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Canti di protesta politica e sociale

Canzoniere completo dei canti con accordi


Aggiornato il 20/09/2020

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ilDeposito.org è un sito internet che si pone l'obiettivo di essere un archivio di testi e musica
di canti di protesta politica e sociale, canti che hanno sempre accompagnato la lotta delle
classi oppresse e del movimento operaio, che rappresentano un patrimonio politico e
culturale di valore fondamentale, da preservare e fare rivivere.

In questi canti è racchiusa e raccolta la tradizione, la memoria delle lotte politiche e sociali
che hanno caratterizzato la storia, in Italia ma non solo, con tutte le contraddizioni tipiche
dello sviluppo storico, politico e culturale di un società.

Dalla rivoluzione francese al risorgimento, passando per i canti antipiemontesi. Dagli inni
anarchici e socialisti dei primi anni del '900 ai canti della Grande Guerra. Dal primo
dopoguerra, ai canti della Resistenza, passando per i canti antifascisti. E poi il secondo
dopoguerra, la ricostruzione, il 'boom economico', le lotte studentesche e operaie di fine anni
'60 e degli anni '70. Il periodo del reflusso e infine il mondo attuale e la "globalizzazione".
Ogni periodo ha avuto i suoi canti, che sono più di semplici colonne sonore: sono veri e propri
documenti storici che ci permettono di entrare nel cuore degli avvenimenti, passando per
canali non tradizionali.

La presentazione completa del progetto è presente al seguente indirizzo:


https://www.ildeposito.org/presentazione/il-progetto.

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Questo canzoniere è pubblicato cura de ilDeposito.org


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I diritti dei testi e degli accordi sono dei rispettivi proprietari.
Questo canzoniere può essere stampato e distribuito come meglio si crede.
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Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento


(fino al 1870)

Il Settecento e l'Ottocento sono stati secoli caratterizzati dalla cosiddette rivoluzioni


borghesi, soprattutto in Europa. È il periodo in cui, anche dal punto di vista teorico, inizia a
presentarsi il movimento operaio organizzato, che poi irromperà nella storia nel secolo
seguente. Le lotte e le rivolte sono spesso popolari, spontanee, ma non per questo meno
importanti e meno politiche. I movimenti di indipendenza nazionale concludono questo
periodo, con le contraddizioni che lo caratterizzano.

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A tocchi a tocchi
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: romanesco
Tags: carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/tocchi-tocchi

Lam Mi7 me lo dicesse "Lassa annà chi t'ama"


A tocchi a tocchi la campana sona, me lo dicesse "lassa annà chi t'ama"
Lam io je direi de no, sagra corona.
li turchi so' arivati a la marina.
Mi7 Come te posso amà...
Chi c'ha le scarpe rotte le risola,
Lam Come te possò amà,che c'ho marito?
io già l'ho risolate stamatina. sposete mi sorella,me sei cognato
Sposete mi sorella,me sei cognato
Lam Mi7 e da cognato me diventi amico.
Come te posso amà
Lam Come te posso amà...
come te posso amà
Rem Mi7 Amore amore manneme un saluto
si scappo da sti cancelli che sto qui a San Micchele carcerato.
LAm Mi7 Lam So addiventato n'arbero caduto,
quarcuno l'ha da pagà. da amici e da parenti abbandonato.

All'erta all'erta la campana sona, Come te posso amà...


li turchi so arivati a la marina.
Viva li monticiani e viva Roma Amore amore manneme un saluto
viva la gioventù trasteverina. che so a Reggina Celi carcerato,
e da nessuno più so' conosciuto
Come te posso amà... da amici e parenti abbandonato.

Se il papa me donasse tutta Roma, Come te posso amà...

Informazioni

Canto di carcere romano,conosciuto anche con il titolo "Alla Renella" (via diTrastevere), presente in molte raccolte
ottocentesche, ed è diffusa in tutta l'area centro-meridionale.

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Camicia rossa
di R. Traversa
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/camicia-rossa

Mim Si7 Mim E porti l'impronta di mia ferita


Quando all'appello di Garibaldi sei tutta lacera tutta scucita
Si7 Mim per questo appunto mi sei più cara
tutti i suoi figli suoi figli baldi camicia rossa camicia rara
Mi7 Lam Mim per questo appunto mi sei più cara
daranno uniti fuoco alla mina camicia rossa camicia rara.
Si7
camicia rossa garibaldina Fin dall'istante che ti indossai
Mi7 Lam Re7 Sol le braccia d'oro ti ricamai
daranno uniti fuoco alla mina quando a Milazzo passai sergente
Mim Si7 Mim camicia rossa camicia ardente
camicia rossa garibaldina. quando a Milazzo passai sergente
camicia rossa camicia ardente.
E tu ti svegliasti col sol d'aprile
e dimostravi che non sei vile Odi la gloria dell'ardimento
per questo appunto mi sei più cara il tuo colore mette spavento
camicia rossa camicia rara Venezia e Roma poi nella fossa
e poi per questo appunto mi sei più cara cadremo assieme camicia rossa
camicia rossa camicia rara. Venezia e Roma poi nella fossa
cadremo assieme camicia rossa.

Informazioni

Diffusissima già nei giorni seguenti l'impresa di Garibaldi in Sicilia e nel Meridione, la prima edizione conosciuta è
del 1860, ma passando su fogli volanti subì numerosi rimaneggiamenti e altre quartine furono aggiunte. Il canto ha
continuato ad avere diffusione anche ufficiale in periodo fascista, ma fu anche cantata durante la Resistenza dalle
formazioni garibaldine.

Fonte: note al CD "Camicia rossa. Antologia della canzone giacobina e garibaldina", a cura di Cesare Bermani.
(Francesca)

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Canto degli esuli piemontesi [Numi voi siete spietati]


(1921)
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canto-degli-esuli-piemontesi-numi-voi-siete-spietati

Sol Re7 di Boyer, Chantel, Junod


Numi voi siete spietati e dan fiato a mille trombe
Sol li due Bruti, Azari, Arò.
noi chiamammo libertà;
Re7 Di marmotte in mille pezzi
ma i prieghi sono andati vada il trono di un tal Re;
Sol la corona si disprezzi
dove manca la pietà. e si franga sotto i piè.

Re di Alpi Tiberino Chi sarà che a questi accenti


Re7 non andrà con gran valor
contro noi tutti s'armò; e tra fuochi e tra tormenti
Sol e tra pene e tra dolor?
vince, vince l'assassino
Re7 Sol Van dicendo: noi siam morti
e più d'uno al ciel mandò. sol per man di crudeltà
vendicate i nostri torti
S'odon voci dalle tombe figli voi di Libertà!

Informazioni

Torino, 11 gennaio 1821: quattro studenti vengono arrestati perché ostentano il berretto frigio, rosso ornato di un
fiocco nero (i colori della Carboneria). Intervengono i carabinieri (corpo fondato nel 1813 da Vittorio Emanuele I),
che avevano funzione di polizia politica. Il giorno dopo l’università viene occupata, si chiede la liberazione degli
arrestati. Divelte le pietre del cortile, costruiscono delle barricate. Il re decide di mandare i soldati che fanno
irruzione nell’università e la sgomberano. Al tiro di pietre degli studenti, il tamburo suona la carica, si menano
sciabolate, l’esercito ferisce 34 persone, anche gravemente. Si mormora che vi siano stati anche dei morti,
nascosti e portati via nottetempo dalle forze dell’ordine. L’ episodio scatena tutta una serie di moti insurrezionali. A
marzo dappertutto si vedono coccarde con i colori della carboneria, per le strade si sente gridare: “Guerra
all’Austria!”. Cominciano gli arresti di nobili liberali, molti giovani, ufficiali e studenti carbonari, vengono inviati in
esilio. E’ una repressione che durerà per oltre dieci anni.
Questo il canto, su schemi musicali settecenteschi e di autore anonimo, nato dal cuore di quegli esuli che
racchiude tutto l’odio verso la tirannia che ora li priva non solo della Patria amata ma anche degli affetti e dei
luoghi familiari. Ma dentro questo canto vive e palpita anche la speranza per le generazioni future ed un
incitamento a non scordare mai gli ideali di libertà.

I nomi citati nel testo sono quelli di vari oppositori dei governi reazionari e militaristi di Vittorio Amedeo III e del suo
successore Carlo Emanuele IV; il medico Giuseppe Chantel e l'ufficiale Francesco Junod, impiccati nel 1794, a
seguito di una congiura a Torino; il giovane avvocato Antonio "Giunio" Azari, tra gli organizzatori di un moto
rivoluzionario in Piemonte che avrebbe dovuto avere il suo centro a Pallanza, impiccato nel 1796; il medico Ignazio
Boyer, uno dei capi di un tentativo di rivoluzione repubblicana a Torino nel 1797, fucilato il 7 settembre; l'avvocato
Secondo Arò, eletto presidente della repubblica autonoma di Asti, costituitasi nell'ambito della sollevazione
generale in Piemonte che vide i "giacobini" alleati alle masse rurali esasperate dalla mancanza di grano e dal caro
prezzi, fucilato il 2 agosto.

La quarta strofa fa riferimento al soprannome di "marmotte" attribuito dai francesi ai piemontesi per la loro
sudditanza nei confronti del re, chiamato a sua volta "re delle marmotte".

Fonte

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E a Roma a Roma
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Tags: anticlericali
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-roma-roma

Fa Do Lo butteremo,,,
E a Roma a Roma
Solm Chi siete voi?
ci sta un papa Noi siamo piemontesi
Fa Do Voi siete vili
che di soprannome barbari e assassini
Fa Sì
si chiama Pio Nono No!

Do7 Siam valorosi garibaldini


lo butteremo giù dal trono che anche Roma
dei papa in Roma vogliamo liberar
Fa
non ne vogliamo più Siam valorosi...

Lo butteremo... Re
E sulle mura
Prima in San Pietro di quei conventi
e poi in San Paolo La7
e le lor teste piazzeremo piazzeremo
vogliamo far saltar Re
i nostri cannoni
e in piazza d'armi la ghigliottina
e le lor teste e ai preti e ai frati
vogliamo far saltar
quei birbantoni
E in piazza d'armi... Mi-
il buon giorno
E a Roma a Roma La7 Re
suonavan le campane lor lo daremo noi
piangevan le puttane La7
gh'è mort al puttanè E ai preti e ai frati
Re
lo butteremo in una pignatta quei bi-quei birbantoni
o brutta vacca Mi-
buon brodo ci darà il buon giorno
La7 Re
lor lo daremo noi

Informazioni

Registrazione di C. Bermani a Omegna (NO) nel 1963. E' un canto composito, formato da strofe di diversa origine,
non databile con precisione ma intorno al 1867-69. Nell'alto novarese divenne quasi l'inno ufficiale delle
celebrazioni del XX settembre da parte di repubblicani, socialisti e liberali fino ai primi anni del Noveceno. Ma
anche successivasmente mantenne una certa popolarità, testimoniata dal fatto che entrò a far parte del repertorio
resistenziale delle formazioni garibaldine della zona.

Fonte: note al CD "Camicia rossa. Antologia della canzone giacobina e garibaldina", a cura di Cesare Bermani.
(Francesca)

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El pover Luisin
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: lombardo
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/el-pover-luisin

La E mi per sta cuntrada


Un dì per sta cuntrada Lu pü vedü a pasà.
Re La
pasava un bel fiö Un dì piuveva, ver sira
Re La S’ciupavi del magun,
e un masulin del ros quand m’è rivà ‘na jetera
Mi La cul bord de cundiziun.
la trà in sul mè pugiö.
Scriveva la surela
E per tre mes de fila, Del pover Luisin
e squasi tüti i dì, Che l’era mort in guera
el pasegiava semper De fianc al Castelin.
dumà per vedem mi.
Hin già pasà tri an,
Vegnü el cinquantanöv, le mort, el vedi pü,
che guera desperada! epür stu pover cör
le chi ancamò per lü.

Informazioni

La guerra, seconda guerra d’indipendenza, 1859, infrange il tenero sogno di una ragazza, corteggiata da un “bel
fiö”, poi morto in guerra.

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Guantanamera
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: spagnolo/castigliano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/guantanamera

La Re Mi7 en julio come en enero


Yo soy un hombre sincero Cultivo la rosa blanca,
La Re Mi7 en julio come en enero
de donde crece la palma para el amigo sincero
La Re Mi7 que me da su mano franca
Yo soy un hombre sincero
La Re Mi7 Guantanamera, guajira guantanamera..
de donde crece la palma
La Re Mi7 Y para el cruel que me arranca
y antes morir me quiero el corazón con que vivo,
La Re Mi7 Y para el cruel que me arranca
echar mi versos del alma. el corazón con que vivo,
cardos ni ortigas cultivo:
Re Mi7 cultivo la rosa blanca
Guantanamera,
La Re Mi7 Guantanamera, guajira guantanamera..
guajira guantanamera
La Re Mi7 Yo sé de un pensar profundo
Guantaname - ra, entres la pena sin nombre:
La Re Mi7 Yo sé de un pensar profundo
guajira guantaname - ra entres la pena sin nombre:
la esclavitud de los hombres
My verso es de un verde claro es la gran pena del mundo
y de un carmín encendido, Guantanamera, guajira guantanamera..
My verso es de un verde claro
y de un carmín encendido, Con los pobres de la tierra
my verso es un cervo herido Quiero yo mi suerte echar.
que busca en el monte amparo Con los pobres de la tierra
Quiero yo mi suerte echar,
Guantanamera, guajira guantanamera.. El arroyo de la sierra
Me complace más que el mar.
Cultivo la rosa blanca,
Guantanamera, guajira guantanamera..

pagina 9
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Inno dell'albero
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-dellalbero

Re La7 Re Sol La7 Un dolce amor di patria...


Or che innalzato è l'albe - e - ro,
Re Sol Re La7 Re Reso uguale e libero,
s'abbassino i tira - a - nni ma suddito alla legge,
La7 Re Sol La7 è il popolo che regge
dai suoi superbi sca - a - nni sovrano ei sol sarà.
Re Sol La7 Re
scenda la no - o - biltà. Un dolce amor di patria...

Si Mi4 Mim Duri implacabili odio


Un dolce amor di patria ai feudi, alle corone
Sol Solm La7 Solm Re e sempre la Nazione
s'accenda in questi li- i - di libera resterà.
La7 Re Sol La7
formiam comuni i gri - i - di: Un dolce amor di patria...
Re Sol La Re
viva la libe - e - rtà! Sul torbido Danubio
penda l'austriaca spada
L'indegno aristocratico nell'itala contrada
Non osi alzar la testa mai più Iampeggerà.
se l'alza, allor la festa
tragica si farà. Un dolce amor di patria...

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Io vorrei che a Metternicche


(1847)
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: toscano
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/io-vorrei-che-metternicche

Do pel carretto del su’ re


io vorrei che a Metternicche
Sol7 Do io vorrei che a Metternicche
gli tagliasser le basette gli tagliasser le budelle
vorrei farne le spazzette vorrei farci le bretelle
Sol7 Do pel vestito del su’ re
per le scarpe del su’ re
io vorrei che a Metternicche
io vorrei che a Metternicche gli tagliassero i coglioni
gli tagliassero la testa vorrei farne du’ bottoni
vorrei farne una gran festa per la giubba del su’ re
nel giardino del su’ re
io vorrei che a Metternicche
io vorrei che a Metternicche gli tagliassero l’uccello
gli tagliassero le gambe pe’ infilallo sur cappello
vorrei farcene du’ stanghe coi pennacchi del su’ re.

Informazioni

Io vorrei che a Metternicche... dove Metternicche sta per Klemens Wanzel Lothar, principe di Metternich-
Winneburg, uomo politico austriaco di origine tedesca, uomo simbolo della Restaurazione, della Santa Alleanza,
della reazione europea e dell'oppressione austriaca sull'Italia.
A partire dal 1847, si inventarono sempre nuove quartine, sempre più beffarde e cruente, che accompagneranno e
scandiranno, di lì a breve, le marce dei volontari verso i campi di battaglia della prima guerra d'indipendenza.

(http://recensione.blogspot.com/2010/11/parole-e-musica-del-risorgimento-di.html)

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La madre abbandonata in cerca del suo Achille


Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-madre-abbandonata-cerca-del-suo-achille

Sol Dimmi o contadino


Addio o forlivesi dimmi la verità
Re7 quel pann che porti indosso
ci rivedremo un dì dove tu l'hai comprà?
Sol
se arrivo andare a Roma Non voglio dir bugie
Re7 Sol voglio dire la verità
non torno più a Forlì a un generale sul campo
che noi abbiam spoglià
Scriverò una letterina
diretta alla mia mammà E lei si mise a piangere
che suo figlio Achille a piangere e sospirar
si trova in campo ammalà Povero il mio Achille
dove me l'hanno ammazzà?
Attacca i suoi cavalli
la prende anche il fucil Dimmi o contadino
e la si mette in strada sapresti voi insegnar
come un garibaldin la tomba del Cantoni
in dove la ci stà?
Quando fu a metà strada
incontra un contadin Andate un po' più avanti
era vestito di panno là c'è un alberin
di panno del più fin la tomba del Cantoni
là ci sarà vicin.

Informazioni

Reg. di C. Bermani, 1979, Sesto S. Giovanni, inf. Carmen Pelucchi.


La canzone è ispirata alla morte del maggiore Achille Cantoni, giovane volontario di Forlì, definito da Garibaldi
"figlio prediletto delle Romagne", ucciso dai francesi a Mentana.
Cantoni era con Garibaldi sin dai tempi della Repubblica romana, dove era stato ferito il 30 aprile nella battaglia
contro i Francesi, e il 3 giugno 1849, e dopo essere finito in un ospedale nemico era stato lasciato libero dopo la
caduta della Repubblica romana.
Racconta Garibaldi nel suo Cantoni il volontario, romanzo storico pubblicato nel 1870, come il giovane forlivese
fosse stato sin dall'inizio seguito dalla sua compagna Ida che aveva allora quattordici anni e che "vestita da uomo
seguiva così Cantoni alla coda della colonna".

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La morte del padre Ugo Bassi


Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-morte-del-padre-ugo-bassi

Mim Di un sangue innocente


1. Eccomi giunto a nozze vendetta tremenda
Mi Lam dal cielo discenda
il viver mio è cessato sul crudo uccisor.
Si7
sol per amar l'Italia Mentre a te men vengo
Mim lascio le patrie mura
io venni a condannato. già pronta e preparata
è la mia sepoltura.
Lam Mim
Il mio sangue è innocente Italia mia regina
Lam Mim di me non ti scordare
vendetta tremenda possa l'esempio mio
Si7 Mim il tuo destin cambiare.
dal cielo discende
Lam Si7 Mim Di un sangue innocente...
dal crudo uccisor.
Il piombo mi farà privo
Maria di San Luca mi farà cadere a terra
vergine mia tu sei resterò al suolo estinto
l'angel custode dalla nazione sgherra.
angeli e santi miei.
Ma prima di morire
Il mio sangue è innocente... io lascio una scrittura
e chiunque vorrà leggere
Sia maledetta l'Austria saprà la mia sventura.
da un fulmine di guerra
da un fulmine di guerra Di un sangue innocente...
dal cielo e dalla terra.
La lascio per memoria
Il mio sangue è innocente... ai giovanotti accorti
perché contro l'Austria
E prima di morire sian soldati forti.
vo' fare una scrittura
chi la saprà ben leggere Alcun sulla mia tomba
saprà la mia sventura. a piangere non venga
piuttosto che di piangere
Il mio sangue è innocente la patria vendicare.

Poi si mise in ginocchio Siete bravi soldati


e salutò Maria all'ora del cimento
che venga a dar conforto benché io sia morto
a questa anima mia. pur dormirò contento.

Il mio sangue è innocente... Di un sangue innocente...

2. Eccomi giunto a morte Addio Italia mia


il viver mio è cessato fratelli parenti amici
che per amar l'Italia restate pure in pace
io venni condannato, sarete un dì felici.

Lo so devo morire Chi fu la mia sventura


ecco che giunto è il giorno e la mia triste sorte?
o morte vien non temo Furon quattro giudei
il tuo gran soggiorno. cagion della mia morte.

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Di un sangue innocente... e cadde morto in terra.

Maledetta sia l'Austria Di un sangue innocente...


non possa vincer guerra
maledetti gli uccisori Ora siamo alla fine
maledetti in cielo e in terra. di questa bella istoria
venitela a pigliare
Morir muoio contento tenetela per memoria.
perché men volo al cielo
muoio per predicare Vi prego tutti quanti
di Cristo il suo vangelo. tenerla conservata
sperando che l'Italia
Di un sangue innocente... sia presto liberata.

Ecco la morte appresso Di un sangue innocente...


del ciel s'apre la via
ma prima di spirare 3. Venite buona gente
vo' salutar Maria. venite ad ascoltare
la storia di Ugo Bassi
O Vergine santissima vi voglio raccontare.
madre mia tu sei
Angelo Custode venite E prima di morire
Angeli e Santi miei. voglio chiamar Maria
che venga a dar conforto
Di un sangue innocente... a questa anima mia.

E si gittò in ginocchio Ma prima di morire


e poi chiamò Maria voglio fare una scrittura
venite a dar conforto e chi la saprà leggere
a quest'anima mia. saprà la mia sventura.

E come il piombo ardente Saprà la mia sventura


il suo bel cuore afferra e la mia triste sorte
invocò Gesù e Maria furono quattro preti
cagion della mia morte.

Informazioni

1) Reg. di Rudy Assuntino, 1966, Medicina, Bologna, inf. un gruppo di contadine locali, melodia di "Tutte le feste al
tempio" dal Rigoletto di G. Verdi; 2) testo dal foglio volante "La morte del padre Ugo Bassi frate di Garibaldi fucilato
dagli austriaci in Bologna il 15 giugno 1849", Firenze, Stamperia Salani, 1873; 3) racc. da Gianni Rodari e pubbl. in
"Gli stornelli di Gelsomina e Vandea", L'Unità, 19 luglio 1949.

Su Ugo Bassi

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La presa di Roma
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: romanesco
Tags: anticlericali
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-presa-di-roma

Re C'è Nino Bixio che fa er guardiano


Alli sedici agnedero all'armi
La7 Re Era il venti settembre der mese
antiboini zanfritti e gendarmi suonava le cinque l'orologio francese
e se sentiva da Porta Pia
alli diciassette li papalini le cannonate che annaveno via
La7 Re e se sentiva un bombardamento
evvero tutti li santi abbitini che anche ar bon dio metteva spavento
Sol Re bombardamento a grossa mitraglia
alli diciotto che stava alle strette pare un campo de vera battaglia
La7 Re
diedero a tutti le sante crocette A San Pietro...
Sol Re
alli diciannove li confessorno Chi gridava Gesù e la madre pietosa
La7 Re chi scappava all'Acqua Acetosa
e tutti quanti li comunicorno dopo scappato chi ha destra e chi a manca
arzata fu la bandiera bianca
Sol Re quanno che furno a Santa Agnese
A San Pietro e ar Vaticano allegri italiani che Roma l'è presa
La7 Re quanno che entrorno a Porta Pia
C'è Nino Bixio che fa er guardiano li caccialepre scapporno via

A San Pietro e ar Vaticano A San Pietro e ar Vaticano


mo' c'è Cadorna che fa er guardiano

Informazioni

Una cronaca della breccia di Porta Pia, quando fu conquistata Roma (a parte il Vaticano...).

Molto di più! Una chiara denuncia della presenza nelle truppe pontificie di forze "irregolari" costituite anche da
briganti che avrebbero avuto varie impunità per il loro appoggio (una sorta di camorra nostrana in difesa del
potere vigente ......). La storia si ripete poichè le genti rimangono le stesse!

pagina 15
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Lamento del contadino


Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: toscano
Tags: anticlericali, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lamento-del-contadino

Do e colla scusa di vedé la stalla


Vi prego tutti, o cittadini lo vuole il fieno per la cavalla.

di ascoltare o po'eri contadini, Poi c'è i' dottore, i' veterinario,


Sol7 il fabbro, il sarto e i' carzolaio,
che dopo tanto che si lavora la levatrice con i' becchino,
Do e tutti addosso al po'ero contadino.
e mai di pace non abbiamo un'ora.
Mangiare e bere a' mietitori,
Colla zappa e lo zappone e po' pagarli saran dolori;
e lo zaino i 'ssu groppone e gli ci corre giù alla lesta,
giovani e vecchi, tutti armati, al contadino cosa gli ci resta?
noi sembriamo tanti soldati. Lasciamo stà queste partite,
ma ce n'è d'artre più squisite
Si va colla speranza della raccolta, e di tutte questa è peggiore:
si spera sempre sarà di morta, la mezza parte la vol i' padrone.
poi vene la ruggine e la brinata:
ecco la vita bell'e disperata.
Poi vien i' tempo della vendemmia
Quando la faccenda è fatta e allora sì che si bestemmia:
qui' po' di grano s'arraccatta e gli si mette dentro la botte
e po' viene la battitura e gli si vende e bona notte.
e tutti còrgano co' gran premura.
Po' si prende un po' di vinaccia,
I' primo frate che vien sull'aia so fa una botte con acquettaccia
saluta i' cappoccia e po' la massaia e lì di beve tutto l'inverno,
e a sedere si mette a i' fresco si soffre pene dell'inferno.
lo vole i' grano pe' San Francesco.
Poi c'è la massaia che viene in piazza
Poi c'è i' cappuccino con quella barba con que' be' polli di prima razza;
che gli ci viene dopo l'alba: per rivestire i lor bambini
padre Dionigi e San Gregorio a casa porta de' savattini.
accattate l'anime del Purgatorio.
Po' c'è le ragazze fresche e belle:
Po' c'è la monica colla sacchetta pe' fassi il letto e le gonnelle
lo vole i' gran per Santa 'Lisabetta, e dietro l'uscio depongan l'uova,
per mantenere l'uso e 'l sistema e chi le schiaccia e poi nessun le cova.
e a 'i contadino la raccolta scema.
Così success'a' mie' finali
Po' c'è i' sensale colla bugia, e si sta peggio de' maiali,
lui più di tutti ne porta via e si lavora quant'e vvoi
e i maltrattati siamo sempre noi.

Informazioni

Dal repertorio di Caterina Bueno.

pagina 16
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Mie care pute


Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: veneto
Tags: femministi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/mie-care-pute

Do Do
Mie care pute, ve manda a lavorar

d'acordo tute E lavorando


Sol7 e sfadigando
no steve maridar cossa vegnì a ciapar?

Perché sti tosi bote da orbi


bote da orbi
sti peociosi e in leto sensa magnar!

Informazioni

Una vecchissima canzoncina in veneziano, dalla musica molto semplice, che canta mia nonna (classe 1925).
L'invito al rifiuto del matrimonio ed il riferimento al lavoro mi paiono dare un certo tono femminista ante litteram al
testo. Non dispongo però di informazioni precise (Simone S. Venezia).

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ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Nanneddu Meu
di Peppino Mereu
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: sardo
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/nanneddu-meu

Re La7 Re Re La7 Re Peus su famene chi, forte, sonat


Nanneddu meu, Nanneddu meu sa janna a tottus e non perdonat.
Re La7 Sol La7 Re Avvocadeddos, laureados,
Nanneddu meu, su mund'est gai, bussacas buidas, ispiantados

Re La7 Re Re La7 Re in sas campagnas pappana mura,


a sicut erat, a sicut erat che crabas lanza in sa cesura.
Re La7 Sol La7 Re
a sicut erat non torrat mai. Cand'est famida s'avvocazia,
cheres chi penset in Beccaria?
Re La7 Re Re La7 Re
Semus in tempos de tirannias, Mancu pro sognu, su quisitu
Re La7 Sol La7 Re est de cumbincher tant'appetitu.
infamidades e carestias.
Poi, abolidu pabillu e lapis
Como sos populos cascant che cane, intrat in ballu su rapio rapis.
gridende forte: «Cherimus pane ».
Mudant sas tintas de su quadru,
Famidos, nois semus pappande s'omin'onestu diventat ladru.
pan'e castanza, terra cun lande.
Sos tristos corvos a chie los lassas?
Terra c'a fangu torrat su poveru Pienos de tirrias e malas trassas.
senz’alimentu, senza ricoveru.
Canaglia infame piena de braga,
B'est sa fillossera, impostas, tinzas, cherent s'iscettru, cherent sa daga!
chi nos distruint campos e binzas.
Undas chi falant Ìn Campidanu Ma non bi torrant a sos antigas
Trazan tesoros a s'oceanu. tempos de infamias e de intrigos.
Cixerr'in Uda, Sumasu, Assemene
Domos e binzas torrant a tremene. Pretant a Roma, mannu est s'ostaculu;
ferru est s'ispada, linna est su baculu.
E non est semper ch’in iras malas
intrat in cheja Dionis'Iscalas. S'intulzu apostulu de su Segnore
si finghet santu, ite impostore!
Terra si pappat, pro cumpanaticu.
bi sunt sas ratas de su focaticu. Sos corvos suos tristos, molestos,
sunt sa discordia de sos onestos.
Cuddas banderas numeru trinta
de binu. onu, mudad'hant tinta. E gai chi tottus faghimus gherra,
pro pagas dies de vida in terra.
Appenas mortas cussas banderas
non piùs s'osservant imbreagheras. Dae sinistra oltad'a destra,
e semper bides una minestra.
Amig'a tottus fit su Milesu,
como lu timent, che passant tesu. Maccos, famidos, ladros, baccanu
faghimus, nemos halzet sa manu.
Santulussurzu cun Solarussa
non sunt amigos piùs de sa bussa. Adiosu, Nanni, tenedi conm,
faghe su surdu, ettad'a tontu.
Semus sididos in sas funtanas,
pretende s'abba parimus ranas. A tantu, l'ides, su mund'est gai:
a sicut erat non torrat mai.

pagina 18
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O Piamontesi
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-piamontesi

La Mi La Mi La Ma se io possso rivare a casa


O Piamontesi, mandì-mandimi a casa, di capo ai piedi io mi laverò,
Mi La ma se io posso rivà-rivare a casa
che io- io son stanco ma di fa ‘l soldà, di capo ai piedi io mi laverò (2)
Re La
o Piamontesi mandi-mandimì a casa, E poi con l’acqua e col sapone
Mi La di capo ai piedi io mi laverò,
che io son stanco ma di fa ‘l soldà(2) e poi con l’acqua e col sapone
di capo ai piedi io mi laverò (2)
Ma se io posso rivare a casa
si questi abiti io mi spoglierò, E con il gesso farem le pipe
ma se io posso rivà-rivare a casa e col tabacco poi si fumerà
di questi abiti io mi spoglierò(2) e con il gesso farem, farem le pipe,
e col tabacco poi si fumerà(2)

Informazioni

Canzone di protesta contro il servizio militare obbligatorio (1860), raccolta a Dossena (Bergamo) nel 1966, da Leydi
e Fumagalli.

pagina 19
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O Venezia
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-venezia

Do Sol7 Do O Venezia ti vuoi maritare


O Venezia che sei la più bella Ma per marito ti daremo Ancona
Fa Sol7 Do E per dote le chiavi di Roma
E che di Mantova tu sei la più forte E per anello le onde del mar
Sol7 Do
Gira l’acqua d’intorno alle porte Un bel giorno entrando in Venezia
Fa Sol7 Do Vedevo il sangue scorreva per terra
Sarà difficile poterti pigliar E i feriti sul campo di guerra
E tutto il popolo gridava pietà

Informazioni

Il testo colloca questa canzone, entrato a far parte del repertorio delle mondine, all'epoca della Repubblica Veneta
(1848).
Diffusa in tutto il centro-settentrione, ricalca il modello dell'aria del melodramma, caratteristica comune ad altri
canti popolari di fine secolo.

pagina 20
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Partire partirò, partir bisogna


di Anton Francesco Menchi
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/partire-partiro-partir-bisogna

La Re Quando saremo giunti all'Abetone


Partire partirò, partir bisogna riposeremo la nostra bandiera
La Mi La e quando si udirà forte il cannone
dove comanderà nostro sovrano; addio, Gigina, bona sera!
La Re
chi prenderà la strada di Bologna Ah, che partenza amara,
La Mi La Gigina cara, mi convien fare!
e chi andrà a Parigi e chi a Milano sono coscritto e mi conviene marciare

Mi La Di Francia e di Germania sono venuti


Se tal partenza, o cara, a prenderci per forza militare,
Mi La però allorqaundo ci sarem battuti
ti sembra amara, non lacrimare; tutti, mia cara, speran di tornare
Re La Mi La
vado alla guerra e spero di tornare Ah, che partenza amara,
Gigina cara, Gigina bella!
di me non udrai forse più novella

Informazioni
Canto attribuito al cantastorie toscano Anton Francesco Mechi, che l'avrebbe composto facendo riferimento ad un modulo musicale più antico, nel 1799, in
occasione della leva obbligatoria imposta da napoleone.
Il canto, che ebbe larga diffusione, fu cantato in diverse epoche, con testi adattati agli eventi.
La seguente variante è stata raccolta da Caterina Bueno.

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Storia di Rodolfo Foscati


Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: italiano
Tags: carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/storia-di-rodolfo-foscati

Rem La7 Rem il guardiano mi venne a vedere,


Caro padre, vi scrivo piangendo, e con sé ce l'aveva i' barbiere
La7 Rem/Re e una scranna per farmi sede'.
questi righi per me dolorosi
Solm Rem Con cattive maniere mi prese,
e che mi restano ma tanto 'ngollosi, il rasoio 'un l'aveva perfetto,
La7 Rem e mi raschiava, parevo un capretto
e nel vedermi trattare così. e i miei baffini li vidi andà' giù.

E scrivendo la mano mi trema Quando poi 'e gli èbban fatto tutto,
e di tutto vi faccio palese il guardiano m'accennò con un dito
'e m'hanno tolto la veste borghese e disse: Questo gli è i' vostro vestito,
'e m'hanno tolto la mia gioventù. e n'i'vedello mi fece tremà'.

Caro padre, che brutti momenti, Questo numero che oggi indossate
e qui non contano né pugni e né stiaffi, vi cancella da i'nome e casato,
'e disse il guardia: Levategli i baffi, Centosette sarete chiamato
e l'avrei presa la spina nel cuor. e a Ridolfo Foscati mai più.

E la mattina del venti di marzo Centosette sarete chiamato


e a Rodolfo Foscati mai più.

Informazioni

Dal repertorio di Caterina Bueno e di Gildo dei Fantardi. La canzone ha un'origine oscura. C'è un Rodolfo Foscati
patriota milanese, imprigionato durante i moti carbonari del 1821. Ce n'è un altro in San Frediano, a Firenze,
protagonista di un non meglio precisato fatto di sangue e condannato all'ergastolo. Forse le due figure si
sonosovrapposte, forse no; la canzone è sicuramente toscana, e rappresenta in maniera cruda i primi, terribili
giorni dell'ergastolano (segnalata da Maria Rollero)

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Su patriotu sardu a sos feudatarios [Procurade de


moderare]
(1794)
di Francesco Manno
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: sardo
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/su-patriotu-sardu-sos-feudatarios-procurade-de-moderare

Sol Do Sol Han bendidu cun sa cria


Procurade e moderare,
Re Re7 Sol Pro pagas mizzas de liras,
Barones, sa tirannia, Et tale olta pro niente,
Sol Do Sol Isclavas eternamente
Chi si no, pro vida mia, Tantas pobulassiones,
Re Re7 Sol E migliares de persones
Torrades a pe' in terra! Servint a unu tirannu.
Sol Do Sol Poveru genere humanu,
Declarada est già sa gherra Povera sarda zenia!
Re Re7 Sol
Contra de sa prepotenzia, Deghe o doighi familias
Sol Do Sol S'han partidu sa Sardigna,
E cominzat sa passienzia De una menera indigna
Re Re7 Sol Si 'nde sunt fattas pobiddas;
ln su pobulu a mancare Divididu s'han sas biddas
In sa zega antichidade,
Mirade ch'est azzendende Però sa presente edade
Contra de ois su fogu; Lu pensat rimediare.
Mirade chi non est giogu
Chi sa cosa andat a veras; Naschet su Sardu soggettu
Mirade chi sas aeras A milli cumandamentos,
Minettana temporale; Tributos e pagamentos
Zente cunsizzada male, Chi faghet a su segnore,
Iscultade sa 'oghe mia. In bestiamen et laore
In dinari e in natura,
No apprettedas s 'isprone E pagat pro sa pastura,
A su poveru ronzinu, E pagat pro laorare.
Si no in mesu caminu
S'arrempellat appuradu; Meda innantis de sos feudos
Mizzi ch'es tantu cansadu Esistiana sas biddas,
E non 'nde podet piusu; Et issas fìni pobiddas
Finalmente a fundu in susu De saltos e biddattones.
S'imbastu 'nd 'hat a bettare Comente a bois, Barones,
Sa cosa anzena est passada?
Su pobulu chi in profundu Cuddu chi bos l'hat dada
Letargu fit sepultadu Non bos la podiat dare.
Finalmente despertadu
S'abbizzat ch 'est in cadena, No est mai presumibile
Ch'istat suffrende sa pena Chi voluntariamente
De s'indolenzia antiga: Hapat sa povera zente
Feudu, legge inimiga Zedidu a tale derettu;
A bona filosofia! Su titulu ergo est infettu
De s'infeudassione
Che ch'esseret una inza, E i sas biddas reione
Una tanca, unu cunzadu, Tenene de l'impugnare
Sas biddas hana donadu
De regalu o a bendissione; Sas tassas in su prinzipiu
Comente unu cumone Esigiazis limitadas,
De bestias berveghinas Dae pustis sunt istadas
Sos homines et feminas Ogni die aumentende,

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A misura chi creschende Cun sas armas a sa manu


Sezis andados in fastu, Cheret ch 'istet notte e die;
A misura chi in su gastu Già ch 'hat a esser gasie
Lassezis s 'economia. Proite tantu tributu?
Si non si nd'hat haer fruttu
Non bos balet allegare Est locura su pagare.
S'antiga possessione
Cun minettas de presone, Si su barone non faghet
Cun gastigos e cun penas, S'obbligassione sua,
Cun zippos e cun cadenas Vassallu, de parte tua
Sos poveros ignorantes A nudda ses obbligadu;
Derettos esorbitantes Sos derettos ch'hat crobadu
Hazis forzadu a pagare In tantos annos passodos
Sunu dinaris furados
A su mancu s 'impleerent Et ti los devet torrare.
In mantenner sa giustissia
Castighende sa malissia Sas rèntas servini solu
De sos malos de su logu, Pro mantenner cicisbeas,
A su mancu disaogu Pro carrozzas e livreas,
Sos bonos poterant tenner, Pro inutiles servissios,
Poterant andare e benner Pro alimentare sos vissios,
Seguros per i sa via. Pro giogare a sa bassetta,
E pro poder sa braghetta
Est cussu s'unicu fine Fora de domo isfogare,
De dogni tassa e derettu,
Chi seguru et chi chiettu Pro poder tenner piattos
Sutta sa legge si vivat, Bindighi e vinti in sa mesa,
De custu fine nos privat Pro chi potat sa marchesa
Su barone pro avarissia; Sempre andare in portantina;
In sos gastos de giustissia S'iscarpa istrinta mischina,
Faghet solu economia La faghet andare a toppu,
Sas pedras punghene troppu
Su primu chi si presenta E non podet camminare
Si nominat offissiale,
Fattat bene o fattat male Pro una littera solu
Bastat non chirchet salariu, Su vassallu, poverinu,
Procuradore o notariu, Faghet dies de caminu
O camareri o lacaju, A pe', senz 'esser pagadu,
Siat murru o siat baju, Mesu iscurzu e ispozzadu
Est bonu pro guvernare. Espostu a dogni inclemenzia;
Eppuru tenet passienzia,
Bastat chi prestet sa manu Eppuru devet cagliare.
Pro fagher crescher sa rènta,
Bastat si fetat cuntenta Ecco comente s 'impleat
Sa buscia de su Segnore; De su poveru su suore!
Chi aggiuet a su fattore Comente, Eternu Segnore,
A crobare prontamente Suffrides tanta ingiustissia?
Missu o attera zante Bois, Divina Giustissia,
Chi l'iscat esecutare Remediade sas cosas,
Bois, da ispinas, rosas
A boltas, de podattariu, Solu podides bogare.
Guvernat su cappellanu,
Sas biddas cun una manu Trabagliade trabagliade
Cun s'attera sa dispensa. O poveros de sas biddas,
Feudatariu, pensa, pensa Pro mantenner' in zittade
Chi sos vassallos non tenes Tantos caddos de istalla,
Solu pro crescher sos benes, A bois lassant sa palla
Solu pro los iscorzare. Issos regoglin' su ranu,
Et pensant sero e manzanu
Su patrimoniu, sa vida Solamente a ingrassare.
Pro difender su villanu

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Su segnor feudatariu E tue in bidda a porfia.


A sas undighi si pesat.
Dae su lettu a sa mesa, Fit pro sos piemontesos
Dae sa mesa a su giogu. Sa Sardigna una cucagna;
Et pastis pro disaogu Che in sas Indias s 'Ispagna
Andat a cicisbeare; Issos s 'incontrant inoghe;
Giompidu a iscurigare Nos alzaiat sa oghe
Teatru, ballu, allegria Finzas unu camareri,
O plebeu o cavaglieri
Cantu differentemente, Si deviat umiliare...
su vassallu passat s'ora!
Innantis de s'aurora Issos dae custa terra
Già est bessidu in campagna; Ch'hana ogadu migliones,
Bentu o nie in sa muntagna. Beniant senza calzones
In su paris sole ardente. E si nd'handaiant gallonados;
Oh! poverittu, comente Mai ch'esserent istados
Lu podet agguantare!. Chi ch'hana postu su fogu
Malaittu cuddu logu
Cun su zappu e cun s'aradu Chi criat tale zenìa
Penat tota sa die,
A ora de mesudie Issos inoghe incontràna
Si zibat de solu pane. Vantaggiosos imeneos,
Mezzus paschidu est su cane Pro issos fint sos impleos,
De su Barone, in zittade, Pro issos sint sos onores,
S'est de cudda calidade Sas dignidades mazores
Chi in falda solent portare. De cheia, toga e ispada:
Et a su sardu restada
Timende chi si reforment Una fune a s'impiccare!
Disordines tantu mannos,
Cun manizzos et ingannos Sos disculos nos mandàna
Sas Cortes han impedidu; Pro castigu e curressione,
Et isperdere han cherfidu Cun paga e cun pensione
Sos patrizios pius zelantes, Cun impleu e cun patente;
Nende chi fint petulantes In Moscovia tale zente
Et contra sa monarchia Si mandat a sa Siberia
Pro chi morzat de miseria,
Ai caddos ch'in favore Però non pro guvernare
De sa patria han peroradu,
Chi s'ispada hana ogadu Intantu in s'insula nostra
Pro sa causa comune, Numerosa gioventude
O a su tuju sa fune De talentu e de virtude
Cheriant ponner meschinos. Ozïosa la lassàna:
O comente a Giacobinos E si algun 'nd'impleàna
Los cheriant massacrare. Chircaiant su pius tontu
Pro chi lis torrat a contu
Però su chelu hat difesu cun zente zega a trattare.
Sos bonos visibilmente,
Atterradu bat su potente, Si in impleos subalternos
Ei s'umile esaltadu, Algunu sardu avanzàna,
Deus, chi s'est declaradu In regalos non bastada
Pro custa patria nostra, Su mesu de su salariu,
De ogn'insidia bostra Mandare fit nezessariu
Isse nos hat a salvare. Caddos de casta a Turinu
Et bonas cassas de binu,
Perfidu feudatariu! Cannonau e malvasia.
Pro interesse privadu
Protettore declaradu De dare a su piemontesu
Ses de su piemontesu. Sa prata nostra ei s'oro
Cun issu ti fist intesu Est de su guvernu insoro
Cun meda fazilidade: Massimu fundamentale,
Isse papada in zittade Su regnu andet bene o male

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No lis importat niente, Una rughitta in pettorra


Antis creen incumbeniente Una giae in su traseri;
Lassarelu prosperare. Pro fagher su quarteri
Sa domo has arruinodu,
S'isula hat arruinadu E titolu has acchistadu
Custa razza de bastardos; De traitore e ispia.
Sos privilegios sardos
Issos nos hana leadu, Su chelu non faghet sempre
Dae sos archivios furadu Sa malissia triunfare,
Nos hana sas mezzus pezzas Su mundu det reformare
Et che iscritturas bezzas Sas cosas ch 'andana male,
Las hana fattas bruiare. Su sistema feudale
Non podet durare meda?
De custu flagellu, in parte, Custu bender pro moneda
Deus nos hat liberadu. Sos pobulos det sensare.
Sos sardos ch'hana ogadu
Custu dannosu inimigu, S'homine chi s 'impostura
E tue li ses amigu, Haiat già degradadu
O sardu barone indignu, Paret chi a s'antigu gradu
E tue ses in s'impignu Alzare cherfat de nou;
De 'nde lu fagher torrare Paret chi su rangu sou
Pretendat s'humanidade;
Pro custu, iscaradamente, Sardos mios, ischidade
Preigas pro su Piemonte, E sighide custa ghia.
Falzu chi portas in fronte
Su marcu de traitore; Custa, pobulos, est s'hora
Fizzas tuas tant'honore D'estirpare sos abusos!
Faghent a su furisteri, A terra sos malos usos,
Mancari siat basseri A terra su dispotismu;
Bastat chi sardu no siat. Gherra, gherra a s'egoismu,
Et gherra a sos oppressores;
S'accas 'andas a Turinu Custos tirannos minores
Inie basare dès Est prezisu humiliare.
A su minustru sos pes
E a atter su... già m 'intendes; Si no, chalchi die a mossu
Pro ottenner su chi pretendes Bo 'nde segade' su didu.
Bendes sa patria tua, Como ch'est su filu ordidu
E procuras forsis a cua A bois toccat a tèssere,
Sos sardos iscreditare Mizzi chi poi det essere
Tardu s 'arrepentimentu;
Sa buscia lassas inie, Cando si tenet su bentu
Et in premiu 'nde torras Est prezisu bentulare.

Informazioni

L'autore, Francesco Ignazio Mannu, era Cavaliere e Magistrato (nato a Ozieri il 18 maggio 1758 e morto a Cagliari
nel 1839).
Questo inno, definito da alcuni "La Marsigliese Sarda", è stato scritto in seguito ai drammatici eventi vissuti dal
popolo sardo dopo i fatti del 28 aprile 1794, giorno in cui iniziò la rivolta guidata da Giovanni Maria Angioj. Può
essere annoverato tra i canti popolari più antichi d'Europa. L'opera è articolata in 47 ottave logudoresi e 375 versi
che evidenziano la forte identità del popolo sardo e la sua propensione alla ricerca della democrazia e della
giustizia anche attraverso la lotta al potere ingiustificato dei feudatari.Il libercolo del testo venne stampato
clandestinamente in Corsica, durante il cosiddetto "triennio rivoluzionario sardo".

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Viva la libertà!
Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)
Lingua: romanesco
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/viva-la-liberta

DO FA Viva la libertà!
Noi semo l'assertori der libbero pensiero
SOL DO Semo tirannicidi, s'armamo de cortello
adesso er cielo è nero ma poi se schiarirà. e giù dal piedistallo lì famo ruzzica'!
SOL DO Viva la libertà!
Viva la libertà!
E' l'omo che propone, ma 'r popolo dispone:
Qui nun se move foglia che 'r popolo non er cane c'ha 'r padrone ma l'omo nun ce l'ha!
voglia Viva la libertà, viva la libertà!
chi vo' regna cor boia, da boia morirà!

Informazioni

Canzone giacobina coniata a Roma al tempo del Papa Re e della calata di Napoleone in Italia.

pagina 27
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L'età dell'imperalismo (1870-1914)

La fine del periodo dei movimenti di unificazione nazionale vede crescere ed esplodere il
movimento operaio organizzato in Europa, nelle sue principali anime, quella socialista e
quella anarchica. Sono queste ad animare le lotte politiche e popolari in Italia e in Europa:
lotte per la terra, per il lavoro, per i diritti, per la libertà. Ma è anche il periodo delle grandi
migrazioni verso le Americhe, fenomeno diffuso e doloroso. Tutti elementi e fenomeni che
hanno rafforzato la consapevolezza delle classi popolari circa la loro centralità nella storia.

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A morte la casa Savoia


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/morte-la-casa-savoia

Re Sol Re
A morte la Casa Savoia noi siamo le schiere ribelli,
La7 Sol La7 Re
bagnata da un'onda di sangue, sorgiamo che giunta è la fin!
si sveglia il popol che langue, Sol La7 Re
Sol Re sorgiamo che giunta è la fin!
si sveglia il popol che langue!
La7
A morte il Re e il principin,
O ladri del nostro sudore Re
La7 a morte il Re e il principin!
nel mondo siam tutti fratelli,

Informazioni

Questa canzone venne cantata in Romagna, a Brisighella (Forlì) nel 1944, dai soldati della Divisione Friuli di
Badoglio, tutti ex partigiani della Brigata Bianconcini delle Marche ma anche dai partigiani della "Spartaco
Lavagnini" di Firenze.
Fonte: G. Lanotte, "Cantalo forte. La Resistenza raccontata dalle canzoni", Nuovi Equilibri Stampa Alternativa 2006.

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Addio Lugano bella


di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/addio-lugano-bella

La un dì ne avrai vergogna
Addio Lugano bella noi oggi ti accusiamo
Mi7 in faccia all'avvenir.
o dolce terra mia Noi oggi ti accusiamo
cacciati senza colpa in faccia all'avvenir.
La
gli anarchici van via Cacciati senza tregua
Mi7 andrem di terra in terra
e partono cantando a predicar la pace
La ed a bandir la guerra
con la speranza in cuor. la pace tra gli oppressi,
Mi7 la guerra agli oppressor.
E partono cantando La pace tra gli oppressi
La la guerra agli oppressor.
con la speranza in cuor.
Elvezia il tuo governo
Ed è per voi sfruttati schiavo d'altrui si rende
per voi lavoratori d'un popolo gagliardo
che siamo incatenati le tradizioni offende
al par dei malfattori e insulta la leggenda
eppur la nostra idea del tuo Guglielmo Tell.
è solo idea d'amor. E insulta la leggenda
Eppur la nostra idea del tuo Guglielmo Tell.
è solo idea d'amor.
Addio cari compagni
Anonimi compagni, amici luganesi
amici che restate addio bianche di neve
le verità sociali montagne ticinesi
da forti propagate i cavalieri erranti
è questa la vendetta son trascinati al nord.
che noi vi domandiam. I cavalieri erranti
E questa la vendetta son trascinati al nord.
che noi vi domandiam.
[Vittorio Emanuele,
Ma tu che ci discacci figlio di un assassino
con una vil menzogna Evviva Gaetano Bresci
repubblica borghese che uccise Umberto I]

Informazioni

Canto scritto in carcere da Pietro Gori, quando fu costretto, insieme ad altri dodici fuoriusciti italiani, a lasciare la
Svizzera per motivi politici.

La data si riferisce all'arresto di Pietro Gori.

La musica è di origine popolare toscana.

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Addio, bella, addio!


di Andrea Costa
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/addio-bella-addio

Re tanto fatto ci hanno soffrir,


Addio, bella, addio, che morire di fame o di piombo
La7 di piombo o di fame, è tutt'un morir.
alla morte incontro si va;
Re La bandiera è già spiegata,
e se non partissi anch'io, né mai più la ripiegherem;
Mim La7 Re o con essa otterem la vittoria,
sarebbe una vil - tà! o intorno ad essa noi morirem.
La7 Re
E se non partissi anch'io, Non pianger, mio tesoro,
Mim-La7 Re se alla morte incontro si va:
sarebbe una vil - tà! non moriamo per nuovi padroni,
moriamo invece per l'umanità!
Ci hanno tanto martoriato,

Informazioni

"Parodia" socialista della canzone risorgimentale di Carlo Bosi Addio mia bella addio, che si può ascoltare qui

http://www.youtube.com/watch?v=3_abCVrLiNw

pagina 31
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Amore ribelle
di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/amore-ribelle

Re Ci han chiamati malfattori


All'amor tuo fanciulla Ma noi siam lavoratori
La7 Re Che padroni non vogliam.
Altro amor io preferìa
E' un ideal l'amante mia Dei ribelli sventoliamo
La7 Re Le bandiere insanguinate
A cui detti braccio e cor. E innalziam le barricate
Per la vera libertà.
La7 Re
Il mio cuore aborre e sfida Se tu vuoi fanciulla cara
La7 Re Noi lassù combatteremo
I potenti della terra E nel dì che vinceremo
La7 Re Braccio e cor ti donerò.
Il mio braccio muove guerra
La7 Re Se tu vuoi fanciulla cara
Al codardo e all'oppressor. Noi lassù combatteremo
E nel dì che vinceremo
Perché amiamo l'uguaglianza Braccio e cor ti donerò.

