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Milton H.

Erickson
LA
MIA VOCE
TI ACCOMPAGNER
I racconti didattici
di Milton H. Erickson
a cura di
SIDNEY ROSEN
Metafore, apologhi, aneddoti gustosi, divagazioni
umoristiche o senza senso apparente, enigmi a
chiave, quale che fosse la loro forma esteriore, i
racconti didattici di Milton H. Erickson erano in
realt strumenti terapeutici raffinatissimi, intesi a
instillare nel paziente, nell'interlocutore, i semi di
una nuova visione di s e del mondo, in sostanza
a determinare un vero e proprio cambiamento
terapeutico.
Casa Editrice Astrolabio

PSICHE E COSCIENZA
Collana di testi e documenti per lo studio della psicologia del profondo
Milton H. Erickson
LA MIA VOCE
TI ACCOMPAGNER
I RACCONTI DIDATTICI
DI MILTON H. ERICKSON
a cura di
Sidney Rosen

Titolo originale dell'opera


MY VOICE WILL GO WITH YOU
THE TEACHING TALES OF MILTON H. ERICKSON
(W. W. Norton & Company)
Traduzione di
Salvatore Maddaloni
1982, Sidney. Rosen M.D.
1983, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma.

PSICHE E COSCIENZA
COLLANA DI TESTI E DOCUMENTI PER LO STUDIO
DELLA PSICOLOGIA DEL PROFONDO,
Milton H. Erickson
LA
MIA VOCE
TI ACCOMPAGNER
I racconti didattici
di Milton H. Erickson
a cura di
Sidney Rosen
ROMA
ASTROLABIO
MCMLXXXIII

Prefazione 7
I racconti didattici di Milton Erickson - le storie che raccontava ai
suoi pazienti o a tutti coloro che venivano a raggrupparglisi intorno sono pieni d'ingegno e di fascino: sono straordinari esempi dell'arte
di persuadere. Si potrebbe addirittura dire che sono troppo belli per
essere relegati tra i libri di psichiatria, poich, anche se concepiti per
un fine terapeutico, appartengono a una tradizione molto pi ampia:
la tradizione americana di arguzia e humour, che ha in Mark Twain il
suo maggiore rappresentante.
Conobbi per la prima volta le sorprendenti imprese di Erickson
quando, nel 1963, iniziai a collaborare al Merital Research Institute
di Palo Alto. Stavo raccogliendo, insieme a Jay Haley, materiale per
il volume Techniques of Family Therapy* Haley, che aveva registrato
ore ed ore di conversazione con Erickson, mi raccontava una storia
dopo l'altra su quest'uomo mentre io ascoltavo affascinata. Quella fu
parte della mia iniziazione alla terapia familiare, ed ebbe un grosso
effetto su di me. Mi sento dunque tanto pi lusingata adesso, diciotto
anni pi tardi, davanti alla richiesta di scrivere la prefazione ai racconti di Erickson raccolti e curati da Sidney Rosen.
difficile dare un resoconto del lavoro di Erickson, per via del
suo strano modo di porsi a met strada tra il guaritore e il poeta, tra
lo scienziato e il bardo. Le trascrizioni dei suoi seminari, per quanto
sorprendenti, sono in certa misura insoddisfacenti. La parola scritta
assolutamente inadeguata a trasmettere le pause, i sorrisi, le penetranti occhiate all'ins con cui Erickson punteggiava i suoi racconti,
n pu testimoniare del suo magistrale uso della voce e del tono della
voce. La parola scritta, per dirla in breve, non riesce assolutamente
a rendere l'idea del modo in cui Erickson penetra nell'altro.
Sidney Rosen ha risolto questo problema, anche se non so bene

come abbia fatto. Erickson l'ha scelto, in quanto discepolo, collega


e amico, per pubblicare questo volume, e la sua intuizione stata
giusta, come sempre, perch Rosen ha un modo tutto suo di prendere
il lettore per mano e di farlo penetrare alla presenza di Erickson,

* Trad. it., Tecniche di terapia della famiglia, Astrolabio, Roma, 1974.

8 Prefazione
direttamente, senza impedimenti. Una volta, in Florida, ho assistito
a uno spettacolo di nuoto subacqueo: il pubblico sedeva in un anfiteatro sotterraneo che una lastra di vetro separava da rocce calcaree
subacquee dall'altra parte, e l'acqua era cos chiara e trasparente che
il pesce che nuotava vicino al vetro sembrava fluttuare nell'aria.
La lettura di questo libro ha rappresentato un'esperienza dello stesso
tipo, e ci forse dovuto alla forza con cui Rosen ci sa trasmettere
la sensazione di quel campo relazionale che era il naturale mezzo
espressivo di Erickson. Nel primo capoverso del primo capitolo troviamo un'osservazione di Erickson a Rosen circa la natura dell'inconscio. Proprio come Erickson inserisce nei suoi racconti certe sue
reminiscenze, episodi della sua vita, pensieri bizzarri, o fatti inconsueti, allo stesso modo Rosen inserisce nel suo commento spunti su
tale o tal altro incontro personale con Erickson, associazioni su un
dato racconto, notizie su come egli stesso ha utilizzato questi racconti
nel lavoro coi propri pazienti, e inoltre fornisce esaurienti spiegazioni
delle varie tecniche che troviamo esemplificate nei racconti. il commento a costituire il campo relazionale nel quale fluttuano questi
racconti.
Per di pi, sembra quasi che Rosen parli, invece di scrivere, anche
qui echeggiando Erickson, e con uno stile discorsivo e per niente tecnico. Questo stile anche estremamente piano. Che ci sia fatto deliberatamente o no, Rosen crea una cornice abbastanza neutra da mettere in risalto il colore e la vivezza di ingegno dei vari racconti. Ci
nondimeno, l'effetto totale trascende quello di ogni singolo elemento.
A ogni aneddoto prestata profonda attenzione, cosicch un ipnoterapeuta capace ed esperto, pratico egli stesso delle tecniche di Erickson,
ci consegna un libro che in fondo un racconto didattico di rac-

conti didattici.
Vorrei adesso dare un'idea di come il commento fluisce e penetra
fra i vari racconti, prendendo come esempio la prima parte del terzo
capitolo, "Abbiate fiducia nell'inconscio". Questo capitolo si apre con
un breve aneddoto su quando, una volta, Erickson dovette improvvisare un discorso. Erickson dice a se stesso che non ha bisogno di
prepararsi, perch ha fiducia nella miniera di idee e di esperienze
accumulate nel corso degli anni. Rosen sottolinea questo tema della
fiducia nelle forze immagazzinate nell'inconscio, e poi riporta un breve
raccontino, "Neve leggera", splendido nella sua semplicit, che parla
di un ricordo infantile e del ricordo di quando quel ricordo era stato
generato. Questo racconto seguito da altri due sullo stesso tema.
L'ultimo riguarda il ritardo nel parlare di Erickson bambino, che a
quattro anni ancora non parlava; a tutti coloro che se ne mostravano

Prefazione 9
preoccupati, sua madre diceva: "Quando verr il momento, parler".
Rosen interviene brevemente per dire che questo un buon racconto
da utilizzare con quei pazienti che stanno appena imparando a entrare
in trance.
Splendido il racconto successivo. intitolato: "Come si grattano
i maiali", e racconta di quando Erickson, che da giovane vendeva libri
per pagarsi gli studi, stava tentando di venderne alcuni a un burbero
vecchio contadino. L'uomo non possedeva nessun libro, e gli disse
di togliersi dai piedi. Erickson, senza pensarci, raccolse un pezzo di
legno e cominci a grattare la schiena dei maiali cui il contadino stava
dando da mangiare. Il contadino cambi idea e acconsent a comprare
i libri di Erickson, perch, come disse, "Tu sei uno che sa come si
gratta un maiale".
Segue poi il commento di Rosen sul racconto, e successivamente il
ricordo della prima volta in cui lo ud, cio dopo che aveva chiesto
a Erickson perch lo avesse scelto per scrivere la prefazione al suo
libro Hypnotherapy.* Dopo aver spiegato quali fossero le qualit
di Rosen che gli avevano fatto desiderare di affidargli la prefazione,
Erickson aggiunse: "Mi piace il tuo modo di grattare un maiale".
Questo breve esempio rende l'idea della variegata ricchezza del
libro: ciascun racconto trattato come un prezioso pezzo di una raccolta piena di ricordi, e Rosen partecipa al lettore gli svariati significati che ognuno gli evoca, sia come persona che come clinico. Se
fossi circospetta come quel contadino, questo libro lo comprerei.
Perch Sidney Rosen sa come si gratta un maiale.
Ackerman Institute of Family Therapy Lynn Hoffman

* Trad. it., Ipnoterapia, Astrolabio, Roma, 1982.

Introduzione 11
Il 27 marzo 1980, un gioved, il mio ufficio di New York mi chiam
a Snowbird, Utah, dove ero in vacanza a sciare, per darmi la notizia
che Milton Erickson era morto. Il mio primo pensiero fu per Betty
Erickson: le telefonai e seppi da lei che Erickson aveva terminato
regolarmente la sua settimana d'insegnamento il venerd, aveva posto
l'autografo su dodici libri, e durante la giornata di sabato si era sentito un po' stanco. La domenica mattina presto aveva cessato improvvisamente di respirare. Betty Erickson gli aveva praticato la respirazione artificiale ripristinando l'attivit respiratoria, e si era fatta aiutare a portarlo in ospedale, dove non si riusc a elevare la pressione
sanguigna, che aveva un livello sistolico di circa quaranta, nemmeno
ricorrendo a infusioni di dopamina. Si stabil che Erickson soffriva di
'shock settico'. Venne diagnosticata un'infezione da beta-streptococco,
manifestatasi come peritonite. Il suo organismo non rispose a massicce
dosi di antibiotici.
La famiglia di Erickson accorse da tutte le parti degli Stati Uniti.
Era una famiglia devota e numerosa, composta da quattro figli e
quattro figlie, con i rispettivi nipoti e pronipoti. Gli stettero tutti
vicini mentre si trovava in stato semicomatoso. Dai loro resoconti,
sembra probabile che sia morto come spesso aveva detto di desiderare: col sorriso in volto, circondato da amici e familiari. Aveva
settantotto anni.
Circa i funerali, Betty Erickson mi disse: "Non ti preoccupare di
venire, Sid, ci saranno poche persone. So che alcuni hanno in programma funzioni commemorative in diverse citt". Per fortuna riuscii
ad arrivare fino all'aereoporto di Salt Lake City per essere a Phoenix
dopo un breve volo. La calma e la temperatura di Phoenix erano in
netto contrasto col vento e il freddo delle montagne che avevo

appena lasciato.
Era effettivamente una riunione di poche persone. Il corpo di
Erickson era stato cremato e le ceneri sarebbero state disperse sullo
Squaw Peak. Alla funzione presero la parola quattro persone: Jeffrey
Zeig, Robert Pearson, Kay Thompson ed Ernest Rossi. Ricordo il commento finale di Pearson: "Erickson ha affrontato da solo l'establish-

12 Introduzione
ment psichiatrico, e l'ha sconfitto. Ma loro ancora non lo sanno...".
Rossi recit la poesia che aveva sentito in sogno, e che l'aveva fatto
risvegliare in lacrime proprio un momento prima che gli giungesse la
telefonata da Phoenix che gli annunciava la morte di Erickson.
Dopo la funzione, Betty Erickson mi disse d'avere qualcosa per me.
Si trattava di uno scambio di lettere tra Erickson e Salvador Minuchin.
Minuchin lo aveva incontrato di persona solo una settimana prima della
sua morte. Erickson non aveva letto l'ultima lettera, ma Betty Erickson vi aveva diligentemente risposto. Aveva chiesto a Minuchin di
darmi il permesso di utilizzare le sue lettere per questo libro, e
Minuchin aveva gentilmente acconsentito.
L'ultima lettera inizia cos: "Il mio incontro con te stato una
esperienza memorabile. Le persone straordinarie che ho incontrato
nella mia vita si contano sulle dita di una mano, e tu sei una di
queste".
E continua: "Sono rimasto molto impressionato dal tuo modo di
saper guardare le cose semplici e descriverne la complessit, e dalla
tua fiducia nella capacit dell'essere umano di utilizzare un repertorio
di esperienze che non sa di possedere".
Nel corso della mia visita a Phoenix del 1979, ero stato invitato a
dormire nel piccolo cottage attiguo all'ufficio di Erickson. Avevo allora
colto l'occasione per dare un'occhiata ai libri nella biblioteca, rimanendo colpito nel vedere che molti di quei libri portavano le dediche
dei rispettivi autori, accompagnate da messaggi di gratitudine. Erano
libri che attinevano a molti campi, non solo a quello dell'ipnosi e
della psicoterapia. C'erano per esempio libri su Gurdjieff, sulla pianificazione urbanistica, sulla letteratura. Le dediche degli autori avevano spesso un tono quasi estatico, come per esempio: "Grazie per

avermi insegnato la differenza tra conoscenza e conoscere".


Per coloro che, come me, avevano seguito i lavori di Erickson fin
dagli anni quaranta e cinquanta, era consolante sapere che ora che
si stava avvicinando agli ottantanni era finalmente apprezzato da un
pi vasto pubblico, e che le sue tecniche e i suoi approcci sarebbero
stati d'aiuto a molte altre persone. Nei circoli professionali nel campo
dell'ipnosi Erickson era naturalmente conosciuto da tempo come un
leader. Era socio fondatore dell'American Society of Clinical Hypnosis.
Negli anni cinquanta aveva compilato la voce "Ipnosi" per l'Enciclopedia Britannica. Vari professionisti si rivolgevano spesso a lui per
consigli sull'ipnosi e sugli stati di coscienza alterati. Sempre negli anni
cinquanta, aveva ipnotizzato Aldous Huxley e aveva collaborato con
lui ai suoi studi sugli stati di coscienza alterati. Margaret Mead aveva

Introduzione 13
studiato con lui per pi di quarantanni, divenendo poi membro della
Societ. Negli anni quaranta il settimanale Life aveva esaminato il
suo lavoro. Nel 1952 aveva partecipato attivamente alle "Macy Conferences", nel corso delle quali studiosi quali Gregory Bateson, Margaret Mead e Lawrence Kubie, l'eminente psicanalista, discussero argomenti che tanto dovevano contribuire all'avvento della cibernetica. E
tuttavia, molti profani e persino molti psicoterapeuti non l'avevano
mai sentito nominare; quando si faceva il suo nome, di solito dicevano: "Ah, s, Erik Erikson?".
Un ritorno d'interesse per Milton Erickson fu dovuto agli scritti
di Jay Haley, che aveva studiato con Erickson per diciassette anni,
ed era divenuto un leader nel campo della terapia familiare. Pi di
recente, le idee di Erickson sono state divulgate dagli scritti e dai
seminari di Richard Bandler e John Grinder.
L'elenco dei candidati che desideravano assistere alle riunioni di
gruppo tenute da Erickson era molto lungo. Chiunque avesse chiamato in quest'ultimo anno, si sarebbe sentito dire che c'era una lista
d'attesa di oltre un anno, e che non si sarebbero accettate altre prenotazioni sino a dopo il Congresso Internazionale di Ipnosi Ericksoniana, che si sarebbe dovuto tenere a Phoenix nel dicembre del 1980.
Quando presentavo il suo lavoro a un pubblico di professionisti,
insieme a dimostrazioni d'ipnosi, e talvolta con l'ausilio di videotape,
trovavo che molti desideravano ardentemente conoscere direttamente
Erickson. E poich per la maggior parte delle persone ci risultava
impossibile, mi chiesi quali fossero gli aspetti del suo insegnamento
che meglio avrebbero potuto dare loro, e ad altri, il senso di un contatto personale con Erickson, trasmettendo allo stesso tempo l'essenza
del suo approccio terapeutico.

Mi ritorn alla mente una conversazione, udita nel 1978, tra Erickson e uno degli psichiatri che seguiva i suoi seminari. Ad un certo
punto Erickson si era rivolto a questo psichiatra e gli aveva chiesto,
con un leggero sorriso: "Pensa ancora che la terapia consista solo nel
raccontare storielle?". Orbene, evidente che per quanto la terapia
di Erickson non consistesse soltanto nel "raccontare storielle", la narrazione di quelli che voglio chiamare 'racconti didattici' fosse uno
degli elementi principali della sua terapia.
Nell'agosto del 1979, Milton Erickson mi diede il permesso di
scrivere un libro sui suoi 'racconti didattici'. A novembre aveva
accettato di essere co-autore di quel libro, e il contratto era stato
firmato tre mesi prima della sua morte.
I 'racconti didattici' sono storie che Erickson ha narrato a pazienti
e studenti nel corso degli anni. Negli ultimi sei o sette anni della

14 Introduzione
sua vita ha incontrato quasi giornalmente gruppi di terapeuti, in sedute ininterrotte di quattro o cinque ore, nel corso delle quali discuteva di ipnosi, di terapia, della vita, ricorrendo abbondantemente ai
suoi 'racconti didattici'.
La maggior parte dei nomi che compaiono nei racconti che seguono
sono stati cambiati, a eccezione di quelli dei membri della famiglia
di Erickson, avendo avuto da loro l'assicurazione che non avevano
obiezioni a che i loro nomi comparissero.
Devo molti ringraziamenti a Elaine Rosenfeld, a Dava Wemstein
e a Joan Poelvoorde per l'aiuto datomi nella ricerca del materiale, e
a Jeffrey Zeig per il generoso contributo sia di tempo che di idee dal
valore inestimabile. Uno speciale ringraziamento merita Betty Erickson,
per la sua fiducia che non avrei fatto scadere il lavoro di Milton, per
le giornate trascorse a rivedere il manoscritto e i racconti riguardanti
la famiglia, e per la sua insistenza sulla precisione anche nei pi piccoli dettagli. Qualsiasi manchevolezza rispetto a queste indicazioni
naturalmente da attribuirsi alla mia sola responsabilit.
New York, 1981
Sidney Rosen

E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagner. E la mia voce
si muter in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici,
dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio
che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice
di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo
fa dimenticato.
Milton H. Erickson
Un uomo voleva sapere cos' la mente, ma non nella natura, quanto
nel suo personale, grosso computer. Cos gli chiese (nel suo migliore
Fortran, naturalmente): "Tu calcoli che penserai mai come un essere
umano?". La macchina si mise subito al lavoro, analizzando la propria struttura intrinseca. Alla fine, come costume di queste macchine, stamp la risposta su una striscia di carta. L'uomo si precipit
a prenderla e trov, nero su bianco, le parole: questo mi ricorda
UNA STORIA.
Gregory Bateson, Mind and Nature

1 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 17


"Ci di cui non ti rendi conto, Sid, di come la maggior parte della
tua vita determinata dall'inconscio". Quando Erickson mi rivolse
queste parole, reagii come fanno molti miei pazienti quando ripeto
loro la medesima cosa. Pensai che volesse dire che la mia vita era
predeterminata, e che io potevo al massimo sperare di portare alla
coscienza i modelli inconsci saldamente radicati. Pi tardi, tuttavia,
dovevo rendermi conto che l'inconscio non necessariamente immutabile. Tutte le esperienze che oggi stiamo vivendo interessano tanto
il nostro conscio quanto il nostro inconscio. Se leggo qualcosa che mi
d ispirazione, il mio inconscio ha subito un mutamento. Se mi incontro con una persona importante (cio con una persona importante
per me), il mio inconscio subisce un mutamento. In realt, il valore
positivo di qualsiasi psicoterapia risiede ovviamente nella capacit della
persona di mutare come risultato, in larga misura, dell'incontro con
una o pi altre persone.
mia opinione che questo mutamento sia pi efficace e permanente quando il terapeuta si concentra per influenzare i modelli inconsci del paziente, modelli che spesso comprendono i suoi valori e
schemi di riferimento. Erickson era d'accordo su questa idea. Verso
la fine della sua vita era arrivato a elaborare un approccio molto efficace per il raggiungimento di questo obiettivo: i suoi seminari didattici.
L'ultima volta che lo vidi mi spieg come era arrivato a questo
approccio.
"Dovevo dedicare troppo tempo a un solo paziente. Avrei preferito insegnare a molte persone come pensare, come affrontare i problemi. Ho dozzine e dozzine di lettere che dicono: 'Lei ha completamente rivoluzionato il mio modo di trattare i pazienti'. Ho moltissimi
pazienti, ma li vedo di meno. Vedo pi pazienti, e li vedo per periodi

pi brevi".
"E questo il risultato di...?", domandai.
"Del loro venire qui, e del fatto che mi lascino raccontare loro le

18 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


mie storie", rispose. "Poi se ne vanno a casa, e cambiano il loro modo
di fare".
chiaro che "il loro venire qui e il fatto che mi lascino raccontare
loro le mie storie" implicava aspettative e comunicazioni a molti livelli.
Per fare un esempio, chiunque trascorresse del tempo in compagnia
di Erickson aveva molte probabilit di provare diversi livelli di trance
ipnotica. In stato di trance, pieni di aspettative positive, i messaggi
e le influenze convogliati dai racconti di Erickson hanno un grado
massimo di penetrazione. Erickson era convinto che se l'interlocutore
'dimenticava' un racconto (cio se aveva un'amnesia al riguardo), il
suo effetto sarebbe stato ancora pi potente.
Nel suo 'raccontare', naturalmente, Erickson seguiva una tradizione
di vecchia data. Da tempo immemorabile i racconti sono stati utilizzati come mezzo per trasmettere valori culturali, etici, morali. Una
pillola amara va gi pi facilmente, quando inglobata in qualcosa
di dolce. Un sermone morale diretto pu anche essere rifiutato, ma
la guida e la direzione vengono accettate, se inserite in un racconto
affascinante, divertente, narrato in modo interessante. A questo fine,
i racconti di Erickson utilizzano molti efficaci stratagemmi narrativi,
tra i quali l'impiego dell'humour e l'inclusione di informazioni interessanti, quali elementi poco noti di medicina, psicologia, antropologia.
Le suggestioni terapeutiche sono disseminate in racconti il cui contenuto ben lontano sia dagli interessi del paziente che dall'obiettivo
manifesto del terapeuta.
La trance, secondo Erickson, quello stato in cui l'apprendimento
e la disponibilit al mutamento hanno le maggiori probabilit di avere
luogo. Con essa non intendiamo uno stato indotto di sonnolenza. I pazienti non sono 'soggiogati' dal terapeuta, n perdono il controllo e

vengono diretti dalla volont di un'altra persona. La trance, in realt,


uno stato naturale che ciascuno di noi ha provato. L'esperienza pi
familiare quella del sogno a occhi aperti, ma altri stati di trance
possono avere luogo quando meditiamo, preghiamo, o facciamo degli
esercizi, come il jogging, che stato talvolta definito come una 'meditazione in movimento'. In queste situazioni, la persona conscia della
vivezza delle proprie sensazioni interne, sia mentali che fisiche, e gli
stimoli esterni, quali i suoni e i movimenti, acquistano minore importanza.
In stato di trance, i pazienti comprendono spesso in modo intuitivo
il significato di sogni, simboli, e di altre forme d'espressione dell'inconscio. Sono pi vicini a quello che Erickson chiamava 'apprendimento inconscio', meno presi da pensieri e da scelte. facile che accettino le suggestioni dell'ipnotizzatore con ridotto senso critico, anche

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 19


se, nel caso in cui queste suggestioni entrano in conflitto con i valori
del paziente, l'accettazione non avverr o sar solo transitoria. L'amnesia pu essere presente nel corso di una parte o di tutta la trance,
ma non in alcun modo un aspetto essenziale della trance stessa.
Per aiutare il paziente a entrare in trance, il terapeuta cattura la
sua attenzione e la dirige all'interno, guidandolo in una ricerca interiore e verso una risposta ipnotica. La risposta ipnotica, collegata sia
alle aspettative e ai bisogni del paziente, sia alle direttive del terapeuta, proviene dall''ampio bagaglio di 'apprendimento' del paziente
stesso. Allo scopo di ottenere questa risposta, le suggestioni terapeutiche possono anche essere indirette, disseminate all'interno di una
normale conversazione o di un racconto interessante. Utili approcci
pi specifici sono stati descritti da Erickson ed Ernest Rossi nel loro
libro Ipnoterapia.
Il terapeuta sta bene attento a quei sottili cambiamenti che indicano una 'attenzione di risposta' nel paziente: per esempio, un appiattimento dell'espressione del viso, un guardare incantato, l'assenza di
battito delle palpebre, e una quasi completa immobilit. Quando nota
questo insieme di elementi, il terapeuta pu tranquillamente dare per
scontato che il paziente entrato in una leggera trance. A questo punto
pu sia presentare una suggestione, sia dire semplicemente qualcosa
del tipo: "Ecco, rimanga cos", ben sapendo che probabile che il
paziente stia entrando in contatto con materiale inconscio.
I racconti seguono spesso modelli archetipici, quali si trovano nelle
fiabe, nei racconti biblici, nei miti del folklore. Come nei miti del
folklore, in molti di essi presente il tema della ricerca. L'adempimento del compito assegnato nei racconti di Erickson pu non presentare la stessa drammaticit eroica del Vello d'oro, ma la dramma-

ticit interna e la sensazione di adempimento sono dello stesso tenore.


Inoltre, in molte delle sue storie c' qualcosa di tipicamente americano, specialmente in quelle che riguardano la sua famiglia. per
questo che Erickson stato definito un eroe del folklore americano.
Ci si potrebbe tuttavia chiedere perch ascoltare un racconto, anche
se in stato di trance ipnotica, possa essere d'aiuto a un paziente o a
uno studente. L'effetto, per molti versi, comparabile all''emozione'
che si pu avvertire dopo aver visto un buon film. Durante il film,
molti di noi entrano in uno stato di coscienza alterato. Ci identifichiamo con uno o pi personaggi, e usciamo in una specie di trance.
Questa sensazione, tuttavia, dura solo per poco, dieci o quindici minuti al massimo. Al contrario, a molta gente avviene di rifarsi a uno
dei racconti di Erickson anche dopo molti anni. Pu avvenire che comportamento e attitudini subiscano un mutamento permanente.

20 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


Erickson spiegava questi mutamenti permanenti col fatto che essi
avevano avuto luogo nel contesto dell'ipnosi, che egli definiva una
"evocazione e utilizzazione di un sapere inconscio". Quando un terapeuta, con o senza l'impiego di racconti, in grado di aiutare un paziente a entrare in contatto con le proprie conoscenze inutilizzate,
questo paziente ha il massimo di probabilit di inglobare questo sapere dimenticato all'interno del proprio comportamento. Da ci pu
spesso risultare un comportamento pi costruttivo e autorinforzantesi.
In cosa questo processo differisce dal 'lavaggio del cervello'? La
principale differenza forse data dal fatto che senza un rinforzo culturale il 'lavaggio del cervello' tende a svanire. Nel corso della guerra
di Corea, per esempio, molti prigionieri americani sottoposti al 'lavaggio del cervello' furono portati a fare proprie delle credenze antiamericane, tanto che migliaia di essi preferivano rimanere nella Cina comunista piuttosto che tornare a casa. Una volta rimpatriati, tuttavia,
sembra che la maggior parte, se non tutti, siano ritornati alle loro
precedenti convinzioni.
Gli interventi di Erickson avevano maggiore probabilit di condurre
a mutamenti autorinforzantisi e tali da produrre a loro volta ulteriori
mutamenti. Forse ci avveniva perch questi mutamenti andavano nella
direzione della crescita e dell''apertura'. E, naturalmente, avevano il
massimo di probabilit di successo e di continuit in una cultura che
convalidava la filosofia di Erickson, cio il fatto che l'individuo
importante, che ci si pu migliorare, che ciascuno di noi possiede possibilit di crescita eccezionali.

Mutamenti intrapsichici
Come abbiamo gi accennato, i messaggi positivi sono in grado di

influenzare l'inconscio. Il contatto con un terapeuta come Erickson,


che un ottimista e una persona che incoraggia la crescita, pu costituire di per s un apporto positivo. I 'racconti didattici' che a ci
si vengono ad aggiungere rafforzano, integrano, indirizzano tale apporto positivo. Nel raccontare le sue storie, Erickson aggiunge nuovi
dati, evoca nuove sensazioni, indica nuove esperienze. Un paziente
che per anni si sia dibattuto all'interno di una visione della vita ristretta e oppressa dal senso di colpa pu trovarsi di fronte, attraverso
questi racconti, la permissiva, festosa filosofia di Erickson. Questa
nuova visione lo pu raggiungere a svariati livelli, tra cui quello in-

Come provocare dei mutamenti nelVinconscio 21


conscio; pu essere proposta al paziente tanto nello stato di veglia
che in quello ipnotico. A questo punto pu accadere che il paziente
scopra di non dover fare affidamento unicamente sui propri modelli
di pensiero ben radicati e di tipo circolare. Non deve 'arrangiarsi' con
la propria limitata filosofia, e col proprio limitato apparato mentale.
Anche per mezzo di questi racconti, si viene a rendere conto di possibilit nuove, possibilit che libero di accettare o rifiutare, sia a
livello conscio che inconscio.
Pu accadere talvolta che il paziente si identifichi con un personaggio del racconto, o con lo stesso Erickson; il maestro, colui che
in grado di affrontare con successo le sfide pericolose. In questo caso
prover un senso di appagamento. Questo senso di appagamento gli
permetter di affrontare una data situazione con un maggiore senso di
fiducia. Un esempio di ci si pu vedere nel trattamento dei problemi
sessuali, come l'eiaculazione precoce. Una volta che il paziente ha
potuto fare l'esperienza di godere con successo di un atto sessuale
mentre in stato di trance, il terapeuta avr aggiunto al suo bagaglio
di ricordi la sensazione del successo e l'aspettativa di ulteriori successi.
Non tutti i racconti didattici di Erickson, e certamente non tutte
le parti dei racconti, sono naturalmente indirizzati a fornire un tale
apporto positivo all'inconscio. Alcuni sono pensati per stimolare e portare alla coscienza il senso di torpore, la sensazione d'essere nei
pasticci, o quella di mancanza di autenticit. A questo punto, il soggetto dovr far ricorso alle proprie risorse inconsce, se vuole migliorare la propria situazione. Oppure, pu trovare sostegno emozionale
e intellettivo in un altro dei racconti di Erickson.
Una sola frase che ci rimanga in mente da uno dei racconti di
Erickson pu cambiare l'andamento di tutta una giornata. Una volta

questo accadde anche a me, mentre stavo passeggiando a lato di un


prato. A un tratto mi balen in mente la frase: "Lo sapevi che ogni
filo d'erba ha una gradazione di verde diversa?", e guardai pi da
vicino l'erba. Era proprio vero! Per il resto della giornata, andai in
giro con gli occhi pi aperti del solito.
In molti dei racconti di Erickson sembrano comparire fenomeni di
interazione, e persino di manipolazione, tra le persone. Se ne potrebbe
concludere che egli insegni alla gente come manipolare gli altri. Ma
l'intento, o l'effetto dei racconti ben altro e si manifesta per lo pi
in cambiamenti interni. Molti che hanno udito questi racconti sentono
di funzionare con maggiore libert e creativit, e ci deriva evidentemente da alcuni mutamenti intrapsichici. Possiamo capire meglio
questi cambiamenti, se guardiamo i racconti e i loro personaggi come
raffigurazioni di strutture psichiche interne. I genitori nei racconti,

22 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


per esempio, possono rappresentare delle guide, fonti d'amore e di
sostegno, oppure di indicazioni irrazionali. Pi spesso, rappresentano
la fonte di una forza coercitiva irrazionale. Un bambino nel racconto
pu rappresentare il bambino che in noi, inesperto, ansioso di
apprendere ma senza sapere come, spontaneo per ignorante, dotato
di un limitato repertorio di comportamenti e risposte. Quando il lettore si identifica col bambino, pu sentirsi pieno di speranza nel
momento in cui sente come il bambino supera i blocchi che gli impediscono la crescita e la libert.
Alcuni mutamenti intrapsichici possono essere il risultato del processo di 'rigenitorizzazione'. Erickson utilizzava questo concetto in
senso pi ampio di quanto abbia fatto Jacqui Lee Schiff nel suo
Transactional Analysis Treatment of Psychosis* Erickson impiegava
questo termine per indicare il suo metodo di sostituire a precedenti
ingiunzioni 'genitoriali' nuove idee, che egli instillava per mezzo di
suggestioni postipnotiche.
Queste suggestioni postipnotiche potevano essere facilitate da una
frase che Erickson spesso includeva nelle sue induzioni ipnotiche:
"E la mia voce ti accompagner ovunque andrai". Questa frase gli
permetteva di tenere il contatto col paziente in trance, indipendentemente dalla profondit di regressione del paziente, e contemporaneamente gli serviva da spunto per le suggestioni postipnotiche. Un'altra
frase di questo genere potrebbe essere: "Vedrai una macchia di
colore". Successivamente, molto tempo dopo la seduta terapeutica,
ogniqualvolta il paziente vedeva una macchia di colore, era probabile
che rispondesse ad altre suggestioni postipnotiche, impartite in connessione con quella della macchia di colore. Tra queste suggestioni
potevano esserci ingiunzioni e punti di vista, che allora sarebbero

stati 'uditi' (spesso tramite la voce di Erickson) come la voce di un


genitore introiettato o Super Io. Questa introiezione della voce del
terapeuta pu comparire in qualsiasi psicoterapia, ma ha maggiori
probabilit di presentarsi quando il paziente in stato di trance ipnotica. Una possibile spiegazione di questo fenomeno stata avanzata
da Lawienee Kubie a un congresso della American Psychoanalytic
Association. Kubie not che nella trance ipnotica la distinzione tra
ipnotizzatore e soggetto viene abolita. Il soggetto sente la voce dell'ipnotizzatore come se provenisse dalla propria testa, come se fosse
la propria voce interna. Questo era vero nel caso di Erickson. La
sua voce diveniva la vostra voce, e la sua voce vi accompagnava,
dovunque foste.

* Trad. it., Analisi transazionale e cura delle psicosi, Astrolabio, Roma. 1980.

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 23


Ovviamente, per rendere in pieno tutto l'effetto di questi racconti,
la cosa migliore sarebbe stata ricorrere a un videotape o almeno a
un nastro registrato. Si sarebbe certamente ottenuto un migliore senso
dell'importanza dei cambiamenti di voce, delle pause, della posizione
corporea, dei suggerimenti non verbali di Erickson. Per il momento,
purtroppo, i videotape disponibili sono pochi e i nastri registrati poco
comprensibili; e dunque i racconti in forma stampata hanno almeno
il vantaggio di essere pi facilmente disponibili per lo studio e per
il riesame.

Interpretazione degli approcci terapeutici di Erickson


Nei casi descritti da Erickson sembra spesso che ci siano dei trattamenti di tipo magico, e a questo alcune persone hanno reagito con
l'incredulit. Altri pensano che si tratti di resoconti di fantasia, scritti
e presentati in modo interessante, ma pur sempre inventati. A seguito
delle mie personali osservazioni di Erickson quando lavorava coi suoi
pazienti, posso testimoniare che almeno alcuni dei casi non sono
inventati. Io credo che in realt siano tutti reali, e sono stati un po'
adattati unicamente al fine di proporre una presentazione pi leggibile, e forse pi vivace, di quella che si pu trovare nella maggior
parte dei resoconti clinici. Alcuni di colro che effettivamente sono
convinti che Erickson provocasse cambiamenti profondi e reali in
pazienti, studenti e terapeuti, sostengono tuttavia che questi risultati
erano probabilmente dovuti a qualche speciale carisma di Erickson,
carisma che non potrebbe essere trasmesso ad altri terapeuti. Di recente, tuttavia, si tentato di studiare in modo pi analitico i suoi
modi di comunicazione.
Nel suo Uncommon Therapy* Jay Haley sottolinea l'aspetto stra-

tegico di questo approccio. Haley ha definito 'terapia strategica' quella


terapia nella quale "il medico d origine a quanto avviene nel corso
della terapia ed "elabora un approccio particolare per ciascun problema". Haley sottolinea che Erickson comunica coi pazienti non solo
tramite metafora, ma che egli inoltre "lavora all'interno della metafora per produrre un cambiamento". Egli nota che Erickson evita di
fare interpretazioni, perch ritiene che "le tipiche interpretazioni da
'insight' di una comunicazione inconscia sono assurdamente riduttive,
come se si volesse riassumere in una frase una tragedia di Shakespeare".

* Trad. it., Terapie non comuni, Astrolabio, Roma, 1976.

24 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


Haley ha anche messo in risalto che tra le principali caratteristiche
della terapia di Erickson si trovano quella di 'incoraggiare la resistenza', quella di 'fornire una alternativa peggiore', 'incoraggiare una
risposta col frustrarla', 'seminare idee', 'amplificare una deviazione' e
'prescrivere il sintomo'.
Bandler e Grinder, col loro approccio 'neurolinguistico', hanno interpretato le comunicazioni di Erickson a livello di microanalisi. Hanno
notato, per esempio, la sua tendenza a 'sottolineare' le suggestioni,
che ha disseminato in tutto il racconto. Questa 'sottolineatura' ottenuta, per esempio, tramite le pause, o il cambiamento di posizione o
di tono di voce. Oppure pu essere ottenuta facendo precedere la
suggestione 'sottolineata' dal nome del paziente.
Ernest Rossi, nei suoi libri Hypnotic Realities* e Ipnoterapia,
ha suddiviso le induzioni ipnotiche e le forme indirette di suggestione praticate da Erickson nei seguenti cinque stadi: 1) fissazione
dell'attenzione, 2) destrutturazione dei quadri di riferimento e sistemi
di credenze abituali, 3) ricerca nell'inconscio, 4) processo inconscio e
5) risposta ipnotica. Ogni fase prelude alla successiva. Rossi e il
co-autore, lo stesso Erickson, hanno denominato il loro approccio
'Approccio di Utilizzazione all'ipnoterapia'. In questi volumi, come
in quelli di Watzlawick: The Language of Change** e Change***
viene discussa la tesi secondo la quale Erickson comunicherebbe tramite l'emisfero destro, utilizzando la sua tendenza a trattare essenzialmente in termini di processi primari, di linguaggio arcaico, di emozioni, spazio e forma (cio immagini).
Jeffrey Zeig, nel suo A Teaching Seminar toith Milton H. Erickson
elenca i seguenti vantaggi dell'impiego di aneddoti nella terapia: 1) gli
aneddoti non sono sentiti come minacciosi; 2) gli aneddoti sono at-

traenti; 3) gli aneddoti promuovono l'indipendenza: la persona ha


bisogno di trarre un senso dal messaggio e cos pervenire a una conclusione personale o a una azione personale; 4) gli aneddoti possono
essere utilizzati per aggirare le naturali resistenze al mutamento; 5) gli
aneddoti possono essere utilizzati per controllare il rapporto; 6) gli
aneddoti generano un atteggiamento flessibile; 7) gli aneddoti possono
creare confusione e promuovere una risposta ipnotica, e 8) gli aneddoti rafforzano il ricordo, "fanno ricordare meglio l'idea che viene
presentata".

* Trad. it., Tecniche di suggestione ipnotica, Astrolabio, Roma, 1979.


** Trad. it., Il linguaggio del cambiamento, Feltrinelli, Milano, 1980.
*** Trad. it., Change; la formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio,
Roma, 1974.

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 25


Applicazioni terapeutiche dei racconti didattici
Uno dei pi importanti, e utili approcci di Erickson potrebbe essere
chiamato 'la lettura della mente'. Osservando attentamente il paziente,
e rispecchiando il suo comportamento e le sue risposte, Erickson d
al paziente stesso la sensazione di leggergli nella mente e di conoscerlo realmente. Questo genere di 'conoscenza' conduce a una relazione molto ravvicinata. Il 'rapport', un elemento imperativo in ogni
genere di psicoterapia, sembra stabilirsi pi rapidamente nella terapia
ipnotica rispetto ad altre forme di psicoterapia (a questo riguardo,
interessante ricordare che Anton Mesmer fu il primo a utilizzare il
termine 'rapport' in relazione alla terapia). La maggior parte dei terapeuti, a prescindere dalla loro 'scuola', ritiene concordemente che
questo rapport, la 'relazione medico-paziente' di cruciale importanza.
Una forte relazione terapeutica fa s che il paziente si senta capito,
sicuro e fiducioso. Con questo sostegno, potr allora avventurarsi,
sia nel proprio mondo interno che in quello esterno, con un maggior
senso di fiducia e una maggiore disponibilit a correre rischi.
Il tipo di 'conoscenza' cui alludiamo qui del tutto diversa dal
modo usuale in cui un terapeuta analitico arriva a sapere delle cose
'sul' paziente. In realt a Erickson non era necessario acquisire una
gran messe di informazioni sul background del paziente, n sui suoi
sintomi. C' una parte di verit nell'affermazione che la sua conoscenza era 'intuitiva', ma solo se ci rendiamo ben conto che l'intuizione di Erickson si fondava su anni e anni di attento e diligente allenamento all'osservazione. E le sue osservazioni non si riferivano solo
a cose semplici come i movimenti del corpo, la respirazione, il ritmo
delle pulsazioni (percepibile nel collo), ma anche alle reazioni che il
paziente mostrava mentre ascoltava i racconti. Se per esempio un

paziente si irrigidiva a un certo punto di un racconto, era un chiaro


segnale che era stato toccato qualcosa di importante. A questo punto,
Erickson poteva sia utilizzare un altro racconto, sia rielaborare lo
stesso di prima, in maniera da accrescere la risposta del paziente.
I racconti erano quindi strumenti non solo terapeutici, ma anche
diagnostici.
I racconti didattici erano sempre utilizzati, e dovevano sempre
essere applicati, congiuntamente agli altri principi della terapia ericksoniana. Tra questi principi ci sono quelli elencati da Haley e da altri,
quali la prescrizione del sintomo, l'utilizzazione delle resistenze, e
la ristrutturazione. Le attivit, e persino le prove impegnative, sono
spesso prescritte. Il cambiamento viene come risultato dell'interazione

26 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


tra queste attivit e uno spostamento psichico interno, nel contesto
di una ravvicinata e fiduciosa relazione terapeuta-paziente.
Come afferma nel suo Ipnoterapia, Erickson applicava il principio
di attrarre l'attenzione del paziente per mezzo della sorpresa, dello
shock, del dubbio e della confusione, con l'utilizzazione generosa di
implicazioni, domande, giochi di parole e motti di spirito disseminati
nei suoi racconti. Ogni racconto ha una struttura e una trama, spesso
con un finale a sorpresa. Nei racconti spesso la tensione cresce fino
a un punto culminante, cui fa seguito una sensazione di sollievo o
successo. L'impiego dei racconti didattici la dimostrazione di un
principio che Erickson aveva enunciato in Tecniche di suggestione
ipnotica, che suona: "Quando dovete affrontare un problema difficile, traetene uno schema interessante. A quel punto potete concentrarvi sullo schema interessante e ignorare tutta la spossante fatica
che esso comporta". Innanzitutto individuate uno schema interessante
nelle reazioni e nei sintomi del paziente. Subito dopo, scegliete uno
o pi racconti in cui ci sia dapprima uno schema simile a quello del
paziente, e poi uno migliore. In altre parole, come una volta Erickson
disse a sua nuora 'Cookie': "Dapprima strutturi il mondo del paziente. Successivamente ristrutturi il mondo del paziente". Il racconto
che segue, "Piacere maligno", d un esempio di questa operazione.

Piacere maligno
Una donna sui trent'anni venne da me e mi disse: "Non credo
proprio che lei voglia vedermi". "Questo quello che pensa lei, vuole
sapere cosa penso io?", risposi.
"Beh, io non merito la sua attenzione", disse. "Quando avevo sei
anni mio padre mi molest sessualmente, e dai sei ai diciassette anni

mi us come oggetto sessuale, regolarmente, molte volte a settimana.


Dopo ogni volta che lo faceva, io ero in uno stato di grande paura.
Ero agghiacciata dal terrore. Mi sentivo sporca, inferiore, inadeguata,
vergognosa.
A diciassette anni pensai d'essere abbastanza forte per fuggire da
lui, e mi mantenni da sola per tutto il resto della scuola media, nella
speranza che ci mi avrebbe dato un senso di autostima, ma cos non
fu. Allora pensai che forse un diploma mi avrebbe dato il rispetto di
me stessa, ma cos non fu. Cos attraversai tutta la scuola secondaria.
Mi sentivo vergognosa, inferiore, indecente. Era una terribile sensazione di frustrazione. Pensai che forse una laurea mi avrebbe dato il

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 27


rispetto di me, ma cos non fu. Per tutto il corso del liceo e dell'universit ricevetti proposte sessuali, questo provava che non meritavo
autostima. Pensai allora di prendermi il dottorato, e gli uomini continuavano a farmi proposte. Piantai tutto e divenni una prostituta
qualsiasi; ma non stato molto bello. Finch un uomo mi ha offerto
di andare a vivere con lui. Beh, una ragazza ha bisogno di cibo e
riparo, cos acconsentii.
Il sesso era un'esperienza terribile. Il pene cos duro, ha un
aspetto cos minaccioso. Ero atterrita e passiva. Ed era una dolorosa,
orribile esperienza. Quell'uomo si stanc di me, e io presi a vivere
con un altro. La stessa cosa si ripetuta sempre uguale, e ora eccomi
da lei. Mi sento uno schifo. Un pene eretto mi atterrisce completamente, e io divento debole, impotente e passiva. E sono cos felice
quando un uomo finisce.
Ma devo pur vivere. Devo avere dei vestiti. Devo avere un riparo;
e il fatto fondamentale che non mi merito niente di pi".
"Questa una triste storia", le dissi; "e la cosa veramente triste
... che lei una stupida! Lei mi viene a dire che spaventata da
un pene eretto, gagliardo, duro, e ci stupido! Lei sa di avere una
vagina; io lo so. Una vagina capace di prendere il pene pi grosso,
pi gagliardo, pi vigoroso che ci sia e trasformarlo in un misero
ciondolino.
E la sua vagina pu provare il maligno piacere di ridurlo a un
misero ciondolino".
Il suo cambiamento d'espressione ebbe del meraviglioso. "Ora me
ne torno a Los Angeles", disse, "ma posso rivederla tra un mese?".
"Certamente", risposi. Torn un mese dopo e mi disse: "Lei ha ragione! Sono stata a letto con un uomo e ho provato il maligno piacere

di ridurlo all'impotenza. Non c' voluto molto, e mi piaciuto. E ho


provato con un altro uomo. Stessa cosa. E un altro. Ed piacevole!
Ora voglio prendermi la mia laurea, voglio andare da uno psicologo,
e poi aspetter finch non trovo un uomo con il quale voglia vivere".
Le avevo detto che era una stupida. Avevo veramente afferrato la
sua attenzione. E poi avevo detto: "Maligno piacere". E lei aveva
veramente del rancore verso gli uomini. Avevo anche detto "piacere".
Quando Erickson mi narr questo racconto, commentai: "Da come
hai descritto un pene in erezione, l'hai fatto sembrare molto attraente,
e anche affascinante. Perch c'era anche una seduzione verbale. Tu la
stavi penetrando a parole e a immagini".
La prima parte del racconto, quella che termina con le parole "Non
mi merito niente di pi", un modello del mondo del paziente. Se

28 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


questo racconto viene narrato a un paziente che ha cercato, senza
riuscirvi, di superare l'odio per se stesso per mezzo di cambiamenti
esterni (diplomi, o il lasciarsi usare dagli altri), e se questo paziente
si sente anche minacciato da qualche stimolo fobico (qui rappresentato da un pene "duro e minaccioso"), ci sono buone possibilit, almeno a livello inconscio, di un riconoscimento che la storia si adatta
al mondo del paziente.
Alla seconda fase, quella di 'ristrutturazione del mondo del paziente', si passa solo dopo che Erickson ha catturato l'attenzione del
paziente. Naturalmente, se uno raccontasse questa storia, l'attenzione
sarebbe gi assicurata dalla colorita presentazione. L'attenzione poi
garantita dall'impiego di termini quali 'vagina', 'pene eretto, gagliardo,
duro', e 'stupida'.
L'effettiva ristrutturazione viene effettuata non solo tramite il contenuto delle suggestioni di Erickson, ma anche per mezzo dell'atteggiamento spigliato e umoristico che egli adotta nel riproporre e riinquadrare il problema, quando presenta un nuovo modo di considerare il comportamento che la paziente esibisce, nei suoi tentativi di
'vivere'. Il problema (paura degli uomini e odio per se stessa) viene
riproposto nei termini: "Lei mi viene a dire che spaventata da un
pene eretto, gagliardo, duro". Il termine 'spaventata' condensa le sue
paure non solo degli uomini, ma anche della vita. Le viene detto
con forza che questa paura 'stupida' (e lei abituata a considerarsi
una stupida). La frase: "E quel gagliardo, duro pene pu penetrare
nella sua vagina" una suggestione postipnotica che, quando seguita,
ricorder alla paziente un aspetto alquanto materno ed eccentrico di
quel pene prima tanto minaccioso; quel "gagliardo, duro pene" che
Erickson ha deriso ripetendo la frase.

L'elegante passo finale della ristrutturazione a favore del paziente


espresso nella frase: "E la sua vagina pu provare il maligno piacere
di ridurlo a un misero ciondolino".
Per il lettore, lo stadio conclusivo della ristrutturazione rappresenta
la conclusione del trattamento, conclusione che in questo caso Erickson
fa descrivere alla paziente stessa. Quando lui, o qualcun altro, narra
il racconto, ci lascia con la speranza che problemi di questo genere
possono effettivamente essere risolti. Come ho gi accennato, 'problemi di questo genere' non comprendono solo le difficolt sessuali
derivanti da un incesto, ma potrebbero estendersi anche alle paure
fobiche, alle situazioni ansiogene, o problemi di affermazione personale. Le metafore di questo racconto rappresentano altrettanti 'ganci'
cui appendere i problemi di affermazione personale, collera e impotenza.
"Piacere maligno" un meraviglioso esempio dell'impiego della

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 29


ristrutturazione per trasformare una sensazione di passiva impotenza
in una di attiva padronanza. Dimostra anche come la ristrutturazione
possa essere utilizzata per aiutare qualcuno ad assumere la posizione
di dominio. Per quanto la paziente mettesse l'accento soprattutto sulla
propria paura e impotenza, Erickson si rese conto che provava anche
un forte rancore verso gli uomini. Allora leg questa sensazione di
rancore a una potenziale sensazione di piacere, e giunse all'evocativa
espressione "maligno piacere".
Dopo aver letto questa storia, saremo pi inclini ad abbandonare
il senso di rancore e ad assumerci le nostre responsabilit? Saremo
meglio in grado di affrontare le forze che sentiamo opprimerci, e di
ottenere piacere dal dominarle e dal ridurle all'impotenza?
Un terapeuta che utilizzi i racconti didattici di Erickson, pu
sentir diminuire la propria ansia abituale. Potr allora concentrarsi
meglio sul problema del momento - aiutare il paziente a essere
pi aperto, a trovare nuove soluzioni e nuvi schemi di riferimento.
Gi il solo disporre di un repertorio di racconti pu dare al terapeuta
una sensazione di padronanza, controllo della situazione e capacit.
Per di pi, quando legge o racconta una delle storie di Erickson, il
terapeuta stesso pu entrare in trance, a causa sia della sua associazione
a Erickson, sia dell'intrinseco 'effetto ipnotico' del racconto. E nello
stato di trance non solo sar meno ansioso, ma sar anche pi ricettivo
alle proprie associazioni inconsce; pertanto potr aiutare meglio il
paziente a far svanire le sue ansie, a esplorare il suo potenziale interiore, a trovare modi diversi di guardare a una situazione.
Ho scoperto che il modo migliore in cui un terapeuta pu scegliere
un racconto quello di farlo per mezzo delle proprie libere associazioni. Non intendo con ci solo le associazioni libere di tipo cognitivo,

ma anche le reazioni corporee, le emozioni, le percezioni e, in particolare, le associazioni d'immagini. Ecco un esempio di come ho utilizzato i racconti di Erickson nel trattamento di due diversi pazienti.
Il primo paziente, un ebreo hasidico di trent'anni, mi era stato
mandato dalla moglie che aveva letto delle tecniche di trattamento di
Erickson e pensava che potessi aiutare il marito a superare l'inveterata incapacit di svegliarsi a un'ora decente. Sin da quando era
alla decima classe della Yeshiva, non era mai riuscito a svegliarsi prima delle undici o mezzogiorno. A causa di ci, non era mai riuscito
a conservare un impiego, anche se si era ben adattato a una certa impresa familiare. Erano sposati da un anno circa, e la moglie non sopportava pi di dover sprecare un'ora ogni mattina nel tentativo di
svegliarlo.
Nella prima seduta il paziente mi raccont di essere gi stato ipno-

30 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


tizzato diverse volte da un ipnotizzatore molto noto. Per l'ipnotizzatore, il paziente era ipnotizzato, ma secondo lui stesso, non lo era.
Lo sottoposi a un procedimento standard di induzione ipnotica, utilizzando le tecniche di levitazione della mano e di fissazione dello
sguardo. Raggiunse sia la chiusura delle palpebre che la sensazione
di pesantezza nelle braccia, ma alla fine della seduta insistette che
non era stato ipnotizzato, che aveva solo collaborato, malgrado l'avessi
avvertito di cercare di non collaborare. Dopo questa prima seduta
mi telefon. Disse che sua moglie, dopo aver sentito della nostra
seduta ipnotica, dubitava che fosse davvero cos 'non comune' da
poter essere definita un approccio ericksoniano.
Alla seconda seduta gli dissi immediatamente: "Siamo gi giunti
alla conclusione che non possibile ipnotizzarla in modo che lei ne
sia convinto, anche se sia l'altro ipnotizzatore che io siamo certi che
lei lo fosse. Dunque non perderemo altro tempo a cercare di convincerla che pu essere ipnotizzato".
A quel punto il paziente prese a descrivere un resoconto clinico
che lui e sua moglie avevano letto: Erickson aveva trattato una coppia di enuretici facendoli inginocchiare ogni notte sul letto, e orinare
deliberatamente; poi dovevano dormire nelle lenzuola bagnate. Questa,
secondo il mio paziente, era terapia 'ericksoniana'.
Iniziai una lunga e alquanto incoerente dissertazione sull'importanza
dell'inconscio, e nel corso di essa il paziente si rilass vistosamente,
chiuse le palpebre, e sembr entrare in trance ipnotica. Non lo provocai a fare di pi, per quanto riguardava la profondit della trance.
Tuttavia, mentre parlavo, cominciai a fare associazioni all'episodio
degli enuretici, e mi venne alla mente un commento di Erickson al
termine di un altro racconto. Aveva detto: "Volete una tecnica a

prova di bomba per vivere a lungo? Svegliatevi ogni mattina! E per


essere sicuri di svegliarvi ogni mattina, bevete molti liquidi prima di
andare a letto, cos dovrete per forza svegliarvi, per andare al bagno
a orinare".
Raccontai questa storia al paziente, e poi gli suggerii di bere almeno
un quarto di litro di liquidi un'ora prima di andare a coricarsi ogni
sera; consigliai inoltre che, nell'arco di due settimane, anticipasse l'ora
di andare a letto di mezz'ora ogni sera. Sinora era andato a letto alle
tre di notte, e si svegliava alle undici circa. Io suggerii che iniziasse
ad andare a letto alle due circa, poi all'ufta e mezza, all'una e infine
a mezzanotte, quando anche sua moglie andava a letto. Gli dissi
anche di non starsene a letto sveglio. Il letto deve essere associato
col sonno o col fare all'amore. Se restava sveglio, doveva alzarsi, andare in soggiorno e leggere o guardare la televisione. Poi doveva bere

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 31


almeno un quarto di litro di qualche liquido prima d'andare a letto.
Questo, gli assicurai, avrebbe fatto s che la sua vescica sarebbe stata
piena nel giro di sei-otto ore, cosicch avrebbe dovuto alzarsi dal
letto per orinare.
Dopo aver orinato, doveva fare una doccia, terminandola con l'acqua
fredda, se possibile. Dopo doveva vestirsi, far colazione e dedicarsi
al lavoro senza mai tornare a letto.
Il paziente obiett che non gli piaceva fare la doccia la mattina,
visto che la faceva di solito di sera. Insistetti ancora che la facesse
di mattina, almeno sino a quando non avesse superato il problema
del risveglio.
Promise che avrebbe fatto tutto ci, e che mi avrebbe chiamato
dopo due o tre settimane per farmi sapere come aveva funzionato
questo piano. Due settimane dopo mi chiam per annunciarmi che
non aveva pi nessun problema riguardo al dormire e all'alzarsi la
mattina.
Il giorno dopo ricevetti una donna sofisticata e intelligente che
mi aveva contattato inizialmente per aiutarla a trattare una dolorosa
infiammazione alla vescica, nonch dei problemi col sonno. All'inizio
della seduta non pensavo consciamente ai suoi problemi di'vescica.
Sapevo che era comparsa in tribunale la settimana precedente per
definire una sua pratica di divorzio, tuttavia entrando nell'ufficio mi
era apparsa molto calma e carina. Sapevo che era interessata agli
approcci terapeutici di Erickson e le raccontai della mia esperienza
con l'ebreo hasidico.
Le raccontai di come gli avessi consigliato di bere dell'acqua prima
di andare a dormire, e terminai riportando il commento finale di
Erickson, quando aveva narrato il racconto. Eccolo: "Tutti noi comin-

ciamo a morire sin dall'istante in cui nasciamo. Alcuni muoiono prima


di altri. Tutto quello che possiamo fare goderci la vita".
La mia paziente cominci a piangere copiosamente. Le chiesi se
voleva dirmi perch piangeva (mi chiedevo se ci non fosse connesso con l'associazione ai suoi problemi urinari e al mio discorso
sull'orinare). Disse che il discorso sulla morte le aveva fatto sentire
che la sua vita era finita. Questa convinzione era andata crescendo in
lei da un certo tempo. Malgrado il suo successo professionale e il
fatto che avesse tirato su con successo due bambini, sentiva che non
aveva pi nessuna ragione per vivere.
Associ poi questi sentimenti al fatto che i suoi genitori non avevano
mai divorziato, anche se si erano separati quando lei aveva circa quindici anni. Sua madre le aveva proibito qualsiasi contatto col padre,
perch ci avrebbe significato un atto di slealt verso di lei. La pa-

32 Come provocare dei mutamenti nell'inconscio


ziente sentiva pertanto che le era stato negato un rapporto col padre.
Pensava che se i genitori avessero divorziato, lei sarebbe stata libera
di vedere il padre. Il padre sarebbe stato libero di avere diritto a sue
visite e si sarebbero potuti mantenere in rapporto. Cos, associava il
suo divorzio col fatto di liberare i suoi propri bambini. Allo stesso
tempo sentiva che la sua vita, ora che aveva portato a termine questa
azione legale, era finita.
Questo mi fece pensare a un'altra storia, che le raccontai. Dopo la
mia prima visita a Erickson, avevo fatto un sogno. Nel sogno, avevo
visto le parole "Tu non porti a compimento mai niente". Sette anni
dopo, mentre stavo ascoltando alcuni nastri di Erickson a Phoenix,
ebbi un'illuminazione: "E chi lo dice che devi portare a compimento
qualcosa? Niente mai realmente portato a compimento, sino a quando
siamo vivi".
Narrai questa storia alla paziente, e avanzai la proposta che forse lei
avrebbe potuto vedere la propria vita come una continuazione di quella
dei suoi genitori, e la vita dei propri bambini come una continuazione
della propria. E questo processo si sarebbe ripetuto sino a quando la
vita umana fosse stata presente sulla terra. Trov molto conforto in
questo pensiero.
Il punto principale di questo sommario un po' esteso di due sedute
terapeutiche con due pazienti diversi che la mia scelta dei racconti
non era determinata da alcun preconcetto, ma scaturiva dalle mie libere
associazioni, a loro volta influenzate dalla mia esperienza vissuta e perfezionate da pi di trent'anni di pratica clinica. anche importante
sottolineare che questo processo avveniva nel contesto di una buona
relazione terapeutica.
I pazienti enucleavano le parti del racconto che si riferivano al loro

caso. Non erano necessariamente quelle parti che io pensavo avrebbero


scelto. Ma erano d'aiuto.
Nell'impiego di questi racconti, come nell'impiego dell'immaginazione in generale, c' il pericolo che questa esperienza immaginaria
possa divenire un surrogato dell'esperienza di vita reale. Se uno sa
di essere gi riuscito a soddisfare i bisogni della vita, non ha bisogno
di tirarsi su dal letto la mattina. chiaro, per che quando un terapeuta abbraccia una filosofia dell'attivismo, come faceva Erickson, non
sosterr mai un tipo di vita 'da fannullone'. Chi ascolta i suoi racconti,
verosimilmente non si ritrarr di fronte alla vita.
Talvolta i miei pazienti osservano che malgrado abbiano avuto una
stimolante seduta nel mio studio, fantasticando o immaginando la
riuscita soluzione dei loro conflitti, ci poi non ha un seguito.
"Non c' stato nessun mutamento in me", dicono. "Fuori da questo

Come provocare dei mutamenti nell'inconscio 33


studio, non faccio niente in modo diverso, ancora". In tali casi, talvolta, la cosa migliore per il paziente farlo rimanere zitto e passivo
mentre io narro un racconto di Erickson. Pu essere un lungo e
noioso racconto dello sviluppo infantile. Il paziente potr protestare,
alla fine della seduta, che non stata 'buona' come le precedenti, e
affermer che preferisce essere pi attivo. Potr dire di essersi annoiato.
In questo caso, gli ricordo che il lavoro che stiamo cercando di svolgere a livello inconscio, e che ci che fa il conscio non ha molta
importanza. facile che, successivamente, il paziente riferisca di cambiamenti pi importanti nella sua vita. Per esempio, potr essersi affermato di pi in campo sociale, o aver intessuto nuovi rapporti, o
cambiato lavoro. In altre parole, la sua attivit ha luogo al di fuori
della seduta. Nel corso della seduta, sono io che mi assumo la responsabilit di essere attivo.
Ad alcuni pazienti, naturalmente, potrebbe non piacere di sentirsi
raccontare una storia inventata da una persona diversa dal proprio
terapeuta. Possono preferire un approccio pi personalizzato. Coloro
cui piacerebbe utilizzare l'approccio generale di Erickson, creando nel
contempo le proprie metafore personali, possono trovare aiuto in
libri quali Therapeutic Metaphors di David Gordon, ispirato all'uso
delle metafore di Erickson stesso.
ovvio che la mera lettura o narrazione di uno o pi di questi
racconti non ha molte probabilit di dare come risultato una trasformazione. Questa ha invece maggiori probabilit di avvenire quando il
ricettore, e forse anche la fonte (come chiamer il terapeuta) sono in
uno stato ricettivo. Come ho gi accennato, questo stato ricettivo
spesso ottenuto nel modo pi facile e rapido possibile attraverso l'induzione di uno stato ipnotico. La relazione terapeutica ottimale non

quello che spesso chiamato 'transfert positivo', piuttosto quella


nella quale esiste uno stato di 'rapport' tra terapeuta e paziente. In
questo caso, infatti, l'inconscio del paziente e quello del terapeuta
sono maggiormente sensibili l'uno all'altro. Se si leggono questi racconti nel cosiddetto stato di veglia, li si pu anche rifiutare, in quanto
'stereotipati', 'ingenui', oppure 'interessanti, ma non illuminanti'. In
stato ipnotico, invece, quando il significato di ogni cosa detta dal terapeuta come amplificato, un racconto o anche solo una parola di un
racconto possono far balenare un piccolo satori, il termine Zen che sta
per illuminazione.

