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Gli integratori ed il doping

Gli Integratori

Cosa sono gli integratori?


Gli integratori sono utilizzati principalmente dagli sportivi in tutti gli ambiti per, appunto,
reintegrare ciò che si è perso durante l'attività fisica, infatti, in particolari situazioni un atleta
potrebbe avere bisogno di specifiche reintegrazioni.

Le principali sostanze contenute negli integratori


Creatina: migliora il recupero, aumenta la forza, l'esplosività del gesto motorio e le masse
muscolari (effetto presunto, non ancora accertato);
Proteine: utilizzate con lo scopo di aumentare la massa
muscolare possono favorire l'anabolismo soltanto se
l'alimentazione non riesce a fornire sufficienti quantità di
proteine;
Amminoacidi: essendo i mattoni “basilari” delle proteine
possono contribuire all'aumento della massa muscolare, ma,
generalemente, sopratutto gli amminoacidi ramificati, sono
utili per il recupero dopo allenamenti prolungati ed intensi,
gare lunghe o particolarmente impegnative.
Vitamine: anche se la dieta è corretta e ben bilanciata, negli
sportivi di medio-alto livello carenze di vitamine non sono
rare, si rende quindi necessario l'utilizzo di integratori
contenenti queste sostanze.
Sali minerali: Gli integratori di sali minerali risultano essere
un utile apporto alla dieta degli sportivi, in quanto con la
sudorazione si perdono molti sali (oltre che le normali
Immagine 1: Integratore di sali tossine).
minerali
Gli utilizzi nello sport
Gli integratori possono essere assunti dagli sportivi non per accelerare esponenzialmente lo
sviluppo muscolare, ma per recuperare le perdite e rifornire l'organismo di energia e nutrienti in
misura adeguata al bisogno, per evitare stanchezza ed eccessivo affaticamento.

L'abuso e le alternative
Per uno sportivo con una corretta dieta non sempre (e molto meno spesso di quanto siamo spinti a
credere) sono necessari integratori, ed è importante, anche in caso di bisogno, non considerarli
sostanze miracolose e limitarne l'assunzione e le dosi, infatti, abusi di sostanze “integranti”,
possono portare a disturbi, anche gravi, alla salute.
Le possibili alternative agli integratori potrebbero essere, nell'ambito sportivo, la frutta (che
fornisce sali minerali e vitamine) ed una dieta adeguata e bilanciata.
Il Doping

Cos'è il “doping”?
Il doping è l'uso (o abuso) di sostanze medicinali o procedure con lo scopo di aumentare
artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta.
II ricorso al doping è un'infrazione all'etica dello sport ed
è, per questo, vietato in tutte le discipline.

Il termine “doping”
Le possibili origini della parola “doping” sono controverse
e non certe.
Il termine potrebbe derivare da “dop”, bevanda alcolica
usata come stimolante nelle danze cerimoniali del sud
Africa nel XVIII secolo.
Oppure è possibile che il termine derivi dalla parola
olandese “doop” (una salsa densa) che entrò nello slang
americano per descrivere come i rapinatori drogassero le
proprie vittime mescolando tabacco e stramonio, causando
Immagine 2: Strumenti e medicinali loro sedazione, allucinazioni e smarrimento.
utilizzati per il doping Infine è possibile che le origini della parola si debbano
attribuire agli anni '80 dell'800, quando la parola “dope” era usata relativamente alla preparazione di
un prodotto viscoso e denso di oppio da fumare.

Regolamentazione riguardo al doping


I regolamenti sportivi vietano il doping, regolamentando strettamente le tipologie e le dosi dei
farmaci consentiti, e prescrivono l'obbligo per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping, che si
effettuano mediante l'analisi delle urine e in alcuni casi anche del sangue (controlli incrociati).
Gli atleti che risultano positivi alle analisi vengono squalificati per un periodo più o meno lungo; e,
in caso di recidività si può arrivare fino alla squalifica a vita.
Il Comitato Olimpico Internazionale ha istituito un'apposita agenzia, la WADA, che si occupa della
lotta al doping.
Negli ultimi anni in Italia e altri paesi il doping è diventato un reato penale, sotto la fattispecie della
frode sportiva:
Infatti è del 14 dicembre 2000 la legge n. 376 che permette di colpire più efficacemente una
pratica che in precedenza era sanzionabile solo sul piano sportivo. Sono punibili sia l'atleta che fa
uso di sostanze dopanti, sia il medico che le prescrive o somministra, sia chi fa commercio dei
farmaci vietati.
Ogni anno, la WADA pubblica una lista dettagliata di sostanze dopanti considerate illegali per uso
sportivo.

