Sei sulla pagina 1di 19

5

STUDI DI
PREISTORIA E
PROTOSTORIA

Preistoria e
Protostoria
del Caput
Adriae
Istituto Italiano di
Preistoria e Protostoria
Firenze 2018
Istituto Italiano
di Preistoria e Protostoria

Università degli Studi di Udine


Dipartimento di Studi Umanistici
e del Patrimonio Culturale

Preistoria
e Protostoria
del Caput Adriae
a cura di Elisabetta Borgna, Paola Càssola Guida, Susi Corazza

STUDI DI PREISTORIA E PROTOSTORIA - 5

FIRENZE 2018
il volume raccoglie la rielaborazione, sottoposta a referee, dei testi presentati in occasione della
xlix riunione scientifica dell’istituto italiano di preistoria e protostoria, tenutasi a udine e porde-
none dal 9 al 12 ottobre 2014

Comitato Scientifico
Maria Bernabò Brea, Elisabetta Borgna, Paola Càssola Guida, Stašo Forenbaher, Luigi Fozzati, Marco Peresani, Andrea Pessina, Biba
Teržan, Carlo Tozzi, Paola Visentini, Serena Vitri

Redazione
Elisabetta Borgna, Paola Càssola Guida, Susi Corazza, Giovanni Tasca, Serena Vitri

con il sostegno di

Comune di
Pordenone

con il contributo di

Deputazione di
Storia Patria per la
Venezia Giulia

ISBN 978-88-6045-069-2
© Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, 2018
c/o Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Via della Pergola, 65, 50121 Firenze
www.iipp.it, email: iipp@iipp.it – segreteria@iipp.it

Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto
dall ’ art. 68, comma 4, della legge 22 aprile 1941 n. 633 ovvero dall ’ accordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS e CNA, CONFARTIGIANATO, CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO,
CONFESERCENTI il 18 dicembre 2000. Le riproduzioni per uso differente da quello personale sopracitato potranno avvenire solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata
dagli aventi diritto/dall ’ editore.
Indice

21 Paola Càssola Guida, Premessa

Relazione introduttiva

25 Gino Bandelli, La nascita della paletnologia tra il Friuli italiano e l’Österreichisches Kü-
stenland (1866-1883)

Relazioni generali

45 Marco Peresani, Carlo Tozzi, Il Paleolitico e il Mesolitico del Friuli Venezia Giulia: qua-
rant’anni di studi e ricerche
61 Alessandro Ferrari, Stašo Forenbaher, Roberto Micheli, Manuela Montagnari
Kokelj, Andrea Pessina, Anton Velušček, Paola Visentini, Neolithic and Eneolithic of
Caput Adriae
75 Elisabetta Borgna, Paola Càssola Guida, Kristina Mihovilić, Giovanni Tasca,
Biba Teržan, Il Caput Adriae tra Bronzo Antico e Bronzo Recente
97 Elisabetta Borgna, Paola Càssola Guida, Susi Corazza, Kristina Mihovilić, Gio-
vanni Tasca, Biba Teržan, Serena Vitri, Il Caput Adriae tra Bronzo Finale e antica età
del ferro

Comunicazioni

Paesaggio, economia e ambiente

123 Federico Bernardini, Giacomo Vinci, Alessandro Sgambati, Roberto Micheli, Mi-
chele Pipan, Angelo De Min, Michele Potleca, Claudio Tuniz, Manuela Monta-
gnari Kokelj, Reconstructing the archaeological landscape in the Trieste Karst (north-
eastern Italy) through airborne LiDAR remote sensing
135 Andrea Pessina, Alessandro Fontana, Mauro Rottoli, Elettra Occhini, Sergio
Salvador, Il Neolitico della Bassa Pianura friulana. Aspetti culturali, geoarcheologici e
paleobotanici
16 Indice

Modalità insediative: castellieri e insediamenti all’aperto

149 Andrea Pessina Alessandro Fontana, Giovanni Carlo Fiappo, Fiorenzo Carsillo,
Bruno Tullio, Franco Rossit, L’accampamento preistorico di Pramollo Dosso Confine e
la frequentazione antropica delle alte quote in Friuli
165 Alma Bavdek, Late Bronze and Early Iron Age in the Notranjska region in Slovenia
173 Patricija Bratina, Bronze and Iron Age Settlements in the Kras and the Vipava Valley, Slovenia
181 Matteo Frassine, Alessandro Bezzi, Giovanni Tasca, Silvia Pettarin, Renata Mer-
latti, Protostoria inedita nel Friuli occidentale: dalla tutela al contesto topografico
193 Elisabetta Borgna, Susi Corazza, Alessandro Fontana, Luigi Fozzati, Prima di
Aquileia: l’insediamento di Canale Anfora
209 Susi Corazza, I sistemi difensivi dei castellieri del Friuli: cronologia e modalità costruttive
223 Sila Motella De Carlo, Most na Soči (S. Lucia-Tolmino): l’insediamento (VI-I sec. a.C.
- I sec. d.C.) e la necropoli II (I sec. a.C.-I sec. d.C.). Storia di un paesaggio ricostruito tra
archeologia e paleobotanica
231 Franca Maselli Scotti, Riflessioni sugli abitati dell’età del ferro nel Golfo di Trieste
235 Serena Vitri, Nicola Degasperi, Martina De March, Giulia Rinaldi, Gabriella Pe-
trucci, L’abitato su pendio dell’età del ferro di Zuglio – Cjanas in Carnia, Udine. Scavi
2003-2004 e 2013

