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REPORTAGE DA MYANMAR CLAUDIO TOLCACHIR LAUTUNNO DELLARTE NECROREALISMO INDIPENDENT FEATURE PROJECT

BIENNALE MUSICA LABESS, TUNISI IN POP


MUSICA ARTI OZIO
SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO SABATO 29 SETTEMBRE 2012 ANNO 15 N. 38

IL RITMO TRANSCULTURALE

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ALIAS 29 SETTEMBRE 2012

NELLA TERRA DEI RESPINGIMENTI, DELLA LEGGE BOSSI-FINI, DEI LAGER CHIAMATI CIE, LINTEGRAZIONE DEI MIGRANTI, DELLE COMUN

LA PENISOLA METICCIA

TACABANDA
di FLAVIANO DE LUCA

Il tunisino Abdel arrivato su un barcone e ci ha messo due anni per ritrovare la voglia di suonare, la giapponese Seika venuta a studiare lopera lirica e ha deciso di restare, il brasiliano Tito non ha mai smesso di danzare, il cingalese Kasan fa laiuto cuoco in albergo ma regolarmente si destreggia con altre pentole e percussioni. Sono alcuni dei 200 musicisti e cantanti censiti dalla ricerca sulle orchestre e bande multietniche, realizzata da Francesco Fiore per conto del Mei, che verr presentata a Faenza il 30 settembre (sar consegnato un premio speciale ad Alias, supplemento culturale de il manifesto, quale miglior periodico capace di seguire e approfondire in modo chiaro ed esaustivo le musiche multietniche presenti in Italia, un autentico primato europeo con oltre 20 gruppi coinvolti). Siamo arrivati a pi di venti band esistenti sul territorio italiano e ogni giorno che passa ricevo telefonate da musicisti stranieri che hanno messo su dei gruppi con amici italiani, alcuni fanno folk mediterraneo, altri stili pi movimentati - dice Francesco Fiore, leader della Med Free Orkestra, un ensemble di 17 elementi, nato a Testaccio nel 2010, che spazia su tutti i generi, lingue e culture che saffacciano sul Mare Nostrum -. Il gruppo ha suonato abbastanza in giro, anche in Germania e Inghilterra, procurandosi un sacco di problemi. Abbiamo dovuto chiedere dei permessi di soggiorno temporanei perch altrimenti gli artisti non dellUnione Europea avrebbero avuto problemi ad uscire e rientrare per colpa degli accordi di Schengen. E spesso proviamo a dare una mano per trovare lavoretti, occupazioni provvisorie, maniere per tirare avanti. Faenza sar solo lavvio di un lavoro che porter a un festival delle band multietniche, programmato per lestate 2012 nella capitale. Nel paese dei respingimenti, della legge Bossi-Fini, dei lager chiamati Cie, lintegrazione dei migranti, delle comunit straniere, delle persone di etnia diversa viaggia pi veloce sulle note della musica e sulle piste dei campi sportivi (alle ultime olimpiadi di Londra gli atleti italiani dai cognomi stranieri sono stati il 10%, 27 su 276, una cifra storica per il nostro paese, tra atleti nati in Italia da genitori stranieri, quelli arrivati da noi da bambini e i naturalizzati per matrimonio). Tuttavia una nazione sempre pi multietnica e meticcia, ancora ferma su posizioni arretrate, nelle leggi e nel riconoscimento dei diritti. Cos nata la campagna LItalia di chi ci nasce e di chi la ama, uniniziativa (della Provincia di Roma) che vuole promuovere una legge per il riconoscimento del diritto di cittadinanza italiana ai bambini nati in Italia da genitori immigrati e promuovere un gemellaggio tra diritti e musica nella convinzione che questultima rappresenti un linguaggio universale capace di promuovere lintegrazione, la solidariet, la convivenza pacifica. Le cartoline della campagna sono indirizzate al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perch solleciti il parlamento a cambiare lattuale normativa attraverso lapprovazione di una legge che riconosca la cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia. Qualcuno ricorder anche il disco, Straniero a chi?, antologia realizzata da numerosi gruppi rap e hip hop

Italia 2012, sulle tracce del multipop


sotto legida della Rete G2, quella delle Seconde Generazioni, lorganizzazione nazionale fondata da figli di immigrati e rifugiati nati o cresciuti in Italia, che considerano il loro paese, la loro casa. Torniamo allinizio, allOrchestra di Piazza Vittorio, messa su nel 2002 da Mario Tronco e Agostino Ferrente per salvare la sala Apollo e per dare un aiuto alla comunit cosmopolita che ruotava intorno a quel luogo, piazza Vittorio, appunto. la prima ed unica orchestra nata con lauto-tassazione di alcuni cittadini che ha creato posti di lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo e ora di fatto nostri concittadini. Basta guardarli tutti insieme, sul palco, per comprendere quanto possano felicemente rappresentare un messaggio di fratellanza e di pace ben pi efficace di proclami, comizi e dibattiti televisivi - dice Mario Tronco, direttore ed ex tastierista degli Avion Travel -. LOrchestra promuove la ricerca e lintegrazione di repertori musicali diversi e spesso sconosciuti al grande pubblico, costituendo anche un mezzo di recupero e di

Il Mei premia domani a Faenza il nostro inserto per il modo in cui ha saputo trattare luniverso world nostrano. Per loccasione verr presentata una ricerca sul fenomeno in Italia
riscatto per musicisti stranieri che vivono a Roma a volte in condizioni di emarginazione culturale e sociale. Chi campa suonando e chi lavando i vetri ai semafori. Autodidatti che non sanno leggere uno spartito e diplomati al conservatorio. Qualche italiano e altri che non parlano nemmeno la lingua. Vittime di regimi di destra e di sinistra, c chi ha un passato da dimenticare e chi pieno di nostalgia. Questanno festeggeremo i dieci anni di vita, con un disco dal vivo, registrato allAuditorium Parco della Musica, che uscir a novembre. Ma abbiamo

avuto anche unaltra soddisfazione, quella di tenere a battesimo, un progetto parallelo, lOrquestra Todos, una band multietnica portoghese, ideata dopo la nostra esibizione al festival Caminhada de Culturas di Lisbona nel 2009. Un progetto sostenuto dalla Fondazione Gubelkian e dal Comune di Lisbona, che ha portato alla formazione del gruppo, alle esibizioni in vari festival (ad esempio a Rock in Rio) e allincisione di un disco, Intendente, dove sono presenti 12 brani, alcuni originali, altri tradizionali (come la napoletana Jesce sole e lindiana Ankhon Mein Tum Ho). Luogo di mescolanze e di contraddizioni, di culture diverse e di feconda ricchezza, dove tutto pare accadere in modo inatteso e insperato. Ma anche numerose amministrazioni locali hanno pensato al pentagramma, ai musicisti ambulanti,per promuovere una migliore conoscenza reciproca. Sotto la direzione di Davide Ferrari, strumentista e musicoterapeuta, motore dellassociazione Echoart, che organizza il Festival del Mediterraneo a Genova da oltre dieci anni, nata la Banda di piazza Caricamento (una zona dellimmediato angiporto, abitato da una concentrazione di etnie, il luogo da dove partono i pullman per Marocco e Polonia), unorchestra in grado di suonare per strada ma anche su un palcoscenico, formata da una quindicina di elementi tra percussioni, cordofoni e strumenti a fiato. Lidea del comune - promotore delliniziativa - quella di puntare sul valore sociale dellesperienza - dice Ferrari -, sullintegrazione possibile per dare una risposta diversa al problema dei

giovani immigrati, sempre in bilico verso la devianza. Nella band ci sono tutti ragazzi under 30 che fanno altro nella vita ma con la passione per la musica. La pi giovane una ragazza russa di 18 anni al violino. Il nome pi bello lhanno trovato questi ragazzi che vivono in Trentino: lOrchExtra Terrestre, una miscela di suoni, idiomi e geografie della terra, che ha come sottotitolo Musiche dellAltro Mondo. Nata per iniziativa dellassessorato alla cultura del capoluogo, con lidea di far incontrare le diverse comunit estere presenti sul territorio. Questo ensemble raggruppa indiani e tunisini, bulgari e messicani, una cantante gitana e una contrabbassista italiana, tutti gi con precedenti esperienze musicali. Dove il Popolo del Vento incontra il dialetto bantu, i migranti delle regioni meridionali italiane scambiano consigli e informazioni con quelli provenienti dal sud del mondo. E spesso, nei loro spettacoli, ospitano percussionisti brasiliani e jazzisti afroamericani, gente che ha molto da insegnare professionalmente e dal punto di vista umano. Con uno sguardo anche rivolto allins, oltre il cielo e verso nuovi orizzonti. Da extracomunitari a extraterrestri il passo breve.

In alto La Banda di Piazza Caricamento, Orchestra Multietnica Mediterranea, Precharija Roma Orkestar; al centro lOrcheXtra Terrestre; qui accanto due foto della Banda Adriatica

FUORI I SITI
Banda Adriatica: adriatik.it/banda/index.htm Brigada Internazionale Daniele Sepe: danielesepe.com/Proposte.html La Banda di Piazza Caricamento: myspace.com/labandadipiazzacaricamento, facebook.com/Banda-di-Piazza Caricamento/52448161576 Med Free Orkestra: medfreeorkestra.com Orchestra Multietnica di Arezzo: orchestramultietnica.net Orchestra Multietnica Furast: facebook.com/pages/Orchestra-Multietnica/11896758815660 Orchestra Multietnica Garbatella: facebook.com/pages/Orchestra-Garbatella-Multietnica/229336583786774 Orchestra Multietnica Mediterranea: facebook.com/OrchestraMultietnicaMediterranea Orchestra Multietnica Ritmo Live: filarmonicalaudamo.it/st_conc11-12/03mag12.htm Orchestra di via Padova: orchestradiviapadova.it Orchestra di Piazza Vittorio: orchestradipiazzavittorio.it Orchestra di Porta Palazzo: orchestradiportapalazzo.it Orchestra 41 Parallelo: facebook.com/pages/Orchestra-delle-donne-del-41-Parallelo/159869957399283 OrcheXtra Terrestre:orchextratterestre.it Precharija Roma Orkestar: myspace.com/precharijaromaorkestar, facebook.com/precharija.romaorkestar

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NIT STRANIERE, DELLE PERSONE DI ETNIA DIVERSA VIAGGIA SUL FILO DELLA MUSICA

GERENZA
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STORIE DA PIAZZA CARICAMENTO ALLA GARBATELLA

Incontri stranieri. Ecco il pianeta delle note di strada


di LUCIANO DEL SETTE

Tutto comincia ufficialmente il 24 novembre del 2002. In quella data, lOrchestra di Piazza Vittorio debutta sul palco per il concerto di chiusura del Romaeuropa Festival. Una ventina di musicisti dalle Americhe e dallAfrica, dallEuropa e dallAsia, danno vita a una performance senza precedenti. Almeno in questa forma e con questi significati. La world music si ascoltava, ormai da tempo, anche in Italia. Ma arrivava dalle major discografiche, dai grandi nomi stellati internazionali. Oppure rimaneva confinata nel pianeta delle etichette indipendenti. LOrchestra di Piazza Vittorio,

piazza simbolo dellEsquilino, quartiere multietnico della capitale, porta con s, nei suoi strumenti (il cavaquinho dal Brasile, la tabla dallIndia, i flauti dalle Ande, lo djembe e la kora dal Senegal, loud dalla Tunisia...) e nelle sue voci, la volont di assegnare alla musica un compito nuovo e importante: contribuire nel quotidiano alla comprensione e allintegrazione tra la nostra cultura e le culture altre. Il copywright dellidea, se cos vogliamo chiamarlo, lo si deve alla testa sognatrice e stralunata di Mario Tronco, gi Avion Travel. Un film altrettanto geniale e stralunato, LOrchestra di Piazza Vittorio, regia di Agostino Ferrante, ha narrato, nel 2006, come tutto questo sia

divenuto solida realt. Dieci anni sono passati, e da allora, lungo buona parte della Penisola, le bande e le orchestre ad ampio respiro etnico si sono moltiplicate. In molti casi hanno avuto vita breve nonostante le ottime intenzioni. In generale, continuano a dover affrontare mille problemi: trovare i musicisti e mantenerli con costanza nellorganico, disporre di un luogo dove provare, esibirsi in serate che garantiscano compensi dignitosi e dignitosi tempi per riscuoterli. La mappa della ricerca disegnata dal Mei, fitta di nomi, eppure giocoforza incompleta. In qualche bar delle periferie urbane, in qualche casa dove la musica di casa, in qualche studio di

registrazione, da Torino a Palermo, sicuramente nasce ogni giorno o quasi lidea di cercare musicisti in grado di suonare lesperanto delle note, di allargare i confini mentali di una piccola o grande citt, di portare il pubblico a battere le mani in una sorta di rito capace di mettere in fuga i fantasmi del razzismo e dellintolleranza. Tentiamo, allora, una geografia, seppure parziale, di queste bande e di queste orchestre. Iniziare il viaggio da Trento non tanto scelta legata alla mappa della nostra penisola, quanto allo spirito che anima lOrcheXtra Terrestre e il suo direttore Corrado Bungaro. Nel Trentino Alto Adige, che Bungaro definisce luogo extra-terrestre, inspiegabilmente ancora un poestraneo al corpo Italia per ragioni storiche e geografiche, lOrcheXtra ha strutturato dal 2005 il suo repertorio, saldando culture e lingue musicali di tante minoranze italiane a quelle dellEuropa dellEst, di Tunisia e Mozambico, Brasile e Messico, India e Pakistan. Ancora Bungaro: La dimensione extra terrestre quel limbo chiamato musica in cui le persone si incontrano senza bisogno di permesso di soggiorno. Sedici i componenti, quattro presenze femminili, alle prese con le corde della ghironda e del bouzuki, della chitarra e della viola; con batteria, percussioni, sax, nyckelharpa, oud, tabla. Progetto futuro prossimo, la creazione di un laboratorio artistico

Sono ormai pi di venti i gruppi multietnici nati e cresciuti nel nostro paese. Tutto ebbe inizio a Roma con lOrchestra di Piazza Vittorio
per il dialogo tra le culture e le etnie presenti in Trentino Alto Adige. Vuol essere laboratorio anche lOrchestra di via Padova, Milano, iscritta allanagrafe musicale indie nel 2006. Nella via, fulcro etnico della citt, lavorano e vivono molti dei musicisti dellorchestra, che elabora i suoi brani in modo collettivo e comunitario, creando un linguaggio comune fatto di scambi e reciproci contributi. Il risultato un genere per il quale il direttore Massimo Latronico ha coniato la definizione di etnico urbano. I sedici musicisti, professionisti e no, provenienti da Ucraina, Serbia, Albania, Marocco, Burkina Faso, SEGUE A PAGINA 4

In copertina unimmagine della Orchestra Multietnica Mediterranea di Napoli

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LA MAPPA DEI SUONI

ALTRI. DA TRENTO ALLA SICILIA, DA TORINO A GENOVA, DA AREZZO A NAPOLI E LECCE


RICORDANDO PETRU
di F. D. L. In una teca di vetro, alla stazione della Cumana di Montesanto, a Napoli, c una fisarmonica rossa. Un foro di proiettile, quasi invisibile, tra la tastiera e il mantice. La fisarmonica era di Petru, un musicista ambulante romeno, 31 anni, che stava passando per i tornelli della metro, in compagnia della moglie, a maggio 2009 quando fu raggiunto dai colpi mortali di un commando camorristico (ucciso quindi sotto gli occhi della moglie e filmato dalle telecamere Orkestar. Repertorio dal patrimonio balcanico, klezmer e tzigano, portato sulla ribalta da nove italiani, un cileno e un argentino. Di s, la Precharija dice: Il nome stesso intende sottolineare la condizione di incertezza imposta a popoli e individui dallattuale periodo storico, ma soprattutto rappresenta lo spirito del gruppo che fa dellinstabilit uno stile di vita compensato da musica, incontri, scambi e viaggi. I viaggi hanno portato i paladini del precariato nei centri sociali della capitale e in giro per la penisola, arrivando fino a Istanbul, dove hanno fatto da colonna sonora per una festa di nozze. Altro quartiere storico di Roma Garbatella, protagonista della lotta di Liberazione e resistente per vocazione. Da nessunaltra parte, quindi, avrebbe potuto vedere luce, nel 2012, lOrchestra Multietnica Garbatella, sostenuta con entusiasmo dallo spazio della Villetta (gran bel posto), in via Francesco Passino 26, che ne ospita anche le prove. Originale la formula artistica di integrazione/ interazione: vecchie e gloriose canzoni romane, rilette e arricchite con sonorit e ritmi assai lontani dalle sponde del Tevere. Sono undici i ragazzi e le ragazze dellOrchestra, da Ungheria e Kurdistan, Svizzera e Argentina, Italia e Libano. Ancora Roma, per citare lunica orchestra, 41 Parallelo, composta soltanto da donne. Lidea si deve ai Ttes de Bois in collaborazione con Acustimantico. Sul filo del 41 Parallelo, che passa attraverso il Sud Italia, la Grecia, lAlbania, la Turchia, lUzbekistan, per arrivare fino agli Stati Uniti, le diciassette musiciste propongono brani originali ispirati a questi luoghi. Nel loro carnet, scritti scelti da Amnesty International per testimoniare la violenza e la lesione della dignit femminile. Ormai da lunghi anni, il cuore di Napoli batte in controtempo e controcanto quando sente risuonare il nome di Daniele Sepe. Artista geniale, che fa della polemica politica e non solo il suo spartito prediletto, Daniele si presenta adesso sulla scena con la Brigada Internazionale. A lui la parola: Dodici musicisti che suonano insieme perch una societ in cui un oggetto per produrre musica si progetta negli Stati Uniti, si produce (...in condizioni ignobili) in Cina e poi viaggia per tutto il pianeta senza limitazioni diventando un oggetto di culto, dovrebbe essere una societ muta... Ma muti non vogliamo stare, e a cantare e ballare non devono restare solo questi birichini. In attesa della grande rivoluzione, la Brigada Internazionale porta in giro la meravigliosa musica della gente pi povera della terra. E lo fa in allegria. Per dispetto. Il Mediterraneo unisce i continenti che separa, afferma la OMM, Orchestra Multietnica Mediterranea, nata un anno fa dallincontro tra le associazioni Liberi Pensatori e Garibaldi Centouno, e da unidea del musicista e sociologo Giovanni Guarrera con Romilda Bocchetti. Linfa vitale ai diciotto artisti che compongono linsieme viene dai tanti rifugiati e richiedenti asilo arrivati a Napoli. Mare Nostrum protagonista nellintreccio delle sue culture: arabo-andalusa, klez, turca, balcanica, gitana, del nostro sud. Per poi sconfinare in Asia e Africa. Musica scritta e musica tramandata oralmente, tradizioni e brani di composizione originale, melting pot di dialetti e lingue. Dalla Puglia, la Banda Adriatica di Lecce ha preso il largo, nel 2008, con il progetto Rotta per Otranto: quindici musicisti, un veliero e quattrocento miglia percorse sulle onde. Unesperienza diventata racconto cinematografico di incontri e concerti ad ogni porto. E sempre in Puglia, Sannicandro, Bari, Bandervish il cd realizzato dai Radiodervish con il Complesso Bandistico Giuseppe Verdi e Livio Minafra. Gli ottoni e i fiati ridisegnano pezzi celebri come Limmagine di te, Lesigenza, Les lions. Rare volte, la simbiosi tra i Sud del mondo ha raggiunto tanta armonia. Sicilia, prima di ripiegare la mappa. Sicilia di Messina e dellOrchestra Multietnica Ritmo Live, attiva dal 2010 con la direzione artistica di Maria Grazia Armaleo. La sua capacit di funzionare da collante ulteriore delle diversit si esprime attraverso un sistema di notazione a sillabe, che permette di leggere la musica senza la minima conoscenza. Una sorta di ritorno alle origini dei suoni lontani dallOccidente. Quei suoni arrivati a noi senza pentagramma, antichi di millenni, dettati da riti e sentimenti. Riviverli, rivisitarli, renderli protagonisti del Nuovo Millennio musicale un preciso e piacevole dovere. di sicurezza della stazione). Sotto lo strumento, un piccolo altare alla memoria e contro lindifferenza generale. La targa recita: Petru Birlandeanu si guadagnava da vivere suonando sui vagoni della metropolitana. Il 26 maggio 2009 veniva ucciso da una pallottola vagante, sparata da un commando camorristico. Soltanto la vigile coscienza dei cittadini pu fermare la barbarie umana. Non dimentichiamo Petru. La sua vicenda stata messa in scena, insieme a quella delle due sorelline rom annegate a Torregaveta, in Sepsa, uno spettacolo teatrale di Mimmo Borrelli, che si sviluppava su un vagone della linea ferroviaria Cumana, fermo al binario. di Procida, Campania, durante le celebrazioni della Pasqua. venerd santo, Alle sette di mattina vedo arrivare la processione e con lei la banda, unemozione sconvolgente. La tromba che squarcia il silenzio, cinquanta suonatori che tuonano nei vicoli le marce funebri. Ragazzini, giovani, anziani, uniti nella funzione religiosa, ma prima di ogni altra cosa un corpo musicale palpitante, dotato di un potere catartico in grado, credente o no, di farti piangere per il Cristo morto. Tornato a casa, Barovero si mette a cercare quella musica. Nessuno lha mai messa su vinile, salvo un oscuro e scomparso editore palermitano. Se non fosse stato cos, probabilmente il mio percorso non sarebbe neanche cominciato. Mi sono detto: ok, se non esiste, allora voglio produrla. Alla fine del 98 propongo lidea al mio amico trombettista Roy Paci, che aveva suonato in alcune bande siciliane. Insieme raduniamo una serie di musicisti della provincia di Siracusa e di Catania, li portiamo in studio a Rubiera, Reggio Emilia, e registriamo. Nasce Passione, il primo disco firmato Banda Ionica, 1998. Barovero convinto assertore che quei suoni abbiano il potere della musica contemporanea, va in cerca di un editore. Impresa non facile, perch tutti, di fronte allaggettivo funebre, storcono il naso. Alla fine, il s arriva dalla torinese Felmay. Dal 98 a oggi, Passione continua a vendere, i suoi brani sono stati utilizzati da moltissime compagnie teatrali. I diritti di sincronizzazione sono stati ceduti a Patrice Leconte per il film La ragazza sul ponte, e poi ad altri registi come Francesca Comencini, Davide Ferrario, Alessandro DAlatri. Il passaggio successivo, ulteriore dimostrazione della contemporaneit della musica per banda, avviene con Matri mia, 2002. Ancora Barovero: Chiamai alcuni artisti e li convinsi a scrivere, o a rivisitare, brani che avessero affinit con quel mondo. Risposero Vinicio Capossela, Gi dei La Cruz, Cristina Zavalloni, il francese Artur H... Quel disco, in Italia, ha rappresentato il momento in cui la banda uscita per la prima volta dalla sua divisa da parata. Fabio intensifica il lavoro componendo brani eseguiti dal complesso bandistico del suo paese di nascita, Condove, Val di Susa, che porta al Teatro Stabile di Torino e allinaugurazione della peschiera della Reggia di Venaria. Intanto prosegue la collaborazione con la siciliana Banda di Avola e il suo direttore, Sebastiano BellArte, che nella Banda Ionica suonava il corno. Esplorando il territorio di Noto e Pachino, i due fanno riemergere il repertorio delle marce pi allegre, in voga durante tutto il ventennio fascista e fino agli anni Cinquanta, che finisce nel disco A banna!, registrato nel 2003, durante i festeggiamenti di Santa Venera, patrona di Avola. Sette anni dopo esce E litaliano ride, con la Banda di Avola a fianco del cantautore bolognese Mirco Menna. La rivista francese Mondo mix colloca lalbum tra i migliori dieci dischi di world music usciti nel mondo in quellanno. Ma c una cifra che fa riflettere su quanto sia lungo ancora il cammino da compiere. Matri mia ha venduto trentamila copie in Francia. E litaliano ride, da noi, rimane un disco pressoch sconosciuto. Nemo profeta in patria. Tanto per cambiare.

