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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI ROMA

LA SAPIENZA
FACOLT DI LETTERE E FILOSOFIA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE DOCUMENTARIE, LINGUISTICO-FILOLOGICHE E
GEOGRAFICHE

DOTTORATO DI RICERCA
IN
LINGUISTICA STORICA E STORIA LINGUISTICA ITALIANA
(XXV CICLO)

I TE R M IN I IN G L E SI N E L LIN G U A G G IO D E LLIN FO R M A TICA


ITA LIA N O

RELATORI

PROF. LUCA SERIANNI


PROF. ORDINARIO DI STORIA DELLA LINGUA ITALIANA
(UNIVERSIT DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA")

PROF.SSA VALERIA DELLA VALLE


PROF.SSA ASSOCIATA DI LINGUISTICA ITALIANA
(UNIVERSIT DEGLI STUDI DI ROMA "LA SAPIENZA")

ADDOTTORANDO

MOHEY EDDIN SHOLKAMY ABDELGAWAD SHOLKAMY

MATR. N. 1305439

DICEMBRE 2013

-1-
Ringraziamento

Grazie infinite ai miei chiarissimi relatori per il loro aiuto, per la loro pazienza e per il tempo
da loro dedicatomi, grazie a chi mi aiuta, a chi c sempre accanto a me. Grazie di cuore!

PROF. LUCA SERIANNI PROF.SSA VALERIA DELLA VALLE

un professore ordinario di Storia della una professoressa associata presso


lingua italiana nellUniversit degli Studi lUniversit degli Studi di Roma La
di Roma La Sapienza e dottore honoris Sapienza, nella quale insegna Linguistica
causa dellUniversit di Valladolid. Socio italiana. Ha studiato vari aspetti dellitaliano:
nazionale dellAccademia dei Lincei, della la lingua degli antichi documenti toscani, la
Crusca e dellArcadia, direttore delle storia dei dizionari, la prosa dei narratori
riviste Studi linguistici italiani e Studi contemporanei, la grammatica italiana, la
di lessicografia italiana, si occupato di terminologia dellarte, i neologismi.
vari argomenti di storia linguistica italiana Nellambito di questi interessi ha pubblicato
antica e moderna. Ha scritto una fortunata saggi, articoli, libri. Con i prof. Luca
Grammatica italiana [1997], pi volte Serianni e Giuseppe Patota ha pubblicato tre
ristampata e ha curato, con il prof. P. grammatiche per i licei. la coordinatrice
Trifone, una Storia della lingua italiana a scientifica della terza edizione del
pi mani, [1993-94]. Ultimi volumi Vocabolario Treccani [2008]. Insieme al
pubblicati: Viaggiatori, musicisti, poeti prof. Giovanni Adamo, con il quale coordina
[2002], Italiani scritti [2003, 2007], Un lOsservatorio neologico della lingua italiana
treno di sintomi: I medici e le parole: (ILIESI-CNR), ha pubblicato Neologismi:
percorsi linguistici nel passato e nel Parole nuove dai giornali [2008]. Con il prof.
presente [2005], Prima lezione di Giuseppe Patota ha pubblicato numerosi libri
grammatica [2010], La lingua poetica di divulgazione linguistica, tra i quali Viva il
italiana: Grammatica e testi [2009], Lora congiuntivo! [2009] e Viva la grammatica!
ditaliano [2010], Italiano in prosa [2011]. [2011]. Fa parte del comitato scientifico del
Bollettino di italianistica.

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Sommario

Abbreviazioni 5

Introduzione .. 6

Capitolo Primo: Il linguaggio informatico italiano: terminologia e aspetti


linguistici ... 10
1.1. La dipendenza del linguaggio informatico italiano da quello inglese 10
1.2. Le caratteristiche salienti del linguaggio informatico inglese 14
1.2.1. La flessibilit lessicale 14
1.2.2. La neoformazione ... 15
1.2.3. Labbreviazione .. 16
1.2.4. I marchionimi informatici americani .. 17
1.2.5. Il gergo, la lingua standard e il linguaggio informatico . 17
1.3. Il linguaggio informatico italiano: formazione del lessico . 18
1.3.1. Il prestito . 18
1.3.1.1. I prestiti non integrati 19
1.3.1.2. I prestiti integrati ... 20
1.3.2. Il calco 20
1.3.2.1. Il calco semantico .. 21
1.3.2.2. Il calco traduzione . 24
1.3.3. La neoformazione ... 27
1.3.3.1. La derivazione ... 27
1.3.3.2. La composizione 32
1.3.4. Le sigle e le abbreviazioni .. 35
1.3.5. I falsi amici e le unit di misura . 40
1.4. Il linguaggio informatico italiano: aspetti linguistici . 41
1.4.1. Lassegnazione del genere agli anglismi non integrati 41
1.4.2. Lassegnazione del genere alle sigle inglesi 45
1.4.3. La questione del plurale inglese .. 46
1.4.4. Le varianti grafiche degli anglismi informatici ... 47
1.4.5. Le varianti lessicali . 49
1.4.6. Le varianti sintagmatiche ... 50
1.4.7. Gli aspetti morfosintattici ... 51
1.4.7.1. Lo stile nominale ... 51
1.4.7.2. La semplificazione del periodo . 52
1.4.7.3. La spersonalizzazione del discorso e le strutture stereotipiche 53
1.4.7.4. Gli aggettivi sostantivati, i sostantivi aggettivali e metonimie sintattiche 54
1.5. Litaliano senza inglese: indipendenza di formazione ... 55
1.6. La situazione in unaltra lingua: la resistenza della lingua araba agli anglismi
informatici .. 56
1.6.1. Il calco traduzione ... 58
1.6.2. La traduzione del significato ... 60
1.6.3. La sostituzione degli aggettivi inglesi . 61
1.6.4. La sostituzione delle sigle e degli acronimi inglesi . 62
1.6.5. La sostituzione dei verbi inglesi .. 63
1.6.6. La sostituzione degli accorciamenti inglesi . 63
1.6.7. I prestiti inglesi non integrati ... 64

Capitolo secondo: La cultura informatica in Italia: studi e pubblicazioni . 66


2.1. LInformatica Umanistica .. 66

-3-
2.1.1. LInformatica Umanistica negli anni Cinquanta e Sessanta .. 68
2.1.2. LInformatica Umanistica negli anni Settanta e Ottanta 71
2.1.3. LInformatica Umanistica negli anni Novanta ... 75
2.1.4. LInformatica Umanistica dal 2000 al 2012 ... 86
2.1.5. I principali centri ufficiali per lintroduzione dellinformatica negli studi
linguistici e letterari in Italia .. 91
2.2. Linformatica giuridica e il diritto dellinformatica ... 95
2.3. Linformatica come scienza esatta . 97
2.3.1. Manuali e libri sullinformatica teorica e applicata 97
2.3.2. I periodici di informatica 106
2.3.2.1. Duke Italia 107
2.3.2.2. Edizioni Master S.p.A. . 108
2.3.2.3. Infomedia Editori Coop 109
2.3.2.4. Gruppo Editoriale Jackson e VNU Business Publications Italia Srl 110
2.3.2.5. JCE (Jacopo Castelfranchi Editore) . 111
2.3.2.6. Nuov@Periodici Italia .. 112
2.3.2.7. Inforav .. 112
2.3.2.8. Il Mio Castello, FutureMedia Italy S.p.A. e Sprea Media Italy S.p.A. 113
2.3.2.9. SUNNYCOM Publishing . 114
2.3.2.10. Technimedia . 115
2.3.2.11. IL Sole 24 ORE Business Media . 115
2.3.2.12. Piccoli editori nel settore dei periodici informatici . 116
2.3.3. I dizionari dinformatica . 116
2.4. LAssociazione Italiana per lInformatica ed il Calcolo Automatico (AICA) .. 121
2.4.1. Le Certificazioni Informatiche Europee . 122
2.4.2. Le attivit 124

Capitolo terzo: I termini inglesi nel linguaggio informatico italiano .. 126


3.1. Anglismi non integrati . 126
3.2. Accorciamenti, tamponamenti e contrazioni ... 230
3.3. Sigle e acronimi ... 257
3.4. Marchionimi e altre denominazioni di successo . 300
3.5. Unit di misura 347

Conclusione ... 354

Appendice .. 358

Bibliografia 359

Corpus ... 368

-4-
Abbreviazioni
abbr.: abbreviazione/i
accorc..: accorciamento/i
DER.: derivazione/i
ds.: data sconosciuta
fr.: francese
ingl.: inglese
inv.: invarabile
intr.: intransitivo
it.: italiano
lat.: latino
pl.: plurale
s.f.: sostantivo femminile
s.m.: sostantivo maschile
SIG.: sigla
SIMB.: simbolo/i
SIN.: sinonimo/i italiano/i
sost.: sostantivo
SR.: senza redattore
tr.: transitivo
v.: verbo

-5-
Introduzione

Linformatica [it.: s.f., der. del francese informatique, comp. di infor(mation)


informazione e (auto)matique automatico 1968] una disciplina che si occupa della
raccolta e del trattamento delle informazioni o, pi specificamente, dellelaborazione di dati
per mezzo di calcolatori elettronici [cfr. GRADIT: 2007]. Nonostante i primi tentativi di
costruire un calcolatore elettronico abbiano origine europea (basti ricordare la macchina per
calcolare di Blaise Pascal e lAnalytical Engine di Charles Babbage) e malgrado che i princpi
ancora alla base del funzionamento dei calcolatori siano elaborati dagli europei Alan Turing
(inglese) e John Von Neuman (ungherese), il computer sostanzialmente un prodotto
americano. Infatti, negli Stati Uniti che verso la fine degli anni Quaranta il computer
comincia a diffondersi come prodotto industriale ed da l che il suo uso si irradia
progressivamente in tutto il mondo. Ci favorisce indubbiamente la diffusione dellinglese
informatico nella variante americana, che gode di una eccezionale flessibilit nel formare
decine di neologismi immediatamente intelligibili (basti pensare allanglismo software, che
viene ricavato dalla semplice sostituzione dellaggettivo hard duro della parola hardware
con laggettivo soft morbido, intangibile). Tale matrice informatica americana esercita, dalla
nascita del computer sino ai nostri giorni, un livello dinfluenza su tutte le lingue del mondo e
si manifesta in particolare nei termini che individuano del calcolatore le parti e ne descrivono
il funzionamento.
Litaliano, come la gran parte delle lingue del mondo, accoglie gli anglismi informatici via
via che sbarcano dallAmerica insieme con i macchinari dellIBM. Il presente studio si
propone pertanto di catalogare e analizzare linguisticamente tali anglismi impiegati nel
linguaggio informatico italiano con lobiettivo di accertare il livello dinfluenza dellinglese
sullitaliano in questo settore; di verificare gli sforzi impiegati dai traduttori, dai lessicologi e
dagli autori di manuali informatici per rendere gli anglismi informatici con traducenti
accettabili; di confrontare il grado di anglicizzazione del lessico informatico italiano con
quello di altre lingue; di etimologizzare i termini, sia in inglese che in italiano, e i loro derivati
nella lingua italiana e di verificare la loro presenza nei dizionari italiani delluso e nei
vocabolari informatici italiani.
La tesi divisa in tre capitoli: 1. il linguaggio informatico italiano: terminologia e aspetti
linguistici; 2. la cultura informatica in Italia: studi e pubblicazioni; 3. i termini inglesi nel
linguaggio informatico italiano.
Il capitolo primo dedicato alla terminologia e agli aspetti linguistici
caratterizzanti il linguaggio informatico italiano, per il quale linglese americano
costituisce un punto di riferimento costante in misura ancora maggiore di quanto accada per
altre lingue speciali moderne. Il capitolo, a sua volta, diviso in tre parti: nella prima parte
analizziamo da una parte i motivi pi salienti della dipendenza del linguaggio informatico
italiano da quello inglese e dallaltra le caratteristiche salienti del linguaggio informatico
inglese, che gode di una grande flessibilit lessicale nella formazione di neologismi necessari
per dominare oggetti e concetti del mondo spesso effimero dellinformatica (usando, per
esempio, le diverse tipologie di abbreviazione o ricorrendo alla lingua comune per inventare i
marchionimi) e di un confine molto labile tra gergo, lingua standard e linguaggio tecnico
ufficiale (consentendo lo scambio continuo di parole ed espressioni da una parte allaltra).
Nella seconda parte, analizziamo i vari procedimenti (prestito, calco, neoformazione, falsi
amici, ecc.) impiegati dal linguaggio informatico italiano per formare la sua terminologia e
gli aspetti morfologici, grafici, lessicali, sintagmatici e morfosintattici del linguaggio
informatico italiano, concludendo con un paragrafo sullautonomia dellitaliano informatico
nella formazione di una parte del proprio lessico, bench tali termini restino per lo pi
connotati come gergali. Nella terza parte analizziamo la questione dell'impiego degli anglismi
informatici in altre lingue: in particolare, operiamo un confronto sistematico con la lingua

-6-
araba, perch una delle lingue che resistono pi fortemente alla diffusione degli anglismi
informatici, riuscendo a sostituire i termini informatici (salvo i marchionimi) di origine
anglo-americana (sostantivi, aggettivi, verbi, sigle, accorciamenti, ecc.) con termini arabi,
utilizzando i vari meccanismi del calco traduzione e del calco semantico.
Il capitolo secondo tratta della cultura informatica in Italia. In esso cerchiamo di passare in
rassegna il maggior numero possibile di studi e pubblicazioni nel campo teorico e applicato
dellinformatica, da quelli pubblicati alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso fino ai
nostri giorni, tutti con lo scopo di arricchire la cultura informatica degli italiani, sia del
pubblico specializzato che dei profani. Gli studi e le pubblicazioni sono catalogati in tre
categorie principali: Informatica Umanistica, Informatica Giuridica e Diritto dellInformatica
e Informatica come scienza esatta. Nella prima categoria passiamo in rassegna gli studi e le
pubblicazioni riguardanti lInformatica Umanistica in Italia, dividendoli in quattro fasi: gli
anni Cinquanta-Sessanta, gli anni Settanta-Ottanta, gli anni Novanta e dal 2000 al 2012.
Questa parte si conclude con un grande paragrafo riguardante i principali centri ufficiali per
lintroduzione dellinformatica negli studi linguistici e letterari in Italia, quali lAccademia
della Crusca-Progetto CLPIO (Firenze), il Centro di Ricerche Informatiche per i Beni
Culturali della Scuola Normale Superiore di Pisa - CRIBECU (Pisa), il Centro
Interuniversitario Biblioteca Italiana Telematica - CIBIT (Unit Operativa di Roma La
Sapienza - Roma), il Centro Interdipartimentale di Servizi per lAutomazione nelle
Discipline Umanistiche - CISADU) (Facolt di Lettere e Filosofia, Universit La Sapienza -
Roma), Archivio di Testi italiani Multimediali - ARTEM e il Centro Ricerche Informatica e
Letteratura - CRILet (Facolt di Lettere e Filosofia, Universit di Roma La Sapienza -
Roma). Nella seconda categoria passiamo in rassegna gli studi e le pubblicazioni
sullInformatica Giuridica e Diritto dellInformatica, fra cui cataloghiamo e analizziamo in
primo luogo quelli dellavvocato Michele Iaselli (esperto in informatica giuridica, diritto delle
nuove tecnologie, codice della pubblica amministrazione digitale e privacy) e del professore
Massimo Farina (docente di Diritto dellInformatica e delle Nuove Tecnologie presso la
Facolt di Ingegneria dell'Universit degli Studi di Cagliari). Nella terza, a causa del numero
molto alto degli studi e delle pubblicazioni riguardanti linformatica come scienza esatta,
analizziamo quelli pi significativi, catalogandoli nelle seguenti categorie:
- manuali e libri sullinformatica teorica e applicata, tra i quali cataloghiamo e
analizziamo i manuali ed i libri pubblicati dalle case editrici Mondadori Informatica,
Urlico Hoepli Editore, Apogeo, Liguori, Pietagora Editrice, Franco Angeli Editore,
G. Giappichelli Editore, Bulgarini e Dott. A. Giuffr Editore S.p.A;
- periodici di informatica, tra i quali cataloghiamo e analizziamo periodici di
informatica pubblicati dalle case editrici Duke Italia, Edizioni Master S.p.A, Infomedia
Editori Coop, Gruppo Editoriale Jackson e VNU Business Publications Italia Srl, JCE
(Jacopo Castelfranchi Editore), Nuov@Periodici Italia, Inforav, Il Mio Castello,
FutureMedia Italy S.p.A. e Sprea Media Italy S.p.A., SUNNYCOM Publishing,
Technimedia, IL Sole 24 ORE Business Media e NewsPaper Milano;
- dizionari e vocabolari di informatica, proposito dei quali, a causa del ventaglio assai
ampio delle opere edite elaboreremo uno schema riassuntivo in ordine diacronico delle
opere cartacee pubblicate nellarco degli anni 1982-2012 e riportate da C. Costa nel
suo intervento Nuovi dizionari dinformatica, pubblicato in Studi linguistici
italiani [Roma: Vol. XX, 1993], e nei siti Web <http://www.libreriauniversitaria.it>
e <http://books.google.it/bkshp?hl=it&tab=wp>. A volte, nelle note a pi di pagina, ci
soffermeremo inoltre su alcune opere, riportando le recensioni riscontrate nelle fonti
appena citate e nelle nostre personali.
Il capitolo secondo si conclude con un grande paragrafo sullAssociazione Italiana per
lInformatica ed il Calcolo Automatico - AICA, la prima e pi importante associazione senza
fine di lucro dei cultori e dei professionisti dellICT (Information & Communication
Technology) in Italia; sulle sue maggiori attivit e pubblicazioni; sulle sue Certificazioni

-7-
Informatiche, quali ECDL (European Computer Driving Licence, detto anche Patente europea
per luso del computer), EUCIP (European Certification of Informatics Professionals), CERT-
LIM Interactive Teacher e Diritto e ICT, e sui diversi livelli di approfondimento e di esami di
tali certificazioni.
Lo studio si conclude con il terzo capitolo, che presenta un elenco dei termini informatici
inglesi pi usati nel linguaggio informatico italiano. Allinterno dellanalisi linguistica di
ciascun prestito, segnaliamo in corsivo tutti gli anglismi informatici usati (inclusi tantissimi
altri anglismi informatici non analizzati, ma esclusi quelli riportati negli esempi presi come
citazione) allo scopo di accertare il livello dinfluenza dellinglese sul lessico italiano nel
settore informatico. Lelenco stato elaborato in seguito a uno spoglio attento di un corpus
composto da un gran numero di testi informatici scritti direttamente in italiano o tradotti in
italiano: libri, manuali, riviste, siti Web di riferimento, volantini e software. I termini verranno
raggruppati in cinque categorie: anglismi informatici non integrati; accorciamenti,
tamponamenti e contrazioni; sigle e acronimi; marchionimi e nomi di tasti e, infine, unit di
misura. Sotto ogni categoria i termini saranno lemmatizzati in ordine alfabetico. Di seguito si
riporta la struttura di una voce tipo, avvertendo per che non necessario che tutte le sezioni
illustrate siano contemporaneamente presenti nella stessa voce:

lemma [fonte] (variante/i grafica/-che [fonte/i]) [ingl.: categoria grammaticale,


etimologia, data | it.: categoria grammaticale, data] [fonte/i]: definizione/i;
Altre note linguistiche: esempio/i [fonte/i];
variante/i lessicale/i e sintagmatica/-che [fonte/i];
Alterato/i [fonte/i];
Derivato/i [fonte/i] [it.: categoria grammaticale, etimologia, data] [fonte/i];
Composto/i [fonte/i] [it.: categoria grammaticale, etimologia, data] [fonte/i];
Simbolo/i [fonte/i]
Sinonimo/i italiano/i [fonte/i];
Presenza quantitativa;
Riferimenti lessicografici.

- lemma: con lemma intendiamo ciascun anglismo impiegato nel linguaggio


informatico italiano;
- fonte/i: con fonte intendiamo ciascuno dei testi del corpus in cui si trova
documentato e linguisticamente impiegato il lemma. Per la fonte
delletimologia e della data della prima attestazione del lemma in inglese e in
italiano consulteremo se non sar diversamente riportato i dizionari
italiani delluso e i vocabolari di informatica;
- variante/i grafica/-che: in questa sezione verranno indicate tutte le varianti grafiche
della voce impiegate nel linguaggio informatico italiano. Verranno indicate
inoltre le varianti consistenti nellinserimento di un trattino o uno spazio tra
le due componenti di alcuni anglismi composti. A prescindere dalle unit di
misura e dai loro simboli, va raramente considerata la variazione
maiuscola/minuscola degli anglismi per i motivi che riporteremo in 1.4.4.
Infine, le varianti non saranno rimandate a lemma autonomo;
- categoria grammaticale: indica il gruppo morfologico principale a cui appartiene il
lemma. Nella parte riguardante litaliano, di ciascun lemma saranno indicati
il genere, il numero e la flessione, mentre nel caso dei derivati verbali
saranno fornite ulteriori informazioni (come il valore transitivo/intransitivo)
- etimologia: indica lorigine e levoluzione del lemma, sia in inglese o in italiano, o
del/i derivato/i in italiano. Nel caso delle sigle e dei marchionimi,
riporteremo quasi sempre letimologia del lemma in inglese;

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- data: fornisce la prima attestazione del lemma in inglese e in italiano e del/i
derivato/i, che pu essere espressa in numeri arabi qualora indichi un anno,
in numeri romani qualora indichi larco di un secolo (per esempio, sec.XX) o
in un intervallo di anni (per esempio, anni Novanta del XX sec.);
- definizione/i: indica la definizione del lemma nel linguaggio informatico italiano
come riportata, se non diversamente esplicitato, nei vari dizionari
delluso e vocabolari dinformatica consultati da noi in questo studio. In caso
di compresenza di diverse definizioni dello stesso lemma, sotto ciascuna
definizione ripeteremo le stesse sezioni della voce tipo o rimanderemo tutto a
un altro lemma sinonimico (per esempio, scroll (definizione n.2) 
scrolling);
- altre note linguistiche: in questa sezione mostriamo gli altri usi linguistici del lemma
inglese nella lingua italiana;
- variante/i lessicale/i e sintagmatica/-che: in questa sezione saranno riportate le
varianti lessicali e sintagmatiche;
- Alterato/i (raro): indica le forme alterate del lemma;
- Derivato/i (useremo labbreviazione DER.): in questa sezione riporteremo tutti i
vocaboli informatici italiani derivati dal lemma (e dei suoi sinonimi inglesi);
- Composto/i (useremo labbreviazione COMP.): in questa sezione riporteremo tutti i
vocaboli informatici originatisi nel linguaggio informatico italiano tramite
lunione tra il lemma e un altro vocabolo italiano;
- Simbolo (useremo labbreviazione SIMB.): indica un carattere o insieme di caratteri con
cui si rappresenta convenzionalmente il lemma;
- Sinonimo/i italiano/i (useremo labbreviazione SIN.): in questa sezione riporteremo
tutti i traducenti proposti per sostituire il lemma;
- Presenza quantitativa (useremo la sigla PQ.): come indicazione della presenza
quantitativa di un termine nel linguaggio informatico italiano, misureremo la
frequenza duso del lemma, delle sue varianti (grafiche, lessicali e
sintagmatiche), dei suoi derivati e composti in italiano e dei traducenti (gi
impostisi nell'uso o semplicemente proposti) in tutti i numeri usciti 2000-
2011 della rubrica Posta del mensile PC Professionale (dallora in poi PC
Professionale [2000-2011]), riportandone qualche esempio;
- Riferimenti lessicografici (useremo la sigla RL.): con riferimenti lessicografici
intendiamo la presenza del lemma, delle sue varianti grafiche, lessicali e
sintagmatiche e dei suoi derivati italiani nei seguenti vocabolari e dizionari
italiani delluso e d'informatica: T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002],
G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], N. Zingarelli [2007], GRADIT
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012]. Nel caso
dei marchionimi e dei nomi di successo (veda 3.5.), li cercheremo anche
nella Enciclopedia Treccani Online [2012].

-9-
Capitolo Primo
Il linguaggio informatico italiano: terminologia e aspetti linguistici

1.1. La dipendenza del linguaggio informatico italiano da quello inglese


Un posto particolare tra i forestierismi dellitaliano contemporaneo va riservato agli
anglismi, che, con una decisa impennata dal secondo dopoguerra in poi, sono diventati di gran
lunga i forestierismi pi numerosi e frequenti: sufficiente scorrere un quotidiano o una
rivista per rendersene conto, in quanto le parole straniere che vi si trovano sono piuttosto
numerose. I termini inglesi inseriti nei testi in italiano senza traduzione, non tra virgolette n
in corsivo, si ritrovano in particolare nei titoli dei giornali e delle riviste (cio le fasce che
vogliono maggiormente attrarre lattenzione), ma non mancano neppure nelle pubblicit.
Questa egemonia linguistica della lingua inglese sullitaliano pu risalire secondo P.
DAchille [2010, p.81] a vari fattori:
[I fattori della supremazia dellinglese possono essere] la maggiore conoscenza dellinglese, divenuta
anche nel nostro paese la lingua pi studiata, e la sua funzione di lingua della comunicazione
internazionale; il prestigio (che tende a trasformarsi in vera e propria egemonia) della civilt
angloamericana non solo in vari mbiti culturali (informatica, sport, moda maschile, musica), ma
anche sul piano politico-economico; certe caratteristiche strutturali delle voci inglesi, come la loro
brevit (abbondano i monosillabi, graditissimi al linguaggio dei media), la loro iconicit (cio il fatto
di avere spesso caratteristiche onomatopeiche, da cui dipende la fortuna che hanno nei fumetti e nel
linguaggio giovanile), la frequenza dei composti e la connessa possibilit di accorciarli, se pure
talora indebitamente rispetto alluso originario, come nel caso di basket (da basket-ball) o di silver (da
silver plated argentato, con assunzione di un valore diverso da quello inglese).

A differenza di alcune nazioni, come la Francia e Spagna, lItalia non si oppone


allinvadenza dellinglese (un po per lassenza di un mercato internazionale da
difendere, un po anche per allergia a ogni forma di dirigismo linguistico come reazione
alla campagna contro i forestierismi condotta a suo tempo dal Fascismo), n pare
ipotizzabile una maggiore resistenza in futuro: anzi, recentemente perfino i palazzi della
politica si sono aperti agli anglismi, con i ministeri per il welfare e la devolution, lelection
day, gli exit poll e laggettivo bipartisan. Agli allarmi periodicamente lanciati contro
langlicizzazione dellitaliano (definito pertanto scherzosamente come italiese o
itangliano) molti linguisti hanno risposto ottimisticamente, rilevando la relativa scarsit
degli anglismi sia nel lessico complessivo sia nel vocabolario di base. Del resto, il prestigio
dellinglese consolidato ormai in quasi tutti i settori dellitaliano, dove talvolta assume un
ruolo mistificatorio. Basti pensare alle pubblicit che presentano parole o piccole frasi in
inglese, come in: kiss freshness (pubblicit di gomma da masticare), Wind all inclusive (di
telefonia Wind), simply more (di macchina Fiat)(1). [cfr. ivi, pp.81-82]
La maggior parte degli anglismi non adattati entra in italiano tramite linguaggi settoriali: il
linguaggio economico e finanziario (per es., futures, spin-off, dumping); il linguaggio
dellorganizzazione aziendale e amministrativa (per es., report, budget, target); il linguaggio
sanitario (per es., by-pass, day hospital); il linguaggio sportivo (per es., goal e corner che

1
A tale proposito da notare che, se nellinformatica italiana la presenza dellinglese quantomeno
storicamente giustificabile, al contrario, in altri campi del tutto inaspettata e dovuta solo a necessit, reali o
presunte, di marketing. In campo automobilistico, ad esempio, notiamo una tendenza verso gli anglismi; alcune
automobili italiane, costruite interamente in Italia e destinate ad acquirenti italiani, hanno sigle e diciture inglesi:
nelle Punto, Brava e Bravo della Fiat, lindicatore del carburante riporta le lettere E-F (Empty-Full vuoto,
pieno) e quello della temperatura H-C (hot-cold caldo, freddo). Ancora, per le stesse macchine si parla di
comfort pack, Fiat code, autoradio basic e autoradio high, superservice, ecc. In informatica invece si ha
latteggiamento contrario, e cos ancora si discute, talvolta con intransigenza, su clic, cliccare, scanner ecc., con
una sorta di pregiudizio anti-inglese.

- 10 -
hanno alternative come rete e (calcio d)angolo , dribbling, pressing, tie-break, ace, beach
volley, windsurf); il linguaggio automobilistico (pole position e pit-stop); il linguaggio
musicale (per es., hit, disc-jockey, rock, pop, soul, band ecc.); il linguaggio della telefonia
fissa e mobile (per es., cordless, roaming); il linguaggio dei mass media (per es., anchorman,
talk show, fiction, audience, spot, share, trash); il linguaggio della moda e del costume,
specie giovanile (per es., jeans, t-shirt, piercing); il linguaggio dellalimentazione (per es.,
crackers, cornflakes) e il linguaggio giuridico (per es., mobbing, stalking). Gli anglismi sono
frequenti pure nella lingua comune (per es., week-end), dove entrano anche, spesso in senso
traslato, voci specialistiche e derivati italiani (per es., babysitteraggio, bypassare). [cfr. ivi,
p.82]
Uno dei linguaggi settoriali italiani pi fortemente anglicizzati quello informatico, che
riceve negli ultimi trentanni unattenzione sempre maggiore grazie alla rapida espansione
della cultura tecnico-scientifica in diversi campi del sapere. Cercando informazioni relative
allutilizzo della tecnologia informatica in Italia nel report Anno 2011. Cittadini e nuove
tecnologie, pubblicato il 20 dicembre 2011 dallIstat (Istituto nazionale di statistica),
troviamo le seguenti statistiche, che affermano senzaltro che il settore informatico sta
consolidando sul territorio italiano la propria presenza e, quindi, la propria terminologia e il
proprio lessico: nel 2011 la quota di famiglie che possiede un personal computer arriva al
58,8%, laccesso a Internet al 54,5% e una connessione a banda larga al 45,8%; le famiglie
con almeno un minorenne sono le pi tecnologiche, dove l84,4% possiede un personal
computer, il 78,9% ha accesso a Internet e il 68% utilizza per questo una connessione a banda
larga; le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%,
mentre circa il 49% dispone di una connessione a banda larga, a fronte di valori pari,
rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud; il 52,2% della popolazione di 3 anni e pi
utilizza il personal computer e il 51,5% della popolazione di 6 anni e pi naviga su Internet; le
differenze di genere si vanno attenuando nel tempo: se nel 2005 le donne internaute erano
poco pi di un quarto (26,9%), nel 2011 sono quasi la met (il 46,7%), a fronte di una quota
di uomini pari, rispettivamente, al 37,1% e 56,6%; fino ai 34 anni le differenze di genere sono
molto contenute e tra i ragazzi di 11 e 19 anni si registra il sorpasso femminile; gli utenti di
Internet negli ultimi tre mesi del 2011 hanno utilizzato la rete prevalentemente per spedire o
ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%); la maggior
parte delle persone che usano il personal computer sa effettuare operazioni base come copiare
o spostare un file (85,4%) o copiare informazioni allinterno di un documento (85,1%),
mentre solo il 13,7% sa scrivere un programma per computer e il 28,1% sa installare un
nuovo sistema operativo o sostituirne uno vecchio; quasi la totalit delle persone di 6 anni e
pi che utilizzano Internet sa usare un motore di ricerca (94,2%) e una quota molto elevata sa
spedire e-mail con allegati (83,1%); oltre la met degli utenti della rete sa trasmettere
messaggi in chat, newsgroup o forum di discussione online (52,7%) e il 41,3% sa caricare
testi, giochi, immagini, film o musica, ad esempio, su siti di social networking; e, infine,
soprattutto attraverso la pratica che gli utenti del Web hanno acquisito le proprie competenze
(75,9%), assieme allaiuto ricevuto da colleghi, parenti e amici (68,7%). [cfr.
http://www.istat.it/it/archivio/48388, il 06/11/2011]
In realt, questa diffusione delluso della tecnologia informatica risale a vari fattori, come
limminente informatizzazione delle scuole; lo sviluppo ormai certo di Internet e delle nuove
tecnologie telematiche; il numero altissimo di pubblicazioni e studi sia sullinformatica come
scienza esatta che sulle sue applicazioni in altri ambiti, soprattutto in quello umanistico, e le
varie attivit culturali. Di conseguenza linteresse rivolto al linguaggio informatico in realt
linteresse rivolto al futuro della lingua, perch offre la possibilit di osservare le tendenze di
sviluppo che possono essere valide anche per la lingua comune, soprattutto data la nuova
realt che nel corso del XX secolo linglese sia diventato la lingua franca per eccellenza,
prendendo il posto che era stato del francese e ancor prima del latino grazie allo sviluppo

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enorme dellinformatica, che vede la luce in terra americana, e il ruolo decisivo che oggi
Internet svolge in moltissimi campi. Il peso di tale origine ormai evidente nel diffuso
utilizzo di terminologia anglo-americana per tutto quanto riguardi la cibernetica e i computer.
Il linguaggio informatico come tutti gli altri linguaggi specialistici fa uso del sistema
grammaticale della lingua comune; tuttavia si contraddistingue per particolari caratteristiche
lessicali, semantiche, morfo-sintattiche e grafiche, che possono creare distanza e ambiguit
rispetto alla lingua utilizzata per la comunicazione non legata a temi e contesti particolari. La
comunicazione professionale richiede a emittente e destinatario, nella reciprocit dei loro
rapporti, luso di un codice linguistico determinato. Luso di tale codice e la sua decodifica da
parte del destinatario rappresentano il necessario momento di riflessione sulla
concretizzazione di certe competenze di tipo linguistico e, pi in generale, del saper fare e
del saper essere adeguati allambito in cui si realizza il processo di comunicazione. Il
linguaggio professionale, infatti, racchiude in s il duplice intento informativo e pratico,
incidendo sia sul comportamento sia sulle azioni del destinatario.
Franco Bertaccini [21/10/2012, p.2] nota che il lessico di un linguaggio speciale tale va
considerato anche il lessico informatico ha gli stessi problemi e le stesse strutture dei lessici
delle lingue naturali ma in una relazione gerarchicamente capovolta:
I lessici naturali si qualificano in primo luogo per la loro capacit di costruire complessi paradigmi
di valori capaci di imporre alla materia concettuale una fisionomia in larga misura specifica, e non
stupisce che una lunga tradizione di studi abbia sottolineato e valorizzato soprattutto questa
prerogativa. Un lessico di specialit, viceversa, si qualifica per la sua capacit di etichettare nel modo
pi neutro possibile oggetti desperienza e concetti isolabili indipendentemente e preliminarmente alla
loro messa in forma nelle diverse lingue, ed naturale che le ricerche terminologiche mettano
laccento soprattutto su questo aspetto. Tuttavia, innegabile che anche le lingue naturali sono
chiamate a etichettare oggetti e concetti dati indipendentemente, mentre lo studio accurato dei lessici
di specialit mostra che il trattamento linguistico non si risolve quasi mai in una pura e semplice
etichettatura, ma comporta quasi inevitabilmente una riconfigurazione pi o meno specifica delle
mappe concettuali, che si manifesta attraverso i tipici sintomi presenti nelle lingue naturali:
anisomorfismi, omonimia, polisemia, e, soprattutto, sinonimia.

A differenza di altre lingue europee soprattutto il francese che riescono a sostituire i


termini informatici inglesi con quelli propri, M. Lanzarone [1997, p.435] osserva che il
linguaggio informatico italiano molto chiuso in s stesso e tende ad aprirsi ai prestiti
inglesi piuttosto che a termini propri i quali vengono bollati negativamente come gergo,
affermando che i motivi principali di questo atteggiamento sono il mancato rapporto tra il
linguaggio ufficiale e quello gergale, unito in italiano a una sorta di autocensura che
linglese non possiede, e il rifugio dellutente comune alle espressioni inglesi solo perch
suonano come sofisticati tecnicismi, come nel caso dellanglismo handle, che litaliano
comune ha preferito alla parola italiana maniglia solo perch il termine italiano viene sentito
come troppo basso, comune e soprattutto non univoco, inadeguato quindi per un linguaggio
scientifico.
Da un altro canto F. Marri [1997, p.625] presenta altri motivi per limpiego degli
americanismi scrivendo:
Col passare degli anni si aprono fatalmente le porte ad americanismi non traducibili o la cui
traduzione non viene ricercata con la passione di prima: byte (1966) ha vita facile su ottetto (termine
prescritto in Francia a significare che il byte lunit di memoria e informazione costituita dal
raggruppamento di otto bits) o sillaba (intesa come sottomultiplo della parola o word, che in senso
informatico composta da pi bytes); input-output (1962, Almanacco letterario Bompiani, dopo
unisolata menzione nellAppendice III (1961) dellEnciclopedia Italiana in senso statistico-
economico) non soccombono di fronte ai calchi ingresso/entrata/immissione,
uscita/emissione/estrazione; allo stesso modo, laltra coppia hardware-software (in Italia gi dal 1969)
resiste agli attacchi non troppo convinti dei macchinosi apparecchiatura, strumentario, persino
ferraglio, corredo, programmario, programmerai, ecc. Time-sharing (dal 1963 circa negli Usa, dal
66 in Italia) sostituito da multipropriet quando si riferisce alla condivisione di propriet

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immobiliari, ma non cede a partizione di tempo (o condivisione delle risorse, o multielaborazione, o
altro) in campo informatico.

G. Roncaglia [2003] precisa un altro motivo per cui nel linguaggio italiano tecnico-
scientifico dellinformatica vengono diffusi tanti termini anglosassoni:
Se nel caso del linguaggio tecnico-scientifico dellinformatica la forza che spinge alla
standardizzazione terminologica (e dunque alla diffusione di termini anglosassoni) rappresentata in
primo luogo da una comunit internazionale di tecnici e ricercatori che ha nel proprio patrimonio
genetico la preferenza per un linguaggio il pi possibile comune, uniforme e privo di ambiguit, e
trova nellinglese la lingua franca dalla quale in primo luogo attingere nella costruzione di questo
linguaggio, nel secondo dei settori che abbiamo ricordato quello rappresentato dal mercato delle
nuove tecnologie, dei suoi prodotti, dei servizi ad esso collegati la forza che spinge verso soluzioni
terminologiche uniformi e di conseguenza verso luso preferenziale di termini inglesi in primo luogo
la semplice convenienza di mercato. Allinterno di un mercato globale, conveniente per unazienda
poter presentare i propri prodotti in maniera anchessa globale, parlare di Corn Flakes anzich di
fiocchi davena, di Cheesburger anzich di panino al formaggio, e dunque come stupirsene? - di
smart card anzich di carta elettronica, di service provider anzich di fornitore di servizi, e cos via.
Anche qui, pi che di unaberrazione specifica del settore informatico si deve parlare di un fenomeno
pi ampio. In questo caso, tuttavia, la molla assai meno nobile, e i risultati sono talvolta
preoccupanti, anche perch sono spesso il risultato di vere e proprie campagne mediatiche e
pubblicitarie. E tuttavia, nuovamente, un intervento normativo sembra assai difficile.

La preoccupazione di difendere i termini italiani proposti tramite il meccanismo del calco


traduzione e il calco semantico a sostituire i prestiti informatici inglesi pu insomma portare
al risultato opposto, cio lintroduzione incontrollata dei prestiti: a volte litaliano informatico
non soltanto rifiuta limpiego di termini italiani proposti ma anche adotta un anglismo con i
suoi sinonimi. Ne pu costituire un esempio langlismo spam*(2), dove invece di impiegare il
suo traducente messaggio indesiderato il lessico informatico riceve altri due sinonimi inglesi:
junk mail* e bulk mail*.
Infatti, aprendo una finestra di ricerca complessa nel GRADIT [2007] e scegliendo
letichetta informatica nellarea dedicata alla Ricerca secondo le condizioni, troveremo
che sono registrati 1336 lemmi informatici (sono escluse le sigle che sono in gran parte
inglesi), di cui 675 sono di origine inglese, 24 di origine francese ed uno di origine tedesca.
Ci mostra il forte influsso dellinglese sul linguaggio informatico italiano, che sta
consolidando il proprio lessico nei nostri tempi, al punto che linglese diventa per il
linguaggio informatico italiano un punto di riferimento costante in misura ancora maggiore di
quanto accada per le altre lingue speciali moderne, soprattutto per la sua rapidissima
evoluzione, che negli ultimi anni ha portato linformatica da un settore chiuso e familiare solo
a una cerchia ristretta di addetti ai lavori ad una disciplina che si inserisce nella quotidianit di
molti individui sia nel posto di lavoro sia nella vita privata. A quei cambiamenti deve
adeguarsi anche il linguaggio che dovrebbe essere in grado di soddisfare le crescenti esigenze
di sempre pi numerosi utenti. Ci designa la nascita di molti vocaboli e la scomparsa di altri
che in generale cedono posto alle neoformazioni. Ad esempio, la parola stampatrice, coniata
nel 1940 nel settore tecnico per indicare macchina tipografica per la stampa, passata al
settore elettronico per indicare unit periferica di un elaboratore elettronico che pu stampare
su fogli singoli o su moduli a striscia continua i risultati delle elaborazioni effettuate. In
questultimo settore sostituita definitivamente da stampante. Alcuni dei termini base del
linguaggio informatico, per di pi, sono gi perfettamente acclimati nella lingua italiana, tanto
da essere sfuggiti quasi sempre alle maglie larghe duna lessicografia fatta per lo pi da
tecnici dellinformatica poco smaliziati nellarte di fare vocabolari, i quali non si accorgono
che la sostanziale coincidenza del significato generale tra termini di lingua e termini
specialistici spesso non coincidenza puntuale e non esclude lesistenza di significati tecnici
da definire con esattezza.

2
Dall'ora in poi useremo lasterisco per i rinvii.

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Per analizzare e capire bene le vari strategie che litaliano tecnico informatico adotta per
larricchimento del proprio lessico meglio innanzitutto soffermarci sulla formazione del
lessico informatico inglese, perch il lessico costituisce per ogni lingua speciale il suo
elemento distintivo che differenzia un dato linguaggio speciale dalla lingua comune e dagli
altri linguaggi speciali.

1.2. Le caratteristiche salienti del linguaggio informatico inglese


Linglese non pi soltanto la lingua delleconomia, della scienza e del rock, ma anche
lidioma ufficiale della comunicazione elettronica e dellinformatica. La rivoluzione che
prende avvio dai progressi dellelettronica sta introducendo cambiamenti di enorme portata
nella societ italiana, non solo per quanto riguarda le tecniche della comunicazione, ma anche
velocemente o meno velocemente lintera societ e le forme in cui essa si esprime, la
cultura, i costumi, lo stesso modo di pensare e di esprimere. A causa dellenorme quantit di
prodotti nuovi e di concetti prima sconosciuti, che sono diventati duso comune, in inglese
nasce la necessit di inserire e creare vocaboli in grado di esprimerli in modo da stare al passo
con la velocit che caratterizza gli ambienti tecnologici.

1.2.1. La flessibilit lessicale


Legemonia della lingua inglese nel settore informatico si spiega con leccezionale
flessibilit di questa lingua nel formare le parole e con il modo in cui gli specialisti se ne
servono, il che fa nascere nel mondo informatico decine di neologismi. La chiarezza dei
neologismi specialistici per gli specialisti favorisce ovviamente la loro diffusione presso i non
specialisti. Software senza dubbio un risultato esemplificativo di tale flessibilit linguistica:
in inglese sul modello di hardware, che significa ferramenta e per estensione indica nel
mondo dellinformatica linsieme delle componenti fisiche e tangibili di un computer,
qualcuno, con fulminea intuizione, decise di chiamare software linsieme dei programmi che
danno vita a un computer, ricavando il termine dalla semplice sostituzione della parola hard
con il suo contrario soft, che sta a significare morbido e/o intangibile.
Linglese informatico, inoltre, attinge molto di frequente a termini colloquiali e comuni,
che vengono ridefiniti semanticamente tramite la metafora. Pur subendo nel passaggio in un
linguaggio cos specializzato una forte cristallizzazione, tali termini come sembra peraltro
comune alla scienza americana in genere mantengono comunque la propria originaria forza
espressiva. Il ricorso alla lingua comune, infatti, permette una notevole economia linguistica e
consente di evitare, quindi, un ricorso eccessivo alla formazione di veri e propri neologismi,
che, con levoluzione giornaliera dellinformatica, possono essere veri e propri ostacoli sia per
gli inventori e gli utenti sia per i lessicografi. La parola mouse, ad esempio, che indica un
topo, ridefinita nel settore informatico inglese per indicare metaforicamente
quellaccessorio per i personal computer che, mosso su un piano orizzontale, consente di
spostare velocemente il cursore sullo schermo e di comandare, mediante alcuni pulsanti di cui
dotato, lesecuzione di determinate operazioni. Lo stesso va per altri(3): il verbo (to) surf
pu essere impiegato con il significato standard di fare windsurf e al tempo stesso con il

3
Oltre a questi esempi possiamo riportare anche quelli raggruppati da M. Lanzarone [1997, p.433]:
Cos, differenti parti di memoria si chiamano bucket secchio, cache nascondiglio, buffer tampone (oltre che respingente,
paracolpi nella lingua comune), shadow ombra, scratch pad blocco per appunti, stack mucchio; uninterlinea piccolissima
in una pagina un hairline un capello; le interfacce grafiche pi diffuse sono dette shell guscio, struttura esterna; la piastra
su cui vengono incisi i circuiti integrati in inglese un chip scheggia, truciolo; un task (termine che genera diversi composti
denominali come multitask, monotask ecc.) un compito; una signature, una sequenza di codici che identifica
inequivocabilmente un virus, una firma; un handle, un numero che serve ad accedere ad alcuni elementi per sottoporli a
elaborazione, semplicemente una maniglia; una scheda di circuiti inserita su unaltra detta piggyback a cavalluccio; un
particolare modulo di sistema detto watchdog cane da guardia, infine il mouse , come noto, un topo.

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significato di netsurfing navigazione sulla Rete; server significa in inglese chierico o
servitore, ma in una rete locale indica anche un elaboratore che svolge funzioni di servizio
cos da alleggerire gli elaboratori collegati; un provider non un fornitore qualunque,
bens un fornitore di accesso a Internet; ecc. [per i significati abbiamo consultato Merriam-
Webster: 2012 e GRADIT: 2007]
Dobbiamo accennare, infine, che a volte attinge perfino ai nomi di personaggi famosi
nella storia umana, come nel caso di bluetooth (propr. dente azzurro) che in origine il
soprannome del condottiero scandinavo Harald II Bratland (X sec.) che unific i regni
di Danimarca e Norvegia, ma nellinformatica passa ad indicare la tecnologia che,
attraverso lemissione di onde radio, mette in comunicazione, a distanza e senza fili,
apparecchi elettronici quali telefonini, computer, macchine fotografiche digitali, ecc..
Come vediamo la scelta qui non casuale, ma frutto di un acuto accostamento fra il
personaggio storico e la tecnologia designata.

1.2.2. La neoformazione
Il linguaggio informatico inglese a differenza di tante altre lingue vive gode di grande
libert linguistica nella formazione delle nuove parole necessarie per denominare oggetti e
concetti nuovi nel mondo informatico.
Il meccanismo della derivazione uno dei metodi pi produttivi applicati dallinglese per
la creazione di neoformazioni informatiche: ad esempio, da click* deriva il verbo (to) click, da
buffer* deriva il verbo (to) buffer, da bug* deriva il prefissato debug* da cui derivano il verbo
(to) debug e il nome debugger e cos via.
Il prefissoide cyber- [abbr. di cyber(netics)] uno dei prefissi pi produttivi in fatto di
neologismi del mondo digitale e virtuale americano, dove viene premesso a tanti sostantivi
portandoli dal lessico comune o speciale al lessico speciale dellinformatica. Tra i composti
inglesi con cyber- possiamo ricordare cybercafe (veda Internet caf) [di cyber- + cafe caff,
come locale pubblico], cybercrime (veda computer crime) [di cyber- + crime crimine],
cybercoin (veda cyber-) [di cyber- + coin moneta] e cyberspace [di cyber- + space spazio].
Cybersurf, invece, indica latto vero e proprio di navigare nel ciber-mondo della Rete.
Abbiamo infine cybermusic, cyberbooks e cyberfilm che costituiscono la cosiddetta cultura
cyberpunk. Lo stesso confisso svolge comunque lulteriore funzione di aggettivo, come nelle
espressioni cyber rights, cyber cowboy, cyber dreams, ecc. In realt basta aggiungere il
confisso ad una qualsiasi parola e il gioco fatto; lo stesso vale per litaliano in cui al prefisso
cyber- si alterna la forma italianizzata ciber- (veda 1.3.3.2.). Lidea di virtualit prevale su
quella di strumentazione cibernetica e nelle varie lingue europee questa idea di realt
virtuale che sempre pi accompagna i neonati composti di cyber-.
Un altro espediente linguistico molto utilizzato la lettera <e>, seguita da trattino
(hyphen), che sta per electronic, come in e-mail, e-book, e-money (o e-cash), e-commerce, e-
reader, ecc. Infatti, si tratta di semplice strategia di formazione, dove si prende un vocabolo
esistente da tempo come nei nostri esempi mail posta, book libro, money soldi,
commerce commercio e reader lettore e le si premette la lettera e per indicare che il
supporto cambiato: non pi fatto di materia fisica, ma di codici numerici.
Altri prefissi impiegati nel linguaggio informatico inglese per la formazione di nuovi
termini sono net, micro-, anti-, super- e ultra-. Net (anche nella forma con il puntino net.)
[abbr. di (Inter)net o net(work)] indica la Rete stessa e quindi come aggettivo tutto ci che la
riguarda: ad esempio netizen [di Internet + citizen cittadino] che indica persona che
partecipa a comunicazioni on-line. Per gli altri riportiamo, per esempio, microcomputer*,
antialiasing*, supercomputer* e ultrabook*.

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Un altro meccanismo produttivo quello della composizione. In generale i composti
informatici inglesi vengono realizzati attraverso lunione tra due o pi termini della lingua
comune. La forma pi diffusa la combinazione tra due o pi sostantivi, attaccati o distaccati,
in modo che il primo assume funzione di aggettivo, come in benchmark* [comp. di bench
banco di lavoro + mark segno], cloud computing* [di cloud nuvola + computing
elaborazione], firewall* [di fire fuoco + wall parete], help desk* [di help aiuto,
assistenza + desk nel senso di centro], Master Boot Record* [di master nel senso di
principale, originale + Boot avvio + Record settore, struttura], ecc. Non manca, inoltre,
lunione tra un aggettivo e un sostantivo, come nel caso di floppy disk* [di floppy allentato,
floscio + disk disco], hardware* [di hard duro, di metallo + ware oggetto], ecc. A volte
si uniscono un verbo e un avverbio interrogativo, come nel caso di know-how* [di (to) know
sapere + how come]. Infine, nel termine do-nothing (propr. non fare niente, equivalente
allitaliano come non detto), che una istruzione macchina che serve per fermare
temporaneamente lelaborazione, lunione tra il verbo (to) do fare (coniugato
allimperativo) e il pronome nothing nulla.

1.2.3. Labbreviazione
Il ricorso alle diverse tipologie di abbreviazione una delle strategie che il linguaggio
informatico inglese applica per guadagnare tempo e spazio. Le abbreviazioni informatiche
inglesi possono essere raggruppate in sigle (come AGP* Accelerated Graphics Port porta
(cio connessione) accelerata per grafica, HTML* HyperText Markup Language
linguaggio di marcatura ipertestuale), accorciamenti (come browser* (Web) browser,
blog* (We)blog]), tamponamenti (come middleware* middle (soft)ware e freeware*
free (soft)ware) e contrazioni (come archie* archi(v)e(s), il comando MKDIR m(a)ke
dir(ectory)(4)).
necessario accennare che in alcuni casi di sigle venga addirittura fatto rientrare larticolo
indeterminativo, come in APL a programming language, che indica un nome di un
particolare linguaggio nato intorno agli anni Sessanta e impiegato soprattutto nel campo
matematico. Dobbiamo accennare inoltre ad un modo particolare nella formazione delle sigle
informatiche inglesi: nella sigla W3 (variante grafica della sigla WWW*) viene utilizzato il
numero arabo <3> per evitare la ripetizione consecutiva della <W>. La stessa strategia
applicata nella formazione della sigla W3C* [di World Wide Web Consortium consorzio del
WWW]. La storia dei numeri non finisce qui, perch sul modello del linguaggio giovanile il
linguaggio informatico inglese utilizza il numero arabo <2> al posto della preposizione to per
formare le proprie sigle, come in P2P Peer-to-Peer*.
Un altro processo seguito nella formazione del lessico informatico inglese
lidiomatismo: WYSIWYG* (o WYSIWYP), FIFO e LIFO, ad esempio, sono le sigle delle
rispettive frasi idiomatiche what you see is what you get quello che vedi quello che
ottieni (o what you see is what you print quello che vedi quello che stampi), first in, first
out primo ad entrare, primo ad uscire e last in, first out ultimo ad entrare, primo ad uscire.

4
MKDIR: nel sistema operativo MS-DOS un comando interno che serve a creare un nuovo sottoindirizzario
[G. Toffoli: 1989, p.142]. Il sistema operativo, per di pi, possiede un certo numero di comandi formati
utilizzando la strategia della contrazione, come il comando esterno KEYBIT [di (keyb(oard) it(alian) tastiera
italiana] che serve per facilitare luso della versione italiana della tastiera; il comando esterno GRAFTABL [di
Gra(phic) F(ont) Tabl(e) tabella dei caratteri grafici] che consente di scrivere su schermo grafico tutti i
caratteri previsti dallIBM-PC; il comando interno CTTY [di c(hange) t(ele)ty(pe) cambia console] che serve
per sostituire la console standard del sistema con altra unit periferica; il comando interno RMDIR [di
r(e)m(ove) dir(ectory) rimuovi indirizzario] che serve per eliminare dal driver specificato il sottoindirizzario
avente nellalbero la posizione specificata dal percorso; ecc. [ivi, pp.118, 121-122, 146]

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1.2.4. I marchionimi informatici americani
Con marchionimo si intende il nome con cui noto in commercio un determinato
prodotto o il nome dellazienda che lo produce. Con marchionimo pu intendersi,
restrittivamente, anche soltanto la denominazione dellazienda; o, pi ampiamente, tutto ci
che marchio [Enciclopedia Treccani Online: 2012].
Poich il settore informatico vede ogni breve periodo una marea di nuovi prodotti che
necessitano di un nome commerciale prima di essere commercializzati in America e
allestero, linglese informatico attinge a qualsiasi fonte per creare i marchionimi. Ecco la
storia della denominazione dei due sistemi operativi pi famosi, Windows di Microsoft
Corporation e Mac OS di Apple:
il sistema operativo Windows* [letteralmente finestre] si chiama cos perch alla
nascita nel 1984 non era un vero e proprio sistema operativo ma semplicemente
uninterfaccia grafica a finestre per il sistema operativo DOS [di Disk Operating
System]. Con Windows 95 Microsoft modifica il sistema con cui attribuisce il nome
alle versioni e accompagna per un breve periodo il nome Windows allanno di rilascio
della versione (nascono cos Windows 95, Windows 98 e Windows Millennium
Edition), ma poi ad un sostantivo (nasce cos Windows Vista, dove Vista sta ad
indicare lapertura di nuovi orizzonti per il mondo informatico), ad una abbreviazione
(nascono cos Windows NT [NT per New Technology] e Windows XP [XP per
eXPerience]) e, infine, ad un numero arabo (nascono cos Windows 7 e Windows 8, in
cui i numeri 7 e 8 indicano la settima e lottava versione di Windows 95);
il nome del sistema operativo Mac OS* [1984] formato da Mac [laccorciamento di
Macintosh] e da OS [sigla di Operating System]. Allinizio il nome viene
accompagnato da numeri arabi (per es., Mac OS 8 e Mac OS 9), ma con la decima
versione il numero arabo viene sostituito dal numero romano <X> creando il nuovo
nome commerciale Mac OS X*, la prima versione basata su Berkeley Software
Distribution (BSD). Gli aggiornamenti successivi della decima hanno oltre al numero
arabo di versione anche associato un nome commerciale di un felino e cos abbiamo
Mac OS X 10.1 Puma, Mac OS X 10.2 Jaguar, Mac OS X 10.3 Panther, Mac
OS X 10.4 Tiger, Mac OS X 10.5 Leopard, Mac OS X 10.6 Snow Leopard e
Mac OS X 10.7 Lion.

1.2.5. Il gergo, la lingua standard e il linguaggio informatico


Il confine tra gergo, lingua standard e linguaggio tecnico ufficiale nellinglese molto
labile e soprattutto permeabile in entrambi i sensi, consentendo lo scambio continuo di parole
ed espressioni da una parte allaltra. Come avviene in tutti i settori che prevedono un
linguaggio specializzato, anche linformatica ha un suo gergo e molti termini del proprio
lessico scientifico oltrepassano luso tecnico e entrano a far parte della conversazione
comune. Questo fenomeno linguistico influisce in qualche modo sulla comunicazione, poich
i termini provenienti dal linguaggio informatico possono essere utilizzati per descrivere
interazioni, pensieri e processi umani, e con essi si possono personalizzare gli oggetti e
oggettivizzare le persone. Tutto avviene senza un motivo particolare, semplicemente perch
forse ci fa sentire pi moderni o forse perch spesso si troppo pigri per cercare i termini
corrispondenti corretti o ancora perch il computer talmente pervasivo nella vita di tutti i
giorni che se ne rimane influenzati anche quando non lo si utilizza. In inglese per dire che il
computer non funziona si usa spesso lespressione the computer is down. La stessa
espressione si utilizza nel linguaggio corrente per una persona: Bush is down, per esempio,
pu essere tranquillamente usata al posto di Bush is feeling down Bush gi. Se si volesse
ritrattare una frase detta, si potrebbe usare delete it! al posto di forget it! come non detto.
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Dallaltro canto, la Rete si diffonde col tempo in tutte le aree, tuttora cresce in
continuazione il numero delle persone che lavorano o giocano su Internet e gli individui
collegati non sono pi solo programmatori o geni del computer; evidentemente molti termini
si sono diffusi ad ogni livello e sono stati adottati indistintamente da qualsiasi tipo di utente,
anzi grazie alluso giornaliero dei nuovi prodotti informatici nel sentire pronunciare una
parola la mente adesso non va diretta al significato originale ma va prima a quel nuovo
significato stabilito dal settore elettronico-informatico. Nel sentir pronunciare, ad esempio, la
parola mouse, la mente non va diretta allanimale vero e proprio ma a quellaccessorio per i
Personal Computer. Lo stesso vale per altri: non necessario essere un programmatore o
lavorare nel settore informatico per sapere che Windows non solo il plurale di window
finestra, ma un sistema operativo per computer e telefonia mobile. Per lespansione della
compravendita e dellutilizzo del notebook, che si considera un segno della tecnologia
informatica, nel sentirlo pronunciare viene in mente lapparecchio elettronico pi che il
blocco per gli appunti.

1.3. Il linguaggio informatico italiano: formazione del lessico


Nella formazione della terminologia di qualsiasi linguaggio settoriale, nonostante le
differenze di funzionamento tra la terminologia e il lessico comune, gli specialisti ricorrono a
procedimenti che sono noti e produttivi anche nellambito della lingua comune, come le
diverse tipologie di prestito, la derivazione e le abbreviazioni. Soltanto la maggiore
frequenza e la maggiore regolarit di alcuni procedimenti differenziano la lingua speciale
dalla lingua comune. Inoltre, le differenze nellintensit delluso di certi procedimenti
possono essere notevoli e variare tra una lingua speciale e laltra. Il ricorso per esempio alle
sigle e abbreviazioni allogene cos frequente nel linguaggio informatico (come PPP, RAM,
ROM, provider, ecc.) raro nella lingua comune, luso dei sintagmi eponimi diffuso nella
lingua della medicina e della matematica (morbo di Parkinson, teorema di Pitagora) quasi
assente nellinformatica.
Anche in Italia il linguaggio informatico italiano vede da dopo la seconda guerra
mondiale ai nostri giorni un processo di trasformazione linguistica di vaste dimensioni
dovuto allaumento della disponibilit di beni e di servizi tecnologici e alla diffusione della
cultura informatica. Nei paragrafi seguenti, allora, consideriamo necessario trattare i
principali tratti che caratterizzano la terminologia del linguaggio informatico italiano,
soffermandoci soprattutto sui vari procedimenti della formazione del suo lessico.

1.3.1. Il prestito
I manuali di computer italiani, in un modo o in un altro, concordano: per navigare su
Internet sono necessari un computer (desktop*, notebook*, netbook*, airbook, ultrabook*,
ecc.), un monitor, un modem, un provider e un account. Basta fare clic con il mouse sui link
del Web che ci interessa, fare il download del documento e salvare il file sullhardisk (o su un
floppy, un CD*, un DVD*, una pen drive*, ecc.) e poi leggerlo tranquillamente quando si
offline! Da questa semplice indicazione osserviamo che gi a partire dallutilizzo vero e
proprio del PC e di Internet ci si accorge dellimmissione di termini inglesi non solo
nellitaliano informatico ma anche in quello comunemente parlato.
Le parole prese in prestito dallinglese, soprattutto quelle non integrate, in un primo
momento vengono percepite come qualcosa di estraneo al codice linguistico in cui vengono
immesse e ci chiaramente dovuto al fatto che allinizio esse non vengono capite dalla
maggioranza dei parlanti. Col passar del tempo poi lo stesso termine non risulta pi estraneo e
si integra completamente nel nuovo codice linguistico. A questo punto si possono creare due

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situazioni: il prestito pu venire assimilato perch esso copre una sfera semantica che la
lingua non possiede per la mancanza del termine corrispondente, oppure pu andare a
coesistere con un termine dallidentico significato. In questultimo caso luso delluno o
dellaltro termine pu essere un tratto distintivo di una certa classe sociale, oppure uno dei
due vocaboli pu venire utilizzato solamente in certe situazioni assumendo sfumature
semantiche particolari che lo rendono espressione talvolta colta, talvolta gergale o familiare.
Nellambito informatico forse possiamo parlare anche di snobismo: chi conosce linglese e sa
usare il computer dentro, se no fuori. Nella terminologia informatica italiana si possono
osservare due tipi di prestiti inglesi che si differenziano in base alla loro integrazione
linguistica: prestiti non integrati e prestiti integrati.

1.3.1.1. I prestiti non integrati


Moltissimi anglismi vengono regolarmente impiegati pi o meno nella loro forma
originale. Non facile stabilire il perch. Forse tale situazione dovuta come abbiamo detto
ad una certa pigrizia linguistica quale ad esempio non caratterizza il francese. Potrebbe
essere una causa logica, per, legemonia dellinglese (o meglio langloamericano)
nellmbito della tecnica, per cui esiste una vera e propria colonizzazione culturale nel mondo
da parte degli Stati Uniti in tutto ci che riguarda la scienza e la tecnologia in generale e
linformatica e la multimedialit in particolare. Per ragioni intrinseche di traduzione o
formazione delle parole, litaliano, in questo caso, si trova in difficolt e finisce per accettare i
prestiti nella loro forma originale inglese, i quali, nonostante il passar del tempo, non vengono
sostituiti da parole indigene. Basti pensare ai vecchi hardware e software (e ai termini derivati
per analogia middleware, shareware* e freeware*), oppure a batch*, input*, modem, mouse,
router*, ecc. Molti di questi prestiti, infatti, fanno parte del vocabolario passivo della
maggioranza dei parlanti, il che indica che il loro significato noto agli specialisti, ma la
padronanza dei termini non ancora sufficiente perch vengano utilizzati da tutti parlando
comunemente. Molti altri non solo fanno parte del vocabolario della lingua attiva, ma sono
anche codificati nei dizionari della lingua italiana.
Tante volte litaliano informatico riesce a trovare un equivalente ad un anglismo. Queste
dinamiche sono del tutto normali, anzi costituiscono una parte essenziale nello sviluppo e
nelle trasformazioni delle singole lingue. Il traducente italiano o viene impiegato insieme al
termine inglese (come nel caso delle coppie hard disk disco rigido, e-mail posta
elettronica, online* in linea, office automation* automazione dellufficio, ecc.) o lo
sostituisce col tempo (come nelle copie Enter* Invio, keyboard tastiera, package*
pacchetto, ecc.). Nel primo caso non si sa quando e perch viene impiegato luno o laltro
termine: chiss quando e perch spesso si utilizza, ad esempio, langlismo database
nonostante la presenza del calco traduzione base di dati e della sua variante base dati. Nella
rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011] database viene impiegato 136
volte, base di dati 3 volte e base dati 2 volte:
LIsam (Indexed sequential access method, metodo di accesso sequenziale indicizzato) un metodo
di archiviazione dei dati, sviluppato in origine da IBM, che costituisce la base per molti database
tuttora in uso. [PC Professionale: maggio 2010, p.183]
Un software analogo ma dotato di un buon sistema di apprendimento Ella for Spam Control. La
sua caratteristica principale quella di riuscire a individuare le mail utili usando come base di dati le
cartelle della posta gi ricevuta. [PC Professionale: settembre 2007, p.265]
sufficiente entrare nel menu File, selezionare la voce Data File Management, poi il nome del
database e premere Impostazioni. Sar visualizzato il percorso in cui archiviata la base dati del
programma (Outlook.pst), facilmente copiabile su un dispositivo rimovibile. [PC Professionale:
agosto 2009, p.177]

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Il sistema di misurazione, inoltre, stato importato in Europa insieme alla tecnologia e alla
terminologia dellinformatica, probabilmente per non modificare gli standard commerciali
ormai diffusi. Gli utenti italiani qui pensano secondo schemi estranei alla loro cultura. Oltre ai
vari inch e pollici (ci sono dischetti di due dimensioni: 5,25 e 3,5 pollici), il sistema di unit di
misura dei computer prevede multipli a base 2 invece anzich 10, come di regola nelle altre
attivit. Questultima annotazione ha anche riflessi linguistici: il prefisso kilo-, ad esempio,
indica in informatica 1024 e si distacca, pur se di poco, dalletimologico e consueto valore
1000. [cfr. M. Lanzarone: 1997, p.431]

1.3.1.2. I prestiti integrati(5)


Se linglese la fonte diretta dei forestierismi, la fonte indiretta sono spesso le lingue
classiche. Lintegrazione di un dato termine informatico inglese dipende anche dalla categoria
grammaticale a cui esso appartiene. Nel caso dellitaliano o di altre lingue romanze la base
classica della terminologia informatica favorisce il loro afflusso: generalmente al processo
dellintegrazione fonologica e morfosintattica sono sottoposti con molta facilit i termini che
sono formati su base classica, come nel caso di memory memoria, access accesso,
interface interfaccia, processor processore, interactive interattivo, ecc.
Larrivo nellitaliano dei termini inglesi non stato seguito dallassorbimento passivo e il
successo delle forme italiane dimostrato dal loro uso univoco: window, keyword e network
ad esempio sono stati resi rispettivamente con finestra, parola chiave e rete, termini italiani
impostisi in modo rapido e sorprendente a tutti i livelli di parlanti nonostante la presenza del
diffusissimo software dal nome Windows, del diffuso programma di videoscrittura Word e del
suffisso -net, tutti possibili poli di attrazione per eventuali anglismi non adattati. Le forme
inglesi Windows e Word, invece di influire negativamente sulla creazione di un
corrispondente italiano, hanno agito in senso contrario: sono stati riservati esclusivamente ai
nomi di programmi. [cfr. M. Lanzarone: 1997, pp.431-432]
Unaltra categoria soggetta allintegrazione quella dei verbi inglesi: scrollare (veda
scroll) ladattamento del verbo inglese (to) scroll (con laggiunta del suffisso verbale
-are); formattare(6) dal verbo inglese (to) format (con il raddoppiamento della consonante
finale <t> prima dellaggiunta del suffisso verbale -are); upgradare (gergo: veda upgrade)
dal verbo inglese (to) upgrade (con leliminazione della vocale finale <e> prima dellaggiunta
del suffisso -are); ecc.

1.3.2. Il calco
Il calco una delle strategie pi produttive che permette alle lingue non solo di arricchire il
proprio lessico ma anche di evitare lacquisizione costante dei vocaboli di altre lingue. Il calco
una forma di influenza di una lingua su unaltra e il risultato di tale processo. Tale influenza
linguistica consiste nellintroduzione o nellampliamento del significato di una parola o di una
locuzione di una lingua a seconda di un modello corrispondente di unaltra e nella
riproduzione di una struttura sintattica in una lingua per imitazione di unaltra lingua.
Laspetto pi interessante di questo processo consiste nel fatto che la neoformazione risulta

5
Non ci soffermeremo sullintegrazione fonetica, perch analizzeremo solo il linguaggio informatico italiano
utilizzato nei testi scritti.
6
GRADIT [2007]:
1 strutturare un supporto di memoria, tramite un apposito software, in modo che sia in grado di
contenere dati utilizzabili dal calcolatore: f. un dischetto, un nastro;
2 dotare il testo realizzato con un word processor di tutti i comandi che ne definiscono l'aspetto e il
formato grafico.

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tanto naturale e ben inserita nel sistema linguistico da non essere sempre riconoscibile e,
quindi, riconducibile al modello di provenienza. [cfr. G. Adamo: 2000, p.75]
La classificazione pi tradizionale del calco nella lingua italiana considera due tipologie,
che descrivono in modo pienamente efficace le diverse situazioni che si possono riscontrare
nelluso: il primo il calco semantico, in cui una parola italiana si carica di un nuovo valore
semantico ripreso da ununit lessicale straniera; la parola parlamento, per esempio,
nellitaliano antico aveva il significato di discorso, conversazione, che poi stato quasi
totalmente soppiantato dal valore di organo collegiale costituzionale, elettivo e a base
rappresentativa, unicamerale o bicamerale, che esercita il potere legislativo e funzioni di
controllo politico sullattivit del governo. Questo nuovo significato proveniente dalla
forma originaria inglese parliament, sulla base della quale stato ricalcato il significato della
parola italiana. Il nuovo significato di parlamento a sua volta si amplificato ad indicare
anche linsieme dei membri che costituiscono il parlamento stesso e/o ledificio in cui ha
sede e si riunisce tale organismo [cfr. GRADIT: 2007]. Il secondo il calco traduzione, in
cui le parole italiane, che danno vita a una nuova unit lessicale, traducono alla lettera gli
elementi di un composto di una lingua straniera (per esempio, grattacielo, dallinglese
skyscraper), ma la sequenza sintattica italiana si discosta da quella dorigine, adottando, come
dabitudine, il modello determinato + determinante.
Tra le classificazioni pi recenti del calco si distingue invece tra calchi omonimici e calchi
sinonimici. Il primo tipo basato sulla somiglianza del significante (per es., processore, che
modellato sullinglese processor), mentre il secondo basato sulla somiglianza del significato
(per es., fuorilegge o fine settimana, che sono modellati sulle voci inglesi outlaw e week-end).
Si noti nel secondo caso il diverso ordinamento delle parole a seconda della sequenza italiana
determinato + determinante; rivelano invece lorigine straniera voci che hanno
lordinamento opposto (per es., ferrovia), o polirematiche che presentano la sequenza
determinante + determinato (per es., pubbliche relazioni, falsa partenza). Anche aggettivi
come sudafricano e nordeuropeo sono modellati sullinglese. [cfr. P. DAchille: 2010, p.78]
Nei paragrafi seguenti tratteremo come litaliano informatico utilizza il meccanismo del
calco per arricchire il proprio lessico speciale.

1.3.2.1. Il calco semantico


Il lessico informatico fortemente dinamico, come lintera disciplina, e spesso difficile
prendere direttamente a prestito dallinglese tutti i termini necessari per descrivere i suoi
oggetti. Litaliano informatico, perci, ricorre spesso a una nuova strategia per formare il
proprio lessico speciale, il calco semantico. Questa strategia estende il valore semantico delle
parole della lingua comune affinch acquisiscano nuovi significati relativi al mondo
dellinformativa. Questo processo chiamato da M. Lanzarone [1997, p.452]
risemantizzazione. Il significato allora subisce un passaggio dalla materialit alla
virtualit. Per fare esempi possiamo ricordare calchi semantici come icona, rete, sito,
memoria, ecc. Esaminiamo il loro sviluppo semantico sulla base dei dati contenuti nel
GRADIT [2007]. Icona [dal lat. tardo cna(m), dal gr. eikna, acc. di eikn, -nos
immagine, 1447] entra in italiano per indicare nellarte religiosa bizantina, russa e balcanica
unimmagine sacra dipinta su legno, metallo o vetro e decorata con materiali preziosi.
Questo valore semantico si estende col tempo non solo a tal settore tecnico scientifico ma
anche alla semiologia, allinformatica e al giornalismo per indicare nuovi significati. Nel
linguaggio dellinformatica il valore semantico di icona si estende per influenza dellinglese
icon ad indicare una piccola immagine che viene visualizzata sullo schermo e serve a
indicare un file, un programma o qualsiasi oggetto che pu essere manipolato dallutente. Per
Rete [secolo XII, nella var. ant. rei; lat. rte(m)], da unaltra parte, essa entra nellitaliano ad

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indicare attrezzo costituito da fili pi o meno grossi di fibre tessili intrecciati e annodati a
maglia, usato per catturare pesci o anche uccelli e animali selvatici [GRADIT: 2007], un
significato che indica un oggetto materiale. Nel linguaggio informatico italiano, invece, il
proprio valore semantico si estende per linfluenza dellabbreviazione net ad indicare un
oggetto virtuale, la rete telematica o la rete internazionale.
Nel lessico informatico italiano non si osserva solo lestensione del significato della parola
che passa dalla lingua comune o da un altro linguaggio speciale allinformatica, ma a volte il
nuovo significato acquisito nel settore informatico anchesso subisce unulteriore estensione
semantica, che in generale rappresenta un passaggio dalla denotazione dellazione alla
denotazione delleffetto. Ne possono costituire due esempi significativi i termini
configurazione e aggiornamento. Configurazione [dal lat. tardo configuratine(m), v. anche
configurare, av. 1555], che entra nellitaliano per indicare il configurare, il configurarsi; il
modo di configurarsi di qcs.; forma, aspetto esteriore: la c. di un terreno, la c. del cranio, di
uno scheletro, nellinformatica configurazione [dallingl. configuration], invece, passa prima
a indicare conformazione di sistema operativo in funzione delle necessit dellutente e della
macchina utilizzata (azione) e poi ad indicare linsieme delle dotazioni tecniche di cui
dispone un computer (effetto) [cfr. GRADIT: 2007]. Lo stesso vale per aggiornamento, il cui
significato informatico non registrato nel GRADIT [2007] che mette invece a lemma
langlismo upgrade. Il termine italiano impiegato prima per indicare sostituzione di parti
componenti vecchie di un programma o di una applicazione software con parti nuove, o
aggiunzione di altre, mediante il procacciamento delle sostituenti e delle nuove
commercializzate in confezioni dal prezzo decisamente inferiore a quella della confezione
integrale nuova, in modo da disporre dellultima versione del prodotto [W. Belardi: 2000],
ma poi passa ad indicare anche leffetto di questa sorta di aggiornamento, cio la nuova
versione di un programma gi aggiornata: Windows 8 lultimo aggiornamento del sistema
operativo Windows [ndr.].
Anche per i verbi, il lessico informatico italiano estende sempre tramite la metafora il
significato di qualche verbo italiano facendolo passare dallazione materiale a quella virtuale.
Per evitare luso del termine inglese open impiegato nei primi software in inglese arrivati in
Italia, un verbo come aprire ad esempio in espressione come apri un file subisce
unestensione metaforica del proprio campo semantico indicando unazione virtuale che non
ha niente a che fare con il significato originario del termine, perch indica collegarsi al file.
Altri verbi che subiscono un traslato simile sono cancellare o eliminare, compattare o
comprimere, creare, espandere, frammentare, spostare, copiare, tagliare, incollare e cos
via, che si considerano calchi semantici per influenze dei rispettivi termini inglesi (to) cancel
o (to) delete, (to) compact o (to) compress, (to) create, (to) expand (o (to) extract), (to)
fragment, (to) move, (to) copy, (to) cut, (to) paste e cos via.
Per ottenere un calco semantico litaliano informatico attinge anche alle parole degli altri
settori invece di attingere a lingue straniere. Dal settore dei trasporti vengono risemantizzati
vocaboli come navigazione (navigazione marittima) e ciberspazio (spazio); dal settore dei
servizi postali vocaboli come indirizzo e posta elettronica; dallarchitettura vocaboli come
sito, finestra, sfondo e cornice; dal settore dei libri e delle biblioteche vocaboli come
segnalibro, pagina e cartella; e cos via.
Altre osservazioni lessicali sono possibili su singoli fenomeni e su singoli termini. Spesso
avvertibile nei parlanti un certo imbarazzo nel caso della copia cursore-puntatore, termini
connessi con luso di quel mouse che ha gi portato nel lessico informatico il derivato verbale
cliccare. Nelluso comune puntatore sinonimo improprio di cursore, specialmente quando
si tratta del segnale (spesso visivamente rappresentato da una freccetta) che indica gli
spostamenti del mouse sullo schermo. La differenza tra questi due termini nel linguaggio

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informatico invece esistente e registrata da alcuni dizionari italiani, come il GRADIT
[2007]:
- cursore:
segnale luminoso mobile che evidenzia su un videoterminale il punto in cui comparir il carattere che
sta per essere digitato,

- puntatore:
segnale luminoso, spec. a forma di freccia, che segue su un videoterminale i movimenti del mouse.

Unaltra osservazione linguistica interessante pu essere fatta se si prende in esame la


coppia pulsante tasto. Nella lingua comune possiedono tutte e due lo stesso significato di
elemento di un congegno, di un meccanismo e sim. che, premuto, consente di metterlo in
funzione o elemento di un interruttore elettrico che, premuto, determina lapertura o la
chiusura del circuito [GRADIT: 2007]. Nellitaliano tecnico informatico, invece, con
pulsante si intende sia linterruttore elettrico sia larea definita nella videata di un
programma, attivando la quale lutente d istruzioni o acquisisce informazioni [N. Zingarelli:
2007], mentre tasto indica il bottone su cui si appoggia il dito per ottenere la scrittura o
limpostazione della lettera o cifra corrispondente o per fornire un comando alla macchina. Il
significato di pulsante subisce quindi unestensione, passando dalla materialit ad indicare
anche la virtualit rispetto a tasto, che continua ad indicare un oggetto materiale (nessuno
probabilmente chiamerebbe tasto il pulsante Avanti di Microsoft Windows), come vediamo
nei seguenti esempi:
- tasto:
> Riavviare il computer tenendo premuto il tasto Ctrl e nel menu di avvio scegliere la Modalit
provvisoria. [PC Professionale: febbraio 2001, p.174]

- pulsante:
In pratica, facendo clic sul pulsante di Avvio presente nella barra in basso si vede i bordi del
rettangolo cambiare prospettiva, come se venisse schiacciato, ma non appare lusuale menu. [PC
Professionale: febbraio 2001, p.174]
In genere, quando accendo il Pc, Windows si blocca immediatamente prima del caricamento della
barra di Avvio sul Desktop. A quel punto il Pc non accetta alcun comando e devo usare il pulsante di
reset. [PC Professionale: luglio/agosto 2001, p.184]

Nonostante questa distinzione, nellambito del mouse, invece, possiamo parlare di pulsante
o tasto, come vediamo nei seguenti esempi:
- tasto:
Fare clic con il tasto destro del mouse sulla finestra contenente il messaggio originale [PC
Professionale: Giug. 2000, p.233]

- pulsante
Per esempio, questa operazione attuabile con Outlook Express facendo clic con il pulsante destro del
mouse sul messaggio da esaminare e selezionandone poi le Propriet. [ibidem]

Un terzo caso interessante riguarda la coppia scegliere/selezionare (e scelta/selezione).


Scegliere non sinonimo di selezionare: quando con il mouse ci si posiziona su un elemento
dello schermo e si fa clic una volta, in genere si seleziona quellelemento; quando si fa doppio
clic, invece, lo si sceglie. Ad esempio pu succedere che un programma ci presenti in un
men (talvolta a tendina) un elenco di file da aprire. Spostando il puntatore del mouse sul file
desiderato e facendo clic, la voce del file si evidenzia e il file viene cos selezionato. Facendo
poi doppio clic su quella voce, ossia scegliendola, il file viene aperto. Questa differenza,
infatti, non verificabile n nei dizionari della lingua comune n in quelli di altri settori.

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Molto spesso, al contrario, i dizionari utilizzano scelta per definire selezione, trattandoli cos
come sinonimi, come in T. De Mauro [2000: veda sinonimo della definizione di scelta in 3a,
3b e 4]. La distinzione scelta/selezione in informatica si pone, al contrario della lingua
comune, come sostanziale ed osservabile anche in un sintagma formato dal sostantivo
scelta: tasto di scelta rapida. Con tale espressione si intende un tasto (o una combinazione di
tasti) che permette di scegliere un particolare comando senza prima aprire il men
corrispondente, saltando cio la fase della selezione. Nei seguenti esempi si trova molto
chiaramente la contrapposizione fra scegliere e selezionare:
Nella finestra dellutilit sar sufficiente scorrere la lista fino a individuare i servizi elencati sopra,
selezionarli con il tasto destro del mouse, scegliere Propriet dal menu contestuale e, nella sezione
Tipo di avvio, impostare la modalit manuale. [PC Professionale: gennaio 2010, p.168]
Selezionare gli indirizzi per i quali si vuole impostare il formato testo normale, quindi scegliere
Propriet dal menu File. [PC Professionale: gennaio 2011, p.158]
In Windows sufficiente entrare in Risorse del computer, selezionare col tasto destro del mouse
lunit ottica e scegliere lopzione di espulsione del disco dal menu contestuale. [PC Professionale:
aprile 2011, p.170]

1.3.2.2. Il calco traduzione


Nel caso del calco traduzione le parole italiane, che danno vita a una nuova unit
lessicale, traducono alla lettera gli elementi di un composto informatico proveniente
dallinglese, come in segnalibro(7) e in linea, che sono rispettivamente una traduzione letterale
dei composti inglesi bookmark* e online. Questo processo lessicale molto di frequente
preferito dal lessico informatico, perch semplice e accettabile dagli italiani, sia semplici
utenti sia esperti di informatica. Gli esempi sono tantissimi: punto di accesso access
point*, disco rigido hard disk*, segnalibro bookmark*, svuotamento del buffer
buffer underrun*, ecc.
Ma quale settore dellinformatica esposto di pi allintervento dei traduttori, lhardware o
il software? Il sopracitato G. Roncaglia [2003] nota e siamo daccordo con lui che le
interfacce software sono il settore nel quale lintervento pi produttivo:
Per interfaccia software si intende tutto linsieme di strumenti logici che consentono allutente di
interagire con un programma: lorganizzazione grafica di finestre, pulsanti e men, dunque, ma anche
le informazioni offerte allutente in forma linguistica: i nomi assegnati ai comandi, ai pulsanti e alle
voci di men, il contenuto testuale di eventuali messaggi (messaggi di aiuto, di errore, di informazione
sui processi in corso...), e cos via. Per fortuna, lepoca in cui queste componenti linguistiche di un
programma erano inestricabilmente intrecciate, nel codice del programma stesso, alle sue altre
componenti logiche e funzionali, rendendo assai difficili traduzioni e modifiche, ormai finita da un
pezzo. La maggior parte dei programmi ha una struttura modulare, e il modulo costituito dalle
componenti linguistiche dellinterfaccia di norma separato, in modo da semplificare il lavoro di
localizzazione del programma per i vari mercati nazionali. Questo lavoro di localizzazione, spesso
opera di persone prive di formazione specifica in campo linguistico (e talvolta anche in campo
informatico...), meriterebbe una maggior attenzione, anche da parte delle istituzioni predisposte alla
formazione e allaggiornamento professionale dei traduttori. Infatti, inevitabilmente, le scelte fatte al
riguardo dalle case produttrici hanno unenorme influenza sugli usi linguistici specifici della comunit
di utenti del programma, e se consideriamo che il problema riguarda anche programmi assai diffusi
(sistemi operativi a cominciare da Windows , programmi per la navigazione in rete, programmi di
videoscrittura...), ci rendiamo facilmente conto di come le scelte lessicali effettuate al momento della
localizzazione di programmi di questo tipo possano risultare determinanti nella costituzione dei
linguaggi settoriali in ambito informatico. Per fare solo un esempio, il termine bookmark riferito
allindirizzo di una pagina Web di frequente consultazione, che lutente pu conservare per comodit
in un apposito menu del programma di navigazione si ampiamente diffuso anche nel nostro paese

7
Non tutti i browser utilizzano questo calco traduzione: Internet Explorer di Microsoft, per esempio, sostituisce
bookmark con Preferiti.

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fra il 1996 e il 2000, quando tale termine era lasciato non tradotto nellinterfaccia dei principali
programmi di navigazione, mentre risulta assai meno presente negli ultimi anni, dopo la decisione
della Microsoft di utilizzare al suo posto nelle interfacce della versione italiana di Internet Explorer il
termine (peraltro non felicissimo) preferiti.

Infatti, la scelta del registro una delle componenti pi importanti della traduzione tecnica.
Al contrario di quanto accade nella traduzione letteraria, dove stile e messaggio hanno lo
stesso peso, nella traduzione tecnica importante privilegiare la chiarezza della
comunicazione rispetto allo stile dellautore. Certe forme di espressione, invece, richiedono
uno studio pi approfondito del messaggio e dei suoi destinatari. il caso delluso della
metafora nella creazione di nuovi significati informatici, perch spesso questuso radicato in
una realt culturale non facile da trasporre. A volte i traduttori riescono a proporre allutente
italiano la stessa figura retorica dellinglese. Per farne un esempio possiamo ricordare il calco
traduzione motore di ricerca [di search engine], in cui il concetto comune di motore si
trasforma metaforicamente da quello di una macchina che produce energia e movimento con
efficienza e semplicit per enormi archivi di informazioni, compilati automaticamente, che
possono essere compulsati tramite le parole chiave opportune. Insomma, per sfruttare il Web
occorre sviluppare competenze inconsuete; usare bene un motore di ricerca molto pi
difficile che usare un motore tradizionale. Allinesattezza dellimmagine si contrappone per
la sua immediatezza. Il motore di ricerca, come una macchina che sprigiona energia per
ottenere risultati, fa pressione sulla fantasia popolare e trasmette il messaggio a quel pubblico
misto di tecnici e di comuni utenti che caratterizza il settore dellinformatica. Altre volte la
metafora non pu essere tradotta e quindi viene accettato il termine inglese come prestito di
necessit: per esempio, mouse accettato nel lessico italiano come prestito di necessit,
perch la sua traduzione letterale in italiano con topo ridicola e non accettabile in un
lessico scientifico. Personalmente non sappiamo perch questa traduzione non pu essere
accettata nonostante da un lato altri calchi traduzione simili siano accettati senza problemi,
come nel caso di baco del millennio (il calco traduzione dellinglese Millennium Bug*), e
dallaltro in altre lingue al posto dellinglese mouse si usa senza nessuna considerazione
negativa la traduzione letterale: per esempio, nel linguaggio informatico francese si usa souris
topo e in quello spagnolo ratn topo.
Analizzando il meccanismo stesso del calco traduzione utilizzato dal linguaggio
informatico italiano per tradurre i termini inglesi, osserviamo che la sequenza
sintattica italiana si discosta da quella dorigine (cio la sequenza determinante +
determinato), adottando, come dabitudine, il modello neoromanzo determinato +
determinante. Per tradurre un composto inglese formato da aggettivo (determinante) +
sostantivo (determinato) va rispettata quindi la sequenza sostantivo (determinato) +
aggettivo (determinante), come in hard disk disco rigido, floppy disk disco flessibile,
compact disk* disco compatto, home page* pagina iniziale, open source sorgente (o
codice) aperto, ecc. Quando si tratta, invece, di tradurre un composto inglese formato da
sostantivo in funzione di aggettivo (determinante) + sostantivo (determinato), si ricorre,
dopo la traduzione, a trasformare il sostantivo aggettivale inglese in un complemento. Nel
maggior numero di casi il sostantivo aggettivale viene trasformato in complemento di
specificazione, come in disk imaging* immagine del disco, docking station* stazione di
collegamento, office automation automazione dellufficio, ecc. In altri casi esso viene
trasformato in altri complementi: computer animation* viene tradotto in animazione mediante
elaboratore o animazione al computer, in cui il sostantivo aggettivale computer viene
trasformato in complemento di mezzo: mediante elaboratore e al computer; help desk* viene
tradotto in centro di assistenza, in cui il sostantivo aggettivale help viene trasformato in
complemento di fine: di assistenza; mailbox* viene tradotto in casella di posta elettronica, in
cui il sostantivo aggettivale mail viene trasformato in complemento di specificazione: di posta
elettronica.

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Un caso particolare quello riguardante la traduzione dellanglismo Internet quando viene
impiegato in funzione di aggettivo nei composti inglesi. Nonostante nel GRADIT [2007]
siano registrati aggettivi italiani derivati da Internet (internettiano, internauta e
internettista(8), che si riferiscono sia ad un essere umano che ad un essere non umano), gli
informatici non li utilizzano per creare calchi traduzione semplici, ma utilizzano sempre
Internet: Internet key*, per esempio, tradotto in chiave Internet o chiavetta Internet. Lo
stesso vale per il termine computer graphics*, per il quale il Vocabolario Treccani Online
[2012] riporta due calchi traduzione: grafica computerizzata, in cui il sostantivo aggettivale
computer tradotto con un aggettivo (computerizzato) e non trasformato in complemento,
come abbiamo detto poco fa e computer grafica, in cui il sostantivo aggettivale reso con
un sostantivo aggettivale.
A volte gli italiani preferiscono tradurre il significato del termine composto anzich la
traduzione letterale dei suoi elementi: ad esempio, il termine italiano finestra di dialogo il
calco traduzione dellinglese dialog box, in cui box stato tradotto con finestra (ingl. window)
anzich scatola (ingl. box).
Uno dei problemi del meccanismo del calco traduzione nel settore informatico che non
c un lavoro lessicografico ben organizzato e periodico che determina un solo calco
traduzione per un certo anglismo. Lesito previsto di tutta questa confusione quello della
sopravvivenza dellanglismo rispetto ai calchi traduzione proposti. Per il composto inglese
checksum*, per esempio, abbiamo trovato tre calchi traduzione: somma di prova, prova
numerica e somma di controllo, che sono meno frequenti nei testi informatici rispetto
allanglismo: nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011] viene
impiegato solo il prestito inglese:
Al momento dellaccensione, il Bios carica i parametri operativi dalla memoria Cmos, ma prima di
applicarli calcola nuovamente il checksum e lo confronta con quello archiviato. [PC Professionale:
maggio 2010, p.178]

Accanto al calco traduzione si possono trovare altri vocaboli o termini italiani che
indicano lo stesso termine inglese. Un esempio significativo di questo caso floppy disk (o la
sua variante floppy disc), del quale abbiamo trovato i seguenti traducenti: disco flessibile,
minidisco, dischetto, disco floppy, dischetto floppy, dischetto magnetico, e, infine, unit
rimovibile, che non indica solo linglese floppy disk ma anche tutte le unit che possono
essere rimosse, come il DVD, il CD, la pendrive, lhard disk esterno e cos via (veda floppy
disk). Perfino in questo caso lutilizzo dellanglismo spesso pi frequente di qualsiasi altro
sostituto italiano: nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011] langlismo
impiegato 91 volte (55 per floppy disk e 36 per la variante floppy disc ), disco floppy 9 volte,
dischetto floppy una sola volta, dischetto 36 volte e unit rimovibile come traducente di
floppy disk 2 volte, mentre non sono mai impiegati i termini diskette, disco flessibile e disco
magnetico (per gli esempi, veda floppy disk).
A volte si preferisce accettare un anglismo come un prestito di necessit (per es., Cloud
computing*, gateway*, software*, ecc.) pi che tradurlo in italiano, forse perch la traduzione
letterale non rende in nessun modo il vero e proprio significato del termine inglese o perch la
traduzione del significato genera un termine cos lungo che non rispetta lesigenza di
economia linguistica e di velocit delluso che caratterizza il linguaggio informatico.
interessante la traduzione dei composti inglesi formati da preposizione + sostantivo o
avverbio + sostantivo. In questi tipi, al contrario, la sequenza del calco traduzione non si
distacca da quella del composto inglese. Possono costituire esempi significativi della prima
sequenza i termini online e offline, che vengono tradotti facilmente in in linea e fuori linea,
che hanno la stessa sequenza inglese. Per la seconda sequenza ne possono costituire esempi

8
Da internettista possiamo ottenere anche internettistico.

- 26 -
significativi i composti inglesi formati con i primi elementi avverbiali over-, sub-, super- e
mini- al posto dei quali si utilizzano in italiano i rispettivi primi elementi avverbiali sovra-,
sotto- (o sub-), super- e mini-: per es., overlay* sovrapposizione e subdirectory*
sottocartella, supercomputer* superelaboratore e minicomputer* minielaboratore.

1.3.3. La neoformazione
La nascita e la diffusione di nuove parole uno dei fenomeni che, con pi evidenza, mostra
la vitalit e creativit di una lingua. Nel sito Web dellAccademia della Crusca Raffaella Setti
pubblica larticolo Neologismi: nascita e diffusione di nuove parole, in cui la studiosa mette
in luce i motivi della necessit della lingua di trovare nuove parole per denominare oggetti,
concetti e operazioni nuovi e la loro stabilit linguistica. Da questo articolo riportiamo la parte
riguardante i linguaggi speciali e linteresse per la neologia a partire dalla seconda met del
Novecento:
Anche i linguaggi specialistici sono una fucina di nuovi termini, tecnicismi che rappresentano
unampia percentuale allinterno dei repertori neologici: in questo caso si tratta, per lo pi, di parole
destinate a circolare in ambiti ristretti e specialistici che difficilmente, in seguito ad una
banalizzazione del loro significato originario che ne favorisce lallargamento della sfera duso,
entrano nella comunicazione corrente in maniera tanto capillare da diventare patrimonio della lingua
di tutti (o di molti).
Nella seconda met del Novecento, linteresse per la neologia ha percorso la strada della
registrazione pi che della censura puristica, per cui sono stati compilati moltissimi repertori di
neologismi, in particolare negli ultimi decenni: i criteri di compilazione pi consolidati prevedono la
lemmatizzazione delle parole ormai acclimatate o di quelle che hanno possibilit di entrare
stabilmente nella lingua, corredate di attestazioni, volte a documentare lanno della prima comparsa
del termine. evidente quindi come i nodi pi complicati da sciogliere siano proprio la prima
attestazione, e i tempi e la modalit di inserimento nella lingua duso: il primo punto di semplice
risoluzione solo nel caso di parole dautore, mentre in tutti gli altri casi, forestierismi, dialettalismi,
voci dei linguaggi settoriali, difficile risalire alla data di nascita, come dimostrano le molte
retrodatazioni che spesso seguono luscita delle raccolte di neologismi; anche la questione della
durata dello status di neologismo non di facile risoluzione: la circolazione e circolarit
dellinformazione produce spesso effetti di distorsione, per cui si possono percepire come nuove
parole che in realt esistevano nella lingua ma, rimaste latenti per un periodo o limitate a determinati
ambiti, riemergono con una nuova forza di penetrazione.
[http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-
risposte/neologismi-nascita-diffusione-nuove-parole: 11/11/2012]

Le neoformazioni sono le parole formate allinterno del sistema italiano, attraverso vari
meccanismi, come la derivazione e la composizione.

1.3.3.1. La derivazione
Nel GRADIT [2007] la parola derivazione ha linguisticamente una definizione
sincronica e unaltra diacronica:
in sincronia: formazione di parole a partire dalle basi lessicali e dai procedimenti di formazione
esistenti in una lingua | in diacronia: origine di una parola da parola o radice di una fase linguistica
anteriore

Quando un parlante italiano incontra ununit lessicale straniera, la analizza come


morfologicamente semplice, cio equivalente ad una radice italiana (sostantivo straniero =
radice italiana). Allora, una volta entrati nel lessico italiani, i prestiti inglesi anche quelli
entrati a far parte del lessico informatico si adattano al sistema derivativo dellitaliano
comportandosi pi o meno come le parole italiane; pi in particolare, soggiacciono alle stesse
regole di formazione e alle stesse condizioni di buona formazione che vigono per litaliano.
Ladattamento degli anglismi al sistema derivativo italiano , con buona probabilit,

- 27 -
conseguenza del fatto che le due lingue applicano lo stesso tipo derivativo. Su questo punto
A. Bisetto [2003, p.94] osserva:
Sia linglese che litaliano, infatti, sono lingue prevalentemente suffissali e formano parole nuove
tramite suffissi che godono di una stessa propriet, quella di cambiare la categoria lessicale della
parola cui si aggiungono, con leccezione dei cosiddetti suffissi valutativi che si limitano, nella
maggior parte dei casi, ad alterare il significato delle parole di base. Detto altrimenti, italiano e inglese
sono, dal punto di vista della formazione di parola derivata, lingue con testa a destra. Nelle parole
complesse, la testa il costituente che ne determina la categoria lessicale e i tratti distintivi sintattico-
semantici. In derivazione, sia essa prefissale che suffissale, la testa il costituente di destra, [] in
prefissazione quindi testa la parola di base mentre in suffissazione ad essere la testa il suffisso,
perch le propriet del complesso non derivano dalla parola di base, ad esclusione, naturalmente, di
una parte del significato.

Il linguaggio informatico italiano utilizza gli stessi suffissi e prefissi della lingua comune.
Tra le categorie grammaticali interessate alle neoformazioni prevalgono i sostantivi che
designano sia i nomi delle nuove professioni o i particolari oggetti, strumenti ed apparecchi
usati nel settore informatico. La radice soggetta al processo della derivazione pu essere
italiana o straniera. Attorno al tema del vocabolo programma [calco semantico dellingl.
program, 1958] nel senso informatico, ad esempio, sono derivati programmare,
programmazione [1958], programmatore [1963] (s. f.: programmatrice), programmatica e il
suo sinonimo programmeria [1972], programmabile [1973], multiprogrammazione [1974]
sottoprogramma [1983], deprogrammare [1985], riprogrammazione [1988], riprogrammare
[1992](9). [GRADIT: 2007]
La suffissazione il meccanismo di derivazione pi comune, il quale consiste
nellaggiungere un affisso alla destra di una base lessicale (detta anche parola base), e
prevede infatti un ampio ventaglio di realizzazioni, sia dal punto di vista dei criteri che la
regolano, sia dal punto di vista della tipologia dei risultati. Dal punto di vista di criteri si

9
Ecco il loro significato come registrato nel GRADIT [2007]:
- programma:
sequenza di istruzioni scritte in un generico linguaggio di programmazione, atta a risolvere un
problema assegnato
- programmare:
dotare di programmi necessari per lo svolgimento di determinati compiti: p. un elaboratore
elettronico | ass., scrivere programmi per computer: imparare a p.
- programmazione:
ideazione e predisposizione di un programma per elaboratori elettronici
- programmatore:
inform. addetto alla stesura di programmi per elaboratori elettronici
programmatica = programmatica:
insieme dei programmi, dei sottoprogrammi e dei codici di programmazione predisposti per un dato
tipo di calcolatore elettronico
- programmabile:
che soggetto a essere programmato: elaborazione p. in tempo reale
- multiprogrammazione:
modo di operare di un elaboratore elettronico in cui pi programmi sono eseguiti
contemporaneamente, senza interferire tra loro, suddividendosi le risorse della macchina
- sottoprogramma:
parte di un programma pi ampio che adempie a funzioni ben definite e pu essere richiamato e
utilizzato ogni qual volta occorra eseguire quel particolare insieme di istruzioni
- deprogrammare:
cancellare il sistema operativo di un computer | cancellare il programma di un macchinario o di un
dispositivo controllato da un computer
- riprogrammazione:
il riprogrammare e il suo risultato
- riprogrammare:
inserire un nuovo programma in un elaboratore elettronico | modificare le istruzioni di una procedura
automatica

- 28 -
hanno il criterio funzionale, che considera la funzione sintattica della base lessicale
(denominale, deaggettivale, deverbale, deavverbiale, a seconda che la base del suffissato sia
rispettivamente un sostantivo, un aggettivo, un verbo o un avverbio) o quella del derivato
(nominale, aggettivale, verbale, avverbiale, a seconda che la base del derivato sia
rispettivamente un sostantivo, un aggettivo, un verbo o un avverbio); il criterio semantico,
che considera la categoria di significato che alcuni gruppi di suffissi possono produrre, a
seconda che formino nomi di mestieri, di strumenti, di luogo, ecc.; il criterio della
produttivit o vitalit, che distingue i suffissi ancora usati da quelli non pi usati, e, infine, il
criterio cronologico, che distingue i suffissi della tradizione popolare o ereditaria da quelli di
origine dotta o straniera. La classificazione della tipologia dei risultati della suffissazione,
per, determinata da due fattori: il primo la funzione sintattica di provenienza (basi
lessicali denominali, deaggettivale, deverbale, deavverbiale) e quella di destinazione
(nominale, aggettivale, verbale, avverbiale). Eccone due casi esplicativi, uno con base italiana
e laltro con base straniera: dalla base nominale italiana memoria nel senso informatico deriva
il suffissato verbale denominale memorizzare registrare dati in una memoria elettronica, da
cui derivano i due suffissati nominali deverbali memorizzatore e memorizzazione, mentre
dalla base nominale straniera robot deriva il suffissato nominale denominale robotica. [cfr. G.
Adamo e V. Della Valle: 2008, pp.34-35 e GRADIT: 2007]
Tra i suffissi che presentano derivazioni nominali nel lessico informatico italiano possiamo
ricordare -ore, che si usa per ottenere i nomi delle nuove professioni (come programmatore
programmare, installatore installare, caricatore caricare) o i particolari oggetti,
strumenti ed apparecchi usati nellinformatica (come masterizzatore masterizzare e
connettore connettere); -ista, che indica il mestiere (come analista analisi, sistemista
sistema, softwarista software, chattista chat, internettista Internet); -zione, che
indica unazione e, spesso, leffetto che ne consegue (come digitalizzazione digitalizzare,
formattazione formattare, wi-fizzazione (gergo) wi-fizzare, programmazione
programmare, masterizzazione masterizzare, informatizzazione informatizzare,
computerizzazione computerizzare); -eria, che indica attivit connesse ai nomi di mestieri
(come programmeria programma) e, infine, -aggio, che indica operazioni per lo pi di tipo
tecnico (come hackeraggio hacker, settaggio settare (to) set). [cfr. GRADIT: 2007]
Per quanto riguarda i verbi, nel lessico informatico osserviamo che litaliano informatico in
genere amplia il significato di verbi gi esistenti nella lingua comune o in un altro linguaggio
speciale per evitare il ricorso alla derivazione. I verbi come affiancare, azzerare e decifrare,
che nella lingua comune significano rispettivamente mettere fianco a fianco, annullare e
interpretare una scrittura in cifra, subiscono nel lessico informatico unestensione semantica
indicando rispettivamente riempire blocchi di pixel adiacenti utilizzando una struttura o un
motivo e impedendo ai blocchi di sovrapporsi o riempire uno spazio con la stessa immagine
grafica ripetuta pi volte, cancellare, svuotare tutta o in parte la memoria e tradurre una
serie di impulsi elettronici in un linguaggio comprensibile per mezzo di un elaboratore. Ma
ci non vuol dire che il lessico informatico sia privo di derivati verbali; anzi esso ne
contempla un gran numero che in buona parte deriva da anglismi sostantivali gi esistenti nel
lessico informatico.
Infatti, per formare un verbo da un anglismo, sostantivo o verbo, questultimo deve subire
un adattamento che consiste nellaggiunta di una delle due desinenze verbali -izzare o -are,
sottoponendo la base lessicale alle stesse modificazioni fono-morfologiche avvenute nella
lingua comune. Laggiunta della desinenza -izzare non apporta nessuna modificazione della
radice inglese, come nel caso di bufferizzare [dallingl. buffer], computerizzare [dallingl.
computer], scannerizzare [dallingl. scanner], ecc.

