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Humanities and Social Sciences Review,

CD-ROM. ISSN: 2165-6258 :: 08(02):69–72 (2018)

IL SOGNO ITALIANO NELLA CANZONE RAP HIPHOP TUNISINA

Asma Skander

University of Monastir, Tunisia

Questa ricerca si propone di studiare il mondo della canzone rap hip hop tunisina tramite lo studio di un
videoclip a grande successo. L’articolo si suddivide principalmente in due parti. Infatti, dopo aver dato
un breve accenno del ruolo che hanno avuto i mass-media nel compimento della rivoluzione tunisina ci
interesseremo all’analisi del videoclip in questione. Ciò avverrà tramite lo studio della colonna sonora e
poi quella visiva nel tentativo di determinare che tipo di messaggi si cerca di veicolare ai loro fan.
Vedremo anzi se questo tipo di contenuti cerca realmente di dissuadere questa categoria di giovani di
lasciare il proprio paese e di rischiare la propria vita per raggiungere le coste italiane o al contrario li
incoraggia maggiormente a partire.

Parole-chiave: Immigrazione- Clandestinità- rap hip-hop- visivo- verbale.

Introduzione

Il Rap hip-hop Tunisino è rimasto per decenni molto disprezzato dal governo di Ben Ali ed era totalmente
assente dai programmi radiofonici e televisivi dell’epoca. Solo negli ultimi anni del regime e, con
l’avvento e la diffusione d’internet che si poteva accedere ad alcune canzoni e videoclip di giovani allora
sconosciuti dal grande pubblico. Con il passar del tempo, quegli artisti sono riusciti ad avere un ruolo
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determinante e decisivo nel compimento della rivoluzione del gennaio 2011 in Tunisia .
In questa ricerca abbiamo voluto proporre l’analisi di un videoclip a successo realizzato da un rapper
tuniso-italiano e un altro algerino soprannominati rispettivamente Master Sina e Rida Taliani. Il videoclip
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intitolato “Bye bye” parla dei problemi e dei rischi dell’immigrazione clandestina.

Il ruolo dei mass-media e della canzone rap hip hop nel compimento della rivoluzione tunisina

Dalle prime scintille della rivolta popolare tunisina dopo l’immolazione del giovane fruttivendolo che si
era dato fuoco il 17 dicembre 2010 perché gli è stata sequestrata la merce, i mass-media hanno giocato un
ruolo di particolar importanza nella diffusione dell’informazione. Essi aggiravano la censura e la
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propaganda dei mass-media tradizionali .

1
Touati Z., La révolution tunisienne: intéractions entre militantisme de terrain et mobilisation des réseaux sociaux,
l’année du Magreb, VIII, 2012, p.p 121-141, p.122
2
https://www.youtube.com/watch?v=KX6csx-6pCE
3
Zouari K. Le rôle et l’impact des TIC dans la révolution tunisienne , Hermès, La Revue, vol. 66, no. 2, 2013, pp.
239-245, p.241

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70 Il Sogno Italiano Nella Canzone Rap Hiphop Tunisina

In quel periodo, nei social network e soprattutto facebook sono stati posti tanti video che
denunciavano la repressione poliziesca e governativa. Quei post hanno alimentato maggiormente la rabbia
popolare e ha incoraggiato i dimostranti a scendere in piazza per rivendicare “lavoro e dignità”.
Fra i contenuti multimediali più condivisi vi è il videoclip di un giovane rapper tunisino Hamadi Ben
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Amor soprannominato “il generale”. Nella sua canzone “Rais Lebled” l’artista, non solo criticava
apertamente il regime dell’epoca ma si era anche permesso di rivolgersi direttamente al presidente
dicendogli: “presidente il tuo popolo è morto”. Questo contenuto multimediale è ormai considerato
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simbolo dei movimenti di protesta popolare che hanno accelerato la caduta del regime di Ben Ali .
Da allora, il rap-hiphop tunisino ha rivestito un ruolo di particolare importanza nella scena mediatica
e, nel giro di pochi anni, questo genere musicale diventa portavoce della maggioranza giovanile e si sono
affermati famosi cantanti come Kafon, Weld EL 15, Balti ecc.
In queste canzoni sono messi generalmente in luce problemi legati all’elevato livello di
disoccupazione giovanile, la repressione, la povertà, la fragilità della sicurezza a livello regionale e
nazionale e, l’immigrazione clandestina.
Anche se quest’ultimo fenomeno citato esiste da decenni, il numero dei clandestini tunisini che
cercano ogni giorno di raggiungere l’altra riva del mediterraneo ha raggiunto delle cifre record negli
ultimi anni.
L’immigrazione clandestina rimane uno degli argomenti più trattati nella canzone rap hiphop
magrebina e specialmente quella tunisina. Infatti, anche se ci si parla spesso della situazione misera e
disastrosa in cui si trovano gli immigrati a vivere lontano dalle proprie famiglie, questo fenomeno è
sempre legittimato e visto come ultima soluzione per colui che non vede più prospettive nel futuro nel
proprio paese.
Sfortunatamente, ciò non fa che alimentare il desiderio di un gran numero di giovani mal informati
per non dire totalmente ignoranti della reale situazione dell’Europa, della grande crisi economica che sta
attraversando e delle pessime condizioni in cui si trovano migliaia di clandestini lì.