SEGUE DA PAGINA 3 Egitto, Cuba, Per, miscelano funky, ballate balcaniche, suoni dAfrica, blues, canzone italiana e classica. Due gli album, Tunj e Stanotte!. Fermata successiva Torino, dove il mercato di Porta Palazzo e il quartiere di San Salvario sono i luoghi simbolo delle nuove migrazioni. E proprio Porta Palazzo ha battezzato lOrchestra, nata nel 2004 allinterno del Progetto Periferie voluto dal comune. Nel 2007, il brano Sarkha viene inserito nel cofanetto audio e video I viaggi perduti, prodotto da il manifesto; due anni dopo, LOrchestra di Porta Palazzo il titolo di un cd pubblicato con Folkclub Ethnosuoni. Nel corso del tempo, una trentina di musicisti si sono alternati allinterno del gruppo, che attualmente composto da tredici elementi, italiani e provenienti in prevalenza dallarea africana. Furast, si traduce dal piemontese con forestiero. Questo il nome scelto dallorchestra multietnica nata ad Alessandria nel 2008. Per comprendere come la pensino quelli di Furast in tema di rapporto tra italiani e migranti, baster la citazione che compare sul suo sito, tratta da Lettera a una professoressa di don Lorenzo Milani: Ho imparato che il problema degli altri uguale al mio. Sortirne insieme la politica, sortirne da soli lavarizia. La direzione artistica di un ensemble che fa della musica un mezzo di integrazione e conoscenza, uno stimolo allattenzione e alla curiosit, affidata ad Alberto Serrapiglio. Con lui, artisti nati in Italia, Egitto, Marocco, Mauritius, Ruanda, Senegal, Sri Lanka, Brasile, Cuba, Romania. Tradizioni locali e brani dautore si incontrano, per costruire un repertorio nel quale le voci hanno un ruolo di primo piano. Etnopunk e bicicletta lintegratore energetico della genovese Banda di piazza Caricamento, cinque anni di et. Alletnopunk danno vita tredici under 30 dai cinque continenti, a colpi di congas, darabouka, djembe, kora, voci e suoni dallEst, India, Italia, Brasile, dal rap metropolitano, con aggiuntive suggestioni coreografiche. Fusione a tutto campo, che trae corrente elettrica grazie a dieci biciclette azionate dal pubblico di Musicycle, spettacolo nato tre anni fa in occasione del Womex di Copenhagen, meeting internazionale di world music, e portato in tourne europea. Il cd Babel Sound ha ottenuto un riconoscimento da Amnesty International. Ad Arezzo, dal 2007, attiva lOma, Orchestra Multietnica di Arezzo. Venticinque elementi, musica che incrocia e sovrappone Puglia e mondo arabo, est del Vecchio Continente e Bangladesh, americhe e meridione dItalia. Nel 2009, lincontro con Raiz ed Enrico Fink, divenuto poi direttore artistico del gruppo, aggiunge un altro tassello al puzzle: la tradizione ebraica klezmer e yiddish. Lalbum Animameticcia (Maxresearch/ Officine della Cultura) distribuito dallaretina Materiali Sonori. Roma una metropoli fatta di mille paesi, i suoi quartieri. Uno di questi, Testaccio, intimamente legato alla Scuola di Musica Popolare. Da marzo 2010, a Testaccio, c anche la Med Free Orkestra: diciassette artisti, tre continenti, cinque nazioni (Argentina, Grecia, Iran, Senegal e Ucraina) cui si aggiunge lItalia. Qui si fa pop rock con radici balcaniche e mediterranee, persiane e africane, turche e klezmer. Senza dimenticare di buttare occhio e ugola sul reggae. Muove democraticamente la bacchetta direttoriale Paolo Montin; formidabile il duo di percussioni, Gabriele Gagliardini dal Per e Ismaila MBaje dal Senegal. La Scuola di Musica Popolare stato il luogo di incontro e di progetto, era il 2009, anche per la Precharija Roma

INTERVISTA LEX LEADER DEI MAU MAU

Il territorio da esplorare. La passione di Barovero


di L. D. S.

Sullo schermo televisivo, loro dei fiati in bianco e nero. Il suono sfrigola scorrendo lungo la pellicola consumata dal tempo. Le facce appartengono a unItalia ormai antica, archiviata, persa, a dispetto del conto degli anni: poco pi di mezzo secolo fa. I paesi, a vederli oggi, nella maggior parte dei casi non li riconosceresti: vie trafficate di asini e muli, carri agricoli, greggi di pecore, qualche auto, qualche motoretta, la piazza con il bar, le donne sedute davanti alla porta di casa o curve sotto il peso di una fascina. Il silenzio, la lontananza, limmobilit della vita. Ma poi, nel giorno del venerd santo o del santo patrono, ecco la banda: processione musicale che segue il parroco, il sindaco, i notabili; che si trascina dietro la preghiera dei fedeli, che la gente applaude dalle finestre e dai

balconi, che i bambini guardano incantati, che si ferma sul sagrato della chiesa per riprendere fiato. E poi riattacca: musiche di Verdi, di Rossini, di Puccini, di autori conosciuti soltanto per via del nome sullo spartito portato a spasso da un clarino, da un trombone, da una grancassa. Immagini cos le puoi vedere, oggi, soltanto nei reportage depoca mandati in onda da Rai Storia. Quanto alla musica delle bande, per decenni rimasta sepolta, lasciata al confino, sottovalutata, identificata come gruppo di volonterosi musicanti e nulla pi. Poi qualcosa, qualcuno, verso la fine degli anni Novanta, si muove. Non un nostalgico dei bei tempi andati, e neppure un antropologo del suono. Si chiama Fabio Barovero, uno dei Mau Mau, gruppo torinese di buona celebrit, tutta unaltra musica. Fabio, nel 1996, si ritrova sullisola

In questa pagina: in alto la fisarmonica di Petru Birlandeanu, il musicista rom uccisa a Napoli. Qui accanto lOrchestra Multietnica Garbatella; sopra la banda di Avola

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EVENTI BIENNALE MUSICA A VENEZIA DAL 6 AL 13 OTTOBRE

La mistica del timbro radicale


Anthony Braxton tra gli artisti pi attesi con il suo gruppo 12+1. Sul palco Terry Riley, Morton Feldman e Andrew Zolinsky. Leone doro alla carriera a Pierre Boulez. Gli appuntamenti
di MARIO GAMBA

Se fosse per la serata conclusiva del 13 ottobre la Biennale Musica n. 56 avrebbe gi vinto. Seduzioni e inquietudini, inediti conflitti e perdizioni memorabili. Alle 20,30 al Teatro alle Tese suona lensemble 12+1 di Anthony Braxton. Alle 23,00 nella Sala delle Colonne di Ca Giustinian, cio in casa Biennale, il Morton Feldman pi bello che c, For Bunita Marcus, viene interpretato dal pianista Andrew Zolinsky. Non so se vi rendiate conto. I residui parrucconi della contemporanea, magari ce n ancora in giro qualcuno, son tipi malvestiti e ghignosi, avranno da ridire su un ruolo cos prestigioso, e magari sulla stessa presenza, del polistrumentista compositore e teorico di Chicago. Il direttore artistico esordiente Ivan Fedele ha gi provveduto a rassicurarli un po: Non propriamente un jazzista. Infatti. In un certo senso. Ma, vien da dire, se anche lo fosse? Se fosse propriamente un maestro della modalit di far musica che ha inebriato il secolo ventesimo e non intende smettere, che ha ampliato la conoscenza, il pensiero, la dissolutezza, linsurrezionalit nel campo dei

suoni? Conflitti inter-platea, forse. Brontolii soffocati. Intorno, prevedibilmente, il pubblico pi numeroso e pi concentrato che si sia mai visto alle Biennali Musica (a parte quella mitica del 2003 diretta da Uri Caine). In nome di Anthony Braxton. La sua formazione 12+1 - e, occorre dirlo, l1 lui, presuntuoso no, consapevole della sua parte di

ideatore e regista s - la pi ampia con la quale organizza le sue trame sonore. Quattro archi, tre sax (e clarinetti), un fagotto, tre ottoni, una chitarra, un set di percussioni. Ogni strumentista multiplo, con leccezione di Erica Ruth Dicker, che suona solo il violino. Tra i discepoli braxtoniani il pi brillante e pungente il cornettista (di base: suona altre sei Sopra Elliott Sharp e Andrew Zolinsky. In grande Terry Riley, a sinistra Anthony Braxton, a destra il barbuto Phill Niblock, Alvin Lucier, Morton Feldman (cappello) e Tristan Perich

strumenti) Taylor Ho Bynum. Per lui Webern e lidea di suoni isolati autononi, ma assai aspri di preferenza, rappresentano un punto importante nel sommario del suo lessico. Altri punti possono riguardare la street marching music e il be-bop, ma si tratta sempre di scampoli in un mix di radicalit sonora estrema. Con questo ensemble Braxton, a quanto se ne sa dopo lascolto della documentazione pi cospicua finora disponibile, le nove composizioni registrate al club Iridium di New York nel marzo 2006 (Firehouse Records, nove cd e un dvd), mette in gioco la sua vena razionalista e costruttivista. Elabora parti dassieme fortemente atonali che procedono inizialmente in un unisono disarmonico e frastagliato per lasciare poi la parola a soli sempre contrappuntati e a fluorescenze di blocchi strumentali. Niente o quasi niente episodi iterativi. Un Braxton magmatico ma senza alcuna tentazione apocalittica, anzi, con unattitudine alla notazione e alla gradualit degli sviluppi che accentua lapproccio severo. Notevolissima la variet e imprevedibilit timbrica - ovviamente presente limprovvisazione, per quanto assorbita nel processo compositivo e nella cooperazione di gruppo -, eppure non si nota affatto un gusto coloristico. Poco lirismo, poco spettacolo, tante micro e macrocellule di suoni concordi nella singolarit

che si smembrano e si ritrovano e cercano di determinare unaltra forma (stabile, si direbbe) di vita sonora. Quanto al Feldman pianistico che chiuder il Festival di musica contemporanea nella notte sicuramente magica veneziana (a prova di pioggerella fastidiosa e magari di acqua alta), si tratta, intanto, di capire se Andrew Zolinsky, pianista inglese di buona versatilit (ha fatto parte del gruppo Icebreaker, ha suonato in un lavoro da camera di Brian Eno), pu reggere il confronto con la versione che ne ha dato il suo connazionale John Tilbury il 15 ottobre 1990 per un disco su London-Hall uscito nel 1993. No, quellunione di intelligenze amorose non eguagliabile. Ma che importa: For Bunita Marcus un passaggio di 75 minuti nellestasi pragmatica di trovarsi in uno spazio di suoni che uno spazio di piacere totale, sensi-cuore-cervello, fluttuare, riflettere, riconoscere la possibilit di un modo di essere che sospende senza alcun artificio illusorio il tempo conosciuto e ne propone un altro, si pu scegliere, ma scegliete il tempo feldmaniano, vi prego! Un finale tutto americano una bella novit per la Biennale. E non c solo il finale quanto a nomi di autori americani in cartellone. Finalmente un tab si infranto, finalmente, dopo quattro anni di eurocentrismo integralista (e i quattro precedenti non scherzavano neanche loro, ma almeno tre concerti monografici, su Ashley, Cage e Feldman si erano sentiti!), ci si accorti che nel 1492 un navigatore con le idee geografiche non chiarissime aveva toccato le coste di un paese sconosciuto. E che nei secoli seguenti da quelle parti si erano commesse nequizie terrificanti e nello stesso tempo era stata prodotta una

cultura originale, pure in musica. Ivan Fedele, un compositore che ama la forma ricercata e fugge le amenit (di cui spesso sono accusati, spesso ingiustamente, gli autori americani doggi), ha rimesso le cose a posto. Feldman, per esempio. Il meraviglioso, il fragile, laereo, il risoluto allestitore di ambienti sonori minimali infiniti. Si ascolta unaltra volta e in prima esecuzione italiana: l8 ottobre alle 18,00 nella Sala delle Colonne il Quartetto Klimt interpreta Piano, violin, viola and cello, lultima opera, scritta due mesi prima di morire (accade il 3 settembre 1987). E dal nuovo mondo arrivano a Venezia altri autori vecchi e nuovi, classici a modo loro o tutti da scoprire. Nel primo pacchetto ci sono Alvin Lucier e Phill Niblock, entrambi cultori di bande sonore o suoni unici, o ripetuti ossessivamente (Niblock, di cui si ascolta Five More Strings Quartets in prima esecuzione italiana il 6 ottobre nella sala delle colonne ad opera del Quartetto Prometeo) o immessi come raggi di luce nello spazio (Lucier, che ha una quasi-monografia per s l8 ottobre al teatro Piccolo Arsenale, con la celebre performance Im Sitting in a Room, con Fidelio trio del 1987, con Three Translations for Maurizio Mochetti del 2008 e con unopera in prima esecuzione assoluta, ancora senza nome, per violino, violoncello, flauto, clarinetto, pianoforte, a cura dellAlter Ego Ensemble). Classicissimo, ormai, il Terry Riley di In C, che si ascolta il 9 ottobre al Piccolo Arsenale nel concerto che incrocia gli ensemble Ex Novo e Alter Ego. Tra gli americani meno classici avvistiamo Elliott Sharp (nel programma dei Neue Vocalsolisten dell11 ottobre) e tra quelli da scoprire Tristan Perich, Sean Friar, Mario Diaz de Leon (nel concerto di Alter Ego dell8 ottobre), Yotam Haber (nel concerto Ex Novo/Alter Ego). E poi c il capitolo John Cage in occasione del centenario della nascita. importante che non si sia fatto ricorso alle solite opere degli anni 40, carinissime, argutissime, intelligentissime, avanzatissime, ma spacciate in tutti i luoghi in questi giorni con la scusa che sono di facile ascolto. E allora alla Biennale 2012 si gode il Cage di One4 per percussioni (1990) suonato da Simone Beneventi il 7 ottobre. uno dei number pieces dellultima maturit, prosciugati allestremo, riflessivi, forse dolenti. Fa da preludio al concerto della Fvg Mitteleuropa Orchestra durante il quale si gode il Cage di Concert for Piano and Orchestra (1957-58), gestuale, informale, indeterminato ma nientaffatto aleatorio. E ancora: Imaginary Landscape 5 e Hpschd (1967-69) l8 ottobre, il ciclo dei Freeman Etudes (completati nel 1990) interpretati dal super-violinista Irving Arditti l11 ottobre, infine la grande novit il 12 ottobre: Electronic Music for Piano (1964) per la prima volta realizzata con pianoforte e suoni sintetici da Ciro Longobardi e Agostino Di Scipio. Il titolo del Festival di questanno Extreme, ma si pu scrivere, anzi si dovrebbe, anche cos: + eXtreMe -. Vuol dire che largomento sono le musiche radicalissime che secondo Ivan Fedele sono riconducibili al binomio massimalismo-minimalismo. Se ne discute sul campo dal 6 ottobre in poi. La prima sera si consegna il Leone doro alla carriera. A un immenso. A uno che si aspettava e non si capiva perch non veniva invitato. A Pierre Boulez. Massimalista? Per la complessit del pensiero e della scrittura. Minimalista? Per la felice rarefazione e per loccasionale adesione al piacere della sintesi. Lui lultimo rimasto a sostenere che la parola avanguardia non va demonizzata, perch, semplicemente, c sempre qualcuno che vede pi in l, intuisce prima. Cerebrale, dicono (o dicevano). Ascoltate la stessa sera dal suo Ensemble InterContemporain Sur Incises per 3 pianoforti, 3 arpe, 3 percussioni, brano matematico e voluttuoso. Poi ne riparliamo.

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RITMI
INCONTRI IN TOUR CON LA BAND TUNISINO-CANADESE
di MARTA BELLINGRERI
TUNISI

La formazione guidata dal cantante e autore Nedjim Bouizzoul nata otto anni fa dagli incontri e i contatti con artisti della scena underground di Montral

Due immagini dei Labess sul palco e un manifesto del concerto al Kef sotto il graffito. Sotto Pasquale Iannarella

Labess, precipitando verso la kasbah. Fin qui tutto bene


Sentite l'aria diversa, siamo arrivati al Kef. Cos Amin, batterista e percussionista tunisino nel gruppo Labess, presenta il Kef, abbassando il finestrino dopo tre ore di aria condizionata dalla capitale Tunisi. L'aria che si respira immediatamente a finestrino abbassato in effetti totalmente diversa, l'aria di montagna e campagna a 40 chilometri dall'Algeria. L'orizzonte dello sguardo dall'alto della kasbah (la cittadella di costruzione ottomana nel centro della citt) sul confine algerino: ed in questo sito storico-monumentale che canta per la prima volta Nedjim Bouizzoul, cantautore e compositore autodidatta di origine algerina: L'Algeria l'ho lasciata a 18 anni con la mia famiglia e ci siamo installati in Canada. Suonavo fin da quando avevo 15 anni e in Canada ho cominciato e continuo a farlo nei metr. Dagli incontri e i contatti con musicisti e con la scena underground di Montral, nasce otto anni fa il gruppo Labess, che ora si ritrova al confine e a due passi dalle proprie origini, dove il cielo azzurro grigio rosa si mescola col verde giallo marrone di montagne, un orizzonte che pu parlare dalla Tunisia solo dell'Algeria. E non c' altro luogo di confine in Tunisia come il Kef capace di apprezzare maggiormente il mlange musicale che Nedjim crea: con in mano una chitarra classica, un mandolino, una darbouka o uno djemb, si mescolano rumba gitana, flamenco, musica tradizionale del Nordafrica e reggae, con la sua voce calda che in arabo o in francese parla di libert e identit. La musica a cui mi ispiro dal Sud America al Nord Africa, all'India viene denominata musica del mondo. Per me la musica l'abbattimento delle frontiere. I cantanti e le canzoni che ascoltavo dall'Algeria non sempre mi rappresentavano, sono io che volevo creare una musica che mi rappresentasse e che rappresentasse il mio paese. Per farlo ho custodito dentro me le melodie tradizionali del mio paese, che si sono allargate in un genere alternativo, amato spesso come esotico e classificato come musique du monde. Quando Nedjim arrivato in Tunisia per esibirsi al Festival musicale nella capitale Musiqa wa Salam (Musica e pace) stato indetto nello stesso giorno un coprifuoco, che il governo aveva lanciato in seguito agli scontri provocati dai salafiti, violentemente critici nei confronti di una esposizione d'arte con opere considerate immorali. Ma Nedjim, come tanti altri tunisini, uscito per strada: Ho gi vissuto tutto questo in Algeria per anni durante la guerra civile. qualcosa di estraneo al popolo. Il cammino per la rivoluzione, di cui sono stato fiero, e per costruire una democrazia ancora all'inizio, ma il coprifuoco solo propaganda mediatica. Cos il pubblico di Tunisi, qualche giorno dopo, a coprifuoco finito, ha accolto Nedjim, insieme ai musicisti che suonano con lui in Tunisia, pi Remi, un trombettista francese che lo segue da dieci anni: La musica il linguaggio universale ed la storia di grandi amicizie, come quella mia e di Nedjim. Per noi essere militanti significa essere vivi. Accettare la tristezza evidente che c' nel mondo e trasformarla in gioia come questa musica. Hanno suonato in Francia, come in

Bosnia e in Palestina. Ed grazie agli amici del Kef conosciuti via internet che si creata anche questa nuova famiglia e collettivo artistico di musicisti in Tunisia per cantare il nuovo album di Nedjim dal titolo Identit: la poesia musicale del cantautore ripercorre il cammino dalla terra d'origine alla terra di accoglienza, e viceversa. Tunisi e il Kef sono l'ennesima terra di accoglienza per Nedjim, nei giorni in cui il dibattito nel paese vede artisti sotto minacce di morte, la musica considerata haram, peccato, da quei salafiti che seminano il terrore nel paese. Ma dopo le prove con Labess, che in dialetto tunisino e anche algerino significa tutto bene, anche il percussionista e il batterista Amin si ritrova a suonare e cantare per strada, sulle scale del teatro municipale, in Avenue Bourghiba. L'ultima volta che avrebbero dovuto farlo erano stati cacciati dai salafiti, rimasti impuniti di fronte la polizia inerme. Adesso un pubblico si avvicina: estate, festa della musica, sera che rinfresca e musica che scalda. La Tunisia non verr abbattuta dai pochi salafiti estremisti. E dall'alto della kasbah del Kef si spera ugualmente nell'orizzonte dell'Algeria, da dove le note prime di Labess si sono originate.