- 29 -
La desinenza -are, invece, il suffisso pi produttivo nel lessico informatico italiano(10). In
linea di principio il suffisso viene aggiunto senza modificare la base lessicale inglese, come in
scanner scannerare, email emailare, link* linkare, input inputare. Ma se
langlismo termina in <t>, <g>, <p> o <n> precedute da una vocale, la consonante finale
tende ad essere raddoppiata prima dellaggiunta del suffisso, come in chat* chattare,
format* formattare, reset* resettare, blog* bloggare, tag* taggare, backup*
backuppare (gergo), bootstrap (veda boot) bootstrappare, zip* zippare (gergo), run
runnare. In questo processo il raddoppiamento dovuto al fatto che la consonante
unostruente, cio ha suono che viene definito come [- sonorante], caratterizzato dal fatto di
essere prodotto mediante un flusso daria interrotto in diversa misura per cui la pressione
dellaria interna nella cavit orale pi alta di quella esterna. Il raddoppiamento, inoltre, ha lo
scopo di tenere fonologicamente separata la radice originale straniera da suffisso italiano. L.
Repetti [2003, p.32] chiama questa tendenza il Principio di adattamento morfo-fonologico
dei sostantivi stranieri.
A volte il formare derivati dagli anglismi informatici pu essere accompagnato da qualche
cambiamento grafico senza che per questo si generi nessuna variazione fonetica, come in
checkare ceccare, chattare ciattare e switchare suicciare. Quando i sostantivi
inglesi presi in prestito terminano in una vocale non pronunciata, gli italiani tendono a
eliminare la vocale finale prima di aggiungere il suffisso senza raddoppiare la consonante
della nuova radice inglese: (to) schedule schedulare. Nel caso di un anglismo terminante
in <ck> non c una regola fissa da applicare: per esempio, da crack* derivano crackare e le
sue varianti crakkare e craccare (veda crack), da overclock* derivano overclokkare e la sua
variante overcloccare (veda overclock), ecc. Forse lunico caso gi stabilito nel lessico
informatico senza nessuna altra variante cliccare, dove <ck> trasferito in <cc> e non ha
nessunaltra variante. Forse tutta questa confusione dovuta alla nuova scrittura nella Rete, in
cui gli utenti preferisco sostituire <c> con la pronunzia occlusiva velare sorda con la <k>, che
produce lo stesso suono (lo stesso fenomeno frequente nella scrittura delle parole
dellitaliano comune, come in perch xk, corso korso). Un altro caso problematico
quello degli anglismi terminanti in <tch>: a volte si aggiunge la desinenza senza nessuna
modifica (come in switch switchare), mentre in altre questa parte finale viene trasformata
in <cc>, che deve essere seguita per motivi fonetici da una <i> prima di aggiungere la
desinenza (come in scratch screcciare).
La prefissazione unaltra forma di derivazione che la lingua italiana applica per arricchire
il proprio lessico, soprattutto quello tecnico-scientifico, aggiungendo un prefisso ad una unit
lessicale gi esistente nellitaliano senza considerare la sua origine. Il linguaggio informatico
italiano anchesso utilizza gli stessi prefissi della lingua standard per formare il proprio
lessico, che sta consolidando fortemente in questi anni. A differenza dei suffissi che possono
essere aggiunti a vocaboli italiani e inglesi (sia integrati o non integrati), osserviamo che i
prefissi si limitano a produrre prefissati da vocaboli italiani e raramente da neoformazioni
derivate da altri vocaboli inglesi, che si affiancano a quei prefissati inglesi entrati come
anglismi non integrati nel lessico informatico italiano. I prefissi pi produttivi sono co-, che

10
Ecco il significato registrato nel GRADIT [2007] di alcuni derivati verbali riportati allinterno di queste
osservazioni, mentre per gli altri veda langlismo da cui sono derivati:
- runnare:
lanciare il comando di esecuzione di un programma
- switchare:
scegliere di eseguire un sottoprogramma, di rendere operativa unapplicazione cliccando licona o
listruzione che ne consente laccesso | scambiare informazioni con altri utenti mediante il metodo
dello switching;
- screcciare:
rovinare definitivamente la superficie magnetica di un disco per strisciamento della bobina sul disco
stesso.

- 30 -
indica unione e partecipazione (come in coprocessore processore, coresidente
residente, coroutine routine); pre-, che nel linguaggio informatico indica precedenza nel
tempo e nello spazio (come in preazione azione); in-, che ha valore privativo in aggettivi e
sostantivi deaggettivali (come in incompatibilit compatibilit [e di conseguenza
incompatibile compatibile]); dis-, che si premette produttivamente a verbi, sostantivi,
aggettivi e forma verbi parasintetici con base aggettivale e sostantivale, esprimendo davanti
ad aggettivo il valore contrario, davanti a sostantivo mancanza o contrario e davanti a
verbi valore negativo o contrario ripristinando cos lo stato anteriore a quello dellazione
espressa dal verbo (come in disconnettere connettere [e di conseguenza disconnessione
connessione, disconnettersi connettersi e disconnesso connesso], disinstallare
installare [e di conseguenza disinstallazione installazione e disinstallato installato]; s-,
che produttivamente premesso a verbi, in formazioni parasintetiche verbali e nominali, e
premesso ad aggettivi e sostantivi con due valori principali: intensivo e privativo negativo
(come in scaricare caricare, scollegare collegare [e di conseguenza scollegarsi
collegarsi e scollegamento collegamento] e sconnettere [e di conseguenza sconnettersi
connettersi e sconnesso connesso]); sotto- e sub-, che indicano un insieme contenuto in un
altro o un insieme che giace localmente sotto un altro insieme (come in sottoindirizzario
indirizzario, sottosistema o subsistema sistema, sottoprogramma programma); super-,
che si premette produttivamente a sostantivi, aggettivi, raramente a verbi (spec. denominali),
con i valori di superiorit in quantit e qualit (come in supercalcolatore calcolatore);
anti-, che indica il contrario del termine di base (come anticopia copia); ri- (variante del
prefisso re-), che indica ripetizione di unoperazione o modificazione nelle istruzioni di un
programma (come riformattare formattare, riprogrammare programmare e
riprogrammazione programmazione); e, infine, de-, che usato produttivamente con
valore privativo davanti a verbi o indica azione contraria a quella espressa dalla base davanti a
sostantivi (come in deprogrammare programmare).(11)

11
Ecco il significato di questi prefissati come registrato nel [GRADIT: 2007]:
- coprocessore:
processore accoppiato allunit centrale che si occupa dellelaborazione di dati particolari in modo da
alleggerire e velocizzare lattivit dellunit centrale;
- coresidente (agg.):
di due o pi programmi, caricati contemporanee in memoria;
- coroutine:
routine presente in memoria contemporaneamente ad un'altra e che viene eseguita insieme a
questultima.
- preazione:
nei sistemi omeostatici, azione preliminare di comando.
- incompatibilit:
differenza tra tipi di sistemi di elaborazione che rende impossibile utilizzare sull'uno programmi
elaborati per laltro | impossibilit di un programma di decodificare dati elaborati da un altro.
- disconnettere, sconnettere e scollegare:
interrompere il collegamento di un computer con la rete;
- disinstallare:
rimuovere completamente un software, cancellando tutti i file e le istruzioni che possono trovarsi
allinterno del sistema.
- scaricare:
trasferire, ricopiare dati o informazioni da un settore o un supporto informatico a un altro.
- sottoindirizzario:
directory contenuta in unaltra directory;
- sottosistema o subsistema:
ciascuna parte in cui pu essere distinto un sistema complesso.
- supercalcolatore:
elaboratore a elevata potenza di calcolo usato in campo scientifico.
- anticopia (agg.):
che impedisce la duplicazione di un CD, un DVD, un programma e sim. + inform. che impedisce la
duplicazione di un CD, un DVD, un programma e sim.: protezione, sistema a., tecnologia a.; anche

- 31 -
1.3.3.2. La composizione
La composizione il procedimento di formazione delle parole tramite lunione di due o
pi elementi lessicali esistenti in una lingua anche come lessemi autonomi o, comunque, come
nel caso dei confissi, esistenti anche fuori del vocabolo in questione con un relativo grado di
autonomia [GRADIT: 2007].
Il linguaggio informatico italiano possiede un numero alto di composti inglesi non
integrati. Ne possono costituire significativi esempi i composti inglesi con back dietro come
background* [comp. di back + ground terra], backlog [di back + log registrazione], back
door [di back + door porta], backplane [di back + plane piano], backslash* [di back, nel
senso di rovescio + slash barra], backspace* [di back, nel senso di indietro + space
spazio], backtracking [di back, nel senso di stato precedente + tracking trascinamento],
backup* [di back schiena, schienale + up su], ecc.(12)
In alcuni casi il linguaggio informatico italiano riesce a trovare un equivalente italiano o
tramite il meccanismo del calco traduzione (come nel caso di salva schermo screen saver*,
parola chiave keyword*, elaborazione dati data processing* (veda data)) o tramite
lampliamento semantico di vocaboli italiani (come nel caso di accedi login, esci
logout, connetti logon, disconnetti logoff, tastiera keyboard*)(13).
Oltre agli anglismi composti entrati a far parte del lessico del linguaggio informatico
italiano, questultimo agisce attivamente a formare propri composti. Prendendo come esempio
la parola informatica, troviamo che ne mette a lemma i seguenti composti: bioinformatica [di
bio- + informatica], microinformatica [di micro- + informatica], socioinformatica [del conf.
socio- + informatica], teleinformatica [di tele- + informatica] (= telematica [di
tele(comunicazione) + (infor)matica, sul modello del francese tlmatique]), domotica [del
latino domus casa + (informa)tica, sul modello del francese domotique] e monetica [di
mone(ta) + (informa)tica, sul modello del francese montique].(14)

s.m.inv. | dotato di un sistema di protezione che impedisce la duplicazione: CD a. | + tecn., inform.


progettato in modo da impedire la scansione o la fotocopia di documenti e spec. di banconote:
software a.
- riformattare:
1 formattare nuovamente un supporto di memoria, cancellandone i dati eventualmente contenuti
2 modificare l'aspetto di un documento creato con un programma di videoscrittura
- il significato di riprogrammare, riprogrammazione e deprogrammare gi riportato.
12
Ecco il significato di alcuni composti come registrato nel [GRADIT: 2007]:
- back door:
sistema per accedere a un programma eludendo le protezioni, in genere creato dagli stessi autori e
rimosso prima della commercializzazione del software;
- backlog:
lista contenente le operazioni che devono essere eseguite da computer;
- backplane:
scheda di circuito che serve da supporto ad altre schede e rende possibile linterconnessione tra
dispositivi;
- backtracking:
metodo per risolvere problemi di natura combinatoria.
13
In questi casi limpiego dei vocaboli italiani si imposto su quello dei vocaboli inglesi, che sono usati nei
software in inglese.
14
Ecco il significato di questi composti come registrato nel [GRADIT: 2007]:
- bioinformatica:
ramo dellinformatica che studia lapplicazione dei calcolatori elettronici in medicina e in biologia;
- microinformatica:
informatica che utilizza dispositivi miniaturizzati
- socioinformatica:
sistema di organizzazione che permette di collegare i vari settori di un'azienda con una rete telematica

- 32 -
I composti informatici italiani, infatti, vengono formati nella maggior parte tramite
lunione di un vocabolo italiano gi esistente con un confisso, cio un morfo isolabile dotato
di un autonomo significato lessicale e spesso capace di apparire come parola. Il risultato di
questa composizione potrebbe essere considerato anche un derivato.
Il linguaggio informatico italiano utilizza gli stessi confissi dellitaliano comune, in
particolare i confissi neoclassici. Tra i confissi pi utilizzati nella formazione delle nuove
parole dellinformatica possiamo ricordare micro-, che esprime il significato di capacit e
velocit operative ridotte (come in microcodice codice, microprocessore processore,
microcontrollore controllore, microelaboratore elaboratore) o il significato di
singolo (come in microoperazione operazione); mini-, che indica il valore molto
piccolo o di formato ridotto (come in minicalcolatore calcolatore = minicomputer*
computer = minielaboratore elaboratore, minidisco [veda floppy disc]); multi-, che indica
costituito da molti elementi (come in multicalcolatore calcolatore = multielaboratore
elaboratore = multiprocessore processore, multiprogrammazione programmazione,
multistazione stazione); auto-, che esprime il significato di automatico, automaticamente
(come in autocaricamento caricamento, autoestraente estrarre, autoinstallante
installare); macro-, che si riferisce a tutto ci relativo ai linguaggi simbolici evolutivi
(come in macroistruzione istruzione, macrolinguaggio linguaggio, macroprogramma
programma, macroprogrammazione programmazione); info-, che si riferisce a tutto ci
relativo allinformazione (come in infotecnologia tecnologia, infotelematico
telematico); e, infine, tele-, che esprime il significato di da lontano, a distanza (come in
teleassistenza assistenza, telebanda banda [nel senso di striscia, lista],
teleelaborazione elaborazione).(15)

- teleinformatica = telematica:
1 disciplina che studia gli aspetti tecnici e scientifici dellintegrazione tra telecomunicazione ed
elaborazione elettronica
2 gestione a distanza di sistemi informatici mediante limpiego di reti di telecomunicazione
3 insieme dei servizi di natura od origine informatica che possono essere forniti e fruiti attraverso una
rete di telecomunicazione, spec. telefonica o televisiva
- domotica:
scienza che si occupa dellintegrazione dei dispositivi elettronici, degli elettrodomestici e dei sistemi
di comunicazione e di controllo che si trovano nelle abitazioni
- monetica:
Linsieme delle tecniche, spec. informatiche, connesse con l'utilizzo della moneta elettronica
15
Ecco il loro significato secondo il GRADIT [2007]:
- microcodice:
codice nel quale si scrivono le istruzioni di controllo di un microprogramma
- microprocessore:
dispositivo elettronico a circuiti integrati, in grado di eseguire autonomamente operazioni aritmetiche,
logiche e decisionali su dati digitali provenienti dall'esterno
- microcontrollore:
tipo di microprocessore impiegato specificamente per la realizzazione di apparecchiatura di controllo
- microelaboratore:
sistema elettronico digitale utilizzato per impieghi quali la gestione e la sorveglianza di apparati e
macchinari, che costituisce una unit completa con capacit e velocit operative ridotte
- microinformatica:
informatica che utilizza dispositivi miniaturizzati
- microistruzione:
istruzione elementare in cui si compone o viene trasformata una macroistruzione, che determina un
atto operativo elementare da parte di un'unit di un registro o di un particolare circuito dellelaboratore
- microoperazione:
singola operazione eseguita dallunit di un elaboratore sulla base di una microistruzione
- multiprocessore:
sistema di elaborazione dati in cui i programmi sono eseguiti e distribuiti tra pi processori dello
stesso tipo; anche agg.
- il significato di multiprogrammazione gi riportato.

- 33 -
Un confisso particolare ciber-, adattamento in italiano dellinglese cyber- [abbreviazione
di cyber(netics) cibernetica]. Entrambi i confissi indicano nelle tecnologie elettroniche luso
pervasivo di mezzi elettronici di elaborazione e di comunicazione e riferimento alla realt
virtuale. Cyber-, infatti, appare come primo elemento di alcuni anglismi entrati nel lessico
informatico italiano, come cyberbar bar, cybercop cop poliziotto, cybersquatting
squatting laccovacciarsi (e cybersquatter squatter persona accovacciata). Su questo
modello nel linguaggio informatico si formano composti italiani con il confisso inglese, come
cybercriminalit criminalit, cybercrimine crimine, cyberfemminismo femminismo
(e cyberfemminista), cyberlavoro lavoro (e cyberlavoratore e cyberlavoratrice)(16). In

- multistazione:
rete di trasmissione dati formata da pi terminali
- autocaricamento:
1. procedura con cui un software viene installato automaticamente appena il supporto che lo contiene,
in genere un compact disc, viene inserito in un personal computer
2. processo con cui un personal computer carica alla prima accensione uno dei sistemi operativi di cui
dispone rendendo inutilizzabili gli altri
- autoestraente (agg.):
di file, che contiene sia i dati compressi sia il programma di decompressione
- autoinstallante (agg.):
spec. di programma, che si installa automaticamente, senza un diretto intervento dellutente
- macroistruzione:
nei linguaggi simbolici evoluti, nome sotto il quale sono raggruppate una serie di istruzioni che vengono
messe in atto ogni volta che tale nome appare nel corso della compilazione di un programma | in un
programma, sequenza di comandi memorizzata richiamata con un unico comando (accorc. 2macro)
- macrolinguaggio:
linguaggio simbolico evolutivo
- macroprogramma:
programma formulato in un linguaggio simbolico evolutivo
- macroprogrammazione:
scrittura e gestione di macroistruzioni
- infotelematico (agg.):
che coinvolge sia linformatica sia la tematica
- teleassistenza:
manutenzione a distanza del software di un elaboratore da parte di personale specializzato che si
collega mediante terminale remoto allelaboratore
- telebanda:
nastro di carta da perforare usato come supporto materiale per memorizzare dati
- teleelaborazione:
trasmissione di dati da un terminale a un elaboratore centrale che, dopo averli elaborati, trasmette il
risultato allelaboratore di partenza
16
Ecco il significato di questi composti come registrato il GRADIT [2007]:
- cyberbar:
caffetteria, bar o sim, dotati di postazioni Internet per i clienti;
- cybercop:
chi svolge indagini relative a reati informatici o commessi utilizzando tecnologie informatiche;
- cybersquatting:
la pratica di registrare un marchio famoso come nome di dominio in Internet, al fine di poterlo
rivendere con profitto al legittimo proprietario.
- cybercriminalit:
pirateria informatica
- cybercrimine:
atto di pirateria informatica
- cyberfemminismo:
movimento politico e di pensiero di matrice femminista che utilizza le nuove tecnologie e spec. la rete
Internet per diffondere i propri messaggi.
- cyberlavoro:
qualsiasi tipo di lavoro che si svolge utilizzando Internet
- cybernauta:
chi si muove allinterno di grandi reti informatiche, accedendovi via modem
- 34 -
realt, lalternanza tra cyber- e ciber- nella formazione dei composti informatici italiani non
ha nessuna regola fissa; possibile trovare due varianti dello stesso nome composto senza
poter sapere quando si deve utilizzare luna o laltra. Tra queste coppie possiamo ricordare
cybermercato cibermercato, cybermolestatore cibermolestatore e cyberspazio
ciberspazio.(17)
Il linguaggio informatico italiano, daltra parte, utilizza i confissi come secondo elemento
per formare nomi composti. Tra i confissi di questo tipo possiamo ricordare -grafia, come in
sitografia [1997] sito. Questultimo composto entra a sua volta a far parte del nuovo
composto informatico bibliositografia [del conf. biblio- + sitografia, 2002](18). I confissi come
secondo elemento vengono a volte aggiunti ad abbreviazioni inglesi per formare un nuovo
composto italiano, come in linkografia [di (hyper)link + -grafia] (veda link) e blogosfera* [di
blog + -sfera] (veda blog).
Dallaltro canto, oltre a formare composti utlizzando i propri meccanismi neologici, il
linguaggio informatico italiano riceve anche qualche composto inglese. interessante il caso
degli anglismi formati tramite la combinazione tra unabbreviazione e un vocabolo (come
IEAK Toolkit* [I(nternet) E(xplorer) A(dministration) K(it) Toolkit], PCI Express (veda PCI)
[P(eripheral) C(omponent) I(nterconnect)], form Web* [form (World) (Wide) Web], semantic Web*
[semantic (World) (Wide) Web]) o tra due forme abbreviate (come in VBScript [V(isual) B(asic)
Script(ing)] e DNS Cache Poisoning (veda DNS) [D(omain) N(ame) S(erver) Cache (Memory)
Poisoning], WebBot* [(World) (Wide) Web (re)bot], WebDAV* [Web D(istributed) A(uthoring) (and)
V(ersioning)], ecc.).
Al proposito dellaccorciamento Web, aggiungiamo che litaliano informatico lutilizza per
formare i nuovi composti misti, come in Webolletta [di Web + bolletta], che si sta
diffondendo in questi anni per indicare una bolletta spedita e/o pagata tramite il Web. Una
composizione del genere la possiamo inoltre tracciare in nuovi composti italiani con net
(come in net-dipendente dipendente, net-dipendenza dipendente), blog (come in
blogosfera [di blog + -sfera] (veda blog)) e link (come linkografia [di link + -grafia] e
linkoteca [di link + -teca] (veda link)).

1.3.4. Le sigle e le abbreviazioni


La maggior parte delle sigle e delle abbreviazioni del lessico informatico italiano
provengono dallinglese, che com noto si caratterizza per un uso abbondante di questo
procedimento neologico. Lutilizzo delle sigle e delle abbreviazioni, in realt, dipende dal tipo
di testo e anche dal singolo settore informatico, poich linformatica come le altre scienze
complesse possiede senza dubbio settori pi e meno consolidati, fra cui possiamo ricordare
i settori dellhardware, del software, dellinformatica teorica e applicata, delle reti, ecc.: per i
componenti hardware di base, per esempio, si usa una terminologia relativamente
italianizzata, e ci perch i prodotti e le tecnologie destinati ad ampie fasce di utenti
17
Ecco il significato di questi composti come registrato il GRADIT [2007]:
- cybermercato cibermercato:
linsieme delle attivit commerciali e di vendita svolte tramite Internet;
- cybermolestatore cibermolestatore:
chi commette atti di molestia, spec. a scopo sessuale, tramite Internet;
- cyberspazio ciberspazio:
linsieme delle innumerevoli informazioni raggiungibili attraverso le grandi reti informatiche
mondiali | il mondo artificiale della realt virtuale.
18
Ecco il significato di questi composti come registrato il GRADIT [2007]:
- sitografia:
repertorio dei siti informatici dedicati a temi specifici, solitamente disponibile in Internet
- bibliositografia:
bibliografia e sitografia di un argomento, disponibile anche su Internet

- 35 -
appartengono a settori stabili e ben affermati e di conseguenza sono anche linguisticamente
meno labili in confronto alle reti, nella cui terminologia si nota invece unaltissima presenza
di sigle e abbreviazioni sulla base inglese.
a) Le sigle
Le sigle sono la lettera o le lettere iniziali di una o pi parole usate convenzionalmente
come abbreviazione al posto della denominazione per esteso [GRADIT: 2007]. Le sigle del
lessico informatico italiano sono quasi tutte provenienti dallinglese. Tali sigle sono spesso
difficili da interpretare sopratutto per il diverso ordine delle parole. Le difficolt di
comprensione e anche di pronuncia di una parte non certo trascurabile della popolazione
italiana dovrebbero insomma indurre gli addetti ai lavori e in particolare i giornalisti, dato
che la stampa oggi uno dei luoghi privilegiati dimpiego degli anglismi ad uno sforzo di
adattare o tradurre le sigle inglesi o almeno di spiegarne pi spesso il significato, soprattutto
al momento del loro ingresso, riportando le relative glosse esplicative o parafrasi inserite tra
parentesi e/o introdotte da cio, ossia, ecc.
Luso elevato delle sigle forse lelemento che maggiormente differenzia il linguaggio
informatico dalla lingua comune per quanto riguarda la formazione del lessico. A chiunque
abbia avuto esperienze di contatto con alcune categorie di informatici, soprattutto i
programmatori in senso stretto, sar accaduto di ascoltare una variopinta mescolanza di
inglese e italiano in cui, fra laltro, le sigle abbondano.
Uno dei campi di diffusione delle sigle informatiche nellitaliano la pubblicit nelle sue
forme scritte, che esalta le caratteristiche di brevit e la forza espressiva di certe sigle,
cosicch alcune soluzioni linguistiche ne risultano rafforzate. Grazie a questa tendenza certe
sigle inglesi entrano nella competenza dei parlanti comuni, in modo che ormai molti italiani
conoscono e usano comunemente e senza difficolt termini inizialmente specialistici come
CD, DVD, PC, ecc. Lo stesso accade nel caso degli addetti alle vendite, che manifestano
ovviamente una certa attenzione a farsi comprendere dai clienti, per lo pi non esperti;
tuttavia essi non esitano a introdurre disinvoltamente nel discorso termini che sono
patrimonio della terminologia tecnica. [cfr. M. Gianni: 1994, p.277]
Ma quali sono i motivi per cui sia gli esperti dellinformatica che gli utenti comuni
preferiscono luso delle sigle alle relative forme estese? M. Gianni [ivi, pp.276 e 278] cos
risponde:
A proposito delle sigle ci si rende subito conto che la terminologia informatica inglese (ma non solo
quella) ne pullula; il fenomeno abbastanza spiegabile se si considera la tendenza dei parlanti anglofoni
a preferire luso di termini brevi, per lo pi bisillabi e al massimo trisillabi; tuttavia, nonostante questa
naturale tendenza alleconomicit, chiaro che esiste un limite oltre il quale lutente del linguaggio
comincia a perdersi in uninfinit di sigle simili e alla lunga indistinguibili.
Il fenomeno delle sigle presenta comunque anche un altro aspetto: [] esse risultano assai pi
informative e precise del loro corrispondente esteso: alcuni possessori di elaboratori usano
quotidianamente il DOS o i worm senza sapere che D.O.S. sta per Disk Operating System, cio
letteralmente sistema operativo del disco, che suona molto generico, ma che in realt designa un preciso
tipo di sistema operativo (quello degli elaboratori personali IBM e similari) e che W.O.R.M. abbrevia
Write Once Read Many, espressione in s piuttosto criptica e che si riferisce a un tipo di supporto per la
memorizzazione dei dati che permette molteplici letture ma una sola scrittura.
[]
Inoltre non va sottovalutato il fatto che spesso loscurit nelle espressioni ricercata per motivi di
prestigio sociale: non solo luomo della strada tende ad appropriarsi dei linguaggi tecnici per sentirsi e
mostrarsi pi vicino ai prestigiosi universi tecnologici, ma i tecnologi stessi, e nel nostro caso gli
informatici, creano e mantengono il loro proprio prestigio anche grazie al muro linguistico che riescono
a erigere intorno alle loro attivit.

Come abbiamo visto le sigle sono assai diffuse, perch risultano informative e precise e si

- 36 -
rivelano oggettivamente utili sostituendo catene di parole molto lunghe. Per esempio, le sigle
ASCII*, BIOS* e CD-I* sono forme abbreviate che offrono ai parlanti la stessa velocit della
scienza stessa, poich sostituiscono rispettivamente le forme estese American Standard Code
for Information Interchange codifica standard americana per scambio di informazioni, Basic
Input Output System sistema fondamentale di ingresso e uscita e Compact Disk - Interactive
disco compatto interattivo. Anzi, i nomi dei pi conosciuti certificati informatici non sono
che sigle: per esempio, ECDL* per European Computer Driving Licence Patente Europea del
Computer, MCP [W. Belardi: 2000] per Microsoft Certified Professional [diploma]
certificato professionale di Microsoft, MCPS [ibidem] per Microsoft Certified Product
Specialist [diploma] certificato per uno specialista nei prodotti di Microsoft, MCSD [ibidem]
per Microsoft Certified Solution Developer [diploma] certificato per uno sviluppatore di
soluzioni [commerciali] di Microsoft, MCSE [ibidem] per Microsoft Certified Systems
Engineer [diploma] certificato per un ingegnere di sistemi di Microsoft, ecc.
Luso delle sigle inglesi da parte dellitaliano informatico per accompagnato da qualche
difficolt, sia per i lessicografi sia per gli utenti, in misura maggiore di quanto accada per le
altre lingue speciali. Le difficolt potrebbero nascere quando nellinglese informatico la sigla
ha pi di una forma estesa, tutte semanticamente uguali, i lessicografi a volte non registrano
una stessa forma estesa, ma ciascuno sceglie una forma o unaltra: ADSL*, per esempio, nel
GRADIT [2007] la sigla di Asymmetric Digital Subscriber Line linea di utente digitale
asimmetrica, mentre in W. Belardi [2000] quella di Advanced (o Asynchronous) Digital
Subscriber Line Linea digitale avanzata, o asincrona, di collegamento. Per farne altri
esempi possiamo ricordare anche le sigle ISA* ([Industry Standard Architecture architettura
standard industriale o Instructions Set Architecture architettura di un set di istruzioni]),
MMX* ([MultiMedia eXtensions estensioni per il multimediale e Matrix Math eXtension
estensione per la matrice matematica]) e PING* ([Packet INternet Groper cercatore
internettiano dei pacchetti o di Packet INformation Groper cercatore delle informazioni di
pacchetti]). Per di pi, la sigla API* ha tre forme estese: per W. Belardi [2000] la sigla di
Applicative Programming Interface interfaccia di programmazione per risorse applicative,
per G. De Santis [2005] quella di Application Program Interface interfaccia di programma
applicativo), mentre per GRADIT [2007] quella di Application Programming Interface
interfaccia programmazione applicata.
A volte capita che due o pi termini estesi completamente diversi possano avere la stessa
sigla: ASP* la sigla di Active Server Pages server di pagine Web attive e di Application
Service Provider fornitore applicazioni software; DNS* quella di Domain Name Server
server dei/per i nomi di dominio, di Domain Name System sistema dei nomi di dominio e
di Domain Name Service, servizio [per i/dei] nomi di dominio; IT* quella di Information
Technology tecnologia dellinformazione (al posto della forma estesa proposto litaliano
infotecnologia [GRADIT: 2007]) e di Informatics Telematics (al posto della forma estesa
proposto litaliano infotelematica [GRADIT: 2007]), ecc. In questi casi la diversit delle
forme estese non porta nessuna variazione grafica o fonetica nella formazione delle loro sigle.
Mac*, invece, non solo la sigla dei due termini estesi Message Authentication Codes
messaggio di codici di autenticazione e Media Access Control controllo daccesso ai
supporti di comunicazione, ma al tempo stesso laccorciamento dei prodotti dellApple,
come in Mac OS, il sistema operativo dellApple, Mac OS X, il nuovo aggiornamento basilare
del sistema operativo Mac OS a partire dalla decima versione, Mac, marchionimo della prima
serie dei computer Macintosh prodotti dalla Apple e iMac, la nuova generazione dei computer
Mac, ecc.
Si nota, inoltre, che molte sigle inglesi possono acquisire in italiano una loro vita
autonoma assoggettandosi al processo della lessicalizzazione. Molte sigle, quindi, possono
essere impiegate in funzione di aggettivo e ci pu essere provato esaminando sintatticamente

- 37 -
i contesti in cui appaiono. Ecco qualche esempio in cui le sigle hanno funzione aggettivale:
- MAPI* [di Messaging Application Programming Interface interfaccia per programmi
applicativi per la messaggistica]:
Per quanto riportato nei forum degli sviluppatori Microsoft, il problema pu verificarsi quando nel
sistema operativo non impostato un client predefinito per la gestione della posta elettronica o quando
il percorso della libreria Mapi non indicato nel Registro di configurazione. [PC Professionale:
agosto 2011, p.170];

- NAT* [di Network Address Translation traduzione degli indirizzi di rete]:


Software P2P per lo scambio di file su Internet producono un traffico molto intenso che pu causare
problemi alle funzionalit Nat (Network address translation) dei router. [PC Professionale: maggio
2006, p.232];

- PDF* [di Portable Document Format formato di documento portabile]:


La procedura dinstallazione del software da Cd-Rom, rilevando la presenza di una versione successiva del
Reader di Adobe, dovrebbe saltare il caricamento del proprio visualizzatore Pdf. [PC Professionale: ottobre
2010, p.192]

Le sigle sono soggette anchesse ai processi di derivazione: per esempio da Wi-Fi sono
derivati il verbo wifizzare [GRADIT: 2007] e il sostantivo femminile wi-fizzazione [Computer
World Italia: dicembre 2009, p.5] e da HTML derivato il nome accatiemmellista
[Vocabolario Treccani Online: 2012].
A volte al posto di una sola sigla gli informatici suggeriscono pi di un termine italiano:
per CPU, per esempio, si hanno microprocessore centrale [PC Professionale: ottobre 2001,
p.281], unit di controllo [S. Bertolacci: 2001, p.5], unit centrale di elaborazione [PC
Professionale: maggio 2010, p.281] e unit centrale di calcolo [G. Toffoli: 1989, p.12]. I
manuali e i periodici di informatica impiegano senza una regola fissa o la sigla o la sua forma
estesa o il traducente italiano, ma in generale preferiscono impiegare la sigla: nella rubrica
Posta del mensile PC Professionale [2000-2011] la sigla CPU impiegata 1119 volte e
ciascuno dei due termini italiani microprocessore centrale e unit centrale di elaborazione
impiegato una sola volta, mentre il termine esteso inglese e gli altri termini italiani non sono
mai impiegati:
- CPU:
Il messaggio derrore sembra indicare che il Bios non supporta pienamente il processore. Per risolvere
il problema necessario verificare se la Cpu sia effettivamente in grado di funzionare correttamente
con la scheda madre e, se cos, procedere allaggiornamento del Bios con il relativo microcodice. [PC
Professionale: ottobre 2006, p.235]

- Microprocessore centrale:
La necessit di stampare documenti pi complessi ha portato successivamente allimplementazione di
tecniche di descrizione della pagina, elaborate dal microprocessore centrale, lasciando alla stampante il
compito di creare limmagine descritta. [PC Professionale: ottobre 2001, p.281]

- unit centrale di elaborazione:


In questa famiglia di processori, il controller della memoria integrato e quindi la scheda madre ha
uninfluenza marginale sullefficienza dei trasferimenti tra moduli Dimm e unit centrale di
elaborazione. [PC Professionale: maggio 2010, p.180]

Infine, resta da accennare al fatto che leccesso di sigle alla lunga inficia la comprensibilit
del testo. Questo tanto pi vero per un parlante non anglofono, che evidentemente tarda a
riconoscere in una sigla inglese le sue componenti; se poi si aggiunge che litaliano non
presenta la stessa avversione dellinglese per le parole anche di notevole lunghezza, ecco che
appare naturale la ricerca di termini che si sostituiscano alle sigle per quanto complesse
possano risultare. Per fare un esempio possiamo ricordare la sigla (o meglio idiomatismo)

- 38 -
WYSIWYP [di what you see is what you print quello che vedi quello che stampi], che
nelle versioni in inglese uscite in seguito al DOS viene sostituita dal termine print view, che
viene tradotto in italiano in anteprima di stampa.
b) Le abbreviazioni
Le abbreviazioni esistenti nel lessico informatico sono anglismi formati mediante il
meccanismo dellaccorciamento, del tamponamento e della contrazione: utility*
laccorciamento di utility program e cache* quello di cache memory]; byte* il
tamponamento di b(inar)y (octet)te e archie* la contrazione di Archi(v)e(s).
Tra questi tre tipi di abbreviazione laccorciamento il tipo pi frequente nella formazione
del lessico informatico. Laccorciamento si realizza tramite vari modi che possiamo
riassumere nei seguenti punti:
accorciare una sola parola per formarne una nuova, come in bot* (ro)bot, DOC*
doc(ument) e link* (hyper)link;
accorciare due parole in una, come in buffering* (data) buffering, cache cache
(memory), utility utility (program), buffer* buffer (storage), player* (media)
player, cloud cloud computing*;
accorciare tre parole in una, come in provider* (Internet) (service) provider, Web*
(World) (Wide) Web e tablet* Tablet (Personal) (Computer) (o tablet PC).
Laccorciamento pu verificarsi per omissione delle prime due parole, come nei primi
due esempi, o delle ultime due, come nel terzo esempio;
accorciare quattro parole in una, come in browser* (World) (Wide) (Web) browser;
accorciare tre parole in due, come in zip drive* (Iomega) zip drive;
accorciare quattro parole in due, come in form Web* form (World) (Wide) Web;
conservare la prima parola e accorciare la seconda parte della seconda parola, come in
File cab* File cab(inet);
conservare la prima parola e accorciare la prima parte della seconda parola, come in
freeware* free (soft)ware, groupware* group (soft)ware, shareware* share
(soft)ware;
conservare la seconda parola e accorciare la prima parola, come in IFRAME*
I(nline) FRAME, email e(lectronic) mail (e tutti i composti con il prefisso e-
elettronico);
conservare la seconda e la terza parola e accorciare la prima, come in eDiscovery
Assistant e(nhanced) Discovery Assistant,
Quando il linguaggio informatico italiano cerca di sostituire unabbreviazione inglese
impiega un termine che non che una traduzione del suo esteso (come e-commerce
commercio elettronico, link collegamento ipertestuale) o di una parte di esso (come net
company net-azienda) o del suo significato (come Weblog diario online e buffer
memoria temporanea).
Resta infine da accennare a un caso particolare di abbreviazioni che si colloca tra il
meccanismo dellaccorciamento e quello della contrazione: burn-Proof* [abbr. di b(uffer)
u(nder)r(u)n proof]. Questabbreviazione una soluzione intermedia tra laccorciamento di
buffer, la contrazione di underrun e la parola proof.

- 39 -
1.3.5. I falsi amici e le unit di misura
Quando si parla dei calchi traduzione nel settore informatico va messo in rilievo un
procedimento di formazione che si basa sullesistenza dei cosiddetti falsi amici, cio coppie di
parole che, pur somigliandosi formalmente in inglese e in italiano, hanno significati differenti
tra loro. Alcuni prestiti dallinglese, in realt, hanno esercitato pressione sulle parole italiane
con significante simile al punto che tale pressione, nonostante lovvio errore su cui si basa il
procedimento, spinge paradossalmente la parola italiana ad acquisire anche il significato
innovativo inglese. Ne pu costituire un esempio la parola stringa, che in italiano dapprima
significava solamente cordicella, laccio usato spec. per allacciare scarpe, busti o altri capi di
vestiario [GRADIT: 2007], ma la pressione della somiglianza formale che esercita la parola
inglese string su questa parola italiana fa s che la parola italiana stringa abbia acquisito lo
stesso significato di string prima nel settore scientifico indicando serie, sequenza di elementi
di uno stesso tipo [ibidem] e poi nel settore informatico indicando sequenza finita di
caratteri alfanumerici che rappresenta dati in memoria codificata [ibidem].
Le cose si complicano davvero quando capita che un falso amico nel linguaggio
informatico appartenga alla sfera lessicale di un altro linguaggio speciale nel quale questo
termine ampiamente consolidato avendo un significato ben specifico e preciso. In questo
caso il rischio che si corre quello dellambiguit, ossia che gli appartenenti alluna ed
allaltra categoria associno al termine in questione solo il significato per loro usuale, finendo
cos per parlare letteralmente due lingue diverse e rimanendo condannati a non comprendersi
mai a fondo. Un esempio significativo di questambiguit il termine autenticazione, che
semina finora una grande discordia tra gli informatici e i giuristi. Infatti, sulla spinta del Testo
unico in materia di protezione dei dati personali e del pi recente Codice
dellamministrazione digitale, tra giuristi ed informatici nata proprio una disputa del
peggior tipo per quanto riguarda luso di questo termine: per gli informatici si tratta di una
procedura che garantisce sia che il trasferimento dei dati su una rete abbia avuto il
destinatario corretto, sia la ricezione del messaggio completo, sia la correttezza
dellemittente [L. Bragagnolo: 2002]; per i giuristi, invece, si tratta di una dichiarazione, un
certificato o una firma con cui si attesta lautenticit di un documento, di unopera, di un
oggetto, ecc. [cfr. GRADIT: 2007]. Va notato che tutto il problema nasce dal fatto che luso
informatico del termine autenticazione non altro che un falso amico dellinglese
authentication: in italiano corretto, infatti, lazione di chi accerta lidentit di un soggetto non
lautenticazione ma lidentificazione oppure il riconoscimento, termini che in questo caso
sono perfetti sinonimi tra loro e una corretta traduzione dellinglese authentication. Dunque
anche nel caso di una procedura informatica sembrerebbe pi corretto parlare di processo di
identificazione o di riconoscimento, utilizzando cos termini non solo corretti ma anche
precisi e soprattutto non ambigui in alcun contesto.
D altro canto, le unit di misura si considera una fonte molto attiva per lingresso di
accorciamenti e simboli inglesi nel lessico informatico italiano, come bps bits per second,
Kbps kilobit per second e Mbps megabit per second, che sono rispettivamente
impiegate in italiano insieme a bit al/per secondo, kilobit al/per secondo e megabit al/per
secondo. vero che esse, una volta imposte in tutte le altre lingue, diventano termini
internazionali, ma nel caso del campo informatico molto sensato parlare di anglismi, che
possiamo chiamare anglismi internazionali. La stessa unit di misura, inoltre, pu avere pi
di simbolo. Prendendo come esempio esplicativo le unit di misura formate tramite la
combinazione con byte (a sua volta abbreviazione di b(inar)y (octet)te), troviamo che lunit
kilobyte ha i simboli kB, KB e kbyte; megabyte ha i simboli MB e Mbyte e laccorciamento
mega; gigabyte ha i simboli GB, Gb, G, Gbyte e GByte e laccorciamento giga; terabyte ha i
simboli TB, Tb e Tbyte [veda: byte o GRADIT: 2007]. Le forme kilo [kilobyte], mega
[megabyte], giga [gigabyte] e tera [terabyte] restano per confinate al solo ambito orale e
gergale.

- 40 -
1.4. Il linguaggio informatico italiano: aspetti linguistici

1.4.1. Lassegnazione del genere agli anglismi non integrati


Una problematica riguardante ladattamento di termini informatici inglesi non integrati alla
morfologia italiana quella dellassegnazione del genere. Prima di trattare le varie strategie
della loro assegnazione del genere nel linguaggio informatico ci soffermeremo in breve su
quelle che litaliano adotta per determinare il genere degli anglismi in generale.
Un parlante nativo dellitaliano acquisisce spontaneamente linformazione del genere
riguardante i sostantivi a cui esposto. Esistono, per, dei casi limite, nei quali questo
parlante, anche se maturo, non conosce il genere. Secondo A. M. Thornton questi casi limite
sono tre: i non-prototypical controllers, i toponimi e i prestiti. Il primo caso comprende
espressioni di vario tipo (frasi, nomi cartellino o sintagmi nominalizzati) che non sono
sostantivi, ma possono trovarsi ad occupare posizioni sintattiche tipiche dei sostantivi e,
quindi, devono accordarsi con il genere pi usato, detto il genere di default. In italiano il
genere di default il maschile, i non-prototypical controllers, quindi, vengono trattati come
sostantivi singolari maschili, come in fare i compiti a casa deve essere rispettato da tutti gli
studenti (frase), i se e i ma (nominalizzazione) e il nulla osta (nome cartellino). Il secondo
caso rappresentato dai toponimi, in particolare i nomi di citt, che occorrono normalmente
in contesti in cui non appare nessun target che si accorda per il genere (come nella frase
vado a Roma) o occorrono, ma in misura minore, anche in contesti in cui sono presenti
target di accordo di genere (come nella proposizione implicita Domata Arezzo(19)). Il terzo,
infine, il caso in cui il sostantivo in questione un prestito. [cfr. A. M. Thornton: 2003,
pp.60-61]
Lassegnare un genere a un prestito non facile, perch il prestito pu venire da una lingua
priva della categoria del genere (come ad esempio linglese), o da una lingua che ha un
sistema di genere diverso da quello della lingua ricevente; anche nel caso di prestiti tra due
lingue che hanno sistemi di genere strutturati in maniera uguale (come ad esempio litaliano,
il francese e lo spagnolo), la maggior parte dei parlanti che usano i prestiti non conoscono il
modello, e quindi non conoscono il genere del sostantivo preso in prestito nella sua lingua
dorigine. Un prestito, dunque, si presenta al suo arrivo come privo di informazione di origine
e i parlanti nativi della lingua che laccoglie devono applicare qualche criterio per assegnargli
un genere, se vogliono poter utilizzare il prestito in tutti i contesti sintattici.
Come appare dai vari dizionari della lingua italiana la stragrande maggioranza degli
anglismi di genere maschile, il genere assegnato per default quando nessuna altra regola di
assegnazione pu essere applicata. Le altre regole di assegnazione sono quelle fonologiche e
semantiche.
Lassegnazione del genere degli anglismi avviene raramente su base fonologica, dato che
le regole fonologiche dellitaliano fanno riferimento essenzialmente alla vocale finale delle
parole cui deve essere assegnato il genere, mentre i sostantivi inglesi terminano per lo pi in
consonante. Questo tipo di assegnazione resta limitato a qualche decina di voci femminili in -
a di altre lingue, che sono entrate in italiano attraverso linglese: in particolare dalle lingue
dellIndia (per es., guttaperca [dallingl. guttapercha, comp. del mal. getah gomma e
percha, nome dellalbero,1860] e surra [dallingl. surra, dal marathi sra "soffio asmatico,
1960]); in qualche altro caso dalle lingue bantu (per es., nagana [dallingl. nagana, dallo zulu
u-nakane tripanosomiasi che colpisce buvini ed equini, provocata dalla mosca tse-tse e

19
Luso moderno dellitaliano fa i nomi di citt tutti femminili. Oltre a segnalare leccezionale caso di il Cairo,
le grammatiche riportano passi tratti da opere letterarie che testimoniano un accordo al maschile dei nomi di citt
che nella lingua letteraria oltrepassa le soglie del Novecento, come: Parigi sbastigliato (Alfieri), un Milano
(Manzoni), bel mi Firenze (Moretti). [cfr. A. M. Thornton: 2003, p.61]

- 41 -
diffusa specialmente in Africa, 1958]) e dalle lingue romanze quali lo spagnolo e il
portoghese (per es., la genoa [ingl. genoa, da Genoa, nome ant. di Genova, 1960]), ecc. [cfr.
GRADIT: 2007]).
Numerosi studi condotti sullassegnazione del genere ai prestiti parlano di un certo numero
di strategie basate su aspetti del significato del prestito in questione. Uno di questi studi
quello di A. M. Thornton [2003], che distingue tra tre diverse strategie adottate dallitaliano
per lassegnazione del genere dei prestiti, in particolare quelli inglesi: in base al sesso del
referente, in base al genere delliperonimo ed in base al genere di una parola semanticamente
affine, un traducente o un falso amico. A seconda della prima strategia per i nomi che hanno
come riferente un essere umano si assegna il genere congruente con il sesso del referente (per
es., il/la leader, il/la manager). In base alla seconda strategia, invece, si determina il genere di
un anglismo facendogli ereditare il genere di un suo iperonimo gi esistente in italiano. Si
assegna, per esempio, il femminile ai nomi di automobili anche se terminano in -o e sono
spesso omofoni di sostantivi o aggettivi maschili (per es., la jeep, la spider, la sprint, la
Uno, la Ritmo, la Tango) ed ai nomi di pistole (per es., la browning, la magnum, la pepperbox
e la very)(20). La terza strategia consiste nellassegnare al prestito il genere di una parola
italiana percepita dai parlanti come semanticamente equivalente o almeno molto affine al
prestito, tanto da costituirne addirittura il traducente. In qualche caso, anche il genere di un
cosiddetto falso amico, erroneamente considerato un traducente del prestito, pu essere la
fonte del genere del prestito. Il fenomeno pu essere illustrato con alcuni prestiti composti la
cui testa una parola inglese ben riconoscibile e al tempo stesso facilmente identificabile con
una corrispondente parola italiana, cui in molti casi etimologicamente imparentata. List,
room, station, dance e ball sono fra le teste pi produttive e sono facilmente identificabili
come corrispondenti alle parole italiane femminili lista, camera, stazione, danza, palla. I
prestiti composti con queste teste senza dubbio vanno trattati come femminili: con list sono
femminili gli anglismi waiting list, price list e to-do list; con room sono femminili gli
anglismi tea-room e chat room; con station sono femminili gli anglismi docking station e
playstation e con dance sono femminili gli anglismi break-dance, modern dance e square
dance. [cfr. A. M. Thornton, pp.68-69 e GRADIT: 2007](21)
Il linguaggio informatico anchesso utilizza tutte e tre le strategie sopraindicate per
assegnare il genere ai vocaboli informatici passati dallinglese allitaliano.
Nellassegnare il genere ad anglismi come blogger* e hacker* viene applicata la prima
strategia: si assegna loro il genere maschile se ci si riferisce a un maschio e il genere
femminile se ci si riferisce a una femmina. Cracker, invece, conserva il genere maschile che
ha acquistato negli anni 1950-51 quando entrato nella lingua italiana per indicare un
biscotto salato sottile, croccante e friabile, poi nel settore scientifico-chimico per indicare
unapparecchiatura per effettuare il cracking e, infine, nel settore informatico per indicare un
pirata informatico che infrange le protezioni di un sistema computerizzato per danneggiarlo.
[cfr. GRADIT: 2007]

20
Un gruppo di voci semanticamente omogenee per le quali documentata invece una ripartizione nei due
generi quello delle voci indicanti generi musicali. A. M. Thornton [2003, p.68] spiega questapparente
incoerenza ipotizzando che le voci maschili abbiano ricevuto il loro genere dalliperonimo genere [musicale]
(come ad es. il gospel, il rock ed il rap), mentre le femminili lo abbiano ricevuto da musica (come ad es. la
lounge e la fusion). Casi eccezionali sono soul [music] e gabber, il cui genere maschile nonostante il loro
iperonimo musica.
21
Un gruppo di voci in cui sembra bloccata unassociazione con il traducente quello dei nomi di sport
composti con la testa -ball: in prestiti come baseball, football, basket-ball, softball, volleyball, speed ball,
handball e match ball sono tutti maschili nonostante limmediata traduzione di -ball sia la parola femminile
palla, che provata dallesistenza di calchi tutti femminili come pallabase, pallacanestro, pallavolo e
pallamano.

- 42 -
La seconda strategia quella pi applicata per assegnare il genere alla maggior parte degli
anglismi informatici. Allanglismo DOS*, per esempio, assegnato il genere maschile per
liperonimo maschile sistema operativo; a Dell* il genere femminile se si riferisce al
produttore per liperonimo femminile societ; a DirectX* il genere femminile per
liperonimo femminile libreria grafica, ecc. Il prestito inglese spider, invece, che si usa nella
lingua comune come femminile (scelta dovuta alliperonimo femminile automobile), nel
linguaggio informatico italiano come vediamo nellesempio che segue viene trattato come
maschile, perch la scelta dovuta alliperonimo maschile programma:
Il web architect dovrebbe conoscere limportanza dei seguenti concetti:
Nozioni sulle usanze demografiche degli navigatori
Le statistiche delle visite
Ottimizzazione delle pagine web per i bot e crawler dei search engine ma anche per i recensori umani
dei directories
Uso dei keywords ovvero le parole chiave nelle posizioni corrette sulle pagine del sito
Pre caricamento immagini e gestione javascript per non intasare i spider e bot quando questi vengono
ad indicizzare il sito
[http://www.webitalia.biz/architetto-web.html: 12/11/2010]

Lassegnazione del genere in base al genere di una parola semanticamente affine, di un


traducente o di un falso amico anchessa unaltra strategia seguita nellassegnazione del
genere dei prestiti inglesi entrati nel linguaggio informatico italiano. I prestiti Jump list*,
workstation*, chatline* e chatroom* sono dati come femminili, perch le loro teste
corrispondono rispettivamente alle parole italiane femminili lista, stazione, linea e camera,
mentre trackpoint* dato come maschile, perch la testa point corrisponde alla parola italiana
maschile punto.
Nel Vocabolario Treccani Online [2012] allanglismo checklist (o check list) viene
assegnato il genere femminile. Al contrario di ci Devoto-Oli [2006] gli assegna il maschile,
mentre T. De Mauro gli assegna entrambi i generi nel dizionario del 2000, ma nel GRADIT
[2007] gli assegna solo il genere maschile, che dovuto pensiamo alla scelta dellinglese
check come testa al posto di list, poich check viene trattato come maschile fin dal primo
momento del suo ingresso nel lessico italiano nel 1874. A tutti gli anglismi informatici
composti con la testa check assegnato quindi il genere maschile, come in check-panel [1987]
e checkout [1995], ecc.(22)
A differenza del lessico sportivo che assegna agli anglismi con la testa ball il genere
maschile, il linguaggio informatico italiano, rispettando la logica che la testa ball corrisponda
alla parola italiana femminile palla, assegna allanglismo trackball* il genere femminile.
Devoto-Oli [2006], per, gli assegna tutti e due i generi. Come giustificazione di questa
assegnazione A. M. Thornton [2003, pp.71-72] scrive:
La voce [] effettivamente usata per lo pi al femminile. Una ricerca in Internet, limitata alle
pagine in italiano, effettuata con Google il 3/1/2003, ha fornito 223 occorrenze di una trackball (ad
esempio, linnovativa trackball ottica, si impugna come un mouse, funziona come una trackball)
e solo 52 di un trackball (ad esempio, un trackball a tecnologia ottica). Gli usi al maschile possono

22
Ecco il significato di questi anglismi come registrato nel GRADIT [2007]:
- checklist:
lista di controllo usata come riscontro per verificare le varie fasi di operazioni complesse
- check-panel:
pannello di controllo
- checkout:
processo di individuazione ed eliminazione degli errori

- 43 -
spiegarsi invocando unassociazione con mouse (evidente in contesto come il seguente: controllare
un mouse standard e/o un trackball), o per semplice assegnazione per default.

Lassegnazione del genere degli anglismi informatici contempla anchessa qualche


eccezione, vale a dire qualche caso in cui vengono dati al prestito o un genere diverso da
quello prevedibile secondo una delle tre strategie sopracitate o tutti e due i generi. Un caso
noto di questa oscillazione di genere nel linguaggio informatico langlismo e-mail (o la sua
forma abbreviata mail). Il problema nasce dal fatto che la voce e-mail ha in italiano almeno
tre diverse accezioni:
1. il sistema di trasmissione di dati riconosciuto anche con posta elettronica;
2. un singolo indirizzo di posta elettronica;
3. un singolo messaggio inviato e/o ricevuto tramite posta elettronica.
Nel primo senso non c dubbio che in italiano e-mail femminile, per conformit con il
genere dellequivalente italiano posta, mentre per il secondo senso maschile, poich e-mail
passa da un aggettivo (un indirizzo e-mail) ad un aggettivo sostantivato. Seguendo la stessa
strategia di assegnazione del genere di e-mail nel secondo senso, si pu dire che nel terzo
senso il genere sarebbe dovuto essere il maschile, ma N. Zingarelli [2007] gli assegna sia il
genere maschile per associazione con la parola italiana maschile singolo messaggio o il
genere femminile per associazione con la parola italiana femminile lettera o per attrazione del
genere femminile della prima accezione di e-mail, cio posta. Anche Devoto-Oli [2006]
assegna alla voce inglese entrambi i generi, ma senza chiarire in quali condizioni semantiche
si usa luno o laltro genere. Per T. De Mauro sia nel dizionario del 2000 sia nel GRADIT
del 2007 il genere di questa voce inglese sempre femminile in tutte le sue accezioni.
A. M. Thornton [2003, p.76, nota 24], infine, ritiene che luso di e-mail nel genere
femminile sia di gran lunga prevalente sul maschile con un rapporto di circa 12 a 1:
Una ricerca con Google il 6/1/2003, limitata alle sole pagine in italiano e depurata per quanto
possibile di occorrenze spurie (quali mail-server, mail client) inutile al fine di determinare il genere di
mail nel senso di messaggio, ha mostrato che in contesti in cui mail oggetto di verbi quali
mandare, spedire, inviare, ricevere, scrivere il femminile di gran lunga prevalente sul maschile (in
rapporto di circa 12:1)

Secondo il Vocabolario Treccani Online [2012] langlismo mailing list* viene usato in
italiano come sostantivo femminile. In Devoto-Oli [2006], invece, gli vengono assegnati
entrambi i generi, nonostante la testa list corrisponda alla parola italiana femminile lista.
Questa oscillazione pu essere giustificata dal fatto che list pu essere tradotta in italiano sia
con lista (s.f.) che con elenco (s.m.).
Infine, dobbiamo accennare anche al fatto che non necessario che langlismo acquisisca il
genere del suo calco traduzione. Come vediamo negli esempi sottocitati, allanglismo
database, che si alterna nei testi informatici con il calco traduzione base d(e)i dati, viene
assegnato il genere maschile, nonostante il suo calco traduzione abbia il genere femminile. Il
genere maschile dellanglismo potrebbe essere dovuto al fatto che al momento della sua
ricezione gli stato assegnato il genere in base al suo significato e non al genere del
traducente della testa base che il sostantivo femminile base , dal momento che il prestito
indica un archivio elettronico di dati e/o un programma per gestire tale archivio (archivio e
programma sono entrambi maschili).
- database:
Grazie alla segmentazione del database inoltre possibile modificare i dati nellarchivio senza dover
ogni volta riscrivere lintero contenuto o modificare le tabelle Hash dindicizzazione. [PC
Professionale: maggio 2010, p.183]

- 44 -
- base d(e)i dati:
Il fatto che il software ActiveSmart 2.3 non rilevi alcun problema pu essere normale: la diagnostica
S.M.A.R.T. stata sviluppata per tenere sotto controllo i parametri operativi di un disco rigido per
lunghi intervalli di tempo e fornisce una stima dellaffidabilit sulla base dei dati accumulati. [PC
Professionale: settembre 2003, p.238]

1.4.2. Lassegnazione del genere alle sigle inglesi


Dal punto di vista morfologico, per assegnare il genere alla sigla si pu utilizzare due
processi:
1. lassegnazione del genere sulla base del genere del traducente della parola inglese che
svolge la funzione di testa: per esempio, BIOS* [Basic Input Output System sistema
fondamentale di ingresso e uscita] maschile perch la parola chiave nel termine inglese
system, il cui traducente italiano il sostantivo maschile sistema, mentre ISDN*
[Integrated Services Digital Network rete digitale a servizi integrati], ISA*
[Instructions Set Architecture architettura di un set di istruzioni], RAM* [random access
memory memoria ad accesso casuale], CPU* [Central Processing Unit unit centrale di
elaborazione] e EEPROM* [Electrically Erasable Programmable Read Only Memory
memoria a sola lettura programmabile e cancellabile elettronicamente] sono di genere
femminile, perch le loro parole chiave sono rispettivamente network, architecture,
memory, unit e memory, che in italiano hanno rispettivamente i traducenti femminili rete,
architettura, memoria, unit e memoria. Questo tipo di sigle, per di pi, viene proceduto
dal traducente al momento della loro ricezione;
2. lassegnazione del genere in base al significato del termine inglese. Applicando la strategia
in (1), alla sigla PNG* [Portable Network Graphics rete digitale a servizi integrati]
dovrebbe essere assegnato il genere femminile, perch la testa graphics, il cui traducente
il sostantivo femminile grafica. Il genere della sigla, per, maschile [L. Bragagnolo:
2000], perch in base al suo significato questa sigla indica un formato di file.
Nel caso in cui la stessa sigla si riferisce come abbiamo detto prima a due termini
diversi la sigla pu avere due generi diversi. ASP, ad esempio, ha il genere femminile se la
sigla di Active Server Pages server di pagine Web attive, ma il genere maschile se la sigla
di Application Service Provider fornitore applicazioni software. Nel primo caso il genere
femminile dovuto al significato della sigla, che si riferisce a una tecnologia creata da
Microsoft, mentre nel secondo caso il genere maschile dovuto al genere della testa
provider, che in italiano di genere maschile. Anche le sigle che rappresentano i marchionimi
hanno il genere femminile se indicano il produttore ed entrambi i generi se indicano i prodotti
(in questo caso si parla di aggettivi sostantivati). Ne costruisce un esempio il marchionimo
HP* [Hewlett-Packard] che ha il genere femminile quando si riferisce allazienda, mentre ha
il genere maschile quando si riferisce, per esempio, ai computer fissi e portatili prodotti da
Hewlett-Packard e il genere femminile quando si riferisce, per esempio, ad una stampante o
una multifunzione:
- HP (come produttore):
HP riuscita nellintento di creare architetture, pronte per lo sviluppo, per chip di memoria che
utilizzano il memristor. [Computer World Italia: maggio 2010]

- HP (come prodotto):
Ho acquistato laggiornamento a Windows 7 Home Premium per il mio HP Pavilion dv9695EL, un
notebook di alta gamma fornito con Vista Home Premium a 32 bit preinstallato. [PC Professionale:
febbraio 2010, p.168]
Problemi con i driver della HP Photosmart C4480 Aio. [PC Professionale: marzo 2011, p.162]

- 45 -
1.4.3. La questione del plurale inglese
I prestiti inglesi impiegati nel linguaggio informatico italiano terminano in generale con
una consonante (cfr., ad esempio, computer, chip*, account, provider, router, ecc.). Non
mancano, per, prestiti che terminano graficamente per vocale, come file, frame*, mouse,
software, ecc. Si noti che questi anglismi tendono ad essere morfologicamente invariabili. La
tendenza a trattare i prestiti come invariabili ha lo scopo di rispettare la struttura morfologica
della forma originaria del nome. Quando un parlante italiano incontra un sostantivo straniero,
lo analizza come morfologicamente semplice, cio equivalente ad una radice italiana. Per
esempio, se il sostantivo termina per vocale, la vocale tende a non essere interpretata come un
morfema flesso. L. Repetti chiama questa tendenza il Principio di analisi morfologica dei
sostantivi stranieri (cio sostantivo straniero = radice italiana). [Cfr. L. Repetti: 2003, p.32]
Fra gli utenti del linguaggio informatico italiano, infatti, c grande discussione in merito
allimpiego del plurale inglese degli anglismi, che si ottiene per lo pi mediante laggiunta di
-s alla fine di nomi singolari. Tale utilizzo del plurale inglese potrebbe causare tanta
confusione a chi non conosce bene la morfologia inglese, dato che non tutte le parole inglesi
formano il plurale tramite laggiunta semplice del morfema -s, ma spesso si verificano
cambiamenti fonomorfologici dellultima lettera della radice (come in floppy floppies,
alias aliases, backslash backslashes, ecc.).
Loscillazione nel s/no dellutilizzo del plurale inglese facilmente verificabile in
vocabolari specializzati nel settore, testimoni dello sviluppo cronologico della terminologia
informatica. W. Belardi [2000], per esempio, utilizza sempre il plurale inglese, come in
Lunico motivo che frena alquanto questa novit il costo elevato del drive e dei floppies da
200 MB. [p.195, grassetto nostro], mentre in L. Bargagnolo [2002] gli anglismi sono tutti
invariabili, come in I link dellhome page consentono inoltre di accedere alle sezioni
principali del sito [p.228, grassetto nostro].
La stragrande maggioranza delle riviste e dei manuali dinformatica, infatti, preferisce non
usare il plurale inglese. Da una ricerca nella rubrica Posta del mensile PC Professionale
[2000-2011] troviamo che i termini inglesi restano invariabili al plurale:
Con il nuovo hard disk ho proceduto allinstallazione di Windows 98, poi di tutti i driver della
scheda madre Asus P3C2000, del controller Ultra-Ata, della scheda video, di DirectX 8.0a, modem e
cos via. [PC Professionale: dicembre 2001, p.199]
FreeNas gestisce tutti i pi diffusi file system e ovviamente Ufs e Ufs2 nativi di FreeBsd. [PC
Professionale: maggio 2010, p.184]
Windows non riesce ad eseguire le utility Scandisk e Defrag sullhard disk IBM [PC Professionale:
settembre 2000, p.232]

I dizionari della lingua italiana delluso, inoltre, registrano i prestiti informatici inglesi
come sostantivi invariabili, ma aggiungono come nota di flessione il plurale inglese(23). Ad
esempio, cercando file in alcuni fra i principali dizionari della lingua italiana si ottiene il
seguente esito:
T. De Mauro [2000]: Termine privo di flessione o che rimanda a flessione di altro lemma;
Devoto-Oli [2006]: s. ingl. (pl. files), in it. s.m. (invar.);
N. Zingarelli [2007]: sing. file - pl. (ingl.) files;
GRADIT [2007]: s.m.inv.[1932; ingl. file /fal/ pl. files, propr. dossier];
Vocabolario Treccani Online [2012]: (pl. files fil), usato in ital. al masch.

23
Non sempre i dizionari riportano il plurale inglese, soprattutto nel caso delle locuzioni inglesi: per esempio il
GRADIT [2007] non riporta il plurale degli anglismi reboot, microkernel, overflow, overload, snail mail, ecc.

- 46 -
Le sigle inglesi entrate nel linguaggio informatico italiano, invece, vengono sempre trattate
morfologicamente come invariabili, nonostante nella lingua inglese se ne possa ottenere il
plurale con laggiunta di -s o -s, come in CD CDs o CDs, DVD DVDs e DVDs, ecc.
Daltro canto, le sigle inglesi entrano nel linguaggio informatico nella forma singolare,
eccetto la sigla FAQ [Frequently Asked Questions domande frequentemente poste], che
viene trattata come plurale femminile, perch la sua parola chiave il plurale inglese
Questions, che viene tradotto in italiano con la parola plurale femminile domande.

1.4.4. Le varianti grafiche degli anglismi informatici


A differenza di quanto succede in genere negli altri linguaggi settoriali, in alcuni casi nel
linguaggio informatico italiano non solo si evita ladattamento di un certo anglismo ma se ne
accettano persino diverse varianti grafiche. Un esempio molto noto quello disk, la cui grafia
varia fra disk e disc (come in compact disk o compact disc). Sembra che, per motivazioni non
puramente linguistiche, le grafie si stiano specializzando in ambiti differenti e che si impieghi
la scrittura disc per indicare i dischi ottici e la grafia disk in tutti gli altri contesti informatici,
come floppy disk, hard disk, RAM disk, ecc. Tale sofisticata distinzione, se non ha alcuna
ragione dessere linguistica per gli americani e gli inglesi, per M. Lanzarone [1997, pp.437-
438] ancor meno pu averne per gli italiani:
Tale sofisticata distinzione, se non ha alcuna ragion dessere linguistica per gli americani e gli
inglesi, ancor meno pu averne per noi italiani; tuttavia non improbabile che si consolidi anche nel
nostro Paese, per apprendimento passivo, se i lettori di CD che importiamo dallestero (e spesso non
prodotti negli USA ma in paesi orientali come Giappone, Hong Kong, Taiwan) continueranno a
portare la dicitura compact disc, e le scatole di dischetti continueranno a recare impresso floppy disk.
Fino a quando i CD venivano utilizzati solo come supporti per registrazioni audio e non erano entrati
direttamente in contatto con il mondo dellinformatica, non era possibile alcuna confusione fra le due
forme, ma oggi che i compact disc sono usati anche come supporto di memorizzazione per i PC, <disc>
e <disk> sono in diretta concorrenza. Sar possibile verificare la loro sopravvivenza individuale solo
con il passar del tempo.

Dobbiamo accennare, per di pi, al fatto che il modo di scrivere di alcuni composti
informatici nellinglese scritto in America (American English (AE)) si differenzia da come
questi stessi composti vengono scritti in Gran Bretagna (British English (BE)). Tale
differenza si limita al fatto che nellAE i due costituenti del composto sono separati con uno
spazio o tramite un trattino (ingl. hyphen), senza che per questo si generi alcun cambiamento
fonomorfologico o semantico. Scegliendo il dizionario Oxford Dictionaries Online [2012]
come dizionario del BE e The American Heritage Dictionary of the English Language
[2002] come dizionario dellAE, possiamo trovare le seguenti varianti:
BE AE
Database database data base
home page home page homepage
online online on-line
offline offline off-line
Il lessico informatico italiano, che dipende nella sua formazione dai prestiti provenienti
dallAE, accetta entrambe le varianti utilizzate nellAE. Anzi, a volte viene creata una nuova
variante grafica, come nel caso di database: oltre alla variante americana data base, il
linguaggio informatico italiano impiega anche data-base (uso raro). Nella rubrica Posta del
mensile PC Professionale [2000-2011] abbiamo trovato 146 occorrenze, di cui una sola per
data-base e tutte le restanti per database:

- 47 -
- database:
EssentialPIM compatibile con il database di Microsoft Outlook e consente di gestire la
pianificazione, le note e i contatti in maniera portabile. [PC Professionale: agosto 2009, p.177]

- data-base:
In secondo luogo, il recepimento della direttiva sulla tutela delle banche dati ha stabilito la
sanzionabilit penale della duplicazione abusiva a scopo di profitto di un data-base, stabilendo cos un
preciso distinguo con lipotesi della riproduzione illecita di software, che lo ripeto reato se
commessa a scopo di lucro. [PC Professionale: Giug. 2000, p.248]

Possono costituire altri esempi di questultimo fenomeno anche gli anglismi offline e
online. Per offline nel linguaggio informatico italiano vengono impiegate le varianti offline
[PC Professionale: Giug. 2010, p.184], off-line [PC Professionale: gennaio 2009, p.192] e off
line [GRADIT: 2007], mentre per online vengono impiegate le varianti online [Computer
World Italia: gennaio 2010, p.21], on-line [PC Professionale: Lug. 2010, p.211] e on line
[GRADIT: 2007].
Segnaliamo, inoltre, qualche altra variante grafica che sembra per di minore importanza,
dato luso di gran lunga maggioritario di una delle due forme. Si tratta di termini inglesi che
vengono adattati in italiano per un motivo o per un altro per semplificare sia la pronuncia che
la scrittura. La copia pi famosa nel linguaggio informatico italiano quella di click clic:
click la grafia originaria inglese, che in italiano stata adattata in clic forse per evitare la
sequenza di due consonanti che hanno lo stesso suono alla fine della parola(24). Una altra
categoria di varianti grafiche pu essere rappresentata dai derivati formati con lalternativa
coppia infissale cyber-/ciber-, come in cyberspazio ciberspazio e cybersesso cibersesso.
Per quanto riguarda le sigle inglesi osserviamo che le sigle possono essere scritte con tutte
maiuscole (come CD, DVD, USB, ecc.) o possono conservare soltanto la prima lettera
maiuscola (come Cd, Dvd, Usb, ecc.). Nei manuali, nei dizionari della lingua italiana e nei
vocabolari specializzati, le lettere delle sigle vengono scritte maiuscole (come in (a)), mentre
nelle riviste divulgative e specializzate tendono o a conservare maiuscola solo la prima lettera
(come in (b)) o a essere scritte interamente minuscole (come in (c)):
a) I registri interni delle CPU sono composti da flip-flop. [L. Bragagnolo: 2002, p.181]
Il DVD necessita di un drive apposito, del quale tutti i pi recenti computers sono forniti. [W.
Belardi: 2000, p.150]

possibile creare modelli di pagine HTML utilizzando fil ASP. [Microsoft Corporation: 1999,
p.91]

b) consigliabile cambiare dirittamente verso una Cpu di nuova generazione Sandy Bridge. [PC
Professionale: novembre 2011, p.103]

Io vorrei usare lo stesso il mio Pc per visualizzare le foto e godermi i Dvd che realizzo sul Tv
Lcd. [PC Professionale: maggio 2010, p.180]

Ho provato anche le impostazioni Alpe e Asp senza nessun cambiamento significativo. [PC
Professionale: aprile 2006, p.239]

c) Preciso che i file video originali da elaborare erano in formato .Vob, ovvero Mpeg-2, e i codec
erano installati (usarne altri, come proposto dal supporto tecnico di Nero, si rivelato inutile);
questi file erano correttamente riprodotti da Nero ShowTime e da Windows Media Player. [PC
Professionale: settembre 2007, p.262, grassetto nostro]

24
Abbiamo preferito aggiungere lavverbio forse, perch il linguaggio informatico italiano non ha applicato lo
stesso processo di adattamento a tanti altri termini inglesi terminanti in -ck, come stack, crack, clock, feedback,
back (comando), Joystick, Num Lock, ecc.

- 48 -
E anche in questo caso ci sembra pi che onesto visto che anche i nostri tecnici vengono pagati per
controllare prodotti non funzionanti e per far funzionare i pc che vendiamo. [PC Professionale:
marzo 2002, p.205]

Per quel che riguarda luso del punto tra una lettera e laltra, la tendenza quella di
scrivere tutte le sigle prive di punti tra una lettera e laltra.

1.4.5. Le varianti lessicali


Con varianti lessicali intendiamo i casi di sinonimi, sia italiani che inglesi, che si
alternano nel linguaggio informatico italiano senza alcuna specializzazione e talvolta senza
una vera funzione linguistica. Sono varianti lessicali italiane i sinonimi avvio avviamento,
disattivare disabilitare deattivare, registrare memorizzare salvare, collegare
connettere allacciare (-si), digitare battere, inserire immettere, compattare
comprimere zippare, decomprimere espandere, e cos via, mentre sono varianti lessicali
inglesi i sinonimi spam - bulk mail junk mail (veda spam), computer crime cybercrime
(veda computer crime), database data bank (veda database), floppy disk diskette (veda
floppy disk), startup boot (veda startup), ecc.
Una particolare categoria di alternanza sinonimica quella dei prefissati formati tramite
lutilizzo dei due prefissi in concorrenza sub-/sotto-, come subdirectory sottodirectory
sottoindirizzario. M. Lanzarone [1997, p.439] osserva che tra le ultime tre varianti lessicali
sottodirectory comincia ad imporsi alle altre:
Difficile dire cosa abbia influito sulla scelta; forse stato tenuto presente luso parlato che gi
cominciava a diffondere sottodirectory. In ogni caso, tale episodio indice di una tendenza, che si sta
diffondendo solo negli ultimi anni, a tradurre il pi possibile la terminologia informatica soprattutto
nei software, anche correndo il rischio di creare simili forme ibride (destinate a scontentare i puristi,
altrettanto - se non pi - delle forme originali inglesi).

Allo scopo di verificare quanto affermato da Lanzarone, abbiamo ricercato la frequenza


delluso di tutti i tre sinonimi nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011]
e abbiamo trovato che il termine inglese subdirectory vi impiegato una sola volta e
sottodirectory 7 volte, mentre il traducente sottoindirizzario non vi compare mai:
- subdirectory:
Se il file smartvsd.vxd fosse presente nel sistema in una posizione diversa, necessario spostarlo in
questa subdirectory. [PC Professionale: aprile 2000, p.8](25);

- sottodirectory:
Espandere il ramo Risorse del computer, e portarsi sulla cartella Documents and Settings e
visualizzarne le sottodirectory. [PC Professionale: giugno 2004, p.218]

Una terza categoria di varianti lessicali nel linguaggio informatico quella che si colloca al
confine fra la diamesia e la diastratia. La mancanza di un continuo e solido rapporto
osmotico fra i livelli del linguaggio informatico, e quindi fra lingua ufficiale e gergo, e anzi la
tendenza alla chiusura di ciascun livello in s stesso fa s che alcune parole vengano delimitate
a uno dei due ambiti e non siano disponibili per laltro. Come gi stato notato, in questo
caso litaliano differisce dallinglese, dove i due livelli sembrano dialogare di continuo fra
loro.
Un caso significativo costituito dai derivati. Sebbene cliccare, ad esempio, sembri lunica
soluzione possibile per indicare la nota operazione compiuta con il mouse, nello scritto e
anche nel parlato si tende a censurare cliccare, sostituendola o con fare clic (o fare click) o

25
La rubrica Posta di questo numero stata stampata separatamente dal numero originale, perci la
numerazione delle pagine inizia da 1.

- 49 -
con perifrasi pi lunghe, e poco economiche, come premere il pulsante del mouse e cos via.
Ricercando cliccare e fare clic (o fare click) nella rubrica Posta del mensile PC
Professionale [2000-2011], troviamo che fare clic impiegato 334 volte, fare click 6 volte e
cliccare 13 volte. In questo caso non il forestierismo click a essere evitato ma piuttosto la
forma italiana cliccare, forse ritenuta cacofonica, ma comunque rispondente alle regole di
formazione delle parole per derivazione. Formattare - per alcuni dizionari deriva dal nome
del comando Format del sistema operativo DOS (come in N. Zingarelli [2007]) e per altri
adattamento del verbo inglese (to) format (come in Devoto-Oli [2006] e GRADIT [2007])
sembra invece aver avuto successo, tanto che registrato in tutti i dizionari recenti.
Altre varianti lessicali possono essere individuate da un lato tra i verbi (o tra le forme
verbali) impiegati dal linguaggio informatico ufficiale e dallaltro tra i corrispettivi sinonimi
impiegati nel gergo. Un esempio di questo tipo di varianti lessicali la coppia bloccarsi
impallarsi: quando un computer si blocca, per problemi di hardware o pi spesso di software,
nel linguaggio informatico ufficiale si dice il computer si bloccato, mentre nel gergo si dice
il computer si impallato. In difesa del gergale impallarsi, si pu addurre che il verbo,
originariamente legato alla terminologia del biliardo, gi attestato nellitaliano comune con
il significato figurato di impacciarsi, essere in difficolt e una sua estensione al settore
informatica rappresenterebbe solo un caso di metaforizzazione, processo molto produttivo in
questo particolare linguaggio settoriale. Lo stesso vale per le coppie sproteggere crackare
(o craccare), girare o inoltrare forwardare, salvare un copia di backup backuppare,
ecc.(26)
Infine, fra le forme che restano confinate al solo ambito orale e gergale, ricordiamo far
girare un programma, lanciare un programma, smanettare, e le forme abbreviate tipo mega
per megabyte, kilo per kilobyte, tera per terabyte ecc. che riducono il termine al solo
prefissoide.

1.4.6. Le varianti sintagmatiche


Ancor pi interessanti sono le varianti relative alle forme sintagmatiche accompagnanti il
passaggio di un composto informatico (o una locuzione) dallinglese allitaliano. In questo
caso luso di espressioni differenti mostra chiaramente la difficolt di resa dal modello. Se ad
esempio in inglese si ha univocamente read-only memory (ROM), nel passaggio allitaliano si
deve aggiungere una preposizione: da una ricerca nei dizionari italiani e nei vocabolari
dinformatica abbiamo trovato due alternative di traduzione in italiano: memoria di sola
lettura, che impiegata in W. Belardi [2000, p.361], e memoria a sola lettura, che registrata
in T. De Mauro [2000], N. Zingarelli [2007], G. De Santis [2005, p.355] e GRADIT [2007].
Non esistono, in realt, ragioni grammaticali che facciano propendere per luna o per laltra
forma, ma probabilmente la preposizione a preferita perch, oltre a suggerire meglio lidea
di qualit, viene impiegata in altri sintagmi del lessico informatico come sistema a disco fisso,
stampante a aghi, stampante a getto dinchiostro, modem a collegamento diretto,
visualizzazione a pagina intera/piena, disco a doppia faccia/ad alta densit e cos via.
Un altro tipo di varianti sintagmatiche comprende le coppie in cui si oscilla fra la sequenza
determinante + determinato, tipica dellinglese, e quella determinato + determinante,
propria dellitaliano e spesso riprodotta nella traduzione dei composti informatici inglesi
(veda 1.3.2.2.). Questa variazione sintagmatica molto frequente nel linguaggio informatico
italiano, come si pu vedere dagli esempi riportati di seguito:

26
Non sappiamo perch il lessico informatico non accetti queste formazioni gergali, specie nella lingua scritta,
nonostante altri lessici settoriali, come quello sportivo, abbiano accolto nuovi verbi formati con lo stesso
meccanismo, come crossare [dallingl. cross], dribblare [dallingl. dribble] e liftare [dallingl. lift], i quali
vengono impiegati oggi come se appartenessero da sempre al vocabolario italiano.

- 50 -
sequenza inglese Sequenza nel linguaggio informatico italiano
Open-source Server open-source:
server Google ha integrato Spdy allinterno del proprio browser Chrome, rilasciando al
contempo un server open-source. [PC Professionale: novembre 2011, p.130]

Client computer Computer client:


anche possibile che i caratteri siano filtrati direttamente dal gestore della posta
elettronica prima di essere visualizzati sul computer client. [PC Professionale:
settembre 2008, p.221]

Proxy server Server proxy:


Gli utenti possono accedere ai siti FTP mediante un server proxy compatibile con
CERN. [Microsoft Corporation: 1999, p.268]

Web browser Browser web:


Personalizzare il browser web con collegamenti ai siti Web aziendali. [Microsoft
Corporation: 1999, p.74]

Ci non vuol dire che la sequenza inglese sostituita definitivamente da quella italiana,
perch a volte si impiega il termine inglese nella sequenza della lingua dorigine, come nei
seguenti esempi:
- Web browser:
Entrambi [i sistemi operativi] sono dotati di menu di configurazione ben strutturati e accessibili con
un Web browser. [PC Professionale: maggio 2010, p.185]

- proxy server:
Mi rivolgo a voi per alcune precisazioni circa il funzionamento dei proxy server. [PC Professionale:
gennaio 2002, p.161]

1.4.7. Gli aspetti morfosintattici

1.4.7.1. Lo stile nominale


Il linguaggio informatico italiano caratterizzato come tutti gli altri linguaggi speciali
dalla tendenza a concentrare linformazione nel sintagma nominale, in modo da rendere il
discorso conciso, concettualmente ricco, nonch sintetico e compatto a livello sintattico. Ci
avviene grazie a meccanismi quali la nominalizzazione del sintagma verbale e lelisione di
preposizioni.
La nominalizzazione del sintagma verbale consiste nel trasformare un sintagma verbale
in uno nominale permettendo di tematizzare le informazioni nuove allinizio della frase e di
conferire una maggiore oggettivit al punto di vista dellemittente, il che offre una maggiore
concisione sintattica e ricchezza concettuale. Tale meccanismo ha il vantaggio di evitare il
ricorso alla subordinazione e di elevare il grado di formalit del registro attraverso laumento
del grado di densit lessicale e della correlata complessit semantica. Allora, proposizioni del
tipo attendere la visualizzazione dellarchivio e attendere la risposta del programma
prevalgono nel linguaggio informatico su quelle corrispondenti attendere finch larchivio

- 51 -
non sar visualizzato e attendere finch il programma non determina il problema e non
risponde.
Un fenomeno simile alla nominalizzazione del sintagma verbale la sostituzione delle
subordinate relative con aggettivi o con participi presenti riferiti al nome: nella frase la
maggior parte dei router casalinghi basata sul kernel Linux, da anni pienamente
compatibile col nuovo protocollo laggettivo compatibile sostituisce la subordinata relativa
che pu adattarsi (o accoppiarsi), mentre nella frase il CD-ROM autoinstallante del modem
non include i driver per Windows 7 il participio presente autoinstallante sostituisce la
subordinata relativa che si installa automaticamente. Entrambi le versioni sono comunque
possibili nella lingua standard, ma nelle lingue speciali la seconda preferita per eliminare le
possibili ambiguit insite nel pronome relativo e per evitare periodi lunghi con molte
subordinate.
Non meno importante lelisione delle preposizioni, dove la necessit di risparmiare spazio
costringe gli specialisti e i programmatori alluso del linguaggio conciso, in cui le
preposizioni diventano elementi superflui, soprattutto quando si tratta delle due preposizioni
di e per, come in nome utente anzich nome dellutente, nome stampante anzich nome della
stampante, banca dati anzich banca dei/per i dati, disco archiviazione dati anzich unit
disco per larchiviazione dei dati e disco archivi anzich unit disco per la memorizzazione
degli archivi. Il deciframento del significato viene reso possibile, fra laltro, dallesperienza
dellutente e dallaspetto grafico del sintagma. Se mancano questi elementi, in molti casi
viene meno anche la possibilit di comprensione. Ma le preposizioni non sono state
definitivamente eliminate nei testi: si nota, piuttosto, unalternanza fra sintagmi con la
preposizione e sintagmi in cui invece la preposizione assente. Valutando, per esempio, la
frequenza duso di nome utente e nome dellutente nella rubrica Posta del mensile PC
Professionale [2000-2011], troviamo che nome utente impiegato 39 volte e nome dellutente
3 volte:
- nome utente:
Inserire inserire nome utente e password e confermare la scelta premendo Applica. [PC Professionale:
200, p.181]

- nome dellutente:
Inserire il nome dellutente nel campo Default UserName e la relativa password in Default-Password.
[ivi, p.180]

Va notato, inoltre, che lelisione delle preposizioni preferita nella formazione dei
comandi: ad esempio nella frase Entrare in Configurazione computer, quindi in Impostazioni
di Windows e selezionare Impostazioni protezione la preposizione elisa nel primo e terzo
comando: Configurazione computer anzich Configurazione del computer e Impostazioni
protezione anzich Impostazioni per la/della protezione.

1.4.7.2. La semplificazione del periodo


Nel linguaggio informatico la struttura del periodo tende ad essere semplificata perch chi
legge esige una costruzione sintattica semplice per potersi concentrare completamente sulle
conoscenze e sulle informazioni che vengono trasmesse. Il meccanismo utilizzato consiste in
linea generale nelluso di periodi brevi, in cui frequente luso delle principali e delle
coordinate (andamento paratattico del discorso) e delle .
Lesempio che segue formato da quattro periodi: il primo formato da una sola
principale; la seconda da una principale e una coordinata disgiuntiva; la terza da una
principale e una subordinata temporale e la quarta da una sola principale:

- 52 -
Non pochi utenti di Vista hanno segnalato malfunzionamenti pi o meno gravi delle periferiche Usb.
In particolare, un dispositivo Usb pu non funzionare pi correttamente o bloccarsi durante il suo
utilizzo. Quando ci avviene, Gestione Periferiche segnala lanomalia con un punto esclamativo su
fondo giallo in corrispondenza della voce relativa. In alcuni casi lo stesso dispositivo pu scomparire
del tutto dallelenco. Questo problema stato segnalato con particolare frequenza con dispositivi
come lettori di impronte digitali, interfacce per telecomandi a infrarossi, drive ottici esterni e lettori di
schede di memoria. [PC Professionale: maggio 2007, p.246]

1.4.7.3. La spersonalizzazione del discorso e le strutture stereotipiche


La spersonalizzazione del discorso uno degli importanti aspetti morfosintattici del
linguaggio informatico italiano. Tale strategia sintattica e testuale viene realizzata tramite il
ricorso alle forme passive o impersonali, al gerundio, al participio ed allinfinito
(soprattutto quando si tratta delle istruzioni fornite dal computer). La preferenza per queste
forme dovuta alla necessit di tematizzare, spersonalizzare ed oggettivare ci che viene
scritto, evidenziando il fatto e il processo illustrato ma non lagente. Inoltre, lestensore del
testo tende a restare in secondo piano, perch ci che conta di pi sono le informazioni.
Eccone alcuni esempi significativi:
- forma passiva:
Il pacchetto Enternet 300 il pi diffuso gestore del protocollo Pppoe. Nonostante i difetti, non pi
aggiornato dal 2002. [PC Professionale: maggio 2007, p.246]

- gerundio:
In particolare, eseguendo linstallazione completa di Easy CD Creator 5 Platinum si possono
presentare due problemi. [PC Professionale: luglio/agosto 2001, p.180];

- participio:
I processori contenenti il memristor potranno sostituire il silicio negli smart display degli e-reader e
potrebbero un giorno diventare persino i successori del silicio su larga scala. [Computer World Italia:
maggio 2010, p.44]
Molti driver sviluppati per Windows NT non supportano correttamente lo standard Acpi. [PC
Professionale: maggio 2001, p.207];

- infinito:
Fare clic su Invia e attendere il completamento delloperazione e il reset del modem per rendere
operative le modifiche. [PC Professionale: Giug. 2001, p.188].

Linfinito come vediamo in questultimo esempio viene utilizzato per dare istruzioni
allutente (la comunicazione avviene a livello uomo-uomo), mentre per dare istruzioni alla
macchina (comunicazione a livello uomo-macchina) viene coniugato il verbo allimperativo
alla seconda persona singolare, il che d lapparenza di una comunicazione diretta con il
computer. Le regole fondamentali che differenziano il tipo di comunicazione tra uomo e
computer da quella tra persone portano a modifiche del linguaggio mirate a differenziare sul
piano morfosintattico i testi contenuti allinterno del software dagli altri tipi di testi. Si pensi,
ad esempio, ai comandi integrati nella suite di Microsoft Office, come Apri, Salva, Chiudi,
Inserisci, Taglia, Copia, Incolla, ecc., che anchessi appaiono indubbiamente sotto linflusso
diretto delle rispettive forme inglesi Open, Save, Close, Insert, Cut, Copy, Paste, ecc.
Con strutture stereotipiche (dette anche strutture cristallizzate) si intende invece una
successione fissa di parole che assume un significato globale e autonomo [GRADIT: 2007],
come nel caso di copia e incolla e taglia e incolla. Lutilizzo di queste strutture favorito dal
metodo che viene adoperato per la stesura delle istruzioni software, come vediamo nei
seguenti esempi:

- 53 -
Ho bisogno che i sistemi operativi host e guest interagiscano scambiandosi i file con copia e incolla.
[PC Professionale: agosto 2011, p.169]
Se si desidera mantenere queste informazioni consigliabile usare lopzione Visualizza cronologia e
archiviare la lista con unoperazione di taglia e incolla. [PC Professionale: ottobre 2008, pp.239-240]

1.4.7.4. Gli aggettivi sostantivati, i sostantivi aggettivali e metonimie sintattiche


Molto di frequente si verifica nel linguaggio informatico italiano la sostantivazione degli
aggettivi, un fenomeno che risponde allesigenza di sinteticit caratterizzante tale linguaggio
settoriale in genere, ma che dipende anche dal modello inglese. Ne pu costituire un esempio
laggettivo sostantivato periferica, in cui periferica sostituisce il termine unit periferica.
Nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011] il sintagma unit periferica
non mai impiegato, mentre laggettivo sostantivato periferica occorre 572 volte:
Uno dei problemi che per gli utenti continuano a incontrare al momento dellinstallazione dei driver
riguarda il fatto che spesso le nuove versioni disponibili sul sito Web di Creative sono fornite
esclusivamente in lingua inglese e, installando questi driver in un sistema nel quale sia presente la
versione italiana, sono stati segnalati spesso malfunzionamenti dovuti ad una parziale sostituzione dei
file di gestione della periferica. [PC Professionale: maggio 2001, p.210]

Questa periferica potrebbe essere collegata come slave sul controller secondario della piastra madre.
[PC Professionale: gennaio 2002, p.175]

Un altro aggettivo sostantivato portatile, oggi utilizzato in informatica prevalentemente


come sostantivo con il significato di computer portatile, indicando in generale tutti i tipi dei
computer portatili che in inglese sono tanti e vari (laptop, notebook, netbook, Air-book,
ultrabook, ecc.):
Se lunit di backup viene conservata con la stessa borsa del portatile, la sua funzione viene meno.
[PC Professionale: 2011, p.141]
Un portatile deve avere precise caratteristiche messe a punto da Intel. [ivi, p.82]

Nel linguaggio informatico il sostantivo compatibilit, che ricalca linglese compatibility,


si usa per indicare la condizione per cui due elaboratori elettronici possono eseguire lo stesso
programma senza necessit di modificazione [GRADIT: 2007]. Parallelamente a
compatibilit si imposto anche laggettivo compatibile. Tuttavia compatibile tende ad essere
impiegato autonomamente in espressioni molto comuni nel parlato: per esempio quando porto
in negozio una cartuccia originale di stampante hp per cambiarla con una cartuccia
compatibile basta dire al personale vorrei una compatibile, cio una cartuccia compatibile
con lo standard di hp.
Aggiungiamo infine due aggettivi sostantivati inglesi impiegati nel linguaggio informatico
italiano: personal e compact che si usano a volte al posto delle rispettive forme estese
personal computer* e compact disc*.
Da un altro canto, in taluni casi notiamo luso aggettivale o per lo meno ellittico di tanti
prestiti inglesi entrati nel linguaggio informatico italiano. Ricordiamo come esempi i seguenti
termini:
- hardware:
laccensione persistente del Led di attivit farebbe pensare a un problema hardware a carico di questo
componente. [PC Professionale: aprile 2010, p.179]

- software:
Il lettore potr facilmente trovarne una versione adeguata alla sua piattaforma hardware e software
attraverso Google [PC Professionale: aprile 2010, p.180]

- 54 -
- multitasking:
Questo comportamento ragionevole per un programma che deve essere eseguito allinterno di un
ambiente operativo multitasking e multiutente [PC Professionale: giugno 2004, p.212]

In taluni casi stato osservato nella terminologia informatica un uso particolare


dellaggettivazione. Si tratta di formazioni ellittiche (spesso sintagmatiche) in cui laggettivo
non si riferisce propriamente al sostantivo cui unito ma a un altro sottinteso. Si tratta, infatti,
di metonimia sintattica. Ad esempio stampante parallela deve essere in realt volto in
qualcosa come stampante con collegamento parallelo; e quindi si dice stampante seriale
anzich stampante con collegamento seriale, copia remota anzich copia da luogo (computer)
remoto, liberazione convenzionale anzich liberazione della memoria convenzionale, ecc.
Questi esempi sono significativi dal momento che il loro uso assolutamente univoco e non
vi si alterna mai la forma pi estesa, con un conseguente grado di tecnicit molto elevato. La
presenza della metonimia sintattica in un linguaggio che esige la massima chiarezza e non
ammette possibilit di equivoco nella trasmissione del messaggio indice della necessit di
massima sintesi. [cfr. M. Lanzarone: 1997, pp.451-452]

1.5. Litaliano senza inglese: indipendenza di formazione


La dipendenza terminologica (oltre che tecnologica) dellinformatica italiana da quella
americana un fatto facilmente verificabile, con cui tutti coloro che si occupano di questo
settore (informatici, societ produttrici di software, societ editoriali, linguisti, ecc.) devono
confrontarsi in continuazione. La reazione della lingua italiana nei confronti dellegemonia
dellinglese in questo settore non sembra essere molto forte, soprattutto a livello di hardware:
le nuove apparecchiature arrivano spesso in Italia con i relativi nomi inglesi, solo alcune volte
adattati foneticamente, meno spesso graficamente, molto raramente tradotti. Anche in altri
settori la terminologia informatica, per quanto formalmente italiana, accusa spesso la
derivazione dallinglese, ad esempio nella scelta delle varianti.
In tale quadro si distaccano per alcuni momenti in cui litaliano sembra vivere
indipendentemente dallinglese, con parole ed espressioni proprie. Si tratta di una quota
minoritaria rispetto al resto della terminologia di influenza inglese; tuttavia sembra opportuno
evidenziare questi casi che si discostano dalla linea di tendenza. Spesso litaliano si
differenzia dalluso inglese quando vi sono difficolt oggettive nella resa della terminologia:
alluso dei prestiti integrati si pu allora affiancare un termine proprio dellitaliano, spesso
connotato come gergo. il caso di quellimpallarsi che, pur non avendo nessun rapporto
etimologico con il verbo inglese (to) crash, litaliano si accontentato di usare accanto al
termine inglese che litaliano non riesce a rendere altrettanto sinteticamente in italiano. In un
altro caso, invece, quello di smanettare, litaliano interamente autonomo rispetto alla lingua
dorigine, dove smanettare ha uso esclusivamente colloquiale ed stato prestato per metafora
allinformatica dal settore motociclistico italiano. In questi casi, e ancora nella terminologia
ufficiale, si arriva raramente alla sostituzione completa dellinglese a opera dellitaliano; anzi,
il corrispettivo termine inglese resta sempre presente nella competenza passiva degli
appassionati e nella competenza attiva dei professionisti. [cfr. M. Lanzarone: 1997, pp.460-
461]
Litaliano informatico, come linglese, non disdegna espressioni colorite e tratte dalla
lingua colloquiale ma, a differenza dellinglese, si tratta di voci gergali che rimangono
confinate a un livello basso e che raramente vengono accolte nel linguaggio ufficiale
dellinformatica, cio quello dei manuali e dei software. In merito cos scrive M. Lanzarone
[1997, p.435]:

- 55 -
Abortire un programma, ad esempio, registrato in Microsoft 1994(27), ma non nei manuali DOS,
cos come andare in bomba, friggere o popolare la scheda di un circuito stampato, parcheggiare
la testina di un drive, rinfrescare la memoria di un computer, mettere una toppa in un
programma o comprare un sistema chiavi in mano. Nelle riviste divulgative possiamo trovare
termini come impallarsi o smanettare (di uso frequentissimo nel parlato), ma non nei testi ufficiali.
Nei manuali del DOS, ad esempio, si hanno perifrasi pi o meno lunghe, come, nel primo caso, un
programma termina improvvisamente lesecuzione, un programma interrompe lesecuzione, un
programma interrompe inaspettatamente lesecuzione, il computer ha smesso di funzionare.

Ancora, i due termini italiani elaborare e elaborazione, di cui dice M. Lanzarone [1997,
p.461]:
Tale gruppo di parole utilizzato per tradurre gli inglesi (to) process/processor/processing, termini
che fanno riferimento a process, il cui uso non corrisponde perfettamente a quello dellitaliano
processo; piuttosto copre lo spettro semantico di procedimento e trattamento. La difficolt di
adoperare quindi il perfetto usato in corrispondente etimologico (e grafico e fonetico) italiano, pur
usato in alcuni contesti e in alcune forme derivate (primo fra tutti il calco processore), ha spinto gli
informatici italiani a scegliere una serie di termini differente da quella inglese, ma che pi
correttamente vi si adatta. I dizionari inglese-italiano non riportano infatti per (to) process litaliano
elaborare e, al contrario, da elaborare non c alcun rinvio al verbo inglese (to) process.

Ancor pi interessante il caso di Invio, un comando che si trova ormai su tante tastiere
italiane sul tasto utilizzato per segnalare al sistema operativo che la sequenza di caratteri
digitata (detta anche stringa) completa. La forma italiana si discosta dunque dal modello per
categoria grammaticale: nellinglese Enter un verbo ma in italiano sostituito dal sostantivo
Invio.(28)
La gi citata nominalizzazione diventa anchessa elemento costante del linguaggio del
software e appare con maggiore frequenza rispetto ad altri tipi di testi informatici.

1.6. La situazione in unaltra lingua: la resistenza della lingua araba agli anglismi
informatici
Limportanza linguistica dellinglese in campo informatico fuori discussione in Italia cos
come in tutta lEuropa. Quello che differenzia le situazioni linguistiche proprie di ogni
nazione il grado di reazione alla pressione linguistica angloamericana, premesso che,
comunque sia, tutte le lingue si sono trovate nelle stesse condizioni di sistema ricevente. Tra
le lingue romanze che reagiscono maggiormente allintroduzione degli anglismi informatici
viene in primo luogo il francese, seguita dal tedesco. Sul caso francese M. Lanzarone [1997,
p.458] scrive:
In Francia, in particolare, lintroduzione passiva di anglicismi nel lessico informatico stata
osteggiata fin dallinizio, con una politica di difesa della lingua nazionale che peraltro tipica della
tradizione culturale francese, non solo in ambito informatico. Gi nel 1955 il giornalista Andr Rigaud
metteva in guardia contro il progressivo espandersi dellinglese sul francese nei linguaggi tecnico-
scientifici, tanto da arrivare a parlare di franglais, un neologismo da lui coniato per indicare il
miscuglio tra inglese e francese. Il franglais, trasformato in un ipotetico itanglese, sarebbe proprio
quello che si instaurato invece nella nostra lingua, dove in una stessa frase convivono parole inglesi
e parole italiane, e in una stessa parola elementi inglesi ed elementi italiani.
Dagli anni 50 a oggi, in Francia sono nate alcune istituzioni preposte al controllo linguistico, prima
fra tutte lAcadmie Franaise, che hanno reso in parte la terminologia informatica in lingua
francese indipendente, almeno formalmente, da quella in lingua inglese. Tuttavia, la forza dell'inglese

27
Microsoft 1994 = Microsoft, Computer Dictionary. Dizionario dei termini dellinformatica, Milano,
Mondadori Informatica, 1994.
28
noto che su tante tastiere soprattutto quelle incorporate nei portatili della famosa HP linglese Enter e
litaliano Invio sono sostituiti dal segno  . Lo stesso vale a dire per alcuni altri nomi di tasti, dove shift
sostituito da  e backspeace da . necessario affermare che sulla tastiera italiana di alcuni PC e portatili
(soprattutto quella incorporata nei portatili di Asus) appaiono ancora i nomi inglesi.

- 56 -
informatico fa s che spesso le forme nuove proposte in sostituzione di quelle originali debbano
confrontarsi da vicino con queste ultime, soprattutto al livello scientifico alto, dove i rapporti
internazionali sono responsabili del continuo afflusso di anglicismi.

Una delle lingue non romanze che reagiscono fortemente allintroduzione degli anglismi
informatici larabo. Questultimo una delle lingue pi parlate al mondo ed usato da circa
centottanta milioni di persone. la prima lingua ufficiale di Arabia Saudita, Algeria, Egitto,
Emirati Arabi Uniti, Iraq, Giordania, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Mauritania, Palestina,
Sahara Occidentale, Siria, Sudan, Tunisia e Yemen. Si parla anche in alcune parti di paesi
come Eritrea, Iran, Senegal, Turchia. Senza considerare i milioni di musulmani che risiedono
in altri paesi e hanno conoscenze di arabo, solitamente per ragioni di tipo religioso, perch il
Corano in lingua araba. Un gran numero di prestiti sono stati incorporati dallarabo nel
corso dei secoli, tanto dallarabo classico quanto dallarabo dialettale.
Nel mondo arabo si parlano molte varianti dialettali della lingua araba, spesso molto
diverse tra loro. Mentre esiste un arabo ufficiale standard che viene usato per la
comunicazione scritta e in situazioni formali, per la comunicazione informale vengono usati
sempre i dialetti. Alcuni sono solo parzialmente comprensibili per arabi che vengono da
regioni diverse. In particolare i dialetti del Maghreb sono considerati molto diversi dallarabo
standard. Mentre le persone di buon livello culturale sono in genere capaci di esprimersi
nellarabo ufficiale, la maggioranza degli arabi usa generalmente solo il proprio dialetto
locale. Al giorno doggi il dialetto egiziano probabilmente il pi conosciuto nel mondo
arabo, grazie alla grande popolarit dei film e della musica egiziana.
Tramite i dialetti arabi sono entrati nella lingua standard tanti prestiti. I prestiti pi antichi
non sono pi riconoscibili: questo succede per esempio con i prestiti semitici aramaici e anche
con molti persianismi, grecismi e turcismi penetrati per lo pi nel Medioevo. Nellet
moderna, invece, sono state inserite parole francesi, inglesi e italiane(29).
Nei seguenti paragrafi tratteremo i vari processi di ricezione dei termini informatici inglesi
da parte dellarabo. Occorre per premettere che non facile seguire levoluzione del
linguaggio informatico arabo nella lingua parlata: nei diversi paesi arabi, infatti, si osservano
livelli medi distruzione e di cultura molto vari tra di loro. In Egitto, per esempio, nelle
scuole, nei centri di corsi informatici e negli istituti dinformatica, il materiale usato per
linsegnamento in arabo e di conseguenza tutti i termini inglesi sono pi o meno resi in
arabo; lo stesso vale per le universit, eccetto le Facolt di Informatica e i dipartimenti di
ingegneria informatica presso le Facolt di Ingegneria, dove il materiale didattico impiegato
in inglese. Limpiego dei termini informatici inglesi nella lingua parlata, invece, molto
frequente perfino da parte delle persone analfabete: per esempio, un analfabeta egiziano per
indicare il computer usa per abitudine ( kumbytar) anzich ( sib l)(30).
Larabo scritto, invece, resiste pi fortemente allinserimento di anglismi informatici: al loro
posto si trovano calchi traduzione e calchi sinonimici, possibili grazie alla grande flessibilit e
ricchezza linguistica della lingua araba(31).