34 2 Racconti stimolanti
Erickson si serviva spesso di descrizioni di momenti di crescita
nella primissima infanzia (imparare a riconoscere la propria mano,
imparare a stare in piedi, a camminare, e a parlare), come di un
mezzo per fornire a una persona il senso del proprio processo di crescita. Quando mi narrava racconti che mi riportavano alle mie primissime esperienze di apprendimento, mi era possibile, in stato di
trance, rivivere l'immenso sforzo e le frequenti frustrazioni che l'apprendimento di qualunque compito o capacit comporta. Allo stesso
tempo, mi rendevo perfettamente conto che queste capacit io le avevo
imparate con successo. Ci implicava che avrei potuto imparare a superare altri ostacoli della mia vita presente.
Come fa notare Jay Haley nel suo Terapie non comuni, Erickson
aveva delle idee precise di cosa sia lo sviluppo normale. Ci non significa che cercasse di inserire tutti gli individui all'interno dello stesso
schema, quanto piuttosto che era convinto che in ogni individuo c'
un centro normale, sano, forse qualcosa di affine a ci che Karen
Horney chiamava "il vero s". Erickson si rendeva conto dei tanti
modi in cui la crescita e lo sviluppo possono essere distorti e male
indirizzati, ma pensava che compito del terapeuta fosse proprio quello
di riportare l'individuo sulla propria 'vera strada'.
A questo proposito raccontava la storia di un cavallo che una volta,
quando lui era un ragazzo, trovarono a pascolare nel loro terreno.
Questo cavallo non aveva nessun segno di riconoscimento, ma Erickson
si offr di riportarlo ai proprietari. Per fare ci, sal semplicemente
sul cavallo, lo condusse sulla strada, e lasci che scegliesse da che
parte voleva andare. Interveniva solo quando il cavallo lasciava la
strada per pascolare o vagare in un campo. Quando alla fine il cavallo
arriv all'appezzamento di un vicino, a diverse miglia gi per la strada,

questo vicino chiese a Erickson: "Come facevi a sapere che quel


cavallo veniva da qui e che era nostro?".

Racconti stimolanti 35
"Io non lo sapevo", rispose Erickson, "ma il cavallo s. Non ho
fatto altro che mantenerlo sulla strada".
Quando si inizia il corso di una terapia o di un insegnamento, spesso
utile ritornare all'inizio della vera strada. Un buon esempio lo troviamo nel racconto didattico che segue.

Come si impara a stare in piedi


Sono tante le cose che impariamo a livello conscio; solo che dopo
dimentichiamo quello che impariamo e ci serviamo della capacit
acquisita. Vedete, io avevo un grandissimo vantaggio sugli altri: avevo
avuto la poliomielite, ed ero totalmente paralizzato. L'infiammazione
era cos forte che avevo anche una paralisi sensoriale. Potevo per
muovere gli occhi, e anche l'udito non era stato menomato. A forza
di stare a letto mi veniva la malinconia, impossibilitato com'ero a
muovere qualsiasi cosa tranne le pupille. Me ne stavo in quarantena
nella nostra fattoria, dove c'erano sette sorelle, un fratello, due genitori e un'infermiera. Come facevo a divertirmi? Cominciai a osservare
le persone e l'ambiente. Ben presto imparai che le mie sorelle potevano benissimo dire 'no' quando volevano dire 's'. Oppure potevano
dire 's' e contemporaneamente intendere 'no'. Poteva accadere che
una sorella offrisse a un'altra una mela, e subito la ritraesse. Cos
cominciai a studiare il linguaggio non verbale e il linguaggio del corpo.
Avevo una sorellina piccola che aveva cominciato a imparare a camminare carponi. Io, invece, dovevo imparare a stare in piedi e a camminare. Lascio a voi immaginare con quale interesse stavo a guardare
la mia sorellina che passava dal camminare a quattro zampe all'imparare a stare in piedi. E voi non sapete come voi avete imparato a
stare in piedi. Non sapete nemmeno come facevate a camminare. Voi

potete pensare di poter camminare in linea retta per sei isolati (a parte
altri pedoni e veicoli). Ma non sapete che allora non riuscivate a camminare in linea retta a un passo regolare!
Voi non sapete cosa fate quando camminate. N sapete come imparate a stare in piedi. Imparate allungando la mano e tirandovi su.
Ci comporta una pressione nelle mani, e, per puro caso, scoprite che
potete mettere del peso sul piede. una cosa tremendamente complicata, perch le ginocchia cedono, e se le ginocchia restano su dritte,
cedono i fianchi. Poi vi si incrociano i piedi. Poi non riuscite a stare
in piedi perch cedono sia i ginocchi che i fianchi. Sempre coi piedi
incrociati (avevate imparato ben presto ad avere un ampio punto di

36 Racconti stimolanti
appoggio), vi tirate su e vi tocca imparare come tener dritte le ginocchia, una per volta, e appena imparate questo, dovete imparare a
badare che i fianchi rimangano dritti. Dopo ancora, scoprite che dovete
imparare a badare che i fianchi e le ginocchia stiano dritti contemporaneamente, e pure a tenere i piedi ben divaricati! Ora potete finalmente sostenervi coi piedi ben divaricati, e appoggiando le mani a
terra.
A questo punto inzia una lezione in tre fasi. Dapprima distribuite
il peso su una mano e due piedi, mentre questa mano [E. solleva la
mano sinistra] non vi sostiene per niente. Lavoro veramente difficile,
che vi permette di imparare a stare in piedi dritti, fianchi dritti, ginocchia dritte, piedi divaricati, con questa mano [la destra] che preme
forte. A questo punto scoprite come cambiare la distribuzione dei
pesi del corpo. Potete alterarla girando la testa, girando il corpo.
Dovete imparare a coordinare tutte le alterazioni dell'equilibrio del
corpo quando muovete una mano, la testa, la spalla, il corpo; e poi
si tratta di riimparare tutto con l'altra mano. Poi viene il lavoro terribilmente difficile di imparare a tenere su tutte e due le mani, e di
muoverle in tutte le direzioni e di contare solo sulla solida base dei
due piedi ben divaricati. E si tratta di tenere dritti i fianchi, le ginocchia dritte, e di badare a ginocchia, fianchi, braccio sinistro, braccio
destro, testa, corpo. E alla fine, quando avete abbastanza capacit,
provate a bilanciarvi tutto su un piede. Un lavoro d'inferno!
Come avete fatto a controllare tutto il corpo, tenendo i fianchi dritti,
le ginocchia dritte, e avvertendo i movimenti della mano, i movimenti
della testa, i movimenti del corpo? E poi mettete avanti un piede,
alterando il centro di gravit del corpo! Le ginocchia si piegano, e
vi trovate seduti! Vi rialzate e provate daccapo. E alla fine imparate

a portare un piede in avanti, e muovete un passo, e non c' male.


Cos lo ripetete, non c' proprio male. Allora il terzo passo (con lo
stesso piede) e precipitavate! C' voluto un bel po' di tempo per
alternare destro-sinistro, destro-sinistro, destro-sinistro. Ora potete ondeggiare le braccia, girare la testa, guardare a destra e a sinistra, e
camminare, senza pi far la minima attenzione a tenere le ginocchia
dritte, i fianchi dritti.
Erickson ci sta suggerendo che un'invalidit ci pu dare un vantaggio, "un grandissimo vantaggio sugli altri". Dice che, imparare
una delle migliori forme di divertimento. Completamente paralizzato,
si chiede: "Come faccio a divertirmi?", e prosegue descrivendo il
modo in et: svilupp il suo spirito d'osservazione. Poi parla del
piacere che si ha da un apprendimento ulteriore - dall'apprendere le

Racconti stimolanti 37
cose che di solito sono inconsce - e d l'esempio delle azioni e dei
movimenti inconsci che compiamo mentre camminiamo per la strada.
Quando descrive l'effettivo processo di imparare a stare in piedi,
mette molto l'accento sulla consapevolezza cenestesica, ed probabile che anche il lettore cominci a prestare attenzione alle proprie
sensazioni di questo tipo. La goffagine del bambino che cerca di stare
in piedi, coi piedi incrociati e cos via, simile alla goffaggine di noi
tutti quando cerchiamo d'imparare qualcosa di nuovo.
Con la descrizione dei plausibili tentativi del bambino nel suo apprendere a stare in piedi e a camminare, Erickson favorisce la regressione dell'ascoltatore a livello infantile. Di fatto quasi tutti, ascoltando
questa storia, entrano in trance ipnotica con regressione. In questo
racconto l'accento posto sul fatto che una capacit di base appresa
dapprima a livello conscio, e poi la si fa divenire inconscia. Quando
il racconto utilizzato per indurre l'ipnosi, favorisce la regressione e
la comparsa di automatismi. interessante notare che le frasi negative
(per esempio "precipitavate") sono al passato: Erickson si porta poi
al presente quando vuole instillare suggestioni positive ("scoprite come
cambiare la distribuzione dei pesi del corpo").
Questo racconto di una sequenza d'apprendimento molto precoce
d'aiuto all'inizio di un qualsiasi programma terapeutico perch riporta il paziente a un'epoca antecedente all'instaurarsi del suo problema nevrotico, sconvolgendo, almeno temporaneamente, il suo stabilizzato atteggiamento mentale. Esso ricorda inoltre al paziente che imparare o stato difficile, ma che imparer, se persiste. Dopo tutto,
lui sa benissimo che ora pu camminare senza sforzo.
Erickson ci fa anche vedere che abbiamo posto certe pietre di base
e che queste pietre di base ce le porteremo appresso nel futuro. Da

ragazzo di campagna qual era stato, Erickson ' sempre preoccupato


di piantare un raccolto da godere in futuro. In questo racconto,
Erickson pone una delle pietre di base per la terapia, parlando di come
si impara. Rende il processo d'apprendimento tutt'altro che minaccioso
e anzi interessante. Inoltre, ci d una prima dimostrazione di alcune
cose sulle quali ritorner sempre nei successivi racconti, e cio del
fatto che osservava le cose molto da vicino. Imparava guardando gli
altri. Il suo messaggio dice: "Siete qui per imparare", e sta stimolando
una 'sequenza d'apprendimento', una disponibilit ad apprendere. Una
paralisi rende invalidi, e un paziente invischiato in cose che rendono
invalidi; ma Erickson tramuta la paralisi in qualcosa di utile. Era
solo e non poteva contare che su se stesso, e cos cominci a guardare.
Quando racconta che una delle sorelle poteva offrire a un'altra una
mela e subito ritrarla, sta forse dicendo che lui pu offrire una mela

38 Racconti stimolanti
(l'apprendimento) e ritrarla? Oppure, che voi stessi potete offrire
qualcosa di voi stessi e tuttavia tenerne indietro una parte? Erickson
non d questo o quel messaggio, d in realt un messaggio a molti
livelli. E la mela riporta alla mente il giardino dell'Eden, l'inizio, la
Genesi.
"Lascio a voi immaginare con quale interesse stavo a guardare".
Qui sottolinea il termine 'immaginare'. Questo, naturalmente, il modo
in cui sar svolto il suo lavoro di ipnotista, con immagini, con immaginazione. Sta anche dando il via all'induzione, e focalizzando l'attenzione dell'ascoltatore.
Il commento di Jeff Zeig a questo racconto stato il seguente:
"Erickson aveva la capacit di giocare con la vostra attenzione e di
giocare con la propria attenzione. Sorrideva sornione per tutto il corso
di ciascun racconto. Si stava per divertire, e vi invitava a giocare.
Se poi non volevate giocare, era un problema vostro. Lui avrebbe
continuato a invitare, ma non si sarebbe offeso se lo aveste rifiutato.
Ma sinora abbiamo grattato solo la superficie. Io credo di capire molto
bene i processi di Erickson, e tuttavia, se ci mettevamo seduti a esaminare quello che stava facendo, scoprivamo di aver toccato solo il
livello superficiale, o forse quello immediatamente sottostante. Di solito, lui aveva in mente altri due strati sotto la superficie. Pu darsi
che vedesse questi altri due o tre strati quando tir fuori il simbolo
della mela. Essi sarebbero: 'Che cosa ne pensa di una mela, un bambino piccolo?, oppure: 'Cosa fa un bambino piccolo con una mela?"
La porta al maestro. La mela era dunque simbolo del voler fare piacere.
Erickson capiva l'inconscio delle persone, e cos sapeva che se presentava questo tipo di parola e di simbolo, si poteva aspettare queste
possibili associazioni. Cos, osservando una persona, si poteva aggan-

ciare a qualsiasi associazione una persona avesse fatto, e quindi seguitare su quella base. Questa profondit non ha veramente uguali. "Voi
non sapete come avete imparato a stare in piedi, ma possedete quell'informazione".
Questo era uno dei pi importanti principi di Erickson: la fiducia
che la persona possa trovare, nella propria storia naturale, le risorse
per superare il problema per il quale sta cercando aiuto. In questo racconto, egli ricorda alle persone che esse possiedono delle risorse delle
quali non si rendono conto.
Utilizzare frasi quali: "Ci comporta una pressione nelle mani, e,
per puro caso, scoprite che potete mettere del peso sul piede", rappresentava il suo modo di trasmettere la sua idea di utilizzare 'incidenti
programmati' nel corso della terapia. Mettete il paziente in una data
situazione, e sar costretto a scoprire delle cose, se ne conscio.

Racconti stimolanti 39
" una cosa tremendamente complicata, perch le ginocchia cedono,
e se le ginocchia restano su dritte, cedono i fianchi". Qui sta suggerendo all'inconscio termini quali 'su dritto' e 'stare in piedi'. Pi tardi,
quando queste parole o frasi saranno introdotte nella terapia, l'intera
sequenza di apprendimento e l'atteggiamento verso l'apprendimento
saranno automaticamente evocati.

Il ragazzo morir prima di domani mattina


Presi il diploma liceale nel giugno del 1919. In agosto sentii tre
medici, nell'altra stanza, dire a mia madre: "Il ragazzo morir prima
di domani mattina" [Erickson ebbe la prima infezione poliomielitica
all'et di diciassette anni].
Dato che ero un ragazzo normale, mi sentii offeso.
Il nostro medico di campagna aveva fatto venire per consulto due
uomini da Chicago, e questi venivano a dire a mia madre: "Il ragazzo
morir prima di domani mattina".
Ero furibondo. Che idea, quella di dire a una madre che suo figlio
morir entro l'indomani mattina! una cosa infame!
Poco dopo mia madre venne nella mia stanza, col viso sereno. Dovette pensare che stavo delirando, perch io insistetti che spostasse
la grande cassapanca che avevo in camera, girandola in modo diverso
vicino al letto. Lei la spost in un certo modo, e io continuai a fargliela spostare avanti e indietro sino a quando non mi and bene.
La cassapanca mi impediva di vedere fuori dalla finestra, e per nulla
al mondo avrei voluto morire senza vedere il tramonto! Ne vidi solo
la met. Rimasi senza conoscenza per tre giorni.
Non dissi niente a mia madre. E neanche lei mi disse niente.
Erickson mi raccont questo toccante episodio nel 1970, quando

ero andato da lui a chiedergli di aiutarmi a migliorare la mia memoria


per i nomi e i ricordi d'infanzia. Mi tornarono immediatamente alcuni
ricordi d'infanzia, riguardo a un mio attacco di una grave malattia
febbrile, la scarlattina. Invece, il mio desiderio di migliorare la memoria per i nomi non doveva essere esaudito. Solo pi tardi mi sarei
reso conto che Erickson mi stava indirettamente consigliando di accettare questo mio limite. Questo suggerimento era trasmesso anche per
mezzo di un episodio in cui egli riportava il commento che suo padre
aveva fatto ai funerali di sua madre.
"E ai funerali di mia madre, mio padre disse: ' stato bello passare

40 Racconti stimolanti
settantaquattro anniversari di matrimonio con la stessa persona. Sarebbe stato pi bello ancora passarne settantacinque, ma non si pu
avere tutto dalla vita'".
Con questo racconto e anche col precedente, ci sta dicendo indirettamente che siamo fortunati a essere vivi.
Quando menzionava la cassapanca e il tramonto, stava inoltre comunicando una delle sue ricette preferite per godere la vita, e forse anche
per prolungarla: "Punta sempre a una meta concreta, nell'immediato
futuro". In questo caso, la sua meta era di vedere il tramonto. Naturalmente, prima di poter raggiungere questa meta, era necessario rimuovere l'ostacolo. Siccome Erickson non poteva farlo da solo, doveva
farlo fare a sua madre. In modo significativo, non le disse perch voleva che la cassapanca fosse spostata. Non sempre necessario fornire
le ragioni delle nostre azioni. per necessario avere delle mete, immediate e raggiungibili.

Dilatazione
Erickson non pretese mai niente di miracoloso dall'ipnosi. E tuttavia
afferm in pi occasioni che tutti noi possediamo dei poteri, delle
forze naturali, di cui non ci serviamo. Grazie allo sprone di adeguate
suggestioni e direttive, spesso possibile imbrigliare e utilizzare queste
forze. Quando mi narr il racconto che segue, per rispondere alla domanda: "L'ipnosi d'aiuto nel trattamento del cancro?", si riferiva
soprattutto alla sua utilit per alleviare il dolore. Voleva forse dire che,
impiegata accanto a forme di trattamento convenzionale, come la chirurgia, l'ipnosi potrebbe accrescere le probabilit di sopravvivenza del
paziente.
Penso che si possa fare molto. Una volta il Presidente dell'Associa-

zione medica dello Stato, un chirurgo, mi mand una donna. L'aveva


operata di cancro all'utero e successivamente l'aveva operata di cancro
al colon, di un altro tipo.
La donna soffriva di una contrazione al colon. La defecazione era
estremamente dolorosa, ed era venuta nel mio studio per ottenere una
lenta, graduale dilatazione. Aveva dei dolori cos terribili. Il chirurgo
mi aveva chiesto: "Puoi aiutare questa donna con l'ipnosi? Non voglio
farle una terza operazione".
Cos impiegai la trance. Dissi a quella donna che aveva avuto due
tumori di tipo diverso, e che in questo momento aveva una dolorosa
contrazione del colon. una cosa molto dolorosa e bisogna effettuare

Racconti stimolanti 41
una dilatazione. Le dissi che se ogni giorno lei si fosse messa in costume da bagno, avesse gettato in piscina una camera d'aria d'automobile e vi si fosse seduta dentro, e si fosse goduta il piacere della piscina
e dell'acqua, la dilatazione sarebbe stata molto meno dolorosa.
E cos fece ogni giorno. Il medico disse che la dilatazione procedeva
molto pi rapidamente, in modo insolitamente rapido. Disse che la
donna si lamentava del dolore come prima, ma che il suo tono di voce
era diverso. Secondo lui, non aveva un dolore della stessa intensit.
Un anno dopo, la donna ritorn, mi abbracci e mi baci, e mi disse
che la vita era meravigliosa. Il colon era guarito, il medico disse che
il suo colon era normale. Le aveva asportato il tumore. Nessuna ricaduta.
Erickson suggerisce che una 'dilatazione' far molto meno male se
la persona compie qualche azione (procurarsi una camera d'aria e poi
starsene comodamente seduta in piscina). Qui sta creando l'atmosfera
giusta per la susseguente terapia, suggerendo che essa potrebbe avvenire in relativa tranquillit. Sta anche suggerendo che essa proceder
"molto pi rapidamente, in modo insolitamente rapido". L'idea finale
che viene proposta che la terapia riuscir, come stato con questa
donna che pure era affetta da un male spesso fatale. Poich le istruzioni (in questo caso un blando rimedio contro il dolore) sono impartite sotto ipnosi, avranno pi forza che se fossero impartite nello stato
di veglia.
Erickson avrebbe potuto narrare un racconto di questo tipo per
inviare un messaggio a qualcuno del gruppo che secondo lui era emozionalmente o mentalmente 'costipato'. Avrebbe potuto far capire che
quel messaggio era diretto a una data persona guardando in una direzione e dirigendo la voce in un'altra, o cambiando il tono di voce

quando guardava la persona in questione, oppure evitando di guardare


la persona in questione.

Bisticci
Un uomo di Filadelfia, in cura da me per un mal di testa, mi
mand sua zia e suo zio. "Quei due non hanno fatto altro che bisticciarsi ogni giorno da quando sono sposati", mi disse. "Sono sposati
da pi di trent'anni".
Vennero da me. "Non ne avete avuto abbastanza di bisticciarvi?",
dissi io. "Perch non cominciare a godersi la vita?". E vissero felici

42 Racconti stimolanti
e contenti. E la zia di quell'uomo cerc di far venire da me anche
sua sorella, perch la madre di quell'uomo era molto infelice.
In questo racconto, Erickson, nel modo indiretto che gli tipico,
risponde a quei critici che gli chiedono come vanno i suoi pazienti
dopo il trattamento. Dicendoci che 'l'uomo di Filadelfia' gli aveva
mandato sua zia e suo zio, mette bene in chiaro che la cura del mal
di testa era stata positiva. altres chiaro che la loro situazione era
poi migliorata, visto che la zia pensava che Erickson avrebbe potuto
aiutare anche la sorella. Erickson inizia spesso un resoconto di un
caso clinico alludendo a un precedente paziente trattato con successo.
Erickson avrebbe potuto raccontare questa storia quando qualcuno
del gruppo fosse stato internamente in disaccordo con lui o con se
stesso. In questo caso avrebbe sottolineato la frase: "Non ne avete
avuto abbastanza di bisticciarvi?".
Questo racconto pu essere difficile da credere. Se lo presento,
perch la sua semplicit cos attraente.
Chiesi a Erickson di dirci qualcosa di pi circa il contesto nel quale
erano state impartite quelle semplici suggestioni. Quanto tempo c'era
voluto per stabilire il rapport? Aveva ipnotizzato la coppia?
"Ho impiegato solo una trance di veglia che si tramutata in una
trance leggera", disse. "Ho chiesto loro: 'Ma perch non godersi la
vita? Vi siete bisticciati per pi di trent'anni. Io penso che il matrimonio dovrebbe essere una cosa piacevole, e non vi rimangono molti
anni per godervelo". E loro l'hanno capito.
"Troppi terapeuti pensano di dover essere loro a dirigere il cambiamento e ad aiutare il paziente a cambiare. La terapia come
cominciare a far rotolare una palla di neve gi dalla cima di una
montagna. Via via che rotola, diventa sempre pi grossa, e diventa

una valanga che scende per il fianco della montagna".

3 Abbiate fiducia nell'inconscio 43


Avevo imparato molte cose
All'Oswego College di New York, il professor Estabrooks [un
professore di psichiatria] mi chiam e mi disse: "Ti ho iscritto a
parlare a un'assemblea di professori stasera". Ci sarebbe stata molta
gente che veniva dalla citt, e prima di recarmi all'auditorium avevo
tantissime cose da fare, cose che non avevano niente a che vedere
con la conferenza. Tuttavia non ero preoccupato, perch sapevo che
ero in grado di parlare, e sapevo che ero in grado di pensare, e
sapevo che avevo imparato molte cose nel corso degli anni.
In questo episodio, e nei due che seguono, Erickson descrive un
atteggiamento di fiducia nei propri ricordi di vecchia data e nelle
conoscenze immagazzinate nell'inconscio. Sottolinea che l'inconscio un
deposito di ricordi e capacit cui si pu far ricorso dopo molti anni.
Gli piaceva citare Will Rogers: "I nostri guai non vengono da quello
che non sappiamo. I nostri guai vengono dalle cose da cui sappiamo
che non ci vengono guai". Al che Erickson aggiungerebbe: "E pi
guai ancora ci vengono dalle cose che sappiamo, ma che non sappiamo di sapere".

Neve leggera
Nel villaggio di Lowell, nel Wisconsin, quell'autunno nevic per
la prima volta il 12 novembre, poco prima delle quattro del pomeriggio. E quel ragazzino al terzo banco, nella terza fila di banchi,
proprio accanto alla finestra, si chiedeva: "Per quanto tempo mi ricorder di questo?".
Me lo stavo proprio chiedendo...
Sapevo con certezza... Sapevo che era il 12 novembre, l'anno 1912.
Era una neve leggera leggera.

44 Abbiate fiducia nell'inconscio


Il narvalo
Alla fattoria avevamo due libri: uno era la storia degli Stati Uniti,
e l'altro un dizionario enciclopedico. Avevo letto tante volte quel
dizionario, dall'a alla zeta. Possedevo un vocabolario vastissimo. Molto
tempo dopp, una volta che tenni una conferenza nel Montana, un
medico mi invit a passare la serata a casa sua. A un certo punto
della serata, tir fuori un oggetto strano a forma di spirale, e mi
chiese: "Sai che cos'?".
"S", risposi io, " una zanna di narvalo".
"Sei la prima persona che l'ha appena guardata e l'ha riconosciuta",
disse lui. "Mio padre era un cacciatore di balene, e aveva preso questa
zanna da un narvalo. Poi rimasta qui in casa e per me sempre
stata un oggetto familiare. La faccio vedere alla gente, e tutti si chiedono cosa sia. Ma dimmi, come hai fatto a sapere che era una zanna
di narvalo?".
"Quando avevo cinque o sei anni ne ho visto la figura in un dizionario enciclopedico", risposi io.

Parler
Molti si preoccupavano perch a quattro anni ancora non parlavo,
mentre la mia sorellina di due anni meno di me parlava, e parla ancora, ma non ha mai detto niente. E molti si preoccupavano che un
ragazzino di quattro anni non sapesse parlare.
"Quando verr il momento, parler", diceva tranquilla mia madre.
Quest'ultimo racconto un buon esempio della convinzione di
Erickson che si pu aver fiducia che l'inconscio dia al tempo opportuno risposte adeguate. Per un paziente che sta appena iniziando a
provare a entrare in trance ipnotica, questo racconto pu aiutarlo ad

aspettare pazientemente sino a quando il bisogno di parlare non prorompa, o sino a che egli non sia in grado di trasmettere messaggi
inconsci in modo non verbale.

Come si grattano i maiali


Un'estate vendevo libri per pagarmi gli studi al college. Un giorno,
verso le cinque, entrai nel recinto di una fattoria, e chiesi al contadino se voleva comprare dei libri. Il contadino mi rispose: "Giova-

Abbiate fiducia nell'inconscio 45


notto, io non leggo niente, non ho bisogno di leggere niente. A me
interessano solo i miei maiali".
"Le dispiace se sto qui e parlo con lei, mentre d da mangiare ai
maiali?", chiesi io.
"No, gira alla larga, giovanotto, non ti servir proprio a niente.
Io non posso perder tempo con te, ho da fare a dare da mangiare ai
miei maiali".
E cos cominciai a parlare dei miei libri. Poich ero un ragazzo
vissuto sempre in campagna, senza pensarci raccolsi da terra un paio
di bastoncini e, mentre parlavo, cominciai a grattare le schiene dei
maiali. Il contadino mi vide, si ferm, e dissie: "Chiunque sappia
grattare la schiena ai maiali nel modo in cui piace ai maiali uno
che voglio conoscere. Che ne dici di cenare con me stasera, e puoi
dormire gratis da me e ti comprer anche i libri. A te piacciono i
maiali. Tu sei uno che sa grattarli nel modo in cui a loro piace
essere grattati".
Qui Erickson racconta come inconsciamente avesse agito esattamente nel modo migliore per raggiungere i suoi obiettivi - in questo
caso, quello di vendere libri. Sottolinea il fatto che, 'senza pensarci.
aveva raccolto dei bastoncini e grattato la schiena dei maiali mentre
parlava al fattore. E il fattore aveva risposto inconsciamente a un
uomo che sentiva essere una sua anima gemella.
Naturalmente Erickson non sta insegnando un modo per vendere
libri, o per manipolare la gente. Era riuscito a entrare in rapporto
col contadino in modo genuino, anche perch era egli stesso vissuto
sempre in campagna. E questa azione - grattare il dorso dei maiali che aveva avuto tanto effetto, Erickson l'aveva potuta compiere perch
era capace di esprimersi liberamente. Spinge l'ascoltatore ad avere

fiducia nel proprio inconscio, come lui aveva avuto fiducia nel suo,
e come anche il contadino aveva fatto nel rispondere al giovane
Erickson.
Questo racconto illustra anche il principio che io ho designato con
l'espressione: "Assecondare il paziente".
Erickson mi raccont questa storia nell'agosto 1979, dopo che gli
avevo chiesto perch avesse scelto me per scrivere la prefazione al
suo libro Ipnoterapia. Prima di cominciare il racconto su come si grattano i maiali, mi aveva risposto: "Tu mi piacevi, e poi avevi regalato
una rana gialla a mia moglie". (La prima volta che ero andato a
trovare Erickson, nel 1970, tornavo da Los Angeles a New York
con una raccolta di serpenti vivi, gechi e rane. Gli avevo dato in
regalo una stupenda rana gialla).

46 Abbiate fiducia nell'inconscio


Elabor: "Mi avevi fatto una buona impressione. Mi eri piaciuto.
Sei genuino. Sei veritiero, sei profondo. Sei una persona intelligente,
e sei stato capace di andare da New York a San Francisco o a Los
Angeles solo perch ti piacciono le rane! La mia impressione in quella
stanza fu: 'Al ragazzo piacciono le sculture in legno. Questa dovrebbe
essere anche la tua impressione di me. A quel ragazzo piacciono davvero le sculture in legno. E lui non si contenta di starsene seduto
in poltrona a far soldi come psicoanalista. Ha altri interessi. E certo
che le rane sono belle; distanti dalla psicanalisi, dalla psichiatria, dalla
letteratura e cos via. Devi avere una bella ampiezza di vedute".
Alla fine del racconto, poi, sottoline di nuovo la cosa, guardandomi dritto negli occhi col suo sguardo pi limpido e gentile, e mi
disse: "Mi piace il modo in cui gratti i maiali". Cio chiar che nella
scelta dei suoi collaboratori aveva fiducia nel proprio inconscio, esattamente come l'aveva quando doveva prendere altre decisioni.

Sette asterischi
Uno dei miei allievi era una persona abbastanza eccezionale, con
cui avevo fatto molto lavoro sperimentale. Era uno psicologo, ed era
veramente indeciso sul proprio futuro. Lo utilizzammo negli esperimenti e cos si rese conto di avere un inconscio. Gli prestai i miei
libri di medicina e si iscrisse a quella facolt. L'ultimo anno, uno dei
suoi professori, che gli voleva molto bene, gli disse: "Arthur, come
pensi che andrai al mio esame?". Al che lui rispose: "Non avr
nessun problema al suo esame. Lei far dieci domande, e sono...".
E qui elenc tutte e dieci le domande.
Il professore disse: "Bene! Vedo che sai esattamente quali domande intendo fare! Me le hai dette persino nello stesso ordine!

Che hai fatto, sei penetrato nel mio ufficio e ti sei portato via
una copia?".
"No", rispose Arthur, "semplicemente sapevo quello che lei avrebbe
chiesto agli esami".
"Non mi basta", disse il professore. "Vieni con me a parlare col
Preside".
Il Preside ascolt tutto il racconto. " vero, Arthur? Tu conosci
tutte le domande?".
"Certo che conosco tutte le domande", rispose Arthur. "Ho seguito
le lezioni e ho ascoltato le conferenze".
"In un modo o nell'altro devi essere entrato in possesso dei fogli
ciclostile", disse il Preside. "Guarda, a meno che non riesci a provare

Abbiate fiducia nell'inconscio 47


il contrario, ti depenno dagli esami e non ti faccio laureare, per slealt
verso la scuola".
Arthur disse: "Volete la prova che io, prima ancora che il professore lo sapesse, sapevo quali sarebbero state le domande. Bene, mandate qualcuno nella mia stanza e prendete il blocco d'appunti col quale
seguivo le sue lezioni. Noterete che ci sono dei punti segnati con
asterischi. Tutte le domande che il professore intende fare sono segnate con sette asterischi. Vedrete che accanto a queste domande
con asterisco ci sono vari '1', '2', o '3'. Siccome lui fa sempre solo
dieci domande, ho scelto dieci domande cui ho dato sette asterischi,
perch quelle erano le cose cui lui dava pi importanza, sia durante
l'anno che al seminario di ripasso alla fine dell'anno".
Orbene, mandarono qualcuno a prendere il notes e trovarono che
effettivamente Arthur aveva segnato alcuni appunti con un solo asterisco, altri con due, o con tre, con quattro, con cinque e con sei, e
che c'erano solo dieci punti segnati con sette asterischi. E gli asterischi erano numerati, non nell'ordine, da 1 a 10. Quello di mezzo
portava il numero uno e magari il primo portava il nove, e cos via.
A questo punto il Preside disse: "Non hai nessun bisogno di fare
l'esame. Tu hai veramente ascoltato le lezioni, e hai notato la particolare intonazione che il professore ha dato a quei particolari punti".
Quando ascoltate una lezione, se prestate bene attenzione all'enfasi
che il professore d a vari punti, potete gi individuare le cose che
chieder all'esame. Arthur era una persona notevole; possedeva una
notevole capacit di ascoltare e una notevole capacit di cogliere il
tono, cosicch riusciva sempre a sapere in anticipo quale argomento
sarebbe stato chiesto a un esame. Era il professore stesso che lo
diceva. I professori vi dicono sempre quali sono le cose pi impor-

tanti, e vogliono sempre che questa importanza sia riconosciuta dagli


studenti. Orbene, talvolta pu accadere che loro ritengano che sia
importante un punto che non lo realmente. State attenti a ricordarvi quel punto, perch ve lo ritrovate all'esame. Certo che la comunicazione una cosa ben complicata. L'espressione del viso, gli occhi,
il modo di stare col corpo, il modo di muovere il corpo e le estremit, il modo di muovere la testa, eccetera, il modo di muovere certi
singoli muscoli: tutto ci fornisce moltissime informazioni.
In questo racconto il giovane studente medico-psicologo aveva imparato non solo ad aver fiducia nel proprio inconscio, ma anche a
potenziare le sue capacit percettive sino a un grado abbastanza
estremo. Come dice Erickson, "Arthur era una persona notevole".
Naturalmente la maggior parte di noi non ha sviluppato in tale misura

48 Abbiate fiducia nell'inconscio


le proprie capacit percettive. Se tuttavia veniamo a sapere che ci
possibile, possiamo essere spronati ad andare in quella direzione,
specialmente quando, nei nostri sogni e nelle nostre associazioni riceviamo messaggi ben definiti.
Il professore di questo racconto segnalava inconsciamente le cose
che voleva che gli studenti imparassero. Erickson ci sta dicendo di
ascoltare questi messaggi inconsci. Nel racconto, lo studente riusciva
a tramutare la consapevolezza inconscia in conscia. Invece gli ascoltatori e i lettori di Erickson possono rispondere ai messaggi subliminali anche senza rendersene consapevolmente conto. Egli anzi li
sta proprio istruendo a farlo.
Nell'induzione e nell'impiego della trance, Erickson ci sprona a
cercare di avere lo stesso atteggiamento di fiducia nell'inconscio. Lo
fa nella seguente spiegazione fornita ad alcuni terapeuti:
Vedete, l'induzione della trance non dovrebbe essere una cosa laboriosa. Basta la fiducia nella vostra voce. La semplice fiducia nella vostra capacit di indurre la trance la cosa pi importante di tutte.
E se voi state molto attenti, qualsiasi essere umano, persino i pazienti
paranoidi gravi, alla fine entra in trance. Io personalmente non
consiglio di far entrare in trance i pazienti paranoidi, perch possono
diventare paranoidi anche nello stato di trance. Comunque sperimentalmente ho potuto stabilire che tutti i pazienti possono entrare in
trance, che chiunque pu farlo.
Orbene, proprio necessario sapere di essere in trance? No, non
lo . Quanto dev'essere profonda la trance? Qualsiasi trance che sia
di profondit sufficiente a permettere all'inconscio di dare un'occhiata,
un'occhiata mentale, a quello che succede, pu bastare. Quando guardate e capite con la mente in questo modo, imparate molto di pi che

con lo sforzo conscio. E sarebbe bene servirsi della mente a livello


inconscio, anche mentre la si utilizza a livello conscio.

Curiosit
Una ragazza veniva a scuola tenendo sempre la mano sinistra sopra
la bocca. In classe diceva la lezione tenendo la mano sinistra sotto il
naso, a nascondere la bocca. Per strada camminava con la mano sinistra a coprire la bocca. Al ristorante mangiava nascondendo la bocca
dietro la mano sinistra. Quando diceva la lezione in classe, quando
camminava per strada, quando mangiava al ristorante, aveva sempre
la mano sinistra sopra la bocca.

Abbiate fiducia nell'inconscio 49


Ora questo fatto mi interessava e mi proposi di conoscerla meglio.
Dopo molti incitamenti mi raccont di una terribile esperienza che
aveva avuto all'et di dieci anni. In un incidente di macchina, era
stata catapultata oltre il parabrezza. Un'esperienza terribile per una
bambina di dieci anni. Il vetro del parabrezza le aveva tagliato la
bocca e c'era molto sangue sul cofano della macchina. Una quantit
di sangue tale da atterrire una ragazzina di dieci anni avrebbe potuto
essere magari solo un po' di sangue, ma per lei era una quantit enorme. Cos crebbe con l'idea di avere la bocca orribilmente sfregiata, ed
ecco perch la teneva sempre coperta, perch non voleva che nessuno
vedesse l'orribile cicatrice.
La convinsi a leggere una storia della cosmetologia e cos conobbe
i nei, nei a forma di mezzaluna, di cerchi, di stelle, e cos via. Lesse
che le donne di solito mettono questi nei finti accanto alla parte del
viso che considerano pi bella. Riuscii a farle portare da me alcuni
nei finti. Poi la convinsi, nel segreto della sua stanza, a fare una copia
in formato naturale della sua cicatrice . si scopr che era una stella
a cinque punte, non pi grande di un neo. Lei tuttavia la vedeva pi
grande di tutto il viso.
Cos la persuasi ad andare a un appuntamento con uno degli studenti. Lei doveva portarsi appresso due pesanti borse in modo da
tenere gi le mani, lontano dal viso. A questo appuntamento, e a
tutti i successivi, scopr che se permetteva che le dessero un bacio
sulla porta di casa, l'uomo invariabilmente la baciava dalla parte della
bocca in cui c'era la cicatrice. Anche se la sua bocca aveva due lati,
l'uomo immancabilmente la baciava dalla parte della cicatrice. Usc
con un uomo, ma non ebbe il coraggio di lasciargli dare il bacio. Il
secondo uomo la baci sul lato destro della bocca. E cos fece pure

il successivo, il terzo, e poi il quarto, il quinto, il sesto. Quello che


non sapeva, era che lei era curiosa, e quando era curiosa piegava
sempre la testa a sinistra, cosicch un uomo doveva per forza baciarla
sulla parte destra della bocca!
Ogni volta che racconto questo caso clinico, mi guardo intorno.
Voi tutti conoscete il linguaggio subliminale, ma non sapete che c'
un udito subliminale. Quando racconto questo caso clinico, ogni donna
stringe la bocca, e io so a cosa pensa. Voi osservate il vicino che viene
da voi per vedere il neonato. Sono le labbra che osservate. Sapete
esattamente quando il vicino sta per baciare il bambino.
Notando la direzione verso la quale la ragazza inclinava in modo
caratteristico la testa quando era presa da curiosit per qualcosa, Erickson fu in grado di predire che l'avrebbe inclinata allo stesso modo

50 Abbiate fiducia nell'inconscio


quando stava per ricevere un bacio. Qui sta insegnando l'importanza
di utilizzare l'informazione fornita inconsciamente dal paziente. Erickson
l'aiut a scoprire quello che lui aveva gi scoperto, e cio che inclinava la testa quando la sua curiosit era stimolata. Per aiutarla a fare
questa scoperta, le imped di utilizzare l'abituale meccanismo di difesa,
e cio coprire con la mano sinistra la bocca dalla parte della cicatrice.
A quel punto, dopo che molti uomini l'avevano baciata dalla parte
della cicatrice, arriv a concludere che non era poi tanto brutta.
Qui Erickson ricorre a un trucco ben conosciuto dai prestigiatori.
Dirige la nostra attenzione da qualche parte, mentre, in realt, le
cose avvengono in un'altra. Per esempio, ci spinge a chiederci: "Ma
perch copre la bocca con la sinistra?". Questo in realt non importante. Lui osserva il modo in cui lei inclina la testa, e questa la
cosa importante.

Il professor Rodriguez
Io mi mando in trance per essere pi sensibile alle intonazioni e
alle inflessioni dei discorsi dei miei pazienti. E anche per poter sentire meglio e vedere meglio. Entro in trance e dimentico la presenza
degli altri. E la gente mi vede in trance.
C'era un paziente, un tale Rodriguez, un professore di psichiatria
che stava in Per. Costui scrisse che voleva fare psicoterapia con me.
Lo conoscevo di fama. Sapevo che aveva un'istruzione molto superiore
alla mia. Sapevo che aveva un ingegno pi pronto del mio. Lo consideravo molto pi intelligente di me. Ed ecco che ora mi chiedeva
di venire da me come paziente.
Mi chiesi: "Come faccio a trattare un uomo che pi intelligente,
pi colto, pi pronto di me?". Questo qui era spagnolo della Castiglia,

un tipo estremamente arrogante, arrogante e duro, molto difficile da


trattare. Gli diedi appuntamento per le due di un dato giorno. Presi
nome, indirizzo, recapito, se era sposato, tutti i dati. Poi tirai su lo
sguardo per chiedergli: "Come vede lei il suo problema?". La sedia
era vuota.
Guardai l'orologio. Non erano le due e qualcosa. Erano le quattro.
Notai che avevo una cartella con dei fogli di carta dentro. Cos mi
resi conto che ero entrato in trance ipnotica per intervistarlo.
E poi un giorno, dopo dodici-quattordici ore di terapia, Rodriguez
balz in piedi e disse: "Dottor Erickson, lei in trance!".
Mi svegliai e dissi: "Senta, so benissimo che lei pi brillante di
me, e pi intelligente, pi pronto, molto pi colto. So anche che lei

Abbiate fiducia nell'inconscio 51


molto arrogante. Sentivo che non avrei saputo come trattarla e mi
chiedevo come avrei fatto. Non seppi, fino a dopo il primo colloquio,
che il mio inconscio aveva deciso di pensarci lui. So di avere dei fogli di carta, degli appunti, nella cartella. Non li ho ancora letti. E li
legger ora, dopo che lei se ne sar andato".
Rodriguez mi guard corrucciato e disse, additando una fotografia:
"Quelli l sono i suoi genitori?".
"S", risposi io.
"Che cosa fa suo padre?", chiese.
" un agricoltore in pensione".
"Contadini!", disse Rodriguez in tono di scherno.
C' il fatto che io sapevo che lui conosceva bene la storia. "S, contadini", dissi. "E per quanto ne so, nelle sue vene scorre il sangue
dei bastardi dei miei antenati". Lui sapeva che i vikinghi erano dilagati per tutta l'Europa. Da quel momento in poi si controll bene.
C'era voluto un rapido sforzo di pensiero, per tirar fuori "nelle sue
vene pu scorrere il sangue dei bastardi dei miei antenati".
Sapevo che Rodriguez se n'era andato dall'Inghilterra senza pagare
a Ernest Jones la parcella per l'analisi ricevuta. Sapevo che se n'era
andato dalla Duke University lasciandosi alle spalle un sacco di debiti.
Cos, quando cominciammo l'ultima settimana, mi feci dire da lui i
nomi di tutte le persone importanti che conosceva. Annotai i loro
indirizzi. Lui era molto contento di poter fare scena in quel modo.
Io li annotai tutti, e poi gli dissi: "Mi paga con un assegno, o in
contanti?".
"Lei mi ha ingannato", disse.
"Ho pensato che fosse indispensabile. La mia parcella me l'ero
guadagnata".

Cos ricevetti la mia parcella. Altrimenti, perch mai avrei voluto


sapere nomi e indirizzi di tutti quei suoi importanti amici? Rodriguez
sapeva riconoscere al volo un ricatto.
Questo era uno dei racconti preferiti di Erickson per illustrare la
importanza della trance per un terapeuta, al fine di trovare il modo
migliore di rispondere efficacemente a un paziente. Questo racconto
non ha bisogno di molti commenti. Sottolinea bene l'importanza che
il terapeuta, nel trattare un paziente arrogante, sia in posizione di
supremazia. Nel costruire il racconto, Erickson inizia coll'elencare i
vari campi nei quali egli effettivamente era inferiore a Rodriguez.
Ci rende tanto pi efficace il fatto di dire lui l'ultima parola. Ci
invia qui un messaggio implicito: anche se possiamo sentirci 'inferiori'
a un'altra persona, anche se possiamo non sentirci all'altezza, se cer-

52 Abbiate fiducia nell'inconscio


chiamo in profondit nell'inconscio possiamo trovare le risorse che
porteranno la situazione su un piano di parit, o persino ci metteranno
in posizione di superiorit. Potremmo dover andare a rispolverare addirittura i nostri antenati, come ha fatto Erickson, ma va bene lo
stesso. Erickson non ci avrebbe certo privato di tutte le risorse e
abilit che abbiamo ereditato. Era convinto che bisogna utilizzare
tutto quello che si ha, tutte le proprie risorse.

Qui, Quo, Qua


Dovevo scrivere una pagina molto difficile. Provavo e riprovavo,
ma mi ritrovavo sempre in un vicolo cieco. Finch un giorno dissi:
"Bene, ho due ore di tempo prima che venga il prossimo paziente.
Penso proprio che ora mi metter disteso, entrer in trance e vedr
cos'ha da dirmi il mio inconscio al riguardo".
Aspettai fino a quindici minuti prima che arrivasse il paziente e
fui sorpreso di trovarmi in grembo una custodia di fumetti che appartenevano ai bambini. Sulla scrivania c'erano due pile di fumetti.
Il paziente stava arrivando, cos rimisi i fumetti nella custodia, andai
nell'altra stanza e vidi il paziente.
Un paio di settimane dopo, pensai: "Per non ho ancora avuta la
risposta per quella pagina". Avevo un ritaglio di tempo, a disposizione,
cos presi una matita e subito mi venne in mente una cosa: "E Paperino disse a Qui, Quo, Qua...", e pensai divertito che i fumetti di
Paperino attraggono l'intelligenza dell'adulto tanto quanto quella dei
pi piccoli. Devono essere concisi, chiari e penetranti. Cos scrissi il
mio pezzo. Il mio inconscio sapeva dove trovare un esempio.
Anche questo racconto mette in risalto l'importanza dell'inconscio
nella risoluzione di problemi. Erickson mi raccont questo episodio

una volta che gli avevo chiesto aiuto per stabilire come suddividere
il mio tempo tra i pazienti e lo scrivere. Ci che chiaramente mi diceva era che sarei dovuto entrare in trance, concedendomi un adeguato lasso di tempo, come aveva fatto lui, e successivamente ascoltare
il mio inconscio. Seguii il suo consiglio e trovai diverse soluzioni.
Una volta che avevo un blocco nello scrivere, entrai in trance ipnotica autoindotta dopo essermi chiesto: "Come potrei superare questo
blocco?". Sentii un pizzicore nella parte interna del pollice destro,
sul lato del medio e a met del lato dell'indice. Capii subito che
questo formicolo era localizzato esattamente l dove fa contatto una

Abbiate fiducia nell'inconscio 53


penna. Il messaggio dell'inconscio era che avrei dovuto cominciare a
scrivere a mano, e solo successivamente passare alla dettatura. Feci
in questo modo e superai il blocco nello scrivere.

Camminando per la strada


All'et che avete adesso, camminate per la strada, cercate di camminare in linea retta a passo regolare, e vi capita di avere fame, e
automaticamente rallentate quando passate davanti al primo ristorante.
Se siete una donna, vi pu succedere di virare automaticamente in
direzione di una vetrina di gioielliere. Se siete uno sportivo, deviate
automaticamente verso una vetrina di articoli sportivi. Se avete trascurato i denti e sapete che dovreste prendere un appuntamento col
dentista e non lo fate mai, automaticamente accelererete passando davanti a uno studio dentistico.
Mi installai in un punto da cui potevo osservare le giovani donne
che passavano davanti a uno studio medico. Quando variavano l'andatura in una certa maniera, quando cambiavano modo di oscillare
le braccia, e un'espressione dolce compariva sul loro viso, mentre
oltrepassavano lo studio, io attraversavo la strada e chiedevo: "Il
primo test di gravidanza stato positivo?". Senza pensarci su, rispondevano sempre: "Il primo stato positivo, o spero che lo sia".
Una giovane donna cambi andatura, modo di oscillare le braccia
ed espressione del viso. Si vedeva benissimo una reazione di paura.
State attenti, quella non sposata!
Tutti, vecchi e giovani, maschi e femmine, rallentano automaticamente come se l'aria sia divenuta spessa e difficile da penetrare.
Sapete davanti a quale negozio? Una panetteria! Quel potente stimolo olfattivo vi fa automaticamente rallentare.

Di nuovo un esempio che illustra come la maggior parte del nostro


comportamento sia determinata dall'inconscio. Erickson inserisce spesso
riferimenti a un comportamento 'automatico'. In questo modo, il
racconto utile a spronare il paziente a lasciarsi andare a rispondere
automaticamente in stato di trance ipnotica. La ripetizione del racconto pu portare facilmente a una trance ipnotica, specialmente se
le parole sono pronunciate ritmicamente.
Naturalmente il racconto ha anche un valore diagnostico. Si pu
notare la risposta del paziente quando vengono citati i vari elementi:

54 Abbiate fiducia nell'inconscio


il gioielliere, il negozio d'articoli sportivi, lo studio dentistico. Preoccupazioni riguardo a una gravidanza possono emergere in risposta alla
parte del racconto in cui si parla delle preoccupazioni della giovane
donna riguardo alla sua gravidanza. Il passo riguardo alla panetteria
pu riportare facilmente il soggetto ai primi ricordi infantili, associati
all'odore del forno o della cucina.
Mi chiedevo perch mai Erickson mettesse l'accento sul fatto che
"Tutti... rallentano automaticamente" quando passano davanti a un
fornaio. Alla fine mi resi conto che il messaggio che mi stava inviando
era: "Rallenta, Rosen". Sta dicendo a tutti quelli che lo ascoltano di
rallentare e di lasciare all'apprendimento e alle associazioni sensoriali
il tempo loro necessario.

Scrittura automatica
Bisogna prestare attenzione a ciascun piccolo movimento. Molte volte
si pu rispondere a una domanda scrivendo 's'. Ecco una ragazza che
chiede: "Sono veramente innamorata?", al che io rispondo: "Di chi
pensi di essere innamorata?".
"Oh, c' Bill, Jim, poi Pete e George".
Allora chiedo: " Bill?".
E lei scrive: "S".
" George?".
"S".
" Jim?".
"S".
" Pete?".
"S".
Per se scrivendo il 's' fa un buco, e se il buco, per via della pres-

sione della matita, perfora la carta, quello veramente il ragazzo. E


tuttavia lei ancora non lo vuole sapere.
Una volta, alla Michigan State University, il dottor Anderson tenne
una conferenza sull'ipnosi al dipartimento di psicologia, all'intero dipartimento. Anderson mi chiese se volevo fare una dimostrazione.
Dissi che non avevo nessun soggetto e che avrei gradito avere alcuni
volontari. Vennero chiamati alcuni studenti, e io chiesi loro se volevano fare da volontari, e un bel po' accettarono. Scelsi una ragazza di
nome Peggy. Una delle cose che Anderson voleva che dimostrassi era
la scrittura automatica. Feci andare Peggy all'altra estremit del lungo

Abbiate fiducia nell'inconscio 55


tavolo, e tutti gli altri, io compreso, stavamo a quest'altra estremit.
Misi Peggy in trance. Era conscia del fatto che noi sedevamo ad
una estremit del lungo tavolo, mentre lei stava all'altra. Scrisse automaticamente qualche cosa. Poi automaticamente pieg il foglio, lo ripieg, e automaticamente lo infil nella borsetta. Non si rese conto
di nessuna di queste cose. Noi tutti invece s. La rimisi in trance e
le dissi che dopo essersi svegliata avrebbe scritto automaticamente:
" una meravigliosa giornata di giugno". Invece era aprile.
Lei scrisse queste parole, e dopo che gliele ebbi mostrate disse che
non le aveva scritte lei e che quella non era la sua calligrafia. Non era
certamente la sua calligrafia.
Il settembre successivo mi chiam in teleselezione dall'indiana e
disse: "Oggi m' successa una cosa buffa, e penso che lei c'entri, cos
gliela racconto. Oggi ho svuotato la mia borsetta, e ci ho trovato un
foglio ripiegato. L'ho aperto e su un lato c'era scritto, in una strana
calligrafia: 'Sposer Harold?'. Ma non la mia calligrafia. Non so
come quel pezzo di carta sia entrato nella mia borsetta. Ma ho la
sensazione che lei c'entri in qualche modo. E l'unica volta che l'ho
vista stata a quella conferenza che lei ha tenuto in aprile alla
Michigan State University. Sa darmi qualche spiegazione riguardo a
quel foglio di carta?".
" vero, ho tenuto quella conferenza in aprile", risposi. "Ora mi
dica, per caso a quell'epoca lei era promessa in matrimonio a
qualcuno?".
"Oh, s, ero fidanzata con Bill".
"In quel momento, aveva dei dubbi riguardo al suo fidanzamento?", chiesi.
"No, non ne avevo".

"E dopo, le sono venuti dei dubbi riguardo al suo fidanzamento


con Bill?"
"Oh, a giugno Bill e io abbiamo rotto il fidanzamento".
"E che accaduto da allora?"
"Niente, a luglio ho sposato Harold".
"Da quanto tempo lo conosceva, Harold?".
"Oh, l'avevo conosciuto di vista alcune volte nel secondo semestre,
ma non ci eravamo mai incontrati, non gli avevo mai parlato. Sino a
quando mi successe di incontrarlo per caso a luglio".
"Quelle parole: 'Sposer Harold?', erano state scritte da lei in scrittura automatica, in stato di trance. Il suo inconscio sapeva gi che
lei avrebbe rotto con Bill e che Harold era l'uomo che realmente la
interessava", dissi. Il suo inconscio sapeva, con mesi d'anticipo, che
lei avrebbe rotto il fidanzamento. La ragione per la quale aveva pie-

56 Abbiate fiducia nell'inconscio


gato il foglio che, a livello conscio, ad aprile non era in grado di
guardare in faccia questa verit.
Alla prima scrittura automatica che fate eseguire a un paziente, a
meno che non rendiate molto evidente il fatto che non minacciato,
egli avr difficolt a scrivere liberamente, perch qualcosa di attinente
all'io viene fuori, e lui non ancora pronto a guardarlo in faccia.
Cosicch, se volete impiegare la scrittura automatica, lasciate pure che
il paziente dica: "Non ci riesco", e insegnategli a lasciare che la
mano faccia degli scarabocchi. Gradualmente, dopo un certo numero
di scarabocchi, inserir in un illeggibile scarabocchio delle informazioni che vuole mantenere segrete. Dopo di che scriver altre cose,
del tipo: " una meravigliosa giornata di giugno". Dopo ancora pu
venire fuori e lasciarsi sfuggire delle informazioni personali. Una volta
passai sedici ore a decifrare con estrema lentezza una cosa scritta a
mano, illeggibile, che alla fine raccoglieva tutta una storia, credo che
la si possa trovare nei "Collected Papers".*
La pressione stessa della scrittura pu trasmettere un importante
messaggio. Fu solo un caso fortunato che Erickson avesse suggerito a
Peggy di scrivere la frase: " una meravigliosa giornata di giugno".
Giugno era il mese in cui lei avrebbe rotto il fidanzamento con Bill.
E giugno, naturalmente, il mese associato ai matrimoni.

Trance a Bali
Quando, nel 1937, Margaret Mead, Jane Belo e Gregory Bateson
si recarono a Bali, lo fecero con lo scopo di studiare l'autoipnqsi
nella cultura balinese. Nella cultura balinese, pu avvenire che uno
vada al mercato. Mentre va al mercato, pu entrare in trance profonda, fare gli acquisti, fare i suoi giri, e uscire dalla trance quando

torna a casa, oppure pu essere in trance e fare visita a un vicino


che non in trance, mentre lui lo . L'autoipnosi fa parte della loro
vita quotidiana. Mead, Bateson e Belo studiarono il comportamento
dei balinesi e mi portarono dei filmati perch li esaminassi. Margaret
Mead voleva sapere se una trance di Bali e una trance occidentale
erano la stessa cosa. Ora, lei [Lucy, una studentessa] ha fatto i movi-

* Advanced Techniques in Hypnosis and Psychotherapy, a cura di Jay Haley,


Crune and Stratton, New York, 1967. Trad. it., Le nuove vie dell'ipnosi, Astrolabio, Roma, 1978.