PAGINE IL NUOVO LIBRO DI IAIN CHAMBERS

Memorie mediterranee per paesaggi mutanti


di SIMONA FRASCA

Mediterraneo blues. Musiche, malinconia postcoloniale, pensieri marittimi lultimo bel libro di Iain Chambers (Bollati Boringhieri, 10 euro) che nella traduzione di Sara Marinelli affronta il mondo dei suoni attraverso un obiettivo agile e ricco di suggestioni desunte dal mondo della filosofia, dell'antropologia e della poesia. Il Mediterraneo e il blues coniugati insieme diventano la chiave di accesso per una dimensione culturale capace di catturare e scomporre la molteplicit del presente rivelandone la presunzione di unit. Chambers, studioso inglese docente di Studi Culturali e Postcoloniali allUniversit Orientale di Napoli non

nuovo alle tematiche che riflettono sullo spazio geografico partendo dalle pulsioni culturali, e in questo caso musicali, che determinano nella loro azione i contorni di un paesaggio che per sua stessa natura sempre in mutazione. Antropologo e sociologo Chambers autore di importanti saggi (tra i quali Ritmi urbani, 1986; Esercizi di potere: Gramsci, Said e il postcoloniale, 2006) che insistono sui temi della memoria, dellurbanizzazione e della cultura popolare. proprio il tema del paesaggio il perno attorno al quale ruota lidea che i repertori musicali sono capaci di raccontare la realt del presente, di restituirla con tutte le contraddizioni reali del mondo contemporaneo

svuotando di senso lantica prospettiva di stampo storicistico di una cultura che sopravanza e sostituisce unaltra come in un campo di battaglia. Lidea che sembra permeare allorigine le riflessioni di Chambers che lincontro e la nascita dei repertori in ambito musicale avvengano secondo la logica del sincretismo. Da questa dimensione dinamica, fluttuante, liquida scaturisce che la musica conserva le tracce della complessit dei processi umani e in questa veste racchiude un presente

complesso assolutamente lontano dalla logica della linearit e della convergenza indolore di opposti. Il senso di smarrimento che emerge dalla consapevolezza di una realt verso la quale spesso soffriamo di una mancanza di strumenti idonei alla decodifica dei molteplici segnali e simboli che la costituiscono diventa una condizione ontologica. Luomo frastornato, immerso in un dolore romantico, lo struggimento che genera malinconia e coscienza. Seguendo lo stimolo di assunti benjaminiani Chambers scrive che

laddove la malinconia si rivolge a un passato perduto che continua a condizionare il presente e a occludere il passato in maniera incontrovertibile si instaura la certezza delle nostre identit e la malinconia diventa una sorta di modalit di accesso al sapere. In questa dimensione si inserisce il concetto di malinconia critica che conduce verso la comprensione di ci a cui si deve rinunciare per fare posto a un ordine nuovo, sconosciuto, in cerca di giustizia storica. Su tutto si apre limmensit e la potenza del mare, il mare nostrum innanzitutto. Dove sono i vostri monumenti, le battaglie, i martiri? Dov la vostra memoria tribale? Signori miei, in quella volta grigia. Il mare. Il mare li ha racchiusi. Il mare la Storia, scrive Derek Walcott. Chambers e Walcott condividono un paesaggio emozionale e culturale, i Caraibi come il Mediterraneo, i sud del mondo stabiliscono cos un profondo parallelismo che affonda le origini in un passato di schiavit e colonialismo, di rivolte e resistenze. E tutto ci si rivela nellesistenza di pratiche musicali dal forte valore epistemologico. Riannodando le fila del discorso antiliberale del filosofo tedesco Carl Schmitt che poneva nel contrasto tra potere terrestre e marino la formazione del mondo moderno Chambers colloca il mare nella dimensione dellinafferrabile, laddove esso stesso, nel pensiero di Schmitt, il luogo senza legge, sede di forze che

sfuggono al controllo. Nella visione dello studioso inglese la citt di mare sinonimo di insubordinazione, di deviazione rispetto allo ius publicum Europaeum, perch l'orizzonte spezza i confini dei luoghi a terra con la potenzialit dell'altrove. Infine la musica. I suoni dicono ci che la parola tace. Nella cultura popolare il non detto del testo che genera il contatto con il pubblico che ne intercetta la complessit e la verit del presente, scriveva alcuni anni fa Lawrence Levine. Il suono, materiale evanescente racchiude in s pi significati della parola e per questa ragione un paesaggio sonoro racconta pi della storia stessa intesa come eredit del passato e costruzione del presente. Il suono rappresenta cos la relazione di eventi, oggetti, esperienze. Ma il suono anche memoria e in questo senso pi di ogni altro linguaggio disegna lidentit specifica come nel caso delle popolazioni migranti. Esso crea e costituisce una casa. I suoni che ci giungono dal passato - scrive ancora Chambers contemporaneamente sondano il momento attuale, profilano una congiuntura, mettono in gioco e portano in primo piano il dimenticato nellaccadere del presente mentre dischiudono una porta sul futuro. Prendere in considerazione sia le memorie riconosciute sia quelle respinte vuol dire intuire la natura vitale della ripetizione e il senso inusitato del ritornello musicale. Questo il potere taumaturgico della musica.

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ULTRASUONATI DA STEFANO CRIPPA LUCIANO DEL SETTE VIOLA DE SOTO GIANLUCA DIANA GUIDO FESTINESE BRIAN MORDEN ROBERTO PECIOLA

DIVINE FITS A THING CALLED DIVINE FITS (Anti/Self) Mettete insieme Britt Daniel degli Spoon, Dan Boeckner dei Wolf Parade, autori di gran parte del materiale, e un ottimo comprimario come Sam Brown dei New Bomb Turks, e avrete questo progettino di electropop che molto deve a gente come Suicide o Wire, tanto per dire, davvero molto intrigante. E la vena indie di cui si sono nutriti i tre fino a oggi regala quel qualcosa in pi che fa s che la cosa chiamata Divine Fits non sia solo un remake di cosa gi sentite e risentite. (r.pe.)

BLUES

I muscoli del chitarrista


Eroi locali e poco pi alla ribalta. Mary Bridget Davies giunge dall'Ohio: giovane e possente vocalist bianca che presenta il suo primo disco Wanna Feel Something. Dieci tracce di west-coast blues pubblicate dalla Mbd Group. Vi attendete riff energici e interlocuzioni con una sessione di fiati? C' tutto. Gettin' Stronger' e Trick Devil i brani degni di nota. Grezza, ma interessante. Dennis Jones un muscolare cantante e chitarrista afroamericano che proviene da Los Angeles. Il suo power trio quando non cade nel desueto e scontato appare molto interessante. Il disco My Kinda Blues edito dalla Blue Rock Records ha due gemme: Jesus or the Bottle e Same Train. Chiusura con Holly Golightly and The Brokeoffs. Tornano questi due burloni con Sunday Run Me Over. Se l'americana sound e il folk sono una pietra sicura in questo lavoro, l'effervescenza la danno blues sporchi ed evocativi: They Say, Tank e Goddam Holy Roll sono di gran pregio. La Transdreamer pubblica l'ennesimo album per questi scavezzacollo da strada, e non sbaglia. Disco estremamente interessante. (Gianluca Diana)

FORGAS BAND PHENOMENA ACTE V (Cuneiform/Ird) Il batterista e compositore francese Patrick Forgas uno dei nomi doro della scena rock progressive mondiale. Col suo gruppo continua a lustrare i gioielli di un jazz rock mobile, obliquo, in perenne trasformazione, con solisti di assoluta eccellenza, e una freschezza compositiva di taglio zappiano (ma senza i tratti grotteschi e sarcastici del baffuto Frank) che non viene mai meno. Questo il nuovo cd, arricchito da un dvd che documenta la frizzante energia di Forgas quando sul palco con i suoi Phenomena. (g.fe.) MARK KNOPFLER PRIVATEERING (Mercury) il suo primo doppio cd in 35 anni di carriera dopo averne pubblicati 17 in veste di solista. Ma per Mark Knopfler non incoscienza, bens testimonianza di un momento di grande creativit artistica. Venti pezzi diluiti in novanta minuti di musica che non fanno nulla per arruffianarsi i fan ma che si mostrano solo per la loro bellezza. Il folk che incontra il blues, il country e il rock la sua ricetta dai tempi dei Dire Straits, e con il tempo diventata malinconica toccando vertici, spesso, struggenti. (s.cr.) IL MARCHESE CARNIVORO (Autoproduzione/Venus) Nati nel 2005, con l'idea di divertire e divertirsi riproponendo una musica vicina agli anni Novanta, ritornano con un potente disco che bene si inserisce nella scena stoner rock italiana. Mantenendo la stessa attitudine musicale caratterizzante il primo album, arricchiscono quest'ultimo di sfumature rendendo l'impasto sonoro pi ricco e articolato; nove tracce che alternano potenza, energia, ma anche atmosfere pi rilassate. Per chi ama visceralmente il rocknroll. Il titolo del disco suggerito dall'opera di Francisco Goya, El buitre carnivoro. (v.d.s.)

INDIE ROCK

INDIE ITALIA

TRIBUTI

Toy, il passatempo Lurlo di Xabier Meshell canta Nina degli anni Ottanta terrorizza ancora La poetica rnb
Come moltissimi loro colleghi della scena attuale, non stravolgeranno il mondo dei suoni. Ma certo il gusto melodico, le ritmiche giuste, la produzione attenta di un maestro come Jacknife Lee e una buona dose di sfrontatezza fanno s che anche con questa seconda prova intitolata Beacon (Kitsun/Coop Music), i nordirlandesi Two Door Cinema Club regalino a chi ascolta puro divertimento pop. Acclamati dalla critica dOltremanica e sulla stessa onda pop, ma con unanima pi dark e psichedelica, arrivano i Toy, allesordio con lomonimo album (Heavenly/Coop Music). Lennesima prova di livello di una giovane formazione inglese che ci rimanda ai tempi della British Invasion. E il singolo Motoring negli anni Ottanta sarebbe diventato un classico. Ben pi esperti invece gli statunitensi Bloc Party, che tornano a quattro anni dalla loro ultima release. Il nuovo disco, Four (French Kiss/Coop Music) , per chi scrive, ben al di sopra delle aspettative, e probabilmente il periodo di assenza dalle scene ha fatto bene alla band che ha riorganizzato le idee e rilascia un album intenso e credibile, con pi di un episodio di gran classe, compresa la bonus track Leaf Skeleton. (Roberto Peciola) MARILLION SOUNDS THAT CANT BE MADE (Ear/ Edel) 17, come gli album della band scozzese, e come i minuti di Gaza, brano di apertura che ci fa immergere subito in questi suoni che non possono esser fatti... Sar, ma certe sonorit invece ci sembrano ampiamente battute, da Steven Wilson in poi. Una suite che comunque riporta in alto, in termini compositivi, i Marillion. Un disco di maniera, che i fan apprezzeranno, pieno com di melodie rarefatte e momenti pi corposi, e, di accenni al loro passato... (b.mo.) Ci ha messo una ventina di anni, passati tra band e progetti vari, ma alla fine eccolo, il primo disco solista di Xavier Iriondo, chitarrista e sperimentatore gi con Afterhours, Six Minute War Madness e altri. Irrintzi (Wallace-Santeria/Audioglobe) il titolo di un album che omaggia le sue origini basche e la sua idea musicale, fatta di sonorit fuori dallordinario, fatta di ricerca e sperimentazione. Un disco difficile ma di grande intensit. Su tuttaltra linea, ma ugualmente intenso, si pone Umberto Maria Giardini il quale, abbandonato lo pseudonimo Moltheni, si riaffaccia con un nuovo lavoro, La dieta dellimperatrice (La Tempesta-Woodworm/Venus), senza per allontanarsi dallo stile che lo ha contraddistinto finora. Il difetto sta forse proprio in questa ripetitivit stilistica, ma finch riesce a scrivere brani ispirati e profondi come pochi in Italia, ben venga. Alla tradizione cantautorale meno mainstream italiana si rif invece Alessandro Fiori, che con Questo dolce museo (Urtovox/Audioglobe) pubblica il suo secondo lavoro solista dopo luscita dai Mariposa. Testi poetici e diretti e brani dal sapore intimo seppur poco canonici nel genere. Un plauso. (Roberto Peciola) MENIC RAILROAD BLUES ANTHOLOGY (Voodoo Rhythm Records) Uno storyteller statunitense in Svizzera. Maneggia indistintamente chitarra e violino, e una voce da perfetto busker. Uno smodato amore per il blues acustico, che arricchisce con tematiche folk irish e americana sound. Dodici brani densi di contenuti che portano tutta la polvere che uno street musician pu calpestare nel suo peregrinare. Ennesima storia da strada, che affascina con stralci daffetti e reminiscenze alla Seeger. (g.di.) Tre cd omaggio o tributo: i tributanti sono giovani musicisti, gli omaggiati Lee, Simone, Evans, classici assai diversi fra loro per stile ed epoca, ma accostabili per spirito di ricerca, con avvicinamenti pi o meno palesi al rock o al pop. La svedese Jessica Pilns in Norma Dolores Egstrom (Act) dal vero nome di Peggy Lee ne intellettualizza il discorso swing con un vocalismo rarefatto ben supportato dal trio quasi cameristico vibrafono-tromba- contrabbasso (pi archi in qualche pezzo). La cantautrice afroamericana Meshell Ndegeocello in Pour une ame souveraine (Nave/Self), fin dalla scelta del nome darte (allanagrafe Michelle Lynn Johnson), aggiorna la poetica della negritudine di Nina Simone, dilatando le song verso i confini dellhip hop e del rhythmnblues attuali. Infine il giovane statunitense Ryan Truesdell in Centennial (ArtistShare) con una big band poderosa (trentatre musicisti coinvolti) restituisce diverse geniali sfaccettature del Gil Evans arrangiatore, puntando sugli aspetti pi moderni e sperimentali, senza rinunce ai piaceri dei suoni. (Guido Michelone) O ROM VACANZE ROMANES (Terre in Moto) Gi il titolo lascia trasparire complicit musicale. E infatti, la formazione degli O Rom si compone di tre artisti napoletani e quattro rumeni. La sarabanda gitana e mediterranea vibra di chitarre, violini, contrabbasso, bouzuki, tamburi, percussioni, ripercorrendo le strade di pezzi ormai classici anche da noi, Erdelezi e Tutti Frutti ad esempio. Per undici volte si chiamati al ballo e al battere ritmico delle mani. Il ripetitivo Bregovic ha di che impallidire. (l.d.s.)

VADEMECUM DI UN MITO
Complice il tour italiano di settembre, ecco uscire dalle edizioni Giunti il libro sui Radiohead - La storia le canzoni di James Doheny (pagine 240, euro 19,90), ed la migliore occasione per approfondire il percorso e i brani di uno dei gruppi pi originali nel panorama musicale odierno. Il libro praticamente una sorta di work in progress essendo l'autore, scrittore e studioso di musica sperimentale, cos affezionato alla sua creatura da riscrivere oltre che aggiungere interi pezzi alla prima edizione del 2005. Ed ecco questa edizione odierna, che non pu mancare nello scaffale degli aficionados, offrirci un vero e proprio viaggio nella storia della band guidata da Thom Yorke. Il libro ripercorre le tappe musicali, oltre che di Yorke (voce, chitarra e piano), di Jonny Greenwood (chitarra e tastiere), Ed O'Brien (chitarra e voce), Colin Greenwood (basso), Phil Selway (batteria), dall'inizio underground di On a Friday al grandissimo successo di Ok Computer. Ma il volume, che in fondo colma una lacuna su uno dei gruppi meno studiati del rock, ha la vitalit e agilit del vademecum ripercorrendo tutta la produzione, canzone per canzone, con un intreccio tra storia e racconti, dichiarazioni e pensieri che ne rendono la lettura piacevole e accattivante. Con puntiglio di analisi, ma senza dimenticare il mito (che non guasta quando nella dose giusta del peperoncino sulla pietanza), si esce affascinati da questo excursus in un mondo fatto di ricchezza musicale e di retroterra culturale che abbraccia letteratura e cinema, avanguardie e misticismo. E non vanno dimenticate, per la completezza della conoscenza, la cronologia delle canzoni, gli oggetti discografici, memorabilia e tantissime foto che rendono questo studio di Doheny se non punto di arrivo certamente punto di partenza indispensabile anche per lo studioso e gli approfondimenti futuri.

SEMPRE dalla stessa casa editrice, Giunti, a cinquant'anni esatti dalla pubblicazione del primo disco dei Beatles Love Me Do, esce il volume di Franco Zanetti Il libro bianco dei Beatles - La storia e le storie di tutte le canzoni (pagine 422, euro 19,90), pieno anch'esso di informazioni nelle sue 211 schede dedicate a ognuna delle canzoni del gruppo durante la loro attivit dal 1962 al 1969. L'autore, a cui si deve, tra l'altro, nel 1988 la prima biografia italiana di Paul McCartney, ci porta con mano, ma senza strafare e annoiare con minuzie e particolari davvero superflui che connotano studi pretenziosi che sfiorano a volte il ridicolo, dentro il mondo dei Fab Four dandoci le risposte che cerchiamo. Per esempio, a proposito di Magical Mystery Tour, il film cult del gruppo, riuscito da poco in una versione del tutto restaurata, cos si esprimeva Paul McCartney: Costruimmo il film sull'equivalente di un viaggio in acido. Anzi, nel primo abbozzo il pullman prendeva il volo e portava i maghi tra le nuvole.

ON THE ROAD
Evaline
La rock band californiana per la prima volta nel nostro paese per una data unica. Moncalieri (To) SABATO 6 OTTOBRE
(AUDIODROME)

A CURA DI ROBERTO PECIOLA CON LUIGI ONORI SEGNALAZIONI: rpeciola@ilmanifesto.it EVENTUALI VARIAZIONI DI DATI E LUOGHI SONO INDIPENDENTI DALLA NOSTRA VOLONT
(LOCOMOTIV)

Roma MARTEDI 2 OTTOBRE (PIAZZA SAN


SILVESTRO)

Fenster
La band tedesco-americana, tra pop e noise. Pescara DOMENICA 30 SETTEMBRE (MAZE
ECLECTIC CIRCLE)

Il Teatro degli Orrori


Il tour di presentazione dell'ultimo lavoro della band veneta, Il mondo nuovo. Cesena SABATO 29 SETTEMBRE (ROCCA
MALATESTIANA)

Noel Gallagher
Il chitarrista e ex co-leader degli Oasis con la nuova band High Flying Birds. Firenze VENERDI' 5 OTTOBRE (OBIHALL) Bologna SABATO 6 OTTOBRE (PALADOZZA)

The Cynics
Garage rock revival per il gruppo di Pittsburgh. Torino MERCOLEDI' 3 OTTOBRE (UNITED) Catania GIOVEDI' 4 OTTOBRE (BARBARA
DISCO LAB)

Paolo Benvegn
Il cantautore, ex Scisma e leader della band che prende il suo nome. Rovereto (Tn) SABATO 29 SETTEMBRE
(AUDITORIUM FAUSTO MELOTTI)

Cult of Youth
Prima italiana per la cult band newyorkese, tra psichedelia e folk. Milano MARTEDI' 2 OTTOBRE (ROCKET) Roma MERCOLEDI' 3 OTTOBRE (MUZAK)

Poggio Berni (Rn) VENERDI' 5 OTTOBRE (NUOVO CENTRO SOCIALE) Pisa SABATO 6 OTTOBRE (BORDERLINE)

Assalti Frontali
Dal vivo la hip hop band romana. Roma SABATO 29 SETTEMBRE (PRIMAVALLE) Rovato (Bs) SABATO 6 OTTOBRE
(DA DEFINIRE)

capoluogo sardo. La sesta edizione si dipana in tre giornate e in due location, il Teatro Civico in Castello e la Sala Settecentesca Bibliotecaria Universitaria. In cartellone per il 4 ottobre prevede: Luca Gemma, The Heart & The Void, Guano Padano, BeeSide, Stefano Benni & Fausto Mesolella, MissinCat; per il 5: Sergio Gilles Lacavalla, Paola Donzella, Bologna Violenta, Epic Rain, Wareika, De Grinpipol, Vincenzo Cirillo/ombradipeter, Adrian Sherwood; il 6: Steve Sylvester, Iori's Eyes, Maya Galattici, Mr. Fogg, Edda, Deko, Egle Sommacal, Stefano Pilla, Paul Piertto e Federico Oppi. Cagliari DA GIOVEDI' 4 A SABATO 6 OTTOBRE
(VARIE SEDI)

Swallow e Gillespie. Ad eseguirlo Il Sidma Jazz Combo. Chieti SABATO 29 SETTEMBRE (AUDITORIUM
CIANFARANI)

Orvieto con gusto


Allinterno della manifestazione enogastronomica si terr il recital Pensieri da mangiare di Guido Barlozzetti con Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Fabio Campoli (invenzioni gastronomiche) e Massimo Achilli (interventi visivi). Per inserti musicali previsto il concerto Musica divina con Michele Ascolese e Natalio Mangalavite. Orvieto (Tr) DOMENICA 30 SETTEMBRE
E MARTEDI' 2 OTTOBRE (PALAZZO DEL CAPITANO DEL POPOLO; RISTORANTE AL SAN FRANCESCO)

Tu Fawning
L'avant pop il cuore della musica di questa band di Portland, Oregon. Varese SABATO 6 OTTOBRE (TWIGGY)

Nashville Pussy
Un mix di psychobilly alternative e metal. Sullo stesso palco anche Bob Wayne. Milano MERCOLEDI' 3 OTTOBRE (TUNNEL)

Silenzio & Accordo Centocage


Seconda giornata di omaggio a Cage organizzato da Angelica. Si propone Smistamenti generali (Take the Cage train bis - Boletus Edulis) di Alvin Curran, eseguita da vrie bande e cori diretti da Luca Troiani e Giovanna Giovannini. Bologna SABATO 29 SETTEMBRE (PIAZZA
MAGGIORE E BASILICA DI SAN PETRONIO)

Notte dei musei


Nellambito delliniziativa capitolina numerosi gli appuntamenti jazz. Il Rocco Zifarelli Trio (con D. Sorrentino e N. Angeucci), Cinzia Tedesco in Like a Bob Dylan (con S. Sabatini, L. Pirozzi, G. Famulari, P. Iodice), Nerocaff (L. Concolino, A. Di Pilla, F.S. Capo, M. Rosari), Trascopiraph (con A. Trapani, P. Scozzi, S. Piras, R. Heudron), lOrchestra MuSa Jazz diretta da Silverio Cortesi, Sudoku Unplugged (G. Ancillotto e C. Palazzi), Orchestra Open Large Ensemble diretta da Michele Iannaccone. Alla Casa del Jazz, dalle 20 fino a notte inoltrata, concerto-happening Roma racconta il Folkstudio dal 1961 al 1998. Roma SABATO 6 OTTOBRE (VARIE SEDI)

Time Warp
Seconda edizione italiana per il festival di musica elettronica e delle tecnologie multimediali, nato in Germania quasi venti anni fa. La line up della serata propone un lungo elenco di artisti internazionali e anche nostrani, da Sven Vath a Richie Hawtin, da Carl Cox a Chris Liebing, da Ellen Alline, a Monika Kruse, da Lele Sacchi a Giorgio Gigli, da Loco Dice a Matthias Tanzmann, e molti altri ancora. Rho (Mi) SABATO 29 SETTEMBRE (AREA
FIERA)

Black Dice
Il rock sperimentale della formazione di Brooklyn. Padova SABATO 29 SETTEMBRE (VENUE
LOOP)

Jeff Mills
Uno dei maggiori esponenti della elettronica, padre della real techno. Roma SABATO 6 OTTOBRE (CS BRANCALEONE)

Deep Time
Il duo Jennifer Moore e Adam Jones, tra post punk e pop. Brescia VENERDI' 5 OTTOBRE (LIO)

Mr. Alan McGee


Il guru del britpop impegnato in un dj set. Bologna SABATO 6 OTTOBRE (COVO)

Chieti in Jazz
Anteprima assoluta per la manifestazione organizzata dalla Sidma con The Warrior of Capestrano, composizione scritta per la rassegna cui si aggiunger G. e il Questore, in prima esecuzione pubblica. Sono opera di Bruno Tommaso, che completer il programma del recital con brani di Monk

Atom in Rome
La suite di Atom Heart Mother dei Pink Floyd riletta da una band elettrica, un coro di settanta voci e un ensemble di fiati. Evento gratuito.

