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SILENO

direttori
michele r. cataudella (resp.)
casimiro nicolosi
giovanni salanitro

comitato scientifico
serena bianchetti
carmelo crimi
enrico flores
hans-joachim gehrke
gian franco gianotti
didier marcotte

redazione
paolo cipolla (caporedattore)
ilenia achilli, adalberto magnelli,
carmela mandolfo, giuseppe mariotta,
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segreteria
anna quartarone salanitro

Direzione
Prof. Michele R. Cataudella
Università di Firenze - Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacoloi
via San Gallo 10 - 50129 Firenze
Tel. 055 2757902/3/4/5

Prof. Giovanni Salanitro


Università di Catania - Dipartimento di Scienze Umanistiche
piazza Dante 32 - 95124 Catania
Tel. 095 7102451
SILENO
RIVISTA SEMESTRALE
DI STUDI CLASSICI E CRISTIANI
FONDATA DA QUINTINO CATAUDELLA

ESTRATTO ANTICIPATO

anno xli
1-2/2015

AGORÀ & CO.


Laborem saepe Fortuna facilis sequitur
SILENO è una pubblicazione semestrale
Condizioni di abbonamento: € 85,00
Costo di un numero (due fascicoli): € 90,00
Per gli abbonamenti e gli acquisti rivolgersi a:
Licosa S.p.a.
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I-50125 Firenze
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Volume pubblicato con il concorso del Consiglio Nazionale delle Ricerche


e dell’Università degli Studi di Catania

«Sileno» is an International Peer-Reviewed Journal

©2015 LUMIÈRES INTERNATIONALES


Lugano

E-mail: infoagoraco@gmail.com

proprietà artistica e letteraria riservata per tutti i paesi


È vietata la traduzione, la memorizzazione elettronica,
la riproduzione totale e parziale, con qualsiasi mezzo,
compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico

ISSN 1128-2118
SOMMARIO

Contributi

I. Achilli, La Biblioteca a casa sua. Diodoro e la Sicilia 1

S. Audano, Su una recente edizione dei Vergiliocentones Minores:


riflessioni, discussioni, proposte 25

S. Audano, Riusi centonari di formule virgiliane:


l’esempio di o dulcis coniunx (Aen. 2, 777) 53

M. Beretta Liverani, Leon di Sparta: il vincitore olimpico,


l’ecista, l’ambasciatore 73

A. Bonadeo, Il Culex e la Batrachomachia in Stazio e in Marziale.


Modelli canonici e coscienza di genere di una ‘poesia minore’ 95

M. Canal, La Vetus Latina come ipotesto della parafrasi del libro


di Giosuè nel poema dell’ Heptateuchos: qualche nota
su alcuni passi significativi 127

A. Canobbio, Filomela e/o Procne? Virgilio e le ambiguità del mito


nel canto del Sileno 145

M.L. Cavalli, Adesp. ia. frr. 35, 38, 43-48 W.²: Archiloco o Ipponatte? 163

A. Conte, Il carme de castitate di Gregorio Nazianzeno:


struttura e tematiche 175

F. Corsaro, Gerolamo e la narrativa pagana: influssi del romanzo greco


sulla Vita Malchi 191

C. Crimi, Giovanni Geometra, i cigni e le cicale


(carm. 300, 55-61 van Opstall) 203

C. Crimi, Nazianzenica XIX. Tifeo o Encelado?


(Greg. Naz. carm. II 1, 11, 1404) 217

VII
sommario

W. Lapini, Teofrasto, De vertigine 9 225

C. Mandolfo, The Exegetical Doctrine of Eucherius Lugdunensis:


Theory and Praxis 231

P. Mastandrea, Un verso malamente attribuito a ‘Cipriano Gallo’


(Per l’apparato critico di Lucr. II 662) 263

A. Nicolosi, Minima Archilochea (Adesp. eleg. fr. 62, 5 W.2,


Archil. fr. 130, 1 W.2) 271

F. Nolfo, Epigr. Bob. 45 Sp. (= Ps. Auson. 2 PP. 420 S. Peip.):


la palinodia di Didone negli Epigrammata Bobiensia
e la sua rappresentazione iconica 277