Abbiate fiducia nell'inconscio 57


menti di orientamento del corpo che fanno a Bali, unendo le mani,
stando sulla punta dei piedi, riscoprendo il proprio corpo. Tutto ci
una caratteristica della trance.
Questo racconto dimostra che possibile svolgere delle attivit ordinarie, quali fare la spesa e far visita ai vicini, mentre si in stato
di trance. Non necessario fare cose insolite. Alla fine del racconto,
Erickson collega l'esperienza di trance che si ha a Bali con quella
occidentale facendo notare che i movimenti di orientamento del corpo
di una terapeuta (Lucy) nel suo studio sono simili a quelli che compiono gli abitanti di Bali quando escono dalla trance. Con questo
esempio, ambientato in un luogo lontano, e, per la maggior parte di
noi, esotico, Erickson sta lanciando due messaggi. Il primo, che la
trance un'esperienza abbastanza ordinaria, che noi tutti abbiamo
vissuta. Il secondo, che la trance un qualcosa di esotico e di
incantatore.

58 4 Suggestioni indirette
I racconti raccolti in questo capitolo sono un'esemplificazione del
modo in cui Erickson applicava i fenomeni ipnotici tradizionali, quali
l'esecuzione letterale, la regressione d'et e la distorsione temporale
e spaziale. Illustrano anche il suo contributo peculiare all'ipnoterapia,
vale a dire l'impiego di suggestioni indirette. Il suo approccio di tipo
indiretto utile specialmente per trattare quella che abitualmente
chiamata 'resistenza' all'ipnosi e alla terapia. Per esempio, nel racconto "Aggirare la resistenza", la realt della trance ipnotica viene
indirettamente suggerita a un medico dubbioso ed esigente, nel momento in cui egli viene messo a confronto con un altro soggetto che
indiscutibilmente in trance. Per un'esauriente discussione della suggestione indiretta rimandiamo il lettore al libro di Erickson e Rossi,
Ipnoterapia.

Il soggetto ipnotico esegue alla lettera


Feci venire una ragazza per una dimostrazione della trance profonda
e dei fenomeni di trance a beneficio del dottor Ernest Rossi. Le dissi
di entrare in trance profonda e di incontrarsi con me nel centro di
nessun luogo. Lei apr subito gli occhi, sempre in stato di trance, e
disse, con molta convinzione: "C' qualcosa di terribilmente sbagliato!"
Il dottor Rossi non sapeva cosa c'era di sbagliato, ma lei lo sapeva.
Ebbene, cosa c' di sbagliato nel fatto di incontrarmi nel centro di
nessun luogo?
Il centro di nessun luogo non esiste. uno spazio vuoto.
Le feci chiudere gli occhi e la feci uscire dalla trance, e poi dissi:

Suggestioni indirette 59
"Voglio che tu faccia un'altra cosa per me. Voglio che tu mi incontri
nello spazio aperto, dopo essere entrata in trance".
In stato di trance, apr gli occhi. Era chiaro che non si orientava
rispetto alla stanza, al pavimento o qualunque altra cosa. Allora le
dissi: "Guarda questo fermacarte che ho in mano. Adesso, metti
questo fermacarte in una diversa posizione".
E lei cosa fece? Disse: -Dottor Erickson, ci sono solo tre posizioni. Io sono in una di queste, lei in un'altra, il fermacarte nella
terza. Queste sono le uniche posizioni possibili".
Il soggetto ipnotico prende molto alla lettera le cose.
La feci risvegliare di nuovo e le raccontai una vecchia freddura:
"Un giorno un cowboy usc a cavallo, e arriv a una montagna cos
alta che gli ci vollero due occhiate per arrivare a vederne la cima.
Guard in su pi lontano che pot, poi diede una seconda occhiata
cominciando da dove era finita la prima". La feci entrare in trance e
le dissi: "Quando aprirai gli occhi, voglio che tu veda le mie mani,
ma non oltre. Adesso chinati in avanti e guarda".
Lei disse: "Rosa e grigio. Quelle sono le sue mani, dottor Erickson,
ma lei dov'? Vedo le sue mani, ma lei non ha polsi. E, dottor
Erickson, sto vedendo qualcosa di terribilmente sbagliato. Le sue
mani sono a due dimensioni, mentre io so che dovrebbero essere a
tre dimensioni".
Orbene, quando trattiamo con l'ipnosi, tenete a mente che l'inconscio attribuisce alle parole dei significati molto specifici. Per tutta
la vita avete imparato delle cose, trasferendo all'inconscio queste conoscenze, e utilizzando automaticamente i risultati finali dell'apprendimento. Avete imparato a parlare, e ci fu un tempo in cui pensavate
che 'qua qua' volesse dire 'voglio acqua'. Vi ci volle molto tempo

per scoprire che 'qua qua' non significa 'voglio acqua'; ed per questa
ragione che ai pazienti, da adulti, ci vuole molto tempo per capire,
dopo che avete spiegato molto accuratamente che "c' un linguaggio
che non capite pi, anche se una volta lo capivate".
Mentre fa notare che un soggetto ipnotico risponde alla lettera alle
suggestioni, Erickson allo stesso tempo sottolinea che ci che impariamo a livello inconscio non rimane immutabile, ma viene ad aggiungersi alle nuove cose che impariamo. "Per tutta la vita avete imparato
delle cose, trasferendo all'inconscio, queste conoscenze, e utilizzando
automaticamente i risultati finali dell'apprendimento". Sta suggerendo
che voi lettori, trasferirete all'inconscio ci che avrete imparato dai
suoi racconti didattici e che automaticamente utilizzerete i risultati
finali.

60 Suggestioni indirette
Arance
Una paziente and in farmacia, con la ricetta per una dose di olio
di ricino. Quando consegn la ricetta al farmacista, gli disse che l'olio
di ricino le dava una forte nausea. Quando tornava a casa, avrebbe
dovuto prendere l'olio di ricino e avrebbe avuto mal di stomaco.
Cos il commesso disse: "Mentre le preparo la dose di olio di ricino,
gradisce un bicchiere di succo d'arancia fresco?".
Lei not che il succo d'arancia fresco aveva un gusto leggermente
diverso. Dopo aver finito il bicchiere, disse: "Allora, la mia ricetta?".
"L'ha gi presa, dentro al succo d'arancia", disse il commesso.
Pochi giorni dopo, vide un cartellone pubblicitario che reclamizzava le arance Sunkist, e le venne una forte nausea. Entr in un
ristorante, vide alcune arance, e le venne nausea. Non poteva andare
a far spese per sua madre se c'erano delle arance nel negozio. E fu
costretta a non portare pi molti dei suoi vestiti che erano di colore
arancione. Arriv al punto che al solo udire la parola 'arancia' le veniva la nausea e poi un forte mal di testa.
Feci in modo che fosse invitata a una festa all'ospedale, visto che
era amica di uno dei medici interni. Con questo medico, suo amico,
mi accordai che nel corso della festa mi chiedesse di dare una dimostrazione d'ipnosi. Cos ipnotizzai prima una persona, poi un'altra;
alla fine, lei volle volontariamente essere ipnotizzata.
In stato di trance, la feci regredire all'et di tre anni, molto prima
dell'episodio dell'olio di ricino. Era in una profonda trance sonnambula, con allucinazioni positive e negative. Il padrone di casa chiese
a tutti se volevano del succo d'arancia, e tutti accettarono. Cos port
un cesto d'arance, le spremette, e si sedette accanto alla ragazza.
Feci in modo che lei lo vedesse e gli parlasse. E tutti bevemmo succo

d'arancia. Pi tardi la feci svegliare con un indefinibile sapore in


bocca, un buon sapore, per. Mentre tornava a casa, quella sera, pass
davanti al cartellone pubblicitario e disse: " strano, quel cartellone
pubblicitario non mi d pi la nausea".
E da quel giorno bevve succo d'arancia e indoss i vestiti arancione.
Pi tardi comment: "Non ricordo esattamente quand' che la vista
delle arance mi dava la nausea, ma ora non mi succede pi. Mi chiedo
perch succedeva? Non riesco a ricordarmi quando stato".
Era stato sufficiente riorientare la persona nel tempo. Se voi aveste
paura dell'altezza e non riusciste a salire sullo Squaw Peak, io che
farei? Vi disorienterei nel tempo, anche se dovessi tornare indietro
dieci o dodici anni. Vi farei andare a fare una passeggiata come se
aveste diciotto anni di meno, quando probabilmente non avevate quella

Suggestioni indirette 61
fobia. Cos salireste su quella montagna, per vedere cosa c' dall'altra parte.
Oppure, se non riuscissi a fare questo, disorienterei la vostra percezione delle cose in modo che la montagna vi appaia pianura, un pezzo
di pianura, come soffici zolle che potrete tranquillamente attraversare.
un cammino faticoso. Voi salireste sulla montagna pensando di
camminare sulle zolle, e arrivereste fino in cima. Poi, poco alla volta,
vi farei ritrovare l'orientamento.
In un caldo giorno d'estate, mentre dormite, potete andare a pattinare sul ghiaccio. Potete pranzare a New Orleans, a San Francisco
o a Honolulu. Potete volare in aeroplano, guidare un'automobile,
incontrare amici d'ogni genere, e siete sempre a letto profondamente
addormentati.
Voi sapete bene che ciascun paziente ha avuto questo tipo d'esperienza, per cui, in stato di trance, potete suggerire che un sogno pu
tramutarsi in una sensazione di realt ipnotica. La trance non fa altro
che permettervi di utilizzare tutte le cose che avete gi imparato.
E spesso noi diamo poco peso a tutte le cose che abbiamo imparato.

Aggirare la resistenza
Nel racconto che segue, Erickson illustra un modo molto efficace
di trattare la resistenza all'ipnosi.
Nei primi tempi che praticavo l'ipnosi a Phoenix, un medico mi
telefon per chiedermi un appuntamento. Il suo tono di voce mi
avvert: "Guai in vista. Mi sta chiedendo di metterlo in trance".
Gli diedi appuntamento per il giorno successivo. Lui entr nello
studio e mi disse: "E ora mi ipnotizzi".
Cos fallii miseramente, utilizzando un gran numero di tecniche in

modo tale da fare s che non funzionassero. A quel punto dissi:


"Voglia scusarmi un momento", e andai in cucina, dove lavorava
una studentessa dell'Universit dello Stato dell'Arizona. "lise", le dissi,
"ho qui nel mio studio un paziente molto antagonistico e resistente.
Vieni che ti metto in trance, in trance sonnambulica".
Tornai in studio insieme a lise, sollevandole il braccio per dimostrare che era in catalessi. Quindi dissi: "Lise, mettiti l accanto a
quest'uomo. Voglio che te ne stai l cos fino a che non lo fai entrare
in trance. Io torno fra un quarto d'ora".
Lui aveva gi diretto la resistenza verso di me. Ma come si pu

62 Suggestioni indirette
resistere a una persona gi ipnotizzata che ora procede a ipnotizzare voi?
Infatti, quando tornai, lui era in una profonda trance.
Bisogna aggirare la resistenza. Bisogna far emergere tutta la resistenza possibile in quella sedia, e poi far sedere la persona in questa
sedia. Cos lascia la sua resistenza l e non ne ha pi nessuna quando
viene in questa sedia.
Quando Erickson parla di 'dirigere la resistenza', applica il medesimo principio che utilizza quando 'dirige' o 'situa*, un sintomo in
un particolare luogo. Per esempio, far in modo che un suo paziente
provi in tutta la sua forza la propria fobia per gli aeroplani in una
data sedia. Quindi diriger il paziente a 'provare realmente la fobia
in quella sedia', e successivamente a 'lasciarla l in quella sedia'. Ci
implica che non la prover pi in nessun altro luogo, solo in quella
sedia l.
Il medico di questo racconto aveva diretto la sua resistenza all'ipnosi
verso Erickson; pertanto non poteva opporre resistenza ad altri e
comunque non a una persona che era essa stessa e in modo evidente
in trance catalettica.

Cactus
I pazienti alcolizzati, di solito li mando alla 'Alcoholic Anonymous',
perch questa associazione pu ottenere risultati migliori dei miei. Una
volta un alcolizzato venne da me e disse: "I miei nonni, da parte di
entrambi i genitori, erano alcolizzati; i miei genitori erano alcolizzati;
i genitori di mia moglie erano alcolizzati; mia moglie un'alcolizzata
e io ho avuto il delirium tremens undici volte. Mi sono stufato di
essere un alcolizzato. Anche mio fratello un alcolizzato. Certo, sar

un osso duro per lei; cosa pensa di poter fare?".


Gli chiesi che lavoro faceva.
"Quando non sono brillo lavoro in un quotidiano. E in un quotidiano
l'alcol un rischio professionale".
"Va bene", dissi, "Lei vuole che io faccia qualcosa per tutta questa
storia. Guardi, ci che le suggerisco le sembrer strano, ma vada al
Giardino Botanico. L si fermi a guardare i cactus e mediti che i cactus
riescono a sopravvivere tre anni senza acqua, senza pioggia. E ci rifletta
su molto".
Molti anni dopo venne da me una giovane donna che mi disse:
"Dottor Erickson, Lei mi ha conosciuta quando avevo tre anni. Andai

Suggestioni indirette 63
in California quando avevo tre anni. Ora mi trovo a Phoenix e sono
venuta a vedere che razza d'uomo lei, che aspetto ha".
"Dia pure una bella occhiata", dissi io, "per sono curioso di sapere
perch vuole tanto guardarmi".
"Chiunque riesca a mandare un alcolizzato al Giardino Botanico a
guardarsi attorno, perch impari a tirare avanti senza alcol, e che riesca
a farglielo imparare, il tipo d'uomo che voglio vedere!", disse. "Mia
madre e mio padre non hanno mai pi bevuto da quella volta che lei
mand mio padre laggi".
"E ora suo padre che fa?".
"Lavora in una rivista. Se n' andato dal quotidiano. Dice che nei
quotidiani l'alcolismo un rischio professionale".
Effettivamente, quello fu un bel modo di curare un alcolizzato:
fargli ammirare la capacit dei cactus di sopravvivere tre anni senza
pioggia. Vedete, potete parlare quanto vi pare dei vostri libri di testo.
Oggi imparate questo pezzo. Domani imparate quell'altro. Vi dicono
fate cos e cos. Ma in realt quello che dovreste fare guardare il
vostro paziente, e capire che tipo d'uomo (e di donna) ; e poi trattarlo
in un modo che risponda al suo problema, al suo problema che qualcosa di unico.
Questo racconto un bellissimo esempio di suggestione indiretta, proposta in modo simbolico.

Competizione
Mi mandarono un paziente da Philadelphia. Me lo aveva portato un
medico. Diedi un'occhiata al paziente e seppi subito che mai prima
d'allora avevo visto al mondo un uomo tanto competitivo. Quello competeva con voi su qualunque cosa e faceva un lavoro molto competitivo.

Era pronto a cogliere qualsiasi possibile occasione per competere.


"Lei ha dei mal di testa", gli dissi, "delle fortissime emicranie che
la stanno semplicemente uccidendo, giorno dopo giorno. Sono nove
anni che le ha. Ha fatto una cura giornaliera per queste emicranie per
tre anni, con quel dottore di cui ha fiducia, e non ha avuto alcun beneficio. Ora questo medico l'ha portata qui da me, perch io lavori con
lei. Ora io non ho nessuna intenzione di lavorare con lei; per posso
fare un'altra cosa. Faccia cos, si poggi le mani sulle ginocchia e veda
se si alza a toccare il viso prima la mano sinistra o la mano destra"
E che competizione nacque tra le due sue mani? Fu una cosa stra-

64 Suggestioni indirette
biliante. Ci volle circa mezz'ora perch una delle due mani avesse il
sopravvento.
Proprio quando la mano stava per toccare il viso, dissi: "La tensione
sta tutta nei muscoli, e lei questa tensione la tiene tra le mani che
stanno in competizione". Non era piacevole per lui sentire quella tensione. "Allora, se proprio vuole avere delle emicranie, perch non si
fa venire una bella emicrania, ma senza la competizione tra i muscoli
del collo e quelli delle spalle? Io non penso che lei voglia avere una
emicrania, pi di quanto non voglia che ci sia competizione tra i muscoli
del collo e delle spalle. Mi piacerebbe che lei imparasse cosa vuol dire
rilassamento muscolare, facendo competere le sue mani a quale si rilassa
di pi".
Cos gli impartii una lezione su tensione e rilassamento. E da quella
volta non ha pi avuto mal di testa. Questo avveniva almeno sei o
otto anni fa.
Qui Erickson d un esempio del principio di entrare in contatto col
paziente all'interno dello schema di riferimento del paziente stesso. In
questo esempio si servito della tendenza alla competizione del paziente,
e alla fine lo ha aiutato a trasferire questa competitivit in una direzione
pi costruttiva. Naturalmente tutta la competitivit nei riguardi di
Erickson veniva riorientata nella competitivit del paziente nei confronti
di se stesso. Di conseguenza non vi era alcuna resistenza verso l'ipnosi
e verso le suggestioni terapeutiche che Erickson proponeva.

Polluzioni notturne
Un uomo aveva ottenuto il divorzio da sua moglie perch lei era del
tutto fredda a letto, e questo gli creava molti problemi. Non sopportava
di vivere con una donna che non provava piacere.

Successivamente questa donna aveva avuti diversi amanti. Al momento


viveva con un uomo separato dalla moglie, una vita terribilmente squallida. Lui la voleva come amante. Metteva primi i figli, seconda la moglie,
terza l'amante. E lei non sentiva assolutamente niente.
Quest'uomo era ricco e le regalava moltissime cose che le piacevano.
E lei diceva sempre: "Io sono del tutto frigida. Non sento niente.
Per me una cosa meccanica".
In stato di trance, le spiegai in che modo i ragazzi imparano a
riconoscere le diverse sensazioni del loro pene, quando molle, eretto
per un quarto, eretto a met, eretto pienamente. Che sensazione d
quando si ha detumescenza, che sensazione d quando si ha eiaculazione.
E le spiegai tutto quanto circa le polluzioni notturne dei ragazzi.

Suggestioni indirette 65
"In ogni ragazzo, una met degli antenati di sesso femminile",
dissi. "E quello che pu fare un qualsiasi ragazzo, pu farlo anche una
qualsiasi ragazza. Cosicch lei pu avere una polluzione notturna. In
realt, pu avere una polluzione in qualsiasi momento lo desideri. Di
giorno le pu capitare di vedere un bell'uomo. Perch non averne una
in quel momento? Non occorre che lui lo sappia. Ma lei pu saperlo".
" un'idea affascinante", disse lei.
Notai che s'irrigidiva in modo anormale. Divenne rossa in viso.
"Dottor Erickson", disse, "lei mi ha fatto provare il mio primo
orgasmo. La ringrazio moltissimo".
Ho ricevuto molte sue lettere. Si sbarazzata dell'amante separato
dalla moglie. Ora sta con un giovane della sua et che ha intenzione
di sposarla. E il sesso con lui assolutamente meraviglioso. Ha uno o
due o tre orgasmi ogni volta.
Per quanto riguarda tutto quel discorso sul fatto che i ragazzi quando
sognano hanno polluzioni notturne, l'ho fatto perch una persona impara
a masturbarsi servendosi delle mani. Per maturare, deve poi avere
un'attivit sessuale senza ricorrere alle mani. Cos l'inconscio ci presenta, nei sogni, un oggetto sessuale.
Perch ho descritto la masturbazione dei ragazzi, e non quella delle
ragazze? Perch potevo descrivere un ragazzo, senza parlare di lei, e
lei ha capito. E poi, quando ha capito, ho detto: "Anche una ragazza
pu avere delle polluzioni. La met degli antenati di ogni ragazzo
di sesso femminile".
Erickson afferma, in modo apparentemente irrilevante, "In ogni ragazzo, una met degli antenati di sesso femminile". Sta semplicemente
dicendo a questa paziente che pu imparare dall'esperienza che lui ha
descritta in relazione a un ragazzo.

Notiamo che non solo la frigidit della paziente stata curata, ma


c' anche stato un effetto indotto nella sua vita, manifestato dalla sua
successiva scelta di un compagno pi adeguato. Tanto basti per coloro
che minimizzano l'ipnosi come 'mera guarigione del sintomo'.
Questo racconto un altro buon esempio dell'impiego della suggestione indiretta per la guarigione di un sintomo.

Far finta di essere in trance


Mandare Dolly in trance era una faticaccia. Non poteva proprio
entrare in una trance profonda. Le impartii la suggestione che avrebbe
potuto 'imparare a entrare in trance'.

66 Suggestioni indirette
Poi le raccontai l'episodio di quel soggetto ipnotico di Albuquerque,
una donna. Un professore che aveva lavorato con questo soggetto per
certi esperimenti d'ipnosi, mi aveva detto: "Abbiamo provato e riprovato a farla entrare in trance profonda, ma proprio non pu".
Cos dissi al soggetto che era indispensabile che facesse finta di entrare
in trance. Le dissi di aprire gli occhi e semplicemente essere in grado
di vedere la mia mano. Quindi le dissi che la sua visione periferica si
sarebbe offuscata sempre pi, fino a essere limitata solo alla mano.
E ci sono ben altre quattro aree sensoriali. E ben presto si sent sicura
di vedere solo la mia mano, senza la scrivania, o me, o la sedia. Allora
la feci uscire e poi rientrare dalla trance leggera, poi ripetere andando
in trance profonda. Lei simul pi volte una trance profonda, sino a
che non divenne effettivamente vera.
Dolly ascolt il racconto. Simul una trance profonda, sino a che
essa non divenne vera.
Accadeva talvolta che taluni di quelli che ascoltavano Erickson raccontare questa storia entrassero anche loro in trance profonda. Ho indicato alcune delle frasi 'sottolineate'. In esse, Erickson cambiava tono
di voce e rallentava. A queste frasi si aveva allora una risposta, come
se fossero suggestioni dirette (o il caso di "Vedrai solo la mia mano").
Ai pazienti che hanno difficolt a entrare in trance, io cito spesso i
dati di recenti ricerche, secondo i quali i soggetti che simulano una
trance ipnotica ottengono gli stessi risultati di coloro che la hanno
'effettivamente'. Come abbiamo visto in questo racconto, si pu simulare tanto una trance leggera quanto una profonda. Erickson ci indica
la strada descrivendo alcuni dei fenomeni della trance profonda, quali
le 'allucinazioni negative' (il fatto di non vedere pi la scrivania, il
resto del suo corpo, o la sedia).

Lo sente?
Una donna si prest come soggetto volontario a un seminario. Disse
che molte persone avevano lavorato con lei per delle ore, ma senza
che le suggestioni avessero effetto.
Cos le feci alcune domande su di lei. Era francese. Cit i cibi
francesi che preferiva, mi parl di un certo ristorante francese di New
Grleans che le piaceva, e mi parl di quanto le piacesse la musica.
Descrisse proprio la musica.

Suggestioni indirette 67
Quando vide che ero in un atteggiamento come se ascoltassi qualcosa, gir la testa e si mise ad ascoltare con l'altro orecchio. Sentiva
meglio dall'orecchio sinistro. Cos io chiusi il mio destro.
"Lo sente anche lei?", dissi. " molto in lontananza? Mi chiedo
quanto lontana quell'orchestra. Sembra che si avvicini".
E ben presto non riusc a trattenersi dal battere il tempo di quella
musica.
Allora le domandai: "Ma c' un violino solo, nell'orchestra, o sono
due?". Ce n'erano due. Indic l'uomo che suonava il sassofono. Insomma ci divertimmo.
Mi chiesi se l'orchestra era arrivata alla fine di quel pezzo e se
stavano attaccando con un diverso genere di musica. Lei sent tutti i
suoi motivi preferiti.
L'ipnosi riesce al meglio quando si pensa a certi fenomeni. Se ascoltate un balbuziente, non potete fare a meno di formare voi stessi le
parole. Formate voi stessi le parole, per dargli una mano.
Questo un modo di suggerire allucinazioni uditive molto pi elegante del solito, in cui l'ipnotizzatore dice: "Sentirai". Di nuovo
Erickson mette in risalto la tendenza umana a voler aiutare gli altri.
E cos, quando fa vedere di essere quasi arrivato a sentire l'orchestra,
la paziente lo aiuta, sentendola lei.

Disturbi della pelle


Una dottoressa dell'Est mi chiam e mi disse: "Mio figlio studente
a Harvard e presenta un caso estremamente grave di acne. Lei pu
curarlo, con l'ipnosi?".
"S", risposi. "Ma perch prendersi il fastidio di portarlo da me?
Come intendete passare le vacanze di Natale?".

"Di solito mi concedo una vacanza dall'attivit di medico", disse,


"e vado a sciare a Sun Valley".
"Bene, per queste vacanze di Natale, perch non porta con s suo
figlio?", dissi. "Trovatevi una casa molto isolata e fate sparire tutti
gli specchi. Potete mangiare a casa, ma faccia attenzione a tenere ben
chiuso lo specchietto da trucco nella borsetta".
Passarono le vacanze a sciare e il figlio non pot vedere un solo
specchio. La sua acne scomparve nel giro di due settimane.

68 Suggestioni indirette
Insomma l'acne la si pu guarire togliendo di mezzo tutti gli specchi.
L'esantema o l'eczema spesso spariscono allo stesso modo.
Un altro paziente, una donna con verruche deformanti su entrambe
le mani, venne a consultarmi. Anche sul viso aveva molte verruche.
Disse che voleva liberarsene per mezzo dell'ipnosi. Se avete qualche
nozione di medicina, saprete che le verruche sono causate da un virus,
e che sono molto sensibili ai cambiamenti della pressione sanguigna.
Dissi alla donna che doveva immergere i piedi dapprima in acqua
ghiacciata, poi in acqua pi calda possibile, poi di nuovo in acqua
ghiacciata. Doveva compiere quest'operazione tre volte al giorno, fino
a che non ne fosse stata tanto stufa da dare qualsiasi cosa pur di non
farla. Quando le verruche le fossero passate avrebbe potuto dimenticarsi
di fare il pediluvio.
Beh, sarebbe stata una seccatura per lei dover interrompere gli impegni quotidiani per farsi un pediluvio, e ripetere la cosa in modo sistematico.
Circa tre anni pi tardi, questa donna mi port suo figlio. Le chiesi
delle sue verruche. "Quali verruche?", disse.
"Lei venuta da me, tre anni fa circa, per una cura di certe verruche
che aveva sulle mani e sul viso", risposi.
"Penso proprio che lei mi stia confondendo con un'altra persona",
disse. Aveva obbedito alle mie indicazioni. Per alcuni mesi, come mi
conferm suo marito, si era fatta il pediluvio. Poi ne fu cos stufa che
dimentic di farselo, dimenticando di conseguenza anche le verruche.
E poich non se ne preoccupava pi, l'afflusso di sangue alle verruche
diminu perch riaffluiva ai piedi, e perch lei non ci pensava. Cos
sparirono tutte.
Nella cura dei disturbi della pelle per mezzo di un cambiamento del

centro di attenzione della persona, Erickson applica ci che aveva detto


Paracelso nel quindicesimo secolo: "Come un uomo immagina di essere,
cos sar poich egli ci che immagina di essere". Esistono reali
effetti fisici associati all'immaginazione. Questi effetti si possono indurre
anche all'interno del corpo, ma sono chiaramente pi appariscenti sulla
pelle. Gli esempi pi evidenti sono l'arrossire quando pensiamo a una
situazione imbarazzante, o l'erezione quando fantastichiamo qualcosa
di erotico. Una persona che si immagina degna di stima si tiene eretta
e si muove con decisione e fiducia. Perch sorprendersi dunque se la
sua struttura scheletrica, il suo tono muscolare, l'espressione del suo
viso sono del tutto diversi da quelli di qualcuno che si immagina o si
considera una nullit?

Suggestioni indirette 69
Autoipnosi
Una paziente mi disse: "Io ho una grave nevrosi, ma non posso
parlarne con lei, n con nessun altro. La conosco attraverso certi miei
amici che sono suoi pazienti. Ma non ho il coraggio di dirle qual il
mio problema. Allora, vuole essere il mio terapeuta?".
"S, in qualunque modo mi sia possibile", risposi.
"Bene, voglio fare cos", disse la donna. "La sera, verso le undici,
prender la macchina e verr a parcheggiare nella sua stradina, e immaginer che lei sia in macchina con me. E allora penser per bene
al mio problema".
Mi pag due sedute. Non so quante volte pass met della notte,
fino quasi alle quattro del mattino, nella mia stradetta a lavorare al
suo problema. Lavorava al suo problema e mi pag, solo due sedute.
Poi mi disse: "Ho risolto il mio problema. Ora, se lei disposto,
collaborer con lei a del lavoro sperimentale". Cos Linn Cooper
[co-autrice insieme a Erickson di Time Distortion in Hypnosis*] e
io la utilizzammo in esperimenti di distorsione temporale in ipnosi.
Cos in realt mi pag, col tempo che mi dedicava. E io le suggerii
di servirsi della trance, quando Linn Cooper e io lavorammo sulla
distorsione temporale, a suo proprio vantaggio. Linn Cooper e io eravamo soddisfatti: stavamo ottenendo quello che volevamo. E anche
lei penso che ottenne quello che voleva.
In questo caso abbiamo un esempio preso alla lettera del motto di
Erickson " il paziente che fa la terapia". E tuttavia questa paziente
aveva bisogno di sapere che Erickson era il suo terapeuta. Ovviamente
la donna non poteva trattare il proprio caso senza un terapeuta. Forse
questo bisogno di un'altra persona, un terapeuta (non fosse altro che
nella fantasia), conferma l'insegnamento di Martin Buber, quando dice

che solo dal rapporto con gli altri possiamo essere appagati e resi
capaci di crescere.

Investigazioni
Quando mia figlia studiava medicina, una volta lesse uno scritto mio
e di Ernest Rossi sul doppio legame. Venne da me e disse: "Dunque
cos che faccio!".

* Trad. it., "Distorsione temporale nell'ipnosi", in M. H. Erickson, Opere,


Vol. II, Astrolabio, Roma, 1983.

70 Suggestioni indirette
" cos che fai cosa?", chiese Rossi.
"Tutti i pazienti hanno il diritto di rifiutarsi di farsi fare l'ispezione
rettale, erniale o vaginale da uno studente di medicina", rispose. "Nessun'altra studentessa ci riuscita, io invece ho effettuato ispezioni vaginali, rettali, ed erniali su ciascuno dei miei pazienti".
Le chiesi allora come facesse, visto che tutti avevano il diritto di
rifiutarsi.
"Quando arrivo a quella parte dell'esame, sorrido gentilmente e dico
con molta comprensione: 'Lo so che lei non ne pu pi che io le
scruti gli occhi, le sbirci dentro le orecchie e su per il naso e gi per
la gola, che la spinga di qua e la percuota di l. Ma ora, subito dopo
che le avr fatto l'ispezione rettale ed erniale, potr dirmi arrivederci'."
E tutti aspettavano pazientemente di poterle dire arrivederci.
Ecco un eccellente esempio di come si costruisce un doppio legame.
I poveri pazienti, perch Kristi li lasci in pace, devono permetterle di
effettuare le ispezioni rettali, vaginali ed erniali. Prima, per, lei si
alleata con loro, esprimendo a parole il loro fastidio e il loro desiderio
di essere lasciati in pace.
Quando mi venne narrato questo racconto, mi fece nascere, per suggestione indiretta, la sensazione che io dovessi chiedere a Erickson: "E
va bene, fammi questa ispezione rettale". In altre parole, sentivo che
mi stava chiedendo il permesso di indagare pi a fondo nel mio inconscio. Immediatamente mi ritornarono dei ricordi della prima infanzia
da tempo dimenticati, che riguardavano i clisteri. Ho scoperto che i
pazienti, quando sentono che li si sta aiutando, o talvolta forzando a
tirar fuori sensazioni viscerali e ricordi profondamente sepolti, spesso
sognano o hanno fantasie di clisteri o ispezioni rettali. Per molti pazienti
il pensare alle ispezioni vaginali ed erniali potrebbe benissimo far scat-

tare associazioni con sensazioni ed esperienze sessuali.

Kathleen: trattamento di una fobia


Nella trascrizione integrale che segue, abbiamo la fortuna di osservare un'intera terapia nella quale sono utilizzate le suggestioni indirette. Possiamo cos vedere in quali modi Erickson semina certe idee
e vi ritorna pi tardi. Possiamo anche osservare il suo modo di utilizzare la suggestione postipnotica a lungo termine e la ristrutturazione.
Il soggetto di questo resoconto verbale, Kathleen, era una studentessa che seguiva uno dei seminari didattici di Erickson. Non ci possi-

Suggestioni indirette 71
bile stabilire in che modo Erickson abbia scoperto che Kathleen aveva
una fobia per il vomito. Egli spiega semplicemente, quando glielo
chiedono, che "a questo mondo ci sono sempre dei pettegolezzi". Forse
glielo aveva detto un altro studente, oppure l'aveva dedotto da s.
In ogni caso, non aveva esitato a proporre un trattamento, che era
stato accettato.
Erickson: "Ti rendi conto di essere in trance, non vero? Te ne
puoi rendere conto meglio se chiudi gli occhi.
Ora, in trance, voglio che tu stia molto a tuo agio. Voglio che tu
vada in una trance cos profonda che ti sembri di essere una mente
senza corpo, che ti sembri che la tua mente galleggi nello spazio, libera
dal corpo, che galleggi nello spazio e che galleggi nel tempo.
E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagner. E la mia voce
si muter in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei
tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio che ti
ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa
dimenticato.
E c' un'altra cosa che voglio che provi. Quando ti dir di svegliarti, voglio che ti svegli dal collo in su. Il corpo rimarr profondamente addormentato. Certo, sar difficile svegliarsi dal collo in su, ma
puoi riuscirci.
Ora, ben presto comincerai a svegliarti dal collo in su. Non ti spaventare se il corpo profondamente addormentato' Prenditi tutto il
tempo necessario per svegliarti dal collo in su. difficile, ma puoi
riuscirci.
(Lunga pausa).

Ora la tua testa comincia a svegliarsi. Gli occhi cominciano ad aprirsi


(pausa). Puoi riuscirci. E forse il tuo corpo, che ancora profondamente addormentato, sar quello di una bambina piccola. Ti stai lentamente svegliando dal collo in su. Cominci a sbattere gli occhi aperti.
Se alzi la testa, il collo si scalda.
(Pausa).
Alza la testa e guardami.
La tua testa sveglia?
Sai bene che a questo mondo ci sono molte forme di adattamento
alla vita. A me personalmente non piacerebbe affatto mettermi a nuotare nell'Oceano Artico, ma ai trichechi piace, alle balene piace. L'Antartico freddo, penso. A me personalmente non piacerebbe affatto
essere un pinguino che se ne sta l a covare le uova a sessanta gradi

72 Suggestioni indirette
sotto zero, tenendo l'uovo serrato tra i piedi, facendo la fame per sei
settimane fino a che la mia grassa consorte non ritorni dall'oceano e
non prenda il mio posto a covare l'uovo.
E lo sai che le balene, dei mammiferi grossi cos, vivono di plancton,
che sono particelle microscopiche sospese nell'acqua dell'oceano. E io
mi chiedo sempre quante tonnellate di acqua di mare devono passare
per quella bocca prima che abbiano avuto plancton a sufficienza. Perch,
sai, io sono contento che la balena possa mangiare plancton a sufficienza, e diventare grassa e grossa. E i famosi tuffatori scuba australiani si divertono a cavalcare sul dorso dello squalo leopardo, mentre
lui se ne va pigramente in giro, facendo passare l'acqua di mare nelle
branchie per avere ossigeno, e setacciando l'acqua per avere il plancton
col quale nutrire il suo enorme corpo.
Niente da obiettare al fatto che balene e squali vivano in questo
modo? Una volta ho visto un documentario didattico sul picchio della
Foresta Nera, realizzato da un ornitologo. Questo picchio passa circa
tre settimane a praticare un buco abbastanza grande e profondo da
alloggiarci dentro una famiglia. L'ornitologo, mentre i genitori erano
via per cercare cibo, fece un buco nel nido, asport il legno e mise
una lastra di vetro in modo che il buco fatto dal picchio era un buco
totale, compatto e impenetrabile. Poi l'ornitologo install una luce
elettrica, in modo che quando le uova si fossero schiuse si potesse
filmare la crescita dei piccoli. Alla fine, mise un collare attorno al collo
del piccolo picchio, e in assenza dei genitori gli svuot il gozzo per
vedere di che tipo di cibo viveva. In tal modo scopr che il picchio
vitale per la conservazione della foresta. Trov coleotteri che mangiano le foglie e che mangiano il legno, che distruggono la corteccia
e le foglie degli alberi.

Naturalmente i genitori vanno in giro alla ricerca di questi coleotteri;


hanno nel collo delle sacche; nelle quali predigeriscono questi duri
coleotteri. E quando tornano al nido, rigurgitano questi coleotteri mezzi
digeriti nei becchi spalancati degli uccellini.
Per mia esperienza penso che l'allattamento sia un modo molto migliore di essere nutriti. Se fossi un piccolo di picchio, preferirei di gran
lunga i coleotteri rigurgitati, che sono gi predigeriti. E cos gli esseri
umani sono in cima alla scala dell'evoluzione, e tuttavia tutti questi
comportamenti appresi che sono cos peculiari ad altri animali hanno
il loro corrispettivo nella vita dell'uomo. Noi usiamo il vomito per
conservare la vita. I picchi si servono del vomito per conservare la
vita. Gli esseri umani deglutiscono subito le cose, solo per sentirsi
dire dal proprio stomaco: "Povero scemo, sbarazzati di questo, adesso,
e per la via pi rapida possibile". Giusto?

Suggestioni indirette 73
Orbene, tutte queste cose sono molto, molto importanti per la
vita dell'uomo, e sono degne della nostra ammirazione.
Allora, pensi che avrai ancora paura di vomitare? Non ce n' bisogno.
bello che tu non debba dipendere solo dal cervello che hai in testa.
Si potrebbe dire che le altre reazioni sono spesso molto pi intelligenti
delle reazioni mentali.
Allora, ti sentiresti di dirci in che modo avevi sempre paura di
vomitare?
Kathleen: Come hai fatto a saperlo?
E.: A questo mondo ci sono sempre dei pettegolezzi. Lo sai quand'
che ti nata questa fobia per il vomito?
K.: Tanto tempo fa.
E.: Conosci il principio: "L'ontogenesi ricapitola la filogenesi"? Lo
sviluppo dell'individuo ripete lo sviluppo delle specie. Anche se puoi
respirare col naso, dal punto di vista anatomico hai delle fenditure,
come branchie. Come ci si sente a essere del tutto svegli? Quant'
grande il tuo corpo? Non ti meravigli di non potertene servire? No,
non riesci a stare in piedi.
K.: Cos' che non riesco a fare?
E.: Non riesci a stare in piedi.
K.: Sei sicuro?
E.: Oh, io s, ma tu?
K.: Beh, fino a un minuto fa lo ero. Penso che ci riesco.
E.: Praticamente tutti qui sanno di poterlo fare. Tu lo pensi solamente.
K.: Beh, so che potevo farlo fino a un minuto fa. Ho sempre
avuto una gran paura di non essere in grado di muovermi, o di essere
paralizzata come mia madre.

E.: Che cosa la rese paralizzata?


K.: Per anni pensai che fosse stata la polio, ma poi scoprii che
era la sua mente.
E.: La mia proprio polio, pi il logoro e gli acciacchi dell'et. Un
bel giorno, come un vecchio calesse sgangherato, mi spaccher in due.
Ma fino a quel giorno sono fermamente intenzionato a tenere duro.
Sai, quando ero piccolo una volta andai a trovare il fratello di mia
nonna e la sua famiglia. Stavano tosando le pecore. Sentivo il belato
lamentoso delle pecore e me ne corsi via. perch non riuscivo a capire
perch si dovessero tosare le pecore. Zia Mary port in tavola del
fegato ai ferri, e per anni non mangiai pi fegato, perch pensavo alle
orecchie di quelle pecore. E adesso, con la gotta che ho, non posso
mangiare tutto il fegato che mi piacerebbe mangiare.
Adesso chiudi gli occhi, e svegliati completamente, completamente.

74 Suggestioni indirette
Svegliati completamente. Libera. E cerca di tenere il sorriso sul viso.
Adesso dimmi, cosa pensi del vomito?
come quando hai bevuto troppe bevande gasate: quando ti scappa,
ti scappa.
K.: Ma tu hai una miniera segreta di pettegolezzi?
E.: Il tuo amico venuto da me stamane e mi ha detto che hai
fatto un brutto sogno, di cui ti ricordavi solo le sensazioni. Da questo
ho capito che hai una fobia. Uno dei pettegolezzi parlava della tua
fobia. Non sei felice che esistano i pettegolezzi? Ci credi nella reincarnazione?
K.: Penso che mi reincarner sotto forma di corno francese.
E.: Penso che dovresti capovolgerlo e farlo scolare.
K.: Lo sai, per tutta la mia vita non ho fatto altro che reincarnarmi
sotto forma di corno francese senza rendermene conto! Adesso lo vedo
chiaramente, prima ne avevo solo il suono!
E.: Impara questo: non tutto il tuo cervello situato nel cranio.
Lo sai quello che dice Shakespeare? "Gli stadi della vita cominciano
con l'infanzia".
Ora io penso che tu dovresti riiniziare bene la tua vita.
E come si legge nei Corinzi: "Quand'ero un bambino, parlavo da
bambino. E ora che sono divenuto uomo, ho smesso le cose da bambino".
E tra queste c' la paura, non vero?
Come ti chiami?
K.: Kathy.
E.: Te lo posso cambiare ufficialmente? Da ora in poi, sar solo
Kathleen, non pi Kathy, gattina spaventata, Kathy che vomita.
Come ti senti?
K.: In qualche posto tra lo spazio e la pace.

E.: C' una vecchia canzone irlandese. Adesso non voglio chiamare
mia moglie per citarla esattamente. Io non cito mai le cose esattamente
e correttamente. Volevo presentare Margaret Mead dicendo che non
so citare correttamente i brani di poesia. Ma non ho nessuna difficolt
a presentare Margaret Mead. E la sola altra cosa di cui ero sicuro era
che potevo citare Gertrude Epstein: "Una rosa, una rosa una rosa
una rosa". Solo per scoprire pi tardi dai miei familiari, a cui piaceva, che il nome di Gertrude Stein non aveva la 'Ep' e che ci sono
solo tre rose!
Comunque quello che volevo dire : "E McGinty se ne scese in fondo
al mare". Se il mare fosse stato whisky, giur che non sarebbe mai pi
tornato su. Se il mare era asciutto, non ne avrebbe sprecato una sola
goccia vomitandola!
E Kathleen un bel nome irlandese!

Suggestioni indirette 75
Ecco, siete stati testimoni di una dimostrazione di psicoterapia.
E non sono stato troppo serio. Ho riso e scherzato. E pu darsi che
abbia risvegliato in te un po' di vita, a parlare di balene e di plancton,
e via discorrendo. E di picchi e coleotteri.
Questa trascrizione cos ricca d'esempi di suggestioni indirette e
di impiego del linguaggio simbolico, che ci vorrebbe tutto un libro
per esaminarli. Il lettore potr divertirsi a trovarne alcuni da solo.
Partendo da lontano, cominciando da tutti i vari tipi diversi di
animali e dal loro adattamento, Erickson presenta il concetto che il
vomito negli esseri umani una reazione d'adattamento ai fini della
conservazione della vita. Dice che le 'reazioni viscerali', hanno una
loro importanza. Partecipa la sua ottimistica filosofia della vita, che
contrappone alla paura della paziente di diventare paralizzata, "come
mia madre". "Un bel giorno, come un vecchio calesse sgangherato,
mi spaccher in due", dice: "Ma fino a quel giorno sono fermamente
intenzionato a tenere duro". Poi riprende l'argomento e legittima la
guarigione di Kathleen citando l'infante di Shakespeare, e lascia sospesa la fine della citazione in modo che la paziente stessa possa farlo
("Primo l'infante, che vagisce e vomita tra le braccia di sua madre").
Per essere sicuro che il messaggio le giunga, si rif a un passo dai
Corinzi e cita: "E ora che sono divenuto uomo, ho smesso le cose
da bambino". "E tra queste c' la paura, non vero?", aggiunge.
Per cambiare il suo atteggiamento verso se stessa, le cambia persino
il nome in Kathleen, in modo che lei possa lasciarsi alle spalle l'atteggiamento verso se stessa che ha sempre avuto, tra cui il suo essere
"una gattina spaventata, Kathy che vomita". E conclude con: "Ecco,
siete stati testimoni di una dimostrazione di psicoterapia". E che
dimostrazione elegante!

Erickson si serve di qualsiasi cosa la paziente dica o commenti,


nella direzione del suo obiettivo terapeutico (in questo caso, quello
di cambiare il suo atteggiamento verso il vomito). Per esempio,
quando lei dice che le piacerebbe reincarnarsi sotto forma di un corno
francese, lui risponde immediatamente con le parole: "Penso che dovresti capovolgerlo e farlo scolare". In altre parole, lei deve essere
pronta a svuotarsi di qualsiasi liquido si sia accumulato in lei. Deve
essere pronta a vomitare. Kathleen fa capire di aver ricevuto questa
suggestione quando dice: "Prima ne avevo solo il suono". Sta dicendo
che in lei ci sono dei contenuti che possono essere portati fuori da
dentro di lei.
Quando Erickson ricorre a citazioni da Shakespeare o dalla Bibbia,
si sta mettendo in rapporto alla paziente come se questa fosse una

76 Suggestioni indirette
giovane studentessa, disposta ad apprendere. Aveva gi seminato questa idea nella suggestione ipnotica iniziale, quando aveva detto: "E
voglio che ti ritrovi seduta in classe". In questo caso, Erickson affronta il problema da molte angolazioni. Non in grado di sapere
quale insieme di suggestioni o quale modo di ristrutturare il problema
sar fatto proprio dalla paziente, per cui ha l'aria di attaccare un po'
da tutti i lati.
Non c' modo di sfuggire alle sue suggestioni a guarire. Per trarla
dal suo pasticcio, le d persino un nuovo nome, una nuova identit.
Questo nuovo nome rester associato al cambiamento quasi secondo
lo schema pavloviano stimolo-risposta. Erickson gi utilizzava questa
tecnica di applicare nomi nuovi alle persone, o di lasciare che se li
dessero da sole, molto tempo prima che divenisse abituale nei gruppi
d'incontro degli anni sessanta. Il nuovo nome diventa una suggestione
postipnotica tale che ogniqualvolta lei lo utilizza o lo sente, saranno
riattivate nuove associazioni di padronanza di s e di autostima. Questo
approccio esteticamente molto pi piacevole, naturale e consono a
ciascun individuo di quanto non sia, per esempio, il trattamento di
biofeedback, nel quale gli stimoli sono introdotti in modo meccanico.
In un trattamento dell'ipertensione per mezzo del biofeedback, per
esempio, i pazienti furono condizionati in modo che la loro pressione
si abbassasse ogni volta che guardavano una macchia rossa sul loro
orologio. Lo stimolo presentato da Erickson, in questo caso il nome
Kathleen, meravigliosamente bene assortito con tutti gli altri stimoli
e le altre suggestioni. Il commento di Jeffrey Zeig fu il seguente: "Ha
sottoposto questa donna a un'alimentazione forzata. Le ha fatto ingerire materiale nuovo che lei ha dovuto incorporare, e che non poteva
rigurgitare". E la cosa non era forse presentata in modo estetico ed

elegante?

5 Come superare i limiti abituali 77


Nei racconti che seguono, Erickson illustra due elementi molto importanti per estendere i nostri limiti. Il primo il fatto di creare un
atteggiamento mentale pi ampio o meno limitato di quello posseduto
in precedenza. Il secondo, il fatto di affrontare il compito senza concentrarsi sui limiti, ma concentrandosi invece sul compito stesso. Nel
golf, per esempio, "A ogni buca devi pensare che la prima". In altre
parole, l'attenzione all'intero contesto (il numero della buca, il punteggio raggiunto, ecc.) viene eliminata, e ci si concentra su ciascun
tiro, su ciascun colpo. Il problema dei limiti, a questo punto, non si
pone. Ci si penser dopo, quando si dar uno sguardo al punteggio
ottenuto.
Se desiderate divenire creativi o pensare in modo creativo, dovete
esercitarvi in quello che stato chiamato 'pensiero divergente*, per
contrapporlo al 'pensiero convergente', che gli adulti tendono sempre
pi ad adottare, via via che il loro comportamento diviene sempre pi
restrittivo. Nel pensiero convergente, un certo numero di racconti o
un certo numero di temi convergono tutti quanti in uno solo. Nel
pensiero divergente, una singola idea si estende in molte direzioni diverse, come le ramificazioni di un albero. Un libro che ho trovato utile
per stimolare l'immaginazione e, forse, potenziare la creativit, Mental
Jogging, di Reid J. Daitzman. In esso si trovano 365 esercizi mentali
del tipo: "Trovate sette modi diversi di evitare che il caff si versi
mentre state guidando".
I racconti che seguono sono i pi tipici tra quelli che Erickson utilizzava per ampliare la mente delle persone.

Pietre e meccanica quantistica


Voi tutti avete visto le mie pietre, levigate duecento milioni di anni

fa. Mio nipote di quindici anni un giorno mi disse: "Queste pietre

78 Come superare i limiti abituali


sono state levigate duecento milioni di anni fa. Questo fatto esclude
l'uomo. Io dovrei sapere come sono state levigate. Non sono pietre
levigate dall'acqua, io ho vissuto ad Okinawa, ho visto le pietre levigate dall'acqua. Ho visto anche i vulcani, non sono pietre di quel tipo.
Mi stai facendo vedere qualcosa di inaspettato, che viene da duecento
milioni di anni fa. So che mi stai mostrando qualcosa che dovrei conoscere. Devo smettere di pensare alla sabbia, all'acqua e al ghiaccio, e
all'uomo".
Mentre rimuginava, gli dissi: "Senti, ho un altro indovinello per te.
A cosa si riferisce? How I want a drink, alcoholic of course, after
the heavy chapters involving quantum mechanics'"
"Non ci arrivo", disse. Non so cosa sia la meccanica quantistica.
"Non hai bisogno di saperlo" dissi io. "Ti dar la risposta da ignorante. Conficca due tavole nel terreno, a distanza di 60 centimetri l'una
dall'altra. Poi stendici sopra un'altra tavola, che sia lunga appena
quanto basta per sorpassare le altre due di qualche centimetro, e avrai
la risposta da ignorante".
Ci vollero alcuni minuti, al nipote di Erickson, prima di poter
esclamare: " la prima volta che ho visto la cosa sotto questo aspetto!". Alla maggioranza dei lettori ci vorr forse ancora pi tempo
per capire la risposta (da ignorante) o per disegnare due linee verticali, con una orizzontale sopra, una n, il simbolo di 'pi greco'. Erickson
d anche un altro suggerimento, che probabilmente sarebbe utile solo
agli studenti di medicina e ai medici. Tutti noi conosciamo, dai tempi
della scuola, uno o pi espedienti mnemonici per ricordare formule,
serie di nomi o altro. Cos, invece di dire semplicemente: "L'indovinello consiste in un trucco mnemonico", Erickson d l*esempio di
un altro trucco mnemonico, lasciando che sia il lettore stesso a fare

il collegamento!
Le pietre che Erickson aveva mostrato al nipote provenivano dallo
stomaco di un dinosauro. Erano state levigate dalle digestioni del
dinosauro. Dunque il nipote aveva ragione quando si rendeva conto
di dover pensare a qualcosa di diverso dalla sabbia, dall'acqua, dal
ghiaccio o dall'uomo, come agenti del levigamento. Doveva uscire
dal suo abituale modo di pensare, per risolvere quel problema. Erickson
sta dicendo a chi lo legge e lo ascolta che bisogna uscire fuori dagli
abituali schemi di pensiero. L'indovinello delle pietre non ha niente

* "Come desidero una bevanda, alcolica, naturalmente, dopo i pesanti capitoli


sulla meccanica! quantistica". La frase lasciata in inglese per le ragioni che
il lettore comprender dopo il commento di Rosen [n.d.T.].

Come superare i limiti abituali 79


a che vedere con l'altro, se non per il fatto che sono entrambi
indovinelli.
Se il lettore non ha ancora collegato le cose, pu provare a contare
le lettere di ogni parola di: "How I want a drink..'. Esatto! Il valore
di 'pi greco' 3,14159265358979...

Da una stanza all'altra


Chiesi a uno studente: "Come fai ad andare da questa stanza a
quella stanza?".
"Prima di tutto mi alzo", rispose. "Poi faccio un passo".
Lo interruppi e dissi: "Dimmi tutti i modi possibili di andare da
questa stanza a quella stanza".
"Ci si pu andare correndo", rispose, "camminando, ci si pu andare saltando, ci si pu andare saltellando, facendo capriole. Si pu
andare a quella porta, uscire dall'edificio, entrare per l'altra porta
dentro la stanza. Oppure se uno vuole pu scalare la finestra...".
"Hai detto che li avresti detti tutti, ma hai tralasciato un modo
che il pi importante", dissi io. "Io di solito comincio col dire
cos: 'Se voglio andare in quella stanza da questa stanza, io uscirei
da quella porta l, prenderei un taxi fino all'aereoporto, comprerei
un biglietto per Chicago, New York, Londra, Roma, Atene, Hong
Kong, Honolulu, San Francisco, Chicago, Dallas, Phoenix, tornerei
indietro in macchina e entrerei nel giardino posteriore attraverso il
passaggio di dietro, entrerei per la porta di dietro ed entrerei in
quella stanza'. E abbiamo pensato solo ai movimenti in avanti! Non
hai pensato di andare all'indietro, vero? Non hai pensato all'andare
carponi".
"E neanche a strisciare sulla pancia", aggiunse lo studente.

proprio vero che ci limitiamo cos terribilmente in tutte le nostre


forme di pensiero!

Io vinco sempre le olimpiadi


Avevo chiesto consiglio a Erickson circa un mio paziente, un pianista concertista. Aveva paura di bloccarsi alla tastiera, e di non riuscire
pi a suonare a causa della sua artrite alle mani. La risposta di Erickson
fu la seguente:

80 Come superare i limiti abituali


Per quanto male vadano le sue mani, un pianista conosce sempre
la musica. E sa anche comporre. E questa una cosa di cui non dovrebbe scordarsi mai. Una mano pu anche diventare inutilizzabile,
ma pu sempre comporre, e anzi comporre meglio. Io, nella mia
sedia a rotelle, io vinco sempre le Olimpiadi.

Donald Lawrence e la medaglia d'oro


Donald Lawrence si era esercitato al getto del peso per tutto un
anno. L'allenatore del liceo l'aveva allenato volontariamente, gratuitamente, ogni sera per tutto un anno. Donald era alto uno e novantotto, pesava 118 chili senza un filo di grasso, e l'allenatore aveva la
grande ambizione di fargli battere il record liceale nazionale per il
getto del peso. Alla fine dell'anno mancavano due settimane alla gara,
e Donald arrivava a tirare il peso a soli 17,67 metri, ben al di sotto
del primato.
Il padre era interessato alla cosa e mi port Donald perch lo
vedessi. Dissi a Donald di sedersi e di entrare in trance. Gli dissi di
far levitare la mano e di imparare a sentire tutti i suoi muscoli, e
poi di tornare la volta successiva, entrare in trance e ascoltarmi. Gli
chiesi se sapeva che per correre il miglio c'erano da sempre voluti
quattro minuti e che Roger Bannister aveva infranto il record, dopo
che era resistito per anni e anni. Gli chiesi se sapeva come aveva
fatto Bannister.
"Beh", gli spiegai, "Bannister, che conosceva tutti i generi di sport,
si accorse che si pu vincere una gara di sci per un centesimo di secondo, per un decimo di secondo; e allora cominci a rendersi conto
che un miglio in quattro minuti vuol dire in 240 secondi. Se riusciva
a correrlo in 239 e cinque decimi di secondo, avrebbe battuto il record

dei quattro minuti. Dopo che ci ebbe pensato per bene, infranse il
record dei quattro minuti sul miglio"!
E aggiunsi: "Tu hai gi lanciato il peso a 17,67 metri. Bene, Donald,
dimmi la verit, credi di sapere che differenza c' tra 17,67 e 17,67 e
un millimetro?".
"No, certo che no", disse.
"E tra 17,67 e 17,67 e due millimetri?", chiesi ancora.
"No".
Cos arrivai a paragonare 17,67 e 18 metri, e non sapeva dire che
differenza c'era. Facemmo un altro paio di sedute, nelle quali io
lentamente ampliavo le possibilit. E due settimane pi tardi lui stabil
il record liceale nazionale.

Come superare i limiti abituali 81


Quell'estate venne da me e'mi disse: "Vado alle Olimpiadi; vorrei
qualche consiglio".
"Il record olimpico per il getto del peso appena al disotto dei
diciotto e novanta", dissi io. "Tu sei solo un ragazzo di diciotto anni,
e sar sufficiente se porterai a casa la medaglia di bronzo. Ma guarda
di non portare a casa quella d'argento o d'oro, perch in quel caso
entreresti in competizione con te stesso. Lascia che Perry e O' Bryan
prendano l'oro e l'argento".
Perry e O' Bryan si presero l'oro e l'argento. E Donald torn a
casa con una medaglia di bronzo.
Le Olimpiadi successive erano a Citt del Messico. Donald venne
da me e mi disse: "Vado a Citt del Messico".
"Adesso hai quattro anni di pi, Donald", feci io. "Andrebbe proprio bene se ti prendessi la medaglia d'oro". E torn a casa con la
medaglia d'oro.
Prima di andare a Tokyo mi chiese: "Che devo fare, a Tokyo?".
"I risultati atletici richiedono tempo per maturare", risposi. "Prenditi di nuovo la medaglia d'oro".
Torn con la medaglia d'oro, ed entr all'universit per studiare
odontoiatria. L scoperse che poteva essere scelto per partecipare a
due riunioni sportive cui teneva molto. Venne da me e mi disse: "La
gara all'universit sta per arrivare, ufficiale. Che devo fare, col getto
del peso?".
"Donald", risposi, "la gente si autolimita sempre. Nel getto del peso
alle Olimpiadi, si sono sempre limitati per anni e anni a meno di 18,90.
A dirti la verit, io non so quanto lontano si possa lanciare un peso.
Sono sicuro che si pu scagliare a 18,90. Mi domando per se non si
pu lanciare fino a 21,33. Fai una cosa, perch non raggiungi un punto

record, da qualche parte tra i 18,90 e i 21,33?". Mi sembra che lo


stabil a 19,96.
La volta dopo venne da me e mi chiese: "E adesso che faccio?"
"Donald", risposi, "hai dimostrato che il vecchio record olimpico
era completamente sbagliato, portandolo a 19,96. E questo solo il
primo tentativo. La prossima volta, vedi un po' quanto lo puoi portare
vicino ai 21,33".
"Va bene", disse Donald.
Lo port a 20,98.
Raccontai tutto di Donald Lawrence all'allenatore della Texas A &M,
di come l'avevo allenato. L'allenatore ascolt con molta attenzione e
poi disse: "Sto allenando Masterson al lancio del peso".
Quando l'allenatore disse a Masterson in che modo io avevo allenato
Donald Lawrence, Masterson disse: "Se cos che Erickson ha allenato

82 Come superare i limiti abituali


Donald Lawrence per stabilire un record, voglio proprio vedere di
quanto io posso portarlo pi in l di Donald Lawrence".
Lo port a 21,33. Adesso credo che sia a 21,43.
Poi Erickson passa al golf.
Nel golf, in realt, si fa la prima buca e poi si raggiunge la seconda
con un giusto numero di tiri. A quel punto nasce la domanda: "Puoi
fare altrettanto alla terza buca?". Dunque, a ogni buca dovete pensare
che la prima. Lasciate che sia il caddie a tenere il conto a ogni buca.
Un concorrente venne da me e mi disse: "Io raggiungo il punteggio
di 74, o 72, e voglio vincere il campionato di questo Stato prima di
entrare nel golf professionistico. Voglio vincere il campionato dilettanti
dell'Arizona. Ma a tutti i tornei cui partecipo, vado su a un punteggio
di oltre novanta. Se gioco da solo riesco ad abbassarlo a 74, a 72".
Lo feci entrare in trance e gli dissi: "Lei giocher solo la prima buca.
Questo tutto quello che lei ricorder. E sar solo sul campo di golf".
Partecip al successivo torneo dello Stato. Dopo la diciottesima buca
stava andando alla successiva, quando qualcuno lo ferm e gli disse:
"Ha gi giocato la diciottesima buca". E lui disse: "No, ho giocato
solo la prima". Poi disse: "E tutta questa gente, da dove viene?".
Notiamo che Erickson si serve di truismi per impartire le sue suggestioni. "Ora hai quattro anni di pi, Donald. Andrebbe proprio bene
che ti prendessi la medaglia d'oro". La prima frase vera; la seconda
parte della frase potrebbe essere vera. Sovrapponendole, Erickson le
pone sullo stesso piano. Quando suggerisce a Donald di portare a casa
dapprima la medaglia di bronzo, dimostra un grandissimo controllo,
un controllo preciso. Un controllo di questo tipo ancora meglio che
vincere il primo posto. Quando, quattro anni pi tardi, Erickson suggerisce che andrebbe bene se Donald conquistasse la medaglia d'oro,

si basa su precedenti dimostrazioni di controllo. E per finire, in questo


racconto, pi che in alcuni altri, importante ricordare che Donald
Lawrence una persona reale, e che ha effettivamente vinto i campionati olimpici. Solo il nome e altri particolari secondari sono stati mascherati. Questo positivo effetto non era di tipo puramente teorico,
n esisteva solo nella fantasia di Erickson. Donald progred passo a
passo. Erickson cominci col rammentargli qualcosa che lui gi sapeva:
che Roger Bannister aveva infranto il record dei quattro minuti sul
miglio. E come aveva fatto Bannister? Aveva cambiato il suo modo
di pensare. Aveva tradotto i quattro minuti in 240 secondi; in questo
modo poteva regolare il suo programma di corsa sui secondi invece

Come superare i limiti abituali 83


che sui minuti. Dunque la strategia di Erickson fu quella di portare
Donald a pensare alle cose in modo diverso. Una volta cambiato il
suo modo di pensare, come aveva fatto Bannister, fu in grado di superare il blocco psicologico. Inoltre, Erickson opera piccoli cambiamenti: la differenza tra 17,67 e 17,67 e un millimetro. Opera un piccolo cambiamento, e poi costruisce sopra questo cambiamento.
Ciascun problema ha in s un passato e un futuro. Ci di cui Erickson
si rende conto che, se eliminate il passato e cambiate il futuro, avete
gi risolto i due terzi del problema. Se pensate che ogni buca la
prima, non avete nessuna ansiet proveniente dal passato. Avete eliminato il passato e potete cambiare il futuro, perch il futuro non pu
essere altro che un futuro di aspettative positive.
Questi due racconti mi sono stati di grande aiuto quando ho voluto
trasmettere ai pazienti l'idea che la risposta alla dipendenza da qualcuno sta nell'ampliare le capacit e i limiti della persona. Ci molto
pi pregnante del semplice dire che devono imparare a stare in piedi
da soli, che poi quanto tutti gli altri gli hanno detto sinora.