Informazioni

Sull’aria de “L’inno dei nichilisti”. Di “Amore ribelle”, che è pure conosciuta come “Canzonetta del libero amore”,
esistono altre incisioni pubblicate su melodie differenti.

pagina 32
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Bandiera rossa
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/bandiera-rossa

Re Rivoluzione noi vogliamo far


Avanti o popolo alla riscossa Rivoluzione noi vogliamo far
La7 Re Evviva il comunismo e la libertà
Bandiera rossa, bandiera rossa
Re Degli sfruttati, l'immensa schiera
Avanti o popolo alla riscossa La pura innalzi rossa bandiera,
La7 Re La7 Re O proletari, alla riscossa
Bandiera rossa trionferà Bandiera rossa trionferà

Re La7 Bandiera rossa la trionferà ...


Bandiera rossa la trionferà
Re Dai campi al mare, alla miniera,
Bandiera rossa la trionferà All' officina, chi soffre e spera,
Sol Sia pronto, è l'ora della riscossa.
Bandiera rossa la trionferà Bandiera rossa trionferà
Re La7 Re
Evviva il comunismo e la libertà Bandiera rossa la trionferà ...

Avanti popolo tuona il cannone Non più nemici, non più frontiere,
rivoluzione rivoluzione Lungo i confini rosse bandiere.
avanti popolo tuona il cannone O comunisti alla riscossa
rivoluzione vogliamo far Bandiera rossa trionferà

Rivoluzione noi vogliamo far Bandiera rossa la trionferà ...

Informazioni

"...Bandiera rossa è l'unico inno della classe operaia che possa considerarsi come un vero canto popolare di
tradizione orale" (Cesare Bermani) Trae infatti origine dalle linee melodiche di due canzoni popolari lombarde,
usate anche per altri canti di protesta (Povre filandere), risalendo, anche per il testo, sino ai canti garibaldini e
repubblicani.

pagina 33
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Battan l'otto
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/battan-lotto

Fam Do7 Fam rosse son le bandiere


Battan l'otto ma saranno le nove, ma verrà qui' giorno della rivoluzione
Do7 Fam infame società, dovrai pagare.
i miei figlioli ma son digiuni ancora
Sibm Verrà qui' giorno della rivoluzione,
ma viva il coraggio, verrà qui' giorno che la dovrai pagare
Fam ma verrà qui' giorno
ma chi lo sa portare della rossa bandiera
Do7 Fam infame società, dovrai pagare.
infame società, dacci mangiare.
Bella è la vita, più bello gli è l'onore
Viva il coraggio, ma chi lo sa portare amo mia moglie e la famiglia mia
l'anarchia la lo difenderebbe ma viva i' coraggio,
ma viva il coraggio, ma chi lo sa portar
ma chi lo sa portare infame società, dacci mangiare.
i miei bambini han fame, chiedono pane.
Dei socialisti è pieno le galere,
Anch'io da socialista mi voglio vestire bada governo, infame maltrattore
bello gli è i' rosso, ma verrà qui' giorno della rivoluzione
infame società, dovrai pagare.

Informazioni

Questo canto si riferisce probabilmente agli scioperi del 1907 delle acciaierie di Terni.

pagina 34
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Bevi bevi compagno [La canzone che ammazza li preti]


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: romanesco
Tags: anarchici, anticlericali
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/bevi-bevi-compagno-la-canzone-che-ammazza-li-preti

Do Do
"Bevi, bevi compagno Se nasce l'anarchia
Sol7 Do Sol7
sennò t'ammazzerò" un bel pranzo s'ha da fa

"Nun m'ammazza compagno tutto vitella e manzo


Sol7 Do Do Sol7 Do
che adesso beverò" se duimo da magnà (duimo da magnà)

Mentre il compagno beve E fritarelle di monache


la canteremo, la canteremo. preti e frati spezzati
Mentre il compagno beve l'ossa de 'sti maiali
la cantaremo larillerà ai cani s'ha da dà

Fa Do E le chiese son botteghe


La la la la Li preti son mercanti
Sol7 Do Vendono madonne e santi
La canzone che ammazza li preti e a noi ce credono vecchi poveri e ignoranti
Fa Do vecchi poveri e ignoranti
La la la la
Sol7 Do La la la la
'mazza monache, preti e fra'! La canzone che ammazza li preti
La la la la
La la la la 'mazza monache, preti e fra'!
La canzone che ammazza li preti
La la la la La la la la
'mazza monache, preti e fra'! La canzone che ammazza li preti
La la la la
'mazza monache, preti e fra'!

Informazioni

Si trova in "Quando nascesti tune", del Canzoniere del Lazio, 1974

pagina 35
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Canto dei lavoratori [Inno dei lavoratori]


(1886)
di Filippo Turati
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canto-dei-lavoratori-inno-dei-lavoratori

La Mi7 La Lo strumento del lavoro


Su fratelli, su compagne, nelle mani dei redenti
Mi7 spenga gli odii e fra le genti
su, venite in fitta schiera: chiami il dritto a trionfar.
La Mi7 La
sulla libera bandiera Il riscatto del lavoro...
Mi Si Mi
splende il sol dell'avvenir. Se divisi siam canaglia,
Re La stretti in fascio siam potenti;
Nelle pene e nell'insulto sono il nerbo delle genti
Re Do#7 quei che han braccio e che han cor.
ci stringemmo in mutuo patto,
Sim Mi La Ogni cosa è sudor nostro,
la gran causa del riscatto noi disfar, rifar possiamo;
Sim Mi La la consegna sia: sorgiamo
niun di noi vorrà tradir. troppo lungo fu il dolor.

Re La7 Re Il riscatto del lavoro...


Il riscatto del lavoro
La Maledetto chi gavazza
dei suoi figli opra sarà: nell'ebbrezza dei festini,
Sol Re fin che i giorni un uom trascini
o vivremo del lavoro senza pane e senza amor.
La 7 Re
o pugnando si morrà. Maledetto chi non geme
dello scempio dei fratelli,
Sim Fa#7 chi di pace ne favelli
o vivremo del lavoro sotto il pie dell'oppressor.
Sim Fa#7
o pugnando si morrà. Il riscatto del lavoro...
Mim La Re
o vivremo del lavoro I confini scellerati
La Re cancelliam dagli emisferi;
o pugnando si morrà. i nemici, gli stranieri
non son lungi ma son qui.
La risaia e la miniera
ci han fiaccati ad ogni stento Guerra al regno della Guerra,
come i bruti d'un armento morte al regno della morte;
siam sfruttati dai signor. contro il dritto del del più forte,
forza amici, è giunto il dì.
I signor per cui pugnammo
ci han rubato il nostro pane, Il riscatto del lavoro...
ci han promessa una dimane:
la dima si aspetta ancor. O sorelle di fatica
o consorti negli affanni
Il riscatto del lavoro... che ai negrieri, che ai tiranni
deste il sangue e la beltà.
L'esecrato capitale
nelle macchine ci schiaccia, Agli imbelli, ai proni al giogo
l'altrui solco queste braccia mai non splenda il vostro riso:
son dannate a fecondar. un esercito diviso
la vittoria non corrà.

pagina 36
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Il riscatto del lavoro... Su fratelli, su compagne,


tutti i poveri son servi:
Se eguaglianza non è frode, cogli ignavi e coi protervi
fratellanza un'ironia, il transigere è viltà.
se pugnar non fu follia
per la santa libertà; Il riscatto del lavoro...

Informazioni

La musica fu composta dal maestro Amintore Galli e la prima esecuzione pubblica avvenne a Milano il 27 marzo
1886 nel salone del Consolato operaio in via Campo Lodigiano ad opera della Corale Donizetti.
L'inno ebbe subito una grandissima diffusione e fu tra i più amati dai lavoratori italiani.(Riccardo Venturi)

pagina 37
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Carabina 30-30
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antimperialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/carabina-30-30

Re La7 Re
Carabina 30-30 por los habitantes de nuestra naciòn.
Re
que los rebeldes portaban Gritaba Francisco Villa,
La7 "¿dònde te hallas, Argumedo?
y decàan los maderistas Ven, parate aquà adelante,
Re tຠque nunca tienes miedo".
que con ellas no mataban. Con mi 30-30 me voy a marchar...

La7 Ya nos vamos pa' Chihuahua,


Con mi 30-30 me voy a marchar ya se va tu negro santo,
Re si me quebra alguna bala
a engrosar las filas de la rebeliòn, ve a llorarme al camposanto.
La7 Con mi 30-30 me voy a marchar...
si mi sangre piden, mi sangre les doy

pagina 38
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Caviam caviam
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: miniera
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/caviam-caviam

Re La7 Re
Caviam cantando, caviam la fossa marciran forse sotto le frane
La7 Re Sol Re
dove c’è un nero tozzo di pane Pei ricchi il biondo oro cerchiam
La7 Re La7 Re
qui dove un giorno, le nostre ossa caviam cantando, caviam, caviam

Informazioni

Di questo canto sembra che non esistano pubblicazioni e tanto meno registrazioni precedenti all'attuale. Il canto
l'ho appreso da Franco Coggiola, ricercatore dell'Istituto Ernesto De Martino. Amava cantarlo in auto quando lo
accompagnavo, dopo le prove, nella sua abitazione di viale Monza. Di certo è un documento frutto della sua ricerca
in una delle regioni in cui si estraeva un tempo il prezioso metallo.

In Italia esiste una zona aurifera attorno al Monte Rosa con miniere un tempo sfruttate a Pestarena e Vanzone in
Valle Anzasca; ad Alagna, Rimella e Fobello in Valsesia e perfino appena sotto i ghiacciai del Monte Rosa in località
"Le Pisse".
Ora le miniere italiane, sono tutte chiuse. L’ultima a cessare è stata quella di Pestarena, nel 1961.

Sono presenti miniere d'oro anche nella Valle Antrona, anche se gli ingressi ora sono chiusi, esiste ancora il vecchio
villaggio di minatore a 1700 metri e a valle c'è la fabbrica dove veniva lavorato il materiale estrattivo.

pagina 39
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Che cosa vogliamo


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/che-cosa-vogliamo

La La grande famiglia dell'umanità


Noi siamo da secoli calpesti e derisi Re La
Mi7 Non più vagabondi che sfrutta con loro
perchè siam pecore, perchè siam divisi Re Mi7 La
La la razza dei ladri dispersa sarà
ma un giorno, sia presto, faremo l'unione
Mi7
allora i padroni avran da pensar Vogliamo che la terra sia patria di tutti
che chi lavora raccolga i suoi frutti
Re Mi7 La E noi dai signori siam sempre sfruttati
Giuriam giuriam, padron non ne vogliamo ci han sempre rubato il nostro sudor
Re La
Vogliamo la pace, la scienza, il lavoro Giuriam giuriam...
Re Mi7 La

Informazioni

Nel "Canzoniere sociale illustrato di vari autori" di A. Frizzi, Edizioni popolari, 1908, questo canto è attribuito a
Eusebio Bordel Marchetti (Desana Vercellese, 1871-?), membro della direzione del Partito Socialista e fondatore,
nel 1901, della Federazione dei lavoratori del legno.
A commento di una versione raccolta nel 1960 da Jona e Liberovici, l'informatore Camillo Cerrati dichiarato di aver
ascoltato per la prima volta questa canzone nel 1901.

Viene anche cantata sull'aria dell'Inno di Mameli, come parodia dello stesso.

Fonte: E. Jona, S. Liberovici, F. Castelli, A. Lovatto, "Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai
torinesi, Donzelli 2008.

pagina 40
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Chiantu de l'emigranti
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: calabrese
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/chiantu-de-lemigranti

Lam Rem Sol7 Do Lam Nun so' funtane, no, ma fele e tassu,
Strada mia abbandunata, mo te lassu tassu che m'entassau la vita mia.
Rem Mi7 Lam Io partu pe' l'America luntana,
chiagnennu me ne vaju le vie vie. nun sacciu adduje me porta la fortuna.
Lam Rem Sol7 Do Lam
O quanti passi che da tia m'arrassu, Sant'Antuone mio fallo venire
Rem Mi7 Lam e non mi fa' pigliare cchiu de pena!
tante funtane faru l'uocchie mie.

Informazioni

Si tratta di un canto d'addio raccolto da Daisy Lumini a Cosenza, dalla voce di una vecchia contadina.Si riferisce
alle migrazioni intercontinentali dell'800 ed esprime il dolore di un emigrante che abbandona la sua terra per
cercare fortuna in America.la "risposta"è l'invocazione di chi resta al paese d'origine,affinchè la persona amata
presto ritorni. da "Canti dell'emigrazione" di Savona-Straniero.

Discografia: Le canzoni degli emigranti Vol 2°

pagina 41
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Dimmi bel giovane


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dimmi-bel-giovane

Re La7 il tempo è dei filosofi


Dimmi bel giovane
Re La casa è di chi l'abita
onesto e biondo La7
La7 è un vile chi lo ignora
dimmi la patria
Re il tempo è dei filosofi
tua qual'è Re
La7 Re la terrà è di chi la lavora.
tua qual'è

Adoro il popolo Addio mia bella


la mia patria è il mondo casetta addio
il pensier libero madre amatissima
è la mia fe' e genitor
è la mia fe' e genitor

Re Io pugno intrepido
La casa è di chi l'abita per la comune
La7 come Leonida
è un vile chi lo ignora saprò morir
saprò morir
il tempo è dei filosofi
Re La casa è di chi l'abita...

La casa è di chi l'abita...

Informazioni

L. Settimelli ha avuto il pregio di raccogliere questo canto a Lastra Signa (Fi) attraverso Donato Settimelli il quale
ricorda di averlo conosciuto dopo la guerra del 1915-18. In effetti il brano non è riportato in alcuna stampa di
canzonieri anarchici o socialisti d’inizio secolo consultati; né lo riporta il Canzoniere Sociale che dal secondo
dopoguerra è forse il canzoniere anarchico più completo. Nella discografia degli anni ’70 è riportato, come autore
del testo, un “anonimo”; altri ancora fanno risalire, erroneamente, il testo a Pietro Gori. Per fare finalmente e
definitivamente chiarezza sulla vera origine del canto bisognerà attendere lo studio di Franco Bertolucci
(“Anarchismo e lotte sociali a Pisa. 1871-1901”, Pisa, BFS, 1988) che riporta alla luce alcuni fatti storici di indubbio
interesse. Fra questi il canto che oggi è noto col titolo “Dimmi bel giovane” che altro non è se non una poesia
dell’internazionalista pisano Francesco Bertelli, stampata nel 1873 presso la tipografia Citi, dal titolo “Dimmi buon
giovine. Esame d’ammissione del volontario alla Comune di Parigi”. Dunque il testo è stato scritto in ricordo della
Comune di Parigi del 1871 e solo successivamente è stato stampato. Il testo della poesia è molto più lungo e
articolato (ventidue strofe) rispetto a quello tramandato (di sole quattro strofe), con il ritornello (“La casa è di chi
l’abita un ladro chi l’ignora. La terra pei filosofi è di chi la lavora”) un po’ modificato ma profondamente diverso nel
significato politico che è l’incipit della poesia del Bertelli.

Da acrataz.oziosi.org (non più online).

pagina 42
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

E la mi' mamma
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: toscano
Tags: femministi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-la-mi-mamma

Lam Mi Lam Lam


E la mi' mamma la me lo diceva: cuna.
Mi Lam
piglià marito e nun sarà ma'bene; Quando ti credi d'andartene a dormire,
Rem Sol Do piglialo l'ago e mettiti a cucire,
andare a letto al lume della luna quando ti credi di andartene a letto
Lam Mi piglia il bambino e mettetelo al petto.
il piatto in grembio e il piede sulla

Informazioni

Ninna nanna raccolta da Caterina Bueno nel Senese, che ripropone la rabbia e la fatica per la condizione femminile
espressa soltanto nel privato e nell'intimità del rapporto con i figli piccoli.

pagina 43
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E per la strada
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-la-strada

Do Sol7 Essi non fuggono, forti del loro ardir;


E per la strada gridavan i scioperanti; i figli del lavoro son pronti anche a
Do morir,
Non più vogliam da voi esser sfruttati;
Sol7 Eppur convien restar senza dolore,
siam liberi, siam forti e siamo tanti pronti a soffrir la fame e ogni tormento;
Do bisogna far tacer pur anche il cuore,
e viver non vogliam di carcerati. di madre il puro affetto e il sentimento.

Fa Do Sebbene oppressi e torturati ancor,


E nelle stalle più non vogliam morir; noi combattiamo sempre, combatteremo
Sol7 Do ognor.
è giunta l'ora, siam stanchi di soffrir.
E presto il dì verrà che, vittoriosi,
Ma da lontano giungono i soldati vedrem la redenzion nell'albeggiare;
avanti tutti assieme coi padroni muti staran crumìri e paurosi
e contro gli scioperantì disarmati vedendo l'idea nostra trionfare.
s'avanzan sguainando gli squadroni.
Così il lavoro redento alfin sarà
e il sol del socialismo su noi splendera

Informazioni

Nel 1908 la provincia di Parma fu oggetto di grandi scioperi di contadini e braccianti, che furono costretti a
mandare i figli ospiti presso famiglie di compagni di altre città. Il testo è ricavato da un foglio volante dell'epoca, la
musica è di anonimo.

pagina 44
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E verrà il dì che innalzerem le barricate


(1926)
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-verra-il-di-che-innalzerem-le-barricate

Sol E verrà il dì che innalzerem le barricate


Prona la fronte sotto il peso del lavoro e tu borghese salirai alla ghigliottina
Re7 per quanto fosti sordo alle stremate
piegato a corda è lo scudiscio del potente grida di chi morìa nell'officina

purchè la gioia dia a chi vive nell'oro Pei nostri figli fino all'ultimo momento
Sol contro te vile borghesia combatteremo
senza dimani il lavorator morente. su da forti pugnam
per la lotta final
Siam nel dolore di un schiavitù tiranna l'Anarchia salutiam.
uniti insieme da sacramental promessa
sulla terra del duol, tutti pronti a morir In questa notte...
alla luce del sol.
E redentrice...
Sol
In questa notte E verrà il dì che innalzerem le barricate
Re7 e tu borghese salirai alla ghigliottina
di tenebre secolari per quanto fosti sordo alle stremate
grida di chi morìa nell'officina
il nero drappo
Sol Pei nostri figli fino all'ultimo momento
sventola su un carro di fuoco contro te vile borghesia combatteremo
su da forti pugnam
E redentrice per la lotta final
Re7 l'Anarchia salutiam.
una marcia, sian proletari
Do Sol
l'anarchica gloria In questa notte...
Re7 Sol
alla nuova umanità. E redentrice...

Informazioni

Noto anche come Inno dei giovani libertari, Inno delle barricate o Marcia proletaria.
(S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, zeroincondotta,
2009.)

pagina 45
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

El mayor de los dorados


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antimperialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/el-mayor-de-los-dorados

Do ayaaay,
Fui soldado de Francisco Villa hoy recuerdo los tiempos pasados
de aquel hombre de fama inmortal de aquellos dorados que yo fui mayor.
Fa
que aunque estuvo sentado en la silla Mi caballo que tanto montaba
no envidiara la presidencial. en Jiménez la muerte alcanzó
Sol una bala que a mí me tocaba
Ahora vivo allá por la orilla a su cuerpo se le atravesó.
recordando aquel tiempo inmortal, Al morir de dolor relinchaba
Sol7 por la patria la vida entregó
ayaaay, ayaaay,
Do al morir de dolor relinchaba
ahora vivo allá por la orilla cómo le lloraba cuando se murió.
Sol DO
recordando a Villa allá por Parral. Pancho Villa te llevo grabado
en mi mente y en mi corazón
Yo fui uno de aquellos dorados y aunque a veces me vi derrotado
que con tiempo llegó a ser mayor por las fuerzas de Álvaro Obregón
en la lucha quedamos lisiados siempre anduve como fiel soldado
defendiendo la patria y honor. hasta el fin de la revolución
Hoy recuerdo los tiempos pasados ayaaay,
que peleamos con el invasor siempre anduve como fiel soldado
que tanto ha luchado al pie del cañón.

pagina 46
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Figli della plebe


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/figli-della-plebe

La Si7 Al grido di rivoluzion social


O figli oppressi di plebe in catena
Mi7 La La
Tanta ingiustizia dovrà ben finir Vendetta ognor dobbiam voler
Sim Do#7 Fa#m
Se nostra vita è un calvario di pena solo l'union la potrà ottenere
La Mi7 La Sim Mi7 La
Anziché schiavi è più fiero morir vessillo ner trionferà
Fa#m Sim Fa#m Re Mi7 La
Gli eroi borghesi ai superbi agli avari e il vil borghese morrà morrà
Do#7 Fa#m
Che mal dispregian l'umanità Se in petto un cuor all'unisono batte
Sim Fa#m per una causa d'amore e di ben
Saran dispersi da noi libertari se con ardore e con fe' si combatte
Sol#7 Do# Mi7 della vittoria la palma otterrem
All'alto grido di libertà
O proletario la vil borghesia
La dovrai sfidar con dignità
Vessillo ner non più soffrir dovrai dei ricchi troncar m
Sim la lor malvagia avidità
Lo sfruttamento si danni a perir
La
Popolo in piè per l'ideal Vessillo ner....
Mi7 La
La
Vendetta ognor dobbiam....

Informazioni

Vedi l'originale spagnolo:

Hijos del pueblo

pagina 47
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Già allo sguardo [Il ritorno dell'esiliato]


di Carlo Vita
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/gia-allo-sguardo-il-ritorno-dellesiliato

Lam Mi di vederlo il mio popol redento,


già allo sguardo mi apparve la terra e nel mio petto l'amore albergavo,
Lam non dell'odio il terribil tormento.
tra gli albori di un sole nascente

Nel vederla Dell'amore


Mi dell'amore la colpa espiai
nel vederla il mio cuore si serra e dall'isola infame ritorno
Lam ma la fede
nel mio petto mi balza fremente. ma la fede che ho sempre nel cuore
la riservo in un triste soggiorno.
Do Sol7 Do
Tra le nebbie lontane lontane Fra un istante avrò il piede posato
Mim Lam nella terra ove nacqui ed amai
già discorgo del porto i fanali e ove il duolo e la gioia provai
Solm Do dove tante memorie lasciai.
non più lungi dal bel suolo toscano
Solm Do Potrò alfine
che fu patria di tanti immortali. potrò alfine ristringere al seno
la mia sposa e i miei figli adorati
Perché mai ma l'amplesso
perché mai da te sto lontano ma l'amplesso più puro e sereno
fui esiliato, qual colpa commisi? gioirò tra questi esseri amati.
Perché mai
perché mai sì potente la mano Ma per sempre la fede e il cuore
mi strappò dai più dolci sorrisi? serberò per chi soffre e chi geme
ma l'ideale di pace e d'amore
Tra il lavoro e l'amore sognavo sarà sempre la sola mia speme.

Informazioni

Attribuito da alcuni (erroneamente) a Pietro Gori, Il canto è noto anche con il titolo "Il ritorno dell'esiliato", anche se
probabilmente si tratta del ritorno di un carcerato politico in qualche isola dell'arcipelago toscano. (Riccardo
Venturi)

pagina 48
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Gli anarchici noi siamo di Milano


(1920)
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/gli-anarchici-noi-siamo-di-milano

Re La7 Per la bandiera nostra in ogni terra


Gli anarchici noi siamo di Milano Noi lotteremo con nuova energia
Re Abbiam da rinnovar la nostra guerra
E dei borghesi non abbiam paura E vincerla nel nome dell'anarchia
LA7
Fanno gli arditi con le bombe a mano Urlerà la dinamite
Re Getterem le nostre vite
Carabinieri e guardie di questura Farem sul serio
L'esempio ce lo dan Bresci e Caserio
La7 Re
Ma noi abbiamo forze unite La nostra storia è storia di vendetta
La7 Re Contro una classe rea di ogni delitto
Il pensier la dinamite Contro una società ch'è maledetta
La7 Alla vita ha negato ogni diritto
Ed il pugnale
Re Seminando la tempesta
La fiamma agitiam di un'ideale Rugge già sulla sua testa
Il gran ciclone
Gli anarchici non hanno guerreggiato Che si chiama sociale rivoluzione
Per gli interessi della borghesia
Oltre i confini abbiamo disertato Hanno versato il sangue a fiotti a rivi
Sfidando la più atroce tirannia Per questa infame guerra della morte
Molti soldati son restati vivi
Troppi estranei in un conflitto Di ribellione la massa più forte
Tra la forza ed il diritto Bomba a mano dinamite
E le frontiere Banclastite balistite
Vogliamo unire tutte le bandiere Farem la festa
Che ad ogni mal taglierà la testa

Informazioni

Il canto viene fatto risalire al periodo subito dopo la Prima Guerra Mondiale per i riferimenti al conflitto presenti nel
testo (e anche alla diserzione); ma potrebbe essere plausibile anche farla risalire al 1921, nel corso del conflitto
degli Arditi del popolo e gli Arditi d'Italia ("Fanno gli arditi con le bombe a mano Carabinieri e guardie di questura
").

Cesare Bermani attribuisce a questo canto la melodia popolare romanesca del "Sor Capanna", mentre Santo
Catanuto ritiene più plausibile la melodia di "Porta Romana bella", con i ritornelli sulla melodia di quelli di "Stornelli
d'esilio".

Fonte: S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, zeroincondotta,
2009.

pagina 49
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Gli scariolanti
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/gli-scariolanti

Do che vanno a lavorar.


A mezzanotte in punto
Sol7 A mezzanotte in punto
si sente un grande rumor si sente una tromba suonar
sono gli scariolanti lerì lerà
sono gli scariolanti lerì lerà che vanno a lavorar.
Do
che vengono al lavor. Volta, rivolta...

Do Gli scariolanti belli


Volta, rivolta son tutti ingannator
Sol7 vanno a ingannar la bionda lerì lerà
e torna a rivoltar. per un bacin d'amor.

noi siam gli scariolanti lerì lerà Volta, rivolta...


Do

Informazioni

La canzone si riferisce al reclutamento della manovalanza per i lavori della bonifica della Romagna (1880): la
mezzanotte della domenica il caporale suonava il corno e i braccianti correvano con le carriole verso il podere. I
primi ad arrivare venivano assunti per tutta la settimana, gli altri dovevano aspettare disoccupati sino alla
domenica successiva.

pagina 50
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Guarda giù dalla pianura


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/guarda-giu-dalla-pianura

Do Facce nere mani callose


Guarda giù dalla pianura son gli stemma degli operai
Sol Do Nelle miniere scaviamo l'oro
le ciminiere non fanno più fumo nelle soffitte ci manca il pan

I padroni dalla paura E fate presto rivoluzione


Sol Re7 Sol che noi siam stanchi ma di soffrir
son compagnati dai carabinier

Fa Do Avanti popolo alla riscossa


A centinaia ne sono usciti Sol7
Sol Re7 Sol Bandiera rossa trionferà
gli operai dal loro lavor Fa Do
Fa Do Bandiera rossa trionferà
E hanno ingaggiato una gran battaglia Sol7 Do
Sol7 Do Evviva il socialismo e la libertà
ma per distruggere il capital Fa Do Sol7 Do
Evviva il socialismo e la libertà

pagina 51
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Guarda là 'n cula pianura


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: piemontese
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/guarda-la-n-cula-pianura

La Re La
Guarda là 'n cula pianura, sa l'è 'na cosa straurdinaria
Mi Mi La
le ciminéie fan pì nèn füm i lavurié i lavurié i la fan tüt l'an
La tüt l'an i la fan
fan pì nèn füm Re La
La sa l'è 'na cosa straurdinaria
Guarda là 'n cula pianura, Mi La
Mi i lavurié i lavurié i la fan tüt l'an
le ciminéie fan pì nèn füm
La tüt l'an i la fan
fan pì nèn füm

Informazioni

Una delle molte versioni di questa canzone, attribuita per altro a diversi autori, con diverse datazioni, e riferita a
svariati contesti di lotte operaie a cavallo tra '800 e '900.

Questa versione è stata raccolta da Roberto Leydi e Amerigo Vigliermo, nel 1972 a Perosa Canavese (TO).

Per ulteriori approfondimenti e altre versioni:

Gustavo Buratti
Le canzoni ed un poeta della protesta operaia in piemontese
"l'impegno", a. VIII, n. 3, dicembre 1988© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea
nelle province di Biella e Vercelli.

Cesare Bermani
Guarda giù an cola pianura
Un canto sociale di non facile razionalizzazione
"l'impegno", a. IX, n. 1, aprile 1989© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle
province di Biella e Vercelli.

Gustavo Buratti
A Bermani rispondo che...
"l'impegno", a. IX, n. 2, agosto 1989© Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle
province di Biella e Vercelli.

(Violadelpensiero)

pagina 52
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Il canto della prigione


(1890)
di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: carcere, anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-canto-della-prigione

Rem Noi soffrimmo, e niun ci volse


Quando muore triste il giorno, un conforto, o porse aita
La7 niuno il cor ci ritemprava
e ne l'ombra è la prigione a le pugne de la vita.
de' reietti e de' perduti
Rem Noi cademmo, e giù sospinti
intuoniamo la canzone. rotolammo per la china,
supplicammo, e de li sdegni
La canzone maledetta ci travolse la ruina.
che ne' fieri petti rugge,
affocata da la rabbia Or, crucciosi e senza speme
che c'infiamma e che ci strugge. qui da tutti abbandonati,
maledetto abbiamo l'ora
La canzon che di bestemmie ed il giorno in cui siam nati.
e di lacrime è contesta;
la canzone disperata Ma su voi, che luce e pane
de l'uman dolore è questa. a noi miseri negaste,
e caduti sotto il peso
Noi nascemmo e fanciullini de la croce c'insultaste;
per il pane abbiam lottato,
senza gioia di sorrisi Sopra voi di questo canto
sotto un tetto sconsolato. che ne l'aura morta trema,
come strale di vendetta
si rovescia l'anatema.

Informazioni

Il canto è ripreso dalle opere di Pietro Gori, che ne ha scritto i versi nel penitenziario di S.Giorgio [a Lucca, ndr] il 20
settembre 1890. È lo stesso Gori che ci fornisce alcune note:
'Coteste strofe mi furono suggerite da una serie di stornelli improvvisati, sul far di una sera, da un recluso, e dei
quali giungeanmi le imprecazioni roventi sulle cadenze strascicate di una melodia popolare volgarissima, che
avevo tante volte udita per le vie e sulle piazze delle città di Toscana. Il triste cantore era stato condannato, pochi
dì innanzi, all'ergastolo per omicidio premeditato."
Con buona probabilità la melodia utilizzata dal carcerato citato da Pietro Gori è la stessa del tradizionale stornello
toscano Bolli, bolli pentolino, una ninna nanna presa spesso a modello per canzoni scurrili. Sotto tale veste
melodica il brano è stato ascoltato negli anni settanta dalla voce di Silvano Secchiari, e in tale veste è inserito nel
repertorio di S. Catanuto.
Il penitenziario di S.Giorgio, a sistema cellulare con l'obbligo del lavoro, raccoglie diverse centinaia di detenuti e il
lavoro riguarda prevalentemente i tessuti.

(S. Catanuto, F. Schirone - "Il canto Anarchico in Italia" - 2001 ed. Zero in condotta)

pagina 53
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Il crak delle banche


(1896)
di Ulisse Barbieri
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-crak-delle-banche

Re La7 erano tutti quanti malfattori; -- crak!


S'affondano le mani nelle casse -- crak! gli onesti sono loro: i Cuciniello,
Re Pelboux, Giolitti, Crispi e Lazzaroni.
si trovano sacchetti pieni d'oro -- crak!
La7 I nostri governator...
e per governare, come fare? Noi siam tre, ladri tutti e tre,
Re che per aver rubato
Rubar, rubar, rubar, sempre rubare! ci han fatto cugini del re.
La7 Re
I nostri governator son tutti malfattor, Se rubi una pagnotta a un cascherino
La7 Re [-- crak
ci rubano tutto quanto per farci da tutor. te ne vai dritto iii cella senza onore
La7 Re [-- crak!
Noi siam tre celebri ladron se rubi invece qualche milioncìno
La7 Re ti senti nominar comnìendatorc.
che per aver rubato ci han fatto senator.
I nostri governator...
Mazzini, Garibaldi e Masaniello -- crak! Noi sìam tre celebri ladron
che per aver rubato ci han fatto senator.

Informazioni

Il canto si riferisce allo scandalo della Banca Romana del 1893 e venne pubblicato nel 1896 sulla rivista L'Asino.

pagina 54
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Il feroce monarchico Bava


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-feroce-monarchico-bava

Sol Do Sol Deh, non rider, sabauda marmaglia:


Alle grida strazianti e dolenti Se il fucile ha domato i ribelli,
Re7 Sol Se i fratelli hanno ucciso i fratelli,
Di una folla che pan domandava, Sul tuo capo quel sangue cadrà.
Do Sol
Il feroce monarchico Bava La panciuta caterva dei ladri,
Re7 Sol Dopo avervi ogni bene usurpato,
Gli affamati col piombo sfamò. La lor sete ha di sangue saziato
In quel giorno nefasto e feral.
Furon mille i caduti innocenti
Sotto il fuoco degli armati caini Su, piangete mestissime madri,
E al furor dei soldati assassini: Quando scura discende la sera,
"Morte ai vili!", la plebe gridò. Per i figli gettati in galera,
Per gli uccisi dal piombo fatal.

Informazioni

Canzone nata in occasione dei tumulti di Milano del 6, 7, 8, 9, maggio1898 e della spietata repressione
dell'esercito.Bava Beccaris, generale dell'esercito, in occasione dei "moti del pane" sparò sui dimostranti con il
cannone. Alcuni parlarono di 127 morti, altri, tra cui i giornali, contarono 500 vittime.

Il generale fu premiato dal re Umberto I (re "buono") con la croce di Grand Uffciale dell'ordine militare dei Savoia.
(maria rollero)

pagina 55
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Il lunedì dei parrucchieri


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-lunedi-dei-parrucchieri

La Mi7 pa.
Lunedì dei parrucchieri, oggi non si lavora:
La Giovedì degli scolari, oggi si fa vacanza:
non si fa barba e capelli, nemmeno per fra le mura famigliari, oggi si fa la danza.
un'ora.
Operai che tutti siete fate così:
La7 Re Per solidarietà è doloroso per chi lavora
Operai che tutti siete fate così: Per solidarietà, gnanca al giobia travaio
La Mi7 La pa.
Per solidarietà è doloroso per chi lavora
Re La Mi7 La Venerdì giorno di Venere, giorno per far
Per solidarietà, gnanca al lunes travaio pa. l'amore:
cala giù dio flip Carmela, che ti trafiggo il
cuore.
Martedì giorno di Marte, giorno di iettatura
non si arriva e non si parte, non si va in Operai che tutti siete fate così:
villeggiatura Per solidarietà è doloroso per chi lavora
Per solidarietà, gnanca al venner travaio
Operai che tutti siete fate così: pa.
Per solidarietà è doloroso per chi lavora
Per solidarietà, gnanca al martes travaio È arrivato anche il sabato, giorno di gran
pa. battaglia:
alla moda torinese, oggi non si travaglia.
Mercoledì giorno dei ladri, compagni state Operai che tutti siete fate così:
all'erta: Per solidarietà è doloroso per chi lavora
fate i sogni più leggiadri, non date mai Per solidarietà, gnanca al saba travaio pa.
sospetto.
La domenica la gente, santifica la festa:
Operai che tutti siete fate così: chi lavora onestamente, oggi riposa onesta.
Per solidarietà è doloroso per chi lavora
Per solidarietà, gnanca al mercul travaio Operai che tutti siete fate così:
Per solidarietà è doloroso per chi lavora
Per solidarietà, gnanca 'd festa travaia pa.

Informazioni

Registrato da L' Estorio Drolo nel disco "Che ti trafiggo il cuore", 2003

pagina 56
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Il maschio di Volterra
(1900)
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-maschio-di-volterra

lam mi7 io son rinchiuso qui da ventun anno,


E me ne stavo mesto a lavorare, non vo' mori' co i' marchio d'assassino.
lam
rinchiuso là ni' maschio di Volterra Se gli innocenti li voglion qui serrar,
mi7 e i nostri patimenti
e un secondin mi viene a salutare chi li compenserà?
lam
e nella sua la mia destra mi serra. L'hanno riconosciuta la mia innocenza
rem or che lo vedi il mio capello è grigio
E mi disse: " Allegro, grazia la fanno viva l'adorno cavalier di scienza
lam mi7 che ha convertito il bianco con il bigio.
a te, tutti i giornali parlano,
lam Mondo crudele, che desti luce a me,
combattono per te ". fui vittima di agenti di rinnegata fe'.
E addio compagni, viva la libertà
"La grazia l'accetterò se me la danno, e se ne va il Batacchi,
coi miei diritti di buon cittadino: ma non vi scorderà.

Informazioni

Il canto fa riferimento alla vicenda di Cesare Batacchi, anarchico condannato (innocente) per un attentato a Firenze
il 18 novembre 1878 avvenuto durante un corteo monarchico di solidarietà a Umberto I.

(Pardo Fornaciari)

pagina 57
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Il tragico affondamento del Sirio


(1906)
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-tragico-affondamento-del-sirio

Do Sol7 di tanta gente la mi-la misera fin:


E da Genova i Sirio partivano padri e madri abbracciava i suoi figli
Do che sparivano tra le onde, tra le onde del
per l’America varcare, varcare i confin mar.
Sol7
e da bordo cantar si sentivano Più di centocinquanta annegati,
Do che trovarli nessu-nessuno potrà;
tutti allegri del suo, del suo destin. e fra loro un vescovo c’era
dando a tutti la sua be-la sua benedizion.
Urtò il Sirio un terribile scoglio,

Informazioni

La ballata fa riferimento al naufragio del piroscafo Sirio, carico di emigranti italiani, verso l'America.

pagina 58
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Inno a Oberdan
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-oberdan

Lam Vogliamo formare una lapide


Morte a Franz, viva Oberdan! di pietra garibaldina;
Mi7 a morte l'austriaca gallina,
Morte a Franz, viva Oberdan! noi vogliamo la libertà.

Lam Rem Morte a Franz, viva Oberdan!


Le bome, le bombe all'Orsini, Morte a Franz, viva Oberdan!
Mi7 Lam
il pugnale, il pugnale alla mano; Vogliamo spezzar sotto i piedi
Rem l'austriaca odiata catena;
a morte l'austriaco sovrano, a morte gli Asburgo Lorena,
Mi7 Lam noi vogliamo la libertà.
noi vogliamo la libertà.
Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan! Morte a Franz, viva Oberdan!
Morte a Franz, viva Oberdan! Morte a Franz, viva Oberdan!

Informazioni

Guglielmo Oberdan attentò, senza successo, alla vita di Francesco Giuseppe (Franz) e per questo venne impiccato
http://it.wikipedia.org/wiki/Guglielmo_Oberdan

pagina 59
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Inno abissino
di Ulisse Barbieri
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: antimperialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-abissino

La Mi7 La
In nome d'un dritto che a noi si contende va fuori stranier
La
ognun le sue leggi la patria difende Dei nostri deserti son vaste le arene,
Sim ruggisce il leone vi urlan le iene
i martiri nostri li chiaman spioni e noi del leone più forte il ruggito
La ReMi La mandiam per l'immenso deserto infinito
con forti e cannoni ci voglion domar.
Ruggito di liberi che ai vostri moschetti
Mi Si7 baluardo invincibile oppongono i petti
Le tende dei nostri son fatte per noi Son cupe le gole dei nostri burroni,
Mi saremo legioni la patria a salvar!
son là oltremare le case dei tuoi!
Va fuori dall'Africa...
Su armiamoci a battaglia!
Si7 Son pochi mandati! Più ancor ne vogliamo
Su armiamoci a legioni migliaia e migliaia mandatene ancora
Mi più bella la festa sarà se aspettiamo
le forche e i cannoni sapremo sfidar! più grande la strage che anela ogni cuor!

La Mi7 Intorno alle teste recise danzando


Va fuori dall'Africa le membra dei corpi col fuoco bruciando
La Mi7 troncato col ferro l'anelito estremo
Non siamo predoni ancora urleremo "Va fuori stranier"!
Coll'odio nell'anima
va fuori dall'Africa ancora urleremo
va fuor dall'Africa
va fuori dall'Africa va fuor dall'Africa
va fuori stranier!

Informazioni

Sulla musica del canto risorgimentale "Inno di Garibaldi" (Jac)

pagina 60
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Inno dei lavoratori del mare


di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-dei-lavoratori-del-mare

Do sollevi al patto di redenzion


Lavoratori del mar s'intoni quanti sudano solcando l'onda
Fa Do per questa al pane sacra tenzon
l'inno che il mare con noi cantò
mentre marosi gonfi di fronde
da che fatiche stenti e cicloni e irose attardan forze il cammin
Si Mim noi da la nave scorgiam le prode
la nostra errante vita affrontò dove le genti van col destin.

Sol7 Do Su canta o mare l'opra e gli eroi


quando con baci d'oro ai velieri tempeste e calme gioia e dolor
Mi Lam o mare canta canta con noi
l'ultimo raggio di sol morì l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
Rem Do
e giù tra i gorghi de' flutti neri Già da ogni prora che il corso affretta
Sol7 Do la evocatrice diana squillò
qualcun de' nostri cadde e sparì. e all'alba il grido della vendetta
la verde terra già salutò
Fa Do Fa Do
Su canta o mare l'opra e gli ero - i terra ideale dell'alleanza
Solm Do Fa tra menti e braccia giustizia e cor
tempeste e calme gioia e dolor salute o porto de la speranza
Re Solm Do Fa Do che invoca il mesto navigator.
o mare canta canta con no - i
Re- Do Fa Su canta o mare l'opra e gli eroi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor. tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta canta con noi
Canto d'aurore di rabbie atroci l'inno di sdegno, l'inno d'amor.
sogni e singhiozzi del marinar
raccogli e irradia tutte le voci Noi sugli abissi tra le nazioni
che il nembo porta da mare a mar di fratellanza ponti gettiam
coi nostri corpi su dai pennoni
e soffia dentro le vele forti dell'uomo i nuovi diritti dettiam
che al sole sciolse la nostra fè
e chiama e chiama da tutti i porti ciò che dai mille muscoli spreme
tutta la gente che al mar si die'. con torchi immani la civiltà
portiam pel mondo gettando il seme
Su canta o mare l'opra e gli eroi che un dì per tutti germoglierà.
tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta canta con noi Su canta o mare l'opra e gli eroi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor. tempeste e calme gioia e dolor
o mare canta canta con noi
Solo una voce da sponda a sponda l'inno di sdegno, l'inno d'amor.

Informazioni

Questo inno era stampato nella penultima di copertina del libretto di navigazione dei marittimi del primo
Novecento, e vi rimase per un certo tempo anche sotto il fascismo, informazione di Mario Landini, 1906 -1999,
vicesindaco della Liberazione a Livorno sino al 1955, comunicata nel 1997 a Pardo Fornaciari

pagina 61
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Inno dei malfattori


(1892)
di Attilio Panizza
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-dei-malfattori

La ch'abbiam noi malfattori!


Ai gridi ed ai lamenti
Mi7 Deh t'affretta a sorgere...
di noi plebe tradita,
Chi sparge l'impostura
la lega dei potenti avvolto in nera veste,
La chi nega la natura
si scosse impaurita; sfuggiam come la peste;
sprezziam gli dei del cielo
e prenci e magistrati e i falsi lor cultori,
La7 Re del ver squarciamo il velo,
gridaron coi signori perciò siam malfattori!
Mi7
che siam degli arrabbiati, Amor ritiene uniti
La gli affetti naturali,
dei rudi malfattori! e non domanda riti
né lacci coniugali;
noi dai profan mercati
Folli non siam né tristi distor vogliam gli amori,
né bruti né birbanti, e sindaci e curati
ma siam degli anarchisti ci chiaman malfattori!
pel bene militanti;
al giusto, al ver mirando Deh t'affretta a sorgere...
strugger cerchiam gli errori,
perciò ci han messo la bando Divise hanno con frodi
col dirci malfattori! città, popoli e terre,
da ciò gli ingiusti odi
La che generan le guerre;
Deh t'affretta a sorgere noi, che seguendo il vero,
Re gridiamo a tutti i cori
o sol dell'avvenir: che patria è il mondo intero,
La ci chiaman malfattori!
vivere vogliam liberi,
Mi7 La Leggi dannose e grame
non vogliam più servir. di frodi alti strumenti
secondan sol le brame
Noi del lavor siam figli dei ricchi prepotenti;
e col lavor concordi, dàn pene a chi lavora,
sfuggir vogliam gli artigli onor a sfruttatori,
dei vil padroni ingordi, conferman poscia ancora
che il pane han trafugato che siam dei malfattori!
a noi lavoratori,
e poscia han proclamato Deh t'affretta a sorgere...
che siam dei malfattori!
La chiesa e lo stato,
Natura, comun madre, l'ingorda borghesia
a niun nega i suoi frutti, contendono al creato
e caste ingorde e ladre di libertà la via;
ruban quel ch'è di tutti. ma presto i dì verranno
Che in comun si viva, che papa, re e signori
si goda e si lavori! coi birri lor cadranno
tal è l'aspettativa per man dei malfattori!

pagina 62
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Allor vedremo sorgere in pace potrem vivere


il sol dell'avvenir, e in libertà gioir!

Informazioni

Si tratta di uno dei canti anarchici più conosciuti ed eseguiti, un vero "manifesto" dell'anarchismo.
Conosciuto semplicemente anche come l' "Inno di Panizza", è senz'altro uno dei più conosciuti canti anarchici in
lingua italiana. Vi è presente ovviamente anche una componente antimilitarista.

(maria rollero)

pagina 63
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Inno del primo maggio


(1892)
di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-del-primo-maggio

Fa Do7 Do7 Fam Do


Vieni o Maggio t'aspettan le genti Innalziamo le mani incallite

Fa Sol7 Do Do7 Fam Do


ti salutano i liberi cuori e sian fascio di forze fecondo

Fa Do7 Fa Do7
dolce Pasqua dei lavoratori noi vogliamo redimere il mondo

Fa Solm Fa Do Fa Fa Solm Fa Do Fa
vieni e splendi alla gloria del sol dai tiranni de l'ozio e de l'or
Do Sol7 Do
Giovinezze dolori ideali

Do Sol7 Do Sol7 Do
Squilli un inno di alate speranze primavere dal fascino arcano

Fa Do Sol Do7 Sol7 Do


al gran verde che il frutto matura verde maggio del genere umano

Fa Do7 Sol7 Do
a la vasta ideal fioritura date ai petti il coraggio e la fè

Fa Sol-FaDoFa
in cui freme il lucente avvenir
Do7 Fam Do
Do Sol7 Do Date fiori ai ribelli caduti
Disertate o falangi di schiavi
Do7 Fam Do
Sol7 collo sguardo rivolto all'aurora
Do
dai cantieri da l'arse officine Fa Do7
al gagliardo che lotta e lavora
Sol7 Do
via dai campi su da le marine Fa Do7
al veggente poeta che muor!
Sol7 Do
tregua tregua all'eterno sudor!

Informazioni

L'Inno del Primo Maggio fu scritto da Pietro Gori sulla base della melodia del Va’ pensiero, il coro del Nabucco
verdiano, nel 1892, nel carcere milanese di San Vittore dove era stato rinchiuso preventivamente

pagina 64
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Inno dell'internazionale [Inno della pace]


(1874)
di Stanislao Alberici Giannini
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-dellinternazionale-inno-della-pace

Mi La6 Mi Ma un sol grido: morte ai ladri


Su leviamo alta la fronte sia dal campo all'officina
Fa#m Si7 Mi non più leggi di rapina
o curvati dal lavoro non più l'onta del servir.
Si7
già sul culmine del monte Pace pace al tugurio del povero...
Mi
splende il sol dell'avvenir. Sotto vel di patrio amore
Si7 gittan l'odio tra fratelli
Splende il sol dell'avvenir. ma dovunque è un oppressore
Mi un fratello oppresso sta.
I superbi eroi dell'oro
Do#m Fa#m un fratello oppresso sta.
i pastori d'ogni greggia Nostro è il mondo e di novelli
Do Si a noi sacri un patto adduce
sia nel tempio o nella reggia e quel patto e vita e luce
Do Si fratellanza e libertà.
fa quell'astro impallidir. Pace pace al tugurio del povero...

Mi Si O giustizia nostra speme


Pace pace al tugurio del povero il tuo regno affretta affretta
Mi Si è da secoli che geme
guerra guerra ai palagi e alle chiese la percossa umanità.
Mi
non sia scampo all'odiato borghese la percossa umanità.
Si7 Mi Ma nel dì della vendetta
che alla fame agli stracci insultò. questa plebe ognor tradita
come belva inferocita
I signori ci han rubato da ogni lato insorgerà.
il sudor dei nostri padri
le sorelle ci han stuprato Pace pace al tugurio del povero
ogni gioia ci rapir. guerra guerra ai palagi e alle chiese
non sia scampo all'odiato borghese
ogni gioia ci rapir. che alla fame agli stracci insultò.

Informazioni

Il brano risale al 1874-75, anni in cui in varie regioni d'Italia si svilupparono moti indipendentisti e anticlericali. Pier
Carlo Masini ha potuto risalire alla genesi dell’inno: al congresso di Mirandola-Bologna della Federazione Italiana
dell’Internazionale (15-18 marzo 1873), Tito Zanardelli chiese “un inno del Lavoro, una Marsigliese del Proletariato
sublime per musica, concetto e poetica forma, che ravvivi il fuoco dell’entusiasmo nei combattenti della grande
lotta, distragga, lenisca per oggi l’operaio nelle sue fatiche, domani lo accompagni di vittoria in vittoria.” Il brano è
stato scritto da Stanislao Alberici Giannini sull'aria della Marsigliese e pubblicato per la prima volta sul numero 10
del "Bollettino del movimento sociale" del 1877. Un foglio volante su cui è riportato anche il nome dell'autore è
conservato nell'incartamento del processo del 1879 contro 18 internazionalisti imolesi, come capo d'accusa.
(KGgB)

pagina 65
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Inno della libertà


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-della-liberta

Do Do Sol7
Le plebi sotto il giogo del borghese Di pace e libertà glorioso il Sol
Sol7 Do Do
Languendo stan (x2) risplenderà
Fa Do Sol7
Da fame stenti da pellagra offese Di pace e libertà glorioso il Sol
Do
Morendo van (x2) risplenderà

Mim Si7 Mim Si7 Mim Ci succhian senza posa quei signori
Ma delle smorte plebi unite a un patto Sangue e sudor
Si7 Mi#m Chi più non ha nè sangue nè sudori
Il dì verrà (x2) Non fa per lor
Sol Re7 Sol Re7 Sol Ma delle smorti plebi unite a un patto
Ma il dì solenne e grande del riscatto Il dì verrà
Re7 Sol Ma il dì solenne e grande del riscatto
Presto verrà (x2) Presto verrà

Sol Re7 Sol Su compagni liberi sorgiam


Su compagni liberi sorgiam Su compagni su la fronte alziam
Re7 Do Già splende il Sol dell'avvenir
Su compagni su la fronte alziam Già splende il Sol dell'avvenir
Mim Lam Di pace e libertà glorioso
Già splende il Sol dell'avvenir il Sol risplenderà
Mim Fa Di pace e libertà glorioso
Già splende il Sol dell'avvenir il Sol risplenderà

Informazioni

Parole di anonimo operaio bresciano, riviste da Camillo Prampolini. Sull' aria della canzone napoletana (1880)
"Funiculì funiculà"

pagina 66
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Inno della rivolta


(1893)
di Luigi Molinari
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-della-rivolta

Fa Lam Siam pronti e dal selciato d'ogni via,


Nel fosco fin del secolo morente, spettri macàbri del momento estremo,
La7 Sib Do7 sul labbro il nome santo d'Anarchia,
sull'orizzonte cupo e desolato, Insorgeremo.
Do7
già spunta l'alba minacciosamente Per le vittime tutte invendicate,
Fa là nel fragor dell'epico rimbombo,
del dì fatato. compenseremo sulle barricate
piombo con piombo.
Urlan l'odio, la fame ed il dolore
da mille e mille facce ischeletrit E noi cadrem in un fulgor di gloria,
ed urla col suo schianto redentore schiudendo all'avvenir novella via:
la dinamite. dal sangue spunterà la nuova istoria
de l'Anarchia

Informazioni

Conosciuto anche come Inno del Molinari, fu cantato nel corso dei moti della Lunigiana del gennaio 1894, tanto da
essere utilizzato come prova a carico nel processo che ne seguì.

