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T4 Giovanni Pascoli, La siepe (dai Poemetti)

I
Siepe del mio campetto, utile e pia1,
che al campo sei come l’anello2 al dito,
che dice mia la donna che fu mia

(ch’io pur ti sono florido3 marito,


5 o bruna terra ubbidïente, che ami
chi ti piagò col vomero brunito4...);

siepe che il passo chiudi co’ tuoi rami


irsuti al ladro dormi ’l-dì6; ma dài
5

ricetto7 ai nidi e pascolo8 a gli sciami;

10 siepe che rinforzai, che ripiantai,


quando crebbe famiglia, a mano a mano,
più lieto sempre e non più ricco mai;

d’albaspina, marruche9 e melograno,


tra cui la madreselva10 odorerà;
15 io per te vivo libero e sovrano,

verde muraglia della mia città11.

II
Oh! Tu sei buona! Ha sete il passeggero;
e tu cedi i tuoi chicchi12 alla sua sete,
ma salvi13 il frutto pendulo del pero.

Nulla fornisci alle anfore segrete14


5 della massaia: ma per te, felice
ella i ciliegi popolosi15 miete.

Nulla tu rendi; ma la vite dice;


quando la poto all’orlo della strada,
che si sente il cucùlo alla pendice16,

10 dice: – Il padre tu sei che, se t’aggrada17,


sì mi correggi e guidi per il pioppo18;
ma la siepe è la madre che mi bada. –

– Per lei19 vino ho nel tino, olio nel coppo20 –


rispondo. I galli plaudono21 dall’aia;
15 e lieto il cane, che non è di troppo22,

ch’è la tua voce, o muta siepe, abbaia.

III
E tu pur, siepe, immobile al confine,

© 2009 Pearson Paravia Bruno Mondadori spa


tu parli; breve parli tu, ché, fuori,
dici un divieto23 acuto come spine;

dentro, un assenso24 bello come fiori;


5 siepe forte ad altrui, siepe a me pia,
come la fede che donai con gli ori25,

che dice mia la donna che fu mia.

1. utile e pia: la siepe serve per definire la proprietà, che il poeta considera sacra.
2. anello: anello nuziale.
3. florido: fecondo, fertile.
4. vomero brunito: aratro bruno.
5. irsuti: ricoperti di foglie.
6. dormi ’l dì: che di giorno dorme.
7. ricetto: rifugio.
8. pascolo: cibo, cioè il polline dei fiori della siepe.
9. albaspina, marruche: cespugli spinosi.
10. madreselva: caprifoglio, arbusto rampicante.
11. mia città: il campo del contadino.
12. chicchi: bacche.
13. salvi: impedisci l’ingresso ai ladri.
14. segrete: riposte nella dispensa.
15. popolosi: abbondanti.
16. alla pendice: dalla collina.
17. se t’aggrada: se ne hai voglia.
18. sì ... pioppo: così mi raddrizzi e, legandomi al pioppo, mi dai sostegno.
19. Per lei: grazie a lei.
20. coppo: vaso di terracotta per conservare il vino o l’olio.
21. plaudono: approvano con il loro canto.
22. che ... troppo: il cane infatti aiuta a difendere il campo.
23. fuori ... divieto: imponi di rimanere all’esterno.
24. dentro, un assenso: all’interno esprimi amore.
25. donai ... ori: i contadini erano soliti donare alla moglie gli ori di famiglia.

Comprensione complessiva
1. Esegui la parafrasi del testo.
2. La poesia appartiene al secondo capitolo dei Poemetti, dal titolo L’accestire, in cui è messa in
scena una famiglia di contadini della zona di Barga: contestualizza il componimento nel contesto
dell’opera.
Analisi del testo
3. Analizza il lessico utilizzato in questa poesia: prevalgono termini colti o colloquiali? Riporta
alcuni esempi significativi.
4. Rintraccia in questa poesia il motivo tipicamente pascoliano del «nido», individuando espressioni
o termini significativi a tale proposito.
5. Riconosci nel testo i passaggi nei quali si realizza l’equazione donna-terra.
6. Quale tipologia di sessualità è evocata in questa poesia? Qual è la funzione della donna? Ricerca
nel testo i passi che confermino le tue risposte.

© 2009 Pearson Paravia Bruno Mondadori spa


Approfondimenti
7. In che cosa consiste l’“ideologia della siepe” pascoliana? Svolgi una breve ricerca per
rintracciare a quali ragioni storiche essa possa essere ricondotta.
8. Nelle poesie di Pascoli che hai letto, ritorna il tema della «siepe»? Se sì, prova a stabilire un
confronto tra i vari testi (puoi fare riferimento ad esempio alla poesia La Grande proletaria si è
mossa).

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