L. Nosarti, Lampeggìi ammonitori: nota testuale


a Drac. Laudes Dei I, 102 305

G. Pedrucci, Riconsiderando il caso di Iside e Agata a Catania:


il legame di entrambe con la maternità e l’allattamento 315

A.A. Raschieri, Qualche osservazione sugli antichi commenti


al De inventione di Cicerone 343

G. Rota, Sismologia e medicina in Giovanni Lido:


la tassonomia sismica di Ost. 53. 363

M. Valvo, Fatum, Furor, Ratio. Tre momenti vitali


negli Astronomica di Manilio 387

Ricordi

W. Lapini, Ricordo di Filippo Di Benedetto 403

G. Tedeschi, Profilo di Carlo Corbato (1921-1996) 409

F. De Martino, Ritratto di Carlo Ferdinando Russo 423

Recensioni
AA.VV., Il miglior fabbro. Studi offerti a Giovanni Polara, a cura di A. De
Vivo e R. Perrelli, Amsterdam 2014 (G. Salanitro), 441

VIII
sommario

AA.VV., Labor in studiis. Scritti di filologia in onore di Piergiorgio Parroni, a


cura di Giorgio Piras, Salerno, Roma 2014 (G. Salanitro), 442

A Companion to Linear B: Mycenaean Greek Texts and Their World. Vol.


2, Edited by Yves Duhoux and Anna Morpurgo Davies (Bibliothèque de
Cahiers de l’Institute de Linguistique de Louvain 127), Leuven 2011 (M.R.
Cataudella), 443

Aspetti della Fortuna dell’Antico nella Cultura Europea. Atti della Decima
Giornata di Studi. Sestri Levante, 15 marzo 2013, a cura di S. Audano e G.
Cipriani, Campobasso-Foggia 2014 (S. Monda), 446

J. Bardill, Constantine, Divine Emperor of the Christian Golden Age,


Cambridge University Press, Cambridge 2012 (M.R. Cataudella), 448

Commodiano, Carmen de duobus populis. Introduzione, nota critica e


commento a cura di I. Salvatore, Bologna 2011 (F. Corsaro), 451

S. Costa, Quod olim fuerat. La rappresentazione del passato in Seneca


prosatore, Hildesheim-Zürich-New York 2013 (S. Audano), 454

Costantino prima e dopo Costantino, a cura di G. Bonamente, N. Lenski, R.


Lizzi Testa, Edipuglia Bari 2012 (M.R. Cataudella), 456

L. Di Giuseppe, Euripide. Alessandro, Lecce-Brescia 2012 (A. M. Marrone)


P. Frassinetti, Pagine sull’Octavia. Bibliografia dell’autore. A cura di L. di
Salvo, Genova 2012 (F. Corsaro), 459

Priapées, texte établi, traduit et commenté par L. Callebat; étude métrique


par J. Soubiran, Paris 2012, (G. F. Gianotti), 463

Proba, Cento Vergilianus de Laudibus Christi (a cura di M. L. La Fico Guzzo)


– Ausonio, Cento Nuptialis (a cura di M. Carmignani), Bahía Blanca 2012
(S. Audano), 474

A. Rodighiero, La tragedia greca, Bologna 2013 (S. Monda), 478

G. Salanitro, Scritti di filologia greca e latina, Catania 2014 (S. Audano), 480
V. Sauer, Religiöses in der politischen Argumentation der späten römischen
Republik. Ciceros Erste Catilinarische Rede ‒ eine Fallstudie, Stuttgart 2013
(F. Nolfo), 487