Materiali, relazioni e scambi

251 Roberta Bevilacqua, La produzione litica di Sammardenchia-Cûeis (Pozzuolo del Friuli,


Udine) nel corso del primo Neolitico
265 Roberto Micheli, Federico Bernardini, Ornamenti personali in conchiglia di Spondylus:
applicazione sperimentale dell’analisi microCT per la determinazione del genere. Potenzia-
lità e limiti del metodo
279 Federico Bernardini, Angelo De Min, Davide Lenaz, Claudio Tuniz, Anton
Velušček, Manuela Montagnari Kokelj, Neolithic and Copper Age polished stone axes
in the Caput Adriae: synthesis of a long-term interdisciplinary project
289 Alberto Cazzella, Giulia Recchia, Coppa Nevigata e i suoi rapporti con la facies dei
Castellieri
301 Alberta Arena, Andrea Cardarelli, Anna Maria Tunzi, L’area dei castellieri del Ca-
put Adriae e l’ambito adriatico nel Bronzo Medio e Recente
309 Elisabetta Borgna, Risorse metallifere e metallurgia dell’età del bronzo in Friuli
343 Caterina Canovaro, Ivana Angelini, Elisabetta Borgna, Gilberto Artioli, Analisi
chimiche e metallografiche di ripostigli dell’area aquileiese
355 Giovanni Tasca, Cristiano Putzolu, David Vicenzutto, Indicatori di “confini” o di
trapasso graduale tra settori culturali adiacenti nell’età del bronzo della pianura friulana
371 Anja Hellmuth Kramberger, Resource management in the hillfort settlement of Monko-
donja near Rovinj, Istria in the Early and Middle Bronze Age
381 Elisa Dalla Longa, Giovanni Tasca, Rapporti con i Campi d’Urne delle Alpi sudorientali
nella formazione del Bronzo Finale dell’Italia nordorientale: il ruolo del Friuli Venezia Giulia
Indice 17

397 Peter Turk, Early Iron Age Hoards from central and western Slovenia
407 Nuccia Negroni Catacchio, Veronica Gallo, Adriatico mare dell’ambra: il Caput
Adriae porta tra Europa e mondo mediterraneo

Modalità insediative: grotte

421 Manuela Montagnari Kokelj, Chiara Boscarol, Alessio Mereu, Chiara Piano,
Franco Cucchi, Why using caves and rock shelters of the Trieste Karst (north-eastern
Italy) in the Late Prehistory? Some hypotheses supported by data and analyses of the
C.R.I.G.A. webGIS
431 Paolo Paronuzzi, Gli scavi di Karl Moser (1886-1915) nella Grotta del Pettirosso (Aurisi-
na, Carso Triestino): riesame storico e revisione stratigrafica
441 Stanko Flego, Lidia Rupel, Le grotte di interesse archeologico indagate da Ludwig Karl
Moser in Slovenia e Croazia
459 Katja Hrobat Virloget, Between archaeology and ethnology. Caves of Karst and Soča
valley as sites of ritual activities and passages to the world beyond

Modalità insediative: palafitte

471 Nicoletta Martinelli, Dendrocronologia delle palafitte dell’Italia settentrionale: uno


strumento per lo studio dell’evoluzione dell’intervento dell’uomo sul territorio nel corso
dell’età del bronzo
481 Roberto Micheli, Michele Bassetti, Nicola Degasperi, Luigi Fozzati, Nicoletta
Martinelli, Mauro Rottoli, Nuove ricerche al Palù di Livenza: lo scavo del settore 3

491 Ida Koncani Uhač, Maja Čuka, Sito preistorico sommerso nelle acque della baia di Zam-
brattia (Umago, Croazia)

Aspetti funerari

509 Michele Cupitò, Giovanni Tasca, Maria Letizia Pulcini, Nicola Carrara, Damia-
no Lotto, Erika Gozzi, Cinzia Scaggion, Alessandro Canci, Erio Valzolgher, Il
«sepolcreto gentilizio» del castelliere di Monte Orcino/Vrčin-Scavi Battaglia-Tamaro 1925-
1928. Rilettura del contesto archeologico e risultati del riesame bioarcheologico dei resti
umani
527 Alessandro Canci, Paola Saccheri, Luciana Travan, Sepolture e ritualità funeraria in
tumuli e castellieri del Friuli. Una lettura archeotanatologica
537 Brina Škvor Jernejčič, Il rituale e il costume funerario nella tarda età del bronzo e nella
prima età del ferro nella Slovenia centrale e nell’Italia nordorientale
551 Serena Vitri, Sila Motella De Carlo, Ritualità funeraria e organizzazione sociale nel
Friuli centrale nella prima età del ferro: la necropoli di Pozzuolo (UD)
18 Indice

BREVI NOTE
(nel cd allegato al volume)

Paesaggio, economia e ambiente

573 Dimitrij Mlekuž, Cultural landscape of a prehistoric hillfort: Tabor pri Vrabčah
581 Umberto Tecchiati, Giovanni Tasca, Dati archeozoologici dal sito del Bronzo Recente e
Finale di Gradiscje di Codroipo
585 Marco Marchesini, Silvia Marvelli, Ilaria Gobbo, Il paesaggio vegetale in età proto-
storica nel Friuli Venezia Giulia

Modalità insediative: Castellieri e insediamenti all’aperto

597 Arianna Traviglia, Sara Roma, Luca Simonetto, Paola Visentini, Patricia Fanning,
Notes from the Underground: traces of prehistoric occupation in the Aquileian hinterland
603 Paolo Pellegatti, Sara Roma, Glauco Toniutti, Paola Visentini, Valter Zucchiat-
ti, Nuovi dati sul popolamento preistorico dell’area collinare friulana
611 Andrea Pessina, Alessandro Fontana, Mauro Rottoli, Giovanni Carlo Fiappo, Un
nuovo villaggio neolitico da Pavia di Udine e i più recenti dati dal territorio
619 Alberto Balasso, Serena Vitri, Flaibano (UD). Strutture abitative dell’età del rame e
dell’antica età del bronzo: dati di scavo
627 Francesca Zendron, Susi Corazza, Francesca Ciroi, Abitare tra Eneolitico e prima età
del ferro nella pianura friulana. Materiali e tecniche costruttive degli alzati
633 Giacomo Vinci, Materiali dell’età del bronzo provenienti da Visco (Palmanova): un possibi-
le castelliere di pianura?
641 Serena Vitri, Alfredo Furlan, Cervignano, loc. Pradulin (Udine). Una nuova probabile
area abitativa della tarda età del bronzo
645 Paola Càssola Guida, Susi Corazza, Elisabetta Borgna, Il castelliere di Galleriano di
Lestizza (Udine)
653 Susi Corazza, Paola Càssola Guida, Il castelliere di Variano (Basiliano, Udine)
663 Luciana Mandruzzato, Giulio Simeoni, Paola Ventura, Federica Zendron, ll ca-
stelliere di Elleri alla luce delle recenti indagini
671 Nicoletta Rigoni, Matteo Frassine, Silvia Pettarin, Giovanni Tasca, Sergio Bigat-
ton, Pieve, Castellir, S. Ruffina: insediamenti tra media età del bronzo ed età del ferro nel
territorio di Porcia (Pordenone)
677 Giacomo Vinci, Antonio Persichetti, Serena Vitri, Le capanne della tarda età del bron-
zo di Coderno di Sedegliano (Udine)
685 Serena Vitri, Federica Zendron, Gabriella Petrucci, Susi Corazza, Castelliere di
Castions di Strada (Udine): contesti del Bronzo Finale
697 David Vicenzutto, Cristiano Putzolu, Giovanni Tasca, Tre dimensioni per un deposito
archeologico: fotogrammetria 3D, potenzialità informative e fruizione. Il caso studio della
Gradiscje di Codroipo
Indice 19

