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J
, VOGABOLARIO

MILANESE - ITALIANO.
Ñeque a doctissimis , neaue
ab indoctissimis legi voló.
VOCABOLARIO

MILANESE-ITALIANO

DI

FRANCESCO CHERUBINI,

VOLUME SECONDO.

MILANO
PALL' IMF. RECIA STAMPERIA

1840.
11 presente libro è posto sotto la tutela delle leggi.
VOCABOLARIO

MILANESE-ITALIANO.

DA DA

• Pi. D'csseghen po' minga dass. Dà-fœura. fig. Scioglier pallinoÇFag.


Non pub far che ve ne sia. У. De. Cont. Bucot. II, 2). Sciogliere i brac-
Dà. Dare- Verbo per la sua eccellenza chi. Impazzare afiatto. Per es. A l'cstaa
usato in migliaja di modi in ambe le el dà-fœura. D' estate impazza.
favelle nostrale e italiana. Registrero Dà-fœura. Manifestare. Palesare. No
qui i più usuali e non affatto simili minare. Scoprire. Sveriare — Dà-fœura
nella csposizione Ira i due linguaggi; on difett. Scoprirsegli una magagna.
gl i altri veggansi nelle sedi dei sustan- Dà-fœura. Dar fuora o fuori. Pub-
tivi costituenti l' essenza délie frasi e blicare. Mandare in luce.
dei dettati ne'quali entra questo verbo. Dà-fœura. Dare in fuora. Venire
Dà adoss. Dare addosso. Investiré- in pelle , venire alia cute. Gh'è daa-
e fig. Dare alle gambe ad uno о Ta- fœura del calor. Gli son date in fuora
gliar le calze e il giubbone a uno. molte bollicel/e di riscaldamento. El fà
Dà adrec. Dare dentro. Proseguiré dà-fœura el maa. Manda alla cute
di forza un lavoro ; Opus urgere dice- ogni malignità.
vano i Latini. Dà-fœura a sgar. Prorcmpere in
Dà adree. Dare scoria. Dare a prov- grilla — Metier grida bestiali.
visione. Munire. Dà-fœura danee o robba. Sborsar
Dà al coo , al dent, al pes. У. Cóo, ее. quattrini. Somministrar roba.
Dà anmö. ñidare. Dàgb. Tentar di ... . Per es. El
Dà a trà. Dar retía. Dare ascolto. gh' haa daa lu dó o tre vœult per
Dà-chi el capcll о simili. Dammi il sallà-sù , ma Tha poduu-nô. Tenth e
cappello о simili. ritentb d' alzarsi , ma invano.
Dà contra. Dar contre. Contrariare. Dagh adree a vun. Bincorrere alcuno.
Opporsi. Contrastare — Dare il torio. Dagh a tutt dà о a tut l dagb. Lavo-
Dà del ti , del vù , ere. — Dà del rare a mazza e stanga. Dare dentro-
lader , ecc. Dar del tu , del voi , ecc. Dagh dent. V. in Dént.
— Dare del ladro o di ladro , ecc. Dagh dent. Dare in. Concambiare.
Dà dent in vun. Abbattersi o Imbat- Dagh dent tanta zila per el so or.
tersi o Incontrarsi o Avvenirsi о Dare Dare cera in oro. Dagh dent tanti scud.
in uno. Dar di cozzo in uno. Dare allrettanti scudi quanta moneta.
Dà dent in quejeoss. Dare in chec- Dagh de s'cenna. V. in S'cènna.
chessia. Dar del piede in checchessia. Daghela de dó. V. in Dô.
Incappare. Inciampare. Dar dentro. Daghela longa. /". in Lóngh.
Dà el cuu per terra. V. in Cùu. Dagh-giô ai sere.... A colpi di mazza
Dà-fœu ra . Montar sulla bien. Slizzirsi. fare che i cerchj d'una botte s'arretrino
Dar nelle stoviglie. Lo stesso che Andà alquanto verso le testate onde per più
fioeura de la grazil de Dio. У. in Diu. fini rallargare alquanto la "dogalura.
DA (6 DA
~ùa%\\Ak.Prosegiùre.Continuare.Avac- Dalla. T. di Giuoco. Darla vinla.
ciare. Affrettarsi. Dalla freggia. V. in Frècc.
Dagh-sù ai sere... A colpi di mazza Dalla in do, tre vœult. Darla afare
fare che i cerchj d'uni boite giun- in due, tre volte ad uno(Dati Lep. 81).
gano a quel punto ove debbono stare Dämmen che t"en daroo. . . . L'a-
per tener bene asserragliate le doghe gricoltore dice che le sono parole
che la compongono. Ii fr. Rebatiré. della terra la quale come più la ral-
Dà-giô. Posare. Dà-giô la polver. legri d' opera e letame più ti frutta.
Posarsi la polvere. Dann el cœur. V. in Cœùr.
Dà-giô. Cessar di bollire. Sedare. Dà-sora. Dare per giunla. Dare di
Posarsi. El vin cl dà-giô. Il mosto giunta. Dare giunta. Dare vantaggio.
cessa di bollire. El vin cl dà-giô in Dà-solt. Scalzare. Soltrarre. Cavar di
del vassell. Il posar vero del vino è bocea; e fam. Far uscire uno. Cavar
nella botte. Il Rasseoir de'Fr. V. Fond. i calcetti. Tirar le calze. Cavar la lèpre
Dà-giô. met. Calmarsi. Pacificarsi. del bosco. Tirar lo spaghetlo a uno.
Rasserenarsi. Placarsi. Mitigarsi. Dà- Dà-sott. Adastare. Allastare ( Voc-
giô la collera. Cessar la collera. Dis- arel.). Aizzare. Inzigare. Eccitare.
asprire. Disacerbarsi. Dass de butt. Ajutarsi aJarchecches-
Dà-giô. Rinvilire. Calar di prezzo. sia.Adoperarsi.Industriarsi.Ingegnarsi.
Dà-giô. Indozzare. V. in Giô. ! Dass per mort , e sim. Darsi morto,
Dà-giô de scriv (parl.di esempi, mo- perduto, ecc. V. Desperase.
delli,ecc). Far Vesempio. Far la mostra. Dà-sù. Insorgere a parlare.
Dà-giô on сunt. Proporre un quesito. Dà-sù. Montare. Rincarare. Crescerc
Dà-giô (parl.di pianeti). Tramontare. di prezzo. Dà-sù i gran. Rincarare o
Dà-giô (pari, di bilance e sim.). Tra- Ritoccare i grani — II ritocco de1grant.
collare. Dare il Iracollo. I Dà-sù. Dare giunta o vantaggio.
Dà-giô. Scemare. El vassell el dà- Dà-sù. Sospignere. In su spignere.
giô. La botte scema. Dà-sù el cadenazz , la tavella , ecc.
Dà-giô el cuu o la grassa. V. Gràssa. V. in Cadenàzz, Tavèlla, ecc.
Dà-giô la baila. Disebbriare. Dà-sù la ciav. Chiavare. Inchiavare.
Dà-giô la ciav , el cadenazz. Dis- Dar di chiave all'uscio о simili.
chiavare. Dar di volta alla chiave — Dà-sù on pes a vun. Ajular a porre
Dischiavacciarc. (Assetta I, 5).
Dà-giô la sgonfiezza. Disenfiarsi. Dattela mandattela. V. in Manda.
Lassà dà-giô la stracchezza. Disistan- Dà-via. Dispensare. Dà-via i ca-
carsi — Fà dà-giô Tinfiammazion. Dis- dregh. Dispensar le seggiole. Dà-via
infiammare. (dar innanzi. i beliett. Distribuiré i biglietti.
Dà inanz. Spignere. Sospingere. Man- Dà-via. Donare. La darav-via ancb
Dà indent. Rientrare. la socca. Darebbe via anche la gen-
Dà indree. Dare addietro. Rinculare. nella. Donerebbe anche la gonnella.
Arretrarsi. Dietreggiare. Ritirarsi. Dare Dà-via. Alienare. Venderé. Dà-via
indietro. Retrocederé; e fig. Dare ad la cà. Vender la casa.
dietro in sig. di peggiorare. Dà-via. Conferiré. Han anmôdedall-
Dà indree i cavaj o Faj dà indree. via quell post. Qttella carica non è
Arretrarsi о Far arretrare i cavalli. ancora conferita.
Dà indree. Rentiere. Dà indree el Dà-via. Dare via. Esitare. Spacciare.
rest. Dare il resto. Smaltire. H00 daa-via finna i campion.
Dà indree. Restituiré. Rendere. Insino alle mostré ho dato via.
Dà indree a la forma. V. in Fórma. Dà-via di cattasù. V. in Cattasù.
Dà indree in del mangià, in del bev, Dà on canton in pegn, Dà sui crost,
e simili. Parcheggiare. Bere o Mangiare Dà la pell a Ciocchin , Dà cl foj de
scarsamente per naturale inappetenza. galt, Dà-giô el coo, Dà in la stria, Dà
Dà in fee ига. Sportare. Estere о a trà , Dà on pè in la seggla, D.«
Uscire in fuori. lœugh , Dà vorden , ecc. V. l'egu , ecc.
DA (7 ) DAA
Avè de dà. Aver a dare. Pô dass. Pub essere. Sarà. Formóle
üeghi bonn, tappelleghi menuder. dubitative.
V. in Tappellà. Se po' dà! Pub fare il gran diavolo
E dagheJa. Fbrbici ! L' eran merle. che?
La cornamusa del Cortona. V. anche Dàss. Darsene. Percuotcrsi. Baltersi.
in Sciàtt. Dàss. Porsi. Farsi famigliare.
£1 gh'ha daa ona bonna piovuda, L' è minga omni de dass conl i
tronada o sim. V. in Piovuda , ecc. prêt. Non è uomo per porsi con preti
Fà dà-fœura. Farla uscire a uno \y. Cr. in Poire ediz. Min. % 116).
(Tac. Dav. Ann. II, Far uscire Dàss. T. de' Caciaj L'enfiarsi délia"
uno. -Aizzare. V. anche in Dio. forma del cacio lodigiano. La forma
Fà o Giugà a tceummel e dammel. la se dà o la ven. La forma gonfia.
Fare a bambini. V. in Tϝ. Dassen. Addarsi. Avvedersi. Avvisarsi.
Torna a dà. Rulare. Accorgersi. Entrare in sospelto. Om-
Dà. Dare(SMxh. Nov. 220). Percuotere. brarsi. Pigliar pelo. M' en sont daa.
Batiere. El pollirœù el comenza a bajà Me n'addiedi. Ne sospettai.
al garzón e a dagh. Il pollinaro co- Dassen. Batostarsi. Baltersi. Dársele. »
mincia a gridare alio fanciullo e a Dàa. Dato., part, di Dare. •
darli(Sacch. ivi) — Me darala la mam Dàa. s. m. Dato.
ma se foo insci? Le toccherb io dalla V e el sù daa. ... È il suo prezzo ,
mamma se il fo? è il prezzo comunemente assegnato.
A. chi en ne dà, a ehi ne impromett. Dàa. s. m. Dado.
V. in Impromett. Giugà ai daa. Dadeggiare. Giocare
Dà el coo per i mur. V. in Mûr. о Fare ai dadi — In queslo giuoco
Daghen a vun tant che sia assee о due medesimi numeri si chiamano Pa-
Daghen a tutt dagb. Darne altrui un riglia — Quando due dadi banno sco-
ruotolo. Dar come in terra. Percuo perto asso dicesi Aver falto ambas-
tere a rolla. si¡ se il due, duino; se il tre, temó
Senza nanch di varda che te doo. se il qualtro , t/uaderno ; se il cinque,
Senza dir verbo. Senza dire che ci è cinquino ¡ se il sei, seino o sino —
dato. Subito. Issoffalto. Di cheto. Un dado seguato da una faccia sola
Tel daroo mi. L'avrai a fare con chiamasi Farinaccio — Andaré al dado
me. Modi di minacciare altrui. dicesi del mutare colui che tira i dadi,
Tornà a dà. Ripercuotere. e dal monte préndeme altri — Chia-
Xess Ii per dagh. Esser per dargli ; mare si dice il nominar il punto che
в fam. Essere colle moni in aria. un vorrebbe — Quegli che tira i dadi
Dà. Gettare. Sta penna la dà (o la lassa) in maniera ch' e" fanno il punto ch' e'
ben. Questa penna getta bene. vuole dicesi Piantatordi dadi; e il cosí
«—» Dàghcn Formóla tutta pro tirarli dicesi Plantare i da¿/(Vas. 180)
pria di que'giuochi ove intervenga — Coi dadi anticamente si faceva una
misura, come in Terra del mio mon specie di giuoco detto Parlacocco.
te , in Meglio al muro , ecc. Giugador de daa. Dadajuolo.
Daghen nagotta. Non vi dare nulla. Soli come on daa. Pari quanta un
Daghen pocch o pocch о nagott. dado.
Darvi poco di chcccliessia(Sacch. Nov. Dàa. T. de' Pastaj. . . . Specie di pasta
del Tavernajo di Settimo). Non es- cosi delta dalla svia forma quadrala.
ser vago. Non caleré. Non importare Tagliando a pezzuoli i cannoncini se
di una cosa. ne trarrebbero dc'rocchietti di pasta ;
Dàss. Darsi. tagliando a pezzuoii maccheroui o
Dass-contra lor de per lor. Infil- lasagne se nc traggono dadi di pasta.
zarsi; e fam. Tirare ai suoi colombi. Daa rigaa , Daa soli, Daa gross, Daa
Dàss. Accadere. Dare il caso. Va mo' a piscinitt, Daa bianch, Daa giald. . . .
Jasa che poss-uù. Accadc appunlo ch'io Paste rigate, lisce, grosse, picciuc ,
non posso. bianche, giulle in forma quadrata.
DAG ( 8 ) DAM
Dàa. T. da Pizzicag Quadrateiii Chi se Г ha a maa, sô dagn. Chi
di carne o grascia ch1entraño a com- l' lia per mal si scinga. Zara a chi toc-
porre i salami e simili. ca. Zara all' avanzo. Si dice quando
Dàa. T. di St. Dado. È quclla specie di non ci dà pensiere che altri s' abbia
ralla in cui entra il puntone che pre- per malè alcuna cosa.
me il pirrone del torchio da stampa. Fallà mai in sù dagn. У. in Falla.
Dacùrd. s. m. Âccordo. Convenulo. Il L'è mej slà ai primm dagn. E me-
concertato. glio tal e quale che senza nulla stare.
Dacùrd. avv. ГУ accorde. Egli è те" perderé che straperdere.
Dacquà. Annaffiarc Innajjiarc. Adacqua- Ne pan nè pagn no fan mai dagn.
rc. Innacquare. Irrigare. Dare acqua. Ne di stale nè di verno non andar
Inacquare. Acquare. Inrigare. senza mantello. Prov. che , oltre al
Dacquùda. Innafjiamento. Innaffio. In- suo significato materiale, ha qucllo
nacquamento — e lig. Imbagnnmcnto. di Doversi star sempre provveduto
Dacquadinna. Un po' d aimaffialura(V'ros. per tutti i casi che posson nascerc.
íior. IV, I, 121 ). Quand la merda la monta in scagn,
Dacquadór. Annaffialojo. Innaffiatojo ¡ e o che la spuzza о che la fa dagn.
con V. dottr. Clessidra. Vaso cilindrico E dettato simile all' altro L* è on vi-
di latta o di rame che da un lato ha lan refaa. V. in Mcrda e in Vilàn.
un eolio lungo e grosso, alia cui estre- Refà i dagn. Pagafé o Rifare il
mità s' adalta una palla o bocchetta danno. Ristorar alcuno dei danni.
traforata perché l'acqua nc cada come Sù dagn. Sette suo ( Fag. Aver cu
pioggia ad annaffiarc fiori, erbe , ecc. ra ecc. , II, a). Suo danno. Gli sta
Caima. Cannello? s=Bocchell. Palla. il dovere. Tal sia di lui.
Bocchetla >= Cuu. Fondo «= Manetta. Toccà de pagà dagn e spes.Essercon-
Maniglia? t= Manegh.' Manico?\ daitnalo nclle spese e a rifare il danno.
Dacquadór de stanza. Annaffiatojo. . . . Dagnéver disse il Afaggi'(Iutenn. II , 299)
Vaso simile a un imbulo serna cannel per Dannoso.
lo, с perlugiato da fondo, che s'usa Dàj dàj. Dalle dalle. Cosi replicato è
per adaequar le camere onde non si maniera di dire per denotare un' a-
ievi troppa polvere nello spazzarle. zione continúala.
Dacquadóra. Ad. di Fóssa. V. Daj al lader. Dagli c/i egli è un
Dacquadorin. AnnaffiaUAno (Fag. Fon. ladro.
Hag. I/, Ii , ove è per similitudinc). L daj che Г è on sciatt. V. in Sciàlt.
Dada. Part. pass. fem. di Dà usato fre- Dalmàtega. Dalmática. Tonicella.
quentissimamente nellafrase L'è dada. Dàma. Dama. Gentildonna.
Ella è batíala, cioè è risohita, è falta; Dama d' atór. . . • Dama che pre-
ed anche in altro senso Abbiam fritlo, siede alla toelette délie regine о délie
cioè la cosa è ita a male, è perdula. principesse. Dal fr. Dame d'atour.
Daddrizz. V. Dedrizz. Dama de cort. Dama di coi-te.
Daditt. s. m. pl. T. de' Pastaj Dama d' onor. Dama d'onore.
Specie di paste picciole simili a quelle Dama del bescottin. V. in Bescotlin.
maggiori dette Dàa. V. Boccon de dama . . . Sp. di dolce.
Daß. У. in Fà. Paun de dama. V. in Pànn.
Dafarninchè. Cite fame ? A quai pro ? Vess tult damm. Esscre gentildon-
A quai fine ? A quai effetto ? A quale najo.
scopo ? A quale intento ? Dàma. Tavoliere. Scacclùerc. Quella ta-
Dàgn(t7te le persone civili dicono comii- vola su cui si giuoca a dama , a scac-
nemente Dànn ). Danno. Detrimento , co , ecc. Il Damier de' Franccsi —
e antic. Dannaggio. Giugà a dama. Fare a dama. Giocare
April nba trenta, e se piovess tren- al giuoco di dama — Andà a dama.
tun, farav dagn a nissun. V. in April. Andaré a dama. Portare una pedina
Bestia che fa del dagn. Bestia dannia. fino agli ultinii quadretti dello scac-
Chi è mincion so dagn. V, Miucióu. chierc.
DAN ( 9) DAN
T)àma. Dama. Pcdiiia damata. Daiiadàa o Danedàa. v. a. del Van mil.
Damà. Damare. Condotla una pedina II di di Natale. Ceppo. Pasqua di
fino agli ultimi quadretli dello scac- ceppo. Pasqua di Natale.
chiere alia parte opposla , farla co- Veas Toeuv de Danedaa. V. in (Eùv.
prire con altra pedina dall'avversario. Danazión. V. Dannazióu.
Dama (o Reginna). /!eg/na(Monig. Serv. Hunda, s. f. Dôndolo.
nob. II , 8 ). Ne' giiiochi di carte. Dà la danda. Ninnare. Callare.
Giugà a fant , dama e re che stop Dagh la danda. Dar la berta, la
pa. Fare a chiama re(*tosc. — Edilto burla , la baja , la soja.
toscano ferdinandeo 12 giugno i5g^). Sparti о Parti o Divid per danda.
Fare a stoppa o a stoppare(*\\\cc\\.). V. in Divid.
Specie di giuoco che si fa colle carte Dandalô. T. de1 Calz. Bussetto. Liseia-
da tresette. piante. Mazza da lisciare(*ñor.) Lustri-
Damascáa. Dommascato(*fior.- — Giorn. no?(*iior.). Strumento di bossolo col*
Georg. XVI, 249)- Damnscato(Zamob. quale i calzolaj lustraiio il suolo délie
Diz. — L'Alb. ene. pero dice che Da- senipe — Il Liscee, il Lisciblt, la Stecca
mascato non è voce toscana). Tesmto e il Dandalb de'nostri calzobj sono
a Optra. Aggiiinto di tele per lo più cosí aflini corne il Lustrino, la Mazza
datovaglie, mussoline, ecc. lavorate da tisciare, il Bussetto, lo Sleccone e
a fiorami o simili a uso di Damasco. il Lisciapiante di quelli loscani.
Dainàsch. Dammasco. Dommasco. Panno Dan dàn. Ton ton. Voci imilnnli il suono
damasceno. Drappo di tulla seta o di délia campana quando suona a fuoeo.
cotone e seta , tessuto a opera , a Dandànna. Voce usala nella frase Dà la
fiorami, e talora anche rigato o 1¡- dandanna. Darla baja, la berta, la soja.
scio, per ahiti, parati, coperte с simili. Dandinna , с quasi sempre al pl. Dan-
Daniàsch. Damaschetto. Drappo a fiori dinn. Falde. Càide. Quelle duc slrisce
d'oro o d'argento che si i'abhricava di panno о simile , attaccatc dietro
allre volte per cccellenza in Veneria. alle spallc deirabito o goñnellino dei
Damàzza. Gran dama. Gran geníildonna. bambini, per le quali vengono snsle-
Dama d'alto affare. nuti uel farli camminare. Vengono
Dainerln. Damerino. Zerbino. Ganimede. anche dette Manichc da penderé, cioè
Tullo zerbineria. pendenti , dall'Alb. enc. in Falda.
Dainigiánna. Damigiana. Boccionc. Gran- Gasparo Gozzi(0/;ere XV, 171) le dice
dissima boccia dolía tenuta da' dieci Braccialetti con voce apertamenle vc-
a' sessanta boccali con veste di pa- neziana. H Cesari ( nelle Bellezze di
glia o vimini. Dante I, 128) le chiama Dande , con
Daininua. Damina — Damigclla. voce traita non so donde.
Daminua. Violacciocco forestiero(Targ. Tegni vun per la dandinna о per
Toz. 1st.) VHesperis malronalis de1 bot. i daudinn, о Tcgui la dandinna o i
Damînna. Specie di panno. У. in l'àun. dandina a vun. Teuere uno per le
Daniinna. T. degF Ingegn. . . . Aliclta caide- Essergli aile caide(\ oc. aret.).
di muro che si erge a traverso di j Reggere, guidare, apilare alcuno cosi
quella lingua di terreno la quale si nel senso pos. come nel fig. - Tener la
pi'olunghi ira due fossali, ira duc gore briglia. Corrisponde al l'rancese volg.
о simili, с che non si vuolc sia per- Mener à la lisière , e vale reggere ,
corsa dalle genti. Quella de^pozzi di- sovvenire altrui nella sua condotla.
rebbesi in italiano Ventola. Dante (e scherz. Piórli, Pirli , Pili,
Dúmniel. Uscita del verbo Dáss che qui si Pessill , Pescùzzi , El pèss , El te
registra perché dà luogo alia frase lùzis , Sôldi, Lugàgn , Tolin, Ciovitt,
Fà a tœuinmcl e dammel. Fare a De quist, Conquibus, I plin ¡din,
fanciullo o a bambini. V. in Tceù. El sur Carlo, I gàsg, Manicera, Kl
Dainóii chiamano aleuni la Dama o Pe- quint element , I tolden ). Danajo.
dina coperta o addoppiala. Danaro. Monela. Pecitnia; e più со-
Duiiú , Danàa, ccc. V, Danny , Dannau, ecc. muiu'ineulc al pl. Danari. Quattrini;
Vol. II. 2
DAN ( io DAN
coa voce infantile Dindi; e in gergo Dance e peccaa Ге cativ slimà. Da
La grascia di quel santo , o i Sana- nari, senno e bontà, la meta della me
joli — Talora noi accennando i danari ta. Danari, senno e fede ce л'е manco
il ¡clamo I amis hin quisl,cioé Gli amici cite l'uom non crede o che non si vede.
sonó i danari{l'aa. Poet. II , vi , 34). Danee malt. Monetefalse - Stagnuoli
Avcgh foeura di dance o Vcss-fceura si dicono le Monete falsilicate con lo
con di dance. . . . Restar esposto col stagno; Incamiciate o Bratleate, le fal
danaro , cioè avère sborsato danari sifícate con lamina d oro o d' argento.
senza per ancora frutto o ricavo o esito. Danee mort. Danaro morto o secco.
Avcgh i danee de fà-sù cont el pa- Danaro infrutlifero in cassa.
lott. Misurar le doppic eolio stajo. Danee paga e cavall trotta. // danajo
V. sollo Vcss el re de danec. è nervo di Itttti i me¿íien(Pandolf. Gov.
Cavagh foeura dance . Alligncr danari. Fam. p. 170 ediz. Class.). CJtivuole ogni
Chi fa i danee adora i so danee cosa abbia danari(Caul. Саш. II, 41).
(che il Maggi feee dire in lingua semi- Danee viv. Danaro a guadagno.
colUt milanese a una dama Chi fa el Ecco chi on sacch de dance. Ecco
dinar adora el so dinar) Da qua un prato di fiorini(0onï Com.
naro sudato danaro pregiato; cioè clii, Burch. p. 26). Monta un pozzo di quat-
nato povero, arricohisce , comune- trini. У. in Sàcch. E dicesi mostrando
incnte non fa sciupio del danaro. alcun oggelto a comperare il quale
Chi fa i danee matt о fais. Falsa- siansi voluti gran danari.
moncte. Falsator di monde. Falsifica- El farav danee su lapelldVmpiœucc.
tore o Coiitraffacitorc di monete. У. in Pioeùcc.
Chi gif ha danee fa dance, e chi Fà dance. Far t/uattrini. Arricchire.
no gh'' ha danee el po* fà scusà el Fà danee a montón о come terra.
cuu per candiree. V- in Candirée. Guadagnar danari come rena(*losc.).
Chi ha dance fa dance. La roba va Far danari a bussa о a busso. Guada-
alla ro6«(JIunos. pag. 025). gnare quatlrini in gran quantity.
Ciappà danee. Entrare in danari, e Fà danec d ona robba. Far rilralio.
bass. Insangtiinarsi. Fà soltà i danec. Dar fondo ai
Dà-fuuira danee. Sborsar danari — quatlrini. Vale dissiparli , cousumarli.
Dar danari su checehessia. Fava mej con quij dance a anda a
Danee danna. . . . Modo che s'usa cà de Г onellce. Г. in OUellée.
talora da chi non с ricco per con- Guadagnà danee a mouton- V.sopra.
solarsi délia propria povertà volendo I ciaccer hin ciaccer о I ball hin
significare che la larghezza de1 quat- ball , e i danee hin danee In
trini suesso ci danneggla nelT anima qualche caso potrebbesi tradurre La
e nel corpo ; modo a cui altri suol liberalità non giova dove la non aggiu-
rispondere Danna a aveghen minga gne(Vettori nelle 0/>.iii Mach. VII, 40;
perché anche la povertà è madre assai in altri Dammi del tu e traltami da voi.
voltc ai dclilti; onde conchiudiaino I dance e mi stemm minga ben in
col Huli Buono è il danajo nel savio , somnia. / danari mi scoltano in tasca
reo nel prodigo , pessimo nell'avaro. (*fior.). Kon appena ho un quattrino
Danee de giœugh tegnen minga ch' ¡o lo spendo. Ljmphaliei nummi
lœugh .... Le vinctte di giuoco tor- sunt mihi lacea dire lJlauto ad Ago-
nauo di poco finito a chi le fa, perché rastocle nel l'enulo in pari signiücato.
il danaro quanlo meno с sudato tanto I danee ghMian i al o volen. I da
menoè pregiato, с sfiima in un attimo. nari vanno via presto , o vanno via
Danee e messixia romp el coll a la соте V acqiia benedetta, о sono londi
giustiz». Chi fa il fodero d' argento e riizzolano(iioaos. pag. 1 38).
pub portare che arme gli piace{C\iû I danee gh' han la pesa, se tacchen
Des. с Sp. П1, i). Il martello ¿''ar ai did. . . . È cosa scimunila toccando
gento rompe e spezza le porte di ferro. il mel non si leccar le dita disse ГА1-
.Ver Donato dû in capo a san (jutsto. j lcg. p. 24 traendo alio scherzo uu'idca
DAN ( и) DAN'
riprovata dalle genti oaeste. I Franc, Pazicnziàtt el diseva fra« Gandiott
dicono On ne peut manier du beurre quand el perdeva i danee de la messa.
sans s'engraisser les doigts. V. in Fràa.
I danee hin faa per spendi о hin Pocch danee pocch sant'AntonifcAe
redond per birla. I danari son falli anche dicesi Talis pagazio talis can-
per ispende.rgli(Lnsca Strega III , 5) о tazio). Qual ballata tal sonata? Poco
per ispendcre (Monos, pag. 1З9). La danaro poca merce; poca st olla abito
roba non e di chi la fa, ma di с/и la corto; pochi modi poca ventura; dal
gode(\vï). Se tu tieni i denari serrait с poco poco.
nascosi, non sono ulili nè a te ne «' tuoi Senza danee i prêt canten minga
(Pandolf. Gov.fam.,p. 171 ediz. Class.). messa. V. in Mèssa.
I danee se trœuven minga per stra- Toccà i primm danee. Prendere la
da, o. vero Voo minga a la strada .1 prima mancia. Far la prima faccenda.
robaj mi i danee vè ! / danari non si Dicesi dai bottegaj del primo vender a
irovann nella strada(Lasca Strega l\i,7i). contatiti dopo aperta ogni di la bottega.
I danee van a mucc, chi ghe n'ha Vess el re di o de dance. Essere la
tropp, chi ghe n"ha minga o vero I da regina di danari{Monig. Serv. Nob. II,
nee van dove ghe n'è. La roba va alla 8). Misurare i danari con la pala(A.s-
roZ>n(Monos. pag. 5q5). II Dantur opes setta I, 3). Misurare le doppie con
nulli nunc nisi divitibus di Marziale. lo stajo. Esser ricco sordo.
I danec van e vegnen. / danari Danée. Danaro. Picciolo. Moncta di calcó
vanno e vengono (Monos, pag. i54). lo, 1 2 delle quali costituiscono un soldo.
La libcrtaa de fà e de desfà no gh'è Pagà lir, sold e danee. Pagarefine-
danee che le possa pagà. Sanità с li- mente, cioè interamente, del tutto.
berlà vaglion pih d'una ciltà (Monos, Danée. Danaro. Danajo. La ventiquat-
p. 225).Prov. di cui è nobile antitesi il tresima parte delPoncia grossa nostra-
« Ta proverai siccome sa di sale lo pane le, equival, a 0,001 1 35 di lib. decim.
altrui, ecc. » (di Dante). Danée per Scrùpol. V.
L' è mej spend danee iu pan che in Danée, che anche dicesi Öro. T. del
medesinn. V. in Medesinna e Lenzϝ. Giuoco di Tarocchi. Danari. Uno dei
Mancggià dance. Trassinare danari palidellc carte da mincliiate, cosidetto
(Pr. fior. IV, in, 99). perché si somiglia a qualt ri noli gialli.
Miralo ben míralo tutto Гото senza Vcss el re de danec. V. piii sopra.
danee come l' è brutto. Oh quanto è Daneggià. Daniwggiare. Nuocere.
brutto un uom povero e veccliio ! Dancggiàa. Danncggiato.
(Mon. Tac. ed Am. HI, 20). Daneràsc. Danajaccio(Cec. Senúg. III, 2).
« Non haï danari , grattati il foramc , Mcsterasc danerasc. У. in Mesterásc.
» Che sei stimato nleno che it litanie. » Dànn. V. Dágn.
disse il Burch. Son. G5). Chi ha sa , Dànna. s. f. Stizza. Rnbbia. Rovello.
ma chi non ha non ¿<i(IVic. Mart. Let. Dannà- Arravellare. Istizzirsi. V. Inrabbi
83). Chi non ha danari a lui manca — Anche i Franc, ed i Provenz, usano
ogni C0.ía(l'andolf. Gov. Fam., p. ijo la nostra voce пс1Г liguai senso.
ediz. Class.). CAi non ha r/iiatlrini vada Danee danna. V. in Danée.
in piazza a vedere i burattini(\?a°. Prol. Fà dannà l'anima. F. in Inrabbi.
Forlini ). Chi non ha oro non creda Dannau. Arrabbiato. Stizzoso. Arrovella-
esser mai in prezzo(Cant. Carn. I, 146). to. Si usa anche sostanlivameute. V.
Mitaa parer e initaa danec. A/uto Rabin. Il Faginoli (Amor non opera a
с non consiglio(Monos. pag. 5^i). caso, atto I, scena 1), disse « Lo
No pensa che a la dance. Non al vo' far morir danuato », cioè lo vo'
terniere che al Jar ro¿/a(Vieri Trat. far moriré di rabbia, di stizza.
proem.). On'anima dannada. Anima dannata.
No vessegh dance che le paga. Non Uno scellerato. Une ame damnée di-
avcrprezzo(yton\%. Tac. cd Am. III, cono anche i Fr. (У. in Mitra.
Non csser caro per rAuian(Monos. 2З8). Тс set dauuua, va a salta la nuira.
DAS ( i2 ) DAZ
Dannadón. Jíbhro di stizza. Pieno di Dassen. У. in Dà.
síizza. Tulto collora. Uno stizzosaccio. Dalà. Darc. Porre la data. Far la data.
Dannamént. j Rovello, Stizza. liabbia . P,an- Datàa. Dato. Dataa de Komma. Dato in
Dannazión. S core. Livore. Jiabbiaccia- Лота. Dataa del quindes. Colla data
Dannazión. Dannazione. Perdizione dcl- del quindici. In data del quindici.
Danlèll. Dentello? (l'anima. Dàtta. Data. Nelle lettere e neYronlispizj.
Dapochisia. Dappocaggine. Dappochezza. Dattàss. Adattarsi. Accomodarsi.
Dapós e Depós. Dietro. Di dietro. Dopo. Dàttol. Dàttero. Dàltilo. Il frutto della
V. Após. palma (daclflus daclylijera).
Mettes dapos. Addoparsi. Chi no gh1 ha dattoli no magna dat-
Daquà , ecc. У. Dacquá , ecc. toli. Chi vuol vin dolce non imbolli
Dàrbia. \ • • • 'n Bienio, aOlivonc, agresto(Burch. Son. 45). Prov. venc-
Darbiϝ. S a Biasca, ecc, in Val d'Orta, ziano invalso da pochi anni anche fra
cliiamasi cosi quel ccrchicllo da caciuo- noi, e indicante che Tusar soavità di
le che nei moiili a noi pin viciai dicono maniere è scala al nostro ben essere
Fasséra, Faccira'ii, Quaccirceii, ecc. V. nel mondo, e talora in senso peggiore
Dàrdan. fíalcstruccio salvatico o ri- che il mondo è dei piacciantei e di
Dardanèll. s pario{Sa\. Ornit.). Hondi- chi sa andaré ai versi del compngno.
Dárden. ) ne riparia{\à.). Topino(id.). Davantàgg. Ollre il bisogno. Di vantag-
Uccello che è YHirundo ripariàL. gio. Di soprappiit.
Dan-, calf. Daréra. v. a. Ultimo. Sczzajo — Dàzi o Dàzzi. Dazio. Gabeila. Diritto.
Daré è sincope di Dadrée , cioé clie Avegh nagolt de dazi. Non aver da
viene dietro tut Li , il Dernier dei Fr. dazio(Cecchi Diam. III, 4 in Prov. 87).
« Sarà col dare a strecc — Su quij pá Dazi de Timbottaa. У. in Iinbottùa.
roli che se герозвеп su la darera vochà f Fà de mincion per no pagà da¿i.
come Andà. м (Var. mil.). V. in Mincion.
Manda a la darera. Lasciar nel chiap- Tuce i pároli no paghen dazi. Ogni
polo о ncl dimenticalojo. Mettere о parola non vuol risposta. ie parole
Bultarsi o Gittarsi una cosa dietro alle non s^infilzano. Modo proverbiale che
spalle. Non íar più caso di clieccliessia significa non doversi tener conto di
— Il Maggi(I/it. II, 1 54) l' uso an alcana cosa detla inconsideratamentr.
che per Mundà a là bolgirà o al dia- — E in altro signilicato II fiato non
vol. У. Diàvol. Ja lividi. Le parole non fanno enfiali
Daré. s. m. Sui mortti di Nava equivale o &ViA'(F»g. Av. pun. 1,5).
all1 Ultimo tocco, al nostro citt." Terz. У. Dàzi. Porta. QuelTuscita della città dove
Darénse. Difficile. Duro. V. Darùsc. soglioiio essere i doganieri per gabel-
Darensc a spend. Agro(*losc. e Tom. lare le merci soggettc a dazio.
Darera. У. in Daré. (Sin. Fceura del dazi. Fuor di porta.
Dársena. Dársena. Nomi a noi noli dopo Dàzi o Dàzz. v. brianz. Viburno. Lentag-
lo scavo della Dársena di Porta Ti- gine, e col Targ. Toz. Diz. anche Lan-
cinese fattosi dal Governo Italiano tana e yavorna. Il Viburnum lanUinaï,.
ncl 1810 a riliro delle barche pro- Pianta fruticosa de'cui ramuscoli lio
cedenti dal Naviglio. veduto talora i vignajuoli briantei
Darùsc (с Derùsc e Darénsc). Scabro. servirsi per legare le vili in шац-
Piuvido. Aspro. canza di salciuoli.
Darùsc. met. Sgarbato. Ruvido. Zatico. Dazià. T. de" Fin. Addaziarc. Gabellare.
Scortese. Discorlcse. Disameno. Mal- Dazià la mercanzia. Sgabellare le
grazioso. Disamabile. Malpolilo. Spia- merci. '
cevole. Dispelloso — Darusc corne oua Daziàa. s. m. Gabellamento. L'importare
sprella. У. in Sprèlla. dclla gabella.
Darusción. Zolicone. Ruvidaccio — Sor- Daziée. Daziere(Cavo Lett. neg. I, 584).
gnonc. Sornione. Susornione. Gabelliere. Gabcllotlo, e con voce non
Darvi. Dervi. necessaria, ma che per isvilitivo po-
Daspoeù v. a. del Гаг. mil. Dappoi. Ircbbc talora venire in buon taglio
DEB .( i3.) DEB
Dmino(Ceccbi Diam. Ill, 4 >n Prov. che per esserne pagati quando che
pag. 87). Colui che alle porte délia ciltà sia i padroni non sappiano liccnziarli
riscuotc le gabelle — Capp di daziee. dal podere ancorchè se lo merilassero.
maggior gabelliere (Saccli. Nov. 1 46). Error 110 paga debit. У. in Error.
Daziéra. Gabclliera. У. in Ziléra. Nettass di debit. Sdebitarsi. Uscir
Daziètt. Portella(Pecor. II, 19З). Porlic- di debiti. Liberarsi o Dispacciarsi dai
ciuola. Dim. di Dazi in senso di porta debiti. Soddisfare o Pagare o Annullarc
di citl à, Corse cosi detto dal non gabel- o Estinguere ogni debito.
larvisi le merci grosse e d'importanza. Tirass al coll on debit. liecarsi ad-
Dàzz. У. Dazi. . . dosso un debito.
De. Il Di. La Di. Quarta lettera del no- Vess pien de debit finua al coo.
slro alfabeto — A be ze de , la maje- Affogar ne' debili. Aver più debiti che
stra la vœur i danee, ecc. У. in Majèstra. la lepre. Aver debito ilfalo o la pelle.
De. Di. Segno del secondo caso. L'è mè Il fr. Avoir des dettes pardessus la tète.
de mi. È mio. È di me. Debilin. Debituzzo. I diz. arrecano anche
De. Da. Segno del sesto caso. El dipend Debituolo, voce che il Monti nclla
minga de mi. Non dipende da me. Proposta chiama malfatta , o per lo
De. Segno del sing, e del pl. indetermi manco inutile; al che forse non as-
nate. Per es. De manz ghe n1 è no. sentirà cosi fácilmente chiunque ab-
Manzo non ve n' ha. De doim s' en bia a scrivere di piccioli debiti con
ved minga. Donne non se ne veggono. trata da chi suol batiere i scnlieruoli.
De. Nota usi pariicolari : Debitor. Debitore.
Dà de filà. Dar a filare. Debitora. Débitrice.
On porch de vun,On vece de vun Dèbol. s. m. Debole. Debolezza. V è el
e sim. Un animalaccio. Un vecchiaccio. so debol. È il sito debole, cioè il sao
Vess de tcater, de conversazion , difetto predominante, la pecca a cui
de casa. . . . , cioè Essere avviato al è maggiormente soggetto.
teatro, disposto a ire a veglia , a Dèbol. ad. Debole. Débile. Fiévole. Fraie,
starsi in casa , e simili. Debolè/.za. Debolezza. Fievolezza. Fiac-
Déa о Déjà. Dea; e anl. Iddia. chezza. Fralezza — lig. Debolezza.
Dea d'amor. Ninfa. Bella. Azione o Passione poco lodcvole an
Debà(I-J). . . . Nome di una gnzzetta no- corchè non delittuosa. Ona gran de
tissima franzesc ihtitolata Journal des bolezza. Una debolczzaccia.
débats, cioè Giornale délie discussion!. Debolezza. Debolezza (Non le sarei ve
Deb'àss. Dabbasso. Da basso. ntilo innanzi con quesla debolezza. Caro
Deben. Dabbene. , Lctl. fam. I, 191 ; parla di sonetti ). El
Débet о Débit. Debito. scusará i mee debolezz. Miserie! Dicesi
Andà in debit. Indebitarsi.Contrarre per alto di modestia da chi vi dà saggio
debili. Far debiti — Riuscir debitorc. délia propria abililà in cheerhessia.
Caregaa de debit. Carico di debiti. Debolin. Debolino. Deboletto. Deboluzzo.
Chi no gh'ha debit Té scior. . . . Debol mént. Debolmente. Fiaccamente.Fie-
La prima regola d1 economía è quella volmente ; e lig. . . . Come meglio potro,
di non contrarre debiti , o inconlran- a mio debol potere o sapere.
done di liberarsene al più tosto. (dit. Debón. Da senno.
Chi paga debit perd el credit.V. Cré- Deboscé. V, Debosgé.
Dà debit о Nolà a debit о Tri in Úebósg. Scapiglialura, e alla ÎT.Debbscia,
debit. Porre debitore. Addebitare. Dare Dass al debosg. Scavallare. Scapi-
debito. Scrivere in debito. Impennare gliarsi.Slemperarsi — In sig. meno sino-
il debito. deralo ¿itraviziare. Darsi agli stravizzi.
Debit de patron l"è 'on'investitura. Fà debosg inseinma o Fà de man-
Deltato comunissimo fia i già insemma. Accozzare i penlolini, e
nostri contadini i qiiali banno per áulicamente Far larisca.
gran sorte il non uscir mai di debiti Debosgé o Deboscé. Scorretto.Stcmperalo.
coi padroni in sulla quasi certezza Incontinente. Vissoluto. Scapestrato.
DEC ( 14) DED
Scapiglialo. Scavezzacollo. Il nostro è Pinol de cusinna e decott de can-
un franzesismo úsalo assai frequente- tinna. Pillóle di gallina с sciroppo di
mente anche ilai Fioreutini, i quali, cantina. Scherz, per uova e vino.
come osserva TAIb. ene. , dicono De- Decottin. Decottino. Leggier decollo.
boscia e Debosciaio, voci che leggonsi Dccozión. Derozione. Decoito.
anche nelle Rime d'un aut. pis. Dccri'pet. Decrepito. 'J'ravecchio. D'esire-
Debù. ... Il primo satire in palco; il ma vecchiezza.
primo montare il palco scenico. Dal Decreta. Decretare.
fr. Debut. S'incomincia в dire anche Decrctáa. DecreUito.
parlando dell* iniziativa d'alcuno in Decrelin Quattro righe di decreto.
altri esercizj , come del montare la Decrelón Gran decreto; decreto
prima volta in pergamo, e simili. di grand* importanza. I decrcti isti-
Debuta. Esordire? Montare il palco sce tuenti it Regno d' Italia, la Coscri-
nico, il pergamo, ecc. per la prima zione , le Esposizioni pubbliche d'og-
■volta. Dal fr. Débuter. getti di belle arti e di manifatture ,
Debutant cominciano anche a dire alcuni e Г Istituto italiano furono decreton.
sustantivamente nei sig. di cui sopra. Decrètt. Decreto.
Decadùu (e ant. Decasgiùu). Decaduto. Decrinà. v. cont. brianz. Declinare. Sce-
üecálogh. Decálogo. mare. Per es. El temporal el decrinna.
Dccaminénden o corénden v. cont. e br. Il temporale scema o si va calmando.
A corsa. Correndo a furia. V. in Scórsa. Decrottrenr. LustrastivaliCñor.). Dal fr.
Decampà. Declinare da checchessia. Ce Decrottcur. È quegli che fa professione
deré. Allentarc. Desistere. Iiinunziare di ripulire gli stivali o le scarpe con
a checchessia. Besogna decampa de sti vernici , ccrette o simili.
prêtes. Bisogna allentare tali pretese Decuria. . . . Nelle Scuole è detta cosi
—• Decampare ha Min., ma solíanlo una Squadra di Scolari afluíala a uno
in senso di Levare il campo. di loro detto Decurión; ed anche la
Decán. Decano. Lista nominativa di tale squadra coi
Decanàa. Decanato. meriti respettivi diurni degli Scolari.
Decapp. Daccapo. Da capo. Decurión. Decurione. Nome di ciascuno
De chè. Dapponquà(Targ. Viag. IV, 1З9). dei se.ssanta patrizj component! il Con-
Dacchè. Da che. Dappoichè. Dappoi siglio municipale della nostra città che
in qua che. resse fino al 179*); nome che si cambio
Decid. Decidere. Far decisione. poi in quello di fonsiglier comunale.
Decid. Decidere. Montare. Importare. Per Decurión Nelle Scuole è detto
es. El decid sossenu de vess ins« , ecc. cosi quelL'Allievo che ha vigilanza sulla
Monta assai die la sia a questo modo. squadra di Scolari della Decuria.
Decís. Deciso. Color decis. Colore schiet- Dedè. Voce usata nella frase Vk norin
to? Colore serratissimo ? (Pr. Cor. IV, dedè. Fare a te te o alle mammucce.
ut, io5). Ii fr. Couleur prononcée. Trastullarsi in cose frivole come fan-
Decisión. Decisione. no i bambini.
Decisiv. Decisivo. Dededént. Entro. Dentro, e fam. Drenlo.
Declina. T. gram. Declinare. Dededrée. Per di dietro. Dietro.
Declination. T. gram. Declinazione. Dedefϝra. Esteriormente. Per di fuora.
Decollazión. Decollazione. Dedelà. Di là. Va dedelà. Vattene di là.
Decoràa. Crocesignalo. Che ha croce d'o- Dtileli. Di fí.
norc, insignito della croce di cavalière. Dedenànz. V. Denànz.
Decorazión. Distintivo d'onore? Nome ge Dedént. Dentro. Internamente. Entro.
nérico indicante ogni insegna d'ordine Dedesóra. Di sopra. Sopra.
cavallercsco di cui altri sia fregiato. Si Dedesótt. Per di sollo. Soltó.
specifics poi particolarmcnte in Ordin, Dedica. Dedica. Dedicazione. Dedicatoria.
Cros cTonor, Crascià, Bindellin, Me- Dedica. Dedicare.
daja, ecc. secondo qualità, classi, ecc Dedicáa. Dedícalo. (dolto. Vedutlo.
Decôll. Decollo. Decozionc Dcdótt. Diffalcalo* DibaUttto. Didotto. De-
DEG ( i5) DEL
Dedrée. s. m.// Rovescio. La parte, poste Degnàss. Degnarsi.
riore di checchessia. У. апсЛе Schenàl. Degnazión. Degnazione.
Dedrée. avv. Dietro, Di dietro. Degrada. У. Trà-giô in Trà.
Dà el ñas dedree о Bolla dedree. fig. Déjà. Dea. Dia,e anticam. ldd\a e Decssa.
Dardinaso incupola. V. anche in Bolla. Dél. Deila. Del.
Fà el diavol coat i pee dedree. Delasoré. ¡te {Diz. mus.). Delasoré(Pan.
V. in Diàvol. Poet. II, xiiL , 9).
Dedrée. ... I nostri ragazzi sogliono Delega. Delegare. Deputarc.
gridare Dedree dedree quando veg- Delegàa. Delegato — È altresi il nome
gono alcuno aggavignarsi o starsi se- di quel magistrato che rappresenta
duto sulla pedana posteriore dellc il Governo nelle varie province del
carrozze , come per avvisare i coc- Regno lombardo-veueto ; magistrato
chièri di quel peso più a passavolante. che dal 1760 fin verso il 1800 dice-
Dedreevia. Dietrovia. Dielro. Di dietro. vasi Intendente politico, e a' tempi
Dedrizz e Daddrlzz. Da senno. Bene. del Regno d'Üalia Prefetto.
Da bene. A doverc. Delegazión. Dclegazione — È altresi il
Partii dedrizz o dedritt. V.in Partii. nome della magistratura allre volte
Se P è fada dedrizz, la pias anca detla Intendenta política e Prefettura.
la crosta del pastizz. У. in Pastizz. Delfín. Delfino.
Dedù. Dedurre. Diffalcare. Dibattere. Delfinna. Delfina.
Sbatlcre. Defalcare. Sottrarre. Delfinna. Delfina(k\b. bass. in Dauphine).
Deduzion. Dedazione. Sotlrazione. De Scangé? Stoifelta di lana o di seta
falco. Diffalco. imitante il moerro cangio.
Deèssa disse il Porta per Déjà. У. Delibera. Deliberazione. Aggiudicazionc.
Defà. V. in Fà. Delibera. Liberare. Deliberare.
Defeni о Défini. Finiré. Terminare. Dove Delibera. Aggiudicare.
vœurel andà a definí con slo descors? Delibciàa. Deliberate. Aggiudicalo.
Dovc vuol ir a parare?'(Fag. Avaro pu- Dcliberatàri. Deliberalario. Jggiudicata-
nilo I, 5). Dove tende egli, dovc va Delicàa. Delicato. Dilicato. (rio?
egli a parare con qiiesto suo dire? — Delicaa de conscenza. Che sifa stret-
Dove vala a defeni sta strada? Dove ta coscienza delle cose. Delicato di
mette capo questa via? — L' è andaa coscienza.
a defeni maa." Fini malamente. Vcss pœu minga tant delicaa. Non
Delësla. Ceppo. Mancia o donativo che essere gran che dilicato; e fam. Non
si dà per lo più ai fanciulli nella so- la guardare in un fdar d' embrici.
lenuità del Natale di Nostro Signore. Delicaa. Delicato. Sqidsito.
Il suo diminutivo sarebbe Cepperello Delicadin. Delicatello. Delicatuzzo.
seconde il Tom. Sin. p. 122. Delicadin(parl. di stoffe o colorí). Gen-
Pagà defesta A quegli amici tile. Delicato.
e conoscenti che vediamo nel loro Deligénza o Diligénza. Diligenza (Alb.
giorno onomástico о che incontriamo bass.). Sp. di carrozzone. V. in Lègn.
con indosso alcun abito miovo, o licto Deligeri. v. idiot, o sch. Digeriré.
per alcun fausto avvenimento soglia- Delimá. Dilinmrc , e ant. Delimare. Dile-
1110 fare questa domanda Paghet de guare. Struggersi.
festa? E que' tali seconde voglia e Delin deliu. Tinlin. Voci ¡mitanti il suono
potere soddisfanno finchiesta col pa del campancllo. 11 prov. Derlin derlin.
gare una colazione, un pranzo, o sim. Deliqui. Sveriimento. Sfinimenlo. Sincope.
Deficit Alauco, ammauco di som Anda in deliqui. Svenire. Basire.
me о sostanze. Dal latino Deßcere. Delira. Delirare. Farncticare. Vaneggiare.
Defilà. T. inilit. Sfdare — Filare. Delirante. . . . Spasimante, ganzo, danio.
Degià. Giacchè. Poichè. Dacchè. Deliri. De/mo. Famélico. Уaneggiamcnto .
Degiùn, DegiuQíi. V. Digiùn, Digiunà. Andà in deliri. Delirare.
Dègn. Degno — Condegno. Delitt. Delato. Misfatlo. Maleficio.
Dcguùa. Degnato. Delizia. Dclizia — УоЫНа.
DEN ( 16) DEN
Sit de dclizia. Litogo di delizie. Denominator. T. aritm. Denominators
Delizièlta. V. in Paradisin. (Pros. fior. III, Ii, 46). Quella cifra
Deliziös. Delizioso. yoluttuoso —Deliziale. d' un rotto la quale indica in qualité
Delsadèss per Dcssadèss. У. parti fu diviso Pintiero onde fu tratto.
Delusà. v. a. del Уаг. Burlare. Deludere. Denónzia. Disdetta. Licenziamento che
Delùvi о Dilùvi. Diluvio. si fa della casa ove altri sta a pigione
Ai viutises sant'Anna, e ai vintiselt o del pode re che si ha a fitto. I diz.
el deluvi. Ecco lo Sparecchia. Ecco ilal. hanno Disdetta solíanlo in senso
il diluvione, il diluviatorc о la dilu- di quel rifiuto che fa uno dei sorj o
viatrice. E dicesi per tacciare chic- tutt' insieme di seguitare una società
chessia di voracità cccessiva. mercantile; ma (oltre che questa voce
Delùvi e Dilùvi. iig.Diluvione. Diluviatore. trae i siioi natali da Disdire che an
Divoratore. Corpo disabitalo. Gola di- che que" diz. registrano in ambedue i
sabitata. Gran mangiatore. У. Lùdna. sensi, e di disdire la casa, e di disdire
Delzadèss per Dessadèss. V. una società mercantile) il Fagiuoli usa
Demanimàn о Demenemàn. Di mano in più volte nelle sue coinmedie Disdetta
mano. nel preciso senso della nostra Denonzia.
Demerit. Demerito. Mal mérito , e poet. Dà la deuonzia. Disdire il podere ,
Demerto. il fitto, la casa. Licenziarli.
Deinèzz. Mezzanità , e fig. Temperamen Deuonzia in botla o sul fatt. Disdetta
to. Accomodamcnlo. Ripicgo. in tronco(G\or. Georg. VII, 61).
riatt de mezz. У. in Piàlt. Denónzia. Dinunzia. Riferto? Mett-gió la
Tœù о Ciappà on deniezz. Prendere denonzia. Porre la dinunzia. Dinun-
una via di mezso(Mach¡av. Opere IX, ziare. Scrivere il riferto?
9З). Temperare. Accomodare. Denonzia (la cà). Disdire. V. in Denonzia.
Demission. Rinunzia aW impiego. Donóla. Denotare. Dinotare.
Dà la soa demission, ñinunziare al- Dent о Dénier. Dentro. Entro. Dent del
Vimpiego — Risegnare — Abdicare. loeugh. Dentro al о del о dal о il luogo.
Democrátegh. Democrático. Andà dent. Entrare. Andar dentro.
Demóni. Demonio. У. Diàvol с Diavoléri. Entrar dentro. Internarsi.
Vess on demoni in carua. Esscr un Andà dent e fœura. /•'. in Fœùra.
diavolo in carne , un demoniaccio. Andà denter lanti dance in d\ma
Demonio». Demonietto. У. Diavolètt. cossa , tanti brazza de pann in d' on
Denà. v. a. Da lungo tempo. Il lat. Diu. vestii , ecc. ; e cosï Andà dent a mucc,
Denànz о Dedenànz. Innanzi.Davanti. Di- a fass, ecc Occorrere, bisognare,
nanzi , с ant. Denanzi. volerci tanti dati quattrini , tante date
Denanz che. Prima che. braccia per alcun'opera , veste e son.
Voie stà denanz a qualunque ga- Borlà dent. Incappare. Incorrere.
lanlomm. . . Dieesi di persona o roba Dà dent in quejcoss. Percuolere in
egregia ncl suo genere. У. Galantómin. qualcosa(kr\à. Ill , a). Urtare in chec-
Stà denanz. fig. Entrar mallevadorc. chessia — Inciampare. Dar dentro.
Denánz(on). T. degli Occhialaj Dagh dent о denier. Lavorare a
- La parte anteriore délia cassa d" un mazza e slanga. Darvi dentro.
occhiale, cioè quella che abbraccia Dagh dent. Dar di falce alla spiga.
le lenti e accavalcia il naso. (Asseita I, 6). Pigliar la voga. Darvi
Dénc. V. üént. dentro. Incoininciare un lavoro.
Dencià. Addentare. Dagh dent. Ai/nanem schernito, ecc.
Denciáda. Dcnlata. Colpo di dente. Il Dag Ii dent ona robba Com
provenzale Dentado o C0011 de tient. prendere checchessia in un contralto
Denciátter. Dentacci. Pegg. di Dcnti. per parte di prezzo , vendila , ecc.
Denci(')ii. Dentaccio (Dens immnnis). Dà in dent on maa. Rientrare?
Dcnción o On dencion d'on omm De dent gli' ù el marsc о la mariga-
L'omo che ha denti grandi espoigenli. gna. Dentro è chi la pesta. S110I dirsi
Dcncilt. Dcnliiii\V;ig. 11 Pod. spil.lt 10). quaudo noi crediaino clic 1" interno
DEN ( ) DEN
di clii al di fiiori mostra sanità o per siguificare Г imbecillità d'alcuno;
letizia non corrisponda aU'esterno. e in questo caso direbbesi italiana
Deut fitina al coll. Immersofino agli mente Averti poco peccato.
occhi{tíin. citando l'Ariosto peí- ispo- Vessegh dent lutt.Simigliareaffatlo.
glio del Parenti). Esser il taie prello sputato.
Dent per dent. Di guando in qliando. Vessegh minga dent coo. Essere
Di tempo in tempo. Interpolatamentc. cosa sconsigliata.
Di distanza in distanza. Dent o Dénc, e cont. Dlnc. s. m. Dente
Fà o dent o fceura. Fare un falto t= Bœucc. Alveoli forelliui nei quali
o gu<!£to(Mach. Op. VI, 112). stanno incassati i deuti — Collo del
Fagh dent la torania. V. in Tômma. dente quella parte di esso che sorge
Mellaril dent, e Mcnagh dent la coa. immediate fuor delfalvcolo — Corou-
У. in Mena e Coa. ua. Corona la sommilà — Smalto la
Metteghel dent о dent longh. Ficcare tunica bianca che lo veste — Kadis.
un porro dictrovia. Calarla. Accoccarla. Badice o Radica quella parte che sta
Melles denl. Metler mano in chec- intérnate nolle gengive — Onerv. Ani-
cliessia. Dare opera a checc/iessia. metta il inidullo »= Chi per difctlo di
Mettes dent cont i mon e cont i deuti paru che sibili anzielte parlare
pee. Metlercisi colVarco dell'osso. dicesi Bioscio — 1 bei denli eburnei
Л'о andà nè dent uè fœura. Essere sono delti ila" poeti Perle , e le due
un i enne onne. Essere iucerto, esila- parti délia dentiera due Filze di per
bondo, infraddue. N'être ni dedans ni le — Di chi non ha dpnû in bocea
dehors dicono i Fr. V. anclie Fœura. si suol dire scherz, che ha la bocea
О dent о fœura. O falta o guasta, sfcrrala. Kimclterc i denti fu pur
e talora O Cesare o Niccolb. detto scherz. Pdferrar la bocea.
On dent-e-fœura. У. in Fœùra. Andà-fœura i dent. Cadere i denti.
Torna dent. Bientrare- Avegh i dent luit bus. Avère la den-
Vess denl. ICsscr baggeo. Averti poco la Iura buchcrcllala.
peccato. Non intendersi di cliecchessia. Avegh la vabbia iu di dent. Aver la
Vess dent o Vess dent a mœuj. gina ne' denti{'arcL — Vocab. arel.).
Essere coito, intabaccalo, ecc. V. Côtt. Dicesi di quel gran prudore nelle gen-
Vess dent in d' on negozi give di cui danno vivi seguí i bambini
Aver parte in un traffico, in una Loltega allorchè Manno per metiere i deuti.
— in d'ona lit... Averci parte, entrarci. Avè i dent íinna in gora. fig. Vi
Vess dent o dent in la banda. Esser gilare per san Giovanni. Essere vénale
un bruco, un trilonc, un pelapiedi. aireccesso.
Esser povero in canna parlando di Baila o Dondá i dent. Crollare i denti.
persone — . . • . Esser logoro, niaga- Besogna mostra i denl al lolT. CUi
gnato, malandato alfa! lo parí, di robe. pécora sifa, il lapo se la mtmgia. La
Vessegb dent. Aver le mani in una înalvagilà vuol essere ribattuta forte.
/naterúz(MagaIolti II , 1Ü2) — Essere in Cania che da al dent. / . in Cama.
causa. Chi no glfè dent se le ciappa Cascià-fœura i denl on pontsora
minga colda. A chi non tocca Г inté fig Lo dicono le donne dei sop*
resse proprio o Chi non e in causa punli ineguuli, mal íitli e che a luogo
si piglia le cose piii consolóte. a luogo moslrauo Iroppo il punto.
Vessegh dent anca clii Г lia faa. Es- Casciá i dent. Metiere i denti.
servi dentro il maestro(\ocah. bresc. Cava i denl. Cacciare o Trarre di
Mclch. senza citare autorilà). Dicesi bocea i denli. Cavare i denti.
d"ogni manifatlura oltiemodo pesante. Cavalier del dent. У. in Cavalier.
Vessegh denl la micca. У. in Micca. Deut a restell. Denti a bischerig
Vesscgli denl nagolta Modo cioè luiighi с radi.
di dire che si usa pur indicare non vi Deut bus. Denle buchcrcllato.
essere nelia soggetta materia malignilà, Deut che sponla. Barba o Nascenza
calliveria, frode о sim.; e talora anche di denle.
Уо1. II. 5
DEN ( 18 ) DEN
Dent canin. Denti canini. rampognlo ad alcuno. Quel che anche
Dent cont cl calcinazz. Dente rug- i Franccsi dicono Montrer les dents.
ginoso o col tártaro o col calcinaccio. Mudà i dent. Mutare i denti; e par
Dent de la sapienza о del giudizzi. lando di cavalli e sim. Uscir di den-
Denti délia sapienza. Denti del giudizio tini. Mutare.
(Min. citando Demarchi); e dotlriual. O el dent o la ganassa. Qui bisogna
Cranté/ч. Nome di ciascuno degli Ul о here о affogare. O fatta o guasta.
timi due denti molari. Pagù duu ceucc e on dent. F. in
Dent de latl. Denti latlajuoli. (Eùcc.
Dent dcnanz. Denti incisivi. Parla o Cantalla feeura di dent. Diría
Dent de presa. Sanne. Zanne. (tari. fuor de'dcnli. Dare le carte alla sco
Dent ganassal. Denti mascellari о perla. Parlar liberissimaniente.
Dent giazzœu. Dente vetrino о Parla in di dent. Favellarefrà'denti.
molino o diacciuolo. Dire checcltessia fra' denti ; e fami-
Dent guast.Denle guasto, magagnato, gliarmente Avère о Parère un cata
ttirlalo , cariato , carioso , infártalo. brone in un fiasco.
Dent mal inguaa. Denti ineguali. Polver per i dent. Dentifricio.
Deut marsc. Dente fracido. Quand s1 insogna che va feeura i
Dent oggiaa. Denti occhiali. dent il nostro volgo terne pros-
Dolor de dent. Duolo о Mal dei denti. sima la morte; e i volgbi sono tutti
Dondà on dent. Dimenarsi un dente. uguali, giacchè l'identica paura viene
Hoo senlii eh' el dent el donduva. irrisa dal Varotari uella Sátira 6.*
Sentit che il dente si dimenava(Sacch. del suo Fespajo stuzzicato parlando
Nov. 166). délie osservazioni supersliziose del
Fà i dent о Spontà i dent о Cascià i volgo veneziano.
dent. Metiere o Spuntare i denti - Den- Hetnett i dent. Ilimettere i denti po-
tizionc = pari, del cavallo Dentare. sticci , e scherz, liiferrar la bocea.
Fà vegni Tacqua ai dent. lig. F. in Shatt i dent. Hotter le gazzelte.
Acqua. • Sbusass i dent. Cariarsi i denti.
Ferr de cavà i dent. Leva. Depres- Scrizzà i dent. Dirugginare o Digri-
sore ; e doit. Denlagra ? gnare i denti. Stropicciare l'un col-
La lengua la bait dove dœur el dent. | l'altro dente.
fig. La lingua balte dove il dente duole. Streng i dent Strignerc i
Ligà i dent, allegare i denti; e met. denti dalla rabbia.
Non mangiar di una Cosa , cioè non Tegni i man a cà soa e la lengua
intenderla. F. in Ligà. dent di dent. F. in Léngua.
Mena el dent. fig. Dare il portante Ti ral la cont i dent. fig. Assotli-
ni denti. Far bailare i denti. Mangiare. gliarsi. Stiracchiare le nütze. Fivere di
Molà i dent. lig. Far bailare i denti. liinatura о a spilluzzico o magramente.
Dare il portante ai denti. Sbattere il Stare a stecchetto. Piatire il pane.
dente. Ugnere il dente. Toccare col Toccà nanea on dent. Non toccar
dente. Mangiar saporramente; e talora l'ugola. Essere una Java in bocea ai-
anche Ira noi Préparerai a pacchiare l'orso o al leone. Dicesi de'cibi troppo
molto. Anche i Franc, dicono in questo scarsi a paragone dell' appetito.
sig. Aiguiser ses dents. Il Petrarca disse Tceuss o Kobass el pan íteura di
in senso affine Indurar t' ugne e i dcnli dent. F. in Pin. (Cama.
per vendicar suoi danni. Trovà carna per i sœu dent. F. in
Mostrá i dent. fig. Uagnare. Piagnerc Vess franch del dent. fig. Aver una
indosso. Dicesi de'vestiti quando co- cosa net cornière. Si dice quando uno
niinciano ad essere logori. tiene d'aver checchcssia più che sicuro.
Mostra i dent a vun. fig. Mostrare Vess minga carna per i sœu dent.
i dcnli ad alcuno. Opporsi ardua Non essere da lui. L' è minga carna
mente; e ira noi più specialmente per i tœu dent. Ben sai che l'asino non
Parlar con vigore, ton uutoritù, cou ha luogo in crosta. F. anclte m Càrua.
DEN ( 19 ) DEP
Dént. Dente. Ne'cavalli si dislinguono Dentèll. T. d"Archit. Dentello.
cogli aggiunti che sieguono : Dénter. Dentro. Lo stesso che Dént. V.
Dent barbirϝ. Quadrali, l'erzo Dentin. Denticello. Dentino. Picciol denle.
mono. I denti piccioli serrati intieri Dentin (ne'cavalli). V. la voce in Dént
che il cavallo muta per la terza volta. rig* д." della colonna i." di qucsla
Dent bus. Scaglioni. Denti seienni. pagina.
Dent de mezz. Di mezzo. Dente mez- Denlinà. T. de' Fab. d' org. . . . Dare
zano. Seconde morso. la forma addentellata aile annuelle
Dent de lait о Dentin. Dentlni(Laslrl che hanno ad esser poste nella bocea
IV, 64 e pass.). Primo morso. delle canne d' órgano , il che si fa
Dent in cosía. Fagiuoli e doltr. eolio struineulo detto Denlinadór. V.
Gnomoni. I quattro denti che nascono Dentinàa. T. de'Fab. d' org Ag-
ai cavalli dopo 1' eta di quattro anni , giunto dell' animelle addentcllate.
situati fra gli scaglioni e i denti di Denlinadór. T. de'Fab. d'org
mezzo. Specie di rolellina immanicata la quale
Dentón. Denti mascellari. serve a fare l'addentcllato nelle ani
Va i dent. Dentare. melle da canne d' órgano.
Lassa i primm den!. Uscir di den- Denlinadùra. T. de'Fab. d'org. ... Il
b'ni(Lastri Op. pass.). Mutare. lavoro dell1 addentellare le animelle
Dént. Tacca. Quel po' di mancamento delle canne d'organo.
che nasce ncl filo dei coltelli o altri Dentirceú. v. a. Daz. Merc, per Tctti-
ferri taglienti. roeù. V.
Dént. Dente. Dentello. Nelle ruóte, nei Dentista. Dentista(\\h. ene. in Bucherel-
cilindri, nei pettini, nc'rastrelli, nei lalo e Dente). Cavadenli.
rocchelti e simili sono quogli sporli Dentón. Dentonc? Gran dente — Ne'ca
che hanno figura di denle. valli. Vedi sotto Dént riga 1G.1 co
Incaslrà a dent. Indentare. lonna i." di questa pagina.
Dént. Becco(A\b. ene. in Becco per in- Denùnzia, V. Denónzia.
duzione — Diz. arlig. in Scatto). Quel Deogràzias. Dio sia con noi. Dio ci mandi
ferriizzo rostíalo che fa parle dello bene. Modo di annunziarsi all'enlrare
scatto delle armi da fuoco e serve a in casa altrui che usano alcuui ¡11
tenerlo móntalo. luogo del comune Oh de cà! Cid è
Dent de mezza monta. . . . Becco qua? O di casal
di mezzo scalto. Deogràzias sodisfaa Modo di
Dent de tulla monta Becco render grazia dopo preso alcun cibo,
di tutto scalto. che usano alcuni , e spec, i religiosi.
Dént. Conie'ra. Nelle cave delle piètre e Déos. V. Dt'iis.
dc'marmi è il nome di quelle intac- Depée. V. in Pè.
cature che vi si fanno per incomin- Depénsg. Dipingere. V. Pillurà.
ciare lo scavo di ciascuna saldezza. Depensgiíiu. Dipinto. V. Pilturàa.
Denláa. Dentello. Ognuno di quegli Depèrdes. V. Dipèrdes.
sporti di mattonc che formano la cosí Deperlée, Depcrlú, Deperlór, Depermi,
delta Dentada del soprarco d' una Deperti , Deperviólter. Di per se o
bocea di fornace da mattoni o tegole. Dipersè o Dispersé, Da sé solo, Da
Dentada. Addenlellato ? 11 complesso di loro soli, Da me solo, Da te solo.
tutli que' dentelli o maltoui jpor- Da voi soli.
genti in una fornace che abbracciano Dcpodisnàa. Sera. V. per l'ambiguità S'ira.
il soprarco della sua bocea. Deponént. T. gram. Deponente.
Dentadura. Dentatura. La serie, l'ordine Dcpónn. Deporre. Diporre. Noi diciamo
dei denli cosí animali come meccanici. Mett-gió e Tra-gió ne'sig. di Deporre
— Dentadura rimessa. Dentiera. o Posare, e di Rimover di carica. Usia-
Dentase. Dentaccio. mo perú Depónn nei signif. seguenti:
l)vnt-de-can.Calcagnttolo.Brun¡tnjo.Denle Dcpónn. Posare parlandusi di liquidi
di cane. Specie di scalpellu da scultori. [ che si defechino.
DER ( 20 ) DES
Depônn. Pipóme. Diposilare. Dare in Dcrvl a vun. Aprire ad alctmo ,
deposito. cioè aprirgli la porta di casa.
Depônn. Diporre. Testificare. Attestare. Dervi-fceura. Aprire, e per inlen-
Deponùu. Deposto. Diposto. Posato — Di sione Spalancare.
posto. Testifícate — Diposto. Depositato. Dervii-fœura lassella andà. Egli lan-
Deporláa. Sbandeggialo. Disbandeggiato. cia o scaglia o sbalestra. Ammanna
Helcgato. Deporláa è voce da noi co- che io lego. Dicesi a chi iperboleggia.
nosciuta dopo la relegazione soflferla Dervi in duu. Dimezzare. Spaccare.
a Cattaro ncl 1799 dai Repubblicani Dervi i œucc. V. in (Eíiec.
Cisalpini. Dervi la bocea. V. in Bocea , in
Deportaniént e Deport. Condótla. Dipor- Desgràzia , e in Rid.
tamento. Portamento. Procederé. Dervi. fig. Aprire(Sa\\ini Prose I, 48a
Dcpós. У. Dapós. che usa anche in egual senso All'aper-
Depôsct e Deposit. Deposito. Diposito. tura di . . . ). Dar principio. Incomin-
La cosa deposítala. Quegli che dà in ciare. Entrare а о in.
deposito chiamasi Depositatorc o De Dervi Fasta, la scduta e sim. Aprire
ponente, chi riceve Depositario o Di- o Incominciare Vasta, la seduta, ecc.
posilario, e se è donna Depositaría; Derviss la stagion. У. in Stagión.
il luogo del deposito dicesi Deposi- Dervi. Sparare le bestie da macellarsi.
ieria o Dipositerta. Derviss. Allentarsi. Crepare; e in mag-
Fà on deposet. Diporre. Diposilare. gior grado Sbonzolare.
Depôset e Deposit. Posalura. Jlesidenza. Derupàzzi. ) Dirupo ? Macerie o di case,
Feccia. Sedimento. Derupéri. S o di piètre, erbaggi, terre
Deposita. Depositare. Diposilare. fattain un punto da fiumi, torrenti, ce.
Deposita. Schiarare. Posare. Deporre le Denise. У. Daruse.
Jccce. V. Depônn. Dcrusc come она sprella. V. Sprèlla.
Deposizión. Deposizione. Deposto. Derusrà. Scalfire. Spellare. Slracciar la
Deprefóndis. Deprofundis, pelle. Il fr. Effleurer.
Depulàa. Deputate. Deruscàa. Scalfito. Spellato.
Deputation. Dcpiitazionc. Andà in de- Deruscadùra. Scalfiltura. Spellamcnto.
putazion. Andar deputati ad aicuno. Escoriazione délia teñera cuticola.
Dèrbeda о Dèrbita. Erfiete. Dés. Dieci , e anche Diece.
Derelitt. Dcrelitto. Abbandonatissimo. Chi Га a so mœud scampa des ann
Derencra. Lombaggine. Mal di lombi. de pù. У. in Mœùd.
Deriva. Derivare. Cinqu e cinqu des , la cavalla l' è
Derla, s. f. e Derlón. s. m. Mallo. Il pri nosta. V. in Cavàlla.
mo gnscio délia noce. Cinqu e cinqu des , ti la merda e
Derla. Smallare. Levare i malli alle noci. mi i scires. V. in Scirésa.
Derlón. V. Deila. Dann des a andà ai dodes. Dar
Derocàa. Diroccato. Disfalto, Jlovinoso. trenta ad alcuno(*bar. — Zan. Crez.
Deroga. Derogare. Dirogare. rinc, II , i5). Dare altrui quaranta e
Deróinpcs. Sciorre le membra. Darsi vi il tavolato. Sapernc assai più di colui
ta. Muoversi. al quale s'applica il deltato — Il no-
Dersètt. Diciassctte. stro proverbio prova ginoco nostro
О per sett о per dersett. V. in Sett. favorito le pallottole; l'altro, giuoco
Dersett-c-mèzz. s. m L'otlavo del favorito ai Totcani la pallacorda.
crocione, moncta cosi detta dai valere Fà trenta e des vint(o simili). Fare
soldi milanesi diciassette e mezzo. di trentalrè undici ( Monos. , p. 41 ')•
Dervi ( e nel contado Darvi ed anche Anzi che guadagnare in qualche ne-
Arvi). Aprire. Schiuderc. Diserrare. gozio, scapitarci. È simile nlF altro
Dischiitdere ; с ant. Oprire. Anche i Menagh dent. V. in Menà.
Provenzali hanno Darbir. Quell di des. // décimo.
Chi ben sara ben derva. Salvo si Robba des , donanden quatter en
rende quel che ben si guarda. V. Sarà. resta ses. V. in Sés.
DESB '( ai ) DESC
Des. Dis. S. Es. Des. Particella per lo Desbarra. Sbarcare. Disbarcare.
più distruttiva che preposta a verbi Desbasti. Visfarc V imbastitura.
ed anche a sostantivi fa 1' ufficio del Desbntezzà. Sbatlezzare.
Dis o del Di о dell' 5 italiano , come Voré desbatezzass. Volersi sbatlez
Desdi , Deslazzà , Destanà , Destrigà. zare per maraviglia, stizza o simile.
Disdire, Dilacciare, Stanare, Stricarc. Desbellinàa. Alla s/atta(NeWi L'Astr. I, i).
Desabiglié (In). Lo slesso che In agher Incomposto. Disacconcio. Malassetto.
<le zeder. F. Zéder. Desabiglié è un Disorrevole. Disparuto, e peg. Sviva-
pretlo franzesisino. gnalaccio. Disconcio. Precisamente il
Desabitàa. Disabitato. Ermo. Spopolato. fr. Dépenaillé e il lat. lnconcinnus.
Disabitalo di genlc. foto d'abitaiori. Desbellinàda. Malassetta ; e peggior. Svi-
Désabusa. Abusare. vagnataccia. Bandiera. Sciatta.
Desabusass. Sgannarsi. Disingannarsi. Dcsbilinàa. Lo slesso che Desbelliiina. V.
Dal francese Se désabuser. Desbindà. Sbendare. Toglier la benda.
« Oh pover marier , ch' el se désabusa , Noi raramente usiamo questo verbo
» Ch'a l'è pesgiu la scusa che ne cl fall. » nel senso dello Sbendarsi o Disben-
( Brand. Bad. Men. ). darsi(g\\ occhi), ma si in quello di
Desafilàa. Spigionato. Desbindà on did , el coo , e »im. . . .
Desagrega. Segregare. Appartare — Dis cioè Levare i bendelli da un dito o
separare — Dismembrare. dal capo o sim. infermi.
Desagregàa. Segregate. Appartalo. Desbirolàa. Scommesso. Scassinato. Uscito
Desanima. Disanimare. Scoraggiare. Sco- di perui , che ha perduto i mastiuoli
raggire. Tor Vanimo. Fare altrui per o le caviglie, dissestato, fuor di sesto;
deré l'animo. Disgomentare. Discorare. e metaf. Scassinato. Scombussolato ; ed
Avvilire.Sbigottirc.Sgomentare.Scorare. anche in altro signif. íig. Svivagnato.
Desanimàa. Disanimalo. Scoraggiato. Seo- V. Desbellinàa.
rato. Discorato. Discoraggiato. Desboscionà. Dare la stura (a una botti-
Desanimase. Disanimarsi. Pcrdcrsi d' a~ glia). Sturare. Levare il turacciolo di
nimo. Discoraggiarsi. sughero che dlciamo bosción ad una
Desaprovà. Disapprovare. bottiglia. Il Déboucher deTrancesi.
Desarma. Disarmare. Desboscionàa. Sturato.
Desarmàa. Disarmato — Inerme. Desbottonà. Sboltonarc.
Desàsi. s. m. Sçiupone. Strassinone. Chi Desboltonnss la g¡ppa. V. in Mànega.
fa diserto della roba. Sprecalore. Gua- Desbottonàa. Sbottonato, с per estensione
slatore. Disjatlore della roba. Sfibbiato. Scinto.
Desasión. Gran strassinone. Desbratlà. v. delPAlto Mil. Sbrattare.
Dcsassnefà. Divezzare. Svezzare. Divez- Sbarazzare. Netlare.
zare. Disvezzare. Disusare att. Desbriàa. pos. e fig. Sbriglialo.
Desassuefàa. Divezzo(ftlach.Op. IX, í82-5). Desbrigàss. Sbrigarsi. Spicciarsi. Disbri-
Disassuefatlo. Divezzato. Disusato. garsi. Dispicciarsi. Spacciarsi.
Desavía. Sviare. Traviare. Scioperare. H Desbroccà. V, Sbroccà.
proveníale Desaviar — Desaviass-via. Desbrojà. Sbrigare. Slrigare. Disimpac-
Spassarsi. Passar mattana. Smattanare. ciare. Disbrigare — Disviticchiare.
Desaviàa. Disvialo. V. Desbandáa. Desbroncà. Dibrucare.
Desavían Che non ha, o che Descadenà. Scatenare. Discatcnare.
ha perdulo Г avviamento, e dlcesi Descadenàa. Scatenato. Discatenalo —
parlandosi di negozj , botteghe , ecc. V. anche in Uiàvol.
Desballà. Sballare. Conlr. d' Imballare. Descanta. Disonnare. Sdormentare. Sve-
Desballà (che anche dicono Cavà). T. de¡ gliare. Piisvegliare.
Bamieri.... Cavare della cosí delta baila Descanta i vermen. fig. Cantar la
i varj rami rozzi quali vengono dalla zolja. Dare una sbrigliata о una sbri-
magona per poi lavorarne utensili. gliatura. Scuoter la polvere. Dare un
Desbandáa. Scapestrato. Dissoluto. Dí rimprovero. V. in Felipp fig.
scolo. Sviato. Traviato. Scorretto. Descanta. Smaliziarc. Scaltrire.
DESC ( ) DESC
Descanta. Scibrre. Agevolare. Dcscodegà. Scotennarc.
Descanta on flor, ona rœusa, ona Descodegà о Tueù-via i Iolt. . . . Contr.
faccia. T. deirArti del disegno. Dare di I'iotare, spogliare délie zolle erbose.
anima о /' anima. Dar come la vita. Descollà. Scollare. Descollass. Scollarsi.
Avvivare — Dare paslosilà , morhidez- Descollàa. Scollato.
za, carnosilà. Descolpàss. Scolparsi. Discolparsi. Sca-
Descanta ona stndera, ona saradu- gionarsi. Giuslißcarsi.
ra о sim. . . . Dirugginare , disciorre, Descölz. Soalzo. Discalzo. Discalzato. Coi
slatinare una stadera, una toppa. pie' discalzi.
Descanta i man. Sgranchiare. Descolzà. Scalzare. Discalzare.
Descantan. Accorto. Destro. Sveglialo. Descolzà. v. cont. Scalzare. Sradicare.
Descantàss. Darsi vita- Snighittirsi. Sgran- Descomed, sosl. m. Scomodo. Incomodo.
Descapellà. Discappellare. (cltiarsi. Discomodo. Disagio. Discomoditá.
Descapellàa. Scappellato. Descomed o Descùmod. ad. Scomodo.
Dcscàpet. Discapito. Scàpilo. Pèrdila. Malagíato. Disagiato. Disagioso.
Descapriziàss. Scapriccirsi. Descómoda. Discomodare. Disagiare. In
Descàrega. Sparo. Sparata. Scarica d'aï— comodare. Scomodare. Noi per lo piu
mi da fuoco. (scarcare. lo usiamo parlando di far alzare alcuno.
Descaregà. Scaricare. Discaricare. Di- Descoinodàss. Scomodarsi. Incomodarsi.
Descaregä. Sparare. Trarre. Scaricare Disagiarsi. Discomodarsi.
arm! da fuoco. Dcscompágn. Spareggiato(G\aoch. Inlr.
Descaregà. Scaricare ( Gras. Diz. mil.). p. 555). Scompagnato(Targ. fiag. I,
Levare col cavaslracci la carica del- p. i5o). Spajato(Cecchi Pellegr. 1, a
Га rm i da fuoco. in Prov. tose. p. 7ij). Scoppiato.
Descaregà i moeul. . . . Levar delle ma- Dcscompágn.Dissirnile.Diseguale. Diverso
cine il grano già macéralo с sfarlnato- Dcsconipagnú. Spajare. Dispajare. Scop
Descaregáa. \$caricato. Scarico — I'arlan- piare — Sguagliarc — Sparigliare (ca-
Descàregli. S do di vellure noi diciamo valli) — Scompagnare. Discompagnare.
anche più volenlieri p'œiij. V. Descompagino. Scoppiato(iíach. Op. IX,
Descarellàss Sciupare o Guastarc У. Descompágn.
il codrione (cl carell del сии). Descompónn. T. di Stamp, per Desfâ. V.
Descarna. Scarnare. Discantare; e doltr. Desconcordia. Sconcordia. Discordia. Dis-
Scarificare. Noi lo diciumo quasi sola sensione. Disconcordia. Disunione.
mente parlando d' unghie incarnate. Desconsacrà. Dissagrare. Sconsacrare.
Descarnàa. Scarno. Scarnato. Discarnato. Profanare.
Descarognàss (che il Maggi disse Desin- Dcsconsacràa. Profánate. Esecralo.
carognàss). Disnamorarsi. Snamorarsi. Descdnsc. Sconcio. Disacconcio.Disconcio.
Descarta Trarre délia carta. Desconsciá. Sconciare. Disconciare.
Descascià per Cascià-via. V. Desconsciàa. Sconciato. Disconciato.
Descaviàa. Scapigliato. Discapigliato. Dcsconsciàss disse il Grossi per Uespèr-
Descavicc per Desfortùnna. V. des , Fà ona despersa. У.
Descaviggiàa. met. Sventurato. Sfortunato, Descontént ( Maggi Interm., pag. i54).
e per superl. Sacco di disdella. Scontcnto. Malcontento. Discontento.
Descendénza. Discendenza. Descendénza. Descontcnlà. Scontenlare. Discontentare.
Des-centésem. s. m Moneta erosa Descoppà. T. de'Maccll. . . . Finir d'am-
del valsente di dicci centesimi di mazzarc il bue , stccchirlo. Per es.
quella lira décimale a cui si riferisce, Varda se Г с descoppaa .... Vedi
la quale dicesi anche on Duu-e-mezz. se la mazzata l'ha liuilo , Vedi se la
Des'cervcllass.Discervellarsi.Oicervellar- mazzata Г ha tocco nelle ccrvclla.
De-scià. Di qua. V. in Scià. Desoôrd. ) Discorde. Scordato. Disac-
Dcs1ciodà. Schiodarc. Dischiodare. Descordàa. i cordato. Discordato. Disso
DcsViodalla. Cavarne o cappa о man- nante. Contr. d'Accordalo, che scorda.
tello. Uscir di dubbiezze, definirla. Descordàss. Scordarsi. Discordai si. Dis-
Descobbià. Sparigliare — Scoppiare. accordarsi.
DESD (a ) DESF
Dcscóit o Discórr. Discorrere. Parlare. DesdUta. Disdetta. Disdetto. Mala sorte.
Favellare. Racionare. Sfortuna ; e ant. Disditla.
Descorr ! o vero Andà a descorr ! Avegh adree o adoss la desditta.
Interjez. simili aW altea Figuràss. У. Aver disdetta. Essere in disdella.
Descorr de ara helara. Ragionar di Desdohbià. Sdoppiare. Scempiare.
Berta e di Bernardo(S»cc\i. Nov. aao), Desdôlt. Diciotto e anche Dicidolto.
слое di cose ideali e senza appicco, Andà о Marcià sul cinqu e desdo tt.
solo per tener in indugio altrui. Vestir allillato. Stare lindo o sulla
Descórs o Discórs. Discorso — Sermone. ¡indura o sidle gale. Andaré o Vestir
Descorsiv. Parlante. Viscorsivo. Discor- lindo o galante. Corrisponde al pro-
sevole. venz. Marchar sur lou trentun, ed al
m . . . . tuce quij piant ch' bin là francese Marcher sur le ton , e vale
» Gh' ban »piret, gh'han sentor, hin descorsiv. » Vestiré alia moda, iu galantería —
( Bal. Ger. ) Talora Parère il sécenlo.
Discrédita. Screditarc. Discreditare — Desegnà. Indicare. Pronosticare.
Viffamare. Infamare. Disfamare. Desember. Dicemhre. Décembre.
Descredilàa. Scredilato. Discreditalo — üesembrin. ad Del dicemhre.
Disoncstato. Diffamato. Infámalo. Dis La fiocca desembrinna per tri i mes
fámate. la confinna. V. in Fiocca.
Dcscrezión. V. Discrezión. Someneri desemhrin el var nanea
Descrizión. Descrizione — In qualche triiquattrin. V. in Somenéri.
luogo del Mnggi lcggesi anche Descri Desenemis. Inimico. Nimico. Nemico.
zión per Discrezión, ma certo per Desénna. Decina. Diecina.
errore delle slainpe. Desènna. Posla(*ñor. — Pan. Poet, di
Descrlv. Descrivere. Discrivere. teat. I). Una dellc quindici division!
Descría e Descrivúu Descrilto. Discrillo. in cui si riparte la corona, composta
Descresta. Scrostare. Scorlecciare. di dieci avemmarie e un paternostro.
Descrostass i mur. Scanicare. Desènni. Decennio.
Descrostàda. Scrostamcnto . Desèr. Dessert (Rim. d'un poet. pis.).
Descummià. Disnidare. Snidare. Cacciar Pospasto. L'ultimo servito, le seconde
- di nido, sturhar dal nido gli uccelli; mouse, i dolci, le frutte.
■ e fig. Dare lo sfratto. Sfrattare. Le- Desèr. Trionfo. Queirornato che si mette
varsi dattorno. fc'urse da Accomiatare. in tavola al pospasto; il Durtout de'Fr.
■ No ghe tlà ascolt, descummia Desèrt. Deserto.
- Quell vedo» » (Bal. Bini. ) Deserta, ecc. V. Diserta, вес.
Dcscummiáss. Snidarsi. Ahhandonare il Dèsf. Sfatlo.
nido; e Gg. Netlare il pajuolo. Sbiel- la. Sfare. Disfare.
tare. Carsela. Fuggire. V. Svigna. Desfà el haull, la valis, ecc. Sbau-
Descusi. Scucire. Discucire. lare. Svaligiare. Trarre del baule ,
Desensilla gió del comm al romm. V. della valigia , ccc. le robe contenu-
in Komm. tevi, non già sconnettere il baule
Dcscusii. Scucilo. Discucilo. come parrebbe a prima giunta che
Pari Maria descusida. V. in Maria. valga lYspressione.
Descusidùra. Uno scucilo. Desfà-gio o Dcsfà-fœura. Dispiegare.
Descutti. Discutere. Spiegare.
Desdamà. . . . Vincerc ail1 avversario le Desfà la tila. Stessere. Distessere.
• dame nel giuoco di tal nome. (dia. Desfà ona societaa. Disdire una ra-
Desdi. Disdire. Disdirsi. Cantar la palino- gione. Disfare la compagnia.
Desdi. lig. Disdirsi- Sconvenirsi. Per quell Desfà *on gropp. V. Desgroppl.
Ii cl ghe disdis minga. Jl tempo e il Dcsfass de vun. Disfarsi dfatcuno.
luogo non lo dischiede — Dispáreme. Smallirlo. Riuscirne.
A ti el te stà hen e a lee cl desdis. A Desfass d'ona rohba. Disfarsi d'una
• te sta bene e a quelVallra ne dispare cosa. Alienare una cosa da sé. Riu
(Lor. Med. Cam. 67.a) scirne , с tulora Libcrarsi. Sbrigarsi.
DESF ( 24) DESG
Fà e dcsfà l' è tutt lavorà. У. in diz. Sfornare ; non saprci se sone-
Lavoi ii. Il Lat. Penelopes telam retexere. rebbc gradúo alie orecchie ilaliaue
Desfa. Dis/are. Liquefaré- Struggere. Fon- Sfornaciare.
dere. Desfortunàa. Disfortunalo. Sfortimalo.
Desfass in bocea. Slruggersi. Scio- Disventuralo. Malavventúralo. Disav-
gliçrsi in bocea. Dimojare. Dicesi di venturato. Sgraziato. Disgraziato. In
frutti e simili. forítmalo ; e fam. Disdicciato.
Desfa. Scommeltere. Scommezzare. Scon- Desfortúnua. Disfortuna. Disventura. Sfor-
netlere. tuna. Sventura.
Desfa on paviment. Smattonare. Desfratàa. Sfratato. Disfraíalo.
Desfa. . . . Sciogliere col rastro (restell) Desfratass. Sfratarsi. Disfratarsi.
la pasla macérala da fame amido. Desgaggiàa. Svelto. Destro. Disinvolto.
Desfa per Descusi. У. Sentito. Pronto. Sollecito.
Desfa. T. degli Stampatori. Scomporre. Desgaggiàa. Sbrigato. Speditivo.
Cosi dicesi il separar le lettere di Desgaggiadón. Svcltissinw. Uomo che ha
una forma di stampa , e disporle di una disinvolturona mirabile.
bel nuovo nella cassa, ciascuna nel Desgaggiáss. Slrigarsi. Sbrigarsi. Spac-
suo proprio nicchio ; lavoro che si ciarsi. Distrigarsi. Dal fr. Dégager.
chiama Scomposizione. Desgallonà. . . . Levare il gallone, sguer-
Desfàa. Disfatlo. Sfallo. nirc del gallone.
Desfàa. Strutlo. Fuso. Lir/uefatto, Disfatlo. Desgallonà. Scosciare. (fine.
Desfàa per Desbellinàa. V. Desgallonàss. Scosciarsi(Fag. III, la in
Desfassà. Sfasciare. Disfasciare. Desgambiss. Sgrancliiare. Snighiltirsi. Slri
Desfassàa. Sfasciato. Disfascialo. garsi. Scibrsi. Spastojarsi. Noi lo di-
Desfereuzià. Differenziare. Disferenziare. ciamo in parlicolare dei polli.
Variare ,' esser diverso. . Desgàrb. Sgarbo.
Desfèrla dicono alciini per Stralattón о Desgarbàa. üisgarbalo. Sgarbato. Sgra
Desàsi. У. ziato. Malgrazioso. У. anche Darùsc.
Desfescià. Sbrattare. Sbrigare. Disimpac- Desgarbadarla. Sgarbataggine. Sgarba-
ciare. Disfare. Disimpedire. Sbarazzare. tezza. Sgarbo. Sgraziataggine.
Dcsfibbià. Sfibbiare. Desgarbadón. Il re degli sgraziati(\l-
Oesfidà. Sfidare. Disfidare. Provocare a leg. 7.11). Sgrazialonc. Sconvcnevolone.
duello. Desgarbià. Distrigare. Sviluppare.
Desligurà, Dcsfiguràa. У. Desforma, Des Desgarbià i cavij. Ravviare i capegli.
forma». Scrinare. Sciorre o stendere i capelli.
Dcsfîlà, Desfilàa. У. Desfirà, Desfiràa. Desgarbiass i œucc. Spaniarsi gli
Desfiori. Sfiorire. ocçhi.
Desfirà. Sfilarc. Cavar di filo. Desgarbiàa. Strigato.Distrigalo -Spaniato.
Desfiràa. Sfilato. Avegh i œucc desgarbiàa. (ig. Ks-
Desfironàss. Sfilarsi. Direnarsi. Slombarsi. . sere destro , svclto , sagace. У- in lEùcc.
Desfodrà. Sfoderare. Sguainare. Cavij desgarbiàa. Capelli scrinali —
Desfodrà la sciabla e sim. Sguai Capclli ravviati.
nare la sciabola. Desgarbiàa. fig. Svelto. Destro. Scaltro.
Desfodrà. Levar la fodera (a un abito, Accorto. Svegliato. Sagace — Agile —
a una roba). Sfoderare. yivace. У. anche Desgaggiàa.
Desfogonàa. Sfoconato. Des'gelà. Dighiacciare. Sghiacciare ; fior.
Desforma o Desfigura. Sformare. Dis Didiacciare; e con Min. Disgfuacciare.
formare. Difformare. Deformare. Sfi- Des'gelàa. Dighiacciato ; e lior. Didiac-
gurare. Disfigurare. Svisare — Tra.fi- ciato.
gurarc. Trasformare. Ues'gerbà. T. agr. Dissodarc. I'aslinare.
Desformàa o Desfiguràa. Svisalo. Sfigu- Il Défricher dei Francesi.
rato. Deforme. Difforme. Disformato. Des'giarà. T. de^Cappellaj. Svanare. Col
Desfornasà Levar della fornacc rasojo o con altro levar via il pelo
i lavori di terra cotta. Abbiamo nci vano dai cappelli.
DESG ( a5) DESL
Desgiuné. Colazione. Deseo molle. Dal Andà in desgràzia de vun. Caderû
franc. Déjeûner. Propiciamente l'asciol- о Venire in disgrazia d? aleono. Per
vere mangiando carni о simili. deré la grazia d' ww.
Des'giùst. ag. Scordato. Discordante. Mett in desgràzia. Cavar di grazia
л Che la pojsa trova ( ditse il Bal. Kim. ) ad uno checchessia(Meirl. Nie. Let. 2),
» I clavazzin cbe no sien mai desgiust. » cioè far uscir d'amore.
Des'giustà. Sconciare. Spostare. E simile Desgraziàa. üisgrazialo. V. Desforlunàa.
al franc. Désajuster. Quand vun Pè desgraziàa, se borla-
Desgradà. V. Trà-giô in Trà. giö on copp del tecc cl ghe va in.
Desgrana. Sgranare. sul coo a lù. V. in Tècç с Cópp.
Desgrappà. v. br. Sgranellare. Disgra- Desgroppi. Sgruppare. Sciogliere i gruppi.
nellare. Disgroppare. ¿nodare. Üisfare i nodi.
Desgrappass Lo spircarsi degli Desgroppii. Sgruppalo. Snodato.
acini dell' uva dal proprio grappolo. Desgrossà. Digrossare. Sgrossare.Disgros-
Desgrassà, Digrassare pari, di brodi. saie.
Desgrassà. T. de' Maccll. , Pizzicag., ecc. Desguarní. Sgiiernire — Disfornire.
. . . Spogliare délia grascia le parti Desguarnii. Sguernito — Disfornito.
carnose délie bestie macellate. Desgussà. Il Varón mil. dice che que-
Desgrassà. T. de' Parruc. . . Disugnere sta voce vale quanto Decidere, Stri-
i capegli che si voglion tessere fa- care , Sminuzzare , с lalvolta anche
ccudoli bollire nell' acqua. Mangiarc. Ora non è più ш uso Ira
Desgrassàa. Digrassato. — Disunlo? uni , se non a mala pena nel senso di
Desgràzia. Disgrazia. Sciagura. Sventu- Sgusciare o Digusciare. ... ,
ra. Avversità. Disavventura. Infortunio ; Desgùst. Disgusto.
e con v. ant. Misventura. Desgustà. Disgustare — ¿¡gustare.
Dervî la bocea e lussà che parla Desgustàa. Disgústalo.
la desgràzia. Aprir la bocea a caso Fà el desgustaa. . . . Dare segno
e lasciar andare(Vag. Rime I, 296). continiiato di disgusto ; con aflettata
Desgràzia del сап fortunna del lofT. freddezza studiarsi di fare che ahri
f. in Can. ci riconosca mal soddisfatti di lui.
1 desgrazi hin come i scires ; adree Desgustin .... Lieve disgusto , di-
a vunna glfen ven des. Le disgrazie spetlo, dispiacerc, amarezza.
non vengan mai sole. Le disgrazie Desgustós. Disgustosa. Disgustevole. Koí
■ sono come le ctriege(Alb. ene. in Cirie- lo diciamo anche a Persona ; per es,
gia ove cita per ció un testo del Var Te see pur auca desguslos. Zoticon
olii). Le disgrazie vanno a coppie, e nojoso che sei ! Tu sei il gran disgar^
поп finiscon per poco( Alleg. 11 S). Le halo! Tu sei pur malgraüoso!
disgrazie sono come le cirege, che una Desiccà dree a vunna. Fr. br. Struggersi о
tira l'altra ( Buoui Prov. II, ifa). Non Alorirsi d'amore d'alcutia о per alcuruC
fu mai disgrazia che non fusse accorn- Desidcrà. Desiderare. Bramare. Disidcra-
pagnata ( Assetla 3, y). re, e poet. Desirarc. Dcsiare. Disiarc.
1 desgrazi hin pareggiaa come i Desideràa. Desiderato. Disiato. Dcsialo.
tavol di ost. Le disgrazie son sempre Disiilcrato.
apparecchiate. Dcsideràbel. Desiderabile. Desiabile.
N0 vorè savè desgrazi. Allaccare i Desidéri. Desiderio. Des'io. Disio. Bra
pensieri alla campanella dcll' uscio. ma. Desire. Disire. Disiro; e ant. De-
Darsi piacere e bel tempo senza pen- sidéro e Dista с Desiore e Disianza.
siero o briga di checchcssia — Ed Desigilà. Disigillare. V. Dessigilà.
anche... Volere il dov uto a tutto rigore. Desiinbórs. Disborso.
Per desgràzia. Per disgrazia. A sorte. Vess in desimbors. Esserc in disbor
A caso. Per gran caso. so. Aver págalo danaro per conto al-
Vess pien de desgrazi. Disgrazie trui, о per oggetli non ancora ricevuti.
colla pala! (Fag. Av. pun. in versi 111, G). Desimbrojà. Strigarc. Distrigure. Spaccia-
Desgràzia. Disfavorc. re. Disviluppare. Sviluppare.
Vol. II. ■4
DESL ( аб) DESL
Desimpajà. Spagliare? Levar délia pftglia Deslattà. Slattare. Spopparc. Svezzare. Dis-
checchessia. vezzare. Il fr. Sevrer.
besimj>ara.Disimparare.nisapparare.Dis- Deslattàa. Slattato. Spoppato. Svezzato.
imprendere. Disparare. Disapprendere. Deslavráa(Maggi I, 3581. Slabbrato? colle
Desimpasta. Spastare. labbra tagliate. Il Bellini usó Slabbrare.
Desimpègn. Disimpegno. Deslazzá. Dislacciare. Dilacciare. Slac-
Abaa de desimpègn Chi ciare. Scignere. Scingere.
veste abito ccclesiastico senza esser Deslazzass-fœura. Dislacciarsi. Sfib-
tale veramente. Nello Slalo romano biarsi.
non sonó rari i curiali e gl" impiegati Dcslazzàa. Slaccialo. Dilacciato.Deslazzaa-
che vestono cosi per omaggio al go- fœura.^M>iVito(Lor.Med..Sim£».cant.6.0).
verno pontificio ; i possessori seco- Deslcggeri. V. Deslingeri.
lari di ci rie abbazie feccro spesso Deslengua. Sdiliquare. Struggersi. Lioue-
altrettanto; i cantor! di varie cappellc Jarsi. Liquidire — Colliquare.
di cbiesa lo fanno parimente veslendo Deslengua come ona candirá o come
altresi gli abiti clericali nelle sagre la nev al so. Andarsene pel buco del-
cirimonic , forse per andaré più con- l'acquajo. Smagrire e struggersi in-
venevolmente a compagnia col clero seusibilmentc.
— Al fig. noi diciamo altresi Abaa de Deslengua del cold. Slillar dal caldo.
desimpègn que1 veri abati i quali, sba- Deslenguà-via. Struggersi. Consu-
gliata vocazione, vorrebbcro per .d¡- marsi a poco a poco.
versi fini tenere un pié nel santuario Deslenguà( pari, di mctalli). Venire in
e Г al tro ncl bel mondo. nt'í/ua(Ccllini Orcf. pag.ifo).Struggersi.
Trova on desimpègn. . . . Trovar Dcslcngiiàa. Slrutto.
modo a sciogliersi da un impegno. Desliga. Slegare. Dislegare. Scibrrc. Scio-
Desimpegnà. Disimpegnare. Cavar d'im- gliere.
pegno, liberare da checchessia , torre Chi ben liga ben desliga. V. in Ligà.
di dosso un assunto. Desliga i can. Sguinzagliare i cani.
Desimpegná(¡ stanz)... Fare che le stanze Desliga i gioj. Dislegare? Scastonare?
siano libere, non legate Tuna l'altra. Sjasciare ?
Desimpegnà. ñiscuotere il pegno (Fag. Ve desligaa el cavrett. fig. Egli ¿
Av. pun. I, 4)- Spegnare. Levare il úsalo di donzellina. V. in Cavrett.
pegno o Levar di pegno. Desligaa. Siégalo. Dislegato. Sciblto.
Desimpognáss .... Cavarsi d' obbligo Dcsligàa(parl. di libri). Siégalo. V. an
o d' assunto. che in Ligàa. (stojiato.
Desimpiegàa. Disimpiegato. Desligaa(parl. di gioje). Dislegato. Sca-
Dcsimpregnà. Spregnare(Manni f'egl. IV, Desligass(i dent). Dislegare i denti. Gua
oo), e Wg.Strigare.Sciogliere. Distrigare. rir dair allegamento.
Desinamoráss. Snamorarsi. Disamorarsi? Deslingeri o Desleggeri. Alleggerire —
Uisnamorarsi. Disinnamorarsi. Sgravare. Disgrevare — Alleviare.
Desinrarognáss. У. Desrarognass. Dcslippa. scherz. Disdelta. Sorte avver-
Desing.iná. Disingannare. Disgannare. sa, e singolarmcnte in giuoco.
Sgannare. Deslippáa. Disdicciato. V. Desforlunàa.
Dcsiateressáa Disintcressato. Spassionato. Quand se nass deslippáa l'è inutel
Desinvölt. Disinvollo. Destro. Spedilo. tœuss el cœur che l'è luttunna . . .
Desinvoltúra. Disinvoltura , с al superl. A rhi nacque in mal punto non vale
Disinvolturona — lirio — Fraucliez- accorarsi, non puô mai voltar sua sorte.
la — Deslrezza — Scioltezza. Dcsliscàss . . . Diccsi délie seggiole in-
Desist. Desisterc. tessute dt sala che si vanuo stessendo
Deslácela. Svezzare. V. Deslattà. e perdendola.
Desláss. Slascio. lülascio. Scapito. Deslogàa. Dislogato. Slogalo; dottr. Lus-
Desláss. Concessione. Eccczionc. sato — Disovolato; aret. Dischiovolato.
« Pur le ghe ata deslaw ( dii-r it Majtgi ) Oeslogadùra. Dislocazioue. Dislogamento.
X Mi ffl* renictti al ton di vost сашралп. » Slogatura. Slogamcnto¡ dotl .Lussazione.
DESN ( 27) DESP
Deslogàss. Slogare. Dislogare, e dottr. Desoctipàa. Disoccupato. Ozioso. Sfiaccen-
Lussarsi. Si dice delTossa. Sconciarsi Desoláa. Desoíalo. Disolato. (dato.
una gamba o un piede. (singhe. Desolazión. Desolazione. Desolamento.
Deslusingàss. Disingannarsi. Uscir di lu- Desombrià. Disaduggiare.
Desmaneg.'iss Perderé il manico. Desonèst. Disonesto.
Desmaniàss. Smaniare. Desonèst. Ad. di Prèzzi. Ingiusto. Ingottlo.
Desmarcà Levare la marca о il Dcsoneslàa. Disonestà.
bollo o il puntiscrilto. Desonór. Disonore.Disnore. Disonoranza.
Desmascaràss. Smascherarsi. Desonorào Fà desonor. Disonorare. Con
Desmentegà. Dimenticare. Dismenticare. tare. Vituperare. Svergognare.Sj'regiare.
Obbliare. Scordare. Smenlicarc. Dcsorapù, Desoravia. V. Dessorapù, ecc.
Perdona l'è de Cristian; desmentegà Desorden. Disordine. Trasordine.
Tè de ciall Le ofFese vanuo per Adree a on desorden gh'en ven ou
dónate ; ma non bisogna fidarsi alla olter. Un disordine ne Ja cento.
cieca di chi ci ha per lo addielro oífesi. Desorden gross. Disordinaccio.
Desmètt. Dismettere. Smeltere. Cessare. Di vœult on desorden el forma on
Dimetutre. Desistere. Finare. Restare. orden. Spcsse volle uno trasandare
Tralasciare. Hi/mare. fiifinirc. acconcia una cosa che titito il seguiré
м Se quel ciall de don Galdin delTordine che fu mai non l'acconce-
» Not desmett con quij canipann , reWe(Sacch. Nov. 189). Un disordine
V El fornisi cont el tirann spesse voile è cagione di un buon or-
» On quaj fulmen sul coppin. » (PortaJ. dine (Borgh. Don. cost. V , 1 4 )• Une
Desmett mai de fà, di, ecc. Nonfinare sconcio gli ha falto un acconeio (¡Mo
o restare o rifinare о mellare , ecc. nos. 284 )• Un disordine nascer suol
Desmett on veslii o sim. Dismettere, fare un ordinc (Moniglia Conte di Cu-
Dimetiere, Smettere, Forre da pai te un tro III, 9). Uno sconcio fia un accon
abito o sim. eio. D'un disordine nasce un ordine.
Desmetlùu.^ Smesso. Dismesso — Vano. Dai mali costumi nascono le buone
Desmiss. ) Casso. Cassato- leggi o Dai cattivi costumi vengono
Desmobigliàa. • . . Senza mobili. le buone leggi.
Desmonta. Dismontare. Discavalcare. Sca- Desorden. Stravizzo. Stravizio. Intempe-
valcare. Dismontar da o del cavallo- ranza. Sicmperanza.
Fà desmonta de cavall. Scavakare Desordin gross. Stravizzone.
uno. Smonlare uno da cavallo — Smon- Fà di desorden. Stravizzare. Stra-
tare a piede. viziare.
Fà come quell ch' è borlaa-gió de Desordenas. Disordinato. (p. 47*
Tasen, ch'el diseva ch' el voreva Desorganizzàss. Disorganizzarsi(So\d. Sat.
desmonta. Farsi onore del sol diluglio. Dcsorlà. Torre l'orlo. Corrisponde al fr.
Desmonta. Scendere dal calesso — Scen- Déborder, ed è una délie tante voci
der del carro — Sbarcare. che mancano ai noslri dizioonrj italia-
Desmonta. Smontare. Desmonta ona scuf- ni ben facendosi da Orlare, Disorlare.
11a. Smontare una cujfia — i canon. Desorláa. . . Senza Torio avuto da prima.
Smontare o Scavalcarc le artiglierie. Désossa. Disossard
Desmonta de guardia. V. Guardia. Dcsossàa. Disossato cosí nel signifícate
Dcsmorbá-Aípii/í/ c — Dismorbare e Smor- di Spoglio d'ossa, come di Rolto nelle
bare ne' diz. ilal. valgono altro. ossa', Dolente nelle ossa.
Desmostrà. Dimostrare. Desótt. V. in Sôtt.
Desnidollàa. Smidollato. Dismidollato. Andà al desott. Discadere. Smontare.
Desnodàa. Snodato. Rimaner disaslrato. Essere in disordine.
Desnœûv. Diciannovc. Calà semper des- Desotterrà. Disotterrare. V. Dessottcrrà.
nceuv e mezz a fà vint sold. У. in Sold. Despacbcttà ... Aprire , sciogliere , svilup-
Desnœuv-sold. s. m. , о Desnœûv assol. pare un pacchelto. Il fr. Dépaqueter.
.... La lira parmigiana che ha corso Despalà. Spalare le viti.
fra noi col valore di 19 soldi nostrali. Despallàa. Spallalo.
DESP ( I) DESP
Despallàss. Spallarsi. Despèrdes. Dispergersi. (ciarsi.
Desparà. Sparare. Levare il paralo. Despèrdes. Aborlire. Disperdersi. Scon-
Dcsparegglà. Sparecchiare. V è anche Desperluscént disse il Grossi per Sper-
esempio di Disparecchiare. luscént. V.
Desparcggiàa. Sparecchiato. Despèrs. Disperso. Sparso.
Dcsparér. Disparere. Discrepanza. Despèrsa. Aborto. Abortivo. Sconciatura.
Despàrt. Disparte. In disparte. Fà ona despersa. Disperdere la crea-
Despeccenàa. Scarmigliato. Arriiffalo. fura(Gigli Reg. a55 ). Abortirc. Scon-
Despedí. Spediie. Spicciare. Sbrigare. Di- ciarsi. Disperdersi. Abortirsi. Abortare.
simpedire. Despéss. Spesso. Soventi volte.
Despedii. Spedito. Spiccio. Despètt. Dispetto. V. Dispètt.
Dcspedlss. Dispedirsi(\mer. Viag. 8). Despettenàa. Scarmigliato. Arruffato.
Despenóla. Sbiettare. Sconfiggere. Despiasè. Displaceré. Disgusto. Dispia-
Despenolàa. Sconßtto. Scommesso. cimento. Dispiaccnza.
Despensa. Salvaroba. Dispensa. Stanza Despiasè. Displaceré. Spiacere — Dis-
de' camangiari. aggradire.
Despensa. Dispensa. Esenzione. Dispen- Despiaséver. Spiacevole. Dispiacevole.
sazione. Dispensamenlo. Dispcnsagione. Despiasùu. Dispiaciuto. Spiaciuto.
Despensa. Dispensare. Esentare. Esen- Despiecé, v. cont. br. contr. del pure cont.
zionare. Far èsente. br. Impiccà. V. in questa ultima voce.
Despensa, v. cont. per Spend. Dispendere. Despiegà. Spiegare. Dispiegare.
Despensér. Dispensiere. Dispensiere. Despientà. Spianlare. Dispiantare. Dira-
Despensin o Dispensln. Picciola dispensa. dicarc.
Despera. Disperare — Desperàss. Dispe- Despientà. Smontare. Per es. Despientà
rarsi. Disperare — Besogna pœu minga on lecc. Smontare un letto.
desperass. Non s'abbandoni. Non dis- Dcspigáss. Disgranellarsi ? Uscir della
peri. Non si sconforli. spiga il grano al batterlo in aja.
Desperass come on matt. Abbando- Despiombáa. Spiombato.
narsi. Getlarsi tra i morti o tra' perduti. Despiombáss. Spiombarsi.
Disperarsi. Darsi alia disperazione. Despolpá. Spolpare. Dispolpare.
Nanea per quest vuj minga despe- Despolpàa. Spolpato. Dispolpato.
ramm. Non per questo me ne strac- Despoltià. Svelare. Rivelare. Svertare.
cerb gli occ/ii. Non ne avró passione. « Ghc vui despoltià Poltra poltia
Desperàa. Disperato. » Che te gh'ee faa.» (Mag. Bar. Birb.)
Desperan. Scavezzacollo. fíisicoso. Che Despônn. Disporre.
non pensa più in là. Desponùti. Disposto.
Desperada (A la ). Disperatamenle. Alla Despontà. Spuntare spilli o simili. Contr.
disperala. Smodalamente. Senza modo. d'Appuntare.
Scnza termine. Desponlellá. Spuntellare.
A la pù desperada. Al peggio deipeg- Despôst. Disposto. I'. Dispóst.
gi. Lo stesso che Л la cà di can. К. in Càn. Despötegh. V. Spôtich.
Bui a la desperada. Bollire a scroscio, Dcsprcpará.tyn/wcAiVirc.F'.Despareggiá.
a ricorsojo, cioè jiel maggior colmo. Despresi. Dispetto. Noja. Atto che si íac-
Desperadón. Bcstione. Bcstionaceio. Bin- c¡a altrui per muovcrlo a dispelto,
negataccio. Disperatissimo — Dispera per nojarlo, per dargli pena.
to. Bompicollo. V ingl. IVild-féllow. Andh-via la robha per despresi.
Desperazion. Disperazione. Disperagione. Andar via a ruba. Spacciarsi le merci
Disperarnento. Disperatezza. a gran concerso di compratori.
Dass a la desperazion. Darsi al di Fà di despresi. V. Despresiá.
sperato. V. in Diàvol. Fà per despresi. Fare per dispetto,
L'è ona desperazion. È tin dispelto. a bello studio, a bella posta, apposta-
La è cosa da disperarsene. tamente.
Te see la mia desperazion. Tu mi Fà robba per despresi. . . . Fare
Jai disperare. ubcrtosissinio i ¡coito. Faremra robba
DESS ( ад) DESS
per despresi. Tulle le cose ci ammog- capilar egli. Se dessadess el capita. Sc
gcmwio(Soder. Agr. a ), vale a dire per caso o Se mai capita.
avremo granaglic a moggia infinite. Dcssadèss. Siccome. J'oichè. Se non che.
Vegni-sù per despresi. Crescere per Per es. Dessadess le vee in collera,
dispetlo ? Crescere senza che altri il l'è mej che tasa. Siccome tu monteresti
voglia о il coltivi,come la malerba,ecc. in collera , cosi è meglio che io taccia,
Croître par dépit dicono anche i Franc. Dessaldà. Dissaldare.
Despresià. Nojare(*tosc- Editti loscani). Dessedà. Sdormenlare. Destare. Svegliare.
7W¿oiVirc(Borgh. Rip. III, 22). У. Per- Disvegliare. Di.ionnare. Ridestare. Ri-
zipità. (zipilós. svegliare. Dissonnare. Svegghiare.
Despresiós. Piojoso. Dispettoso. V. Per- Dessedà o No dessedà el vespee. fig.
Despresiosón. Dispettosissimo. Di là da Stuzzicare о Non istuzzicare il can che
no/oso. dorme , le pecchie , il Jormicajo , il
Desprelàss. Spretarsi. Lasciar l'abilo prc- formicolajo, il vespajo, il naso del-
tesco. У. in Collarín. (porzionato. l'orso ifuando fiuna.
Desproporzionàa. Disproportionate. Spro- Poden anca portail via ch' el se
Dcspropriàss. Spropriarsi. Spropiarsi. desserla minga Dicesi di chi
Dispodestarsi o Spodestarsi di cliec- dorme profondissimamenle. On empor
chessia. (sprovveduto. terait sa maison qu'il ne s'éveillerait
Desprovist. Sprovvisto. Sprovveduto. Di- pas dicono i Frances!.
Desquareià. ) Scoprire. Discoprire — Sco- Dessedàa. Sveglio. Desto. SvegUato. Scosso
Desquattà. ( perchiare. Scoverchiare. dal sonno. Dissonnato — Insbnne.
Desquattà o Squajà i altantt. У. in Stà dessedàa- fegliare. Vcgghiare.
Altarin. Dessedàa. fig. SvegUato. Accorto. Furbo.
Desquattà (cosí detlo assol. nelle Cave di Sopravveduto.
pietre). Scoprire il masso. Sgalestrare. Dessedàda. ((Grossi In morte di Carlo
Desquilibrass. Squilibrarsi. Dessedainént. 1 Porta sestina g). Sveglia-
Desranghi e Desranghhs.Sgranchiare.Sni- mento. Svegghiamento. Destamento.
ghittire. Contr. di Aggranchiare (inran- Dagh ona dessedada, fig. . . . Ecci-
ghi). « Oh via sgranchia , e cavati il tare, deslare alcuno a pagare o sim.
tabarro, e qualcosa anche tu metliti a Dessègn. Disegno. V. Dissègn.
Jare, ч (Fag. Rim.). Il Dégourdir de'Fr. Dessegnà. У. Dissegnà. (Sparti.
Desrazzà. Estirpare. Sradicare- Distirpare. Desseparà. Disseparare. Separare. У.
Eradicarc. Disverre. Disvegliere. Dis Desscppelü. Diseppellire. Disolterrare.
radicare. Diradicare. Dcssigilà. Disigillare. Disuggellare. Dis-
Desrazzà (o Srazzà) vun d'on sit. Fare suggcllare. Dissigillarc.
lo sgombero d' uno. (Direnato. Dcssigilà ona bolteglia. Dare la stura
Desrenáa. S/ilato. Slombato. Dilombato. a una bottiglia. Disturarla.
Dcsrenná. Direnare. Sfilare. Slombare. Dessolà. T. di Mascalcia. Disolare. Cavar
Desrescá.Di/i'ícarc.Levar le lische a'pesci. Funghie ai cavalli с simili.
Desrescïà. ÄgrinzareiArct. Ip. 545). Sten- Dcssolàa. s. m. Disolalura. Staccamento
dere. Agguagliare. Lisciare. Distendere. morboso del suolo nel piè del ca-
Desrnsgeni. Disrugginare. Dirugginare. vallo; disolalura delF unghia.
Dëss. Oliibb. Oibo. Madenb. Mai no — Dessóra. У. in Sóra.
Ma dess, descor. Ma non mai. Dessorapù. Inoltre. Di piii. Soprappiit.
Dcssadèss (che alcuni dicono anche Del- Disoprappiù. Disovrappiù. Da vantag-
zadèss o Delsadèss). Or ora. Dessadcss gio. Giunta.
vegni. Or ora son da te. Dessoravia e Desoravia. 14 sopra. JZsle-
Dessadèss e Dessadess vë. Che si. Che riormente. Al di fuori — A galla.
si che si. Per es. Dessadess te la doo Anda dessoravia. Ridere. Traboc-
d'intend mi. Che si che io ti sgaro ! — care. Versarsi i vasi troppo pieni.
Guardati. Guarti. Statti in guardia. Andà о Vegni dessoravia. Levare in
Dessadess. A caso. Per sorte. Per es. Des capo. Riboccare dei liquori che nel
sadess el pó vegni lu. Per sorte pub bollirc solle vino la parte più grossa.
DEST ( Зо ) DEST
Stà dessoravia. Galleggiare. Vegni Destésa chiamano alcuni lo Stendidór. P'.
dessoravia. Centre a galla. Destésa (A la). A distesa. Alla distesa.
Dessoravia. Sopra capo. Sopra. Al disteso. Senza inleimissione, con
Dessotlerà. Diseppellire. Disotterrare.Dis- tinuamente, a dilungo; e dicesi Cor
soiterrare. reré , Sonare , ее. alla dislesa o a ricisa.
Dessù. s. m. Albagia. Fummo. V. Aria Jig. Cantà a la destesa. f. in Cantà.
Ciappà el dessù. Pincer ¡a mano Ciara e destesa. A lettere d' appi—
(Fag.Äime III, 29:1).Ciappà el dessù sora gionasi o di scatola o di speziali —
vun. Pigliar campo addosso ad alcuno. Alla divolgata — A viso aperlo.
Dessuela, ecc. V. Desuefà, ecc. Destila. Distillare. Stillare. Destillare.
Deslabaràss. Slabarrarsi ; nobilinentc Di- Destilador. Distillatore. Destillatorc. SUt-
smantarsi. latore.
Destaccà. Slaccare. Distaccare. Spicca- Destilazión. Distillazione. Dcstillazione.
re. — Preso assolutamente Destaccà Stillazione.
vale Disgiungere, slarcare i cavalli Destin. Destino. Falo. Sorte.
dalla carrozza , il francese Dételer. Destin. Desttnazione. Andà al sô destin.
Destaccà del picoll. Spicciolare. Andaré alla sua destinazione.
Nul pù stà destaccaa de colù. Non Destina. Destinare. Stabilire. fíisolvere.
se ne sa spiccare. Fermare. Assegnare. Constituiré. De-
Destàcch. Disiaccamcnlo.Yà on destacch. Dcstinaa. Destínalo. (pulare.
Spodestarsi di cosa a noi cara. Quell cli" è destinaa è destinaa. A
Destagnùss. . . . Perdersi o rovinarsi la quel che vien dal cielo non è riparo
stagnatura nella superficie dei metalli. ( Alleg. p. i oa ). A quel che vien di
Destanà. Slanarc. sopra non è riparo. Al mazziere di
Destapezzà. . ■ • Levare la tappezzeria. Cristo non si tiene mai porta.
Deslaroccà. . . . Fare si che Tavversa- Deslingu. Distinguere.
rio si i-¡manga senza tarocchi. Lo Sta- Destingu. &orge/£ . Hafigurare. Ravvisare.
roccare dei diz. ilal. vale Dar taroc Destingu vun. Usar dislinzione ad wio.
chi in giocando. Onorare uno. Far conto d' uno.
Destavcllàa. Smatlonato? Deslingues. Dislinguersi. Segnalarsi.
Desteccià. Disembriciare ? Levare il tetto. Destirà. Stirare.
Destecciàa. Dislegolato? Destirà i lenzœù e sim. Stirare le
Destcmperà. Distemperare. Stemperare. lenzuola о allre lingerie.
Dissolvere. Distemprare. Stemprare. Destiràss(c/ie anche dicesi Bestirass).
Destemperàa. Distemperato. Sbarrarsi nelle braccia. Protendersi.
Destcmperàda(Dagh ona). Distemperare. Destituí. liimuover dalla carica. Levará*
Desténd. Distenderé. Dilatare. Stemlere. carica. Cacciar d' impiego.
Destend-fœura. Dispiegare. Deslituii. Ilimosso dalla carica.
Destend el zirott e simili.Appiastrare. Dcstituzión. . . Il encelar d'impiego. El
Destend-giô. Distendere. Posare in ris'eia la destituzion. Msica l'impiego.
terra dispiegato. Risica rimanere destitute dalla carica.
Destend-giô el forment о simili su Deslœù. Distogliere. Distorre. Starre. Di
Fera. Inajare. Metlere in aja. stornare — Disconforlare. Sconfortare.
Destend i brasc. Tendere, Stcndere, Sconsigliare. Dissuadere. Svolgere. Dis-
Distendere , Prostendere le braccia. consigliare. Disverre. Disvegliere.
Destend i pagn. Sciorinare i panni. Deslólt. Distollo. Stbllo — Dissuaso.
Destend i pagn de la hugada. V. Bu- Dcstomegà. Slomacare.
Destcndes. Dislendersi. (gàda. Deslonà. Slonare. DistonareJJscirdi tuoao.
Destcndùu e Destés. Disteso. Destoppà. Sturare. Dislurare — Distasare.
Destésa. Giro. Mucchi di fogli stampati Deslorlià. Storcere. Svolgere. Anche i
disposti in online sopra tavole per Provenzali banno Destourtilhar , ed
raccoglierli in qnaderni e formarne i Francesi Détortiller.
libri — Mett-giô la destesa. Preparare Destribui о Dà-fiema. Distribuiré. Di
il giro — Meliere insieme il giro. ¡ spensare. Compartiré.
DESU (3 i ) DEV
Destribuzión. Distribuzione. passo è quello della soglia ; esci una
Destrigà. Distrigare. Districare. Striga- voila e non penserai più alla casa.
re — Sviluppare — Rawiare — Ac- Desùtel. Disutilacccio. Uom da nulla.
capezzare — Spicciare. Spacciare. Desuvrà. Dissipare. Consumare. Mi pare
Deslrigàa. met. Lo stesso che Desgag- che questa voce del Var. mil. abbia
giàa met V. alunita grande col tráncese Désceuvrer.
Destrigàss о Destrigàss-fosura. Strigarsi. Desvàri. Divario. Disvario.
Spacciarsi. Spedirsi. Sbrogliarsi. Spic- Desvariáss-via. Svagarsi. Passarmattana.
ciarsi. Sbrigarsi — Finiría. Desvedellá. v. br. cont Venderé
Destrighevela on poo tra violter. il vilello — Desvedellá la vacca . . .
Strigatevela tra voi. Torre il vitello alia vacca , Spoppare
Destrùg , e con v. cont. brianz. Destrù il vitello.
e Destruvà. Dislruggere. Desvegni. Disvenire. Smagrare. Dima-
Dcslrugà. Diguastare. Distruggere. Sciu- grare. V. anche Vegnl-giô in Vegni.
pare. Sprecare. Seialtare ( Targ. Viag. Desvegnùu, Dimagrato.Dato nelle vecchie.
IV, 8a). Il Biringucci (nulla Pirotecnia Desvcrg , e per lo più Desverges. Stri
pag. 4 retro riga 4 ) "sa anche Strac- garsi. Sbrigarsi. Spicciarsi. Distrigarsi.
ciare ; forse sanesismo ambiguo equi Desvergina. Dispulzellare. Sverginare.
valente a Straziarc, voce preferibile Disjiorare. Deflorare.
per ogni riguardo. Desvestí. Svestire. Spogliare. Disveslire.
L' erba ruga tutt i maa je destru Giugà a vestiss e desvestiss. V. in
gà. V. in Erba ruga. Tarôcch.
Destrugadór ) . Desveslii. Svestito. Spogliato. Disvcstito.
Destrugón i SPrecatore- D'slruggitore. Desvesliss. Spogliarsi-Spararsi(¥ac.Viov.
Destrugônna. Distruggilrice. Arl., p. 57 e p. 94). Dicesi del deporre
Destrùtt. V. Distrùtt. i paramenti gli ccclesiastici.
Dcstrùu. v. cont. brianz. Disimilo. Desvidà. Svitare. Sconnettere le cose fer-
Destuccà. Dissaldare. mate con viti.
Destùrb. Disturbo. Sturbo. Dà desturb. Desvollià. Svolgere , e met. Scoprire i
Slurbare. Disturbare. Najare. mancggi, le cabale. Svelare.
Ghe sont de desturb? Guasto? Si Deszaccáss (Mag. Cons. 157). Staecarsi.
pub passare? Cè impedimento? Do io Dctàgli. Particolarità. Minuzia.
impaccio ? Vend al delagli. Venderé a ritaglio.
Desturbá. Slurbare. Disturbare. HclügWánl.Venditore a ritaglio o aminuto.
Desturbaa. Sturbato. Distúrbate. Detenùu. T. degli Uff. Carcerato.
Desubedl. Disobbedire. Disubbidire. Deterioràa. Danncggialo. Guasto. Peggio-
Desubediénza. Disubbidienza. Detlà. Dettare. Ditlare. {rato.
Desubediént. Disubbidiente. Disubbiden- Deltaa. Dellato.
tc. Disubediente. Disobbedienle. Dettadùra. Dettatura.
Desubedienlón Disubbidiente Devantàgg. V. Davantàgg.
in sommo grado. Devegni. Procederé. Provenire.
Desuela. Svezzare. Divczzare. Disvczzare. Devegnùu. Procedido. Origínalo.
Desueíáa. Svezzato. Divezzato. Disassue- Devenía. Diventare. Divenire. Addiven-
Jatlo. (zare. tare. Addivenire — Nel nostro dialetto
Desuélase. Diveszarsi ; e neutr. Disavvez- Deventà unito a mille aggettivi com
Desuguàl. Diseguale. Disuguale. Ineguale. pone mille dizioni che in italiano si
Disguagliante. traducono anche per soli verbi, ció
Desuní. Disunirc. che non è dato a uoi. Per es. Devenía
Desunii. Disunite. ross , giald , smort , bianch , avar ,
Desunión. Disunione. V. Desconcordia. cativ e simili. Arrossare , Ingiallare ,
Desusa. Disusare. Disusarsi. Imbiancare, Inavarire, Incattivire, eCc.
Chi non usa desusa ... Lo starsi Devéra. Davvero , e per ischerzo Da Ve-
divezza ; non facendo più una cosa rona{Fag. Asi. bal. III, la). Davveñs-
se ne perde Tabitudiuc — Il più duro *<mo(Fag. ivi II, 10).
DI ( За DI
Deus che gli idioti pronunziano Dèves о Andà a dormi a di. Andaré a dor
Déos nella frase Vess el sô Deus. miré fatto giorno.
Essere il suo ídolo. V. in Carocù e Dio. Bell e el primiii di. // primo primo
Devôtt. Divoto. ¿/¡(Assetln I, i).
Grass, biott с mal devott. V. Biótt. Biolt corne quell di che l*è nassuu.
Vess devolt de san Ferma, de san Nudo nato. Come Dio lo _/èce(Monos.).
Silvester, ее. У. in Ferma, Silvèster, ее. De di in di. Di dl in dl. Di giorno
Vess devott de santa Caterinna a in giorno. Giornalmente. Di per di. A
la rœuda. У. in Rœùda. giorno per giorno. Giorno per giorno.
Devôtt. Ad. di Vèrmen. У. Del bell di. Di bel giorno. Di bel
Devozión. Divozione. Devozione. sole. Di c/tiaro dl. Di bel dl. A di alto.
Devozion de san Mattee. У. Mattée. Del di. // dl.
Fà i sô devozion. Far le sue di- De tutt i di. Da ogni dl. Quotidiano.
vozioni, cioè coufessarsi e comunicarsi. Di de degiun. /'. in Digiún.
До gli'è el pù pesg ladrón che Di de Testa. Di festivo. 1 di de fesla.
no gh' abbia la soa devozion. . . . Ogni / di dalle feste.
uomo , sia pure malvagio quanto un Dl de lavó. Dl feríale o da lavoro.
Voglia, lia sempre alcuna buona dole. Giorno lavoralivo.
Romp la devozion. Romperé la de Di de grass. Dl nei quali si mangiano
vozione altrui(Maa. Vegl.piac. 1 1 1, i5). eibi carnili о ne' quali si carneggia.
Nojare. Infastidire. Seccare.V. in Rump. Di de magber. Di nei quali si Ja
Di. Dei. Degli. tl coo di omen. La te- magro ; e scherz. Dl o Giorni neri.
. sta degli uomini. El coo di bagaj. La Di d'oli. in Ôli о (Eùli.
testa dei fanciulli. In di giugliitt. Nei El di adree. L'altro di.
trastulli. {donne. El di de la poveretta. У. in Sábet.
Di. Délie. El coo di donn. La testa delle El di de la Zeriœula. La candel-
Di. Segno del pl. indeterminalo o del laja. La Candellara.
partitivo. Per es. Di colzon ghe n'è in- El di del latt. V. in Latt.
sci, ma di ornen ghe n'è pocch El di de tutt i sunt. Ognissantí.
Calzoni moltissimi, uomini veri pocliis- El dormirav lina al di del giudizi.
simi. Vuj di soldi. Vo' danari. Gh'e di Farebbe a dormir col saccone.
nos? Vi son noci? Di vceull si , di Faccia de tutt i di. У. in Fàccia.
voeult no. Alie volte si, alie volte no. I di de la .Merlu. У. in .Merlo.
Alcuna volta si , alcuna no. Talvolta Inanz ch'el riva n'liu de passa di di.
si, talvolta no. Ora si, ora no. Innanti ch'eivenga cison deigiornerelli.
Di. Dai. Dalle. Per es. ti ven di bagn. In di in di. A giorni.
yiene dai bagni. El ven di acqu. Viene La va al di del giudizi. Ella va alie
dalle terme o dalle ñeque termali. calende greehe — Elle durera jusqu' au
Di usasi anche con forza superlativa jour du jugement dicono anche i Fr.
nel seguente modo : La reson di reson Longh comè Г ultein di de Гапп.
Г è questa. El fatt di fait Г è quest. Pik liuigo o maggiore del sabato santo.
Ragion massima è questa. Alle brevi Lontaii come del di a la noli. Pia
il Jallo sta cosí. Lo scarto degli scarli lontan che gennajo dalle more.
disse anche il Pan. Poet. II, xxiv, 5j. Ogni trii di. Ogni terzo giorno. D'c—
Questo noslro modo è oggidi assai gni Ire dl l'uno. Di terzo in quarto di.
coniune in Italia oye si hanno Alma- Pari el di del giudizi a la podisnaa.
jiacchi degli almanacchi , e simili. Parère un finimondo. Essere una gran
Dl. s. m. Dl. Giorno ; poet. Die ; antic. rovina, un gran precipizio.
Dia. Giornéa — Giornata. Quand Г è longh i di. Ai di lunghL
Adi. A dl. A' dl. Addl. Quell сЬЛетт de fà femmel ai nost
A la veggia ghe rincress a morl dl. // fatto sta ch'egli sia ai di miei
perché ne impara vunna tuce i dl. (Lasca Pinzocehera II, 6).
У. in Vèggia. Quindes di o Tredes di qualtordes
Al di d' incœù. У. in Incœù. mía. / . m Mia.
DI ( 33 DI
Su la fin del di. All'abbassar del di. Come sarant a di? Come dire ?( Fag.
Sul fà del di. In sul Jare del dl. Asi. bal. И, 1 5) — Che vorrestu dire
Sid far del dl. Sul romperé del giorno. con cib? Modo d" interpellare che ha
Nelt aprir del giorno. Jilo spiuitar dcl- in sé alcuu po1 di minaccia o di di
V alba. In sul dl del tal giorno. spello. E perciô non è raro che altii
Tutt'el sanio di. Tuilo il dl quan- risponda al voslro Come dire? con
Cegli è ¡migo. Dali' alba alle squille. un Come Jare? che equivale a nega
Tullo il nato di. tiva irrisoria di spicgaiione a quelia
Tutl i di che Dio ha crcaa. Ogni vostra domanda.
di che cade in terra. Come sarav a di (positivamente).
Tutt i di en passa vun. Ogni di ne doe a dire. Come a dire. Per esem-
va un di. Ogni giorno passa un giorno. pio. Come sarebbe a dire. Come dire.
Vcgni di. Farsi giorno. Cià è a dire. Clie è quaiito dire. Tanto
Voss ciar ch' el par del di. Esser vale a dire. Tanto è a dire.
chiaro сlie par di giorno(Salv . Sp.V,ô). Cosse diavol disel ? Che armeggia
Vess come el di e la nott. Esserne egli? Clie anJana egli? Che die' egli?
lonlano come gennajo dalle more. Non Che annaspa egli?
ci aver che fare, essere diversissimo. Del di al fà gh' è i so dificoltaa o
Il y a de la différence comme du jour vero ghe passa она gran diversitaa.
à la nuit dicono anche i Francesi. Dal ilello al Jallo è un gran tralto.
Viv de dl in dl . . . . Non potere Di adree. Dir contro. Avvenlare.Dire
col proprio guadagno giornalicro fare allrui checcliessia in mal senso. Dire
di più che vivere alla giornata , non verso uno.
poler fare gruzzolo per Г avvenire. Di alloma. Divolgare. Propalare.
p'ivre au jour la journée(Roax Diet.). Pubblicare. Disseminare.
Di. verbo. Dire. Di ben. Dir buono. Andaré a se
A dighcla in bon mitanes. V. in Bón. conda. Succéder bene, aver le cose
Л dilla giusta. A conjessarmi giusto. favorevoli.
A di pocch. A Jarla stretta. Di ben i sœu orazion. V. in Orazión.
A di sossenn. Per dire assai. Per Di ben ona cossa a vun. Adaltarsi.
diría larga. A pigliaiía ben larga. Di che i micch hin minga pan.
Anda a dl de si Andar a V. in Micca.
marilo o a moglie. Di-fœura. Dire. DirJuora.
Ave che di. Aver che dire. Digh a mè nomm che Г è inscl.
Avegh de fà e de di. Aver da gral- Dimmi al tale die l'è a questo modo.
tare. Aver che ugnere. Gh* è staa de Digh dent tanti mess. • . Dire taute
fà e de di a fall tasé. Ci volle assai messe quanto dannro viene offerte.
a Jarlo lacere. Gh' hoo avuu de fà e Dighen assee o Di el rest de la
di a cavammela. Ebbi che ugnere e parpœula. Dime affatto. Cantarla о
che Jare e che dire a i«c«;7!e(Fag¡uoli Sonarla ad alamo. Darne injino ai
Conle di Вис. I, i5). denti. У. anche in Parpœula.
Avegh on sogn , ona famm, ona Di-giù. Dir Juora. Dire a distesa.
pаи ra, ecc. de no di. Aver sonrio, Di-giô per gesa. Dire in chiesa(Gior.
J'orne , paura grande. ¡S'on ¿ a dire o agr. tose. 1 , 97). V> Trà-giô per la
Non si pub dir con parole qual son- gesa in Gésa,
no , quanta Jame , ecc. avesse. Di minga. Non conjarsi. Non dirsi.
Avegh pussee delà che de di.^.m Fà. Non riscontrare. У. anche in Desdi.
Bell quell che vceur di bell e sim. Dinu qualler. Dire délia violina.
Di Id da bellissimo. Dinn tanl clie sia assee. Volare il
Besogna di ch' el sia insci. Confien sacco. Scuotere il sacco pei pellicini.
dire o credere ch' e* sia tale- È da Dinu tutt i ben. Dir bene di cltcc-
supporsi cli1 e' sia tale. chessia. Porre in cielo.
Besogna minga di tutteoss. Ogni Di ona rohba a mezza bocea o Di с
vero non è ben iletlo. no di. Accennare wjriiscuto cliccchessia
Го/. II. 5
DI ( З4 ) DI
(Tac. Dav. Post. 127)» dire e non Ne savè coss' el se disa. Non sa-
dire — ïalvolla anche Dire a bocea pere eib cli ei s' abbai.
piccina о alla trisla. V. in Bocea. N0 savè di quatter pároli ia cros.
Di picch-e-pander de quejghedun. V. in Parólla.
V. in Picch. Per mœud de di. V. in Moeùd.
Di pur quell che te vœu, che già Per quell-li tant, el dis minga mal.
Г è istess. Tu puoi zufolare. Tu puoi Non dice male se vuolsi. E non ab-
dir quel che lu vuoi cite io non tic baja a vuoto.
vo' far niente. Podé minga dilla con vun. Non ce
Di robb che no pö stà nè in ciel la potere о Non la potere con alcuno.
no in terra, Di robb de cà del dia- Quell ch'è de di è de di. Lode al vero.
vol. У. in Ciél e in Diàvol. Se dis per di. Eh si fa per discor-
Disa chi vœur. Dica chi euo/e(Buo- rere(Fag. VAst. bal. II, i4) — Talora
nar. Tancia I, 5). auche Si parla a caso o a casaccio.
Disi de nô mi. Pensavo di no io Si bocia in fallo.
(Fag. Cav. parig. I, 5). f. in N6. Senza di nè duu nè trii. V. in Triï.
Disi de si mi. Dico di si io ( Fag. Senza di né lu nè lee. V. in Lée.
Aver cura di donne è pazzia II , g). Senza nanch di varda che te doo.
Diss adree la nomm di Test. Lo slesso У. in Dà(pcrcuoterc).
che Dass de tult i tilol. V. in Titol. Se po' minga feni de di . . . Non
Di-sù. Dire. Narrare. Esporre. Fa- si pub dire a mezzo la ... .
vellare. Dir fuora. Soo quell che disi quand disi torta.
Di-sù robba brodosa. Esser prolisso. F. in Torta.
£1 dis minga man. Egli non dice Stà a quell ch' cl dis. Stare o Star-
male. Egli ha ragione. sene al dclto o a delta di alcuno.
Fà bell di lu о El gh'ha bell di lù. Tel disi mi. . . . lo ti so dire che . . .
Ha buon dire egli. У. anche in Bell. Trattegniss de di. Teuere in eolio.
Faghcla di a quejghedun. Far dire Trovà de di sora tusseoss. QjU-
délia violina — Cavare il ruzzo di stionare sur una cruna d' ago. Esser
capo a uno. garoso , perfidioso , fisicoso. Appellare
Fassel minga di do voault. Non far- a, ogni coía(Lipp¡ Malm, VI, g4 ) —
sclo dire due i*o/<e(I\osini Signera di ed auche piú spesso Apporre alie Pan-
Monza). Senza dual di /une. dclle o al sole. Intorbidar V act/ua
■Foo insci per dl. Io fo per via di chiara. Cercar cinque pie al monlone.
ragionare(Lasca Spir. IV, 1 ). Van adree a dill. Se ne bucina. Se
Foo minga per di. Non fo per dire ne mormora. Se ne bisbiglia.
(Rosini Signora di Monza). Kon per Vessegh de lü e de di. V. piú so
metier male; sbaglicrô forse, ma. . . . pra Avegh de fa e de di.
o si soltintende La debb'essere cosi. Vessegh nient de di. Non c*csser
Foo minga per di. Non dico per a dire o che dire o ridire.
dirc{Fag. Gli Am. senza vedersi I, I ). Vcss tult qucll mai che se po di.
Non fo per lenermene(Giom. agr. I , Non se ne pub dire di piit.
100). Non a vanto, non dico per am VíEutt di? Vorü di? Vœurcl di?
bicione о superbia ; non csagero. A dire! Che sia mai! Credit tu? Il
Ghe disii pocch? Ti pur egli poco? pensale voi? Die' ella da seiino? Pos-
Hin nanea robb de dl. У. in Rôbba. sibile cià ! Che cío sia! Avessc mai cib
Hoo de divel in musega? У. Mùsega. ad esscre ! Vœutl di che sien faa de
L' è minga de di che sc possa Га corda ? Oh pua fare a dir ch'elle sian
о simili. E non è di dire che si pos falte di corda?
sa, ecc.(Salv. Spina V, 9). Vorè fà, di e bordegà. Minacciar
L' ha avuu de di che . . . Ebbe a di fare с di dire ad alcuno(Viveaz.
dire che .... Oper. IV, i65). У. in Fà.
Minga per di a di. Non dico per Vuj digheu quatter. Voglio dir-
dire. Vedi pik sopra Foo minga per di. gliene{cosï il Scgueri con garbo di
DIA { 35 ) DIA
lingua , ma con improprietà di con Diànzen. Diàscolo. У. Diàvol.
cetto nella Prcd. XXII, i del suo Qua- Oh dianzen ! Diacin. Diacine. Dia-
resimalc), cioè vo1 risentirmi con lui. scane. Diascolo.Diamin. Diamine. Dia-
Di. T. di Giuoco. . . . Piglinr le distanze. schigni. Esclamazioni di maraviglia che
Di.' To'. Toh. Ге" ( Aferesi di Vedii ). s1 usano per ischivar la parola diavolo.
Oh di' chi , el gh'è insemma. То', egli Diànzena. Diavola. Diavolessa.
è con lui. То* i egli с insieme con Dianzenamént. Diavoleria. У. Diavoléri.
esso. Oh di' chi , di' chi , chi vedi Diàpol (Diàscolo. Diàscane) dicono per
mai mi ! Guarda guarda chi & è(Pan. eufemismo i contadini dell'A. M. come
Poet. I , XVIII , 1 5). Tbh , chi vegg1 io ! noi citladini iliciamo Dianzen. У.
Di. Dire all' incanlo. Offcrire o Proferiré Diaréa(e cont. Frùst).Diarre'a.yt Cagarèlla.
all' asta. Dire sopra una cosa all' in- Diascôrdi. Diascbrdio.
Di. f. cont. per DHt. Detto. (canto. Diàsper. Diaspro.
Dia. V. Dio-Fiœuj de dia... Esclamuzione Diàvol e Diàvel e Diàver e Diànzcn
« £ sù fiœaj de dia. * (Bal. Bim. IV, 1 1 5). (che anche dicesi Barliccli, Ciadolctt,
Diablemanfórt. s. m. . . . < . Specie di El Quindes de tarocch, Ciappin, Rab-
stoffa colla di cui moda ci è venuto bój , Quell di orecc d1 oss , Scarinz ,
anche il nome dalla Francia. Demöni). Diavolo. Demonio. Tenten-
Diàcon. Diácono. nino. Satanasso. Lucífero. Beizebu. Ii
Diadèmm. s. m. Serlo. Quell1 ornato da Maligno; colle Pros. fior. (IV, in , 64) //
testa femminile che rapprcsenla una Nabisso ; col Pananti e con altri Ber-
specie di diadema. Y. la Goleta de' Ven. licche ; e con Dante Nero cherubino —
Diafrámma. T. degli Occhialaj I demonj sonó anche detli Angeli rei
Cerchietto di legno lavorato a ti aforo o fallad o mali о Angeli del diavolo-
che si mette in fondo alla canna del II Diavolo è il caval di battaglia del po- »
cannocchiale per allogarvi Io specchio polo e son per dire di tulti: fa ritratto
oggcttivo. Anche Ira1 Fr. Diaphragme. d'eccellenza in ogui cosa, sia buona
Diagridi. Diagridio. sia trista, dalla sola inerzia in fi.ori
Dialètt. Dialetto. colla quale mal si conforma Tidea della
Diálogh. Dialogo. somma altivilà che gli viene attri-
Diamant. Diamante. Bell diamant. Dia buila; per lo che non possiamo dire
mante che mostra bene. Brutt diamant. L'è on gran diavol per fà nagoll come
Diamantaccio. diciamo L'è on gran diavol per lavo-
Diamant d1 Olanda. Spera. rà,per fà vers, persona, per cantà,
Diamant groppii. Gruppilo. per ballà , per battes , per fà-sù la
Quader del diamant. Faccelte. gent, ecc. Ë un demonio; E un dia
Diamant. T. de1 Vctr. ecc.Diamanle. Stru volo perfare, dire, ecc. Cesl un grand
mentino da tagliare il vetro. Anche i diable dicono anche i Fr. in pari sig.
Fr. lo chiamano Diamant. A costo de vede cl diavol in Tim-
Diamanta. Indiamantarc. pollln , vuj propri savell. S' io do-
Diamantàa. Indiamantato. vessi far la caraffa , me ne vo' chia-
Diainanlin,e al p¿. Diamantitt.O/o/nanСто. ri>e(Fag. For. rag. I, 8).
Diamantin. Ad. di Ciód. V. Andà a cà del diavol calzaa e ve-
Dianeguàrda. У. Dininguàrda. stii. У. in Andà.
Diànna. Уосе che si usa nelle frasi Andà a cà del diavol in caroccia.
Bail la dianna. Batter la diana. Andaré a casa il diavolo in carrozza
Oh per dianna ! Possibile! th'e" sia (Rime d'un aut. pis.). A forza di go-
vero! Affe del zio bacconeÇSlonig. Tac. dimenti mondani andaré in eterna
ed Am. 1, a). Diavol becco ! (Fag. ). perdizione.
Pari la Stella Dianna. V. in Stella. Andà al diavol. Andar al diavolo ,
Per dianna , Per dianna bacch, Per cioè in malora , in chiasso.
dianna de legn о Per dianna iu can Andà ch'el diavol el le porta. Le
na. Per dianora. Corpo di dianora. Lo varla come avesse mille diavoli addos-
stesso che Per diuna. V. in Diuua. so. Andame clic il diavolo lo porta.
DIA ( 36 ) DIA
Andà in bocea al diavol. Andame El diavol cl fa i pignatt ma minga
in Cafarnau(Sacch. Nov. ia4). Andaré i coverc. Il corto torna da piede. Le
in chiasso. tnslizie si vengono pur sempre a
Avcgh el diavol adoss o el diavol discoprire. È in parle quello che Se
in la coa. Aver un diavolo per capello neca ( epist. 97 ) disse Tula scetera
(Gior. agr. I, 97). Avère il diavolo esse possunt, secura non possunt, e
addosso o in corpa. Essere indiavo- in pieno cio che l'Ariosto disse
laío , injuríalo , imperversato , e alia Miter chi шл1 opr^ndo si coufida
cont. indiascolalo , cioè arrabbiatissi- Che ognor -tir debhU il maleficio occulto, tec.
mo; Aver tanti diavoli addosso quanti El diavol el fa la torta(o la polt),
capelli in capo. e i donn ghe la fan mangià. Le donne
Avegh el diavol de la soa. Aver hanno pi ii un punto che il diavolo.
fatto patio col diavolo. Dicesi di per Si dice per esprimere la sagacc raa-
sona cui ogni cosa avvenga propizia. lizia délie femmme.
Avegh la borsa fodrada de pell del El diavol el se cascia de per tutt î»
diavol. fig. Esser buona borsa. El diavol el vœur meltegh o menagh
Avegh ona ранга del diavol. f.Paùra. dent la coa o i corni de per luit. Dio
Avegh on carater del diavol. Avere non fa mai chiesa che il diavol non
un caratteraccio indiavolalo. Essere di voglia о non vi fahbrichi la sua cap
mala cornatura. pella. Sempre il diavolo s' internietle.
Chi è staa a cà del diavol sa cosse A chi Dio dà farina il diavol toglie
glie fan. V. in Cl. il sacco.
Chi ha paura del diavol fa nagoll. El diavol cl s' impicca se lu el le
Di bene in diritlo si muor di fame fa o sim. Tutto pub accaderc anzi
(Fag. For. Bag. III, 3). Onestà spec- ch' egli il faccia о simili.
chiata e gran lucri mondani rade El diavol l' è poeu minga insci
volte possono andar di conserva; il bruit come el fan o come el depen-
fiume non ¡ngrossa d1 acqna chiara ; sgen. lîg. Non è il diavolo brutto co
e perciô i trisli esortano cou questo me si dipinge. Clii vede il diavol dad-
proverbio i deholi ad imitarli; ma i dovero lo vede con men corna e man
buoni sogliono dire Motto meglio è un co ncro. La cosa non è si disperala
buon nome che una mala ricchezza corn' ella pare.
( Alleg. pag. 1З2). . El diavol Г ha pers on' anema . . .
Chi mangift pocch e oiler ben no fa, Dicesi allorquando si vede alcuua don
sparmiss el so с a cà del diavol va. na per lo addietro data agli amori
Chi digiuna e altro ben nonfa, rispar- diventar poi barchettona nelPandare
mia il pane e a casa del diavol va. in là cogli anni; cd с quel che i Vc-
Chi va a cà del diavol va a cà neziani dicono bellamente Co la carne
soa ... Il castigo è prepáralo ai mal- vicn frusta V anema la se giusta.
Vagi; casa maladetta sla là pei trisli. El diavol Г juila i soeu I
Corpo del diavol! Pub fare il diavolo! malvagi s'ajulan fra loro; e pel gran
Cosse diavol fal? Cosse diavol gh1 numero in che e'sono rocano fortuna
bal in su! eoo? Che diavol fa egli? a chi è con loro. Proverbio che meta
Che diavolo ha egli in capo? de' mici lettori riconosceranno veris-
Dà on diavol sui corni .... Dare simo toccalo ch"abb¡ano il loro anno
altrui in sulla testa un oggetto qua- quarantosimo ; e délia cui verità gli
lunque che sla alto a sfracellargliela. allri si slaranno in dubbio forse tulla
Dà ona robha in man al diavol. quanta la vita.
Dar la lattuga in guardia ai paperi. El le trœuva nanch el diavol. É1
Dar le pecore in guardia al lupo. non lo trovcrebbe la carta da navi-
Dass al diavol. Darsi aile slreghe gare. Dicesi delP impossibilità di ri-
Monos. 1 83). Darsi al diavolo. Impa- trovar una persona.
zientarsi , disperarsi. El Г ha cagaa el diavol quand el
Di robb de cà del diavol. V. Rôbba. gh* aveva i dolor o i dolor de ven
DIA (З7 ) DIA
ter о quand cl se peccenava la coa sole e piove ad un tempo. Il Bur-
dedree del pajee. E catlivo di nidio, chicllo disse che
fien di mala encina. E più catlivo che « Cli amoroû cli Laura e di Giove
ire assi. È uomo di là da malvngio. » Piangon coi denti molli e roa afTinno
Fà cl diavol. Fore il diavolo. Fare » Le sculacciate che i zoccoli «l u
ogni sforzo per ottenere, ecc. Faire le » Alle calcagna quand' è sole e piove ».
diable dicono anche i Frances!. Manda al diavol. Mandare alie bir-
Fà cl diavol a quatter o cont i pee be. Dare il cencío. Licenziare — Ed
o pitt dedree. Fare il diavolaccio. anche in senso di Manda a la bolgi-
Diavobtggiare. Fare il diavol in un ri. Dare al diavolo.
cannelo о in montagna о a quatlro. On diavol dcscascia Г olter. V un
Nabissare. Impervcrsare. Indiavolare. diavol caccia l'allro , e Satanasso tutti
Fà cl diavol per deventà sant. . . . (Monos. 99). Un diavol caccia l'altro.
Propriamente far di lulto per cresce- On diavol e mezz. Una sjucinata.
re in santità; ma diecsi quasi sempre Gh' è andaa on diavol e mezz de
scherz, per tacciar que1 bacchettoni i ferr. С è voluta una sfucinata diferro.
quali fanno mille attucci divoti с mo- O tult del Signor o tutt del dia
slrano avère tutlc le virtù meno quella vol. Bisogna essere o tullo buono o
délia carità. tullo reo(Guar. Idrop. III , 3 ).
Fà vedé о Mostrà el diavol in l'im- Pari che s'abbia faa patt col dia
pollin. Far vedere il diavol nell' am vol. V. più sopra Avgh el diavol de
polla o la luna ncl pozzo o lucciolc la soa. . . . Riuscire ogni cosa bene.
per lanterne ( Monos, pag. 498 ). Gab Pari el diavol de la Ciarclla. . . )
bare, illudere. Pari el diavol di cassett )
Fin che el diavol Г è crepp. Fin secoudo diavolo mira a quelle figu-
cK e' scoppia. A sazictà. rette di diavolini che balzano in piede
Fiut o Doppi come el tabarr del dia si tostó che s'aprono le scatolettc in
vol. Piii doppio a" una cipolla. Leale cui sono prigionicri; il primo o a qual-
come uno zingano. Tamburino. chc dipintura locale in cui fosse al-
Fodraa de pell del diavol cun bruttissimo demonio, o .1 qualche
Che non sente punture nè scottature. rompicollo del pacsc cosi sopranno-
Furb come el diavol. Tríncalo co minato, o ad alcun forte uomo chia-
me il trentamila diavoli(Mach. Opere mato cosi per aver nicnate bene le
IX, i5o). V. più sotto Savènn ccc. mani nellc guerre del secólo i4"
Ghe va-sù nanea el diavol in quell Pell de diavol. . . . Sp. di slofla.
sit-là. Non vi salirebbero nè anche le V. in Pèll.
capre(Sa\\. in Pr.Jior. IV, 1, 128). Quand el diavol el voeur. Chelti
Non v' andrebbe il diavolo per un'a- sacchè(Al\egr. p. 207).
nima. Kobba trada al diavol. Roba sciu-
La farinna del diavol la va tutta pata o geItala.
in crusca. Quel che vien di riiffa in Robb de cà del diavol. Cose india-
raffa se ne va di buffa in baffa. Il volate. Le più diavole cose del mondo.
mal acquisto non dura, diavol reca Sant in gesa e diavol in cà. F.in Sànt.
e diavol porta via. Saveun vunna pù del diavol. Avère
Lavorà per cl diavol. Lisciar la più un punto che il diavolo. Avère il
coda о Far la panata al diavolo. Per diavolo in testa o nell'ampolla. Saper
der Vacconciatura e la lisciatura. Far dove il diavolo tien la coda.
la zuppa ncl paniere. Gettar via il Scappà corne el diavol de l'acqua-
ranno ed il sapone. Masseria, masse- sanla о Stà lontan corne cl diavol de
ria , viene il diavolo e portilla via l'ncqua santa. Fuggire checchessia corne
(Monos., pag. З27). Lavorar inútil il fuoeo di sant'Antonio. Odiarlo come
mente, tenia pro. il diavolo odia la croce(*ñor.). Esscre
L"è la mice del diavol che lava i una cosa a chicchcssia corne al diavol
pagn. . . . diciamo ooi allorchè dà il «;rocc(Burch. Rim. pag. 89).
DIA. (38 ) DID
Temp del diavol. V. in Témp. Vorell nanea el diavol Dices!
Trà al diavol. Soqquadrare. di persona o cosa di là da pessima.
Va ch' el diavol te porta via. Va Vorè vedé dove el diavol el gh'ha la
al diavolo. Va al tuo diavolo. Va in coa. Voler vedere dove la lepre giace.
malora. Imprecazionc, ! Diavol. // /)íai4>/o(Alleg. p, 207). Chia-
Vccc pusscc del tabarr del diavol. masi ne' tarocchi il quindicesimo per
Au antiro del hrodelto. ché rappresenta un diavolo.
Vegnigh dent el diavol o Vcsse^h Diavol. Certo. Di certo. Cosí sta. Affe.
el diavol in cà. Enlrarci il diavolo. Diàvol o vero (Euh diavol! Diavol! Gran
Venirci discordia , intrigo. Le diable Jatto fiai Potrà esser mai! Domin an
s'en mêle dicono i Francesi. ! che! Esclam. di aílermazionc. Tel
Vess de quij divcrtimenl о de qnij tegnaree a ment? . . • Diavol! — Lo
spass che dà cl diavol ai sù ficen. terrai a mente? . . . Domin anche.
Piaceri da chi se gli vuol se gli pi- Diavol ! Esclamazione d' ammirazione.
g/i(Nicc. Mart. Let. 26 retro). V. an Diavol becco ! (Fag. Avar. pun. III, 9).
che in Divcrtimént. Diàvola. Diavola. Diavolessa. Donna pes
Vcssegh el diavol o el diavol per sima, insopportabile.
aria o el diavol in cà. Esservi il dia- Diavolamànt. scherz, per Diamant. V.
voIo(Pr. fior. VI, m, 21), cioè Na- Diavolamént. Diavoleria. V. Diavoléri.
sccre gran guujo. Diavolamént о Diavoléri о Demôni. Ma~
Vcsseghen per cl diavol. Lo stesso ledizione(Vas. Vil. Pitt, proem., p. 45).
che Vcsseghen o Aveghen de fà lecc Un diavolclo. Gh-1 han faa on diavo
ai cavaj. V. in Cavàll. lamént de nice, de gngli, de fbjainm
Vessegh semper on quej diavol de mai pù fenii. Per lutte le facce gli
mezz. Sempre il diavol s1 intermette. hanno Jallo una maledizione di taber-
Vess el diavol che ghe giuga dent. nacolini, di punte, di Jogliami , ecc.
A chi Dio dà farina il diavol toglie Diavolàsc.Z^iWo/accio.DcmonincciofPan.
il sacco. Poet. II, XXIII, 24)' Da noi si úsale
Vess cl so diavol. v. r.ont. brianz. più volle colfagg. Bon; e vale Buon
Essere il casissimo. Essere il bisogno pastaccio. L' è tant ona bonna dia-
per appunto. volascia. Ella è tanto dabbenaccia(Lor.
Vess on andà del diavol. Esser un Med. canz. 1 55." ).
mal andaré, una pessima slrada, ecc. Diavoléri (e Diavolamént o Dianzenaméut).
Vess on bon diavol. Esser un buon Diavoleto. Diavoleria. Indiavolio.
pastaccio. L'Être un bon diable de'Fr. Diavolélt. Nabisso. Facimale. Fistolo. Sa-
Vess on diavol descadcnaa о on dia tanasso. Demonielto. Farfanicchiuzzo.
vol in cama о in cama e oss. Essere Scrpcnlcllo. Frugolo. Frugolino. Fru-
un diavolo scatenato о un nabisso. golello. Fanciullo che mai non si fer
Etre un diable incarné dicono i Fr. ma e sempre procaccia di far danui.
Vess on diavol per lavorà. Perla- Diavolùtt. s. m. usato per lo più al pl.
vorare essere un verro(G\ov. agr. I, Diavolini. Diavoloni. Soria di confetti
98 in bocea di eontadini). pizzicanti, mordaci ail1 eccesso.
Vess on diavol tentador. Essere un Diavololt ... A Sonia e ne' contorni è
diavol tentennino. Essere il tentatore. il nome di queH'ucccllo che noi chia-
Vess on gran diavol. Esser un de miamo in ciltà Lorócch. Gufo reale.
monio. In bene e in maie significa ec- Dibis redibis. V. Redibis.
cellenza come dissi da principio. Diciaria. Ciancia. Diceña.
Vess on marier del diavol о del Did. Dito, e al pl. / diti o Le dita.
ciappin Lo diciaino degli avari. Didon о Mazzapiœucc. Pollice о
Vess on pover diavol. Essere un cat- Dito grosso ¡= Fregaœucc. Indice =
tivcllaccio. I Bicciolan o Longhignan. Medio = Spo-
Vess pœu minga e! diavol. Non sin. Anulare. Anularía «= Didiu. Mi-
avère il viso volto di dietro(Yag. Cav. gnolo. Mignoro = Grasscll. l'olpastrcllo
parig. If 3). Avère un poco d'aria. — Ongia. Unghia = iSucud- Nodello «=
DID ( З9 ) DID
Nei diti si osservano altresi le Falangi l'olter Fer significare specíal-
о gl1 Internodj e i Procondiii => I nostri mente che tutti i figli d'un medesimo
rasazzetti
о facevano e fanno ancora padre, benchè fratelli , dissimigliano
talvulla tenere questo dialogo alle dita di temperamento e di mérito. Anche
Didon. Mi gir hoo famm Î i Fr. hanno questo proverbio : Tous
Frtgaccuce. Va a robann. . . . les doigts de la main ne se ressem
Longhignan. Stà minga ben. . . . blent pas. Il Fortig. nel Rice. (IX, 77)
Spain. Va là in del cartlenzin ha il suo contrario, cioè Essere dita
Che gb' è on bell miccbin; d' una stessa mano in sig. d' Esser
Didin. Dämmet a mi che sont piscinin. pari ш valore, sçienza e simili.
E qui pure il medio faceva la parte Insci sui did. fig. Cosí suite dita
sana insegnando l'onesto, e la nenia (Gior. agr. tose. I, 496)- Senza cor-
era men censurabile che altri non rervi danari o scritte.
pensi. Anche i Veneziani usano questo Ligassela a on did о Mordes el
giochetto nominándolo Far campièlo, did. fig. Legársela al dito. Allacciar-
A dagh de la libertaa in d'on dida sela a un dito. Mordersi il dito. Mi-
s' en tœujen on brazz. Se l' uomo gli nacciar vendetta.
porge il dito, ed egli vuol pigliare il Manch did e manch piiid. fig. Le po
dito e la mano{Pros. fîor. II, v, 127). che pralichefanno vivere l'uomo in pace
Per un dito credere un braccio(Beriii (Vasar. 989 che riporta questo esi-
Orl. innam. LV, 5o). Dettati affini agli mio proverbio come detto del divino
altri riferiti in Bràzz , ancorchè non Michelagnolo ). La virtù vuol pensa~
quell i per appunto. mento , solitudine e comodilà , e non
A menna did. A menadito. A mena errare con la mente e. disviarsi nclle
dito. Savè ona robba a menna did. pratiche(Vas. pag. 987). In modo fami-
Avère alcuna cosa su per le dita o su gliare poi io direi quasi Meno ricci
per le punte délie dita. Saperia a me meno impicci.
nadito. Saperia, conosccrla benissimo. Podé leccass o sciscià i did o basà
Avè minga vanzaa de bagua on did el did. Poler leccarsene le dita. Aver
in l'acqua santa. V. in Vanzà. di caito o di catti.
Basa el did. V. in Màn. Segnaa a did. У. in Segnàa.
Credes d' andà a toccà el ciel cont Spuass sui did. Sputarsi sulle dita.
on did. Pensarsi di toccare il cielo Did. Dito, cioè la larghezza d'un dito.
col dito. N'ho bevuu tant come on did о anche
Cuntà i pee sui did. V. in Pè. Pi' ho bevuu on travers d'on did. Ne
Dà el did sott a la coa. У. in Didin. hcvvi un dito. M'è calaa on did de
Dass i did in di oeurc. Darsi del robba. Ebbi manco un dito di sloffa.
dito nell'occhio. Did. Ditale. Quella parte del guanto
D'on did la on brazz. Far (Tuna mosca che copre il dito , e per lo più si
un ele/ante o d' un bruscolo una trave. dice di quella che si taglia dal guanto
Fà cantà i did. Far le cocche(Voc. per difesa del dito che abb ¡a qual-
parm.). Fare scricchiolar le dita col- che malore.
lidendo precipitosamente il pollicc col Dida idiotismo per Did. V.
medio ; ció che i ricchi romani usa- Didàa. Ditale. Anello da cucire. Arnese
vano fare per chiamare i loro servi notissimo che usano le doune o i sarti *
quando erano a mensa, e dicevano ncl cucire.
Concreparc ussolulamente о pur anche Didàa de somenza de cavaler. Anello
Concrepare dígitos o digilis — Faire (*tosc). II dodicesimo deü'oncia. Anella
craquer les doigts dicono i Francesi. diee il Giorn. Georg. IV, 4'5 che
Fà i cunt sui did. Noverare a me si chiamano dai contadini toscani le
moria. Contar sidle dita. L'In dígitos dodici parti in cui sogliono dividere
mittere dei Latini. l'oncia da seme. A Bologna quattro
I did di man hin desugual o vero anrlli di seine o iulernodj di taima
1 did d' oua man hin vuu divers de formano un' onda di quel puso.
DIE ( o) DIF
Didàa. SonagHo. Queda bolla che Га Tcgnl a dietta. pos. e fig. Tenere
Г acqua quaiido с" piove. a dicta. Dietare.
Didàa. Ditale? Specie di dilale largo Diètta e corn, al pl. Dièlt. D»l lat. barb.
quanto il polpastrello del pollice per Dieta(merces diurna) o dall' ant. ilal.
uso di fendervi six le penne a tem Dí'etaperGiornala, spazio di un giorno
peratura volante, yalulalo venti miglia... Mcrcede diur
Didàa. Ditale? Anello con entro una na che si accorda oltre l'onorario an
peiinuzza da pizzicare il salterio, ecc. nuo a chi per ragion di pubblico inca-
Didàda. Dilata(Targ. Viag. I, iao). Im- rico dalla sede fissa cui è tenuto per
pressione di dito. escrcitarlo s^allontana per andaré uno
Didàsc Gran dito, dito grosso, о più giorni in luoghi diverti per
dito tozzo, e talora anche semplice- visite, sopralluoghi , ricognizioni, ecc.
mente Dito rozzo, villauo, come p. es. Passagh i dielt Pagare la
Tocca no con quij didasc. Non locca- mercede di cui sopra.
re con quelle tue brutte dita. Vcss in dietta Toccare la
Didèlla{cAe altri cliiamano anclie Didel- mercede di cui sopra.
linna, Didœùla, Manilla , ecc). D'itola. Diètta. Dieta. Assemblée nazionale, co-
Specie di fungo imitante alquanto il mizj nazionali.
corallo, cioè tutlo ramusculi uscenli Dicttinna Assemblée parziale, co
da un solo ceppo, detlo bot. Clavaria. rnil) parziali. I deputati dei за cantoni
Dick-Ил gialda. Uilola gialla. La Cla svizzeri insieme adunati formano la
varia flava di Scliaefler. Dietta svisura{ quelli dei paesi d'ogni
Didella gialda e rossa. Ditola gialla cantone insieme raccolti formano la
rossa. La Clavaria botrytis di l'ersoon. Dietlinna o sia l'ussemblea cantonale.
Didin. fíitino? Ditello? Ditolino? Dituzzo? Difénd. Difendere.
Picciol dito. El gh'ha certi diditt. tía Diféndes. Difendcrsi ; e fig. Passarsela.
certe ditolinc — Ghe cala on didin de Pœuh me difendi. Via me la passa
robba. Ve un mignolo di sloffa manco. pian piano.
Didin. Mignolo. Mignoro. Dito mignolo o Diferenteménl. Differentemente.
auriculare. Il dito minore dclla mano. Diferènza. Differcnza. Diversilà.
Dà el didin(o el did) sott a la coa. Difèrtur voce latina che usiamo nel del-
Dar gambone. Dare ardire, rigoglio, taio Quod diirertur non aufertur. Lo
baldanza — Ed anche Tirar lo spa- allungare non leva via la cosa{Mïh.
ghetto a uno, cio¿ dire per far dire. Calandria IV, 4).
Popó de meltegh el didin in boc Di ft sa. Difesa.
ea. V. in Popo •— Diciamo anche Te'el Difètt. Difctto. Mendo. Menda.
didin a uno che faccia del semplice Besogna compati i difett di olter . . .
e nol sia ; ció che il Fagiuoli(neiry/- È necessario comportare i difelti del
shxto balordo, III, xri ) disse conipagno — Talora Godi I'amico tuo
» Mettetelc un cUto in bocea. » col vezzo e vizio suo, o Ama I'amico
Dido (Oh) ! Deddina ! Oh maraviglia ! tuo col suo dijelto.
Oh valti con Dio ! Doh ! Chi è in difett è in sospett. Chi
Didœùla per DidiMla. V. (Г allrui è sospettoso , di sè è mal-
Didón. Vollice. Dito grosso. mendoso(Baom , Prov. II, 7). CJii à
Dicsà. Diesare(Diz. mus.). eolpevole d"1 un misjatto stima che
Diesira. Dicsire. ognun Javclli del suo falto — Talora
Fà di la Diesira а тип. I'm- dire equivale a Clii ha coda di paglia ha
délia violina ad uno. Far pentire. sempre paura clic il fuoco non l'arda,
Diesis. T. mus. Diésis. cioè Chi è in colpa teme del castigo.
Diètta. Dieta — Ciô che pertiene alla In difett. Altrimenli. Jn se no.
diela dieesi Dietético. Tutt1 ognun gh* ha la soa o gh'Jia
Stà a dietta. Far dieta. Stare a dicta, el sô difett. £* non c' è si frese' novo
e con un idiotismo italiauo popolarc che non guazzi (Matteo Franco in un
dc'più ragionevoli Stare a divieta. son. fia quelli del Burch. a pag. a5o).
DIG (41 ) DIO
Ogni casa ha cesso сfogna o acquajo. Stare a denti seccht(Lor. Med. Canz.).
Non c'¿ boccon del netto. Far limghc diète. ■ • •
Tutti veden i difett di oltcr e minga Digiunà a la mia moda. Fare il di
i seen. Offtun vede i difclli del compa- giuno del lupo o di fra lupo. Mangiar
gno ne vede i suoi, ne sé stesso conosce. più volte quando si digiunà ; e a chi
Difcttàa. Difettato. Difelloso. Gnasto. Ma- 10 fa anche mangiando poco dicesi Chi
gagnato. Mendoso. « spilluzzica non digiunà.
Difettin. Ihfeltuzzo. Difeltuccio ; e fig. Dij (voce cont. usata dal Maggi nelle Op.
Peccarella(G'\or. agr. tose. X , 192 ). H, 2З7). Dello. У. Dltt.
Maccatella. Viziuccio . Dilettant. Dilettante. Intendente. Talora
DifettÓQ.... Uifelto grave — Alter che di Amante di checchessia.
fettin , Г è on difetton. . . . Non pecca- Dilettàss. Dilettarsi.
rellt , è niagagna e grave. {yolezza. Diligent. Diligente. (za, col fiato.
Diücoltáa. Difficollà. Difficultà. Disage- Diligentà. Finiré con amore, con diligcn-
JJificoltaa d' orinna. Difficollà d'o- Diligcnza. /•'. Dcligénza.
rinare(k\h. ene. in Dissuria) ■ e dollr. Dilùvi. Г. Deliivi.
Isciir'ta. Dissuria. Disuria. Dimèss. Destiluito. Deposlo. Bimosso. F.
Vess pien de dificoltaa. Studiare Trà-giô in Trà.
in difficollà. Cercar tredici in dispari. Dimissión. V. Demission.
Difidà. Diffidare. Essere sfulucialo. Dimissória. T. ceci. Dimissbria.
nihil.i. T. forense. Intimare. Dina. Voce usata nel seguente modo ant.
Dilldàa. Avvisato. L'iian difidaa. Gli lianno О lard o dina. O tardi o accio. О
Difidazión. Intimazionc. (intimato. tardi o avaccio. Cioè о prima o poi.
Difidént. Difidente. Ombroso. Sospelloso. Dine. v. contad, per Déul(í/eníe). F.
Difizil. Difficile. Malagevolc. Disagevolc. Dincio(Per). Lo stesso che Per diuna. F.
DifiiWménl.Difficilmcnte.Malagevolmenle. Dindàaa usano dire in Falmadrera e al-
Difizilölt. Uisagevolcllo. Difficilcllo. trove neir.l. Mil. per Longalonghéra. F.
Digerí. Digeriré. Digestire. Smaltire. Far Din din. Tin tin. Voci iinitanti il suoiio
digestione. Cativ de digerí. Di difficile de' campanelli.
digestione. Poco digcstibile. Diudolö. У. Dandalö.
Uígeri anca el ferr. F. in Fèrr. Dindon. Don don. V- Dondilu.
Digestion. Digestione. Smaltimenlo. Dige- Ditiiuguàrda (cAe anche scrivesi Diane-
rimento. guàrda ). Dio guardi. Tolga il cielo.
Digestiv. Digestivo. Digerente. Maturativo. Cessi il cielo. A Dio non piaccia.
Digh. Dirci so«o(Mach. О/». VI, 121). Dinna. Voce usata nella seguente frase:
Oíferir prezzo d'alcuna cosa allorchè Per dinna(e/ie anche dicesi Perdian-
è inessa а]Г incanto. na , o Per dianna bacch, о Per dianna
Dighi. f. in Di (verbo). in canna, о Per dianna de legn , о
Digital, s. f. Digitale. {digiiniora. Per dincio, o Per bincio, о Per bio,
Digiíin. s. m. Digiuno, e ant. Le digiune o o Corpo de bio baccon o Giura bio,
Avè anmô de romp digiun. Esser о Giura bacco baccon bacconon). Ded-
tuttora digiuno. 1 Fr. dicono N'avoir dina. Per dianora. Corpo di dianora.
mangé d'aujourd'hui ni pain ni pâte. Ajfé de" died. Poffar il zio. I'offare
Komp digiun. Solvere о Mutare о 11 cielo. PqJJ'are il mondo. Cacio. Corpo
ftoinpcrc il digiuno. ( lam ia fig. di me. Corpo del mondo. Corpo del
Romp el digiun. fig. Romperé una diavolo. Alia croce di Dio. Pub Jare
Digiùn. ad. Digiuno. Dio. Esclamazioui in luogo delle quali
Slà digiun fin che no sonna i cani- il Fagiuoli ncllc sue commcdie usa
pann. Fare il digiuno del trapasso о spessissimo Pcrd'icoli. Alle guagnele.
délie campane{Pao\i 1 88). V. anche in Alle guagnespole, e il Pananti Perzio
Campanna. Dio о Dia. Dio. Iddio. V Altissimo . V On.
Digiunà. Digiunare , e ant. Giunare. nipotcnte. V Eterno. 11 Creatore. L Ente
Digiunà. lig. Digiunar vigilic non mai supremo. II Sommo Bene. L'increata Sa-
cornandatc(Ka{. Boigh. /lrn.Jur. IV, pienza. 11 Santo de'Sanli. II sempite rno
Fol. II. 6
DIO ( 42 ) DIO
amante. Il primo Amore. La somma Dio nc guarda. lr. Diuinguàrda. Che
Sapienza. V. anche Signór , voce cite Dio ne guarda. Con sanità si ricordi
noi usiamo soventi volle in vece di Dio, (Allegr. p. ia5 ).
— Nolisi che le persone morigérate Dio voeubbia. Diel voglia. Diel vo-
sogliono schivare tulle le espressioni lesse. Dio il voglia. Domin fallo.
nelle quali il volgo senza pensare più Dio Г abbia in gloria. Dio lo riposi
in là fa entrare queslo nome non ron o l' abbia in gloria o gli dia pace.
quella reverenza che gli ó dovuta, Dio t'ajutta. Dio vi salvi. Dio v'ajuti.
espressioni che ho perció contrasse- * Di ira de Dio. Dir cose da cldodi.
gnate du capo con un asterisco. Dir cose da fuoco. Dir tal vitupero
* A cà de Dio. Lo stesso che In Ca- clie fina l']aria. У. anche in Plàgas.
licùtt. V. Don de Dio. V. in Dún.
* A la bonna de Dio. Grosso modo * Fa. о Fà-gio i robb come Dio
(Neri Art. Vetr. a5). Alla carlona. voeur. Far le cose alla babbalà о ad.
Alla buona. Ail' ingrosso. Alla grossa. un tanto la canna о alla grossa, cioé
* A la bonœur de Dio. V. in Bunceùr. senza badarvi , alla sfatala.
* Andà de Dio. Lo stesso che Andà In d1 on' ora Dio lavora. V. in Óra.
de Re. f. in Rè — Talvolta si usa In quella cà gh'ù del gran ben de
anche in senso di Star dipinto. An Dio. Quella casa è ила dogana ; cioè
dar a capello. doviziosa di lutte le cose bisognevoli
* Andà fœura de la grazia de Dio al vivere.
(che anche diecsi Andà in collera pesg * La va de Dio. La va di rondone
che nè on slrascee , Andà in crist о о co'fioccld. У. in Rè.
in bestia о fœura del birlo o Vess * L'è quell che Dio ha Гаа(сЛе anche
fœura aflacc ). Dar ne"1 lumi , nelle diciamo L'è quell che dà el convent, о
furie , nelle stoviglie , nelle smanie , L' è quell che Dio fecc , о V è el Dio
nelle scartate. Andar stille furie. Mon fece ). È un domeneddio. È panunto
tare o Sallare sulla bica o in bestia. o pan unto. Più appunto e a tempo
Imbarcare. Andaré in fisima o in fu che V arroslo. Cosa sopraggiuuta a
ria. Inaiberare. Innalberare. Batiere grand' uopo; cosa opportunissiina.
il piede. Entrare in bestia. Insaccar L' omni parponn с Dio disponn.
nel frugnolo. Imbeslialire. lndragare. Vuom pensa e Dio dispensaÇSlouos.
lngrecare. Andaré o montare in bizza. pag. 356 ). V uomo propone e Idilio
Aver le batligie. dispone (Giorn. agr. tose. XIII, 119).
* A qucll Dio. In fore — Squisilis- Lumeulass de la grazia de Dio. fr.
simo. Biscottalo. Regálalo. Di muschio. in Gràzia.
Perfetto nel suo ordine. ¡No casca foglia che Dio non vo
Chi ama Dio ama i so sanl. Cid glia. Non si muovc in arbore unafronda
ama me ama il mió cane. Dicesi pro senza voglia di Dí'o(F¡r. Oper. VI, aaa).
piamente per far intendere che gli Sollo e sopra il cielo non si muove
ainici amano naturalmente tutte le falo senza il voler divino ( Compar.
cose che veggono esser care alTamico. Pellegr. III , 6 ). Nelle moni di Dio
Qui aime Bertrand aime son chien di- son tultc le cose.
cono anche i Francesi. * Ло avè on dio. Non aver un becco
Dà Г anema a Dio. f. in Листа. d'un quattrino. Non polere o non averc
* De Dio. Di Dio. Tassoni Secch. da far cantare un cieco. Esscr senza
pag. 82. danari affatto.
De la parte de Dio. Per Dio. Di Oh quanta grazia de Dio! Oh vedi
grazia. In поте di Dio. grazia di Dio!'(Fan. Poet. I, xxv,5i).
Dio о риге O Dio! O Dio. Dio! Esclam. E come dire Oh vedi quante vi v ande!
Dio me le manda bonna. Prego Dio Oh vedi copia di vivande !
la mandi buona. Dio di bium mandi Omm de Dio. /'. in Ümm.
(Fir. Trin. V, 6). Per amor di Dio. Per l'amor di Dio.
Dio te le renda. Dio le ne rimeriti. Per Dio.
DIP ( 4З ) DIS
* Piœuv che Dio le manda(cAe anche A, B, C, D, ecc, o vero Dipartimenli
dicesi Piœuv a secc о Piœuv a tutt Zecche, Poste, ecc; dipartimenli che
piœuv ). Piovere a secchie. Venir giù a tempo del Regno d'Italia chiamavansi
la jdoggia a secchie. Strapiovere. Pio Divisioni e suddividevansi in Sezioni.
vere qiianto Dio ne sa mandare(Ce\l. Nelle Contabilità diconsi Capp-Dipar-
Vila. II, !<{)• Diluviare. Piovere dirot." timenl i capí di ciascuno di tali riparti.
Quand Dio ha volsuu. Quando a Dipénd. Dipendere e anche Dependeré.
Dio piacque. Dipendéot. Dipendente. Dependente, cosí
Quell che Dio vœur. Come piace a in senso del lat. Cliente, come in
Dio. Modo di esprimere rassegnamento quello di Subalterno.
alla volontà di Dio. Dipcides o Depèrdes. Dipèrdes-via. Ba-
Santo Dio ! Santo Dio ! (Pan. Poet. I, loccarsi. Perdersi in cose inulili. Per- \
XXII , ai). dersi in checchessia — Distrarsi.
Se Dio vœur, l'è chl. Dio grazia Dipèrdcs-via. Dispergersi. Sbandarsi.
egli è pur qui! Dipèrs. Disperso.
Se Dio vœur, sont minga priv d' on Diplomàtegh. Diplomático.
sold. Se Dio m'ajuti o Se Dio mi dia Fà el diplomategh. ííg. . . Darsi Paría
bene o Se Dio mi dia il buon anno о d'uomo a cui marciscano in corpo gran
Diograzia o Per la Dio grazia о Per di segreti, fare alcun tale l'arcifanfano
la grazia di Dio, io ho pure il mió in modo che altri possa per burlarsi di
bisogno da cib. lui dirne ch'ei soflia il naso alie galline.
Tult'i di che Dio ha creaa. V. in Dio. Diplômma. Diploma. Noi lo usiamo per
* Vegni a quell Dio. Fare ilfiocco, 10 piii nel sig. dclla Patente di laurea.
* Viva Dio. V. in Viva. Dipórt. Diportamento. Modo di procederé.
Dio. Nel sig. de' Gentiii. Dio. Idolo. Di- Diportàss. Procederé. Diportarsi. Com-
vinità. Deila. Nume. Divo. portarsi.
El Dio d'amor del Borgh di Orlolan. Diiama. T. degli Ufflzj. . . . Spedire , e
Svenevolone. Dicesi n chi sta sulla lindu per lo più contemporáneamente uno
ra, ma sgraziatamcnte, sguajatamente. o più spacci idenlici a diversi uflizj.
Vess cl sô Dio. Essere il suo idolo о il Diramàa .... Stato spedito a più uf-
siio dio, cioè Toggelto dc'suoi affetti. fizj o indirizzi.
Dipartimént. . . . Nei dizionarj italiani Dirètta. s. f. ... . Imposta fondiaria.
la voce Dipartimenlo sta solamente Dircttór. Diretlore.
per Dipartenza o Allontanamento о Diiettôri .... Noi conoscemmo il Di-
Scparazione. Nel secólo corrente perô rettorio esecutivo ai tempi dclla Re-
1' uso ha inlrodotto questa voce corne pubblica Italiana; conosciamo oggidl
succedanea di Provincia. Cosi ai tempi 11 Direttorio áulico di contabilità ; gli
del Regno d1 Italia, cioè dal 1804 al ecclesiastici conoscono sotto questo
i S 1 4« le Province di Milano, di Como, nome il loro Calendario.
di Bergamo , ecc. dicevansi Dipaili- Direttriz. Direttrice. Direttora.
menli deirolona, del bario, del Se Diiezión. Direzione.
rio, ecc; nel 1812 quelle di Firenze, Dirig. Dirigere, fíeggere. Governare.
di Siena, di Perugia, ecc.Dipartimenti Dirigiùu. Diretlo.
delPArno, dcirOmbrone, del Trasi- Disapónt. Disavanzo?
meno, ecc. Que'dipartimenti suddivi- Disavôgo. Largo. Spazio. Sfogo.
devansi poi in DistretlifCanloni, Comu- Discernimcnt. Disccnúmento .
ni — A'nostri giorni questa voce si usa Discésa. Cldna. Calata. Scesa. Discesa.
pure fra noi a indicare i varj Con- Disciplinna. Disciplina.
sessi a ciascun de1 quali sonó afluíate Sala de disciplinna. Casamatla? La
le varie incumbenze proprie dei Go- prigione disciplinare dei soldati.//.Sàla.
verni amministrativi o delle Conla- Discol. Díscolo.
bilità delP Impero austríaco, e di- Discórs. Discorso.
consi Diparlimcnli 1.°, 2.°, 3/, ecc. Discorsètt. Discorsetto. Discorsino.
ovvero Dipartimenli de' Consiglieri Discrètl. Discreto. Modéralo.
DIS ( 44 ) DIS
Discrezion e Descrezión. Discrezione. Di- non si danno, si pigliano , se tomasse
scrizione. Discretezza. Modcratezza. conto a certuni il divolgarlo.
Capi per discrezion. У. in CapL Disnà. Dcsinare. Pranzare.
La discrezion Г è la mader di vir- Disnà шаа i go sabet. У. in Sàbct-
tù. La discrezione è madre délie virtu Disnà. Desinare. Pranzo.
(Demi Zueca, p. 35 verso). Senza di Disnà grand disse il Maggi(Op. VI,
screzione non si pub durare- La di 148) per Pranzoformale. У. in Grand.
screzione genera e guárela tulle le vir Guastà el disnà. Guastar il desinare.
tà. Non avère discrezione è pericoloso. Disgràzia , ecc. У• Desgràzia , ecc.
La discrezione è madre e guardiana Disgust , ecc. V. Desgùst , ecc.
e temperalrice di tulle le virtudi (Vile Disnarin. 1 Desinarino{Van. Poet. I, 11, 7).
SS. Padri V, 9). Medio tutissimus ibis. Disnarell.l Desinaretto(\dem I, xvn, 55).
* Hin cose de matt ( diceva il Afaç^i ) Desinarello( Monos. , p. 58).
» Kl vore trcù totteoss cont cl folcion; Disnaróu. Acer, di Disnà. Desinala, e ant.
V La dolza discrezion Desine'a. V, in Piaserón.
» L'è on zuecher che üta ben per tutt i platt. » Disórdin ■ ecc. У. Desorden , ecc.
In questa valle di lagrime chi non Dispàcc. Spaccio. Dispaccio.
s' altiene a questo re dei proverhj, Disparitàa. Disparità.
rovina sè e altrui. Educare repri- Dispensa , ecc. У. Despensa , ere.
mсlido è diseducare; e il proverbio Dispensiii. Dim. di Dispensa. У.
insegna a educare guidando. Ido Disper. Dispari ; e cou voce poco usata
latrare il dau аго è avarizzare, sciu- Caffo - Pari, di foglic di piaule. Disin-
parlo è prodigare; с il proverbio in conlrate(Pros. lior. IV, in, qi). Alterne
segna a spenderlo. Non dire parola — Giugà a pari с di.>per. V. in Pari.
se non è gabellala toscana è incale- Disperàa , ecc. У. Despcràa , ecc.
nare le menli, dirne a piarerc quante Dispersa. V. Despèrsa.
ne sente Italia dal San Bernardo al Dispètt. Dispello.
Limbarra ù confonderle , abbujarlc , A dispett di sant. A dispetto di
infollirle ; e il proverbio с' insegna mare e di vento (ig. (Salv. Grancltio ,
a preferiré si le voci toscane , ma 1,9 — Allegr. p. 207).
non avère a schifo, se ulili о belle A si) dispett. A sua onta. A suo
о per fonte di diletto giudiziosamcnle dispello. A suo grave dispetto. A mur
úsate, anche Г altre d* Italia. cio dispetto. A dispettaccio.
On poo de discrezion. Discrezion se Fà per dispett. Fare a disgrado ,
ce n' è(Allegr. p. 88). a bello studio , apposlatamcnte.
Disertà. Disertare. Desertare. E dal senso Vorè stà in paradis a despelt di
positivo del fuggirsi di furto dalla sant. У. in Paradis.
milizia noi trasportiamo per iseberzo Dispittè , ecc. У. Uespiasé, ecc.
Diserta e Disertor anche all1 abban- Dispùnn. Disporrc.
donare quasi furtivamente la com Disponibil. Disponibile.
pagnie, la veglia, lo slravizzo, с sim. Disposición. Disposizione. Disponimento.
Diserta o Deserta, v. brianz. Disertare. Dispos! . Disposto.
Parlandosi di poderi vale rovinarli, San e disposl , o Dispost de la soa
ridurli a deserto. vitla. Affatto snno della persona.
Disertàa. Disertalo. Deserlato. Dispotîsina. Dispotismo. Despotismo, f.
Disertazión. Dissertazione. anche Spótiih.
Disertór. Disertore. Dcseriore. Disprési per Desprési. У.
Disimbdrs. Disborso. Disputa. Disputa. Recita domenicale d"al-
Disingànn. Disinganno. A proposito della cuna parte della dottrina cristiana.
quai voce non è a dire quanta econo Di la disputa Recitare la
mía di fiato e di tempo fruttercbbe propria parle di siilalta dottrina.
anche Ira noi quel proverbio spa- Disputa. Disputare.
gnuolo che cita il Magalotti nella sua Dissapór. Disgusto. Displaceré.
Lett, scient. XI a p. 2Э0 / disinganni Disségn. Disegno.
■> ) DIV
DIV (
Tœù-giô cldissegn. . . . Levare il d¡- Divan a la Turca. V. anche Duscèss.
scgtio, imitare, copiare; levar di pianta. Divanin. Dim. di Divin. V.
Disscgnà. Discgnare. Disscgnà a l'aqua- Divers. Diverso. Différente.
rella. Disrgnar d'acquerello. Ghe n" è divers. Fe n'lia parecchi,
Disscgnà de piceuv. Presagir pioggia. alcuni, non so quanti. J'arj ne sono.
Dissegnndór. Disegnatore. Disegnante. È Diversanten!. Diversamente. Tra noi pero
tra noi specialmente clii fa profes- significa spesso Allrimenti; per cs.S'el
sione di disegnare ai ricamatori. ven , beu; diversament voo mi. Se vien
Dissegnadóra. Discgnatrice. egli, bene sta; allrimenti vo io.
Disseguiu. Disegnuccio. Disegnetlo. Diversissem. Diversissimo.
Dissestàa (Vess). Essere in disordine. Diversiv. Spasso. Diporto. Sollazzo. Pas-
Dissestàss. . . . Sconcertarsi nellc finanze. salempo. Divertimento. Nei diz. Diver
Dissipáa. Svagato. Svagolato. Sviato. Slra- sivo ba sig. idraulico eselusivamentc.
vialo. Ne'diz. ital. Dissipalo vale allí o. Diverti. Spassare- Divertiré. El se divert.
Dissuàd. Dissuadere. Sconsigliare. Si diverle. Si spassa. Si diporta.
Distaccà, ecc. У. Deslacca , ecc. Divertli. Diverlito. Spassato.
Distànza. Distanza — Lontananza. Divertimént. Divertimento. Passalempo.
Distinta, s. f. . . . Nota specificata. Distinta Spasso. Sollazzo. Diporto.
di valut ... Il Bordereau de" Francesi. Toeuss divertimént o Divertiss ai
Distinzion. Distinzione. spall de vun. Pigliarsi o Prendersi
Dislœù , ecc. V. Destoeù , ecc. piacere o buon lempo di uno; e ant.
Distress. Distraersi. Svagarsi. Far gran dissoluzione d' alcuno.
Distràtt e Distrattón. Distralto с Dislrat- Divertimentin. Divertimenlinotfaa. Poet.
tissimo. Sbadatissimo. Spensieratissimo. H, XXIV, i5).
Distraziún. Svagamento. Distrazione. Diverlimenton. Gran divertimento.
Distrèlt. Distrctto. Divertiss. Divertirsi. Spassarsi.
Distrettuàl. Distrettuale? Divid. Dividere. Torna a divid. ñidivi-
Distríilt. Mal condolió di salute - Erna- dere. Suddividere. V. Spartî.
ciato - Atrbfico - scherz. Allampanato. Divid. T. Aritm. Partiré. Dividere.
Disturba. Disturbare. Sturbare. Divid in longh e in largh. Dividere
Disturbi? Guasto?(F¿g.Cav.Par.l,i5). о Partire.
Disùtel. V. Desùtel. Divid per numer. Partire per testa
Ditt, e cont. Di o Dij. Detto. 9 (Cat. Prat. Mat. p. i3). Partiré a re
Dilt pocch fa. Antidetto. Anzidetlo. gólo o a tavoletta(Pacio\. Aril. p. За).
Predetlo. Sopraddelto. Suddetlo. Divid tajand foeuta. Partire per
Dilt e reditt o straditt. fíicantato. scapezzoiCat. Prat. Mat. p. i3 verso).
Dilt e fait о Sill ditt e fatt. Dettofallo. Divid per ripiegh. Partirc per ri-
Mettii che l'abbia minga ditt. Sia piego (Cat. Prat. Mat., p. 1 4 verso —
per non detto. Paciol. Aril. pag. 53).
Quell che hoo ditt hoo ditt. Ho detto. Divid per anda. Partire a danda
Dilta. T. mere. Dilta. Nome. (Cat. 1 5 recto - Paciol. Aril, p.35 verso).
Ditta (A). A detta. A detto. Divid per .... Partiré per galera
Diurnisla. . . Impicgalo assunto in ser- (Cat. Prat. Mat., p. 16 verso). Partiré
vigio pubblico con onorario с obbligo per galea o batlello(yacio\.Arit., p.34)-
di servizio giornaliero, non anntiale. Dividendo. . . Il numero in cui si cerca
Diùrno. s. m La mercede diurna quante voile sia contcnulo il divisore.
propria del cosi detto Diurnisla. Ir. Divin. Divino , e poet. Divo.
Diùtel. Diario. Giornale in cui si lien Bontaa divinna. scherz. Bontà divina
ricordo di cio che accade giorno per (Poem, autor cortón. Ill, 78). Furor di
giorno, о che ci ricorda qucllo che vino cioè di vino(Guar. Jdrop. 111, 10).
s"" ha a fare ogni giorno. Quello degli L1 è ona cossa divinna. E divino,
ecclesiastic! dicesi Direllorio. cioè squisilissiino , esimio.
Divàn. . . . Specie di canapé con sedeie MWinaméiil.UivinamenleJEccellcnlementc.
fisso, assai basso с di luolto lusso. Divinitàa. Divinilà.
DO ( Í) DOB
L'è ona divinitaa. È un nettare. È E vunna e dô e tre, ciappa ch'el
una cosa divina. gh'è o vero la zoppa la gh' è. Uno,
Divis. V. Duvis. due e tre, io mi scompagno da te(Sacch.
División. T. Aritm. Divisione. Il partiré. Nov. i5o)? V. in Ciappà e in Zôppa.
División. T. di Stamp Quel trat- Fà de do face. V. in Fàccia.
tuzzo che si metle in fin d¡ riga, se Faghela de dô. Ficcarla di bolée
la parola con cui quesla finisrc si (Mon i g. Ser. nob. III, 35). Fare una
smezza , per indicare elle il resto burla di pepe ad alcuno.
della parola sta nella riga seguente; o La va de dô. La va bene che 1л
che meltcsi fra una o più voci per de va bene(Yir. Trin. III, 4)- La ghe va
notare che vanno pronuncíate insieme, de dô. Sut in poppa.
sesrno
с che dai Fr. è detto Trait-d'union. N0 ghe n' è vunna se no ghe n'è
División. T. forense. Divisione di heni dô. Al mal fagli male dice il prover
(Pr. fior. V, i, i57). bio. Le disgrazie non vanno mai sole.
Avè faa i division. Aver fallo le di Ahbiam già un danno , eccone un
viseur, fior. V, i, 157). altro giunta. V. anche in Desgràzia.
División. T. milit. Divisione. Ogni tre bott i dô. Botto botta.
General de division o General di- Lolb. Spessissimo. in Bótta.
visionari Generale che ha il Perdela de dô. Perderla mareta.
comando d'una divisione deH'esercito. Tegni el pè in dô stafT о in dô
Divisionètt. T. Aritm Divisioni scarp. У. in Pè. (leg- 58.
di poca entila. Vunna di dô. Delle dut V una(\l-
Divisór. T. arilm. . . 11 numero che è con- Doàna о Dovànna. Dogana. Di Dovanna
tenuto tante date volte ncl dividendo. (voce antica per noi, alla quale è su-
Divisóri. Ad. di Míir. F. bentrato Dàzi. У.) ci rimane vestigio
Divizlós. Ad. di Vestii. Vanlaggiato — nella coutrada cosi chiamata.
Fallo a crescenza. Doanna о Dovànna. /Л Dóva sig. a.*
Divorà. Divorare. Diluviare. Dóbhia. Rimboccatura. fioverscina. Quella
Divôrzi (Fà) , e più com. Spartlss. V. parte del lenzuolo che si vimbocca
Divólt, Divozión, ecc. V. Devótt, ecc. sopra la coperta.
Dlzionàri. Dizionario. Casciass sott a la dobbia. Metiere
Dizionarièlt. Picciol dizionario. il capo sotlo-
Dó dicono i cont. brianz. per Dove al- Fà la dobbia о Fà-sù la dobbia. Far
lorc/iè incontra voce principiante per rimbocchello(Sod. Colt. Fit. tç^8).Farla
un v. Per es. In dó vet? Dove vai? rimboccatura о Himboccar le lenztiola.
Dô. Due. И nostro Do pero non vale Dobbià. Doppiare. Duplicare. Addoppia-
che pel femminino ; pel mascolino re. Dobbià i coo d'on iil. Addoppiare
diciamo Duu: cosi Dun bceu, duu ca- i capi d'un filo.
rimaa, duu biccer, ecc, e Db penn, Dobbià. Piegare. Dobbia quel gombed.
do ílonn, db candir, ecc. Piega quel gomito.
Bon dô vœult. У. in Bón. Dobbià. fig. Svolgere. Piegare. lig.
Chi lavora gh' ha ona camisa, e chi Dobbiadùra. Addoppiatura.
no lavora ghe n'ha dc\. V. in Camisa. Dobbiàss. Ripiegarsi. Incurvarsi.
Chi ne fa vunna ne fa dô. Chi fa Dobbiàss. Divincolarsi.
una trappola ne sa tender cento. Dobbiètt. T. di Giuoco. Doppietlo.
Daghela de dô. Filar grosso — Me- Dobbiètt. T. de' Giojell. Doppia ( Alb.
narla buona. Non guardare per la ene.). DoppieUaí*\x\cc\\).
minuta, lasciar correré. Dobbiôn. Coppietla. Ne' giuochi un nu
De dô. T. di Giuóco. Marcio. Posta mero a canto alPallro, come Ъ, 4; 7, 8.
doppia. Dobbiôn. s. m. pl. Doppj (G'ior. Geor.
Domilla. Duemila. 1 838, p. 54 e segg. ). Doppioni (Oior.
Dô milla scud . . . ? dô mila bail. Geor. XV, ag3). Nome dei bozzoli
E dove ho io duemila ducati? duemila formati da due bachi e della seta che
fiaschi(krid. II, 5). se ne trae.
DOG ( 47) DOL
Dobbión. Doppia. Nelle vestí donne- Dojós (Andà). Andaré sghembo o anca-
sche è quel girello che si sovrappone jone. Cioncolare. Andaré con aggra-
in giro dappicde о alle maniche per varsi più sur un'anca che sur un'al-
ornamento, e consiste iu una lista le tra, e ció per dolore che sia soprag-
più volte délia medcsima slofla del- giunto a quella parte.
Г abito tagliata in traverso acciocché Dóla .... Ne" boschi assegnali al la-
la diagonalità délie spiue о délie aili- glio dicesi cosí ogui al boro che venga
stature o de' fiorami rompa la relia scortecciato per lo lungo ailinchè serva
linea in che sono nel resto delTabito. • come segnale di limilazione al taglio
Dobbión. Doppia. stesso. Insieme col Dolare dei diz.
Dobbionin. Dim. di Dobbión. V. ital. è voce che rappresenta ancora
Dobla. Doppia. Dobla. Ne sono varie, cioè viva tra noi la latinità.
Dobla de Genova che anche dicesi Dólci per Bombón. У.
Ona Geuova o Genuviiina. У. Dolètta. T. de' Magn. Dulelta. Specie di
Dobla de Milan. Doppia di Milano. piccola sgorbia da bucare gVingegni
Dobla de Parma che anche dicesi (contracc) d' una chiave.
Una Parma. Una doppia di Parma. Dolièlt. . . . Foggia d'abito donnesco spa-
Dobia de Romina che anche dicesi rato lungo tullo il davanti e di uso
Ona Romina. Una doppia di Лота. recente fra noi. Dal franc. Douillette.
Dobla de Savoja che anche dicesi Dolmànda Quella specie di gran
Ona Savoja. Doppia di Savoja. boi sa quadrala pengigliante dalla cin
Dobia de Spagna che anche dicesi tura ai polpacci delle gambe in cui
Ona Spagna. Una doppia di Spagna. gli usseri ripongouo il moccichino, le
Doblàzza. Doblaccia. Dobblone. Doblo- carte , ecc. Dalí" ungherese Dolmúnj:
ne. Doppione. Dolor. Dolore. Doglia. Duolo.
Doblé. T. di Bailo. Doppio. Anca insci Tè ou bell dolor. Co-
Doblón. Dobletto. Dobretío. Specie di munque sia , gli è pur il gran dolore.
tela tessuta di lino e cotone. Alt de dolor. . . . Quello per cui il
Dó-brazza. s. m. T. degli Artig, с spec. Cristiano si duoledc'peccati commessi.
dei Falegn II doppio braccio Chi bella vœur pari gran dolor
inateriale di cui tali artigiani i'auno boeugna solfri. Chi vuol bella parère,
uso per misurare i loro lavori. la pelle del viso gli convien doleré.
Dócil e Dózil. Docile. Pena palire per bella parere(Moaos.).
Docilitan e Dozilitàa. Docilita. Curios come el dolor de venter.
Documenta. Corredora di prove, atli, У. in Vénter.
scriUure , docunicnli. Dolor cólich, e idiot, cóliz. Cólica,
Dódes. Dodici. e ant. Flanco o Mal di Jianco.
Dann des a anda ai dodes. Dar gtun- Dolor de coo o de venler. Gg, Gratta-
ta un miglio(Pan. Poet. 1, xxxvii, 19). capo. I íiceu hin dolor de coo. У. Fiœù.
У. anche in Dés. Dolor de coo el vœur mangiá,e dolor
Dceiij. Doglie. Dolori. Senlimi. de venter el vœur cagà. У. in Venter.
Dœuja-vèggia. Dogtia vecchia? — Mal Dolor de pari 01 i. Doglie. Dicesi di
vecchio ne' piedi(Gior. Geor. Ш, Л7. quelle che hanuo le donne quando
Dolori vecchi nelle gambe dc'cavalli; sono vicine al parlo.
quelli che i Fr. chiamano Courbatures. Dolor mutt. Dolore gravativo.
Du:osc. v. cont. brianz. Dosso. Colle. Graziös come el dolor de venter.
Doggiá. Adocchiare. Docchiarc. Alindare. У. in Vénter.
Allamare. L' ¿ quest el mè dolor. Queslo è il
Doggiáda. Adocchiata. Occhiata. dente che maggiormente mi </uo/e(Al-
Doggiadinna. Occ/iiatina. leg. pag. 81).
Doggióu. У. Sbarloggión. ЙГ è sallaa on dolor. Mi s' è presa
Dógno. v. a. Donno. Signore. Padrone. una doglia.
• . ... nia el resta >u (dint il Bal. Ger.) Nassuu quand el diavol el gh'aveva
» Azz , e el dogno d* Italia iu£n Г с lu. » i dolor. 2"agitato a cattiva /u/ui(Mouos.).
DOL (, ) DOM
Passa el dolor. Sdolere — Come Dolz-e-brùscli. Tra piacevole ed arcigno
gh' è slaa passaa el dolor. Come fiu (Allcgri Calendiiuaggio ). Agrodolcc.
íáo/«to(Sacchatti Nov, 168 in line). Muzzo? (p. 71.
Dolorá. Dolorare. (cácente. Dolz dólz. Dolcemenle (Tue. Dav. Ann. II,
Doloràsc. Dolore aspro , acerbo , fiero , Dolzin. Dolcetto. Dolcigno.
Dolorin. Doloretto. Dogliuzza. Doglierella. Dolziisc. Sdolcignato(Tar<¡. Viag.X , 10).
Dolorilt. Dogliuzze del parto(Gelli Sporta Dolce smaccato(üoder. Colt. vit. 181).
I, 4)- Comenzà a senti quej dolorilt. Sdolcinato. (mente.
Cominciare a sentiré о avère qualclte Doma e Noma. avv. Solo. Soltanto. Sola-
doglinzza(à\ parto). Doniá pronunziato con certo turno di re-
Dolorós. Doloroso. Doglioso. Addolore- ticenza e accompagnato da un po' di
vole. Dolorifero. strignersi nelle sj>alle ha significólo di
Vess dolorosa. íig. Puliré. Scoltare. Soltanto si, ma di un soltanto irónico.
Esser oslico. Gh" hoo miss doma on di . . . Donw?
Dólz. s. m. Dolci. — Insci dorna quarantases di. La po-
Dolz cont el rosoli. T. de'Confett.. . . vertá di quaranUisei giorni(Pr. ñor. IV,
Sp. di dolci o confetti falti di zucchero Doma. Domare. (ni, 42-
sui modelli cosí detti Slump, nc'quali Doma. Domare ? Rammorhidir le bian-
si mette anche rhum o rosolio in cherie ¡ndossandole o usandone.
luogo del dragante. Hanno nomi di- Domàa. Dómalo. Domo (parí, di panni).
versi secondo la diversitá della forma Doman. Domani. Uomane. Dimane. Al
clic la moda viene suggercndo ai cou- dimane. Il di vcgnenle.
fettieri. Perd i più comuni e coslanti De chi a doman on quaj sant pro-
e conosciuti sonó questi che seguo- vedara. Cavami d' oggi , e mettimi i*
no : .tipa , Anclla , Armamlol , Ba domane.
stón , Hescottitt , Boggettilt , Borsetl , Doman Г è bon de vess bell . . .
Cavagnceu , Ccter , Cros de Malta , Domani risica e' sia bel tempo.
Cceur , Fasœu , Foresett , Guggirœù , Doman mattinna. Domaltina.
Leon , Lorgnclt , Mascarinn , I'aroll , Doman pœu! (che dicesi anche Coco,
Pcrseghitt o Cojon de gatt, Pess, S'ciopp, Cippeli merli с simili). Tu infiomemi
Stell, Fiper cont el coo d' or , Uga. domane(Vt. Cor. IV, in, 78). Non mai
Dolz fulminant. T. dc'Confctt Alie calende greche. Domani.
Specie di dolce in cui si mette della Doman volt. Domani a otlo.
polvere la quale scoppietta al tallo. Ran ran о Tran Iran, quell che no
Dólz. Dolce. femin incoeu faremin doman. Quello
A ess dolz de sangu no se fa mai che non si Jará o¿gi si fiará domane
guadagn. V. in Sàngu. (Mach. Cliz. III, 7). I Francesi dicouo
Dolz come Tuga in Tasee. V. in Uga. A demain les affaires.
Dolz de sangu. Iig. Benigno. Dolce. Vedé minga doman. Avviarsi perle
Tranquillo. Agevole. Umano. poste. Esser a confitemini.
Dolz de saa. Dolce di sale. Domànda. Demanda. Dimanda; e ant.
Legna dolza. Lcgne dolci. Domando. Dimando. Domandila. üi-
Pee dolz. Pie teneri(lûh. enc. in Po- mandita.
supiano)- Domandà. Domandare. Dimandare. Ad-
Vin dolz. rin dolce. V. in Vin. demandare. Addimandare. Chicdere.
Dólz. Ad. di Témp. Dolce. V. in Témp. Hichiedere.
Dólz. T. di Tint È aggettivo di Domandà Г è lezzet, e respond l'è
colore che non contiene acido. cortesia. Domandare è senno, e il ri-
Dolz de lavora. Dolce a lavorare{Xeri spondere è cortesia.
Art.vett-.Ъд). Tencro a lavora;e{\à. 45). Domandà se el Dorom Гс de vend.
Dólza. Ad. di Villa, di Forma(fomiaggia), V. iri Vend.
di Mascàrpa , rZ'Imboccadùra, di Rùb- Dom and àa. Domandato.
ba, ecc. p'. Vitta , Fórma, ecc. Domandcsira. Dimandasscra. Dimnnis-
Dólza (Carla). . . . Carla poco incollala, sera. Diman da sera. Domandassera.
DON ( i ) DON
Domatüna dicono i Br. alla totearía audio Dóu. Dono. Donativo. Presente. Jlegalo.
che noi díctamo Doman mattinna. F. La voce Don iu questo signifícalo si
Doménega. Domenica. usa Ira noi forse solíanlo nei due
Doméstegh, ecc. F. Dosmèstegh, tec. modi seguenti , dicendosi iu ogni al-
Domiiili. Domicilio. tra occasione Regàll. F.
Doniilla. Duemila. Duc mita - e ant. Du- Cercà la vita in don. Chieder la vita
milia o Domilia. in dono. (del cielo.
Dominée. Iroce úsala nelle frasi seg. Vess on don di Dio. Esscr un don
A fà ou dominée ghe vœur on sacch Don. Don. Sincope di Don no, Domino,
de danee , ecc. F. in Siech. Signorc, passata per usanza in titola-
Pari el dominée de Bust. Parère il tura quasi iniziativa di nobillà.
Sécenlo. Don don. Don don. Ton ton. Voci imi-
Dominega. Domenica. lauli il suono della campana a riu-
Domini. Dominazione. tocchi ( a bolt).
Dominó. Biido? Soria di giuoco. Dal volg. Va a don don. Fare a stacciaburalta.
francese Domino. F. Dondóu. (llégala.
Giugà .ni domino. Giocarc al hudo. Dona. Donare. Jîcgalare. Presentare. F.
Specie di giuoco che si fa con pic- Donella al Signor. F. in Signór.
cioli quadrelli di osso о d'avorio a In quell rilratt el gh'ha donaa . . .
uso di dadi, con Humeri accoppiati In quel ritratto Г ha ahbellilo.
с segnali solamente da un lato. Quell che no poss • avè , và che
Dómino. Domino. Leggier manto di seta tel doni. Dono quel che non posso
пега o a colorí e frangiato che è spe vendere{kmhra Bern. I, 2). E il me-
cie di maschera. glio donare quel che non si pub ven
Dominus dominánzium. Dominante in una ciere che averio a dare a ogni modo
casa o appo aleono. Dicesi scherz, di (Cccchi Diss. V, a). La sapienza de-
chi Га le minestre a modo suo, di chi gli uomini è saper donare quello che
comalida assolutamente in alcun luogo. non si pub ne venderé nè <enere(Mach.
Dóinni. Duomo. Op. vu, 345).
Andern m inanz che vemm in Domra, Quell veslii , quell sciall cl glie
Arrivi che pub. Fadane che vuole , donna Quell' ahilo, quello
ma inlauto tiriamo innanzi. Non si, Ja sciall la fa più appariscente.
mai si gran strada che quando non si Donazión. Donazione.
sa dove si vada{Pan. Poet. I , xxx , 4). Dónca e Dónch. ¡hinque. Adunque.
Ave i ann de la bajía e pœu i sca Ergo donca. F. in Èrgo.
lin del Doinin. F. in Ann. Ergo donca trii conchin fan ona
Domanda s'el Domm Tè de vend. conca . . . Modo scherzevole di con-
F. in Vend. cludere che volgesi a chi uon mérita
L'è la fabbrica del domm. È la fab- conclusion! di maggior senno. Ha
brica di san Piero(Vao\\ 379) o Popera qualche simiglianza col decreto gran-
di santa Liperata. E opera di cui non ducale Talor qualor quinci sovente e
si vede mai la liue. Anche i Xapolelani guari Rífate il ponte coi voslri danari.
liauuu il delt. la fraveca di san Pielro. Dónda. Dándola. Dà la donda
Levá-su al priinm segn del Domm. Dare Г ándala perché allri sdondoli.
У. in Sègn. Dondà(e Dondiná). Dondolarc. Sdondo-
Sla scritt appos al Domm che donna lare. Scrollarc. Far la nimia nanna.
bella tœu brutt omni , ecc. F. in Ùmin. Dondà. lig. Indugiarc. Tcmpellare.
Tira cl Domm in santa Kedcgonda. Donda. fig. Traballare{V'i\\c. Lett, in Pr.
Far di bolli barili( Monos, p. 5). Far Jior. V, i, 157). Esser per perderé
di Marte un Martino[Fag. Zing.). F. Г impiego o Tautorila o il favorc.
anche iu Antón!. Dondàda. Dándolo. Dondola.
Voró fà slà el Domm in sanriJsebbi Dondadiuna. Dim. di Dondàda.
о in san Salvador. Darc un jiugno in Dondázi. Tenlennone. Tcntcnnonaccio.
ciclo. Voler íarc cose impossibili. Dondolonc. Badalonc.
Fol. If. 7
DON ( 5o ) DON
Dondàzia (Sura ). Dondolona. Badalona. Ai donn »e pô minga credegh. A
Dondazià. Dondolarla. Leñaría. Ninnarla. donna non si pub credere eziam poi
Dondechè. aw. Donde. Laonde. L' ital. che è moria(Cil)bicna Caland. I, a).
Dondechè significa invece Dondiinquc, Al scur о Mort che sia el ciar, i
cioè Di qualuiique luogo. donn hin tult compagn. A lume spenlo
Dondignà e Dondinà. Dondolare. V. Dondà. è pari ogni ¿e//e;in(Mach. Com. in
Dondón. Donilolone. versi II, 5). Al bu/o ogni gatta è mo-
Giugà a dondon. Fare a stacciabu- re//«(Monig. Ser. nob- III , 55). Ogni
ratta. Trastullo per lo più usato dalle cuffiaccia serve per la nolle( Morios,
balie per acquietare i bambini , e si p. 12 1). Al bujo tulle le donne sono
fa lenendo per le maní il bambino a un modo (i vi J. Ogni cuffia è buona
stesso che s4 ha dinanzi , e tirandosi per la nolte. Come i poponi di Chiog-
innanzi e indielro , come si Га dellu gia son tulle le donne ; leva il lume,
staccio qnando s'abburalta la farina, e e non è una differenzia al mondo dai-
ncllo slcsso tempo si canta una frottola l'una all'altra(ßihb. Cal. I, a). Subíala
che fia noi è per lo più come siegue: lucerna omnes mulieixs œtjualcs sunt.
Don don Cecea íuaron , Andà a cura i pajœur o i donn de
Cecea de festa, Pan in canesta , part. Fare la gtiaidadoiina{Cecc\ù Sib.
Vin in vasscll, II , 2 — Aridos. I, 5).
Ciappa ciappa o Ciocca, ciocca che l'¿ bell, Andà a dunn. Andar alle feminine.
o vero Don don Cecea marón, Andar in gatlcsco.
£ mort on A, On A de Pavia, Bella-donna. У". Bej-dônn.
£ mort Luzia , Luzia de Milan ,
£ mort on can, On can rubios , Bella-donna. Belladonna. Pianta nota
£ mort ou tos, Toi tosott , ch' è ¡'Atropos belladonna^..
E mort la donna del bigololt. Bella-donna mi si dice che chiamisict
E in toscano, serondo il Malmanlile , Somma e Ii intorno la Povcra-dóiina./'.
Stacriahuratta , Martin délia gatta: besogna minga cunta i aun ai donn.
La gatta ando a mulino , La fece un chiocciolino Non contar gli anni alie donne (volg.
Colïulio e col sale, Col pitcio di cane, ital. с titolo persino di varie coiniue-
Dondonà. Dondolarla. die che da sccoli sta chiedendo va
Donèll. У, Donisœù. namente il passo alia troppa rígida
Dunià(vocc dei monti di \ava in Brian- schicra de' vocaholarisli italiani ).
za). Dondolarsi. jVon far nulla. Bonn donn perantifrasi.f. Sguánsg.
Donin. Cecino. Dicesi a fanciullo avve- Curios come ona donna graveda.
nente e di care maniere. Lezioso come una donna gravida (Al-
Che bell о Che car donin(iron.\ Ceci leg. p. 35) — Curiosaccio'. Curiosissiruo.
no. Dicesi di persona trista o maliziosa. De donna. Donnesco. Da donna.
Duniniia. Ad. d' F.rba. V. Modo che assume diverso valore se
Danisœiï o Donèll. J'orccllino d' India. conde ch'è usato. Quella tosa la fa i
Kelle campagne délia Brianza varj robb de donna, (¿uella fanciuUa agisce
contadini chiamano Doncll il Coniglio; con ntalurità, prudentemente, gimlizio-
e Donisœu fu delta iu qualche pai te samente. — Hin robb de donna о Гаа
del Milanese anche la Sciminia. de donna. Le son leggerezze donnesche.
Donna. Donna. V. anclic Fènimcna — Dù donn e on'occa fan on niarcaa.
Molli detlali fra quellt che sono per Trc donne fauno un mercato , cioè
registrare fauno délia donna lull'altro hanno da discorrerc e trattarc come
ritralto che non si merili Tesscre che un'adiinauza in di di mércalo.
Dio ci ha dalo a compagina e sol- Dù nos in d'on sacrh с dô donn in
líevo; ma chi sará che, ricordando le d'ona cà fan on grau ciass. in >'<is.
cure o materne o compagnevoli che Donna biauca bellczz no manca.
la donna suol profoudere alPuomo, .... Proverbio che si suol dire per
non ricouosra applicabili tali dctlati a denotare quanto mai sia da apprez-
quelle sole fi a le donne che fauno par zarsi la candidezza délie carni in una
lar troppo di sè non esscudo croiuc ? donna, beuche sia vero allresi che II
DON (Sï ) DON
bruno il bel non toglic. Allude al nostro lingua accomunarc anche alie nostre
proverbio il Fag.fRime I, 11) quando donne da lend.
dice d'uiia sua íiglia da marilo elle Donna e madonna o Donna e pa
m Тче perche ella sia hianca gioverà tronna. Donna e madonna.
к 11 dir qtianro mi par che l'Iinio noie, Donna giovena aient a on vece
w Corne do< omnii ù% candore ella ha. » gh'è fiœu Pinna in sul tecc. È facilis-
Donna che cusiss o clie lavora in simo avère i pulcin di gennajo. Il
biancaria ... La IV. Couturière en linge. nostro proverbio pare che avvisi co-
Donna che pcltenna. Petlinatora pertamente i vecebi del ben loro col
(Zan. Crez. line. 1 , 1). rainmentare ad essi il Fiicum factum
Donna de baratta. . . . Donna che dl mulieri per impluvium. I diz. italiani
campagna viene con legumi , farine e in vece col loro Gli amori serotini e
seccumi in città, e cerca concambiarli ifreddi precoci mandano i vecchi di là,
con abili с robe smesse per cosí rim- gli avvisano con piú chiarezza e carita.
pannueciaisi senza sborsare dariari. Donna matta o portada per i omen.
Donna de bon temp. Panicliina. Bal- Donna caí nalaccia , libidinosa , sen
¿racca. Pedina, e sch. Donna d' assai. suale , lasriva, lussuriosa, .frénala.
Donna de cà. V. in Cà. Donna in sul temp o lempada che
Donna de color (cioè che lava i robb la par anmô giovena. Donna antica
de color). . . Chiainasi cosi , a difle- di tempo ma giovane di viso.
renza dalla bucatara, la lavandaja che El diavol el fa la poli o la torta, e i
netta i panni , le sete, ecc. con acqna e donn ghe la fan mangià. V. in Diavol.
sapone sollnnto. A Torino с delta Joda Già i donn se tacchen semper al
0 Savojarda. Noi la cbiamiamo con sô pesg. Le donne s'attaccano al peggio
nome proprio , i Torincsi con nome (Fagiuoli Conte di Bucotondo II, 12).
trat lo dal paese o improprio. I Fran I arma di donn. Le arme délie /ent
cés» in vece le dicono un po' men mine, la lingua, V ugne, le lagrime,
malamente Savonneuses. (Alb. ene. in Arme § quartultimo ).
Donna de coo о de sest. Donna di I bravi donu dan minga a trà ai
garbo — Matrona — Madonna. sproposit. Le buone donne non hanno
Donna de gross. Fante. Serva. Donna nè occhi nè orecchi.
di camera ? I donn gb* han el coo a fà conscià
Donna de Гетша. V. Sguànsgia. o dorna ai berlinghilt. Donna spec-
Donna de mond. Femmina del mondo chiante poco filante. La donna sopra
(Ambra Furto II , 4)- Donna di par- gli stoggi ognor pensa e vaneggia.
tito , e scherz. Donna d'asscii. I donn hin donn о hin debo!. Le
Donna de servizi. Fante. Serva. femmine sono labili о inchinevoli. Fem
01 Ire questa Donna de servizi uoi ab- mina è cosa labil per natura. Le donne
biamo anche la Donna di servizi о non escono mai di donnerïa. Femmina
che fa i servizi : Ja prima convive è cosa garrida e fallace, vuole e dis-
coi padroni; la seconda, fat ta la mas- vuole , ¿ folle nom che sen' fula.
scrizia di casa ait mi, se ne torna I donn hin semper donn, matt с Iii
ogni di a casa propria, cd i vi campa ghe coït adree, о bin virisell о va
la vita a modo suo. riabel. Donna e luna oggi serena e
Donna de sopressà. Insaldatoia. doman bruna.
Donna de tend. T. di Cari. . . . INelle I donn quell che vœuren vœuren,
nostre cartiere il metiere la carta о ottegnen quell che vœuren. AI cam-
sullo spamlitojo (stendidor) è ufficio panel delle Icnzuola non si pub lun-
aflidato aile donne. Kelle cartiere to gamente contrastare ( Brace. Sch. fal,
scane conviene dire che sia aflidato dei XV, 3o i). Il pazzo e il savio
ad uomini se è vero, come ne assicu- dalle donne è giiinlo.
ra ГЛ1Ь. ene. , che que' che ció fanno I donn se cunten minga
siano chiamali Spandenti, voce che si Modo di diebiarare le donne esenti
polrebbe forse scuza incocrenza di dal pagare lo scotto ogni volla che
DON ( Sa ) DON
sinnn di brigata con chi abbia a stare chi un fante la paga al compagno
a siílatlo pagamento. Fremos noun soun di giuoco che lo precede ncl giro ,
gents dicono anclie i Provenzali. chi un re la paga a colui che gli vien
I donn van semper ai estremm. Le dopo, e chi una donna la paga a
donne non hanno mezzo, o amano о chimique lo sussiegue secondo nel gi
odiaiio estremamentc. ro j e di qui altri chiamano anche
I lacrim di donn hin come quij questo giuoco Fant indree, Be inanz,
del cocodrill. La lagrima delta fem- Donna salta e Ass in banch. É giuoco
mina è condimento della sua malizia che ha qualche simiglianza col Cucù,
(Ammaestr. degli Antichi IX, 3). ma che n'è più divertcvolc , perché
In cà gh'è semper maa se la donna dove in quello chi ha perduta la po
porta i colzon , Г omm el scossaa. sta una voila è obbligato a starsi ozioso
Quella casa non ha pace dove gallina spettatore della partita sino a ch'ella
canta e gallo tace. non è alla line, in questo ognuno puô
L'amor e i donn la san longa(Coss. perderé la posta anche più volte , e
Com. , p. go). Amore assottiglia I' in- rimetterla del pari со* pagamenti che
gegno. L' amore sa insegnar di gran gli sono fatti dai giocatori che ha da
cose — Le donne hanno un punto più lato , e occorrendo perderé primo
che il diavolot tutta la posta e rivincere ullimo la
Lnj e agost donna mia no te co- partita, se a lui ultimo tocchino tutte
noss En aoust et en juilhet ni le tre ultime carte buone, cioè ncs-
fremos ni caulets dicono anche i Prov. suna délie quattro già dette che l'ob-
Nè donna nè tila a lumm de can blighino a ripagare altrui. E diciamo
dila. V. in Candirá. Mori il perderé tulta la posta, e Be-
Ona bonna donna l"è on tesor per suscità il rimetterla iu tutto о in parte
ona cà. La savia femmina rijä la casa, coi già detti pagamenti collateral).
e la matla la disfà. Giugà a Г omm e la donna e la
Petitt de donna graveda. V. in Petltt. bestia. V. in Ômm.
Povera donna. V. Povera-dônna. Donnàscia. Donnône. Donnaccia.
Primma Donna , Segonda Donna , Donnait. Donnajuolo. V. Donnée-
Terza Donna. T. tealr. У. in Omm. Donnàtt. j Donnone. Femminaccia. Fem-
Slà scrilt appos al Domm che donna Donnéc. S miñona. Accresc. e per lo più
bella tϝ brutt omm , ecc. F". Omm. pegg. di Donna.
Tra de lor i donn se vœuren pocch Donnée. Donna;o{V>av. Tac. Ann. V, 2).
ben. Ne Ira gli homini mai nè Ira fór Donnajuolo. Donnino. Femminiere.Don-
menlo che femmina ami femmina ho nesco. Femminacciolo.Attendilor di don
tróvalo. Non par la donna ail' altra ne. Femminajo,
donna bella, nè cerva a cerva, nè aile Donnéri. Donnone. V. Donnait.
agnelle agnella. Donnètla. Donnicciuola. Donnella. Don-
Donna, assolut. per Donna falla. LVra nicina. Donnina. Donnàccliera. Don-
già donna. Era già donna falta. naccina. Donnuccia — Donnella de
Donna. Moglie. Donna. Femmina. l'amcd.... Donnicciuola piccina afTatto.
Donna. Fanle. Serva. Servente. L'è la Donnèlla. fig. Z)onmno(Zanob. Diz.). Omi-
mia donna de cà. È la mia fantesca. ciatto. Omicciatlolo. Un Táte-poule о
Donna Titolo d' onore che è il Jocrisse qui mène les poules pisser
femminile di Don o afcresi delP an- direbbero i Frances!, un Giacofomna
tica Madonna onde in pari caso tilo- i Piemontesi. Uomo di poco conto,
lavansi le genlildonne italiane antiche. grossolano, somplire, che si compiace
Dônna(o Dàma о Rcgmna). . . Quella caria d' occuparsi in faccende da donne.
da giuoco che rappresenta una regina- Donnin. Donnina. Singolar proprietà ha
Ncgli scacchi dicesi Donna o Beginn. questa voce Donnin tra noi ; coll'ag-
Glugà a donna salta Giuoco gettivo Bc/¿diventa volentieri maschi-
di carte nel quale chi riceve un asso le, coH*aggcttivo lion, femminile; p. es.
paga la moncla convcnula al banco, On bell donnin, Ona bonna donnin.
DOP (53 ) DOR
Donnón (On). Una camar1ingona{Jicrni Doppi come i scigoll de Comm. Pia
Catr. 4)- Donnone. Badalona — Cam- doppio di una cipollaßlouos., pag. 7).
pionessa. (Ill , 3. Doprà. У. Drovà.
Donnötta. Donnotta(Barg. Intr. Pellegr. Dor. add. Dorato.
Donzèlla. Cameriera. La Donzella dei Cai ta dora , Pan dor , ecc. У. in
diz. ifal. equivarrcbbe alia nostra Ca Carta , l'an , ecc.
marista. У. Doradura. Doratura. Fra noi questa voce
Donzèlla Specchione mobile ¿ usata soltauto dai legatori di libri;
snstenulo da due colonne spesso mil- chimique allro e i doratori primi di-
nite di girelle e da un zoccolo, grande cono Indoradiira. У.
quanto due degli specchj comunali Dórd. Tordo. Tordo mezzano o ordina
da appenderc, fatto per ispecchiar- rio o bottaccio o nostrale (Ol. Uccel.
visi tulla la persona. p. 43). Il Turdas musicus degli omit.
Donzellànt. Dozzinante, e ant. Commesso. Dord stelon. Schiamazzo.
Colui cbe sta a dozzina. Grass comè ou dord. Grasso pi
Donzellètta Giovine cameriera. nato. У. in Grass.
Donzènna. Dozzina,e ant.Dodicîna. Quan Dordà. Zirhtre. Fare il verso del tordo.
tita numerata cbe arriva alla somma Dordm e Dordinna , e verso il Berg. Gui
di dodici. La dozzina dell' uova , dei ña. Pispóla. Pispolone. Tordino (Savj
pani, délie père e simili in Toscana Ont. II, 4o)- Sp. d'uccello che gli
ha il particolar nome di Serqua. Do omit, chiamano Antlius arborais о
dici dozzine fanno una Grossa. Alaiida Irivialis.
Lassa andà e Avè tredes œuv per L' è on dordin. met. . . . È grassoccio
donzenna. У. in (Eùv. o grassottino o grassolino o grassetto.
Lavoreri o Robba de donzenna. La- Dordinètt. Pispolelta.
voro o Boba da dozzina o dozzinale , Vè on dordinetl. . . . E grassolino.
cioè di poco prezzo. Doré. Dóralo.
Stà o Tegni in donzenna. Stare о Doré sur transe. T. de' Libr., Legat,
Tenere a dozzina. Vivere o tenere in di libri e sim. Dorato nella tondatura.
una casa dove si dia il vitto mediante Doremifà. . .. Diccsi délia scala musicale.
il pagamento di un tanto al mese, ecc. Dorí. Doleré.
Dopdisnàa. Dopopranzo. Il d) fra di. Chi insci vœur nient ghe dœur. Gli
Dópo. Dopo. Indi. Appresso. Dielro. Poi. sta il dovere. Chi fa a sua modo non.
Dópo ! Jnterjezione negativa de' fírian- gli duole il capo.
zuoli equivalente alia nostra cittadi- Dori el venter, fig. Parère oslico.
nesca Se te vedi mi ! У. in Vedé. Parer agro. Dispiacere. Doleré.
Dóppi. sust. m. Doppio. Per es. A uno, a Fà dori el coo У. in Cóo.
due, a tre, a c/nattro doppj. Insidalta de fraa, bombón de mo-
Dóppi. sust. m. T. di Stamp. Duplícalo. negh fan semper dori el stomegh.
Duplicatwa. Ció che il composilore У. in Fràa.
inavvertentemente raddoppia. Dùrma. v. cont. Dormita. Muta. Quella
Dóppi. sust. m.T. di Stamp. Doppieggiatu- de' bachi da seta. A la prima donna.
m.Difetto d'impressione, per cui le me- Alla prima dormita.
desime parole o le linee sonó doppia- Dormi. Dormiré- Dormirsi. У. anche Coc-
mente impresse Tuna accanto all"altra. cà", Crodà , Sognaccà , Topiccà , ecc.
Vegnl doppi. Doppieggiare. Impri Andà a dormi a Tora di gaijnu о
mere raddoppiate le parole o linee. di tegnœur. Andaré a letlo come i
Dóppi. add. Doppio. polli , cioè assai di buon' ora.
Al doppi. Al doppio. II doppio. A Anda a dormi al scur. fig. Esser
doppio. Doppiamente. Fior , Garofol e tenido all' oscuro di cliecchcssia. Non
sim. doppi. Fiore , fióla ecc. doppia. saper mezze le messe. Esser fatto fare.
RelT doppi. liefe addoppialo. Non aver parte ne-1 segreli. Ignorare.
Dóppi. ad. fig. Doppio. Fognalo. Di duc Andà a dormi in Cà Painna. V. in
Jaece- Tecomeco. 2'amburino, Infmto. Cà e in Pajnàrd.
DOR (54 ) DOR
April dolcc dormir. /IpriJe elolce Dormi minga, fig. Non dormiré. Star
dormirefUonos. p. 076)- f. in April. vigilante ; e fain. Badare ai mochi.
Chi fciuga no dorm«. Chi dorme, non Dormi pondaa sui gombed. Dormiré
pesca о non piglia pací. Chi è negli a gomitcllo.
gente non fa avanzi. Cid vuol fare Dormi saraa. Dormir sodo{Fag. Asl.
non dorma. bal. 1 , 2). Dormir serratamente.
Dormi a la screnna. Serenare. Dormi su la cavezza о Dormi sora
Dormi come on sciocch о come on a quejeossa. Dormiré in cherchessia
tass. Dormiré come un lasso о come colla faute ed al /i/oco(Mach. Op. IX,
un ghiro о come alloppialo. Fare a 4 1 1). У. in Cavèzza.
dormir coi tassi. Dormir quanlo i sac- Dormigb sora. Consigliarsi col piu-
coni. Aver Vasino legato a buona ca- marcio. Dormiré sopra checchcssia.
viglia. Legar la giumenta о Vasino. Pensare bene prima di risolvere.
Dormir nella grossa. Esseix in sulla Kl dormirav in l'acqua o sui guee
grossa. Altuffarsi net sonno. Dormiré o sui spin. Dormircbbe sui peltini da
a pari del capczzale о del sacconc. lino.
Dormir profondamenlc. Anclie i Fran- Krba cruda e gamber cott no lassen
cesi (I icono Dormir comme un loir. mai dormi lutta la nott. f. in Krba.
Dormi de coo Dormiré da Meli a dormi o Metí a dormi on
capo del lcllo, cioè giacere in lclto sogn. V. in Sögn — E fig. Meliere a
avendo il capo dalla banda delta te leggere. Impegnare.
stiere, per opposizionc al giaecre in Dormía. Allbppio. Sonn)fera. Medica
esso dalla banda da piede. mento per far dormiré.
Dormi de la quarla. Dormir nella Dà la dormia. Alloppiare. Adoppia-
grossa o sulla grossa. Il dormiré clic re. Oppiare.
l'a il baco da sela per l' ultima voila. Dormiàda. Dormilona. Lunga e buona
L'Alb. ene. citando per testo di quest* dormita. Dagh oua bonna dormiàda о
frase una nota del Malinantile la travisa dormida. Fare una buona dormilona.
dicendo ¿ U dormiré chefauno la terza Dormiascià. Dormir nella grossa. Schiae-
volta i bachi , qnando che la ñola ciar un sonno. Consigliarsi col pia-
stessa dice Vultima volta — E fig. Vedi maccio. Dormir niolto.
pin sopra Dormi come on sciocch. Dormida. Dormizione. Dormitara. Dorm't-
Dormi de pee.... Giacerc a dormiré ta ?(*tosc.) — Parlaudosi di bachi da
dappiè del letto fattavi una rimboc- seta Dormita. Muta.
catnra da quilla banda; dormir là Dormidinna. Dormitina{Vac. V, 11 ).
dove gli ni I ri abbian le piante. Dorminpée. // Dormi(Buon. Fiera f. i85).
Dormi de sora о in su] sorec. Aver Dormalfuoco. Dappoco. Scioperone.
le сатрапе grosse o ingrossatc. Aver Dormialfuoeo .
male сатрапе. Aver catlivo udilo. Dormión. Dormilore.Dormiglione.Dormi-
Dormi fio che canta la vacca. V. in glioso. Dormi. Indormito. Sonnaecliio-
Vàcca. so. Sonnolento. Sonnoglioso. Sounoloso.
Dormi in costa. . . . Dormiré colla Dormión. Diac'ilc? Xelle macchine d'ogni
persona aggravata per inliero sulfuno specie è nome genérico di quel tronco
de' fianchi. di trave o di quel laslrone che ser
Dormi in s'cenna. Dormiré supino. va, iminoto sempre dappiè di esse, a
Dormí in setton. Dormiré assise sopportar pesi с pressions conserván
(Firciiz. Op. VI, 1Щ. dole equilibrate, con quel servicio
Dormi in vitta. . . Dormiré bocconi. quasi che fa la zavorra alle navi. Tali
Dormi i so sogn quiett. fig. Dormiré sono per es. i duc segiicnti
a chilis' occhi. Dormiré col capo fra Dormión. T. di Stamp. Letto. Quella parte
due guanciali. Teuere il capo fra due del torchio da slampa clic congiugne
guanciali. Avere I'animo riposato ¡11- le due cosee da piede, su cui gravita
torno a cbeccbessia , essere tranquil il maggior peso del torchio slesso, la
lo ; non aver limori о diliideiizc. quale с delta dagl'Inglesi l'hc ff'inlcr.
DOT ( 55 ) DOT
Dormión(cAe altrí dicono Fdnd o Scèp- No la gh'ha on bôro de dotta. Non
pa). Letlo. Quel ceppo o trave che ha un tritolo di dote(Ambra Bern. II, i).
fa letto agli slretloj da olio e da vino, SI , ella ha la dota giuggiolina ( Fag.
ed in cui entraño i ritli(i vergen). // Pod. spil. I, 2 e 3), cioé non ha
Dormión. . . . Quel sasso entro terra che punto dote. (lipp ''S*
s'attraversi all' arare o al vangare. Dotta. lig. Itabbuffo. Spcllicciata. Fe-
Dormión. Ne'conlorni di Soma è cost dello Dottór. Doltore , e cont. Dottório — ISoi
ГаНоссо o barbagianni. У. Lorócch. dicendo Dotlor assolutamenlc , inten-
Dormiôtt. v. brianz.per Dormión. sig. i ." y~. diamo parlare del Medico , non mai
Dormitôri. Dormitorio. Dormenlorio. del Legale. Pero con aggcllivi appro
Doiùu. Doluio. priait usiaino la voce anche noli' ulti
Dösa. Dose. Dosa. Dà la soa dosa. Dosare. mo sig. come in varie délie frasi seg. :
Dosinestcgà. Addimesticare. Domesticare. Dottor condott. Doltore di condotta
Dimeslicare — Dosmestcgàss. Appa- (*tosc. — Poem. aul. pis.).
rentarsi. Affratellarsi. Dottor de la Marca o di caus pers.
Dosmèstegh. v. cont. Ad. di Lœùgh , Dottor de' mici stivali.
Fœùja, Térra, Bestia, ecc. Dimeslico. Dottor de legg. Doltore(assolat. Bor-
Domestico. Contr. di Salvatico. Sit dos gh. Lett. 55.a in Pros. /юг. IV, iv, 45).
mèstegh. Domesticheto(TaTg. Viag. IV, Dotlor del lella o del perscimm o
56). Terreno sementato e con abitati. del rava o de la cispa o Dottor sca-
Dóss. Dosso. Dorso. Tergo. Schiena. tolon o Dottor de l'acqua fresca. Mae
A sora doss. T. di St. V. Soradôss. stro Guazzalletto(kmhra Furto V , 4
Faa o Giustaa a sô doss. Fallo о e altrovc ). Dollar di Pilalo. Dotto-
Jlacconciato a suo dosso. rcllo. Doltore di quei délia nécessita
Fann de sott e doss. Far d' ogni (Fagiuoli ñime I, ia4'« Medico da suc-
lana un peso. Far d'ogni erba fascio. ciole. Medicastronzolo. Medicastro. Me-
Far ogni sorta di ribaldería senга al- dicastrone. Mcdiconzolo. Mediconzoli-
cun riguardo — Ed anche Fare il no. Medicuccio. Medico da borse.
diavolo a qualtro о il diavolo in un Dottor del pozz (e in giornala Facen-
canudo — Ed anche Far mille pazzie. diér). Mozzorecchi. Legulejo.
Dóss (e cont. Dœùsc). Colle. Poggio. Dottor de medesinna. Dottorfísico.
Dosséra Larga fascia di cuojo che Curator d' infermi , e scherz. Dotlor
dai capi agguanta le stanghe d'un in orinali(Doui Zueca p. 4)- Giostra
carretto o sim. posando per mezzo in a /nu/e(Barg. luir. Pellegr. I, i). Dot
sul basto о in sulla sella del cavallo о tor giornea(i\i III, y).
del mulo vetturino. La Dossière de' Fr. Dottor dequ¡st./>oí/o/' «;i<o(Sold.5<ií.
Dossètt. Poggetlo. Poggerello. Collicello. p. 3o). Che non lavora se non è unto,
Dossettin. PoggioleltoyVan. Poet. LXV1, 8). cioè se non riceve di molli quattrini.
Dotù. Dolare. Dar la dole. Assegnar dole. Dotlor de Sinigaja, ch'cl mangia fen
Dolare in mille , due mita , ecc. lire. e el caga paja. Dotlor dclla Marca.
Dolàa. Dótalo. Doltor de Valenza che gh'han vesta
Dotal. Votale. (mentó. Assegno. longa e curia scienza. Dotlor di Va
Dotazión. T. dcgli Uffizj. Dote. Assegna- lenza con lunga toga e corta scienza
Dotlnna. . . . Poca dote , dole picciola ; (Pan. Poet. II, XXIV, u). Prov. reg.
e figur. Rimbrotluzzo. anche nclla Compagnia della Lcsiua
Dolomía e Dolazza. DoleJolgorata(Slor\a a p. 56). Dottor de' miei stivali.
di Semifonle in Targ. Viag. V. aG5) Do- Dotlor di mee bal!. Dottor de ju
tone(Vag. Asi. bal. III, 7). Gran dote. re . . glionico — Medico da borse.
Dotór ecc. P~. Dottór, ecc. Dottor mezza caroccia Dottor di
Dolía. Dole. Dota. — I beni che ha la poche faccende. V. Mezza-caróccia.
moglic oltre alia dote si dicono so- Dotlor senza doltriuna. . . . Dot
prailtlotali o parafernali. (dote. lor de' miei stivali, ignorante.
Da de dot la. Dar dote o in dote o di Dottor volear Лоте che si
Dotla de saut'Anna. V, in Auna. dà a que' contadini o a quei popolari
DOT ( 56 ) DOY
i quali si danno aria di Tuttcsalle in per indicare la nota maschera del
faccia ai loro consimili. doltor Graziano, del dotlor bologoese.
П1 dis el sur dottor quell che no Dottoràzza. Dottora. Dottoressa. Sala
se pô legui de lassa corr. . . . Modo mislra.
di dire úsalo al positivo o per rac- Doltorèll. Sapulcllo. Saccenlello. Dolto-
consolare chi ha spetezzato e arrossi- rino. Doltorcllo. Dottoricchio.
sce délia propria incivillà, o per tac- Doltorin. Dollorello. Dolloretto. Dotlo-
ciarc coperlamente di lal mancamento relluccio. Dollorellucciaccio ; e anche
chi non pensa più in là ; ed al fig. in sonso scinplicemente diminutivo
per Лге di tempo ne di signoria non Dotlonno- Medichino . Medico giovane
ti dar malinconia. Di quel che non o di breve statuta.
pub o non vuole andaré diversamente Dottorón. Dotlorone. Dottore di gran
non occorre rammaricarsi. mérito- o lama.
L*è mej on asen viv che on dotlor Dotlrinètta Noi lo diciamo (a diffe-
mort. Meglio vale cervio vivo che leone renza dolía catechesi generale che si
morto(Brun. Lat. Tesoro, p. 1 58 che suol Гаге iu ogui domenica) di quella
lo melle in bocea di Saloinone il quale breve speciale catechesi che si usa fare
pero dice invere Melior est canis vi- anche nei giorni feriali a que" solí fau-
vus leone mortuo Eccl. VIII, !\). Vedi ciulli che debbono accostarsi la pri
anche in Asen. ma vulta ai sagramenti dolía peniten
Parla mej che nè on dot lor. Parlar ta, dcU"cucarislia e dolía cresima.
come una sibilla ( Fagiuoli / Genilori Dotlrinna. Doltrina — Fà dottrinna. Ca-
corretti dai Jigliuoli , I, i). techizzare.
Spedii del dottor. P. in Spcdii. Dottrinna. Catcchismo. Doltrina. 11 libro.
Vess on doltor. scherz. Esscrc più Dóva. Doga. Una di quelle strisce di
savio che gli staluti(Vol. Ingann. III, 2). lcgno di che si compone U corpo
Esserc un ccrvel da slaluti. delle botli o di simili vasi. 11 Brac-
Dotlór. Serappuntino. Saccentuzzo. Sapu- ciolini uso auche Dova ncllo Schema
tcllo. Sersaccente. Serpolla. Dotlor sol- degli Dei III 22, ma forse solíante
tile. Ser f'inciguerra. Nuovo Salomone. per amor délia rima.
Maestro Aristarco. Salomon del nostro Gross de dova. Di grosso dogalo
tempo. Ser Tuttesalle. LOllavo de'Savj. (Paoletti Opere II, 6(3) — Fig. Di gros-
Hoo minga besogn de dottor che sa pasta. Di grosso ingegno. Grosso.
me dottora adoss. Лол voglio ser ap- Tondo. Maleriale. Sttro — Grosscrellc.
puntini dattorno. Non voglio censori o Ileinett i dov. Dogare.
sopraccapi che nti rompano il capo. Suttil de dova. V. in Suttil.
Dollóra. Maestressa. Dottoressa. Arcifan- Dóva dicono i Brianzuoli per Guss de
Jana. Salmistra. Salamislra. Sa/nilona. caslegna . V.
Salamona. Soppottiera. Madonna sala Dovana. Dogana. V. Doàna.
mislra. Salamonina. Dottora. Donna Dována dicono i Brianzuoli per Guss de
che faccia la saputa, la saccentc. caslegna. V.
Dottora. neut. Fare il dottore(Van. Poet. Dovaria. Dogame(Gio\\ agr. tose. I, 55i)).
II, ix, 27). Vorè dotlorà su tultcoss. Complesso di doghe. Spes de dova
Esscre un messer tutto biasma'Jiib. ria. Spese di dogamcnlo.
Cal. 1,2). Fare il caffaggicijo. Sala- Dóvc. Avv. di luogo positivo o respon
mistrare. Fare il saccente, il saputo. sivo. Dove. Ove.
Dottorà. ait. Addollorare. Laureare. Dol- Dove seva mo? ..... A qual punlo
torare. Fare doltore. era ¡0? A che n'ora io? Modo di dire
Dotloràa. Addoltoralo.Lauréalo.Doltorato. usato da clii vuol ripigliare il filo
Dotloràa. Ad. d' Csèll. V. d'un discorso iulerrolto o per isme-
Dottoràda о Dollorainént. Salamistrerîa. liiorauza propria о per fatto altrui.
Doltoreria? Dove so sia. Dovunquc. In qualun-
Doltoràzz. Dolloraccio — Ordinaria que luogo.
mente pero noi usiamo quesla voce In dove. Ose. Dove.
DRA ( 5?) DIU
Dovè. Avr. di luogo interrogativo. Do- Dragon. Dragone. Soldato a cavallo cun
ve? In quai luogo? elmo a Ci iniera ed ai matura grave.
Dovè. Dovere. Hoo dovuu fall. lio do Dragon . . . Sp. di mal d'occhio ne'cavalli.
vuto Jarlo. Mi bisogno Jarlo — El Dragon. Dragone. Targone. L'erba detta
dovarav fagh ben. Dovrebbe giovargli. Artemisia dracunculus da' botanici.
Avrebbe a giovargli, Dragon. Ad. di Vérd. V.
Dovér. Dovere. II dovuto. (lemente. Dragona. Lavorare a mazza e slanga.
A dovér. A dovere. Dene. Convenien- F. Struggionà.
Fà el so dover. Salutare. Riverire. Dragónna. T. niilit. Cicisbco. Galano.
Complimentare. La nostra é frase usa- Il fiocco délia spada. Dal fr. Dragonne-
tissima coi ragazzi per avviarli alia Dràmma. Dramma. Un ottavo d* oncia.
buona creanza. Presto, fà el tó dover. Draperîa. T. di Sarti. Panneggiamento ?
Su via, saluta — Anche tra uomini Panneggiatura che si viporta sui petit
fatti usiamo dire / mee dover o 1 miei d" un busto liscio di veste donnesca.
doveri o / dovuti in luogo di II mió La Drapperia dei diz. ilal. ha valor di-
ossequio , La debita riverenza , I miei Drapô per Bandera. V. (verso.
rispetti, o con altri / miei doverosi Dràpp. Drappo.
complimenti ; tutti inodi che sentono Drapp broccaa d'or. Drappo a oro.
d'una tal quale volonlà di non manca Drée. F. Adrée. (Drappo d'oro.
re né alie buone creanze nè al cuore. Vardá-dree. Guardare in alcuno.Vale
Savaroo pœu el me dover cominciare a innamorarsi d'alcuno.
Le nc renderö il debito; non le saró Drèss. Tordo maggiore o Tordella(Ol.
ingrato del favore ; la non ne rimarí a Uc. p. ija). Uccello detto Turdus pilaris
scuza compenso; lutte frasi che vi dagli ornil. e Drossel dai Tedeschi.
si dicono per comperarvi se avete Dressiu. Sassello. Tonlo sassello. Tordo
incarichi qualuuquc ; с guai a voi se minore. H Turdus minimus dcgli uni.
le vi fanno breccia, siete venduto. Dressóii (e verso il Bergamasco Vis'ciéra).
Dovér. Imposto. Compito. Quel tanto che Gazzina (altra). Specie di tordella che
il maestro impone agli Scolari da fare, dicesi Turdus viseivorus dagli ornit.
e che anche i Franc, chiamano Devoir. Dritt, s. m. /iillo. Contr. di Kovescio.
Dovètla. Dogarclla (Gior. agr. 111 , i58). Dritt, ad. Diritto. Dritlo. Iiilto. V. Drizz.
Doviziós. F. Diviziós. Dritta. Destra. Man destra , Lato destro.
Doviiu. Dovuto — 1 Dovuti. V. in Dovér. Andà per la soa drilLa. Andarscne
Dragánt. Dragante. I confettieri conciauo o Andar pe'Jatli suoi. Andar raecolto
col dragante i confetti di forme varie, senza dar fastidio ad alcuno.
come Capell de prêt, Fonsg, Giussumitt, Avegh la dritta. Essere a man destra.
Lumagliitt, Lovilt,Mazzilt de sparg,ec.F. Sedere in sulla mano destra(M\eg. аб).
Dragh. Drago. И Maggi usó auche Dra Dà la dritta. Cederé il passo alla
ga facendo dire a Niastasia Lavori tut- destra. Ceder la mano. Ceder délia
? el di come ona draga(U\\. II, 210). mano; e fig. Cederé. Incliiliarsi. Rico-
Lavorà conic on dragh. V. in Lav orà. noscersi per da meiio d'un altro.
s!i i-sù come on dragh o come on Di la dritta. iig Si usa anche
serpent o come ona bissa. F. in Bissa. per denolare il timoré che ispirano le
Sangu de dragh. Sangue di drago persone di aspetto truce o furfantesco.
o di dragonc. Tegui la soa dritta. iig Non
Draghètt. T. d'Archib. Cartclla. Contrac- cederé la mano.
cartella. Piastra di ferro od altro mé Dritto. fig. Destro. Diritto. Furbo. Accorto.
tallo incassata sulla cassa delParchi- Scaltrito. Scaltro, Mascagno. Scalabri-
bugio dalla parte opposta alia piastra no. Trincato. Sagace. Avveduto. Fagno.
che porta il caue ed il focone. L'Alb. Gargo. Astuto.
ene. registra anche Draghelto come Driltóu e Dritten d'Olanrla. Diriltaccio.
sinónimo di Cane deirarchibuso; per Dirittonc. l'agnone. Falco. Formicone.
ché forse quando i fucili erario a Aitutaccio. Furbaccio. Folpacckionc.
ruóla il cane ayeva figura di serpe. Drittùrj. Din(tura. Linca relia.
Fol. II. 8
DRO ( 58 ) DUR
In drittura. Per thilta rignfAriosto Drogbètt. Droghetlo. Spczie di panno.
Orl. Fur. X , 70). Dirittamcnte. Diritla. Drogbett p. unían. Droghetlo sodalo.
Drilto. Per linea relta. A diritto. Al Drôll e Drollo. Accorto. Furbo. У. Dritto.
diritlo. Per о A drillo. Anche i Franc. Kanno Drôle e Drôlerie.
Dritlùra. fig. Avvedulezza. V. Drollaria. Drollaria (che anche dicesi Drittíira).
Drizz. liitto. flctto. Dritto. Diritto. Sagacczza. Sagacilà. Sagacia. Avvcdu-
Anda sul só drizz. Andar pel verso. tezza. Acutczza. Ingcgno. Avvedímen-
Andà-via drizz drizz. Andaré о Stare to. Accorgimento — Astuzia.
infero. Drollo e Drollón. F. Dritto e Drittón.
A sto mond gli' è mai nagott che Drová. Adoperare. Adoprare. Usare.
vaga drizz. In qucsto mondo non s'ha Dro\ áss. Adoperarsi. Industriarsi. Im~
a aver nulla a sito modo(Yag. Un vero Dubi. Dubbio. (piegarsi.
атоге ccc. III , 8). Dubitá. Dubitare.
Drizz come i ganib о come la gamba Ducàa. Ducato. Duche'a. Ducéa.
d'on can Tiitto torio, laicato. Ducalón. Ducatone. Monda.
Anche i Francesi dicono Droit comme Durait. Ducato. Moncta.
la jambe if un i7i<c/i(Roux Diet.) о Ducca. Duca.
Droit comme une faucille. Al temp di dticca vice. F. in Tómp.
Drizz come on fus. P. in Fus. Anda o Manda a parla col ducca
Drizz drizzisc. Dirittissimamente — Boss. Lo stesso che Anda o Manda al
Diriltissimo. cagaralt. У. in Cagarán.
Drizz in pee. Diritto. Jlitto in piedi. Fà cl ducca. Far del grande. Spu-
Porta drizz. Portar pari. Portare tar tondo. Guardar basso.
per diritto. (diritto. Duchèssa. Duchessa. (!4^-
Saldo drizz. fr. brianz. Sempre a Dlichessinna. Duchcssina(Cjuad. Poes. Il,
Savè la soa man drizzu. V. in Man. Dm Ihm. Duchino; e irrisoriam. Duc/ietto.
Slà-sù drizz, Toccà-via о Andà-via Ducumónt. Documento. Anche i Sicilian!
drizz. Stare diritto, e se afTetlalameute dicono Duciuncntu.
Andar intero. Duèll. Duello. Fà ducll. Ducllare.
Tegni drizz la barca. V. in Bàrca. Ductt. T. mus. Duo. Duetto — Talora noi
Tirà-via drizz. Tirar di longo. An diciamo irónicamente Cite bell duetl!
daré a dirittura о a diritto o al dritto. allorchè sentiamo garriré o pigolare
Tceulla sul so drizz о in sul só drizz. o piangere duc о più bambini.
Pigliarc una cosa pel suo verso. Piglia- Dtictlin. T. mus. Breve duetto.
re il verso di una cosa о in una cosa. Dùgo o Gran-di'igo. Guß) reale о grosso.
Essere la diritla a fare a quel modo. Ilarbagianni salvatico. Ucccllo che è
Vess minga in sul sô drizz. lig. la Strix bubo L.
Aver le patarnie. Sonar a maltana. Duuiignà. v. a. disus. Domare.
Butler la luna. Avère i caccliioni. Duplicas, i s. m. T. dcgli Uflizj. Duplícalo.
Drizz. Ad. di Budèll. V. Dùplo. ) Duplicata , e ant. Escmpio.
Drizza. s. f. La désira. F. Dritta. Dur. Duro. Sodo.
Drizzà. Dirizzare. Drizzare. Addirizzare. A\e^hi dur. Avcre i polsi grossi
fiaddtrizzare — liizzare — llellißcarc (l'an. Poet. II, XVI, 5). Esser di polso
— Sbiecare. o di gran corpo — Esscr ricco sordo.
Drizzà i gamb. fig. V. in Gamba. Dur come on mur. Sodo piii d' un
Uvhiass-sù.Hizzarsi.Dirizzarsi.Driz- masso. Saldo come una macine (Fag.
zarsi in piedi, e fig. Baddirizzarsi. liiz- Un vero amore non cura intéresse 1, 4
zarsi a panca. Iiimpannucciarsi. с passim. ). Ferino nel proposito.
Fà drizzà-sù ¡11 pee. Far dirizzare; Dur come on sass. Petroso. Impe-
e aut. Far rizzare insustanle. triculo. Sodo come un travertino.
Drizzùa e Drizzàa-sù. Dirizzato. Dur cou dur no l'a bon inur. /'. Mur.
Drizzisc. V. in Drizz. Dur de bocea. Ad. di Cavall. F.
Droga с Dro¿aria. Droghcrïa. Droghe. Dur de coo. Duro. Di dura cólica.
Droglur. У. Fondeghéc. Capo duro. Cupasso/ic.
DUU (59) DUV
Dur île cotta, de pell, ecc. V. in Andà in duu. Spezzarsi. Spaccarsi.
Cótta, Pèll, ecc. El duu de copp. Le due coppe —
Dur d'oreggia. Di сатрапе grosse Tœù-sù el duu de copp. Batterscla.
o ingrossatc. Di male сатрапе. On Fà duu corp in d'on carlee. Г. Carlee.
poo dur d'oreggia. Soriíastro. Fà i fiœù a duu a duu. V. in Fioeù.
Vè dur de mori. . . . Pena o Sienta Fass in duu. Induarsi.
assai a moriré ; iV a Vante chevillée In di mee duu. Fra il cásalo di Bar-
dans le corps dicono i Francesi. tolomeo(Doni Zueca, pag. i4p verso).
L' è dura. Bostica. E agrá. E gran L' aim del duu, el mes del mai.
destino perverso ; è dura a tollcrarsi. Ne!l"ndua(Mou. Ser. nob. l, S). Mai.
Slà dur. Stare alla dura. Tener duro о Senza di nè vun nè duu o nè duu
duro in sè checcltcssia. Non confessare. nè trii. V. in Trii.
Sta dur o Tegni dur. Star sulla dura, Tajà in duu. Dimezzare. Bipartire.
in sul tirato, in bargagno. Impunlarsi. Jmmezzare. Rantmezzare.
Tencrsi. Atlestarsi. Stare al quia. Stare Trarev via on coo se ghe n'avess
duro o sodo. Adilurarsi. Tencrsi a duu. V. in Cóo.
martcllo. Tener duro. Far dura. Tutt duu. Amendue. Ambedum. En-
Slà dur come un mur. Star fermo trambi. Entratnbo. Amenduni. Tramcn-
can/one di pietra. Esscr fermo in un duni. Ambi o Ambo. Tutt dû. Ambe.
proposito; esser pietra angolare. Vun di mee duu. Cogliluva. V. Badée.
Tegni dur. Far dura. Far resistenza. Vun Ге nissun , duu Tè on spass,
Tegni dur. Non si lasciar andaré. irii l'è on frecass. V. in Vùn.
Trovà del dur. Trovar duro. Duu-e-mèzz. V- Parpceùla e Descentésim.
Vessegli anmó del dur. Esserei del Duulin. s. m. V- cont. brianz. Pannolino
merlo — ed anche Andaré alla dura. di tutto lino. V. in Tila.
Indursi a checchessia diflicilmente. Duupónl. Mezzi punli(Gig. Beg. — Cini
Dura. Durare — Ogni cosa dura quanlo Des. e Sper. dedica).
pító(Ad¡mari Son. fra i burchielleschi, Duvia. liuschia? Gallinaccia? Scopa forte
p. 272). (Durazione. di vimini, per quanlo assevera il Sor-
Durada. Durata; e ant. Dura. Duramento. mani a pag. 38 délia Gloria dei Santi
Vess de durada. Esser per durare milanesi (Milano per G. В. Bianchi
assai. Esser durativo . Averdurevolezza. 1761), che la dice parola comune fra i
Duran. Durante. Specie di stoüa. contadini hrianzuoli, e la vuole avanzo
Duras ( che nel contado dicono anche di grecità, cioè del greco fantasima
Tàcch ). Che non lascia il nocciolo Duvera che colla scopa in mano pin-
(Last. Op. IV, 8g). Durùcine. Cotogno — gevasi presso le case intento a scac-
P. es. Persegh duras, Scires duras, ecc. ciarne il Selvano infesto ai bambini
Pesclie duracini , Ctliegie duracini. appena nali — Io non ho mai sen-
Durèlt. Duriccio(hor. Med. canz. io5.a). tila questa voce colassù in Brianza,
Durctto. e invece Г ho senlila a venti miglia a
Durezza. Durezza. Duro, e con voci poco ouest da Milano, dove per Duvla in-
úsate Durità. Durizia. tendono la scopa falta di forti rami
Durón. Durezza. Afflusso d'umori indu- di betulla. Sul Comasco chiamano Du-
rili in alcuna parte del corpo. via la Betulla stessa. Anche i Siciliani
Durón (iiellc poppe). Durezze per cacità. chiamano Divighia la scopa di spine
Durótt. Durolto. che adoprano per iscopar Taja, il
Duscèss Specie di canape. È voce che dicono Divighiari.
corrotta dal francese Duchesse. Duvis o Divis. Voce úsala nelle frasi
Dusénl. Duecento. Dugento, e unito ad al- Vess o Savé duvis o divis. Parère.
tri numeri Dugcn. Uusentcinquanta, ec. Sembrare. Esser védalo o viso o áv¿
Dttgcncinquanta. Dugensessanta, ccc. viso o diviso. Me sa o El me duvis.
Dùu. Due, e nel verso Duo. DuL Dua. Mi pare. Mi sembra. Mi è avviso. In
A duu a duu. ./ due a due. A cop- questo stesso s¡g. anche i Provenzali
pia a coppia. dicono M'es dans o M'es adavis.
E

E. E. Quinla lellera del nostro alfabeto Ebrejón. Usurajaccio.


la qiiale lalora vale per Egli : per es. Ecccómo. . . . Dicesi ogni dipinto che rap-
E ne vend minga. Egli non ne vende. presenti Jioslro Signore alia colonna.
Èa. . . . Voce usata nella frase De ea od Pari 011 ecceomo . . . Esser tulto
anche De ea morcll. Vale lo stesso guasto dalle ferite , grondar sangue
che dire J7 sólito, tolla la metáfora per ogni parte.
dal Calendario ecclesiastico il quale Eccifim. yícci'iim(Vocab. bolog. Ferr).Voci
ad ogni feria che non abbia solenni imitanti il suono dello sternuto.
o festa appone De ea e talora De ea Ècco. Ecco. fe'. Vedi, e fam. Tbh!
morcll, cioè idem colla pianeta di co Ècco o idiot. EHècco. Eco. V ecco de
lor morello — Al positivo direhbesi la Siinonetta. V eco della Simonetta.
Far di feria : al traslato È la favola Fà Г ecco. Echeggiare.
deli uccelliiio. Ecco. T. de' Fab. d' órgano .... Or
lia. Un frullo. V. in Tècch , litt e simili. ganelle piccino con parti tutte sue
Ében. Ebano. Ebeno — Eben negher , proprie il quale fa eco al suono del-
pavonazz , rosaa , violaa , ecc. Ebano Torgano propriamente detto a cui si
пего ,pagonazzo, rósalo, violáceo, ecc. sottopone per produrrc suono che
Ebenlsta. Ebanista. figurisi senlito in distanza. Sovr'esso
Ebrèj. Ebreo. Giiulco. Israelita, e scherz. ripetesi dall'organista ció che prima
Un circoncise. Oggidi gli Ebrci sonó suonö suH'organo propriamente detlo.
la più parte beu lontnni da quelle Eccd. Eccedcre. Trascenderé.
abitudini le qnali eltrcvolte fecero Ecelént. Excellente. Esimio,
nascere tra noi i traslati poco onori- Ecelentemént. Per eccellenza. Eccellen-
fici che qui sono per soggiugncre. tcmenle. In modo esimio.
Osscrvatori mirabili della loro reli- Ecelónza o Cclénza. Eccellenza.
gione sono altresi buoni cittadini, e Dagh de l'ecelenza a luit past. Dargli
provano che la Socielà non lia genti dell'eccellenza a ttitto transito o pasto.
abhielte ncl suo seno fuorchè allora Ecepi. Opporre eccezione. Dare eccezione.
quando le sue istituzioni о la sua Ecèss. Eccesso. Misfatto. In altri sensi
noncuranza le vogliono tali. noi non usiamo la voce — Vegni a di
Balsem de Г Ebrej. Balsamo del- ecess. Dare o Prorompere in eccessi.
V Ebreo(Fag. Av. pun. III, 7). Ecessiv. Eccessivo. Esorbitante.
Falla de Ebrej. Ebraizzare. Giudaiz- Ecettuà. Eccettiiare. Cavar del numero.
zare; e fig. Usureggiare. Eceltuàa. Eccettuato. Ecretlo.
Mes'cià i Ebrei cont i Samaritan, Ecezion. Eccezione — Eccettuazione.
fig. Mescolar le lance colle mannaje. No pati ecezion. Non patir eccezione.
Pari on Ehrej. Aver una vocina fes Tutt i regol gh'han la soa ecezion.
sa; lo Sgnanfizar de' Yreneziani ; il Ogni regola patiscc eccezione (Allcg.
Balba de nare loqui dei Latini. aSg). Non si dá regola senza eccezione.
Pari cl tahernacol о Pari la sinagoga Tutt i usanz gh'han i sô ecezion.
di Ebrej. f. in Tahernacol e Sinagoga. V. in Usanza.
Pari quell che porta la scomunica Ecitá. Eccilare.
ai Ebrej. Parer I' Officiate di Val di Ecitamtnt. T. dcgli Uffizj. . . . Slimola-
•S7en/o(Burch. son. 208). nicnto a riscontrare.
Ebrèj. Usura/o. Ebreo. Chi vende a prezzo Eclàlt(Fà). Far falb. Far vista.
esorbitante i viveri e le merci. Ecliss. Eclisse. Eclissi.
Ebrèj. Bigio. Nero. Giudeo. Dicesi di chi Ecônom. Ecónomo. Asscgnalo. Sparagna-
non si conforma ai dogmi della reli- tore.
gionc cattolica. Ecônom. Ecónomo.
Ebrcja. Fem. di Ebrèj in tutti i sig. V. Economáa. Economato.
Ebrejàda. Tratto usurajo. Economegh. Económico.
EGl ( 61 ) ЪН1
Economía. Economía, fíisparmio. il suo discorso, о per disimpegnarsi
Ofizi d' economía. Economato. da una categórica risposta. Per esem-
Economizzà. Sparagnarc. Vivcrc con eco- pió: El sarà staa on bœu. . . . Che
Ecràn per Parafœùgh. V. . (nomia. boeu d4 Egitt! Sarà slato un bue . . .
Ecupàgg, Ecuvalént. V. Equipagg, Eqiii- Bue? Finoccfii; e in volg. fîor. Cite
Edifízi. Edißiio. (valent. bue de? miei corbelli? cioè non è stato
Editor. Edilore. un bue, mal li apponi, t" inganni.
Edit t. Editto. Bando. (ziali. Egiziàn. Ad. di Caràter. V.
Edittàl. s. f. . . . Nome sp. dei bandi giudi- Ego о Egône. Voce latina che sta nei se-
Edizión. Edizione. Edizion compatta. . . . guenti detlati pure stroppiati dal latino:
Stampa che in poco volume contiene Ego som personne prima. V. in Per-
assaissima materia. Il Parnaso italiano sonna.
di Firenze i8? i è di edizione compatta. Prima caritas incipit ab ego o ab
Edizionètta. Edizioncina( *tíoi\). egone. V. in Toeu.
Educa. Educare — Costumare. Egoísmo Voce comune in quasi
Educàa. Edúcalo — Costumato. tutta Italia per denotare l'amor di sè
Educànda. Educanda. medesimo csclusivo, il non curarsi
Educazión. Educazione. d'altri che di sè solo , la dottrinale
Colleg d* educazión. Collegio. Filàuzia, il veiieziano Suismo. Abbia-
Mett-via in educazión ona tosa. Met mo perfino alcune commedie cosí in-
iere in ierfco(Fag. Gen. cor. 1, i3). titolate, fra le quali L'Egoismo imagi
Allogare educanda. nario del Barbieri. 1 dizionarj italiani
Senza educazión. Ineducalo. Screan- perô nol vollero siu qui registrare forse
Efemérid. Ejfeméride. (zato. • abborrendo fin la voce per la cosa.
Efésios(Parlà ad). Dire le sue ragioni ai Egoísta. Tullo jho(Nov. aut. san. I, 6).
birri, cioc a chi non vuol sentirle о Chi non pensa che a sé stesso , chi
menarccle buone. tutto e tutti vuole creati per sé solo.
Efetiv. V. Fettlv. (l'effelto. 11 Philautus de' Latini. Anche Egoísta
Efètt. Effetto — Tolla la cagione è tollo non ebbe fin qui accesso ne'diz. ital.
Fà efett. Far effetto. Fare Veffetlo. benchè voce comune in tutta Italia.
Efètt Carte di slato ; cambiali ; Egoistón. Acer, d' Egoísta. V.
vaglia. Nei diz. ital. Effetii sono col- Egregiamént. Egregiamente. La va egre-
letlivamente gli averi, le sustanze. giament. lra benone ; с fam. La va di
Efètt. Effetto(\M\r\ Op.V, i44 — Targ. rondone. Stoo egregiamént. Sto benone.
Viag. VI , 286 с З96 — Mann! Vcgl. Eguál , ecc. V. Iiiguàa o Istèss , ccc.
piac. IV, 29). Brutta , perché troppo Egualiànza. Eguaglianza. Uguaglianza.
equivoca e non filosotica voce sinó Egualità. Voci divcnule popolari fia
nima di Tenuta, Podere, ecc. noi negli ultimi anni del secólo scor-
Efettuà. Effettuare. Mandare ad effetto. so. Anche la Via de' Nobili fu in que-
Eseguire. Metiere in pratica. gli anni repubblicani ribattezzata Via
Efetti5n(Fà on). Far grandissimo effetto. deW Uguaglianza; baltesimo che venne
Èfla. Effe. La sesta fra le lettere dell'al- poi a perderé in brevissimo tempo.
fabeto italiano. (*fior. Eh ! Ehi ! Eh. Interjezione di sdegno.
Baron con Ге(Гя. Briccon coll' effe Eh. Eh. Eeh. Interjezione denotante mo-
Quattrin de Г elfa. V. in Qualtrin. dicità. Per es. Eh Té minga mal. Eh
Efímera, s. f. Un' effimera. Una febbre поп с" è male.
effimera o diaria o efémera. Eh. He. I laglialegne, ogni volta che gi-
Egilt. l'oce che s'usa nellafrase Che . . . rano il colpo, con certo sforzamento
d'Egitt о de gilt? Zucche.Finocchi. Zuc- di petto e con Г órgano della gola
che marine. Zucche marínale. Zucche fanno he he, come fanno a Vinegia
fritte, ti lo stesso che dire Sono cose quelli che pestaño il pepe(Fac. Piov.
immaginarie , preteiisioni sciocche e Arl., p. 85).
simili; tutti modi bassi che si usano Eh. Eh. Interjezione interrogativa.
quando non si mena buouo ad uno [ Ehi o Éi, Ehi.
ELE ( 6a ) ELZ
El. Egli. Ei. E>. El sbragla. Egli o E gistrata anche dai dizionarj italianí?
grida. Sbragel? Grida egli? un elemento о il quinto elemento, о il
El. //. Lo. El sciait. i7 rospo. Gl¡ Arelini secondo sangue , cioè necessarissimi ,
dicono pure £7(Vocab. aret.) per //. indispensabili in ogni cosa. V.in Uanée.
Elaboràa. s. m. T. dcgli UiRzj Elementar. Elementare.
Ciô che altri mette in carta per dare Elencà. Metiere in elenco.
saggio del proprio sapere in alcun Elénch. Elenco. Catalogo.
esame ; le fatiche elaborate di chi Elctta dicono alcuni per Lètta.
soggiace a un esame scienliíico. Elettór. Elettore, e ant. Elezionario.
Elafàa- T. mus. Elafà. Eletlorál. Elettorale.
Elastegh. s. m. ... 11 saltaleone elástico. Eléttrich. Eleltrico. Machina eletlrica. T~.
Elastegh de brasc Que' salta- in Machina.
lconi elastici che servono a mo'di sma- Elettrizzà. Elettrizzare. I dotti usano tra
nigli a tener ferme le maninhe ai polsini. noi la voce nel senso fisico ; gli altri
Elastegh de bretell. . . . Que'nervi di in sig. di Animare. Ecriture. Avvivare.
saltaleone elástico che annessi agli Elezión. Elezione. Eleggimento.
straccali servonad allungarll a piacere. Elisi. Anda ai Campi Elisi. Andaré ai
Elastegh de colzett. . . . Que'salta- Campi Elisj dove si mangia e bcve a
leoni elastici che mettonsi nei legacci berlolotto. V. in Cagaràtt.
délie calze perché stringano a capello Elisîr. Elisire. Tintura. Estratlo. Quin-
senza oflendere. (in Görna. tessenza.
Elastegh. ad. Elástico. Görna elastega. У. Èlla. Elle. Lettera delP alfabeto.
Elbiœù. T. di Cart. Conserva. Draganetto? Elmo. Elmo. Elmctlo. Célala — Л/оп'о-
Specie di pila con canale che porta ne — Cappello di ferro — CappelleUO
l'acqua alie cannclle(at cañón). — Con six felino. Elmato — On gran
Elbor per Erbor. У. elmo. Celalone.
Elbor. T. di Meccanica. Albero. Fuso. Elvétegh. Elfético. Svizzero.
Gran cilindro che mosso dall' acqua Colleg elvétegh. Collegio Elvclico
fa andaré gli edifizii della macine, istituito nel 1 57Г) da san Cario Bor-
della carta e simili. romeo nella nostra città per Г educa-
Polez. Perno = Pilètt. Halle. zione di alunni svizzeri, grigioni ,
Elborin(c/¡e anche dicesi Fus o Alborin). valtellinesi с della diócesi di Coslaoza.
Albero(Gr\s. Diz. X, ißt)). Fuso. Frisó destinati al sacerdozio. Gesso verso
lo. Albero che dal fondo d' un in- la fine del secólo scorso.
frantojo d1olio aggitigne alia soffilta Elza. Luc'ignolo - Propriamcnte noi chia-
del fattojo. E impernalo con perni miamo Elza quella picciola quanlilà
{polez) e ralle (pilett) ne' suoi due di lino scotolato e mondo che è in-
estremi per modo da potersi aggirare trecciata corne nna treccia semplire
insieme colla maciua a tenor del moto di cape%\\(covazza\ la quale, strecciata
di rotazione che gli viene impresso. che sia e scamalata colla canna della
La ralla di cima è delta fra noi fíanella rocca onde allargarla, s" inconocchia
o ftàriua; quella di fondo Nariggiàa. per la filatura. In cillà rade sono le
Elefant. V. Alefànt. filatrici - с queste le più di solo lino;
Elefant. T. de' Fab. di carta. V. in Càrta. qnindi noi per Elza intendiamo spes-
Elegant. Elegante. Gentile. Leggiadro. so per eslensione anche ogni altro
Vistoso. Avvenenle. pennecchio di qualunqiie specie. Nel
Elegànza. Eleganza. Leggiadria. contado perö si fanno minutissime
Elégg. Eleggere. Trascegliere. Capare. distinzioni in proposito , e sono
Far elezione. Roccada. Pennecchio. In genere ogni
Eleggiùu. Eletto. Cápalo. panello di lino o lana o sinighella
Elèisson. Eleisbnne. (Jirisell) ummanilo per filarsi in sulla
Element. Elemente. rocca -Prepara la roccada. Arroccare.
El quint element I qual \L\za.Lucignolo. Il pennecchio di lino
ifiai che sono , a diría con frase re- che U Tomuiasco (Sin. in Appenncc
EMI ( 63 ) END
ciliare) chiama anche Mannellina, forse Emigràa. Emigrate. Prófugo.
traendolo dall1 arclino Manna per co- Emigrazidn. Emigrazione.
vone di lino. lo perô avviscrei che Eminént. Eminente.
qucsta voce s'abbia a leggere Manel- Eminentisscm. Eminenlissimo.
lina come Mana , Manato, e Manatella Emiuénza. Eminenza — Nelle scuole è
per covone e covoncello, e avverto pu specificazione e attestazione d'onore.
re che le dislinzioni fatle dal Tomas, Emissàri. Emissario.
fra Inconocchiare e Appennecchiare Emma. La Emme, e al pl. Gli Emmi. La
(Sinon. 2.' ediz.e) secondo il nostro tredicesima fra le lettere del nostro
uso sono incsatte. alfabeto — Killettasi che tutli questi
Manètta Il pennecchio di nomi di lettere alfabetiche le quali
sinighella йпа(firisell de prima sort). hanno fra noi la desinenza in a, in
Ghindana o Berott. Guidana o Giu- lingua italiana Г hanno in e, come
dana(Gior. agr. tosc. passim con voci Erra, Essa, Enna. Erre, Esse, Enne.
poco esalte). H pennecchio di sini Donna de l'emma. Donna da conio о
ghella ordinaria (firisell ordenari). da partito. V. Sguànsgia.
Panisell o Roccada Il pen Gatt de Y emma ( che anche dicesi
necchio di stoppa cosi grossolana, Galt de la Madonna). Gatto soriano
come fme(slopinna) — Metl-sù el pa- о persianino. Specie di gatto cosi detto
niscll. Appennecchiare. da noi perché ha nel pelo della fronte
Berott. Cannetto. Pennecchio. Mana- una specie di M majuscolo.
ia. II pennecchio di lana cárdala. I tre emm ghi han tuce. Ognuno
Mazza. Gargiuolo? Il pennecchio di o poco о assai partecipa di tre M ,
canapa fermato al palo (госта) de' fu- cioè di medico, di músico e di mallo.
najuoli per fame fili da corde. Parla con Гетта. Metacismo.
L' Elza , la Manetla , la Ghindana , Qtiattrin de Гетта. V. in Quattrin.
il Panisell suppongono sempre la ma Sold de Г emma. V. in Sold.
teria prima non ancora in istato di Emm èinm Modo di chiamare
filo. A questo stalo suhentrano fal- a sè alcuno. L' Hem francese.
delle, matasse, Irafusole, ecc. Emm emm se vedaremm. V. m Vedé.
Dalla forma della nostra Elza e Empöri. Emporio.
delle sue sorelle, cotifiontata coU'Elsa Emulazión. Emulazione.
(detta altre volte anche Elza) delle spa Emulsión. Emulsione. Latíala. Orzata.
de, e con quelle capelliere che i sel- En. Ne. Parlicella che riferisce a materia
vaggi appiccano per galano(i/™gcwia) o cagione accennata di sopra. Per es.
alle loro sciabole, trarrei quasi argo- QuisL hin scud; coss'e/i vœutt? Questi
mento di una romantieherla etimológica sono sciuli ; quanti ne vuoi? Gli an-
se non temessi troppo d' uscir di via. tichi poeti italiani dissero En per In.
Eb.in о Elzœù. Pennecchino. Enciclopédegh. Enciclopédico.
Embrión. Embrione. Enciclopedia . Enсiciopedia.
Vedell in embrión. P'eder in ombra. Encóbi (o Côbbi, o Cobbio come scrive
Emendàa. Eméndalo. Corretlo. il l'orcacchi nella JVobiltà di Como).
Emendáss. Emendarsi. Correggersi. Can- Ciprino rutilo ? Pesce quasi simile al
giar tenore di vita. cavedine, grossolano, e che pesa cir
Einendazión. Emenda. Emendazione. E- ca mezza libbra.
mendamento. Éndegh. Indaco. Color noto. I nostri
Emergent, s. m. L'émergente. II caso. La tintori e droghieri conoscono YEndegh
circostanza. Il bisogno. Voccorrenza. Caraccafior, YEndegh Sovre, YEndegh
. V emergenza. Corte, YEndegh Guatimala fior, YEn
Emèlegb. Emético. Vomitivo. degh blceu sorafin, X'Endegh Bengala
Einètt. Emettere. violett (sorafin , andant e bass) , YEn
Emicrània. Emicrania. Emigrania. Dolore degh Madrass, e YEndegh d'Egitt. L'in-
emicranico о micranico; e sch. Migraña. daco fino è anche detto in commercio
Ejnigrú. Emigrare. sopra saliente с il grossolano curto.
ENT (64) ERA
Éndcgh. . . . Noi diciamo anche del bian meute passai e. come per taglio, alcun
co sporco. L'è on bianch cndegh . . . pezzo di ferro, legno o simile.
cioè un bianco tracnte all' azzurro. Entrada. Conti aserratura. Feritoja.
Éndes (o Andeghée о ÎS'iàa о Indes). £п- Entrada. T. de' Serti. ... Il taglio da
dice. Guardanidio. Uovo evànido o di cima delle manichc e quello degl1 im-
marmo che si lascia nel covo delle busti in cui elle si enlromeltono.
galline, quasi per dimostrar loro dove Largh d' entrada . Strecc d'entrada.
banno da andaré а Гаг le loro uova, o Largo nelle ascelle? Stretto nelle di-
per divezzarle dal nial abilo di man- telle ?
giarsi le uova o di covarle a contrat Entradèlla. Entratella, liendiluzza.
iempo. 11 latino Index ovorum. Entradora. Entralura. Entro.
Enigma. Eiúmma. Enigma. Entraj. У. Intráj.
Enigmatcgh. Enimmaiico. Enigmático. Entrant.Entrante,^ in mala parte Briganle.
Énfasi. Enfasi. Entro. У. in Eutri ( giuoco).
Knn enn. Enne enne. f. sollo N. Entusiasma. Inspirare entusiasmo.
Ènna. Eime. Lcltera dell' alfabeto. Enlusiasmàa. Enfático. Tallo entusiasmo.
Energía. Energía. Entunaste . Entusiástico.
Enèrgicli. Enérgico. Epidémegh. Epidémico.
Energnmen. Encrgwneno. Epidemia. Epidemia. Epidimta. У. in Maa.
Enorme. Enorme. Epifanía. Epifanía , с volgar. I'ifania o
Enormilà». Enormità. Befania.
Ensed. У. Insed. Epístola. Epístola. Noi usiamo la voce
Ensed. . . . Sp. di castagno cosí dctüx nel solo sig. ecclesiastico del Di o Legg
per anlonom. quasi chi dicesse Casta- o Cantii l'epislola.
gno dall'innesto migliore, e forsequello Epltct. V. Titol — NeHe scuole cono-
clie produce le Grbssole dei Toscani. sciamo anche Epich , Ejiigráma , Epi-
Enter (in). Infra. Fra. Tra. In enter logh, Episbdi, Epitáfi, Equazión come
dim. In due. Fra due. Tra due. anebe Égloga , Elegía e sim. voci dot-
Entra per Enter. V. trinali, iguole pero aQatto ai pupolari
Entilàa. Momento. Importanza — Nei diz. e al dialetto.
¡tal. Entila vale per ente , esscre. Epoca? Tempo. А Героса d'avè la soa
Entra. Entrare. Intrare. pension. ... A tempo del riposo —
Cosse gb" entrel lu ? Cite c1 entra Fá epoca. Far epoca.
egli? Che v*ha egli a fare? Qual parte Epul<m(Riccb.). У. in Ricch.
v'ha egli? Corne entra egli con questo? Equilibri. Equilibrio.
Entra in ball. fig. Entrare in danza Slà in equilibri. Stare in perno —
o in bailo. Stà in equilibri con la spesa. Equili
La m'entra minga. Non mi attaglia brare la spesa.
o calza o attalenta o tálenla o garba Equinùzzi scherz, per Equlvoch. f.
o piace o entra o va a pelo. Ciappii on equinozzi. scherz. Equivo
Vorè cnlragh in tutl. Mellersi in care. Sbagliare, allucinarsi. У. Gàniber.
mazzo. Entrare in mazzo. Essere come Equipàgg о Ecupàgg. Corredo. Et/ui-
il matlo fra i tarocchi. paggio. Le robe. Fornimento. Accom-
Entra. Giugà a entra o a cnlro. V. in pagnatura.
Giugà a taroccb ombra e in Giugà Equipaggià. Equipaggiare. Arredare. Cor-
a 1* onibretta. redare — Itinca\>allarsi — Corredarsi —
Entrada. Entrala. Ingresso. У. Intràda. Itimpannucciarsi.
Entrada. Intratara. Paga Г entrada o el Equipaggiàa. Arredalo. Corredalo.
bon ingress. Pagar V entralura. Equilaliv. Congruo. Equo. Conveniente.
Entrada. Entrala, fíeddilo. Equivalent о Ecuvalént. Equivalente.
Entrada de vin e de molin l"è en Equivoch. Equivoco. Errore. Sbaglio. Q'ii
trada de incscliin. V. in Vin. pro f/fio(Alb. eue. erron. iu Qui).
Entrada. T. delle Arti. Feiitoja. Traforo Era. Aja. Spazio di terra spianalo e acco
o apertura M relia in cui possa libcia- modate per balterri graui e biadc.
ERB (65 ) ERB
Batt cl gran su Гега. Ballere. Treb- Fà de tutt i erba fass o d'ogni erba
biarc. Tribbiare. Tibiare. fass. Fare d'ogni erba fascio.
Kra. T. de* Fornac Çuiello spazzo , In erba. tig. In erba. Immature ,
quell' arca, quclla piazza liscia e piaña précoce , non ancora giunto a perfe-
sulla quale i mattonieri lavorano la zione о a coinpiniento. Per es. Dottor
creta in quadrucci e li scliierano a iu erba, e sim. Dottore in erba, ecc.
sercare. I Francesi la dicono Aire. La таГегЬа l' è quclla che se slarga
Eràri. Erario. lr. Tesor. e cress pussee. La nuil' erba cresce
Erariát. Dell' erario, presto. Non è cosa che più nuAlipli-
Eralacôrige. T. di Stamp, e Libr. Erróla. chi (juanto la mal'erba. Mauvaise herbe
Errata corrige. Allorchè Г errata con croit toujours dicono anche i Francesi.
tiene un errore solo s'iutitola £rrn<nm. Lássein la mia erba, che me n'io-
Èrb. s. f. pl. Erbucce ? Erbucci ? Dieta caghi de la toa merda. V. in JHèrda.
da erbucce. La Beta vulgaris de' bota- Manda íueura а Г erba , Manda a
niri, 1c Erbetl dei Brianzuoli. Qucsta Г erba, о Mett a Г erba, о Inerbà i
pianlicella è delta da noi Erb quand" è besti. Covernare le beslie a frescume
novellina, e ce ne serviamo a mari (Giorn. Georg. II, a3i). Aderbare. Pa-
tal- le zuppe. I suoi nervi quand1 è scere le bestie si bovine с si cavalline
invecchiala diconsi da noi Cost (che d*erba o vegetante o colta di fresco, il
i Francesi chiainano Côtes de poire'es, più delle volte per medicina. I diz.
e i Provcnzali Coueslos d'herbetlos), e ' ital. hanno Inerbare per coprir d'erba.
le mangiamo conce con burro, sale e Mangià el fen in erba. fig. Consu
cacio ; e le foglie Bied che alcuni mare o Misurare o Mangiarsi la ricolta
usano nclle zuppc с negli erbolali о il grano in erba.
(scarj>azz), e i più nulle medicazioni jVeltù di erb. Discrbare.
vescicatorie. Feslà-gio l'erba. Scalpicciare o Scal-
Erba. Erba. pitare l' erba.
A mangià domà erba gh' è de de Speccia bô (о bœu) ch'erba cressa.
venía verd. A mangiar sempre del me- Caval deh non moriré, che Perba ha
desimo colore s' ha a farfisonomía di da venire. У. in Speccià.
ramarro(Fag. Av. pun. III, i5). L'erba Tajá ГегЬа. Fai-c erba о Perba.
è da ¿>es<ie(Allegr. p. 2 \ j ). Vegni-sù ГегЬа. Erbeggiare.
Con su Г erba. Erbito. Vedé ГегЬа a nass de nott. Avère
Cont i erb. Erbato. Vareo lungo. Essore accortissimo.
Da l'erba assol. dicono i contadini Erba amara. Tabacco di padule. Itómice
dell'Alto Mil. per quello che noi diciamo che si mangiaÇl'arg. Toz. 1st.). Sorta
Dà Г erba ruga. Dare l'erba cassia. di lapazio o romice ch'é propriamente
Dare il puleggio. Dare il cencío о il ñumex aqualicus o major de' bot.
Vainbio о lo sj'ralto. Discacciare. Erba amara (ultra). V. Erba san Peder.
Del praa ven Г erba , e del cuu Erba arlccchiuna. Erba pappagalla{'luc-
ven la merda. У. in Pràa. ch.). l'appagallo o Maraviglie o Mara-
D" erba. Erbalc. Erbàcco. Erbario. viglie di Spagna ( Targ. Toz. Diz.).
El bus di erb. 77 doccion delle lojfe V Amaranthus tricolor de' botanici.
( Alleg. 72 ). II bossolo delle spezie. Erba balsaminna. v. dcll'Alto Milanese.
Cosi chiamasi sch. il sedere. /'. Cúu. Cacciadiavoli. Fuga dasmonum (Targ.
Erb che ven-sù lor de per lor. Erbe Toz. Diz.). VHypericum perforata L.
spontanée. Erba basgianna. Elba da calli. Erba san
Erba cruda e gamber cott no las Giovanni o di san Giovanni. Fava gras-
sen mai dormi tiitta la nott .... Dct- sa. Fabaria. II Sedurn Tclephium L.
tato che sronsiglia il eibarsi di erbe Erba blanca. Argentina. V. El ba de cinqu
in piniimunio e di gamberi la sera, fœuj blanca — Verso ¡1 Bergamasco
perché cibi di maiagevol digestione. chiainano cosí i Biéd. in Erb.
Erb d"u<Ior o Erbelt. Erbe odori- Erba bindcllinna. Canna (Cosi viene chia-
fere o odorose о odorate. niala dal Targ. Toz., dal cav. Re, e
Го/. II. У
ERB ( 66) ERB
nelPOrto botánico di Fircnze). Canna Erba cortèlla о Cortellànna. Lancinóla.
di foglie rigate. Canna reale rigata Lancibla. Piantaggine lunga. Pelaccib-
( Targ. Toz. Ist. ). Erba assai cono- la. Lingua canina. Cinquenervi. Arno-
sciuta nei nostri giardini, che ha le glosso (Targ. Toz. Diz. e Islit). La
foglie striate di giallo e verde o di Plantago lanceolataL.
biauco e verde. 11 suo uome botánico Erba cueca. Lo stesso che Erba brusca. V.
è Anuido donax o lacónica versicolor. Erba cueca di sciait, v. delfAlto Mil.
Elba bonna. V. Erbabonna. Salcerella(Targ. Toz. 1st.). 11 Polygo
Erba brugarceula. У. Sanguanèlla. num persicaria L.
Erba brusca (che anche dicesi Erba cueca Erba d' acqua. v. dell'A. Mil
o Erba salinna o Sansa o Pan cucch). Erba de cancher. Erba stoma. Il Tlaspi
Acetosa minore. Acctosella. Salamoja arvense dei botanici.
o Erba salamoja. Pàssola. Ossálide Erba de cinqu fœuj. Spillabuco giallo.
minore. Erba a foglie lanceolate asíale Cinquefoglio. Fragolaria. Pentafillo
che è il Гаапсх acelosclla dei bot. — (Targ. Toz. Diz.). Polcntilla. Cinque-
Sollo quesli stessi nomi, e nel cont. Joglie. Spezie d1 erba che dai Lodi-
auche sotto quello di Panmojn de la giani viene detta Magiostra sclvadega
Madonna, conosciamo comunemente e dai bot. Potentilla replans — Alcuni
anche il I'ancuculo o Trifoglio acc- chiamano cosi anche la Fragolaccia
■ toso o 1' Erba l'ujula a fior bianco e (Targ. Toz. 1st.), cioè la Potentilla
foglie teníate coriformi delta Oxalis tormentilla(Scop.).
acelosclla dai botanici. (taj. У. Erba de cinq fœuj bianca(c/ie anche di
Erba cagna chiamano alaini /"Erba del cesi semplicemente Erba bianca ). Ar
Erba canalinna. Scagliola. Canària(Targ. gentina. Pié d'oca. Pié di ga//o(Targ.
Toz. 1st.). Specie d1 erba che è cibo Ist. bot. ). Erba detla dai bot. Poten-
gradúo delle passere di Canaria cd è tilla argéntea o anserina.
la Phalaris canarieiisis dei bot. — Erba de fœuj(t/ie anche dicesi Centfceuj).
Alcuni inlendono anche per Erba ca Millcfoglio.
nalinna la Teveráscia. V. Erba de gatt. У. Erba di galt.
Erba capón а сароппа. . . Sp. d'erha il Erba de la gamba rossa, v. delfA. Mil. . .
cui noine botánico è Oestrum Parquy, Specie di gramigna?
cosí detta fra noi dal suo odorc che si Erba de la Madonna per Erba teresta. У.
mula quello del cappon lcsso ril'rcddo. Erba de la regiuna per Erba limon
Erba carlinna. v. dclfA. Mil. . . È an zinna. V.
tidisentérica. У. in Spinàzz. Erba de la rogna. Scabbiosa. Vedovina
Erba cavallinna. Medica. У. Erba medega. salvatica. Ambretta(í'arg. Toz. Diz. e
Erba cavra. Erba rena. Imperatoria. Bel- 1st.). La Scabiosa arvensisL.
giuino selvático. Angelica frúncese. Erba del pover omin. Slancacavallo. Gra-
Erba cedrada. V. Erba limonzinna. ziola(Targ. Toz. 1st.). LaGraliola offi
Erba che pezziga. Caico oleráceo. cinalis de' botanici.
Erba cipressinua. Santolina. Santoliuo. Erba del taj. Ciciliana(Targ. Toz. Ist. e
Crespolina. Abrótano. Spezie d' erba Diz.). V Hypericum androscemum dei
odorosa piú comunemente fra noi delta bot. — Allri intendono per Erba del
Ciprèss e anclic Prbten. V. taj УAchillea millejbglio ; allri parec-
Erba comanna. . . . Cosi chiamansi per chie altre erbe vulnerarle.
isch. anfibológico i Cornítt (fagiolelti)K. Erba de piagh. Erba rustica. Fior cap-
Erba crespa, v. brianz. per Crèspola. У. puteio salvatico. Elba cosí detla an
El ba che rampéga. Erba scadente о ram- che dai Lodigiani , e dai bot. Conso
picante — ¡Vell'Alto Mil. è anche nome lida regale o Delphinium consolida.
speciale deirerba arvense delta Erba Erba de pitocch. Vilalba. Clemátide —
raperina o Sacco montagnuolo. Fiàmmola. Лоте delle duc Clemalidi
Erba coronna. Erba puzza, e doltr. So- dette dai botanici Clematis vilalba e
lalro ortolano. Sblatro(Tavg. Toz. Ist.). C. jlammula.
II Solanwn nigrum dei bot. Erba de ratt. У. Qualtrœùsa.
ERB ;( 67 ) ERB
Erba de sciait. Marrubbio acquatico. Si- o cristalloide. Erba diacciola (Targ.
derite. Il Lycopus europœus dei bot. Toz. 1st.). Erba diacciata. Cristalloide
Erba de scimes. Erba rustica(Cos\ nel (id. Diz. in Mcsembi ianthemum cryslal-
Targ. Tozz. in Symphylhum officinale). linum). Erba che sembra tulla sparsa
Anche TAlb. ene. in Erba ha la voce di gocciole o globetti di cristallo o
Erba rustica, ma rimette il lellore a di ghiaccio.
Rustico, dove poi si è scordato di re Erba gratta Specie d' erba che
gistrarla — Alcuni cliiamano Erba cresce in folti cespi, e che. ha le fo-
de scimes anche VEbbio cioè il Sam- glie come tanti nastri verdi, la quale
bucus ebulnsL. infesta le risaje.
Erba de lenciô o de leng. V. Gineslrœù. Erba guzza. Успа maggiore. Saggina ca-
Erba de tutt i mes. v. delPA. Mil. Sa najola(Targ. Toz. 1st. с Diz.). Spezie
bina. Cipresso de' maglii. Pianla dan- di pianla ch'è ГAvena elaliorL.
nata. Lo Junipe.rus Sabinal*, a cui si Erba guzza cliiamano alcuni il Bromo
attribuiscono mille qualità nocive délie giganteo, che viene anche delto con
quali Г Haller si ride grandemente. altro nome Iiiava selvadega, ed è il
Erba de vent(c/ie altri cliiamano anche Forasacco altissiino del cav. Re, e
Fior de pasqua o Passaíior). Cavólo parmi anche la Sígale canajbla del
marino (Targ. Toz. 1st.). Pulsatilla. Targ. Toz. 1st.
"L"Anemone pulsalilla dei botanici. Erba guzza presso i Lodigiani valcquanlo
Erba di copp. v. dell' A. Mil. Sempre- la Loglierella, da noi delta Erba mora.
vivo dei tetti ? Erba jarœùla. У. Sanguanèlla.
Erba di galt. Maro. Maro siriaco. У. Erba lanada. Erba san Pietro. Salvia sal-
Maro — Alcuni cliiamano cosi anche vatica(Tz\g. Toz. Diz.). È la Slachis
YErba galla o gattaja , cioù la Nepeta germanica dei bot.
cataría Lia. Erba latiera. Erba lazza. Esca da pesci.
Erba donna. Titímalo caraciaÇïarg. Toz. Diz.). Eu
Erba donnina. v. brianz Sp. di forbio. L' Euphorbia caradas de* bot.
erba delta Erica purpurascens dai bo Erba liinonzinua(c/ie si dice allrcsi Erba
tanici. E erba tintoria , с , se non cedrada, Erba luisa, Erba de la Re-
erro, equivale alia Cerrclla o Braglia ginna , e Zitornella). Apiaslro. Mela-
dei Toscani. cilola. Ccdivnvlla. Ccdornclla. Cilrag-
Erba donnina(altra). Celidonia. Erba da gine. Cedroncella. Cetrina. Erba cedía
volatiche. Erba marchesita. Erba gialla o cedronella. Limoncina. Melissa. Erba
dai porri. Il Chelidonium majush. cosi delta perché tiene odorc di ce
Erba d* or. Elianlemo. Panace cliironio. dro, cd è la Melissa ojjicinalis dei bo
L'Uelianthemum vulgare Pers. o il Ci- tanici.
stus lielianthemunih. Erba luisa. У. Elba limonzinna.
Erba droga. Git. Giltajone. La Nigclla Erba longa. Segalc lanajola. Spezie d'erba
crelicaL. У. Gioltón. il cui uonic boümico è Bromus glo
Erba farinella. Erba vitina. Corallini merulus.
(Targ. Toz. 1st.)« Sblatro. Solano — Erba madonnina per Erba doimina(pri-
Altri la intenciono per Erba coronna. У. ma). V.
Erba gaitera. Cosi cliiamano alcuni il Erba magenga. Ficnaruola. Sciumniia.
Pàbbj. У. Spannocchina(Tar<'. Toz. Diz.). Gra-
Erba giacca. Raniincolo scellerato o da migna de' praliÇul. Ist.). Erbe il cui
piaghe. Erba comunc nei prati e che nome botánico è Poa trivialis e Роа
ödende le gauibe dei íicnajuoli. pratensis.
Erba giacca per estensionc diconsi Erba majeslra. Elba fava. Favajbla. Fa-
anche le I'iaghc sulle gambe prodolte vagello. Ii Ranunculus ficaria o la Ce
per caso o per arle daWErba giacca. lidonia minore dei bolanici.
Erba gialdinna. v~. Gialdiuna. Erba majeslra cliiamano altri VErba da
Erba giazzadinna(c/i£ anche si dice Erba volatiche o la Celidonia maggiore dei
giazzceura o giazzceula).iVr¿«i cristallina botanici.
ERB (68 ) ERB
Erba majèstra chiamano alcuni i/Titlmalo. Spczie di pianta arvense che dallo
Erba maria. Cosí chiamano alcuni la Scannagatta viene detta Briza media.
Erba teresta. V. Erba paria o paja o palia. Pariсtaria.
Erba marocca chiamano alcuni ¡a Erba Paritaria, Velriuola. Vitriola. Erba ve-
coronna. V. triuola. Murajbla. Erba da puliré i i'C-
Erba matrical. Matricaria. V. Camamèlla. fn'(Targ. Toz. Diz. e 1st.). La Parie-
Erba medega. Medica. Erba medica. Tri- taria officinalis dei botanici.
foglio. Cedrangolo. Sorta di pianla Erba pelosa. Lo stesso che Pajetta pe
arvense ch'è propriamente la Medi- losa. V.
cago saliva dei botanici. Erba per la fever. Biondella. Fiel di
Erba medega salvadcga. Medica di ßor terra. Cacciafebbrc. Centaurea. La Gen-
giallo ( Cosl presse- il Targ. Toz. in liana centauriumL.
Mcdicago fálcala cb' è il nome botá Erba perucca o perucconna. Sopravvivolo
nico di qnesta pianta arvense ). dei muri. Specie di erba che parmi il
Elba medegada. Nepitella. Nipilella. I Sedum refieхит dei botanici.
Brianznoli ne regalano le loro focacee Erba pignœula. Sempervivo minore.
(bntsad), e dicono ebe Verba mede Erba porrinna. v- dell'A. Mil. Erba da
gada la Ja bonna la brusada. porri. Verrucaria. Porraja. Vflcliolro-
Erba nicleghctta. Aíe/i'/ofo. Erbavetlurina. pium cwopmimL'm. — Allri chiamano
Ghirlandelta di campagna. Lupinclla. cosi anche YErba laza o mora, cioé
Mclliloto. Loto domestico. Triboli. Tri- l1 Euphorbia caraciasb.
holo. Serttda campana. Zoljaccio. Tri- Erba raspa. . . . Specie d'erba tintoria.
toli. Tripuli. Trifuli. Trifoglio odo- Erba rava verso il Bergamasco per Bie-
rato o cavallino(Targ. Toz. Diz. ). dràva. V.
Erba merda. Erba connina. Jlugiadella. Erba reginna o de la reginna per Erba
Diacciola sahatica. Brinajbla ( Targ. limonziuna. V.
Toz. Isl.). Erba puzzolona o che puzza Erba regondella. V. Regondèlla.
di baccalà. Ficattole(id. Diz.). L'erba Erba rossa, v. dell'Allo Mil. . . . Specie
Chenopodium vulvaria dei bot. di gramigna. (bot.
Erba mirabel. Noce spinosa. Noce puzza Erba ruga. Rula. La Ruta graveolens dei
(Targ. Toz. 1st.). Strimonio. Stramo- L' erba ruga tutt i maa je destru-
nio(id. Diz. V La Datura Stramonium ga. .. . Dall'csscr la ruta repútala ver
dei botanici. mífuga, carminativa, antisterica è nato
Erba mognaga. Tribolo terrestre. Specie fra il nostro volgo questo deltato-
di pianta che produce un frutto spl- Erba rugaronila. f. Sanguanèlla.
noso, detto anch' esso Tribolo. Erba salaminna (che anche dicesi Erba
Erba mora. Loglierella. Loglio selvático. salamm). Erba. . . . Spezie di pianta
Quclla pianta che dagl'Inglcsi è delta che il Nocca nellc sue Istituzioni bo-
Ray-grass, e che si cohiva per pastura tauiclie chiama Timo capitato, e Lin-
del bestiame.Dai Pavesi è detta Lojessa nco Teucritim polium.
o Lojarolla; dai Lodigiani Elba guz- Erba salinna dicono alcuni la Sánsara. Tr.
za, e dai Bresciani Erba larghetta. Erba salvadcga. Erba qucrcibla. Quer-
Erba mora (я/<гд). È ¡o stesso che Ongia ciuola. Camedrio. Calamandrea. Ca-
de gatt. V. lamandrina. П Venerium chamœdrys
Erba mora presso i Pavesi с i Lodigiani dei botanici.
intendesi la Centaurea jacoea. Erba sanatoria
Erba morella. Solatro. Lo stesso che Erba Erba san Carlo. V. in Spinàzz.
coronna. V. Erba san Cristofen. Barba di capro. Cri-
Erba mornera. Cenerognola. Celidonia. stqforiana. \?Aclœa spicata de' bot.
Erba nevedinna. Cosí chiamano varj Erba san Giacom. Matricule selvático. 11
Brianznoli la Nepeta calaría L. , cioé Senecio jacobma de" bol.
YErba galla o gattaja. • Erba san Giovann. Erba croce. Erba
Erba ^л)апиа. Erbabrillant¡na(Targ. Toz. crocelta. Erba colombina. Verbena.
Diz.). Tentennino? Tremolini?(\A. Isl.). Vermena. Erba crocina. Erba grana
ERB ( 69 ) ERB
(Targ. Toz. Diz. e 1st.). La Verbena of Josclamo. Dente cavallino. Disturbio
ficinalis o Ycrobotane de'botanici. (Targ. Toz. 1st.). Lo Hyoscyamus al
Erba sao Peder(cAc in citlà diciamo com. bus o niger dei bot.
Erba amara). Erba sania Maria. Erba Erba soradonne per Erba majestra. V.
costa o costina. Balsamile. Menta greca Erba soverdone. V. Erba soradonne.
o romana o saracinesca. Erba amara. Erba strainbera (cioè per i slrambadur)...
Erba della Madonna(Targ. Toz. Diz. Erba strigia o striggia. v. dell'Alto Mil.
e Ist.). La Balsamita suaveolens dei Gramigna? Erba con fogliolinc trian-
bot. che noi usiamo mescolare nelle golari ed acute e delle cui radici si
friltate. fanno spazzole. Mi pare ГAndropogon
Erba san Rocch. Erba robería. H Gera gryllus di Wildenow о Г Iscliœmum
nium robertianum de* botanici. dello stesso o il Gramen daetylon.
Erba santa Barbora \?Erysimum Erba teresta (che altri dicono Erba de la
barbarea dei botanici. Madonna). Edera terrestre. Sorta d'erba
Erba santa Polonia dicono alcuni il Giu- che nasce nc'luoghi ombrosi, intorno
squiamo. alie mura ed alie siepi. La Glcchoma
Erba savia. Salvia. Salvia da uccelli. Spc- ederacea dei botanici.
zie di pianta conosciutissima che è la Erba Irosa cldamano alcuni la Sprèlla. V.
Salvia officinalis o liortensis dei bol. Erba trigaboeu. v. dell' A. Mil. Slracca-
Erba scarelta. Licopodio. Musco terre- bue. Ervo. Capogirlo.
íírc(Targ. Toz. 1st. с Matlioli). Il Ly- Erba turca per Erba per la fever. V.
copodion clavatum dei bot. Piel Diz. Erba valmasia
ital. tedesco di Caslclli e Flathe alia Erba vitella. fíaponzj. L' (Enothera bien
voce JVolfsklaue , corrispondentc al nis de1 botanici.
Lycopodion, leggcsi Branca di lupo — Erba zia. V. in Zia.
Pied de loup la dicono anche i Fran- Erbabicch. Lo stesso che Barhabicch. V.
cesi, e Pié di lupo anche varj degli Erbabônna. Semi di finocchio(*'tose. —
scrittori di botánica italiani. Poema d'un aut. pis. XVI, 78) — I
Erba sciatta Specie di bromo Brians, chiamano Erbabônna anche la
o forasacco peloso. pianta cioè il Finocchio.
Erba secca. v. a. Daz. Merc, per Gial- Erbabônna fa fenocc. L'crba buona
dinna. V. è tal come è il finocchio(Rime ant.,
Erba sensitiva. V. Sensitiva. p. i З4 ). Il buon vino Ja gromnia e
Erba senza costa. Lingua serpentina o di il caltivo muffa. Ogni erba si conosce
serpe o di vípera. Argentina. Opio- per lo seme о dal seme. Prov. che vale
giosso. Erba lucciola. Erba Inecia. Al quantо Dal buono nasce il buono, с
cuni (cosi dice TAlb. ene.) la chia- dal catlivo il cattivo.
mano anche Erba senza costa. V O- Erbàdegh. ad. Eiboso.
phioglosswn vulgatum dei bot. Erbàdegh. s. m. Erbajo(G\om. Georg II,
Erba solda. Erba iva. Iva. Ivartetica. a4o). Erbala? Nome del prato a fré
Canepizio. Ajuga. Erba laurenziana. senme, cioè recente, di ripiego, di
Erba mora. Erba di san Lorenzo. Sol vicenda ; ed è quello che non islà
dóla. Elba stola. MoràndolaXTarg. Toz. prato di continuo ; ma sibbene per
Ist. e Diz. ). L' Ajuga reptans dei but. alcuni anni è tale, per altri campo,
Erba solda pelosa. Soldóla villosa? Spe- avvicendandosi in esso la coltura dei
zie di pianta arvense che con nonie cercali e dell' erbe. Cositfatti Erbàj
botánico è detta Ajuga pyramidalis. Il nel primo anno del loro appratire
Äocca nclle Islituz. botan, la chiama sonó fra noi del ti Spianad. NelPAlto
Bugola piramidale, e il Mattioli Con Mil. chiamano Erbàdegh anche il Campo
solida media. Essa corrisponde preci erboso come lo dice il Crescenzi, cioè
samente al Sicklevort dcgl'Inglesi. Г Erbajo che nasce nel campo dopo
Erba soradonne (ne'contorni di Melegna- tagliato il grano e le stoppie; e cosí
no ;e in Brianza Soverdone с presso al- anche un luogo qualunque aderba-
tri Erba santa Polonia). Giusguiamo. to, un erbajo qualunque, Vlncrbalo
ERB ( 7° ) ERB
del Voc. agr. del Gngl. ed anche 10 non saprei se corrotto dalTArueja
VErbatico usato daAnnibal Caro nella degli Spagnuoli о pfolungalo dal-
24<>.a délie sue Lellere inédite (ediz. 1'Erbse de' Tedeschi , tutte voci de-
mil. 1827, torn. 2, р. 22*{ ) slando notanti questo legume.
-alla spiegazione dalane da Carlo Botta Erbion quarantin. Piselli quarantini.
nell'Annotator pieraontcsc di dicem- Erbion sciattej. Piselli nani — Pi
Ьге 18З7, pag. 35o; sc perô VErba selli chiomosi о zàzzeri.
tico non importasse mai il Diritlo di Vi sono anche i Piselli a mazzetti, i
Jar erba in tutto un podere, non P. baccelloni (o Tàccol), i P. culnero, i
esclusí anche i prati montanini o al- P. grossi bianchi ,i P. reali , i P. minori.
tri come il Botta v orrebbe. Anche Erbion che vegnen via minga ben,
Г Erbata dei diz. ital. ha aífinitá col Piselli ingrillati (Gior. agr. 1 , 271),
nostro Erbadegh senza esser quello cioè ratlrappiti , intristiti, non fioriti.
per appimto. Andà i brugn in erbion. Imbozzac-
Erbàgg. Erbaggio. chire. Dicesi deir intristire le prugne,
Erbàj. Erbaggi. del rimanersi la prugna corne solo «6-
Erbarœùla: v. cont. Ciriegiuola. Il cilie- bozzala quale la dice il Pergamino, о
gio salvatieo , non innestato. Curniccliia di pruna come la chiamano
Erbasíivia. Salvia. Salvia da uccelli. i Siciliani.
Erbáscia. Erbaccia. Erbionin o Arbijn. Pisellello. Dim. di Pi
Erbètt. s. f. pl. assolut. per Erb d'odor. sello.
У. in Èrba. Erbionin. Pisello verdino. Sp. part, di
Erbètt. v. br. Biete. У. in Èrb. pisello che è il Pisiim sativum semine
Erbètt dicévansi anticamenle dalle nostre cinéreo.
dame le donne non nobili Èrbol o Èrbor. v. cont. brianz. Albero.
я Le plebe© dalle nobili signore Erbol. v. conl. brianz. Castagne. I no-
y» Si dimandano erbettei stri colligiani e montanari chiamano
» Se vanno in case illustri allor son dette 11 castagno Г albero (erbol) per eccel-
N Dall'nltra nobiltà cbe non le cura lcnza, e n'hanno ben ragione perché
» Erbette di mittura я (Mag. I, 270). ad essi sommiuistra legne da arderé ,
Erbètta. Erbetla. Erbuccia. sostegni da vigna, assi da fabbrica ,
Erbettinna. Erbolina. Erbicciuola. frasche da slramc, vinchi da legàc-
Erbicôcch. Albercocco. Albicocco. Albero cioli, manichi da strumenti agrarj,
noto delto Prunus armeniaca dai bot. cibi d'ogni forma с guslo, ombre ri-
Erbicôcch. Albcrcocca. Albicocca. Le al- storalrici, delizra di palato со1 funghi
: hicocche. Frulto dell' albicocco. che si nulrica da piede , ecc. ecc.
Erbiœù. Beverato/o. Abbeveratojo. У. Al- Cosí anche i Toscani chiamano per
bioeù. eccellenza Albero o Albaro il Pioppo
Erbión. Pisello, e antic. Peso. Legume (Populus nigra), perché ne traggouo
noto. Il Toaron mitanes lo deriva dal mille utilitá per la vita.
greco Apßhv c\i egli dice significar Erbol. v. cont. brianz. Albero di una
piselli; e Dio sa dov'egli trovó que- macina. V. tibor.
, sta bella erudizione , giacchè quel Erborári. Erbolajo. Quegli che va ca
. nome vale appo i Greci quanto la vando e ricercando diverse maniere
Persolata appo i Latini , come dice d'crbe per luoghi selvatici. ¡Velle no
Plinto nel lib. 25, cap. 9 verso il mez stre gride anliclie , come per es. in
zo ■ cioè quanto la Lappa italiana ; e queila 26 febbrajo 1677, si legge Ar-
dalle foglie di questa, più grandi che borárj — Erbajuolo. Colui che vende
non quelle délia zueca, alle fogliuzze Г erbe medicinal]'.
de' piselli e'ci corre quel boccon di Erborinàa. Ad. di Stracchin. У.
diversità che ognun vede. Nell' Alto Erborinna. s. f. e per lo più al pl. Er-
Milanese e sul Lago maggiore i'Erbion borinn che nelVAlto Md. dicono Per-
è detto Erbej , Arbej , Arbij , ed ivi senun о Pedersèmm. Pelrosellino. Pe-
dicono Arbion. la nostra Tàccola. V. torsello. I'rezze'molo. Pelrosello. Petro-
ERG (7 i ) EÜT
sèmolo. PetrosUlo. Pretosémolo. Preto- Eriàda. Ajala, Tanta quantité di grano
sel/o. Erba notissima che si usa moho o di biada in paglia quanto basta ad
nelle vivande ed è XApium pelroseli- empier Taja.
num dci botanici. Erissón. Lo stesso che Arizzón. V.
On sesin d'erborinn tre lira. V. in Ermafrodilt. Andrógino. V. Armafodrill.
Sesin. Eniielin. V. Armelin.
Erboriiin. s. f. pl. . . . Quelle vene verdi Ernia. V. Apertura.
bige che vcggonsi ne'nostri caci delti Erod. Erode.
stracchini, sviluppo di que'funghi rai- Manda de Erod a Pilatt. V. in Pilait.
croscopici che i bot. dicono Mucor Erôich. Erbico.
mucedo e noi ñliiffa. Gli stracchini A l'eroica. T. teatr. All' eroica. Di-
che hanno tali vene e che noi diciaino cesi d1 abiti se iban I i il costume o il
erborinàa, dai Francesi sono detti Fro decoro eroico usati nelle rappresenta-
mages persillés. 11 márchese Cosiino zioni tcatrali. = Eroicamente, e scherz.
lii'Jolt) ad esprimere questa circostanza Con croicheria.
dcgli stracchini grassi disse Stracchino Érpas с Erpasinna. V. Erpes e Erpesin.
che si dipinge con lutti i colorí del- Erpes. Erpice. Stromento d1 agricoltura
l'iride; e ció non senza ragione, giac- notissimo. Fra noi due sono le spe
chè al bianco del latte vedi misto il cie di erpici ; uno со' denti di ferro
verde cerúleo e il rossigno della pu- aculi e taglienti, che vien detto Er
tresceuza a cui va soggiacendo. pes; e Taltro coi denti di leguo, che
Eiborinna salvadega o spuzzenta. Cicuta. più particularmente viene detto Rapé-
La Cicuta virosa dci botanici. ga. Anche in Toscana si conoscono di
Erbós. Erboso. Eilñto. verse specie di erpici, come per es. lo
Èi col. Ercole. Diciamo anche noi un •S^iVi/Hircit^Giorn. agr. V, 121), YErpi-
uonio robustísimo ; uoino erculeo. cone(Giorn. agr. Ill, 610), sp. d'er-
Eréd. Erede. Redatorc ed Ereditario ¡ e pice ripassatore, ere.
antic. Ereda. Denl. Denti — Kampella o Gram-
Eredità. Eredilarc. Redare; ant. Ercdare. pella o Rampèttola. Manico.
Ereditáa. ErcdiUi. ReUiggio ; ant. Eredi- Vess on erpes. fig. Essere piit Iungo
taggio. Erelaggio. (chin. che il sábalo santo. Essere un pentolone.
Eredilaa del Malt Fachin. f. in Fa- Esser un i enne onne.
Ereditàa. Ereditato. Redato. Erpesa (ed anche Rapegà). Erpicare.
Ereditàri. Ereditario. Erpesin o Erpasinna. Spianuccio? Specie
Ereiiiiiiiua.it> stesso clie Reditaroeùla. V. d'erpice con denti di ferro assai filti.
Eresia. Resia. Erra. Erre. La diciottesima fra le lettere
Erètegh. Erético, e ant. Retico. Deventà del nostro alfabeto. — Gli artigiani
cretegh. Ereticare. chiamano Erre ogni mensola falla a
Erèlegh. lig. Erético. Impersuasibile , sproni per reggere checchessia, cosi
incrédulo in lull1 altro che in mate dicendola perché è falta come un'erre
ria di fede. arrovesciata \j. Vi sonó quindi YErre
Vess eretegh in d* ona cossa. Esser pci sederini da carrozze, per le insegne
erético. Non poter credere. Non saper- delle botleglie, pei lumi delle strudc,
sene dar pace. Non potersi discredere. pci lastroni delle ringhicre, ecc.
Ergaslol. V. Argisler neltAppendice. Errór. Errore , e in modo basso Erro.
Eigna (che nell'Alto Mil. dicono anche Error no paga debet. Fregó non
Erga с Inguen). Édera. Èllera. Édra. cancella partita.
I^Iledera helix dei botanici. Fà error. Prender errore. Errare.
Ergnós. Edcraceo. Essere o Añilare errato. (roñe.
Ergnos. Ernioso. On gran error. Erroraccio. Erro-
Ergo doñea. Adunque. Dunque. Ergo. Ve- Sulvo error. Salvo errore.
nendo alV ergo. Error'm. Errorcllo. Erroruccio. Erroruzzo.
Ergo doñea, tri! conchin fan ona Erta (А Г). AlVcria. Slà а Г erta. Stare
cunea. У. in Dóuca. all'erla. Stare avvcriito, acúlalo, cauto.
ESC (.; a ) ESE
Èrtegh. Grosso. Sodo. Fitto. Corrisponde Esclusivamént. Esclusivamcnte.
più precisamente al francesc Epais, Esebl. Esibire. Offerire. Profferire.
e diccsi d'un corpo solido considerate Escbii. Esibito. Proffcrto. Off'erlo.
per rapporlo alla sua profondità. Esccutiv. V. Direltôri.
Ervi uso il Maggi(Op. II, 1 5o,)/>erDervi. V. Esecutór o Esegutór. Esecutore.
Eructàvit. Voce latina che si usa nella Esecuzidn. Esecuzione.
Jrase Fà on eructàvit. Vomitare. Лесе- Esegui. Eseguire.
re. Eruttare, e scherz. Rivedere i conti. Escguli. Esegüito.
Esagerà. Esagerare. Iperbolcggiare. Esénipi. Esempio.
Esageràa. Esagcrato. On fà csagcraa. Dà bon esempi. Dare buon esempio.
Caricatura — Modi esagerativi. Dà cativ esempi. Dare mal esempio.
Esageradór. Esagcratore. Per esempi. Esempigrqzia. Per esem
Esageradúra. Esagcralrice. pio. Per cagion d' esempio.
Esagerazic'm. Esagerazione. Ipèrbole. Porta per esempi. Esemplificare.
Esalà. Asolare. L' italiano Esalare vale Addurre per esempio.
Sliatare. Esémpi. Novella. Favola.yfíacconto. Fbla.
Andà a esalass. Andar a pigliare Novcllala(K\\eg. pag. i5c)).
un po' d' asoló o a prendere un po' d"a- L'csempi de la Scindirceula. La no
ria , o un p& d' csalazionc o ricrcazio- vella délia Cencrognola. V. Scindirccú.
ne. Asolare. Esempi . yEsemplare ? Quello scril-
Esalazión. Esalazionc. Ejjluvio. Esemplàr. s. m. i to che fa il maestro di
Esaltá. Esaltare. calligrafia per darlo ad imitare alio
Esaltàa. Esaltato. scolare. Il Prœscriplum di Seneca — Il
Esallazióu. Esaltazione. Fag. wAYAmante esperimentalo (att. IT,
Esamín. Un po' d' esame. seen, vi ) lo chiama Lo innanzi, fa-
Esaminà. Esaminarc. Disaminare. — Iii* cendo risponderc da Ciapo a Florin-
saminare. do: « Ah vo' mi volete fa lo innanzi
Andà a esaminass. Andaré a subiré come si fa sul quaderno ai ragazzi che
un esame. Andaré a esser sentito in imparano lo scrivere, che poi lo fanno
esame. come quello. » — Osservisi pero che
Esamiuùa. Esaminalo. lo stesso Alb. ene. usa anche Esem
Esaminadór. Esaminatore. pio nella voce Moslra , ove dice :
Esaminadóra. Esaminalrlce- a Far la mostra è fare quello serillo
Esàmm. Esame, e anl. Esàmine. Esami- che fanno gli Scolari ncl quaderno
namenlo. Esarnina. Esaminazione. per imparare a scrivere, e il maestro
Esàtt. Esatlo. Puntúale. dà loro Г esempio » Anche YEsempio
Esallézza. Esatlezza. Punlualilà. di Dante per Modello aulorizzerebbe
Esallór. Riscotitor delle tasse(Vag. Gl' In- quasi la voce nel noslro sig.
gan. lod. I, la ). Esatlore. Ufficial Dà-giô Tesemplar o Tesempi. Dare
esaltore. l'orma, cioè (secondo il Monli nella
Esattóra. Esatlrice. Proposta III, i, 2o5). Tracciarc col
Esattoria Sede e uflicio dell'esatlore. lapis o colF inchioslro rosso o coi
Esaudi. Esaudire. puntini forma delle lettere a coloro
Esaudii. Esaudilo. che imparano a scrivere Tabbicci. Uso
Esa mi. Esaurire. comunissimo anni fa, ma giustamente
Esaurii. Esàusto. Esaurito. proscritlo oggidi nclle scuole.
Esaziún. Riscossione. Esazionc. Esemplàr. ad. Escmplare.
Esclaniá. Esclamare. Sclamarc. Esentuà. Escntare. Esenzionare. Eccel-
J¡.sc\ama¿\ói\Esc¡amazionc.Esclarnamcnlo. tuare. Fraileare. Esimere.
Esclúd. Escludcre. Forchiudcrc. Esentuàa. Escnlato.
Esclùs. Escluso. Foixhiuso. Esenzial. Essenzialc.
Esclusión. Esclusionc. Esenzión. Esenzione. Franchigia. Eccct-
Esclusiv. Esclusiva. tuasionc. Immunilà. - (quiale.
Esclusiva. s. f. Esclusiva. Esclusionc. Esèqui. Esajuie. Morlorio. Pompa esc-
ESP ' ( ?3 ) ESS
Fà i esequi. Far l'esequie, с ant. in alto delle altre lettere della riga
Escqiiiare. si chiamano rn, o esponent. I Fran-
Escrcità. Esercilare. cesi hanno in questo preciso senso
Escrc'izi o Eserzizi. Esercizio. Lettrine o Lettre supérieure. La voce
Fà l'esercizi. T. milit. Fare gli eser- Esponent è tolta áaWEsponcnte aritmé
cizj. tico , о dal" Esponenziale algebraico.
Esercizi a fœugli. V. in Fœùgh. Espónn. Esporre.
Fa i esercizi o i esercizi spiritual. Esposizión. Esposizionc.
Darsi agli esercizj spirituali. Esposizion del Saulissem. Esposi-
Eserzi. Esercitare. Eserzi с una di quelle zione del Santissimo о del Vcnerabile.
voci di cui ¡1 Baretli (spiegando nella Espóst. Esposto.
sua Frusta letteraria il vocabolo Cliic- Espièss. s. m. Straordinario. Corriere
chere usato ncl titolo di un certo spedito espressamente e fuor del corso
libro uscito a4 suoi tempi dalle stampe ordinario delle poste.
di Lugano) dice che sono proprie (Ii Per espress. Per nomo a posta
quella slorpiata lingua toscana che si ( V. Crusca in Spedizioiic).
parla in Milano. Anche i diz. ilal. Espièss. part. Espresso.
hanno lo storpiato Esèrcere, fratello Espressamént. Espressamente. A hello stu
di questo nostro, la cui vita è da cssi dio. Appositamente, e al supcrl. Esprcs-
conlinala tra i curiali. sissimamenle (V as. 820). Nel scuso del
Esibet. Esibilo. Lo slcsso che Palpée. V. diz. ilal. noi adoperiaiiio bcu difficil-
IVotocoll di esibet. V. in Protocöll. menle la voce.
Esibizión. Esibizione. Profferta. Offerla. Espressión. Espressionc.
Esig. Esigere. EspressiV • Espressivo.
Es'ig. Voce forense sinónima elella co- Espri o Spri. Pennine. Piumino. Orna
murie Scceúd. V. mento da capo delle donne, composto
Esigénza. Bisogno. Nécessita. di gioje dispuste a foggia di piccolo
Esigéiiza. Riscossione. Esazione. У. Scôssa. penuacchio imitante piuma.
Esimes. Esimcrsi. Soürarsi. Esprimm. Esprimere.
Esist. Esislere. Espulsión {che diciamo seconda casi Ca
Esislii. Esislito. lor, Sais, ecc). Empct'ig^ine. Esanté-
Lsit. Esito. Fine. Evento. ma. Effioresccnza. I diz. ital. non regi-
Ésit. Esito. bendita. Spaccio. strano Espulsione in talc sig., ma si be
Avegh esit. Avere spaccio. ne solo nel senso astratto d' Espcllerc.
Esità. Bsitare. Dubbiare. Ess. Essere. V. Vess.
Esità. Esilare. Penderé. Spacciare. Èss. s. f. pl. T. degli Slrumentaj. . . Cosi
Esitaa. Esitalo. Vendido. chiamansi quelle fessuriue che veg-
Esorbitànt. Esorbilante. Disorbitanle. gonsi nel coperchio d'un violino, e
Esordi. Esordio. che in esso fanno Io stesso ufficio che
Esorzista. Esorcista. fa la rosa negli allri stiumenti, di
Esos. Spilorcio. Sórdido. Taccagno. Nei rendere cioè più gaglinrdo e spic-
diz. ital. Esoso vale odioso. caute il suono. Chiamansi Ess dalla
Esósa. Spilonia. Sórdida. Taccagna. loro forma di S, a différente di quelle
Esosaria. ) Spilorcería. Sordidezza. Tac- de'violoni e delle viole che sembrano
Esositàa. ) cagneria — ¿"íi7/o(Fag. Coiit- un С — L'Encycl. le chiama Ouïes.
Вис. I , i o ). Èssa. Esse. La diciannovesima lettcra
Esosón. Spilorcissimo. Taccagnone* del nostro alfabeto.
Esosónna. Spilorcissimo. Èssa. T. de' Ciainb Cosi chia-
Esperimént. Experimento. Espericnza. masi, dalla sua forma, ch è precisa
Sperhnento. Sperienza. Cimento. Prova. mente quella di un1 esse, una certa
Esperimeulin. Esperienzuccia. specie di pasta dolce.
Esponént. T. di Stamp Aggiunto Èssa. T. de' Calderot. Esse. Ogni ferro
di leticia o carattere. Per es. in i.mo ripiegato a mo' di S.
quelle lettere meo che slanno più- Èssa del barbozzaa. Esse del barbazzale.
Vol. II. 10
EST ( 74 ) ETA
ÈsScr (In) о In bon csser. Ben tenuto Estràtt. Estratto.
(Pr. fior. IVj i, 59) (pari, di bianche- Giugà о Melt d' estralt. T. del Giuo-
rie, ec.) Convencióle. V. in Mezzandàa. co del Lotto.. . .Giocarc determinando
In cativ esser. Malandato. la scala d'estrazione del numero che
Essevrèzza о Eseurèzza. v. a. 1'iacere. Age- si spera benefiziato, il che dicesi an
volezza. Dal gr. t%xtpi<¿ dice il Var. mil. che Mclt d? estralt nominaa ■ e Gio-
Estàa. Estate. State. Está. care uno solo ira i 90 numeri del
Estaa de san Martin. La state di san lotto che dicesi particolarmente Mclt
Martino(Tas$o Lett, all'ab. Niccolo de- d' Estralt sempi.
gli Oddi — Pros. lior. IV, m, 82). Estrazión. Estrazione. Esportazionc.
La stale di novembrc(poni Zuccap.i 1 8). Estrazión (del lott). V. Strazión.
I dieci giorni che sussieguono alia Estrazión. Coiidizione. Stirpe. Sclúatta.
Testa di san Martino, dnranti i quali Legnaggio. De bassa estrazión. Di bos
le più volte suol esscre bel tempo , sa condizione. Ignobile. Di basso pa-
giorni che anche i Tedcschi chiamano raggio. Di bassa mano. Di vile sclúatta.
Nachsommer, e i Fr. Eté de saint Dénis. Eslremitàa. Estremità.
In temp d' estaa. Ne' tempi estivi о D" on1 eslremitaa a Foltra. f. sollo.
Eslàtegh. Estático. (estivali. Estrèmm. Estremo.
Resta estategh. Rimanere di stucco о Andà ai estremm. Non aver mezzo.
trasognato о come uotno scolpito. D'on estremm a Pollero D'ou'estrc-
Estent. Estimo. Censo. mifaa a Toltra. Da stremo a slremo.
Priium estem. ... Il maggior estimate, Senza mezzo. O asso о sei. El va sem
cioè Chi è gravato del maggior censo per ai estremm. Non ha mezzo; e
in una terra perché supera in beni famig. E*J'a corne il grillo, o salta о
stabili locali ogui altro suo terriere. sta ferme
Estéudes. Estendersi. Tutt i estremm hin cativ. Tutti
Extensión. Eslensione. gli cslremi son viziosi. Ogni eslremo
Eslensór. Gazzeltiere. Gazzettante. Fo- è vizio. Il troppo e il poco guastano
glictlanle. Compilator di gazzetta — il giuoco; perlino Quandu eccede can-
Estensor d'on arlicoL Scritlore di un giata in vizio ogni virtù si vede.
articolo. Vcss ai ultein estremm. Essere al-
Estenuàa. Estcnuato. V ora estrema o suW estremo della
lister. Estero. Koi usiamo la voce solo in vita ; e fam. Esscre a confilemini.
sig. di Allievo esterno d'un Convitto. Vess а Г estremm. Essere olí' eslre
Es te riоri tàa. Esterioi ità. mo o alle streite. Avère la strctla.
Esterna. Esternare. Est remmamént. Eslrcmamenle.
Eslernàa. Esternato. Estro. Estro.
Estoruàss. Confidarsi. Esternare. Estío de matl. 7*tcchio. Bizzarria.
Estés. Eslcso. Capriccio. Ghiribizzo. Fanlasiaccia.
Estes, s. m. Un' cslasi. Nclle Poesie di Ghe ven certi estri. Gli tocca il
Carlo Porta (II, 5ô) leggesi Oria estes, ticchio. Ha fantasiacce tulle sue.
ma per errore di stampa. Estros. Ghiribizzoso. 7'icchioso. Capric-
Anda in estes. Andaré in visibilio — cioso. Bizzarro. Fantástico.
Antiare in gloria — Andaré in broda Esùss. V. Jésus.
о in broda di succiole — Non capire Esuss, esuss, magara ghen fuss, o
in sc stesso o nclla pelle — Estasiarsi Esus esuss , insci gIT en fuss ; Esuss
aV venturo il Panauti nel l'oct. II, xv, per i so pover mort , ecc. V. in Ma-
6 j ma non mi pare da imitarsi. gàra, Morl, ecc.
Stà in estes. Stare in cslasi, cioè Esùss. Crocc santa. Tavola santa. Quclla
sopra peusiero(Fac. Piov. Arl. p. 1С). su cui i bambini imparano a leggere.
Eslimàa. Estimate? V. anche Censii. Etàa. Età. Elade. EUtte — Evo.
Est là. Estrarre — Esportare. Elaa de bagaj. Infanzia. Fanlilità
Estratà. T. degli Uffizj. Epitomare. Far e l'ucrizia. Spazio dalla nascita lino ai
estratto o sonvnario o epilogo. selle amii coinpiuti.
ETI ( 5 ) EX
Ktan de fiocu. Fanciullezza. Impu- Etichètta. Etichetta. Strisciuola di caria
bertà. Età fanciullesca. Quella dai che s'appicca in sui sacchi contenenti
Seite ai qnindici anni. danari, nella quale è serillo il peso,
Elaa de giovenetl. l'ubeHà. Età che il numero e la specie loro. I Pieinon-
ne1 maschi è fissata agli anni quattor- tesi la dicono Croveta. Dal fr. Étiquette.
dici, e nelle femminc ai dodici. Etisia. Etica. Tisi.
Gioventù. Adolcscenza. Età dai qual- Ett. Ette(k\h. ene. in Canne'). 11 segno
tordici ai venticinque anni: diresi an Sc che rappresenta l'eccetcra.
che Fiore cTetà. Età verde o fiorila a Etl, Comin e Römm. iSEtte, il Gön
novella. Aprils deWetà. Bitono dell'età. ne e il lionne, cioè &, Ç, tf.
Elaad'omm o madura. Virilità.V'età Ett. Elte in senso d' un Minimo che.
fra la gioventù e la vecchiezza , che Un etle, Un jota, Un apice , Un frailo.
diecsi anche Età di mezzo. Mezza età. Gh1 è calaa ou ett. Fu a un pelo.
Età consistente o matura. Età délia Manco poco.
Importann on ett. Non importare о
Veggetaa. Vecchiezza. Veccliia/'a. Non caler altrui un elle di checchessia.
Canizie. Età grande. Età tra la viri- No se po digh on ett. is* non se gli
li là e la decrepitezza. pub appiccare uncino addosso(№onos.
Ellema veggetaa. Decrepitezza. De pag. 18). E senza difetto.
crepita. Travecchiezza. Età cadente, N0 sfalzà on ett de quell che se gh'è
■vecchiezza eslrema e cagionevolc; e ditt.iVbл HíCíVewí punto di commissionc
scherz. Età barhogia. (Targ. Viag. II , 90). Non uscire un ¡ota
Etaa magior. Ela maggiore. Quella di commissione. Non preteriré un jota.
dopo gli anni ventiquattro compiuli, Ko vari on ett. Non essere da cosa
giusta la nostra legislazione. alcuna.
Minor etaa. Età minore. Quella al E\ùâ.Spedire. Espediré.Sbrigarc. Definiré.
di sotto dei ventiquattro anni. Evangéli. Evangélio. Vange'lo.
De mezza etaa. V. Mezzetàa. Evangelista, in gergo Grascino;
Vess in su ("etaa. Essere in là od chi bada ai venditori délie grasce
oltre con gli anni. Essere attempato ; perché non usino frode.
ed anche assol. Esser ollre. Evasion. Esito. Definizione. Espedizione.
Elasgèr. . . . Specie di reggilibri mobile Dà evasion. Espediré.
fatlo a scafTalclto quadrialto, aperto Evaslv. Sbrigalivo. Dà ona risposta eva
per ogni lato e con coperchio ad uso siva. Spcdir per le generali.
di scrittojo. Ha due, tre, e (in quat- Evasiva in forza di sust. f. equivale a
tro plutei (pian , étages) e serve an Risposta evasiva. V. sopra.
che come reggivivande. Dal fr. Etagère- Evi. Voce cont. per Aveva. (lese.
Etcétera. Eccetera. Etcétera. Evident. Evidente. Chiaro. Manifesto. Pa-
Étegh. Etico. V. Tdcch. Eviva. s.m. Viva. I eviva gh'hin per tuce.
Eterna. Eterno. Elernale. N'oi pero usiamo // viva è per tutti. A chi no dis eviva
qui sta voce seinprc nei sig. traslati di ghe poda saltà la pira. V. in Piva.
Durevolissimo, Prolisso, Infinito, ccc. Eviva! 1 Alio sternutare allrui era
Chi fabrica d* inverna fabrica in Evivàzza ! í usanza ed è ancora fra
eterna. V. in Fabricà. molti di noi il dire Eviva; с in ital.
Oinm eterna, Ora eterna, Strada Dio v'ajuti, Dio vi suivi. Ció al primo,
eterna, ее. V. in Omni , Ora , Stràda, ее. non ai susseguenti starnuti ; oggidi
Etcrnamént. Eternamente. è uso dimesso nel bel mondo.
Eternitàa. Elernità. Evoluzión. T. mil. Esercizj.
Andà a Teternitaa о Vorcgh on'eler- Eurisma. Aneurisma.
nitaa. Andaré alle calende greche. Eur (ditt. CEur). A eur a eur. V. in Vœùr.
Che eternitàa d'on omni \ V. in Ômm. Ex. Gli ex(Pan. Poet. H, xi, ai , 11, a3).
Ètich. V. Tticch. In qua addietro. Per V addietro. Di
Etichetta. Etichetta. Stà su 1* etichetta. qua dietro. Ex-minister. In qua addie
Stare sui convenevoli о sut cerimoniali. tro ministro.
F

Fa. T. Mus. Elafà. De fà. Interjez. A quai fine? A quai


Fà. Fare. pro? Per es. Coss' emm de mangiall
Avè a che fà con vun. Aver a fare de fà? Perché mangiarlo? Cosse man-
con uno, cioè Avère interessi con lui get de fà, Cosse vegnet chi de fà ecc.
— Talora Aver che fare con uno. Es- solo interrogativo. A che ne vieni !
ser atlinenle o parente d,alcuno e sim. Del di al fà gh'è i so diülcoltaa.
Avè a che fá cont el bon. Non avere Dal delta al fatlo v' è un gran tralto.
a mangiarc il cavólo coi cieclii. E fa e fa e pceu Г ha ciappaa na-
Avè a che fà in don sit, in don co golt. Duro fatica per impoverire.
mún. Aver a y<irc(Cecchi Dote III, 2). El Signor el lassa fà ma minga strafà.
L* ha che fà Ii attacch. У lia a far V. in Signór.
f(ci/io(ivi)< Essere possidente in alcun Fà ai sassad , ai pugn e sim. Fare
luogo. ai sassi, ai pugni , ecc.
Avè bell pari a fà che già se fa Fà a ment. V. in Mént.
nagott. Far come il poico , meiiare Fà arenl. Rammassare. Cumulare.
menare e non approdar nulla. I'onza Fà bell (a cid si aggiungono i verbi
ponza с semino in sabbia. Trcsca Di , Vcss , ecc.) Espressione
fresca , e zappo in rena. Ticchc tac- usatissima fia noi con cui si vuol
che с fondi in rena. indicare comodità in altri di fare о
Avegh el sö bell de fà. Aver che dire checchessia che per lo più si
ugnere. Aver da graltare. sottintende non esser dato a noi d1imi-
Avegh minga a che fà. Non averci tare. Per esempio uno mi dira : Voi ,
a fare. Non ci entrare. Non ci aver me son faa ona marsinna ed
intéresse. 10 gli risponderô: Fà bell di ti a vess
Ave trovaa el sô de fà senza andà scior, t' en podet fà vunna lutt i di.
al pont. V. in Pónt. Sai tu che io mi sonfalto un abito? . . .
Avegh tutl' olter de fà. Aver allro Tu il puoi fare a sicurlà perché sei
che fare. Aver l' animo ad allro. rieco; o vero Ma .... bella cosa è
Che fètt che foj. Chefai che faccio. Vesser rieco; tu te ne puoi fare uno
Chicchi bichiacchi. Chicchi bichicchi. ogni giorno — In luogo di Fà bell' ess
Chiacchi bichiacchi. Ciccheri ciaccheri. dicesi anche assai volte L'è on bell
Ch'el faga lu. Faccia lei. bolt a vess. V. anche in Bèll.
Chi gh'ha de fà ghe pensa. Chi ci Fà cald , frece , ecc. Fare о Esser
ha a pensar ci pensi{Raz. Bal. I, 1). caldo , freddo , ecc.
Chi gh'ha de fà ghe pensa ; mi già Fà condemen. Far di manco o metió
sont nassuu. Og'nun farà , ch' io son o senza.
nalo(Lor. Med. Cam. 1."). Fà dent Per es. Coss1 emm
Chi le fa le spetla. Chi la fa l'aspetla. de fagh dent? .... A quale prezzo
Achile la fa, Jagüela. Qual ballata 11 mettiam noi? Quai mercato me m;
tal sonata. Botta , risposta. Bender pan fai? Che n'abbiamo noi a mercatare?
per focaccia , colpo per colpo ,frasche Fà di locc. У. in Loggia.
per foglie. Convien aspetlare da altri Fà e desfà Tè tutt lnyorà. V. in
quelle clic si fa ad altri — Chi la fa Lavorà.
se la dimentica , ma chi la riceve se la Fà el salamelecch. V. Salamelècch.
lega a un dito o se la tiene a mente. Fà cl vin. У. in Vin.
Chi no sa fà no sa comanda. Chi Fà fà vun a nost mœud. Far filare
non sa fare non pub saper comandare uno. Trarre il filo délia camicia da
(Gior. agr. VI, 5i). uno.
Chi sa fà sa desfà. Chi fa il carro Fà-fœura. Cavare. Far di checches
lo sa disfare. (faccenda. sia aloma cosa. Per es. De sto tabarr
Dà de fà. Dar faccenda. Mettcrc in se po" fà-fœura ou sortù e ou para
FA .(77 FA
de colzon. Di questo tabarro e' se ne Venire ai ferri, cioè alla conclusions
ça\trà un soprabiio e un pajo di cal- di chccchessia.
zoni, o vero In questo tabarro v è il Falla vedé in candirá. V. in Candirá.
taglio d' un soprabiio , ecc. Fà nagotta. Questo non fa. Questo
Fà-fœura. Offerire prezzo. Esibire non conta. A mi el me fa nagotta.
danaro. Per eseinpio: De la galetta de Questo a me non Ja farina.
4quesl"ann m4 han già faa-fœura tre Fann de solt с doss. V. in Dôss.
lira e mezza a la lira. Già mi hanno Fann e no fann 1' è on tant Гапп.
esibite lire tre e mezzo la libbra pei V. in Лип.
bozzoli dell' annota. Gli'hoo faa-fœura Fann vunna di sô. Fare délie sue.
vint lira d' on sacch de formenton. Fà ona robba corne nient. Fare
V un sacco di granoturco gli ho prof- checchessia corne a bere un bicchicr
Jerto venti lire. d' acqua. Non vi meliere nè sal nè olio
Fà-foeura i soldi. Snocciolare. Slaz- a fare checchessia. Fare una cosa con
zerart i quattrini. Pagare. tutta facilita. L'Extendit caelum sicut
Fà-fœura dicono i contadini per Fà- nihilum scritturale.
giô (sgusciare). V. Fà pussee che Carlo in Franza.
Fà-fœura i castegn. Sdiricciare le V. in Càrlo.
castagne = i nos. Smallare le noci. Fà seda e Fà-giô seda. V. in Séda.
Fagh sora о Fagh-sù on plans. Farvi Fà-sott. Azzuffarsi. Appiccarsi con
su un сотепЩСаго Apol. p. 169). uno.
Fagh stà-sù. V. in Slà. Fà-sott a pugn , a sassad, ecc. Fare
Fà-giô che i contadini dicono Fà- ai pugni , ai sassi , ecc.
fœura. Sgusciare (in genere). Fà-giô Fass. Formarsi. Fass on omm. . . .
i erbion, i basgiann , i fasœu. Sbacel- Se faire dicouo anche i Francesi.
lare piselli , fave , fagiuoli. Fassela. Scanlonarsela. V. Tondà.
Fá-gió i ragner. Jiipulire dai ra- Fasscla ben , maa, ecc. Farta bene,
gnateli. Levare le tele di ragno. male, ecc. Passarsela bene, male, ecc.
Fà-giô i verz. Sfogliare i çavoli. Fass inanz. V. in Inànz.
Fà giô la polver. Spolverare. Fass-sù in d'on gropp о in d'on
Fà-giô reff, fil, ecc. Dipanare. Fig. remissell. V. in Grôpp e Remissèll.
Stà-li a fà giô reif. Star pulcelloni. Fà-sù. Avvolgerc.
У. in RèfF. Fà-sù. Rammassare. Per es. Fà-sù
Fà i forz. V. in Fôrza. el fen. V. in Fén.
Fà in seda о Fà afari in seda ; Fà Fà-sù a bussercll. Aggirare. Ab-
in tult i gener. Intendere in seta; bindolare. Jngannare. Trujjare. Ciur-
Intendere in tullo sorte di cose{Vr. mare. Gabbare. Infmocchiare. Trappo-
йог. IV, m, 44). lare. Tagliare. Accalappiare. Jncalap-
Fà i robb insci va là che vegn о piare. Ingalappiarc- Acchiappare. Car-
come Dio vœur o come se sia o cont rucolare. Abbacinare. Inzampognare.
el cuu. Far le cose alla babbalà о a Frappare. Giuntare. Giungere о Meliere
stampa о a babboccio. Abborracciare. al gabbione. Agguindolare. Infrascare.
Acciarpare. Acciabattare. Arrocchiare. Fare uno cordovano. Fare allrui la
Fare le cose senza diligcnza, ope- barba di stoppa. Ficcare il chiodo ad
rare a caso, inconsidcratnmcntc. uno. Corrergli il cappello о la berretta.
Fà la lunna (c/ie i Urianz. dicono Menar pel naso. La nostra frase mira
Benovà la lunna). Far la luna. a quella specie d' ingaimo che noi
Falla-foeura. Chiarire una partita facciamo per es. a un ciriegio anne-
fri áue (Varchi Slor. X). Vorè falla- standovi (a busserell) sur un ramo
fo.ura. Voler védeme quanlo la gola , un anellctto о un bucciuolo di ama-
/juanlo la canna , quanlo s' avrà fía rasco , e tramutandolo , se senziente
lo , ecc. si ma insciente, in una piaula di due
Falla-fccura. Azzuffarsi. Venirc alle nature.
mani; e talvolta anche scinplicemente Fà-sù bolgctt. Appallollolar la neve.
FA ( 78) FA
Fà-sù el pever, e simili, Rinvolgcre Quand hin faa hin faa, l'è inulel.
il />e/>e(Rcd¡ Lett. — Alb. ene. in Dro- Le cose falte si convengono lodarc
gkiere) о simili. Incartocciare. (Salviati Granchio I, 1).
Fà-sù in di prezzi. Tirar gli occhi Quand se pô minga fà come se
aduno(Fag. Rime III, 5o). Fare il eolio. vœur besogna fa corne se pô. Chi non
Fà-sù la nev. Spalar la neve. Net- pub far corne ci vuole faccia corne ei
tare, tor via la neve con pala (V- pubÇSlcmas. pag. 534)-
ГAlb. ene. in Pala). Quell eh' è faa è faa. Qucllo eh' è
Fà-sù van. Metier di soltó imo(Gior. fatlo non torna addictro(fíocc. Kiloc).
agr. tose. I, 4í>7)- Tirar £u(Lasca 3i t\). Quell eh' emm de fà (ëmmel ai nost
Fare stare forte a checchcssia. dl. Il dente va cavato quando duole
Fá-via. Levare, ñipulire da. Per es. (*tosc. — poem, d'aut. pis.). A doman
Fà-via la polver. Spolverare. Fá-via non dijferire cib che in oggi puai
la fanga. Bipidir dal fango. compire. Di doman nessun si pascld.
Gli"è dent anca chi Г lia faa. V. in Di doman non c' è ccriezza. Co/iii fa
Dént pag. íy colonna I." verso ilfine. molto che non lascia da far nienle
Gh' è el sô de fà de per tutt. E c' è per V indomani. V. anche in Di.
che far per ogn uno(Monos. 4 iG). Se la ven fada. Se occorre. A un
Guarda a fatt maa. V. in Màa. bel bisogno. Per avventura. Forse.
Insci come se fit. A quel modo cite S* el fa tant de .... S' ei gingne
uom fa. Cosí come пот suole fare. a tanto. Per es. Se te fet tant de bev,
In tutt i cà gh'é el sô da fà o vero te see guarii. Fa di bere e sei sano.
De per tutl gli' è el sô de fà. Per Ove tu beva guarísei.
tullo è chefare fíobi(X)oni Zueca p. 1 02). Sill fà del di. V. in Di.
Per tullo è che ugnere. I Francesi di- Vcgni finia, fíiuscire. Venir fatlo.
cono Par tout pays il y a une lieue Se la ine ven fada de trovall sont a
de mauvais chemin : e vale clie in cà. Se giungo a trovarlo, io sono a
ogni cosa e in ogni luogo v'è la sua cavallo. S' io lo trovo ella è fatta.
parte di spine. Vesscgh de fà e de di. Volerci del
La libertaa de fà e de dcsfà 110 buono. Esserei clic ugnere.
gh' è danee che le possa pagà. У. in Vess faa insci. Esserc cosí fatto :
Libertaa. e fam. Essere di tale cornatura o di
L' ha faa tant rh' el Г ha vcngiuda. quellet cotto/'a.
Fece tanto che l'oitcnnc. Vess lu che fa e desfa come el
Ne fà nè firà. Non serviré ne a Dio vœur. Esser quegli che fa le minestre
nè al diavolo. Non accontentare nè о che la fa bollire e mal cuoeere.
una parte nè Paîtra; nimîcarsi ambe Vorè fa , di e bordegà. Assai parole
le partipMachiav. Op. IX, 4' 7)- — e poche lance rotte. Frasi che diconsi
Talora Non fare nè un aspo nè un quando taluno vuol mostrare di far
arcolajo , cioè Non fare cosa alcuna gran cose с non ne conchiiide venina.
volendo farne più a un tratto — Ta Il Fagiuoli disse pressochè in egual
lora Non polcr andaré nè pian nè senso :
ratto. Slarsi lemme lemme. Non poter « Volean fare , Volean dire , Bastonare t
agire, dovcrsi slare ozioso. Far moriré. »
N0 savè cosse fagh. Non sapere che Fà. Affarsi. Convenire- Confarsi.
farci. Non sapere che farcisi. El me se fa minga. Non mi si fà.
Per fà che. Acciocchè. Accib. Afare Fà a vun. Far per uno — El me
che. Ghe Pho daa per fà eh' el bevess. fa. Fa per me. Mi si fà.
Gliclo diedi aeeib che bevessc. Fà. Fare per Cacare. Per es. L" ha faa
Quand foo quell che poss, coss'hoo lanti vermen. Fcce tanti bachi.
de fà de pù ? Nessuno è tenulo ail' irn- Chi le l'a le mangia. lig. Chi imbrat-
possibile. Anche i Fr. dicono Quand ta spazzi. E vale chi ha fatto il male
on fait ce qu'on peut on n'est pas obli faccia la penitenza.
gé à davantagefioux Diet.). Falla in di colzon. V. in Colzón.
FA ( ) FA
Fasscia adoss о sott. Sconcacarsi. У. Fà unito colla preposizionc de. Fare il.
Adoss e Sùtt. Fare le veci di. Sostener persona di.
Fà per E/eggere. Deputare- Nominare. — Simulare il. Per es. Fà ti de coman
P. es. F'euim i deputua. Eleggiamo i dan t. Soslien persona tu di capitana
deputa ti. (Tasso Ger. XI, 5G). Fà de no savcll.
Fà peí- Importare, Caleré, Fare al Jatto. Simular d' ignorarlo.
Cosse me fa a mi? Che mi fa a me? Fà de Arlechin о simili. Fare il
(Buon. Tanc. f. 22). Questo a me non zanni, ecc.(in Pr. fior. IV, 1, ia4)-
Ja Jarina. Fà de locch о de mincion. Far lo
Fà nagott. Non Ja caso. gnorri о il nescio. F. in Lócch.
Fà per Imlurre , Metiere, ecc. Per es. Fà de tenor, ecc- Fare il tenore, ecc.
Nol me fa né frece nè cold. V. in Frègg. Fà el speziee, el sart, ecc. Fare
Fà per Lavorare. Faticare. lo spezialc о il sarto o Essere speziale,
Avegh de fà fin dessoravia del coo. sarto, ecc — Fà el riall.Far lo gnorri.
f. in Cóo. Fà per Creare. Fare. Ei Signor Г ha faa
Coa pù s1 è, e manch se fa ... . el mond. Dio J'ece il mondo — per
Troppi, intoppi; più genti più stenti; Comporre, Scrivere. L'ha faa on bell
la moltiludine geuera confusione ; liber. Fece o Scrisse un bel libro.
ntUe faccende non i molli ma i po- Fà o Falla. Accoccarla. Calarla. Carlearla.
chi e л aleuli sanno ben approdarc. Barbarla a uno. Cingergliela. Tirar-
Fà per Parlorire. L" ha faa ona tosa. glicla giù.
Partori una bambino. Faghen vunna. Dargnene una.
La gh'ha pussce de fà che de dl. ■ . Fàghela o Falla a vun. Lo stesso
Dicesi in ischerzo per accennare co- che Friccàghela. f.
pertamente nu" incinta inuollrata. Fà a fnssela. Fare a barbarsela. Ga-
Chi je fa je lecca. V. in Leccà. reggiare nell'accoccarsela Tun l'altro.
Fà. assolul. pari, di bestie. Sgravarsi. Fà. T. di Giuoco. Far le carte. Mesco-
Ave de fà. Esser pregna. La cavra, larlc per poi darle.
la bezziuua, la vacca gh" han pocch Coss" emin de fagh dent? Quanlo
a fà. La capia, la pécora, la vacca ne va? A quanti la mandiamo noi; e
son per parlorire. fig.... Che ne vogliamo cavare ? Che
Fà ( iu gergo per rulare). Corre P. es. n' ha a uscire? Che ne ahbiamo a fare?
Fà el fazzolelt , Fà l' orelogg, ecc. F'à la biglia, Fà i omitt, cl rc, Pass,
Côrre il Jazzolclto. Corre l' orittolo , la dama .... Vincer la biglia o i
cioè ruharli ad alcuno. birilli о il re o l'asso о la donna, cioè
Fà per Tagliare. Per es. Fà i Losch , mamlai'li perduti per Tawersario.
Fà legua, Fà i vit, Fà la barba, ecc. N0 gh1 è de fughen о de fà. Non
Tagliare i boschi , Far legne , Potar c" è cite dire. V. in Rcdenzion.
le viti, Ratlere, ecc. Fà si usa in mille altri modi, come Fà a
Fà i sass Cavar le piètre che mezz, Fà el prezios, Fà iusemma, Fà
nelle campagne usiamo in luogo di Parzipret, F'à on œuv fœuia de la ca-
uiattoni per murare, e prepararle ani- vagna, F'à la pigolta, F'à us"ciœu, ecc.
montate a tal uopo ; völligere lapides yeggansi per questi i suslantivi , gît
suos in hjeme come dice l'Ecclesia- aggetlivi о le altre parti del discorso
stico cap. ai , vers. 9. colle (¡uali è accoppiato in essi modi.
Fà i vid Comprende in ge F'à (usato a modo di sustantivo). Fare.
nere fra noi ogni lavoro che si fac Avegh on fà de collégial. Aver viso
eta i i) torno alla vite oltrc il pédale di collégiale — de andeghee. Essere
per inetterla a frutto. Quiudi uel Fà taglialo all' anlicaccia.
i vid entraño il potare, il dibiusca- Bruit fà. Brutto о Mal Jare.
re, il tendere, il legare, il palare, ecc. El gli" ha on fà che me pias nagott
1 Fr. dicono Accoler la vigne. Nel colle alinee. Ha gesti , atti , azioni cite non
di.slinguono le operaz. in Tajà-foeura, mi garbano , che non mi quadrant)
Fà, e Tend. Potare, Legare, с Tendeiv. punto punto.
FA ( ) FAB
In su d'on ib о In su on certo fà. Fà-bon (v. cont. dell'A. Mil. in forma di
Per un certo verso. In certo modo. susl.). Condimento. P. es. Démm tanto
In sul fà. Sull' andaré. In su Pan fà-bon. Dalemi di molió condimento.
dare di . . In sul medesimo andaré 01 fà-bon ol costa. II condii-e costa.
come. Per es. L'han tirada-su in sul Fabriàn. Culiseo. Tafanario- V. in Qùa.
fà del Domm. V hanno fabbricata in L'è de gadan a vorc ciappà i mosch
sull' andaré del Duomo. col fabrian. V. in Gadàn.
On bell fà. Un bel garbo. Bella gra- Fábrica. Fabbrica.
zia. Bella maniera — Compostezza. Fà ona fabrica. Innalzare o Ergere
Componimento. Aggiustalezza. o Erigcre una fabbrica.
Sul fà de vun. Deila tacca o Deila Mettes in fabrica. . . . Prendere a
iaglia d' uno — Del carattere o Del edificare; darsi o entrare a fabbricare.
costume d' uno — Sull'aria o Sul fare Vess in fabrica Star edificando.
o Sulla figura o Sulla vista d' uno. Fábrica. OJficina. Fabbrica. Luogo dove
Fà in modo avverbiale ; Per esempio si lavora cbecchessia. (brica.
On ann fa. Or с I' anno. Da uno Andà in fabrica. Andaré alla fab-
anno indictiv(Mach. Cliz. V, 3); ed an Cappfabrica. Capo della fabbrica.
che assol. Anno. Fabrica de bindej , de candil , de
On pezz fa. Un pezzofa. Già tempo. capej , de guee , de indiann, de vej,
Tempo fa. ecc Fabbrica di nastri , di
Fàa. Falto. cándele, di cappelli , di aghi, d' iu-
Ben faa. Ben falto. Ben conformato. diane, di veli, ecc.
Faa a man. Fattizio. Facilizio. Fabrica del veder. Cetrería.
Faa-gió come se sia. Fatlo colle Fabrica de savon. Saponeria.
gomita. Fatlo alia peggio. Fabrica de zila. Cerería.
Faa с fenü. Perfetto. Pieno. L'è on Fabrica. Fabbricare. Murare. Edificare.
letlerato faa e finii. E un ¡ctterato Fabricà aninù о Tornà a fabrica.
delta prima tacca. L' è on asen faa e Páfabbricare. Reedificare.
fenii. È un bue delta terza cotta. V è Chi fabrica d-1 inverna fabrica in
on tal faa e fenii. È lui pretlo spu- eterna. Chi mura di verno mura in
talo. E lui ne leva nè poni. eterno o mura di ferro. Dettato che
Tanto faa. Tantofatlo, Tanto gran semhra in contraddizione col pensare
de; e ant. e cont. Tamanto, e coll' al- e colTagire dei più, ma ebe in realtà
largar délie mani с délie braccia dc- è verissimo, perché la calce più spesso
notiamo la grandezza. bagnata dalle piogge fa miglior presa
Fàa. Fatlo. .Maturo. Compiulo. P. es. Omm e rende più durabili le muraglic. U
faa, Donna fada. Vom fatlo, Donna Segneri(Quares. pred. XIII, 4) dice
falla, cioè più che adulto, virile. che Gli edificij fabbricali di vernit non
Minga faa nanniô pari, di vino ù lo sono durevoli , e trae al suo proposito
stesso che Azérb. V. poco felicemente un testo scritturale;
Fàa (che anche per maggior forza d'e- nia egli non fece in ció che seguiré
spressionc dicesi Faa come un melon). l'opinion volgare.
Cotlo. Coito spolpato. Coito fradicio. Fabricàa. s. m. Fabbricato. (rato.
Coito come una momia o come un Fabricàa. part. Fabbricato. Edificato. Mu-
gambero о come un Sileno. Vale uh- Fabricalór. Fabbricatore. Fabbricanle : с
briaco al maggior segno. 11 volgo flo poet. Fabbricicre. Fabbriciero.
rentino dice anche in questo caso : E Fabricazión. Fabbricazione. Fabbric/i-
vinai ; gli è coito ogni cosa , e si pol menlo. Spes de fabricazión. Spese di
entrare a túvola. V, in Ciócch. fabbricazione.
Mezz-faa. Mezzo ciuschero(Vros.üov. Fabrict-r. Operajo(Vas. 9З4). Fabbriciere
III, il, 3g). Albiccio. Mezzo cotlo. У. (Alb. enc). Deputato all'opera(fabbri-
anche Alégher. ca) (Г una chiesa с ad ainmiuistrarnc
Fa-bisógn. . . . Conto specificato delle le reudile.
spesc occorribili per una data opera. Fabrichcttu. Fabbrichclla. Fabbricuccia.
FAC (8l) FAC
Fubricón e Fabricönna. Fabbricone. cagnato di fagiuolo. - Fà face de can.
Face, s. m. sing, e pl. Fatto. Voo a fa V. in Can.
on face. Vo per un mio Jatto. Incceu Faccia de caprizzi. Viso geniale, clie
ho faa tanti face. Molli fatti ho ese- va a genio, che dà nel genio. Viso avve-
guito in quesCoggi — V. anche Fait vo nenle o simpático. Visettino galante.
ce pià comune Ira le persone civili. Faccia de cuu de can de caccia.
El temp el fa i face. V. in Témp. Viso di conno infermo. Viso di ado.
Fà i face de сл. Far la masserizia Faccia de força. Faccia di boja
Je/la casa. Far le faccende domesli- (Compar. Pel. II, 9). Viso d' impiccato.
che, come spazzare, rifare i letti, ecc. Faccia de frigna. Viso rinfrigno.
La malinna l'é la mader di face. Faccia de luna pienna. Un viso che
J~. in Matlnna. pare in nainladecima la luna(V. Alb.
Faccètta e Faccettinna. Visettino. Mostac- ene. ¡n Scofaccialo). Un visage de pleine
cino. Mostacciuzzo. V. Faccln. lune dicoiio anche i Francesi. •
Faccetlà. Affaccettare. Facceltare(7.an.). Faccia de macacco. Viso di babbaino.
Facrettàa. Affaccetlalo. A faccette. Viso scimie.sco. .
Fàceia (che not spesso diciamo el Musón Faccia de Madonin. V. in Facciœù.
o el Mùso о cl Mostàcc, e i Brianz. Faccia de muson de porsccll. Muso
el Voit). Faccia. Viso. Volto; e scherz. di faceto (Pan. Poet. II, nv, i4).
Muso. Mostaccio. Ceffo. Grifo. Grugno. Grugnin da porci
Faccia brusca. Mal viso. Viso torio, Faccia de paradis. Viso che impa-
l'iso brusco. Viso dcir arme. Viso radisa. Viso celeste.
arcigno. Mal volto. Viso bieco. Faccia de piguatta tcncia o de pa-
Faccia che dis nagolta. Viso slahùno. della. Bel -grugno. Bel grugmno. Bella
Factia che terriss. Faccia di terrore Jaccetlina ( ironie). Un ñero ceffo. Un
(Pan. Poet. II, XIV, i;>). ceffaullo. Un ceffautle,
Faccia contra i tcntazion del demo Faccia de porch. Viso amaro(Col-
ni. Viso contraffatto o di marmotta o tcllino sc. 5.ä). Grugno da porco.
orrendo. Brutto ceffo. L'è pecu minga Faccia de primavera. Visuccio hUlo
ona faccia contra i tcntazion del demo- saugue e lalle. Musin di minio, e volg.
ni. Po' poi non ha il viso vulto di dielro. tose. Faccia di Pasqua d' novo.
Faccia crespa. Mostaccio rinfrignato, Faccia de scapusc o de strion o
bifrigno, rugoso, cresposo , grinzoso. de siria. Viso J'urbo o Jurbacchiotlo
Faccia crespa come el cuu d'ona o maliardo.
veggia. Faccia piii grinza che quella di Faccia de tirasgiafF. Viso di goffo
una lcstugginc(Cccchi la Stiava III, i). (Allcg. pag. 2^8). Viso di jagiólo (id.
Viso a saltero. pag. a54)- Viso di marmotta.
Faccia d1 arpia. Viso d'arpia(Cohel- Faccia de tolla o fodrada de tolla.
lino se. 7.a). Viso di sfecco. Viso da pallollola. Fronte invetriala
Faccia de baloss. Ceffo di íráto(As- o incalida o di meretrice. Faccia to
setla II, o). sía. Viso tostó - V. anche in Faeeiáuna.
Faccia de basilt. Viso ghiotto o gra Faccia de tutt i di. . . . Espressione
ziöse o venusto o dolce o rubacuori. che suol usarsi per ischerzo ed anche
Faccia de bonasc. Viso benigno o talvolla per dimostrare amore, place
tullo bontà. ré che si risenta alia vista d'alcuno,
Faccia de brugna. Viso di moría ed allora è quasi come dire Viso che
(Berni Catr. a). V. anche in Brugna. io bramo riveder pure ogni di.
Faccia de cacea o de merda, Viso di Faccia d'imbriagh. Viso bilorzohtlo
culo. Un viso rubicondo che par di rame. come soglioiio averio i briaconi; qucllo
Faccia de Caiju. Faccia slizzosa o che i Fr. dicono Visage boutonnd(Ko\xx
arrovcllatissima. — Viso tirannesco, Diet.).
Faccia di terrore. Faccia d' imhriagh ( in di pittur).
Faccia de can e Faccia de can bar- Faccia J'ocosa(Vas. 287),cioè rossa per
bin o de can bologuin. Un viso rin- troppo saugue mostró correré al viso.
Vol. II. 11
FAC (82 ) FAG
Faccia cTincantaa. Faccia di stupido Cont ona faccia de spaventaa. Spi
(Pan. Poet. I, XXXVII, iG). Viso sta- ritaticcio e con occhi tondi(Vas. 209).
tuino — Viso ammiralivo. El gh' ba ona faccia de dagh la
Faccia <T inconter. Faccia che dà man drizza. V. in Man.
nel genio. Viso geniale. Fà de do face o de s. Giovann quatter
Faccia <Г ora. V. in Facciœù. face. Esser un tecomeco — Aver due м-
Faccia d'ospedaa. Un viso rubicon äi'(Mon. p. 1 1 1). Esser tamburino, fiuto.
de cite par di rame. Viso di moría. Fà de tutt i face. Aver viso di pal-
Faccia franca. Buona faccia(Caro lotlola. Essere una fronte invetriata.
Apol. 217). Биоп viso — Con faccia Fà faccia de rid. Far viso lieto. Far
franca. Con forte o fermo viso — Fà bocea ridente. Venir le risa agli oc
faccia franca. Fermare il viso - Faccia chi. Comporsi al riso?
franca, bosia pronta с gamba lesta. Fà la faccia de gnlíf o de gniffin.
Jr. Gámba. Fare il viso di cartapecora slata al
Faccia goltica. Viso di goffo{ííüeg. fuoco(Fag. Am. non op. a caso II, 16).
p. 2i¡8). Viso artagoltico? Fà minga de do face. Avère un t'iso
"Faccia lavorada a bolin. V. in Bolin. Solo(Vag. Asi. bal. II, 8). Non esser
> Faccia longa, fig. V. Faccia muda. tamburino — o tamburina(¥a¡¡. ivi).
Faccia malcotta o malmostosa o de Fissà in faccia. Affissare.
pancott Viso di malcontento. Longb de faccia. Di viso oblungo.
~\\ Visage cJiagrin de1 Francesi. Maudall minga a di, digbel su la
Faccia moscatella. Viso gliiotlo. Viso faccia. Getlavlo in faccia. Dido a viso
galante o gentilesco. V. in Facciϝ. apcrlo(Cr. in Viso).
Faccia nuuTa o camulTa о longa. Mesuragh i pugn su la faccia. Andar
Viso avvilita o depresso. colle mani in sul viso a uno.
Faccia negra. Viso torvo. Sarà Г uss in faccia. V. in Ùss.
i Faccia nœuva. Visa iiuovo(Pan. Poet. Squas squas me varden uaiich in
I , XLii , 1 5 ) o Viso non più visto. La faccia. Appcna ne son guárdalo in
• m'è ona faccia nœuva. Mi riesce nuovo y/tmii^Paudolf. Gov. Fam. !\).
yucl viso. Tajá la faccia ( Г aria o la brisa).
Faccia proibida. Viso da Fariseo. Fender la testa pel mezzo. V. in Brisa.
■ T'iso di Longino o di cagnazzo. Ceffo Taj ass el nas per iusanguauass la
■ truce o da impiccalo. Cejfaulto. Faccia faccia. V. in Nas.
da scomunicato. (sereno. Te glfee tanta faccia de dill? Hai
■ Faccia rideuta. Viso ridenle , itare , tantafaccia a dillo?Q\o\ñg. Vcd.W, 5i).
Faccia sconduda. Faccia сира. Trovà la faccia de legn. Trovar
Faccia scura. Faccia torva. Г iiscio imprímalo? Andaré alla casa
. . í'accia sentimental Viso sen d'alcuuo, e trovarla cliiusa scnz'aniina
sitivo, viso pallidiccio o sniorliccio. nata. Auche i Francesi dicono Trou
Faccia sincera. Faccia aperta. Viso ver visage de bois.
aperto o schietlo o chiaro. Vardà iu faccia a nissun (che i Br,
Faccia spialtarada o schiscia. Viso dico/10 Portalla in 'faccia a nissun).
scofacciato. Naso di chiu(Van. Poet. II, Gillare il giacchio tondo. Menare la
XIV, i4). mazza tonda. Trattar tutti alla pari —
F'accia stravolta. Viso túrbalo — Essore соте Г arco soriano che trae
Viso sconlraffalto — Viso spiritaticcio. agli amici e ai nemici. Essere come
Avegli el cuu in su la faccia. Pa ¡a stadera de' beccaj. Calarla a cbiun-
rère in quinladecima la luna. V. CÙ11. que — Dar nel fango come nella mo
Avegh faccia de fà , di, ecc. Aver ta. Sparlare di grandi с piccioli.
viso o volto di fare , dire , ecc. Vardass in faccia vun con Folter,
Beata la l'accia del tal. E lo stesso Gualarsi V un l'altro.
che Viva la faccia del tal. V. più soltó. Viva la faccia del tal. Viva la fac
Borlà-giô cou la faccia inang. Ca cia di .... (*lior. — Salvadan. 5/[).
dcrc bocconi. V. in Burla. Voltà faccia. Voltar battdiera.
FAC ( ) FAG
Voltagh la faccia. . . . Rinnovare, Ceccosuda. Ser Mesta. Mcstatore. Scr
rinnovellare, dare aria di novità. Faccenda — Imbroglione — Appaltonc.
Vim che marca i face Fisonomista. Facendée dicesi da qualche tempo in qua
Facciàda. Facciata. Faccia. a que1 pseudoavvocati che altre volte
De facciada. Di j'accia. digevansi Dottor del pozz. V. in Dottór.
In facciada. In J'accia. Facendinna. Faccenduzza. Faccenduola.
Facciadinna. Facciatella. Faccendelta.
Facciànna. Faccia losta. Viso da p'al- Facendón. Affannone. V. Trusción.
lottola. Fronte invetriala. Facendônna. Facccndiera. V. Trusciönna.
Fà la faccianna. Far faccia losta , Fachin. Facchino; e ant. Portatore. Basla-
cd anche ass. FarJ'accia. Operar senza gio. Porta.
vergogna. V. Facción. Badia di Fachin Da tempo
Facciàscia. Facciaccia. Mostacciaccio. antico, cioè fin dal 1 5oo e a' giorni
Faccin. ) Visuccio(Nov. aut. iior. З90 ). del celebre pittorp Giovanni Paolo
Facciœu. S Mostacciuzzo. Mostaccino. Vi- Lomazzo, si stabili fra noi una specie
setlo. Faccetta. Faccettina? Il Burchicllo di Accademia diretta a congiungere
in un suo sonetto usô anche il diminu gli studi poctici coH'onesto spassarsi,
tivo Vollicello. (gemme. un'Accademia poco diversa da quelle
Facciœu d'or. Musin d'oro. Musin di dei Bconi , del Mantellaccio, degli
Facciœu mostos o moscatell. Viso Spensierati , dei Granellcschi , e di
galante o gcnlilesco o gliiotto o zuc- tante nitre cosifFatte spontanée filo-
cherino o da rubaciiori o cliiavacuori. sofali consolatrici del nostro nonnulla.
Viso raoica/o.'(Caro).Persona avvenente In quella specie d'Accadcmia si voile
Facciœu de Madonna o de Mado- per ispasso poetare ncl dialetto della
nin. Viso d' angela. Dolce angelica Valle di Bienio, una delle valli della
Jigura. Viso celeste. Svizzera italiana donde vengono nella
Facción. Faccione. Visone. Mostaccione. nostra città mollissimi terrieri per qui
Fà cl facción. Far frontino(\sscita, campare meglio coll' escrcilarsi t nolle
II , 8 ). Far faccia. Far Jaccia losta. arti minori quella vita che stretta
Facción, scherz. Culatlario. V. Cùu. condurrebbero nella patria loro penu-
Facciótt. ) Viso allegro. Viso di Pasqua riosa di troppc cose se di quella non
Facciötta. ) d' uovo. emigrassero a noi. Delle poésie serine
Facciottèll Visuccio tonderello. in quel dialello esisle huon saggio in
Facciottón. I ,. , un libro inlitolato Hahisch dra Acade-
„ . „, Ï\ Viso di Pasqua
Facciotlonna. » duovo. miglia dor compà Zavargna Ifabad dra
Faccirϝla dicono alcuni per Quacci- vail d,Bregn cd lucch i sii fidigl soghil
roeú. Picciolo cascino da raveggiuoli. con ra ricencigiia dra Valuda Or canto
V. Quaccin, Quaccirœù e Fasséra. di sversarigl, scianscUi, di cui si hanno
Faccill.s. m. pi. dim. di Face. Faccenduole. edizioni pel Ponzio e pel Bidelli del
Faccenduzze. Qtiella bagaja la fa i só i58g e del 1O27. Abate della Valle
facciltcome ona donelta. Quella ragaz- s' intitolava il piltor Lomazzo medc-
zina Ja le sue Jaccenduzze assai bene. simo, Compà Borgniu il pittore Bram-
Faccill. pl. di Faccèlta. V. billa, e vie va discorrendo. Anche
Facénda. Faccenda. Fatlo — Affäre — in altri li))ri di qneirepoca si veg-
Disogna — Mena — Negozio. gono sonelti o versi stampati in quel
Fà facend. Farfaccende(Zanoh. Diz.). dialetto, semiprove del continuare in
Venderé molla mercanzia - Fà pocch fiore quell'Accademia. Da essa , cre-
facend. Far poche faccende(\\ ï). Spac- d' io, ebbe origine nci tempi susse-
ciar poca roba. gucnti un'altra adunanza diretta a
Vess in facenda. Essere affaccendalo . quasi ugual line e a divertiré allresi
Facendce. 1'accendiere. Uomo о Persona la città con bcllissimc mascherate nci
da faccende — Faceendoso — Affac di carnevalcschi e nelle slraordinarie
cendalo — in senso dispregiativo Fac- festivilà del pacsc. E quest'adunanza
cendonc. Impaccialore. Impigliatore. prese il nome da un'altra Valle a noi
FAC ( 84 FAC
più vicia*, cioè da quclla d'Intragna cannelle, zipoli, ecc. adorne di foglie
che trae il suo nome dalPaver foce pres- d'alloro inargentate. In queste ma
so ¡1 borgo d' Intra sul Lago Maggiore. sácrale conducevano seco altresi, in
E sicconie anche molti di quei valligiani cocchi particolari detli Nevelt, donne
vengono nella nostra citlà a guada- e fanciulli che nominavano le loro
gnarsi il pane come zanajuoli e vi- Zvanine e i loro Marasc e Marascitt.
naj, e avcvano, come ogni altra arle Di tali niaschcratc si ha un bel lipo
a' tempi anda) i, loro capí e patroni e fra gli altri nel Rame stampato da
statuti , cost dalla capitudine loro delta G. C. Bianchi e intitolalo Mascarade
Batlia di Fachin trassero il nome alla doi Fechin dol Lagh Mejó ascricc in
loro Adunanza in cui adotlarono legge lia Magnijiche Bedie, Jaccic in Mi'
che s'avesse a parlare e scrivere sera- lan ol di 20 fevree 1764. In occasione
pie nel dialelto proprio di quelle geuti. di queste hiascherate (che cessarono
Chi amasse aver piena cognizioiic di insieme colla Badia verso la fine del
quest'Adunanza puó leggere il libro secólo scorso) assai Poesie volanti in
intitolalo Stctut día Gran fíedic anli- istampa spandevano nel pubblico,
ghe di Fechin dol Lagh Mejö fondo poésie lutte distese nel dialelto d'In-
in Milan, amplificó in loi' ami present tragna che il volgo chiamava Len
1 7i5. Da qucsli Statuti si rile \ a che gua fachinna, e delle quali si trova
la Compaguia era composta di (renta numerosa raccolta nella Biblioteca Am-
iudividui uou comprcsi gli emeriti, brosiana nel volume in 8.° segnato
с governata da due Abhà (Tuno forese, I, vi tomo i.* n." 3, с ncll'allro in
Taltro cittadiuo), da due Fis tVAbbà foglio segnato I xii, nel Catalogo Bel-
viccabali , un Sgrcsg o sia un On- lati esistentc in quclla Biblioteca. In
sore , un Conservalor degli Ordini, queslo ultimo volume vedesi anche un
un Segretario, un Doltore, un Te- brevissimo dizionario di questo par-
sorierc , un CancelHerc , due Consi- ticolare Iinguaggio , di cui si posso-
glicri, due Consoli, due Cerimonieri, no chiamare unici tcsti di momento
un Pacilicatorc , due Maestri de" N0- il poemetto dcll' avvocato Berlarelli
vizj, due Informiert, un Poeta, ed un venuto in luce del 1760 che ha per
Maestro di bailo, h vedesi altresi clie titolo Lucciade dol Compà Slrusapolen-
in abito di compagnie portavano non ta, ecc, с ГаЬпапассо del 17G4 intito
più che cinque piunie nel cappello di lalo La Balle, dal quale si rileva pure
soli due о Ire colori, cioè bianco, rosso 1' usanza che allora correva in questa
e citrino; il cappello di color sinii- Badia del Piantar maggio , e le costu-
glianle a qucllo dclP abito с orlellato manzc dei veri Facchini di star sul Pas-
di rosso, с guanti tutti d'un colore, e so, di far Г offerta solenne del Mo-
collarc bianco; diversificandosi fra sgctt, ecc. ecc. — La S'ceppinada era
tutti gli Ahati per un abito più ma un'altra specie di mascherala , da non
gnifico e per dieci piunie nel cap confondersi colla Fachindda ; di essa
pello; nel quai vestiré perô è da no- veggasi nella respettiva sede alfabética.
tarsi che almiia diversità esisteva fra Eredilaa del Malt Fachin
questi ultimi Fachin с quelli anterior! Non ha molli ínni che un facchino,
al íytü, come si rileva dalle incisioni a cui era troppo picciola cosa il gua-
adorna и ti le poésie dclPepoche diver dagno giornaliero come tale , soleva
se. Solevano fare di grandi Maschc- aumentarlo coll'andare verso sera ciar-
rate che il volgo chiamava La Fachi- lataueggiando e cantando arie linOe
nada- e in queste comparivano quali per le vie délia città insiemc con uno
in cocchio e quali a cavallo, aveu do scricciolo di moglie che s'aveva. Vn
ognun dei cavalier! nclle fonde délia bel di questo mezzo guillare e mezzo
sella due cannelle da botte in luogo di facchino si pensó per la morte di non.
pistole, с facendosi precederé da veri so quai parente avère ereditato quanto
Facchini mascherati sul loro andaré e gli baslasse per vivere seuz'altre oc-
porlalori di gerle pieue di mezzuli , cupazioni, с in su questo l'oudamcnto
FAD ( 85 ) FAG
getlô quelle poebe inonetc che nveva Fà fadigh de bestia. Durar fatiche
in bagordare, scarrozzare, spassarsi. da cani. Far fatiche bestiali. Crepar
La letlura del testamento parentesco di fatica. Durare faticacce.
trasse pero ben presto il faccbino Manch fadiga e pussec salut. La
cT ¡Ilusione, ed egli , tornato all* an- poca fatica b sana. Dcltato consola
tica busca, solea cantare alla moglie torio dei pigri cd anche di quanti si
Olí cara la mia gœubba f veggano uscir di mano un lav oro a
L'ereditaa Г è andada , cui agognasscro.
Scmm in bolJctta e in lirada . Ogni fadiga mérita prèmi. Ogni fa
Torneram a fà el pajasc. tica mérita premio.
Da questo fallo ebbe origine l'inti- Fadiga. Faticare. Affaticare. Durarfatica.
tolarsi Ereditaa del Matt Fachjn ogni Fadigh(c/ie altri dicono Mollett ). s. f. pl.
Ercdità che sfunni, illusoria, che si Galle. Malore che viene a'cavalli nol
risolva in nulla. le gambe.
Vitt de fachin. FaccMneríe. Fadigós. Faticoso. Laborioso.
Fachinàda. Facchineria. Fatica grande. Faèr. V. Fèrr.
Fà di fachinad (che anche dicesi Faetón o Faitón. Faetón? V. in Lègn.
Fà el fachin о Fà vitt de fachin). Faffaùtt. T. mus. Effaulte. Uno dei tuo-
Facchineggiare. Affacchinarc. Affac- iii musicali.
chinarsi. Far grandi fatiche. Fàggia Questa voce rappresenta
Fachinàda. V. Badia di fachin in Fachin. nclle Istoric del Corio le nostre ville
Fachinàgg. Porto. Portalura. Spes de fa- suburbane distanti non più che sel mi-
chinagg. Spese di portalura. glia da Milano. Pare chu più in antico
Fachinètt. Zanajuolo. Facchino che fa dénotasse oguuna délie sei regioni del
portille di picciola fatica. contado corrispondenti alle sei Porte
Facbinna. Ad. di Lengua. F. Badia di principali di Milano che sboceavano
fachiu in Fachin. per le sei Vie principali ad esse ri-
Facbinùtt. Facchiitaccio. spondenti, vie chiamate fors' anche
On fachinott d'on bagaj , On fa- esse Faggie per un raggio di sei iniglia
chinott d'ona tosa. Lo stesso che On dalla cíttá entro al contado — Faggia fu
troncott d'où bagaj, ecc. V. Un enfant anche detta la Milizia (órese di quelle
fort comme un Turc dicono i Frances!. terre — A* tempi modcrni Faggia fu il
Fácil. Facile. Agcvole. \ nome di qiiesti tratti di strada la cui
Facilita. Facilitare. Agcvolare. \ Vedi accomodazione incumbeva aile terre
Facilitàa. Facilita. Agevolezza. [ Fàzzil, cireostanti , e Faggia anche il nome
Facilitàa. Facilitate. Agevolato. ( Fazzili- dell" impresa d' accomodarle che allri
Facilitón. Ser Agevola. Jlón, ecc. assumesse — Il Ducange s'ingauno for
FacAmént.Facilmenle.AgcvolmJ te allorchè leggendo queste Fagie nei
Facinorós. v. forense. Facineroso. noslri Statuti(capit. 272) se le figuro
Facojún. v. Lassa. V. Faminción. mol! o edifizj qualunque fatü sulle
Facoltàa. Facoltà. pubblichc vie. lo credo che il roman
Factotum. Faclodo. zo Faig(íallo) o lo svizzero Fachwerk
Fadiga. Fatica. (opera, giornata ) o il céltico Fach
Con grau fadiga. A mala fatica. A (riga) abbiano dato origine a queste
fatica. Con gran fatica. Alle maggiori nostre Faggie , e che dalle faliche
fatiche del mondo. o corvées come ora direbbcrsi cui
El lavorà l'è fadiga. La poca fatica erano obbligate le terre suburbane
è sana. Si suol dire ai poltroni e dai per la inanulenzion dellc strade siauo
poltroni. derívate tutte le signiûcazioni ulleriori
El slarà minge per la fadiga. E non da me addolte. Queste Faggic, sorelle
ci metiera ni sal ne olio. per avventura délie Masse sanesi ,
Fadiga Irada al diavol. Opera per- hauno poi cedulo il luogo ai moderni
dula. Fatica durata per impoverire. Corp-sant. F. cou qualche scapito pero
Fà fadiga. Fatkare. Ajfalicare. nella sustanzialità.
FAL ( 86 ) FAL
Consol di Fagg, e prima Consol di Falchètt lo Sparviere comune da frin-
pascol Magistratura milanese guelli , cioè il Falco Nisus L.
antica che presedeva alie cosi dette Falchètt il Falchetto da allodole o da
Faggie di cui vedi addietro, e no ca- uccelli o Lodolajo. Sparviere variega-
pitanava i terrazzani se chiamati alie lo, cioè il Falco subbuteoL.
armi. Falchètt lo Sparviere minore da frin-
Fagott. Fagotto. Fardello. Batuffolo. guelli, cioè il Falco minutusL.
A fagolt. A balle. In quantità. Falchètt YAstore. Smerlo. Smeriglio ma-
El mestee de fraa о prêt fagolt Г è schio , cioè il Falco gentilis L.
de tœuss fastidi de nagott. V. in Fràa. Allre specie di falchi hanno nomi
Fà fagolt. Fare gruzzoli. Far quat- speciali anche fra noi, come il JVibbi,
trini. Trovà de fà fagott anca in sul il Pojan, il Dardanèll. ecc, de'quali
rulf. Far danari sull'acqua — Tnlora veggansi le sedi respettive.
Far fardello о Affardellare per riibare. (Eucc de falchètt. V. in (Eùcc.
Fà fagott o fagotteri Dicesi SgrifF de falchètt. Pie'' a" uccellino.
degli abiti allorcliè riescono indosso Quelle grinze che vengono iп torno
aífagotlati, non ben assetti alla per agli occlii a chi va in là cogli anni.
sona, e tutti sgonfj. Falchellón. Girifalco?
Fà-sù cl fagott. Fare fagotto оfar Falcidià. Fare la falcidia. Sbatlere. De-
dello. Fartirsi , andarsene. trarre. Dibaltere. Menomare.
Lassà-giô el fagolt. fig Sgra- Falcon. Falcone. Falco — Cappelletto
varsi. specie - Anticamente era voce propria
Fagott. Fagotto. Strumento da fiato detto anche del nostro dialetto nel signif."
ant. Dolcino o Dolciano о Dolzaina, d'uccello; oggidi non si conosce più
Fagottà. Far fagotto. che come nome proprio di cont rade,
Fagottà-sù. Affagoltare. osterie, e simili derivato dalla prima
Fegottèll. Fagolluccio ( Fag. Mar. alla signilicazione.
mod. II, 10). Fagoltino. Fardellino. Fàlcor. s. f. pi Quelle funi о ca-
Fardclletto. Invogliuzzo. Itinvblgolo. tenelle che passando pel giogo e per
Dim. di Fagotto. le cosi dette tapp tengono fermi i
Fagottellin. Picciol fagoltino. buoi al giogo. V. anche Gióv.
Fagottéri. f. Fà fagott sig. 2." in Fagolt. Faldistöri. Faldislbrio. Faldistbro-
Fagottón Gran fagotto. Fali , Falii , Falimént pronunciante noi
Fagottón. Conli'a fagotto? Sp. di fagotto per Falli , F'allii, Falliment, ecc. V.
più basso d'un'ottava del fagotto sólito. Faliléla. Voce usata nella frase fig-
Fagottón. fig. Fantonaccio. Badalone. Caiilà la faliléla. Far Fillide mia?
Fagottón. fig. Badalona. Donnone. Fallirc. V. in Falli.
Fagottón. fig. in genere. Fastcllo mal FàU. Fallo , e ant. Falta. Falligione. Fai
legato. Mollume. Camume. llira. Fallore. Fallanza. Fallaggio. Fal-
Falà, ecc. noi pronuncíame per Falla, ecc.F. lenza. Fallimente. Errore, sbagllo,
Falabràcch. Fantástico. Ghiribizzoso. mancamiento - Rifallo è fallo recidivo.
Fàlca. v. cont. br Quella po1 SIett on pè iu fall. У. in Pè.
d1 erbuccia che spunta tra1 cespugli Scnza fall. Senza fallo o dubbio.
o i dirupi о ne' boschi in primavera, Infallibilmente.
e che il montanaro brianzuolo va ster- Tϝ in fall. Cogliere in cambio.
pando colle mani; e questo slerpare Falla (che noi pero pronunziamo Falà).
lo dice Fà /«/(.-«(évident." da Falce). Fallare ; e ant. Sfallire e Sfallarc —
Falchètt Nome genérico il quale Fiaschcggiare.
fra noi ai non ornitologi rappresenta Chi fa falla. Chi ne ferra ne inchioda
Tarie specie d1 uccelli da rapiña , о ( Fir. Luc. I , i ). Chi fa falla e chi
ch' e' siano veri Falclwlti o Falconcelli non sa sfarfalla, o vero Chi non fa
0 Falconelti, о che siano Falchi o Fal- non falla. Gliastando s' impara.
coni о Sparvieri o Aslori o Smerigli. Fallà el montón, cl primni oggiceù,
1 cacciatori poi chiamauo spccialmente la strada, ce. V.in Montón, Oggiocù, ec.
FAL ( 87 ) FAM
Fallà Г uss. Scambiar V uscio. Faló. fig. Fallo.
Fallà mai in sô dagn Non Falo o Falôpp o Falóppa. Faloppo(Giov.
errare mai in proprio danno; sempre agr. VII , 48 ). Falloppa. Bozzolo im-
vantaggiarsi sul compagnon largheg- perfetto , mezzo bozzolo.
giare sempre ne' conti a suo pro. Falóppa. Filaticcio di . . . che si cava
Podè fallà. Non aver allro scampo dalle falloppe. V. Gussoeù.
che . . . Potersi metiere о dare per . . . Falóppa. Lo slesso che Patanllàiina. V.
hi pù fallà a srappà. Pub darsi alia Faloppée. Cacciatorello. Cacciatore mal
fuga. El po fallà a creppà. Pub ire pratico.
a cercare del prete(Cecchi Dote 111, 3). Faloppée. Favolone. У. Balee.
Pub mettersi per morto. Fais. Falso.
Semm sogett tutt a falà. Tutti sia- In sul fais. T. d'Archit. In falso.
mo fallibili. Vess sul fais. Posare in falso. Essere
Fallà. Fallire il colpo. Fallà la sgneppa. in falso.
Fallire la beccaccia. Fais. Ad. di Ciôd , Pass , Porta , ecc. V.
Fallà. T. di Giuoco. Fagliare. Ciód, Pass, Porta, ecc.
Trii ass falla copp. Tre assi faglia Fais (Ciàr). Contrallume. V. Ciàr.
coppe. Falsariga. У. in Riga.
Fallà. Falliré ( Paoletli Opere II, 44 — Falsett. Falsetto. Voce acuta с falsa. —
Targ. Viag. 200). Parlandosi di cose Falseggiare è cantare il falsetto, e
agrarie vale mancare , non frullarc Falseggianle chi il canta.
o fruttar poco. Fallà Tuga, la scgra Falsitàa. Falsità. Il falso. Falsamente.
e sim. Fallir V u.-a , la segale , ecc. Falsdn. Bugiardoiie. Gran falsardo.
Ы fallà de la robba. Fallacia(Giov. Falzètta. &rra(*lior.). iïnfa(*arct.). Pro
geor. II, 220). La fall acia délie fave, piamente la cintura de' calzoni , tal-
de1 fagiuoli , ecc. volta con coda e codiuo per aOibbiarli
Falladisc, e conl. Fallaisc. Ingannevole, dalla parte di diclro, e bottom con
cioè cbe trae in inganno, che induce ucchielli dalla parte davanli.
in errore.Strada falladiscia.A'inStràda. Falzètta. T. de1 Legat, di libri. Braca.
Falladisc. Fallibile. Soggetto ad errare. Striscia di carta che si salda sopra
Fallaisc. V. Falladisc. • un foglio stracciato.
Fallaisc. f<i//acc(Lastri Op. V, 88). In- Falzcllà. T. de' Legat, di libri. Imbra-
fruttifero, improdultivo, máncalo; с care. Saldare una braca (falzètta ) so
diccsi d1 uva , granoturco , ecc. che pra un foglio stracciato.
frutló poco , che resé poco o nulla. Fàmbros dicesi parlando di sorbetli quel
Fallí (che noi promuiziamo Fall). Falli che in ogni altro caso diciamo
re; с scherz. Far Fillide mia. Infilare Fambrósa. Lampone. Lampione. 11 frulto
о Inßlzare le pealóle. Dar del culo del rovo ideo(/?u¿ns iilœusV). Il Ma-
in sid petróne. galotti nclle sue Lcttere scienlifiche
Falli con la Lorsa in la s'cenna. ' scrisse anche Framboise alla franzese.
Fallir col sacco. Fallir col morto in ; Fambros de mes Specie di
casa{*üor.). Fallire dolosamente , e lamponi che fanno a ogni mese.
conservando per sè il danaro della Pianta de fambros. Rovo ideo. Lam
ragionc e de' creditor!. (j-ato. pone. II frútice delto Rubus idœus bot.
Fallii. Fallito, e nell'uso volg. legale Obe- Vess ona fambrósa. Essere un rubino
Fallii marsc. Decollo. Dccollore. parlandôsi di vini.
Trá fallii o Trass fallii. Dicliiarare Famèj Contadino (non vaccaro
o Dichiararsi fallito. bcrgamin di professione) cui allidiamo
Falliment. Falimiento — Vess sott a on nel Basso Milanese il governo dellc
fallimeut. Restare al fallimenlo. vacche , la munlura e la manipola-
Fali'i. Baldoria. Falb. zione del i alte in ajuto ai Casee pro
La legna del coinpagn o del vesin piamente detti , e in generale la cu
fa bell faló. Della pelle d'allri sifan- stodia della vacchereccia.
no le coreggc piu lurgheÇMonos. 3 18). Famèja. Famiglia.
FAM ( 88 ) FAN
L'onorata faiiieja. scherz. La compa- potente íí'nmone(Lippi Malmant. IV, 3).
gnia de'famigli — La Famiglia o la Il lat. Fames amorem superat.
Famiglia di palazzo , cioè la sbirraglia. La geja fina ai gcnceucc , la famm
Famiglia. Famiglia. finna ai œucc. . . . Prov. brianz. che av-
Arma de famiglia. Stemma. visa Tabbondanza di castagne soler es
Cress la famiglia. Crescere in fami sore compagua a carestía di gratiaglie.
glia. Infamigliarsi. Far famiglia. Lassà vegni longh la famm o Las-
Famiglia morta. Famiglia estinla о salla vegni longa Aspcttar a
abbacinata. mangiare о per nécessita, о per desi-
Fiœu de famiglia. Figliuolo di fa- derio di fare poi ineglio repulisti.
miglia(Gigl. lieg. 1^1). L'è pussee la gora che la famm.
Sacra Famiglia. Sagra famiglia(Vas.) Lo stesso che Vù pussee grand l'œucc
Quadro in cui si veggano insieme la che el bœucc. У. in (Eùcc.
Madonna, il Bambino e S. Giuseppe; e Longh come la famm. V. in Longh.
dicesi anche fig. e sch.allorchè vedonsi Mort de famm. Morto di fame¡ e
di brigala padre, madre e tulti i figli. fig. Tritone. Povero in canna.
Famiglièlta. Famiglibla. Quand se gh-1 ha famm tutteoss è
Famigliônna. l'amigliona{Targ. Viag. VI, bon о se mangiarav anca i sass. A
i^5). Gran famiglia. tempo di carestía pan veccioso. A buona
Faraigliàr. Domestico . Dimestico — Man- fame non v' è cultivo pane. La fame
so — Cîcure — Mansueto. Parlando fa parer buono e tenero lo pan duro
di bestie. e nero(Cv. in Fame).
Famigliarilàa. Famigliarità. Vess a Г orden con la famm. Avère
Famigliarizzàss. Dimesticarsi. Addimcsti- aguzzalo il malino.
carsi. Addomesticarsi. Vess mort de famm о Avè ona
Faminciún. Fagno. Fagnone. Sorbone. famm de no di o che no se ghe ved
Soppiattone. lomo cupo, e che fa lo o de lolf. Essere allupalo о morto di
gnorri ad arte per proprio vantaggio. fame о affamatissimo. V. in LóíT.
De famincion. Sodone íOí/one(Borgh. Famm. Fame. Golpe. Malore del grano.
Lett 0,7.' in Pr. for. IV, IV, o,5). Famós. Famoso. Celebre, fíinomato.
Famincion. Spupillato. VAnguilla dei Lat. Famosón. Famosissimo.
Famm. Fame. Fanagottdn. Pigraccio. Michelaccio. Ser
Avè on poo de famm. Aver faniuc- Agiato da Val di riposo.
cia. Essore ajfamatuzzo o affamaticcio Vess on fanagotton , cioè vun che
о pizzicato dalla fame. fa nai;ott. Esscr un san iVí'í/ó(Biscioni,
Fà patl la famm. Far piatirc il pane. Not. Malm. v. 2, р. Ъ\!\), vale adiré
Girhoo ona famm de nú di , o ona un che si sta scuza fare cosa alcuna.
famm de can o de bestia о de lader Fanàl. V. Lampion.
o de loff o de sonador o de poetta, Fanàtegh. Fanático.
о ona famm che no ghe vedi. I/o una Fanatcgón. Gran fanático. Energúmeno.
fame che la vedo (Caro Stracc. I, 1). Fanatismo. Fanatismo.
Mi svengo dalla fame. Fanatizzà. Dare net fanático.
I/ainor, la famm e la toss hin tre Fimc i ( Var. Mil.) Fanciulli. Figli , e
coss che se fa cognoss. V. in Amor. Fancitt 1 aut. Fancclli. Fantelli. Fanticini.
La famm la fa fà di gran coss. La Fandónia. Fandbnia. V. Bambánna.
vergogna e la fame non istanno insie- Fancggia Quella palella che
me(Cr. in Fame). ferma il buretto dell'aratro al den
La famm la mœuv el lolffœura de tale. F. in Scilória.
la tanna. La fame caccia il lupo dal Fanèlla. Flanella. FrencUa. StofFa nota.
bosco. Il bisogno fa trotlar la vecc/Ua. Fanèlla. Albàgio.Parmalbagio. Panno lano
— La faim fait sauter le loup hors grossissimo assai usato fra i contadini.
du bois dicono anche i Francesi. Fancllin de monlagna. V. Gardinalin.
La famm l'è tanto granda che Га- Fanellinna. Flanellina? Sp. di stofla.
mor la sta de banda. La fame è piit Fanètt. Fancllo. La Fringilla linaria L.
FAN ( 89 ) FAR
F.iii Гигом. Fanfan». Arcifanfano. Vano, nel signifícalo affine ni piíi vol gare
che апГапа per poco , anfanatore. An di Omber V., cioè di quelio spetta-
che i Fr. hanno Fanfaron. V. Spaccón. colo fisico , in cui al bujo si fanno
Fanfaronade. У. Spaccàda- comparire fantasmi o corpi illusorj.
Faululla. Baja. Celia. Fanfaluca. Frottola. Fantastegà. Fantasticare. Fantasiare. Ghi-
» Ciintemiu d'olter, el tliàs, Te oua fanfulla.»» ribizzare. Mulinare. Girandolare. Ar-
( Bal. Him. ). zigogolare. Stillarsi il cervello.
Fjuga. Fango. Fangaccio , e nob. Limo Fantàstegh. Falbtico- Fantástico. Strava-
in genere — Mclma o iWcmma, ter- gante — Fantasticalore. Umorisla.
riccio in cui si sfondi. Mota e Moticeio Fantèsca j dicono in varie parti delcon-
fango liquido per le vie. Brago la mola Fantrèsca ) todo , corne nella Brianza ,
in cui s"avvoltola il porco. Fanghiglia nel Pioltellese, ecc. per Sèrva(reggj-
il fango de' pozzi , delle fogne , ecc. conocchia). V.
Poltiglia la fanghiglia della segalura Fantin о Fantin a cavall. Itagazzo ( k\-
delle piètre. Belletta la memma che legr. з4)- Fantino(*Losc. — Giorn. agr-
lascia faequa fiumalica. Loto l'acqua XI, 1 54 e segg.). Garzoncello che a
torba e fangosa. Pacciame e Pacchia- mo' di jockey cavalca a bardosso i
rina la mota di stalle e simili luoghi. barbereschi correnli al pallio.
V. anche Pocicca, Pociácchera, ecc. Fantin a pè. . . . Garzonccllo che
Fà via la fanga. Ripulire dal fango. pedestre corre al pallio.
Fanga tacchentíi. fango tenace o te- Farabolàn. Parabolano.
Pestà fanga. Sfangare. (gnenle. Farabùlt. Ciarpiere. Ciarpone. Acciarpa-
Toeù-su la fanga Ripulir le lore. Abborraccíatore. Chi fa male ciö
vie dal fango e dalla mota raccoglien- che intraprende a fare. V. Buttalà. —
dola nelle cosí dette па\ i (novase). E curiosa la varietà de' signifîcati
Tutt pien de fauga. Tullo zacchere che le diverse genti d" Italia aflib-
o scliizzi di fango. Infangalo —■ Mel- biano a quesla idéntica voce Fara-
moso. Fangoso. Limaccioso . butto. I Fiorentini , i Bresciani e i
Fànghi. s. ra. pl. Terme. Fangiii — Andà Bolognesi intendono per essa un Truf-
ai faughi. Andaré ai Fanghi, cioè al fatore ; i Reggiani un Viso da Fari
luogo dove sono i fanghi — Fà i fan seo ; noi insieme coi Cremonesi , coi
ghi. Fare le lutazioni o i bagiii a loto. Coinaschi с coi Pavesi uno Shadato,
Fangosa, gergo La Scarpa. un Atroltatorc; i Piacentini e i Parmi-
Fant. T. di Giuoco. Faule. giani un Ragazzo inquieto, un fru-
Giugà a fant , dama с re che stop golo, un serpentello ; i Picmontesi
pa. V. in Dàma. un Confondilutto , uno Sconccrtato-
Fantaria. La Fanleria. Le Fanlerie. 1 re; i Vcnezrani un Assassino,un Si
Fanli. I Fanlaccini. cario. La voce pare ignota oltre l'A-
Fautasia. Fantasia. Immaginativa. Imma- pennino, e data a noi dagli Spa-
ginazione. l 'irtu fantástica. • gnuoli , chè quelle geuti chiamano
Che fantasia ! Qual fantasia ! cioè Farabusteador chi va alla busca , chi
quai Capriccio, quai licchio ! melte a ruba il paese; Farabusteador
Fantasia de matt. Malta fantasia che i Francesi e noi con essi vol-
( Alb. eue. in Fantasioso). Flsirna. tainiiio in Farabutt e Farabutla.
Fantaslicaggine. Fantasia Jisicosa e Farabuttà. Acciarpare. Ciarpare. Accia-
fantástica. Fantasticheria.Fantasiaccia. battarc. Abborracciare. Fare le cose ab-
Fantasma. Fanlàsima. Fantasma. Fantà- borracciaùimente o acciarpatamentc.
simo. Fantasmo- Farabullóu. Un grande acciarpalore. Che
Pari ona fantasma. Parère una mor fa le cose abborracciatissimamentc.
te , uno spettro , una fantasima. Es- Farabuttonna. Ciarpiera?
sere scarno , magrissimo , allampana- Faràgin. Farràggine.
to. I Fr. Я cire plus qu'un fantôme. Faraón ( Giugà al), che il Maggi disse
Fantasmagoría. Fanlasniagor'ia^Üvmnrclú Metí al Taj с Melt a la basset la cd al-
с Zaiiob. fJiz.). Noi couosciamo la voce tri dicono Giugà a prima с segonila.
l oi. П. 11
FAR (90 ) FAR
Fare a chiamare e alzare(Cv. in Bas- Farfalla. V- Parpàj ; e fig. Un farfallino.
setta). Giocare al faraone о alla bas- Un cervello fatto a tornio. Instabile.
setta о a chiamare e alzare. Sp. di Fàrfer. gergo Un frate.
giuoco notissimo i cui termini sono Farfój. Lo stesso che Farfojón. V.
i seguenti : Dopiett. Doppietti(*lior.) — Farfój del pedrioeu. . . . Voce» di
Carta di faccia о Prima carta (secondo gergo per Confortatore. V. in Zcrgh.
ГAlb. bass, in Face), ed è quel) a prima Farfój a (che. anche dicesi Ciarfojà).
carta che scuopre quegli che tien banco Cianciugliare. Ciangottare. Ciangolare.
alla bassetta — Pigliar di faccia о in Afollarsi. Parlare in fretta e frastaglia-
faccia alia prima carta(secondo ГМЬ. tamenle. 11 Farfullar degli Spagnuoli.
bass, in Facer), e vale Dar prima quel Farfojàda ( che anche dicesi Ciarfojáda).
le stessa carta su cui il giocatore ha Afóllala (Varchi Ere.). Cioè parlata
mcsso danaro — Giugà a banch fai falla in fretta e frastagliatamente.
lli. Giocare a banco fallito(*ñor.) , e Farfojón e Ciarfojón. Ciangottone. firo-
vale continuare a giocare benchè non glione. II Farfullen degli Spagnuoli.
vi sia pill danaro sul banco — Chia — In generale quesle voci Farfojà,
mare la carta, e vale nominar la carta Farfojada, Farfojón si prendono anche
supra la quale si vuol giocare. in senso di Tarlagliare, Tarlagliala, ec.
Faraôuna. Ad. di Aneda, Gainna, ecc. V. Ferinácc. У. Farinós.
Faradst e Faravóst. Fcrragosto. Farinàzz(Giugà a). Fare a parlacocco?
Dà el faravost. Vare la mancia per Fare a farinaccio ? È giuoco che si fa
ferragosto. Dare la mancia , il ceppo con sei dadi, del quale csce v incitare
in occasione che rícorre il ferragosto. chi giugne a fare venlun punt i non la-
Fà faravost. Ferrare agosto. Stare sciandosi addietro alcuno de* sei dadi.
in allcgria e in conviti il primo gior Farinna. Farina. Sostanza de' semi fari-
no d' agosto, e tra noi quasi sempre nacei inacinala o tilla.
fuor di porta , nolle ostcrie di cam Farinna blanca o de infarinà, gial-
paría e con una buona scorpacciata da, de segra, de frajna, de luin, d'ar-
d' anatre domesliche, volatili atti per raandol, de castegn, de pomm de Ier
eccellcnza a ferrare agosto. ra , de liuosa o de panell , с simili.
Piaiita del faravost Albero Farina di grano, di granturco, di
o gran ramo d' albero verdcggianle segale, di grano saraceno , di lupin i.
che i muratori e i inanovali sogliono di mandarle , di castagne, di palate,
inalherare il primo giorno d' agosto di linseme, ccc. ecc.
sulla parte più alta od appariscente La Farina di grano, che al primo
dclle fabbriche alle quali slantio la- uscir di sotto la marine dicesi Tulla
voraudo jn segnale di ferragosto e farina o Farina greggia, abburattata
ricordo durcvole per tutto il mese e stacciata che sia, scetide per la se-
della mancia che in quel di si smoI guenle scala dal fiore al peggio:
dare loro dai padroni delle fabbriche Sémola. Fior difarina. Fiore — Fa
Stesse onde lo possano ben feriare. rina da cialdc.
Faravostiu. Un po' di ferragosto. Masnaífacc. Semolino.
Farcor. У. Fálcor. Modnnesa. Curcussii o Scurcussù.
Fard. Fanlo. Cosi chiamasí un eolio di Farinna. Farina.
caflè di cominercio. Il Diz. ven. Boer. Farinclta. Codetta.
(In Ziirlo) dice che a Venczia si no Oradcga o Farinna matta. f'olàlica.
mina Cardo , nia parmi ch' egli sba- Dopo queste farine seguono i da noi
gli ; e parimente credo che sbagli cosí detti Cascamm, cioè
l'Alb. ene. nel definiré il s 110 Fardo, Rosgiolin o Tondell. Spolvero. Pri
se pure egli non ebbe occhio a tut- ma farina.
fallra specie di continente che non Rosglum. Trilello.
è il nus tro Fardo. Oruscon. Crusconc.
Fai déll Picciol fardo. ('. Fàrd. Olisca. Crusconc Crtisca. Sémola.
Farce, /'. Ferrée in lónsg. CruschcUa. Cruschcllo.
FAR ( 9i ) FAS
Fà el bœucc in la farinna per fa zate miuulissime cotte in alcun savore
el pan. Fare la casa nellafarina. e regálate di droghe o erbe odorose.
La farinna del diavol la va tutta Dei farsl pero ne sono infinite spe
in crusca. V. in Diàvol. cie secondo varietà di cucine.
L* è minga farinna del tal a fall. Farù o Ferù.) Sùcciola? Castagna cotta
Non è da lui il Jarlo. Fariiff. S in acqua semplice in tem
L"c tutta farinna de fà gnocch. fig. po che per avère più mesi d1 età è
È taita Java. Gli è quel medesimo, già risecca. In altre parti del contado
la è una cosa medesima. in vece intendono per Farù le casta
Santa Caterinna la porta on saccb gne da noi dette Peladej , cioé lesse e
de farinna. V. in Caterinna. sbucciatc. Anche a Cremona le dicono
Vess minga farinna del so sacch. Farui o Fervuj , ed hanno altresi l'ac-
fig. Non esser farina del suo sacco. crescitivo i Farulbn(Lanc. Voc. crem.).
Non essere erba del suo orto. Fasàn. Fagiano. Uccel noto che è il
Farinée. Farinajuolo. Venditor di farina. Phasianus gallusL.
Farinèll. v. a. del Var. Mil. . . . Uom Fasan o Gall de monlagna. Fagiano
délia mano , perverso ,• omicida. пего o alpestre. Gallo di monte. 11 Te
Farinèll. V. Beolin e Bcolótt. trao urogallusL. — Altri intendono
Farinèlla. Ad. d'Erba. У. anche il Fabiano di monte o sia il
Farinètta. Codetta. V Ínfima délie farine Tetrao tetrix L.
che casca dal frullone {buralton). Fasan de la China. Fagiano di co
Farinón. Farinaccio. Il fungo mangerec- lor d' oro delta China. II Pliasianus
cio detto Agaricus ovoides da Biilliard pictus degli ornitologi.
e Oronge blanche dai Fr. La voce Fa Cott come on fasan .... Stracotto.
rinón, come anche quelle di (Eu\> bianch Vess on lasan. . . . Dicesi di qua-
с Cocch bianch sinonime, non sono lunque vivanda che sia ghiotla, squi-
niilancsi ma dell' Ollrepô pavese , di sita, saporita in sommo grado, forse
Voghera, ecc. Pero le registro per perché nel fagiano , come dicono i
ché queslo fungo, che il ch. Viltadini Provcnzaü, si riconoscono fino a nove
dice non esistere fra noi, pnù essere dilferenli sapori. (giano.
pórtalo con questi nonii pavesi od Fasanélla. Fagiana. La femmina del fa-
oltrepadani sui nostri mercati. Fasànna. Fagiana.
Farinós о Farinàcc. Farinoso. Sfarinoso. Fasanott. Fagianolto.
Farinós. Sfarinato. Aggiunto di frutte Fascicol. Fascicolo.
Farinàcciolo.Sfarinàcciolo- Farináceo. Fascicolà. T. degli Uflizj Distri
scipile e che mal reggono al dente. buiré per fascicoli, riporre una carta
Farinosa. Ad. d' Uga che altri dicono nel fascicolo contenente le sue con-
Molinàra. V. in Uga. simili , cioé quelle di pari materia.
Fariœù. s. m. Ferrajuolo. Manlello. Fascicolétt. Fascicolclto.
Fà on fariœu a vun. fig. Lo stesso Fasénd. Facendo.
che Fà on tabarr fig. V. Fasnà. v. ant. Ammaliare. Affascinare
Fariœù (o Feriœù о Stracött ). Ad. di Per no fasnall solean dire in áulico
Quadrcll. V. a delta del Var. mil. per lodare la
Fariolin. Ferrajolelto. Ferrajoluccio. bellezza d'un fanciullo.
Farirceù e Farirolin. Dim di ¥aiée(por- Fasœù. Fagiuolo.
cino). V. in Fónsg. Sgorbia. Baccello. Siliqua. Gagliuo-
Farisée. Fariseo(No\. Aut. san.). Fur- /o = Pell. Giwcio(Targ. Toz. 1st. Ш,8а)
faute , truffatore, с simile. Oggin. Viso. Occhio. Occhiolino.
Farnasia e Farnesia. Frcncsia. ^.Fernesia. Fasceu binnch. Fagiuolo bianco.
Farrée. V. Ferrée. Fasoeu che fa i cornitt longh. Fa-
Fàrsa. Farsa. gioli lunghi un braccioiTarg. Toz. 1st.
Farsétta Breve farsa. in Dolichos sesquipedalis).
Farsi. T. di Cuochi Vivanda che F'asœu che fa i cornilt senza firagn.
consiste generalmente in carni lagliuz- V. piit sollo Fasceu scolar.
FAS ( Q2 ) FAS
Fasoeu de brocea. Fagiolo bianco. gli abiti de'laudesi, cioè avvinato cupo
Fagiolo romano. 11 Phaseolus vulgaris e biancasiro.
albus dei botauici. Fasœu stobbiarœu. Fagiuolo cappo-
Fasoeu de color. Fagiolo brizzolato. ne? Fagiuolo cosi detto fra noi perché
Fasoeu de Faquila. Fagiuolo roma seminato in quei campi doye riman-
no? Specie di fagiuolo bisliingo tullo gono le stoppie del grano già segato.
bianco, fuorchè presso а1Г ilo o sia al Fasœu vares.... Il Ph. illiricus de'bot.
viso, sopraal quale ha qualche screzia- Coss'eel? s'eioppa i fasœu? fa egti
tura avvinata с sollo una macchia del giù la vinaccia? (Ceccbi Rivali Ш, 1,
medesimo colore che ha qualche sinii- in Prov. p. 102). Tu non dai tempo
glianza con un rorpo hialato. E detto al tempo. Tu liai più fretta che clu
Phaseolus cilindricus bicolor dai bol. muor di notte.
Fasœu de Г œucc negher о Fasœu Insaccà fasœù.fîg. Disaccnlare.Dicesi
de l'oggin о Fasœu piscinin о Fasoritt. per ischerzo di chi cavalcando non
Fagiuolo con I' occhio(Last. Op. IV» isla saldo in sella , ma va diguazzan-
a5 e pass.). Fagiuolo dall' occliio о dosi corne fa spesso chi iusacca leguini.
gentile. Fagiuolo turco(Rc Ort. dir. in Mangià in coo i fasœu. fig. Manglar
Dolichos Catiang.) Fagiolo con I' oc la torta in capo. Soverchiare.
cliio. Fagiolo ordinario. Fagiolo in Mondà i fasœu. Svisare. Levare qucl-
vainiglia(Targ. Тогг. Ist.). rocchiolino che i fagiuoli hauuo da
Fasœu de Spagna. Fagiuoli délia un de' capi.
Cliina o d'Egitto. Cosi il Targ. Toi- On ris e fasœu. У. in Eis.
1st, in Dolichos purpureus lablab. Ris e fasœu mincslra de liœu, ccc.
Fasœu giald. Fagiolo mallo ( Targ. V. in Ris.
Тог. Diz. in Phaseolus vulgaris lulcits). Fasœù. T. di Mascalcia. Fagiuoli I quat-
Fasœu gris. Fagiuolo grigiolato. tro denti che nasrono al cavallo Ira
Fasœu niajoh'ghin. Fagiuolo majoli- gli scaglioni e que' di mezzo quando
chino (lie Ort. dir.). Specie di fagiuolo ha quattr'anni.
di colore avvinato cupo quasi simile a Fasϝ. ger. Sorgozzone. Sergozzone. Colpo
quello delle nostre tazze di majolica. dato soltó il mentó col pugno rovescio.
Fasœu nan. Fagiuolo verde. Fagiuo Fasœù. v. cont. brianz. per Góga. f.
lo peloso. Il Phaseolus Mungo de" bot. Fasϝ. gergo. Pellegrino. V. Piϝcc.
Fasœu negher. Fagiuolo пего. Il Mazzà in coo i fasœu dicono alcitni
Phaseolus vulgaris niger dei botauici. per Mangià in coo i fasœu. V.
Fasœu œuv de trula. V. in (Eùv. Fasœù. T. de'Confelt Specie di
Fasœu quaranlin. Fagiuolo rigalo. dolci con rosolio in forma di fagiuoli.
(Re Ort. dir. in Phaseolus zebra). Fa Fasϝ in gergo scherz. Le fave cappo-
giuolo cosi dclto Ira noi perché si niche. I granclli de'polli.
semina misto col granturco seroliuc Fasoràda. . . . Quantilà di fagiuoli colli.
che nominiamo quarantin. Fasorèll per TriicanU'm. V.
Fasœu rampeghin. Fagiuolo rampi- Fasorin. Fagiolelti. Dim. di Fagiuolo.
chino(wpist.). Spezie di fagiuolo il cui
Fasorilt per f/uelli botanic, detti Phaseoli
nome botánico é Phaseolus vulgaris nanî e Dolichi catiang. V. in Fasœù.
volubilis — Una specie ve n" ha che Fasorón Dicesi di quasi tullí
fa in baccelli curvi delta Fagiuolo a que' fagiuoli che si arrampicano.
sciabola о Fagiuolo rampichino a scia- Fasorón. Scliiatlone. Sliatlone. Fantoc-
lola(Tar¡¡. Toz. Diz. in Phaseolus lu- cione. lomo attioriato, membruto.
nattis). Ron fasoron o fasorott. scherz. Pa
Fasœu ross. Fagiuolo rosso. Il Pha stricciann, liuon pastricciano. Bonaccio.
seolus vulgaris ruber de' botanici. Duon pastaccio.
Fasœu scolar o scolarin. Fagiuolo Fasorôuna. Schiattona. Stialtona. Grossot-
senza Jilo. Il Phaseolus vulgaris glo- tona. Badalona. Donna atticciata.
hosus? de'bot. Specie di fagiuolo londo Ома fasoronna. lig. Una dabbenaccia.
cosi detto dall' essere bicolorato come di donna.
FAS (9З) FAS
Fasorott. V. in Fasorón. Fàss. V. in Fà.
Fàss. Fascio. Fàssa. Fascia. V. sopra Fàss sig. 4-°
Andà in fass. T. di Stamp, Avè conossuu de fassa о Avè Vé
Scompagiuarsi alcuna viga o pagina dilu in fassa. Aver visto in fasce. Aver
0 forma di stampa. conosciuto dalle fasce
Andà-Ià o Voilà-là come on fass De fassa. In fasce.
de squell. Cadere in abbandono(ßtrn\ Fàssa per simil. Fascia. Ogni cosa che
Orl. in. I, 76). Cadere abbandonata- rassomigli fascia.
nienle , cioè senza procurar di evitare Fassa in cros. . . . Quelle due stri-
la caduta , per difetto di forze o vero sciuole di carta fra le quali incrocic-
di modo o tempo da ció. chiate s' imprigionano que' libri о
Fà d'ogni erba fass. Far d'ogni erba quelle carte che si spediscono altrui
un fascio. Far d'ogni lana un peso. non sotto coperta suggellata , ma as-
Confondere le lance colle mannaje. sestate per modo da lasciar ricono-
In d'on fass. In un fascio. All' im- scere la loro essenza a chi ne ha il
bracciala. diritlo. I Piemonlesi la dicono Crovata.
Fàss. s. m. Quíntale. Peso nostrale per le Fàssa. T. de' Leg. di lib. Culotta. Pezzo
legne, pei marmi , per le piètre, ecc. di cartone, pergamena o simile con
Dividcsi in dieci 'pcs'i(pes); ogni peso cui si cuopre il dorso di un libro per
in dicci libbre grosse(/i> gross), cioè rinforzo o sostegno della legatura.
da vcntoU' once Г una , e corrispon- Mett la fassa a on liber. Acculattarc.
de a libbre nuove decimal! 76,2517. Fàssa per Fris. V.
Fass de ferr. . . . È libbre piccole Fassà. Fasciare.
1 recento, cioè libbre grosse da ven Fassà. . . . Metter le legne in fastella о
tott' once 128 e once 16. fasci, e venirle pesando a quintali.
Fàss. Per fass et nefas. V. in Néfas. Fassàa. s. m La quantità, il nu
Fàss. s. m. pl. Le fasec parlando di mero dei quintali (fass).
quelle da bambini. anche Fàssa. Fassàa. Fasciato.
Fass con la coa. . . . Quella specie Fassacóa. Fasciacoda. Cuojo da tener
di fasce assai lunghc , terminant! da ripiegata la coda délie bestie da soma.
un capo augnale, le quali servoiro per Fassadùra. . . Quantità di quintali (fass)
esterna о seconda fasciatura ai bam di 'legne, fieni, marmi, ecc. Per es.
bini già fasciati e adagiati nel cuscino. La fassadùra l'è tant. Sono tanti quin
fass intregh Quella specie tali (fass).
di fasce di pari larghezza in ogni Fassadùra. Fasciatiwa.
loro parte , le quali servono per in Fassàscia Fascia grande e rozza.
terna o prima fasciatura ai bambini. Fasséra {che anche dicono Forma). Casci-
£1 primm ann a brazz a brazz, el no. Fiscella? Asserellino о Scandorletta
segond pattej e fass, cl terz ann a di legno dolce, alta 27 centimetri e
cuu a cuu , el quart ann quant4 è mai snodata , la quale , accerchiellata che
t' ho cognossuu. V. in Cùu. sia , riesce del diámetro di circa 64
El primm ann stringh e bindejj centimetri. Serve per conteneré la
el segond fass e pattej. V. El primm pasta recente del cacio lodigiano in
ann in Cùu. tulto il tempo dell' insalatura e dargli
Fàss. s. f. pl. Fasce ( Diz. mus.). Piegli la forma di pratica. Se ne puó vedere
strumenti da arco sono le assicelle la figura nella Tavola annessa al Casei-
collegatrici del copcrcliio col fondo. ficio del Cattaneo. Pei cascini d' ogni
Fàss. T. arch. Brachettoni. Tutte quelle altra specie di cacio vedi Quacc'm. Ve
piètre che fascial]o un arco e ne fanno n' ha di quadrate pei caci cosi detti
Г ornato. Stracchini. I Franc, la dicono Éclisse,
Fàss Nclla vanga sono le due e i Provenz, quasi come noi Feisselo.
lastrine anteriore с posteriore che In una Memoria d'un Sarzanese inserita
assicurano I' iiicassatiira(cníín) in cui ncl Giorn. agr. VI , 298 leggesi Fascia-
entra il vangilc(»'eng/ie«J. ra, voce evidentemente lombarda.
FAS (94 ) FAS
Fassèlt. Fascello. Fasciuccio. Fasciate!lo. Stà a la fassinna di Spagnoeu. Stare
Fassètta Quella cintura in cui a soleggiarsi(*iior. — Salvad. 2З). As-
fanno capo le falde de' grembiali , dei solinarsi. V. anche in Spagnoeu.
cinUm(sottanin), ecc. Fassindn ed anche Fassinna. T. di Fortif.
Fassètta Parte délia cuffia, ed è Salsiccione. Fastelloue fatto di grossi
quella che forma cerchiello al capo rami d1 albero o di tronchi d' arbo-
e in cui s' annesta il fondo della cuília. scelli legati insieme, il di cui uso è
Fassètta. Fascetta(*\olg. tose. — Tomas. di coprir gli uomini e di servir a
Sin. p. 364 )• Specie di busto usato guisa di spallette.
dalle donne per conteneré la vita. Fassinött.fViici/ioöo(*fior.-Piim.aul.pis.).
La Bustinna è busto picciolo e stretlo Fassitt pl. di Fassin. F.
alia vita quasi simile alla fascetta. Fassϝra. Fascia.
Stecca. ... i Denanz. Petto? = a De- Bell in fassϝra, bruit in camisceura
drée « Spallitt. Spallelte = Li о in piazzœura come dicono varj cont.
sia de la stecca. Guaina? ¡= Chignceu brianz. V. in Camisoeiira.
de sora o de stomegh. . . . = Chignceu In fassϝra. In fasce. Dalle fasce.
de bass. . . . = Chignolitt sott sel Dalle prime fasce. Dalla culla. L' hoo
la. .. . — Talora alia Lista già detta cognossuu in fassœùra. V lio visto in
e ai Chignceu de bass sostituisconsi la fasce.
Ventrera e i Fianch. Fassón. Voce fr. (façon) úsala nelle frasí
Fassètta o Fassetlinna. . . . Quelfanelletto A la gran fasson. In gran gala.
rieutrante o quella specie di strozzat- A la san fasson. Alia libera , senza
tura che hanno nel loro mezzo i boz- etichetle, senza cerímonie. Alia buona.
zoli pestellini ( la galelta camozzina), Fassónna Gran fascia.
Fassètta , e per lo più al pl. Fassètt. Fassôlt. V. in Lègna menudra.
Fascelle. Bocchini. Cerchielli che ador- Faslidi. Fastidio. Impaccio. Briga — So-
nano il eolio délie canne dellc armi prossiccllo{Pr. fior. IV, m , 98).
da fuoco di minor portata. A morí se va-foeura de tult i fastidi.
Fassètta. T. de' Leg. di lib. Braca. Stri Chi muore esce d'affann¡(Monos. i40-
scia di carta che si salda sopra un Doo fastidi? Guasto io forse ?(Tac.
foglio stracciato. Dav. Cam. Perd. El. 16).
Fassettà. T. de' Leg. de' lib. Imbracare. El mestee de prêt o fraa Fagott Гё
Imbragare. Fortificare con una striscia quell de tœuss fastidi de nagott. F. in
di carta incollata i fogli laceri. Fr**.
Fassettinna. Dim. di Fassètta sig. i.° с 4.* Fastidi fatt1 in là. Tanto ГиОто ha
Fassin. v. cont. br. Fascelto. Fascinella. briga quanto elli se ne rià(Sacch. 2Voi\
Fassinin e al pi. Fassinilt. Faslclla di 126). Scgua il peggio che pub, non
sermenli — Fastella in genere. voglio gitai(Mon\g. La Fed. II, 6). Ei
Fassinna(nome collettivo). Lo stesso che fngge il ranno caldo. Ei lascia andar
Legna menudra. У. in Lègna. Г acqua alia clüna. Nè di tempo né
Fassinna. Fascina. di signoria ei non si dá melanconia.
Asperges di fassinn, scherz. Messer È un cacapensieii (I tcsti del Cecchi,
Batacchio. Bastone, fascio di verghe. del Machiavelli e del Caro addotli dai
Benedl con Г asperges di fassinn. diz. ital. in questa ultima voce, letti
Dar le frutta di J'rate Alberigo, с in fonte Tautorizzano anche in signi
fors-1 anche Far l'asperges colla grá fícate di lomo di lieta vita, che non
nala inlerpretato dal Minucci nelle vuole darsi pensiero di cosa alcona).
note al Malinantile per Aspergeré , Fastidi grass od anche Fastidi col
spruzzare colla scopa. buttér Brighe da nulla , spine
Fassinna con la soa schcnna(c/ie imaginario, guai da romanzo.
più prop, dicesi Camarètta). Fascina Ghe n*è minga de sti fastidi o Gh'è
col pezzo. [stellare. minga faslidi.. . . Nessimo me lo potra
Fà-sù i fassinn. Fascinare — ¿ffa- apporre ; non sai à chi il possa dire di
Meda de fassinn. V. in Méda. me; mal t'apponi; non sonó qual die i.
FAT ( 95) FAT
I fastidi hin quij che Га deventà Faticàto. s. m L'anca del pollo
gris o vece. / pensieri fanno metiere i fatta vivanda.
pe? canuti( Monos, pag. 49)- 1 pensieri Fàtov. Scondilo ( Monig. Pod. di Colog.
Janno invecchiare (id. i65). I, 12). Fatuo. Sciocco. Seipito.
Гошл di fastidi. У. più sollo Vess Fàtov. fig. Fatuo. V. Badéc.
quell di trentatrii fastidi. Fàtt. s. m. Falto. Evento.
Mandá-via i fastidi. Cavare i pen- Cattà sul fatt. Cogliere in fragranti.
¿/cn'(Cecchi Dissimili I, i). El fa di fait e minga di ciaccer. E'fa
Pien de fastidi. Pensieralo(Cecchi fatti e non novelle(Lor. Med.Canz. 1 35.*).
Dissimili í, i). Fa faccende e non dice parole.
Tceuss fastidi d'ona cossa. Darsi Fi on fatt. Fare de fallo o di fallo.
pensiero o briga di cltecchessia. Pren Operare di subito e senza le conve
derjática di cltecchessia. Toeùlten min nient! riflessioni.
ga fastidi. Non te ne dare nulla falica. Ghe voeur di fatt, minga di ball
Toeuss i fastidi del Ross o di oltcr. o di ciaccer. F. in Ciáccera.
Torsi gl' imparci del Rosso. Aver preso Melt al fatt. Informare.
la gabella degt impacci o Aver preso On fait de fatt. Falto singolare ,
a riscuotere la gabella dcgl' impacci. strepitoso , grande, e le più volte im
Dices i d" uno che si all'atica per queslo plica altresi Tidea di subitáneo o im
e quello; al quale proposito si suol perioso o tristo.
anche dire sehen, che Le brache Vess al fait. Esser infórmalo, (sto.
degli altri rompono il culo. Vess on fatt. Constare. Esser manife-
Vegni grass in di fastidi. Ingrassar Fàlt. Falto, Negozio. Faccenda. Anche
nelle briglie о nulle molestie. noi usiamo questa voce intiera Falto,
Vcss in d'on fastidi. Essere in im- ma nelle sole frasi Falto stà, El falto
paccio о in una briga. è. Fatto sta che, ere.
Vcss quell di trentatrii fastidi. Aver A cerca el fait sô se fa tort a nis-
da petlinare o da grattare. Aver da sun. Chi fa i fatti suoi non fa torio
pettinare lana sardesca. Avère mille а лепило (Monos- pag. a5i).
brighe , mille molestie. Essere il Fatica A fà i fatt sœu se sporca minga i
lupinajo(Monos. p. 399). Dicesi di chi man. Cid Ja i fatti suoi non s'imbratta
si dichiari sempre in un mare di guai. le mani{ Monos, p. 242). Chi fa i atti
Fastidi. Fastidio. Noja. Straccaggine. suoi mérita /<uu?e(Cant. Cai n. II , 3a4).
Slraccliezza. Stucchevolezza. A la lin di fatt. Al postutto.
Fà fastidi. Venire a noja. Fare aja. Anda per i fait soeù. Andarsene pei
Dar ricadXa o recudía. Essere rica- fatti suoi. Andar a fare i fatti suoi.
dioso , stucchevole , remaliccia. Fern- Andaré alie sue faccende. Partirsi.
re a fastidio. Infaslidire. Andar via.
Fastidi. Svenimento. Sfinimento. Basimen- Chi renonzia al fatt so prima de
to — Sincope. Sdilinquimento. Smar- mori de nissun el mérita d'ess com
rimento di spiriti. pati, o vero Chi renonzia al fait sô
Senliss a vegni fastidi. Sentirsi ve prima ch' el mceura el mérita a tra
nir meno o svenire o svenirsi o basire. vers al coppin ona talceura o el mé
Vegni on poo de fastidi. Avère un rita sul coo d'ona mazzueura. Cid riel
po"1 di basimentuccio. suo si spodesta merta un maglio sulla
Fastidios- Fastidioso, ñicadioso. Che da testa. Dcltato di plana iutelligcnza.
rebbe noja alla noja. Seccagginoso. Da el fait sô o el fallo sô o el falte
Piojoso. Rincresccvole. sô. Dare il suo pleno о il suo giuslo.
Fatal. . . . D'eslremo danno, rovinosis- El fatt sô. // suo. Il proprio.
simo. El trà-via el fatt sô. met. La pa-
Fatalista. . . . Che si afïïda al deslino, della dice al pajuolo : Fatti in là che
che ogni cosa crede per falo im- tu nú tigni. Suol dirsi a chi riprende
nuitahilc. altrui d' alcun vizio di cui sia mac-
1 ataliláa. Fatalilú. chialo ejjli stesso.
FAT ( 96) FAT
Guarda el fait tó. Guarda la gamba. Avè fenii la fatta. Averfinito il peso.
Abbi occhio.W latino Cave ! Modo d'am- Dà la fatta о Fà la fatta. Dare о
monire allrui a starsi in guardia. Volta Fare il compito. (dizione.
largo ai canti. Abbi cura ai mochi. Fàtta. Fatta. Foggia. Soria. Specie. Con-
Guarda di non essere gabbato - Guar Piagh de sla falta. Piaghe immense.
da ben el fatt l6I Guai a te! Perscgh o sim. de sta fatta. Pesclte
Intrigase di fatt di olter. Entrare tanto Jatte , o di questa posta o di
ne"1fatli d' altri. questa fatta. E per lo più col gesto
La gent de ben no cerca i fatt di avviviamo quella falta più о meuo
oller. Chi xerca i fatíi d'altri non pub seconde il nostro sentiré.
esser buono(Dom Zueca, p. j verso). Fattarèll. Casetto.
A queslo mondo pero sciaguratamente Fattarèll. Novelletta.
«* Perche save i face uost par che tuce possem, Fàtte. V. in Fàtt.
» El pù save Г è save tiuij del pressera » Fattèzz. Faltezze. (tezze gentili.
(clisse il Magg.Interm.il, 3ia). Fattezzinn. Fallezze dilicate molto. Fat-
Manda per i fatt sau. Mandare a Fattibil. Fatlevole. Fatubile.
far le sue faccende(Lippi Malm. XI, 54). Fattin ( Fà ). V. in Fàtta.
Porta i fatt sœu in d'on sit. Recarsi Fattln. ad. ... Un po1 insípido, alquanto
in alcun luogo in ¡¡etto e in persona. sciocco -ed anche... Un po'poco torto.
Savè el fatt sô. Esser uomo esper Fàtto. V. in Fàtt.
to , pratico , dollo nella propria pro- Falto sta. Falto sla che, ecc.(Dav.
fessione ; ed anche in generale Essere Tac. Annali II , ^1 ).
accorlo , avveduto , e scherz. Aver gli Fattón. v. Daz. Merc, venutaci forsc dalla
occhi dietro la collottola. Sicilia(írtUtimt). Capitoné. V. in Strùsa.
Vorè el fatt sô fin na in d'on gug Fattór. Faltore.
gin o fitina a l'ultem quattrin. Voler la Cosse me cuntee mai faltor ! Che
parte sua sino alfinocchio. V. Qualtrin. diavol narri ! Domine сfie mi dici mai ?
Fàtt per Fàa usiamo noi nella sola frase Famm fattor trii agn , e se faroo
Ditt с fatt. Dcllo fatto. maa, el sarà mè dagn. Fammi fallore
Fait. ad. Sciocco. Dolce di sale. Antic, un anno e sarb rtcco(Lastri Prov.).
dicevasi anche Fado. Dal lat. Fatuas. Faltor. T. de' Mugn Quello fra
Fait. Ad. di Formàgg. И. gli opérai d1 un mulino che abbada
Fatt ¿ usato anche dalle nostre donne ai conti délie mutende e le dirige.
in senso di Poco torio. Per es. Coton Fattor. T. de' Calz. . . Quell'operajo che
on poo fatt , Firisell on poo faltin , accudisce solo a preparare i lavori e
Seda falla , Fir on jpoo fait. Colone a serviré gli avventori,
poco torio , Sinighella poco torta, Seta Fatlór. ... Il cozzone di noli di velture.
Jloscia o Pelo, Filo poco torto. Fatlór. T. aritm. Numeri molliplicanli о
Fatt (in genere). Scipilo. Insípido. Dissa- producenli{Pac. Arit. a5 verso). Iladici
porito ; e ant. Dissapilo. Discipilo. o Fatlori del prodollo(^r\macc\ Elem.
Dissavoroso. Dissipilo. di Algebra). Nome collettivo dei due
Fàtta. Compilo. Lavoro assegnato allrui termini délia moltiplicazione, cioè del
a fare in breve tempo determinato. moltiplicando e del moltiplicatore.
La nostra voce è úsala quasi esclusiva- Fattóra. Fallorcssa. La moglie del fatlore.
íncnte fra le ragazze , e fra le madri Fattóra di inonegh. Faltoressa assolut.
o le maestre che assegnano loro il com (Fag. Laver cura, ecc. I, 10 — id.
pito. Quando poi le fauciulle vogliono Genit. correlli 1 , 1). Servigiana. Falto
fra di loro gareggiare nel terminar ressa di monache. Donna secolare che
prime alcuna parle di esso compito serve le monache ue"'loro aíTuri fuori
dicono d' averé a Fà fatlin, cioè da del mouastcro. La Sposa Tarlcsca dellc
compiere a gara in minor lempo un Commedic del nostro Maggi.
picciol compilo di loro arbitraria ns- Fattóra. Ad. di Vácca. V.
segnazione — Falta nc'dizionarj ital. Fattoria. Fallaría.
vale sorla, qualita. Fattorin Giovan fallore.
FAV . (9 7) FAV
Fallorinna Giovine fattoressa. comprende tanto la fava cavalliua ,
Fattùr. s. f. pl. T. de'Sarli. ... I lavori quanto le bagiane anzidette.
di raccomodatura. BofTù su la fava. lig. Aver voce in
Giovendi faltur(c/ie altri dicono Tac- capitolo. Dar le masse ai tremuoti.
conce)' .... Quello tra i varj lavoranti Dar l' orina ai topi. Avère supériorité
d' una sartoria che distriga i soli la ne' maneggi , nei consigli e sim.
vori di raccomodatura, a diff'erenza Cuntà-sù la rava e la fava. Dire
dagli altri che lavorano di rohe nuove. cib che Berta _/î/ô(Sacch. Nov. n5).
Faillir, s. f. pl. T. de' Cappellaj Reccre tulla quanta la cosa come à
11 darc pulimento ai cappelli. ándala (Fag. Un vero amore ecc. in
Coldera di fattur. T. de'Cappellaj versi III , 7). Dar libro e carie. Kac-
Quella caldaja d'acqua riscaldata nella contare per filo e per segno ab una
quale s-1 immergono iterat.e i cappelli cosa ; mostrarne tutte le circostanze ;
già linti per ripulirli da ogni macchia. addurue tutte le particolaritá.
Faillira. Faltara. De la rava a la fava. Perfilo e per
Lavorà a fattura. Fare a compilo. segno- Filo per filo. Punto per pun
Stare per opera. Lavorar con mercede to. Dall'a alia zeta. Per appello с per
pattuita pari all' opera , a difierenza appunlo. Cioè dal principio alla fine.
del Lavorare per mercede gioraaliera. Fava americana o turca. . . . Frullo
Fattùra. T. mere. Tariffa. Faltara. Nota che ponsi nel tabacco per durgli buoii
dei prezzi assegnati a chi dee venderé. odore.
T'atturà. AffaUurare. Falturare. Sofisticare Fava inversa o grassclta. Orzino.
— Far affalturazione o affatturamento . Fave lardible(*sau. - Gior. agr. X, 208).
Faillira. T. de'Cappell Ilipulire Fava menada.l'averella.Favata.Fava.
il cappello già tinto. У. in Fattur. I/ lia maugiaa i fav de la meno
Fatturàa. Falturato. Affatturalo. Sofistíca dicono i contadini brianzuoli alie mag-
lo. Alchimialo. Archimiato. Adidterato. giori tra piú sorelle quando si mari-
Fattiiràda. ... La lavoratura di cui sopra. tano prima di esse le minori.
Fatturàl. T. mere Libro su cui Savè ona cossa de la rava a la fava.
si copiano dai mercanti le fatture. Saperia per appello e per appunlo o
Abbiamo Copialettere e Messale; quindi Saperia tulla o Saperia com' ella ando
pare che Copia/"allure o Fatturale aves- e come ella stette (Redi Op. VI, 68).
sero a entrare uu di nei diz. ital. Vorè savè la rava e la fava. Voler
Fatturánt udire l'intero di una co.s<z(Assetta I, 1).
Fatturètla e Fatturinna. Lavorelto. Favaccin. Bcccabunga. Beccabungia. Sp.
Fatùra , Faturàl , ecc. V. Fattùra , ecc. d'ei ba ch'è la Veronica beccabungaL.
Fatùtt. V. Stramàss. (d'uno. Favée. Ad. di Colomb. V.
Vess el so fà-tutt. Essere il Jactodo Favèlla. Favella.
Fàva. Fava. In Milano la voce Fava al Leva la favella. Far perderé la fa
singolare rappresenta csclusivamenle vella. Torre la J'avella. Il nostro è un
Г idea délia vivanda clic si fa colle riscontro di buona lingua comune
fave secche, e corrisponde ail1 italia neirAllo Milanese allorchè nasce che
na Faveretla , Favata o Fava. Al plu altri per timoré ullibisca e si rimanga
rale la voce Fav ci rappresenta esclu- imitólo. Il Lupus vidit eum prior ví
sivamente 1' idea délia Fava caballi vente tiiltora fia i boscajuoli briantei.
na, muidla o da biada dei Toscani Favètta divono alcuni il Cacao Lisbona.
( Vicia Faha minor, Féverole de' Fran-- V. in Cacao.
cesi). Le fave fresche poi sono chia- Favitl. s. m. pl. . . . Nell'Alto Mil. si
mate Basgiann (Inicia Jaba major), e chiamano cosí i frutti dello Spiuo
corrispondono a Favefresclie, Baccel- bianco che noi citladini diciamo Laz-
li, Bagiane di varj dialelti toscani — zavitt salvadegh. V.
Nei contado, с in Brianza special- ï'àvo Malore noto.
mcnle, la voce Fava singulare deuota Fàvola. Favola.
pure la Faverclla; cd al plurale Fav Favolèlla. Favoletta.
rol. Ii. .5
FAZ ( . ) FED
Favón dicono alcuni del contado per Fazzolettàsc. Fazzolettaccio(Facez. Piov.
Basgiànna. V. Arl. p. 6o). Pezzolaccia(*ñor. —Tomas.
Favor. Favore. Sinon.). (letto.
Favorévol. Favorevole- Fausto. Propizio. Fazzoletlin. Pezzoluccia. Dim. di Fazzo-
Favori. Favorire. Favorare. Favoreggiare. Fazzolettin del ñas. Benduccio.QueUo
Favori. Favorire in sentó di visitare che s' attacca alia cintura ai bambini.
( visere ). Fazzolettin del coll. Pezzolina(,*ñor.
Favorii. s. m. II mignone. La persona in — Tomas. Sin.).
favore. Fazzolettin del sudor. Pezzoluccia
Favorii. s. ra. pl. per Sciantiglión. V. (*fior. — Tomas. Sin.); e nubilmente
Favorii. partie. Favorito. Sudariolo.
Faxàll. Vauxhall. Fazzolettón. . . . Gran fazzoletto, gran
Fazión (Fà). Far pro. Far utile. Far pezzuola.
vanlaggio - Far appariscenza - Esser Febràr(c/te i contad, dicono Fevrée con
rendevole ? voce romanza Febre'r). Febbra/o. II
Fazionàri. Sentinella — Chi è in fazione. Burchiello nel suo Son. 21a lo disse
Fàzzil. Facile — Molte nostre frasi nelle anche Antimarzo.
qiiali entra questa voce si voltano in un Genar fa i pont e febrar je romp.
solo aggeltivo italiano, come Fazzil a Gennajo Ja il ponte efcbbrajo lo rom-
marsci. Corrutlibile; a inrabbiss. Irasci- t>e(Monos. , pag. 5y8 ).
hile; Fazzil de imparà. Apprendevole ; Fechin , ecc. V. Fachin , ecc.
a inamorass. CáscaloJo ■ de trovà. Щп- Féd. Fede. Fe?.
venibile; de fà. Facitojo. Fattevole, ее. Avegh la vera fed. Stare a buonл
Fàzzil. Probabile. L'è fazzil ch'el vegna. speranza. Sperar bene. Abbia la vera
l'robabilmente verra. fed. Spera pure. Vivi pure in tale spe
Fazzililà. Facilitare. Agevolare. ranza. Data pure a credere a questo
Fazzililàa. s. f. Facilita. Agcvolezza. modo; e per lo più irónicamente.
Fazzilitàa. partie. Facilítalo. Agevolalo. Bœugna fà on alt de fed
Fazzilitón, Ser agevola? Ser accomoda? Non mi par vero ancorchè io lo veg-
Uomo indulgente e facile. Corrisponde ga ; mi par incredibile ; e' ci vuole
al Commode de1 Francesi. gran fede per crederlo. Diccsi d'o-
Fazzolètt. Fazzoletto. gni cosa che rassembri fuor di natura
Fazzolett del coll. Fazzoletto da eolio. о possibilità.
Pczzuola da eolio. V. anche Mantel- Faa cou la fed de povcrtaa. V. in
liinia, Collàrinna, Colar o Golar, Go- Povertàa.
riglia, Fisciu, ecc. In bonna fed. Lealmente. Schietta-
Fazzolett del ñas. Moccichino. Pez- mente. Seconde onestà. In buona cre-
zuola. denza. Senza pensare più in là.
Fà fazzolitt. Chrre allrui la pezzuo- Mancà de fed. Venir manco ad al-
la, cioè rubargliela ; iutoruo a che смло(Саго Am. past. go). Esser fedifra-
è necessario avvertire che una pai te go. Romper la jede ad alcuno.
della galantería de' nostri masgalani No avè nè Iegg nè fed è come Vcss
del secólo scorso consisteva nel la- on' anema de carton. V. in Anema.
sciarsi nscire delle lasche deretaue No cap! о No cognoss nè legg nè fed.
dell' abito un buon terzo di pczzuola, V. in Legg.
il quale terzo rendeva men difficile che 0mm de bonna fed Uomo
Oggidl il negozio de' ladroncelli-di cal che agisce schiettamente , lealmeutc,
ca; galantería che ha ripreso alcuti senza ombra di malizia — Talora an
po* di vita fra noi dal i856 in qua. che Credenzone. — Homme fait à la
Fazzolettàda. Pezzolata(*ñor. — Tenas. bonne foi. Homme qui vit bien à la
Sin.). Quaiito puó capire di roba en bonne foi dicono anche i Frances!.
tro a un fazzoletto. Tira a la fed. tig. Trarre ilfdo dclla
Fa7zolettáda Colpo dato con camicia ail uno. Far piegare al pro
fa/zolelto prio desiderio.
PEL ( 99) FEL
Vess minga on arlicol de fed. fig. Dàon felipp (che nel Basso Mil. di-
Лол esserc articolo di Jede ( Paciol. cono Mett-giô on ciocch). Dare una bol-
£>ii>. Prop., pag. 3 verso). tala o un raffaccio(*íosc. — Tomas.
Vess on articol de fed. fig. Essere un Sin.), fíiscaldar gli orecchi a uno. Dare
articolo diJede(Van. Poet. II, xxn, i3). un сappello o un cappellaccio. Cantar
Fed. Attestate. Fede {Lasca Nov. io.'1). la zolfa o la compieta o il vespro. Ba-
Breve scríttura colla quale da chi n'ha sentar la scujfia. Scapponeare. Fare
i I dirilto si faccia fede di nascite , una risciaequata o un rovescio . Bisciac-
nozze, mortorj, probità, povertà e sim. quar un bucato. Spcllicciare. Babbuf-
Féda(A). V. Fededinna. fare. Dare una buona slrcgghiatura o
Fedàscia. Superlativo di Féd che vale una buona mano di stregghia , una
Fede viva , grandissime , e si usa par- spetlicciatura , un grattacapo , una
ticolarmente nel dettato : Var pussce canata , un lavacapo o una lávala di
on poo de fedascia che tutt el legn capo. Dare o Jare una sbarbazzata ,
de la barcascia. La fede è buona , e una ripassala, un 'rivellino, una ram-
salva ciascuno che V ha — La fede manzina o ramanzina , un ramanzo ,
nostra cija sa/fi(Sacch. Nov. 60 ). una sbrigliata , una gridata , un rab
Fededinna(c/í« anche dicesi A feda о buffo , uno scappone , una scopatura.
AfTeda). Affb. Affe di Dio. Affededieci. Mezz felipp.... Un leggier rammanzo.
Alla buona Je'. Esclamazione. Tœù-sù on felipp comifó. Toccarc
Fedél. Fedele — Fig. Compass fedel. . . . una ramanzina di musciüo(T\edt Op.
Compasso di squisita esattezza. VI , 2З8) o una buona ripassata , ecc.
Fedelón e sch. Fedclôtt. Fedelaccio. Felippa Ferro che i contadini
Fedellàa . Fedeltá. Fidatezza. si mettono a cintola in sulle reni per
Fcdlnna, ed anche Fedinna criminal. . . raccomandarvi il pennato o il pota-
Attestazione del non essere inserido tojo allorchè lavorano in sulle piante
sui registri delle sentenze criminal!. o intorno ai pali o sim. , tenendosi
Feghèj о Fighèj dicono i Brianzuoli ed cosi Tastuccio da cote(codée) per di-
anclie alcuni Verbanensi quello che nanzi , e per di dietro la Felippa.
noi chiamiamo Griceu de nos; e Anda In alcune parti del contado , come a
in feghej, TAndà in grioeu. У. in Griceù. Gorgonzola questo ferro chiamasi il
Fél(la). Il fiele. líjele; e lat. Felle. Pover omm. — Riscontro singolare è
Mangià fel e spuà mel. P. in Mél. questo che i Provenzali chiainano Fe-
Vess senza fel. fig. Non aver fiele. lipou il grimaldello; e per verità
Essere un buon pastaccio, una pasta questa nostra Felippa contadinesca ha
d' uovo , un uom di miele. una delle sue gambe che non rassem-
Felice e Felicitan. V. Feliz, Felizitàa, ecc. hra male a cosiífalto strumento.
Felipp. Filippo. Nome d'uomo e moueta. Felippa o Felippola o Feripola dicono
Giugà al felipp. F. in Giugà. varj Brianz. per Lughèra (favilla.) V.
Felipp(o Tassa personal), v. cont. Testa- Feliz. Felice. Anche noi pero diciamo
tico. Decima sopra la testa. Felice in alcune frasi, come in Felice
Andà-giô del felipp. fr. cont.... Avère o Felicissima nolle e simili.
ollrepassato Г anno sessantesimo dcl- Felizitàa. Felicita. Prosperilá.
l'età sua ; perché età in cu i si cessa Fèlor e Felorôtt per Férola e Ferolött. V.
di pagare il testatico. Fèlpa. Felpa. Drappo di seta o lana o
Andà in sul felipp. fr. cont. . . Cor pelo di capra con pelo liingo.
reré sui quatlordici anni; perché età Felpàa. ad. . .. Aggiunto di panno, stoíTa
in cui s'incomincia a pagare il testalico. o simile lavorata a foggia di felpa.
Vess in sul felipp. fr. cont Felpètta La felpa di pelo piu
Avère compiuti i quattoidici anni. corto, non tanto litio nè pesante.
Felipp (che anche dicesi Dùtta , Roman- Felpón La felpa di pelo assai
-zinna , Lavada de coo , Mcrémur , Fila lungo , fitto e pesante.
da, on Cicolàtt).Oi/>pe//o. Cappellaccio. Fèlter. T. di Cartiera. Fellro. Pannello.
Gruíala. Rabbuffo. Lávala di capo. Quel peгго di panno laño su cui
FEN ( ico ) FEN
meltesi ogni foglio d! carta di mano in Fen mezz seech. V. soltó Mezz fen.
mano che si va cavando délia forma. Fen ostan o agostan. Grumereccio.
Feltrà. T. de' Cappell. Feltrare. Gomareccio. Fieno serótino e più corto
Feltràda. T. di Carticra. Feltro? Pannello? del maggese, ed с la seconda raccolia
Una pczza intiera di feltro. del fieno sólita farsi in luglio o ai
Fcltrin. T. di Cappell. ... Il cappello primi d" agosto.
di prima informazione. Fen piuvaltaa. Fieno fracido o Jra-
Feltrón. T. di Cart. Colatoja. dicio. Fieno imbevuto <T acqua per
Felùcca e Feluchèlta. Berghinclla. Donna csservi caduta sopra troppa pioggia.
d'assai ironie. Fen quarliroeu o assol. Quartirceù...
Felùcca. v. cont. br. per Bericchin e Fieno che si ta gl ¡a per la quart»
Scrôcch. V. volta. V. Quarliroeu.
Fèmcna in sig. di Donna o Femmina Fen secch. Fieno secco. (taño.
non è nsato nel nostrn dialetto cit- Fen sortumos. Fieno grosso di pan-
tadinesco; sentesi perô ancora nellc Fea slrasii. Fieno árido.
bocchc de'confadini deir Alto Milanese. Fen suttil. Fieno sollilc.
Fèmena. Ad. di Ciàv. fr. Fen terzœu e assol. Terzœù
Fén. Fieno. Fieno che si taglia per la terza volta.
Avegh-giô i fen Aver ГегЬе V. in Quartirœù.
segatc е sparse in sui prati a oggetto Fen verd.... Fieno non ben rasciutlo.
di farlc seccarc e infienire. Incontrà on carr de fen. fig. . . .
Bui el fen Il maturar del Incontrare un qualche grave ostaroln;
ficno di cui vedi Bui sig. 8." e per lo più si dice scherz. Coss* eel?
El temp di fen V epoca del él incontraa on carr de fen? a rim-
falciarc i fieni. La Fenaison dei Franc. provero contro chi torni troppo tardi
Fà i fen. Tagliare o Segare il fieno. a noi da alcun luogo dove sia ito per
Fà o paja о fen. (ig. Cávame cappa о nostra commcssione; e talvolta anche
mantello. Venir a qualehe conclusione. in ischerzo per indicare Г incoutro di
Fà-sù el fen. fig. У. sollo Tajà-sù ecc. una coppia amorosa.
Fen brusaa. . . . Quel fieno che per Mangià el fen in erba. V. in Krha.
eccessivo ribollio rincuoce, annerisce Mett a fen o a praa. V. in Pràa.
e torna pastura velcnosa alie bestie. Mezz fen L' erba falciata a
Fen de mala sort. . . . Mezzofie.no fieno, mezza risecca e mezza no.
(Gior. Georg. II, 225 ). Ficno non Ogni busca per lu Г è on carr de
iutto talc, ma misto di stoppie. — In fen. V. in Carr.
alcuni luoghi del Florentino chiamasi Oh ben oh ben la mascarpa la paga
Fieno lupino certa specie di lieno spon- el fen. fig. ... Si suol dire per accen-
taneo non inutile per le bestie vaccine. nare d'averla calata a chi се Гассоссо
Fen fojos. Ficno fogliuto. già primo, d'averc resa la pariglia ;
Fen gross. Fieno grosso. per dire Sia pan per focaccia.
Fen in andamia QueU'erba Scoldass i fen Il primo grado
che riesce abballuta per istrisce in del ribollire de'fieni. V. Bui sig. S.°
sul prato dalla banda della costa del Tajà-sù el fen. posit. Tagliare ilfieno.
ferro de' falciatori , e che ivi rimane Segare il ficno.
segno d^ogni falciata data di passo in Tajà-sù о Menà-sù el fen о Fà-sù
passo in sino a che non se ne formino cl fen о Reslellà-sù el fen. fig. Iia-
le strisce , prima ammontate continue strellare. Fare un rastrello( Ambra Fur
lungo tulto il prato (andann de fen o to III, 5). Fare agresto. Fare del ben
Fen in andanna pure), с poscia divise bcUezza , cioè Far del bene assai ,
in maragnole (capellinn o maragneeù). cioè lucrare e per lo più poco onesta-
Fen magengh. Fieno maggese. Fieno mente ncll' amminislrare checchessia.
della prima segatura de'prati che a se Tegnl i bcsli a fen. Governare a
conda delle stagioni suol tagliarsi sul seccume, cioè a foraggio secco(Giornt
liuir di aprile o a'primi di inaggio. Georg. Il, 223 ).
FEN ( IOI ) FEN
Trà-giô i andann de fen. . . . Spar- Feneslrœù. Finestrino. Finestrina. Fine-
pagliare le slrisce delГ erbe falciate strello. Finestrella. Finestrelta. Fine-
- e ammontate per sovvolgerle e ra- Fenestrón. Finestrone. (struzza.
sciutlarle a dovere. Fenestrorin. Finestriicolo.
Vessegh attorna di carr de fen. Feni(c/<e i piii colti dicono piii volcn-
fig Esservi ostacoli grandi. V. tieri Fini). Finiré. Terminare.
anche sopra Iucontrà on carr de fen. Dove vala a feni mo? Dove mo va
Voilà el fen. . . Andar sovvolgcndo ella a parare o a ferire o a batiere ?
l'crbe da fieno onde s'asciughino bene Dove ha a riuscire quesla involtura ?
per inlicro. I Francesi dicono Faner, Feni la rocca. Sconocchiare.
come Faneur e Faneuse i lavoratori. Fenilla-fœura. Definiré. Dissolvere.
Fenàda. Iticalta del fieno. Accapezzarc. Spedire. Sbrigarc. Finir
Fcnaggià. T. cont. Lavorare a sov- la danza(Lasca Sibilla I, 1). Conchiu-
volgere, ammontare, rastrellare e in dere definitivamente.
carrare i fieni. Fenilla о dent о fœura. Finiría.
Fenaggión. T. cont Quel fiena- Faríafinita. Cávame cappa o manlello.
juolo cbe attende col forcone ad am O fatlo o gnasto.
montare e sicurare i fieni sulle carra. Fenilla pù. Dare la stura al truo-
Fencisc. V. Infencisc. goloÇLan. Rag. civ. II , 4 )• Porla sut
Feneàn. Scioperato. Sparapane. Perdi- liulo. Menare il can per V aja. Fare
giorno. Scioperone. Scwperonaccio . Pol- una lunghiera о una lungagnola.
trone.Ozioso. Infingardo. Il fr.Fainéant. Feniinmela nen ! L' è vara dc fenil
Fenèster dicono alcuni per (Eucc del la. Suviafiniscila! Fallafinita. Maipiù.
mors. У. in (Eùcc. Ghe vœur on scsin a comenzà с on
Fencstra(epiù collant. Y'xaksXra).Finestra. sold a feni. V. in Sesln.
Spall. Slipiti = Scoss. Davanzale = In sul feni de la giornada e sim.
Square. Strombalura = Architrav. Ar In sullo o Nello scorcio del di , ecc.
chitrave. Lus. Vano — Pedegalla. . . . = L' è fenida. fig. Siamo spacciali o iti
Pè. Base? Zbccolo? (Scarpón. о per le fratte. Facciamne il pianlo.
D' on bus fà ona fenestra. У. in Non è piii rimedio. La pietra è cadula
O mangia sta menestra o salta sta net burrone.
fenestra (che anche dicesi O el dent V è minga nanmó fenida. fig. Dam-
o la ganassa). A questo fiasco biso- melo morto. 11 di loda la sera. E' non
gna bere o affogare, ed anebe sem- è ancora ándalo a letio chi ha ad avere
plicemente bisogna bere. Dicesi a chi la mala nolle.
siano proposti due partiti e che sia No soo come Pandará a feni. Non
forza accettarne uno. ne vedo segno(ßib. Calami. V, 9).
Stà a la fenestra. Starsi о S/are alla Vuj on poo stà a vedé come la va
Jinestra. Trattenervisi aflacciato; e fig. a feni. V& vedere a quel che si riduce
Star allafinestra{Pau. Poet. II, xm,4 1 )■ la cosa(Bib. Cal. Ш, 11 e V, 5).
Star a vedere; non agire in checches- Feni vuD. Finir uno. Ucciderlo.
sia, e piuttosto stare aspettando il Fenida. Ad. di Cà. V.
bello о il destro d'agire ; il che fam. Fenii. Finito — Faa e fenii. Frase che
direbbesi talora Stare sulle voile. Aspet- aggiungiamo per lo piii in mal senso
tare il porco alla quercia o la palla a sustantivi corrispondenti , come per
che balzi. es. Birbon faa e fenii, Asen faa e fe
Fenestra. Finestra. Foro quadro o qua- nii , Giorgia fada e fenida , ecc. a de
drilungo che hanno in sè certe pin- notare eccellenza di tristizia, scioc-
zette , alcuni coltelli da cucina , i chezza о simili. Briccone della terza
grossi inlilacappj e sim. i quali di- cotia, Be degli sciocchi e sim.
consi perciô finestrati. Fenil. Fienile.
Fenestra. Cruna, e ant. Cruno. Foro Bussera. Tromba = Usell. Abbaino.
deir ago — Komp la fenestra d' ona Feniroeù Spezie di с!шре(сул/^*),
guggia. Scrunare un ago. inselto che fra noi trae questo nome
FER ( i oa ) FER
dal suo frequentare i fienili alloia Feràsc dicono in alcune parti del contada
quando vi sta il fieno raccolto di fre il Migliaccio (sangue porcino cotto).
sco. Anche i Bolognesi lo dicono Fnarbl. Ferasciœùla e Ferasciœùra. Fierùcola.
Feniüva(A la). Alla fine, A cose finite. Fiera di poche tavole ?
A cose definite — Infin délie fini. Per Feri. Ferire. Far ferita; e cont. Fcdîre.
conchiuderla. A ridurla (Nelli L'Astr. Feri in del viv. Ferir nel cuore.
1, 8 ). Infine inJîne(Redi Op. VI, io5). Feri assol. e Feri la fantasia, met. Fe
Fenizión. Fine. Finita — Definitiva. rire. Pugnere. Destare.
Fenôcc. Finocchio , e propriamentc Fi- Ferida. Ferita — Trafitta.
noccliio dolce. Finocchione. Ona ferida de nagott. Ferita Uevis-
Erba bonna fa fenocc. У• in Erba- sima , e scherz. Una leccatura.
bonna. Ferii. Ferito.
Fenoccitt. T. de' Ciambell Con V¿ mej vess ferii clie mort, fig- È
fetti che si nominano cosi dal seme meglio coder dallaJinestra che dal telto.
di finocchio onde sono regalati. Tra mort e ferii gh'è nissun. Лол
Fenômen. . . Fra noi solo i dotti usano ci s'è azzoppata una gallina{Cecchi
la voce nel senso íisico ; i più se ne Assiuolo V, a). Dicesi per indicare
valgono per indicare ogni singolarità non esser in effelto succedulo a un
in genere. L'è. on Icnomen. La è cosa batostarsi di parole alcun guajo cor-
singolare. È mirabile a dirsi. È una rispondente. In molli casi tradurreb-
maraviglia. bcsi anche per Assai parole e poche
Fera. Fiera. Mercato di gran momento lance rotte — Autant de morts que
i cui maggiori pagamenti sono per a de blessez il ny eût qu'un cliapeaa
tempo o cambiarj. perdu(Roux Diet.).
Angonia de la fera. Fiera fredda. Feriœù. Ad. di Quadrèll. V.
Scorcio di fiera. Dicesi quando i ne- Fcripola o Felipola. V. Lughéra.
gozj délia fiera sono intorno al fine, Fèrla disse il Maggi(\\ , 92) per Férola. V.
с la roba avánzala suol darsi più a Ferma, s. f. Fermo. Nome proprio usato
piaccre di quando essa è in fer nella frase Vess devolt de san Fer
vore. ma. Far lèpre vecchia о la lèpre srec-
Canzonà о Mincionà la fera. Min- chia. Dar addielro quando si vede
chionar lafiera. Corbellare, canzonare. qualche pericolo.
Fera de pocch. У. Ferasciœùla. Ferma, s. f. . . . Appalto délie gabelle
In sul bon de la fera. Mentre la e rendile pubbliche.
fiera è in fervore. Ferma mista. . . . V appalto di cui
Fera noi diciamo per estensione anche al sopra, diverso perô da esso in questo
mercato qualunque ; per es. In di paes che dove Г appalto semplice è tutto
de fœura per la soa fesla gh'han sem afiidato aU'nppaltatore {fermer), Гар-
per ou poo de fera. In contado non palto misto va a coinime coi Dele
è sagra senza un po' di festa(cioc gad del pubblico. У. Fermer.
senza un po' di mercatuzzo di robe Férma. s. f. Fermata. Ferma. V. Fermàda.
per lo più mangiative solite vendersi A la ferma. T. di Caccia. A fermo.
li presso il luogo dove si fa la festa). Can de ferma. Can da fermo.
Ai fest de Pasqua gh'è la fera di na- Férma. s. f. fermo. Nellc arti dicesi
ranz in Borgh di Grazi e a Sant'An- cosi quel coso qualunque che entri
giol. Per Pasqua d'uovo è gran mer nc'varj lavori a oggctlo di raltenere,
cato di melarance alle Grazie e a fermare , assicurare. Per es. Zainér
Sant'Angelo. A la Madonna d'Agost con la ferma. Cerniere col fermo.
gh1 è la fera di melon a San Cels. Per Ferma. Fermare. Rattenere - Ferma ferma
ГAssunta è la fiesta de' poponi a San .... Grido che si mette onde siauo ral-
Celso — У. anche Porta a cà de fe tenuti cocchj ocavalli correnti a furia-
sta in Fèsla. Ferma. Arrestare, Menar prigione — Fer
Forestee che ven a la fera. Fie- ma ferma. . . . Grido d' accorruomo
raiblo(Gior. agr. VIII, 186). ]i onde »' arresti alcun delinquente.
FER ( i o3 ) FER
Fermà. Calzare. Imbiettare. Fermézza. Fermezza. Saldezza.
Ferma. T. di Caccia. Рип1аге($а\] Or- Férmo. s. m. Arresto. Arrestamento.
nit. II, 168). Fermare. Férmo o Férma. ad. Fermo.
Fermàa. Fermato. Fermo. Pósalo. Canto fermo. Canto formo.
Fermacadènn. T. d'Orolog. Fermacorde. Stà fermo. Statli formo. Staformino.
Guardacatene. Pczzo dell' oriuolo da Vess mai ferma in d' on sit. Non
tasca , che serve a far sentiré il fin aver regno Jermo(Nicc. Mart. Let. 8a).
délia catena quando è finita di caricare. Fernabùcch. Fernambucco. Legno del
Ferinàda. Fermala. Posata. Pausa. Re Brasile. Venino? Il legno della Cce-
sta. Rislala. Rimasa. Indugio — Fer- salpinia echinata de'bolanici.
matura. Fermamento. Fernesia. Frenesia. Famélico. Delirio.
Fermàda. T. Mus. Fermata. Corona. Andà in fernesia. Dare in frenesia.
Fermadlnna. Soffermata. Breve fermata. Vess in fernesia. Freneticare. Far-
Fermàj. Fermaruota? Quadruccio di le- nelicare.
gno, sporgente fuori d'uno dei quarti Férol. s. f. pi Nella conocchia sono
superiori délia ruota da campane , il dette cosí lutte le liste in cui venue
quale urtando in un dato punto fer fesso il bocciuolo penúltimo verso
ma la ruota e non permette che col il campo per darle l'uzza о il ventre
suo aggirarsi possa riuscire a dan- su cui sostenere la materia da filarsi.
neggiare nè la campana , nè sè stessa, Férola. v. brianz. Verga. Dal latino
nè la risonatiza. Ferula. lu oggi perô comunemente i
Fermamént. Ferinamente. Di o Performo. Brianzuoli dicono Férola о Ferla e
Fermantipört Bietta o Dado di Ferolhlt quello che i più de' panieraj
legno coi quali si calzano da piede dicono 7'àpp. У.
gli usciali(<m/i¿w<) perché stiano aper- Férola. v. br. Tondino da inferriatc.
ti quel pin che un vuole. Feronié. . . . Specie di borchia о fer
Fermapè Sp. di cordone che mezza onde alcune donne usano ma-
sta nelle cosí dette Ramp d' assi. V. scherarsi la fronte sconciandola se
in Rampa sig. 3.° candida e liscia , coprendone la rap-
Fermass on poo. Sostarsi. Soffermarsi. piastratura se d' altra fatta.
Fermass in sui duu pee. Fermarsi Fèrr che anche fu scritto Faèr. Ferro.
o Arreslarsi di botlo o di colpo. Fermo Questo métallo tal quale si ricava
le piante ristarsi. dalla fcvr\era(cava del ferr) dicesi
Fermass ü(i prezzi). Riposare. (vàa. Minera de ferr. Ferro nativo. Vena
Ferment. Fermento. Fermenlazione. V. Le- da ferro. Miniera di ferro, della
Fermènt. fig. Un bollibolli. Un subbugiio. quale la non buoua che a fare
Fermenta. Fermentare. Lievilare — e fig. polvere da scritto dicesi con par-
Ribollire. Fermentare. Agitarsi. ticolar norae Agro;
Fermentàa. Ferméntalo. Lievitato — Bin a Dalla ferriera o sia dal íomo (fusinna
fermentada. Birra ben ferméntala. grossa) ove si cola esce in
Fermentazión. Fermentazione. Ghisa о Ferr crud. Ferraccio(Targ.
Fermer. Appallalore. Chi s'assume Tiu- Viag. III, 189).
carico di riscuolere a suo rischio le Ferr recott. Cotticci di ferro.
gabelle o le rendite pubbliche pa- Massellato e agguantato colla presa
gaudone alio Slato una determinate (tenaja destesa) che sia , il ferro
somma di danaro. Questa voce Fer dalla ¡ncudine ove si lavora o dal
mer (d' origine franzese Fermier ) ci maglio (maj) ove si batte esce in
era nota anche nel secólo decimose- Ferrarezza. Ferrareccia. Ordinario
slo, perô con più ristrelta ed esclu- diforriera (cioé ferramenta gros
siva significazione , giacchè i nostri se come vanghe , vomeri , scu-
governatori chiamavano negli editti r¡ , ecc. ). Modello. Lamiera. V.
ilaliani Amministrator del sale quello anche Serciaria, ecc.
che negli editti spagnuoli chiamavano Ferr lavoraa. Ferro sodo (Tariffe to
Fermera. scane); e questo
FER ( i ) FER
Dal distendino ( rnaj de sulliladora) di braccio fiorenlino è diviso in
esce in tre qualtrini, ed equivale a circa
Fcrr piatt. Ferro sodo quadro (Таг. tre ccntimetri). Noi invece specifi-
tose). Ferro in lastre. chiamo il Quader dal numero бо
Fcrr tond. Ferro sodo tondo. Ferro al 56 decrescendo, e diciaino Qua
in verga (Tar. tose). der de 6o , de i/c jS, ecc.
Fcrr otangol. Ferro sodo bistondo Terenghetta. Reggetta ?
(Tar. tose). Terenga o Terenca o Tarengh. Reg-
Ferr piegaa. Ferro capivollo (Таг. gettorie ?
tose). Capivollo. Capivollino. Resg , Spresg , Vergell , Vergellon.
Dal distendino ( ciodirceula ) esce in Vedi nelle respettive sedi alfab.
Ciodaria. Chiodagione. Chiovagione. H Ferro sodo toudo e blstondo (ferr
Staccheltaria. Bullettame - Mezzana tond e olangol) si speciiiea secondo
ib Ile quali vedi le sedi alfabeliche. grossezza crescendo in
Jl Ferro sodo quadro {ferr piatt) si Rainctt cruíf, Ramett recott, Bordio-
specifica poi secondo spessorc cre nin , Bordion suttil, Bordiou mes
scendo in ial!, Bordion grossi, in Fil de ferr.
Lamerá de Svezia о de Germania. Tondinella de la prima. Tondino.
Labaldone. Lamiera Gna£ grande. Verga sottile per ferri da porliera.
Lamerá bressauna. Lamiera a colpi, Tondinella mezzanna. Verga ortiin.'
cioè quella non bene spianata su Tondinella grossa. Verga grossa.
cui veggonsi i colpi del martcllo. Tondin de i íinna al {.,>. cioè da
Lamerin. Lamierino. Lamiera per uno, due, tre pezzi, ecc. per ogni
tubi da slufe e simili. fastello. Bastoni ?
Lamerá. Lamiera. Lamiera mezzana. Del ferro capivolto si hanno
Lameron. Lamierone. Lamiera da Vcrgella piegada. Verzeih capivolto.
fabbricar padellc, seghe с sim. Capivolto.
Ferr sor o sold Tondinella piegada. Capivollino ?
Lamierone grosso due punti del 11 ferro poi si dice inoltre, secondo
braccio nostrale, di cui si fa uso qualità e lavoratura ,
per casse di ferro, scrignoui e sim. Fcrr crud. Ferro agro.
Mojetta. V. in Piatta lissa. Fcrr ladin. Ferro dolce.
Reggia o Resgia o Rasgia d'asnin. Fcrr mezz lavoraa. Ferro dirozzalo.
Jieggetlina ? ( mulo ? Ferr polii. Ferro tavorato.
Reggia de mull. Lastra da Jerri da Ferr sfojos. Ferro faldoso.
Reggia de cavall. Lastra da Jerri Ferr sgresg. Ferro grezzo.
da cavallo ? Ferr smorbi o dosmestegh. . . . Fer
Piattinna. Quadniccio sliaccialo. ro grasso с spugnoso.
Nastrino. Nastrino per grate. Ferr violaa
Bastardo — Bastardino. Ferr violett limato e brunito.
Quadrett. Quadretto — Quadniccio Ferro ramato.
— Quadruccino. Noi lo dividíanlo Ferro stagnate.
in Quadrett de duu, trii, quat- Da Ferr si hanno i seguenti modi:
ter, ecc. pont; cioè in Quadniccio Boadfcrr. Legno ferro(Targ. Viag.
da due , tre , qualtro punti di IV, 20 ). Dal fr. Bois de fer.
braccio milanese o sia da otto, do- Coronna de fcrr. Corona di ferro.
dici , sedici millimetri di spessore. Corona fcrrea(Slov'ici Italia ni). Quella
Quader. Quadro di cui 1c magone corona il" oro tempestata di gemine e
toscane noverano più specie, co rigirata internamente da una lamina
me Quadro grosso , Quadro da di ferro venerata per uno dei cliiovi
letli, Quadro di soldo, Quadro di coi quali fu contillo in c.roce il ilu
soldo e crazia , Quadro di qual stro común Redeulore, la quale sor
tro quailn ni . Quadro di disten bas! da tempo assai áulico nel Teso
dino , ecc. (c uotisi che il soldo ro della Caltcdralc di Monza per le
FER ( ю5) FER
regie coronazioni. Da essa ebbe nome ierro proprj d'alcun'arte nicccaiiica,
rOrdine cayalleresco detto délia Co come pure ogni strumento da lavoro
rona di ferro. JIuratori , Fontanini , encorché non di ferro. Talora haiino
Zucchi, Giulini, Antolini scrissero am- aggiunti particolari come lulli quelli
piainenle di questa Corona : consul ti che nomineiù qui sotto; e pin spesso
le opere di quei dotti chi ne desi- banno nomi speciali dei quali veg-
derasse maggiori notizie. gansi le rispettive sedi alfabetiche.
De ferr. Ferriccio(Lor. Med. canz. Fèrr. s. f. pl. T. de'Mugn. . . . Pezzi di
io5."). Ferriguo. liobustissimo, fortis ferro i quali allorchè non vi è più grauo
simo. nella tramoggia cadono e avvertono di
Digeri anca el ferr. Digeriré anche ciù il mugnnjo. Qucsti ferri inetlouo
i coltelli(Pan. Poet. II, xxtv, 36). Avère capo a certe nottole che noi diciamo
venire di struzzolo. Moriggiœur e i diz. ital. Tente/melle,
Fà ona carta de ferr Fare Fèrr. T. de'Sarti e Cappel. Ferro da
una scrilta ineccepibile. spianare. Quadrello?(A\b. ene. in Cra-
La calamina la tira el ferr. fig. . . . chetta franzesisino da schivarsi). Ferro
Naturam sequitur quisque suam. più stretto, più lnngo e più grave
Omm de ferr. fig. К. in Omni, di quello da dar la salda alle bian-
Perd Herr. Sferrarsi pari, di cavalli. cherie , col quale i sarti usano spia-
Pont de ferr. Ponte di ferro. Ponte nar le costure, e i cappella! lisciare
a Jili di forro ( Giorn. agr. tose, ove i cappclli, móntame le tesé, ecc. È
parla di qtiello falto sulla Cecina , la Craquette dei Francesi.
credo único sinora in Italia ). Ferr a botton. T. de"1 Manise. . . . Ferro
Sass ferr. V. in Sàss. per dare boltoni di fuoeo a' cavalli.
Scoldass i ferr. fig Accen- E quello che i Franc, dicono Bouton.
dersi d' amore. Ferr a cantón. T. d'Intagl. in legno.
Strada de ferr. Slrada di forro. Scarpello torto.Se ne fa uso per isbieco.
Sitada/errata. Strada a rotaje di forro Ferr a tàj. T. de" Manisc. Taglio? Ferro
( Fogli ital. nel parlare in genere di incisorio pe' cavalli ; quello che i
tali strade , e in particolare di quella Francesi dicono Couteau à feu.
da Milano a Monza , única sin qui in Ferr a té Ferro che ha forma di
Italia ). T, il quale si usa per assicurarc nel
Testa de ferr. fig. V. in Tèsta. muro gli stipili degli usciali (antipbrt).
Vess come Г or e el ferr. V. in Ôr. Ferr de bànch. V. Corlell de bauch.
Vess de ferr. fig. Esserdiferro. Aver Ferr de hast Ferro appnutato
le braccia diforro(Monos, ¿¡o). Essere da un capo e piatlo riquadrato dal-
instaiicabile — Esser forrigno. V. in l'altro, col quale si ficca beu adden-
tro la borra nci basti. E il Fer à Ini
Vess minga de ferr. fig. . . . Es tier dei Francesi.
sere uoino, e soggetto a stancarsi. N'ê Ferr de boiFà in del fœugh. Sqffione.
tre pas defor dicono anche i Francesi. Ferr de borlón per Cañón sig. i Г>.° tr.
Fèrr(o Vue II). Appello. Nel giuoco del Ferr de but lia. У. in Fèrr qui contre.
pallaniaglio è quel cercliiello sul quale Ferr de brascà (cite alс¡mi dicono anche
si poue la palla innanzi battcrla. Brascón) Gran palo lungo
Bon.ßiiono/^Gocubb о Ca ti s.Marcio? dai cinque a'sei metri, per due terzi
Fèrr. Ferratura. Ferramenlo. Tutto il di legno, e per un buou terzo tutto
ferro che si mette in opera per ar di ferro, da capo del quale è confuto
mare porte, imposte, carra, carroz- un quadruccio di lamierone con rin-
zc, e simili lavori grossi. El legnamm forzi di bandcllette incrocicchiate, qua
el costa des, e el ferr cinqu. L'os- druccio che è detto Tnppa da'nostri
satura vale diea , la ferratura cinque. fornaciaj. Servonsi di esso per ¡spi-
Féir o Ferr de boltia o Ferr del mo gnere le hrage sollo i quadrucci nella
stee. Ferramcnli. Ferri. In generale l'ornace. Lo credo il Poussoir dei
diconti cosí tutti gli strumenli di Francesi.
Fol. II. 14
FER ( i 06) FER
Ferr de busècca. Ferro da confiar le I branche corte úsalo со1 cavalli che
trippe ( Scappi Op. flg.). St ruínenlo a hanno il difetto di lagliarsi(ín<«/a«).
punta di lancia da ri.iettar le trippe. È il Fer à la turque dei Fr.
Ferr de canettà. Ferri da arroccettare? Ferr cont i boltou Quella
Specie di lunghi spilloni più о men specie di ferri da cavallo nei quali
grossi coi quali, bene accaldali, si esista quella poca di prominenza in
iirroccctlano le guernizioni delle ca- terna che si fa loro ai due capi in
tnice, degli abiti , e simili. foggia di botlone diversa dal Лат-
Ferr de cavall. Ferro. pon e dalT Oreggin de galt. У.
Binda. Lastra •= . . . Branche!{bran Ferr con vuu o duu о più oreg-
ches fr.) = . . . Talloni ?(e'ponges fr.) gin de gatt. . . . Quel ferro di ca
= Ce. Cuiva?(arc fr.) = Barbetta. ñi- vallo in cuï vedasi quel po' di cor-
svolto ? Bibaditura ?(pince fr.) = Cava. nctto che si fa ribadendo da' capi un
lncavo?{youle fr.) = Bus. Bucht. Fori. angoletto della lastra del ferro Stes
Ferr a barbetta. Ferro a rivolto ? No se È. diverso cosí dal Fer à botton
me di quella specie di ferro da ca come dal Ferr a rampon • ed с quello
vallo che ha un risalto alia cima del che i Fr. dicono Fer avec des cram
piede il quale rialza per di sopra al pons à oreille de lièvre.
pié del cavallo. Talora si fanuo anche Ferr covert. . . . Specie di ferro
ferri con due di questi risalti(íem da cavallo che ha pochissimo vano
a duc rivolli? ) ai due lati del ferro ed ha per cosí dire un mezzo suolo
donde incomincia la curva di esso. È per difendere dagli urti il pié dei
\\ Fer à pinçon dei Francesi. cavalli zoppi о altrimeiiti infermi. È
Ferr a lunetta. Ferro a mezzaluna? il Fer couvert dei Fr. — Una specie
Sp. di ferro da cavallo di branche ve nba con meno suolo, la quale di-
corte. Ë il Fer à lunette dei Fr. i quali cesi dai Fr. Fer mi-couvert.
banno anche il Fer à demi-lunette. Ferr curt de dent per el borsin. . . .
Ferr a pianella o ferr a tavola. Sp. di ferro da cavallo di brcvissinia
Ferro a pianella. Sp. di ferro da ca- punta che s' usa coi cavalli mala
\allo elle si va senipre più sottigliando mente abituati allorchè stanno giac-
verso la cima. E il Fer à pantoufle cioni a ficcarsi il piede ne' goiniti с
dei Francesi. cagionarvi que' tumori che i Fr. di
Ferr a rainpon. Ferro a ramponi cono Loupes e noi Borsin.
(Alb. bass, in Crampon). Ferro da Ferr de bujda. Ferro vecchio ? Quel
ghiaccio. Quella specie di ferri da ferro da cavallo che viene lavorato
cavallo ne-1 quali vedesi un orlo in con due sferre(yè/T vece) ribollitc. È
terno ai due capi per ajulare Tan- una sp. di Lopin o di Bassis dei Fr.
dar del cavallo in sul ghiaccio , orlo Ferr de reggia. Ferro di lastra?
diverso dal Bolton e daIT Oreggin de Ferro nuovo ?
gait. E quello clic i Francesi dicouo Ferr largh de binda; Ferr strece
Fer à crampon. de binda Ferro da cavallo
Ferr a sgrilH . .. Sp. di ferro da ca di lastra larga ; Ferro di lastra stret-
vallo che ha un po' di ribaditura delta ta; giacchè Binda è il nome che diamo
Sgrijf per di dentro , la quale ag- alla larghezza di tullo lungovia il
gliante per di sotto il pié della be ferro da cavallo stesso.
stia e le rende sempre più certo Tan- Ferr mocc. Ferro a mezza branca ?
dare sul ghiaccio. Ferro di brevissime brauche che s'usa
Kerr a spinetla. . . . Ferro da cavallo pei cavalli soggetti a gravemente ta-
che ha i due orletti da capo detli bol gliarsi(a intajass).
lón ribaditi superiormente, non per Ferr senza botton Sp. di
di sotto come sogliono essere nc" ferri ferro da cavallo di lastra tulla liscia
roinuni. senza rivolli ne ramponi né proini-
Ferr a spinelton o Ferr a Ja tur neuze di specie alcana. Corrispondc
ra bp. di ferro da cavallo a al Fer ordinaire dei Francesi.
FER ( 107) FER
A ferr de cavall. A ferro di cavallo Ferr de la strada. Licciajuola. Chiner
(volg. ilal.). Di forma traente a quella da allicciare la sega.
d'una porzion maggiorc d'un ovalo; Ferr del camin. s. m. pl. Ganci. Quoi
i teatri sono le più voltc di talc forma. ferri eon ornaincnti d'oltone o brnnzo
Avè traa via on ferr Suol a1 quali si raccomandano le molle с
dirsi coperlamente d'una giovane che la pala ne1 camminetli.
ancora nubile abbia fatto fallo. Ferr de ligador de liber Nome
Dondà i ferr. Chiocciare i Jerri. di quegli strumenti di rame, otlone,
Ferr de cavall rolt о veec. Sferra. bronzo о ferro roi quali si slampa
Vess on orb che ha trovaa on ferr sulle coperle dei libri ogni specie
de cavall. V. in Urb. d' ornato. Vi sono t Ferr de cia/>p ,
Ferr de cavall. in gergo Un roc- Ferr del dors, ecc- che tra i Fr. di-
chio, una fella di trola o símil pesce. consi Fers à palettes, Fers à dos, Fers
Ferr de cerusia. Ferri chirurgici(\o\g. d roulettes , à dorer, à polir , ecc.
it.); in compl. Armamentario chirurgico. Ferr del mestee. Armi. V. in Mestéc.
Ferr de crespa. T. de' Parruc Ferr del triapaja. Falcione.
Ferro a rao'di cesoje le cui due lamo Ferr del zuccher candid Sp. di
sonó piatte ed hanno tie o quallro ganghero che usano i confetticri per
slriature internamente. I parrucchieri attorcere lo zucchero candi o d"orzo.
se ne scrvono per accotonare i ca- Ferr de macaron, f. in Macaron.
pegli. È detto dai Fr. Fer à friser. Ferr de marcà, T. de' Fabbr. di carte da
Ferr de là fior Ne sono di più giuoco Pimzoni taglienli , figu-
specie per ritagliare i fiori linli detti rali a cuori, fiori, picche, ecc. toi
Ferr de ta/ , de incid о sloccà o goffré. quali se ne profonde nclle carte da
У. in Goffré. giuoco la figura da poseía miniarsi. :
Ferr de fà fœugh. AUizzatojo. Ferr de mœula. T. de' Coltellinai
Ferr de fà-sù i rizz. V. Ferr de rólol. Lama di ferro riquadrata e lilla in
Ferr de filettà. T. di Stucciai. Proßla- un manico , délia quale si fa uso per
tojo? Ferro che riscaldato segna orlet- disugnere e ritondare la ruota su cui
tature e filetti negli astucci. È il Fer s' alHlano i ferri taglienli „
à fileter dei Francesi che secoudo Ferr de muH. Ferro a pianella(*fwr.).
più о men numero di strie dicono Fer Ferro largo si che divanza d'un orlo
simple, Fer double, Fer quadruple,ccc. nolahile lutto il contorno del pié- del
Ferr del fieugh о del fogoraa. Paracene- mulo, e specialmentc la cima. К il Fer
re(*fîor.). Semitelajo di ferro di cui à mulet dei Francesi, di cm himno
si fa orlo al focolare d'un cammino due specie, la planche e la florentine.
per sostenere la cenere. Ferr о 11 ampin de pajee. . • -Fe-vro
Ferr de fnsinna Lama di ferro manicalo che linisec in una specie di
aovata di cui si fu uso per rendere uncino assai lungo, col quale i eont»-
equabile il calore ai vasi, crogiuoli, ecc dini traggono la pallia del pagliajo.
È il Fer à forger о à creuset dei Fr. Ferr de papigliotl. . .. ...... . Ferro, a
Ferr de ghitarée Fcrri , altri mo' di cesoje le cui branche hanno
londi , altri piatli, dei quali servonsi da capo due londc cucchiuje colle
i liutaj a racconr.iare le screpulaturc quali riscaldale si abbranrano 1 ca-
nelleassicelle degli struinenti da corde. pegli avvolti nelle carte (í papigliotl) с
Ferr de incassà о de sarà. T. de'Giojell. -si accaldano bene bene per dare con-
Incassatojo. V. Struccaranipón. sistenza e durevolezza all'accotoualn-
Ferr de la bicocca. Fuso. QuelPago che r». 1 Franc, lo dicono Fer per eccelt
fa da perno all' arcolajo ( la bicocca). Ferr de pelà. T. de' Pellatt Ferroîda
Ferr de la canella. T. dc'Confet. . . . spelar le pel Ii ■ Il Fer à repeler dei Fr.
Lama da ripulir la cannella délia pietra. Ferr de praa. Lo stesso che fianza! >f.
Ferr de la coa. T. de' Manisc ...... Ferr de purga. T. deTellntt. . . , . Ferro
Ferro che serve a cauterizzar nclla col quale si rinetlnno le pelli dalla
coda i cavalli. £ il Brule-qucue dei Fr. I] calce, E il Fer rond à talon dei Fr-
FER ( 108) FER
Ferr de raspà. T. de' Pettin. Parone. — Ferr de tajá i obbiadin К
Ferro da allargare. Slrumento a due ferro di cui sopra per ritagliare l'oslie
taglî e a duc manichi per digrossar in bollini.
Fossa da fare i pettini. Ferr de tajá i particol Л
Ferr de refud Ferro a due ferro di cui sopra a uso di ritagliare
fondi e due manichi che ha il rilievo i comunichini.
d'un Crocifisso con due Marie dai lali, Ferr di balènn. T. degli Occhialai. . . .
e che è forma alie ostie da medicinal!. Ferro che ha qualche somiglianza col
Ciapp. Fondi? = Manegh. Maniclti? grisatojo(ranïin) de'vetraj, e di cui
Ferr de rôlol {che anche dicesi Ferr gli occhialai si servono per lavorare
de fà-sù i riz» o i caneHon , o Ferr gli ossicini da balena dei quali fanno
de rizzà, o Ferr de topè). Ferro; e le casse da occhiali.
dottr. Calamistro. Ferro che ha faccia Ferr di brasefoeu de cavriàda. Ferra-
d'un par di cesoje, in una délie cui menti e palettalura de'puntoni(Vas. cit.
• lunghe branche acranalata entra l'al dall'Alb. ene. in Ferramenti).
lia cilindrica. I parrucchieri se ne Ferr di candirètt. T. eccles. La bande/la
servono per nrricciare i capclli e rivol- dei inoccoli votivi.
gerli all'insù verso il cocuzzolo del Ferr di coo che altri dicono Trefila.
capo. È detto anche dai Fr. Fer à toupet. T. de'Setajuoli. Filiera(0\or. agr. Il,
Ferr de saldà. V. Saldadór. ap4). Trafda(\\\ 2Ç)5). Vera libera di
Ferr de soprèss. T. de' Cappell. ferro con quattro о più fori pei quali
Sp. di quadrelloo ferro da spinnare passano i capi délia seta ncl trarla
' che si usa accaldato per hen lisciare che si fa dalla caldaja per poseía dar
i cappelli. È il Fer à repasser dei Fr. loro la torta e riunirli in uno.
Ferr de soprèss. T. de' Parruech. ... . Ferr di cópp. Lo stesso che Müeud. /".
• Ferro terminante in una lastra piatta Ferr d'invedriée. ... 11 ferro tondo e Гар-
' che moderatamente accaldata si fa pas punlato onde i vetrai si servono per
ear sulle treece di capegli euciti per lavorare i piombi delle lastre. Per gli
■ ben àssCstarlt. È una sp. di ferro da altri veggasi Ranzin , Saldadór, ecc.
stirare che i Fr. chiamano Fer à passer. Ferr di ténd. Ferro da bandinclle?
ferr de soprèssa. Ferro. Liscia. Cue- Ferr d'obbiaditt. ..... Forma delle
thiaja. Struniento che ben risealdato ostie in bollini.
' 'sinsa'a distendere le biancherie. È di Ferr d'osti de mèssa Quel ferro
*'■ due specie: Г' uno di lut lo acciajo o di a due manichi e duc fondi in cui
ferraccio sodo; l'allro di acciajo voto rilieva il monogramma IHS, e che
o d'ottone e con anima che i Fr. spe- serve per forma aile cialde d'ostie da
■ cifica-no per»r à repasser en cage — messa cd ai comunichini.
1 F. anche Borlón, Canórr, Ferritt , ccc. Ferr-dritt. T. dcgl' Intagl. in legno. . . .
Ferr de sparg. . .... Ferro lungo un Nome genérico di tutti gli scalpelli
braccio nostrale, grosso circa vin dito, in isquadra quali sono la Spansa, la
e terminante in una lama a mezza Spansetta, ecc. F".
lañóla, col quale nelle sparagiaje si Ferr-drizz. T. de' Pcllatt. Coltcllo da
tagliano fra le due terre gli asparagi scarnire. Ferro tagliente a due ma
che si vôgliono cogliere. nichi che usano a scarnire le pelli.
Ferr de stnccá: . . . .". Specie di sal- E il Couteau a écharner dei Franc.
datojo' da stuccalori che ßnisce o in Ferr per taja i canimel Ferro
un quadrellello o in una lanciuzza. incrocicchiato e tagliente con cui si
Ferr de tajá. ..... Ferro cilindrico, ritagbano le pastiglie cosi dette ca
< 4agHente per di sotto , e vano , che nimel о caramèll.
attrae a sé ¡bollini e i comunirhiui Ferr rótt.fYrrag/(d(Diz.art.-Diz. mil .Gr.)
. cheritaglia fuor delle oialde с Ii lasria Andà per i ferr rott.fig. Tirare i pan-
" 'trscire del vano superiore tollo che ni. Lo stesso che Andà al cagaratt. f.
ne sin il ti\raeviolo(stnpporbn) elle gli Entragh per ferr rott. Avcrci tanta
serre di guardamano. paule quanta ne ha ser Man-ellino in
FER ( 109 FER
parafiiso(Herni Orí. innam, LXV, a — Ferriata a mandovla о man-
Pr. fior.). Non ci avère parte alciina. dorlata o ammandorlala. La grata falta
Melt in del cavagn di ferr rott. fig. a rombi.
Meltere nel dimenticatojo. Scartarc. Tondin. Bastoni tondi — Bastoni
Quell del ferr rott. Ferragliere. quadri = Bastoni ripresati.
Quell di ferr с strasc e veder rott. Anda cont el muson a la ferrada.
Ferravecchi. /Indar in luogo dove si vede il sole
Vess nominaa nanea per ferr rott. a scacchi. Andar alle bu/ose, cioè. in
Essere da meuo che le sferre ; prigione. V. anche in Presón.
cd anche Non aver noine alcuiio, non Ferrada In Piazza Mercanli, da
aver fama. Nel fare gl' inventarj delle lato alla Loggia degli Osii dove oggidi
masserizie di casa le ciarpe, le sferre è la Camera di conimercio , era tren-
e simili robacce si menzionano e prez- t'anni fa un porticato tullo chiuso da
zano in monte come ferro rotlo senza altissime inferriate dove eseguivansi
partitamente nominarle e prezzarle. le vendite giudiziali; residuo dell'an-
Ecco donde è tratta la nostra metáfora. l¡ca usanza del Meltere i beni alle grille
Vorè nanea per ferr rott. Доя vo verso vespro in sulla Ringhiera della
ler clieccliessia о Лол voler uno (Г at- Loggia degli Osii introdottasi nel 1З79
torno se'l si dovesse dare a sconto in da Galeazzo e Bernabó Visconti in
tanta carne per la gat/a(Monig. Serva Milano. Di qui i dettati
Ifob. II, 3). Anda a la Ferrada, Mandà a la
Ferr-stùrt (che anche dicesi Buttavan). Ferrada, Vend a la Ferrada. Esser
Cacciabolle. Scalpello a doccia che si venduto per auloritd pubblica.
adopera per far isbalzar via il legno Ferràda. T. d' Oref. Spezie di
iiegli sfondi. grata di legno con cui si cuopre il
Fcrr-stôrl. T. de' Pellatt. Ferro (*fior.). pavimento delle botteghe d' orefici ,
Specie di coltello a fil rovescio che s'a- giojellieri e simili per poter più fá
dopera a finir di bene scarnire le pel- cilmente raccogliere quel che cade
li. È YÉcharnoir о la Drayoire de' Fr. in terra. E il Grillage dell1 Encycl.
Fèrr. s. f. pl. Ferii. Ceppi. Carcere. Ferràda. Colpo di Jalee frullana(rama).
Condanà ai ferr in villa. Condannarc Falciata? Tagliata о Giro di falce.
a prigione perpetua o a vita; e ant. Ferràda(Dà ona). Dare una mano col
Metiere in finale prigione. Jerro da stirare.
Melt ai ferr o ai ferri duri. Mettere Ferradèlla. ) Graticola. Dim. di Ferrà-
in ferro o al ferro о ne'ferri alcutio. Ferradin. 1 da. V. Pirciola grata come
Ferra. Ferrare — Rinferrare. quel la da cui si parla alle monache
Fcrràa. Ferrato — Rinferrato. nel parlatorio.
Ferràa. fig. . . . Che ha di molti danari. Ferradùra. Ferratura.
Ferrada. Grata. Inferrata. Ferrata. Infer- Ferrajϝ. . . . Fabbro fcrrajo di pochc
riata. Propriamenle il cancello che si tavole, che fa poche faccendc.
fa a finestre o balcon!; chè le altre in Ferraniént. Ferramcnto. Ferrer'ia.
fernale diconsi più particolarmente an Ferrarèzza. s. m. Mercante di ferrarec-
che da noi, tranne il caso di cui piú cia o di ferreria. Grossière se non
sot to, Rcstcllàda,Linghéra, Restèll, ecc. erra il testo. Venditore di ferri al-
Ferriata a cancello- Quella Г ingrosso, come scuri, vanghe, cer-
grata che ha i bastoni ritti. chioui , lamiere ed altri ad uso di
Ferriata a corpo- Quella agricoltori , hottaj , magnani , fab-
grata d'una finest ra o simile che bri , ecc. — Ferrarezza sembra ab-
sporta dal mezzo in giù. breviazione di Mercant deferrarezza,
Ferriata a gabbia. Grata come altre volte dicevasi, per quanto
che sporta tulla in fuori. appare dagli Statuti de' Paratici o
Ferriata inginocchiata. Gra sia dellc Arli di Milano, e singular
ta ripiegata in alcona sua parte a mente da un mcmoriale del 1767 fallo
guisa di giuocchio. dai Calderai e Ramieri per dividersi
FER • ( i JO) FES
dall'università deTerrai — In Toscaua Fcrrltt. s. m. pi Piccioli fern'
la vendita dei fern all' ingrosso è d' acciajo da slirare.
propriété privilegiata dello Stato ; in Ferrón de bauij. T. de' Carr. e Seil.
ogni cilla è quindi un magazzino ge Fermi di un baule. Ferri npiegati fer-
nerale chianiato la Magona a cui n- mati sopra Passe di dietro della car-
corrono i bisognosi di ferri ail' in rozza perché il baule non isdruccioli.
grosso ; ed ecco forse il motivo per Fèrs. Rosell'ta. Morbilli, Rosolia. M:dat-
cui nci dizionarj italiaui non v' è tia notiseimn. E la Bougeole dei Fr.
parola corrispondenle al nostro Fer- Noi diciamo I Fers, e i cont. La Fèrsa.
rarezza che i Francesi direbbero Per Dà-fœura i fers. Manifestarsi i mor-
ron o Ferronier. billi — Dà indent i fers. . . . Bien-
Bottia de ferrarezza. Magoncina(To- trar i morbilli.
mas. .Vira. p. 586). Picciolo magazzino Fèrsa(la) c. cont. per I Férs. V.
di ferreria che anche in Toscana è con- Ferlàda(t7i€ anticamente dicevasi Ferla?,
cesso a qiialche prívalo di lenere pel ed ora assai comunemenle Fritada ).
traffico minuto. Frittata. Si usa in tutti i sensi si al
Ferràzza. Ferretería. Cosí chiamasi da- proprio come al figúralo. У. Frittàda.
gli argenlieri , orefici e doratori a FertadÎD. Fritlatina. Dimin. di Friltala.
fuoco una lamiera di ferro, tirata quasi Ferladùnna. Friltalona. Acer, di Frittata.
a foggia di scatolino senza coperchio, Ferù. У. Farù.
in cui si pone Toro od anche 1' ar Fésa. Spicchio. Una délie particellc della
gento, il platino ed altri metalli per cipolla, dell'aglio e simili che ne com-
incuocerl¡(/«í ross) prima di bian- pongono il bulbo, cd anche ognuno
chirli o di far loro subiré altre mii- degli spazj in cui dividonsi gli aranci
lazioni volute dalla circostanza del e simili agrumi sbucciati che siano.
lavoro. La nostra voce procede forse dal cél
Ferrazzetta Picciola ferraccia. У. tico Fes ricevuto per mezzo dei Pro-
in Ferràzza. venzali Fes(volla). У. anche Fesin с
Ferrée e Farree. Ferrajo. Fabhro. Fabbro- Fesinœù.
Jerrajo, e ant. Ferratore o Ferrajuolo. Faa a fes. Spicchiulo. Formato a
Dal ferrée no tocca , dal speziee spkchi.
no mett in bocea. У. in Speziée. Fésa. T. de" Macell. . . . Uno de' lagli
Ferrée. Ad. di Fónsg. Fungo porcino. У. di culaccio nel vilello.
in Fónsg. Fesa de fèrr. T. de" Torniai. . . . Ferro
Ferréra. Ferraja. La moglie del ferrajo. che è come una specie di mandorla a
У. in Ziléra. strie diagonali , il quale s'usa da'tor-
Ferrètt. Ferretlo. Ferruzzo. Ferrino. Fer- niai per le accecature , ed è quel
rolino. medesimo che serve ne' macinelli a
Ferrètt. . . . Terreno composto di sab- spolverizzare i semi del calle.
bia agglutinata da un' argüía carica Fesa de narànz. T. de' Coufet. . . Spic
di ferro idrato giallognnlo . assai du chio <Г arancio confetto o candilo.
ro, che si trova in molti campi del У. anche Scorzètta.
nostro contado, e speculmente verso Fèsc. T. di St. . . . Cosi chiamasi una
ouest-ouest-nord. F pessimo iucon- quanlità di caratteri di varie qualilà
tro per gli agricoltori ai quali arreca mescolati insieme, ed anche un lbglio,
anco niaggiori danni che non arre- una pagina о un pezzo di pagina per
chi ai bassi colli délia Brianza il loro inavvertenza o per caso ándalo in
Gessón. V. Chi ne bramasse notizia più fascio , come si suol dire dai noslri
specificata legga le pagg. 55, 55 e 54 stampatori. L'Alb. eue. chiaina liefuso
délia Descrizione geológica délia Pro queslo noslro Fese ; ma io credo ch'c-
vincia di Milano dell'eg. Scipione Breis- gli abbia erralo , giacché per quasi
lak. Milano, I. К. Slainpcria, 1822. lutta Italia Refus significa solíanlo una
Ferrettdn. . . . Jl ferretto di cui sopra lellera shagliata in una parola qua-
cslremamcnle duro. [ lunque , cd é ció che i Franceii con
FES ( ni ) FES
proprio nome chiamano Coquille. La tre feste che si sussieguono a coppia
uostra parola Fesc in vece corrisponde in ognuna delle quattro ricorrenze
precisamente al volg. francese Pâtés, solcnni seguenti :
che leggesi nel Manuel de l'Impri I Fest de Pasqua , de Natal , de
meur d'Anton Francesco Momoro. Pentccos^f. Pasqua, Natal, Pentecost),
Kescée о Martin fescéc. V. Fesción. de Sani' Ambrceus ( cioè le feste di
Kèscia. Feccitt. Sant'Ambrogio e dclla Concczionc ri-
Fcscia de vassell о del vin. Fon- correnti in dicembre). Nei diz. e nei
eiigliuolo. La Puinte dei Friulani. Fec- libri italiani pare che le Feste asso-
cia. Ogni posalura di vino — ed an lutamenle non si usine» mai al modo
che Taso tli boite. V. Gripola e Crop- nostro, ma sempre con alcun aggiuu-
pa de vassell. to , e specialmente che esse denutiuo
Fcscia de 1' œuli. Morchia. le Feste Natalizie dette per eccellenza
Fèscia. met. Infingardo. Pollrone. Ne- Le Santé Feste(Redi Op. V, 22G).
g/iittoso. Tfegghiente. Accidiato. Tardo. Come t'ee passaa i fest? Corne hai
Diccsi Fcscia tanto a donna quanto lu hen pasqualo ?
ad nomo. L' с ona fesria. È un dap- Dà i bonn fest. Dar la buona pa-
poco — E una dappoca. squa ? Augurare felicita per le pasque.
Dcvcnlà ona fcscia. Inßngardire. Im- Dà i bonn fest .... Dare alcuna
pigrirc. Artneghittire. mancia che serva altrui per ben pa-
Fesciàda Azione da infingardo. square.
Fesciaria. Inßngardaggine. Jnfingardla. Dopo i fest. Falto la pasqiia ?
' Jnfingardcria. Tardità. Poltronería. Pi- Fà i fest. Pasquare? Andà-fœura a fà
grtzia. Torpedine. Torpore. Torpi- i fest. Andaré in campagna a pasquare?
dezza. Poltroma. Negghienza. Accidia. Per i fest Per le past/uc ?
Dappocaggine- Per sti fest. Per pasqua prossima?
r'csciœù. Dim. di Fèscia nel sig. maschile. E vale per le feste ricorrenti a pa
Fcsciœùra. Dim. di Fèscia nel sig. fem- squa (o d' uovo o rosa o di серро
minile. che sia) la quale deve sopravvenire
Fesción(t7ie anche dicesi Fescéc). Infin- per la prima dopo il lempo in cui si
gardaccio. Dormalfaoco. Poltioncionc. parla ; od anche per quelle dei primi
Neggltientc. Dappoco. di dicembre.
Fesciùuna. Infingarda. Poltrona. Poltron- Toeù che te faree i bonn fest. Ec-
ciona. Dappoca. coti con che ben pasquare.
Fescionún. He degl' infingardi. Veslii di fest, h'estiinenta pasquali.
Fesin. SpiccUiello. Diminutivo di Spiccbio. Fèsta. Festa.
Fesin d'aj. Canluccio d'ag/io(Salvini Festa de bail, с anche assol. Fèsta.
Annol. Buonar. Fiera 480 col. a § ult. Bailo. Veglia. Vcglione.
— Alb. ene. in Spicchio ). Festa de bail in regola. Vcgliafor
Fcsinœù. Spiccliiellino — Cantuccino? mata.
Fèssa. Sparato. Quelle po1 d'apertura per Festa de prezett. Festa comándala
10 limgo che si fa nclle camice da o di preectto.
uomo , nellc vesti donnesche e nelle Festa mista, . . Propriamente quel
gonnclle per dare campo a indossarle Bailo a corte cui sia ammessa, non
cómodamente, o a iuuestarvi le la la sola nobillà sólita intervenirvi esclu-
sche necessarie. sivaincntc, ma anche la cittudinanza.
Fessin. Dim. di Fèssa. Sparo(k\h. ene. in «* Fee come i dämm in tu la festa mista. «
Camicia). F'essitt del pedagn di ca- ( Art. poet. p. S5. )
mis. Spari da piedc — di manegh. Spari Andà a festa. v. cont. e spec, del-
delle maniche — Fessa e Fessin sono l'Alto Mil. . . L' andaré alle case dei
voci evidentemente latine. parenti a banchetto, e specialmente
Fest. s. f. pl Le Pasque ? Sotto a convito uuzialc ; e di qui Festaô
11 iioinc ussoluto di Fest noi inten- о Fcstavâ о Fcstarin Tuoino, e Fcsla-
diaiuo iudislintamcntc quelle duc 0 dôra 0 Fcstaóra 0 Feslarinna la donna
FES (на FES
cominensali a siQatli convili ; nomi che Fà di gran fest. Stare sulle feite
si portano nel tempo delPandarvi , (Bentivoglio Lett. 190).
tlcllo starvi e del tornarne — Vess Fà la festa. Far repulisti. Fà la
a festa. Mangiarefeslerecciamenle ? — festa a on polin. Mangiarsi tutt'inliero
Porlà a ci de festa quajcossa ai sœu. un lacchino — Talora Fore vento a
Portare délia festa a que'' di casa{chè checchessia , cioc rubar checebessia.
Festa chiamauo i diz. ital. la roba da Fass di adree la nomm di fest. Farsi
mangiare sólita darsi o vendcrsi dove dire villanía. Farsi bandir la croce
si fa festa ) — Forse il De/esta uostro addosso.
di citlá trasse i uatali da queste Fe La festa del Corpusdomen. La festa
ste mangerecce dei nostri buoni vcc- délia Pasqua del Corpo di Cristo di-
chi le quali poseía per la maggior im- cevauo gli anlicbi. // Corpusdomini.
portanza loro in città passammo a no La festa Г è fada per ti. íig
minare Fer, come la Fera di narunz, Il temporale sta sul tuo capo . il colpo
la Fera di melon, ecc. è direlto a te ; il pigiato sarai tu.
Bastón de la festa. V. in Bastón. La I'ifania tutt i fest je menna-via
Chi lavora gb"1 lia ona camisa, e о je porta-via (clic altrevolte, allorchè
chi fa festa glie n"ha do. fr. in Camisa. si feriava ira noi anciîessa , dicevasi
Comanda i fest. Fare o Dar le masse La Crisloforia tutt i fest je porta via.
д1 tremitoU. Dar Гorma a' topi. Essere Befania tulte lefeste le porta ina(*fior.).
coltá che dehbe dar Juoco alia girán L1è minga tutt el di festa. Non sem-
dola. Soffiare il naso alle galline. Cui pre si sguazza? Soi lo diciamo a modo
dar la hállala. Si dice di coloro , di negativa allorchè non vogliamo con
scnza la parola e Г ordine dei quali cederé altrui cio che per ragionevole
non si comincia a metler manu, non motivo o a periodi cousueti si coiice-
r.he a mediré cosa alcuna — Goberna deva altre volte. Nei diz. ital. il del-
re a bacchelta. Aver autorilà assoluta. tato Ogni di non è festa equivale a
Consciá per i fest. Ahhurattar per dire che La fortuna suol cambiare, о
lo modo(Cesar\ Sopraggiunta in Modo). vero che Le cose non vanno sempre
Acconciare o Conciar pel dl délie a seconda del desiderio proprio.
feste. Pagà de festa. Pagar la fcsla(\\h.
Dà festa. Dar festa. Licenziare dal Bass, in Payer la fête). Dare malicia о
lavoro , dalla scuola e simili. altro il giorno délia propria festa, о
De festa. A festa. Festerccciamenle. sia il giorno in etii ricorre la festa
De la festa. iron. fig. Di muschio. del santo di cui si porta il nome.
Dal dt delle feste. Ona strapazzada Passata la festa gabbato lo santo.
de quij de la festa. Una rammanzina Fallo le feste non si trova chi spicchi
di muscliio. gli л/-а:;г<( Lasca Piltz. Ill, 2). Falta
De quell de la festa. Squisito. Ec- la festa e corso il palio , non , ecc
ccllente. Ollimo. Prelibato. Vin de quell Scnza ti se fa minga la festa. üg.
de la festa. fino squisito. Non si fa la festa senza di te , cioc
Di adree a vuu la noinm dl fest. Non si conclude quella cosa senza di te.
Nominar alcuno pel suo nome. Dirgli Sonà de festa. Sonare a festa.
villanía. Dirgli un carro di vtUanle. Vess consciaa per i fest. Essere ag-
Fà festa. Feriare. Festcggiarc. Guar giustato. Essere concialo pel di tlcllc
dar la festa. Festare. feste, cioè stato tratlato male, discr-
Fà festa. Oziare. Feriare — Fare tato , ridotto a mal parlilo.
festa? Slarsi ozioso o scioperato. Non Vestii de la festa. V. in Vestii.
avcr lavoro. Festadóra, Festaô, Festaóra , Fcslariu,
Fà festa o legria a vun. Riceverc Fcstarinna. I'. Anda a festa in Fusta.
fesleggevolmente. Far festa o Helafe Festajoeúra. Feslicciuola.
sta o Hela accoglienza a uno. Riceverc Feslajoeùra o Mczza festa. Fcslajolo{0.or.
con festa uno. Fà ona festa de uo di agr. VU, 5ö). V. Mezza-fèsta.
a vim. Fare maravigliosa festa a uno. Festin. Festino. I'tglia.
FET ( i 13) FEV
Feslin de rœuda. Festino pubblico? Feltinceu de pan. Tagliolino di pane
feglia bandita ? Fra noi pero dicesi (*losc. — Tom. Sin.).
comunemente di ccrte veglie dove si Fettón o Fettónna Gran fetta.
paga o poca monela alPingresso o an Fettón. T. di Máscale. Fettone , e ant.
cor più poca a ogni bailo, e sono Bule'sia o Bule'sio. Eminenz* biforcata,
ridotli ove non concorre che la plebe di sostanza cornea , che è come un
indina délia cilla. fesso o una spaccatura del pié del
Festinètt. Veglíno{Yo\. Ingann. I, 4)- I cavallo, dalfunghia allu corona.
itstinitt. / VegliniÇiyi I, 5). Fettón. gergo. Tafanario. V. CÙU.
Feslhma. Fcsticciuola. Mena el fetton. Menar la toma. Cu-
Festón Gran fcsta. ¡eggiarc; с metaf. Usar lo spadone a
Festón. Veglione(* ñor-). Xome délie gran due garnie. Svignare. V. Tonda — Ta-
di feste da bailo clic si danno о in lora vale anche Faticare. Luvorare.
corle a tutta la citladiuanza, о per au- V. Stronzonná.
torità pubblica ncl maggior teatro délia Fettón per Tajón. /-'.
città. Diciamo altrcsi Festón per an Fettónna Gran fetta.
tonomasia quel veglione, tra i molti Féver. ) Febbre. — Vénula, Accessione ,
che si danno in teatro al carnevale , Fe vera. S Parossismo o Esacerbazion di
il quale suol esscre ogni anno il più febbre, Slato o Forte o Colmo della
brillante ; a un di presso la Cavalchina febbre , Deelinazione o Termini della
de* Veneziani — Il Festone dci diz. ïl al. febbre , Itimession di febbre.
vale sorla tTaddobbo o di smcrlatura. Fevera barlolascia che cont on legn
Fétt. Voce usata nella frase la se descascia. . . La febbre del pigro,
Che fett che foj. V. in Fà. e si rimprovera a chi per iscansarsi dal
Fètla. Felta ; e ant. Coletta. Она felta lavoro s' infinge rollo dalle fcbbri.
de melon. Una felta di popone. Fevera calda. Febbre ardente.
Ciappà ona felta de paes. Venire a Fevera cutía. Febbre acula.
slrisciate. Dicesi dclla grandine. Fevera de beslia o de cavall. Feb
Ciappa sta fetta. О castra questa. bre da /co;ie(*tosc. — Rîm. aut. pis.).
Finocchi. Modo basso che accompa- Fcbbricone.
gnato da un gesto di spregio si usa Fevera del lalt Febbre puer
verso colui al quale neghiamo alcun perale.
oggelto richiestoci. Fevera freggia. Brividi di febbre —
Dann ona fetta о ona succia. V. in Vegni la fevera freggia. Abbrividar
Sùccia. dalla febbre.
Fà-fœura i fett..S/è<teggiVire(Alleg.63). Fevera manginna. . . . Dicesi per
Fetta de pomm, de per, e sim.Spic- ischerzo a chi si lagna di febbre o
chio di mêla , di pera e simili. malaltia , ma pacchia , ch'el gh'lia la
Tajà-giô a fett. Affetiare — e fig. fevera manginna; febbre sorelia della
Far rocchi o salsiccia o ciccioli d'uno. febre goulisardo dei Proveuzali.
Tagliare in fette. Fevera pclachial. Febbre pctecchiale.
Fètla о Vers. T. délie Cave. Filare. Fi- Fevera quartanna. Febbre quartana.
lone. Strato. La disposizione a slrati Fevera scarlattinna- Febbre scarlat-
orizzonlali délie piètre, a dilfercnza <i'nn(Targ. Viag. II, 196).
dei trovanli o dei liloni verticali che Fevera terzanna. Febbre terzona.
diciamo TrinciaiU. V. Avegh la fevera adoss. Sentir di feb
Fctlàscia. . . . Grande e larga fetta. bre. Aver la febbre. Febbricare. Feb-
Fettin. Fetluccia. Fetlolina. Tagliuolo. On bricitare.
fcttin de pan. Un lagliuol di pane. Besogna guarna quejeoss o 011 quaj
Fettinn. s. m. pl. T. di Cucina. Feltucce? sold per la fever. Bisogna farsi un
(Fag. Hirne III, З2). Dicesi del vilcllo po' di capezzale per la vecc/tiaja(ilo-
ridotto in picciole feite e coito cosi in nos. pag. 299). Chi sguazza per lefe
savore con drugherie о erbe odorose. ste sienta il di di lavorare(Oe\\\ Sporta
Felliiireú. i'icciola fetlolina. IV, 4 — Cr. in Sguazzare). Chi sguazza
Vol. II. i5
FIA (114 ) FIA
le J'este stenta il di di lavoroÇSlon. pug. Dà fiaa. Dore flato. Dare tempo.
1 74)- Proverbio che vale doversi sem- Dar comportoÇian. Rag. civ. III, 4)-
pre risparmiare e serbar qualche cosa Pazientare , aspeltare con pazienza.
per i bisogni ful mi, ed с corrispon- Fà bon cl íiaa. Fare buon alito(Gi-
dente al fr. Ilfaut garder une poire o gli Voc. cal. 192).
une pomme pour la soif (Acad, franc.). Fà tegni el fiaa. Far allungare il
Bon per la fever. Febbrifugo. collo(Pan. Poel. II, V, 18). Farsi tirar
Comenzà a melt via per la fever. per ilferrajolo. Ritardare i pagamenti.
T. di Giuoco. Dar beccare alla pulta. Fin che gh' è fiaa gh.' è vitta. Chi
La fever continua la mazza Г omni, ha lempo ha vita.
fig.. Lafebbre continua ammazza l'uomo Islrument de fiaa. Strumenti o Suoni
( .Monos, pag. 245 ). di Jialo.
La fever la m' ha battuu comè. La Lassa ciappà fiaa. Dare ftato.
febbre m' ha irito(Monos. pag. a5). Leva о Tœù el fiaa. Mozzare iljialo.
La fevera quartanna i gioven i e Mancament de fiaa o de respir.
rcsanna , e per i vece la fa sonà la Ansima. Ajfanno.
caiiipanna La quartana suol No trà liaa. Non alitare. Nonfiatare.
avère buon esito nc'giovani, pessinio On fiaa d1 aria. Uno spiro <T aria.
ne1 vecchi. Fèbres quartanos n'on ja On fiaa de vin. Un tratlarello (Pol.
mais Jach sounar campanos dicono in Ingann. IV, 4)-
geuere i Provenzali con incno ippo- Pesa el fiaa o Spuzza el fiaa. Essere
cratica verità del nostro deUato. flatoso o di trislo Jiato. Aver pessimo
Mett Ja fever. Dare la febbre. In- flato. Aver fíalo grave.
generar febbre. Spuzza el fiaa pesg che ona eunta-
Sentiss di sgrisor de fever. Sentiré rauua. Avere un flato d'avello o che
riprezzi o brividi di febbre. ammorba.
Feveràscia(c/ie il Porta itisse anche per Sugass el fiaa. Sflatarsi.
licenza poética Fevràscia). Fcbbrone. Tegni a man el iiaa. fig. Non gettar
Febbricone. parole. Sparagnare il flato.
Feverèlta. Febbretta. Febbricella. Feb- Tegni el fiaa. pos Ritenersi
bruzza. Diminutivo di Febbre. dal!' alilarc ; e fig. Dare pei tempi.
FeVereltinna. Fcbbricina. Febbriciattola. Aspeltare il pagamento.
Febbrettuccia — Febbrettucciaccia. — Tira el fiaa. Alisare. Anclare. Riaver
Она feverettinna de tisegh. Una feb- Palito; e lig. Esserei falto allungare
bruzza etica o polmonare. il eolio , cioè diíferito il pagamento.
Feverón. Febbrone. Febbricone. Tira el fiaa.^/iíí'mare(*tosc. - Tomas.
Feverós. Febbricoso. Febbriflco. Che in Sinon, pag. 5г). L1 alitare atfannoso
duce febbre. quando è difello da natura ma minore
Feverós. Febbrile. Febbroso. doll' asma.
Cald feveros. Calor febbrile. Tira Г ultem fiaa. Fare l'ultime re
Fevrée. v. conl. per Febràr. F. cate. Dare gli ultimi tratIi. Fare le recale
Fcud. Feudo. délia morte. Mandare iultimo Jiato о
Feudetàri. Feudatario. l' ultimo respiro. Esalare lo spirito.
Feudelari de Noveghen. Signor di Tirà-sù el fiaa del fond di calcagn.
maggio. Vale signor da burla , che Ansimare. Alitare a gran J'atica.
ha i suoi castclli in aria, che ha suoi Tœù el fiaa. íig. Serrare il basto
feudi ncgli spazj imaginarj (no veglien, addosso. Stringere allrui. Importuna
non averne). re, sollecitare uno a far checchessia.
Fiàa. Fiàto. Alito — Anèlito. Tum el fiaa. fig. . . . Quando al-
Avè el fiaa. Alitare. cuno recita o favella male e stenta-
Bcv a on tant al fiaa. V. in Bév. lamenle si dice L'è robba ch'el tum
Ciappà fiaa. Pigliar fiulo. Haccorre cl fiaa. Egli ammazza.
o /iicogliere il futo о Palito ■ e íig. Tœù-sù a fiaa. Comperare pt? tempi.
Riavere il flato. Riaversi. Rinfrancarsi. Trà-sùel Или. Mandar Гultimo respiro
FIA ( t i5) FIA
Trà-via el fiaa. Perderé il fiato e il Fiàcch. s. m. fescicaria. Palloncini. So-
tempo. Predicare ai porri. Sfiatarsi latro alicacabo. Alcachcngi officinale.
senza pro — Appiccar brevi — Contar Sorta di pianta che è la Physalis
le site ragioni ai birri. alkckengi de'botanici.
Tutt in íTon fian. In un fiato. Ù'un Fiàcch. ad. Fiacco. Debole. Fievole.
Jiato. A un fiato. Tutlo in un fialo. Cuntalla fiacca Dicesi di
Sollo un riavere d' alito. Tout d'une cosa che dia poco a sperare in b'enc,
haleine dicono anche i Francesi. che abbia cera di non riuscir a pia-
Usmà cl fiaa. fig. Peder dove si trovi cere.
uno , cioè in quale tempera di umore Cuntalla fiacca simile all' altro Па
— Talora anche Richiedcrc di reson magher. V. in Resón.
del prezzo di checchessia , e dicesi De fiacch. Fiaccamcnte.
quasi sempre parlando di cose il cui Ptilost fiacch. Fiacchctto.
preizo si sospetti eccedente. Sur Orazi fiacch. V. in Orázi.
Vess de fiaa. Esser caduco о labile. Fiacch. Ad. di Làtt. У.
Semm turc de fiaa. Siamo caduchi, Fiàccher. s. m. о Fiàcca. s. f.
mortali, soggelli a morte e simili. Nome di quelle carrozze da nolo ora-
Vess fiaa per fiaa. Essere pan per rio fisso, îles! ¡11 le per numeri noti al
Jocaccia. Lo stesso che Vess pan re- buongoverno (a la polizia), che trovan-
stiluii. V. in Pan. si in diversi piazzaletti délia citlà
Vess Ii per trà-sù el fiaa. Essere a pronte ad ogni richiesta a parlire in
confitemini? Essere alie recate délia sull' atlimo. II Martello nel suo Trat-
morte. tato della Tragedia p. 200 le chiama
Fiàa. . . . pari, d'organi il Doni lo dis e scrive in corsivo Fiàccari. Noi avem-
se, e parmi bene, in plurale : Metier mo la voce insiemc coll' usanza dai
le mani sopra la lastatura senzajiata Francesi i quali noininano Fiacres tali
perdo il tempo(Don'\ Zueca, p. 60 verso). vetture o perché in origine stanzia-
Fiàa. Bolsagginel Una délie malatlic del vano in Parigi presso la chicsa di san
cavallo- Fiacre, o perché nel cosí nominarle
Fiàcca. s. f. Fiaccona(*tior. — Zanon. vollero fare antitesi con quclla car-
Rag. civ. I , i e altrove ). Fiacca e rozza adorna di cristalli che i Sici
Fiaccóna(Lanob.Diz. ). Lentezza. len- lian! chiamano Fiacca.
tore , ed anche Svogliatura. Svoglia- Fiaccherlsta о Fiaccarista o Fiaccarée. . . .
taggine. Svenevolaggine — La Fiacca Cosi chiamansi i conduttori defiacres.
dei diz. ital. л ale strcpito, fracasse,. I)al 'olg. fr. Fiacriste. У. Fiàccher
Ciappalla con tutla fiacca. Prendér Fiaccdn. Soppiatlone. Soppiattonaccio. Fa-
sela a quattro soldi il braccio(*losc. gnone. V. Faminción e Fiacca.
— Poem. aut. pis.). De fiaccon. Sodone sodone.
Parla cont ona certa fiacca. V. Parla. Fiadà. Fiatare. Rifiatare.
Fiacca , (che anche dicesi Cól e Cölegh). El podeva nanea fiada del spaghetti
Cocciuola. Scoltatura. Appena polea rifiatare dalla paura.
Fiàcca(s. f. riferihile anche a donna). Non poteva riaver Palito per la paura.
Svogliato — Svogliata. Talvolta si usa Lassà fiadà i cavaj. Dare fiato ai
anche in senso di Faminción. У. cavalli.
Fà la fiacca. Fare lo svogliato. Fiadà. Respirare. Trapelare. Trapassare.
Fiacca ( la ) per Fiàccher. V. Sfiatare • e dottr. Meare. 11 poter Ira-
Fiança. Penfigo? Specie di vescica che pelare aria per qualche spiracolo in
viene sotto la pianta de' piedi a chi alcun oggetto o nelle opere di legno,
pale dal lungo viaggiar pedestre; la di métallo o simili. Per es. Sta vessiga
quale i Francesi chiamano Ampoule. la fiada. Qttesta vescica sfíala. Slo boz-
Fiaccarée e Fiaccarista. V. Fiaccherlsta. zer el fiada. Questo coso sfiata.
Fiàcch. s. m Quel vase nel Fiadáda. Fiatata^lOiC.. - e Poem, d'un
quale cola Г olio all'iiscire dallo slret- autore pis.). Un respiro. Un rifiatare.
tojo onde si vconc esprimendo. Fialaincnto. Un riaver 0? aillo.
FIA ( i 16) FIA
Fiadadinna. Una fiatatina(*losc). Fiànch. Fianco — generic. Lato — sol-
Fiadô. T. de' Mur. Colatojo? Gemido? tintendendone l'osso, Anca.
Sfialalojo? Quel fessoliuo che si lascia Gross de fianch. P~. Fiancùu.
ad arle in certe mura per agevolare Mettes cont i man sui fianch. . . .
Io scolo aile acque. La fr. Chantcpleure. Far come due anse al corpo appog-
Fiamenghinna. Fiumminga. Fiamminglict- giando il dosso delle mani ai fianchi,
tà. Pialto per lo p'.ù ccntinato ad uso e ció le più volle in aria di sdegno,
di portar vivaiide. imperiositá o simile.
Fïamia ? Colporte — Fantino — Sorbo- Senlisscla in di fianch o a da in
ne — Mammamia. di fianch o a bait in di fianch. Sentir
Fiàmrna (che realmente al sing, noi pro sonare la lunga. Lo stesso che Aiidà-
nuncíame Fiàma). Fiamma. giô i sere o la conscenza. Г. in Sere.
Andà a fœugh e fiamma. Andaré a Senza fianch. Sgroppato.
fuoco e fiamma. Slargass in di fianch. fig. Rizzarsi
Faa a Gamm. Fiammato. A fiamma. a panca. Toriuire in sella. Vale ri-
Fà fiamma. Levarfiamma. Fiammare. meltersi in cssere.
Fiammeggiare. Stà ai fianch o ai cost. Ejsere о
Sentiss ona fiamma al stomegli. . . . Stare al fianco ad uno. Tenergli con
Sentirsi ardorc o bruciore alio stoniaco. tinuamente ricordalo chccchessia.
Trà fiamm. Fiammeggiare. Voltass in fianch. Mularsi in lato.
Vegni i fiamin a la faccia. Tingersi Fiànch. T. de* Cappel! H pelo
in vollo if infiammato rossore. Acccn- délia lacea prossima alle schiene.
dersi nel viso o nella Jticcia o nella Fianch tajaa Lo stesso
vista. Fumar per lo viso come stizzon pelo stremato colle forbici.
ardente di fuoco per ira. Fianch strappaa. ... Ii pelo della
Fiàmrna. fig. Fiamma. Amata. V. Morosa. lacea prossima alle schiene strappato
Fiamma. T. de' Manisc. Salasso. Stru- con lama o struraento da ció ; a dif-
mento con lancctta da cavar sangue ferenza dal tajaa di cui sopra.
ai cavalli o ad altre beslie. Fiauchölt, e per lo pi'u al pl. Fianchîlt.
Fiammàda. Fiammata(Lasi. Op. II, n3 с T. de'Cappell. Fianchetlo. II pelo della
pass.). Una baldoria o Unafiammata lacea sottana, pelo più scelto onde
(Pananti). Fiamma. Lieta. Fuoco rhe sogliono coprire le parti più appa
si fa con una fascina о simili e che rent! d" un cappello. È una specie di
non dura moho. L'Alb. ene. registra Dorure dei cappellai francesi.
Fiamma per Licia citando Min. Malm., Fiancón Gran fianco ; grand* anca.
с manda a veder Lieta che poi non Fianconàda. Fiancata. Sfiancata. Colpo
ha traita fuora alfabelicameule. forte nel fianco.
Tœù-sù ona íiammada. Prendere un Fiancùu. Jncacciulo(Vro». fior. IV, III,
buon cnWo(Lasca Cena I, nov. 10.* So, ). Fiancuto. Ben fiancuto.
in fine). Darsi una Jianímala (T'arg. Fiandrlnna. V. Sfiandrinna.
Viag. VI, 5'j). Fiàpp. Floscio. Molle. Debole.
Fiammadinna. Dim. di Fiammàda. V. Fiàsca. Fiasca.
Fiammadônna. Acer, di Fiammàda. У. Da on pè in la fiasca. fig. Lo stesso
Fiammàut. ad. Fiammeggiante. Fiam- che Dà on pè in-la seggia. V. in Scggia.
manle. Fiammato. Kœuv fiammant. Romp la fiasca. V. in Komp.
Ifuovo di pezza. Nuovo che arde о che Vaidà in fiasca. Guardar in cagnesco
sfolgora. Novissimo. In alcuni casi o a stracciasacco о a squarciasacco ,
Piuspo о Nuovo di zecca. cioé con occhio torvo e bieco.
Fiammàscia Acer, dispr. di Fiamma. Fiàsca. Sninfia. Lernia. Dicesi di donna
Fiammètta. Fiammelta. Fiammella. Fiam- smorfiosa, leziosa. V. anche Vessiga tig.
micella. Fiammolina. Fiascàda. ) Lezj. Smorfie. Svenevolag-
Fiammonna. Fiamma gagliarda , vivace, Fiascaria. S gini,
ardcnlissima. Fiàsch. Fiasco — Quantitá di fiaschi
Flaneada. Fianconàda. dicesi Fiascherta¡ chi vende fiaschi
FIA ( i 17) FID
Fiascajo ; il metiere in fiaschi Infia- Fiascón. Lcziosaccio. Smorfiosaccio.
scare; il fiasco da eolio luugo e ritorlo Fiascónna. Acer, di Viksca(sninfia), Smor-
Borbottino ; il fiasco rotto ma tuttora fiosaccia. Leziosaccia.
nella sua veste Bassetta. Fiàster. Figliastro.
El pan del servi l' è come el vin Fiaslra. Figliastra(Cecchi Diam. 1 , 1 ,
del fiasch, a la sira Г è bon e a la in Prov. lose. p. 82).
niattinna l'è guast. Il servir del cor- Fibbia. Fibbia.
tigiano la sera è buono, e la mattina krd'ton.Ardiglione=GambeUa.Staffa.
è vano. Signore , amor di meretrice e Pesia 7. 7 à ¡ fibbi. Sfibbiare.
vin di fiasco la maltina è buono , e Lazzà i fibbi. Affibbiare. Fibbiare.
la sera è guasto. Mezza fibbia. V. Mezzafibbia.
Romp el fiasch se no te podet bev. Negozi de fibbi descompagn. У. in
fig. Cid non pub pigliare uccelli mangi Negôzi.
la ciceHfl(Doni Zueca p. 57). Chi non Fibbia. in gergo. Le bujose. V. in Presrtn.
pub dare alla palla , sconci. Fibbiàssela. ¿ei>ar/a(Sacch. Nov. 78). Bat-
Vedé el cuu al fiasch. Federe ilfondo terscla. Batiere il taccone. Svignare.
al fiasco. V. in Cùu vol. 1.° ар. З78. Andarsene- Darla a gambe.
Fiasch. fig. Cácala. Fibbiátt. Fibbiajo. Chi fa o vende fibbi«-
Fà fiasch. fig. Fare un buco nel- Fibbiètta. Fibbietta.
Vacqua. Far fico. Pisciarsi addosso. Fibbieltinna, Fibbiet/ina.
Dare in ceci о in finche о in nulla о Fibbion. Una fibbia sfoggiata.
in budella. Fare una vescia. Abortire. Ficanàs. Ficcanaso. Inframmetfentc.
Far la zuppa nel paniere. Dar del culo Ficarϝ. T. de' Panieraj Legno
in un cavicchio. Fiascheggiare. Perder ripiogato che s-* introduce fra stecca
la lisciatura. Trovarsi o /limanere col e stecca o gretola e gretola délie
culo in mano. Tornar zoppo. Tornar ceste, dei pameri e simili Dell' alto
col dito nell'occhio{Franc.o Sacchctti). che si stanno lavorando per fare la
Fare vescia. Ber bianco. Andaré alia via alie altre stecche о gretolc che
banda. Dare un tuffo. Avería bianca occorrono per compierle. У. anche
— Ricetta provata e non riuscita — Mancscin.
Bene bene ma la mattina era morlo- Fice. V. Fitt - Tirà-sù el fice. V. in Fitt.
Suol dirsi di tutte quelle cose che si Ficca. Voce usata nel deltato Fà la ficca.
tenta di conseguiré e non si conse- Fare una pedina, una bassetta, una ca-
guono, o di quelle che altri intende- valletta, un soprammano a uno. Im
rebbe far bene e non fa о fa mala pediré o torre altrui una cosa che
mente. slava per conseguiré.
Fà fiasch. Far cecca(*tosc. — Bime Ficcanàs , Ficcaroeù , Ficcón , ecc- V.
d'un poeta pisano). Fare tavola par Ficanàs, Ficarœù, Ficón, ecc.
lando dell'atto carnale — Far fiasco Ficcà. Lo stesso che Fraccà. У.
(Pananti Poet.) parlando d'opere tea- Ficcià, Ficciàver, f'icciàvol, ecc. V.
trali non piacenti al pubblico. Fittà , Fittàvol , ecc,
Fà fiasch in sul pù bon. Partirsi Ficón, che altri dicono Pientón о Ра-
in sul fare del nodo al filo. Lasciare rètt. Passone? Mozzicone che ficcasi in
sul buono. Cader il presente sulCuscio. un canto délia stalletta da poderanti
Fiaschètt. Fiaschelto — Fiascheltino per rarcomandarvi quella fune che
Fiaschètta. ... — Quella íiaschetta del accollata al lattonzolo lo tiene sotto
vino che si portano i viandanti al custodia с délia vacca e dclla chiavè
fianco dicesi fiorraccia o Borraccina. (lilla si al l.i.
Fiaschètta per Vessighètta. V- Ligà al (¡con. Appassonare (Lastri
Fiascón. Fiascone. Gran fiasco. Op. III, 299).
Fiascón e*Fiásch . . . Parlandosi di rap- Ficón. T. agr. Foraterra? Piantatorc? Ca
prcsenlazioni teatrali vagliono quanto vicchio da piantar cercali o erbaggi.
ralliva riuscita, ció che i Francesi Fida dicono i cont. per Féd. V.
direbbcro La chute d? une pièce. Fidà. Fidare.
FID ( ii8 ) FIG
Fidàa. Fidato. Fido. Fedele. di vermicciuoli, e che cotti come lasa
Fidàss. Starsi securamcnte ad ило(Саго gne si mangiano in zuppa. Gli Spa-
Am. past. 87). Confidant. Fidarsi. gnuoli hanno Fideos in queslo sen-
Avcrfidanza. Stare afidanza d?alcuno. so, ed i Provenz. Fidelier in quello
Fidass Г è ben e no fidass l1è mej. di Vermicellajo , cioè fahbricator di
Chi si fida riman ingannalo. II Bur- vermicelli. V è chi trae Г etimología
chiello diceva già lin da'suoi tempi di questa voce da Fidiculce de'Latioi.
« La fede, l'araicizia e il pareutado — I vermicelli sotlilissimi sono detti
» Si stiman jioco rispelto ai danari, a Firenze e a Lucca Capellini, ma
.> Ta] cho gli è senno fidarsi di rado.w sono più lunghi de-1 vermicelli usual i
Anche neir Op. dello Scappi pag. i fia noi.
verso leggesi Chi motto si fida ri- Fidelitt bianch. Vermicelli bianchi.
mane ingannalo , с questa mi pare la Fidelitt giald. Vermicelli gialli.
meglio variante del proverbio. Fidelitt mezzan. Vermicelli mezzani.
Fidàto e Fido. Occhio destro. Cuore. Fidelitl nostran. Ver. di pasta grosso.
I/amico più intrinsico e luíalo; il Fi- Fidelilt sorafinissim. Capellini.
dus Achates dei Latini. Fidelitt suttil. Vermicellelti.
Fidecomiss. Fidecommesso- Fcdecomes- Fidelitl. met. Barbe.
so. Fedecommesso. Fedccommisso. V. Andà a fidelitt. . . . Disfarsi in barbe.
Fitlcommiss. Fidelött. s. m. pl. Vermicelli grossi.
Fidegb. Fégato. Curatclla(A\lcg. p. a55) Fido. Credenza. Fà fido. Dare a credenza.
— Chi pate di mal di fegato dicesi Venderé pei tempi. In Milano il nego-
Fegatoso. zianle, il commerciante dice Fà fido
Al. Lobi = Popœù. Lóbulo ? Lobet- quello che il botteghiere e il volgo di-
ío = Ponta. Apice ? cono Dà a cretta, perché Fido implica
Avegh el lidegh guast > con quej- idea di molta e ragguardevole inercc;
Avè niarsc el fidegh ) ghedun. Cretta di poca e di non molto valore.
Aver in uggia alcuno. Aver l' animo Fido. V. in Fidàa.
grosso con alcuno. Fieri. Voce lat. usata nella frase In fieri.
Cœuses o Tœuss о Mangiass о Mar- In Jïeri(¥ag. Ast. bai. III, 18). In erba.
sciss el fidegh o el polmon. V. Polmôn. FilTa. Tema. Paiira. V. FóíTa — Fifa
Gh' è minga pericol ch'el se scalda nei diz. italiani vale queirucccllo che
el fidegh. Non ne piglierá una scar- noi diciamo Vanvtt.
mana. Dicesi ai flemmatici, ai don agiati Fiffón. Pauroso. Spauroso.
in ogni aliare. Il ne gagnera pas la Fißbnna. Paurosa.
ple'urisie à force de se hâter dir.ono i FúTonón. Arcipauroso.
Francesi. Figàda. . . Colpo di (ico; un fico nel viso.
Maa de fidegh. V. in Màa. « Quell ch'cva biun i figliae se miss a rirl. »
Salamin de lidegh. V. in Salùmm. (Mag. Prot, del Mancornóle. }
Vess dolz de fidegh o de fritura, fig. Figàsc. Ficaccio.
F.sser tenero di calcagna o cascalojo , Figàscia. v. cont. per Brusàda. V.
cioè facilissimo a innamorarsi. Figasciœùra. v. cont. per Brusadèlla. V.
Vess tutt coeur ma sema fidegh. Figalèll, e al plur. Figatèj o Figatij. Fe-
V. in Cϝr. gatello.
Fidegh. fig. Cuore. Occhio destro. Dicesi Figh. Fi'co.Albero ; il Ficus carica dei bot-
di persona carissima. Figh. Fico. Frutto del fico suddetto. —
Fideghin. Coratellina. Curatella. Cora- Lor. de'Mediri nella sua Canzone a
tclla. Il fegato degli uccelli , de1 pesci bailo 33.a disse anche Fi' apocopato
e degli animali quadruped! piccoli. per ischivare un mal suono , e disse
Fidegón Fegato grande. II Fi chinso — Ficami di bassa mano
Fidcl(voce cont. usata anche dal Mag. disse il Caro (Сот. p. 46)*' Fichi di
Cons. Men. 169). Fedele. poco pregio , e in conseg. Ficami ¿
Fidelitt. s. m. pl. Vermicelli. Cosi diconsi fichi al collcttivo — Ohre aile specie
certe lila di pasta falte a somiglianza di fichi che nominell) qui sollo , in
FIG ( i i9) FIG
Toscana hanno i fichi asinacci , i Jichi bislungo, molle, che a perfella matu-
a listre, i badaloni, i bottaj o fiarao- ranza assume fra noi il nome di Pas
ni, i cani, i castagnuoli, i carne di cer- sin; ed è quel medesimo che a Vá
vio, i casini o segeni o sesinio cesini rese e nei dintorni dicono Figh ciolin.
o segini o perliconi, i castresi, i ca- Figh morellon. Fico corbo o sam-
valieri o sanmarlino tondi, i corbini, i piero seconde. Il Ficus carica Sampie-
corbolini, i corteccioni, i dalleri, quei rorum dei pomologi.
delta giuncaja, delta padrona , di Por- Figh negher. Fico sanguinaccio.
iogallo , i donicali, i duracini, i frati Figh nibbiaa. Fico rugoso o anneb-
o verdorñ, gl' incarichi, i tdzzeri , i biato o ajato o vieto.
mariegiani , i mêlant , i me/i , i лл- Figh ostàn.Fïco seltembrino о tardive.
poletani , i palentoni , i papali , i /7a- Il Ficus carica serótina dei pomologi.
squali , i Jichi pere , i poponi o po- Figh passitt o verdes. Fichi verdicci
poncini, i pialtellini, i piccioli, i pi- 0 verdini. V. sopra Figh marchian.
sanelli , i ricciolini , i rigaíí , i ínn- Figh perseghin o berzeghin. V. Figh
tamaria, i zèceoli o zeccoluti , i a*o/- sciattcll piu sotto.
fci/j, i dragoncelli , i garaoncini, i gere- Figh rimes o de rima o de rimen.
<Л", i grasselli, i lampas, i rondoni Fico rossellino rosso.
pisani , i rondinini , g] ¡ scalogni , e Figh roman. Fico romano. Il Ficus
col Burch. (Son. 6) i ßchi aquilini ; carica bruschiottus albus dei pomologi.
sollo i quali nonti pero vanno forse Figh salvadegh. Caprifîco. Il frutto
meno specie che non paja perche delficíw carica caprificus dei pomologi.
varj di essi mi sembrauo sinonimi Figh sciattell (cAe altri dicono Figh
Iratli dai divergí dialctti di Toscana berzeghin о perseghin). Fico piatlolo?
с del Romano. Fico laggio ?
Figh bianch. Fic'albo(\\\cg\\). Fico Figh secch. Ficosecco. Fico di barile
grande e bianco. Il Ficus carica lú (Scappi Op. p. 5 verso). Fico difilza —
teas dei pomologi. Fig. dicesi di Persona magrissima, se-
Figh biugiô. Fico brogiotto ñero. galigna , risecca.
Specie di Pico assai delicato la cui Figh verdés dicono i Brianzuoliquelli
polpa è di color rosso пего. 11 Ficus che noi diciamo Figh passitt. V. sopra.
carica bruschiollus nigeràc'i pomologi. Adree ai figh ghe vœur acqua. Al
Figh che cascia-foeura la gotta. Fico fico Г acqua , ed alla pera vino.
che lia la lagrima, o che ha la lagri- A Г amigh pera el figh , al nemis
ma al becco, o che piange (Sacchelü), pera el persegh. All' amico monda il
o Jonlanello o Jontaniere. Jico e la pérsica al nemico.
Figh che derva la bocea. Fico con A san Michee la pianta Г è toa e
la bocea aperla (Sacch.). Fico un po' 1 figh hin mee. V. in Michée.
«perto(Lorenzo de' Med. canz. 53), e se Avè del figh. Esscr grosso, toado ,
eccessivamenle Fico apertone(id. - ivi). babbco. Esserc un cocomero , un zoc-
Figh íioron. Fiorone. Fico prima- colo с sim. V. Badéc.
ticcio. Ficofiore. Nome de' primi fichi. Brusada con dent i figh. V. in Brusàda.
Figh genoves. Fico zuccajolo ? Cattà in sul figh. fig. . . . Cogliere
Figh madama. Fico lardajuolo o lar- in fragra nli , sul falto.
dello. Fico pecciblo. Fico assai gros De figh. Ficùlneo voce dello stil
so , che fa due volte Г anno , la cui sostenuto.
polpa trac al colore aurino , e che Gandolilt di figh. Granelli di fico.
forse è quel Fico medesimo che il I figh han de vess longh de coli
Tañara nel suo Ecónomo in villa chia- e rott de pell. IIfico vuol avere collo
ina Fico di Madama. Il Ficus carica da impiccato e camicia di Jurfante.
lardarius de' pomologi. ludornienlass sul figh. fig. Dormir
Figh marchian o marchianin. Fico sulla cavezza. Dormir colla fiante-
verdino tungo. Fico bitonlone? Fico Inlilà i figh. Meliere in trecce o in
sangiavanni ? Fico picciuo verde , filze i fichi.
FIG ( J20 ) FIG
Lace di figh. Latlificcio. Latte délie Far buona figura. Comparire fra le
foglie o de' rami teneri deifico acerbo. genti onoratamente. Fairefigure dans
No pera figh. Non mondar nespole. le monde dicono i Fraucesi.
Si dice del non fare meno, del non Fà cativa figura. Fare mala vista о
essere da meno di uu altro. caltiva mostra — Fare cattiva figura.
No vari on figh seech. È simile al- Fà fà brutta figura. V. in Sligurà.
V altro No vari on coo de rengh. У, in Fà figur de can Fare Irislis-
Réngh. sime figure, scomparire.
Resta о Filza de figh. fíocchio di Fà la prima figura. Primeggiare. Far
fichi? (Caro Am. past. p. no). figura.
Salamm de figh. V. in Salàmin. Fà ona bella figura, iron
Salva la panscia per i figh. Serbare Far meschiua figura.
il corpo ai'yícAi(Lipp¡ Malm. III, 45). Fà ona figura de cicolattee. Far
Serbar la paneta ai ficlii ( Bracciol. trista o caltiva о meschiua figura.
Scfiemo falsi dei XIX, i5). Il me- Figura de biribiss o gótica. Figuriiio
glio è di serbar la paneta ai fichi del Callotla. Figurino del Callolu(Cr.
(Assetta II, 3). in Figurina e Figurino). Figuraccia. Fi
Togn pela rogn pela figh capitani gura strôna. Masclierone о Figura du
di formigh. У. in Tógn. cembali. Fantoccio. Buraltino. Figura
Vivee de figh. Ficheto. Fichereto. del Calolta.* Ceffaullo. I Francesi di
Figh. Fico? Sp. di malattia nelle vacche; couo Une plaisantefigure d'komme —
le fregano con funghi per guarirnele. Un figuro. F. in Figurôlt.
Figh de Spagna. Fico a" India. Il Cactus lncœu in figura , doman in sepol-
opuntia de' bot. Il volgo toscano ne tura. Finche Гиото ha denü in bocea
cliiama Fritlclle le foglie. non sa quelle die gli tocca.
Figh de Spagna. Arislolochia clématite. La sesla figura del biribiss. V. pià
Aristologia. trba nota. sopra Figura del biribiss.
Fighée. Ficaja. Albcro del fico. Pittor de figura. Figurista.
Fighée. Fichereto. Ficheto. Terreno dove Robba de figura. Roba appariscente
siano piantati molli fichi. о apparente.
Fighèj. У. Feghèj. Spegascià la figura Lordare
Fighéra. V. deir Alto Mil. Ficaja. Pro il viso; e fig. Fare uno sfregio nel vi
piamente quel Fico il quale da un so. Percuotere nel viso.
grosso ceppo terragnolo manda fuora Figura. Figurante. Ballcrigo che s' in
molli e larghissimi bracciuoli. E cosi troduce ne' balletti de' leati'i per rap-
delto per dislinguerlo daU'albero da presentarne alcune parti accessorie.
fico a pédale alto, il quale chiainiamo Mettes in figura Disporsi
semplicemente Fig/i. V. ■ coi compagni di bailo in quella figura
Fighètt. met. Nasuccio. Naso schiaccialo. che si esige dalla qualila del bullo
Fighètt. Ficolino. Picciol fico. stesso.
Fighetlin. Figura, met. Finzione.
Figotl. . . . Fra i Brianzuoli vale Don- Per figura. A mostra.
naccia mal messa, sciainannata, sciat- Vess bon de figura о de ciaccer e
ta, presa Г idea da un lico piatlolo nagolt oller. Essere un carbone c/ie
schiacciato. tinge e non citoce(Van. Poet. I , vu ,
Figura. Figura. n). Essere inchiostro che non tinge ?
Andà a la figura о Studià la figura. Figura. T. de'Giuochi di carte. Figura —
Dare opera al disegno di figura. fíe, Regina, Cavallo e Fante sono figure.
Brulla figura. Figura di sospetlo. Figura. ... I hotteghini(toiii>£FÙ)ilanno
Fu bella figura. Essere appariscente questo nome a tutti i numeri del
o apparente. Far compariscenza o com giuoco del lotto divisibili per uno
parsa o apparenza. Campeggiar bene. stesso numero, come per es. Lafigura
Fà bolina figura. Averc biton ac- 9 è g, i8, iy, 30', 45, 63, ;a, 81, 90.
cltio. Parer bene — e in altro sig. 'I Figùra. Affronta. Ingittria. Canche Aitón.
FIL ( ia i ) FIL
Fà ona gran figura a vun. Farla Fi buj el fil per purgall. Cuoetr
altrui difigura, fargli grande ingiuria. Г accia(Vz%. flime I, cap. i5, p. 88).
Figura. Far bella mostra. Fà-giô fil. Dipanare.
Figura. Far figura. Fssere in posto emi Fil anmô de purga o minga purgaa.
nente. Ghc pias a figura. Gli place Accia criula. Filo crado(fAb. ene. in
primeggiare. Accia).
Figura con vun Comparire Fil de trà-dent. L'Ordito.
insieine con alcuno; e si dice spe- Fil purgaa. Filo coito.
cialinente dciraccompagnarsi in pub- Fil sbiancaa. Filo curato.
blico donna e uomo galanteggianti. F'il tengiuu. Accia tinta.
Figurita. Figúralo. Sbiancà el fil. Imbiancar V accia.
Figurant. T. teatr. Figurante. Figura. Scavalcà el fil. Scavallare il filo.
Figuràscia. Figuraccia. Trova el fil de Tascia. met. Ilinver-
Figuràss ! Ma pensate! Pensate i>oi(Fag. gare la matassa. Ilavviare o fíitrovare
Aver cura, ecc. II, G). Imaginalevi! Oh il bandoló. Trovar l'agevol bordo. In-
pensa! Figuratevi! Figuriamoci ! cominciare a inlender un rigiro, o a
Figurètta. Figuretla. Figurino. trovar il nodo di checchessia.
Figurètta l'atto ncl giuoco Fil(c/ie il volgo e i cont. dicono Fir, voce
del faraone, per cui il giocatore pun che in alcuni modi vuol esscre cosl
tando soltanto sopra l'asso o sul due consérvala ). Filo.
o sul ire. pure \iuce qualunque di A fil de mort. Infin di morte. Infine.
qucste tre carte gli sia data favore- De fil. Di filo. A marcia forza. Per
volc dal banchierc. filo. A marcio dispetto. Cioè forzalissi-
Figurin. Figuretla. Figurino. raamente.
Figuriii. /7gi<nno(Zanob. Diz.). Picciola Mettes in fir. Himpannucciarsi. Mt-
slampa in cui vedesi la moda del gior gliorar condizione ; rimettersi in ar-
no, incisione di lutta necessità per le nese.
modiste e per le genti del bel mondo. Tirà in fil о in forma. V. in Tirà.
A' tempi andali nui la dicevamo più Vess a fil con la cà. Cordeggiarc
comuuemente La Pigblta de Franza colla cnin(MagaI. Lett, scient. \, 1G1).
perché il niodello ci veniva talora di Vess in fil. Essere in arnese.
là come un fantoccino da pittori ; Fil. Affilalura. Raffllatura. Filo.
oggidi noi siamo suggeritori di queste Dà el fil. Afiliare. Rafiilare. Inacur
mude agli Ilallani, e perciô abbiamo tire. Dare il filo.
nobilitata Г idea col disegno e colla Fil mort. У. Fil-mort più innanzi.
voce novella di Figurín. Fil per Coo. Capo. Filo.
Figurinna. Figurètta. Figurino. A duu, A trii fil. A due, A Ire ca-
Quell de le figurine. Slucchinajo — pi. V. in Cóo.
H Robiui (Mon. di Monza) scrisse Figu- Anda per fil. Cucire a filo diritto.
lalore di gessi poco felicemente parmi. Melt in fil ona perucca. V. in Penicca.
Figurinceù. Figureltina. l'erd el fil del discors. Non rac-
Figurisla. Plasticatore. Plástico — Cero- capezzar più filo che conduca innanzi
plasta—Gessajuolo.StucchinajoÇlucch. — Ciappall. Ilavviare il discorso.
lose.) — fïguw/e(pittore). Stà in Iii. Teuere il filo.
Figuröuna. Figurona(Uoni Zueca p. 162 Fil(wme). У. Gringh.
retro). Figuronc. Fil. Zampillo. Schizzo.
Figurönna fig. nel solo dellalo Fil d' ariu. Bava di vento.
Fa ona figuronna. Far gran figura, On fil de fever * Un filolino
gran mina , grande appariscenza. di febbre.
Figurótt. Un Figuro('fior. — Zau. Piitr. Fil per Filáper. У.
Figl. I, 2). Una brutta figura. Fil. Filo di perle, corail! o simili.
FU. Accia. Filo. 11 filato tal quale pro Fil. Tigli. Filamenta. Fibre de' leguami.
cede dalla conocchia, che poi rattorto Fil. T. de' Funaj. Tréj'olo. Quel filo pa-
dicesi liefe. recchi de' quali formano il lcgnuolo.
Vol. II. 16
FIL ( iaa ) FIL
Fil. T. di Stamp. Filo. Linea. rocca — La donna che fda dires! Fi
Liiiia de fil. У. in Linia. latera o Filalrice ; Tuomo Filatore —
Fil il' azzal passaa per Iraiila. T. degli Finir di trarre il filo d'in sulla rocca
Orolog. Filo di roccheíta. dicesi Sconocchiare — E in proposito
Fil de Bologna. Archime(*iihl.). Salta- di Filare è altresl da ricordarsi il
leone pei rosarj. F". Argentin. proverbio che Chi Jila e fa filare
Fil de castègn. Resta di castagne. buona massaja si fa chiamare.
Fil-de-fèrr. Fil di ferro. Noi lo dislin- Dà-via a fila. Dare ajilare.
guiamo, secondo grossezze crescendo , Filà a fus. . . . Filare traendo il filo
in Fil de ferry Ramelt cruff, Ramctt della conocchiae avvolgendol sul fuso.
cotl, Bordionin, Bordion sultil , Bor- Filà a morinell. Filare a Jilalojo.
dion mezzan , Bordion gross. Kelle II Filar a corletla dei Venez, dimen-
mngone di Toscana è distinto in Sor- ticalo dal Bocrio nel suo Diz.; cioè
terie numerate, dette Piombi daW i filare avvolgendo il filo che si trae
al 9 e Passaperla dal ю albi decre della conocchia non già sul fuso, ma
scendo in grossezza. Dal che giova per mezzo del {¡patojo sui rocchetli.
credere che ai nostri Bordion e Ra- Filà bavos. . . Filare per modo che
mttt corrispondano i Piombi, e agli il tiglio non beue unito inandi fuora
altri Fil de ferr i Passaperla. sbavature e grovigliuoli in sul filo.
Fil de vil. Anguillare. Filare. Filà e fà colzett hin duu mestee de
Fil zopp. . . . Neî vigneti si suol mori de la lamm. . . . Filare e far calze
dare questo nome a ogni anguillare in a mano danno picciolissimo guadagno.
cui inanchl qua e là alcun viligno. Filà el lazz. V. in Làiz.
Fil d' ùr. Gavetla. Gaetla. Filo d'oro tí Filà fatt Filare inirnollando
ralo ch1 esce délia prima Güera. la materia da filarsi coll* acqua e non
Fil genovés. Spago. Funicina rinforzata. colla scialiva.
F. Straforzin. Filà fin o sutlil. Filare sollibnenle.
Fil-môrl. Filo riccio. Filo morto ne' ra- Filà gross. Filar grosso.
soj. 11 Morfil de" Francesi. Filà la guggiada louga.^'.tnGuggiàda.
Fil-mùrt. T. di Masculcia. Setole? Sp. di Filà malinguaa o desugual. Filare
malattia del piede ne' cavalli. sguagliato ?
Fila o Fira. Fila. Riga. Filà tond. Filare agguagliatamente.
Fila de cadregh e sirn. Filatessa. Filà vun, duu, trii fus. Filare un
Fila de montagu. Giogaja. fuso, due, Ire fusa.
Fila de piaut. Filare. Fila. No fà ne fila. fig. Stare infraddue —
Fila de stanz. Riscontro di camere. Nè foo nè fili e la candila la brusa.
Fila de vil. Anguillare. Filare. Non fo ne un aspo nè un arcolajo.
Fila di finesler. ///i«ej7r<T/o(Vas.685). Ni n posso andaré nè pian nè rallo.
Audà-fœura de lila. Uscire di Jila. V. anche in Fà.
De (ila o fira. i In fda. Alla Jila. Per Filà. Fi7are(Paol. Oper. II, 192). Far le
In lila. S Miera. Jîla(i\\ , i$g e altrove). Dicesi del vino
Melles in fila. Affllarsi. Far Jila, scarso di principj alcoolici, basso, sotti-
Ordinarsi in fda. Affilarsi uno avanli le , il quale allorchè è sul guastarsi va
V allro. riducendosi come oleoso. Anche i Fr.
Ona fila de hosij. Filza di novelle. dicono di qucsla sp. di vino qu'il file.
Injilzatura di bugie. Forse anche il testo deH'Ariosto recato
Romp la fila. SJilarc. Sfilarsi. dai diz. ital. con altra interpret.* è da
Trii di a la che fila o Trii di in fila riferirsi a questo Filar oleoso del vino.
in fila. Tre di allato allato ( Sacch. Filà. Filare. Dicesi auchc del cacio lo-
Nov. iGy). Trc di a dilungo. digiano grasso e moderatameute sta-
Fila (che it volgo e i cont. dicono Firà, gionalo il quale, taglialo, inetta di
voce che vuol essere consérvala in al- multe fila viscose e adereuti ai pezzi
cuni modi come si vedrà qui sollo). che si siaccano dalla forma. È indizio
Fdare — poet. Trarre la chioma alla di squiiitezza.
FIL ( i аЗ) FIL
Filà. Filare. Diccsi anche del tessere Filàgna. V. Firàgna.
che fa il ragno la sua tela. Filanda. Filanda(come oggi par che vo-
Filà о Fira. T. de' Funajuoli. Filare. Riu- glia chiamarsi anche dai Toscani dice
nire sui rastrelli(retiej) la quanlilà di il Gior. agr. I, 1 4 1 e V, 227, ed il Gior.
саыара occorrcnle per fame i fili dei Georg. XV, 29З). У. in Séda, Mol in,
quali s'hanno a rommettere i legnuoli Tradóra, Menéra o Menadóra, Scam-
componenti le fuñí — Filare all' a- biànta, Mondarinna, Fogarín, ecc.
sta — Filare alla cintola. Filanda de cent e passa molin. Fi
Fila о Filàlla. V. Tiiàlla. lànda di cento e tanti naspi?
Filà or, argent o sim. Filare. Avvolgere Assistent e Assistenta de filanda. . . .
sulla seta Гого, Targenlo о simile in Uomo о Donna spertc ncll'arle che so-
sotlilissima lama. prantendono al buon andamento délia
Filà seda. Trarre ¡ásela, cioè cavarla dai tratlura délia seta.
bozzoli — Fila de tre, de quatter , ecc. Сарр de la filanda. Diretlor difilanda
г let t. . . . Trarre la seta cavando il (Gior. agr. V , 227 ).
filo di tre o quattro bozzoli riunili — Filandée. Tratlore ( Lastri Op. V, 144 ).
Filà de tre nceuv с vuna frusta. . . . Filandée de pocch. V. Filadorèll.
Cavare il filo di tre bozzoli e un boz- Filaôr. Filalbro.
T^laccio (gussetta) riuniti. Filàpra. Sfilàccico. Le Filàccica. Fila che
Filàa. Filato. La cosa fílala. spicciano da panno rolto o slracciato
El filaa de cà o de Г ann. Jl filato 0 tagliato. У. anche Sfilôzz.
casalingo o dell' annata. Filàpra(e quasi sempre al pl. Filiiper, e
Filaa d'or. . . . Filo d1oro con sollo cont., corne anche ant. seconda il Far.
«ela. П fr. Filé. mil., Filàpor). Faldella. Faldelle. Quan
Filaa. Filato. Partie, pass, di Filare. tité di fila sfilale per lo più del pan-
Fi làa. ad. Continuo. Successive. Seguente. nolino vecchio , sulle quali i cenisici
Di fila. Vott di filaa. Otto di alíalo sogliono distendere i loro unguenti.
allato(Sacchet. Nov. 167). Otto di a Filàpra. fig. Berghinella. Sgualdrinella.
dilungo o alia distesa o di fila. Pedina. f. Sgnansgctta.
Filacorlèj. . . . Amese col quale si puli— Filaprént. Lo stesso che Sfilaprént. V.
scono e s'affilano al tempo slesso le la Fílaprin. Un capello. Un pelolino.
mine de'coltelli senz' arrotarle, cosí Filaprón. Cencioso.
come si fa colla cote a' rasoj e a'lempe- Filarmönegh o Filarmónica. V. Armónega.
rini; talora è una specie di mattoncello Filarócch. ..... Nome che parecchi
di terra tripolitana o simile che altri contadini assegnano a quegl'insetli che
dicono Medon ingles- 1 naturalisti cbiamano Tipule olera-
Filada. Bahbuffo. /7oz4/7i<inzo.f.FeIippfig. cee, ed anche a qualche al tro simile.
Filadór. T.di Cesel., Oref.,ecc. Profilatojo. Filas per Fires. У.
Proffilalojo. Strumento da proffilare. Filaslrôcca. Filastrbcca. Filastrbccola.
Filadór de seda. Trattore di «efa(MagaI. Tiritéra. Fagiolata.Scilbma. Tanta/era.
Lett, scient. XIV, p. 281). Trattore Cinforniata. Intemerata. Cuntà-sù ona
(Laslri Opere V, I/J4 — Giorn. agr.). filastrocca eterna. Fare un cantar da
Filadorèll de seda. Traltorelloifiiom. cieco. Far le litanie pari, di nomi.
agr. II , З01). Filalöj (in genere). Filatojo.
Filadüra Filato. Filatura. La quantita di Filalôj. Filatojo. Macchina composta di
roba da filarsi.-Fi/ato.L'atto del filare. molti valichi per filare la seta , ehe
Filafùs о Firafïis(voce us. dal Maggi nel altrimenti diciamo Molin: V.in Molin
Bar. di Birb. I, 1). Ortolano. L'uccello (anche per le parti come Érbol o Plan
detto Sylvia horlulana dagli ornilologi. ta, Fondlnna, Cochètta, Strofinàzz o
Speeialmente neH'Alto Milanese è cosi Stramàzz, Voltinna, Fus, ecc), Séda,
nominate con voce bergamasca dal suo Vàlich, ecc. — Filatojo. II luogo in cui
verso che assai si approssima a quesle esistono que1 valichi ed anche gli ad-
▼oci :fi .. rafi ..rafi . . ra fi ra fu., s doppiatoj e gl' incannatoj. F. Bina-
iteralissimauiente profferite. dóra, Galettée, Incanaddra, ecc. ecc.
FIL ( 134) F1L
Chi ten filatoj de leda. Filatojajo. Filettin. Filolino. Filetlino. Filutta.
Filalojàda. Ad. di Séda. V. Filettón. T. de1 Legaajuoli. Gattuccio
Filéra. Filatera. Filattcra. Filalessa. Fi- grande.
larata. Filare. — In filera. Perfdiera. Filettón. V. Furia.
In Jila. Alla Jila. Filettón (А). V. in Forzelllnna.
Filéra. T. di Giuoco. Seguenza(d¡ carte). Filettón o Bridón. Briglione. Filetto. Sp.
Filéra. Filalrice. Filatera. Donna che d' imbrigliatura semplicissima.
fila a prezzo il lino, la lana, la sela Imboccadura. Imboccatura = Barbis-
e simili. Ritti? = Manett. Campanelle? SUm-
Filerinna. Filarino (Targ. Viag. III, 4 ig)- ghette?
Filètt. Filetto. Fili. Voce usata nel prov. stroppiaio dal
Filètt. Filetto. Filello. Scilinguagnolo. Il latino Talis patris, talis fili, clie dicesi
filolino délia lingua. anche Talis pater talis filius. La scheg-
Avegh tajaa ben el fîlett de la len gia ritrae dal ceppo. Egü è Jigliuol
gua, fig. Aver rollo o sciolto lo scilin- di suo padreßlooos. 10^). E' non tra-
guagnolo. Non moriré o Non rappal- lignaÇwi io4). Chi i suoi somiglia
lottolarsi a uno la lingua in bocea. non traUgna{[\'\ io5). Dai pruni non
Filètt. T. di St. .. Nome di quelle lastrine nascono Jichi brogiotli(Fag. Av. pun.
di métallo che negli slampati risultano I, TI).
linee separatrici di materic , finche , Filidùra(e ant. Filiùra). Fessura. Fessa.
colonnini. Sono dette Bèglets о Filets Spiraglio. Spiràcolo — Fa nia ra viglia
anche dai Fr., e ve n'ha di più specie, il trovare la nostra voce Filidura
a chiaroscuro , grosse , doppie , soltili prella pretla nelle bocche de'eonta-
che diciamo Filelt ciar e scur , Filett dini sardi come leggesi nel Diz. sardo
de cuu, Filelt doppi, Filett suttil. del I'orru.
Filètt. Filetto. Ogni parte tutta (igual Aria de filidura aria de sepoltura,
mente sottile delle leltere di scritto о V. in Aria.
di stampa — Filetti di garbo diconsi In filidura. A fessolino ?
quelli che vanno ringrossando per Filidurinna. Fessurina. Diminutivo di
unirsi garbatamente colle aste. Fessura.
Filètt. Frenella. Parte del morso. Filigrànna. Filigrana.
Filètt. T. de'Macell. Filetto. Quel taglio Carta con filigrànna Carla
del culaccio che resta soltó la groppa. che ha in sé iinpronti di contrallo.
Filètt e anche Filón o Firón. Schienale. Lavoi à in filigrànna. Granagliare.
Filello(k\h. ene. in Mosciamà). Filo Filiùra. v. a. Fesso. V. Filidura.
delle reni o della schiena. Quell' ani- Filodramàtegh Curiosi riscontri
mella che si trova nelle vertebre che di sorte si veggono pure quaggiù !
sonó Jungo il dosso, e allora sola I magnaniini disegni del nostro Gio-
mente quando n'è tralla per servir van Galeazzo Visconti sciaguratamenle
di cibo. Il Filet de' Francesi. per ritalia tornarono vani, forse per
Filètt de ferr. FU di Jerro. ché ei ne segnava le prime linee con.
Filèlt o Filelta de perla, o simili. Vczzuc- mano iiigiusta verso lo zio Bcrnabô;
c/o(Giorn. agr. I, 100). Un vezzolino la memoria nou perianto delle molte
di perle (Pr. fior. IV, ni, g5). virtù di lui sfida il tempo nelia Certosa
Filètta. T. de' Legn. Gattuccio. Sorta di e nel Duomo. La crudeltá esecranda di
sega a mano, strelta e senza telajo di Bcrnabó Visconti volle riprovate dal
legno, ma con manico come quello cielo non che Горегс sue fin quelle dei
degli scarpelli da legno. Corrispondc più meritevoli suoi attencnli; e come
precisamente al franc. Ergotinc del- quella sua statua ch'ei s'aveva collo-
l'Encycl. cala dietro Гaltar maggiore della chiesa
Filelta guzza. . . . Gattuccio a punta. di San Giovanni in Conca relegó og-
Filettà. Filetiare. Proffilare. gelto di curiosità derisiva nelle sale
Filettàa. Filettato. Projtlato. delle Belle Arti in Brera; quella me-
Filettadura. Projfilo. desima chiesa ch'egli aveva abbellita
FIL ( ia5 ) FIN
vollô in una rimessa da carrozzc; o Stbich e Poètta ogni persona la quale
quella torre di essa che avea raffor- o nel vestiré o nel parlare o nell'a-
zata tramulô in un Osservatorio físi gire sembri ad csso dipartirsi dal co
co ; quel palazzo regale che s' aveva mune e tener alquanto di straecurato
fabbricato smembrô in più case cit- e lunático.
tadinesche ; cosl fin quella chiesa di De filoscf. Sbalestratamente. Sbada-
Santa Maria délia Scala, che la saggia tamente. Spensieratamente. Inconside-
aua moglie Beatrice Scaligera aveva ratamenle.
eretta, cangiô in un teatro. Delfavo Filôsef nelle scuole diconsi gli Studenti
suo Azzone invece, del virtuoso Az- della classe di filosofía, come Filoso
rone, assai opere vivono tuttora quali fía la classe medesima.
uscirongli délie mani, e opere princi- Filosèll per Firisèll. У.
pesche tuttora principesche si conser- Filosofía. T. di Stamp. Filosofía. Sp. di
•vano. Per curioso riscontro di sorte carattere da stamps che é di mezzo
adunque anche alla chiesa di San Da fra la lettura e il garamone. Gf In-
miano, prossima a Santa Maria délia glesi lo chiamano Smal-Pica.
Scala , toccô una medesima fortuna , Filosofo'n. Arcifilosofo nel senso figurato.
chè nel 1796 fu tramutata in un teatro Filosomia. Fisonomía, с con una stor-
il quale da prima fu nominato Teatro piatura arlccchinesca , come dice il
patriottico, e quindi Teatro de' Filo- Monti, Filosomia.
drammatici. E forse per gratitud ine a Filôlt. T. di Giuoco di Bigl. . . . Certa
quella scella Società che spende il pro combinazione nel giuoco de'birilli sul
prio danaro e le proprie fatiche per bigliardo per cui con una delle tre
divertiré istruendo, il nostro popólo palle colle quali si giuoca si vengono
(che da natura è poco volenteroso ac- ad ahbattere tutti e tre i bi rill i di
cettatore delle voci doltrinali e spe- mezzo. In Toscana ho sentito dire
cialmente de' grecismi , e fi a lulti i Fà filott. Far la fia di mezzo('üor.).
rampolli del Ф/Хгш annestatisi nella Fllza. Filza. Mctt in filza. Inflzare.
lingua italiana, e fattisi comuni anche FilziHta. Digiuno? Uno dei budelli porcini.
nel parlar semivernacolo dei nostri Filzϝ. Trafusolina ?(Zan. Gelos. Crez.
dotti, solo conserva quelli di Filole'a, I, 2). Moltissimi fiheru si esigono per
Filoména, Filarmbnegh e Filbsqf 1ra- costiluire un' ascelta (matasselta) , e
Tolgcndone perô il signiûcato ) ha molli più per un1 asciVi(matassa).
fatto buona accoglienza anche a questo Filzϝ de cavij. Ciocchelta.
di Filodramategh Filodramatici(Marchi Filzorin. Dim. di Filzϝ. V.
Diz.), dimostrando poi apertamente il Filzorin de cavij. Ciocchettina.
suo contraggenio agl'ibridismi doltri Fin. s. f. Fine. Finita. Termine — Esito.
nali coll'asscgnare ad alcuni teatrini Terminazione. Estremo ; e ant. Finan-
privali imitatori di quel primo i nomi za — Il Jinire.
burlevoli di Filogámber, Filofustón, A la fin. Alla perfine. Finalmente.
Filonavùsc , perché prossimi fi luo- In fine. Alla fine.
ghi ricchi o d'insegne di gamberi o A la fin di fait. Alla fin delle fini.
di lorsi di cavólo , o di que' trogo- Alla fin fine. In fine in fine.
loni agrarj che nominiamo navàsc. Andà in fin d' ona robba. P.idursi
Filón. T. de' Maccllaj, ecc. Lo slesso che ail' ultimo di checchessia ; e fam. Es-
Filètt. У. — Per Firóu. У, sere al verde.
Filón. T. idr. Filone. Spirito della cor Aveghcn mai a fin. Non rifinire
renie d' un fiume. о Non rifinare. Non finare. Non ri-
Filôsef. fig. Filosofo in signif. d' uomo slare.
astratto, ed anche di Cinico, o di Stra- Bonna fin e bon prenzipi
vagante che ama agiré a rovescio del Augurio comune che ci sogliam fare
comune. E forsc perché Povera e nuda reciprocamente al far di capo d' an
va filosofía come Povera e nuda va la no. Corrisponde a Le auguro nella
poeàia, il volgo nos'.ro chiama Filoso/ rinnovazion dell' anno ogni più vero
FIN ( 26) FIN
contento congiunto con perfetla sanità Finalètt. La finale del primo alto d'un
e lunghezza di cí'ía(Red¡ Op. V, 120). dramma musicale.
Fà bonne fin. Far buona fine. Finalmént. Finalmente. In fine. Allafine.
Fà cativa fin. Far mala fine. Far Alla per fine. All' ultimo. Ultimamen
trista fine. te. Da ultimo.
In fin. In somma. In conclusione. Finalón. La finale ultima d'un dramma
Che si fa egli? musicale.
In fin di fin о In fin di fatt. Infine. Finamai. /<Z sommo. Sommamente. Mitul
Perfine. Allafine. In quel fondo. Alla timo segno. Quanto mai. El me pias
fin délie fini. Ail' ultimo degli ultimi. finamai. Mi aggrada sommamente.
Alla fin fine. Al far de' conti. Finamai. Perfino. Insino. Finamai ch'cl
La vedaremm о La cuntaremm in vegna. Insino a chl ei venga.
fin. Da ultimo sarà bel tempo. Dam- Finanz, s. f. pl. Gli averi. Le sostanze.
melo morto. Le rendile. Le éntrate — Finanza par
No ghe vedi nè prenzipi nè fin. V. lando delle rendite dello Stato.
in Prenzipi. I so finanz el porten minga. Non
Su la fin. In sul finiré. Verso ilfine. ha modo da cib. Gli manca il modo
Su la fin de giugn. Uscente il giugno da cib. Gli è oltre il suo avere.
(Crescenzi). Finanza. Finanza. Nome di doppia acce-
Tutt coss gh' ha fin. Ogni cosa è zione ira noi: Tuna generale, l'allra
finitiva. speciale. La Finanza in generale, che
Vess in fin d'ona robba. Essere al- a'tempi del Regno d' Italia imparnmmo
l'ultimo, e fam. al verde di checchessia. a conoscere dai Francesi, significant
Fin. s. m. Fine. Intento. Inlenzion finale. come presso loro l'Amministrazione
A ogni bon fin. Per ogni buon ri delle rendite del pubhlico quali ch'elle
spetto. V. in Cúnt. fossero, e corrispondeva a quel che ita-
Fà a fin de ben. Far per bene о a lianamente si direbbe Camera. Quindi
buon fine. cosi il Censo, come le Dogane, le Pri
Segond fin. Secondo _/îne(Fag. Non vative del pubblico, le Poste, le Zec-
bisogna in amor ecc I, 3). che, l'Erario, i Monti pubblici erano
Fin per Finna. И. soggetto di quest'Amministrazione tul-
Fin che. Finché. Finattantochè. Fin ta affîdala ad un Ministeri de finanza
che. Fino a tanto che. al quale presedeva un Minister de
Fin. ad. Fine. Fino. Sotlile. Minuto. finanza , delle cui importanti opera-
Fin. ad. Perfello. Squisilo. zioni ci rimangono splendidissimo te
De quelle firma ironie, soltinten- stimonio i dieci Budget de finanza
dendo lue De la plus finne impresài in Milano dal 1804 al 1 S 1 4
{merde) dicono anche i Francesi. e la più parte nella R. Stamperia ;
Fin. ad. Soltile. Accorto. Fine. Astillo. Budget la cui pubhlicazione , assog-
Sagace. Aculo. gettando e amministratori с ammini-
Fin. Ad. di Colór. V. straji all'impero incluttahile dclla ra-
Fina. V. Finna. gionc, non concedeva luogo in alcuno
Finà. T. di Zecca. Ajfinare. Affinire. air apatía per la cosa pubblica. Que-
Purificare oro, argento o sim. Ii fr. sta voce di Finanza , morta fra noi
Affiner. • in quest' aeeezione genérica col ces-
Finadèss. Finora. Fin ora. Infino a atie sare del Regno d' Italia, ci с rimasta
sto punto. Insino a qiiesto tempo. Fino oggidi nello speciale senso di Ammini-
a qui. strazione delle dogane e degli oggelli
Final, s. m. Lafinale d'un dramma o sim. di propriety privilegíala del pubblico,
Final. ... I botteghini(/o</i'ra?u) danno uno dei molli rami del pubblico avere
questo nome a tutti que* numeri che cui accudisce Y Amministrazion came-
terminano per una stessa cifra. Per rale dell' Impero a cui siamo oggidi
es. 8, 18, 38, 48 nel loro linguag- soggetti; e in questo specifico senso
gio diconsi Final. abbiamo tultora vivi i modi seguenti:
FIN (ia7) FIO
Andà a la finaliza Andaré Fing. Fingere. Andar finto. Procederé
alla dogana maggiore. con jinzione. Fare finta — Simulare.
Cassa de finanza Cassa pub- Chi no sa fing no sa regnà. Chi
blica délie dogane. non sa simulare non sa regnare(Do-
Gêner de fiuanza Cosl diconsi menichi Facez. , p. 26З ). E nota che
il tabacco, il sale, la carta bóllala, il prov. ital. non mira già a doppiezza,
perché di vendita privilegíala a pro nia a quel mero dissimulare o mostrar
del pubblico erario* di non avvedersi ch' è spesso utile
Giudizi de finanza Tribu ripiego in socielà ; mira iu somma al
nale composto di giudici in parte fo- negativo anzi che al positivo.
rensi ed in parte camerali, che porta Fini, ecc. clicono i piii coin per Feni, ecc.
sentenza sui processi per frodo o sim. F'initù per Fornitù. V.
Guardia de finanza Doga- Finna o Fina. Fino. Sino.
niere , gabelliere. Queste Guardie si F'inna a tant che. Fin a che. Fin
specificano poi in Daziée o Presenlin, ché. Montre che. Finattantochè. Fino
Borlandótt e Guàrdi de confin. V, a tanto che.
Impiegaa in finanza. . . . Impiegato Finnafinórum. Alf infinito. Infinitamen
nella zienda delle dogane pubbliche. te. Per es. Sla robba la va finnafinó
Intendent de finanza, e anche asso- rum. Questa faccenda va all' infinito
lulamcnte Intciident Il capo o alie calende greche.
della magistratura di cui sotto. r^inosomia idiot, per Fisonomía. V.
Intendenza de finanza Ma F'int. Finto. Doppio. Simúlalo. Infinto.
gistratura che in ogrii provincia del Fint. Filtizio. FUlivo. Porta finta, Fene
Regno Lombardo -Veueto aecudisce stra tinta. Porta fittizia. Simulacro di
in prima .istanza agli oggetti proprj finestra.
delle dogane o di vendita privilegíala Finta. Finta. Finlaggine. Infinta. Infinto.
del pubblico. Finta. T. de' Sarti. Finta. Parle desabito
Legg de finanza Staluli che Га linimento alie tasche.
delle dogane. Finta. T. aritm. Infinta? Operazione che
Finanziári. ad Che pcrliene alie si fa non per lenerne conto, ma per
finanze nel senso genérico. facilitare lu via al giudizio d'alcun'al-
Finanzier. Finanziere. Ministro (cioè im tra vera operazione. Per es. ncl molli-
piegato che amministra iu genere) plicare allorchè si calcolano i valori
delle finanze. Nel senso genérico cor- dellc parli aliquante, accadendo che
risponde a Persona che s'occupa delle una di queste diflicolti Г operazione
renditc pubbliche dello Slato, cd an per mala rispoudenza colle sue an
che al Pubblico Economista ; ncllo tecedent, si la una finta, cioè si com
speciale с sinónimo d' Impiegaa de puta una parle più rispondente che
finanza e di Guardia de finanza. У. poi si dislrugge, e la vera parte si
Finanziere o Financera, T. di Stamp. . . . adegua a questa simúlala.
Specie di carattere cosl delto dal trán Finlaria. Finlàgginc. I'inzione. Simula-
cese Financière, ed è di questa forma; zione. Simulatezza. Infinta. Infinzione.
fáitaitcze finaujieta. Infingimenlo. Infintura. Doppiezza. Du-
Finazión. T. di Zecca. Ajfinamento. L''Af plicilà. Falsità.
finage de' Francesi. Fintón. Uomo fintissimo. Infintaccio.
Finca. Colonnino, Colonnina. Colonnel- Fintönna. Donna finlissima. Fintaccia.
lo. Casellino. Fïo(Pagà el). l'agare iljlo. Portarla pena.
Finèslra, Finestrœù , Fincstrón, Fine- Fiôcca. Neve. У. in Fioccà.
strorin dicono le persone colte per Fe Con la fiocca su la barba. Colla barba
nestra, Fcnestrœù, Fenestrón, ecc. V. fioccata di neve.
Finèzza. Finezza. Squisitezza. La iiocca desembrinna per trii mes
Finèzza. Finezza. Fa\>ore. AUo di cortesía. la conlinna Proverbio con cui
Finèzza. Sottigliezza. Tenuità. si vuol dare a comprendere quanto
Finèzza. Accortezza. Destrezza. Sagàcia. duri in terra la neve che cade in
FIO ( i 28) FIO
dicembre. I diz. italiani in vece non Fiocch Le filatrici danno questo
hanno che il prov. Cosí durasse la nome a quel po' di risvolta che fanno
mala vicina quanto dura la nevé mar- al pennecchio per accomodarlo soltó
zolma, per denotare che la nevé cadu- la pergamena; risvolta che abbat uf-
ta di mano suol durare poco in terra. folando la roccata fu quclla per av-
Pan, vin e occa о gnocca, с s'el vœur ventura la quale trasse in inganno il
fioccà , ch' el fiocca. Nè di tempo nè Tommasco per ció che dice ne' suoí
di signoria non ti darmalinconia. Prov. Sinonimi in Appennccchiare-
di ch. sign. ; ed anche Légala bene e Fiocch. CW/o(Scapp¡ Op., p. i3 e pass-).
lasciala trarre. Provvedi bene, acco- Que11a giascia soda che trovas! in
moda ben le cose, с segua che vuolc. capo alia punta del petto delie be-
Fioccà. Nevicare. Nevare. Meiler neve. stie bovine , simile a quella materia
Quaiido la neve viene a gran iiocchi, quasi gelatinosa che anche i chirurgi
diccsi Fioccare. Fenir giit la neve a dicono Callo.
fiocca a fiocca. Far fiocco о il fioc- Fiocch. Barbetla. Fiocco di pelo che
co. Nevicare gagliardamenle. ha il cavallo nella parte posteriore
Fiocca.fig. Spessare. Spesseggiare. Piovere. di Ile gambe verso Г atlaccatura del
Fiocca legnad , Fiocca bott. Spes- piede.
seggiar legnatc , Spesseggiare colpi о Fiocchètt. Fiocchetto, e secondo i casi
percosse. Cioè replicare spcssc fíate accennati in Fiôcch Nappetta.
le percosse, i colpi. Il \olgo floren Fiocchitt de alamar. Nappine. Nap
tino dircbbe anche Plover legnate, ecc. petie.
— Fioccar le cause, i corvi, ecc. Tult a fiocchitt. Fiocchettato.
Fiócch. Fiocco — Fare in fiocchi dicesi Fiocchctlin. Fiocchetlino , e secondo i
Sfioccare; adornar di fiocchi Infioccare. casi accennati in Fiôcch Nappettina.
Fiocch de la mella (o Dragónna). Fioccón. Fioccofie; e secondo i casi ac
Cicisbco. Quel fiocco che suole ap- cennati in Fiôcch Nappone.
pendersi а1Г elsa della spada. Fioccón. s. m. pl. T. de'Carroz. Cordoni.
Fiocch de la zipria. Nappa(secon- Que-1 fiocchi che son posti dietro aile
do il Tom. ne' Sin. , p. 401)- Piumino. carrozze per ritegno de-1 servitori.
Fiocco da polverc o da impolverarc. Fiϝ. . . . Voce che ha due sensi: l'uno
La Houppe de' Francesi. speciale, cioè d' Essere in relazione
Fiocch de tenda , de balducchin , coi proprj genitori ; l'altro genérico ,
de cainpanin , de zenla de prêt o de cioè di Essere in età fanciuliesca , il
scolar o de banda d'offiziaj. Nappa nostro Tos о Bagàj. У.
(Tom. Sin. , p. 4o1 )• Fiocco. Fïœù(in ispecie). Figlio. Figliuolo.
Fiocch di bander. Nappeiflosc. — Fiœu adottiv. Figlio adottivo.
poem. aut. pis.). Fiœu bastard. Figlio bastardo , ille-
Fiocch di scarp , del redin , del ca- gittimo.
pell. Fíocco(\lb. ene. -Tom. Sin., /¡oí). Fiœu bastard. Figlio naturale.
Anda cont i fiocch. fig. Andar di Fiœu bastard. Figlio adulterino о
rondone o di vanga. Cioè andar assai spurio.
bene , a seconda , prósperamente. Fiœudesbastardaa.fYg/io/egi'Himnto.
Bombas in fiocch. Bambagia in falde. Fiœu legitem. Figlio legiltimo.
Fá el fiocch. Fare un fiocco ad uno. Fiœù maggior. Figlio maggiore.
(Varchi Suoc. 1 , 5). Fare vento a chec- Fiœu(primm). Figliuolo primogéni
chessia , cioè furaré , rubare. to } e nota che II primo èfigliuolo del-
Ona passada de fiocch. Una nap- l'amore, e V ultimo deli uggia e della
patina (Pan. Poet. I, xvin , 3i). fiaccona(Zaa. Hag. civ. 1 , 1 ).
On felipp cont i fiocch. Una ram- Avegh di fiœu che ghe mazza i
manzina di muschio(Redi Op. VI, 2З8). piœucc in coo Aver figliuoli
Fiocch. Fiore. La prima qualilà di sini- già adulli; e chi gli ha tali non si
ghclla(^'ri'íe//) dopo quelia di bozzoli dimenlichi mai il dettato che Chi lut
di seme(grt/c<¿rt real). F. in Séda. figliuoli bisogna che per insirió a un
FIO ( 129 ) FIO
cerlo che li tenga per Jigliiioli, per cono proverbialmente anche 1 Frau-
un altro certo che di tempo per fra- cesi. У. anche in Fili.
telli , e da indi in là per padri(Cec- Mantcgui cl fiœu a cà de la comaa.
chi Dissim. V , 2 ) ; molli fanno questa fig. Far checchessia alla macchia.
scala a rovescio, e si pentono da sezzo. Mort mi, Г è mort cl pà di mec
Avegh di fiœu che vegnen via co fiœu. La mia mamma di me non ne
me i cana de l'orghen Avere fa /nù(I'an. Poet. I, vi, 9).
una ¡¡latiera di figli che dalla statura N0 nvè nà fiœu nè cagneeu. Esscr
loro si riconoscano susseguitisi 1' un solo, libero, sciolto , senza impegni;
Г altro d' anno in anno . quel che gl'Inglesi dicouo Have nei
Baratta el fioeu in la cunna. У. in ther kin nor kin, e i Tedeschi weder
Cùnna. Kind weder Wind.
Chi gh'ha di fiœu tutt i boccon hin Ogni fiœu el porta adree el so ca-
minga sceu. Chi ha Jîgliuoli tutti i boc vagnoeu. У. in Cavagnœù.
con non son suoi( Monos, pag. 1 4 1 )- Pader , fiœu e Stevenin. V. in Ste-
Chi gh'ha minga di seen fiœu ca- venin.
rezza tropp quij di olter. C/ii non ha Semm tuce fiœu di nost azion. Ognu-
Jigliuoli fa troppi vezzi a e/uelli d'al- no è Jigliuolo delle sue azioni(Zan.
tri^Cecchi Dissim. 1 , 1 ). Hag. civ. II, 5). Ogni nomo , encor
Chi sont mi ? sont fors fiœu de la ché non nato nobile, puù dimostrarsi
serva? У. in Sèrva. talc se usa nobiltà di azioni. fíenti-
Donna giovena arent a on vece lezza, diceva Federigo di Svevia , ¿
gh'è fio.41 finna in sul lecc. У. in Donna. antica ricchezza e bei costumi. Il na-
Kl fiœu de la mal madregna. У. in scer grande è caso e non virtii disse
Madrègna. Metastasio. К gran sorte il nascer
El fiœu de mè pader el dis minga grande per chi sa continuare la no
inscl. Il ßgliuol di mió padre non biltà ereditaria con quclla délie pro
dice cosUV-лп. Poet. I, xvi, i5). Cosl prie azioni; a chi nol sa è sfurtuua.
non vuol madonna (*fior.). Cosï non Spass clic dù el diavol ai sô fiœu.
canta Giorgio ; с vale come dire : lo У. in Diàvol.
non la intendo a questo modo. Torna a reconoss per fiœu. Rinfi-
El mè car fiœu. Figliuol mió. Caro gliolare(G\g\. Von Pilone sc. ult.).
Jiglio. Modi che s" osario anche con Vess fiœu de gaijnna bianca. У. in
chî non -è nostro figlio nè in età fan- Oaijnna.
ciullcsca, ma per seniplice espressione Vess fiœu de nissun o de la serva.
di ainorevolezza. Restar ncl dimenticatojo о net chiàp-
El par nanea fiœu de sô pader. polo. V. anche in Sèrva.
E non somiglia sno padre(Slonos. io5). Vess minga fiœu d'on fraa. У. in
Fiœu che vun no porta Toiler. . . Fràa. .1.
Bimbi tutti in tenerissima età. Vorè insegnà a soa mader a fa
Fiœu de tetta. Bimbo di laite. Bim fiœu. У. in Màder.
bo latíante. Fiœù(in genere). Figlio. Fanciullo. fía-
Fiœu soll o unich. Unigeno. Unigé gazzo. Pullo — Bimbo. — У. anclie
nito. Bagàj, Tos, Popó, ecc.
Fiœuj de Dia. У. in Dia. A regola fiœu Г è minga farinna
Fiœul d'ona negra! Fiœu d' ona de tucc. Aver cura di pulli non è me-
montagna! Oh fiœu d'on biss o d'on stier da íi(«i(Monos. p. 55G).
gœubb ! Oh diascane! Pqffaril mondo ! Bonna de là fiœu. Figliaticcia.
I fiœu hin dolor de coo. Clii disse De fioeu. bambinesco. Puerile. Fan-
figliuoli disse pene e duoli{Zaa. Rag. ciullesco.
civ. III, 2). Fà come i fiœu o Fà el fiœu. Fare
L1 è fiœu de sô pader. La sclieggia a_/rmciV/o( Ambra Cojan. IV, 8). Fare
ritrae dal ceppo. Jl tupo non caca a' bambini. Volere e rivolere ; non
agnclli — // est Jils de son père di- istare 'al concertato.
Vol. II. '7
FIO ( i , ) FIO
Fh fiœu. Figliare. Esser ßgliante. Fïœùla. Fanciullo. Zita. Zitella.
Fare о Menai: ßgliuoli. — Tornà a Fiœùla о Fiœùra. Figliuola. Figlia.
fà fiœu. Bißgliare. Dill a la fiœura perché intenda la
Fà i fiœu a duu a duu. Binare. nœura. У. in Nœùra.
Gemellare ? La mader pietosa la fa la floeula
Fiœu e puj tœujen-sù tutt i fre- tegnosa. У. in Màder.
guj. У. in Pùj. Fïùl. У. in Fiœù.
I fiœu besogna trattaj de fiœu.... Fióla mia(Vess on). Essere un Jantino,
Al positivo equivale a dire che ai un bambin di Ravenna , un aggiralo-
faticiulli non bisogna mancare del ca rc. Aver coito il ado ne' ceci rossi, о
stigo all'occorrcnza ; al fig. dicesi della piscialo in più iVuna nevé, o scopalo
nécessita di far pentire chiunque non piit di un cero. Avère gli occlii nella
islia al concertato nelle cose. JVel pri collottola о il diavolo in testa. Sapcre
mo sig. correrá talora bene il dire : a quanti di è san ßiagio о dove il dia-
JJigliuoli si vogliono allevare in modo volo tien la coda. Essere pulla scodata
clic non ti odiino с perb ti temano 0 gazza con pclata la coila. Essere
( Cccchi üissim. 1 , i ) ; nel secónJo bagnato с cimato. Essere astutissimo.
A tal labbra tal laltiiga. Fiolà. F. Fïorà.
On stionzellin о on ranin о on la- Fïolà. Accestire. Ccstire.Si dice del grano.
voriu о on lavorsell d'on fiœu. Un Fïolàda о Fïoràda. ßambinata{ilon. La
marmoechino , un bamboccino. Fed. I , i у — Pros. lior. IV , i , i з5).
Ris с fasœu minestra de fiœu, ris e Jiagazzata. Puerilità. Fanciullaggine.
basgiann minestra de tosann. V.in Ris. Bambinaggine. Bambocceria. Bamboli-
Te see minga pù on fiœu. Tu sei naggine. У. Bagajàda — Talora lnvè-
ormai iiscito di fanciullo. nie. Smorfic. Quelle.
Tornà a deventà fiœu. liimbambirc. Fà di fïolad. Fanciulleggiare. Bam-
Vegni-sù insémina de fiœu. Esser bineggiarc. Far bandiine. Pigliar gli
■ rilevato itisieme(Fag. Asi. bal. I , y). ucccllini. Altcggiare. Bamboleggiare.
Voss come i fiœu, zà el mè bcbcll Fiolànza. Figliolanza. Figliuolanza.
che vuj gingà pù. Esser Martina di Fïolàss per Fïorùss. У.
colle clic dà la roba e poi la ritolle • Fiólda о Fioldùiua voce cont deltAlta
e alie gen ti sifiatlc si suol dire Chi Mil. per Sambrùcca. V.
■ dà e riloglic il diavol lo raccoglie, о Fiólda. v. cont. br. . . . Quel colmo sulle
vero Cid dà e raccoglie mette il capo misare che noi diciamo Montagua. У.
tra le fogli*. Fiolou. Figliuolonc. У. Florón.
Fïœù о Bagàj. fig. hachillone. Bambo. Fïolon d'ona montagua! Poffare il
Zufolonc. Gocciolone. У. Badée. mondo ! Poffar l'Antea ! Corpa di me .'
Fïœù. Figliatura. Prole Parto. Porlato Fiolólt. fíagazzclla?
in genere; Catelli de' cam; Pulcini о Fiómba. Imlianai^dor.). Paravento. Mo
Gmischerini de' volatili. bile falto di carta o tela dipinta stese
El temp de fà i liceù о de melt- su più telai di legno congiunti fra loro
- gió. Figliatura. per modo ch.' e1 si possono ripiegare
Fïœù. T. d'Agr. Figliuolo. Bimessiticcio. più с più volte, di cni come se fosse
Fà fiœù. Cvstirc. Accestire. Germo- una párete si fa uso nellc stanze per
• gliaiv — Ingramignarc. ripararai dall'aria délie porte с délie
Fiœù. Figliolanza{0\or. agr. I, 1 55). 1 iiiicstre, о per appartarc quella por-
Toscani danno questo nome aile spi- zioue di stanza in cm siano letti о mo-
gbc terze, quarte del grano e minori bili che si vogliano celare alla vista di
della maggiore. chi passa per essa. In tutta la failli-
Fïœù. Figtiolanze(ià. XII, 3i8). Gli sleli glia del le bussolc, delle portiere, dcgli
о getti lalerali délie viole garofanate e usci , degli usciali, e dei paravcuti
sim.- Anche i I'rov-li dicono Filholos. 1 lie il Tonunasco mi conduise innanzi
Fiϝ. Barbatclla di carciofo. ne suoi Sinon, a pag. t)G io non ho
Fïœul d* ona bolgiiónna ! Poffctr bacco ! poluto laffigurare picnamcnle nè la
I

FJO ( i3 I ) F10
nostra Fiomba nè la nostra Patlonna- On fior el fa minga primavera, fig.
a ogni modo Paravento sembra la voce Un fiore non fa ghirlanda. Un fiore o
più opportuna. Una rondine non fa primavera. Non
Fiór. Fiore. — Il nome collettivo de'fiori si dee portar giudizio d' alcuno da
è I Fiorami(Targ. Viag. 1, 38 1 epass.). una o poche sue azioni.
Fœuj. Labbra o Petali s= Gamba o Pittor de fior. Pittorfiorista. Fiorista.
Picoll o Canon. Gambo. Gambelto. Pe- Çjualtà de fior. Infiorare. Infiorire.
dicciuolo. Pedicello. Peduncolo — Ste- Fiorir di fiori = Far la minuzzata.
lo = Botton. Boccia. Boltone; с doltr. Sparger mortella. Spargere in terra
Calice o Periantio «= Coronna ? Co fiori e frondi minute in occasioue di
rolla — Storni con Borsetta o feste, processioni e simili.
Antera o Tasca e Filamenti = Pol- —» Fior fint o matt Fiori finti ,
verinna. Pblline , Pulv'iscolo , Fariña fiori artefatti, с ne sono di più specie,
fécondante «= . . . . Pistilli con Ova come
rio, Stilo e Stimma o Bollo *= . . . . Fior de carta fatti colla carta.
Bicetlacolo = Neltarj. Fior de galetta. Fiori di bozzolo.
Faa a fior. Ombrellifero. Umbellifero. (Tar. tose). Specie di fiori finti, fatti
L-1 erbabonna l'è fada a fior. // finoc- colle fila de'bozzoli.
chio è tra le piante ombrellifere. Fior de lama fatti con ver-
Fior che croda. {¡fioritura. niglia d' ого o d'argento.
Fior de capuscin. Naslurzio. Nastur- Fior de lana fatti con lana.
cio. II fiore del Lepidium sativumhia. Fior de penna fatti con piu-
Fior de cedro. Fiore citrino. mino d'uccelli.
Fior del coco dicono alcuni con Fior de pezza. Fiori secc/U o di
nome forastiero la Scisciàttola. V. <e/n(Gior. Geor. I, 102).
Fior de loff dicono alcuni quello Fior de seda fatti con pelo
che altri dicono Insalatta d'asen. Scar- o seta.
diccione salvatico. 'VOnopordon acan- Fior de tila. Fiori di telaifi'ior. Gcor.
thitan de' botanici. I, 102), cioè fatti con ritagli di tela.
Fior de mort. Fiorrancio. Caléndula. Fior de velù fatti con tou-
Fior de paradis. Siringa. L'arbusto dalure di velluto.
detto Philadelphia coronarius da'bot. Fà fior Lavorar fiori finti.
Fior de pasqua. V. in Pasqua. Fiór. fig. Fiore. Fioretto. La parte più
Fior de passion. V. Passionin. squisita di checchessia. — Fior di
Fior de pissa. Nome che alcuni danno ferro — Fior del rame — Fior del
alla Scisciàttola. V. (lausto. sale.
Fior de pommgranaa. Balausta. Ba- Fior de calcinna. Calcina viva. Fior
Fior d' inverna dicono alcuni con di calcina o di calce. Cloruro.
nome foresliero il Zafranón. V. Fior de canaja. Scliiuma difutfantc.
Fior di oliv. Mignoli. Caffo degli scellerati.
Fior doppi. Fiore doppio. Fior de canella. T. dei Drogh. Fior
Fior raatt Alcuni orlolani di cannella.
cbiamano cosí i fiori infecondi delle Fior de cassia. Polpa di cassia. La
piante cucurbitacee. cassia eslralta dai suoi baccelli с
Fior sempi. Fiore scempio. raggrumata.
Fior senza gamba. Fiore sgambato o Fior de robba. Fior di roba van-
nano o sedente o sèssileÇTarg. Тог. Ist). taggiata e rara.
Fior slradoppi. Fiore stradoppio(\A.). Fior de violetta. V. in Violètta.
Fior tigraa. Fior brizzolato. Fior de virtu, iron. Mala giarda.
Disegn de fior (che alcuni dicono Malbigaito. II libro intitolato Fior di
Fioristega) Disegno di fiori. virtà che tratta di tnlti i vizj wna-
Matt per i fior. Fiorista. Grand'ama- ni , ecc. ci ha préstala la frase.
lore e coltivator di fiori — ed anche Fior de zotfregh. Fior di zolfo. Zolfo
Che va mallo di fiori senza coltivarli. sublímalo.
FIO (i3 a) FIO
Fior d'omm. Uomo nelfiore dell'eU'i. ricarpj polposi , cioè che ricopre le
Pan (le fior. Pane di fior di farina. prugne, le pesche, gli acini delVuva
У. in Pan. e simili allorchè sono in piena ma-
Vess minga sto fior de zucch. V. in turanza , e che al menomo toccarlo
Zueca. svanisce. 11 Gallesio con altri pomo-
Vess on bon fior de locc. V. in Loggia. logi lo chiama Pubescenza delle frutie:
Fiór. T. di Giuoco. Fiori. Uno de'semi i Siciliani lo dicono Panna.
delle carle da tressetli. Ii fr. Treffle. Fiorètt. Fiore. Minutissimi Irani menti
Fiór. Mandola, e talvolta anche Fiore. di quella muffa che i bot. chiamano
Quello delle calze. Mycoderma mesentericum o M. lagena
Fioraa. Fiorito. Aflóralo. о M. finit ' quali veggonsi nel vino
Fioràa. Fiorito(Car. Apol. 161). Affiorato. allorchè la botte è in sui finiré о
Aggiunlo di drappi o Stoffe. quando il vino è viziato. Di questo
Fioràa. Ajßorato? Tondin fioraa , Majo- fiore fu delto che Ognifior piace ec-
lega fiorada. Pialleüo a fiori ? Majo cetlo quel del vino - Quell vin el gb'ha-
lica a fiori? sù el fiorètt. Quel vino è fiorilo o ha
Fioràa. У. in Мна. il fiore.
Fioraa. Che ha Jigliolanza. Ben floran. Fiorètt. V. in Màa.
Che ha buoni figliuoli. Fiorètt. Ad. di Zùccher. V.
Fiorada. Rambinala. У. Fïolàda. Fiorettà, T. music. Rifiorire. Abbellire;
Fioràda. T. dei Tint. Fiorata. Crespo. e fig. Dare in fioretli о in rifiorimen-
Schiuma gallcggiante sid vagello r¡- ti ; lo Sfiorizar de' Veneziani.
posato. Fiorettà. T. di Ball. Far fioretti , cioè
Fioràmm Diconsi cosi certi vasi di certi passi che dicousi poi , seconde
fiori Gnli, fatti per lo più di metullo specie , Fioretti semplici, Fioretti in
o di talco, i quali si raettono sugli iscacciato , Fioretti in gittato , ecc.
allari fra un candelabro e l'altro per Florett in. Fiorellino.
ornamento. I Sic. Ii chiamano Homelie. Fioretto o Florétos .... Sp. di stoffa.
Fïoràsc. Figliolaccio. Fiorettón de robba, de gent e sim. Ci
Povcr ñ'orasc. Povero figliolaccio. ma delle cime in una specie di cose
Fïoràscia. Fanciullona , e plcb. Citlona. (Lasca La Strega V, 8).
Fioráss. Adotiare in figlio. Vess lioreltou. Aver le sette curatelle.
Fiorée Fabbricator di fiori Culi. Fiorettón. Ad. di Zùccher. V.
Fiorèlla in gergo Il fienilc. Fiori. Fiorire. Fiori i oliv. Mignolare.
Fioréra. Fioraja. Venditrice di fiori. Fiori. Sbulleltare. V. in Calcinirceù.
Fioréra. Vaso da fiori(A\b. bass, in Вои- Fiori la colcinna. Sbullettare.
çuelier). Vaso di più forme e materie Fiori i medon. Sputare il fiore.
in cni si allogano i fiori gii colli che Fiorida. Fioritura. 1 botanici la distin-
lengonsi per vaghezza sut cammiui o guono in Infiorazione , cioè fapparire,
tavolini delle proprie camere. с Fioritura , cioè il primo aprir del
Fioréra Grande canestra, per fiore , lo sboce.iarc del fiore.
lo più tonda o novata, che si suol al Fiorii. Fiorilo.
legare nei collicelii o sui rialzi nci L'uga Té fiorida. La vigna è in fiori.
giardini lutta seminata di piante flo Fiorii (parí, di pannilini). Candido.
rifère, o che s-1 implanta sui tavolini Fiorii(parl. di Stoffe di seta). Fiorilo?
per averne fiori nelle stanze. fiifiorito ? Indanajalo ? Picchieltato.
Fioréra. . . . Fabbricatrice di fiori finti. CJiiazzalo. Taccato. Tullo spruzzolato
Fiorèlt. Fioretto. Fiorello, e dot. Flbsculo. di macchiette gialllgne.
Fiorètt. Fioretto?(l'arg. Toz. Modo di Fiorin o Fiorii o Fiori. T. de'Caciaj. . . .
fiar gli erbarj nelle Istit, bol. ) Sp. di Residuo di latte che si ricava dal siero
carta. У. anche in Carta. dopo trattane la forma del cacio lo-
Fiorèlt per Passèlt. У. digiano. Al suo primo comparire sulla
Fiorètt. Fiore. Nuberella o nmor rugia- superficie del siero, e finché dura li-
doso che aderiscc alia pellicola de' pe- qucscenlc porta questo nome ; coceudo
FIR ( l33) FIR
e rassodandosi, lo cambia in quello di Firàgn. Fila.
Mascarpa dolza. Altri poi chiamano Fà firagn. Far le fila. Dicesi del
Fioñn tutta indistintamente la parte cacio quando fila.
sierosa che resta nella caldaja dopo Firàgn о Firàgna о Filàgna
trattane la forma, giallo-verdognola, Filo lungo con attaccati di ni oiti ami
acidetta, densastra, piena di grumetti per far pesca di pesce minuto.
di latte. Il Laccelt dei Brianzuoli с Firàgn о Firàgna о Filàgna. Anguillare.
simile al Fiorin. Filare. Filarata di viti che si fa nei
Florin. Figliolino. У. Bagàjn, e agg. Bam- campi,
binnccio. Bambincllo, Zitino. Bimbo. Firàgna. У. Firàgn — Per Giughirœùla. У.
Bambo; ant. Fantigino; nobil. Pargo- Firàgna Lenza di cui si fa uso per
lelto; al vezzeg. Naccherino. Màmmolo. cordeggiare diritti i solchi nei campi.
Mammolino; scherz. Marmocchino. Firagnôrch. Dappoco. Baggeo. V. Badée.
Fiorin. Fiorino. Gigliato. Moneta cosl Mostacc de firagnocch. УЛп Mostàcc.
d'oro come d'argento che nata già in Firatô. Filaiojajo. Colui che lavora al
Italia vi è risuscitata oggidi col valore filalojo da seta.
di tre lire lombarde decimali. Firèll. Filalojo. У. Morinèll.
Florinna. У. Tosètta. (ticcio. Firèll Sp. di filalojo portarocchetti.
Fiorón. Fiorone. Fico fiore. Fico prima- Firéra. Filatrice. Noi abb i amo una can
Fiorón dice qualcuno con voce foresliera zone populare che incomincia per le
per Scud de Franza. У. in Scùd. parole La Jirera del Cordus, ecc.
Fiorón. У. in Articiöcch. Fires- s. m. Felce. Felice. Arbusto ch'è
Fiorón I conladini danno questo VAspidium filex de' bot. Sotto nomc
nome a ogni cosa précoce come il di Fires vanno fra noi tutte le varie
fico fiore. specie d'Aspidj, meno il nuiggiorc che
Fiorón Quel baco da seta che diciamo Firesèssa. У.
s'avvia primaticcio al hosco. Somcnza de fires. Seme di felce il
Fiorón I bacaj brianzuoli idioti quale fra i contadini brianzuoli è te
se veggono un baco da seta avere nuto per un portentoso filtro amatorio.
único il cosl detto mal del calcino, di Firesèssa. Felce maggiore. F. ramosa.
cono ch' esso è un fioron, e sciocca- F. da ricolte. F. capannaja. F. grande.
mente lo tengono per btion augurio. F. da porci; e dottr. Aquilina (Targ.
Florón. Figliuolone. Gttone- Figliolone Toz. Diz.). È la Pteris aquilinaL., cioè
da compénsame Boceo e Carnevale. la Fougère femelle dei Franecsi.
Gran figliuolo. Firifiss. Gliirigbro. Giricbcolo. Girigbgolo.
Fïôzz. Figlioccio. Quel ch'è tenuto a Tratteggio o inlrcccio di linee fatto
battesiino . cosí detto solamente in a Capriccio di penna. Fra noi dicesi
relazione a chi lo tiene. per lo più di qucllo che si fa nelle
Fïôzza. Figlioccia. firme , e anche più propriamente la
Fïozzin. Figlioccino(¥\renz. Op. VI, 1 46). firma stessa che appongono i notaj
Fir. У. Fil. agli atti pubblici, alla quale solevarlo
Fir I fiinajuoli danno questo altre volte preporre il Fidisse fieri ;
nome a ognuno di que' grossi fili di latinante che il noslro volgo storpió
canapa già altorti, tre de' quali fanuo in Firifiss.
un legnuolo. Firisèll (che pare corruzione di Filo sé
Fir. gerg. Tema. Ранга. Filo. rico). Filaticcio. Filo di seta che si
Nol gh'ha fir de nissun. E' non gli trae dai bozzoli di seine (galetta real
crocchia il ferro. Si dice degl'impà- o de somenza) , dalle borre di seta о
vidi in ogni genere. - Non è secando dalle sbroccature (strus) , o dai boz-
a chicche.isia. Si dice di chi ha moho zolacci ( gussètt o schiscètl) cardati o
mérito nella propria professione. stracciati che si dicano. Prima che sia
Tira. Fila. У. Fila. fiiato si chiaina Sinichella o Sirighella.
Firà. V. Fil*. Anche i Francesi lo chiamano Filoselle
Firafîis. V. Filafùs. e i Provenzali Filouscio; e Filoselle

»
FIS ( 1З4) FIT
scrivono anche i nostri allorchè vo- Fisegh. Fisico.
gliuno uscir di milanesi, e lombardeg- Stà fisegh (che anche diciamo Sta
giando menlre credono italianizzare - fresch in di pattij). Starfresco. Avère
V. anche in Séda - Si specifîca dal alcun guajo grosso.
meglio al peggio in Fisonomía, e iW/01'.Finosomia. Fisionomía.
Firisell de galetta real. Filaticcio di Fisonomía, e scherz. Luchéra.
bozzoli di seme o di bozzoli sfarfallali. Fisonomista. Fisonomista. Fisionomista.
Firisell fiocch. Fiore(Gior. Georg. Fisionóme.
ХШ, i3i ) che si fila in manelt. Fiss o Fis. avv. contad. (Torigine berga-
Firisell de schiscelt o Segondin. masca e comune nell'Allo Mil. Molto.
Filaticcio di palla. Assai. V. Sossènn.
Firisell strusa. Borra disela.Bavella. ». Trovà quecicoss che te spiasess ben fis« »
Sbroccature. ( Maggi Intermezzi II 214.)
Firisell gross o pettenuzz o rocca- Fiss. ad. Fisso.
din о de terza с quarta man o terzi- Aria lissa Soffio d'aere che
rœu Filaticcio d'infima qualità vi dia addosso diretto с continuo.
che si fila in berott o ghindann. VAria fissa dei diz. ital. vale altro.
■ Firisell. gergo. C/iiaro. Il vino. Fissà. Fissare (Min.). Stabilire. Determi
Firisèlla. Panno di filaticcio? Stofïa con nare.
ordito di lino o canapa e tessuto di Fissà el ciod o Fissass. Fermare il
sinighelle fílate. chiodo. Ostinarsi in un proposito.
Firisèlla. } v. conl. Gonnella di fila- Fissà (in faccia). Ajßsare. Pisare. Bimirar
Firisellàda. S ticcio. fiso ofissamente ofisametile ofisofiso.
Fa de la firisellada. Jmpannare le si Pisar gli occhi addosso - Aver l'occltio
nighelle fiIate(Gior. Georg. XIII, i36). fisso in alcuno.
Firisellin. Filatore difilaticcio. Chi slrac- Fissazión. Fissazione — Monomania. El
cia i bozzolacci per fame filaticcio. gh'ha ona fissazión. È un pazzo di
Firlafórla. Trapano. Trapano ad archetio. fissazione. (nazione.
La nostra è voce imitativa del romore Fissazión. Caparbieria. Caponeria. Osti-
che fa quest' arnese aggirato ; un cti- Fistola. Fistola.
mologista romanzesco la direbbe figlia Formasscgh ona fistola. Infistolirsi.
del romano Furlo o Sasso forato. Fislolare. Divenir fistola. Farsi fisto-
Firma. Firma. lazione.
Per onor de firma, fig. Per onor Fistuscià. v. a. del Var. Mil. Intopparsi
di lettera, cioè per apparenza. nel parlare — Invilupparsi nelfarqual-
Tœù о Leva la firma. Levar la penna che cosa. Oggidi nel primo senso è
(Pan. flag. Barb. II, 220). voce disusata tra noi ; nel seconde
Firmà. Firmare. diciamo più volontieri Fustuscià. V.
Firón o Firon de la s'eenna. Filo délia Fit — Che fit o Che'fet che foj. V. in Fà.
schiena о délie reni. Spina. Filo; dotlr. Fitt (che i contadini e il volgo dicono
Vertebre. Spbnduli. Spbndili. Fice, voce che viiol essere serbata
Firón. T. de'Macell.,Pizzic. e simili. Schie cosi in alcuni modi volgari , come si
nale. Il complesso delle vertebre com- vedrà sotto). Fitto.
ponenti il filo dclla schiena delle be- Cercà el cunt di ficc. fig. Tenere
stic da maccllo, allestito per vendersi. a sindacato. fíivedere il pelo. Far ren-
Fis. У. Flss. dere conto altrui del suo operate.
Fiscal. Fiscale. Dà a fitt. Dare a fitto. Affittare. Al
Fiscalizza. Fiscaleggiare. Sottilizzarc. logare a fitto.
Flsch. Fisco. El fice nol tempesta. Del fitto non
Anda al fisch. Andaré in o nelfisco. ne beccan le passerc.
Fis'ciá. Dar /'ur/o(Fagiuol¡ /lime I, 264). Fice di danee. Censo. Interessi.
Dare lo slrilIo(Maga\. Lett. sc. 9." 1,1 45). Fitt de cà. Pigione. x
Far le fiscliiate. (Fichus. Fitt de cà. met. Cesso? Ogai oggetto
Fisciù e Fissù. Fisciù(Alb. ene). Dal fr. che obblighi a frequenti spese per
FIT ( i 35) FLA
essere conservato. Per es. Per lo pù i Fittavol de ris fittavol de paradis.
pcndol bin fitt de cà Gli oro- V. in Paradis.
logi a pcndolo botto botto son guasti. Fondi a fittavol fondi al diavol
Fill de la terra. Terratico. o vero Terren in man a fittavol , ier
Guarda ch'el gh1 ha el fice ren in man del diavol. Chi affilia sfilia.
Cosï sogliono dire parecebi contadini V. più addietro in Fittà.
allorchè imprestano coltello, potatojo Risbutaa-giö fittavol in pee. V. in Rls.
о sim. ad alcuno , come per usura Fittàvol. gergo. fl«/i'o(Galil. Saggi). Co
cbiaraandosi a parte di ciù ch'ei sta lombo da pelare. Piccion leñero. Di-
per cogliere adoprandoli. cesi d'uno che sia cómodo e non molto
Tirà-sù el ficc. fig. Tirare il fiato astuto in giocando, cosicchè fácilmente
■per le naríci(AÜ>. bass, in Renifler). E resta, come suol diisi , il pigiato, e
fra noi prop. Aspirando rattener nelle perde; ed anche in genere Fra Fazio,
narici quel moccio che sta per colarne. cioè Cbi paga per altri.
Tirà-sù i ficc Riscuotere i Avè trovaa el Gttavol o el barba о
fitti , il terratico , le pigioni. el polacch o el miscee o simili. Aver
Toeù a fitt. Pigliare o Torre o Pren trovato Fra Fazio.
dere a pigione o in affitto o a filio. Fittàvol. T. di Giuoco. V. in Fornéra.
Fitt Aggravio ordinario. Per es. Fittàvola. Fittajuola. Cosi chiamasi la
I/ è on fitt ; besogna daghel de bev. moglie del fittajuolo.
Gli è censo ; dagli here. Fittavolaria per Fittarèscia. V~.
Fittà e Ficcià. Aßittare. Appigionare. Fittavolinna. Dimin. di Fittàvola. V.
Avè fittaa via i mezzanitt. fig. Avère Fittavolônna. Acer, di Fittàvola. У. in
spigionato il pian di sopra. Non aver Piaserón.
punto di zueca. Aver appiccato alla Fittcomiss. Fidecommisso. — Assoferino.
testa un appigionasi(Li-ppiMalm.lV, 1 5 ). Fittóu. Fitto grande.
Fittà a danee l'è maa о l'è on sas- Fiùmm. s. m. che in campagna e spec.
sinà i fondi. Chi affilia sfilta(Vaolelû nell'Alto Mil. diventa sust. fem. dicen-
Oper. — Gior. Georg. III, 65 — Gior, dosi ivi La fiumm. Fiume.
agr. I, ni). Dettato veriticro in gene F'iumm gió de corda.) Veggasi VAp-
re, ancorchè non in ogui circostanza. Fiumm in corda. ) pendice.
L" è de fittà. È scena vota(l'ag. Am. Fiumm stravaccaa. Fiume inondante.
non op. a caso II, 18), cioè è Donna Fiume uscito de'suoi termini. Fiumara.
senz'amantc o senza marito. Fiumaja. Fiumana.
Tornà a fittà. Jiiallogare. Fiùmm. T. di Scult Nome di quelle
Fittànza. Filio. Voltà-giù ona filtanza о statue incoronate d^lga o di altre
ona fittarescia. Kinnovare un fitto. piante acquatiche giaccioni o sedenli
Fittarèscia о Fittarèzza. Fitto. Posses- le più volte a gomitello sur un1 urna
sione affittata. Fattorïa. Tenuta di donde sgorgano acque , le quali rap-
beni e poderi dati allrui in affitto. presentano divinità fiumatiche о per
Anche i Bologuesi dicono Afjiltarezza lo più i íigli di Tetide e dell"Occano
esclusivaraente i fitti délie valli о pa- in figura di vecchioni con barba e
ludi del loro territorio. capei molli, e pongonsi ad ornamento
Fittàvol e Ficciàvol. Fittajuolo. AJfitla- in sugli archi trionfali e simili. I Fiumm
juolo. FitUuivio. Conduttor di fondi e de l'Arco del Sempion.
specialmente rurali- Fixa. Fio. Nomi idiotici di quella Iettera
Capcll de filtavul Cappello di deiralfabeto che le persone coite di
testa bassa e tesa assai larga e piana, cono Ipsilonne.
cosi detlo per essere simile a quelli Flacon. T. de1 Profum. , Chincagl. , ecc.
che sogliono portare i íiltajuoli rurali. fíoccella da essenze. Dal fr. Flacon.
Capcll de mezz fittavol Cap Flagiolè. У. Fragiolètt.
pello di tesa men larga e testa men F'iàn. T- di Cuochi. . . . Specie di pic-
bassa di quello detto qui sopra, an ciola tártara fatta con crema с carni
corchè traente alla stessn forma. о verdure piste. Dal fr. Flan.
FLO ( i 36 ) FO
Flàtto. Flalo. Mi si assicura che in qualclie parte
Flattós. Flatuoso. Flatulente. Flatulente. dclla lirianza dicano con lieve diver-
Flattositàa. Flatuosità. sitá d' inllessione ma con pari valore
Flàut о Flùta. Flaute ; contad. Fibiola; In floró o In fibra.
con voce equivoca e parmi da schi- Anda in flore. Fiorire met. Prospe
varsi henchè usata dal Chiabrera Fiulo. rare.
Ii (lauto traversiere, strumento da fiato Torna in flore. Riforire met.
delto Flute anche dai Francesi. Vcss in flore. Esser in fore met.
Testa = Pompa. Imboccatu- Esser in florido (Magal. ).
• ra c= Pezz de mezz. Pezzo medio = Florétos. .... Sp. di stofla di seta.
Primm pezz. Pezzo medio altro = Flóss. s. ra. Bava ? Sp. di seta. V. in Seda.
Trombin. Picde. . . . = Ciav. Chiavi. Flöss. ad. Flbscio. Flbscido. Ricascan-
Aut aut о on zifol о on flaut. О le. Flaccido. Leño. Snervato. Lonzo.
Cesare o Niccoio — Ofalto o guasto. Lánguido — Devenía floss. Snervarsi.
Sonador de flaut. Flaulino. Infevolire. Illa/iguidire — De lloss.
Flautada. Ad. di Nótta. V. Flosciamente. Lánguidamente. Fiacca-
Flebôtom incomincia a dirsi dalle per mente.
sone colle per quello cite allre volte Seda ílossa. Lo stesso che Floss sust.
dicevamo Barbee (cavasanguc). V. in Séda.
Flemátegh. Flcmmatico. Flossón. Languidissimo. Tutlo languido-
Fleinategón. Arciflemmatico. re. Tullo floscezza.
Flèmma. s. f. Flcmma. Torpidezza. Flotta. Frotta. Calca. Pressa.
Она Hemma poica sostantivamente. Fluscià. Frusciare.
Infngardaccio. Un torpidaccio, un Fluscià. Incitare. Aizzare. Pungere.
pigraccio. m E coi pregliicr e coi moinn la íluscíst
Flicch (lacch flùcch. 1 . . . Snnni, non m £1 terz e el quart lesta e maligna iu tott ».
Flipp flopp flùpp. ) voci, che usiamo (U.il. Gerus.).
per indicar ogni parlare a noi ignoto , Flùss. T. di Giuoco. Frussi. Frusso. Spe
e specialmentc il germánico. E diciu- zie di combinazione al giuoco di pri-
mo cosi dell' ultimo perché sentiaino micra. V. in Primera.
frequenti in bocea di chi lo parla le Andà a lltiss. Stare a frussi, cioè
conibinazioni sillabiche Flach , Jlich , cercare di far frussi.
fluch, fra noi di nessun uso. Fà fluss in duu. Far la pariglia.
Flizz. Filta. Trafitta. Dolore pungente Flùss. Flusso. Mal di pondi. Dissenteria •
e intermittente. e per estensione Scorrenza o Soccor-
Flizza (che i piü colli dicono Frèccia). renza. V. Cagarèlla.
Freccia. Flùss. T. di Máscale. Aragàico ne" cavalli.
Piuma. Vale (Tass. Gerus. lib. XI, Fluss e riiiùss. Un Jlusso e riflusso . cioè
4 1 ) í= Ponta. Ferro. un continuo moviraento a andirivieui.
Flizzón. Arciere. Colui che va richie- Flussidn. Flussionc.
dendo le genti di denari in prestanza. Flussionàscia Grave flussionc.
— Fá el flizzou. Frecciare. Dar lafreccia. Flussionètta. . . . Una lieve flussione ,
Flœùr. Fiore. La nostra è voce usata una (iussioncella ?
in Acqua de mila floeur. Acqua di cento Fluía, i. f. diciamo иssai comunemente
odoriif-An. Poet. Ii, XIII, yi). per Flaut. У.
Flora(Pari ona Dea). . . . Essere tulla lin Fô. Faggio. Albero noto che è il Fagus
dura, с dicesi délie donne , segnata- siheslrisb. e che anche i Fr. chiamano
mente allorchè nelle loro acconciatme volg. Fau e Futleau(Vedi Stratico Diz.
hauuo dovizia di liori o veri o fiiiti. di mar. Append.). La coceóla o il ft utto
Florànsg. Folasse(*ñor.). Spezie di stofla ch" ci produce dicesi Faggina.
di seta detta anche dai Francesi Flo La legna de fo per el primm ann
rence o Florentine. Г è or, per el segond Vi argent,
FJóre(in). In fore — Talora anche è sin. per cl terz la var nient. ... Le legue
d' In auge. V. — Pretto latinismo — di frggio tagliatc da. un auno sono di
FOD ( 1З7) F(EU
oui ma qualilà, da due, sono di mei- nella quale s* invollano le falde per
zana, e da tre , di cattiva riuscita. feltrarle a caldo — Dal fr. Feutrière.
Bosch de fù. Faggeta ( Targ. Viag. Fodrinàa. . . . Aggiunto d'imposte о si
IV, 5g). Faggeto? mili rinforzate con anime о eontr'assi.
Fo biancb. Faggio(comune). Fodrinna. Ánima. Fondo, H sodo del-
Fo ross Varietà del faggio che Г intelajatura d' una porta, d'un' im
ha le foglie d' un color rosso cupo. posta e sim.; quel che i Francesi di
Fruit del l'A. Faggia{Targ. Ist. in cono Panneau: e di qui i nostri l'anb
Fagus silvestris). Faggina. Faggiuola. riquadrali degl' imbiancatori.
Fócc ( Giugà al) Specie di g i hoco Metl a post i fodrinn d' on sara-
che si Га colle carte da minchiate. ment. Incanalar le anime d'un' imposta.
f. in Tarôcch. Fodrinna. Contr'asse. Fondo. Asse die
Focciùu per ischivar di dire Foltùu. V. serve come di fodera interiore alia
Fodrà. Foderare — Soppanncu-e. pianta della cassa dclle carrozze e
Fodrà d'ass. Intavolare? , e ant. In- d" altrettaü lavori.
castagnare. Incastrin de fodrinn. V. Incastrln.
Fodràa. Fedéralo — Soppannato. Fodrinna. Foderelta. Leggiera fodera.
Avegh el canaruzz fodraa de co- Foétt. Scudiscio o Sculiscio da cavalcare
ramin o de tolla. V. in Canaruzz. (Targ. Istit. II, 18 с 3o4). Frustino
Avegh i oregg fodraa de pell d' in- (Par. lior ). Scuriscio. Frusta corla con
guilla. V. in Orèggia. manico impiombato, che i Francesi
Avegh la borsa lbdrada de pell de ehiamano Cravache. La nostra voce
diavol. V. in Bursa. Foètt pero è d'origine franzese essa
Parla fodraa. Favellar collo strascico. pure, cioè trae da Fouet (frusta).
f. Parla con la fœudra in Fœùdra. Foettàda. Colpo di scuriscio о scudiscio.
Fodràzz. . . . Coda di vitello о simile r¡- Focltà-sù. Scudisciare. Scurisciarc.
secca e forata dall'un de"capi, in cui Foettin. . . . Breve e sollile scuriscio.
s'intromctte ognuno dei ferri da far Focttón. Scuriscione. Scudiscione ?
calze che di mano in mano si vanno F'oeù. v. cont. per Fœùra. V.
succedendo nel riccvere sopra di sé Fœùder. Fodero. Guaina; poet. Vagina.
ogni girar di magüe. Oggidi questa Fosuder del sciabel. Fodero di scia-
specie di punto d' appoggio è ándala bola. Le sue parti sono
in disuso, e se gli è sostituita quel la Pontal. Púntale — Boltonin del pon-
cannuccia di bossolo o simile che d¡- tal. Bottoncino del púntale = Cusidura.
«iamo Canilla, f.; o vero alia franzese Cucitura = Iniboccadura. Bocea c= . ...
•s1 appoggia il ferro ricevenle le ma Cappa = . . . . Bollone della cappa —
güe alia forcatura che è tra il pol- с in quello da cavalleria. . . . Boc-
lice e Г indice della man deslí a délia chella = . . . . Cresta ■= Fa-
donna che lavora di calze a mano. íceííe=Anelitt. Campanelle(Diz. artig.).
Fodreria. v. cont. dell' Alto Milanese. Fϝder. gergo Il letto. Anda iu
Frode. Marachella. del fœùder Andaré a letto.
Fodrètta. Federa. Vesticciuola. Il Caro Fœùder. s. f. pl. T. de'Calz. Fascinóle.
(Lett.Jam. И, 168) usó anche FodereUa Fascelle. Formante, Strisce d" ulluda
nel sig. di Federa. Sopraccoperla di con cui si soppanna in giro Г orlo
pannolino , falta a guisa di sacchet- interiore de' quartier! délie scarpe.
to, nella quale si mettono i guanciali. Fœùdra. Finiera — Fodero. Fodro —
Mett-sú i fodrclt sui cossin. fíive- Soppanno.
stire i guanciali(Arel. Ipoc. f. З89). In- Mett in fœudra. T. de' Sarti. Fode
Jederare — Tœù-giù i fodrett. Sfederare. rare. Soppannarc ; e propriamenle Im-
Fodrettinna. Federetta. Dim. di Federa. bastir panno e soppanno per ben fo
Fodrettón. s. m Federa lunga derare le vestí e simili.
pei capczzali. Parla cou la fœudra. Favcllar collo
Fodriéra. T. dei Cappel]. Pezza da iin- strascico. Si dice di ebi o allunga
bastire? Pezza di tela nuova e forte I Uoppo le \ocali , o ribatte le sillabe ,
Vol. II. 18
F<EU ( i38 ) FŒU
o replica le parole in fin del periodo Dà el fœugh a pian o in furia. V. più
o degl' incisi. £ una specie di bat- innanzi a p. i З9, riga 11.a Taccà fœugh.
tologia di cui si hanuo tioppi esempi Di robba de fœugh. Dir cose di
nelle Poesie rusticali florentine per Juoco ; sparlare grandemente.
non rilenerla mendo comunc anche Ll fœugh el mangia el cagg. C. Càgg.
oltre l'Apennino — Gli accompagna- Esercizi a fœugh. T. milit. Esercizj
verbi servono talora con grazia ad a Juoco ? Dicesi di quelli che si fauno
una specie di parlar Jodraa. l'er es. con le armi tirando a voto con sola
Te credet de savenn pussec de mi ti. polvere per diflherenziarli da quelli
Credi tu saper più di me lu. che si fauno senza sparare — L.* E-
Tœù-via i fœuder. Sfoderare. sercizi a fœugh con baila dicesi par-
Fœùdra. Guscio. Involtura di malerasse, ticolarmcute Tirà a segn. У.
guanciali, sedili di Scranne, с simili. Fà el fœugh d'Arlechin
Fϝdra de ponta. T. de' Calzolaj. Cap- Al positivo significa Alleslire il fuoco
pelletto. Pezzo di cuojo grosso posto allegando le legne grosse per disolto
internamente in fondo deila Scarpa alie minute, e rendendo cosí difficilis-
a soslencrc il tomajo. simo per non dir impossible Гассеп-
Fœùggia. V. Fœùsgia. derlo. — In senso fig. equivale al prov.
Fϝgh. Fuoco ; poet. Foco; al pl. Fno- riferito dal Gher.(foc. vol. I , p. 121,
chi ; e antic. Le Fuocora -IVoi dicianio col. i." in fine) Far come Schizzone
anche Foco ma nel solo det. che usia- che prima Jiniva e poi abbozzava ; cioè
mo talora ail' italiana Un legno non fare le cose a rovescio.
Ja Joco, due ne Ja poco, tre un Joca- Fà fœugh o Fogà. Attizzare ilJuoco.
rello , quaüro un Joco bello , cinque Fà fœugh. Dare о FarJuoco. Sparare.
un Jocone , e sei un diavolonc. V. Lègu. Fà fœugh. fig. V. Fà-sott fœugh.
Arma de fœugh. Arma da Juoco. Fà-giù del fœugh Allizzare
Avegh cl fœugh al cuu. fig. Avère il fuoco e dar nolle legne colle molli
il Juoco al culo. Allïeltarsi in chec- 0 colla pala per averne brage a suo
chessia corne si alfretta il cavallo re- uso. Corrisponde nelle legne a quel
stio a correré quando ha la paglia ac- che lo Sbraciare nella brace.
cesa al culo. Il court comme s'il avait Fà-inanz el fœugh. Rattizzare. Far
le feu au cid dicono i Fiaucesi. El par Juoco J'resco о boon Juoco. Riordinare
temper ch"el gif abhia el fœugh al 1 tizzoni per avertie maggior fuoco.
cuu. Egli è un cacafrelta. Fà sott fœugh. Ratlizzare. Allizzare.
Brusà corne on fœugh i man, i did Far Juoco sotlo pos. e fig.(Machiav.
o sim. Sentiré unJuoco nelle mani, aile Op. V , 1 97 ). Fare Juoco. Accalorare.
dita o sim. — (la pissa) Pisciar Juoco. Incitare. Sollecitare. Incalzare. Aggiu-
Chi ha besogn del fœugh slonga el gner legne al Juoco. Il lat. Faces sub-
bernazz o sporgia cl bernazz. lig. //; dere. Metiere al punto.
bocea chiiisa non entra mai mosca, Chi Fà-sù on fœugh de cà del diarol.
va lecca e chi sta si secca. Chi s'ajula Accendere una Jornace di Juoco che la
Vio l'ajula. Adoprati se vuoi otlenere. pare un inJerno(Zanon¡ Rag. civ. I, 1).
Chi no sa là a fa fœugh no sa là cà. Fare un fuoco grandissime. Fare un
Çhi vuoi conoscere un dappoco , gli fuoco dilione,e dilirainb.Iiifernifocare.
Jaccia accendere il lume с il fuoco Fœugh a pian. F. più ollre a pag.
(Magalolti Lettera scient. IX." a p. 1З4 1З9, riga 11.a Taccà fœugh.
— Monos, a pag. 5Ga). Trito assioma Fœugh de la misericordia о Fœugh
che si trovera ben rare volte inendace. di pover mort o vero Oua miseria
Ciappà fœugh. fig. Pigliar Juoco. d'on fœugh Due tizzoncelli
Jncollorirsi, Adirarsi, Entrar in col appena ; un po'di tizzoncino; цц fo-
lera. colino assai povero-
Cœuses al fœugh. Covare il Juoco. Fœugh de paja. Fioraglia. 11 latino
Crogiolarsi. Stare o Sédete tungo tempo Flamma de stipula — Al fig. Fuoco
al Juoco. PigUare ti cr'ogiolo. di jiaglia, cioc Cosa clic dura poco.
FŒU ( 1З9 ) F<EU
Foengh de sant'Anloni. Serplginc. Romentá el fœugh. Copríre o Ador
Fœugh di Spagnœu. Lo stesso che mentare il fuoco. V. Romentá.
Fassinna di Spagnœu. У. In Fassinna. Ruga el fœugh. Stuzzicare o Sbra-
Fœugh in furia. У. nella col. i* riga ciare o Cercare il fuoco.
la di quesla stessa pag. Тасса fœugh. Smorzá el fœugh. Spegnere o Smor-
Fœugh salvadegh. Fuoco salvalico. zare o Ammorzare o Ammortare a
Fiamma salsa. Estinguere il fuoco.
Oh' è el gatt sul fœugh. In casa è Stà semper a cavall al fœugh. Es-
pift catiivo ordine che il vencrdi sanio scre un Colombo di gesso(Monos. 176).
(Vit. Luc. I, a), cioè Non vi si vedo Covar la cenere. Starsi continuamente
indizio di cucinare. al fuoco.
Indora a fœugh. V. in Indorà. Taecà fœugh. T. de1 Fornac
L' andarav in del fœugh per mi. Metler fuoco alla fornace; il che si
Per me si mctterebbe nel fuoco[Vun. fa da prima a pian, cioè blandamente,
Poet. I, ХХЧ1Х, a). Per me si spare o come dicono i Francesi à petit-feu ,
rebbe. Il se mettrait au feu pour son per prosciugare alquanto la cotta, с
an-i dirono anche i F'rancesi. da poi in furia , cioè con gran forza ,
Lengua de fœugh. У. in Lengua. o à grand-feu com'essi dicono, per
Melt acqua sul fœugh. fig. Spegnere cuocerla da vero senno.
il fuoco. Mctter buone parole. Metier Toccà col fœugh. V. in Toccà.
pace. Rappariais. Racconciare. Tœù-fœura fœugh. V. Sloppà-sù.
Mett a fœugh о Mett-sù. Metiere a Trà fœugh. Sfavillar fuoco.
fuoco. (f. in Màn. Trà fœugh. Farfuoco coi ferri(K\b.
Mettarev ona man in del fœugh. cnc. in Fuoco). Dicesi del cavallo che
Metl fœugh. V. Fà-sott fœugh fig. trae coi ferri scintille di fuoco dalle
Mettegh el fœugh al cuu a vun. fig. piètre suite quali corre.
Metiere i cani alle costóle d'uno. Pres- Vess come la paja altacch al fœugh,
sailo a fare checchessia. Accostarsi alla carne corne il giunco.
Mett troppa cama a fœugh. fig. Met (Poem, d'un aut. cortón. HI, jb ).
iere troppa carne afuoco. Imprendei c Vess lutt fœugh. V. in Foghètt.
troppc cose ad un tratto. Foengh. Incendio. Fuoco. Per es. Che
No avè nè fœugh nè lœugh. Non fœugh gh'è mai staa ! Oh quale incendio!
aver nè luogo ne fuoco. Dà-dent el fœugh. Inccndiarsi —
Tari staa a fœugh. scherz fig. È lo stesso che Vcssegh dent el
Dicesi di cibo che scotti. fœugh di più sotlo. V.
Pien de fœugh. fig. Subitáneo. Tullo Dà cl fœugh a ona cà o sim. Appic-
subilezza. Che ha caldo o fuoco. Im саге o Metiere o Figgcr fuoco a о in
petuoso. Focosissimo. D' animo caldo. una casa о simile.
Pizzà-sù cl fœugh. Accendere ilfuoco. Dà fœugh a la robba. fig. Farbaldo
Pizza mai fœugh. fig. Non manglar ria оfalb. Far del bene bellezza. Colare
mai di cotto. il suo. Sbraciare a uscita. Sprecare.
Quand el fœugh el cria dedree, о Dà fœugh al pezz. posit. Allurnare
robha o danec ; Quand el fœugh el — Sloppinare — fig. Dar fuoco alla
cria di part, forestee a la casa; Quand girándola. Dar le vele ai venti.
el fœugh el cria denanz, o gent о Una cà che cria fœugh. V. in Cà.
parent o el patron malcontent(c//e al- Sona de fœugh. Sonare a fuoco(baû
tri dicono o gcut al present, ecc., ed Lep. ?5).
altri o gent o present, ecc, ed altri Tacca fœugh. Inccndiarsi. Appren-
final, robba de piang) . . . Fila di idee dersi il fuoco. Appigliarsifuoco. Pren
superstiziose benchè inuocenti vivissi- der fuoco.
me Ira noi che pur non siamo Parsi, Vcssegh dent cl fœugh (in d1 опя
»enza che milioni di mentite col fatto mercanzia). Andar via a ruba. Anche 1
abbiano mai potuto spegnerle. Fr.dicono.iefeuest à cette marchandise.
Befa i codegh cont el íceugh. V. Refà. Fceugh(ne-' viui). Fuoco(Soder. Colt. i8j).
F(EU ( i 40 ) F (EU
Avè del fœugh. Aver delJuoco(ßoAfr. Forma; t due Form, cioè Bianca e
ivi). Principiar il vino a inacelire. Folia, compongono il foglio ¡atiero.
Ciappà del fœugh. Prendere ilfuoeo Vedi le voci.
o i7 settembrino(Gior. Georg. VIII, 222). Bianca. Carta bianca = Volta. Carta
Pigliare un poco di punía. volla. Iiitirazione.
Fœïigh. Fuoco. Famiglia. Da noi la voce El fœuj Té in tore. // foglio è in
in questo sig. dura solo in campagna; torchio.
e con buona ragione cliè ivi per só On in fœuj. Un in foglio — On
lito ogni famiglia non ha che un fuoco Fœuj in ottav, in quart, ecc. Un Fo
unico in casa ; in città i più fuochi glio in oltavo , in quarto , ecc.
usati in una medesinia famiglia hanno Fœùj. s. m. sing, e pl. La gazzetta. — /
fatto si che si speuga la voce in laie fogli pubblici(Zan. Diz.). Г. Gazzetta.
sig.; perciô al contadinesco Semm tanti Fœùj о Fojàsc. s. f. pl. Cartocci( Alb.
fœugh corrisponde in cillà il Semm ene. in Formentone). Sfogli o Sfoglie
tanti vesin. o Carlocci(G¡om. Georg. II, 222). Le
Fϝgh. Cuscuta. V. Giingh. grandi glume della spiga del gfrano
Fœùgh. T. degliOllici. Fuoco. Il fr. Foy er. turco colle quali per lo più si era-
Fœùgh artificial. Fuoco artifiziato. Fuoco piono i saceoni ( í pujase). In Brianza
lavorato. Dicesi Fuoco di gioja se usato chiamano Slovazz o Spololt le esterne
a festività, di guerra se ad ofl'esa , più grosse, Fojetl le interne che danno
muto se non iscoppielta. spesso a mangiare alle bestie bovine.
Pianta de fœugh. V. in Piànta. Quell di fœuj. V- in Quèll.
Fœugh àrz. Fuocofatuo; e precisamente Fœùja, e in qualche dett. anche Fôglia.
quello clic in forma di fiammclla s'alza Foglia. Fronda о Fronde (quest'ultima
ne' luoghi hassi , pantanos!, amidi, с voce appo i bot. ha perô sig. speciale).
va radendo terra terra. Sccondo paesi Le foglie sonó distinte in caduche,
• è detto anche Cutirz o Cuas о Culàss perenui, semplici, composte, picciuo-
o Culàzz, e nelle menti pregiud¡catc è late, cuoriforini, pelóse , ispide , ccc.
parente stretto délia Tregenda, del- Gli aggiunti siffalti veggansi special-
VAndata, délia Menata(Pau\\ , p. 1 16). mente nolle Istituzioni botaniche del
Fœùj. Foglio. Targioni Tozzetli , Firenzc , 182Э,
A fœuj per fœuj. Afoglio afoglio. t. 1.°, da p. 78 a p. 125.
Foglio per foglio. A la crodada di fœuj o di frasch.
Di l'offizi di quaranta fœuj. Li V. in Frasca.
ber desligaa in Liber. Cascià i fœuj. Infogliarsi. Frondcg-
Fœuj d"ingann./n!.rt7!no(Zanob.Z)is.). giare. Frondire. Fronzire , e aut. Fo-
Cosi chiamasi dai calligrafi e dai di- gliare-
segnatori quel Foglio unico su di cui Color de frenja morta. Jnterriato.
siano scritti o disegnati biglietti, li У. anche in Color. (gl'e-
gure , carte geografiche , carie da Crodà i fœuj. Sfogliarsi. Catler lefo
giuoco с simili i quali si nascondano fa i fœuj. Frondeggiare. Frondirc.
■ l'un Tallro in alcuna Joro parte corne Fœuj de làvor Molle cosi
se vi fossero getlati sopra a caso. delte dalla loro forma , che mu-rate
Sporcà о Snierdà el fœuj. Sconciare da'lati dellc finestre o simili servono
la ballata. Guaslare un negozio — Ta- di ritegno per le persiane.
lora Sgocciolare il barletlo. У. Squajà. Fœuj disper. T. bol. Foglie disin-
Fœùj , che anche dicesi Fœuj de staui- cotilrale{Vv. йог. IV, 111, да). Foglie
pa о F'œùja. Foglio. Foglio di stampa. alterne.
( Alb. bass, in Feuille) .— È quel Fœuj matt. Foglie seminali(Targ.
complesso di sedici pagine se in otta- Toz. Ist. I, 58). I cotiledoni del seme
vo, di quattro se in foglio, di olto comunicauti immediale colla radicella
se in quarto, ecc. che corre soltó una eh' ei mette, o sia Quelle due foglie
délie varie leltere di registro. La meta gialloline che spuntano dal seme al-
di queslo foglio diciamo propriamenlc loichè germoglia, indi vcrdeggiano,
FŒU ( 41 ) FŒU
с da iillimo, fornita che sia la pianta Fœuja incartada. Foglia incartata
dcllc vere foglic , cadono. (Lastri Op. 1 , 286), ed anche Foglia
Fœuja d'acqua Cos! cbiamano cartaginesa come con voce poco bella
i noslri disegnatori una parlicolare se non travedo la chiaina il Gior.
specie di foglia d'ornato perché trae Georg. XV, 294.
alla forma délie foglie di qualchc pian Fœuja salvadega. Foglia di moro
ta acquatica come sarebbe la romice. salvatico.
Foeuja de fior. Labbro. Petalo — Fœuja smaggiada о che ha ciappaa
Tirá-via i fœuj ai fior. Spicciolare ifiori. de la smaggia. Foglia arrugginita?
Fœuja de vit. Pámpano. Pámpana. Quella foglia di gelso che per nebbie,
No gh1 с che fœuj. Assai pampani e melumi , seccori , lievi tocchi di gran-
poc'uva. È vile pampanosa o pampa dine od allro riesce in alcuna parle
nilla — Tirà-via i fœuj ai vid. Spam- di sè corne slremenzila e risecca —
panar le vili. Fœuja smaggiada galetta mai falada.
Fœuja sonza picoll. Foglia sessile. V. in Galètla.
Gallofer de cinqu fœuj. gcr. Schiaf- Mangià la fœuja. fig. Ammascarc un
Jo. V. Slavión. discorso. Addarsi. Aver Vintesa — Sa-
Lima a fœuja d' oliva. V. in Lima. pcrsela bene — Avè mangiaa la fœuja.
O pan moijn o pan mœuj , se no Aver avtito il vino( Ambra Furto M , 8).
bin frasch hin fœuj. V. in Pàn. Aver compreso ove ella ha a batiere
l'erà i fœuj. Sbrucare. — Aver conosciuta la imbeccata.
Tœù-via i fœuj. Disfogliare. Fœùja Bncciuolo foggiato a ca
Tremà corne ona fœuja. Tremar co lice poli filio che abbraccia e contiene
me una vctrice(Man. Vcgl. II, 5 — il fuso(/a fusella) dei candelabri e
Buccac. Nov.). Tremar come una ЬиЪ- caudellieri da chicsa.
bola о come una verga o a verga а Fœùja per Culétt de cáliz. F.
verga. Bubbolare. Tremar grandemen Fϝja. Foglio. Carta; e abus. Pagina.
te. V. anche in Tremà. Voltà fœuja. Follar carta.
Fœuja (che citri dicono Piùma о Pènna Fœùja. T. di Stamp, e Libr. Lo stesso che
0 Brocea). Frasca(Giov. agr. V, 285). Fœuj sig. 2."
La inessa d' ogni annata nelle piante Fϝja. Fogliella. Sp. di tabacco.
cedue cosi dolci come forli, dclla qua Fϝja. Foglia. Sfoglia. Dicesi deH'oro,
le si fanno fascine. dehVargento o d'allro métallo ridotto
Fœuja del fass de legna. Chioma a forma с sottigliezza di foglio di carta.
(Burch. Son. 209). Fϝja. Foglia. Quello stagno mescolalo
On alev de cinqu fœuj Un ramo con argento vivo che si applica dietro
quinquenne d' una pianta qualunque. a' vetri o ai cristal!! per farne specchi.
On taj de volt fœuj Un ta- Fœuja-dritta. T. de'Falcgn. Piaila da
glio di piante avenli otlo anni di età. gola dirilta o da scima o da onda o
Fϝja. Foglia dices! anche assolutainente da sima o da golelta ? Sp. di pialla
di quella dc'gelsi con che si nutricano che serve a fare quelle modanature
1 bacbi da seta. V. anche in Morún. nei lavori di legname che i Fr. cbia
Fœuja de scarl o cativa o vanzada. mano Feuillures. L'Alb. Bass, in Feuil-
Fogliaccia (Sod. Colt. Fit. pag. 107). lerct la chiama Sponderuola con voce
Fœuja de segonda casciada o met- evidentemente veneziana e mantovana.
tuda o buttada , o vero La segonda. • . . Fœuja-rovèrsa. T. de'Falegn. Intavolato.
La foglia che rigermoglia dopo la Sp. di pialla col taglio falto a simi-
prima brucatura fattasi durante la glianza della gola rovescia architel."
prima età dei bachi da seta. Fucú ra , che in campagna dicesi anclie
Fœuja dosmestega. Foglia arancina Fœù. Fuori. Fuora. Fitor. Fiiore. Fbra.
(Laslri Op. I, 286). Fbre. Fbri.
Fœuja giazzœula. . . . Quella che Anda dent e fœura. Trapassare- An
si trac dai gelsi cosi detti fra noi dar dentro e fuora - fig. Non istare
piasentiit. V. in Morón. in proposito. Non istare in ce/vello.
F (EU ( 142 ) F<EU
Fare a che l'è dentro e che V è fuora. Giugà de fœura. У. in Giugâ.
Fare a tira e alienta. Dire e disdire, N0 andà nè dent nè fœura. Star II
non istare al già detto; al quale pro lemme lemme(Pau. Poet. 11, xxv, 3î).
posito direbbesi Starfra le due acque. Danle disse 7'en-
Dondolö dondolo dondolô, zonare si e no net capo. V. anche in
Che l'è dentro e che l'è fore, Dént.
Fa da te ch' io nou ci fo. On dent e fœura. Giravolla. fíiusci-
(Lor. Med. С .mí. 68). ta. Andirivieni — fig. Invoiture di pa
Andà fœura. Andaré di fuori. An role- Andirivieni o Aiulerivieni.
daré l'uor délia ciltà о délia terra Porlalla {cfuva.Camparla.Scamparla.
murata in campagna. Se la porti fœura. Se campo di questa.
Andà fœura , e in alcunc parti del Saltà fœura cont ona proposition.
contado Andà fœu. Mcnare a pasco. Uscir addosso con un discorso.
Condurrt al pascólo le hestie. Stà semper fœura. Rusticare. Vivert
Andà fœura. T. di Giuoco in villa , in campagna.
Viucere tutti i punti délia partita. Tirà fœura del birlo o de la grazia
Andà fœura de cervell. Uscir di de Dio. У. in Birlo e Dio.
senno o di cervelle. Giravoltare. Tirà fœura di piœucc. У. in Piœùcc.
Andà fœura del coo, de lœugh, de Tirà-fœura el s6 taroceb. У. in Ta-
piomb, de proposit, di pee, ecc. P. in rùcch.
Cóo, Lœùgh, Piúmb, Propósit, Pè, ecc. Tœù-fœura colle frasi dipendenti
Andà fœura in altrc frasi dipen- veggasi in Tœù(verbo).
denti veggasi in Andà. Trà-fœura e Tràss-fœura celle frasi
A sti or fœura de l'acqua? V. in Óra. dipendenti veggasi in Trà e Tràss.
Avegh fœura di danee. V. in Danée. Vegninn-fœura e frasi dipendenti
Bo-e-1'œura.Z.o stesso che Bolgirón. У. veggansi in Vegni.
Cantalla fœura di dent. У. in Dent. Vegni-fœura cont on descors. Uscir
Ciamass-fœura. T. di Giuoco. . . . in un parlare.
Accusarti vincitore délia partita. Vess fœura. fig. Esser suite furie.
Ciamass fœura. fig. Poterne farfuori V. anche Andà fœura de la grazia di
(Ccccbi Sib. II, 5). Non ci aver parte. Dio in Dio. -
Cusass fœura. V. Cusà e Genlilömm. Vess fœura affacc. V. in Aflàcc.
Dà-fœura colle frasi dipendenti veg- Vess fœura de cà. V. in Cà.
gasi in Dà. Vess fœura de cà de noce. JEsser
Dervii fœura, lassella andà. Pon' ге fuori di 7îo//e(Magal. Let. scient. I, o4).
ля , chè lo Sbracia armeggia. V. anche Vess fœura de lu. Essere addolo-
in Dervl. ratissimo. Essere fuor di se dal do
El de-foeura. L'csteriore. Jl di fuori. lore о simili.
Fà-fœura, Falla fœura e sim. frasi Vess fœura о fœù de tant. Essere
dipendenti veggansi in Ffc. in disimborso di una tal somma.
Fà o dent o fœura. fíisolvere o den Vess on dent-e-fœura. Lo stesso che
tro o fuora. Cavarne cappa o man- Vess on su-e-giô. У. in Giô.
tello. Veuire a qualcbe conclusione. Vun de fœura. Forese.
Fà on œuv fœura de la cavagna. Fœura ! Su ! Parla ! Escine ! Dallafuora!
V. in (Eùv. Fœuravia о De fœura via. Ab eximí Redi
Fà vegni fœura el dottor. Chiamare Op. VI, 0.5). Di fuora pi7i(Cnro let.
il medico. Mandare pel medico. La ined. I, 1-5 — Aret. Ipocr. II, 5). Per
nostra frase indica allresi più spec, cerebottana. Corne non fosse suo falto.
il mandare pel medico di condolta. Iiidireltamciite , incidentemente.
Fœura del boscli a fà legna. V.Légna. Compra de fœura via. Comperare
Fœura del vada- V. Vàda. di scarriera , -cioè occultamente , di
Fœura per el di. Fra giorno. У-in Di. furto — Talora anche semplicemenle
Fœura per Гапп o sim. Nell'anno. .... Comperare non già alla bolttga
L'anno o sim. o al mercato, ma per ultra via.
FOG ( 4З) FOG
Vend de fœura via. Venderé alla Foghént. Focoso. Infocalo. Affocalo.
macc/iia — Venderé per via trasversa ? Foghéra. V. Foghée.
Foeùsgia. v. a. Foggia, e al dim. Foggelta. Foghéra. T. de'Cerajuoli, Pastaj , ecc.
Foggcttino. Specie di berrettino scliiac- Focara? Specie di braeicre.
ciato che si usava a' tempi antichi. Foghéri. Focone. Gran fuoco.
Foeùsgia (A). A foggia. Per es. A foeùsgia Foghétt. Foche/ello. Focolino.
de caliz. A foggia di calice. A то' di Vess on foghett o Vess tutt foeugh.
calice. fig. Esserfocosetio. Esscre spirilosissi-
Foeùsgia о Fœùggia. v. dell'A. M. Ce'r- 1110, ed anche Essere ardentetlo, cioè
cine. liu ravvolto di panno a foggia impetuoso , subitano.
di cerebio, usato da chi porta dc'pesi Foghettin. Focherellino.
in capo per salvarlo dalTofiesa del Foghisla. liazzajo. Artcfice che lavora
peso. razzi ed altri fuochi artifiziati da festa.
Fófl". gergo. Culo. V. Cùu. Foghitt. s. m. pl. Fuochi artifiziati da
Avè strengiuu-sù el foff o el peve- festa , с più parlicolarmente Saltarelli.
rin. V. Peverin. Foglia. Foglia. Usiamo questa voce solo
Fóff. i BaUisoßiola. Cusofflola. Paura. nel dettato No casca foglia che Dio
Fulla. S Tema. Timore ; pedantesc. For non voglia. Se/na la providenza e vo
maline. V- Spaghètt ßg. lonté del Signore non cadefoglia d'al-
Fófia. fig. Marame. Scegliliccio. Piscia- bore{ Vite de' Sanli Padri I, 4). Non
dura. La parte più cattiva di chec- si muove pur una foglia senza voler
chessia. del «e/o(Xozze di Maca II, 1). V. an
FciíTa. Tabaccaccio. Tabacco cattivo. che in Dio.
Foffign. s. ni. Baratlcria. Frodc. Inganno. Fogliáa. s. m. T. di Libr. Stamp. , ecc. . . .
« El comniclt doma fuáigu, usur, millia La quantité , il numero dei fogli di
ingiustizzi. » (Gar, Tob.) stainpa.
Foílign. ad. Pauroso. Titnoroso. Fógn. Faldelluzza(Am\)ra Co/an. I, 5).
Folión. Pauraccia. Cusófliola. Fujjigno. Foffigno(*\\icc\\.). Incannala.
Fogà. Aizzarc. V. Fà foeugh in Fœùgb. Cabala. liaggiro. Intrigo. Viluppo. Fra
Fogà. T. de1 Fornaciaj Far fuoeo, uoi Fogn vale anche più propria-
metier legne al fiioco. Hoo fogaa mezza mente un'azione qualsisia fatta di sop-
ona noce. Ho seguilalo più di mezza piatlo. Si dirá per esempio: Coss' eel
una nolle a Jar fuoeo alla fornace. staa quell fogn che V ее fia iiicceu ? ,
Fogàa. Infocalo. Affocato. Quella ciamhellina alia nuscosta d'oggi
Fogàa. lîiscaldalo. Scarmanalo. che fu? cioè che cosa bai lu falto
Fogarín. Fuocfl/mo(Targ. Viag. IV, 53(i). quest'oggi celatamcule, di nascosto?
Fuochista(\occ non bella perché am- V. anche Fognétt.
Jiigua del Gior. agr. 11, 297). Persona Fögn. Soffoggiala ( Cecchi Ass. III, 1).
che accudisce a lar fuoeo ai fornelli Giialtarello(\iavg. Iniron. Pellcgr.lV,3),
dove si trae la seta; la quai persona Per es. Coss'eel quell fogn che te gh'ee
se è donna da noi si dice Ii soll, cioè che cosa è che liai na
Fogarinna. Fuocarina? scosto, o célalo, o appialtato 11 sotlo ?
Fogaroeù. Cacaj'relta. Subitáneo. Impetuo De fogn. Furtivamente. Di soppiatlo.
so. Precipitoso, che ha il fuoeo al culo. Di nascosto. Soppiattone. Celatamcnle;
Fogàss. Piinfocolarsi. Kei diz. ilal. Fo- aut. С imbolio ; e con voce autica
gare ha sig. diverso. ma bella Dinvolo o D'invólo.
Fogàss. Riscaldarsi. Scarmanarsi in chec- Fogná. Armeggiare{¥ag. Am. esp. II , 3).
clies.ua. Pigliar Joga. Revistare. Frugafc quasi di soppiatlo.
Fogazión. Riscaldamento. Scarmùna. Fognà , e più comunemente Fogná-via.
Foghée (in genere ).Fornello - Tizzonajo. Ajjogarc checchessia. Soppialtarc. Ce
Foghée o Foghéra. T. de'Caslag. For- lare. Nascondere. E nolisi che questi
ncllo(\\b. ene. in Bruciatajo). Spezie di Fogn с Fognà con tulla la loro di-
fornello porlalile al oui fuooo si fauno scendenza implicano sempre jdca di
tuoccrc le castagne dai bruciatai. uascoudilura e viluppo ; e spesso anche
FOJ ( »44) FOI
s'usano in signifícalo affine all' italiano Manda o Tira a foj. T. di Giuoco»
Fognar degli uccelli. Freddare uno. Sbusare. Vincere altrui
Fognass dent. Ficcarsi. Cacciarsi. tutti i suoi danari; tirar al verde iu
Fognà. Parlar nel naso. Quel che i La- giuoco.
tini diceano Вalba de nare loqui. Il Fojàda. Ad. d' Ùga. V.
Fognare dei diz. ilal. equivale al Fojàmm. Fogliame. Frondura — Foglia-
nostro Afoccià i pároli. V. in Moccià. metti.
Fognàa. Rimpinzato. Colmo. Zeppo. Fojàsc. s. m. pl. T. di Stamp. Mezzeilo.
Fognàa. Nascoslo. Célalo. Carta difetlosa; i'ogli orlati , strappa-
Fognattà. Frugacchiare. ñovistare. An ti , ragnati о altramente difettosî ; e
daré alla rifrusta. perché di questi ordinariamente si
Fognattón. Уосе die s^usa nclla frase fanno le prime prove di torchio ,
A nilà a fognatton(c/ie anche dicesi Andà Fojàsc. s. m. pl. Fogliacci diconsi tra lilo-
a fognon). Revistare. Frugare. К. Fognà. grali e slampatori anche i primi fogli
Fognattón. ) . . . . Persona che ha per che si stampano per passai- poi alla tira-
Fognaltónna. J abito di far checchessia tura délie copie buone. Di qui suoi dir-
alla nascosta, e di celar robe, ciba- si, quando un'opera ha grande spac-
rie , ecc. alia vista altrui. cio, che se n' è daa via anch i fajase,
Fognètt. Ciambellina alia nascosta(7.anon . cioè che se ne sono vendule anche le
Crez. rinc. III, 4)- Rigiro, viluppo ; prove, i primi fogli di torchio i quali
ritrovio o colloquio furtivo. per ordinario , come difcltosi e cal-
Fogniu Chi parla uel naso. tivi, si gcttan via. I diz. ital. hanno
Fognón. Fragatorc. Che fruga. Fogliacci per quelli che non son buo-
Fognón. Soppiatlone. Soppialtonaccio. ni ad altro uso che ad involgere ca-
Persona simúlala e doppia che non cio , salame с simili.
dice la cosa com' ella sla. Fojasc di risma Cosí chia-
Fognón (Anda a), f. in Fognattón. mano i cartai que1 fogliacci che ser-
Fogolú. v. hrianz. per Infogà e Brascà. f. vono d'invollura aile risme délia carta
Fogón. Focarte. Gran fuoco. e che i Francesi dicono Armures.
Fogón cosí detto ambiguamente, o vero Fojàsc per Fœùj. V.
Bassinètt. Scodcllino. Fojasción. Ciarpiere. Ciarpone. Abborrac-
Svasadura. Bacinctto = Braga. Bra- cialore. Acciarpatore. Suoi dirsi di co-
chetta = Gambetla o Braga. Brachella lui che fa le cose con fretta , in di-
con foro per la vite delta martellina sordinc, malamente.
s= Spalletta. Spondelta. Fojasciônna. Foglione. Gran foglia.
Fogoraa. Focolare , e ant. Focheltolo. Fojètt. s. f. pl. Cartocci.f. in Fœùj sig. 4-*
Centro del caminino dove si fa fuoco. Fojètt.s.m./''og/ie/to — I foitt. K.Gazzètta.
La bocea e el fogoraa ciappen quell Fojètt. T. music. Foglietto (Diz. mus.).
che ghe ven daa. Slringi gola, с passa Specie di spartito contenente tutti i
orn(Gelli Sporla IV, 4)- carpo pi- passi obbligati delforcheslra, il qua
glia quel che tu gli ffa¿'(Monos. i48). le si suoi dare alla parle del primo
Ricco , o non ricco , è come l'uom s'av- violiuo capo d' orchestra ripetitore
vezza, Poverlá lieta ¿ gran ricchezza dei balli.
(Adim. Sonetlofra i burchiellcschi Fojètta. Fronilclla. Foglielta. Fogliuzza.
Fogoraa. Braciajuola? — Tizzonajo{nei Fojètla. T. de'ïorniai, Falegn. ecc. Fo
fornelli) — Allizzatojo(uctie fornaci). glia. Ferro da scorniciare e da lor-
Fogorént. Infocato. Focoso. .■Iffocalo. nire, conformato a guisa di í'ogliolina.
Fogós. Focoso. Subitano. Impetuoso. Fojètla. V. in Carada.
Fój. Voce úsala nei dettali Fojettinna. Fogliolina. Foglieltina.
Che fett o Che fit che foj. V. in Fà. Foin (che varj cont. dicono Màrtoi^./'ai/ia.
Dà cl foj de galt. Lo stesso che Dà Animaletto che è la Mtistela fainaL.
on buralton sig. i.° Г. (Euce de foin. I', in (Eùcc.
Dà cl foj de galt diecsi anche da Foin, melaf. Serpeiitello. Fistolo. Ragazzo
alciirii per Dà el nigh. Dure h sj"ratio. vispo air eccesso. V. Pésta.
FOL ( i 45 ) FOL
Pojn. Foglieilo. f'icciol foglio. Folla che lava. Pila a cenci. Prima
Foinéra (che in Brianza dicono Tajœùra). pila. Nomo di quelle conche nelle
Tagliola? Cubattola? Scarpello (éntralo quali s'incomincia a pesiare i cenci
nei nostri diz. itai. in grazia del lo da far carta, e che i Francesi chia-
Scarbcllus del Crescenzio latino lib. X, mano Piles-drapeaux. ¡
cap. a8). Specie di trappola di ferro Folla che tria o Füll. Pila a ripesto.
fat ta con due archi, per lo più den- Seconda pila. Nome di quelle conche
lati, infra i quali si pone il cibo cui nelle quali si vengono raffinando i
venendo per prendere le bestie, vi cenci da far carta. I Francesi le chia-
restaño streite pel eolio. Fia uoi è inano Piles drap o PilesJloran o Piles
detta Foinéru dalle faine(/b<n) che con à eßiloclier o Piles à affiner.
cssa sogliamo acchiappare. Corrispon- Folla finada. Pila sjiorata. Pila a
de precisamente al Traquenard della sfioralo. Nome di quella conca nella
Encycl. , e se ne fanuo di grandi e quale i cenci sono ridotti a pasta li
di picciole ; le prime per prendere quida ed atta ¡inmediatamente a fame
lupi , faine, ecc, e lu secunde per e-irla. I Fr. la chiamano Pile de Гои-
pigliarc uccelli. vrier o Pile à effleurer.
Foinètt. > Fóla o Folla. T. dc'Cappellai. . . . Quel
Foinètta. )Serpentello. V. in Foiu e Pèsla. luogo dove si follarlo i feltri da cap-
Foinna. j pelli. La Foulerie dei Francesi.
Foinna? Battello spiatore d'un Fóla o Folla. T. de'Cappellai
ponte volante((¿'on port sui Jiumm ). Tavola inclinata, e pósala sur una
Fojceú. T. dc'iVIac. Cenlopelle. Il terzo sto- caldaja in cui è la gruma di botte
1ПЗСО degli unimali runiinanti, (judio calda e sfatta , sulla quale si lollano
cioè che riceve il cibo dalla trippa e i feltri per farne i cappelli.
lo manda alia inolletla. Coldera de la fola La caldaja
Fojoeù. Cipolline. Figliuoli dcllc cipolle. di cui sopra che anche i Fr. dicono
<^<iclle cipolluzze che i botaoici d¡- Chaudière de la Joule.
rebbero Allii cwpœ planudas. Folá o Folla. T. d'Agric. Ammostare.
Fojónna. Fogliona (Caro Сот. p. 38). Pifiare l'uva nel tino.
Gran foglia. Folá o Folla. T. de'Cappel. Follare. Fel-
Fojos. Ad. di Fén. I". trare. Premere il feltro da cappello e
Foira si sente spesso in bocea de' mon- dargli corpo bagnandolo e rimaneg-
tanari svizzeri che vengono tra noi a giaudolo in mille versi per condén
esercilare V arli del cioccolattiere , del same il pelo с sodarlo.
laitajo, ccc. per Sôccorrenza, diarrea; Folá o Folla. T. de'Pann. Fellrare. Guat
voce proveníale e franc., fouiro, foire. eare. Sodare. Raffiltire il panno a gui
FOIa o Fóla che anche dieesi Folla o Foil. sa di feltro. Il Fouler de' Francesi.
T. di varie arli Rimasuglio Folá o Folla. T. de'Pellic. ed altri. Cal
della latina Fullonica indicante sem- care che alcuni aulori scrissero anche
pre calcatojo, cioè a dire luogo o Calciare; e vale pigiar forte la pelle
vase in cui si calca e addcnsa e o il cuojo co'piedi per agguagliarli.
raflilliscc alcuna materia, come lana, Folia o Follàa. Gualcalo — Feltrato —
cenci, pelo, ecc. per ricavarne mani- Cálcalo. Ammostato — AjfoUalo.
fatlure di pannilani, carta, cappcl- Foladin e Folladln. Follone. Purgatore,
1¡ , ecc. Eccone le più comiini : lavator di panni. Il Foulon o Foulon~
Fóla o Folla. Gualchiera. EdiCzio o mac- nier dei Francesi.
china che mossa per forza d' acqua Foladin o Folladin.'. . . Nelle carliere è
pesta e soda il panno. l'operajo che bada alie prime pile.
Fóla o Fóila. Cartiera. Fabbrica dove Foladór e Folladór. Cartajo. Fabbricator
si fa la carta. di carta.
Fóla o Folla. T. di Cart. Pila. Vaso Foladór (che altri dicono Calcon di te-
id cui mettons! i cenci a macerare ; gasc). Ammoslalojo. Anche la Cinqu'en-
ed anche vaso nel quale si pestaño. na (■'. с una specie di ammostatojo.
Го1. II. '9
FOL ( 146 ) FOL
Foladór o Folladór. Giialchierajo. Chi nico di ferro e taglio sbieco; e parmi
soprinlende alla gualchiera da parmi. il Couperei dei Francesi.
Foladúra о Folladùra. T. dc'Cappel. Fel- Vess tajaa-gió conl el luición o coa
Iratura. L'azione di feltrare. la folc. lig. У. in Fólc.
Foladúra о Folladùra. Âmmoslatura? Folciolt. V. Folción.
Folies o Follàss. Affollarsi. Folcitt (e da alcuni Folcèlt). Piaslricci.
Fólc ( che in contado chiamano anche Mariolerie. Inganni , per lo più nel
Ranscia, Ranscïôlt, CerciùK , Rampi- giuoco. Corrisponde al fr. Piperie.
netlón, ecc. )• Falce, Falcia. Fà di folcitt. Mariolare. V. Folcettá.
Rampin de la folc. Capo déliaJalee? Fóld. s. f. pl. T. de'Sarti. Fulde. Quarti.
La parte ricurva délia i'alce , quella Quelle parti deretane dcgli abiti e
che i Latiai dicevano Sinus falcis. Quelle parti in genere deisoprabiti che
Tajaa-gió con la folc o coiit el fol dalla cintura pendono sino alle gambe.
ción. (ig. Dirozzato col piccone ( cosi Slargass in di fold. fig. V. in Slargà.
nella Novella iGâ.'1 di F. Sacchetti — Fólda о Fàlda. T. de'Cappel. Falda(A\h.
Alb. ene. in Dirozzare), Tagüato alla enc. in Calcatoja, Pezza da imbastire,
grqssa» mal falto, mal disposto. Imbaslire , ecc. , quantunque in Falde
Fólc Ai formai rap[>rcscnta dia tutl'altra definizione ed errala).
un'asce onde si servono per digrossare Quella porzione di lana o di pelo
il legname da farne forme da scarpe battiita ad arco che rafilttita si spiana
o stivali. Ь la Hache à main dei Fr, in figura di un londo, e che addossata
Fólc de laja i strasc. T. di Cart. Strac- ad altra pari porzione símilmente con
cialora. Falce. Specie di collello íisso fórmate, si lavora di poi in c.appello-
in una pauchina col quale si slrac- Duc falde, che i Francesi chiamano
ciauo i cenci da fame carta. Capadcs, separate dalla pezza da im
Folcèlt, У. Folcitt. bastire (J'odriera) fra loro entroposta
Folcètta. ..... Ai beccai rappresenta costituiscono il cappello.
propriamente la collclla quadra mi Fólda Quella tanta parte di
nore del coitellaccio (folción ) e con iieno che in forma quadrata si recide
manico di legno, colla quale cssi fau dalla catasta del Ueno ammontato in
no il taglio principale ne'buoi (inlaj) tettoja (cass de Jen) per farne uso.
с quello delle gambe , del capo, ecc. Foldón. Faldone. Acer, di Falda.
È propriamente il Fendoir dei Franc, Foldón. fig. Zazzerone. Uomo all'antica
che inclinerei a tradurre Sfenditojo, о all' anticaccia.
Folcettá. Mariolare. Far fraudi nel giuo Foldónna. fig . .... Donna all'antica.
co -íare J~racciiülo(¿ai\.Viz.),Hischiar Fólega. Fólaga. V ucccllo detto Fúlica
le carte artatarnentc e in modo che le aira dagli ornilologi.
migliori tocchino a sé o al coinpaguo. Fólega. Diavol di mare. La Fúlica ater-
Folccltée. Muriuoh? Colui che in giuoco riina dcgli ornitologi.
la spesso delle mariuolerje (diJblciU). Fólega. tig. . . . Scaltro, desto, vivace.
Corrisponde perfettainenle ali'iJ'ipeur Folèlt. Folletto.
Folciada. Falciata. Un menor di Jalee. Folètt. fig. Nabisso. Seqientello. У. Pesta.
Folciu (che in contado chiamano l'odirϝ On folelt d1 on bagaj , d' ona losa.
o Rampinétt). Falcetto, Falciuola. Un serpenlello. Unfistola. Un diavoleUn.
Folclnètt. Dim. di Folciu. V, Folèlt. Wi'ce(Targ, Istit, U\ , 409). Spe-
Folción с Folciôlt. Coitellaccio? Quella zie di inalattia du" cava Ui.
gran coltella che beccai , pizzicaguoli Folèlt Sp. di malattia del grano,
с cuochi adoprauo a tagliare le ossa Folèlt, .... Le modiste, i piumisti, le
e i pezzi grossi de'buoi, inajali, ecc. donne chiamano cosi una specie di
E diversa dalla Manéra, с non ha che peniiacchiera tutta rotonda j cosi delta
fare col suo nome , giacchè dove è perché spesso di piuma matta , e ció
carattere delle falci avece TaugneUu a, per oinaggio al Poil follet dei Fr.
l'udunco , queslo Jolcion macellesco Folettin. Dim. di Folèlt sif>. a.° с 5,°
è tullo piano e puri. lia anche il ma- Folcttón, Acer, di FoK'tl ùg. 5,'
FON ( i 47 ) FON
Fólfer. v. в. Scaltro. Accorlo. Destro. Dagh del fond a on camp o Fagh
Foil. s. Г. pl. Busse. Botte. Battiture. el fond. Bichiedere la terra. Vangare
Dà di foil. Percuolere. Dar délie o Arare ben addentro.
busse. Dar le frutla di fraie Alberigo. Fónd. У. Fóndo(rapitale) е Fóndi.
Fôll. s. m. Tema. Paura. У. FóíTa. Fónd o Cùu. Fondo, la genere è la parte
Foil per Fôla. V. bassa * estrema o di base dei varj
Fôll. T. de' Tint. Lo slesso che Batlirœù- lavori.
Fôlla. Folla. (le. V. Fónd. Corpo. Nclla lucerna a mano (1л
Balea la folla. .V/btfore(*fior. - Min.). lumm ) è la parte in cui giace folio.
Diradarsi la folla. Fónd per Dormión. У.
Fà follaé Far fuoco о Joga. Far im- Fónd Nelle stalle è quel pezzo
pcgno per oUencre checchessia, su cui posa immediate il piede.
Folla , Follà , Folláa , Follador , ccc. f, Fónd. Fondo. Ne'mobili, nelle casse,
Fola , Folà , Folàa , Foladór 5 ecc. ne'canterani e simili è Tasse di fondo.
Follón, l'aura. Tema. Andà snl fond de la cassa. V. m Cassa.
Follón. Pauroso. Cacacciano. У. Spagu- Fónd, Fondo. Nelle barche è quelle
rcsgión. parte cbe è costituita dalle staminare
Fólt. Folio. Da noi è usato solo par (cagn o travilt о bôr) e dalla fodera
lando di ciglia e di capegli. che è a contatto dell'acqua. SoprVsse
Fónd. Fondo. Afondo. Profondilà. è il fondo interno o pagliuolo che
Andà a fond. Afondare. У. Fonda. noi diciamo SternO. V.
Andagh al fond. fig. Andaré alfondo. Fónd. Campo. Fondo(Zanoh. Diz. — Alb.
Toccare il fondo. Pescare al fondo. bass, in Fond). Dicesi nelle stofle
Supere a fondo. Scoprire il vero. ij tessuto primitivo о il color prin
Andà in fond di colzon. fig* Sentir cipale in cui s' introducano tessuti о
sonare la lunga. Aver gran fame. colori accessorj,
El bon l'è in fond. / pesci grossi Fdnd о Cùu. ..... Nelle cestc « nelle
stanno al fondo. 11 meglio viene da zane, ne'panieri è la parte di fondo.
ultimo. Fund per Fóndi. У.
In fond. In sostanza. In fond о In Cà faa e fond desfaa, У. in Cà.
fondo l'è minga cativ. ...... Di Fónd. s. m. pl. T. de'Bott. Fondi. Cosí
carattere non è cattivo. chiamansi.le due parti di una botte
In fond de torr. У. in Torr. incastrate nelle doghe.
In fond in fond Neir ul Fond. Fondo anteriore <= Cubbi.
timo fondo; e met. In quelfondo. In Fondo posteriore.
Jin délie fini. In fine in fine. Fónd. T. degli Strumentai. Fondo (Alb,
In sul fond del pozz. All'arca. ene. in Anima. — Diz. mus,), (fuella
V с già finna in fond di calcagn tavola , che alie volte è anche divisa
(cl mangià). E oramai smaltito il cibo in due pezzi , la quale forma la pan*
preso. L'è smaltitissimo. cia, per dir cosi, d'un violino o al*
Manda a fond. Mandare a fondo. tro simile strumento da arco.
Manda a fond i gnocch. V.in Gnôcch. Fónd. T. d'Archit. e Mur. Asticciuola.
Sentissi a andà-giô in fond di cal* Tirante. Primo fondo. Nome di quoi
ся%п. Sentirsi allungare i pendoli(Poem. travi che si posano Jungo via sulle
•ut. pis.). creste delle muraglie degli edifizj a
Tira-su el fiaa del fond di calcagn. base delle cavallature e dei tetti. In
V. in Fiàa. luogo di Fond alcuni dicono Radis.
Fond (che alcuni dicono anche Collùra). Fónd. T. d'Armajuoli. Camera.
Fondo. La Ierra végétale, Yhumus. In sul fond del s'ciopp. Nella ca->
Avcgh del fond o sossenn fond. mera del fucile.
Esserfondato. Diccsi di podere o ter Streng el fond. Incamerare.
reno in cui la terra végétale si trovi Fónd. Piante. Pcdanino. Quel legname
Continua a molla profondilà. che forma Г intelajatura da piede
AVè pocen fond, Esser россfondato? délia cassa (scocca) delle earrozie*
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Fónd. T. fie1 Muratori с Conciatctti. Ca- Fondaria. Fonderia. Officina dove si fon-
nniWfo(*lucch.). Ogni tegol¡no(co/j/>) dono mclalli per fame monote, arti-
posato per convesso a servir come glierie, campane, caralteri, ecc.
canale in sui tetli. Mett i fond Fondàss. Fondarsi. Affondarsi. Far ca
Posare i Iii. и i dei cannlclli. pitale. Farsi cavalière d'una cosa? So-
Fónd. T. d'Incisori. Campo. stenersi. Appoggiarsi.
Fónd. Capitale. Fóndegh. Fondaco. (ghe.
Fond de religion, f. in Religión. Fondeghce. Droghiere. Venditor di dro-
Fúnd ( che anche dicono Fondèll ). T. Fondcghéra. Droghiera. V. in Ziléra.
de'Mugn., Fallojai e simili. Fondo. Fondcghètt. Fondachetto.
La macina oiizzontale clie forma il Fondeghirϝ Droghiere di po
fondo della marine o dell1 infrantojo che lavóle.
sulla quale giacciono i grani o i semi Fondèll per Fond de molin o de fran
oleiferi che la macina verticale va fran- gía d'oli. V. Fónd sig. пЪ.°
gendo neH'aggirarsi sovr'esso fondo. Fondéri. Fonda. Fondaco. Fonderia. Mi-
Fónd. T. de4 Parrucch Reticella niera. Infinita. Suhbisso. Quantitd.
di seta sulla quale si montano le trecce * Tanci vertu
с si cuciono tutti i capegli componenli » Hin on basgircu, on funden. ( Bal. Rim- ).
una parrucca. È quella che i Franc, Fóndi. s. m. pl. e talora anche al sin-
ch ¡amano Coiffe о Гoijff'c à perruque. golare On fondo. Fondi. Nolisi pero
Fónd. fíimasuglio. Residuo. Heslo. che dove questa voce italiana Fondi
í'ond de holtcga. Fondaccio di hotle- è genérica indicatrice de' beni stahili
ga. Diconsi le ciarpe, gli scampoli, ecc. qualunque , la nostra milanese è par-
che restaño in holtega, с corrisponde ticolare ed eselusiva sinónima dell'it.
al fiancesc Garde-boutique. Tenuta o Podere -Questi poderi rurali
Fond de cassa, pos. e fig. V. in Cassa. nelPaspetto catastale o censuario mi
Liber de fond, Mcrcauzia de fond. lanese che si dica dividousi in Fondi
V. in Liber. de prima , segonda , tena , quarta
Fónd. Posatura. Fondata. Fondo del vîno. squadra o slazion . e squadra única ,
Bev i fond di vassej. Bcre inßno secondo che sonó di maggiore o mi
aU'ahaturc dclle botti(Sicc. Mart. Let. nor produzionc nella specie loro ri-
70 retro). spettiva ; e nel linguaggio cooiune
Fà cl fond о Dà-giô. Sedare. Posarsi. dividonsi anzi tutto in
Fónd. Fondata. 11 residuo la posatura Fondi a la Bassa Possessioni
che resta nellc fornaci , caldaje, ccc. nella parte bassa del contado.
Fónd о Gitta. Colare. Cettarc. Fondcrc. Fondi in collinna. Poderi di colle.
Tornà a fond, fíigettarc. Rifandere. Fondi in montagna. Poderi di monte
Fonda. Affondare. Sprofondare. Profon (Targ. Istit. II, 4o). Poderi di
dare. montagna ( ¡vi 68 ).
Fondà-dent tanti dance Vo- Fondi in pianura. Poderi di piano.
lervici i quattrini a monti. Possessioni. Tenute.
Tornà a fonda. Raffondarc. Suddividonsi poi in
Fonda. T. di Tint. Lo stesso che Scurl. V. Campagn. Campagna. Campagne.
Fondajueù. /Weri'wo(Cecchi Dole II, 5). Campi in genere.
Fà-fœura di fondajœu. Appoderarc Compagnon. Campo latissimo.
(Gher. foc.) Dividerc in picciole quan- Crost o Quatter crost. Quattro zol
tità una gran teiiuta. le. Poderuzzi da poco о nulla.
Fondamént. Fondamento. Latifóndi. Latifondio.
Con hon fondamént. Fondatamenle. Lceugli. Podere. Complesso di più
Fondamentalmentc. Con fondamento. campi con casa da lavoratore.
Fá i fondamént. Fondare. Geltare le Loghett. Poderetto. Poderino. Podc-
Jondamenta. ruzzo.
Senza fondamént. Senza fondamento. Possession o Tegnuda. Possessione.
A credenza. Fallacerncnte. Aéreamente- Tenuta. Complesso di pió poderi.
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Posscssionetta. Possessioncella. Te- puù arare, ma che essendo
nutella. padulcsca da natura si coltiva
Scolodra. Grillnja. Podere sterile. semprc a riso vangandola con
Terra. Terra in genere ; quella specie di lunghissime
с suddislingniamo poi in vanghetleche i Mantovanichia-
— Aralori. Terreno lavoratlo o lavo- mano Sitie.
rntivo o lavoratojo. Terra sementata Risera stabil. . . . Risaja costan-
a cereali o a lino, e solo in qualche temenle seminata a riso.
anno lasciata erbajo. Someneri. Seminario. Seminato.
Aratori a canevá stabil. Canapajo. Vivee. Neslela (Targ. Al. Ac. Cim.
Aralori a canevá a vicenda III, la). Neslajola.
Terra collivata tal anno a canapajo, — Bosch. Bosco. Selva. Foresta ; e
e tal altro a cereali o lino. pedanl