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PIER VITTORIO TONDELLI: DINNER PARTY E LA

NEGAZIONE DEL

POSTMODERNO

Paula Marqus Hernndez


Modernitat i Postmodernitat: de Baudelaire a Derrida
Professora: Dra. Joana Mas
Curs: 2016-2017

INTRODUZIONE

Essendo figlio di una pi vasta cultura occidentale, pur essendo un


inguaribile estimatore di musica pop e rock, pur essendo un consumatore di
cinema americano e di letteratura della beat generation, sono anche
profondamente emiliano (Tondelli, 1988). Pier Vittorio Tondelli nacque a
Correggio, in provincia di Reggio Emilia, nel 1955. Per sfortuna, la malattia
dellAIDS lo prese, nella decade dei Novanta, e nel 1991, solo allet di 35 anni,
mor. Fu un giovane che visse la Bologna rivoluzionaria della fine degli anni
settanta, la liberazione di tutti i campi e, come vedremo posteriormente, pure la
sbornia consecutiva a essa. A ventidue anni, siscrisse al corso di laurea in
Discipline Arte Musica e Spettacolo (DAMS) dellUniversit di Bologna e di l si
sarebbe sentito in contatto con tutti i suoi contemporanei, compagni, professori,
altri artisti. Il genio fumettista di Andrea Pazienza, la critica darte Francesca
Alinovi, Enrico Palandri, Umberto Eco.
Ebbe una traiettoria molto controversa. Nel 1980 pubblic la sua prima
opera, Altri libertini, che suscit subito scandalo, ma nello stesso momento fu
pure un successo, giacch divent un libro di culto per tantissimi giovani, che si
sentirono identificati nei suoi personaggi confusi e innamorati. Nel 1983,
lomicidio di Francesca Alinovi segn una svolta profonda, decise di abbandonare
il progetto di scrivere un grande romanzo sui primi anni Ottanta, intitolato Un
weekend postmoderno, dopo aver scritto tre capitoli. Pretendeva raccontare
diverse feste realizzate in varie citt italiane in voga in quel periodo, quali
Firenze, Milano, Bologna, ecc. Egli, per, non era pi capace a ritrattare quella
felicit esagerata causata dalla liberazione delle droghe, del sesso e della
sessualit, dei party, in maniera positiva. Lanno seguente scrisse Dinner Party, la
sua unica opera di teatro. Nel 1985, Tondelli pubblica Rimini e, nel 1986, Biglietti
agli amici. Il suo ultimo romanzo, Camere separate, esce nel 1989, in unepoca
gi matura, piena di riflessioni sullesperienza della separazione, dellabbandono e
della morte. Come un autore di articoli e brevi racconti ha scritto due volumi: Un
weekend postmoderno (1990) e Labbandono (1993, postumo).

In questa tesina ci soffermeremo in questa commedia e tramite essa


metteremo in dubbio la classificazione di Tondelli come postmoderno. Inizieremo
spiegando cos la postmodernit, passando dai dibattiti che le giravano attorno,
seguendo i critici e filosofi pi noti del momento, come Lyotard, Habermas,
Jameson. In Italia, il dibattito arriv subito dopo con Gargani, Portoghesi,
Ferraris, Vattimo, Omar Calabrese, fra i tanti. Nella seconda parte di questo saggio
analizzeremo la negazione di Tondelli di essere inserito nel gruppo dei
postmoderni, giustificando questa scelta attraverso un testo molto noto di
Baudrillard, il quale ci parla della teoria del simulacro.