Da: S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, zeroincondotta,
2009.

pagina 67
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Inno individualista
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/inno-individualista

Lam Rem Lam La


Pria di morir sul fango della via, s'affili il pugnal.
Rem Mi7 Lam Mi7 La
imiteremo Bresci e Ravachol; È l'azione l'ideal!

chi stende a te la mano, o borghesia,


Francia all'erta, sulla ghigliottina,
è un uomo indegno di guardare il sol. tronca il capo a chi punirla vuol;
Spagna vil garrotta ed assassina;
La fucila Italia chi tremar non suol.
Le macchine stridenti
dilaniano i pezzenti In America impiccati, in Africa sgozzati,
Re La in Spagna torturati a Montjuich ognor;
e pallide e piangenti ma la razza trista del signor teppista
Mi7 LA l'individualista sa colpir ancor.
stan le spose ognor,
E a chi non soccombe...
restano i campi incolti
e i minator sepolti Finché siam gregge, è giusto che ci sia
e gli operai travolti cricca social per leggi decretar;
da omicidio ognor. finché non splende il sol dell'anarchia
vedremo sempre il popol trucidar.
La
E a chi non soccombe Sbirri, inorridite, se la dinamite
si schiudan le tombe, voi scrosciare udite contro l'oppressor;
Mi7 abbiamo contro tutti, sbirri e farabutti,
s'apprestin le bombe, e uno contro tutti noi li sperderem.
E a chi non soccombe...

pagina 68
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Italia bella mostrati gentile


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: toscano
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/italia-bella-mostrati-gentile

La Mi7 là dov'è la raccolta del caffè.


Italia bella, mostrati gentile
Ragazze che cercavano marito
e i figli tuoi non li abbandonare, vedan partire il loro fidanzato,
vedan partire il loro fidanzato
sennò ne vanno tutti ni' Brasile e loro restan qui co' i' sor curato.
e 'un si ricordan più di ritornare.
Verrà un dì che anche loro dovran partì
Ancor qua ci sarebbe da lavorà là dov'è la raccolta del caffè.
senza stà in America a emigrà.
Le case restan tutte spigionate,
Il secolo presente qui ci lascia, l'affittuari perdano l'affitto,
il millenovecento s'avvicina; e i topi fanno lunghe passeggiate,
la fame ci han dipinto sulla faccia vivan tranquilli con tutti i diritti.
e per guarilla 'un c'è la medicina.
Ogni po' noi si sente dire: «E vo Verrà un dì che anche loro dovran partì
Là dov'è la raccolta del caffè». là dov'è la raccolta del caffè.

Nun ci rimane più che preti e frati, L'operaio non lavora


moniche di convento e cappuccini, e la fame lo divora
e certi commercianti disperati e qui' braccianti
di tasse non conoscono i confini. 'un san come si fare a andare avanti.
Spererem ni' novecento,
Verrà un dì che anche loro dovran partì finirà questo tormento,
ma questo è il guaio:
il peggio tocca sempre all'operaio.

Informazioni

Stornelli satirici databili (dal testo) alla fine dell'800, raccolti da Caterina Bueno nella zona di Arezzo.

pagina 69
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L'internazionale
(1901)
di E. Bergeret
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/linternazionale

La Sim Mi7 Un gran stendardo al sol fiammante


Compagni, avanti! Il gran Parti - to innanzi a noi glorioso va,
Sim Mi7 La noi vogliamo per esso giù infrante
noi siamo dei lavorator. le catene alla libertà!
Sim Che giustizia venga, noi vogliamo
Rosso un fiore in noi è fiorito non più servi, non più signor!
Mi7 La Fratelli tutti esser vogliamo
e una fede ci è nata in cuor. nella famiglia del lavor.
Do#m
Noi non siamo più nell'officina, Su lottiam...
Si7 Mi
entro terra, nei campi, al mar, Lottiam, lottiam, la terra sia
Sol#m Fa#m di tutti eguale proprietà,
la plebe sempre all'opra china più nessuno nei campi dia
Si7 Mi l'opra ad altri che in ozio sta.
senza ideale in cui sperar. E la macchina sia alleata
non nemica ai lavorator;
Mi7 La così la vita rinnovata
Su lottiam! all'uom darà pace ed amor!
Sim Mi7 La
L'Ideale nostro alfine sarà, Su lottiam...
Sim Mi7 Re Si Avanti, avanti, la vittoria
l'Internaziona - le, futura umanità! è nostra e nostro è l'avvenir;
Mi7 La più civile e giusta, la storia
Su lottiam! un'altra era sta per aprir.
Sim Mi7 La Largo a noi, all'alta battaglia
L'Ideale nostro alfine sarà, noi corriamo per l'Ideal:
Do#m Sim La Mi7 La via, largo, noi siam la canaglia
l'Internazionale, futura umanità! che lotta pel suo Germinal!

Su lottiam...

Informazioni

La traduzione in italiano del testo originale francese di Eugèn Pottier non fu molto fedele e nacque da un concorso
indetto dal giornale satirico L'Asino nel 1901. Risultò vincitore la versione firmata con lo pseudonimo "E. Bergeret"
e che è ancora cantata oggi (con piccole variazioni secondo le fonti).

Fonte

pagina 70
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La boje
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: emiliano-romagnolo
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-boje

La L'Italia l'è malada


L'Italia l'è malada Sartori l'è il dutur
Mi Per far guarì l'Italia
Sartori l'è il dutur La
Per far guarì l'Italia Tajem la testa ai sciur
Per far guarì l'Italia

Informazioni

Canto politico legato al movimento contadino la boje, che nel 1885 mobilitò 40000 braccianti tra Mantova e
Rovigo.
Anche nota col titolo L'italia l'è malada
C'è una versione che dice: Lenin l'è 'l dutur. E altre che vedononello stesso ruolo ora Togliatti, Ora Garibaldi, come
pure Malatesta, eccetera.

Segnalata da francescomaura@gmail.com

pagina 71
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La colonia Cecilia [Il canto della foresta]


(1906)
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-colonia-cecilia-il-canto-della-foresta

Re Re
L'eco delle foreste Ti lascio Italia, terra di ladri
La7 La7 Re
dalle città insorte al nostro grido coi miei compagni vado in esilio

Or di vendetta sì, ora di morte e tutti uniti, a lavorare


Re La7 Re
liberiamoci dal nemico. e formeremo una colonia sociale.

Sol Re E tu borghese, ne paghi il fio


All'erta compagni dall'animo forte tutto precipita, re patria e dio
Sol Re e l'Anarchia forte e gloriosa
più non ci turbino il dolore e la morte e vittoriosa trionferà,
Sol Re
All'erta compagni, formiamo l'unione sì sì trionferà la nostra causa
La7 Re e noi godremo dei diritti sociali
evviva evviva la rivoluzione. saremo liberi, saremo uguali
la nostra idea trionferà.

Informazioni

Noto anche come Il canto della Foresta e Coro dei ribelli (che partivano per la Colonia Cecilia).
La Colonia Cecilia era una comunità anarchica fondata nel 1891 da Giovanni Rossi “Cardias” (Montescudaio (Pisa)
1857 - 1943) ed altri esuli italiani nei pressi di Palmeira, nello stato di Paranà in Brasile. La prima pubblicazione del
canto risale al 1906

pagina 72
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La lega
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi, femministi, risaia/mondine, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-lega

La E la libertà non vien


Sebben che siamo donne, Perchè non c'è l'unione:
Mi7 Crumiri col padrone
Paura non abbiamo: Son tutti da ammazzar.

Per amor dei nostri figli, A oilì oilì oilà ...


La
Per amor dei nostri figli; Sebben che siamo donne,
Paura non abbiamo:
Sebben che siamo donne, Abbiamo delle belle buone lingue
Paura non abbiamo, E ben ci difendiamo.
Per amor dei nostri figli
In lega ci mettiamo. A oilì oilì...

La Mi7 E voialtri signoroni


A oilì oilì oilà e la lega la crescerà Che ci avete tanto orgoglio,
Abbassate la superbia
E noialtri socialisti, E aprite il portafoglio.
La
e noialtri socialisti A oilì oilì oilà e la lega la crescerà
Mi7 E noialtri socialisti,
A oilì oilì olià e la lega la crescerà e noialtri socialisti
La A oilì oilì olià e la lega la crescerà
E noialtri socialisti vogliamo la libertà . E noialtri socialisti i voroma vess pagà .

A oilì oilì olià ...

Informazioni

Nata nella valle Padana tra 1890 e 1914, entra presto nel repertorio delle mondine. L'autore è anonimo e ne
esistono diverse versioni. Questa è stata raccolta da Bermani a Novara nel 1963/64. La canzone è inserita nel film
"Novecento" di Bernardo Bertolucci.

pagina 73
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La malcontenta
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: femministi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-malcontenta

Lam Mim Babbo mangia e beve vino


Teresina la malcontenta mamma tribola col cittino
Lam
babbo gode e mamma stenta Babbo mangia li fagioli
mamma tribola coi figlioli
Lam Mim Babbio mangia il baccalà
Babbo va all'osteria mamma tribola a tutt'andà
Lam
mamma tribola tuttavia Babbo mangia le polpette
mamma fa delle crocette
Babbo mangia l'erbe cotte Teresina la malcontenta
mamma tribola giorno e notte babbo gode e mamma stenta.

Informazioni

Conosciuta anche come "Dirindina la malcontenta".


Ninna nanna toscana raccolta da Caterina Bueno in Maremma.
Tipico esempio di sfogo femminile per una condizione faticosissima e sentita come ingiusta, ma che riesce a
trovare espressione solo nell'intimità del momento in cui si cullano e si addormentano i figli piccoli.

Brano riproposto nel disco "Canti di donne in lotta", del Canzoniere femminista-gruppo musicale del comitato per il
salario al lavoro domestico di Padova, Vedette, Zodiaco, VPA8259, 1975

pagina 74
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La marsigliese del lavoro [L'inno dei pezzenti]


di Carlo Monticelli
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-marsigliese-del-lavoro-linno-dei-pezzenti

Re La7 Re La7 si danno in braccio a lor signor.


Noi siamo i poveri siamo i pezzenti
Re La7 Re La7 Son nostre figlie le prostitute
la sporca plebe di questa età che muoion tisiche negli ospedal
Re La7 Re La7 le disgraziate si son vendute
la schiera innumere dei sofferenti per una cena o per un grembial.
Re7 Sol La7
per cui la vita gioie non ha. Per natura tutti eguali...
Sol Re
Nel crudo inverno la nostra prole Di patria al nome talor sospinti
Sol Re contro altri popoli noi si pugnò
per lunga inedia languir vediam ma vincitori fossimo vinti
Sol La7 Re la sorte nostra mai non mutò.
solo pei ricchi risplende il sole. Tedesco o italico se v'ha padrone
La7 Re il sangue nostro vuole succhiar
Mentre essi esultano noi fame abbiam. la patria italica è un'irrisione
se ancora il basto ci fa portar.
Sol Re
Per natura tutti eguali Per natura tutti eguali...
Sol Do
vi è diritti sulla terra. Nelle officine sui monti e i piani
Sol nelle miniere sudiam sodiam
E noi faremo un'aspra guerra ma delle nostre fatiche immani
Re Sol il frutto intiero non raccogliam.
ai ladroni sfruttator. Poi fatti vecchi veniam rinchiusi
dentro un ricovero di carità
Mi- Si7 e sul berretto di noi reclusi
Non sia pace tra i mortali bollano i ricchi la lor pietà.
Mi- Si7
finchè un uom' sovr'altro imperi Per natura tutti eguali...
Do Sol
i nemici a noi più fieri Ma se sperare non è utopia
Re Sol La7 nella giustizia dell'avvenir
sono i nostri sfruttator il privilegio di tirannia
e turpe regno dovrà finir!
Le nostre lacrime, gli stenti, l'onte
le grandi ambasce sparir dovran
noi già leviamo alta la fronte
Triste spettacolo le nostre donne per salutar l'astro lontan.
per noi primizie non hanno d'amor
ancora impuberi sciolgon le gonne Per natura tutti eguali...

Informazioni

Deriva da una poesia di Carlo Ponticelli stampata nel 1881 e musicata intorno al 1895 da G. Vecchi, maestro della
banda di Gualtieri (RE).

pagina 75
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Le quattro stagioni
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/le-quattro-stagioni

Lam Mi7 Lam le mie speranze con loro se ne van.


Ecco è l'aprile, il fiore della vita Vorrei morir per non veder più niente
Mi7 Lam ma poi mi pento, dico: Sarebbe una viltà.
l'aria l'è piena o di soavi odor
Mi7 Lam Amo dell'uva il vendemmiar
scorgo lontano tra l'erba ch'è fiorita con i suoi canti d'allegria
Mi7 La amo il vino spumeggiar
due che s'amano, sono confusi nell'amor. in mezzo ai canti all'osteria.

Quando penso nel mio cuor


O degli uccelli amo lo sgorgheggiar alla mia piccola lontana
Mi7 cade una lacrima dal cuor
là sugli alberi e tra la verdura triste risuona una campana.
amo coi piedi calpestar
La Ecco l'inverno, cade la neve bianca
quel che produce la natura. e bianchi i tetti i camin son lì a fumar.
Quel casolare anche di legna manca
Quando scorgo quel sentier tutto è silenzio fuori che i marosi al mar.
Mi7
che mi conduce dov'io bramo Amo l'onda spumeggiar
La contro lo scoglio che la spezza
tutti i miei sogni i miei pensier amo il fulmine tuonar
Mi7 La nel fragor della tempesta.
volano verso colei ch'io amo.
Quando son presso di te
E nell'estate il caldo soffocante mi sento il cuore in armonia
nell'officina ci sta il buon lavorator sento di amarti non so che
pien di fatica e di sudor grondante sento di amarti alla follia.
mentre il borghese lui disprezza il suo
sudor. Or son vent'anni in questa oscura cella
dimenticato da colei che amo ancor.
O del martello amo lo smartellar Se ci ripenso io perdo la favella
sull'incudine nell'officina con il pensar a quel mio soave amor.
amo il gallo canticchiar
con la sua sveglia matutina. Amo la notte lo ascoltar
il passo della sentinella
Quando penso che il mio ben amo la luna salutar
tra le mie braccia s'addormenta quando rischiara la mia cella.
chino il mio capo sul suo sen
vorrei saperla sempre contenta. Quando penso all'avvenir
alla mia libertà perduta
E nell'autunno cadono le foglie morte vorrei baciarla e poi morir
mentr'ella dorme, a l'insaputa.

Informazioni

Nota anche come "Il lamento del carcerato"

pagina 76
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Le ultime ore e la decapitazione di Sante Caserio


di P. Cini
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/le-ultime-ore-e-la-decapitazione-di-sante-caserio

Re Finito è il mio soffrire,


Il sedici di agosto, via datemi la morte;
La7 E tu, mia madre, dai fine al duol
sul far della mattina, E datti pace del tuo figliuol".

Il boia avea disposto Poi con precauzione


Re dal boia fu legato
l'orrenda ghigliottina, E in piazza di Lione fu quindi trasportato
Sol Re E spinto a forza il capo entrò
Mentre Caserio dormiva ancor Nella mannaia che lo troncò.
La7 Re
Senza pensare al triste orror. Spettacolo di gioia
la Francia manifesta,
Entran nella prigione Gridando: "Evviva il boia che gli tagliò la
direttore e prefetto, testa!"
Con voce di emozione Gente tiranna e senza cuor,
svegliarono il giovinetto; Chi sprezza e ride l'altrui dolor.
Disse svegliandosi: "Che cosa c'è?". Allor che n'ebbe avviso
"è giunta l'ora, alzatevi in piè". l'amata genitrice,
Le lacrime nel viso scorreano all'infelice;
Udita la notizia Era contenta la madre almen
si cambiò nell'istante, Pria di morire stringerlo al sen.
Veduta la giustizia
stupì tutto tremante; L'orribile dolore
Il chieser: "Prima di andare a morir, le fè bagnare il ciglio,
Dite se avete nulla da dir". Pensar solo al terrore che li piombò nel
figlio;
Così disse al prefetto: Misera madre, quanto soffrì
"Allor ch'io morto sia, Quando tal nuova del figlio udì!
Prego, questo biglietto
date alla madre mia; Io pregherò l'Eterno,
Posso fidarmi che lei lo avrà ? o figlio sventurato,
Mi raccomando per carità . Che dal tremendo averno
ti faccia liberato;
Altro non ho da dire: Così, pregando con forte zel,
schiudetemi le porte, L'alma divisa ritorni in ciel!

Informazioni

Sante Caserio fu ghigliottinato a Lione per aver pugnalato Sadi Carnot, presidente della repubblica francese.
Di questo canto sono note diverse versioni, che riportano autori del testo diversi (vedi: Catanuto S. Schirone F. Il
canto Anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Zero in Condotta, Milano, 2009 pgg.96-97-98)

pagina 77
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Mamma mia dammi cento lire


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/mamma-mia-dammi-cento-lire

Do il bastimento si rivoltò
Mamma mia dammi cento lire
Sol7 E le parole della miai mamma
che in America voglio andar son venute la verità
Do E le parole della miai mamma
Mamma mia dammi cento lire son venute la verità
Sol7 Do
che in America voglio andar E invece quelle dei miei fratelli
son stà quelle che m'han tradì
Cento lire te le darò E invece quelle dei miei fratelli
ma in America no no no son stà quelle che m'han tradì
Cento lire te le darò
ma in America no no no I miei capelli ricci e belli
Cento lire te le darò in fondo al mare si marciran
ma in America no no no I miei capelli ricci e belli
in fondo al mare si marciran
Se in America non vuoi che vada
vo lontano vo a fa il soldà E la mia carne è tanto tenera
Se in America non vuoi che vada i pesci del mare la mangeran
vo lontano vo a fa il soldà E la mia carne è tanto tenera
i pesci del mare la mangeran
Vattene pure o figlio ingrato
ilbastimento si affonderà Ed il mio sangue è tanto dolce
Vattene pure o figlio ingrato la balena lo beverà
il bastimento si affonderà Ed il mio sangue è tanto dolce
la balena lo beverà
E quan fui stato in mezzo al mare
il bastimento si rivoltò Addio mamma addio fratelli
E quan fui stato in mezzo al mare addio tutti più non vi vedrò
E addio mamma addio fratelli
addio tutti più non vi vedrò

Informazioni

Popolarissima ballata, di cui esistono moltissime lezioni.


L'originale "Maledizione della madre", databile al 1850, è la storia di una giovane che, per amore, abbandona, la
casa materna per poi fare una misera fine. Molte versini hanno comunque come protagonista una ragazza.

Successivamente al testo originale fu adattato quello di arruolamento o di emigrazione.

pagina 78
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Marcia socialista mondiale


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/marcia-socialista-mondiale

Re Sol LA7 Re
Su su compagni socialisti E in marcia orsù si vincerà
La
Alziamo al vento la bandiera O voi falangi innumerate
Re Traete qui da campi e mine
In noi ciascun s’affida e spera Uscite fuor dalle officine
La Mi La Perché sudar senza mercè?
Giustizia e nuova libertà Perché quel fiacco inutil pianto
La7 Re La voce unite al nostro canto
La verde terra e il Sol lucente In passo egual moviamo il piè
La7 Re
L'onor del braccio e della mente Viril crociata...

E dell'intera umanità Non più fraterne guerre omicide


Non più di sangue oscena gloria
La7 Sol Re Avrà pacifica vittoria
Viril crociata del lavoro Forte senno dei dolor
Sol Re La7 A te gloria a te letizia
Lo sdegno vuoi non la pietà A te onore e te dovizia
Sol La7 Re O forte o nobile lavor
Leviamo al cielo l'inno sonoro
Viril crociata...

Informazioni

Versione italiana di autore anonimo di Sozialistenmarsch, registrata da Bosio e Lodi a Piadena, nel 1965.

pagina 79
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Maremma amara
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/maremma-amara

La Re io c'ho perduto una persona cara.


Tutti mi dicon Maremma, Maremma,
La Mi La Sia maledetta Maremma Maremma,
ma a me mi pare una Maremma amara. sia maledetta Maremma e chi l'ama.
La Re Sempre mi trema il cor quando ci vai
L'uccello che ci va perde la penna, perchè ho paura che non torni mai.
La La

Informazioni

Canto di transumanza di origine anrica, testimonia il fenomeno della migrazione interna stagionale. Si riferisce ai
pastori dell'Italia centrale che si recavano a svernare in Maremma, zona malsana, paludosa e infestata dalla
malaria. (Vettori).

pagina 80
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Nebbi' a la valle
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: abruzzese
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/nebbi-la-valle

Rem casch'a l'albere li foije.


Nebbi' a la valle nebbi' a la muntagne,
ne le campagne nun ce sta nesciune. Casche la live e casche la genestre,
La7 casche la live e li frunne genestre.
Addije, addije amore, Addije, addije amore,
Rem casch'e se coije...la live
casch'e se coije...la live casch'a l'albere li foije.
La7 Rem

Informazioni

Canto abruzzese sul triste abbandono delle terre da parte dei contadini, conosciuto anche in altre versioni ("Cade
l'ulivo" "Nebbia alla valle") seppure modificato da Modugno con il titolo "Amara terra mia", resta uno dei canti più
belli legati al fenomeno della transumanza. (maria rollero)

pagina 81
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Noi siamo la canaglia pezzente


(1944)
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/noi-siamo-la-canaglia-pezzente

La Con falce e martello d'emblema


Noi non siam la canaglia pezzente: non più vagabondi e signori,
Mi7 un pane a ciascun che lavori. (2 vv.)
noi siamo chi suda e lavora,
Ai Soviet...
finiam di soffrire ch'è l'ora
La Già temano troni e corone
finiam di soffrire ch'è l'ora macchaiti di fango e di sangue
si sveglia il popol che langue. (2 vv.)
La
Ai Soviet stringiamo la mano, Ai Soviet...
Re
l'Italia farem comunists, Pei ladri del nostro sudore
La giustizia nei cuori già freme.
a morte il regime fascista. Spezziamo le servili catene! (2 vv.)
Re Mi7 La
Insorgiamo che è giunta la fin Ai Soviet...
Re Mi7 La
insorgiamo che è giunta la fin Fratellanza e giustizia chiediamo,
al mondo siam tutti fratelli.
evviva la Russia Noi siamo le schiere ribelli! (2 vv.)

evviva Lenin! Ai Soviet...

Informazioni

Savona A. V., Straniero M. L., Canti della Resistenza italiana,BUR, Milano,1985

pagina 82
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Noi vogliamo l'uguaglianza


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/noi-vogliamo-luguaglianza

Re Dei ribelli sventoliamo


Noi vogliamo l'uguaglianza, le bandiere insanguinate
La7 Re e farem le barricate
Siam chiamati malfattori per la vera libertà

Ma noi siam lavoratori E giù la schiavitù


La7 Re vogliam la libertà
che padroni non vogliamo. siamo lavoratori
siamo lavoratori
Re E giù la schiavitù
E giù la schiavitù, vogliam la libertà
siamo lavoratori
Vogliam la libertà, vogliamo la libertà
La7
Siamo lavoratori, E ancor ben che siamo donne
Re noi paura non abbiamo
Siamo lavoratori. per amor dei nostri figli
noi in lega ci mettiamo
Re
E giù la schiavitù, E giù la schiavitù
vogliam la libertà
Vogliam la libertà, siamo lavoratori
La7 siamo lavoratori
Siamo lavoratori, E giù la schiavitù
Re vogliam la libertà
Vogliamo la libertà! siamo lavoratori
vogliamo la libertà

Informazioni

Canto di risaia, probabilmente tratto dalla canzone "Amore ribelle" di Pietro Gori, ha in comune parte della terza
strofa con la canzone "La lega".

pagina 83
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Nuovi stornelli socialisti


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anticlericali, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/nuovi-stornelli-socialisti

Re La7 La Francia ha già scacciato i preti e i


E quando muoio io non voglio preti, [frati,
Re le monache, i conventi ed i prelati,
non voglio avemarie nè paternostri, le monache, i conventi ed i prelati,
La7 perchè eran tutte spie e perciò pagati.
non voglio avemarie nè paternostri
Re E la rigi- la rigi- la rigiri,
ma la bandiera rossa dei socialisti. la rigira e la ferindora,
abbasso tutti i preti
e chi ci crede ancora!
Re
E la rigi- la rigi- la rigiri, Ma se Giordano Bruno fosse campato,
La7 non esisterebbe più neanche il papato,
la rigira la sempre arditi, non esisterebbe più neanche il papato
e il socialismo avrebbe già trionfato.
evviva i socialisti,
Re E la rigi- la rigi- la rigiri,
abbasso i gesuiti! (x2) la rigiri la sul ventuno,
evviva i socialisti,
evviva Giordano Bruno!
Hanno arrestato tutti i socialisti,
l'arresto fu ordinato dai ministri, E quando muoio io non voglio preti,
l'arresto fu ordinato dai ministri ma quattro bimbe belle alla mia barella,
e questi sono i veri camorristi. ma quattro bimbe belle alla mia barella,
ci voglio il socialista con la sua bella.
E la rigi- la rigi- la rigiri,
la rigira e mai la sbaglia, E la rigi- la rigi- la rigiri,
evviva i socialisti, la ruota e la rotella,
abbasso la sbirraglia! evviva Giordano Bruno,
Garibaldi e Campanella!

Informazioni

Strofette anonime di probabile origine anarchica, esiste una registrazione su disco Emerson, stampato negli Stati
Uniti nel 1908, interpretata dal baritono Giuseppe Milano.

Esistono tutta una serie di altre strofe, legate a diversi territori e vicende storiche.

pagina 84
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O Roma Roma
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: romanesco
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-roma-roma

La Mi7 io ce so stato e ce se stà bè


O Roma Roma città tanto cara
La pe li vecchi ce sta santa calla
dove se magna se beve (poco) e se paga pe le vecchie ce stà sant'onofrio

La e allora cara gente


eee si c'è qualche disoccupato a Roma nostra nun ce manca niente
che nun ha magnato ce stà la ricchezza e la gran povertà
ce stà'l cosimato chi magna tanto e chi stà a sbadiglia
Mi7
c'è villa borghese pe annà a digerì O Roma Roma città tanto cara
La ce stà caro perfino il carbone
regina coeli pe annacce a dormì
e la mia cara gente
e la mia cara gente ce sta 'n po de tutto
ce stà 'n po de tutto 'l ladro 'l farabbutto e l'impiegato c'è
'l ladro 'l farabbutto e l'impiegato c'è ce mancavamo noantri tre.

Informazioni

Canto popolare interpretato dal Canzoniere del Lazio in "Quando nascesti tune", 1973.

pagina 85
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Quando che more un prete


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anticlericali, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/quando-che-more-un-prete

Lam Quando che more un papa


Quando che more un prete suonano il miserere
Rem ma io c'ho un gran piacere
suonano le campane che è morto il puttanier
Lam
piangono le puttane Quando che moio io
Mi7 Lam non voglio gesù cristi
ch'è morto un avventor ma la bandiera rossa
dei veri socialisti.

pagina 86
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Regina Coeli
di Pompeo Bettini
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: antimperialisti, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/regina-coeli

Do Fam Do la Giustizia c'è per tutti!


Il signor Commendatore
La Rem Regina Coeli
è un po' smorto poverino! Auxilium sgraffignorum
Domus iustitiae caecae
Ha gli accoliti d'onore ora pro eo!
Sol7 Do Regina Coeli...
che lo stringono al polsino.
Fa Do Nella sala delle Assisi
E' un'accusa molto grave è il signor Commendatore;
Sol7 Do strizza l'occhiio, fa sorrisi:
sarà messo sotto chiave. par che sia di buon umore.
Fam Mib Cosa è stato? Mancan prove
La Giustizia ha una gran mano, se ne dicono di nuove:
La7 Sol C'è la donna, c'è l'amico...
ridi o popolo sovrano. ma che storie, c'era un plico.

Do Fa Do Lam Regina Coeli


Re - gina Coeli, Aula sacra misteriis
Sol7 Do Schola sapientiae novae
Commendatorum sponsa ora pro eo!
Fa Do Lanm Regina Coeli...
latromun advoca - ta
Rem Sol7 Do Fa un inchino il presidente,
or - a pro eo! si sberretta il cancelliere;
tra gli evviva della gentre
Regina Coeli... apre l'uscio il carceriere.
Nella cella vuota e trista
Non si beffa: c'è il processo chi si metta? un socialista.
nove giudici han cambiato; La Giustizia ha una gran mano
l'istruttoria in luce ha messo ridi o popolo sovrano.
falso, truffa e peculato.
Già passaron cento occhiali Regina Coeli
sulla firma di cambiali. Claustrum populi ciuchi
Viene il dì pei farabutti; Riccorum gabbia aperta
et laus deo!
Regina Coeli...

pagina 87
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Sacco e Vanzetti
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sacco-e-vanzetti

Fa dovete andar».
Il ventitre d'agosto
Do7
a Boston in America Entra poi nella cella
il bravo confessore
Sacco e Vanzetti domanda a tutti e due
Fa la santa religione.
sopra la sedia elettrica Sacco e Vanzetti
Sib con grande espressione
e con un colpo «Noi moriremo
Fa senza religion».
di elettricità
Do7 E tutto il mondo intero
all'altro mondo reclama la loro innocenza
Fa ma il presidente Fuller
li vollero mandar. non ebbe più clemenza
«Siano pure
Circa le undici e mezzo di qualunque nazion
giudici e la gran corte noi li uccidiamo
entran poi tutti quanti con gran ragion».
nella cella della morte «Addio moglie e figlio
«Sacco e Vanzetti a te sorella cara.
state a sentir E noi per tutti e due
dite se avete c'è pronta già la bara.
da raccontar». Addio amici,
in cuor la fe',
Sacco e Vanzetti viva l'Italia
tranquilli e sereni e abbasso il re.
«Noi siamo innocenti
aprite le galere». Addio amici,
E Ior risposero in cuor la fe',
«Non c'è pietà viva l'Italia
voi alla morte e abbasso il re.

Informazioni

Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti erano 2 anarchici emigrati negli Usa, condannati a mortecon l'accusa di aver
ucciso un agente durante una rapina. Il presidente Clinton nel suo secondo mandato ha riconosciuto l'errore
giudiziario, ma non il complotto antioperaio e xenofobo che ne è stato alla base.

pagina 88
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Sante Caserio [Canto a Caserio]


di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sante-caserio-canto-caserio

Rem La7 Tremarono i potenti all'atto fiero,


Lavoratori a voi diretto è il canto e nuove insidie tesero al pensiero;
Rem e il popolo cui l'anima donasti
di questa mia canzon che sa di pianto non ti comprese, e pur tu non piegasti.
La7 E i tuoi vent'anni, una feral mattina
e che ricorda un baldo giovin forte gettasti al mondo dalla ghigliottina,
Rem al mondo villa tua grand'alma pia,
che per amor di voi sfidò la morte. alto gridando: «Viva l'Anarchia!».
Solm Rem
A te, Caserio, ardea nella pupilla Ma il dì s'appressa, o bel ghigliottinato,
La7 Rem che il tuo nome verrà purificato,
de le vendette umane la scintilla, quando sacre saranno le vite umane
Solm Rem e diritto d'ognun la scienza e il pane.
ed alla plebe che lavora e geme Dormi, Caserio, entro la fredda terra
La7 Rem donde ruggire udrai la final guerra,
donasti ogni tuo affetto, ogni tua speme. la gran battaglia contro gli oppressori
la pugna tra sfruttati e sfruttatori.
Eri nello splendore della vita,
e non vedesti che notte infinita; Voi che la vita e l'avvenir fatale
la notte dei dolori e della fame, ofriste su l'altar dell'ideale
che incombe sull'immenso uman carname. o falangi di morti sul lavoro,
E ti levasti in atto di dolore, vittime de l'altrui ozio e dell'oro,
d'ignoti strazi altero vendicatore; martiri ignoti o sciera benedetta,
e t'avventasti, tu si buono e mite, già spunta il giorno della gran vendetta,
a scuoter l'alme schiave ed avvilite. de la giustizia già si leva ilsole;
il popolo tiranni più non vuole.

Informazioni

Musica forse di A. Capponi. Sante Caserio fu ghigliottinato a Lione per aver pugnalato Sadi Carnot, presidente della
repubblica francese. Anche nota come Canto a Caserio

pagina 89
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So stato a lavora' a Monte Sicuro


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: romanesco
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/so-stato-lavora-monte-sicuro

Lam Mi Lam Sol7 Do Non posso dì però quanto ho sudato,


So stato a lavorà a Montesicuro so mezzo morto me se schianta il core
Lam Mi Lam Sol7 Do e l’anema me va pè conto suo.
se tu sapessi quanto ho guadagnato,
Lam Rem Mi7 Lam Mannaggia all’ora quanno ci ho pensato
ci manca quattro pavele a uno scudo. d’annatte a laorà ma a quel disero,
che p’arricchì ‘n brigante so crepato.

Informazioni

Raccolto da L. Firrao a Montefiascone (Viterbo) nel 1966.


(Maria Rollero)

pagina 90
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Son cieco
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/son-cieco

Re La7 davanti al papa e al re


Son cieco e mi vedete Noi grideremo ai potenti
Re che la miseria c'è.
devo chieder la carità Noi grideremo ai potenti
Re7 Sol che la miseria c'è.
Ho quattro figli, piangono,
Re La7 Re E per le vie di Roma
del pane non ho da dar. la bandiera vogliamo alzar.
Sventola la bandiera
Ho quattro figli, piangono, il socialismo trionferà
del pane non ho da dar. Sventola la bandiera
il socialismo trionferà
Noi anderemo a Roma

Informazioni

Canto antico, divenuto politico intorno al 1910, ad opera di anonimo, che ne adattò il testo.

pagina 91
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Son maritata giovane


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/son-maritata-giovane

Mi Si7 E son rimasta vedova


Son maritata giovane, con due figli al cuor.
Mi
son maritata giovane, Uno lo tengo in braccio
La e l’altro per la man.
son maritata giovane,
Mi Uno si chiama Pietro
l’età di quindici anni, e l’altro Franceschin.
Si7
l’età di quindici anni, Tutte le ore che passano
Mi mi sento di morir,
l’età di quindici anni.
E devo andare in ‘Merica,
‘Merica a lavorar.
Mio marito è morto,
è morto militar. ‘Merica, ‘Merica, ‘Merìca,
‘Merica a lavorar.

pagina 92
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Sorgiamo
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sorgiamo

La Mi7 corriamo ad espugnar' i troni e gli


Schiavo secolar parìa del servaggio La7
La [altar'
che alla fame ognor ti forza l'oppressor Mi7 La
Mi7 pel grande ideal dell'anarchia!
la sorte lieta sta nel tuo coraggio
La
non più mendicanti non più sfruttator Il politicante che promette ogn'ora
è un vile menzogner mai sazio di poter'
Mi7 La Leggi sopra leggi ei ti die' fin'ora
Il pingue fannullon non vuol capir ragion sol' per affamarti e farti massacrar'
Mi7 La
cavazza col sudor frutto del tuo lavor Giura fede al re, non si cura di te
Mi7 La spergiuro e mentitore uomo senza cuor'
Morte ai ladron, non vogliam più padron Ministri e senator', deputati e signor'
Mi7 La crudeli son' con noi, del lor già son gli
perchè non han pietà dell'umanità [eroi

La Re Mi Sorgiam, sorgiam, sorgiamo...


Sorgiam, sorgiam, sorgiamo!
La Popolo oppresso da quest'orda infame
Orsù lavorator, che spunta già l'albor Vano il tuo ciarlar impugna orsù l'acciar
Mi7 Vittima sei sempre delle inique brame
il dritto affermiamo all'esistenza dei mistificator che ti dicon "malfattor"

e dell'avvenir il sole splenderà Non devi più servir, non devi più soffrir
La è questo l'ideal, lo scopo tuo final
d'indipendenza! Per te sarà l'onor, la gioia, lo splendor
Se uniti noi sarem, da forti pugnerem se da oggi in poi combatterai con noi
Re
la vile tirannia disperderem' Sorgiam, sorgiam, sorgiamo...

Informazioni

Il testo di questo canto appare in molti canzionieri di inizio del XX secolo e viene pubblicato per la prima volta nel
1903 ne Il canzoniere dei ribelli, tipografia della "Cronaca Sovversiva", Barre, Vermont (USA).

Fonte: S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, Zeroincondotta,
2009.

pagina 93
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Storia per la morte di Lorenzo Panepinto


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: siciliano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/storia-la-morte-di-lorenzo-panepinto

Sol Re7 Accumpagnatu di tutta la lega


Lu sidici di maju a prima sira, ognunu la so’ lingua studiava.
Sol
lu tempu scuru e luna nun cci nn’era. Ognunu la so’ lingua studiava
a don Lorenzu la vita liggeva.
L’empij scillirati e traditura,
nun vosiru addumari li lampera. Chiancimmu tutti genti siciliani:
muriu lu patri chi dava lu pani.
A lu paisi quantu luttu c’era
quannu arrivau la figlia criatura. Comprici sunnu li affittajola
macari agenti di cancillaria.
Patruzzu miu, comu fazzu ora
ca piccilidda cci arristavu sula. A li putenti chistu un ci calava
ca don Lorenzu l’occhi nni grapria.
E don Lorenzu va a la sipultura
accumpagnatu di tutta la Lega. E p’aviri a lu populu aiutatu
a don Lorenzu ci finì ammazzatu.

Informazioni

Lorenzo Panepinto (http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Panepinto), nato a Santo Stefano Quisquina (AG) il 4


gennaio 1865, fu insegnante, politico ed artista. Fondatore dei Fasci siciliani. Il canto è stato raccolto da Rosa
Balistreri.

pagina 94
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Stornelli d'esilio
(1895)
di Pietro Gori
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/stornelli-desilio

La Mi7 ribelle in cor ci sta.


O profughi d'Italia a la ventura
La Raminghi per le terre e per i mari
si va senza rimpianti nè paura. per un'Idea lasciamo i nostri cari.

Nostra patria è il mondo intero Nostra patria è il mondo intero


nostra legge è la libertà nostra legge è la libertà
ed un pensiero ed un pensiero
ribelle in cor ci sta. ribelle in cor ci sta.

Dei miseri le turbe sollevando Passiam di plebi varie tra i dolori


fummo d'ogni nazione messi al bando. de la nazione umana precursori.

Nostra patria è il mondo intero Nostra patria è il mondo intero


nostra legge è la libertà nostra legge è la libertà
ed un pensiero ed un pensiero
ribelle in cor ci sta. ribelle in cor ci sta.

Dovunque uno sfruttato si ribelli Ma torneranno Italia i tuoi proscritti


noi troveremo schiere di fratelli. ad agitar la face dei diritti.

Nostra patria è il mondo intero Nostra patria è il mondo intero


nostra legge è la libertà nostra legge è la libertà
ed un pensiero ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Informazioni

Probabilmente scritti dopo l'espulsione dalla Svizzera a seguito dell'attentato di Caserio, pubblicata in “Canti
anarchici rivoluzionari”, Paterson, N.J., Biblioteca della Questione Sociale, 1898. Canzone molto popolare, in alcune
regioni presenta delle varianti, non solo nel ritornello (“libero” al posto di “ribelle”) ma anche nelle strofe che
vengono adattate al momento contingente.

Da: S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, zeroincondotta,
2009.

pagina 95
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Trenta giorni di nave a vapore


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: veneto
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/trenta-giorni-di-nave-vapore

RE LA RE
Trenta giorni di nave a vapore l’America sorella!
RE
fino in Merica ghe semo arivati, Tutti ti chiamano
LA LA
fino in Merica ghe semo arivati, l'America sorella
RE
no abbiam trovato né paglia né fieno tralallallero lallallero
LA RE
abbiam dormito sul nudo terreno lallallà
RE
come le bestie che va a riposà… RE
LA RE Andremo coi carri dei zingari
come le bestie che va a riposà… LA
andremo coi carri dei zingari
RE LA
America allegra e bella andremo coi carri dei zingari
RE
tutti ti chiamano in America io voglio andar.

Informazioni

Uno dei canti più conosciuti del nord-italia sull’emigrazione, ne esistono diverse lezioni, molte raccolte nel cuneese.

Canto d'emigrazione, racc. da R. Leydi, 1963, Mercenasco, Torino; variante: racc. a Niella Belbo, Cuneo (maria
rollero)

pagina 96
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Uno, evviva Giordano Bruno


di Alfredo Spinetti
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: romanesco
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/uno-evviva-giordano-bruno

Re socialismo trionferà!
Uno, evviva Giordano bruno
La7 Sette, chi 'n c'ha 'r core 'n ce se
che diceva la verità, [ mette
quando er botto se farà
trionfa socialismo, trionfa socialismo,
Re socialismo trionferà!
socialismo trionferà!
Otto, er crumiro fa er fagotto
Due, le mie braccia co' le tue, perchè er posto nun ce sta,
tutte so' per lavora', trionfa socialismo,
trionfa socialismo, socialismo trionferà!
socialismo trionferà!
Nove, cominciamole a fa' le prove
Tre, so' formato come te, pe' campare in libertà,
più nessuno deve ozia', trionfa socialismo,
trionfa socialismo, socialismo trionferà!
socialismo trionferà!
Dieci, tutti quanti semo amici,
Quattro, chi lavora è un gran matto chi è che vo' la libertà,
se si lascierà sfrutta', trionfa socialismo,
trionfa socialismo, socialismo trionferà!
socialismo trionferà!
Undici, no volemo più li giudici,
Cinque, traditore è chiunque giusto er popolo sarà,
sia il crumiro o lo farà, trionfa socialismo,
trionfa socialismo, socialismo trionferà!
socialismo trionferà!
Dodici, è finita la canzoncina
Sei, i tuoi figli come i miei chi sta in cammera e chi in cucina,
tutti devono studia', e chi sta a letto a riposa',
trionfa socialismo, trionfa socialismo,
socialismo trionferà!

Informazioni

Composta a Genzano. Registrato da Alessandro Portelli il 13/04/1970. Alfredo Spinetti - "Dandolo" (vignaiolo, classe
1900) , il portatore, la collega agli scioperi per le sei ore d’inizio secolo a Genzano, e dice che la composero in
carcere tra il 1910 e il 1911.
Negli anni del boom economico, il figlio di Alfredo Spinetti, Silvano, la riadattò ai contenuti di attualità, in questo
modo Mira la rondondella

Una versione di riproposta, che alterna le strofe di Uno evviva Giordano Bruno - I comandamenti del socialismo con
quelle di Mira la rondondella, è in Canzoniere del Lazio Quando nascesti tune, 1973

pagina 97
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Vittorio Emanuele figlio di un assassino


Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/vittorio-emanuele-figlio-di-un-assassino

La Mi7
Vittorio Emanuele È questa la vendetta
Mi7 La
figlio di un assassino. che gli anarchici san far.

Evviva Gaetano Bresci È questa la vendetta


La che gli anarchici san far.
che ha ucciso Umberto Primo.

Informazioni

Strofa inventata dagli anarchici di Livorno, attestata sicuramente nel dopoguerra (anni Cinquanta) ma forse
risalente ad un periodo precedente. Da aggiungere ad "Addio Lugano bella". Gaetano Bresci fu l'operaio tessile di
Prato, emigrato in America, anarchico, che tornò apposta in Italia perché fosse pagato il conto delle stragi del 5
maggio 1898 a Milano ed altrove. A Monza, il 29 luglio del 1900 Gaetano Bresci attentò alla vita del re Umberto I,
che aveva insignito della croce al merito dei Savoia il generale Bava Beccaris, che aveva fatto sparare sul popolo a
Porta Romana (MI) ad alzo zero dai cannoni dei suoi bersaglieri.

pagina 98
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La prima guerra mondiale (1914-1918)

La prima guerra mondiale, la "grande" guerra, oltre ad essere stata il più vasto conflitto
della storia con 16 milioni di vittime, è anche stata la prima vera esperienza della "società
di massa" che ha caratterizzato il Novecento. Per la prima volta nelle trincee si familiarizza
e solidarizza con persone con cui si condivide poco altro che la condizione di combattenti
per una guerra ingiusta e imperialista. Ma si condivide anche il rifiuto della guerra, della
trincea, della leva obbligatoria e in genere del combattere per gli interessi di altri.

pagina 99
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Addio padre e madre addio


Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/addio-padre-e-madre-addio

Do Sol7 E fui ferito, ma una palla al petto,


Addio padre e madre addio, e i miei compagni li vedo a fuggir
Do ed io per terra rimasi costretto
che per la guerra mi tocca di partir, mentre quel chiodo lo vedo a venir.
Fa Do
ma che fu triste il mio destino, "Fermati o chiodo, che sto per morire,
Sol7 Do pensa a una moglie che piange per me",
che per l'Italia mi tocca morir. ma quell'infame col cuore crudele
col suo pugnale morire mi fé.
Quando fui stato in terra austriaca
subito l'ordine a me l'arrivò, Sian maledetti quei giovani studenti
si dà l'assalto la baionetta in canna, che hanno studiato e la guerra voluto,
addirittura un macello diventò. hanno gettato l'Italia nel lutto,
per cento anni dolor sentirà

Informazioni

Canto militare, Lombardia. Canzone su modulo di cantastorie, anche se manca il riscontro del "foglio volante".
Troviamo questo canto in gran parte dell'Italia settemtrionale, in numerose versioni. La versione della Prima Guerra
Mondiale pare essere tra le più conosciute, anche se probabilmente è antecedente. Da R. Leydi "I canti popolari
italiani".

pagina 100
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Ascoltate o popolo ignorante


Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ascoltate-o-popolo-ignorante

Fa Do7 che di nessuno non hanno pietà


Ascoltate o popolo ignorante
Fa (Parlato)
che della guerra notizia vi darò Attenzione!
Sib Fa Sentirete chi sono
se tutti quanti attenzione farete i vigliacchi colpevoli
Do Fa di questa guerra
io tutti quanti a pianger vi farò
Ma l’è la colpa dei vigliacchi studenti
Il ventinove dell’anno novello che per capriccio la guerra han voluta
Il primo sangue italiano fu sparso e hanno messo l’Italia nel lutto
Ma il Novantotto nell’ordine sparso per cento anni nel lutto sarà
diede l’assalto con gioia e valor
E compatite una povera mamma
Ci furon morti e molti feriti che ha perso il figlio
dalle granate sdrappam nemici sul fior dell'età
e un fuoco inferno delle mitragliatrici e compatite il vecchio suo padre
e il Novantotto in trincea restò che anche ai turchi farebbero pietà

Ma e chi piangeva per non avere colpa


e chi gridava implorando soccorso L'informatore ha cantato
ma le granate facevano il suo corso in altra occasione anche
e sfracellando chi tardi fuggì questa strofa
(quale seconda):
E chi in trincea e chi dietro le rocce Quando il foglio ci giunse in chiamata
riparandosi per non essere colpiti sotto l'armi ben noi si tornò
da quei vigliacchi crudeli austriaci per l'Italia da noi tanto amata
di combattere il cuore giurò

Informazioni

Di anonimo, portatore: Vittorio Renoldi (Belochio). Ricerca e registrazione di Gianni Bosio. Acquanegra sul Chiese
(Mantova), 11 dicembre 1965. Depositato all'Istituto Ernesto De Martino, note tratte da "Ci ragiono e canto" (maria
rollero)

Sull'aria di Addio padre

pagina 101
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E anche al mi' marito


(1917)
Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: toscano
Tags: antimilitaristi, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-anche-al-mi-marito

Do E a te, Cadorna, 'un mancan l'accidenti,


E anche al mi' marito tocca andare ché a Caporetto n'hai ammazzati tanti;
Rem noi si patisce tutti questi pianti
a fa' barriera contro l'invasore, e te, nato d'un cane, non li senti,
Sol7 Do
ma se va a fa' la guerra e po' ci more E 'un me ne 'mporta della tu' vittoria,
Sol7 Do perché ci sputo sopra alla bandiera;
rimango sola con quattro creature. sputo sopra l'Italia tutta 'ntera
e vado 'n culo al re con la su' boria,
E avevano ragione i socialisti:
ne more tanti e 'un semo ancora lesti; E quando si farà rivoluzione
ma s'anco 'r prete dice che dovresti, ti voglio ammazzà io, nato d'un cane,
a morì te 'un ci vai, 'un ci hanno cristi. e a' generali figli di puttane
gli voglio sparà a tutti cor cannone.

Informazioni

Canzone popolare toscana di contenuto fortemente protestatario, che va bene al di là del semplice lamento,
individuando chiaramente i veri nemici e la prospettiva della rivolta armata. Raccolta a Pisa, nel 1966 dal
Canzoniere Pisano e da Pino Masi nel 1970.

pagina 102
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Fuoco e mitragliatrici
(1917)
Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/fuoco-e-mitragliatrici

Lam Trincea di raggi, maledizioni,


Non ne parliamo di questa guerra quanti fratelli son morti lassù!
La7 Finirà dunque 'sta flagellazione?
che sarà lunga un'eternità; di questa guerra non se ne parli più.
Rem Lam
per conquistare un palmo di terra O monte San Michele,
Rem Mi7 Lam bagnato di sangue italiano!
quanti fratelli son morti di già! Tentato più volte, ma invano
Gorizia pigliar.
Mi7
Fuoco e mitragliatrici, Da monte Nero a monte Cappuccio
Lam fino all'altura di Doberdò,
si sente il cannone che spara; un reggimento più volte distrutto:
Mi7 alfine indietro nessuno tornò.
per conquistar la trincea:
Lam Fuoco e mitragliatrici,
Savoia! - si va. si sente il cannone che spara;
per conquistar la trincea:
Savoia! - si va.

Informazioni

Raccolto da Roberto Leidy ad Alfonsine da reduci della prima Guerra Mondiale(RA), il canto è anonimo. Dal
repertorio di Leonello Rambelli e Spartaco Pagani. Fu scritto probabilmente tra il 16/12/1915 (episodio della
"Trincea dei raggi" o "dei razzi", che gli eroici fanti della Brigata Sassari riuscirono a conquistare con un assalto alla
baionetta), ed il 29/3/1916 (quinta battaglia dell'Isonzo).
Alle pendici di Monte San Michele era allora situato un trincerone italiano, che verso valle andava al bosco
Cappuccio (qui chiamato "monte Cappuccio"). La melodia del canto, di cui sono state raccolte versioni più
esplicitamente protestatarie, è quella di una canzonetta napoletana di Libero Bovio ed Ernesto De Curtis,
pubblicata nel 1913 col titolo di Sona chitarra

pagina 103
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Hanging On The Old Barbed Wire


(1916)
Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: inglese
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/hanging-old-barbed-wire

la gut
If you want to find the general
I know where he is I saw him, I saw him
mi7 Sitting in comfort stuffing his bloody gut
I know where he is Sitting in comfort stuffing his bloody gut
la
I know where he is If you want to find the seargent
If you want to find the general I know where he is
I know where he is I know where he is
re mi7 la I know where he is
He's pinning another medal on his chest If you want to find the seargent
I know where he is
re la He's drinking all the company rum
I saw him, I saw him
mi7 I saw him, I saw him
Pinning another medal on his chest Drinking all the company rum
la mi7 la Drinking all the company rum
Pinning another medal on his chest
If you want to find the private
If you want to find the colonel I know where he is
I know where he is I know where he is
I know where he is I know where he is
I know where he is If you want to find the private
If you want to find the colonel I know where he is
I know where he is He's hanging on the old barbed wire
He's sitting in comfort stuffing his bloody I saw him, I saw him

Informazioni

Canto antimilitarista inglese della prima guerra mondiale, scritta in trincea dagli stessi soldati

pagina 104
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Il valzer del disertore


Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-valzer-del-disertore

Lam Mi7 Tuona cannone tuona, tuona sugli altipiani


Lam e noi da bravi italiani dobbiamo avanzar
Fuoco e mitragliatrice senti il cannone che
tuona Voi altri disertori forse l’avrete capita
Mi7 Lam prima che guetta è finita dovete morir
per conquistar la trincea Savoia si va.