Spoek Mathambo
Una sola data per l'artista sudafricano. Bologna SABATO 29 SETTEMBRE

Karel Music Expo


Festival delle culture resistenti nel

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ALIAS 29 SETTEMBRE 2012

BIRMANIA
di LAURA CAMPO
YANGON

Zaw San Aung, un giovane birmano di 27 anni con la verve da esperto attore, racconta ai suoi compagni e colleghi, il viaggio-avventura appena compiuto insieme allamica Zar Li Tun, tra Bagan, Pyin Oo Lwin e Mandalay. Tutti applaudono, ridono, partecipano. Senza dire una parola. Perch questo gruppo di ventenni non udenti non ha bisogno del linguaggio verbale n per sentire n per farsi ascoltare. proprio questa la prima, preziosa cosa che si impara in mezzo a loro, membri e fondatori del centro Balance for Shiatsu and natural Healing presso lIstituto Mary Chapman a Yangon. Loccasione per conoscere da vicino questa straordinaria comunit un viaggio di studio e solidariet, organizzato dalla onlus di Roma Share Human Life Project in Myanmar, con il duplice scopo di offrire ai giovani del centro una sessione di aggiornamento di yoga e shiatsu con insegnanti e formatori italiani (che operano presso lassociazione Il Fiume) e far conoscere il progetto a sostenitori e collaboratori della piccola organizzazione di volontari che dal 2001 opera in questo complesso e strategico Paese del Sud-est asiatico. Un posto e uniniziativa speciali per diversi motivi: innanzitutto perch la Mary Chapman fondata da una lady inglese nel 1912 lunica scuola, non governativa, per 350 ragazzi sordi in un Paese come il Myanmar (60 milioni di persone, grande quanto la Francia) dove listruzione non garantita dallo Stato neppure agli studenti normali, poi perch proprio in questo istituto dal 2008 si sono realizzate le condizioni per mettere in piedi il primo e per ora unico centro in tutta lex Birmania di pratica shiatsu, rimedi naturali ed esercizi per la salute. Balance nato prima di tutto per la volont e linteresse dimostrato da questi ragazzi e dalla buona alchimia che si sviluppata tra noi e loro - spiega Alfredo DAngelo, fondatore e presidente di Share - i primi studenti ci sono stati indirizzati proprio dalla Mary Chapman: la scuola ha lanciato la proposta dicendo chi vuole seguire i corsi di shiatsu? noi siamo poi intervenuti con la formazione e nel frattempo i 40 volontari iniziali si sono sfoltiti fino ad arrivare ai 13-14 di oggi di unet compresa dai 18 ai 27 anni continua DAngelo -.Poi c stata la presenza e lappoggio di due persone fondamentali: Mai Nwe Ni, uninsegnante dellistituto per la lingua dei segni, ma anche quasi una sorella maggiore per loro con una grande attenzione per tutto quello che li riguarda, e di Thann Oo, responsabile di Share in Myanmar, importante anello di congiunzione tra noi e loro. Oggi i ragazzi non frequentano pi la scuola, hanno completato gli studi e vivono quasi tutti con le loro famiglie a Yangon, ma tornano allistituto per lavorare come terapisti quattro giorni la settimana (dalle 10 alle 16). Qui in un ampio e silenzioso ambiente con pavimento in parquet e grandi finestre affacciate nel verde, offrono al pubblico i loro trattamenti: con grande successo vista laffluenza e le richieste, circa 350 al mese. Senza alcuna pubblicit e grazie al solo passaparola dei pazienti pi soddisfatti. Il costo di una seduta di shiatsu, attualmente di 3.000 kyats (pi o meno 3 euro). Met dell'incasso va al terapista, un quarto all'Istituto che ospita Balance e un quarto a un fondo dell'associazione, sia per spese comuni che per coprire futuri investimenti in vista di sviluppi della loro comune attivit. Non si tratta certo di grandi cifre, ma questa piccola retribuzione ha permesso comunque ai giovani non

Oltre il muro del suono yoga e shiatsu


Una visita al centro Balance di Yangon, in Myanmar, e un incontro col suo fondatore e presidente, Alfredo DAngelo. Una comunit di non udenti esperti praticanti di yoga e shiatsu
degli udenti. Vederli lavorare unemozione e una gioia: si muovono con scioltezza e sicurezza assumendo anche posizioni difficili e utilizzando per esercitare la giusta pressione non solo le mani ma i piedi, i gomiti, i polsi, sorridono sempre e comunicano grande serenit. Non soltanto tecnica quella che li rende cos abili e cos richiesti, ma anche le loro capacit di concentrazione, ascolto, empatia, fondamentali per entrare in contatto con il ricevente, e la facilit ad un approccio pi genuino alle relazioni, senza sovrastrutture e senza maschere. Questi giovani sono concentrati su quello che lo shiatsu pu dare loro come prospettiva di vita, perch sanno perfettamente che questa disciplina uno strumento per far arrivare agli altri la loro cultura, la cultura della sordit che nel progetto di Balance molto forte - aggiunge DAngelo lidea che c dietro chiara: offrire qualcosa agli altri, alla societ e non chiedere qualcosa. Per rendersene conto non c modo migliore di passare del tempo in questa comunit di giovani dove laccoglienza, lattenzione per laltro, ma anche la solidariet e la condivisione sono valori inestimabili. C tanto pi delle parole nel loro silenzio, tanta ricchezza nella loro diversit, nel modo di stare insieme e scherzare, nel fare gruppo (forza e limite della loro condizione di sordit) dove c sempre posto per qualcuno che arriva. E poi chi non mai stato con i sordi non pu capire quanto i gesti, lo sguardo, lespressivit del volto e latteggiamento del corpo possano essere tanto precisi e potenti nel comunicare e nel capirsi. Abituati a mettere poco in dubbio lefficacia del linguaggio verbale noi udenti restiamo spiazzati di fronte alla possibilit di ascoltare e essere ascoltati senza usare n alzare la voce, scoprendo allo stesso tempo lintimit che nasce dal dover guardare negli occhi il proprio interlocutore. Merito della lingua dei segni che porta con s non solo la scoperta della sintesi e dellessenzialit, ma permette anche lincontro con una vera e propria cultura altra che ha codici e regole proprie. La lingua dei segni sviluppata in Myanmar, in particolare a Yangon, piuttosto giovane e non molto progredita, sia per numero di segni (non pi di un migliaio) sia per grammatica e sintassi - spiega Alfredo dAngelo Ci nonostante, praticare questo tipo di comunicazione non verbale, indispensabile per i sordi diventa un'esperienza straordinaria per i normo-udenti. Detto fatto. Si comincia con i saluti e i colori, si prosegue con i giorni della settimana, i mesi e le nazioni del mondo, riuscendo poco alla volta ad imparare da zero questa speciale lingua straniera che ci permette di entrare meglio in contatto, senza bisogno di interpreti, con gli stessi ragazzi che ci fanno lezione, conoscendoli meglio. Zaw San Aung e Zar Li Tun, 27 e 25 anni, sono i pi capaci e influenti allinterno di Balance. Zaw San, originario della regione del Kachin, nel nord del Paese, ha cinque fratelli ed lunico sordo della famiglia. Comunicare con i suoi familiari come con il resto del mondo non sempre facile perch gli altri non conoscono il linguaggio dei segni e spesso devono ricorrere alla scrittura. Oggi il leader indiscusso del gruppo anche uno dei migliori terapisti, intuitivo e potente: oltre a eseguire i trattamenti ai pazienti del centro, insegna ai ragazzi pi piccoli. Quando ho cominciato a studiare questa disciplina qui alla Mary Chapman non ne avevo capito subito limportanza, solo dopo ho realizzato che era una conoscenza per la vita - spiega Zaw San - mentre ora fare shiatsu per me significa non solo aiutare qualcuno a star meglio ma anche condividere questa esperienza e questa conoscenza con gli altri. E voglio proseguire su questa strada. Unopinione condivisa dallamica e collega Zar Li Tun, originaria del Myanmar centrale: Lo shiatsu diverso da ogni altro tipo di terapia che conoscevamo come il massaggio Thai o il quello del Myanmar, ma soprattutto ci ha permesso di capire che questa pratica ti mette in relazione con gli altri usando solo le mani, senza bisogno di nientaltro aggiunge. Allinizio molti di noi non pensavano di poter lavorare davvero con gli udenti perch avevamo paura di non riuscire a farci capire. E allinizio non stato facile. Ma adesso il nostro rapporto con gli udenti migliorato anche perch loro si sentono trattati da persone esperte e si fidano di noi, conclude la giovane donna, sorridendo. Questanno la formazione dei ragazzi stata arricchita da unimportante novit: lapproccio con il metodo Tomatis, grazie alla partecipazione di Fabio Romani, medico pediatra, neuropsichiatra infantile, che lavora presso il Centro dellAscolto LAurora (tel. 0522985230) a Scandiano in provincia di Reggio Emilia, ed uno dei principali esperti del Tomatis in Italia. La collaborazione con lui ci ha permesso di iniziare un percorso di studio e pratica di questo metodo per sostenere lo sviluppo psico-fisico dei ragazzi e recuperare, laddove possibile, ogni loro concreta possibilit uditiva, spiega Alfredo DAngelo. Alfred Tomatis era un otorinolaringoiatra francese che ha approfondito lo studio dellAudiologia e della Fonologia, dimostrando la stretta relazione tra la capacit di ascolto e il vissuto psicoaffettivo delle persone, a partire dalla scoperta che durante la gravidanza il feto pu sentire la voce materna, e altri suoni, attraverso la vibrazione della colonna vertebrale della madre. E che quindi, ricreando artificialmente una situazione di ascolto intrauterino e stimolando la vibrazione ossea fosse possibile rivitalizzare i recettori dellorecchio. Cos negli anni Sessanta del Novecento Tomatis ha messo a punto un nuovo approccio pedagogico chiamato Audio-Psico-Fonologia, che lavora sulla comunicazione e sulla capacit relazionale degli individui mediante la rieducazione allascolto. Il percorso sonoro, con la metodologia del medico francese,

I ragazzi del centro Balance mentre eseguono le terapie in diversi momenti della vita quotidiana. Pag 8 e pag 9: ritratto di una venditrice di fiori (foto di Michele de Vito) udenti la conquista di unautonomia sociale ed economica importantissima in una societ che discrimina ancora fortemente le persone con disabilit, e insieme ha dato loro la possibilit di un confronto con il mondo e la cultura

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ATTACK FESTIVAL
Lassociazione culturale Attack organizza a Foligno (Pg) Attack Festival, contemporary nihilism reflection, dal 28 al 30 settembre, festival che si rivolge alla urban art e all'arte video. Gli organizzatori esortano ad osservare in silenzio e cercare di scorgere brandelli di verit nascosti sui grandi muri di vecchie fabbriche e fatiscenti strutture Gli artisti: Ericailcane, Hitnes, Ozmo, Lucamaleonte, Sten&Lex, Moneyless, 108, Martina Merlini/Tellas, Achille, Ever, Nanook, Roman Minin, Graffiti Barbecue, Andrea Abbatangelo, Mario Consiglio, David Pompili Kindergarten, Stefano Canto, Alberto di Fabio, Danilo Bucchi, Alice Pasquini, Hogre, Cristiano Petrucci, Diamond TTS, JB Rock, Bol 23, Airone, David Eron Salvadei, Ale Senso.

FILMCRITICA 627
Speciale dedicato a Raul Ruiz nellultimo numero di Filmcritica (n. 627) con articoli di Daniela Turco e Bruno Roberti che organizzarono nel 2007 la rassegna dei suoi film per il Festival di Roma e il ricordo di Franois Margolin produttore di molti suoi film. Si pubblicano le note di regia di La noche de Enfrente girato tra marzo e aprile 2011 a Santiago del Cile e presentato alla Quinzaine di Cannes. Nel numero anche la prima parte di un saggio di Francesco Salina sullAutoma (Muovendo da Hugo Cabret di Scorsese), laffascinante storia che inizia con Cartesio e Melis, le bambole, Pinocchio e i congegni meccanici di Fernand Lger. Il numero si apre con alcune note di teoria, Il luogo comune di Jacques Rancire.

da anni viene utilizzato come supporto per ritrovare una migliore comunicazione con se stessi e gli altri e migliorare la propria creativit. Ma con questo metodo, adatto soprattutto a trattare problemi di tipo psicologico e neurologico, Fabio Romani ha aiutato anche molti bambini sordi. Grazie allamicizia e alla stima che ho con Share e il suo presidente, ho pensato che valeva la pena di fare un tentativo con i ragazzi di Yangon, anche perch ci sono molte relazioni tra il lavoro di Tomatis, che si basa sulle vibrazioni ossee e lo shiatsu che loro praticano, spiega lo psichiatra. Questi ragazzi non potranno pi parlare perch lapprendimento del linguaggio avviene nei primi anni di vita e loro sono ormai degli adulti. Il mio obiettivo che possano almeno sentire: la musica, il suono di una lingua, o della natura, il proprio nome e se qualcuno li chiama da dietro, perch sentire una libert e una risorsa in pi, continua lo psichiatra. In base alla mia esperienza so che molte sordit non sono permanenti e possono cambiare nel tempo: per esempio infezioni come le otiti possono guarire e ci sono sordit temporanee provocate da condizioni climatiche come leccessiva umidit, o un fortissimo rumore. Conseguenze dunque di un disturbo organico pregresso, che crea una memoria persistente nel sistema nervoso e lo spinge a difendersi dal dolore o dalla paura chiudendo i propri canali. Per definire un programma dascolto personalizzato ci si sottopone ad un test di ascolto, e solo dopo possibile definire cicli di ascolto (prevalentemente di brani di Mozart e Canti Gregoriani) effettuati con cuffie particolari dotate di

vibratore osseo e collegate con lOrecchio Elettronico, un apparecchio messo a punto da Tomatis e in questo caso adattato da Romani in modo da renderlo su misura per le necessit dei ragazzi di Balance e di facile utilizzo. Tutta la strumentazione induce una ginnastica acustica in grado di riattivare due parti dellorecchio: la coclea, responsabile delle funzioni uditive e dellanalisi dei suoni (specialmente quelli acuti molto legati alla vita di relazione e ai sentimenti) e il vestibolo che controlla lattivit muscolare, lequilibrio e lo schema corporeo ossia la percezione-comunicazione che abbiamo con il nostro corpo. Grazie allorecchio elettronico di Tomatis possibile ricostruire fin dalla vita prenatale tutte le varie fasi dello sviluppo dellorecchio e di tutto quello che ad esso collegato. Lorecchio cos importante perch fa arrivare al sistema nervoso informazioni e stimoli che vengono trasformati in significati ed energia indispensabile al nostro organismo per azioni, movimenti e funzioni necessarie alla vita. Pi della met di questa energia arriva dalludito e solo il resto dagli altri sensi: il 25 per cento dalla vista, il 15 dal tatto e il 5 dallolfatto e dal gusto, spiega ancora lo psichiatra. Per sapere quali saranno i risultati definitivi bisogner aspettare: lesperimento a Balance continuer, almeno fino allanno prossimo anche senza la presenza dello psichiatra che ha regalato al centro alcuni dei suoi apparecchi e ha spiegato ai ragazzi come organizzare le sedute e sottoporsi ai diversi cicli di trattamento. Gi ora posso dire che non ho mai trovato un gruppo di persone che, insieme, sappiano ascoltare cos tanto pur non udendo, come i giovani di questo centro a Yangon: una capacit che hanno sviluppato per la necessit di una comunicazione che non riescono a trovare nel mondo degli udenti. E questo proposito ho notato spesso che i sordi sono scartati nella societ e non solo in Myanmar. Il motivo? Probabilmente per noi ha molta pi importanza il linguaggio dellascolto, mentre dovrebbe essere il contrario. Invece basta accendere una tv per rendersi conto che dappertutto ci sono una quantit di talk-show e programmi inutili dove nessuno ascolta e tutti parlano. E siccome il 99% dei muti lo solo perch non sentono, i sordi sono esclusi, non hanno scampo conclude Romani. Invece io penso che dai ragazzi non udenti di Balance dovremmo tutti imparare oltre a questa immensa capacit di ascolto anche unaltra cosa: lo spirito di gruppo che spinge a trovare il senso della propria vita nel rapporto e nel confronto con gli altri e nel benessere collettivo: tutti per uno e uno per tutti. E prima o poi, dovremo anche noi, nella nostra societ, tornare verso un modello di SEGUE A PAGINA 10

MYANMAR VIAGGIO NEL PAESE DORO

La globalizzazione che avanza tra giungle e pagode


di L.C.

moderati arabi

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Dai sahrawi in carcere a Dakhla: Ci rivolgiamo alla Minurso, al delegato speciale dellOnu contro la tortura e agli uomini liberi di ogni paese: denunciate le violenze e le pene che ci vengono inflitte. Chiedete la nostra liberazione.

La foto in bianco e nero un po accartocciata del generale Aung San, padre della patria, appesa con puntine dorate alla bacheca di un ristorante allaperto nella zona archeologica di Bagan; a fianco c quella (a colori) della figlia Aung San Suu Kyi mentre stringe la mano al segretario Usa Hillary Clinton, durante la storica visita in Myanmar nel dicembre 2011. Fatti impensabili fino a poco tempo fa nellex Birmania della giunta militare, proprio come linaspettata abolizione della censura sui mezzi dinformazione in vigore ufficialmente dal 20 agosto 2012, o la legalizzazione delle pacifiche manifestazioni di piazza e il via libera alle organizzazioni sindacali, fino ad ora proibite. Sono i segnali del rapidissimo cambiamento di rotta del Paese asiatico cominciato con la liberazione di Suu Kyi nel novembre 2010 e proseguito con linizio dellera del generale Thein Sein, il nuovo presidente, promotore della liberazione di centinaia di detenuti politici, e dellinizio del dialogo con la leader democratica il cui partito, La Lega per la democrazia, da anni fuorilegge ha trionfato alle elezioni suppletive del Parlamento nellaprile scorso. E se vero che questa transizione alla democrazia guidata dai militari ha tutta laria di una perfetta operazione di facciata per ripulire la loro immagine, garantirsi limpunit e ottenere la completa rimozione delle sanzioni economiche occidentali, altrettanto vero che viaggiando attraverso il Paese facile rendersi conto che molte cose stanno davvero prendendo unaltra direzione rispetto al passato. Il nuovo clima si assaggia gi appena arrivati, nello spazioso e disadorno aeroporto internazionale di Mingaladon (Yangon) stile ex sovietico anni 60, fin troppo silenzioso e ordinato, dove per la presenza dei militari molto meno incombente rispetto a qualche tempo fa e i controlli per i viaggiatori stranieri in arrivo molto pi veloci. Meno burocrazia, meno controlli e una maggiore tolleranza alla libert di espressione caratterizzano anche la vita quotidiana nella citt principale del Paese, Yangon, dove nei bar e nei luoghi di ritrovo si comincia a parlare della rivoluzione in atto, i conducenti dei taxi possono esporre le foto del padre della patria senza finire in galera e quasi tutti i siti internet sono accessibili. In citt circolano pi auto nuove e beni di lusso, come cellulari o macchine fotografiche, sono gi accessibili alla nuova classe media che sta nascendo. Daltro canto facile accorgersi che tutto costa di pi: sono quasi triplicati rispetto allanno scorso i prezzi di alberghi, ristoranti e trasporti. Un cappuccino e brioche al bar dellaeroporto costano quanto in Italia, cos come una copia del Myanmar Times, uno dei pochi quotidiani in vendita in lingua inglese. Impennati i prezzi di acquisto delle case, e sostenuti quelli degli affitti mentre continuano ad aumentare anche la benzina (gi un euro al litro) e i generi alimentari di base.