IX
sommario

J. E. Skinner, The Invention of Greek Ethnography. From Homer to Herodotus,


Oxford University Press, Oxford 2012 (M.R. Cataudella), 491

R. van Dam,  Remembering Constantine at the Milvian Bridge, Cambridge


University Press, Cambridge, xiv, 296 pp., 2011 (M.R. Cataudella), 494

V. Zimmerl-Panagl (her.), Dulce Melos II. Akten des 5. Internationalem


Symposiums: Lateinische und Griechische Dichtung in Spätantike, Mittelalter
und Neuzeit (Wien, 25.-27. November 2010),…et alia. Studi di filologia
classica e tardoantica 3, Pisa 2013 (S. Audano), 497

Notiziario bibliografico a c. di A. Quartarone Salanitro 503

Norme per i collaboratori 509

X
Proba, Cento Vergilianus de Laudibus Christi (a cura di María Luisa La Fico Guzzo) –
Ausonio, Cento Nuptialis (a cura di Marcos Carmignani) – Revisión técnica di Rubén
Florio, Editorial de la Universitad Nacional del Sur, Bahía Blanca 2012, 226 pp.

È davvero un segnale promettente e incoraggiante, in un momento di marginalizzazione


culturale degli studi classici (particolarmente vistoso in Italia, ma comune a molti paesi
europei), che anche nuove realtà, finora erroneamente considerate alquanto ‘periferi-
che’ rispetto ai tradizionali circuiti dell’antichistica, stiano felicemente emergendo con
prodotti di alta qualità, in linea con le istanze più aggiornate e, non di rado, in grado di
apportare reali elementi di novità critica.
Un bell’esempio di questo proficuo sviluppo è fornito da questa ricca e interessante
edizione argentina del centone di Proba e del Cento Nuptialis di Ausonio, rispettivamen-
te a cura di María Luisa La Fico Guzzo (Universidad Nacional del Sur, esperta di poesia
epica, con diversi contributi su Virgilio e Lucano) e di Marcos Carmignani (Universidad
de Córdoba, noto per i suoi lavori su Petronio, Apuleio e la narrativa antica, da tempo in
collaborazione anche con studiosi italiani), studiosi in dialogo fecondo con istituzioni
scientifiche internazionali, che realizzano in questo modo un progetto di ricerca diretto
da Rubén Florio dell’Universitad Nacional del Sur . È ammirevole che, dopo la gravissi-
ma crisi economica che ha colpito l’Argentina lo scorso decennio e ha duramente coin-
volto anche il sistema universitario con tagli impressionanti (e questo può giustificare
anche qualche lacuna bibliografica, che in ogni caso non inficia la qualità del lavoro),
molti studiosi abbiano saputo ricominciare l’attività scientifica con impegno e forte pas-
sione civile, nel solco della migliore tradizione culturale di quel paese.
La breve e densa Prefacio di Florio (pp. 5-6) che si sofferma sulle diverse modalità di
trasformazione dei modelli letterari pagani in età tardoantica tra paganesimo e cristia-
nesimo (spicca, in particolare, l’esempio di Virgilio, da un lato cristianizzato da Proba
con l’Eneide nel ruolo di sacrum poema, dall’altro riproposto da Ausonio nei panni sor-
prendenti e irriverenti di poeta lasciuus).
Segue poi una Introducción General (pp. 7-15), firmata da entrambi i curatori, in cui si
affrontano problemi di carattere generale relativi alla produzione centonaria, partendo
dalla definizione (pp. 7-8), al percorso storico, che spazia fino all’età moderna (pp. 9-12),
ai problemi di classificazione (pp. 13-14) fino a una rassegna delle principali edizioni,
traduzioni e commenti dei centoni di Proba e di Ausonio (pp. 14-15). Di questa sezio-
ne mi pare particolarmente apprezzabile la meditata riflessione sul centone come vero
e proprio ‘genere’: è pienamente condivisibile la perplessità degli autori a usare simile
definizione, dal momento che «a diversidad tematica no contribuye a esta clasificacion»
(pp. 8-9). A p. 12, tra i benemeriti sospitatores della poesia centonaria nel secondo No-
vecento, andava di certo annoverato anche il nome di Giovanni Salanitro, che, insieme
con Rosa Lamacchia, ha il merito anche di aver posto la riflessione sul ruolo delle va-
rianti centonarie all’interno della tradizione manoscritta virgiliana, ma anche di aver
cercato di valorizzare la figura stessa del poeta centonario. La Fico Guzzo e Carmignani,
sulla scorta di Hoch e di Bažil, individuano, inoltre, tre tipologie di centone, il ‘centone-
pastiche’, identificato nel Iudicium Paridis, il ‘centone-parodia’, che trova il suo corri-
spondente nell’ausoniano Cento Nuptialis e il ‘centone-contraffazione’, esemplificato da
Proba e dalle successive imitazioni. Il merito degli studiosi sta, tuttavia, nel fatto che tali