Informazioni

Stefano Valla, pifferaio di Cegni, frazione di Santa Margherita di Staffora (PV) ha raccolto musica e testo da vecchi
suonatori dell'appennino

pagina 105
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La mia morosa cara


Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: lombardo
Tags: antimilitaristi, lavoro/capitale, filanda
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-mia-morosa-cara

La col scossarín bagnàa


La mia morosa cara
Mi Col scossarín bagnato
la fa la filandera la se frega giù li occhi
La Mi noialtri giovanotti
la vègn a cà la sera ci tocca fà 'l soldàa.
La
col scossarín bagnàa Piuttost che fà 'l soldato
Mi fò l'assassin di strada
col scossarín bagnàa la prima cannonada
La mi ha ferito il cuor.

Informazioni

Canzone di filanda, raccolta in bergamasca, sul pianto delle ragazze per la morte dei giovani andati in guerra.

pagina 106
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La tradotta che parte da Novara


Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-tradotta-che-parte-da-novara

La Ed i miei piedi mi hanno tagliato.


La tradotta che parte da Novara due stampelle mi hanno dato,
Mi7 due stampelle mi hanno dato
e va diretta al Montesanto, e a casa mia br mi han mandà.
La
e va diretta al Montesanto, Appena giunto a casa mia,
Mi7 La fratelli e madre compiangentì
il cimitero della gioventù. e tra i singhiozzi e tra i lamenti:
O figlio caro, tu sei rovinà.
Sulle montagne fa molto freddo
ed i miei piedi si son gelati, Mi hanno assegnato una pensione
ed i miei piedi si son gelati di una lira e cinquantotto,
e all'ospedale mi tocca andar. mi tocca fare il galeotto
Appena giunto all'ospedale per potermi ben disfamar,
il professore mi ha visitato:
O figlio mio, sei rovinato Ho girato tutti i paesi
ed i tuoi piedi li dohhiam tagliar. e tutti quanti ne hanno compassione,
ma quei vigliacchi di quei signori
nemmeno un soldo lor mi hanno dà.

Informazioni

Canto sulla prima guerra mondiale, facente parte del repertorio di risaia di Giovanna Daffini.

pagina 107
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O Gorizia
Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-gorizia

Rem Solm Rem Re7 schernitori di noi carne umana,


La mattina del cinque di agosto questa guerra ci insegna a punir.
Solm Do7 Fa La7
si muovevano le truppe italiane Voi chiamate il campo d'onore
Re7 La7 Rem Re7 questa terra di là dei confini;
per Gorizia, le terre lontane qui si muore gridando: assassini!
Solm La7 Rem maledetti sarete un dì.
e dolente ognun si partì.
Cara moglie, che tu non mi senti
Sotto l'acqua che cadeva a rovescio raccomando ai compagni vicini
grandinavano le palle nemiche; di tenermi da conto i bambini,
su quei monti, colline e gran valli che io muoio col suo nome nel cuor.
si moriva dicendo così:
Traditori signori ufficiali
O Gorizia, tu sei maledetta che la guerra l'avete voluta,
per ogni cuore che sente coscienza; scannatori di carne venduta,
dolorosa ci fu la partenza e rovina della gioventù
e il ritorno per molti non fu
O Gorizia, tu sei maledetta
O vigliacchi che voi ve ne state per ogni cuore che sente coscienza;
con le mogli sui letti di lana, dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.

Informazioni

La battaglia di Gorizia si svolse tra il 9 e il 10 agosto del 1916.

52.000 italiani e 41.000 austriaci morirono a Gorizia in un massacro. Questo canto, di anonimo, fu presentato a
Spoleto nello spettacolo "Bella ciao" e tutti gli artisti furono denunciati per "Vilipendio allao Stato ed alla Patria" da
due ufficiali presenti in sala.

(maria rollero)

La penultima strofa non è presente nella fonte citata.

pagina 108
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Regazzine vi prego ascoltare


(1918)
Periodo: La prima guerra mondiale (1914-1918)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/regazzine-vi-prego-ascoltare

La che mi dava stringendo al mio sen;


Regazzine vi prego ascoltare mi diceva: sei bella, mi piaci,
Mi sulla terra sei nata per me.
la mia storia con giusta ragìon,
La Regazzine che fate l'amore,
io la voglio davver raccontare, capirete quant'è il mio soffrir:
Mi La non c'è al mondo più grande dolore
che mi trovo nei grandi dolor. di vedere l'amante a morir.

Da quel dì dalla morte crudele Son rimasta nel mondo smarrita,


fianco mio l'amor mi rapì, senza aver la mia gioia al sen;
a pensar ch'ero tanto fedele, prego Dio che mi tolga la vita
trovo pace né notte e né di. per andare a viver con sé.

Mi voleva per Pasqua sposarmi Così disse con voce tremante,


ma il destino non volle così: per tre volte così replicò;
non avendo compiuto i vent 'anni chiuse gli occhi dolenti all'istante
che sul Piave innocente morì. poi in cielo con lui se ne andò.
Chiuse gli occhi dolenti all'istante
Mi ricordo dei cari suoi baci poi in cielo con lui se ne andò.

Informazioni

Raccolta da R. Schwammentahal a Cologno sul Serio (BG) nel 1966.

pagina 109
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L'Europa e il mondo tra le due guerre


(1919-1938)

Il primo dopoguerra, con le sue contraddizioni, porta in Europa l'ombra cupa delle dittature
fasciste e vede nascere l'opposizione ad esse. Ma è anche il periodo che ha visto
l'affermarsi della Rivoluzione d'Ottobre in Russia, che diventerà il baluardo e il simbolo
della riscossa del proletariato a livello mondiale. Questa sezione si chiude con lo scoppio
della seconda guerra mondiale, scatenata dal nazifascismo della Germania e dell'Italia.

pagina 110
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A las barricadas
(1933)
di Valeriano Orobón Fernández
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/las-barricadas

Rem que del triunfo sin cesar


Negras tormentas agitan los aires, La7
La7 Rem La7 nos lleva en pos.
nubes oscuras nos impiden ver, Rem
Rem Alta la bandera revolucionaria
aunque nos espere el dolor y la muerte, La7 Rem7 La7
La7 Rem La7 Rem que del triunfo sin cesar nos lleva
contra el enemigo nos manda el deber. Rem
Fa Do en pos.
El bien más preciado es la libertad.
Rem La7 ¡En pie pueblo obrero, a la batalla!
Hay que defenderla con fe y con valor. ¡Hay que derrocar a la reacción!

Rem ¡A las barricadas! ¡A las barricadas


Alta la bandera revolucionaria por el triunfo de la Confederación!
La7 Rem ¡A las barricadas! ¡A las barricadas
por el triunfo de la Confederación!

Informazioni

Inno della Confederacion Nacional del Trabajo (CNT). Uno dei più famosi canti anarchici spagnoli, scritto in
occasione della guerra civile del 1936.
Questo inno anarchico ha una gloriosa storia rivoluzionaria e al tempo stesso è una delle canzoni più popolari delle
classi operaie della Polonia, dell'Unione Sovietica e della Germania antifascista, dove è conosciuta con il titolo
"Warsavianka".
La versione spagnola, con arrangiamento per coro misto di Angel Miret e testo spagnolo di Valeriano Orobón
Fernández, è stata pubblicata nel 1933, con il nome "Marcia trionfale" e il sottotitolo "A las barricadas", nel
supplemento della rivista "Tierra y Libertad" di Barcellona.

Vedi anche La Varsovienne

In :Carlos Palacio, Colección de Canciones de Lucha, Ediciones Pacific, Madrid, 1980 , facsimile della edizione della
Tipografía Moderna, Valencia Febbraio 1939

pagina 111
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Amore mio non piangere


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, femministi, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/amore-mio-non-piangere

Re che sveglia la mattina


Amore mio non piangere Ma là nella casetta
La7 mi sveglia la mammina
se me ne vado via
Io lascio la risaia Vedo laggiù tra gli alberi
Re la bianca mia casetta
ritorno a casa mia E vedo laggiù la mamma
che ansiosa lei m'aspetta
Amore mio non piangere
se me ne vò lontano Mamma papà non piangere
Ti scriverò da casa se sono consumata
per dirti che io t'amo E' stata la risaia
che mi ha rovinata
Non sarà più la capa

Informazioni

Dal repertorio di Giovanna Daffini, è tra i più noti canti di risaia. Esistono versiono partigiane(ALLO SPUNTAR
DELL'ALBA), politiche (MAMMA MIA NON PIANGERE SE SON SCOMUNICATA...), militari(SENTO LE RUOTE CHE
GIRANO) e di fabbrica.

In alcune versioni il canto si concludeva con i seguenti versi:

"Ama chi ti ama,


non amare chi ti vuol male
specialmente il caporale
e i padroni che sfruttano te".

(maria rollero)

pagina 112
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Canción de Bourg Madame


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antifascisti, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/cancion-de-bourg-madame

Lam os juramos volver a nuestra España


Españoles, salís de vuestra patria para vengar la afrenta de la humanidad
Rem Lam os juramos volver a nuestra España
después de haber luchado contra la invasión para vengar la afrenta de la humanidad.
Rem Lam
caminando por tierras extranjeras A ti Franco traidor vil asesino
Mi7 Lam de mujeres y niños del pueblo español
mirando hacia la estrella de la liberación. tú que abriste las puertas al fascismo
tendrás eternamente nuestra maldición
Camaradas caídos en la lucha tú que abriste las puertas al fascismo
que disteis vuestra sangre por la libertad tendrás eternamente nuestra maldición.

Informazioni

Canzone della Guerra Civil spagnola.

Bourg-Madame (in catalano: La Guingueta d'Ix) è il primo comune francese che s'incontra passando la frontiera
spagnola, nel dipartimento dei Pirenei Orientali provenendo da Barcellona. Era il primo luogo di esilio dei
repubblicani sconfitti nella guerra civile spagnola.

pagina 113
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Canta di Matteotti
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canta-di-matteotti

Lam Mi7 Dopo che Matteotti avean trovato,


Or, se ascoltar mi state, mentre che stava andando al Parlamento,
Lam venne su di una macchina caricato
canto il delitto di quei galeotti da quegl'ignobil della banda nera.
Lam Mi7
che con gran rabbia vollero trucidare In mezzo a un bosco
Lam fu trasportato là
il deputato Giacomo Matteotti, e quei vili aguzzini
gli disser con furor:
Rem
Erano tanti: " Perché tu il fascismo hai sempre odiato,
Lam ora dovrai morì qui sull'istante "
Viola Rossi e Dumin, e dopo averlo a torto bastonato
Mi7 di pugnalate gliene dieder tante.
il capo della banda
Lam Così, per mano
Benito Mussolin. di quei vili traditor,
moriva Matteotti,
capo dei lavorator.

Informazioni

Sull'aria de "Il Maschio di Volterra".

pagina 114
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Canto dei deportati


(1933)
di Johann Esser, Wolfgang Langhoff
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, carcere, campi di concentramento
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canto-dei-deportati

Lam Mi7 Lam non un trillo in cielo udiam


Fosco il cielo sul lividore
Rem Lam Mi Lam Sul suolo ...
di paludi senza fin
Do Sol7 Do Suon di passi di spari e schianti
tutto intorno è già morto o muore sentinelle notte e dì
Rem Lam Mi Lam colpi grida lamenti e pianti
per dar vita agli aguzzin(o dar 'gloria') e la morte a chi fuggì ( o la forca )

Do Sol7 Sul suolo ...


Sul suolo desolato
Lam Mi Pure un giorno la sospirata
con ritmo disperato primavera tornerà
Lam libertà libertà dorata
zappiam nessun più ci toglierà

Una rete spinosa serra Dai campi del dolore


il deserto in cui viviam ( o moriam) risorgerà l'amore
non un fiore su questa terra doman

Informazioni

Noto anche come Die moorsoldaten (I soldati della palude)ed anche Borgemoorlied (Canzone di Borgemoor)fu
composto nel lager di Borgemoor/Esterwegen dai deportati comunisti Johann Esser e Wolfgang Langhoff per il testo
e Rudi Goguel per la musica.
Dal '33 al '45 venne tradotto nei campi nazisti in tutte le lingue dei deportati. In italiano venne tradotto dal
francese nel lager di Ravensbruck.

pagina 115
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Chi non sgobba non magna


di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/chi-non-sgobba-non-magna

Sol Sim Che scellerati, che spudorati


Il macello scellerato
Questa banda di briganti,
falciò vittime a milion di assassini e di ladron,
Lam di quattrin ne ha fatti tanti
e può aver per risultato con la carne da cannon,
il trionfo del succhion ma temendo le nostre ire
Re ci vorrebbe ancor schiacciar,
che gridando “Duce! Duce!” ma italiano non dormire,
Sim non lasciarti più fregar!
nelle bische e nei caffè La reazione sta in agguato
Re7 e ci vuole incatenar,
alla morte ci conduce ma dovrà morì ammazzato
Sol chi ci fece massacrar
per il fascio e per il re! O proletario rammentati i morti
La7 Re che dalla tomba oggi sono risorti,
Oggi siamo compensati per maledire chi li fece perire.
La7 Non li tradire, non t’addormire!
Re Contro l’Unno disumano
con la fame e lo squallor, e il fascista traditor,
La7 Re marcia insieme al partigiano
ma i gerarchi snaturati o fratel lavorator!
La7 Non ci dia più la tortura
Re7 che l’Italia rovinò,
fanno ancora i gran signor! ma rendiamogli ad usura
Sol Sim Mim Lam tutto il mal che ci arrecò!
Ed ora che il popolo soffre la fame Per la Falce ed il Martello
Sol Sim Mim Lam sarà fulgido il destin:
di quegl’infami non cessan le brame splenderà sole novello
Re7 la gran Legge di Lenin.
Sol Disse Lenin: Chi nun sgobba nun magna!
sempre ai lor piedi ci voglion legati Sta per finire l’infame cuccagna.
Lam Re7 Lam Voi che del popolo il sangue succhiate:
Sol se non sgobbate, manco magnate!

Informazioni

Sull’aria di “Come pioveva” (A.Gill-A.Testa)

pagina 116
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Die moorsoldaten [I soldati della palude]


(1933)
di Johann Esser, Rudi Goguel, Wolfgang Langhoff
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: tedesco
Tags: carcere, campi di concentramento
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/die-moorsoldaten-i-soldati-della-palude

Lam Mi7 Lam Hier in dieser oeden Heide


Wohin hauch das Auge blichet ist das lager aufgebaut
Rem Lam Mi Lam wo wir fern von jeder Freude
Moor und Heide nur ringsum hinter Stacheldracht verstaut
Do Sol7 Do
vogelsang uns nicht erquicket Wir sind de Moorsoldaten
Rem Lam Mi Lam und ziehen mit dem spaten
eichen stehen kahl und kruum ins Moor!

Do Sol7 Morgen ziehen die Kolonnen


Wir sind de Moorsoldaten in das Moor zur Arbeit hin
Lam Mi Graben bei dem Brand der Sonne
und ziehen mit dem spaten doch zur Heimat steht der Sinn
Lam
ins Moor! Wir sind de Moorsoldaten
und ziehen mit dem spaten
ins Moor!

Informazioni

Canto del lager di Esterwegen/Borgemoor, scritto nel 1933 da alcuni prigionieri (un sindacalista, un regista e un
musicista, tutti comunisti) con lo scopo di ritmare la marcia dei prigionieri verso il lavoro nelle paludi di Börger ma
anche come sfida alle SS , che dopo una prima violenta reazione, alla fine lo permisero. Può sorprendere il suo tono
quasi trionfale, che costituiva una risposta alle vessazioni e la fiducia nella vittoria contro il nazismo. Diffuso
all'estero, esso diventò infatti simbolo della resistenza al regime hitleriano. La versione qui riportata è incompleta,
in origine erano 6 strofe.
Anni dopo, a Ravensbruck ne venne fatta una versione italiana, cantata però clandestiname, vedi Il canto dei
deportati

pagina 117
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Dime donde vas morena


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dime-donde-vas-morena

Do Sol7 Dime por qué vas llorando,


Dime dónde vas, morena, dime por qué ya no cantas.
Do
dime dónde vas, alada. Yo lloro por mis hermanos,
Sol7 yo lloro por mis valientes
Dime dónde vas, morena, que los tienen prisioneros
Do en jaulas de fierro ardiente.
a las tres de la mañana.
Si te quieres casar
Sol7 con la chica de aquí
Voy a la cárcel de Oviedo tienes que ir a Madrid
Do a empuñar un fusil.
a ver a los pacifistas
Sol7 Dime qué llevas, morena,
que los tienen prisioneros en esa jarra cerrada.
Do Dime qué llevas, morena,
esa canalla fascista. a las tres de la mañana.

Si te quieres casar Llevo la sangre que corre


Sol7 por las llanuras de Soria
con la chica de aquí pa' tirarla a los fascistas
tienes que ir a Madrid para que tengan memoria.
Do
a empuñar un fusil. Si te quieres casar
con la chica de aquí
Dime por qué vas llorando tienes que ir a Madrid
cuando recién te levantas. a empuñar un fusil.

Informazioni

Adattamento antifranchista della canzone popolare della Cantabria intitolata La Fuente de Cacho, attribuito
all'anarchico spagnolo Emilio Carral, leader del Movimento Obrero. Nacque nelle Asturie in seguito all' insurrezione
dei minatori asturiani del 1934 ferocemente repressa dopo la quale il carcere di Oviedo, si riempì di prigionieri
politici repubblicani. Il ritornello non ricorre in tutte le versioni, ed è anch'esso la parodia di una canzone spagnola
per l'infanzia.

pagina 118
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Dio del cielo se fossi una rondinella


(1930)
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dio-del-cielo-se-fossi-una-rondinella

La Mi7 Là c’è il tuo amore che alla fontana aspetta


Dio del cielo se fossi una rondinella
La Mi7 Prendi il fucile e vattene alla frontiera
Dio del cielo se fossi una rondinella Prendi il fucile e vattene alla frontiera.
La Là c’è il nemico, là c’è il nemico
Vorrei volare, vorrei volare, Là c’è il nemico che alla frontiera aspetta.
Mi7 La
vorrei volare in braccio alla mia bella Prendi il fucile e gettalo giù per terra
Prendi il fucile e gettalo giù per terra.
Prendi quel secchio e vattene alla fontana. Vogliam la pace, vogliam la pace
Prendi quel secchio e vattene alla fontana. Vogliam la pace e non mai più la guerra
Là c’è il tuo amore, là c’è il tuo amore Vogliam la pace, vogliam la pace
Vogliam la pace e non mai più la guerra.

Informazioni

Ci sono due versioni, dal punto di vista musicale: O Dio del cielo (canto militare nato forse durante la Prima Grande
Guerra) e "Guarda la luna come la cammina" tipico canto del repertorio degli alpini

O Dio del cielo s’io fossi una rondinella o Dio del cielo s’io fossi una rondinella vorrei volare (3 volte) n braccio alla
mia bella Prendi la secchia e corri alla fontana c’è là il tuo amore (3 volte) che alla fontana aspetta

Prendi il fucile e innesta la baionetta c’è là il nemico (3 volte) che alla frontiera aspetta.

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Guarda la luna come la cammina e la scavalca i monti come noialtri alpin Ohi sì sì cara mamma, no! senza alpin
come farò

Guarda le stelle, come sono belle: somiglian le sorelle di noialtri alpin: Ohi sì sì cara mamma, no! senza alpin come
farò

Guarda il sole, come splende in cielo: la lunga penna nera si riscalderà: Ohi sì sì cara mamma, no! senza alpin
come farò

Guarda la neve, come scende lieve: la lunga penna nera la si imbiancherà: Ohi sì sì cara mamma, no! senza alpin
come farò

La versione pubblicata è stata invece cantata dalle Mondine di Opera ed è contenuta nel cd “Canti e ricordi delle
risaie” a cura dell’associazione Cantaia e Coro Ingrato. E’ un canto di pace; invita non a prendere il fucile ed
innestare la baionetta, ma a prendere il fucile e buttarlo per terra perchè “Vogliam la pace e non mai più la
guerra”.

pagina 119
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

E quando alfine
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: anticlericali, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-quando-alfine

Re Andremo in chiesa a pregar Lenin


E quando alfine sarà la resa Re
La7 Re andremo in chiesa a pregar Lenin
andremo in chiesa andremo in chiesa Re7 Sol
e quando alfine sarà la resa andremo in chiesa a pregar Lenin
La7 Re Re
andremo in chiesa a pregar Lenin con la camicia rossa
La7 Re
Re La7 e 'l bottiglion del vin.

Informazioni

Sull'aria di "Bandiera rossa"

pagina 120
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

El Quinto Regimiento
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/el-quinto-regimiento

mi lam con el comandante Carlos


El dieciocho de julio no hay miliciano con miedo.
sol fa mi
en el patio de un convento Venga jaleo, jaleo
fa mi suena la ametralladora
el partido comunista y Franco se va a paseo.
lam sol fa mi
fundó el Quinto Regimiento. Con los cuatro batallones
que Madrid están defendiendo
Venga jaleo, jaleo se va lo mejor de España
lam sol la flor más roja del pueblo.
suena la ametralladora
mi lam fa mi Venga jaleo, jaleo
y Franco se va a paseo.
Con el quinto, quinto, quinto,
Con Líster, el Campesino, con el Quinto Regimiento
con Galán y con Modesto madre yo me voy al frente
para las lineas de fuego.

Informazioni

Il canto utilizza due temi popolari, la musica di "El Vito" nel testo e nel ritornello di "Los contrabandistas de Ronda
(Anda Jaleo)"

La 5 ^ milizia popolare conosciuta come Quinto Reggimento è stato un corpo militare di volontari della Seconda
repubblica spagnola durante i primi mesi del guerra civile spagnola, e divenne il fiore all'occhiello dell'esercito
popolare repubblicano .

pagina 121
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El tren blindado
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/el-tren-blindado

mi lam y Mola se va a paseo


Yo me subí a un pino verde y Mola se va a paseo.
sol fa mi
por ver si Franco llegaba Yo me fui en el tren blindado
fa mi camino de Andalucía
y sólo vi un tren blindado y vi que Queipo de Llano
lam sol fa mi al verlo retrocedía.
lo bien que tiroteaba
Anda jaleo, jaleo, jaleo,
Anda jaleo, jaleo, jaleo, silba la locomodora
lam sol y Queipo se va a paseo
ssilba la locomodora y Queipo se va a paseo.
mi lam
y Franco se va a paseo El dieciocho dia de Julio
fa mi en el patio de un convento
y Franco se va a paseo el partido comunista
fundò el quinto regimiento
Por tierras altas de Burgos el partido comunista
anda Mola sublevado, fundò el quinto regimiento
ya veremos cómo corre
cuando llegue el tren blindado. Anda jaleo, jaleo, jaleo,
silba la locomodora
Anda jaleo, jaleo, jaleo, y Franco se va a paseo
silba la locomodora y Franco se va a paseo.

Informazioni

Questo testo è un adattamento di una canzone popolare, "Los Contrabandistas de Ronda" .


Durante la guerra di Spagna, come per tutti gli adattamenti di canti popolari, se ne abbero diverse versioni. In
questa si parla di un treno blindato, come quelli della rivoluzione russa, da cui sparare ai tre generali più odiosi.

Fonte

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En el Pozo Maria Luísa


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antifascisti, lavoro/capitale, miniera, anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/en-el-pozo-maria-luisa

Lam Mi Lam mira como vengo yo.


En el pozo María Luisa, Que me la rompió un barreno,
Mi Lam mira, mira Maruxina mira,
tranlaralará, tranlará, mira como vengo yo.
Do Sol
murieron cuatro mineros, Me cago en los capataces
Fa ranlaralará, tranlará,
mira, mira Maruxina mira, accionistas y esquiroles,
Mi mira, mira Maruxina, mira,
mira como vengo yo. Mira como vengo yo!
Do Sol Accionistas y esquiroles,
Murieron cuatro mineros, mira, mira Maruxina, mira,
Fa Mira como vengo yo.
mira, mira Maruxina mira,
Mi Mañana son los entierros,
mira como vengo yo tranlaralará, tranlará, tranlará,
de esos pobres compañeros,
Traigo la camisa roja mira, mira Maruxina mira,
tranlaralará, tranlará, mira como vengo yo.
del sangre de un compañero, De esos pobres compañeros,
mira,mira Maruxina mira, mira, mira Maruxina mira,
mira como vengo yo. mira como vengo yo.
Del sangre de un compañero,
mira,mira Maruxina mira, En el pozo María Luisa,
mira como vengo yo. tranlaralará, tranlará,
murieron cuatro mineros,
Traigo la cabeza rota, mira, mira Maruxina mira,
tranlaralará, tranlará, mira como vengo yo.
que me la rompió un barreno, Murieron cuatro mineros,
mira, mira Maruxina mira, mira, mira Maruxina mira,
mira como vengo yo

Informazioni

Un minatore ferito torna a casa e racconta alla moglie dell'incidente in miniera in cui sono morti 4 suoi compagni.
Si fa riferimento al Pozo Maria Luisa, una miniera di Langreo, nelle Asturie, tutt'ora attiva, in cui, nel 1949, 17
minatori motitono per una esplosione di grisù.
Anche se spesso viene catalogata nel repertorio dei canti anarchici della guerra civile spagnola, questo canto ha
una genesi complessa ed articolata nel tempo: canzone di miniera dagli antichi natali (e che iniziava con
l'invocazione a Santa Barbara), divenne anche un inno del movimento indipendetista asturiano nato nel 1934: i
lavoratori asturiani crearono la prima Armata Rossa e fondarono la Repubblica Socialista delle Asturie a Oviedo. Fu
poi ripreso durante la guerra civile spagnola. Ancora oggi vivida colonna sonora e fedele compagna dei minatori
spagnoli durante la lunga Marcha Negra verso la capitale, coinvolgendo nella loro giusta lotta milioni di persone.
Viene cantata anche durante cerimonie ufficiali, in quanto è fortemente radicata nella cultura popolare spagnola.

pagina 123
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Figli dell'officina
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/figli-dellofficina

Do di pace e di lavor.
Figli dell'officina
Rem Dai monti e dalle valli
o figli della terra, giù giù scendiamo in fretta,
Sol Lam Mi7 con queste man dai calli
già l'ora s'avvici-na noi la farem vendetta;
Lam Re7 Fa Sol7
della più giusta guerra, del popolo gli arditi,
Do noi siamo i fior più puri,
la guerra proletaria, fiori non appassiti
Rem dal lezzo dei tuguri.
guerra senza frontiere,
Sol Lam Mi7 Avanti, siam ribelli...
innalzeremo al ven-to
Lam Re7 Fa Sol Noi salutiam la morte,
bandiere rosse e nere, bella vendicatrice,
noi schiuderem le porte
Do Fa Do a un'era più felice;
Avanti, siam ribelli,
Fa ai morti ci stringiamo
fiori vendicator e senza impallidire
Do per l'anarchia pugnamo;
un mondo di fratelli o vincere o morire,
Sol7 Do
Avanti, siam ribelli...

Informazioni

Legato all’epopea degli “Arditi del Popolo”, il canto, molto noto, è stato ideato da Giuseppe Raffaelli e scritto da
Giuseppe Del Freo su una musica probabilmente cantata in artiglieria.
Questo canto è tra i più diffusi nel movimento dei lavoratori ed ha subito diverse varianti a seconda
dell’organizzazione politica che lo ha utilizzato durante la lotta partigiana (ad esempio “libere bandiere” al posto di
“bandiere rosse e nere”).

Da acrataz.oziosi.org (non più online).

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Figli di nessuno
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/figli-di-nessuno

Do Sol7 figli di nessuno


Noi siam nati chissà quando chissà dove Sol7 Do
DO anche il digiuno saprem lottar.
allevati dalla pubblica carità
Sol7 Noi viviam fra i boschi
senza padre senza madre senza un nome e sulle alte cime
Fa Sol7 Do e dagli aquilotti
e noi viviam come gli uccelli in libertà. ci facciam comandar
ma il nemico nostro
Do dai confini scaccerem - e scaccerem
Figli di nessuno e l'Italia bella
Sol7 noi la saprem - noi la sapremo liberar.
per i boschi noi viviam
Rem Sol7 Figli di nessuno
ci disprezza ognuno per i monti noi viviam
Do ci disprezza ognuno
perché laceri noi siam perché laceri noi siam
ma se c'è qualcuno ma se c'è qualcuno
Fa che ci sappia ben guidar - e ben guidar
che ci sappia ben guidar - e ben guidar figli di nessuno
Rem Do anche il digiuno saprem lottare.

Informazioni

I "Figli di nessuno" erano nel genovese le squadre d'azione che avevano l'incarico di contrapporre alla violenza
fascista azioni di rappresaglia; nel luglio 1921 confluirono negli Arditi del Popolo.

V'è una lezione del ritornello leggermente diversa:

"Figli di nessuno
per i monti noi andiam
ci disprezza ognuno
perché laceri noi siam
ma se troviam qualcuno
che ci sappia che ci sappia dominar e comandar
figli di nessuno - anche a digiuno saprem sparar"
(Pardo Fornaciari)

Da "La musica dell'altra Italia", sito non più online.

pagina 125
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Fra il '19 fra l'anno 20


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/fra-il-19-fra-lanno-20

Re Sim Re Sim Basta e basta


Fra il diciannove fra l'anno venti Massacratori dell'umanità.
Re Sim Re La Basta e basta,
Gran cambiamenti gloriosi si dan Lenin vi pagherà.
Sol La Sol La
Con l'elezioni con le comunali Maledizione la guerra e il cannone
Sol La Re La munizione che USA vi dà
Scaccià i clericali l'agrario e il pipì O santo giusto verrà quell'ora
Che chi non lavora non deve mangiar
Re Sim Re Sim
Via e via Basta e basta
Re Sim Re La Massacratori dell'umanità...
La borghesia l'agrario e il pipì
Sol Re Le guardie regie figura più brutta
Via e via La carne venduta che uccide ogni dì
Sol La Re Rubare ammazzare pipì e clericali
Fai i conti con Lenin Le cose bestiali non è santità

Affittuari rimasti e mezzadri Basta e basta


È morto l'agrario e sta male il pipì Massacratori dell'umanità...
Fan compassione soltanto a vederli
Quei poveri merli che in gabbia restan Dal '19 ormai giunti al '20
Via e via dei gran cambiamenti si doveva far:
La borghesia... bandiere rosse son tutti i comuni,
ormai più nessuno strappar li potrà.
Siam comunisti artisti e valenti Questo gran fascio vigliacco e imprudente
Intelligenti e per lavorar maltratta la gente che colpa non ha:
Per minor ansa c'è qualce pipì le guardie regie, gli agrari e i borghesi
Ma poverino più forza non ha son tre corpi intesi per fà massacra.

Via e via...

Informazioni

Parodia politica diffusa nel ferrarese sull'aria della nota canzone dell'epoca Donna, donna. "Pipì" è l'abbreviazione
di di Partito Popolare Italiano.

pagina 126
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I ne g'ha messo de la Todt


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: veneto
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/i-ne-gha-messo-de-la-todt

Do E la sera, za se sa,
I ne g’ha messo de la Todt Sol7
Sol7 I i ne da’ quel fià de boba,
tuti noi de la “legera” do patate e tre fasoi:
co’ la pala e col picon Do
Do tuta quela xe la roba.
de matina fin la sera.

Informazioni

Nel settembre 1944 vi fu a Trieste, occupata e governata direttamente dai tedeschi, la prima chiamata al servizio
del lavoro (Arbeitsdienst) degli uomini delle classi 1923 e 1924. Dopo sei mesi furono chiamati gli uomini delle
classi 1916-1922. Successivamente la chiamata fu generale, per tutti gli uomini abili. I chiamati del primo
scaglione furono assegnati alla organizzazione Todt, gli altri furono invece portati in Germania. L'Organizzazione
Todt (OT) fu una grande impresa di costruzioni che operò, dapprima nella Germania nazista, e poi in tutti i paesi
occupati dalla Wehrmacht impiegando il lavoro coatto di più di 1.500.000 uomini e ragazzi. Il principale ruolo
dell'impresa era la costruzione di strade, ponti e altre opere di comunicazione, vitali per le armate tedesche e per
le linee di approvvigionamento, così come della costruzione di opere difensive. Il canto “I ne g’ha messo de la
Todt” è stato registrato a Trieste

pagina 127
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Ignoranti senza scuole


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, femministi, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ignoranti-senza-scuole

Do e i padroni dovranno star.


Ignoranti senza scuole,
Sol Ma un bel giorno ci abbiam risposto
calpestate dal padron, voi siete servi del padron
Do e se lottiamo avremo più giustizia,
noi eravam la plebe della terra più diritto di pane e di lavoro.
Sol
ma in risaia come in prigion. Ma i padroni hanno armi
di menzogna e corruzion
Lam hanno i giornali il cinema la radio
E ci hanno detto ma questa vita che difendono i profitti del padron.
la dovrete sempre far
Rem Sol Do Ma “noi donne” è gran faro
e i padroni ci son sempre stati che ci illumina il cammin
Sol Mi7 Lam e per noi donne è un’arma di progresso
e di giustizia per tutte noi mondin.

Informazioni

Canto del repertorio del Coro delle mondine della cooperativa dei Cappuccini di Vercelli ed eseguito durante il
primo folk-festival di Torino (1965).

pagina 128
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Il cafone sanguinario
di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-cafone-sanguinario

Do gli sgherri del cafon


Fra tutti i traditori e gli assassini fecero vittime a milion.
Sol Do
nati quaggiù Il truce e sanguinario Mussolini
Sol Do non è un leon,
nati quaggiù, non è un leon
e quelle sue squadracce d’assassini
un delinquente come Mussolini neppure lor,
Sol Do neppure lor!
giammai vi fu, Ma in venti contro due sono spietati
Sol Do pieni d’ardor,
giammai vi fu. pieni d’ardor,
Mi Si7 Mi Si7 Mi se i due furono prima disarmati
Con la feccia peggior della nazione dal pattuglion,
Si7 Mi dal pattuglion.
che organizzò, Se protetti (che baldi guerrier)
Si7 Mi dai tedeschi ed altri masnadier,
che organizzò, nel saccheggiar, nell’incendiar,
Sol Re Sol Re Sol nel trucidar, nel torturar,
il ceffo suo bestiale di cafone gli sgherri del cafon
Re Sol hanno un coraggio da leon.
terrorizzò
Re Sol Ma un dì di redenzione e di letizia
terrorizzò, sta per spuntar,
Sol7 sta per spuntar,
“Duce! Duce!” così urlava in cor in cui nessun fascista alla Giustizia
Do potrà scampar,
la ciurmaglia ch’egli sobillò. potrà scampar.
Mi Lam Il popolo che da trent’anni geme
Col saccheggiar, con l’incendiar, vendetta avrà,
Mi Lam vendetta avrà,
col trucidar, col torturar chè Mussolini e la sua banda insieme
Fa Do vedrà impiccar,
gli sgherri del cafon vedrà impiccar.
Sol Do Lieti e insieme danzeremo allor
fecero vittime a milion. Tutti intorno a quei bei lampion,
dove gli eroi del saccheggiar,
Un uom più maledetto e più esecrato del trucidar, del torturar,
giammai vi fu, vedrem con voluttà
giammai vi fu giù dalla forca penzolar.
di questo masnadiero scellerato
no, non vi fu, Da quei lampioni molto festeggiato
no, non vi fu! certo sarà,
Il boia, il megalomane e il buffone certo sarà,
egli incarnò, quello da cui il brigante più esecrato
egli incarnò! penzolerà,
Fin la sinistra fama di Nerone penzolerà.
egli eclissò, La folla sotto un lieto girotondo
egli eclissò. vi danzerà,
“Duce! Duce!” gli gridava in cor vi danzerà
la ciurmaglia ch’egli organizzò. e un grido solo dal suo cor giocondo
Col torturar, con l’incendiar, proromperà,
col saccheggiar, col trucidar proromperà.

pagina 129
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“Truce! truce! Tu non mordi più! da quel suo eterno trucidar,


Truce! Truce! Torna a Belzebù!” nemmeno Belzebù
Ma nel sentirsi nausear giù nell’inferno lo vuol più...

Informazioni

Sull’aria di Funiculì Funiculà (Turco-Denza)

pagina 130
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Ines
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: antifascisti, anarchici, repressione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ines

Lam sin decir por qué


Sola está en la casa
Rem Lam Inés, Inés, Inesita, Inés
sola está mujer (x2) Inés, Inés, que guapita es

Rem Lam Será que luchaba


sola está mujer (x2) pa’ poder vivir
Rem Lam Mim Lam
Inés, Inés, Inesita, Inés Inés, Inés, Inesita, Inés
Inés, Inés, que guapita es!
Rem Lam Mim Lam
Inés, Inés, que guapita es! Será que tendría
algo que decir
Sólo está pensando
cuándo ha de volver Inés, Inés, Inesita, Inés
Inés, Inés, que guapita es
Inés, Inés, Inesita, Inés
Inés, Inés, que guapita es Triste está la barca
triste está la red
Que se lo llevaron
al amenecer Inés, Inés, Inesita, Inés
Inés, Inés, que guapita es
Inés, Inés, Inesita, Inés
Inés, Inés, que guapita es Triste está la mina
el carro y el buey
Entre dos fusiles
Inés, Inés, Inesita, Inés
Inés, Inés, que guapita es

Informazioni

Versione della Federazione Anarchica Iberica di una filastrocca infantile

spagnola (asturiana), “Tres hojitas madre”.

Ci è stata comunicata alla Festa della Lega di Cultura di Piadena dai cori provenienti dalla Francia

pagina 131
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Invano Johnson si opporrà


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/invano-johnson-si-opporra

Re Mim Sol la dottrina del nostro gran Lenin


La7 può trasformar dei popoli il destin.
Tutta la storia da quando esiste il sol Invano Johnson si opporrà
Re perché dovunque trionferà
è lotta degli oppressi contro gli oppressor. la legge di Lenin, la legge di LeninRe
Sol La Mim La7 Finchè arrivò Lenin, finchè arrivò Lenin
Ogni sovrano , duce o re
Mim La7 Re Per dei millenni la plebe si piegò
schiacciò la plebe sotto i piè sotto il bastone dello sfruttator,
La7 Re La7 Re ma dallo stato di terror
Finchè arrivò Lenin, finchè arrivò Lenin e dall'iniquo suo torpor
la risvegliò Lenin, la risvegliò Lenin
Per dei millenni la plebe si piegò
sotto il bastone dello sfruttator, Contro il riscatto del lavorator
ma dallo stato di terror sorse il fascismo boia e traditor
e dall'iniquo suo torpor e un Presidente d'oltremar
la risvegliò Lenin, la risvegliò Lenin ora il gendarme vuole far
per arrestar Lenin, per arrestar Lenin
Contro il riscatto del lavorator
sorse il fascismo boia e traditor Come il fascismo le corna si spezzò
e un Presidente d'oltremar si spezzeran quelle dei re dell'or.
ora il gendarme vuole far Dollari e bomba nuclear
per arrestar Lenin, per arrestar Lenin non perverranno ad arrestar
la marcia di Lenin, la marcia di Lenin
Come il fascismo le corna si spezzò Sol la dottrina del nostro gran Lenin
si spezzeran quelle dei re dell'or. può trasformar dei popoli il destin.
Dollari e bomba nuclear Invano Johnson si opporrà
non perverranno ad arrestar perché dovunque trionferà
la marcia di Lenin, la marcia di Lenin la legge di Lenin, la legge di Lenin

pagina 132
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La Comune di Parigi
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-comune-di-parigi

Rem Sol7 Rem Do Vogliam la libertà,


che tu, borghese, schiacciasti nel sangue; Rem Sol7
Fa pace, lavoro e pane,
non più gruppi isolati e divisi vogliamo alfine redimere
Do Sol7 Do Fa Do7
ma la gran classe dei lavorator tutta l'umanità.
Lam Mi7 Lam Vogliamo che sulla terra
che uniti e compatti marciamo Do7 Fa
Rem Mi7 Lam sia pace e lavoro,
sotto il rosso vessillo dei Soviet, Do
Sol7 Do vogliamo che sulla terra
di Lenin i soldati noi siamo, Sol7 Do
Sol7 Do non regni più il dolor,
siam la forza del lavor, non regni più il dolor.
Sol7 Do
siam la forza del lavor. Non siam più la Comune di Parigi...

In piedi, o proletari, Do
Sol7 Doman nelle officine
giunto è il dì della riscossa, Rem Sol7
in alto la bandiera rossa non si faran cannoni
Rem Sol7 ma si faranno macchine
simbolo di libertà! Rem Sol7
Do solo per lavorar:
In piedi, o proletari, Do
Do7 Fa per lavorare il ferro
giunto è il gran momento Fa
Do la pietra con la terra.
di dire alfin chi siamo, Do
Sol7 Do Questa sarà la guerra,
di dire cosa vogliam, Sol7 Do
Sol7 Do la guerra che vogliam
di dire cosa vogliam. Sol7 Do
la guerra che vogliam!
Lam
Non siam più la Comune di Parigi...

pagina 133
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La guardia rossa
di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-guardia-rossa

Re Sol La7 Re Sbrana furente il succhion coronato


Quel che si avanza è uno strano soldato spoglia il nababbo dell'or che rubò
Mi7 La7 danna per fame al lavoro forzato
viene da Oriente e non monta destrier chi mai non lavorò
Re Sol non lavorò.
la man callosa ed il viso abbronzato
Sol Re La7 Re È la guardia rossa...
è il più glorioso fra tutti i guerrier.
Accorre sotto la rossa bandiera
La7 Sol tutta la folla dei lavorator
Non ha pennacchi e galloni dorati rimbomba il passo dell'immensa schiera
Mi7 La7 sopra la tomba di un mondo che muor.
ma sul berretto scolpiti e nel cor
Re Mi7 La7 Tentano invano risorgere i morti
mostra un martello e una falce incrociati tanto a che vale lottar col destin
Mi7 La7 marciano al sole più ardenti e più forti
gli emblemi del lavor le armate di Lenin
viva Lenin.
viva il lavor. È la guardia rossa...

Re Sol Re Quando alla notte la plebe riposa


È la guardia rossa nella campagna e nell'ampia città
Sol La7 Re più non la turba la tema paurosa
che marcia alla riscossa del suo vampiro che la svenerà.
Si7
e scuote dalla fossa Ché sempre veglia devota e tremenda
Mi-m La7 Re la guardia rossa alla sua libertà
la schiava umanità. la tirannia cancrenosa ed orrenda
più non trionferà
trionferà.
Giacque vilmente la plebe in catene
sotto il tallone dei ricco padron Ché la guardia rossa
dopo millenni di strazi e di pene già l'inchiodò alla fossa
l'asino alfine si cangia in leon. nell'epica riscossa
dell'umanità.

pagina 134
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La leggenda della Neva


di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-leggenda-della-neva

La Mi La Neva commossa
La Neva contemplava alla Sprea vaticinava
La Re che non invano "Spartaco" spirava.
della folla umile e oscura La pura salma rossa
La Si Mi ingigantì la tormenta
il pianto silenzioso e la tortura. e... "di denti di draghi fu sementa".
La Mi Oh quanto ne fu di fertile il terreno
La plebe sanguinava e non soltanto sulla Sprea e sul Reno!
La Re Ben disse il duce degli Spartachiani:
come Cristo sulla Croce "Malgrado tutto, sarà mio il domani".
La Mi Re E l'eco ripetè a tutta la Terra:
svenata dalla monarchia feroce "Fra oppressi ed oppressor
Mi non pace mai, ma guerra!".
che non paga di forche e di Siberia
La Neva altri prodigi
volle ancor della guerra la miseria... non invano prometteva.
La Mi L'incendio all'universo si estendeva.
Ma sorse alfin un Uomo di coraggio Minaccia il Po, il Tamigi
Sim Mi La il Danubio ed altre sponde.
che infranse le catene del servaggio Arrosserà del Tebro le acque bionde.
Mi Spartaco ruggirà dalla sua fossa:
e sterminò le piovre fino in fondo. ... "Eserciti di schiavi, alla riscossa!".
La O sozza tirannia, da troppo langue
Quell'uomo fu Lenin la folla prona, cui succhiasti il sangue.
Mi La O casta scellerata e maledetta,
liberator del mondo. è giunto anche per noi
il dì della vendetta!
La Neva trasportava
verso il Mar, da Pietrogrado, Là, sulla sacra Neva
il motto di Lenin "Chi è ricco è ladro" sta Lenin che ansioso osserva
ed il motto volando se la plebe latina è ancora serva.
per i mari e i continenti Compagni, su mostriamo
destò dal sonno gi schiavi dormenti. ai fratelli bolscevichi
E valicò gli Urali, il Kremlino che noi non siamo più gli schiavi antichi!
e giunse sino a Monaco e Berlino... E le campane pur suonino a festa
Qui sventolando la Bandiera Rossa per salutar la plebe che s'è desta!
"Spartaco" diè il segnal della riscossa. Noi dei tiranni il cuore ed il cervello
E cadde. Ma alla notte, sulla Sprea frantumeremo a colpi di martello.
- qual immenso falò - Si appressa il giorno del fraterno amore.
la salma risplendea. Mouor con la tirannia
il regno del terrore!

Informazioni

Sull'aria de "La leggenda del Piave". Canto che esprime le "febbrili speranze che nutriva nel 1919 il proletariato
italiano. Tali speranze (che a molti apparivano certezza) non si realizzarono: si scatenò invece la più bestiale e
crudele reazione della storia" (da "Canti Comunisti, di Spartacus Picenus).

pagina 135
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La leggera
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-leggera

Lam Mi7 Rem Lam


Il lunedì la testa mi vacilla Oh leggera dove vai
Lam Rem Mi7 Lam
Oi che meraviglia non voglio lavorar Io ti vengo io ti vengo a ritrovar

Rem Sol7 Do Il venerdì poi l’è un giorno di passione


Il lunedì la testa mi vacilla Io che son cattolica non voglio lavorar
Lam Rem Mi7 Lam
Oi che meraviglia non voglio lavorar Il sabato poi l’è l’ultimo giorno
Oi che bel giorno non voglio lavorar
Il martedì poi l’è un giorno seguente
Io non mi sento di andare a lavorar Arriva la domenica mi siedo sul portone
Aspetto il mio padrone che mi venga a pagar
Il mercoledì poi l’è un giorno di baruffa
Io c’ho della ciucca non voglio lavorar Padron l’è là che arriva l’è tutto arrabbiato
Brutto scellerato lèvati di qua!
Il giovedì poi l’è festa nazionale
Il governo non permette ch’io vada a lavorar Noi siam della leggera e poco ce ne importa
Vadan sull’ostia la fabbrica e il padron!

Informazioni

Testo diffuso nella zona dell'Appennino Emiliano, su un tema presente in tutto il nord Europa, e noto in tutta l'Italia
settentrionale e centrale, in diverse versioni.A proposito di questo modello di canzone, a pg 185 di Jona E.,
Liberovici S., Castelli F., Lovatto A., Le ciminiere non fanno più fumo. Canti e memorie degli operai torinesi, Donzelli
Editori, Roma, 2008, si può leggere: "questo canto pertanto può considerarsi come uno dei primi canti del
proletariato moderno non ancora costituito in gruppi organizzati: siamo cioè alla preistoria della classe operaia."
Per il significato del termine "leggera", vedi la nota a La lingera di galleria.

pagina 136
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La nostra società l'è la filanda


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: lombardo
Tags: lavoro/capitale, filanda
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-nostra-societa-le-la-filanda

La La
La nostra società l'è la filanda se 'l direttor el gh'è
Mi
quaranta lazarón che me comanda La
La 'n voeur i sigari
i gh'eva l'assistenta forastiera
La la 'n voeur i soldi
la manderemo in galera Mi
la 'n voeur i sigari e de fa 'l caffè
La
Gh'el diseremo, gh'el diseremo La 'n voeur i sigari
Mi
al direttór la 'n voeur i soldi
La
che la 'sistenta la va di basso la 'n voeur i sigari e de fa 'l caffè
La La
a fare l'amór La 'n voeur i sigari

La la 'n voeur i soldi


La va di basso la va di basso Mi
Mi la 'n voeur i sigari e de fa 'l caffè
in punta di piè
ma per vedere ma per vedere Mi La
Biondina carina non sei più per me.

Informazioni

Raccolta a Cologno sul Serio da Sandra Mantovani.

pagina 137
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Lamento del carbonaro


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: toscano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lamento-del-carbonaro

Mim Vi posso dire sopra quel terreno


Vita tremenda e vita disperata ci siamo tanti assoma a lavorare
Si7 ci volesse due lire e non di meno
chi un l'ha provato un lo po' immaginare una e ottanta ce lo fan bastare.
Mim Ci danno la farina a caro prezzo
credo all'inferno un'anima dannata cinquanta lire la fanno i' quintale
Si7 Mim puzza di riscaldato e sa di lezzo
che così tanto possi tribolare sarebbe roba da darsi al maiale.
quant'è lo spasimo e i' dolore
Si7 Mim Bisogna tace e non c'è via di mezzo
quella del carbonaro il tagliatore. tanto se si reclama è sempre uguale
se da qualcuno siamo ascoltati
Parti da casa ha poco lieto il core si passa da 'gnoranti e da sfacciati.
si riunisce assoma a diversi compagni
lascia la moglie immersa in un dolore 'Un se lo rammentan più quegli esaltati
e i figli scarzi e 'gnudi come ragni che si mangiava il pane a pari eguale
dicendogli: se giova el mio sudore ora che a mangià 'l pan si son trovati
ho la speranza farli bon guadagni son quelli che si fanno tanto male
soccorso vi darò come vedrete tra il capo macchia ministri fattori e
vi comprerò le scarpe e mangerete dispensieri
son quelli che ci mettono i pensieri.
Le speranzi son boni capirete
perché il padron ci fa bon promessione Ora ch'a' conti ci siamo arrivati
si va in Corsica in Sardegna fino a Riete là giò 'l ministro li ha già sistemati.
si va a seconda le combinazione Ci consegnano biglietti sigillati
credessimo trovare maggior fortuna par che d'aprirgli a lor molto gli prema
s'anderebbe nel mondo della luna. quando che gli hanno letti esaminati
quello che gli par troppo ce lo scema
In secca in una foresta alta e dura tutt'a utile suo la somma tira
gli par d'aver trovato un gran tesoro lo chiude 'l conto e 'l povero sospira.
l'è lì che tutt'insieme ci si adduna
possibilmente ne'ccentro di'llavoro Quello che gli rispondo a piena ira
e lì chi di una parte alcuna Mi scusi signor padrone ma qui ha sbagliato
forman la cella per il suo demoro più s'arrabbia più s'infama più s'adira
la fabbrica con legna terra zolle e sassi dicendo: È troppo quello che ti ho dato
pare proprio i'rricovero de' tassi. se stavi più accorto e lavoravi
di certo che di più tu guadagnavi
Otto mesi bisogna coricarsi
nutrendosi di un cibo più meschino Pensate un po': essere stati otto mesi
pure'n di cacio un se doventa grassi schiavi
per risparmiar se ne mangia pochino pensate un po' come taglian la giubba
otto mesi si dorme sotto le oscure zolle in centonovantanove tutti ladri
col capo in terra come le cipolle. fanno a gara tra loro a chi più rubba
Ritorno a casa stracanato e scotto
senza quattrini e con la febbre addosso.