I militari di Myanmar tentano di ripulire la loro immagine: il Paese si apre al turismo e ai capitali multinazionali
Lunica cosa invariata lo stipendio dei birmani, sempre pi insufficiente per affrontare le spese della vita quotidiana: un insegnante guadagna il corrispettivo di circa 60 euro al mese, mentre per lavori pi umili lo stipendio si aggira sui 20-30 euro. Ed chiaro che il cambiamento che sta arrivando sulla pelle di tutti, non prevede certo per tutti, maggior benessere. Nessuno del resto sa cosa potrebbe accadere dopo le prossime elezioni politiche del 2105 e anche tra chi auspica il trionfo di Suu Kyi e del suo partito non c la certezza che la Lady abbia le competenze necessarie per guidare il Paese in tempi normali n per risolvere in un colpo solo i tanti, complessi problemi del Paese. A partire dalla questione esplosiva delle minoranze etniche, cui strettamente legato il durissimo confitto armato tra le truppe governative del Tatmadaw e le milizie dei diversi eserciti indipendentisti, in lotta anche per il controllo del mercato delloppio (Myanmar ne il secondo produttore mondiale dopo lAfghanistan). E poi la miseria, lignoranza la corruzione e il riciclaggio di denaro sporco su cui lo stato militare ha prosperato per mezzo secolo e ancora il traffico di esseri umani, il lavoro forzato, la situazione nei campi-profughi lungo il confine con la Thailandia. Laltra incognita riguarda le conseguenze dellapertura ai mercati internazionali, agli investimenti delle grandi corporation mondiali per le quali lex Birmania rappresenta uneccezionale opportunit di business a condizioni facilitate, con tutte le ricadute anche negative che questo comporta. Il turismo (con un incremento del 30% tra 2009 e 2011) dopo anni di chiusura e boicottaggio, sicuramente una delle attivit in crescita nel nuovo Myanmar pur se molte aree del Nord sono ancora off-limits agli stranieri. Anche in Italia il Paese doro da qualche anno la destinazione emergente del Sud-est Asiatico, proposta con vari tagli da diversi tour operator. Tra le mete pi scelte e gi collaudate non poteva che esserci Bagan, spettacolare sito archeologico Unesco a unora di volo da Yangon, nel Myanmar centrale. Tanto che davanti ai templi pi famosi come lAnanda e il Thatbynnyu e allingresso delle maestose pagode Shwezigon e Dhammayazika molte venditrici di stoffe e abiti tradizionali propongono le loro merci usando le poche ma efficaci parole che hanno gi imparato dai nostri connazionali: signora, comprare?, poco prezzo, buoni affari, mentre alcuni ragazzi ancor pi organizzati offrono la versione in italiano del celebre Giorni in Birmania di George Orwell, nelledizione Oscar Mondadori, difficile da trovare invece nelle nostre librerie. Ma anche qui basta allontanarsi appena un po dai venditori di souvenir e dai monumenti pi famosi per veder affiorare un altro aspetto del Myanmar: quello rurale e arcaico dei contadini che a torso nudo e scalzi, coperti da un semplice longyi, arano il terreno con buoi e aratro come nella scena di un mondo fa. Oppure partire per un giro in barca di qualche ora dal molo di Old Bagan e scivolare lungo le rive del maestoso Ayeyarwady (2170 km.) tra i pi leggendari fiumi dellAsia, indispensabile arteria commerciale al tempo degli inglesi ancor oggi essenziale per il trasporto di uomini e merci. Un via vai di chiatte, rimorchiatori, barche e canoe a motore su cui viaggiano intere famiglie con donne, bambini, ceste di frutta e verdura, pentole di cibo e animali domestici ma anche imbarcazioni pi piccole, a remi, che avanzano sotto costa gettando piccole

reti. La gente che vive sul fiume ha costruito semplici capanne in bamb appoggiate su palafitte a pelo dacqua e le donne lavano nel fiume di tutto: il bucato, le stoviglie, i figli. I bambini pi piccoli, accanto alle madri che sciacquano i lunghi capelli neri nel grande fiume si divertono tra giochi e spruzzi, mentre i ragazzi gi grandi, arrampicati sugli alberi fanno a gara per tuffarsi dai rami pi alti come da un trampolino. Un altro buon percorso per conoscere stili di vita e tradizioni autentiche anche quello che porta da Mandalay verso Pyin Oo Lwin, ex stazione di villeggiatura del periodo coloniale: 67 km. e quasi due ore di pulmino che sono un eccezionale osservatorio per assistere a tanti momenti di vita quotidiana sullo sfondo di un paesaggio rurale daltri tempi. Per strada poche auto, ma tante moto e carri che trasportano di tutto, dalle uova al legname, dal fieno alle patate, pulmini collettivi stipati di passeggeri e un gran numero di cani randagi spesso mutilati che vagano da una parte allaltra della carreggiata. Pi in l, lungo i bordi, uomini e animali (buoi e bufali) procedono fianco a fianco con la stessa lenta andatura e donne di tutte le et sedute a terra preparano e vendono frutta sbucciata e cibi cotti su bracieri improvvisati. I villaggi sono una specie di centro commerciale a cielo aperto: empori di abbigliamento e officine di ricambi dauto, chioschi di pannocchie e arachidi al vapore, vivai di piante e fiori, rivendite di bacinelle in plastica e ciabattine infradito. Oltre le cime di palme e banani, acacie e tamarindi, spuntano capanne di bamb con tetti in paglia, plastica colorata o semplici teli di diversi colori, ma anche vecchi edifici in muratura, trascurati e cadenti che sembrano abbandonati da secoli oppure altri pi nuovi ma incompleti con pezzi di balconi a met e scale che si perdono nel vuoto. Da Pyin Oo Lwin una strada in terra battuta in mezzo alla foresta conduce al villaggio di Shwe Mynt Thar, dove la comunit di contadini che lo ha fondato 50 anni fa oggi deve fare i conti non solo con le conseguenze dello sviluppo e della modernizzazione ma anche con un fenomeno allarmante, di dimensioni mondiali, come il land grabbing, un vero e proprio scippo di terre coltivabili in tutto il sud del mondo, gi definito da Onu e Fao, senza tanti giri di parole, come la pi pericolosa forma di sfruttamento neocoloniale. Anche qui i terreni, prima bene collettivo della comunit e senza valore commerciale hanno improvvisamente subito uno spropositato aumento dei prezzi e, inspiegabilmente, sono diventati richiestissimi nel giro di poco tempo. I compratori sono ricchi privati di Yangon o Mandalay probabili prestanome di societ e imprese internazionali che investendo e speculando su questa risorsa per ora a bassi costi, si assicurano il controllo dei prezzi di molti beni alimentari, ma anche la produzione di preziosi biocombustibili, privando i paesi pi poveri in Asia come in Africa, della loro sovranit alimentare e del patrimonio di biodiversit. Non solo: qui a Shwe Mynt Thar si comincia a pagare a caro prezzo il maggior benessere materiale ottenuto che, in qualche modo, sta mettendo a rischio valori importanti come la solidariet e laiuto reciproco. Se ci vendiamo tutte le terre non avremo nulla da lasciare ai nostri figli che saranno costretti a smettere di fare i contadini e cercare un lavoro in citt, dice U Nyolay, una specie di sindaco del villaggio. Ora le nostre case sono pi belle, in muratura, e abbiamo comprato moto nuove per spostarci, ma fino a qualche anno fa se avevo bisogno di fare un lavoro tutti erano disposti ad aiutarmi gratis, spontaneamente. Adesso invece chiunque chiede soldi per fare qualunque cosa. E non so cosa sia meglio.

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ALIAS 29 SETTEMBRE 2012

BIRMANIA
del Welfare pi alcune donazioni di associazioni e Paesi stranieri) e che due anni fa, visti i risultati ottenuti qui a Yangon ci chiesto di portare anche l il progetto dello shiatsu. Ma al momento non ci sono le condizioni per sviluppare un centro come Balance. Soprattutto perch i ragazzi di Mandalay non hanno la possibilit di dare vita a un gruppo che diventi gradualmente autonomo e quindi la loro fantasia e volont faticano a trovare scintille per accendersi. Per questo credo sia un progetto da ripensare insieme al nostro referente in Myanmar Than Oo e agli stessi giovani di Balance che si sono occupati della loro formazione. Quali saranno le prospettive e il futuro di Balance? Proprio in questi giorni abbiamo individuato come prossimo obiettivo lapertura di un centro culturale Balance qui a Yangon, probabilmente gi dal 2013. Un luogo indipendente e autosufficiente, gestito dagli stessi ragazzi sordi riuniti in una specie di cooperativa, dove saranno praticati lo shiatsu e lo yoga, ma ci potr esser spazio anche per larte, lartigianato, la cucina, e anche un approccio alla cultura della comunicazione non verbale dei non udenti. Del resto, quello di un Centro culturale, capace di condividere e salvaguardare saperi preziosi, sviluppandoli in una prospettiva solidale, proprio il modello che Share sta promuovendo anche in altri Paesi dove operiamo, ovviamente nel rispetto della storia e delle caratteristiche locali. improntato alla stessa visione, per esempio, il Centro Tubasange a Kigali, in Rwanda e a queste stesse finalit aspira il Centro culturale nomade di prossima apertura a Boujhab, nel Sahara marocchino. E in questa direzione si muove e produce cultura anche il Centro Il Fiume (www.centroilfiume.it) a Roma, che da pi di 25 anni lavora a fianco della nostra associazione. Lei viaggia in questo paese da oltre 10 anni. Che idea si fatto del Myanmar? La sorpresa quando sono arrivato (conoscevo gi Cambogia, Thailandia) stato quello di trovare un Paese che dal punto di vista di un progressista sembrava povero e arretrato e da quello di un antropologo o di un etnologo un laboratorio molto interessante, perch qui si trovano ancora tradizioni che nel resto dellIndocina sono scomparse. E quindi allinizio mi ha colpito proprio per questa sua ancora fortissima autenticit: mi sembrava di stare in un film di un secolo fa. Ho fatto fatica a capirci qualcosa perch valutavo il Myanmar con i nostri parametri politici, occidentali: per cui i cattivi dovevano essere i generali e i buoni la guerriglia indipendentista. In realt mi sono dovuto ricredere: non sulla ferocia dei primi, ma sulla bont dei secondi perch le spinte autonomistiche pi che in favore della giustizia sociale mi sono sembrate motivate dalla volont di controllo delle immense ricchezze del Myanmar, foreste, risorse minerarie, oppio (con coltivazioni importantissime per il traffico mondiale), petrolio. Per noi la democrazia uninsieme di cose che non sono n scambiabili n rinunciabili ed chiaro che, nonostante qualche recente apertura, qui ancora non ci sono. Daltra parte ho visto da vicino il fallimento di Paesi come Cambogia e Thailandia, apparentemente oggi democratici. Ma i parametri di valutazione sono sempre pi complessi e questo Paese mi ha insegnato a leggere la realt sociale con molta pi umilt. Come valuta il cambiamento in atto, anche dal punto di vista politico? Io credo che la politica buona sia, qui come altrove, quella della gestione comune degli interessi comuni. A partire dalle piccole comunit. Il problema, in Occidente, che le piccole comunit sono state distrutte. Se ci pu essere unalternativa alla dittatura del mercato e della politica quella di potersi sentire ancora appartenenti a una piccola comunit. Un po quello che dice Vandana Shiva, la scienziata e ambientalista indiana creare una rete di interessi, di culture, di scambi ricchi e proficui. Questa lunica realt che riesco a vedere e che cerco di portare avanti anche con Share in questo Paese e in altri.. in alto e in basso: foto di Ugo Papi con il suo ultimo libro Lady Burma (foto di Giuseppe Pantano) a destra: appunti di yoga in lingua birmana (foto di Michele de Vito)

SEGUE DA PAGINA 9 vita che abbiamo perso, ma che lunico davvero umano e che ci pu far sopravvivere. Quello della condivisione e dello scambio reciproco per il bene comune. Incontro con Alfredo DAngelo Promuovere la condivisione delle risorse del Pianeta, valorizzare capacit e conoscenze, battersi per la giustizia e la pace in nome del Bene Comune. Sono questi i principi ai quali si ispira Share Human Life Project (www.sharehlp.org) Onlus, laica e indipendente, nata nel 2001 a Roma che attraverso i suoi progetti di sostegno, vuole diffondere una pi ampia consapevolezza tra le persone e dare vita a una nuova visione del mondo. Oggi lassociazione attiva in 4 difficili Paesi: Marocco, Cambogia, Myanmar e Rwanda con progetti (dallistruzione alla salute) e iniziative mirate a sviluppare le capacit umane attraverso attivit che possano promuovere lautonomia, le capacit di gestione e gli strumenti di azione comune. Per saperne di pi abbiamo incontrato il presidente Alfredo DAngelo, a Yangon in occasione del viaggio-studio organizzato tra luglio e agosto 2012. Perch Share ha deciso di lavorare con i ragazzi sordi del Myanmar? Share ha cominciato a lavorare in questo Paese nel 2001, in controtendenza rispetto allopinione comune dellepoca secondo cui sarebbe stato meglio non andare in Birmania per isolare ancora di pi il suo regime. Noi, invece, abbiamo focalizzato i nostri interessi sui bisogni della gente, mantenendoci lontani il pi possibile da circuiti istituzionali e governativi. Il fatto di essere una piccola associazione indipendente ci ha facilitato le cose e ci ha reso possibile lavorare direttamente con le persone. Lo shiatsu da sempre una delle nostre competenze e abbiamo deciso di condividerla in questo progetto che non lunico che abbiamo portato avanti nel Paese. Altrettanto per caso siamo arrivati alla Mary Chapman, una scuola non governativa che avevo visitato anni fa: ho capito che ci poteva essere una collaborazione e ho deciso di provare. E qui, lavorando con i non udenti ci si aperto un mondo e lintuizione iniziale si tradotta in un incontro straordinario con questi ragazzi. Per i ragazzi di Balance cosa rappresenta lo shiatsu? Prima di tutto il contatto con un mondo non solo di udenti ma anche di persone (noi) che venivano da unaltra cultura, dal mondo occidentale e quindi una scoperta da questo punto di vista. Pi nello specifico per alcuni di loro sta rappresentando quello che lo shiatsu : una strada di scoperta di s e per altri ancora un modo di emancipazione. Perch da ragazzi con handicap, sostenuti da donatori, spesso di peso per i loro genitori e a volte emarginati dalle loro stesse famiglie sono diventati terapisti, a cui si rivolgono pi di 300 persone ogni mese per farsi curare. Questo significa unautonomia finanziaria, un lavoro con cui sostenersi, senza aver dovuto rinunciare a quella che la loro forza: progredire insieme in comunit. Finch possono stare in gruppo hanno una socialit che altrimenti non avrebbero e allo stesso tempo la possibilit di confrontarsi con gli altri. Del resto proprio questa la strada dellintegrazione: non mettere il non udente nel mondo degli udenti con lapparecchio allorecchio, ma integrare la cultura sorda con la cultura dei normodotati. In unaltra citt del Myanmar, Mandalay, Share ha avviato un progetto analogo.. A Mandalay c tutta unaltra situazione: siamo agli inizi, in una scuola (School for the Deaf )che governativa (sostenuta dal Ministero

IN LIBRERIA E IN RETE
Sul Myanmar in Italia si sa ancora poco e i recenti cambiamenti fanno inevitabilmente sembrare vecchia qualsiasi guida cartacea scritta anche solo un anno fa. In ogni modo per chi vuol prepararsi al viaggio, un giro in libreria e sul Web pu dare spunti utili. In italiano c lultima Lonely Planet Myanmar (Edt 2011, euro 23,50), precisa e approfondita come sempre ma un po fredda. In alternativa la pi vissuta guida di Claudio Bussolino e Simone Sturla (Myanmar In Birmania alla scoperta dei tesori dOriente, Polaris 2010, euro 29) con indicazioni pratiche, itinerari e indirizzi, ma anche approfondimenti culturali e ottime foto. Tra i libri di letteratura di viaggio due classici: Giorni in Birmania di George Orwell pubblicato per la prima volta nel 1934 (Oscar Mondadori, 2006, euro 9,50) e il pi recente Palazzo degli Specchi di Amitav Gosh (Neri Pozza, 2007, euro 14). Tra i titoli pi convincenti degli ultimi anni La Sposa Birmana (O barra O, 2009, euro 16) di Ma Ma Lay Journal-Gyaw, apprezzata scrittrice, giornalista e attivista politica che si a lungo battuta per lindipendenza del suo Paese. Il romanzo racconta la storia di una giovane birmana che negli anni 40 del 900 sposa l'agente di un'azienda inglese devoto alla mentalit coloniale occidentale. Il ragazzo che parlava col vento (Piemme 2009, euro 11) la vera storia dello stesso autore Pascal Khoo Thwe dissidente fuggito a Londra che racconta la sua vicenda di ribellione e passione. Ambientazione esotica di fine 800 per LAccordatore di piano di Daniel Mason (Ponte alle Grazie 2010, euro 18) che racconta le peripezie di un giovane musicologo arrivato in Birmania per accordare un prezioso strumento. Ampia scelta per chi vuol dedicarsi ai testi di e su San Suu Kyi: lultimo ritratto-biografia il gi citato Lady Burma (Editori Riuniti, 2012, euro 16) di Ugo Papi, mentre tra gli scritti della leader democratica spiccano La mia Birmania (Tea, Milano 2010, euro 11) e Liberi dalla paura (Sperling & Kupfer, 2005, euro 10,50). In Rete: www.irrawaddy.org (politica e cultura), Mizzima (www.mizzima.com) notizie, informazioni da giornalisti in esilio, www.burmavoices.com (storie in prima persona in Birmania) www.networkmyanmar.or. Sempre aggiornato www.sudestasiatico.com mentre per farsi unidea pi chiara dellex Birmania ai giorni nostri c www.pescali.blogspot.it, il sito di Piergiorgio Pescali, giornalista e fotografo tra i pi esperti conoscitori di Asia e Myanmar in particolare, autore del recente Indocina (I Libri di Emil, 2011, euro 18) su Vietnam, Cambogia e Laos. (l.c.)

cinese. Questo preoccupava i militari nazionalisti ma anche la gente comune. Per la stessa ragione gi nel 2009, gli Usa di Obama avevano gi fatto unapertura di credito, rendendosi conto che la strada delle sanzioni economiche avvicinava i cinesi. Nel sud est asiatico si gioca una partita strategica. La Birmania lautostrada che porta in Cina il gas e il petrolio del Medio Oriente, senza bisogno di passare per lo stretto di Malacca controllato dalla flotta americana. La Cina, lIndia e altri importanti paesi del sud est asiatico, hanno tutto linteresse di avere buoni rapporti con il Paese, ricco di materie prime. Oggi la Birmania, dopo la svolta democratica pi libera di scegliersi gli interlocutori internazionali senza perdere lindipendenza. Oltre alla lotta per la democrazia e i diritti civili quali sono le altre sfide che il Paese dovr affrontare, anche dal punto di vista economico? La Birmania di oggi un paese poverissimo, con un sistema economico arretrato e inefficiente. Le strutture sociali di base sono a livelli dellAfrica sub sahariana, con un sistema sanitario decrepito e quello scolastico fatiscente e arretrato. Solo adesso le banche cominciano a ricevere aiuti per inserirsi nel circuito internazionale e pochi giorni fa stata annunciata una nuova legge per gli investimenti stranieri. Ora il momento di aiutare il paese. Il miglioramento economico favorir anche le riforme politiche. I conflitti etnici e le rivendicazioni autonomiste nei confronti del governo centrale, la tensione nei campi profughi al confine con la Thailandia e la situazione di minoranze come i Rohingya da sempre particolarmente discriminati, sono i problemi chiave da risolvere per il futuro del Paese. In molti pensano che nemmeno la leader della Lnd sarebbe in grado di gestirli. Secondo lei come stanno le cose? La questione etnica una matassa assai intricata. Le sue origini sono molto pi antiche della lotta democratica e la sua soluzione pu prescindere dal clima politico di Rangoon. Il 40% del paese di etnie diverse da quella birmana. Queste popolazioni hanno una storia di regni indipendenti sia di nome che di fatto. La lotta armata iniziata subito dopo la seconda guerra mondiale. Nella democratica Europa abbiamo assistito a vere e proprie guerre, come nella ex Yugoslavia. Per la povera minoranza mussulmana Rohingya, discriminata e repressa, la situazione tragica. I birmani non li riconoscono come cittadini e il Presidente Thein Sein cavalca londata xenofoba e anche Aung San Suu Kyi fa dichiarazioni ambigue per non scontentare lopinione pubblica interna. Certo, la democrazia lunico terreno per trovare unintesa, meglio della violenza dei dittatori del passato, ma solo una precondizione. La strada per una soluzione soddisfacente sar lunga e tortuosa. Suu Kyi gode di popolarit e rispetto internazionali ben meritati. Ma in patria, anche tra chi la sostiene, ci sono opinioni diverse sul suo operato a proposito di molte questioni. Lei che la conosce bene e gli ha dedicato un recente libro, cosa pensa ci potremmo aspettare se diventasse il leader del prossimo governo? Per lei il momento di smettere i panni delleroina e di fare politica. Questo significa anche prendere a volte decisioni sbagliate, ma questo il privilegio della democrazia.

INTERVISTA UGO PAPI

La nuova Birmania guarda al futuro e aspetta Aung San Suu Kyi


di L.C.