703 Renata Merlatti, Tullia Spanghero, Serena Vitri, L’insediamento di S. Ruffina di Pal-
se (Porcia - PN). Una fossa con contenitori fittili della prima età del ferro (scavi 1999-2000)
713 Paola Càssola Guida, Susi Corazza, Alberto Balasso, L’insediamento di Castions di
Strada (Udine): i livelli della prima età del ferro

Modalità insediative: palafitte

721 Federica Gonzato, Nicoletta Martinelli, Claudia Mangani, Paola Modena, L’in-
sediamento palafitticolo del laghetto del Frassino (Peschiera, Italy). Indagini archeologiche
e progetto di valorizzazione

Modalità insediative: grotte

731 Paolo Paronuzzi, La ceramica impressa della Grotta del Pettirosso (Carso triestino): dati
storici, analisi stratigrafica e interpretazione archeologica
741 Pino Guidi, Enrico Merlak, Speleologia e archeologia: il ruolo della rivista «Atti e Me-
morie» della Commissione Grotte “E. Boegan” S.A.G., C.A.I., Trieste
749 Franco Gherlizza, Maurizio Radacich, Notizie sui siti archeologici del Carso triestino
e goriziano nelle grotte usate durante la Prima guerra mondiale

Aspetti funerari

759 Paolo Paronuzzi, Le sepolture mesolitiche della Grotta Moser/jama na Dolech (Aurisina,
Carso triestino): scavi Moser 1898
769 Elisabetta Borgna, Gulio Simeoni, Claudio Balista, Francesco Nicosia, Susi Co-
razza, Il tumulo di Mereto di Tomba (Udine). Le indagini archeologiche e i riscontri micro-
morfologici dai livelli basali
779 Susi Corazza, Roberto Micheli, Giulio Simeoni, Tullia Spanghero, Pozzuolo del
Friuli (UD): nuove evidenze funerarie protostoriche dalle indagini d’emergenza nel com-
prensorio dell’I.P.S.A.A. “S. Sabbatini”
785 Brina Škvor Jernejčič, Manca Vinazza, Burial Rites in the Western and Central Slove-
nia in the Late Bronze and Early Iron Age (Bronzo Finale 3 – Primo Ferro 1). A Case Study
of Urnfield Cemeteries from Tolmin and Ljubljana (Slovenia)
791 Tanya Dzhanfezova, Late Bronze Age graves from the necropolis at Santa Barbara (North-
east Italy)

Materiali, relazioni e scambi

803 Alfredo Geniola, Rocco Sanseverino, Riflessioni su qualche marcatore culturale duran-
te il Neolitico maturo nel bacino adriatico
811 Alessandro Facchin, Giovanni Tasca, L’età del bronzo nella pianura veneziana orienta-
le: riflessioni su alcuni recenti rinvenimenti
819 Daniele Girelli, I bronzi friulani nella collezione paletnologica del Museo di Antropologia
dell’Università di Padova
20 Indice

825 Giovanni Tasca, Bronzi protostorici di Pramarine di Sesto al Reghena (PN)


837 Giovanni Tasca, David Vicenzutto, Per una cronotipologia delle asce dell’età del bronzo
dal territorio friulano
847 Giovanni Tasca, Irene Lambertini, Ceramica dal castelliere di Rividischia (Codroipo,
Udine). Materiali del Bronzo Medio
855 Giovanni Tasca, Giulio Moro, Ceramica dal castelliere di Colle di San Martino (Pordenone)
861 Giovanni Leonardi, Giulio Moro, La ceramica del Monte Castelir di Caneva (Pordenone)
865 Benedetta Prosdocimi, Le olle “ad orlo appiattito”: distribuzione e cronologia di una
classe ceramica diffusa in Italia nordorientale
875 Matteo Frassine, Giovanni Tasca, Silvia Pettarin, Nuovi rinvenimenti protostorici nel
Friuli occidentale: i materiali
883 Matteo Frassine, Alessandro Bezzi, Silvia Pettarin, Renata Merlatti Il contesto
insediativo di Palse di Porcia (Pordenone): nuovi dati di scavo
893 Giovanni Tasca, I concotti del castelliere di Pozzuolo (trincea E4)
901 Veronica Groppo, Il forno ad elementi mobili di Oderzo (Treviso), via Dalmazia
907 Roberto Tarpini, Elementi di koinè tra area danubiana-pannonica e Caput Adriae nella
prima età del ferro
915 Renata Merlatti, Silvia Pettarin, Giovanni Tasca, Materiali d’abitato inediti dal ter-
ritorio di Palse
921 Ana Kruh, Double-disc fibulae in the context of the graves of the Posočje region
Studi di Preistoria e Protostoria - 5 - Preistoria e Protostoria del Caput Adriae - 2018 - pp. 301-308

