Sei sulla pagina 1di 12

Liceo Claudio Eliano - Palestrina (RM)

Fabrizio De Andr - In direzione ostinata e contraria

"Ho sempre creduto che ci sia ben poco merito nella virt e ben poca colpa nell'errore" Fabrizio De Andr

Damiano Chiarucci VC Liceo Pedagogico Autonomo


Anno scolastico 2011/2012

Indice

1 - Premessa

2 - Vita, opere e contesto storico

3 - De Andr e Nietzsche : la scelta eretica 3.1 - Lo scetticismo etico

4 - La non direttivit: L. Tolstoj e C. Rogers 4.1 - La difficile integrazione del diverso

5 - C.G. Jung e l'individuazione

6 - P.P. Pasolini ed il sottoproletariato

7 - Bibliografia

1 - Premessa
Questo lavoro nasce dalla voglia di sviluppare un discorso organico che leghi le conoscenze acquisite durante l'anno scolastico alla mia personale passione per le canzoni e le idee del cantautore genovese. Ci ha richiesto una profonda analisi dell'opera e della vita di De Andr (le fonti da me utilizzate sono elencate nella bibliografia) oltre che un lungo lavoro di raccolta e selezione dei tanti riferimenti ad autori presenti nei programmi didattici nella produzione deandreiana. Le tante influenze che confluiscono nel pensiero di questo artista mi hanno portato alla realizzazione di una tesina all'insegna dell'interdisciplinariet, rendendo di fatto esigui i confini che dividono una materia da un'altra. Questa scelta atta a sviluppare un discorso omogeneo che sappia proporre un quadro generale dei temi e delle idee fondamentali in De Andr, legandole al contesto storico in cui il cantautore vive e ai concetti che hanno influenzato pi o meno direttamente il suo pensiero. Tuttavia l'analisi da me realizzata in questo lavoro risente molto dei normali limiti imposti alla mia esposizione, pertanto non ho potuto soffermarmi su aspetti che, seppur importanti, avrebbero deviato l'elaborato dal suo fine ultimo ovvero quello di offrire un quadro completo ma originale dell'opera di De Andr.

2 - Vita, opere e contesto storico


Nato da una famiglia benestante nel 1940, De Andr vive fin dalla tenera et il dualismo tra l'ambiente colto e raffinato della casa paterna e quello sanguigno dei quartieri portuali della Genova di met '900 che lo segner per tutta la vita. In quegli anni pi che adesso la naturale avversione verso le restrittive norme morali della famiglia e la curiosit verso ambienti proibiti spingeva spesso i rampolli delle famiglie notabili alla frequentazione dei bassifondi delle citt di appartenenza. Tali incontri saranno propedeutici alla lotta generazionale interclassista che di l a poco divamper in USA e nell'Europa del "blocco atlantico". Intanto sullo scenario internazionale la Guerra Fredda a tenere banco con la lunga stagione di tensioni, guerre in Paesi strategici e repressioni armate. E' in questo clima che l'attivit artistica di De Andr muove i primi passi con l'uscita nel 1967 del primo album, Volume I . L'opera presenta temi profondamente inviso al ceto medio/alto della neonata Repubblica come quello della Morte, una morte senza appello e senza elaborazione del lutto. I protagonisti delle canzoni sono principalmente emarginati e reietti, prostitute e ladri, figure simboliche che smascherano le reali fattezze di una societ nel pieno furore consumistico restia ad aprire gli occhi sulla condizione degli ultimi, dei sottoproletari. Ma le ottimistiche sensazioni portate dalla favorevole congiunzione economica ebbero vita breve. L'onda di protesta del Maggio parigino giunse ben presto in Italia e moviment per lunghi anni l'opinione pubblica. Ad una cos forte reazione di protesta, il giovane De Andr, da sempre vicino agli ambienti dei sessantottini, reag nella maniera pi inaspettata con l'uscita del primo dei suoi quattro concept album: Tutti morimmo a stento (1968). Con straordinaria lucidit, il cantautore genovese ci presenta il dramma dell'inevitabile sconfitta del movimento e delle nefaste conseguenze che tale disfatta comporter. I personaggi delle liriche sono uomini e donne privi di speranze, impotenti vittime di una societ che non d loro aiuto e comprensione, ombre che con fredda risolutezza ricordano al mondo quanto labile sia il confine tra vita e morte (sia essa fisica, morale o intellettuale). Molto rilievo dato all'allora marginale tema delle droghe, che di l a pochi anni subiranno un notevole aumento dei consumi.