Ugo Papi, giornalista e scrittore esperto di Asia, conosce bene la ex Birmania e la frequenta dagli anni Ottanta. stato consigliere del Ministro degli Esteri e consigliere politico dellinviato speciale nel Paese. anche responsabile Asia-Pacifico nel Dipartimento esteri del Pd. Il suo ultimo libro Lady Burma (Editori Riuniti, 2012) racconta la vita, la storia e le battaglie di Aung San Suu Kyi, Nobel per la Pace. Quali sono le ragioni di un cambiamento cos inaspettato e rapido verso la democratizzazione in un Paese che rimasto immobile e sotto dittatura per 50 anni? Il cambiamento stato inaspettato ma soprattutto rapido. Anche i pi ottimisti tra gli osservatori delle cose birmane, e non erano certo la maggioranza, sono rimasti sorpresi. Per comprendere quali sono stati i fattori del cambiamento io individuo tre livelli differenti che si intrecciano. Il primo quello dei protagonisti birmani di questa vicenda. Aung San Suu Kyi, naturalmente. Senza la sua lotta e il suo coraggio, questi cambiamenti non potevano avere luogo. Ma la seconda figura che ha avuto coraggio e avviato lapertura il Presidente Thein Sein. Questuomo arrivato al potere con le elezioni truccate del 2010. Il passaggio a un governo civile dopo 50 anni di dittatura militare ha evidentemente spinto lex generale verso una riforma radicale. Il secondo livello stato quello nazionale, di un paese via via pi impoverito e chiuso, dove la giunta militare ha sicuramente percepito la totale mancanza di consenso della popolazione che ha continuato a ribellarsi fino alla rivoluzione zafferano del 2007. Il paese rischiava di implodere. La rivoluzione birmana cui stiamo assistendo potrebbe essere considerata un modello virtuoso di espansione della democrazia dallinterno (grazie allattivit del

Incontro con Ugo Papi, giornalista e scrittore esperto di Asia, che spiega i retroscena della svolta in senso democratico che sta cambiando la Birmania dopo 50 anni di dittatura
partito di Suu Kyi) in contrapposizione al ben pi fallimentare metodo di esportazione della democrazia a colpi di armi da fuoco? Nel caso birmano nessuno ha mai ventilato un intervento militare. La prima ragione che gli interessi americani e pi in generale occidentali sono sempre stati limitati. La seconda e pi importante spiegazione che Myanmar confina con Cina e India, due grandi potenze regionali e ora globali. Un intervento armato nellarea avrebbe provocato una crisi internazionale gravissima. Piuttosto i governi occidentali e la societ civile dei nostri paesi avrebbero dovuto fare di pi per aiutare e sostenere il movimento democratico. Come si colloca oggi il Myanmar nello scenario politico del Sud est asiatico e cosa rappresenta negli equilibri politico-economici tra Cina, India e Usa? Qui veniamo al terzo fattore che ha innescato il cambiamento repentino e imprevisto. La Birmania rischiava di consegnarsi mani e piedi al potente vicino

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WORKSHOP

TEATRO
Il gruppo come ha reagito? Ho lavorato con 25 ragazzi. Tanti. Ma ho avuto fortuna, perch mi toccato un gruppo molto curioso e coinvolto. Sono arrivati senza sapere cosa avrebbero fatto, se li avessi messi in scena o di fronte ad un testo. Invece a me piaceva lidea di lasciarli sospesi nel vuoto. Perch il vuoto parte del mio lavoro. il panico che si produce quando non si sa cosa si far. Il vuoto una possibilit per poter poi esprimere delle scelte. Questa una delle tue corde creative. S, cos sono nate le mie opere. Un attore funziona in modo pi originale e personale quando non sente il peso di adempiere ad un pre-giudizio, del tipo Romeo cos e cos. Invece un percorso aperto che si nutre di pensieri, di ci che io cerco nel mondo e di ci che mi fa paura del mondo. Io credo che la costruzione dei personaggi dipenda molto dallidea di insuccesso. Perch la paura ci genera comportamenti specifici con il fine di proteggerci. una sensazione di intimit su cui abbiamo lavorato anche qui. Cosa ne pensi dellidea di far vivere una evento molto istituzionale (e tuttaltro che off) come la Biennale, come un Festival di laboratori? Credo sia lesperienza pi bella che ho finora vissuto. Certo, tutti i festival hanno la loro magia, ci si incontra, si presentano le opere. Ma mai ho vissuto cos profondamente il cruze, lo scambio, tra attori, tra prof. ben diversa lenergia che si vive in una situazione cos aperta. Uno viene per apprendere, non per fare un casting e neanche per sperare che qualcuno si compri la tua opera. Qui tutti si scambiano impressioni, esperienze, si appropriano anche di cose sentite da altri laboratori. E questo vale anche per me, che mi considero in apprendimento permanente. una formula con effetto moltiplicatore: ognuno di noi torner nelle proprie citt con un bagaglio di idee e strumenti nuovi. Viento en un violin ha chiuso la tua trilogia... In verit non una trilogia, sono le tre sole opere che finora ho scritto... (ride) Certo, per in qualche modo compongono un percorso, una lettura sulle relazioni umane e familiari, in particolare. S, allinizio non lho pensata come unopera a tre. Ho seguito quello che mi piaceva indagare di pi, cio capire la teatralit. La domanda che ha guidato la mia scrittura era: da quale luogo intimo scelgo di comunicare con te? Quello che pi mi interessa del teatro la possibilit di farmi delle domande sul genere umano, i comportamenti, le contraddizioni delle persone. Per fortuna il teatro mi aiuta come uno specchio, rinviandomi dubbi e domande. Quando scrivo o dirigo un testo di altri, lo faccio solo se i personaggi mi danno questa strana mezcla di rifiuto e di piet. Le due cose assieme. Se mi danno solo rifiuto, non reggo. Se solo piet, finirei per accarezzarli. Mi piacciono i personaggi equivoci, e che ognuno lo interpreti come desidera in quel momento. Senza giustificarli. Nelle tre opere che ho scritto il motore lumanit che c dentro ogni essere umano. In verit non ho mai capito perch dimprovviso arrivato tanto successo... (ride) Quelle storie le ho scritte solo perch mi commuovevano. E allo stesso tempo perch mi sentivo a disagio dentro quelle storie. Quale altro lato oscuro dellumano ti piacerebbe investigare, ora? Lopera su cui sto lavorando ora ha a che vedere con altre domande: esiste un amore assolutamente puro, senza convenienza o interesse? cos la fedelt, non solo come abitudine di coppia? cos la piet che ti fa sostenere laltro, in modo che non ti crolli il mondo? Non dico altro, ma la porter in scena lanno prossimo. Della nuova scena argentina, si dice che il tuo sia un teatro emozionale e quello di Rafael Spregelburd un teatro di idee. Credi sia cos? In quello che faccio esce tutta la mia capacit di osservazione e di passione. E questo ci che mi innamora del teatro. Mi piace molto il lavoro di Spregelburd, ma io sarei incapace di farlo. A me interessa far s che si dissolva il meccanismo. Mi piace pensare che a qualcuno la mia storia sembri divertente e ad altri tragica. Succede spesso che, durante lo spettacolo, met platea rida e laltra met si arrabbi perch vede svolgersi in scena invece qualcosa di terribile. Mi piace stare su questo bordo. E questo rinvia al grottesco latinoamericano. Assolutamente s. Sono convinto che lo spettacolo lo termini sempre lo spettatore. lui che decide. E quando provavo con gli attori, sentivo che a me succedeva lo stesso: ridevo e mi sentivo male perch ridevo. Foto del lavoro di Claudio Tolcachir durante il Laboratorio Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia (Courtesy la Biennale di Venezia, foto G.Zucchiati) che si svolto presso la Fondazione Giorgio Cini

di FABIO BOZZATO
VENEZIA

BIENNALE TEATRO

Considerato una delle stelle del nuovo teatro argentino, Claudio Tolcachir tra i cinque maestri scelti dal direttore della Biennale Teatro di Venezia, lo spagnolo Alex Rigola, a tenere una settimana di workshop con i giovani attori usciti dalle residenze di due anni fa. Tolcachir ha condiviso lesperienza con Luca Ronconi, Declan Donnellan, Peeping Tom, Neil Labute. La Biennale sta cambiando pelle e ora ha sempre pi i contorni di un cantiere di ricerca e di pratiche teatrali. E proprio di questo parliamo con Tolcachir. Il suo workshop si intitolava Personajes emergentes: construccin en movimiento. Che idea hai sviluppato nel laboratorio della Biennale? Ho pensato a qualcosa che potesse essere utile ai giovani attori coinvolti. Ho lavorato sulla differenza tra obbedienza e scelta. Cio: uno sempre fedele allinterpretazione, al testo, al regista, una cosa naturale nel nostro lavoro. Per, chiunque pu vedere la differenza quando invece un attore si appropria di quello che sta facendo e sceglie di generare gesti e pensieri propri. Lattore pu muoversi dunque tra la fedelt e linvenzione. A me interessa come si possa trasformare lobbedienza in una scelta. Dunque, ho voluto sviluppare la curiosit dentro la scena, con gli altri, con se stessi. Mi sono concentrato sulla capacit di immaginare, di creare. Per far questo, hai lavorato su un testo? No, stato un lavoro di pura creazione, a partire dallosservazione e dagli impulsi, per dar vita a dei personaggi. Tutti i giorni ho insistito su come stare in quel gioco. Lidea era di costruire un personaggio, abitarlo, non interpretarlo. Riuscire a creare un universo interno, unarchitettura di psicologie, emozioni, fisicit. Produrre in tutti i sensi una trasformazione. Qui sta il gioco tra obbedire e scegliere: ad un certo punto sono gli stessi personaggi che cominciano a prendere decisioni.

Dal Timbre 4 a Venezia: il workshop del maestro Claudio Tolcachir


di GUILLERMO JORGE ALFONSO
BUENOS AIRES

Il drammaturgo argentino ha tenuto il laboratorio Personaggi emergenti sulla differenza tra obbedienza e scelta

Buenos Aires, una trilogia

A prima vista Claudio Tolcachir consacra un teatro realista, cos come impera nella capitale argentina, fino quasi a portarlo verso un realismo magico. Ma non cos. Questa solo la vertigine causata da una realt convulsa, che ha formato una societ, quella portea, con dirette discendenze italiane. Perch alcune immagini, che danno vita alle opere di questo regista, sembrano ritratti urbani che sicuramente, una parte di questa idiosincrasia, preferirebbero omettere; ritratti non raggiunti da quella dominante euforia patriottica, che qui vorrebbe sempre festeggiare collericamente alla prima opportunit. Tolcachir, dal 2005, ha scritto e messo in scena una trilogia, tuttora in cartellone nel suo Timbre 4, il teatro creato nella sua casa. Una trilogia che lo ha consacrato come teatrista culto in Argentina e gli ha suggellato un successo internazionale. La prima, La Omisin de la familia Colleman racconta la storia di una famiglia che non raro incontrare qui. E mostra, con sofisticato grottesco, la disintegrazione assoluta di un nucleo familiare disfunzionale, radiografa un micro-mondo che

circoscrive una cultura che frequentemente ricorre allomissione: tutti sanno che sta succedendo qualcosa di indebito, ma nessuno fa niente per prendere una posizione o farsene carico, schivando cos il rischio di perderci qualcosa. Questa indifferenza, stretta quasi ecclesiasticamente tra ci che non conveniente e ci che corretto segnalare a voce alta, quella che ricrea, collateralmente alla possibilit di sovvertire lineludibile, un raffinato e appetitoso additivo grottesco che alla fine difficile sciogliere. Del 2009 Tercer Cuerpo, il cui titolo continua in La historia de un intento absurdo. Si tratta di un gruppo di persone che lavora dentro un edificio che appartiene ad una entit sconosciuta, isolato rispetto al blocco degli altri uffici, un terzo corpo architettonico, quasi abbandonato allattesa. Tutti gli uffici attorno sono gi stati svuotati ed frequentato da persone che non sembrano neppure avere qualcosa di concreto da fare. Impiegati che, nonostante convivano molte ore assieme, non sanno niente uno dellaltro e allo stesso tempo danno limpressione di vivere l, quasi squatter, quasi precipitati sopra il plastico di un edifico dantan, che gi non gli appartiene pi. Il titolo provoca una certa allusione alla mutazione di un nuovo organismo, la procreazione di un mondo terzo che, separato, stato in attesa di ordini provenienti da un corpo progenitore, altro. El Viento en un Violn, opera terza e ultima di Claudio Tolcachir, un ritorno alla risorsa familiare come nucleo e micro-rappresentazione della societ. Per non un discorso sulla disgregazione. Al contrario, la possibilit di formare una nuova famiglia a partire dallaccettazione di quello che . Allude alla impossibilit del matrimonio egualitario, prima che si approvasse in Argentina, nel 2010, la legge che ha aperto anche alle coppie gay listituto matrimoniale. Qui, una coppia dello stesso sesso cerca, disperatamente, di avere un SEGUE A PAGINA 14

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GRAN TOUR LUNGO LO STIVALE PER UNABBUFFATA ARTISTICA

MOSTRE
di ARIANNA DI GENOVA

Un autunno da appuntare sul taccuino del flneur pi incallito. quello che si prospetta nel tour delle mostre che aprono la stagione e si proiettano fino al 2013, costringendo il visitatore a un vagabondaggio fra antico e moderno, grandi star del contemporaneo e maestri della fotografia e architettura, che tornano in Italia dopo molti anni di assenza. Nonostante la crisi e se rimangono reali i dati forniti sul consumo culturale (lincremento riguarda soprattutto larte e la sua frequentazione), i musei e le gallerie italiane si ripopolano, offrendo uno squisito men per tutti i palati. Si va rebours verso la genialit del Palladio (un evento la riapertura, dopo cinque anni di restauri, della sua basilica a Vicenza, il 6 ottobre, con tanto di esposizione-monstre al suo interno che spazia da Raffaello a Picasso) e si procede verso il futuro, fino a raggiungere le sponde dellOriente estremo, rivissuto in forma di Biennale presso la Reggia di Monza. Qui, dal 20 ottobre al 16 dicembre, andr in scena il confronto Italia/Cina attraverso le opere di 60 artisti cinesi e 60 del Belpaese (da Lu Peng a Feng Zhengjie fino a Plessi e il Cracking Group). A intrecciare le differenti visioni sar la natura, indagata con dipinti, installazioni, video e fotografie. Alza il sipario sulle possibili consonanze la performance di Lin Jingjing (domenica 21 ottobre) che, accompagnata da un centinaio di volontari vestiti di bianco, cucir con un filo rosso circa duemila rose rosa sul tappeto verde del prato. Il passato viene da Delft Sono pochissime le opere di Johannes Vermeer: meno di 40 recuperate, tutte disperse per il mondo. Il genio dellarte del Seicento olandese visse perseguitato dalle difficolt economiche e dipinse, pur se con una meticolosit che non gli permetteva di fornire pi di due quadretti allanno, soprattutto per pagare i suoi debiti. Scont langoscia di non riuscire pi a mantenere la sua numerosa famiglia (quindici i figli, undici a lui sopravvissuti) con una morte prematura. Lomaggio che gli viene tributato dalle Scuderie del Quirinale di Roma fino al 20 gennaio da non sottovalutare: non capita spesso di vedere un corpus di suoi lavori allestiti insieme (otto) e va considerato che in Italia non ci sono opere autografe in nessuna collezione. In pi, solo 26 dei suoi capolavori, conservati in 15 raccolte diverse, possono essere spostati per essere esposti altrove. Fra i dipinti imperdibili, La stradina e La ragazza con il cappellino rosso. Per la bella Fanciulla con lorecchino di perla bisogner accontentarsi del film. Un tuffo fra le star Partiamo dal nord. Limpatto

Da sinistra: Edward Weston, Nude (1936); Robert Doisneau La ballata di Pierrette dOrient (1953); al centro, Johannes Vermeer, Giovane donna in piedi al virginale (1670-72), lUrlo di Edvard Munch e, a destra, Edgar Degas Le pedicure (1873); sotto Pablo Picasso, La suppliante (1937)

supersonico: Degas a Torino e Picasso a Milano. Il pittore francese che pi interpret lidea di dinamismo impressionista incarnandolo in celestiali corpi di ballerine sbarca il 18 ottobre alla Promotrice delle Belle Arti - direttamente dal Muse dOrsay - con ottanta tra dipinti, disegni e sculture (la monografica frutto di una coproduzione Skira-Comune di Torino). Prima che vada in onda la Parigi di fine Ottocento con i suoi caff brulicanti, sincontra subito un Autoritratto di Edgar Degas da giovane e poi quello del nonno, Hilaire de Gas. Ci sar anche lo straordinario Ritratto di famiglia, quasi mai uscito dal museo a causa delle sue grandi dimensioni. Stacco, direzione Milano, Palazzo Reale. tornato Picasso e lo ha fatto con 250 opere uscite dal Muse National a lui intitolato. Non la prima volta che lartista di Malaga conquista la scena, ma lantologica promette un itinerario dentro una folta foresta di linguaggi che si intersecano. Si va dalla Celestine (1904) al Ritratto di Olga (la prima moglie, danzatrice dei Balletti Russi) a quello di Dora Maar (1937), la fotografa che fu sua compagna per sette anni. stata lei a lasciare la documentazione fotografica delle fasi di realizzazione

di Guernica e sempre lei a dire, sconfitta, depressa e malata: Pablo non un uomo, uno strumento di morte. Scendendo lungo lo Stivale verso il centro, la Strozzina di Firenze a carpire lattenzione: Francis Bacon e la condizione esistenziale dellarte contemporanea (5 ottobre - 27 gennaio) una mostra che parte dal maestro di Dublino e dagli stati danimo proposti nelle sue drammatiche opere - ci sar anche lultima fatica, lautoritratto trovato sul cavalletto nei giorni finali - per agganciare le generazioni pi giovani, dal rumeno Adrian Ghenie al giapponese Chiharu Shiota fino alla svedese Natalie Djuberg, litaliano Arcangelo Sassolino, la tedesca Annegret Soltau. Il 9 ottobre, sosta a Roma: inaugura alla Gnam una grande rassegna sul rapporto di Paul Klee con lItalia. In circa 100 opere, sia dellartista svizzero che di

altri colleghi stranieri e italiani (Kandinsky, Moholy Nagy, Max Bill, Albers, Licini, Soldati, Perilli, Novelli ecc.), viene evidenziata linfluenza della cultura e dei paesaggi del nostro paese su Klee, pedinando le varie fasi di una biografia artistica che va dal Bauhaus fino alla solitudine sperimentata negli ultimi anni a Berna. LUrlo a New York Chi avesse nostalgia delle varie peripezie legate allUrlo di Edvard Munch (sono 4 le versioni conosciute, una delle quali venne rapita e poi ritrovata dopo due anni di assenza) dovr volare alla volta della Grande Mela. qui, al Moma, che il dipinto venduto lo scorso 2 maggio alla cifra record di 120 milioni di dollari da Sothebys e acquistato dal miliardario newyorkese Leon Black, verr proposto per sei mesi, dal 24 ottobre al 29 aprile. Lopera guest star un pastello su tavola del 1985, il solo della serie (gli altri tre sono olii) e lunico esemplare a essere nelle mani di un privato. Gli altri tre, realizzati tra il 1983 e il 1910, si trovano tutti in Norvegia. Scatti ad alta tensione Fermata Modena. Presso lex Ospedale SantAgostino merita una tappa la retrospettiva sul fotografo americano Edward Weston (1886

I dipinti iperrealisti di Vermeer, il pianto di Dora Maar ripreso da Picasso, il dramma esistenziale di Bacon lasciato in eredit, i nudi-oggetto di Weston e i progetti di Le Corbusier

La crisi si combatte a colpi di maestri

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Due opere alla Biennale di Liverpool, Lift di Oded Hirsch e Chinese detective di Ming Wong; sotto, larchitetto Le Corbusier

1958), curata da Filippo Maggia e visitabile fino al 9 dicembre (dopo sar al Ciac di Foligno). 110 opere fra nudi, paesaggi, oggetti dai famosi peperoni ai giocattoli trasformati dallartista in icone dal sapore surreale o in readymade che indagano la realt della natura attraverso enigmatiche apparizioni. In gran parte, provengono dal Center for Creative Photography di Tucson dove conservato il pi grande archivio dellautore). Le stampe fotografiche di Weston sono una parte fondamentale del suo lavoro, eseguite sotto la sua supervisione, vietando qualsiasi manipolazione dellimmagine. A Roma, invece, c la dolce Parigi di Robert Doisneau: pi di 200 fotografie originali, scattate nella Ville Lumire tra il 1934 e il 91 e raggruppate tematicamente, sono esposte nellantologica allestita a Palaexpo - da oggi al 3 febbraio. Le Corbusier, litaliano il Maxxi a ospitare la memoria del grande architetto (dal 18 ottobre) e lo fa indagando la sua passione italiana. La mostra lo ricorda a tutto tondo - pittore, architetto e scultore seguendo un filo cronologico e tematico al tempo stesso: si va dagli anni della formazione tra il1907 al 1923 alla ricerca urbanistica compoiuta negli anni Trenta fino ai contatti con Adriano Olivetti e la Fiat. Saranno infine presentati i progetti che hanno coinvolto Le Corbusier in Italia nel secondo dopoguerra: quello per il Nuovo Ospedale di Venezia e laltro per il Centro Calcolo Olivetti a Rho, entrambi non realizzati, a causa della scomparsa dellautore (avvenuta nel 1965). Ancora architettura alla Triennale di Milano con la rassegna LArchitettura del mondo. Infrastrutture, mobilit, nuovi paesaggi (dal 9 ottobre). Il titolo fa riferimento esplicito a opere come strade, ferrovie, aeroporti e va da Saarinen a Tami.

BIENNALE DI LIVERPOOL

KIKI SMITH E ADEELA SULEMAN


Se alla galleria Cortese di Milano torna per la terza personale lamericana Kiki Smith (fino a novembre) - un'indagine che parte dalle sculture provocatorie degli anni 80 sino alle figure fiabesche dellultima produzione, mescolando le tecniche e i materiali, bronzo, carta, gesso, porcellana - la galleria Peola di Torino presenta gli ultimi lavori dellartista pachistana Adeela Suleman. Cortine che pendono dal soffitto, griglie ottenute dalla ripetizione del disegno, attraverso cui la luce filtra: il motivo ripetuto la sagoma di un uccello incisa in una lamina dacciaio. la morte il tema-perno: vi fanno esplicito riferimento figure come missili e giubbetti di attentatori suicidi al centro di diversi lavori, finemente cesellati secondo la tradizione islamica della filigrana, da cui escono rami che si attorcigliano, foglie, fiori, serpenti.

Girando in citt. Se lospite inatteso anche un corpo dal peso politico


di MICHELA BECCHIS
LIVERPOOL

Si squaderna in trenta punti diversi della citt la Biennale di Liverpool curata da Lorenzo Fusi. E squadernare non parola usata a caso perch stretto il rapporto che ha questa mostra con un libro, con una narrazione, con una comprensione che si fa vera e propria lettura. Trenta case diverse per accogliere The Unexpected Guest, tema principale di questanno attorno a cui tutti gli altri eventi ruotano. Togliere gli artisti, ridotti a semplice espressione di un mercato, per far parlare larte unaporia da cui questa Biennale si tiene alla larga chiamandone allappello un gran numero, raggruppati intorno ai vari poli teorici e topografici della mostra di cui si sono appropriati creando un rapporto ospitale e interattivo con i luoghi e con lo spettatore. Non si prescinde infatti dagli spazi espositivi e dal ruolo che nella quotidianit della citt questi svolgono o hanno svolto. Si passa cos dal Cunard Building, vera architettura del potere economico cittadino, che accoglie proprio The Unexpected Guest, agli storici docks e alle strutture industriali ora abbandonate che hanno visto al loro interno migliaia di quei lavoratori che, come dicono orgogliosamente in citt e nel limitrofo Galles, hanno fatto grande lInghilterra. Impossibile citare tutti gli eventi e gli spazi, ma almeno va detta City States, insieme di poleis che accolgono in perfetta isonomia gruppi di artisti che fanno capo a una di quelle citt stato, ma

non per nascita, a volte provvisoriamente, di frequente provenendo da un fuori che ne ha fatto degli espulsi. Spesso, tra le case di City States, torna alla mente lidea fortiniana di Paesi allegorici laddove lallegoria concede la possibilit di avvicinare tempi e spazi diversi per cercare di intendere le forme dellimmediato avvenire, non un avvenire consolatorio ma certo esplorato con lucidi eppure appassionati strumenti di misura, come quelli di Approaching Journey degli artisti di Copenhagen, pacato narrare di famiglie transfughe da varie parti del mondo o di Topography of Masculinity del gruppo di Makhachkala (Dagestan) che cerca di ricomporre un intricato sovrapporsi di culture agricole, pastorali, suburbane in cui il concetto stesso di globalizzazione appare come la parodia della tronfia e violentemente

unificante propaganda sovietica. Ma cos poi questa ospitalit? Il significato ostile ha bisogno della definizione chiara di un confine al di l del quale si trovava uno sconosciuto. Gioca bene la lingua italiana allora dove ospite una parola ambigua e che ha identificato quella linea dombra non poi cos sottile tra i due sensi dentro cui ci muoviamo. Una linea dombra cos larga e densa che al suo interno nulla pu essere fulmineo, semmai fulminante. Molti gli artisti che costruiscono un tempo narrato e perci necessariamente diluito nel tempo sulla polisemicit della parola ospitalit. La raccontano evocando nellosservatore quello che Ranajit Guha chiama la prosa del mondo, quella prosa, quandanche visiva, che fatta di individuazione di passati plurimi, irriducibili a una sola specificit, dialogica, in cui la storia di ognuno crea la multiformit esatta dellorizzonte storico. Lospite, a volte intruso, inteso anche come colui che dentro se stessi, nel e sul proprio corpo un po come intendeva Jean Luc Nancy, che obbliga a essere il tecnico pi terribile e inquietante, colui che snatura e rif la natura, colui che ricrea la creazione, che la fa uscire dal niente e che, forse, la riconduce a niente. Colui che capace dellorigine e della fine. Che lo stare e al tempo stesso luscire, narrandosi, da se stessi e dal proprio cambiamento come propone in un assolo Akram Zaatari, (al Fact) che entra in corpi assai desiderabili fotografati in anni lontani e trasformati in un instabile limite, o pi semplicemente in adulti impacciati,

La rassegna, a cura di Lorenzo Fusi, si sviluppa in pi luoghi, fisici e tematici. In City States gruppi di artisti sperimentano nuove convivenze
dal passare del tempo sulla carta fotografica, oppure proponendo giovani uomini che, alla vigilia della primavera araba, escono dalla loro corporeit per riprendersi su cellulari e tremanti video di Youtube alla ricerca di uneroicit immortalata e al tempo intima che li renda veri. O come Dora Garcia (al Bluecoat) che scoronando il genere del talk show in Outside! fa uscire il racconto della propria esistenza dal corpo degli abitanti di Liverpool. O Sylvie Blocher (al Cunard) che, rifacendosi direttamente allo spostamento del corpo nel concetto di Politica in Jacques Rancire, in The Series: Speeches espande in megavideo i corpi di musicisti e performers che interpretano, secondo la loro arte, il Manifesto del partito comunista piuttosto che la Convenzione per lo statuto dei rifugiati, trasformando la loro fisicit in utopia e simbolo che ospita, appunto, la pregnanza di quelle parole.

Il corpo politico e esiste una politica che, dietro fittizi concetti di storia e cultura nazionale, i corpi violenta o nega e negandoli trasforma lospitalit in una pericolosa liturgia o peggio in una tortura senza tempo. Nadia Kaabi-Linke (al Cunard) ci inchioda alla celebrazione di una nuova Inquisizione che assume le parole del questionario che il celebrante dellUfficio immigrazione, nello scivoloso ecumenismo dellOccidente, sottopone ai neofiti della religione democratica affinch mostrino unanima redenta da qualsiasi dannosissimo peccato che poi altro non che il legame con la propria storia, con la propria cultura, col proprio pensare. Sopravvivere diventa allora nascondimento dietro lagiografia che laccogliente Chiesa procura alle nuove schiere attraverso riconoscibili e inquietanti modelli spesso anche di qualit cosicch il pio osservatore abbia modo di essere dotato di quellimmediata arma della riconoscibilit che permette di non confondersi tra nuovi, acquiescenti beati. Ming Wong fissa cos limmagine del Chinese detective, Sabelo Mlangeni la straziante perfetta iconografia dellOutsider (entrambi a Wood Street). Come dire non si vuol conoscere, ma sempre riconoscere.

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LENINGRADO, CINEMA PARALLELO

NECROREALISMO
MOVIMENTI IL NECROREALISMO

AGROPOLI, MEDITERRANEO
Agropoli. La scorsa settimana sono stata insieme a Paolo Lapponi ed Elisabetta Caracciolo di Brienza membro della giuria della XV edizione del Mediterraneo Video Festival come sempre diretto dalleroica, lo dico davvero visti tempi e tagli alla gi magra economia, Maria Grazia Caso. Un piccolo ed intelligente festival dedicato al tema dellincontro tra le culture e le religioni del Mediterraneo e del mondo. Otto film-documentari in concorso, tre fuori concorso, un Premio speciale a Don Aniello Manganiello parroco di frontiera in terra di camorra e a Peppe Lanzetta per la sua poetica di frontiere. La selezione dei lungometraggi stata fatta con sensibilit ed attenzione e la buona qualit di tutti i lavori in concorso ci ha costretto ad appassionanti discussioni prima di scegliere chi premiare. Alla fine ci siamo accordati sullultimo film proiettato Escapeland di Oren Tirosh , un solitario e tenace israeliano che ha trovato forza e costanza di documentare nel corso di tre anni la difficile storia damore tra una giovane donna cresciuta nel Kibbutz di Ein Shemer e Adel musulmano fuggito dal sud del Sudan in guerra rifugiato in una spiaggia del Sinai senza documenti. Un classico, una Giulietta e Romeo costretti a scontrarsi con un nemico ben pi potente e cieco dei Capuleti e Montecchi limpenetrabile Stato dIsraele, un incubo kafkiano attraversato senza cedimenti dai due protagonisti e dai loro bambini, nati da questa unione proibita nel corso di quasi sei anni, combattuto contro ogni ostacolo burocratico anche dopo la cacciata di Adel perfino dal Sinai. La costanza di Tirosh nel non abbandonare questa coppia lo ha reso a sua volta quasi un membro dellimpossibile famiglia al punto da essere presente al parto della seconda bambina mentre il padre Adel era obbligato a rimanere distante chilometri di filo spinato, credo sia stata proprio questa sua partecipazione speciale, non lo si vede mai ma spesso lo si sente parlare con loro, a farci entrare con discrezione e commozione in questo mondo di dolore e amore. Alla fine del film sappiamo che il rifugiato Adel riuscito ad entrare in Israele dopo aver camminato per 18 giorni nel deserto ma il regista ci ha raccontato che ha tuttora problemi di documenti e di assistenza sanitaria e sta aspettando da cinque mesi il risultato dellesame del Dna per poter riconoscere i suoi bambini che gli assomigliano come gocce dacqua. Oltre a primo premio abbiamo assegnato due menzioni speciali a Ub Lama di Egle Vertelyte, Lituania, la storia di Galaa, furbissimo e poverissimo ragazzino mongolo orfano di padre che sopravvive vendendo sigarette di contrabbando nel mercato di Ulan Bator e che sua madre vorrebbe sistemare facendolo diventare un lama nel monastero buddista. Ma il ragazzo ribelle non ha grandi vocazioni, se non per la break dance con cui si scatena nella steppa, e della sua breve esperienza mistica, rimarr al monastero solo una settimana, e degli abiti da lama che la madre gli ha faticosamente confezionato, approfitter per vendere preghiere, invece che sigarette, alle ingenue e pie donne al mercato. La seconda menzione labbiamo attribuita a Riding for Jesus di Sabrina Varani, Italia, che ha fotografato con ironia e compassione la realt marginale e derelitta di un gruppo di biker ex reduci del Vietnam, ex spacciatori, ex assassini, tatuatissimi ex cattivissimi, improvvisamente illuminati sulla via dellinferno da Ges, un racconto on the road di una redenzione rock dalla violenza alla salvezza. Un bel festival, un pubblico partecipe, spero che resista ancora.

Come far rivivere ai russi raccapriccianti perdute memorie collettive


Yevgeny Yufit fotografo, artista, allievo di Sokourov ha fondato il necrorealismo a Leningrado negli anni 80, nerissima avanguardia
di CATHERINE PRESSMANN

Immagini da: Serebryanie golovi,`1998, Papa, umer ded moroz, Necrorealism, in basso: ritratto di Yevgeny Yufit

libera e procede per associazioni. Gli elementi dellumorismo nero, dellassurdo. La priorit della natura cinematografica invece della storia e del soggetto del film. Aspirazione al cinema puro. I personaggi sono necromorti e necrovivi, la morte realistica e la vita immaginaria. Sembrano vivi e morti, non vivi e non morti. Nello stesso tempo il racconto immaginario esiste

Il necrorealismo poteva nascere solo in Russia, paese che ha un senso dellumorismo nero, con la visione storica malata rivissuta con sadico compiacimento. Il necrorealismo inizialmente nasce come corrente artistica allinizio degli anni 80 a Leningrado, dal gruppo dei ragazzi che facevano simulazioni di combattimenti in diversi punti della capitale culturale. Queste azioni erano riprese da Yevgeny Yufit, il padre del necrorealismo russo, su pellicola 8 mm. Allinizio era arte dellinconscio. Alla fine degli anni 80 e soprattutto con il film Inservienti-mannari (1984) il necrorealismo spontaneo inizia in qualche modo ad assumere la forma concettuale. Il necrorealismo appartiene al cinema parallelo, cio alla produzione che non appartiene a quella ufficiale degli Studi. Il cortometraggio Inservienti-mannari il primo film di Yufit dove compare lestetica e lumorismo nero del necrorealismo. Ma cosa in realt il necrorealismo? La risposta si trova gi nel nome stesso: mancanza (necro) presenza (realismo), l`ambivalenza del rapporto e la continuit della vita e non-vita, ambiguit, ambivalenza tra vita e morte, tra positivo e negativo. Una potenza speculativa della realt cinematografica morta, irreale e nello stesso momento vivente perch ricreata nello spazio mentale dello spettatore. Da un lato lo spettatore vede gli oggetti del mondo reale identificandoli con loro stessi ma daltra parte solo una rappresentazione degli oggetti del mondo reale. Nei miei film non c un complotto palese. improvvisazione libera, un volo di fantasia. Sono manifestazioni della realt sociale con linfluenza dellespressionismo tedesco e del surrealismo francese degli anni 20. I film muti di questo periodo sono molto interessanti e astratti. I miei film sono in bianco e nero. Suono e coloro, secondo me, hanno ridotto la gamma della creativit artistica diceva Yufit. Gli oggetti estetici del necrorealismo sono le condizioni dellesistenza dellumano alla porte della morte e mostra sempre la patologia delle azioni spostate di senso. Il necrorealismo mostra la natura controddittoria dellartificiale contro il naturalismo. Arte morte (necro) e vita (realismo). Linterpretazione di quello che si vede

SEGUE DA PAGINA 11 figlio, scatenando situazioni irreversibili, vero Dna del nuovo essere che vede la luce. El Viento en un Violn si rif a quel soffio di vita intangibile che d vita a quello spazio volatile e nascosto, incapace di vedersi, quasi nascendo dallocculto, da unarea inesplorata. Un nucleo fecondo a partire dallaccettazione di quello che , dalle potenzialit e dai limiti che ciascuno ha per fondersi allimpulso unico di quello che si desidera vivere. Come se si riuscisse a rendere compatibili informazioni sconosciute e si costruisse una realt sulla naturalit. la possibilit di dare vita dove si ritiene non ci sia, un luogo insospettabile o concepito direttamente dal vuoto. La regia di Claudio Tolcachir riesce a recuperare, dentro il terreno del realismo, la risorsa grotowskiana del teatro precipitato nellinterpretazione. Sono gli attori,

con i loro strumenti, che instaurano un nuovo spazio e un nuovo tempo narrativo, iniziando con il ricreare i propri corpi e le proprie voci e ridislocandoli in una determinata dimensione immaginaria. Quasi fosse la lettura interiore del ricordo. Come se alcuni personaggi dellopera avessero sovrapposto ritmicamente la loro immagine e per un momento si fossero trasformati in osservatori, mettendosi l dove sta lo spettatore. Ed per questo che il pubblico stesso si riposiziona costantemente. questo stare al bordo che segna i personaggi di questo teatrista. Ed ci che provoca una continua fascinazione, alternando quello che potrebbe essere reale a quello che si pensa sia uno scherzo. Ma questo anche il mondo fuori dal mondo di Tolcachir, con quella certa santificazione alla burla che prende vita a Buenos Aires, dove tutto reale anche quando sembra uno scherzo del destino.

ed assente. Esiste perch ci sono in qualche modo i punti di riferimento dellesistente, la sintassi della vita. Il racconto immaginario crea le condizioni per superare i limiti di reale e immaginario, sogno e realt. La vita dopo la morte. I registi del necrorealismo hanno deciso in qualche modo di scoprire il destino del corpo abbandonato dallanima. Non studiavano dai libri scolastici ma dalle parole morte pronunciati dallalto delle tribune. Lidiozia eroica, l`arte tragica contaminate con lumorismo nero. Laltro elemento specifico dei film di necrorealismo che il desiderio sessuale soddisfatto solo dallomosessualit. Forse perch qualsiasi contatto etero sarebbe contro il necrorealismo stesso: potrebbe ricordare le funzioni vitali. Contano, pi di tutto, i rapporti occasionali, crudeli. Il necromondo esiste (vive) grazie al sadomasochismo. Il corpo morto sente il piacere sessuale. Sente, quindi esiste. I film pi importanti, i classici del necrorealismo sono stati realizzati dal padre Yevgeny Yufit che, tra altro, era stato studente di Aleksandr Sokurov negli anni 1988-1989, e proprio in questo perido Yufit ha girato uno dei suoi film pi famosi I cavalieri del cielo. Questo cortometraggio la strada maestra dellavant-garde russa dalle idee alle immagini. In qualche modo questo film non interagisce con il cinema degli anni 20, ma un parodia sfacciata di Stalker di Andrey Tarkovsky: con la stessa tipologia dei caratteri, lo stile, la maniera, togliendo la filosofia e il soggetto e con le tipiche gag del cinema necrorealista. La biologia sostituisce lideologia. Il suicidio come atto di gioia. I cavalieri del cielo come un bullo, pettinato e ben vestito una volta tanto per fare qualcosa di molto importante. Un gruppo di esploratori morti compiono un esperimento segreto. Il senso di questo esperimento rimarr segreto, anzi, i sensi non sono importanti perche sono morti, gi il concetto dellesperimento vale solo per la coscienza pubblica. Il testo e lazione sono pieni e banali ma non contengono nessun significato. chiara la somiglianza con quei discorsi vuoti sulle tribune dei politici di epoca societica. Quegli eroi- morti si mettono in viaggio, buttano in un pozzo la donna che ha sentito il segreto del loro viaggio. Casualmente. Cos com il loro stesso viaggio. I sabotatori pazzi si dimenarano, smaniano nel delirio, sbuffano come maiali, uno prova a trascinare il suo amico nel rifugio sotterraneo ed esplode con esso, laltro grida disperatamente nel bosco, un terzo piange per la sua verginit perduta. La parodia stata sostituita dal grottesco. I simboli del valore e del coraggio portano allincubo. Un riferimento a Tarkovsky il polo culturale introdotto nello spazio della visualizzazione. Questo far tornare alla cultura complessa, alla libert dellarte. Per questo film al festival nazionale Molodost ( Giovent) Yufit ha vinto il premio per aver continuato la tradizione umanistica di Andrey Tarkovsky.

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I FILM
RESIDENT EVIL: RETRIBUTION (3D)
DI PAUL W. S. ANDERSON, CON MILLA JOVOVICH, KEVIN DURAND. GERMANIA USA 2012

SINTONIE
scambia le sorti, i palinsesti. Adozioni elitarie, famiglie buone, sane, benestanti in lotta continua contro meri avanzi minerari, le mele marce che non meritano prole. (fi.bru.) L'ERA GLACIALE 4: CONTINENTI ALLA DERIVA (3D)
DI MIKE THURMEIER, STEVE MARTINO. ANIMAZIONE USA 2012

A CURA DI SILVANA SILVESTRI CON MARIUCCIA CIOTTA, GIULIA DAGNOLO VALLAN, ARIANNA DI GENOVA, MARCO GIUSTI, CRISTINA PICCINO, ROBERTO SILVESTRI

IL FILM
REALITY
DI MATTEO GARRONE, CON CLAUDIA GERINI, ARTURO GAMBARDELLA, NUNZIA SCHIANO, CIRO PETRONE, LOREDANA SIMIOLI, ANIELLO ARENA, ANGELICA BORGHESE, NANDO PAONE. ITALIA 2012

Il T-virus mortale della societ farmaceutica Umbrella Corporation continua a devastare la Terra, trasformando la popolazione in zombie affamati di carne umana. Alice (Milla Jovovich) si risveglia all'interno della struttura segreta della Umbrella e svolgendo indagini approfondite, scopre alcuni segreti del suo misterioso passato. Inizia ad inseguire nei vari continenti i responsabili dellepidemia. THE FIVE-YEAR ENGAGEMENT
DI NICHOLAS STOLLER, CON JASON SEGEL, EMILY BLUNT. USA 2012

Un anno dopo il loro primo incontro, Tom propone il matrimonio alla sua ragazza, ma una serie di eventi fanno rimandare continuamente il progetto, fino ad arrivare ai cinque anni del titolo e a dimostrare che rimandare a lungo il matrimonio pu creare non pochi problemi ad una coppia. Commedia romantica di Nicholas Stoller, gi sceneggiatore di Yes man. UN GIORNO SPECIALE
DI FRANCESCA COMENCINI; CON FILIPPO SCICCHITANO, GIULIA VALENTINI. ITALIA 2012

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il primo giorno di lavoro per Gina che ha appuntamento con un politico che dovrebbe aiutarla ad entrare nel mondo dello spettacolo. il primo giorno di lavoro anche per Marco, lautista che laccompagner allincontro. Il politico rimanda in continuazione e idue ragazzi hanno il tempo tutta la giornata per stare insieme e conoscersi meglio. Liberamente ispirato al romanzo Il cielo con un dito di Claudio Bigagli (esce il 4 ottobre) APPARTAMENTO AD ATENE
DI RUGGERO DIPAOLA, CON LAURA MORANTE, RICHARD SAMMEL

Dieci anni dopo il primo Ice Age il regista brasiliano ideatore della saga, Carlos Saldanha, non figura pi nei titoli del quarto capitolo prodotto da Blue Sky, Assenza che si fa sentire nella banda formata da Sid il bradipo, Manny il mammut e Diego la tigre dai denti a sciabola, approdata ora in unavventura che occhieggia unaltra serie, I pirati dei Caraibi. Il film degli esordi aveva squassato il mondo dei cartoon con la sua poetica originale, le linee digitali cristalline e il suo meltin-pot estremo. E se ormai quasi tutto cinema danimazione, il character del cartoon una creatura venuta dal nulla, esiste solo se qualcuno gli d unanima. Saldanha era riuscito nelloperazione con la sua immaginazione multicolore che ha sede a Rio de Janeiro, scenario di un altro capolavoro, Rio (2011). E se resiste lo spirito della matrice originale nelle figure dello strano trio a spasso nei millenni, il film perde il gioco dellassurdo e si normalizza nel mainstream di un cinema umano, troppo umano. (m.c.) ELLES
DI MALGORZATA SZUMOWSKA, CON JULIETTE BINOCHE, ANAS DEMOUSTIER. FRANCIA POLONIA GERMANIA 2012

tradizione orale dei paladini, ai cantastorie, ai riferimenti agghiaccianti delloggi. Alfredo Castro, lattore cileno conosciuto in Italia per i film di Pablo Larrain, grandissimo maestro di teatro, capace di mozzare il fiato anche solo a vederlo in silenzio seduto senza far niente, racchiude in s il dramma della famiglia Ciraulo, capofamiglia Toni Servillo, che nella rete dei racconti appare come la storia principale, morte della figlia e resurrezione (una Mercedes nuova fiammante) fino allo svelamento dei legami di sangue su cui si basa una famiglia in ambiente mafioso, un matriarcato che lascia credere gli uomini di essere i pi forti. Fabrizio Falco ha ricevuto a Venezia il premio come come miglior attore emergente. (s.s.) MONSIEUR LAZHAR
DI PHILIPPE FALARDEAU, CON MOHAMED FELLAG, SOPHIE NLISSE. CANADA 2011

RAFFAELLA IN SALOTTO
CANDY
UK, 2012, 322; musica: Robby Williams; regia: Joseph Kahn; fonte: DeeJay Television

Invece di entrare in punta di piedi in unaula scolastica, si mettono in scena vari livelli di tragedia, nella compostezza dei programmi ministeriali canadesi, corpo insegnante di sole donne (ma una di queste si impicca in aula con il foulard lasciando nel panico represso lintera classe), uno stile avanzato e per niente autoritario. Quando arriva a sostituire la prof, linsegnante Bachir Lazhar si vedono in filigrana non solo i due tipi di insegnamento, ma anche i diversi livelli di tragedia e di compostezza. Film costruito sul filo dellemotivit e delleleganza formale. (s.s.) MAGIC MIKE
DI STEVEN SODERBERGH, CON CHANNING TATUM, MATTHEW MCCONAUGHEY. USA 2012

Farsa tragica (Garrone la definisce fiaba), che fu a Cannes ma esce solo adesso. Da un delirante matrimonio camorrista tra mostri e livree dove sbuca lidolo catodico locale del momento, arriveremo al rito pop nazionale per eccellenza: il set tv acceso 24 ore su 24 del format pi glorioso. Al centro la nostalgia di una vita da ballatoio socializzato, dove tutti aiutano tutti, fino al grande sogno di potere individuale che conduce alla paranoia, alla deviazione inammissibile: regalare i propri beni ai poveri... Il destino di Irene, la Ingrid Bergman di Europa 51, rivisto 60 anni dopo. Come farsa. Solo che nel cinema che ci avvince, che rivoluziona lesistente, disgusta il minimo comun denominatore, inventa un altro mondo. Luciano, disadattato, fa solo concessioni, auditel compatibile. E il film che vediamo un perfetto reality show. Non la sua critica magica. Quando infatti Luciano si situer fuori dal consesso civile - e si ritrover proprio dentro quella prigione - tocca, immagina e gode della profondit della vita, soffre della sua superficialit. E Garrone con lui. Ironia della sorte, un ergastolano vero a interpretare Luciano. Aniello Arena, attore della compagnia del carcere di Volterra, che agganciare dramma e farsa, lento e veloce, mescolando in maniera stupefacente tipico, universale e individuale Eccentrico, comunque, e anacronistico, nel cinema italiano avere piet per i mostri senza sensi di colpa, prodotti dal neoliberismo. il populismo senza sensi di colpa di Garrone a essere criticabile. (r.s.)