29
Per una profonda analisi degli italianismi impiegati nellarabo egiziano veda M. E. Sholkamy [2005];
Socrates Spiro Bey [1904]; G. Cifoletti [1986]; ecc.
30
Per la traslitterazione delle parole arabe veda appendice A.
31
La lingua araba ha un sistema morfologico molto flessibile in modo da poter avere tanti derivati da un solo
nome o verbo: per esempio, dal verbo ( ara) uscire nascono (araa) far uscire, dirigere
lallestimento di unopera teatrale o cinematografico e di un programma televisivo o radiofonico,
(staraa) rilasciare [un documento], far venire qualcosa come conseguenza, ( mara) uscita,
risoluzione, ( muri) regista, ( mura) risultato, ( mar) residuo, ( or) sacco
usato dai nomadi per portare gli alimenti e i vestiti durante il viaggio, (r) il fare uscire qualcuno o
qualcosa, regia, ( mustara) documento rilasciato dal governo o da ciascuna delle sue rappresentanze,
ecc.

- 57 -
Per valutare la presenza degli anglismi nellarabo informatico abbiamo scelto unopera in
Pdf pubblicata nel 2012 dalla Societ Aston Swann come materiale per il corso in arabo della
Licenza Internazionale della Guida del Computer (ICDL) Windows XP 10.06. Questa opera
usata in Egitto in tanti centri in cui si tengono corsi di preparazione per lICDL e in molti
test center.

1.6.1. Il calco traduzione


Quasi tutti i termini informatici inglesi sono tradotti letteralmente in modo perfettamente
accettabile dalla linguistica araba tramite il meccanismo del calco traduzione.
Il termine inglese in generale viene sostituito nellarabo informatico da un traducente
ricavato tramite il calco traduzione. Il sostantivo plurale inglese data sostituito
semplicemente dal gi esistente sostantivo plurale ( baynt) dati [Aston Swann: 2012,
Modulo 1, parte 2, p.4]. Da notare qui che il traducente ( baynt), come il vocabolo
inglese data, si impiega solo al plurale, perch il singolare ( bayn) ha un significato
diverso, cio annuncio. Nello stesso modo termini informatici inglesi come account, file,
folder, memory, printer e processing sono rispettivamente sostituiti dai sostantivi arabi gi
esistenti ( Hisb) account, conto [Aston Swann: 2012, Modulo 1, parte 2, p.6],
(malaf) file, cartella [Aston Swann: 2012, Modulo 2, parte 1, p.4], (muallad) archivio
cartella [ibidem], ( dkira) memoria [Aston Swann: 2012, Modulo 1, parte 2, p.12],
( bia) stampante [ivi, p.14] e (mulaa) elaborazione [ivi, p.8].
Il termine inglese computer sostituito nel linguaggio informatico arabo dal neologismo
( asb) propr. calcolatore [ivi, p.2] e/o dal termine composto arabo ( sib
li) calcolatore elettronico. Nella formazione del neologismo ( asb) larabo segue
lo stesso percorso di derivazione dellinglese: in inglese computer deriva da (to) compute
calcolare [D. Harper: 2010] e nellarabo deriva dal verbo arabo ( asaba)
calcolare. Il secondo termine arabo, inoltre, composto di ( sib), il participio
presente dello stesso verbo arabo, seguito dallaggettivo ( li) automatico.
Per quanto riguarda input e output sono rispettivamente sostituiti in arabo con ( dl)
e ( r) per indicare rispettivamente inserimento di dati in un elaboratore elettronico
attraverso un apposito dispositivo, come tastiera, mouse, scanner, memoria di massa e
trasferimento dei dati prodotti da un elaboratore elettronico a un apposito dispositivo, quale
monitor, stampante, memoria di massa. In inglese e in italiano questi due termini hanno
subito unestensione del proprio valore semantico mediante un passaggio dalla denotazione
dellazione a quella del risultato per indicare i dati stessi cos inseriti/prodotti. In arabo
invece si usano due termini autonomi gi esistenti che hanno lo stesso significato di input e
output, (mudalt) per i dati inseriti e (murat) per i dati prodotti.
Trasformare i termini composti inglesi in equivalenti arabi comporta modificazioni non
solo dal punto di vista sintagmatico, ma anche dal punto di vista morfologico. Nella resa
dellinglese username, cui corrisponde la locuzione araba ( sm mustadim) [Aston
Swann: 2012, Modulo 2, parte 1, p.5], si registra solo un cambiamento sintagmatico: il primo
sostantivo arabo ( sm) nome, infatti, il traducente del secondo sostantivo inglese name
e il secondo sostantivo arabo (mustadim) utente il traducente del primo sostantivo
inglese user. Il vocabolo inglese copyright nel linguaggio informatico arabo sostituito da
( uqq nas) [Aston Swann: 2012, Modulo 1, parte 2, p.3], che la traduzione
letterale del vocabolo inglese, dove ( uqq) diritti la traduzione araba di right e
(nas) copia quella di copy; tuttavia, la parola araba ( uqq) diritti al plurale,
nonostante la parola inglese right sia singolare. Linglese database sostituito da
(qida-t baynt) [Aston Swann: 2012, Modulo 2, parte1, p.49], che la traduzione letterale
del composto inglese, dove ( qida) base il traducente di base e ( baynt) dati
- 58 -
quello di data. Da notare che sia linglese data che larabo ( baynt) vengono
impiegati sempre al plurale per indicare i dati, in relazione alla loro elaborazione. Lo stesso
vale per tutti i termini inglesi associati con il vocabolo data, come, per esempio, nel caso di
data protection, che sostituito dallarabo ( imya-t baynt) protezione dei dati
[Aston Swann: 2012, Modulo 1, parte 2, p.3], in cui ( imya) sta per protection e
(baynt) per data.
Nella resa del termine inglese workstation, cui corrisponde larabo ( maat
amal) stazioni di lavoro [ivi, p.9], si osserva un cambiamento sintagmatico e morfologico:
dal punto di vista sintagmatico il primo sostantivo arabo ( maat) stazioni il
traducente del secondo sostantivo inglese station e il secondo sostantivo arabo ( amal)
lavoro il traducente del primo sostantivo inglese work. Quanto al cambiamento
morfologico, invece, a differenza del sostantivo singolare inglese station larabo impiega il
sostantivo plurale (maat) (il singolare (maaa) stazione). Lo stesso vale
per tanti altri termini inglesi come word processing, che sostituito da
(mulaa-t nuss) [ivi, p.2], composto del sostantivo singolare ( mulaa)
elaborazione e del sostantivo plurale ( nuss) testi.
Nella resa del termine inglese keyboard, sostituito in arabo da ( lawa-t maft)
[ivi, p.9], si registra un analogo mutamento sintagmatico e morfologico: il sostantivo
singolare board sostituito dal sostantivo singolare ( lawa) scheda (nel senso di
lastra a forma rettangolare che funziona come un circuito elettrico su cui appoggiano i tasti)
e il sostantivo singolare key sostituito dal sostantivo plurale (maft) chiavi. Larabo
informatico, inoltre, preferisce qui essere fedele alla traduzione letterale dellinglese key
optando per (maft) chiavi anzich ( azirra) tasti.
Trasformare, utilizzando il meccanismo del calco traduzione, un termine informatico
inglese composto di un aggettivo (o sostantivo aggettivato) e un sostantivo in un traducente
arabo vuol dire in generale operare un cambiamento nella sequenza sintagmatica da
determinante + determinato (sequenza tipica dellinglese) a determinato + determinante
(sequenza tipica dellarabo). Il termine inglese floppy disk, ad esempio, composto
dallaggettivo floppy flessibile e dal sostantivo disk disco (determinante + determinato),
mentre nel linguaggio informatico arabo il termine inglese tradotto fedelmente come
(qurs marin) disco flessibile [ivi, p.6], dove il sostantivo ( qurs) il traducente
arabo di disk e laggettivo (marin) il traducente di flessibile. Lo stesso vale per tanti altri
esempi, come personal computer (determinante + determinato), che sostituito da
( asb as) computer personale [ivi, p.3] (determinato + determinante), dove
(asu:b) computer la traduzione araba di computer e ( as) personale quella di
personal.
A volte larabo informatico sostituisce un sostantivo aggettivato inglese con un aggettivo
arabo, come nel caso di light pen, in cui light un sostantivo con funzione di aggettivo, che
nel linguaggio informatico arabo reso mediante laggettivo ( aw) sensibile alla
luce, mentre pen sostituito dal traducente ( qalam). Nel traducente arabo ( qalam
aw) [ivi, p.9] larabo informatico cambia anche la sequenza da determinante + determinato
a determinato + determinante.
Al contrario del caso di light pen, larabo informatico a volte sostituisce un aggettivo (o un
sostantivo aggettivato) inglese con un sostantivo, come nel caso di operating system,
sostituito in arabo da ( nim tal) [ivi, p.13], in cui il sostantivo arabo ( nim)
corrisponde al sostantivo inglese system e il sostantivo arabo ( tal) allaggettivo
operating.
A volte nel linguaggio informatico arabo, come in quello italiano, a un solo termine inglese
corrispondono due traduzioni: per rendere, per esempio, il termine inglese hard disk si usano

- 59 -
in arabo le locuzioni ( qurs salb) disco rigido [ivi, p.7], formata da ( qurs)
disco e ( salb) rigido, e ( qurs tbit) disco fisso [ibidem], formata da
(qurs) disco e ( tbit) fisso. In questo caso larabo e litaliano hanno seguito lo stesso
processo di traduzione, perch anche in italiano si usano i due termini disco rigido e disco
fisso per linglese hard disk. Motherboard un altro esempio per il quale larabo ha due
termini corrispondenti: ( lawa um) scheda madre [ivi, p.16], composto da
(lawa) scheda e il sostantivo con funzione aggettivale ( um) madre e ( lawa
raisya) scheda principale [ivi, p.7], formato dal sostantivo ( lawa) e dallaggettivo
( raisya) principale.
Un caso particolare quello di software. In inglese composto di due parole soft morbido,
adattabile e ware oggetto, mentre nel linguaggio informatico arabo viene tradotto con una
sola parola ( barmayt) software [ivi, p.18]. Va notato che il termine arabo
(barmayt) al plurale e deve essere al plurale, perch il singolare, cio ( barmaa), si
usa come traducente arabo dellinglese programing programmazione.
A volte gli informatici arabi si vedono costretti ad aggiungere unaltra parola per evitare
eventuali ambiguit: hardware in arabo sostituito da ( muiddat asb) [ivi, p.9],
locuzione formata dal sostantivo plurale ( muiddat) oggetti fisici e dal sostantivo
singolare ( asb) computer. Nonostante la parola ( muiddat) da sola possa
tradurre il termine inglese, gli informatici aggiungono la parola ( asb) computer,
perch (muiddat) ha un significato molto generico che si usi in campi molto diversi.
Resta, infine, accennare che luso metaforico di alcuni termini informatici inglesi viene in
generale accolto anche nel linguaggio informatico arabo, traducendo letteralmente il termine
inglese. Il termine mouse, per esempio, ha conosciuto in inglese unestensione semantica
aggiungendo al significato originale, che quello di topo, un nuovo significato nel campo
informatico, quello cio di accessorio per i personal computer che, mosso su un piano
orizzontale, consente di spostare velocemente il cursore sullo schermo e di comandare,
mediante alcuni pulsanti di cui dotato, l'esecuzione di determinate operazioni. Tale
denominazione si spiega per il fatto che la forma dellaccessorio ricorda quella di un topo.
Larabo informatico ha seguito lo stesso processo di formazione, conferendo lo stesso
significato metaforico alla parola araba ( fara) topo femmina. Non chiaro il motivo per
cui larabo ha preferito il sesso femminile al sesso maschile (o meglio, indeterminato) del
referente del termine inglese.

1.6.2. La traduzione del significato


Un altro meccanismo utilizzato dalla lingua araba per formare il lessico informatico
quello di tradurre il significato del termine inglese, anzich tradurre letteralmente il termine,
per evitare eventuali ambiguit nella lingua araba, specialmente nel caso delle locuzioni
inglesi. Di seguito alcuni esempi:
- joystick: se dovessimo tradurre il termine inglese letteralmente, otterremmo ( asa
almara) bastone di gioia, il cui rapporto con il referente resterebbe oscuro. In arabo,
quindi, si optato per la soluzione ( asa taakkum) barra di controllo [ibidem],
formata da ( asa) bastone, barra e ( taakkum) comando, controllo, ci che
rende in modo chiaro e univoco la funzione del dispositivo;
- keyword: nel linguaggio informatico arabo si usa il termine ( kalima raisya)
[Aston Swann: 2012, Modulo 5, parte 3, p.181], una locuzione formata dal sostantivo
(kalima) parola e dallaggettivo ( raisya), che significa principale. Si tratta di
una traduzione del significato che ha acquistato la parola key nel composto inglese, in cui

- 60 -
key un sostantivo in funzione di aggettivo equivalente allaggettivo inglese main
principale;
- monitor: nel linguaggio informatico arabo si usa il termine ( a-t ar)
[ibidem], termine formato da ( a) dispositivo con schermo dotato di tutte le
apposite caratteristiche per ( ar) proiezione [sia di immagini fissi o in
movimento];
- Scanner: non ha un equivalente in arabo, gli informatici hanno quindi coniato un termine
che ne descrive lazione, ( msi aw) [Aston Swann: 2012, Modulo 1, parte
2, p.9]. Il neologismo arabo composto dal termine (msi) apparecchio in grado di
riconoscere le sostanze e ottenerne unimmagine e dallaggettivo ( aw) nel senso
di ottico. Il neologismo arabo, quindi, descrive la funzione di tale lettore ottico;
- spreadsheet: il presente termine inglese formato da spread esteso, allungato e sheet
foglio (di carta). Poich uneventuale traduzione letterale avrebbe reso non evidente il
rapporto del composto con il referente, si provveduto a coniare autonomamente la
locuzione ( adwal baynt), formata da ( adwal) tabella e
(baynt) dati, che ben descrive lobiettivo di questo programma, visto che lo
spreadsheet un foglio diviso in colonne e righe, cio una tabella (( adwal)) in cui
registriamo i dati (( baynt)).
A volte per, invece di accettare la metafora inglese (come nel caso di mouse - ( fara)),
in arabo si preferisce coniare nuovi termini. Linglese cookie, ad esempio, nella lingua inglese
comune significa biscotto, mentre nel linguaggio informatico inglese si usa per indicare
piccolo file che viene spedito sullhard disk di un utente quando si collega ad un sito, per
identificarlo la volta successiva che si connette. Il linguaggio informatico arabo indica lo
stesso oggetto con il neologismo informatico ( malaf irtib) file di connessione
[ivi, p.27].

1.6.3. La sostituzione degli aggettivi inglesi


Allinterno di alcuni termini informatici inglesi c un aggettivo, che gli informatici arabi
si trovano spesso a dover tradurre. La traduzione di questi aggettivi inglesi in genere molto
facile per la presenza di un equivalente adatto nella lingua araba, come personal in personal
computer, che viene tradotto facilmente in ( as) personale [ivi, p.14]; analogue in
analogue links, che viene tradotto facilmente in ( mutanira) analogo [ibidem];
networked in Networked Computer, che viene tradotto facilmente in ( abak) di rete
[ivi, p.13] e peripheral in peripheral device, che viene tradotto facilmente in ( araf)
periferico [ivi, p.14].
Due casi particolari sono touch e gli aggettivi inglesi terminanti con il suffisso -ble. Per
lassenza di un aggettivo arabo perfettamente equivalente al sostantivo touch in funzione
aggettivale, gli informatici arabi hanno usato la locuzione gi esistente, specialmente nel
linguaggio scientifico botanico e chimico, ( asss lil-lams) sensibile al tocco. Il
termine inglese touch screen, quindi, viene sostituito nel linguaggio informatico arabo da
( a asssa lil-lams) [ivi, p.9], dove ( a) schermo il traducente di
screen e ( asssa lil-lams) sensibile al tocco il traducente di touch. In modo
analogo, touch pad viene sostituito da ( ruqa asssa lil-lams) [ibidem], in cui
( ruqa) propr. spazio il traducente di pad e ( asssa lil-lams) sensibile al
tocco quello di touch. E per lassenza del suffisso -bile in arabo, i derivati aggettivali
inglesi formati con laggiunta del suffisso -ble vengono resi con la locuzione aggettivale gi
esistente ( qbil li), che indica possibilit: per esempio, removable in removable

- 61 -
storage device viene sostituito dal termine in funzione aggettivale ( qbil lil-lnaql)
rimovibile [ivi, p.18].

1.6.4. La sostituzione delle sigle e degli acronimi inglesi


Larabo, come resiste alla presenza di termini informatici inglesi non integrati, nel maggior
numero dei casi non accetta luso delle sigle inglesi e opta per la traduzione della forma
inglese estesa. Il traducente arabo viene seguito tra parentesi dalla sigla e/o dalla forma estesa
inglese per una sola volta e per tutto il resto del testo si usa solo il traducente arabo. Nelle
seguenti righe faremo qualche esempio in cui riportiamo prima la sigla inglese, poi il termine
inglese intero, la traduzione usata nel linguaggio informatico arabo, e, infine, la frequenza
delluso delluno o dellaltro in tutti i sette moduli dellopera sopracitata, a cui ci riferiremo
con Aston Swann [2012, Moduli 1-7].
- CD [Compact Disk]: nel linguaggio informatico arabo la sigla viene sostituita da
(qurs mudma) disco compatto [Aston Swann: 2012, Modulo 3, parte 3, p.119], la
traduzione letterale della locuzione estesa inglese, dove il sostantivo ( qurs) disco
il traducente di disk e laggettivo (mudma) compatto quello di compact. A volte
insieme a questa locuzione si usa la locuzione equivalente ( sywna
mudmaa) [Aston Swann: 2012, Modulo 4, parte 3, p.105], dove ( sywna) ha un
senso informatico equivalente a ( qurs). In Aston Swann [2012, Moduli 1-7]
(qurs mudma) impiegato 94 volte, mentre ( sywna mudmaa) una
sola volta. La sigla inglese impiegata 4 volte ed sempre preceduta da una delle due
locuzioni arabe;
- CPU [Central Processing Unit]: nel linguaggio informatico arabo la sigla sostituita da
( wida-t mulaa markaziya) unit di elaborazione centrale [Aston
Swann: 2012, Modulo 1, parte 1, p.19], la traduzione letterale della forma estesa della
sigla, dove il sostantivo ( wida) unit il traducente di unit, (mulaa)
elaborazione il traducente di processing e laggettivo (markaziya) centrale
il traducente di central. In Aston Swann [2012, Moduli 1-7] la locuzione araba
impiegata 8 volte insieme alla sigla inglese, che sempre tra parentesi;
- DVD [Digital Video Disk]: nel linguaggio informatico arabo la sigla resa con la locuzione
( qurs vdiu raqam) [Aston Swann: 2012, M.1, part.2, p.39], la traduzione
letterale della forma estesa della sigla inglese, dove /qurs/ disco il traducente di
disk, ( vdiu) il traducente di video e laggettivo ( raqam) digitale il
traducente di disk. A volte si usa labbreviato ( qurs raqam) disco digitale, in
cui viene eliminato ( vdiu) video. In Aston Swann [2012, Moduli 1-7] il termine
arabo ( qurs vdiu raqam) impiegato 5 volte, ( qurs raqam) 2
volte e la sigla inglese DVD 5 volte sempre precedute da uno dei due termini arabi;
- GUI [Graphical User Interface]: nel linguaggio informatico arabo al posto della sigla viene
impiegato il termine ( wiha-t mustadim rusmiya) [Aston Swann:
2012, Modulo 2, parte 1, p.3], la traduzione letterale della forma estesa della sigla
inglese, dove ( wiha) interfaccia sta per interface, (mustadim) utente
per user e laggettivo ( rusmiya) grafico per graphical. In Aston Swann [2012,
Moduli 1-7] la locuzione ( wiha-t mustadim rusmiya) impiegata
4 volte insieme alla sigla inglese tra parentesi;
- IT [Information Technology]: nel linguaggio informatico arabo si usa il termine
(tiqnya-t malmat) [Aston Swann: 2012, Modulo 1, parte 2, p.24], la traduzione letterale
della forma estesa della sigla inglese, dove il sostantivo ( tiqnya) tecnologia il
traducente arabo di technology e il sostantivo ( malmat) il traducente di

- 62 -
information. In Aston Swann [2012, Moduli 1-7] la locuzione ( tiqnya-t
malmat) impiegata 8 volte, mentre la sigla inglese usata 3 volte preceduta dalla
traduzione araba;
- RAM [Random Access Memory]: nel linguaggio informatico arabo la sigla viene sostituita
da ( dakira-t wusl awaiya) [Aston Swann: 2012, Modulo 2, part.1,
p.39], la traduzione della forma estesa della sigla inglese, dove il sostantivo ( dakira)
memoria il traducente di memory, il sostantivo ( wusl) accesso il traducente
di access e laggettivo ( awaiya) causale sta per random. A volte si usa la
sigla inglese preceduta soltanto dal vocabolo ( dakira) memoria, come in Aston
Swann [2012, Modulo 1, parte 2, p.39]. In Aston Swann [2012, Moduli 1-7] la
locuzione araba impiegata 14 volte, mentre la sigla inglese RAM impiegata 9 volte, 7
volte preceduta dalla locuzione araba e 2 volte dalla parola ( dakira).
Tante volte, pur usando la sigla inglese (quasi sempre tra parentesi), il linguaggio
informatico arabo non traduce tutte le parole che compongono lintera locuzione della lingua
dorigine, come vediamo nei seguenti esempi:
- PSTN [Public Switched Telephone Network]: nel linguaggio informatico arabo la sigla viene
sostituita da ( abakat htif ummiya) [Aston Swann: 2012, Modulo 1,
parte 2, p.15], che la traduzione di solo tre parole delle quattro componenti la locuzione
inglese: infatti, il sostantivo ( abakat) rete il traducente dellinglese network, il
sostantivo ( htif) telefono il traducente di telephone e laggettivo
(ummiya) pubblica il traducente di public, mentre manca un termine corrispondente
allinglese switched;
- LAN [Local Area Network]: nel linguaggio informatico arabo la sigla viene sostituita da
( abaka maalliya) [ivi, p.11], che la traduzione di solo due parole delle tre
componenti la locuzione inglese: infatti, il sostantivo ( abaka) rete il traducente
dellinglese network e laggettivo (maalliya) locale il traducente dellinglese
local, mentre manca un termine corrispondente allinglese area.

1.6.5. La sostituzione dei verbi inglesi


Tutti i verbi inglesi sono sostituiti da verbi arabi gi esistenti con estensione del proprio
valore semantico, come, per esempio, (to) click, che viene reso con il verbo transitivo
(naqara) scavare, beccare [Aston Swann: 2012, Modulo 7, parte 3, p.117] o con il verbo
intransitivo /aghaa/ premere [Aston Swann: 2012, Modulo 2, parte 1, p.17]; (to)
copy, che viene reso con il verbo transitivo ( nasaa) copiare [Aston Swann: 2012,
Modulo 3, parte 1, p.39]; (to) paste, che viene reso con il verbo transitivo ( lasaqa)
incollare [Aston Swann: 2012, Modulo 2, parte 1, p.21]; (to) format, che viene reso con il
verbo transitivo ( haiyaa) predisporre [ivi, p.32]; (to) install, che viene reso con il verbo
transitivo ( tabbata) propr. fissare [ibidem]; ecc.

1.6.6. La sostituzione degli accorciamenti inglesi


Tutte le forme inglesi abbreviate sono sostituite in genere dalla traduzione letterale del
rispettivo termine inglese intero, come in e-commerce, che viene sostituito dal termine
( tiara iliktronya) [Aston Swann: 2012, Modulo 1, part.2, p.28], la traduzione
letterale di e(lectronic) commerce, dove il sostantivo ( tiara) commercio il traducente
del sostantivo inglese commerce e laggettivo ( iliktronya) elettronico il traducente
dellaggettivo inglese electronic. Lo stesso vale anche per altri termini informatici inglesi non
riportati nellopera sopracitata come e-book, e-government e e-ticket, che sono

- 63 -
rispettivamente sostituiti da ( kitb iliktrni) (( kitb) libro per book e
( iliktrni) elettronico per electronic), ( ukma iliktroniya) (
(ukma) governo per government e ( iliktruniya) elettronico per electronic) e
( tadkara iliktruniya) (( tadkara) biglietto per ticket e ( iliktruniya)
elettronico per electronic).
E-mail in inglese pu indicare sia la posta elettronica sia il messaggio mandato tramite la
posta elettronica. Per il primo significato email viene reso in arabo con il termine
(bard iliktrni) [Aston Swann: 2012, Modulo 4, parte 1, p.51], la traduzione letterale di
e(lectronic) mail (( bard) posta per mail e ( iliktrni) elettronico per
electronic), mentre per il secondo significato reso con ( risala iliktruniya)
(( risala) messaggio per mail e ( iliktruniya) elettronico per electronic).

1.6.7. I prestiti inglesi non integrati


Nel linguaggio informatico arabo sono entrati termini inglesi non adattati. Si tratta di
pochissimi casi in cui o la traduzione in arabo lunga e, quindi, si preferisce limpiego del
termine inglese o la traduzione non si imposta nelluso per altri motivi. I prestiti si
presentano come morfologicamente non adattati, mentre mostrano fenomeni dintegrazione
sul piano fonologico. Per fare qualche esempio possiamo riportare i seguenti casi:
- computer: vero che nel linguaggio informatico arabo computer viene sostituito - come
abbiamo gi detto - dal sostantivo arabo ( sb) e dal composto ( sib
l), ma al tempo stesso in uso il termine ( kumbytar) [Aston Swann: 2012,
Modulo 6, parte 1, p.20], adattamento dellinglese computer. In Aston Swann [2012,
Moduli 1-7] ( kumbytar) viene impiegato 68 volte, ( sb) circa 822 volte
e ( sib l) una sola volta;
- Internet: nel linguaggio informatico arabo linglese Internet adattato con una minima
integrazione fonologica come ( intarnet) (non meno comune anche limpiego di
/internet/) Internet [Aston Swann: 2012, Modulo 1, part.2, p.10];
- Intranet: nel linguaggio informatico arabo il termine inglese Intranet viene per lo pi
sostituito dal termine arabo ( abaka dailiya) [ivi, p.33], ma comune anche
luso del termine ( intranet) [ivi, p.10], traslitterazione araba di Intranet;
- modem [acronimo di mo(dulator) e dem(odulator)]: linglese modem recepito in arabo con
una minima integrazione fonologica: (mdim) modem [ivi, p.2];
- Web [accorciamento di (World) (Wild) Web]: anche questa parola penetrata in arabo come
prestito non integrato e con la pronuncia inglese: ( web) web [ivi, p.4].
In tutte le locuzioni inglesi contenenti la parola Web, Web viene mantenuto come prestito
non integrato e le altre parole vengono tradotte in arabo. Ecco qualche esempio:
- Web browser: nel linguaggio informatico arabo Web browser viene reso con
(mustari web) [Aston Swann: 2012, Modulo 7, parte 3, p.132]: ( mustari)
browser il traducente arabo dellinglese browser;
- Web page: nel linguaggio informatico arabo Web page viene reso con ( safat
web) [ibidem]: ( safat) pagina la traduzione araba dellinglese page;
- Web site: nel linguaggio informatico arabo Web site viene reso con ( mawqi web)
[ibidem]: (mawqi) sito la traduzione araba dellinglese site.
Un altro gruppo di prestiti inglesi non integrati nel linguaggio informatico arabo quello
dei marchionimi, che si pronunciano allinglese. Come esempio di questo gruppo possiamo

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ricordare Windows [Aston Swann: 2012, Modulo 3, parte 3, p.122], nome di un
sistema operativo; Microsoft Outlook [Aston Swann: 2012, Modulo 2,
parte 1, p.3], nome di unapplicazione; Microsoft Office [Aston Swann:
2012, Modulo 3, parte 1, p.18], nome di unapplicazione; Macintosh [Aston Swann:
2012, Modulo 1, parte 2, p.30], nome di un sistema operativo e di altri prodotti della Apple;
Microsoft, nome di una software house ecc.

- 65 -
Capitolo secondo
La cultura informatica in Italia: studi e pubblicazioni

Lera elettronica, che rende tecnicamente possibili i moderni elaboratori, si apre con la
descrizione delle propriet dellelettrone (diffuso in Italia dal bolognese Augusto Righi nel
1906) e la successiva messa a punto dei tubi elettronici. Laggettivo elettronico, in
riferimento sia allelettrone sia ai dispositivi fondati sul flusso degli elettroni, comincia a
diffondersi in Italia tra le due guerre. Le risorse dei tubi elettronici trovano limpiego pi
popolare con le radiocomunicazioni, rese pi funzionali nel 1948 grazie allo sfruttamento dei
semiconduttori nel transistor. Nel frattempo nascono i primi calcolatori a valvole, dei quali il
pubblico italiano ha sommaria notizia in un articolo non firmato sotto la voce Calcolatrici,
macchine nellEnciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arte. Appendice II [Roma: 1948, I,
pp.482-483]. E, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Italia vede i veri passi
dellingresso dei grandi elaboratori elettronici nelle maggiori aziende e negli enti pubblici, del
perfezionamento della tecnica costruttiva con la transistorizzazione dei circuiti,
dellintroduzione di memorie magnetiche fisse e amovibili e della stesura di programmi
sempre pi ricchi in linguaggi di alto livello(32) (dal FORTRAN [For(mula) Tran(slator)
traduttore di formule] al BASIC* ed a molti altri). [cfr. F. Marri: 1997, p.618]
Con tali novit rivoluzionarie, che non coinvolgono solo gli specialisti dellinformatica in
Italia, ma anche tutta la societ italiana, cominciano ad apparire studi e lavori lessicografici
riguardanti il mondo dellinformatica, sia come scienza esatta che come una scienza
attivamente applicabile nelle scienze umane. Nei prossimi paragrafi, quindi, cercheremo di
passare in rassegna il maggior numero possibile di questi studi e pubblicazioni delineandone i
tratti pi principali.

2.1. LInformatica Umanistica


LInformatica Umanistica [dallinglese Humanities Computing] (o, se si vuole accogliere
la titolazione ufficiale attribuita dal Ministero dellIstruzione alla Classe 24/S delle Lauree
specialistiche biennali, Informatica per le discipline umanistiche (IDU) [dallnglese
Computing for Humanitics]) un ambito di studio delle possibili metodologie caratteristiche
delle discipline umanistiche, che intendono adeguarsi ai principi dellinformatica e quindi
usarne le applicazioni per le proprie ricerche per fornire e formalizzare conoscenze sugli
strumenti metodologici per il trattamento informatico di testi, immagini e suoni, su
impostazione e realizzazione di banche dati e sistemi di gestione per i diversi ambiti delle
discipline umanistiche e sui principali strumenti della comunicazione telematica.
Ma quali sono i limiti da considerare nel disegnare il rapporto fra linformatica e le
discipline umanistiche? Come risposta, A. Celentano, A. Cortesi e P. Mastandrea [dicembre
2004, p.45] individuano i seguenti due limiti intrinseci:
[] in primo luogo, si considera dellInformatica solo il lato applicativo-tecnologico,
ignorando la ricchezza di modelli e linguaggi e metodologie che caratterizzano la scienza
dellinformazione come area scientifica indipendente dalle matematiche e dalle ingegnerie
industriali; in secondo luogo, non si colgono le potenzialit di influsso delle discipline umanistiche
nei confronti dellInformatica, dimenticando che il padre dei linguaggi formali un linguista,
Noam Chomski; o che dai lavori di un logico, Alonzo Church, nata la teoria dei tipi - una delle

32
I linguaggi di programmazioni sono divisi in linguaggi di alto livello e di basso livello:
I primi permettono al programmatore di lavorare su vere e proprie operazioni logiche, lasciando a un programma, detto
compilatore, il compito di tradurle in istruzioni per il processore scritte in linguaggio macchina, ossia in sequenze di codice
binario comprensibili dal processore. I secondi sono pi vicini al linguaggio macchina e le istruzioni scritte con tali l. di p. non
devono essere perci sottoposte. [Enciclopedia Treccani Online: 22/11/2012, sotto la voce linguaggio di programmazione]

- 66 -
aree fondamentali dellinformatica teorica; o ancora che le logiche modali e temporali hanno
aperto nuovi orizzonti ai modelli dei linguaggi di programmazione e alla elaborazione della
conoscenza.

Inoltre, quando la rivista Informatica Umanistica(33) [1/2009, pp.38-39] domanda a T.


Orlandi se lutilizzo di strumenti informatici ha portato a sviluppare nuove metodologie in
ambito umanistico o meno, egli cos risponde:
Questo accaduto indubbiamente, e su vasta scala, per alcuni settori, mentre altri, dopo tentativi di
vario tipo, hanno finito per rinunciare alla sperimentazione metodologica, che era presente fino agli
anni Ottanta, sia pure in poche lites pionieristiche, e hanno abbracciato laspetto pi vistoso, ma
anche pi banale e spesso volgare, degli strumenti informatici.
Se vogliamo essere pi precisi, il settore che pi ha sviluppato metodologie nuove derivate dai
procedimenti informatici stato quello della linguistica. Si nota in questo settore laffinamento di
teorizzazioni fondamentali riguardanti lanalisi dei mezzi espressivi (grammatiche, parti del
discorso, essenza e funzioni della scrittura) e in parallelo lapprofondimento di questioni come
quelle che toccano i rapporti fra espressione e comunicazione. nata addirittura una disciplina
nuova, linguistica sperimentale o corpus linguistics, che conosce notevoli successi scientifici.
Diverso il caso ad esempio della ricerca storica, per la quale Thaller soprattutto aveva
immaginato interessanti procedure che avrebbero approfondito e probabilmente mutato le
metodologie convenzionali, ma che poi si arresa alluso sostanzialmente convenzionale degli
strumenti messi a disposizione dai tecnici informatici, come le banche dati, gli ipertesti e le reti
telematiche. Cos anche la filologia, o meglio lecdotica, nella quale Robinson, del resto isolato, ha
proposto metodiche che potrebbero avere importanti sviluppi, ma gli altri si sono limitati a sfruttare i
mezzi informatici come simulazione di quelli a stampa. Osservazioni simili si potrebbero fare per la
storia dellarte o larcheologia.
Un discorso a parte meriterebbe lanalisi musicale, che tuttavia purtroppo isolata dal nostro punto
di vista, e le realizzazioni non vengono mai prese in considerazione dagli studiosi degli altri campi
delle applicazioni informatiche.

Linformatica viene in tal modo privilegiata come scienza collocata a pieno titolo negli
ambiti specifici delle discipline linguistiche e della comunicazione, della filologia e dei settori
pi direttamente interessati alla conservazione dei beni culturali. Nonostante ci, dobbiamo
rilevare che, sul piano della concezione generale del rapporto tra informatica e discipline
umanistiche nellambito dinsegnamento istituzionale, viene sacrificato uno spazio per la
riflessione critica sui nuovi mezzi tecnici, per lapprofondimento dei reciproci rapporti tra
discipline informatiche e saperi umanistici e per una considerazione delle implicazioni
culturali derivanti dalla diffusione dei nuovi strumenti. Sulla base di queste considerazioni e
nella convinzione che esistano almeno due modi differenti di considerare lInformatica
Umanistica, alle istituzioni universitarie italiane sembra quindi opportuno ipotizzare
listituzione di classi di lauree specialistiche per lInformatica Umanistica, che si completa
con lapprofondimento di aspetti applicativi della tecnologia, con laboratori ed esercitazioni
che tendano a mettere in grado di svolgere, in particolare, funzioni di intelligente mediazione,
nei vari settori lavorativi, tra personale tecnico ed esigenze provenienti dalle pi articolate e
diversificate situazioni culturali, economiche e sociali.

33
Sulla metodologia della rivista il sito Web di Electronic Archive of Academic and Literary Text (LED
ONLINE) [Informatica Umanistica: 1/2009] scrive:
La Rivista: Un luogo per quanti informatici, filosofi, letterati, giuristi, studiosi di varie provenienze sono interessati a
riflettere sullintreccio tra informatica e cultura umanistica. Si tratta di capire in quali termini, con quali vantaggi e svantaggi,
ogni specifica disciplina umanistica possa ricorrere ai nuovi strumenti, se ne venga, e come ne venga trasformata nelle proprie
metodologie, ereditate a volte da lunghe e nobili tradizioni. Ma non ci si pu muovere su questo terreno se ci si limita a
immaginare un rapporto esclusivamente strumentale e ci si dimentica il carico di teoria che linformatica e suoi procedimenti
portano con s. Occorre ragionare insieme sulle metodologie, sulle logiche delle rispettive discipline e sulle articolazioni nuove
cui danno origine quando entrano in reciproco contatto. Negli ambiti del diritto, della letteratura, della storia dellarte o della
musica, taluni algoritmi particolarmente raffinati, uniti alla capacit di calcolo di strumenti sempre pi potenti, possono
risolvere problemi che giuristi, letterati, storici o musicologi non riuscirebbero da soli a risolvere. Ma se non si rendono evidenti
le scelte teoriche che gli informatici hanno compiuto e incorporato nei loro procedimenti, non si riuscir mai a sapere in quale
misura loggetto che ci si trova davanti diverso da quello che un musicologo o uno storico dellarte prendono in
considerazione quando ricorrono agli strumenti tipici della loro disciplina.

- 67 -
A unaltra domanda da parte dello stesso periodico Informatica Umanistica [ivi, p.39]
sulla questione dellinsegnamento dellInformatica Umanistica in Italia in confronto a quello
allestero e sullimportanza di tali classi di lauree per lInformatica Umanistica nelle
universit italiane, T. Orlandi risponde:
Inoltre si nota soprattutto negli ultimi anni un moltiplicarsi di insegnamento di digital humanities
soprattutto nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada. La loro caratteristica ormai quella di non
trascurare gli aspetti metodologici, ma io so che i loro esperti in questo campo sono lontani
dallarrivare ad approfondimenti raggiunti in Italia da un Mordenti, da un Fiormonte, da una Moscati,
da un Perilli, da un Tangari, per tacere dei promotori di questa rivista. Succeder cos che la disciplina
verr riscoperta dalle autorit accademiche e politiche come un patrimonio anglosassone e riportata in
Italia, ma a un livello pi basso di quanto gli studiosi italiani lavevano gi elevata.
Si dir che un corso intero di laurea cosa diversa. Questo evidente; ma come si arriva, senza
esso e senza il suo presupposto, a far s che la disciplina sia riconosciuta come indipendente nella sua
complessit, a formare insegnanti universitari allaltezza della situazione, non chiusi nel recinto del
loro campo specialistico di origine, consapevoli dei problemi trasversali che linformatica bene intesa
obbliga a riconoscere, di l dalle singole applicazioni? Finch questo tipo di competenza sar inteso
come puro accostamento di specialisti di informatica, diciamo cos, ingegneristica, e di specialisti dei
diversi rami umanistici, si avranno risultati deludenti e comunque inferiori a quelli che si avrebbero
dando respiro a una informatica umanistica con interessi generali.

Infatti, fra le grandi strutture internazionali di cultori di informatica umanistica spicca oggi
in primo luogo il nome di Alliance of Digital Humanities Organisations (ADHO, sito Web
<http://adho.org>), unalleanza internazionale che si propone di promuovere e sostenere, su
scala internazionale, tutto ci legato allinformatica umanistica, specialmente le ricerche, la
pubblicazione, la collaborazione e la formazione. Di questallienza fanno parte le associazioni
European Association for Digital Humanities (EADH, sito Web <http://www.allc.org>) nel
Regno Unito, Associazioni for Computers and Humanities (ACH, sito Web
<http://ach.org>) in America; Canadian Society for Digital Humanities / Socit
canadienne des humanitis numriques (CSDH / SCHN, sito Web <http://csdh-schn.org>)
in Canada; CenterNet - An International Network of Digital Humanities Centers (sito
Web <http://digitalhumanities.org/centernet/>) in America; Australasian Association for
Digital Humanities (aaDH, sito Web <http://aa-dh.org>) in Australia e Japanese
Association for Digital Humanities (JADH, sito Web <http://www.jadh.org>). Oltre a
queste associazioni alleate, vi sono altre due associazioni di successo, Association for
Computational Linguistics (ACL, sito Web <http://www.aclweb.org>) in America e
Association for History and Computing (AHC, sito Web
<http://www.let.rug.nl/ahc/index.html>) a Londra, che ha una branca in Italia, a Bologna.
Queste associazioni organizzano congressi e periodici sullargomento di loro competenza.
[tutti i siti Web di queste strutture sono visitati da noi il 15/09/2013]

Dallaltro canto, la storia dellInformatica Umanistica in Italia viene caratterizzata da tante


iniziative (singole, di collaborazione o istituzionali), che, dalla fine della Seconda guerra
mondiale fino ai nostri giorni, portano come vedremo nei seguenti punti di questo capitolo
le applicazioni umanistiche allattenzione anche degli studiosi pi tradizionalisti, oltre che di
vaste parti di unopinione pubblica, incuriosita a questa novit.

2.1.1 LInformatica Umanistica negli anni Cinquanta e Sessanta


Il Padre Roberto Busa (Vicenza, 1913), considerato il padre dellInformatica Umanistica in
Italia, concepisce nel 1946 lidea rivoluzionaria di avvalersi di macchine per lo studio dei
testi, precisamente dellopera omnia di San Tommaso dAquino. Nel 1949, in occasione di un
suo viaggio a New York, egli presenta la sua idea al presidente della societ IBM Corporation
Thomas Watson Sr., che accetta di fornire sostegno alla sua attivit, segnando cos latto di
- 68 -
nascita di una straordinaria avventura umana e scientifica allo stesso tempo, che non
coinvolge solo Padre Busa e la societ IBM in Italia, ma unampia comunit di esperti in tutto
il mondo(34). Lobiettivo, estremamente innovativo ed ambizioso per lepoca, quello di fare
una verifica integrale del lessico di San Tommaso per effettuare, sulla base dei risultati di tale
analisi, una interpretazione autentica del pensiero di San Tommaso, ripulito cos dalle
innumerevoli incrostazioni dovute a secoli di analisi e commenti. Come primi risultati
delliniziativa spiccano in primo luogo lo sviluppo di programmi per lo spoglio elettronico dei
testi, il calcolo della frequenza delle parole, la compilazione di indici e concordanze e la
creazione di repertori lessicali elettronici(35). Nel settembre 1951, R. Busa pubblica a Milano il
primo saggio di indici di parole automaticamente composti e stampati da macchine IBM a
schede perforate, Sancti Thomae Aquinatis Hymnorum Varia Specimina Concordantiarum. In
tale saggio sono pubblicate le prime Concordanze di san Tommaso, dando contemporanea
illustrazione dei metodi seguiti, e il lettore viene aiutato da un glossario finale inglese-italiano
e da unesposizione estremamente chiara. Cominciano da qui a diffondersi in Italia alcuni
termini informatici, come scheda perforata [dallingl. punched card, che lEnciclopedia
Italiana nel 1948 rende con carta perforata), tabulato [ingl. printout, che si usa per indicare
un prospetto stampato dalla macchina] e alfanumerico [ingl. alphanumeric, che i lessici
vorrebbero solo dal 1955 e in italiano dal 1967]. Nel 1951, lAevum [XXV, pp. 479-493]
ripubblica inoltre le pagine 9-39 dellIntroduzione, limitate alla parte italiana, col titolo
Rapida e meccanica composizione e pubblicazione di indici e concordanze di parole mediante
macchine elettrocontabili. [cfr. F. Marri: 1997, pp.620-621 e nota n.2]
Inoltre, una sistemazione terminologica allintero settore dei calcolatori data nel 1961
dallo stesso A. Ruberti nellAppendice III dell Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed
arte [Roma: 1961, I, pp.281-290], sotto la lunga voce Calcolatrici, macchine, in cui
introduce neologismi informatici allora ritrovati, come i dischi magnetici, laccesso a caso(36),
laggettivo digitale (posto in alternanza col pi italiano numerico), i vari tipi di linguaggio
(dal l. macchina a quelli pi complessi, detti pure sistemi, che consentono la programmazione
anche mediante sottoprogrammi). Nonostante ci, non si pu fare a meno di introdurre
anglismi nello stesso appendice: sotto la voce Informazione, teoria della E. Campi [pp.574-
575] cita langlismo bit(37) come contrazione di binary digit e, al tempo stesso, espressione
familiare inglese per una piccola quantit. [cfr. ivi, pp.621-622 e note n. 8, 9 e 12]
Negli anni Sessanta si moltiplicano, per di pi, i periodici a larga diffusione che dedicano
numeri interi o alcune pagine di essi ad aggiornare lopinione pubblica e i manuali
specialistici e quelli di alta divulgazione, che in linea di principio raccolgono atti di convegni
tenutisi ogni tanto da scienziati e politici allo scopo di stabilire le future linee dello sviluppo

34
Si deve accennare che, alla Brown University (Usa), W. Nelson Francis e Henry Kucera realizzano nel 1964 il
Brown Corpus, il primo corpus elettronico (lungo circa un milione di parole), progettato e costruito per lo studio
di una particolare variet linguistica dellinglese americano degli anni Sessanta. [cfr. A. Leci: 2005, pp.15-16]
35
Questa iniziativa impiega quindi da subito la tecnologia informatica a risolvere anche problemi non numerici,
riconducendo in Italia la nascita dellInformatica Umanistica in generale e della Linguistica Computazionale in
particolare. E ci ci permetterebbe affermare che lInformatica e lInformatica Umanistica siano pressappoco
nate insieme.
36
Ma fin dal 1956 si parla di a. casuale o random [M. Fanfani: 1991, p.77].
37
Lo stesso F. Marri [1997, p.622 e note n.14 e 16] afferma che Bit rimane la prima parola dellinglese
informatico ad affermarsi incontrastatamente in Europa (precedente larrivo di feed-back (veda), ma arginato
da retroazione o controreazione). Se ne presto impossessano anche la letteratura devasione per opera
dellingegnere-umanista Domenico Garelli che intitola In principio era il bit un capitolo del suo romanzo Il
RAGNO e il RESTO [Firenze, 1966], i giovanissimi, cui nel 1985 lo Zecchino doro televisivo presenta il
computer Bit come protagonista della canzone Crescendo, e perfino gli allievi di scuola, dove nella disastrata
scuola descritta da Domenico Starnone nella sua opera Ex cattedra [Milano: 1989, pp.62-63 e 65] si tengono
tuttavia corsi dinformatica per docenti, inquisiti poi dal preside con domande come Quanti bit fannunbait?, la
cui soluzione potr venire solo dallallievo votato alla bocciatura ma padrone di un bellissimo italiano
tecnologico, onnisciente sul sistema binario e sui computer.

- 69 -
tecnologico dellItalia: per esempio, il quinto numero della rivista letteraria Convivium del
1962 presenta lintervento Dallenergia nucleare alla cibernetica [pp.513-533] del
matematico Antonio Pignedoli, cui si affida la prolusione ufficiale dellanno accademico
1961-62 delluniversit di Bologna; lannuale Almanacco letterario(38) dello stesso anno
consacrato alle Applicazioni dei calcolatori elettronici alle scienze morali e alla letteratura e
il periodico Selezione dal Readers Digest(39) pubblica nel luglio 1964 lintervista di
Norbert Wiener, padre della cibernetica, su Macchine pi intelligenti degli uomini? (uscita
postuma), nel marzo 1966 Il cip, nuova meraviglia dellelettronica(40) e nel gennaio 1970
illustra Il minicalcolatore, quel Programma IOI dellOlivetti (lanciato nel 1965) che oggi
viene considerato il primo personal computer al mondo. Per i manuali, nel 1966 viene
pubblicato a Firenze, ad esempio, il manuale Lelaborazione elettronica, che, oltre a
raccogliere gli Atti del Convegno I calcolatori elettronici nello sviluppo del mezzogiorno
(Bari, 19 settembre 1965), afferma la presentazione di due proposte di legge, nellottobre
1965, alla Camera da parte dellonorevole Beniamino Finocchiaro, che contengono minuziosi
programmi di studio di scuole per operatori, programmatori e analisti, e che sono
accompagnate da lunghe introduzioni, che si possono leggere alle pagine 54-87 di questo
studio. Oltre a ci, pressoch contemporaneamente alla Selezione del marzo 1966, viene
pubblicato il pi aggiornato manuale di elettronica dallora La tecnica elettronica e le sue
applicazioni [Milano: 1966, III/I], scritto da G. Mannino Patan, che nelle ultime pagine
descrive il funzionamento del rivoluzionario IBM 360 (1964), dove tutto
microminiaturizzato. Unaltra opera di rilievo Parole nuove: Appendice di dodicimila voci
al Dizionario Moderno di Alfredo Panzini, scritto nel 1963 da B. Migliorini e composto di
327 pagine. [crf. ivi, pp.622-623 e 625 e note n. 5, 17, 18 e 20]
Per i lettori meno acculturati resta la possibilit di apprendere le nuove parole
tecnologiche da libri di fantascienza. Tra il 1959 e il 1961 Einaudi pubblica le prime due
antologie di testi tradotti in italiano e tra il 1959 e il 1966 Feltrinelli stampa le traduzioni
italiane di tre romanzi dellastronomo inglese Fred Hoyle (da sempre interessato alla
tematica dellesistenza degli extraterrestri e del primo contatto tra luomo e lalieno): Black
cloud [1957], tradotto da L. Bianciardi con il titolo La nuvola nera [1959]; A for Andromeda
[1962, in collaborazione con J. Elliot], tradotto dallo stesso L. Bianciardi con il titolo A come
Andromeda [1965], dalla cui storia trasmesso nel 1972 uno sceneggiato televisivo di
produzione italiana, e Andromeda Breakthrough [1965, in collaborazione con J. Elliot e F.
Hoyle], tradotto nel 1966 da G. Civiletti con il titolo Linsidia di Andromeda. Da tali testi si
diffondono dei termini informatici, come archivio elettronico, micromemoria, chiave
(daccesso a un calcolatore), circuito duscita, supercircuito, supercalcolatore/trice (oltre,
naturalmente, ai normali calcolatore/trice), unit di controllo, unit di entrata, unit di
uscita, stampatrice, terminale, sistema binario, ecc. [cfr. R. Chiavini e G. F. Pizzi: 1996,
p.22 e ivi: 1997, p.623 e nota n. 21]
Infine, quanti non sono soliti leggere n testi scientifici n romanzi di fantascienza
assorbono dal cinema quanto non possono ricavare dai libri:
[] tralasciando la versione televisiva di A come Andromeda, dobbligo ricordare almeno il film
inglese campione dincassi 2001: Odissea nello spazio (1968), scritto da Arthur Clarke per la
suggestiva regia di Stanley Kubrick. Dalla pellicola, e dal parallelo libro, si divulgano vari tecnicismi
connessi alla schizofrenia di Hal (acronimo inglese la cui versione italiana suona Calcolatore

38
un periodico annuale pubblicato nel 1929 dalla casa editrice Bompiani e diretto da Valentino Bompiani
che nasce con lintento di far conoscere ad un pubblico specializzato i pi importanti temi letterari e artistici
contemporanei. Esso viene sospeso dal 1943 al 1959. Nel 1971 rinominato come Almanacco Bompiani.
39
Selezione dal Readers Digest ledizione italiana della rivista statunitense Readers Digest, un settimanale
fondato nel 1922 a Pleasantville (New York) da DeWitt Wallace e dalla moglie Lila per raccogliere una
selezione di articoli particolarmente interessanti pubblicati da altri periodici e, in sostanza, per rielaborare il
lavoro di altri. Ledizione italiana cessa di essere pubblicata a partire dal 2007. [cfr. SR.: 2009]
40
Per la variante grafica cip vedi: chip.

- 70 -
Algoritmico Euristicamente Programmato), il primo attendibile modello letterario di intelligenza
artificiale capace di superare lesame di Turing, di raggiungere cio prestazioni confondibili con
quelle dellintelletto umano. [F. Marri: 1997, pp.623-624]

2.1.2. LInformatica Umanistica negli anni Settanta e Ottanta(41)


Con lavvento del personal computer, informatizzarsi sentito come un dovere e una
conquista di uno status symbol, che coinvolgono non solo leditoria specializzata in pieno
rigoglio e i punti dincontro tra i pi esperti, ma anche la gente interessata ai programmi della
videoscrittura che mette in crisi macchine da scrivere e linotipia, ai videogiochi, alla
telematica (televideo, videotel, telefax, ecc.) e ai film nei quali il computer fa da protagonista.
Oltre a ci, la scuola italiana, gi da tempo sottoposta a esperimenti di CAI (Computer
Assisted Instruction), accoglie linformatica come insegnamento ufficiale negli istituti tecnici
dal 1972 e nelle medie inferiori dal 1979 allo scopo di creare una base sicura per la diffusione
sia dellInformatica che dellInformatica Umanistica.
In questo ventennio, la societ italiana inizia a sentire limportanza dellintegrazione tra
linformatica e le scienze umane, che viene vista come un punto di contatto tra queste ultime e
le scienze esatte, allo scopo di ottenere vantaggi reciproci dalla collaborazione tra due
macroaree culturali ad allora lontane. I primi anni Settanta registrano qualche abbozzo di
riflessione, di cui possiamo ricordare due abbozzi pubblicati su Lingua Nostra: Note sul
lessico dellinformatica di Costantino Ciampi [XXXIII: 1972, pp.93-99], che si tratta della
formazione del lessico informatico, dei fattori principali dellintroduzione e della diffusione
delle parole dellinformatica nel lessico italiano e della diffusione dei relativi neologismi
(come perforatrice, programmatore, ecc.). E Informatica, -matic-, bit, programmateca di
Tullio Chiarioni [XXXIV: giugno 1973, pp.64-65], che pu essere considerato una
continuazione delle precedenti considerazioni di C. Ciampi, dove T. Chiarioni presenta
qualche ipotesi sulla possibile coniazione della parola informatica; sullimpiego del suffisso -
matic- nella formazione di neologismi, non solo a livello tecnico-scientifico ma anche nel
linguaggio pubblicitario e popolare; sulla fortuna della parola bit presso gli anglo-americani e
sulla coniazione della parola italiana programmateca, che dal marzo 1966 appare
periodicamente come titolo di una rubrica nella rivista Applicazioni bio-mediche del cacolo
elettronico (ed. Centro G. Zamboni dellUniversit di Milano).
Lanno 1971, infatti, vede la nascita del Lessico di frequenza della lingua italiana
contemporanea (LIF), il primo grande progetto di lessico di frequenza per la lingua italiana
elaborato al Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE) di Pisa. Il
lessico, pubblicato sotto legida di IBM Italia a cura di U. Bortolini, Carlo Tagliavini e
Antonio Zampolli, contiene circa 5000 lemmi ordinati alfabeticamente per uso in seguito a
uno spoglio di testi (per un complesso di 500.000 parole) scritti tra 1947 e il 1968 e ricavati
da cinque tipi diversi di fonti quali teatro, romanzi, cinema, periodici e sussidiari scolastici).
[cfr. I. Chairi: 2005, p.103 e note n. 6 e 7]
Nel 1973 inoltre pubblicato il manuale Linguistica matematica e calcolatori. Si tratta di
una raccolta accurata da Antonio Zampolli, allievo di Padre Busa, degli atti dellomonimo
Convegno e della Prima Scuola Internazionale, tenutosi a Pisa dal 16 agosto al 6 settembre
1970. Lopera suddivisa nelle sei sezioni che seguono: Lexicologie Lexicographie,
Demologie Dialectologie, Documetation Sciences Historiques, Statistique
Stylistique, Syntaxe Smantique e Programmation. Fra gli interventi della prima

41
Da questo punto in poi ci occupiamo solo della cultura informatico-umanistica nei testi scritti, cio non
prendiamo in considerazione quella cultura diffusa tramite la televisione, la radio e il cinema, perch da una
parte sono cos troppi che non li possiamo riassumere in questa parte e dallaltra la presente tesi si basa sui testi
scritti.

- 71 -
sezione possiamo ricordare Travaux du centre de recherches pour le sudois contemporain
de Goteborg [pp.3-18] di Sture Alln, Projet pour une liste des concordances de la langue
poetique en Italie avant la fin du XIII sicle [pp.19-27] di dArco Silvio Avalle,
laborations lectronique de textes effectues par lAccademia della Crusca, pour la
preparation du dictionnaire historique de la langue italianne [pp.53-75] di Aldo Duro e
Procede set mthodes pour la cration dun algorithme de flexion de la langue italianne
[pp.97-100] di Giacomo Ferrari. Gli interventi della seconda sezione sono due: Inventaires et
rpertoires lexicaux, formulaires et mtriques des chants populaires italians [pp.209-232] di
Alberto M. Cirese e Prespectives de lemploi de llaborateur lectonique en gographique
linguistique et en dialectologie [pp.233-239] di Corrado Grassi. Fra gli interventi della terza
sezione possiamo ricordare Les projets de recherche automatique des informations juridiques
dans lInstitut pour la documentation juridique du Conseil national des recherches [pp.249-
268] di Costantino Ciampi e Lexicographie computationnelle et informatique juridique
[pp.299-303] di Mario G. Losano. Fra quelli della quarta sezione possiamo ricordare Primi
risultati di unanalisi statistica morfologica e lessicale delle risposte al test di Rorschach nella
prospettiva di uno studio dei rapporti fra psicopatologia e linguaggio [pp.307-323] di Paolo
Castrogiovanni e Adalia Telara e Computer Research in the Study of Literature [pp.391-
455] di Joseph Raben. La quinta sezione comprende sette interventi, fra cui possiamo
ricordare Analyse syntaxique automatique utilisant une grammaire en chaine (string
grammar) [pp.499-517] di Morris Saloff, Sem - A Dialogue - Computer for the Acquisition
of certain semantical Relations [pp.531-540] di Helmut Schnelle e Les problemes danalyse
en traduction automatique [pp.563-590] di Grard Veillon. Lultima sezione include un solo
intervento, Course de PL/1 [pp.593-665] di Ornella Menchi. A questo convegno A.
Zampolli partecipa con un intervento in francese intitolato La section linguistique du
CNUCE [pp.133-199], dove inizia con una descrizione delle sezioni principali delle attivit
del CNUCE (Centro Nazionale del Calcolo Elettronico di Pisa), come la documentazione
lessicografica per la redazione di grandi dizionari storici di una lingua o di una disciplina
particolare, e poi passa a parlare dei progetti e delle ricerche del Centro riguardanti lutilizzo
del software nella progettazione del Dizionario Italiano di Macchine (DMI) e nelle statistiche
linguistiche di alcuni testi.
Lanno 1978 vede la nascita dellIstituto di Linguistica Computazionale Antonio
Zampolli (ILC) come istituto indipendente del Consiglio Nazionale di Ricerche (CNR) di
Pisa. LIstituto viene fondato e diretto per lunghi anni da Antonio Zampolli, che nel 1977
occupa la prima cattedra di Linguistica Matematica creata presso lUniversit di Pisa. In
realt, esso operante nel settore della linguistica computazionale fin dal 1967, anno in cui
formata una Divisione di Linguistica Computazionale presso il Centro Nazionale
Universitario di Calcolo Elettronico (CNUCE). Per la missione dellIstituto, la redazione
del sito Web del CNR scrive:
La missione dellILC si sviluppa storicamente secondo tre direttrici che, a livello statutario,
rappresentano le aree specifiche di intervento scientifico tecnologico. Sinteticamente esse sono
rappresentate da: a) un settore pi strettamente correlato allo Humanities Computing, che consiste
nello studio, progettazione e realizzazione di sistemi adatti alla ricerca sui testi, sia per analisi
linguistico-lessicografiche, sia pi genericamente per effettuare studi filologici in un ambiente in cui
la documentazione convertita in formato digitale. Fanno parte di questo settore gli ambienti software
per la gestione di grandi basi di dati testuali, di immagini e per leditoria elettronica on-line; b) un
settore propriamente linguistico-computazionale orientato a studiare e sviluppare sistemi, modelli e
metodi per il trattamento automatico del linguaggio naturale. In questo settore sono parte determinante
studi di carattere teorico e metodologico, con una evidente possibilit di interazione soprattutto con
aspetti cognitivi. I principi metodologici, alcuni dei quali sono orientati ad arricchire le conoscenze di
base e ad aprire nuove frontiere di analisi e rappresentazione formale del linguaggio nei suoi vari
aspetti (morfologici, fonetico-fonologici, sintattici e semantico-concettuali) sono di grande utilit per
la progettazione di sistemi che possono avere un impiego pratico, per esempio, nellacquisizione
automatica di conoscenza da testi. Sul piano applicativo, infatti, questi modelli possono essere
utilmente integrati in sistemi informativi incrementali e adattativi di nuova concezione, in grado di

- 72 -
affrontare le pi recenti sfide tecnologiche della societ della conoscenza (dal Semantic Web ai
sistemi intelligenti integrati) secondo modalit ispirate alle reali funzionalit cognitive e comunicative
delluomo; c) un settore che si occupa di produrre risorse linguistiche annotate a vari livelli (per
esempio, fonetico, morfologico e semantico) e a studiare, progettare e sviluppare infrastrutture idonee
alla riusabilit delle risorse stesse. In questa operazione si studiano e si adottano gli standard condivisi
a livello internazionale per gli aspetti di marcatura e rappresentazione delle informazioni.
[http://www.cnr.it/istituti/DatiGenerali.html?cds=048: 23/11/2012]

Da quel momento la linguistica computazionale e linformatica applicata alle scienze


umane diventano insegnamenti fondamentali in molte universit, che offrono spesso percorsi
di studio interdisciplinari umanistici e informatici. Ma un momento molto importante nella
linguistica computazionale risale al 1980, anno in cui Padre Busa dopo trentanni di lavoro
ininterrotto porta alla luce ledizione a stampa in cinquantasei volumi (in formato
enciclopedia) dellIndex Thomisticus [1980], frutto di lavoro sui nove milioni di parole che
compongono lopera omnia di San Tommaso dAquino. LIndex Thomisticus unimponente
opera che raccoglie tutta la produzione di San Tommaso dAquino in formato leggibile e
trattabile con i computer, seguendo la metodologia inventata dallo stesso Padre Busa. I
numeri dellIndex sono impressionanti: undici milioni di schede utilizzate, una per ogni
parola analizzata (sono centomila quelle che compongono la Divina Commedia), pi di venti
milioni di righe, settantamila pagine e cinquantasei libri. La biblioteca dellUniversit
Cattolica possiede la versione cartacea dellopera, custodita dalla Sala di Consultazione G.
Billanovich, mentre la versione online ad accesso libero allinterno del progetto Corpus
Thomisticum allindirizzo <http://www.corpusthomisticum.org/it/index.age>, che raccoglie
tutte le opere di San Tommaso e consente di effettuare ricerche lessicografiche e di frequenza
dei vocaboli.
Ripensando, infatti, al contributo dato dallopera di Padre Busa, si pu affermare che
lIndex Thomisticus e la scommessa di IBM sono determinanti nellaffermazione della
linguistica computazionale come disciplina scientifica e campo di ricerca per dare la vita in
Italia ad una comunit di studiosi che gode ancora di uneccellente reputazione a livello
mondiale. Il modo in cui lIndex Thomisticus costruito descritto da Padre Busa nel libro
Fondamenti di informatica linguistica [Milano, 1987, pp.412], in cui si tratta della
realizzazione non solo dellIndex Thomisticus, ma anche delle Inquisitiones lexicologicae in
Indicem thomisticum [Gallarate-Milano, 1994, pp. 218], che, scritte in latino con una
traduzione inglese a fronte, riportano tutte le statistiche significative che riguardano lIndex
Thomisticus e le considerazioni seguite a portare alla classificazione le parole di San
Tommaso nello stesso Index. [cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Busa#Opere:
07/10/2012]
In questo ventennio nascono in inglese opere letterarie devasione costruite intorno ad
argomenti informatici, che tendono ad abbandonare toni fantascientifici per descrivere fatti, se
non proprio dattualit, possibili a breve scadenza. Tra le opere tradotte in italiano possiamo
segnalare due romanzi di Michael Crichton(42) (Chicago, 1942), tradotti da Ettore Capriolo: Il
terminale uomo [Milano, 1972] e Congo [Milano, 1981]. Nel primo romanzo lautore affronta
il tema dei limiti e delle possibilit della scienza, interrogandosi sulla legittimit di un
intervento volto a subordinare un essere umano alle macchine inventate dalluomo. Nel
secondo romanzo, invece, si narra di una missione scientifica in Gongo alla ricerca dei mitici
diamanti blu, da cui dipende il futuro della tecnologia dei computer, e durante la missione il

42
I suoi best seller sono tutti tradotti in italiani e pubblicati da Garzanti: Andromeda (1969); In caso di necessit
(con lo pseudonimo Jeffery Hudson, 1970); Il terminale uomo (1972); La grande rapina al treno (1976);
Mangiatori di morte (1977); Congo (1981); La vita elettronica (1984); Sfera (1987); Viaggi (1989); Jurassic
Park (1990); Sol Levante (1992); Rivelazioni (1994); Casi di emergenza (1995); Il mondo perduto (1996);
Tornado (Twister) (con Anne Martin, 1996); Punto critico (1997); Timeline (2000). anche il creatore della
serie televisiva E.R. Medici in prima linea. [cfr.
http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=2539: il 17/04/2012]

- 73 -
protagonista scopre lesistenza di una misteriosa e intelligentissima razza di primati, che
possono essere secondo lui un anello di congiunzione nella catena biologica tra il gorilla e
luomo. [cfr. http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=2539 e
http://www.garzantilibri.it/default.php?page=visu_libro&CPID=1134: 17/04/ 2012]
Col progredire degli anni, il linguaggio tecnologico e langlofilia delle scritture
narrative sinfittiscono, in parallelo con laccrescersi delle cognizioni nel lettore
medio e pi in su. Negli anni Ottanta, infatti, il mondo del romanzo fantascientifico italiano
vede un certo numero di romanzi scritti da autori italiani, tra cui possiamo ricordare, per
esempio, Dio e il computer, scritto dallingegnere elettronico e sociologo Roberto Vacca(43) e
pubblicato a Milano nel 1984 da Bompiani. Nel romanzo si cerca di scoprire chi uccide
Pietro Ispano, medico, logico e eletto Papa Giovanni XXI nel 1277, ma la soluzione si
intreccia con la storia di Softhill, azienda diretta da Vittorio Vivaldi per progettare un
computer nella cosiddetta Tiburtina Valley, che dovrebbe risolvere problemi di alta
tecnologia, di ricatti e di ricerche storiche e teologiche. Nel 1988, inoltre, Marsilio Editori
(Venezia) pubblica il thriller informatico Floppy disk di Gaetano Cappelli, in cui si narra di un
ragazzo implicato in una storia di dark lady, computer e servizi segreti. [cfr. G. Cappelli: 1988
e http://www.printandread.com/index2.html: 17/04/2012]
Il ventennio si chiude con la nascita della corrente letteraria Cyberpunk (1989), che d
linizio ad un genere di romanzi fantascientifici, il cui precursore considerato Neuromancer
(Neuromante in versione italiana) di William Gibson. Il genere descrive il futuro come
uninterazione in ambienti virtuali, allinterno di reti telematiche onnipresenti. Lo stesso
termine indica anche da una parte il movimento di opinione che sperimenta lutilizzo creativo
delle nuove tecnologie, non limitandosi a seguire i dettami posti dalla scienza ufficiale, e
dallaltra ciascun seguace della tendenza letteraria, sia nelle opinioni, nelle letture o negli stili
di vita. Contemporaneamente alla nascita di tale corrente sono pubblicati altri romanzi, tra cui
possiamo ricordare Il caso del computer Asia, scritto da Giampaolo Proni e pubblicato a
Torino nel 1989 da Bollati Boringhieri. La nota dellautore, la dedica e il ringraziamento che
sono allinizio del romanzo sono pieni di termini e i marchionimi informatici, tra cui
ricordiamo PC IBM, WordStar, floppy disc, Word Perfect, WS4, Word, ecc. [cfr. L.
Bragagnolo: 2002, sotto la voce cyberpunk, e G. Proni: 1989]
La diffusione delle tecnologie telematiche in questo ventennio determina anche una nuova
rivoluzione nelle tecnologie di riproduzione e trasmissione del sapere, la quale riesce a
trasferire ciascun testo su un supporto costituito da astratte unit di informazione, cio
trasformarlo in testo elettronico o digitale. Questa trasformazione segnala una vera e propria
interazione tra diversi saperi della ricerca umanistica e quello delle scienze e tecnologie
dellinformazione. Un settore nel quale la produttivit di questa interazione si rende
particolarmente evidente lo studio dei problemi connessi alla codifica informatica dei testi,
cio la rappresentazione dei testi su un supporto digitale in formato leggibile da un
elaboratore. Questa rappresentazione affronta in generale due tipi di problemi: il primo
riguarda una serie di problemi pratici e tecnici relativi alle tecniche di produzione e
memorizzazione elettronica dei testi, mentre il secondo riguarda le questioni teoriche che
concernono lepistemologia delle discipline umanistiche e la natura dei loro oggetti di studio.
[cfr. F. Ciotti: 07/10/2012]
Sulla codifica informatica dei testi la casa editrice Bulzoni Editore (Roma), ad esempio,
pubblica qualche libro, fra cui possiamo ricordare Studi di codifica e trattamento automatico

43
Roberto Vacca, laureato in ingegneria elettrotecnica, un docente di Computer, ingegneria dei sistemi,
gestione totale della qualit (Universit di Roma e Milano). Fino al 1975 occupa la posizione di Direttore
Generale e Tecnico di unazienda attiva nel controllo computerizzato di sistemi tecnologici. [cfr. P. Palombari: il
17/04/2012]

- 74 -
di testi [1987] di Giuseppe Gigliozzi(44)e Trattamento, edizione e stampa di testi con il
calcolatore [1989] a cura di Giovanni Adamo. Il primo libro (la sua stampa e le ricerche ad
esso inerenti sono finanziate dal Ministero della Pubblica Istruzione) il primo risultato
concreto del Gruppo di Ricerca Informatica e Discipline Umanistiche(45) dellUniversit
La Sapienza. Il libro comprende saggi scritti da alcuni partecipanti alla ricerca, quali
Informatica umanistica: riflessioni storiche e metodologiche, con due esempi [pp.1-38] di
Tito Orlandi, La codifica come rappresentazione: trasmissione e trattamento
dellinformazione nellelaborazione automatica di dati in ambito umanistico [pp.39-63] di
Giovanni Adamo, Codice, testo e interpretazione [pp.65-84] di Giuseppe Gigliozzi,
Appunti per una semiotica della trascrizione nella procedura ecdotica computazionale
[pp.85-124] di Raul Mordenti, Codifica della scrittura geroglifica finalizzata allanalisi
testuale [pp.125-144] di Paolo Buiarelli e Francesco Tiradritti e SEB Sistema Esperto per
lanalisi di Brani per unanalisi automatica di fiabe [pp.145-217] di Giuseppe Gigliozzi,
Sandra Giuliano e Paolo Sensini. Nellaltro libro G. Adamo riporta nelle pagine 71-73
larticolo intitolato Metodi automatici per la stampa di testi umanistici di Tito Orlandi, che
affronta il problema di come ottenere mediante sistemi automatici la stampa con
impaginazione di testi contenenti non solo tutte le usuali forme tipografiche dei caratteri
latini (caratteri grandi per i titoli, maiuscoletto, corsivo, neretto, ecc.) ma anche caratteri
diversi, quali greco e caratteri orientali, purch non ideografici o pittografici.

2.1.3. LInformatica Umanistica negli anni Novanta


Se si guarda al passato appena trascorso, prevale la visione riduttiva di Informatica per le
discipline umanistiche, ma si avvertono segnali di novit, che indicano la maggiore ricchezza
dellapproccio che vede lInformatica delineare un terreno di utile contatto con le discipline
umanistiche tramite la conoscenza approfondita delloggetto di studio (come ledizione di
unopera letteraria, lanalisi di dati storico-archivistici, la ricerca localizzata su un sito
archeologico, ecc.), che suggerisce nuovi paradigmi di elaborazione adeguati a rappresentarne
tutta la complessit, senza forzature e semplificazioni dovute ai limiti degli strumenti
esistenti.
Durante gli anni Novanta lInformatica Umanistica vanta una ricca bibliografia che
rielabora gli atti di convegni che, tramite un assiduo dialogo, mirano a concretizzare una serie
di iniziative di applicazione dellinformatica allanalisi dei testi. Il 3-4 novembre 1988 il
Palazzo delle Facolt umanistiche a Torino ospita un convegno con lintitolazione di
Informatica e scienze umane: lo stato dellarte, i cui atti sono rielaborati da Luciano Gallino
in un omonimo volume pubblicato nel 1991 dalleditore milanese Franco Angeli nella
Collana Gioele Solari del Dipartimento di scienze sociali dellUniversit di Torino. Si
osservano in particolare le relazioni Il calcolatore e le scienze umane [pp.68-85] di dArco
Silvio Avalle e Una rete per la didattica e la ricerca (il Progetto CISI) [pp.235-76] di

44
Docente presso il Dipartimento di Linguistica e Studi Letterari alla Facolt di Lettere e Filosofia
dellUniversit degli Studi di Roma La Sapienza e uno dei primi studiosi di informatica umanistica in Italia,
che ha prodotto, nel corso di ventanni di ricerca, un vasto numero di studi e interventi a convegni, fino ad oggi
dispersi.
45
I risultati del Gruppo vengono raccolti in unomonima collana diretta da Tito Orlandi. Su questa collana
Giovanni Adamo scrive sulla copertina posteriore del suo libro intitolato Bibliografia di Informatica Umanistica
[Roma, 1994]:
Espressione dellattivit del Gruppo di Ricerca Informatica e Discipline Umanistiche dellUniversit degli Studi di Roma La
Sapienza, la collana si propone di presentare i problemi e i metodi seguiti nellapplicazione dellinformatica ai vari settori
degli studi umanistici e di evidenziare gli aspetti pi significativi del rapporto che lega le due sfere di interesse.
Le materie umanistiche, giovandosi di strumenti tecnologici potenti e precisi, ricevono stimolo e impulso per verificare e
rendere pi coerenti i propri metodi di indagine e di analisi.
Linformatica considerata come disciplina autonoma e non semplicemente come tecnologia dei computer assume il ruolo di
macchina argomentativa e, dal rapporto con la cultura e la tradizione umanistica, trae occasione per rivisitare le proprie radici
filosofiche.

- 75 -
Bruno Boniolo e Fulvia Ortalda ( cos presentato ufficialmente il Progetto CISI (Centro
Interstrutture di Servizi Informatici e Telematici), che Bruno Boniolo dirige dal 1991).
Nel convegno, forse per la prima volta in maniera cos chiaramente espressa, vengono emerse
lesigenza di costituire negli atenei centri di eccellenza specializzati nellinformatica per le
discipline umanistiche e limportanza del dialogo tra informatica e scienze umane come
sostegno indispensabile alla crescita equilibrata delluna e delle altre.
In realt, la prima importante occasione ufficiale in Italia di dibattito fra i massimi
specialisti del settore offerta nel 1992 dal convegno Calcolatori e Scienze Umane
organizzato dallAccademia dei Lincei (Centro Linceo Interdisciplinare) e dalla Fondazione
IBM Italia, nel quale si discute ampiamente il rapporto tra la linguistica e la letteratura da una
parte e tra esse e le moderne risorse informatiche dallaltra parte. Gli atti sono pubblicati a
Milano da Etaslibri nel volume Calcolatori e Scienze Umane: Archeologia e arte, storia e
scienze giuridiche e sociali, linguistica, letteratura [1992, pp.XVI-365] a cura di Giovanni
Adamo, con la presentazione di Ennio Presutti e la prefazione di Sabatino Moscati. In questo
volume vanno considerati in particolare il saggio introduttivo Informatica umanistica:
realizzazioni e prospettive [pp.1-22] di T. Orlandi e le relazioni Informatica e linguistica
[pp.195-210] di T. De Mauro, Informatica e filologia [pp.236-272] di R. Mordenti,
Informatica e letteratura [pp.289-301] di G. Savoca, Larchivio elettronico C. Goldoni:
un caso di filologia applicata [pp.329-349] di L. Toschi e Analisi informatica di testi:
problemi e prospettive [pp.350-365] di G. Adamo.
LUniversit di Trento ospita il 24-25 maggio 1996 il convegno Umanesimo e
informatica: le nuove frontiere della ricerca e della didattica nel campo degli studi letterari.
Gli atti del convegno sono rielaborati a cura di Daniela Gruber e Patrick Pauletto in un
omonimo volume pubblicato nel 1997 da Metauro (Pesaro). Il volume raccoglie le relazioni
Intorno allIpertesto: riflessioni teoriche e applicazioni. Il progetto Hyperdecameron di C.
Cazal Brard; Problemi di edizione elettrica dei testi letterari. La letteratura nellepoca delle
nuove tecnologie di G. Gigliozzi; Cosa la codifica informatica dei testi? di F. Ciotti;
Ipertesto: due questioni di G. Renello, La rivoluzione digitale ed i saperi umanistici:
alcune approssiamazioni di P. Ferri; Per una rivista elettronica di storia della filosofia di P.
DIorio; Elaborazioni testuali: unesperienza italiana di M. Sassi e E. Picchi; Il testo tra
mercato ed editoria di P. L. Guardigli e, infine, Il progetto di ricerca sui periodici culturali
europei e alcune considerazioni conclusive di C. Donati. [Gli atti sono attualmente
disponibili online nel sito Web del progetto CIRCE allindirizzo
<http://circe.lett.unitn.it/attivita/eventi/eventi_umanesimo.html>, visitato da noi il
07/10/2012]
Qualche giorno dopo Firenze ospita il convegno SISMEL su Testi, manoscritti, ipertesti
(30 maggio - 1 giugno). Gli atti del convegno sono rielaborati da Lino Leonardi nel volume
Testi, manoscritti, ipertesti: Compatibilit informatica e letteratura medievale [SISMEL-
Edizioni del Galluzzo, Firenze: 1998]. Le relazioni alle quali si fa riferimento sono
Tradizione poetica e dinamica testuale nella lirica italiana del Duecento: funzioni di un
ipertesto [pp.33-54] di L. Leonardi; Prima del vocabolario: finalit lessicali di un archivio
medievale (TLIO) [pp.79-96] di P. G. Beltrami; Per un censimento dei codici della
Commedia [pp.145-172] di F. Mazzoni e La tradizione manoscritta della Commedia:
progetto per unedizione elettronica in progress [pp.173-90] di V. Russo e A. Iannone. In
questultima relazione viene presentato il Progetto COMEDIA (COmedy Manuscripts
EDited with Informatica Apparatus), che, ideato e coordinato da Alfredo Iannone, si basa
sullelaborazione di un programma in grado di memorizzare in un archivio ipertestuale
lintera tradizione manoscritta della Commedia, affiancando la trascrizione diplomatico-
interpretativa alla riproduzione digitalizzata dei codici, di automatizzare la collazione e di
gestire lapparato varianti secondo le opzioni prescelte dallutente.

- 76 -
Il 14-15 novembre dello stesso anno Milano ospita, nella sede dellIstituto Universitario di
Lingue Moderne (IULM) e nellambito del Seminario permanente Saperi umanistici e nuove
tecnologie, un convegno sul tema Internet e le Muse: La rivoluzione digitale nella cultura
umanistica, che rappresenta unulteriore occasione significativa di confronto
interdisciplinare. Gli atti sono pubblicati a stampa nel volume Internet e le Muse: la
rivoluzione digitale nella cultura umanistica [Mimesis, Milano: 1997, pp.382], a cura di
Patrizia Nerozzi Bellman. In questo volume venti autori affrontano, dal punto di vista delle
implicazioni teoriche, alcune questioni fondanti del rapporto tra le discipline umanistiche e le
nuove tecnologie negli intenti ed esperimenti applicativi e nella espressione di nuove forme
darte. Il volume suddiviso in due parti: la prima discute gli scenari teorici: Letteratura,
Filosofia, Sociologia, comprendendo gli interventi La costituzione del testo e la comunit
degli interpreti [pp.13-37] di Claud Cazal Brard e Raul Mordenti; Le soglie
dellipertesto [pp.39-45] di Alberto Cadioli; Critica letteraria e nuove tecnologie [pp.55-
73] di Giuseppe Gigliozzi; The convergence of contemporary critical theory and technology
[pp.75-97] di George P. Landow; Apocalittici o integrati: per una filosofia della rivoluzione
digitale [pp.99-111] di Paolo Ferri; Filosofia e informatica [pp.113-126] di Masaru
Yoneyama; Meditazione sullecdomatica [pp.127-131] di Francesco Piselli; Tre note su
informatica e filosofia [pp.133-143] di Roberto Diodato; Internet et ses mythes [pp.143-
154] di Marie-Claud Vettrain-Soulard e Nuove e vecchie tecnologie [pp.155-164] di Ugo
Volli. La seconda parte, intitolata Dalla carta al silicio: Didattica, codifica dei testi, nuove
forme, viene dedicata agli interventi Studenti, reti e comunit virtuali [pp.167-187] di
Mario Ricciardi; Boccaccio on line [pp.189-207] di Massimo Riva; Internet e
lapprendimento dellinglese on line [pp.209-220] di Cesare Gagliardi; Testo
rappresentazione e computer: contributi per una teoria della codifica informatica dei testi
[pp.221-250] di Fabio Ciotti; Alcune riflessioni su edizioni critiche, edizioni elettroniche,
edizioni in rete [pp.251-276] di Gino Roncaglia; Possibili applicazioni dellanalisi
computerizzata nellelaborazione di testi a carattere linguistico [pp.277-297] di Paola
Pontani; Teoria e prassi della codifica del testo nellanalisi computerizzata dellEpistolario di
J. D. Hamann [pp.299-323] di Chiara Colombo; Letteratura on line [pp.325-339] di
Federico Pellizzi; Multimedialit, ipertesti e letteratura cyberpunk: un ritorno alla fase orale
del linguaggio [pp.341-368] di Alessandra Boselli e Ars elettronica: alcune esperienze
attive in rete (pp.369-382) di Loredana Danelli.
Sempre nel 1996, nei giorni 15 e 27 novembre, Bologna ospita il convegno internazionale
Internet: ricerca e/o didattica. Le risorse informatiche nella ricerca e nella didattica della
letteratura, promosso e organizzato da Federico Pellizzi, direttore dellAssociazione
Culturale Bollettino 900, in collaborazione con il Centro di Ricerca per la Didattica
dellItaliano e il Dipartimento di Italianistica dellUniversit di Bologna. Gli atti sono
pubblicati nel volume La scuola interattiva: Reti e multimedialit al servizio della didattica
[CLUEB, Bologna: 1998] a cura di Gian Mario Anselmi e Federico Pellizzi. Tra le relazioni
presentate in italiano possiamo menzionare Ipertesti per studiare, ipertesti da inventare.
Esperienze didattiche nel corso di italiano nella scuola media superiore di Nanda Cremascoli
(University of Utah); Kidslink e luso di Internet nella scuola di Mario Ivan Grossi (ITC
Salvemini); Per una comunit della formazione letteraria: il WWW e la nuova italianistica
di Massimo Riva (Brown University); La comunit di ricerca online di Giuseppe Gigliozzi
(Universit di Roma); Lettere italiane: unesperienza di posta elettronica di Emilio Speciale
(Politecnico di Zurigo); Tecnologie di rete e diffusione del sapere: verso la Biblioteca
Digitale di Fabio Ciotti (Universit di Roma e di Torino); Per una definizione dellipertesto
dautore di Luca Toschi (CRAIAT, Universit di Firenze); ecc. [Gli atti del convegno sono
consultabili allindirizzo <www2.unibo.it/boll900/convegni/ird96pgr.html>, visitato da noi il
29/09/2010].

- 77 -
Ma spetta ancora allAccademia dei Lincei il merito di un secondo convegno
internazionale intitolato I nuovi orizzonti della filologia. Ecdotica, critica testuale, editoria
scientifica e mezzi informatici elettronici, tenutosi a Roma dal 27 al 29 maggio 1998 e
organizzato in collaborazione con lAssociazione Internazionale per gli Studi di Lingua e
Letteratura Italiana (AISLLI). Gli atti sono raccolti dallAccademia Nazionale dei Lincei nella
pubblicazione n.151 intitolata I nuovi orizzonti della filologia: Ecdotica, critica testuale,
editoria scientifica e mezzi informatici elettronici [Roma: 1999] e divisi in quattro sessioni:
Statuto della filologia (27 maggio), Verso unera critica coi nuovi sistemi (28 maggio),
Testo e ipertesto (28 maggio) e Rilevanza dellinformatica per i nuovi orizzonti della
filologia e della linguistica (29 maggio). Nella prima sessione sono presentati i contributi
Prolusione di C. Segre, Ecdotica e critica dei testi classici di B. Gentili; Problemi
attributivi e rifacimenti dautore di G. B. Speroni; Genesi e metamorfosi del libro segreto
del Boccaccio: unindagine tra filologia e codicologia (con unipotesi di restauro virtuale) di
S. Zamponi; Philologie et critique gntique: ressemblances et diffrences di A. Grsillon e
La filologia della Bibbia ebraica: passato, presente e futuro di B. Chiesa. Nella seconda,
Ripartiamo dai dia sistemi di T. Orlandi, New methods of editing, exploring, and reading
The Canterbury Tales di P. M. W. Robinson; La contribution de la dialectologie
informatise pour lanalyse critique des textes littraires en ancien franais di M. J. P. Van
Mulken; Lachmann: an old textgenealogical method updated with the help of cladistics and
the computer di B. J. Salemans; Ldition critique au XXIe sicle di J.-L. LEBRAVE e
Filologia classica in prospettiva di L. Perilli. Nella terza, Verso una editoria scientifica
computerizzata di C. Cazale; Per ledizione ipertestuale dello Zibaldone Laurenziano di
Boccaccio di R. Mordenti; La critica dellipertesto di A. Cadioli; Per un Decameron
ipertestuale: nuove tecnologie per un classico del Medioevo di M. Picone e T. Crivelli e La
galassia Von Neumann: il testo tra piombo e byte di G. Gigliozzi. Nella quarta, infine,
Telematica ed ecdotica: prospettive e divagazioni di G. Capriz; Computers and Medieval
Manuscripts: should the one trust the other? di C. W. Dutschke; Esperienze e prospettive
dellinformatica applicata allanalisi del testo di E. Picchi; Verso un sistema integrato di
moduli computazionali per la filologia dellera digitale di A. Bozzi e Introduzione al
linguaggio multimediale: per una definizione di L. Toschi. [cfr. Accademia Nazionale Dei
Lincei: 27-29 maggio 1998]
Ad Arcavacata di Rende e Rossano Calabro, il Dipartimento di Linguistica dellUniversit
della Calabria ospita il Convegno Manoscritti, ecdotica e filologia elettronica (dal 20 al 22
gennaio 1999). Al primo giorno ad Arcavacata di Rende sono presentate le relazioni La carta
e il byte: il problema delledizione elettronica di testi di G. Gigliozzi (Universit di Roma
La Sapienza); Searching and Researching the Electronic Beowulf Manuscripts di
Kevin S. Kiernan (University of Kentucky); The Virtual Transcribed Reproduction: The
Next Generation of Medieval Facsimiles/Editions di Patrik W. Conner (University of West
Virginia) e Humanities Computing: Tools for the Manipulation and Visualization of
Digitized Manuscripts di Brent Seales (University of Kentucky). Al secondo giorno, a
Rossano Calabro, Il fac-simile tradizionale: riproduzione o edizione? di Maria Amalia
DAronco (Universit di Udine), Fragmente europischer Literatur in sptgotischen
Einbnden und ihre systematische Erschliessung fr die Wissenschaft di Kurt Hans Staub
(Hess. Landes u. Hochschulbibliothek, Handschriftenabteilung, Darmstadt); The Editing of
Skaldic Verse di Roberta Frank (University of Toronto) e Manuscript Resources for the
Study of Anglo-Saxon Female Saints di Phillip Pulsiano (University of Villanova).
Allultimo giorno, ad Arcavacata di Rende presso lUniversit degli Studi della Calabria,
Single Texts or Entire Manuscripts? Choosing between Different Types of Electronic
Editions di Loredana Teresi (Universit di Palermo) e Progetti elettronici del Dipartimento
di Linguistica F. Altimari, F. Iusi e C. Morini (Universit della Calabria). Alla fine
dellultima giornata F. Altimari, P. Conner, G. Gigliozzi, K. Kiernan, B. Seales e A. Zampolli
fanno insieme una tavola rotonda con lintitolazione Specializzazione in elettronica testuale

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allestero e in Italia. [cfr. http://www.linguistica.unical.it/linguist/seminario%20morini.htm:
08/10/2012]
Di notevole momento anche il primo seminario internazionale (diventa poi convegno) dal
titolo Computer, Literature and Philology (CLiP), svolto il 7-9 settembre 1998 presso la
School of European Languages and Cultures dellUniversit di Edimburgo e organizzato da
Anne Middleton, Domenico Fiormonte e Jon Usher. Il seminario dedicato al tema New
Media and the Humanities: Research and Applications. Nel suo report dal titolo Report on
Computers, literature and philology, pubblicato dal Centre for Computing in the
Humanities (Kings College London) nel volume 12 (n. 209) intitolato Humanist Discussion
Group, G. Gigliozzi tratta gli argomenti affrontati in questo seminario dicendo:
Nel corso delle tre giornate si sono alternate presentazioni di iniziative e di realizzazioni in diversi
settori della letteratura e della linguistica a interventi dimpostazione maggiormente teorica. Gli
argomenti affrontati hanno toccato i pi rilevanti temi del nostro settore. Dalla linguistica
computazionale si passati a riflessioni sul testo dal punto di vista teorico ed epistemologico, dalla
proposta di punti di vista operativi (che pur non volevano perdere di vista laspetto scientifico della
questione), si arrivati a tentativi di riflessione e definizione della materia dal punto di vista della
ricerca e del suo insegnamento.
[]
Per quello che riguarda il lavoro sul testo, tema centrale stato sicuramente il problema della codifica
e della corretta conservazione dellinformazione nel momento della memorizzazione. Molto si
discusso sulle potenzialit delle norme proposte dalle TEI Guidelines e sui problemi che si incontrano
quando si cerca di applicare questo set di marcatori (che ovviamente costituiscono un linguaggio
formale) a documenti la cui organizzazione strutturale di cos difficile comprensione da farli
apparire privi di struttura, se non addirittura appartenenti a pi strutture in competizione tra loro. La
certezza acquisita che loperazione di codifica costituisce il nodo centrale del lavoro sul testo
saffianca alla constatazione delle difficolt attuali e alla necessit di individuare strade per il futuro.
Parallelamente la consapevolezza che la realizzazione di testi elettronici pone in grande evidenza la
questione della validit scientifica del testo, della sua molteplicit e - in una certa misura - della sua
stessa realt servita a introdurre la questione del rispetto delloriginale, accompagnata dalla richiesta
duna sorta di deontologia, di codice etico dello studioso in era multimediale.
Per quello che riguarda linsegnamento (sia delle materie tradizionali con lausilio del computer, sia
dellinformatica umanistica) tutti gli interventi hanno insistito sullesigenza che, a fianco alla necessit
di offrire agli studenti - studenti darea umanistica oltretutto - le necessarie competenze pratiche per
utilizzare nuove tecnologie, deve rimanere viva lattenzione allaspetto teorico-metodologico per
garantire una corretta interpretazione del fenomeno. Questa consapevolezza pone in grande risalto la
necessit dintreccio tra didattica e ricerca e, quindi, limportanza dutilizzare anche per la didattica
prodotti standard che garantiscano agli studenti la corretta comprensione delloperazione che si sta
compiendo. Pi volte si affacciata lipotesi di unindissolubile legame del futuro delle discipline
umanistiche con quello dellinformatica umanistica, affiancata alla richiesta di accendere, nelle varie
Universit e situazioni, insegnamenti che consentano una maturazione e una completa definizione
della disciplina e del suo insegnamento. [G. Gigliozzi: 1998]

In seguito al successo delliniziativa il seminario si tiene altre volte in paesi diversi per
diventare un incontro tra esperti dellInformatica Umanistica europei e americani. Il seminario
internazionale del 1999, ad esempio, viene ospitato dallUniversit di Roma La Sapienza
(3-5 novembre, Roma). Lincontro si propone come unopportunit di confronto fra i gruppi
di lavoro italiani e le grandi istituzioni straniere allo scopo di trovare punti di collaborazione.
Il tema principale del convegno il dibattito sulla codifica elettronica dei testi, che, in realt,
rappresenta un momento cruciale nella cultura del tempo dallora. In questo incontro viene
proposto di trasformare trecento opere colossali della letteratura italiana da un testo cartaceo
in quello elettronico, fra cui quelle di Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Manzoni e
Leopardi. Su questa iniziativa la giornalista Claudia Morgoglione scrive un articolo dal titolo
Dante, Petrarca & Co. 300 classici vanno online e dai sottotitoli Letteratura italiana in
Rete: insieme allarchivio digitale delle opere, anche un programma per lanalisi dei testi e
Liniziativa, finanziata dal Ministero, sar realizzata entro il 2000. Oggi a Roma la

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presentazione ufficiale, pubblicato il 3 novembre 1999 sulla Repubblica.it nella rubrica
Cultura & Scienze. Da questo articolo [leggibile allindirizzo
<http://www.repubblica.it/online/ cultura_scienze/classici/classici/classici.html>, visitato da
noi il 10/10/2012] possiamo riportare la seguente parte che riguarda il linguaggio e il
programma utilizzati per lanalisi e la codifica dei testi:
Per cominciare, verranno messe in linea solo 300 opere: quelle maggiori, ovviamente, che in
gergo vengono definite il canone della nostra letteratura. La pubblicazione dei testi avverr
attraverso un linguaggio chiamato sgml: la sua caratteristica di essere aperto, cio non protetto da
codici criptati e dunque accessibile a tutti, oltre che facilmente traducibile negli altri linguaggi (tra cui
Word). Per lanalisi testuale, il consorzio ha scelto il programma Dynaweb: un sistema (basato su
standard internazionali) che permette di intraprendere, allinterno delle opere, non solo il classico
percorso per parole chiave, ma anche metodi pi avanzati. Come la ricerca per titoli, per inizi
paragrafo, per categorie semantiche (esempio, per Dante: amore, o Firenze, o altre ancora).
Certo, non si tratta del primo progetto del genere. Un'analoga iniziativa, qui in Italia, viene portata
avanti dallUniversit di Pisa, che progetta di mandare in Rete, gratuitamente, 900 classici entro il
prossimo gennaio.

