedesca (fillazan: cfr.
zetto fatto con rape). In casi come questi, sembra che al C. prema stabilire l'equiva"
lente dialettale di termini francesi, e non viceversa. R.E.W. 3303a) e nellatinofervire (cfr. Far 3265).

'" 158 ,...., "-' 159 ,.....,


ferzos fissu

Ila et rosolia ... morbus rubris maculis fguzz, uom ardito, lesto, accorto, filadein, filondente. (108) C. .fino, infino, usque. M3 <A.I. 33,
more variolorum in cute hominum che cacciasi per tutto. G2; fghuzz. filadezz, filaticcio. (109) C. 1301; fin, v. arvulars; culor; mettr
apparens ... Animadvertendum autem C; (103) <fguzz, v. ternas) filagna, lunga trave del tetto su cui sudsovra; sbucunnzar).
hunc morbum a Mutinensibus, Regien- un ch' gh' puzza al fi, fiatOso. C. s'appoggiano altre travi pi piccole. <finta, v. far f.).
sibus le f., a Parmensibus le sjerse nun- <V. anche andar; arstar). G2. finzion, bozze, bugie, fandonie. C.
cupari ... Fersa pro ferza, sive sferza <fiac, v. essr f.; fiacc, v. dvintar f.). <filar, v. far f. al fil sutti1; sta m) ; <V. anche far del f.).
nihil aliud est quamferula, metaphorice la fiacca di albr, fiaccamento. filarn un fuso C. (110) fiocd' nev, d' lana, malocc, (113)
ibi adhibita ad signilicandos ardentis- C. (104) filastrocca, favola o racconto lungo etc., jlocon, fiocco; al tal la veul far
simos solis radios, qui tellurem et stel- <fiadar, v. dar una canunada). e tedioso di cose. G2; filastroca, fi- con tutt i fiocc, il tale vuoI troppe
lionem apud Dantem verberant et fe- <fianc, v. mal). lastrocca, filatra, flastrccola; una f. lotte, troppe invenie, (114) troppi stoggi,
riunt. M3 <A.l. 33, 1282-1283). fiap, languido, debole. C2; fiappo, longa, long discours, scilma. C. (111) troppe cirimonie. C.
ferzos, cagafrezza, avaccevole. (101) per fiacco. MI. <V. anche garbui; lungagna). fiopla, elevamento in guisa di tu-
C. <fiasch, v. coll dal f.; arstar). filatela, sperlungon, palamido- bercolo che si fa o quando alcuno si
(fic, v. pezz; ficc, v. fer ecc.; ne.(112) C. <V. anche firatelIa). seotato, o per una cutanea ebullizion
<fess, v. pin d' cherpadur; stum-
par). *ficar, v. blisgar). <filett,v. aver taj; cavaI). di sangue. G2 <V. anche sfiopla).
ficcanas, uno che si caccia da per filozz, andar in f., andar a veglia. fior. d' fareina, stiaccita, stiaccia-
<fess, v. guarda f.; fessa, v. farn
tutto. G2. G2. tina; f. e frutt feura d' stason, pri-
dIa f.).
fiet, (105) feroz, etc., h.1g ard, feroce. <filza, v. far una f.). mitiz, novellizia; f. degli uliv, mi-
<fessa (agg.), v. sccioc).
C. <V. anche om). fin, mnu, sutiI, dsinvolt, d!i, fino, gnolo; quantit d' fior d'uliv, migna.
<festa, v. essr in tripudi, in f.; sottile, etc. C. C. (U5) <V. anche frutt; gambon;
fest, v. cunzar; dir). <fieu, v. intenerirsi lega; fieul, v.
ered); una fieula mia, monnone- <fingardo). Tassonius noster mul- zeug; zivola).
el fett ch' d una frida, del piag, tis exemplis ostendit eos etiam qui fin- fiozz, figlioccio. C.
sta'(106). C. (V. anche una mala b e i-
etc., frizzare. C. (102) gunt sive mentiuntur appellatos fuisse firatella, asta sopra cui un uncino
ga).
feug artifizi, fuochi lavorati. C; (fig, v. valer). injingardi. Atque hoc dumtaxat sensu per staccar l'uva da gli alberi; dicesi
<feug, v. anche cadeina; gnoc; scaja; fil, o bastunz, ch' fatt al gabbi in Mutinensi dialecto usurpatur f., degli uomini lunghi e minuti di cor-
star al f.; supiett). da us, grtola; el f. ch' servn ai idem atque injingardo. Ma (A.I. 33, poratura. G2. <V. anche filatela).
(feuja, v. far la f.; gambon(e). cirusig, faldella; f. d'erba, fstuga, 1231). <fissa, v. far dIa f., ecc.).
(fema, v. arbalta; cavar; fior; frad; un gozz, brin, festuca, filo, branco, <finiss (*finir), v. om). fissu, fazzoletto da collo. C.
petta; purtar; ecc.; fema d' s, v. punto, etc., f. d' fer, saltalion, fil
arstar sbalurdi). d'arehal, ferro filato, filo di ferro.
fevros, febbricoso, febbroso. C. C.(107) (V. anche ravujament; tela).
significati dati da Ant. per una soIa parola francese. Cfr. N. saltiliun saltaleone (cio
filo avvolto e compresso a spirale che, lasciato libero, salta verso l'alto come una molla).
(loa) Ms. filadente, corretto di su Cr.'-4 Filondente Sorta di tela lada [= rada ?],
Sollecito, presto (Cr.>.
(101) cio canovaccio l), filo in dente, un filo per ogni dente del pettine del telaio (cfr.
Cfr. pi addietro br"sar e nota. Fett pl. di ftta, fitta .
(102) G.D.L.!.).
(103) ~1anca I~ gloss~~che B. c:)flfonde con quella del seguente (nel ms.) fevros.
(109)Filato di seta stracciato (Cr.).
Ma non c dubbIO che ImterpretazIOne quella data da G. e, pi sotto, anche dal C. (110)Forse da raffrontare con G.D.L.!., fuso" 21, filarne "n f mancare di parola
s. lernas. . (con un solo esempio ottocentesco, ma dell'uso familiare).
(~04) ~ pi~ legittimo rifarsi a N. Malm. IX 22, s. fiaccata si dice Fiaccarsi gli (lll) Rispettivamente da Cr. e Ant. (dove scilma, I volume, reso con ragiona-
albeu, e I ramI dal peso , che a Cr., fiaccamento, dove il dantesco l'alber fiacca si ri- mento lungo. Long disco"rs ).
ferisce all'albero della nave. (112) Sinonimo, secondo N. Malm. XI 20, s. bacchillone, di galeone e ghiandone ,
(105) Precedeva un erroneo fiov espunto. cio uomo insipido e buono a PoCO. Invece qui sembra che il C. assegni a filatela
(lO~) :( Dicesi sempre per ironia ) (er. S ). Nella letteratura toscanista (Pulci, Varchi (in senSO proprio lunga asta per staccare frutta posta in alto , v. ftratella qui) il valore
ecc.) SI CItava .una Mon(n)a. Ones~a da Campi, che non osava dire il cognome di Bar- di spilungone (che in modenese si attaglia anche a gialZd"n).
tolomeo Cogllone (Colleom). Il tIpO figlio mio / figlia mia per poco di buono torna (113) Nell'interlineo.
neI C. a lega d' fie" e amala beiga: (H4) Ms. invmire, corretto su l'l. Malm. VII 12: sta per quando uno, in fare
, (107) Per gretola cfr. anche travers qui oltre e brij pi indietro. Ch' fatt, corro <d') un'operazione, la vuoI fare con ogni requisito, ancorch superfluo l).
eh f~tt~ S~condo I~ Cr., la faldella quella quantit di fila sfilate ... ove sogliano i (H5) Sono tutte retroversioni da Cr.: in particolare, per mignolo C. attinge all'ul-
ceruslchl distendere l loro unguenti . La terza voce consueto ammassamento dei vari timo .

~ 160 ~ ~ 161 ~
11
nsunumia
fma

fisunumia d'un omm, nsonomia, forbs, frhce, frbice, forncette. C. franza ch' d' c ai drapp, cerro. (122) fretta, ferro doppio con cui tiransi
luchra. (116) C. <V. anche stuzz; taj). le bragie del fuoco. G2.(126)
C.
<num, v. ciusa). forca, dsgrazi, etc., pendard, ri- (franzr, v. instrument). (freud, v. rmettr).
flagell, flagello, fragello, cppayt- baldo, forca, scellerato. C. (V. anche frapla, burla che si d ad intendere. freuda da giustacheur, fodera,
LOV. C. far la f.; fatt a f.). G2. soppanno; soppannare. C.
floss, pass, ftetri, ftasque, vizzo. C; (forn, v. spazzadora). frapIon, chi d ad intendere burle. al frezr ch' fa i stezz verd, cigolare,
<flossi, v. carn). (fort, v. cminzar). G2; un f., frappatore. C. C; < frezzr, v. !assar).
flota d' bott, d' zerimoni, dar in (forza, v. rubar; forz, v. calar). una frasca, un om alzer, falimbello, frezza, dar d, ch' s' tr a man
chiocca; (117) f. d' zeint, etc., frotta; foss fatt dalia cascada degl'acqu, falimbelluzzo. (123) C. senz l'are, e usada dai Mor, zagqye,
flotta d' pugn, d' sgiaff, etc., car- ravin, fossa, cavo. C. <V. anche ter- <frasClia, v. ragazzada). javelot, giavellotto. C'(127)
piccio. C. ra). frassn, frene, frassino. C. (frezza, v. andar d' fuda; caga-
<fluid, v. sfundij). un fra ben passu, ben pulpu, frattenga, cosa straordinaria. G2. frezza; camminar).
fluss, flusso, mal di pondi, soccor- fratacchi6ne. C. <V. anche banc). fravI, frgola, frvola. C. (frida, v. fett).
renza, dissenteria. C. <V. anche far f. (frabbo, v. adracato). fraza, brina grossa. M2; frazza, ftir, culpir giust, assene;', (128) feri-
a primera). frac d' bastunad, un carico di le- acqua gelata che piove minutamente. re, colpire giusto. C. <V. anche zeug
<flussion, v. mal). gnate. C. G2. ( cumpagnon).
(fnestra, v. fantozz; frada; guerz; fracass, plador, strepit, etc., va- frazar, il cadere della brina grossa. frisone, frosone, avis species. M3
mantegn; mros). carme, rumore, fraca~so. C. (V. anche
G2.(124) (A.l. 33, 1096).
fuogg, finocchio. C. armor). <frazza, v. fraza). frissa, astuta; impertinente. C2.
fuon, a gh' vin su f., colere excessive, fracassada, fricassea. (120) C. (frdor, v. afferdars; dstillazl0n; fritada. rugnosa, frittata in zocco-
rabbia, stizza, rovella. C.(118) <V. anche incass; mal II). li. (129) C.
frada, ferrata; f. da fnestr, infer-
aver su f.). fred accur.(125) M2; f. acut, bri- friteI, fritelle, lat. arto/aganus. (130)
rata, inferriata; frad del fnestr ch'
l'istessa fola, 1' sempre quella sportn in feura, inginocchita. C. vido. C; (v. anche cciarabaccion; C; (frittell, v. spadIada d' f.).
bella. C; (119) (foll, v. fava). (fragranz, v. udor). fredd, v. far la termareina; ingrilli; (frittura, v. mesqula).
murir; sedI II; supiars; fredda, v. darn (frizr, v. Iassar).
la follia di cavi, f6rfora, f6rfore, (frajeul, v. imburdirs).
forforaggine. C. una calda; li lo). <frizzar, v. dar deli stringad).
frambu, framboise, mora di rovo.
C. (121) . (frega, v. andar in amor, in f.). <frola, v. carn).
foIga, animaI volatil, ra/e, franco-
(freig, v. far el f.). (front, v. increspament).
lino, folica. C. framezza d'ass fatta int una camra,
:-~ (fresc, v. star all'ombra; vas; a frua, frutto che si cava dalle vacche
<fond, v. dnanz; vein; in f., v. assito, tramezzo. C. fresc, v. dpenzr). etc. M2. (131)
terra). frangena, burla, minchioneria. G2.

(122) Propriamente (Cr.) nome di albero, ma nel spiegato con glossa da cui C.

(li6) Che nella Cr. sinonimo di fisonomia, . ricava la perifrasi dialettale.


(12') Propriamente (Cr.) sorta d'uccello, ma nel Huomo senza fermezza .
(117) <?io (: in quantit g:ar;de !', secondo la nota di Minucci a Ma/m. VI 90 (cfr.
qUl s. a )osa); lnvece, per Blscloru (e cfr. T.B., C.D.L.!.), chiocca propriamente vale (124) Sulla famiglia lessicale cfr. Ga. 276: jraza (dal lat. jragium) {( rottame e frattu-
percossa. Anche carpiccio da Ma/m. (XI 21): come pi oltre malmantilesco sar rame, mentre l'omonimo jraza puzzo di cosa fracida viene da jracere, jracescere.
rive/lino impiegato a tradurre muda d' pugn ecc. ' , Analogamente ci sono due verbi jrazer: talora significa il putire e l'abortire lo {
. (us) Rabbi!1, stizza scritte due volte: sono cassati un primo co/ere e una v prima sporre che fanno le bestie l'aborto, non solo morto, ma fradicio e puzzolente ), ta-
dl rovel/a. appunto rovello e rovella (esponente in Ant. I val., rabbiosa stizza. Co/ere lora il cadere di quel nevischio granuloso che come un frantume di gragnuola.
excessive ) a fondamento del nostro lemma. (125) Intenso, cfr. N.

(119) Da Ma/m. X 53. La locuzione dialettale viva, almeno nella Bassa. (126) Lunga tenaglia da fabbro; sorta di molla per braci (N.-Da jerrum ?).

(120) Nel senso, anche odierno, di sorta di cuocitura (Cr.). La voce dialettale (127) Da Ant., I val., zagaglia (zagezye manca al voI. II); s' risulta da st con t espunta.
solo in J'.J'::1 da questo luogo. (128) Precedeva un es cassato.
11
(121) Ms. jrallboise, corretto di su Ant., che non troppo perspicuo - come al solito I (129) Con la carne secca (Cr.).
quando so~o in ballo v?ci attinenti alle scienze naturali - sulla glossa: Fruit rouge &. (130) Vivanda, fatta di pasta quasi liquida, fritta nell'olio ecc.: N. Ma/m. III 59.
que!que f01S ~lanc qUI crot sur un arbrisseau pineux (Lat. moruro idaeum, idaei Nel ms. a jrite/ seguiva d' pan, cassato.
rubi). Mora dI rovo . Dovrebbe trattarsi del lampone (la mora di rovo in fran-
(131) Gi da B. raffrontato a jrova latte, che si d al prete il di dell'Ascensione (a
cese, suona fll1ire sauvage): e cos traduce Me. s. frambo, jrambu. '
Magreta) .