Alberta Arena(1) - Andrea Cardarelli(2) - Anna Maria Tunzi(3)

L’area dei castellieri del Caput Adriae e l’ambito adriatico


nel Bronzo Medio e Recente

RIASSUNTO – I castellieri del Caput Adriae e l’ambito adriatico nel Bronzo Medio e Recente – Le
analisi di distribuzione dei tipi ceramici condotte a partire da quelli con diffusione adriatica attestati alla Grotta
di Manaccora (Peschici-FG) hanno confermato l’esistenza di un legame preferenziale tra la Puglia settentrio-
nale e la Dalmazia, mentre gli elementi carsico-istriani potrebbero essere giunti in Puglia mediati dall’area
dalmata o attraverso contatti meno intensi. Allo stato attuale della ricerca è possibile individuare un picco dei
contatti nel BM2 e 3 mentre nel BR, in concomitanza con la diffusione della ceramica di tipo egeo anche a nord
del Gargano, gli stretti contatti tra le due coste sembrano fortemente ridotti o mutati.

SUMMARY – The hillforts of the Caput Adriae and their Adriatic connections during the Mid-
dle and Recent Bronze Age – The distribution analysis of the types with Adriatic diffusion documented at
Manaccora Cave (Peschici-FG) confirmed the existence of a preferential relationship between northern Apulia
and Dalmatia; the Karstic-Istrian elements could have reached Apulia either through Dalmatia or through less
intense connections. At this stage of the research, it seems possible to identify a peak of contacts during MBA
2 and 3, while during the RBA, when the diffusion of Aegean pottery reaches the areas north of the Gargano,
the link between the two opposite shores seems reduced or transformed.

L’obiettivo di questo contributo è la defini- L’Adriatico si configura come luogo ideale


zione dei rapporti tra sponda occidentale e orien- per un’intensa mobilità favorita dal gran numero
tale dell’Adriatico nel Bronzo Medio (BM) e di isole lungo la costa orientale e dalla presen-
Recente (BR)1. za lungo la costa occidentale dei promontori del
Conero e del Gargano.
Le correlazioni fra le due sponde sono note
(1)
Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza Uni-
versità di Roma, via dei Volsci 122, 00185 Roma; alberta.
già dal Neolitico Antico; nei secoli a cavallo
arena86@gmail.com tra il III e il II millennio a.C., cioè nel perio-
(2)
Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza Uni- do immediatamente precedente a quello trattato
versità di Roma, via dei Volsci 122, 00185 Roma; andrea. in questa sede, sono testimoniate dagli elementi
cardarelli@uniroma1.it
(3)
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per della facies di Cetina.
la città metropolitana di Bari-Palazzo Simi, strada Lamberti La maggior parte degli autori che si sono oc-
1, 70122 Bari; annamaria.tunzi@beniculturali.it cupati dei rapporti adriatici nell’età del bronzo
ha sviluppato le proprie considerazioni a partire
dall’analisi delle forme ceramiche e metalliche
1
Questa ricerca ha come punto di partenza una tesi di lau-
rea magistrale sul materiale ceramico degli scavi degli anni
del sito di Grotta Manaccora nel Gargano. Nel
Novanta e 2002/2003 alla Grotta di Manaccora e l’elabora-
zione di una tipo-cronologia della Puglia settentrionale re-
lativa al BM e al BR (Arena 2012-2013). La ricerca si è poi
ulteriormente estesa nell’ambito del dottorato di ricerca di
Alberta Arena (Sapienza Università di Roma-Freie Univer-
sität Berlin) attualmente in corso. Quanto presentato in que- L’elenco completo dei siti e una proposta cronologica det-
sta sede è dunque una prima sintesi che, pur tenendo conto tagliata per la Dalmazia centrale saranno pertanto presentati
di una gran parte dei dati, non può considerarsi esaustiva. nell’edizione finale della ricerca di dottorato.
302 A. Arena – A. Cardarelli – A.M. Tunzi

Fig. 1 - Lista dei siti con attestazioni dei tipi alle figg. 3-5. L’asterisco accanto al tipo indica un confronto meno puntuale.

1934 Elise Baumgärtel notava la somiglianza da Manaccora e Trinitapoli2 evidenzierebbero


di alcune di queste forme con quelle della cul- una compatibilità con le miniere trentine, che si
tura bosniaca di Glasinac (Baumgärtel 1934, p. configurebbero come una delle maggiori fonti di
227). approvvigionamento di rame per i siti affaccia-
Tra gli anni Ottanta e Novanta Renato Peroni ti sull’Adriatico (Jung, Mehofer 2013, pp. 178-
e Blagoje Govedarica riaffrontarono la questione. 179), d’altra parte i dati isotopici delle miniere
Peroni si chiedeva se «i paralleli […] tra bosniache non sono ancora noti.
Manaccora e i castellieri dell’Istria e del Lo studio che presentiamo in questa sede è
Carso, sono veramente dovuti all’esistenza di stato condotto attraverso un’analisi delle compre-
“rapporti preferenziali” […] o non dipendono
senze di tipi ceramici in quattro aree distinte, a
[…] dalla circostanza che si tratti […] di due
partire da quelli con diffusione adriatica attestati
zone […] nelle quali gli insediamenti di quel-
a Manaccora3: 1. Gargano e Puglia settentrionale
le fasi sono meglio documentati?», Govedarica
proponeva «la possibilità di un legame con il
territorio dinarico» piuttosto che con il Carso
triestino (Peroni 1984, p. 72; Govedarica 1991- 2
Dall’Ipogeo dei Bronzi di Trinitapoli è stata campionata
1992, p. 557). una spada tipo Pertosa, dalla Grotta di Manaccora una Per-
Secondo l’ipotesi di Alberto Cazzella e Giulia tosa, una Montegiorgio e altre due che non possono essere
Recchia (Cazzella, Recchia 2005, p. 141) questi assegnate ad alcun tipo per il cattivo stato di conservazione
(Jung, Mehofer, Pernicka 2011, tav. 23.1).
contatti potrebbero essere dovuti alla necessità, 3
La scelta di Manaccora come punto di partenza per le
per le popolazioni che abitavano in Puglia, di analisi di distribuzione è stata dettata dal fatto che si tratta
approvvigionamento di rame dalle regioni della del sito italiano con la maggior presenza e variabilità di tipi
transadriatici. I tipi transadriatici presenti unicamente in altri
penisola balcanica. Tuttavia le analisi degli iso- siti (ad es. a Trinitapoli) e non a Manaccora, sono in numero
topi del piombo effettuate su campioni metallici trascurabile per le considerazioni generali proposte in que-
L’area dei castellieri del Caput Adriae e l’ambito adriatico nel Bronzo Medio e Recente 303

Fig. 2 - A. Tipi presenti esclusivamente nelle aree 1 e 2 (simboli bianchi); tipi presenti quasi esclusivamente nelle aree 1,3,4
(simboli neri). B. tipi presenti in tutte le aree.