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recensioni

classificazioni hanno fondamentalmente valore orientativo e non meccanicamente tas-


sonomico, lasciando, di conseguenza, aperta, come concretamente i due studiosi faran-
no nelle loro edizioni, la valutazione oggettiva di ogni parametro critico, non inglobato
preventivamente in griglie esegetiche rigidamente definite.
Alle pp. 17-42 troviamo, invece, l’Introducción al centone di Proba a cura della sola La
Fico Guzzo, a sua volta articolata in diverse sezioni, che spaziano dall’analisi del conte-
sto culturale in cui matura l’esperienza del centone cristiano (pp. 19-22), alla ricezione
dell’opera virgiliana (pp. 22-24), alla trasfigurazione della figura storica di Virgilio e
alla sua assimilazione a quella di un ‘profeta’ (pp. 24-26), a una riflessione generale sulla
novità rappresentata dal centone di Proba (pp. 26-30) e al ricorso peculiare all’epica luca-
nea nei primi 28 versi dell’esordio (pp. 30-34) per concludere, infine, con una discussione
delle teorie interpretative del poema elaborate, rispettivamente, da Martin Bažil nel suo
studio del 2009 (pp. 34-36) e da Elizabeth Ann Clark e Diane Hatch nella loro mono-
grafia probiana del 1981 (pp. 36-41). A p. 42 la studiosa elabora una densa Conclusión,
in cui, sintetizzando gli aspetti salienti delle argomentazioni avanzate nelle pagine pre-
cedenti, mette persuasivamente in luce come il centone di Proba rappresenti il prodotto
esemplare della sintesi tra selezione del passato e spinte innovative della nuova cultu-
ra cristiana, precisando come «tradición e innovación se funden en la generación de la
nueva ideologia». Tra le riflessioni avanzate da La Fico Guzzo merita, a mio avviso, di
essere valorizzata l’analisi delle modalità di selezione e di riuso della tradizione letteraria
pagana attuata dai cristiani. Giustamente la studiosa evidenzia il ruolo imprescindibile
della scuola e della prassi didattica nello studio dei grandi autori, elemento che facilita
nei poeti centonari la capacità di selezionare in maniera appropriata i singoli loci. Ma
per quanto riguarda l’approccio cristiano è molto interessante la prospettiva avanzata
dalla studiosa in particolare alle pp. 21-22: il cristianesimo è, infatti, considerato «come
la religión del libro» (p. 21), la cui centralità nella dimensione rituale, ma anche nella
determinazione dei valori etici e relazionali, ha favorito un lungo processo di esegesi dei
testi sacri (ad esempio la lettura ‘tipologica’ dell’Antico Testamento, giustamente ricor-
data sempre a p. 21). Questa modalità di lettura favorisce la ricerca e l’analisi di tutte le
forme polisemiche dei testi, da cui si deducono diversi livelli di lettura (una modalità
che continuerà anche nel Medioevo con le letture ‘figurali’, come magistralmente di-
mostrato dagli studi danteschi di Auerbach): Proba, pertanto, non è estranea a questa
modalità che applica coerentemente al poema virgiliano, nel quadro di un processo di
sacralizzazione della figura del poeta e dell’Eneide, peraltro condiviso negli stessi anni
anche da numerosi esponenti dell’élite intellettuale pagana. E la studiosa valorizza, sulla
scia di Bažil, la funzione dell’intertestualità nel generare legami ‘trasversali’, tra Virgilio,
Lucano e Giovenco, che contribuiscono a ridisegnare la funzione culturale e ideologica
della poesia epica, ormai finalizzata a cantare i pia munera Christi, ma sempre in dialogo
con l’ipotesto virgiliano attraverso una meditata selezione delle stringhe testuali del mo-
dello, che ingenerano nel lettore variegate reazioni di oppositio e/o di continuità (anche
a causa del richiamo, altrettanto stringente, ai testi sacri).
Alle pp. 43-131 fa seguito l’edizione del centone, che riprende il testo di Schenkl (pur-
troppo la studiosa non conosce la bella edizione di Proba curata da Valentina Sineri,
Acireale-Roma 2011), con un’efficace traduzione a fronte, mirata a cogliere i vari livelli
esegetici del testo attraverso un registro stilistico solenne, ma misurato e mai enfatico.