Sulla scia delle proteste e dei duri scontri, l'ormai noto Faber (soprannome datogli da Paolo Villaggio, suo grande amico e conoscente) pubblica nel 1970 La buona novella, LP tratto dalla lettura di alcuni vangeli apocrifi. Nel pieno dei fervori e delle lotte studentesche, il disco fu poco apprezzato da buona parte del pubblico che vedeva in De Andr una cassa di risonanza per le istanze rivoluzionarie. Ad un anno di distanza esce Non al denaro, non all'amore n al cielo (1971), contenete canzoni ispirate ad alcuni personaggi presenti nell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Inserito nell'ormai ben radicata cultura consumistica, il lavoro deandreiano mirava a focalizzare l'attenzione sull'importanza di vivere una vita libera e pura, libera dagli schemi e dai retaggi sociali che ne impediscono la crescita spontanea. Dopo cinque anni dal fatidico '68 usc finalmente il quarto e ultimo concept album della sua carriera: Storia di un impiegato. L'album, visto dai pi in ritardo rispetto all'onda di protesta, fu scritto principalmente allo scopo di creare nuove speranze e mettere in chiaro le idee dell'autore stesso. De Andr si espresse cos al Corriere della Sera in merito:

Quando uscito "Storia di un impiegato" avrei voluto bruciarlo. Era la prima volta che
mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio troppo oscuro, difficile. L'idea del disco era affascinante. Dare del Sessantotto una lettura poetica, e invece venuto fuori un disco politico. E ho fatto l'unica cosa che non avrei mai voluto fare: spiegare alla gente come comportarsi.
Dopo l'uscita di Canzoni (1974), contenete alcune traduzioni di cantanti stranieri come Leonard Cohen, Georges Brassens e Bob Dylan e Volume VII (1975) scritto a quattro mani con Francesco De Gregori, nel 1978 De Andr pubblica l'album Rimini, focalizzando l'attenzione sui sogni e sulle tragedie dei giovani figli di operai o piccoli imprenditori, costretti in un ambiente che vede nella vita famigliare l'unica via alla realizzazione della vita. Gli "anni di piombo", contrassegnati da stragi di matrice politica, hanno lasciato un forte segno nell'opinione pubblica e rafforzato il consenso verso i partiti pi moderati. Le tensioni internazionali tra le due grandi superpotenze sono ancora al centro dell'attenzione e la Guerra Fredda sembra ben lungi dal definirsi conclusa. Nel 1979 il cantautore genovese fu rapito insieme all'allora convivente Dori Ghezzi in Sardegna restando alla merc dei loro aguzzini per quattro mesi. Anche da questa esperienza l'artista trarr ispirazione per l'album Fabrizio De Andr (1981) che presenta in copertina l'emblematica figura di un indiano americano a cavallo.

Il disco parla appunto di indiani e sardi, due popoli lontani e vicini allo stesso tempo: entrambi ghettizzati e usurpati della propria terra ed entrambi in forte sintonia con la natura. Faber da qui in avanti esalter la purezza dei "servi disobbedienti ", e lo far fino alla fine della sua vita attraverso gli ultimi tre album scritti a diversi anni l'uno dall'altro: Cruza de m (1984), Le nuvole (1990) e Anime Salve (1996).

Cruza de m, scritta interamente in un idioma originale che ha per base il genovese


dell'ottocento e che risente degli influssi di lingue appartenenti al bacino mediterraneo, un tentativo di allontanamento dalla banalit della piatta cultura propinata dai Mass Media e una riscoperta di usi e valori che sono comuni a popoli distanti nello spazio e nel tempo che sembrano ormai persi per sempre nella caotica societ consumistica. Dopo ben sei anni di silenzio, De Andr ritorna a cantare con un album di critica al potere il cui titolo rimanda ad una commedia di Aristofane: Le nuvole. Le canzoni hanno come filo conduttore l'impotenza del singolo contro la maggioranza organizzata, che fa le leggi a sua immagine e somiglianza e non lascia spazio all'altro da s. E in Anime Salve (Spiriti Solitari), suo ultimo album, ci viene presentato il tema della solitudine non solo come triste condizione esistenziale ma come vera vocazione e scelta di vita. Il messaggio finale, da molti visto come un vero e proprio testamento spirituale, affidato all'ultima canzone dell'album, Smisurata Preghiera, di cui l'autore ha lasciato questo commento: "Smisurata preghiera l'epitome del disco, la summa dei tracciati che lo

percorrono. Ed ancora un affresco sulle minoranze, sulla necessit di difendersi da parte di chi non accetta "le leggi del branco", su coloro insomma che devono pagare per difendere la propria dignit: gli unici che attraversando l'emarginazione e la solitudine riescono ancora a "consegnare alla morte una goccia di splendore"".