Informazioni

Reg. di Caterina Bueno, Tirli, Grosseto, 1965, inf. Domenico Bartoletti.

pagina 138
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Lenin e Stalin
di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lenin-e-stalin

Rem La7 Re
Quasi un ventennio è passato del mondo sei tu
Rem Sol Re
Da quando sorge quaggiù E come il Sole
La7 La7 Re
Un genio atteso e adorato il tuo ideale non si spegne mai più
Rem
Come un novello Gesù
La7 Rem Piomba la belva fascista
Ed ogni oppresso cantava Sopra ogni gran civiltà
La7 Mi7 La L'umanità socialista
Non lagrimando già più Or si accingeva a sbranar
Ma un uomo tutto d'acciaio
Re La7 Ad aspettarlo era là
Lenin la tua dottrina si diffonde e vola
Re Stalin di Stalingrado la leggenda vola
Lenin la tua parola è quella che consola Stalin fermava il mostro la tua forza sola

Gloria sia a te in eterno


Il dolce sogno santo Senza la tua grande vittoria
La7 Ritorna indietro la storia
Della gran città del Sole Di due millenni o anche più
Rem
Che vagheggiava ogni cuore Stalin il degno erede
Mi7 La del gran Lenin sei tu
Tu realizzasti quaggiù Due vostri pari
sopra la terra non verranno mai più
Sol La Solm Re La7 Re
Lenin il più grand'uomo Stalin mai più

pagina 139
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Mano alla bomba


(1937)
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: anarchici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/mano-alla-bomba

Re Con petrolio e dinamite


Su mano alla bomba che scoppi mitraglia La7
La7 Re Ogni classe ed il governo
Disponi i petardi e impugna le Star Re La7 Re
a disfar e debellar
Si propaga l'idea rivoluzionaria
La7 Re à ora che spenta sia la dittatura
La gran libertaria che i ceppi spezzò Vergogna e tortura del mondo civil
Non più militari ne classi borghese
Presto anarchici accorriamo Su fuoco alle chiese e abbasso il poter
La7 Re
A pugnar per la vittoria od il morire Presto anarchici...

Informazioni

E' la traduzione in italiano di una canzone spagnola del '36, Arroja la bomba.
Pubblicata su “Guerra di Classe”, giornale della CNT-FAI (Seccion Italiana), Barcelona, a.II,n.14, 1 maggio 1937, p.
6, col titolo Mano alla bomba! e l’indicazione: “Adattazione di VIR. Motivo dell’inno anarchico Arroja la bomba". VIR
è lo pseudonimo di Virgilio Gozzoli, anarchico di Pistoia.
Arroja la bomba nasce durante la dittatura fascista di Primo de Rivera (1923-1930) e venne cantata nelle prigioni
dagli anarchici incarcerati. La “Star” è un grosso revolver, molto utilizzato all’epoca.

Da acrataz.oziosi.org (non più online).

pagina 140
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Ningú no compren ningú


di Xesco Boix
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: catalano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ningu-no-compren-ningu

Lam Mi7 Lam Sentir el sol damunt la cara,


Ningú no compren ningú Lam
Mi7 i estimar-se de debó,
peró nosaltres som nosaltres Mi7
Lam i trobar-se viu encara,
i sabem alló que és bó: Lam Mi7 Lam
Rem i cantar sense cap dò.

Informazioni

Registrat0 per la prima volta nel 1971dal Gruppo catalano La trinca, in un 45 giri per l'etichetta spagnola Edigsa.
(El Gallo Rojo, lapalabramasnuestra@gmail.com)

pagina 141
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Povero Matteotti
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/povero-matteotti

Do lasciò la vita
Povero Matteotti,
Sol7 E mentre lui moriva,
te l'hanno fatta brutta così diceva
i vili assassini ucciderete me
Do ma non l'idea
la vita t'han distrutta!
Vigliacchi son d'ucciderlo
Lasciasti qui la moglie così dobbiamo fare
abbandonata uniti proletari
veniva quasi pazza dobbiamo vendicare.
dalla notizia data.
Quando sarà il processo
Vigliacchi son l'uccisero all'aula noi andremo
così dobbiamo fare se un giudice non vale
uniti proletari protesteremo.
dobbiamo vendicare.

Corso Regina Coeli Vigliacchi son d'ucciderlo


c'è una salita così dobbiamo fare
dove Matteotti uniti proletari
dobbiamo vendicare.

Informazioni

Raccolta nel 1960 da Jona e Liberovici a Vercelli, dl Coro delle mondine di Trino Vercellese.

pagina 142
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Povre filandere
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: lombardo
Tags: lavoro/capitale, filanda
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/povre-filandere

Do non gh'avrì mai ben


Povre filandere
Sol7 Al suna la campanela
non gh'avrì mai ben gh'è né ciar né scür
povre filandere
dormerì 'n de paja pichi 'l co nel mür
Do
creperì nel fen al suna la campanela
gh'è né ciar né scür
dormerì 'n de paja povre filandere
creperì nel fen pichi 'l co nel mür
povre filandere

Informazioni

Dal repertorio della filanda, raccolta da Bosio, Boccardo e Vailati, a Cologno sul Serio, 1966.

pagina 143
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Quattro signori
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/quattro-signori

Re7 Sol han troppa fame, han voglia di rubar,


Quattro signori a Parigi vanno
Lam Re7 Sol Finito giugno, pace non è fatta
a commerciare e a dividere il bottino; in sette mesi e più di discussione;
Re7 Sol fan fallimento, tutto il mondo scatta,
la guerra han fatto, altro più non sanno, gambe per aria par che debba andar,
Mim La7 Re7
e la vittoria vuol la pace-inganno. Evviva dunque la rivoluzione,
la "borghesia più non regnerà ,
Sol il bolscevismo sta per trionfare:
Il tribunale han confezionato o dunque, o popolo, unito sta!
Re7
di giudicare la pace imputata La dittatura del proletariato,
Sol dopo la Russia, avremo in tutto il mondo;
e la giustizia han dimenticato: viva il Soviet, Lenin glorificato
Re7 Sol in un gran simbolo di civiltà !

Evviva dunque la rivoluzione...

Informazioni

Sull'aria della canzonetta del 1919 "Bambola". Descrive il giudizio popolare sulla conferenza di pace di Parigi che si
protrasse dal gennaio 1919 al giugno del 1920.

pagina 144
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Sciur padrun da li béli braghi bianchi


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: emiliano-romagnolo
Tags: lavoro/capitale, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sciur-padrun-da-li-beli-braghi-bianchi

La fora li palanchi ch'anduma a cà


Sciur padrun da li béli braghi bianchi
Mi7 La E non va più a mesi
fora li palanchi fora li palanchi e nemmeno a settimane
la va a pochi giorni
sciur padrun da li béli braghi bianchi la va a pochi giorni
Mi7 La e non va più a mesi
fora li palanchi ch'anduma a cà e nemmeno a settimane
la va a pochi giorni
La e poi dopo andiamo a cà
A scüsa sciur padrun
Mi7 Sciur padrun da li béli braghi bianchi
sa l'èm fat tribülèr fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
i era li prèmi volti fora li palanchi ch'anduma a cà
La
i era li prèmi volti Incö l'è l'ultim giürën
e adman l'è la partenza
a scüsa sciur padrun farem la riverenza
sa l'èm fat tribülèr farem la riverenza
i era li prèmi volti incö l'è l'ultim giürën
ca 'n saiévum cuma fèr e adman l'è la partenza
farem la riverenza
Sciur padrun da li béli braghi bianchi al noster sciur padrun
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
Prèma al rancaun li palanchi ch'anduma a cà
e po' dopu a 'l sciancàun
e adés ca l'èm tot via E quando al treno a scëffla
e adés ca l'èm tot via i mundèin a la stassion
prèma al rancaun con la cassiétta in spala
e po' dopu a 'l sciancàun con la cassiétta in spala
e adés ca l'èm tot via e quando al treno a scëffla
al salutém e po' andèm via i mundèin a la stassion
con la cassiétta in spala
Sciur padrun da li béli braghi bianchi su e giù per i vagon
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi Sciur padrun da li béli braghi bianchi
fora li palanchi ch'anduma a cà fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi
Al nostar sciur padrun fora li palanchi ch'anduma a cà
l'è bon come 'l bon pan
da stér insëma a l'érsën Quando saremo a casa
da stér insëma a l'érsën dai nostri fidanzati
al noster sciur padrun ci daremo tanti baci
l'è bon com'è 'l bon pan ci daremo tanti baci
da stér insëma a l'érsën quando saremo a casa
al dis - Fé andèr cal man - dai nostri fidanzati
ci daremo tanti baci
Sciur padrun da li béli braghi bianchi tanti baci in quantità
fora li palanchi fora li palanchi
sciur padrun da li béli braghi bianchi Sciur padrun da li béli braghi bianchi

pagina 145
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fora li palanchi fora li palanchi fora li palanchi ch'anduma a cà


sciur padrun da li béli braghi bianchi

Informazioni

Raccolta da G. Bosio e R. Leydi a Gualtieri (RE) questa canzone di risaia fa parte del repertorio di Giovanna Daffini.
(G. Vettori)

pagina 146
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Se arriverà Lenin
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/se-arrivera-lenin

Re vogliamo la libertà
Se arriverà Lenin
La7 Le guardie regie in pentola
faremo una gran festa: le fanno il brodo giallo,
carabinieri in umido
andremo dai signori, e arrosto il maresciallo.
Re
gli taglierem la testa Oilà oilà e la lega la crescerà ...

Re State attente vedovelle,


A oilì oilì oilà che g'han firmà la pace,
La7 ghe vegnarà a ca' i zuven,
e la lega la crescerà ve basarà 'e calate.

E noialtri socialisti, Oilà oilà e la lega la crescerà ...


Re
e noialtri socialisti E se verrà Lenin
faremo una gran festa:
A oilì oilì olià andremo dai signori,
e la lega la crescerà gli taglierem la testa.
E noialtri socialisti
Oilà oilà e la lega la crescerà ...

Informazioni

Tre strofette di origine diversa, riconducibili all'epoca 1919-21. La prima raccolta da C.Bermani a Novara nel 1963,
la seconda da M.L. Straniero a firenze nel 1962, e da B. Andreoli a Modena nel 1970, la terza da G. Bosio a Cologno
al Serio nel 1969.

Sull'aria de La lega

pagina 147
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Senti le rane che cantano


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/senti-le-rane-che-cantano

LA LA
Senti le rane che cantano tornare al mio paese
MI MI
che gusto che piacere lasciare la risaia
LA
lasciare la risaia tornare al mio paese

Informazioni

Uno dei più conosciuti e antichi canti di monda, sul ritorno dalla risaia.

pagina 148
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Sento il fischio del vapore


Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sento-il-fischio-del-vapore

Do Oh che pena, oh che dolore,


Sento il fischio del vapore, che brutta bestia è mai l'amore!
Sol7 Do Oh che pena, oh che dolore,
l'è il mio amore che 'l va via, che brutta bestia è mai l'amore!
Sento il fischio del vapore, Starò piuttosto senza mangiare,
l'è il mio amore che 'l va via, ma l'amore lo voglio far.

Do Lo voglio far mattina e sera


e l'è partito per l'Albania, finchè vien la primavera;
Sol7 Do Lo voglio far mattina e sera
chissà quando ritornerà! finchè vien la primavera;
e l'è partito per l'Albania, la primavera è ritornata,
chissà quando ritornerà! ma il amore m'ha abbandonà.

Ritornerà sta primavera Mi hanno rinchiuso in un convento


con la spada insanguinata; e mi han tagliato i miei capelli;
Ritornerà sta primavera Mi hanno rinchiuso in un convento
con la spada insanguinata; e mi han tagliato i miei capelli;
e se mi trova già maritata, ed eran biondi e ricci e belli,
oh che pena, oh che dolor! m'han tagliato le mie beltà

Informazioni

Probabilmente ispirato dalla spedizione italiana in Albania del 1914 ed inserito nel clima antimilitarista della
Settimana Rossa, questo canto ci viene tramandato da Giovanna Daffini, mondina e cantastorie.

pagina 149
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Sono andato a Ventimiglia


(1928)
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sono-andato-ventimiglia

Fa Do Fa
Sono andato a Ventimiglia E la bella non mi vuole
Do Do
a pagare il celibato e la brutta non mi piace
Fa Fa
cento lire m’han rubato pagherò trecento tasse.
Do Do
Cento lire m’ha rubato Pagherò trecento tasse

Fa Fa
Sono andato a Ventimiglia se la bella non mi vuole
Do Do
a pagare il celibato e la brutta non mi piace
Fa Fa
cento lire m’han rubato pagherò trecento tasse
Do Fa Do Fa
e non mi sposerò mai più. Mai più

Informazioni

È questo un canto trasmesso dai cantastorie che durante il periodo della monda rallegravano le serate delle
mondine con canti e balli.

pagina 150
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Sventola bandiera rossa


di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sventola-bandiera-rossa

Re E' vano ogni tormento


T'amo, con tutto il cuore per ogni comunista assassinato
La7 sorgono nuovi a cento
o mia bellissima rossa bandiera ribelli dal terreno insanguinato
tu sei il vero amore e l'oppressor, preda al terror
del derelitto che sospira e spera la nostra forza l'ha ormai schiaccato
quando morrò, ti bacerò
come si bacia l'amante sincera Io ti vedrò...

Si La vile guardia bianca


Io ti vedrò lassù che i comunisti mette alla tortura
Mim Si7 Mim orsù, compagni avanti
sulle rovine di un mondo che fu della sbirraglia non abbiam paura.
Sol Re La libertà, trionferà
Bandiera rossa sventolare ognor' la nostra meta è ormai sicura
La7 Re
sul tuo gran popolo in rivolta Io ti vedrò...
La Re
Bandiera rossa sventolerai lassù!

pagina 151
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Viva Lenin
di Raffaele Mario Offidani
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/viva-lenin

La Fa#m Sim La vile e lussuriosa borghesia


Fuggite o schiavi la malinconia Per un tozzo di pane la comprò
Re Mi La
Perché incomincia la felicità Si geme l'afflitta si verrà Lenin
Do#7 Fa#m Che mi darà il mio pane
Sullo sfacelo della borghesia E punirà l'infamia del destin
Si7 Mi7
Nasce l'aurora della libertà Nei pressi della lurida galera
Il figlio dell'ergastolano va
La Sim Mi La E al soffio della rossa primavera
Si la bandiera di Lenin s'innalzerà Implora che gli renda il suo papà
Sim Mi
E nella terra e nel cielo Si grida il bambino si viva Lenin
Sim Mi La Perché Lenin soltanto
La legge di Lenin trionferà Ritorna l'innocente al suo piccin

L'imboscato guerrier nazionalista Venite libertari e socialisti


Innaffia i suoi tartufi col Bordeaux Le turbe degli oppressi a liberar
Il povero soldato trincerista Il santo gonfalone dei comunisti
Son tanti mesi che non si sfamò Sventoli vittorioso in ogni mar

Si grida il soldato si Lenin verrà Si grida la folla si Lenin verrà


E i vili pescicani Viva Lenin ch'è amore
Colpisce con la spada del destin Ch'è faro do giustizia e libertà

La pallida figliola della via Si la bandiera di Lenin s'innalzerà


Sui marciapiedi il corpo trascinò Nella terra e nel cielo
La legge di Lenin trionferà

pagina 152
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La seconda guerra mondiale e la Resistenza


(1939 -1945)

Il movimento di Resistenza, in Italia e in Europa, ha rappresentato un'esperienza collettiva


fondamentale, che ha segnato profondamente la storia. In questa sezione sono raccontati
fatti diversi e drammatici, come la persecuzione, la deportazione, lo sterminio degli ebrei e
delle minoranze in genere, le azioni e le battaglie dei partigiani e dei resistenti, e gli eccidi
di civili perpetrati dai nazifascisti in Italia e in Europa.

pagina 153
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Addio Bologna bella


di Alberto Marzoli
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/addio-bologna-bella

La La
Addio Bologna bella, con la speranza sul cuor
Mi7
o dolce terra pia, E tu che ci discacci
con una vil menzogna,
per una vil menzogna repubblica fascista,
La un dì ne avrai vergogna
i partigiani van via.
Il partigiano errante
Mi7 ha la sua fede nel cuor.
Vanno sulle montagne

Informazioni

Sull'aria di "Addio a Lugano"

pagina 154
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Addio mammina addio


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/addio-mammina-addio

Sol anche se infurian vento e tempesta


Addio mammina addio noi siamo fieri coraggiosi e baldi
Re7 le gesta seguirem di Garibaldi.
cantava il partigiano nel partire
pregando in alto Iddio Se tu sapessi o bella
Sol per la bandiera che piantai lassù
per questo figlio che non vuol tradir ci sto di sentinella
Re7 e dei fascisti non la 'forcan più
la causa santa della riscossa moschetto pronto mitragliatrice
Sol prendi la vita schiere felici
di Garibaldi camicia rossa la bomba sempre pronta nella mano
Re il distintivo gli è del partigiano.
sono orgoglioso d'esser coi ribelli
Sol Tremate o maledetti
prima d'andare contro i miei fratelli. questo è il destino della gioventù
che irrompe in tutti i petti
Se tu sapessi o mamma e il desiderio non si ferma più
quanti compagni che trovai lassù di liberar la patria nostra
lassù sulla montagna da questa setta schifosa e tosta
che è presidiata dalla gioventù con tutti i pianti che c'hai fatto fare
pien di gioia come una festa con la lor pelle la dovran pagare.

Informazioni

Con lievi varianti questo canto l'ho ascoltato dalla voce del partigiano Volpe (nome di battaglia) della XXIII Brigata
Garibaldi "Guido Boscaglia" nel luglio 2003, all'annuale raduno dei reduci della Brigata sui monti delle Carline tra
Siena e Grosseto (Pardo Fornaciari).

All'indirizzo http://www.memoria.provincia.arezzo.it/canti/canti_partigiani.asp si può ascoltare questo canto con


lievissime variazioni; un po' diverso (ma con spartito e qualche informazione) è stato pubblicato anche da M.
Gatteschi "Il canto popolare aretino. La ricerca di Diego Carpitella", Le Balze, Arezzo, 2004. (Francesca Prato)

pagina 155
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Armata Rossa
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/armata-rossa

Mim Si7 Mim dei battaglioni del lavor. 2 volte


Armata Rossa torrente d'acciaio
Si7 Mim Si7 Mim Nelle officine sui campi e sui mar,
Nelle tue file si vince o si muor; son gli sfruttati decisi a lottar.
Si7 Mim Stride la macchina, romba il motore,
Armata Rossa torrente d'ardore tuona il cannone, lo sterminator.
Si7 Mim Si7
L'imperialismo saprai schiacciar. Avanti avanti rosse falangi, ecc.

Mim Alzatevi in piedi proletari del mondo,


Avanti avanti, rosse falangi, per il comunismo venite a lottar,
Si7 Mim guai a chi tocca la Russia dei Sovieti (!)
spezziam le reni dell'oppressor; contro di noi dovrà cozzar.
Lam Mim
al sole brillano le baionette Avanti avanti ecc.
Si7 Mim

Informazioni

Da Romano-Solza, Canti della Resistenza italiana, Milano, Ed. Avanti, 1960: "Questa canzone è di origine russa e fu
cantata dalle Brigate garibaldine". Effettivamente la melodia è quella di Belaja armija, čërnyj baron

pagina 156
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Attraverso valli e monti


(1944)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/attraverso-valli-e-monti

Mim Si7 Mim tinte nel sangue del partigian;


Attraverso valli e monti giù dai monti a balde schiere
Re Sol Re Sol sotto il fuoco avanti van
eroico avanza il partigian
Lam I tedeschi e i traditori
per scacciare l'invasore saran scacciati con l'acciar
Mim Si7 Mim e il clamor della vittoria
all'istante e non doman. varcherà le Alpi e il mar.
Lam Mim
Per scacciare l'invasore Combattiam per vendicare
Si7 Mim tanta infamia e atrocità
all'istante e non doman. combattiam perchè l'Italia
viva in pace e libertà
E si arrossan le bandiere

Informazioni

Versione italiana della nota canzone partigiana russa Po dolinam i po vzgoriam (Per colline e per montagne), parole
di Piotr Parfenov rielaborate nel 1929 dal poeta Serghei Alimov, nota in Italia perché trasmessa ogni giorno da
Radio Mosca. Essa fu ripresa dal fuoruscitismo antifascista negli anni '43-'44 ed era diffusa soprattutto tra i
partigiani del Friuli-Venezia Giulia.

pagina 157
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Bella ciao
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/bella-ciao

Lam e se muoio da partigiano


Una mattina mi sono alzato tu mi devi seppellir.

o bella ciao bella ciao Seppellire lassù in montagna


La7 o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao bella ciao ciao ciao
Rem Lam seppellire lassù in montagna
una mattina mi sono alzato sotto l"ombra di un bel fior.
Mi7 Lam
e ci ho trovato l'invasor. E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao
O partigiano, portami via bella ciao ciao ciao
o bella ciao bella ciao e le genti che passeranno
bella ciao ciao ciao e diranno: o che bel fior!.
o partigiano, portami via
che mi sento di morir. E" questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao
E se muoio da partigiano bella ciao ciao ciao
o bella ciao bella ciao è questo il fiore del partigiano
bella ciao ciao ciao morto per la libertà

Informazioni

Roberto Leydi fa risalire il testo alla nota ballata popolare Fior di tomba, e la musica ad una filastrocca infantile
derivata dall'altra nota ballata popolare Bevanda sonnifera.

Posteriore alla versione partigiana è un canto di risaia, dal repertorio di Giovanna Daffini, ma la musica di Bella
Ciao è stata anche più volte utilizzata per canzoni nate in occasione di lotte di fabbrica.

pagina 158
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Bojorno
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: veneto
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/bojorno

Do ne ciapa de note
E se i tedeschi madona che bote
ne ciapa de giorno madona che bote.
Sol7
allora bojorno, Ma se i tedeschi
Do te ciapan tel treno
allora bojorno. vedemo, spetemo
vedemo, spetemo.
E se i tedeschi

Informazioni

Sull'aria di "Là sul Cervino"

pagina 159
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Boves [Non ti ricordi il trentun di dicembre]


(1944)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/boves-non-ti-ricordi-il-trentun-di-dicembre

Re La7 Dopo tre giorni di lotta accanita


Non ti ricordi il trentun di dicembre, fra tanti incendi e vittime borghesi
Re non son riusciti coi barbari sistemi
quella colonna di camion per Boves noi partigiani poterci scacciar.
Sol La Re
che trasportava migliaia di ``Tuder'' Povere mamme che han perso i suoi figli,
La7 Re povere spose che han perso i mariti,
contro sol cento di noi partigian. povera Boves che e` tutta distrutta
per la barbarie del vile invasor.
E tra San Giacomo e la Rivoira
e Castellar e Madonna dei Boschi, Ma dopo un anno di vita montana
la` infuriava la grande battaglia tra fame e freddo e dure fatiche
contro i tedeschi e i fascisti traditor. e` giunta l'ora della nostra riscossa,
noi partigiani sapremo vendicar.

Informazioni

Sull'aria di "Non ti ricordi quel mese d'aprile" o "Addio padre". Raccolta da Coggiola e Deichman da un grupppo di
donne di Boves (CN). Cronaca partigiana della battaglia e delle rappresaglie naziste a Boves, nell'inverno tra 1943
e 1944, cha costarono la vita a 132 civili e l'incendio e la distruzionedi più di 700 case di Boves (CN)

vedi anche: http://www.storia900bivc.it/pagine/boves.html

pagina 160
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Brigata partigiana
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/brigata-partigiana

LA MI Sono imberbi giovanetti


Mentre il popolo languiva e qualcuno è un uomo già;
LA hanno il fuoco nei lor petti,
triste e stanco nel dolor vogliono pace e libertà
RE LA hanno il fuoco nei lor petti,
con le armi si partiva vogliono pace e libertà
MI LA
per la PAtria e per l'onor Senza tema nè paura
RE LA la Brigata innanzi va
con le armi si partiva sulla strada lunga e dura,
MI LA ed il sogno arriverà.
per la Patria e per l'onor sulla strada lunga e dura,
ed il sogno arriverà
Verso i monti, sulle vette,
nelle valli, lungo il pian, Pace eterna gloria a voi!
son per fare le vendette Mai nessuno scorderà
i soldati partigian tutti i nomi degli eroi
son per fare le vendette morti per la libertà
i soldati partigian tutti i nomi degli eroi
morti per la libertà

Informazioni

Esiste una versione di questo canto intitolata "Brigata Caio", che non prevede la terza strofa, e che modifica la
quarta così:

Senza tregua ne paura


la brigata Caio va
sulla strada lunga e dura
ed il sole arriderà

e tra la quarta e la quinta inserisce la seguente:

Non ci scorderemo mai


dell'esempio nel dover
il suo motto fu "dai dai"
Caio è il primo nel cader

La brigata Caio operava sull'Appennino Ligure, al confine tra la provincia di Alessandria e la Liguria

pagina 161
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Cime nevose
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/cime-nevose

Do Fa
Là sulle cime nevose L'è un partigian, l'é un partigian
Sol7 Do Do
una croce l'è piantà. che il nemico uccise
Non vi son fiori né rose Fa
Sol7 Do l'è un partigian
l'è la tomba di un soldà. Do
che nel fuoco morì.
Fa
L'è un partigian, l'é un partigian Vi vedo e penso ancora
Do Rem Sol7 Do
che il nemico uccise nell'ora dei tramonti
Sol7 Sol7
l'è un partigian al sorger dell'aurora
Do Do
che nel fuoco morì. montagne del mio cuor.
Do Fa
Pensando alle alte vette Questo dolce ricordo
Rem Sol7 Do Do
fra i dolci acuti canti mi fa sognare, mi fa cantare
Sol7 Lam
fra i rivoli fruscianti tutta la melodia
Do Rem Sol7
snodati verso il pian che riempie il cuore di nostalgia.
la mamma più non piange
Rem Sol7 Do Do
il figlio suo perduto: Vi vedo e penso ancora
Sol7 Rem Sol7 Do
sull'alpe sconosciuto nell'ora dei tramonti
Do Sol7
un altro eroe sta. al sorger dell'aurora
Do
montagne del mio cuor.

Informazioni

La melodia è quella del noto canto friulano "Ai preà le biele stele e le sant del Paradis"

pagina 162
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Col parabello in spalla


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/col-parabello-spalla

Fa E allora il capobanda
Col parabello in spalla giunta la pattuglia
mi vuol salutare
caricato a palla e poi mi disse
e poi mi disse
sempre bene armato
Do7 e allora il capobanda
paura non ho giunta la pattuglia
mi strinse la mano
quando avrò vinto e poi mi disse
Fa «I fascisti son là».
quando avrò vinto
E a colpi disperati
mezzi massacrati
col parabello in spalla dalle bombe scippe
i fascisti sparivano
caricato a palla gridando «Ribelli»
gridando «Ribelli»
sempre bene armato
Do7 e a colpi disperati
paura non ho mezzi massacrati
dalle bombe scippe
quando avrò vinto i fascisti sparivano
Fa gridando «Ribelli
ritornerò. abbiale pietà!»

Informazioni

Derivato dal canto degli alpini "Col fucile sulle spalle", fu cantata soprattutto in Veneto, Liguria e Piemonte.
Le "bombe scippe" erano ordigni in uso nella prima guerra mondiale, prodotte dalla SIPPE (Società Italiana Per
Prodott iEsplosivi).
La melodia è quella di una nota canzonetta a doppio senso dell'epoca.

pagina 163
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Compagni fratelli Cervi


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/compagni-fratelli-cervi

Sol Mim Sol Re7


Metti la giubba di battaglia, vogliam pace e libertà, e libertà.
Re7 Sol
mitra, fucile e bombe a mano, Sol
per la libertà lottiamo, Compagni, fratelli Cervi,
Re7 Sol Lam
per il tuo popolo fedel. cosa importa se si muore
Lam Re Sol
Re per la libertà e l'onore
E' giunta l'ora Lam Re7 Sol
Sol al tuo popolo fedel.
dell'assalto,
Re Sol E' giunta l'ora dell'assalto...
il vessillo tricolore,
Do Sol Compagni, fratelli Cervi...
e noi dei Cervi l'abbiam giurato

pagina 164
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Con la guerriglia
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/con-la-guerriglia

La Mi Il nostro grido è libertà o morte


E noi farem del mondo un baluardo Sull'aspro monte ci siam fatti lupi
La Al piano scenderem per la battaglia
Sapremo rider e disprezzar la vita Per la vittoria
Sim Al piano scenderem per la battaglia
Per noi risorgerà la nuova Italia Per la vittoria
Mi7 La7
Con la guerriglia Famelici di pace e di giustizia
La7 Re Sim Annienterem il fascismo ed i tiranni
Per noi risorgerà la nuova Italia Rossi di sangue e carichi di gloria
Mi7 La Nel fior degli anni
Con la guerriglia Rossi di sangue e carichi di gloria
Per tutte le vittime nostre invendicate Nel fior degli anni
Per liberar l'oppressa nostra gente
Ritorna sempre invitto nella lotta Ai nostri morti scaverem la fossa
Il patriota Sulle rupestri cime sarà posta
Ritorna sempre invitto nella lotta Per noi risorgerà la nuova Italia
Il patriota Con la guerriglia
Per noi risorgerà la nuova Italia
Con la guerriglia

Informazioni

Canto di battaglia della Brigata Garibaldina Cichero e di altre formazioni partigiane combattenti sull 'appennino
ligure. Nell 'immediato dopoguerra il brano verrà poi rielaborato in differenti versioni, diffuse prevalentemente
nell\'Italia Centrale, Lazio in particolare, come la nota Orsù Compagni di Civitavecchia. In realtà Con la Guerriglia
ha genesi ben più lontane nel tempo, traendo le sue antiche e nobili origini dall\'Inno della Rivolta, canto anarchico
il cui testo ricalcava fedelmente la poesia Dies Irae, scritta nel 1893 da Luigi Molinari, pubblicata l 'anno seguente
sull 'Almanacco della Favilla, periodico bimestrale di propaganda libertaria edito a Mantova, e successivamente
musicata nel 1904.

pagina 165
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Cosa importa se ci chiaman banditi?


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/cosa-importa-se-ci-chiaman-banditi

Mim Lam A morte il fascio repubblican...


Portiamo l'Italia nel cuore,
Si7 Mim Onore a chi cade in cammino,
abbiamo il moschetto alla mano, esempio per chi resta a lottare;
Lam da forti accettiamo il destino,
a morte il tedesco invasore, nel sacro nome della libertà!
Mim Si7 Mim
ché noi vogliamo la libertà. A morte il fascio repubblican...

Si7 Mim In piedi, ché il giorno è vicino;


A morte il fascio repubblican, avanti, Seconda Brigata!
a morte il fascio, siam partigian. Compagni, già sorge il mattino,
A morte il fascio repubblichin, l'alba serena di libertà.
a morte Hitler, viva Stalin.
A morte il fascio repubblican...
Cosa importa se ci chiaman banditi?
Ma il popolo conosce i suoi figli. Nel segno di falce e martello
Vedremo i fascisti finiti, lottiamo per il popolo nostro,
conquisteremo la libertà. domani sarà il giorno più bello,
che noi vivremo in libertà!

A morte il fascio repubblican...

Informazioni

Sull'aria dell'"Inno a Oberdan"

pagina 166
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Cosa rimiri mio bel partigiano


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/cosa-rimiri-mio-bel-partigiano

Fa La mia banda l'è forte e armata


Cosa rimiri mio bel partigiano? dei tedeschi paura non ho
Do7 con la mia banda li vincerò
Io rimiro la figlia tua
Fa Do7 Fa Partigiano, indov'è la tua banda?
è la più bella della città La mia banda l'è qui e l'è là
sugli alti monti a guerreggiar
La mia figlia l'è giovine e bella,
ai partigiani non ce la do Partigiano se vuoi la mia figlia
in camerella la chiuderò di un giuramento tu devi far
di star sett'anni senza baciar
In camerella chiudetela pure
verrò di notte la ruberò Mamma mia che mal giuramento
sugli alti monti la porterò aver l'amante così vicin
e star sett'anni senza bacin
Sugli alti monti portatela pure,
verran i tedeschi a rastrellar Quando fu stato sulle alte montagne
e la biondina l'ammazzeran una bufera si scatenò
e la biondina in braccio andò.

Informazioni

Sull'aria del canto deglla prima guerra mondiale Cosa rimiri mio bell'alpino.
La particolarità di questo canto sta nella struttura, che è tipicamente quella del canto epico-lirico dell'Italia
settentrionale.

pagina 167
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Dai monti di Sarzana


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: anarchici, antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dai-monti-di-sarzana

Sol Il battaglion Lucetti


Momenti di dolore, Do
Do Re son libertari e nulla più
giornate di passione, Sol
Sol coraggio e sempre avanti
ti scrivo cara mamma, Do Re Sol
La7 Re la morte e nulla più.
domani c'è l'azione Dom Sol
Sol Coraggio e sempre avanti
e la brigata nera, Do Re Sol
La Re7 la morte e nulla più.
noi la farem morire.
Bombardano i cannoni
Sol dai monti sarzanesi
Dai monti di Sarzana all'erta partigiani
Re del battaglion Lucetti
un dì discenderemo più forte sarà il grido
che salirà lassù
all'erta partigiani fedeli a Pietro Gori
Sol noi scenderemo giù.
del battaglion Lucetti. Fedeli a Pietro Gori
noi scenderemo giù.

Informazioni

Canzone dei partigiani anarchici del “Battaglione Gino Lucetti” che operò nel Carrarese e attorno a Sarzana. Il
canto è stato riferito in modo frammentario nel 1962 a Roberto Leydi da due partigiani di Carrara. Gino Lucetti è
l’anarchico che nel 1926 fece un attentato a Mussolini lanciandogli una bomba nei pressi di Porta Pia a Roma.
Arrestato, venne condannato l’anno successivo dal Tribunale Speciale a 30 anni. Nel 1943 viene mandato al
confino ad Ischia dove muore sotto un bombardamento “alleato”.

Da acrataz.oziosi.org (non più online).

pagina 168
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Dalle belle città


di Emilio Casalini
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dalle-belle-citta

Lam viviam di stenti e di patimenti,


Dalle belle città date al nemico La
Rem Lam ma quella fede che ci accompagna
fuggimmo un dì su per l'aride montagne, Mi7 La
Mi7 Lam sarà la legge dell'avvenir
cercando libertà tra rupe e rupe, Mi7 La
Si7 Mi7 ma quella fede che ci accompagna
contro la schiavitù del suol tradito. Mi7 Re
Lam sarà la legge dell'avvenir.
Lasciammo case, scuole ed officine,
Rem Lam
mutammo in caserme le vecchie cascine, Di giustizia è la nostra disciplina,
Rem Lam libertà è l'idea che ci avvicina,
armammo le mani di bombe e mitraglia, rosso sangue è il color della bandiera
Si7 Mi7 partigian della folta e ardente schiera.
temprammo i muscoli ed i cuori in
battaglia. Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
La sentimmo l'ardor per la grande riscossa,
Siamo i ribelli della montagna, sentimmo l'amor per la patria nostra.
Mi7
Siamo i ribelli della montagna...

Informazioni

E' l'inno della III Brigata garibaldina Liguria.L'autore delle parole è Emilio Casalini "Cini", assieme ai partigiani della
Brigata; l'autore della musica- una tra le poche completamente originali - è Luciano Rossi " Lanfranco " che la
compose durante i turni di guardia.

pagina 169
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Dongo
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dongo

Mim un terribilim mortal terror.


Del fu Duce i giornali han narrato
Lam Mim Il tiranno portava un berretto
la sua ultima disavventura della fu guardia repubblichina,
Lam Mim un cappotto color nocciolina,
che seguì alla fatal sua cattura era un uomo finito di già.
Si7
e il destin che su lui si compì. Mussolini ascese al potere
colla forza in quel di già lontano,
Come fu Mussolini arrestato, ma la forza di ogni italiano
custodito insieme a Claretta, annientò quel crudele oppressor.
messo in una colora stanzetta
dove stette all'incirca tre dì. Nel vedere il patriota gli ha detto:
"Cosa c'è che venite a fare"?
Buia e tetra era quella stanzetta, "Ambedue vogliam liberare,
ben guardata da due Partigiani sì davver questa è la libertà".
che la sorte avean nelle mani
di chi fu la cagion d'ogni mal. Mussolini da buon cavaliere,
ora quel luogo lui sta per lasciare,
Lui fu messo insieme a Claretta precedenza alle donne vuol dare
per goder tutto quel che doveva, ma precederlo lei non vuol.
per goder tutto quel che voleva
dall'Italia il fratel suo carnal. Detto ciò il giustiziere decide
di colpire il tiranno e Claretta.
In quel luogo entrò il giustiziere. Sui tiranni alfin la vendetta
Mussolini vicino era al letto, sarà sempre tremenda quaggiù.
fuor dall'orbita gli occhi e nel petto Sui tiranni alfin la vendetta
sarà sempre tremenda quaggiù.

pagina 170
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Dopo tre giorni di strada asfaltata


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dopo-tre-giorni-di-strada-asfaltata

Re La e per le pene il sangue ribelle,


Dopo tre giorni di strada asfaltata:
e dei fascisti vogliamo la pelle
La7 Re
dopo tre giorni di lungo cammino, perchè già troppo c'han fatto soffrir!

Sol La Re
l'ardita banda di Mario Gordini
Farem la pelle a quel boia di Hitler
La7 Re
raggiunse il fronte per fare il suo dover. e a quel vigliacco di Mussolini

perchè per colpa di quegli assassini

Nel bel paese della Romagna già troppa gente ha dovuto morir.

ogni mamma con ansia vi aspetta,

ma i nostri morti che gridan vendetta Voi tedeschi che siete i più forti

nostro dovere è andarli a vendicar. venite avanti se avete il coraggio:

e se gli inglesi vi danno il passaggio

Abbiam la fiamma che brucia nel petto noi partigiani fermarvi saprem!

pagina 171
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Fischia il vento
(1943)
di Felice Cascione
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/fischia-il-vento

Lam Mi7 forte il cuor e il braccio nel colpir.


Fischia il vento e infuria la bufera, Nella notte...
Lam
scarpe rotte e pur bisogna andar Se ci coglie la crudele morte,
Rem Lam dura vendetta verrà dal partigian;
a conquistare la rossa primavera ormai sicura è già la dura sorte
Rem Lam Mi7 Lam del fascista vile e traditor.
dove sorge il sol dell'avvenir. Ormai sicura...

A conquistare... Cessa il vento, calma è la bufera,


torna a casa il fiero partigian,
Ogni contrada è patria del ribelle, sventolando la rossa sua bandiera;
ogni donna a lui dona un sospir, vittoriosi, al fin liberi siam!
nella notte lo guidano le stelle, Sventolando...

Informazioni

Sull'aria della canzone russa "Katiuscia". di Michail Isakovski.

Cantata un po' ovunque dalle varie brigate, è stato forse il canto più eseguito durante la Resistenza.

L'autore del testo, Felice Cascione, comandante della II Divisione d'assalto garibaldina di Imperia, è morto nelle
montagne della provincia di Cuneo nel 1944 in uno scontro a fuoco con i fascisti. Solo pochi giorni prima aveva
composto questo canto che poi, in modo spontaneo, ha iniziato a diffondersi tanto da diventare un vero e proprio
inno dei partigiani.

Beppe Fenoglio, nel celebre romanzo "Il partigiano Johnny" scrive: "Fischia il vento è una vera e propria arma
contro i fascisti. Li fa impazzire, mi dicono, al solo sentirla".

pagina 172
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Garibaldi, Brigate d'assalto


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/garibaldi-brigate-dassalto

Lam cosa importa se tuona il cannone


Garibaldi, brigate d'assalto, partigiano, glorioso leone
Mi7 la vittoria più bella sarà.
tu che sorgi dall'italo cuore,
Fa Lam Partigiani levate i vessilli
per la patria, la fede e l'onore che bagnaron di sangue i Bandiera
Fa Sol7 Lam con Battisti e del Piave la schiera
contro chi maledetto tradì. l'invasore scacciato sarà!

Partigiano di tutte le valli, Garibaldi, brigate d'assalto...


pronto il mitra, le bombe e cammina
la tua patria travolta rovina, Non pennacchi, galloni dorati
la tua patria non deve morir. segno ambito ferita vermiglia
nostro motto la santa guerriglia
Giù dai monti discendi alle valli la divisa del nostro guerrier.
se il nemico distrugge il tuo tetto
partigiano, impugna il moschetto Libertà nel lavoro vogliamo
partigiano non devi morir. sia per tutti il pane che sfama
partigiano la patria ti chiama
Garibaldi, brigate d'assalto… col tuo braccio, il tuo sangue, il tuo cuor!

* Se la morte ci sfiora o ci coglie Garibaldi, brigate d'assalto...

pagina 173
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I Felsari
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/i-felsari

SOL RE
Son partigiani di tutti i traditor
quelli che avanzano SOL
RE che rinnegano l’Italia e gl’italian
con passo rapido partigian.
SOL
e man sicura Diciam presente
dalla montagna per i compagni
alla pianura che qui perirono
RE nelle battaglie
finché arrivano gridiamo forte
SOL e combattiamo
i vincitor. finché arrivano
SOL i vincitor.
Se troviamo i felsari Se troviamo i felsari
RE a combatter contro a noi
a combatter contro a noi li mettrem fuori d’uso
li mettrem fuori d’uso con tutto il nostro ardor
SOL siam leoni per forza
con tutto il nostro ardor di tutti i traditor
siam leoni per forza che rinnegano l’Italia e gl’italian
partigian.

Informazioni

Per “Felsari” si possono intendere sia le spie e i delatori ma anche in senso generico tutti i fascisti, in quanto falsi
italiani che hanno rinnegato l’Italia.

La registrazione di questo canto è del maggio 1975 e si trova nel Centro Etnografico del Comune di Carpi.
Nella testimonianza, che raccoglie canti di un gruppo di muratori di Carpi e Novi di Modena, un muratore afferma
che era un canto che cantava, da bambino, subito dopo la guerra, mentre tornava a casa da scuola.

Il primo verso “Son partigiani” è un aggiunta dei Violenti Piovaschi per questioni metriche, la registrazione originale
è priva del primo verso.

pagina 174
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I partigiani di Castellino
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/i-partigiani-di-castellino

Re Mi7 La7
Al comando di Granzino, allora noi cantiam!
La7
dalle Langhe noi veniam Re
Re Tra boschi e macchie nelle tane
partigiani di Castellino Mim
Mi7 La7 come lupi noi viviam
che la patria difendiam.
aspra guerriglia
Re Re
Barbe lunghe e scarpe rotte che da giorni e da mesi conduciam!
La7 La nostra fede
un fucile nella man Mim
La7 Re sarà quella che sui vili vincerà
noi pugnamo sempre giorno e notte Sol Re
La7 Re c'è una voce che dirà:
e l'onor ti vendichiam. La
«Viva i baldi, viva i veci
La Re
Quando il cammin si fa più duro partigian di Castellin!»
Mi7 La
noi resistiam e non ci arrestiam C'è una voce che dirà:
quando il ciel si fa più scuro «Viva i baldi, viva i veci
partigian di Castellin!»

Informazioni

Sull'aria dell'"Inno degli studenti universitari fascisti".

pagina 175
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Il bersagliere ha cento penne [Il partigiano]


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-bersagliere-ha-cento-penne-il-partigiano

Sol Re7 Sol la bufera dell'inverno,


Il bersagliere ha cento penne ma se venisse anche l'inferno
Re7 il partigiano riman lassù.
e l'alpino ne ha una sola,
Sol Quando viene la notte scura
il partigiano ne ha nessuna tutti dormono alla pieve,
Re Sol ma camminando sopra la neve
e sta sui monti a guerreggiar. il partigiano scende in azion.
il partigiano ne ha nessuna
e sta sui monti a guerreggiar. Quando poi ferito cade
non piangetelo dentro al cuore,
perchè se libero un uomo muore
Là sui monti vien giù la neve, che cosa importa di morir.

Informazioni

Adattamento partigiano di un canto militare risalente alla prima guerra mondiale.

(maria rollero)

pagina 176
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Il parroco di Cinaglio
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, anticlericali
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-parroco-di-cinaglio

Sol Re7 sul paiùn sul paiùn sul paiùn.


E il parroco di Cinaglio - sul paiùn
Sol E una della più belle - sul paiùn
l'ha predicato in chiesa - sul paiùn gli ha dato una risposta - sul paiùn
Re7 se il partigian ci frega - sul paiùn
attente ragazzine - sul paiùn l'è tuta roba nostra
Sol sul paiùn dela caserma...
che il partigian vi frega
sul paiùn dela caserma E una della più brutte - sul paiùn
requiem aeternam e così sia ha scritto sopra i muri - sul paiùn
va' a ramengo ti, to pari, to mari e to zia se il partigian ci frega
Re7 saranno cazzi duri
e la Muti in compagnia sul paiùn dela caserma...

Informazioni

Versione partigiana di una canzone satirica degli alpini. Ne esistono tante versioni locali, con innumerevoli
strofette.

pagina 177
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Il partigiano di Pozzaglio
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-partigiano-di-pozzaglio

Do nazifascisti ti stavan cercando


La giusta pace è giunta alle porte erano in troppi e dovevi andar via.
Sol7
bandiera rossa ormai vittoriosa Ora è giunto finalmente il gran momento
troppi eroi han raccolto la morte che i Tedeschi e i fascisti van come il
Do vento.
ognun di loro avrà la sua rosa.
Dalla sua mamma ritorna il partigiano
Sol7 dalla sua mamma oppur dalla morosa
E gli eroi che son caduti per la vittoria per tanti giorni gli è stato lontano
Do ma per la fede ormai vittoriosa.
passeran nel libro sacro di questa storia.
Partigiano son due anni che soffri tanto
Belle bambine venite ad abbracciare ma il soffrire per la patria è sempre un
chi colla fede e speranza nel cuore vanto.
l'Italia nostra seppe liberare
col proprio, sangue e il proprio onore. Il primo ucciso è stato a Pozzaglio
era innocente e chiamava la mamma
Partigian son due anni che soffri tanto pietà invocava lor l'han fucilato
ma il soffrire per la patria è sempre un lo sdegno in tutti accese la fiamma.
vanto.
Mai pietà di quelle bestie ma bestie vili
Mille tormenti hai sfidato cantando donne e vecchi han picchiato coi loro fucili
col tuo bel mitra fedele in compagnia assassini vi daremo ciò che vi aspetta
siam milioni d'Italiani vogliam vendetta.

Informazioni

Sull'aria di "Ho detto al sole".

pagina 178
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Insorgete!
di Giovanni Serbandini
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/insorgete

Lam Mi7 I nostri migliori


Lasciate le fabbriche, finito han la lotta,
Lam colpiti, accoppati,
le scuole, le case, inchiodati alla gogna.
Sol7 Noi non paventiam
correte correte la tortura e la morte;
Do avanti fratelli,
uniti all'attacco. siam pronti, siam forti.
Lam A noi la vittoria.
Brigate d'assalto Sorgete, Italiani!
Mi7 Lam
le armi impugnate Il sangue dei nostri
e contro i fascisti ci grida vendetta;
Mi7 nulla può arrestare
e i tedeschi sparate. il furor delle masse.
Rem Lam A Genova, Spezia,
Compagni insorgete! Torino e Milano,
Rem Lam scacciate i nazisti
Son qui i partigian. con l'arma alla mano.
Scacciate i nazisti.
Avanti, Italiani!

Informazioni

Sull'aria dell'"Inno del Komintern".

pagina 179
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Italia combatte
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/italia-combatte

Mi Si7
Va fuori d'Italia, si lotta, si vince, si muor
va fuori che è l'ora, Mi
Si7 siamo gli Italiani e abbiamo una fede nel
va fuori d'Italia, cuor
Mi La
va fuori che è l'ora. per l'Italia bella tutto daremo ancor
Mi
Sinigaglia, Lanciotto, Rosselli contro i barbari nazifascisti
Si7 Mi Si7 Mi
son brigate di garibaldini l'inesorabile nostro valor.
che guidate dagli inni più belli
Fa#7 Si7 Va fuori d'Italia...
combattiam per migliori destini
La Mi Fanciullacci, Caiani, "Potente"
d'una patria tradita vilmente son tre nomi coperti di gloria
La Mi trucidati così barbaramente
da un ventennio di lutti ed orror dai nemici di tutta la storia
La Mi ma sapranno che i martiri nostri
liberata sarà finalmente son con noi sempre in piedi così
Fa#7 Si7 e gridando che: "Noi non siam morti"
dal tiranno tedesco invasor. marceremo con voi un dì.

Mi Siamo i partigiani...
Siamo i partigiani
Va fuori d'Italia...

Informazioni

Inno dei partigiani fiorentini delle Brigate Garibaldi Sinigaglia, Lavagnini ed Arno, poi intitolata a Potente (Aligi
Barducci) dopo la sua morte in seguito ad un colpo di mortaio, che lo colpì presso Piazza S.Spirito, in azione nella
battaglia d'Oltrarno, nella prima decade di agosto 1944. Questo inno, come la maggior parte dei canti partigiani, fu
cantato dopo la liberazione (come testimoniato da vari vecchi partigiani).

pagina 180
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L'allegria di Scaletta
(1944)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lallegria-di-scaletta

Sol Si riscalda con gran foga,


Qui comincia la strofetta non gli manca che la toga,
Re7 ma per farla un po' più bella
degli allegri di Scaletta ti presenta la parcella.
che la tira a tutti quanti,
Sol Sotto quest'altra, sotto quest'altra...
partigiani e comandanti.
Il comandante di vallata
Sotto quest'altra, sotto quest'altra, ha con sé la fidanzata,
Re7 per noialtri partigiani
ed insieme la cantiam, se ne parlerà domani.
sotto quest'altra, sotto quest'altra,
Sol Sotto quest'altra, sotto quest'altra...
buon umor di partigian.
Abbiam Piero il gran dottore,
Noi quassù sempre parliamo se tu accusi mal di cuore
di Ettorre il capitano, ti prescrive senza falli
ma da quando è generale la pomata per i calli.
non ci viene più a trovare.
Sotto quest'altra, sotto quest'altra...
Sotto quest'altra, sotto quest'altra...
In amore il nostro Nello
Te lo vedi pel paese è alquanto timidello
con a spalla l'arma inglese, e s'occulta con la bella
la pancetta ed il bastone sul roccion di Rocca Stella.
e la boccetta di Migone.
Sotto quest'altra, sotto quest'altra...
Sotto quest'altra, sotto quest'altra...
All'albergo di Tre Verghe
C'è poi Livio il commissario non c'è posto per chi è al verde
che val quanto il signor Mario: ma se hai dei bigliettoni
se ti fa una discussione ti puliscono i bottoni.
ti dimostra che ha ragione.
Viva la banda, viva la banda,
Sotto quest'altra, sotto quest'altra... viva la banda di Monte Bram.
Viva la banda, viva la banda,
viva la banda di Monte Bram.