Williams in abito rosa e aureola langelo custode di una sprezzante e affascinante fanciulla che cammina distrattamente per le strade digitando sul suo I-Phone. Il povero e candido Robby pur di salvarla da mille pericoli, viene schiacciato da autovetture, infrange vetrine, si becca calci e pugni, infine prende fuoco. Girato con grande eleganza e scioltezza e una marea di effetti speciali, il video del singolo Candy che annuncia luscita del nuovo album della popstar inglese firmato dallabilissimo Kahn, autore - non a caso - di un clip abbastanza simile, Misery, realizzato due anni fa per i Maroon 5. STARSHIP

IL FESTIVAL
JAN SVANKMAJER
ROMICS, FESTIVAL DEL FUMETTO ROMA, NUOVA FIERA DI ROMA, 29-30/9

Nel Silenzio del mare (1949), lesordio di J.P.Melville (che fu partigiano gaullista), Von Ebbrenach, ufficiale tedesco viene accolto con gelida fredezza nella agiata casa di campagna di un colto parigino. Il rispetto per la persona umana, in quel film di potente sensibilit politica, moltiplicava la verve critica del film e ne accentuava la tonalit emotiva antifascista. Ma non sempre si capaci di tanto. pi facile la strada, anzi oggi quasi obbligatoria tra i fanatici dellanti-ideologia, di un giudizio etico che cancelli ogni contestualizzazione storica e politica. Ruggero Dipaola riuscito a trasformare in versione sia greca che italiana il romanzo di Glenway Wescott scritto nel 45 e pubblicato da Adelphi nel 2003. Anche qui la vita di una famiglia ateniese sconvolta dallospitalit obbligatoria del capitano tedesco Kalter, ma sono tutti trasformati in servi (mettendo in scena lattuale rapporto di forza tra Bonn e Atene). Il romanzo privatizzato, si annacqua il quadro storico dello scontro rendendo il disegno drammaturgico meccanico e un po troppo disincantato. (r.s.) I BAMBINI DI COLD ROCK
DI PASCAL LAUGIER. CON JESSICA BIEL, STEPHEN MCHATTIE. USA 2012

Anne (Juliette Binoche), sposata con figli sta scrivendo per il settimanale femminile Elle un reportage sulla prostituzione giovanile che le cambier la vita, portandola a riflettere amaramente sugli squallori e le ipocrisie degli interni borghesi perbene. Lo scandalo delle testimonianze, e anche del film che prescinde totalmente dalla solita sostanza retorica sordida, obbligatoria quando si affrontano i temi della prostituzione nel cinema finanziato dai ministeri, risiede nel fatto che, come centinaia di migliaia di loro coetanee giapponesi, e non solo, queste ragazze del sesso dera internet, facebook e cellulare, si divertirebbero anche, a volte, nel loro lavoro, non privo di incidenti, pericoli e rischi ma anche di sorprendenti detour. Coproduzione tedesca, polacca, francese, porta il marchio della Zentropa di Lars von Trier, pu permettersi cos di calibrare una certa dose di nudo, sesso e amplessi di un romanticismo quasi esplicito, di rasentare il pornograficamente corretto. (r.s.) GLI EQUILIBRISTI
DI Ivano De Matteo, CON Valerio Mastandrea, Barbora Bobulova. ITALIA 2012

Usa, 2012, 422; musica: Nicki Minaj; regia: Anthony Mandler; fonte: DeeJay Television

Una commedia romantica Soderbergh, ispirata alla vita del suo protagonista, Tatum, anche lui spogliarellista da ragazzino, che capovolge lo spettacolo che si abituati a vedere, quello delle Showgirls davanti ai maschi, senza retorica, e senza calcare la mano. Ciascuno nel gruppo ha il suo sogno, Dallas vuole sfondare a Miami investendo soldi in una grossa propriet immobiliare, Mike vuole diventare imprenditore progettando mobili e Kid si gode i suoi diciannove anni. Ma la scrittura del maschile il terreno di sfida del film: il racconto dell'Xquisite entra nelle modalit di un essere tra maschi altamente erotizzato. E non siamo nemmeno dalle parti degli operai che si spogliavano per reagire alla disoccupazione (Full Monty). La scommessa invece la messinscena del sesso, e del desiderio, maschi che guardano i maschi l'uso del corpo senza alcun moralismo. (c.pi.) IL ROSSO E IL BLU
DI GIUSEPPE PICCIONI, CON MARGHERITA BUY, RICCARDO SCAMARCIO. ITALIA 2012

Lunico riferimento al titolo della canzone dato dallastronave che vediamo nellincipit avvicinarsi ad unisola delle Hawaii e su questi sfondi naturali si esibisce la cantante afro-indiana naturalizzatasi statunitense. Ma la parte pi interessante di Starship la seconda, quando la coreografia della Minaj viene decostruita in una texture di immagini fluorescenti e caleidoscopiche, dove i corpi si moltiplicano prismaticamente; Mandler lavora sul rovesciamento positivo/negativo e sulla modificazione della croma (dominano i blu, rossi e viola), con riferimenti un po al cinema sperimentale e un po al cinema pop degli anni sessanta. ESHGH E SORAT

Dal ricco programma di Romics, il festival dellanimazione che offre la nuova produzione italiana, i classici, i film da vari paesi del mondo, Gavioli e Zavattini, Bessoni e Pazienza e le pi svariate tecniche, da quella tradizionale, alla tecnica della sabbia fino al 3D, ritagliamo lo spazio dedicato al maestro dellavanguardia cecoslovacca Svankmajer che nell88 folgor il pubblico (straniero) con Neco z Alenky (Qualcosa di Alice) il suo primo lungometraggio. RaroVideo nel 2009 ha pubblicato il cofanetto Il mondo di Jan Svankmajer (2Dvd), contenente 14 cortometraggi dellautore realizzati tra il 1964 e l89 con un testo critico a cura di Bruno Di Marino pi saggi, schede dei film e una conversazione con il regista. Ha poi pubblicato anche il dvd Alice (Neco z Alenky) che sar presentato da Bruno Di Marino con Gian Luca Curti a Romics in anteprima italiana domenica 30 settembre alle ore 12 (sala B LOfficina del fumetto 2 Padiglione 12) mentre oggi alle 17 (stessa sala) presentano i quattro corti Byt, (Lappartamento), 68; Tich tden v dome (Una tranquilla settimana in casa), 69; Moznosti dialogu (Possibilit di dialogo), 82; Tma-svetlo-tma (Buio - luce - buio) 89.

LA SCIENZA
BERGAMOSCIENZA
BERGAMO 5 - 21 OTTOBRE 2012

Iran, 2007, 520; musica: Kiosk; regia: Kia Sohrabi; fonte: Youtube

La fiaba nera, luomo nero, la confettura nera, forme futuribili di nazismo. Il thriller del regista di Martyrs e Saint Ange da subito un calamaio davanguardia. Si presenta proprio come un fuoco fatuo che scorrazza libero sullormai depressa cittadina mineraria di Cold Rock. Solo Julia (Jessica Biel) sembra non voler tradire tutto ci che vede, ma il mostro rapisce anche suo figlio ed ecco le campagne solidali di Julia variare di forma, di rilievo. In nome del progresso, quei bambini rapiti potrebbero appartenere a una casta che con rigore seleziona e

Presentato in concorso nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia, il film ha vinto il premio Pasinetti del Sngci per linterpretazione di Valerio Mastandrea che lo ha meritato pienamente per la tensione e la trasformazione che compie su se stesso. LItalia del posto fisso, dei nuovi poveri con questo lavoro non pi soltanto un refrain, ma si pu toccare con mano passo dopo passo. Basta un imprevisto e crolla tutto il precario equilibrio su cui si basa la vita di oggi rendendola impossibile. Con il suo sapiente sguardo da documentarista De Matteo racconta lagghiacciante precipitare senza rete. Ed nella rosa dei film italiani per lOscar. (s.s.) STATO IL FIGLIO
DI DANIELE CIPR, CON TONI SERVILLO, FABRIZIO FALCO. ITALIA 2012

Basterebbe gi lincipit del film per farne un capolavoro: in attesa alle poste, il protagonista aspetta e racconta. Un andamento affabulatorio che ci riporta a tempi antichi, dalla

La sfida mnemonica in versi tra i professori Fiorito (Roberto Herlitzka), il veterano disilluso, e Prezioso (Riccardo Scamarcio), il giovane supplente ancora idealista, d il via alla sonata per coro e orchestra di Giuseppe Piccioni nel nome di Edmondo De Amicis, alla ricerca di una unit d'Italia che qui si festeggia, 150 anni dopo, molto amaramente. Il romanzo omonimo di Marco Lodoli, scrittore e insegnante, da cui tratto il film, ha infatti come sottotitolo Cuori ed errori nella scuola italiana. La scuola di Piccioni, preside Margherita Buy, il perimetro della vita, un luogo sottratto al cinismo dove l'illusione l'unico sentimento ammesso alle superiori. tutto punteggiato di sonetti e di ostentati richiami a Giacomo Leopardi, fiori nel fango di ragazzetti ignoranti, cuffie in testa, cellulare in mano e totale disinteresse, funzioni o non funzioni il proiettore o la lavagna multimediale. Interludi allucinatori, infiltrati nel reale di un film che la Mostra di Venezia si lasciato stranamente sfuggire. (m.c.)

Lidea non nuova ma fa un certo effetto vederla applicata in questo video dei Kiosk, una delle rock band pi popolari in Iran. Le frasi della canzone il cui titolo vuol dire amore per la velocit e d anche il titolo allalbum che lo include , vengono cantante da decine di persone catturate per le strade di Tehran: soldati, tassisti, fruttivendoli, meccanici, uomini, donne, giovani e anziani. Insomma un playback condiviso e partecipato che ha la forza dellautenticit. E RAFFAELLA MIA

Dal 5 al 21 ottobre 2012 si svolge la X edizione della rassegna di divulgazione scientifica BergamoScienza. Conferenze, spettacoli, laboratori, numerosi ospiti internazionali, incontri con premi Nobel e scienziati di fama internazionale, mostre a cominciare da quella dedicata allo Spazio, nellex convento San Francesco: More Space to Space, realizzata da Associazione BergamoScienza in collaborazione con Asi, Esa e Nasa. E ancora Tutti i luoghi di Marte, i lati oscuri delluniverso. Levento si svolge nei luoghi pi belli della Citt Alta e Citt Bassa, dal Teatro Sociale alle dimore e ai palazzi storici, oltre a chiese, chiostri e musei. Tra gli ospiti di questa edizione: tre Premi Nobel per la Medicina e Fisiologia: Bruce Beutler (Premio Nobel 2011), Linda Buck (Premio Nobel 2004) e James D. Watson (Premio Nobel 1962), la giornalista scientifica premio Pulitzer Deborah Blum; la geologa Linda Elkins-Tanton; il biologo Stuart Firestein; lingegnere Mamoru Kawaguchi; il neurobiologo Simon Laughlin; i genetisti Milan Macek e Ian Wilmut; i neuroscienziati Alan Sanfey e Semir Zeki; il fisico di medicina nucleare Pat Zanzonico. (s.s.c.)

Italia, 2007, 4; musica: Tiziano Ferro; regia: Gaetano Morbioli; fonte: Youtube

Tiziano Ferro nei panni del conduttore tv presenta Tiziano Ferro cantante che si esibisce in una tipica scenografia anni 70. Nel salotto di casa anche questo dominato dal classico design modernista del decennio e dalla carta da parati kitsch un terzo Tiziano Ferro, giovane spettatore e fan di Raffaella Carr, guarda la trasmissione. Licona mediatica per eccellenza amata fin da piccolo dal cantautore di Larina, ovvero la Carr (in carne ed ossa), si materializza nel suo appartamento manco fosse la madonna. Sulla musica dance di Ferro, Morbioli si scatena, mescolando narrazione, coreografia, effetti speciali e saltando da un livello allaltro della rappresentazione, lavorando con il puro vintage visivo.

I CLOWN
CLOWN&CLOWN FESTIVAL
MONTE SAN GIUSTO (MC) 30 SETTEMBRE - 7 OTTOBRE

MAGICO

La settima edizione del pi grande festival internazionale di clownerie che si tiene a Monte San Giusto, Citt del sorriso. Con i clown di tutti i tipi, ospiti anche Enzo Iacchetti, il primo clown dottore Michael Christensen, Bustric, Leandre Ribera. Spettacoli in strada e su palco con gli spagnoli Leandre Ribera e Trukitrek, largentina Veronica Gonzales, il persiano Saeed Fekri, gli italiani Mo Better Band, Mr.David, Lucchettino e con la seconda edizione del Premio Takimiri per artisti di strada, presidente della giuria Lino Banfi. Centinaia di clown-terapeuti rappresentanti di decine di associazioni con la Federazione Nazionale ClownDottori che organizza convegni, workshops e la sua assemblea annuale. Workshops, incontri con le scuole, mostre fotografiche, StreetFood, yoga della risata in piazza e 25.000 nasi rossi in distribuzione. Il 30 settembre Partita del cuore triangolare a favore della Croce Verde con la Nazionale Clown&Clown Festival, gli Amici della Croce Verde (amministratori locali e vecchie glorie del calcio) e la Nazionale Angeli della Tv, (Nazionale Italiana Amici). Gran Gala della risata il 5 ottobre, il 6 concorso per artisti di strada, quindi la notte bianca con spettacoli e il gran concerto di Peppe Voltarelli, domenica 7 premiazioni e Rimbalzi di gioia a chiusura della manifestazione. (s.s.c.)

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ALIAS 29 SETTEMBRE 2012

INDEPENDENT FEATURE PROJECT

CINEMA
LIndependent Feature Project (Ifp) ha organizzato al Lincoln Center di New York City, la sua 34esima Settimana dedicata ai filmmakers indie dAmerica
di DONALD RANVAUD
NEW YORK

LIndependent Feature Project (Ifp) raccoglie la maggior parte dei film-makers statunitensi da una ventina danni e crea una serie di eventi durante lanno per trovare fondi o diffondere il proprio lavoro in un paese che aldil dei vari tax credits dei singoli stati (New Mexico 35%, Michigan 42%, Louisiana 30% etc) non possiede fondi culturali significativi, n trattati di co-produzione con altri paesi che permettano agli investitori di trovare degli ammortizzatori consistenti per le proprie scelte. Per questo, negli anni, e grazie anche alla propria rivista (leccellente Independent Filmmaker magazine) questa organizzazione diventato il punto focale di un movimento che continua a sfornare una quantit gigantesca di prototipi che poi vengono lanciati dal Sundence, dal South by Southwest e, pi recentemente dal festival di Tribeca, diventato un distributore riconosciuto in tempi grami per produttori e sale cinematografiche. La 34esima Independent Film Week, che si appena conclusa la punta di diamante della IFP ma solo uno dei cinque appuntamenti annuali di questa associazione non profit. Gli altri quattro, articolati durante lanno, sono Envision, occasione che sempre di pi coinvolge e attira broadcasters e internet; il fondamentale Lab assieme a Script to screen che ricalca lesperienza di Sundance Lab (laboratori di perfezionamento delle sceneggiature) e i sempre piu importanti Gotham Awards che con gli Independent Spirit Awards di Santa Monica sono diventati lalternativa agli Oscar ufficiali. Nata al confine con Houston street nella parte nord di SoHo, dove regnava linformalit e limprovvisazione, questa edizione d limpressione di avere raggiunto non solo il cuore della cultura newyorkese in senso geografico ( infatti ospite nientepopodimeno che del Lincoln Centre) ma anche una maturit che corrisponde alla necessit di rendere lincontro un fattore molto pratico nellevoluzione del digitale e nella caccia a possibili finanziamenti. In questo senso ha messo da parte lansia di mostrare primizie e novit gi finite che poi squalificherebbero la possibilita di andare al Sundance e in altri festival sempre pi rigidi nel volere prime assolute, per concentrarsi su quelle ancora da fare..In un altro senso per questo pu anche essere visto come un ritorno alle origini, essendo nato nel 1979 come una costola del New York Film Festival (da sempre al Lincoln centre) che per sua natura non una vetrina del cinema indipendente americano ma si limita (si fa per dire) ad essere il resoconto ufficiale e annuale dello stato delle cose art house. Per questo la distanza geografica nella citt era una specie di linea di demarcazione e le esigenze di mercato dei filmmaker venivano relegate a una zona franca che in un primo tempo aveva la velleit di proporre un fitto programma di opera indie all Angelica Centre. Ma come ci dice Joana Vicente, laffascinante e molto amata, perch

Il logo dellIndependent Feature Project (Ifp) e di Power to the pixel di Liz Rosenthal. E alcune foto scattate durante la 34esima Settimana del cinema indipendente

La Convention degli alternativi


nella produzione, e di essere utili ai nostril membri in maniera molto concreta. Joana nata a Macao e conosce molto bene le colonie portoghesi avendo lavorato anche in Mozambico, a Madeira e in televisione politicizzandosi fino a propiziare, tra laltro, la campagna elettorale di Mario Soares nei tempi immediatamente successivi alla rivoluzione dei garofani. La sua attivit politica lha poi portata allOnu e a New York dove ha incontrato il marito Jason Kliot (membro della giuria Orizzonti alla Biennale di Venezia 2012) e dal 2004 al 2008 stata lanima di Hd Net Films di quel Marc Cuban che poi ha creato Magnolia e che rimane forse la pi intraprendente tra le distributrici americane anche se il cuore del milionario decisamente pi vicino alla squadra di basket dei Mavericks di Dallas che ha rilevato e portato alla vittoria dopo anni di frustrazione e disappunto. In quel momento eravamo sulla cresta dellonda del cambio prodotto da Internet e abbiamo avuto le risorse per potere sperimentare e apprezzare anche le qualit che il digitale ha poi portato a tutta lindustria - prosegue Joana - ma adesso sono molto contenta di potere essere un catalizzatore per gli altri e dare a tutti le possibilit di capire a fondo tutti gli aspetti del business come si sta evolvendo. Sicuramente torner alla produzione e mio marito molto attivo ancora in questo e quindi non sento tanto la mancanza della guerra sul campo! I progetti in cerca di partecipazione sono ben 160 e uno dei quattro giorni dedicato interamente al Mixed Media, attirando la presenza anche di direttori di eventi ormai bene affermati come Power to the pixel di Liz Rosenthal e di quei filmmakers che bazzicano pi nelle biennali e le gallerie darte piuttosto che nelle sale cinematografiche. Nella nutrite conferenze invece spiccano la partecipazione di Slated, un eccellente sito piuttosto evoluto per il finanziamento di film al quale per devi essere invitato da due membri gi appartenenti in capacit di investor o di producer/director con i gallon acquisiti in guerra Questa raffinata Linkedin sta crescendo rapidamente e non ha le restrizioni di Kickstarter dove tu proponi di raccogliere diciamo 100.000 e la gente comincia ad appoggiare il progetto in base a quello che offri come partecipazione e se entro un mese raggiungi la quota preposta tutto diventa contrattuale, senn non c vincolo per nessuno.. Su Slated un produttore pu proporre un discorso pi articolato (e in generale molto piu consistente a livello di budget) e incontri un sacco di persone,

brava e dinamica, direttrice esecutiva (nonche produttrice assieme al marito Jason Kliot): Nonostante un fitto programma di proiezioni - e ci siamo smarcati dal festival di New York anticipando le date - la nostra missione principale quella di essere sul cutting edge, sul filo del rasoio, di tutti gli aspetti tecnologici, e non solo

sicuramente molto interessanti, che possono investire o trovare il modo di fare investire altri e il sito non prende nessuna commissione per il momentoMentre Kickstarter ha gi provveduto a trovare e chiudere un volume di investimento di 70 milioni in tre anni, Slated ha appena cominciato da 6 mesi e si propone di raggiunge una centinaio di milioni in un solo anno. Tra gli altri crowdfunders spiccano quelli creati per far s che lo sforzo produttivo non sia stato in vano e mettono a disposizione sofisticate operazioni di marketing o di patrocinio che alla fin della fiera va sempre a finire nel potenziale cimitero dellinternet ma nel suo percorso ha buone possibilit di essere notato da sufficienti persone ben disposte che gratificheranno il risultato e daranno speranza per il futuro. Levento clou comunque stata la duplice intervista con discussion dei due veterani della produzione independente James Schamus e Christine Vachon. Abilmente intervistati da Joana Vicente i due hanno rivelato, con grande disponibilt e sense of humour molti segreti del mestiere in una affascinante carrellata sul cinema che si affermato nonostante tutto e che ora li mette in condizione di fare la differenza. Allo stesso tempo la umilt e linteresse sempre vivo per le vere idee rendono questi due imprenditori dei modelli non solo nelle scelte artistiche (sempre pi difficili nel contesto per James che oltre a essere capo di Focus Features insegna anche alla Columbia) ma soprattutto nelle loro qualit umane. Le sezioni parallele offrono lopportunit di fare dei Pitch efficaci e ben preparati (grazie anche al loro Lab e allo Script to screen) e la possibilit in due intensissime giornate di incontrare produttori, finanziatori tra il mecenate e il giovane avventuriero che ancora sopravvive qui e sopratutto on the East Coast (benedetti loro) ma anche key players dellindustria come Alain de La Mata di Wild Bunch oppure rappresentanti di Match Factory e Celluloid nonch tutto il ventaglio delle compagnie Usa. Inoltre nel film makers lounge spiccano anche la presenza della Toscana film commission che si dimostra molto attiva e ha stabilito una testa di ponte in questa citt, ma anche altre istituzioni governative (colombiana, brasiliana) che promuovono i loro fondi che sempre di pi ospitano film in lingua spagnola ma con talent al nord della frontiera. Utile menzionare in chiusura che tra gli sponsor spiccano la Royal bank of Canada e Hbo nonch le poche organizzazioni come National endowment for the arts e i dipartimenti culturali della citta di New York. E uno si chiede ma che cazzeccano i canadesi in tutto questo? Come dice la canzone del famoso musical.quando non sai chi il colpevole di qualcosa di strano blame it on Canada!

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