Per quanto riguarda la cultura dellInformatica Umanistica a livello delle singole persone,
uno dei nomi pi conosciuti - non solo durante questo decennio ma anche nel ventennio
precedente e nel primo decennio del ventunesimo secolo - Tito Orlandi, che presenta alla
bibliografia informatico-umanistica italiana un gran numero di pubblicazioni tra libri,
seminari e contributi in convegni nazionali e internazionali. Tra i suoi manuali ricordiamo
Informatica umanistica (Studi Superiori NIS/78), pubblicato da Carocci (Roma) nel 1990.
Questo libro si divide in quattro parti: la prima, di carattere teorico, intende mettere in
evidenza come linformatica abbia un fondamento metodologico che risulta essenziale nelle
applicazioni umanistiche; la seconda dedicata alla descrizione delle macchine e delle poche
fondamentali nozioni necessarie a chi le usa; la terza comprende una rassegna di quei
programmi complessi che si trovano gi pronti sul mercato e che sono di particolare utilit
nellambito delle applicazioni umanistiche; infine, la quarta dedicata alle applicazioni
dellinformatica nellambito delle diverse discipline umanistiche.
Tra le altre relazioni di T. Orlandi sullInformatica Umanistica possiamo menzionare i
seguenti titoli:
Scienze letterarie e nuove tecnologie, pubblicato nellannuario della EST Scienza e
Tecnica - estratto 83 [Milano 1983, pp. 377-380]. In questo articolo T. Orlandi cerca
di valutare linterazione fra le nuove tecnologie (specialmente quella di elaboratori e
microfotografie) e le altre scienze che se ne servono per determinare il loro influsso
sulle metodologie scientifico-umanistiche e immaginare i cambiamenti che le nuove
tecniche possono portare a quelle metodologie. Nello stesso annuario, e proprio nella
met inferiore delle pagine 378-379, T. Orlandi d un esempio di applicazioni
integrate della nuova tecnologia: Il corpus dei manoscritti copti letterari. Questa
impresa, posta sotto il patrocinio dellUnione Accademica Nazionale, si propone di
sviluppare, tramite la microfotografia e lelaboratore, tutta lattivit connessa allo
studio della letteratura copta fra il III e il X secolo d.C.;
Ripartiamo dai diasistemi, che fa parte degli atti del sopracitato Convegno
dellAccademia Nazionale dei Lincei (27-29 maggio 1998). Rendendo conto dei
nuovi sistemi evidentemente resi disponibili dallinformatica e dellevoluzione della
filologia, che va oltre i semplici cambiamenti dovuti ad un progresso puramente
tecnologico, T. Orlandi cerca con questo contributo di spiegare le ragioni che la critica
del testo si avvii ad una revisione di tipo metodologico. [cfr.
http://rmcisadu.let.uniroma1.it/~orlandi/branca.html: 09/09/2012];

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Per un curriculum europeo di informatica umanistica, uno dei seminari tenutisi a
Roma nei giorni 3-5 novembre 1999 col titolo di Computer, letteratura e filologia.
T. Orlandi sceglie questo titolo in quanto ritiene che creando una cosa nuova sia
meglio pensare globalmente, sebbene in linea di principio non faccia alcuna differenza
fra esigenze di un titolo a livello europeo ed uno a livello nazionale; occorre ad ogni
modo tener conto che in ciascun paese difficile trovare sufficienti forze didattiche.
Lintervento inizia con una osservazione sulla situazione dallora e poi discute principi
fondamenti teorici e disciplinari della disciplina. [cfr.
http://rmcisadu.let.uniroma1.it/~orlandi/ fiormon.htm: 19/09/2012]
Orlandi pubblica inoltre vari articoli sullInformatica Umanistica nel periodico
Archeologia e Calcolatori, tra cui possiamo ricordare i seguenti:
Lambiente Unix e le applicazioni umanistiche [n.1, 1990, pp.237-251]. In questo
articolo egli parte dalle sue esperienze informatiche acquisite in differenti settori
umanistici per presentare lambiente operativo Unix come la vera soluzione della
maggior parte dei problemi legati alle applicazioni informatiche di carattere
umanistico;
Sulla codifica delle fonti archeologiche [n.4, 1993, pp.27-38]. Con questo articolo
egli cerca di dare un esempio della propria presupposizione che linformatica non sia
semplicemente un insieme di tecnologie, ma una serie di metodologie, e dunque una
disciplina con proprio fondamento teorico, che deve in qualche modo interagire con
quello proprio delle singole discipline umanistiche, prendendo in considerazione i
problemi della codifica della documentazione archeologica;
Formalizzazione dei dati, semiotica e comunicazione [n.7, 1996, pp.1247-1258].
Qui egli tenta di procedere oltre la via indicata da Jean-Claude Gardin nel suo libro
Archaeological Constructs: An Aspect of Theoretical Archaeology [Cambridge
University Press, Cambridge-Paris, 1980] e a tal fine puntualizza gli argomenti
sostanziali che egli prende in considerazione, perch essi formano la base di partenza
per le sue osservazioni, mentre i successivi contributi sul ragionamento archeologico
escono dal campo che intende trattare. Questo articolo discute la necessit della
codifica vista come parte di un processo semiotico, dove i dati e il loro complesso
vengono strutturati come parti di un processo comunicativo.
Questo decennio vede anche la pubblicazione di volumi di altri studiosi circa lutilizzo
dellinformatica nellanalisi e nella stampa dei testi scritti, tra cui possiamo menzionare le
seguenti:
nel 1992 CELID: CSI-Piemonte (Torino) pubblica Banche dati per le scienze umane
a cura di Boniolo Bruno e con la presentazione di Luciano Gallino. Lopera
suddivisa in tre sezioni quali Risorse informative online e problemi di accesso,
Esperienze di impiego delle banche dati in diversi ambiti disciplinari e Strumenti.
La prima sezione comprende i contributi Banche dati, reti scientifiche, servizi di
comunicazione e informazione: dalla disponibilit di risorse alla cooperazione
[pp.15-45] di Bruno Boniolo e Potenzialit di accesso allinformazione online: i
servizi dellhost Dialog [pp.46-59] di Enrica Valle. La seconda comprende
Sperimentazione di ricerca bibliografica su Banche Dati orientate alla psicologia
[pp.63-80] di Alessandra Re; Sperimentazione di ricerca bibliografica su banche dati
di interesse filologico e letterario [pp.81-95] di Alda Rossebastiano; Banche dati
bibliografiche per le scienze sociali: ambiguit e memoria [pp.96-110] di Sergio
Scamuzzi, Le banche dati giuridiche [pp.111-140] di Floretta Rolleri e
Linformazione economica online: le risorse disponibili, le banche dati di CRONOS-

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EUROSTAT [pp.141-171] di Enrica Valle. La terza comprende Documenti di
riferimento e bibliografia [pp.175-178] di Enrica Valle;
nel 1994 Franco Angeli (Milano) pubblica Luso del computer nellanalisi dei testi:
Scienze umane e nuove tecnologie di Maurizio Lana. Oltre alle considerazioni di tipo
metodologico, il volume contiene informazioni su prodotti gi esistenti nellepoca:
dalle banche dati testuali disponibili su supporto magnetico (Oxford Text Archive,
vari Corpora testuali in lingua corrente, ecc.) o su CD-Rom (Letteratura italiana
edita da Zanichelli, lEnglish Poetry Full Text Database, varie raccolte di
Shakespeare, ecc.) ai programmi pi efficaci per lanalisi dei testi, passando per il
materiale consultabile tramite Internet, la rete di cui in appendice si forniscono utili
indicazioni;
nel 1994 Longo Editore (Ravenna) pubblica, a cura di Enzo Esposito, Bibliologia e
informatica, che raccoglie tutti gli interventi della giornata di studio organizzata a
Napoli (26 novembre 1993) dal prof. Francesco De Sanctis, Rettore dellIstituto Suor
Orsola Benincasa. La giornata mira a presentare una ridefinizione epistemologica e
critica della Bibliologia in rapporto con il crescente sviluppo delle procedure
informatiche. Allimpianto teorico-pratico concorrono illuminanti contributi di docenti
e bibliotecari. I contributi di docenti sono Bibliologia: definizione e oggetto [pp.11-
17] di Enzo Esposito; Presupposti metodologici dei reciproci contributi tra
informatica e bibliologia [pp.19-33] di Tito Orlandi; Bibliologia e informatica nella
formazione universitaria delle professioni del libro [pp.75-82] di Alberto Petrucciani,
Aspetti e problemi della comune prassi bibliografica fra tradizione e computer
[pp.83-98] di Vicenzo De Gregorio; Metodologia informatica della ricerca
bibliografica: struttura dellinformazione e modelli [pp.99-113] di Giuseppe
Gogliozzi e Standardizzazione e gestione automatica dei dati: lapporto delluso
dellinformatica allevoluzione della descrizione e alla ricerca nel campo del libro
antico [pp.115-131] di Giovanni Solimine. I contributi dei bibliotecari sono
Listituzione bibliotecaria nel contesto bibliografico [pp.35-53] di Fiorella Romano;
Progetti di automazione in corso in Italia [pp.55-63] di Maria Sicco; European
automation projects [pp.65-74] di Lotte Hellinga e Omologazione delle procedure
descrittive nella catalogazione del libro antico [pp.133-152] di Giuseppina Zappella;
nel 1994 Centro italiano di studi sullAlto Medioevo (Spoleto) pubblica Macchine
per leggere: Tradizioni e nuove tecnologie per comprendere i testi, a cura di Claudio
Leonardi, Marcello Morelli e Francesco Santi. Il volume raccoglie gli atti del
Convegno di studio della Fondazione Ezio Franceschini e della Fondazione IBM
Italia, tenutosi a Certosa del Galluzzo il 19 novembre 1993. Esso, composto di 250
pagine, si divide in due parti: la prima parte contiene i contributi Le procedure
informatiche nelle scienze umane di DA. S. Avalle; La tradizione del commento
nellofficina dei Meridiani di M. Beck; Quando il testo si spoglia e si riveste.
Funzioni e stagioni del commento di G. Mazzacurati; Integrazione dei sistemi di
lettura intelligente e banche dati nel progetto Medioevo-Europa di T. Orlandi;
Filologia e computer di R. Mordenti e Algoritmi interiori del capire leggendo di
R. Busa, mentre la seconda raccoglie i contributi Il Dartmouth Dante Project: i
commenti danteschi consultabili via Internet di R. Hollander; Electronic reading,
electronic publishing, and tools in between: experiences from supporting humanities
computing di W. Ott; Analisi qualitativa dei testi e tradizione dei generi: lesempio
del romanzo cavalleresco di M. Ricciardi; Macchine per leggere e per comprendere
di G. Sommi; Gli infobase per laccumulazione e la diffusione del sapere di C. De
Francesco; Ledizione ipertestuale della Famiglia dellantiquario di M. Gori e F.
Gramigni e, infine, Il testo elettronico: memorizzazione, codifica ed edizione di F.
Ciotti;
- 82 -
nel 1994 Bulzoni Editore (Roma) pubblica Bibliografia di informatica umanistica di
Giovanni Adamo. Lopera il quinto volume della collana Informatica e Discipline
Umanistiche, diretta da T. Orlandi. Il volume presenta una bibliografia
dellinformatica umanistica cos ampiamente rappresentativa che possa mostrare
quanto lavoro sia stato fatto, quanto iniziative di ricerca siano state pi o meno bene
concepite e condotte, e anche contribuisca a individuare i pi fecondi filoni di ricerca
[pp.VII-VIII]. Esso viene suddiviso in quattro sezioni quali Blibliografia in ordine
alfabetico dautore; indice dei soggetti (sistematico, analitico e soggettario);
indice cronologico e indice dei nomi. Nella prima sezione G. Adamo raccoglie
in ordine alfabetico a seconda del cognome dellautore articoli relativi
allinformatica umanistica, seguendo i criteri bibliografici consueti: autore, titolo,
sottotitolo, eventuale indicazione del volume o del periodico in cui il contributo
pubblicato, collana, citt di pubblicazione, editore, data, ulteriori informazioni
catalografiche e, infine, lindicazione dei soggetti, secondo lo schema tripartito
illustrato nel Soggettario. La seconda sezione, invece, suddivisa in tre parti: la prima
presenta un indice sistematico delle opere citate nella prima sezione, riportando
accanto ad ogni entrata il numero di riferimento che contraddistingue ciascuno dei
lemmi bibliografici; la seconda consiste nellindice analitico dei soggetti, dando,
accanto a ciascuno, il riferimento alla corrispondente sezione dellindice sistematico;
mentre la terza, il soggettario, consente un esame sintetico dei soggetti utilizzati
nella classificazione. La terza sezione, inoltre, presenta una verificazione della
distribuzione delle opere segnalate nella prima sezione secondo un andamento
cronologico. Infine, la quarta sezione rende pi agevolmente la consultazione, potendo
essere considerato come chiave di ricerca del materiale bibliografico;
nel 1994 Franco Angeli (Milano) pubblica Oltre il testo: gli ipertesti, a cura di Mario
Ricciardi, che raccoglie contributi sul rapporto reciproco tra le scienze umane e le
nuove tecnologie. Nella nota introduttiva del libro [p.7] M. Ricciardi scrive che questi
contributi derivano infatti da un evento, irripetibile e purtroppo non rinnovabile, che
ha visto riuniti ad Agrigento nel mese di giugno 1990, come docenti, gli stessi autori
dei contributi [] e come partecipanti, giovani ricercatori provenienti da ogni parte
dItalia e dai principali paesi del Mediterraneo. I contributi pubblicati in questo
volume sono Studi umanistici e nuove tecnologie [pp.9-40] di Mario Ricciardi; Fra
linguistica e storia [pp.41-49] di Romano Lazzeroni; Approcci formali e
computazionali allanalisi linguistica frasale e testuale [pp.51-82] di Giacomo Ferrari;
Il personal computer e le discipline umanistiche. Analisi dei testi letterari. I file di
testo come basi dati virtuali [pp.83-108] di Tommaso Musolini; Il word processing
fra testi e ipertesti [pp.109-152] di Roberto Polillo; Dai programmi di scrittura agli
ipertesti ai sistemi esperti: un continuum di strumenti per pensare [pp.153-174] di
Francesco Bonadonna e Vicenzo Tagliasco; Gli ipertesti: un nuovo media? [pp.175-
188] di Paolo Fezzi; La struttura degli ipertesti [pp.189-205] di Giancarlo Mauri;
Documentare mediante ipertesti [pp.207-217] di Gianni Degli Antoni e La storia
dellinformatica attraverso i suoi libri [pp.219-245] di Francesco Bonadonna e
Vicenzo Tagliasco;
nel 1996 Bollati Boringhieri editore (Torino) pubblica, a cura di Mario Ricciardi, il
libro Lingua letteratura computer, che contiene saggi che hanno origine dalle lezioni e
dalle discussioni conseguenti, promosse nel seminario I nuovi strumenti del sapere
umanistico organizzato dal Centro Studi storico-letterari Natalino Sapegno, con
sede in Aosta. Il libro inizia con una presentazione di Padre Roberto Busa con
lintitolazione Linformatica linguistica e il testo sconosciuto. Inoltre, esso viene
suddiviso in tre parti quali Analisi quantitativa e informatica testuale; Narrativa e
multimedia e Ipertesti e didattica. La prima parte comprende i saggi Procedimenti

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formali e divinato nellecdotica [pp.19-29] di Aurelio Roncaglia; Testi stile
frequenze [pp.30-45] di Marizio Lana e Note di lessicografia informatica: due nuovi
traguardi raggiunti da padre Roberto Busa sj [pp.46-61] di Roberto Diodato e Paola
Pontani. La seconda parte comprende Il computer e la scrittura: limiti e forme di un
influsso [pp.65-93] di Domenico Fiormonte e Browsing e controllo del testo:
intorno agli ipertesti narrativi [pp.94-114] di Giulio Lughi, mentre la terza comprende
Il Decameron come ipertesto: unesperienza didattica alla Brown University
[pp.117-137] di Massimo Riva e Plurimedia [pp.138-193] di Mario Ricciardi;
nel 1996 Il Calamo (Roma) pubblica Lingua, stile e dialogo nel XX secolo: ovvero dal
neoidealismo al villaggio globale e dal libro alla rete, a cura di Walter Belardi. In
questo libro W. Belardi dimostra un forte interesse per il progresso tecnologico,
presentando delle osservazioni attente sui sorprendenti cambiamenti in atto nel
villaggio globale. Il libro tratta cinque argomenti: dallindividualismo alla
omologazione; lavvento del digitario; aspetti del mondo dei computer: tecnologici,
tecnici, economici e culturali; le implicazioni organizzative, linguistiche e
comunicative dellutenza del computer; infine, considerazioni condusive e prospettive
future;
nel 1996 La Nuova Italia (Scandicci) pubblica Storia di un ipertesto: leggere,
scrivere, pensare in forma di rete di Stefano Penge. Accanto al testo c anche due
dischetti da 3.5''. Il libro presenta una raccolta di strumenti (concetti, esperimenti e
esempi) pronti per un uso immediato nellattivit di smontaggio-rimontaggio degli
ipertesti;
nel 1998 SISMEL-edizioni del Galluzzo (Firenze) pubblica Testi, manoscritti,
ipertesti: compatibilit informatica e letteratura medievale, curato da Lino Leonardi,
che raccoglie i contributi del Convegno Internazionale (Firenze, Certosa del
Galluzzo, 31 maggio - 1 giugno 1996). Il volume diviso in quattro sezioni quali
Testi, Manoscritti, Ipertesti; Nuove prospettive per ipertesti medievali; I grandi
archivi testuali del Medioevo e Manoscritti medievali e informatica. La prima
sezione comprende il contributo Errata corrige (epistemologia informatica su testi
medievali) [pp.3-7] di dArco Silvio Avalle. La seconda comprende i contributi
Ipertesti mediolatini [pp.11-16] di Caludio Leonardi; Il progetto Arquivo Galicia
Medieval: un archivio elettronico del Medioevo galego-portoghese [pp.17-32] di
Vicente Beltrn (et al.) e Tradizione poetica e dinamica testuale nella lirica italiana
del Duecento: funzioni di un ipertesto [pp.33-58] di Lino Leonardi. La terza
comprende Analisi linguistica e documentazione: lopzione di ADMYTE (Archivio
digital de manuscritos y textos espaoles) [pp.61-77] di Francisco A. Marcos-Marn;
Prima del vocabolario: finalit lessicali di un archivio medievale (Tesoro della lingua
italiana delle Origini) [pp.79-95] di Pietro G. Beltrami; LEurope en text, lEurope
en mots. Les bases de donne latines du Cetedoc [pp.97-109] di Paul Tombeur e The
Editorial Principles of the Patrologia Latina Database [pp.111-119] di Michael
Magoulias. E la quarta comprende Nuove esperienze di catalogazione, restauro
virtuale, ed esperienze su un ipertesto costruito nella Biblioteca Nazionale Centrale di
Firenze [pp.127-136] di Paolo Pirolo; Les chansonniers provenaux: informatique et
ditions diplomatiques [pp.137-144] di Franois Zufferey; Per un censimento dei
codici della Commedia [pp.145-172] di Francesco Mazzoni e La tradizione
manoscritta della Commedia: progetto per unedizione elettronica in progress
[pp.173-190] di Vittorio Russo e Alfredo Iannone.
Infatti, il campo pi fortunato del contatto tra linformatica e lumanistica in questo
decennio quello della letteratura. In questo campo noto il nome del sopracitato G.
Gigliozzi che, oltre a molti libri e saggi sulla letteratura italiana del ventesimo secolo,

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lautore di studi sulla teoria letteraria e sullapplicazione della tecnologia informatica alle
discipline classiche. La sua figura di studioso e docente rappresenta un punto di riferimento
fondamentale per lo sviluppo dellInformatica Umanistica in Italia, dove con il suo lavoro
contribuisce sia alla riflessione teorica sia alla dimensione sperimentale e applicata, spaziando
dal mondo degli studi letterari con metodologie informatiche a quello degli studi di
archivistica e biblioteconomia digitale, fino alle prime riflessioni sulle nuove forme della
cultura digitale. Oltre alla sua opera pubblicata nel 1987, negli anni Novanta egli scrive tre
libri sullapplicazione dellinformatica nel mondo della letteratura: nel 1990 Carucci (Roma)
gli pubblica Il computer nella didattica della letteratura, che discute argomenti relativi
allinsegnamento della letteratura a livello universitario; nel 1993 La Goliardica (Roma) gli
pubblica Letteratura modelli e computer: Manuale teorico-pratico per lapplicazione
dellinformatica al lavoro letterario, che propone un itinerario che trova la propria origine
nella costatazione di come lincontro tra le discipline umanistiche e una macchina e nel 1997
Bruno Mondadori (Milano) gli pubblica Il testo e il computer: Manuale di informatica per
gli studi letterari, che si sofferma su libri che stanno dentro i computer e che vengono scritti e
analizzati con il computer, proponendo al lettore un viaggio tra le molteplici possibilit che il
trattamento informatico dei testi, e del testo letterario in particolare, solleva.
Nel 1998, inoltre, Marietti (Genova) pubblica Il critico navigante: saggio sullipertesto e
la critica letteraria di Alberto Cadioli, che cerca di rispondere a domande tipo proprio
vero che gli ipertesti aprono unet nuova nella trasmissione del sapere?; Che trasformano
radicalmente le esperienze tradizionali della scrittura e della lettura?; Che cambiano la
stessa fisionomia dei testi collegandoli uno allaltro? e Che modificano la letteratura e la
critica, aprendo loro orizzonti sconosciuti?. Le pagine di questo libro presentano e discutono
definizioni e usi dellipertesto ed esaminano i rapporti del libro a stampa con ledizione
elettronica.
Da un altro canto, non sono pochi gli studi sulla posizione della terminologia
dellinformatica nella lingua italiana, tra cui possiamo ricordare le seguenti:
La lingua dellinformatica di Fabio Marri, pubblicato nel secondo volume di Storia
della lingua italiana [L. Serianni e P. Trifone: 1994, pp.617-633]. In questo studio
lautore cerca di seguire passo per passo la storia della cultura informatica in Italia,
frazionandola in tre fasi: primi passi della cultura elettronica in Italia; gli anni
Cinquanta e Sessanta: diffusione specialistica, assestamento terminologico e
divulgazione e cultura informatica negli anni Settanta-Ottanta. Lautore, inoltre,
cataloga la maggior parte degli studi e delle pubblicazioni sullInformatica Umanistica
usciti nel XX secolo, delineandone i tratti principali. Conclude lo studio con un ampio
paragrafo riguardo gli aspetti linguistici della lingua dellinformatica;
La terminologia tecnico-scientifica in lingua italiana: Alcune osservazioni sulla
terminologia dellinformatica di Giovanni Adamo, che una comunicazione
presentata al seminario Rflexions mthodologiques sur le travail en terminologie et
en terminotique dans les langues latines (Nizza, Universit Sophia-Antipolis, 1-2
luglio 1996). Essendo impresa non facile delineare un quadro della situazione della
terminologia tecnico-scientifica in lingua italiana di allora, in questa comunicazione G.
Adamo tenta di individuarne le ragioni, segnalando i contributi che sono stati forniti
negli ultimi anni in questo settore e esponendo le linee di tendenza che sembrano
configurarsi. [cfr. http://www.realiter.net/spip.php?article664: 05/11/2012];
nel 1997 lAccademia della Crusca pubblica Note sulla terminologia informatica
di Marco Lanzarone nel XIV volume del periodico Studi di Lessicografia Italiana
[pp.427-507]. In questo articolo M. Lanzarone analizza linguisticamente le scelte
lessicali del linguaggio informatico italiano, concentrandosi sulla terminologia che

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gravita intorno al sistema operativo DOS, usato per anni dalla stragrande maggioranza
degli utenti di PC IBM compatibili. Larticolo tratta la dipendenza della terminologia
dellinformatica italiana da quella corrispondente in lingua inglese e le caratteristiche
linguistiche e lessicali salienti della terminologia informatica (come le variazioni
grafiche, lessicali e microsintattiche); la metaforizzazione antropomorfica; la
risemantizzazione dei vocaboli della lingua comune per indicare nuovi significati nel
campo informatico e il passaggio del significato dei vocaboli dalla denotazione
dellazione alla denotazione delleffetto; gli aggettivi sostantivati; le metonimie
sintattiche e gli slittamenti semantici. Lultima parte dellarticolo unappendice che
raccoglie alcune schede terminologiche riguardanti quaranta particolari vocaboli
dellinformatica;
nel 1998 Il Calamo (Roma) pubblica Linguaggio, comunicazione, informazione e
informatica di Walter Belardi. Il libro discute principalmente la teoria del linguaggio,
lavvento delle teorie dellinformazione e dellinformatica, la versione digitaria
delluniverso e la sua giusta collocazione.
Non si salva nemmeno il fumetto pi amato dai bambini italiani, Topolino. Possiamo
segnalare qui due racconti: Topolino e la casa (troppo) intelligente [16 settembre 1990,
pp.5-68] e Paperino architetto programmato [21 ottobre 1990, pp.161-190). [cfr. F. Marri:
1997, nota n.9]

2.1.4. LInformatica Umanistica dal 2000 al 2012


Questo periodo vede uno sforzo notevole da parte delle case editrici italiane nel pubblicare
e nel diffondere vari testi riguardanti lInformatica Umanistica. A causa del numero altissimo
di questi testi, passeremo in rassegna esempi di opere di autori di successo e di convegni
nazionali e internazionali pi conosciuti, delineandone i tratti principali.
La bibliografia dellInformatica Umanistica riceve nel ventunesimo secolo un certo
numero di studi del sopracitato T. Orlandi, uno dei pionieri dellInformatica Umanistica in
Italia. In questi dodici anni egli partecipa attivamente ai vari convegni e i seminari, nazionali
e internazionali, con interventi basati sul tema dellutilizzo della tecnologia informatica nelle
scienze umane. Nel 2003, per esempio, con lintervento intitolato I testi della letteratura
italiana e la loro digitalizzazione: un problema aperto partecipa agli atti del Convegno
Internazionale La Cultura italiana. Ricerca, Didattica, Comunicazione (Paris, 16-18 ottobre
2003). In questo articolo egli cerca di mettere in evidenza le cattive conseguenze che
derivano dallutilizzare le tecnologie informatiche nelle scienze umane senza una preliminare
riflessione metodologica, cercando le differenze ortografiche dei testi letterari (per esempio
quelli di Jaufr Rudel e Ugo Foscolo) tra i testi originari e quelli pubblicati sui siti Web. Le
iniziative prese in considerazione dimostrano che la realizzazione tecnica di un progetto
informatico di tipo letterario, come questo, non un lavoro semplice, ma lungo e complicato,
perch consiste nel passare in maniera corretta dai testi su supporto tradizionale ai testi
digitalizzati e nel progettare in maniera corretta le procedure di trattamento dei testi. Inoltre,
afferma che, in sostanza, ci che richiede tempo e fatica non la parte strettamente
informatica, ma quella di competenza italianistica in senso lato (cio linguistica, filologica e
letteraria), che, priva della coscienza di che cosa sia davvero linformatica, non riuscir a
compiere il necessario salto di qualit per ottenere risultati accettabili nelle edizioni
elettroniche. [cfr. http://rmcisadu.let.uniroma1.it/~orlandi/pubbli/info114.pdf: 10/09/2012]
Inoltre, partecipando al Convegno E-laborare il sapere nellera digitale (Montevarchi,
22-23 novembre 2007), T. Orlandi scrive anche larticolo Un ultimo bilancio
dellinformatica umanistica in cui traccia un panorama storico dello sviluppo
dellInformatica Umanistica, dividendolo in quattro periodi: il periodo dei precursori (1946-
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1960); quello delle applicazioni pionieristiche (1960-1970); quello degli esperimenti e delle
ricerche (1970-1990) e quello del trionfo della tecnologia (1990 in poi) [cfr.
http://rmcisadu.let.uniroma1.it/~orlandi/pubbli/informatica/montevarchi.pdf: 10/09/2012].
Nel gennaio 2006, per di pi, egli svolge un seminario intitolato Teoria e prassi di una
edizione computazionale, pubblicato da Pacini (Pisa) nel libro Digital Philology and
Medieval Texts: Proceedings of the Arezzo Seminar di A. Ciula e F. Stella (eds.) [2007, p.85-
92]. In questo seminario egli cerca di sottolineare con maggiore efficacia alcuni punti in cui
ledizione digitale si differenzia da quella tradizionali, destinata alla stampa. Nel 2008, egli
partecipa agli atti del Convegno Internazionale dellAccademia Nazionale dei Lincei
(Roma, 24 ottobre 2008) raccolti e pubblicati nello stesso anno da P. Moscati nel suo libro
La nascita dellinformatica archeologica con un intervento prezioso intitolato Informatica
archeologia e non archeologica, in cui egli cerca di rispondere alla domanda davvero
necessario, o anche soltanto utile, ripercorrere le esperienze passate dellInformatica
Archeologica, di l dallovvio interesse storico di conoscere quanto stato compiuto dai
pionieri della disciplina, e dal romantico affetto che ogni studioso nutre per le origini della
propria disciplina?. Egli risponde dividendo la storia dellinformatica archeologica in
quattro fasi (periodo dei precursori (fino al 1960), periodo delle applicazioni pionieristiche
(1960-1970), periodo degli esperimenti e delle ricerche (1970-1990) e periodo del trionfo
della tecnologia (1990 in poi)) e dimostrando anche lapproccio tra linformatica e
larcheologia attraverso tre casi scelti: la concezione delle basi di dati, i problemi della
codifica e gli spetti teorici che uniscono tra linformatica e larcheologia. Questo intervento
pubblicato anche nel numero 20 [2009, pp.17-26] del periodico archeologia e calcolatori.
Questultimo periodico pubblica un altro articolo di T. Orlandi intitolato Archeologia
teorica e informatica archeologica. Un rapporto difficile [n.15, 2004, pp.41-50], nel quale T.
Orlandi cerca di trovare modo con cui si possa osservare e definire il rapporto fra
linformatica archeologica e larcheologia teorica nelle opere della scuola francese (che si
riassume in un nome: Jean-Claude Gardin), perch a giudicare dai pur altri recenti libri che
trattano questultimo argomento, eventualmente sotto la forma di introduzioni o trattati
generali, tale rapporto sembra inesistente, o comunque non sollevare problemi degni di
menzione.
La Cultura un altro periodico (pubblicato a Firenze) che interessa a diffondere le idee
di T. Orlandi. Nel fascicolo 3 [pp.495-504], il periodico pubblica il suo intervento intitolato
Jaufr Rudel, ovvero Le disgrazie di un navigatore, che discute i pro e i contro della
pubblicazione di alcune pagine in una biblioteca elettronica, tra il cui materiale offerto c
testo della celeberrima poesia carducciana dedicata allo sfortunato poeta Jaufr Rudel, poeta
di lingua provenzale passato alla storia letteraria, che vive preda dellamore per una
nobildonna che riesce a vedere solo in punto di morte.
Infine, nel luglio 2007 Editori Laterza (Roma) pubblica a favore dello stesso T. Orlandi
un libro intitolato Informatica testuale: Teoria e prassi, che propone una sintesi chiara delle
metodologie che governano lapplicazione degli strumenti informatici in ambito testuale e, in
particolar modo, si occupa della cosiddetta testualit riflessa e mediata, ossia di quei testi
concepiti per essere diffusi su supporto cartaceo e, solo in un secondo momento, riprodotti in
un ambiente informatico (cio diventati anche testi digitali). Il volume, insieme alla
considerazione teorica del tema, offre una guida pratica alle procedure applicative sempre
valide, nonostante i quotidiani cambiamenti nelle macchine informatiche.
Un secondo grande specialista nellInformatica Umanistica il sopracitato G. Gigliozzi.
Nel 2003 Paravia Bruno Mondadori Editori (Torino) pubblica una edizione curata e
aggiornata dal suo allievo Fabio Ciotti del suo libro Introduzione alluso del computer negli
studi letterari. Il testo, sia loriginale o quello aggiornato, si tratta dellapplicazione
dellinformatica allo studio del testo letterario, ponendo una serie di problemi teorici e
tecnici, che investe la cultura moderna e accompagna il passaggio dalluniverso cartaceo a

- 87 -
quello digitale. Lintervento di F. Ciotti, invece, si limita in gran parte alla cura editoriale del
testo redatto da G. Gigliozzi senza cambiare loriginale struttura del libro, ma toglie i
capitoli, che si trattano di sezioni di carattere generale sulle applicazioni informatiche,
vedendo che la loro mancanza non indichi in alcun modo nel discorso complessivo del libro,
e in alcune volte interviene nel testo con alcune aggiunte e innovazioni, anche al fine di
rendere omogeneo il discorso. Nel 2008, inoltre, Unicopli (Milano) gli pubblica due saggi
importanti: Saggi di informatica umanistica e Saggi di informatica applicata allanalisi
letteraria. Con il primo saggio egli cerca di ricostruire il panorama delle riflessioni teoriche
dellautore sulluso del computer nelle scienze umane e, in particolare, nella critica letteraria:
la creazione di biblioteche e archivi digitali, i problemi connessi alledizione elettronica di
unopera letteraria, le potenzialit dei linguaggi di marcatura dichiarativi, le metodologie di
codifica, gli ipertesti critici e gli ipertesti creativi. Con il secondo saggio, invece, cerca da un
lato di ricostruire il suo quadro delle riflessioni su testi del Novecento letterario italiano e
dallaltro di raccogliere i lavori dei suoi allievi, che dimostrano come il suo insegnamento
rimanga vivo e venga a tuttoggi trasmesso alle nuove generazioni.
Fabbio Ciotti anchegli uno dei grandi specialisti nellInformatica Umanistica con i suoi
due volumi di successo: Il testo e il computer: Manuale di informatica per gli studi letterari,
pubblicato nel 2003 da Editori Laterza (Roma), e Il testo e lautoma: Saggi di teoria e
critica computazionale dei testi letterari, pubblicato nel 2007 da Aracne Editrice (Roma). Il
testo del primo volume si basa sui temi del dibattito internazionale sullInformatica
Umanistica, concentrandosi in particolare sul linguaggio XML, sulle peculiarit del testo
elettronico e sulle caratteristiche che deve possedere per le applicazioni in ambito umanistico,
dalla creazione di archivi di testi elettronici a livello scientifico alla realizzazione di edizioni
critiche digitali ed alla rappresentazione di complesse strutture ipertestuali. Il secondo
volume, invece, raccoglie e rielabora i saggi che riassumono oltre un decennio di ricerca e
sperimentazione condotta dallautore nel campo dellapplicazione dellinformatica allo studio
dei testi letterari. Gli argomenti trattati vanno dai problemi teorici e pratici della codifica e
dalla rappresentazione digitale del testo agli aspetti metodologici ed epistemologici di una
critica letteraria computazionale, analizzando, come esempio, una applicazione sperimentale
di quelle stesse metodologie alla narrativa del primo Pirandello. Ma in questa variet di
approcci emerge la convinzione che esiste uno specifico della critica letteraria informatica,
che giustifica, al di l delle potenzialit tecnologiche offerte, limpegno non solo
nellapprendimento delle tecniche ma anche nella riflessione teorica in questo settore.
Come un altro grande specialista dellInformatica Umanistica va ricordato anche
Domenico Fiormonte, ricercatore confermato in Sociologia dei processi culturali e
comunicativi presso lUniversit di Roma Tre, Dipartimento di Italianistica, e come visto
prima uno dei fondatori del seminario internazionale Computer, letteratura e filologia,
svolto nel settembre 1998 ad Edimburgo. Nel giugno 2003 Bulzoni Editore gli pubblica il
suo libro Informatica umanistica: Dalla ricerca allinsegnamento, che raccoglie i saggi di
alcuni dei maggiori protagonisti internazionali di informatica applicata alle discipline
umanistiche, riuniti in occasione dei convegni Computer, Literature and hilology, celebrati
a Roma e Aliante nel 1999 e nel 2000. Il dibattito sui fondamenti teorici della disciplina di un
curriculum di informatica il tema affrontato nella prima parte del libro, mentre nella
seconda parte viene presentata una ricca serie di progetti nel campo degli archivi, dei corpora
e delle biblioteche digitali. Si tratta dunque di unintroduzione ideale per studenti, docenti ed
esperti che voglia approfondire metodologie e strumenti informatici nei campi della didattica
e della ricerca linguistica, filosofica e letteraria. Nel novembre dello stesso anno Bollati
Boringhieri (Torino) gli pubblica un altro libro intitolato Scrittura e filologia nellera
digitale, che rappresenta unintroduzione al fenomeno della testualit digitale rivolta a
studenti e ricercatori dellarea umanistica. Il volume strutturato in quattro parti: nella prima
parte viene discusso il rapporto fra la comunicazione scritta e i suoi supporti allo scopo di

- 88 -
mostrare come limpatto di ciascun sistema di media (linformatica inclusa) dia luogo a
risultati complessi e contradditori, intrecciandosi con fenomeni sociali, culturali ed
economici. Nella seconda parte lautore analizza le principali forme della testualit digitale,
dalle sue origini sino al 2003. Nelle altre due parti vengono affrontati i nodi teorici e pratici
del rapporto fra critica testuale e digitalizzazione del documento. Nel febbraio 2010, infine, Il
Mulino (Bologna) gli pubblica anche il libro Lumanista digitale (Teresa Numerico e
Francesca Tomasi sono secondi autori). II manuale mostra come linformatica, fin dalla sua
nascita, si nutrisca di un ricco contributo interdisciplinare proveniente da filosofi, linguisti,
filologi, antropologi, psicologi e sociologi e fornisce gli strumenti teorici e le competenze
pratiche per affrontare le sfide che le tecnologie pongono al laureato e al ricercatore in
discipline umanistiche. Il problema della trasformazione digitale della cultura affrontato in
tre diverse prospettive: elaborazione e ricerca, scrittura e conservazione dei saperi. Ciascuno
di questi ambiti affrontato da uno specialista del tema in un linguaggio semplice e rigoroso.
Anche quei due autori, che contribuiscono alla realizzazione di questultima opera di D.
Fiormonte, aggiungono qualche testo di valore alla bibliografia dellInformatica Umanistica
italiana. Nel febbraio 2008 Carocci Editore (Roma) pubblica, ad esempio, Metodologie
informatiche e discipline umanistiche di Francesca Tomasi (con la prefazione di Dino
Buzzetti) con lobbiettivo di ragionare in generale su aspetti e settori della ricerca umanistica
che possono essere ripensati alla luce dei presupposti teorici, metodologici e tecnici della
scienza dellinformazione (dal concetto di informazione alla sua formalizzazione, dalle reti ai
sistemi di basi di dati, dai linguaggi di markup agli ipertesti e ai sistemi multimediali), ma
soprattutto sullelaborazione dellinformazione che si concentra sulla computabilit
umanistica: dal trattamento automatico del linguaggio naturale al Web semantico, dai
metadati alle biblioteche digitali.
Nel 2003 Il Mulino (Bologna) pubblica Informatica per le scienze umanistiche a cura di
Teresa Numerico e Arturo Vespignani. Questo volume rappresenta unintroduzione semplice
e rigorosa allinformatica per gli studenti delle facolt umanistiche, che vogliono accostarsi
alle nuove tecnologie senza dimenticare la specificit della propria formazione. Dopo aver
descritto i fondamenti del calcolatore, delle reti telematiche e del World Wide Web, il
volume identifica le applicazioni umanistiche nellambito delle basi di dati relazionali e dei
linguaggi di markup e approfondisce il tema della scrittura e della produzione audio e video
digitale, mostrando linfluenza dei nuovi media sulle forme ipertestuali e ipermediali di
comunicazione.
Sulla disciplina della linguistica computazionale in Italia sono pubblicati in questo periodo
tanti libri, articoli e saggi. In questo quadro spiccano in primo luogo le pubblicazioni di
Isabella Chiari, docente di Linguistica generale (laurea triennale) e Linguistica
computazionale (laurea specialistica) allUniversit La Sapienza di Roma e associato
allIstituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche
(ISTC-CNR). Nel 2005 stampa tramite Aracne (Roma) il libro intitolato Informatica e
lingue naturali: Teorie e applicazioni computazionali per la ricerca sulle lingue(46), che va
pensato come manuale introduttivo allo studio della linguistica computazionale e in generale
ai temi legati alle interazioni tra lingue storico-naturali e informatica [p.7], discutendo temi
teorici e tecnici come la traduzione automatica dei testi e la relazione tra la linguistica e il
computer, lanalisi dei testi e la costruzione di un corpus elettronico e lannotazione dei
corpora e il trattamento e lanalisi automatica del linguaggio. Nel 2007, inoltre, stampa

46
Nellintroduzione di questo volume lautrice dichiara come nota n.1:
La presente edizione una versione di lavoro provvisoria da considerare come pre-print, pensata per gli studenti di Linguistica
generale e computazionale della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carlo Bo di Roma, e per gli studenti del corso di
Informatica umanistica della Facolt di Scienze Umanistiche dellUniversit La Sapienza di Roma, per lanno accademico
2003/2004.

- 89 -
tramite Editori Laterza (Roma) il libro Introduzione alla linguistica computazionale (con
la prefazione di T. De Mauro), che mette in luce le principali aree che definiscono la
linguistica computazionale, fornendo i presupposti teorici, i risvolti problematici e una
panoramica delle sue principali applicazioni, dai dizionari elettronici ai traduttori automatici,
ai correttori ortografici, alla dettatura e sintesi vocale ed al dialogo uomo-macchina. Il
volume, infatti, si addentra nella descrizione dei campi pi rilevanti che costituiscono il punto
di incontro tra ricerca linguistica e tecnologie informatiche, dalla lessicografia
computazionale al Natural Language Processing, alla traduzione automatica ed agli usi degli
strumenti computazionali nella didattica delle lingue.
Oltre a quelle di I. Chiari, la bibliografia della linguistica computazionale vede altre
pubblicazioni, come, per esempio, Testo e computer - elementi di linguistica computazionale
[Carocci, 2005] di Alessandro Lenci, Simonetta Montemagni e Vito Pirrelli, che fornisce gli
elementi di base della linguistica computazionale, partendo da un interesse primario per il
testo, la sua struttura e il suo contenuto. Il volume diviso in tre parti: la prima tratta il dato
testuale e la sua rappresentazione, la seconda i metodi e tecniche di analisi testuale e la terza
lesplorazione e lannotazione del testo. Un altro testo pubblicato nel gennaio 2009 da Franco
Angeli (Milano) quello di Liborio Dibattista, Storia della scienza e linguistica
computazionale: Sconfinamenti possibili. Il volume raccoglie in extenso gli atti del workshop
internazionale Grossing Boundaries: History of Science and Computational Linguistics,
svolto al Salone degli Affreschi presso lUniversit di Bari nei giorni 28-29 aprile 2008. Il
workshop vede la partecipazione di storici della scienza, informatici, linguisti e ricercatori che
in Europa tentano lincrocio fra questi campi disciplinari allo scopo di fare il punto sui
risultati raggiunti, sulle metodologie percorribili e sulle prospettive future.
A livello dei convegni e seminari nazionali e internazionali sullInformatica Umanistica, a
Pavia, per esempio, la Facolt di Lettere e Filosofia (Palazzo San Tommaso - Aula L2, Piazza
del Lino 2) abbraccia, nei giorni 30-31 marzo 2000, un seminario di studi su Soluzioni
informatiche e telematiche per la filologia, presieduto da Domenico De Robertis e Mirko
Tavoni. Il seminario composto di seguenti contributi: Varianti, apparato, testo. La
prospettiva ipertestuale delle Concordanze della lingua poetica italiana delle origini di Lino
Leonardi; Testualit fluida ed edizione digitale di Dino Buzzetti; Larchivio metrico
italiano (AMI) e il problema del ritmo nellendecasillabo delle origini di Sergio Bozzola e
Marco Praloran; La Text Encoding Initiative e ledizione scientifica dei testi di Fabio Ciotti;
TReSy: un motore di ricerca testuale per documenti SGML/XML di Francesco Corti;
Uniformit formale nelle grandi raccolte di testi: la Biblioteca Italiana Telematica di Mirko
Tavosanis e Libri antichi in rete di Angela Nuovo. [cfr. S. Albonico: 2000]
Come un altro esempio di seminari di studi possiamo menzionare Unalta rete a mezzo
del mio corso: progetti (e problemi) per litalianistica in Internet, tenutosi il 26 ottobre 2001
presso la Facolt di Scienze della Formazione dellUniversit degli Studi di Torino (Palazzo
delle Facolt Umanistiche, Auditorium MultiLab) e promosso dai docenti di Italianistica del
corso di laurea MultiDAMS. Al seminario partecipano Danilo Romei (Universit di Firenze)
con lintervento Applicazioni informatiche: esperimenti (problematici) di un italianista;
Claudio Marazzini (Universit del Piemonte Orientale) con Il testo in rete: consultazione,
interrogazione o possesso?; Simone Fornara (Universit del Piemonte Orientale) con Il
testo in rete: editori e scrittori; Carlo Vecce (Universit di Macerata) con Reti di sogni,
sogni di reti... e Simone Albonico (Universit di Pavia) con Utilit e prospettive della
codifica XML-TEI dei testi letterari. [Le partecipazioni sono consultabili online allindirizzo
<http://sciform.rettorato.unito.it/sciform/cultura/archivio/italianistica/indice.htm>, visitato da
noi il 10/10/2012]
Continuando la cronologia dei gi menzionati seminari internazionali di studi Computer,
Literature and Philology-CLIP, visti come incontro annuale fra i maggiori esperti di

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informatica umanistica europei e americani, troviamo che presso lUniversit degli Studi di
Firenze si tiene il convegno La gestione unitaria delleredit culturale multilingue europea e
la sua diffusione in rete (4-5 dicembre 2003). Sui contributi raccolti in questi atti Firenze
University Press [2005] scrive:
I contributi raccolti in questi atti di CLIP2003 illustrano vari tipi di strumenti informatici oggi
disponibili per laccesso, la gestione e lo studio del patrimonio culturale, in particolare quella parte del
patrimonio a cui si interessano tipicamente i filologi e i linguisti, ovvero il testo nelle sue molte
manifestazioni. Sono state considerate le opportunit offerte dalla rete sia per la rappresentazione delle
varie espressioni culturali di una societ multilingue quale quella europea, sia per il potenziamento
delleducazione linguistica dei cittadini, che, come si diceva, costituisce una delle premesse per
lapprezzamento del patrimonio culturale comune dellunione. Sono state considerate inoltre, in modo
particolare, le potenzialit offerte delleditoria digitale per la salvaguardia delle lingue minoritarie, ma
anche per la diffusione e la tutela delle realizzazioni scientifiche prodotte nelle diverse lingue di
cultura tradizionali.

Il convegno Internazionale diviso in quattro sessioni: Applicazioni informatiche nella


filologia (computer applications in philology); Sistemi informatici per la integrazione, la
diffusione e la gestione del patrimonio culturale (computerized systems for the integration,
diffusion and management of cultural heritage); Il multilinguismo e il Web
(Multilingualism and the Web) e Le-learning per linsegnamento delle lingue (E-learning
for language teaching). Nella prima sessione, sono presentati i contributi Diacrona y
reconstruccin computacional di Francisco A. Marcos-Marn; Esperimento per unedizione
diplomatico-interpretativa computerizzata dei Ricordi di Francesco Guicciardini di Simona
Casciano; Tempo e genesi del testo. Un esperimento in rete di Domenico Fiormonte e
Cinzia Pusceddu e Lo stato dellanalisi testuale informatizzata: riflessioni a partire da un
esperimento di Daniele Silvi. Nella seconda, The multilingual corpus of spontaneous speech
C-ORAL-ROM: validation of the prosodic annotation by expert transcribers di Massimo
Moneglia, Antonietta Scarano e Marius Spinu; Plurilingismo, traduccin y diccionarios di
Mara Carlota Nicols Martnez; Leditoria digitale della Firenze University Press di
Patrizia Cotoneschi e Antonella Farsetti e Text Understanding from discourse model and
inferential process di Rodolfo Delmonte. Nella terza, Multilingualism and the Web di
Elisabeth Burr e Multiculturalit e rete: voci migranti in Italia di Luisa Carrer. Nella quarta,
infine, Asuncin Snchez-Villaln Evolving to Ubiquitous eLearning Environments: a
Collaborative Writing Scenario di Pedro P. Snchez-Villaln e Manuel Ortega; About
Writing in English for the Workplace di Edward Tosques; A presentation of a teaching plan
for teachers of Italian as a foreign language, implemented within a didactic archive on the net,
inside the project Netform2 di Anna Bianchi e Reflexiones en torno al uso de la prensa en
lnea para la enseanza de lenguas desde la perspectiva de E/LE di Rosalie Sitman. [cfr.
ibidem]

2.1.5. I principali centri ufficiali per lintroduzione dellinformatica negli studi


linguistici e letterari in Italia
Numerose sono ormai le iniziative ufficiali attuate in ambito accademico italiano
(includendo i dipartimenti di italianistica delle universit straniere) per lintroduzione
dellinformatica negli studi letterari, con particolare riferimento alledizione dei testi ed alla
produzione di concordanze e liste di frequenza. Per farne qualche esempio di successo
possiamo menzionare lAccademia della Crusca - Progetto CLPIO (Firenze), il Centro di
Ricerche Informatiche per i Beni Culturali della Scuola Normale Superiore di Pisa
(CRIBECU) (Pisa), il Centro Interuniversitario Biblioteca Italiana Telematica (CIBIT)
(Unit Operativa di Roma La Sapienza - Roma), il Centro Interdipartimentale di Servizi
per lAutomazione nelle Discipline Umanistiche (CISADU) (Facolt di Lettere e Filosofia,

- 91 -
Universit La Sapienza - Roma) e il Centro Ricerche Informatica e Letteratura
(CRILet) (Facolt di Lettere e Filosofia, Universit di Roma La Sapienza - Roma).

a) Accademia della Crusca Progetto CLPIO


Negli anni Settanta, sotto la direzione di dArco Silvio Avalle e la coordinazione del
professore Lino Leonardi, ha inizio limpresa lessicografica delle Concordanze della Lingua
Poetica Italiana delle Origini (CLPIO), proseguita con il sostegno dellAccademia della
Crusca. Con il primo volume, pubblicato nel 1992 dalla casa editrice Ricciardi, viene
realizzato il primo obiettivo della ricerca, che la costituzione ex novo del corpus di testi
oggetto dindagine, con la nuova edizione critica, fondata di volta in volta su ciascun
manoscritto, di tutta la poesia italiana trascritta in codici grosso modo anteriori alla soglia del
1300. Entro il primo volume si trovano le fondamenta del successivo lavoro di costituzione
delle concordanze lemmatizzate: oltre allimponente Introduzione, che pone le nuove basi per
lo studio della lingua poetica delle origini, lomofonario completo offre gi una prima prova
di organizzazione del materiale linguistico. Su queste basi, nel 1993 parte il lavoro di
lemmatizzazione integrale del corpus, presso lAccademia della Crusca, a cura di un gruppo
redazionale appositamente costituito. Si prevede, infatti, la diffusione del corpus lemmatizzato
su un CD-ROM, che offrir da una parte un rimario incrociato, e soprattutto la possibilit di
un continuo confronto fra testi paralleli, sia in funzione filologica, di esame linguistico della
varia lectio di un determinato componimento, sia in funzione pi propriamente intertestuale,
di segnalazione delle riprese e delle allusioni fra testi diversi e dallaltra le riproduzioni
integrali di tutti i manoscritti editi nel corpus, in bianco e nero o a colori, collegati pagina per
pagina ai testi che tramandano. [cfr. L. Leonardi: 10/10/2010]

b) Centro di Ricerche Informatiche per i Beni Culturali della Scuola Normale


Superiore di Pisa (CRIBECU) (Pisa)
Il centro si occupa di tutti gli aspetti connessi allinterazione fra gli strumenti informatici e
le discipline umanistiche. Nella casa pisana di Via della Faggiola, dove Giacomo Leopardi
scrisse A Silvia, la Scuola Normale Superiore di Pisa svolge lattivit di ricerca e di didattica
nel campo dellelaborazione informatica per i Beni Culturali a partire dal 1978, quando la
collaborazione con Villa I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance
Studies), lIstituto di Storia dellArte dellUniversit di Siena e lIstituto CNUCE del
Consiglio Nazionale delle Ricerche sfocia nellorganizzazione del First International
Conference on Automatic Processing of Art-History Data and Documents. Allanno 1984
risale lavvio della collaborazione tra la Scuola Normale e il J. Paul Getty Trust, resasi subito
fattiva con lorganizzazione del Second International Conference on Automatic Processing
of Art-History Data and Documents. La presenza, dal 1986-87, di un Centro di Calcolo
autonomo interno la Scuola con diversi elaboratori basati su sistemi operativi adatti
allacquisizione automatica di dati testuali, grafici e immagini (sia in bianco e nero sia in
colore) e alla produzione di documenti a stampa di qualit, facilita una frequentazione
quotidiana tra umanisti e scienziati, il che costituisce un ulteriore elemento di vivacit
intellettuale. Seguono poi numerose collaborazioni con Musei, Soprintendenze, Archivi,
Centri di Documentazione, Biblioteche e Accademie. Per le accademie, altres, dal 1991 il
Centro si collabora con lAccademia della Crusca alla pubblicazione di una sezione di
Strumenti e testi, che offre analisi lessicografiche di testi italiani e latini di storia e tecnica
delle arti e unaltra di testi rari della stessa natura, elaborati secondo procedure informatiche e
accessibili sia a stampa sia su supporto magnetico, sotto forma di Banca Dati Testuale (BDT)
consultabile online mediante un programma che permette la produzione di indici di frequenza
e concordanze. Sempre in collaborazione con la Crusca, il Centro cura inoltre il

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rovesciamento (cio, trasferimento in database digitale) del primo Vocabolario della Crusca
(1612), applicando il progetto elaborato da Mirella Sessa e la pubblicazione a cura di
Severina Parodi dellimponente materiale lessicale relativo alla navigazione, alla caccia e ai
mestieri, raccolto dal cardinale Leopoldo de Medici col proposito di aprire la terza edizione
del Vocabolario della Crusca (1691) alla terminologia tecnica. [cfr. A. Enea: 1999]

c) Centro Interuniversitario Biblioteca Italiana Telematica (CIBIT)


Il CIBIT, costituito da numerose unit operative (dipartimenti, istituti, biblioteche), ha lo
scopo di promuovere la collaborazione scientifica e la costituzione e il potenziamento di
servizi telematici in comune nel campo della documentazione primaria e secondaria relativa al
patrimonio testuale (linguistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, religioso, politico,
giuridico, economico, artistico, musicale, ecc.) della tradizione culturale italiana. Il dominio
fondamentale del progetto del CIBIT costituito dallinsieme dei testi in lingua italiana di et
medievale, moderna e contemporanea, aperto alle altre lingue costitutive della tradizione
culturale italiana: latino, altre lingue di cultura utilizzate nellambito di questa tradizione,
antichi volgari, dialetti [http://www.bibliotecaitaliana.it/cibit/cibit.php: 10/10/2012.]
Tra i progetti di ricerca condotti presso le istituzioni universitarie membri del consorzio
CiBIT possiamo ricordare i seguenti:
I testi di Pisa: un progetto di ricerca sul patrimonio archeologico e artistico di Pisa,
costituito da una variet di testi scritti che accompagnano la storia della citt attraverso
i secoli: antichi, medievali, moderni, artistici e folclorici. [cfr.
http://dante.di.unipi.it/ricerca/ColPISA1.html: 09/10/2012];
Le opere di Dante lemmatizzate un progetto tramite la cui risorsa di ricerca
possibile interrogare per forme e per lemmi tutte le opere latine e volgari di Dante. Le
opere sono codificate in XML sulla base delle direttive della Text Encoding
Initiative. Alla codifica di base sono state apportate delle implementazioni per
adeguare lo schema di codifica alle specifiche esigenze del progetto. Grazie a queste
implementazioni stato possibile associare a ogni parola dei testi il lemma
corrispondente e unetichetta che ne esplicita il valore grammaticale e
morfosintattico. I testi lemmatizzati vengono interrogati tramite il motore di ricerca
XCDE, sviluppato presso il Dipartimento di Informatica dellUniversit di Pisa dal
prof. Paolo Ferragina. Il progetto stato promosso dal CIBIt e ha coinvolto unquipe
di giovani studiosi sotto la supervisione del prof. Mirko Tavoni, docente di Linguistica
Italiana del Corso di Laurea di Informatica Umanistica dellUniversit di Pisa. [cfr.
http://dante.di.unipi.it/ricerca/dante.html: 09/10/2012];
I testi di Ferrara: mediante una convenzione triennale (1999-2001), il Comune di
Ferrara incarica il CIBIT di progettare e realizzare, nellambito della Biblioteca
italiana telematica, la collezione I testi di Ferrara, promuovendo loccupazione e
limprenditoria giovanile nel settore delle nuove tecnologie applicate alle risorse
umane. La responsabilit scientifica del progetto viene affidata a una commissione
formata dai Professori Sabatina Matarrese, Paolo Merci e Paolo Trovato, mentre
lincarico di supervisione redazionale del lavoro dei numerosi giovani collaboratori
(lettura ottica di testi a stampa, trascrizione di manoscritti, ecc.) alla Dottoressa
Valentina Gritti. [cfr. http://www.bibliotecaitaliana.it/cibit/ferrara.php: 10/10/2012];
I testimoni della Vita Nova: un progetto che propone unedizione dei manoscritti
non descripti del prosimetro dantesco [] Tutti i dati sono marcati secondo il sistema
di codifica TEI, applicato in modo sistematico a tutte le informazioni riguardanti gli
aspetti strutturali, grafici, critici e paratestuali (paleografici e codicologici). Di ogni

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manoscritto fornita una descrizione. Dei manoscritti trecenteschi disponibile una
trascrizione integrale codificata [http://www.bibliotecaitaliana.it/cibit/vitanova.php:
10/10/2012]:
AMI-Archivio Metrico Italiano: una collezione speciale che mette a disposizione
degli utenti un database di 58221 versi, tratti da 24 testi della tradizione lirica italiana
[]: si possono selezionare i testi su cui effettuare le ricerche, impostando vari tipi di
filtri: per verso, per metro, per ritmo, e numerose altre
[http://www.bibliotecaitaliana.it/cibit/ami.php: 10/10/2012].

d) Centro Interdipartimentale di Servizi per lAutomazione nelle Discipline


Umanistiche (CISADU) (Facolt di Lettere e Filosofia, Universit di Roma La
Sapienza - Roma)
Il CISADU, costituito il 25 luglio 1991 sulla base dellesperienza del preesistente Servizio
per lInformatica della Facolt di Lettere e Filosofia, ha il compito di mettere a disposizione
dei Dipartimenti e degli Istituti, che afferiscono, progetti di ricerca basati sullautomazione
dei dati, programmi di insegnamento assistiti dal computer, corsi di informatica per i docenti e
il personale dei dipartimenti afferenti, supporto allinsegnamento di Informatica Applicata alle
Scienze Umane, una biblioteca specializzata nel settore informatico con particolare riguardo
alle applicazioni nel campo umanistico, unaula informatica per lezioni, dimostrazioni e
ricerche e tanti altri. [per ulteriori informazioni visiti il sito ufficiale del CISADU allindirizzo
http://rmcisadu.let.uniroma1.it/: 10/10/2012]

e) ARTEM (ARchivio di TEsti italiani Multimediali) (Centro Linceo Interdisciplinare


Beniamino Segre, Accademia Nazionale dei Lincei Roma)
Questa iniziativa si propone a realizzare gli scopi che seguono: costruire su un supporto
elettronico un deposito di testi in lingua italiana (in seguito sarebbe espandibile a quelle
classiche e antiche, eventualmente orientali), scelti in base a criteri rigorosamente filologici e
scientifici e con codifica standard al massimo livello sia di rappresentazione del testo sia di
analisi linguistica; ampliare il deposito a testi situati altrove, raggiungibili in rete, aventi le
medesime caratteristiche di rigore e standardizzazione; catalogare i testi disponibili sotto
forma diversa di codifica, previa verifica e giudizio di qualit; infine, sperimentare inserzione
di codifiche ad alto livello e di conseguenti analisi testuali sofisticate. La seconda iniziativa
dellArchivio, in collaborazione con il CISADU dellUniversit di Roma La Sapienza,
consiste nelledizione critica multimediale dello Zibaldone Laurenziano del Boccaccio,
promossa e diretta da Raul Mordenti. [cfr. T. Orlandi: 09/09/2012]

f) Centro Ricerche Informatica e Letteratura (CRILet)


Il CRILet uno dei primi centri di ricerca universitari che operino nel campo
dellapplicazione delle tecnologie e metodologie informatiche allo studio e alledizione dei
testi letterari. Unattenzione specifica rivolta ai problemi della codifica dei testi su supporto
elettronico secondo lo Standard Generalized Markup Language (SGML) e le norme della Text
Encoding Initiative (TEI). Il sito del CRILet curato dai sopracitati G. Gigliozzi e F. Ciotti.
[cfr. http://www.liceomendrisio.ch/lime/gruppo_di_italiano.html: 10/10/2012]

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2.2. Linformatica giuridica e il diritto dellinformatica
Linformatica giuridica una peculiare branca dellinformatica collegata alle discipline
giuridiche che in Italia soprattutto negli ultimi due decenni viene caratterizzata da
unenorme diffusione tra gli operatori del diritto, sia ai fini gestionali ed organizzativi degli
uffici sia ai fini pratici di ricerca e documentazione. In Italia, i primi pionieristici esperimenti
risalgono agli anni Settanta: i consiglieri di cassazione Borruso e Novelli, appassionati cultori
di matematica, riescono ad elaborare un sistema denominato Italgiure-Find e gestito dalla
stessa Corte di Cassazione che, mediante un limitato numero di chiavi di ricerca, consente ad
utenti qualificati di verificare lesistenza di eventuali precedenti di giurisprudenza nellambito
di una banca-dati di non eccessiva estensione. Tale sistema, pur con i suoi limiti, rimane il
modello sulla base del quale le successive implementazioni informatiche consentono di
giungere allattuale struttura denominata Italgiureweb, che beneficia notevolmente degli
sviluppi tecnici in materia. [cfr. C. M. Zampi: 2010]
A differenza di quanto si potrebbe pensare, linformatica giuridica non la scienza che
studia i problemi giuridici legati allinformatica e, insieme, le applicazioni informatiche per il
diritto: in questo caso si parla di diritto dellinformatica. Linformatica giuridica invece
pu essere intesa come la disciplina che utilizza i calcolatori elettronici nel campo del diritto.
Infatti, la diffusione di Internet in Italia determina nuove prospettive per il mondo giuridico,
portando allindividuazione di aree disciplinate da norme nazionali, internazionali e, spesso,
transnazionali, come quelle della tutela dei dati personali, del regime giuridico del software,
del commercio elettronico, ecc. Ci determina una difficolt di approccio per chi, pur
consapevole delle potenzialit della Rete, si trova a dover gestire problematiche, gi
intrinsecamente complesse, disciplinate con norme di vario livello e provenienza.
Tra le prime pubblicazioni in questo campo vengono in primo luogo quelle dellavvocato
Michele Iaselli, esperto nellinformatica giuridica, nel diritto delle nuove tecnologie e della
privacy e nel codice della Pubblica Amministrazione digitale. Egli scrive nel 1997 un libro
intitolato Informatica giuridica, che aggiornato e ristampato quattro volte: nei 2002, 2007,
2009 e 2012, tutte, come quella prima, stampate dalla casa editrice Edizioni Giuridiche
Simone (Napoli). Nelle ultime tre edizioni il titolo cambiato in Compendio di informatica
giuridica. In tutte e cinque queste edizioni il volume diviso in due parti: la prima, dedicata
allinformatica giuridica, affronta tematiche inerenti la ricerca dei documenti giuridici e le
applicazioni giuridiche dellintelligenza artificiale, mentre la seconda rivolta, invece, al
diritto dellinformatica e al diritto della Rete. Per agevolare la lettura e lapprendimento, ogni
capitolo arricchito di box di approfondimento (o riflessione) e di questionari che riportano le
domande pi importanti di cui tenere conto in sede desame o di concorso. Il testo, infine,
corredato di unappendice normativa. Inoltre, nel 2003 leditore La Tribuna (Piacenza) gli
pubblica un libro intitolato I contratti informatici (in collaborazione con Isabella Iaselli,
messa come secondo autore), che si occupa dello specifico settore dei contratti informatici
nellambito della categoria giuridica, che sconta unindeterminatezza provocata
principalmente dalla continua evoluzione del mondo informatico, approfondendo i contratti
che hanno per oggetto lhardware, il software ed i servizi informatici e dedicando un occhio
particolare ai nuovi contratti informatici legati al mondo di Internet ed al mondo della
telematica in generale. [cfr. M. Iaselli: 1997-2012 e M. Iaselli e I. Iaselli: 2003]

Un altro grande specialista nellinformatica giuridica Massimo Farina, docente di Diritto


dellInformatica e delle Nuove Tecnologie presso la Facolt di Ingegneria dellUniversit
degli Studi di Cagliari e relatore (dal 2005 ad oggi) allo SMAU di Milano interessato alle
varie tematiche relative al diritto dellinformatica. Tra i suoi libri di successo possiamo
ricordare quelli pubblicati dalleditore EXPERTA (Frol-Cesena): Diritto e tecnologia
[2007], I contratti del software [2011], La nuova privacy (Fabrizio Voltan come secondo
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autore) [2011] e Fondamenti di diritto dellinformatica [2012]. Il primo libro diviso in tre
parti: la prima illustra le regole di base per la tutela del prodotto nella commercializzazione;
nella seconda si ripercorrono le tappe del contesto normativo italiano ed europeo, soprattutto
per la prima volta la teoria arricchita da aspetti tecnico-pratici generali su smart card, lettori,
driver e software e sullutilizzo del dispositivo di firma digitale su Windows, Mac OS X e
Linux; mentre la terza parte dedicata alla disciplina per la tutela dei nomi a dominio, oggetto
di lunga evoluzione normativa e giurisprudenziale. Il secondo libro raccoglie le principali
linee guida per il corretto inquadramento delle fattispecie negoziali di sviluppo e di
distribuzione del software e rappresenta unottima guida per la corretta redazione dei contratti,
analizzandone alcuni aspetti particolari, come il regime di responsabilit applicabile al
fornitore del software e le problematiche inerenti la titolarit dei programmi per elaboratore.
Nel terzo libro, aggiornato alle recenti modifiche ad opera della Legge n. 106/2011 (di
conversione del cosiddetto Decreto Sviluppo), si evidenziano le novit, sia in capo civile
che in materia penale, che modificano alcuni tratti importanti della disciplina a tutela dei dati
personali e contribuiscono a sviluppare una sensibilit culturale in tal senso, anche attraverso
fatti di cronaca giudiziaria. Infine, lultimo libro, suddiviso in cinque capitoli, analizza i
settori dellordinamento maggiormente influenzati dalle tecnologie informatiche e
telematiche: la tutela del software (e la qualificazione giuridica delle licenze duso), il
contratto telematico e la firma digitale, la disciplina protettiva dei dati personali (con le
ultimissime novit in tema di semplificazioni, marketing e videosorveglianza), i domain
names e i computer crimes. La teoria arricchita anche qui da aspetti tecnico-pratici generali
su smart card, lettori, driver e software e sullutilizzo della firma digitale su Windows, su Mac
OS X e su Linux.
Un altro libro, che tratta sia il diritto dellinformatica che linformatica giuridica, Diritto
e tecnologie verso le scienze sociali computazionali - Attualit e orizzonti dellInformatica
giuridica [2012]. Lopera a cura di Sebastiano Faro, primo ricercatore CNR presso lIstituto
di teoria e tecniche dellinformazione giuridica (Firenze), Nicola Lettieri, ricercatore ISFOL
(Roma), docente di Informatica Giuridica presso lUniversit del Sannio e di Scienze sociali
computazionali presso luniversit di Salerno e Antonella Tartaglia Polcini, Professore
ordinario di diritto civile e docente di diritto costituzionale nellUniversit degli Studi del
Sannio. Il volume, edito dalla ESI Edizioni Scientifiche Italiane, articolato in quattro
sezioni: le scienze e le tecnologie dellinformazione e della comunicazione a supporto della
produzione normativa; le nuove tecnologie e la formazione giuridica; le tecnologie
dellinformazione e della comunicazione per laccesso allinformazione giuridica e il diritto e
le scienze sociali computazionali, con uno specifico approfondimento dedicato alla
simulazione sociale basata su agente quale modello scientifico e metodologico di potenziale
interesse per il diritto. Inoltre, il volume inaugura la collana internazionale Diritto Scienza
Tecnologie/Law Science Technology, diretta da Sebastiano Faro, Nicola Lettieri e Carolina
Perlingieri, che d spazio a studi e ricerche dedicati, da un lato, allapprofondimento e alla
rilettura di temi classici dellinformatica giuridica e, dallaltro, a temi di frontiera originati
dallincontro della scienza del diritto con un orizzonte di studi che va dalle scienze cognitive
alle scienze della complessit e dallinformatica alle scienze sociali computazionali.
A livello di pubblicazione periodica, inoltre, nel campo giuridico vi sono due periodici di
riferimento a tutti quelli che si occupano dellinformatica giuridica, Informatica e diritto e
Diritto dellinformazione e dellinformatica. Informatica e diritto una rivista
dinformatica giuridica e di diritto dellinformatica, sorta nel 1975 per iniziativa dellIstituto
di Teoria e Tecniche dellInformazione Giuridica del CNR e diretta da Costantino Ciampi.
Nei primi sedici anni viene pubblicata a Firenze da Le Monnier, mentre dal 1992 diventa un
periodico semestrale e viene pubblicato a Napoli da Edizioni Scientifiche Italiane. Il
periodico dedicato allanalisi critica dei problemi applicativi delle nuove tecnologie
dellinformazione nel campo del diritto, nonch dei problemi giuridici scaturenti dallo

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sviluppo dellinformatica e della telematica nelle moderne societ. Dato il carattere scientifico
della pubblicazione e lampia partecipazione di collaboratori internazionali, gli articoli
vengono redatti oltre che in lingua italiana, anche nelle principali lingue europee, come
francese, inglese, portoghese, spagnolo e tedesco. Mentre Diritto dellinformazione e
dellinformatica un bimestrale, fondato nel 1985 e pubblicato da Dott. A. Giuffr Editore
S.p.A. (Milano), che offre uno strumento di ricerca e lavoro per gli specialistici nel settore del
diritto dellinformazione nella sua accezione pi ampia e del diritto dellinformatica, esteso
ormai a tutta la tematica delle telecomunicazioni e di Internet e ai problemi che la rete pone
nei vari settori del diritto. Le problematiche dellinformazione sono analizzate in ogni aspetto
giuridicamente rilevante: dai problemi posti dal rapporto di lavoro giornalistico ai contratti
editoriali, dai problemi del diritto dautore nel settore informativo e in Internet alla protezione
delle opere fotografiche e dal diritto di rettifica al risarcimento del danno da diffamazione. A
queste si aggiungono le problematiche della comunicazione televisiva e le problematiche
interdisciplinari del nuovo diritto delle telecomunicazioni connesse a tutte le nuove tecnologie
del settore, dai cavi a fibre ottiche allUmts. [cfr.
http://www.ittig.cnr.it/EditoriaServizi/AttivitaEditoriale/InformaticaEDiritto/presentazione.ht
m, http://www.luspio.it/obj.aspx?id=38e9f486-c053-4d20-a36f-bea9de9c12c0 e
http://www.fondazionecalamandrei.it/html/rivista/index.html:16/09/2012]

2.3. Linformatica come scienza esatta

2.3.1. Manuali e libri sullinformatica teorica e applicata


Per le pubblicazioni sullinformatica teorica e applicata pubblicato un numero altissimo
di manuali e libri, che trattano le varie frazioni dellinformatica: hardware, software, motori di
ricerca, linguaggi del Web, creazione di siti Web, ecc. A causa di questo numero altissimo,
catalogheremo queste pubblicazioni a seconda delle loro case editrici o editori specializzati e
di conseguenza ne riassumeremo i tratti pi principali (in maggior parte delineati dagli autori
stessi sulla copertina posteriore di ciascuno manuale o libro), concentrandosi in maggior parte
su quelli pubblicati dopo il 2000, perch quasi tutte le edizioni pubblicate prima del 2000
sono esaurite dal mercato e non ci sono nelle diverse biblioteche scolastiche e universitarie.

a) Mondadori Informatica
Da pi di ventanni Mondadori Informatica la casa editrice leader nellInformation
Technology. Da sempre propone un catalogo completo che spazia dai prodotti Microsoft per
lutente finale e i professionisti ai prodotti di grafica Adobe e Autodesk, ai libri su argomenti
generali per tutti gli appassionati di tecnologia. Diventando leditore ufficiale dei testi di
Microsoft Press in Italia, pubblica collane di grande successo, come Passo per Passo, A
colpo docchio, Training Kit, Resource Kit e Programming Series, che offrono testi
fondamentali per i sistemisti, i programmatori e gli utenti dei prodotti della pi grande
software house del mondo. Mirando a diffondere la cultura informatica perfino tra i non-
professionisti, nel 2000 la casa editrice pubblica la collana tascabili Miti Informatica, che
ripropone sia testi di successo in veste economica sia testi original su argomenti di vasta
diffusione. Ovviamente non dimentichiamo i testi sullEuropean Computer Driving
Licence - ECDL (veda ECDL), tutti certificati dallAssociazione Italiana per lInformatica
ed il Calcolo Automatico (AICA) e adottati da molte scuole Italiane per la preparazione
degli studenti agli esami ECDL. [cfr. http://education.mondadori.it/chisiamo: 25/09/2012]
Mondadori Informatica pubblica, dopo lanno 2000, tanti manuali sulle varie
applicazioni software e sui sistemi operativi di Microsoft, costituendone la pi completa e
accurata fonte di informazioni disponibile. Sulle varie versioni del sistema operativo
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Windows la casa editrice pubblica tanti manuali di successo, sia tradotti dallinglese o scritti
direttamente in italiano, fra cui possiamo ricordare La sicurezza con Windows XP e Windows
2000: Oltre ogni limite (con CD-ROM) [2002] di Ed Bott e Carl Siechert, Windows XP... alla
massima potenza [2003] di Pino Bruno e Marco De Salvo, Microsoft Windows XP
Professional: Service Pack 2. Resource Kit (con CD-ROM) [2005] di Charlie Russel e Sharon
Crawford. Il primo manuale una guida di riferimento che gli scrittori dedicano agli utenti di
Windows XP Professional, Windows XP Home Edition e Windows 2000 Professional e che
fornisce consigli e suggerimenti sui sistemi di protezione, sulle tecniche preventive per aiutare
a identificare le singole necessit e sulle tecniche risolutive per aggirare i problemi e
guadagnare tempo. Il secondo manuale aiuta ad andare oltre gli automatismi del sistema
operativo Windows XP per renderlo duttile e ancora pi potente, scoprendo come si pu
intervenire senza fare danni sul funzionamento del proprio computer, dove gli autori
propongono due percorsi di personalizzazione: il primo una guida alla comprensione del
funzionamento di XP e propone le modifiche pi semplici; il secondo itinerario dedicato,
invece, agli interventi sul registro di configurazione per spingere lutente fino al cuore del
sistema. Il terzo manuale, scritto direttamente dal team di Microsoft Windows XP e da due
esperti del settore, rappresenta una guida di riferimento per i professionisti IT, che devono
installare, personalizzare e fare da supporto a Microsoft Windows XP Service Pack 2,
contenendo centinaia di pagine di dettagli e informazioni tecniche, oltre a strumenti e utility
esclusive che si trovano nel CD-ROM allegato al testo. Nello stesso anno traduce e pubblica il
manuale Usare Microsoft Windows XP Service Pack 2: Oltre ogni limite (con CD-ROM) di
Ed Bott, Carl Siechert e Craig Stinson. Questa guida di riferimento descrive in forma concisa
e rapida le ultime tecnologie, gli aggiornamenti della sicurezza e i service pack per Windows
XP e contiene informazioni approfondite sugli argomenti avanzati di Windows XP, tra cui
Windows XP Service Pack 2, Microsoft Windows Server 2003, Microsoft Windows XP
Media Center Edition, Windows Media Player 10 e Windows Movie Maker 2.
Sul Microsoft Windows Vista la casa editrice pubblica qualche libro di successo di Igor
Macori, Consulting Manager presso Green Team e autore di decina di libri dinformatica
pubblicati allestero e in Italia. Tra questi libri possiamo ricordare, ad esempio, Microsoft
Windows Vista [2007], che presenta le istruzioni necessarie per imparare ad utilizzare al
meglio la nuova interfaccia grafica Aero Glass di Microsoft Windows Vista, le sue nuove
funzionalit e i nuovi programmi compatibili. Nello stesso anno la casa editrice traduce e
pubblica il manuale Microsoft Windows Vista: Oltre ogni limite (CD-ROM) di Ed Bott, Craig
Stinson e Carl Siechert, che va considerato una guida avanzata contenente centinaia di
soluzioni per risparmiare tempo, suggerimenti per risolvere problemi e trucchi per lavorare in
modo pi efficace con Windows Vista. Lanno seguente traduce e pubblica il manuale Il mio
primo computer: Windows Vista di Lawrence J. Magid e Dwight Silverman, che aiuta ad
ottenere il massimo da Microsoft Windows Vista leggendo le lezioni dallinizio alla fine o
soltanto le esercitazioni relative alla funzionalit pi entusiasmanti o approfondendo le
informazioni di cui il lettore ha bisogno in un preciso momento. In questanno, inoltre, esso
traduce e pubblica il manuale Windows Vista per negati di Andy Rathbone, che presenta ai
lettori principiante e avanzati tutto quello che necessario conoscere per far funzionare il
computer con il nuovo sistema operativo Windows Vista: i trucchi, le dritte e le informazioni
di base per sapere come gestire i programmi, cercare i file, muoversi nella nuova interfaccia
grafica e navigare in rete in tutta sicurezza e, in breve, per insegnare allutente come poter
guardare la televisione attraverso il PC, creare CD musicali, elaborare fotografie e collegarsi
direttamente ad altri computer.
Sulle varie utilit del foglio di calcolo Microsoft Excel, inoltre, Mondadori Informatica
traduce e pubblica nel 2003 il manuale Microsoft Excel: analisi e accesso ai dati (con CD-
ROM) di Paul Cornell. Questa guida, con numerosi suggerimenti tecnici ed esercizi pratici,
dimostra come possono essere meglio utilizzate le capacit di analisi dei dati incluse nelle

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applicazioni di Microsoft Office per raccogliere informazioni, analizzare tendenze,
identificare rischi e valutare opportunit, trattando ogni aspetto dellanalisi dei dati, dai
fondamenti di ordinamento, filtri e formattazione ai sofisticati scenari condizionali, analisi di
dati multidimensionali e creazione di soluzioni automatizzate. Nello stesso anno essa pubblica
il manuale Analisi economica con Excel dei due autori italiani Giovanni Distefano e Mauro
Benassi, che permette di acquisire conoscenze tecnico-operative per la realizzazione di analisi
economiche sul rendimento dei prodotti e dellazienda nel suo complesso. Nel 2006, invece,
la casa editrice traduce e pubblica Simulazioni e previsioni con Excel di Paul Cornell, che
spiega gli strumenti di Excel per lanalisi what-if, i quali permettono di analizzare i dati e
quindi di prendere decisioni migliori e svelano i misteri di molti scenari e ipotesi di analisi
aziendali. Gli strumenti di analisi what-if aiutano, per esempio, a prevedere come
labbassamento del prezzo per unit, con un conseguente aumento delle vendite previste,
possa influenzare i margini di profitto. Nel 2010, inoltre, traduce e pubblica Microsoft Excel
2007: I grafici (con CD-ROM) di Reinhold Scheck, che insegna come possono essere
trasformati i grafici piatti e statici in soluzioni dinamiche per visualizzare e manipolare i dati
con un solo clic del mouse; come pu essere scelto il tipo di grafico adatto a ogni obiettivo di
comunicazione; come pu essere visualizzata e costruita una soluzione perfetta per ogni
esigenza; come possono aggiunti i controlli (come caselle di riepilogo e barre di scorrimento)
senza scrivere codice; come pu essere utilizzata la formattazione condizionale per
evidenziare e analizzare dinamicamente i dati; come pu essere liberata la creativit nella
costruzione dei grafici e come pu essere data una nuova vita ai numeri. Nello stesso anno la
casa editrice traduce e pubblica il libro Microsoft Excel 2010 di Curtis Frye, che presenta una
guida visiva ideale, affinch possiamo lavorare senza problemi con Microsoft Excel 2010, la
nuova versione dellapplicazione Microsoft, per creare fogli di calcolo. Nellanno successivo,
infine, essa traduce e pubblica il libro Microsoft Excel 2010: Corso rapido di Joyce Cox, Joan
Lambert e Curtis Frye, che offre istruzioni chiare e dettagliate allutente autodidatta di livello
base che voglia iniziare a usare Microsoft Excel 2010, affrontando in modo graduale e
progressivo gli argomenti di base di questo foglio di calcolo.
La casa editrice non si limita a pubblicare manuali solo sui prodotti di Microsoft
Corporation, che si trovano chiaramente al centro della sua attenzione, ma anche sui prodotti
di grafica di grandi aziende, come Autodesk* e Adobe*. Tra i manuali pubblicati su
AutoCAD*, il prodotto pi famoso dellAutodesk, spiccano in primo luogo quelli di Edoardo
Pruneri, grande esperto da pi di 20 anni nel settore e autore delle guide per Inventor
Professional, AutoCAD e 3ds Max:
nel 2006 egli scrive il manuale AutoCad 2006 e LT: Guida pratica, che fornisce una
risorsa importante per lapprendimento di AutoCAD in tutti i suoi aspetti, dai pi
semplici comandi di disegno e modifica alle operazioni sui blocchi, sui layer e sui
sistemi di riferimento (UCS), alla gestione dei riferimenti esterni (Xrif), alla
modellazione tridimensionale e al rendering;
nel 2007 scrive il manuale Autocad 2007 e LT: Guida pratica, che si considera una
guida completa e pratica per scoprire le funzionalit di AutoCAD 2007, il software di
progettazione pi utilizzato da studenti e professionisti. Il manuale comprende una
definizione di obiettivi chiari, termini chiave, spiegazioni dettagliate di tecniche e
comandi, domande di riepilogo ed esercizi pratici;
nello stesso anno egli scrive il libro AutoCAD 2008 e AutoCAD 2008 LT, che
rappresenta una risorsa per lapprendimento di AutoCAD con un linguaggio semplice
e moderno, una trattazione rigorosa e completa degli argomenti ed esempi reali e
dettagliati tratti dalla quotidiana esperienza dellautore con aziende manifatturiere,
studi di architettura e istituti tecnici e universit;

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nel 2009 continua la serie scrivendo Autocad 2009 e LT: Guida pratica, che presenta
tutte le tecniche, i suggerimenti e le scorciatoie che aumentano lefficienza del
processo di progettazione bidimensionale per i nuovi utenti AutoCAD;
nel 2010 non interrompe la continuit della serie scrivendo Autocad 2010 e LT: Guida
pratica, con cui si pu conoscere in breve tempo linterfaccia utente a barra
multifunzione e le tavolozze e le aree di lavoro, usare i comandi di visualizzazione, di
selezione singola, multipla e rapida e di tutti gli Snap a oggetto, utilizzare tutti gli
strumenti per il disegno, gestire testi, tabelle, tratteggi e riempimenti, quotare e
modificare limpostazione degli stili, recuperare i disegni danneggiati, stampare e
pubblicare in formato DWF e PDF, convertire dati da e verso altre applicazioni CAD e
grafica e utilizzare Design Center;
nel 2011 scrive Autocad 2011 e LT: Guida pratica. I portatili, che rappresenta una
risorsa per lutilizzo di AutoCAD, in tutti i suoi aspetti legati alla progettazione
bidimensionale dai pi semplici ai pi complessi, nei computer portatili, che sono
senzaltro meno potenti dei workstation;
nello stesso anno scrive Autodesk Autocad 2012 e Autocad 2012 LT: La grande guida,
che presenta tutte le novit di AutoCAD 2012 in ambito bidimensionale, come luso
dellinterfaccia a barra multifunzione, gli strumenti di base per la creazione e la
modifica del disegno, gli snap ad oggetto e tutti i metodi per la selezione e
lisolamento del disegno, la gestione dei testi, delle tabelle, dei tratteggi e dei
riempimenti, i blocchi statici e dinamici e la gestione degli attributi, la quotatura e
limpostazione degli stili, il disegno parametrico e linterscambio dei dati con Excel,
tutte le propriet ed i comandi di interrogazione, la gestione dei riferimenti esterni in
formato DWG, DWF, DGN e PDF, lutilizzo di DesignCenter e di Content Explorer;
la stampa su carta e la pubblicazione in formato DWF e PDF.
Per quanto riguarda i prodotti dellAdobe la casa editrice pubblica alcuni manuali di
successo, tra cui vengono in primo luogo quelli di Castrofino Nicola e Gioffr Bruno:
nel 2008, pubblicano il manuale Adobe Indesign CS3: La grande guida (con CD-
ROM), che, dedicato a chi lavora nelleditoria e ai grafici sia di livello principiante
che intermedio, fornisce informazioni, esempi pratici, semplici istruzioni passo per
passo e immagini esplicative per apprendere luso di Adobe InDesign CS3, esplorarne
in dettaglio le nuove funzionalit e scoprirne tutte le caratteristiche e le potenzialit;
nel settembre 2010, pubblicano Adobe Dreamweaver CS5: La grande guida (con
DVD-ROM), che, ricco di suggerimenti forniti dagli autori esperti del settore, si
rivolge a tutti coloro che si occupano di sviluppo per il Web, permettendo di creare,
modificare e gestire i siti Web in modo facile e veloce;
nel settembre 2012, infine, pubblicano Adobe Flash CS5: Guida pratica. I portatili,
che, dedicato a Web designer e creatori di contenuti Web, aiuta ad imparare a
utilizzare Adobe Flash CS5 Professional, il programma pi diffuso per la creazione di
animazioni e contenuti interattivi per il Web, a gestire laudio e il testo, ad usare il
pannello Editor movimento, ad utilizzare gli strumenti rotazione 3D, traslazione 3D e
trasformazione 3D, a gestire le linee e i riempimenti ed a conoscere i fondamenti di
ActionScript.
Per quanto riguarda il campo del montaggio audio-video la casa editrice pubblica anche
qualche libro di successo, come Pinnacle Studio Plus 10 [2006] dei sopracitati C. Nicola e G.
Bruno. Questo libro fornisce informazioni chiare ed esempi pratici per apprendere luso di
Pinnacle Studio 10, software utilizzato per acquisizione e montaggio audio-video. Particolare

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rilievo viene dato al linguaggio audio-video utilizzato nel cinema e nella televisione e alle
componenti hardware necessarie per effettuare un buon montaggio video.
Nel catalogo di Mondadori Informatica ci sono anche pubblicazioni riguardanti la scelta
e la manutenzione dellhardware e del software. In questo ambito la casa editrice traduce e
pubblica, ad esempio, i due libri intitolati Il mio primo computer [2006] di Lawrence J.
Magid e PC senza problemi per negati [2009] di Dan Gookin. Il primo libro rappresenta una
facile introduzione alle basi del computing, dalla scelta dellhardware e del software alluso
della posta elettronica e di Internet, partendo dal presupposto che il lettore non conosca
assolutamente nulla. Il secondo spiega tutti i segreti della manutenzione dellhardware e del
software, affinch lutente possa vivere felice e contento nel mondo della tecnologia digitale
e andare finalmente daccordo con il suo PC. Inoltre, la casa editrice non manca dal quadro
del mondo del Web pubblicando vari manuali sulla tecnologia del Web e sulla sua influenza
nella vita del cittadino italiano, in maggior parte tradotti dallinglese. Nel 1999 la casa
editrice pubblica un manuale indispensabile per i professionisti dellInformation Technology,
Microsoft Internet Explorer 5: Resource kit. Questa guida tecnica aiuta le aziende a
diffondere, gestire e supportare linstallazione di Internet Explorer 5. Questo testo seguito
nel 2002 da un altro intitolato Il cittadino digitale di Pino Bruno, che, destinato ai non addetti
ai lavori, fornisce una serie di indicazioni semplici per agevolare la navigazione nel mondo
dei servizi online e per scoprirne le grandi potenzialit. Nel 2005, inoltre, pubblica due libri
tascabili di successo sul creare pagine Web: Crea pagine Web con Dreamweaver di Tom
Negrino e Crea una pagina web con HTML di Elizabeth Castro. Il primo libro un corso
rapido, che offre in breve tutte le informazioni necessarie per creare semplicemente una
pagina Web. Il secondo dimostra i metodi pi veloci, semplici e astuti per creare con il
codice HTML delle pagine Web perfette, che si comportino in modo prevedibile in tutti i
browser e in tutte le piattaforme. Nello stesso anno, la casa editrice traduce e pubblica il libro
Creare siti web con PHP e MySQL di Kevin Yank, che presenta tutti gli strumenti, i principi
e le tecniche necessari per creare un sito Web completamente funzionale basato sui database,
utilizzando PHP e MySQL, che sono tecnologie opensource di database e scripting pi
diffuse sul Web. Il libro spazia dallinstallazione di PHP e MySQL in Windows, Linux e Mac
alla creazione di un sistema di gestione dei contenuti basati sul Web. Tra il 2005 e il 2007
questo libro aggiornato e ripubblicato due volte con lo stesso titolo. Un altro libro tradotto e
pubblicato nel 2006 infine quello di Thomas Myer, Sviluppo web con XML e PHP: Tutte le
nuove funzionalit XML di PHP 5. Questo testo descrive i contenuti XML che possono essere
subito applicati a siti Web. Le lezioni e gli esempi pratici spiegano perch XML cos
potente e mostrano passo per passo cosa in grado di realizzare insieme a PHP 5.0. Grazie a
questo libro possibile imparare a scrivere documenti XML portatili, utilizzare gli spazi dei
nomi XML, definire la struttura dei documenti con i DTD, trasformare i dati in altri formati
con XSLT, recuperare i dati con query Xpath, utilizzare i documenti XML insieme ai
database e tanti altri.

b) Urlico Hoepli Editore


Lattivit editoriale della Casa Editrice Hoepli, fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli (Tuttwil,
Svizzera 1847 - Milano 1935), si sviluppa fin dallorigine con particolare attenzione al settore
tecnico e scientifico. Attualmente opera nellarea della manualistica, delleditoria scolastica,
universitaria e professionale, dellinformatica, dei codici giuridici e dei dizionari. Le sue altre
attivit comprendono la Libreria Internazionale Hoepli, situata nel centro di Milano, che oggi
si sviluppa su sei piani e HOEPLI.it, il servizio Internet della Libreria Hoepli, che offre un
ampio catalogo di libri italiani e stranieri immediatamente disponibili per servire i suoi clienti
ovunque si trovino.

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Nel corso degli anni tra il 2000 e il 2012 Hoepli pubblica vari manuali dinformatica a cura
di Paolo Camagni e Riccardo Nikolassy, due insegnanti dinformatica presso lIstituto tecnico
per periti informatici lITIS Magistri Cumacini di Como. Nel marzo 2010, Hoepli pubblica
loro il manuale Tecnologie informatiche: lhardware, il software e i principi della
programmazione, che in linea con i nuovi programmi del biennio iniziale e fornisce le basi
teoriche e pratiche in relazione allapplicazione delle tecnologie informatiche per quanto
riguarda luso delle tecniche multimediali orientate al Web, lutilizzo dei principali pacchetti
applicativi e la realizzazione di semplici programmi per mezzo di diagrammi di flusso e un
linguaggio di programmazione. Allinterno di ciascuna unit didattica vengono proposti
numerosi esempi scaricabili online. Nel marzo 2011, inoltre, pubblica loro tre libri molto
importanti sui linguaggi di programmazioni: Tecnologie informatiche Plus: linguaggio C;
Tecnologie informatiche Plus: linguaggio Pascal e Tecnologie informatiche Plus:
linguaggio VBA. Si tratta di agili volumi per incoraggiare e coinvolgere gli studenti attraverso
una strutturazione degli argomenti improntata al saper fare. Ciascun volume suddiviso in tre
moduli, articolati in pi unit didattiche, in modo che ciascuna sia progettata in sintonia ai
tempi e alle metodologie didattiche. La trattazione teorica sintetica, supportata da numerosi
esempi svolti ed esercizi utili nella spiegazione della disciplina e, al tempo stesso, alla
comprensione. [per ci e per ulteriori dettagli veda ciascun volume nel suo posto nel portale
della casa editrice http://www.hoepli.it/, visitato da noi il 25/09/2012]
Hoepli pubblica anche tanti manuali sui vari argomenti relativi al mondo del Web. Nel
1999 pubblica a cura di Roberto Marangoni e Alessandro Cucca un manuale sui motori di
ricerca pi utilizzati dagli utenti di Internet, Motori di ricerca: la via facile e veloce alla
ricerca sul Web. Il volume presenta tutti i motori di ricerca pi famosi e potenti, dando una
descrizione rapida e concisa delle loro caratteristiche e capacit e riservando maggior spazio
alla presentazione della loro funzionalit. Oltre ai motori di ricerca generali e internazionali,
vengono presentati sia i motori di ricerca finalizzati a ricerche particolari o i motori di ricerca
italiani. Nel 2001, inoltre, Hoepli presenta alla bibliografia dellinformatica una nuova
edizione dello stesso libro con il titolo Motori di ricerca, che offre un aggiornamento degli
argomenti trattati nella prima edizione e una estensione della rassegna dei motori, soprattutto
italiani, pi efficaci e innovativi. Agli stessi autori Hoepli pubblica nel 2004 un nuovo libro
sui motori di ricerca, Motori di ricerca: come cercare e farsi trovare sul Web. Il volume
tratta vari argomenti, come Internet e il Web, strategie di ricerca semplice e complessa, il
problema del ranking e la presentazione dei risultati, lo spider e il collezionare pagine Web,
le strategie di visibilit, i motori di ricerca generalisti (Google, Yahoo, Altavista, Virgilio,
ecc.), i meta-motori, i motori specialistici, ecc.
Sempre tramite Hoepli, i due insegnanti di informatica sopracitati Paolo Camagni e
Riccardo Nikolassy, nel quadro delle loro pubblicazioni sui linguaggi di programmazione,
scrivono alcuni libri sui linguaggi utilizzati nella creazione dei siti Web. Nel 2005, ad
esempio, scrivono un libro intitolato PHP: dallHTML allo sviluppo di siti web dinamici (con
CD-ROM), che presenta uno studio attento sul linguaggio PHP, sui principi di
programmazione client-server e sugli aspetti innovativi di una programmazione avanzata con
particolare attenzione al trasferimento dei dati tra diverse pagine HTML fino alla
realizzazione di un sito completo. Lultima parte presenta la connessione al database
MySQL. Nel 2009 scrivono altri due libri di successo, Programmare per il Web: HTML,
CSS, JavaScript, VBScript, ASP, PHP e I linguaggi del web. Tutti e due libri mirano a fornire
le basi teoriche e pratiche per la conoscenza e lapplicazione delle tecniche di
programmazione dei linguaggi per il Web, dai linguaggi di rappresentazione delle pagine
Web (HTML e CSS) ai linguaggi di programmazione lato client (JavaScript e VBScript) e ai
linguaggi di programmazione lato server (ASP e PHP).
Infine, Hoepli pubblica tanti manuali sulla Patente Europea del Computer (ECDL). Tra le
pubblicazioni pi recenti possiamo ricordare quelle di Flavia Lughezzani e Daniela

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Princivalle, due docenti nei corsi di formazione per insegnanti e di formazione professionale
FSE della Comunit europea. Nel marzo 2011 la casa editrice pubblica il loro manuale ECDL
5.0 per Office XP. Moduli 3-4-5-6: Word-Excel-PowerPoint-Access (con CD-ROM), che si
propone come sussidio didattico per raggiungere unadeguata preparazione per il
conseguimento della patente europea del computer (ECDL Core) in quattro applicativi del
pacchetto Microsoft Office XP, quali Word 2002 (mudolo 3), Excel 2002 (mudolo 4), Access
2002 (mudolo 5) e PowerPoint 2002 (mudolo 6). Alla stessa data pubblicato un altro loro
manuale con lintitolazione di ECDL 5.0 PER OFFICE 2007. Moduli 3-4-5-6: Word-Excel-
PowerPoint-Access (con CD-ROM), che una guida utile e facile per unadeguata
preparazione per il conseguimento della patente europea del computer (ECDL Core), dove da
un lato ciascun modulo si apre con il rispettivo Syllabus strutturato in tabella, in cui ogni
punto indicato dal corrispondente numero di riferimento e la relativa numerazione di pagina
per un facile reperimento dei contenuti, e dallaltro le procedure operative sono sviluppate
attraverso esercizi applicativi e sono affiancate da numerose immagini esplicative. Nel marzo
2012, infine, Hoepli pubblica il loro Clippy per ECDL - Windows 7. Moduli 1,2,7: Guida alla
patente europea del computer - Syllabus 5,0 (con CD-ROM). Il testo specifico per la
preparazione degli esami relativi ai moduli 1 (Concetti di base dellInformation &
Communication Technology (ICT)), 2 (Uso del computer e gestione dei file) e 7 (Navigazione
Web e comunicazione) della Patente Europea del Computer (ECDL). Il testo di tutti questi
manuali validato da AICA e il CD-ROM allegato contiene il nuovissimo software di
simulazione Maxisoft di Formatica, con esercitazioni e simulazioni desame interattive
senza limite di utilizzo, file richiamati nelle procedure e negli esercizi di consolidamento,
soluzioni degli esercizi di consolidamento proposti nel volume, in formato pdf. Il CD-ROM
dellultimo volume, a differenza dei volumi precedenti, contiene Glossario e Syllabus 5.0 in
formato pdf.

c) Apogeo
Dal 1989 Apogeo (Milano) una casa editrice che esplora i mondi della comunicazione,
su carta prima, in Rete poi. Legato storicamente allInformatica, senza dimenticare il fascino
per una certa saggistica non convenzionale, col tempo Apogeo si incamminato sulle strade
dellUniversit e della pratica filosofica. Dal 2001 Apogeo parte del Gruppo Giangiacomo
Feltrinelli Editore [http://www.apogeonline.com/info/editore: 29/11/2012].
Nel 1995 Apogeo traduce e pubblica un libro sul sistema operativo DOS intitolato DOS
per Windows 95 di Dan Gookin, di cui pubblica nel 1997 anche la seconda edizione. Tutte e
due le edizioni trattano dettagliatamente i privilegi del passaggio dal sistema operativo DOS a
quello di Windows 95, la nuova interfaccia grafica di Windows 95 e i suoi effetti postivi
nella vita individuale e aziendale. Nel 1997, per di pi, traduce e pubblica due libri
sullapplicazione Excel 97 della suite Microsoft Office intitolati ambedue Excel 97, uno di
Greg Harvey e laltro di John Walkenbach, che mostrano tutti e due le nuove funzioni di
Excel 97 e come si possono usare per elaborare i calcoli, soprattutto quelli aziendali.
Inoltre, la casa editrice inizia il 2000 traducendo e pubblicando il libro Guida allacquisto
di un computer del gi citato Dan Gookin, che mostra come si pu scegliere al meglio un
nuovo computer a partire dalle proprie necessit reali (processore, hard disk, potenza e
velocit), valutando le offerte (anche online) con occhio critico e lassistenza dopo la vendita.
Nel 2001, invece, la casa editrice pubblica il libro italiano Motori di ricerca e visibilit sul
Web: come utilizzare al meglio i motori di ricerca nelle attivit di web marketing di Mauro
Lupi, che mostra, attraverso numerosi studi e analisi, come i motori di ricerca siano gli
strumenti pi importanti ed efficaci per raggiungere gli utenti della Rete, il mezzo pi
utilizzato per arrivare ai siti e per trovare servizi e prodotti da acquistare. Nel 2005, infine,
pubblica un libro intitolato Informatica di Marco Boni, che offre ai principianti una
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panoramica, che va dallhardware alle applicazioni pi generali, un quadro di riferimento e un
orientamento generale. Il testo si articola in quattro parti: la prima presenta i concetti base e
una rassegna dellhardware; la seconda dedicata al software; la terza tratta in modo ampio e
specifico le reti (compresa Internet) e la quarta si occupa di documenti, commercio e business
elettronico.
Le recenti pubblicazioni di Apogeo si concentrano nel presentare al lettore tutte le novit
introdotte nei prodotti dellApple. Sulle varie versioni del sistema operativo Mac sono
pubblicati tanti manuali, tra cui possiamo ricordare quelli pi recenti di Luca Accomazzi e
Lucio Bragagnolo:
Mac OS X 10.5: Leopard in tasca [gennaio 2009]. Esso un manuale pratico e
compatto per scoprire le potenzialit del nuovo sistema operativo di Apple, Mac OS X
10.5 (commercializzato con nome di Leopard). Leopard da un lato migliora e
raffina diverse caratteristiche del precedente Tiger e dallaltro introduce sostanziali
innovazioni (come il nuovo sistema di back-up, su cui appunto si concentra questa
guida tascabile);
Mac OS X Leopard: Guida completa [marzo 2009], che presenta una guida alla
scoperta del sistema operativo di Mac OS X 10.5 con nome in codice Leopard, dove
analizza le sue novit (come il nuovo sistema di back-up), spiega cosa cambiato
rispetto alla versione precedente Tiger e illustra le ragioni per cui migrare su Mac
OS X 10.5;
Mac OS X Snow Leopard [settembre 2009], che guida alla scoperta del sistema
operativo Mac OS X 10.6 con nome in codice Snow Leopard, le cui principali
novit si manifestano tanto nellinterfaccia quanto nelle prestazioni, ottimizzate e
consolidate rispetto al Leopard. Non mancano nuove potenzialit e funzionalit nel
consueto stile accattivante che da sempre caratterizza i sistemi Apple;
Mac OS X Leopard - Snow Leopard [gennaio 2010], che un manuale pratico e
compatto per scoprire le potenzialit del nuovo sistema operativo Mac OS X 10.6
(commercializzato con nome di Snow Leopard), che, rispetto al predecessore
Leopard non aggiunge nuove funzionalit, ma si concentra sulla messa a punto di
quelle esistenti con lobiettivo di snellire il sistema e migliorarne le prestazioni;
Mac OS X Lion: Guida completa [agosto 2011], che presenta le novit nellinterfaccia
e nelle prestazioni dellultima incarnazione del sistema operativo Mac OS X 10.7
(commercializzato con nome di Mac OS X Lion), che dai dispositivi mobili di casa
Apple eredita il Mac App Store, che rivoluziona il modo di acquistare e aggiornare i
software e FaceTime per effettuare videochiamate, e dal successo di iPad e iPhoneOS
X riprende anche funzionalit e gestualit evolute, come Launchpad, che migliora la
modalit di organizzazione e gestione di cartelle e applicazioni, e Mission Control, che
consente di avere una visione globale di tutto quello che avviene sul proprio Mac;
Mac OS X 10.7 [febbraio 2012], che mostra le novit del sistema operativo Mac OS X
10.7 (o Mac OS X Lion). Le novit introdotte non riguardano solo un miglioramento
delle prestazioni, ma anche interessano profondamente linterfaccia;
OS X 10.8 Mountain Lion [luglio 2012], che offre a chi appena passa a Mac le
informazioni necessarie per comprendere come utilizzarlo al meglio e agli utenti
Apple pi fedeli ed esperti gli strumenti per aggiornarsi velocemente e domare senza
difficolt il sistema operativo OS X 10.8 Mountain Lion, la nona versione (presentata
il 16 febbraio 2012, ma rilasciata sul Mac App Store il 25 luglio 2012) del sistema
operativo Mac OS X e il primo OS creato specificamente per ottenere il massimo da
iCloud e dallintegrazione con tutti i dispositivi mobili, dove con esso si traghetta su
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Mac alcune delle pi popolari applicazioni per iPad e si introducono oltre duecento
nuove funzionalit.
Infine, sulla Patente Europea del Computer (ECDL) Apogeo pubblica, ad esempio, nel
marzo 2011 il manuale ECDL 5.0: Windows 2007 e Office 2007 (CD-ROM) di vari autori,
che, completamente aggiornato al recente sistema operativo Windows 7, affianca il
precedente VISTA/XP, rivolgendosi a chi utilizza la versione 2007 degli applicativi Office
(Excel, PowerPoint, Access e Explorer 8). Il CD-ROM contiene una nutrita serie di
esercitazioni di tipo teorico e operativo sui sette moduli con le relative soluzioni e una
simulazione di ATLAS, il software che gestisce in modo automatico le prove desame.

d) Liguori
Nel corso degli anni Novanta del secolo scorso, leditore Liguori (Napoli) pubblica libri
scritti in italiano sui fondamenti della scienza dellinformatica. Esso, ad esempio, pubblica
cinque libri a favore degli autori italiani Bruno Fadini e Carlo Savy: Fondamenti di
informatica: fondamenti teorici [1991], Fondamenti di informatica: fondamenti di
programmazione [1991], Fondamenti di informatica: fondamenti di architettura [1992],
Fondamenti di informatica [1997] e Elementi di informatica [1998]. Questi volumi
presentano gli elementi base dellinformatica, con riferimento sia agli aspetti teorici che a
quelli tecnici e applicativi, dove analizza gli elementi di teoria, di programmazione, di
architettura, di sistemi operativi, del software di base e di IV generazione (editor tradizionali,
editor grafici e multimediali, i fogli elettronici, le basi di dati e lambiente MATLAB). Nello
stesso ambito lo stesso editore pubblica nel 1994 il libro Applicazioni di informatica per il
diploma universitario di Carlo Savy.
Il gran numero delle pubblicazioni delleditore tra il 2000 e il 2012 invece dedicato
allinformatica umanistica. Tra queste pubblicazioni possiamo ricordare due opere:
Informatica per la didattica di Alfio Andronico, Angelo Chianese e Bruno Fadini, un testo
pubblicato nel 2002 sullutilizzo della tecnologia informatica nella didattica, e I fondamenti
dellinformatica per gli umanisti: un viaggio nel mondo dei bit di Angelo Chianese, Antonio
Picariello e Vincenzo Moscato, pubblicato nel 2010.

e) Altri editori
Oltre alle pubblicazioni di successi delle case editrici sopracitate sono aggiunte alla
bibliografia dellinformatica in Italia pubblicazioni di altri editori su diversi argomenti
informatici anchessi importanti. Tra le pubblicazioni di successo spiccano in primo luogo
quelle destinate ai fondamenti dellinformatica.
Nel 2000 Pitagora Editrice (Bologna) pubblica Fondamenti di informatica 1 e 2:
raccolta degli schemi e dei lucidi delle lezioni di Marco Mezzalama, professore ordinario di
sistemi di elaborazione al Politecnico di Torino, che semplicemente una raccolta degli
schemi e dei lucidi del professore durante le sue lezioni. Mentre nel 2006 Franco Angeli
Editore (Milano) pubblica tre libri sui fondamenti dellinformatica: Fondamenti
dinformatica di Giovanni Guida e Massimiliano Giacomin, che presenta un repertorio
selezionato di argomenti adatti allinsegnamento dellinformatica, anche a livello
introduttivo, spiegando i concetti alla base dei sistemi di elaborazione, della loro struttura e
dei principi di funzionamento e la teoria sulla quale il calcolo automatico fondato;
Fondamenti dinformatica per la progettazione multimediale: dai linguaggi formali
allinclusione digitale di Marco Padula e Amanda Reggiori, docenti di usabilit dei sistemi
presso la Facolt di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere dellUniversit Cattolica del
Sacro Cuore a Brescia, che offre gli strumenti concettuali e tecnici necessari per interpretare,
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progettare e gestire processi di comunicazione mediante le tecnologie multimediali
dellinformazione; infine, Elementi di informatica generale di Gioacchino Candilio, che,
essendo un testo di studio indirizzato in particolar modo agli studenti delle facolt
umanistiche, presenta esempi e li attualizza con riferimento alle odierne tecnologie, fornisce
la traduzione italiana di tutti i termini tecnici inglesi ed completato da una bibliografia di
testi in lingua italiana.
Inoltre, nel 2007 G. Giappichelli Editore (Torino) pubblica Fondamenti di informatica
per luniversit di Enrico Grosso e Manuele Bicego, che affronta le tre principali tematiche
che caratterizzano uno studio introduttivo della disciplina informatica: la codifica delle
informazioni, la struttura e la funzione degli elaboratori (con particolare riferimento allunit
centrale di calcolo e alle principali periferiche) e la progettazione e la stesura di semplici
programmi in linguaggio Java. Il testo principalmente indirizzato a studenti di area non
tecnica allo scopo di colmare le differenze culturali che spesso caratterizzano alunni di scuola
superiore provenienti da diverse esperienze. Nello stesso anno Pearson Italia (Torino)
traduce e pubblica un libro intitolato Informatica: una panoramica generale di J. Glenn
Brookshear, che un quadro completo dellinformatica, dagli argomenti base ai temi pi
specialistici.
Nel 2008 leditore Bulgarini (Firenze) pubblica un libro intitolato Informatica di base: Per
le Scuole superiori (con CD-ROM) di Antonio Bernardo e Marcello Pedone. I percorsi
proposti nel testo permettono allo studente di ottenere quelle conoscenze e competenze di
base indispensabili per entrare nel mondo dellinformatica e permettono loro di ottenere la
maggior parte delle competenze e conoscenze di base necessarie per affrontare gli esami per il
conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL), come previsto nelle indicazioni
ministeriali.
Per il mondo del Web, infine, sono pubblicati alcuni libri di successo dalleditore Dott. A.
Giuffr Editore S.p.A (Milano), che pubblica, ad esempio, Internet per i professionisti (con
CD-ROM) [2004] di Giancarlo Cervino, che consente di reperire, in tempi oltremodo rapidi,
una massa di informazioni specifiche mirate a presentare ai professionisti uno strumento di
ricerca veloce e nello stesso tempo fornisce anche numerosi stimoli per ulteriori
approfondimenti.

2.3.2. I periodici di informatica


I periodici dellinformatica usciti in Italia contribuiscono a velocizzare linformatizzazione
del popolo italiano e, quindi, a diffondere i termini informatici, in gran parte inglesi, tra i vari
strati della societ. La gran parte di questa missione cade sulle spalle degli editori italiani, che
si sforzano, sia per motivi finanziari che culturali, a stampare periodici informatici che
possono aiutare i lettori ad essere a corrente del mondo molto rapido della tecnologia
elettronico-informatica. In linea generale, quasi tutti i periodici informatici cartacei
possiedono un sito Web, che viene dotato di un potente motore di ricerca, che consente di
trovare al volo in base a parametri liberi gli articoli di interesse e in cui vengono
ripubblicati alcuni articoli, intere rubriche e/o tutto il numero cartaceo. In questultimo caso la
lettura in linea principale riservata ad abbonati dotati di una password personale.
Nei seguenti paragrafi cercheremo di delineare i tratti principali dei periodici informatici
pi conosciuti nel mercato informatico italiano, catalogandoli a seconda del loro editore.

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2.3.2.1. Duke Italia
Duke Italia (con sede a Milano, dove opera dal 1988), licenziataria italiana del Gruppo
Editoriale Penton, una casa editrice specializzata nel settore Hi Tech dellinformatica
aziendale. Ha la missione di ridurre il gap informatico che separa lItalia dalle nazioni pi
avanzate puntando sulla crescita della professionalit e sulla formazione. La principale attivit
la pubblicazione di riviste, leader nei loro specifici settori, di una newsletter settimanale
gratuita, di libri tecnici e di corsi multimediali di formazione via Web (riservati agli abbonati)
per supportare gli specialisti che lavorano nei sistemi informativi aziendali. A complemento di
questa attivit, organizziano anche convegni professionali. La casa editrice ha infatti una
particolare attenzione per gli argomenti di maggior interesse per le aziende e per gli enti: le
riviste presentano studi e dossier che hanno lo scopo di approfondire le tematiche pi
complesse. [cfr. http://www.duke.it/: 13/09/2012]
System NEWS e WINDOWS & .NET MAGAZINE sono due mensili di Duke Italia.
System NEWS ledizione italiana di iSeries NEWS (rivista pubblicata da Penton e
leader mondiale del settore) e mira a fornire informazioni e software specifici agli specialisti
che operano sui server IBM i5/iSeries/AS-400 e laggiornamento tecnico degli esperti RPG e
JAVA. La rivista importante anche per chi vuole seguire levoluzione commerciale del
mercato italiano del server IBM i5/iSeries/AS-400, conoscere i nomi dei principali operatori
di questo settore e delle software house ed essere informato sulle principali manifestazioni e
sui prodotti specifici presenti in Italia nel settore. Mentre il mensile WINDOWS & .NET
MAGAZINE, sorta a gennaio 1997, ledizione italiana della omonima rivista di Penton ed
unanimamente riconosciuta ovunque come la pubblicazione leader assoluta nellarea dei
server Windows 2000/2003, sia per la competenza dei consigli dei suoi collaboratori tecnici
che per le collaborazioni in esclusiva dei maggiori esperti internazionali. La rivista ha la
specifica missione di offrire informazioni e aggiornamenti tecnici e software specifico agli
utenti che operano su desktop, su server WINDOWS 2000/2003 ed eventualmente su database
SQL Server. Si rivolge non solo a chi sviluppa applicazioni, ma anche a chi deve gestire reti e
siti Web, eventualmente interconnessi ad altri sistemi operativi di rete. Inoltre, gli abbonati
dotati di una password possono ogni mese scaricare dal portale della rivista altri contenuti in
esclusiva: articoli e white paper italiani di approfondimento, articoli originali della rivista SQL
SERVER Magazine e di tre newsletter tecniche pubblicate da Duke America (Exchange
Administrator, IIS Administrator e Win32 Scripting Journal). [cfr. ibidem]
Altri due periodici pubblicati da Duke Italia sono Linux Journal e Internet World.
Linux Journal, con le sue numerose edizioni in lingua estera, una rivista leader del settore
Open Source: essa esamina e seleziona i migliori prodotti specifici, offre articoli tecnici (sia
formativi che a livello specialistico) e segnala le applicazioni aziendali di successo che
possono risultare di interesse generale. Mentre il mensile Internet World una rivista
indirizzata al management tecnicamente avanzato, che seleziona e analizza i pi significativi
casi di successo nellutilizzo aziendale di Internet e delle nuove tecnologie del Mobile
Computing, e quindi indispensabile per le aziende che vogliono cogliere i benefici offerti
dalle nuove tecnologie per impiegarli nella propria attivit allo scopo di ridurre i costi,
incrementare la produttivit, offrire migliori servizi alla clientela e gestire in modo ottimizzato
fornitori e risorse umane. [cfr. http://www.prometheo.it/risorse/riviste/reti.html e
http://www.prometheo.it/risorse/riviste/linux.html: 15/07/2012]
Oltre a questi quattro periodici Duke Italia pubblica anche sommari, alcuni articoli, notizie
e rubriche di altri mensili di informatica, come Computer Dealer & Var, Linea Edp,
Nets e Reseller Business.