Informazioni

Sull'aria di "La cucaracha"

pagina 181
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L'esercito rosso verrà


di Raffaele Mario Offidani
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lesercito-rosso-verra

Rem Verrà Stalin verrà Stalin


Sangue ed orror Re Fa#m Sim
Si vieni o glorioso Stalin
Fame e terror Sol Re Mi La7
La7 E impicca il fascista assassin
Regnano sopra le campagne e le città Re La
Vederlo impiccar
L'umanità Re La
Qual voluttà
In altre età Re La7 Re-
Rem Che importa poi morir
Mai non conobbe sì feroci iniquità
Fa Do Verrà Stalin
Così il fascismo maledetto e scellerato Il gran Stalin
La7 Per giustiziare chi gli innocenti torturò
Ha rovinato Incatenò
Rem E trucidò
L'umanità E la terra in mar di sangue tramutò
Solm La7 Or tutti i morti in coro chiedono vendetta
Dal cuore affranto di dolore di chi Una vendetta
Rem Senza pietà
sussiste ancor Nessun fascista sfugge al giusto suo destino
Solm La7 Re L'inesorabile giustizia di Stalin
Si leva un grido di speranza e di passion
L'esercito rosso verrà
La7 Re Ci porterà la libertà
L'esercito rosso verrà L'esercito rosso è in cammin
La7 Re Verrà Stalin verrà Stalin
Ci porterà la libertà Si vieni o glorioso Stalin
La7 Re E impicca il fascista assassin
L'esercito rosso è in cammin Vederlo impiccar
Mi7 La Qual voluttà
Che importa poi morir

pagina 182
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La badoglieide
di Nuto Revelli
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-badoglieide

Re ed allor, per domare il subbuglio,


O Badoglio, o Pietro Badoglio ti mettevi a fare il dittator.
La7
ingrassato dal Fascio Littorio, Gli squadristi li hai richiamati,
gli antifascisti li hai messi in galera,
col tuo degno compare Vittorio la camicia non era più nera
Re ma il fascismo restava il padron.
ci hai già rotto abbastanza i coglion.
Era tuo quell'Adami Rossi
T' l'as mai dit parei, che a Torino sparava ai borghesi;
t' l'as mail dit parei, se durava ancora due mesi
t' l'as mai dit, t' l'as mai fait, tutti quanti facevi ammazzar.
t' l'as mai dit parei,
t' l'as mai dilu: sì sì Mentre tu sull'amor di Petacci
t' l'as falu: no no t'affannavi a dar fiato alle trombe,
tutto questo salvarti non può. sull'Italia calavan le bombe
e Vittorio calava i calzon.
Ti ricordi quand'eri fascista
e facevi il saluto romano I calzoni li hai calati
ed al Duce stringevi la mano? anche tu nello stesso momento,
sei davvero un gran porcaccion. ti credevi di fare un portento
ed invece facevi pietà .
Ti ricordi l'impresa d'Etiopia
e il ducato di Addis Abeba? Ti ricordi la fuga ingloriosa
meritavi di prendere l'ameba con il re, verso terre sicure?
ed invece facevi i milion. Siete proprio due sporche figure
meritate la fucilazion.
Ti ricordi la guerra di Francia
che l'Italia copriva d'infamia? Noi crepiamo sui monti d'Italia
ma tu intanto prendevi la mancia mentre voi ve ne state tranquilli,
e col Duce facevi ispezion. ma non crederci tanto imbecilli
di lasciarci di nuovo fregar.
Ti ricordi la guerra di Grecia
e i soldati mandati al macello, No, per quante moine facciate
e tu allora per farti più bello state certi, più non vi vogliamo,
rassegnavi le tue dimission? dillo pure a quel gran ciarlatano
che sul trono vorrebbe restar.
A Grazzano giocavi alle bocce
mentre in Russia crepavan gli alpini, Se Benito ci ha rotto le tasche
ma che importa ci sono i quattrini tu, Badoglio, ci hai rotto i coglioni;
e si aspetta la grande occasion. pei fascisti e pei vecchi cialtroni
in Italia più posto non c'è.
L'occasione è arrivata
è arrivata alla fine di luglio T' l'as mai dit parei,...

Informazioni

Sull'aria di "E non vedi che son toscano". Testo improvvisato da un gruppo di partigiani il 25 aprile 1944*. Grazzano
è il paese natale di Badoglio.

* "Alle Grangie di Narbona ci siamo sistemati in alto, aspettando gli eventi. E lì, tra il 25 e il 26 aprile, nasce La

pagina 183
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Badoglieide, una canzone partigiana che se la prende con Badoglio e il re Vittorio. La Badoglieide è nata su
suggerimento di Livio. L'abbiamo combinata assieme, in gruppo, nella notte tra il 25 e il 26."
(tratto da Nuto Revelli, Le due guerre, Einaudi ,2005, pag.160)

pagina 184
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La Brigata Garibaldi
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-brigata-garibaldi

Re La stella rossa in fronte


Fate largo che passa La libertà portiamo
La7 Ai popolo oppressi
La Brigata Garibaldi La libertà noi porterem

La più bella la più forte Fate largo che passa


Re La Brigata Garibaldi
La più forte che ci sia La più bella la più forte
La più ardita che ci sia
Fate largo quando passa Fate largo quando passa
Sol Il nemico fugge allor
Il nemico fugge allor Siam fieri siam forti
Re Per cacciare l'invasor
Siam fieri siam forti
La7 Re Col mitra e col fucile
Per cacciare l'invasor Siam pronti per scattare
Ai trditori fascisti
Re Gliela la faremo pagare
Abbiam la giovinezza in cor Con la mitraglia fissa
La7 E con le bombe a mano
Simbolo di vittoria Ai traditor e ai fascisti
Gliela farem pagar
Marciamo sempre forte
Re Noi lottiam per l'Italia
E siamo pieni di gloria Per il popolo ideale
Per il popolo italiano
Noi sempre lotterem

Informazioni

Composto collettivamente da un gruppo di partigiani a Castagneto di Ramisèto nella primavera del 1944 sull'aria di
una vecchia marcia fascista cantata durante anche la guerra di Spagna (ma la cui origine più antica potrebbe
essere ottocentesca e garibaldina), è considerato l'inno quasi ufficiale delle brigate garibaldine della provincia di
Reggio Emilia.

pagina 185
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Là su quei monti
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-su-quei-monti

La là c'è il comando dei partigian.


Là su quei monti fuma la grangia,
Mi7 La Il partigiano, l'arma alla mano...
dove s'arrangia, dove s'arrangia...
là su quei monti fuma la grangia Là su quei monti le stelle alpine
dove s'arrangia il partigian. crescon vicne, crescon vicine...
là su quei monti le stelle alpine
Re La crescon vicine ai partigian.
Il partigiano, l'arma alla mano
Mi7 La Il partigiano, l'arma alla mano...
guarda lontano, guarda lontano,
con la certezza che porterà Là su quei monti, sotto quei fiori,
giustizia, giustizia e libertà. stanno i migliori, stanno i migliori...
là su quei monti, sotto quei fiori,
Là su quei monti stanno sparando, stanno i migliori dei partigian.
là c'è il comando, là c'è il comando...
là su quei monti stanno sparando, Il partigiano, l'arma alla mano...

Informazioni

Sull'aria di "Là su quei monti c'è un'osteria".

pagina 186
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Lasciando la sua casa e la sua mamma


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lasciando-la-sua-casa-e-la-sua-mamma

Sol Re7 Sol Re7


Lasciando la sua casa e la sua mamma che sfidi tu la morte
Re7 Sol bel partigian
raggiunge la capanna il partigian Sol
Re7 Sol non temi più la sorte
ricorda Garibaldi e le sue gesta Do
Re7 Sol sei tu l'eroe
il salvatore dell'Italia un dì. Sol
della mia patria bella
Do Re7 Sol
Accetta con piacer del suo valor ritorna vincitor.
Sol
il suo dover Marciando su per l'aspre mulattiere
La7 in cerca dei fascisti allegro va
fulgido e fiero nell'ora che l'Italia si ridesta
questo è il guerriero combatti perché sai che vincerà.
Re
dell'umanità. Abbasso i traditor
gli affamator
Sol nella riscossa
Bel partigian bandiera rossa
la trionferà.

pagina 187
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Lassù sui monti


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lassu-sui-monti

RE LA faremo onore al patrio valor


Lassù sui monti nel cuore delle Alpi farem vedere che siam partigiani
LA7 RE faremo onore al patrio valor.
vieni o nazista se hai del coraggio
SOL LA RE E se i tedeschi ci chiaman banditi
e se qualcuno ti lascia il passaggio e se i fascisti ci chiaman ribelli
LA7 RE e invece siamo soltanto di quelli
noi partigiani fermarti saprem che l’Italia vogliamo liberar
SOL LA RE e invece siamo soltanto di quelli
e se qualcuno ti lascia il passaggio che l’Italia vogliamo liberar.
LA7 RE
noi partigiani fermarti saprem. O care mamme che tanto piangete
non disperate pei vostri figlioli
Dove più aspra si fa la battaglia che qui sull’Alpe non siamo mai soli
a corpo a corpo verremo alle mani c’è tutta Italia che a fianco ci sta
farem vedere che siam partigiani che qui sull’Alpe non siamo mai soli
c’è tutta Italia che a fianco ci sta..

Informazioni

Riprende musica di “Quanti morti e quanti feriti”, un canto della I° Guerra Mondiale.

pagina 188
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Lassù sulle colline del Piemonte


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lassu-sulle-colline-del-piemonte

La ma un dì pure tu laggiù ritornerai


Lassù sulle colline del Piemonte Mi La
Mi La la mamma e la bella bacerai.
ci stanno i partigiani a guerreggiar
Lassù in un lontano casolare
guardando la pianura all'orizzonte la mamma con le mani giunte stà
Mi La pregando per il figlio che combatte
aspettano il momento di calar, per dare all'Italia libertà
Re La ma un dì pure tu laggiù ritornerai
ma un dì pure tu laggiù ritornerai la mamma e la bella bacerai,
Mi La ma un dì pure tu laggiù ritornerai
la mamma e la bella abbraccerai, la mamma e la bella abbraccerai.
Re La

Informazioni

Trasformazione della canzonetta "Laggiù nel paradiso delle Haway" operata da tre studenti partigiani milanesi sulla
stessa melodia.

E' nota anche un'ulteriore strofa, che ci ha comunicato Alberto, figlio del partigiano garibaldino Enzo Lalli,
protagonista della resistenza torinese:
Lassù un partigiano vince o muore
lottando per la patria con valor,
scacciando giù dai monti l'invasore
per dare all'Italia un po' d'onor.

Esiste anche una versione dei partigiani dell'Appennino Emiliano : Lassù sulle colline di Bologna

pagina 189
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Lassù sulle colline di Bologna


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lassu-sulle-colline-di-bologna

La la mamma la bella bacerò.


Lassù sulle colline di Bologna
Mi La Lassù in un lontano casolare
ci stanno i partigiani ad aspettar 'na mamma a mani giunte se ne sta
La pregando per il figlio che combatte
guardando le colline all'orizzonte per dare all'Italia libertà.
Mi La
'spettando il momento per calar. Ma se un di potrò...

Re Lassù il partigiano vince o muore


Ma se un dì potrò cacciando dall'Italia l'invasor
La cacciando dall'Italia l'invasore
laggiù ritornerò sfogando tutto l'odio che ha nel cuor.
Mi La
Ma se un di potrò...

pagina 190
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Le tre bandiere
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/le-tre-bandiere

Re Bandiera bianca la vogliamo: No!


Bandiera nera la vogliamo: No! Bandiera bianca la vogliamo: No!
Perchè l'è il simbolo dell'ignoranza
Bandiera nera la vogliamo: No! Bandiera bianca la vogliamo: No!
Sol Re
Perchè l'è il simbolo della galera Perchè l'è il simbolo dell'ignoranza
La7 Re Bandiera bianca la vogliamo: No!
Bandiera nera la vogliamo: No!
Bandiera rossa la vogliamo: Si!
Bandiera rossa la vogliamo: Si!
Perchè l'è il simbolo della galera Perchè l'è il simbolo della riscossa
Bandiera rossa la vogliamo: Si!
Bandiera nera la vogliamo: No!
Perchè l'è il simbolo della riscossa
Bandiera rossa la vogliamo: Si!

pagina 191
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Mama mia mi sun stufa


(1940)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: lombardo
Tags: lavoro/capitale, filanda
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/mama-mia-mi-sun-stufa

Re La poverette quelle figlie


Mama mia mi sun stufa che son dentro a lavorar.
Re
O de fa la filerina Siam trattati come cani,
La come cani alla catena,
el cal e el poc a la matina non è questa la maniera
Re o di farci lavorar.
el pruvin du volt al di.
Tutt me disen che sun gialda
Mama mia mi sun stufa l’è ‘l culur della filanda
tutt al di a fa andà l’aspa quando poi sarò in campagna
voglio andare in bergamasca miei colo ritorneran.
in bergamasca a lavorar.
Tutt me disen che sun nera
El mestè de la filanda l’è ‘l culur della candela
l’è el mestè degli assassini il mio amor me lo diceva
de fa no ‘stu brut mestè.

Informazioni

Canto di filanda pubblicato nel 1940 da Bollini e Frescura. (Maria Rollero)


Il “cal”, il “poc”, e il “pruvin” erano controlli a cui era sottoposta la produzione delle “filandere”.

pagina 192
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Marciar Marciar
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/marciar-marciar

Fa che stanco ormai si sente


Marciar marciar, Fa
Do7 cammina allegramente
marciar gli batte il cuore Do Fa
con gioia e con ardor
s'accende la fiamma,
Fa
la fiamma dell'amore Marciar marciar,
Do7
s'accende la fiamma, marciar gli batte il cuore
Sib
la fiamma dell'amore s'accende la fiamma,
Fa Do Fa
quando vede un partigian passar la fiamma dell'amore
Fa
un partigiano vorrei sposar! s'accende la fiamma,
Sib
la fiamma dell'amore
Fa Fa Do
E sotto il sole ardente quando vede un partigian passar
Do7
col passo accelerato Fa
non c'è tenente, ne' capitano,
cammina il partigiano Do
Fa ne' colonnello, ne' generale:
col zaino affardellato questa è la marcia,
Sib
cammina il partigiano dell'ideal, dell'ideal...
Fa
un partigiano vorrei sposar!

pagina 193
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Noi siamo la classe operaia


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/noi-siamo-la-classe-operaia

Re La falce e il martello e l'emblema:


Noi siamo la classe operaia non più vagabondi e signori,
La7 il pane ha sol chi lavora,
che suda, che soffre e lavora; il pane ha sol chi lavora.

smettiam di soffrire ch'è l'ora, Giustizia, Eguaglianza vogliamo,


Sol Re al mondo sìam tutti fratelli,
finiam di soffrire ch'è l'ora. noi siamo le schiere ribelli,
sorgiamo, che giunta e la fin,
sorgiamo, che giunta e la fin.
O ladri del nostro sudore,
La7 Già trema la classe borghese,
l'Italia farem comunista, già sporca, già lorda dì sangue;
Sol Re si sveglia il popol che langue,
scacciam la canaglia fascista, si sveglia il popol che langue.
Sol La7 Re
sorgiamo, che giunta e la fin, O ladri del nostro sudore,
Sol La7 Re l'italia farem comunista,
sorgiamo, che giunta è la fin. scacciam la canaglia fascista,
sorgìamo, che giunta è la fin,
sorgiamo, che giunta è la fin

Informazioni

Variante di Noi siam la canaglia pezzente

pagina 194
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Noi vogliam Dio


(1945)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: anticlericali, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/noi-vogliam-dio

Do Rem Sol Do per la la difesa ai lavorator


Noi vogliam Dio in camicia rossa
Fa Re7 Sol Sol7 Variante:
e la madonna col mitra in man
Do Rem Sol Do Noi vogliam Dio
e San Giuseppe in motocicletta in camicia rossa
Sol Re7 Sol e san Giuseppe
a far la staffetta da partigian con il mitra in man,
vogliam la Madonna in bicicletta
Do La7 Rem 1'è la staffetta di noi partigian.
Lo benedici o Stalin
Sol7 Do Deh, benedici o Stàlin
al grido di Lenin i nostri partigian,
La7 Rem vogliam Togliatti
vogliam Togliatti che nostro padre ch'è nostro padre
Do Re7 Sol vogliamo Lénin
Luigi Longo che nostro re ch'è nostro re,
Fa Do vogliam Togliatti
vogliam Pajetta per far la legge ch'è nostro padre
Sol Do vogliamo Lénin
ch'è nostro re.

Informazioni

L'informatrice, Ebe Vescovi, ha appreso il canto nell'aprile del 1945 da alcuni partigiani appartenenti alle brigate
garibaldine. Si tratta ovviamente di una irriverente satira del notissimo inno ecclesiastico Noi vogliam Dio ch'è
nostro padre e il canto in questa versione era noto, oltre che nel Piacentino, anche nel Novarese. La registrazione è
stata effettuata da Mario Di Stefano a Monticelli d'Ongina il 29 maggio 1975

pagina 195
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Non ti ricordi mamma


di Dante Bartolini
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/non-ti-ricordi-mamma

Mim Si7 ora la nostra patria dobbiamo ripulir.


Non ti ricordi, mamma, quella notte
Mim Dopo l'otto settembre, l'armistizio,
dei fascisti le perquisizioni: l'esercito italiano fu sbandato
Si7 e pe' non mandarlo in precipizio
chi dava le purghe e chi le botte, l'esercito si forma partigiano.
Mim Contro i fascisti e il barbaro invasor
così faceva in tutta la nazione. presero l'arme in mano per acquistar l'onor.
Lam Mim
Colla violenza mi volevan piegar, Quanti sospiri e pianti, mamma mia!
Si7 Mim Fratelli, spose, i figli e le sorelle,
non feci l'obbedienza, dovetti via scappar. dal cuore levate la malinconia,
Lam Mim presto leggete pagine più belle.
Colla violenza mi volevan piegar, Che il socialismo vuole la libertà,
Si7 Mim non vuole il servilismo che è condannato già.
non feci l'obbedienza, dovetti via scappar
La morte, la tortura e la prigione
Coi partigiani andai sulla montagna se tu cadevi nelle loro mani;
dov'è la neve, il freddo e la bufera fascismo e monarchia fu la cagione
sentivo solo il fischio della mitraglia se diventammo tutti partigiani.
giorno e notte, mattina e sera. Il venticinque del mese di april
Senza paura, o vincere o morir, venne l'insurrezione e fu la loro fin.

pagina 196
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Non ti ricordi, fanciulla mia cara


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/non-ti-ricordi-fanciulla-mia-cara

Sol Re7 Un giuramento col sangue facemmo:


Non ti ricordi, fanciulla mia cara morire tutti per la nostra terra;
Sol per tutti i morti dell'altra guerra
quei brutti giorni per l'otto settembre: il tedesco bisogna cacciar.
Do Re7 Sol
noi ci lasciammo con ansia e tormento Un lungo inverno, disagi, perigli;
Re7 Sol perdemmo molti dei cari compagni:
per affrettare l'Italia a liberar. erano giovani sul fiore degli anni
Do Re7 Sol che alla morte sorridono ancor.
Noi ci lasciammo con ansia e tormento
Re7 Sol Ma quel sangue non fu sparso invano;
per affrettare l'Italia a liberar. suonò la diana pei suoi fratelli:
ovunque c'era un buon italiano
Non rimanemmo che pochi compagni sui monti accorse e fucile sparò.
quando l'impresa del Cippo svanì,
ma eravamo tutti d'accordo Quando passammo decisi all'attacco
per nostra terra decisi a morir. con braccio fermo impugnammo le armi,
calmi mirando sui petti assassini:
la nostra terra riuscimmo a liberar.

pagina 197
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

O fucile, vecchio mio compagno


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-fucile-vecchio-mio-compagno

Lam Mi7 Lam Rem Lam sul cammino dell'onore combattiam


O fucile, vecchio mio compa - a - gno Lam
Mi7 Lam Rem Lam combattiamo con onor.
che m'aiuti nel combattime - e - nto
Rem Lam O fucile tu mi sei d'aiuto
e tu vali molto più d'un regno dal fascismo l'Italia a liberar
Mi7 Lam e davvero tu ci sei d'aiuto
sei la chiave della libertà. per ridare a noi la libertà.
Rem Lam
E tu vali molto più d'un regno Sul cammin dell'onor...
Mi7 Lam
sei la chiave della libertà. O fucil compagno della lotta
tu continui nel combattimento
Sul cammin dell'onor per spezzare quelle catene
combattiamo con ardor che vent'anni il popolo legò.
Mi7 Rem Mi7
Sul cammin dell'onor...

pagina 198
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

O Germania che sei la più forte


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-germania-che-sei-la-piu-forte

Do Sol7 Al comando dei nostri ufficiali


O Germania che sei la più forte caricheremo fucile e mitraglia
Do ma se per caso il colpo si sbaglia
fatti avanti se ci hai del coraggio a bombe a mano l'assalto si dà.
Fa Do
se la repubblica ti lascia il passaggio Quanti morti e quanti feriti
Sol7 Do quanto sangue s'è sparso per terra
noi partigiani fermarti saprem. ma il partigiano sul campo di guerra
Se la repubblica ti lascia il passaggio sarà difficile poterlo fermar.
noi partigiani fermarti saprem.

pagina 199
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Ohi partigian, non pianger più


di Beppe Milano
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ohi-partigian-non-pianger-piu

Do Sol7 dove incontrammo un altro capitano


Canto l'armi pietose e il capitano e lui ci chiese se eravamo pronti
Do a vivere l'ideale partigiano.
che mi passò la visita al distretto
Sol7 Ohi partigian non pianger più...
voleva far di me un repubblicano
Do Nel quarto del cammin di nostra vita
per farsi il cadreghino al gabinetto. ci ritrovammo un di sul pian d'la Tura
là basso al pian per noi era finita
Fa ahi quant'al dir qual'era ahi cosa dura.
Ohi partigian non pianger più
Sol7 Fa Do Ohi partigian non pianger più...
se qui non c'è la mamma
Fa Chiediamo scusa se con frasi stolte
tra pochi dì si cala al pian abbiam storpiato pure il padre Dante
Sol7 Do la colpa è del bicchier che troppe volte
la mamma ci sarà. la bocca ci baciò tutto tremante.

E allora noi partimmo per i monti Ohi partigian non pianger più...

pagina 200
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Passa la ronda
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/passa-la-ronda

Sol Do un sol pensiero.


Passa la ronda Lam
Re7 Sol Prendi la mia borraccia
del partigiano Re7 Sol
Do bevi nel mio bicchiere
l'eco risponde Lam
Re7 Sol se voi volete bere
con bombe a mano. Re7 Sol
se voi volete bere.
Do Lam
Nella notte nera nera Prendi la mia borraccia
Re7 Sol Re7 Sol
urla il vento e la bufera... bevi nel mio bicchiere
Re7 Sol Lam
urla il vento e la bufera. se voi volete bere
Re7 Sol
Sim mim dovete voi morir.
Va' piano piano, o partigiano,
Re7 Sol Morir soffrir
scendi a valle con precauzione, Re7
Sim Lam Re dovete voi fascisti
scendi a valle dal burrone Sol
Sol questa è l'ultima vostra ora
ché i fascisti sono ad aspettar. Lam
dalle man del partigian
Andiam partigian Re7 Sol
Re7 è difficile scappar.
siam partigiani Lam
un sorriso Dalle man del partigian
Sol Re7 Sol
è difficile scappar.

pagina 201
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Perché porti quel fazzolettino?


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/perche-porti-quel-fazzolettino

Do Me lo dai quel fazzolettino?


Perché porti quel fazzolettino? ché alla fonte lo vado a lavar.
Perché porti quel fazzolettino?
Do Re7 Sol Non posso darti questa mia fiamma
Perché porti quel fazzolettino Non posso darti questa mia fiamma
Re7 Sol contro i fascisti vo a guerreggiar.
tutto bel verde di vivo color?
Do Re7 Sol Se mi dai quel fazzolettino
Perché porti quel fazzolettino? Se mi dai quel fazzolettino
Re7 Sol vengo stasera a fare l'amor.
tutto bel verde di vivo color
Io te lo dono per mio ricordo
Sono un ribelle della montagna Io te lo dono per mio ricordo
Sono un ribelle della montagna se combattendo poi morirò.
la fiamma verde la porto sul cuor.
Andrò a lavarlo con il mio pianto
Me lo dai quel fazzolettino? Andrò a lavarlo con il mio pianto
o fiamma verde non mi lasciar.

Informazioni

Sulla melodia del canto popolare Amor dammi quel fazzolettino

pagina 202
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Pietà l'è morta


(1944)
di Nuto Revelli
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/pieta-le-morta

Do Sol Do che Dio maledica quell'alleato!


Lassù sulle montagne bandiera nera:
Fa Sol Do Che Dio maledica chi ci ha tradito
è morto un partigiano nel far la guerra. lasciandoci sul Don e poi è fuggito.
Fa Sol Do lasciandoci sul Don e poi è fuggito.
E' morto un partigiano nel far la guerra,
un altro italiano va sotto terra. Tedeschi traditori, l'alpino è morto
ma un altro combattente oggi è risorto.
Laggiù sotto terra trova un alpino, ma un altro combattente oggi è risorto.
caduto nella Russia con il Cervino.
caduto nella Russia con il Cervino. Combatte il partigiano la sua battaglia:
Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!
Ma prima di morire ha ancor pregato:
che Dio maledica quell'alleato! Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!
Gridiamo a tutta forza: Pietà l'è morta!

Informazioni

Sull'aria di "Sul ponte di Perati".


Il testo fu steso collettivamente dai partigiani di Nuto Revelli sui monti cuneesi.

(Maria Rollero)

pagina 203
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Quando vedrai
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/quando-vedrai

Fa Do7 Do
Quando vedrai brillare la stella blu vuol dire che Benito l'è in galera.
Do
vuol dire che Benito non c'è più. Fa Do7
Quando vedrai brillare la stella rossa
Fa Do7 Do
Quando vedrai brillare la stella nera vuol dire che Benito è nella fossa.

pagina 204
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Quei briganti neri


(1944)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/quei-briganti-neri

Do Sol7 E quando mi portarono al tribunale


E quei briganti neri mi hanno arrestato, Dicendo se conosco il mio pugnale:
Do Sì sì che lo conosco, ha il manico
In una cella scura mi han portato. [rotondo,
Sol7 Nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo.
Mamma, non devi piangere per la mia triste
Do E quando l'esecuzione fu preparata,
[sorte: Fucile e mitraglie eran puntati,
Sol7 Do Non si sentiva i colpi, i colpi di
Piuttosto di parlare vado alla morte. [mitraglia,
Ma si sentiva un grido: Viva l'Italia!
E quando mi han portato alla tortura,
Legandomi le mani alla catena: Non si sentiva i colpi della fucilazione,
Tirate pure forte le mani alla catena, Ma si sentiva un grido: Rivoluzione!
Piuttosto che parlare torno in galera.

Informazioni

Canto partigiano molto popolare nell'Ossola, con alcuni elementi testuali tratti da L'interrogatorio di Caserio. Il
testo e la musica si possono leggere in I canti popolari italiani, di Roberto Leydi (Oscar Mondadori, Milano 1973).

Questo canto fu interpretato da Fausto Amodei e Michele Luciano Straniero, in Canti della resistenza italiana 2,
Dischi del Sole.

pagina 205
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Se non ci ammazza i crucchi


(1943)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/se-non-ci-ammazza-i-crucchi

Do Sol7 Ti verrà l'acidità


Se non ci ammazza i crucchi,
Do La mia morosa la mi diceva
Se non ci ammazza i bricchi, Non andare con i ribelli
Sol7 Non avrai più i miei lunghi capelli
I bricchi ed i crepacci Sul cuscino a riposar
Do Non avrai più i miei lunghi capellì
E il vento di Marenca, sul cuscino a riposar
Se non ci ammazza i crucchi,
Se non ci ammazza i bricchi, Se non ci ammazza i crucchi...
Quando saremo vecchi
Ne avrem da raccontar Questa notte mi sono insognato
Ch'ero sceso giù ibn città,
Quando saremo vecchi C'era mia mamma vestita di rosso
Ne avrem da raccontar Che ballava col mio papà
Se non ci ammazza i crucchi... C'era mia mamma vestita di rosso
Che ballava col mio papà
Do Sol7 Do
La mia mamma la mi diceva C'era i tedeschi buttati in ginocchio
Sol7 Che chiamavano pietà
Non andare sulle montagne C'era i tedeschi buttati in ginocchio
Do Che chiamavano pietà
Mangerai sol polenta e castagne
Sol7 Do C'era i fascisti vestiti da prete
Ti verrà l'acidità Che scappavan di qua e di là
Mangerai sol polenta e castagne C'era i fascisti vestiti da prete
Che scappavan di qua e di là
Se non ci ammazza i crucchi...

Informazioni

LA "leggenda" narra che questa canzone sia stata raccolta da Dario Fo in un'osteria della Val Travaglia nell'autunno
del 1943 (taluni dicono che sia appunto una leggenda, e che Fo abbia composto personalmente questo canto)

pagina 206
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Se partigiano io son
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/se-partigiano-io-son

Mi Si7 Mi fiamma che brucia d'amor


Se partigiano io son Mi
Si7 Mi Si7 quando si muore.
non arrossire
Mi Si7 Mi Mamma non piangere più
tu sai che è meglio morir, sulla mia fossa,
Si7 Mi Mi7 un giorno vedrai a garrir
ma non tradire bandiera rossa,
La come quel sangue che un dì
certo una fede abbiam sì, versai in guerra
Mi a redenzione d'amor
dentro nel cuore; per la mia terra
Si7

Informazioni

Stranamente questo bellissimo canto partigiano noto ai componenti delle Brigate Garibaldi di Vetto d’Enza (RE)
non è poi stato ripreso e divulgato dalle altre brigate presenti nella zona, nè viene riproposto o pubblicato in
nessuno dei volumi di canti partigiani editi dopo la Liberazione, almeno per quanto ci risulta. La musica si rifà ad
una canzonetta ballabile dell’epoca il cui titolo era “Il valzer di ogni bambina” cantato da Silvana Fioresi ed
Ermesto Bonino (autori Di Lazzaro-Mari)

Il testo di questa canzone partigiana è di autore sconosciuto. Il canto è stato raccolto proprio nella zone di Vetto
d’Enza. Informatrice è stata Carmen Pelucchi, una ex libraia di Sesto San Giovanni, vissuta in Val d’Enza durante
l’occupazione fascista, la quale ricordava perfettamente l’aria e le parole apprese dai partigiani di quella zona che
amavano cantarla durante le loro marce.

L'unica registrazione esistente di questo canto è nel Cd "Se partigiano io son" ed eseguito dal Coro Ingrato

pagina 207
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Son proletari i partigiani


di Ernesto Venzi
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/son-proletari-i-partigiani

Solm Re7 Som Re7 Solm Dom Dom Solm Re7 Solm
Son proletari i partigia - ni, tallone tedesco nel sangue affogò
Dom Solm Re7 Solm
sono del popolo lavorator. Dom
Re7 Dom Re7 Dom Solm Son oggi in piedi
Un dì sfruttati incate - na - ti, Solm
Dom Solm Re7 Solm son partigiani
oggi son essi i liberator Dom
che non dan sosta
Dom Solm
La plebe si scuote, all'oppressor.
Solm
la plebe si desta, Re7
Dom Son tutti consci
e la gran marcia Solm
Solm del gran domani
segue con ardor. Re7
sarà la patria
Re7 Solm Re7 Solm
Contro il fascismo del la - vor!
Solm Nella risaia e nell'officina,
contro il tiranno nella campagna e nel gran mar
Re7 regna il lavoro già regna la pace,
combattono uniti non più l'incertezza dobbiam tutti amar
Solm Re7 Solm
i lavo - ra - tor! Sventola al sole
la nostra bandiera
Re7 Solm il grande simbolo
Povera Italia venduta ed oppressa del lavor
Dom Solm Re7 Solm
il tuo bel nome il fascismo giocò Non mai più guerre
Re7 Dom Solm morte ai tiranni
il grande popolo del sole e del can - to vigili sempre
il lavorator!

Informazioni

Sull'aria di "Armata rossa".

pagina 208
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Sono povero ma disertore


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sono-povero-ma-disertore

Mi7 La Mi7 La Incatenato le mani e i piedi


Sono povero ma disertore e dal questore fui trasportato
Mi7 La Mi7 La ed il pretore m'ha do-, m'ha domandato
e disertavo per la foresta perché mai so"ncatenà.
Mi7
quando un pensiero mi viene, Io gli risposi delicatamente
La Mi7 La che il disertore aveo fatto
mi viene in testa di non fare mai più il e disertavo per la-, per la foresta
soldà, disperato de fa '1 soldà.'
Mi7
quando un pensiero mi viene, Padre mio che sei già morto,
La Mi7 La madre mia che vivi ancora,
mi viene in testa di non fare mai più il se vuoi vedere tuo figlio torturato
soldà. e 'mprigionato senza ragion.

Monti e valli ho scavalcato O soldati che marciate,


e dai fascisti ero inseguito che marciate al suon della tromba
quando una sera m'ado-, m'adormentai quando sarete su la-, su la mia tomba
e mi svegliai incatenà. griderete: "Pietà di me".

Informazioni

Sull'aria di Ero povero, ma disertore

pagina 209
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Stoppa e Vanna
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/stoppa-e-vanna

Rem La7 Rem Re


Santa Sofia, paese degli amori o Vanna mia, tu appartieni al mio cuor
Solm Rem Sol
viveva Vanna: fanciulla deliziosa, tu sarai sempre la mia dolce bambina,
Solm Rem Re La7 Re
aveva gli occhi profondi ed azzurrini, di questo cuor, o Vanna mia!»
La7 Mi La7
amava Stoppa il suo bel partigian. Fece ritorno la brigata un giorno,
sulla bandiera v'era un vessillo nero:
Rem La7 Rem fra i partigiani che fecero ritorno
Ma un triste giorno egli dovè partire Stoppa non c'era, ahimè non c'era più,
Solm Rem
per la consueta caccia ai traditori; Disse a Giovanna di farle i suoi rimpianti
Solm Rem «Stoppa riposa lassù in cima a quel monte.»
ella piangendo l'accompagnò sul monte Ella piangendo sentì strapparsi il cuore
La7 Mi La7 e in mezzo al suo dolore sentì cantar così:
e lui dal monte la salutò così:
«O Vanna mia, mia fanciulla divina,
Re La7 o Vanna mia, tu appartieni al mio cuor
«O Vanna mia, mia fanciulla divina, tu sarai sempre la mia dolce bambina,
di questo cuor, o Vanna mia!»

Informazioni

Sulla melodia della canzonetta Laggiù in Olanda paese dei mulini.

pagina 210
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Su comunisti della capitale


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/su-comunisti-della-capitale

Re La7 non hanno menomato al comunista


Su, comunisti della capitale, la convinzione.
Re
è giunto alfine il dì della riscossa, La convinzione di una nuova era
Re7 La7 che al mondo porterà la redenzione
quando alzeremo sopra al Quirinale e porta scritto sulla sua bandiera:
Re rivoluzione.
bandiera rossa.
E se la polizia 'n ce lascia pèrde,
Questa città ribelle e mai domata e se la polizia 'n ce lascia in pace,
dalle rovine e dai bombardamenti; risponderemo sulle barricate
la guardia rossa suona l'adunata: piombo con piombo.
tutti presenti.
E se cadremo in un fulgor di gloria,
Vent'anni e più di tirannia fascista, schiacciando borghesia e capitalismo,
col carcere, il confino ed il bastone, dal sangue sorgerà la nuova storia
del comunismo.

Informazioni

Canzone di lotta tra le più diffuse tra i militanti comunisti di Roma e Lazio. Questa versione (in "Quando nascesti
tune", Canzoniere del Lazio 1974) è stata registrata da S. Portelli a Roma nel gennaio del 1971; informatori Marisa,
Alfio e Sergio Taborri.

Condivide la melodia e verosimilmente l'origine con Orsù compagni di Civitavecchia

pagina 211
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Su pei monti
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/su-pei-monti

Rem La7 Rem grande fu l'attività.


Su pei monti su pel piano
Fa Do7 Fa E disfecero il Lemano
la brigata se ne andò il fascismo sterminò
Solm e all'oceano lontano
col nemico inumano la gran marcia terminò.
Rem La7 Rem
la battaglia s'ingaggiò. Partigiani evviva Bulow
viva l'Internazional
E innalzaron le bandiere partigiani evviva Bulow
di lavoro e libertà viva l'Internazional
nelle vigili lor schiere

Informazioni

da "Canti della resistenza armata in Italia" - Canzoniere della protesta vol.2 - Milano 1972 ed. Del Gallo

pagina 212
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Sul ponte fiume Sangro


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/sul-ponte-fiume-sangro

Sol Re7 Do Sol La meglio gioventù che va sotto terra.


Sul ponte fiume Sangro bandiera nera Quelli che son partiti non son tornati
Do Sol Re7 Sol
è il lutto della Maiella che va alla guerra. sui monti dell'Abruzzo sono restati.
Sui monti della Romagna sono caduti.

Informazioni

Inno della formazione Maiella, gruppo partigianpo abruzzese, che operò anche nell'Appennino romagnolo. La
melodia, così come per "Pietà l'è morta", prende spunto da "Sul ponte di Perati".

pagina 213
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Ta pum
(1944)
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ta-pum

Do ta pum ta pum ta pum.


Questa sera si va in azione,
Sol7 Do Sol7 Il fascista feroce e inumano
partigiano non farti ammazzar: bimbi e donne sa solo ammazzare:

ta pum ta pum ta pum ta pum ta pum ta pum


Do ta pum ta pum ta pum.
ta pum ta pum ta pum.
Cimitero di Cosbana
A Cosbana c'è un cimitero forse un giorno ti vengo atrovar:
cimitero di noi partigian:
Ta pum ta pum ta pum
Ta pum ta pum ta pum tapum ta pum ta pum.

Informazioni

Canti della Resistenza armata in Italia - Canzoniere della protesta vol.2 - 1972 Milano - ed. Del Gallo

La canzone, di ignoto autore, fu adottata a partire dall'invero 1944 da varie formazioni partigiane che operarono
nella zona di Gorizia. La melodia è la stessa della nota canzone omonima in uso durante la guerra del 1915-'18. II
cimitero di Cosbana, di cui si parla nel testo, è situato nei pressi di Dolegna
del Collio (Gorizia). (fonte cantidilotta.org)

pagina 214
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

Tutti quei monti che io cavalcai


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/tutti-quei-monti-che-io-cavalcai

La Mi7 La Io gli risposi cosi innocentemente


Tutti quei monti che io cavalcai vivevo un giorno laggiù nella foresta
Mi7 La ed un pensiero mi vien - mi vien in testa
e dai Tedeschi fui sta' inseguito di non fare mai più il soldà.
Mi7 La
e sotto un albero mi addormentai O voi padre che siete morto
Mi7 La o voi madre che vivete ancora
mi risvegliai incatenà. se vuoi vedere tuo figlio alla tortura
condannato senza ragion.
Incatenato alle mani e ai piedi
e in questura mi han portato O compagni o cari compagni
ed il questore mi ha domandato che marciate al suon d'una tromba
per qual fine son prigionier. quando verrete sulla - sulla mia tomba
griderete pietà di me.

Informazioni

Canto della Resistenza partigiana cantato sulla melodia di "Ero povero ma disertore"

pagina 215
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Un giorno Mussolini andò al balcone


(1943)
di Franco Antonicelli
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: romanesco
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/un-giorno-mussolini-ando-al-balcone

La Mi7 Er re e l'è squajata ar primo sole,


Un giorno Mussolini andò al balcone ce vole la repubblica, ce vole.
LA e chi la vole farsa e chi la vera,
e disse che facessero attenzione, nessuno vole più camicia nera!
Mi7 Nun importa si è lontano
che aveva ricevuto li dispacci, er sordato ammericano
La quello che 'mporta
che je mannava i baci la Petacci. ce de priggione ce apreno la porta!

Mi7 La E quando sorte chi 'n priggione è stato


E poi disse "Ho un modo novo l'hai da vedé che razza de bbucato!
Mi7 La Chi ha fatto er male ce l'ha da pagà,
perchè er gallo faccia l'ovo! chi ha fatto er bene lo po' continuà.
Mi7
Vittoria o fuga, Rifaremo, sacramento,
La er governo e 'r parlamento.
dovete adoperà er bagnasciuga" Rivoluzione!
N'ammazza più er cervello che 'r bastone!
Er re se vorse allora a la riggina
e disse "Senti un po', montenegrina, Ragazzi, sotto che c'è la battaja
qui si nun se combina n'antra lega e maledite, donne, chi se squaja!
finisce tutti quanto che ce frega!" E chi annerà pe' mare e chi pe' monte,
chi more ha da morì la palla 'n fronte.
Je rispose la riggina:
"Caro re, perdirindina, Quando soneno l'appello
lo sai che vojo, ogni omo è mi fratello.
che je lo metti in culo co' Badojo". Chi more spera
che n'antro j'arricoje la bandiera!
Se venne allora ar granne guazzabujo
che fu chiamato "er venticinque lujo". E la bandiera è bianca, verde e rossa
Er duce fu portato all'ospedale ma er fascio sta seporto nella fossa
ma er re nun vole che je fanno male. e su ce starà scritta quella data
che tutt'Itaja avremo liberata.
J'hanno tolto lo stipendio
ma poi tutto quell'incendio Libertà nun mette fiore
a poco a poco si sei nato servitore.
l'hanno smorzato sotto ar coprifuoco Risorgimento,
te faccelo sbocciare cor tuo vento!
E s'arivenne allora ar tira e molla,
c'erano i pezzi, ma nun c'era colla. Asciughete quell'occhi, mamma mia,
E li fascisti se so' convertiti, ché doppo er pianto viene l'allegria.
e l'itajani fecero li partiti. Io ci ho i capelli neri e tu l'hai bianchi,
te vojo fà contenta finché campi.
Ma poi vennero i tedeschi,
tutti quanti stamo freschi. E me vò' sposà 'na Tizia
Ma la Nazione ch'è la fija de Giustizia
ci ha er Comitato de Liberazione e dall'amore
ce nascheno du' fiji: fede ed onore.

pagina 216
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Informazioni

Sull'aria degli "Stornelli del Sor Capanna".

pagina 217
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Union Maid
(1940)
di Woody Guthrie
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: inglese
Tags: lavoro/capitale, femministi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/union-maid

Do Oh, you can't scare me,


There once was a union maid, I'm sticking to the union,
Fa Do I'm sticking to the union
she never was afraid 'til the day I die.
Fa Do
Of goons and ginks and company finks This union maid was wise
Fa Sol to the tricks of company spies,
and the deputy sheriffs who made the raid. She couldn't be fooled by
a company stool,
She went to the union hall she'd always organize the guys.
when a meeting it was called, She always got her way
And when the Legion boys come 'round when she struck for better pay.
She always stood her ground. She'd show her card
to the National Guard
Fa And this is what she'd say
Oh, you can't scare me,
Do You gals who want to be free,
I'm sticking to the union, just take a tip from me:
Sol get you a man who's a union man
I'm sticking to the union, and join the ladies' auxiliary.
Do Married life ain't hard
I'm sticking to the union. when you got a union card,
A union man has a happy life
when he's got a union wife.

Informazioni

La canzone venne alla luce in un pomeriggio di giugno del 1940, quando W. Guthrie, adattando il suo testo alla
musica di una ballata già esistente ("Red wing"), la eseguì su richiesta dell'organizzatore della sede locale del
partito comunista, in un ufficietto di Oklahoma City, alla presenza di un piccolo gruppo di operai addetti
all'estrazione del petrolio dai giacimenti.
Il primo frammento (di quella che successivamente sarebbe diventata la terza strofa), fu registrato sempre in un
pomeriggio, ma del 1946, su un disco in acetato da Moses Asch della Smithsonian ed è l'unico in cui Guthrie
esegue personalmente la sua canzone (insieme a P. Seeger che era con lui in quel momento), di cui si conosca
l'esistenza (tutte le incisioni successive di "Union maid" infatti, sono eseguite da altri cantanti).

pagina 218
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Val Sesia
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/val-sesia

Do Sol7
Quando si tratta di attaccare cosa importa se si muor
Sol7 Do Do
noi Garibaldini siamo i primi questo è il grido del valore
Sol7 Do
tutti si affacaino a gurdare partigiano vincerà
Sol7 Do
tutti si affacciano ai balcon Vesti la giubba partigiano
prendi il fucile da battaglia
Sol7 Do per la libertà d'Italia
Contro i fascisti repubblichini si dovrà vincere o morir
Sol7 Do
combatteremo siam partigiani E' giunta l'ora dell'attacco
Sol7 Do il nostro simbolo bandiera rossa
ai nostri morti l'abbiam giurato ai nostri monti l'abbiam giurato
Re7 Sol7 dobbiam vincere o morir
dobbiam vincere o morir
Valsesia Valsesia
Do cosa importa se si muor
Valsesia Valsesia questo è il grido del valore
partigiano vincerà

Informazioni

Canto partigiano tramandato oralmente e ripreso a Torino negli anni '70, molto diffuso e cantato dagli studenti del
movimento. "Contraffacta" della canzone irredentista Dalmazia, Dalmazia.

Esiste anche un'altra strofa:

Qundo si tratta di attaccare


quelli del Pesgu sono i primi
tutti incominciano a sparare
ed a Romagnao vincerem.

A Moscatelli l'abbiam giurato


ai nostri morti gridiam così
ai nostri figli l'abbiam giurato
dobbiamo vincere o morire.

pagina 219
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Vigliacco Mussolini
Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/vigliacco-mussolini

Do salva l'umanità.
Vigliacco Mussolini
Sol7 E voi brigate nere
con tutte le sue dame che a rastrellare andate
Do7 Fa nella valle di Carpi
il popolo italia - no le case saccheggiate
Do
fece morir di fame E per la patria il mondo intero etc.

E per la patria il mondo intero E voi bambine belle


Fa chiamate i partigiani
la nostra legge è la libertà non sono dei banditi
Rem Sol7 ma veri italiani
solo un pensiero
Do E per la patria il mondo intero etc.

Informazioni

Canti della Resistenza armata in Italia - Canzoniere della protesta vol2 - 1972 Milano - Ed. Del Gallo

pagina 220
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Viva la Valle Gesso


Periodo: La seconda guerra mondiale e la Resistenza (1939 -1945)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/viva-la-valle-gesso

Re La7 Evviva evviva la Valle Gesso ecc.


Le montagne, le montagne di Valle Gesso
Re E le mule, e le mule di Valle Gesso
sono state, sono state la nostra casa sono i nostri, sono i nostri semoventi;
La7 protestare, protestare non le senti
quando tutta, tutta l'Italia era invasa se le imbasta, se le imbasta un partigian.
Re Oilalà!
da Tedeschi, da Tedeschi e traditor.
Oilalà Evviva evviva la Valle Gesso ecc.

Sol Re I valligiani, i valligiani di Entraque


Evviva evviva la Valle di Gesso sono forti, sono forti camminatori;
La7 Re alla sera, alla sera nei loro cori
la Terza Banda e il suo capitan. cantan l’inno, cantan l’inno dei partigian.
Sol Re Oilalà!
Evviva evviva la Valle di Gesso
La7 Re Evviva evviva la Valle Gesso ecc.
la Terza Banda e il suo capitan.
I pastori, i pastori di Roaschia
I ragazzi, i ragazzi di Valle Gesso sono molto, sono molto italiani:
sono tutti, sono tutti partigiani se gli offri, se gli offri due toscani
hanno appreso, hanno appreso dagli anziani danno aiuto, danno aiuto ai partigian.
ad odiare, ad odiare i tugnìn. Oilalà!
Oilalà!
Evviva evviva la Valle Gesso ecc.
Evviva evviva la Valle Gesso ecc:
A Valdieri, a Valdieri abbiam piazzato
Le ragazze, le ragazze di Valle Gesso il comando, il comando della Banda
son le nostre, son le nostre stelle alpine della Banda, della Banda “Ildo Vivanti”
che con cuore, che con cuore di bambine il migliore, il migliore dei partigian.
fan l’amore, fan l’amore coi partigian. Oilalà!
Oilalà!
Evviva evviva la Valle Gesso ecc.

Informazioni

Canti della Resistenza armata in Italia - Canzoniere della protesta vol.2 - Milano 1972 - Ed. Del Gallo

pagina 221
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La ricostruzione e il boom economico


(1946-1966)

Il secondo dopoguerra è caratterizzato dalla ricostruzione conseguenti ai drammi e alla


distruzione della seconda guerra mondiale. In Italia si riacutizza il divario tra meridione e
settentrione, con i fenomeni di migrazione dal sud al nord. Esplodono le lotte per il lavoro,
per la casa, e quelle contro la presenza del fascismo anche dopo la Liberazione. Sono i
temi che porteranno alla nascita dei movimenti di contestazione in tutto il mondo.

pagina 222
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A lavorar la terra
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lavorar-la-terra

La Mi7 vogliam la libertà


A lavorar la terra ci vuol le contadine,
La
noi siamo le mondine, noi siamo le mondine. Se non ci conoscete, guardateci
Mi7 all’occhiello,
A lavorar la terra ci vuol le contadine, portiam falce e martello,
La portiam falce e martello
noi siamo le mondine, siamo lavorator. Se non ci conoscete, guardateci
Mi7 La all’occhiello,
Vogliam la libertà portiam falce e martello, simbolo del lavor.
Mi7 La Vogliam la libertà
Noi siamo le mondine, siamo lavorator, Portiam falce e martello, simbolo del lavor.
Mi7 La vogliam la libertà

Informazioni

Dal repertorio delle Mondine di Opera Registrazione dal vivo del 23 novembre 2002 al Centro Sociale Leoncavallo
di Milano durante la rassegna "Politicanto"

pagina 223
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A quel omm
(1965)
di Ivan Della Mea
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: milanese
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/quel-omm

Do Sol7 Do Sol7
A quel omm, che incuntravi de nott quater strasc, on po' d'ombra,
Sol7 Do
in vial Gorizia, là sul Navili, [nient'alter,
Rem Sol7 Do Fa Sol7
quand i viv dormen, sognen tranquili no Giusepp, no Gioann, gnanca Walter
Lam Sol7 Do Lam Rem Do
e per i strad giren quei ch'inn mort. e gnanca adess mi cognossi el to no - o - om.

A quel omm, ma te seret 'na magia Lam Fa Do Fa


che vegniva su l'asfalt de la strada A quel omm, a quel tocc de silenzi
cont la facia on po' gialda e stranida, Sib
cont i oeucc on po' stracc, un po' a la nott e anca a lu voeuri dii:
[smort. Do7 Fa
in vial Gorizia ghe sont mi de per mi
Fa Do Rem Sol7 Do
A quel omm, ma te seret on omm, e so no se 'sti robb g'hann on sens.

pagina 224
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Anche per quest'anno


Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, femministi, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/anche-questanno

Do lo voglion le file dritte


Anche per quest'anno, anche se siamo in duecento;
Sol7 Do se c'è una povera donna
ragazza, ci han fregato, che la si sente mal
con tutte le sue chiacchere vanno col rallentamento
Sol7 Do per portarla all'ospedal.
in risaia ci han mandato
C'è poi un'altra cosa
Fa da fare ben presente:
e noi povere donne con pane, riso e vitto
Do non si capisce niente;
ci tocca lavorar e riso e sempre riso,
Sol7 con acqua in quantità,
per mantenere i ricchi e Scelba è al governo
Do coi signori a consolar.
al suo paese a passeggiar.
E tutto quel sudore
Ci sono dei padroni che noi quaggiù prendiamo
che sono un po' impazienti, saranno poi le lacrime
comandano, bestemmiano, dei figli che abbiamo;
con la bava fra i denti, e grideranno "mamma,
dicendo: "Queste donne vogliamo da mangiar!"
lavor non lo san far. allora lotteremo
Dovrebbero far presto per lavoro e libertà.
come il treno a camminar".
E grideranno "mamma,
Se si parla del trapianto vogliamo da mangiar!"
l'è una cosa da spavento, e lotteremo allora
per lavoro e libertà.