3 - De Andr e Nietzsche : la scelta eretica


Per capire a fondo il pensiero di De Andr, ho ritenuto adeguato partire dal confronto con uno dei filosofi dell'ottocento che pi ha influenzato il secolo passato. Questi due intellettuali, pur nella loro inconciliabilit, hanno in comune un'idea che sta alla base del loro pensiero: entrambi credono che prima di procedere verso teorie e principi proprio si debbano eliminare i dati acquisiti e le regole preconcette imposteci dalla societ e dalla classe sociale di appartenenza. Tale convinzione ha portato entrambi gl'uomini verso un'ostinata lotta all'ambiente che li circondava subendo per questa ragione l'ostracismo dell'elite intellettuale, da sempre restia ai cambiamenti. L'atteggiamento "eretico"(hair, "afferrare", "prendere" ma anche "scegliere" o "eleggere") che li contraddistingue si prestato a facili distorsioni del loro pensiero, come spesso accade agli innovatori e a chi riesce a modificare il comune punto di vista sulla realt. L'emarginazione sociale che scaturisce da posizioni cos radicali ha portato la formazione di due filosofie prettamente individualiste ma con sostanziali differenze: il "superuomo" in Nietzsche una figura forte che supera il limite imposto all'uomo e si innalza al di sopra del bene e del male; altres De Andr rifiuta ogni tipo di potere che la societ esercita sull'individuo ed ogni limitazione della libert altrui, quindi, cos come Max Stirner, vede un ideale futuro popolato da "singoli egoismi" che vivono nel rispetto dell'altro.

3.1 - Lo scetticismo etico


Troviamo un'altra affinit tra questi due pensatori che li porta di nuovo a conclusioni molto distanti tra loro: la derivazione dell'alto dal basso. Tale concetto risulta evidente in Nietzsche se si pensa alla preesistenza di uno spirito dionisiaco, con la sua irrazionalit e la sua libert, e alla successiva comparsa di uno spirito apollineo. In De Andr tale idea riassunta nei fin troppo noti versi finali della canzone Via del Campo : Dai diamanti non nasce niente / Dal letame nascono i fior. Se la teoria nietzschiana si tramuta nella necessit di liberarsi dell'opprimente spirito apollineo e dar cos maggior spazio alla forza dionisiaca che l'uomo cerca inutilmente di dominare e reprimere, quello di De Andr un monito che ci ricorda come la sofferenza sia maestra di vita (non necessariamente saggia) e la prima vera musa ispiratrice dell'artista, l'emarginato e il sofferente per scelta o per vocazione.

Ma se la sofferenza la nostra grande insegnante sin dall'infanzia, come possiamo giudicare le azioni di un altro uomo ed etichettarle come giuste o sbagliate? Se queste azioni non sono altro che il frutto dell'esperienze pregresse, esiste realmente un metro di giudizio dei peccati e delle virt? De Andr dichiara fin da subito il suo punto di vista in una delle prime canzoni da lui scritte, La citt vecchia :

Se tu penserai, se giudicherai da buon borghese li condannerai a cinquemila anni pi le spese ma se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.
Al di l della chiara opposizione tra la morale definita "borghese" che ha bisogno dei colpevoli e dei santi per punire il diverso da s e la morale deandreiana che poggia sullo scetticismo etico, un' assoluta negazione di una giusta via da seguire, il testo rende evidente come De Andr non creda possibile giudicare il percorso di vita altrui, sia esso quello di un assassino o di un rispettabile padre di famiglia, poich le vicissitudini che hanno portato a tali esiti non sono addebitabili all'individuo che ne vittima. Possiamo ritrovare questo concetto in una delle ultime canzoni scritte da Faber, ovvero Khorakhan (a forza di essere vento) :

e se questo vuol dire rubare questo filo di pane tra miseria e sfortuna allo specchio di questa kampina ai miei occhi limpidi come un addio lo pu dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di Dio
Nel testo a parlare una bambina appartenente alla trib rom di provenienza serbomontenegrina dei Khorakhan. Il testo, oltre a mostrare come l'idea etica di De Andr sia rimasta costante in tutta la sua vita, ci porta a considerare il tema della diversit e del valore che nella nostra societ assume questo concetto.