'" 162 '" ,,~ 163 r-.J


frudett fus

frudett, quantit. G2. <V. anche dar picoll; rume1la; vessl). furar un bus int l'acqua,. lavar la un fudrett; darn un furgott).
un fudrett; fudrett). fruzna, per brutta cera. L. (134) testa all'asn, pisciar nel vaglio, far la non tanta furia, non tant ciaqqr,
<frugar, v. burdigar). fstuga, bruscolo; f. d' paja, etc., zuppa nel paniere. C. (139) non tanto ammenne. C; (142) <furi, v.
frullar, essr matt, ha de' farfallini, fe'tr/, bruscolo, festuca; fuscello. C. (135) <furb, v. conti scroc; sugg). andar in bestia).
delle farfalle. C. (132) <V. anche fil d'erba). un furbazz, mascagno. C. furmaj dai ogg ch' vin da Milan,
fruscol, bruscolo. G2; <fruscole). fturein, voiturier, vetturale, vettu- <furbson, v. far di f.). milan,(143) cascio di Milano. C; <furmai,
Nihil ego habeo heic animadve.rten- tino. C. un furc, forca. (140) C. v. crecca).
dum, nisi appellari a Mutinensibus f. fudrar una camra d'ass, intavolare, furcon da tri branch, forcone con <furmela, v. mettr a man).
frustula illa quae fabri lignarii in expo- impalcarla con tavole; f. i cussein, tre rebbi. C. furment magn dai begh, golp-.
liendo ligno educunt dolabra sive run- infederare. C. furdigar, muovere o cercar di muo- tO.(l44) C. <V. anche giutton; Iocc;
cina ... Translata vox fuit ad reliqua fudrett da cussein, fdera. C. <V. vere con un bastone o con altra cosa tridameuri; furmeint, v. cuvon;
ligni minuta segmenta. An vero fru- anchedar un f.; frudett). simile. G2. <V. anche andar furgand; massa; tib(b)iar(e); zanein).
scola nostrum e frostululJ/ descenderit, fufgna, inganno, prestezza di mano. fustigar). furmigament int el man, etc., in-
et an Tusci fruscolo in bruscolo converte- G2. <V. anche far d' f.). furfant, zaltron, guidon, etc., be- formkolamento, informicolare. C.
rint, quisnam, rogo, rite decernat? Ma <in fugaton, v. infarfujar). Htre, gtleux, guidone, furfilnte etc. <furtessm, v. correr).
<A.I. 33; 1170); frusqul, frusco, <fugheint, v. battr). C.(l41) <V. anche birbon). <furtuna, v. andar).
fruscolo; brucioli, trucioli. C. <V. an- fuglar, focplre. C. <furgar, v. andar furgand). furzeina, forchetta, forcina. E i
che carta). fulsel, filugello: C. <V. anche guss). furgon, ramo . lungo che si adopera branch dia f., rebbi. C.
i frutt ch' pr cuntraria stason dann del fumann, dI scalmann alla da' fornaj nel forno per cavar fuora furzeIa, broncone; furzella, Ia boc-
indr, s'amalijn, incatorzolire, imboz- testa, fuma. C. le brace. G2; .f., furgonar, dal fr. ca dal stomg, forcella; ei furzell,
zacchire, non attecchire, dar addie- fumareu, fumajulo, fummajulo, fourgon, fourg01zner. M2. forcella. C. (145)
tro; (133) i f. e i gran quand i enn in fumcchio, fummcchio, fummigazio-
<furgonar, v. prec.). <fus, v. far d'una rocca un f.; fi-
fior, e ch' gh'arriva addoss dia neb- ne, susorno. C'(136)
furgott, quantit. G2. (V. anc?e dar Iarn un f.; vodar).
bia ch'i fa crudar, annebbiare, cio <fumm, v. aver dal f.; rengh;
offesi dalla nebbia riardono e non alle- fumm d' ravieu, v. temr).
gano; f. madur nizz, frutto mezzo; un funiqul (di ragazz d' nassion),
f. magagn, entich, magagnato, in- . funicolo, belliconchio, (137) tralcio del trattato della cura di tutte le malattie, h'adotto da ser ZlIcchero Ben&venni (una delle opere
taccato; al f. dal mlor, dalzipress, bellico. C. su cui maggiormente si applic il Redi inventando - come in questo caso - passi ine-
sistenti per ricavarne retrodatazioni lessicali: cfr. G. VOLPI, Le falsificazioni di Francesco
dia murtelIa, orbacca; f. stri, un ei funtanell int i brazz, fontanella, Rcdi ne/ Vocabolario della Crusca, pp. 33-136 di Atti della R. Accademia della Crusca per
frutto afato. C. (V. anche gambon; cauterio, rottorio. C'(138) r
la linglltI d'Italia, A. Acc. 1915-1916, Firenze, Tip. Galileiana 19.17, in particolare p. 73-
76) che recita {( si apra col fuoco vivo una fontanella nel braCCIO l). Secondo c., Invece,
questo fontanella varrebbe l' ({ incavo naturale dei gomiti.
(132) Cfr. Ma/m. IV 7 ha il mazzocchio pien di farfallini , nota mezzo matto .
(13') {( Far cosa vana: cfr. Ma., acqua 15, esen 1, e, per quanto riguarda la fonte
(18a) Ms. imbozzacbire, corretto per analogia con albr cb' n' vin da goint ecc. Qui C. di c., N. Malm. XI 10 (donde anche far dal bein a un ingrat).
attinge a Cr. s. incatorzolire (affine all'imbozzacchire da. cui aveva attinto pi addietro).
(140) Forcone (cfr. Ma., furc; N. furchl) .
.Anche le voci seguenti sono attinte da Cr., l'ultima, in particolare, dalla voce afato
dicesi delle frutta, che strette da nebbia, o sovercbio caldo, non posson condw:si a (141) Belttre da correzione crispiana su un primitivo b- (ma cfr. Ant. belistre, che sta
perfezione. V. anche astriar, s. mlum. alla base della nostra scheda). Ctddon aggiunto in un secondo tempo.
(la4) Cfr. N., frOifOO figw:o; fen1IDnuccia (e gi B.). (142) Da Ma/m. X 23, con le note di Biscioni (<< non tanta furia, non tanta fretta)

(135) Tre schede distinte in tre carte consecutive; la prima (26r) recava solo fstuga
e di Minucci, secondo cui ogni parola non vuoI risposta (cfr. le cioqqr cri-
(cui fu aggiunto in un secondo tempo d' paia) fuscello; la seconda (27v) quella spiane).
qui riportata per prima; l'ultima (28r) compare qui per seconda. (14a) Che originariamente, secondo .Ant., vale nibbio e poi .so~a di pesc,:,

(ia.) Tutto da Cr., fU1l1(m)acchio (e si noti che fum(m)qjuolo sta per legnuzzo, o
infine {( sorte de fromage qui a des yeux, quia la croute rouge, et qUI vlent de la VIlle
carbon mal cotto. Rocca del cammino). de Milan. Cacio di Milano)l.
44) {( Guasto dalla golpe nell'';itimo significato (che q;'ello di aerugo, rubigo .
(la7) Ms. bel/inconchio, corretto di SU Cr. ... In dialetto pi genuino, il cordone m-
belicale curdun (N.). Si noti che funicolo, in questo senso, manca alle Crusche citt., latini: Cr.).
e dal C.D.L.!. viene assegnato solo al Vanisnieri, contemporaneo del nostro C., oltre (145) Almeno le prime due schede (la terza nOn sufficientemente ch.iara) sono
che amico del Mw:atori. da Cr.: broncone un {( ramo, o pollone tagliato dal suo ceppo, ma non runondo;
(186) Il Nostro equivoca sulla glossa di Cr.a",fontO/zel/a, ultimo, dove la voce viene
Palo grosso ... ad uso di sostener le viti): Col secondo furzel/a, invece, si intender
detta usata anche per cauterio, rottorio, con un esempio tratto da un Libro o sia la {( forcella formata dall'incavo delle. due arcate costali nella Zona epigastrica: ma
N. glossa furzla dal stdmmegh con stemo .
,...." 164 ,...." ,...." 165
fusareula

fusareula, fusajulo. (146) C. tum aliquid (Mutinenses) scrutantur.


(fusina). Lombardis nonfucina, sed (A.l. 33, 1210): Adoperato per isco-
f. dicitur. Ma (A.I. 33, 1210). prir qualche cosa ascosa in un buco o
bel fu s t, bell'imbusto, bel co- altrove. (A.l.,ediz. 1751, II, p. 240).
ram vobis, tulipano, uomo di sola Ma. (14B)
bella apparenza, lat. stolones; a si un fustigon, baston con cui si muove
bel f., imbusto. C.(147) qualche cosa. ca.
fustigar, muovere con un baston futecchia, vino insipido e molto. G
qualche cosa. ca; fustigare, aut efe- acquaticcio. C. 2 ; futteccia, acquerel-
stuca corrupto efformatum, aut (quod lo, mezzingo, vinello, lat. lorea, loro;
veri videtur similius) a fuste, baculo, futteggia, vein cattiv, cerbonca.
quoties nimirum fuste, sive virgula abdi- C.(149) gaban, gabbno, palandrano. (l) C. (galant(e), V. attill; ciu).
(V. anche nasminstecc ecc.). galantom, e om da bein, xOCo-
(gabanella, V. teurs un po' d' g.). crxocyoc66; da xoc6, onesto, di garbo,
un gabbacrest, ippocrito. C(a) (V. e ocyoc66, buono, da bene. C (B)
anche santifigetur). galaverna, tugiida che negli alberi
gabbia a trabucal, ritrosa.(S) C; vedesi gelata la mattina. c.a Mutinen-
(gabbia, V. brii; fil; travers). ses autem non solum cum reliquis Ita-
(gabella, V. far al minccion ecc.; lis pruinarn appellant brina, sed etiarn
sfreus). pruinam vehementem, in arborum ra-
gabion da tgnirg dentr al ma- mis spectabilem et congelatam, dicunt
gnar, moscajula. (4) C. g. Fierine potuit ut haec vox partim
(gajarda, V. spendr e spandr ecc.). Graeca, partim Latip.a fuerit? Quippe
Cagliardo: Lombardi, Lucenses et alli r&:oc, seu gala Graecis est lac. lsta,
dicunt gaiardo. Ma (A.I. 33, 1210). etsi neutrius generis, in femininum
gaibola, intrico. ca. contorta, atque addito hiberna (quod
gin, furbo. C2.!5) postea in verna evadere potuit, uti ex
gainon, busbaccone; da busbaccare, hibernum efformavimus verno) fortassis
busbaccheria. C(6) originem dedit vocabclo" g., quasi si-
gajoff,(7) tristo, scaltro. ca; g., ga- gnificare per m.etiphoram voluerint
glioffo. C. (V. anche mleinsi). lac hibernum. Ma (A.I. 33, 1092); (9)
<gal, V. star in barba. d'g.; gall, g., frimas, brina. C.
V:. bais). galavrina, ribebba Florent. M1;

(l) Cio mantello con maniche (Ma., s. gaban) O tonaca, saio: scherzo giacca,
giaccone (N., S. gabana). .
(a) Nel ms. compare sotto la lettera B, subito dopo bacton, dall'analogo significato .
. (3) Cio somigliante a trappola per topi (N. Ma/m. VI 56); cfr. N. trabucb/.

(.) Che serve appunto per guardar dalle mosche carne, o altro camangiare gra-
zie al suo impannato di tela (Gr.; e cfr. N. S. murcaro/a).
(a) Cfr. N. S. gino, ingannatore (dal carolingio Gano).
(146) Per un diverso sfruttamento della stessa voce di Gr. v. anche cercar al mal ecc (o) Quegli che sempre cerca di ingannare altrui con bugie (Gr., secondo cui
In dialetto, voce analoga dovrebbe essere piscrO/af-eul: v. anche trsd/. . invece il verbo che deriva da burbaccone).
(147) Cfr. rispettivamente N. Ma/m. XI 48 e Gr., imbusto, , Be//o imbmto. (7) Dal confronto con casi analoghi emerge chiara la grafia -ff di G. (non -ft come
(148) Analoghi sono furdigar, furg~r, burdigar. Per il sostantivo che segue, cfr. bttr- potrebbe credersi).
dzgon. (8) Da N. Ma/m. VII 28, compresa l'accentazione erroneamente ritratta delle parole

(MD! ?ggi/u!ticc~a . .Se .c".boneca da Ma/m. VII 6 (e C. ne trarr anche vein guast), greche (qui corrette).
gli altrI stnorunu CrlSplam 51 trovano solo singolarmente in Gr. (tranne mezzingo e il (o) "La voce resta di oscure orig. e spiegaz. (D.E.L.!., che tende a ricondurIa
lat. lorea), senza rinvii reciproci, come non fa rinvii la N. Ma/m. XI 43 S. acquerel/o. al termine marittimo calavrna specie di fodera).

,..., 166 ,..., ,..., 167 ,...,


gatt
galbedr

galavrena, ribeba. G2; galavreina, a Tuscis reddi per vocem gambo, et a garavela, per [... ] L; (16) <garavell, glio; noci verdi. C.(19) <V. anche ca-
ciammngola, cianciafruscole; g., niai- Mutinensibus per vocem g. et gam- v. pir g.). var).
serie, bagatelle, ciammngola, bagattella; bone, quasi sit crus olerum et florum. una cossa ch' m' g a r ba, ch' garzeul d' canva, etc., garzulo;
g., bagatella, giammngola; g., ba- M3 (A.I. 33, 1088). m' pias, ch' m' va pr al vers, garba- g. d' lein, d' canva, lucignolo; g. d'
gatella, etc., breloque, bagattella, cosa una gamba d' z e una d' l, ca- re, attagliare, gustare, etc. C. lein, d' canva inrucc, pennecchio.
garbui, per intrigo. L; g. d' paro l, C.(20) <V. anche garzuol).
da poco; g., zanza, etc., babiole, cian- lifottrchon, a cavalcioni; gam b suttili,
cia, cosa di poco momento, valore, andar su i fuscelli, su i fuscellini. C. (12) filastroca longa senza c n gui- <garzi, sgarzi). Nos Mutinenses
etc.; galavrein, bazzcole, bazzica- <V. anche andar; farsla a gamb; da, galiJ7Jathias, tantafera. C; garbuio, aliique fiitin populi eos (echini) nun-
ture; g., gnacr, tatr, ciarpe, bazzcole; granfi; instcar; lacca; lov; or; spru- garbuglio, cbnfusionem rerom signifi- cupamus sgarzi, alli vero g., unde
g., inguangvl, badinage, scherzo, giuo- nar; squassar; vach). cat. Ma (A.l. 33, 1213). (V. anche evasit verbum sgarzare, quum nempe
co, allegria; g., zagnad, ragazzad, (gambarein, v. gambr). gumbion; ingarbujar). bisce echinis educuntur pili e pannis
badinage, scherzo, giuoco, allegria; leg- (gambareula, v. far la g.). garet, per talone. L; [garett. M2]; lanes. Durat adhuc uni viae urbis
giadro. C.(lO) (V. anche tatr). gambon dI' feui, degl'erb, gambo, garett, garetto, garretta, garretto; nostrae nomen le Sgarzerie, inditum
(galbedr, v. zal). gambone; g. di fior, di frutt, fusto; sgherrettare, sgarrettare. C. quum ars lanaria apud nos effiorebat.
(galera, v. aguzein). i g. secc del fav, faville. C; (gam- garetta pr el sentinell, g. da sinti- M3. (A.l. 33, 1291).(21)
(gall, v. bais; gal, v. star in barba bone, v. gamba I). nella, guerite, vedetta, veletta. C. (17) garzon dal guardian del prson,
d'g.). gambr, gambarein, crevisse, gam- gargantilli, vari ornamenti vani e guichetier, garzone del carceriere. C.
chi d' galleina nass, raspa, cl di bero. C. (V. anche suppa). impropri che le donne pongonsi tal- (gataj, v. sgherbij).
gallina nasce, convien che rzzoli. gambtar, sgambtar, psgar di p, volta sul capo. G2. gatt, gatta, mucio, mucia; la gatta
C.(ll) (V. anche essr malinconie; latt; zampettare. C. (13) gargatton, gola, gozzo. G2; gar- ha da far con al pan meuj; la gatta
spluc; galleinn, v. bvida; coca; ga- ganassa, ganascia, mascella. C. (V. gattone, amplum guttur significans, va tant al lard ch' la gh' lassa
Ieina, v. tgnir). anche magnar). quod nobis in usu est, allisque Lombar- gl'ungg, tante volte va la gatta al
(galluzz, v. mettrs in g.). ganasson a man averta, gotta. C. dis. Ma <A.l. 33, 1218-1219). lardo che una volta vi lascia la zampa;
galon, fianco del corpo. G2. garabatl, carabttole, bazzicature. C. gargozz, gola, gozzo. G". tante volte al pozzo va la secchia
(galoria, v. far g.). garandela, per [... ].(l4) L. garan- (garofano, v. dare un g.); garofn, ch' ella vi lascia il manico o l'orecchia.
(galunar, v. trinar). della, aver i calzett a g., calzette che girofle, garofano. C. <V. anche mnen; sgnavlar); gatt
galupp, galuppo, uomo vile, abiet- fan pieghe su le gambe. G2; andar a garos, gar6so, gareggi6so. (18) C. majmon, mamm6ne. C; (22) (gatt
to, e mal in arnese. C. g. Z. garti. MI; g. d' nos, cerneau, gari- mgnon, v. andar; gatta morta, v.
(gamba). Animadvertendum quo- garapena, fuligine che cade dalla
que Latinum catl/em, hoc est thyrsum, testa grattandosi, o pettinandosi.(15) G2.
(16) :Manca la glossa. Cfr. N., 'g., mont., castagna che non matura ", e anche cla g.
colla caravella (da cui l'etimo) da falegnami, tenacissima. V. inoltre G.D.L.!.,
caravella' (colla usata anticamente per le navi omOlIne) e c. 3 (variet di mele e pere:
(10) Le nove schede crispiane in tre sole carte (qui le abbiamo solo ordinate alfa-
dal fr. calleville, 1544).
(17) Due schede da Ant., nella stessa facciata c con la sola variazione da sintinella /
beticamente, senza praticare fusioni) danno un'idea del modo di procedere del nostro
abate. Le fonti sono rispettivamente er. 4 (ciammengola esponente, cianciafmscole glossa; pr cl sC1ltillcll.
e si badi pure al , Dicesi anche per ischerno a Donna vile); Ant., val. I, citz~ml1- (lB) Da er., che spiega rispettivamente le due voci con amator di gare, perfi-
go/a; er.,; Ant.; ancora Ant.; er., s. bazzicature,. N. Ma/m. III 5; e iniine, sempre Ant. dioso che spesso gareggia. . Anche Garoso .
(due schede originate dallo stesso badtilage,. nella prima, la voce fr. era preceduta da Una' (19) ,Due schede distinte (ma nella stessa facciata) dalla stessa voce di Ant., che
d sCiitta per errore e cassata; nella seconda, C. sfrutta i significati di quattro diversi traduce in italiano noci verdi, noci che sono ancora nel malia , ma nella glossa fran-
~ - e l'ultimo, leggiadro , proprio non si attaglia alle voci dialettali). ' cese spiega trattarsi del gheriglio, per quanto ancora verde.
(11) Da er., che allega un es. dal Salviati. (20) Da tre voci di Cr.: la prima (garzuolo) sfruttata nel senso del una sorta
(12) Rispettivamente da Ant. e da N. Ma/m. IV 7: la seconda gratuita trasposi- di canapi! fine (mentre il primo significato, di parte centrale del cavolo, insalata ecc.,
zione dialettale della metafora del Lippi, spiegata con ha gambe cos sottili, che ras- ha dato origine a un cost d' lattuga ecc.). Anche IZ/cignolo preso nel senso del , Quella
sembrano due fuscelli. quantit di lino o di lana che si mette in sulla rocca (sinonimo dunque di pennec-
(13) Da N. Malm. VI 18. Il terzo verbo dialettale sar affine all'odierno ;;amPighr. chio ).
(14) A cacaiuola, a bracaloni (N., garandela). La glossa manca nel ms., dove
la voce compare a c. 86r (l'ultima scritta) assieme ad altre 11 collocate al di fuori del-
l'ordine alfabetico (e su dodici parole, quattro non hanno equivalente italiano).
(15) Forfora, cispa (N.).
I
I
I
(21) L' echino il riccio di mare (pi anticamente, anche il riccio della casta-
gna). Cfr. N. sgar;;,., sgher;r, diricciare, cardare.
(2') La Cr.'4 (probabile fonte del C.) non ba 1I1IIcio, ma solo 1JJucia, 1JJucina, 1J2ucin~
(nell'italiano antico, gatta valeva per gatto ll, senza distinzione di sesso; e cfr. qui

