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DOPING

Le cattive pratiche
Il doping è l’uso di sostanze o metodi che, per natura, dosaggio, metodo e applicazione,
sono nocivi alla salute e/o possono migliorare artificiosamente la prestazione fisica.
Il doping è il verificarsi di una o più violazioni delle Norme Sportive Anti Doping contenute nel
codice Mondiale Anti Doping
Tale codice afferma la responsabilità di ogni atleta per le sostanze presenti nelle sue analisi
e specifica altri comportamenti per i quali l’atleta stesso
o le persone che lavorano con lui sono ritenuti
responsabili. In particolare sono violazioni del Codice
antidoping:
 l’uso o il tentativo di uso anche il solo possesso
(anche da parte del personale di supporto dell’atleta) di
una sostanza vietata o di un metodo proibito (durante
o fuori la competizione);
 il rifiuto o l’omissione, senza giustificato motivo,
di sottoporsi al prelievo di controllo;
 l’ommessa comunicazione di informazioni utili
per la reperibilità dell’atleta chiamato a test antidoping
L’uso di farmaci dopanti non è privo di effetti  la manomissione o il tentativo di manomissione
collaterali che danno dipendenza e di una qualsiasi fase dei controlli antidoping
assuefazione  il traffico o la somministrazione di sostanze
vietate o di metodi proibiti.

Le sostanze e i metodi vietati


Stimolanti

Fecero la loro comparsa nel dopoguerra ed ebbero larga diffusione in alcuni sport di
resistenza durante gli anni sessanta
 stimolanti forti, tra quali i più noti sono le anfetamine e derivati e la cocaina
 stimolanti blandi, tra cui l’efedrina (alcaloide organico contenuto in varie piante, e
prodotto anche sinteticamente, usato sia per aumentare il ritmo della contrazione
del cuore, in alcune malattie cardiovascolari, nell’asma bronchiale e per stimolare
l'attività del sistema nervoso)
Le anfetamine, per esempio, vengono utilizzate perché favoriscono l’irrorazione
sanguigna dei muscoli scheletrici; fanno aumentare la concentrazione, l’aggressività
e lo spirito agonistico, migliorano la resistenza allo sforzo e riducono la sensazione di
stanchezza.
Gli effetti collaterali di queste sostanze, che danno dipendenza e assuefazione (cioè
inducono ad aumentare la dose), sono a carico del sistema nervoso: disturbi del
sonno stato depressivo, inappetenza, mancanza di spirito autocritico.

Le sostanze non proibite


Esistono molte sostanze in grado di migliorare la
performance che ancora non sono sottoposte a
particolari restrizioni. Sono gli integratori alimentari,
alcuni d’indubbia efficacia, altri sostanzialmente inutili.
Non si conosce ancora l’effetto di uno di loro abuso
sulla salute e sarebbe pertanto auspicabili
un’assunzione moderata e controllata. Per esempio
negli ultimi anni si è diffusa l’abitudine di assumere
bevande contenenti integratori di Sali e minerali nella
I controlli antidoping avvengono normalmente convinzione che consentano di migliorare le
durante le gare e le competizioni. Gli atleti da prestazioni. Gli integratori alimentari coadiuvano
sottoporre al controllare sono in genere l’alimentazione quotidiana che, se equilibra, in genere
sorteggiati è in grado da sola di coprire il fabbisogno organici. In
alcuni casi, anche la dieta bilanciata ha comunque
bisogno di essere integrata per prevenire problemi legati all’intesa attività fisica degli atleti.
Il problema sorge qualora si faccia un uso indiscriminato di queste sostanze.
Anche avvallarsi segretamente di conoscenze specifiche sulle proprietà di sostanze
normalmente utilizzata a scopo d’interrogazione alimentare può essere considerato un
comportamento scorretto. Per esempio, una sostanza molto comune come il bicarbonato di
sodio non è composto dopante, ma assunto nella formula ad azione ritardata e con una
particolare posologia poco prima di una gara sui 400m potrebbe avvantaggiare l’atleta.
Il bicarbonato, infatti, è in grado di contrattare l’aumento di acidità del sangue
determi9nato alla produzione di acido lattico, con un conseguente aumento della soglia
della fatica.