4 - La non direttivit: L. Tolstoj e C. Rogers


Tra i grandi maestri di De Andr troviamo senza ombra di dubbio Lev Tolstoj, pacifista e fautore di alcuni principi filo anarchici. Il forte senso di oppressione causato dalla presenza di un'autorit che centrale nei due artisti diviene per lo scrittore russo una spinta verso lo studio di una pratica pedagogica che non necessiti di un rapporto di subordinazione tra docente e discente ma che dia ampio spazio alla crescita libera e spontanea dello studente. Tale principio antiautoritario, che riprende anche alcuni tratti della pedagogia negativa di Rousseau, fu sperimentato dallo stesso Tolstoj nella scuola per figli di contadini da lui gestita nella tenuta di Jsnaja Poljna (Radura Serena). L'innovativo approccio non direttivo all'insegnamento, che consiste nel non dirigere lezioni ma lasciare liberi i ragazzi di approfondire temi o fare ricerche spontanee coadiuvati da una persona che li aiuti nel lavoro, sar ripreso successivamente da un importante psicoterapeuta che susciter grandi dibattiti in campo pedagogico: Carl Ramson Rogers. Egli crede che l'unica figura di cui necessiti un bambino per svilupparsi in modo sano sia quella di un "facilitatore" che non insegni nulla a quest'ultimo poich, come lo stesso Rogers afferma, " L'unico apprendimento che influenza veramente il comportamento di un individuo quello che lui stesso scopre e di cui si appropria ". L'obiettivo della formazione rogersiana quello dell'autorealizzazione e per far ci necessario eliminare il falso S che viene creato dall'instillazione nel bambino di desideri e motivazioni non propri.

4.1 - La difficile integrazione del diverso


E' quindi necessario che l'allievo operi e si sviluppi in un ambiente che ne esalti l'autenticit e che lo stesso adulto/facilitatore sia in grado di comportarsi con naturalezza ed instaurare un rapporto di fiducia e compartecipazione. Una pedagogia di questo tipo rende evidente la presenza nella societ di fattori che deviano il sano processo di crescita e limitano la spontaneit di un individuo. Tale affermazione certamente in linea con il pensiero di De Andr, il quale ha pi volte denunciato la violenza (fisica e non) con cui gli uomini tentano di reprimere il diverso, impedendo cos la crescita di individui realizzati secondo i propri desideri e le proprio istanze. Questo processo genera una spirale d'odio che mina alla base il tessuto sociale di una popolazione. L'intervento necessario alla cessazione di questo corso di non facile individuazione, ma questa sfida pedagogica deve essere affrontata in modo pi concreto e tempestivo poich una societ sana si fonda sul rispetto dell'altro prima ancora che sul rispetto all'autorit.

5 - C.G. Jung e l'individuazione


Il noto psichiatra e psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, nel corso dei suoi studi, ha affrontato il tema della realizzazione individuale sotto un profilo innovativo. Egli teorizz la presenza nella psiche umana di un inconscio personale (che racchiude immagini, idee e pensieri rimossi o troppo poco significativi per essere ricordati che costituiscono i complessi) e di un inconscio collettivo. Quest'ultimo dato dagli "archetipi", delle immagini primarie comuni a tutti gl'uomini poich ereditarie ed universali. Gli archetipi pi significativi per il nostro percorso sono la Persona, l'Ombra e il S. La Persona la somma dei ruoli che assumiamo per le esigenze sociali; un'eccessiva identificazione con queste "maschere" pu portare all'annullamento della propria vera identit; tale rischio maggiormente sentito laddove la richiesta sociale pi pressante e quando la spontaneit viene repressa sistematicamente dall'individuo stesso. L'Ombra rappresenta l'aspetto ignoto della personalit; essa la parte primitiva ed egoista; questo aspetto dell'inconscio collettivo non ha esclusivamente accezioni negative e non v confuso con il "rimosso" freudiano. Strettamente legato al concetto di individuazione il S, inteso da Jung come insieme del conscio e dell'inconscio; questo viene rappresentato nelle figure archetipiche del Vecchio Saggio o della Grande Madre. Per dare senso all'esistenza e compiere l'autorealizzazione di s, si dovr verificare nella persona un processo di crescita spirituale detto individuazione. Risulta evidente come tale crescita necessiti di un ambiente in grado di accettare i molteplici aspetti caratteriali che la fusione di conscio ed inconscio possono generare. In caso contrario, come spesso accade, il singolo diviene affetto da nevrosi che ne impediscono la piena realizzazione oltre che un naturale corso vitale. E' la funzione trascendentale, questa sintesi tra conscio e inconscio, che permette di recuperare l'armonia persa nel corso di un processo di crescita psichica. Il terapeuta dovr quindi intervenire mettendo in contatto il paziente con l'Ombra, per poi andare a verificare i conflitti presenti con gli altri archetipi e far riprendere l'individuazione. Da tale visione della psiche umana possiamo costatare come la formazione di un individuo sano sia diretta conseguenza della libert di svilupparsi in maniera libera assecondando la libido (che prende qui un'accezione pi spirituale rispetto a quella freudiana), similmente alla teoria bergsoniana dello slancio vitale ripresa dallo stesso Jung. Tenendo anche conto del fatto che De Andr fu per sua stessa ammissione influenzato dagli scritti dello psicoterapeuta svizzero, facile riscontrare il filo conduttore che lega questa visone della psiche umana con la filosofia di vita del cantautore.