- 107 -
2.3.2.2. Edizioni Master S.p.A.
La casa editrice un gruppo editoriale multimediale attivo nel mercato dei periodici, dei
collezionabili e del Web. La sua missione consiste nello sviluppare prodotti editoriali pensati
per i lettori, in grado di informare, appassionare, facili da fruire, sempre originali e
innovativi. La passione, la propensione a questinnovazione e la cura della relazione con i
propri lettori sono i valori che caratterizzano lattivit del Gruppo, che, nel corso degli anni, si
afferma tra i grandi gruppi del panorama editoriale nazionale, raggiungendo nel 2002 la
leadership assoluta nellarea editoriale dedicata alla Digital Technology. Nel 2008 il Gruppo,
attraverso la controllata Master New Media, avvia un articolato piano di sviluppo riguardo la
produzione e la diffusione di servizi, prodotti e contenuti multimediali per il Web e le nuove
tecnologie di comunicazione, acquistando numerosi siti Web di successo, che detengono la
leadership nei propri settori di riferimento. Questa casa editrice possiede il portale
<http://www.edmaster.it/>. [cfr. http://www.edmaster.it/index.php?p=company: 06/10/2010]
Essa pubblica oltre venti riviste cartacee, che coprono diversi settori editoriali di grande
interesse: Informatica, Tecnologia, Home Entertainment, Sport, Arredamento, Turismo e
Lifestyle. Nel suo sito Web, i periodici dellinformatica sono suddivisi in tre categorie:
digitech end user, digitech professional e videogames.
a) La categoria digitech end user: include dodici riviste, fra cui ricordiamo Win
Magazine, Idea Web, App Magazine, Corso avanzato per Mac e iPhone, Le
mie Apps, Computer di pi Mese, Internet Anchio Mese, Guida alliPad e
Tecnoplus. Win Magazine, dal 1998 con il nome di Win 98 Magazine e al
rilascio dei futuri sistemi operativi con il nome di Win Magazine, un mensile
dedicato allinformation technology e viene attualmente pubblicato in cinque versioni:
Base (rivista e cd), Plus (rivista e dvd), Dvd (rivista e dvd dual-layer), Dvd Plus (rivista,
dvd dual-layer e gadget) e Gold (rivista, dvd dual-layer e film in dvd); il mensile Idea
Web (dal 2000) si propone come la guida allutilizzo intelligente del Web e si
rivolge a chi usa la Rete per divertimento; il mensile App Magazine (dal 2009)
dedicato agli utenti Mac che vogliono affrontare e approfondire tematiche di carattere
informatico rispetto ai propri dispositivi Apple; il periodico Corso avanzato per Mac
e iPhone un corso a fascicoli con guide passo passo, tutorial e percorsi ragionati che
spiegano come adoperare al massimo i dispositivi di casa Apple, illustrando nel
dettaglio come si usano le tante e diverse funzioni degli stessi; il bimestrale Le mie
Apps (dal 2009) la prima rivista dedicata alle applicazioni per iPhone, iPod Touch e
iPad [] e approfondimenti sui pi recenti e interessanti software e hardware per i
dispositivi mobile di Apple e sui loro innumerevoli campi di applicazione; il mensile
Computer di pi Mese (dal 2011) si propone, attraverso le sue guide passo passo, di
fornire percorsi ragionati e spiegare come si utilizzano i principali e pi importanti
strumenti usati per svolgere le pi svariate attivit con il PC: dallusare il sistema
operativo al massimo delle sue possibilit, allo scaricare file dal Web senza violare la
legge, dal trasformare il computer in un vero impianto di intrattenimento multimediale,
alla masterizzazione di copie di sicurezza dei propri CD e DVD; il mensile Internet
anchio Mese (dal 2011) si propone, attraverso percorsi ragionati, di spiegare come si
utilizzano i principali e pi importanti strumenti della Rete: dalle conoscenze di base del
computer alla prima connessione, dalla gestione della posta elettronica alla semplice
lettura di un giornale online o magari ai metodi per proteggere il Pc dai virus; il
mensile Guida alliPad un ampio speciale per conoscere tutti i segreti della
fantastica tavoletta di casa Apple; infine, il mensile Tecnoplus (dal 2010) offre la
possibilit di estendere la configurazione hardware con accessori utili e indispensabili.
[per ulteriori informazioni visiti la pagine Web dedicata dalla casa editrice ai propri
magazine allindirizzo <http://www.edmaster.it/index.php?p=prodotti&sez=magazine>,
visitato da noi il 10/11/2012];

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b) La categoria digitech professional: include sei magazine, quali Quale Computer,
Computer Bild Italia, Internet Magazine, IoProgrammo (cartaceo e in DVD),
Linux Magazine e Office Magazine. Il mensile Quale Computer (dal 1998) si
rivolge a chi desidera essere sempre aggiornato su tutte le novit del frenetico mondo
del PC: i test, le prove, le schede tecniche su PC, notebook, periferiche, componenti e
hardware in generale, nonch i confronti tra i migliori software sul mercato; il mensile
Computer Bild Italia (dal 1997) la versione italiana della rivista di tecnologia pi
venduta in Europa e la testata pi completa e aggiornata in materia di Tecnologia ed
Elettronica di consumo; il mensile Internet Magazine (dal 1997) offre contenuti
editoriali pi completi del mercato su connettivit e provider, hardware e nuove
tecnologie, web-hosting, sicurezza, networking, wireless, e-business, Voice over Ip; il
mensile IoProgrammo (dal 1997) la rivista di riferimento per sviluppatori e tecnici
informatici, come amministratori di rete, responsabili EDP, grafici professionisti; il
mensile Linux Magazine (dal 2000) si rivolge a quanti utilizzano il sistema
operativo open source pi diffuso e a coloro che ne vogliono scoprire potenzialit e
vantaggi; infine, Office Magazine (dal 2000) unottima guida per chi desidera
avere il proprio lavoro organizzato sul PC, aumentando decisamente la propria
produttivit. [Per tutto ci e per ulteriori informazioni su questi magazine visiti la
pagine Web dedicata dalla casa editrice ai propri magazine allindirizzo
<http://www.edmaster.it/index.php?p=prodotti&sez=magazine>, visitato da noi il
10/11/2012];
c) La categoria Videogames: include tre magazine in DVD quali Computer Games
Gold, Family DVD Games e Play Generation Games, che tutti e tre presentano i
migliori giochi del momento per PlayStation 2 e 3 [per ulteriori informazioni visiti la
pagine Web dedicata dalla casa editrice ai propri magazine allindirizzo
<http://www.edmaster.it/index.php?p=prodotti&sez=magazine>, visitato da noi il
10/11/2012].
Oltre a questi magazine va menzionato anche Computer Idea, che, pubblicato prima da
Acacia Edizioni srl e poi da Edizioni Master S.p.A., un quindicinale sorto nel 2000 e
dedicato ad una precisa parte di pubblico, a coloro che sono curiosi di capire i meccanismi di
Internet e dei personal computer e soprattutto a coloro che per la prima volta vengono a
contatto con il mondo dellinformatica. Un punto a favore la voluta mancanza di
terminologia tecnica, che in un primo tempo pu essere utile a velocizzare lapprendimento
dei rudimenti, ma poi diviene indispensabile man mano che si ampliano le conoscenze
tecnico-informatiche. Di rilevante importanza la rubrica passo a passo, venti pagine di
guide, trucchi, accorgimenti e consigli su come sfruttare al meglio il proprio sistema operativo
e il proprio PC. Dal 2008 la rivista possiede il sito Web <http://www.computer-
idea.it/index.php>.

2.3.2.3. Infomedia Editori Coop


Infomedia limpresa editoriale specializzata nel campo della programmazione e della
sistemistica, raccogliendo, nel corso dellultimo ventennio, la voce dei programmatori, dei
sistemisti, dei professionisti, degli studenti, dei ricercatori e dei professori dellinformatica in
Italia. Essa pubblica riviste di informatica (ad esempio Computer Programming, Dev,
Login, Visual Basic Journal e Java Journal) e molte migliaia di articoli tecnici e
presentazioni di prodotti, tecnologie, protocolli, strumenti di lavoro, tecniche di sviluppo e
semplici trucchi e stratagemmi. Infomedia, inoltre, media-partner di manifestazioni ed
eventi in ambito informatico e collabora con molti dei pi importanti editori informatici
italiani come partner editoriale e fornitore di servizi di localizzazione in italiano di testi in
lingua inglese. Dal 1997 tutte le riviste dellInfomedia sono consultabili in formato PDF (e-
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Mag). [ulteriori informazioni sono disponibili al portale del gruppo editoriale allindirizzo
<http://www.infomedia.it/i/>, visitato da noi il 05/09/2012]
Il mensile Computer Programming (per brevit CP), sorto a Avellino nel 1991, un
periodico fortemente impegnato a fornire informazioni di qualit in materia di sviluppo e di
programmazione. Dalla nascita esso una fonte di riferimento per gli sviluppatori italiani
grazie alla sua indipendenza, alla qualit degli articoli, allacutezza di analisi, agli autori di
prestigio e allattenzione alle esigenze dei lettori. Linux, Open Source, Windows, Visual
Basic, C + +, la base di dati, Java, Internet, Software Design e Algoritmi sono solo alcuni
degli argomenti trattati nelle pagine della rivista, insieme a recensioni, notizie eventi,
anteprime, tecniche di analisi e prodotti. [ulteriori informazioni sono disponibili allindirizzo
<http://www.infomedia.it/i/cp/17/cp/17/03>, visitato da noi il 05/09/2012]
La rivista DEV permette di iniziare la programmazione dallABC grazie ai corsi di
programmazione. Essa, inoltre, un mix di tecniche, trucchi, consigli e soluzioni anche per gli
esperti, che desiderano rimanere aggiornati. Linux, Windows, Visual Basic, Delphi, C/C++,
Java, programmazione Web, ASP/PHP, banca dati e computer grafica sono solo alcuni degli
argomenti trattati che rendono DEV la pi appetitosa rivista italiana per gli sviluppatori.
Viene pubblicata in volumi e ogni volume viene stampato in 4 numeri separati. Ad esempio, il
volume 16 stampato in quattro numeri separati: ORM (n.1 ), Videogames XNA (n.2), Capire
i Web Services (n.3) e Castori, Agoritmi e Calcolabilita (n.4). [ulteriori informazioni sono
disponibili allindirizzo <http://www.infomedia.it/i/dev>, visitato da noi il 05/09/2012]
Inoltre, Visual Basic Journal (per brevit VBJ) per di pi un bimestrale, che tratta
dal 1995 tutti gli aspetti inerenti la programmazione nel linguaggio di programmazione Visual
Basic, dalla costruzione di interfacce utente evolute alla programmazione object oriented,
dalla creazione di componenti COM e controlli ActiveX alla realizzazione di architetture
client-server multi-livello e dai criteri di ottimizzazione alla realizzazione di soluzioni
complesse di Office Automation. [cfr.
http://www.prometheo.it/risorse/riviste/programmazione.html: 15/07/2012]
Infine, Login un bimestrale dedicato alle figure professionali che ruotano attorno ad
Internet Service Provider. Grazie ad un taglio fortemente tecnico rappresenta una vera e
propria guida per il System Administrator, il Web-Publisher, il Network Manager ed il
programmatore di applicazioni per la rete. Nella rubrica Publishing si rivolge alla
realizzazione di pagine Web dinamiche, interattive e multimediali. Login esaudisce i
desideri dei programmatori con articoli ricchi di listati dedicati a linguaggi come Java, Perl,
Tcl/Tk, C/C++. [cfr. ibidem]

2.3.2.4. Gruppo Editoriale Jackson e VNU Business Publications Italia Srl


Gruppo Editoriale Jackson una casa editrice fondata nel 1978 da Paolo Reina e
Giampietro Zanga, gi dipendenti della casa editrice JCE (veda). Essa specializzata in
pubblicazioni di libri e riviste sullelettronica e informatica. Il nome della casa editrice, che
ritrae il settimo presidente americano Andrew Jackson, deriva da una banconota da venti
dollari nel portafoglio di uno dei fondatori. La societ editrice vede la massima espansione
negli anni Ottanta con la pubblicazione dellEnciclopedia di Elettronica e Informatica - EI,
pubblicazione di divulgazione tecnologica a fascicoli in edicola, e con i primi corsi di
autoistruzione sui microprocessori Bugbook e della storica rivista dinformatica Bit.
Successivamente vedono la luce anche le riviste di informatica PC Magazine, Informatica
Oggi, Automazione Oggi ed altre. Negli Anni Novanta le attivit editoriali del Gruppo
sono acquisite da VNU Business Publications Italia Srl (Milano), che qualche anno dopo
cessa la loro produzione. [cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Editoriale_Jackson:
15/07/2012]
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Il mensile PC Magazine (inizialmente pubblicata con il nome PC e solo nel 1986
aggiunto Magazine al titolo) una rivista di informatica pubblicata a partire dal gennaio 1982
negli Stati Uniti. In Italia, lomonima rivista mensile viene pubblicata a partire dalla met
degli anni Ottanta dal Gruppo Editoriale Jackson, editore in seguito acquisito nel 1997 da
VNU Business Pubblications Italia srl (Milano). Nel 2008 la rivista venduta ad Acacia
Edizioni e la rivista dedicata al personal computing, allhardware, a Internet e a tutto ci
che offre la Rete e sempre maggiore attenzione viene dedicata agli argomenti che interessano
i principianti. La rivista accompagnata da un CD-ROM contenente applicazioni
professionali del momento e shareware. [cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Magazine e
http://www.prometheo.it/risorse/riviste/mensili.html: 15/07/2012]
La rivista Informatica Oggi un altro mensile specializzato nellelaborazione dati,
nelloffice automation e nella telematica. Essa sorta nel 1981 ed interrotta la sua
pubblicazione alla fine degli anni ottanta.

2.3.2.5. JCE (Jacopo Castelfranchi Editore)


JCE, attivo nel mercato dagli anni Settanta, un gruppo editoriale italiano fondato da
Jacopo Castelfranchi e specializzato nelle riviste di informatica, comunicazione ed elettronica
[cfr. L. Bragagnolo: 2002, sotto la voce: Jacopo Castelfranchi Editore]. Infatti, pubblica
sommari, alcuni articoli, notizie e rubriche di tre periodici di informatica quali Network
News, Smau News e Top Trade Informatica; le riviste consumer di informatica quali
Applicando e PCUpgrade; il notiziario quotidiano Top Trade Daily Edition (su
abbonamento); Graph Creative e Fotocomputer.
Lobiettivo principale del mensile PCUpgrade quello di presentare informazioni che
aiutano i lettori a compiere lupgrade e la manutenzione necessari dei loro computer per
mantenere aggiornati hardware e software del PC. Esso, infatti, rivolto a chi vuole conoscere
e utilizzare al meglio il computer e tutti i satelliti tecnologici che gli orbitano intorno: audio e
video digitale, reti locali e Internet, telefoni cellulari, giochi e mondo virtuale e tanto altro.
Ogni mese la rivista viene accompagnata da un CD-ROM ricco di programmi e demo. Mentre
Graph Creative una rivista di informatica specializzata nel mondo della grafica e destinata
a un pubblico esperto operante nelle imprese e nelle aziende artigianali. Essa si occupa della
comunicazione visiva in tutti i suoi aspetti grafici, tecnici, artistici ed economici. Stampa
digitale, incisione, segnaletica e new media, ma anche insegne, marcatura, serigrafia e
decorazione, sono i settori di principale interesse di Graph Creative. Ma la rivista
Fotocomputer invece lo strumento di riferimento ideale sulleffervescente mondo della
fotografia e del video digitale. La rivista rivolta, oltre che ai tradizionali fotoamatori, ai
negozi di fotografia e dinformatica, che trattano prodotti digitali per la gestione
dellimmagine e del video, e al mercato business, che ha la necessit di usufruire di immagini
o filmati digitali in sostituzione di quelli tradizionali. [cfr.
http://www.prometheo.it/risorse/riviste/mensili.html e
http://www.prometheo.it/risorse/riviste/grafica.html: 15/09/2012]
Nel 2006 il Gruppo Editoriale Il Sole 24 ORE acquista le quattro storiche societ del
panorama editoriale b2b italiano e, di conseguenza, i loro periodici: Agepe, Quasar, JCE e
Faenza Editrice. Fotocomputer, invece, venduto nel 2005 al Gruppo Editoriale
OLIMPIA (Firenze) e il quindicinale Network News al VNU Business Pubblications
Italia srl (Milano) che continua a pubblicare sotto il nome Network News Italia. [cfr.
http://www.automazioneindustriale.com/articoli/0,1254,60_ART_1695,00.html,
http://www.uspi.it/Trova_periodici/Informatica.html e http://www.fotocomputer.it/index.php:
13/09/2012]

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2.3.2.6. Nuov@Periodici Italia
Con una sede a Milano Nuov@Periodici Italia il maggiore editore mondiale di
pubblicazioni informatiche e fornitore globale di servizi ICT con oltre trecento periodici di
informatica. Esso pubblica riviste, crea siti e organizza seminari di International Data Group
Inc-IDG, che mette a disposizione degli utenti Web il pi esteso network di portali verticali
dedicati al mondo della tecnologia attraverso il proprio portale <www.idg.net>, che
comprende oltre trecentotrenta siti selezionati in ottanta paesi. Il suo portafoglio dei prodotti
comprende le seguenti testate IDG: Computer World Italia, Network World Italia, PC
World Italia, Macworld Italia, CIO Italia, CSO. [cfr.
http://www.iabforum.it/Espositori/Scheda_ Espositori.aspx?IDContratto=65: 13/09/ 2012]
Per Computer World Italia (settimanale dal 1982 al 2009 ma mensile dal gennaio 2010),
una rivista specialistica dedicata ai manager e professionisti nel campo delle strategie ICT
aziendali e di gestione dei sistemi informativi, che operino nelle aziende italiane. Il periodico
offre oltretutto approfondimenti sulle tematiche tecnologiche di mercato e direzionali e,
attraverso Internet, una newsletter sempre aggiornata, che offre un servizio mirato ad
informare il lettore attraverso una specifica scelta di articoli inerenti alle strategie ITC.
Inoltre, il mensile Pc World Italia, sorto nel 1990, una rivista per gli esperti di
informatica, che utilizzano principalmente il computer per attivit lavorative o di studio. Al
suo interno si trovano alcune rubriche specializzate come la guida allacquisto e in prova,
nelle quali vengono fornite tutti i consigli e le informazioni sulle nuove uscite; la sezione
Come Fare, nella quale si possono trovare trucchi e consigli per sfruttare al meglio il
proprio sistema operativo; recensioni dettagliate sui pregi sugli ultimi sowftare o hardware in
circolazione e le news riguardanti le ultime novit su quello che accade nel settore
dellInformation Technology. Il mensile possiede attualmente il sito Web
<http//:www.pcworld.it/>.
Infine, il mensile MacWorld Italia, sorto nel 1991, ledizione italiana della rivista
MacWorld, mensile fondato nel 1984 (anno di nascita del pi famoso computer Apple) e
distribuito in lingue diverse, con notizie, recensioni, opinioni autorevoli, approfondimenti e
consigli su come sfruttare al meglio il sistema, le applicazioni e gli accessori di Mac, iPhone e
iPad. Esso, infatti, un periodico di riferimento per gli utenti Macintosh, che sono per la
maggior parte professionisti (grafici, designer, architetti, fotografi e operatori della prestampa,
del multimedia e del video digitale) che utilizzano il Mac nella loro attivit.

2.3.2.7. Inforav
Inforav listituto per lo sviluppo e la gestione avanzata dellinformatica (Roma),
impegnato, dal 1973, nello sviluppo della cultura dellICT e dellinnovazione in Italia con la
collaborazione dei propri Soci e anche di esperti di conclamata competenza. Iscritto al
Registro Nazionale della Stampa in qualit di editore dal 1974, pubblica la rivista trimestrale
Informatica & Documentazione, che rappresenta i risultati di ricerche e studi, oltre che
articoli di esperti. Ci costituisce altres un utile strumento di diffusione delle iniziative dei
soci nel settore delle nuove tecnologie dellinformazione. La rivista, con apporti scientifici di
alto valore, viene distribuita gratuitamente ai soci ed in larga misura ai dirigenti della Pubblica
Amministrazione, centrale e locale, nonch alle biblioteche ed alle universit, riuscendo ad
avere il riconoscimento per la pubblicazione da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche e
del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali. [cfr. http://www.inforav.it/cms/note-sulla-
rivista: 15/09/2012]

- 112 -
2.3.2.8. Il Mio Castello, FutureMedia Italy S.p.A. e Sprea Media Italy S.p.A.
Il Mio Castello una casa editrice fondata da Gaetano Manti per pubblicazioni sulla
grafica, che solo nel 1994 decide lingresso nel mondo dellinformatica con il mensile
Internet Magazine.net. La casa editrice, in seguito al successo della sua prima iniziativa,
pubblica molte altre riviste di tecnologia e informatica, tra cui ricordiamo Il Mio Computer
e PlayStation Magazine. Nel 1999, le sue testate informatiche sono vendute alleditore
inglese Future Network PLC, di cui fa parte allo stesso anno il filiale italiano FutureMedia
Italy. [cfr. L. Bragagnolo: 2002, sotto la voce: Il Mio Castello]
FutureMedia Italy S.p.A. (Milano) , oltre alle riviste acquistate dalleditore Il Mio
Castello, pubblica diciannove periodici per computer, videogiochi, TLC e informatica e
possiede il portale per i giochi elettronici Games Radar. Tra questi periodici possiamo
ricordare Windows XP, Computer Arts, Computer Magazine, Giochi per il Mio
Computer, Future Tech, LinuxPro, Nintendo la rivista Ufficiale, Il Mio
Portatile&wireless e The Games Machine.
FutureMedia Italy S.p.A viene venduto nel dicembre 2006 a Sprea Media Italy S.p.A.
(Milano). Questultimo un importante gruppo editoriale italiano, che vanta un ampio
portafolio di testate indirizzate a diversi segmenti di mercato, fra cui v linformatica. Ha due
sedi, legale e operativa, a Cernusco sul Naviglio (MI) e un organico di circa cento dipendenti
e cento collaboratori. Leditore presente anche in Francia, Spagna e Canada. A seguito
dellacquisizione di Future Media Italy S.p.A., Sprea Editori si trova a gestire un ambiente
di stampa multibrand estramente difficile da amministrare, nonch sovradimensionato rispetto
alle esigenze di gestione documentale dei vari uffici. Continua a pubblicare fino a oggi tante
riviste delleditore precedente. [ulteriori informazioni sono disponibili al portale delleditore
<http://www.sprea.it/>, visitato da noi il 15/09/2012]
Il mensile Internet Magazine.net ledizione italiana dellomonima rivista americana,
che ha il pi alto numero di edizioni al mondo. La sua appartenenza a un prestigioso network
internazionale la rende strumento di straordinaria autorevolezza. Propone, sotto forma di
speciali sempre diversi, informazioni utili per il primo collegamento a Internet, la
configurazione della connessione e del browser, i motori di ricerca, la posta elettronica, i
newsgroup, i protocolli Ftp e, ovviamente, numerosi siti Web interessanti o semplicemente
curiosi. V inoltre un inserto Universit dedicato al mondo accademico. Dopo essere
venduta a Future Media, la testata cessa di vivere nel corso del 2002. [cfr. L. Bragagnolo:
2002, sotto la voce Internet Magazine.net]
Il Mio Computer, per di pi, mensile di informatica personale uscito nel 1995
dalleditore Il Mio Castello, che realizza un gran successo in poco tempo per lestrema
semplicit del linguaggio e per lapproccio a una vasta fascia di pubblico, informaticamente
illetterata ma fortemente attirata dal personal computing, che veniva ignorata dalle grandi
testate storiche abituate a parlare un gergo. [cfr. L. Bragagnolo: 2002, sotto la voce Il Mio
Computer e http://www.sprea.it/scheda.php?id_riv=41: 15/09/2012]
Computer Arts, invece, un mensile di grafica per PC e Macintosh, che, mediante
rubriche e speciali articoli, presentano le novit pi interessanti del mondo della grafica
digitale. Non mancano i trucchi e le guide passo per passo ai programmi pi importanti.
Nelle pagine dedicate alle recensioni si analizzano tutte le novit pi interessanti nel campo
dei programmi e delle tecnologie per la creativit con il computer. [cfr.
http://www.prometheo.it/risorse/riviste/grafica.html: 15/09/2012]
Computer Magazine un altro periodico di informatica uscito nel 1995 dalleditore Il
Mio Castello. Con le sue tredici uscite allanno, rappresenta dalla nascita il punto di
riferimento per chi vuole sapere tutto quello che serve sul mondo dei computer, di Internet e
della tecnologia. La rivista tratta in modo chiaro, diretto e sintetico, gli argomenti pi nuovi e
- 113 -
interessanti, fornendo trucchi, astuzie e consigli come un amico veramente esperto. [cfr.
http://www.sprea.it/scheda.php?id_riv=29: il 15/09/2012]
Linux Pro, a differenza di quelli precedenti, un mensile dedicato al famoso sistema
operativo Open Source, presentando al lettore tutti gli strumenti per utilizzare al meglio
GNU/Linux in ambito lavorativo, prove hardware/software, oltre trenta pagine di tutorial di
programmazione, di networking, di sicurezza e altro ancora e novantasei pagine ricche di
consigli e suggerimenti su come vivere al meglio lesperienza del Free Software. La rivista,
infine, ha in allegato un DVD da 8 GB con le distribuzioni e il software per Linux pi recente.
[cfr. http://www.sprea.it/scheda.php?id_riv=42: 15/09/2012]
Nintendo, invece, un mensile che presenta le recensioni dei giochi pi attesi e le prove
in anteprima esclusiva dei futuri capolavori. La sezione sulla storia Nintendo aiuta a
conoscere meglio la nascita del mondo dei videogiochi. [cfr.
http://www.sprea.it/scheda.php?id_riv=43: 15/09/2012]
The Games Machine (conosciuta anche con lacronimo TGM) una rivista mensile
fondata nel 1995 dalleditore Il Mio Castello. La rivista, dedicata ai videogiochi per PC,
inizialmente ledizione italiana dellomonima rivista britannica, che viene per chiusa nel
1990 dopo trentaquattro numeri. In Italia la pubblicazione continua tuttora, creando anche il
sito Web <www.tgmonline.it>. [cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/The_Games_Machine:
15/09/2012]
Salvo Internet Magazine.net, tutte queste riviste sono gestiti nel 1999 da Future Media
Italy S.p.A e nel 2006 da Sprea Media Italy S.p.A., che a partire dallagosto 2004 pubblica
Computer Week, la prima rivista italiana settimanale di informatica sotto la guida di
Giancarlo Calzetta, editor che guida la rivista fino alla sua chiusura nel dicembre 2009. La
rivista rivolta non solo ad esperti del settore, ma anche ad un target di consumatori che
usano i mezzi informatici nella media.

2.3.2.9. SUNNYCOM Publishing


una casa editrice specializzata nella filiera di produzione della comunicazione stampata.
Le sue pubblicazioni affrontano tematiche tecnologiche e creative, coinvolgendo tutti i
protagonisti del mercato: dai responsabili di comunicazione e marketing ai creativi, dalle
aziende di stampa digitale a chi si occupa di stampa serigrafica, commerciale, editoriale e
cartotecnica. Essa pubblica riviste sulluso dellinformatica nel mondo della stampa e della
comunicazione: per esempio, Italia Publishers e ToTextile. [ulteriori informazioni sono
disponibili nel portale della casa editrice <http://www.sunnycom.it/>, visitato da noi il
15/09/2012]
Italia Publishers, sorta nel 1992, una rivista business to business, che orienta il mercato
nellevoluzione digitale della stampa, della prestampa e del packaging, ponendosi lobiettivo
di aumentare la conoscenza tra i protagonisti delluniverso della comunicazione stampata.
[ulteriori informazioni sono disponibili nel sito Web della rivista
<http://www.italiapublishers.com/index.do>, visitato da noi il 15/09/2012]
Inoltre, ToTextile la nuova rivista di riferimento delle applicazioni digitali tessili nel
mondo della comunicazione, della moda e dellarredo. [ulteriori informazioni sono disponibili
nel sito Web della rivista <www.totextile.it>, visitato da noi il 15/09/2012]

- 114 -
2.3.2.10. Technimedia
Technimedia, fondata nel 1981, una casa editrice specializzata in pubblicazioni tecniche.
Essa pubblica i mensili MCmicrocomputer, Audio Review, Orologi/Le Misure del
Tempo, MC-Software, Audio Car Stereo, Home Theater e gli annuari Audioguida
Hi-FI, Audioguida Car e Annuario Orologi.
MCmicrocomputer (per brevit MC) una delle riviste storiche di informatica in
Italia, edita da Technimedia (Roma) dal 1981 al 1999 e da Pluricom (Roma) dal 1999 al
2001. diretta prima da Paolo Nuti e poi da Marco Marinacci. Il primo numero di MC
pubblicato nel settembre 1981; lultimo numero il n 218 nel giugno 2001, anno in cui
Pluricom cessa lattivit chiudendo le pubblicazioni. La rivista presenta ai lettori tutte le
informazioni relative allIT, recensioni approfondite di hardware e software, programmi scritti
dai lettori o dai redattori e algoritmi e programmi per un approccio ludico alla matematica,
alla crittografia, alla linguistica ed alla logica. [cfr.
http://it.wikipedia.org/wiki/MCmicrocomputer: 16/09/2012]
MC-digest e Byte Italia sono, in realt, le due figlie di MCmicrocomputer, che
anchesse cessano di essere pubblicate nel 1999. Il bimensile MC-digest, sorto nel 1995,
propone ai suoi lettori raccolte monotematiche di articoli gia pubblicati su MC, integrate, di
volta in volta, da un valore aggiunto. Il primo numero di MC-digest dedicato interamente
alla fotografia digitale e ripropone articoli di attualit, prove prodotti e articoli tecnici relativi
a questargomento. Mentre il mensile Byte Italia, sorto nel gennaio 1998 e diretto da
Corrado Giustozzi, ledizione italiana di Byte (Edizioni McGraw-Hill). il primo ed
unico esempio di rivista culturale dinformatica nel panorama italiano. I numeri di novembre
1998 e febbraio, marzo e aprile del 1999 non sono pubblicati. [cfr. A. De Prisco: 1995 e C.
Giustozzi: 15/09/2012]

2.3.2.11. IL Sole 24 ORE Business Media


Nel luglio del 2006 Il Sole 24 ORE acquista dal fondo Wise Sgr il gruppo Editoriale Gpp,
marchio che raccoglie intorno a se quattro storiche societ del panorama editoriale b2b
italiano: Agepe, Quasar, JCE e Faenza Editrice; nello stesso anno viene acquistata larea
Motta Architettura, appartenente al Gruppo Editoriale Motta, per dare vita al pi importante
operatore nazionale nel settore delleditoria professionale per le aziende con una offerta di
contenuti altamente specializzati e una copertura di tutti i maggiori target del mondo business.
In seguito a queste operazioni, nel luglio del 2007 nasce Il Sole 24 ORE Business Media, il
nuovo polo dedicato alla Business Information. La sua missione quella di mettere in
contatto gli attori di singole filiere produttive, distributive e di servizi, che condividono i
medesimi bisogni informativi (lettori) o di comunicazione (inserzionisti/sponsor) attraverso la
creazione e la proposta al mercato di sistemi di prodotto multimediali e integrati, standard o
personalizzabili, e Web oriented. [cfr.
http://www.automazioneindustriale.com/articoli/0,1254,60_ART_ 1695,00.html: 16/09/2012]
Oltre alle riviste sopracitate che venivano pubblicate dal gruppo editoriale JCE, Il sole 24
ORE acquista anche il mensile dinformatica PC Open Studio (sorto negli anni Novanta
del secolo scorso, ma inizialmente chiamato PC Open) delleditore Agepe, la cui
pubblicazione passa prima sotto il controllo del gruppo 01Net e poi il gruppo Il Sole 24 Ore.
Ogni mese venivano mostrate le anteprime, le novit e le prove dei prodotti in uscita sul
mercato. Erano sempre presenti recensioni dei nuovi prodotti Hardware/Software, schede
tecniche, schede pratiche per illustrare il funzionamento di alcune applicazioni, ecc. La rivista
chiude le pubblicazioni a fine gennaio 2010, con il numero 157. [cfr.
http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Open: 16/09/2012]

- 115 -
2.3.2.12. Piccoli editori nel settore dei periodici informatici
ZeroUno un mensile pubblicato dalleditore NewsPaper Milano (Milano). Dalla sua
nascita nel 1981 si considera punto di riferimento in Italia per lanalisi, lapprofondimento e
laggiornamento dello sviluppo delle tecnologie ICT applicate allorganizzazione e al
business dimpresa. Con la propria linea editoriale la rivista si situa idealmente allinterno di
un triangolo composto di tecnologia, consulenza aziendale ed economia, ponendo, inoltre, la
necessaria attenzione ad aspetti di contesto quali levoluzione quantitativa e qualitativa dei
mercati del settore ICT in Italia, le tendenze macro-economiche, gli scenari di evoluzione
tecnologica, lo sviluppo dei distretti industriali e lillustrazione delle esperienze utenti
attraverso la pubblicazione di casi che descrivono progetti di integrazione ICT-business. Il
sito Web della rivista (www.zerounoweb.it) un punto di riferimento e di supporto, intorno al
quale si sviluppa una comunit di lettori/navigatori fortemente interessata ai contenuti
dellICT applicata alle strategie di business e in cui si trovano servizi di scenario e
approfondimento, videointerviste e reportage, white paper e studi di mercato scaricabili,
focalizzazioni su specifiche aree tematiche, osservatori sui principali fenomeni ICT nelle
imprese italiane, Web Survey e Webcast. [cfr.
http://www.zerounoweb.it/service/chisiamo.html: 15/09/2012]
Infine, Wired Italia dal 19 febbraio 2009 ledizione italiana dellomonimo mensile
americano fondato nel 1993 e pubblicato da Cond Nast Publications. Con luscita del primo
numero nel mese di marzo 2009 Wired Italia rimane identico a quello americano per lo
stampo innovativo, ma differente perch non pi del 20% dei contenuti vengono tradotti da
Wired USA. [cfr. L. Bragagnolo: 2002, http://www.wired.it/ e
http://it.wikipedia.org/wiki/Wired#Wired_in_Italia: 16/09/2012]

2.3.3. I dizionari dinformatica


Non cessa di stupire la rigogliosa fioritura lessicografica degli ultimi anni, che interessa sia
i dizionari della lingua (generali, dei neologismi, dei sinonimi, ecc.) sia quelli dei linguaggi
settoriali; tra questi ultimi spiccano i dizionari e vocabolari dinformatica, di cui risulta arduo
compilare una bibliografia al pi possibile completa. Il fatto appare spiegabile non solo con la
novit del linguaggio specifico, che rende interessante e utile lallestimento di unopera
lessicografica del settore, ma anche con la sua esuberante variabilit nella fase attuale e,
infine, con la sua contemporanea prepotente irruzione quasi in tutti gli ambiti della vita dogni
giorno.
Infatti, W. Belardi osserva che il lavoro lessicografico nel campo dellinformatica non
facile da dominare, soprattutto da singola persona, per lestrema complessit delle diverse
componenti teorico-tecniche, ciascuna delle quali pretende da sola una specializzazione; per il
ritmo rapidissimo con il quale ciascuna componente si evolve e si sviluppa quasi per proprio
conto in vista di mete sue specifiche, e per la moltiplicazione dispendiosa delle voci del
settore a causa di un inutile variare della terminologia per indicare il medesimo referente, un
variare determinato dal fatto che ogni casa progettatrice e produttrice di apparecchiature e/o di
software tiene a chiamare a modo proprio un certo dispositivo o un certo procedimento che
unaltra casa a sua volta chiama secondo la propria fantasia. Egli osserva inoltre che non
certo un dizionario potrebbe soddisfare una curiosit conoscitiva che cerca notizie
approfondite, ma potrebbe soddisfare interessi conoscitivi preliminari, se fosse in grado di
offrire una prima ampia rappresentazione linguistica di questo settore. Un dizionario si pu
giustificare allora anche se scritto da una sola persona che in prevalenza si occupi di
problemi linguistici se stato sviluppato soprattutto sul versante della lessicografia, avendo,
perci, lautore che cerca di curare lillustrazione tanto della forma dei termini quanto della
loro semantica. [cfr. W. Belardi: 2000, pp.5-7]

- 116 -
In realt, vi sono dizionari maggiori, cio potenzialmente comprendenti tutto il linguaggio
informatico, e dizionari minori, che ne selezionano una fascia in base a criteri che di solito
vengono esplicitati dagli autori. Insomma si tratta di opere che nel complesso, almeno nelle
intenzioni degli autori, sembrano correttamente attrezzate dal punto di vista lessicografico
(pur non essendo compilate da lessicografi, ma da esperti di informatica); ne garanzia il
fatto che la maggior parte di esse prodotta o da case editrici specializzate in opere
lessicografiche (Zanichelli, Mondadori, Rizzoli) o da editori di grande tradizione scientifica
settoriale (Franco Angeli, Hoepli, Gruppo Editoriale Jackson, ecc.) con altre esperienze
lessicografiche alle spalle.
Prima di iniziare a passare in rassegna i dizionari informatici pubblicati dagli anni
Cinquanta fino ai nostri giorni sarebbe necessario riportare questa precisazione preliminare:
[] come non si pu pretendere da un linguista che sia un esperto di informatica, cos non si pu
pretendere da un informatico che sia un lessicologo; ma da un informatico che scrive un dizionario
della sua materia ci si pu aspettare almeno che conosca e applichi le regole del mestiere del
vocabolarista, che sono regole pratiche facilmente ricavabili dalla semplice lettura attenta dun
qualunque dizionario della lingua e delle sue avvertenze di consultazione. Si pu dire insomma che
esiste un mestiere lessicografico diverso dalla lessicografia scientifica e correlativamente un
lessicografo pratico, diverso dal lessicografo teorico; questo lessicografo pratico quello che ci
aspettiamo di trovare incarnato negli autori dei dizionari settoriali. Con queste limitazioni pensiamo
che il nostro giudizio, pur restando tecnicamente motivato e garantito possa porsi al giusto livello per
valutare se questi dizionari settoriali siano fatti in modo da rispondere allo scopo essenziale di offrire
al lettore, in maniera chiara, ordinata e sintetica, una serie dinformazioni sugli usi e i significati delle
parole. [Claudio Costa: 1994, p.95]

A causa del ventaglio assai ampio delle opere lessicografiche edite sul settore informatico,
elaboreremo uno schema riassuntivo in ordine diacronico delle opere cartacee pubblicate
nellarco degli anni 1982-2012 e riportate da C. Costa nel suo intervento Nuovi dizionari
dinformatica, pubblicato in Studi linguistici italiani [Roma: Vol. XX, 1993], e nei siti
Web <http://www.libreriauniversitaria.it> e <http://books.google.it/bkshp?hl=it&tab=wp>
che riportano quasi sempre la descrizione fatta dagli autori sulla copertina posteriore del
dizionario. A volte, nelle note a pi di pagine, ci soffermeremo inoltre su alcune opere,
riportando le recensioni fatte sia da questi fonti appena citate sia da noi.
autore/i Titolo casa editrice Anno pp.
(47)
Otto Vollnhals Dizionario di informatica: Inglese-Italiano-Tedesco Jackson Libri 1982 920
Vittorio Comina Dizionario di informatica: Tedesco-italiano Franco Angeli 1982 144
Enrico Odetti e E. 48)
ABC Personal Computer-Dizionario di informatica( Jackson Libri 1983 --
Colombini (a c. d.)
Costantino Ciampi THES/BID: Thesaurus dinformatica e diritto con XXXVI
49 Giuffr 1984
et al. rinvio alla terminologia inglese ( ) 712

47
Nello stesso anno ristampato (pp.920) a cura di E. Bennati, mentre nel 1991 ne escono due ristampe
(pp.1292): Dizionario di informatica: Inglese-Italiano-Tedesco-Francese. Italiano-Inglese. Tedesco-Inglese.
Francese-Inglese e Il nuovo dizionario di informatica (pp.1292) a cura di D. Rampoldi. [cfr.
http://www.libreriauniversitaria.it/nuovo-dizionario-informatica-vollnhals-otto/libro/9788825600360:
26/09/2012]
Oltre a ci, C. Costa [1994, p.97] d notizia di un nuovo dizionario multilingue, dovuto allo stesso autore,
riguardante un settore specifico della scienza dei calcolatori, lintelligenza artificiale. Il dizionario pubblicato
allestero ma comprende anche una sezione italiana con il titolo A Multilingual Dictionary of artificial
intelligence. English, German, French, Spanish, Italian [Routledge, Londra e Nuova York, 1992, pp.423]. La
parte specificamente dedicata allitaliano alle pp. 389-423 e comprende circa 3000 entrate.
48
Di questo dizionario escono due ristampe: Dizionarietto informatichese (sd., pp. 144) e Dizionario di
informatica (1986, pp. 140). Tutte e due le ristampe sono di E. Odetti. [cfr. C. Costa: 1994, p.96]
49
Questa ledizione italiana dellomonimo vocabolario in inglese degli stessi autori THES/BID [Le Monnier,
Firenze: 1982]. Si tratta propriamente non dun dizionario ma di una raccolta di voci afferenti ai campi
interdisciplinari dellinformatica giuridica e del diritto dellinformatica, non compilato a priori, ma a posteriori
sulla base dellanalisi lessicale svolta sui titoli e sui riassunti delle unit bibliografiche selezionate per la
Bibliografia [internazionale di informatica e diritto]. Esso nasce dunque come uno strumento di servizio per la

- 117 -
50
Dizionario di informatica( )
A. Antola et al. Mondadori 1985 --
Minidizionario di informatica: Un modo nuovo per
Giacomo Cacchione spiegare i pi significativi termini nel campo 2a ed., Buffetti 1985 208
51
dellinformatica( )
Glossario di biblioteconomia e scienza Editrice
Giuliano Vigini 52 1985 126
dellinformazione( ) Bibliografica

N. Barcellona et al. I termini dellinformatica e delle discipline connesse(53) Jackson Libri 1985 --
Dizionario di informatica e degli elaboratori elettronici
Marcello Morelli (54) Franco Angeli 1985 216
Frank J. Galland. Dizionario del calcolatore: Tutta la terminologia della
Trad. it.: O comunicazione dati, del software, dellhardware, Hoepli 1986 428
55
Cremonesi et al. dellelettronica digitale( )
G. Giuliano e D. Il grande dizionario Jackson di elettronica e
Jackson Libri 1986 10 voll.
Pellizza informatica
Dizionario di amministrazione, contabilit, diritto,
Luciano Ratto economia, finanza, informatica, lavoro dufficio, risk Franco Angeli 1986 856
56
management( )
Glossario di information technology. Parole chiave,
Mario Grasso tecniche, date e protagonisti delle tecnologie per il Franco Angeli 1986 318
57
trattamento delle informazioni( )

consultazione della BID. Lopera nel suo complesso contiene dieci diverse liste di voci (dette descrittori, che
possono essere parole o locuzioni), che consentono la consultazione della BID nellordine alfabetico, sistematico
della materia e gerarchico. La lista alfabetica strutturata occupa il 30% del Thesaurus, dalla quale si possono
ricavare gli adattamenti italiani (a lemma) dei termini inglesi (offerti come forme secondarie): per esempio,
tabulato per printout, ambiente per environment, architettura del sistema per system architecture, ecc. Tra tanti
elenchi si avverte per la mancanza duna lista di ritorno dallinglese allitaliano che sarebbe stata utilissima.
[cfr. ivi, p.99]
50
Questo dizionario ha continuato ad avere edizioni fino al 1990. [ivi, p.96])
51
Non siamo riusciti a sapere la data di pubblicazione della prima edizione, ma la terza edizione risale al 1991.
Sulla composizione strutturale del dizionario scrive C. Costa [ivi, p.100]:
[] nelled. 1985 il dizionario vero e proprio, di 1700 termini, occupa solo il 60% del libro; il resto riempito da un articolo
iniziale di introduzione allinformatica (pp.II-25) e da una serie di appendici finali tra cui una piccola bibliografia. Il lemmario
in inglese; i lemmi in neretto sono seguiti dalle voci corrispondenti italiane in corsivo; se la traduzione non in uso, posta
tra parentesi e preceduta dalla marca letto (= letteralmente); a volte manca la traduzione e tra parentesi si avverte che il termine
intraducibile; manca un glossario inverso italiano-inglese.
52
Questo dizionario offre, come notato da C. Costa [ivi, nota n.11], un esempio di insidia bibliografica: sulla
copertina del libro il titolo si arresta a Glossario di biblioteconomia, solo sul frontespizio interno compare la sua
forma estesa (si badi che la seconda parte non affatto un sottotitolo).
53
Questo dizionario ha avuto solo una seconda edizione nel 1986. [ivi, p.96]
54
Questa la 6a edizione, per quelle precedenti non abbiamo trovato nessuna informazione.
55
Il titolo originale Dictionary of Computing [Datalogy Press Limited, Windsor, 1982]. Per il modo in cui
costruita ledizione italiana C. Costa [ivi, pp.103-104] commenta:
Particolare e interessante il modo in cui stato costruito il dizionario: una squadra desperti ha curato la scelta delle voci da
inserire, le cui definizioni poi sono state tratte da pubblicazioni di noti organismi internazionali, dalla stampa specializza
inglese e americana, dai manuali degli allestitori di programmi, ecc.; infine tali definizioni sono state passate al vaglio
dellautore che d il nome al vocabolario, il quale ne ha omogeneizzato lo stile e il taglio cercando di non modificarne la
sostanza. Questo procedimento dovrebbe garantire da un lato il massimo di congruit tra i contenuti del dizionario e il
linguaggio informatico reale e dallaltro, se lautore conosce bene il suo mestiere, unadeguata formalizzazione lessicografica.
[]
Il Galland vanta oltre 9000 definizioni (non lemmi, si badi); da una proiezione sulla lettera E (che con 20 pagine occupa
quasi il 5% dellopera e contiene circa 350 entrate), si pu stimare che in realt il testo contenga oltre 7300 lemmi; di questi
molti sono semplici rinvii, ma in quelli svolti, sovente sono distinte pi eccezioni: la proiezione sulla stessa lettera E (in cui ai
lemmi base vanno aggiunte unaltra sessantina di definizioni secondarie) consente di stimare in oltre 8600 le definizioni totali:
ci che confermerebbe la sostanziale correttezza del dato fornito dalleditore, a patto, per dintendere i rinvii come definizioni;
ma i rinvii della E in verit sono cerca 100 sulle 350 entrate, essi cos costruiscono il 28% del lemmario; quindi, in definitiva, le
voci vere e proprie, esclusi i rinvii, sono circa 5300 e il totale delle definizioni circa 6600.
56
Questopera comparsa come ventunesimo volume dellEnciclopedia di direzione e organizzazione
aziendale. [ivi, p.98]
57
Sul modo in cui costruito questo dizionario C. Costa [ivi, p.101] scrive:
Il testo, che si rivolge a un pubblico di utilizzatori di apparecchiature, conta 2500 entrate comprendenti anche nomi di
personaggi, di aziende del settore, di uffici e persino di rassegne, mostre e convegni; in fondo al volume, in distinte appendici,
vengono poi fornite liste riepilogative di queste voci propriamente enciclopediche; ma lesistenza delle appendici mostra come
1autore stesso abbia involontariamente avvertito lalterit di esse rispetto al glossario, e bene avrebbe fatto dunque a estrarle da
questo trattandole esclusivamente in quelle appendici. Per il resto i termini sono parte in italiano e parte in inglese: la scelta

- 118 -
Patricia Connife.
58)
Trad. e cur. da V. Le parole del computer( Petrini 1986 144
Capra
Alessandro Cupido
Bastarelli e Luciano Informatica e telematica. I termini (Potenza 1987 168
Pallottini Picena)
Michel Ginguay. 59)
Dizionario dinformatica inglese-italiano( Masson 1987 265
Tard. it.: G. Gini
R. Pancaldi (a c. d.) Informatica. Dizionario enciclopedico Jackson Libri 1987 292
VIII-
Ivo Quartiroli Dizionario acronimi e termini di informatica Apogeo 1989
434
-- Dizionario di informatica Mondadori 1990 464
Dizionario tecnico e commerciale. Spagnolo-Italiano,
-- Italiano-Spagnolo. Terminologia tecnica e giuridica. Sansoni 1991 2 voll.
Informatica, marketing
Software e hardware. Dizionario dei termini
Roberto Lesina 60 Zanichelli 1991 416
informatici italiano-inglese, inglese-italiano( )
Piccolo dizionario di informatica musicale per luso
Valter Poles Pizzicato 1991 32
del software di notazione
61)
Laura Darcy e Dizionario Webster dei termini del computer( Rizzoli 1992 VIII-

stata fatta sulla base dellutilizzo pi ricorrente (p.10); subito dopo il lemma segue la voce corrispondente nellaltra lingua; ma
questa a volte pu mancare: nel caso di lemma inglese vorr dire che non esiste traduzione italiana in uso (p.e. per autopolling,
list broker, spoling), ma nel caso contrario le cose non sono chiare: se spulciare, dichiarato gergale, manca di traduzione inglese
possiamo credere che non labbia; ma certo esiste un corrispondente inglese di lista o di autronica e probabilmente anche di
salvaschermo, tutti senza traduzione. Questo glossario va ricordato per un paio di scelte interessanti di cui l'autore d conto
nella semplice ma stimolante introduzione, frutto di buona sensibilit linguistica; in essa anzitutto egli specifica che il
linguaggio settoriale di riferimento , come sottolinea il titolo, quello dellinformation technology, ovvero delle tecnologie per il
trattamento delle informazioni, di cui linformatica propriamente detta solo una parte, per quanto dotata del ruolo
predominante (p.11), accanto ad altre, quali le telecomunicazioni e la robotica; seconda scelta significativa quella daver
adottato, dove possibile, le definizioni formulate da organismi internazionali qualificati (ANSI, ISO, ITU, ecc.) anche col
proposito di contribuire ai tentativi di uniformazione terminologica(p.10).
58
Sul modo in cui costruito questo vocabolarietto C. Costa [ivi, p.100] scrive:
[] il vocabolarietto, di 600 voci, molto curate, sindirizza espressamente agli studenti delle scuole medie e fa parte duna
collana di testi dinformatica per ragazzi dagli 11 ai 14 anni; le parole a lemma compaiono in italiano se esistono, in inglese in
mancanza del corrispondente nostrano; se la voce inglese in uso, pur in presenza di una traduzione italiana, essa compare a
lemma, ma solo per introdurre un rinvio a quella corrispondente italiana, altrimenti viene ricompresa in una lista finale inglese-
italiano in appendice al testo; difetto non grave in un dizionarietto divulgativo, ma purtroppo comune a quasi tutti i dizionari di
questo settore, quello di ricomprendere tra le voci selezionate nomi di istruzioni di specifici linguaggi di programmazione (qui
il BASIC e il LOGO) e nomi di personaggi della storia dellinformatica che danno un incongruo taglio enciclopedico al
lemmario.
59
Per C. Costa [ivi, nota n.6] la datazione di questo testo insidiosa:
[] esso costituisce un caso emblematico della intenzionale mancanza di chiarezza che caratterizza la maggior parte dei
dizionari in esame con lo scopo, malcelato, di farli sembrare pi recenti di quel che sono. Abbiamo sotto mano una copia della
seconda edizione italiana del Ginguay datata sul frontespizio 1990; ma il finito di stampare del novembre 1989; il copyright
per del 1987 e, l dove esso indicato, sinforma che esiste una ristampa del 1989 (quella stessa che abbiamo in mano o
un'altra precedente?); si aggiunga che la prefazione del curatore Schreiber datata 1986. Se non sapessimo che la prima
edizione quella del 1979, potremmo pensate che essa invece risalga al 1987 e, dopo una ristampa nel 1989, sia uscita la
seconda edizione nel 1990. In realt la seconda edizione del 1986 (come si ricava dalla prefazione di Schreiber) con copyright
dellanno successivo e ristampa del 1989 datata 1990. Il testo italiano inoltre traduzione dell' ottava edizione dell' originale
francese, intitolato Dictionnaire dinformatique, bureautique, tlmatique Anglais-Franais, che era del 1985.
60
Il dizionario composto di cinque sezioni: la prima un vero e proprio dizionario di informatica, con
lemmario italiano, in cui per ad ogni esponente affiancata la traduzione in inglese, cos da costituire anche la
prima parte (italiano-inglese) di un vocabolario bilingue; la seconda sezione un glossario puro e semplice
inglese-italiano; la terza sezione un insieme di ventisei tavole di nomenclatura che riorganizzano
sistematicamente tutte le voci italiane e inglesi che compaiono nelle prime due sezioni, costituendone il
thesaurus, mentre la quarta e quinta sezione sono costituite da due indici analitici, luno dei termini italiani che
compaiono nei lemmi della prima sezione, laltro di quelli inglesi che compaiono nei lemmi della seconda
sezione.
61
Per lambito della terminologia informatica utilizzata e il criterio della scelta dei termini C. Costa [ivi, pp.113-
114] commenta dicendo:
Nellambito dellarticolata terminologia informatica ci sembra di poter dire che questo dizionario punti pi nettamente su quella
degli elaboratori personali, ossia sul settore alla portata del pi ampio pubblico. Il criterio della scelta dei termini stato quello
della diffusione e delluso: si preferito lasciare in inglese le parole che nella letteratura specializzata italiana si ritrovano
prevalentemente in lingua originale, anche quando esiste, o potrebbe esistere, lequivalente italiano. Ci non significa che le
traduzioni italiane realmente in uso, bench meno diffuse delle voci inglesi corrispondenti, vadano perdute, perch in questo
caso, molto opportunamente, esse vengono lemmatizzate con rinvio al termine inglese ( il caso ad esempio di ingresso da cui si
rinvia al pi diffuso input, di tracciatore da cui si rinvia a plotter, di flessibile, disco da cui si rinvia a floppy disk). Un glossario

- 119 -
Louise Boston. 484
Trad. it.: M. Amante
e al.
Michel Ginguay Dizionario di informatica. Inglese-italiano Masson 1992 272
Dizionario enciclopedico di elettronica, informatica,
Nerio Neri C&c 1992 272
telecomunicazioni
Dizionario di informatica inglese-italiano, italiano- Tecniche
Angelo Gallippi 62 1993 384
inglese ( ) Nuove
Stan Gibilisco e Neil Dizionario di elettronica. Componentistica,
Sclater. strumentazione, informatica, automazione, Zanichelli 1993 960
A cura di Fuselli D telecomunicazioni
Microsoft 63
Nuovo dizionario di informatica( ) Mondadori 1996 --
Corporation
Esedra
Giulio Corradi Dizionario del personal computer e di informatica 1996 160
Edizioni
Peter Dyson.
Dizionario di informatica per lutente Jackson Libri 1996 544
Trad. it.: C. Tognoni
P. Boraschi (a c. d.) Dizionario di informatica illustrato 3D Visual Jackson Libri 1998 224
N. Colecchia (a c. Dizionario pratico dei nuovi termini di informatica,
64 Franco Angeli 1999 176
d.) telecomunicazioni e multimedialit ( )
Raffaello Palandri Piccolo dizionario di informatica quotidiana EdUP 1999 140
65
Walter Bilardi Dizionario basico di informatica applicata ( ) Il Calamo 2000 461
Douglas A. Dizionario di Internet e computer: 3000 voci del
66 Il Sole 24 Ore 2001 --
Downing et al. linguaggio informatico e di Internet ( )
Dizionario dellinformatica francese-italiano, italiano-
Edigeo (a c. d.) 67 Hoepli 2001 264
francese ( )
Mondadori
Pino Bruno Le parole della rete. Il dizionario di Internet 2001 247
Informatica
Lucio Bragagnolo e Dizionario di informatica e telecomunicazioni. (68) Hoepli 2002 638

finale poi (pp. 439-84) consente di risalire dalle voci inglesi a tutte quelle italiane lemmatizzate. Ci che invece non possibile
fare (e a volte sarebbe utile) il percorso inverso, cio risalire al termine originale inglese partendo da quello italiano (tranne i
pochi casi di rinvio suddetti).
62
Lo stesso editore lo ristampa nel 1996 e nel 1997 con lo stesso titolo, ma nel 2000 e 2001 con un nuovo titolo:
Dizionario di informatica e multimedialit. Inglese-italiano. Nella ristampa del 2006 il titolo del dizionario
cambiato di nuovo ritornando a quello vecchio. [vedi ciascuno nel suo posto in
http://www.libreriauniversitaria.it/: 26/09/2012]
63
Questo dizionario ristampato nel 1997? (pp.768) da Mondadori Informatica ma con il titolo Dizionario di
Informatica 1998 (Con CD-ROM); nel 1998 (pp.768) da Mondadori Informatica con il titolo vecchio; nel 2002
(pp.563) da Mondadori e nel 2002 (pp.736) e 2006 (pp. XV - 572) da Mondadori Informatica.
64
Il dizionario presenta definizione tecnicamente soddisfacente per le nuove parole dellinformatica, delle
telecomunicazioni e della multimedialit, le quali si incontrano ogni giorno sui giornali, nei media o nelle
conversazioni. [cfr. http://www.libreriauniversitaria.it/dizionario-pratico-nuovi-termini-
informatica/libro/9788846411822: 26/09/2012]
65
Questo volume pubblicato con il concorso finanziario del Ministero per lUniversit e per la Ricerca
Scientifica e Tecnologica e della Universit di Roma La Sapienza. A esso resta esclusa ogni forma di diritti di
autore. In questo volume W. Belardi raccoglie oltre 2500 voci usate nellambito dellinformatica,
prevalentemente applicata, ed estratte per lo pi da contesti in lingua italiana. Esso si considera anche come
risultato di una ricerca linguistica, durata alcuni anni, sulle forme e sui valori dei termini e sulle sigle, nonch
spesso sulla terminologia dei medesimi. Le voci sono in parte in lingua italiana, in parte in lingua inglese e,
infine, alcune poche in qualche altra lingua. [cfr. W. Belardi: 2000, pp. copyright, 5 e 7]
66
Come una recensione su questo dizionario scrivono i redattori del sito Web <http://books.google.it/>, visitato
da noi il 26/09/2012:
Un dizionario tecnico, operativo, pratico per utilizzare la Rete e per capire meglio il computer. Infatti sono presenti il gergo, i
termini tecnici, gli acronimi, le sigle, le descrizioni di strumenti, programmi, applicazioni e tecnologie, le istruzioni per usare
tutte le risorse della rete e centinaia di espressioni riferite a Internet.
67
Con circa 11.000 lemmi tratti e verificati da glossari di settore e da manuali hardware/software e attestati da
ricerche condotte su Internet, questo dizionario dedicato al computer e a tutti i suoi aspetti per presentare uno
strumento utile a chi lavora in questo settore e ha continui rapporti con il mondo dellindustria francese. [cfr.
http://www.libreriauniversitaria.it/dizionario-informatica-francese-italiano-italiano/libro/9788820329549:
26/09/2012]

- 120 -
Marco Ghezzi
Grande dizionario di inglese Hazon 2004: Inglese-
Garzanti
italiano, italiano-inglese. Con glossario dei termini di 2003 2706
69 Linguistica
informatica e di Internete ( )
Microsoft 70) Mondadori
Dizionario di Internet e delle reti: I portatili ( 2003 320
Corporation Informatica
Dizionario di Macromedia Flash MX 2004: Mondadori
Macromedia Press 71 2004 960
ActionScript 2.0 ( ) Informatica
Giuseppe De Santis Dizionario di informatica (72) Il Calamo 2005 448
Editoriale
Armando Martin Dizionario di automazione e informatica industriale 2006 272
Delfino
(73)
Marco Saporiti Dizionario enciclopedico di informatica Cerebro 2009 286

2.4. LAssociazione Italiana per lInformatica ed il Calcolo Automatico (AICA)


LAssociazione Italiana per lInformatica ed il Calcolo Automatico (AICA), fondata
nel 1961, la prima e pi importante associazione senza scopo di lucro dei cultori e dei
professionisti dellICT in Italia, che si rivolge sia a individui (professionisti, docenti delle
scuole e delluniversit, studenti, ecc.) che a enti (aziende fornitrici o utilizzatrici, Pubblica
Amministrazione, enti di formazione pubblici e privati) con la finalit di sviluppare le loro
conoscenze informatiche in tutti gli aspetti scientifici, applicativi, economici e sociali. Grazie
alle sue iniziative, al suo radicamento internazionale e alla sua indipendenza da interessi di
parte, lAssociazione si considera il crocevia tra i principali attori del mondo dellICT, il
luogo di confronto pi aperto sui temi forti della societ digitale, il riferimento per la
definizione, la valorizzazione e la diffusione degli eSkill, lEnte accreditato per le
certificazioni europee delle conoscenze informatiche degli utilizzatori e dei professionisti e il
laboratorio per linnovazione dei programmi didattici e per la qualificazione delle competenze
68
Questo dizionario documenta litaliano tecnologico utilizzato correntemente negli uffici, nei siti Web e nelle
riviste specializzate, con oltre 6.000 lemmi che definiscono il panorama attuale del mondo ICT. Esso come un
registratore appoggiato in una piazza ideale, popolata dalle riviste specializzate, dai siti e portali del Web, da
programmatori sistemisti e consulenti, da ragazzi che hanno scoperto il software libero e dalle aziende per cui la
tecnologia imprescindibile. Sulla copertina esteriore c il sottotitolo italiano-inglese, inglese-italiano, che non
appare sul frontespizio. Il presente volume, infatti, un dizionario italiano con un glossarietto italiano-inglese,
inglese-italiano al termine dellopera (pp.621-638). [cfr. L. Bragagnolo: 2002 e
http://www.libreriauniversitaria.it/dizionario-informatica-telecomunicazioni-italiano-
inglese/libro/9788820330712: 26/09/2012]
69
Sulla composizione di questo dizionario riportiamo la seguente descrizione:
350000 voci e accezioni; 2200 phrasal verbs; 58000 termini specialistici: scientifici, tecnici, economici, giuridici; 4500 termini
e locuzioni americane; 2000 citazioni dautore; 4000 sigle, abbreviazioni e acronimi; trascrizione fonetica e divisione sillabica
dei lemmi inglesi; indicazioni sul corretto uso grammaticale, sintattico e semantico della lingua; informazioni di costume,
storia, cultura; 11 appendici (verbi irregolari, nomi propri e geografici...); 2000 termini di informatica e di Internet, con tavole
illustrate; 70 tavole a colori e in bianco e nero. [http://www.libreriauniversitaria.it/grande-dizionario-inglese-hazon-
2004/libro/9788848000369: 26/09/2012]
70
Sul modo in cui costruito questo dizionario troviamo la seguente recensione nel sito Web
<http://books.google.it/>, visitato da noi il 26/09/2012:
Con un nuovo formato tascabile ed economico, questo pratico dizionario riporta unaccurata selezione di termini specifici su
Internet e le reti, aggiornando il lettore in modo continuo e costante con le innovazioni tecnologiche. Il testo comprende oltre
3.000 voci nuove sul networking e Internet ed corredato da appendici contenenti i codici e i domini Internet dei vari paesi,
lelenco delle estensioni dei formati di file pi comuni, le emoticon e gli acronimi.
71
Ecco la descrizione del dizionario:
Un dizionario completo sulla sintassi e lutilizzo degli elementi di ActionScript in Macromedia Flash MX 2004 e Macromedia
Flash MX Professional 2004. Questo testo riepiloga tutti gli elementi di ActionScript e ActionScript 2.0 come gli operatori, le
parole chiave, le istruzioni, le azioni, le propriet, le funzioni, le classi e i metodi. Esempi e tabelle di ricerca permettono al
lettore di trovare operatori simbolici o metodi appartenenti a una classe sconosciuta. Per facilitare la consultazione, le voci sono
suddivise in due diverse classi: voci individuali per operatori, parole chiave, funzioni, variabili, propriet, metodi e istruzioni e
voci di classi, che offrono informazioni generali sulle classi incorporate. [http://www.libreriauniversitaria.it/dizionario-
macromedia-flash-mx-2004/libro/9788804531906: 26/09/2012]
72
Come descrizione di questo dizionario lautore scrive nella premessa [p.17]:
Il presente dizionario stato concepito come un repertorio di voci per un aggiornamento al Dizionario basico di informatica
applicata di Walter Belardi. Il dizionario di W. Belardi pu essere considerato almeno in Italia come uno fra i pi
significativi del settore informatico.
73
Questo dizionario ristampato con lo stesso titolo nel 2011. [ndr.]

- 121 -
informatiche nel settore pubblico. Inoltre, essa collabora a livello nazionale con numerosi enti
e organizzazioni ed ha importanti riconoscimenti dalle istituzioni e dalle amministrazioni
dello Stato. [cfr. http://www.aicanet.it/presentazione/collaborazioni-e-riconoscimenti e
http://www.aicanet.it/presentazione: 11/10/2012]

2.4.1. Le Certificazioni Informatiche Europee


LAssociazione d un contributo fondamentale alla riduzione del digital divide in Italia,
introducendo delle Certificazioni Informatiche Europee ed ottenendo importanti
riconoscimenti dalle istituzioni e amministrazioni dello Stato, con le quali sigla importanti
accordi, anzi nel 2011, in occasione del 50 anniversario della sua fondazione, il Presidente
della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano onora lAssociazione, concedendole una
medaglia commemorativa per lattivit svolta. [cfr.
http://www.aicanet.it/presentazione/collaborazioni-e-riconoscimenti: 11/10/2012]
Inoltre, lAssociazione, che per statuto persegue fini scientifici, culturali e divulgativi nel
settore delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione, assume fin dal 1997 il ruolo
di ente nazionale garante il sistema di classificazione e certificazione proposto dal CEPIS
(Council of European Professional Informatics Societies consiglio europea delle
associazioni di informatica professionali), che da anni il punto di riferimento nel mondo
delle imprese, della pubblica amministrazione, della scuola e delluniversit e lunico sistema
che garantisce larticolazione, coprendo tutti i livelli, dal semplice utente allo specialista di
informatica, luniformit, perch le competenze richieste per le prove desame sono a tutti i
livelli le stesse in tutto il mondo, lindipendenza dai fornitori, perch gestito da enti
indipendenti che permettono concretamente al candidato di scegliere fra tecnologie
proprietarie e libere (open source), e limparzialit, che viene garantita da un sistema di
qualit. [cfr. http://www.aicanet.it/aica: 11/10/2012]
Le certificazioni possono essere in generale suddivise in due famiglie, ECDL (European
Computer Driving Licence, detto anche Patente europea per l'uso del computer) e
EUCIP (European Certification of Informatics Professionals). Il programma della
famiglia ECDL, nata nel 1996 con una formula unica ECDL Core, oggi articolato in
unampia gamma di certificazioni, che permettono di attestare luso pienamente consapevole
delle tecnologie informatiche e delle sue principali applicazioni con varie specializzazioni,
che diventa fondamentale tanto per uno studio efficace quanto per i possibili impieghi o
lavoratori di oggi e di domani. Il programma si basa su diversi livelli di approfondimento:
ECDL Core, uno degli standard di riferimento a livello internazionale che certifica la
conoscenza dei concetti fondamentali dellinformatica e la capacit di usare il PC e Internet;
ECDL Advanced, un programma di certificazione che permette al candidato di acquisire
conoscenze avanzate relative alle applicazioni di ufficio, migliorando lefficacia del loro
utilizzo; ECDL CAD che, articolata nei livelli bidimensionali (2D) e tridimensionali (3D),
dedicata a progettisti, modellatori e disegnatori e attesta la competenza di base nel disegno e
nella modellazione spaziale; ECDL Health, un programma di informatica che fornisce agli
operatori sanitari le conoscenze necessarie per utilizzare in modo consapevole le applicazioni
ICT che trattano informazioni dei pazienti; ECDL New Media, una famiglia di certificazioni
e proposte formative, motivata dal crescente sviluppo tecnologico dei mezzi di comunicazione
(Internet, WebTV, cinema, podcast, smartphones) e dalle competenze sempre aggiornate per
il trattamento e la gestione di contenuti in formato digitale; ECDL4PS (o ECDL for
Problem Solving), che garantisce luso consapevole del computer per la soluzione di
problemi attinenti le varie materie curricolari da parte degli studenti della scuola secondaria di
2 grado; ECDL GIS, un programma sviluppato in Italia e riconosciuto dalla Fondazione
ECDL, che si rivolge a chi vuole conoscere i principi fondamentali dellICT nei sistemi
geografici e le loro applicazioni; eCitizen, il programma introduttivo di formazione e
- 122 -
certificazione per il cittadino digitale; infine, ECDL Start (4 esami), che attesta
lalfabetizzazione digitale. [per tutto ci e per ulteriori informazioni su questi certificati, sul
numero di esami di ciascuno, sul materiale didattico, sulle sedi desame, ecc. visiti lindirizzo
http://www.aicanet.it/aica: 11/10/2012]
La certificazione EUCIP, invece, lo standard europeo del CEPIS per le competenze dei
professionisti ICT, dove ha un sistema di servizi e certificazioni completo e indipendente dai
fornitori ed un punto di riferimento nel mondo delle professioni informatiche, dellimpresa e
della formazione. La famiglia EUCIP comprende quattro certificazioni: EUCIP Core, che
verifica il possesso di un ampio spettro di conoscenze ed abilit basilari che dovrebbero essere
comuni a tutti i professionisti informatici, qualunque siano le specializzazioni e le attivit
svolte, operanti nellambito della funzione ICT di organizzazioni di grandi dimensioni o
presso fornitori di servizi e prodotti informatici; EUCIP Livello Professionale, che presenta
una serie di moduli di formazione (e quindi di certificazione) e ventuno profili professionali
pecifici che maturano lesperienza pratica del candidato; EUCIP IT Administrator, che si
rivolge ai responsabili dellinfrastruttura ICT di una piccola-media azienda o degli uffici
decentrati di una grande organizzazione e che chi ottiene quindi sar in grado di amministrare
sistemi informatici di contenute dimensioni, tipicamente configurati in modalit client-server,
di identificare e risolvere problemi sia di primo livello che di pi elevata complessit, di
identificare le esigenze (aggiornamenti, modifiche, ampliamenti, ecc.) del sistema informativo
e fungere da interfaccia con gli specialisti/fornitori; infine, IT Administrator Fundamentals
(ITAF), che garantisce una solida base di conoscenze ed abilit pratiche per la gestione
dellinfrastruttura informatica di una piccola organizzazione, micro impresa o ufficio
decentrato di un grande ente. [per ulteriori informazioni visiti gli indirizzi
http://www.eucip.it/certificazioni/professionale, http://www.eucip.it/certificazioni/base-1,
http://www.aicanet.it/aica/itaf e http://www.eucip.it/certificazioni/it-administrator, visitati da
noi l11/10/2012]
Oltre alle certificazioni appartenenti alle due famiglie sopracitate, lAssociazione offre
anche due certificazioni importanti, CERT-LIM Interactive Teacher e Diritto e ICT. La
prima certificazione, rivolta prevalentemente agli insegnanti di ogni ordine scolastico ed agli
operatori della comunicazione in genere, permette al candidato, attraverso un percorso di
apprendimento formale istituzionalizzato, di acquisire conoscenze, abilit e competenze
relative allutilizzo dello strumento LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) nellambito della
didattica e della formazione e quindi di ideare, progettare, realizzare e pubblicare prodotti per
una comunicazione efficace, che garantisce il successo formativo. La seconda permette al
candidato la conoscenza delle nuove materie dellinformatica giuridica e del diritto dellICT
(spesso lasciata allautoistruzione, ma da pochi anni sono introdotti, in particolare nelle
facolt di giurisprudenza, esami riguardanti queste materie). Il programma di questa
certificazione rivolto ai dipendenti degli studi legali, agli operatori nel campo del diritto, ai
funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione degli enti locali e degli studi
professionali, ai professionisti giuridici (avvocati, magistrati, praticanti avvocati, notai,
dipendenti), ai professionisti non giuridici (consulenti tecnici, periti tribunale, responsabili
sistemi informativi, tecnici informatici, dirigenti scolastici, insegnanti, tecnici delle forze
dellordine, responsabili della privacy, commercialisti, ecc.) ed anche agli studenti in materie
tecniche e scientifiche, economiche e giuridiche. Il programma di certificazione, nella sua
versione finale, prevede sette moduli, ma sono attualmente disponibili solo i primi due
moduli, protezione dei dati personali: Privacy e Sicurezza e firma digitale e posta
elettronica certificata. [ulteriori informazioni al riguardo sono disponibili agli indirizzi
http://www.aicanet.it/aica/cert-lim e http://www.aicanet.it/aica/diritto-ict, visitati da noi
l11/10/2012]

- 123 -
2.4.2. Le attivit(74)
I filoni dattivit dellAssociazione sono moltissimi. Quelli di maggior rilievo riguardano
la pubblicazione delle due riviste trimestrali Mondo Digitale e BRICKS;
lorganizzazione delle Olimpiadi di Informatica; il Congresso Annuale; Didamatica; le
iniziative per la Scuola e lUniversit; la valorizzazione della storia dellinformatica; infine, le
pubblicazioni degli atti dei convegni e dei rapporti delle ricerche.
La rivista Mondo digitale, sorta nel 2000 e riservata a tutti i Soci, fa il punto sui temi
emergenti e di pi ampio interesse dellICT e quindi diventa oggetto di interesse e
riconoscimento da parte di ricercatori, cultori e divulgatori. A partire dal 2012, essa diventa
online sul sito Web <http://mondodigitale.aicanet.net>(75). BRICKS, invece, una rivista
elettronica che, edita in collaborazione con AICA e SIe-L (Societ Italiana e-Learning),
presenta alle scuole uno spazio in cui possono presentare e discutere i migliori esempi di
utilizzo delle tecnologie informatiche nella didattica e di attivit per lo sviluppo delle
competenze informatiche e digitali degli studenti. Oltre ad alcune rubriche fisse, quali
Competenze e certificazioni, Progetti europei, Dalla rete e Dallestero, ogni numero
viene dedicato a un tema specifico. I numeri della rivista, letti sul Web o scaricati in formati
PDF e ePub per eBook reader, sono accessibili allindirizzo <www.rivistabricks.it>. [cfr.
http://www.aicanet.it/attivita/pubblicazioni/bricks-la-rivista-online-per-la-scuola e
http://www.aicanet.it/attivita/pubblicazioni/mondo-digitale: 11/10/2012]
Unaltra attivit di AICA rivolta questa volta agli studenti della scuola secondaria
superiore italiana lorganizzazione, in collaborazione con il MIUR, delle Olimpiadi
Internazionali di Informatica (IOI, International Olympiad in Informatics) e Olimpiadi
Italiane di Informatica (OII). Lobiettivo primario dellattivit di stimolare e diffondere la
cultura informatica presso i giovani studenti e, contemporaneamente, far emergere e
valorizzare le eccellenze, mentre quello secondario di selezionare e formare, ogni anno,
una squadra di atleti che rappresenti lItalia alle IOI, indette dallUNESCO fin dal 1989. La
prima partecipazione italiana in forma sperimentale risale al 2000, ma a partire dal 2001 la
partecipazione diventa stabile. [cfr. http://www.olimpiadi-informatica.it/: 11/10/2012]
Il Congresso Annuale AICA , da quasi 50 anni in Italia, il pi ricco e articolato spazio
di confronto scientifico e culturale sui temi dellICT e dellInformation Society, dove la
comunit dellIndustria, della Ricerca ICT, delle Istituzioni, dellAccademia e dei pi diversi
settori dellutenza si incontrano per scambiare idee, spunti ed esperienze. Ogni anno
organizzato in una regione diversa, in collaborazione con una Universit locale, per favorire
apporti e partecipazione e per valorizzare ricerche, progetti ed esperienze sviluppati nel
territorio ospitante. [tutto ci e ulteriori informazioni dettagliate su tutti i congressi sono
disponibili agli indirizzi http://www.aicanet.it/attivita/convegni/il-congresso-annuale e
http://www.aicanet.it/attivita/convegni/il-congresso-aica-negli-anni-precedenti, visitati da noi
l11/10/2012]
La Didamatica levento di riferimento in Italia per tutti coloro che si occupano
dellapplicazione dellinformatica alla didattica. Organizzato annualmente con una diversa
Universit e con la collaborazione del MIUR, essa offre oggi il quadro pi ampio e
approfondito su temi come le-learning ed i programmi e le sperimentazioni del mondo della
scuola e dellUniversit. [tutto ci e ulteriori informazioni su tutti i congressi sono disponibili
agli indirizzi http://www.aicanet.it/attivita/convegni/didamatica-negli-ultimi-anni e
http://www.aicanet.it/attivita/convegni/didamatica: 11/10/2012]

74
Un elenco completo di tutti gli eventi dAICA dal 1961 al 2011 disponibile allindirizzo
<http://www.aicanet.it/presentazione/50anni/copy_of_50anni-aica-eventi>, visitato da noi il 14/10/2012.
75
I numeri precedenti, per, sono disponibili allindirizzo <http://www.mondodigitale.net>.

- 124 -
Per il mondo della scuola e delluniversit, lAssociazione presenta importanti progetti e
iniziative in ambito scientifico, culturale ed educativo con lobiettivo di favorire e diffondere
lo sviluppo delle competenze digitali e promuovere la crescita dei giovani talenti. La maggior
parte di queste iniziative si inquadra in un accordo di collaborazione con il MIUR e con
accordi con la Fondazione CRUI (Conferenza dei Rettori delle Universit Italiane). Fra le
attivit pi significative ci sono quelle miranti alla diffusione delle sutrattate Certificazioni
Informatiche Europee. [cfr. http://www.aicanet.it/attivita/scuola-e-universita/scuola-e-
universita: 11/10/2012]
Ad una associazione come AICA non poteva mancare di impegnarsi a coltivare,
promuovere e divulgare la memoria storica dellinformatica attraverso iniziative di maggior
impegno e successo. Tra le iniziative del terzo millennio possiamo menzionare, ad esempio, la
mostra intitolata Per Fili e per Segni- Ingegno Italiano e Societ dellInformazione,
tenutasi nel 2004 a Genova (in quellanno Capitale Europea della Cultura), replicata poi alla
Citt della Scienza di Napoli e listituzione di Corsi di Storia dellInformatica in 11 Universit
italiane nel triennio accademico 2006-2008. [cfr. http://www.aicanet.it/attivita/storia-
informatica/introduzione: 11/10/2012]
AICA, infine, intende realizzare, in collaborazione con CILEA (Consorzio
Interuniversitario Lombardo per lElaborazione Automatica), il progetto Museo
dellinformatica e del calcolo scientifico presso la sede del CILEA a Segrate. Per questo
progetto viene lanciato il portale <http://www.museoaica.it/>, unanticipazione virtuale di
quello che sar il museo fisico e rappresenta la linea guida che verr seguita per la sua
realizzazione. [cfr. http://www.museoaica.it/: 11/10/2012]

- 125 -
Capitolo terzo

I termini inglesi nel linguaggio informatico italiano

3.1. Anglismi non integrati

Access point [Computer World Italia: dic. 2009, p.4] [ingl.: sost., comp. di access accesso +
point punto, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Stazione ricetrasmittente, che connette
stazioni mobili senza fili, come portatili e palmari provvisti di una scheda wireless, ad una
rete cablata.
SIN.: punto di accesso [F. Longo: 2010].
PQ.: langlismo access point impiegato 23 volte, mentre il calco traduzione punto di accesso
una sola volta:
- access point:
Il difetto rilevato dal lettore non dovuto a una carenza specifica delladattatore, ma causato
dallincompatibilit tra implementazioni diverse degli standard wireless. Purtroppo, si tratta di problemi
frequenti e per questo motivo molti produttori vendono in ununica confezione sia laccess point sia la
scheda client da utilizzare per il collegamento. [PC Professionale: febb. 2009, p.174]
- punto di accesso:
Quando si esegue una scansione alla ricerca delle reti wireless disponibili potrebbero essere rilevati
hotspot che non fanno capo al router/access point del locale in cui ci si trova, ma a un utente
malintenzionato che ha configurato ladattatore Wi-Fi del proprio computer per simulare un punto
daccesso legittimo. [PC Professionale: sett. 2011, p.2]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Account [S. Bertolacci: 2001, p.16] [ingl.: sost., dal fr. antico acont conto, accredito,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1987] [N. Zingarelli: 2009]: Sistema di autorizzazione allaccesso a
un servizio fornito da provider, a una rete privata, oppure a un sito o servizio Web che si
basa solitamente sullutilizzo congiunto di un username e una password.
SIN.: propr., conto o accredito [Devoto-Oli: 2010], abbonamento [W. Belardi: 2000,
p.332](76) e sottoscrizione [G. De Santis: 2005].
PQ.: account viene impiegato 16 volte, abbonamento 152 volte e sottoscrizione 2 volte,
mentre conto e accredito non sono mai impiegati:
- account:
quando un Pc entra a far parte di un dominio viene creato un account con il nome del computer e a esso
assegnata una password. [PC Professionale: lug./ago. 2003, p.164]
- abbonamento:
Molti conoscono la clausola di rinnovo automatico di un contratto. Chi desidera disdire un servizio deve
muoversi per tempo. E Marco Picco si mosso almeno un mese e mezzo prima per disdire
labbonamento al provider Internet Flashnet/Elitel. [PC Professionale: genn. 2005, p.208]
- sottoscrizione:
In tutto larticolo aleggia un tale atteggiamento ottimistico nei confronti del programma da invogliare il
lettore ad adottarlo come client e-mail. Nella valutazione sintetica, tra le considerazioni sfavorevoli si
elencano soltanto le voci Non gestisce attivit e appuntamenti e Pannello sottoscrizioni Rss
migliorabile. [PC Professionale: magg. 2006, p.242]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Alias [PC Professionale: apr. 2004, p.232] [ingl.: sost., dal lat. alias in un altro modo,
altrimenti, sec.XX | it.: s.m.inv., 1988] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]:
1. Nelle reti informatiche (particolarmente nel web), nome fittizio o semplificato, con cui

76
Nei dizionari italiani delluso e nei vocabolari informatici ricorderemo il numero della pagina solo se
lelemento interessato viene riportato al di sotto di un altro lemma diverso da quello che stiamo analizzando.

- 126 -
possono identificarsi allinterno di una comunit virtuale un utente, un computer, un
indirizzo di posta elettronica, un indirizzo internet e simili.
Nickname un altro sinonimo inglese entrato nel linguaggio informatico italiano nel
1998 [GRADIT: 2007].
SIN.: pseudonimo [R. Lesina: 1991, p.220], soprannome [W. Belardi: 2000] e nome
fittizio [ndr.].
PQ.: alias impiegato 10 volte e nickname 2 volte, mentre i suggerimenti italiani non
sono mai impiegati:
- alias:
Per evitare la ricerca degli indirizzi dei vari colleghi, dei quali spesso si conosce solo il nome o il
cognome, ho avuto linfelice idea di utilizzare gli alias indicati nella rubrica di Microsoft Outlook
[PC Professionale: apr. 2004, p.232]
- nickname:
Dopo aver compiuto questa operazione sar sufficiente inviare una sola e-mail allindirizzo del
majordomo (con questo nickname si soliti identificare il programma incaricato di gestire la
mailing list) e la mail verr automaticamente girata a tutte le persone iscritte. [PC Professionale:
lug./ago. 2003, p.170]
RL.:
- alias: registrato in G. De Santis [2005], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- nickname: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006],
N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];

2. Nella terminologia della tecnologia Apple, file rappresentativo che funziona come un
puntatore al file vero e proprio: aprendo un alias, per esempio, si apre lalias cui lalias
punta.(77)
SIN.: in Windows, lalias viene detto collegamento [L. Bragagnolo: 2002].
PQ.: alias non mai impiegato, mentre collegamento in questo senso impiegato 7
volte:
Se CCleaner non riuscisse a risolvere, in qualche cartella del computer potrebbe essere stato creato
un collegamento che include un percorso allunit floppy. [PC Professionale: apr. 2011, p.178]
Sul desktop ho trovato un collegamento alle istruzioni per riprodurre etichette con la tecnologia
Lightscribe [PC Professionale: febb. 2007, p.218]
RL.: Alias in questo senso registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002]
e G. De Santis [2005].

Aliasing [PC Professionale: febb. 2005, p.156] [ingl.: sost., der. di alias (veda), sec.XX | it.:
s.m.inv., 1988] [GRADIT: 2007]: Scalettatura presente lungo il bordo di una immagine
digitalizzata, particolarmente visibile sulle linee diagonali, o di un font non ottimizzato.
un fenomeno legato al processo di campionamento, che si risolve con lantialiasing.
SIN.: distorsione grafica [R. Lesina: 1991, p.220] (o solo distorsione [PC Profesionale: sett.
2004, p.179], se il significato pu essere ricavabile dal contesto)(78) e scalettatura
[GRADIT: 2007].
PQ.: aliasing impiegato 5 volte e distorsione (grafica) 6 volte, mentre il traducente
scalettatura non mai impiegato:
- aliasing:
Due tra i fattori che pi compromettono la qualit dellimmagine sono la quantit di aliasing
nellimmagine destinazione e la sfocatura. [PC Profesionale: genn. 2000, p.112]
- distorsione (grafica):
Le distorsioni sullo schermo Crt non sono dovute a un problema hardware al tubo catodico o alla scarsa
qualit del monitor in particolare, ma derivano dalla tecnologia utilizzata. [PC Profesionale: sett. 2004,

77
Nelle versioni inglesi del sistema operativo Windows, la famosa Microsoft impiega linglese short cut al posto
di alias.
78
Da questo momento in poi la parte ricavabile dal contesto sar messa tra parentesi: per esempio, distorsione
(grafica).

- 127 -
p.179]
Le distorsioni introdotte nellimmagine renderebbero i caratteri illeggibili. [PC Profesionale: magg.
2007, p.237]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e GRADIT
[2007].

All-in-one [PC Professionale: ago. 2011, p.169] [ingl.: agg., comp. di all tutto + - + in in + - +
one uno, anni 70 del sec. XX (anni in cui nacque il primo desktop computer all-in-one,
Commodore PET all-in-one) | it.: agg., sec.XX] [ndr.]: Detto di prodotti tuttofare, che presentano
le caratteristiche di pi macchine specializzate.
Laggettivo inglese viene inoltre sostantivato per indicare laccorciamento di desktop
computer all-in-one (veda desktop all-in-one).
SIN.: tutto in uno [ndr.].
PQ.: all-in-one impiegato 11 volte, mentre tutto in uno non mai impiegato:
Negli ultimi anni le schede madri hanno subito una grande evoluzione: da semplice interconnessione tra
processore, memoria e schede di espansione si sono trasformate in componenti all-in-one, che in pratica
integrano tutte le funzionalit del computer. [PC Professionale: magg. 2005, p.215]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002] (il vocabolo registrato come
sostantivo maschile invariabile, con riferimento al prodotto stesso).

Antialiasing [PC Professionale: febb. 2005, p.156] (anti-aliasing [PC Professionale:


lug./ago. 2003, p.170]) [ingl.: sost., comp. di anti- contro + aliasing (veda), sec.XX | it.:
s.m.inv., 1988] [GRADIT: 2007]: Tecnica software che permette di produrre testi e
immagini privi di scalettatura di colore.
SIN.: propr. antidistorsione [W. Belardi: 2000].
PQ.: antialiasing impiegato 2 volte e la variante anti-aliasing 3 volte:
- antialiasing:
Spesso ci si nasconde dietro al fatto che la giocabilit un fattore soggettivo: mentre alcuni utenti si
rifiutano di prendere in considerazioni risoluzioni inferiori a 2.048 x 1.536 punti con antialiasing a
pieno schermo, altri si accontentano di giocare anche a 800 x 600 punti senza filtri avanzati. [PC
Professionale: dic. 2006, p.274]
- anti-aliasing:
Infine, sono stati segnalati due problemi di compatibilit tra i driver Catalyst e il programma Flight
Simulator 2002: sembra infatti che lattivazione dellanti-aliasing 4x possa causare errori nel calcolo
delle texture. [PC Professionale: lug./ago. 2003, p.170]
RL.:
- antialiasing: registrato in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002];
- anti-aliasing: la variante grafica registrata in GRADIT [2007].

Antivirus [B. Colombo: 2003, p.58] (o anti-virus [M. Ferrero: 1996, p.15]) [ingl.: sost.,
comp. di anti- protezione da + virus virus, 1927 (elaborazione elettronica) | it.:
s.m.inv., 1990] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Programma di protezione dai
virus informatici in grado di ricercarli e di eliminarli se sopraggiunti o, in funzione
preventiva, di impedirne laccesso, o almeno di segnalare la loro presenza.
Antivirus pu essere inoltre usato in funzione di aggettivo invariabile, come in software
antivirus [PC Professionale: giu. 2006, p.238], programma antivirus [GRADIT: 2007].
PQ.: antivirus impiegato 256 volte, mentre la variante anti-virus 27 volte:
- antivirus (s.m.inv.):
Il malfunzionamento della funzione di rimozione sicura pu essere causato da malware e dallazione di
alcuni rootkit ed eseguire una scansione completa del sistema con un antivirus e un antispyware
aggiornati la prima cosa da fare. [PC Professionale: dic. 2010, p.186]
- antivirus (agg.inv.):
consigliabile inoltre eseguire preventivamente una scansione antivirus e antispyware. [PC
Professionale: mar. 2006, p.246]
per rifinire loperazione necessario effettuare una scansione completa con un software antivirus. [PC
Professionale: giu. 2006, p.238]

- 128 -
- anti-virus (s.m.inv.):
Lesecuzione di una scansione totale del sistema mediante un anti-virus aggiornato dovrebbe essere
sufficiente a risolvere il problema. [ivi, p.241]
- anti-virus (agg.inv.)
Una delle cose pi strane il fatto che la parte del programma anti-virus residente in memoria non viene
pi caricata automaticamente allavvio del sistema. [PC Professionale: ott. 2001, p.276]
RL.:
- antivirus: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- anti-virus: questa variante non registrata in nessuno dei dizionari o vocabolari consultati.

Assembler [F. Pescatore: 15/04/2011] [ingl: sost., dal v. (to) assemble assemblare, anni
Sessanta del XX sec. | it.: s.m.inv., 1984] [ndr. e GRADIT: 2007]: Programma, che
traduce le istruzioni in linguaggio assembly in istruzioni in linguaggio macchina.
Il presente anglismo ha anche funzione di aggettivo invariabile, come in codice
assembler [PC Professionale: magg. 2002, p.212] e comando di programmazione
assembler [PC Professionale: ott. 2001, p.176].
PQ.: langlismo assembler viene impiegato 16 volte:
- assembler (s.m.inv.):
Questoperazione poi ancor pi complessa per i linguaggi di programmazione a basso livello come
lassembler. [PC Professionale: sett. 2010, p.173]
Il sistema operativo mi sta creando problemi perch non riesco pi a far funzionare i miei due ambienti
di sviluppo per assembler e linguaggio C. [ibidem]
- assembler (agg.inv.):
I compilatori a 64 bit non prevedono, per esempio, il supporto al codice assembler in-line che era
invece comunemente utilizzato per ottimizzare gli eseguibili x86. [ibidem]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Background [M. Bossi: 04/09/2011] [ingl.: sost., comp. di back dietro + ground terra,
sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Termine che qualifica ogni operazione eseguita da
un elaboratore senza interrompere lesecuzione di programmi attivi.
SIN.: retroterra [Devoto-Oli: 2006]; retro fondo [N. Zingarelli: 2007]; sfondo [M. Ferrero:
1996, p.251] e non prioritario [R. Lesina: 1991, p.224].
PQ.: impiegato per 13 volte solo il termine inglese e sempre preceduto dalla preposizione in:
Unaltra funzione resa possibile dal supporto diretto da parte del masterizzatore la formattazione in
background. [PC Professionale: genn. 2003, p.195]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007] (il vocabolo registrato come aggettivo invariabile), Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Backslash [PC Professionale: nov. 2004, p.222] [ingl.: sost., comp. di back rovescio + slash
barra, 1982 | it.: s.m.inv., 1988] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: In un indirizzo di
percorso, carattere (\) utilizzato per separare il nome di una directory dalla successiva
indicazione o per indicare, messo alla fine dellindirizzo, un percorso protetto.
A differenza di ci riportato nei dizionari italiani delluso e nei vocabolari dellinformatica
consultati da noi in questo capitolo, i redattori della rubrica Posta del mensile PC
Professionale [2000-2011] assegnano al presente anglismo il genere femminile, invece del
genere maschile: Un percorso che termina con una backslash (\) indica una chiave protetta
[PC Professionale: nov. 2004, p.222]. Pensiamo che anche il genere femminile sia accettabile,
perch la parola italiana pi semanticamente affine barra, che ha il genere femminile.
SIN.: barra rovesciata [R. Lesina: 1991, p.220], barra retroversa [ndr.] e barra inversa
- 129 -
[Devoto-Oli: 2010].
PQ.: per 2 volte impiegato solo il termine inglese:
Se un percorso termina con una backslash seguita da un asterisco (\*) alla chiave possibile aggiungere
altri valori oltre a quelli presenti. [PC Professionale: nov. 2004, p.222]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e
Devoto-Oli [2010].

Backup [PC Professionale: genn. 2001, p.180] [ingl.: sost., comp. di back schiena,
schienale + up su, 1965 | it.: s.m.inv., 1988] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]:
Duplicazione di dati o programmi su un supporto magnetico esterno al computer, per
averne una copia di riserva in caso di guasto di questultimo.
F. J. Galland [1986] utilizza con lo stesso significato linglese standby.
DER.: backuppare [v. tr., der. di backup + <p> + -are, 1999] [GRADIT: 2007].
SIN.: salvataggio di sicurezza [R. Lesina: 1991, p.224].
PQ.: il termine inglese impiegato 187 volte, mentre salvataggio di sicurezza, il sinonimo
inglese standby e il derivato verbale backuppare non sono mai impegati:
Poich la formattazione a basso livello unoperazione distruttiva, necessario eseguire il backup
completo dei dati. [PC Professionale: genn. 2002, p.157]
RL.:
- backup: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- backuppare: il derivato registrato in GRADIT [2007].
Inoltre, il presente anglismo viene impiegato come complemento di fine in tanti termini
informatici italiani, in cui significa per salvataggio di sicurezza, come in unit di backup
[PC Professionale: dic. 2000, p.233], sistema di backup [ibidem], copia di backup [ivi.,
p.262], operazione di backup [PC Professionale: genn. 2001, p.174] ecc. Questi termini
indicano rispettivamente unit, sistema, copia e operazione, che aiutano il tecnico a
conservare o recuperare unimmagine completa di dati in caso di guasto del computer o di
perdita involuta dei dati. Questi termini misti italo-inglesi si alternano spesso con termini
puri italiani: per esempio, copia di backup e sistema di backup si alternano rispettivamente
con copia di sicurezza e sistema di sicurezza, come vediamo nei seguenti esempi:
- copia di backup:
alcuni file che erano presenti sullhard disk ora non sono pi utilizzabili, tra i quali molte fotografie
digitalizzate di cui non ho copia di backup. [PC Professionale:ott. 2002, p.259]
- copia di sicurezza:
Valgono quindi le usuali raccomandazioni sulleseguire una copia di sicurezza del Registro prima di
apportarvi modifiche [PC Professionale: sett. 2001, p.212]
- sistema di backup:
Si pensi, per esempio, di inviare il comando di riavvolgimento di una cassetta al sistema di backup. [PC
Professionale: dic. 2000, p.233]
- sistema di sicurezza:
Questi contengono il Boot Block, un sistema di sicurezza che consente di ripristinare il Bios del
computer. [PC Professionale: nov. 2004, p.220]
Nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011] il termine copia di
backup impiegato 42 volte, mentre copia di sicurezza 48 volte; sistema di backup 3 volte,
mentre sistema di sicurezza 4 volte; unit di backup 10 volte, mentre unit di sicurezza non
mai impiegato; e, infine, operazione di backup 15, mentre operazione di sicurezza non mai
impiegato.
Resta, infine, accennare che nel sistema operativo MS-DOS, BACKUP [ingl.: abbr. di
(make a) backup, sec.XX] un comando esterno che serve per effettuare la copia di sicurezza
su dischetti degli archivi di un disco rigido, totale o limitata a un indirizzario o a singoli
archivi o gruppi di archivi. [Cfr. G. Toffoli: 1989, pp.103-104]

- 130 -
Bad checksum [PC Professionale: ott. 2004, p.224] [ingl.: sost., comp. di bad nel senso di
errato + checksum somma di controllo, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]:
Messaggio che appare quando il file di aggiornamento delle definizioni dei malware
utilizzato da Spybot Search & Destroy non stato trasferito correttamente e i dati al suo
interno sono inaffidabili o incompleti.
SIN.: somma di controllo errata [PC Professionale: lug./ago. 2007, p.248].
PQ.: il termine inglese impiegato 7 volte, mentre il termine italiano impiegato una sola
volta e tra parentesi come traduzione del presente anglismo:
- Bad checksum:
Lerrore Bad Checksum durante laggiornamento delle definizioni di Spybot Search & Destroy pu
essere causato da problemi di collegamento con il server. [PC Professionale: ott. 2004, p.224]
- somma di controllo errata:
Il messaggio bad checksum (in italiano, somma di controllo errata) indica che il file di aggiornamento
delle definizioni dei malware utilizzato da Spybot Search & Destroy non ha passato la procedura di
certificazione. [PC Professionale: lug./ago. 2007, p.248]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Batch [G. Toffoli: 1989, p.162] [ingl.: sost., dal v. (to) batch infornare, sec.XX | it.:
s.m.inv., 1972] [D. Harper: 2010, GRADIT: 2007 e ndr.]: Modalit di elaborazione,
secondo cui le richieste di servizio non vengono assolte immediatamente, ma sono
accodate per essere soddisfatte quando lo consentir la disponibilit delle risorse (in
contrapposizione alla modalit di elaborazione in tempo reale e a quella interattiva). Il
processo di elaborazione consiste nel creare un gruppo di record trattati come una singola
unit, di regola senza bisogno di un input per ciascuno da parte dellutente.
Il presente anglismo ha anche funzione di aggettivo invariabile, che, oltre a qualificare la
modalit di elaborazione sopraindicata, qualifica qualsiasi processo offerto dai protocolli tipo
YMODEM e ZMODEM, che prevedono la trasmissione di pi di un file in un unico avvio del
protocollo di trasmissione.
Dobbiamo accennare qui che i dizionari italiani delluso registrano il presente anglismo
come aggettivo invariabile, mentre i vocabolari dellinformatica lo registrano come sostantivo
maschile invariabile.
PQ.: batch impiegato 4 volte:
- batch (s.m.inv.):
Si pu aumentare la potenza di calcolo nel tempo senza bisogno di interrompere eventuali batch di
calcolo gi in esecuzione. [PC Professionale: apr. 2005, p.162]
- batch (agg.inv.):
La differenza tra la versione Standard e la Professional di Adobe Acrobat sta nel fatto che con
questultima possibile utilizzare una modalit batch per convertire una serie di file Pdf in maniera
automatica. [PC Professionale: ott. 2005, p.302]
RL.:
- batch (s.m.inv.): registrato in W. Belardi [2000] e G. De Santis [2005];
- batch (agg.inv.): registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005], GRADIT [2007]
e N. Zingarelli [2007].

Batch file [ndr.] [ingl.: sost., comp. di batch (veda) + file (veda), sec.XX | it.: al posto di
batch file litaliano informatico impiega dal primo momento la variante sintagmatica file
batch, s.m.inv., 1991] [ndr. e GRADIT: 2007]: File contenente una sequenza di istruzioni
per il sistema operativo, che il computer esegue automaticamente senza lintervento di un
operatore, il processo dellesecuzione stesso.
PQ.: la sequenza file batch impiegata 4 volte, mentre la sequenza inglese non mai
impiegata:
Eseguire il file batch con un doppio clic del mouse, fare clic su Next e premere il tasto Windows sulla
tastiera. [PC Professionale: ott. 2001, p.270]

- 131 -
RL.:
- batch file: questa sequenza inglese non registrata in nessuno dei dizionari o vocabolari
consultati;
- file batch: questa sequenza inglese registrata in GRADIT [2007], ma registrata come
polirematica del lemma file in De Santis [2005].

Benchmark [Computer World Italia: dic. 2009, p.26] [ingl.: sost., comp. di bench banco di
lavoro + mark segno, sec.XX | it.: s.m.inv., 1986] [N. Zingarelli: 2007]: Serie di test
effettuati per misurare prestazioni e funzionalit di un computer o parti di esso. Il
benchmark consente di confrontare tra loro computer e programmi diversi.
Inoltre, nellitaliano informatico langlismo benchmark si impiega anche in funzione di
aggettivo invariabile, come in prova benchmark [T. De Mauro: 2000].

SIN.: segno di riferimento [T. De Mauro: 2000], segno sul banco di lavoro [N. Zingarelli:
2007], punto di riferimento e banco di prova [W. Belardi, 2000].
PQ.: impiegato solo langlismo benchmark, che impiegato 26 volte:
In caso di overclock stabile del sistema, consigliamo comunque di eseguire benchmark adeguati per
verificare leffettivo aumento delle prestazioni. [PC Professionale: genn. 2007, p.218]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Benchmarking [Computer World Italia: nov. 2009, p.53] [ingl.: sost., dal v. (to) benchmark
testare affidibilit sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Lesecuzione di un benchmark
(veda).
SIN.: esecuzione di benchmark [PC Professionale: febb. 2006, p.244] e esecuzione di
programmi di benchmark [PC Professionale: nov. 2002, p.288]. Per utilizzare un verbo,
litaliano informatico impiega la forma eseguire benchmark [PC Professionale: genn. 2007,
p.218]
PQ.: il termine inglese benchmarking impiegato 7 volte, esecuzione di benchmark 2 volte,
esecuzione di programmi di benchmark 3 volte e eseguire benchmark 2 volte:
- benchmarking:
Per eseguire il test abbiamo valutato lutilizzo di diversi software di benchmarking. [PC Professionale:
mar. 2004, p.203]
- esecuzione di benchmark:
Come ultimo tentativo ho installato la versione 66.93 dei driver Omega, la cui affidabilit non si
dimostrata elevata in particolare durante lesecuzione di benchmark come Quake3 [PC Professionale:
febb. 2006, p.244]
- esecuzione di programmi di benchmark:
le variazioni nelle prestazioni prodotte da questi meccanismi sono assolutamente evidenti, ad esempio,
con lesecuzione di programmi di benchmark. [PC Professionale: nov. 2002, p.288]
- eseguire benchmark:
In caso di overclock stabile del sistema, consigliamo comunque di eseguire benchmark adeguati per
verificare leffettivo aumento delle prestazioni. [PC Professionale: genn. 2007, p.218]
RL.: il presente anglismo in questo senso informatico non registrato in nessuno dei dizionari
o vocabolari consultati.