Fig. 3 - Bronzo Medio, Grotta di Manaccora; tipi presenti esclusivamente nelle aree 1 e 2 (per la distribuzione vedi fig. 2A
simboli bianchi). A. forme; B. decorazioni (disegni A. Arena; A1,3 rielaborati da Recchia 1993).

fino al fiume Ofanto; 2. Lika, Istria, Carso e Friuli di tracciare un confine, seppur fluido, tra l’area 2 e
fino al fiume Tagliamento; 3. Dalmazia ed Erze- l’area 35 e di riconoscere l’esistenza di alcuni tipi
govina; 4. Il promontorio del Conero (figg. 1-2)4. ad ampia diffusione in opposizione ad altri presenti
Per la definizione della zona 1 e della zona 4 esclusivamente in alcuni distretti geografici.
il fattore fisiografico è predominante; il “confine” La totalità dei tipi con diffusione adriatica
tra le zone 2 e 3 non è stato tracciato a priori ma individuati a Manaccora e databili nel corso del
in seguito alle analisi di distribuzione preliminari Bronzo Medio è stata così suddivisa in tre gruppi.
effettuate su ogni singolo tipo che hanno permesso Il primo è costituito da quattro tipi attesta-
ti esclusivamente in Puglia settentrionale, Lika,
Istria, Carso e Friuli (aree 1 e 2). Si tratta di di-
versi tipi di boccali e della decorazione a bugna
sta sede. Saranno presi in considerazione ad uno stadio più circondata da scanalature (fig. 3; distribuzione in
avanzato della ricerca, quando si passerà da un’analisi delle fig. 2A, simboli bianchi).
interazioni tra macro-aree a indagini più di dettaglio sulle Il secondo gruppo comprende invece quindici
interazioni tra micro-aree e tra singoli siti.
4
Per motivi di spazio non è possibile indicare la bibliogra- tipi, compresenti nelle quattro aree di indagine. Si
fia per ogni singolo sito considerato. Possiamo limitarci a tratta nuovamente di diversi tipi di tazze e boccali,
fornire una lista di periodici di riferimento e delle principali
pubblicazioni: per la Puglia vedi nota 10; per le Marche vedi
IIPP 2005; per la costa orientale e il Nord-Est della peniso-
la le analisi di distribuzione sono state possibili grazie allo
spoglio sistematico di: AttiSocFriuli, Aquileia, Histria Ar-
chaeologica, AV, Diadora, Opuscula Archaeologica, Vjesnik
za arheologiju i povijest dalmatinsku, Godišnjak, Glasnik 5
In questo senso la penisola zaratina sembrerebbe una
Zemaljskog muzeja u Sarajevu. Fondamentale la sintesi pre- zona di confine fluido tra l’ambito Dinara e l’ambito dei ca-
sente in Cardarelli 1983 e la ricognizione nei musei locali, stellieri carsico-istriani, anche se la carenza documentaria
soprattutto in Dalmazia, che ha permesso di integrare le di- in quell’area permette di effettuare soltanto considerazioni
stribuzioni con il materiale esposto ma ancora inedito. preliminari.
304 A. Arena – A. Cardarelli – A.M. Tunzi

Fig. 4 - Bronzo Medio, Grotta di Manaccora; tipi presenti in tutte le aree (per distribuzione vedi fig. 2B). A. forme; B. anse
e prese; C. decorazioni (disegni A. Arena; A4 rielaborato da Baumgärtel 1953; B6 rielaborato da Recchia 1993).