6 - P.P. Pasolini ed il sottoproletariato


Lo scrittore, il poeta ed il cineasta Pier Paolo Pasolini, figura emblematica della letteratura italiana del dopoguerra, non pu non essere inserito in questo discorso su De Andr; Il cantautore trarr spesso spunti di riflessione dalle opere dell'intellettuale ed arriver a dedicargli una canzone in occasione della sua prematura scomparsa avvenuta nel 1976, Una storia sbagliata (1980). L'aspetto pi significativo che emerge dal confronto tra i due autori il comune senso di piet verso il mondo degli ultimi, tacitamente ignorato dal resto della societ che non vuole entrarvi in contatto negando cos ogni possibilit di reinserimento. Si pu notare una affinit di pensiero anche nell'uso fatto del dialetto dai due poeti rispettivamente in Poesie a Casarsa (1942) e nella succitata Cruza de m (1984); il fine dei due scrittori quello ritrovare un senso alle parole utilizzate per combattere la banalizzazione del piatto registro medio utilizzato convenzionalmente dai mass media. Solo in parte legata a questa necessit l'uso del dialetto in Ragazzi di Vita (1955), libro di Pasolini ambientato nei quartieri poveri della Roma del II dopoguerra, e nella produzione in sardo ed in napoletano di De Andr; in questi lavori emerge la necessit di utilizzare una lingua che si attenga a quella realmente parlata dai protagonisti per rendere il racconto verosimile. Un altro parallelo pu essere tracciato tra le due visioni della storia evangelica: nel film Il Vangelo secondo Matteo (1964) viene vista in maniera antidogmatica la vita di Ges Cristo rendendone manifesti i lati rivoluzionari; De Andr, nella Buona Novella (1970) ripercorrer la storia narrata nei vangeli apocrifi evidenziando il fine pacifista e libertario dell'insegnamento cristiano scevro da ogni compromesso con chi detiene il potere e per questo pericoloso. Ma al di l di questi evidenti punti in comune, il filo conduttore che lega questi due protagonisti della letteratura italiana della seconda met del '900 l'attenzione a quella fetta di popolazione che non ha voce in una societ consumistica: il sottoproletariato. Un mondo che ha deciso di "avere" piuttosto che di "essere", per usare le parole di E. Fromm, non ha piet e considerazione per chi non parte della macchina economica "che ci porta avanti, quasi tutti quanti" (da Ottocento, contenuta in Le nuvole). Ed in quest'ottica che vengono esaltati gli ultimi, uomini e donne che volenti o nolenti non fanno parte della schiera dei consumatori, ormai schiavi della merce e del denaro. Non vi sono tuttavia modelli da seguire quanto anime dolenti, talvolta contraddittorie nei gesti e nelle azioni, ma cos ricche e particolari da non poter essere giudicate secondo una morale che contrappone i buoni ai cattivi. Ed forse in questo che v trovato il senso della vita prima ancora che dell'opera di questi intellettuali poich laddove la morale diviene un metro di giudizio del valore di un uomo, vien meno il sentimento cardine del tessuto sociale: la piet.

7 - Bibliografia

- Avalle, U. Maranzana, M. (2005), Pensare ed educare Vol.III, Paravia. - Bugoni, B. Giuffrida, R. (2004), Accordi Eretici, Rizzoli. - Coveri, L. (2004), I dialetti (e le lingue) di De Andr, in Trasparenze, Edizioni San Marco dei Giustiniani. - D'Isa, L. (2009), Psicologia generale, evolutiva e sociale, Hoepli. - Fornero, G. (2000), Protagonisti e testi della filosofia Vol. D Tomo I, Paravia. - Romana, C. G. (2009), Smisurate preghiere. Sulla cattiva strada con Fabrizio De Andr, Arcana Edizioni.