PIER VITTORIO TONDELLI: DINNER PARTY E LA


NEGAZIONE DEL POSTMODERNO
Il postmoderno, introdotto ed elaborato nellambito della filosofia e la
produzione estetica, diventato un concetto internazionale e abbastanza confuso.
Il problema del postmoderno, in primo luogo, presenta questioni terminologiche
connesse alla sua definizione e quindi non possiamo descrivere il termine senza
legarlo ad altre due parole di radici similari, postmodernit e postmodernismo.
La postmodernit si pu intendere in chiave di periodo che segue alla
modernit. Ma quali sono i limiti storici fra la modernit e la postmodernit?
Ardolino (projecte acadmic) sceglie come data di avvio della postmodernit il
1979, anno in cui Lyotard pubblic il suo libricino, La condition postmoderne,
un informe in cui si incarica al pensatore francese di analizzare lo stato, la
condizione, del sapere della societ (tardo)capitalista. Questo diagnostico
designa el estado de la cultura despus de las transformaciones que han
afectado a las reglas de juego de la ciencia, de la literatura y de las artes a
partir del siglo XIX. Aqu se situarn esas transformaciones con relacin a las
crisis de los relatos (Lyotard 1999: 9).

Lyotard, dunque, annuncia la fine di certi grandi relati nati allepoca della
Rivoluzione

Francese,

quali

lassociazione

sapere-emancipazione-libert,

lemancipazione politica, il vincolo ricchezza-capitale-progresso e il gran


principio dellgalite. Durante la seconda guerra mondiale, Auschwitz fu un
umanicidio e fin con legualit fra tutti gli umani, culture, etnie.
In Italia, attorno a questa nuova condizione del sapere, si parla de La crisi
della ragione (1979), attraverso una raccolta di saggi, curata dal filosofo Aldo
Gargani. Essa viene addirittura manifestata dal massimo esponente del
postmodernismo americano, Charles Jencks, per prima volta nel territorio italiano,
nella mostra darte veneziana del 1980, col titolo The Presence of the Past. Fu un
dibattito che pass dalla filosofia, dallo studio dellarte, dalla critica e la teoria
della cultura e della letteratura fino allarchitettura, come ben sostiene Jansen
(2002).
Questo nuovo stato o condizione, manifestato come crisi e trasformazione
dei paradigmi di pensiero, subito ebbe una reazione. Contemporaneamente a
Lyotard, Habermas (1980) traccer la prima resistenza contro il concetto di
postmodernit: secondo questo filosofo tedesco, la modernit, in realt, non
ancora morta, perch il suo gran progetto, quello dellIlluminismo, non si ancora
realizzato. Ritornando al discorso della crisi dei metarelati della modernit,
Habermas afferma che, altro che la morte delle metanarrazioni, stato il
metarelato della Postmodernit quello ha pestato tutti gli altri. Vattimo (1983), il
massimo esponente del pensiero debole, ci annuncia, invece, unalternativa: la
morte delle metanarrazioni divenuta, infatti, una vera e propria metanarrazione,
quella della Postmodernit (Ardolino 2010: 181).
Prima di passare allambito letterario italiano del momento, bisogna
rimarcare che, come esprime Giovanetti (2002) in maniera riassuntiva, noi
intendiamo la postmodernit come una periodizzazione, il postmodernismo,
come le forme darte e di letteratura e, invece, il postmoderno, lo colleghiamo
alla condizione, artistica, ideologica e sociale.
Se diamo uno sguardo allambito letterario italiano del momento, possiamo
notare quella natura ibrida dei risultati. Ardolino (2010: 177) ci propone la lettura
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della linea Eco-Calvino-P. V. Tondelli, tutti i tre gli autori, portatori di una
poetica della postmodernit. Il primo ci illustra il modello di double coding
applicato alla storia con Il nome della rosa (1980); ci mostra un medioevo fasullo
guardato ironicamente dal presente. Lesempio pi estremo di un metaromanzo lo
troviamo in Se una notte dinverno un viaggiatore (1979), di Italo Calvino, in cui
il destinatario storico dellopera viene messo nel caos della societ postmoderna.
E in Altri libertini di Tondelli, invece, troviamo un rimpiazzo della postmodernit
diverso: la normalizzazione degli esperimenti della neoavanguardia e la
destrutturazione del linguaggio.
In tutti questi risultati letterari viene riflessa la crisi del significato
permanente: luomo, come soggetto, non pu darsi un senso stabile giacch,
attraverso il cosiddetto progresso tecnologico si prodotta una frammentazione
delle certezze, del tempo, dellidentit, dello stesso.
Altri libertini (1980) di Tondelli la summa di un decennio di libert e di
confusione, di collettivismo e trasgressione (Tani, 1990: 200), quegli anni
effervescenti, pazzi, nati in Via Emilia. Questi libertini trovano la loro
rassicurazione nelle droghe. Trovano nellalcool unimmediata e fugace evasione
con cui ricercheranno la propria autodeterminazione. Lotteranno, si feriranno e
poi sempre si guariranno. Limportante per loro agire, partire, viaggiare, essere
comunque in movimento, lasciarsi andare allonda che travolge, senza principio e
senza meta, e dallabbandono ricavare piacere (Buia, 1999: 49). Si penseranno
beat e, conseguentemente, postmoderni. La condizione del postmoderno
essere bello, spensierato, per moda, assorbito dal consumismo sfrenato. Come si
appena detto, i libertini sono come i beat, desiderano scappare, viaggiare, fare
lautostop fino a dove possono arrivare. Significa, dunque, la scoperta della vita
sulla strada e insomma sentire il sesso liberato dai pregiudizi, la droga libera, i
valori umani, la coscienza collettiva. Sono i personaggi dellunderground, sono
la bella trib (Tondelli, 2015: 116) e il grado zero della loro cultura
leclettismo, espresso cos da Lyotard (1996: 17-18):
Omos reggae, miramos un western, comemos en un MacDonald a
medioda y un plato de la cocina local por la noche, nos perfumamos a la
manera de Pars en Tokio, nos vestimos al estilo retro en Hong Kong, el
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conocimiento es materia de juegos televisados. [] Hacindose el kitsch, el