Come allenai la nostra squadra di tiro per battere i russi


L'allenatore della squadra di tiratori scelti dell'esercito degli Stati
Uniti ebbe occasione di leggere qualcosa sull'ipnosi, e decise che l'ipnosi
poteva aiutare la sua squadra a battere i russi. Le squadre si allenavano
nella Georgia. Erano andate a disputare una gara a San Francisco e si
fermarono a Phoenix. L'allenatore mi port la squadra e mi chiese se
potevo allenarla per battere i russi alle gare di tiro internazionali.
"Io ho sparato un paio di volte con un fucile", gli spiegai, "quando
ero un ragazzo. So riconoscere la canna e il calcio, tutto quello che
so su un fucile. Questi tiratori sanno tutto quello che devono sapere

su un fucile. Io, invece, sono medico, e so tutto quello che devo sapere su un corpo umano. Allener la squadra. Loro hanno gi le loro
nozioni di carabina, io gi ho le mie nozioni di medicina".
Al capitano non andava gi che un civile allenasse la squadra di tiro,
cos vi aggiunse due uomini che per due anni avevano tentato di entrare nella squadra. Non so quale fosse il punteggio di qualificazione,
ma doveva essere intorno ai sessanta punti. Questi due uomini avevano
dedicato tutto il loro tempo libero all'allenamento, e raggiungevano
appena i 42, 44 punti. In altre parole, non erano riusciti a entrare in
squadra.

84 Come superare i limiti abituali


Una delle prime cose che dissi a ciascuno di questi uomini, quando
venni a sapere che in gara si sparano quaranta colpi uno dopo l'altro,
fu: "Io so che il primo centro facile. La domanda : 'Lo puoi colpire
due volte?... Puoi fare centro undici volte, dopo dieci centri successivi?... L'hai fatto diciannove volte. Ce la fai la ventesima volta?...
La tensione sale, a ogni colpo andato a segno!
L'hai fatto ventinove volte. Vuoi farlo trenta volte?... L'hai fatto
trentacinque volte. Trentasei? Trentasette? Trentotto? (Fiato sospeso)
Trentanove? Mi possibile, farlo quaranta volte?".
La cosa successiva che feci fu convocare un buon soggetto ipnotico.
"Quando ti sveglierai", gli dissi, "ti offrir una sigaretta. Tu vorrai
fumarla. L'accetterai volentieri. Io te la metter tra le labbra e tu
distrattamente la getterai via, e ne prenderai un'altra, senza ricordarti
che avevi preso la prima". E in questo modo accett 169 sigarette!
Cos a questo punto sapevano che anche loro potevano dimenticare
le cose. Se lui poteva dimenticare 169 sigarette, anche loro potevano
dimenticare ciascuno dei quaranta tiri.
Poi dissi loro: "Adesso poggiate per bene il piede al suolo, in modo
che la pianta del piede sia bene a suo agio. Poi assicuratevi che la
caviglia sia a suo agio, che il polpaccio sia a suo agio, e cos il ginocchio,
il bacino, il tronco, il braccio sinistro, il dito sul grilletto, il calcio
della carabina contro la spalla. Ottenete esattamente la sensazione giusta.
A questo punto spostate il mirino in alto e in basso, sul bersaglio,
avanti e indietro. E al momento opportuno, premete il grilletto".
E batterono i russi, ed era la prima volta, a Mosca.
E anche i due uomini che il capitano aveva fatto entrare in squadra
ottennero la qualificazione.
Mentre il racconto precedente forniva l'esempio della strutturazione

di un atteggiamento mentale pi ampio, o meno limitato, questo racconto d un esempio del principio di concentrarsi sul compito stesso.
Ci viene ottenuto non solo dimenticando tutti i tiri precedenti, ma
anche concentrando l'attenzione sulle sensazioni del corpo qui e ora.

Una macchia di colore


Una paziente venne da me e mi disse: "Sono quindici anni che vivo
a Phoenix, e ho odiato ogni istante di questi quindici anni. Mio marito
mi ha offerto di passare una vacanza a Flagstaff. Io odio profondamente

Come superare i limiti abituali 85


Phoenix, ma ho rifiutato di andare a Flagstaff. Preferisco restare a
Phoenix e odiare di stare a Phoenix".
Cos, mentre era in trance, le dissi che sarebbe stata curiosa di sapere
perch odiava tanto Phoenix e perch si autopuniva tanto. Sarebbe
stata una grossa curiosit. "E c' un'altra cosa di cui essere curiosa,
molto, molto curiosa. Se lei va a Flagstaff per una settimana, del tutto
inaspettatamente, a un certo punto, vedr una macchia di colore". Fino
a quando fosse stata molto curiosa di sapere perch odiava Phoenix,
avrebbe trovato una curiosit altrettanto grande, altrettanto irresistibile, di scoprire che macchia di colore doveva comparire a Flagstaff.
And a Flagstaff per passarci una settimana, e invece ci stette un
mese. Che macchia di colore vide mai? Io non avevo pensato a niente
di particolare. Volevo solo che fosse curiosa. E quando vide quella
macchia di colore, ne fu tanto esaltata che rimase tutto un mese a
Flagstaff. Quella macchia di colore era un picchio rosso che volava
sopra un albero sempreverde. Adesso questa donna solita passare
l'estate a Flagstaff, ma andata anche sulla costa dell'Est, per vedere
l il colore. stata a Tucson, per vedere una macchia di colore. stata
a New York, per vedere una macchia di colore. stata in Europa,
per vedere una macchia di colore. E la mia affermazione che avrebbe
visto una macchia di colore era basata unicamente sul fatto che dovete
vedere un sacco di cose che ordinariamente non vedete. E volevo che
lei si guardasse sempre attorno. Avrebbe sicuramente trovato qualcosa
in cui tradurre le mie parole.
Questo insieme di istruzioni, che faceva parte di un'induzione
ipnotica, era utilizzato per aiutare l'ascoltatore a superare i limiti abituali. Le chiare suggestioni e il permesso a superare questi limiti sono
molto evidenti. Ho riportato in corsivo certe parole che Erickson

'sottolineava' con un cambiamento di tono. Queste espressioni, quali


'si guardasse sempre attorno', sono esplicite istruzioni, presentate
inglobate in altro materiale, a guardare nel repertorio del proprio inconscio. Molto spesso, dopo aver sottolineato una di queste parole,
Erickson faceva una pausa, lunga talvolta sino a tre o quattro minuti,
in modo da lasciare il tempo necessario perch questo lavoro interno
avesse luogo. Contemporaneamente, proponeva delle suggestioni postipnotiche che avrebbero portato a un sogno, forse una settimana pi
tardi.
Bandler e Grinder potrebbero qui far notare i cambiamenti di
'sistema di rappresentazione'. La paziente esordisce entro un sistema
cenestesico, affermando che preferisce restare a Phoenix e odiare di
stare a Phoenix. Erickson tramuta il suo sistema di rappresentazione

86 Come superare i limiti abituali


in un sistema visuale, utilizzando, come ponte, la sua curiosit. La
distacca dall'odio e la porta alla curiosit, la quale fa diminuire l'odio.
Poi sposta la sua curiosit verso qualcosa di visuale. In questo modo
passa gradualmente dal campo cenestesico a quello visuale.
Bench non potesse lui stesso valutare i colori (era daltonico), Erickson
utilizzava il colore proprio come utilizzava il suono e la poesia (che
nemmeno poteva godere appieno, essendo affetto da sordit tonale e
mancando di senso del ritmo), perch sapeva che altre persone potevano apprezzare questi elementi. Jeffrey Zeig ha fatto notare come,
portando un paziente al di l di un limite che Erickson stesso accusa,
Erickson lo incoraggia a 'fargli mordere la polvere'. un modo elegante di sottolineare le differenze individuali. Per di pi, se gi quel
dato paziente un tipo di persona che vuole sempre primeggiare,
ci gli d l'occasione di primeggiare ancora di pi.
Pu raggiungere risultati che sono preclusi persino a Erickson.

Camminare sul ghiaccio sdrucciolevole


Durante la guerra, lavoravo all'ufficio di arruolamento di Detroit.
Un giorno, mentre andavo al lavoro, vidi un reduce che era tornato a
casa con una gamba artificiale e che guardava una lastra di ghiaccio,
e la guardava con sospetto perch sapeva che avrebbe potuto scivolarci
sopra.
" un ghiaccio molto liscio", gli dissi io. "Stia fermo dov'. Vengo
da lei e le insegno a camminare sul ghiaccio sdrucciolevole".
Lui vedeva bene che zoppicavo, cos sapeva che parlavo di qualcosa che conoscevo bene. Mi stette a guardare mentre attraversavo
la lastra di ghiaccio e mi chiese: "Come ha fatto?".
"Non glielo voglio dire, glielo voglio insegnare", risposi. "Adesso,

non faccia altro che tenere gli occhi completamente chiusi". Lo feci
rigirare, e lo feci camminare avanti e indietro sul marciapiedi dove
non c'era ghiaccio. Continuai a farlo camminare, dapprima per tratti
sempre pi lunghi, poi sempre pi corti, sino che alla fine non constatai la sua completa confusione. A quel punto, lo portai dritto dritto
dall'altra parte del ghiaccio.
"Apra gli occhi", dissi.
"Dov' quel ghiaccio sdrucciolevole?", disse.
" proprio dietro a lei", risposi.
"Come sono arrivato da questa parte?", chiese.

Come superare i limiti abituali 87


"Adesso capisce", dissi io. "Lei ha camminato come se l'asfalto
fosse stato privo di ghiaccio. Quando si cammina sul ghiaccio, la
tendenza abituale quella di avere i muscoli in tensione, preparandosi a cadere. Si ha un dato atteggiamento mentale. E cos si cade.
"Se lei poggia il peso sul piede in modo diretto, come farebbe
sull'asfalto asciutto, non scivola. Le avviene di scivolare perch non
poggia tutto il peso, e perch sta teso".
Mi ci era voluto un bel po' per fare questa scoperta. Vi mai capitato di salire uno scalino di troppo? Che brutto sussulto che si
fa! E a scenderne uno di troppo, ci si pu spezzare una gamba.
E tuttavia si del tutto inconsapevoli di tale atteggiamento."
Qui Erickson d un esempio del suo classico metodo di aiutare
una persona a uscire da un atteggiamento mentale consolidato. Il primo passo confondere il soggetto. Il secondo passo condurre il
soggetto, mentre ancora confuso, al di l dell'ostacolo, in modo che
provi l'esperienza del successo. Naturalmente, in questo caso, l'esperienza del successo si ebbe quando il soggetto aveva mancato di rispondere con la sua abituale tensione, con l'abituale atteggiamento
mentale. Il vecchio atteggiamento sostituito da uno nuovo. Ora il
paziente convinto di essere in grado di camminare sul ghiaccio. Ora
potr affrontare nuove situazioni 'sdrucciolevoli' senza portarsi dietro
la paura associata a precedenti 'cadute'.
Talvolta importante che il paziente non utilizzi certe cose che sa,
o certe percezioni che normalmente utilizzerebbe. per questa ragione
che Erickson fa chiudere gli occhi all'uomo di questo racconto. Una
volta che ha smesso di vedere, pu portare a termine il compito. Fino
ad allora, il fatto di vedere gli aveva fatto avere una reazione cenestesica, che a sua volta gli aveva fatto adottare l'atteggiamento sbagliato.

A Erickson piaceva dare un esempio della concentrazione ipnotica


con la domanda: "Se mettessi per terra una tavola larga trenta centimetri e lunga quindici metri, avreste qualche difficolt a camminarci
sopra?". La risposta, naturalmente, era sempre "no". Allora aggiungeva: "E quale sarebbe la vostra reazione se mettessi la medesima
tavola, larga trenta centimetri e lunga quindici metri, tra due edifici,
in modo che vada dal quinto piano dell'uno al quinto piano dell'altro?".
Di nuovo, in questo esempio, la sensazione visiva associata a una
sensazione cenestesica, la quale farebbe s che la maggior parte delle
persone perderebbe il proprio senso di sicurezza. Per riuscire in una
cosa del genere, come pure per camminare su una corda, pu essere
importante il non utilizzare qualcosa che si ha, e cio la vista (o la
immaginazione).

88 Come superare i limiti abituali


Gli indiani Tarahumara
Gli indiani Tarahumara del Chihuahua del Sud-Ovest sono quelli
che riescono a correre per cento miglia (la loro pressione non sale,
e il battito cardiaco non aumenta). Alcuni organizzatori portarono
alcuni di questi corridori delle cento miglia alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928. Non si qualificarono nemmeno. Ma chiaro, loro pensavano che le prime venticinque miglia servissero per scaldare i muscoli! Nessuno gli aveva spiegato che la corsa era sulla distanza delle
venticinque miglia.
Talvolta ripenso a questo aneddoto quando incontro difficolt a
mettermi a fare qualcosa, quando scrivo, quando devo fare delle riparazioni in casa, quando sono frustrato dalle difficolt, o quando,
mentre faccio jogging, sono letteralmente senza fiato. Allora mi torna
in mente la frase: "Per adesso mi sto solo riscaldando". Di solito,
dopo di ci, mi ritrovo con pi energia a disposizione.

Letto asciutto
Come nei racconti Sufi o in quelli Zen, colui che riceve la conoscenza del maestro deve essere in uno stato di disposizione a ricevere.
In molti di quei racconti, il discepolo viene dal maestro, ma l'ingresso
gli negato sino a che "il mezzo non pronto a ricevere le ricchezze
dell'insegnamento". Spesso Erickson compie questa preparazione facendo aspettare l'ascoltatore o il paziente per un bel po', prima di
sferrare il suo 'colpo decisivo'. Quando per esempio present a un
gruppo di studenti il racconto che segue, pass circa mezz'ora a elaborare la prescrizione finale. Parte di questo tempo la impieg a tratteggiare la storia a monte del caso. Un'altra parte la impieg a chiedere
agli ascoltatori come avrebbero trattato una tale paziente. Parte an-

cora la impieg a raccontare altre storie, non direttamente collegate


al problema. Ripeteva frasi del tipo: "C' qualcosa che sai, ma che
non sai di sapere. Quando arriverai a sapere cos' che non sai di
sapere, sarai in grado di avere il letto sempre asciutto". Questo genere
di affermazione, enigmatica e tuttavia affascinante, fa s che l'ascoltatore compia quella che Ernest Rossi ha chiamato "una ricerca interna".
Insomma l'ascoltatore sta gi cominciando a cercare dentro di s le
risorse che lo possano aiutare nel processo di guarigione. Lo stesso

Come superare i limiti abituali 89


principio valido se consideriamo una delle tecniche di induzione di
Erickson, la 'tecnica dell'attesa'. Il paziente lasciato letteralmente
a implorare di avere di pi. A questo punto, pronto a ricevere.
Una madre mi port sua figlia di undici anni perch la vedessi.
Appena seppi che bagnava il letto, mandai la madre fuori dalla
stanza, nella convinzione che la ragazzina mi avrebbe raccontato tutta
la storia. La ragazza mi raccont che aveva avuto un'infezione alla
vescica nella primissima infanzia, che era stata curata da un urologo, e che l'infezione era continuata per cinque o sei anni, e forse
pi. Le avevano praticata con regolarit la cistoscopia, alcune centinaia di volte, e alla fine la fonte dell'infezione era stata localizzata in
un rene. Glielo avevano asportato, e per circa quattro anni non aveva
pi avuto infezioni. Le avevano fatta la cistoscopia tante centinaia
di volte, e la sua vescica e il suo sfintere erano tanto allargati, che
ogni notte bagnava il letto, non appena la vescica si rilassava nel
sonno. Di giorno poteva imporsi di controllare la vescica, meno che
quando rideva. Il rilassamento che si accompagna al riso le faceva
bagnare le mutandine.
I suoi genitori pensavano che siccome il rene le era stato asportato,
e per molti anni non aveva pi avuto infezioni, avrebbe dovuto imparare a controllarsi. Aveva tre sorelle pi giovani di lei, che la schernivano e la prendevano in giro. Tutte le mamme sapevano che lei
bagnava il letto. E tutti i bambini della scuola, due o tre mila, sapevano che lei era quella che bagnava il letto e bagnava le mutande
quando rideva. Era molto derisa.
Era molto alta, molto carina, con biondi capelli che le arrivavano
alla vita. Era davvero una ragazzina affascinante. Era oggetto di ostracismo, di scherno; le si chiedeva pi di quanto non fosse in grado di

dare. Doveva sopportare il compatimento dei vicini e la derisione


delle sorelle e dei compagni di scuola. Non poteva andare a una festa
o passare la notte dai parenti, perch bagnava il letto. Le chiesi se
aveva visto qualche altro medico. Mi rispose che ne aveva consultati
tanti, che aveva ingoiato un intero barile di pillole e un intero barile
di medicine e non era servito a niente.
Le dissi che io ero come gli altri medici. Neanch'io la potevo aiutare.
"Ma tu sai gi qualcosa, solo che non sai di saperla. Appena scopri
cos' che gi sai e non sai di sapere, potrai cominciare a tenere il letto
asciutto".
Poi le dissi: "Ti far una domanda, semplicissima, e voglio una
risposta semplicissima. Ecco dunque la domanda. Se tu stessi in bagno,
a fare pip, e un estraneo facesse capolino alla porta, tu che faresti?".

90 Come superare i limiti abituali


"Resterei di ghiaccio!".
"Esatto. Resteresti di ghiaccio, e ti bloccheresti. Adesso sai una
cosa che gi sapevi, ma che non sapevi di sapere. Vale a dire che tu
puoi arrestare l'orina in un qualsiasi momento, per qualunque stimolo
tu scelga. Non c' bisogno che un estraneo faccia realmente capolino
dalla p>orta del bagno. La sola idea gi abbastanza. Ti arresterai.
Resterai di ghiaccio. E quando lui se ne va, ricomincerai.
Vedi, tenere il letto asciutto una cosa molto difficile. Pu darsi
che tu ci riesca per la prima volta tra due settimane. E bisogna fare
moltissimo esercizio; cominciare, e arrestarsi. Va bene cos. Il tuo
corpo sar buono con te ti dar sempre un'altra possibilit. E pu
darsi che in certi giorni avrai troppo da fare per esercitarti a cominciare
e arrestarti, ma va bene lo stesso. Il tuo corpo ti dar sempre la possibilit di cominciare e arrestarti. Sarei molto sorpreso se nel giro
di tre mesi tu tenessi il letto sempre asciutto. Sarei anche sorpreso se
tra sei mesi non tenessi ancora il letto sempre asciutto. E la prima
volta di letto asciutto sar molto pi facile che due volte consecutive.
E tre volte consecutive molto pi difficile. E quattro volte consecutive, ancora pi difficile. Dopo, le cose divengono pi facili. Puoi
tenere il letto asciutto per cinque, sei, sette volte, per un'intera settimana. E a quel punto saprai che puoi tenere il letto asciutto per una
settimana e per un'altra settimana".
Ci misi il tempo che ci voleva, con la ragazza. Non avevo nient'altro
da fare. Passai un'ora e mezza con lei, poi la congedai. Circa due settimane pi tardi mi venne a portare questo regalo, il primo regalo
che avesse mai fatto con la consapevolezza di avere il letto asciutto
(era una mucca color porpora fatta all'uncinetto). Io tengo molto a
questo regalo. E sei mesi pi tardi passava la notte da amici, da pa-

renti, alle feste, in albergo. Perch il paziente che fa la terapia. Non


ero dell'avviso che fosse la famiglia ad aver bisogno della terapia, anche
se i genitori erano inquieti, le sorelle la insultavano, i ragazzi della
scuola la prendevano in giro. La mia sensazione era che i genitori si
sarebbero dovuti adattare al fatto che lei non bagnava pi il letto.
E la stessa cosa avrebbero dovuto fare le sorelle e i ragazzi della scuola,
e i vicini. In realt, non vedevo altra strada per loro. Non ritenevo
necessario spiegare niente al padre, alla madre, alle sorelle, o a nessun
altro. Le dissi quello che sapeva gi, ma che non sapeva di sapere.
E tutti voi siete cresciuti con la convinzione che quando vuotate
la vescica, la vuotate completamente. E lo date per scontato. La cosa
importante che- tutti voi avete provato l'esperienza di venire interrotti, e di dovervi interrompere del tutto improvvisamente. Ognuno
ha fatto quest'esperienza; lei, l'aveva dimenticata. Tutto quello che

Come superare i limiti abituali 91


ho fatto, stato ricordarle qualcosa che lei gi sapeva, qualcosa che non
sapeva di sapere.
In altre parole, nel fare una terapia voi dovete considerare il paziente
come un individuo, e non importa in che misura il bagnare il letto
costituisse un problema per i suoi genitori, le sue sorelle, i vicini, i
ragazzi della scuola, perch era innanzitutto il suo problema. E tutto
quello che aveva bisogno di sapere era qualcosa che gi sapeva, e la
terapia per tutti gli altri fu di lasciare che ciascuno si adattasse a
modo proprio.
La psicoterapia dovrebbe essere orientata sul paziente e orientata
sul problema primario stesso. E ricordatevi una cosa. Che ciascuno di
noi ha il proprio linguaggio individuale, e quando ascoltate un paziente, dovreste ascoltarlo con la consapevolezza che sta parlando un
linguaggio diverso, che non dovreste cercare di comprendere nei termini del vostro linguaggio. Dovete capire il paziente nella sua lingua.
Questo uno dei racconti di Erickson che preferisco, forse perch
Erickson soleva quasi sempre presentarlo con un commento del tipo:
"A te questo racconto interesser in modo particolare, Sid". Mi interrogai per lungo tempo, prima di riuscire a trovare qual era il messaggio per me, e alla fine riuscii a estrapolarne due principali.
Il primo che io posso imparare a controllare i pensieri, le energie
lavorative e i sintomi, quali l'ansia. Tuttavia devo farlo non per mezzo
della forza di volont, ma scoprendo quali stimoli sono necessari per
fare s che io "cominci e mi arresti". E poi devo trovare le occasioni
per esercitarmi a "cominciare e arrestarmi".
Il secondo messaggio che "tutti voi siete cresciuti nella convinzione
che quando vuotate la vescica, la vuotate completamente". Nella versione di questo racconto pubblicata in A Teaching Seminar with Mil-

ton H. Erickson, a cura di Jeffrey Zeig, Erickson aggiunse qualche


altra affermazione per rendere ancora pi chiaro questo secondo punto.
"Tutto quello che la ragazza aveva bisogno di sapere era che era in
grado di arrestare l'orina in qualsiasi momento, con lo stimolo giusto".
E: "Noi cresciamo con l'idea che dobbiamo per forza finire. Ma non
vero, noi dobbiamo continuare sino a che non siamo finiti". Ho
riscontrato che questo atteggiamento di grande aiuto nel fare certe
cose, quali lo scrivere. La sensazione coercitiva di dover finire pu
bloccare la spontaneit e la creativit. Un modo molto pi efficace di
portare a termine qualcosa quello di "cominciare e arrestarsi" in
accordo col proprio ritmo interno. Ho riscontrato che questo racconto
stato efficace nell'aiutare i pazienti a superare certi blocchi, quali
il blocco dello scrivere.

92 Come superare i limiti abituali


Foulard
Per tutta la nostra vita noi impariamo a porre dei limiti a tante
di quelle cose. Mi ricordo Bill Folsey, un giornalista della televisione.
Una volta che era andato a Chicago entr in un ristorante, e il direttore di sala lo inform che doveva portare la cravatta, e non il foulard
che Bill portava. Bill chiese al direttore: "Quanto l'ha pagata, la sua
cravatta?".
"Venticinque dollari", rispose con molto orgoglio il cameriere.
"Il mio foulard costa duecento dollari", disse Bill.
Il cameriere non sapeva cosa pensare. Cos Bill Folsey entr nel
ristorante, e si sedette dove voleva, mentre il cameriere ancora ci pensava sopra. Quella cosa strana che Bill Folsey portava! Un foulard
da duecento dollari! Mentre la sua era solo una cravatta da venticinque
dollari.
Cos, sognate. E ogni volta che sognate, avete il diritto e il privilegio di risognare quel sogno, con un altro insieme di personaggi. E in
quel modo potete scoprire molte cose che siete stati abituati a non
sapere. I vostri maestri, molto tempo fa, vi dissero: "Guardami in
faccia, quando mi parli. Guardami in faccia, quando ti parlo". E avete
imparato: "Non fare questo, non fare quello. Mettiti i vestiti giusti,
le scarpe giuste. Allacciati come si deve le scarpe". Tanta parte delle
cose che abbiamo imparato basata su istruzioni limitate che ci impediscono di svilupparci e di capire, e abbiamo fatto nostro il modello
secondo cui dobbiamo essere limitati.
Ho insegnato ai miei figli come zappare un campo di patate, tracciando delle figure. E per tutto il tempo che tracciano figure con le
zappe e zappano il campo di patate, si domandano quale sar la prossima figura che faranno. Cos i miei figli hanno imparato a zappare

un campo di patate facendo dei triangoli, sempre pi triangoli, e poi,


per conto loro, hanno scoperto che potevano zappare cerchi e numeri,
e lettere.
Ed meraviglioso farsi una bella notte di sonno, di sonno profondo
e riposante, e non scoprire sino alla settimana successiva che quella
notte abbiamo fatto un sogno. Non sapevamo di quel sogno, sino a
una settimana pi tardi.
I commenti che Erickson fece dopo il racconto del foulard hanno
tutta l'aria di essere irrilevanti. E tuttavia questo era il suo modo di
ripetere e ricapitolare i punti principali dei suoi racconti. Il primo
punto, che noi siamo limitati nei nostri modelli di comprensione e

Come superare i limiti abituali 93


di azione. ("Indossa gli abiti giusti... Tanta parte delle cose che abbiamo imparato basata su istruzioni limitate"!). Il secondo punto
che possiamo sostituire, le nostre istruzioni limitate e limitanti con
nuovi modelli, che noi stessi possiamo inventare (acerchi e numeri,
e lettere"). E per finire, Erickson conclude il suo commento con la
suggestione di trovare nuovi modelli in un sogno. Dovremmo aver
fiducia nel nostro inconscio per inventare modi nuovi di superare i
limiti abituali.

Peccato
Una giovane donna venne a trovarmi. Era stata indotta a credere
che i cinema erano luoghi in cui le ragazze vengono sedotte e che
erano luoghi di peccato. Non entrava mai in un drugstore, perch l
vendevano tabacco e il Signore l'avrebbe fulminata se entrava in un
luogo dove vendevano tabacco. E non beveva mai n vino n sidro
n alcuna bevanda alcolica perch, se lo faceva, Dio l'avrebbe immediatamente fulminata. Dio l'avrebbe immediatamente fulminata se fosse
andata al cinema, l'avrebbe fulminata se avesse fumato una sigaretta.
Mi informai del suo lavoro. Lavorava per un medico che apparteneva alla sua stessa confessione religiosa e le dava cento dollari al
mese. A quell'epoca il salario medio era di 270 dollari. Lavorava per
lui da dieci anni e prendeva ancora cento dollari al mese. E la sua
velocit alla macchina da scrivere non superava le venticinque parole
al minuto.
Viveva a casa coi genitori, che la proteggevano dal peccato con molta
cura. Le ci voleva un'ora per arrivare al lavoro, otto ore di lavoro,
talvolta con straordinari non pagati. Le ci voleva un'altra ora per tornare a casa. E lavorava sei giorni alla settimana. La domenica andava

in chiesa, tutto il giorno. Era una famiglia molto rigida e limitata.


Quando quella ragazza lasci il mio studio dopo il primo colloquio,
mia moglie, che non fa quasi mai commenti sui pazienti, disse: "Chi
era quella larva che era qui da te?".
"Niente, una mia paziente", dissi io.
Cos parlai alla ragazza, e la persuasi che la vita piena di trabocchetti e che la morte arriva per tutti e che se era nei piani di Dio
che lei dovesse morire a un determinato momento, ero certo che non
sarebbe morta per aver fumato una sigaretta, a meno che Dio non fosse
stato pronto per riceverla. Riuscii a farle fumare una sigaretta. Toss
molto, e Dio non la fulmin! Non lo fece davvero! La cosa la sorprese.
Poi le suggerii di andare al cinema. Mi ci vollero un paio di setti-

94 Come superare i limiti abituali


mane per riuscire a infonderle il coraggio. Mi disse con molta convinzione: "Dio mi fulminer, se vado in una casa di peccato".
Le dissi che se Dio non l'avrebbe fulminata, sarebbe stato perch
non era giunta la sua ora di morire, e che dubitavo molto che la sua
ora fosse venuta. Le sarebbe dispiaciuto tornare e dirmi che film aveva
visto? Torn che aveva visto Lilli e il vagabondo. Non l'avevo scelto
io, quel film.
"In chiesa devono sbagliarsi", disse. "Non c'era una sola cosa cattiva in quel film, non c'era nessun uomo corruttore che spogliava le
ragazze. Io penso che quel film era divertente".
"Io penso che in chiesa ti abbiano dato un'idea falsa riguardo ai
film", dissi io. "Ma non penso che l'abbiano fatto apposta. Penso che
l'abbiano fatto per ignoranza". E trov interessanti altri film, specialmente musicali. Poi un giorno le dissi: "Penso che hai fatto abbastanza progressi da prenderti un bicchiere di whisky".
"Dio mi fulminer sicuramente", disse.
"Ho dei dubbi al riguardo", dissi io. "Non ti ha fulminato quando
sei andata al cinema' o quando hai fumato una sigaretta. Vediamo un
po' se ti fulminer quando berrai un bicchire di whisky".
Prese un bicchiere di whisky e aspett, e Dio non la fulmin. Allora
disse: "Penso proprio che devo fare dei cambiamenti nella mia vita.
Penso che mi conviene andarmene dalla casa dei miei genitori e prendermi un appartamento per conto mio".
"E ti devi trovare un lavoro migliore", dissi io. "Devi imparare a
battere a macchina. E trasferisciti in un appartamento per conto tuo.
Non puoi permettertelo da sola, cos sentiti pure libera di chiedere
ai tuoi genitori di pagartelo loro. E cucinati da sola, e affittati una
macchina da scrivere. Appena ti svegli al mattino, corri per prima cosa

alla macchina da scrivere, e scrivi: 'Questa una meravigliosa giornata


di giugno'. Poi vai in bagno, lavati i denti, e batti un'altra breve frase,
battendo a tutta velocit ogni frase. Fai tutte frasi molto brevi. Poi
comincia a vestirti. Quando sei a met vestita, batti un'altra frase breve.
Comincia a prepararti la colazione e batti un'altra breve frase. Siediti
a tavola, e a mezzo della colazione alzati e batti una breve frase, sempre
battendo a velocit massima. Puoi fare questi esercizi discontinui, sempre a tutta velocit, e imparerai a battere a un ritmo molto pi veloce".
Nel giro di tre mesi aveva raggiunto una velocit di ottanta parole,
al minuto. Per quanto riguarda il cucinare, disse: "Avevo pensato di
prepararmi del riso, e ho calcolato di mangiarne una tazza. L'ho messo
in una pentola con dell'acqua. Poi ho dovuto prendere un'altra pentola,
perch la tazza di riso aveva riempito la grossa pentola. Ho dovuto
prenderne altre due. Non lo sapevo che il riso cresceva tanto".

Come superare i limiti abituali 95


"Ci sono tantissime cose da imparare sul cucinare", dissi io.
Poi le feci cuocere dei fagioli. Misur molto attentamente la tazza
di fagioli, e questi crebbero sino a diventare una quantit enorme.
Alla fine divenne una buona cuoca, lasci la sua chiesa e disse ai genitori: "Vi verr a trovare ogni tanto. Adesso ho un buon lavoro.
Prendo 270 dollari al mese, e devo fare solo due isolati per andarci".
Poi venne a trovarmi, e fu pi o meno allora che la Signora Erickson
mi disse: "Milton, ti stai specializzando in belle bionde?"
"L'ultima che hai visto era una povera larva", dissi io. Perch
quella ragazza era diventata molto carina. Prendeva lezioni di musica
e amava il suo lavoro.
Torn un'altra volta da me, dopo qualche mese, e mi disse: "Dottor
Erickson, voglio ubriacarmi e voglio sapere come si fa".
"Il modo migliore di ubriacarsi", risposi, " quello di promettermi
che non userai il telefono, che chiuderai a chiave la porta di casa e
non l'aprirai assolutamente, e che resterai in casa. Comprati una bottiglia di vino e bevitela con gusto, sorso dopo sorso, finch non te
la sei bevuta tutta".
Venne da me nei giorni successivi e mi disse: "Sono contenta che
lei mi abbia fatto promettere di non usare il telefono, perch volevo
chiamare i miei amici e invitarli a venire a ubriacarsi con me. E sarebbe stato terribile. E volevo andare gi in strada a cantare. Ma le
avevo promesso che avrei chiuso a chiave la porta e non l'avrei assolutamente aperta. Sono cos contenta che mi abbia fatto fare quelle
promesse. Sa, ubriacarsi stato un divertimento, ma il mattino dopo
avevo una brutta emicrania. Non credo di volermi ubriacare un'altra
volta".
"Per la gioia di ubriacarsi si deve pagare il conto, ed l'emicrania,

una conseguenza della sbornia. Ma tu sei libera di avere tutte le emicranie di questo tipo che vuoi".
"Non voglio pi emicranie di questo tipo", disse lei.
Pi tardi, si spos. Ora ho perso le sue tracce.
Penso che molto importante prendere seriamente il paziente, e
andare incontro ai suoi desideri. Non esercitare giudizi freddi, duri.
E riconoscere che le persone hanno bisogno d'imparare, e che voi non
siete davvero in grado di insegnare loro tutte le cose di cui hanno
bisogno. Riconoscere che possono imparare moltissimo da sole, come
certamente fece quella ragazza. E di solito sono meravigliosamente
educate quando sono in trance.
Portateli a infrangere le proibizioni! Questa una delle principali regole di Erickson nel trattamento di molti tipi di complessi sintomatici,

96 Come superare i limiti abituali


tra i quali, naturalmente, vanno annoverati le fobie e gli stati di inibizione. Nel narrare questo racconto, Erickson attento a sottolineare
per prima cosa i segni di limitazione, di rigidit, gli atteggiamenti
'ristretti'. Poi, utilizzando le convinzioni della stessa paziente, si accinge
a portarla a infrangere le proibizioni.
Qui Erickson presenta la situazione di una giovane donna che estremamente limitata. Le sue limitazioni sono viste come provenienti dai
rigidi insegnamenti della sua chiesa e della sua famiglia. Naturalmente,
potevano provenire altrettanto facilmente dalle sue costrizioni interne.
Il metodo principale per aiutarla a infrangere le sue proibizioni, per
ampliare la sua esperienza del mondo, e per far crescere la sua capacit
di vivere in modo indipendente e autosufficiente, quello di indurla
a mettersi in nuove situazioni. In queste nuove situazioni la donna
apprende, per esperienza propria, non dalle parole degli altri, quali
sono effettivamente le sue limitazioni. Apprende anche qualcosa su
come trattare certi alimenti, come il riso.
Naturalmente Erickson, in modo che gli tipico, quando parla della
crescita del riso e dei fagioli sta seminando concetti universali riguardanti la crescita. In realt, tutto il racconto pu essere visto come
la narrazione della crescita di una personalit costretta in una molto
pi espansa. Le sue entrate si accrescono dai 100 ai 270 dollari, al
mese. La sua personalit sboccia, e il suo aspetto lo testimonia, cosicch si tramuta da una 'povera larva' in una 1bella bionda'. E la paziente scopre effettivamente i propri limiti, tramite l'esperienza. Per
esempio, impara dall'esperienza del mal di testa. Alla fine, Erickson
d un suggerimento su come portare le persone a fare delle cose che
esse, di solito non penserebbero mai di fare. "Di solito sono meravigliosamente educate quando sono in trance", spiega.

Con questo suo porre l'accento sugli impulsi e sulle sensazioni, nei
confronti dell'intelletto e dei concetti, Erickson sta solo provando a
correggere lo squilibrio presente nella maggior parte delle persone.
Come mi disse una volta, "In un bambino il corpo cerca di stare al
passo coi piedi. In un adulto, sono i piedi che cercano di stare al
passo col corpo (e con la testa)".

Calare, aumentare, calare


Una donna venne da me e mi disse: "Peso 80 chili. Ho fatto con
successo centinaia di diete seguendo prescrizioni mediche. E voglio
pesare 60 chili. Ogni volta che arrivo a 60 chili, mi precipito in
cucina per festeggiare il successo. E rovino tutto,, immediatamente.

Come superare i limiti abituali 97


Ora peso 80 chili. Pu utilizzare l'ipnosi per aiutarmi a scendere a
60? la centesima volta che peso di nuovo 80 chili".
Le dissi che s, potevo aiutarla a scendere di peso per mezzo dell'ipnosi, ma che quello che avrei fatto non le sarebbe piaciuto.
Disse che voleva pesare 60 chili e che non le importava quello
che facevo.
Le dissi che sarebbe stato piuttosto spiacevole.
"Far tutto quello che dir", disse.
"Va bene", dissi io. "Voglio la promessa solenne che seguir esattamente i miei consigli".
Mi fece molto prontamente questa promessa, e io la feci entrare
in trance. Le spiegai ancora una volta che il mio metodo non sarebbe
stato di suo gradimento, e le chiesi se mi prometteva in modo assoluto di seguire i miei suggerimenti. Me lo promise.
Allora le dissi: "Che mi ascoltino sia il suo inconscio che il conscio.
Ecco come faremo. Il suo peso attuale di 80 chili. Voglio che lei
acquisti dieci chili, e quando peser 90 chili, sulla mia bilancia, potr iniziare a calare".
Mi supplic letteralmente, in ginocchio, di liberarla dalla sua promessa. E a ogni etto che aumentava, insisteva sempre pi perch
la autorizzassi a iniziare a calare. Quando arriv a 86 chili, era notevolmente angosciata. Quando arriv a 88, supplic e implor di essere liberata dalla sua promessa. A 89 disse che era abbastanza vicina
ai 90, ma io insistetti per i 90 chili.
Quando raggiunse i 90 chili, era felicissima di poter iniziare a
calare. E quando arriv a 60, disse: "Non aumenter mai pi".
Il suo modello era stato calare e aumentare. Io ribaltai il modello,
e la feci aumentare e calare. Fu molto contenta del risultato finale,

e mantenne sempre quel peso. Non intendeva mai pi soffrire la


terribile agonia di aumentare di dieci chili.
Per questa paziente, l'aumento di peso non pi n una ribellione,
n l'espressione di qualcosa che lei vuole fare. invece diventato
qualcosa che costretta a fare. Di conseguenza, proprio come prima
si irritava a dover perdere del peso, adesso si irrita a doverne acquistare.
Nel racconto "Peccato", Erickson ci fa vedere come talvolta
necessario aiutare il paziente a 'infrangere' certe proibizioni. Qui ci
mostra che spesso utile portare il paziente a mutare il proprio modello di comportamento. In questo caso, ha semplicemente fatto in
modo che la donna invertisse il proprio modello di perdita e acquisto
di peso. Una volta fatto questo, la donna non poteva pi vivere ripetutamente l'intera sequenza, come aveva fatto per tutta la vita. A

98 Come superare i limiti abituali


quanto pare, aveva imparato che poteva s tollerare un aumento di
peso, ma solo fino al limite degli 80 chili. Riscontriamo una cosa del
genere in molti pazienti di questo tipo. Hanno un certo livello di tolleranza, arrivati al quale sentono urgentemente il bisogno di calare
di peso. Erickson riusc a rendere intollerabile questo livello di tolleranza, facendoglielo oltrepassare.
Questo metodo di ribaltare i modi di guardare alle cose, o di
guardare le cose al contrario, era uno dei preferiti da Erickson per
cambiare gli atteggiamenti mentali. Gli piaceva mostrare ai pazienti
un libro intitolato Topsys & Turvys (Sottosopra), di Peter Newell,
nel quale racconti e illustrazioni cambiano di significato quando il
libro rigirato sottosopra.

Uno splendido modo di far dieta


C'era un'altra ragazza che era al di sopra del peso normale, e in
misura notevole. Le feci notare: "Lei pesa troppo, e ha fatto diete
su diete, e non servito a niente. E lei mi dice che in grado di
stare a dieta per una settimana, o due settimane, o persino tre settimane, e poi getta la spugna e si rimpinza. Al che si dispera e si
rimpinza ancora di pi.
"Bene, le dar una prescrizione medica. Continui la dieta che le
ha dato il medico nel passato. La continui per due settimane, o anche
tre settimane, se ci riesce. E poi, l'ultima domenica della terza settimana, si rimpinzi in modo infernale, perch gliel'ha prescritto il
medico. Non possibile che si rimpinzi tanto da annullare tutto quello
che ha perso in tre settimane. E si pu rimpinzare senza senso di
colpa, perch questa di rimpinzarsi tutta la giornata di domenica
una prescrizione medica. E il luned seguente, torni a dieta. La con-

tinui per tre settimane, se ci riesce, e poi si faccia un'altra grande


scorpacciata senza senso di colpa".
Nell'ultima sua lettera mi dice che ci deve pur essere un modo
migliore di far dieta, piuttosto che mettere da parte un po' di fame
ogni giorno per tre settimane. Dice che vuole avere fame ogni giorno;
vuole gustare il cibo, e vuole gustarne ogni giorno la giusta quantit.
I giorni di grande scorpacciata le diedero la forza di stare a dieta per
quelle tre settimane.
Questo metodo rientra nella categoria della 'prescrizione del sintomo'. Erickson disse alla paziente di fare esattamente quello che

Come superare i limiti abituali 99


faceva gi, e cio stare a dieta per tre settimane 'quando ci riusciva',
e poi rimpinzarsi. Tutto quello che cambi fu il lasso di tempo da
dedicare alla scorpacciata. Se un modello pu essere cambiato, anche
di poco, c' la possibilit di ulteriori cambiamenti. Come abbiamo
visto molte volte, questo uno dei metodi base utilizzati da Erickson
nella terapia: dare il via a un piccolo cambiamento.

Giro turistico
Una donna disse che voleva che facessi qualcosa per il suo peso.
Le guardai le unghie. Aveva unghie rosse e lunghe, finte. Quel tipo
di unghie finte che si vedono pubblicizzate sulle riviste. Ve le appiccicate, e quelle rimangono attaccate. Quella massa di grasso e quelle
unghie rosse!
"Io posso aiutarla", dissi, "ma lei dovr cooperare. Dovr scalare
lo Squaw Peak".
"All'alba?", chiese lei.
"Proprio cos", feci io.
"S, ma mi piacerebbe portare qualcuno", disse.
"Lei prima si lamentata del fatto che suo figlio di sedici anni
ha una quarantina di chili di troppo", dissi. "Lo porti con s per
farle compagnia. E sia un bell'esempio per lui".
La volta successiva che la vidi, disse: "Sa, non credo proprio di
voler perdere peso, e so che neanche mio figlio lo vuole. Le dispiace
se la smetto di ingannare me stessa?".
"Per nulla", risposi.
Un'altra donna mi telefon e mi disse: "Mi vergogno a venire da
lei. Sono due anni che trascuro mio marito, la mia famiglia, i miei
bambini. Mi sedevo in cucina e mangiavo tutto ci di cui potevo

mettere sopra le mani. Mio marito porta i bambini a scuola e li va


a prendere. lui che fa tutte le spese, io cucino e mangio. Sono molto
al di sopra del peso normale. Non voglio neanche che lei mi veda".
"Lei vuole perdere peso", dissi. "Sono due anni che trascura i
suoi bambini e suo marito. In questo caso, perch non ritira i bambini dalla scuola? Tanto non perderanno niente. Le entrate di suo
marito sono sufficienti perch lei possa avere una macchina tutta per
s. Ritiri i bambini dalla scuola, li metta nella giardinetta e andate
a visitare tutta l'Arizona, il Nuovo Messico, lo Utah, la California, e
ogni altro luogo in cui si raccoglie il cotone che riuscite a ricordare.
E faccia leggere degli opuscoli ai bambini, opuscoli con notizie storiche

100 Come superare i limiti abituali


e geografiche, dei luoghi che visiterete. Fermatevi in motel dove lei
non possa occuparsi della cucina. Sar troppo occupata a badare ai
bambini che mangiano. Con le entrate attuali di suo marito, lui pu
raggiungervi ogni fine settimana. Tutta la famiglia pu davvero godersi un anno di vacanza".
Un anno dopo mi telefon e mi disse: "Sono tornata al peso normale. Provo interesse per i miei bambini. Amo mio marito, e voglio
tornare alle mie mansioni casalinghe. Devo fare altri giri turistici?".
"No, sino a che non acquista peso", risposi.
"Non si preoccupi, dottore", disse. "Ne ho avuto a saziet. Ora
desidero guardare crescere i miei figli e voglio badare alla mia casa.
I motel sono una cosa insopportabile. Ai bambini piacevano, ma io
ho il diritto di stare a casa. Ho intenzione di difendere questo diritto".
Non ebbi mai nessun onorario da lei, n la vidi mai. Ma la terapia
funzion per tutta la famiglia, senza nemmeno vederli. Quando toccate il punto vitale del vostro paziente, o il paziente risponder e
migliorer, o non risponder.
Abbiamo appena visto tre modi diversi in cui Erickson affrontava
i problemi di peso eccessivo. In ciascun caso, aveva individuato una
zona diversa sulla quale focalizzare la sua attenzione e quella del paziente. Naturalmente, in tutti e tre i casi portati a buon fine, l'elemento motivazione era importante, ed Erickson lo aveva stabilito sin
dal principio. Nel caso della donna che non era motivata, anche questo fu facilmente stabilito, quando lei non segu la semplice suggestione
di salire sullo Squaw Teak. Erickson aveva gi capito che era pigra
e indulgente con se stessa, quando aveva visto il suo modo generale
di comportarsi, e le sue ostentate unghie artificiali.
Nei due prossimi racconti l'elemento motivazione parimenti di

importanza centrale.

Il vostro alcolizzato deve essere sincero


Un uomo ricchissimo venne da me e mi disse: "Sono un alcolizzato.
Voglio smettere".
"Bene", dissi, "ci sono alcune cose che vorrei sapere su di lei. Lei
sposato?".
"S", disse, "molto sposato".
"Come sarebbe a dire 'molto sposato'?".
"Beh, noi possediamo una casetta per l'estate, a dieci miglia dal-

Come superare i limiti abituali 101


l!ultimo luogo abitato. un posto bellissimo. Potrei permettermi di
sistemarlo proprio benissimo. Mia moglie e io spesso passiamo l
due o tre settimane. Possiamo pescare le trote in un torrente mettendo le canne fuori dalla finestra della camera da letto. Non c' il
telefono. Siamo a dieci miglia dalla civilt. arredata meravigliosamente. Qualsiasi tipo di cibo e di bevanda alcolica che si pu comprare, l c'. E ogni estate, mia moglie io passiamo due, circa due
o tre settimane l, nudi, godendoci veramente la vita".
"Bene", dissi, "sar molto facile per lei smettere di essere un alcolizzato. Faccia andare sua moglie in macchina su alla casetta, le faccia
raccogliere tutte le bevande alcoliche, e gliele faccia mettere in macchina. Metta in macchina anche i vestiti. Tolga qualsiasi altro indumento che si trova l e li riporti a Phoenix.
Pu trovare un amico che la accompagni l la sera, e pu dare
tutti i vestiti all'amico, da portare via. E voi due potete passare due,
tre meravigliose settimane, vivendo di trote, e liberi dall'alcol. So
che lei non farebbe dieci miglia a piedi nel deserto per trovare una
bottiglia di alcol".
"Dottore, ho paura di essermi sbagliato sul fatto di voler smettere
di bere", disse.
Per quello sarebbe stato il modo perfetto per smettere. E il vostro alcolizzato deve essere sincero.
Utilizzando la frase "il vostro alcolizzato", Erickson sottolinea la
sua convinzione che il terapeuta, una volta accettato un paziente, si
assume una grossa fetta di responsabilit per quanto riguarda il suo
miglioramento. Se voi, in quanto terapeuti, accettate un alcolizzato
come paziente, diventa "il vostro alcolizzato". Poich l'uomo del racconto rifiut di seguire la prescrizione di Erickson, egli non venne

accettato come paziente, e rimase "il proprio alcolizzato".

Un divorzio amichevole
Questo un caso in cui vidi il marito per una sola volta. E questo
perch mi ammalai e non potei vedere nessuno per due mesi.
Un marito venne da me e mi disse: "Sono figlio unico. Mio padre
ministro d'una Chiesa cristiana d'idee molto ristrette. Sono stato
portato a pensare che il fumo peccato, che andare al cinema peccato. In realt, sono stato allevato nell'idea del peccato. Lei pu farci
molto poco. Alla facolt di medicina sono stato molto attento a non

102 Come superare i limiti abituali


commettere peccati. Ho incontrato la figlia unica di un altro ministro
della mia stessa confessione, che stata cresciuta allo stesso modo
in cui sono stato cresciuto io. Ci siamo innamorati. I nostri genitori
erano contentissimi, e organizzarono un meraviglioso matrimonio per
noi. Hanno voluto per forza pagarci la luna di miele nello stesso
albergo nel quale una schiera di parenti aveva passato la propria luna
di miele. Era a 142 miglia da dove vivevamo.
In Indiana era pieno inverno, e la temperatura era al di sotto
dello zero. Facemmo una cena e un bel ricevimento. Poi, verso le
dieci, le undici, mia moglie e io ci mettemmo in macchina e ci dirigemmo all'albergo, a 142 miglia di distanza. Non avevamo fatto due
miglia che il riscaldamento della macchina si guast, e quando arrivammo all'albergo, a 142 miglia di distanza, io ero praticamente congelato. Eravamo avviliti e stanchi. La macchina si era guastata e non
sapevo se sarei stato in grado di ripararla. Avevo pure dovuto cambiare una gomma.
Quando arrivammo l', salimmo alla nostra stanza e io apersi la
porta. Restammo a guardarci l'un l'altro.
Sapevamo entrambi cosa dovevamo fare, ma eravamo cos stanchi,
cos avviliti, cos infreddoliti. Mia moglie risolse la cosa. Prese la
sua valigia, accese la luce del bagno e spense quella della stanza principale. Si spogli nel bagno, spense la luce e venne fuori in pigiama.
Cerc nel buio il letto e vi si infil dentro.
Cos io presi la mia valigia, andai in bagno, accesi la luce, mi
misi il pigiama, rispensi la luce, e poi cercai nel buio l'altra parte
del letto. E restammo l distesi. Sapevamo quello che dovevamo fare,
ma non riuscivamo a immaginare nient'altro se non come superare
il freddo, l'avvilimento e la stanchezza.

Restammo l distesi tutta la notte, cercando di dormire un po',


e cercando di deciderci.
Alla fine, alle undici di mattina, radunammo abbastanza coraggio
da consumare il matrimonio, e a nessuno di noi due piacque. Nel
primo rapporto lei rimase incinta. Da allora abbiamo cercato di insegnarci reciprocamente a fare l'amore, ma troppo tardi. Ne abbiamo
parlato a lungo, e appena nascer il bambino, il mese prossimo, dopo
il controllo della sesta settimana, intendiamo fare un amichevole divorzio. Non voglio essere nel divorzio altrettanto stupido di quanto
sia stato nel matrimonio. A entrambi dispiace come andato a finire
il matrimonio. Lascer a lei il bambino, e le dar gli alimenti. Se ne
torneranno a casa; e io non so dove andr".
"Va bene", dissi. "Questo un matrimonio molto infelice, e voi
non siete riusciti ad accomodarlo. anche complicato da una gravi-

Come superare i limiti abituali 103


danza. Io vi suggerisco di fare un divorzio amichevole. Ora mi faccia
spiegare come lo potete ottenere.
Vada a Detroit", gli dissi, "e prenoti una saletta da pranzo privata e una stanza in un albergo. Prenda una baby-sitter per badare
al bambino dopo che sua moglie avr fatto il controllo delle sei settimane. Spieghi a sua moglie che ora di sistemare le cose per fare
un divorzio amichevole, e che sarebbe bene ci sia una amichevole
separazione. La porti all'Hotel Statler, non mi interessa quanto costa.
Prendetevi una saletta riservata e fate una bellissima cena, con le
candele e, questa una prescrizione medica, una bottiglia di champagne. E vi dividerete e berrete questo champagne.
Dopo che avrete terminata la cena, non dovrebbero essere pi
delle dieci, vada alla reception e si faccia dare la chiave della sua
stanza. Il fattorino vi ci accompagner. Quando arrivate al vostro
piano, metta in mano al fattorino un biglietto da cinque dollari, e
gli dica di sparire. Lui capir cosa vuole dire. Quindi, arrivati alla
vostra stanza, prenda in braccio la sua sposa, la porti oltre la soglia,
chiuda a chiave la porta con lei sempre tra le braccia, entri e la depositi seduta su un lato del letto. Poi le dica: 'Voglio darti un ultimo
bacio d'addio'. La baci dolcemente e faccia notare: 'Quel bacio
stato per te, adesso diamocene uno per me'. Le poggi la mano sul
ginocchio, prolunghi un po' il bacio, faccia scivolare la mano e le
tolga una scarpa. Poi le dica: 'Diamoci un altro bacio per tutti e due..
Le infili la mano sotto al vestito, la faccia scivolare, e le tolga l'altra
scarpa. A quel punto, fra lo champagne e le ghiandole endocrine sue
e quelle di lei, le cose cominceranno ad andare. Le tiri gi la cerniera
lampo del corpetto e la baci di nuovo. Le tolga una calza, la baci di
nuovo".

Gli fornii il quadro completo di come doveva fare a sedurre sua


moglie. Prima dell'estate mi ero ristabilito dalla mia malattia, ed
entrambi erano scomparsi. Alcuni anni dopo, tenevo una conferenza
alla Emory University. Un giovanotto mi disse: "Ci piacerebbe molto
averla a cena con noi".
"Mi dispiace", dissi, "il mio biglietto d'aereo non lo permette".
"Lei sar molto dispiaciuta", disse.
Mi chiesi perch mai una strana famiglia doveva essere dispiaciuta.
"Sembra che lei non mi riconosca", continu.
" vero, non la riconosco", dissi.
"Lei ricorda senza dubbio una cena che raccomand di fare a mia
moglie e a me all'Hotel Statler di Detroit".
"S, certo", dissi io.
"Adesso abbiamo due bambini, e il terzo in arrivo", disse.

104 Come superare i limiti abituali


Quando la gente viene da voi dicendo di volere un divorzio, forse
non lo vuole veramente.
La coppia di questo racconto simile, per molti versi, alla giovane
donna di "Peccato". A causa della rigida, costrittiva educazione ricevuta, hanno bisogno di una guida direttiva molto chiara, per superare
i limiti che hanno appreso. Sono anche abbastanza rispettosi dell'autorit, tanto da seguire un approccio cos direttivo. Tuttavia ci potremmo chiedere: "Ma perch Erickson ci narra questo racconto? Noi
siamo certo abbastanza smaliziati da sapere come sedurre una donna...
C' forse nel racconto un qualche messaggio nascosto?".
Certo che c'. Ci sono molti messaggi. Il pi evidente che, ancora
una volta, la miglior cosa da fare per mettere qualcuno in grado di
cambiare le sue risposte, dirgli di fare quello che gi sta facendo,
oppure, come in questo caso, ha intenzione di fare. A questo punto
si inserisce qualche differenza, come un cambiamento di scena o
di atmosfera. Non dovete esitare a dare direttive o fornire informazioni. (Se voi siete il soggetto attivo, ricevete informazioni rilevanti).
Il punto principale di questo racconto la convinzione di Erickson
che tutti abbiamo dentro di noi le capacit e le risorse per risolvere
problemi e controversie. Talvolta tutto ci di cui abbiamo bisogno
lo stimolo fornito da un piccolo cambiamento.

Date alla palla la spinta iniziale


Una ragazzina di dodici anni non una bambina. Ne ebbi una
sulla quale applicai una tecnica del tutto infantile. Mi chiam al
telefono e mi disse: "Ho avuto una paralisi infantile, e ho dimenticato come muovere le braccia. Pu ipnotizzarmi e insegnarmelo?".
Dissi a sua madre di portarla da me, e sua madre me la port.

Diedi un'occhiata alla ragazza. Per essere una ragazza di dodici anni,
aveva un petto molto ben sviluppato, eccettuato il fatto che la mammella destra si trovava sotto il braccio. Dissi alla madre di spogliare
la ragazza fino alla vita, e osservai tutto il torace, per vedere dov'erano
i muscoli.
Le dissi che tre volte al giorno doveva mettersi davanti a uno
specchio, nuda sino alla vita, e farsi le boccacce.
Provate un po' a tirare in gi entrambi gli angoli della bocca.
Adesso fatelo ancora, e notate come la pelle del petto si muove.
Io posso farlo solo da una parte del viso.

Come superare i limiti abituali 105


Le dissi anche di mettersi davanti allo specchio tre volte al giorno,
per venti minuti, e tirare gi gli angoli della bocca. In altre parole,
doveva contrarre il muscolo platisma.
E lei mi chiese: 'Devo per forza mettermi davanti a uno specchio?'.
"Dove ti vorresti mettere?", le chiesi.
"Mi piacerebbe immaginare un programma televisivo", disse.
E cos si mise a immaginare un programma immaginario, su un
televisore immaginario. E cominci a esercitare il muscolo platisma,
e si divertiva a guardare l'immaginario programma televisivo mentre
faceva le boccacce.
Ora, quando si comincia a far muovere un muscolo, il movimento
tende a diffondersi a tutti i muscoli. Provate a muovere solo un dito.
Il movimento comincia a diffondersi, senza che lo vogliate. Le sue
braccia cominciarono a muoversi.
Orbene, la mammella destra si spost da sotto il braccio, portandosi
su un lato del petto. Ora lei un'avvocatessa, esercita la professione.
I commenti di Erickson riguardo a questo caso, sono sufficientemente
chiarificatori. Anche qui d il via a un piccolo cambiamento, in apparenza del tutto periferico rispetto al problema principale, l'incapacit di muovere le braccia. Erickson utilizza semplicemente in modo
indiretto le sue conoscenze di anatomia, facendo contrarre alla paziente
i muscoli del petto, i quali naturalmente sono collegati alle braccia
(specialmente il grande pettorale). Perch non disse semplicemente
alla ragazza di esercitare i muscoli delle braccia? Perch sapeva che
in lei c'erano troppe resistenze, che avrebbero reso inutile un approccio cos diretto. Ma come avrebbe potuto resistere a un approccio tanto
indiretto?