di anse apicate, tricostolate6, a piastra, di prese di- La carta di distribuzione (fig. 2A) evidenzia una
gitate a ferro di cavallo, a linguetta con una digita- notevole differenza quantitativa, rappresentata dalla
tura centrale o con più digitature, della decorazione grandezza dei simboli, tra i quattro tipi compresenti
a bugna con una scanalatura e di decorazioni pla- nelle zone 1 e 2 da una parte (in bianco), e i tipi
stiche a rete (fig. 4; distribuzione in fig. 2B)7. compresenti nelle zone 1, 3 e 4 (in nero) dall’altra;
Il terzo gruppo, cioè quello dei tipi compresenti questi ultimi sarebbero comunque in maggioranza
quasi solo8 in Puglia settentrionale, in Dalmazia, anche se sommassimo i tipi esclusivi delle zone 1 e
Bosnia e Conero, comprende un numero di tipi de- 2 a quelli comuni a tutte le aree (fig. 6A).
cisamente maggiore (ventitré); sono scodelle, tazze Considerando per la zona 1 i siti meglio docu-
e boccali, anse con diversi tipi di sopraelevazione mentati9 e conteggiando i singoli pezzi ascrivibili ai
a linguetta, decorazioni con bugne e segmenti pla- tipi pertinenti a ciascuno dei tre gruppi (simboli in
stici (fig. 5; distribuzione in fig. 2A, simboli neri). bianco, nero e grigio), il trend generale di rapporto
preferenziale tra la Puglia settentrionale e Dalmazia
centro-meridionale è confermato (fig. 6B).
Tuttavia, se si considerano i tipi comuni, po-
trebbe risultare ragguardevole anche il ruolo del
6
L’inserimento di quest’ansa nel secondo gruppo è dovu-
to al suo ritrovamento, oltre che in numerosi siti istriani e Carso e dell’Istria, ma è necessario tenere conto
carsici, anche nel sito dalmata di Vranjic (Solin, Dalmazia; che il materiale edito per queste aree è di gran
scavi dott.ssa Irena Radić Rossi), il cui materiale ceramico lunga maggiore rispetto a quello della Dalmazia
ancora inedito è parte del dottorato di Alberta Arena; si tratta
dell’unico confronto in tutto l’Adriatico in cui si trovano in centro-meridionale.
associazione, proprio come a Manaccora, l’ansa tricostolata Per analizzare poi il rapporto tra tipi locali e
e le espansioni laterali a piastra. transadriatici a Manaccora in senso diacronico
7
È possibile individuare due sottogruppi: tipi distribuiti
prevalentemente nella zona 2 (fig. 4A.2,3; 4B.2,4,6,9; 4C.1)
e tipi presenti in egual misura nelle zone 2 e 3.
Sono stati inseriti in questo gruppo (fig. 4) anche tipi con una
sola attestazione in area 3 (fig. 4B.4,9; 4C.1). Si è infatti ri-
tenuto, vista l’esiguità dei siti editi per quest’area, che anche 9
Il conteggio dei pezzi è stato effettuato prendendo in con-
una sola attestazione fosse significativa. siderazione il materiale presentato in Baumgärtel 1953, Rec-
8
Ricordiamo un’aporia all’interno di questo gruppo, ovvero chia 1993 e 1995; Arena 2012-2013 (per Grotta Manaccora);
la presenza di linguette apparentemente dinariche in contesti in Gravina 1995 (per Torre Mileto); in Cassano et alii 1987,
dell’area 2, in Friuli a Castions di Strada (Càssola Guida, Vitri Belardelli 2004 e Radina, Recchia 2010 (per Coppa Neviga-
1988, p. 233, n.7) e a Porpetto (Vitri et alii 1994, fig. 5.7), in ta); in Cataldo 1999 e Peroni, Barbaro, Vanzetti 2003 (per
Slovenia nel castelliere di Štorje (Guštin 1979, tav. 9.14). Trinitapoli).
L’area dei castellieri del Caput Adriae e l’ambito adriatico nel Bronzo Medio e Recente 305

Fig. 5 - Tipi presenti quasi esclusivamente nelle aree 1, 3, 4 (per distribuzione vedi fig. 2A simboli neri). A. forme; B. anse
e prese; C. decorazioni (disegni A. Arena; A1, A8, B2 rielaborati da Baumgärtel 1953; A5, A6, A10-11 rielaborati da
Recchia 1993).

Fig. 6 - A. Numero di tipi per ciascuno dei tre gruppi; B. Quantificazione dei pezzi attestati per ciascuno dei tre gruppi di
tipi nei maggiori siti della Puglia settentrionale.

(dal BM al BR) sono stati conteggiati solo gli Dalmazia è ancora poco noto per quel che riguar-
esemplari dei tipi selezionati per la seriazione da i tipi ceramici e che nuove ricerche potrebbe-
cronologica dei contesti della Puglia settentriona- ro mutare il quadro presentato in questa sede. A
le (Arena 2012-2013). In questo sito la maggior questo riguardo si deve anche evidenziare che,
attestazione di tipi transadriatici ricorre nelle fasi mentre sono attestati alcuni reperti di tipo pro-
del BM2 e 3; mentre nel BR, a fronte di una con- toappenninico e appenninico in Dalmazia10, allo
sistente presenza di pezzi ascrivibili alla facies
locale subappenninica, quasi nessun tipo transa-
driatico sembra ormai attestato (fig. 8C); è però 10
Frammenti attualmente inediti ascrivibili alle facies pro-
necessario ricordare che il Bronzo Recente in toappenninica e appenninica sono stati presentati alla LI
306 A. Arena – A. Cardarelli – A.M. Tunzi

Fig. 7 - A. Grandi contenitori: 1. Coppa Nevigata (da Cassano et alii 1987); 2. Krajičina Špilja (da Kaiser, Forenbaher
2002); 3. Moncodogno (da Hellmuth Kramberger 2012); B. Ibridazioni da Trinitapoli (da Cataldo 1999). C. Spade: 1.
Grotta Manaccora (da Bianco Peroni 1970); 2. Joševa (da Harding 1995).

Fig. 8 - Rapporto tra le attestazioni di ceramica micenea in Adriatico e le relazioni tra le due coste. A. Attestazioni di ce-
ramica micenea databili al TE I-II-IIIA. B. Attestazioni di ceramica micenea databili al TE III B-C. C. Rapporto tra forme
locali e adriatiche a Manaccora tra BM e BR.

stato attuale delle ricerche non sono invece noti gano anche le forme chiuse di grandi dimensioni,
materiali di tipo subappenninico. certo più difficili da individuare e quantificare per
Fino ad ora abbiamo considerato quasi esclu- lo stato frammentario dei pezzi, ma particolar-
sivamente forme quali tazze e boccali, tuttavia è mente significative per la loro funzione (trasporta-
importante sottolineare come i confronti coinvol- re e/o contenere). In tal senso è esemplare il caso
della grande olla con bugna sul ventre attestata
sia a Coppa Nevigata (Appenninico Antico) che
a Krajičina Špilja, nell’isola di Vis e a Monco-
Riunione Scientifica dell’IIPP, Forlì 12-15 ottobre 2016 dogno (fig. 7A), a cui possono essere avvicinati,
nell’intervento di Arena A., Barbarić V., Cardarelli A., Gove- come già notato (Hellmuth Kramberger 2012, tav.
darica B., Radić Rossi I., Tunzi A.M., The Adriatic Sea and
the interactions between the two shores during the middle 7, n. 1,5), anche un esemplare da Krka in Slovenia
Bronze Age. e da Montedoro (Trieste).
L’area dei castellieri del Caput Adriae e l’ambito adriatico nel Bronzo Medio e Recente 307

A conferma dell’importanza dell’area della somigliano ad un esemplare del tipo Manaccora,