'" 168 '" il ......, 169 '"

l
gattaia giocare

far la g. morta; far al mari ecc.). (gerla). Utuntur etiam Mutinenses, gherzola, allegria, buon umore. giandna, o gendna, ovo del pi-
gattaia, quistione o altercamento allique Lombardiae populi, voce g. G.2(30) . docchio, G2. (V. anche' gendn).
caldo di parole. G2. sive zerla, ad significandam corbem, (ghett, v. splorcciameint). ch' t'in vegna la g i a n d u s sa.
gattajars, quistionare. G2. in qua panem coctum pistores portant. gheub, gibbo, gobbo, scrigno, C.(33)
gattara, prigione. G2. A gerulis in ipsam corbero nomen per- rialto, rilevato. C. giara, giaire, umore viscoso. C. (34)
gattareula, gattaj uola. (231 C. transito M3 (A.I. 33, 1092). (ghgnein, V. far g.). giarabacchion, svenimento. G2.(35)
gattein, mucino, mucina. C. germlir, per tremar dal freddo. L. (g4iova, V. giova). giarangian, montanaro, o uom ru-
(gattone, v. andar a g.). di brutt g e s t, di attazz, smor- ghirigai, grandezze, allegrezze; al- stico. G2; un g. ch'ha del maniraz~
gattuzzl, solletico. G2. Dal ted. kiit- fia, gesto sconvenevole fatto col viso, legrezze, o ornamenti inutili. G2. zi da villan, paltoquet, uomo grosso-
zelo li fr. ha chatoui//er.(24) M2. da fLOPCP~ (28) che vuoI dir faccia. C. ghiron, pezzo di panno o di tela lano, rustico. C. (36)
gaza, geqy, gazza.C. (V. anche (gesuetta, V. far un g.; gisvit, V. tagliato obliquamente. G2. giardein sr d' sev, closeau. (37) C.
far l'amor). mandg). ghirra, cosa daruente. G2. giaroni" per sassi. L.
gazeu, petite verole va/ante, morviglic- gettla, piattola che s'appicca alla ghitt, meschin, etc., guitto. C; g. (giarosa, V. terra g.).
Di C; (gazoli). Feminae Mutinen- pelle degli animali. G2. . arfatt, uomo prima povero, poi dive- (giazz, V. candlott d' g.; fiu crech).
ses, aliorumque ut puto Lombardiae (ggiappa(r), V. cotta; ciapare). nuto facoltoso, ma di bassa estrazione. giazzeu, ghiaggiulo. C.(38)
populonim mulieres, appellaO.t g. alium (ggiar, V. culor). G2; ghitto, guitto. (A.I. 33, 1097). <gil, V. zugar a g.).
similem morbum, quo pueri affiigun- ghega, voce d'ammirazione; dicesi Suspicari quisquam possit regioni illi ginett d' Spagna,. giannetto, gi-
turo Latinis morbi/Ii fuerunt, Florenti- anche di cosa di qualche grandezza. nomen ghetto inditum fuisse, quod es- netto.' C.
nis sunt morvig/ioni. M3 (A.I. 33, 1283. G2; (29) [g. 2]. set luogo guitto, ut Tusci ajunt, seu (gi, V. mettr la Iengua in g.;
V. anche fers(e.(25) <ghegna, V. spaplars la g.). ghitto, uti Mutinenses, idest iocu.r sor- giova).
. gazzan, goffo. G2'(26) gher, ghiro. C. gi gi, adagio adagio. (39) C.
didus, quales Judaeorum vici in multis
ghdugnada, cotognato. (27) C. gheri er li Ili, era egli col len; (giocare all'amore). Giocare alla
urbibus esse solent prae copia gentis
gendn, lndine. C; (gendna, V. gherla er li l, eraci clla jeri col. G2. et angustia habitantium, ne dicam mora, ludus bajulorum ac infunae ple-
giandna). uva gherspeina, grosei/le, uva spina, incuria. <A.I. 33, 1215). Ma; <ghett, bis ... Inquirendum est an ltali lusum
<geni, v. la va ben ecc. (andar. C. V. anche splorcciameint). istum obliti, illum rursum ab Arabum
ghnen, smiotto. G2'(31) sive Maurorum populo didicisse pc-
(giacco, V. zacco). tuerint, ac propterea ludus nuncupatus
sotto gattein). Non abbiamo rinvenuto traccia del primo proverbio (che C. cita, senza giaggers, godersi. Ga'(32) fuerit giocare alla mora. Nobis dicitur
glossa, sotto la lettera P di pan); potrebbe significare il glitto ha il suo daffare col pane'
bagnato, non pane per i suoi denti. Il s\!condo modo ripreso da Ma/m. e note
(sono riconoscibili i due versi conclusivi dell'ottava VII 69). Mammone in Cr., II, Spe.-
zie di bertuccia. E spezie di gattO: la voce dialettale andr collegata a N. (in) gat- (30) Per l'etimo cfr. B., p. 37, S. aghrzar (dalla scheda gherardiana trasCritta qui in-
mgnun, galumiun, a carponi, C. andar in gatl mgnon. nanzi).
() Cr. Buca, che si fa nella 'mposta dell'uscio, o simili, acci la gatta possa pas- (31) Per l'etimo cfr. B., S.v., 58-59.

-~ . (32) Dagaudium o forme parallele: cfr. Ga. 291-292,gitigr.

('4) Ms. chaleldl/er. Il riscontro francese (e la conseguente etimologia gatto t chal) ('3) L'imprecazione augura un ingrossamento delle ghiandole linfatiche, special-
fatto anche da Ga. 290-291. mente inguinali (N."): cfr: Cr. ghianduccia e ghianduzza enfiato; e forse anche,. qui
('51 Il simi/em muratoriano si riferisce alle ferse o rosolia. Oggi che le malattie esan- . sotto, gnesa.
tematiche sono meglio riconosciute, g. designa solo la varicella (etimologicamente, ('4) Si legga Giara, conforme agli usi grafici di c.; cfr. Ant., , ({ Albume, chiara
piccolo vaiolo; Ant. segnala anche la grosse 1/ro/e, mal venereo). Cfr. inoltre d'uovo.
Ga., 291, gaz morbilli, quella eruzione cutanea o vajuolo spurio che bicolora (35) Cfr. sopra cciarabaccion. N. Giarabaciun vertigine, tarabacin -ciun sincope,
la nostra pelle. Per scrupolo segnaliamo che la 1/ del morvig/ioni crispiano non di accidente vascolare , .
univoca lettura: potrebbe essere una t (il che darebbe una parola non attestata) o, meno ('0) Cfr. Ant., ho=e grossier, qui a les manires rustiques & pasannes. Cfr.
probabilmente, una b (<< morbiglioni, accettabile). La forma qui adottata identica a caccian e gazzan per significati affini.
quella usata da C. sotto fers.
(3?) Cio, appunto, giardino chiuso con siepe, come traduce Ant.
(20) Cfr. cacGian montanaro, sempre di G'?
(38) Al N. risulta solo la denominazione di spadun per giaggiolo . La grafia della
(27) Conserva, confettura (Cr.).
voce toscana ripresa da Cr. (<< pianta nota, le cui barbe secche sono odorifere, e fa
('8) Ms. fL6p'P"IJ: e l'errore risale alla fonte, la nota a Morieo di Ma/m. X 33 gi usu- i fiori paonazzi).
fruita sotto far di becco (39) Il primo adagio era inizialmente scritto con due g. La glossa it. scritta nella
('9) Oggi percossa, colpo violento. colonna solitamente riservata al dialetto, subito dopo gi gi.

~ 170 '"" 171 '""


godrs
giott
<gloria, V. andar in g.). corn; man; mugg; personn; pulin-
donna 'Nora, vacca mora, quae nigri co- giravolta, ragir, suterfugg, detour, gIos, lov, gruottone; lurco, go- ton; vgnir da gnint).
loris est, etc. Sed fortasse scribendum andirivieni, rigiro, finzione, etc. C. loso. C. gnixa, cosa grande; e dicesi ancora
alla mora. Mutinenses dicunt g. al- giribuldana, moltitudine di plebe; glusaria, lecconeria, leccornia, per voce di ammirazione. G2. (V. anche
l'amore. Nomen corrupisse videntur. dicesi ancora di mmor che si faccia. G2. gruottornia; g.,- luvaria, g~ottor:ua, gnesa).
Attamen quum interdum amantes nu- girubn, Arab. [... ] giorubanon. Su- golosit; pappalecco, leccorrua, gruot- gnoc, focaccia; dicesi ancora d'uom
tibus suum animum exprimere soleant, perior pars indusii, ad collum pectus- tornia. C. (V. anche vendr). semplice. G2; g., cofaccia, focaccia; g.,
hoc etiam heic adnotatum volui. Galli que patens. Gollius p. 488 et Gigg. gmera,(46) V01Jler. M2; (g., gom- cott int al feug, focaccia; render pan
Italicum hunc lusum appellant la tomo 1 p. 637. G. nel nostro dialetto per focaccia; render frasche per foglie,
ra). V consonans alli populi in G et
Mourre, Hispani Amorra. Ma (A.l.33, un giubbone grossolano, mal cucito,
GV mutant ut Vastare Latinum, quod render la pariglia; g. fatt d' fareina
1251); zugar all'amor, fare alla mo- di poco buon taglio, e convenevole a nobis est guastare, et Gallis Gasler, sive con i ands, mistoc, oss d' mort,
ra.c. gente bassa o a persone di cattivo
Gater, et Anglis fo Waste. 1ta Latinum
scuola. C; gno cc, (49) pasta cotta sot-
[giott, si dice di cibogustevole]. Z; gusto. G1; girubbon, gabbano. G2.
VOl11er a rusticis nostris nunc dicitur to le bratce o nel forno con butiro;
(giotta, v. gustosa). (gisvit, v. mandg; gesuetta, v. far). piccioli bocconi di pasta cotti col bu-
fa g., aut la gomra. M3 (A. 1. 33,
giottI, piedi di grandezza spropor- giubba, per vestimento. L. tiro e formaggio. Forse da kllOcken ted.
giucchiar, bere. (44) G2.
1207).
zionata o non ordinaria. G2; do g., ossicello, perch han figura d'essi. M2.
(gmiscel, V. gomissello).
do cassett da nasturzi, di p pata- (giudezi, V. nn' a v e r gran g.; gnocc, per dolce, piacevole. )J,12; (50)
giudizi, V. ragazzeul). (gnaccare). Nos Mutinenses, alli-
razz, etc., piloti, cio uomo che ha i (gnoc, v. gonz).
piedi larghi malfatti, dal greco 7tOI:TU, el giungvl dal col, gavigne.(45) C. que ut puto Lombardi, dicinlUs g.
(gnocca, v. acciap(p)ar, aver la g.).
lat. plotus o plautus. C. (40) al gius, la tana di anim, covc- quae Tuscis sunt 11acchere. M3 (A.l. 33,
gnoda, tumore di glandola nelle
giottone, seme di scorza nera cat- ciolo, covile. C. 1253); gnachr, cliquet ou cliq1lette, inguinaglie, nella gola e nelle ascelle. G2.
tivo, che nasca fra il grano. M2.(41) (giust, V. frir). battigliuolo.(47) C; (gnaa, V. gala-
gnola, far la g., piangere o lamen-
(V. anche giutton). (giustacheur, v. freuda; tacchetta). vrina; gnacar, v. castagneuli).
tarsi come appresso a poco fanno i
giova, o ghiova, mettere la lingua (giustrador, v. mettr i g. ecc.). gnagn, ignorante. M2. bambini; g., far la g., gnular, il pia-
in giova . .il:P. (V. anche mettr la len- (giustrar, V. insgnar). gnagnara, febricciuola. G2.(48) gnere dei fanciulli e il miolare delle
gua in gi).(42) giutton, ch' nass int al furment, gnagnaretta, picciola febbre. G2. gatte: G2.
giozz giozz, ghiozzo. C. (43) git, gittajone, gitterone. C. (V. anche (gnanch, V. brisa; dmanda(r). (gnucca). Mutinensibus ac Medio-
un gir d' gola, gala. C. giottone). gnech, dedito, o assai inclinato. G2; . lanensibus g., non vero nucca, nuncu-
(gira, v. sit). (giuvial, V. allegt; svelt cm' un [gnecch]. Z. patur occiput. M3 (A.I. 33, 1255); la
girameint, prilameint, tournqyelJJetlt, pedrul). gnesa, tumore che viene nelle ingui- g., nuca. C. (V. anche gratar).
volgimento, capogiro, vertigine. C. (glo glo, V. far glo glo). naglie per cagion di mal francese. G2. (gnular, V. gnola).
<V. anche gnixa). . godrs una cossa a so meud, far
gnint, per niente. L. (V. anche albr; le sue lotte. (51) C.
(40) C. desume da N. Malm. IV 17 e VI 90, ove anche l'errore di accentuazione
7<).ehu, qui corretto. Nasturzi da Ma. glossato nasturzio, crescione; circa pataraz,
pur restando senza riscontri il rinvio di N. da patarza a palaia, ricondurremmo ugual- (46) Prima stesura manoscritta: gomera (v. Introduzione, 4). Ulteriori delucida-
mente la nostra voce alla radice paita veste, donde sarebbero discesi termini ad es. zioni etimologiche in F .. A.G.L II 347-348, che corregge Ga. 293-294.
per straccio, ciabatta ecc. (cfr. R.E. W. - Far 6153). Non riusciamo invece a
(47) Le nostre nacchere sono, nel francese di Ant., solo c!iquette (l' -e fmale
trovare un nesso coll'it.paterazzo, cavo usato nell'attrezzatura navale: secondo il D.E.!.
rimasta nella penna del c., e l'abbiamo integrata noi): c!iquet, quantunque tradotto con
sarebbe affine al piem. pataras cencio, a sua volta collegato al provo pato zampa:
trafila suggestiva ma non del tutto convincente. lo stesso termine italiano, un pezzo di mulino .
(48) Cfr., anche per la v. seg., N., gnaglta, malessere, fiacca, fame. Per Ga. 274-275,
(41) Gittaione, Agrostemma githago (N., s. giuttm).
gngnra da nanna, nannera .
(42) Cfr. B. 13, 59-60, N. S.V. Se voi altri avete la lingua in giova, noi finch avremo
(49) Dopo l'ultima c nel ms. segue cassatura, forse di un'h finale (se non I). Per
sciolta la nostra la adopreremo per voi, scrive M. a Scalabriru il 24.VI.1729 (cfr.
culaccia e focaccia C. attinge a Cr., s. vv. (a focaccia, , ci sono i modi proverbiali). Per
Quaderni del Giornale filologico ferrarese , 2, I, 1980, p. 15).
smola invece la fonte N. Malm. X 1. L'etimo muratorian potrebbe essere avvalo-
(43) Forse da ricondurre a Cr. ghiZZo (con Z roZZO, sonoro) pesce (che
rato con 1' origine longobarda di cui parla il D.E.L.!. 507.
per in modenese, sec. B. e N., suona g) e Huomo ottusO. Ma ghiOZZO (con Z (50) Nel ms. muratoriano segue immediatamente (all'interno dello stesso lemma)
aspro, sordo) sta per piccol pezzetto di che che sia (goccia).
i due gltDCC bocconi e pasta. Piacevole corretto, inspiegabilmente (e forse d'altra
(44) Da N. connesso a succhiare (ciuccia,.e)?: cfr. tracanar.
mano) in piege.'ole.
(45) Potrebbe essere da Cr. (che lo rende col lat. tonsillae), o pi verosimilmente
(51) Cfr. N. Malm. VII 12.
da N. Malm. XI 18: cfr. indietro abroltqular.