Le sostanze considerate dopanti e le pratiche vietate


Le sostanze dopanti e le pratiche vietate sono tutti quei medicinali o quelle procedure volte
all'incremento delle prestazioni atletiche di un individuo.
Stimolanti: Sostanze eccitanti che generalmente migliorano il grado di attenzione e concentrazione,
aumentano la resistenza alla fatica e la tolleranza allo sforzo.
Narcotici : Sostanze facenti parte della classe degli oppioidi (morfina, eroina, metadone).
Svolgono un'azione analgesica e calmante.
Vengono utilizzati per inibire la sensazione del dolore, per contrastarne gli effetti di diminuzione
dell'attenzione vengono assunti in combinazione con sostanze stimolanti.
Anabolizzanti : Sono sostanze con azione simile a quella dell'ormone maschile testosterone.
Le sostanze, come d'altra parte l'ormone, legandosi a specifici recettori cellulari inducono
modificazioni tipiche legate alla differenziazione sessuale, principalmente un aumento della massa
muscolare e della forza.
Ormoni proteici, glicoproteici : Sostanze naturali che fungono da "messaggeri" all'interno
dell'organismo.
Questo gruppo di sostanze è disomogeneo, in quanto comprende sostanze non strettamente correlate
farmacologicamente fra di loro – uno degli ormoni più utilizzati è l'EPO (Eritropoietina) che
aumenta la disponibilità di ossigeno nei tessuti muscolari e favorisce il recupero fisico durante le
attività sportive; per questo motivo viene impiegata soprattutto negli sport che richiedono sforzi
prolungati.
Diuretici: Sostanze che inducono lo stato di disidratazione; si tratta di una forma di doping
specificamente adottata negli sport ove esistono categorie di peso come la lotta, il sollevamento pesi
e il pugilato: il vantaggio che ne deriva è quello di gareggiare in una categoria inferiore sfruttando
la struttura fisica che competerebbe ad una categoria superiore.
Tuttavia, la disidratazione è causa di ridotta funzione neuromuscolare e di difficoltà di
termoregolazione in quanto il processo di sudorazione è meno efficiente .
Doping genetico: Il doping genetico, una delle “nuove” tecniche di doping introdotte negli ultimi
anni.
Il sopracitato WADA lo definisce come “uso non terapeutico di cellule, geni, elementi genetici con
lo scopo di migliorare le prestazioni atletiche dell'atleta.”
Emotrasfusione : rappresentava lo strumento adottato per aumentare la massa dei globuli rossi e
quindi la capacità di trasporto dell'ossigeno nel sangue. Attualmente la pratica è in disuso essendo
stata soppiantata dall'assunzione di EPO (Ormone glicoproteico).
Manipolazione farmacologica, chimica e fisica: cioè tutte le procedure atte ad alterare i risultati dei
test antidoping.
Un esempio è rappresentato dall'assunzione del probenecid, un farmaco antigotta che inibisce la
secrezione renale di ormoni steroidei e può quindi mascherare l'assunzione di anabolizzanti.
Inoltre, in alcuni casi, anche alcool e beta-bloccanti sono considerati come doping.

Effetti “indesiderati” del doping


Il doping, ovviamente, porta con s'è gravi rischi per la salute di chi lo pratica e, nel caso del doping
genetico, anche per le generazioni future.
Categorizzando gli effetti collaterali in base al tipo di sostanza si ottiene che gli stimolanti, oltre che
a dare insonnia, portano a confusione, aggressività, aritmie cardiache e, in caso di sospensione,
astinenza, i narcotici, danno dipendenza, gli anabolizzanti inducono arresto della crescita,
ipertensione, rischio di infarto del miocardio, infertilità e impotenza, stati ansiosi maniaco-
depressivi, acne, mascolinizzazione irreversibile nella donna, ginecomastia e alterazioni del timbro
di voce, gli ormoni possono portare a disturbi al sistema cardio-circolatorio ed a trombosi e i
diuretici portano rischio di collasso, di arresto cardiaco, insufficienza renale ed epatopatie.
Il doping genetico, invece, proprio a causa della sua natura “genetica” e dei suoi non noti effetti a
lungo termine potrebbe originare gravi malattie sia negli atleti sia nei loro discendenti.