Dalmazia centrale nei contatti con la penisola vi che è il più ricorrente nella grotta omonima, si
sono gli unici frammenti editi della costa orien- trovano a Ravina, in Erzegovina, e a Joševa, in
tale con decorazione di stile appenninico prove- Serbia. L’esemplare da Manaccora e quello da
nienti dalla grotta Kopačina (Isola di Brač), rin- Joševa sembrano identici (fig. 7C.1,2).
venuti in associazione con materiali della fase di Per inserire le connessioni adriatiche fin qui
Sovići (Čečuk 1996, tav. 3). individuate nel più ampio quadro dei traffici con
I contatti intercorsi nell’Adriatico durante il mondo egeo risulta interessante la distribuzio-
l’età del bronzo hanno portato in alcuni casi alla ne delle ceramiche micenee o di tipo miceneo12.
produzione di esemplari ibridi. Nell’Ipogeo dei Nel Tardo Elladico I-II-IIIA le attestazioni non si
Bronzi di Trinitapoli decorazioni di ambito ap- spingono a nord del Gargano. Da questo punto di
penninico compaiono associate, in due casi, ad vista i due bacini adriatici, a nord e a sud del pro-
elementi transadriatici e cioè a un’ansa attestata montorio garganico, appaiono nettamente distin-
prevalentemente nei castellieri carsico-istriani, e ti. Sorge spontanea la domanda se questo limite
a un’ansa con sopraelevazione a linguetta tipica- sia connesso agli stretti legami transadriatici (fig.
mente dinarica (fig. 7B). 8A), sebbene l’evidenza non sia così diversa da
La distribuzione di alcuni tipi metallici pre- quanto si riscontra in ambito tirrenico.
senti in Puglia settentrionale suggerisce la possi- Dai dati fin qui presentati, frutto di una ricerca
bilità che ornamenti e armi rientrino in sfere di ancora in corso, possiamo ipotizzare che la Pu-
interazione distinte. I monili a occhiali, attestati glia settentrionale, almeno nel BM, sia coinvol-
a Manaccora e in gran numero nell’Ipogeo dei ta in modo determinante nei rapporti del bacino
Bronzi di Trinitapoli, trovano confronti puntuali adriatico centrosettentrionale. Il maggior numero
in Dalmazia centro-meridionale, in Bosnia e in di relazioni appaiono indirizzate verso l’ambito
Montenegro (Della Casa 1996, p. 152) e sembra- della Dalmazia centrale, direttamente collegata
no interagire con la distribuzione dei tipi compre- attraverso il corridoio marittimo che connette le
senti nelle aree 1 e 3 (fig. 5; fig. 2A, simboli neri). isole dalmate centrali e meridionali al Gargano.
Le armi hanno invece attinenze con tipi pre- Tuttavia la presenza di elementi ceramici di ambi-
senti nel Nord-Est italiano, in Europa centrale, to istriano e i confronti relativi alle spade sembra-
nel mondo danubiano occidentale e nell’area bal- no indicare che il Gargano sia inserito anche in un
canica (Peroni 1984, pp. 66-67). Il tipo Manacco- circuito più ampio che raggiunge il Caput Adriae.
ra è strettamente connesso al tipo Sombor e alle La forte presenza di elementi transadriatici
spade «mit breiten schultern» della classificazio- proprio nei pochi promontori dell’Adriatico oc-
ne di Anthony Harding (Harding 1995, pp. 26-27, cidentale (Gargano e Conero) è chiaramente il ri-
tav. 6). I tipi Sacile e Montegiorgio assomigliano sultato di traffici direzionali che potevano anche
al tipo Annenheim (Bianco Peroni 1970, Harding determinare la presenza più o meno costante di
1995). Sulla base della distribuzione di questi tipi gruppi allogeni.
(prevalenti nel Nord-Est della penisola), la Grotta I dati archeologici finora disponibili indiche-
di Manaccora sembrerebbe gravitare in direzione rebbero una riduzione dei rapporti durante il BR,
opposta rispetto alla distribuzione dei tipi cerami- e ciò sembra avvenire proprio in concomitanza
ci, e cioè verso il Caput Adriae, almeno in senso con la diffusione delle ceramiche di tipo miceneo
quantitativo11. Bisogna comunque tenere presen- lungo la sponda occidentale dell’Adriatico an-
te che lo stato della documentazione riguardante che a nord del Gargano (fig. 8B), evidenziando
questi tipi di spade potrebbe non restituire un qua- un sensibile cambiamento delle relazioni su scala
dro del tutto corrispondente alla loro reale area adriatica e, più in generale, mediterranea.
di produzione/distribuzione. Da questo punto di
vista è interessante notare che le spade che più

Questa connessione acquista un significato particolare


11
La distribuzione delle ceramiche egeo-micenee in fig. 8
12

nella prospettiva delle fonti di approvvigionamento di rame deriva dai dati presentati in Jones et alii 2014 (per l’Italia),
sviluppate da Jung e Mehofer (vedi sopra). da Bejko 2002 (per l’Albania).
308 A. Arena – A. Cardarelli – A.M. Tunzi