~ 173 ~
~172
goga
gratusa

goga e magoga, distruggimento. gorgia, allegrezza. G2. (V. anche grammadgh, uom che per picciola U!l grapp d'uva, grappa, racimolo.
G2.(52) (V. anche andar in g.). allegr). cosa si scorruccia. G2. (64) C.
gog, melenso, minchione. G2. goss, gozzo; al g. ch' ha del donn, gramusten, acino d'uva.(65) C2. grappa del gesso. MI; grappa, ri-
gola gola, uz uz, sfargand un di etc., gozzo: gozzuto. C. Mutinensi- (gran, v. creuvr; frutt guscia; masugli inutili del gesso cotto, battuto
incrus sull'altr, lima, lima. C.(53) bus est gosso ... E gurges efformaturr guss; val; vermi; zanein). e setacciato. M2.
una g. d'ingranad, granto'<54) C. fuit gurgutium, sive e gorgo gorgozzo; et (gran (agg.), V. nn'aver gran giude- el grasp dI'uva, graspi, cio i grap-
(V. anche gir; arvu1ars; cri dar ; 1a- detraeto gor, reliquum fuit goZZo pro zi; bvon; dsfiad; ecc.; gran, grand, v. poli, da' quali spicciolata, pilucca-
vurar; srar). gu/a et pro avium ingluvie. Ma <A. l. 33, ta (69) etc. l'uva. C.
baston granda, V. cherpadura; ecc.).
golta, gota,gena. M2 (A.I. 33, 1096). 1218).(57) (granada, V. granata; trar). grass tecc, grassls Slmo. G2. (70)
gorp.d, . coude, gomito, angolo; g- gott, citola; un g., giara.(58) C. granadel, bai'!}, scopa, granata. C. (66) (grass, v. abbrag; castr; lamintars;
mito, gmbito, cubito. C. (V. anche un gozz, un puchtein, brino (59) C. (granata, granada). Nos plantam lassar; teggia; usell; zobia).
arvulars; mettr sudsovra; star).
(V. anche fil d'erba; vedrg). sativam in hortis, speciosi aspectus, et grasseu d' porc, ciccioli, o skcioli,
(gomra, v, gmera).
la gozza, gocciola, apoplessia; l' ad hominis stturam interdum sese o larclinzi; da ciccia, che vuoi dir carne,
(gomissello). Glomus Tuscis est go- ,r( nO(. C. (71)
una g. d'or, bon, etc.,debonnaire, pio, extollentem vulgari sermone granata
mit%, Mutinensibus g.: utrumque ab
clemente, mansueto, buono, bonrio. seu granada dicimus. M3 (A.l. 33, gratar int la gratusa, gruger, grat-
ipso g/omo diminutive progenitum.
C.(60) (V. anche far un gesuetta). 1219). tugiare; grattars la gnucca, grattarsi
(A.I. 25, 403). Ita e Latino glomus in
grada da seur, grille, inferriata, fer- un grandazz dsutI, isvivagnto.(67) il cocuzzolo, zuccolo, comignolo; grat~
clirninutivum converso et L praeciso,
rata, cancello. C. (61) C. tars la gnucca scunsend, grattarsi,
FIorentini deduxerunt gomitolo, et Mu-
gradela, graticola; gradella, /e gril, granfi, impedimento doloroso ne' belando, la collottola. C. (72) (V. anche
tinenses g. (A.I. 33,1148). M3; gmi-
graticola. C.(62) (V. anche cheusr). nervi, che passa presto. G2; g., cram- dirind(e)ina; mott; msdars; scurd-
scel, per gomitolo. L. (55)
gradezz da cheusr i pom, gra- pc, granchio, sorta di malattia; g. ch' gadura; sgar; tegna).
gomma d'zres, d' persg, d' brugn,
ticcio. C. vin int el gamb etc., grnchio; aver il grattini, pasta di frumento mischiata
con la qual e1 donn s' lustrn al
gramell da canva, maciulla. C. granchio, grancia; (68) g. da cavar la con uova, o senza, che grattata si
mustazz, orichicco. C. (56)
roba etc., graffio. C. cuoce in brodo. M2.(73)
(gonfi, v. mustazz). gram1a da gramlar la pasta, gr-
(grangg, V. sbali). gratusa, grille, grattUgia; grattugiare,
gonz; gonzo, goffo, rozzo; g., bul- mola, maciulla, gramolare. C.
granzzel, grancvola. C. sbriciolare. (74) C. (V. anche gratar).
zon, gnoc, etc., dupe, corrivo, sciocco, (gramlar, V. prec.; scavzar).
basoso; g., mincion, baccellaccio, sci- gramm, forse da grimm ted. cruccio,
munito, sciocco, etc. C. sdegno. M2'<63)
(64) Da grammaticus: cfr. B. 60-61.
(65) O meglio, ( vinacciolo (da granum musteum, mustinum secondo Ga. 2.96 e
(52) Cfr. N., s.v.; vive anche a S. Felice la locuzione andar in g. e m., avariarsi (di N. s.v.).
cibo), finir male, fallire (di persona). (66) Due schede, da Cr. e Ant. Scopetto di stipo o saggina lo traduce N.

(53) Le locuzioni dialettali derivano dalla nota di Minucci a Malm. III 37. (67) ( Sconcio, troppo grande (Cr.).
(54) Propriamente, collana di granati. (6B) Due schede a un foglio di clistanza, identiche nell'esponente se si eccettua l'ab-

(55) Oggi gmis!, misl; a S. Felice mc!. breviazione per etc. nella seconda (quella della glossa pi ampia). Su forme parallele negli
(56) La perifrasi dialettale tratta dalla glossa di Minucci a Malm. XII 38.
altri dialetti, dal ted. krampf (> granfia) o da cancer (> granchio) ampie informazioni
d F. A.G.l. Il 349-350.
(57) L'ipotesi etimologica non respinta dal D.E.L.!., 512.
(69) Precedevano piloc pl cassati.
(56) Sorta di vaso da bere (Cr.). Per B., 60, oggi vale bicchiere di legno.
(70) Nonostante B. 61 Ce 83, ancora da G.: v.) scriva tecch, la -cc va intesa come
(59) Cio una petite quantit de quelque chose que ce soit, Ant.
palatale (cfr. Neri; e cos l'uso di S. Felice).
(60) Le due schede sono rispettivamente ricavate da Cr. (gocciola, ultimo ), e Ant.,
(n) Da N. Malm. XI 29. Ma secondo il G.D.L.!. l'etimo insicia, secondo il
il quale per aggiunge che debonnaire ( presque sinonyme de Sot. D.E.L.I. si tratta di voce (espressiva?) infantile.
(61) Un oncetto analogo era stato reso anche con frada. Seur, come altrove, vale
(72) Le due ultime schede sono rispettivamente (ma l'ordine inverso rispetto al
suore }).
nostro) da N. Ma/m. IX 23 e VI 22. Scunsend dovrebbe tradurre belando (cio pian-
(62) Dall'Ant. C. ricava nella stessa carta due schede identiche, se si eccettua l'arti- gendo) di Ma/m. VI 22; ma forme dialettali del N. in qualche modo avvicinabili sono
colo le preposto l\ uno dei due gri/. solo scuser scuotere, scuner dondolare.
(63) Anche la voce modenese, sec. B. 60 (che la data al sec. XVI), vale ( cruccio, (73) . Per altri ingredienti e notizie cfr. N., gratin.
disdegno . (74) Ms. sbricco/are, corretto di su Cr., grattugiare.

'" 174 '"


greccia guazzett

a greccia, l'istesso che a ufi'. Z. phorum sive gripomm habitacula cre- gruzn, rozzo fuor di modo. CB. niventibus oeulis, ctcrxctp8&(J.ux't"o. C. (85)
grell, grillon;(75) grillot, grillo. C. derentur. Mutinenses ea loea grippe <V. anche grez, e groz). guardar d'ascundon, sguaitar, far
in gremba, giron, grembo, seno, et grippole nuncupant. Ma <A.I. 33, gu, glastro, guado. (82) C. capolino.(86) C; <g. Iumaghein, v.
etc. C. . 1220). O pure se da aggrapparsi per <guaita). [Aguato, insidiae ... Germ~ zimgar); g. con l'ogg dal tocc, ci-
<grembiale). Quod Tusci grem- giugnere col <ediz. 1751, II, nis wacben est vigiliire, idemque ac nobls piglio; con occhio torvo; (87) g. d'sott
biule, Mutinenses g. dicunt. Ma <A.l. p. 251).<79) fare la sentinella. rnde Wa:he n~c ~s saceon; (88) g. in su, cuntar i travett,
33,1104. V. anche grimbial). <grippole, v. gripp(e). excubiae, vigiliae. Sed vox 15ta olim e1S monzr la rella, far di quattro e d'otto,
vegg gremm, grimo. (76) C. <gris, v. eaparozz). fuit, nobisque et Gallis, wacta, wagta, fare a teco meco, dondolarsela, fare a
grenga, orlo. C2.(77) griseul, crogiulo, correggiulo. C; gueta, guetta, gutryta, gaita, ut signifi- tu me gli hai; (89) g. d' stort, con l'ogg
greppia, muntagna, roc, roche, roc- <grisol, v. elisol). carent etiam in insidiis positos, et spe- dal toce, a squarciasacco, a straccia-
cia, rocca, rupe, scoglio; e1 greppi ghrlinghen, pieciol rutto. C2. culatores motuum hostilium ... Muti- sacco, con vista burbera, attraverso,
d' muntagna, greppo, greppia. C. gropp, gruppo, groppo, mucchio, nenses adbuc retinent far la guaita; con mal piglio. C. (V. anche sberlug-
<V. anche gripp). viluppo etc.; i g., i nod d'un legn, Tusci stare in agitato, fare un aguato]. giar).
greppia di eavai etc., mangiatia. ncchio, nodo. C. (V. anche mugg). M3 <A.I. 33, solo nel Catalogus ms., <guardian, v. garzon).
C. <gross, v. euntar; dar; lumagon; Arch. Mur. F. XXIII f. 1, c. 2v; e <guardinfant, v. stanella).
grez, e groz, rozzo. C.2 TI ted. ha magnan; sggiaffaru; sguazzaron; cfr. A.I. 19, 84). <guast, v. magagn;. vein); sta
grob; grezzo, tela grezza. L'ingl. ha spudars; tamogn). ~~ guajum, gaime. C; guaiume, donna guasta, affatturata. C.
gretty, il fr. grege, il .tosc. greggio. MB. grosta ch' viu sul piag, scara, gua/me. Foenum secundarium; herba guastada, vaso di vetro per uso di
grimaldel, grimaldello. C; gri- crosta; grost d' rogna, eroute de galle, post . primam caedem renascens. Ma conservar liquori, caraffa, lat. phiala. C.
maldello. M3 <A.l. 33, 1095). schianza; (BO) grost d' rogna e d'altr, <A.I.33,1097); guaiumm, fieno che guastar al magnarein, dsturbar,
una grimbalada, grembiata. C.<7B) stiame. C. (V. anche maccia). la seconda volta nell'anno si cava da' sturbare, scorbiare. C. <V. anche
grimbial, grembiule, senale, zi- <groz, v. grez). prati. Il tosc. ha guaime. N si pu ea- msser).
naie. C. <V. anche grembiale). grugn d' porc, grifo di porco; g. vare dagramen. Pi tosto daguaio, fieno guazz, guazzo, amrilollamento; g.,
grinta, specie di rogna minuta, o di porc, grifo, torcere il grifo. C. pov<;ro, meschino rimpetto al maggia- quarela, detrempe,(90) acquarella, sguaz-
. scabia. C2. Da grind ted., rogna. MB. <V. anche aver; far al g.; grinzar; tico. MB.(83) zo, tempra. C.
Mutinenses seabiem appellant non so- rugar). <gualcire, v. sgualcire). guazzett, intingolo fatto di pezzetti
lum rogna sed etiam g. Postrema vo:x: al grugnar dal porc, grufolare. C. una guardada bieca, morgue,(84) di carne con brodo. C2; g., manica-
est purum putum Germanicum Grind, grund, dozza, grondaja; i grun- sguardo severo. C. retto, ammorsellato; g.; intingul, ha-
idem significans. M3 <A.I. 33, 1104); d,(Bl) gargouille, grondaja. C. guarda fess, guardar senza batter chis, cibro, piccatiglio, manicaretto.
g., per lordura, o brutta faccia. L. grupera, groppiera, posolino, poso- palpebre; fiso fiso, lat. intentis, ineon- C; g., intingolo fatto dipezzetti di
grinz int al mustaZz, grinza. C. larura; g., sottcova, e precisament
< V. anche mustazz). qula part dla g. eh' ardonda e ch' (B2). Nome d'erba schedato dalla Cr.
grinzar al grugn, arricciar il muso. sta sotta la cova, euleron, posola, poso- (B') Invece Ga., 299-300, lo trae da guadagnmne, ossia ... incerto e non sicuro
C. liera. C. gudagno : ma il G.D.L.!., s. guame, riconduce il tutto a un francone *waida pascolo .
gripp, . luoghi scoscesi. M2; greppa, gruplos, nocchioroso, nocchieroso,
(B4) Nell'uso fig. del di Ant.
greppo, rupes praempta ... Videndum nocchiuto, nocchieroto, nocchioruto.
. (B') II sostantivo dialettale (cfr. N. guerdafss, sguardo assente) corrisponde a fiso
an ita praerupta loca barbaricis tem- C. (V. anche baston).
fiso di Ma/m. VII 31, e relativa nota.
poribus appellata fuerint, quod gry- grustein d' pan, orliccio. C.
(B.) Cio sbirciare (B. 79, N. s. v.): cfr. anche, subito sotto, g. d' sott saccon (due
schede, senza chiosa; ma cfr. N.- *saccon), magnar d's.s., e sottsaccon.
(B7) Due schede; e v. poco sotto g. d' stort, dove gli equivalenti dialettali sono attinti
(75) Precedevano grz"glion e gri, cassati.
dalla Gr. .
(7.) Cio, secondo la Cr., grinzo .
(Ba) Di nascosto, di sottecchi , cfr. sottsaccon e magnar d's.
(77) Cfr. Ga. 297 grlnga gronda, sponda; labbro estremo verso il cupo del fosso ;
. (BO) Da N. Maim. "l 32 (e cfr. anche VIle 35): i modi (c' anche fare a te te
da grluzda.
COtl gli spiI/etti) significano starsene a sedere senza far nulla~ pe!,dere il tempo. senz'uti~e
(7B) Se non errore per grimbia-, sar da grimbl, forma attestata da N.
o.profitto . Secondo la nota di TI 46 per fare a tu me glI baI varrebbe giuocare 1n
(7') Dovrebbe trattarsi di voce prelatina. V. qui indietro greppia (I). (
sulla fede o a credenza . La locuz. 1l1onzr la rella pestello, bastone, trasI. pene ) ri-
(BO) Ms. de. Questa scheda da Ant., voI. I, schian'{P: la seguente da N. Malm. VI 44. torner, nel C., ancora con al nn' temp da star ti m. ecc. e con star a m. ecc.
(BI) Ms. grunda, corretto di sulla scheda precedente. Per grondaja Ant. intende . . ('Q) Ms. detremp, corretto sulla base di Ant. che spiega manire de prparer,les

la caduta d'acqua. couleurs avec de l'eau seulernent (tempera, insomma; e iI diaI. ptarela sar aquarela).

'" 176 '" ,....., 177 ~


12
guzzlein
guazzon

d'ostrg, nicchio; la g. ch' s' leva dal anche guscia; scurneccia).


carne con brodo. G2; g. aptitos, bra- o col carro o senza, ma col giogo. G2,
gran quand al s' batt int l'ara, loppa, (gust, v. magnar).
mangire; (91) g. d' col e magon, ci- (gujadell," V. prec.).
bro, lato gigerla; g. fatt con dIa carn (guida, V. garbui). pula, lat apluda. c. <gustar, v. bevr).
guss, "guscio, coque, putal11en; (98) g. gustosa, piccant, giotta, lacchez-
e del rav, hachis de l/lande et de navet, guidaresc di cavaj, guidalesco. C.(95)
dal fulse!, bzzolo; i g. di gran, zino. (100) C.
guazzetto fatto con rape. C; (guazett, guidon, briccon, zaltron, garne-
lolla, loppa, guscio, pU!a.(99) C. (V. <guzzlein, v. bevr a g.).
v. faseu). ment, briccone, guidone; g., zaltron,
guazzon, piacere. G2. etc., l'igou, guidone, meschino, birbo,
una gucciada d' seida, d' reiv, etc. miserabile. C.
aguglita, guglita. C. gultu, specie di male e d'enfiagione,
gudersla, teursn, etc., far tempone, che suoI venire di qua e di l sotto
sguazzare, trionfare, far buona cera. C. alle orecchie e nella gola, ma che rimane
guercio monoculum Mutinenses di- interiormente, e al qual male sono sog-
cunt, quum tamen Tuscis strabonem getti i fanciulli o i giovani di primo
sonet ... A Latino versllS deducebat pelo una volta in tutto il loro vivere.
Menagius guercio: a verticillS somniato G.2; g" orei//ons, orecchioni; gon-
vocabulo Ferrarius. Sed perpen:den- ghe. C,(96)
dum ari. potius a Germanico Welk, un gumbion, un garbuj, luffo,
quod ftaccidum, /anguens sigriliicat, su- batuffolo. C.
bintelligendo oculis, emergere potue- guscia dicimus nos Mutinenses de
rito Qui mihi audacia carere conjectu- inanimatis, uti sunt siliquae, sive inte-
ram ballc suadet, est J ohannes de gumenta leguminum, nucum, etc.,
Janua apud Du-Cangium scribens: pae- quod et a Gallis gOllSse appellatur.At
tus, idestguelcu.r, strabo aliquantulum. Pro guscio appellare solemus de animatis,
gue/cio postea !tali dixerint guercio. Ali- cujusmodi" sunt testae ovomm, ll-
bi monui linguam nostram allis in vo- macum, cochlearum etc.... Angli husc
cibus mutasse L in R et vice versa. dicunt quod nos gllScio et huiche Belgae.
Ma (A.I. 33, 1225-1226).(92) Vocabulum uterque populus e septem-
(guerra, V. strepit). trionalibus" linguis" accepisse videtur.
guerz, ganghero. G2; un g., ar- Nam et adhuc Germani hulse, parum
pione, cardine; g. di uss, del fnestr, dissimili voce, pronuntiant, quod est
arpione, cardine, C,(93) putamen. A vero minime abhorret po-
'gu1fagen, balurdagen, (94) mello- tuisse et nos inde haurire nostrum gu-
nggine. C. scio, immutata gravi Germanorum aspi-
gj, e gujadel1, asta che tiene in ratione H in G, ut nuper dixi. M3
mano il bifolco quando conduce i bovi, (A.I. 33, 1227); (97) gussa d' cap,

(91) Ms. bramangidr., ma cfr. Cr. (da Boccaccio).