Blogger [A. Di Domizio: 19/05/2011] [ingl.: sost., der. di blog, 1998 (veda blog) | it.: s.m.inv.
e s.f.inv., 2000] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Creatore o curatore di un blog.
SIN.: come un tentativo di renderlo in italiano, litaliano informatico usa il derivato bloggista
[it.: s.m. e f. inv., der. di blog + <g> + -ista, 2003] [Devoto-Oli: 2010].
DER.: nel linguaggio informatico italiano, da blogger derivano bloggerroico [G. De Santis:
2005] ([it.: s.m.inv. e agg.inv., der. di blogger + <r> + -oico, sec.XXI] [ndr. e ibidem]), nel
senso di un boggista (o detto di bloggista) che riempe il proprio blog di pensieri di natura

- 132 -
insignificante [cfr. ibidem], e laggettivo bloggeristico [Il vocabolario Treccani:
Neologismi: 2008] ([it.: agg., der. di blogger + -istico, sec.XXI] [ndr.]), che qualifica tutto
ci relativo al mondo dei blag.
PQ.: non impiegato n il termine inglese blogger n i suoi derivati in italiano. Per limpiego
dellanglismo blogger nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Qualche giorno fa Facebook ha commissionato ad unimportante societ PR una campagna di
sensibilizzazione sulla gestione dei dati personali attuata da Google, dimostratasi poi fondata su
evidenze irrilevanti se non pretestuose e condotta con sistemi piuttosto scorretti la proposta rivolta ad
un influente blogger di pubblicare lo scoop sotto dettatura dei PR in cambio della visibilit su
importanti testate giornalistiche USA. [A. Di Domizio: 19/05/2011]

RL.:
- blogger: il presente anglismo registrato in G. De Santis [2005] (ma come polirematica del
lemma blog), Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- bloggista: il derivato nominale registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- bloggerroico: il derivato nominale/aggettivale registrato in G. De Santis [2005] (ma come
polirematica del lemma blog);
- bloggeristico: il derivato aggettivale registrato in Vocabolario Treccani Online [2012].

Blogging [PC Professionale: nov. 2011, p.201] [ingl.: sost., der. di blog, 1998 (veda blog) |
it.: s.m.inv., 2000] [ndr.]: Creazione e direzione di un blog, in cui si tiene un diario o si
doffonde materiale di personale o comune interesse.
SIN.: il darsi al blog [G. De Santis: 2005].
PQ.: per 2 volte impiegato solo langlismo blogging:
SimplePHPBlog una piattaforma per blogging molto completa. [PC Professionale: nov. 2011, p.201].
RL.: il presente anglismo registrato in G. De Santis [2005].

Bluetooth [PC Professionale: nov. 2011, p.22] [ingl.: sost., comp. di blue azzurro + tooth
dente (bluetooth Dente azzurro il soprannome del condottiero scandinavo Harald II
Bratland (X sec.) che unific i regni di Danimarca e Norvegia, con allusione
allunificazione di dispositivi di comunicazione diversi), fine sec.XX | it.: s.m.inv., 1998]
[GRADIT: 2007]: Sistema di comunicazione a onde radio (2,45 GHz) a breve raggio (10-
100 m) per il collegamento a distanza e senza fili di dispositivi elettronici portatili
(personal computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche digitali, ecc.).
Si usa, inoltre, in funzione di aggettivo invariabile, come in adattatore Bluetooth [PC
Professionale: giu. 2008, p.216], dispositivo Bluetooth [PC Professionale: mar. 2009,
p.185], gestore bluetooth [PC Professionale: dic. 2009, p.178] ecc.
SIN.: (interconnessione) in/a radiofrequenza [PC Professionale: genn. 2009, p.186].
PQ.: il termine inglese bluetooth impiegato 24 volte (tutte in funzione di aggettivo
invariabile), mentre litaliano (interconnessione) in/a radiofrequenza 9 volte:
- bluetooth:
Linstallazione dei Service Pack di Windows XP pu disattivare i precedenti software di gestione della
connessione Bluetooth. [PC Professionale: dic. 2009, p.197]
- (interconnessione) in/a radiofrequenza:
La maggior parte dei produttori di dispositivi audio/video , almeno per ora, specializzata in una
particolare funzione. Alcuni sono proprietari dellhardware e detengono i brevetti necessari per la
riproduzione dei formati audio/video, principalmente Mpeg-2 e Mpeg-4 in tutte le loro varianti. Altri,
invece, sono in possesso della tecnologia per la ricezione dei segnali in radiofrequenza. [PC
Professionale: nov. 2010, p.176]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], e Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012] (che lo registra come un marchionimo).

- 133 -
Bookmark [A. Castiglioni: 1996, p.49] [ingl.: sost., comp. di book libro + mark segno,
1990 (veda browser) | it.: s.m.inv., 1996] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Funzionalit offerta
dai browser Web, che permette di registrare lURL di una pagina Web per richiamarla in
seguito pi facilmente. Ogni browser mantiene un piccolo archivio di bookmark, che
possono essere organizzati in cartelle.
SIN.: segnalibro [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: langlismo bookmark viene impiegato 5 volte, mentre il calco traduzione 153 volte:
- bookmark:
In pratica succede che cliccando su un qualsiasi link, selezionando un URL dai bookmark oppure
inserendo direttamente a mano un indirizzo il risultato un bel IMPOSSIBILE RAGGIUNGERE IL
SERVER con tanto di DNSerror nellintestazione della finestra. [PC Professionale: sett. 2000, p.1]
- segnalibro:
Nel segnalibro Protezione fare clic sullicona Internet nel riquadro Seleziona unarea di contenuto Web
per specificare le relative impostazioni di protezione e impostarle sul livello predefinito. [PC
Professionale: dic. 2005, p.318]
Selezionando la voce Account allinterno del menu Strumenti, entrare nel segnalibro Posta elettronica
per visualizzare i vari account. [PC Professionale: ott. 2004, p.228]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007] e Devoto-Oli [2010].

Buffer [G. Toffoli: 1989, p.38] [ingl.: sost., der. del v. (to) buff diminuire e moderare un
impatto, sec.XX | it.: s.m.inv., prima del 1971] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Memoria
temporanea di un computer, utilizzata per facilitare il transito dei dati da un dispositivo
allaltro o da unapplicazione allaltra.
SIN.: memoria di transito [M. Lanzarone: 1997, p.436], memoria temporanea [L.
Bragagnolo: 2002] e memoria tampone [PC Professionale: lug./ago. 2005, p.254].
DER.: da buffer deriva il verbo bufferizzare ([it.: v.tr., buffer + -izzare, 1994] [N. Zingarelli:
2007]), nel senso di memorizzare temporaneamente i dati in un buffer. E da bufferizzare
deriva il sostantivo femminile bufferizzazione ([it.: bufferizz(are) + -azione, sec.XX] [N.
Zingarelli: 2007]).
PQ.: buffer impigato 83 volte e memoria tampone 5 volte, mentre gli altri suggerimenti e i
derivati non sono mai impiegati:
- buffer:
Per ottimizzare le prestazioni della rete, il driver del controller Ethernet provvede a monitorare il flusso dei
dati. Questa operazione avviene allinterno di alcuni buffer utilizzati per impacchettare i dati prima
dellinvio sulla rete. [PC Professionale: ott. 2003, p.225]
- memoria tampone:
Le impostazioni applicate dallutente nei menu del Bios non vengono comunque immagazzinate
allinterno di questo integrato ma sono conservate in unaltra area, nota con il nome di memoria Cmos.
Questultima una piccola memoria tampone alimentata solitamente da una batteria al litio CR2032 che
ne preserva il contenuto a computer spento. [PC Professionale: sett. 2005, p.262]
RL.:
- buffer: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Baragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- bufferizzare: questo derivato verbale registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis
[2005] Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- bufferizzazione: questo derivato nominale registrato in N. Zingarelli [2007].

Buffer underrun [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.166] [ingl.: sost., comp. di buffer
(veda) + underrun sotto il livello richiesto, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]:
Problema dovuto allo svutamento del buffer durante la masterizzazione, il che causa
uninterruzione del flusso di dati. Questo problema si presentava nei primi modelli di
masterizzatori.

- 134 -
SIN.: svuotamento del buffer [PC Professionale: mar. 2005, p.170].
PQ.: buffer underrun impiegato 15 volte e svuotamento del buffer 14 volte:
- buffer underrun:
Se il software di backup suddivide i dati da archiviare in blocchi di dimensioni non adeguate al buffer si
possono verificare condizioni analoghe a quelle che portano allerrore di buffer underrun nella
masterizzazione di un supporto Cd/Dvd. [PC Professionale: genn. 2008, p.215]
- svuotamento del buffer:
Nero Burning Rom applica diverse strategie per la prevenzione degli errori di svuotamento del buffer.
[PC Professionale: nov. 2005, p.313]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Baragagnolo [2002].

Bulk mail (veda spam).

Case [S. Bertolacci: 2001, pp.4] [ingl.: sost., dal francese chssis, sec.XX | it.: s.m.inv., 2001]
[Merriam-Webster: 2012 e ibidem]: Involucro di metallo, che contiene la CPU e i diversi
dispositivi e strumenti per limmagazzinamento delle informazioni. Ve ne sono due tipi:
case standard, che ha una disposizione orizzontale (di solito sotto il monitor), e case
tower, che ha una disposizione verticale.
Oltre a questanglismo, litaliano impiega anche, come varianti lessicali, langlismo
cabinet [PC Professionale: sett. 2004, p.182] ([it.: 1998] [Devoto-Oli: 2010]), langlismo
chassis [PC Professionale: apr. 2002, p.175] e il francesismo chssis [PC Professionale: apr.
2003, p.224].
SIN.: telaio [PC Professionale: ott. 2011, p.6].
PQ.: langlismo case viene menzionato 194 volte, langlismo cabinet 12 volte, langlismo
chassis 32 volte, il francesismo chssis 5 volte e litaliano telaio 87 volte:
- case:
Il mio nuovo computer basato su processore AMD Athlon a 900 MHz montato in un case big tower.
[PC Professionale: sett. 2001, p.198]
- cabinet:
Tutto ha funzionato correttamente finch un giorno, accendendo il Pc, ho sentito odore di bruciato.
Aperto il cabinet, ho verificato che si trattava dellalimentatore da 300 watt, cos ho acquistato e
installato un nuovo Q-Tec da 550 watt. [PC Professionale: sett. 2004, p.182]
- chassis:
Invetiamo quindi il lettore a verificare se le scarse prestazioni non dipendano da altri fattori, quali la
disattivazione della modalit Ultra Ata del controller Ide, la presenza di vibrazioni che si propagano fino
allunit ottica attraverso lo chassis del computer (ventole di raffreddamento, dischi fissi ad alta velocit
di rotazione, altri drive ottici, e cos via). [PC Professionale: sett. 2005, p.264]
- chssis:
Per esempio, con un corretto collegamento della messa a terra possibile scaricare lelettricit statica
accumulata toccando la parte metallica dello chssis del computer, prevenendo eventuali danni che
potrebbero verificarsi durante la manipolazione dei componenti hardware. [PC Professionale: apr. 2003,
p.224]
- telaio:
Per consentire una corretta dispersione del calore in un telaio di dimensioni ridotte, Asus ha studiato un
apposito percorso per la circolazione dellaria che adotta due blocchi di dissipatori, uno dedicato alla
Cpu e laltro specifico per ladattatore grafico ed il chipset della scheda madre. [PC Professionale: giu.
2009. p.179]
RL.:
- case: registrato in W. Belardi [2000], G. De Santis [2005] e Devoto-Oli [2010];
- cabinet: registrato in W. Belardi [2000, p.84], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- chassis: registrato in Vocabolario Treccani Online [2012];
- chssis: registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

- 135 -
Chat [PC Professionale: lug. 2007, p.244] [ingl.: sost., der. del v. (to) chat chiacchierare, +
chat chiacchierata se.XX | it.: s.f.inv., 1992] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Conversazione
in tempo reale fra due o pi interlocutori. La comunicazione potrebbe essere effettuata
tramite la scrittura, la chiamata vocale o le video chiamate (detto anche live chat).
DER.: da chat derivano il verbo chattare ([it.: v.intr., der. di chat + <t> + -are, 1995]), nel
senso di conversare tramite chatline, che da taluni viene adattato con ciattare, e il
sostantivo chattista ([it.: s.m.inv. e s.f.inv., der. di chat + <t> + -ista, 1999]), che compete
allanglismo chatter ([it.: s.m.inv., 1998]). [cfr. GRADIT: 2007]
SIN.: messaggistica istantanea [PC Professionale: sett. 2007, p.261]
PQ.: chat impiegato 18 volte e il sostituto italiano messaggistica istantanea 7 volte, mentre i
derivati chattare e chattista non sono mai impiegati:
- chat:
Solo sul sito americano di HP stato pubblicato il documento HP Notebook Pcs - Quick Webcam
Setup with Vista che indica le procedure da seguire per far funzionare la webcam con alcuni dei pi
diffusi programmi di acquisizione video, editing e chat, in particolare Muvee autoProducer 5, Movie
Maker e Live Messenger. [PC Professionale: giu. 2007, p.244]
- messaggistica istantanea:
Recentemente, il software di messaggistica istantanea di Yahoo stato utilizzato come veicolo per la
diffusione di un cavallo di Troia.
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Chat-line [F. Berti: 2005, p.15] (anche chat line [G. De Santis: 2005] e chatline [N.
Zingarelli: 2007]) [ingl.: sost., comp. di chat (veda) + line linea, sec.XX | it.: s.f.inv.,
1994] [ndr. e GRADIT: 2007]: Collegamento telematico via modem, che rende possibile
svolgere unattivit di chat tramite apposito software su computer.
SIN.: collegamento per la conversazione [ndr.];
PQ.: non impiegato n questanglismo n il sostituto proposto. Per limpiego di
questanglismo nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Aumenta la solitudine del cittadino globale, come descritto da Bauman. Soprattutto da parte dei giovani
c, nelluso delle chat-line, un senso di solitudine da colmare e contemporaneamente un desiderio di
comunicazione e di relazione: quindi utilizzano qualsiasi strumento che hanno a disposizione. [F. Berti:
2005, p.15]
RL.:
- chat-line: registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- chat line: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005] (sotto la
voce chat), N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- chatline: questa variante registrata in N. Zingarelli [2007].

Chatroom [EUR.AC research: 2005, p.12] (anche chat room [N. Zingarelli: 2007] e chat-
room [GRADIT: 2007]) [ingl.: sost., comp. di chat (veda) + room stanza, 1994 | it.:
s.f.inv., 1995] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Sezione di una chatline, dedicata a
uno specifico argomento di discussione o a uno scambio di messaggi istantanei.
SIN.: stanza per la conversazione [ndr.].
PQ.: questanglismo, le sue varianti e il sostituto proposto non sono mai impiegati. Per
limpiego di questanglismo nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente
esempio:
Fare click sul titolo di una Chatroom per accedere e visualizzare gli utenti che vi partecipano! [EUR.AC
research: 2005, p.11]
RL.:
- chatroom: non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati;
- chat room: questa variante registrata in G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], N.

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Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- chat-room: questa variante registrata in GRADIT [2007].

Chatbot [Vocabolario Treccani Online: 2012] [ingl.: sost., comp. di chat (veda) + accorc. bot
(veda), ds | it.: s.f.inv., 2004] [GRADIT: 2007]: Bot capace di simulare una conversazione
con un essere umano.
PQ.: langlismo chatbot non mai impiegato. Per il suo impiego nellitaliano informatico
possiamo riportare il seguente esempio:
Si va dai servizievoli chatbot, le hostess virtuali che rispondono alle domande dei clienti, ai molesti
spambot, incaricati di inondare con pubblicit non richieste le caselle di posta elettronica. Dai discutibili
votebot, pronti a rispondere ai sondaggi online senza neppure l' incentivo di una fetta di salame, ai
neutri botnet che setacciano la Rete in cerca delle informazioni pi diverse. [R. Staglian: 2011]
RL.: questanglismo registrato in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Checksum [PC Professionale: sett. 2001, p.202]: [ingl.: sost., comp. di check controllo +
sum somma, 1940 | it.: s.m.inv., sec.XX] [Merriam-Webster: 2012 e ndr.]: Procedura di
calcolo e di riscontro numerico per rilevare eventuali errori (perdite) avvenuti nella
trasmissione di pacchetti di dati.
SIN.: somma di prova [W. Belardi: 2000], prova numerica [ibidem] e somma di controllo [PC
Professionale: sett. 2001, p.202].
PQ.: checksum impiegato 27 volte e il termine italiano somma di controllo impiegato una
sola volta tra parentesi come traduzione italiana del termine inglese, mentre gli altri
suggerimenti italiani non sono mai impiegati:
- checksum:
Al momento dellaccensione, il Bios carica i parametri operativi dalla memoria Cmos, ma prima di
applicarli calcola nuovamente il checksum e lo confronta con quello archiviato. [PC Professionale:
magg. 2010, p.178]
- somma di controllo:
Eventuali errori (checksum, in italiano somme di controllo) presenti sul supporto verrebbero corretti nel
disco di backup. [PC Professionale: magg. 2010, p.178]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e G. De
Santis [2005: veda check].

Chip(79) [S. Bertolacci: 2001, p.5] [ingl.: sost., der. dallingl. antico cipp pezzetto di legno,
dal 1962 (elettronica) | it.: s.m.inv., 1966] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]:
Lastrina di materiale semiconduttore (di solito silicio), in cui incorporato un circuito
integrato (microchip) in grado di svolgere le funzioni e le operazioni necessarie per
elaborare linformazione.
Il presente anglismo anche chiamato familiarmente microchip [Computer World Italia:
genn. 2010] ([ingl.: sost., comp. di micro- micro + chip, 1975 | it.: s.m.inv., 1985] [D.
Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]), che pu essere reso in italiano con microcircuito
integrato [Zanichelli editore: 2000].
SIN.: circuito integrato [L. Bragagnolo: 2002].
PQ.: chip impiegato 412 volte, circuito integrato una sola volta, mentre microchip e
microcircuito integrato non sono mai impiegati:
- chip:
I tre principali obiettivi dei ProtectTools sono: inibire laccesso a utenti non autorizzati, rendere
inaccessibili i dati memorizzati nei dischi locali e impedire lavvio del computer da un dispositivo
diverso da quelli integrati. Per implementare queste tre funzionalit stato inserito un dispositivo
chiamato Tpm (Trusted platform module), un chip dedicato alle funzioni di sicurezza informatica. [PC
Professionale: giu. 2007, p.242]
- circuito integrato:
Altri utenti hanno tentato di mitigare il problema sostituendo il dissipatore fornito di serie con uno pi

79
Con l'era dei chip T. De Mauro [2000] denomina lera dellinformatica e dellelettronica.

- 137 -
efficiente, ma anche in questo modo non si traggono benefici dal circuito integrato di gestione delle
ventole. [PC Professionale: febb. 2010, p.172-173]
RL.:
- chip: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- microchip: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
Infatti, F. Marri [1997] sostiene che ai primi momenti dellaccesso dellanglismo chip (che
lo considera il secondo americanismo destinato al successo nel linguaggio informatico
italiano) nella lingua italiana cera un tentativo di renderlo graficamente con cip, ma la grafia
inglese ha prevalso quasi subito:
Proprio il termine chip (la grafia inglese ha prevalso quasi subito, diversamente che per lidentico cip
del poker, a testimoniare una minor propensione verso ladattamento nostrano sopraggiunta alla fine
degli anni Sessanta) , dopo bit e poco prima di byte, il secondo americanismo destinato al successo in
virt della sua insuperabile economicit. [F. Marri: 1997, p.623]

Chipset [PC Professionale: nov. 2011, p.29] (anche chip set [GRADIT: 2007] e chip-set [PC
Professionale: febb. 2007, p.213]) [ingl.: sost., comp. di chip (veda) + set gruppo,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1995] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Insieme di circuiti integrati
(chip), che svolgono una certa funzione: nei personal computer, per esempio, il chipset
linsieme di chip di una scheda madre che si occupano di smistare e dirigere il traffico di
informazioni passante attraverso il bus di sistema, fra CPU, RAM e controller delle
periferiche di input/output (come floppy disk, hard disk, ecc.).
SIN.: gruppo di circuiti integrati [ndr.].
PQ.: chipset impiegato per circa 1122 volte e la variante chip-set 2 volte, mentre la variante
chip set e il suggerimento italiano non sono mai impiegati:
- chipset:
Nel confronto tra i due modelli, la HD4670 ha unarchitettura pi avanzata, mentre la HD3850 dotato
di un bus verso la memoria a 256 bit che gli consente una maggiore efficienza nellaccesso ai dati. Un
particolare dellHD3850 da tenere presente che si tratta di una scheda molto lunga, la cui installazione
pu quindi risultare difficile in case piccoli o molto popolati. Nonostante la sostituzione della scheda
grafica nel computer del lettore sia unoperazione praticabile, non possiamo non mettere in guardia
dalleventualit che si presentino incompatibilit di vario tipo: il gestore del bus Agp del chipset SiS
655FX non infatti stato progettato (e testato) per sostenere il traffico prodotto da un adattatore grafico
di ultima generazione.. [PC Professionale: febb. 2010, p.173]
- chip-set:
Recentemente ho sostituito il vecchio hard disk del mio Pc con un Maxtor 51536H2 da 15 GByte e da
quel giorno sono iniziate le difficolt. Premetto che il sistema basato su una scheda madre con chip-set
Intel 82440LX e il processore installato un Pentium II a 333MHz. [PC Professionale: dic. 2001,
p.209]
RL.:
- chipset: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005] e N.
Zingarelli [2007];
- chip set: questa variante registrata in GRADIT [2007];
- chip-set: questa variante non registrata in nessuno dei dizionari o vocabolari consultati.

Click [PC Professionale: genn. 2002, p.176] [ingl.: voce onomatopea, der. del v. (to) click,
sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Azione consistente nella pressione e nel rilascio del
dito su un tasto di mouse.
In italiano impiegata anche la variante clic, adattamento di click tramite leliminazione
della <k>. In N. Zingarelli [2007], inoltre, registrata anche la voce clcchete con lo stesso
significato.
DER.: dalla forma adattata in italiano, cio clic, derivato il verbo cliccare [PC

- 138 -
Professionale: dic. 2000, p.252] ([it.: v. intr. e tr., di clic + <c> + -are, 1989] [GRADIT:
2007]) nel senso di premere il pulsante del mouse per inviare un comando. Al posto di
cliccare si usa in generale il termine inglese clic (o click) preceduto dal verbo italiano fare,
come in Fare clic sul pulsante Avvio e selezionare Esegui [PC Professionale: giu. 2002,
p.176]. Inoltre, dal verbo cliccare sono derivati la forma gergale aggettivale cliccabile ([it.:
di clicc(are) + -abile, 1997] [Devoto-Oli: 2010]), che pu essere sostituita dallaggettivo
ipertestuale, e il sostantivo femminile cliccata ([it.: di clicc(are) + -ata, 1994] [GRADIT:
2007]) nel senso di scatto o azione ottenuta premendo un pulsante.
PQ.: clic (da solo o insieme al verbo fare) impiegato 523 volte, click (da solo o insieme
al verbo fare) 14 volte e il verbo cliccare 13 volte (10 volte come gerundio e 3 volte
come infinito tra virgolette):
- clic:
Linterfaccia grafica di Windows prevede diversi criteri per lordinamento dei file, ai quali e possibile
accedere mediante un clic del mouse in alcune zone della finestra di presentazione. [PC Professionale:
lug./ago. 2002, p.218]
- click:
Aprire Risorse del computer, fare click col tasto destro del mouse sullhard disk principale del sistema e
nel menu contestuale selezionare Propriet. [PC Professionale: lug./ago. 2003, p.171]
- cliccare:
Ho deciso di interromperlo [cio il programma attivo] cliccando sullapposito pulsante. [PC
Professionale: sett. 2005, p.269]
Peccato che egli non potr mai cliccare col mouse sul pulsante corrispondente [PC Professionale: dic.
2000, p.252]
RL.:
- click: registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007], G. De Santis [2005] e Devoto-Oli [2010];
- clic: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], N. Zingarelli [2007], G. De Santis [2005], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo
[2002], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- cliccabile: questo derivato aggettivale registrato in GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010];
- cliccare: questo derivato verbale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], G. De Santis [2005], W. Belardi [2000, p.96],
Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- cliccata: questo derivato nominale registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e
Devoto-Oli [2010].

Client [PC Professionale: ott. 2007, p.265] [ingl.: sost., der. dellanglo-francese clyent
cliente, sec.XX | it.: s.m.inv., 1994] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: In Internet o su una rete
locale, calcolatore, software o dispositivo che accede a risorse fornite da un server.
Inoltre, client si usa in funzione di aggettivo invariabile, come piattaforme client
[Computer World Italia: genn. 2010, p.51], programma cliente [PC Professionale: nov.
2004, p.225] e applicazione client [PC Professionale: lug./ago. 2002, p.217].
SIN.: propr. cliente [ndr.]
PQ.: client impiegato 172 (di cui 7 volte in funzione di aggettivo invariabile), mentre il
traducente proposto da noi non mai impiegato:
- client (s.m.inv.):
I router Linksys WAG54GX2 sembra avere un problema nella gestione degli indirizzi Ip:
praticamente impossibile avere pi di 6 client collegati contemporaneamente alla rete locale. [PC
Professionale: febb. 2008, p.204]
Un software comunemente utilizzato per la gestione di questa funzionalit il client LANDesk Client
Manager di Intel (spesso abbreviato Ldcm). [PC Professionale: magg. 2002, p.208]
- client (agg.inv.):
Unaltra forma di protezione non implementata dal programma client ma dal server postale. [PC
Professionale: nov. 2004, p.225]
Molti produttori vendono in ununica confezione sia laccess point sia la scheda client da utilizzare per

- 139 -
il collegamento. [PC Professionale: genn. 2009, p.174]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

ClipArt [B. Colombo: 2003, p.119] (anche clip art [GRADIT: 2007]) [ingl.: sost., comp. di
clip ritaglio + art arte, 1968 | it.: s.f.inv., 1996] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli:
2007]: Immagine o simbolo-logo predisegnato, archiviato nella memoria di software, che
lutente pu usare inserendolo nei file-documento, per uno scopo prevalentemente
ornamentale, in conformit al proprio gusto artistico.
SIN.: immagine artistica [W. Belardi: 2000].
PQ.: per una volta impiegato solo il termine inglese:
La suite funziona, ma quando cerco di inserire una clipart in Word un messaggio indica limpossibilit
di completare loperazione a causa di una classe non registrata. [PC Professionale: febb. 2006, p.249]
RL.:
- ClipArt e la variante clipart: non son registrati in nessuno dei dizionari o vocabolari
consultati;
- clip art: la variante registrata in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis
[2005] (ma come polirematica del lemma clip), Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Clipboard [PC Professionale: apr. 2004, p.230] [ingl.: sost., comp. di clip ritaglio + board
tavola, tabella, 1907 | it.: s.m.inv., 1998] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Risorsa di
memoria che memorizza automaticamente una copia dellultima informazione che stata
copiata o spostata.
A differenza di GRADIT [2007], in L. Bragagnolo [2002] e nel mensile PC Professionale
[apr. 2004, pp.231] al presente anglismo viene assegnato il genere femminile:
Questo file contiene un malware identificato da Norton Anti-Virus come virus Spybot. Oltre a copiare
tutti i dati che lutente digita sulla tastiera e tutto il contenuto della clipboard nei file indicati in
precedenza, il worm provvede anche a spedire periodicamente per posta elettronica il contenuto di
questi file a un indirizzo contenuto allinterno del proprio codice eseguibile
SIN.: tavola dei ritagli [G. De Santis: 2005] e appunti [W. Belardi: 2000]. Nella suite
Microsoft Office il presente anglismo viene reso definitivamente con litaliano Appunti.
PQ.: impiegato per 2 volte solo il termine inglese:
Nel file C:\Windows\Vxdload.log sono invece memorizzate le password del sistema e altre
informazioni personali che lutente immette tramite tastiera. Allo stesso modo viene intercettato ogni
utilizzo della clipboard e il suo contenuto di volta in volta copiato nel file C:\Windows\Rundllx.sys.
[PC Professionale: apr. 2004, p.230]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005] e GRADIT [2007].

Clock [G. Toffoli: 1989, 20] [ingl.: sost., der. del medio lat. clocca campanello, sec.XX | it.:
s.m.inv., 1989] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Oscillatore interno del calcolatore
operante con frequenza di diversi megahertz, che stabilisce la velocit di esecuzione delle
istruzioni macchina.
SIN.: orologio [PC Professionale: magg. 2001, p.207].
PQ.: risulta che il prestito inglese clock viene impiegato circa 128 volte, mentre orologio 3
volte:
- clock:
Per esempio, in un computer con processore Pentium 4 a 2,53 GHz, la frequenza operativa ottenuta
con un clock di base di 266 MHz e un moltiplicatore 9,5. [PC Professionale: apr. 2004, p.222]
- orologio:
Nella maggior parte dei casi, il cavallo di Troia modifica i riferimenti temporali utilizzati dai software di
sicurezza informatica per reperire gli aggiornamenti, alterando le date di alcuni file fondamentali oppure
lo stesso orologio di sistema in modo che lantivirus risulti sempre aggiornato. [PC Professionale: febb.

- 140 -
2009, p.183]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Cloud computing [Computer World Italia: nov. 2009, p.4] [ingl.: sost., comp. di cloud
nuvola + computing elaborazione, 2006 | it.: s.f.inv., 2009] [Merriam-Webster: 2012 e
Devoto-Oli: 2010]: Insieme di tecnologie informatiche che permettono lutilizzo di risorse
hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto tramite un server al quale si
accede con un abbonamento mensile.
Inoltre, nel linguaggio informatico italiano si usa anche cloud, laccorciamento del presente
anglismo, che dimostra un caso di oscillazione del genere, come vediamo nei seguenti esempi:
- cloud (s.f.inv.):
Lideale sarebbe avere la possibilit di utilizzare software che gi nella cloud, e pagare soltanto per
lutilizzo: qualcosa di simile al pay-for-click. [Computer World Italia: nov. 2009, p.5]
- cloud (s.m.inv.):
Per sincronizzare una cartella tra due Pc invece il software utilizza il cloud, dunque bisogna aver
sottoscritto un abbonamento al servizio on-line,visto che non previsto uno spazio a disposizione gratis.
[PC Professionale: nov. 2011, p.149]
Dallalto canto, laccorciamento cloud viene talvolta impiegato in funzione di aggettivo
invariabile per qualificare qualsiasi oggetto relativo alla tecnologia del cloud computing,
come in servizi cloud [Computer World Italia: nov. 2009, p.5], fornitori cloud [ivi.,
p.39], piattaforma cloud [Computer World Italia: genn. 2010, p.10], modello cloud
[Computer World Italia: giu. 2010, p.72], ecc.
PQ.: langlismo Cloud computing impiegato una sola volta e laccorciamento cloud
impiegato 2 volte come sostantivo maschile invariabile, mentre cloud in funzione di
aggettivo invariabile non mai impiegato:
- cloud computing:
Completiamo questa panoramica con la proposta di storage pi affascinante del momento, il cloud
computing. In questa metodologia di archiviazione ed elaborazione dei dati, una risorsa (come un disco
fisso) viene virtualizzata sotto forma di servizio in Rete ed quindi possibile dare accesso a
uninfrastruttura, a una piattaforma o a un software tramite un semplice browser Internet. [PC
Professionale: sett. 2009, p.169]
- cloud (s.m.inv.):
Arriva il navigatore sviluppato da Amazon per funzionare sul proprio tablet con il proprio cloud. [PC
Professionale: nov. 2011, p.188]
Dallaltro canto, nel mansile Computer World Italia [magg. 2010] cloud computing viene
menzionato 25 volte, laccorciamento cloud 9 volte come sostantivo femminile invariabile e
10 volte in funzione di aggettivo:
- Cloud computing:
Lo sforzo c per cercare di rendere disponibili i documenti in forma digitale e riunificare i servizi
integrando i diversi sistemi informativi, ma se su questo si potessero innestare delle iniziative
sistemiche di tipo IT si potrebbe fare un salto notevole. Si pensi al cloud computing, un modello
innovativo che si applicherebbe molto bene alla nostra PA. [Computer World Italia: magg. 2010, p.9]
- cloud (s.f.inv.):
Molte applicazioni legacy non sono state progettate per girare in una cloud o in altri ambienti 'elastici',
e quindi le loro stesse strutture di dati non lavorano in modo efficiente in ambienti del genere, spiega
Stephen Jaskin, CTO di Queplix, uno specialista di porting delle applicazioni legacy su cloud.
[Computer World Italia: magg. 2010, p.47]
- cloud (agg.):
Questo almeno ci che sostengono molti analisti, e i dipartimenti IT che hanno gi provato a creare
grosse infrastrutture cloud. [ivi, p.46]
RL.:
- Cloud computing: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2010];
- Cloud: laccorciamento non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati
.

- 141 -
Cloud Server [Computer World Italia: nov. 2009, p.40] [ingl.: sost., comp. di cloud nuvola
+ server servitore, 2009 | it.: s.m.inv., 2009] [ndr.]: Un vero server con paramentri
garantiti (Memoria, Cpu, Rete), realizzato su macchine multiprocessore-multicore
ridondate N+1 e con storage SAN ad alta disponibilit. possibile scegliere server di varia
potenza e assemblare delle infrastrutture complesse e dinamiche (Web server, db server,
load balancer, firewall, ecc.) [cfr. ibidem].
PQ.: non mai impiegato il termine inglese Cloud Server. Per il suo impiego nellitaliano
informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Offerta cloud: la piattaforma GoGrid offre storage basato su web, nonch la capacit di implementare
rapidamente nel cloud server virtuali basati su Windows e Linux, con software preinstallato tra cui
Apache, PHP, Microsoft SQL e MySQL. [Computer World Italia: nov. 2009, p.40]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Cluster [ingl.: sost., der. dellingl. antico cluster grappolo, sec.XX | it.: s.m.inv., seconda
met del XX secolo] [ndr.]:
1. [PC Professionale: apr. 2004, p.228]: Gruppo di computer connessi fra di loro tramite
una rete molto veloce, nella quale un sistema operativo fa s che tutti i computer siano
trattati come un unico computer multiprocessore o che si possano sostituire lun laltro in
caso di errori.
SIN.: rete di computer [PC Professionale: apr. 2005, p.161].
PQ.: cluster in questo senso impiegato 14 volte, mentre rete di computer 2 volte:
- cluster:
Nella maggior parte dei casi non necessario che i computer che compongono un cluster siano
uguali o in grado di esprimere la stessa potenza di calcolo. [PC Professionale: apr. 2005, p.161]
- rete di computer:
Ho saputo che nei casi in cui sono richieste elevate potenze di calcolo, come per esempio in analisi
scientifiche e simulazioni di fenomeni fisici, chimici e biologici, possibile utilizzare una rete di
computer sfruttando la loro capacit di calcolo complessiva. [PC Professionale: apr. 2005, p.161]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];

2. [PC Professionale: sett. 2002, p.238]: Unit di allocazione dei file in settori fisici su
supporti magnetici, definita dal file system.
PQ.: cluster - in questo senso - impiegato 33 volte:
Nella pratica, per, pi probabile che gli utenti preferiscano file system pi efficienti e strutturati
in maniera moderna, come Ntfs, disponibile in tutti i sistemi operativi Windows basati su
tecnologia Nt. Questo file system in grado di gestire partizioni di 16 Tbyte mantenendo una
dimensione del cluster di soli 4 Kbyte. [PC Professionale: magg. 2009, p.174]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], GRADIT [2007] e N. Zingarelli [2007].

Community [Computer World Italia: giu. 2010, p.40] [ingl.: sost., der. del fr. antico comunit
comunit, sec.XX | it.: s.f.inv., 1999] [ndr. e GRADIT: 2007]: Insieme di persone iscritte
a un certo sito, in cui possibile usufruire di particolari servizi, scambiarsi messaggi e
partecipare a forum di discussione.
SIN.: propr. comunit [Devoto-Oli: 2010].
PQ.: langlismo community impiegato volta, mentre il termine italiano comunit 11 volte:
- community:
Spesso questa operazione viene presentata proprio come la creazione di una community, in modo da
mantenere i contatti con i propri conoscenti. [PC Professionale: febb. 2008, p.207]
- comunit:
Il codice aperto di Linux permette alla comunit Open Source di sviluppare pi rapidamente le soluzioni
ai problemi di sicurezza. [PC Professionale: magg. 2008, p.220]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

- 142 -
Compact disc [http://www.compact-disc.it/: 06/09/2011] (o compact disk [Devoto-Oli: 2010])
[ingl.: sost., comp. di compact compatto + disc disco, 1979 | it.: s.m.inv., 1983] [D.
Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Piccolo disco, in cui sono registrati in forma digitale
suoni, immagini o altri dati, e che viene decodificato da un lettore ottico mediante raggio
laser; anche ci che registrato su tale disco.
Oltre al presente anglisno, si usa anche il suo accorciamento compact ([ingl.: 1979 | it.:
1984] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]).
SIG.: CD. [Microsoft Corporation: 1999, p.171] (anche cid [N. Zingarelli: 2007]) ([ingl.:
1979 | it.: s.m.inv., 1985] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]).
SIN.: disco compatto [T. De Mauro: 2000].
PQ.: il termine compact disc impiegato 2 volte e la sigla CD 379 volte, mentre il termine
italiano disco compatto, la variante compact disk e laccorciamento compact non sono mai
impiegati:
- compact disc:
Questo servizio accusato di avere un impatto negativo sulle vendite dei compact disc in quanto
permetterebbe agli utenti di scambiarsi file musicali, rendendo inutile lacquisto della registrazione
originale. [PC Professionale: apr. 2011, p.196]
- CD:
Inoltre, la disattivazione dellautoplay crea qualche problema anche a Windows Media-Player, che
potrebbe non essere pi in grado di rilevare la sostituzione di un Cd nel lettore. [PC Professionale: sett.
2007, p.261]
RL.:
- compact disc: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online
[2012];
- compact disk: la variante registrata in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], e Devoto-Oli [2010];
- compact: questo accorciamento inglese registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- CD: la sigla inglese registrata in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo
[2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007],
Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Computer [B. Colombo: 2003, p.2] [ingl.: sost., der. del v. (to) compute calcolare(dal fr.
computer computare), 1945 (teoricamente dal 1937) | it.: s.m.inv., prima del 1966] [D.
Harper: 2010 e Devoto-Oli: 2006]: Macchina elettronica, statica, programmabile,
strutturata attorno ad un microprocessore e in grado di eseguire calcoli ad altissima
velocit. Le applicazioni dei computer sono infinite ma, da un punto di vista oggettivo, il
computer utile e applicabile in tutte quelle situazioni in cui esistono problemi che
possono essere tradotti in formule di tipo matematico.
Da computer nascono il diminutivo computerno [Devoto-Oli: 2006] e laccrescitivo
computerne [Devoto-Oli: 2010].
SIN.: elaboratore (elettronico) [N. Zingarelli: 2007] e calcolatore (elettronico) [T. De Mauro:
2000].
Ai primi momenti daccesso in italiano il termine computer affront resistenza di qualche
traducente italiano, come calcolatrice, calcolatore, ordinatore, elaboratore, cervello
elettronico, ecc. Ecco una citazione riportata da F. Marri [1997], che parla di questa lotta e,
per di pi, delle derivazioni relative allanglismo computer:
Si pu intanto tracciare un bilancio della lotta tra i vari sinonimi degli ingl. computer o calculator.
Calcolatrice comincia a decadere dopo il 61, specializzandosi nella designazione delle piccole
macchine da tavolo per fare i conti (cos, chiaramente, lo Zingarelli 1970; non altrettanto il Devoto-Oli
1971). Calcolatore, usato nel 1959 dalla citata traduzione di Hoyle(80) e nel dicembre dello stesso anno

80
Fred Hoyle, Black cloud, 1958 (trad. it. di L. Bianciardi, La nuvola nera, Filtrinelli, Milano, 1959)

- 143 -
da Selezione in un articolo sul nastro magnetico, lemmatizzato dallAppendice 1963 del Dizionario
Enciclopedico Italiano; gli si alterna, ancora nel 62 presso Roberto Busa(81), elaboratore (forte pure dei
consanguinei elaborare, elaborazione), che col 78 diverr finalmente lemma nellAppendice IV
dellEnciclopedia Italiana. Ordinatore, il solo altro termine teoricamente idoneo alluso generale, anche
per la sua comprensibilit in tutte le lingue romanze, conduce vita stentata dal 1962 circa (specialmente
nelle traduzioni dal francese), incappando in qualche reprimenda finch la sua tardiva inclusione nello
Zingarelli 1983 assume quasi il sapore di una registrazione a futura memoria. Infine, cervello
elettronico: rifiutato dagli specialisti per le implicazioni antropologiche (riversate, semmai, sul mito
odierno dellintelligenza artificiale), seguiter a vivere nel linguaggio comune fino, inopinatamente,
allultramoderno Pendolo di Foucault di Umberto Eco [, pubblicato a Milano nel 1988]. Ma la sua
decadenza appare inarrestabile con lavvento dellera dei personal, che porta sulle bocche di tutti
loriginario computer (di largo uso almeno dal 1966), divenuto meno misterioso e inattingibile dei
vecchi, enormi cervelli elettronici.
Computer (ordinariamente pronunciato compiter, coi suoi composti micro- mini- supercomputer)
produce, verso la fine della nostra epoca, computerizzare -izzato -izzazione (oltre al computerese degli
anni Ottanta) e, attraverso un riaggancio alla radice computare (da cui Arrigo Castellani ha preso le
mosse per proporre computiere), seppure sempre con la mediazione inglese, computazionale (1966),
computistico (1974), computabile it (1968, 1973).
[F. Marri: 1997, pp.624-625]
DER.: da computer derivano computerizzare [Computer World Italia: lug./ago. 2010, p.68]
([it.: v. tr., der. di computer + -izzare, 1969] [N. Zingarelli: 2007]); computeriale ([it.:
(raro), agg., der. di computer + -iale, 1990] [GRADIT: 2007]), nel senso di effettuato
mediante luso del computer; computeristico ([it.: agg., der. di computer + -istico, 1985]
[N. Zingarelli: 2007]), nel senso di relativo al computer; computeria ([it.: s.f., der. di
computer + -ia, prima del 1999] [GRADIT: 2007]) e computeristica ([it.: s.f., der. di
computer + -istica, sec.XX] [Vocabolario Treccani Online: 2012]), nel senso di attivit
industriale e le relative applicazioni per lo sviluppo delle apparecchiature informatiche.
Oltre a questi derivati, i dizionari italiani delluso aggiungono computerese ([it.: s.m. (pl.
computeresi), 1983] [N. Zingarelli: 2007]), che indica scherzosamente il linguaggio
specialistico relativo al computer, costituito per lo pi da calchi e prestiti dallinglese.
Infatti, qui dobbiamo accennare che computerese si trova in inglese come derivazione di
computer a partire del 1960 ([Merriam-Webster: 2012]), cio prima della sua esistenza in
italiano, il che appoggia lipotesi che computerese non derivi da computer, ma un
anglismo vero e proprio.
Dallaltro canto, dal derivato verbale denominale computerizzare derivano
computerizzazione [it.: s.f.inv., der. di computerizz(are) + -azione, 1969] [N. Zingarelli:
2007]), computerizzato ([it.: agg. e part. pass., prima del 1969] [Devoto-Oli: 2006]) e
computerizzabile ([it.: agg., 1983] [N. Zingarelli: 2007]).
COMP.: da un altro canto, computer entra a far parte di tanti composti, come minicomputer
(veda), microcomputer (veda), compufonino ([it.: comp. di compu(ter) + (tele)fonino, 1996]
[GRADIT: 2007]) nel senso di telefonino dotato delle funzionalit e del sistema operativo
di un computer, portacomputer ([it.: comp. di porta(re) + computer, 1998] [GRADIT:
2007]), ecc.
PQ.: computer impiegato circa 3265 volte, il termine italiano elaboratore (elettronico) 9
volte, il derivato computerizzato 2 volte, mentre tutti gli altri traducenti, composti, derivati e
alterati realizzati nellitaliano non sono mai impiegati:
- computer:
Si ottiene un reale aumento delle prestazioni solo quando le informazioni richieste dal computer si
trovano gi nella memoria cache del disco oppure quando si scrive un file pi piccolo del buffer di I/O.
[PC Professionale: mar. 2007, p.226]
- elaboratore (elettronico):
Purtroppo, il computer Asus T2-R del lettore, progettato come elaboratore super compatto, adotta una
configurazione hardware peculiare che si basa su un Northbridge AMD/ATI RS300 e un Southbridge
IXP200. [PC Professionale: mar. 2009, p.188]

81
R. Busa, Lanalisi linguistica nellevoluzione mondiale dei mezzi dinformazione, in Almanacco letterario
Bompiani, 1962, pp.103-117.

- 144 -
- computerizzato (agg. o part. pass.):
Purtroppo, su questo Pc non sono disponibili n porte seriali n parallele, di cui ho bisogno per
collegare sia una stampante laser HP LaserJet 1100 sia una ricamatrice computerizzata che prevede solo
la connessione seriale. [PC Professionale: ott. 2008, p.238]
RL.:
- computer: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], T. De Mauro [2000],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- computerese: registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- computeriale: questo derivato aggettivale registrato in T. De Mauro [2000], GRADIT
[2007] e N. Zingarelli [2007];
- computeristico: questo derivato aggettivale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- computeristica: questo derivato nominale registrato in Vocabolario Treccani Online
[2012];
- computerizzabile: il derivato aggettivale registrato in T. De Mauro [2000] e N. Zingarelli
[2007];
- computerizzare: questo derivato verbale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli
[2006], N. Zingarelli [2007], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- computerizzato: questo derivato aggettivale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli
[2006], N. Zingarelli [2007], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- computerizzazione: questo derivato nominale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-
Oli [2006], N. Zingarelli [2007], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

Computer animation [Devoto-Oli: 2006] [ingl.: sost., comp. di computer + animation


animazione, sec.XX | it.: s.f.inv., sec.XX] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Animazione di
immagini create al computer, impiegata per la realizzazione di effetti speciali
cinematografici o di videogiochi.
SIN.: animazione (grafica) [ndr.], animazione (mediante elaboratore) [Zanichelli editore:
2000] e animazione al computer [http://it.wikipedia.org/wiki/Animazione_al_computer:
l8/05/2012]
PQ.: il termine animazione (grafica / mediante elaboratore) impiegato 13 volte, mentre
computer animation e animazione al computer non sono mai impiegati:
Nella zona della finestra dellanimazione Flash appare un riquadro bianco con il tooltip che invita a fare
clic per eseguire lanimazione: questa per non si avvia e si cancella anche il suo contenitore. [PC
Professionale: ott.2006, p.238]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Computer crime [G. Vaciago: 2007] [ingl.: sost., comp. di computer + crime crimine,
reato, sec.XX | it.: s.m.inv., 1995] [ndr. e GRADIT: 2007]: Reato compiuto approfittando
illecitamente delle tecnologie informatiche.
Un altro sinonimo inglese di computer crime cybercrime (lemmatizzato solo da L.
Bragagnolo [2002]), che viene sostituito dai composti misti cybercrimine [it.: comp. di cyber-
+ crimine, 2001] [GRADIT: 2007] e cyber-reato ([it.: s.m., comp. di cyber + reato, 2000]
[Devoto-Oli: 2010].
SIN.: reato (informatico) [PC Professionale: giu. 2000, p.247], crimine (informatico) [L.
Bragagnolo: 2002], cybercrimine [Devoto-Oli: 2010] e cyber-reato [ibidem].
PQ.: il termine italiano reato (informatico) impiegato 29 volte e crimine (informatico) 3

- 145 -
volte, mentre computer crime, cybercrime, cybercrimine e cyber-reato non sono mai
impiegati:
- reato (informatico):
Per quanto riguarda le attivit investigative dei corpi di Polizia, siamo certi che il nucleo che si occupa
specificamente di questi reati sia competente e qualificato e sappia facilmente a distinguere un accesso
fortuito a un sito contenente materiale illegale da un utilizzo continuativo e interessato. [PC
Professionale: dic. 2000, p.241]
- crimine (informatico):
Microsoft giustifica queste scelte e lobbligo di ottenere la certificazione con una recente integrazione
alle norme giuridiche americane che hanno di fatto reso un crimine non solo la copia illegale di
software, ma anche il tentativo di aggirare le funzioni di protezione anti-pirateria. [PC Professionale:
ott. 2001, p.280]
Per limpiego di cybercrime nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente
esempio:
Lattenzione sembra per il momento essersi concentrata anzitutto sui rischi del cybercrime, che sono
per solo un aspetto, uno dei fattori di rischio. [Computer World Italia: dic. 2009, p.22]
RL.:
- computer crime: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002] Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- cybercrime: registrato in L. Bragagnolo [2002].

Computer graphics [Devoto-Oli: 2006] [ingl.: sost., comp. di computer + graphics grafica,
anni 60 | it.: s.f.inv., 1992] [Enciclopedia Treccani Online: 2012 e Devoto-Oli: 2006]:
Elaborazione di immagini mediante il computer; utilizzata in particolare nel disegno
industriale, nella simulazione di sistemi fisici complessi, nellanalisi visiva di dati
sperimentali e statistici, nella produzione di filmati di animazione e nella realt virtuale.
SIN.: grafica computerizzata e computer grafica [Vocabolario Treccani Online [2012] (o
computergrafica [L. Bragagnolo: 2002]). Come aggettivo L. Bragagnolo [2002] impiega a
p.587 computergrafico: [il videogioco un] software computergrafico con effetti audio.
PQ.: il traducente italiano grafica computerizzata impiegato una sola volta, mentre
computer grafica, computergrafica, computergrafico e computer graphics non sono mai
impiegati:
Questa differenza comporta aumenti di velocit [..] anche nella gestione della grafica computerizzata.
[PC Professionale: mar. 2005, p.174]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Computer music [PC Professionale: magg. 2001, p.213] [ingl.: sost., comp. di computer +
music musica, sec.XX | it.: s.f.inv., 1970] [ndr. e GRADIT: 2007]: Genere di musica
prodotto al computer e la relativa tendenza musicale.
SIN.: musica computerizzata [ndr.].
PQ.: computer music impiegato una volta, mentre il traducente proposto non mai
impiegato:
Edirol ci segnala che i prodotti RolandED delle linee Audio, Video e Computer Music (come il Roland
U-8 recensito sul numero scorso a pagina 100) sono distribuiti in tutta Europa Italia inclusa - da Edirol
Europe Ltd, che comunque una societ del gruppo Roland, e non da Roland Italy. [PC Professionale:
magg. 2001, p.213]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Connection Manager [Microsoft Corporation: 1999, p.9] [ingl.: sost., comp. di connection
connessione + manager gestore, fine sec.XX | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [ndr.]:
Programma versatile per la connessione telefonica a Internet del client che possibile
personalizzare mediante Connection Manager Administration Kit (veda CMAK).

- 146 -
PQ.: Connection Manager impiegato 5 volte:
Per alcuni giorni tutto ha funzionato regolarmente, poi, avviando il computer e cercando di connettermi
alla Rete con Internet Explorer 8 (il provider Alice con il modem Pirelli), al posto della connessione
remota apparsa unaltra finestra con il messaggio: Errore 711: Impossibile completare loperazione
perch il servizio Connection Manager non stato avviato in tempo. [PC Professionale: Gen. 2010,
p.168]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Cookie [Microsoft Corporation: 1999, p.16] [ingl.: sost., der. del germanico medio koke
biscotto, sec.XX | it.: s.m.inv., 1994] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Piccolo
file (circa 4 KB), che contiene in partenza un insieme strutturato di richieste di dati
informatici conoscitivi a scopo di marketing e inviato, per autoinformarsi, dal server di un
sito Web a ogni browser client installato su computer terminali al primo accesso, in modo
che lente che gestisce il sito Web possa conoscere chi lo stia visitando ed avere
informazioni su di lui.
PQ.: il termine inglese cookie impiegato 48 volte:
Il servizio di consultazione gratuito previa registrazione, tuttavia ugualmente possibile utilizzare il
plug-in di ricerca perch, dopo aver inserito la prima volta le credenziali di accesso, il browser manterr
nella cache un apposito cookie per evitare la ripetizione del login a ogni consultazione. [PC
Professionale: giu. 2011, p.187]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Crack [G. De Santis: 2005] [ingl.: sost., dal v. (to) crack scassinare, met degli anni 80 | it.:
s.m.inv., sec.XX] [F. Longo: 2010 e Devoto-Oli: 2006]: Programma o software in grado
di generare illegalmente codici di registrazione (serial number) di programmi non
freeware e di scoprire una password altrui tramite una serie varia di tentativi e di
procedure.
Dallaltro canto, nel gergo informatico italiano il verbo inglese (to) crack viene adattato
nelle seguenti varianti grafiche: craccare ([it.: v.tr., dallinglese (to) crac(k) + <c> + -are,
1994] [N. Zingarelli: 2007]), crackare ([it.: v.tr., dallinglese (to) crack + -are, 1999]
[GRADIT [2007]) o crackkare [G. De Santis: 2005] ([it.: v.tr., dallinglese (to) cra(c)k + <k>
+ -are, sec.XX] [ndr.]), che si usano nel senso di copiare illegalmente software o violarne le
chiavi di protezione usate.
SIN.: software pirata [PC Professionale: mar. 2004, p.192] e programma pirata [PC
Professionale: nov. 2004, p.224].
PQ.: crack impiegato una sola volta e tra virgolette, il che ci mostra che limpiego del
presente anglismo non ancora imposto nellitaliano informatico, programma pirata 12
volte, software pirata 25 volte, mentre i derivati craccare, crackare e crakkare non sono
mai impiegati:
- crack:
I cosiddetti crack e keygen sono spesso utilizzati come vettori di virus e malware. [PC
Professionale: nov. 2011, p.181].
- programma pirata:
Real-Networks ha sempre reagito prontamente nei confronti di questi programmi, scoraggiando la loro
diffusione attraverso azioni legali (le disponibilit economiche di Real-Network consentono di
intraprendere azioni di questo tipo in tutti i Paesi del mondo) e con una continua modifica dei formati,
in modo da rendere rapidamente incompatibile ogni programma pirata. [PC Professionale: lug./ago.
2003, p.166]
- software pirata:
Lo spyware VX2, catalogato nella Tac (Threat assessment chart, classifica di valutazione della
pericolosit) di Ad-Aware, un software pirata che si installa senza il permesso dellutente e pu
aggiornarsi automaticamente scaricando da Internet le nuove versioni del suo codice eseguibile, allo
scopo di non essere rilevato e rimosso dal sistema. [PC Professionale: mar. 2005, p.176]

- 147 -
RL.:
- crack: registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010];
- craccare: registrato in G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- crackare: questa variante registrata in L. Bragagnolo [2002], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- crakkare: questa variante registrata in G. De Santis [2005].

Cracker [B. Colombo: 2003, p.58] [ingl.: sost., der. del v. (to) crack scassinare, sec.XX | it.:
s.m.inv., fine sec.XX] [Devoto-Oli: 2006]: Superesperti privati di informatica, che,
agendo nellombra, traggono vantaggi economici del tutto illegali con lintrodursi
violando password e firewall in reti militari, finanziarie, amministrative e aziendali,
collo scopo di rubare segreti, deviare altrove somme ingenti di denaro e impadronirsi del
codice sorgente di numerosi programmi per farne cloni in barba al copyright. Alcuni li
distinguono dagli hacker (veda hacker).
SIN.: pirata informatico [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.174].
PQ.: cracker non mai impiegato, mentre pirata informatico impiegato 7 volte:
Nel momento in cui il file viene aperto, il pirata informatico ottiene gli stessi privilegi dellutente che
sta eseguendo la suite Office, cosa particolarmente grave nel caso di un amministratore perch
fornirebbe la piena possibilit di installare programmi, visualizzare, cambiare e cancellare dati, accedere
alle funzioni di gestione e creazione degli account. [PC Professionale: magg. 2006, 245]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

Crawler [http://www.webitalia.biz/architetto-web.html: 12/11/2010] [ingl.: sost., der. del v.


(to) crawl procedere lentamente, strisciare, sec.XX | it.: s.m.inv., 1998] [ndr. e GRADIT:
2007]: Software programmato per navigare automaticamente in Internet raccogliendo
informazioni che successivamente verranno organizzate da un motore di ricerca.
SIN.: perlustratore del Web [F. Longo: 2010: sotto la voce spider].
PQ.: non viene impiegato n crawler n perlustratore del Web. Per limpiego del presente
anglismo nel linguaggio informatico italiano possiamo riportare il seguente esempio:
Il web architect dovrebbe conoscere l'importanza dei seguenti concetti:
Nozioni sulle usanze demografiche degli navigatori
Le statistiche delle visite
Ottimizzazione delle pagine web per i bot e crawler dei search engine ma anche per i recensori
umani dei directorie
[http://www.webitalia.biz/architetto-web.html: 12/11/2010]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012].

CurrentStyle [Microsoft Corporation: 1999, p.28] [ingl.: sost., comp. di current attuale +
style stile, fine sec.XX | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [ndr.]: Oggetto che indica il valore
corrente utilizzato da ciascun elemento per tutte le propriet CSS (veda) e non solo quelle
posizionate esplicitamente sulloggetto. Loggetto currentStyle rappresenta lo stile e il
formato sovrapposto delloggetto specificato da fogli di stile, stili in linea e attributi HTML
globali.
PQ.: non mai impiegato il presente anglismo. Per il suo impiego nel linguaggio informatico
italiano possiamo riportare il seguente esempio:
Loggetto CurrentStyle supporta propriet definite dallutente nelle norme per lo stile. Restituisce valori
che riflettono le impostazioni di stile applicate alle pagine e pu non riflettere il rendering corrente al
momento del recupero del valore. [Microsoft Corporation: 1999, p.28]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

- 148 -
Data [N. Zingarelli: 2007] [ingl.: sost. pl. di datum dato (dal lat. datum, part. pass. neutro
sost. del v. dre dare), 1946 | it.: s.m.pl., 1985] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]:
Insieme di dati destinati a essere elaborati, per lo pi elettronicamente.
Per il genere, nel GRADIT [2007] langlismo data femminile.
SIN.: dati, che ha sostituito definitivamente il presente anglismo.
PQ.: il traducente italiano dati impiegato circa 2223 volte, mentre langlismo data non mai
impiegato:
Quando la temperatura supera i limiti previsti, la Cpu attiva procedure specifiche per prevenire danni,
tra cui, ovviamente, il progressivo rallentamento della velocit di elaborazione dati. [PC Professionale:
sett. 2010, p.175]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], G. De Santis
[2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].
Oltre a ci, il termine viene impiegato in inglese in alcuni nomi composti e in una ampia
serie di locuzioni, che sono imposti anche nellitaliano informatico: database (veda); data
entry ([it.: 1996]); data processing ([it.: 1986]), che viene reso in italiano con elaborazione
dati; data frame ([it.: 1998]); data link ([it.: 1998]); data mart ([it.: 1998]); data mining ([it.:
1998]); data rate ([it.: 1998]); data glove ([it.: 1998]), Data Access Objects (DAO); Data
Base Management System (DBMS); Data Communication Equipment (DCE); Data
Description Language (DDL); Data Encryption Standard (DES); data fork (veda); Data Link
Control (DLC); Data Terminal Equipment (DTE); data capture; data dictionary; data item;
data terminal; data terminal ready; data type, data warehouse; databank e datacomms. (Per
ulteriori dettagli veda W. Belardi [2000, pp.124-125] e GRADIT [2007])

Database [B. Colombo: 2003, p.250] (o data base [T. De Mauro: 2000] e data-base [PC
Professionale: giu. 2011, p.284]) [ingl.: sost., comp. di data data+ base base, supporto,
1962 | it.: s.m.inv., 1979] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Insieme di informazioni tra
loro omogenee, strutturato logicamente cos da poter essere ordinato e consultato secondo
criteri diversi e mediante appositi programmi di gestione e di ricerca (chiamati anchessi
database, ma pi propriamente denominati database management system (DBMS)).
Il lessico informatico italiano riceve nel 1998 anche langlismo databank come un
sinonimo di database, che non sopravvive tanto venendo sostituito da banca dati, termine gi
in uso nel settore informatico dal 1955. [cfr. GRADIT: 2007, sotto le voci databank e banca]
SIG.: DB [PC Professionale: febb. 2001, p.185].
SIN.: base di dati [B. Colombo: 2003, p.250 e Devoto-Oli: 2006], base dati [PC
Professionale: lug./ago. 2007, p.246] e banca dati [W. Belardi: 2000]
PQ.: database viene impiegato 136 volte, la variante data-base 2 volte, banca dati 15 volte,
base di dati 3 volte, la variante base dati 2 volte e la sigla DB 2 volte, mentre langlismo
databank e la variante data base non sono mai impiegati:
- database:
I sistemi server sono specializzati nella gestione dei servizi per gli utenti di una rete: possono fornire
accesso alle informazioni di un database o consentire la condivisione di periferiche quali stampanti,
scanner e cos via. [PC Professionale: ott. 2003, p.222]
- data-base:
In secondo luogo, il recepimento della direttiva sulla tutela delle banche dati ha stabilito la
sanzionabilit penale della duplicazione abusiva a scopo di profitto di un data-base, stabilendo cos un
preciso distinguo con lipotesi della riproduzione illecita di software, che lo ripeto reato se
commessa a scopo di lucro. [PC Professionale: giu. 2000, p.248]
- base di dati:
Un software analogo ma dotato di un buon sistema di apprendimento Ella for Spam Control. La sua
caratteristica principale quella di riuscire a individuare le mail utili usando come base di dati le
cartelle della posta gi ricevuta. [PC Professionale: sett. 2007, p.265]
- base dati:
sufficiente entrare nel menu File, selezionare la voce Data File Management, poi il nome del database
e premere Impostazioni. Sar visualizzato il percorso in cui archiviata la base dati del programma

- 149 -
(Outlook.pst), facilmente copiabile su un dispositivo rimovibile. [PC Professionale: ago. 2009, p.177]
- banca dati:
Sono il responsabile informatico di unazienda che si occupa della gestione di banche dati per fini
statistici. [PC Professionale: sett. 2001, 195]
- DB:
La stessa situazione mi capitata la seconda volta. Lo stesso DB andava pubblicato in Internet. Per far
questo volevo utilizzare FrontPage, anche perch il DB andava inserito in un Web
(www.infinito.it/utenti/pfsnet) gi creato con il celebre programma Microsoft. [PC Professionale: febb.
2001, 185]
RL.:
- database: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- data base: questa variante registrata in GRADIT [2007];
- data-base: questa variante non registrata in nessuno dei vocabolari e dizionari consultati;
- data base: questa variante registrata in T. De Mauro [2000] e GRADIT [2007] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- DB: la sigla registrata in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
G. De Santis [2005], GRADIT [2007] e N. Zingarelli [2007];
- databank: registrato in W. Belardi [2000] e GRADIT [2007] (che registra anche la variante
data bank).

Data fork [Symantec Corporation: 2000, p.92] [ingl.: sost., comp. di data dati + fork
porzione, 1984 | it.: s.m.inv. e s.f.inv., ultimo ventennio del XX secolo] [ndr., L.
Bragagnolo: 2002 e Symantec Corporation: 2000, p.92]: La parte di qualsiasi file di tipo
Macintosh, che contiene testo, grafica o altro tipo di informazione.
PQ.: non mai impiegato questanglismo. Per il suo impiego nel linguaggio informatico
italiano possiamo riportare il seguente esempio:
Il testo inserito tramite lutilizzo di un programma di elaborazione testi viene memorizzato nella data
fork del documento di archivio. [Symantec Corporation: 2000, p.92]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002].

Data type [O. Signore: 2001, p.5] [ingl.: sost., comp. di data dati + type tipo, sec.XX | it.:
s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Specie particolare di dati, definita dai valori che pu assumere e
dal linguaggio e dal programma con quali pu essere trattato.
SIN.: tipo di dati [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: il termine inglese non impiegato, mentre quello italiano impiegato 4 volte:
Per il riconoscimento del tipo di dati presenti allinterno di un file, e per poter associare a ogni tipo di
file il corretto programma di gestione, i vari applicativi inseriscono nel Registro di configurazione delle
chiavi che forniscono, di volta in volta, informazioni specifiche al sistema operativo. [PC Professionale:
febb. 2001, p.178]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000].

Debug [Microsoft Corporation: 1999, p.29] [ingl.: sost., comp. di de- de- + bug difetto in
macchina, 1945 | it.: s.m.inv., 1981] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Operazione di
messa a punto di un programma, che permette lindividuazione e la correzione degli errori
di procedura e di linguaggio del programma.
Un altro termine inglese entrato nel lessico informatico italiano con lo stesso significato
debugging [PC Professionale: ott. 2003, p.228] ([it.: s.m.inv., 1981] [GRADIT: 2007])
DER.: dallanglismo debug deriva debuggare ([it.: v.tr., der. di debug + <g> + -are, 2001]
[GRADIT: 2007]), nel senso di sottoporre a debug.
SIN.: correzione degli errori [PC Professionale: genn. 2004, p.203].
PQ.: il prestito inglese debug viene impiegato 11 volte, debugging 3 volte e il termine italiano
5 volte:

- 150 -
- debug:
Il fatto che si presenti la schermata derrore in cui si chiede allutente se desidera inviare le informazioni
di debug a Microsoft lascerebbe pensare proprio a un problema dovuto a driver malfunzionanti [PC
Professionale: febb. 2004, p.162]
- debugging:
La scomparsa occasionale di alcune icone dallarea di notifica di Windows un problema noto e
investigato anche da Microsoft. Purtroppo, le difficolt di replicare il malfunzionamento complicano le
operazioni di debugging e lanomalia non stata ancora del tutto risolta. [PC Professionale: nov. 2008,
p.236]
- correzione degli errori:
Se questo si prolungasse oltre tempi ragionevoli (anche diverse decine di minuti), possibile che il
sistema sia stato infettato da qualche cavallo di Troia che impedisce la correzione degli errori del file
system allo scopo di autoproteggersi. [PC Professionale: genn. 2006, p.279]
RL.:
- debug: registrato in W. Belardi [2000];
- debugging: registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- debuggare: registrato in GRADIT [2007].

Debugger [PC Professionale: ago. 2010, p.168] [ingl.: sost., dal v. (to) debug correggere,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1985] [ndr. e GRADIT: 2007]: Programma utilizzato per la ricerca e
la correzione degli errori allinterno di altri programmi e per aiutare il programmatore ad
osservare il funzionamento del programma punto per punto ed esaminare e cambiare i
valori delle variabili.
PQ.: debugger viene impiegato una sola volta:
A ogni avvio del sistema appare una finestra derrore che recita: Questo programma richiede almeno
Windows 2000 con Sptd 1.60 o superiori. Il debugger del Kernel devessere disabilitato. [PC
Professionale: ago. 2010, p.168]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002] e GRADIT [2007].

Desktop
1. [B. Colombo: 2003, p.6] [ingl.: sost., comp. di desk scrivania + top piano, 1958 | it.:
s.m.inv., 1989] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Rappresentazione grafica delle
risorse disponibili, che compare sullo schermo allavvio del computer.
SIN.: scrivania [PC Professionale: nov. 2011, p.31].
PQ.: desktop impiegato 63 volte, mentre litaliano scrivania 15 volte:
- desktop:
Il pannello ATI e tutte le funzionalit correlate possono sempre essere richiamate dal menu
contestuale visualizzabile facendo clic col tasto destro del mouse sul desktop. [PC Professionale: mar.
2010, p.186]
- scrivania:
Quando il servizio di aggiornamento automatico sar chiuso, fare doppio clic sullicona Computer
sulla scrivania, raggiungere la cartella C:\Windows e rinominare la directory SoftwareDistribution in
SdOld. [PC Professionale: lug./ago. 2008, p.204]
RL.: il presente anglismo in questo significato registrato in T. De Mauro [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];

2. [PC Professionale: apr. 2002, p.200] [ingl.: accorc. di desktop (computer), 1983 | it.
s.m.inv., 1989] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Computer da tavolo costituito da
ununit centrale, ununit video, una tastiera e un mouse. Come un tentativo di creare una
forma italiana che rispetta la sequenza determinato + determinante sono nati i due termini
computer desktop [PC Professionale: nov. 2011, p.53] e PC desktop [ivi, p.83].
SIN.: computer da tavolo [T. De Mauro: 2000], computer da scrivania [PC Professionale:
dic. 2000, p.233], PC fisso [B. Colombo: 2003, p.6] e PC da tavolo [B. Colombo:

- 151 -
2003, p.6].
PQ.: desktop in questo senso impiegato 36 volte, computer desktop 26 volte,
computer da tavolo 2 volte, computer da scrivania 14 volte e PC desktop 28 volte,
mentre desktop computer, PC fisso e PC da tavolo non sono mai impiegati:
- desktop:
Ho due computer, un notebook e un desktop, entrambi con Windows 7 Professional regolarmente
aggiornato con Windows Update. [PC Professionale: apr. 2011, p.181]
- computer desktop:
La scheda madre un componente molto diffuso su cui HP ha basato molti dei suoi computer desktop
e, per questo motivo, alcuni utenti hanno cercato di aggirare le limitazioni del Bios proprietario. [PC
Professionale: apr. 2009, p.170]
- computer da tavolo:
Ho iniziato una ricerca per capire la differenza tra i vari processori, ma dopo molti tentativi non mi
ancora chiaro se inserendo questa Cpu su una scheda madre con socket 478 per computer da tavolo,
per esempio una Asus P4V8X-MX, potrei incorrere nel rischio di danneggiare la scheda o il
processsore. [PC Professionale: genn. 2005, p.215]
- computer da scrivania:
Se un adeguato raffreddamento garantisce la salvaguardia dei dati memorizzati, il rovescio della
medaglia purtroppo il rumore prodotto dai sistemi di ventilazione, particolare irrilevante per i server
che solitamente alloggiano in una stanza dedicata, ma che pu risultare noioso per i computer da
scrivania, con i quali lutente lavora a stretto contatto. [PC Professionale: dic. 2000, p.233]
- PC desktop:
Lutilizzo di un Pc desktop potrebbe semplificare le operazioni di copia immagine dal vecchio disco
fisso alla nuova memoria di massa. [PC Professionale: giu. 2010, p.181]
RL.:
- desktop: registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- desktop computer: registrato in Devoto-Oli [2006] e Devoto-Oli [2010].

Desktop publishing [M. Diodati: 09/05/2012] [ingl.: sost., comp. di desktop computer da
tavolo + publishing editoria, 1984 | it.: s.m.inv., 1988(82)] [D. Harper: 2010 e N.
Zingarelli: 2007]: Sistema, che consente di realizzare un prodotto editoriale con un
computer da tavolo e una stampante laser.
SIG.: DTP [GRADIT: 2007].
SIN.: editoria da scrivania [Devoto-Oli: 2006] e editoria elettronica [G. De Santis: 2005].
PQ.: non impiegato nessuno dei termini sopracitati, inclusa la sigla. Per limpiego del
presente anglismo nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Oggetti propri dell'automazione del lavoro d'ufficio sono documenti di ogni genere: messaggi, lettere,
fogli contabili, moduli, liste ecc. che vengono ricevuti o compilati, archiviati, stampati, spediti per via
elettronica, e il desktop publishing, cio l'impaginazione di riviste, dpliants, poster, opuscoli
illustrativi, cataloghi per il marketing e la pianificazione aziendale. [A. Cal (a): 2002, p.23]
RL.:
- desktop publishing: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000] (come
polirematica del lemma desktop, dove lo registra come DeskTop Printing/Publishing), L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005] (come polirematica del lemma desktop), Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012];
- DTP: questa sigla registrata in W. Belardi [2000], G. De Santis [2005], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012].

Device [G. Toffoli: 1989, p.69] [ingl.: sost., der. del lat. divis- di dividere, assunto nel senso di

82
Secondo GRADIT [2007] la prima attestazione di desktop publishing nel linguaggio informatico italiano risale
al 1966, data che non va daccordo con i dizionari etiomogici inglesi da noi utilizzati in questo lavoro, dove
precisano lanno 1984 come la prima attestazione di questo termine nellinglese informatico.

- 152 -
intenzione, scopo, sec.XX | it.: s.m.inv., 1989] [W. Belardi: 2000 e ndr.]: Dispositivo
(meccanico o elettronico) costruito in vista di un determinato lavoro o funzione.
SIN.: divisamento [W. Belardi: 2000] e dispositivo [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: device impiegato 16 volte e dispositivo 881 volte, mentre non mai impiegato il
traducente divisamento:
- device:
Per di pi, in Windows 2000 adesso compare sempre licona per la rimozione sicura dellhardware, che
segnala la presenza di un device Usb. Disabilitare da Bios il controller Usb 1.1 della scheda madre non
produce alcun cambiamento. [PC Professionale: lug./ago. 2008, p.202]

- dispositivo:
Norton Ghost 2003 pu non avviarsi o pu bloccarsi durante lesecuzione se nel sistema presente un
adattatore di rete Broadcom. Il malfunzionamento dovuto a uninterazione con questo dispositivo. [PC
Professionale: ott. 2004, p.228]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000] e G. De Santis [2005].

Directory [G. Toffoli: 1989, p.26] [ingl.: sost., dal lat. directru(m) itinerario, sec.XX | it.:
s.f.inv., prima del 1985] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Indice dei file contenuti in
un disco, in una parte della sua memoria o in un sito Web che offre spezio per
archiviazione. Ogni directory pu contenere un elenco di altri file oppure di altre directory
(detti subdirectory).
SIN.: direttorio [N. Zingarelli: 2007], propr. guida [Devoto-Oli: 2006], indice (degli archivi)
[M. Lazarone: 1997, p.436], cartella (darchivio) [ibidem], cartella (darchiviazione) [PC
Professionale: genn. 2011, p.175] e indirizzario [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: langlismo directory impiegato 172 volte, litaliano cartella (darchivio/
darchiviazione) 524 volte, mentre direttorio e indice (degli archivi) non sono mai
impiegati:
- directory:
Essendo chiaro che il problema risiede in una non corretta valorizzazione della variabile dambiente
PATH, ho eseguito lo script /usr/local/kylix2/kylixpath, senza risolvere il problema. Ho tentato, poi, di
creare dei link alle librerie necessarie allinterno della directory /lib. [PC Professionale: apr. 2002,
p.193]
- cartella (darchivio/ darchiviazione):
La cartella necessaria per linstallazione di Windows 98 etichettata \Win98 ed presente nella cartella
principale del Cd-Rom, per i sistemi basati su tecnologia NT la stessa directory \I386. Una volta
completata la copia, entrate nella directory e mandate in esecuzione Setup.exe. [PC Professionale: nov.
2002, p.294]
In questo caso, la posizione riportata nel menu Strumenti/Impostazioni Account: selezionando la voce
relativa alle cartelle locali si potr leggere il percorso della cartella darchiviazione. [PC Professionale:
genn. 2011, p.175]
- indirizzario:
In particolare, la legislazione americana prevede che in calce a ogni messaggio pubblicitario a carattere
continuativo non esplicitamente richiesto dallutente sia presente un recapito di posta elettronica da
utilizzare per la rimozione dallindirizzario. [PC Professionale: febb. 2003, p.170]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], G. De Santis
[2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Disaster recovery [PC Professionale: genn. 2004, p.203] [ingl.: sost., comp. di disaster
disastro + recovery ripristino, recupero, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Insieme
di misure tecnologiche e organizzative/logistiche atte a ripristinare sistemi, dati e
infrastrutture necessarie allerogazione di servizi di business a fronte di gravi emergenze
allo scopo di evitare perdite maggiori, dove i disastri informatici con ingenti perdite di dati
nella maggioranza dei casi provocano il fallimento dellimpresa o dellorganizzazione,
ragione per cui investire in opportune strategie di recupero diventa una scelta quasi
obbligata. [cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Disaster_recovery: il 15/05/2011]

- 153 -
SIG.: DR [Computer World Italia: nov. 2009, p.18].
SIN.: ripristino dopo un evento disastroso [PC Professionale: genn. 2004, p.203].
PQ.: langlismo impiegato 4 volte e il termine italiano una sola volta tra parentesi come
traduzione italiana del termine, mentre la sigla DR non mai impiegata:

- disaster recovery:
Molte utilit di formattazione si limitano ad azzerare alcune aree specifiche del disco, ma lasciano
intatto il contenuto dei file. Perci, con un buon software di disaster recovery si pu recuperare una
percentuale elevata dei dati. [PC Professionale: apr. 2011, p.171]
- ripristino dopo un evento disastroso:
In questi casi, lunica possibilit per il recupero dei dati consiste nellaffidare il proprio hard disk a una
societ di disaster recovery (ripristino dopo un evento disastroso). [PC Professionale: genn. 2004, p.203]
RL.:
- Disaster recovery: non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati;
- DR: questa sigla non registrata in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Disk imaging [M. Nasi: 23/06/2010] [ingl.: sost., comp. di disk disco + imaging creando
unimmagine, inizi del sec.XXI | it.: s.m.inv., inizi del sec.XXI] [ndr.]: Immagine
completa dei dati di singoli partizioni, interi dischi interni o esterni, chiavette Usb o
qualsiasi dispositivo aggiuntivo tramite certi programmi come Macrium Reflect, Comodo
Backup, Clonezilla, ecc.
SIN.: immagine (del disco) [PC Professionale: lug./ago. 2007, p.246]
PQ.: disk imaging impiegato una sola volta, mentre immagine (del disco) 16 volte:
- disk imaging:
Gi nella versione precedente, Ghost 2003, Symantec aveva iniziato a rendere compatibile il proprio
software di disk imaging con i nuovi dischi fissi Serial Ata. [PC Professionale: nov. 2004, p.228]
- immagine (del disco):
forniti di un disco di ripristino, ho pensato di utilizzare una delle utilit che avete proposto nel Dvd-
Rom allegato alla rivista lo scorso luglio per salvare su supporto ottico unimmagine del disco fisso.
[PC Professionale: genn. 2011, p.174]
Dopo questo tentativo ho per deciso di tornare a Windows XP SP3, migliore e pi snello. Cos ho
salvato limmagine del disco con Acronis True Image Home e ho provato, previa formattazione, a
installare XP. [PC Professionale: nov. 2004, p.228]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Display [PC Professionale: nov. 2011, p.18] [ingl.: sost., der. del v. (to) display mostrare,
sec.XX | it.: s.m.inv., prima 1971] [Devoto-Oli: 2006]: Dispositivo di visualizzazione di
dati sotto forma grafica, alfabetica o numerica (per esempio lo schermo di un computer,
di un registratore di cassa, un tabellone luminoso, ecc.).
SIN.: schermo [PC Professionale: apr. 2001, p.192], indicatore e visualizzatore [Zanichelli
editore: 2000]
PQ.: display viene impiegato 114 volte, il traducente italiano schermo 357, mentre indicatore
e visualizzatore come traducenti di display non sono mai impiegati:
- display:
Produrre display da 1.600 x 1.200 pixel per poi utilizzarli a risoluzioni inferiori degraderebbe la qualit
dimmagine. [PC Professionale: magg. 2007, p.239]
- schermo:
In alcuni casi, il puntatore del mouse pu non apparire sullo schermo oppure viene visualizzato in
modo errato, come un quadratino a righe verticali. [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.182]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

- 154 -
Docking Station [PC Professionale: lug./ago. 2002, p.228] [ingl.: sost., comp. di docking
agganccio + station stazione, sec.XX | it.: s.f.inv., 1996] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]:
Dispositivo costituito da un insieme di connettori e di interfacce destinato ad accogliere un
computer portatile per ampliarne le possibilit di collegamento.
Nel linguaggio informatico italiano, insieme al presente anglismo si usa anche il suo
accorciamento docking [PC Professionale: nov. 2011, p.20].
SIN.: stazione di collegamento [ndr.]
PQ.: docking station impiegato 2 volte, mentre non mai impiegato n laccorciamento
docking n il traducente italiano stazione di collegamento:
Nel mio Pc sono installati sei dischi fissi interni, collegati alle porte Serial Ata della scheda madre Asus
P5E3 (con Bios v1404). Con una docking station, ho collegato alle porte Usb esterne due hard disk, un
Verbatim 47501 da 500 Gbyte e un Hitachi da 250 Gbyte (il modello da 2,5 pollici). [PC Professionale:
ott. 2010, p.190]
RL.:
- Docking Station: registrato in W. Belardi [2000], GRADIT [2007] e N. Zingarelli [2007],
- Docking: non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati, ma registrato in
senso astronautico.

Dongle [PC Professionale: dic. 2009, p.183] [ingl.: sost., origine sconosciuta, fine sec.XX |
it.: s.m.inv., fine sec.XX] [ndr.]: Nel caso di software che debba essere protetto o non
compatibile con alcuni programmi, dispositivo hardware che deve essere connesso al
computer, affinch il software protetto del computer possa essere attivato. Si tratta in
sostanza di chiavi di sicurezza.
SIN.: chiave hardware [PC Professionale: dic. 2003, p.216]
PQ.: langlismo dongle impiegato 2 volte, mentre chiave hardware 17 volte:
- dongle:
Tolto il lettore, abbiamo inserito in una delle due porte anteriori il dongle Usb: non stato riconosciuto
e il programma protetto non si aperto. [PC Professionale: ago. 2010, p.165]
- chiave hardware:
Dopo aver acquistato un portatile Compaq Presario 2532EA abbiamo constatato che il sistema
operativo Windows XP Home Edition preinstallato non compatibile con alcuni programmi che
utilizziamo per lavoro e che richiedono una chiave hardware per funzionare. [PC Professionale: dic.
2003, p.216]
Le chiavi hardware per porta parallela possono essere incompatibili con i Pc e i sistemi operativi di
nuova generazione. [PC Professionale: dic. 2009, p.183]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002].

Downgrade [PC Professionale: genn. 2010, p.182] [ingl.: sost., comp. di down sotto, basso
+ grade grado, sec.XX | it.: s.m.inv., 2000?] [ndr. e GRADIT: 2007]: Processo che
consiste nel passare da software recenti a quelli vecchi.
SIN.: tornare alla versione precedente [ndr.].
PQ.: downgrade impiegato 10 volte, mentre tornare alla versione precedente 3 volte:
- downgrade:
Molti utenti, non avendo a disposizione la versione 3.07 del Bios, hanno proceduto allaggiornamento
alla 3.21 (anche questa versione del Bios disponibile, per altri modelli, sul sito di supporto tecnico di
HP) e, in alcuni casi, hanno avuto pieno successo, mentre in altri la scheda madre non si pi avviata.
Lo stesso danno si verificato in alcuni tentativi di downgrade dalla versione 3.12 alla 3.07. [PC
Professionale: febb. 2007, p.218]
- tornare alla versione precedente:
Per eliminare questa segnalazione necessario installare la versione PV4.0 (non PV4.0V) dei driver.
Nello stesso file si consiglia inoltre, nel caso in cui lutente desideri tornare alla versione precedente
PV3.2w, di procedere prima allinstallazione ella PV4.0 e quindi della PV3.2w. [PC Professionale:
giu. 2001, p.185]
RL.: il presente anglismo registrato in GRADIT [2007].

- 155 -
Download [Microsoft Corporation: 1999, p. 6] [ingl.: sost., comp. di down gi + (to) load
caricare, 1977 | it.: s.m.inv., 1995] [D. Harper: 2010 e Devoto-Oli: 2010]: Operazione
consistente nel copiare un file da un computer remoto al proprio attraverso un canale di
comunicazione (generalmente un modem collegato alla linea telefonica).
Nel linguaggio informatico italiano usato anche langlismo upload [N. Zingarelli: 2007],
il contrario di download.
SIN.: scaricamento [PC Professionale: dic. 2000, p.246].
DER.: nel gergo dellinformatica da download derivato il verbo transitivo downloadare [it.:
di download + -are, 2004] [Devoto-Oli: 2010], come in downloadare una pagina web
[ibidem]. Nei testi scritti, per indicare la stessa azione si usano invece
eseguire/fare/effettuare il download o scaricare.
PQ.: langlismo download impiegato 485 volte, il suo traducente scaricamento 36 volte,
scaricare 1163 volte e eseguire/fare/effettuare il download 11 volte, mentre il derivato
verbale downloadare non mai impiegato:
- download:
In base a quanto detto, alcuni di questi programmi potrebbero essere considerati dei veri e propri
cavalli di Troia e si consiglia di evitarne il download da siti ritenuti poco affidabili. [PC Professionale:
giu. 2002, p.170]
- scaricamento:
Infine la funzione di player diventerebbe prerogativa esclusiva del programma usato per lo
scaricamento del file. [PC Professionale: apr. 2001, p.198]
- scaricare:
Nel numero di Novembre 2007 di PC Professionale stato pubblicato un articolo sulla distribuzione di
Linux Elive, le cui caratteristiche hanno attirato la mia attenzione. Sul sito www.elivecd.org ho
scoperto che per scaricare e utilizzare questa distribuzione necessario fare una donazione perch,
come dice lautore, Elive gratuita, ma ci non significa che in questa operazione i produttori non
sostengano costi. [PC Professionale: genn. 2008, p.222]
- eseguire/fare/effettuare il download:
Appena identifica una macchina soggetta al problema legato al protocollo Rpc il virus esegue il
download del file Msblast.exe nella cartella C:\Windows\System32 e lo manda in esecuzione. [PC
Professionale: nov. 2003, p.232]
Lunica cosa, ma un tentativo, scaricare lupdate e sperare, anche se con il mio collegamento
normale mi ci vorranno una o due ore per fare il download. [PC Professionale: sett. 2002, p.256]
Se utilizzate la suite Office, collegandosi al sito http://office.microsoft.com/italy/ProductUpdates/
default.asp consentir di effettuare il download di tutti gli aggiornamenti rilasciati da Microsoft. [PC
Professionale: nov. 2002, p.303]
RL.:
- download: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- downloadare: registrato in GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010].

Downloader [ingl.: sost., dal v. (to) download scaricare, sec.XX | it.: s.m.inv. e s.f.inv. nel
significato 1, mentre s.m.inv. nel significato 2, 2001] [ndr. e GRADIT: 2007]:
1. [Devoto-Oli: 2006]: Chi scarica abitualmente dati e programmi dalla rete sul proprio
computer.
PQ.: non mai impiegato e non lo troviamo usato nel corpus.
RL.: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2006] (nelledizione del 2010, invece,
stato eliminato) e GRADIT [2007];

2. [PC Professionale: dic. 2006, p.272]: Programma usato per scaricare file da un computer
remoto o da un sito Web. Per fare esempi di questo tipo di programma possiamo ricordare
Orbit Downloader, Hit Downloader, Usenet Resource Downloader (URD), Fire
Downloader, JDownloader, torrent downloader Transmission, YouTube downloader, ecc.
PQ.: downloader in questo senso impiegato 13 volte:

- 156 -
Purtroppo, quando pi produttori di antivirus individuano la stessa minaccia quasi
contemporaneamente, pu accadere che a questa siano assegnati pi nomi, confondendo gli utenti e
rendendo pi complessa la ricerca delle informazioni necessarie alla rimozione. Il malware in
questione un downloader, ovvero un worm che si nasconde allinterno del sistema e continua a
scaricare altri virus, spyware e cavalli di Troia. [PC Professionale: dic. 2006, p.272]
RL.: Downloader in questo senso non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati.

Drag and drop [PC Professionale: nov. 2011, p.26] (anche drag-and-drop [PC
Professionale: dic. 2003, p.216] e drag&drop [W. Belardi: 2000]) [ingl.: struttura
stereotipica, comp. di drag trascina + and e + drop rilascia, sec.XX | it.: s.m.inv.,
anni 90 del XX sec.] [ndr.]: Tecnica che consente di effettuare operazioni al personal
computer per mezzo di agganciare un oggetto sullo schermo con il mouse, trascinarlo e
successivamente rilasciandolo. Il drag and drop pu avere molte funzioni: ad esempio,
lapertura di uno o pi file trascinando sullo schermo le rispettive icone sullicona di un
determinato programma.
SIN.: trascina e rilascia [ndr.].
Come in inglese, per indicare lazione stessa si usano i due verbi trascinare e rilasciare
coniugati nei tempi e nei modi opportuni e, di solito, sono previsti complementi oggetto e di
luogo: per esempio, nella versione 6.1 di Windows Movie Maker [Microsoft Corporation:
2009 (c)] appena si accede al programma si trova nello spazio dedicato alla raccolta da
elaborare la seguente frase: Trascina un clip e rilascialo nella sequenza temporale
sottostante.. Inoltre, per risparmiare spazio e tempo, si usa solo il verbo trascinare seguito
da uno o pi complemento di luogo:
Unaltra funzionalit introdotta con il menu Avvio stata lEsecuzione automatica: trascinare licona di
un programma nella cartella omonima permetteva di avviare lapplicazione allaccensione del Pc. [PC
Professionale: apr. 2011, p.178]
PQ.: la struttura drag and drop impiegata 6 volte e la variante drag-and-drop una sola
volta, mentre le strutture trascina e rilascia e drag&drop non sono mai impiegate:
- drag and drop:
Ho spostato alcune directory dallhard disk al masterizzatore via drag and drop, poi mi sono accorto di
aver sbagliato e ho premuto il pulsante Annulla. [PC Professionale: febb. 2005, p.164]
- drag-and-drop:
Resta comunque sempre possibile utilizzare le applicazioni tradizionali di scrittura a pacchetti
compatibili con lunit per trasferire dati su media riscrivibili tramite drag-and-drop. [PC
Professionale: dic. 2003, p.216]
RL.:
- drag and drop: registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005];
- drag&drop: questa variante registrata in W. Belardi [2000];
- drag-and-drop: questa variante non registrata in nessuno dei vocabolari e dizionari
consultati

Editing [PC Professionale: dic. 2000, p.238] [ingl.: sost., der. del v. (to) edit curare per la
stampa, sec.XX | it.: s.m.inv., 1984 (data della prima attestazione di text editor in italiano
(veda editor))] [ndr.]: Linsieme delle procedure di modifica o intervento (correzione,
revisione e montaggio) su un file di testo o audiovisivo.
PQ.: editing impiegato 66 volte:
Spero che possiate aiutarmi a ripristinare il funzionamento del software oppure consigliatemi un altro
buon programma gratuito di editing di base: minteressa in particolare la funzione di rotazione e
raddrizzamento delle immagini. [PC Professionale: ago. 2011, p.170]
RL.: il presente anglismo in questo significato informatico registrato in W. Belardi [2000],
G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012].

Editor [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.182] [ingl.: sost., dal v. (to) edit pubblicare,

- 157 -
sec.XX | it.: s.m.inv., 1962] [ndr. e GRADIT: 2007]: Programma che consente di scrivere,
leggere, modificare e salvare file in vari formati.
Se il programma viene utilizzato per realizzare pagine di testo, viene chiamato editor di
testo (nel lessico informatico conosciuto anche linglese text editor ((o text-editor) [ingl.:
sost., comp. di text testo + editor curatore, sec.XX | it.: s.m.inv., 1984]); se per pubblicare
formule matematiche, viene chiamato editor di equazioni, se per realizzare pagine Web,
viene chiamato editor HTML; ma se per scrivere tramite uninterfaccia grafica in un
determinato linguaggio di programmazione, viene chiamato editor visivo. [cfr. L.
Bragagnolo: 2002 e GRADIT: 2007]
SIN.: programma redattore [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: langlismo editor impiegato 29 volte, mentre il traducente italiano programma
redattore e laltro anglismo text editor o text-editor non sono mai impiegati:
La presenza di un allegato Winmail.dat in un messaggio inviato con Outlook 2007 indica che stato
utilizzato Word 2007 come editor del testo. [PC Professionale: febb. 2011, p.158]
La causa stata ricondotta allutilizzo di una particolare intestazione Mime e sembra riguardare
esclusivamente le e-mail create con un editor di posta elettronica attraverso il Web. [PC Professionale:
ott. 2004, p.230]
RL.:
- editor: registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005], G. De Santis [2005],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], e Devoto-Oli [2010];
- text editor: registrato in L. Bragagnolo [2002] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- text-editor: questa variante registrata in GRADIT [2007].

Ethernet [PC Professionale: febb. 2001, p.175] [ingl.: sost., comp. di ether etere (cosmico)
+ -net (sul modello di Internet), 1980 | it.: s.f.inv., 2000] [D. Harper: 2010 e Devoto-Oli:
2010]: Standard per il collegamento in rete locale tra i computer da una parte e tra i
computer e varie periferiche (come le stampanti) dallaltra, realizzata allinterno di uno o
pi edifici, di un ufficio o di unabitazione.
Inoltre, Ethernet si usa anche in funzione di aggettivo invariabile, come in adattatore
Ethernet [PC Professionale: febb. 2001, p.175] e interfaccia Ethernet [PC Professionale:
lug./ago. 2001, p.174]. Infine, questanglismo viene preceduto in generale dallitaliano rete.
PQ.: langlismo Ethernet impiegato 158 volte (di cui 127 in funzione di aggettivo
invariabile):
- Ethernet (s.f.inv.):
possibile ottenere in qualche modo la stampa di un vecchio programma Dos su una stampante
collegata via Ethernet? [PC Professionale: lug./ago. 2004, p.194]
Lhardware su cui si basa il chipset AR7 di Texas Instruments, un processore Risc a 32 bit con
funzioni Dsp (Digital signal processing) integrate che costituisce una soluzione completa per la
gestione delle connessioni Adsl, a partire dalla linea telefonica fino alla rete Ethernet. [PC
Professionale: apr. 2011, p.158]
- Ethernet (agg.inv.):
La proiezione del Mac address sulla rete locale avviene ugualmente, perch una caratteristica
intrinseca delladattatore Ethernet, predefinita dal produttore. [PC Professionale: mar. 2008, p.209]
Dal router partir quindi un cavo Ethernet che dovr raggiungere una posizione pi o meno al centro
dello spazio da coprire con il segnale wireless e qui andr installato laccess point, preferibilmente
lontano da muri portanti, impianti elettrici o altre fonti di disturbo. [PC Professionale: giu. 2011,
p.183]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-
Oli [2006] e Devoto-Oli [2010].

Extranet [S. Aoi: 2012] [ingl.: sost., comp. di extra- extra- + net (sul modello di Intranet),
1995 | it.: s.f.inv., 1997] [Merriam-Webster: 2012 e N. Zingarelli: 2007]: Rete Intranet,
che, per collegarsi ad altre reti LAN legate da rapporti privilegiati (per esempio unazienda
e le sue filiali), si serve di protocolli Internet (quali http o smtp) generalmente protetti da
sistemi di sicurezza.

- 158 -
N. Zingarelli [2007] riporta un diverso e errato significato del presente anglismo: (elab.)
Sistema Intranet aperto allaccesso da parte di utenti esterni, dove con questo senso d a
Extranet lo stesso significato di sistema non protetto o sistema aperto ai terzi.
PQ.: il presente anglismo non mai impiegato. Per il suo impiego nellitaliano informatico
possiamo riportare il seguente esempio:
Cinquantamila imprese poi, per la gran parte di piccole e medie dimensioni, comunicano tra loro
attraverso 280 reti Extranet private, digitalizzando in varia misura i documenti utilizzati per le relazioni
commerciali. [S. Aoi: 2012]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010].

Feedback [Computer World Italia: dic. 2009, p.5] [ingl.: sost., comp. di feed alimento +
back indietro, 1955 | it.: s.m.inv., 1956] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Nei sistemi
regolati automaticamente, ritorno del segnale di uscita, che permette allunit di controllo
del sistema di individuare eventuali anomalie e di correggerle.
SIN.: retroazione [N. Zingarelli: 2007].
PQ.: non mai impiegato n langlismo feedback - nel senso informatico - n il traducente
italiano. Per il suo impiego nel linguaggio informatico italiano, possiamo citare lesempio
che segue:
Queste funzioni di performance comprendono per esempio controlli di parit a bassa densit del codice,
transmit beam forming, che utilizza il feedback del client Wi-Fi per permettere agli access point di
focalizzare sempre meglio il segnale radio sullo stesso client, e STBC (space-time block coding), che
cerca di sfruttare la molteplicit delle antenne per migliorare la stabilit del segnale. [Computer World
Italia: dic. 2009, p.5]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli
[2010].

File [B. Colombo: 2003, p.10] [ingl.: sost., dal fr. file fila, 1954 | it.: s.m.inv., 1969(83)] [D.
Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Insieme organico di dati archiviati, caratterizzato da
un nome, da unestensione che ne identifica il contenuto (testo, immagini, programmi,
suoni, ecc.), dalla data di creazione o di modifica e dalla modalit di accesso.
SIN.: archivio [N. Zingarelli: 2007], filza [Devoto-Oli: 2006] e unit di memoria logica [F.
Longo: 2010].
PQ.: file impiegato circa 3302 volte, archivio 117 volte, mentre non mai impiegato n
filza n unit di memoria logica:
- file:
Nel momento in cui il programma tenter di accedere nuovamente alle informazioni scaricate sul file, il
sistema provveder a ricaricarle in memoria e a renderle disponibili. [PC Professionale: nov. 2006,
p.280]
Invitiamo il lettore a tentarne linstallazione utilizzando le informazioni e i file disponibili allindirizzo
http://trustusbta.sourceforge.net. [PC Professionale: magg. 2007, p.250]
- archivio:
Utilizzando il nuovo archivio .Msi linstallazione sar eseguita regolarmente. [PC Professionale: febb.
2009, p.180]
Le ricerche sui dati avvengono attraverso un insieme di tabelle Hash che contengono i puntatori ai
record, rendendo cos possibile gli accessi ai dati in ordine casuale, senza necessit di scorrere ogni
volta lintero archivio. [PC Professionale: febb. 2009, p.180]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].
Sulla storia del presente anglismo nel lessico italiano F. Marri [1997, p.628] osserva che
file entra in italiano nel 1965 ma per indicare file cartaceo degli uffici (e con sostituzione

83
In GRADIT [2007] la prima attestazione di questanglismo nellitaliano informatico risale al 1932.

- 159 -
raccoglitore o cartella) e che resiste dal 1965 al 1979 circa il sostituto archivio, peraltro
sovradimensionato rispetto alla reale ampiezza del file (che, nei programmi pi ordinari, non
pu eccedere lequivalente di quindici pagine). Osserva, inoltre, che n flusso n filza, altri
due sostituti, soddisfa dal lato semantico, mentre Documento (impiegato nelle versioni
italiane di taluni programmi dellIBM col valore, pi precisamente, di testo su cui si sta
lavorando al presente, restando file a designare i documenti archiviati con altri programmi)
forse per leccessiva lunghezza non ha avuto successo.

File system [S. Bertolacci: 2001, p.13] [ingl.: sost., comp. di file (veda) + system sistema,
dopo 1980 | it.: s.m.inv., 1994] [ndr. e GRADIT: 2007 (ma registrato come locuzione
polirematica sotto il lemma file)]: Parte del sistema operativo, che si occupa della gestione
dei file nella memoria di massa.
SIN.: file di sistema [PC Professionale: mar. 2003, p.179] e sistema di archiviazione [F.
Longo: 2010].
PQ.: linglese file system impiegato 259 volte e il termine file di sistema 37 volte, mentre il
termine sistema di archiviazione non mai impiegato:
- file system:
In un Pc, la gestione delle memorie di massa avviene secondo un modello a strati: il controller si
occupa delle comunicazioni tra il disco e il computer, il Bios implementa uno schema di accesso ai
singoli blocchi che contengono i dati e il sistema operativo, grazie al file system, traduce questo
insieme di blocchi in file e cartelle. [PC Professionale: genn. 2010, p.164]
- file di sistema:
Con linstallazione dellaggiornamento update 3292 di AVG Free 2011, alcuni file di sistema sono
erroneamente rilevati come infetti e lantivirus provvede a spostarli nellarea di quarantena, impedendo
il corretto funzionamento e causando il continuo reset del sistema operativo. [PC Professionale: febb.
2011, p.160]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], ma registrato come polirematica
del lemma file in G. De Santis [2005] e GRADIT [2007].

File rescue [PC Professionale: nov. 2011, p.22] [ingl.: sost., comp. di file (veda) + rescue
salvatezza, fine sec.XX | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [ndr.]: Applicazione gratuita che
consente di recuperare file cancellati accidentalmente dalla memoria di massa.
SIN.: file demergenza (sul modello Cd demergenza, traducente di Cd rescue). [ndr.]
PQ.: non impiegato n file rescue n file demergenza. Per limpiego del presente anglismo
nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Coperte da cinque anni di garanzia, le Micro Vault Click sono disponibili nella versione bianca o nera,
con capacita di 4,8 o 16 Gbyte, mentre i modelli da 32 e 64 Gbyte sono disponibili solo in nero. Chi le
acquista, infine, pu scaricare gratuitamente le applicazioni File Rescue, che consentono di recuperare
file cancellati accidentalmente dalla memoria, e x-Pict, tramite la quale possibile creare
automaticamente presentazioni di fotografie digitali. [PC Professionale: nov. 2011, p.22]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Firewall [B. Colombo: 2003, p.35] [ingl.: sost., comp. di fire fuoco + wall parete, 1990 |
it.: s.m.inv., 1995] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Software che filtra laccesso
dei dati in un computer in rete, bloccando quelli non autorizzati.
SIN.: muro di fuoco [B. Colombo 2003: p.35], paratia rompi fiamma [W. Belardi: 2000,
p.172] e parete tagliafiamma [N. Zingarelli: 2007].