Riferimenti bibliografici Guštin M. 1979, Notranjska: k začetkom železne dobe na


severnem jadranu, Ljubljana.
Harding A. 1995, Die Schwerter in ehemaligen Jugosla­
Arena A. 2012-2013, La Grotta Manaccora (Peschici-Fog- wien, PBF IV, 14, Stuttgart.
gia) e la Puglia settentrionale nell’età del Bronzo media Hellmuth Kramberger A. 2012, Čuvani hrane i piča:
e recente. Considerazioni cronologiche e rapporti trans­ O antropomorfnim ukrasima na posudama iz ranog i
adriatici, Tesi di Laurea Magistrale, Sapienza Università srednjeg brončanog doba s gradine Monkodonja u Istri,
di Roma. Histria Archaeologica 43 (2013), pp. 19-46.
Baumgärtel E.J. 1934, Zeitstellung der Monte Gargano Kul- IIPP 2005, Preistoria e Protostoria delle Marche, Atti
tur und ihre Beziehungen nach Osten, in Proceedings of della XXXVIII Riunione Scientifica, Portonovo 1-4
the First International Congress of Prehistoric and Pro- ottobre 2003, Istituto Italiano di Preistoria e Protosto-
tohistoric Sciences, London 1932, London, pp. 224-228. ria, Firenze.
Baumgärtel E.J. 1953, The Cave of Manaccora, Monte Jones R., Levi S.T., Bettelli M., Vagnetti L. 2014, Italo-
Gargano. Part II: The Contents of the Three Archaeo- Mycenaean Pottery: the archaeological and archaeo-
logical Strata, PBSR XXI, pp. 1-31. metric dimensions, Roma.
Bejko L. 2002, Mycenaean presence and influence in Alba- Jung R., Mehofer M., Pernicka E. 2011, Metal Exchange
nia, in Cambi N., Čače S., Kirigin B. (eds), Greek In- in Italy from the Middle to the Final Bronze Age (14th-
fluence along the East Adriatic Coast, Proceedings of the 11th Century B.C.E.), in Betancourt P.P., Ferrence
International Conference, Split 24-26 September 1998, S.C. (eds), Metallurgy: Understanding How, Learning
Split, pp. 9-24. Why. Studies in Honor of James D. Muhly, Prehistory
Belardelli C. 2004, Coppa Nevigata; materiali di scavi e Monographs 29, pp. 231-248.
rinvenimenti 1903-1909, Firenze. Jung R., Mehofer M. 2013, Mycenaean Greece and Bronze
Bianco Peroni V. 1970, Le spade in Italia continentale, Age Italy: Cooperation, Trade or War?, AK 43, 2, pp.
PBF VIII, 2, München. 175-194.
Cardarelli A. 1983, Castellieri nel Carso e nell’Istria: Kaiser T., Forenbaher S. 2002, Krajčina špilja i brončano
cronologia degli insediamenti fra media età del bronzo e doba otoka Visa, Opuscula Archaeologica 26, pp. 99-
prima età del ferro, in Preistoria del Caput Adriae, Cata- 110.
logo della mostra, Trieste, pp. 87-118. Peroni R. 1984, Dal Protoappenninico al gruppo dell’O-
Cassano S.M., Cazzella A., Manfredini A., Moscoloni fanto: i problemi della continuità d’insediamento, della
M. 1987 (a cura di), Coppa Nevigata e il suo territorio. cronologia, dei rapporti adriatici, della definizione di
Testimonianze archeologiche dal VII al II millennio a.C., un’unità culturale nella Daunia fino al termine dell’età
Roma. del Bronzo, AttiSE XIII, pp. 59-74.
Càssola Guida P., Vitri S. 1988, La ceramica dei castel- Peroni R., Barbaro B., Vanzetti A. 2003, I materiali del
lieri, in Miotti T., Castelli del Friuli 7, Udine, pp. 221- nuovo ipogeo di Trinitapoli, in AttiDaunia 23, pp. 287-320.
259. Radina F., Recchia G. 2010 (a cura di), Ambra per Aga-
Cataldo L. 1999, Ipogeo dei Bronzi di Trinitapoli - La ce- mennone. Indigeni e Micenei tra Adriatico, Ionio ed
ramica, in Tunzi Sisto A.M., Ipogei della Daunia. Prei- Egeo, Catalogo della mostra, Bari Palazzo Simi e Museo
storia di un territorio, Foggia, pp. 234-253. Civico 28 maggio-16 ottobre 2010, Mario Adda Editore,
Cazzella A., Recchia G. 2005, Coppa Nevigata e la Pu- Bari.
glia settentrionale nel contesto dei rapporti transadriati- Recchia G. 1993, Grotta Manaccora (Peschici). Consi-
ci e con le altre regioni dell’Italia orientale durante l’età derazioni sulla Grotticella funeraria e sull’area an-
del Bronzo, AttiDaunia 25, pp. 139-150. tistante (scavi Rellini-Baumgärtel), Origini XVII, pp.
Čečuk B. 1996, Špilja Kopačina kod Donjeg Humca na otoku 317-406.
Braču, Arheološki Radovi i Rasprave 12, pp. 13-30. Recchia G. 1995, Grotta Manaccora: rilettura del saggio
Della Casa Ph. 1996, Velika Gruda II. Die bronzezeitli- Baumgärtel “TG 1933”, Taras XV, 2, pp. 55-86.
che Nekropole Velika Gruda (Opš. Kotor, Montenegro): Tunzi Sisto A.M. 1999, Trinitapoli, Ipogeo dei Bronzi. I
Fundgruppen der mittleren und späten Bronzezeit zwi- materiali di corredo. Oggetti d’ornamento, in Tunzi Si-
schen Adria und Donau, UFzPA, Band 33, Bonn. sto A.M., Ipogei della Daunia. Preistoria di un territo-
Govedarica B. 1991-1992, La cultura di Dinara sulle co- rio, Foggia, pp. 260-276.
ste dell’Adriatico orientale nei suoi rapporti con l’Italia Vitri S., Senardi F., Mizzan S., Petrucci G. 1994, Re-
centro-meridionale, RassA 10 (1992), pp. 553-560. centi scavi nell’abitato dell’età del Bronzo di Porpetto
Gravina A. 1995, Torre Mileto fra Preistoria e Protostoria, (Udine), in Preistoria e Protostoria del Friuli-Venezia
in Corsi P. (a cura di), Il Gargano e il mare, Atti del Giulia e dell’Istria, Atti della XXIX Riunione Scientifi-
II convegno a Sannicandro Garganico, 14-15 gennaio ca, 28-30 settembre 1990, Istituto Italiano di Preistoria e
1995, San Marco in Lamis, pp. 21-52. Protostoria, Firenze, pp. 273-291.
Finito di stampare in Italia nel mese di dicembre 2018
da Pacini Editore Industrie Grafiche - Ospedaletto (Pisa)
per conto di EDIFIR-Edizioni Firenze
5

Potrebbero piacerti anche