(o.) Secondo" il D.E.L.I., l'etimologia pi probabile per il termine quella di
un'origine ge~manica var!amente individuata (i! gotico twahirs sembra prevalere) )f.
(o.) Chiodo uncinato, per uso di reggere l'imposte (N. Ma/m. II 11).

(o.) La r dall'interlineo.

(05) Voce di Cr., per ulcere. Dall'aggettivo guidalescato C. ha gi tratto


aSl1 ma/ and, ecc.
(o.) Tre schede distinte di c., con medesimo esponente ma attente ad Ant. (v<;l!. I,
orecchioni, se non da orillons del vo!. II; invece orei/Ions del voI. II reso con strangu-
(o.) L'ultima voce latina, e vale appunto scorza, guscio (v. sopra il murato-
glioni), Cr. (<<orecchioni) e N. Malm. VI 54, gonghe (o gavine).
riano gllscia).
"(97) L'unica spiegazione sufficientemente plausibile, secondo i! D.E.L.I. 531,
(go) Ms. Io/a e pll//a corretti col fondamento di Cr.
il greco kys#on piccola vescica. Per comodit espositiva abbiamo invertito l'or-
dine dei due periodi muratoriani, compresi sotto i! lemma guscio. (100) Sostantivo di Cr., per c o s a saporita ecc.

'" 178 '" '" 179 ,....


impalancars

rescit. Hisce conjecturis sit venia. M3 imbubiar, imbiutare, impiastrare.


(A.l. 33, 1228).{6) C; < imbubiars, v. bZUXlzrs).
imbIs. C. <V. anche imbelsar). imbulgiar, empiere. G2; i., in-
imbratar, incrichir, inspurcar, in- tascare. C.
sucidare. C. <V. anche inspurcar). imbulsiar la roba, imbisacciare. C.
imbriag, brillo, briaco, allegro. C. imburchiare. MI. (IO)
(V. anche cott). imburdirs, imbavagliare, imbacuc-
I imbriagars, perdere l'erre.(7) C. (V. care; affub/er, imbacuccare, imbavaglia-
anche impirs). re, coprire; i. int al zindal, int al
<imbricchios, v. cucci). frajeul, etc., imbacuccarsi, far baco
imbricchirs, corrucciarsi. G2,(8) baco, del verme che quando s'incri-
(idropisia, v. zal). (imbiedare, v. seg.). imbroj, intrigh, pultij, putrida, salida viene a rattorzolarsi (l1) tutto. C.
ignurant chm' tac, pi tondo del- imbiudare. MI. Mutinenses aiunt puleinta, etc., micmac, intrigo, mc- imburgiacar. z. (12)
l'O di Giotto. (l) C. i., rustici vero imbiedare. Significat chinazione, imbrogliatura. C.(9) imbusmar, lordare. G2; i., imboz-
una gran illuminazion, lurninria. vaccino stercore diluto aream lavare imbrucar, imbroccare, dar nel se- zimare. C.
C. ut in consistente solo fruges terantur: gno. C. <imbutida, v. cverta).
imbabi, per lordo. L.(2) Ejusmodi quoque maceratione utun- imbrujar, ingumbiar, incalappiare, imbuzi. C. (la)
<imbalzare, v. balza). tur doliorum artifices, vasorum vina- accalappiare, allacciare; imbruj, in- immagliare, cio ligare con catene
imbarbajar, b/ouir, abbagliare, ab- riorum assulas invcem veluti aggluti- trig, innamur, impaniato. C. fortemente. Z.
barbagliare. C. <V. anche sttavedt). nantes, atque glutem hoc bieda aut imbrusiadura, ardo!: cutaneo che immujir, immollare. C.
imbavucar, creuvr (a) al mustazz beda appellant. ... Est aliqua mihi viene tra le gambe a i bambini per immursadura d'una muraja, mor-
affub/er, al veuI anch dir incapriz~ suspicio Langobardicae, hoc est Ger- cagion dell'urina, ed a gli uomini m2:s- sa.(14) C.
ziars, incazzirs, imbacuccare, imba- manicae originis verbum esse. Inter sime grassi nel confricarsi alcuna parte a t' l'impagar. C.{IS)
vagliare, invaghirsi, incapricciarsi, ac- ~angobardicas ~iutprandi regis leges loro insieme. G2. impajulada, donna che ha parto-
ciecarsi; imbavucars, o imbavutars lib. V cap. 6 legltur: Si casam cujuscum- imbrusiar, verbo esprimente il farsi rito. G2.
al mustazz con fazzulett o altr etc que b/utaverint, aut rcs eortlm tu/erint. tale ardore. G2. <V. prec.). impalancars, star ritto e duro. G2.
imbacuccare, camuffare, mettere il b~~ Ubi ea vox conspurcare stercore significet,
cucco. C. <V. anche inscuffiars). confluere ipsarn vides in significa-
<imbavutars, v. prec.). tionem verbi lJbiutare Praeterea
<imbcada,v. teu!). (6) L'etimo comunemente accettato oggi per l'it. biuta il latino abluta, lavatura.
antiquissimum Germarucae lingua e est
(*l'imbelle (limbell), v. dar la soja). B/ut, B/otb, sanguis. A similitudine san- (?) Locuzione di Malm. III 4.
imbelsar, mettere cose inutili. G2. (8) Forse meglio intestardirsi : vedi anche brecc, sotto ustinars.
guinis (quo calido si quidquam illini-
(V. anche imbls).{4) tur, crustam contrahit) efformatum (9) Da Ant., micmac e miquemaque. Per putrida cfr. lo spagnolo olla podrida, francese
imberlars, cambrer, djetter, incur- fortasse fuit imbiutare, quod areae su- pot poutri pasticcio, cibreo.
varsi, inarcarsi, piegarsi; (s) imberl. C. perficies illita vaccino stercore obdu- (lO) Presumibilmente da raffrontare a burcai, burchett, brocchette (v.), e all'imburcter
imbullettare di N.
(H) Ms. rattozolarsi (che segue un ratt espunto), corretto sulla scorta di N. Malm.
~l) Ms . .tonto, cor~~tto per analogia con Malm. VI 80. Per tac non cons~ano riscon-
'~I3
.
trI di~lettalt ~ccett~blh: la mancanza di articolo sembrerebbe indiziarlo come nome VI 74. Tipico esempio di tripla scheda originata da lemmi coincidenti nelle tre fonti
proprIO;. altrl~entI cfr. tacb tacco (C. tac calcagnillo) o (se -c palata le) lecc abituali di C. (che dal medesimo affttbler di Aut. sulla stessa carta ricava imbavucar).
rafforzativo di grass nel G.? (12) Ms. inbttrgiacar, con l'ultima a da correzione su h. Nessun riscontro convin-

(2) Cfr. N. imbabir, impiastricciare, e qui sotto imbttbiar. cente si offre, n il B. ritenne opportuno schedare il verbo, quantunque ignoto alla tra-
dizione lessicografica modenese. C'entrano bolgia (cfr. sopra imbtt/giar), bercbittl! bercioll
~3) Ms. erettvre (oggi crover, coprire). Il c., come in altre occasioni, si comporta berrettino , bttr:;achin stivaletti?
quaSI s.tes.se I?rep~rando ~n :,oc:.b~lario dal francese al modenese, e attribuisce al dialetto
(13) li!s. inbuzi. Cfr. N. ba'!?, bo;;;; cesto canestro, gli it. boZZo protuberanza,
tant.o I slgnifca~l proprI d~ aJJtt~,er (~t. cachet sa tete & san corps par quelques
hablll~ments qUI couvrent Jusqu au vlsage: cfr. poco sotto imburdirs) quanto quelli bugno o, forse meglio, b;;;;o buca piena d'acqua, pozzanghera , i111bo;;;;ito pieno
traslati (<< s'affub!cr de que!qu'ttn ... en etre coiffe et entet ). Le glosse seguenti Sono in- d'acqua ?
vece da Cr. (14) Pietre, o mattoni, i quali sporgono in fuori da' lati de' muri, lasciativi a fine

(4) Vivo a S. Felice (imbalsar). di potervi collegar nuovo muro, CI'.


(5) Con riferimento al legno, precisa Ant. (15) Impagare ricompensare; castigare, punire documentato in scrittori setten-
trionali (Sabadino degli Arienti, Folengo).
,....., 180 ,.....,
~ 181
impanda infal1gar

impanada, finestra fatta di carta. impustracchiar, sporcare. GB. irlcci6, anchois,(B8) acciughe. C. cusare, denunziare. M2.
MB;- i., impannata. C.(16) imputgnirs, imbricchirsi.<B1) CB. (inchersp, v. cu1ar). (irldormentare). Intormentire dicunt
impassir, scar, far perdr al lustr, inamdar, inamidare. C. incheu, oggi. Z. FIorentini de cruribus, manibus, etc;
fle"trir, seccare, appassare, smugnere, (inanz, v. andarg i.; inoanz, v. (inchiostr, v. far un gesuetta). quum prae frigore, aut alla de caussa
scipare, .torre. il lustro, render vezzo. andar i.; carn; mnar; parar; va l). incirca, in quel torno. C. obstupescunt ... Mutinenses quoque,
C. inarmintirs, incoraggirsi. CB. (BB) irlcoIt, friche, terre en friche, (29) incol- ut idem signilicent, uno verbo i. uttlll-
impast d' farcina e acquapr far [irlascarito. L'ingi. ha ask diman- ta, non -coltivata, deserta. C. _ turo M3 (A.I. 33, 1236; v. anche irldur-
al pan, intriso. C. dare, ricercare. Asker, ricercatore]. MB irl copia, a josa, a barella; a balle, mintar).
impastrucciar, impastocchiare, in- (V. anche ascar). a masse, a sacca. C. (30) (indoss, v. msdars).
castagnare. C. (incaminar, v. irlviar). incredar, coprire o cignere (31) di (indr, v. andar innanz i.; cascar;
impastusirs, dvintar pastos, la irlcamuffato. M2.(23) terra creta. M2. frutt mnar).
gh' dada z, adoucir, appaiser; attu- (incant, v. arstar sbalurdi). increspament dia front fatt irl z -(indsevdir, v. dsevd).
tire, mitigare, a=orzare, (17) quietare. (incantesm, v. trar). vers i ogg, cipiglio; C. irldurador, doratore; mettilro,
C. irlcapparar, sputare adoss a uno, (incrichir, v. imbratar). mettilri. C.
impattumars, invischiarsi. GB. e lasciarvi uno sputo d'umor cattarale (incrus, v. gola; incrosa, v. crusal). irldurmintar una man, un p, etc.,
(impertinenza, v. ragazzada). nsso e visibile. CB. (24) irlcuccar, incoccare, mettere nella engourdir, stupefare, intormentire. C.
impiastrar, immastriciare; (18) im- (incaprizzi2rs, v. imbavucar). cocca. C. (V. anche irldormentare).
piastrare, rappatumare. C. incarnvalars, scarnascialare. (B5) C. (incul, v. attacc). induttl, sorte di salame, forse da
impir a martlett, impinzare; im- irlcass irlt al nas, pr frdor, enchi:' irlcunsideratament, a babboccio, a induo. CB '(37)
pirs d' tremor, intremlre; impirs fren,<B6) intasato, raffreddato, incatar- baraboccio;(32) c. (indvinar, v. zeug (cumpagnon).
d' vero, imbriagars, - inciuschera- rato. C. irlcurazzirl, incorezzato. (33) C. infagutar su un, camuffare,. imba-
re, (19) avvinazzare, divenit brillo. C. irlcassar, irlcastrar, enchasser, incas- indacio, cio quantit. Z.(34) cuccare, imbavagliare, incapetucciare.
(V. anche om). sare, incastrare. C. irldeves, per [... ]. L; irldevs. C; C.
(impruvis, v. sguazzaron). irlcastrar, irlcciavar, innsrar, en- i., uom che non vale un frullo; ovvero infallantment, infallantemente, in-
impsier, per accendere. GB. doVer, inserire, rinchiudere. C. (V. cosa che fa impedimento. CB'(35) fallante. C.
imptirs, corrucciarsi. GB. (V. anche anche irlcassar; mettr). irldgnars una panarazza, etc., in- infangar, staccirlar d' fangh, e/a-
star impti). (incav, v. ogg). ciprignire, incrudelire. C.(36) bousser, spruzzar di fango, zaccherare,
imptlars, intricarsi. GB.(20) incazzirs, innamurars malameirlt, irlditar, indicare. L'ingi. ha indite, ac-- affangare. C. (38)
impultiar, far miscuglio; far mi- amouracher, innamorarsi. (B7) C. (V. an-
scugli. GB. che imbavucar(s. (28) Aggiunto in un secondo tempo. Oggi il dialetto conosce in&otJa.
impustmars, addolorarsi. GB. (incciavar, v. incastrar). () Te"e .. stato aggiunto in un secondo tempo, dietro- sugger.imento di Ant.
specificante come jriche si usi solo nella locuzione te"e en friche. V. sorto ./assar andar
(IO) Precisamente telaio di finestra chiuso da tela o carta (N.). e/ te" a sa/dein.
(30) .{( A barella , con le glosse seguenti, attinto da N. Ma/m. VI 77, sul cui fon-
.(17) Nel ms . rzz-. llielaborazione da Ant., adoucir, . La gh' dada z vale (la rabbia)
gh passata. _ damento correggiamo a sacco del ms. -
(SI) O cignere dall'interlineo.
-(18) Impiastrare con mastrice (Cr.).
(S,) Da N. Ma/m. ID 56 in confuso, a caso e senza considerazione.
(19) Solo in Cr.', glossato avvinazzare (<< divenir brillo sar chiosa autonoma
di c.). (ss) Panho dive!'luto sod~ per gli untumi (N. Ma/m. VII 15, s. ancroja). V.

('0) ~ontrario di. de.rp~/ars (G2) e derivato dalle petto/e di Z, oggi (N. 1") patte/,
-qui sopra &Urazzina.
rose carune, cespuglio spmoso, fig. impicci, guai (/aser ind-e/ p., lasciar nei guai). (34) Silenzio di B. e nessun riscontro soddisfacente da parte nostra.
('1) Cio ostinarsi: v. &tIccill, imbricchirs, ustinars. (S.) Manca la glossa nel testo L, ove la voce compare nell'ultima carta scritta (86r).
() In-animarsi: cfr. B. 63. La seconda v di ovvero nel lemma gherardiano aggiunta dall'interlineo. Vale {( Mala-
ticcio, di appetito scarso (Ga., N.). Secondo F. A.G.l. II 351-352 nasce da in
(") Da camuffo .gioco d'azzardo, il N. documenta il gergale camujr guardare, deficit; la proposta, accolta da R.E.W. 4370, non era condivisa da Salvioni che pensava
conosce.re, accorgersI .
a insipidus (cfr. Far 4370 e- 4466).
(.,) V. anche caparon sputo .
(36) Cio aggravarsi (it. anche indegnarsi) di un patereccio o mali simili.
(") Darsi alla crapula, e a' passatempi di carnasciale ll. (37) In realt da inducli/e, inducere. Bonvesm ha indugieri.
(ao) Ms. enchifern, corretto di su Ant.
(38) Di slaccinar oggi i dialetti modenesi hanno la forma metatetca s-iatiner (N.),
('7) S'intende stoltamente, con proprio danno, come precisato da Ant. schittnar (Me.). -

"" 182 "" "" 183 ""


infarfujar insemm

infarfujar su qualch cosa, farla ingattiar, inviluppare. G2; i.Z; in- inguanglon, merendone, sciopero- est. Il qual verbo corrisponder e nella
in fugaton e malament, ciarpare, ac- gati, per intricato. L. (42) ne, scimunito. C. formazion sua e nel significato al no-
ciarpare.(39) C. <V. anche farfujon). ingherll, per intirizzito. L. inguanguel, per inerte o incapace. stro lombardo insamarars. GI; in-
<inferm, v. amal). inghirlirs, istUpidire, e si dice'"del- L; inguangvl, intrico; uom lilttl- sammarars, (50) adirarsi. G2; insama-
infermit ch' fa crudar i pel, alo- l'istupidir de' deti (43) o d'altra parte, cato, imbarazzato. G2; (47) <inguangvl, rarsi, idest ira vehementi accendi. Ara-
pecia. C. che suoI farsi quando il freddo grande. v. anche galavrina). bibus est zamhara, rubttit prae ira ocu-
infiars d' rahbia, intronfiare, im- G2. inguistara, inguistara, anguistara, fusj zamharon, ira/us, iracttndus. Praepo-
bronciare. C. inghirola, vase con cui si d da guastada. C. posita characteristica in septimae conju-
infiason, nascenza, fignolo, cic- bere a' polli. G2. <ingumbiar, v. imbrujar). gationis, Et inzamhara, indigna/ione ef-
cione; i., vsiga, brugnoqula, bozza, ingiuria di scular grand ai scular <ingurdiggia, v. magnar). ferbui/, vel vehementer prae ira in/uJJluit.
bzzolo: bozzoluto. C. pznein, grimaut, scioperone, meren- <ingvel, v. instrument). M3 <A.I. 33, 1113).
infilare, pro infilzare, puta infilar dane. C. (44) <iniquit, v. cott). <insaponare, v. seg.).
perle, infilar coralli. M3 <A.l. 33, 1203). <ingiuriar, v. maltrattar). inirirsi, da in iram accendi. M2. insavonare, insaponare, adulari
<infingardo, v. fingardo).(40) <ingiusta, v. sentenza). inlardar, lardare, mettere lardelli. C. caussa decipiendi aut emungendi ali-
<infino, v. fino). <inglesa, v. berton). inlschirs, (48) adescarsi. G2. quid, metaphora e barbintonsoribus
infinocchiare, .blandis verbis ac fa- (ingorqameint, v. armor). innamurars, imbardare, intabacca- deducta, qui sapone prius barbam pro-
bulis decipere. M3 <A.l. 33, 1232). ingordisia, ingordigia. M3 <A.l. re; (49) innamur mort spant, inna- luunt ut postea radant. M3 <A.I. 33,
inframettrs, inframmettere. C. 33, 1234). morato frdicio. C. <V. anche im- 1232; insavunar, v. savon).
infrizi, per colerico. L. ingordo, pro ciborum avido :quam bruj; incazzirs). insberlcars, lisciarsi assai" e pulirsi
infurmajar la suppa, incaciare. C. vocem transtulirnus ad quamcumque <innsrar, v. incastrar). di molto. G2.
<infurmazion, v. arzerca). aliam numquam expletam rerum avidi- inquista, cnqttte fr. M2. <insbrudajars, v. insbrudlars).
ingalluzzirs, animarsi, rallegrarsi. tatem. M3 <A.l. 33, 1234). inruccar, inconocchiare. C. <V. insbrudg, impappolato. C.
G2; ingalluzzi, ingalluzzato, ringal- ingossa, rumsea, e voce di sprezzo anche garzeul). insbrudlars, insbrudajars, imbro-
luzzato. C. dietro a' fanciulli. M2. (V. anche far <inruzz, v. asn). dolare. C.
<ingannar, v. farg star; ingannars, i. ai can). <insalata, v. cost). inscuffiars, imbavucars, embegttiner,
v. far mal ecc.). <ingranad, v. gola TI). insamarars, Arab. [... ] Zamhara: ru- imbacuccare, imbertonare. (51) C.
ingarbujar, ingarbullare, ingarbu- <ingrat, v. far dal bein ecc.). buit prae ira oculus. Austerior fuit <in scuflon, v. cuI buson).
gliare. C; <i.). Mutinensibus buia est ingrazianars, ingraziare. C. vultus [ ... ] Zamharon, iratus, iracun- insdir, (52) innestare, innestatura, etc.;
confusio et motus rixantium aut pu- ingrilll dal fredd, aggrezzato, in- dus. [... ] Mozmahirron, admodum iratus i. a uggett, annestare a occhio;, ingem-
gnantium. 1ta garbuglio (nobis garbuio tirrizzito, assiderato, agghiacciato, ag- et iracundus. Gollius p. 1114. Se pre- mare; inocchiare. C. <V. anche ram).
et i.) confusionem rerom significato M3 gdnzato. c. (45) porremo a quel verbo la caratteristica <insemm). Sammen est Germanis
(A.l. 33, 1213). all'ingross, alla grossa, C. <V. an- [ ... ] in della settima coniugazione, for- siJJJUI: zu- sammen, insimul. Cur addito
ingargamars, invilupparsi, intri- che magnan; vendr all'i.). meremo questo verbo [... ] inzamhara, in voci Sa/71men inde fuxisse non potuit
carsi. G2. (41) ingrugnirsi, (46) ingrognare. C. indignatione efferbuit, vel vehementer nostrum insieme? .. Mutinenses pro-
ira intumuit, vel summopere indignatus nuntiant insemm, quod Germanico
(3D) Cio ciaramellare, avviluppar con parole senza conclusione (Cr.). Cfr. N.
ed fugatoun in fretta e furia.
(40) Dal contesto muratori ano (v.) non appare chiaro se anche infingardo ,sia dialet-
(47) La -tt- nel lemma gherardiano da correzione su a erronea. Secondo N. il primo
tismo a pari titolo di fingardo. N l'una n l'altra voce sono comunque registrate nei significato di *lgttallghel ' ({ malaticcio, pieno di ghiandole.
vocabolari modenesi.
(4B) Precedeva ImI cassato.
(41) Da gargm incastro, scanalatura (N.).
(49) In realt la Cr., s. imbardare, , precisa che il valore di ({ lasciarsi pigliare e in-
(42) Contrario di disgattiar visto sopra.
trigare dagli affetti si ha coi verbi al neutro passivo.
(43) ({ Dita (il sing. doto usato da G. sotto cricch). Per il verbo dialettale qui sche-
('o) La lettura quasi certa; ma la prima a fu scritta su una piega del foglio che,
dato cfr. anche il lemma prec., e pi oltre ingrilii.
alterando il duettlS, la fece somigliare 11 una 1J (donde una nostra precedente lettura in-
(44) La perifrasi dialettale ricavata dalla glossa di Ant. a grimaud / -aut: C. non sttmmarars).
tenta di tradurre scioperone, merendone, precedentemente ,reso con balaran e poco (51) ({ Des opinions errones qui nous entetent (Ant.).
sotto con ingttanglon (v.).
(52) Scritto due volte, dopo che la prima parola era stata coperta da una macchia.
(45) V. sopra tlgherli ingbirlirs.
Per i. a uggott C. fa tre schede in tre carte distinte, dai tre diversi esponenti di Cr. citati
(45) Leggi -irs?
come traduzione italiana. Sull'etimo cfr. F. A.G.I. II, 352-355.

, ,....., 184 ,....., '"" 185 ,.....,


insgna:i: iz

propius accedit. Ma (A.I. 33, 1235; v. intanar, nascondere. C. (V. anche l'intrada d'una c, androne. C. lare, ciaramella. C; (invlup, v: in-
anche cic, ciac; insem, v. accumdars; ascondr). intrapelIarsi, restare intrigato etc. trig).
mettr i.; mugg). un' intendr pataca, non intende M2. invsggiar, impaniare, imbiutar di
insgnar a giustrar, imburiassare.(53) boccicata, buccicata, non ne sa strac- . intrar in duzzeina, entrar nel maz- pania. C.
C. cio, sa buccia buccia, sa pelle pelle. ZO.(62) C. V. anche bus). inzaplars, mettere i piedi nel fango,
inspmccar, incontrarsi in cosa pon- C. (59) (V. anche dar a(d), d'L). (intrattabl, v. dvintar). e sporcandosi durar fatica a liberarsene.
tuta, e che pungendo faccia un foro intenerirs dal padr e dIa madr (intravers, v. om). G2.(66)
e una cicatrice. G2. Infilzare, inspie- quand i vedn i seu fieu, imbietolire. intrig, sgazabuj, intemerta; al inzarfujar. C. (67)
dare, inforcinare. M2; (insproccare, v. C. (60) s' mess int un gran i., (63) imbrentina, inzchars, attaccarsi forte. Ga; (inzc-
sprocch). (intent, v. far al ffiisr). trambusto, imbrigamento. C; (intrigh, car, v. zecca).
inspurcar, (54) imbrattar, etc. enta- - i interior del besti, interme. C. v. imbroj). (inzegn, v. un' aver tutt ecc.).
cher, contaminare, sozzare, imbrattare; (intero). Guarda, come colui sta i.,_ ..il intrigar i p in qualch cosa, ince- inzerm, fatto. C. (68)
salir, sporcare, bruttilre, imbrattare~ C. dicimus nos Mutinenses, ad signili- spicare; intrig, invlup, intralciato, inzemars, ingerrninirsi, empiersi
instaffars, da staffa; vedi anche caudum hominem qui caput numquam .. intralciare, intrescare, intrigare. C. d'insetti schifosi. M2.
steijJ ted. rigido, steijJe, rigidezza. M2. (55) flectit, neque se se majoribus inclinato (V. anche imbmj). inznucciars, s'agenouiller, inginoc-
instcar una gamba, un brazz, Ita in Vocabulario FIorentino andare o (invedri, v. mustazz). chiarsi. C.
etc., far l'incannucciata, fasciatura fatta stare intero, diciamo del tenere o portare invenzion fantastica, inventiolZ sub- inzuccars, urtare col capo in qual-
con assicelle o stecche. C'(56) la persona dritta. Ma (A.l. 33, 1236; tile mais fantastique, arziggolo, inven- che cosa. M2.
(instizzi, v. aver al grugn; bruntlar; intera, v. mettr a man); zione sottile e fantastica. C; (64) (i., v. inzucclirs, assopirsi. G2; (inzu-
essr L; instizzirs, v. dar d' gross). intermmpimeint, dstunameint cercar). dies, v. azzuclirs).
(instornire, v. stornire). d'un affar, cascar un faseul int la (in vezz, v. far la forca). iona, minchione. G2.
(instrumeint, v. seg.; sunar). piva, esclandre, attraversamento, in-. inviar un affar, incaminar, donner iosa, abondanza. G2. (V. anche a
instrument da chiapar ingvel, ra- terrompimento, frastornamento. C.(61} le branle aux affaires, incamminare un josa).
nogg, etC., mazzcchera; (57). i. da (intestein, v. budell). affare. C.(65) . (ist, v. cavar; ranogg).
franzr gl' uliv, infrantojo. C. (V. an- intgiar, integalnare. C. (invid, v. avvis). (1'istessa, v. fola).
che strepit). intingul ch' aguzza l'aptit, sau- invlupar con del zanz, ciaramel- (iz, v. ari l;. iz iz, v. far i.L).
instumgar, ristuccare.(58) C. piquet, sorta di manicaretto con sale e
insulfanars, accendersi, andare in spezierie. C. (V. anche guazzett).
collera. G2. intlarar, intelajare. C.
intanabusar, nascondere. C. (intorna, v. mussein).

(53) ({ Ammaestrare, addestrare , da buriasso, ({ che mette in campo il giostratore


(Gr., donde c., quol ch' mett i giustrador in camp). .
(54) Precedeva inspurpar cassato. Due schede distinte, nella stessa carta, da due
diversi esponenti di Ant.
(55) Vedi anche dall'interIineo, su parola resa illeggibile per cassatura. Altra accurata
cassatura precede da. L'origine germanica (longobarda), seppure non nelle dimensioni ('0) {(Accompagnarsi con unO (N. Malm. VI 38).
additate dal M., universalmente riconosciuta. . (63) er.
Scritto su ingrt cassato. La sta alla base di entrambe le schede: imbr~ntina
(56) Da N. Ma/m. XI 26. . (drutice noto, lat. leda e nel , al fig., vale intrigo)l.
(57) La perifrasi dialettale dalla glossa della Gr. a mazzacchera. Ingvel ({ anguille . (64) Da Ant., I voI., s. arzigogolo (e scrive fantasque, pressoch sinonimo di fan-
(58) ({ Nauseare (Gr., ): il dialetto da in-stomacare)l. tastique, ma con in pi una connotazione di bizzarria).
(5') Il primo equivalente in Ma/m. vm 57, gli altri in nota. (65) Da Ant., branle, .

(60) Pi probabilmente da Gr. che da Malm. IV 16 o VII 93. (.a) V. qui sotto zapell.

(61) La voce francese vale scandalo, scenata, putiferio)l, ma non sembra adat- ('7) Due schede, una verso il termine della lettera I (c. 35v), l'altra al termine del
tarsi perfettamente al c.ontesto dialettale n la ritroviamo nell'Ant. (fu C. ad agire di volume (c. 91v, vicino a zarfujon). Cfr. N., zarfuier, parlare in fretta, abburattare.
propria iniziativa, sbagliando ?). N." (fasol) intende questo modo di dire come il veri- (.8) L'unico significato Ghe di]. danno Gr.'' e N. Malm. II 24 dato, o permesso
ficarsi di ({ un ostacolo imprevisto e imprevedibile )I. Le voci dialettali restanti mancano da' fati, e non sembra attagliarsi al termine dialettale; questo forse andr col seguente
allo stesso N. inzernars, mal trascritto da B.

'" 187 '""


lassar

lambreccia, mattone sottile. Dal fr. lapislazr, lapislzzalo. C.


/ambris, lambrisser. M2.(5) (lard, v. gatta).
(lambrusca, V. vin). larg cm' una pegna, largo come
<lameint, v. far un l.). una pina. (8) C.
lamintars dal breu ch' grass, lasagna. C.(9) <V. anche andar in
scherzare in briglia. Si dice anche di breu d' lasagn).
chi sta allegramente e non s'avvede che lasagnon, lasagn6ne, scipito, bie-
L in grandissimo pericolo. C. (B) tolone. C.
la laseina, ascella; la 1., udo!: d'
lampreda, lamproie, (7) lampreda. C.
laseina, ditello; aisselle, ditello, ascella;
<lana, v. cunzein; frac; pettn; roba;
s battr; scartazza; scartazzare; tela; le ditella, ascelle; 1., e anch l'udor,
<l, v. andar in z ecc.; ari; correr; turo Dicimus un catenaccio 1., un albero la (10) puzza d' laseina, gousset, ditel-
ecc.).
gamba; spendr; stermnar; ecc.). l., un uomo 1. di DIano, di lingua, di gaJJI- lo. C; lasen, ascelle. G2. <V. anche
lancroja, vecchia grinza. G2.
(labarda, v. manegh). be, etc. Haec autem vox aut ex Italica puzzar).
<languid, v. essr frac).
lacca d'una gamba. M2. Mutinen- in Hispanicam, aut ad nos ab Hispania lassar andar el terr a saldein
ses 1. della gamba dicunt partem venisse mihi creditur; habet enim Hi-
<lans, v. aver alI.; difficult). lassarl incolt, tre e1Z friche, (11) terr~
lansar, ansare. M2; 1. dal gran cor- incolta, non coltivata, deserta; 1. la
illam, quae est subtus inter coxam spanica lingua ladino eadem significa-
rer, ansare. C. bocca cattiva, una cattiva bocca; (12)
et crus .,. Haec pars l. appellata, quod tione ... In Tract. de Equor. cura legi-
una lanterna, un'ombra, pell e 1. frezzrint al so grass, lasciar cuocersi
concava sito ... Furum putum voca- tur ... cava/Io latino, idest ladino, qui in
oss, have, magro, sparuto. C; <lantern, nel suo brodo; lassatI frizr int al so
bulum Germanicae linguae esse Lacke omne latus facile movetur, quasi a
V. dar a intendr ecc.). grass; (13) lassatg al peil; (14) n' las-
(alii scribunt Lache) a Latino lacu for- lado significante latus lateris. Itaque
ista vox originis Hispanicae videri lanternon d' c d'una perdga, ja- sar mai vivr, esserg sempr adoss,
tasse desumtum, atque olim signi-
ficans locum concavum. Et quia lacunae, possit; sedrninime certum est quin 101; lanternone. C. etc., harccler, straziare, strapazzare, ba-
pa/udes, aliaque ejusmodi loca sunt Hispani ipsi a nobis eam fuerint olim (!ap, v. lip). lestrare; n' 1. vivr, tracasser, inquietare,
concava, ideo Lacke a Germanis nunc mutuati. M3 <A.I. 33, 1109).(2) (V. al lapis, matita, amatlta. C. vessare, intrigarsi, imbrogliarsi, esi-
appellantur. Inde majores nostri sum- anche spadazzin).
sre 1. M3 <A.l. 33, 1236); el lacc chi ha (3) ogg laghermeint, lippo,
(5) Secondo il D.E.I. la base latina sarebbe imbriculus, per il C.D.L.I., forse, am-
del gamb, lacca, lacchetta. c.{1} cisposo; lippitudine. C. brices. Si ferma alla proposta mll.ratoriana (come altre volte, senza dichiararne la pro-
ladin, facile, dallo spagnuolo la- <lagrm, V. luzla). venienza) Ga. 310.
dina diligente, lesto. G2; ladino, Lom- <laid, V. sporc). (6) Da N. Ma/m. VII 77.
bardica vox est, et significat rem quae la lama del nos, dI mandI, cale,
(7) Seguiva un'erronea} (forse influenzata da Ant, lamproye?), cassata.
facile moveat se, aut ab aliquo' movea- mallo. C. (4)
(a) Avaro (cfr. N. Ma/m. II 15; e anche Cr., pina, , largo come una pina verde).
Cfr. qui avanti anche strecc, oltre a .rp/orgg; secondo il c., il solo peglla valeva avaro.
(l) Alla descrizione del M. corrisponde il termine anatomico pplite, cio la (g) La glossa italiana manca' probabilmente perch identica al termine dialettale.
cavit che si forma dietro il ginocchio quando questo si piega (cfr.C.D.L.!., lacca 2, 3). Cfr. N. Malm. I 18 e, meglio, Cr., pasta di fadna di grano, che si distende sottilissi-
La voce si impieg, in italiano, anche per gluteo (ivi, 2) e per anca, e coscia degli mamente [donde lasagnone 'uomo alto '] sopra graticci, e si secca, per cibo.
animali quadrupedi (ivi, 1, e Cr., lacca, , da cui attioge C.). L'etimo sembra essere il
(10) Da correzione su d. Sono cinque schede di C. in due carte (40r, origi;'ate da
tardo lat. lacca tumore alle gambe degli animali, forse imparentato con lacertus;
Cr. ascella e ditello; 41v, da Ant. aisselle, che traduce prima con i sostantivi italiani al
senZa altri riscontri la connessione con lasena ipotizzata da Ga. 312. Il M. fornisce
singolare, poi, nel , al plurale; egotlsset, tanto in senso proprio quanto traslato). L'etimo
l'etimo, qui riportato, s. lacca [1] ripa, mentre la citazione del dialetto viene da lacca
del termine non chiaro: ma ci sembra pi probabile una provenienza dal lat. axilla
[II] coxa, anca ricondotta a L
che da latescere O lagoena come suppone Ga. 311-312 e 314.
(2) Da latinus, chiaro intelligibile facile. Per il sintagma cavallo I. (<< maneggevole,
(11) Locuzione di Ant. gi sfruttata s. incolt (e dal C. ripresentata sotto la lettera
scorrevole, mobile) cfr. C.D.L.!., 1.,10, con un esempio di G. dell'Anguillara ma non
S di saldein).
questo.
(12) Nell'ultima c. (92r) del ms. crispiano, senza chiosa: ma si dice di cibo iodige-
(3)Le due parole sono state aggiunte io un secondo tempo.
sto O dal sapore sgradito (cfr. Ma. bacca caliva).
(4)Tre schede pressoch identiche, dalle tre usuali fonti del C.; la giunta dlmand/
(13) Due schede in due carte contigue; la spiegazione della prima nasce da N.
solo nel secondo luogo (c. 41r), il franco calc, ovviamente, solo nel terzo (41v; la
Malm. X 6.
p::ima scheda, pi brachilogica, a 39v). Ant., S. esca/e, traduce guscio d'uovo, pre-
Clsando per che si riferisce anche alla prima pelle dei piselli e alla peau verte 'delle (14) Senza glossa, ma cfr. l'iL fasciarci il pelo, o del pelo (Cr. e T.E.) costar caro,

noci. Per Ga. 310, lama da mala cor/ex Ce v. qui oltre malIa e note). mettervi del suo .

'"" 188 '"" '" 189 '"


latt lengua

tare, etc. C; (15) (lasm star, v. pin. V. fuit ad arcas sepulcrales, quod et ista libro di magia, libro oscuro; (22) 1. da nella, aspo; e dall'annaspare, naspo,
anche cciarabaccion; cumissura; forent lapideae, neque dissimilis for- dar al sardell, da fare alle acciu- guindolo, da cui agguindolare, a=a-
gatt; mster; om). mae; et subtracto L pro lav~/Jo pro- ghe tante camiciuole; e le cartacce spare; ocn 'rou &voccmiiv, a revellentkJ.
latt d' gallein'a, latte di gallina, nunciari coeptum est a Tuscis avello. lor servono al fine per avvolger le C; (26) <l., v. far una tacca; gropp;
yIY.oc OpVHlffiV; capra Amaltea, col cui M3 <A.I. 33, 1138. V. anche rmor). acciughe e le tonine. Lalli.(23) C. <V. pezz; rigar; sgadura; sguazzaron;
latte le ninfe Adrastea e Ida nudrirono lavezz, lavggio. C. anche libr; scanzia; stumpaj). stell; tapar; verm).
Giove in Creta, ed il cui como produ- lavina, terme superflcies in monti- <Ieee, v. alschir; lech, v. dar). <legna, v. tajar).
ceva tutto quello ch'esse desideravano, bus, ob aquas pluvias in sinum recep- led, sporco. G2. Mutinenses adhuc legum, civje; 1. ch' tarmessn, in-
xpoc ocfLrx.6doc. Stmb., Arist., Lu- tas, loco dimota ac in imum decur- dicunt l. <turpis, inhonestus, foedus) ... tonchiare; l., om d' mala fatta, legu-
cian., Pllil., Petr., Anassag. etc. C.(16) rens ... Apud nos Lombardos in fami- E septemtrionalihus populis profecta me, uonio di cattiva cottoia. (27) c.
(V. anche agrum; suppa). liari usu est. M3 <A.I. 33, 1238). ista etiam vox mihi creditur. Apud <V. anche scurneccia; verm).
lattaron.(17) M2. <lavor, v. far; livr). Hicke8um inter voces veterum Fran- leid; guitto, sucido, sporco, sciatto.
<lattea, v. via). lavurar a sangv e gola, lavorare a corum seu Teutonum recensetur Lod, C. <V. anche Ied; sporc).
<larione). Nos .. lattae folium gran- mazza e stanga.(19) C. <V. anche ma- Leid, detestabili!. Germanicae quoque <lein, v. canvuj; garzeul; scavzar;
dius dicimus l. M3 <A.I. 33, 1238). gnan; or; ost). linguae est LeMig, res turpi!, ingrata. Ma tia).
<lattuga, v. cast; latuga, v. custon). <lavurer, v. teu:r). <A.I. 33, 1237).(24) <V. anche leid; leirz, sporc, lrcio, sporco, schifo,
lattumm, lattlme; lattimoso. C. . <lazz, v. trar alI.); lazz curidor, sporc). C. <V. anche sporc).
lavacc, per fango. L; lavacch, fan- cappio corsoio; cappio scorsoio. c. una lega d' fieu me, d' sgiumzein, leisna, lsina, ditello; l' una gran
go liquido. Dallo spagnuolo favaio, lazzarein, albr, lazzerulo; 1., frutt, criocca.(25) c. l. C. <V. anche zest).<28)
fango.G2; lavagg, fanga, melma; pol- lazzerula. C. (20) legg, albero, lccio. C. <Iella, v. acciapar; aver).
tiglia. C; <lavagg, v. anche affugar <lcarda, v. teggia bslonga). legn sovra dal qual s' fa la sga- <lengua, v. bvida; lengva, v.
int alI. e far d' so parola.I.).(18) lcardein, leccardo, ghiotto, lecco ne, vetta senza mettrla int la mulli- mettr).
<lavada, v. far una l. d' testa; zal). goloso. C.
<lavandar, v. bugadar). <lchett, v. dar(gh) al chmein).
<lavar, v. furar; trip; vas). ldam, fime, fimo, sterco, litame. C.
(22) Due schede distinte, ma identiche (tranne, in una, la grafia erronea grimoir)
lavell, luogo dove si lavano i piat- <l, v. dmandar; li, v. gherl).
ti. M2. Mutinae adhuc nuncupamus sulla stessa carta.
<l, v. gherI(a.
illavello marmoreum vas in quo culi- Iebr dI'abac, librttine.(21) l. dal (23) i( Fare alle acciughe ecc. l'ultimo verso di Malm. VIII 27; gli altri due sono

naria vasa purgantur. Ti:anslata vox cmanda cmanda, d' magia, grimoire, dati,-nella nota del Minucci, alla FranceJe del Lalli, IV 21. Scartafacci avanzati alle
sardelle erano, per il TASSONI (Incognito da Modana contro ad alcune voci ecc., in A. T.,
Scritti inediti, a c. di P. PULIATTI, Modena, Aedes Muratoriana 1975, p. 125) i libri usu-
fruiti dalla Crusca per il proprio vocabolario. In modenese sardlri .sta per libro di
nessun valore (v. qui oltre, e N.); sardella, sec. Ma., vale nOn solo sardina, ma
(lA) Due schede distinte nella stessa carta (86r, alla V di viflt"). Per tracasser, C. at-
anche acciuga (che per nel C. suona incctiJ).
tribuisce arbitrariamente alla perifrasi dialettale n' lassar ecc. tutti i significati del verbo
(24) L'etimo indicato per il ven. leda limaccio da R.E. W. 5029 il lat. ligita I
francese registrati da Ant. che in prima sede mette intrigarsi, imbrogliarsi , nel primo
*Iitiga melma; alla radice laetare (di letame) pensava invece Salvioni, cfr. Far 4846,
esitare)l, nell'ultimo. inquietare, vessare Il (gli unici appropriati al dialet-
tismo). . per una famiglia di parole affini; cfr. anche, qui sotto, lezzo e nota.
(25) .Compagnia, unione, ma pigliasi in mala parte)l, er. Per il tipo figlio miO
(1.) La sovrabbondante glossa riassunta dalla nota di Bisc. a Malm. I 64. Come
cfr. anche fieula mia, sia con esponente autonomo sia sotto beiga. Sgiumzein sar *schiu-
spiega N., con lat ed galeina si intende un cibo raffinatissimo o introvbile, nonch una
bibita calda fatta con uova, larte e zucchero. micini)l, per cui cfr. T.B., spuma, 5, schiuma degli sciagurati, de' ribaldi, 6, schiuma tli cucina.
(26) Da N. Malm. VI 110 ; ms . .xvcXcmocv. Aspo anche la trad. che G. e C. danno
(17) Cfr. N., latarun baco da seta fasullo, cos detto perch si voleva fosse stato
incubatQ nel seno di donna allattante . ' di mulinello; sgavetta vale matassa (v. oltre).
(27) Secondo N.2, questo senso traslato deriva dal fatto che i legumi sono dmi
(1.) La -gg di C. depone per una pronuncia indubbiamente prepalatale della c (me-
da cuocere )l. Ma la nota a Malm. VII 29 di perfida cottoia spiega che la locuzione non si
diopalatale il fonema corrispondente nell'it. lavacchio, da lavacrum + lamlus secondo
riferisce a tutti i legumi, ma solo a quanti per molto che si tengano al fuoco, non si
il G.D.L.I.; per il dialetto cfr: Ga. 313, Me. e N.). Si noti che una prima redazione
della scheda gherardiana diceva: dal Tedesco: poi fu corretta come a testo. quocono n s'inteneriscono mai l~. L'estensione semantica (non sappiamo quanto mo-
tivata) sembra dunque opera del C.
(1.) Ms. mazza stanga, corretto di su er., lavorare, , di tutta forza.
(28) Sotto zest ecc. C. indica la leisna in senso proprio (strumento del calzolaio);
(20) Per albr ci sono due schede identiche (cc. 40r e 40.); per frutt una sola
gran leima, qui non chiosata, sar invece nel senso traslato di avaraccio . Invece la
(40r). C. trae tutto da er., lazzeruolo. traduzione ditello)l del primo I. deve essere da errore di trascrizione o scambio di
(21) Cfr. N. Malm. VIII 25. scheda col gi visto laseina, ({ ascella, ditello appunto.

,....., 190 ,....., ,....., 191 ,.....,


lenz loc

lenz, incominciato ad esser rotto. man d' rue e al fer al col, gogna; l. Igor, ramarro, o specie di lacerta. lip lap, far lip lap, smuoversi o
C2.(29) qov sta el levr, i cavrieu, zerv, etc.,
G2.(41) crollar sotto. G2.
<lerz, v. sporc, e leirz). leporrio, leporjo. C. (33) <V. anche (li, v. gherl). <liquor, cossa liquida, v. mnar).
<lesda, v. liscia). mazzell; sfergar). <libr, v. lebr; sardlari). liscia, lixivia, ranno; dallo spa-
l' una gran lespa. C.(30) <Y- anche ligar, ammajar, garrotter, arrandel- gnolo lexia. M2. Lixivium FIorentini
leuj, yvroie, ou yvraie, lglio; lglio,
lispa). giglio. C. (34) lare, stringer con randello; 1. i can appellant ranno. Unde traxerint, ignoro.
<lesi;, v. cheusr). con el sulsezz; a s' liga i can con Mutinenses Latinam vocem retinent
lev, pulmone. C2.(35)
int allett a gh': la cortina, soprac- el sulssiz.(42) C: <V. anche erba; far conversam in lissia seu lescia. Fuit e~
una leva, manovella, liva. C. (36) Latinis lixiva. M3 <A.I. 33, 1093); la
cielo, pendaglio o fregio, cortinaggio. una filza; fassar; sguinzaj; ecc.).
<levar la tarra, v. tarra; v. anche ligazz, ligcciolo; 1. da calzett, le- Isia, liscia, ranno: plXvk, (47) stilla, goc-
C. (31) <V. anche cussein; cverta; di-
lvar). gccio, Iegcciolo. C. ciola. C. <V. anche alsi).
rind(e)ina; pajazz; pret).
<levr, v. leugr). <lilla, Y. acciapar). lispa, donna astuta. G2; lispo per
lettr majusqul con ziffr, cadeau,
gran lettera, ornamento di lettera. (32) levrott, lepratto, leprotto. C. un li lo, cciu, pasta fredda, benais vispo, agile. li ted. ha lispeln bis biglia-
C. lezr alla dstesa, leggere a rilibro. (37) Otl bmt, milenso, besso, sciocco. C. (43) re, sussurrare. M2. <V. anche lespa).
letture!, lizeli, leggio. C. C; <lezn, v. accumdar). <V. anche far li lo; star a far li <list, v. macci).
<leug, v. bus; teur). al lezz di tsadr, (38) liccio. C. lo). <lit, v. tumult).
al leugr dov egl'av fan al mel, lezza. MI; 1., fango lasciato dal- l' un lilon. C. litigar dIa lana capreina, cbico-
mlario; l. dov' quantit d' qual- l'acqua di fiume o canale. Ma. 1., fan- lima dura, limaille, limatura. C. ter, disputare della lana caprina. C.
sveuja cosa, mag6na; 1. dov s' fa al go, comUJ1I. Ma <A.I. 33, 1200).<39) <limbell, v. dar; l'imbelle, v. dar a j ho livr allayor, liverre. C.
merc, mercatle, mercato; 1. dov s' quallgnett (40) ch' s'attacca al dav, la soja). livradga, alla, per azione o cosa
liga in public i malfatto! con el materzzolo. C. limunada, limona. C. verso il fine. L; l' a la l. C. (V. an-
<lind, V. attil). che essr alla 1.).
<lindein, Y. musccien). livrar una faccenda. M2.(48)
linguazzu, linguacciuto, linguacdo, <lizeli, v. letturel).
(20) Da Ga. 315-316 e N. connesso a linzr, incidere, aprire, manomettere, co- lingu6so, lingvuto. (44) C. loe dal furment, Ioppa. C; Ioce,
minciare ad affettare un salume (da initiare, cfr. F. A.G.l. II 356-357); nel nostro lingvteina da tanaj, ha mangiato quella parte della paglia che nell'aja,
codice segue linzar, originariamente scritto lenzar. noci. (45). C. allor che si battuto il frumento, suoI
(30) Fanciulla vispa e ciarliera oltre il dovuto (N., antiq.), e cfr. oltre lpa. Ga. linzar, incominciare a rompere. ca. rimanere triturata pi minutamente.
316, lpa, aggiunge trattarsi di fanciulla dal personale gracile e mingherlino, e lo L'ingl. ha slice tagliare a traverso. An C2. [Forse da lock ted. fiocco]. Ma; (49)
trae dal greco '-(arro,. a lancinare? M2.(46) <Ioc, loch, v. anche purtar).
(31) Qui il nostro lessico grafo si arrende, rinuncia a tradurre e semplicemente ri-
porta i termini illustrati da Cr. sotto carlina.
(32) Spiega meglio Ant.: trait de piume hardi, que font les Maitres d'Ecriture,
pour remplir les marges, le haut & le bas de leurs pages, & pour orner leurs exemplai- (41) Cfr. qui sotto rguol, e N. anche rllgor rugol rugrol, e gli it. !igoro figiiro dal lat. lan-

res. Cfr. anche N., z./fer, cifre, iniziali ricamate. gUI'1IS, lucertola (ma cfr. anche F. A.G.L ID 159-163, per urgol / rugOI).
(33) Sono perifrasi da Cr.; in particolare, magana (il cui primo significato sarebbe ('2) Due schede separate, sotto la C di can e la S di stt/siz/-ez. Cfr. N. lighr, a Mi!an

ferriera) preso nel senso del . Dal pl. analogico locora il modenese conserva logher j lighen ecc., c' grande abbondanza, ironico; nel boccaccesco paese di Bengodi, invece,

campicello, cfr. B. 65-66; Ga. 317 (dissente F. A.G.l. II, 358). erano le vigne a essere legate con le salsicce.
(34) Cfr. Ant., yvroye OlI yvroye, e Cr. ('3) Cfr. voce seg., e far !i lo con relativa nota; V. anche il muratoriano ciii (assiolo,

(35) (Visce;e) lieve secondo Ga. 314, e cfr. Far 5003.


e sciocco). La I di pasia appena accennata, e viene a confondersi con una J'; un ri-
. scontro semantico potrebbe trovarsi in lasagna, laJ'agnon.
(36) Sul v. della stessa carta 40 il lemma ripetuto quasi identico: leva, Iiva, ma-
(44) Ben chiara la v (Cr.' scrive LINGVVTO, Cr.' LINGUUTO), anche altrove
novella.
impiegata da C. per la 11 (semi)consonantizzata, alla emiliana, dopo gutturale (cfr.
(37) Cio senza compitare. Scheda complementare, nel c., ad accll111dar ch' fa i
ingvel anguilla, lingvtcina subito sotto, e la n. 74 alla lettera A).
raga.Z ecc., come la precedente originata da Cr .., compitare, pi precisamente dal che
(45) Di quelli, che dicon volentieri male}) (er.).
segue quello a cui nasce acct/1J1dar. Cfr. questa Introduzione, 11, a.
(4G) V. sopra lenz, e nota. Linzar corretto (dal G.?) su un primitivo le-.
(3B) Dovrebbe essere forma nominativale da lextol', tessitore (mentre l'accusati-
vale documentato da N. col femm. lesdora). (47) Ms. PCf.VLC;.
(30) Cfr. N. lazza' mota, argilla mista a sabbia. Da !ulCIIs secondo Far 5185a. V. (4B) Da collegare a livr, livradga, e all'it. liv( c)rarc, finire.
anche, sopra, led. (40) La o di fiocco da correzione (forse su a?). Secondo Ga., 326-327 (non contrad-
(40) Ms. Ignella. dett:o da F.) si tratta invece di voce {{ grecanica , da oX6, luogo natale de] grano .