L'uso nello sport


A tutti i livelli sono stati molti – e lo sono ancora – i casi di doping
accertati o presunti.
In tutta la storia dell'umanità sono noti casi di doping, si pensi, ad
esempio, che già gli atleti greci utlizzavano semi di sesamo (ritenuti
dopanti, all'epoca) durante i Giochi Olimpici, per poter migliorare le loro
prestazioni.
Nell'epoca moderna si hanno molti casi, più o meno noti:
Il primo fu quello, nel 1886, di Arthur Linton, ciclista, morto per doping,
ci furono poi Tom Simpson, morto nel 1967 durante il Tour de France in
diretta televisiva, Ben Johnson, squalificato ai Giochi olimpici di Seul nel
Immagine 3: Arthur 1988 dopo aver vinto la corsa dei 100 metri piani e stabilito il nuovo
Linton record del mondo (che venne annullato), Marco Pantani, escluso dal Giro
d'Italia del 1999 alla vigilia della penultima tappa mentre era largamente in testa alla classifica
(Pantani non risultò positivo a sostanze dopanti, ma il suo ematocrito era superiore al valore
massimo consentito) e Marion Jones rea confessa di doping e per questo privata di tutte le sue
medaglie olimpiche.
Inoltre è noto come, tra gli anni cinquanta agli anni ottanta del '900, soprattutto agli atleti che
partecipavano alle Olimpiadi, nell'europa dell'est furono somministrate sostanze dopanti, senza
conoscerne effetti collaterali ed a lungo termine. Questa pratica ha portato gravi danni fisici e
psicologici a molti atleti.
Negli ultimi giorni è sorto un nuovo scandalo, pare infatti che Lorenzo Bernucci, della Lampre-
Farnese Vini, abbia confessato di far uso di sostanze dopanti e che i suoi familiari (moglie, suocero,
fratello e madre) ne fossero a conoscenza, così come il compagno di squadra Petacchi.

Confronto tra sostanze e pratiche dopanti e gli integratori


Dopo la panoramica riguardo alle due categorie si può parlare, ora, delle loro differenze profonde.
Come si è visto nelle due diverse sezioni esistono regolamenti riguardo al doping che lo rendono
illegale (almeno in Italia) non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello penale.
Mentre il doping è constrastato severamente attraverso controlli e test, gli integratori sono soltanto
alimenti “particolari”, del tutto legali, di cui, però, è meglio non abusare per evitare di renderli di
pericolosi e dannosi, invece che benefici e rigeneranti:
l’integratore serve infatti a riequilibrare i bisogni del fisico (reintegra appunto), mentre il doping è
un comportamento anti-sportivo che aggiunge al fisico qualcosa che risulta pericoloso, anche se il
risultato potrebbe essere esaltante.

Conclusioni
In conclusione abbiamo visto come le sostanze e le pratiche dopanti siano poco salutari per tutti, per
chi pratica il doping, per chi gli sta vicino (si pensi al doping genetico) e per lo sport, che ne risente
diventando sempre di meno un divertimento e sempre più un business.
Fortunatamente negli ultimi anni si sta assistendo ad un impegno – almeno formale – sempre
maggiore da parte delle federazioni sportive e degli organizzatori, per debellare il fenomeno del
doping non solo attraverso controlli più rigorosi e
severi, ma anche attuando politiche di sensibilizzazione
sin dalla più tenera età.
Per gli integratori, ovviamente, il discorso è diverso,
infatti, malgrado negli ultimi anni si stiano
promuovendo gli integratori come “necessari” e
miracolosi non sono altro che alimenti specifici da
assumere con attenzione, proprio per la loro specificità.
Immagine 4: Logo dell'agenzia
internazionale anti-doping