PQ.: per 245 volte impiegato solo il termine inglese:


In particolare sicuramente consigliabile impostare una password personalizzata sulla periferica.
Questa precauzione non protegge in ogni caso da tutte le vulnerabilit evidenziate, ma sicuramente il
primo passo. Un secondo consiglio quello di utilizzare un firewall adeguato, sotto forma di hardware
dedicato o software da eseguire sulla macchina che gestisce la connessione Adsl. [PC Professionale:
lug./ago. 2001, p.174]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-

- 160 -
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zinagrelli [2007], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

FireWire [B. Colombo: 2003, p.23] [ingl.: sost., comp. di fire fuoco + wire cavo, 1995 |
it.: s.m.inv., 1996] [F. Longo: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Marchionimo di uno standard
di comunicazione seriale, che, tramite uno o pi cavi, pu trasmettere dati ad alta velocit
e supporta configurazioni plug and play e periferiche hotwappable.
Oltre a FireWire, litaliano informatico impiega anche le sue varianti lessicali High Speed
Serial Bus (HSSB), IEEE 1349 e i.LINK. [F. Longo: 2010].
Per di pi, il presente anglismo si impiega anche in funzione di aggettivo invariabile, come
in porta Firewire [PC Professionale: lug./ago. 2002, p.228], connessione Firewire [PC
Professionale: genn. 2003, p.196], scheda Firewire [PC Professionale: lug./ago. 2003,
p.152] e protocollo Firewire [ibidem].
SIN.: proprio, connessione veloce come il fuoco [N. Zingarelli: 2007] e cavo di fuoco [G. De
Santis: 2005].
PQ.: langlismo FireWire impiegato per 68 volte (di cui 58 in funzione di aggettivo
invariabile), mentre i traducenti non sono mai impiegati:
- FireWire (s.m.inv.):
Lo standard FireWire si affermato invece in modo particolare nel campo dellediting video,
consentendo il collegamento delle videocamere digitali al Pc. [PC Professionale: sett. 2002, p.232]
- FireWire (agg.inv.):
Entrambi i produttori hanno pubblicizzato in maniera aggressiva i loro driver che, secondo quanto
affermato, sarebbero in grado di aumentare in maniera significativa la velocit di trasferimento dati
delle interfacce FireWire. [PC Professionale: febb. 2005, p.150]
RL.:
- FireWire: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- langlismo High Speed Serial Bus e la sua sigla HSSB: non sono registrati in nessuno dei
vocabolari o dizionari consultati;
- IEEE 1349: registrato in W. Belardi [2000];
- i.LINK: non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Floppy disk [B. Colombo: 2003, p.4] (anche floppy disc [Devoto-Oli: 2006]) [ingl.: sost.,
comp. di floppy allentato, floscio + disk disco, 1972 | it.: s.m.inv., 1976] [Merriam-
Webster: 2012 e GRADIT: 2007]: Disco magnetico flessibile, protetto da un involucro di
plastica rigida, su cui vengono memorizzati i dati elaborati da un computer.
Nel linguaggio informatico italiano si usano anche floppy [GRADIT], laccorciamento di
floppy disk, e langlismo diskette [W. Belardi: 2000].
SIG.: FD [W. Belardi: 2000].
SIN.: disco flessibile [N. Zingarelli: 2007], minidisco [N. Zingarelli: 2007], dischetto
[Devoto-Oli: 2006], disco floppy [Microsoft Corporation: 1999, p.6], dischetto floppy [M.
Ferrero: 1996, p.6], dischetto magnetico [M. Ferrero: 1996, p.10]. Oltre a tutti questi
suggerimenti, va aggiunto anche unit rimovibile, termine utilizzato oggi per indicare in
generale tutte le unit che possono essere rimosse, come i floppy disc, i DVD, i CD, le
pendrive, gli hard disk esterni, ecc.:
Se si lancia linstallazione di unapplicazione da ununit rimovibile, come un Dvd-Rom o una
chiave Usb, talvolta restano tracce nella configurazione del programma che possono portare a
ricercare il file Setup.exe nel percorso utilizzato durante linstallazione; lassenza del dispositivo da
cui stato caricato il file genera il messaggio derrore citato. [PC Professionale: ago. 2009, p.175]
Purtroppo, linterfaccia dellapplet pu disorientare lutente meno esperto perch le unit rimovibili
non sono nominate in modo esplicito. Dischi esterni e pendrive Usb sono gestiti nella sezione
relativa ai vari tipi di dati: sar necessario impostare separatamente le opzioni per applicativi e
giochi, file video, file audio e cos via, e queste avranno effetto anche sulle unit rimovibili. [PC
Professionale: magg. 2010, p.185]
PQ.: langlismo floppy disk impiegato 55 volte, la sua variante grafica floppy disc 36 volte,
- 161 -
disco floppy 9 volte, dischetto floppy una sola volta, dischetto 36 volte e unit rimovibile
come traducente di floppy disk 2 volte, mentre non sono mai impiegati i termini diskette,
disco flessibile e disco magnetico:
- floppy disk:
Una volta creato lapposito floppy disk (o il Cd-Rom) da cui eseguire il boot, sar sufficiente accendere
il computer con questo supporto nel drive e lasciare che il test venga eseguito per almeno un paio
dore. [PC Professionale: magg. 2004, p.194]
- floppy disc:
Una volta individuata e corretta la causa degli errori di visualizzazione sar possibile avviare il sistema
da floppy disc, procedere con la formattazione del disco fisso e con una installazione fresca del sistema
operativo. [PC Professionale: dic. 2004, p.242]
- disco floppy:
quindi necessario creare un apposito disco floppy contenente i file necessari e installarli premendo
F6 durante il caricamento del sistema operativo. [PC Professionale: dic. 2004, p.242]

- dischetto floppy:
Tutto ci possibile anche se il manuale della scheda madre non molto chiaro in proposito,
limitandosi a riportare solo la possibilit di utilizzare dischetti floppy. [PC Professionale: giu. 2006,
p.237]
- dischetto:
Inoltre, a causa della differente struttura del nuovo sistema operativo, non sono nemmeno in grado di
accedere al disco fisso facendo il boot da un dischetto. [PC Professionale: nov. 2002, p.296]
- unit rimovibile:
In Windows XP, lutilit Gestione computer consente di modificare le lettere di unit assegnate
automaticamente dal sistema a dischi fissi e partizioni, unit rimovibili e unit ottiche. [PC
Professionale: febb. 2004, p.174]
RL.:
- floppy disk: registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online
[2012];
- floppy disc: questa variante registrata in Devoto-Oli [2006] e Devoto-Oli [2010];
- diskette: questanglismo registrato in W. Belardi [2000] e Vocabolario Treccani Online
[2012] (ma come polirematica del lemma floppy disk);
- floppy: questaccorciamento registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000],
GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012] (ma come polirematica del
lemma floppy disk);
- FD: questa sigla registrata in W. Belardi [2000] e G. De Santis [2005].

Font [PC Professionale: nov. 2011, p.24] [ingl.: sost., der. del medio francese fonte fusione
(da fondre fondere, con riferimento al modo con cui in passato venivano fabbricati i
caratteri dal piombo fuso), sec.XX | it.: s.m.inv., 1990] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Serie
completa di caratteri tipografici o informatici.
I nomi di font usati nel linguaggio informatico italiano sono in inglese.
SIN.: caratteri tipografici [M. Giovagnoli: 2002, p.66], tipo di carattere [PC Professionale:
genn. 2002, p.161] e fonte [Devoto-Oli: 2010].
PQ.: langlismo font impiegato 28 volte e tipo di carattere 2 volte, mentre il vocabolo fonte
non mai impiegato:
- font:
Microsoft ha infine pubblicato un ulteriore aggiornamento per Office 97 che aumenta il numero totale
dei font utilizzabili per la redazione di documenti con il carattere Euro. [PC Professionale: genn. 2002,
p.161]

- tipo di carattere:
Microsoft consiglia di eseguire la seguente procedura: dalla finestra Stampanti del Pannello di
Controllo, selezionare le propriet della stampante desiderata, entrate nella cartella Tipi di Carattere e
mettete il segno di spunta alla voce Stampa i Tipi di Carattere TrueType in modalit grafica.

- 162 -
[ibidem]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Fork [C. Di Mauro: 03/06/2009] [ingl.: sost., der. dellingl. antico forca forca, sec.XX | it.:
s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Nellambito dellingegneria del software, un fork si verifica
quando uno sviluppatore (o un gruppo di essi) inizia lo sviluppo di un nuovo progetto
software (child process), partendo dal codice sorgente di un altro gi esistente (parent
process). Le motivazioni della nascita dei fork possono essere diverse: problemi di
licenza, adattamento a particolari contesti/esigenze, riscrittura del codice (per
obsolescenza o perch difficile da mantenere), ecc.
DER.: nel gergo dellinformatica da fork deriva il verbo transitivo forkare [it.: di fork + -are]
[C. Di Mauro: 03/06/2009], che non ancora stabilito nellitaliano informatico scritto, che
lo mette ancora tra due virgolette (veda lesempio qui sotto).
PQ.: non impiegato n il termine inglese n il derivato forkare. Per limpiego del presente
anglismo e del suo derivato nellitaliano informatico possiamo riportare i seguenti esempi:
- fork:
Per tutta risposta Drepper (il maintainer) ha annunciato un fork di Debian, basato su una variante di
OpenSolaris che gira sfruttando XFree86 (il vecchio gestore dellinterfaccia grafica, che stato
soppiantato qualche anno fa da X.Org per unaltra lite, questa volta per questioni di licenze). Sembra
una zuffa fra scolaretti delle elementari, ma la triste realt. [C. Di Mauro: 03/06/2009]
- forkare:
E allora, ha senso che gli stessi sviluppatori di Debian abbiano addirittura forkato ben quattro
progetti (FireFox, Thunderbird, SeaMonkey, e Sunbird) per una banalissima questione di nomi e loghi?
[ibidem]
RL.:
- fork: registrato in L. Bragagnolo [2002]
- forkare: questo derivato gergale non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati.

Form [Microsoft Corporation: 1999, p.20] [ingl.: sost., der. del fr. antico forme apparenza ,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1997] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Modulo telematico,
che consente ad un utente di un sito Web di inserire e inviare i dati.
SIN.: maschera di immissione di dati [W. Belardi: 2000, p.178], formulario [N. Zingarelli:
2007] e modulo [ndr.]
PQ.: form impiegato 13 volte e modulo 5 volte, mentre maschera di immissione di dati e
formulario non sono mai impiegati:
- form:
Ci nonostante il signor Pesce dovrebbe aver ricevuto il giorno 7 agosto una e-mail che lo invitava a
fornirci tutti i dati a noi necessari per identificare il cliente oltre alle coordinate bancarie per poter
effettuare il rimborso; a oggi non risulta a noi pervenuta alcuna risposta alla e-mail n tanto meno ci
risulta la compilazione del form presente alle pagine da noi indicate. [PC Professionale: nov. 2002,
p.308]
- modulo:
Effettivamente, lo scorso 22 febbraio, il cliente ci ha inviato un ordine, compilando un modulo
standard via web; in data 26 febbraio ha provveduto alla spedizione del prodotto difettoso per posta.
[PC Professionale: lug./ago. 2002, p.224]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], G. De Santis [2005], GRADIT
[2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Format
1. [G. Toffoli: 1989, p.77] [ingl.: der. del fr. format formato, 1977 | it.: s.m.inv., 1987] (veda
DOS): Nel sistema operativo MS-DOS e in quelli successivi, un comando interno, che serve
per inizializzare o reinizializzare un dischetto o un disco rigido;
2. [GRADIT: 2007] [ingl.: der. del fr. format formato, sec.XX | it.: s.m.inv., 1995] [ndr. e

- 163 -
GRADIT: 2007]: formato prodotto da applicativi sia testuali, audiovisive che esecutive.
DER.: da format, in entrambi i sensi, deriva il verbo formattare ([it.: v.tr., der. di format + <t>
+ -are, 1988]), che indica strutturare un supporto di memoria, tramite un apposito
software, in modo che sia in grado di contenere dati utilizzabili dal calcolatore: f. un
dischetto, un nastro e dotare il testo realizzato con un word processor di tutti i comandi
che ne definiscono l'aspetto e il formato grafico. [cfr. GRADIT: 2007]
Dallaltro canto, da formattare derivano formattazione ([it.: s.f., der. di formatt(are) + -
azione, 1979] [GRADIT: 2007]) e riformattare [it.: v.tr., der. di ri- + formattare, 1998]
[ibidem]), da cui deriva riformattazione ([it.: s.f., der. di ri- + formattazione, fine sec.XX]
[ndr.]).
SIN.: formattare (nel senso 1) e formato (nel senso 2).
PQ.: format nel senso 1 impiegato 27 volte, formattare 107 volte, riformattare 66 volte,
formattazione 58 volte, riformattazione 66 volte e formato 605, mentre format nel senso 2
non registrato nessuna volta:
- format:
Il messaggio derrore riportato dal lettore, sebbene sia stato visualizzato in corrispondenza del comando
Format, non si riferisce allesecuzione di questultimo ma allazione dellopzione /S, che richiede di
trasferire i file necessari allavvio del sistema operativo sul disco da formattare. [PC Professionale:
genn. 2005, p.295]
- formattare:
Un amico ha formattato lunit senza problemi e quindi non vi sono dubbi sullintegrit del drive. [PC
Professionale: ott. 2001, p.263]
- riformattare:
Linstallazione dei nuovi driver scaricati dal sito di Nvidia non ha purtroppo risolto. Ho persino
riformattato e reinstallato Windows XP (operazione lunga e noionoiosa), ma invano. Ho interpellato il
supporto tecnico del produttore senza avere suggerimenti utili. [PC Professionale: febb. 2008, p.208]
- formattazione:
La formattazione completa del disco fisso allinterno del sistema operativo unoperazione difficile o
quasi impossibile. [PC Professionale: ott. 2001, p.263]
- riformattazione:
Se la diagnostica non segnalasse malfunzionamenti, si potrebbe procedere alla riformattazione
(eventualmente a basso livello) e al riutilizzo del disco. [PC Professionale: lug./ago. 2005, p.265]
- formato:
Creando un driver apposito quindi possibile intercettare i dati nel momento in cui essi sono inviati alla
scheda audio, rendendo cos inutile qualsiasi tipo di protezione crittografica applicata a livello di
formato del file. [PC Professionale: ott. 2001, p.280]
Per quanto riguarda format nel senso 2, al posto suo si usa sempre litaliano formato,
eccetto in pochi termini, che in particolar modo si trattano di certi tipi di salvataggio di testo,
come, ad esempio, Rich Text Format (rtf) e Transport neutral encapsulation format
(Tnef) [ibidem]:
Per evitare che nella posta in uscita creata con Outlook sia presente un file Winmail.dat necessario
impostare il tipo di messaggio su Testo normale invece che Rich Text Format. [PC Professionale: apr.
2006, p.251]
Il programma adotta uno standard proprietario per la descrizione del messaggio di posta elettronica che
prevede linvio, in allegato, di un file chiamato Winmail.dat. Questo contiene le informazioni per il
cosiddetto Transport neutral encapsulation format (Tnef) che consentono una ricostruzione fedele del
testo comera visualizzato sul computer del mittente: ci include font , colori e formattazione. [ibidem]
Forse laccettazione della presenza di format in questi termin nasce dal fatto che litaliano
informatico usa di solito la sigla al posto del loro esteso: per esempio, nella rubrica Posta
del mensile PC Professionale [2000-2011] Rich Text Format impiegato una sola volta,
mentre la sigla rtf 9 volte.
RL.:
- format (nel senso 1): registrato in W. Belardi [2000];
- format (nel senso 2): nel senso informatico, registrato in T. De Mauro [2000], GRADIT
[2007], Devoto-Oli [2006], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- formattare: il derivato verbale registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000] (sotto

- 164 -
la voce format), L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- riformattare: il derivato verbale registrato in GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- formattazione: il derivato nominale registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000],
L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- riformattazione: il derivato nominale non registrato in nessuno dei dizionari o vocabolari
da noi concultati.

Frame [ingl.: sost., dal v. (to) frame inquadrare, strutturare, sec.XX | it.: s.m.inv., 1979]
[GRADIT: 2007]:
1. [PC Professionale: giu. 2002, p.170]: Ogni pacchetto di dati trasmessi in un filmato o in
una sequenza di immagini.
SIN.: fotogramma [ndr.].
PQ.: frame - in questo senso - impiegato 5 volte, mentre fotogramma impiegato 68
volte:
- frame:
Secondo i risultati di alcuni test circolati nei forum di discussione su Internet, linstallazione dei
driver Nvidia pi recenti sulle schede grafiche Riva TNT e TNT 2 causa un decadimento della resa
nei giochi 3D in una misura compresa tra il 10% e il 30% in termini di frame al secondo. [PC
Professionale: giu. 2004, p.217]
- fotogramma:
Quando il filmato in pausa il timer viene bloccato ma, a seconda del momento in cui si preme il
pulsante Stop o Pausa, potrebbero essere riprodotti altri due fotogrammi del filmato e ci porterebbe
alla differenza tra i due conteggi riportata dal lettore. [PC Professionale: giu. 2004, p.217]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];

2. [Microsoft Corporation: 1999, p.15]: Zona di pagina Web, che rimane come separata da
testo della pagina e non cambia al cambiare dellURL. I frame permettono la
visualizzazione in video di pi pagine simultaneamente. La struttura a frame stata
inventata da Netscape per aggiornare, al cambiamento di pagina, solo alcune parti della
pagina stessa, riducendo i tempi di scaricamento. inoltre incorporato nello standard
HTML 4.
SIN.: propr. struttura [Devoto-Oli: 2006] e cornice [ibidem].
PQ.: impiegato solo frame, che impiegato 2 volte:
In realt non nientaltro che una semplice pagina Html divisa in frame: in uno viene inserita la frase
shock del tipo You are in serious trouble! con la pubblicit del programma miracoloso in grado di
proteggere il Pc, nellaltro viene visualizzato non un link sulla Rete, ma il comando file:///c:/ che
richiama appunto il contenuto del disco C: dal computer locale, usando Internet Explorer come se
fosse Gestione Risorse di Windows. [PC Professionale: ott. 2002, p.259]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Frame buffer [PC Professionale: magg. 2008, p.211] [ingl.: sost., comp. di frame (veda) +
buffer (veda), sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Memoria installata su schede video o
su quelle grafiche e divisa in due parti (front frame buffer e back frame buffer) per la
risoluzione della profondit di colore dello schermo. Esso era statico nelle vecchie schede
grafiche, dinamico nelle schede di ultima generazione.
SIN.: memoria tampone per fotogrammi [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: per 37 volte impiegato solo langlismo frame buffer:

- 165 -
La funzionalit Agp Fast Write stata concepita per consentire alla Cpu di scrivere direttamente nel
frame buffer della scheda grafica, senza compiere passaggi intermedi attraverso la memoria di sistema.
[PC Professionale: lug./ago. 2001, p.177]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005] (ma
come polirematica del lemma frame).

Gateway [Microsoft Corporation: 1999, p.50] [ingl.: sost., comp. di gate cancello + way
via, passaggio, sec.XX | it.: s.m.inv., 1995] [ndr. e GRADIT: 2007]: Programma o
elaboratore, che regola la comunicazione e lo scambio di dati fra due o pi reti con
protocolli diversi. Spesso accompagnato da un router, che indica ai dati la via da
percorrere, e da uno switch, che abilita leffettivo input/output dei dati dal gateway.
PQ.: gateway impiegato 17 volte:
Lo spooler di stampa integrato nel gateway USRobotics 9113 richiede stampanti compatibili e
ladozione di alcuni accorgimenti particolari per il corretto funzionamento e condivisione della
periferica sulla rete locale. [PC Professionale: magg. 2008, p.218]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Grid computing [Computer World Italia: nov. 2009, p.16] [ingl.: sost., comp. di grid
griglia + computing elaborazione (al computer), sec.XX | it.: s.m.inv., 2002] [ndr. e
Devoto-Oli: 2006]: Condivisione di un gran numero di server collegati in rete attraverso
Internet, i quali lavorano come se fossero un unico computer.
Insieme al presente anglismo, il linguaggio informatico italiano usa anche il suo
accorciamento, grid [Computer World Italia: nov. 2009, p.16].
SIN.: computazione a maglia o computazione reticolare [F. Longo: 2010].
PQ.: non impiegato n il termine inglese n nessuno dei due termini italiani proposti. Nello
stesso settimanale Computer World Italia [nov. 2009] grid computing impiegato 4 volte,
mentre laccorciamento grid 3 volte:
- grid computing:
E' noto che la potenza elaborativa di pc e server spesso sottoutilizzata e se, per varie ragioni, siete
impossibilitati dal razionalizzarla fino all'estremo per ridurre i costi, c' un'alternativa che non produce
risparmi, ma che pu sostenere delle buone cause. E' infatti possibile donarla a vari progetti di
elaborazione volontari in rete basati sul modello del grid computing e che, in molti casi sfruttano, il
software open source battezzato BOINC. [Computer World Italia: nov. 2009, p.16]
- grid:
Il grid supporta la ricerca di cure, tra le altre cose, per distrofia muscolare, influenza, AIDS e cancro
dei bambini. [ibidem]
RL.:
- grid computing: registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010];
- grid: questaccorciamento registrato in Devoto-Oli [2006] e Devoto-Oli [2010].

Hacker [S. Bertolacci: 2001, p.19] [ingl.: sost., der. del v. (to) hack fare a pezzi, rompere,
1983 | it.: s.m.inv. e s.f., 1985] [D. Harper: 2010, Devoto-Oli: 2006 e GRADIT: 2007]:
Chi fa uso del computer in rete per accedere a dati senza la dovuta autorizzazione.
Del mutamento semantico di hacker W. Belardi [2000, p.191] scrive:
Il termine si diffuso nel mondo con valenza ancor pi peggiorativa, per indicare chiunque pratichi
sistematicamente lesercizio della pirateria informatica. Alcuni per indicare il vero e proprio pirata
informatico hanno per usato ultimamente il termine inglese di cracker, in quanto il termine di
hacker sta indirizzandosi verso valori positivi da quando associazione di hackers (cio di persone
particolarmente esperte) hanno denunziato pubblicamente stati di insicurezza che possono derivare
dalluso di determinati programmi o parti di programma ritenuti a torto assolutamente non nocivi.
DER.: dal presente anglismo derivano hackeraggio ([it.: s.m., der. di hacker + -aggio, 1993]
[GRADIT: 2007]), al cui posto litaliano informatico preferisce impiegare il termine
italiano pirateria informatica, e nel gergo dellinformatica il verbo hackerare ([it.: der. di

- 166 -
hacker + -are, 2005] [Devoto-Oli: 2010]), che viene impiegato da una parte come un verbo
intransitivo (ausiliare avere) col senso di operare con grande abilit nel campo
dellinformatica e dallaltra come un verbo transitivo col senso di violare un sistema
informatico per danneggiarlo o per aquisire informazioni riservate. [cfr. Devoto-Oli: 2010
e L. Bragagnolo: 2002]
COMP.: nonostante la presenta del composto italiano biopirata, gi in uso dal 1996 nel senso
di chi conduce illegalmente e clandestinamente esperimenti di bioingegneria,
specialmente genetici o sul DNA, viene impiegato a partire dal 2002 anche il composto
biohacker ([it.: s.m e s.f., comp. di bio- + hacker]). [GRADIT: 2007]
SIN.: pirata informatico [S. Bertolacci: 2001, p.19].
PQ.: hacker impiegato 48 volte, pirata informatico 36 volte e hackeraggio una volta,
mentre il derivato verbale hackerare e i composti biopirata e biohacker non sono mai
impiegati:
- hacker:
La vulnerabilit dovuta al fatto che, se un hacker alterasse le informazioni dellintestazione Html,
potrebbe ingannare Internet Explorer inducendolo a ritenere che un file eseguibile sia di tipo diverso,
eludendo le precauzioni solitamente applicate a questo tipo di file. [PC Professionale: febb. 2002,
p.148]
- pirata informatico:
Riteniamo improbabile che qualcuno sia riuscito a registrarsi al servizio di aste online spacciandosi per
unaltra persona. pi probabile che le-mail in questione sia stata inviata da qualche pirata
informatico nel tentativo di estorcere uneventuale login (e relativa password) a un utente ignaro. [PC
Professionale: febb. 2007, p.224]
- hackeraggio:
Grazie anche a un design dei livelli ineccepibile, ogni missione pu essere affrontata nel modo che
preferiamo, prediligendo un approccio pi diretto e violendo (con furiose sparatorie e sistema di
coperture), piuttosto che un atteggiamento pi furtivo e silenzioso (con hacker aggio di computer,
utilizzo di visori termici e radar di prossimit). [PC Professionale: nov. 2011, p.202]
RL.:
- hacker: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- hackerare: questo derivato registrato in Devoto-Oli [2010];
- hackeraggio: questo derivato registrato in GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Hacking [PC Professionale: febb. 2008, p.206] [ingl.: sost., der. del v. (to) hack fare a
pezzi, rompere, 1984 | it.: s.m.inv., 1997] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Attivit di
pirateria informatica esecitata dagli hacker.
Con lo stesso significato di hacking si usa anche il derivato nominale hackeraggio (veda
hacker)
SIN.: pirateria informatica [Devoto-Oli: 2010].
PQ.: hacking impiegato 4 volte, pirateria informatica 4 volte e hackeraggio una volta (per
lesempio veda hacker):
- hacking:
La grande diffusione di alcuni applicativi li rende un obiettivo privilegiato per operazioni di hacking da
parte dei pirati informatici. [PC Professionale: dic. 2008, p.236]
- pirateria informatica:
Gli aggiornamenti nel Service Pack 1 sono stati concepiti per eliminare alcuni rischi relativi alla
pirateria informatica e in particolare gli attacchi del tipo man-in-the-middle che possono consentire a
malintenzionati di intercettare i messaggi tra due utenti senza che questi ne siano a conoscenza. [PC
Professionale: magg. 2004, p.202]
RL.: hacking registrato in L. Bragagnolo [2002], GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010];

- 167 -
Hard disk [B. Colombo: 2003, p.3] (anche hard disc [Devoto-Oli: 2010]) [ingl.: sost., comp.
di hard duro, rigido + disk disco, 1978 | it.: s.m.inv., 1985] [Merriam-Webster: 2012 e
N. Zingarelli: 2007]: Dispositivo costituito da una pila di dischi magnetici, generalmente
metallici e sigillati allinterno di un contenitore, dotato di un dispositivo di lettura e
scrittura.
SIG.: HD [N. Zingarelli: 2007].
SIN.: disco rigido [Microsoft Corporation: 1999, p.17], disco fisso [M. Ferrero: 1996, p.7] e
memoria di massa [F. Longo: 2010].
PQ.: hard disk impiegato 783 volte, disco fisso 1018 volte, disco rigido 167, memoria di
massa 205 volte e la sigla HD 144 volte, mentre la variante hard disc non mai impiegata:
- hard disk:
Informazioni generali sullo sviluppo sono disponibili presso il sito www.linuxide.org, dove sar
possibile scaricare anche il programma di utilit HDPARM che permette di cambiare le impostazioni
hardware degli hard disk dal sistema operativo Linux. [PC Professionale: giu. 2000, p.236]
- disco fisso:
Ho formattato da poco il disco fisso, ma in seguito alla reinstallazione di Windows XP con il Service
Pack 2 il mio secondo hard disk, un Maxtor da 200 GByte Serial Ata, non viene pi riconosciuto dal
sistema anche se il Bios del controller lo rileva correttamente. [PC Professionale: magg. 2005, p.205]
- disco rigido:
Se ognuna delle persone rispondesse poi al messaggio con lo stesso metodo, lo spazio necessario per
larchiviazione dei messaggi crescerebbe a dismisura, saturando rapidamente il disco rigido. [PC
Professionale: apr. 2004, p.232]
- memoria di massa:
Nel caso specifico, il Master boot record che provvedeva al caricamento di Windows XP era presente
sul vecchio hard disk da 40 GByte (il primo hard disk a essere utilizzato nel sistema) e con la
rimozione di questa memoria di massa il computer non stato pi in grado di trovare il codice
necessario allavvio. [PC Professionale: ott. 2004, p.226]
- HD:
A quanto pare sono uno dei tanti sfortunati acquirenti della sfortunata serie di sfortunati hard disk IBM;
il mio Hd ha smesso di essere tale dopo circa quattro mesi di utilizzo, e senza manifestare il minimo
problema in precedenza... di punto in bianco non ha pi funzionato. [PC Professionale: sett. 2002,
p.258]

RL.:
- hard disk: T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- hard disc: la variante grafica registrata in Devoto-Oli [2006] e Devoto-Oli [2010];
- HD: la sigla registrata in W. Belardi [2000].

Hardware [G. Toffoli: 1989, p.115] [ingl.: sost., comp. di hard duro, di metallo + ware
oggetto (nella speciale applicazione di componenti fisici di un apparato), 1947 | it.:
s.m.inv., 1969] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Insieme delle unit fisiche che
compongono un sistema di elaborazione dati, cio le apparecchiature considerate in
antitesi ai programmi, e quindi al software.
Il presente anglismo assume anche funzione di aggettivo invariabile, come in problemi
hardware [PC Professionale: giu. 2000, p.223], progettista hardware [ivi., p.227] e
impostazione hardware [ivi., p.236], ecc.
DER.: nel parlato e nel gergo informatico dal presente termine derivano hardwarista [it.: s.m.
e s.f., der. di hardwar(e) + -ista, 1994] nel senso di tecnico specializzato nellhardware e
hardwaristico [it.: agg., der. di hardwar(e) + -istico, 1994] nel senso di relativo
allhardware. [cfr. M. Gianni: 1994, p.284, data della prima attestazione nostra]
SIN.: componenti fisici [N. Zingarelli: 2007].
PQ.: langlismo hardware impiegato 1088 volte, mentre litaliano componenti fisici non
mai impiegato:

- 168 -
- hardware (s.m.inv.):
Comunque, nonostante le motivazioni dei produttori di hardware, capiamo perfettamente la
frustrazione del lettore che, dopo aver speso del denaro, si aspetta che gli venga fornito tutto il supporto
tecnico necessario. [PC Professionale: nov. 2006, p.275]

- hardware (agg. inv.):


La configurazione hardware del Pc in grado di supportare Windows XP, ma va tenuto presente che la
quantit di Ram e la dimensione del disco fisso potrebbero limitare lefficienza del sistema operativo.
[ivi, p.284]
Inoltre a ci, langlismo hardware fa parte di due composti inglesi anchessi entrati nel
2004 nel lessico informatico italiano, hardware hacking ([it.: s.m., der. di hardware +
hacking (veda)]) nel senso di operazione mirante al modificare lhardware di un computer
e hardware hacker ([it.: s.m. e s.f. der. di hardware + hacker (veda)]) nel senso di chi
pratica lhardware hacking. [cfr. GRADIT: 2007]
RL.:
- hardware: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e ;
- hardwarista: questo derivato non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati;
- hardwaristico: questo derivato non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati;
- hardware hacking: questanglismo registrato in GRADIT [2007];
- hardware hacker: questanglismo registrato in GRADIT [2007].

Header [L. Bragagnolo: 2002, p.394]: [ingl.: sost., der. di head testa, sec.XX | it.:
s.m.inv.(84), 1999] [GRADIT: 2007]: Intestazione di un messaggio o di un pacchetto di
dati trasmesso in via elettronica. Nei messaggi di posta elettronica, per esempio, indica la
parte che riporta le indicazioni relative a mittente, destinatario, giorno e ora di invio, ecc.,
necessarie per linstradamento fra i server della rete.
Per il genere del presente anglismo, L. Bragagnolo [2002] gli assegna invece il genere
femminile.
SIN.: intestazione [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: langlismo header impiegato 4 volte, mentre intestazione 18 volte:
- header:
Il codice pirata entra infatti in esecuzione subito dopo lo scaricamento dellheader, prima che i dati del
corpo del messaggio siano effettivamente presenti sulla macchina di destinazione. [PC Professionale:
giu. 2000, p.235]
- intestazione:
Apparir una finestra costituita dalle schede Generali e Dettagli. Questultima visualizza in un riquadro
lintestazione completa del messaggio e, nella parte inferiore, il bottone Messaggio originale,
premendo il quale si aprir una nuova finestra contenente lintero messaggio esattamente come
pervenuto al client di posta elettronica. [ivi., p.233]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010].

Help [B. Colombo: 2003, p.118] [ingl.: sost., der. dellingl. antico help (s.m.) assistenza,
soccorso, sec.XX | it.: s.m.inv., 1988] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Funzione,
che viene sempre fornita insieme a un programma o a un sistema operativo collo scopo di
offrire allutente i consigli e le istruzioni necessarie per il padroneggiamento del sistema
stesso e la risoluzione dei dubbi e problemi di funzionamento.
Nel linguaggio informatico italiano il file che contiene questi consigli e istruzione viene
detto file di help [PC Professionale: magg. 2005, p.206] ([dallinglese help file]) e il men

84
Per il genere del presente anglismo L. Bragagnolo [2002] gli assegna il genere femminile.

- 169 -
che contiene licona del collegamento diretto a tale file viene detto menu Help [PC
Professionale: genn. 2007, p.225] ([dallinglese help menu]).
SIN.: assistenza [Devoto-Oli: 2010], aiuto [ibidem] e guida ( che pu essere off-line o in
linea) [PC Professionale: nov. 2011, p.187]. Nelle recenti versioni di programmi e sistemi
operativi in italiano della famosa Microsoft la barra degli strumenti viene sostutito dalla
barra multifunzione in cui la funzione help viene sostituito da un punto interrogativo ?,
mentre il menu Help viene sostituito dal termine italiano guida e supporto tecnico.
PQ.: help impiegato una volta e ciascuno dei termini guida, file di help e menu Help 2
volte, mentre i due termini aiuto e assistenza non sono mai impiegati:
- help:
Per semplificare lutilizzo dei prodotti, lutente pu inoltre ricorre alla guida in linea: per suggerimenti
rapidi o soluzioni immediate lhelp in linea (selezionabile in qualunque momento grazie al tasto F1 o
selezionabile dal men -?-), fornisce infatti tutte le informazioni su come proseguire unoperazione
senza lobbligo di consultare il manuale duso. [PC Professionale: febb. 2001, p.186]
- guida:
Seguendo il libro ho iniziato a creare un nuovo sito, ma quando sono arrivato a inserire lUrl da
utilizzare per accedere alla cartella principale (e quindi fare la prova Url) stato visualizzato il
seguente messaggio: Dreamweaver non pu utilizzare il prefisso inserito per visualizzare le
informazioni Live Data. Verificare la configurazione del sito o fare clic su Guida per ulteriori
informazioni utili per correggere il problema. [Errore HTTP: 12029]. [PC Professionale: ott. 2004,
p.226]
- file di help:
Il file di Help contiene tutte le istruzioni per luso del software. [PC Professionale: magg. 2005, p.206]
- menu Help:
Per verificare se Flight Simulator X sia gi stato attivato basta entrare nel menu Help e selezionare la
voce About. [PC Professionale: genn. 2007, p.225]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012] (ma come un programma e non una
funzionalit).

Help desk [PC Professionale: lug./ago. 2002, p.230] [ingl.: sost., comp. di help aiuto,
assistenza + desk scrivania, sec.XX | it.: s.m.inv., 1998] [ndr. e GRADIT: 2007]: Centro
di assistenza aziendale di un provider, che fornisce aiuto e supporto al cliente abbonato.
Altri sinonimi inglesi del presente anglismo impiegati anchessi nel linguggio informatico
italiano sono call center [PC Professionale: genn. 2002, p.169] e help center ([it.: 2002]
[Devoto-Oli: 2010]).
SIN.: centro di assistenza [PC Professionale: lug./ago. 2005, p.254].
PQ.: help desk impiegato 9 volte, call center 29 volte e centro di assistenza 85 volte,
mentre help center non mai impiegato:
- help desk:
Certi della favorevole accoglienza della nostra proposta cogliamo loccasione per ricordare a tutti i
lettori di consultare il nostro sito ufficiale http://notebook.asus.it per avere tutte le informazioni
aggiornate sui notebook a marchio Asus e sulle loro configurazioni e, qualora fossero necessari
ulteriori aiuti e consigli, il nostro help desk telefonico quotidianamente a loro disposizione. [PC
Professionale: lug./ago. 2002, p.229]
- call center:
Quando il monitor diventa tutto bianco praticamente non si vede pi nulla, mi metto in contatto con il
call center, vogliono il numero di serie del PC vogliono sapere se la macchina in garanzia gli
racconto tutta la storia, ma come se parlassi al vento lunica cosa che possono fare per me, bont loro
quella di darmi i numeri di telefono del ICS Toscana e ICS Lazio. [PC Professionale: genn. 2003,
p.206]
- centro di assistenza:
Inoltre, relativamente al difetto segnalato dal lettore, risulta dalla dichiarazione del nostro centro di
assistenza che si trattava di un falso contatto del connettore del display, che stato risolto. [PC
Professionale: mar. 2002, p.206]
RL.:
- 170 -
- help desk: registrato in G. De Santis [2005] (ma come polirematica del lemma help),
GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010];
- call center: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005]
(ma come polirematica del lemma help), Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- help center: registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010].

Home banking [PC Professionale: sett. 2004, p.188] [ingl.: sost., comp. di home casa +
banking attivit bancaria, sec.XX | it.: s.f.inv., 1983] N. Zingarelli [2007]: Linsieme
delle operazioni bancarie eseguibili da casa mediante terminali che permettono il
collegamento diretto del cliente con listituto di credito.
Non va confuso il presente anglismo con langlismo Internet banking, entrato nellitaliano
informatico nel 2000 per indicare linsieme di operazioni bancarie che i clienti di un istituto
di credito possono eseguire, collegandosi via Internet dal loro computer a un sistema ad
accesso protetto, da casa, dallufficio, ecc.. [cfr. GRADIT: 2007]
SIN.: attivit bancaria in casa [N. Zingarelli: 2007] e operazioni bancarie a domicilio
[Devoto-Oli: 2010].
PQ.: home banking impiegato 4 volte, mentre i termini Internet banking, attivit bancaria
in casa e operazioni bancarie a domicilio non sono mai impiegati:
Lavviso viene visualizzato per informare lutente che i dati che si stanno per digitare non verranno
crittografati prima di essere inviati al sito di destinazione. Si tratta di un avviso importante,
specialmente nelluso di servizi di home banking e in tutti i casi in cui si inviano dati sensibili come,
per esempio, il numero di carta di credito. [PC Professionale: febb. 2006, p.206]
RL.:
- home banking: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo
[2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- Internet banking: registrato in GRADIT [2007].

Home page [Microsoft Corporation: 1999, p.7] (anche homepage [S. Bertolacci: 2001, p.16])
[ingl.: sost., comp. di home casa + page pagina, 1993 | it.: s.f.inv., 1995] [D. Harper:
2010 e N. Zingarelli: 2007]: Pagina scelta e memorizzata nel browser dallutente, con la
quale si apre il collegamento ad Internet ed alla quale si pu tornare in qualsiasi momento
della navigazione mediante un apposito comando; o pagina di accesso a una serie di altre
pagine.
Nonostante le parole italiane affini al presente anglismo siano i due sostantivi femminili
casa e pagina, T. De Mauro [2000] e GRADIT [2007] gli assegnano il genere maschile,
preferendo il genere designato per default nella lingua italiana.
SIN.: pagina iniziale [Microsoft Corporation: 1999, p.7] e pagina di casa [Devoto-Oli:
2006].
PQ.: langlismo home page impiegato 10 volte, la variante homepage 2 volte e il
traducente italiano pagina iniziale 15 volte, mentre il traducente pagina di casa non mai
impiegato:
- home page:
Qualora riscontrasse in futuro eventuali inconvenienti nei servizi di Infostrada la preghiamo di
contattarci al numero 155 o allindirizzo servizioclienti@infostrada.it, da sempre disponibile sul Web,
ad esempio, nella home page di Infostrada (www.infostrada.it). [PC Professionale: dic. 2000, p.246]
- homepage:
Per saperne di pi:
La homepage di Alljoyn http://www.alljoyn.org/
Introduzione a Wi-Fi Direct http://www.wi-fi.org/Wi-Fi_Direct.php
[PC Professionale: nov. 2011, p.192]
- pagina iniziale:
Tra i sintomi dellinfezione vi la continua sostituzione della pagina iniziale allinterno di Internet

- 171 -
Explorer e limpostazione di parametri di ricerca diversi rispetto a quelli predefiniti, in modo da
indirizzare lutente verso siti indesiderati. [PC Professionale: genn. 2006, p.284]
RL.:
- home page: registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- homepage: questa variante registrata in L. Bragagnolo [2002].

Host
1. [PC Professionale: Gen. 2004, p.204] [ingl.: sost., der. del v. (to) host ospitare, sec.XX |
it.: agg.inv., sec.XX] [ndr.]: Detto di programma, dispositivo, sistema o simile, che
fornisce servizi a un programma, a un dispostivo a un sistema pi limitato.
Nel linguaggio informatico italiano si usa anche il contrario di questo anglismi, guest.
[PC Professionale: lug. 2010, 207].
SIN.: si usa ospite come sostituto di host e ospitante come quello di guest.
PQ.: langlismo host impiegato 10 volte, guest 4 volte e ospite 7 volte, mentre ospitante
non mai impiegato:
- host:
Non riesco a installare la parte host di Microsoft SQL Server 2000 su diversi Pc (portatili e non) tutti
basati su Windows 2000 Professional aggiornato al Service Pack 4. [PC Professionale: genn. 2004,
p.204]
- guest:
Mi hanno consigliato dinstallare una macchina virtuale, ma io ho bisogno che i sistemi operativi host e
guest interagiscano scambiandosi i file con copia e incolla oppure condividendo lo stesso dispositivo
darchiviazione. [PC Professionale: mar. 2010, p.184]
- ospite:
Il codice pirata eseguito sulla macchina ospite con i privilegi di sistema, consentendo quindi di
installare programmi, visualizzare, cambiare o cancellare dati e perfino di creare nuovi account senza
limitazioni di alcun tipo. [PC Professionale: nov. 2003, p.232]
RL.:
- host: in questo senso, registrato in L. Bragagnolo [2002];
- guest: non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati;

2. [N. Zingarelli: 2007] [ingl.: sost., accorc. di host (computer), comp. di host ospite e
computer, sec.XX | it.:, s.m.inv., 1998] [ndr. e GRADIT: 2007]: Computer, che mette a
disposizione le proprie disposizioni ad altri computer collegati in rete.
Rispettando la sequenza determinato + determinante, sequenza tipica delle lingue
romanze, litaliano informatico impiega di solito la sequenza computer host [Microsoft
Corporation: 1999, p.51] al posto di host computer, che in uso nellitaliano informatico a
partire dal 1994 [N. Zingarelli: 2009].
SIN.: computer ospite [PC Professionale: ago. 2009, p.176].
PQ.: la sequenza computer host impiegata 3 volte, il traducente computer ospite 6 volte,
mentre laccorciamento host e la sua forma estesa host computer non sono mai impiegati:
- computer host:
Il motivo per cui molti print server non supportano le stampanti host based va ricercato nel fatto che
la quantit di dati trasferita tra il computer host e la stampante pu essere molto elevata. [PC
Professionale: nov. 2009, p.176]
- computer ospite:
La funzionalit AutoRun/AutoPlay di Windows effettua linstallazione non appena si collega il
dispositivo al computer ospite. [PC Professionale: lug. 2011, p.170]
Nel mensile PC Professionale [nov. 2011], invece, laccorciamento host impiegato 4
volte, mentre computer host e host computer non sono mai impiegati:
Hypervisor 5.0 mette finamente a disposizione anche un firewall, accessibile nella sezione Software /
Security Profile del pannello di configurazione dellhost, allinterno del vSphere Client. [PC
Professionale: nov. 2011, p.60]

- 172 -
RL.:
- host computer: questanglismo registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].
- host: questaccorciamento registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- computer host: questa sequenza non registrata in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati.

Host computer (veda host).

Hosting [PC Professionale: febb. 2002, p.158] [ingl.: sost., der. del v. (to) host ospitare,
sec.XX | it.: s.m.inv., 2000] [ndr. e GRADIT: 2007]: Servizio fornito da un provider, che
consiste nellospitare nei propri computer un sito Web.
SIN.: ospitare un sito Web [PC Professionale: apr. 2005, p.162].
PQ.: hosting impiegato 4 volte, mentre ospitare un sito Web impiegato 7 volte:
- hosting:
I motivi che portano i provider a questo comportamento dipendono dal fatto che, in molti casi,
forniscono servizi di hosting (possibilit di caricare il proprio sito Web su un server per consentire a
chiunque di collegarsi anche quando si off-line) o di file serving. [PC Professionale: apr. 2004,
p.229]
- ospitare un sito Web:
Si immagini per esempio un computer che ospita un sito Web: a esso corrisponde un indirizzo Ip e,
durante tutto il periodo necessario alla riparazione, tutte le pagine in esso contenute non saranno
accessibili sulla Rete. [PC Professionale: apr. 2005, p.162]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

Housing [PC Professionale: febb. 2002, p.185] [ingl.: sost., dal v. (to) house alloggiare,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1996] [N. Zingarelli: 2009]: Servizio che permette al proprietario di
un provider di ospitare presso la propria sede un host computer e di curarne il
collegamento a Internet.
PQ.: langlismo housing impiegato 2 volte:
Ma non finita qui, perch vengono anche ciecamente ripresi i criteri che dovrebbero fondare la
responsabilit dei provider per il mero trasporto - art.30 c.I lett.d) - , il caching - lett.e) - e lhousing
lett.f). [PC Professionale: febb. 2002, p.158]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Ink-Jet [Computer World Italia: genn. 2009, p.75] (anche ink jet [W. Belardi: 2000] e inkjet
[L. Bragagnolo: 2002]) [ingl.: sost., comp. di ink inchiostro + jet getto, 1976 | it.:
agg.inv., sec.XX] [Merriam-Webster: 2012 e ndr.]: Detto di un sistema di scrittura di una
classe di stampanti per computer personale, basato su una cartuccia fornita di inchiostro
liquido che viene spruzzato in forma di microgocce da una testina stampante con
numerosissimi microugelli e un driver di stampa incluso nel software del computer.
SIG.: IJ [W. Belardi: 2000].
SIN.: a getto di inchiostro [PC Professionale: genn. 2002, p.171].
PQ.: ink-jet impiegato 6 volte, inkjet 18 volte, il traducente a getto di inchiostro 5 volte,
mentre la sigla e le varianti ink jet non sono mai impiegate:
- ink-jet:
Lazienda riconosce una garanzia di tre mesi sulle cartucce ink-jet originali; garantisce unalta
affidabilit e compatibilit delle cartucce che vengono sviluppate e testate direttamente con le
stampanti Hp. [PC Professionale: genn. 2002, p.171]

- 173 -
- inkjet:
La Stylus C80 di Epson stata la prima stampante inkjet del produttore giapponese ad adottare
inchiostri Durabrite a base di pigmenti, ottimizzati in modo particolare per la stampa su carta comune e
resistenti allacqua. [PC Professionale: mar. 2006, p.240]
- a getto di inchiostro:
Desideriamo in primo luogo ringraziarla per la preferenza accordata ad Hp e per la soddisfazione da lei
espressa verso i nostri prodotti. Vorremmo fornirLe alcune informazioni in merito alle cartucce a getto
di inchiostro prodotte da Hp. [PC Professionale: genn. 2002, p.171]
RL.:
- ink-jet: non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati;
- ink jet: questa variante registrata in W. Belardi [2000] e G. De Santis [2005];
- inkjet: questa variante registrata in L. Bragagnolo [2002];
- IJ: questa sigla registrata in W. Belardi [2000].

Input [B. Colombo: 2003, p.4] [ingl.: sost., comp. di in dentro + put ci che messo,
1948 | it.: s.m.inv., 1957] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Inserimento e
trasferimento dei dati da un sistema periferico in un sistema centrale tramite dispositivi di
input, come tastiera, mouse, scanner, ecc.; o i dati stessi inseriti in questo modo.
DER.: nel gergo informatico da input derivano inputare ([it.: v. tr., der. di input + -are,
1985]) e la sua variante imputtare (con lintroduzione della <m> al posto della <n> e il
raddoppiamento della <t>) nel senso di registrare con il computer, immettere [cfr.
GRADIT: 2007]. Al posto di questi derivati, litaliano informatico scritto impiega invece i
verbi come inserire, immettere, introdurre, registrare, ecc. insieme ai sostantivi dati o
informazioni:
eBay uno dei siti per i quali la procedura di registrazione pi attenta e i dati immessi dagli utenti
sono continuamente verificati. [PC Professionale: febb. 2007, p.224]
Nel file C:\Windows\Vxdload.log sono invece memorizzate le password del sistema e altre
informazioni personali che lutente immette tramite tastiera. [PC Professionale: apr. 2004, p.230]
SIN.: traffico in entrata [PC Professionale: magg. 2006, p.234] (se riferiamo al
trasferimento dei dati) e dati immessi/inseriti/... (se riferiamo ai dati stessi).
PQ.: input impiegato 24 volte, entrata 3 volte, traffico in entrata 3 volte e dati
immessi/inseriti/... 5 volte, mentre i derivati verbali inputare e imputare non sono mai
impiegati:
- input:
Vista pu bloccarsi per un intervallo di tempo variabile tra pochi secondi e alcuni minuti, durante i
quali non accetta input dallutente. [PC Professionale: sett. 2009, p.174]
In particolare, questo processo implementa il metodo di input da tastiera dei simboli che costituiscono
lalfabeto coreano o gli ideogrammi cinesi e giapponesi. [PC Professionale: genn. 2011, p.173]
- dati immessi/inseriti/...:
Quindi si registra come processo di servizio (solo sui sistemi Windows 95, 98 e Millennium Edition),
crea un file log denominato Cp_25389.Nls nella directory C:\Windows\System e, sempre in questa
cartella, aggiunge il file Kdll.Dll che sar utilizzato per controllare i dati immessi da tastiera. [PC
Professionale: genn. 2002, p.164]
Queste informazioni aiutano a individuare i malfunzionamenti di componenti specifiche del sistema
operativo o degli applicativi e i dati inseriti sono consultabili in Visualizzazione eventi di sistema,
ricercando il valore 1076. [PC Professionale: giu. 2009, p.183]
- traffico in entrata:
Con il passaggio a una configurazione basata su router, il traffico in entrata dallesterno sar filtrato dal
meccanismo di traduzione degli indirizzi (Nat, Network address translation) implementato nel
dispositivo chiamato a gestire la connessione Adsl. [PC Professionale: sett.. 2008, p.224]
RL.:
- input: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- inputare: questo derivato registrato in GRADIT [2007];
- imputtare: questa variante registrata in GRADIT [2007].

- 174 -
Input/Output [PC Professionale: magg. 2001, p.219] (anche input-output [GRADIT: 2007])
[ingl.: sost., comp. di input (veda) + output (veda), sec.XX | it.: s.m.inv., 1957] [GRADIT:
2007]: Entrata e uscita di dati tra un sistema periferico e un sistema centrale tramite
dispositivi di input e di output.
SIG.: I/O [Zanichelli editore: 2000].
SIN.: entrata/uscita [lug./ago. 2002, p.229].
PQ.: Input/Output (o input/output) impiegato 24 volte, la sigla I/O 25 volte e entrata/uscita
una sola volta, mentre la variante input-output non mai impiegata:
- Input/Output (o input/output):
Come abbiamo pi volte spiegato in questa rubrica, i sistemi operativi a 32 bit sono in grado di gestire
direttamente uno spazio di indirizzamento di 4 GByte. Questo include anche le aree di memoria
riservate a scopi specifici quali, per esempio, il Bios, la memoria di Input/Output delle varie periferiche
e cos via. [PC Professionale: magg. 2007, p.242]
Dimensioni a parte, i netbook sono simili ai tradizionali notebook e anche il loro funzionamento
gestito da un Bios che implementa le funzioni essenziali di input/output, configura le periferiche e
provvede al caricamento del sistema operativo. [PC Professionale: apr. 2004, p.230]
- I/O:
Verificare quindi che lintervallo di I/O e linterrupt assegnato al controller Usb non siano in conflitto
con altre periferiche nel sistema. [PC Professionale: febb. 2011, p.135]
- entrata/uscita:
Il montaggio non dei pi facili e ingombra due slot nel case; sul bay esterno lentrata/uscita ottica
incastonata a rilievo in una posizione non standard per cavi ottici Tos/Link di qualit [PC
Professionale: lug./ago. 2002, p.229]
RL.:
- Input/Output (o input/output): non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati;
- input-output: questa variante registrata in GRADIT [2007];
- I/O: questa sigla registrata in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005], GRADIT [2007],
e N. Zingarelli [2007].

Internet [B. Colombo: 2003, p.2] [ingl.: sost., comp. di inter- tra + net(work) rete, 1985 |
it.: s.f.inv., 1990] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Sistema integrato di
interconnessione tra computer e reti locali, che consente la trasmissione di informazioni in
tutto il mondo.
Devoto-Oli [2006 e 2010] assegna al presente anglismo il genere maschile, seguendo la
regola dellassegnazione del genere per default, mentre GRADIT [2007] gli assegna entrambi
i due generi. Inoltre, Internet assume anche funzione di aggettivo invariabile, come in
opzioni Internet [Microsoft Corporation: 1999, p.21], servizi Internet [ivi., p.239] e
contenuti Internet [ibidem].
DER.: da Internet derivano internettista ([it.: agg., s.m. e s.f., der. di Internet + <t> + -ista,
1995]), internettiano ([it.: agg., s.m. e s.f., der. di Internet + <t> + -iano, 1996]),
internetico (e la sua variante Internettico) ([it.: agg., der. di Internet + -ico, 1998]),
internettaro ([it.: s.m., der. di Internet + <t> + -aro, 1998]) e internauta (e la sua variante
internetnauta) [it.: s.m. e s.f., der. di Inter(net) + -nauta, 1995] e internettizzare [it.: v. tr.,
der. di Internet + <t> + -izzare, 2000]. (Per letimologia e per il significato veda GRADIT
[2007] e N. Zingarelli [2007])
COMP.: nel lessico informatico italiano Internet entra a far parte dei composti internet-
dipendenza ([it.: s.f., comp. di internet + dipendenza, calco traduzione dellinglese cyber
addiction, 1999]), che significa lessere internet-dipendente; internet-dipendente ([it.:
agg., s.m. e s.f., comp. di internet + dipendente, 2000]), nel senso di chi utilizza
assiduamente Internet, fino a subirne una dipendenza psicologica, e internetmania [it.: s.f.,
comp. di Internet + mania, 2001] nel senso di passione smondata per Internet. [cfr.
GRADIT: 2007]
SIN.: rete telematica internazionale [Devoto-Oli: 2006].

- 175 -
PQ.: tra langlismo e i derivati e composti da esso formati si impiega solo Internet, che
stato impiegato 1984 volte:
- Internet (come s.inv.):
Mi collego a Internet con un modem/bridge fornito dal mio provider (Alice di Telecom Italia) e utilizzo
come firewall ZoneAlarm. [PC Professionale: sett. 2008, p.224]
- Internet (come agg.inv.):
Per contrastare la pirateria informatica e luso improprio dei servizi Internet, i gestori delle reti cellulari
applicano politiche pi restrittive rispetto ai provider di connettivit cablata. [PC Professionale: sett.
2010, p.175]
RL.:
- Internet: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007],
Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- internettiano/a (s.m. o f, agg.): questo derivato impiegato in Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- internettista: questo derivato registrato in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- internauta: questo derivato registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007],
Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- internetnauta: come variante di internauta questo derivato registrato in GRADIT
[2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- internettaro: questo derivato registrato in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- internetico: questo derivato registrato in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- internettico: come variante di internetico questo derivato registrato in GRADIT
[2007];
- internettizzare: questo derivato verbale registrato in GRADIT [2007].

Internet Caf [PC Professionale: febb. 2004, p.169] (anche internet-caf [GRADIT: 2007] e
internetcafe [G. De Santis: 2005]) [ingl.: sost., comp. di Internet (veda) + caf caff,
come un locale pubblico, fine sec.XX | it.: s.m.inv., 1996] [ndr. e GRADIT: 2007]: Caff
nel quale, oltre al caff o ad altre bevande, vengono messi a disposizione dei clienti
computer collegati a Internet.
Nel lessico informatico italiano sono registrati altri sinonimi inglesi del presente anglismo,
come Internet bar; cybercaf ([it.: s.m.inv., 1995]) e le sue varianti cibercaf, cybercaff,
cybercafe e cybercaffe; web caf [it.: s.m.inv., 2000] e la sua variante web-caf . [cfr.
GRADIT: 2007, W. Belardi [2000], L. Bragagnolo: 2002, G. De Santis [2005] e Vocabolario
Treccani Online: 2012]
PQ.: internet caf impiegato 2 volte, mentre le altre varianti e gli altri sinonimi inglesi non
sono mai impiegati:
Ho necessit di aggiornare Internet Explorer 6 allultimo Service Pack. Da casa posso collegarmi a
Internet solo con un modem a 56 Kbps: date le dimensioni del Service Pack ho pensato di scaricare il
programma in un Internet Caf per poi masterizzarlo su Cd-Rom e trasferirlo successivamente nel mio
computer. [PC Professionale: febb. 2004, p.169]
RL.:
- Internet caf: registrato in Devoto-Oli [2006] e Devoto-Oli [2010];
- internet-caf: questa variante registrata in GRADIT [2007];
- internet caf: questa variante registrata in Vocabolario Treccani Online [2012];
- internetcafe: questa variante registrata in G. De Santis [2005];
- internet bar: registrato in Vocabolario Treccani Online [2012];
- cybercaf: registrato in Devoto-Oli [2006] e Devoto-Oli [2010];

- 176 -
- cybercafe: questa variante registrata in W. Belardi [2000] (ma come polirematica del
lemma cyberspace) e L. Bragagnolo [2002];
- cybercaffe: questa variante registrata in Vocabolario Treccani Online [2012];
- web caf e web-caf: sono registrati in GRADIT [2007].

Internet Explorer Administration Kit [Microsoft Corporation: 1999, p.71] [ingl.: sost.,
comp. di Internet Explorer (veda) + administration amministrazione + kit kit, fine
sec.XX | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [ndr.]: Insieme di strumenti progettato per
amministratori di servizi Internet, provider di servizi Internet e provider di contenuti
Internet per la distribuzione di Internet Explorer. Include il programma di
personalizzazione guidata di Internet Explorer, il Connection Manager Administration Kit,
il Gestore di profilo e il toolkit di Internet Explorer Administration Kit.
SIG.: IEAK [ibidem].
PQ.: non impiegato n il termine inglese n la sua sigla. Nel capitolo 12 di Microsoft
Corporation [1999] il termine inglese impiegato 11 volte, mentre la sua sigla non mai
impiegata:
Per impostazione predefinita, i file CAB creati dal Gestore di profilo di Internet Explorer
Administration Kit sono preceduti dal nome della radice del file INS per le impostazioni di Internet
corrispondente. Ad esempio, se il nome del file INS finance.ins, il nome predefinito del file
corrispondente per il file CAB della configurazione sar Finance_Config.cab. [Microsoft Corporation:
1999, p.241]
RL.:
- Internet Explorer Administration Kit: registrato in L. Bragagnolo [2002];
- IEAK: questa sigla registrata in L. Bragagnolo [2002].

Internet key [PC Professionale: giu. 2009, p.186] [ingl.: sost., comp. di Internet (veda) +
key chiave, sec.XXI | it.: s.f.inv., 2007] [ndr. e Devoto-Oli: 2010]: Chiave Usb per
collegamento a Internet.
SIN.: chiave Internet [PC Professionale: giu. 2009, p.186], chiavetta Internet [ibidem].
PQ.: Internet key impiegato 5 volte, chiave Internet una sola volta e chiavetta Internet 2
volte:
- Internet key:
LInternet Key Onda MT503HS supportata dal netbook Acer Aspire One, ma la sua procedura di
installazione piuttosto complessa. [PC Professionale: giu. 2009, p.186]
- chiave Internet:
Recentemente stata diffusa una notizia che ha colto di sorpresa molti utenti, magari costretti in
passato a sostituire la chiave Internet Onda con un altro modello per abbinarla al proprio netbook Acer:
attualmente Telecom vende i due prodotti in abbinamento. [ibidem]
- chiavetta Internet:
Abbiamo acquistato una chiavetta Internet veloce Huawei E169 e labbiamo installata su alcuni
netbook prodotti da MSI, Asus e HP (con processore Intel Atom), tutti forniti con Windows XP Home
Edition. [ibidem]
RL.: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2010].

Internet point [PC Professionale: mar. 2009, p.180] [ingl.: sost., comp. di Internet (veda) +
point punto, fine sec.XX | it.: s.m.inv., 1995] [ndr. e GRADIT: 2007]: Posto pubblico nel
quale, dietro pagamento, vengono messi a disposizione degli utenti computer, con cui
possibile navigare in Internet o usufruire della posta elettronica.
PQ.: Internet point impiegato una sola volta:
Considerati i prezzi attuali meglio comprare direttamente una stampante economica nuova! Chi pu
risolve il problema stampando nel luogo di lavoro, altri si affidano ai servizi degli Internet point (10
centesimi di euro a pagina in bianco e nero). [PC Professionale: mar. 2009, p.180]
RL.: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

- 177 -
Internet Provider (veda Internet Service Provider).

Internet Service Provider [PC Professionale: nov. 2002, p.306] [ingl.: sost., comp. di
Internet (veda) + Service servizio + provider provider, fine sec.XX | it.: s.m.inv., fine
sec.XX] [ndr.]: Societ, che offre agli utenti il servizio di accesso alla rete Internet.
Il linguaggio informatico, sia inglese che italiano, ha visto vari accorciamenti del presente
anglismo: Internet Provider [PC Professionale: febb. 2002, p.158] ([it.: 1995] GRADIT
[2007]); Provider [Microsoft Corporation: 1999, p.1] ([it.: 1995] [N. Zingarelli: 2007]) e
service provider [PC Professionale: febb. 2005, p.160].
Oltre alla locuzione Internet Provider, litaliano informatico impiega anche la sua variante
sintagmatica provider Internet [PC Professionale: febb. 2003, p.160]. Oltre a ci, litaliano
informatico usa anche la variante lessicale access provider ([ingl.: sost., comp. di access
accesso + provider provider, sec.XX | it.: s.m.inv., 1999] [ndr. e GRADIT: 2007]). Per
questultima variante lessicale, va accennato, per, che Devoto-Oli [2006 e 2010] le d un
significato diverso da quello in inglese: chi provvede allaccesso alla rete Internet.
SIG.: IP [Internet Provider] e ISP [Internet Service Provider]. Si preferisce usare la sigla
ISP, forse per evitare una possibile confusione con la sigla IP di Internet Protocol (veda
IP)

SIN.: fornitore (di accesso/della connessione a Internet) [PC Professionale: ott. 2003,
p.223].
PQ.: Internet Service Provider impiegato 2 volte, Internet provider 9 volte, provider
Internet 10 volte, provider 220 volte, service provider 13 volte, la sigla ISP 6 volte,
fornitore (di accesso/della connessione a Internet) 5 volte, mentre la sigla IP e la variante
lessicale access provider non sono mai impiegate:
- Internet Service Provider:
Il mio modem Adsl uno SpeedTouch Usb prodotto da Thomson e il mio Internet service provider
Tele2 con cui ho sottoscritto il contratto Adsl. [PC Professionale: febb. 2007, p.216]
- Internet provider:
Fino a quando il problema non stato riconosciuto da Microsoft, lunica soluzione consisteva nel
richiedere al proprio Internet provider la cancellazione del messaggio che impediva di continuare a
usufruire del servizio di posta elettronica. [PC Professionale: sett. 2000, p.237]
- provider Internet:
Negli ultimi tempi questo errore stato segnalato con una certa frequenza e sarebbe attribuibile al
notevole aumento del traffico sui server del principale provider Internet nazionale. [PC Professionale:
apr. 2010, p.182]
- provider:
La maggioranza dei provider, allo scopo di prevenire luso indiscriminato di e-mail per la diffusione di
virus, si dotata di sistemi automatici per il filtraggio della posta elettronica. [PC Professionale: nov.
2004, p.226]
- service provider:
La riduzione della velocit operativa nei collegamenti Adsl mal funzionanti una pratica
comunemente adottata dai service provider per tentare di garantire una minima funzionalit anche su
linee telefoniche in cattive condizioni. [PC Professionale: sett. 2010, p.171]
- fornitore (di accesso/della connessione a Internet):
Il nuovo standard V92 include la funzionalit Modem in attesa per ricevere chiamate vocali durante
una connessione dati senza caduta della portante, a patto che anche il fornitore di accesso a Internet
implementi tale servizio. In caso contrario, laccettazione della chiamata comporter la
disconnessione dalla Rete. [PC Professionale: apr. 2004, p.229]
Per il corretto funzionamento di questa prerogativa devono essere soddisfatti alcuni requisiti: il
modem deve essere compatibile con lo standard V92, il fornitore della connessione a Internet deve
implementare questa funzionalit e deve essere richiesta la funzione di avviso di chiamata al proprio
gestore telefonico. [PC Professionale: ott. 2003, p.223]
Nel caso specifico del lettore, non essendovi una specifica lista di servizi garantiti nel contratto
stipulato con il service provider non probabilmente possibile operare alcuna pressione per ottenere
il ripristino del protocollo Ssh. Riteniamo comunque che durante i periodici adeguamenti della Rete
del fornitore (operazioni che richiedono la riconfigurazione dei router) il problema sar

- 178 -
probabilmente risolto. [PC Professionale: apr. 2004, p.229]
- ISP:
Nel gennaio 1999 registrai tramite un ISP di Pesaro il dominio larca.net alla Network Solutions. [PC
Professionale: magg. 2002, p.219]
RL.:
- Internet Service Provider: registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005]
(come polirematica del lemma Internet);
- Internet provider: questo accorciamento registrato in G. De Santis [2005] (come
polirematica del lemma Internet), Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e Devoto-Oli
[2010];
- provider Internet: questa variante sintagmatica non registrata in nessuno dei vocabolari o
dizionari consultati;
- provider: questo accorciamento registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002],
G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- service provider: questo accorciamento registrato in G. De Santis [2005] (come
polirematica del lemma service);
- access provider: questa variante registrata in L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006]
(con significato errato), GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010] (con significato errato);
- IP: questa sigla registrata in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis
[2005];
- ISP: questa sigla registrata in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis
[2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Intranet [B. Colombo: 2003, p.35] [ingl.: sost., comp. di intra dentro + net(work) rete,
1993 | it.: s.f.inv., 1995] [Merriam-Webster: 2012 e Devoto-Oli: 2006]: Sistema di
collegamento in rete realizzato con i protocolli di Internet, ma riservato alle
comunicazioni allinterno di unazienda o di un gruppo di aziende.
Inoltre, il presente anglismo si usa anche in funzione di aggettivo invariabile, come in
servizi Intranet [Microsoft Corporation: 1999, p.239].
SIN.: rete interna [ndr.].
PQ.: langlismo Intranet impiegato 4 volte (tutte in funzione di sostantivo invariabile),
mentre rete interna 6 volte:
- Intranet:
Non possibile pubblicare le pagine di accesso ai dati in Internet, al massimo pu pubblicarle su una
intranet! [PC Professionale: febb. 2001, p.185]
- rete interna:
Nonostante i rallentamenti nellaccesso a Internet, la rete interna e tutti i computer ad essa collegati
manterranno inalterata la loro operativit. [PC Professionale: giu. 2005, p.296]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Joystick [B. Colombo: 2003, p.22] (anche joy stick [GRADIT: 2007]) [ingl.: sost., comp. di
joy gioia + stick bastone (propr. cloche (di aeroplano)), sec.XX | it.: s.m.inv., 1984]
[ndr. e GRADIT: 2007]: Periferica, usata specialmente nei videogiochi, che consente di
variare la velocit e la direzione delle figure sullo schermo.
SIN.: barra di comando e leva di comando [ndr.]
PQ.: joystick impiegato 6 volte, mentre la variante joy stick e i traducenti proposti non sono
mai impiegati:
Ho aggiornato recentemente il sistema operativo a Windows Vista Home Premium e da quel momento
la porta giochi, cui collego sia il joystick sia linterfaccia Midi, non funziona pi; in Gestione
periferiche presente un punto esclamativo giallo in corrispondenza. [PC Professionale: mar. 2008,
p.214]

- 179 -
RL.:
- joystick: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- joy stick: questa variante registrata in GRADIT [2007].
Jump list [http://windows.microsoft.com/it-IT/windows7/products/features/jump-lists: 10/11/
2010] [ingl.: sost., comp. di jump salto + list lista, 2009 | it.: s.f.inv., 2009] [ndr.]:
Nuova funzionalit di ricerca In Windows 7, che consente di individuare un numero
maggiore di elementi (documenti, immagini, video, ecc.) in varie posizioni sullhard disk
o su qualsiasi altra periferica collegata al computer, pi rapidamente rispetto alle versioni
precedenti. sufficiente digitare le prime lettere della parola da cercare nella casella di
ricerca per visualizzare un elenco di elementi pertinenti. I risultati di ricerca vengono
raggruppati per categoria e contengono parole chiave evidenziate per agevolarne lanalisi.
PQ.: non mai impiegato il termine inglese. Nella Guida e supporto tecnico del sistema
operativo Windows 7 Starter [Microsoft Corporation: 2009 (b)] jump list impiegato pi
di una volta:
Un passo in avanti per lefficienza: i Jump List consentono di accedere rapidamente ai file e alle
attivit comuni.
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Junk mail (veda spam).

Keyboard [B. Colombo: 2003, p.21] (uso raro) [ingl.: sost., comp. di key + board tavola,
1983 | it.: s.m.inv., 1992] [http://it.wikipedia.org/wiki/Tastiere_Apple: 20/05/2012 e
GRADIT: 2007]: Insieme dei tasti che permettono di scrivere o di eseguire determinate
operazioni nei parecchi di vari tipi, come i computer.
SIN.: tastiera. Il termine italiano ha sostituito definitivamente il presente anglismo. Quando,
per, si parla di certe funzionalit di alcuni sistemi operativi vecchi o dei vari tipi di
tastiera di computer viene utilizzato sempre il termine inglese, come in Enhanced
keyboard [B. Colombo: 2003, p.21] (tastiera di IBM con 101/102 tasti), Standard
keyboard [ibidem] e Extended keyboard [ibidem] (tastiere per i computer Macintosh,
che si distinguono per la presenza di 15 tasti addizionali per lesecuzione di funzioni
speciali) e Bluetooth Mobile Keyboard [Computer Discount: dal 2 al 23 Maggio 2012,
p.3] (testiera a radiofrequenza)
PQ.: il sostituto italiano tastiera impiegato 190 volte, mentre keyboard non mai
impiegato:
Il ponticello Ps2_Usb_Pw1 alimenta le periferiche collegate alle poste Ps/2 e Usb per consentire
laccensione da tastiera o il risveglio del computer tramite il mouse. Per attivare queste funzioni
necessario che lalimentatore eroghi almeno 2A sulle linee dedicate e una corrente adeguata durante lo
standby. [PC Professionale: giu. 2011, p.180]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005] e GRADIT [2007].

Keyword [http://www.webitalia.biz/architetto-web.html: 12/11/2010] [ingl.: sost., comp. di


key chiave + word parola, sec.XX | it.: s.f.inv., 1962] [F. Marri: 1997, nota n. 23,
p.624]: Parola chiave, che serve per identificare un documento o per compiere ricerche in
un database
SIN.: parola chiave [W. Belardi: 2000, p.433].
PQ.: langlismo keyword impiegato 2 volte e il traducente parola chiave 18 volte:
- keyword:
Lo stesso risultato si otterrebbe digitando semplicemente Gallo e Tratto, poich Contengono intercetta
anche corrispondenze parziali delle parole chiave e, per restare nellesempio, nel risultato della ricerca
individuerebbe anche la foto di un gallo cui fosse stata assegnata lomonima keyword. [PC
Professionale: ott. 2009, p.206]

- 180 -
- parola chiave:
Nel Bios ho attivato la password di accensione, ma al riavvio il computer non ha accettato la parola
chiave impostata. [PC Professionale: giu. 2007, p.242]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Know-how [PC Professionale: nov. 2011, p.28] [ingl.: sost., der. del v. (to) know sapere +
how come, sec.XX | it.: s.m.inv., 1955 ] [ndr. e GRADIT: 2007]: Insieme di conoscenze
e esperienze tecniche necessarie per luso corretto di tecnologie, macchinari, impianti
industriali e simili.
SIN.: come fare per [ndr.].
PQ.: non impiegato n langlismo n il suo traducente italiano proposto. Per limpiego di
questanglismo nel linguaggio informatico italiano possiamo riportare il seguente
esempio:
Condividendo esperienze e know-how, i partecipanti potranno prendere decisioni su una base di
conoscenze approfondite in relazione al reperimento e la gestione di risorse IT, basandosi su unampia
gamma di informazioni e best practice provenienti da: opinioni di altri professionisti con le stesse
esigenze, consigli degli esperti di settore e da una vasta directory di provider di servizi di tipo cloud.
[Computer World Italia: giu. 2009, p.29]
RL.: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012], ma registrato come un
termine della tecnologia.

Laptop [B. Colombo: 2003, p.4] [ingl.: sost., comp. di lap grembo + top cima (sul
modello di desktop), 1984 | it.: s.m.inv., 1986 ] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]:
Personal computer portatile a batteria, leggero e maneggevole.
SIN.: (computer) portatile [PC Professionale: sett. 2001, p.205], che indica in generale tutti i
tipi dei computer portatili (notebook, airbook, netbook, ecc.)
PQ.: laptop impiegato 32 volte, computer portatile 79 volte e portatile 316 volte:
- laptop:
Sono in possesso di un laptop Toshiba Satellite 5000, con 512 Mbyte di Ram, schermo da 15 pollici e
sistema operativo Windows XP preinstallato. [PC Professionale: magg. 2002, p.214]
- computer portatile:
Purtroppo, il computer portatile Asus L8400B da tempo fuori produzione ed quindi improbabile che
vengano rilasciati aggiornamenti del Bios. [PC Professionale: lug./ago. 2005, p.263]
- portatile:
Con la chiusura del coperchio, il mio portatile Toshiba Satellite 1410 entrato automaticamente in
standby, ma poi non c stato pi verso di farlo ripartire. [PC Professionale: magg. 2010, p.182]
RL.: questanglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo
[2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Layout [B. Colombo: 2003, p.119] (anche lay-out [GRADIT: 2007]) [ingl.: sost., dal v. (to)
layout disporre ordinatamente, 1983? (anno della nascita del primo elaboratore di testi,
MS Word)| it.: s.m.inv., fine sec.XX] [ndr.]: Sistemazione e relativa configurazione visiva
di una pagina di testo, di un grafico, ecc.
SIN.: sistemazione [W. Belardi: 2000].
PQ.: per 9 volte impiegato solo il termine inglese:
Se non stata selezionata una stampante predefinita, Works non pu attivare la funzione di layout di
pagina portando il TaskWizard in una condizione di errore. [PC Professionale: giu. 2004, p.216]

RL.:
- layout: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
Devoto-Oli [2006], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];

- 181 -
- lay-out: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], GRADIT [2007] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

Link
1. [ingl.: sost., dalingl. link anello, catena, der. del v. (to) link collegare, sec.XX | it.:
s.m.inv., 1995] [ndr. e GRADIT: 2007]: Collegamento tra diversi elaboratori, tra un
elaboratore e le sue unit periferiche o tra diversi dispositivi hardware allinterno di un
elaboratore.
SIN.: collegamento [PC Professionale: giu. 2010, p.184].
DER.: nel gergo informatico, da link in questo senso deriva il verbo linkare ([it.: v.tr.,
der. di link + -are, 1995]) nel senso di collegare un elaboratore centrale alle sue unit
periferiche o due elaboratori fra di loro. [cfr. Devoto-Oli: 2010].
PQ.: langlismo link impiegato 6 volte e collegamento 625 volte:
- link:
Purtroppo, alle velocit tipiche del bus Pci Express in modalit 16x ogni irregolarit viene
amplificata e pu determinare errori nel flusso dei dati tra scheda grafica e chipset. Quindi, al
rilevamento della minima inconsistenza, il gestore del bus Pci Express declassa il link a 8x per
assicurare la piena affidabilit. [PC Professionale: lug. 2010, p.204]
- collegamento:
Per conseguire i migliori risultati consigliabile eseguire questa operazione mantenendo il
collegamento tra il Fsb e il bus della memoria in un rapporto 1:1, ovvero sincrono. [PC
Professionale: magg. 2004, p.187]
RL.:
- link: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- linkare: questo derivato in questo senso registrato in Devoto-Oli [2006], Devoto-Oli
[2010].

2. [B. Colombo: 2003, p.261] [ingl.: sost., accorc. di (hyper)link, comp. di hyper- ipert- +
link collegamento, 1987 | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [D. Harper: 2010 e ndr.]: Negli
ipertesti e nei siti Web, parola, immagine, area di un documento ipertestuale (come in una
pagina Web) o un URL, su cui lutente pu cliccare per accedere a un altro punto di quel
documento o a un altro documento.
Quando il link porta a un testo, si parla di collegamento ipertestuale ([dellingl.
hypertext]), ma quando porta a un materiale multimediale, si parla di collegamento
multimediale ([dellingl. hypermedia]).
SIN.: collegamento (ipertestuale o multimediale). Al posto di collegamento ipertestuale si
impiega talvolta nellitaliano informatico il termine link ipertestuale [PC Professionale:
nov. 2010, p.183], ladattamento parziale di ipertext link.
DER.: nel gergo dellinformatica dallanglismo link deriva il verbo linkare ([it.: v.tr., der.
di link + -are, 1995]), ma nel senso di collegare un modulo software ad altri moduli.
[cfr. GRADIT: 2007].
COMP.: nel lessico informatico italiano langlismo link d luogo a due composti:
linkografia ([it.: s.m., der. di link + <o> + -grafia, 2004]), nel senso di repertorio di link
collegati a pagine web che trattano un dato argomento, e linkoteca ([it.: s.f., der. di link
+ <o> + -teca, 1995]), nel senso di raccolta di siti collegati per argomento a quello
visitato, ai quali possibile accedere cliccandovi. [Devoto-Oli: 2010]
PQ.: link impiegato 112 volte, collegamento (ipertestuale) 7 volte e il termine link
ipertestuale 3 volte, mentre il derivato linkare, i composti linkografia e linkoteca e il
traducente proposto collegamento (multimediale) non sono mai impiegati:
- link:
Ho provato a cercare sul Web, ma non ho trovato alcun link per scaricare i driver o aggiornamenti del
firmware, neppure sul sito di Pioneer. [PC Professionale: magg. 2008, p.214]

- 182 -
- collegamento (ipertestuale):
Da un po di tempo, quando cerco di aprire i collegamenti ipertestuali con Excel appare il messaggio:
Operazione annullata a causa delle restrizioni impostate nel computer. Contattare lamministratore
del sistema. [PC Professionale: nov. 2010, p.182]
Outlook Express non mi permette di aprire gli allegati di posta elettronica, avvertendomi che il
collegamento al file stato eliminato perch ritenuto insicuro. [PC Professionale: Nov. 2004, p.226]
- link ipertestuale:
Se a questo punto i link ipertestuali in Excel non avessero ripreso il normale funzionamento, si
dovrebbe sostituire la chiave di Registro danneggiata con una versione corretta esportata da un altro
Pc. [PC Professionale: nov. 2010, p.183]
RL.:
- link: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- hyperlink: registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005];
- linkare: il derivato verbale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- linkografia: il derivato nominale registrato in GRADIT [2007] e Devoto-Oli [2010];
- linkoteca: questo derivato nominale registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e
Devoto-Oli [2010].

LiveUpdate [Symantec Corporation: 2000, p.211] [ingl.: sost., comp. di live vivo, attivo +
Update aggiornamento, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Tecnologia efficiente per
laggiornamento di un software, che si connette automaticamente al proprio sito Web per
verificarne la disponibilit di nuovi aggiornamenti e a desiderio dellutente ne esegue
il download e linstallazione.
SIN.: aggiornamento live [NewSoft Technology Coporation: 2010]
PQ.: per 46 volte impiegato solo LiveUpdate:
Dopo aver provato senza successo ad aggiornare il firmware attraverso il LiveUpdate di Asus sono
andato sul sito Web del produttore, ma qui non ho trovato alcun nuovo firmware n altro materiale
scaricabile. [PC Professionale: sett. 2008, p.216]
RL.: langlismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultato.

Loader [PC Professionale: dic. 2007, p.290] [ingl.: sost., der. del v. (to) load caricare,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1989] [ndr. e GRADIT: 2007]: Programma in generale integrato
nel sistema operativo che trasferisce nella memoria centrale di un elaboratore file in
formato eseguibile, compiendo tutte le operazioni necessarie alla sua esecuzione.
SIN.: caricatore [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: langlismo loader impiegato 26 volte e il traducente italiano 11 volte:
- loader:
Infine, non sono rari i casi in cui il programma aggiunge alla procedura di caricamento iniziale di
Windows un loader per rendere disponibili alcune delle proprie funzionalit fin dallaccensione del
computer. [PC Professionale: febb. 2010, p.176]
- caricatore:
Il controllo viene cos passato al caricatore del sistema operativo Ntldr che, in base alle impostazioni
dei file boot.ini e Ntdetect.com individua i componenti di Windows e carica in memoria il sistema
operativo vero e proprio. [PC Professionale: nov. 2011, p.179]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Mailbox [A. Castiglioni: 1996, p.35] (anche mail box [GRADIT: 2007]) [ingl.: sost., comp.
di mail posta + box casella, verso 1982 (veda e-mail) | it.: s.f.inv., 1993] [ndr. e N.
Zingarelli: 2007]: Casella di posta elettronica, sotto forma di spazio sul disco rigido di un
server di rete, in cui sono raccolti i messaggi email di un utente.

- 183 -
SIN.: casella di posta elettronica [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.181] e casella postale
[PC Professionale: lug./ago. 2003, p.170].
PQ.: langlismo mailbox impiegato 2 volte, casella di posta elettronica 4 volte e casella
postale 15 volte, mentre la variante mail box non mai impiegata:
- mailbox:
Questi strumenti consentono di ricevere i messaggi attraverso un comune client Pop3 come Outlook
Express anche nei casi in cui laccesso alla mailbox sia consentito solo tramite Web. [PC
Professionale: magg. 2009, p.182]
- casella di posta elettronica:
Nella mia casella di posta elettronica ricevo ogni giorno fax sotto forma di immagini Tiff che spesso
devo anche stampare. [PC Professionale: nov. 2008, p.238]
- casella postale:
Alcuni provider si sono attrezzati con software di controllo che consentono un esame preliminare delle
e-mail, selezionando quelle ad alta probabilit di spamming, in modo da intercettare questo tipo di
traffico prima che raggiunga la casella postale dellutente. [PC Professionale: febb. 2003, p.170]
RL.:
- mailbox: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- mail box: questa variante registrata in GRADIT [2007].

Mailing list [PC Professionale: lug./ago. 2003, p.170] (anche mailing-list [Vocabolario
Treccani Online: 2012]) [ingl.: sost., comp. di mailing spedizione postale + list lista,
verso 1982 (veda e-mail) | it.: s.m.inv. o s.f.inv., 1990] [ndr. e Devoto-Oli: 2006 e
GRADIT: 2007]: Elenco di indirizzi di posta elettronica raccolti in un unico elenco
contraddistinto da un nome per linvio di materiale pubblicitario, informativo o simile.
SIN.: indirizzario [Devoto-Oli: 2006].
PQ.: mailing list impiegato 5 volte e il termine italiano indirizzario una sola volta, mentre
la variante mailing-list non mai impiegata:
- mailing list:
Per tentare di contrastare lazione degli hacker mi sono iscritto a diverse mailing list che segnalano
prontamente i problemi di sicurezza, fornendo anche quando possibile le informazioni [PC
Professionale: giu. 2004, p.217]
- indirizzario:
In particolare, la legislazione americana prevede che in calce a ogni messaggio pubblicitario a
carattere continuativo non esplicitamente richiesto dallutente sia presente un recapito di posta
elettronica da utilizzare per la rimozione dallindirizzario. [PC Professionale: febb. 2003, p.170]
RL.:
- mailing list: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- mailing-list: questa variante registrata in Vocabolario Treccani Online [2012].

Mainframe [Computer World Italia: nov. 2009, p.3] [ingl.: sost., comp. di main principale
+ frame ossatura, struttura, 1964 | it.: s.m.inv., 1981] [D. Harper: 2010 e GRADIT:
2007]: Grande computer, costituito da una potente unit centrale di elaborazione dati
capace di gestire molti programmi contemporaneamente, alla quale sono collegati
numerosi terminali.
PQ.: questo anglismo impiegato una volta:
Basti pensare ai vecchi mainframe (con questo termine si era soliti identificare macchine dotate di
notevole potenza di calcolo) che, invece del consueto codice Ascii, facevano uso del codice Ebcdic per
la codifica dei caratteri di testo. [PC Professionale: mar. 2001, p.182]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

- 184 -
Markup language [W. Belardi: 2000] [ingl.: sost., comp. di markup marcatura + language
linguaggio, 1980 | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [Merriam-Webster: 2012 e ndr.]: Qualsiasi
linguaggio informatico, che consente di realizzare, mediante tag, una formazione virtuale.
Un linguaggio di marcatura una specie particolare della classe dei linguaggi di
descrizione di pagina.
SIG.: ML [W. Belardi: 2000].
SIN.: linguaggio di marcatura [ibidem] o linguaggio di markup [V. Lonati: sd, p.2]
PQ.: langlismo, la sua sigla e i sostituti proposti non sono mai impiegati. In V. Lonati [sd] si
impiega solo il sostituto linguaggio di markup:
I linguaggi di Markup sono usati per la descrizione di linguaggi. Le parole sono costituite da interi
documenti corredati da marcatori, detti tag, che forniscono informazioni su porzioni di testo. Esempi:
HTML, XML. [ivi, p.2]
RL.:
- markup language: registrato in W. Belardi [2000];
- ML: questa sigla registrata in W. Belardi [2000].

Master Boot Record [PC Professionale: dic. 2009, p.182] [ingl.: sost., comp. di master nel
senso di principale, originale + boot avvio + record settore, struttura, sec.XX | it.:
s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Set di informazioni contenuto nel primo settore di ogni disco
rigido, che serve a indicare il posto del sistema operativo necessario al funzionamento
dellelaboratore.
SIG.: MBR [PC Professionale: mar. 2003, p.214]
SIN.: settore di avvio [PC Professionale: giu. 2001, p.194]
PQ.: Master Boot Record impiegato 47 volte (di cui 13 volte tra parentesi come forma
estesa della sigla MBR), la sigla MBR 69 volte e settore di avvio 6 volte:
- Master Boot Record:
Questa funzionalit del Bios, in verit sempre meno comune, pu impedire la scrittura sui primi settori
del disco e impedire laggiornamento del Master boot record, che contiene il boot loader del sistema
operativo. [PC Professionale: dic. 2010, p.189]
- MBR:
Va tenuto presente che se si utilizza un disco di avvio preparato con lo stesso Windows 95/98 la
procedura di caricamento del sistema acceder anche allhard disk e copier in memoria il contenuto
del Mbr. [PC Professionale: dic. 2004, p.248]
- settore di avvio:
Concludiamo ricordando che eRecovery fa uso di un Master Boot Record appositamente modificato,
quindi anche la sostituzione del Mbr rende inutilizzabile la funzione di ripristino.
In questo caso, il problema facilmente risolvibile con apposite utilit che consentono di archiviare e
reinstallare una copia del settore di avvio. [PC Professionale: ott. 2011, p.184]
RL.:
- Master Boot Record: registrato in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002];
- MBR: questa sigla registrata in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002].

Master slide [S. Bertolacci: 2001, p.186] [ingl.: sost., comp. di master principale + slide
diapositiva, 1987 (data in cui viene rilasciato il primo programma di presentazione,
PowerPoint 1.0 per Apple Macintosh della Forethought Inc) | it.: s.f.inv., dopo 1987] [D.
Harper: 2010 e S. Bertolacci: 2001, p.186]: Diapositiva in cui si pu eseguire la procedura
di schema diapositiva, cio conterr le informazioni generiche valide per tutta la
presentazione, poi, in ciascuna slide, possiamo inserire le informazioni specifiche.
SIN.: schema diapositiva [Microsoft Corporation: 2009 (a)]
PQ.: non impiegato n il termine inglese n quello italiano. Nella Guida off-line di
Microsoft PowerPoin della suite Microsoft Office 2007.ita enterprise [Microsoft
Corporation: 2009 (a)] si usa in genere il termine italiano:
Aggiungere uno schema diapositiva
1. Nel gruppo Visualizzazioni presentazione della scheda Visualizzazione fare clic su Schema
diapositiva.

- 185 -
2. Nel gruppo Modifica master della scheda Schema diapositiva fare clic su Inserisci schema
diapositiva.
Nella scheda Visualizza dello stesso applicativo viene integrato sotto il pulsante schema
diapositiva il gruppo di comandi Modifica master, in cui viene impiegato master come
accorciamento di master slide:
1. Nel gruppo Visualizzazioni presentazione della scheda Visualizzazione fare clic su Schema
diapositiva.
2. Nel riquadro che contiene lo schema diapositiva e i layout fare clic nel punto in cui si desidera
aggiungere il nuovo layout, sotto lo schema diapositiva.
3. Nel gruppo Modifica master della scheda Schema diapositiva fare clic su Inserisci layout.
RL.: il presente anglismo e il suo accorciamento non sono registrati in nessuno dei vocabolari
o dizionari consultati.

Microcomputer [G. Toffoli: 1989, p.16] [ingl.: sost., comp. di micro- micro + computer,
1971 | it.: s.m.inv., 1981] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Computer, che usavano il
sistema operativo CP/M dalla seconda met degli anni Settanta ai primi anni Ottanta e n
derivato il discendente MS-DOS. [Cfr. G. Toffoli: 1989, p.16].
SIN.: microcalcolatore [N. Zingarelli: 2007] e microelaboratore [Vocabolario Treccani
Online: 2012].
PQ.: non impiegato n il termine inglese n quelli italiani. Per limpiego dellanglismo
microcomputer nel linguaggio informatico italiano possiamo riportare il seguente esempio:
VisiCalc (contrazione delle due parole visual calculator), dapprima fu disponibile sul sistema Apple
II, ma poi si diffuse anche su tutti gli altri microcomputer dellepoca, compresi quelli IBM, e le
calcolatrici programmabili. [Computer World Italia: magg. 2010, p.74]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Minicomputer [B. Colombo: 2003, p.5] [ingl.: sost., comp. di mini- + computer, 1964 | it.:
s.m.inv., 1983] [Merriam-Webster: 2012 e N. Zingarelli: 2007]: Elaboratore di dimensioni
medie (pi potente di un personal computer, ma meno di un mainframe), che permette
luso contemporaneo di uno stesso programma da parte di pi utenti collegati con
terminali.
SIN.: minielaboratore [N. Zingarelli: 2007] e minicalcolatore [Devoto-Oli: 2010]. .
PQ.: non impiegato nessuno di questi termini. Per limpiego di minicomputer nellitaliano
informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Il processo di democratizzazione delle risorse di calcolo, come sanno i nostri affezionati nostalgici
informatici, non conosce soluzione di continuit: dai mainframe si arriva nel volgere di pochi anni ai
minicomputer e ai micro, complici le economie innescate dalla corsa alla miniaturizzazione. [A. Di
Domizio: 19/09/2011]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Monitor [B. Colombo: 2003, p.12] [ingl.: dal latino mnitor avvisatore, ammonitore, 1931
| it.: s.m.inv., 1963] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Apparecchio che rende
visibili i dati di un sistema elettronico.
SIN.: monitore [GRADIT: 2007 e Vocabolario Treccani Online: 2012], che una
italianizzazione dellanglismo monitor.
PQ.: monitor impiegato 713 volte e monitore una volta:
- monitor:
Lutilit Monitor Asset Manager consente di rilevare le specifiche dei monitor e delle Tv Lcd collegate
al computer. [PC Professionale: ago. 2009, p.168]
- monitore:
Ritenendo la Philips ed il prodotto acquistato inaffidabile, avendo inviato tutte le lamentele per fax e
per raccomandata dal giorno successivo della consegna del monitore non avendo avuto risposta scritta
e neanche telefonica, la invitiamo affinch la stessa o la ditta Executive ci rimborsi per intero (interessi
compresi) la somma pagata. [PC Professionale: dic. 2000, p.254]

- 186 -
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Mouse [B. Colombo: 2003, p.4] [ingl.: sost., der. dellingl. antico mus piccolo rodente,
1965 | it.: s.m.inv., 1978] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Dispositivo per
personal computer, che, mosso su un piano orizzontale, consente di spostare sullo
schermo un cursore di puntamento e di dare un comando attraverso i pulsanti di cui
dotato.
SIN.: selezionatore video [GRADIT: 2007].
PQ.: impiegato solo langlismo mouse, che stato impiegato 309 volte:
Nel desktop di Windows fare clic su Computer con il tasto destro del mouse e selezionare la voce
Propriet. [PC Professionale: mar. 2009, p.184]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Multitasking [PC Professionale: sett. 2001, p.208] [ingl.: sost., comp. di multi multi +
tasking (dal v. (to) task assegnare un compito), 1966 | it.: s.m.inv., 1985] [D. Harper:
2010 e GRADIT: 2007]: Modo di operare di un elaboratore elettronico in cui pi
programmi sono eseguiti contemporaneamente, senza interferire tra loro, suddividendosi le
risorse della macchina.
Multitasking assume in pi valore aggettivale, come in ambiente operativo multitasking
[PC Professionale: giu. 2011, p.184] e ambito multitasking [PC Professionale: lug./ago.
2006, p.221]. S. Bertolacci [2001, p.13] usa invece il vocabolo inglese multitask come
aggettivo del presente prestito: per esempio, sistema multitask.
SIN.: multiprogrammazione [GRADIT: 2007].
PQ.: multitasking impiegato 17 volte, di cui 8 volte in funzione di aggettivo invariabile,
mentre il traducente multiprogrammazione non mai impiegato:
- multitasking (s.m.inv.):
Quando, attraverso il multitasking, si passa ad eseguire unaltra applicazione, le porzioni di memoria
modificate vengono aggiornate allinterno del file di swap e poi sono scambiate (da cui il termine
swap, in italiano scambio) allinterno della memoria fisica con le porzioni dedicate alla nuova
applicazione che ha quindi a sua volta lintera Ram a disposizione. [PC Professionale: sett. 2001,
p.208]
- multitasking (agg.inv.):
Gli applicativi di produzione (word processor, fogli elettronici, programmi di presentazione, editor
grafici e cos via) possono creare problemi nellallocazione di memoria, specialmente in contesti
multitasking. [PC Professionale: dic. 2010, p.191]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Namespace [O. Signore: 2001, p.5] [ingl.: sost., comp. di name nome + space spazio,
sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Collezione di denominazioni di entit definite dal
programmatore e omogeneamente usate in uno o pi file sorgente. Lo scopo dei
namespace quello di evitare confusione ed equivoci nel caso che siano necessarie molte
entit con nomi simili, fornendo il modo di raggruppare i nomi per categorie: attualmente
il concetto di namespace presente esplicitamente nellXML (XML namespace), nel
linguaggio di programmazione C++, nelle ultime versioni di PHP ed implicitamente in
altri linguaggi.
SIN.: nome di spazio [ndr.].
PQ.: il presente anglismo e il traducente proposto non sono mai impiegati. Per limpiego di
questanglismo nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:

- 187 -
La DTD presenta alcune limitazioni, riconducibili essenzialmente al fatto che viene espressa con una
sintassi sua propria, e quindi richiede editor, parser e processor ad hoc. Inoltre, difficile estenderla,
non contempla datatype e deve supportare tutti gli elementi e attributi descritti dai namespace inclusi.
[O. Signore: 2001, p.5]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002].

Netbook [PC Professionale: ott. 2008, p.237] [ingl.: sost., comp. di net(work) rete + book
libro, 2007 | it.: s.m.inv., 2007] [Merriam-Webster: 2012 e ndr.]: Personal computer
portatile, adatto allutilizzo di applicazioni base quali navigazione Web e altre funzioni. Il
termine, coniato da Intel, delinea una nuova categoria di notebook, generalmente basati su
processori a basso consumo ed a ridotte prestazioni (quali gli Intel Celeron e Atom). I
Netbook, inoltre, offrono ampie possibilit di connessione ad Internet grazie allimpiego
di tecnologie come Wi-Fi e WiMAX. [cfr. http://mobiletechitalia.com/net-book.html:
22/05/2011, ma per ulteriori informazioni sulla nuova tecnologia WiMAX veda la pagina
Web <http://gowimax.it/WiMax.aspx>, visitato da noi il 03/10/2013].
SIN.: (computer) portatile, che, oltre al netbook, si usa per indicare tutti i tipi dei computer
portatili (notebook, airbook, ecc.)
PQ.: netbook impiegato 79 volte, computer portatile 79 volte e portatile 316 volte:
- netbook:
Il codec Realtek Hd Audio stato adottato in molte configurazioni hardware, spesso eterogenee: in
netbook e notebook, su schede madri basate su chipset Intel oppure con architettura Nvidia. [PC
Professionale: mar. 2010, p.184]
- computer portatile:
Avendo un computer portatile ho dovuto comprare un masterizzatore esterno con interfaccia Usb. [PC
Professionale: febb. 2002, p.164](85)
- portatile:
Abbiamo tentato il recupero dei dati, ma loperazione stata ulteriormente complicata dal fatto che il
computer in questione un portatile e non quindi possibile smontare il disco fisso per collegarlo a un
desktop. [PC Professionale: mar. 2006, p.244]
RL.: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2010].

Network
1. [S. Bertolacci: 2001, p.3] [ingl.: sost., comp. di net rete + work lavoro, 1972 | it.:
s.m.inv., 1980] [D. Harper: 2010 e T. De Mauro: 2000]: Rete di computer o dispositivi
interconnessi tra di loro con un collegamento, che pu essere effettuato tramite appositi
cavi (sia via telefono o per via satellite), e utilizzati per trasmettere dati o programmi per
accedere a sistemi di calcolo e per poter gestire risorse collocate in luoghi diversi.
Oltre a questanglismo, si usa nellitaliano il suo accorciamento net, gi usato nel settore
delle telecomunicazione a partire dal 1958. [GRADIT: 2007]
SIN.: rete (informatica o telematica) [W. Belardi: 2000].
PQ.: network impiegato 14 volte e rete (informatica o telematica) 3 volte:
- network:
Vengono utilizzate per la condivisione di informazioni allinterno di un network di Pc e
implementano tutti gli accorgimenti necessari a garantirne le condizioni ottimali anche in caso di
funzionamento prolungato. [PC Professionale: nov. 2007, p.294]
- rete (informatica o telematica):
Per chiarire meglio il problema, la mia rete di casa composta nel modo seguente: il router ha
lindirizzo 192.168.150.1, un primo Pc raggiungibile con lIp 192.168.150.2, un Nas Western
Digital da 500 GByte con il terzo, un altro Pc con il quarto, un dispositivo Netgear EVA700 con il
quinto, conclude la lista un notebook al quale assegnato lindirizzo 192.168.150.6. [PC
Professionale: febb. 2008, p.204]
RL.:
- network: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002],

85
computer portatile qui indica proprio il netbook, che viene prodotto senza masterizzatore integrato.

- 188 -
N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- net: questaccorciamento registrato in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006] e GRADIT [2007]

2. [PC Professionale: dic. 2002, p.242] [ingl.: 1947 | it.: dopo 1980] [D. Harper: 2010 e ndr.]:
Gruppo di persone, tecnici e assistenti, che si scambiano in rete dati informatici a vario
titolo.
SIN.: gruppo di lavoro [PC Professionale: sett. 2000, p.237].
PQ.: network impiegato una sola volta, mentre gruppo di lavoro 5 volte:
- network:
Per eventuali problematiche tecniche Daewoo comunque mette a disposizione un network di
assistenza autorizzata (gli indirizzi sono reperibili sul sito www.daewoo-electronics.it oppure
tramite risponditore automatico allo 02/26592200 24 ore su 24) [PC Professionale: dic. 2002,
p.242]
- gruppo di lavoro:
Nel nostro ufficio pianifichiamo le attivit di lavoro con Excel, creando un documento che
registriamo in una cartella di rete condivisa, accessibile da tutti gli utenti del gruppo di lavoro. [PC
Professionale: ago. 2010, p.169]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000].

Network computer [S. Bertolacci: 2001, p.3] [ingl.: sost., comp. di network (veda) +
computer, sec.XX | it.: s.m.inv., 1996] [GRADIT: 2007]: Computer dai requisiti
tecnologici minimi, che, connesso ad Internet, svolge le funzioni di un normale personal
computer, scaricando dalla rete i programmi che gli sono di volta in volta necessari.
SIG.: NC [M. Miccoli: 1996]
PQ.: network computer e la sua sigla non sono mai impiegati. M in M. Miccoli [ibidem], per
esempio, troviamo che network computer impiegato 12 volte e la sigla NC una sola volta:
- network computer:
E' dai server di Internet che il Network Computer prender informazioni, i software, le istruzioni per
operare.
- NC:
E' dai server di Internet che il Network Computer prender informazioni, i software, le istruzioni per
operare. Sar questo nuovo marchingegno, dal costo inferiore ai 500 dollari, a portare la Internet nei
salotti delle nostre case, un computer pi "umano", meno complesso degli attuali personal computer.
Questa la speranza dei promotori dell'Nc.
RL.:
- network computer: registrato in W. Belardi [2000] (sotto la voce network), G. De
Santis [2005] (ma come polirematica del lemma network), Devoto-Oli [2006] e
GRADIT [2007];
- NC: questa sigla registrata in W. Belardi [2000] e GRADIT [2007].

Network computing [O. Signore: 2001, p.2] [ingl.: sost., comp. di network (veda) +
computing elaborazione, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Elaborazione di calcolo
distribuito, in cui si collegano tra di loro migliaia di computer o di microprocessori in tutto
il mondo per dare vita a grandi progetti di calcolo distribuito cooperativo, dove ciascun
associato installa sulla propria macchina un programma client, che si collega al server di
coordinamento del progetto, preleva un lotto di calcoli da macinare per qualche ora, li
elabora ed al termine invia il risultato. Questa elaborazione si usa per la ricerca scientifica,
dalla medicina alla fisica, dalla meteorologia allo studio del cosmo. (per ulteriori
informazioni si visita il sito ufficiale italiano di BOINC allindirizzo
<www.boincitaly.org>, visitato da noi il 29/08/2013)
SIN.: lavoro distribuito [www.boincitaly.org/calcolo-distributivo.html, il 29/08/2013].
PQ.: non mai impiegato n il termine inglese n quello italiano proposto. Per limpiego

- 189 -
dellanglismo network computing nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente
esempio:
Inoltre con questo prodotto la Sony suggella uno schieramento di campo accanto alle piattaforme
WinIntel e contrapposto alle visioni del network computing. [L. Ferraiuolo: 1996]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Networking [A. Castiglioni: 1996, p.5] [ingl.: der. del v. ingl. (to) network lavorare in rete,
1967 | it.: s.m.inv., 1998] [Merriam-Webster: 2012 e GRADIT: 2007]: Nel mondo
digitario, il lavorare con gli strumenti computeristici per la scrittura di software di rete e
spesso linteragire in rete con altre persone che trattino dati informatizzati, al fine di
scambiare elementi di informazione su tali scritture.
SIN.: scrittura di software in rete [GRADIT: 2007].
PQ.: networking impiegato 3 volte, mentre il traducente italiano non mai impiegato:
La gestione del protocollo Dhcp in Windows Vista potrebbe creare incompatibilit con alcuni
dispositivi di networking. Molte si risolvono con un semplice aggiornamento del firmware. [PC
Professionale: nov. 2009, p.172]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000] e GRADIT [2007].