Claustrofobia
Un'altra paziente soffriva di claustrofobia. Non riusciva a sopportare di stare chiusa in una piccola stanza. Quand'era bambina, sua
madre le aveva inflitto una punizione facendola entrare nello sgabuzzino della cantina, chiudendo la porta, e poi, producendo un rumore
coi tacchi sull'asfalto come se si stesse allontanando, la lasci l. Aveva
fatto sbattere i tacchi sul marciapiede, facendo credere alla ragazza
che se ne stava andando lontano, molto lontano.
Cos la ragazza crebbe con una totale fobia per le stanze di piccole
dimensioni. Le chiesi perci di sedersi nell'armadio del mio studio.
"Lo far solo se la porta rimane spalancata", disse.

106 Come superare i limiti abituali


"Supponga che la porta, invece di essere completamente spalancata", dissi io, "sia tutta spalancata meno un millimetro".
Fu d'accordo. Stette nell'armadio con la porta completamente spalancata meno un millimetro. E poi aumentammo fino a due millimetri, a tre millimetri, a un centimetro, un centimetro e mezzo, tre
centimetri. Di quanto doveva essere aperta quella porta?
Cos si mise nell'armadio e lentamente chiuse la porta. Attesi per
vedere quando le veniva il panico. Scoperse di essere a suo agio
anche quando la porta era aperta solo per un centimetro e mezzo,
e lei teneva la mano sulla maniglia. Alla fine la chiuse, e scoperse di
poter vivere e respirare in quell'armadio con la porta chiusa, purch
tenesse la maniglia in mano.
Allora suggerii che avrebbe potuto provare a guardare attraverso
il buco della serratura. Dato che poteva vedere fuori attraverso il buco,
non aveva pi bisogno di aggrapparsi alla maniglia.
La claustrofobia una sindrome che esprime in modo concreto le
limitazioni che una persona ha contratto. Ci sono molte teorie sulle
sue cause, come di molte altre fobie, ma Erickson non se n' interessato. Si preoccupato di aiutare la paziente a eliminare la soffocante
sensazione di costrizione, a superare i limiti impostile dalla fobia.
Erickson ci sta dicendo di affrontare i problemi un passetto alla
volta: prima immaginate di farlo, poi, gradualmente, chiudete una
porta. Poi fate lo stesso con un'altra porta, con una finestra...

Le stelle sono il limite


Un inverno, venne a trovarmi un professore di astronomia. Lasci
la porta d'ingresso aperta. Lasci la porta del mio studio aperta, e
apr le altre due porte che si trovano nel mio studio.

Tir le tende di una finestra. Tir su la persiana, tir via la tendina, e aperse la finestra.
"Sono stato incaricato dal Governo di fotografare l'eclissi totale
di sole che avverr in Borneo, e soffro di claustrofobia", mi disse.
"Per andare in Borneo dovr volare, e andare in treno. Mi toccher
viaggiare in nave, in macchina, dovr essere in grado di lavorare in
una camera oscura. Mi pu dare una mano? Ho due mesi di tempo,
prima di partire".
Cos gli feci immaginare che una delle porte era chiusa, anche se
in realt era del tutto spalancata. Alla fine riusc a immaginarlo mentre

Come superare i limiti abituali 107


era sotto ipnosi. Allora gli feci immaginare che l'altra porta era chiusa,
che la finestra era chiusa, e che la porta d'ingresso era chiusa.
And in Borneo, a fotografare l'eclissi totale di sole.
Dopo che era riuscito, in stato di trance, a immaginare che la porta
era chiusa, io la chiusi effettivamente, un pochino alla volta, sino a
che alla fine non fu chiusa. Una per una, chiusi tutte le porte, dopo
avergli fatto immaginare che erano chiuse. E tutto cominci col fargli
prima immaginare che la porta era chiusa. Avevo detto che quella
porta aperta era una crepa nel muro. Avevo detto: "Adesso chiudiamo
quella crepa, un pezzetto alla volta, e facciamo tornare il muro tutto
intero".
Se soffriste di claustrofobia, vorreste certamente che le finestre
fossero aperte, e che le porte fossero aperte. Io vi metterei in trance
e, al loro posto, vi farei vedere una larga crepa. E per quanto grave
possa essere la vostra claustrofobia, riuscireste a sopportare di restare
seduti in quel divano con tutte le finestre aperte e la porta aperta.
E quando io altero l'immagine mentale che voi avete, vi metterete in
relazione alla cosa, allo stesso modo in cui fate col muro che alle
vostre spalle.
E questo il vantaggio dell'ipnosi. Voi potete far s che una persona in stato di trance immagini effettivamente che una data porta
sia veramente una crepa nel muro. E avr un muro alle sue spalle.
Ora, porte e finestre vanno aperte. Quando si tramutano in crepe nel
muro, chiudete lentamente queste crepe.
Dopo essere stato in Borneo e aver fotografato l'eclissi, quest'uomo
entr nella sua camera oscura e svilupp le foto. Perch voleva disperatamente vedere la terra del Borneo, o quello che era.
L'inverno seguente sua moglie venne da me e mi disse: "Grazie

a Dio quest'inverno non mi toccher pi dormire con tutte le porte


e le finestre aperte".
Anche in questo caso di claustrofobia, Erickson aiuta il paziente a
tollerare gradualmente una sempre maggiore 'chiusura'. Mentre nel
primo caso la desensibilizzazione era compiuta nella realt, nel caso
del professore di astronomia era operata in fantasia. Poi l'esperienza
sperimentata in fantasia venne confermata, quando Erickson chiuse
effettivamente le porte. Erickson non solo chiude porte reali, dopo
averle prima lasciate aperte, ma produce anche, per mezzo della suggestione ipnotica, una 'larga crepa' in un muro continuo. Dimostra
di poter avere il controllo delle sensazioni fobiche del paziente, nonch delle sue percezioni, producendo e cancellando tali allucinazioni
visive. Egli lega l'allucinazione di una grande crepa alla sensazione

108 Come superare i limiti abituali


di apertura, associata al fatto che "riuscireste a sopportare di restare
seduti in quel divano con tutte le finestre aperte e la porta aperta".
Successivamente, quando altera l'immagine mentale, pu suggerire che
la sensazione di sicurezza e agio rimarranno, anche dopo che la 'grande
crepa' stata eliminata.

Sangue sui tasti


Un medico aveva due figli maschi e una femmina. Decise che il pi
grande, Henry, doveva diventare medico. La madre decise che questo
figlio doveva diventare un pianista. Per quattro ore al giorno gli faceva
fare esercizi al pianoforte. Il padre non ci vedeva niente di male. Henry
impar ben presto che doveva mettere nel sacco sua madre in qualche
modo. Cos, si mordeva le unghie fino alla carne viva, e quando suonava il piano lasciava tracce di sangue su tutta la tastiera. Ma sua
madre era insensibile e lo obbligava a suonare lo stesso. Lui si morse
ancora le unghie, ma per quanto sanguinasse sempre pi, questo non
bastava a interferire coi suoi esercizi. Continu a mangiarsi le unghie.
Non gli era permesso di andare a scuola se non suonava il piano per
quattro ore al giorno. E lui voleva andare a scuola. Pi tardi volle
andare alla scuola media. Cosicch doveva fare esercizi quattro ore al
giorno. Pi tardi, quando volle andare al liceo, dovette fare esercizi
quattro ore al giorno, per averne il permesso.
Dopo il liceo, il padre di Henry volle che andasse alla facolt di
medicina, e Henry non voleva. Riusc a farsi sbattere fuori dalla facolt
di medicina. Il padre era un buon politico e riusc a farlo ammettere
a un'altra facolt di medicina. Lui si fece buttare fuori anche da quella.
Ma a quest'ora Henry sapeva quello che voleva. Voleva studiare scienze
politiche, cos truff in modo deliberato, truff in modo aperto, sfac-

ciato, e fu radiato da tutte le facolt di medicina. Suo padre lo port


da me e mi disse: "Lo ipnotizzi e gli faccia smettere di mordersi le
unghie".
Henry, che allora aveva ventisei anni, mi disse: "Io voglio studiare
scienze politiche, ma mio padre mi ha lasciato senza fondi".
Henry lavorava presso un impresario di pompe funebri. Odiava quel
lavoro. Guidava un carro funebre. E io dissi al padre: "Mi occuper
io di suo figlio. Ho i miei sistemi di far terapia".
"Non mi interessa il suo sistema di far terapia, purch faccia in
modo che a Henry ricrescano le unghie", disse il padre. "Non posso
in alcun modo far entrare mio figlio in una facolt di medicina, finch
ha quelle orribili dita".

Come superare i limiti abituali 109


"Cosa pensi di questa tua abitudine?", chiesi a Henry.
" un modello di comportamento interiorizzato", rispose. "Non
posso fare a meno di mangiarmi le unghie. Sono costretto a farlo durante il sonno. Non ho nessun desiderio di avere unghie simili. Sono
orrende! Non mi piacerebbe che una bella ragazza mi guardasse le
mani".
"Bene, Henry", dissi io, "tu disponi di dieci dita. Orbene, io sono
assolutamente certo che nove dita ti possono dare tutta la quantit
di unghie di cui hai bisogno, per cui ti puoi far crescere una lunga
unghia su un qualsiasi dito, mentre ti nutr delle altre nove".
"Va bene", disse Henry.
"In realt", continuai, "potresti anche far crescere delle lunghe unghie su due dita, e le altre otto potrebbero darti tutta la quantit di
unghie che desideri".
"Vedo esattamente dove vuole arrivare", disse Henry. "Finir col
dirmi che che un solo dito tutto ci di cui ho bisogno per nutrirmi,
e che posso farmi crescere le unghie su nove dita. E, dannazione, sono
intrappolato nella sua logica!". Non gli ci volle molto, per farsi crescere le unghie sulle dieci dita.
Poi gli dissi: "Henry, tuo padre non ti sostiene economicamente.
Tu lavori, e suoni il piano quattro ore al giorno".
"Mi piace la musica, ma odio il piano", disse. "Mi piace veramente
la musica".
"Il piano non il solo strumento che esista", dissi io. "Tu hai fatto
ormai ventidue anni di esperienza suonando sulla tastiera di uno strumento".
"Mi procurer un organo elettronico", disse Henry.
E suonava l'organo elettronico in modo tanto perfetto, che era molto

richiesto per matrimoni e feste. E continu a suonare l'organo elettronico per tutto il tempo che frequent la facolt di legge. Suo padre
era furioso con me!
Il secondo figlio, in base a quanto aveva deciso il padre, doveva
diventare ministro della Chiesa Episcopale. Questo figlio si era sposato
con una donna ebrea. E lavorava in un salone di autoccasioni. Era un
ubriacone, uno che vendeva macchine di seconda mano, ed era sposato
con una donna ebrea!
Anche la figlia aveva le sue istruzioni. Doveva diventare grande e
diventare un'infermiera. E la figlia scapp di casa a sedici anni. Se ne
and in una delle Isole Caroline e spos il suo innamorato adolescente.
Il fratello di Henry decise che se Henry poteva studiare Scienze
Politiche, lui e sua moglie non erano costretti a continuare a odiarsi
reciprocamente. Erano entrambi infelici, in quel matrimonio. N lui

110 Come superare i limiti abituali


doveva per forza continuare a bere. Le chiese il divorzio. Ma i ministri della Chiesa Episcopale non possono essere divorziati. "Non potete fare di me un ministro della Chiesa Episcopale", disse. "Io intendo
fare il venditore d'automobili. Mi voglio mettere nelle macchine nuove".
Ed ebbe successo in questa attivit!
E cos Henry, l'avvocato, e suo fratello, il venditore d'automobili,
fissarono le regole per la loro sorella, e il suo marito sedicenne. Andarono a trovare i genitori di entrambi, e fissarono le regole. Suo marito
sarebbe dovuto andare all'Universit, e prendere dei bei voti. Poteva
studiare qualsiasi cosa gli piacesse. E la sorella sarebbe dovuta andare
all'Universit, e prendersi una laurea, e lei e suo marito avrebbero potuto prendere congiuntamente le proprie decisioni.
In questo racconto messa in luce la natura coercitiva dei genitori.
Il padre aveva l'idea fissa che suo figlio doveva fare il medico. La
madre aveva l'idea fissa che il figlio doveva diventare un pianista.
In modo tipico, il padre ordin a Erickson "lo ipnotizzi e gli faccia
smettere di mordersi le unghie". Anche dopo che Henry era stato radiato da tutte le facolt di medicina, il padre insisteva ciecamente nell'affermare che era solo il fatto di mordersi le unghie che impediva a
Henry di essere accettato in un'altra facolt di medicina. Per molti
anni Henry aveva reagito alla coercizione dei suoi genitori con sintomi
del tipo mordersi le unghie. Naturalmente, sentiva di non essere responsabile dei suoi sintomi. "Non posso fare a meno di mangiarmi le unghie".
Vediamo come Erickson tratt la cosa con lui (e con l'intera famiglia).
Erickson intervenne innanzi tutto col prendere la responsabilit sulle
proprie spalle, presentandosi come un 'buon padre'. "Mi occuper io
di suo figlio", disse. Poi si dimostr una guida pi razionale, con la
quale il figlio potesse identificarsi, senza ostacolare le sue legittime

aspirazioni e i suoi sforzi. Servendosi di un doppio legame (dicendo


a Henry di mordere, ma di non mordere), port Henry ad ammettere
ben presto, in terapia: "Sono intrappolato nella sua logica". Henry si
rendeva conto che se seguiva le suggestioni di Erickson, poteva soddisfare qualsiasi bisogno di mordersi le unghie, e contemporaneamente
lasciarsi crescere quasi tutte le unghie. In altre parole, era incoraggiato a esprimere qualsiasi legittimo impulso, purch lo dirigesse (in
questo caso, verso l'unghia di un solo dito). Come passo successivo,
Erickson applic questo principio alla questione di suonare il piano.
Stabil che a Henry la musica piaceva effettivamente, e lo spron a
esprimere e soddisfare quest'area d'interesse e godimento. Henry, tuttavia, scelse il proprio strumento. Una volta scoperto che poteva fare
quello che voleva fare, fu in grado di andare avanti nel determinare

Come superare i limiti abituali 111


la propria strada nella vita, e di mantenersi all'universit utilizzando
il talento e l'interesse che gi possedeva.
Dopo che Henry si fu liberato dalla costrittiva influenza dei suoi
genitori, ed ebbe trovato metodi di ribellione pi efficaci del mordersi
le unghie, fu in grado di aiutare suo fratello ad affermare se stesso.
Poi i due fratelli unirono le loro forze per 'fissare le regole' per i loro
genitori e, in realt, per l'intera famiglia, tra cui il giovane marito della
sorella e i di lui genitori. Furono in grado di fare ci, perch avevano
la forza del numero e l'unione, e perch ora incarnavano valori razionali, e obiettivi (sani). interessante notare che essi non insistettero perch la sorella lasciasse il marito sedicenne. Al contrario, il marito venne a
far parte del programma di miglioramento di s che era sempre stato
un valore prioritario in famiglia e che, tra l'altro, interessava anche
Erickson.
Madre e padre credevano evidentemente nell'educazione e nel miglioramento di s. Sfortunatamente, erano stati troppo rigidi e insensibili nei loro tentativi di imporre i loro valori ai figli. Alla fine, comunque, tutti i figli riuscirono a soddisfare la sana premura dei genitori nei loro confronti. Henry divenne un libero professionista, un
avvocato, un organista, soddisfacendo in tal modo le speranze sia di
suo padre che di sua madre. Il fratello di Henry sciolse il matrimonio
misto che indubbiamente angosciava i suoi genitori, ed ebbe successo
come venditore di automobili nuove. La sorella ebbe una educazione
universitaria.
Erickson d un esempio dell''effetto onda' descritto da Spiegel. Questo effetto riscontrabile in ciascun individuo e in tutta la famiglia.
In Henry, la guarigione del sintomo 'mordersi le unghie' port a una
maggiore fiducia in s, la quale a sua volta condusse a un comporta-

mento positivo: scelse 'il proprio strumento'. La liberazione di un membro della famiglia dalla coercizione irrazionale port alla liberazione del
mmbro successivo, e ci port alla liberazione del successivo ancora.
Persino i genitori, cos eccessivamente ansiosi, furono indubbiamente
liberati dalla loro sproporzionata preoccupazione riguardo ai figli. Sappiamo bene che, in qualsiasi terapia, bench ci si concentri solo su un
dato paziente, qualsiasi cambiamento in lui interesser e cambier ciascun componente del suo 'mondo' o 'sistema'.

112 6 Ristrutturazione
Nella letteratura sulla psicoterapia troviamo molti esempi di ristrutturazione. Uno dei pi memorabili il resoconto che Victor Frankl
fornisce della sua vita in un campo di concentramento, nel suo libro
From Death-Camp to Existentialism. Mentre la maggior parte dei suoi
compagni persero la speranza e successivamente perirono, Frankl tenne
la mente occupata a pensare alle conferenze che avrebbe tenuto dopo
la liberazione, conferenze che avrebbero attinto alla sua esperienza nel
campo di concentramento. In questo modo ristruttur una situazione
potenzialmente distruttiva e senza speranza; nella sua mente, la trasform in una fonte di ricche esperienze, che avrebbe potuto utilizzare per
aiutare gli altri a superare situazioni apparentemente senza speranza,
fossero esse di tipo fisico o mentale. Naturalmente gli scettici potrebbero dire che questa forma di pensiero non ebbe nessun effetto sulla
sua sopravvivenza, e che la mancanza di speranza non condannava necessariamente a morte i suoi compagni di sventura. Comunque sia, in
quel momento quella forma di pensiero mantenne certamente vivo il
suo spirito e la sua mente. E pu darsi che abbiano mantenuto vivo
anche il suo corpo. Anche qui, notiamo che la ristrutturazione operata
da Frankl era in sintonia col suo orientamento, generale verso la vita.
Frankl apprezzava effettivamente l'insegnamento, e aveva effettiva esperienza come conferenziere, cosicch per lui era naturale utilizzare questa
esperienza come fonte di materiale per le future conferenze.
Watzlawick, Weakland e Fisch, in Change, affermano: "Ristrutturare significa cambiare l'atteggiamento o punto di vista concettuale e/o
emozionale in relazione al quale una situazione viene vissuta, e porla
entro un'altra cornice, che si adatta ai 'fatti' della stessa situazione concreta in modo altrettanto valido, se non pi valido, e che perci muta
l'intero suo significato".

Gli Autori citano il filosofo Epitteto che afferma: "Non sono le cose
in s a preoccuparmi, quanto piuttosto le opinioni che abbiamo sulle

Ristrutturazione 113
cose". Essi fanno notare che "la nostra esperienza del mondo basata
sulla categorizzazione in classi degli oggetti delle nostre percezioni",
e che "una volta che un oggetto stato concettualizzato come membro
di una data classe, estremamente difficile concepirlo anche come appartenente a un'altra classe", Con la ristrutturazione, una volta che
abbiamo percepito 'classificazioni alternative', difficile ritornare alla
nostra precedente limitata visione della realt.
I racconti seguenti ci danno esempi del modo in cui Erickson si
serviva della ristrutturazione.

Valorizzare il loro essere grandi


Mio figlio Robert aveva aggiunto un altro piano alla casa. La notte
precedente, lui e sua moglie si erano trasferiti al piano di sopra. Il
piccolo Douglas di cinque anni, e Becky, di due, erano terribilmente
spaventati, perch li si era dovuti lasciare al piano di sotto. Robert
venne da me. Cos io gli consigliai: "Il letto di Douglas pi basso
del letto dei genitori". Robert avrebbe dovuto sottolineare che bambino grande era Douglas, e mettere in relazione il suo essere grande
con la grandezza del letto matrimoniale che era stato lasciato di sotto.
E anche Becky doveva mettere in relazione il suo essere grande con
la grandezza del letto di Douglas.
Poi dissi a Robert di assicurarsi che i bambini sapessero come eventualmente usare il citofono tra i due piani. E dormirono magnificamente,
per quanto Douglas fosse stato molto preoccupato. Aveva persino chiesto se le prime notti poteva andare a dormire di sopra.
La cosa importante era concentrarsi su qualcosa che mettesse l'accento sull'io, sulla grandezza del letto, e sul fatto che lui era un bambino grande.

Erickson fa leva sul desiderio di crescere che hanno tutti i bambini.


I figli di Robert vennero distolti dalla loro paura e senso di abbandono,
e vennero indirizzati a vedere se stessi diventare pi grandi.
Invece di badare a quello che avevano perso - la compagnia dei
genitori - i bambini vennero indirizzati verso il futuro. A Douglas
venne detto che se guardava il letto dei genitori, sarebbe presto venuto
il suo turno di prenderne possesso. Allo stesso modo, a Becky venne
ricordato che stava diventando pi grande, e ben presto avrebbe preso
possesso del letto di Douglas.

114 Ristrutturazione
Moda
Mia figlia torn a casa dalla scuola elementare e disse: "Pap, a
scuola tutte le bambine si mangiano le unghie, e anch'io voglio essere
alla moda".
"Beh, dovresti certamente essere alla moda", dissi io. "Penso che
essere alla moda una cosa molto importante per una ragazza. Tu stai
un po' indietro. Loro hanno fatto gi un sacco d'esercizio. Per cui
penso che il modo migliore perch tu possa riacchiappare le altre ragazze quello di fare sicuramente in modo di morderti ogni giorno
abbastanza unghie. Beh, direi che se ti mangi le unghie tre volte al
giorno per un quarto d'ora (ti dar io un orologio), a tale e tale ora
esatta, e lo fai ogni giorno, potrai riacchiapparle".
Dapprima inizi con molto entusiasmo. Poi cominci a iniziare tardi
e a finire presto, e un giorno disse: "Pap, intendo lanciare una nuova
moda a scuola: unghie lunghe".
Dopo aver iniziato coll''allearsi al paziente' nel suo desiderio di essere alla moda, Erickson procede a tramutare questo 'atteggiamento
alla moda' in una dura prova. Usava spesso questo approccio al sintomo,
facendo s che il mantenerlo fosse pi seccante dell'abbandonarlo.

La ragazza pi facile da sedurre


Ecco ora una lettera di una studentessa universitaria che venne da
me l'ultimo anno di universit e mi raccont:."Mia madre stata dominata tutta la vita da sua madre. E mia madre giur che quando sarebbe diventata grande, se mai avesse avuto una figlia, non avrebbe
dominato sua figlia. Cos mia madre stata la mia migliore compagna,
la mia migliore amica. Mia madre stata la mia migliore amica, la mia
compagna per tutta la scuola media e per tutto il liceo. Poi sono andata

in California, in una universit cattolica. Io sono una cattolica molto


fervente. E mia madre mi chiama due volte a settimana, e ci scriviamo
lettere ogni settimana, e lei la mia migliore compagna.
Ma c' qualcosa che non va da qualche parte. Quando andai all'universit, aumentai dal mio normale peso di 48 a 59 chili. La prima
estate che tornai a casa, piombai a 36 chili. Poi tornai all'universit
e tornai a 59 chili. L'estate successiva ripiombai a 36 scarsi. E la terza
estate avvenne la stessa cosa. Ora siamo a Pasqua, e io mi laureo

Ristrutturazione 115
quest'anno. Peso 59 chili e intendo passare l'estate a Phoenix. E non
sopporto di essere cos grassa. Mangio continuamente e coattivamente
un sacco di porcherie. Mi aiuta?".
Cos la misi in trance e parlammo del suo peso. Ed ecco cosa scopersi: quelli della vecchia generazione non possono essere i compagni
di un bambino all'asilo, di un ragazzo della media.
Le dissi che sua madre non era una vera compagna. Lei non aveva
mai avuto un ragazzo, e aveva sempre confidato ogni cosa a sua madre.
Quando aveva un ragazzo, lo lasciava, perch le dava delle strane
sensazioni. Era incapace di descrivere queste sensazioni.
Ora, in stato di trance, le dissi che aveva bisogno di sapere certe
cose, che poteva ascoltarmi con la sua mente inconscia. Successivamente,
avrei lavorato con lei in modo che potesse ascoltarmi con la mente
conscia. In un leggero stato di trance, le spiegai che una madre non
pu essere la migliore amica di una ragazza, e che, al contrario, sua
madre la stava dominando in modo opposto a quello in cui lei era
stata dominata. Le dissi che doveva pensarci su per bene, sino a
quando lo avrebbe capito. Le dissi che avremmo affrontato pi tardi
il problema del peso. Quell'estate torn a Phoenix, e scese solo a
50 chili. Poi disse: "Lei ha ragione, mia madre mi domina effettivamente in modo opposto a quello in cui la domina sua madre. E la
nonna vive con noi, e domina mia madre, e domina mio padre. E mio
padre beve. Mia madre mi domina, e io vorrei essere una ragazza
normale. Mi rendo conto di avere strane sensazioni che non capisco".
Cos io le dissi: "Tu sei un'ardente cattolica, una persona molto
devota. Ma sei la ragazza pi facile da sedurre di tutti gli Stati Uniti".
Mi guard orripilata. "Nessuno, in nessun modo, mi pu sedurre".
"Ti spiegher con quale facilit puoi essere sedotta", dissi. "E

pensaci su. Se fossi un giovanotto e volessi sedurti, ti chiederei un


appuntamento, ti porterei fuori a cena e al cinema, e ti farei passare
una bellissima serata. Al secondo appuntamento, ti direi che ti trovo
bellissima, e provo una forte attrazione fisica per te. E per il resto
dell'appuntamento non farei assolutamente nulla. Farei bene in modo
che tu ti diverta. Al terzo appuntamento, ti direi che mi piacerebbe
veramente sedurti, ma che so che non sei il tipo di ragazza che pu
essere sedotta. 'Cos lasciamo perdere, e pensiamo a passare una bella
serata', direi. E ti avvertirei: 'Non darmi otto appuntamenti. Non
correrai nessun pericolo per i primi sette. Ma non darmi l'ottavo'.
Cos non correresti nessun pericolo a darmi un quarto appuntamento, un quinto appuntamento, un sesto appuntamento. E per tutto
il tempo, i tuoi ormoni sarebbero in azione. Al settimo appuntamentp,
i tuoi ormoni sarebbero ben riscaldati. Ti darei il bacio della buona-

116 Ristrutturazione
notte sulla fronte. Aspetterei una settimana, e ti chiamerei per l'ottavo appuntamento. E tu sai benissimo che cosa succederebbe".
Lei fu d'accordo, su quello che sarebbe successo.
"Ora, per quanto concerne il tuo peso, tu hai sempre avuto un
cattivo modello, che in azione da quattro anni. Non puoi superarlo
in una sola volta. Ora, per il prossimo Natale, voglio una tua foto
di fronte e una di profilo, in bikini. E voglio che me le porti a mano
il giorno di Natale".
Venne con le foto. Era infelice e avvilita. "Quando le foto sono
state scattate", disse, "pesavo 57 chili. E mi odiavo".
"Beh, ti porti addosso un bel po' di ciccia, non c' dubbio", dissi.
"Comunque, non voglio tenere queste foto. Te le puoi riprendere".
"Neanch'io le voglio", disse. "Le voglio strappare".
Un anno pi tardi pesava 45-47 chili e aveva un ragazzo fisso.
E disse: "Le sue mani si fermano alle mie ginocchia e alle mie spalle.
Ora so cosa sono quelle strane sensazioni. E non intendo insegnare
per un altro anno alla scuola cattolica. Intendo passare alla scuola
statale".
E cos, questo ultimo settembre, ha iniziato a insegnare in una
scuola statale. Ed una meravigliosa ragazza.
Erickson comment che questa studentessa, quando era a casa, era
una ragazza 'piccola', e quando era via da casa, era una ragazza 'grande'.
Aveva notato questo fatto, ma non pensava che fosse necessario che
la paziente se ne rendesse conto. Per quale ragione Erickson le dice
che pu essere sedotta? Innanzitutto, con questa sfida, egli cattura
completamente la sua attenzione. E inoltre, credo, sta cercando di
mettere in risalto il fatto che lei in grado di avere normali sensazioni sessuali, e cio che, in realt, quelle 'strane sensazioni' che le

facevano sempre lasciare il proprio ragazzo, erano normali sensazioni


sessuali. Erickson lascia che lei provi, con l'immaginazione, in che
modo queste sensazioni potrebbero essere generate, fino al punto in
cui lei effettivamente le avvertirebbe. Il suo atteggiamento verso queste 'strane sensazioni' viene cos ristrutturato. Lei ora in grado di
sentirle in modo positivo, nonch di pensarci.
Dopo averla 'sedotta' col suo racconto, Erickson insiste perch lei
gli porti una sua foto in bikini. Col fatto di guardare le foto, nella
quale lei quasi nuda, egli rafforza la fantasia di intimit cui aveva
dato l'avvio ('seduzione'). A questo punto, in quanto 'ragazza grande',
che sta lontana da casa, lei conosce l'esperienza di avere un 'amante'
(Erickson), il quale rifiuta l'immagine di lei grassa, citando la sua
'ciccia' e dicendo che non vuole tenere le foto. Anche lei rifiuta l'im-

Ristrutturazione 117
magine di s grassa, quando straccia le foto stesse. Come risultato
della sua interazione con Erickson, ha mutato l'immagine di s e il
proprio atteggiamento verso la propria sessualit.

Cammini per un miglio


Un poliziotto in pensione per ragioni di salute mi disse: "Io ho
un enfisema, la pressione alta e, come pu vedere, sono molto al di
sopra del peso normale. Bevo troppo. Mangio troppo. Vorrei ottenere
un lavoro, ma il mio enfisema e la pressione alta me lo impediscono.
Mi piacerebbe diminuire le sigarette. Mi piacerebbe smettere. Mi piacerebbe smettere di bere quasi un'intera bottiglia di whisky al giorno,
e mi piacerebbe mangiare in modo razionale".
"Lei sposato?", chiesi.
"No, sono scapolo", disse. "Di solito, cucino da me, ma c' un
piccolo ristorante a portata di mano, dietro l'angolo, in cui vado
spesso".
"Ah, cos, c' un piccolo ristorante a portata di mano, dietro l'angolo, dove lei pu pranzare. E dove le compra, le sigarette?".
Comprava due stecche alla volta. "In altre parole", dissi, "lei compra le sigarette non per oggi, ma per il futuro. Bene, dato che lei si
cucina da solo, dove fa la spesa?".
"Per fortuna c' un piccolo negozio di generi alimentari proprio
dietro l'angolo. l che compro i miei generi alimentari e le mie
sigarette".
"E dove compra i liquori?".
"Per fortuna c' un piccolo negozio di liquori proprio accanto a
quello dei generi alimentari".
"Insomma lei ha un ristorante a portata di mano proprio dietro

l'angolo, un negozio di generi alimentari a portata di mano proprio


dietro l'angolo, un negozio di liquori a portata di mano proprio dietro
l'angolo. E lei vuole correre, ma sa di non poter correre. Orbene, il
suo problema molto semplice. Lei vuole correre ma non pu farlo.
Per pu camminare. Bene, compri le sigarette un pacchetto alla
volta; attraversi a piedi tutta la citt, per comprare il suo pacchetto
di sigarette. Questo comincer a metterla in forma. E per quanto riguarda i generi alimentari, non li compri al negozio a portata di mano
dietro l'angolo. Vada a un negozio a mezzo miglio o un miglio di
distanza, e compri quanto basta per ogni pasto. Tutto ci significa
tre belle camminate al giorno. E per quanto riguarda gli alcolici, pu

118 Ristrutturazione
berne quanti vuole. Si faccia un primo bicchierino ad almeno un miglio di distanza. Se ne vuole un secondo, trovi un altro bar ad almeno
un miglio di distanza: se ne vuole un terzo, trovi un altro bar a un
altro miglio di distanza".
Mi guard con la pi grande collera. Imprec contro di me e se
ne and infuriato.
Circa un mese dopo, venne un nuovo paziente. "Mi manda da lei
un poliziotto in pensione", disse. "Mi ha detto che lei l'unico psichiatra che sa quello che fa". Il poliziotto, dopo quello che gli avevo
detto, non poteva pi comprare un'intera stecca di sigarette! E sapeva
che camminare sino al negozio era un atto cosciente. Ne aveva il
controllo. Vedete, io non gli prescrissi di smettere di mangiare, di
smettere di fumare, di smettere di bere. Gli diedi invece la possibilit
di camminare.
Questo paziente fu costretto a ristrutturare il suo comportamento.
Doveva per forza depennarlo dalla categoria dei comportamenti involontari. Come commenta Erickson, si rese conto che 'camminare
sino al negozio era un atto cosciente'.
In questo caso, Erickson si accorse di avere a che fare con un
uomo che per lungo tempo aveva eseguito ordini. Gli d pertanto
degli ordini, sapendo che con tutta probabilit egli li eseguir, Questo
un importante esempio di come si debba incontrare il paziente all'interno del suo schema di riferimento. Altri pazienti, tuttavia, possono non essere trattati necessariamente in questo modo.

Bombardini
Un giorno una ragazza del liceo emise una sonora flatulenza in
classe, mentre stava scrivendo alla lavagna. Si gir e corse via nella

sua stanza, chiuse le persiane, ordin dei generi alimentari per telefono e li port dentro solo molto dopo che si era fatto buio. Ricevetti
una sua lettera, che diceva: "Mi accetta come paziente?".
Presi nota dell'indirizzo di Phoenix che mi dava, e risposi: "S,
l'accetto". Lei mi riscrisse: " veramente sicuro di volermi come
paziente?". Io ci pensai su per bene, e risposi: "S, mi piacerebbe
averla".
Le ci vollero circa tre mesi, e poi mi scrisse dicendo: "Vorrei un
appuntamento con lei dopo che buio. E non voglio che nessuno mi

Ristrutturazione 119
veda. La prego, faccia in modo che non ci sia nessuno quando vengo
nel suo studio".
Le diedi appuntamento per le dieci e mezza, e lei mi raccont di
come aveva emesso una sonora flatulenza ed era corsa fuori dall'aula
e si era chiusa in camera sua. Mi disse anche di essere una cattolica
convertita. Ora, i cattolici convertiti sono sempre molto ferventi.
Cos le chiesi: "Sei veramente una buona cattolica?". Lei mi assicur
di s. E passai un paio d'ore con lei, facendole domande sul grado
di fervore del suo cattolicesimo.
E poi, al colloquio successivo, dissi: "Tu dici di essere una buona
cattolica. Ma allora perch insulti il Signore? Perch lo schernisci?
Perch lo sei veramente, cattolica. Dovresti vergognarti, schernire
Dio e autodefinirti una buona cattolica!".
Cerc di difendersi.
"Io posso provare che hai poco rispetto per Dio", dissi. Tirai fuori
il mio libro di anatomia, un atlante, in cui c'erano illustrazioni di
tutte le parti del corpo. Le feci vedere una sezione trasversale del retto
e dello sfintere anale.
"Vedi, l'uomo molto bravo a costruire cose", dissi. "Ma riesci
tu a immaginare un uomo tanto abile da costruire una valvola che
contenga materia solida, materia liquida, e aria, ed emetta verso il
basso solo l'aria" Dio l'ha fatto", dissi, "Perch non rispetti Dio?".
Poi le dissi: "Ora, voglio che tu dimostri un fervente, un onesto
rispetto per Dio. Voglio che tu cuocia dei fagioli. In marina, li
chiamano bombardini. Insaporiscili con cipolla e aglio. Poi mettiti
tutta nuda, e ancheggia e balla per tutta la stanza, facendone di
sonore, di tenui, di grosse, di piccole... e godi dell'opera di Dio".
E cos fece. Un anno pi tardi, era sposata e passai da casa sua

per vedere come stava. Aveva un bambino. Mentre ero l a farle


visita, disse: " ora di dare il latte al bambino". Sbotton la camicetta, mettendo in vista il seno, e diede il latte al bambino, chiacchierando del pi e del meno con me. Un completo cambiamento di
riferimento.

Faccia di cannella
Una donna che avevo curato per certi dolori venne a vedermi. "Non
sono venuta per me, questa volta", disse. "Sono venuta per mia figlia.
Ha otto anni. Odia sua sorella. Odia me, odia suo padre, odia il
maestro, i suoi compagni di scuola, odia il postino, l'uomo del latte,

120 Ristrutturazione
l'uomo al distributore di benzina: insomma odia tutti. Odia se stessa.
Ho cercato a lungo di fare s che se ne vada in Kansas per l'estate,
a visitare i nonni. Li odia, anche se non li conosce nemmeno".
"Qual la ragione di tutto questo odio?", chiesi.
"Una massa di efelidi sul viso. I bambini a scuola la chiamano
Lentiggini. E lei odia terribilmente queste lentiggini".
"Dov' la bambina?", chiesi.
" fuori in macchina. Non vuole entrare. Odia anche lei, perch
ha le lentiggini".
"Vada fuori e la porti qui, anche se dovesse usare la forza. La porti
dentro questa stanza", dissi.
Mi misi alla scrivania nell'altra stanza. La madre non fu costretta
a usare la forza. La bambina entr e si ferm sulla porta, pugni serrati, mascella protesa, sguardo minaccioso e pronta al combattimento.
Mentre se ne stava l in piedi, io la guardai e le dissi: "Tu sei una
ladra! Tu rubi!".
Lei disse che non era una ladra e che non rubava. Era pronta a
dare battaglia su questo punto.
"Oh, s, tu sei una ladra. Tu rubi le cose. Io so persino che cosa
hai rubato. Ho persino le prove che tu hai rubato".
"Non hai nessuna prova", disse. "Non ho mai rubato niente".
"So persino dove eri quando hai rubato quello che hai rubato",
dissi.
Quella bambina era furibonda contro di me. "Te lo dir io dov'eri,
e cosa hai rubato", dissi. "Eri in cucina, stavi apparecchiando la tavola. Stavi davanti al tavolo della cucina. Stavi cercando di raggiungere il vaso dei dolci, quello dove c'erano dolci di cannella, focacce
di cannella, bastoncini di cannella, e ti sei rovesciata un po' di can-

nella sul viso. Sei una Faccia di Cannella".


Tutto ci avveniva due anni fa.
La bambina reag emotivamente, e in modo favorevole, alle sue
lentiggini. Era in un atteggiamento mentale tale da reagire favorevolmente, perch io avevo accresciuto deliberatamente la sua ostilit
e la sua rabbia, e poi avevo fatto letteralmente il vuoto nella sua
mente. Perch le avevo detto che sapevo dove era quando aveva rubato, che sapevo che cosa era che aveva rubato. E ne avevo le prove.
E in questo modo, si sent sollevata dall'accusa di essere una ladra.
Io la stavo veramente prendendo in giro, e la situazione divenne divertente. E a lei piacevano i bastoncini di cannella, o le focacce, o
i dolci, e io avevo dato un nuovo nome alle sue lentiggini. Erano le
sue emozioni, i suoi pensieri, le sue reazioni, a essere terapeutiche.
Anche se lei non lo sa.

Ristrutturazione 121
Pi tardi, Erickson fece il seguente commento sul racconto "Faccia
di Cannella": "Dovreste anche imparare che non quello che fate
voi, che non quello che dite voi, ma quello che fa il paziente,
quello che capisce il paziente".
Ebbi l'occasione di vedere una cartolina indirizzata a Erickson da
Faccia di Cannella. "Caro dottor Erickson, stavo pensando a lei, oggi.
Stavo rileggendo quelle 'pazze' lettere che lei mi scrisse. Com' stato
in tutto questo tempo? Cercher di ricordarmi di mandarle un biglietto
per San Valentino. Quest'anno sono in prima media. Lei probabilmente non si ricorder di me tanto bene, ma se vede il mio soprannome si ricorder, giri pagina. Il mio nome B. H. (Faccia di Cannella). Beh, adesso devo salutarla. Ciao
Faccia di Cannella
La cartolina era colorata con tre diverse gradazioni di pastello porpora. Queste parole erano accompagnate da una foto a colori, nella
quale si vedeva una ragazzina carina, coi capelli rosso castani, e il
viso coperto di lentiggini rossastre, che sorrideva.

Psoriasi
Una giovane donna mi disse: "Sono mesi che cerco di raccogliere
il coraggio per venire a vederla. Lei noter che porto un colletto alto
e maniche lunghe, anche se estate. Ma ieri sera, quando ho visto
tutta quella forfora sul tappeto, e stamane, tutta la forfora nel mio
letto, ho pensato: 'Devo proprio vedere uno psichiatra. Con tutta la
psoriasi che ho, non pu certo farmi niente di peggio'.
"Cos, lei pensa di avere una psoriasi?".
"Detesterei mettermi nuda", disse lei. "Lei vedrebbe il mio corpo,
le mie braccia, il mio collo. Lascio cadere forfora da tutte le parti".

"Mi faccia vedere questa psoriasi", dissi. "Non ne morir certo,


e neanche lei".
Me la fece vedere. Io l'osservai con attenzione e dissi: "Lei non
ha pi di un terzo della psoriasi che pensa di avere".
"Io sono venuta da lei per aiuto perch lei un dottore", disse.
"E lei mi sta dicendo che ho meno di un terzo di tutta la psoriasi,
e io vedo quanta ne ho, e lei la riduce a un terzo!".
" cos", dissi io. "Lei ha molte emozioni. Lei ha poca psoriasi
e molte emozioni. Lei viva, ha delle emozioni: poca psoriasi, e molte
emozioni. E molte emozioni sulle braccia, sul corpo, e lei le chiama

122 Ristrutturazione
'psoriasi'. Cosicch lei non pu averne pi di un terzo di quanto creda
di averne".
"Quanto le devo?", disse.
Glielo dissi.
"Le far un assegno, e non mi vedr mai pi", disse.
Due settimane pi tardi, mi chiam e mi disse: "Pu darmi un
appuntamento?".
"S", dissi io.
"Voglio scusarmi. Voglio rivederla".
"Non c' bisogno di scusarsi perch ho fatto la diagnosi giusta, e
non voglio che si scusi per questo".
"Penso proprio che lei abbia ragione", disse. "Non dovrei scusarmi,
dovrei esserle grata per aver fatto la giusta diagnosi. Ora non ho pi
forfora, e guardi le mie braccia. Qua e l ci sono piccole chiazze, ma
tutto qui. E anche sul resto del mio corpo. Sono stata furente con lei
per due settimane".
Quando Erickson dice alla giovane donna: "Lei ha poca psoriasi e
molte emozioni", sta ponendo sullo stesso piano psoriasi e emozioni,
suggerendo che pi si hanno emozioni, meno si ha psoriasi, e pi si
ha psoriasi, meno si hanno emozioni. Poi le fornisce la possibilit di
dirigere le sue emozioni verso di lui. Quando si arrabbi con lui, e
questa rabbia le rimase per due settimane, la sua psoriasi diminu. Ebbe
molte emozioni e poca psoriasi.
In questo modo, Erickson prepara i suoi pazienti a scoprire un nuovo
schema di riferimento, sfidandoli, confondendoli, facenao affiorare emozioni spiacevoli. Questa ristrutturazione viene compiuta in armonia con
l'atteggiamento mentale e con le credenze della persona. Nel racconto
"Bombardini" Erickson stabilisce innanzitutto che la paziente si con-

sidera religiosa. Con la bambina di "Faccia di cannella", adotta un


atteggiamento giocoso, che appropriato quando si ha a che fare con
un bambino. E affronta l'atteggiamento antagonistico e la tendenza
competitiva della paziente con la psoriasi sfidandola. La paziente con
la psoriasi si rende conto di essere arrabbiata. Conferma a se stessa
che Erickson aveva ragione; e che lei effettivamente aveva queste emozioni. A livello inconscio, a quel punto, avviene una connessione: allora
egli deve aver, ragione anche nella seconda met della sua frase, e cio
quando le diceva che aveva solo un terzo della psoriasi che pensava
di avere. Il suo corpo procedette a dimostrarglielo, perdendo la maggior
parte dell'esantema.
Una volta che 'Faccia di cannella' ha riso di sollievo, sentendosi etichettata come 'Faccia di cannella' invece che ladra, predisposta a sor-

Ristrutturazione 123
ridere qualunque volta pensi alle sue efelidi. In questo modo, il suo
odio e la sua rabbia originali sono sostituiti da una tranquilla e divertita sensazione. Come Erickson spiega, "divenne una situazione divertente". E questa situazione divertente continu anche dopo che la
bambina non era pi in presenza di Erickson.
Nel racconto "Bombardini", la situazione ristrutturata, per la paziente, da una situazione in cui era umiliata per la propria mancanza
di controllo, in una in cui poteva apprezzare il fine controllo che in
realt possedeva, e cio il fatto di essere in grado di emettere solo del
gas, trattenendo contemporaneamente la materia liquida e la materia
solida nel proprio retto. In realt, ella fu spinta a divertirsi, danzando
nuda per il suo appartamento, mentre esercitava questo controllo. Naturalmente, a un livello molto pi superficiale, Erickson le sta dando il
permesso di emettere peti, e ci potrebbe aver annullato precedenti
ammonizioni, che dicevano che questa una cosa terribile. E tuttavia
egli rispetta le sue inibizioni, in quanto non le suggerisce di emetterli
in pubblico.
Incidentalmente, Erickson sottolinea che c' un'appendice alla storia.
Questa accettazione del proprio essere fisico si trasfer nell'accettazione
delle proprie funzioni naturali. Cos, un anno dopo, lei pu esporre
il suo seno e dare il latte al bambino, chiacchierando con lui.

Nemmeno un'erezione
Io cerco sempre di confezionare la terapia su misura per ciascun
paziente. Una volta, un medico venne da me e mi disse: "Ho avuto
il mio primo rapporto in un bordello. Questa esperienza mi ha disgustato, tanto che nei ventanni da allora trascorsi non ho avuto una sola
erezione. Ho affittato donne a tutti i livelli e ho dato loro molti soldi,

e ho detto loro: 'Fatemi avere un'erezione', e tutte hanno fallito. Ora


ho trovato una ragazza che voglio sposare. Ho provato ad andare a
letto con lei, lei molto cara e sollecita, ma io non riesco ad avere
un'erezione".
"Mi faccia parlare con la ragazza", dissi, "voglio avere un colloquio
con lei, e poi parler con entrambi insieme".
Alla ragazza dissi: "Vada a letto con lui ogni notte, ma sia una donna
freddissima. Non gli permetta di toccarle il seno, di toccarle il corpo,
in nessun modo. Lo vieti, semplicemente. molto importante che lei
ubbidisca a queste istruzioni".
Poi feci entrare il medico e dissi: "Ho detto a Mildred che deve

124 Ristrutturazione
andar a letto con lei ogni sera. Le ho detto di rifiutare qualsiasi suo
tentativo di baciarla, di toccarle il seno, i genitali, il corpo. Si deve
rifiutare totalmente. E voglio che ci avvenga per tre mesi. Poi tornerete e discuteremo la situazione".
Ai primi di marzo, lui perse la testa e la 'violent'.
Ora, Mildred era una bellissima donna, con un bellissimo aspetto.
E quando il paziente fu messo di fronte all'impossibilit derivata da
Mildred, non da lui, mut lo schema di riferimento. Era Mildred
che stava rendendo impossibile il rapporto, non lui.
Cos non doveva pi continuare a farsi condizionare dal suo pene
floscio. Mildred glielo aveva reso impossibile.
Poich la prima esperienza sessuale fatta in un bordello aveva disgustato il paziente, e le cure che aveva tentato da solo con donne a pagamento avevano rafforzato il suo modello di fallimento, Erickson aveva
stabilito che la sua impotenza risultava dal sesso facile. Pertanto Erickson, con la cooperazione della ragazza dell'uomo, cre una situazione
opposta, nella quale il sesso era proibito. Nella sua spiegazione di quanto
era successo, Erickson utilizza tipicamente termini vaghi. Quando, nell'ultima frase, dice: "Mildred glielo aveva reso impossibile", noi (e
presumibilmente anche il paziente), ci chiediamo che cosa gli impossibile: avere rapporti? farsi condizionare dal proprio pene floscio, cio
masturbarsi senza erezione? rimanere impotente? In ciascun caso, riusc
a trasferire il 'nemico' fuori dal paziente. A quel punto, invece di essere arrabbiato con se stesso e rinforzare la propria incapacit ad avere
un'erezione, il paziente poteva attaccare la causa della propria 'impossibilit' al di fuori di s, in Mildred. E lo fece 'violentandola'. Una
volta avuti soddisfacenti rapporti sessuali senza nessuna preoccupazione
circa il raggiungimento dell'erezione, fu presumibilmente in grado di

godersi il fare all'amore senza una tale forte componente aggressiva.

Slurp, slurp, slurp


Una ragazza di quindici anni si succhiava sempre il pollice. I genitori mi telefonarono disperati. Dissero che la ragazza li disturbava dalla
mattina alla sera succhiandosi il pollice. Si succhiava il pollice sull'autobus della scuola, e l'autista era scandalizzato. Anche gli altri ragazzi
lo erano, e gli insegnanti si lamentavano. Le dissero che avevano l'intenzione di portarmela.
La ragazza entr nel mio studio succhiandosi rumorosamente il pol-

Ristrutturazione 125
lice, con aria di sfida. I suoi genitori erano nell'altra stanza, e non potevano sentire quello che le dicevo. "Voglio dirti che sei molto stupida,
con questo tuo succhiarti il pollice", dissi.
"Parli proprio come i miei genitori", disse.
"No, parlo in modo intelligente", feci io. "Ti stai accontentando del
disagio abbastanza leggero che di ai tuoi genitori, del disagio abbastanza leggero che di all'autista dell'autobus. Tu sbatti in faccia a tutti
quelli della scuola questo fatto di succhiarti il pollice. Quante migliaia
di bambini ci sono in questa scuola? Tu lo sbatti in faccia a tutti. Ora
se tu non fossi stupida, se fossi intelligente, ti succhieresti il pollice
in modo tale da dare un dolore bello forte a tuo padre.
Ho scoperto, parlando con tuo padre e tua madre, che dopo mangiato c' una routine assolutamente fissa. Tuo padre si legge il giornale,
si siede e lo legge da cima a fondo. Io ho fatto promettere ai tuoi genitori che non avrebbero detto un bel niente riguardo a questa storia
del succhiarsi il pollice. Non ti devono dire assolutamente niente.
Allora, per favore, trovati un orologio. Stasera, dopo cena, ti siedi
accanto a pap, e ti succhi ben bene il pollice per venti minuti interi,
mentre tua mamma, che una persona molto abitudinaria, lava i piatti.
A lei piace fare coperte all'uncinetto. Dopo i piatti, si mette sempre
seduta e lavora a far trapunte all'uncinetto. Dopo i venti minuti con
tuo padre, ti devi sedere accanto a mamma. Guarda l'orologio, e succhiati
il pollice a fondo: slurp, slurp, slurp.
Ho fatto promettere ai tuoi genitori che non diranno niente riguardo al fatto che ti succhi il pollice. E puoi goderti il fatto che li
potrai far arrabbiare a morte, e non possono farci niente.
E per quanto riguarda l'autista dell'autobus, lo vedi solo due volte
al giorno. I bambini della scuola, li vedi ogni giorno. Ma non li vedi

il sabato e la domenica. Perci datti da fare a succhiare. Ora, normalmente, una ragazza, a scuola, ha in antipatia qualche ragazzo o qualche
ragazza in particolare. Cos utilizza il fatto di succhiarti il pollice. Ogni
volta che un ragazzo ti guarda, tu ficcati il pollice in bocca, e succhiatelo
ben bene. E ogni studente ha in antipatia qualche professore particolare.
Ora, non sprecarti con tutti gli altri professori. Ogni volta che vedi
quel particolare professore, ficcati il pollice in bocca e succhia a pi
non posso".
In meno di un mese, scoperse che c'erano altre cose da fare. Avevo
reso obbligatorio il succhiarsi il pollice, e lei non voleva essere obbligata.
Quando Erickson sottolinea le routine fisse dei genitori, indirettamente porta l'attenzione della ragazza sul carattere coattivo del suo

126 Ristrutturazione
comportamento. Suggerisce che lei potrebbe smetterla di essere stupida
(cio di agire senza consapevolezza o scopo), e potrebbe invece esprimere deliberatamente la propria ostilit in modo pi efficace. Il suo
comportamento, il suo succhiarsi il pollice, viene ristrutturato. Non
pi solo un'abitudine, non sottoponibile a controllo. Ora un'utile
forma di comunicazione (anche se dell'ostilit).
In questa storia, come in molte altre sul trattamento di bambini,
Erickson inizia dicendo: "Mandai i genitori fuori della stanza e parlai
con la ragazza": A un primo livello, Erickson rispetta il bambino in
quanto individuo, lontano dai suoi genitori. A un secondo livello parla
al bambino che c' in tutti noi. I genitori, che spesso rappresentano
la coercizione, l'impazienza, la mancanza di accettazione, sono banditi;
non devono interferire con la terapia. A questo livello, Erickson sta
dicendo di mettere da parte le richieste del nostro Super-Io eccessivamente severo, dei nostri imperativi troppo rigidi, e di permettere che
il potenziale del bambino emerga e si sviluppi. Pu darsi che ci stia
dicendo di non sotterrare i nostri impulsi infantili, la nostra spontaneit, la nostra curiosit, il nostro carattere esplosivo, ecc., ma di incanalare questi impulsi, o di dirigerli in modo 'intelligente'. Quando,
come fa questa ragazza, riusciamo a cogliere la connessione tra ci che
facciamo e la risposta degli altri (in questo caso, il loro essere seccati),
possiamo decidere di smettere quel particolare tipo di comportamento.
Questo tipo di 'prescrizione del sintomo' potrebbe anche essere considerato un'applicazione del motto di Alfred Adler sulla terapia. Una
volta, Adler disse: "La terapia come sputare nella minestra di qualcuno. Pu continuare a mangiarla, ma non pu pi gustarla". Rendendo
obbligatorio il succhiarsi il pollice, Erickson aveva "sputato nella minestra di questa ragazza".

7 Imparare per propria esperienza 127


Avere sei anni
La settimana scorsa ho ricevuto una lettera da mia nuora, nella
quale mi parla del sesto compleanno di sua figlia. Il giorno dopo, la
bambina aveva fatto qualcosa per cui la madre l'aveva sgridata, e
lei le aveva detto:
" terribilmente difficile avere sei anni. Ho avuto solo un giorno
di esperienza".

Sogni
Quando andate a letto la sera, andate a letto per dormire... forse
sognare. E nel sogno, non intellettualizzate, vivete. Avevo rifiutato
di dare delle caramelle a mio figlio Lance. Gli avevo detto che ne
aveva gi avute abbastanza. Il mattino seguente, si svegli molto contento. "Mi son mangiato tutto il sacchetto", disse.
E quando gli feci vedere che nel sacchetto c'erano ancora delle
caramelle, pens che dovevo essere uscito a comprarne altre, perch
sapeva di averle mangiate. E le aveva effettivamente mangiate, in
sogno.
Un'altra volta, Bert aveva fatto i dispetti a Lance, e Lance voleva
che io punissi Bert. Io mi rifiutai. Il mattino seguente, Lance mi
disse: "Sono contento che hai dato una bella bastonatura a Bert,
ma non dovevi usare una mazza da baseball cos grossa". Sapeva
che avevo punito severamente Bert. Aveva tramutato il suo senso di
colpa per il fatto di desiderare che il padre punisse Bert in una critica alla severit della mia punizione. In ogni caso, gli era successo
qualche cosa.
Molti soggetti che tendono a intellettualizzare, invece di entrare in

128 Imparare per propria esperienza


trance, qualche sera, mentre stanno pensando ad altre cose, possono
sognare di essere in trance. E, in quello stato di trance del sogno,
possono fare certe cose. Il giorno successivo, vengono e mi dicono:
"Ho sognato una soluzione per quel problema"! La terapia consiste
fondamentalmente nel fornire all'inconscio la motivazione a fare uso
delle molte e svariate cose che ha appreso.
Ci sono esperienze di tutti i tipi, e sognare un tipo di esperienza.
In questa storia, Erickson sta anche sottolineando che, se l'ipnosi pu
non funzionare, la terapia potrebbe farlo. In altre parole, pu accadere che il paziente vada a casa e completi il lavoro in un sogno.
Dopo aver sentito questo racconto, a un paziente intellettualizzante
pu accadere di andare a casa e sognare di andare in trance.

Nuotare
Apprendere per esperienza propria molto pi educativo che apprendere coscientemente. Potete imparare tutti i movimenti del nuoto
mentre state distesi sulla pancia su uno sgabello per pianoforte. Potete
fissare il ritmo, la respirazione, i movimenti della testa, delle braccia,
i movimenti dei piedi, ecc., e, quando entrate in acqua, sapete solo
sguazzare. nell'acqua che dovete imparare a nuotare. Quando lo
avete imparato, avete imparato qualcosa.
La cosa pi importante imparare dalla propria esperienza. Vedete,
noi tutti abbiamo imparato, quando siamo andati a scuola, che dobbiamo imparare coscientemente. Invece, dentro l'acqua, avete fatto
certe azioni inconsciamente: avete imparato a girare la testa, a pagaiare
con le mani, a battere i piedi con un certo ritmo, in rapporto all'acqua. Chi di voi non sa nuotare, non sa, non pu descrivermi la
sensazione dei piedi dentro l'acqua, la sensazione dell'acqua sulle

mani, il risucchio dell'acqua mentre si ruota il corpo a destra e a


sinistra, per esempio nel crawl australiano.
Quando si nuota sul dorso, ci si rende conto di tutto ci. Quanta
attenzione prestate al fendersi dell'acqua sotto la schiena, mentre nuotate sul dorso? Se avete mai fatto il bagno nudi, vi sarete resi conto
di che orribile ingombro sia il costume da bagno. Sulla pelle nuda,
l'acqua scorre via molto pi facilmente. Il costume proprio un
impiccio!
Non sono preoccupato di quanto abbiate imparato sull'ipnosi qui
in questa stanza, perch tutti voi, di tanto in tanto, nei momenti in

Imparare per propria esperienza 129


cui siete mezzi-qua-e-mezzi-l, quando non siete n addormentati n
svegli, imparate moltissimo sull'ipnosi, in quello stato ipnagogico.
A me piaceva sempre svegliarmi al mattino, poggiare i piedi a terra
mentre aprivo gli occhi, mentre a mia moglie piaceva passare da
quindici a venti minuti per svegliarsi lentamente, gradualmente. A me
il sangue affluisce subito alla testa. Il suo sangue circola molto lentamente. Ognuno di noi ha il proprio modello individuale. Quante
volte dovete andare in trance, forse una dozzina, prima di perdere
interesse all'osservare l'esperienza?
Avete mai provato a nuotare nel Gran Lago Salato? Sembra acqua,
d la sensazione dell'acqua, ma io sapevo che non potevo nuotarci
dentro. Mi chiedevo che cosa sarebbe successo se avessi provato a
nuotare. Sapevo benissimo che si trattava di un lago di acqua supersatura di sale, ma dovevo provare l'esperienza di cercare di nuotare,
prima di poter immaginare cosa sarebbe successo a un nuotatore che
cerchi di nuotarci dentro. E la maggior parte di soggetti ipnotici vuole
capire mentre vive l'esperienza dell'ipnosi. Mantenete le due cose separate. Lasciate semplicemente che le cose accadano.
Qui Erickson sottolinea come si possa essere consapevoli del proprio
corpo per mezzo delle sensazioni tattili. Mentre cita varie sensazioni,
il ritmo, il movimento, l'ascoltatore non pu fare a meno di ricordare
le proprie esperienze simili. Invece di dire: "Chi di voi nuota pu
ricordarsi la sensazione dei piedi nell'acqua...", Erickson mette la
frase al negativo, e dice: "Chi di voi non sa nuotare non pu descrivere...". Pi oltre avanza una suggestione, chiedendo: "Quanta attenzione prestate al fendersi dell'acqua sotto la schiena, mentre nuotate sul dorso?". Implica cos che sia un bene, e che valga la pena,
concentrare l'attenzione sulle proprie sensazioni.