arte halaga el desorden que reina en el gusto del aficionado (Lyotard
1996: 17-18).
Tondelli, al pari del filosofo francese, considera il postmoderno per tutto
un misto di cose, di atteggiamenti, per quel variare (Panzeri, Picone 1994: 60).
Dice di usare pure il termine con ironia:
del resto non vi verrebbe da pensare altro per una corrente che si potrebbe
definire anche estetica, che ha fatto della citazione e della riproposizione
degli stili del passato la sua forza. Ma gi tutto citato e se manca lironico
viene a perdersi la sua prerogativa. Sarebbe grottesco prendere il
postmoderno con un atteggiamento di estrema seriet (Panzeri, Picone
1994: 60).
Ma postmoderno significa anche unetichetta, poich, allinizio degli anni
ottanta, era un termine passe-partout1, che stava a significare una compresenza
di stili diversi per una nuova comunicazione (Picone 1991), uno stile, un modo
di vivere, che era destinato alla propria distruzione. Tondelli lo definiva come
una mania culturale, una moda e un segno di festa: si usciva da un
decennio buio e cupo con unesplosione di colori, di follia. Durata poco,
come un week end. Si finiva per essere abbagliati dal nuovo? Forse, ma era
anche giusto. Ogni dieci giorni si vedeva sfrecciare una tendenza ad una
velocit sconosciuta prima. Era qualcosa veramente divertente dove tutto si
mischiava ed il senso non si otteneva pi da un gruppo bens da una
compresenza di segni. Tutto era lecito e giustificato (Picone 1991)
Quel negarsi postmoderno da parte di Tondelli il risultato di un
disincanto, di un disinganno. Nel 1983, dopo lomicidio della sua cara
amica Francesca Alinovi e dopo la scoperta delle trasgressioni dei limiti e
1 Umberto Eco (1884: 71) la pensava allo stesso modo: Desgraciadamente, posmoderno es un
trmino que sirve para cualquier cosa. Tengo la impresin que hoy se aplica a todo lo que gusta a quien lo
utiliza.