Newsgroup [B. Colombo: 2003, p.62] [ingl.: sost., comp. di news notizie + group gruppo,
1985 | it.: s.m.inv., 1994] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Gruppo di utenti di
Internet, che si scambiano messaggi di posta elettronica contenenti informazioni, pareri,
questioni e interrogativi su argomenti di comune interesse. Nel funzionamento di un
newsgroup, ogni messaggio previene a tutti membri del gruppo.
SIG.: NG [PC Professionale: dic. 2000, p.248].
SIN.: gruppo di discussione [N. Zingarelli: 2007].
PQ.: newsgroup impiegato 10 volte, la sigla NG una sola volta e gruppo di discussione 110
volte:
- newsgroup:
Rispetto alla sua vicenda, concretamente ci potrebbero essere due possibilit: raccontare la sua vicenda
in newsgroup, comunit di utenti ecc. (evitando toni diffamatori, ovviamente) per far s che questa
scorrettezza non passi sotto silenzio. Scrivere una lettera nella quale racconta la sua vicenda alle
autorit di polizia della Florida, in modo che se veramente si tratta di una truffa qualcuno possa
procedere a indagare. [PC Professionale: giu. 2000, p.250]
- NG:
Infatti oltre ad aprire una pagina web in un tempo assolutamente esagerato (si parla di diversi minuti a
volte anche 15), in attesa che un decente pacchetto di dati arrivi in ricezione al mio modem, ora anche
il server dei NewsGroup fa cilecca... Molto spesso inaccessibile, per cui non possibile n inviare, n
ricevere messaggi. E quando funziona capitato pi di una volta che mancassero messaggi, visibili
tramite server news di un altro operatore (ovviamente controllando i medesimi NG). [PC
Professionale: dic. 2000, p.248]
- gruppo di discussione:
Unulteriore fonte dinformazioni tecniche per il netbook di Acer il gruppo di discussione
allindirizzo www.aspireone.it/forum. [PC Professionale: giu. 2009, p.187]
RL.:
- newsgroup: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- NG: questa sigla non registrata in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Notebook [http://www.computerdiscount.it/: 06/09/2011] (anche note-book [GRADIT:


2007]) [ingl.: sost., comp. di note nota, appunto + book libro, libretto, 1973 (data
dellavvio del primo progetto sui notebook, IBM SCAMP (IBM Special Computer APL
Machine Portable)) 1982 (data della produzione di Grid Compass 1100, il primo
notebook usato dalla NASA per motivi militari) | it.: s.m.inv., 1990]
[www.it.wikipedia.org/Notebook#Notebook_computer: 29/08/2013 e T. De Mauro: 2000]:

- 190 -
Computer portatile, apribile a libro, delle dimensioni di un foglio per macchina da
scrivere.
Va accennato che in Devoto-Oli [2006] notebook registrato come abbreviazione di note-
book computer, che viene registrato a sua volta come un vocabolo autonomo, mentre in
Devoto-Oli [2010] note-book computer non pi un vocabolo autonomo, ma viene registrato
come aggiunta in corsivo allinterno della spiegazione dellanglismo notebook senza nessun
riferimento al fatto che questultimo la sua abbreviazione:
- in Devoto-Oli [2006]:
notebook: Abbr. di notebook computer.
Note-book computer: Computer portatile che, una volta chiuso, ha le dimensioni di unagenda.
- in Devoto-Oli [2010]:
notebook: Computer portatile che, una volta chiuso, ha le dimensioni di unagenda; anche note-book
computer.
SIN.: (computer) portatile, che, oltre al notebook, si usa per indicare tutti i tipi dei computer
portatili (laptop, airbook, e netbook, ecc.)
PQ.: notebook impiegato 699 volte:
Il notebook HP Compaq NX7400 basato sul chipset Intel i945GM, il cui Northbridge integra un
adattatore grafico Graphics Media Accelerator 950, soluzione hardware a basso consumo che offre
ottime prestazioni con le applicazioni da ufficio. [PC Professionale: mar. 2008, p.210]
RL.:
- notebook: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], G. De Santis [2005],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani
Online [2012] (come accorciamento di notebook computer);
- note-book: questa variante registrata in Devoto-Oli [2006] (come accorciamento di note-
book computer) e GRADIT [2007].

Off-line [PC Professionale: apr. 2011, p.176] (anche offline [Computer World Italia: genn.
2010, p.21] e off line [N. Zingarelli: 2007]) [ingl.: agg., comp. di off fuori + line linea,
1950 | it.: agg.inv., 1980] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Detto di apparecchio,
che non direttamente collegato allunit centrale di un elaboratore o che non collegato
alla rete Internet.
Inoltre, off-line si usa anche in funzione di avverbio, nel senso di essere fuori linea.
SIN.: fuori linea [N. Zingarelli: 2007] e senza connessione alla rete [ndr.].
PQ.: langlismo offline (insieme alle sue varianti) impiegato 11 volte in funzione di
aggettivo invariabile e il traducente senza connessione alla rete una volta, mentre fuori
linea non mai impiegato:
- offline o le varianti off-line e off line:
Consigliamo di scaricare la versione Offline dellarchivio dinstallazione allindirizzo
www.java.com/it/download/manual.jsp e probabilente la procedura sar ora portata a termine senza
altri inconvenienti. Se [PC Professionale: giu. 2010, p.184]
- senza connessione alla rete:
Per i dispositivi mobili con Android sono disponibili diversi software di navigazione Gps. Funzionano
anche senza connessione alla rete cellulare, a differenza dei servizi di navigazione integrati negli
smartphone. [PC Professionale: febb. 2011, p.160]
RL.:
- offline: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- off-line: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- off line: questa variante registrata in GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

- 191 -
Office automation [Computer World Italia: magg. 2010, p.18] [ingl.: sost., comp. di office
office + automation automazione, prima del 1983 (dipendendo da uninformazione
data qui sotto nellesempio su office automation) | it.: s.f.inv., 1983] [GRADIT: 2007]:
Insieme dei metodi e delle tecniche, che migliorano lo svolgimento delle attivit dufficio
attraverso la computerizzazione di procedimenti e dispositivi.
SIN.: automazione dellufficio [N. Zingarelli: 2007].
PQ.: non impiegato n langlismo office automation n il suo traducente automazione
dellufficio. Per il loro impiego nellitaliano informatico possiamo riportare i seguenti
esempi:
- office automation:
Nato nel 1958, Marco Gentili laureato in fisica con un master in R&D Management e in Quality
Management. Dall83 all86 ha operato in Datamat come progettista di sistemi di office automation ed
esperto di software engineering. [Computer World Italia: magg. 2010, p.18]
- automazione dellufficio:
La software house romana Eustema, ha deciso di portare la soluzione Teleforum sul web, per
l'automazione dell'ufficio legale delle grandi aziende, sotto l'ombrello del Software as a Service.
[Computer World Italia: giu. 2004, p.14]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Online [PC Professionale: ott. 2003, p.224] (anche on line [PC Professionale: apr. 2007,
p.251] e on-line [S. Bertolacci: 2001, p.21]) [ingl.: agg., comp. di on su, in + line linea,
1950 | it.: agg.inv., 1983] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Detto di apparecchio
collegato direttamente allunit centrale di un elaboratore o che collegato alla rete
Internet.
Inoltre, online si impiega anche in funzione di avverbio che significa essere online.
SIN.: in linea [Devoto-Oli: 2006].
PQ.: langlismo impiegato 138 volte (da una parte, 117 volte come aggettivo invariabile e
21 volte come avverbio e dallaltra le 138 volte sono divise in 48 per online, 48 per la
variante on-line e 42 per la variante on line) e il traducente italiano in linea 10 volte:
- online (come agg.inv.):
Ho quindi proceduto allaggiornamento del Bios, prelevandolo dal sito di HP, ma anche questa
operazione non stata di aiuto. Lassistenza tecnica online di HP non ha saputo fornirmi alcuna
informazione utile. [PC Professionale: nov. 2003, p.224]
- online (come avv.):
Laggiornamento ottenibile con lacquisto di un nuovo pacchetto, seguito da un rimborso, oppure
scaricando online la nuova versione (a pagamento) attraverso il sito www.symantecstore.com. [PC
Professionale: ott. 2003, p.224]
- on-line:
Linstallazione del player Flash di Adobe pu essere effettuata, oltre che on-line, anche tramite un
archivio eseguibile. [PC Professionale: apr. 2008, p.230]
- on line:
Qualche giorno dopo Telint richiede i master Cd alla Packard Bell ma vengono loro consegnati
solamente dietro miei insistenti solleciti allassistenza on line. [PC Professionale: sett. 2002, p.260]

- in linea:
Per semplificare lutilizzo dei prodotti, lutente pu inoltre ricorre alla guida in linea: per suggerimenti
rapidi o soluzioni immediate lhelp in linea (selezionabile in qualunque momento grazie al tasto F1 o
selezionabile dal men -?-), fornisce infatti tutte le informazioni su come proseguire unoperazione
senza lobbligo di consultare il manuale duso. [PC Professionale: febb. 2001, p.186]
RL.:
- online: registrato in L. Bragagnolo [2002], N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- on-line: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- on line: questa variante registrata in W. Belardi [2000], GRADIT [2007], N. Zingarelli
- 192 -
[2007] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Open Source [B. Colombo: 2003, p.11] (anche open-source [PC Professionale: dic. 2003,
p.228]) [Ingl.: sost., comp. di Open aperto + Source sorgente, 1998 | it.: s.m.inv., 1999]
[http://www.opensource.org: 13/12/2010 e N. Zingarelli: 2007]: Software, il cui codice
sorgente aperto e quindi leggibile da tutti i sistemi operativi e suscettibile di
miglioramenti e sviluppi da parte degli utenti.
In Devoto-Oli [2006] e GRADIT [2007], larrivo di questanglismo in italiano risale al
1994, mentre nel sito ufficiale delliniziativa dellOpen Source troviamo che il termine venne
coniato in inglese il 22 gennaio 1998 da Eric Raymond [cfr.
http://opensource.org/governance/announce: 13/12/2010], cio, per questi dizionari, la data
della prima attestazione in italiano precede quella in inglese.
Inoltre, open Source viene impiegato anche in funzione di aggettivo invariabile, come in
progetto Open Source [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.184], modello Open Source
[PC Professionale: sett. 2003, p.247], politiche Open Source [PC Professionale: sett.
2007, p.259], ecc..
SIN.: codice aperto [PC Professionale: magg. 2008, p.220] e sorgente aperto [N. Zingarelli:
2007].
PQ.: Open Source e la sua variante sono impiegati 27 volte (e tutte in funzione di aggettivo
invariabile) e codice aperto una sola volta, mentre Open Source il traducente sorgente
aperto non mai impiegato:
- Open Source:
Cinelerra un pacchetto Open Source inizialmente sviluppato per Linux, ma ne esiste una versione
anche per Mac OS X. [PC Professionale: ott. 2009, p.208]
- Open-Source:
Ne stata sviluppata anche una versione open-source, ma resta consigliabile lutilizzo del software
originale del produttore. [PC Professionale: dic. 2003, p.228]
- codice aperto:
Il codice aperto di Linux permette alla comunit Open Source di sviluppare pi rapidamente le
soluzioni ai problemi di sicurezza. [PC Professionale: ott. 2009, p.208]
RL.:
- open source: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], L. Bragagnolo
[2002], G. De Santis [2005] (sotto la voce open), Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007],
N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- open-source: questa variante registrata in GRADIT [2007].

Output [B. Colombo: 2003, p.4] [ingl.: sost., comp. di out fuori + put ci che messo,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1957] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Trasferimento dei dati prodotti da
un elaboratore elettronico a un apposito dispositivo, quale monitor, stampante, memoria di
massa; anche linsieme dei dati cos prodotti.
SIN.: traffico in uscita [PC Professionale: apr. 2010, p.184]
PQ.: output impiegato 10 volte e [dati] in uscita 8 volte:

- output:
Non potr certo usare il flusso Windows Media poich la qualit richiesta dovr essere piuttosto
elevata e mi dovr scontrare con lenorme dimensione sia dei file acquisiti sia dei file compressi in
output. [PC Professionale: giu. 2006, p.240]
Il problema scompare utilizzando laudio integrato della scheda madre Asus P4P800: purtroppo, per,
le due schede non possono coesistere (ho provato anche questa soluzione) perch generano un output
distorto. [PC Professionale: sett. 2004, p.190]
- traffico in uscita:
A ogni ricezione di pacchetti sospetti dovrebbe essere presentata una nota informativa, con la richiesta
di scegliere le contromisure da prendere. [PC Professionale: genn. 2007, p.226]
Ci consiste nel tradurre tutti gli indirizzi Ip dei computer che fanno parte della sottorete interna
presenti nel traffico in uscita verso Internet e nelleseguire il compito opposto per il traffico in entrata.

- 193 -
[PC Professionale: magg. 2006, p.234]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Overlay [G. Toffoli: 1989, p.100] [ingl.: sost., comp. di over sopra + lay che si pone,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1996] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Modalit di gestione
della memoria di un elaboratore elettronico, che permette di suddividere un programma di
grandi dimensioni in parti abbastanza piccole da essere contenute per intero nella memoria
centrale.
SIN.: sovrapposizione [T. De Mauro: 2000 e N. Zingarelli: 2007].
PQ.: il termine inglese impiegato 3 volte e litaliano sovrapposizione 7 volte:
- overlay:
Le funzionalit di overlay del driver della scheda grafica e della libreria DirectX possono talvolta
causare strani malfunzionamenti nella riproduzione di materiale audio/video integrato nei siti Web.
[PC Professionale: ott. 2006, p.241]
- sovrapposizione:
Anche ladattatore grafico ha bisogno di un intervallo dindirizzi per le proprie operazioni di
input/output ed quindi possibile che, con 4 Gbyte di Ram, si creino sovrapposizioni. [PC
Professionale: mar. 2011, p.166]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Package [ingl.: sost., comp. di pack pacco + age, nel senso di azione, sec.XX | it.:
s.m.inv., 1972] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]:
1. [PC Professionale: nov. 2011, p.192]: Insieme completo e documentato di programmi
pronti per luso destinato a risolvere, in modo generalizzato, un determinato tipo di
problema applicativo.
SIN.: pacchetto [N. Zingarelli: 2007].
PQ.: package impiegato 3 volte, mentre pacchetto impiegato 427 volte:
- package:
Il driver, inoltre, in grado di supportare le prerogative plug-and-play messe a disposizione dal
package HotPlugging per Linux. [PC Professionale: dic. 2003, p.228]
- pacchetto:
Ricordiamo che Microsoft ha rilasciato recentemente il Service Pack 3 per Windows XP, oltre al
Service Pack 1 per Vista, e che questo pacchetto contiene, in ununica soluzione, tutti gli
aggiornamenti di Windows Update pubblicati fino a quel momento. [PC Professionale: apr. 2004,
p.189]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];

2. [PC Professionale: lug./ago. 2002, p.206]: Involucro di plastica o di ceramica, che


contiene il chip, a scopo protettivo, per offrire appoggio ai delicati cercuiti che collegano il
chip alla scheda madre e favorire la dissipazione del calore generato.
PQ.: package impiegato 16 volte e involucro 6 volte:
- package:
quindi importante evitare il contatto della pasta siliconica con i circuiti presenti sulla scheda madre
e sul package del processore. [PC Professionale: magg. 2002, p.206]
- involucro:
Questi tre adattatori sono stati progettati esclusivamente per interfacciare i processori in formato
Ppga ma non sono adatti per lutilizzo con i nuovi processori con core Coppermine, per i quali stato
adottato il nuovo involucro Fc-Pga. [PC Professionale: sett. 2001, p.204]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002].
- 194 -
Package management [M. Buratto: 16/08/2011] [ingl.: comp. di package pacchetto +
management gestione, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Sistema di gestione dei
pacchetti Linux, che consente di amministrare linstallazione di pacchetti e classe Java,
fornisce un database per memorizzarli e utilizza la firma delle autorizzazioni per
consentire linstallazione di librerie di classi locali non completamente attendibili. [cfr.
ibidem]
SIN.: gestione dei pacchetti [ibidem, commento n.4]
PQ.: non mai impiegato n langlismo n il traducente. In M. Buratto [16/08/2011] inclusi
i commenti dei lettori langlismo Package management impiegato 3 volte e litaliano
gestione dei pacchetti una sola volta:
- Package management:
Un sistema di package management gestisce il processo di scaricamento, installazione,
aggiornamento e rimozione dei pacchetti software garantendo nel contempo che tutte le dipendenze
vengano onorate.
- gestione dei pacchetti:
Concordo completamente: la gestione dei pacchetti software stata la pi grande innovazione per un
utente introdotta da Linux.
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Package Manager [Microsoft Corporation: 1999, p.128] [ingl.: sost., comp. di package
pacchetto + manager gestore, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Programma di
gestione dei pacchetti Linux, che consente di amministrare linstallazione di pacchetti e
classe Java, fornisce un database per memorizzarli e utilizza la firma delle autorizzazioni
per consentire linstallazione di librerie di classi locali non completamente attendibili. [cfr.
ibidem]
SIN.: gestore dei pacchetti [ibidem]
PQ.: non mai impiegato n n langlismo n il traducente. In M. Buratto [16/08/2011],
inclusi i commenti dei lettori, langlismo Package manager impiegato 3 volte e litaliano
gestore dei pacchetti 2 volte:
- package manager:
Esistono chiaramente front-end grafici per i sistemi di package manager, quale il celebre Ubuntu
Software Center (visibile nellimmagine di apertura) per lomonima distribuzione Linux.
- gestore dei pacchetti:
Sotto Linux i gestori di pacchetti si occupano soprattutto di risolvere le dipendenze proprio perch
Linux soffre molto il problema, le dipendenze sono delicate e una distro si considera stabile solo se i
pacchetti sono tutti della versione giusta.
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Palmtop [B. Colombo: 2003, p.7] (o palm top [T. De Mauro: 2000]) [ingl.: sost., comp. di
palm palma della mano + top cima, parte superiore, sec.XX | it.: s.m.inv., 1991] [ndr. e
N. Zingarelli: 2007]: Personal computer portatile di dimensioni tascabili.
Al posto di questo termine si usa come sinonimo anche la sigla PDA [B. Colombo: 2003,
p.7] ([Personal Digital Assistant assistente informatico personale, 1992] [D. Harper:
2010]).
SIN.: Palmare [N. Zingarelli: 2007] e computer palmare [PC Professionale: febb. 2007,
p.212].
PQ.: il termine italiano palmare impiegato 37 volte, computer palmare 6 volte e la sigla
PDA 10 volte, mentre langlismo palmtop, la sua variante palm top e la forma estesa della
sigla PDA non sono mai impiegati:
- palmare:
Un portatile Acer Aspire 1692WLMi con un lettore di schede Sd Texas Instruments PCIxx21. Avendo
anche un palmare, mi capitato pi volte di usare schede Sd da 256, 512 MByte e 1 GByte senza
problemi. [PC Professionale: nov. 2006, p.274]
- computer palmare:
Per piattaforme embedded si intendono, per esempio, telefoni cellulari, computer palmari e altri

- 195 -
dispositivi portatili che, spesso, utilizzano sistemi operativi come Windows XP Embedded o Windows
CE. [PC Professionale: febb. 2007, p.212]
- PDA:
Ho appena acquistato una scheda di memoria Sd da 4 GByte che il mio Pda, basato sul sistema
operativo Windows Mobile, legge perfettamente. [PC Professionale: ott. 2008, p.234]
RL.:
- Palmtop: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- palm top: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], GRADIT [2007] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- PDA: T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- Personal Digital Assistant: questo anglismo registrato in W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005].

Parser [O. Signore, 2001, p.5] [ingl.: sost., der. del v. (to) parse analizzare, sec.XX | it.:
s.m.inv., 1984] [ndr. e GRADIT: 2007]: Programma, che, facendo parte del compilatore,
in grado di analizzare un programma utente e riconoscere errori sintattici relativi
specialmente ai di token (ad esempio if, then, else, , +, *, /, ecc.). Nel caso
dincongruenze il parser genera messaggi di errore o avvertimenti, altrimenti produrrebbe
una forma intermedia di codice che il generatore di codice user per compilare
listruzione.
SIN.: analizzatore (automatico/sintattico) [GRADIT: 2007].
PQ.: langlismo parser non mai impiegato, mentre il traducenre analizzatore
(automatico/sintattico) una volta:

Dunque, semplificando rozzamente, il binomio inscindinile Silk/EC2 costruito da una specie di proxy
attivo (che non si limita a mettere in cache i contenuti, ma li amalgama prima di inviarli allutente), un
mai-in-the-middle (che si interpone fra lutente e un sito che gira in https per lo scambio dei certificati),
un analizzatore di comportamenti aggregati che individua le regolarit nelle azioni degli utenti per
fornire loro pi velocemente i contenuti di interesse. [PC Professionale: nov. 2011, p.188]
RL.: langlismo registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis
[2005], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Parsing [PC Professionale: sett. 2000, p.237] [ingl.: sost., der. del v. (to) parse analizzare,
sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Analisi sintattica messa in atto dal parser, che
consente di usare linguaggio naturale in applicazione parser.
SIN.: analisi (automatica/sintattica) [ndr., dipendendo dal traducente dato da GRADIT
[2007] allanglismo parser (veda)] o interpretazione (automatica/sintattica) [PC
Professionale: sett. 2000, p.237].
PQ.: langlismo parsing impiegato 2 volte e il traducente interpretazione
(automatica/sintattica) 13 volte, mentre il traducente analisi (automatica/sintattica) non
mai impiegato:
- parsing:
Nel Security bulletin Malformed E-mail Header (Intestazione Email malformata) disponibile nella
sezione Microsoft Technet, a proposito di questa vulnerabilit sono riportate le seguenti informazioni: La
libreria Inetcomm.dll, utilizzata sia da Outlook sia da Outlook Express, fa uso di un buffer per le operazioni
di parsing (in italiano, interpretazione) dellintestazione del messaggio e-mail durante il trasferimento
mediante i protocolli Pop3 (Post office protocol) e Imap4 (Internet mail access protocol). [PC
Professionale: sett. 2000, p.237]
- interpretazione:
Ci consente di implementare la rilevazione di parametri specifici che possono dipendere dalle diverse
tecnologie adottate dai singoli prodotti, ma pu anche creare problemi nellinterpretazione dei dati
ricevuti. [PC Professionale: giu. 2003, p.190]
RL.: parsing registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005].

- 196 -
Password [B. Colombo: 2003, p.36] (anche pass-word [GRADIT: 2007] e pass word
[ibidem]) [ingl.: sost., comp. di pass passaggio + word parola, sec.XX | it.: s.f.inv.,
1972] [ndr. e GRADIT: 2007]: Serie di caratteri alfanumerici, che lutente deve digitare
per poter accedere a un sistema informatico o a un programma.
SIN.: parola dordine, chiave di accesso, chiave di memoria, chiave di protezione e parola
d'accesso. [GRADIT: 2007]
PQ.: il prestito inglese impiegato 165 volte, mentre le varianti pass word e pass-word e i
traducenti italiani parola dordine, chiave di accesso, chiave di memoria, chiave di
protezione e parola d'accesso non sono mai impiegati:
La tastiera Ps/2 non sempre riconosciuta e ci impedisce di digitare la password di accesso e mi
costringe a riavviare il Pc anche pi volte. [PC Professionale: ott. 2009, p.208]
RL.:
- password: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- pass-word: questa variante registrata in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online
[2012];
- pass word: questa variante registrata in GRADIT [2007].

Patch [Microsoft Corporation: 1999, p.100] [ingl.: sost., der. dellantico fr. pieche pezzo,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1993] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Programma (o file)
distribuito gratuitamente per correggere i bug scoperti in pacchetti software, aggiungere
nuove funzioni e migliorare la prestazione.
A differenza di ci riportato da GRADIT [2007], tutti i dizionari della lingua italiana da
noi consultati in questo studio assegnano allanglismo patch entrambi i generi. In realt,
pensiamo che gli assegnino il genere maschile, perch indica un programma, mentre il
genere femminile, perch serve per indicare unespansione di un software aggiungendo
qualche nuovo elemento con lo scopo di correggere i bug scoperti in pacchetti software, di
aggiungere nuove funzioni e di migliorare la prestazione.
Da un altro canto, nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-2011]
questoscillazione del genere frequente nei numeri usciti durante il 2000 (veda gli esempi in
a)), mentre in quelli successivi il genere si stabilisce definitivamente al femminile (veda gli
esempi in b)):
a) La struttura di questo sistema di driver modulare e render facile lintegrazione di nuovi
dispositivi man mano che saranno immessi sul mercato. Questi patch (la versione pi recente al
momento in cui scriviamo per il kernel 2.2.x, ide.2.2.15-17.20000405.patch) sono forniti nelle
diverse versioni che permettono lintegrazione con i kernel delle serie 2.0.x, 2.2.x e 2.3.x, e sono
scaricabili presso il sito www.kernel.org/pub/linux/kernel/people/hedrick. [PC Professionale: giu.
2000, p.236]
Microsoft prevede di fornire laggiornamento per le versioni 4.01 Service Pack 2 e 5.01 di Internet
Explorer, mentre con le versioni 4.0 e 5.0, prima di applicare queste patch, si dovr procedere
allinstallazione degli aggiornamenti e dei Service Pack. [PC Professionale: sett. 2000, p.238]
b) Microsoft, a seguito di malfunzionamenti lamentati da un buon numero di utenti, ha recentemente
constatato che il supporto per i chipset VIA presente nel sistema operativo Windows 2000 (in tutte
le versioni, Professional, Server e Advanced Server) incompleto e ha recentemente rilasciato una
patch per eliminare le varie incompatibilit. [PC Professionale: genn. 2001, p.175]
Mediante il codice fornito dal lettore ci stato possibile risalire al produttore della scheda madre:
si tratta del modello HOT-637 di Shuttle (www.spacewalker.com), per il quale sono stati rilasciati
diversi aggiornamenti. Tra questi, come si pu leggere nelle note pubblicate sul sito Web del
produttore, vi anche una patch che riguarda il corretto riconoscimento dei drive Ultra Ata-33 e
Ultra Ata-66 e permette di ottenere le massime prestazioni. [PC Professionale: febb. 2001, p.170]
SIN.: correzione temporanea [Zanichelli editore: 2000]. Come un tentativo di ridurre luso
del presente anglismo, gli informatici italiani, infatti, usano direttamente il nome del patch
da installare per la correzione di bug senza precederlo dallanglismo patch, come vediamo
nel seguente esempio:
In ambiente Vista, molti hanno individuato come fattore scatenante linstallazione dellhotfix

- 197 -
KB952287, che corregge alcuni problemi con Mdac (Microsoft Data Access Component). [PC
Professionale: lug. 2011, p.166; grossetto nostro]
PQ.: impiegato solo il termine inglese per 97 volte (di cui 4 volte come maschile invariabile
e solo nei numeri usciti nel 2000):
Il mio computer basato su Windows XP aggiornato con il Service Pack 2 e tutte le patch di Windows
Update. [PC Professionale: febb. 2007, p.223]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002]
(s.f.inv.), G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e Devoto-Oli
[2010].

Peer-to-peer [B. Colombo: 2003, p.27] (anche peer to peer [PC Professionale: genn. 2007,
p.222]) [ingl.: sost., comp. di peer pari + to a + peer pari, fine sec.XX | it.: s. m.,
2000] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Nelle reti telematiche, sistema che permette lo scambio
di dati e informazioni tra due computer collegati in rete senza dover passare da un sistema
centrale.
Il presente anglismo assume anche funzione di aggettivo invariabile, che qualifica una rete
nella quale ogni computer collegato ha le stesse funzionalit degli altri o un software che
consente agli utenti di scambiarsi direttamente file attraverso Internet, come in network
peer-to-peer [PC Professionale: ott. 2008, p.245] e programmi peer-to-peer [PC
Professionale: giu. 2008, p.217].
SIM.: P2P [G. De Santis: 2005], che, anchesso, viene impiegato sia come sostantivo
maschile invariabile che come aggettivo invariabile.
SIN.: propr., da pari a pari [Devoto-Oli: 2006].
PQ.: peer-to-peer impiegato 9 volte (di cui 7 volte in funzione di aggettivo invariabile e 2
volte in funzione di sostantivo maschile invariabile), la variante peer to peer 5 volte (tutte
in funzione di aggettivo invariabile), P2P 16 volte (14 volte in funzione di aggettivo
invariabile e 2 volte in funzione di sostantivo maschile invariabile), mentre il traducente
italiano da pari a pari non mai impiegato:
- peer-to-peer (s.m.inv.):
invece probabile che i provider, nei momenti di congestione della Rete, opteranno per una riduzion
della banda per il Peer to Peer per mantenere la piena funzionalit degli altri servizi. [PC
Professionale: genn. 2007, p.222]
- peer-to-peer (agg.inv.):
Per esempio, superati i 100 Mbyte di posta elettronica, la velocit pu essere dimezzata, a 200 Mbyte
ridotta a un quarto, a 300 Mbyte a un decimo e cos via. Queste stesse politiche sono spesso adottate
anche per il traffico prodotto dai software peer-to-peer, in modo da ridurre limpatto totale sulla Rete
degli utenti che fanno uso in modo massiccio della connessione e garantire la fruibilit agli altri. [PC
Professionale: dic. 2010, p.191]
- peer to peer:
per questo motivo che alcuni provider, che non guadagnano nulla dallimpiego da parte dellutente di
applicazioni Peer to Peer, potrebbero adottare politiche restrittive in tal senso, a difesa degli
investimenti nella banda larga per la trasmissione di contenuti e servizi anche a pagamento. [PC
Professionale: genn. 2007, p.221]
- P2P (s.m.inv.):
Imbrigliare il P2P libera la banda per i servizi on-domand. [ibidem]
- P2P (agg.inv.):
Per semplificare, impossibile stabilire una connessione verso un qualsiasi dispositivo collegato al
router o verso Internet. Le prime volte il problema si verificava con applicazioni P2P come e-Mule e
BitTorrent, ma ora basta anche il semplice utilizzo di Mozilla Firefox (con alcuni plugin installati).
[PC Professionale: magg. 2006, p.232]
RL.:
- peer-to-peer: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010];
- peer to peer: questa variante registrata in GRADIT [2007] e N. Zingarelli [2007],
- P2P: questo simbolo registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], GRADIT
[2007] e N. Zingarelli [2007].

- 198 -
Personal Computer [A. Castiglioni: 1996, p.45] [ingl.: sost., comp. di personal personale
+ computer, 1976 | it: s.m.inv., 1983] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Elaboratore
elettronico di piccole dimensioni, utilizzato come stazione di lavoro autonoma o come
terminale intelligente in una rete.
Allinizio della sua storia il Personal Computer era soltanto un marchio di fabbrica, ma via
via si usava e si usa finora per indicare in genere qualsiasi elaboratore da quelle
prestazioni sopraindicate.
Oltre a Personal Computer, nel linguaggio informatico italiano si usa anche il suo
accorciamento Personal [G. Toffoli: 1989, p.131].
SIG.: PC [B. Colombo: 2003, p.3], che si utilizza anche in funzione di aggettivo invariabile
con il significato eseguito con un personal computer, come in denuncia iva pc [N.
Zingarelli: 2007].
SIN.: computer personale [ndr.].
PQ.: langlismo personal compuer impiegato 189 volte e la sua sigla 2659 volte, mentre il
suo accorciamento e il suo traducente non sono mai impiegati:
- personal computer:
La maggior parte dei produttori di unit Ssd ha scelto di adottare per questi
dispositivi lo stesso fattore di forma dei dischi fissi normalmente utilizzati
nei personal computer. [PC Professionale: genn. 2009, p.184]
- PC:
Recentemente, mentre stavo navigando in Rete, ho collegato una cuffia con microfono integrato alle
prese frontali del telaio, operazione che ha causato limmediato spegnimento del pc. [PC
Professionale: nov. 2008, p.231]
RL.:
- personal computer: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- personal: questaccorciamento registrato in T. De Mauro [2000], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2006];
- PC: questa sigla registrata in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo
[2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Pin
1. [PC Professionale: ago. 2010, p.166] [ingl.: sost., der. dellingl. antico pinn spillo,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1980] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Nei chip al silicio, i
pin sono i singoli contatti metallici di un connettore, che consentono la connessione ai
circuiti. Le porte seriali, ratificate come RS-232, normalmente hanno connettori a 9 o a 25
pin.
SIN.: terminale [Zanichelli editore: 2000].
PQ.: pin impiegato 83 volte, mentre terminale non mai impiegato:
Il mancato funzionamento pu altrimenti dipendere dal connettore che collega i pin sulla scheda
madre alle porte Usb. [PC Professionale: febb. 2003, p.164]
RL.: langlismo pin in questo significato registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi
[2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];

2. [B. Colombo: 2003, p.14] [ingl.: sost., sigla di Personal Identification Number numero
di identificazione personale, 1981 | it.: s.m.inv., 1992] [N. Zingarelli: 2007]: Codice
numerico di identificazione personale, che permette al solo interessato di utilizzare un
certo apparato elettronico.
PQ.: la sigla inglese impiegata una volta, mentre la sua forma estesa e il traducente
italiano non sono mai impiegati:
Come posso fare per evitare che si ripeta quanto accaduto? Ci sono antidialer che non permettono il
collegamento abusivo neppure per un secondo? Al 187 mi stato detto che per disabilitare i numeri

- 199 -
892 dovrei richiedere un pin segreto pagando unattivazione di 13 euro e un canone mensile di 2,13
euro. [PC Professionale: nov. 2006, p.280]
RL.: questa sigla inglese registrata in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-
Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

Pipelining [G. Toffoli: 1989, p.171] [ingl.: sost., der. del v. (to) pipeline trasferire liquido
via oleodotti (metafora; per analogia con i sistemi di pompaggio degli oleodotti, nei quali
un nuovo materiale viene pompato quando il precedente non ancora arrivato a
destinazione), sec.XX | it.: s.f.inv., sec.XX] [W. Belardi: 2000 e ndr.]: Tecnica impiegata
nellorganizzazione funzionale operativa di certi computer di alto livello, che consiste nel
cominciare ad eseguire listruzione successiva prima che lesecuzione dellistruzione
precedente sia stata completa, grazie a moduli operativi capaci di lavorare
concorrenzialmente in sequenza.
PQ.: pipelining non mai impiegato. Per il suo impiego nel linguaggio informatico italiano
possiamo riportare il seguente esempio:
Determinazione lunghezza trama ottima ed effetto pipelining nelle reti di telecomunicazione. [F.
Martignon: 2011-2012, p.3]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000].

Playlist [PC Professionale: nov. 2011, p.14] [ingl.: sost., comp. di play brano musicale +
list elenco, 1972 | it.: s.m.inv., 1996] [Merriam-Webster: 2012 e N. Zingarelli: 2007]:
Elenco di brani musicali registrati eseguibili in sequenza tramite un lettore multimediale.
SIN.: In qualche lettore multimediale, come in VLC 1.1.11, si usa litaliano scaletta come un
sostituto di playlist [Squadra videoLAN: 1996-2011].
PQ.: langlismo playlist impiegato 3 volte, mentre il sostituto scaletta non mai impiegato:
Lapparecchio fornito con il software MediaManager a corredo, da installare sul server per acquisire i
contenuti multimediali del Pc e organizzarli in playlist per la fruizione sul televisore. [PC
Professionale: dic. 2006, p.276]
RL.: il presente anglismo registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli
[2007] e Devoto-Oli [2010].

Plotter [B. Colombo: 2003, p.24] [ingl.: sost., der. del v. ingl. (to) plot disegnare, tracciare,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1983] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Unit periferica professionale per
la stampa ad alta qualit di disegni tecnici anche di grandi dimensioni.
SIN.: diagrammatore, registratore a due coordinate, registratore xy, tracciatore,
tracciatore di diagrammi, tracciatore di grafici. [GRADIT: 2007]
PQ.: langlismo plotter impiegato 2 volte, mentre i traducenti non sono mai impiegati:
La workstation collegata attraverso una rete Gigabit Ethernet ad altre macchine Windows XP,
stampanti, plotter, router e a un Nas Lacie Ethernet Disk da 1 Tbyte. [PC Professionale: magg. 2009,
p.178]
RL.: langlismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo
[2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Plug and Play [B. Colombo: 2003, p.13] (anche Plug & Play [W. Belardi, 2000]) [ingl.:
sost., comp. di plug inserisci + and e + play gioca o esegui, 1993 | it.: s.m.inv., 2000]
[Merriam-Webster: 2012 e GRADIT: 2007]: Tecnologia consistente nella connessione
automatica di una nuova periferica o nellaggiunta al sistema operativo di un nuovo
programma, attuabile semplicemente, inserendo qualche spinotto di cavo di connessione o
collocando un qualche nuovo driver o una nuova estensione nel punto giusto del sistema
di base, senza che lutente debba eseguire una serie complessa di regolazioni
parametriche, compito nel quale lesperienza media si potrebbe trovare in difficolt.
Il presente, inoltre, ha funzione di aggettivo invariabile, come in collegamento Plug and

- 200 -
Play [PC Professionale: ago. 2009, p.169], anzi in Vocabolario Treccani Online [2012]
viene registrato come aggettivo invariabile.
SIG.: PnP, PNP e P-n-P. [W. Belardi: 2000].
SIN.: inserisci e esegui [W. Belardi: 2000].
PQ.: Plug and Play impiegato 67 volte, Plug & Play 8 volte e PnP 12 volte, mentre la
variante plug and play, le sigle PNP e P-n-P e il traducente proposto non sono mai
impiegati:
- Plug and Play (s.m.inv.):
In questo modo, per, Microsoft ha costretto molti utenti a disfarsi di schede di espansione
perfettamente funzionanti. La scheda di rete 3Com Etherlink III 3c509B pu rientrare in questa
categoria: stata prodotta in diversi modelli, alcuni Plug and Play, altri configurabili manualmente.
[PC Professionale: nov. 2003, p.226]
- Plug and Play (agg. inv.):
Dopo aver eseguito questa procedura, al successivo riavvio la diagnostica iniziale eseguir una
scansione completa delle periferiche del Pc e ricostruir la configurazione Plug and Play. [PC
Professionale: magg. 2008, p.213]
- Plug & Play:
per questo motivo che il modem non viene visualizzato allinterno di Gestione periferiche: questa
sezione del sistema operativo utilizza la funzionalit Plug & Play per individuare e classificare le
diverse componenti, operazione non possibile con gli slot Amr. [PC Professionale: apr. 2005, p.158]
- PnP:
A partire da Windows XP, Microsoft ha abbandonato il supporto alle schede Isa non PnP. . [PC
Professionale: genn. 2008, p.216]
RL.:
- Plug and Play: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis
[2005];
- Plug & Play: questa variante registrata in W. Belardi [2000], Devoto-Oli [2006], e
Devoto-Oli [2010];
- plug and play: questa variante registrata in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani
Online [2012];
- PnP: questa sigla registrata in W. Belardi [2000] e G. De Santis [2005];
- PNP: questa variante registrata in W. Belardi [2000];
- P-n-P: questa variante registrata in W. Belardi [2000].

Plug-in [Microsoft Corporation: 1999, p.163] (anche plugin [PC Professionale: nov. 2011,
p.1897]) [ingl.: sost., der. del v. (to) plug in inserire dentro, 1946 | it.: s.m.inv., 1999]
[Merriam-Webster: 2012 e N. Zingarelli: 2007]: Componente software, che serve a
potenziare le funzionalit di altri software. Molto utilizzato sia nei programmi di grafica
che nei browser (cui permette di eseguire file di animazione, audio o video incorporati in
documenti HTML).
PQ.: Plug-in impiegato 90 volte, mentre plugin 26 volte:
- Plug-in:
Questa scelta spesso dovuta alla volont di fornire uninterfaccia grafica vicina il pi possibile a
quella a cui lutente avvezzo. Internet Explorer offre inoltre supporto alle estensioni o plug-in in
formato proprietario che non sono disponibili in altri browser. [PC Professionale: sett. 2002, p.242]
- plugin:
Per il ripristino di un sistema corrotto occorre un Cd-Rom, ma DriveImage Xml non lo prevede;
fornisce un plugin per BartPE, per, quando provo a generare il Cd-Rom davvio, Windows Vista
avverte che BartPE funziona solo sotto XP. [PC Professionale: genn. 2009, p.189]
RL.:
- plug-in: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e N. Zingarelli [2007];
- plugin: questa variante non registrata in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

- 201 -
Pop-up [PC Professionale: Gen. 2005, p.200] (anche popup [Microsoft Corporation: 1999,
p.130]) [ingl.: sost., der. del v. (to) pop up saltare su, sec.XX | it.: s.m.inv., 1992] [ndr. e
N. Zingarelli: 2007]: Finestra di dialogo, lanciata automaticamente facendo doppio clic su
un link o un bottone e contenente il pi delle volte testo esplicativo sul prodotto
sponsorizzato, nel caso di un banner, o immagini di maggior dettaglio, come per esempio
un prodotto da visionare prima dellacquisto.
PQ.: pop-up impiegato 8 volte e popup 2 volte:
- pop-up:
Navigando in alcuni siti mi sono imbattuto in un pop-up che avvertiva del fatto che se il mio Pc
manifestava dei rallentamenti questo comportamento poteva essere colpa di uno spyware. [PC
Professionale: genn. 2005, p.200]
- popup:
DivX Pro, a differenza del pacchetto base, non gratuito ma costa 30 dollari Usa. In alternativa
allacquisto, possibile scaricarlo in versione adware, che integra un meccanismo per la
visualizzazione di popup pubblicitari denominato GAIN (Gator Advertising Information Network).
[PC Professionale: ott. 2002, p.258]
RL.:
- pop-up: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- popup: questa variante registrata in GRADIT [2007] e N. Zingarelli [2007].

Profile Assistant [Microsoft Corporation: 1999, p.153] [ingl.: sost., comp. di profile
profilo + assistant assistente, 1999 | it.: s.m.inv., 1999] [http://it.wikipedia.org/
wiki/Internet_Explorer_5: 24/06/2012 e ibidem]: Componente di Internet Explorer 5, che
serve per la condivisione protetta delle informazioni demografiche e di registrazione con i
siti Web, conservando la riservatezza e la protezione del proprio computer. Esso supporta
il modello di riservatezza di Internet definito da P3 (Platform for Privacy Preferences), un
progetto W3C (veda).
SIN.: profilo assistente [ndr.].
PQ.: langlismo e il suo traducente non sono mai impiegati. Per limpiego di Profile Assistant
nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Poich Profile Assistant conforme agli standard P3 di Internet, pu anche funzionare con altri
programmi e server Internet. [Microsoft Corporation: 1999, p.153]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Prompt [G. Toffoli: 1989, p.25] [ingl.: sost., der. dael lat. promptus pronto, sec.XX | it.:
s.m.inv., 1985] [Merriam-Webster: 2012 e Devoto-Oli: 2006]: Carattere visualizzato sul
monitor del computer per avvisare lutente di inserire un comando.
SIN.: riga (di comando) [PC Professionale: magg. 2004, p.196].
PQ.: prompt impiegato 15 volte e riga di comando una sola volta:

- prompt:
Riavviare la macchina con il dischetto inserito e dal prompt di Ms-Dos digitare Afudos /i P4p800-
f.rom seguito da invio. Dopo laggiornamento stato possibile installare sulla Asus P4P800-F un
processore Pentium 4 3,20E GHz socket 478 (core Prescott). [PC Professionale: apr. 2005, p.160]
- riga di comando:
Da quel momento, allavvio di Windows appare un messaggio derrore che comunica limpossibilit di
caricare in memoria questo file, senza che sia riuscito a capire da dove provenga la richiesta: non
presente in alcuna chiave del Registro n allinterno dei servizi, riga di comando o Esecuzione
automatica. [PC Professionale: magg. 2004, p.196]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-
Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

- 202 -
Proxy [L. Bragagnolo: 2002] [ingl.: sost., der. di prockecy procura, sec.XX | it.: s.m.inv.,
1986] [D. Harper: 2010 e Devoto-Oli: 2010]: Con riferimento al protocollo http,
programma che riceve le richieste del client con lo scopo di fare richieste ai server.
PQ.: proxy non mai impiegato. Per il suo impiego nellitaliano informatico possiamo
riportare il seguente esempio:
Il proxy pu processare le richieste internamente o propagarle, anche alterate, ai server. [L.
Bragagnolo: 2002, sotto la voce proxy]
RL.: il presente anglismo registrato in N. Zingarelli [2007].

Proxy server [PC Professionale: genn. 2002, p.161] [ingl.: sost., comp. di proxy procura +
server (veda), sec.XX | it.: s.m.inv., 1986] [D. Harper: 2010 e Devoto-Oli: 2006]: Server
intermedio tra il computer dellutente e il server Web, che conserva in memoria i file e le
pagine Internet maggiormente visitate, rendendo in tal modo pi rapida la loro
consultazione.
Insieme al presente anglismo litaliano informatico impiega anche la sua variante
sintagmatica server proxy [Microsoft Corporation: 1999, p.267] e il suo accorciamento
proxy [ibidem].
PQ.: langlismo proxy server impiegato 5 volte, la variante sintagmatica server proxy 24
volte e laccorciamento proxy 24 volte:
- server proxy:
Queste informazioni, necessarie per la gestione della memoria cache, sono utilizzate per tenere
statistiche sui siti pi frequentemente utilizzati e per scegliere quali file debbano essere eliminati dalla
memoria cache. Sotto questo punto di vista lutilizzo di un server proxy offre minori garanzie di
privacy rispetto ad un collegamento diretto ai diversi siti web. [PC Professionale: genn. 2002, p.156]
- proxy server:
Ho un abbonamento a Internet col provider Tiscali, che, come da riportato nellarticolo Internet al
massimo apparso sul numero di Settembre a pag.281, individua in modo automatico il proxy server
attraverso uno script di configurazione. [PC Professionale: genn. 2002, p.161]
- proxy:
Per utilizzare la connettivit, per, ho dovuto indicare lUrl di configurazione automatica del proxy
aziendale e ogni volta che accedo a Internet devo fornire nome utente e password assegnati
dallamministratore di rete. [PC Professionale: magg. 2009, p.180]
RL.:
- Proxy server: registrato in L. Bragagnolo [2002];
- server proxy: questa variante sintagmatica non registrata in nessuno dei vocabolari o
dizionari consultati;
- proxy: questaccorciamento registrato in W. Belardi [2000], Devoto-Oli [2006] e Devoto-
Oli [2010].

Query [Microsoft Corporation: 1999, p.21] [ingl.: sost., der. del v. lat. quaerre chiedere,
sec.XX | it.: s.f.inv., 1971] [ndr. e GRADIT: 2007]: Interrogazione per estrarre o
aggiornare i dati da un programma di database (come Access (veda)); o la serie di
istruzione utilizzate per realizzare questa interrogazione.
SIN.: propr. interrogazione [N. Zingarelli: 2007].
PQ.: query impiegato 7 volte, mentre il traducente interrogazione non mai impiegato:
Per gestire il profilo dei miei fornitori, ho preparato un DataBase con Access. Questo Database deve
essere pubblicato in Internet per cui, preparate le mie tabelle e query mi sono creato delle pagine di
accesso ai dati. [PC Professionale: febb. 2001, p.185]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Reader [Computer World Italia: nov. 2009, p.24] [ingl.: sost., der. dellinglese antico rder
lettore, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Nel mondo del hardware, drive (veda), che
permette a un elaboratore di leggere memory card o dischi; mentre nel mondo del

- 203 -
software, driver (veda), che permette a sistema informatico di leggere file salvati in un
determinato formato digitale. [ndr.]
Di solito, il presente anglismo non si impiega da solo, ma fa parte di tanti altri anglismi
impiegati nellitaliano informatico, come card reader [PC Professionale: mar. 2006, p.162],
EasyWrite Reader [PC Professionale: genn. 2003, p.195],
SIN.: lettore [PC Professionale: mar. 2011, p.162].
PQ.: langlismo reader da solo non mai impiegato, mentre il traducente lettore impiegato
244 volte:
Su questo computer ho installato Windows XP Professional con il Service Pack 3. Il lettore integrato di
memory card legge le schede Secure Digital senza problemi, ma non riconosce le Sdhc, probabilmente
per lassenza di driver specifici. [PC Professionale: mar. 2011, p.162]
Il masterizzatore Dvd Sony DRU-510A, a seconda alla disponibilit di canali Ide, potrebbe comunque
rimanere nel sistema ed essere utilizzato per lestrazione dei dati digitali oppure come semplice lettore
di Dvd-Rom. [PC Professionale: dic. 2006, p.266]
Per limpiego di reader nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
Dato che per molte applicazioni questa lettura multipla di tag ridondante, generalmente i sistemi
RFID implementano (direttamente nei reader oppure in uno strato di middleware) algoritmi di
filtraggio parametrico grazie ai quali, in presenza di dati ripetuti, possibile ottenere che solo i dati
effettivamente significativi, secondo criteri specificati a priori, siano inviati al sistema informatico
aziendale. [Computer World Italia: nov. 2009, p.24]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Real-time [PC Professionale: nov. 2011, p.29] (anche real time [Computer World Italia:
genn. 2010, p.61]) [ingl.: sost., comp. di real reale + time tempo, sec.XX | it.: s.m.inv.,
1992] [ndr. e GRADIT: 2007]: Modo dimpiego degli elaboratori elettronici per cui
questi, anzich operare a posteriori, elaborano i dati acquisiti attraverso reti di terminali
nel momento stesso in cui hanno origine.
Oltre a questanglismo, litaliano informatico impiega anche il suo contrario, batch
processing [N. Zingarelli: 2007].
SIN.: tempo reale [GRADIT: 2007].
PQ.: langlismo real-time e la sua variante real time non sono mai menzionati, mentre il
calco traduzione tempo reale impiegato 61 volte:
Nonostante la grande potenza di calcolo messa a disposizione dai processori di ultima generazione
sono infatti ben pochi i casi in cui i programmi riescono a gestire in tempo reale il flusso di dati reso
disponibile dalle memorie di massa. [PC Professionale: genn. 2005, p.192]
RL.:
- Real-time: registrato in GRADIT [2007];
- Real time: questa variante registrata in N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani
Online [2012].

Record [B. Colombo: 2003, p.252] [ingl.: sost., der. del v. (to) record nel senso di
richiamare e collegare gli eventi del passato, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]:
Elemento di base di struttura di dati composta da campi contenenti diversi tipi di
informazione. Se i dati sono organizzati, per esempio, in tabelle, un record corrisponde ad
una riga. Un insieme di record omogenei nella struttura costituisce un database.
PQ.: record impiegato 6 volte:
LIsam (Indexed sequential access method, metodo di accesso sequenziale indicizzato) un metodo di
archiviazione dei dati, sviluppato in origine da IBM, che costituisce la base per molti database tuttora
in uso. In un sistema Isam i dati sono divisi in record di lunghezza fissa e sono registrati in sequenza.
[PC Professionale: magg. 2010, p.183]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

- 204 -
Release [PC Professionale: nov. 2011, p.3] [ingl.: sost., der. del v. (to) release cessare di un
diritto, sec.XX | it.: s.f.inv., 1991] [ndr. e T. De Mauro: 2000]: Ciascuna nuova versione
di un software o anche di un dispositivo hardware, messa in commercio o comunque
diffusa e contraddistinta da un numero.
SIN.: versione [ndr.] e pubblicazione [Devoto-Oli: 2006].
PQ.: langlismo release impiegato 89 volte, il traducente versione 3378 volte e il traducente
pubblicazione 4 volte:
- release:
Esistono anche alcuni progetti per lo sviluppo di firmware basati sulla filosofia Open Source, tra cui
citiamo OpenWrt (http://openwrt.org). Purtroppo, la versione specifica di OpenWrt per il modem D-
Link DSL-320T in fase preliminare e non sono state ancora fissate le date di rilascio della release
definitiva. [PC Professionale: mar. 2008, p.209]
- versione:
inoltre consigliabile aggiornare il Bios in maniera tempestiva ogni volta che rilasciata una nuova
versione: in questo momento le memorie Ddr 3 sono ancora in fase di rapido sviluppo sia dal punto di
vista della frequenza sia delle temporizzazioni. [PC Professionale: magg. 2008, p.212]
- pubblicazione:
I messaggi derrore invitano a installare ex-novo i programmi, soluzione che, come spiegato, non
risolutiva. Consigliamo quindi, invece di utilizzare il Quick-Fix, di attendere che la patch in questione
venga testata con cura e incorporata nei Service Pack di prossima pubblicazione. [PC Professionale:
genn. 2004, p.204]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Rendering [Microsoft Corporation: 1999, p.11] [ingl.: sost., der. del v. (to) render
riprodurre, sec.XX | it.: s.m.inv., 1995] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Procedura, che
completa unimmagine o una sequenza di immagini, inserendo particolari
nellinformazione originale, i quali vanno calcolati automaticamente dal computer.
Lesempio tipico riguarda la computergrafica, dove, grazie al calcolo accurato della
prospettiva e allaggiunta di colori, luci e ombreggiature, unimmagine bidimensionale
pu essere convertita in unimmagine dallaspetto realistico e percepibile come
tridimensionale. Nella tecnica audiovisiva, il rendering si configura nellelaborazione
informatica dei singoli fotogrammi di un video per linserimento di effetti speciali visivi e
sonori.
Il verbo inglese (to) render viene adattato nel lessico informatico con renderizzare [W.
Belardi: 2000] ([it.: v.tr., (to) render + -izzare] [ndr.]) nel senso di trasformare. Da
questultimo deriva il sostantivo renderizzazione [GRADIT: 2007] ([it.: s.f., der. di
renderizz(are) + -azione, 2000] [ndr.]), che si usa come sinonimo di rendering. Inoltre,
dobbiamo accennare che secondo tutti i dizionari delluso consultati in questo studio il
derivato nominale renderizzazione deriva direttamente dal v. inglese (to) render anzich da
renderizzare che non lemmatizzano.
SIN.: renderizzazione [Devoto-Oli: 2006].
PQ.: rendering impiegato 52 volte, mentre il derivato renderizzazione e ladattamento
renderizzare non sono mai impiegati:
Il settore delle schede grafiche protagonista di una rapida evoluzione, causata principalmente dalla
concorrenza tra nVidia e ATI che continuano a contendersi il primato per il chip grafico pi potente
nellambito del rendering tridimensionale. [PC Professionale: genn. 2003, p.190]
RL.:
- rendering: W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007],
N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- renderizzare: questo adattamento registrato in W. Belardi [2000];
- renderizzazione: questo derivato nominale registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007] e Devoto-Oli [2010].

- 205 -
Report [B. Colombo: 2003, p.300] [ingl.: sost., der. del v. (to) report riferire, relazionare,
sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr. e Devoto-Oli: 2006]: Potentissimo strumento, che
consente di operare sulle informazioni contenute allinterno di un database e di
organizzare i resoconti in funzione di criteri di selezione ben precisi [cfr. B. Colombo:
2003, p.300].
SIN.: propr., rapporto e resoconto. [Devoto-Oli: 2006]
PQ.: report impiegato una sola volta, mentre rapporto e resoconto in questo senso non
sono mai impiegati:
Avrei a tale proposito un suggerimento su ooBase: io sono un programmatore, ma anche colleghi meno
esperti di me si sono abituati a utilizzare Microsoft Access per varie elaborazioni, caricando dati e
generando query e report complessi anche attraverso calcoli avanzati nelle query o piccole funzioni
Vba. [PC Professionale: ott. 2009, p.211]
RL.: il presente anglismo, in questo senso informatico, registrato in W. Belardi [2000] e
Vocabolario Treccani Online [2012].

Repository [PC Professionale: apr. 2008, p.230] [ingl.: sost., der. del lat. repositorium
deposito, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Nellambiente Ubuntu, archivi software,
in cui vengono archiviati megliaia di programmi installabili tramite Internet. Questo rende
linstallazione di nuovi programmi estremamente facile e molto sicura, dato che ogni
programma che si installa viene controllato e creato specificamente per Ubuntu. [cfr.
http://wiki.ubuntu-it.org/Repository, il 02/09/2013]
PQ.: repository impiegato una sola volta:

- repository:
Lo spazio disponibile sul Live Cd di Ubuntu Linux consente di integrare un numero limitato di
applicativi. Gli sviluppatori hanno quindi dovuto operare delle scelte sui programmi da includere nella
distribuzione, ma il software addizionale comunque disponibile tramite il loro repository (in italiano,
deposito), un archivio di facile consultazione liberamente accessibile tramite Internet. [PC
Professionale: apr. 2008, p.230]
RL.: il presente anglismo registrato in L. Bragagnolo [2002].

Resource fork [Symantec Corporation: 2000, p.64] [ingl.: sost., comp. di resource risorsa
+ fork porzione, 1984 (veda Macintosh) | it.: s.f.inv., sec.XX] [ndr.]: In ambiente
Macintosh, la porzione dei file di dati, che contiene le informazioni sulle applicazione
menu, font, parti di codici, icone, bitmap ed altre.
PQ.: resource fork non mai impiegato. In Symantec Corporation [2000], per esempio, il
presente anglismo impiegato 2 volte:
La maggior parte dei virus si attacca alla resource fork delle applicazioni. [ivi, p.128]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000] e L. Bragagnolo [2002].

Router [PC Professionale: ott. 2001, p.272] [ingl.: sost., der. del v. (to) route instradare,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1996] [N. Zingarelli: 2007]: Dispositivo, che collega tra loro pi
reti, scegliendo il percorso migliore per i dati, e che, alloccorrenza, converte il protocollo
di trasmissione.
SIN.: instradatore [GRADIT: 2007].
PQ.: router impiegato 280 volte, mentre instradatore non mai impiegato:
Il router 3G Onda DN7000 permette di condividere un collegamento a Internet tramite rete cellulare
Umts tra i computer di una rete locale, ma il suo firmware ancora immaturo e la ridotta efficienza dei
collegamenti tramite rete cellulare ne limitano le prestazioni. [PC Professionale: apr. 2010, p.178]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Scandisk [PC Professionale: febb. 2001, p.188] [ingl.: sost., comp. di scan esamina + disk

- 206 -
disco, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [cfr. ibidem]: Utility di Windows, concepita per
trovare e risolvere eventuali errori nellhard disk. In ambienti DOS esso un comando che
attiva una utility per verificare lintegrit del disco rigido e degli elementi che esso contiene.
PQ.: Scandisk impiegato 48 volte:
Eseguite il programma di utilit ScanDisk in maniera approfondita prima di tentare nuovamente
linstallazione. possibile avviare ScanDisk dal dischetto di installazione (questa utilit presente sul
disco fornito insieme al sistema operativo), oppure dalla directory contenente i file .Cab sul Cd-Rom.
[PC Professionale: nov. 2002, p.294]
RL.: scandisk registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005].

Scanner [B. Colombo: 2003, p.12] [ingl.: sost., der. del v. (to) scan esaminare
minuziosamente (dal lat. scndere scandire), 1927 | it.: s.m.inv., 1965 (elettronica)] [D.
Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]: Dispositivo optoelettronico in grado di leggere
unimmagine piana (diagrammi, testi, fotografie), scomponendola in punti che vengono
convertiti in impulsi elettrici e trasmessi a un sistema di elaborazione.
DER.: da scanner derivano i verbi scannerizzare ([it.: v.tr., der. di scanner + -izzare, 1992]
[N. Zingarelli: 2007]), scannare ([it.: v.tr., der. di scann(er) + -are, 1988] [GRADIT:
2007]) e scannerare ([it.: non comune, v.tr., der. di scanner + -are, 1989] [N. Zingarelli:
2007]), tutti nel senso di leggere con lo scanner, digitalizzare un testo o unimmagine. E
da scannerizzare deriva laggettivo scannerizzabile ([it.: agg., der. di scannerizz(are) + -
abile, 1999] [Devoto-Oli: 2006]).
In italiano ci sono verbi equivalenti a scannerizzare, quali scansionare ([it.: v.tr., der. di
scansione, 1996] [N. Zingarelli: 2007]), scandire ([it.: v.tr., der. del lat. scndere, propr.
misurare (i versi), luso nel campo infomatico risale alla fine del sec.XX] [ndr.]) e
scansire ([it.: v.tr., der. di scansione, 1998] [GRADIT: 2007]).
SIN.: lettore ottico [ndr.].
PQ.: scanner impiegato 160 volte, mentre i suoi derivati, i verbi sinonimici italiani e il
suggerimento italiano non sono mai impiegati:
da un po di tempo che il mio scanner Epson Perfection 3170 Photo rallenta in modo inspiegabile la
digitalizzazione: dopo tre o quattro scansioni, le successive richiedono molto pi tempo (possono
trascorrere fino 30/40 secondi tra lanteprima, sempre veloce, e lacquisizione effettiva). [PC
Professionale: sett. 2010, p.174]
RL.:
- scanner: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- scannerizzare: questo derivato registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000],
Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- scannerare: questo derivato registrato in T. De Mauro [2000], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- scannare: questo derivato registrato in T. De Mauro [2000], GRADIT [2007] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- scannerizzazione: questo derivato registrato in N. Zingarelli [2007], GRADIT [2007] e
Vocabolario Treccani Online [2012];
- scannerizzabile: questo derivato registrato in Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007] e
Devoto-Oli [2010].

Scanning [PC Professionale: nov. 2005, p.312] [ingl.: sost., der. del (to) scan esaminare
minuziosamente (dal lat. scndere scandire), sec.XX | it.: s.m.inv., 1979] [GRADIT:
2007]: Processo di acquisizone in formato digitale di immagini o testi disponibili su
supporto fisico con lausilio di uno scanner.
SIN.: scansione [Devoto-Oli: 2006], scannerizzazione [Vocabolario Treccani Online: 2012]
e digitalizzazione [ndr.].
- 207 -
PQ.: litaliano scansione impiegato una sola volta e digitalizzazione 3 volte, mentre
langlismo scanning e il derivato scannerizzazione non sono mai impiegati:
- scansione:
da un po di tempo che il mio scanner Epson Perfection 3170 Photo rallenta in modo inspiegabile la
digitalizzazione: dopo tre o quattro scansioni, le successive richiedono molto pi tempo (possono
trascorrere fino 30/40 secondi tra lanteprima, sempre veloce, e lacquisizione effettiva). [PC
Professionale: sett. 2010, p.174]
- digitalizzazione:
Infatti, nel momento in cui la periferica di acquisizione trova un drop-out vengono meno tutti i segnali
di sincronismo necessari per la digitalizzazione dellimmagine. [PC Professionale: ott. 2006, p.232]
RL.: langlismo registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Screen saver [PC Professionale: mar. 2004, p.194] (o screensaver [PC Professionale: nov.
2011, p.18]) [ingl.: sost., comp. di screen schermo + saver salvatore, 1990 | it.:
s.m.inv., 1993] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Applicazione impostabile attraverso
un timer, che provoca loscuramento dello schermo di un elaboratore o la comparsa di
unanimazione o di una serie di immagini in successione sullo stesso schermo dopo un
periodo programmato di inattivit del mouse e della tastiera (non dellelaboratore in s).
SIN.: salvaschermo [M. Ferrero: 1996, p.15].
PQ.: screen saver impiegato 3 volte e salvaschermo 14 volte, mentre la variante
screensaver non mai impiegata:
- screen saver:
In questo caso sufficiente selezionare uno screen saver meno impegnativo o impostare la scelta su
nessun salvaschermo: se si desidera che il monitor entri in modalit di risparmio energetico non
necessario che il salvaschermo visualizzi qualcosa in particolare. [PC Professionale: giu. 2008, p.222]
- salvaschermo:
Il mio Pc non entra pi in stand-by. Ho impostato le opzioni di alimentazione e del salvaschermo in
modo che il monitor venga spento dopo 2 minuti di inattivit, ma ci non avviene. Il sistema operativo
Windows XP Home Edition, mantenuto aggiornato con Windows Update. [ibidem]
RL.:
- screen saver: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000] (sotto la voce screen),
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online
[2012];
- screensaver: questa variante registrata in L. Bragagnolo [2002].

Script [S. Bertolacci: 2001, p.19] [ingl.: sost., der. del lat. scriptum scritto, 1957 | it.:
s.m.inv., sec.XX] [Merriam-Webster: 2012 e ndr.]: Ogni prodotto (propriamente un file
contenente istruzioni) ottenuto con un programma per algoritmi capace appunto, mediante
i file che genera, di fare eseguire unazione a un altro programma. Gli script vengono
scritti in Pascal, C, Apple-Script, TCL, PERL, BASIC, VisualBasic, Java o anche in un
linguaggio batch (come Bourne Shell o MS-DOS Shell).
PQ.: script impiegato 42 volte:
Un metodo alternativo per raggiungere lo stesso scopo luso di un apposito script che viene eseguito
al momento dellaccesso al sistema da parte dellutente. [PC Professionale: sett. 2008, p.213]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Scroll [ingl.: sost., der. del v. (to) scroll srotolare, far scorrere, 1981 | it.: s.m.inv., sec.XX]
[D. Harper: 2010 e ndr.]:
1. [B. Colombo: 2003, p.21]: In alcuni tipi di mouse, rotellina centrale che serve per scorrere
pi agevolmente i contenuti di una finestra.
SIN.: rotellina (di scorrimento) [PC Professionale: giu. 2004, p.207].
PQ.: scroll non impiegato nessuna vola, mentre il traducente rotellina (di scorrimento)
- 208 -
impiegato 2 volte:
- rotellina (di scorrimento):
Purtroppo si verificato un inconveniente con la grafica durante lesecuzione di due programmi:
Microsoft Office XP e Internet Explorer versione 6.0.2800.1106. In particolare, utilizzando la
rotellina di scorrimento del mouse, dopo alcuni minuti sul monitor si crea improvvisamente una
patina a righe di colore viola o verde, rendendo lutilizzo del sistema impossibile. [PC Professionale:
giu. 2004, p.207]
Puntatore si blocca spesso sullo schermo, pulsanti e rotellina smettono di rispondere e per uscire
dallo stallo devo premere un tasto qualsiasi della tastiera, collegata allo stesso ricevitore del mouse
(Logitech Cordless Internet Pro, modello Y-RK56A, parte dello stesso kit). [PC Professionale: mar.
2010, p.179]
RL.: scroll, in questo senso, non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari
consultati;

2. veda scrolling.

Scroll bar [W. Belardi: 2000, p.372] (anche scrollbar [Devoto-Oli: 2010]) [ingl.: sost.,
comp. di scroll + bar barra, 1981 | it.: s.m.inv., 1989] [ndr.]: Barra di scorrimento
verticale e orizzontale del contenuto di un documento contenuto in un file.
Nel linguaggio informatico italiano lo scroll bar assume, per di pi, denominazioni inglesi
differenti a seconda dellambiente in cui usato: detto thumb nei sistemi Macintosh, thumb
o knob nelle piattaforme Java, scroll box o scroll thumb nei sistemi Microsoft [cfr.
http://it.wikipedia.org/wiki/Scrollbar: 04/01/2011]
SIN.: barra di scorrimento [Microsoft Corporation: 1999, p.14].
PQ.: non impiegato n scroll bar n barra di scorrimento. In F. Cal (c) [2002] barra di
scorrimento impiegato 4 volte, mentre scroll bar non mai impiegato:
Nella barra di scorrimento si trova anche un altro strumento che pu risultare utile per sfogliare
documenti che hanno una struttura complessa: si tratta del pulsante Seleziona oggetto da sfogliare,
rappresentato sulla barra da un pallino. [ivi, p.7]
RL.:
- scroll bar: registrato in W. Belardi [2000] e Devoto-Oli [2010];
- scrollbar: questa variante registrata in Devoto-Oli [2010].

Scrolling [PC Professionale: ago. 2011, p.171] [ingl.: sost., der. del v. (to) scroll srotolare,
far scorrere, 1981 | it.: s.m.inv., 1990] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Lo
scorrimento in senso orizzontale o verticale di un testo (o di altro tipo di dati) sullo
schermo di un elaboratore, determinato dallingresso di nuovo testo o di nuovi dati dal lato
opposto dello schermo.
Oltre a scrolling, il lessico informatico impiega anche un altro sinonimo inglese, scroll
([it.: s.m.inv., der. del v. (to) scroll srotolare, far scorrere, 1989] [GRADIT: 2007])
Il lessico informatico inoltre adatta il verbo inglese (to) scroll con scrollare ([it.: non
comune, v.intr. (ausiliare avere), der. di (to) scroll + -are, 1960] [GRADIT: 2007]) nel
senso di scorrere sullo schermo di un elaboratore un flusso di dati.
SIN.: scorrimento [PC Professionale: febb. 2001, p.172].
PQ.: langlismo scrolling viene usato una sola volta e il traducente scorrimento 10 volte,
mentre langlismo scroll e il verbo scrollare non vengono mai impiegati:
- scrolling:
Il lettore potr verificare il livello di funzionalit offerto da questa soluzione scaricando la versione
gratuita dellapplicazione (http://sites.google.com/site/gimespace), che a differenza di quella a
pagamento permette solo lo scrolling orizzontale. [PC Professionale: ago. 2011, p.171]
- scorrimento:
In pratica, anche se linstallazione a livello di sistema operativo sembra essere avvenuta
correttamente, lapertura di menu a tendina grigi fa apparire pixel di colore viola mentre lo
scorrimento di finestre a sfondo bianco o di programmi tipo Excel mostra fastidiosissime righe
viola parallele. [PC Professionale: mar. 2002, p.185]

- 209 -
RL.:
- scrolling: registrato in W. Belardi [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- scroll: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- scrollare: registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].
Search Assistant [Microsoft Corporation: 1999, p.12] [ingl.: sost., comp. di search ricerca
+ assistant assistente, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Strumento, che consente di
effettuare in maniera rapida e agevole ricerche pi accurate su Internet.
SIN.: nelle versioni recenti, Search Assistant viene sostituito da casella di ricerca, situato in
genere nellangolo superiore destro della barra degli indirizzi.
PQ.: non impiegato n Search Assistant n casella di ricerca. Per limpiego del presente
anglismo nellitaliano informatico possiamo riportare il seguente esempio:
possibile avere il controllo completo delle categorie visualizzate da Search Assistant e dei motori di
ricerca utilizzati per ciascuna categoria. [Microsoft Corporation: 1999, p.12]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Search engine [A. Castiglioni: 1996, p.9] [ingl.: sost., comp. di search ricerca + engine
motore, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [ndr.]: Programma, che ricerca parole chiave in
file e documenti su World Wide Web, newsgroup e archivi FTP. Alcuni motori di ricerca
operano allinterno di un unico sito Web, altri eseguono invece ricerche su molti siti,
utilizzando degli agenti per raccogliere elenchi di file e documenti disponibili e
memorizzarli in database, che permettono allutente di eseguire ricerche per parole chiave
(keyword).
SIN.: motore di ricerca [F. Longo: 2010].
PQ.: search engine non mai impiegato, mentre motore di ricerca impiegato 43 volte:
Questultima utility prodotta da Deshot, il cui sito web al momento in cui scriviamo non
raggiungibile. comunque possibile scaricare il programma da uno dei tanti siti che lo ospitano,
digitandone il nome in un motore di ricerca. [PC Professionale: Frbb. 2009, p.181]
Alcuni siti italiani (veda per esempio: http://www.webitalia.biz/architetto-web.html)
preferiscono usare langlismo al calco italiano.
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e G. De
Santis [2005].

Server [Microsoft Corporation: 1999, p.38] [ingl.: sost., der. del v. (to) serve servire,
sec.XX | it.: s.m.inv., 1980] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Nella terminologia del
networking, elaboratore con un programma particolare o il programma stesso, che
amministra in un network risorse di rete e servizi vari, condividendoli con una molteplicit
di client remoti.
PQ.: server impiegato 611 volte:
La gestione di archivi con le caratteristiche descritte dal lettore pone grossi problemi non solo negli
ambienti operativi pi comuni, come Windows XP, ma anche in macchine specificamente progettate
per operare come server. [PC Professionale: lug./ago. 2008, p.204]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Setup [A. Castiglioni: 1996, p.45] (anche set-up [Devoto-Oli: 2010]) [ingl.: sost., der. del v.
(to) set up predisporre, sec.XX | it.: s.m.inv., 1992] [ndr. e GRADIT: 2007]: Messa a
punto di un sistema di elaborazione. In Windows indica programma di installazione fornito
per installare il sistema.
SIN.: messa a punto [PC Professionale: apr. 2011, p.179] e settaggio [Devoto-Oli: 2006]. La
prima attestazione della parola settaggio ([it.: s.m., der. di sett(are) + -aggio]) risale al
- 210 -
1989 [GRADIT: 2007], cio prima di quella di setup e quindi possiamo dire che cera una
parola italiana che poteva farci rinunciare allintroduzione di setup, che si imposto tre
anni dopo.
PQ.: setup impiegato 114 volte, messa a punto 12 volte e settaggio una sola volta, mentre
la variante set-up non mai impiegata:
- setup:
Non invece possibile installare il sistema operativo sul disco del notebook inserendolo nel computer
desktop: il setup di Windows rileverebbe e configurerebbe il sistema in base allhardware presente nel
desktop e, una volta spostato il disco nel notebook, sarebbe inutilizzabile. [PC Professionale: giu.
2010, p.181]
- messa a punto:
Con la messa a punto di sistemi di filtraggio da parte dei service provider, la diffusione di massa di
malware e cavalli di Troia attraverso la posta elettronica stata arginata, costringendo i pirati a cercare
altri metodi per infettare i computer. [PC Professionale: apr. 2011, p.178]
- settaggio:
Per attivare il protocollo Serial Ata 2 basta modificare il settaggio del ponticello in base alle istruzioni
riportate sul sito web del produttore. [PC Professionale: nov. 2008, p.237]
RL.:
- setup: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002] e N. Zingarelli [2007];
- set-up: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli [2006], GRADIT
[2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Slide [B. Colombo: 2003, p.332] [ingl.: sost., der. del v. (to) slide scivolare, scorrere, 1987
(anno in cui la Forethought Inc. pubblic il primo applicativo per creare presentazioni,
PowerPoint 1.0 per Apple Macintosh) | it.: s.f.inv., ultimo tredicennio del sec.XX] [D.
Harper: 2010 e ndr.]: Nei software specializzati nel creare presentazioni, diapositiva
digitale, che integra grafici, immagini, suoni ed altro con lo scopo di realizzare una
presentazione efficace di tipo multimediale. [cfr. B. Colombo: 2003, p.332]
SIN.: diapositiva [S. Bertolacci: 2001, p.186]
PQ.: litaliano diapositiva impiegato 2 volte, mentre slide nel senso informatico non
mai impiegato:
Per calcolare la risoluzione a cui si deve acquisire un negativo o una diapositiva 35 mm per poi
ingrandirlo a una data dimensione e risoluzione di stampa, si pu applicare la seguente formula,
esprimendo i valori in pollici e punti per pollice. [PC Professionale: magg. 2002, p.216]
RL.: slide in questo senso informatico non impiegato in nessuno dei dizionari o
vocabolari consultati.

Slide show [PC Professionale: ott. 2005, p.294] (anche slideshow [PC Professionale: nov.
2011, p.194]) [ingl.: sost., comp. di slide diapositiva + show mostra, esposizione,
sec.XX | it.: s.f.inv., 2001] [ndr. e Devoto-Oli: 2010]: Sequenza di slide, che forma una
presentazione e permette di avanzare da una slide a unaltra semplicemente.
Per quanto riguarda il genere, nella rubrica Posta del mensile PC Professionale [2000-
2011] a slide show viene sempre assegnato il genere maschile, come vediamo nel seguente
esempio:
Uso da sempre il player Vlc per riprodurre i filmati e slideshow creati da Photostory. [PC
Professionale: genn. 2011, p.175, grossetto nostro].
SIN.: presentazione (di immagini) in sequenza [ndr.].
PQ.: slide show impiegato 3 volte, mentre il termine italiano proposto non mai impiegato:
La creazione di uno slide show con musica ed effetti di transizione per la visione su un apparecchio Tv
richiede la trasformazione delle immagini originali in un video Mpeg. Ci comporta un degrado della
qualit delle immagini rispetto al formato originale. [PC Professionale: ott. 2005, p.294]
RL.:
- slide show: registrato in W. Belardi [2000];
- slideshow: questa variante registrata in Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online
[2012].

- 211 -
Slot [S. Bertolacci: 2001, p.5] [ingl.: sost., der. del fr. antico esclot apertura stretta, 1942 |
it.: s.m.inv., 1983] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]: Fessura per laggiunta di schede o
di elementi di connessione in un elaboratore elettronico.
SIN.: fessura [N. Zingarelli: 2007], feritoia [Devoto-Oli: 2006], scanalatura [T. De Mauro:
2000] e alloggiamento [W. Belardi: 2000, p.228].
PQ.: slot impiegato 463 volte, ciascuno dei due traducenti feritoia e scanalatura una volta e
alloggiamento 25 volte, mentre il traducente fessura non mai impiegato:
- slot:
comunque possibile risolvere il problema senza inviare la scheda madre presso il centro di assistenza
sfilando dallo slot la scheda grafica aggiuntiva e avviando la macchina facendo uso dell'adattatore
grafico integrato. [PC Professionale: genn. 2001, p.172]
- feritoia:
Se si desidera mantenere anche il secondo disco allinterno del telaio, si deve far rientrare il cavo
collegato al connettore e-Sata esterno eliminando la placca di copertura da una delle feritoie dedicate
alle schede di espansione Pci Express. [PC Professionale: febb. 2009, p.178]
- scanalatura:
La superficie del dissipatore destinata al contatto con il die del processore, a seconda del metodo usato
per la produzione del dissipatore, pu essere caratterizzata da irregolarit pi o meno pronunciate.
Queste irregolarit sono avvertibili al tatto come piccole scanalature, spesso generate dagli stessi
procedimenti di finitura. [PC Professionale: nov. 2001, p.237-238]
- alloggiamento:
Se il lettore volesse comunque espandere la memoria Rambus della sua workstation Precision 530
dovrebbe prima verificare se siano ancora disponibili slot di memoria liberi: questo modello ha quattro
alloggiamenti per la Ram ed possibile che per raggiungere il quantitativo di 1 GByte attualmente
installato siano stati utilizzati quattro moduli da 256 MByte. [PC Professionale: ott. 2004, p.222]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

Sniffer [L. Bragagnolo: 2002] [ingl.: sost., der. del v. (to) sniff annusare, fiutare, sec.XX |
it.: s.m.inv., 1999] [GRADIT: 2007]: Programma o dispositivo, che controlla i dati in
transito di una rete ed il funzionamento della stessa. una fra le armi preferite dagli
hacker per rubare informazioni da un network.
Per indicare lazione di tale progamma o dispositivo, litaliano informatico impiega inoltre
langlismo sniffing [R. Diquattro: 2007/2008, p.3].
DER.: nel gergo dellinformatica da sniffer deriva il verbo sniffare [ivi, p.17] ([it.: v.tr., der.
di sniff(er) + -are, ]), nel senso di analizzare i dati in transito di una rete
SIN.: analizzatore di rete [http://geek.coolstreaming.us/utility/i-migliori-sniffer-di-rete/:
10/07/2012]
PQ.: non impiegato n sniff n sniffing n il derivato verbale n il traducente proposto. Per
limpiego di questi due anglismi e del derivato sniffare nellitaliano informatico possiamo
riportare i seguenti esempi:
- sniffer:
Sfortunatamente, come tutti gli strumenti damministrazione, lo sniffer pu servire anche ad una
persona malintenzionata che abbia un accesso fisico alla rete per raccogliere delle informazioni.
[http://geek.coolstreaming.us/utility/i-migliori-sniffer-di-rete/: 10/07/2012]
- sniffing:
Ma il risultato pi importante ottenibile con la tecnica del man in the middle la capacit da parte di un
attaccante di modificare il flusso di dati della connessione con diverse tipologie dattacco (sniffing,
hijacking, injecting). [R. Diquattro: 2007/2008, p.3]
- sniffare:
Le richieste DHCP (Discover e Request) sono mandate in broadcast locale quindi, al contrario
dell'attacco di dns spoofing, possibile sfruttarlo anche nel caso non si possa sniffare l'intero
segmento di rete. [ibidem]
RL.:
- sniffer: registrato in L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.

- 212 -
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- sniffare: il derivato verbale non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati;
- sniffing: registrato in L. Bragagnolo [2002].

Social network [PC Professionale: nov. 2011, p.174] [ingl.: sost., comp. di social sociale +
network (veda), 2003 (anno della fondazione del primo social network, MySpace) | it.:
s.m.inv., 2004] [D. Harper: 2010 (sotto la voce MySpace) e GRADIT: 2007]: Struttura
informatica, che gestisce nel Web le relazioni di gruppo di persone interconnesse tra loro
da diversi legami: sociali, culturali, familiari, lavorativi, ecc. I servizi di social network
(come Facebook, Twitter, Youtube, Google+, ecc.) permettono di creare un profilo
pubblico e di gestire contatti ed amicizie, con cui luno potrebbe scambiare opinioni e
contenuti con laltro.
SIN.: rete sociale [PC Professionale: nov. 2011, p.198].
PQ.: non impiegato n sociale network n rete sociale, mentre nel mensile PC
Professionale [nov. 2011], ad esempio, social network impiegato 4 volte e rete sociale
una sola volta:
- social netowk:
I social network stanno soppiantando in larghe fasce di popolazione i sistemi di messaggistica
elettronica tradizionale (Sms, e-mail e chat) e persino i raccoglitori di contenuti generali dagli utenti.
[ivi, p.126]
- rete sociale:
Naturale mutazione del Web 2.0 stato laffermarsi delle reti sociali, capeggiate da Facebook insieme
a Twitter e Google+, solo per citare quelle di carattere giornalistica. [ibidem]
RL.: il presente anglismo registrato in GRADIT [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012].

Social networking [Computer World Italia: nov. 2009, p.41] [ingl.: comp. di social sociale
+ networking (veda), sec.XXI | it.: s.m.inv., 2003-2004] [GRADIT: 2007]: La conoscenza,
attraverso la rete telematica, di persone, impressioni e esperienze di vita.
PQ.: langlismo sociale network non mai impiegato. Per il suo impiego nel linguaggio
informatico italiano possiamo riportare il seguente esempio:
Leconomia e la vita del terzo millennio ruotano sempre pi intorno alle tecnologie IT: a internet, alla
posta elettronica, ai contenuti online, al social networking. [Computer World Italia: lug./ago. 2010,
p.22]
RL.: il presente anglismo registrato in GRADIT [2007] e Vocabolario Treccani Online
[2012].

Software [B. Colombo: 2003, p.8] [ingl.: comp. di soft molli + ware oggetto (sul modello
di e in contrapposizione a hardware, 1960 | it.: s.m.inv., 1969] [D. Harper: 2010 e N.
Zingarelli: 2007]: Corredo dei linguaggi e dei programmi, che permettono di svolgere le
elaborazioni di un sistema.
Software, inoltre, ha funzione di aggettivo invariabile, come in modulo software
[Devoto-Oli: 2006], piattaforma software [PC Professionale: apr. 2005, p.165] e
componente software [PC Professionale: apr. 2009, p.182].
DER.: da software deriva il sostantivo softwarista ([it.: s.m. e s.f., der. di softwar(e) + -ista,
1981] [Devoto-Oli: 2006]), nel senso di tecnico specializzato nella preparazione di
software.
Nel gergo dellinformatica, da softwarista deriva, dallaltro canto, softwaristico [M. Gianni:
1994, p.284] ([it.: agg., der. di softwarist(a) + -ico, sec.XX] [ndr.]).
PQ.: software impiegato 3358 volte (di cui 54 volte impiegato in funzione di aggettivo),
mentre i derivati non sono mai impiegati:
- software (s.m.inv.)
Una volta completata la sostituzione dei driver sar necessario reinstallare tutto il software di gestione
della scheda Tv dai Cd-Rom forniti a corredo della periferica. [PC Professionale: dic. 2004, p.234]

- 213 -
- software (agg.inv.):
In casi del genere, il nostro consiglio di tentare nuovamente lutilizzo del drive dopo aver aggiornato
il driver del controller Ide allultima versione disponibile ed aver verificato che la modalit Ultra-Ata
sia attiva mediante gli appositi strumenti software del sistema operativo o del controller Ide. [PC
Professionale: mar. 2005, p.170]
RL.:
- software: registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G.
De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- softwarista: questo derivato nominale registrato in T. De Mauro [2000], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario
Treccani Online [2012];
- softwaristico: questo derivato aggettivale non registrato in nessuno dei vocabolari o
dizionari consultati.

Software house [PC Professionale: ott. 2001, p.270] (anche software-house [W. Belardi:
2000]) [ingl.: sost., comp. di software (veda) + house casa, sec.XX | it.: s.f.inv., 1984]
[ndr. e GRADIT: 2007]: Azienda, la cui attivit consiste nello sviluppo e nella
commercializzazione di programmi per elaboratori.
SIN.: casa produttrice (di software) [PC Professionale: giu. 2002, p.166].
PQ.: software house impiegato 27 volte e casa produttrice (di software) 10 volte:
- software house:
A fine 2004, Microsoft ha acquisito Giant, una software house nota per un programma di rimozione
dello spyware molto apprezzato per la sua efficienza. [PC Professionale: mar. 2005, p.178]
- casa produttrice (di software):
Il diritto alla copia di riserva vale anche per i Dvd, quindi - se la casa produttrice non fornisce almeno
loriginale in duplice esemplare si pu legittimamente effettuare una copia dellopera. La creazione di
una videoteca nei termini da lei indicati chiaramente illegale. [PC Professionale: dic. 2000, p.263]

RL.:
- software house: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli
[2006], GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010];
- software-house: la variante registrata in W. Belardi [2000].

Spam [PC Professionale: febb. 2003, p.172] [ingl.: sost., der. dellingl. spam (da Spam, il
nome di una parola ricorrente nel popolarissimo show della tv inglese Monty Pythons
Flying Circus, iniziato nel 1969), 1993 | it.: s.m.inv., 1997] [D. Harper: 2010 e N.
Zingarelli: 2007]: Messaggio non richiesto, specialmente di contenuto pubblicitario,
inviato tramite posta elettronica; anche la funzionalit stessa che, utilizzandola, impedisce
il ricevimento futuro di questo tipo di messaggi indesiderati o linvio stesso di tali
messaggi.
Oltre al presente prestito si una nellitaliano informatico altri termini inglesi, che hanno
quasi lo stesso significato di spam: bulk mail [GRADIT: 2007] ([ingl.: sost., comp. di bulk
in massa, in blocco + mail posta, sec.XX | it.: s.f.inv., 1996] [ndr. e ibidem]) e junk mail
[GRADIT: 2007] ([ingl.: sost., comp. di junk spazzatura + mail posta, 1954 | it.: s.f.inv.,
1990] [D. Harper: 2010 e ibidem]) o junk e-mail [Vocabolario Treccani Online: 2012].
DER.: nel gergo informatico, da spamm derivano il sostantivo spammista ([it.: s.m. e s.f., der.
di spam + <m> + -ista, s.m. e f. inv., 1999] [GRADIT: 2007]), nel senso di chi invia
spam, e il verbo spammare [W. Belardi: 2000, veda la spiegazione di spam] ([it.: v.tr., der.
di spam + <m> + -are, fine sec.XX] [ndr.]), nel senso di fare spamming.
Dallaltro canto, da spammare deriva il sostantivo spammatore [ibidem] ([it.: s.m., der. di
spamm(are) + -atore, fine sec.XX] [ndr.]), nello stesso senso di spammista.
SIN.: messaggio indesiderato [PC Professionale: febb. 2008, p.109].
PQ.: langlismo spam impiegato 79 volte, langlismo junk mail una sola volta (non come

- 214 -
prestito, ma come citazione), il traducente messaggio indesiderato 4 volte, mentre
langlismo bulk mail e la variante junk e-mail non sono impiegati nessuma volta:
- spam:
Una delle funzionalit pi apprezzabili di questo software il fatto che i messaggi individuati come
spam non vengono del tutto passati al programma di posta elettronica: Spamihilator li inserisce in una
propria cartella esterna dove possibile esaminarli senza il rischio che il materiale in essi contenuto
venga eseguito attraverso codice Html pirata o altre vulnerabilit del client di posta elettronica. [PC
Professionale: lug./ago. 2004, p.194]
- junk mail:
Ci ovviamente comporta non poche difficolt sia a livello di fattibilit, in quanto il traffico di posta
elettronica conta milioni di messaggi al giorno, sia di privacy, perch non esiste un programma che
possa dire con certezza se un messaggio sia, come dicono gli americani, junk mail (posta spazzatura) o
una lettera privata. [PC Professionale: febb. 2003, p.170]
- messaggio indesiderato:
Filtri antispam richiedono la cooperazione dellutente per affinare la propria capacit di rilevazione.
Contrassegnando i messaggi indesiderati non rilevati in modo automatico si migliora lefficienza dei
filtri. [PC Professionale: febb. 2008, p.209]
RL.:
- spam: registrato in L. Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006],
GRADIT [2007], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online
[2012];
- bulk mail: registrato in Devoto-Oli [2006] (ma stato eliminato nelledizione del 2010) e
GRADIT [2007];
- junk mail: registrato in L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- junk e-mail: questa variante di junk mail registrata in Vocabolario Treccani Online
[2012];
- spammista: questo derivato nominale registrato in GRADIT [2007] e Vocabolario
Treccani Online [2012];
- spammare e spammatore: come lemmi autonomi non sono registrati in nessuno dei
vocabolari o dizionari consultati, ma sono menzionati in W. Belardi [2000] in corso della
spiegazione della voce spam;

Spammer [PC Professionale: genn. 2010, p.165] [ingl.: sost., der. di spam (veda), a partire
dal 1993 (veda spam) | it.: s.m.inv. e s.f.inv., 1997] [ndr. e N. Zingarelli: 2007]: Chi invia
abitualmente messaggi non richiesti tramite posta elettronica.
SIN.: spammista e spammatore [veda spam]
PQ.: spammer impiegato 2 volte, mentre spammista e spammatore non sono mai impiegati:
Una delle funzionalit pi apprezzabili di questo software il fatto che i messaggi individuati come
spam non vengono del tutto passati al programma di posta elettronica: Spamihilator li inserisce in una
propria cartella esterna dove possibile esaminarli senza il rischio che il materiale in essi contenuto
venga eseguito attraverso codice Html pirata o altre vulnerabilit del client di posta elettronica. [PC
Professionale: lug./ago. 2004, p.194]
RL.: il presente anglismo registrato in N. Zingarelli [2007] e GRADIT [2007].

Spamming [PC Professionale: febb. 2003, p.170] [ingl.: der. del v. (to) spam, 1994 | it.:
s.m.inv., 1996] [Merriam-Webster: 2012 e N. Zingarelli: 2007]: Invio massiccio e
indiscriminato di messaggi di posta elettronica, generalmente di tipo promozionale.
SIN.: invio di messaggi indesiderati [PC Professionale: lug./ago. 2003, p.170]
PQ.: spamming impiegato 14 volte e invio di messaggi indesiderati una sola volta:
- spamming:
Una funzione per la conferma di ricezione obbligatoria nelle mani sbagliate potrebbe quindi
diventare un cavallo di Troia per la raccolta di nuovi indirizzi di posta elettronica e finirebbe
inevitabilmente per portare a unulteriore diffusione delle pratiche di spamming, cosa di cui
francamente non si sente il bisogno. [PC Professionale: genn. 2010, p.164]
- invio di messaggi indesiderati:

- 215 -
Nella rubrica della Posta abbiamo pi volte trattato il problema dello spamming, ovvero linvio di
messaggi indesiderati che inondano le caselle postali di gran parte degli utenti di Internet. [PC
Professionale: lug./ago. 2003, p.170]
RL.: il presente anglismo registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-
Oli [2006], N. Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Spooler [PC Professionale: ott. 2001, p.280] [ingl.: sost., der. di SPOOL, sigla di
Simultaneous Peripheral Operations On Line operazioni periferiche simultanee in linea,
1971 | it.: s.m.inv., fine sec.XX] [Merriam-Webster: 2012 e Devoto-Oli: 2006]:
Programma di sistema, che coordina la stampa dei diversi documenti inviati a una
stampante condivisa in rete, memorizzandoli quando non possibile stamparli
immediatamente.
Per indicare lazione stessa di tale programma o dispositivo, litaliano informatico impiega
langlismo spooling [G. Toffoli: 1989, p.53], come evidente nellesempio che segue:
Spool bellwood crea un file di output chiamato bellwood.lst, dato che lestensione di default dei file di
spooling LST. Naturalmente quando si specifica una qualsiasi estensione, sia edit che spool
utilizzano quella fornita e non quella di default. [G. Koch e K. Loney, 1998, p.886]
PQ.: spooler impiegato 7 volte:

Vorrei realizzare un piccolo server domestico le cui uniche funzioni sarebbero quelle di fare da spooler
di stampa, archiviazione file e uso di programmi peer-to-peer. [PC Professionale: giu. 2008, p.217]

RL.:
- spooler: registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006] e
Devoto-Oli [2010];
- spooling: registrato in L. Bragagnolo [2002].

Spreadsheet [F. Pescatore: 15/04/2011] [ingl.: sost., comp. di spread foglio + sheet
disteso, allungato, 1982 | it.: s.m.inv., 1985] [D. Harper: 2010 e GRADIT: 2007]:
Applicativo utilizzato per creare fogli di calcolo, in cui possibile acquisire, calcolare e
mostrare dati organizzati in colonne, righe e celle. Fra le celle si possono creare rapporti di
interdipendenza (formule) e sia calcoli che dati possono essere rappresentati graficamente.
Il primo applicativo di questo genere VisiCalc (veda).
SIN.: foglio elettronico [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.184] e foglio di lavoro [PC
Professionale: lug./ago. 2001, p.184].
PQ.: foglio elettronico impiegato 8 volte e foglio di lavoro 2 volte, mentre spreadsheet non
mai impiegato:
- foglio elettronico:
Nel nostro ufficio pianifichiamo le attivit di lavoro con Excel, creando un documento che registriamo
in una cartella di rete condivisa, accessibile da tutti gli utenti del gruppo di lavoro. Per mantenere
aggiornate le informazioni, ognuno pu aggiungere e modificare liberamente le sezioni del foglio
elettronico di propria pertinenza. [PC Professionale: ago. 2010, p.169]
- foglio di lavoro:
Per abitudine proteggo le formule inserite nei fogli di lavoro bloccando la modifica delle celle con una
password. Tra le altre buone caratteristiche, Openoffice.org consente di rimuovere la protezione del
foglio di lavoro Excel senza richiedere di inserire alcuna password, semplicemente con il comando
Rimuovi Password. [PC Professionale: lug./ago. 2001, p.184]
RL.: il presente anglismo registrato in T. De Mauro [2000], W. Belardi [2000], L.
Bragagnolo [2002], G. De Santis [2005], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007] e Devoto-Oli [2010].

Stack [ingl.: sost., der. del norvegese antico stakkr pagliaio, sec.XX | it.: s.m.inv., 1985]
[ndr. e GRADIT: 2007]:
1. [PC Professionale: febb. 2003, p.160]: Insieme di diversi livelli di programmazione,
attraverso cui passano i dati nel corso di uno scambio dei dati stessi tra un client e un

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server. Si parla spesso, per esempio, di stack TCP/IP [G. Rizzo: 2007, p.11] nellambito
delle comunicazioni in via Internet.
PQ.: stack in questo senso impiegato 19 volte:
Questi dispositivi, infatti, possono gestire direttamente una serie di protocolli, tra i quali
ovviamente lo stack Tcp/Ip alla base di Internet. Sono cos possibili operazioni per le quali
richiesta la manipolazione dei dati come, ad esempio, la Nat (Network address translation,
traduzione degli indirizzi di rete) utilizzata per consentire la condivisione di una connessione a
Internet tra pi stazioni di lavoro. [PC Professionale: febb. 2003, p.160]
RL.: stack in questo senso registrata in L. Bragagnolo [2002].

2. [PC Professionale: magg. 2002, p.212]: In programmazione, area di dati nella memoria di
un computer gestita a pila e usata per immagazzinare le richieste, che pervengono al
programma da parte dellutente o di altri programmi. Le richieste poi vengono soddisfatte
partendo dallelemento pi recente (LIFO, Last In First Out) oppure da quello pi vecchio
(FIFO, First In First Out).
PQ.: stack in questo senso impiegato 2 volte:
Nella migliore delle ipotesi, un dispositivo che si trovi a operare in queste condizioni non potr
sfruttare del tutto la banda messa a disposizione dalla linea verso lesterno in quanto, una volta
esaurita la memoria, non sar pi possibile stabilire ulteriori connessioni finch non sar liberato
spazio nello stack di sistema con la chiusura di alcuni flussi di dati attivi. [PC Professionale: magg.
2006, p.235]
RL.: stack, in questo senso, registrato in W. Belardi [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De
Santis [2005] e GRADIT [2007].

Standard [PC Professionale: genn. 2002, p.195] [ingl.: sost., der. del fr. antico estendart
stendardo, sec.XX | it.: s.m.inv., sec.XX] [D. Harper: 2010 e N. Zingarelli: 2007]:
Insieme di regole e procedure informatiche, utilizzate diffusamente. Si distinguono in
standard de jure (formalizzati da enti appositi come CCITT, ISO, W3C) e standard de
facto (introdotti in forma proprietaria da unazienda e in seguito generalmente accettati).
PQ.: standard in questo senso informatico impiegato circa 651 volte:
I moduli del lettore sono proprio di A-Data, azienda taiwanese che da sempre si distingue per la
produzione di memorie ad alte prestazioni, in grado di superare abbondantemente le frequenze
operative previste dagli standard. [PC Professionale: lug./ago. 2005, p.256]
RL.: standard in questo senso registrato in L. Bragagnolo [2002] e G. De Santis [2005].

Standby [PC Professionale: febb. 2007, p.223] (anche stabd-by [T. De Mauro: 2000] e stand
by [N. Zingarelli: 2007]) [ingl.: sost., der. del v. (to) stand stare + by vicino, sec.XX |
it.: s.m.inv., 1980] [D. Harper: 2010 e Devoto-Oli: 2006]: Stato di dispositivi vari, in cui il
consumo elettronico viene ridotto al minimo attraverso il blocco di sottosistemi chiave.
SIN.: propr. attesa [Devoto-Oli: 2006] e sospensione [ndr.].
PQ.: standby impiegato 42 volte, la variante stand-by 27 volte, attesa solo 2 volte e
sospensione 3 volte, mentre la variante stand by non mai impiegata:
- standby:
In particolare, stata messa a punto una modalit che unisce la velocit di ripristino dallo standby alla
sicurezza dei dati e al maggior risparmio energetico offerto dalla modalit ibernazione. [PC
Professionale: ago. 2009, p.175]
- stand-by:
Infine, sono stati segnalati casi in cui la presenza di alcuni cavalli di Troia impediva al computer di
entrare in stand-by: come sempre, consigliabile eseguire regolari scansioni con i software antivirus e
antispyware aggiornati. [PC Professionale: giu. 2008, p.222]
- attesa:
Da circa un mese, quando accendo il Pc non si sente pi il beep della diagnostica e il sistema
operativo non si avvia, come se fosse in attesa. [PC Professionale: dic. 2000, p.233]
- sospensione:
Purtroppo, ogni volta che programmo la registrazione da un canale tv con Windows Media Center e
metto in sospensione il sistema da telecomando, al momento della riattivazione il Pc va in crash,

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visualizzando una schermata blu con il messaggio Driver_Power_State_Failure. La stessa cosa
avviene se, anzich spegnerlo completamente, lo metto in sospensione dal menu
Avvio. [PC Professionale: lug. 2009, p.182]
RL.:
- standby: registrato in L. Bragagnolo [2002], Devoto-Oli [2006], GRADIT [2007], N.
Zingarelli [2007], Devoto-Oli [2010] e Vocabolario Treccani Online [2012];
- stand-by: questa variante registrata in T. De Mauro [2000], G. De Santis [2005] e
GRADIT [2007];
- stand by: questa variante registrata in N. Zingarelli [2007] e Vocabolario Treccani Online
[2012].

Start Screen [PC Professionale: nov. 2011, p.73] [ingl.: sost., comp. di start avvio +
screen schermo, 2011 | it.: s.m.inv., 2011] [cfr. ibidem]: Nastro che il Windows Phone 7
introduce al posto del desktop tradizionale del Windows e che si estende in orizzontale,
oltre i limiti dello schermo, su cui sono appoggiate tante Live Tile (piastrelle attive).
Queste ultime sono pi che semplici icone: come lascia intendere il nome, non servono
solo per avviare le applicazioni, ma anche per ricevere da esse informazioni (come le
quotazioni di titoli o gli articoli di un feed Rss).
SIN.: propr. schermo di avvio [ndr.].
PQ.: non impiegato n Start Screen n schermo di avvio. In PC Professionale [nov. 2011]
impiegato per 9 volte solo Start Screen:
Da utente soddisfattissimo di iPad devo confessare che lambiente di lavoro di Microsoft mi sembra
preferibile a quello studiato da Apple per il suo tablet. Windows 8 per propone entrambe le interfacce
come esperienza indivisibile; non possibile disabilitare lo Start Screen e usare solo il vecchio
desktop, anche perch il vecchio menu Start scomparso: lo Start Sreen fin troppo sovente un
passaggio obbligato. [ivi., p.59]
RL.: il presente anglismo non registrato in nessuno dei vocabolari o dizionari consultati.

Startup [PC Professionale: sett. 2008, p.213] (anche start up [Devoto-Oli: 2006]) [ingl.:
sost., der. del v. (to) start up iniziare, sec.XX | it.: s.f.inv., 1988] [ndr. e Devoto-Oli:
2010]: Lazione, che mette in movimento un elaboratore o un software.
Come una variante lessicale di startup, litaliano informatico impiega anche langlismo
boot (veda), quando questultimo si riferisce al caricamento di un sistema operativo.
SIN.: avvio e lancio. [Devoto-Oli: 2006]
PQ.: startup impiegato 10 volte, avvio 429 volte e lancio 27 volte, mentre la variante start
up non mai impiegata:
- startup:
Ogni volta che viene lanciato, il word processor ricerca tutte le macro disponibili nella cartella di
startup e, in base al livello di sicurezza e alle impostazioni personalizzate, pu procedere al
caricamento dei file addizionali o visualizzare una finestra in cui si richiede allutente di confermare
loperazione. [PC Professionale: ott. 2003, p.224]
- avvio:
A nostro parere, possibile che il mancato avvio del Pc fosse dovuto proprio al sistema diagnostico
incorporato nel Bios che, non rilevando la rotazione della ventola, impediva laccensione per prevenire
guasti allhardware. [PC Professionale: nov. 2007, p.289-290]
- lancio:
Il problema si verifica da quando sono passato da Windows 98 a Windows 2000 e si presenta pochi
istanti dopo il lancio di unapplicazione, come per esempio Microsoft Word. [PC Professionale: mar.
2002, p.195]
RL.:
- startup: registrato in L. Bragagnolo [2002];
- start up: questa variante registrata in Devoto-Oli [2006], N. Zingarelli [2007], Devoto-Oli
[2010] e Vocabolario Treccani Online [2012].

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Storage [PC Professionale: nov. 2011, p.20] [ingl.: sost., der. del v. (to) store riservare,
sec.XX | it.: s.m.inv., 2001] [ndr. e GRADIT: 2007]: Insieme di dispositivi hardware, di
sistemi software e di infrastrutture informatiche, dedicato alla memorizzazione e
conservazione dei grandi quantit di dati in formato elettronico.
PQ.: langlismo storage impiegato una sola volta:
Completiamo questa panoramica con la proposta di storage pi affascinante del momento, il cloud
computing. In questa metodologia di archiviazione ed elaborazione dei dati, una risorsa (come un disco
fisso) viene virtualizzata sotto forma di servizio in Rete ed quindi possibile dare accesso a
uninfrastruttura, a una piattaforma o a un software tramite un semplice browser Internet. [PC
Professionale: sett. 2009, p.169]
RL.: il presente anglismo in questo senso registrato in GRADIT [2007].

Subdirectory [PC Professionale rubrica Posta: apr. 2000, p.8] [ingl.: sost., comp. di sub-
sotto + directory (veda), sec.XX | it.: s.f.inv., 1994] [ndr. e Devoto-Oli: 2010. La rubrica
Posta di questo numero stata pubblicata separatamente dal numero stesso]: Elenco di
file o di altre directory contenuti in una directory.
Nel nostro corpus frequente luso del semiadattamento come dice il Vocabolario
Treccani Online [2012] sottodirectory [it.: comp. dell'it. sotto-, traduzione di sub- + lingl.
directory].
SIN.: sottocartella [PC Professionale: febb. 2009, p.178] e sottoindirizzario [GRADIT:
2007].
PQ.: subdirectory impiegato una sola volta, sottocartella 8 volte e sottodirectory 7 volte,
mentre sottoindirizzario non mai impiegato:
- subdirectory:
Il driver del sistema operativo che si occupa di interpretare le informazioni fornite dallhard disk
contenuto nel file smartvsd.vxd, la cui corretta collocazione nella cartella C:\Windows\IoSub-Sys. Se il
file smartvsd.vxd fosse presente nel sistema in una posizione diversa, necessario spostarlo in questa
subdirectory. [PC Professionale: apr. 2000, p.8]
- sottocartella:
Lesportazione di una cartella include automaticamente tutte le sue sottocartelle. [PC Professionale:
nov. 2002, p.298]
- sottodirectory:
Questo [comando] rimuove lattributo di sola lettura da tutti i file presenti nella cartella e nelle relative
sottodirectory. [PC Professionale: sett. 2002, 245]
RL.:
- subdirectory: registrato in T. De Mauro [2000], L. Bragagnolo [2002], G. De Santis
[2005], De