Informazioni

Canto tratto dal repertorio di Giovanna Daffini, databile per il riferimento a Scelba. La melodia richiama, almeno
nella prima parte della strofa, Il general Cadorna

pagina 225
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Ballata ai dittatori
(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ballata-ai-dittatori

Mim la libertà soppressa,


Tiranni e generali, l'onore calpestato:
Lam6 Si7 Mim
marescialli e imperatori, la sua carogna, è cosa certa,
la lasceranno all'aria aperta,
uomini del destino, e il suo valore andrà stimato
Lam6 Si7 Mim meno di un bue scannato.
colonnelli e dittatori,
Do Sol Quanti di voi ci credono
voi che credete d'essere un gregge di montoni
Mim Si7 che solo col bastone
diversi da noi altri, si può far stare buoni
Do Sol e pensan che si scusino
voi che credete d'essere le loro bastonate
Lam6 Si7 perché non perdon Messa
più forti, saggi e scaltri: le feste comandate:

Mim avranno la soddisfazione di recitare


ora, finché ne avete il tempo, un'orazione per affidare,
Re a malincuore,
su, date agli altri il buon esempio, l'anima al Creatore.
Mim
e scomparite ai nostri sguardi Mi
Lam Re Mim Tiranni e generali,
prima che sia già tardi. La6 Si7 Mi
marescialli e imperatori,
Quanti di voi non sentono
timori ed apprensioni, uomini del destino,
solo perché posseggono La6 Si7 Mi
le bombe ed i cannoni, colonnelli e dittatori,
quanti di voi non temon Do Sol
nemici e congiurati voi che credete d'essere
perché son ben sicuri Mim Si7
di averli già ammazzati: diversi da noi altri,
Do Sol
faran la parte, prima o dopo, voi che credete d'essere
non più del gatto, ma del topo, Lam6 Si7
con una corda al collo stretta, più forti, saggi e scaltri:
come una marionetta.
Mi
Quel che di voi si sente tutti gli oppressi di 'sto mondo
potente ed importante, Re
solo perché è pagato un dì faranno un girotondo
dal ricco e dal mercante, Mi
e pensa di comprare, e suoneran tamburi e trombe
persino a buon mercato, La Re Mi La Mi
sopra le vostre tombe.

pagina 226
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Ballata per l'Ardizzone


(1962)
di Ivan Della Mea
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: milanese
Tags: comunisti/socialisti, repressione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ballata-lardizzone

Mim Lam e lü 'l vusava:


M'han dit che incö la pulisia «Si alla pace e no alla guerra!»
Si7 Mim e cun la pace in buca a l'è mort.
a l'ha cupà un giuvin ne la via;
Lam In via Grossi i pulé cui manganell,
sarà stà, m'han dit, vers i sett ur vegnü da Padova, specialisà in dimustrasiun,
Si7 Mim han tacà cunt i gipp un carusel
a un cumisi dei lauradur. e cunt i röd han schiscià l'Ardissun.

Mim Si7 Mim A la gent gh'è andà inséma la vista,


Giovanni Ardizzone l'era el so nom, per la mort del giuvin stüdent
Mi7 Lam e pien de rabia: «Pulé fascista -
de mesté stüdent üniversitari, vusaven - mascalsun e delinquent».
Si7 Mim
comunista, amis dei proletari: E i giurnai de l'ultima edisiun
Si7 Mim Si7 Mim a disen tücc: «Un giovane studente,
a l'han cupà visin al noster Domm. e incö una gran dimustrasiun,
è morto per fatale incidente,
E i giurnai de tüta la tera è morto per fatale incidente,
diseven: Castro, Kennedy e Krusciòv; è morto per fatale incidente».

Informazioni

Sulla morte di Giovanni Ardizzone vedi la scheda di Gianfranco Ginestri (Canzoniere delle
Lame):http://www.reti-invisibili.net/giovanniardizzone/

Vedi anche le canzoni:Dopo Ardisun e Quatr'asüs par l'Ardizôn

pagina 227
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Canzone alla mia chitarra


(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canzone-alla-mia-chitarra

La Re Mi La le rende un poco tristi


Ho trovato la vera amica mia Do#m Fa#m
Fa#m Sim7 Mi La proprio come è la vita
che quando mi si chiude l'uscio in faccia Si7 Mi Sol#m
Rem7 Sol Do Mi di noi poveri cristi
Resta a lungo a farmi compagnia Do#7 Fa#m
Lam Rem7 Sol Do Mi proprio come per noi
e fa l'amore qui tra le mie braccia Fa#7 Si7 Mi7
poveri cri - sti
La Re Mi La
E quando l'altra gente a me vicina La mia chitarra lei non se l'ha a male
Fa#m Sim7 Mi La se il potente o il mercante di cannoni
Non posso amarla più perchè m'inganna non la paga a cantar nelle fanfare
Rem7 Sol Do le sue glorie con pifferi e tromboni
Mi viene in braccio come una bambina
Mi Lam Fa#7 Si7 Lei sa, la mia chitarra forte e scaltra
e si lascia cantar la ninna nanna che un giorno canterà canti felici
per gente amica nostra, mentre l'altra
Mi La le rape guarderà dalle radici
La mia chitarra canta
Fa#m Si7 Mi La mia chitarra allora
senza darsi importanza si darà un po' importanza
Do#m La Fa#m e canterà soltanto
se canta cose tristi la gioia e la speranza
Si7 Mi Sol#7 quando le cose allegre
lascia un po' di speranza saran più delle tristi
Do#7 Fa#m quando non ci saranno
se canta cose allegre mai più poveri cristi
Si7 Mi Sol#7 non ci saranno più
poveri cristi

pagina 228
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Canzone del popolo algerino


(1959)
di Fausto Amodei
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antimperialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canzone-del-popolo-algerino

Rem Solm Rem a ferire lontano?


Chi ti ha mandato, solda - to,
La7 Rem La terra che ti brucia sotto i piedi
col fucile alla mano? ci costa tanti morti:
chi ti ha mandato, ragazzo, fermati e pensa a tutto ciò che vedi,
a sparare lontano? al grido degl’insorti.

Rem Solm Rem Dal tuo paese un giorno, dalla Francia,


Tu vieni con la rabbia nella voce, venne una luce immensa:
Fa Rem La7 dicevano "uguaglianza, fratellanza"
vieni con l’odio in faccia: ora fermati e pensa:
Rem
è tuo dovere d’essere feroce, Chi ti ha mandato, soldato,
Mi La7 col fucile alla mano?
sangue lasci per traccia. chi ti ha mandato,
ragazzo, a morire lontano?
Non senti ribellarsi nelle vene
il grido della gente, Rem Solm Rem
non sai più cosa sono il male e il bene Ritorna a casa, racc -o - nta,
quando gridi "presente!". La7 Rem
tutto quello che vedi:
Chi ti ha mandato, soldato, Re7 Solm Do Fa La7
col fucile alla mano? offesa, invasa, sconvo - o - lta,
chi ti ha mandato, ragazzo, Rem Lam Fa Mim Rem Fa La7 Sol
Re+
la terra d’Algeria ri - mane in pi - e - di!

pagina 229
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Canzone di viaggio
di Cantacronache, Emilio Jona
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canzone-di-viaggio

Lam Mi7 Lam Redim Ladim Mi7 Lam


Io traverso a primavera ogni sera un vecchio treno.
Mi7
lunghi campi d'erba nuova Io traverso nell'estate
Do greti bianchi ed acque scarse
e ritrovo verde schiera siamo tutti scamiciati
Sol ed il verde è impallidito.
d'alti pioppi e le stazioni C'è chi spera nella pace
La7 c'è chi vuole ancora guerra
mentre incontro visi noti c’è chi solo guarda e tace
Rem mentre corre cielo e terra.
ferrovieri, professori,
Fa E nell'alba in vecchio treno ..
e commessi viaggiatori
Fadim Mi7 Io traverso nell'autunno
con degli occhi insonnoliti. la pianura già appassita
con la meliga finita ai balconi delle case
Lam Mi7 Lam mentre gridano i giornali
E nell'alba in vecchio treno di chi muore in ogni ora
La7 Re- per le strade, tra i fucili
mi sparisce la tua mano di violenza che divora.
Sol7 Do Do#dim Rem E nell'alba in vecchio treno..
ed un figlio, un quinto piano
Mi7 Lam Redim Ladim Mi7 Poi l'inverno al finestrino
ogni alba in vecchio treno. con il sonno della neve
e la spalla del vicino
che la sera ha addormentato
Nella sera un vecchio treno guardo questa nostra vita
dove passa in altalena
mi riporta la tua mano ora un giorno buono
appena ora di malinconia.
ed un figlio, un quinto piano
E nell'alba in vecchio treno..

pagina 230
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Canzone triste
(1958)
di Italo Calvino, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/canzone-triste

Do Sol7 Il nostro letto serba il tuo tepor.


Erano sposi. Lei s'alzava all'alba
Do Dopo il lavoro lei faceva spesa
prendeva il tram, correva al suo lavoro. -buio era già - le scale risaliva.
Sol7 Lui in cucina con la stufa accesa,
Lui aveva il turno che finisce all'alba fanno da cena e poi già lui partiva.
Do
entrava in letto e lei n'era già fuori. Soltanto un bacio ...

Do Re7 Sol Mattina e sera i tram degli operai


Soltanto un bacio in fretta posso darti portano gente dagli sguardi tetri;
Re7 Sol fissar la nebbia non si stancan mai
bere un caffè tenendoti per mano. cercando invano il sol,fuori dai vetri.
Mi7 Lam Re7 SolMi7
Il tuo cappotto è umido di nebbia. Soltanto un bacio ...
Lam Re7 Sol

Informazioni

Nel disco Cantacronache sperimentale EP Italia Canta 45 CS, del 1958, primo in assoluto dei Cantacronache

Gli stessi temi sono stati sviluppati da Calvino nel racconto, scritto nello stesso anno, "L'avventura di due sposi".

pagina 231
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Con De Gasperi non se magna


Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/con-de-gasperi-non-se-magna

Re ce sta Umberto Tupini:


Qui comincia la rassegna farà la vita facile
La7 a Vaselli e Manzolini.
dei ministri democristiani,
Ole olè olè...
attaccati ah portafogli,
Re All'istruzione pubblica
affamati come cani c'è san Guido Gonella,
occupato tutto il giorno
Re a istruire la cappella.
Ole ole olè, con De Gasperi
La7 Ole olè olè...
non se magna
Il ministro dell'industria
ole ole ole, il cancelliere ci vien da Pontedera:
Re egli è Giuseppe Togni,
arrivòle il re. amico di Scalera.

Ministro dei trasporti Ole olè olè...


è Guido Corbellinì:
se magna li binari Il feudatario Segni
co tutti i traversini. Resta all'agricoltura:
nelle nostre saccocce
Olè olè... vuoi far la trebbiatura.

A commerciar con l'estero Ole olè olè...


han messo Merzagòra:
lui sta in Brasile e ingrassa A bordo di un naviglio
e noi restamo fora, gridava Paolo Cappa:
" Merlin, rnettici il bollo,
Olè olè... che qui tutti si pappa ".

Poi viene Mario Scelba, Ole olè olè..,


ministro per l'interno:
prima spara sul prossimo Einaudi, Sforza e Grassi
poi prega il Padreterno. fanno gli indipendenti,
ma senza averne l'aria
Olè olè... s'arrotano già i denti,

Ministro del lavoro Ole olè olè...


è Amintore Fanfani:
vorra porta in Italia Guida la processione,
i sistemi americani. con il messale in mano,
Alcide von De Ga peri,
Ole olè olè... il cancelliere americano,

Per i lavori ppubblici Ole olè olè...

Informazioni

Strofette satiriche su musica tipica da osteria, riferite ai vari governi che De Gasperi presiedette dopo l'esclusione
del PCI e del PSI. L'autore è anonimo. Ne sono state registrate diverse lezioni, una delle quali da Cesare Bermani a
Milano, nel 1964. Il ritornello era molto diffuso anche nell'Italia centrale.

pagina 232
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Contessa
(1966)
di Paolo Pietrangeli
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/contessa

Mi Do vogliamo la guerra,
"Che roba contessa, vogliamo vedervi
Si7 Mi finir sotto terra,
all'industria di Aldo ma se questo è il prezzo
han fatto uno sciopero lo abbiamo pagato,
quei quattro ignoranti; nessuno piu al mondo
volevano avere dev'essere sfruttato.
i salari aumentati,
gridavano, pensi, "Sapesse, mia cara
di esser sfruttati. che cosa mi ha detto
un caro parente,
dell'occupazione
E quando è arrivata che quella gentaglia
la polizia rinchiusa lì dentro
quei pazzi straccioni di libero amore
han gridato più forte, facea professione...
di sangue han sporcato
il cortile e le porte, Del resto, mia cara,
chissa quanto tempo di che si stupisce?
ci vorrà per pulire...". anche l'operaio
vuole il figlio dottore
Do#m Mi e pensi che ambiente
Compagni, dai campi e dalle officine che può venir fuori:
Do#m Mi non c'è più morale,
prendete la falce, portate il martello, contessa..."
Fa#m Si7
scendete giù in piazza, Se il vento fischiava
Mi ora fischia più forte
picchiate con quello, le idee di rivolta
Fa#m Si7 non sono mai morte;
scendete giù in piazza, se c'è chi lo afferma
Mi non state a sentire,
affossate il sistema. è uno che vuole
soltanto tradire;
Voi gente per bene se c'è chi lo afferma
che pace cercate, sputategli addosso,
la pace per far la bandiera rossa
quello che voi volete, ha gettato in un fosso.
ma se questo è il prezzo
Voi gente per bene che pace cercate...

Informazioni

Scritta in occasione della prima occupazione studentesca dell'università a Roma, in seguito all'assassinio da parte
fascista di Paolo Rossi. la canzone divenne tra le più eseguite durante il Maggio del '68.

pagina 233
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Dove vola l'avvoltoio?


(1958)
di Italo Calvino, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/dove-vola-lavvoltoio

Lam avvoltoio vola via.


Un giorno nel mondo Sono canti che io porto
Sol Do La7 sono i tonfi delle zappe,
finita fu l'ultima guerra, girotondi e ninnenanne,
Rem Sol non più il rombo del cannon".
il cupo cannone si tacque
Do Dove vola l'avvoltoio...
e più non sparò,
L'avvoltoio andò ai tedeschi
e privo del tristo suo cibo e i tedeschi disse: "No
dall'arida terra, avvoltoio vola via,
un branco di neri avvoltoi avvoltoio vola via.
si levò. Non vogliam mangiar più fango,
Mi Lam odio e piombo nelle guerre,
Dove vola l'avvoltoio? pane e case in terra altrui
Mi Lam non vogliamo più rubar".
avvoltoio vola via,
Mi Lam Dove vola l'avvoltoio...
vola via dalla terra mia,
Mi Lam L'avvoltoio andò alla madre
che è la terra dell'amor. e la madre disse: "No
avvoltoio vola via,
Lam avvoltoio vola via.
L'avvoltoio andò dal fiume I miei figli li dò solo
Sol Do a una bella fidanzata
ed il fiume disse: "No, che li porti nel suo letto
La7 Rem non li mando più a ammazzar"
avvoltoio vola via,
Sol Do Dove vola l'avvoltoio...
avvoltoio vola via.
L'avvoltoio andò all'uranio
Nella limpida corrente e l'uranio disse: "No,
ora scendon carpe e trote avvoltoio vola via,
non più i corpi dei soldati avvoltoio vola via.
che la fanno insanguinar". La mia forza nucleare
farà andare sulla Luna,
Dove vola l'avvoltoio... non deflagrerà infuocata
distruggendo le città".
L'avvoltoio andò dal bosco
ed il bosco disse: "No Dove vola l'avvoltoio...
avvoltoio vola via,
avvoltoio vola via. Ma chi delle guerre quel giorno
Tra le foglie in mezzo ai rami aveva il rimpianto
passan sol raggi di sole, in un luogo deserto a complotto
gli scoiattoli e le rane si radunò
non più i colpi del fucil". e vide nel cielo arrivare
girando quel branco
Dove vola l'avvoltoio... e scendere scendere finché
qualcuno gridò:
L'avvoltoio andò dall'eco
e anche l'eco disse "No Dove vola l'avvoltoio?
avvoltoio vola via, avvoltoio vola via,

pagina 234
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vola via dalla testa mia... ma il rapace li sbranò.

pagina 235
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E' festa d'aprile


(1948)
di Franco Antonicelli
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/e-festa-daprile

La ti sei ritirata;
E' già da qualche tempo si sa, la moda cambia
Mi7 quasi ogni mese,
che i nostri fascisti ora per il fascista
s'addice il borghese.
si fan vedere poco
La Forza che è giunta l'ora...
e sempre più tristi,
La Quando un repubblichino
hanno capito forse, omaggia un germano
Mi7 alza il braccio destro
se non son proprio tonti, al saluto romano.
ma se per caso incontra
che sta arrivare noi altri partigiani
La per salutare alza
la resa dei conti. entrambe le mani.

Re Forza che è giunta l'ora...


Forza che è giunta l'ora, In queste settimane,
La7 miei cari tedeschi,
infuria la battaglia maturano le nespole
persino sui peschi;
per conquistare la pace, l'amato Duce e il Fuhrer
Re ci davano per morti
per liberare l'Italia; ma noi partigiani
siam sempre risorti.
scendiamo giù dai monti
La7 Forza che è giunta l'ora...
a colpi di fucile;
Ma è già da qualche tempo
evviva i partigiani! che i nostri fascisti
Re si fan vedere spesso,
è festa d'Aprile. e non certo tristi;
forse non han capito,
e sono proprio tonti,
Nera camicia nera, che sta per arrivare
che noi abbiam lavata, la resa dei conti.
non sei di marca buona,
Forza che è giunta l'ora...

Informazioni

Brano nato dall'elaborazione degli stornelli trasmessi da Radio Libertà, la sola emittente radiofonica rivolta al
pubblico (quindi non esclusivamente militare) gestita dai partigiani. Trasmise nel Biellese dall'autunno '44 al 19
aprile 1945.
Le trasmissioni comprendevano anche una parte musicale eseguita da una piccola orchestra e da un coro stabili
che elaboravano stornelli, utilizzati come intermezzo nella lettura dei bollettini di guerra partigiani, delle notizie su
avvenimenti locali e nazionali di rilievo, di lettere e saluti a casa ecc.

Fonte: G. Lanotte, "Cantalo forte. La Resistenza raccontata dalle canzoni", Nuovi Equilibri Stampa Alternativa 2006.

pagina 236
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(Saluti, Francesca)

pagina 237
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El me gatt
(1962)
di Ivan Della Mea
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: milanese
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/el-me-gatt

Rem La7 Rem vedella in gir fa propi péna


A l'han trovàa distes in mezz a i orti e tucc i fioeu ghe dann adoss.
Re7 Solm
i oeucc a eren ross e un poo sversàa Incoeu a l'hoo spetada in via Savona
Rem dopo mezzdì, quand lee la torna a cà
me piasaria savè chi l'è quel ostia ghe sont rivàa adrée a la barbona
La7 Rem e su la gamba giusta giò legnàa.
che al me gatt la panscia al g'ha sbusàa.
Ho sentù on crach de ossa rott
Solm Rem l'è 'ndada in terra come on fagott
L'era insci bell, insci simpatich lee la vosava «oi mamma mia»
La7 Rem me sont stremì, sont scapàa via
negher e bianch, propri on belée
Solm Rem Stasera voo a dormì al riformatóri
se ciapi quel che l'ha copàa in quel di Filangieri al numer duu
La7 Rem m'han dàa del teddy-boy, del brutt demoni
mi a pesciàa ghe s'ceppi 'l dedrée. mi sont convint istess d'avegh reson.

I amis m'han dit «L'è stada la Ninetta Se g'hoo de divv, o brava gent
quella cont la gambetta sifolina de la Ninetta me frega niént
l'emm vista in mezz a i orti ier matina l'è la giustissia che me fa tort
che la lumava 'l gatt cont on cortel». Ninetta è viva, ma el gatt l'è mort,

L'è malmostosa, de bruta cera, l'è la giustissia che me fa tort


e l'ha g'ha on nas svisser e gross Ninetta è viva, ma el gatt l'è mort.

pagina 238
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Ero un consumatore
(1960)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ero-un-consumatore

Do Sol7 Do La7 e mosaico rosso e verde dentro il cesso;


Ero un bravo cittadino senza ubbie il mobilio, per mio gusto personale,
Rem La7 Rem era in stile barocchetto e chippendale,
e badavo solamente a cose mie: ma convenni, poi, con grossa delusione,
Sol Do che l'alloggio era di speculazione.
davo il voto a chi sedeva già al potere
Sol Do Si7 L'impresa, per ridurre un po' la spesa,
per timor d'avere qualche dispiacere; ha messo, anziché cemento, gesso;
Mim Si7 Mim con cura ha ridotto l'armatura
concordavo col padrone e la Questura e così l'appartamento
Si7 Do Re7 con struttura di cemento
su un progresso senza l'ombra d'avventura. una notte sulla testa mi crollò.
Sol Re7 Sol
La mia pace fu, però, pregiudicata, *
Re7 Sol Sol7
per il fatto che mi piace l'insalata. E così, per questa storia sfortunata,
Do Sol7 mi trovai colla salute rovinata,
La condivo con genuino olio d'olivo; e mia moglie mi privò del proprio affetto
Do e restai senza famiglia e senza tetto;
ero ignaro ch'era olio di somaro, immerso in una gran disperazione,
Mim Si7 Mim Re7 cercai conforto nella religione,
messo insieme a carogne di balene; sperando di ottener consolazione
Sol in atti di profonda devozione.
l'olio è sterilizzato,
Re7 Sol Ma, pensate!
contraffatto e adulterato, Le candele eran truccate:
Do Sol7 Do dopo un poco non facevano più fuoco.
reni, fegato e budella mi schiantò. Che disdetta! Anche l'acqua benedetta
era stata mescolata
Per escludere del tutto dai miei pasti con dell'acqua sconsacrata
il pericolo di condimenti guasti, che, per sempre, la mia anima dannò.
fui costretto a eliminar dalla cucina
burro, lardo, grasso, strutto e margarina.
Ed a forza di pensare, infine volli *
far la prova di mangiare solo polli: Fui convinto d'aver perso la partita,
polli lessi, fatti in pentola, alla buona, non cercai più alcun conforto, dalla vita;
con dell'acqua, sale, pepe e qualche aroma. mi decisi, lì per lì, di farle corte,
e cercare quel conforto dalla morte.
Ma i pollastri son più grassi se li castri, Sono andato in farmacia una mattina,
e i capponi son castrati con gli ormoni, ho comprato mezzo chilo di stricnina,
che son cose sempre un po' pericolose, poi mi son nascosto, presso il Cimitero,
tant'è vero che io, adesso, e ho mangiato il mezzo chilo, tutto intero.
sono lì per cambiar sesso
e una femmina tra un po' diventerò. Or saprete come mai qui mi vedete,
ben vivo, sano, trullare e giulivo:
Abitavo in un moderno appartamento per dire come tutto andò a finire
con struttura "a faccia vista" di cemento, la stricnina ingurgitata
marmo rosa nel soggiorno e nell'ingresso era stata adulterata
e soltanto una diarrea mi procurò.

pagina 239
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Ha detto De Gasperi a tutti i divoti


di De Marco
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: calabrese
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ha-detto-de-gasperi-tutti-i-divoti

Do brutte ignorante ch' 'un capisciti


Ha detto De Gàspere a tutti i divoti chi mi parrati quannu 'un sapete.
Sol Do Quannu 'un sapete chillu chi fazzu
dàtemi u voto e non ci pinzate. m'avete a dire ca signu pazzu.

Lu voto chi vua mi date Nun signu pazzu né testa di rapa


Sol Do ca pazzu è chillu chi volu lu papa.
lu paradiso vi l'accattate. Lu papa ha ditto pòari pizzienti
Fa Do salvaci l'anima e tìraci i dienti.
Vi l'accattate ppe vitam aeternam Tìraci i dienti ppe non mangiari
Sol Do tàppaci 'a vucca ppe non fumà.
jennu raminghi ccu na linterna.
Io né li dienti l'aiu tirate
A ppe dispietto dei comunisti e né la vucca m'aiu tappatu.
chi vonno a morte dei capitalisti. Mi l'aiu lassata ppi cc'incantà
I capitalisti nui a ci vulemo avanzi di ziti ppe 'unn'accattà
si no a sso munnu cume suffremo? ppe 'unn'accattare nemmenu na sarda
'Bbiato chi soffre, a dissi Piu, ppe penitenza rrobba si guarda.
di fare soffrire ci pienzo io.
Quannu si guarda c'è l'abbundanza
Vi fazzu fare na cura sto vierno ca pu sperare e t'inchi la panza.
ma se murite nun gghiate a lu infìerno. T'inchi la panza asciutta
A lu infierno arrasusìa. si ti lamienti ssi farabuttu.
meglio murire di checchisìa. Si farabuttu senza cuscienza
Di checchisìa nun mora a nissuno a nnomu du papa ti bbenedicu.
supa na lunga cura e dijuno.
Ti bbenedicu gran populuni
Co'u dijunare sun fatti li santi ca si legatu ccu su curdunu.
no co 'u mangiari brutt'ignorante Sii cristiane e statti cuntientu
ti salvi l'anima e campi di viento.

pagina 240
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Hasta siempre comandante


(1965)
di Carlos Puebla
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: spagnolo/castigliano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/hasta-siempre-comandante

Lam Rem Mi7 se despierta para verte.


Aprendimos a quererte
Lam Rem Mi7 Aqui ...
desde la historica altura
Lam Rem Mi7 Vienes quemando la brisa
donde el sol de tu bravura con soles de primavera
Lak Rem Mi7 para plantar la bandera
le puso cerco a la muerte. con la luz de tu sonrisa.

Lam Rem Mi7 Aqui ...


Aqui se queda la clara,
Lam Rem Mi7 Tu amor revolucionario
la entrañable transparencia te conduce a nueva empresa,
Lam Sol donde esperan la firmeza
de tu querida presencia, de tu brazo libertario.
Fa Mi7
comandante Che Guevara. Aqui ...
Seguiremos adelante
Tu mano gloriosa y fuerte como junto a ti seguimos
sobre la historia dispara, y con Fidel te decimos:
cuando todo Santa Clara "Hasta siempre, Comandante!"

Aqui ...

Informazioni

Scrita alla viglilia della partenza di Ernesto Che Guevara per la Bolivia

pagina 241
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Il censore
(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: carcere, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-censore

La Sol# Mi7 La Ed ancora lui leggeva Il Vittorioso


La Sol# Mi7 La nell'età che l'altra gente, anche se
[austera,
La Sol# Si7 Mi7 legge almeno già Il Corriere della sera
Non so dirvi se sia nato sotto un cavolo quando non arriva a legger L'Unità.
La Sol# Si7 Mi7
o se l'abbia trasportato una cicogna, Fu boy-scout fino all'età di quarant'anni
Rem7 Sol Do6 Lam e divenne, nel frattempo, un vero mago
ma per lui sarebbe stata una vergogna a far nodi d'ogni specie con lo spago
Fa7 Rem6 Mi7 e ad accender degli splendidi falò.
esser nato come siete nati voi.
Era un tutore ecc.
Solamente colle pappe artificiali Mise un giorno un bell'annuncio su un
lo poterono allattare da neonato [giornale:
perché, certo, non avrebbe mai succhiato « Illibato, con ingente patrimonio
Fa7 Mi7 Lam relazionerebbe scopo matrimonio
qualche cosa che non fosse il biberon. con fanciulla d'incrollabile onestà ».

La7 Re Prese in moglie una distinta signorina


Era un tutore religiosa, possidente e molto brutta,
Fa#7 Sim Si7 ma la signorina ce la mise tutta
della pubblica morale e d'un colpo nove figli gli sfornò.
Sidim Do#m Fa#m
che vede il ma - le Era un tutore ecc.
Si7 Mi7 La La Sol# Sim7 Mi7
anche dove non ce n'è. L'evidenza lo costrinse a rinnegare
l'esperienza di quell'unico atto impuro
All'età di sette anni e quattro mesi e a promettere a se stesso che in futuro
vide un giorno per la strada, con orrore, non l'avrebbe ripetuto proprio più.
due formiche che facevano all'amore
ed allora, detto fatto, le schiacciò. E scoperto finalmente il suo nemico
intraprese una carriera di successo:
A trent'anni, divenuto adolescente, dàgli e dàgli a far la guerra contro il
non sofferse né di crisi né di dramma: [sesso
gli bastava la sottana della mamma diventò procuratore generale
per godersi la sua bella gioventù.
ed è un tutore della pubblica morale
Era un tutore ecc. che vede il male
anche dove non ce n'è.

pagina 242
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Il diciotto aprile
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, femministi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-diciotto-aprile

Sol guardi al due giugno


Il diciotto aprile Re
Re7 che qualche cosa
a votare noi andrem Sol
lui capirà.
per il Fronte uniti
Sol Re
tutti quanti voterem Senza pane senza paga senza lavoro
Sol
e se c'è qualcuno vivon oggi gli operai in quantità
Do manganello sfollagente la prigione
che capito ancor non ha sono i doni che De Gasperi ci dà.

ancor non ha Il diciotto aprile...


Re Sol

Informazioni

Canzone sulle elezioni politiche del 1948, vinte dalla Democrazia Cristiana contro il Fronte popolare delle sinistre.

pagina 243
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Il disertore
(1954)
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-disertore

do mim Ho avuto solo guai


In piena facoltà da quando sono nato
la rem e i figli che ho allevato
egregio Presidente han pianto insieme a me
mi lam mia mamma e mio papà
le scrivo la presente ormai son sotto terra
rem sol7 e a loro della guerra
che spero leggerà non gliene frega più
do mim Quand'ero in prigionia
la cartolina qui qualcuno mi ha rubato
la rem la moglie il mio passato
mi dice terra terra la mia migliore età
mi lam domani mi alzerò
di andare a far la guerra e chiuderò la porta
rem sol7 do sulla stagione morta
quest'altro lunedì e m'incamminerò
fa
Ma io non sono qui Vivrò di carità
mim per strade di campagna
egregio Presidente d'Alsazia e di Bretagna
rem e a tutti griderò
per ammazzar la gente di non partire più
sol7 e di non obbedire
più o meno come me uccidere e morire
do mim per non importa chi
io non ce l'ho con lei Per cui se servirà
la rem del sangue ad ogni costo
sia detto per inciso andate a dare il vostro
mi lam se vi divertirà
ma sento che ho deciso e dica pure ai suoi
rem sol7 do se vengono a cercarmi
e che diserterò che possono spararmi
io armi non ne ho.

Informazioni

Canzone di Boris Vian e Harold Berg.La traduzione è di Giorgio Calabrese, con lievi modifiche.Tradotta in tutte le
lingue del mondo è diventata la canzone simbolo dei Refusnik israeliani.

pagina 244
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Il dodici dicembre a mattina


(1953)
di Dante Bartolini
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-dodici-dicembre-mattina

Do Sol7 Il sette giugno andremo a votare


Il dodici dicembre a mattina Le settecento famiglie affamate
Do Le urne tutte saranno affollate
Brutta sorpresa la nostra famiglia Per condannare chi ha tolto il lavor.
Fa Sol Do
Piange la mamma, la sposa e la figlia Hanno ammazzato Luigi Trastulli
Sol7 Do Lavoratore giovane e forte
Che più nessuno gli porta i denar. Nel fior degli anni ha trovato la morte
Ma non è morto il grande ideal.
Settecento famiglie affamate
Abbandonate nel cuor dell’inverno Maria Margotti e Giuditta Lovato
Questo regalo ci ha fatto il governo Furono uccisi dai stessi assassini
I bisognosi ha voluto colpir. I seguaci del fu Mussolini
Di chi lavora non hanno pietà.
Tutti uniti, uniti sul posto
Con la speranza riprender lavoro Finchè avremo una stilla di sangue
Noi vinceremo con questo decoro Non cederemo il passo in avanti
La Cgil ci ha detto così. Fermiamo il piede di questi birbanti
Che ci hanno dato miseria e dolor.
Non ci piega la Terni e il governo
Con la minestra e un tozzo di pane Il socialismo è la nostra speranza
Sopporteremo la vita da cane Di chi lavora è questa la storia
Finchè un giorno riavremo il lavor. Non è lontano la grande vittoria
Lavoratori avanti così.

Informazioni

Sull'aria di "Addio padre", il canto racconta dei licenziamenti di massa avvenuti nel 1953 alle Acciaierie di Terni.
Nella memoria e nella canzone, tali eventi si intrecciano con la morte del giovane operaio Luigi Trastulli, ucciso
dalla polizia il 17 marzo 1949 nel corso di una manifestazione contro l'adesione dell'Italia alla Nato, e sono ricordati
i nomi della mondina Maria Margotti e di Giuditta Lovato, uccise dalla celere durante manifestazioni di piazza nel
1949.

pagina 245
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Il fazzoletto rosso
(1962)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-fazzoletto-rosso

Do Sol Do Do Fadim Rem Sol il suo fazzoletto restò pulito


perchè il sangue, è naturale,
Do ha un colore eguale!
C'era una volta un soldato
Re7 Il fazzoletto sbiadì
un piccolo soldato del nostro paese per il sole ed il sudore di tanta fatica
Sol e si colorò di mirtilli, di more,
mandato alla guerra sul fronte albanese del sangue di gente amica.
Do Fadim Rem Sol
con tanta paura addo - sso. Ma venne un giorno diverso
Do un giorno ben diverso dai giorni passati
La fidanzata quel giorno, in cui quel soldato con gli altri soldati
Re7 capì cosa aveva perso.
che lui saliva sulla tradotta a vapore,
Sol Avevo perso per niente degli anni
gli annodò al collo, in pegno d'amore, di lavoro, degli anni felici
Do Sol# Sol Do per fare la guerra alla povera gente
un gran fazzoletto rosso. per far la guerra degli amici.

Fa A dei contadini, dei muratori


Per darsi un po' di speranza a degli operai, a dei pastori
Sol senza avere proprio niente
fu cura di quel piccolo bravo soldato contro quella gente!
Re7
tener sempre quel fazzoletto annodato Ed il soldato partì
Sol Si7 La Re tutto solo e senza fretta
sull'uniforme d'ordi - na - nza portandosi addosso
la vecchia divisa, la vecchia gavetta
Sol Mi La Re ed il fazzoletto rosso.
Era più prezioso quel fazzoletto,
Sol Mi La- Re Ed un mattino di sole
delle scarpe rotte o del moschetto dai monti e giù dai prati,
Sol Si7 Mim Fa Do Fadim Rem Sol a rotta di collo,
e valeva tutto intero il romano impe - ro! gli vennero incontro degli uomini armati
con un fazzoletto al collo.
Ma quel colore violento
che non era per niente regolamentare E il fazzoletto era rosso
lo fece in principio un po' tribolare era rosso come quello del bravo soldato
per via del regolamento. ma in più c'era sopra
una falce e un martello
Poi quando col 91 chissà in che modo ricamato!
aveva da mirare e schiacciare il grilletto
lui stava a guardare il suo fazzoletto Sol Mi La Re
e non colpì mai nessuno. Ogni contadino e muratore
Sol Mi La Re
Il fazzoletto servì di nascosto ogni operaio e ogni pastore
a metter dentro i lamponi e le more Sol Si7 Mim Fa Do Mim
ma non si sporcò perchè i frutti del di quel fazzoletto si era fatta una
bosco La7 Re
avevano un egual colore. bandiera!
Era una bandiera fatta di stracci
E se qualche volta fasciò un ferito come si conviene ai poveracci

pagina 246
ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale

che han deciso, per protesta, su tutti i paralleli ed i meridiani


con la propria testa Fa
la povera gente di tutto 'sto mondo
Do Sol Do Fa
Che han deciso che in fondo è fatta di paesani...
Re7 Sol Do Fa
di paesani...

pagina 247
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Il Fronte Popolare
di Raffaele Mario Offidani
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-fronte-popolare

Lam Mi7 Negator di Dio della famiglia


Le elezioni le preparò Scarpìa distruttore della civiltà
Lam tali accuse dall'Alpe alla Sicilia
per schiacciare il Fronte Popolar son piovute sul Fronte Popolar
La7 Rem Lam
Viva il Ministro della Polizia Han tiratofuori il Padre Eterno
Rem Lam Mi7 Lam fame guerra e bombe a volontà
che Mussolini volle superar han promesso le fiamme dell'infernoo
La7 Rem Lam a chi vota per Fronte Popolar
Viva il Ministro della Polizia
Rem Lam Mi7 Lam Ci han dipinti peggio di una peste
che Mussolini volle superar che l'Italia vuole rovinar
ci han promesso subito Trieste
La calunnia non è un venticello se non vince il Fronte Popolar
quando vuole i rossi diffamar
ma un ciclone un orrido flagello Non è ver che Cristo stia con voi
che solo i preti sanno scatenar traditori della libertà
foste sempre gli aguzzini suoi
Preti e frati ladri e stampa gialla ma lui sta col Fronte Popolar
pescicani giunti da oltremar
moribondi defunti a Santa Galla Stretti intorno al Fronte Popolare
tutti contro il Fronte Popolar per l'Italia noi si vincerà
Viva sempre il Fronte Popolare
Viva il fronte della libertà

Informazioni

Sull'aria di "Fischia il vento".


Il "Fronte Popolare" era la coalizione delle sinistre che partecipò alle elezioni del 18 aprile del 1948, quando vinse
la Democrazia Cristiana.

pagina 248
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Il gallo
(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-gallo

Lam Sotto il ventennio non persi di vista


Son nato maschio al duecento per cento di usare il mito del maschio fascista
Mi7 duci, gerarchi milizie ufficiali
sono fornito di un grande talento incrementarono i miei capitali

tutte le donne a cui faccio la corte Con questi soldi, che male c'è in fondo
Lam mi fu permesso di entrar nel gran mondo
sono il mio debole e pure il mio forte e proseguire i miei studi pratici
sopra le mogli di quei diplomatici

Aspiro al titolo di professore Finchè sposai con un colpo di mano


Mi7 la ricca figlia di un conte romano
nell'arte nobile di far l'amore
L'amor non è soltanto
e le mie leggi teoriche e pratiche l'effimero diletto...
La
son più precise di molte grammatiche Dopo la guerra di liberazione
per evitare di andare in prigione
Rem Lam ebbi l'idea, in fondo assai savia,
Poichè sottratte alla rozza esperienza di rifugiarmi lassù in scandinavia
Si7 Mi7
si son portate al livello di scienza ed in quel tempo fra genti stranieri
ebbi da assolvere al grande dovere
La Mi7 di dimostrar che la patria lontana
L'amor non è soltanto era pur sempre virile italiana
La
l'effimero diletto Feci ritorno perchè là oltre al resto
Mi7 nessuna donna pagava per questo
che provi andando a letto
La L'amor non è soltanto
con una che ci sta l'effimero diletto...

L'amore è soprattutto Feci ritorno perchè al mio passato


l'orgoglio ed il prestigio tutto il mio merito fu addebitato
di chi sa d'esser ligio ma in quel frattempo con leggi inaudite
a un mito nazional le case chiuse eran state proibite

Fino da giovane avevo intenzione Riorganizzai per innata missione


di sviluppare la mia vocazione qualche altra forma di prostituzione
contro il giudizio piuttosto antiquato trovai appoggi con mossa maestra
di chi voleva che fossi avvocato presso taluni partiti di destra

Feci le prime esperienza amorose Per la difesa che è sacra ed umana


con delle donne non molto virtuose della potenza sessuale italiana
ma mi convinsi che era umiliante
comprar l'amore e pagarlo in contante L'amor non è soltanto
l'effimero diletto
Finchè mi venne a portata di mano che provi andando a letto
un'occasione per fare il ruffiano con una che ci sta
L'amore è soprattutto
L'amor non è soltanto La Fa#7
l'effimero diletto... di chi sa d'esser ligio

pagina 249
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Si7 Mi7 La Mi7 La a un mito nazional.

pagina 250
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Il giorno dell'eguaglianza
(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-giorno-delleguaglianza

Lam6 Fa7 d'essere, in fondo, degli ottimi


Ci sveglieremo un mattino stinchi di santi,
Mi Lam6 Fa7 Mi e, nello stesso momento,
diverso da tanti dei bei farabutti.
Lam6 Fa7
e sentiremo un silenzio Non ci sarà più nessuno
Mi Lam6 Fa7 La5 che spinga la gente
mai prima ascoltato, ad "obbedire, combattere e
Rem6 Sib7 credere" in lui,
spalancheremo finestre e che prometta un Impero
La7 Rem6 Sib7 Mi5 a chi fa l'obbediente
e persiane, esitanti, ed un Inferno a chi, invece,
Lam6 Fa7 gli dice di no.
ci accorgeremo che il mondo,
Mi Lam6 Fa7 Mi Così, d'allora in poi,
quel giorno, è cambiato. non sarem più costretti
a giocare agli eroi,
E sentiremo che quella ai reprobi e agli eletti.
mattina è venuta,
che porterà sulla terra 'Sto mondo, che ora è pieno
una vita migliore, di oppressi e di oppressori,
Rem Fam6 'sto mondo farà a meno
che il giorno prima si è chiuso, di vinti e vincitori.
Mi5 Mi
a nostra insaputa, Non ci saranno più martiri,
Lam Fa Sib boia e tiranni,
un tempo triste che non saremo tutti un po' santi
Rem6 Mi7 ed un po' peccatori;
rivedremo mai più. non ci sarà più, per molte
migliaia di anni,
Lam Rem6 gente che voglia atteggiarsi
Da quel mattino in poi a nostri tutori.
Sol Sol6 Do+7
sapremo finalmente Scompariranno i soldati
Lam Rem6 ed i generali,
che ciascuno di noi scompariranno scomuniche,
Mi7 Lam preti e censori,
è uguale all'altra gente. diventeremo un pianeta
di esseri uguali
Ladim Mi7 dove ciascuno ha rispetto
Ciascuno, tutt'a un tratto, degli altri e di sé.
Rem6 Mi7 Lam4 Lam
sarà così capace Per essere beati,
Fa Ladim Mi7 per vivere contenti,
di dirsi soddisfatto non saremo obbligati
Lam6 Fa Mi a sentirci potenti.
e viversene in pace.
Saremo alfine onesti
Sapremo tutti, da quella senza essere scaltri,
mattina in avanti, La- Re-7 Re-6Sol7
e penseremo lo stesso senza che si calpesti
di noi e di tutti, Sl Sol6 Do+7

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la libertà degli altri. faremo un girotondo


Lam Fa Sib Fadim
Lam Rem6 per le piazze del mondo,
Quel giorno, non lontano, Mi7 Rem Ladim Mi7 Lam6
Mi7 Lam tenendoci per mano.

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Il povero Elia
(1959)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-povero-elia

Mi, Re gli poteva importar poco o niente


Lo chiamavano il povero Elia questa vita da cani gli dava
Do Sim da rimpiangere un bell'accidente
un campione di nullatenente
Mi7 Lam7 Re7 non sapeva a che serve l'argento
all'anagrafe sanno chi sia né i pollastri degli altri e così
Sol Do Si7 Mim La7 anche al settimo comandamento
ma del resto nessuno sa niente si tramanda che non trasgredì

Re Fa#7 E le donne, persin le puttane,


fin dal giorno che al mondo egli venne che di solito son generose
Sim Fa#m si curavan men che di un cane
non si sa che mammella succhiò delle sue prestazioni amorose
Sol#7 Do#m
il suo padre era un certo N. N. ma l'Elia anche senza l'amore
Fa#7 Si non sentì né provo delusione
chi sa mai come Elia non crepò ne si appese dal grande dolore
ad un laccio ed un po' di sapone
Si7 Mi Lam6
Poveraccio! Se anche crepava Poveraccio! Se anche crepava
Fa#7 Si7 Mim gli poteva importar poco o niente
gli poteva importar poco o niente questa vita da cani gli dava
Sol Sib da rimpiangere un bell'accidente
questa vita da cani gli dava
Fa Do Si7 Lam7 Non sapendone il significato
da rimpiangere un bell'accidente dell'amor non sentì la mancanza
e per questo non fece peccato
Si7 Mim Lam Si7 di lussuria, né d'intemperanza
non sapeva neppure poppare
Mim Lam7 Re7 Sol Quando in guerra ebbe a fare il soldato
né giocare un bel gioco sul serio a nessuno potè far del male
Si7 Do Re7 Sol Perché di diserzione accusato
non potè fin da allora peccare lo spedirono in corte marziale
Si7 Do Re Sol Re7 Sol Si7 Mim
né di gola né di desid - e - rio Quando uscì per la fucilazione
- Così almeno la storia ci dice, -
Non aveva una faccia da furbo solo un tale da dentro il plotone
e nessuno si volle fidare gli sorrise con aria infelice
a pigliarsi l'ingrato disturbo
d'insegnargli a che serva rubare Poveraccio! Di fronte alla morte
non avrà certo fatto buon viso
non fu mai molestato da un cane proprio quando gli dava la sorte
nessun colpo su lui fu sparato da rimpiangere un triste sorriso
Questo è vero, moriva di fame
ma passava per tipo fidato ed adesso ch'è ben sotterrato
non avrà da temere l'inferno
Poveraccio! Se anche crepava non aveva mai fatto peccato
lo terrà ben con sé il Padreterno

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Il prezzo del mondo


(1965)
di Fausto Amodei
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-prezzo-del-mondo

Dom Solm Re7 Sol Ci han rubato l'abbondanza


per rivendercela adesso
La Re La Re sotto forma
Tutto quanto ha un'etichetta di conquista del successo.
Sol Mi La Re
con un prezzo di mercato; L'uomo ormai riesce a trovare
La Re La RE qualcheduno che gli crede
tutto quanto è lì che aspetta non per quello che sa fare
Solm Dom Do#dim Re7 ma per quello che possiede.
solo d'essere comprato.
Ci han rubato poco a poco
Solm Dom Solm i cervelli ed anche i cuori
C'era un mondo tutto nostro ci han persuasi a stare al gioco
Dom Solm in veste di consumatori.
destinato a tutti quanti
Dom Solm Ci permettono soltanto
ed adesso lo dobbiamo di acquistare i loro doni
La7 Re7 concedendoci uno sconto
comperare dai mercanti. se stiam buoni.

Solm Dom Solm Ricordiamoci che il mondo


Ci han rubato tutto il mondo siamo noi che lo facciamo
Dom Solm ogni giorno dando fondo
ch'era nostro di diritto alla forza che vendiamo
Dom
per rivendercelo che il denaro guadagnato
Solm Re7 Solm per produrre il mondo tutto
e trarne del profitto. ci permette di comprarne
solo un pezzo ch'è il più brutto.
Affittiamo il mondo ad ore
da chi l'ha ridotto in pezzi: Questo vecchio mondo d'oggi
nessun pezzo ha più valore riponiamolo da un canto
ma soltanto più dei prezzi. chè non merita
il più piccolo rimpianto
Eravamo tutti eguali;
l'eguaglianza è andata in fumo, Dom
ci han persuasi a ricomprarla e che il mondo
come bene di consumo. Solm La7 Re7 Solm
torni nostro tutto qua - n - to.

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Il ratto della chitarra


di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-ratto-della-chitarra

Rem Solm Do7 Mi vorrei proprio sbagliare


La mia povera chitarra ma so già che il rapitore
Fa7 Sib7 Solm6 La porterà la mia chitarra
ha subito un inci - dente sulla via del disonore
Rem Solm Do7 prostituta e svergognata
l'altro giorno fu rapita un bel dì la sentiremo
Fa7 Sib7 Solm6 La a suonar sui marciapiedi
da un ignoto malvi - vente le canzoni di Sanremo
Re7 Solm
era una chitarra vecchia, Cantava senza timore,
Do7 Fa7 senza badare agli offesi
senza classe, un po' ridicola anche argomenti d'amore,
Sib7 Solm6 ma senza far sottointesi
non aveva sangue illustre Si era una coppia ideale,
La7 Rem c'era una splendida intesa
nè una cifra di matricola si stava insieme anche se non
eravamo sposati in chiesa
Non so proprio la ragione
che me l'han portata via Non mi han detto fino ad ora
e no ho neppur pensato qual'è il prezzo del riscatto
d'avvertir la polizia ma ci sono altre maniere
perchè so che alla questura per far ben fruttare un ratto
era in fondo un po' mal vista per esempio legalmente
Sib7 Redim non c'è manco un codicillo
l'han schedata sotto il nome che consideri reato
Mi7 La lo sfruttar chitarre squillo
di "chitarra comunista"
Istruiranno la chitarra
Re a sedurre gli italiani
Cantava senza paura miagolando e dando baci
Dom6 Si7 su dei ritmi afro-cubani
dei versi un poco insolen - ti prenderanno loro i soldi
Mim Lam6 ed a mo' di conclusione
in barba alla censura, la faranno anche cantare
Mi- Mi#dim La7 alla Rai Televisione
contro i padroni e i poten - ti.
Re La mia chitarra perduta
Era alle volte estremista, era chitarra d'onore
Fa# non si sarebbe venduta
e la sua grande ambizione neppure per un milione
Sim Mi La7 poichè era molto espansiva
era di accompagnare la musica non era certo illibata
Re Sim Mi La7 Re Solm La7 Sim Mi La7
della rivo - lu - zio - ne ma concedeva i propri favori
Re Sim Mim6 Fa#
La chitarra ripulita soltanto se innamora - ta
ben lavata ed elegante Sim Mi La7
sarà spinta a far la parte ma concedeva i propri favori
di chitarra benpensante Re Sim Mim6 Fa#
per seguire la corrente, soltanto se innamora - ta
per salvarsi un po' la faccia Sim Mi La7
d'ora in poi dovrà evitare ma concedeva i propri favori
di dir qualche parolaccia Re Sim Mi La7 Re6

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soltanto se inna - mo - ra - ta...

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Il tarlo
(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-tarlo

Do Per legge di mercato,


In una vecchia casa, assunse poi, per via,
Sol# un certo personale,
piena di cianfrusaglie, con contratto di mezzadria:
Do# di quel che era scavato,
di storici cimeli, grazie al lavoro altrui,
Sol7 Do una metà se la mangiava lui.
pezzi autentici ed anticaglie,
Avanzare, per mangiare
c'era una volta un tarlo, qualche piccolo boccone,
Lam che dia forza di scavare
di discendenza nobile, per il padrone.
Fa Mi7 L'altra parte del raccolto
che cominciò a mangiare ch'è mangiato dal signore
Lam Mi7 Lam prende il nome di "maltolto"
un vecchio mobile. o plusvalore.

Mi7 Poi, col passar degli anni,


Avanzare con i denti venne la concorrenza
Lam da parte d'altri tarli,
per avere da mangiare colla stessa intraprendenza:
Re7 Sol il tarlo proprietario
e mangiare a due palmenti ristrutturò i salari
Sol7 Do e organizzò dei turni
per avanzare. straordinari.
Rem Lam
Il proverbio che il lavoro Lavorare a perdifiato,
Fa Do accorciare ancora i tempi,
ti nobilita, nel farlo, perché aumenti il fatturato
Sib Fa e i dividendi.
non riguarda solo l'uomo, Ci si accorse poi ch'è bene,
Rem6 Mi Sol7 anziché restare soli,
ma pure il tarlo. far d'accordo, tutti insieme,
La7
Il tarlo, in breve tempo, dei monopoli.
grazie alla sua ambizione,
riuscì ad accelerare Re
il proprio ritmo di produzione: Si sa com'è la vita:
andando sempre avanti, La#
senza voltarsi indietro, ormai giunto al traguardo,
riuscì così a avanzar Re#
di qualche metro. per i trascorsi affanni
La7 Re
Farsi strada con i denti il nostro tarlo crepò d'infarto.
per mangiare, mal che vada,
e mangiare a due palmenti Sulla sua tomba è scritto:
per farsi strada. Sim
Quel che resta dietro a noi "per l'ideale nobile
non importa che si perda: Sol Fa# Sim
ci si accorge, prima o poi, di divorarsi tutto quanto un mobile".
ch'è solo merda. Mi7 La Re7 Sol
Chiaro monito per i posteri

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Do7 Fa Fa#7 Sim questo tarlo visse e morì.