della follia legati ai party, vi si prende coscienza della realt. In parole dello
scrittore:
Per me, gli anni ottanta finirono gi l, nel 1983, durante quel finesettimana dove, sotto lapparenza di una fiesta mobile di ragazzi
allegri, e anche scatenati, si rivelarono la follia dei rapporti, leccesso
di certi riti e anche la paura (Tondelli 2001: 230-231).
Questo testo si pu mettere in confronto con gli eventi che si svolgono nel
finale della festa in Dinner party. Dopo lo smantellamento delle maschere
sessuali rappresentazione della liberazione sessuale dei personaggi2, irrompe un
trauma: che fare dopo la follia orgiastica dei primi anni ottanta? la bella trib, i
postmoderni, hanno trasgredito al massimo i loro limiti e si trovano davanti alla
confusione. Baudrillard (1991: 9) definisce quella follia orgiastica come todo el
momento explosivo de la modernidad, el de la liberacin de todos los campos,
sia quello della politica, quello sessuale, la liberazione della donna, dellarte, ecc.
Ha habido una orga total [] hemos recorrido todos los caminos de la
produccin y de la superproduccin virtual de objetos, de signos. Cos afferma
che hoy todo est liberado, las cartas estn echadas y nos reencontramos
colectivamente ante la pregunta crucial: QU HACER DESPUS DE LA
ORGA?. Per questo pensatore francese, il simulacro la soluzione, cio fare
finta di niente e simulare che ancora ci saranno pi orgie, pi feste, pi
liberazioni, da realizzare, fingere che ancora si potr andare avanti.
La commedia finisce con un abbraccio tra i due fratelli, facendo finta di
niente:
DIDI: cos buio
FREDO: Ci hanno abbandonati, ma che importa? Balliamo!
DIDI: Ballo solo il tango.
2 Da una parte, c il triangolo amoroso: Fredo-Giulia-Alberto, i primi due sposati; il primo, per, in
realt, omossessuale, sempre innamorato di Alberto; Giulia e Alberto, amanti. Poi c la fidanzata finta di
Alberto, Annie, che un travestito, sicuramente contrattata da Fredo per beccare ladulterio fra sua
moglie e il suo migliore amico. E per ultimo, c Tommy, caro amico della famiglia, soprattutto dei
genitori degli Oldofredi (Fredo e Didi), del quale, alla fine, gli si accusa di essere stato lamante della
madre degli Oldofredi e di avere ammazzato il padre di loro. Didi, trattato da ubriacone, ne sar
losservatore e il filosofo della serata.

FREDO: E io solo disco-music.3


Dunque, viene accettata limpossibilit del progresso e consecutivamente
limpossibilit del nuovo. Si potr soltanto simulare un altro progresso, unaltra
orgia, unaltra liberazione perch in realt tutto si esaurito. Veramente si pu
creare da zero? Non esiste pi la novit ma il misto di quello che gi esiste.
Attualmente, per, questo discorso sullimpossibilit del nuovo lha ripreso
un filosofo francese, Boris Groys (2002), da una prospettiva positiva, cio con
illusione. Secondo lui, la fine del nuovo sar la liberazione dellobbligo di essere
storicamente nuovi e, inoltre, propone lopportunit di scappare dal museo e dal
mercato dellarte, giacch riconoscono la novit, soltanto, dentro di essi.

CONCLUSIONE

In questa tesina si potrebbe parlare di tante altre questioni, per, cos, non
avremmo mai finito. Alla fine, ci troviamo davanti ad un testo pure eclettico e
magari ancora un po inautentico, basato su di unipotesi e rafforzata attraverso un
ampio corpus bibliografico. Questipotesi, la negazione di Tondelli come
postmoderno, si risolve attraverso la presa di coscienza della realt: non c altro
da trasgredire, ci resta solo che simulare pi liberazioni. Daltra parte, credersi
postmoderno una moda, unetichetta, una marca, come vestire di Levi-Strauss in
primavera e destate, di Zara. A questo punto, potremmo seguire avanti cos e
chiederci: allora, se Tondelli non postmoderno, in quale gruppo possiamo
inserirlo? Manca (2013: 15) allude, dalle domande che si fa Tondelli dentro la sua
narrativa, che lo scrittore modernista, giacch esse sono di natura
epistemologica (Come posso interpretare questo mondo di cui faccio parte? E
che posto ho in esso?). Il postmoderno, dunque, sarebbe una finzione del
moderno? Le questioni restano aperte.

3 Tondelli, 2000: 396-397


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