Quando Erickson dice: "Non sono preoccupato di quanto abbiate


imparato sull'ipnosi qui in questa stanza", propone una suggestione
postipnotica a lungo termine, secondo la quale l'apprendimento dell'ipnosi continuer fuori della stanza. Successivamente elabora, suggerendo indirettamente che "Questo apprendimento" avr luogo in situazioni specifiche, quali il risveglio. Suggerisce anche che ciascun
ascoltatore operer "questo apprendimento" secondo il proprio "modello individuale". Spiega che l'apprendimento per propria esperienza
avviene al meglio quando si vive semplicemente, e non si esamina
l'esperienza stessa. Fa passare anche un'altra suggestione postipnotica,
e cio che ci avverr dopo dodici esperienze di trance. Nei commenti
che seguono, sottolinea di nuovo l'importanza del non cercare di capire un'esperienza mentre la si vive. Questo principio si applica, natu-

130 Imparare per propria esperienza


Talmente, a tutte le esperienze, non solo all'ipnosi. Se si vuole capire
un'esperienza, la cosa migliore lasciare a un tempo successivo l'esame,
il riesame e l'analisi, a quando si sar raggiunta una certa distanza
dall'esperienza stessa.
Il racconto di una storia come questa pu essere di grande aiuto
per pazienti in cura per problemi di natura sessuale. Rappresenta una
buona introduzione alle descrizioni di esercizi di concentrazione, per
esempio. Per i pazienti estraniati dalle proprie sensazioni, pu essere
molto utile focalizzarsi sulle proprie sensazioni tattili.

Vuoi assaggiare?
Mio figlio Bert avrebbe potuto essere un eccellente psichiatra, e
invece ha scelto di fare l'agricoltore. Ha avuto sei maschi e una femmina. Era preoccupato che i suoi ragazzi cominciassero a fumare, a
bere alcol, a prendere droghe, e via dicendo. Cos, fin dall'inizio, faceva loro vedere cose innocue dall'aspetto interessante, come il grasso
per ingranaggi. Quando gli facevano domande, diceva: "Perch non
lo assaggi?". Oppure prendeva una graziosa bottiglietta: "Perch non
l'annusi?". Ora, l'ammoniaca non molto piacevole da annusare! Ciascun ragazzo impar a stare molto attento a ci che metteva in bocca.
Era un buon modo di crescere.
Erickson esprime nuovamente la propria convinzione che il modo
migliore di imparare sia farlo attraverso la propria esperienza personale. L'occasione per questa esperienza sar fornita dai genitori, dagli
insegnanti e dai terapeuti. Bert non ha bisogno di far provare veramente ai suoi ragazzi il tabacco, l'alcol o la droga, perch ha insegnato loro, per esperienza, a "stare molto attenti a ci che mettono
in bocca". Negli anni della loro formazione, ha fornito loro delle espe-

rienze che pi tardi li avrebbero portati a saper discriminare. Una


volta che hanno imparato a discriminare ci si pu fidare di lasciarli
decidere da soli se usare tabacco, alcol o droga.

8 Assumere la direzione della propria vita 131


Sulla morte e il morire
[In risposta a uno studente che si preoccupava che Erickson stesse
per morire].
Penso che questa preoccupazione sia del tutto prematura. Non
ho nessuna intenzione di morire. Anzi, credo che sar l'ultima cosa
che far!
Mia madre vissuta sino a novantaquattro anni; mia nonna e la
mia bisnonna avevano entrambe novantatre anni o pi. Mio padre
morto a novantasette anni e mezzo. Aveva piantato degli alberi da
frutto, chiedendosi se avrebbe vissuto abbastanza per mangiarne i
frutti, e aveva novantasei o novantasette anni quando piantava quegli
alberi.
Gli psicoterapeuti hanno delle idee sbagliate sulla malattia, gli acciacchi, la morte. Tendono a dare troppa importanza alla questione
dell'adattamento alla malattia, agli acciacchi, e alla morte. Si dicono
tante di quelle stupidaggini sull'assistenza alle famiglie in lutto. Io
penso che bisognerebbe ricordare che il giorno in cui si nasce anche
il giorno in cui si comincia a morire. Solo che alcuni sono pi efficienti
di altri, e non perdono tanto tempo a morire, mentre ci sono altri
che aspettano un bel po'.
A ottantanni, mio padre ebbe un forte attacco coronarico. Quando
lo portarono all'ospedale era in stato di incoscienza. Mia sorella lo
accompagn, e il medico le disse: "Non si faccia troppe illusioni.
Suo padre una persona anziana, ha lavorato sodo tutta la vita, e
ha avuto un attacco molto, molto grave".
E mia sorella disse: "Sbuffai verso il dottore e gli dissi: 'Lei non
conosce mio padre'".
Quando mio padre riprese conoscenza, il medico era l. "Che

successo?" chiese mio padre.

132 Assumere la direzione della propria vita


"Non si preoccupi, signor Erickson", disse il medico. "Ha avuto
un attacco alle coronarie molto brutto, ma nel giro di due o tre mesi
se ne torner a casa come nuovo".
"Due o tre mesi un corno", disse mio padre, offeso, "Lei forse
vuol dire che mi tocca perdere tutta una settimana!". Una settimana
dopo era a casa.
Quando ebbe il suo secondo attacco di cuore, simile al primo, aveva
ottantacinque anni. Venne lo stesso medico. Mio padre riprese conoscenza e disse: "Che successo?".
"Stessa cosa", disse il medico.
"Un'altra settimana sprecata", brontol mio padre.
Un'altra volta gli praticarono una drastica operazione addominale
e gli asportarono quasi tre metri di intestino. Quando usc dall'anestesia, nel reparto convalescenza, chiese all'infermiera: "E stavolta,
che successo?".
Lei glielo disse, e lui: "Invece di una settimana, saranno dieci
giorni".
Il terzo attacco di cuore lo colse quando aveva ottantanove anni.
Riprese conoscenza e disse: "Stessa cosa, dottore?".
"S", disse il medico.
"Beh, adesso sta diventando una brutta abitudine, quella di perdere
una settimana di tempo, ogni volta", disse mio padre.
Il quarto attacco lo ebbe a novantatre anni. Quando riacquist
conoscenza, disse: "Onestamente, dottore, pensavo che il quarto mi
avrebbe portato via. Ora comincio a perdere le speranze per il quinto".
Quando aveva novantasette anni e mezzo lui e due mie sorelle prepararono un viaggio di due giorni alla comunit dei vecchi agricoltori.
Tutti i suoi coetanei erano morti, e cos pure alcuni dei loro figli.

Stabilirono a chi fare visita, a quale motel fermarsi, in quale ristorante mangiare. Poi uscirono per montare in macchina. Quando
raggiunsero la macchina, mio padre disse: "Oh, ho dimenticato il
cappello".
Corse dentro a prendere il cappello. Le mie sorelle attesero un
ragionevole lasso di tempo; poi si guardarono l'una con l'altra con
sangue freddo e dissero: "Ci siamo".
Entrarono in casa. Pap era steso morto sul pavimento, con una
violenta emorragia cerebrale.
Quando aveva novantatre anni, mia madre cadde e si ruppe un
femore. " una cosa ridicola, per una donna della mia et. Guarir",
disse. E cos fece.
Quando, un anno dopo, cadde e si ruppe l'altro femore, disse "Mi
costato molto guarire dalla prima frattura. Non credo che guarir

Assumere la direzione della propria vita 133


di quest'altra, ma nessuno potr mai dire che io non ci ho provato".
Io sapevo, e tutti gli altri lo sapevano, vedendo la mia faccia senza
espressione, che la seconda frattura l'avrebbe portata alla morte. Mor
di broncopolmonite, l''amica della donna anziana'.
La citazione preferita di mia madre era: "Nella vita di ognuno deve
cadere un po' di pioggia. Alcuni giorni devono essere scuri e cupi".
Era la poesia di Longfellow Giorno di pioggia.
Mio padre e mia madre si godettero la vita, pienamente, sempre.
Io cerco di inculcare nei miei pazienti la massima: "Godetevi la vita,
e godetevela pienamente". E pi humour riuscite a infondere alla
vostra vita, meglio starete.
Non so proprio come gli sia venuta a quello studente l'idea che io
stia per morire. Ci penser un'altra volta.
Erickson voleva che la morte fosse qualcosa che non provochi ansia,
e insisteva che la vita fatta per essere vissuta. Suo padre, ci dice,
all'et di novantasette anni piantava alberi da frutto; era orientato
verso il futuro. Suo padre era un uomo attivo, e mor mentre stava
facendo qualche cosa: voleva andare a prendersi il cappello per fare
visita a delle persone. Secondo Jeffrey Zeig, le parole: "Oh, ho dimenticato il cappello", erano dovute all'inconscia percezione che qualcosa
stava avvenendo dentro la sua testa.
Erickson spesso continuava questo racconto dicendo che suo padre
aveva ragione a non nutrire pi speranze, dopo i quattro attacchi.
Suo padre mor a novantasette anni e mezzo, di una emorragia cerebrale. Erickson condivideva anche l'atteggiamento di suo padre verso
la malattia, il suo considerarla parte della 'crusca della vita'. In ogni
dieta necessaria un po' di crusca, e Erickson sottolineava sempre che
i soldati che vivono di 'razioni kappa' sanno quanto la crusca sia im-

portante. Tragedia, morte, malattia, fanno tutte parte della crusca


della vita.
Nei suoi ultimi anni, Erickson pass molto tempo a preparare la
gente alla propria morte. Non voleva manifestazioni di lutto, e usava
facezie e frizzi per alleviare l'angoscia degli altri. Una volta parafras
Tennyson, dicendo: "Che non ci siano lamenti al bar, quando la mia
nave prender il mare". Parlava apertamente della morte, e, come suo
padre, era orientato verso il futuro, quando mor. Progettava di tenere
una lezione il luned seguente. Tipicamente, non ci furono n funerali
n sepoltura. Le sue ceneri vennero disperse sullo Squaw Peak.
Il commento finale di Erickson al racconto : "Non so proprio come
gli sia venuta a quello studente l'idea che io stia per morire. Ci penser un'altra volta". A cosa? A morire? O all'idea di quello studente?

134 Assumere la direzione della propria vita


Ne voglio un paio
Quando mio padre se ne scapp da casa, a sedici anni, attacc un
biglietto sul cuscino, and alla stazione, vers sul banco le monete da
cinque e da dieci centesimi che aveva messo da parte, e disse: "Mi
dia un biglietto per fin dove posso arrivare con questi soldi". Scese
a Beaver Dam nel Wisconsin, un villaggio di campagna. Cammin per
la strada, e guard gli agricoltori locali, alcuni dei quali conducevano
dei cavalli, e alcuni dei quali avevano carri da buoi. Poi si avvicin
a un signore dai capelli argentati che guidava un carro, e gli disse:
"Lo vuole un giovanotto in gamba per aiutarla alla fattoria?".
Il ragazzo disse di chiamarsi Charlie Roberts; disse di non avere
famiglia, soldi, niente. E alla fine l'uomo dai capelli argentati disse:
"Salta su, puoi venire con me a lavorare alla fattoria". Mentre se ne
tornava a casa, il contadino ferm il carro e disse: "Tu rimani qui,
devo vedere mio genero". Da dietro un acero spunt una ragazza con
un vestito a fiori, e Charlie disse: "Di chi sei la ragazza?". "Di mio
pap", disse lei. "Adesso sei la mia ragazza", disse lui.
Quando, sette anni pi tardi, mio padre si dichiar ufficialmente,
mia madre si mise la mano nel taschino e tir fuori un piccolo guanto,
perch in quella comunit rurale rifiutare una proposta di matrimonio
era detto "Dare il guanto a un uomo". Mio padre usc sdegnosamente
dalla casa. Quella notte non riusc a dormire, e la mattina dopo torn
da mia madre e le disse: "Non ti ho chiesto un guanto, ne voglio un
paio".* IL guanto era fatto all'uncinetto con lana che mia madre aveva
lavato, cardato e filato.
Aveva fatto quel guanto quando aveva diciassette anni, e la proposta di matrimonio ebbe luogo quando ne aveva venti. Mio padre
conobbe mia madre. Mia madre conobbe mio padre. E io ho inse-

gnato nella stessa scuola di campagna in cui era andata a scuola


mia madre.
Il padre di Erickson, quando se ne and da casa, a diciassette anni,
adott il nome di 'Charlie Roberts'. Le storie che Erickson narra su
suo padre mettono in luce il senso dell'avventura di suo padre, la
fiducia e la sua capacit di andare per la propria strada. La frase finale
si ritrova in tutte le storie che Erickson raccontava sulla propria
famiglia.

* Gioco di parole intraducibile. Il testo dice: "I want a pair", che significa
sia: "Ne voglio un paio", che: "Voglio una coppia" [n. d. T.].

Assumere la direzione della propria vita 135


Qui il messaggio sembra essere questo: che possiamo individuare
una meta, inseguirla ostinatamente e non accettare un 'no* come risposta. Naturalmente, dobbiamo anche fare quanto necessario per
raggiungere questa meta. Erickson sorvola sul fatto che Charlie Roberts
aveva lavorato diversi anni per il suo futuro suocero. In altri racconti
le ricompense non arrivano solo perch uno caparbio e ostinato.
Bisogna applicare la strategia corretta, e lavorare in modo che risulti
apprezzata dall'ambiente che si vuole conquistare.
E anche cos, come Erickson ci mostra nel prossimo racconto, non
si pu vincere sempre.

Disaccordo
Quando eravamo sposati da poco, mia moglie chiese a mia madre:
"Quando tu e pap siete in disaccordo, che succede?".
"Io dico liberamente la mia, poi me ne sto zitta", rispose mamma.
Allora lei usc in giardino, e chiese a mio padre: "Che facevi,
quando tu e mamma eravate in disaccordo?".
"Dicevo quello che dovevo dire, e poi me ne stavo zitto", rispose
mio padre.
"Beh, e poi che succedeva?", chiese Betty.
"L'uno o l'altro di noi faceva a modo suo. Funzionava sempre",
disse mio padre.
I genitori di Erickson furono sposati per quasi settantacinque anni.
Naturalmente l'armonia del loro matrimonio fu raggiunta sulla base
del rispetto reciproco. Inoltre, applicavano il principio di non cercare
mai di imporre un'opinione.

Mantenersi da sola al College

Kristi mi disse: "Tu ti sei mantenuto da solo alla facolt di medicina. Certo, eri invalido, e questo rendeva le cose pi difficili. Io sono
pi giovane di quanto eri tu allora, e ho intenzione di mantenermi
da sola al College".
"Va bene, ragazza", dissi io.
"Ora, la questione da affrontare : quanto mi fai pagare la pensione e la camera?".
Era una domanda seria. "La pensione media e la camera sono venticinque dollari la settimana, ma poi devi calcolare i piatti lavati, le

136 Assumere la direzione della propria vita


pulizie, il letto rifatto, l'uso del telefono e le razzie in frigorifero".
"Allora sono altri buoni dieci dollari", disse lei. "Devo andare in
citt a trovarmi un lavoro".
"Vuoi delle referenze?".
"Le mie referenze sono il mio libretto di previdenza sociale e il
mio diploma liceale", disse.
Per circa otto mesi non sapemmo dove lavorava. And al Good
Samaritan Hospital e disse che le sarebbe piaciuto un lavoro di dattilografa nell'archivio; quelli guardarono quella ragazzina di 45 chili
e le spiegarono: "Ma occorre conoscere moltissimi termini di medicina, di fisiologia, di psichiatria".
"S, lo so", disse lei. " per questo che sono andata in biblioteca,
e mi sono letta il Dizionario medico di Dorland, e il Dizionario medico
di Stedman e il Dizionario di Psicologia di Warren".
Le fecero fare una prova e la tennero.
Trascorso un anno, Kristi si sentiva fremere di ribellione adolescenziale e decise di andarsene in Michigan. Suo fratello le chiese se voleva
del denaro, e lei disse: "No". Anche mamma glielo chiese, e anch'io.
La risposta per tutti fu: "No".
Cos, verso la fine di gennaio, mise in valigia il suo guardaroba
invernale (per l'inverno di Phoenix) e prese il treno, e quando arriv
in Michigan facevano undici gradi sotto zero. Le ci vollero tre giorni
per iscriversi e ottenere un lavoro nell'ufficio del Preside. Il Preside
guard la sua scheda e vide che si era iscritta a diciannove ore. Gli
studenti lavoratori erano autorizzati a iscriversi solo per sedici ore.
"Beh", disse Kristi, "io lavoro nel suo ufficio, cos lei avr modo di
tenere d'occhio il mio lavoro e anche i miei voti, e sapr cosa fare".
"Va bene, lo far", disse lui.

S'iscrisse a diciannove ore, ma non disse nulla al Preside. La cosa


pi importante di tutte era il lavoro nell'ufficio: era l che tenevano
le schede del dormitorio delle studentesse.
Aveva individuato una coppia anziana con un figlio sposato e una
figlia sposata, e li aveva persuasi che bello avere a casa un soffio
di giovent. Una volta alla settimana, il figlio sposato portava nonno
e nonna fuori a cena. E una volta alla settimana, la figlia portava
nonno e nonna fuori a cena. Kristi fece loro una serie di servizi,
cucin molto, fece le pulizie, e ottenne una stanza e la pensione gratis,
e il figlio sposato e la figlia sposata le pagavano il lavoro di baby-sitter.
Perch era importante che lavorasse nell'ufficio del Preside, dove
erano tenute le schede? Perch cos nessuno avrebbe scoperto che
non dormiva dentro il campus. E nemmeno disse mai a nessuno, se
non a pochi amici fidati, del suo lavoro in un magazzino.

Assumere la direzione della propria vita 137


Erickson utilizzava spesso i racconti sulla capacit di risorsa dei
suoi ragazzi per spronare i pazienti a utilizzare le loro proprie risorse.
L'Autorit utilizzata per raggiungere le mete desiderate, in questo
caso la possibilit di seguire diciannove ore di lezione, e di vivere
fuori del campus. Ancora una volta, le autorit (e simbolicamente
l''autorit interna') sono viste come alleati, piuttosto che come
antagonisti.

Il mattone di Pearson
Robert Pearson, uno psichiatra del Michigan, faceva il medico di
famiglia ed era il solo medico nel raggio di sessanta miglia. L'ospedale pi vicino era a sessanta miglia. Un giorno aveva mandato la sua
famiglia a far visita a dei parenti, perch aveva fatto venire un muratore a smantellare un camino al terzo piano della casa. Il muratore,
che non sapeva che Pearson era in casa, toglieva i mattoni a uno a
uno e li buttava gi. Bob usc imprudentemente dalla casa e un mattone lo colp in fronte fratturandogli il cranio.
Bob cominci a piegarsi sulle ginocchia, ma poi si riprese e disse:
"Se solo Erickson fosse qui! E invece, accidenti, in Arizona! Sar
meglio che mi occupi io stesso della cosa". Cos si produsse rapidamente un'anestesia locale. Guid per sessanta miglia fino all'ospedale,
sbrig le formalit di ammissione, poi chiam il neurochirurgo e gli
disse: "Non voglio anestesia". Poich il neurochirurgo insisteva educatamente, Bob disse all'anestesista: "Tenga un resoconto scritto di
tutto ci che viene detto mentre sono sotto anestesia".
Dopo l'operazione Bob riprese prontamente conoscenza e disse all'anestesista: "Il chirurgo ha detto questo, questo, e quest'altro". Si
ricordava benissimo di tutto ci che era stato detto, e il chirurgo fu

costernato nello scoprire che Bob lo aveva sentito chiedersi se mettergli o no una placca d'argento.
Poi Bob disse al chirurgo: "Mercoled prossimo [tutto ci avveniva di gioved] devo essere a San Francisco per leggere una comunicazione alla convenzione annuale".
"Sar fortunato se entro un mese sar in pantofole e vestaglia",
disse il chirurgo.
"Senta, vorrei arrivare a un accordo con lei", disse Bob. "Marted,
lei verr qui e mi far una visita generale. Se non c' niente che non
va, io vado a San Francisco. Se c' qualcosa che non va, me ne star
in ospedale". Bob racconta che durante la visita il neurochirurgo sud
sangue, letteralmente, e poi fu costretto, anche se molto riluttante,
a dimetterlo dall'ospedale.

138 Assumere la direzione della propria vita


A San Francisco incontrai Bob con un cerotto sulla fronte. Scost
il cerotto e mi disse: "Che ne pensi di questo?".
"Come hai fatto a farti quel graffio?". Era non pi largo di un
capello.
"Ho avuto una frattura al cranio", disse Bob, e mi raccont tutta
la storia.
Questo racconto, come quello sull'attacco di cuore del padre, una
dimostrazione del potere che ha la mente sul corpo quando si tratta
di superare gravi traumi fisici. "Sar meglio che mi occupi io stesso
della cosa", dice Pearson. Questa idea si applica a tutti noi, e l''occuparsene' pu avere luogo in situazioni di estremo pericolo, quando, in
caso di urgente necessit, scopriamo risorse interne che non sapevamo di avere.
La storia di Pearson dimostra che generalmente abbiamo una conoscenza di quanto sta avvenendo maggiore di quella che ci permettiamo di avere. Pearson in grado persino di ricordare le cose dette
mentre sotto anestesia. interessante non solo che sia stato in grado
di fare questo, ma anche di dire in anticipo che lo avrebbe fatto.
Infatti disse all'anestesista di tenere "un resoconto scritto di tutto ci
che viene detto mentre sono sotto anestesia". Naturalmente, quando
Pearson d agli altri dei compiti simili a questo, si assume lui la
direzione della situazione; anche in questa situazione particolare, nella
quale tutti noi saremmo passivi e impotenti al massimo grado, sotto
anestesia.
Uno dei temi di questo racconto che gli abituali ruoli che di
solito assumiamo, sono invertiti. Il paziente assume la direzione, mentre
il chirurgo e l'anestesista sono al suo servizio. Questa in realt la
funzione del medico. Ma la maggior parte dei pazienti, quando

malata, regredisce, e mette il medico nella posizione dell'onnipotente,


fortissimo genitore. La reale funzione del medico, invece, di utilizzare le sue conoscenze per trattare e curare, in armonia con i desideri
e i bisogni del paziente.

Galli
Un operaio edile cadde da un edificio e rimase completamente paralizzato, a eccezione delle braccia. Era una paralisi permanente, per tutta
la vita. L'operaio voleva sapere che fare in una situazione cos dolorosa.
"Non c' molto che lei possa realmente fare", dissi io. "Si pu far
venire dei calli sui nervi del dolore. In questo modo, non sentir troppo
il dolore.

Assumere la direzione della propria vita 139


Ora, la vita si riveler molto noiosa, cos si faccia portare dagli
amici dei fumetti, dei giornaletti, e l'infermiera le far avere colla e
forbici. Lei faccia degli album coi ritagli presi dai fumetti, con facezie,
cose divertenti. Si pu divertire veramente a fare questi album di ritagli. E ogni volta che un suo collega approda all'ospedale, gli mandi
un album". E quell'uomo fece non so quante centinaia di album di
ritagli.
Inizialmente, Erickson sposta la preoccupazione del paziente dal dolore ai calli, un qualcosa che il paziente, un operaio edile, conosce bene.
Poi ha bisogno di dirigerlo verso qualcosa che lo interessi alla vita,
a vivere. Esprime il truismo che la vita si riveler molto noiosa. Poi
istruisce il paziente a impegnarsi in un'attivit sociale, dapprima facendo in modo che gli amici gli portino fumetti e giornaletti, e poi
dando indietro ad altri gli album che avr prodotto. Cos quest'uomo
si impegn in un'attivit, senza rendersi conto che essa l'avrebbe anche
tenuto impegnato con la gente. Divenne pi autosufficiente, e in grado
di vivere 'fuori' dal proprio dolore.

140 9 L'occhio innocente


Quando pensiamo al vedere le cose con occhi nuovi, come per la
prima volta, ci tornano in mente alcune note tecniche di meditazione:
Ne Il libro dei segreti, Bhagwan Shree Rajneesh descrive un sutra nel
quale la tecnica la seguente: "Guardate una bella persona o un qualunque oggetto come se fosse la prima volta che lo vedete". Rajneesh
sottolinea che abbiamo preso l'abitudine di non vedere gli oggetti familiari, gli amici, la famiglia. "Dicono che non c' niente di nuovo sotto
il sole. In realt, non c' niente di vecchio sotto il sole. Solo gli occhi
diventano vecchi, abituati alle cose; allora niente nuovo. Per i bambini ogni cosa nuova: per questo che ogni cosa li eccita...". Rajneesh
termina il capitolo con le parole: "Guardate con occhi nuovi, come se
fosse la prima volta... Ci dar nuova freschezza al vostro sguardo.
I vostri occhi diverranno innocenti. Occhi cos innocenti sono in grado
di vedere. Occhi cos innocenti sono in grado di penetrare nel mondo
interno".
Abbiamo gi incontrato questo tema del "guardare con occhi nuovi"
in molti dei racconti di Erickson. Nel racconto "Come allenai la nostra
squadra di tiro per battere i russi" (p. 83), Erickson istruisce i tiratori
a pensare a ogni colpo come se fosse il primo. In "Camminare sul ghiaccio sdrucciolevole" (p. 86), il soggetto portato a lasciare da parte le
sue precedenti associazioni, poich ha gli occhi chiusi e non si rende
conto di camminare sul ghiaccio. Di conseguenza, non cammina rigido,
pronto a cadere. Pu allora fare ogni passo "in modo innocente", rispondendo appropriatamente alla propria sensibilit cenestesica, e affidandosi al proprio senso dell'equilibrio. In realt, in questi racconti,
l'importanza di concentrarsi sul momento presente viene ripetutamente
sottolineata. facile che il lettore pensi a un racconto, come per esempio "Camminando per la strada" (p. 53), quando effettivamente cammi-

na per la strada. Quando ci avviene, costretto a guardare con occhi


nuovi qualsiasi cosa stia facendo.

L'occhio innocente 141


L'importanza di guardare con occhio limpido, 'aperto', sottolineata
sia in questo capitolo che nel successivo. "Osservare: notare le differenze". La differenza principale che, in quest'ultimo, i racconti forniscono esempi di una visione 'educata' alla limpidezza che si serve
dell'esperienza per interpretare i dati di realt.

Pensare come i bambini


Come possiamo imparare a pensare di nuovo come i bambini e a
ritrovare un po' di creativit?
Osservate i bambini piccoli. La mia figlia minore ha fatto il college
in tre anni, ha preso il diploma nel quarto anno e ha finito la scuola
di Medicina in altri due anni e nove mesi. Quando era molto piccola
faceva sempre dei disegni, e mentre disegnava diceva: " difficile fare
questo disegno. Spero di finirlo presto, cos sapr cos' che sto disegnando".
Osservate i bambini piccoli quando disegnano. " una stalla? No,
una mucca. No, un albero". Il disegno qualsiasi cosa loro vogliono che sia.
La maggior parte dei bambini piccoli ha una buona immaginazione
eidetica, e alcuni hanno dei compagni di gioco immaginari. Possono
fare una festa, che possono tramutare in un gioco nel frutteto. Poi possono tramutare quella festa nel frutteto in una caccia alle uova di Pasqua.
I bambini sono molto ignoranti, cos hanno molto spazio per tramutare
le cose.
In stato di trance, avete al vostro servizio miliardi di cellule cerebrali
che ordinariamente non utilizzate. E i bambini sono molto onesti. "Non
mi piaci", l dove voi direste: "Piacere di conoscerla"!
In societ, voi seguite degli schemi molto precisi, senza rendervi

conto che state ponendo dei limiti al vostro comportamento. Nella


trance ipnotica, siete liberi.

Il fantasma Roger
Avevamo un cane, un bassotto maschio di nome Roger. Quando mor,
mia moglie ne fu molto addolorata. Il giorno dopo, nella cassetta della
posta c'era una lettera per lei da parte del Fantasma Roger, dal gran
campo di ossa lass.

142 L'occhio innocente


Naturalmente, il Fantasma Roger era molto prolifico come scrittore
di lettere. E il Fantasma Roger captava molte chiacchiere degli altri
fantasmi su come i bambini si comportavano quand'erano piccoli. I miei
nipotini leggono quelle lettere e hanno informazioni dall'interno sui
loro genitori.
I bambini giocano con le parole e giocano con le idee. E grazie alla
loro immaginazione eidetica sono circondati da cani e da gatti, solo che
i grandi non possono vederli.
Quando andavamo in macchina dal Michigan al Wisconsin per fare
visita ai miei genitori, guardavo avanti per vedere cosa arrivava. Parlavo sempre di frittelle da mangiare: "Quant' grande il mucchio che
ti piacerebbe mangiarne?".
Passavamo davanti a un mucchio di fieno: "Ecco un bel mucchio
da mangiare". Un mucchio di frittelle, un mucchio di fieno. E cos in
quel modo imparammo a fare un sacco di giochi.
Nell'ipnosi, penso che la cosa migliore da fare sia ricorrere a tutto
quello che si pu. Potrebbe riferirsi all'infanzia di una persona.

Perch porta quel bastone?


Tenni una conferenza a un folto gruppo di medici e dopo che fu
terminata uno dei medici disse: "La sua conferenza mi piaciuta, e
ho seguito i suoi disegni alla lavagna, le sue parole, le sue spiegazioni.
Per c' una cosa che non capisco. Perch non ha usato la bacchetta
che sta l nell'angolo? Perch porta in giro con s il bastone che usa
come bacchetta?"
"Porto con me il bastone perch zoppico", risposi. "Va anche bene
come bacchetta".
"Ma lei non zoppica", disse lui.

E appresi che molti altri del pubblico non avevano notato che io
zoppicavo. Avevano pensato che mi portassi appresso un bastone e lo
utilizzassi come bacchetta solo per una mia mania.
Sono entrato in molte case, e i bambini mi dicevano subito: "Che
cosa hai alla gamba?". Perch lo notano. La mente di un bambino
molto aperta; mentre gli adulti tendono a limitarsi. Qualsiasi prestigiatore vi dice: "Non fate venire i bambini troppo vicino, o scopriranno il trucco". La mente degli adulti chiusa. Credono di osservare
ogni cosa, e invece non stanno osservando. Hanno un modo abitudinario di guardare le cose.

L'occhio innocente 143


Giochi di prestigio
Feci venire un prestigiatore per dare uno spettacolo di giochi di
prestigio per i miei bambini. Il prestigiatore volle che i bambini stessero il pi lontano possibile, mentre a me permise di restargli vicino.
Nella stanza accanto, mi fece vedere un coniglio dentro una scatola di
cartone. Io lo tenni attentamente d'occhio. C'erano solo le sue mani
da tenere d'occhio, non era tanto difficile. E quando usc dalla stanza,
ero sicuro che non si era portato appresso il coniglio. Pi tardi, durante
lo spettacolo, prese un cappello e ne estrasse il coniglio. Ebbene, io
l'avevo osservato attentamente, per essere sicuro che non aprisse la
scatola di cartone per tirarne fuori il coniglio. Lo spettacolo era andato
avanti per mezz'ora, quando improvvisamente il coniglio spunt dal suo
cappello. Scopersi pi tardi che aveva distratto per un solo attimo la
mia attenzione, e aveva tirato fuori il coniglio dalla scatola e se l'era
infilato in un tascone dell'abito. Non avevo visto in nessun momento
il dimenarsi del coniglio sotto al vestito. Tir fuori il cappello per farmi
vedere, e c'era il coniglio dentro.
Uno dei miei ragazzi, che stava seduto all'estremit opposta della
stanza, esclam: "L'ha tirato fuori da sotto il vestito!"

144 10 Osservare: notare le differenze


In questo capitolo, Erickson non si limita a evidenziare l'importanza
dell'osservare e del notare le differenze, ma fornisce anche diversi esempi
della creazione di situazioni tali da permettergli di osservare certi fenomeni, dai quali ricavare rilevanti informazioni. In altre parole, nel caso
in cui il paziente stesso non si comporti in modo da collaborare o fornire informazioni (come fa il paziente de "Lo psichiatra giusto"), Erickson crea una situazione che faciliti tale comportamento. Di solito chiamiamo 'test' queste situazioni che noi stessi creiamo. Erickson compie
questa operazione nella realt, quando esamina la sordit di un bambino
di due anni. In modo meno diretto, nel caso che ho chiamato "Starnuti", fa una domanda cruciale che permette di ricavare importanti
informazioni.
Nei racconti che seguono, l'osservazione connessa al giudizio e all'esperienza.

Lo psichiatra giusto
Quando ascoltate la gente che parla, ascoltate tutte le possibilit.
Il vostro pensiero sia aperto a tutte le possibilit, non sia limitato;
non cercate solo di applicare a qualunque paziente la terza riga a pagina quattro del libro di Carl Rogers. Pensate a tutte le possibilit.
Una donna bellissima entr nel mio studio, si sedette, si tolse un
peletto dalla manica e disse: "So benissimo di non avere un appuntamento con lei, dottor Erickson. Sono stata a Baltimora, e l ho consultato tutti i suoi amici. Sono stata a New York, e l ho consultato
tutti i suoi amici, sono stata a Boston e a Detroit, e nessuno era lo
psichiatra giusto per me. Ora sono venuta a Phoenix, per vedere se
lei lo psichiatra giusto per me".

Osservare: notare le differenze 145


"Non ci vorr molto", dissi io. Annotai nome, et, indirizzo, numero
di telefono, feci alcune altre domande e poi le dissi: "Signora, io sono
lo psichiatra giusto per lei".
"Non le sembra di essere un po' presuntuoso, dottor Erickson?".
"Niente affatto. Sto solo affermando una realt. Io sono lo psichiatra
giusto per lei", risposi.
"Ha tutta l'aria di essere terribilmente presuntuoso", disse lei.
"Non questione di essere presuntuoso", dissi. " un dato di fatto,
e se vuole che glielo provi, glielo posso provare, facendole una semplice
domanda. Per ci pensi bene, perch non penso che lei voglia che le
faccia questa domanda".
"Non fa niente, vada avanti e faccia questa domanda", disse lei.
"Da quanto tempo indossa abiti femminili?", gli chiesi.
"Come ha fatto a saperlo?", disse lui.
Io ero lo psichiatra giusto. Ebbene, come avevo fatto a saperlo?
giusto che vogliate saperlo. Da come si era tolto il peletto dalla
manica. Io che sono un uomo, non 'aggiro' mai. Non ho nulla da
aggirare. Una donna, s. Si era tolto il peletto senza far aggirare il
braccio. Solo un uomo, fa cos. Le ragazze imparano a far aggirare
il braccio prima ancora che si possano notare dei segni di cambiamento nel seno. Osservando le mie figlie, ho scoperto che ci avviene
verso i dieci anni. Quando, per esempio, Betty Alice aveva circa
dieci anni, e doveva togliere qualcosa dallo scaffale o dal mobile
radio, sollevava le braccia in questo modo (come per evitare un
grande seno). Dissi allora a mia moglie: "Quando Betty Alice si fa
il bagno, d un'occhiata al suo petto". Mia moglie usc dal bagno e
disse: "C' appena un inizio di cambiamento nei capezzoli".
Una ragazzina corre come fa un ragazzo, tira la palla come fa un

ragazzo. Poi un giorno, improvvisamente, corre come fa una ragazza,


tira la palla come fa una ragazza. Corre come fa un ragazzo perch
ha il bacino della misura di quello di un ragazzo. Poi un giorno il
bacino diventa un millimetro pi largo di quello di un ragazzo, e lei
comincia a correre come fa una ragazza.
C' un periodo in cui i ragazzi non fanno altro che guardarsi allo
specchio. Ne hanno buone ragioni. Il fatto che quando si sentono
la faccia si accorgono che la pelle della faccia diventa pi spessa.
Abbastanza dura da far spuntare la peluria. Deve diventare pi dura,
prima di poter far crescere la peluria. E la pelle pi dura d una
sensazione differente. E il ragazzo nota che c' qualcosa di diverso
nella sua faccia. Che diavolo sar mai? E le sorelle che lo chiamano
vanitoso, solo perch sta sempre davanti allo specchio!

146 Osservare: notare le differenze


Come si fa un test a un bambino di due anni?
Quando esaminavo i bambini orfani, dovevo indicare quelli che
non ci vedevano molto bene, quelli che avevano difetti d'udito, quelli
che avevano incapacit d'apprendimento. E come possibile fare un
test uditivo a un bambino di un anno o due? Voi come avreste fatto?
Tenete presente che ero un perfetto estraneo, il bambino non mi
aveva mai visto fino a quel momento.
Gli assistenti dell'orfanotrofio dovettero pensare che stavo dando
i numeri. Dissi loro di fare entrare ogni bambino camminando all'indietro, e anche l'assistente che lo portava camminava all'indietro.
Accanto al tavolo, avevo una specie di bacinella di stagno; era un
fermacarte, bello pesante. Lo facevo cadere a terra, e l'assistente si
girava, mentre il bambino sordo guardava a terra. Sentiva le vibrazioni sul pavimento. Beh, se io sono riuscito a pensare una cosa del
genere, perch non potreste farlo anche voi? Quando volete scoprire
delle cose sui vostri pazienti, osservate. Osservate il loro comportamento.

Pappette
Quando un piccolo di sei mesi cui stanno dando una pappetta
guarda il viso della madre, e la madre sta pensando: "Che porcheria,
puzza proprio", il bambino legge i titoli sul viso della madre e
sputa tutto.
Non dovete far altro che osservare come i bambini piccoli studiano
il viso della madre o del padre. Sanno quando smetterla un attimo
prima di prendersi un rimprovero. E sanno esattamente quante volte
chiedere una caramella per ottenerla. Non ha importanza quanti 'no'
vengono loro detti, loro avvertono l'affievolirsi dei 'no'. Sanno benis-

simo quando il 'no' diventato debolissimo, e una pressante richiesta


di caramelle frutta un accondiscendente 's'.
Erickson ci sta dicendo che quando eravamo bambini ci rendevamo
conto del tono della voce, e degli altri metamessaggi che accompagnavano le parole. Ci ricorda che eravamo influenzati dagli atteggiamenti e dai gusti dei nostri genitori, in un tempo in cui non eravamo
in condizione di valutarli in modo autonomo. Questo genere di influenza stato determinante non solo nei riguardi delle nostre abi-

Osservare: notare le differenze 147


tudini, valori, gusti, ma anche, sfortunatamente, nell'adozione delle
paure, pregiudizi e fobie dei nostri genitori.
Quando narrava questa storiella a dei terapeuti, io credo che stesse
loro dicendo, tra l'altro: "Perch qui e adesso non fate attenzione a
questi messaggi non verbali?". Incidentalmente, l'impiego ripetuto
delle parole 'sanno' e 'no' era caratteristico. Forse sta suggerendo a
un paziente che pu 'sapere' di poter dire -no', per esempio a un sintomo. Conclude poi il racconto con una nota positiva, con un 's'.
Il messaggio indiretto o celato e insomma che i 'no', i dinieghi, diverranno sempre pi deboli, e che al paziente rimarr un positivo raggiungimento del successo o del sollievo, un 's'.

Quanti modi diversi?


C'era uno studente universitario, che al liceo era stato capitano
della squadra di baseball, e che al liceo era stato capitano della
squadra di football. Voleva iscriversi alla A.S.U. [Arizona State
University]. Ma si riscontr che i suoi avambracci presentavano una
normale differenza di 2-3 centimetri. Era distrutto. Venne da me e
mi disse: "Lei non sa cosa vuol dire essere un invalido".
Non poteva pi studiare, non poteva lavorare, non poteva pi
entrare in una squadra sportiva. Quell'avambraccio pi corto dell'altro faceva di lui un invalido. I medici dissero a sua madre come
stavano le cose, e dissero che era preschizoide.
Vedete, quando un paziente mi dice che io non so cos' il dolore,
e che non so cosa vuol dire essere invalido, io mi permetto di dire
che si sbaglia.
Proprio cos. E posso dimostrare molto chiaramente che il fatto
di essere rimasto paralizzato dopo il liceo non mi stato di alcun

ostacolo. E non potevo muovere nessuna parte del corpo, a eccezione


delle pupille. Ho imparato il linguaggio del corpo.
E quando andavo all'Universit, il primo anno andai a vedere
Frank Bacon in Lightning. Quell'attore divenne celebre, perch nel
corso della commedia sapeva dire 'no' con sedici diversi significati.
La sera dopo tornai a teatro, e contai tutti i significati diversi.
Pu darsi che Erickson stia sottolineando la differenza tra il notare
le differenze, che cosa utile, e l'ossessivo o ipocondriaco concentrarsi
su differenze minime, come per esempio la normale differenza che
intercorre tra la lunghezza degli avambracci.

148 Osservare: notare le differenze


Una gradazione di verde diversa
Mandai uno dei miei pazienti, un eroinomane, a sedersi sul prato
fino a che non fece una fantastica scoperta! Era un allergologo e
aveva una fenomenale percezione dei colori. Dopo circa un'ora e
mezza che se ne stava seduto sul prato, entr di corsa in casa e mi
disse: "Ma lo sapeva che ogni filo d'erba ha una gradazione di verde
diversa?". E me li sistem davanti dal pi chiaro al pi scuro. Era
talmente sorpreso! La quantit di clorofilla varia da foglia a foglia.
La clorofilla varia secondo la piovosit della stagione, secondo la
fertilit del suolo.
Un'altra volta, lo feci sedere sul prato con la faccia rivolta a Est.
Venne dentro e disse: "Il cipresso nel lotto accanto inclinato verso
il sole, pende verso Sud. Ho fatto il giro e ho guardato e ho scoperto
che nel prato lei ha cinque cipressi, e che pendono tutti verso Sud".
"L'ho scoperto la prima volta che sono venuto a Phoenix, girando
per la citt, verificando la cosa", dissi io. "La prima volta che ho
visto una pianta eliotropica la cosa mi ha stupito. Di solito uno
pensa che gli alberi crescano su dritti. E una pianta eliotropica!
Guardando un girasole si pu dire che ora ".
Avete mai sentito parlare di una aiuola-orologio? Mia nonna aveva
un'aiuola-orologio. I convolvoli si schiudevano di prima mattina, certi
altri fiori si schiudevano alle sette, altri alle otto, altri alle nove, altri
alle dieci, altri ancora a mezzogiorno. E poi c'erano le primule della
sera, per esempio. Il cereus si schiude verso le dieci e mezza o le
undici di sera.
L'allergologo, esercitato a distinguere le diverse colorazioni della
pelle, aveva naturalmente sviluppato anche una generalizzata capacit
di percepire sottili distinzioni di gradazione e di colore. Naturalmente,

mentre opportunamente parla dell'importanza di osservare i fenomeni


naturali, Erickson ogni tanto presenta delle suggestioni di 'apertura'.
I suoi commenti servono da suggestione postipnotica, cosicch ogniqualvolta l'ascoltatore vede una pianta eliotropica o delle primule
della sera, far associazioni sulla 'apertura'. Come conseguenza, pu
reagire con un'apertura, non solo percettiva, ma anche emotiva.

All'estero
Quando arrivai, c'era una nuova paziente gi seduta. Annotai il
suo nome, indirizzo, eccetera, e le chiesi per che cosa voleva consultarmi.

Osservare: notare le differenze 149


"Ho una fobia per gli aeroplani", disse.
"Signora, quando io sono arrivato nello studio lei era gi seduta
in quella sedia", dissi. "Le dispiace uscire nella sala d'aspetto, tornare
qui e sedersi?". La cosa non le piacque, ma lo fece. "Ebbene, il suo
problema?", dissi.
"A settembre mio marito mi porta all'estero, e io ho un terrore
mortale di trovarmi in un aeroplano".
"Signora, quando un paziente viene dallo psichiatra non ci pu
essere reticenza sulle informazioni che chiede", dissi. "Io so qualcosa
di lei. Le voglio porre una domanda spiacevole. Perch i pazienti
non possono essere aiutati se sono reticenti. Anche se l'informazione
richiesta sembra senza nesso apparente".
"Va bene", disse lei.
"Suo marito sa della sua relazione?", chiesi.
"No", disse lei, "Ma lei come ha fatto a saperlo?".
"Me l'ha detto il suo linguaggio del corpo", risposi.
Teneva le caviglie incrociate. Io non riesco a farlo. La gamba destra
era incrociata sopra la sinistra e il piede passava intorno alla caviglia.
Era completamente serrata. Secondo quanto so dalla mia esperienza,
ogni donna sposata che ha una relazione che vuole mantenere segreta
si chiude sempre in quel modo.
Aveva detto: "all'estero", con una particolare intonazione. Aveva
fatto una pausa spezzando la parola [a-broad invece che abroad, tutto
attaccato]. Mi port il suo amante; perch voleva consultarmi; erano
diversi anni che stavano insieme. Poi venne a consultarmi perch
voleva rompere con lui. Il suo amante venne da me perch aveva
ogni giorno dei terribili mali di testa. Aveva problemi coniugali con
sua moglie e coi bambini, cos chiesi di vedere sua moglie. Gli dissi

che forse avrei voluto vedere anche i bambini. La moglie entr e si


chiuse tutta. "Cos, lei ha una relazione", le dissi.
"S, gliel'ha detto mio marito?", disse lei.
"No, l'ho ricavato dal suo linguaggio del corpo", dissi io. "Ora
capisco perch suo marito ha sempre mal di testa".
" stato lui a suggerire che avessi una relazione, alcuni anni fa",
disse. "Io trovai la cosa molto piacevole. Poi lui scoperse che non
voleva che continuasse. Non sono certa se sospetti che la relazione
continua, ma ci sono delle volte in cui penso che lui lo sa".
Allora chiesi al marito, mentre era in trance, perch avesse consigliato a sua moglie di avere una relazione. "A quell'epoca avevo cos
tante cose da fare", rispose, "e pensavo di non stare assolvendo ai
miei doveri coniugali. Ma presto divenni geloso e le chiesi di smettere.
Lei disse che l'avrebbe fatto, ma io continuo a trovare prove del

150 Osservare: notare le differenze


fatto che la relazione continua. Solo che non voglio saperlo".
"Ecco la causa del suo mal di testa", dissi. "Che cosa intende fare?".
"Mi terr il mal di testa", disse.
A quell'epoca era alla testa del Partito Democratico dell'Arizona.
Lasci quella carica per prestare pi attenzione a sua moglie, ma era
troppo tardi.
Certe persone si tengono il dolore perch non vogliono sapere
qualche cosa. In questo modo non devono pensare a qualche cosa.
Erickson osserva che la paziente pronuncia 'all'estero' in modo del
tutto particolare [a-broad]. Apparentemente, si sta autodefinendo una
'persona volgare'* a causa della sua infedelt. Nota anche con lo
sguardo che lei sta seduta in un modo particolare.
Erickson utilizzava questo racconto, come la maggior parte degli
altri, per molteplici scopi. Alla conclusione, sottolinea un punto importante: e cio che una persona ha il diritto di scegliere di tenersi
un sintomo, quando la perdita del sintomo stesso potrebbe comportare
dolore e disagi maggiori. In questo caso, per il marito la ferita di
orgoglio sarebbe pi dolorosa del mal di testa. Quando egli lasci
la propria posizione di 'capo' del Partito Democratico per ristabilirsi
a 'capo' della propria famiglia, era troppo tardi. Il dolore alla testa
pu simbolicamente rappresentare la consapevolezza, a qualche livello,
di essere stato 'decapitato'. E il dolore gli serve anche a impedirgli
di guardare in faccia la propria situazione. Se dovesse arrivare ad ammettere di sapere che sua moglie gli infedele, o dovrebbe sentirsi
costretto a separarsi da lei, oppure si sentirebbe impotente e incapace.
Allora sceglie di tenersi il mal di testa.

Starnuti

Una donna mi raccont: "Ho consultato ventisei medici per farmi


fare delle analisi. Uno mi ha tenuto in ospedale per due settimane per
farmi delle analisi. Un altro mi ha tenuto in ospedale per una settimana
per farmi delle analisi. Alla fine mi hanno detto: ' meglio che vada
da uno psichiatra, lei piuttosto insofferente alle analisi fisiche'".

* Il gioco di parole in questo caso pu essere compreso solo se si ricorda che


tra i significati inglesi della parola broad c' anche quello di 'volgare',
'indecente'. La donna del racconto, col suo singolare modo di pronunciare
a-broad invece che abroad (all'estero), sembra tradire un proprio concetto di s
che Erickson prontissimo a cogliere [n.d.t.].

Osservare: notare le differenze 151


La donna mi raccont questa storia. Io le chiesi: "Che cosa faceva
d'insolito a ogni visita, da indurre il medico a interromperla?". Riflett
a lungo prima di rispondere: "Beh, starnutivo sempre quando cominciavano a esaminarmi la mammella destra",
"Lei ha quarantotto anni e starnutisce sempre quando le toccano la
mammella destra", dissi. "A questi medici ha raccontato che da giovane
ha avuto la gonorrea e la sifilide, poi starnutisce quando le toccano il
seno destro e loro interrompono sempre l'esame del seno".
"Proprio cos", disse lei.
"Benissimo", dissi. "Io adesso la mando da un ginecologo, e lei
pu ascoltare cosa gli dico al telefono".
Chiamai il ginecologo e gli dissi: "Ho qui in studio una donna di
quarantotto anni. Credo che abbia un tumore alla mammella destra.
Non so se benigno o maligno. Ci sono indizi di natura psicologica.
Adesso mando questa donna al tuo studio, e voglio che tu le faccia
un esame approfondito della mammella destra. E se c' qualcosa che
non va, mandala in ospedale direttamente dallo studio, altrimenti sar
uno di quei pazienti che scappano".
Cos le esamin la mammella destra e la port immediatamente all'ospedale. La oper di un tumore maligno al seno.
I pazienti tradiscono le paure che stanno cercando di nascondere.
Qui Erickson sta dicendo ai terapeuti di osservare non solo ci che
visibile, ma anche di andare alla ricerca delle cose che un paziente
tenta di nascondere. Come ci fa notare, i pazienti spesso rivelano
queste cose in modo indiretto, cercando di distoglierne l'attenzione.
Erickson fece rilevare alla paziente che ella non aveva avuto reticenze a parlare delle sue malattie veneree, e tuttavia aveva distolto
l'attenzione dalla propria mammella destra. Se ne doveva concludere

che aveva paura di venire a sapere di avere un cancro al seno.


Erickson temeva per giunta che la sua paura di guardare in faccia la
diagnosi (diagnosi cui era gi arrivata da sola) l'avrebbe anche spinta
a sottrarsi all'operazione.

Magia, poteri sovrannaturali e percezione extrasensoriale


Come Houdini, anche Erickson liquidava i cosiddetti poteri sovrannaturali e la percezione extrasensoriale dicendo che erano basati sul
trucco, sull'illusione o su una capacit di osservazione molto sviluppata. Il suo pensiero riassunto in una lettera indirizzata al dottor
Ernest F. Pecci, datata 8 giugno 1979, nella quale scriveva:

152 Osservare: notare le differenze


"Sento di doverti informare che non credo che la parapsicologia
poggi su basi scientifiche, e penso anche che le cosiddette prove dell'esistenza di queste facolt si basino su una mendace logica matematica, sull'errata interpretazione dei dati, sul non tener conto dei
cenni sensoriali minimi, su un'interpretazione non obiettiva, se non,
spesso, sull'impostura pi smaccata. Da pi di cinquantanni lavoro
per dissociare lo studio dell'ipnosi da qualsiasi contenuto di natura
occulta e non scientifica".
Nei racconti che seguono, Erickson ci d alcuni divertenti esempi
della propria capacit di farsi beffe dei veggenti, ben sapendo che
essi hanno imparato a osservare e interpretare minimi movimenti del
corpo, tra i quali quelli delle labbra, del collo (attorno alle corde
vocali), e della faccia. Successivamente, rivela il metodo da lui utilizzato per trovare 'magicamente' degli oggetti nascosti. Successivamente
ancora racconta una storia che gli piaceva sempre ripetere, di quando
fece credere a J.B. Rhine di possedere enormi poteri di percezione
extrasensoriale. In tutti questi casi, Erickson sta bene attento a far
notare come non ci sia bisogno di ricorrere a spiegazioni di ordine
'sovrannaturale'. La maggior parte dei fenomeni di percezione extrasensoriale che descrive possono essere spiegati con mezzi perfettamente 'normali'. La comunicazione avviene tramite i sensi della vista
e del tatto. In ciascun caso, il 'mago' non ha fatto altro che allenarsi
a cogliere quei cenni sensoriali minimi che alla maggior parte di
noi sfuggono.

Veggenti
Qualsiasi semplice spiegazione che ci risparmi di pensare viene prontamente accettata. Vi voglio raccontare una mia personale esperienza.

Un mio buon soggetto ipnotico, Harold, and da un veggente che gli


disse dei dettagli intimi sulla sua famiglia; lui ne fu enormemente
impressionato. Senza che Harold lo sapesse (e Harold conosceva molto
bene la mia famiglia), io scrissi un falso nome per mio padre, per
mia madre, per i miei otto fratelli; scrissi anche errati i rispettivi
luoghi di nascita e diedi molti falsi particolari. Misi tutto ci in una
busta, e la feci mettere a Harold in una tasca interna della sua giacca.
Poi andammo insieme dal veggente. Con stupore di Harold, il veggente mi disse che il nome di mio padre era Peter, il nome di mia
madre era Beatrice, e diede tutti i falsi nomi e i falsi luoghi; diede
tutti i falsi dati. Non prest alcuna attenzione a Harold, e suppongo
che abbia pensato che la sua espressione di sbalordimento fosse do-

Osservare: notare le differenze 153


vuta alla sorpresa. Diede tutte le false informazioni, e poi ce ne
andammo.
"Ma il nome di tuo padre Albert", mi disse Harold. "Come hai
fatto a fargli dire Peter?".
"Ho pensato continuamente: 'Peter, Peter, Peter' e 'Beatrice, Beatrice, Beatrice'", risposi.
E cos Harold smise di credere ai veggenti.
A New Orleans un veggente fece molte predizioni esatte a un mio
amico medico e alla sua ragazza. Poi disse a mia moglie Betty che
alla fine si sarebbe innamorata di me; le disse anche i nomi che
avremmo scelto per i nostri figli. Betty e io, quando avevamo visto
arrivare il veggente, ci eravamo messi d'accordo di fornirgli tutte le
informazioni che voleva, in modo da fare grande impressione sul mio
amico e sulla sua amica. Fornimmo i dati al veggente per mezzo del
linguaggio subliminale. Non avete mai osservato una persona che conta
e muove le labbra mentre conta? O la gente che legge e muove le
labbra? Ebbene, le mie labbra sono cos rigide e rigonfie all'indietro
che non posso farlo spontaneamente, perci riesco a confondere un
veggente.
In entrambe le situazioni descritte, il veggente riusciva a 'leggere
il pensiero' decifrando il linguaggio subliminale o subvocale. Anche
Erickson aveva sviluppato questa capacit, e ci pu aver contribuito
a dargli la reputazione di lettore del pensiero e di mago.

Lettura del pensiero


A Cornell c'era un soggetto che faceva molto scalpore perch sapeva
moltiplicare numeri a sei cifre. Sapeva calcolare la radice quadrata e
la radice cubica di numeri a sei e otto cifre, quasi all'istante. Poi

conosceva un altro trucco. Diceva a qualcuno di nascondere uno spillo


da qualche parte nell'edificio; poi girava tenendo per mano la persona
interessata e le leggeva nella mente, diceva lui.
Una volta che a Cornell si parlava di questa cosa, io suggerii:
"Perch non nascondete uno spillo da qualche parte in un edificio?
Non occorre che mi diciate se si trova al secondo piano, o al primo,
o dove sia, ma ci terremo per mano e gireremo per il campus e
vedrete che trover lo spillo".
Trovai lo spillo al secondo piano di un edificio, infilato nella cornice di un dipinto. Tutto quello che dovete fare tenervi per mano

154 Osservare: notare le differenze


e camminare insieme, e la persona si ritrae leggermente quando vi
avvicinate allo spillo. Cos, appena avvertivo un minimo ritirarsi quando
mi avvicinavo a certi scalini, naturalmente li salivo. Quando arrivate
su in cima alla scala c' di nuovo tensione. Da che parte girare? Ti
giri da una parte, e la mano si rilascia. Ti giri dall'altra, e si irrigidisce. E cos vai avanti!

Giochi d'abilit
Ho imparato alcuni semplici giochi d'abilit quando sono stato
interno, e poi special resident di psichiatria al Colorado Psychopathic
Hospital. Avevano appena aperto un reparto per ragazzi delinquenti,
ogni membro dell'ospedale doveva prestarvi servizio e i ragazzi ne
erano terribilmente irritati. Ogni membro dello staff dell'ospedale era
distaccato l per due settimane e tutti ne avevano paura; era una
tortura, perch i ragazzi erano cos aggressivi. Quando venne il mio
turno, e il ragazzo entr, guardandomi con occhio torvo, mi misi a
fare un semplice gioco d'abilit. Mi rigirai, in modo che non potesse
capire il trucco. Il ragazzo mi dimostr prontamente che poteva aggirare l'ostacolo e mi chiese di spiegargli il trucco. Poi mi chiese di
farne un altro. Finimmo coll'essere i migliori amici di questo mondo.
Cos imparai una mezza dozzina di trucchi, e la voce si sparse, e tutti
i ragazzi volevano vedermi. Loro volevano qualcosa da me, e cos io
ottenni quello che volevo da loro. Ed era una cosa semplice, far s
che giocassero con me senza che si rendessero conto che io stavo
giocando loro.
"Ed era una cosa semplice, far s che loro giocassero con me senza
che si rendessero conto che io stavo giocando loro". Questa frase sintetizza uno dei pi importanti principi di Erickson, quello di catturare

l'interesse del paziente mentre il terapeuta, spesso attraverso suggestioni subliminali, 'gioca' l'inconscio del paziente. In altre parole, il
terapeuta evoca una 'musica' nel paziente,* sotto forma delle cose
apprese in passato e delle conoscenze che sino ad allora sono state
a lui inaccessibili. In un primo momento, la maggior parte dei pazienti
devono sentirsi strumenti e lasciare che il terapeuta li suoni. Con
l'esperienza potranno imparare a suonare da soli.

* Nel testo, gioco di parole, intraducibile, sul verbo 'to play', che significa
'giocare', ma anche 'suonare' [n.d.T.].

Osservare: notare le differenze 155


Percezione extrasensoriale con J. B. Rhine
Rhine era seduto a un tavolo con alcuni soggetti, e dava dimostrazioni di percezione extrasensoriale. Seduti a un altro tavolo, altre
persone e io eravamo molto diffidenti nei suoi confronti. Ci sprofondammo nelle poltrone, in modo da vedere di sghembo le carte. Era
sera, e sul tavolo c'erano delle lampadine elettriche. Le carte erano
sparse sul tavolo, e Rhine ne rigirava una. Noi abbassavamo la testa
e notavamo un luccichio sulla carta. Vedevamo le sovraimpressioni
delle stelle, dei quadri, ecc., sopra le carte. Vedete, le carte originali
erano state sovraimpresse. La leggera impressione sul dorso della carta
rifletteva la luce in modo diverso, e se vi abbassavate con la giusta
angolazione potevate vederla. Guardate un oggetto, e lo vedete liscio,
poi lo girate e vedete un luccichio, dovuto a una qualche scabrosit.
Cos Gilbert, Watson [gli altri al tavolo] e io ci offrimmo come soggetti volontari, e Rhine pens di avere tre soggetti perfetti, perch
tutti leggemmo perfettamente tutte e venticinque le carte.
Come Erickson dimostra, non indispensabile essere un allenato
osservatore per notare differenze quali le sovraimpressioni sul dorso
delle carte. In certi casi, basta guardare le cose da un'angolazione o
una prospettiva diverse.
Nel racconto che segue, Erickson ci parla di un giovane che aveva
abbinato a un'attenta osservazione una memoria molto sviluppata, il
che gli permetteva di compiere un notevole 'gioco d'abilit'.