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Il vestito di Rossini
(1969)
di Paolo Pietrangeli
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: repressione, carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/il-vestito-di-rossini

Do Rem forse Giovanna il vestito vedeva


"Come ti chiami?". "Ve l'ho già detto". in quella folla fra tanto colore.
Sol Do
"Ripeti ancora, non ho capito". "Ti han visto tutti, tu sei finito,
Rem Do c'è anche del sangue sul tuo vestito:
"Sono Rossini, iscritto al partito, quei cinque uomini che sono morti
Sol Do sulla coscienza li hai anche tu".
sor commissario, mi conoscete".
"Sor commissario voi lo sapete
"Confessa allora, tu l'hai colpito, quali che sono i veri assassini,
non mi costringere a farti del male, quelli al servizio degli aguzzini
tu sai benissimo, conosco dei mezzi che questa vita ci fanno fare.
che anche le tombe fanno parlare".
E questo sangue che ho sul vestito
"Sor commissario, i vostri mezzi è solo il sangue degli innocenti
sono due ore che li sopporto che protestavano perchè fra i denti
e se volete vedermi morto solo ingiustizia hanno ingoiato".
continuate pure così". Aveva solo un vestito da festa,
se lo metteva alle grandi occasioni;
Do Sol a lui gli dissero: domani ai padroni
Aveva solo un vestito da festa, gliela faremo, faremo pagar.
Do Sol
se lo metteva alle grandi occasioni; Ma l'hanno visto con un sasso in mano
Da Do che difendeva un ragazzo già morto,
a lui gli dissero: domani ai padroni ma quel che conta è che a uno di loro
Sol Do un sampietrino la testa sfasciò.
gliela faremo, faremo pagar.
Ed ha scontato vent'anni in prigione
E l'indomani, quando era già l'alba, perchè un gendarme s'è rotto la testa;
apri l'armadio e il vestito si mise, ormai Giovanna ha tre figli,
guardo allo specchio e la faccia sorrise, è in pensione,
guardo allo specchio e si disse di sì. chissà se ha visto il vestito da festa
ormai Giovanna ha tre figli,
E andò alla fabbrica ed erano in mille, è in pensione,
tutti gridavano l'odio e il furore; chissà se ha visto il vestito da festa.

pagina 259
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Io so che un giorno
(1966)
di Ivan Della Mea
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: disagio mentale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/io-so-che-un-giorno

Re La
Io so che un giorno come se fosse
La7
verrà da me la realtà.

un uomo bianco Li guarderò


con occhi calmi
vestito di bianco e dirò loro
Sol di libertà;
e mi dirà: verrà quell’uomo
La Re con tanti altri forti e bianchi
«Mio caro amico tu sei stanco» e al mio letto
Sol stretto con cinghie mi legherà.
e la sua mano «La libertà
La7 Re - dirò - è un fatto,
con un sorriso mi darà. voi mi legate
ma essa resiste».
Mi porterà Sorrideranno:
tra bianche case «Mio caro amico tu sei matto,
di bianche mura la libertà,
in bianchi cieli la libertà più non esiste».
mi vestirà
di tela greggia dura e bianca Io riderò
e avrò una stanza il mondo è bello
un letto bianco anche per me. tutto ha un prezzo
anche il cervello
Re «Vendilo, amico,
Vedrò il giorno con la tua libertà
e un posto avrai
e tanta gente in questa società».

anche ragazzi Viva la vita


pagata a rate
di bianco vestiti con la Seicento
Sol la lavatrice
mi parleranno viva il sistema
Mi che rende uguale e fa felice
dei loro sogni chi ha il potere
e chi invece non ce l'ha.

pagina 260
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L'amarezza delle mondine


Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lamarezza-delle-mondine

La dimmi un po' come la va


Quando saremo a Reggio Emilia
Mi Di salute la mi va bene
al mè murùs al sarà in piassa le borsette quasi vuote
e di cuor siam malcontente
Bella mia sei arrivata d'aver tanto lavorà
La
bella mia sei arrivata Quando saremo a Reggio Emilia
i creditùr i v'gnarà incuntra
quando saremo a Reggio Emilia Mundarìs föra la bursa
al mè murùs al sarà in piassa ca vuruma a ves pagà
Bella mia sei arrivata

pagina 261
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L'appartamento
(1964)
di Franco Trincale
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lotta per la casa, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lappartamento

La e a fine mese lui detrarrà.


E se l'Italia è una repubblica È quasi quasi un beneficio
fondata sul lavoro il mio trasporto al cementificio.
e se per lavorare bisogna riposare
e se per riposare vuol dire anche dormire, Ho reclamato con il mio padrone
Re La "Non c'è negozio nel quartierato,
un letto, un dormitorio A far la spesa si va in città
Mi7 La e questa cosa non può durar".
il padron te lo darà.
E lui, sensibile e molto umano,
La un supermarket ha messo in piano
Appena fuori dalla città è molto pratico ed elegante
Mi7 le mattonelle son come quelle,
i dormitori han fabbrica',
son come quelle, son come quelle
e il mio padrone tutto contenuto son come quelle che io fo.
La
mi ha da' le chiavi dell'appartamento. E piano piano io sto prendendo
un bel colore bianco cemento.
Oh come è bello l'appartamento, Anche la mutua se n'è accorta
come son lucide le mattonelle, ma al mio padrone non gliene importa.
che bella camera dove dormiamo,
una piazza e mezza e ben ci stiamo. La busta paga è già prenotata,
non ci son soldi per la salute
Re La ma in fondo fondo sono contento,
Io e mia moglie nel comodino fo sacrifici per l'appartamento.
Mi7 La
possiamo metterci anche il bambino. E se Dio vuole tra venti anni
avrò la casa di proprietà.
E il mio padrone ora mi dà
la busta paga meno metà Ma Dio non volle perchè una sera
perchè trattiene ogni fine mese sbiancò il suo viso come la cera.
cinquantamila in più le spese. È morto in fabbrica e gli han trovato
dentro i polmoni cemento armato.
A dire il vero me ne risento, E quanto è comodo il pagamento
ma è molto comodo il pagamento per il trasporto al camposanto,
e il mio padrone mi ha detto "Dai, un metro e mezzo d'appartamento,
mettiti sotto che se ce la fai e lui soltanto se lo godrà.

fra venti anni potrai avere Tutto gratuito e a fine mese


l'appartamento di proprietà". la trattenuta più non avrà.

Ho reclamato con il mio padrone La


"Non c'è trasporto, come si fa?". E se l'Italia è una repubblica
E lui ha messo il collegamento fondata sul lavoro
sin dalla fabbrica all'appartamento. e se per lavorare bisogna riposare
e se per riposare vuol dire anche dormire,
E quanto è comodo il pagamento Re La
per il trasporto di ogni giorno. allora dico che, signori della borghesia
Parto al mattino la sera torno Mi7
La
l'affitto non lo pago perchè la casa è mia!

pagina 262
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L'attentato a Togliatti
di Marino Piazza
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lattentato-togliatti

Re appartengo a nessun partito,


Alle ore undici del quattordici luglio è uno scopo mio personal"».
La7
dalla Camera usciva Togliatti, Rita Montagnana, che è al Senato,
coi dottori e tutto il personale,
quattro colpi gli furono sparati han condotto il marito all'ospedale
Re sottoposto alla operazion.
da uno studente vile e senza cuor.
L'onorato chirurgo Valdoni,
L'onorevole, a terra colpito, con i ferri che sa adoperare,
soccorso venne immediatamente, ha saputo la pallottola levare
grida e lutto ovunque si sente, e la vita potergli serbare.
corron subito deputati e dottor.
Il gesto insano, brutale e crudele
L'assassino è stato arrestato al deputato dei lavoratori,
dai carabinieri di Montecitorio protestino contro gli attentatori
e davanti all'interrogatorio della pace e della libertà .
ha confessato dicendo così:
L'onorevole Togliatti auguriamo
"«Già da tempo io meditavo che ben presto ritorni al suo posto,
di riuscire a questo delitto, a difendere il paese nostro,
l'interesse di noi lavorator.

Informazioni

Canzone del cantastorie Marini Piazza, scritta in occasione del grave attentato compiuto da Antonio Pallante
(giovane siciliano, studente fuori corso di Giurisprudenza), il 14 luglio 1948.

pagina 263
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L'ecatombe
di Carlo Ferrari, Georges Brassens
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: satirici, repressione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lecatombe

Do E dal lato del mio abbaino


Al mercato ieri mattina le mie grida univo al clamore
Do7 incoraggiando il plotoncino
per un mazzo di qualche ortaggio come fosse la squadra del cuore!
Fa Do
di massaie una dozzina Attaccandosi una comare
Rem Sol7 a un maresciallo di polizia
si esibiva in un bel pestaggio. "Morte alla legge!" lo fa gridare
ed inneggiare all'anarchia.
Do
A piedi, a cavallo, in vettura Una delle più forsennate
Do7 stringe il cranio di un questurino
intervenne l'autorità tra le chiappe sue smisurate
Fa Do come macine d'un mulino!
a provarsi nell'avventura
Rem Sol7 Do La più grassa del gruppetto
di fermare le ostilità! con due tette che fanno per sei,
sbottonato il reggipetto,
mena sberle alla Cassius Clai.
Senza dubbio sapete tutti Il fioccare di tali bombe
di una ben radicata usanza è il sigillo della vittoria,
se per dar contro ai poliziotti è la fine di un ecatombe
tutti quanti fanno alleanza. da citare nei libri di scuola!

Sui gendarmi furiosamente Non contente del consuntivo


si gettarono le matrone e di quella bella razione
dando vita in quel frangente come oltraggio definitivo
ad un numero d'eccezione! prima di lasciar la tenzone.

Nei confronti dei piedipiatti Le comari a quel nemico,


sono pervaso da tanto amore perdonatemi l'indecenza,
che nel vederli sopraffatti certe cose volevan tagliare,
io tifavo per le signore. per fortuna ne eran già senza!

Informazioni

Traduzione di Carlo Ferrari.

pagina 264
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La ballata dell'ex
(1966)
di Sergio Endrigo
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-ballata-dellex

Rem Lam Mi7 Lam E scese dai suoi monti per i boschi fino al
piano
Passava tra la gente che applaudiva gli
Lam Mi7 alleati
Lam Andava a consegnare mitra barba e bombe a
Andava per i boschi con due mitra e tre bombe mano
a mano Ormai l’artiglieria non serve più
Do Rem Mi Un mondo tutto nuovo sorgerà
La notte solo il vento gli faceva compagnia Per tutti l’uguaglianza e la libertà (x2)
Fa Do
Laggiù nella vallata è già pronta l’imboscata E torna al suo paese che è rimasto sempre
Rem Lam quello
Nell’alba senza sole eccoci qua Con qualche casa in meno ed un campanile in
Fa Mi7 più
Qualcuno il conto oggi pagherà C’è il vecchio maresciallo che lo vuole
Lam Mi7 interrogare
Lam Così per niente per formalità
Andava per i monti con due mitra e tre bombe Mi chiamano Danilo e sono qua
a mano
Do Rem Mi E vogliono sapere perché come quando e dove
Il mondo è un mondo cane ma stavolta cambierà Soltanto per vedere se ha diritto alla
Fa Do pensione
Tra poco finiranno i giorni neri di paura Gli chiedono per caso come è andata quella
Rem Lam sera
Un mondo tutto nuovo sorgerà Che son partiti il conte e il podestà
Mi7 Lam E chi li ha fatti fuori non si sa (x2)
Per tutti l’uguaglianza e la libertà (x2)
Se il tempo è galantuomo io son figlio di
In soli cinque anni questa guerra è già nessuno
finita Vent’anni son passati e il nemico è sempre là
È libera l’Italia l’oppressore non c’è più Ma i tuoi compagni ormai non ci son più
Si canta per i campi dove il grano ride al Son tutti al ministero o all’aldilà
sole Ci fosse un cane a ricordare che
La gente è ritornata giù in città
Ci son nell’aria grandi novità Andavi per i boschi con due mitra e tre bombe
a mano..

Informazioni

L'abbiamo ascoltata la prima volta da "Il canzoniere della rivolta-Mucchio selvaggio", Fosdinovo (MC), 7 agosto
2012, durante il festival "Fino al cuore della rivolta"

pagina 265
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La canzone delle reggiane [R60]


(1951)
di Rivetti
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-canzone-delle-reggiane-r60

Sol Do Sol Do Sol7 Do


Schiere d'eroi umili ed offesi Di strazi e di pene
Fa Do Re7 Sol7 Fa Do
Affratellati da un ideal Bandiera di pace e di liberta'
Re- Fa Do Sol7 Do
Marciano uniti contro i borghesi Trattore passa e va
Sol7 Rem Re7 Sol7 Fa Do Lam
Pronti a sferrare l'attacco fatal Bandiera di pace e di liberta'
Sol7 Do
Do Trattore passa e va
All'erta compagni
Rem Sol7 Do Grande e gloriosa
Io giogo si schianta E' la classe operaia
Fa Rem Alle Reggiane lotta con valor
Alziamo il vessillo Dalla miniera alla risaia
Sull'erre sessanta S'ode il fragore del nuovo tarttor
Do
Sul nostro cammino All'erta compagni...

Informazioni

Rivetti è l'autore delle parole; la musica fu composta da un operaio appassionato di musica e di opera che dopo il
licenziamento mise su un'orchestrina; si chiamava Isernia ed è deceduto; Rivetti è vivo e sta in Piemonte.

L' "R60" è un potente trattore prodotto dalle OMI-Officine Meccaniche Reggiane di Reggio Emilia, nel corso di uno
dei primi esperimenti di autogestione operaia di una fabbrica in Italia. Tra il 1950 e il 1951 le Officine Reggiane
vennero occupate dai lavoratori in sciopero contro la direzione della fabbrica, impegnata da sempre nelle
costruzioni di automezzi e componenti per uso militare; nel corso dell'occupazione, per dimostrare la capacità
gestionale delle maestranze in lotta, fu decisa la progettazione e la realizzazione di un trattore, di uno strumento di
lavoro e di pace. Un episodio straordinario che fu celebrato con questo canto popolare.(da Canzoni contro la guerra
)

pagina 266
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La famigliola
(1966)
di Francesco "Ciccio" Giuffrida
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-famigliola

La Re Mi7 La Ed il nonno del mio padrone


Oh che bella famigliola si chiama fascismo
Mi7 La è sordo e non ragiona
che mi vuole tanto bene però può ancor parlar 2 v.
Re Mi7 La
se mi fermo e non lavoro Il fratello del mio padrone
Re Mi7 La si chiama plusvalore
non sa più che cosa far 2 volte è alto grasso e grosso
è unto dal Signore 2 v.

Alla testa c'è il padrone Il nipote del mio padrone


si chiama liberismo
che mi dà da lavorare incanta a destra e a manca
chi mai lo arresterà 2 v.
e perciò gli voglio bene
devo solo collaborare 2 v. L'altra figlia del mio padrone
la globalizzazione
Il figliolo del mio padrone riduce alla miseria
si chiama salario chi è povero di già 2 v.
è nato piccolino Oh che bella famigliola
chissà se crescerà 2 v. alla testa c'è il padrone
il figliolo del mio padrone
La figliola del mio padrone l'altro figlio del mio padrone
si chiama polizia e la figlia del mio padrone
e vuol la sicurezza l'altra figlia del mioo padrone
la sua e non la mia 2 v. il nipote delmio padrone
il fratello del mio padrone
L'altro figlio del mio padrone ed il nonno del mio padrone
si chiama profitto sono tutti da ammazzare
è nato già affamato sono tutti da ammazzare
da solo mangia tutto 2 v. sono tutti da ammazzar

Informazioni

Musicata da Gianni Famoso (un bellissimo minuetto); le ultime due strofe (il nipote e l'altra figlia) sono state
aggiunte nel 2005. E' stata incisa dal Canzoniere Internazionale nel disco "Il bastone e la carota".

pagina 267
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La leggenda della suora


di Fausto Amodei, Georges Brassens
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-leggenda-della-suora

Re Sol Re Mi Lam Re Sol Re Sol Fattasi monaca da un mese


l'amore giunse là per là
Sol Do Sol quando un bandito del paese
Venite voi gente curiosa venne e le disse "Eccomi qua!".
Re Re7 Sol
per una nuova storia ancor: I banditi son rubacuori
Sol Do più di certuna nobiltà
questa è la storia avventurosa Attenti che passano i tori:
Sol Do chi veste in rosso, via di qua!
di Doña Padilla del Flor.
Non era bello, questo è vero,
Re Sol era volgare, anzi che no,
La sua terra che vide i mori ma l'amore, si sa, è un mistero
Re Mi e la suora il bandito amò.
nutre cinghiali in libertà.
Lam Re Sol C'è chi concede i suoi favori
Attenti che passano i tori: a ceffi privi di beltà.
Re Sol Attenti che passano i tori:
chi veste in rosso, via di qua! chi veste in rosso, via di qua!

Ci son ragazze qui a Granada A quel bandito che, si dice,


ed a Siviglia anche ce n'è fosse legato a Belzebù
che ascoltano ogni serenata ai piedi di Santa Beatrice
quasi a cantarla fosse un re! la suora diede un rendez-vous

Quindi si intrecciano gli amori All'or che i corvi vengon fuori


di sera in tutta la città! gracchiando nell'oscurità.
Attenti che passano i tori: Attenti che passano i tori:
chi veste in rosso, via di qua! chi veste in rosso, via di qua!

Nessuna infamia e nessun dolo Or quando entrata nella chiesa


mai su Padilla trapelò la suora il bandito chiamò,
perchè in nessun occhio spagnolo al posto della voce attesa
fuoco più casto mai brillò. un grande fulmine scoppiò

Sotto gli alberi e in mezzo ai fiori Dio volle con questi bagliori
nessuno l'ebbe in potestà. colpire a morte l'empietà.
Attenti che passano i tori: Attenti che passano i tori:
chi veste in rosso, via di qua! chi veste in rosso, via di qua!

Lei prese i voti e questa fine Questa leggenda che ho narrato


destò il rimpianto pure mio, sant'Idelfonso decretò
quasi che solo alle bruttine per preservare dal peccato
fosse concesso sposar Dio. chi la sua vita a Dio votò

Furono pianti e gran dolori La raccontassero i priori


tra maschi di qualunque età. in conventi e comunità.
Attenti che passano i tori: Attenti che passano i tori:
chi veste in rosso, via di qua! chi veste in rosso, via di qua!

pagina 268
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Informazioni

Traduzione della canzone "La Légende de la Nonne" di Georges Brassens.

pagina 269
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La morte di Anita Garibaldi


di Massimo Dursi, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-morte-di-anita-garibaldi

Re per i miei figli questo sorriso...»


Noi t'aspettiamo nell'alba fiorita Ma della morte sul tuo bel viso
La7 è già discesa l'ombra crudel.
camicia rossa, fiore di vita
La barca nera sulla laguna
noi t'aspettiamo nell'alba fiorita porta l'Anita come una cuna.
Re Canta nel cielo l'Ave Maria
camicia rossa, piena di vita. che l'accompagna nell'agonia.

Per i tuoi figli sola a morire È morta Anita all'Ave Maria


o sposo mio mi devi lasciare. quando la rondine scende dal cielo.
Se gli occhi miei ti voglion mirare Il Generale la bacia e piange.
tu con un bacio li chiuderai. Deve lasciarla.
Deve salvarsi,
Sale la febbre nella laguna per riportarci la libertà.
come l'allodola trema l'Anita.
Tende allo sposo la mano sfinita, E chi lo salva e dai Tedeschi,
la guarda e prega con un sospir. e tutta Italia la salverà,
e chi lo salva e dai Tedeschi
«Per il tuo cuore questo sospiro e tutta Italia la salverà.

Informazioni

Canzone composta nel 1963 per lo spettacolo "Stefano Pelloni detto il Passatore", cronache popolari di massimo
D'Ursi, allestito al teatro Stabile di Bologna. Giovanna Daffini eseguì poi questa canzone con il Nuovo Canzoniere
Italiano. Nell'acquisizione del testo la Daffini ne modificò alcuni versi. (maria rollero)

pagina 270
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La santa Caterina dei pastai


(1964)
di Gruppo padano di Piadena
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-santa-caterina-dei-pastai

Re La7 Sé, sé…però i capannoon,


Per Santa Caterina dei pastai la fuori serie, èl palas che custa 'na mucia
Re dè milion,
Il mio padrone ha fatto una bella festa l'è tuta roba nostra.
La7 E la Santa Caterina quest che la la sa;
Il mio padrone ha fatto una bella festa però la la diis mia, imprisunada cuma l'è
Re anca lee
Insieme a tutti i suoi operai in dè 'na bèla curnis durada. Sé!

La7 Re Per Santa Caterina dei pastai


Una bella festa tutta pagata Il mio padrone ha fatto una bella festa
La7 Re Il mio padrone ha fatto una bella festa
Dalla minestra all'insalata Insieme a tutti i suoi operai
Sol La7 Re
E alla fine della bella festa Una bella festa tutta pagata
La7 Re Dalla minestra all'insalata
Una sigaretta…a testa! E alla fine della bella festa
Una sigaretta…a testa!
La7
O come è generoso il mio padrone! (parlato) Coda!
(parlato) mia tropp!
Re E alla fine della settimana
Disse che siamo bravi a lavorare Sulla busta paga abbiam trovato
La7 La trattenuta della bella festa
Disse che bisogna collaborare Una trattenuta…a testa.
Re
Per costruire nuovi capannoni. Una bella festa tutta pagata
Dalla minestra all'insalata
(parlato) E alla fine della bella festa
Una sigaretta…a testa!

Informazioni

La canzone si riferisce a un fatto realmente accaduto in un pastificio locale. La testimonianza è stata raccolta da un
operaio e trascritta da Mario Lodi.
E' stata musicata dal Gruppo Padano di Piadena utilizzando ed elaborando inconsapevolmente un motivo popolare
di autore ignoto

pagina 271
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La zolfara
di Cantacronache, Michele Luciano Straniero
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, miniera, morti sul lavoro
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/la-zolfara

Lam Sol Do Solm mina - tore di zol - fa - a - a - ra.


Otto sono i minatori
La7 La Rem Hanno fatto un gran corteo
ammazzati a Gessolungo. con i quattro evangelisti:
Mi Fa Sol Do tutti quanti li hanno visti
Ora piangono i signori con San Marco e San Matteo,
Mi Lam
e gli portano dei fiori. con San Luca e San Giovanni
e i compagni che da prima,
Fa lavorando nella mina,
Hanno fatto in paradiso sono morti i questi anni.
La
un corteo lungo lungo: Spara prima la mina...
Rem Lam Fa Rem Sol Do
da quel trono dov’è assi - so Lam Sol Do Solm
Sib Lam Rem6 Mi Lam Dopo la dimostrazione
Gesù Cristo gli ha sorriso. La7 La Rem
Gesù Cristo li ha chiamati:
Lam Mi Fa Sol Do
Spara prima la mina, con la sua benedizione
Rem7 Mi Mi Lam
mezz’ora si guadagna! li ha raccolti tra i beati
Lam Re Sol Do
Me ne infischio se rischio Fa
Lam Rem Mi Fa Mi Lam poi, levando, poco a poco
se di sangue poi si ba - a - gna. La
Rem Sol Do la sua mano giustiziera
Tu prepara la bara, Rem Lam Rem7 Sol Do
Lam Rem Sol Re#dim Mi Lam con un fulmine di fuo - co
Sib Lam Rem6 Mi Lam
ha distrutto la miniera.

Informazioni

La canzone si riferisce ad un disastro avvenuto nel 1881, ma numerosi incidenti sul lavoro (quelli che si sarebbero
poi giustamente chiamati "omicidi bianchi") si verificarono anche tra il 1957 e il 1958 nelle principali cave di zolfo
siciliane, provocando decine di morti e feriti, di cui riferirono ampiamente le cronache dell'epoca. Le zolfatare,
divenute antieconomiche, vennero poi chiuse e abbandonate dai proprietari. (maria rollero)

pagina 272
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Le basi americane [Rossa provvidenza]


di Rudi Assuntino
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/le-basi-americane-rossa-provvidenza

Sol Do Sol andiamo a guadagnare la nostra libertà


La cosa più penosa
Do Sol In una ragnatela
in giorni come questi di fatti quotidiani
Do Mim abbiam dimenticato
è di trovar tra voi di essere compagni
Lam Re7
le facce di sempre Nel mondo c'è una lotta
Sol Do Sol che non si è mai placata
E invece sta cambiando rompiamo le abitudini
Do Sol torniamo ad esser uomini
la storia di ciascuno
Do Mim Buttiamo a mare...
perchè dai grandi fatti
Lam Re7 Sol Non serve domandare
matura una lezione" se poi ce la faremo
lasciamo alle parole
Sol Do Re7 il tempo di aspettare
Buttiamo a mare le basi americane
Sol Do Re7 O forse qui si aspetta
cessiamo di fare da spalla agli assassini la rossa provvidenza
Sol Do Re7 per cui gli altri decidono
giriamo una pagina lunga di vent'anni e noi portiam pazienza"
Sol Do Re7 Sol
Buttiamo a mare...

Informazioni

Canto antiamericano, antimperialista e antinucleare.

(maria rollero)

pagina 273
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Le cose vietate
(1958)
di Fausto Amodei
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/le-cose-vietate

Lam Son molti i cartelli


Per ogni divieto che trovi per strada:
"Vietato il passaggio",
che ci ha dato il buon Dio "Divieto di sosta"
e, in molti negozi,
col nome, ben noto, dovunque tu vada
Mi7 "Vietato toccare
di "comandamento", la merche che è esposta",

la gente ha creduto e, per evitare


ai giovani i danni
che fosse assai pio che può provocare
il problema del sesso,
crearne e redigerne a tutti i minori di sedici anni
La- in certi locali
almeno altri cento. è "Vietato l'ingresso".

La7 Rem Ma tutte queste cose


"Vietato il sorpasso", non sono molto gravi
La7 Rem son lievi precauzioni
"Vietato fumare" per farci star più bravi.
La7 Rem Il guaio è che quei tipi
e, per non esporre che vietano e fan storie
Sol7 Do le cose non vietate
le nostre sporcizie, le han rese obbligatorie.
Mi7 Lam
in certi locali "Il senso è vietato",
Mi7 Lam "Vietato affacciarsi",
è "Vietato sputare", "Divieto di transito ai ciclomotori",
Mi7 Lam "Vietato il posteggio",
in altri "Lo scarico "Vietato bagnarsi",
Re7 Sol7 "Vietato parlare coi manovratori":
delle immondizie".
Fra tanti divieti
Do Mi7 di tutti i modelli
Ma tutte queste cose la legge non vieta,
La7 Re7 Sol7 un po' stranamente
non sono molto gra - vi di andare ad uccidere
Do La7 i nostri fratelli,
son lievi precauzioni di andare a far guerra
Re7 Sol7 alla povera gente:
per farci star più bra - vi.
ché, anzi, ci costringe
Do Mi7 in termini palesi
Il guaio è che quei tipi ad imparar 'ste cose
La7 Re7 Sol7 per ben diciotto mesi
che vietano e fan sto - rie
Do La7 Do Mi7
le cose non vietate e quel comandamento
Re7 Sol7 Do Mi7 La7 Re7 Sol7
le han rese obbligato - o - rie. lo ha lasciato stare
Do La7

pagina 274
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che dice chiaramente: "È vietato ammazzare".


Re7 Sol Fa Do

Informazioni

Inviata da Riccardi Venturi

pagina 275
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Le mondine contro la cavalleria


(1912)
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: repressione, risaia/mondine
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/le-mondine-contro-la-cavalleria

Re Il commisario, con grande ironia,


Il ventiquattro di maggio a Ferrera, disse agli altri: Andate pur via:
La si ferma solo la Provera Maria,
un grande sciopero, terribile guerra: che con noi la vogliamo portar ".

erano tutti in una stretta via, La ragazza andav pian piano,


Re l'hanno condotta davanti al Sultano;
'accompagnati dalla polizia. il Sultano sbeffando gli disse:
" Son contento e ancor più felice ".
Nel veder le crumire uscire
le scioperanti si misero davanti: Le scioperanti non dicon parola,
" Se avete il coraggio di andare si recarono in mezzo alla folla
ci tradite noi tutti quanti ". e sentiron la brutta novità:
" li vostro Riha ve l'hanno arresta ",
Nel veder le crumire ostinate
le scioperanti si misero davanti Quando Riba fu giunto sul treno,
e lor si sono gettate per terra: con la mano ci diede l'addio:
" Calpestateci se avete il coraggio Non piangete, miei cari compagni.
che ben presto sarò qui con voi ".
Il commissario, con grande amarezza:
"Non ubbidite alla pubblica sicurezza; A Sannazaro che sono arrivati
non vedete che questa è viltà? l'hanno rinchiusi in una prigione
se non vi alzate vi faccio 'restà . come se fossero dei malfattori,
mentre invece era gente d'onor.
Le scioperanti si sono alzate: Tredici giorni di malinconia
" Non è vero che questa è viltà; fu terminato in grande allegria:
son venuti e han fatto violenza hanno lasciato il Elba e Maria,
trascinandoci con libertà ", l'ahbiam coperto di rose e di flor.

Informazioni

Il canto si riferisce a un episodio successo a Ferrera Erbognone, un paesino tra le risaie della Lomellina nel pavese,
nel maggio del 1912. Fu scritta e cantata collettivamente nei giorni stessi della rivolta.

pagina 276
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Lettera dalla caserma


(1963)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antimilitaristi, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lettera-dalla-caserma

Sol+ Do Solm6 La7 all’adunata squadra di servizio.


Amore mio, ti prego di capire
Rem E dovrò fare per bene pulizia
se ti scrivo qualcosa solo adesso. nell’atrio, in camerata ed all’ingresso,
Sol Do dovrò pulire lavatoio e cesso,
Per far più in fretta, te lo mando espresso refettorio, cucina e fureria.
Solm6 La7 Rem7+ Sol+
che fa, di francobolli, cento lire. Diciotto lunghi mesi,
Sol+ Do Solm6 La7 piuttosto male spesi,
E cento lire, qui non si discute, ma questo si sapeva dall’inizio;
Rem per circa un anno e mezzo
son la paga di un giorno, tutta quanta: risolvono a buon prezzo
Sol Do la crisi delle donne di servizio.
la decade è di millecento ottanta
Solm6 La7 Rem7+ Sol+ Difenderemo America ed Europa
in dieci giorni, salvo trattenute. Armati di un moschetto e di una scopa.

Fam Sib Mib Amore mio, ti dicono: “fa questo!”


Diciotto lunghi mesi, E, non c’è scampo, tu lo devi fare.
Fam Sib Mib Non è neppur permesso brontolare,
piuttosto male spesi, devi star zitto e devi farlo presto.
Fam Mib Re#dim Sol
ma a questo siamo in fondo rassegnati; Anche se hai sonno devi stare sveglio,
Do anche se hai caldo “CREDERE E OBBEDIRE”
ma non è di mio gusto anche se hai freddo “VINCERE O MORIRE”;
Sol Do se poi ha fame e sete, tanto meglio!
e non mi sembra giusto
Sol Re+7 Sol7 Do E tutti i pezzi grossi
Do7 che esclamano commossi
che sian diciotto mesi mal paga - a - a - che siamo noi la gioventù più sana,
ti. ci trattano, lo vedi, da pezze per i piedi,
ci trattano da figli di puttana
Fa Do
Diremo, un po’ sul serio, un po’ per gioco: tenendo sempre buona l’occasione
Sol Re7 Sol Reø Sol#7 di usarci come carne da cannone.
Sol Dom
“Chi per la patria muor, pagato è po - o - ReøSolSol#La7
o - co!”
La7 Re Re7+ Re
Reø Sol Sol+ Amore mio, un tale mi comanda
Si7 Mi- Sol+ Mi-
Amore mio, ti dico dall’inizio di piantar lì ‘sta lettera d’amore
che scrivo in fretta solo pochi righi, La Re Re7+
perché tra poco bisogna che mi sbrighi e di andarmene in cella di rigore
Re7 Si7 Mi La7 Re
per “disordine grave al posto bra - a - nda”.

pagina 277
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Lu polverone
(1961)
di Matteo Salvatore
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: pugliese
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/lu-polverone

Lam Mi7 Lam Quanne hê finuto da fatijà'


Quanne hê finùto da fatijà' pène e cipolla j' m'haj' 'a magnà',
Rem Lam Mi Lam passa lu King de lu patrone
m'assetto 'nu poco 'nnanze a la porta, lu polverone me fa murì'.
Rem Lam
passa lu King de lu patróne E la ttérra quanno è bbona
Mi7 Lam a c'li la fatìja lu ricco sı la gode.
lu polveróne me fa murì'. Quanne hê finuto da fatijà'
nnanze a la porta je m'haj' assittà',
C'li poveretti pène e cipolla passa lu King de lu patróne
e c'li signùre quelle ca vonno, lu polveróne me fa murì'.

pagina 278
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Ma mi
di Giorgio Strehler
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: milanese
Tags: carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ma-mi

Lam Mi7 Lam el me manda a ciamà lì per lì:


Serom in quatter col Padola, "Noi siamo qui, non sente alcun-
Si Mi7 Lam el me diseva ’sto brutt terron!
el Rodolfo, el Gaina e poeu mi: El me diseva - i tuoi compari
Rem Sol Do nui li pigliasse senza di te...
quatter amis, quatter malnatt, ma se parlasse ti firmo accà
Mi7 Lam il tuo condono: la libertà!
vegnu su insemma compagn di gatt. Fesso sì tu se resti contento
Mi7 Lam d’essere solo chiuso qua ddentro..."
Emm fa la guera in Albania,
Si Mi7 Lam Ma mi, ma mi, ma mi,
poeu su in montagna a ciapà i ratt: quaranta dì, quaranta nott,
Rem Do A San Vittur a ciapaa i bott,
negher Todesch del la Wermacht, dormì de can, pien de malann!...
Mi7 Lam Ma mi, ma mi, ma mi,
mi fan morire domaa a pensagh! quaranta dì, quaranta nott,
Rem Sol Do sbattuu de su, sbattuu de giò:
Poeu m’hann cataa in d’una imboscada: mi sont de quei che parlen no!
Lam Si Mi7
pugnn e pesciad e ’na fusilada... Sont saraa su in ’sta ratera
piena de nebbia, de fregg e de scur,
Sol Do sotta a ’sti mur passen i tramm,
Ma mi, ma mi, ma mi, frecass e vita del ma Milan...
Sol Do El coeur se streng, venn giò la sira,
quaranta dì, quaranta nott, me senti mal, e stoo minga in pee,
Sol Do cucciaa in sul lett in d’on canton
A San Vittur a ciapaa i bott, me par de vess propri nissun!
Fa Sol L’è pegg che in guera staa su la tera:
dormì de can, pien de malann!... la libertà la var ’na spiada!
Do
Ma mi, ma mi, ma mi, Ma mi, ma mi, ma mi,
Sol Do quaranta dì, quaranta nott,
quaranta dì, quaranta nott, A San Vittur a ciapaa i bott,
Sol Do dormì de can, pien de malann!...
sbattuu de su, sbattuu de giò: Ma mi, ma mi, ma mi,
Mi7 Lam quaranta dì, quaranta nott,
mi sont de quei che parlen no! sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!
El Commissari ’na mattina
Mi parli no!

pagina 279
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Mattmark
(1980)
di Ezio Cuppone
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: emigrazione
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/mattmark

mi- che progresso è poi questo qua


C’è chi ha detto è stato un caso, si7 mi-
si7 se con vite si deve pagar?
c’è chi dice fatalità,

noi gridiamo che non è vero, la- mi-


mi- O emigrante tu dammi retta
non è questa la verità. la- mi-
la- mi- Stiamo uniti a gridare giustizia,
A Mattmark son morti in tanti la- mi-
la- mi- dei padroni la pelle è sicura
pel progresso dell’umanità, si7 mi-
la- mi- e chi paga è il lavorator.

Informazioni

Il canto è stato pubblicato dai dischi del sole circa nel 1980 e porta il numero di catalogo DS213

Nel 45 giri c'erano appunto Mattmark e La ballata dell'emigrazione

pagina 280
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Mira la rondondella
di Silvano Spinetti
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: romanesco
Tags: comunisti/socialisti, satirici
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/mira-la-rondondella

Do pe' paura de Baffone


Uno, non lo può saper nessuno che giammai s'aggredirà.

solo Andreotti co curato Mira...


Sette, pure il papa ce se mette
può saper per chi ha votato sta facendo ogni esposto
pe' non fa' approva' il divorzio
se giammai si pentirà ma nessuno ce crederà.

Fa Do Mira...
Mira la rondondella,
Sol7 Do Otto, l'ho dovete fa' er fagotto
mira la rondondà. ve daremo la pensione
senza la liquidazione
Mira la rondondella, voi 'n sapete amministra'.

mira la rondondà. Mira...

Due, 'sto governo c'ha la due Nove, ve l'avemo date le prove


s'e ammalato con li piani che noi semo superiori
de Marshall e de Fanfani per domarli 'sti signori
quello è pure c'è sta' voi 'n sapete amministra'.

Mira... Mira...

Tre, noi volissimo sape' Dieci, ce sta' Longo fa' le veci


se Rumor mo' s'è deciso de la gente che lavora
a mandarci al paradiso, 'sto governo ce se accora
se all'inferno ce vo' manna' perchè niente gli fa fa'.

Mira... Mira...

E quattro, c'è Romita sotto sotto Undici, no' ce vonno manco li giudici
'sto vecchiaccio rimbambito l'hanno sempre mascherati
ce dà sempre qualche invito tutti i nostri deputati
mo' de qua e mo' de là al Parlamento nel parla'.

Mira... Mira...

E cinque c'è Bevin che se distingue Dodici, noi volemo che al Governo
c'è Truman che accende er foco c'è chi c'abbia er polso fermo
c'è Baffo' che parla poco tutti quanti so' persuasi
ma de fatti assai ne fa abbian visto mille casi
tanto è chiaro ormai si vede
Mira... sempre giusto andando il prete
per le pizze e le scudelle*
Sei, s'hanno tanti farisei ce vo' Longo e Berlinguer!
stanno a fa' la finta unione
Mira...

pagina 281
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Informazioni

Nel dopoguerra, Silvano Spinetti - "Cicala" (vignaiolo, nato nel 1927) – figlio di Alfredo Spinetti "Dandolo" –
aggiorna la canzone Uno evviva Girdano Bruno - I comandamenti del socialismo , con riferimenti alla
contemporaneità (che poi aggiorna ancora quando la canta nel 1970) e al discorso comunista del tempo,
collegando il quadro internazionale. (Portelli S. (a cura di) Mira la rondondella - Musica, storia e storie dai Castelli
Romani, Squilibri, Roma,2012)

Una versione di riproposta, che alterna le strofe di Uno evviva Giordano Bruno - I comandamenti del socialismo con
quelle di Mira la rondondella, è in Canzoniere del Lazio Quando nascesti tune, 1973

pagina 282
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Ninna nanna del capitale


(1965)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/ninna-nanna-del-capitale

Lam Dorme di notte la terra stanca,


Quando di notte dormiam tranquilli dorme la fauna dei cieli e dei mari,
Re#dim Mi7 Lam ma non riposano i conti in banca,
da bravi figli di madre natura, non hanno sonno i pacchetti azionari.

non c’è miliardo di stelle che brilli Dorme il padrone e il proletario,


Re Sol7 Do ma silenzioso ed infaticabile
che basti a fare dormir la struttura. si accresce il reddito parassitario
sopra di un’area, purché fabbricabile.
Mi+ Lam Re7 Sol
Quando di notte dormiamo quieti Questo miracolo leva d’intorno
Do7 Fa Re#dim Mi7 l’antica, biblica maledizione,
da bravi figli del regno animale, che il pane che si mangia ogni giorno
Lam Mim Fa Do va guadagnato col nostro sudore.
non bastan tutte le stelle e i pianeti
Rem Lam Mi7 Lam Su questa terra verrà creato
a far dormire con noi il Capitale. il paradiso miglior che ci sia:
non sarà quello del proletariato
Dormon gli onesti e i manigoldi ma sarà quello della borghesia.
ma non si stancano, a nostra insaputa,
tutti i quattrini a produrre dei soldi Fa ninna nanna, dormi e sta zitto:
e tutti i soldi a produrre valuta. continua solo a tenere nascosto
che quella quota detta “profitto”
Dorme la mamma coi suoi bambini qualchedun altro la paga al tuo posto.
ma si rinnovano i vecchi processi Fa ninna nanna, dormi e riposa,
per cui i soldi producon quattrini riposa e sogna quello che vuoi,
e il capitale matura interessi. ché come mamma solerte e amorosa
c’è il Capitale che veglia su noi.

pagina 283
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Nove maggio
(1965)
di Ivan Della Mea
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/nove-maggio

Re Sol anche lui tricolorato.


E nei giorni della lotta
Re Sol Mi son tolto il fazzoletto
rosso era il mio colore quello bianco verde e rosso
Do Sol ed al collo mi son messo
ma nell'ora del ricordo quello che è solo rosso.
Re Sol
oggi porto il tricolore. E mi hanno dato del cinese
mi hanno detto "disfattista"
Tricolore è la piazza ho risposto secco secco
tricolori i partigiani «Ero e sono comunista».
«Siamo tutti italiani»
«Viva viva la nuova unità». Ieri ho fatto la guerra
contro il fascio e l'invasore
Do Sol oggi lotto contro il padrone
E che festa e che canti per la stessa libertà.
Re Sol
e che grida e che botti E se vi va bene il liberale
Do Sol con Andreotti e il tricolore
e c'è Longo e c'è Parri io vi dico «Siete fottuti
Re Sol vi siete fatti incastrar».
e c'è anche Andreotti.
E mi hanno dato del cinese
E c'è il mio principale mi hanno detto "disfattista"
quello che mi ha licenziato ho risposto secco secco
quello sporco liberale «Ero e sono comunista».

Informazioni

Il 9 maggio 1965 si è svolta la commemorazione ufficiale e unitaria del ventennale della Resistenza, a Milano.

pagina 284
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O cancellier che tieni la penna in mano


Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: carcere
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-cancellier-che-tieni-la-penna-mano

Do Sol7 lor m'han promesso il pane non me l'han


O cancellier che tieni la penna in mano [dato.
Do
scrivé 'na letterina alla mia mamma Sentii chiamar «Giancarlo fatti coraggio
Sol7 Do tre anni di galera son di passaggio
scrivé 'na letterina alla mia mamma. tre anni di galera son di passaggio».

Scrivé 'na letterina alla mia mamma Andrem tanto lontano, tanto lontano
dille che so' in galera per una lotta dove la bella Russia ci dona il pane
dille che so' in galera per una lotta. dove la bella Russia ci dona il pane.

Per una lotta giusta m'han condannato Dove la bella Russia ci dona il pane
lor m'han promesso il pane non me l'han non vogliam più menzogne democristiane
[dato non vogliam più menzogne democristiane.

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Di origine ottocentesca, è stata raccolta da Lomax e Carpitella nel 1954, in provincia di Ferrara, dal repertorio di un
gruppo di lavoratori che avevano partecipato, nel 1948 ad una lotta bracciantile.

pagina 285
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O cara moglie
(1966)
di Ivan Della Mea
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti, lavoro/capitale
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/o-cara-moglie

Do Sol Do gli dan la forza che lui non ha.


O cara moglie, stasera ti prego,
Fa Sol Do Questo si è visto davanti ai cancelli:
dì a mio figlio che vada a dormire, noi si chiamava i compagni alla lotta,
Fa Sol Do ecco: il padrone fa un cenno, una mossa,
perchè le cose che io ho da dire e un dopo l'altro cominciano a entrar.
Fa Sol Do
non sono cose che deve sentir. O cara moglie, dovevi vederli
venir avanti curvati e piegati;
Proprio stamane là sul lavoro, e noi gridare: crumiri, venduti!
con il sorriso del caposezione, e loro dritti senza piegar.
mi è arrivata la liquidazion,
m'han licenziato senza pietà. Quei poveretti facevano pena
ma dietro loro, la sul portone,
E la ragione è perchè ho scioperato rideva allegro il porco padrone:
per la difesa dei nostri diritti, l'ho maledetto senza pietà .
per la difesa del mio sindacato,
del mio lavoro, della libertà . O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
Quando la lotta è di tutti per tutti chè ha da capire che cosa vuol dire
il tuo padrone, vedrai, cederà ; lottare per la libertà
se invece vince è perchè i crumiri chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà.

pagina 286
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Oltre il ponte
(1959)
di Italo Calvino, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/oltre-il-ponte

Re Sim La4 una squadra nel buio mattino


O ragazza dalle guance di pesca discendeva l'oscura montagna.
La
o ragazza dalle guance d'aurora La speranza era nostra compagna
Sim Mim La Re Fa#7 a assaltar caposaldi nemici
io spero che a narra - rti riesca conquistandoci l'armi in battaglia
Sol La scalzi e laceri eppure felici.
la mia vita all'eta` che tu hai ora.
Avevamo vent'anni...
Coprifuoco, la truppa tedesca
la citta` dominava, siam pronti: Non e` detto che fossimo santi
chi non vuole chinare la testa l'eroismo non e` sovrumano
con noi prenda la strada dei monti. corri, abbassati, dai corri avanti!
ogni passo che fai non e` vano.
Rem
Avevamo vent'anni e oltre il ponte Vedevamo a portata di mano
La oltre il tronco il cespuglio il canneto
oltre il ponte ch'e` in mano nemica l'avvenire di un giorno piu' umano
Rem e piu' giusto piu' libero e lieto.
vedevam l'altra riva, la vita Avevamo vent'anni...
La Rem
tutto il bene del mondo oltre il ponte. Ormai tutti han famiglia hanno figli
che non sanno la storia di ieri
Tutto il male avevamo di fronte io son solo e passeggio fra i tigli
tutto il bene avevamo nel cuore con te cara che allora non c'eri.
a vent'anni la vita e` oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l'amore. E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
Sol rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell'aurora.
Silenziosa sugli aghi di pino
su spinosi ricci di castagna Avevamo vent'anni...

pagina 287
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Operai e contadini
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/operai-e-contadini

Sol che ancora un giorno si pentiranno


Operai e contadini e i lor figli ancor vedranno
Re7 abbandonare il suo casolar.
abbiamo perso le elezioni,
è stata colpa dei traditori Cosa dirà poi Mario Scelba
Sol con la sua celere questura
che han tradito la libertà. ma i comunisti non han paura
difenderanno la libertà.
Si son lasciati comperare
da quei signori capitalisti Forza compagni lavoratori,
e han tradito i comunisti, che sempre uniti noi saremo
i suoi compagni lavorator. e tutti in coro noi canteremo
«Bandiera rossa la trionferà».
Voialtre mamme dell'Italia

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Sulla melodia di Vi ricordate quel 18 aprile

pagina 288
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Or che mussolini
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/or-che-mussolini

La Col manganello
Or che Mussolini con l'olio di ricinin
Mi7 Conquistò il potere
non si frutta più il boia del Mussolin
Ma chi sorgevan suo rival
L'hanno messo in alto li eliminava col pugnal
La L'infame traditor,
con la testa in giù di belva aveva il cuor
Re La
Tutta Milano l'ammirò Quando Mussolino
Mi La all'inferno andò
ma di sputacchi l'onorò Appena che lo vide
Mi7 il diavolo scappò
Questa è la giusta fin Subito un fascio rifondò
La e duce ancora si proclamò
del boia Mussolin Stringendo con ardor
Venticinque anni la sua Petacci al cuor
solo lui parlò
E la folla schiava E la gerarchia
per forza l'ascoltò l'han raggiunto già
Sempre voleva aveva ragion Che la maggior parte
il delinquente di quel buffon son ancor di qua
Or già non parla più Volevan viver di leon
e sta col bel [...] ed ora fanno i pecoron
Ma andate per piacer
del vostro conto fier

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Il canto è di un anonimo cantastorie della seconda metà degli anni '40.Sulla melodia di Lilì Marlene

pagina 289
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Partigiani fratelli maggiori


di Cantacronache, Michele Luciano Straniero
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/partigiani-fratelli-maggiori

La Mim ma se invece spiamo sui volti


Partigiani che adesso cantate, dei fratelli, sui tratti sconvolti
La Sol Fa dell’Italia
Mi riviviamo quegli anni trascorsi.
partigiani che fate all’amore sulla monta -
gna Eravate partiti cantando
Sol Do Fa Sol la speranza nel cuore, occhi aperti, sulla
ricordando le notti passate montagna,
Mi7 Lam Rem Mi7 eravate partiti sognando.
quando l’aria sapeva di foglie Noi sapemmo di favole strane,
La7 Rem Sol Do La7 noi ragazzi, e di guerre lontane per
vi mancava la madre e la moglie e l’Ita - lia l’Italia,
Rem Sol Do noi fratelli minori inesperti.
ascoltate le nostre parole,
Rem Sol Do Mi7 Una voce nell’ora dei morti
ascoltate le nostre parole. ci ha chiamati alle vostre bandiere con
l’Italia
Se cerchiamo sui libri di storia, a vegliare la fiamma sui monti;
se cerchiamo tra i grossi discorsi fatti ma se un giorno tornasse quell’ora,
d’aria per i morti che avete lasciato sulla
non troviamo la vostra memoria, montagna,
partigiani, chiamateci ancora!

pagina 290
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Partigiano sconosciuto
(1945)
di Cantacronache, Claudina Vaccari
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/partigiano-sconosciuto

Da Lam Fa6 Sol7 sotto il giogo maledetto


Dalle contese monta - gne, solo appoggio era il tuo aiuto,
Do Lam Fa6 Sol7 Partigiano Sconosciuto.
dalla ribelle pianu - ra
Do Lam Fa6 Sol7 Ma l'odio in contro ti mosse,
con in tasca un pezzo di pane il dì della lotta aperta
Do Lam Fa6 Sol7 e camicia e bandiera
a tracolla un vecchio moschetto rosse ti diventarono sul petto
Mi Fa6 Sol Fa Sol Sol7 e il tuo cuore si serbò muto,
a libera - rci tu sei venu - to, Partigiano Sconosciuto.
Fa Sol7 Do Lam Fa Sol7 Do Lam Fa
Sol7 In quel terribile schianto,
Pa - rti - gia - no Sco - no - sciu - to. che barcollavi e morivi :
o nostro fratello santo, santo
Quanto, ignoto protettore lontano, figlio nostro benedetto,
ti avevamo invocato il tuo volto l'abbiam saputo,
e nei giorni del terrore Partigiano sconosciuto.

Informazioni

Dal libretto contenuto nel cd allegato al libro Jona-Straniero, Cantacronache, un'avventura politico-musicale degli
anni '50, CREL-Scriptorium, Torino 1995:
"Nelle prime edizioni discografiche l'autore del testo è indicato come Anonimo. Sergio Liberovici musicò infatti una
poesia senza firma, appuntata manoscritta, il 25 aprile 1945, nel luogo in cui, a Modena, era stato fucilato un
partifgiano. Successivamente (segnalazione di Ennio Pennacchioni) il nome dell'autore, anzi dell'autrice, di quel
testo, fu conosciuto: la partigiana modenese Claudina Vaccari."

pagina 291
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Per i morti di Reggio Emilia


(1960)
di Fausto Amodei, Cantacronache
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/i-morti-di-reggio-emilia

Mim Lam6 Marino Serri e` morto


Compagno cittadino e` morto Afro Tondelli
Re7 Sol ma gli occhi dei fratelli
fratello partigiano si son tenuti asciutti
Lam6 Mim Compagni sia ben chiaro
teniamoci per mano che questo sangue amaro
Lam6 Si7 versato a Reggio Emilia
in questi giorni tristi e` sangue di noi tutti
Mim Lam6
Di nuovo a reggio Emilia Sangue del nostro sangue
Re7 Sol nervi dei nostri nervi
di nuovo là in Sicilia Come fu quello dei Fratelli Cervi
Lam6 Mim
son morti dei compagni Il solo vero amico
Fa# Si7 che abbiamo al fianco adesso
per mano dei fascisti e` sempre quello stesso
che fu con noi in montagna
Mim Sim Mim6 Sim Ed il nemico attuale
Di nuovo co - me un tempo e` sempre ancora eguale
Mim Sim Mim6 Sim a quel che combattemmo
sopra l'Ita - lia intera sui nostri monti e in Spagna
Do Mi7 Lam Mim Re#dim Si7 Mim
Fischia il ve - nto infuria la bu - fe - ra Uguale la canzone
Do Mim7 Lam Mim La 6 Mim Lam6 Midim Si7 che abbiamo da cantare
Scarpe rotte eppur bisogna andare
A diciannove anni e`
morto Ovidio Franchi Compagno Ovidio Franchi,
per quelli che son stanchi compagno Afro Tondelli
o sono ancora incerti e voi Marino Serri,
Lauro Farioli e` morto Reverberi e Farioli
per riparare al torto Dovremo tutti quanti
di chi si è gia` scordato aver d'ora in avanti
di Duccio Galimberti voialtri al nostro fianco
per non sentirci soli
Son morti sui vent'anni
per il nostro domani Morti di Reggio Emilia
Son morti come vecchi partigiani uscite dalla fossa
fuori a cantar con noi Bandiera Rossa!

Informazioni

Canzone dedicata ai morti, assassinati dalla polizia, durante le manifestazioni del luglio del 1960.

Approfondimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Reggio_Emilia e http://www.reti-invisibili.net/reggioemilia/

pagina 292
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Piccolo uomo
di Paolo Ciarchi
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Lingua: italiano
Indirizzo: https://www.ildeposito.org/canti/piccolo-uomo

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