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recensioni

Sotto il testo latino sono rubricati i fontes virgiliani, mentre sotto la traduzione sono
presenti note esplicative, finalizzate più all’esegesi letteraria e al raffronto con Virgilio e
i testi sacri piuttosto che a discussioni di carattere testuale (le osservazioni si caratteriz-
zano, in ogni caso, per notevole finezza).
Da p. 133 inizia, invece, l’edizione del Cento Nuptialis ausoniano, a cura di Marcos
Carmignani. In parallelo col centone di Proba, anche in questo caso abbiamo in apertura
una dotta e ampia Introducción (pp. 135-169), che mette a fuoco con sintetica lucidità le
principali problematiche di questo poemetto, che, come detto, rovescia parodicamente il
dettato virgiliano, proiettando nel centone la memoria letteraria di generi marcatamente
pagani, come l’epitalamio e l’elegia. Alla severità di Proba fa, quindi, da contraltare la
leuitas di Ausonio, di cui Carmignani delinea alle pp. 135-140 un ritratto molto interes-
sante e poco convenzionale: pur ammettendo in età tardoantica la tendenza, di origine
alessandrina e neoterica, della poesia di trasformarsi in lusus, lo studioso evita di schiac-
ciare il nostro poeta nelle maglie un po’ banalizzanti di questo scontato paradigma, come
con sottile ironia precisa a p. 140 («la obra de Ausonio no es solamente un signo de alarde
narcisista»). Al contrario, Carmignani pone giustamente in evidenza come Ausonio at-
tui il recupero e la conservazione della grande tradizione della poesia latina, senza ne-
cessariamente porre degli steccati ideologici verso il mondo cristiano (poco prima, a p.
138, aveva giustamente ricordato come «la división entre paganos y cristianos en el siglo
IV era mucho menos transparente de lo que habitualmente se cree»), ma comprendendo
la necessità storica di non disperdere un grande patrimonio culturale, che lui cerca di
imitare in tutte le forme, dalla polimetria di matrice neoterica al classicismo augusteo,
senza però tralasciare la pratica di ‘contaminare’ i vari generi letterari. Questo spiega la
trasposizione dell’epitalamio all’interno della poesia centonaria (ne avremo un ulteriore
esempio con l’Epithalamium Fridi di Lussorio nel VI sec.), della cui topica, codificata dal
manuale di Menandro Retore, Ausonio è pienamente consapevole, ma che sceglie di ri-
produrre in dialettica con una riscrittura parodistica di Virgilio, che consente di espan-
dere semanticamente il dettato del modello fino ai limiti dell’osceno. E, in questo senso,
si spiega, come molto bene Carmignani argomenta a p. 143 (all’interno della sezione de-
dicata alla tradizione epitalamica, pp. 142-146), la ragione per cui, a differenza degli altri
testi epitalamici a noi pervenuti, Ausonio aggiunga la parte relativa all’Imminutio, senza
sottrarsi all’inserimento di dettagli scabrosi, che nello stesso poeta, nella sua Parecbasis,
cerca di giustificare col recupero dell’antica tradizione scherzosa, e insieme allusiva alla
fertilità, dei Fescennini. Acute sono inoltre le considerazioni sulla tradizione testuale del
Cento Nuptialis alle pp. 146-147: qui Carmignani si dimostra pienamente consapevole
del fatto che i centoni rappresentano un «valioso documento», al fine «de la análisis de la
tradición textual virgiliana» (p. 146), e che sono testimoni fondamentali della ricezione
di Virgilio nella tarda antichità. Nelle pagine successive, lo studioso entra in un’analisi
più approfondita del centone, a iniziare da una articolata lettura dell’epistola prefatoria
ad Assio Paolo, che giustamente lo studioso valorizza come vera e propria ars poetica
centonaria (p. 149 e poi, in modo più argomentato, pp. 150-156, con l’elencazione di sette
punti chiave che desume dal testo di Ausonio). Il poeta, dunque, tende a presentare la
propria opera come ‘esemplare’ della produzione centonaria: ne deduce, pertanto, delle
regole, che tuttavia avrei qualche difficoltà a valutare come ‘prescrittive’ con valore uni-
versale, ma sicuramente utili a definire, per così dire, l’esemplare del perfetto centone,

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recensioni

che ovviamente coincide col Cento Nuptialis. In questo contesto normativo gioca un
ruolo di rilievo la memoria, a cui spetta il negotium di sparsa colligere et integrare lace-
rata, di cui lo studioso valorizza «l’intención siempre constructiva y no destructiva» (p.
150); il centone è, dunque, opera di lusus letterario (come si argomenta in modo parti-
colare alle pp. 153-156), ma il lusus rappresenta un altro modo di concepire il centone,
diverso da quello serioso di Proba, in cui la dimensione giocosa è associata, in modo
particolare, alla capacità di composizione, che mette in gioco l’abilità e l’ingegno di chi
scrive (non a caso Ausonio confronta il centone al complesso gioco dello stomachion,
analizzato poi in dettaglio alle pp. 157-160) e, di conseguenza, di chi legge. E il rapporto
con il destinatario trova la sua migliore definizione critica nella presentazione a p. 156
di Paolo quale «lector modelo» della poesia centonaria, in grado di valutare con compe-
tenza il processo creativo del poeta e la sua abilità di trasformare il modello virgiliano,
collocandolo in un nuovo contesto, secondo principi di armonia compositiva e di unità
strutturale (e non semplicemente come semplice accostamento di materiali virgiliani,
come pare abbia fatto l’imperatore Valentiniano I con cui il poeta ha una sorta di sfida
letteraria). Nelle pagine successive (pp. 160-166), lo studioso offre una dettagliata analisi
della struttura del centone, di cui evidenzia lo spessore letterario delle varie sezioni, in
modo particolare dell’Imminutio, come detto novità ausoniana, di cui Carmignani evi-
denzia il recupero del topos elegiaco della militia amoris e del lessico metaforico proprio
della dimensione agonistica e sportiva.
Alle pp. 173-217 segue, secondo lo stesso schema attuato per Proba, l’edizione del
centone, che Carmignani dota anch’egli di un ricco repertorio di note, in questo caso
maggiormente attento anche a problemi di critica testuale.
Il volume è chiuso alle pp. 219-226 da una dignitosa, per quanto non completa, Bi-
bliografía, che suggella in ogni caso un lavoro interessante, omogeneo nelle due parti, il
che dimostra lo spirito di condivisione che ha animato i due studiosi, con spunti critici
degni di interesse, che inducono a sperare che dalla scuola filologica argentina possano
continuare a provenire risultati scientifici altrettanto validi.

Sergio Audano

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questo volume è stato composto con i caratteri minion
disegnati da robert slimbach nel 1990 per adobe systems
e stampato presso la tipografia digital print service s.r.l. di milano
nel mese di dicembre del 2015

Autorizzazione del Tribunale di Catania n. 435 del 14 gennaio 1975


Direttore responsabile Michele R. Cataudella