Un trucco con le carte


Uno dei miei soggetti ipnotici di Worcester mi disse: "Non mi
piace fare questo giochetto. Mi d un terribile mal di testa. Per
penso che lei dovrebbe proprio conoscerlo". E continu: "Vada da

un tabaccaio, e compri un mazzo di carte. Lo apra. Tolga tutti i


'jolly' e le carte segnapunti". Poi disse: "Mescoli per bene il mazzo,
una mezza dozzina di volte, poi lo tagli e lo mescoli di nuovo. Distribuisca le carte, scoperte, una alla volta, e poi le rigiri". Poi disse:
"Prenda su quelle carte, le mescoli di nuovo e le ridistribuisca coperte". E indovin tutte le carte coperte, nell'ordine esatto. Le aveva
messe insieme coperte, e poi le aveva rigirate.
Poi mi spieg il trucco. Il mazzo che avevo comprato aveva sul

156 Osservare: notare le differenze


dorso delle linee incrociate e dei piccoli quadrati. I quadrati non sono
mai tagliati con precisione. Non dovevo far altro che ricordare un
quarto di quadrato che mancava qui, un quarto di quadrato mancante
l su quell'altra carta", mi spieg. "Non faccio altro che ricordarmi
cinquantadue carte. E la cosa mi ha sempre dato un terribile mal di
testa, e ci voluto molto e penoso esercizio, per riuscirci!". Aveva
utilizzato quel trucco per mantenersi agli studi. Aveva guadagnato
molti soldi in questo modo.
davvero sorprendente quello che la gente riesce a fare. Solo che
tante volte non sa quello che pu fare.

11 Con i pazienti psicotici 157


Nel trattamento delle psicosi, Erickson non cercava di risolvere tutti
i problemi del paziente. Come con gli altri pazienti, cercava di dare
il via a piccoli cambiamenti, che avrebbero condotto a cambiamenti
pi sostanziali ed estesi. Poich coloro che sono affetti da reazioni
psicotiche di solito reagiscono con modalit estreme, 'radicali', gli interventi di Erickson con questi pazienti sono spesso semplici al sommo
grado, e i risultati sono assolutamente immediati. Le prime esperienze
psichiatriche di Erickson ebbero luogo in un ospedale psichiatrico e
pu darsi che abbia tratto alcuni dei suoi importanti principi terapeutici dal lavoro coi pazienti psicotici. Questo deve essere certamente
vero per due delle sue massime preferite: "Parlate il linguaggio del
paziente" e: "Assecondate il paziente".
In casi in cui altri avrebbero ostinatamente insistito a cercare di
'ricavare un'anamnesi o di 'ragionare' col paziente, Erickson introduceva spesso un elemento inaspettato. Come vediamo nei casi "Il paziente che stava sempre in piedi" e "Herbert", Erickson spesso spingeva le cose a un punto in cui il paziente era costretto a compiere
un'azione diretta e a fare una scelta.
In questo capitolo troviamo esempi di questi, e altri approcci terapeutici, tra cui iimpiego di efficaci manipolazioni e ristrutturazioni.

Rivoltato
A Worcester avevo un paziente che ricambiava sempre il saluto.
Se gli facevate una domanda, vi guardava con vivacit. Era garbato,
docile, molto tranquillo. Andava a mensa, andava a letto, era disciplinato; non aveva mai niente da dire. Diceva: "Buongiorno" o
"Arrivederci".

158 Con i pazienti psicotici


Mi stancai di cercare di avere notizie da lui. Volevo la sua storia,
ma lui era manifestamente in un mondo irreale. Mi ci volle un bel
po' per escogitare un modo per entrare nel suo mondo.
Un giorno mi avvicinai e gli dissi: "Buongiorno". Lui rispose:
"Buongiorno". Allora mi tolsi la giacca, la rivoltai tutta, e la riindossai
al contrario.
Poi gli tolsi la sua giacca, la rivoltai tutta, gliela rimisi addosso al
contrario, e dissi: "Vorrei che mi raccontassi la tua storia".
Ottenni la storia. Assecondate il paziente.
Rivoltando la propria giacca, e riindossandola al contrario, Erickson
era simbolicamente entrato nel mondo irreale, 'rivoltato' e 'al contrario' del paziente. Poi fece in modo che il paziente si legasse a lui
utilizzando lo stesso 'linguaggio'. Una volta che entrambi si trovavano
nello stesso 'mondo' (rivoltato e al contrario), erano in grado di
parlarsi.
Tra l'altro, che il paziente 'ricambiasse sempre il saluto' faceva sperare che avrebbe prontamente imitato il comportamento del terapeuta.

Il paziente che stava sempre in piedi


C'era un paziente che se ne era stato in piedi per la corsia per sei
o sette anni. Non parlava mai. Andava al bar, tornava indietro, andava a letto quando glielo dicevano, andava in bagno quando ne
aveva bisogno, ma per la maggior parte del tempo stava in piedi.
Potevate parlargli per un'ora intera senza ricevere risposta. Un giorno
feci in modo di avere sicuramente una risposta. Mi avvicinai a lui con
una lucidatrice. Una lucidatrice ha uno spazzolono di 30 centimetri
per 30, lungo circa 90 centimetri, con un lungo manico. coperta
da un vecchio tappetino e la si spinge avanti e indietro per lucidare

il pavimento.
Portai da lui una di queste lucidatrici e gli avvolsi le dita attorno
al manico. Lui rimase fermo l in piedi. Ogni giorno gli dicevo:
"Muovi un po' quella lucidatrice".
Cos cominci a muoverla avanti e indietro di un paio di centimetri.
Ogni giorno gli facevo aumentare la distanza su cui spingerla, fino a
che gli feci fare il giro di tutto il reparto, ora dopo ora. E cominci
a parlare. Cominci ad accusarmi di abusare di lui, facendogli lucidare
il pavimento dalla mattina alla sera.
"Se vuoi fare qualcos'altro, per me va benissimo", gli dissi. E

Con i pazienti psicotici 159


cominci a fare i letti. E cominci a parlare, a fornire la sua storia,
a esprimere le sue idee deliranti. E ben presto fui in grado di dargli
il permesso di uscire in cortile.
Girava per i vari cortili del manicomio. Entro un anno fu in grado
di andare a casa e lavorare, e star fuori per una settimana, due settimane, tre settimane, un mese.
Era ancora psicotico, ma era in grado di adattarsi al mondo di fuori.
Qui Erickson sta dando un esempio del principio di dare l'avvio a
un piccolo cambiamento, e di estendere gradualmente quel cambiamento. Abbiamo visto questo esempio in molti casi, particolarmente
nel suo trattamento dei fobici. Sta anche dimostrando come si dirige
un paziente fino a che questo non sia in grado di prendere lui il
comando. Ho sentito Erickson dire a un paziente: "Finch tu continui
cos, io continuo cos". In questo caso, il paziente venne diretto, fino
a che egli stesso alla fine non ruppe il silenzio per lamentarsi dell'abuso subito. Quando in grado di 'fare da solo', cio di parlare,
Erickson gli offre un'altra alternativa. La capacit di compiere scelte
era la prima reale indicazione del fatto che il paziente stava diventando pi sano.

Due Ges
In reparto avevo due Ges. Passavano tutta la giornata a spiegare:
"Io sono Ges". Attaccavano bottone con tutti e spiegavano: "Il
vero Ges sono io".
E cos misi John e Alberto su una panca e dissi loro: "Seduti qua,
voi due. Dunque, ognuno di voi due dice di essere Ges. Adesso,
John, voglio che tu spieghi ad Alberto che Ges sei tu, non lui. E
tu Alberto, spiega a John che tu sei il vero Ges, e che lui non lo ;

lo sei tu".
Li tenni l seduti su quella panca a spiegarsi vicendevolmente dalla
mattina alla sera che erano il vero Ges. E circa un mese dopo, John
disse: "Ges sono io, e quel matto di Alberto dice che Ges lui".
Io dissi a John: "Vedi, John, tu dici la stessa cosa che dice lui.
E lui dice la stessa cosa che dici tu. Ora, io penso che uno di voi
due dev'essere pazzo, perch di Ges ce n' uno solo".
John ci pens su per una settimana. "Io dico le stesse cose che
dice quel pazzo maniaco", disse. "Lui matto e io dico le stesse cose
che dice lui. Ma allora devo essere matto anch'io; e io non voglio
essere matto".

160 Con i pazienti psicotici


Io dissi: "Bene, io non penso che tu sei Ges. E tu non vuoi
essere matto. Ti far lavorare nella biblioteca dell'ospedale". Lavor
l alcuni giorni di seguito, poi venne da me e mi disse: "C' qualcosa di terribilmente sbagliato: c' il mio nome su ogni pagina di
ogni libro". Apr un libro e mi mostr le lettere che componevano
john thornton; su ogni pagina trovava il suo nome.
Fui d'accordo con lui e gli feci vedere come su ogni pagina apparisse il nome Milton erickson. Mi feci aiutare da lui a trovare il
nome del dottor Hugh Carmichael, il nome di Jim Glitton, il nome
di Dave Shakow. In realt, su quella pagina potevamo trovare qualsiasi nome cui lui pensasse.
"Ma queste lettere non appartengono a un nome; appartengono a
una parola!" disse John.
"Proprio cos", dissi io.
John continu a lavorare in biblioteca. Sei mesi pi tardi se ne
torn a casa, liberato dalle sue identificazioni psicotiche.
Erickson non ricorre ai metodi usuali di 'persuasione'; invece, in
entrambi i casi, mette John in situazioni nelle quali possa scoprire da
solo che le sue idee sono deliranti. Erickson ricorre alla tecnica di
'rispecchiare' il comportamento del paziente. Nel primo esempio,
Erickson fa in modo che il delirio sia rispecchiato da un altro paziente
che, per un caso, vittima della stessa idea delirante. Nel secondo
caso, lo stesso Erickson rispecchia il comportamento, quando trova
il proprio nome sulla pagina. Questo approccio consistente nel 'rispecchiare' utilizzato da Robert Lindner nel suo classico racconto "Il
divano a reazione". Erickson mi disse una volta che Lindner era stato
suo studente e si era consultato con lui prima di pubblicare il suo
libro L'ora di cinquanta minuti, nel quale compreso questo racconto.

Esso narra di un terapeuta il cui paziente viveva in un mondo fittizio.


Quando il terapeuta assale il paziente con eccitati racconti dei propri
'viaggi' e delle proprie esperienze in questo mondo, quando si unisce
al paziente nelle sue allucinazioni, il paziente assume il ruolo del terapeuta e cerca di fargli vedere che il tipo di pensiero nel quale entrambi
si erano immersi effettivamente delirante.

Herbert
La prima volta che andai al Rhode Island Hospital, mi venne affidato il reparto degli uomini, dove c'era un paziente di nome Herbert

Con i pazienti psicotici 161


che stava l da quasi un anno. Prima di essere ricoverato in ospedale,
Herbert pesava centodieci chili, era un manovale e passava il tempo
a giocare a carte o a lavorare. Viveva per lavorare e giocare a carte.
Gli era venuta una depressione, una depressione molto forte. Cominci a perdere peso, e alla fine fu affidato al Rhode Island State
Hospital dove, per almeno quattro mesi, aveva avuto un peso sotto
ai quaranta chili. Gli stavano somministrando 4.000 calorie al giorno
tramite sonda, senza che si riscontrasse un aumento di peso.
Naturalmente, ereditai Herbert come paziente; gli altri medici non
ne potevano pi di alimentarlo con la sonda. Io ero uno nuovo, ero
giovane, e cos mi tocc il lavoro pi duro. La prima volta che lo
alimentai, diminuii le calorie a 2.500. Pensavo che fossero sufficienti
per un uomo di quaranta chili scarsi.
Quando alimentai Herbert, lui disse: "Sarai mica matto come gli
altri dottori? Mi vuoi fare gli stessi sporchi trucchi degli altri, facendo
finta di alimentarmi? Lo so che mi stai dando cibo per sonda; lo vedo.
Ma voi siete tutti dei maghi, e in qualche modo lo fate sparire, come
se foste Houdini! E non mi alimentate mai con niente! Voi non fate
che mandarmi la sonda gi per il naso, e dite che mi alimentate, ma
in realt non lo fate, perch io non ho lo stomaco".
Lo ascoltai. La sua depressione era sfociata in un'amara, corrosiva,
sardonica visione della vita. Quando mi disse di non avere lo stomaco,
gli dissi: "Io penso che lo stomaco ce l'hai".
"Tu sei proprio matto come gli altri dottori!", disse. "Perch devono esserci dei dottori matti in una gabbia di matti! Forse questo
il posto migliore per i dottori matti, una gabbia di matti".
Cos, per tutta la settimana, a ogni alimentazione, dissi a Herbert:
"La settimana prossima, luned mattina, mi dimostrerai che hai uno

stomaco".
"Sei un caso senza speranza", disse. "Sei pi matto degli altri pazienti in circolazione. Tu pensi che ti dimostrer che ho lo stomaco,
mentre non ce l'ho".
Quel luned mattina preparai io la sonda di Herbert: met latte,
met panna, uova crude, bicarbonato di sodio, aceto e olio di fegato
di merluzzo crudo. Vedete, quando si alimenta per sonda una persona,
si spinge nello stomaco una colonna d'aria lunga quanto la sonda.
Ecco perch si versa in continuazione: per evitare di far entrare altre
colonne d'aria.
Lo alimentai, facendo entrare molte colonne d'aria nel suo stomaco.
Ritirari la sonda e rimasi l ad aspettare; Herbert rutt e disse:
"Pesce marcio".
"Sei tu che l'hai detto, Herbert", dissi. "Tu sai che hai ruttato;

162 Con i pazienti psicotici


sai che era pesce marcio. Hai potuto ruttare solo perch hai uno
stomaco, cos mi hai dimostrato che hai uno stomaco, ruttando". E
Herbert continu a ruttare!
"Ti credi molto furbo, eh?", mi disse.
Io dissi di s.
Ora, c' il fatto che Herbert dormiva stando in piedi. Io non sapevo che un essere umano potesse dormire stando in piedi, ma verificai la cosa con Herbert. Gli assistenti avevano paura a metterlo a
letto, perch Herbert lottava furiosamente; lo lasciavano fare a modo
suo. Io scendevo gi all'una, alle due, alle tre di notte e trovavo
Herbert; profondamente addormentato, in piedi in mezzo alla corsia.
Cos, ogni giorno, per tutta una settimana gli dissi: "Herbert, mi
dimostrerai che sai dormire disteso".
"Sei un caso disperato. Hai pi idee sballate in testa di quelle che
riesci a sopportare", mi rispondeva.
Finalmente, la settimana successiva, gli chiesi se aveva mai fatto
un bagno, o se aveva mai fatto una doccia. Herbert si ritenne molto
offeso da quella domanda. Certo che aveva fatto il bagno, che aveva
fatto la doccia. Ogni uomo col cervello a posto fa il bagno! "Che
cosa hai nel cervello, che non lo sai?".
"Volevo solo chiedere,, cos".
"Devi per forza chiedere ogni giorno?", disse.
"Beh, devo farlo per forza", dissi. "Perch tu pensi di non saper
dormire sdraiato, e devi dimostrarmi che puoi dormire sdraiato".
"Non hai proprio nessunissima speranza", disse Herbert.
Cos, una sera della settimana successiva, lo portai nella sala di
idroterapia, e lo feci sdraiare nella vasca idroterapica. una vasca
con dentro un'amaca di canapa. Vi cospargono il corpo di vasellina,

vi fanno sdraiare e mettono un coperchio sulla vasca. Solo la testa


rimane fuori dal coperchio. Voi state sdraiati in questa vasca, e l'acqua,
a temperatura corporea, vi scorre continuamente sul corpo. Ora, quando
vi capita una cosa simile, vi addormentate! Non potete fare altro.
Il mattino seguente svegliai Herbert. "Te l'avevo detto che mi
avresti dimostrato di poter dormire stando disteso", dissi.
"Sei molto furbo", disse Herbert.
"E che saresti stato capace di dormire a letto", dissi. Da quel giorno
in poi Herbert dorm a letto.
Quando fui riuscito a fargli raggiungere i cinquanta chili, gli dissi:
"Herbert, mi sono stancato di alimentarti per sonda. La settimana
prossima, il cibo per sonda te lo berrai".
"Non riesco a inghiottire; non so come si fa", disse Herbert.
"Luned della settimana prossima, Herbert, tu sarai il primo alla

Con i pazienti psicotici 163


porta della mensa", dissi io. "Ti metterai a picchiare alla porta e a
sbraitare agli assistenti: 'aprite questa porta' perch vorrai un bicchiere di latte, un bicchiere d'acqua. Far mettere acqua e latte su un
tavolo, e tu li desidererai veramente".
"Sei proprio un caso incurabile!", disse Herbert. "Che peccato,
un giovane come te, in un manicomio, coi matti. Cos giovane, e
cos matto".
Gli dissi per tutta una settimana che si sarebbe messo a pestare
alla porta della mensa gridando che voleva un bicchiere di latte, un
bicchiere d'acqua. E Herbert pens davvero che io fossi un po' matto.
Domenica sera, Herbert and a letto. Dissi all'assistente di imbalsamarlo per bene, in modo che fosse legato mani e piedi al letto e
non potesse scenderne. E la sera prima gli avevo dato il suo cibo per
sonda con dentro una forte dose di sale.
Durante la notte a Herbert venne sete, molta, molta sete. Quando,
al mattino, venne slegato, si precipit alla fontanella, ma l'acqua era
stata chiusa. Si precipit al bagno, per bere dal rubinetto del bagno,
ma l'acqua era stata chiusa. Si precipit alla porta della mensa, pest
alla porta e sbrait agli assistenti: "Aprite la porta! Devo avere quest'acqua! Devo avere questo latte!".
Lo bevve.
Quando fu tornato in corsia: "Ti credi molto furbo", disse.
"Me l'hai gi detto una volta", risposi. "Ti ho detto s allora, e te
lo ripeto adesso".
Herbert beveva latte e minestra. Ma insisteva a dire che non poteva ingoiare cibi solidi. Quando ebbe raggiunti i cinquantadue chili,
gli dissi: "La settimana prossima, inghiottirai cibi solidi".
"Sei molto pi matto di quanto pensavo", disse Herbert. "Io non

posso ingoiare cibi solidi".


"La settimana prossima lo farai", dissi io.
Ora, come feci per fargli inghiottire dei cibi solidi?
Sapevo che Herbert una volta era stato un bambino piccolo. Sapevo
che io lo ero stato. Sapevo che tutte le persone una volta sono state
piccole e che tutte hanno una natura umana. Non feci altro che utilizzare la natura umana. Ora, voi tutti sapete qualcosa della natura
umana. Come avreste fatto per fare inghiottire a Herbert dei cibi
solidi?
Feci sedere Herbert a tavola con un bel piatto di cibo davanti.
Da una parte c'era un paziente squilibrato e dall'altra parte un altro
paziente squilibrato. E questi qui non mangiavano mai il cibo dal proprio piatto, mangiavano sempre dal piatto di qualcun altro. Herbert
sapeva che il piatto era suo; ma il solo modo in cui poteva mante-

164 Con i pazienti psicotici


nerlo, era inghiottirlo. Non voleva che quei pazzi furiosi maledetti
mangiassero il suo cibo! La natura umana fatta cos.
Dopo che ebbe consumato il suo primo pasto fatto di cibi solidi,
gli chiesi se gli era piaciuto. "Non mi piaciuto, ma ho dovuto mangiarlo. Era mio", rispose.
"Avevi detto che non potevi inghiottire cibi solidi", dissi.
"Credi di essere molto furbo".
"Herbert, cominci a ripeterti troppo", dissi. "Ti ho gi detto s
due volte, te lo dico di nuovo".
Herbert si allontan, imprecandomi contro.
Quando pes cinquantaquattro chili, gli dissi: "Herbert, stai mangiando cibi solidi, stai guadagnando peso".
"Mangio solo perch sono costretto. Perch se non lo faccio tu mi
metti in mezzo a quei due pazzi imbecilli".
"Proprio cos", dissi io.
"Non ho fame. Non mi piace quello che devo inghiottire. Devo
inghiottire per impedire a quegli imbecilli di rubarmelo".
"Bene, Herbert, scoprirai che hai fame e che ti viene fame", dissi.
"Adesso, a Rhode Island, gennaio. Fa freddo. Ti far vestire adeguatamente e ti mander fuori, alla fattoria dell'Ospedale, senza pranzare. C' una quercia, di quattro metri di diametro, che voglio che
tu abbatta e riduca in legna da ardere. Questo ti far venire un po'
di appetito".
"E io subappalto iL lavoro", disse Herbert.
"Starai fuori lo stesso tutto il giorno alla fattoria, senza pranzo",
dissi io, "e la sera quando tornerai scoprirai di avere fame".
"Tu stai proprio sognando", disse Herbert.
Dopo aver mandato Herbert fuori alla fattoria, andai dalla capo-

cuoca e le dissi: "Signora Walsh, lei pesa centocinquanta chili e le


piace mangiare. Ora, signora Walsh, voglio che lei salti colazione e
pranzo. Poi per cena, voglio che si prepari una razione doppia del
massimo che pu mangiare dei suoi cibi preferiti. Pu prepararsi a
rimpinzarsi dei suoi cibi preferiti. E ci vada molto, molto abbondante.
Prepari il doppio di quanto le possibile mangiare. Le dir dove
preparare la tavola".
Herbert torn dalla fattoria. Lo feci mettere in un angolo e feci
preparare una tavola davanti a lui. C'erano due posti a quella tavola;
uno era occupato dalla signora Walsh. Herbert guardava un po' lei
e un po' la tavola. La signora Walsh port fuori il cibo dentro enormi
zuppiere e cominci a mangiare avidamente.
Herbert la guardava mangiare, e aveva sempre pi fame. Alla fine
disse: "Posso averne un po'?".

Con i pazienti psicotici 165


"Certo", disse lei.
Herbert mangi perch aveva fame. Quando facciamo un pranzo
di famiglia, le mie figlie vanno sempre fuori e gettano le ossa ai cani.
Dicono sempre: "Il modo in cui i cani si sgranocchiavano quelle ossa
mi faceva venire l'acquolina in bocca. Mi veniva da sgranocchiarle
anche a me".
Povero Herbert. Gli era cominciata a venire l'acquolina in bocca,
guardando la signora Walsh.
Quella sera, in corsia, Herbert mi disse: "Tu sei proprio furbo".
"L'hai capito, alla fine!", dissi. "Ora, Herbert, c' un'altra cosa che
voglio fare per te. Tu giocavi sempre a carte. Sei in ospedale da quasi
un anno, e non hai giocato a carte una sola volta. Nessuno stato
capace di convincerti a giocare a carte. Beh, stasera tu giocherai a
carte".
"Sei pi matto che mai! Per te non c' nessuna speranza", disse
Herbert.
"C' speranza per te, Herbert", dissi io. "Stasera giocherai a carte".
"S, la vedremo!", disse lui.
Quella sera due assistenti grandi e grossi lo presero uno da una
parte e l'altro dall'altra e lo trasportarono a un tavolo dove c'erano
quattro giocatori, tutti molto squilibrati. Uno giocava a poker, un
altro a bridge, un altro ancora a pinnacolo. Davano le carte, e ciascuno
a turno tirava una carta. Uno diceva: "Prendo io; ho un full!".
L'altro diceva: "Io taglio". Quello dopo: "Trenta punti per me".
E giocavano a carte senza interruzione, tutto il giorno.
Ora, Herbert era costretto a stare l in mezzo ai due assistenti,
e a guardare il gioco. Alla fine disse: "Portatemi lontano da questi
imbecilli. Giocher a poker con voi se mi lasciate andar via da qui.

Non riesco a sopportare quello che stanno combinando con queste


carte".
Pi tardi, quella sera, andai in corsia e mi misi a guardare Herbert
che giocava a carte. "Hai vinto ancora", mi disse.
"Sei tu che hai vinto", dissi io.
Alcuni mesi dopo Herbert fu dimesso dall'ospedale. Per quanto ne
so io, aveva riguadagnato peso fino a superare gli ottanta chili, e
lavorava ogni giorno. Tutto quello che avevo fatto per lui era stato
correggere i suoi sintomi. L'avevo messo in situazioni nelle quali correggeva i suoi sintomi.
Erickson utilizza le convenzioni e l'apparato di un ospedale psichiatrico per mettere le persone in condizione di voler fare una cosa.
Il principio quello di forzare il soggetto a non sopportare pi

166 Con i pazienti psicotici


una data situazione, spesso ripetendo le parole del soggetto stesso;
oppure, come nel caso di Herbert, utilizzando legami psicologici pi
complicati. Erickson dimostr a Herbert che i suoi concetti erano
errati. Gli dimostr che aveva effettivamente uno stomaco, costringendolo a ruttare. Gli dimostr che poteva dormire stando sdraiato
invece che in piedi, mettendolo in una vasca idroterapica. Gli dimostr,
che era in grado di inghiottire, facendogli venire tanta sete da costringerlo a bere dei liquidi e a pregare per averli. Gli dimostr che poteva
mangiare di propria volont dei cibi solidi, mettendolo in mezzo a
due pazienti squilibrati che gli rubavano il cibo dal piatto, a meno
che Herbert non se lo mangiasse. Gli dimostr che aveva voglia di
cibo, facendo in modo che la Signora Walsh mangiasse avidamente
davanti ai suoi occhi. Per finire, provoc in Herbert il desiderio di
giocare a carte, mettendolo di fronte a dei giocatori di carte squilibrati, sino a che Herbert non promise: "Giocher a poker con voi
se mi lasciate andare via da qui. Non riesco a sopportare quello che
stanno combinando con queste carte". In questo modo port Herbert
a scoprire che Herbert era uno che voleva davvero vedere giocare
alle carte in modo giusto. In altre parole, Herbert impar di avere
un vero desiderio di giocare 'in modo giusto' alle carte.
Erickson, con una certa modestia, conclude dicendo: "Tutto quello
che avevo fatto per lui era stato correggere i suoi sintomi. L'avevo
messo in situazioni nelle quali correggeva i suoi sintomi". In realt,
correggendo un sintomo dopo l'altro, Erickson attivava modelli di
comportamento, modi di pensare e di reagire, che portarono Herbert
a rendersi conto di avere voglia di vivere, oltre che di cibo. E una
volta iniziato a giocare a carte, non pot fare a meno di rendersi
conto di possedere un istinto sociale, e il desiderio di interagire con

le altre persone.
Come faceva Erickson a costringere le persone a reagire in dati
modi che lui si aspettava? Nel caso di Herbert, chiaro che utilizz
la propria conoscenza delle normali reazioni umane: competitivit,
tendenza a imitare (quando gli viene fame, di fronte alla vorace commensale). Utilizz anche approcci di tipo 'cognitivo', come, per esempio, quando mise Herbert in una situazione nella quale non poteva
non riconoscere, razionalmente, di dover per forza avere uno stomaco,
visto che ruttava.
vero che Herbert era curato in un ospedale psichiatico, un luogo
nel quale Erickson poteva esercitare un controllo quasi assoluto sul
suo comportamento. In ogni caso, per, Erickson ci fa vedere come
si utilizza un legame psicologico. Nel legame psicologico, esattamente
come nel legame fisico, il paziente messo in una situazione che

Con i pazienti psicotici 167


inevitabilmente condurr al risultato voluto. In questo caso, Herbert
reag, come gli era stato predetto, a ogni situazione provocatoria.
Era come se Erickson stesse giocando a biliardo e stesse 'chiamando'
i suoi punti. Ci inevitabilmente fa colpo sul paziente, per quanto
riguarda le capacit del terapeuta di aiutarlo.
In questa terapia, Erickson affronta un sintomo alla volta. Parte
da un'area relativamente periferica e, una volta ottenuto il cambiamento
di quel sintomo, attacca in direzione di sintomi pi centrali. Ciascun
successo si appoggia sul conseguimento del successo precedente.

168 12 Manipolazione e orientamento verso il futuro


Nella sua relazione al Congresso Internazionale sugli Approcci Ericksoniani in Ipnosi e in Psicoterapia, il 7 dicembre 1980, Jay Haley
diceva: "Erickson era una persona del tutto tranquilla nei riguardi
del potere. Sapete bene che c' stato un periodo nel quale la gente
pensava che il potere era un male, ma lui non condivideva questa
idea. Non aveva problemi a conquistarlo, o a servirsene. Mi ricordo
di una volta in cui faceva parte di un certo comitato, e 'Nessuno aveva
il potere l dentro, cos presi io la direzione del comitato'. Vista la
sua propensione a conquistare e usare il potere, penso che sia una
fortuna che lui sia stato un uomo buono. Se il genere d'influenza che
possedeva fosse stato rivolto a fini distruttivi, sarebbe stata una
grande sventura. Ma non era solo un uomo buono, era anche costantemente d'aiuto agli altri, sia nel suo studio che fuori... Non ho mai
avuto dubbi sulla sua moralit, o sulle sue buone intenzioni; non ero
affatto preoccupato che egli potesse utilizzare una qualunque persona
per qualsivoglia vantaggio personale".
importante tenere presente la 'bont' di Erickson, adesso che
ci apprestiamo a considerare il suo amore per le burle. Gli scherzi,
le burle, sono spesso utilizzati per esprimere un'ostilit appena nascosta; ma nella famiglia di Erickson, la 'vittima' si divertiva quanto
il 'persecutore'. La vittima non subisce certo un torto, e in tanti
casi si potrebbe addirittura discutere su chi sia la vittima. E non c'
alcun segno che autorizza a sostenere che gli scherzi di Erickson scaturissero da, o esprimessero, ostilit.
I racconti di questo capitolo rappresentano modelli per la 'creazione' di date situazioni, per il raggiungimento di predeterminati scopi.
In molti casi, gli scherzi e le situazioni umoristiche possono essere
visti come prototipi degli schemi terapeutici di Erickson. Quando

Erickson faceva terapia, proprio come quando raccontava o architettava uno scherzo, ne conosceva bene la conclusione. Il paziente, in-

Manipolazione e orientamento verso il futuro 169


vece, no. Erickson partiva con una meta in testa, quella di tramutare
le risposte del paziente, da 'malate', o autodistruttive, a 'sane', o
costruttive. Nella sua posizione di terapeuta, era lui che 'manipolava'
la situazione, per realizzare la meta. Per mantenere e accrescere l'interesse e la motivazione del paziente venivano utilizzate molte tecniche: provocazioni, stimoli alla sua curiosit, tattiche diversive, humour.
L'ingrediente essenziale degli scherzi di Erickson non era l'ostilit,
ma la sorpresa. Nella sua terapia, tra l'altro, il paziente, era spesso
sorpreso, oltre che dalle 'prescrizioni', anche dalle proprie reazioni.
E proprio come l'ascoltatore prova un senso di sollievo quando arriva
il 'colpo finale', dopo la creazione del clima di incertezza, allo stesso
modo il paziente provava sollievo nell'udire una prescrizione molto
netta.
Erickson pensava che shock e sorpresa fossero utili per spezzare
un atteggiamento mentale rigido. Questo elemento sorpresa non doveva necessariamente presentarsi in modo sofisticato. Nel corso della
nostra prima conversazione, mentre parlavamo, Erickson apr un cassetto e tir fuori una piccola trombetta da triciclo. La schiacci tre
o quattro volte - tut, tut, tut - e comment: "La sorpresa aiuta
sempre". Sul momento non mi sembr che un gioco infantile, e non
mi parve avere un particolare effetto su di me. Se per ci ripenso,
mi rendo conto che quell'atto contribu alla creazione di una data
atmosfera, che mi permise poi di entrare in trance e di rispondere
alle sue suggestioni. Mi disorient e introdusse un elemento infantile,
che pu darsi che Erickson abbia usato per evocare i ricordi d'infanzia
che stavo cercando di riportare alla memoria.
Il termine 'orientamento verso il futuro' del titolo di questo capitolo ben si accorda con la pianificazione e con la 'manipolazione'

nel senso in cui Erickson intendeva questo termine. Il primo racconto


parla di 'manipolazione', laddove altri potrebbero parlare di 'padronanza', 'azione efficace', o 'gestione'. Un atteggiamento positivo verso
il futuro il migliore antidoto alla depressione o al pensiero ossessivo,
e questo vale sia per la previsione del divertimento che si prover
nel momento conclusivo di uno scherzo, sia per l'aspettativa della
crescita che verr con il passare del tempo.

Manipolazione
Sono stato accusato di manipolare i pazienti, al che io rispondo:
ogni madre manipola suo figlio, se vuole che viva. E ogni volta che
andate in un negozio, manipolate il commesso per fargli eseguire i

170 Manipolazione e orientamento verso il futuro


vostri ordini. E quando andate al ristorante, manipolate il cameriere.
E il maestro, a scuola, vi manipola affinch impariate a leggere e
scrivere. In realt, la vita tutta una grande manipolazione. La manipolazione finale quando vi portano all'estremo riposo: anche quella
manipolazione.
Devono calare la bara e poi togliere le corde: tutta manipolazione.
E voi manipolate una matita, per scrivere, per fissare i pensieri.
E manipolate voi stessi, portandovi dietro noccioline, o sigarette, o
caramelle. Una delle mie figlie le chiamava 'macarelle'. Diceva anche
'frafalle' e 'doropomo'. E adesso incinta e vive a Dallas.
Le ho scritto una lettera, dicendo che trovare il nome al bambino
sarebbe stato facile. Se sar un maschietto, non dovr fare altro che
chiamarlo 'Dallas'. Se sar una femminuccia, la potrebbe chiamare
'Alice'. Dice il marito che in Texas bisogna mettere due nomi. Vuole
chiamarlo 'Billy-Rubin'. Lo sapete cos' la bilirubina? Una secrezione
della bile! Allora era meglio chiamarlo 'Hemo Globino'.
Erickson sottolinea che in tutte le occasioni si costretti a manipolare. Nel Linguaggio del cambiamento, Paul Watzlawick osserva:
"Non possibile non influenzare". Ogni comunicazione deve generare
risposte, ed pertanto una manipolazione. Tanto vale, allora, manipolare in modo efficace, pertinente, e costruttivo. In questo breve
racconto, Erickson presenta esempi di manipolazione che vanno dalla
nascita alla morte. Poi ricomincia il cerchio con un'altra nascita, e
il ciclo continua. Sta dicendo a sua figlia Roxy, che giocava sempre
con le parole, che pu manipolare per gioco le parole con le quali
dar il nome ai propri figli. Sta anche dicendo a lei, e a tutti noi,
di non perdere la giocosit e la spontaneit dell'infanzia.
Erickson istruiva i terapeuti sul modo di costruire un racconto.

"Una delle cose che insegno ai miei studenti", diceva, " questa:
prendete un libro appena uscito di un autore che sapete che bravo:
Leggete per primo l'ultimo capitolo. Fate congetture sul contenuto
del capitolo precedente. Fate congetture in tutte le direzioni possibili.
Vi sbaglierete in molte delle vostre congetture. Poi leggete quel capitolo, e fate congetture su quello ancora precedente. Si pu leggere
un buon libro dall'ultimo al primo capitolo, facendo congetture per
tutto il percorso".
Erickson affermava che questo non solo un metodo per imparare a costruire una storia, ma anche un modo efficace di imparare a
congetturare liberamente in tutte le direzioni. "Cos infrangete la
rigidit del pensiero. estremamente utile".
Attraverso questi racconti Erickson suggerisce che noi, i lettori,

Manipolazione e orientamento verso il futuro 171


siamo in grado di fissare le nostre mete e poi escogitare strategie
per raggiungere queste mete. I racconti che seguono, che parlano di
suo figlio Bert, sono buoni esempi dell'amore di Erickson per le burle.
Grazie al loro contenuto umoristico e al gusto con cui Erickson li
raccontava, rappresentano il modello di una umoristica e ottimistica
concezione della vita.

Bert e il cacao
Ci avvenne quando Bert fu trasferito a Camp Pendleton, in California, dove Betty aveva certi parenti. Pensammo che sarebbe potuto
passare a fare un saluto, una volta. Cos una mattina, alle tre del
mattino, Bert, in divisa, buss alla porta di una delle case sul ciglio
della strada. L'uomo che stava in casa venne alla porta e vide questo
giovane marine che gli diceva: "Le chiedo scusa, signore. Ho un messaggio per sua moglie, signore. Le dispiace chiamare sua moglie alla
porta, per cortesia, signore?".
"Non me lo pu dare a me, questo messaggio?", chiese lui.
"Il messaggio, signore, per sua moglie, signore", disse Bert. "Le
dispiace chiamarla alla porta, in modo che possa darlo a lei, signore?".
Cos Bert entr in cucina, e disse alla moglie di quell'uomo: "Signora, me ne stavo tornando a piedi a Camp Pendleton, e mi sono
messo a pensare a mia madre. Mi venuta nostalgia di mia madre e
per il cacao come lo fa mia madre. E lo so che a mia madre farebbe
piacere se d a qualcun altro la sua ricetta. Voglio fare il cacao come
lo fa mia madre".
E intanto l'uomo pensava: "Devo chiamare la polizia, l'ambulanza
o la ronda della marina?".
Bert fece il cacao, chiacchierando del pi e del meno. Quando il

cacao fu quasi pronto, disse: "Lei ha dei bambini, signora?".


"S, tre bambine", disse lei.
"Quanti anni hanno, signora? Oh, sono piccole. Il cacao fa bene
alle ragazzine che devono crescere. Le dispiace chiamarle in cucina, a
bersi un po' di cacao fatto come lo fa mia madre?".
Cos lei and a chiamare le tre bambine, e Bert fece un po' il
pagliaccio per loro, mescolando il cacao col cucchiaio che spuntava
da dietro la schiena. Faceva di tutto per divertire le bambine. E quando
il cacao fu versato, Bert ne bevve un sorso, fece un profondo sospiro
e disse: "S, sissignore, proprio come il cacao che fa mia madre. Ho
tanta nostalgia di mia madre".
"Dove vive tua madre?".

172 Manipolazione e orientamento verso il futuro


"A Detroit, vive. Ho tanta nostalgia di mia madre e del suo cacao".
"E come si chiama, tua madre?".
"Elizabeth"
"No, di cognome, voglio dire".
"Veramente ha un altro nome, prima del cognome".
"E qual quest'altro nome?".
"Euphemia".
E la donna disse: "Elizabeth Euphemia? Santo Cielo, e tu come ti
chiami?".
"Erickson, cugina Anita".
Circa un anno dopo capitammo a casa della cugina Anita, in California, e ci raccontarono tutta la storia.

Autorizzazione
Bert aveva diciannove anni, e viveva nel Michigan; noi, invece, vivevamo a Phoenix. Bert mi scrisse dicendo: "Voglio comprare una macchina, ma mi devi firmare tu i documenti, perch sono minorenne".
Gli risposi: "Sar sincero, Bert, non posso firmarti l'autorizzazione a
comprarti una macchina, perch non posso prendermene la responsabilit. Io sto qui in Arizona, e tu sei nel Michigan. Per il Michigan
molto popolato; sicuramente puoi trovare qualche uomo d'affari con
una buona reputazione che garantisca per te".
Pi tardi ci scrisse che era andato in un certo ufficio e aveva detto:
"Io ho solo diciannove anni. Voglio comprare una macchina. Mio padre
in Arizona e non pu firmarmi un'autorizzazione. Vorrei che me la
firmasse lei".
"Ti ha dato di volta il cervello?", disse l'uomo.
"No, signore. Ci pensi su. Vedr che ho il cervello a posto".

" vero, proprio cos", disse l'uomo. "Dammi un po' questo foglio".
Era il capo della polizia di Ann Arbori.
Bert sapeva di non poter parcheggiare un centimetro fuori dalle
strisce, o camminare a mezzo chilometro in pi del limite di velocit.
La prima volta che si mise a girare per Detroit, un poliziotto gli
fece segno di fermarsi, si avvicin, e disse: "Allora tu sei Bert
Erickson! Ho riconosciuto immediatamente la macchina, e sono molto
contento di vedere che aspetto ha Bert Erickson".
Un'altra volta stava guidando nel Nord del Michigan insieme ad
alcuni amici. Dietro a lui ulul una sirena. Un agente motociclista
aveva messo in azione la sirena, cosicch Bert accost a destra e l'amico
disse: "Che pensi che abbiamo fatto?". "Niente", disse Bert.

Manipolazione e orientamento verso il futuro 173


Un agente della stradale venne alla macchina e disse: "Allora sei
tu Bert Erickson! Ho riconosciuto immediatamente la macchina, e
volevo vedere che faccia ha uno che ha chiesto al capo della polizia
di garantire per lui".
Bert evidentemente sa che la persona che potrebbe prendersi la
responsabilit di autorizzarlo a guidare la macchina la stessa che
ha il potere di ritirargli questa autorizzazione, se lui non dovesse rispettare la parte dell'accordo che lo riguarda. Bert sta evidentemente
dichiarando di essere certo di non infrangere alcuna legge, e ha il
coraggio di presentarsi al capo della polizia per questa autorizzazione.
Il messaggio contenuto nel racconto potrebbe essere che non si
deve per forza avere paura dell'autorit. L'autorit, in realt, pu
essere resa compartecipe o utilizzata per il raggiungimento dei propri
obiettivi. Qui l'autorit vista rispondere positivamente a un approccio efficace. Un altro messaggio che le persone rispondono in modo
positivo quando sono avvicinate in modo poco ortodosso, o insolito.
Gli agenti che fermano Bert sono stupefatti dall'approccio che ha
avuto verso la loro autorit suprema. Ci che poco ortodosso si
impone all'attenzione. Per di pi, con un approccio anticonvenzionale,
si possono frequentemente aggirare le barriere convenzionali che sono
state erette dalla societ, come la maggiore et che richiesta per la
patente. A livello intrapsichico, prendendo in considerazione ed elaborando un qualche tipo di accordo con le nostre 'autorit interiori',
possiamo aggirare le costrizioni che noi stessi abbiamo eretto per
mantenere il nostro equilibrio o la nostra struttura nevrotica.

Dolores
Un giorno di giugno Bert ci scrisse dal Michigan, e concluse la

lettera con le parole: "Appena avr terminato questa lettera, devo


vedermi con Dolores". Orbene, Bert aveva sempre avuto qualche
segreto, e noi sapevamo che era meglio non chiedere chi era questa
Dolores.
Ogni settimana o gi di l ricevevamo una lettera, con sempre
qualche fuggevole accenno a questa Dolores.
"Ho pranzato con Dolores", oppure: "Adesso chiamo Dolores",
oppure: "Ho messo dei calzini che so che piaceranno a Dolores".
Contemporaneamente manteneva una corrispondenza del genere con

174 Manipolazione e orientamento verso il futuro


mio padre a Milwaukee, e anche mio padre sapeva che era meglio
non fare domande.
In agosto Bert scrisse: "Vi dovrei mandare a entrambi delle foto
di Dolores". Disse la stessa cosa anche a mio padre. E cos aspettammo. A settembre, Bert ci scrisse: "Spero tanto che Dolores piaccia
a nonno e nonna. E son sicuro che piacer, e ho trovato un modo
per far conoscere Dolores a nonno e nonna. Andr da loro per il
pranzo del giorno del Ringraziamento".
Ora c' un fatto, che Bert aveva una portentosa capacit. Incrociava
gli occhi, stava coi piedi rivolti in dentro, con le braccia che sembravano appena attaccate al corpo, e faceva una smorfia cos da scemo
che uno si arrabbiava a guardarlo. Veniva voglia di dargli uno schiaffo.
Si present a Milwaukee alle tredici di un freddissimo giorno del
Ringraziamento. Entr in casa e mio padre disse: "E Dolores, dov'?".
Fece la faccia pi da deficiente che mai. "Ho avuto difficolt a
farla salire sull'aereo. Non ha i vestiti. l fuori".
"E perch sta l fuori?".
"Non ha i vestiti".
"Fammi pigliare un accappatoio", disse mia madre. "Di, vai e
porta dentro la ragazza", disse mio padre.
Bert entr portando una cassa enorme, chiaramente pesante. "
stato l'unico modo per farla salire sull'aereo", disse. "Non vestita
in modo decente".
"Apri la cassa, ragazzo".
Lui l'apr, e vennero fuori le Dolores: una era un tacchino, l'altra
un'oca, tutt'e due si chiamavano Dolores. E a nonno e a nonna Dolores
piacque! Era da giugno che la cosa andava avanti!
Mai fidarsi degli Erickson.

Fare in modo che Jeff chiami


A quindici anni, mia figlia Kristi and a vedere una partita di baseball a North High. Lei studiava a West High e and a North High
con una compagna, Margie, una ragazza che aveva incontrato all'asilo.
Quando torn a casa, mi disse: "Indovina chi ho visto alla partita,
oggi? Ti ricordi quel ragazzino in cima alla strada, che poi si trasfer,
e ci siamo chiesti spesso che fine aveva fatto? studente a North High.
in squadra in tre diversi sport e ha buoni voti. E ora il mio unico
problema fare in modo che mi chieda di uscire, e fare in modo che
creda che l'idea tutta sua".

Manipolazione e orientamento verso il futuro 175


Ricordavo molto bene quel ragazzino. Tre partite di baseball pi
tardi, Kristi venne in camera da letto e mi disse: "Jeff non lo sa, ma
domani pomeriggio mi chiamer per chiedermi di uscire!"
Stavo attento al telefono, e altrettanto faceva lei. Sabato pomeriggio il telefono squill, e Jeff le chiese se voleva uscire. Io aspettai pazientemente, per sapere come c'era riuscita. Ma non bisogna mai avere
fretta. Cos, dopo aver aspettato un po' le chiesi: "Ma che stratagemma hai usato?".
"Margie era troppo timida per presentarmi", disse, "e cos, alla partita successiva, l'ho guardato per bene e gli ho detto: 'Scommetto che
non mi conosci', e lui mi ha guardato dalla testa ai piedi e mi ha detto:
'Esatto, non ti conosco'. Cos io gli ho detto: 'Sono una delle figlie
degli Erickson: quale?'".
Lui l'aveva guardata e aveva detto: "Kristi".
"Esatto", disse lei. "Fa piacere rivederti dopo tutti questi anni".
E poi disse: "Adesso devo andare a vedere dov' Margie", e se ne
and, il vecchio trucco di lasciare il pubblico insoddisfatto. Sgattaiol
via prima che Jeff avesse modo di farle qualsiasi domanda. Lui voleva
chiedere di pi, ma lei se ne era andata.
E alla partita successiva lo vide in mezzo alla folla, che parlava animatamente con un altro, ragazzo. Si infil tra la folla, giungendo abbastanza vicina da cogliere il senso della conversazione, e poi si volatilizz;
quando Jeff si spost un po' pi in l, lei si avvicin all'altro ragazzo
e inizi la stessa conversazione di prima. Nessuna presentazione: discussero semplicemente il problema, quale che fosse.
Alla terza partita di baseball, Kristi and alla ricerca di quello stesso
studente e si mise ad ascoltare la conversazione; quando Jeff venne
da quelle parti l'altro ragazzo disse: "Salve, Jeff, lascia che ti presenti

a... Oh, accidenti, noi non ci siamo ancora presentati". "Penso che
dovrai farlo tu", disse lei a Jeff.
E dopo questo episodio mia figlia disse: "Domani Jeff mi chiamer
per chiedermi di uscire".
Astutamente, Kristi d a Jeff abbastanza informazioni, e abbastanza
confidenza da risvegliare il suo interesse, ma non quanto basta per
soddisfarlo. Lo lascia l con il desiderio di avere di pi. Fa in modo
che sia lui a presentarla a uno dei suoi amici, una persona che lui
rispetta, e che evidentemente interessato a lei. Jeff costretto a ricordare i bei momenti trascorsi con lei nell'infanzia e, contemporaneamente, a vederla sotto una diversa luce, cio come una coetanea attraente. Ci fa anche nascere la sua gelosia e i suoi istinti di competizione. Kristi pertanto assolutamente sicura che Jeff telefoner.

176 Manipolazione e orientamento verso il futuro


Perch Erickson ha infilato frasi quali: "Discussero semplicemente
il problema"? La cosa stona con la descrizione di una conversazione
tra due adolescenti. Stava per caso lasciando lo spazio perch il paziente
o il lettore potessero inserire nel racconto il proprio 'problema'?

Che farebbe se le dessi uno schiaffo?


Mentre mia figlia Betty stava apponendo la firma sull'incarico scolastico, i membri del Consiglio d'istituto trattenevano il respiro. Ripresero fiato solo dopo che ebbe finito di firmare. Betty Alice si chiese
come mai, ma sapeva che non ci sarebbe voluto molto per scoprirlo.
Lo scoperse molto presto. La classe in cui lei insegnava era composta
da delinquenti di quindici anni, che aspettavano solo di averne sedici
per lasciare la scuola, e che avevano tutti una lunga serie di arresti
alle spalle. Erano davvero dei delinquenti. Uno di loro era stato arrestato almeno trenta volte, e due volte aveva picchiato un poliziotto.
Era alto uno e ottantotto e pesava quasi cento chili. Il semestre prima,
si era avvicinato alla professoressa e le aveva detto: "Signorina Johnson,
che farebbe se le dessi uno schiaffo?". A quanto pare la professoressa
gli diede la risposta sbagliata, perch lui le diede uno schiaffo che la
fece volare dall'altra parte della stanza e la mand all'ospedale. Betty
Alice pens tra s e s: "Mi chiedo quand' che quel povero ragazzo
se la prender con me. Io sono poco pi alta di uno e cinquanta e
peso quarantacinque chili". Non dovette aspettare a lungo.
Stava andando in bicicletta nel parco, quando lo vide. Eccolo, il
gigante grande e grosso, con un ghigno cattivo sul viso. Cos io assunsi
una espressione di meraviglia e sgranai due grandi occhioni blu. Lui
mi si piant davanti e chiese: 'Che farebbe, se le dessi uno sciaffo?'".
Povero ragazzo. Lei fece due rapidi passi verso di lui e ringhi:

"Dio mi aiuti, ti ucciderei!". Lui aveva fatto una domanda semplice;


lei aveva dato una semplice risposta: "Dio mi aiuti, ti ucciderei, cos
tornatene subito al tuo posto!".
Lui non aveva mai sentito un tale ruggito da un tale gattino.
Mentre si sedeva, aveva in viso un'espressione di stupore. Lei lo aveva
messo al tappeto, e lui sapeva che non avrebbe mai osato permettere
che qualche altro ragazzo le desse fastidio. Era lui il suo protettore,
sempre. Era cos bello! Lei era cos bella! Le cose inaspettate aiutano
sempre. Non fate mai le cose che gli altri si aspettano facciate.
I prossimi due aneddoti danno altri esempi di questa massima.

Manipolazione e orientamento verso il futuro 177


Il bassotto e il pastore tedesco
Una delle mie studentesse, alta meno di uno e cinquanta, mi chiese
se si fosse comportata bene. Una sera stava portando a passeggio il
suo cagnolino, un bassotto.
Un grosso pastore tedesco venne rumorosamente gi per il vialetto,
ringhiando contro di lei e il cagnolino, dichiarando la propria intenzione di mangiarseli vivi tutti e due. Lei prese in braccio il cagnolino
e caric il pastore tedesco, strillandogli contro. Il cagnone fece dietrofront con la coda tra le gambe e se ne corse subito a casa. Quando
fate qualcosa di inaspettato, costringete gli altri a rivedere il proprio
modo di pensare.

Falli deragliare
Ieri mi giunta una lettera di un ex-studente. Mi diceva: "Avevo
in studio un paziente alquanto paranoide. Tutto quello che voleva era
parlare delle sue idee. Io cercavo di attirare la sua attenzione, ma senza
riuscirci. Allora pensai di utilizzare una cosa inaspettata, cos dissi:
"No, neanche a me piace il fegato". Il paziente si ferm, scosse la
testa, e disse: "Di solito a me piace il pollo"; poi cominci a parlare
del suo vero problema. L'inaspettato pu sempre far deragliare dei
pensieri che vanno in una certa direzione, una linea di tendenza di
comportamento, e cos bisognerebbe utilizzarlo.
Mi ricordo che ai primi anni d'universit, e anche alla specializzazione, quando ero interno, ogniqualvolta un professore voleva riprendermi, io me ne uscivo sempre con una domanda idiota e non pertinente, oppure con un'affermazione dello stesso tipo, e li facevo sviare.
Un'estate un professore prese a dire: "Erickson, non mi piace...".
"Neanche a me piace la neve", dissi.

"Che stai dicendo?", disse lui.


"La neve", dissi io.
"Quale neve?".
"La cosa meravigliosa, che non ci sono due fiocchi di neve uguali".
Io penso che i terapeuti debbano sempre avere pronti, in qualunque momento, dei commenti non pertinenti. Quando un paziente si
siede e racconta un intero capitolo di cose non pertinenti, toglietelo
da quel binario. Fatelo deragliare con qualche osservazione che non
c'entra niente. Per esempio: "Lo so, cosa sta pensando. Anche a me
piacciono i treni".

178 Manipolazione e orientamento verso il futuro


Erickson si assicurava sempre di essere lui, e non il paziente, a guidare la seduta terapeutica. Come disse una volta Karen Horney: "I
pazienti intraprendono la terapia non per curare la propria nevrosi,
ma per perfezionarla". Se si lascia che siano i pazienti a stabilire cosa
avviene in una seduta terapeutica, quasi tutti, inconsciamente, faranno
tutto ci che necessario per impedire un vero cambiamento terapeutico. Quando pertanto un paziente imbocca un binario morto, importante che il terapeuta lo faccia deragliare, e lo indirizzi su uno che
porta pi lontano.

Lance e Cookie
Alla famiglia Erickson piacciono molto le burle innocenti. Le ricordano a lungo e con gioia.
A un ballo studentesco ad Ann Arbor, mio figlio Lance vide una
ragazza che gli piaceva, cos le tagli la strada e le chiese di uscire.
Lei, fermamente ed educatamente, gli disse: "La mia risposta no;
ho gi il ragazzo".
"Oh, la cosa non mi preoccupa affatto", disse Lance.
"La risposta no".
Un mese dopo la rivide, le si avvicin al momento di un ballo
e le chiese di uscire. "Me lo hai gi chiesto una volta. La risposta
era no, ed tuttora no", disse la ragazza.
"Beh, vuol dire che dovremo discutere la cosa al ristorante, da
Oscar", disse Lance.
Lei lo guard come se fosse matto!
Ma Lance raccolse informazioni su di lei. Quindi, un sabato pomeriggio lui e il suo migliore amico entrarono nel parlatorio degli studenti, dove questa ragazza stava in compagnia del suo ragazzo. Lance

si avvicin alla ragazza e disse: "Cookie, voglio presentarti il mio


migliore amico, Dean. Dean, questa mia cugina Cookie. Veramente
non sono proprio suo cugino. Sono il suo mezzo cugino illegittimo.
Ma in genere non ne parliamo fuori della famiglia". E poi chiese:
"Come va la frattura alla gamba di zio George?".
La ragazza sapeva di avere uno zio George con la gamba rotta,
nel Michigan del Nord.
Poi lui aggiunse: "Quanti chili di fragole ha messo in conserva
zia Nellie l'estate scorsa?". E la ragazza sapeva di avere una zia Nellie
con l'hobby di mettere le fragole in conserva. E poi chiese: "Come
se la cava Vicki coll'algebra al liceo?". E Cookie sapeva tutto delle
difficolt di Vicki al liceo.

Manipolazione e orientamento verso il futuro 179


Poi Lance, come per caso, si accorse del ragazzo, con la bocca aperta,
gli occhi fuori dalle orbite. "Conosci Cookie? Io mi chiamo Lance.
Sono il cugino di Cookie, veramente non sono proprio il cugino, sono
solo il mezzo cugino illegittimo. In genere non ne parliamo al di fuori
della famiglia". Poi si gir verso Dean e disse: "Dean, perch non
lo porti a cena fuori?".
Dean si avvicin e prese il giovane sottobraccio. Allora Lance si
rivolse a Cookie e disse: "Abbiamo tantissime notizie di famiglia
da scambiarci".
In tutti questi anni da quando conosciamo Cookie, non l'abbiamo
mai sentita alzare la voce: calma, educata e ferma. E Cookie disse:
"Ci sono molte cose che voglio dirti". Ma intanto non si era accorta
che erano entrati nel ristorante.
Quando si fidanzarono, Cookie volle una sua foto, cos lui gliela
diede. Io stesso gli avevo fatto quella foto, quando era un bambino
piccolo, tutto nudo.
E un giorno lui disse: "Cookie, dovrei proprio fare conoscenza coi
tuoi genitori".
"Oh, oh, oh, oh, penso proprio che tu lo debba fare", disse Cookie.
Un pomeriggio alle quattro, un giovanotto ben vestito, con una
ventiquattr'ore, entr nel giardino posteriore dei Cook e disse: "Signor
Cook, vorrei parlarle delle nostre assicurazioni". Lance ha il dono
della parlantina. capace di parlare di assicurazione contro i fulmini,
assicurazione contro i cicloni, assicurazione sulla vita, assicurazione
auto, assicurazione contro gli incidenti. A un quarto alle cinque la signora Cook venne fuori sulla veranda posteriore e disse al marito: "La
cena pronta!".
Lance si gir verso il signor Cook e disse, con la vocina sottile:

"Sa, molto tempo che non mangio un pasto preparato in casa. Sono
sicuro che a sua moglie non dispiacerebbe mettere un piatto in pi
per me. Sarebbe veramente bellissimo mangiare un pasto cucinato in
casa".
Entrarono in casa, e Lance disse: "Signora Cook, tanto tempo
che non mangio un pasto preparato in casa. Suo marito mi ha assicurato che non le avrebbe dato nessun disturbo mettere un piatto in
pi. Mi va benissimo un pasto alla buona".
E per tutto il pasto, Lance parl di tutto. Fece i complimenti a ogni
portata, mentre la signora Cook lanciava occhiate furiose al signor
Cook. Alla fine del pasto Lance espresse la sua gratitudine, poi disse:
"Ho un'altra polizza d'assicurazione, e questa sono sicuro che la comprerete. una polizza d'assicurazione contro i generi indesiderabili!".

180 Manipolazione e orientamento verso il futuro


Quando glielo chiesi, nel 1980, Lance e Cookie ricordavano entrambi questo episodio. Lance ricord che dopo che lui aveva sferrato
il colpo, il signor Cook si era girato verso Cookie con un sorriso e le
aveva detto: "Ma guarda un po', questa briccona!".
Come Lance aveva fiducia nella sua capacit d'indurre Cookie a
uscire con lui e a sposarlo, cos Erickson aveva la massima fiducia
che i pazienti avrebbero fatto le cose che lui chiedeva loro di fare.
Aveva anche fiducia nel successo della terapia. Questa fiducia non
era per basata sulle belle speranze, ma su anni di esperienza, di attenta osservazione e di diligente preparazione.
I casi che seguono sono esempi di alcuni dei risultati di questa
preparazione, che era accurata come quella delle sue burle.