,...., 192 "'-' ,....., 193 ,....,


13
:~

lod lzerment .

un ch' d dello d, del savunad ha solo un occhio. C; (53) losco, stra~ (lov, v. andar a gamb lv; gIos). (luna, V. aver; cular; vein).
a un altr, proneur, ciarlatore, che vanta bo. Ma (A.l. 33, 1225). (!sia, v. liscia), (lunariar, V. fantasticar).
altri. C. losna, lampo; si dice delle donne (hl, v. dir; gherl; spudar). una lungagna, una filastroca, lun-
lodi zest, ch'al mandg rotto C.(50) brutte; anche si dice delle monete ca- (Luca, V. bambein). ghira. C.
lodr, l'utre [ted. lllder]. M2; lodr lanti. G2. Da ideina, loeina, losina, lucchen, minchionerie; racconti in- (luntan, V. fava).
d'oli, otre, otro. C.(51) losna. MB.(54) ventati .. G2. Da lugen ted. bugia, proba- (lus, V. trapanar).
10dra, animale, lontra. C. losnar, lampeggiare. G2. bilmente. MB; luchina, narratio falsa, luserta, animale, lucerta, lucrtola.
loffa, soffio di cuI senza strepito. lott lott, andar via lott lott, andar- a Germanico lugine, mendacium; lu- C.
G2. (V. anche zal). sene di nascosto, O da IlItllm o da lotus. ghin, luginari, mendax. Ma (A.l. luserton, lucertolone. C.
loffir, soffiar col cuI senza strepito. G2. GB. (V. anche star; andar lott lott). 33, 1106; lucheinn, V. cuntar).l57) (lusgneul, V. Culi eusgneul, v. can-
(long, V. andar a drittura, d' 1.; (lotto). Rustici nostri ... utuntur lucchett, strumento di ferro a chiu- tar).
far al fatt so ecc.; tira d' 1.; long vocabulo 1. ad significandam nempe dere forzieri, che s'apre con chiave. Iusr, luccicre. C.
(agg.), V. camminar; filastroc(c)a; glebam terrae, quam Tusci zolla appel- Forse da loek ted. prigione. Da 10- (lstr, V. impassir).
garbui; ecc.). lant. Hunc autem idiotismum prodiis- quel fr; o da fock ingl. serratura, o dal (lustrn (*lustrar), V. gomma).
lonza di vi.tello, lumbus, Gall. se e Latina voce IlItllm, et ltalica loto, ted. siniile. MB. (58) . (luVar.\a, v. glusaria).
longe. MI. facile mihi persadeo, quod lot, seu lucrezia, liquirizia, regolizia, logo- luvein, hOllb/on, lupoli. C. (61)
lorniar, sopor lieve. Da lorgner, fr., lotto, a rusticis nostris solc':t pronun- rizia. C. luzla, lucciola; liIzl aj ogg, aver
.benh di significazione diversa.(5B) MB. tiari. Ma (A.l. 33, 1240).<55) (lughin, luginari, V. lucchen). ellagrm ai ogg e n' pianzr, imbam-
losc, d' curta vesta, bircio; .losch, lov ch' s'attacn al gamb, andand luma dall'oli, lucerna; e quella bolar.e. C; (luzl; V. aver; dar. a in-
fusells, proprianlente vuoI dire uno che pr l'erba o in campagna, lppla. C. (56) quantit d'olio che tiene la.1ucerna si tendr).
dice Illeernta. C. (V. anche bechgneul; luzz, pesce, luccio. C.
far ti to; stupein). lvador, lievito. Levain Er. perch fa
Pi prudente R.E.W. 5094 b, liieca di origine incerta (cfr. anche G.D.L.!., loeca, voce
regionale). Nell'odierno modenese Idech.
lumag, lumaca, chicciola, lumc- levare, sollevare la pasta. M2.
ciao C.(59) lvar al pan, levitare; 1.. al pelli
(50) Senza spiegazione, nella penultima carta (91v) del ms. crispiano. Paragonabile
al proverbio toscano lodati, cesto, che il manico hai bello ., riportato dal T.B. s. (lumaghein, V. zimgar). 1. e1 premm difficult, dfrieher, torre
ce.lo, 2, con riferimento a chi loda se stesso . Probabilmente lode andr .scisso lod[ a lum.agon gross, martinaccio. (60) C. le prime difficolt; 1. la sfiopla; l. su
a]1, loda il. lumbris, lombrico. C. . al sder, alzare il civile, sollevar l'an-
(51) Modenese odierno lder, pevera (N.), ludrlt, imbuto (B. 66), da uter (R.E.W.-
lumein, lumidno. C. che. C.(6B) (V. anche burla; lv, V. an-
Far 9102), cui forse andr collegato anche IOdder birbante, ingordo , che N. accosta lumera, lumira, luminiera. C. dar a gamb 1.).
con dubbi alla stessa radice scartata da M. Si noti la grafia, per C. inconsueta, oli anzich lurninareul, abbaino. C. (lzer, V. vein).
euli. (lumm, V. plac). (lzerment, V. spuntrigar) .
(52) L'etimo ripreso (senza menzionare la fonte) da Ga. 317-318, lorgna me-
lanconia .
(5') Le due schede crispiane, come altre attinenti a difetti della vista e dissemi- (57) S'intende che lughin e luginari sono aggettivi: mancano per riscontri nei les-

nate nel lessico (cfr. n orb, ogg storl, tuJJ dii i ogg ptl'ein, vderg poc, vesla curia e curi d'vesta, SICI dialettali ed etimologici, mentre invece per mcchen sosto abbiamo la schedatura
zimgar, zimghein) sono tratte. da N. Malm. I 9 sbirciare. crispiana.
(5') A lucinare folgorare, lampeggiare si rifanno anche il R.E. W. e Salvioni (o.) L'etimo oggi accettato sostanzialmente quello muratoriano: dal ted. mke
(in Far) 5142: ma la quistione ... molto intricata , dice il secondo, e B. 5 cita fumar chiusura attraverso iI franco loquet.
lama tra le voci prelatine . TI valore traslato di moneta lustra, consumata, fuori (09) Non risulta attestata, n in modene~e n altrove, una forma maschile *Iumaco;
corso attestato da B. 66 per la montagna. Cfr. anche Ga. 320. la forma schedata dal C., se non erronea, corrisponde all'odierno pl. lumegh(i).
(55) Etimologia dibattuta: Ga. 318 vorrebbe ricongiungere questo I. al gioco del (GO) Quella dialettale una perifrasi originata dalla glossa di Cr., sorta di chioc-
10#0 (Iotlo porzione toccata in sorte), contrariamente a quanto scrive M. proprio ciola di maggior grandezza dell'ordinario .
nel presente articolo etimologico, incentrato massimamente sull'it. I.; F. A.G.I. (61) Non diminutivo di lov (<< luppola , arctium lappa secondo N.), ma dovrebbe
II 358-359 contraddice Ga. pensando aunplota plaula (> piola tosc., piede e zolla secca, corrispondere (sempre stando a N.) al lupino ; invece Ant., come equivalente del
10mb. lola); traendo spunto dal R.E.W., Salvioni ipotizza varie radici, come Far 4949a fr. houblon (<< luppolo ) cita il lat. lupur saliclariur.
*Iautium (soprasilvano lozza fango ecc.), 5129 lolium orina (abruzzese I1!1!11 melma),
(6') Per I. al pei! si potr raffrontare l'equivalente h. levare il pelo, castigare severa-
o meglio 5i8Sa luleur (dove anche corso lozzu melma), e finalmente 5189 lulum, spor-
cizia, fango , ove sono contributi anche di etimologisti pi recenti. mente (ma ci sono anche levare il pelo a un bue, fare qualcosa di impossibile, e levare il
pel per aria, operare con gran destrezza). Per I. la sfiopla cfr. N. alvr la s., sollevarsi della
(06) Perifrasi dialettale da Cr. (la voce anche in Malm. II 73 e nota, ma nOn usu-
vescica cutanea" L'ultima locuz. da N. Malm. VI 78, dove per invece di anche si ha
fruita. direttamente da C.). natiche.

,....- 194 ,....- "" 195 ,....-


magnar

tich, magagnato, intaccato. ,C; maga- Mutinae adhuc in usu feminarum est,
gn, mal formato. L. (V. anche frutt). u t pueris timorem incutiant, dicere:
magaloss e magalott, gruppo. (8) G2. qui il m.; et saepe silent, aut parent
<magalott, v. prec.). ad eorum vocem puelli. M3 <A.I. 33,
magara, felice, beato me. M2; ma- 1242. V. anche mands).
garra. G2. magnar, smurfir, smorfire, detto
<magg, v. maccia). dallo scomporre la forma della faccia
M <maggi, v. macci). col mangiare, TIjv fLoPrp1jv; m. all'ar-
<maggior, v: colm). don da, m. con la carn i oss, sgra-
<magia, v. lebr). nocchiare; m. a do ganass, macinare
<magnameint, v. papular). a due palmenti; mangiare a due pal-
un macc, macco. C; macco, idest lant glebam seu frustum terrae aut magnan, quol ch' fa i fer! da menti. PalmeJlto propriamente vuoI
cibo grosso. Mutinenses adhuc retinent parum madefactae, aut arida e ac du- besti, manescalco; m., qual ch' la- dire tutta la macchina cl1e fa macinare;
il m. de' capponi, de' poI/i, M3 <A.I. rae, in quod vel agricolae in campis vora ferr gross, fabbro; m., ch' la- al tal inagna d' gust, ch' al fa veuja,
33" 1077). (1) aratro incurrunt, aut quod pueri lu- vora al fer all'ingross, fabbro; m., il tal mangia di gana; (10) m. con
maccagnan, galoria. G2. dentes unus adversus alterum proji- qual ch' lavora furr mnu, magnano. ingurdiggia, taffiar, scuffiare; m.
macchion, cespuglio, G2; <maccion, ciunt. Aratores, quum terra resistit, C; (9) magnano, faber ftrrarius ... Olim dIa merda d' rusazz, etc., mangiar
v. berleda). grossi madoni educunt. Quod nobis . non fabri ferrarii, sed aerarli tantum, merda di galletto; (11) m. con i ogg,
macchiunara, dicesi di chi ha gran nostrisque rusticis est m., Tuscis cen- hoc nomine donati fuerunt; et ne ustolare; m. d' sott saccon, mangiar
capigliatura, ma brutta. G2. seo maltom. M3 <A.I., 33, 1246).(4) omnes quidem aerarli, sed qui cum sotto la baviera; (12) m. a traversi (13)
maccia con grosta, o d' vuladga madonna quaqvla; madonna schi- bulga circumibant, et adhuc cir- m. a uff, al spalI d'altr, senZa spendI,
o d' rogna o d' qualch' altr ma- va al poco C;(5) <mdona, v. andar cumeunt, caligine vultum infecti, et etc., mangiare a salicone, a scrocco,
lann, tache stlr la peau, chiazza; el magg z; parlar). honida voce attem suam inclamantes. a isonne: Terentio disse arymboltlm; (14)
dIa rogna o d'altr con la grosta, la madr vida, crou, chiocciola, il
chiazza. C'(2) <V. anChe cvert). cavo della vite. C.
cano la chiusura delle vocali (ma si veda qui oltre, s. pezz d' legn, mozzo). Cfr. Cr.,
macci, pin d' magg, biliottato, la madra dal vein; la madra ch'
m., pronunziato col Z aspro, e coll'e stretto, proprio delle frutte, e significa eccesso
asperso di macchie a guisa' di gocciole, vin int al vein, madre, fondigliulo, di maturit . Le altre due schede sono tratte da Ant.; una pi esatta traduzione dell'ul-
tempestato; maggi, list d' vari fecia, letto, matrice, etc. C. (6) tima presupporrebbe un dvin/ar madur o simili.
culor, 1Jladrf, screziato, sprizzato, co- <madur, v. frutt; star); madur ma- (8) Come interpreta il B. (66) sta per piccolo grumo di materia per lo pi attac-
me il leopardo. C. (3) soc, mezzo; m. masocc, b/et, 'vizzo, caticcia ; a Concordia ({ sputo, scaracchio .
<macco, v. macc). troppo maturo; m. masocc, nezz, (9) Almeno tre schede (ne escluderemmo 111., cb' lavora al jer all'ingross, nella carta
<machinazion, v. cunspirazion). mollir, ammollire, divenir vizzo. c.m precedente e probabilmente da Cr.) Sono nella stessa c. 46v e suggerite da N. j\.falm.
<madone). Mutinenses m. appel- magagn, frutt meZZ guast, en- VI 47, Magnano fabbricatore di ferri minuti ... a distinzione di Fabbro, che fabbrica
ferri grossi ... , e del Mallescalco, che fabbrica ferri per le bestie . Secondo N. 1-2 invece 111.
(l) Vivanda grossa di fave sgusciate, cotte nell'acqua (Cr.): cfr. N. mch soa
solo chi fabbrica toppe e chiavi, o l'artigiano ambulante della latta e dello sta-
di pastone per animali (e vi si ricorda il macC1lS folenghiano). gno (cfr. la seguente glossa muratoriana). Maniscalco sarebbe invece jrador o 7lla-
raschelch; e si aggiunga jrab / jrap fabbro .
(z) Le due 'schede Sono ricavate rispettivamente (ma ]' ordine qui invertito rispetto
(lO) Queste cinque 10ct1zioni (e 111. a do ganass ripetuta sotto D e M) sono da Afalm.,
a quello del ms.) da Ant., I voI., chiazza, e da Cr.
rispettivamente: X 33 (smurftr, smorftre SOno gergalismi, da morfta bocca); Il 63;
(3) Rispettivamente da Cr., biliottato, e Ant., madr (e questa scheda nel ms. sotto
XI 34; I 35 e vrr 31; I 82 (gana voglia, o gusto grande ).
la C di culor).
(11) Cfr, Cr., galletto, , chi mangia (ecc.) diventa indovino, detto a gabbo di chi
(4) Cfr. R.E.W.-Far 5271 maltha.
vuoi fare la professione di sapere le cose future. Non risulta attestato in modenese
(5) Per la prima locuzione cfr. oltre quaqul d ogg, cacca, cispa: l'it. caccola vale rusazz (<< rosaccio ?) per galletto: vero che ruslein un altro nome dei galeitt,
anche muco e cerume e, secondo, il C.D.L.!., al pl. pettegolezzi . Nel nostro ma nel senso di funghi galnacci.
caso avremmo dunque una ' donna sporca o, meno probabilmente, chiacchierona . (12) Mangiar nascostamente ravvolto nel mantello dal mento al naso (Cr.,
Secondo l'interpretazione data da N.' all'altro sintagma, si tratta di donna che molto baviera, ). Cfr. qui d' sott saccon, guardar d' s. s. e sotisaccoll.
pretende .
(la) C'entrer con andare a travcrJ'o, di cibo, o con per traverso in maniera insidiosa,
(6) Due schede pressoch identiche in due carte contigue, e originate entrambe
contraria alla probit ecc. di T.B.?
da Cr., madre, (ma matrice nel seguente e sta solo per vagina ).
(14) Da N. Ma/m. I 77 (cfr. anche a "f!, grectio, 'uf1). Il malmantilcsco a isonne ado-
(7) Nella prima scheda mezzo scritto con due specie di s sopra e ed o, che forse indi-
perato anche per a josa (v.).

,...., 196 ,. . . , ~ 197 ~


magnarein mammana

al m. ch' fa i beu, e1 vacc, etc., di- mia, seccarigno: si dice da Greci mo- <mala: fatta, V. legum). mallon, di cap lli, di lana, di ca-
grumare, ruminare. (15) C. <V. anche nogrammus; segrenna, cio avente il <malame(i)nt, V. incazzirsi infar- napa: . picciola ma sa o (26) fastello. V.
annudars; aver; gabion; pacciar; ro- solo dintorno, senz'essere il disegno fujar). Du Cange. L'usar no i secoli barba