Presentazione del videoclip e analisi delle componenti verbale e visiva

Nel tentativo di dare un quadro più tangibile a ciò che abbiamo appena sostenuto ci siamo interessati in
questa piccola ricerca a Master Sina, un giovane cantante rap tunisino ormai, uno degli artisti più famosi e
apprezzati dai giovani del nostro paese.
Quest’ultimo ci sembra un esempio molto rappresentativo del successo di un tunisino immigrato in
Italia all’età di 13 anni. La sua fama è principalmente dovuta al suo duetto con il famoso Balti nella
canzone “clandestino”. Di seguito Master Sina ovvero AnisBarka ha anche realizzato altri duetti con
cantanti di fama internazionale come Akrem Mag e Rida Taliani.

Presentazione del videoclip

Il videoclip dura 4’08’’ ed è composto da 27 inquadrature. Esso è ambientato nella costa azzurra dove vi è
il duetto Balti e Master Sina che parlano principalmente dei problemi dell’immigrazione clandestina.

Lo stimolo verbale

Bye Bye è una canzone bilingue, un misto fra lingua italiana e dialetto tuniso-algerino. Il ritmo dei primi
versi è rallentato la cui traduzione in italiano è:”Sono stanco di vivere lontano, sono stanco, quanto ho
sofferto, dal cuore sono stanco stanco, dal cuore sono stanco io”.

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https://www.youtube.com/watch?v=EIKygYHGzJ8
5
Denzin N-K, Revisiting symbolic interaction in music studies and new interpretive works, Emerald group
publishing limited, United Kingdom, 2014, p.57
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Queste righe sono cariche di emozioni e ciò si capisce non solo dal ritmo e dal tono di voce del
cantante ma anche dal campo lessicale ricorso in questo senso. Si parla di stanchezza, parola ripetuta 5
volte, di lontananza, di dolore e di sofferenza.
Cambia di seguito il ritmo quando comincia la prima strofa di Master Sina è cantata in italiano
colloquiale: “La famiglia mi hanno che la vita è dura, ho risposto sì sono figlio di una madre che mi
aspetta oltre il mare, Ύϣϳ(mamma) non ti preoccupare ϙΩϟϭ

ϞΟ΍έ (tuo figlio è un uomo). A chi mi guarda di traverso non mi faccio caso sono sempre stato vero senza
l’obiettivo di tornare a casa faccio fiero papà il futuro per noi sarà”.

In questa parte, si parla della determinazione e dell’ostinazione di quei giovani a costruirsi un futuro,
a migliorare le loro condizioni di vita e quelle delle loro famiglie rimaste sull’altra riva del
mediterraneo,offrire il meglio alle loro madri e rendere fieri i loro papà senza farsi caso di nessuno.
La canzone riprende poi in arabo:

έϮΗϭέ ϥϮγ ϲϟ΍ ήϳΪϧϭ έϮΒγΎΑ ϭ ΍ΰϴϓ ϱήθϧ ήϳΪϧ έϭΪϧ Ύϧ΍ ϭ εΪόϘϧ Ύϣϭ έϮΤΑ ϭ έϭήΑ ϊτϘϧ” (Attraverso mari e
monti e non rimango a girare, compro un visto e un passaporto e faccio un’andata senza
ritorno” ripetuta due volte e poi seguita dal ritornello “Bye bye la vita solo mia, bye bye ϲϠϤϠγ
ΎϴϠϴϣΎϔϟ΍ ϰϠϋ (salutami la famiglia)” che viene ripreso 4 volte.
In questa strofa viene espresso il sogno di ogni giovane disperato, quello di attraversare mari e monti per
costruirsi una nuova vita.
Si riprende in italiano la quarta strofa: “ ϲΟΗ Ύϣϳϛ ΎϬϧϳηϳΎϋ simplement (la viviamo semplicemente) alla
cieca; giuro sono solo sulla strada perso nella folla, ai miei fratelli giù verso strada ΓέϳΛϛΎϳϧΩ (la vita è
molto) molla ho chiesto dov’è la mia parte, mi hanno detto ΍έΑ (vacci). ϲϠϟ΍ ϡϬϟΎΑ ϲϓ ϲϠϟ΍ ΏΎΑΣϻ΍ ϲλϭϧ ΕϳΑΣ
ϱΩ΍ΩΟ΍ νέ΍ϭ ϲοέ΍ ϲΗϣϳϣ ϰϠϋ ϲϠϣϠγ ϱΩΎϏ ϲϠϳ έϘϣϟ΍ ϲϫ ϙΩϼΑ ϭ έϣϣ ΔΑέϐϟ΍ ΎϬϳϠΧ ϝΎΟέ Εϼϛ ϲϫ΍έ ΔΑέϐϟ΍ ΔϧΟ ΔΑέϐϟ΍
ϲΗϣϭΣ Ωϻϭ΍ ΕηΣϭΗ” (ho voluto dire agli amici quelli che credono che l’immigrazione sia un paradiso,
l’immigrazione è per gli uomini, non è come la desideri, fai dalla terra d’immigrazione un passaggio e dal
tuo paese la sede centrale. Per quelli che sono là salutatemi la mamma, la mia terra e quella dei miei
antenati, mi mancano i vicini).
Viene in questo contesto del loro modo di vita nel paese d’immigrazione, la loro pena e sofferenza e
di quanto la vita là è difficile. Per questi motivi, il cantante consiglia ai propri fan di andarci ma di non
rimanerci a lungo per la terra d’immigrazione non è “il paradiso” che si crede.
Si riparla di nuovo, dopo il ritornello, a coloro che intendono rincasare alla “hbiba” (la carissima)
Tunisia, gli chiedono di salutare la famiglia e gli riparlano delle condizioni dell’immigrazione “ ϭ ΔΑέϏ
έΎΑΟϟ΍ ϲϟΎϋ Ύϳ ΔΑϳόλ ϲϠϋ Δϗέϔϟ΍ έΎϧ ϲϓ ϙϓ΍έρ΍ϭ ΔϧΟ ΔΑϳέϏ ΎϳϧΩϟ΍”.
Questo passaggio è ricco di metafore in quanto i cantanti parlano della stranezza della vita e
dell’immigrazione dove ci si ritrova in un paradiso ma con i membri nel fuoco. Che l’assenza è talmente
lunga che ciò che è verde è ingiallito, che dio sia con me in questa difficile separazione.
“ ϕέΎΣ ϰηϣ έΎΗγ Ύϳ ϲΑέ Ύϳ ϭέϭϣ΍ ϰϧϬΗ ΔϣϭΣ ϭέϭϳϟ΍ ϭΑϳΟϧ ΎϧϳΑΣ έΎϧϳΩϟ΍ ΎϧϟΩΑ ϭέϭΩ ϻ ϱΩέϭλ ϻ έΎϐλ ΎϧΣ΍ ϭ ΎϧΑέϐΗ
ϭέϭΑΎΑ ϲϓ “ ( Abbiamo lasciato il paese senza niente in tasca quando eravamo piccoli, abbiamo cambiato il
dinaro, abbiamo voluto avere l’Euro, essere felici e avere tutto, che dio lo protegga è andato
clandestinamente sulla sua barca).
In questa strofa si racconta come si è partiti giovanissimi salendo su una barca per scambiare “il
Dinaro con l’Euro”.
Nella penultima strofa si dice: “ ϭϧϳόϳ ϲΑέ ΔϣϭΣ ΓέϭϬϘϣ ΏϭϠϘϟ΍ϭ ΎϬΑϳΧϣ ΔόϣΩϟ΍ ϭ ΓέϭϘΣϣ ΔΑϳΑη ϭ ϝΑϘΗγϣϟ΍ ΩϼΑ
΍έϭϣΎϛϟ΍ ΩϼΑ ϲϓ ϭϧϳηΗΎΑϟ΍ ΔϳϠϘϋ ΔΑέϐϟ΍ϭ έΟϫ “.
Si riparla delle condizioni di vita dell’immigrato che viene paragonato al famoso “Alpacino”, il
famoso spacciatore di droga del padrino nel paese della Camorra.
Dopo l’ultimo ritornello viene cantato “La vita solo mia e per questo mene vado via, va dove va
lascio tutto e vado mai e sono libero dai guai”.
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La componente visiva

Lo stimolo visivo è tutt’altro in quanto esso è carico di elementi semiotici che connotano la ricchezza.
Infatti, vi sono nelle prime inquadrature i due cantanti ben vestiti di bianco. I due artisti sono su uno yacht
anch’esso bianco e sembrano essere sulla costa azzurra in Francia in un bel giorno di sole. Poi li vediamo
ad un certo momento salire in delle macchine di lusso: una “Mercedes” bianca e una “Audi” A4 nera.
Possiamo notare qui la camicia burberry di Rida Taliani e il cappello Michel Jordan di Master Sina.
Vi è anche la casa in cui viene filmato il videoclip, una casa che si affaccia sul mare ben arreddata et
moderna, dove si ritrovano tutti gli amici e sono serviti da una bellissima donna che sembra essere
europea e dovrebbe essere la moglie, la ragazza o la fidanzata di Master Sina.
D’altronde, i due colori predominanti in questo filmato sono il bianco e il nero. Nella simbologia dei
colori, il bianco evoca la purezza, la verginità, la spiritualità e la divinità ed è inoltre, è simbolo del
Paradiso e dell’Eternità.
Il nero, invece, è conosciuto per essere il colore del buio, della morte, del male e del mistero.
Tuttavia, l’associazione di questi due colori simboleggia la dualità, i due opposti: il bene e il male.
Tutti quegli elementi visivi rimandano quindi alla vita di lusso e alla loro ricchezza. Non danno
l’impressione che quei giovani stanno soffrendo bensì stanno conducendo una vita da principi.

Conclusione

In questa ricerca abbiamo cercato di analizzare uno dei videoclip più noti e che ha avuto molto successo
in Tunisia poiché esso rispecchia le aspirazioni e i desideri di una maggioranza giovanile in cerca di un
futuro migliore.
Abbiamo voluto in un primo momento analizzare la componente verbale notando che le parole sono
commuoventi. Il campo lessicale si riferisce principalmente alla sofferenza e alle condizioni di vita
precarie dei giovani il cui unico sogno è quello di lasciare il paese ed immigrare in Europa.
Questa canzone narra quindi la vita di un gran numero di magrebini e di africani e la loro lotta
continua, i pericoli ed i guai nei quali si ritrovano sia nell’attraversare le frontiere sia nella loro vita
quotidiana nel paese di accoglienza. Ciò non concorda con lo stimolo visivo connota il lusso e la
ricchezza nei quali vivono i due cantanti.
La strategia comunicativa è quindi poco efficiente e può negativamente influenzare gli utenti che
saranno molto attratti dalle immagini e vorranno a qualunque costo seguire il loro modello e a tentare
l’esperienza.
Infine, sarà più giudizioso che il governo controlli meglio il contenuto di questo tipi di filmati ma
anche lanciare delle campagne di sensibilizzazione per informare quei giovani delle conseguenze e dei
pericoli dell’immigrazione clandestina.

Riferimenti bibliografici

1. Denzin N-K, Revisiting symbolic interaction in music studies and new interpretive works, Emerald group
publishing limited, United Kingdom, 2014
2. Touati Z., La révolution tunisienne: intéractions entre militantisme de terrain et mobilisation des réseaux
sociaux, l’année du Magreb, VIII, 2012, p.p 121-141
3. Zouari K. Le rôle et l’impact des TIC dans la révolution tunisienne, Hermès, La Revue, vol. 66, no. 2, 2013, pp.
239-245
4. https://www.youtube.com/watch?v=KX6csx-6pCE
5. https://www.youtube.com/watch?v=EIKygYHGzJ8