Noi invalidi
Dopo tre settimane di lezione, gli studenti di medicina conoscevano
la mia tendenza all'impiego degli scherzi. Cos io dissi loro: "Il prossimo luned mattina, tu, Jerry, vai su al quarto piano e tieni aperte
le porte dell'ascensore, e tu, Tommy, ti metti nel pozzo delle scale
e guardi gi a piano terra. Quando mi vedi che salgo le scale, fai
segno a Jerry di liberare le porte dell'ascensore, mentre tu, Sam, sarai
a piano terra a premere il bottone di chiamata. E nel frattempo fate
circolare la voce che luned mattina il dottor Erickson far uno dei
suoi soliti scherzi alla classe".
Fecero un bel lavoro a far circolare la voce. Il luned seguente c'era
tutta la classe, tra cui un ragazzo con una protesi. Questo studente,
da matricola, era sempre stato molto socievole, estroverso, amico di
tUtti.
Al secondo anno tutti gli volevano bene e lui legava con tutti,

socializzava sempre. Era uno studente bravo, rispettato, benvoluto da


tutti. Sempre in quell'anno, per, perse una gamba in un incidente
d'auto di cui non aveva nessuna colpa. Quando gli misero una gamba
aritificiale, divenne molto chiuso, molto sensibile. Il preside mi aveva
avvertito che quel ragazzo era chiuso e ipersensibile, ma che era sempre un bravo studente, solo che aveva perso tutto il suo cameratismo,
non ricambiava mai un saluto, non salutava mai nessuno, teneva sempre il naso dentro i libri e se ne stava per conto suo.
Dissi al preside di lasciarmi alcune settimane per dare alla classe
il tempo di conoscermi bene, e poi mi sarei preso cura del ragazzo.
Quel luned, con Jerry che teneva aperte le porte dell'ascensore e

Manipolazione e orientamento verso il futuro 181


Tommy piazzato in cima alla scala, alle sette e mezza trovai la classe
al completo ad aspettarmi, a piano terra. Mi misi a fare conversazione
mondana sul tempo e su quello che succedeva a Detroit, e poi dissi:
"Beh, che succede al tuo pollice, Sam? debole? Spingi un po' quel
bottone dell'ascensore".
"L'ho fatto", disse lui.
"Forse hai il pollice debole, dovresti provare a usarne due", dissi io.
"Ho provato, ho provato", disse lui, "ma quel maledetto bidello
cos preoccupato di trasportare secchi e scope, che probabilmente
sta tenendo aperte le porte".
Chiacchierai un altro po' e poi dissi a Sam: "Spingi di nuovo quel
bottone".
Sam esegu. Nessun rumore di ascensore in arrivo. Alla fine, alle
otto meno cinque, mi girai verso lo studente con la gamba artificiale
e dissi: "Dai, noi invalidi trasciniamoci su a piedi, e lasciamo l'ascensore per quelli che camminano bene".
'Noi invalidi' cominciammo a zoppicare su per le scale. Tommy
fece il segnale a Jerry; Sam spinse il bottone. Quelli che camminavano
bene aspettarono l'ascensore. Noi invalidi ce ne zoppicammo su.
Alla fine di quell'ora, quello studente socializzava di nuovo, con una
nuova identit. Apparteneva al gruppo dei professori: 'Noi invalidi'.
Io ero un professore; avevo una gamba che non andava bene; lui si
identificava con me, io mi identificavo con lui. Cos, con quel nuovo
status, ritrov tutta la sua estroversione. Alla fine dell'ora socializzava
di nuovo.
Spesso si pu ottenere qualcosa col semplice cambiamento dello
schema di riferimento. L'elaborata preparazione di questo episodio,
con l'intervento di complici, simile alla preparazione che un pre-

stigiatore fa per il suo spettacolo. anche simile alla preparazione


necessaria per una burla.

Foglio in bianco
Una terapia incisiva pu essere fatta in modo molto, molto semplice,
anche se il compito del terapeuta pu apparire enorme. Un anno un
nuovo preside si insedi alla facolt di medicina. Mi chiam nel suo
ufficio, e mi disse: "Sono il nuovo preside di questa facolt, e ho portato con me un mio protetto. Ora questo mio protetto una perla di
ragazzo, perch lo studente pi brillante che abbia mai incontrato.

182 Manipolazione e orientamento verso il futuro


molto dotato per la patologia. Capisce la patologia, e gli interessano
molto i vetrini di patologia, ma odia tutti gli psichiatri. E ha una lingua
molto tagliente. La insulter in tutti i modi possibili. Coglier tutte
le occasioni per darle fastidio".
"Non si preoccupi, so io come prenderlo", dissi.
"Bene, lei sarebbe il primo a saperlo prendere", disse il preside.
E cos il primo giorno mi presentai e dissi alla classe che io non ero
come gli altri professori della facolt. Gli altri professori pensavano che
la loro materia fosse la pi importante della facolt. Io ero completamente diverso.
Io non pensavo nessuna sciocchezza del genere. Si dava solo il caso
che io sapessi che la mia materia era la pi importante di tutte. Ci
fu accolto molto bene dalla classe. E poi dissi: "Per chi poco interessato alla psichiatria, vi sottopongo un elenco di circa quaranta titoli
da leggere. Per chi ha un certo interesse alla psichiatria, presento un
elenco di circa cinquanta titoli da leggere. Per chi decisamente interessato, ecco qua un elenco di circa sessanta testi che vi consiglio di
leggere".
Poi dissi alla classe di scrivere un riassunto di un certo prontuario
di psichiatria, e di consegnarmelo il luned successivo.
Il luned successivo, lo studente che odiava la psichiatria stava in
fila con gli altri. Ogni studente presentava il proprio riassunto. Quello
studente mi porse un foglio in bianco.
"Senza neanche leggere il tuo riassunto", dissi, "vedo subito che hai
fatto due errori: non hai messo la data, e non l'hai firmato. Allora,
ripresentalo luned prossimo. E ricorda: un buon riassunto come leggere i vetrini di patologia".
Ottenni uno dei riassunti pi competenti che abbia mai avuto in vita

mia.
"Come diavolo ha fatto a convertire al cristianesimo quel pagano?",
chiese il preside.
Lo avevo preso completamente di sorpresa.
Erickson potrebbe aver visto il foglio in bianco come un tentativo
di insultarlo, e, come sottolineava sempre, "Non accettate mai un insulto!" Rifiutandosi tuttavia di considerare il comportamento dello studente come un insulto, Erickson lo colse di sorpresa. Evidenziando i
due 'errori', mantenne la propria posizione di autorit. E indirizzando
lo studente a cercare delle analogie tra una recensione di libri e la
lettura dei vetrini di patologia, applic alcuni fondamentali principi
didattici, e cio quello di dare l'avvio alla motivazione, e di connettere
nuovi apprendimenti con quelli meno recenti. Sostenendo la pretesa che

Manipolazine e orientamento verso il futuro 183


il foglio in bianco fosse una vera recensione di libri, Erickson sta dimostrando il principio che dice: "Assecondate il paziente". Lo troviamo applicato, molto alla lettera, nel racconto che segue.

Ruth
Al Worcester Hospital il sovraintendente disse un giorno: "Vorrei
tanto trovare qualcuno che sapesse come prendere Ruth".
Mi informai di questa Ruth, che era una ragazza dodicenne, molto
carina, piccolina, dai modi molto accattivanti. Non si poteva fare a
meno di volerle bene; aveva un comportamento cos carino. Ma tutte
le infermiere avvertivano le nuove che venivano a lavorare l: "State
alla larga da Ruth! Quella vi strappa i vestiti, vi rompe un braccio
o una gamba!".
Le infermiere nuove non credevano che la dolce, l'accattivante dodicenne Ruth fosse capace di tanto. E Ruth pregava l'infermiera: "Oh,
per cortesia, mi porterebbe un cono gelato e qualche caramella?".
L'infermiera glieli portava e Ruth prendeva le caramelle e ringraziava
molto dolcemente l'infermiera, e con un solo colpo di karat le spezzava il braccio, o le strappava il vestito, o le sferrava un calcio nelle
tibie o le saltava sul piede. Comportamento normale, abitudinario, per
Ruth. Ruth ci si divertiva. Un'altra cosa che le piaceva fare, era asportare periodicamente l'intonaco dalle pareti.
Dissi al sovraintendente che avevo un'idea, e gli chiesi se potevo
trattare il caso. Lui ascolt la mia idea, e disse: "Penso che funzioner, e conosco proprio l'infermiera che sar felice di aiutarla".
Un giorno arriv una chiamata. "Ruth si scatenata di nuovo".
Andai al reparto. Ruth aveva asportato tutto l'intonaco dalle pareti.
Io strappai le lenzuola e le diedi una mano a distruggere il letto e le

diedi una mano a spaccare le finestre. Prima di andare al reparto avevo


parlato con l'addetto agli impianti; era la stagione fredda. E dunque
le suggerii: "Ruth, avanti, stacchiamo dal muro quella valvola del
termosifone e strappiamo via la tubazione". E cos mi sedetti per
terra e ci mettemmo a tirare. Staccammo la valvola dal tubo.
Mi guardai attorno nella stanza e dissi: "Qui non possiamo fare
pi niente. Avanti, andiamo nell'altra stanza".
" sicuro di dover fare cos, dottor Erickson?", disse Ruth.
"Ma certo. Ci stiamo diverterido, no? Io s".
Mentre attraversavamo il corridoio per andare nell'altra stanza,
trovammo un'infermiera in piedi nel corridoio. Quando arrivammo

184 Manipolazione e orientamento verso il futuro


alla sua altezza, io balzai avanti e le strappai la divisa e la sottoveste,
lasciandola in mutande e reggipetto.
"Dottor Erickson, non si fanno queste cose", disse Ruth. Corse
nella stanza a raccogliere le lenzuola strappate e le avvolse sul corpo
dell'infermiera.
Dopo tutto era una brava ragazza. Io le avevo fatto vedere qual
era il suo comportamento. Naturalmente, l'infermiera era un'infermiera
esperta, e si divert, come mi ero divertito io. Tutte le altre infermiere, invece, erano orripilate. Tutto il resto del personale era orripilato di fronte al mio comportamento. Solo il sovraintendente e io
eravamo d'accordo sul fatto che il mio comportamento era quello
giusto.
Ruth poi si prese la rivincita scappando dall'ospedale, rimanendo
incinta, mettendo al mondo il bambino e facendolo adottare. Poi
ritorn di sua volont all'ospedale e fu una ottima paziente. Un paio
d'anni pi tardi, chiese d'essere dimessa, and a lavorare come cameriera, conobbe un giovane, lo spos e rimase incinta. Per quanto ne
so io, quel matrimonio fu abbastanza felice da permettere la nascita
di due bambini. Ruth fu una buona madre e una buona cittadina.
Spesso si pu far desistere un paziente da un comportamento indesiderato per mezzo di uno shock abbastanza forte. Ci vale tanto per
i nevrotici che per gli psicotici.

Riverenze
Il primo anno che passai alla Wayne State Medical School, successero due cose buffe. Nella mia classe c'era una ragazza che era stata
in ritardo a tutte le lezioni al liceo. Era stata richiamata dagli insegnanti, e aveva sempre promesso con molta grazia che la volta succes-

siva sarebbe arrivata in orario. E si scusava con tanta sincerit. Fece


tardi a tutte le lezioni al liceo, eppure aveva sempre ottimi voti. Era
sempre cos piena di scuse, cos piena di credibili promesse.
All'universit, a tutte le lezioni fu in ritardo, redarguita per questo
da ciascun istruttore e professore. Lei si scusava sempre con grazia e
sincerit, e prometteva sempre di fare meglio in futuro, e continuava
a fare tardi. E aveva sempre ottimi voti all'universit.
Poi and a medicina ed era in ritardo a ogni lezione, a ogni conferenza, a ogni laboratorio. I suoi colleghi la maledicevano per il suo
ritardo, perch li ostacolava nel lavoro di laboratorio. E lei continuava
tranquillamente, a forza di scuse e promesse.

Manipolazione e orientamento verso il futuro 185


Ora, qualcuno della facolt che mi conosceva, quando scoperse che
ero stato nominato in quella facolt, disse: "Aspetta che capiti nella
classe di Erickson! Ci sar un'esplosione terribile! La sentiranno in
tutto il globo!".
Il mio primo giorno arrivai alle sette e mezza per la mia lezione
delle otto e tutta la classe era l che aspettava, tra cui Anne, la ritardataria.
Cos alle otto tutti in fila entrammo in aula, tutti eccetto Anne.
Su ogni lato dell'aula c'era una corsia di passaggio. C'era un passaggio sul dietro dell'aula, e un altro sul lato ovest. Gli studenti non
ascoltavano la mia lezione, ma guardavano tutti verso la porta. Io
parlavo, tranquillo, e quando la porta si apr, molto dolcemente e
delicatamente e lentamente, Anne fece il suo ingresso, con venti
minuti di ritardo. Tutti gli studenti fecero uno scatto con la testa e
guardarono verso di me. Videro il mio segnale per farli alzare e tutti
capirono il mio linguaggio.
Per tutto il tempo che Anne impieg per andare dalla porta opposta al fronte dell'aula, traversando tutta la parte posteriore, poi a
met per il lato opposto e sedersi, in un posto della parte centrale,
io le feci le riverenze. E tutta la classe, in silenzio, le fece le riverenze
lungo tutto il tragitto. E alla fine della lezione, ci fu una selvaggia
corsa all'uscita. Anne e io fummo gli ultimi a lasciare l'aula. Io presi
a parlare del tempo a Detroit, o di argomenti del genere, mentre camminavamo gi per il corridoio, e intanto un usciere le fece una muta
riverenza; alcuni studenti dei primi anni vennero nel corridoio e silenziosamente le fecero la riverenza; il preside si fece sull'uscio del suo
ufficio e, in silenzio, le fece una riverenza. Il suo segretario si fece
sull'uscio e le fece una riverenza; per tutta la giornata, la povera

Anne venne in silenzio riverita. Il giorno dopo era la prima in classe,


e lo fu da allora in poi. Aveva sopportato i rimproveri del preside, i
rimproveri di tutti i professori, ma le mute riverenze, quelle non le
poteva sopportare.
Mentre gli altri professori avevano cercato di cambiare il comportamento di Anne tramite le punizioni, l'approccio di Erickson fu di
congratularsi con lei per il suo potere. Le riverenze erano un modo
di dimostrare deferenza, le fecero capire che stava utilizzando il proprio potere al contrario. Quando Anne fu in grado di capire questo,
pot anche stabilire come poteva utilizzare il proprio potere in modo
costruttivo.
Altre persone avevano cercato di farla cambiare per mezzo delle
parole, e lei aveva dimostrato che era impossibile. Erickson utilizz

186 Manipolazione e orientamento verso il futuro


un approccio non-verbale, che la port a rendersi conto di come stesse
utilizzando il suo dominio in modo autolesionistico. Poteva canalizzare le proprie tendenze dominatrici in modo pi costruttivo. Come
in tutti gli altri casi, il potere di cambiare risiedeva in lei. Erickson
non fece altro che creare una situazione in cui il cambiamento potesse
avere luogo.
L'atteggiamento di Erickson mostrava la sua convinzione di poter
trattare in modo incisivo qualsiasi situazione si potesse creare. Se la
situazione richiedeva uno scontro, sapeva di poterlo fare. Se richiedeva
gentilezza, poteva essere gentile. Se richiedeva asprezza, poteva essere
aspro. Il messaggio subliminale che Erickson ci sta inviando che egli
aveva fiducia nella propria capacit di gestire le situazioni. Anche noi
siamo lasciati liberi di adottare questo atteggiamento, e farci valere
di pi nella vita.

Globus hystericus
Venne da me un'infermiera che gi conoscevo di vista. Era una di
quelle infermiere saccenti che vogliono insegnare a tutti il loro mestiere. Era stata cacciata da ospedale a ospedale perch diceva sempre
ai medici quello che dovevano fare. Diceva sia diagnosi che trattamento.
Venne da me e mi disse che aveva un 'globus hystericus' un groppo
alla gola, che era molto fastidioso. Le feci descrivere il dolore, e lei
lo descrisse. Io giunsi alle mie conclusioni, e le dissi: "Lei non ha
un 'globus hystericus'. Lei ha un'ulcera allo stomaco, all'estremit
duodenale".
"Non sia ridicolo", disse.
"Non sono ridicolo; lei, ridicola", dissi io.

"Le dimostrer che non ho un'ulcera allo stomaco", disse. And


da tre radiologi diversi, e tutti e tre confermarono la mia diagnosi.
Allora torn tutta arrabbiata e disse: "Ha ragione lei. Ho visto io
stessa le lastre, e tutti e tre sono stati d'accordo. Che mi consiglia di
fare?"
"Lei armena", dissi io. "E le piace il cibo piccante. Lei ha una
sorella che la chiama ogni giorno e fa una lunga conversazione telefonica con lei. Lei ha una nipote che le telefona ogni giorno, e fa
con lei una lunga conversazione. Sbatta gi il telefono quando sua
sorella e sua nipote la chiamano. Sono loro due che le fanno venire
il dolore allo stomaco. E si goda il suo cibo".

Manipolazione e orientamento verso il futuro 187


Un mese pi tardi si fece fare altri raggi X dai tre radiologi. Nessuna
traccia di ulcera. E l'unica raccomandazione che le avevo dato era stata:
"Si goda il suo cibo, sbatta gi il telefono quando la chiamano sua
sorella e sua nipote".
La sua espressione favorita era: "Questo non mi va gi, quello
non mi va gi". Ecco perch era arrivata alla diagnosi di 'globus hystericus'. Dalla sua descrizione del dolore, invece, doveva essere una
ulcera duodenale. Ma lei sapeva che avevo torto. Tre radiologi la
convinsero che avevo ragione.
Abbastanza stranamente, questa infermiera cos saccente, cos autoritaria coi medici, non riusciva a imporsi nei confronti di sua sorella
e di sua nipote. Col suo stesso atteggiamento Erickson fornisce un
esempio di come imporsi. In realt, in questo racconto, Erickson sembra avvicinarsi all'arroganza, quando assume lui stesso l'atteggiamento
saccente. Sembra tuttavia che sentisse di dover agire cos per persuadere questa donna a farsi guidare. A un'altra paziente, una certa
Linda, del cui trattamento io fui testimone, Erickson aveva dato istruzioni di salire sullo Squaw Peak. All'inizio lei aveva opposto resistenza
a questa prescrizione, ma poi, un giorno, nel bel mezzo di una seduta
nella quale Erickson stava parlando a una decina di studenti, buss
alla porta. Veniva a dire che era salita sullo Squaw Peak, come le
era stato ordinato di fare. E come ordinato di fare, era venuta a riferirlo. Lui la conged semplicemente, senza nessun commento.
Dopo che se ne fu andata, il gruppo si interess al perch Erickson
le avesse chiesto di salire sullo Squaw Peak. Voleva forse che lei
"entrasse in contatto con le proprie sensazioni?". Voleva forse che
realizzasse con successo un compito? "Perch cos facendo mi avrebbe
obbedito" fu la sorprendente risposta. Erickson sottolineava spesso

che importante che sia il terapeuta a dirigere il trattamento. Se


non riusciva a ottenere obbedienza totale in almeno un settore specifico, secondo lui non c'era nessuno scopo a continuare il trattamento.
Nel caso dell'infermiera, per lui era importante avere la certezza che
lei avrebbe seguito le sue suggestioni, e avrebbe effettivamente sbattuto gi il telefono alla sorella e alla nipote.

Avena
Passai tutta un'estate a dissodare la sterpaglia su dieci acri di terra.
In autunno mio padre l'ar e la semin; poi l'ar di nuovo in pri-

188 Manipolazione e orientamento verso il futuro


mavera, e vi piant dell'avena. E l'avena cresceva molto bene, e noi
speravamo di ottenere un eccellente raccolto. Verso la fine dell'estate,
era di gioved sera, andammo a vedere come andava il raccolto, quando
avremmo potuto mieterlo. Mio padre esamin uno per uno gli steli
d'avena, e disse: 'Ragazzi, questo qui non sar un raccolto, gi abbondante, di 33 staia per acro. Sar di almeno cento staia per acro. E saranno pronte per la mietitura luned mattina".
E ce ne tornavamo, pensando felici a mille staia di avena e a cosa
ci significava per noi dal punto di vista finanziario. Cominci a fare
una spruzzatina di pioggia. Piovve tutta la notte di gioved, tutta la
giornata di venerd, tutta la notte di venerd, tutta la giornata di sabato, tutta la notte di sabato, tutta la giornata di domenica, e luned
mattina presto smise di piovere. Quando alla fine riuscimmo ad aprirci
un varco nell'acqua fino al nostro terreno, era totalmente appiattito;
non c'era una sola spiga in piedi.
"Spero che ci sia un numero sufficiente di spighe abbastanza maturo
da poter germogliare. Cos quest'autunno avremo del foraggio fresco
per il bestiame, e l'anno prossimo un altr'anno".
E questo significa veramente essere orientati verso il futuro, ed
una cosa molto, molto necessaria, quando si fa l'agricoltore.
Questo tema, che domani un altro giorno, che domani il sole
spunter ancora, che qualunque cosa accada non la fine del mondo,
che per quanto prostrati si possa essere, ci sono sempre le premesse
per rinascere e ricominciare, comune a tutti i racconti didattici presentati. una grossa fonte di speranza, ed certamente un.efficace
antidoto contro l'autocommiserazione.

Crescere

Mio figlio Lance entr nel mio studio e disse: "Sar sempre magro
come un chiodo?". Era molto esile, alto, e magro.
"Il tuo destino di adolescente di essere magro come un chiodo",
dissi io. "Per puoi prepararti al giorno in cui entrerai nel mio studio, mi porgerai la tua giacca, e dirai: .perditici dentro, pap'".
E un giorno lui entr nel mio ufficio, con un ghigno in faccia, mi
allung la sua giacca, e disse: "Perditici dentro, pap". Indossai la sua
giacca: le maniche erano troppo lunghe, mi coprivano le mani; e le
spalle erano troppo larghe.

Manipolazione e orientamento verso il futuro 189


Erickson sta utilizzando una caratteristica che sembra essere negativa e ne sta sottolineando gli aspetti positivi. In ogni cosa negativa,
possiamo trovare un aspetto positivo. Qualsiasi buon terapeuta compie
questa operazione, solo che Erickson lo fa meglio della maggior parte
degli altri. In questo racconto ristruttura l'essere magro come un chiodo nell'essere pi alto di pap, e sa che questa operazione generer una
sensazione gradevole. Lance pu prepararsi a essere pi alto di pap,
il giorno in cui pap si perder dentro la giacca di Lance.
Jeffrey Zeig mi faceva notare come Erickson avesse sempre una meta.
"Un giorno andai da lui", mi raccont, "e a bruciapelo gli chiesi: 'Qual
la tua meta?'. Senza esitazione, Erickson rispose: 'Vedere il bambino
di Roxanna [sua figlia]'. Aveva capito esattamente cosa stavo dicendo.
Non aveva battuto ciglio. Io sapevo che avrebbe parlato di qualcosa di
futuro". E, prosegu Zeig: "Erickson aveva davvero un atteggiamento
positivo verso il futuro. Non era un'ossessione, era come una luce che
attira una falena. Non ne era ossessionato, per essa era l, e irresistibilmente lo attraeva".

190 13 Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina


Io non deve farlo
Una domenica ce ne stavamo a leggere il giornale, tutti quanti.
Kristi si avvicin alla mamma, afferr il giornale, e lo gett a terra.
Sua madre disse: "Kristi, non carino. Raccogli il giornale e ridallo
a mamma. Dille che ti dispiace".
"Io non deve farlo", disse Kristi.
Ciascun membro della famiglia diede lo stesso consiglio a Kristi, e
ottenne la stessa risposta. Cos io dissi a Betty di prenderla su e di
portarla in camera da letto. Io mi sdraiai nel letto, e Betty depose
Kristi sul letto accanto a me. Kristi mi guardava sprezzante. Cominci
a sgambettare per andarsene, ma io le tenevo saldamente la caviglia.
"Lasciami", disse.
"Io non deve farlo", risposi io.
E la cosa dur quattro ore. Lei scalci e lott. Ben presto aveva
liberato una caviglia, ma io avevo acchiappato l'altra. Era una lotta
all'ultimo sangue, una silenziosa lotta tra titani. Alla fine di quattro
ore, cap di avere perso e disse: "Raccolgo il giornale e lo d a
mamma".
E l ti volevo. "Tu non deve farlo", dissi.
Allora lei cominci a lambiccarsi il cervello e disse: "Raccolgo il
giornale. Lo d a mamma. Dico scusa a mamma".
E io dissi: "Tu non deve farlo".
Si lambicc ancora di pi. "Raccolgo il giornale. Voglio raccogliere
il giornale. Voglio dire scusa a mamma".
"Cos va bene", dissi io.
Dieci anni pi tardi, le due figlie pi piccole alzarono la voce contro
la loro madre. Io le chiamai e dissi: "State l sul tappetino. Non penso
che sia molto carino alzare la voce contro la propria madre. State ferme

l in piedi e pensateci su, e ditemi se siete d'accordo con me".

Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina 191


Kristi disse: "Potrei stare qua in piedi tutta la notte".
Roxie disse: "Non penso che sia molto carino alzare la voce contro
la mamma, per cui penso che andr e mi scuser con lei".
Io continuai a scrivere un certo manoscritto. Un'ora dopo, mi rigirai
verso Kristi. Anche una sola ora stancante. Mi rigirai, e scrissi per
un'altra ora. Mi rigirai, e dissi: "Persino le lancette dell'orologio sembrano muoversi molto lentamente". Mezz'ora pi tardi mi rigirai e
dissi: "Penso che sia stata un'osservazione molto stupida, quella che
hai fatto a mamma. Penso che sia molto stupido alzare la voce contro
la mamma".
Mi croll in grembo e disse: "Anch'io", e si mise a singhiozzare.
Dieci anni senza punire una bambina, da due a dodici. A quindici
anni la punii un'altra volta, e basta. Solo tre volte.
Nel suo articolo "L'identificazione di una realt sicura", comparso
in Family Processi Erickson sottoline che "la realt, la sicurezza e
la definizione dei confini e dei limiti costituiscono elementi importanti
nello sviluppo della comprensione nell'infanzia... Quando uno piccolo, debole e intelligente, e vive in un mondo indefinito di fluttuazioni intellettuali ed emotive, cerca di imparare che cosa veramente
forte e sicuro".
Erickson avrebbe potuto interrompere dopo che Kristi aveva 'ceduto', e invece continu sino a che lei fu in grado di dire: "Voglio".
A quel punto, lei aveva cambiato il 'deve' in 'vuole'. Aveva interiorizzato il comportamento socialmente desiderabile. In questo racconto
Erickson descrive, nel modo pi succinto mai fatto, lo sviluppo della
coscienza interiorizzata o Super-Io.
Erickson sottolinea anche l'importanza della precoce 'definizione di
confini e limiti'. Dopo questa precoce 'forte, sicura' punizione, si rese

necessario punire Kristi solo altre due volte nel giro di quindici anni.
La lezione era stata bene appresa.

Spazzatura
I bambini hanno poca memoria, ma in compenso ce l'ho ottima io.
Un giorno Robert mi annunci: "Sono abbastanza grande e abbastanza grosso e abbastanza forte da portare fuori io la spazzatura
ogni sera".

* Trad. it. in Le nuove vie dell'ipnosi, Astrolabio. Roma, 1978, pp. 698-807.

192 Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina


Io espressi le mie perplessit. Lui difese fermamente la sua capacit.
"Va bene", dissi allora. "Luned prossimo puoi cominciare".
La port fuori luned e marted, ma mercoled se ne dimentic.
Gioved glielo ricordai io, e port fuori la spazzatura, ma venerd e
sabato se ne dimentic. Cos quel sabato gli feci fare molti giochi
attivi, che gli piacquero immensamente, e che erano stancanti. E poi,
come favore speciale, lo lasciai stare alzato fino a quando voleva.
All'una disse: "Penso che ora me ne voglio andare a letto".
Lo lasciai andare a letto. Per caso, mi svegliai alle tre di notte.
Svegliai Robert e mi scusai molto con lui per non avergli ricordato
di portar fuori la spazzatura la sera prima. Gli dispiaceva, per favore,
vestirsi e portare fuori la spazzatura? Cos, con grande riluttanza, si
vest. Mi scusai di nuovo per non averglielo ricordato, e lui port
fuori la spazzatura.
Si tolse i vestiti, mise il pigiama, e torn a letto. Mi assicurai che
fosse profondamente addormentato e lo svegliai di nuovo. Questa
volta mi scusai ancora di pi. Gli dissi che non sapevo come mai quel
sacco di spazzatura fosse passato inosservato in cucina. Gli dispiaceva,
per favore, vestirsi e portarlo fuori? Lo port fuori, nel bidone per
la spazzatura che c' nel vialetto. Stava tornando indietro, pensando
intensamente, ed era arrivato alla veranda posteriore. Fece dietrofront e corse gi per il vialetto a controllare il coperchio del bidone
della spazzatura, per assicurarsi di averlo chiuso per bene.
Si ferm quando entr e diede un'altra occhiata in cucina, prima
di tornarsene in camera sua. Io ero ancora l che mi scusavo. Torn
a letto, e da allora non ha pi dimenticato di portare fuori la spazzatura.
Robert ricordava tanto bene questa lezione, che quando gli dissi

che ne stavo scrivendo il racconto, brontol al suo ricordo.

Heidi-Ho, la cleptomane di sei anni


Una coppia venne da me, disperata, chiedendo: "Che possiamo fare
con nostra figlia di sei anni? Ruba le cose a noi. Ruba ai nostri amici
e agli amici suoi. Quando va a fare la spesa con la mamma, ruba nei
negozi. Di giorno la mandiamo a un campeggio per bambine, e torna
a casa con oggetti appartenenti ad altre bambine, oggetti che addirittura hanno il nome di altre bambine sopra. Racconta bugie, dice che
la mamma le compra cose. Insiste nel dire che sono sue. Si pu fare

Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina 193


qualcosa per una cleptomane di questa et? Per una taccheggiatrice
di questa et? Per una bugiarda di soli sei anni?".
Dissi loro che me ne sarei occupato io. Scrissi una lettera alla
bambina:
"Cara Heidi-Ho, sono la tua fata-delle-bambine-di-sei-anni. Ogni
bambino ha una fata, solo che nessuno la vede. Tu non mi hai mai
visto, ma forse ti piacerebbe sapere che aspetto ho. Bene, ho degli
occhi in cima alla testa, in mezzo alla testa, e sotto il mento. cos
che posso vedere tutto quello che fa la bambina di cui sono la fata.
Ora, io ti ho osservato mentre lentamente imparavi le cose. Mi
sono molto compiaciuta del modo in cui hai imparato tante cose;
alcune sono pi difficili da imparare di altre. E ho anche delle orecchie.
Non ho orecchie in cima alla testa perch interferirebbero con gli occhi, che vedono tutto. Ho orecchie su perni girevoli nelle guance,
di modo che posso girarle in tutte le direzioni che voglio, per sentire tutto, in tutte le direzioni. E ho tante orecchie gi per il collo e
per i fianchi, e su tutte le mie gambe posteriori, e gi per la coda.
E l'orecchio all'estremit della coda molto grande, ed su un perno
girevole (chiedi a tuo pap cos' un perno girevole). Posso girare
quell'orecchio in qualsiasi direzione voglio, cos da poter sentire tutto
quello che dici o qualsiasi rumore fai, quando fai le cose.
Davanti, ho un piede destro e tre piedi sinistri. Due piedi sinistri
anteriori li uso per camminare, quelli esterni. Il piede interno ha
solo trentadue dita. Ecco perch scrivo cos male, perch non so mai
in mezzo a quali dita devo mettere la matita. E naturalmente sul lato
sinistro cammino due volte pi veloce che sul destro. Cos posso continuare a camminare diritta. Ho sette piedi posteriori, tre a sinistra
e tre a destra, in modo che il mio lato destro riesce ad andare veloce

quanto il sinistro. E mi piace andare in giro senza scarpe, e tu sai


che caldo che fa d'estate a Phoenix. Cos porto scarpe su due dei
miei piedi posteriori. Gli altri, sono senza scarpe".
Sono stato invitato al settimo compleanno di una bambina, ma ho
dovuto rifiutare l'invito, perch sono la fata delle bambine di sei
anni. Non mi ero specializzato in bambine di sette anni, ero la fata
di una bambina di sei anni, e avrei continuato a osservarla e ad ascoltarla. E questo racconto la fece rigare diritta.
Nel fornire gli elementi tramite i quali un bambino possa formarsi
una buona coscienza, Erickson evita in particolare le proibizioni, i
'dovresti' e le regole, ma sottolinea, come sempre, l'importanza dell'apprendimento. Come nel racconto precedente, colui che dispensa
punizioni non arrabbiato; al contrario, presenta i suoi insegnamenti

194 Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina


in modo divertente. In tutti i racconti che parlano di punizioni, Erickson
appare deciso ma non punitivo, anche se ad alcuni lettori questo approccio potrebbe apparire punitivo, o simile a una lotta tra volont
opposte. In realt, quello che si propone aiutare il bambino a sviluppare la propria volont e la propria autonomia.
In questo caso della bambina gi etichettata come cleptomane,
Erickson non si preoccupa della dinamica della cleptomania. Decide
invece che la bambina ha bisogno di un Super-Io interiorizzato e, per
il tramite di una lettera scritta in modo da piacere alla bambina, le
d questo tutore interno, questo guardiano.

Le lettere del coniglietto pasquale


Una madre mi port sua figlia di sette anni e disse: "I suoi due
fratelli pi grandicelli hanno minato la sua fede nell'esistenza di
Babbo Natale, e ora lei cerca disperatamente di credere nell'esistenza
del coniglietto pasquale. E mi piacerebbe che credesse al coniglietto
pasquale per un altro anno ancora, perch quando avr otto anni non
ci creder pi, ma ora vuole crederci".
Scrissi allora a quella bambina una lettera da parte del coniglietto
pasquale, nella quale le raccontavo dei tempi duri che vivevo, a salterellare di qua e di l sino a farmi male alle zampe, cercando di trovare
l'uovo di Pasqua pi sodo del mondo. Pensavo che se lo meritasse.
Scrissi: "E una volta ho sbagliato i calcoli saltando sopra un cactus
e mi sono punto con le spine l dove fa male. Sono stato quasi morso
da un serpente a sonagli. Mi sono fatto dare un passaggio da un asino
selvaggio. Era un asino gentile, ma era un asino terribilmente asino.
Mi ha portato nella direzione sbagliata, e poi ho dovuto farmi a balzelloni tutta la strada del ritorno. Poi sono stato cos sciocco che non

ho trovato di meglio che chiedere un passaggio a una lepre; correva


come una pazza e mi ha portato nella direzione sbagliata, e di nuovo
ho dovuto farmi a balzelloni tutta la strada del ritorno!
Non chieder pi passaggi, penso che l'autostop non faccia per me",
La bambina port a scuola questa lettera del coniglio pasquale, e
la mostr a tutti, e per Pasqua ebbe l'uovo di Pasqua pi sodo del
mondo, un uovo di onice!
E la gente continua a telefonarmi, chiedendomi di fare Babbo Natale
al telefono coi loro bambini, come avevo fatto quando i loro genitori
erano miei pazienti.
Tre bambine, per sei settimane, sono saltate gi dal letto ogni mat-

Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina 195


tina, precipitandosi alla cassetta delle lettere per trovarvi la loro lettera
da parte del coniglietto pasquale. Inviavo loro dei resoconti giornalieri
dei miei viaggi. E i francobolli erano sempre diversi. Ed ebbero le
uova di Pasqua pi sode del mondo. E molte delle mie lettere come
coniglietto pasquale furono portate a scuola e mostrate.
Erickson sta esemplificando il principio che dice che il terapeuta pu
supplire a ci che necessario o che manca. In "Heidi-Ho", la bambina
aveva bisogno di un Super-Io interiorizzato. In "Le lettere del coniglietto pasquale", la bambina aveva bisogno di prove del fatto che i
coniglietti pasquali esistevano. Ora, se i coniglietti possono scrivere
lettere, vuol dire che esistono! A rigore di termini, questo racconto
non si propone di trasmettere dei valori; e tuttavia questo genere di
storie, ascoltate da piccoli, possono predisporre una persona ad apprezzare, pi tardi nella vita, l'estro e la fantasia.

Robert... la fa bene
Quando mio figlio Robert aveva sette anni, lui e un camion cercarono contemporaneamente di usare la stessa strada, e lui perse. La polizia mi chiam per identificare un ragazzino con in tasca un foglio di
carta con su scritto 'Bobby'. Al Good Samaritan Hospital guardai Robert e dissi: "S, mio figlio". Chiesi al medico del pronto soccorso:
"Cosa si fatto?". "Entrambi i femori sono fratturati, il bacino
fratturato, il cranio fratturato, e ha una commozione cerebrale",
rispose. "In questo momento stiamo verificando se non ha riportato
lesioni interne".
Attesi sino a che mi dissero che non aveva lesioni interne. Poi chiesi:
"Qual la prognosi?".
"Beh, se rimane in vita per quarantottore, pu avere qualche pos-

sibilit di sopravvivenza", disse il medico.


Andai a casa, convocai tutta la famiglia e dissi: "Noi tutti conosciamo bene Robert, e sappiamo che quando Robert deve fare una cosa,
la fa, la fa benissimo. Ora, in questo momento Robert si trova al Good
Samaritan Hospital. Un camion l'ha investito e gli ha fratturato entrambi i femori, il bacino, il cranio e gli ha urtato il cervello in modo
cos forte che lui ha quella che viene chiamata una commozione cerebrale. Pertanto non riconosce nessuno. E non in grado di pensare
come si deve. E dovremo aspettare quarantott'ore, prima di sapere
se Robert vivr o no. Ora, noi tutti conosciamo Robert. Quando fa

196 Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina


una cosa, la fa bene. Si pu sempre essere orgogliosi di come Robert
fa le cose.
Se proprio volete versare due lacrime, fate pure. Ma io penso che
sarebbe poco rispettoso nei confronti di Robert, se piangeste molto.
Per rispetto per Robert, penso che dovreste fare tutti le solite faccende
di casa. Penso che dovreste fare una buona cena. Penso che dovreste
fare tutti i compiti. E voglio che andiate a letto all'ora solita. Andate
a letto all'ora giusta, e dormite in modo da riposare tutta la notte.
Voi dovete questo rispetto a Robert".
Un paio dei ragazzi versarono due lacrime, fecero un buon pasto e
tutte le faccende di casa, poi lavarono i piatti, fecero i compiti e andarono a letto all'ora giusta.
Nel giro di quarantott'ore sapemmo che Robert sarebbe sopravvissuto.
Dissi a tutta la famiglia che avremmo dovuto lasciare in pace Robert
all'ospedale, dove lo attendeva un compito ben difficile, cio ristabilirsi.
Se fossimo andati l a fargli visita, la cosa gli avrebbe richiesto un sacco
di energie, e lui aveva bisogno di quelle energie per rimettersi in sesto.
Io non lo sapevo, ma mia moglie sgattaiolava all'ospedale ogni giorno,
entrava, si sedeva in silenzio accanto al letto. Qualche volta Robert
si girava, le voltava la schiena. Altre volte le diceva: "Va a casa". Certe
volte le faceva una o due domande, e poi le diceva d'andarsene a casa.
Lei faceva tutto quello che lui le diceva di fare.
Mandavamo a Robert molti regali. Glieli facevamo sempre portare
dall'infermiera. Non gli demmo mai niente di persona.
Io andavo l, andavo nella stanza dell'infermiera, guardavo attraverso
la finestrella, e cos vedevo come Robert se la stava cavando. Robert
non sapeva che ero l.

L'incidente era avvenuto il cinque dicembre, e Robert torn a casa


tutto ingessato verso la fine di marzo. I barellieri che lo portarono a
casa quasi ve lo scaricarono. E Robert era molto eccitato. Mentre lo
trasportavano nel salotto, Robert disse: "Sono cos felice di avere dei
genitori come voi! Non siete venuti nemmeno una volta all'ospedale.
E invece tutti gli altri poveri ragazzi, i genitori venivano ogni pomeriggio e li facevano piangere. Poi venivano ogni sera, e li facevano
piangere di nuovo. E la domenica, era terribile! Odiavo semplicemente
quei genitori che non lasciavano che i loro figli guarissero".
Quand'ero interno, prendevo sempre temperatura, ritmo respiratorio,
polso, un'ora prima che i pazienti ricevessero visite. Un'ora dopo che
i visitatori se n'erano andati prendevo polso, respirazione e pressione.
Ogni volta che un paziente riceveva visite, la sua temperatura si alzava,
il ritmo respiratorio si intensificava e la pressione saliva. Allora decisi

Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina 197


che se mai avessi avuto un figlio o mia moglie in ospedale, non sarei
andato a trovarli sino a che non fossi stato sicuro che non ci sarebbero
state conseguenze per la loro pressione, battito cardiaco, respirazione
e temperatura. I pazienti che stanno in ospedale hanno bisogno di utilizzare le loro forze per ristabilirsi e non per fare stare meglio i loro
parenti, che gi stanno bene e sono in salute.
Questo racconto venne narrato in risposta alla domanda: "Lei crede
che sia necessario provare dolore per una disgrazia o per una perdita?
Non lo si dovrebbe superare?". Per molti lettori, il comportamento
di Erickson verso un proprio parente potr sembrare strano e distaccato. E tuttavia egli credeva sinceramente che quando una persona
seriamente ammalata, dovrebbe essere lasciata in pace a compiere il
proprio 'lavoro' di guarire; era convinto che i visitatori snervano.
Evidentemente esagerava un po' il suo caso, poich fa sapere che sua
moglie sedeva ogni giorno al capezzale del ragazzo ("Io non lo sapevo"). E lui stesso ha tutta l'aria di non riuscire a evitare di andare
spesso nella stanza dell'infermiera ("cos potevo vedere come Robert
se la stava cavando"). E inoltre i bambini degli Erickson devono aver
imparato molto presto che non dovevano fare molto chiasso per una
malattia o un lutto. Erano orgogliosi della loro autosufficienza.
Dopo aver ascoltato questo racconto, uno studente, con tono abbastanza astioso, chiese a Erickson perch non fosse andato da suo figlio
e non avesse utilizzato l'ipnosi su di lui, "per aiutarlo a ristabilirsi
in meno tempo". Erickson rispose: "Era impossibile che i bambini
avessero passato tutta la loro vita con me senza imparare qualche
cosa. Io avevo insegnato loro che il dolore non importante e che
il benessere fisico importante. Quando per esempio Roxanna si graffi
un ginocchio, lo grid davvero a tutta la citt. Sua madre venne fuori

e guard il graffio; lo stesso feci io. Sua madre disse: 'Ecco, mamma
ti d un bacino qua e qua e poi proprio sopra, e cos tutto il dolore
se ne andr'. meraviglioso, che potere anestetico pu avere il bacio
di una madre".
Erickson sta dicendo indirettamente che per i piccoli graffi va bene
servirsi del conforto 'materno'. Nelle situazioni serie, di vitale gravit,
bene invece lasciare il paziente il pi tranquillo possibile. Nella sua
risposta, Erickson sta anche correggendo una grave errata concezione
dell'ipnosi. Sta dicendo che non necessario passare per una rituale
induzione per raggiungere gli effetti dell*autoipnosi. La semplice coscienza del fatto che "il dolore non importante, e che il benessere
fisico importante", pu produrre gli stessi effetti dell'induzione ipnotica, nella quale le stesse cose vengono dette al paziente da un 'ipno-

198 Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina


tista'. In altre parole, se uno ha fatto propri un valore o una convinzione, l'effetto sulle sue risposte sar permanente, come se fosse stato
portato ad accettarli mediante ipnosi.
Erickson non sta solo trasmettendo le proprie idee sulle visite ai
malati. In realt, sta dicendo che il genitore o l'aiuto deve essere
vicino, pronto, ed essere a disposizione, quando richiesto; l'aiuto
offerto solo nella misura in cui chi lo riceve lo desidera. Quando
Robert diceva a Betty Erickson di "andarsene a casa", lei lo faceva.
Se ora esaminiamo il racconto a un livello intrapsichico, vediamo
che ancora una volta il bambino a stabilire che cosa meglio per
lui. L'interferenza degli adulti non fa altro che ritardare la guarigione
o la crescita. Questo ritardo espresso dall'alterazione di funzioni
vitali. I racconti di Erickson spesso si soffermano su fenomeni quali
la pressione del sangue, il battito cardiaco, la respirazione. Questa
strategia parte delle sue suggestioni ipnotiche indirette. In questo
racconto fa notare che c' un salto nelle naturali reazioni fisiologiche
(cio del funzionamento naturale) quando i genitori impongono a un
bambino le loro proprie ansie, oppure quando all'interno di un individuo il 'genitore', la 'voce interna' opera a un livello ansioso. Quando
ci avviene, 'il bambino piange'. A livello intrapsichico, proviamo una
sensazione di tristezza, o di odio di s, come direbbe Karen Horney,
quando le ingiunzioni sono troppo costrittive. Nel commento alla fine
del racconto, tuttavia, Erickson sottolinea che la 'madre', con un bacio,
pu compiere straordinari miracoli. In altre parole, la capacit di essere una buona madre per noi stessi, di amare noi stessi pu avere
un effetto anestetico, cio pu alleviare il dolore interno e il dubbio.
Troviamo le stesse idee espresse da Antonia Wenkart nei suoi scritti
sulla 'Accettazione', o da Theodore Rubin in Compassion and Self-Hate.

E, naturalmente, i terapeuti non devono interferire, quando i pazienti stanno facendo un buon lavoro.

Lezioni del sabato tenute la domenica


Uno degli studenti di medicina si dimenticava sempre di frequentare
le lezioni del sabato. Sabato mattina si svegliava, usciva e andava a
giocare a golf, dimenticandosi sempre completamente che sabato era
ancora giorno di lezione. Finch non capit nella mia classe.
Gli spiegai che la settimana fatta di sette giorni, che il sabato
era giorno di lezione, e che gli avrei tenuto una lezione, non di sabato,
ma di domenica, che non era un giorno normale per le lezioni, e che
da allora in poi si sarebbe ricordato che il sabato era giorno di lezione.

Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina 199


Cos dissi: "Domani mattina, domenica, alle otto, vieni al Wayne
Courity Hospital, a venti miglia da qui, entra nel mio studio, e aspettami. Se per caso ritardo qualche minuto, non pensare che mi sono
dimenticato di te, non cos. Per cui fatti dare il tuo incarico, e
quando hai terminato le cose da fare, alle quattro del pomeriggio potrai andare a casa".
Beh, sapete, mi dimenticai che gli avevo detto queste cose. E lui
se ne stette seduto nel mio studio tutto il giorno, sino alle quattro del
pomeriggio.
La domenica successiva, alle otto, torn nel mio studio, augurandosi che me ne fossi ricordato. Me ne ero dimenticato di nuovo.
La terza domenica, gli diedi un interessante, bellissimo elenco di
pazienti coi quali fare un colloquio. Era talmente interessato che alle
quattro non volle andarsene a casa. Rimase fino alle cinque. E non
dimentic pi le lezioni del sabato.
Anche qui vale lo stesso principio che nel racconto "Io non deve
farlo" e cio rendere pan per focaccia. Poich lo studente si era dimenticato di seguire le lezioni del sabato, Erickson 'dimentica' di essere presente al previsto incontro della domenica. Ma perch lo studente accetta di farsi venti miglia per arrivare alle otto di mattina
di domenica, anche dopo che Erickson non si fatto vedere? Possiamo
solo fare delle congetture. Forse era contento di sentirsi oggetto di
attenzione individuale. Forse lo attirava cimentarsi con la durezza della
'prescrizione' di Erickson. Altri pazienti e studenti tendevano certamente a eseguire le dure prove che Erickson imponeva loro. In ogni
caso, Erickson alla fine premi lo studente, assegnandogli dei pazienti
interessanti per il colloquio, di modo che l'esperienza divenne di segno
positivo. Di conseguenza, lo studente fu in grado, e forse anche con-

tento, di andare alle lezioni del sabato, pregustando ulteriori contatti


positivi con Erickson.
Si noti che questa punizione non venne applicata in modo n punitivo n vendicativo. A qualche livello, lo studente sapeva, come
Kristi, che Erickson non era arrabbiato, ma lo stava realmente aiutando
a raggiungere l'autodisciplina.

Jill, a modo suo


Ho ricevuto una lettera dalla mia nipotina di un anno e mezzo; la
lettera l'aveva scritta sua madre. Jill, un anno e mezzo, era andata per
la prima volta in piscina. Aveva pianto quando si era bagnata un

200 Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina


piedino. Aveva pianto e si era aggrappata alla mamma quando si era
bagnata una mano. Poi aveva pianto a non finire, aggrappandosi
stretta, finch la mamma non lasci che fosse Jill a dirigere tutta la
operazione.
Ora sta progettando la prossima gita alla piscina, e sta insegnando
alla mamma: "Lasciami fare a modo mio".
Tutti i miei nipoti hanno avuto un approccio diverso alla vita, e
tutti loro sono molto decisi. Quando vogliono fare qualcosa, lo fanno,
ma a modo loro. E la loro madre sa descriverlo dettagliatamente.
Tengo da parte le loro lettere, in modo che alla fine possano essere
rilegate in volume per i ragazzi, per quando avranno sedici o diciassette anni e si lamenteranno della mancanza di intelligenza dei loro
genitori.
La frase importante : "lo fanno, ma a modo loro". Erickson applica questo principio tanto ai bambini che ai pazienti. Spetta sempre
ai pazienti la scelta della propria soluzione. Ci rafforza la tendenza
del bambino, o del paziente, verso il rispetto dei propri valori e l'apprendimento dell'autodisciplina.

Sculacciate
Un giorno mio figlio Lance torn da scuola e disse: "Pap, tutti
gli altri ragazzi a scuola prendono le sculacciate, e io non sono mai
stato sculacciato. Voglio essere sculacciato".
"Non c' nessuna ragione di sculacciarti", dissi.
"Te ne dar una io", disse lui, e usc fuori e ruppe una delle finestre dell'ospedale.
Torn dentro e mi chiese: "Adesso me la dai una sculacciata?".
"No", dissi, "la cosa migliore da fare sostituire il vetro alla fi-

nestra. Una sculacciata non servirebbe a questo scopo".


Offeso, usc di nuovo e ruppe un'altra finestra. "Adesso mi sculacci?", disse.
"No", dissi io, "sostituir il vetro". Ruppe in tutto sette vetri.
Mentre era intento a rompere il settimo, io mi portai sul balcone di
casa. Allineai sette suoi modellini di camion sulla balaustra. Lui entr
annunciando: "Ho rotto il settimo vetro; adesso, mi sculacci?".
"No", risposi. "Quello che far sar sostituire i vetri". Poi aggiunsi: "Ecco qua sette tuoi camion sulla balaustra. Adesso comincio
a far correre il primo lungo la balaustra. Spero che si fermer e non

Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina 201


si ribalti, cada e si fracassi sul marciapiede di sotto. Oh, che peccato!
Proviamo col secondo, se si ferma".
E Perse sette camion. Circa tre settimane dopo, Lance torn a casa
da scuola tutto contento. Io lo acchiappai, me lo misi sulle ginocchia,
e lo sculacciai. "Perch lo stai facendo?", chiese.
"Mi sembra di ricordare che mi avevi chiesto di sculacciarti. Non
ti avevo ancora accontentato", dissi.
"Ho capito molte cose", disse.
Non lo sculacciai molto forte, naturalmente. Una sculacciata simbolica.
Erickson illustra qui un principio che applicava sia per punire i
bambini che per trattare i pazienti. Non d ci che gli viene chiesto
dal paziente, d invece ci che richiesto dalla situazione. E lo d
quando lo ritiene opportuno. Abbiamo visto questo principio quando
insegnava a Robert ad adempiere alla sua promessa di prendersi la
responsabilit di portare fuori la spazzatura. In quel caso, Erickson
'ramment' a Robert la cosa nel mezzo della notte, ben sapendo che
questo genere di promemoria sarebbe stato ricordato. E vediamo qualcosa di simile anche nel racconto che segue, quando fa fare a qualcuno
una cosa in un momento in cui ci gli d fastidio.

Porte sbattute
Mio nipote Douglas entr nel mio studio mentre stavo conducendo
un seminario didattico. Dopo aver fatto un po' di scena con le sue
scarpette da tennis nuove, se ne usc. Circa quaranta minuti dopo,
ritorn, mentre ero nel bel mezzo di una dimostrazione di approfondimento della trance.
"Fila via, Douglas", gli dissi, e lui spudoratamente rispose: "Non
ti ho sentito".

"Fila via", ripetei, "va dentro casa, su".


Douglas usc, sbattendo la porta. Evidentemente la cosa non gli era
piaciuta. Ma non avrebbe dovuto sbattere la porta. Ora, se fosse
stato mio figlio, gli avrei graziosamente chiesto, senza nessuna ragione
apparente: "Per favore, sbatti la porta". Farei questo mentre lui
tutto preso a guardare qualche libro pieno di figure. Lui si chiederebbe perch, ma obbedientemente lo farebbe. Io lo ringrazierei e gli
chiederei di sbattere la porta di nuovo. Lui la sbatterebbe di nuovo,
cominciando a pensare. E io gli chiederei di sbattere la porta di nuovo.
Lui direbbe: "Ma io voglio leggere il mio libro".

202 Insegnamento dei valori e dell'autodiscipiina


"Beh, sbattila solo un'altra volta", insisterei io.
La sbatterebbe un'altra volta, e ben presto si informerebbe perch
gli avevo chiesto di sbattere la porta. Io gli ricorderei la prima volta
che ha sbattuto la porta e direi: "Il modo in cui hai sbattuto la porta
mi ha fatto pensare che ti piace sbattere le porte".
La sua risposta sarebbe stata: "Veramente non mi piace sbattere le
porte".
Si impara molto rapidamente, in situazioni che non ci vanno a genio.
Come in "Sculacciate", anche qui Erickson d la medicina giusta.
In questa situazione, chiedere a Douglas di sbattere la porta quando
non era 'portato' a farlo, lo avrebbe portato a scoprire che in realt
non gli 'piaceva' sbattere le porte. Gli avrebbe fatto capire che il
fatto di sbattere la porta era stato qualcosa di determinato dall'inconscio, o reattivo, piuttosto che qualcosa che lui 'voleva' fare. In futuro,
presumibilmente, avrebbe esercitato un maggiore controllo sulle proprie azioni, facendo le cose che realmente 'voleva' fare. Almeno avrebbe
avuto una maggiore consapevolezza di quello che stava facendo.
Abbiamo visto Erickson applicare questo principio in molte situazioni diverse, coi bambini, coi pazienti nevrotici, e persino con gli
psicotici. Erickson poteva sia 'rispecchiare' il comportamento da eliminare del paziente, oppure faceva in modo che il paziente stesso lo
ripetesse, ma dietro suo ordine, come nella 'prescrizione del sintomo'.
Non ricorreva mai al sarcasmo, all'irritazione, all'ostilit. Il modo migliore di descrivere il suo atteggiamento, considerarlo un atteggiamento di 'colui che si domanda': "Mi domando: che accadr se chiedo
a Douglas di sbattere la porta?".
Erickson stesso mantenne questo atteggiamento speculativo 'fanciullesco', l'atteggiamento del vero scienziato, sino alla fine.

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204 Bibliografia
Pearson, Robert E. "Communication and Motivation". American Journal of Hypnosis 9 (July 1966), 20 sgg.
Rabkin Richard: Strategie Psychotherapy: Brief and Symptomatic Treatment. New
York, Basic Books, 1977.
Rajneesh, Bhagwan Shree. Book of the Secrets 2. New York, Harper Colophon
Books, 1979.
Rosen Sidney: "The Values and Philosophy of Milton H. Erickson", in Zeig,
Jeffrey, a cura di, Ericksonian Approaches to Hypnosis and Psychotherapy. New
York, Brunner/Mazel, 1982.
Rubin Theodore: Compassion and Self-Hate: An Alternative to Despair. New
York, McKay, 1975.
Schiff Jacqui Lee: Transactional Analysis Treatment of Psychosis. Cathexis
Reader. New York, Harper & Row, 1975. Trad. it., Analisi transazionale e cura
delle psicosi, Astrolabio, Roma, 1980.
Spiegel Herbert e Spiegel David: Trance and Treatment. New York. Basic Books,
1978.
Watzlawick Paul, Weakland,John, e Fisch Richard: Change: Principles of Problem
Formation and Problem Resolution. New York, Norton, 1974. Trad. it., Change; la
formazione e la soluzione dei problemi, Astrolabio, Roma, 1974.
Watzlawick Paul: The Language of Change: Elements of Therapeutic Communication.
New York, Basic Books, 1978, p. 11. Trad. it., Il linguaggio del cambiamento,
Feltrinelli, Milano, 1980.
Wenkart Antonia: "Self Acceptance". American Journal f Psychoanalysis 1)
(1955), 135-143.
Zeig Jeffrey: A Teaching Seminar with Milton H. Erickson, M.D. New York,
Brunner/Mazel, 1980.

Indice 205
Prefazione...............pag. 7
Introduzione..............11
1. Come provocare dei mutamenti nell'inconscio....17
Mutamenti intrapsichici............20
Interpretazione degli approcci terapeutici di Erickson....23
Applicazioni terapeutiche dei racconti didattici....25
Piacere maligno............26
2. Racconti stimolanti..........34
Come si impara a stare in piedi......35
Il ragazzo morir prima di domani mattina.....39
Dilatazione.............40
Bisticci...........41
3. Abbiate fiducia nell'inconscio..............43
Avevo imparato molte cose.........43
Neve leggera.............43
Il narvalo............44
Parler...................44
Come si grattano i maiali........44
Sette asterischi................46
Curiosit.....................48
Il professor Rodriguez..........50
Qui, Quo, Qua...........52
Camminando per la strada........53
Scrittura automatica..........54
Trance a Bali......................56
4. Suggestioni indirette.........58
Il soggetto ipnotico esegue alla lettera.....58
Arance....................60

Aggirare la resistenza............61
Cactus.....................62
Competizione.............63
Polluzioni notturne...........64
Far finta di essere in trance........65

206 Indice
Lo sente?.............66
Disturbi della pelle...............67
Autoipnosi.............69
Investigazioni............69
Kathleen: trattamento di una fobia...........70
5. Come superare i limiti abituali......77
Pietre e meccanica quantistica........77
Da una stanza all'altra..........79
Io vinco sempre le olimpiadi...............79
Donald Lawrence e la medaglia d'oro......80
Come allenai la nostra squadra di tiro per battere i russi.....83
Una macchia di colore..........84
Camminare sul ghiaccio sdrucciolevole......86
Gli indiani Tarahumara.........88
Letto asciutto.............88
Foulard..............92
Peccato.............93
Calare, aumentare, calare..........96
Uno splendido modo di far dieta.......98
Giro turistico............99
Il vostro alcolizzato deve essere sincero....100
Un divorzio amichevole.........101
Date alla palla la spinta iniziale.........104
Claustrofobia......................105
Le stelle sono il limite............106
Sangue sui tasti....................108
6. Ristrutturazione.........112
Valorizzare il loro essere grandi........113

Moda..............................114
La ragazza pi facile da sedurre.....114
Cammini per un miglio...........117
Bombardini......................118
Faccia di cannella................119
Psoriasi..............121
Nemmeno un'erezione..........123
Slurp, slurp, slurp............124
7. Imparare per propria esperienza...........127
Avere sei anni............127
Sogni...............127
Nuotare...............128
Vuoi assaggiare?............130
8. Assumere la direzione della propria vita....131
Sulla morte e il morire..........131

Indice 207
Ne voglio un paio.............134
Disaccordo............135
Mantenersi da sola al College........135
Il mattone di Pearson..........137
Calli........................138
9. L'occhio innocente..........140
Pensare come i bambini..........141
Il fantasma Roger...........141
Perch porta quel bastone?.........142
Giochi di prestigio..........143
10. Osservare: notare le differenze......144
Lo psichiatra giusto...........144
Come si fa un test a un bambino di due anni?....146
Pappette..............146
Quanti modi diversi?..........147
Una gradazione di verde diversa......148
All'estero..............148
Starnuti..............150
Magia, poteri sovrannaturali e percezione extrasensoriale.....151
Veggenti...............152
Lettura del pensiero............153
Giochi di abilit............154
Percezione extrasensoriale con J. B. Rhine.....155
Un trucco con le carte.............155
11. Con i pazienti psicotici........157
Rivoltato.............157
Il paziente che stava sempre in piedi......158
Due Ges.................159

Herbert...................160
12. Manipolazione e orientamento verso il futuro.....168
Manipolazione............169
Bert e il cacao.................171
Autorizzazione............172
Dolores.................173
Fare in modo che Jeff chiami................174
Che farebbe se le dessi uno schiaffo?......176
Il bassotto e il pastore tedesco.......177
Falli deragliare....................177
Lance e Cookie............178
Noi invalidi.............180
Foglio in bianco............181
Ruth...............183
Riverenze..............184

208 Indice
Globus hystericus...........186
Avena.........................187
Crescere..............188
13. Insegnamento dei valori e dell'autodisciplina......190
Io non deve farlo...................190
Spazzatura..............191
Heidi-Ho, la cleptomane di sei anni........192
Le lettere del coniglietto pasquale.......194
Robert... la fa bene..............195
Lezioni del sabato tenute la domenica.......198
Jill, a modo suo..................199
Sculacciate.................200
Porte sbattute...........201
Bibliografia.................203

Finito di stampare nel gennaio 1983 nella Tip. La Moderna Stampa Torre Ann.ta
per conto della Casa Ed. Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma