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Caio Mario Aceti

RITUALI SEGRETI
DELLA
MAGIA OPERATIVA
DI
MARTINEZ DE PASQUALLY

1
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INDICE

Martinez ebreo?
La Reintegrazione
Le operazioni
Luomo
I Tipi
La Figura
Il Superceleste
LAsse Fuoco Centrale
La Creazione universale
Il Tabernacolo
LAritmosofia
Influenze massoniche nellopera di Martinez

La Teurgia
I Riti
Lettere di Martinez a Willermoz
Lettere di Saint-Martin a Willermoz
Scongiuro del mezzogiorno
Operazione del Maestro Cohen
Esorcismi degli Eletti Cohen

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4
MARTINEZ EBREO ?

Louis-Claude de Saint-Martin descrive ne Le Crocodile un episodio accaduto ad un


ebreo spagnolo di nome Eleazar il quale,in seguito ad una denuncia all'Inquisizione,
venne costretto ad abbandonare la Spagna rifugiandosi a Parigi.
Ecco l'episodio: "In quanto a me, Signore, che desiderate conoscermi meglio,
sappiate subito quali sono i motivi che mi fecero abbandonare la Spagna per venire a
stabilirmi a Parigi: non fu la speranza di fortuna A Madrid avevo un amico
cristiano, della famiglia Las Casas, alla quale ero molto obbligato, sebbene
indirettamente. Dopo qualche prosperit nel commercio, egli fu improvvisamente
rovinato da bancarotta fraudolenta. Corsi subito da lui per partecipare al suo dolore
ed offrirgli le poche risorse che la mia mediocre fortuna mi permetteva di disporre;
ma queste risorse essendo troppo esigue per rimetterlo alla pari con i suoi affari,
cedetti all'amicizia che avevo per lui e mi lasciai trascinare sino al punto di far uso
di alcuni mezzi particolari che mi aiutarono a scoprire la frode ed il luogo in cui i
suoi truffatori avevano nascosto le ricchezze sottratte.
Con questi stessi mezzi gli feci recuperare i suoi tesori, facendoli ritornare a casa
sua in modo che i suoi truffatori potessero intuire di essere stati a loro volta
spogliati.
Ebbi torto, senza dubbio, di aver fatto uso di quei mezzi per una cosa simile, poich
essi non devono essere applicati che al governo di quelle cose che non dipendono
dalle ricchezze di questo mondo; cos fui punito. Il mio amico, allevato in una fede
timida e diffidente, mi sospett di sortilegio e mi denunci come stregone ed
ebreo. Subito, gli inquisitori vennero informati; sono condannato al rogo, ancor
prima di essere arrestato, ma nel momento in cui stanno per prendermi, sono
avvertito, tramite la stessa particolare via, della sorte che mi attende e, senza
indugiare, mi rifugio nella vostra patria".
Scrivendo questo episodio, Saint-Martin alludeva a Martinez? E Las Casas era forse
il successore di Martinez come "Grande Sovrano" dell'Ordine degli Eletti Con, il cui
nome era Sebastien de Las Casas?

Pi di un autore ha affermato che Martinez fosse ebreo. Matter in Saint-Martin le


philosophe inconnu scrive: "Martinez de Pasquallis, portoghese, al quale nessuno
pu rimproverare d'aver ricercato, sotto il velo della scienza segreta, sia la fama, sia
la fortuna. Di razza orientale e di origine ebraica, ma fattosi cristiano ".
Altri hanno creduto che Martinez fosse un ebreo spagnolo, ebreo tedesco oppure uno
di quei marrani convertiti forzatamente al Cristianesimo, ma che di nascosto
continuavano a leggere lo Zohar e il Talmud. Ci stato ammesso anche da A.
Franck il quale dice: "Sappiamo che egli (Martinez) era figlio di un israelita
portoghese, venuto, se ne ignora la data ed il motivo, a stabilirsi in Grenoble. Sono
indotto a supporre che, sull'esempio dei suoi correligionari rimasti in Portogallo
dopo gli editti di espulsione emessi contro di loro, egli professasse esteriormente il
Cattolicesimo, rimanendo ebreo internamente ".

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Ren Le Forestier, nella sua magistrale opera su Martinez e gli Eletti Con, cita un
passaggio del Trattato nel quale, secondo lui, sembra traboccare l'orgoglio razziale
ebraico dell'autore: "Ma qualunque cosa sia, o Israele, non disperare mai della
misericordia dell'Eterno; ricordati sempre che fosti l'immenso teatro della prima
manifestazione della Gloria e della Giustizia divine, che presso di te ogni cosa
spirituale Ha avuto origine e che verr un giorno nel quale la posterit di Abramo,
erede dell'opera dell'Eterno, sar rimessa nel primitivo stato di splendore, sar
reintegrata con magnificenza nel suo centro". (190)

Robert Ambelain nel Le Martinisme ritiene che Martinez non fu nulla di tutto ci che
di lui stato scritto: "Ancora oggi, scrive, le pi romanzesche ipotesi sono corse sul
suo nome, sulle sue origini. Gli uni lo dicono di razza orientale (siriano), gli altri lo
pretendono ebreo (polacco )".
I detrattori di Martinez non possono ignorare i documenti definitivi. Essi sono:
- L'atto di matrimonio del Maestro con la signorina Marguerite Anglique de Collas;
- Il certificato di cattolicit in data 29 Aprile 1772, registrato prima della partenza per
San Domingo sul Duc de Duras.

Martinez dovette cercare fuori d'Europa le basi della sua Dottrina ed una indicazione,
che pare sia quella giusta, data in una nota del Principe Cristiano di Hesse-
Darmstadt: "Pasqually sosteneva che le sue conoscenze venivano dall'Oriente, ma
dobbiamo presumere che le avesse ricevute in Africa " e qui probabilmente
dobbiamo intendere che egli ricevette le "conoscenze" dagli Ebrei sefarditi stabilitisi
nel l'Africa del Nord dopo la loro cacciata dalla Spagna.
Tutto ci potrebbe spiegarci molto cose; prima di tutto, la predominanza di elementi
ebraici nella Dottrina, elementi convalidati dalle relazioni che ebbe con gli Ebrei di
Bordeaux; poi, la necessit di innestare in un centro non ebraico la Dottrina ricevuta
inserendola in una forma iniziatica" gi diffusa che in quel tempo non poteva essere
che la Massoneria.
Martinez menziona una sola volta i suoi misteriosi "predecessori" senza, tuttavia, fare
precisazioni: "Non ho mai cercato di indurre qualcuno in errore, n d'ingannare
coloro che sono venuti a me in buona fede per avere qualche conoscenza che i miei
predecessori mi trasmisero".
Egli si professava rappresentante di una segreta tradizione ed affermava di averla
ricevuta da anonimi "amici della saggezza"; ne trasmetteva l'insegnamento come lo
aveva ricevuto "da coloro che sono stati incaricati di mostrarmelo" (63).
La sua misteriosa dottrina derivava, forse, da documenti di propriet della famiglia
come in tal senso ebbe a scrivere E. Falcke al barone di Hund: "Martinez de
Pasqually, uno spagnolo, pretende di possedere segrete conoscenze, eredit della sua
famiglia che risiede in Spagna ".

Possiamo riassumere l'insegnamento di Martinez in tre punti:


- Il "Trattato della Reintegrazione" che contiene la Dottrina Segreta.
- I "Rituali" dell'Ordine degli Eletti Con nei quali esposta la Dottrina.

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- Le lettere scritte a Willermoz le quali insegnano i mezzi teurgici per mettersi in
contatto con il mondo degli spiriti.
Martinez, per divulgare la sua Dottrina, fond l"Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti
Con dell'Universo".
Il termine "coen" un adattamento dell'ebraico cohanim" la casta sacerdotale
costituita a Gerusalemme durante il regno di Salomone per assicurare il servizio
divino nel Tempio. I "cohanim" erano ritenuti discendenti in linea diretta da Aronne e
si credeva che fossero in possesso di verit segrete rivelate dall'Eterno direttamente a
Mos e da questi a suo fratello Aronne. Quindi, i coen, si ritenevano i depositari della
tradizione segreta ebraica.
Martinez prescrisse agli Eletti Con un severo regime, simile a quello che la Torah
imponeva ai sacerdoti d'Israele: "Non dovete mangiare alcun grasso, n sangue"
(Levitico, III, 17). Altra interdizione era quella di non ammettere nell'Ordine persone
con difetti fisici: "Dopo quel tempo fu proibito da parte dell'Eterno, sia al tempo di
Mos, sia in quello di Salomone, che nessuna persona segnata dalla lettera B di
nascita, fosse ammessa al culto divino" (119).
E un altro riferimento al Levitico XXI, 18-21: "Nel caso che ci sia alcun uomo in cui
u difetto, non si avvicini: un uomo cieco o zoppo o col naso inciso o un uomo in cui
una frattura al piede o una frattura alla mano o gobbo o esile o malato agli occhi
".
La Massoneria del sec. XVIII, in Francia, non iniziava le persone colpite da una
deformit definita secondo la "regola della lettera B, cio quegli impedimenti fisici i
cui nomi iniziavano in francese con la lettera B: bancal (storpio), bossu (gobbo),
bgue (balbuziente), borgne (guercio), ecc.
Nel Trattato Martinez fa una curiosa distinzione tra l'Ebreo ed il Giudeo e tra la
lingua ebraica e la lingua giudaica: "Voglio fare qui una distinzione della parola
Giudeo e della lingua giudaica con la parola Ebreo e la lingua ebraica. La parola
giudeo significa giusto; e la lingua giudaica significa linguaggio della santit dello
Spirito divino che dirige l'operazione di questi uomini giusti. La parola Ebreo
significa posterit d'un uomo saggio che la Scrittura chiama Heber; e la lingua
ebraica significa linguaggio della discendenza di Heber (100).
I Giudei erano, secondo Martinez, uomini giusti; quelli che costituivano l'aristocrazia
intellettuale e detenevano la scienza segreta. Gli Ebrei, invece, erano i commercianti,
la plebe mercantile ricordata nell'episodio del Vangelo: "E trov nel Tempio quelli
che vendevano bovini e pecore e colombe e i cambiavalute " (Giovanni, II, 14).
Agli occhi dell'Eterno, sempre secondo Martinez, nulla pi accetto della preghiera
dei Giudei e nulla pi indifferente del cuore degli Ebrei, di quegli Ebrei che
abbandonarono il culto divino per non dedicarsi che a cure puramente materiali
(117), il che sarebbe arrivato in seguito (Diaspora) quando Israele, da primogenito
spirituale sarebbe stato soppiantato da coloro i quali non dovevano venire che
dopo di lui e confermare con ci la predizione della Scrittura per cui i primi saranno
gli ultimi" (117).
Nell'episodio della fuga d'Egitto, Martinez difende strenuamente gli Ebrei dall'accusa
di furto per aver portato via l'oro e gli altri oggetti preziosi degli Egizi. La maggior
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parte degli uomini " ha trattato i figli di Israele da ladri e da perfidi riguardo a
quei prestiti; ma su quali basi quegli uomini ignoranti hanno potuto stabilire i loro
giudizi?" (135), e continua la difesa in favore di Israele dall'accusa di furto
scagliandosi contro " i pretesi sapienti" che avevano osato ledere la reputazione
degli Ebrei i quali, invece, si servirono degli oggetti preziosi unicamente per decorare
il Tempio che innalzarono all'Eterno nella Terra Promessa.
Si tratt, quindi, non di furto, ma della punizione del l'Eterno nei confronti del popolo
egizio dedito all'idolatria ed in questo consiste l'inevitabile sorte di tutti coloro
che si danno interamente alla materia" (135).

Quanto stato detto era forse dovuto all'attaccamento affettivo di Martinez per i suoi
antenati e per la religione forzatamente abiurata? Non si sa. Poich si poco e male
informati sulla carriera iniziatica di Martinez, come sulle sue origini e sulla sua
morte, non rimane che prendere a prestito le parole di A. Joly in proposito: "Se
Martinez, per delle buone ragioni, volle nascondere la sua origine e la sua vera
personalit sino ad oggi ci riuscito perfettamente.

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LA REINTEGRAZIONE

Adamo era stato emanato dal Creatore affinch fosse il guardiano della prigione in
cui erano stati rinchiusi gli angeli prevaricatori, cio il mondo della materia. Rivestito
d'una forma gloriosa (luminosa), egli comandava a tutto il creato.
Il Creatore volle far comprendere ad Adamo i tre principi che componevano tutto
l'universo e, a questo scopo, gli disse: "Comanda a tutti gli animali attivi e passivi ed
essi obbediranno" (7). Adamo esegu l'ordine ed impar a conoscere quella parte
dell'universo chiamata "particolare".
Dopo, il Creatore disse ad Adamo: "Comanda al generale o alla terra; ti obbedir"
(7). Adamo ubbid e conobbe il secondo "tutto" dell'universo.
Infine, il Creatore si rivolse per la terza volta ad Adamo: "Comanda a tutto l'universo
creato e tutti i suoi abitanti ti obbediranno".(8)
Con queste tre operazioni, Adamo apprese a conoscere la creazione universale.
Ricevette dal Creatore il nome di "Uomo-Dio" poich doveva dare origine ad una
posterit divina.
Con la prima operazione Adamo ricevette la LEGGE; con la seconda il PRECETTO;
con la terza operazione il COMANDO. Legge, Precetto e Comando sono le tre
facolt che la Divinit pose nell'uomo affinch fosse in grado di operare secondo il
"pensiero, l'azione e la parola nelle quattro regioni celesti e nelle tre terrestri". (153)
Ma Adamo, lasciato solo, riflett sulle operazioni che aveva compiuto per ordine
dell'Eterno e se ne inorgogl. Cominci a considerare l'onnipotenza del Creatore che,
forse, sperava di eguagliare dimenticando che aveva ricevuto solo tre potenze e non
poteva esercitare la quarta senza il concorso divino. Le sue riflessioni furono
conosciute subito dagli spiriti perversi che lo esortarono ad agire: "Adamo, hai innato
in te il verbo della creazione di ogni specie; sei possessore di tutti i valori, pesi,
numeri e misure. Perch non metti in opera la potenza di creazione divina che
innata in te? Non ignoriamo che ogni essere creato ti sottomesso; opera dunque
delle creature, poich sei creatore. Opera dinanzi a coloro che sono fuori di te: tutti
renderanno giustizia alla gloria che ti dovuta". (14)
Sedotto dalle insinuazioni dei demoni, Adamo fece la "quarta" operazione e poich fu
fatta senza il volere divino, cre una forma di materia in luogo di una forma pura e
gloriosa. Non appena la sua criminosa volont si comp, il Creatore mut la forma
gloriosa di Adamo in una forma di materia del tutto simile a quella derivata dalla sua
operazione; quindi, lo precipit sulla terra relegandolo in quella parte detta Egitto che
significa "luogo di privazione divina" oppure "terra di maledizione" (123).
In quel luogo venne relegata, in seguito, tutta la discendenza di Abramo, Isacco e
Giacobbe che stette in potere de gli abitanti di quella nazione per 430 anni. Poi venne
Mos il quale, per ordine del Creatore, si mise a capo del popolo ebraico per condurlo
nella Terra Promessa e, bench fosse inseguito dall'esercito del Faraone (nemico della
legge divina) egli riusc a far passare agli Israeliti il mar Rosso (abisso di amarezza).
Prima del passaggio, Mos divise il popolo eletto: "Mise da parte, secondo l'ordine
delle trib, le donne, i fanciulli ed i vecchi" (137). Questa prima di visione
rappresenta i tre angoli della terra: i vecchi ad ovest, le donne a sud, i fanciulli a nord.
il numero ternario, numero che appartiene sia alla terra, sia all'uomo. infatti
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l'uomo (Adamo, Israele, ) che fugge gli spiriti perversi. Poi Mos si mise a capo di
questa prima schiera ponendo "suo fratello Aaronne a capo degli eletti destinati alla
guerra, Ur al centro e Giosu in coda" (137).
Questa divisione quaternaria rappresenta i quattro tipi" del Creatore:

Mos tipo del Creatore


Aaronne " " Liberatore
Ur " " Conduttore
Giosu " " Difensore

"Vedi il tipo del Creatore nel tuo servitore Mos, che ha visto faccia a faccia la
gloria dell'Eterno, nella quale entrato in spirito per ricevere gli ordini di questa
grande Divinit circa la tua liberazione. Vedi il tipo del tuo liberatore in Aaronne
che rappresenta l'azione del Creatore. Vedi il tipo del tuo conduttore in Ur, e vedi il
tipo del tuo difensore in Giosu". (140)
Abbandonati gli abitanti (il particolare), Mos abbandona l'Egitto, la terra (il
generale) e prosegue conducendo gli Israeliti verso la Terra Promessa (l'universale) o
la Reintegrazione nell'Uno. Tutto ci stato possibile con il concorso delle due
colonne "classe di spiriti ottonari (che) in te quando lo meriti, e che si allontana da
te quando ti rendi indegno della sua azione doppiamente potente. (175)
Gli Egizi sono il simbolo degli spiriti perversi esiliati dal Creatore in quella parte
della creazione detta Egitto e dove possono operare la loro perversa volont. Privi di
Luce divina, accecati dalla tenebrosa nube che nasconde la colonna di fuoco che
illumina i giusti, gli Egizi seguono come ciechi gli Israeliti, ma sono inghiottiti dalle
acque dello stesso passaggio che fu la salvezza degli Ebrei.
Le peripezie del popolo ebraico sono quelle degli uomini di tutti i tempi in questo
basso mondo e per i quali la salvezza esiste attraverso le purificazioni della
reintegrazione. Le soste nel deserto, dopo il passaggio del mar Rosso, annunciano i
penosi lavori" del minore nel cerchio sensibile. La legge che il Creatore d a Mos
sul Sinai annuncia il suo ritorno alla primitiva potenza nel cerchio visuale. Infine,
l'ingresso degli Israeliti nella Terra dei Padri annuncia l'entrata del minore nel cerchio
della reintegrazione spirituale che ha inizio sulla terra o cerchio sensibile per
continuare dopo la morte fisica nel cerchio visuale o cerchio intelletto dove l'uomo
ricuperer lo stato d'innocenza primitiva attendendo la fine dei tempi per andare a
godere il meritato riposo all'ombra della riconciliazione nel cerchio razionale:
"Attribuiamo spiritualmente il cerchio minore al sensibile, il cerchio intelletto al
visuale e il cerchio maggiore al cerchio razionale e questi tre cerchi non sono altro
che una estensione distinta nella quale i minori equi finiranno di operare la loro
azione temporale, invisibile all'uomo corporeo. Questa operazione comincia nel
cerchio sensibile; i minori passano nel cerchio visuale ove si compie la forza della
loro operazione spirituale, che chiamiamo reazione di operazione; in quanto alla
estensione di questo secondo cerchio infinitamente pi considerevole di quella del
primo, nel quale i minori hanno finito il corso dell'operazione naturale al loro
essere; essi vanno a godere il riposo all'ombra della riconciliazione, nel cerchio che
chiamiamo razionale. (25)
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Nei tre cerchi i minori dovranno operare "un tempo, due tempi e la met di un tempo.
Il primo tempo , per il sensibile, il pi vicino alla materia terrestre; il secondo
tempo , per il visuale, il pi vicino alla materia rarefatta e la met di un tempo il
razionale che il pi vicino al superceleste". (141)
La citazione un tempo, due tempi e la met di un tempo tratta dalla Bibbia,
Daniele 12, 7: "E io udii l'uomo vestito di lino, che stava sopra le acque del fiume, il
quale, alzata la mano destra e la mano sinistra al cielo, giur per colui che viva in
eterno, che ci sar per un tempo, per dei tempi e per la met di un tempo; e quando
la forza del popolo santo sar interamente infranta, allora tutte queste cose si
compiranno.
Per D.H. Lawrence (Apocalisse, Milano, 1966) questa citazione significa tre giorni e
mezzo o tre anni e mezzo e sta a indicare la met di un periodo di tempo: "In tal
modo il famoso un tempo, due tempi e met che significa tre anni e mezzo,
proviene da Daniele, da cui gi ha iniziato quella tendenza all'occultismo, alla
profezia della caduta degli imperi. Si pretende rappresenti la met di una settimana
sacra, quanto concesso ai prncipi del male, cui non mai concesso il governo
intero della settimana sacra o dei sette giorni".
La dottrina della reintegrazione esposta nelle "Istruzioni" agli Eletti Con
pubblicate da Antoine Favre nelle Conferenze degli Eletti Cohen di Lione". Secondo
queste "Istruzioni", l'Ordine simboleggiato da una circonferenza, luogo di raccolta
delle azioni spirituali celesti. Ogni membro dell'Ordine costituisce un punto di questa
circonferenza della quale lo spirito divino costituisce il centro. I primi tre Gradi
dell'Ordine costituiscono il primo cerchio che allude al popolo eletto del Creatore e
rappresenta la purificazione delle forme". anche una allusione al cerchio sensibile
nel quale l'uomo opera per purificarsi. Questi Gradi sono conferiti nel giorno di
luned, sotto il segno della Luna, regione terrestre, perci la loro azione puramente
temporale.
Il secondo cerchio, costituito dal Grado di Maestro Eletto, superiore ai Gradi
precedenti perch ha una doppia azione: opera sulla forma dell'uomo e sul suo essere
spirituale. Il Maestro Eletto, pur continuando il lavoro di purificazione della sua
forma, inizia il lavoro spirituale di riconciliazione per poter essere ammesso nei
cerchi di espiazione del la Classe seguente. Questo Grado conferito di mercoled,
nel segno di Mercurio, regione celeste (quindi: cerchio visuale) per designare che
"opera virtualmente sulla forma e sull'essere spirituale".
I Gradi rimanenti (terzo cerchio: razionale) sono conferiti sotto il segno di Saturno
nel giorno di sabato e sono puramente spirituali in quanto la forma considerata
purificata dalle precedenti operazioni.

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LE OPERAZIONI

Adamo, scrive Martinez nel Trattato, si propose un giorno di offrire al Creatore un


rituale spirituale divino. Avendo disposto ogni cosa, consacr il figlio Abele
"affinch fosse il primo ad esercitare le funzioni spirituali dell'operazione ." (36).
Terminata l'operazione Abele si ritir con il padre e la madre; Caino con le sorelle:
"Finito il lavoro, Adamo e gli operanti si ritirarono . Caino accanto alle due
sorelle, Abele accanto a suo padre e a sua madre". (37)
Ma Caino, invidioso del fratello, volle fare, a sua volta, un'operazione offrendo un
rituale al prncipe dei dmoni affinch gli desse una potenza superiore a quella che
il Creatore aveva dato al fratello Abele" (37) ed esegu un rituale demoniaco con
l'aiuto delle due sorelle.
I due gruppi (Abele ed i genitori; Caino e le sorelle) simboleggiano il "tipo della
separazione del Bene dal Male" (37).
Se consideriamo le persone dei due gruppi otteniamo:
1 gruppo: Adamo + Abele + Eva.
2 gruppo: Caino + due sorelle.
L'Aritmosofia ci d la soluzione:
1 gruppo: 1 a Adamo, 1 a Abele, 2 a Eva = 1 + 1 + 2 = 4 numero quaternario divino.
2 gruppo: 1 a Caino, 2 alla prima sorella, 2 alla seconda sorella = 1 + 2 + 2 = 5
numero demoniaco.
Sappiamo che il numero 4 contribuisce alla perfezione delle forme estratte dalla
materia, numero dal quale tutte le cose sono derivate, siano esseri temporali o
spirituali. Ma gli spiriti perversi vollero aggiungere una unit al quaternario il che
snatur la sua potenza spirituale trasformandola in potenza materiale. Ecco il motivo
per cui 5 numero demoniaco. La divisione di tre persone da un lato e tre dall'altro
significa la separazione del Bene (4) dal Male (5). Ma 4 e 5 ci danno la cifra 45 che
dell'Uomo. Infatti, secondo la Cabala, Adamo (Alef, Dalet, Mem) uguale a 1 + 4.+
40 = 45 cifra che corrisponde al numero del nome divino IEVE trascritto
integralmente: Iod, He,Vav, He = 20 + 6 + 13 + 6 = 45.
Nonostante la prevaricazione, l'Uomo porta con s una "scintilla" divina che gli
consente di far ritorno nel luogo lasciato "vacante dove occorre venga reintegrata la
posterit minore spirituale" (155) di Adamo. Sappiamo anche che nell'Universo
spiriti malvagi contrastano l'azione degli spiriti buoni. In questa lotta si dibatte
l'uomo. Se vuole salvarsi, egli deve scegliere i suggerimenti del l'intelletto buono (4)
e respingere quelli dell'intelletto cattivo (5). E l'Uomo pu salvarsi. Non per nulla,
nella "Figura" di Martinez, l'uomo stato relegato nell'angolo nord del triangolo da
cui parte una linea che va direttamente nel cuore del cerchio denario per poi smarrirsi
nella Divinit Dunque, Adamo pu ritornare alla "patria celeste". Ma come?
Martinez suggerisce nel Trattato i mezzi per realizzare il ritorno.
Fra i minori destinati a questa specie di operazioni spirituali, consideriamo in
primo luogo Enoc, il settimo della posterit di colui che ha sostituito Abele, cio Set.
(54)

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Vediamo in che cosa consisteva il culto che Enoc diffuse tra i discendenti di Set. Fu il
primo ad innalzare "un altare di pietra bianca differente da ci che chiamiamo
marmo (54), insegn a tracciare i cerchi operatori con il gesso; "innalz un edificio
con un solo appartamento" (55), cio con una sola stanza adibita alle operazioni. Li
rassicur, li rafforz nella fede e nella pratica delle sante operazioni che non
conoscevano ancora se non attraverso i discorsi che aveva ad essi fatto nella prima
assemblea tenuta nel giorno di sabato" (55) e per realizzare ci scelse dieci discepoli
e li ammise "alla conoscenza dei suoi lavori listici cattolici" (55) cio fece loro
conoscere il repertorio dei geroglifici degli Spiriti che dovevano essere invocati
dall'operante prescrivendo tra l'altro ad essi un cerimoniale di operazioni divine da
farsi di dieci in dieci settimane "trasmettendo loro ogni nuova assemblea una nuova
lettera iniziale del santo Nome di Dio" (55) sicch dopo sette settimane ciascuno di
essi ebbe due potenti parole: "Le due parole consistevano in sette lettere di cui
quattro formavano il nome timoroso, potente e invisibile dell'Eterno e le altre tre
lettere formavano un nome santo " (55). Le prime quattro lettere formavano il
Nome Ineffabile (il Tetragramma) che "governava e sottometteva ogni essere creato
nel corpo celeste" (55). Esse rappresentavano anche le quattro classi (di cui Martinez
tace i nomi) nelle quali si suddividevano i primi spiriti emanati i cui nomi "erano pi
forti di quelli che diamo comunemente ai Cherubini, Serafini, Arcangeli e Angeli, i
quali sono stati emanati dopo" (5). Le altre tre lettere "formavano un nome santo, che
sottometteva e governava ogni essere creato sul corpo terrestre" (55). Con esse i
dieci discepoli poterono compiere "grandi prodigi, da recuperare parecchie persone
della loro famiglia, istruire i minori veramente chiamati dallo Spirito santo ." (55).
Il culto divino fu rinnovato dai figli della seconda posterit di No: "Il primogenito di
questa posterit fu . il tipo dello spirito interprete; egli ricevette dal Creatore, a
questo fine, il dono di interpretare ai suoi fratelli i doni derivati dalle loro operazioni
." (97) e, affinch i suoi fratelli avessero una regola fissa per le operazioni del culto
divino, fiss l'intervallo di tempo necessario per le operazioni dividendo la lunghezza
del giorno in quattro parti di sei ore ciascuna: "Infatti, il Cristo ha lasciato, per la sua
istituzione spirituale divina, ai suoi discepoli, la preghiera e l'invocazione
giornaliera di sei ore che completano il giorno ordinario di 24 ore. (110)
Abbiamo nuovamente il senario o numero della creazione e del tempo: "Ora, il
nostro anno ordinario si compone di 365 giorni ed alcune ore che in capo a quattro
anni fanno un giorno. Queste ore danno inizio, dunque, ogni anno a un giorno che
possiamo contare ed aggiungere ai 365 precedenti; ora, il prodotto di 366 = 15 = 6.
Inoltre, ciascuno di questi giorni si compone di 24 ore il cui prodotto da 6. Ciascuna
ora composta di 60 minuti ed ogni minuto di 60 secondi" (Favre, op. cit. p. 56).
Cos, i quattro figli di No fissarono "i quattro intervalli di un tempo per esercitare la
loro operazione spirituale, ciascuno di sei ore. I due primi operanti formano la met
di un tempo giornaliero e temporale e gli altri due formano l'altra met". (98)
Abbiamo cos:
primi due figli 1/2 d'un tempo (ore 6 + 6 = 12 = giorno)
altri due figli 1/2 d'un tempo (ore 6 + 6 = 12 = notte)
"gli uni appartengono al giorno, gli altri alla notte, il che forma in tutto il tempo
giusto e completo" (98) , cio:
13
2 + 2 = 4 = 1 ( figli )
} giorno completo
12 + 12 = 24 = 1 ( ore )

I discendenti di No, i Noachiti, stabilirono, a loro volta, le operazioni spirituali


seguendo il corso della Luna e, avendo constatato un perfetto accordo tra il corso
lunare e quello delle operazioni, credettero che la Luna operasse sul la terra con lo
stesso numero 28. Quindi, adottarono il numero delle 28 operazioni in 28 giorni
spirituali per un mese spirituale" (106). Il calcolo lunare fu il primo che l'uomo
ricevette dal Creatore; fu riconosciuto come quello che innalza l'uomo "alla pi alta
conoscenza della natura universale" (107). Inoltre, essenziale agli "uomini di
desiderio" che siano istruiti sui quattro modi di calcolare i giorni in cui opera la luna e
cio il rinnovo, il primo quarto, la luna piena e l'ultimo quarto. I successori, per,
vollero cambiare il tempo delle operazioni fissando "il tempo a due settimane, di
modo che non c'erano pi tra quelle nazioni che due operazioni in un solo mese
lunare, operazioni fatte all'inizio ed alla fine della falce lunare" (108) cio "al
rinnovo e un po' prima della luna piena". (108)
Con la venuta del "Riparatore", l'umanit ebbe la possibilit di esercitare quattro
grandi culti divini, le quattro grandi feste annuali che si celebrano ai Solstizi ed agli
Equinozi (Pasqua, Ognissanti, Corpus Domini e Natale); sono i "quattro grandi culti
divini e la chiesa cristiana osserva fedelmente questa istituzione con le quattro
grandi feste annuali delle quali due si celebrano ai due Solstizi e le altre due ai due
Equinozi" (110). Inoltre, ad ogni rinnovo della Luna, era consuetudine che gli uomini
operassero diversi culti:
1. Culto di espiazione.
2. Culto di grazia particolare generale,
3. Culto operatorio contro i demoni.
4. Culto di preservazione e di conservazione.
5. Culto contro la guerra.
6. Culto di opposizione ai nemici della legge divina.
7. Culto per ottenere la discesa dello Spirito Santo.
8. Culto di rafforzamento della fede.
9. Culto per la fissazione dello Spirito Conciliatore in s.
10. Culto di dedica annuale di tutte le operazioni al Creatore.
"Il tempo nel quale ciascuno di questi culti si operava era ad ogni rinnovo della
luna" (114). Queste operazioni, dieci in tutto, in quanto si innestavano sull'Albero
Sefirotico, costituivano il "culto" de gli Eletti Con, vera "teurgia" per condurre
l'uomo di desiderio verso la Reintegrazione universale.

14
L'UOMO

Dopo la prevaricazione dei primi Spiriti, l'Eterno aveva emanato l'Uomo o Adamo o
Rau che significa "Uomo-Dio fortissimo in saggezza, virt e potenza" (17). Ma,
sedotto da gli Spiriti del Male, Adamo commise peccato d'orgoglio creando una
forma simile alla sua "dando al frutto della sua prevaricazione il nome di Huwa o
Hommesse che significa carne della mia carne, ossa delle mie ossa" (28) come sta
scritto in Genesi, II, 22-23: "Il Signore Iddio costrusse, della costa che prese
all'uomo, una donna; e la rec all'uomo. E l'uomo disse; "Questa finalmente osso
delle mie ossa, e carne del la mia carne; questa deve chiamarsi Isha poich da Ish fu
tratta". Il nome della prima donna, Eva, deriva dall'ebraico HEWA: Allora
l'universale Adamo, assegn alla sua facolt volitiva Isha, il nome di Hewa, esistenza
elementare " (Sepher Ietzirah, II, v.25). "Hommesse" il femminile del francese
Homme (Uomo) e quindi si dovrebbe tradurre con "uomina" come fa osservare A.
Belli (Storia della Letteratura ebraica biblica e postbiblica):
Questa la volta (buona),
osso delle mie ossa,
carne della mia carne!
A lei sar nome uomina
perch dall'uomo stata edificata.
Perci lascer l'uomo suo padre e sua madre
si attaccher alla sua uomina:
con lei diverr una carne sola.
(Genesi, II, 23)
Il Creatore, in punizione del misfatto, lo pun cambiando il suo "primo nome ABA (4)
in quello di BIAN (6), soprannominato Adamo" (187), cio l'Eterno mut lo stato di
Adamo da PADRE, capostipite, padre di moltitudine, primo, in quello di FIGLIO,
discendente, secondo, soggetto agli Spiriti che aveva dominato: "per questo i minori
sono diventati soggetti dei soggetti che erano stati sottomessi alla loro potenza ed al
loro comando d'esseri spirituali minori, il che non sarebbe capitato al primo minore,
n alla sua posterit, se non avesse messo in opera il suo pensiero iniquo o contrario
alla volont del Creatore. (155)
Nel primitivo stato di gloria Adamo era possessore del numero 4: "Il primo uomo
portava, dunque, Israele, il numero temibile della sua origine, numero coeterno con
la Divinit e che ti rappresento qui " (167); quindi, il numero 4 era il simbolo della
sua origine e potenza (167) ed al primo uomo erano sottomessi sia gli spiriti buoni
sia gli spiriti cattivi: Gli spiriti perversi sono sottomessi ai minori avendo
degenerato dalla loro potenza superi ore con la prevaricazione. I buoni spiriti sono
ugualmente sottomessi all'uomo dalla potenza quaternaria che ricevette alla sua
emanazione. Questa potenza universale dell'uomo annunciata dalla parola del
Creatore che gli disse: Ho creato ogni cosa per te; non hai che da comandare per
essere obbedito" (10). Dopo la prevaricazione, Adamo fu mutato dal Creatore in 6,
numero che appartiene ad ogni essere creato, sia spirituale, sia materiale, derivato
dall'intenzione, dalla volont e dalla parola del Creatore: "L'intenzione 1, la volont 2
15
e la parola 3, da cui deriva l'azione o il Verbo. Addizionate: in questi tre numeri
troverete 6, come segue: 1 e 2 fanno 3, 3 e 3 fanno 6" (31),ed ecco i sei pensieri
divini che sono nella creazione universale, generale e particolare:

1 Pensiero che genera la


2 Volont ed ambedue sono messi in atto dalla
3 Azione
6 1+2=3
3 + 3 = 6 numero della creazione

In ultimo, l'Eterno scacci Adamo dal paradiso terrestre sprofondandolo negli abissi
della terra. Quivi egli rivest una forma tenebrosa simile a quella che aveva avuto, ma
con la differenza che la "prima era pura e inalterabile, mentre quella che
presentemente abbiamo passiva e soggetta alla corruzione" (15). Da ci si
comprende facilmente che il corpo attuale dell'uomo il secondo: "Convengo con voi
che l'uomo aveva necessariamente un corpo sin dalla sua origine; ma questo corpo
materiale di cui parla Mos non che il secondo, quello derivato dalla caduta. Sono
le pelli di animali con cui Dio lo copr" (Robert Amadou, Trsor martiniste).
Rivestito Adamo con un nuovo corpo fatto di materia, nasce la domanda: che cosa
la materia? La materia (o il corpo), ci rassicura Martinez, non cosa reale: "Non si
deve considerare questa forma corporea come un corpo reale di materia esistente:
essa non deriva che dalle prime essenze spiritose destinate, dal primo Verbo di
creazione, a trattenere le differenti impressioni convenienti alle forme che dovevano
essere impiegate nella creazione universale". (78)
A causa della caduta del primo uomo, tutti i corpi di materia sono destinati a rientrare
nel nulla, cio sono soggetti alla morte: "Non volete credere che la caduta sia stata la
causa del decreto di morte emesso contro la posterit dell'uomo. Quand'anche
consideraste questa morte in senso morale (il che vero), essa si realizza ugualmente
fisicamente; e senza il primo crimine, n la morte fisica n la morte morale ci
sarebbero note, poich uno dei grandi principi che deve servire ad ogni vera
conoscenza dell'uomo, sta nel fatto che per sua natura egli non fatto per avere un
corpo materiale e corruttibile tal quale quello che portiamo" (Amadou, op. cit.).
L'annullamento della materia avviene per mezzo della putrefazione, prima tappa
verso la reintegrazione, non appena lanima ha abbandonato la forma materiale
dell'uomo. Sentiamo Martinez in proposito: " questa putrefazione che degrada e
cella interamente la figura corporea dell'uomo e annulla questo miserabile corpo,
come il sole fa sparire il giorno dalla superficie terrestre allorch la priva della sua
luce" (73). La putrefazione del corpo ha luogo quando le tre essenze spiritose, zolfo,
sale e mercurio, con le loro reazioni provocano "l'esplosione degli animali rettili il
cui seminale sparso nel corpo generale dell'uomo". (44)
Sappiamo che il corpo dell'uomo animato dalle tre essenze spiritose: "l'attivo al
mercurio, il vegetativo allo zolfo, il sensitivo al sale"; quindi, la forma dell'uomo
diventa ternaria per mezzo "del solido, del fluido e della carne".

16
E tutti questi elementi ternari danno la vita al corpo quando sono disposti in questo
modo:
acqua carne sale esterno
terra ossa mercurio centro
fuoco sangue zolfo interno

Martinez divide il corpo umano in tre parti: la testa 1; il tronco 2; le ossa 3.


Ciascuna di queste parti possiede facolt e propriet diverse che costituiscono
un'allusione ai tre regni della natura: animale, vegetale, minerale: "le tre parti
materiali che compongono il corpo dell'uomo alludono alla forma corporea della
terra, che triangolare e, con ciascuno dei suoi angoli, designa la divisione di ogni
corpo. L'angolo d'oriente designa l'origine del solido del corpo dell'uomo; quello del
mezzogiorno, la parte fluida che chiamiamo sangue; e l'angolo che guarda a nord, la
parte materiale che chiamiamo telaio o involucro del corpo dell'uomo. La certezza
dimostrata dall'esame del misto fisso delle tre essenze spiritose che furono poste con
numero, peso, misura nella materia prima caotica che chiamiamo: mercurio, che
serve da principio ai corpi solidi; zolfo, che serve da principio al sangue; e sale alla
parte carnosa. Per mezzo di queste tre essenze la materia caotica ha preso varie
forme corporee, contenendo in s tutti i principi dei diversi corpi che compongono
l'universo" (Amadou, op. cit.).
Di conseguenza, il corpo dell'uomo un piccolo mondo, un microcosmo: " una
loggia o un tempio che la ripetizione del tempio generale, particolare e universale".
Questo piccolo tempio suscettibile di contenere tre differenti vite. La prima la vita
della materia o vita passiva; la seconda la vita spirituale demoniaca che pu
incorporarsi in esso; la terza la vita spirituale divina che dirige le altre due. Questa
pi essenziale; dirige l'uomo il quale, di conseguenza, spirito divino. In quanto tale,
deve lavorare alla propria riconciliazione. Per far ci deve servirsi della sua "prigione
di materia" (6), il corpo nel quale egli soffre le pene e le tribolazioni dovute alla
prevaricazione. Per mezzo del corpo materiale, e solo per suo mezzo, il minore deve
lavorare al compimento dell'opera a cui destinato per poter riacquistare le tre
potenze sull'ovest, sul nord e sul sud oppure sul terrestre, sul celeste e sul
sopraceleste.
Le leggi immutabili dell'Eterno impongono all'uomo il recupero del primitivo stato.
Come deve agire l'uomo per realizzare tutto ci? Prima della caduta, in quanto
spirituale, parlava direttamente con Dio; dopo la caduta, in parte materializzato, deve
far uso di procedimenti in parte materiali e non potendo pi parlare direttamente con
l'Eterno, gli occorre l'intercessione degli Spiriti.
Per imporre la propria volont agli Spiriti, buoni o cattivi, egli deve adeguarsi alle
sante leggi operando con l'unico mezzo a sua disposizione: la Teurgia.

17
I "TIPI"

L'ottenebramento spirituale in cui vennero a trovarsi gli uomini rappresenta, secondo


Martinez, la punizione che il Creatore invia a coloro che si allontanano da Lui, sviati
dall'intelletto demoniaco. Il Minore non pu operare il culto divino se prima non si
riconciliato con il Creatore, come avvenne per Adamo.
La Riconciliazione stata rappresentata da vari discendenti di Adamo, con i loro tipi
e simboli.
Ma prima vediamo qual la differenza tra il tipo ed il "simbolo": "Un tipo - scrive
Martinez - dice di pi di un simbolo: un tipo una figura reale d'un fatto passato,
come d'un fatto che deve arrivare entro breve tempo. Il simbolo non fa che dare
informazioni sul tipo d'un avvenimento futuro. Un tipo infine superiore alla
profezia in quanto le profezie non fanno che minacce per l'avvenire, che possono
ritirarsi con la misericordia del Creatore ed il cambiamento di condotta di un popolo
su cui la profezia cade, mentre un tipo annuncia un avvenimento infallibile e che
posto sotto il decreto immutabile del Creatore". (80)
Dopo la prima prevaricazione,il Creatore eman ed emancip un essere spirituale
minore, Adamo, affinch contenesse in privazione gli spiriti perversi. Costoro ebbero
il loro tipo in Caino il cui crimine sulla forma di Abele rappresent il tipo del delitto
commesso dai primi spiriti contro l'Eterno.
Abele, ucciso dal fratello, il tipo dell'operazione dei primi spiriti che vollero
distruggere la forma gloriosa di Adamo: "La distruzione del corpo di Abele, operata
da Caino suo fratello maggiore, il tipo dell'operazione che i primi spiriti fecero per
distruggere la forma gloriosa di cui il primo uomo era rivestito e renderlo in tal
modo suscettibile d'essere come loro in privazione divina". (43)

Adamo, Caino ed Abele rappresentano tutti e tre un altro tipo se consideriamo la loro
relazione con "ogni essere corporeo" (43) ed sufficiente osservare che Adamo
formato dai tre principi spiritosi "che compongono la sua forma di materia apparente
e con le tre proporzioni" (43). Il loro tipo , perci, la figura del tempio generale
terrestre che, a sua volta, il triangolo equilatero.
Caino, per poter portare a termine il suo delittuoso di segno, invit le sorelle ad essere
testimoni del crimine che si accingeva a commettere togliendo la vita al fratello. Con
questo gesto, egli diventato anche il tipo della "seduzione empia e funesta di cui i
cattivi spiriti ." (45) fecero e continuano a fare contro la posterit di Adamo. Dopo
il delitto, il Creatore releg Caino e le sorelle nella parte di mezzogiorno della terra
(l'Egitto) che rappresenta il "tipo di luogo in cui i demoni sono stati relegati per
essere costretti ad operarvi la loro volont e la loro intenzione malefica, sia contro il
Signore, sia contro i minori dei due sessi, l'uomo e la donna essendo suscettibili di
conservare l'impressione dell'intelletto demoniaco. Questo luogo di mezzogiorno
anche il tipo della parte universale in cui il Creatore manifester la sua giustizia e la
sua gloria alla fine dei tempi". (45)
Gli antichi stabilirono nello spazio quattro punti: l'est il punto dove sorge il sole,
l'ovest quello della sua morte, il nord fu considerato il centro del cielo (stella polare)

18
e attribuito a Dio. Il sud, in quanto opposto al nord, al Bene, divenne il luogo del
Male.
Caino anche il tipo dell'elezione dei profeti che un giorno l'Eterno avrebbe inviato
tra la posterit di Adamo. Quando Caino ebbe ucciso il fratello, una voce gli chiese di
Abele, ma egli rispose: "Me lo hai dato forse in custodia?" (47). Lo spirito divino
"gli fece un'attrazione cos grande, sia sulla forma corporea, sia sul suo essere
minore" (47) da essere subito abbattuto. In tale situazione Caino invoc il Creatore:
"Signore! Coloro che mi incontreranno mi uccideranno!" (4-7). L'Eterno, vedendo
quanto era grande la sua costernazione, lo fece segnare con un sigillo di protezione da
uno spirito che gli disse: "Da parte dell'Eterno, chiunque colpir a morte Caino, sar
punito a morte sette volte".(47) (Genesi, IV, 14-15). Il che poi avvenne in un bosco
dove Caino era andato a caccia con il figlio minore Booz e da questi ucciso
accidentalmente. Booz, costernato, chiese ai suoi due nipoti che lo accompagnavano,
di vendicare su di s la morte di Caino. Mentre essi si accingevano alla vendetta, si
ud una voce che disse: "Chiunque colpir a morte colui che ha ucciso Caino, sar
punito settantasette volte a morte" (4-9) (Genesi, IV, 24). Dopo, Booz si ritir nel
deserto di Jezaniaz che vuol dire: ascoltate il Signore.
Il ritiro nel deserto di Booz rappresenta il tipo del minore spirituale il quale, se vuole,
pu allontanarsi dallo spirito del male. Come si detto, Caino stato anche il tipo
della profezia quando rispose all'Eterno: Chi mi incontrer mi uccider. Il che
costituisce veramente il tipo di profezia poich "l'incontro di due persone, Caino e
Booz, non premeditato e che l'uno e l'altro si sono trovati senza conoscersi nel
luogo in cui Caino ricevette il colpo mortale" (49). Invece, Abele rappresenta sia il
tipo della giustizia divina a favore di tutta la posterit di Adamo, sia il tipo per "il
vantaggio generale e particolare di ogni essere spirituale qualsiasi Inoltre, lo stesso
Abele era il vero tipo dei minori dotati di grazia divina" (53) che l'Eterno avrebbe
inviato tra gli uomini affinch fossero gli strumenti spirituali della manifestazione
della sua giustizia.
Ad Abele segu Enoc "il settimo della posterit di colui che ha sostituito Abele, cio
Set". (54)
Enoc fu il tipo dell' "azione diretta dello Spirito doppiamente potente del Creatore"
(54) con le opere che intraprese, col cerimoniale che fece conoscere agli uomini
rafforzandoli nella fede e "nella pratica delle sante operazioni che non conoscevano
ancora" (55); con queste sante operazioni furono compiuti grandi prodigi
recuperando molte persone sviate dagli spiriti de1 male. Enoc fu dunque il "vero tipo
di riconciliazione del genere umano" (55). Era uno "spirito santo in forma corporea"
(54) e come tale non mor come tutti gli uomini, ma fu rapito da una nube di fuoco
discesa dal cielo (Ebrei, XI , 5 ).
Caino, la cui forma era stata concepita con l'eccesso dei sensi, ci rappresenta con
l'assassinio del fratello, la collera degli spiriti perversi che hanno giurato la
distruzione della creazione servendosi degli stessi uomini e la dissoluzione della
forma corporea del Cristo la prova che gli spiriti maligni hanno potere sulle forme
corporee degli uomini; tuttavia, essi "non possono impedire la reintegrazione delle
sostanze spiritose che compongono le forme, non essendo queste sostanze derivate da
loro". (59)
19
Al contrario, la forma di Abele, concepita senza l'eccesso dei sensi materiali, era pi
spirituale che materiale Per cui essa pu essere considerata la "vera figura della
forma del Cristo" (59) generata senza la partecipazione dei sensi materiali. Infatti,
Abele il tipo che si sarebbe compiuto "con il vero Adamo o il Cristo per la perfetta
riconciliazione della posterit passata, presente e futura del primo uomo" (35).
L'assassinio di Abele da parte di Caino in presenza delle sorelle ripetuto dalla morte
del Cristo in presenza di Maria di Zebedeo e di Maria di Magdala. Come queste due
donne "seguirono il Cristo in tutte le sue operazioni spirituali divine" similmente "le
due sorelle di Caino avevano seguito il fratello in tutte le sue operazioni
demoniache". (60)
Abele anche il tipo del Cristo per mezzo del sangue innocentemente sparso; sangue
che "il vero tipo e la reazione dell'azione della grazia divina che ha dato pace e
misericordia alla terra ed ai suoi abitanti". (60)
La posterit di Adamo pot perpetuarsi grazie ad un altro tipo molto importante,
possessore del numero denario in quante decimo patriarca: No, vero tipo del
Creatore il quale gli affid la costruzione dell'arca (Genesi, VI, 14-15).
Durante il diluvio, l'arca galleggi sulle acque simile al Creatore prima del caos
(Genesi, I, 2) e rappresentava, di conseguenza, il tipo dell' involucro caotico che
conteneva ogni principio di creazione di forme corporee. I quaranta giorni in cui gli
animali furono privati della luce elementare, rappresentano chiaramente
l'operazione fisica che gli uomini sono costretti a provare nella loro riproduzione
corporea (85/86).

Ismaele era figlio di Abramo e di Agar, sua concubina egizia, con cui egli ebbe
relazione perch Sara, sua moglie legittima, non gli aveva dato figli. Ma Agar,
rimasta incinta, fu costretta a lasciare la casa di Abramo fuggendo nel deserto dove
un Angelo del Signore la trov presso una fonte ed a lei disse: "Tu sei incinta, e
partorirai un figlio, e gli porrai nome Ismael, poich il Signore ha prestato ascolto
alla tua miseria (Genesi, XVI, 8-11),
Ismaele il tipo della misericordia divina ed il tipo "dell'operazione fisica di Adamo
per la riproduzione della sua posterit carnale (11), che venne ripetuta da Abramo
con Agar. Infatti, il loro figlio, concepito senza la partecipazione della volont divina
come era avvenuto per Caino, fu escluso dalla casa paterna.
Abramo ed Ismaele sono i tipi di Adamo e di Caino circa le operazioni materiali:
"Abramo fu elevato in posterit di materia da suo figlio Ismaele. Adamo lo fu pure,
come l'abbiamo detto spesso in quanto precede. Abramo, per mezzo di suo figlio
Ismaele, si trova ad essere padre di dodici trib come l'Angelo aveva annunciato ad
Agar. Ci sono state pure dodici trib in Adamo contandolo con i suoi tre figli e gli
otto patriarchi da Set sino a No. Le dodici trib di Ismaele furono il tipo della
venuta di quelle di Israele e di quelle del Cristo: esse si concentrarono su se stesse e
non ebbero alcuna corrispondenza con quelle di Israele, perch Ismaele, padre di
quelle dodici trib, ripete il tipo della prevaricazione e della riconciliazione
ripetendo il tipo di Caino". (111)

20
Abramo era giunto all'et di 99 anni, quando gli apparve il Signore che gli disse:
"Cammina davanti a me (cio: segui i miei cenni) e sii integro. Ed io porr il mio
patto (la mia promessa) fra me e te, e ti render sommamente numeroso. Abramo si
gett sulla faccia, e Dio gli parl con dire: Eccoti il mio patto (la mia promessa), e
diverrai padre di moltitudine di genti. Non sarai pi chiamato Abram, ma il tuo nome
sar Abraham; poich ad esser padre di moltitudini di genti io ti destino" (Genesi,
XVII, 1/5).
"Sapete che il nome di Abramo venne cambiato in quello di Abraham" (110). Fintanto
che si chiam Abramo e la sua sposa Sarai non generarono figli. Ma non appena il
nome di Abramo venne mutato in Abraham e quello di Sarai in Sarah misero al
mondo un figlio, Isacco. "Se al nome di Abramo - dice Pico della Mirandola - non
fosse stata aggiunta la lettera h, Abramo non avrebbe generato". Infatti, in Genesi,
XXIV, 1: "E l'Eterno aveva benedetto Abramo in ogni cosa. Dal valore numerico
della parola ba'khol (in ogni cosa) e cio beth, kaf, lamed si ha: 2+20+30 = 52.
L'Eterno aveva benedetto Abramo dandogli un figlio in quanto le lettere della parola
figlio, ben, cio beth, nun = 2+50 = 52 totalizzano lo stesso numero della parola
ba'khol.
Il patto che Dio volle stringere con Abramo era la circoncisione di tutti i maschi: "E
tu osserverai il mio patto (la mia legge) tu, e la tua discendenza dopo di te, per tutte
le generazioni a venire. Egli questo il mio patto che osserverete, tra me e voi, e la
tua discendenza dopo di te: che abbia a circoncidersi tra voi ogni maschio" (Genesi,
XVII, 9/10).
Lo scopo della circoncisione era quello di segnare i discendenti maschi di Abramo
con un particolare segno in quanto gli Ebrei dovevano costituire un popolo distinto
dagli altri (Esodo, XXXIII, 16).
In seguito, Abramo ebbe un figlio da Sara che fu chiamato Isacco, concepito senza la
passione dei sensi il che ripete la nascita di Abele; come questi esegu perfettamente
le istruzioni di Adamo, cos Isacco "esegu esattamente le istruzioni spirituali divine
che gli diede suo padre Abramo sui differenti culti che egli era destinato a compiere,
il che ripete ancora il tipo di Abele sotto la condotta spirituale di Adamo". (112)
Isacco il tipo di colui che il Creatore doveva inviare sulla terra "per operarvi il vero
sacrificio" (116) cio il Cristo. Ma il sacrificio di Isacco avvenne solo con "il
pensiero e con l'azione" da parte di Abramo (sul monte Moria) e ci fu sufficiente
affinch egli si riconciliasse con l'Eterno, mentre il sacrificio di Adamo (la morte di
Abele) aveva richiesto una maggiore espiazione, essendo pi grave il crimine.
Isacco ebbe due figli: Giacobbe ed Esa. Essi furono i tipi della "prima e della
seconda emanazione spirituale fatta dal Creatore e quella degli spiriti che hanno
prevaricato" (116). Esa fu anche il tipo del minore; invece Giacobbe fu quello degli
spiriti prevaricatori e, come tale, dimentic la sua origine divina dedicandosi alle
scienze demoniache.
Un giorno, mentre si accingeva ad operare sul monte Moria, apparve a Giacobbe un
angelo che, in nome dell'Eterno, lo minacci per quel che stava per fare. Ma
Giacobbe, irritatosi, si scagli su di lui "e lo combatt per tutta la notte sino
all'aurora. Ma quando la lotta fu finita, l'angelo gli chiese quale fosse il suo nome.
Giacobbe diede sempre la stessa risposta. Infine l'angelo, avendo chiesto a Giacobbe
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il suo nome per l'ultima volta, gli risposte di chiamarsi Giacobbe. Dopo che l'Angelo
ebbe saputo il suo nome gli disse: Giacobbe soppiantatore contro il Creatore . in
avvenire ti chiamerai Israele " (119) (Genesi, XXXII, 28/32).
Esa, Caino e Cam sono gli stessi tipi. Tutti e tre furono diseredati o dovettero
abbandonare la casa paterna. Esa rimase senza progenitura per averla venduta al
fratello Giacobbe in cambio di un piatto di lenticchie (Genesi, XXV, 33/34); Caino,
dopo l'uccisione di Abele, fu costretto a ritirarsi "con le sorelle in un luogo dove era
stato relegato dall'Eterno (48) (Genesi, IV, 16); Cam, per aver deriso la nudit del
padre, fu da lui maledetto nella sua discendenza (Genesi, IX, 22-26).
Ed ecco, infine, il rappresentante della triplice essenza divina" (125), colui che
rappresent tutti i tipi precedenti: Mos. ". dunque vi far osservare che tutti i tipi
rappresentati da quel patriarca (cio: No) sono stati ripetuti dalle osservazioni
spirituali di Mos. Tutti e due hanno galleggiato sulle acque. No ha riconciliato il
resto dei mortali con il Creatore; Mos riconcili la posterit di Abramo, Isacco e
Giacobbe con la Divinit. No rigenera il culto divino nella posterit di Giacobbe.
No conduce per quarantanni gli uomini che ha riconciliato con il Creatore; Mos
conduce il popolo ebraico per lo stesso tempo. (124/125)
Per aver ucciso un egizio, Mos fu costretto a trovar rifugio nel paese di Madian dove
stette "sotto la protezione del Creatore (128) per quarantanni. Un giorno, sul monte
Horeb, gli apparve il Signore, sotto forma d'un roveto ardente, che gli ingiunse di far
ritorno in Egitto e trarvi da schiavit il popolo eletto. Mos si era prosternato dinanzi
all'Eterno dal quale ricevette "le quattro potenze divine necessarie per andare ad
operare contro le quattro regioni demoniache" (130) in terra d'Egitto. Secondo lo
Zohar, la sesta regione del cielo, la pi vicina al regno celeste governata da quattro
grandi angeli: Michele (sud), Gabriele (nord), Raffaele (est), Uriel (ovest). R. Fludd
scrive nella Medicina catholica che questi angeli proteggono l'umanit dagli attacchi
malefici di Mahazael, Samael, Azazel e Azael che sorgono dai quattro punti dello
spazio.
Mos aveva ricevuto gli stessi poteri che aveva avuto Adamo nel suo stato glorioso e
ci ci insegna che "ogni uomo di desiderio pu benissimo ottenere dal Creatore
questa quadruplice potenza, sebbene rivestito di corpo materiale" (130).
In Egitto, Mos prepar un'operazione nella notte tra il 14 ed il 15 giorno di Nisan
(Marzo) e a tal fine fece sgozzare un agnello bianco e con il sangue segn "i quattro
angoli del luogo in cui doveva fare la grande operazione per colpire le quattro parti
dell'Egitto". (131)
Anche gli Ebrei dovettero sgozzare l'agnello e con il suo sangue segnare gli stipiti
delle porte. Si rinnovava un'antica usanza sacrificale dei beduini del deserto detta
"pesah" con la quale gli Ebrei dovevano tener lontano dalle proprie dimore il
"devastatore" che sarebbe passato per uccidere i primogeniti degli Egizi.
Il Faraone, spaventato dai flagelli (le sette piaghe) che cadevano sul suo paese,
permise, in un primo tempo, a Mos di uscire dall'Egitto con il popolo ebraico. Ma
presto se ne pent ed al comando del suo esercito si mise sulle tracce degli Ebrei.
Mos, intuendo che il suo popolo avrebbe dovuto percorrere una lunga strada irta di
pericoli e di sacrifici, ordin di fare una grande scorta di pane senza lievito: "Sappi,

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Israele, che il pane senza lievito . ti annuncia la vita spirituale, il nutrimento che il
Creatore ha risolto di darti durante il tempo in cui combatterai in Canaan". (136)
Suddiviso il suo popolo in quattro parti, Mos si accinse a passare il mar Rosso:
"Stende la mano sulle acque, poi immerge la verga. Subito le acque si separarono"
(137) e egli riprese la marcia, seguito da tutto il popolo, lungo lo stretto sentiero tra
due muri d'acqua, sino alla sponda opposta "per farli rientrare nei sentieri terrestri
da cui erano usciti". (138)
Sulla nuova sponda essi videro cadere per la prima volta la manna (Esodo, XVI, 15).
"Mos li prevenne che il Creatore il quale inviava ad essi quel nutrimento,
confermava con quel favore la loro grazia e la loro riconciliazione". (138)
Posti gli Israeliti in salvo, Mos riorganizz il culto divino istituendo "le quattro
preghiere di sei ore in sei ore" e ristabilendo "le quattro operazioni annuali" (139)
nello spazio di quarantanove giorni e nel cinquantesimo spieg a Israele il significato
di tutti gli avvenimenti che si erano susseguiti durante la marcia nel deserto.
Tutti questi avvenimenti avevano un rapporto con quelli che si compirono "da Adamo
sino a No, da No ad Abramo, da Abramo sino alla fuga dei figli di Israele dalla
terra d'Egitto, da quella fuga sino al Cristo e con quelli che sono accaduti dal Cristo
e che dureranno sino alla fine dei secoli". (145)
In determinati momenti scelti dall'Eterno, appaiono sulla terra dei personaggi da Lui
inviati: Abele, Enoc, Abramo, Isacco, Noe, Mos, il Cristo affinch siano guide di
salvezza dei minori imprigionati nella materia.
Ciascuno di questi personaggi cerca di ravvivare nel cuore degli uomini il culto
divino. In tal modo l'uomo non mai solo, abbandonato a se stesso ed alla merc
dell'intelletto demoniaco che continuamente lo tenta.
La possibilit di riconciliazione sempre presente.

23
24
LA "FIGURA"

Nel Trattato della Reintegrazione degli Esseri Martinez propone alla meditazione dei
suoi discepoli una "figura". " la figura universale in cui opera tutta la natura
spirituale, maggiore, minore e inferiore. (166)
Tutto quanto contenuto, sia nella creazione universale, sia fuori di essa, suddiviso
in quattro "immensit:
1) Immensit divina
2) Immensit sopraceleste
3) Immensit celeste
4) Immensit terrestre
Le due ultime immensit - celeste e terrestre - costituiscono la creazione universale o
universo e sono circondate dall' "asse fuoco centrale" (158). Tramite l'immensit
sopraceleste, sono in comunicazione con l'immensit divina.
La creazione universale, a sua volta, suddivisa in tre parti:
1. L'universo, circonferenza in cui sono contenuti il generale ed il particolare.
2. La terra o il generale che fornisce gli alimenti necessari alla sostanza del
particolare.
3. Il particolare che l'insieme di tutti gli abitanti dei corpi celesti e terrestri.
Della Divinit Martinez dice poco. "Dir poco dell'immensit divina, perch
occorrerebbe essere la Divinit stessa (153) scrive Martinez; la Divinit una,
eterna, non suscettibile di essere divisa in tre Persone poich indivisibile e non pu
essere suscettibile, in nessun modo, di avere in s differenti personalit distinte le une
dalle altre (122). Martinez respinge il dogma della Trinit. Se fosse possibile -
scrive - ammettere nel Creatore delle persone, sarebbe pi logico ammetterne quattro
anzich tre e ci non significa che Dio abbia due essenze, di una sola essenza, ma
triplice e quadruplice: triplice in quanto crea, quadruplice in quanto emana; emana
nel piano spirituale e crea nel piano temporale.
Il termine essenza, come lo usa Martinez, significa ci che fa la sostanza, che la
caratterizza.
"L'Eterno chiamato Creatore, non solo per aver creato, ma anche perch non cessa
e non cesser mai di creare" (92). E ci ci riporta al problema sollevato all'epoca
talmudica dalle due scuole di Hillel e di Shamai. Questi adotta la formula seguente:
Sii benedetto, Signore, che hai creato la fiamma del fuoco". Al contrario, Hillel
dice: "Sii benedetto, Signore, tu che crei la fiamma del fuoco". Shamai ammette che
la legge che presiede alla nascita della luce e del fuoco una volta creata "
abbandonata a se stessa, agisce da sola senza la collaborazione di Dio". Hillel
invece ammette "che la presenza di Dio vi sempre necessaria. In altri termini, per
Shamai "le cause prossime, seconde, bastano a se stesse; per Hillel hanno bisogno
sempre della causa prima.

25
Il Superceleste

La prima parte della Figura si compone di Quattro cerchi. Questi cerchi sono detti
supercelesti in quanto collegano lImmensita divina alla creazione universale; sono
detti spirituali perch contengono esseri spirituali privi di corpo materiale e divini
perch aderenti al cerchio del la Divinit.
Il primo cerchio, con il numero 10, rappresenta la Divinit dalla quale derivano tutte
le emanazioni e le creazioni. Dal suo centro si forma un triangolo alle cui estremit
inferiori stanno due altri cerchi: quello di sinistra il cerchio degli spiriti maggiori 7,
prima emanazione della Divinit, l'altro cerchio, seconda emanazione, racchiude gli
spiriti inferiori 3. Di fronte al cerchio denario sta un quarto cerchio sede degli spiriti
minori, terza emanazione del Creatore, depositari del comando spirituale divino. Da
questo cerchio esce un triangolo la cui base va a congiungersi con quella del primo
triangolo. L'unione delle due basi manifesta la superiorit del cerchio minore sui due
cerchi maggiore ed inferiore.
Infatti, la prevaricazione dei primi spiriti avvenne nei cerchi 7 e 3. Il Creatore scacci
gli spiriti ribelli i quali trascinarono nella caduta gran numero di spiriti maggiori e
inferiori. Per la corruzione non si propag nel cerchio 4 poich "fra queste classi
spirituali fondate prima del tempo nell'immensit divina, la classe minore ternaria
non era allora quella del minore spirituale divino quaternario o dell'uomo" (161).
Invero, l'emanazione dei minori spirituali ebbe luogo dopo la prevaricazione degli
spiriti perversi. Cos il Creatore "emancip dall'immensit divina un essere spirituale
minore" (43) affinch contenesse in privazione gli spiriti perversi e invest l'uomo,
Adano, concedendogli la potenza quaternaria: "L'uomo non fu emanato che dopo la
formazione di questo universo da parte dell'Onnipotenza divina (e) aveva le stesse
virt e potenze dei primi spiriti; e sebbene emanato dopo di essi, divenne il loro
superiore e primogenito .". (7)
Ma anche Adamo prevaric. Il Creatore, tuttavia, non arrest la prevaricazione del
primo uomo come aveva fatto con quella degli spiriti perversi; scacci Adamo dal
suo domicilio, non di meno lasci sussistere il posto lasciato vacante poich in
questo santo luogo che occorre venga reintegrata la posterit minore di Adamo"
(155); la potenza quaternaria data all'uomo era cos immensa che, nonostante la
prevaricazione, l'uomo resta superiore ad ogni altro spirito come dimostrato nella
"Figura" dalla linea che dal cerchio 10 va sino al centro della figura triangolare che
rappresenta il corpo generale terrestre dove fu relegato Adamo.
Dunque, il minore ha conservato, malgrado la prevaricazione, la superiorit sugli altri
spiriti. Infatti, vediamo nella Figura" che il cerchio del minore, e solo questo, posto
di fronte al cerchio divino: "Solo all'uomo o al minore spirituale divino quel posto
dato dalla Divinit". (166)
La colpa dei primi spiriti consistette nell'aver voluto dividere la quadruplice essenza
divina. Essi operarono, ma in luogo dell'unit quaternaria (o denaria) ottennero
solamente due numeri quinari:
2 + 3 = 5 ( numero demoniaco )

26
essi "non sono in vista che di se stessi" (166). Il che dimostra ancora una volta la loro
inferiorit di fronte al numero quaternario del minore. Infatti, per ottenere il numero
perfetto 10 essi devono unirsi:
7 + 3 = 10 = 1
mentre per il minore:
4 = 1 + 2 + 3 + 4 = 10 = 1
Prima della rivolta degli spiriti perversi, l'immensit divina comprendeva quattro
cerchi:
1. Spiriti superiori 10 Agenti della Creazione
2. Spiriti maggiori 8 Spiriti di doppia potenza 4+4
3. Spiriti inferiori 7 Spiriti con potenza quaternaria + potenza ternaria 4+3
4. Spiriti minori 3

La prevaricazione era stata cosi grave da costringere il Creatore a modificare le classi


spirituali divine. Ed ecco che cosa avvenne:
Primo cerchio: Il Creatore emancipa Spiriti maggiori che investe di potenza
denaria.
Secondo cerchio: Il Creatore emancipa dal cerchio divino settenario Spiriti che
assoggetta ad eseguire operazioni spirituali divine.
Terzo cerchio: Gli Spiriti ternari sono incaricati di operare la formazione di un
universo materiale" sicch da minori diventano inferiori cedendo
il posto al minore Adamo, spiritualmente secondogenito dei
primi Spiriti.

Manca un cerchio, quello degli Spiriti maggiori 8. Questi spiriti non hanno pi
dimora fissa, ma ad essi il Creatore ha serbato altra sorte: Questa classe non si trova
pi nell'immensit divina e ci perch in seguito alla prevaricazione dei primi spiriti,
il Creatore facendo forza di legge su tutta la creazione spirituale, emancip la sua
azione doppia potenza per andare ad operare la sua giustizia e la sua gloria nelle tre
differenti immensit senza distinzione. Da ci ti insegnato che lo spirito
doppiamente forte in te quando lo meriti e da te si allontana quando ti rendi
indegno della sua azione doppiamente potente. (175)

Cos, nel nuovo regime abbiamo:

1. Spiriti superiori 10 (7 con potenza denaria)


2. Spiriti maggiori 7 (incaricati della conservazione del tempo)
3. Spiriti inferiori 3 (incaricati della conservazione della materia)
4. Spiriti minori 4 Adamo, l'Uomo Collettivo

27
L'Asse Fuoco Centrale

Nelle Instructions aux Elus Cons Martinez insegnava ai suoi allievi, gli Uomini di
Desiderio", che ogni forma di materia non deriva che da tre essenze spiritose e cio:
mercurio, zolfo, sale. Il mercurio domina le ossa dei vertebrati, lo zolfo costituisce la
parte ignea d'ogni individuo, il sale governa la parte acquosa. Ma affinch queste tre
essenze potessero costituire i corpi, si rendeva necessaria l'azione esterna di una
determinata forza; questa forza esisteva ed era l'Asse Fuoco Centrale.
Poich i tre principi, sale, mercurio e zolfo erano stati emanati dall' "immaginazione e
dall'intenzione del Creatore" (45) e giacevano in uno stato di inattivit, il fuoco asse
centrale oper in maniera che le tre essenze prendessero una "consistenza pi solida;
e da questa operazione dell'asse fuoco centrale derivano tutte le forme corporee.
(54)

Allora si impone una domanda: che cosa l'Asse fuoco centrale? il principio di
ogni animazione, l'involucro, il sostegno di tutta la creazione alla quale pone un
limite (cio la circonda) e la vivifica con il proprio fuoco - in quanto fuoco -
proiettando in ogni corpo, in ogni essere di corpo creato, una scintilla della sua
sostanza, procurando cos alla forma corporea un veicolo necessario, principio di vita
passiva che si inserisce nelle tre sostanze.

La Creazione Universale

Come abbiamo detto all'inizio di questo lavoro, l'universo creato " una
circonferenza in cui sono contenuti il generale e il particolare" (7) (immensit
celeste). Abbiamo poi la terra detta anche generale che produce gli alimenti necessari
al particolare; questo composto di "tutti gli abitanti dei corpi celesti e terrestri". (7)
Spiegava Mos agli Israeliti, dopo il suo ritorno dal monte Sinai, che quella montagna
si pu dividere in tre parti e in sette parti". (148)
La prima divisione - in tre parti - rappresentata dai tre cerchi: sensibile, visuale,
razionale. Sono i cerchi che l'uomo, esiliato sulla terra a causa della prevaricazione di
Adamo, dovr attraversare lungo la via del ritorno per essere reintegrato nel cerchio
4.
La seconda divisione del celeste - in sette parti costituita dai sette cerchi planetari
contenenti i sette principali agenti delle natura universale. Questi sette cerchi si
sovrappongono al primi tre. Cos il cerchio razionale costituito da un solo cerchio
planetario: quello di Saturno, sostegno dei cerchi supercelesti. Il cerchio visuale
costituito dal cerchio del Sole. "Tutti gli altri cerchi planetari inferiori sono compresi
nell'immensit del cerchio sensibile, Questi cerchi inferiori sono: Mercurio, Marte,
Giove, Venere e la Luna". (148)
I primi quattro cerchi - Saturno, Sole, Mercurio e Marte - sono detti maggiori in
quanto tutti insieme "ripetono la vera figura del superceleste (156). Essi influenzano
gli altri tre pianeti, Giove, Venere e Luna che hanno il compito di sostenere il corpo
generale terrestre. Giove coopera alla putrefazione non essendovi produzione senza
28
putrefazione" (156). Venere coopera al concepimento "poich senza il concepimento,
il seme riproduttivo di ogni essere di forma resta senza effetti" (156). La Luna, infine,
coopera a "mitigare l'azione e la reazione dei due principali capi della vivificazione
corporea temporale, che sono l'asse fuoco centrale e il corpo solare". (156) Infatti,
l'asse fuoco centrale il principio della vita materiale ed ha nel Sole il rappresentante
pi idoneo. Abbiamo due capi dei quali il principale l'asse fuoco centrale che
vivifica ogni specie di corpi ed il Sole, secondo capo, che vivifica la vegetazione di
tutti i corpi particolari.

Il Terrestre

Abbiamo parlato dell'estensione celeste che costituisce la prima parte di "ci che tu
devi chiamare il mondo (173). Ora parliamo del "secondo tutto componente
l'universo" (7) cio della creazione generale o terra.
La terra, ci dice Martinez, ha una forma triangolare e, di conseguenza, non ha che tre
orizzonti: nord, sud, ovest.
Perch triangolare? Il triangolo, secondo Martinez, altro non che la triplice
manifestazione divina a cui corrispondono le tre essenze spiritose: zolfo, sale,
mercurio. Queste tre essenze hanno formato ogni cosa e quindi anche la terra. Perci
la figura triangolare il simbolo delle tre essenze spiritose "che hanno cooperato alla
forma generale terrestre" (66).

Nord Sud
Set Caino

Jafet Cam

Fanciulli Donne

Ovest
Adamo
Sem
Vecchi

29
Una prima divisione della terra era stata fatta da Adamo allorch pose Set a nord,
Caino a sud ed egli stesso si pose ad ovest.
No ripet questa divisione ponendo Cam a sud, Sem ad ovest e Jafet a nord.
Quando, durante la fuga dall'Egitto, la prima divisione israelita pass il mar Rosso,
era composta di vecchi, donne e bambini che rappresentavano appunto i tre angoli
della terra e cio: i vecchi ad ovest, le donne a sud e i fanciulli a nord. Ma, ci avverte
Martinez: "quando anche Adamo avesse avuto cento figli non avrebbe potuto
dividere la terra in pi di tre parti; la terra non avendone di pi e la sua forma
essendo perfettamente triangolare". (69)
Poich il numero ternario appartiene alla terra ed alle forme corporee dei suoi abitanti
e cos anche dell'uomo. Il corpo dell'uomo animato dalle tre essenze: mercurio,
zolfo e sale: "l'attivo al mercurio, il vegetativo allo zolfo, il sensitivo al sale" (P.
Vuilliaud, Les Rose-Croix lyonnais au XVIII sicle).
Lo scheletro del corpo umano diviso in tre parti: testa, tronco ed ossa iliache che
alludono ai tre regni della natura: animale, minerale, vegetale. Cos nella testa
dell'uomo troviamo: l'occhio, l'orecchio, la bocca: "l'occhio l'organo della
convinzione, l'orecchio, quello della concezione e la bocca quello della potente
parola dell'uomo" (185). E poich, con Martinez, non c il 3 senza il 4, aggiunglamo
a questi tre organi il cuore ed avremo le quattro parti del tabernacolo degli Ebrei.

30
Il Tabernacolo

Il tabernacolo degli Israeliti, la tenda della Testimonianza ('ohel ha'edhuth) o la casa


di Yahweh (beth Yahweh) era il Santuario portatile durante la lunga peregrinazione
nel deserto del popolo ebraico. Fu fatto costruire per ordine di Mos alle falde del
monte Sinai ed inaugurato nel 10 giorno del 2 anno dopo l'esodo degli Ebrei
dall'Egitto.
Il tabernacolo stato ripreso da Martinez nel Trattato: "Ascolta, Israele, ci che devo
dirti sulle diverse proporzioni osservate nella costruzione del Tabernacolo di potenza
spirituale divina e sui vari rapporti che esso ha con tutto ci che esiste". (181)
Ma per Martinez,il tabernacolo presenta quattro allusioni spirituali e cio:

1. Mondo sopraceleste (interno del tabernacolo)


2. Mondo celeste (le quattro porte)
3. Corpo dell'uomo (Microcosmo)
4. Cerchio universale (Macrocosmo)

"Riconoscerai - dice Martinez per bocca di Mos - la prima osservando che la parte
interna la vera figura del sopraceleste". (181)
Infatti, l'interno del tabernacolo il luogo in cui entra Mos quando vuol parlare con
gli "abitanti spirituali del sopraceleste" (181). Sono spiriti puri, non trattenuti dai
limiti della materia, detti appunto spirituali in quanto privi di corpo materiale.
Quando Mos vuol parlare con essi non ha bisogno di aprire alcuna porta come
costretto a fare allorch vuole parlare ad uno dei quattro capi regionali custodi delle
quattro porte.
Questi spiriti, spiriti denari o settenari, privi di corpo materiale, sono spiriti divini
destinati ad operare la volont del Creatore provvedendo a coordinare le virt e la
potenza d'azione degli altri spiriti ad essi inferiori che agiscono nell'universo.
"Ma il mio timore e il mio lavoro sono pure infinitamente pi grandi - dice Mos -
per questo genere di operazioni che per tutte le altre ." (181). Trattasi
evidentemente di operazioni che possiamo definire di alta teurgia e l'esperto teurgo sa
che pi ci si addentra nei piani dell'Invisibile, maggiore diventa il pericolo, quel
pericolo noto agli occultisti come "choc di ritorno" se non vengono prese
preventivamente le necessarie precauzioni.
La seconda allusione raffigurata dalla parte celeste costituita dalle quattro porte site
a:
est cuore
ovest occhio
nord bocca
sud orecchio
Sono le quattro potenze spirituali che il Creatore ha concesso all'uomo. La chiave di
ciascuna porta costituita dallo spirito che veglia su di essa. Il minore, l'uomo, ha la
facolt di farle aprire.

31
Gli spiriti del celeste posseggono un corpo, diverso da quello degli uomini, senza il
quale essi non potrebbero agire nel mondo materiale: Ma non lo stesso per gli
abitanti spirituali della parte celeste: poich essi occupano delle regioni e delle
forme elementari, sono obbligato - ci dice Mos - quando mi rivolgo ad essi, ad
aprire i limiti in cui sono contenuti". (182)
Questi spiriti hanno il compito di spandere sul mondo intero azioni influetiche buone
"secondo le leggi d'ordine innate in essi per il sostentamento e la conservazione
dell'universo". (72)
Vi sono, per, gli spiriti malvagi che contrastano l'opera degli spiriti buoni. In questa
coesistenza bellicosa fra spiriti buoni e spiriti cattivi si dibatte l'uomo. Egli deve
accogliere, se vuol salvarsi, i suggerimenti degli spiriti buoni e respingere quelli degli
spiriti cattivi, cio deve stabilire con essi dei rapporti e da ci ha origine la teurgia.
Si detto pi sopra che il tabernacolo di Martinez possiede quattro porte e ciascuna
di essi ha una propriet. Cos, la prima porta, posta ad oriente, il cuore del minore,
ed superiore alle altre tre porte.
Attraverso questa porta entra nel minore "lo spirito di vita passiva" (185) al fine di
disporre l'uomo a ricevere gli effetti delle operazioni spirituali divine. "Da questa
stessa porta penetrano nell'uomo gli spiriti pi sublimi, sia buoni che cattivi; e,
quando hanno disposto il tabernacolo convenientemente, secondo le loro leggi, il
minore si unisce ad essi" (185) ed opera la sua volont, buona o cattiva, secondo il
proprio arbitrio.
Le altre tre porte sono:
l'occhio a occidente
l'orecchio a sud
la bocca a nord
Sono gli organi delle principali funzioni dell'uomo: "l'occhio l'organo della
convinzione; l'orecchio quello della concezione e la bocca quello della potente
parola dell'uomo". (185)
Riassumiamo quanto abbiamo detto a proposito delle quattro porte con le parole di
Francesco Brunelli: "Il cuore o la porta d'Oriente - il luogo ove gli spiriti supercelesti
possono comunicare direttamente - superiore all'orecchio, che d la comprensione
delle leggi divine per mezzo della tradizione orale ed alla porta dell'occidente o
occhio. E ricordiamo che il segno o il "passo" cio il risultato delle operazioni
teurgiche dei Cohen, cio la comparsa sul piano del quaternario delle potenze e degli
spiriti interposti tra l'operatore e la Causa Prima a testimonianza ed a conferma
della validit del lavoro, si percepisce mediante l'organo della convinzione" cio
mediante l'occhio". (da Il Martinismo e l'Ordine Martinista).
La terza allusione quella del tabernacolo con il corpo dell'uomo. "S, Israele, il
tabernacolo che ho fatto costruire da Bezalel, in tua presenza, e nel quale ho
rinchiuso la legge divina che il Creatore mi ha donato faccia a faccia, il vero tipo e
la vera somiglianza del corpo dell'uomo o della forma corporea di materia
apparente, nella quale sta il minore o l'anima spirituale divina". (182)
Nelle Instructions aux Elus Cohen si legge in proposito che il corpo dell'uomo un
mondo particolare, " una Loggia ed un Tempio che la ripetizione del Tempio
generale, particolare e universale".
32
Poich il tabernacolo simbolo del corpo dell'uomo, vediamo quali rapporti possono
intercorrere tra il Tabernacolo stesso ed il Tempio martinista.
Sappiamo che gli Ufficiali d'una loggia martinista sono: il Filosofo Incognito 4; il
Fratello Incognito 3; il Fratello Iniziato 2; il Fratello Associato 1.
Poniamoli sul Tabernacolo nelle stesse posizioni che occupano durante i "lavori.
Otteniamo le corrispondenze seguenti:
1. Filosofo Incognito a Est
2. Fratello Incognito a Ovest
3. Fratello Iniziato a Sud
4. Fratello Associato a Nord
Sommiamo le cifre corrispondenti ai gradi dei quattro ufficiali:
4 + 3 + 2 + 1 = 10 = 1
Per il 4 appartiene anche al Filosofo Incognito quindi:
4=1+2+3+4=1
Sommando i restanti numeri 3, 2, 1, abbiamo:
3+2+1=6
numero della creazione universale, generale e particolare, ma 6 anche il numero
dell'uomo:
6 = 1 + 2 + 3 + 4 + 5 + 6 = 21 = 2 + 1 = 3

Il numero ottenuto 3 appartiene al minore. il Ternario (3) di fronte al qQaternario


(4) che, in questo caso e per analogia, il Filosofo Incognito (come il Mago nei
tarocchi, il Fallo nell'uomo, il Padre nella famiglia, ecc.)

33
L' ARITMOSOFIA

Nel Trattato occupa un posto rilevante l'Aritmosofia o Scienza dei Numeri.


Gli uomini, secondo Martinez, sono a conoscenza dell'Aritmosofia perch stata loro
rivelata direttamente dal Creatore: "Il Creatore stesso istru per mezzo del suo inviato
El, il santo uomo Set sui segreti mezzi spirituali divini che contenevano e dirigevano
tutta la natura, sia materiale che spirituale. Ricevette immediatamente dal Creatore,
con lo spirito, ogni conoscenza delle leggi immutabili dell'Eterno ed apprese con ci
che ogni legge di creazione temporale ed ogni azione divina erano fondate su
differenti numeri" (62). Questi numeri, dice, costituiscono le leggi del l'Eterno, di
conseguenza, sono "innati nel Creatore". (65)
L'uomo deve conoscere i numeri pi di ogni altra scienza in quanto essi posseggono
una virt "che ha fatto dire ai saggi di tutti i tempi che nessun uomo pu essere
sapiente, sia nello spirituale divino, sia nel celeste, terrestre e particolare, senza la
conoscenza dei numeri" (41). Le leggi degli uomini mutano, ma quelle della "natura
spirituale sono immutabili (41) poich in esse tutto innato sin dalla loro
emanazione.
Leggi immutabili, dunque, governano l'universo e l'uomo in particolare: "Non c' un
essere, sia creato, sia emanato, che possa esistere, n agire in questo cerchio
universale senza essere soggetto a queste stesse leggi". (149)
Il numero Uno appartiene al Creatore.
Il numero Due appartiene alla donna; il numero di con fusione.
Il Tre il numero della terra. Rappresenta le tre sostanze: zolfo, sale e mercurio. Da
questi tre principi derivano "tutte le forme corporee, come quelle di cui gli spiriti
perversi devono rivestirsi per la loro pi grande suggestione" (45). anche il
numero del corpo dell'uomo che Martinez suddivide in tre parti: testa 1, tronco 2,
ossa 3. Rappresenta il Verbo nel quale "il numero ternario di creazione generale
universale e particolare esiste e non altrove ." ( 31 ).
Il Quattro spirituale divino. Se ne serv il Creatore per emancipare l'uomo. il
numero dato al minore: "Ritroverai in te la ripetizione del numero quaternario che ti
fa corrispondere al tuo Creatore; tu hai dunque la stessa facolt e la stessa propriet
di questo asse fuoco centrale universale e tutti e due portate il numero quaternario
. il tuo corpo 1, organo della tua anima 2, la tua anima organo dello spirito
maggiore 3 e lo spirito maggiore organo della Divinit 4" (158). L'asse fuoco
centrale che porta, assieme all'uomo, il numero quattro, "l'agente generale,
particolare e universale aderente ai cerchi supercelesti" (158), cio l'agente che
opera sulla terra e sui suoi abitanti e del quale l'uomo porta in s "un veicolo di questo
fuoco increato". (158)
Il numero Cinque appartiene alla materia. Gli spiriti perversi, volendo creare a loro
volta, cio aggiungere una unit al quattro, ne snaturarono la potenza spirituale
creando il cinque, numero demoniaco.
Il Sei il numero della creazione. Con esso il Creatore fece scaturire dal suo pensiero
"tutte le specie di immagini di forme corporali apparenti che sussistono nel cerchio
universale" (65). Sono i sei giorni della Genesi, ma che Martinez considera non
come un tempo, n come uno di quei giorni temporali a cui il Creatore non pu
34
essere sottomesso. Ciascuno di questi giorni o di questi mille anni non deve esser
considerato che come la durata dell'operazione dei sei pensieri divini". (157)
Il Sette il "numero perfettissimo che il Creatore impieg per lemancipazione di
ogni spirito fuori dell'immensit divina" (64). La sua perfezione data dalla
impossibilit di essere suddiviso per due. il numero degli spiriti settenari divini che
presiedono alle operazioni ed ai movimenti di tutti i corpi. Esso stato emanato dal
numero denario e per questo la "seconda potenza della Divinit" (65). Ma questo
numero, che presiede al mantenimento di tutte le cose, lo stesso che un giorno le
distrugger: "come ha operato nel principio per far sussistere tutto ci che esiste in
questo universo materiale, cos operer alla fine per la demolizione della sua opera"
(157).
Il numero Otto, di doppia potenza spirituale divina, era stato dato al primo minore
affinch manifestasse la gloria e la giustizia dell'Eterno contro gli spiriti
prevaricatori" (168). Adamo, con la prevaricazione, aveva perso la doppia potenza;
l'uomo pu recuperare la perduta potenza solo con infinite pene del corpo e dello
spirito. il numero che il Creatore ha destinato agli "Eletti spirituali che vuol
favorire e preporre alla manifestazione della sua gloria" (168).
Il Nove il numero della materia: 3x3. Numero demoniaco che appartiene sia ai
demoni, sia al minore. l'unione del 5 imperfetto con il 4 perfetto, Unione con la
quale gli uomini degradano la loro potenza spirituale trasformandola in potenza
spirituale demoniaca.
Il Dieci il numero divino che completa i quattro numeri di potenza divina:
Addizionate questi quattro caratteri in questo modo: 1 e 2 fanno 3, 3 e 3 fanno 6, 6 e
4 fanno 10, avrete il vostro numero denario che la grande e prima potenza divina,
nella quale gli altri tre numeri sono contenuti, come potete vedere con le addizioni
seguenti: 3 e 4 producono il numero 7 che la seconda potenza del Creatore; 1 e 2
fanno 3, 3 e 3 fanno 6, ecco la terza potenza del Creatore; infine addizionate 1 e 3 e
avrete 4; ed il numero quaternario che termina e conclude le quattro potenze divine
del Creatore contenute nel suo numero coeterno denario". (63)
Sin qui la Decade martineziana.
Nel Trattato per troviamo altre cifre che moltiplicate o addizionate tra di loro danno
ulteriori combinazioni di numeri a cui Martinez attribuisce valore mistico, come
aveva fatto con i precedenti numeri della Decade che abbiamo esaminato.
Cos, le misure dell'Arca costruita da No: 300 cubiti di lunghezza, 50 di larghezza e
30 di altezza, sommati tra loro danno: 300 + 50 + 30 = 380 = 11 numero che
"opposto ad ogni specie di forma corporea completa, analoga al corpo terrestre"
(91); il numero della terra. Ma 11 = 2, numero di confusione, del caos,
dell'involucro caotico che conteneva ogni principio di creazione di forme corporee"
(85), simboleggiato dall'Arca.
Il numero 12 rappresenta il principio della suddivisione del tempo da parte degli
uomini. formato dalla somma di 6 + 6: . addiziona questi due numeri sei, ed
avrai 12. Con questo numero imparerai a conoscere l'intervallo dei nostri giorni,
delle nostre settimane, dei nostri mesi, delle nostre stagioni e dei nostri anni che sono
sempre stati della medesima natura . Da ci Adamo e i suoi posteri hanno regolato
i tempi e le stagioni per il culto divino ." (157/158).
35
I corpi celesti, "segni ordinari planetari" o "piccole stelle" (71) che si trovano tra gli
intervalli delle stelle dei cerchi planetari posseggono sette virt ciascuno, che sono
suscettibili di moltiplicazione: "Negli intervalli di queste stelle, c' una infinit di
altri corpi che chiamiamo: segni ordinari planetari, chiamati volgarmente: piccole
stelle. Questi segni seguono nel loro assetto, lo stesso ordine che regna fra le stelle
del cerchio planetario cio sono unite sette a sette. Ciascuno di questi segni ha sette
virt aderenti alle principali stelle . il che li rende suscettibili d'essere moltiplicati
dal loro numero di figure e di virt che sette volte sette ." (71) e cio:
7 x 7 = 49 = 13
e dato che 13 = 1 + 3 = 4 numero spirituale divino, gli uomini possono conoscere che
"i corpi planetari superiori, maggiori e inferiori sono realmente costituiti da vita
spirituale divina ". (71)
Il numero 40 ricorda "l'operazione fisica che gli uomini sono costretti a provare" per
la riproduzione ed il frutto pu aver vita solo dopo "quaranta giorni" (86). il
numero di giorni che No pass sul monte Ararat, alla fine del diluvio e
simboleggiano "i quaranta anni di pene e di patimenti che Adamo prov" (86) a
causa della prevaricazione. Sono i quaranta anni passati nel deserto da Mos ed il
popolo eletto prima di entrare nella Terra Promessa.
La terra fu sterile per 40 anni e "riprese il primitivo vigore dopo che fu ribenedetta
dal Creatore" (87) che laveva castigata inviandole il diluvio.
Giacobbe, dopo aver prevaricato, volle riconciliarsi con il Creatore e "fu rimesso in
potenza spirituale divina per operare quarantanni dopo la sua ordinazione". (120)

36
INFLUENZE MASSONICHE NELL'OPERA DI MARTINEZ

Nel periodo in cui Martinez de Pasqually incominci a diffondere la sua "dottrina",


nella Francia meridionale (1754 o 1758), la Massoneria, in quel periodo assai
fiorente, era suddivisa in due parti distinte:
a) La Massoneria Simbolica, di origine inglese, che praticava solo i tre gradi detti
azzurri".
b) La Massoneria Scozzese (o degli Alti Gradi) nata in Francia verso la met del
secolo XVIII.
I Gradi Scozzesi si erano moltiplicati in gran numero e si distinguevano per le
cerimonie fastose, complicate che nascondevano la povert del contenuto.
In quel tempo, molti, tormentati dall'indebolimento della fede tradizionale, erano alla
ricerca di un ideale e credettero che la Massoneria potesse dare loro quella risposta
che non avevano trovato nei dogmi delle religioni positive.
I creatori degli Alti Gradi (lo storico massone Ragon ne ha elencato oltre 1400!)
erano a conoscenza di questa intima speranza ed avevano inserito nei rituali chiari
allusioni alla teurgia, alla teosofia, all'alchimia, ecc., in maniera da invogliare i
profani a bussare alla porta dei templi massonici.
Martinez, pi o meno, fece la stessa cosa.
Egli si professava rappresentante della vera tradizione che, affermava, aveva
ricevuto da anonimi "amici della saggezza. Era stato incaricato di diffonderne
l'insegnamento e, a tal fine, aveva creato l'Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti Con
dell'Universo, noto meglio come Ordine degli Eletti Con.
Per poter dare una solida struttura al suo Ordine, Martinez aveva attinto a piene mani
nel simbolismo della Massoneria. I rituali ed i catechismi, cos come la
corrispondenza intercorsa tra gli Eletti Con, abbondano di formule, espressioni,
simboli, ecc., puramente massonici.
Gli adepti usavano gli stessi titoli fastosi gi in uso nei diversi gradi massonici:
Potentissimo, Eletto, Commendatore, ecc. Lo stesso Martinez si firmava "Grande
Sovrano". I gruppi Con erano detti "orienti" ed il Comitato Direttivo "Grande
Oriente".
L. C. de Saint-Martin, in una lettera indirizzata a \Willermoz, usa la formula
massonica tradizionale: "Vi saluto, Potente Maestro, per tutti i numeri che vi sono
noti" aggiungendo "tutti" in allusione alle dottrine aritmosofiche del l'Ordine1.
Ma dove le imitazioni sembravano manifestarsi di pi, esse, per, erano pi formali
che sostanziali in quanto Martinez aveva dato ad esse un significato mistico ed una
portata teurgica.
Nonostante fosse debitore alla Massoneria della struttura del suo Ordine, Martinez
chiamava i massoni degli altri sistemi "falsi massoni. Nel catechismo
dell'Apprendista Con (pubblicata da Papus nel 1895) al recipiendario erano rivelati
parole di passo, segni. ecc. degli "Eletti Massoni Apocrifi". Li accusava di avere

1
Vi saluto P:.I:.N:.A:.M:.C:. (. per l numeri a me conosciuti).

37
carpito i segreti della profonda Scienza degli E.C. dando vita ad un "ordine
massonico sull'esempio della costruzione del Tempio di Salomone nel quale avevano
trovato alcuni nostri simboli di cui ignorano la virt, la propriet e la perfezione".
Il Trattato della Reintegrazione risente di questa influenza.
Il primo argomento massonico che balza agli occhi del lettore del Trattato la
leggenda dell'assassinio di Hiram da parte dei tre malvagi Compagni e che Martinez
trasporta nell'episodio di un altro assassinio: quello di Abele da parte del fratello
Caino.
Un giorno, Adamo e Abele andarono a far visita a Caino. Questi, mentre abbracciava
il fratello, lo colp tre volte con uno "strumento di legno fatto a foggia di pugnale. Il
primo colpo gli trafisse la gola, il secondo gli attravers il cuore ed il terzo gli
trafisse le viscere" (38).
Martinez, a sostegno del suo racconto, chiama in causa due gradi della Massoneria: il
Maestro Eletto dei IX" ed il "Maestro Eletto dei XV rispettivamente nono e decimo
grado del R.S.A.A. Il tema di questi due gradi la punizione degli assassini di Hiram
per cui sono noti anche come "gradi di vendetta".
Nel Trattato essi sono collegati all'episodio di Mos il quale, di ritorno dal monte
Sinai con le Tavole della Legge, aveva trovato gli Israeliti che adoravano il vitello
d'oro. Mos, dopo aver invocato il Signore, prese quindici uomini della trib di Levi e
disse loro: "coloro che amano il Creatore prendano il coltello che poggia sulla
coscia sinistra (145) e, suddivisi in tre gruppi di cinque ciascuno, li mand nel
campo a passare a fil di spada tutti coloro che avrebbero incontrato.
Il "gioiello" distintivo degli Eletti Con era un pugnale appeso ad una fascia nera
portata a tracolla da destra a sinistra. Il "coltello piatto" che veniva a cadere sul fianco
sinistro, era appunto l'arma che essi impugnavano durante i lavori2.
Altro argomento massonico quello relativo ai Noachiti o Cinesi. La loro razza
deriv "dalla posterit dei figli di No, cio dalla prima posterit di Sem, Cam, Jafet
che abitarono (103) in quel lontano paese da cui derivarono tutti gli altri popoli.
Il grado di Noachita (o Cavaliere Prussiano) il ventunesimo del R.S.A.A.
L'identificazione dei Noachiti con i Massoni fu opera del "Libro delle Costituzioni"
nelle quali si raccontava (nell'edizione del 1738) che Methushelah ed il nipote No si
erano ritirati dal mondo per poter conservare l'Arte Reale nella sua purezza. I figli di
No, a loro volto diventati i depositari della Tradizione, si ritirarono nella pianura di
Sennar dove vissero da "veri Noachiti". Il primo capitolo dei "Doveri", edizione
1738, prescriveva al massone di obbedire al la legge morale "da vero Noachita". La
terza edizione delle "Costituzioni" soppresse il passaggio relativo ai Noachiti, tuttavia
il suo ricordo rimase radicato nei massoni francesi anche perch questo termine
godeva di grande prestigio a tal punto che uno dei gradi scozzesi pubblicati nel 1774
nell'opera: I pi segreti misteri degli Alti Gradi della Massoneria svelati si chiamava
"noachita.

2
I moderni rituali prescrivono una fascia nera portata da sinistra a destra in modo che il gioiello,
consistente in un pugnale d'argento, cada sul fianco destro.(Porciatti).

38
Secondo Martinez, i Noachiti avevano introdotto "nel loro calcolo giornaliero
temporale il calcolo spirituale delle operazioni del culto divino" (104). Inoltre, i
Noachiti o Cinesi, avendo riscontrato nel corso lunare un perfetto accordo con le loro
operazioni spirituali, fissarono gli anni spirituali" secondo la luna. ''Il calcolo
lunare . innalza l'uomo alla pi alta conoscenza della natura universale .
essenziale all'uomo di desiderio (107).
A nostro parere, ci che giustifica l'accostamento dei Noachiti con il 21 grado del
R.S.A.A. sta nel fatto che, a differenza degli altri, questo grado ha un ruolo
prevalentemente lunare. Il tempio costituito da una sala illuminata solo dai raggi
lunari. I Cavalieri Prussiani, chiamati all'ordine, si volgono ad Oriente per osservare
la luna e le stelle. Le riunioni del grado di svolgono nel plenilunio di ogni mese e la
festa annuale celebrata durante il plenilunio di marzo.
I Noachiti, occupati a coltivare la terra per provvedere al sostentamento delle loro
famiglie, a poco a poco dimenticarono le istruzioni spirituali di No. Il loro culto si
era ridotto alla conoscenza di "un essere onnipotente ... che chiamarono Abavin 8,
che vuol dire in lingua noachita, spirito doppiamente forte" (100). Sicch essi non
hanno pi una precisa nozione della Divinit il che li costringe a tributare un "culto
ad animali (109), cio si dedicano alla zoolatria.
Anche in Occidente (e questo il pensiero recondito di Martinez) ci sono Noachiti
(leggasi: Massoni) i quali non vedono nel Creatore che il Grande Architetto
dell'Universo ignorando che esiste la possibilit di riconciliarsi con la Divinit tramite
l'Ordine degli Eletti Con, vero rappresentante della Tradizione segreta.

39
LA TEURGIA

La teurgia di Martinez mirava a far ottenere agli "emuli" (i suoi discepoli), la


salvezza con "penosi lavori del corpo e dello spirito", cio con le "operazioni".
Queste consentivano al minore spirituale di ottenere due risultati:
1. All'uomo-individuo, la reintegrazione nell'uomo-arche tipo.
2. All'uomo-archetipo, la riconquista del dominio perduto a causa delle entit
decadute riprendendo possesso della primitiva natura gloriosa.
Con le operazioni il Cohen evocava gli Spiriti riconcilia tori. Durante questi "lavori",
il Cohen si esponeva a due pericoli: innanzi tutto il contatto con gli Spiriti
riconciliatori poteva creare gravi conseguenze al corpo fisico inadatto a sopportare
una diretta relazione con il "fuoco divi no", poi provocava la reazione degli Spiriti del
male che lo contrastavano sia agendo sul suo corpo, sia ingannandolo con "falso
corpo di gloria" (8). Da ci il regime severo, minuzioso che Martinez prescriveva ai
suoi discepoli. "La scrupolosit nelle cerimonie - scriveva Martinez a Bacon de la
Chevalerie - non basta, occorrono zelo e santit di vita a chi desidera entrare in
relazione con gli Spiriti, gli occorre una preparazione spirituale fatta di preghiere,
ritiro ed attesa". Tutto ci consentiva in primo luogo, di sopportare la condotta
delle potenze superiori senza correre il rischio di cader folgorati come deboli
parafulmini, poi di opporre solide barriere alle potenze cattive, inevitabilmente
messe in moto" (Von Baader, Les enseignements secrets de Martines Pasquallis).
I riti erano compiuti in momenti astrologici favorevoli.
Martinez in ci era formale: tutto doveva esser fatto con precisione di ora, giorno,
luna, ecc. ed ogni operazione fatta "fuori tempo" non dava risultati. Da ci la grande
importanza del l'astrologia nelle operazioni che dovevano avvenire in momenti
astrologici esattamente calcolati, il che procurava all'operante un influsso astrale
favorevole. In caso contrario, se l'officiante trascurava di prendere queste
precauzioni, i "lavori" restavano "senza frutto", cio erano resi inefficaci dalla nociva
influenza degli esseri spirituali maligni che abitano i cerchi planetari.
Ecco il motivo per cui Saint-Martin raccomandava di praticare le operazioni solo nei
giorni che seguono la luna nuova: "Il lavoro giornaliero si pu iniziare subito dopo il
rinnovo della luna sino alla fine del primo quarto; mai dopo l'inizio della luna piena
sino al ritorno della luna seguente .. In questi giorni la luna inizia il suo cammino
discendente e gli Angeli Superiori che la governano lasciano questo pianeta "alla
direzione e potenza degli Spiriti Ternari inferiori tra i quali si trovano cattivi Spiriti
Elementari che possono indurre l'operante in grave errore" (Lettera del 24.5.1771).
I riti pi semplici erano le invocazioni giornaliere".
"Ecco, caro Maestro - scriveva Saint-Martin - come fare l'invocazione giornaliera
Egli (cio Martinez) vi permette di tracciare un solo cerchio con al centro lo "shin
ed una candela. Ne terrete un'altra in mano per poter leggere. Questa invocazione si
pu fare in qualsiasi giorno, ora, " (Lettera del 20.5.1771).
Altro rito era quello detto dei "tre giorni" perch praticato per tre giorni consecutivi.
"Con gli ingredienti che avete, incenserete il cerchio per tre giorni, partendo da
ovest verso il nord - raccomandava Saint-Martin - stabilendo il giorno nell'intervallo

40
tra l'inizio della luna ed il suo pieno, cio dal primo giorno sino al 13 o 14 ."
(Lettera del 24.5.1771).
I principali riti erano quelli che si praticavano durante gli Equinozi. L'operante si
preparava a questi riti (molto complessi) con l'astinenza da carni di animali. "Ad ogni
Equinozio - prescriveva Martinez a Willermoz - inizierete il digiuno alla vigilia del
periodo in cui vorrete lavorare seguendo la luna di marzo e di settembre e non i
giorni fissati per l'Equinozio, non sono i giorni ordinari del mese che li fissa, ma
l'astro lunare; non dimenticate l'Officio dello Spirito Santo reciterete il Miserere
stando al centro della stanza, prima di coricarvi, rivolto verso est, direte il De
Profundis inginocchiato con il viso verso terra ." (13.8.1768).
L'operante rivestiva un'alba bianca bordata di rosso, collari di vari colori, sandali o
babbucce di lana con suole di sughero.
Cos abbigliato, entrava nei cerchi in precedenza tracciati con il gesso sul pavimento
ed in cui aveva scritto i "nomi" ed i "geroglifici" di profeti, patriarchi, angeli allo
scopo di "contenere maggiormente il maligno". Al centro del cerchi, in piedi, sopra la
candela la cui fiamma veniva a trovarsi sull'asse della colonna vertebrale affinch il
fuoco elementare vegliasse il Fuoco Centrale dell'uomo, l'operante pronunciava gli
scongiuri.
Era un apparato scenico che A.Joly, nel libro su Willermoz, ha descritto cos: "Questi
lunghi preparativi avevano lo scopo di fissare lo scenario adatto nel quale l'uomo si
accingeva ad invocare gli Spiriti puri e a difendersi da quelli impuri per conoscere e
adorare la volont del Creatore.
Come una carta geografica consente schematicamente di rappresentare la superficie
terrestre e di stabilirvi un luogo qualsiasi, i quadri delle operazioni di Martinez
erano lo schema dell'universo immateriale nel quale l'operante riteneva di poter
entrare con le preghiere. Variavano secondo le operazioni come, secondo i paesi,
variano le carte che possono essere utili al viaggiatore".
Scopo ultimo era quello di ottenere i "passi, cio contatti con l'Entit che si
manifestava sia spiritualmente sia materialmente.
Erano visioni (rapide, fuggevoli come il passo di un uomo) che Martinez definiva
"bianche, blu, rosse, miste o tutte bianche vedrete delle scintille, sentirete la pelle
d'oca sul vostro corpo. Tutto ci annuncia l'inizio della trazione che la Cosa fa
con colui che lavora" (Lettera di Martinez a Willermoz del 16.2.1770).
Inoltre: "Coloro che saranno cos prevenuti devono accrescere d'ardore e di fiducia
per impegnare lo Spirito a prender corpo. Ce ne accorgiamo insensibilmente con
figure ed immagini, caratteri od altre cose, quasi sempre bianchi o di un bel rosso.
Occorre osservare gli Spiriti che invochiamo sono questi che ci stanno vicino per
proteggerci e guidarci nelle tempeste di questa vita temporale passeggera".(Lettera
di Martinez a Willermoz, del 29.9. 1766).
I "passi" rappresentavano per l'operante la manifestazione tangibile dell'Entit
invocata.
L'interpretazione dei passi avveniva per mezzo di un repertorio di 2400 Nomi e
Caratteri geroglifici. Ogni Nome era accompagnato da una Lettera e da un
Geroglifico, questo ultimo tracciato sopra un quadrato di lino ed avente la funzione di
"richiamo".
41
Non che ottenere i "passi" fosse facile perch "la Cosa spesso restia con chi la
desidera prima del tempo".
Con il termine "Cosa" (la "Chose") Martinez intendeva i risultati ottenuti dalle
operazioni per intervento divino.
Il successo dell'operante dipendeva dalla sottomissione, dalla rinuncia alle "cose di
questo basso mondo"; a ci si aggiungeva la rigorosa osservanza dei rituali e ben lo
seppe Saint-Martin per avere abusivamente fatto uso di un "Nome": "So io quel che
mi capitato per aver fatto uso di un nome che mi era stato descritto prodigioso ."
(Lettera del 3.2.1774).
Era dunque un "vero culto divino" che doveva produrre i frutti spirituali scaturenti
dalle operazioni compiute dagli Eletti Cohen, nuovi preti di un religione esoterica ed
il termine Cohen (prete) stava appunto ad indicare tale qualit; culto trasmesso con
una tradizione segreta attraverso Adamo, Set, Enos, Enoc sino alla seconda posterit
di No e da questa a Giacobbe e Mos per giungere sino ai Saggi rinascimentali di
cui Martinez era l'erede.

42
I RITI

1) Invocazione Giornaliera o Lavoro Giornaliero del Reau-Croix.


Si poteva fare ogni giorno, senza tener conto dei mesi, delle ore e dei giorni di luna.
L'Operante tracciava un cerchio al centro del quale scriveva lo "shin"; poteva anche
tracciarvi una "convenzione" cio un geroglifico di sua scelta. Entrava nel cerchio
con una candela accesa per poter leggere l'Invocazione che cominciava cos: "O
Qadosh, o Qadosh, o Qadosh " e l'Invocazione del Maestro Cohen.

2) Pi importante era l'Invocazione dei tre Giorni.


Questi tre giorni consecutivi dovevano cadere nel periodo compreso tra il "rinnovo
della luna" (luna nuova) e la fine del primo quarto.
L'Operante tracciava sul pavimento della stanza un cerchio con un diametro di tre
piedi, nel suo centro scriveva lo "shin". Poteva disegnarvi dei "segni arbitrari di
convenzione purch tutti i disegni tendessero al bene". Incensava il cerchio
passandovi sopra la terrina con manico, nuova, contenenti braci sulle quali aveva
gettato alcune prese della miscela aromatica seguente: zafferano, incenso maschio,
fiore di zolfo, grani di papavero bianco e nero, chiodi di garofano, cannella bianca in
bastoni, mastice in lacrime, sandracca, noce moscata e semi di pino. Con la terrina in
mano girava attorno al cerchio partendo da ovest verso nord. Dopo aver posto una
candela sullo "shin", stando in piedi nel cerchio, con una candela nella mano sinistra
per far luce sul foglio, egli leggeva la Preghiera d'i,nvocazione" e gli "scongiuri".
Questa cerimonia, rinnovata ogni giorno, poteva essere ripetuta tre volte per ogni
"lavoro".
Papus distingue due tipi di Operazioni che corrisponderebbero a due tipi di
iniziazioni. Le Operazioni del 1770 sarebbero di un grado iniziatico pi alto di quelle
del 1768.

3) L'Operazione prescritta nel 1768 era ripetuta per tre notti consecutive.
Ogni mattina l'Operante leggeva l'Officio dello Spirito Santo; la sera, verso le ore 22,
entrava nella stanza che doveva essere al riparo da sguardi indiscreti. Recitava i sette
Salmi e le Litanie dei Santi. Poi disegnava sul pavimento, con il gesso, le figure
prescritte. Dapprima tracciava nell'angolo Est della stanza un quarto di cerchio il cui
segmento doveva essere rivolto ad Oriente. Dopo aver tracciato la corda del segmento
,iscriveva nel triangolo isoscele ottenuto un "Piccolo cerchio intersecato da una croce.
Nell'angolo Ovest disegnava un altro cerchio detto "Cerchio di Ritiro". Le due figure
erano separate tra loro da uno spazio di due piedi. Nel Cerchio di Ritiro e nel Quarto
di Cerchio tracciava le lettere e i geroglifici: in "Particolare le lettere maiuscole RAP
nella parte Ovest della croce iscritta nel piccolo cerchio e le lettere IAB nel Cerchio
di Ritiro.
Poi l'Operante disponeva le candele: tre nell'angolo del Quarto di Cerchio, una
accanto alle lettere RAP, due ad ogni estremit dell'arco di cerchio, una al centro
della corda e l'ultima al centro del Cerchio di Ritiro. Terminato questo lavoro
preparatorio per cui occorrevano due ore, l'adepto era pronto per l'Operazione che
iniziava a mezzanotte precisa. L'Operante si toglieva le pantofole, prendeva la
43
candela accesa del Cerchio di Ritiro e la metteva alla sua destra fuori del cerchio e
stando nel cerchio si distendeva al suolo bocconi, la fronte appoggiata sui "polsi
incrociati. Dopo essere restato sei minuti in questa posizione, si rialzava, accendeva
le candele del Quarto di Cerchio con Fuoco nuovo", metteva all'estremit del Quarto
di Cerchio la candela posta accanto alle lettere RAP e quella che stava al centro della
corda del segmento e si prosternava nel Quarto di Cerchio. Poi calzava le pantofole e
si metteva nel Cerchio di Ritiro con il ginocchio destro a terra e le mani a squadra a
piatto sul suolo. In questa posizione rilevava" i nomi scritti nei due cerchi e nel
Quarto di Cerchio, cio li ripeteva tre volte inserendoli nella formula seguente: In
quali die X, X, X, invocavero te, velociter exaudi me. Chiedeva a Dio di accordargli,
in virt della potenza che Egli ha dato ai suoi servitori, la grazia che desiderava con
cuore sincero, veramente contrito e sottomesso. Lo supplicava di ripetergli, come
segno della sua misericordia, uno dei geroglifici che aveva tracciato con il gesso al
centro della stanza, tra il Quarto di Cerchio ed il Cerchio di Ritiro. Allora prendeva la
terrina contenente i carboni accesi con fuoco nuovo, vi gettava un po' della miscela
aromatica e la passava sul Quarto di Cerchio. Dopo avervi gettato altre tre prese,
incensava quattro volte l'angolo Ovest. Finiti gli incensamenti, l'Operante spegneva le
candele, eccetto quella che bruciava al centro del Quarto di Cerchio. La spostava nel
Cerchio di Ritiro dove si metteva lui stesso e, dopo aver recitato le Invocazioni,
osservava i passi".
La prima notte, l'Operante non doveva uscire dal Cerchio di Ritiro che tra l'una e
mezza e le due del mattino. In quel momento, egli cancellava tutte le figure tracciate
sul paviment ripetendo le invocazioni per i segni che rappresentavano i buoni Spiriti
e lo "scongiuro" per quelli dei cattivi. Scomparsa ogni traccia del lavoro, si ritirava
dalla Camera d'Operazione.
Tutte le cerimonie sopra descritte erano ripetute nelle due notti seguenti, con la sola
differenza che l'Operante ogni volta orientava diversamente, girandolo da un punto al
l'altro, il piccolo talismano triangolare che gli serviva da "scudo" contro i cattivi
8piriti.

4) Le Operazioni di cui parla la corrispondenza dopo il 1770, furono chiamate dagli


adepti Lavoro d'Equinozio.
Il Lavoro d'Equinozio durava tre giorni. L'Operazione del primo giorno cominciava
con lo li scongiuro del Mezzogiorno cio delle Potenze infernali.
Lo scongiuro, rivolto contro Satana, era ripetuto poi per Belzebuth, Baran e
Leviathan i cui nomi sostituivano successivamente quello di Satana, ed ogni volta
l'esorcista presentava nell'angolo di Mezzogiorno il talismano che teneva in mano.
Aveva lo "scudo" con cui poteva "essere sicuro se, nel primo o nel secondo giorno, si
presentava qualcosa" (cio un cattivo Spirito).
L'Operante pronunciava una Invocazione Speciale, poi quella del primo giorno del
Lavoro dei Tre Giorni. Il secondo giorno ripeteva lo Scongiuro del Mezzogiorno,
l'Invocazione Speciale, quindi pronunciava la seconda Invocazione del "Gran
Lavoro". Il programma del terzo giorno comportava, dopo lo Scongiuro e
l'Invocazione Speciale, il "Grande Scongiuro del Serpente" con esclusione delle due
Invocazioni del Gran Lavoro.
44
Queste varie cerimonie difensive o propiziatorie formavano il preludio
dell'Operazione vera e propria della quale la corrispondenza indica due rituali
abbastanza diversi, l'uno del 1770 e l'altro del 1772.
Il primo, di cui una lettera di Pasqually a Willermoz del 13 Marzo 1770, fornisce
informazioni particolareggiate; comportava un tracciato composto del Quarto di
Cerchio, disegnato nell'angolo Est e contenente un cerchio chiamato Cerchio di
Comunicazione con le lettere RAP, del Cerchio di Ritiro, posto nell'angolo Ovest,
con l'iscrizione IAB, e da sette piccoli cerchi. Il posto di questi era segnato con lettere
che non erano semplici punti di riferimento, ma avevano un significato mistico ed
erano verosimilmente le iniziali dei nomi degli Spiriti Settenari invocati. Due di
questi piccoli cerchi erano posti presso l'estremit del segmento del cerchio diretto
verso Mezzogiorno, accanto alle lettere MR; altri due cerchi facevano loro riscontro
nella estremit rivolta verso il Settentrione, presso le lettere WG; altri due colmavano
gli angoli formati dall'estremit del segmento e l'inizio dei raggi,vicino alle lettere OZ
e IA; il settimo ed ultimo era iscritto nell'angolo sporgente presso le lettere IW.
Le stelle o candele, figuravano con il numero otto" sul lato Est del tracciato:
illuminavano il Cerchio di Comunicazione ed i sette piccoli cerchi. Una nona candela
era ad Ovest, posta al centro del Cerchio di Ritiro.
In ciascuno dei due grandi cerchi era iscritta una "parola" cio il nome segreto di uno
Spirito. Altre parole erano scritte esternamente: a riscontro dei punti cardinali, attorno
al Cerchio di Comunicazione ed un numero imprecisato attorno al Cerchio di Ritiro.
L'Operante, dopo aver acceso le candele, recitava i sette Salmi di Davide, poi si
prosternava sette volte: prima in IAB, poi in MR, in WG, in RAP, in OZ, in IA, in
ultimo in IW. Incensava tre volte il Cerchio di Ritiro; tre volte ciascuno dei due
piccoli cerchi in MR e in WG; tre volte il Cerchio di Comunicazione; tre volte
ciascuno dei due piccoli cerchi in OZ e IA; quattro volte il piccolo cerchio in IW.
Dopo gli incensamenti l'Operante spegneva le candele dei piccoli cerchi, dopo aver
pronunciato ogni volta la parola iscritta accanto a ciascuna candela ed averla
cancellata con la mano; egli cominciava da MR, continuava con WG, passava a OZ e
I A, per finire in IW.
Quindi passava nel Cerchio di Comunicazione "il ginocchio destro a terra ed il
sinistro alzato" e "rilevava" cio pronunciava ad alta voce, poi cancellava le quattro
parole scritte attorno al cerchio partendo da quelle ad Ovest, per continuare a
Mezzogiorno, Settentrione ed Est. "Queste quattro parole simboleggiavano le quattro
regioni celesti e coloro che le dirigono spiritualmente.
Prendeva poi la candela posta al centro del Cerchio di Comunicazione per farsi luce,
quindi leggeva le Invocazioni stando a cavallo sulla "parola segnata accanto a RAP".
Finita la lettura, cancellava la parola, andava a porsi in piedi nel Cerchio di ritiro, il
viso rivolto ad Est, avendo tra le gambe la parola segnata alla lettera IAB, dopo aver
"nascosto" la candela di questo cerchio, la sola rimasta accesa; in tal modo egli
"faceva le sue osservazioni".
Giunto il momento di ritirarsi dalla Camera delle Operazioni, riponeva la candela nel
Cerchio di Ritiro,"rilevava" le parole scritte nel centro ed attorno al cerchio "con le
stesse pratiche e cerimonie" di prima ed accendeva una luce alla candela del Cerchio

45
di Ritiro la quale "dove va essere spenta come le altre, per poter rinviare lo Spirito ad
essa consacrato".

5) Le indicazioni relative al rituale del 1772 sono pi chiare in quanto redatte dalla
stessa mano di Saint-Martin. (lettera del 27.1.1772).
Il tracciato completamente modificato. Esso si compone di tre cerchi concentrici,
con lo shin nel centro comune e chiamati rispettivamente: Cerchio del Centro,
Cerchio di Mezzogiorno e Cerchio Esterno. Due raggi, segnati da linee punteggiate,
verso Mezzogiorno e terminanti nella circonferenza del Cerchio Esterno,
delimitavano la "parte del Sud" ed all'Operante si raccomandava di "tracciare
fedelmente questa parte del Sud, senza nulla aggiungere o togliere nella parte che si
trova tra le due linee. I lati della circonferenza esterna che guardano lEst, il
Settentrione e l'Ovest sono affiancati da Quattro piccoli cerchi detti Cerchi di
Corrispondenza.
I tre quarti orientali, settentrionali ed occidentali di ciascun cerchio grande hanno
quattro nomi di Spiriti, accompagnati rispettivamente dal Denario, dall'Ottonario, dal
Settenario e dal Ternario e sormontati da geroglifici o caratteri di Patriarchi, Profeti
ed Apostoli "uniti al lavoro per aumentarne la forza (teurgica) e contenere
maggiormente il Maligno. Sopra questi segni il piano presente delle linee punteggiate
indicanti il posto dove l'Operante doveva scrivere dodici nomi di Spiriti, scelti
liberamente sia nella lista dei nomi dell'Invocazione Speciale, sia nel repertorio
alfabetico di 2400 nomi mistici che gli erano stati comunicati a patto che ogni nome
fosse segnato, nel repertorio, da un numero sacro (10, 8, 7, 3). L'Operante attingeva
nel repertorio i quattro nomi che iscriveva nei Cerchi di Corrispondenza, facendo
attenzione che tutti i nomi cominciassero con la stessa lettera ed avessero, nel
repertorio, lo stesso numero.
L'illuminazione si otteneva con 17 candele: sette nel Cerchio del Centro, di cui una
sullo "shin"; tre nel Cerchio di Mezzo, tre nel Cerchio Esterno; una in ogni Cerchio di
Corrispondenza. C'erano poi le "candele degli assenti" poste nella parte del Cerchio
di Corrispondenza dell'Est che guarda i grandi cerchi. Esse rappresentavano gli Eletti
Cohen i quali, nelle rispettive residenze e nello stesso tempo, si accingevano al
Lavoro Equinoziale.
Le candele erano tante quanti erano i cooperanti simpatici.
L'Operante si prosternava quattro volte: una prosternazione verso l'Ovest, una verso
l'Est, una verso il Settentrione ed una verso il Mezzogiorno. Egli "consacrava" (con
incensamenti) i quattro Cerchi di Corrispondenza secondo il rituale del Lavoro dei
Quattro Cerchi, poi, postosi in piedi nel Cerchio del Centro, invocava i dodici nomi
fondamentali facendo seguire ogni nome dal nome che aveva aggiunto nel tracciato.
Recitava una Invocazione Particolare contenente sette nomi che prendeva a
piacimento nell'Invocazione Speciale e tra i nomi "del Lavoro". Tra questi nomi
sceglieva "per capo" quello che riteneva fosse il pi potente, riservandosi di
sceglierne un altro (ma solo tra i sei gi scelti) se il primo nome non "gli conveniva
pi" (cio se l'Operazione del giorno precedente non aveva dato "i passi").
Compiute tutte queste Cerimonie, l'Operante si poneva nella parte del Cerchio
Esterno ad Ovest (per contemplare i "passi).
46
47
LETTERE DI MARTINEZ A WILLERMOZ (estratti)

digiunerete nel periodo che vi sar ordinato, inizierete il digiuno ad ogni


Equinozio alla vigilia del tempo in cui vorrete lavorare il quarto di cerchio; non
potete lavorare come Apprendista Rau+ che per tre giorni di seguito. All'inizio degli
Equinozi seguirete la luna di Marzo e quella di settembre e non i giorni che sono stati
fissati per l'Equinozio; non sono i giorni ordinari n il mese che li fissa, ma l'astro
lunare Non dimenticate l'Officio dello Spirito Santo. Potete seguire l'operazione
degli Apostoli, ma non dimenticate di recitare il Miserere, stando al centro della
stanza, prima di coricarvi e rivolto verso l'angolo che guarda il sol levante, poi direte
il De Profundis inginocchiato con il viso verso terra; il Miserere Mei si recita stando
in piedi; potete aggiungere altre preghiere secondo le vostre abitudini, ma quelle che
vi ordino sono indispensabili quanto il regime alimentare.
(13.8.1768)

per quanto riguarda l'Equinozio, non il giorno fissato del mese di settembre, ma
la luna che ci guida; il periodo di tempo decorre dal primo Quarto sino al suo pieno
cio iniziando quattro o cinque giorni prima; in quanto ai vostri obblighi spirituali
ogni giorno reciterete l'Officio dello Spirito Santo il Miserere Mei e il De
Profundis una sola volta nella settimana, cio nel giorno di gioved nel segno di
Giove l'Officio dello Spirito Santo in un'ora qualsiasi della giornata, il Miserere
Mei e il De Profundis la sera prima di coricarvi
(2.9.1768)

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LETTERE DI SAINT-MARTIN

Bordeaux, 20.5.1771

Ecco caro Maestro, l'inizio degli invii che dobbiamo farvi. Spedisco con lo stesso
corriere, al recapito che mi avete dato, un pacchetto di sei fogli di cui 5 contengono il
Grande Cerimoniale dei Grandi Architetti. Il sesto contiene una preghiera od
invocazione per il Lavoro quotidiano. Vi invio direttamente il quadro del grado
tracciato. Non dovete che mettervi le stelle o candele, secondo l'istruzione che
troverete nel Cerimoniale. Vi trasmetto anche tutte le Parole necessarie nel
ricevimento e nell'ordinazione; il tutto con richiami corrispondenti che troverete
facilmente.
Sul rovescio del foglio che contiene le parole del grado, troverete quelle che dovrete
usare nella vostra Invocazione giornaliera e che riconoscerete dai richiami. I segni
O:.V che troverete sul foglio vi indicano che necessario ripetere la stessa Parola. Il
che ho fatto.
In che modo far uso dell'Invocazione giornaliera, ecco ci che il Maestro mi incarica
di dirvi. Egli vi permette di tracciare un solo cerchio, con al centro il W ed una stella
o candela. Ne terrete un'altra in mano per poter leggere sul foglio. Questa
Invocazione si pu fare ogni giorno, in ogni momento, in qualsiasi ora, se volete.
Potreste chiedere se vi permesso tracciare i Segni arbitrari (N.B. Segni scelti dal
celebrante in un Repertorio speciale) di convenzione di cui si parla alla fine della
suddetta Invocazione. Il Maestro non qui per ragguagliarmi. Non credo che sia
proibito, purch i vostri scopi non tendano che al Bene, di cui ne sono convinto. Del
resto, cosa rimessa alla vostra prudenza, sino a che non ne sarete meglio illuminato.
Non parlo del "Fuoco nuovo. Sapete che la Legge di Mos ordinava di non mangiare
che pane senza lievito e che fra noi, tutto deve essere nuovo! .
Se il Maestro fosse qui, vi avrei inviato con la stessa posta il Cerimoniale della
semplice ordinazione di "G.R.. ma sar certamente per la prossima cosi come per gli
Scongiuri che ci avete inviato in latino fa Fourni per tradurli, quest' ultimo articolo
vi servir da Lavoro giornaliero ma, poich richiede pi precauzione dell'altro, il
Maestro vi aggiunger un'istruzione particolare sul modo di procedere.
Vedo con piacere, carissimo Maestro, che avrete almeno di che soddisfare in parte il
vostro lodevole desiderio. Nulla poco nel servizio del Tempio! Le pi piccole
funzioni vi sono sublimi, quando le adempiamo rispettosamente ed umilmente .
de Saint-Martin

(al fratello Carpentier)


Bordeaux, 24.5.1771

Ecco, caro Maestro, gli oggetti che vi avevo annunciato nella mia ultima lettera.
Vorrei poter risparmiare il vostro denaro! Ma la natura delle cose che il Maestro ci
invia, non permette di correre il rischio dei recapiti indiretti . Egli appena arrivato
dalla campagna e mi ha appena dato una Istruzione pi esatta di quella che vi avevo
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dato sul "Lavoro giornaliero"; potrete attenervi ad essa. Eccola: il Lavoro
giornaliero non si pu fare che dopo l'inizio del rinnovo della luna sino alla fine del
primo quarto; mai dopo l'inizio della luna piena sino al ritorno della luna seguente.
Perch allora questo pianeta venendo a declinare, la sua benefica Virt declina
ugualmente, di modo che la sua buona potenza, cos come i suoi Agenti superiori che
la governano, avendo operato in essa due volte sette giorni e ci conformemente
alle loro Leggi ed Ordini, la lasciano alla direzione e potenza degli Spiriti Ternari
Inferiori, fra i quali si trovano per lo pi cattivi Spiriti Elemelntari che, senza dubbio,
indurrebbero l'operante in grande errore.
Noi stessi possiamo fissare il giorno, nell'intervallo prescritto tra l'inizio della luna ed
il suo pieno, cio dopo il primo dei giorni della luna sin verso il 13 o il 14. Ci non
ha nulla di fisso. Si possono ripetere per tre volte di seguito nello stesso giorno di
Lavoro il primo Scongiuro, e cosi, nei due giorni successivi. gli altri due Scongiuri.
Sicch si avranno nove scongiuri in tre giorni.
Traccerete un solo cerchio con il W (la Shin) ed una stella o candela; l'altra in mano
per poter leggere il Lavoro. Profumerete con gli ingredienti che avete il cerchio per
tre giorni, partendo dall'Ovest verso il Nord.
La circonferenza di questo cerchio deve avere un raggio di un piede e mezzo.
Questa istruzione concerne unicamente le Operazioni di tre giorni di seguito, che ci
avete inviato tramite il fratello Fourni per farle tradurre dal latino in francese e la cui
traduzione qui allegata, in tre fogli di sei pagine, sulle quali i giorni sono indicati
come le Parole e tutte le altre parti tanto dell'Operazione quanto del Cerimoniale.
Per l'Invocazione inviatavi con l'ultimo corriere, potete seguire esattamente tutta
lIstruzione che la concerne. Cio potete operarla tutti i giorni senza tener conto della
luna, tuttavia tracciando il vostro Cerchio con il "W", la stella o candela, al centro, ed
in mano quella che vi serve per leggere; ma senza profumi.
La semplice ordinazione di Grande Architetto si d in un solo cerchio, come nella
figura. Ci sar una sola candela tra le due Parole che vi sono tracciate. Farete mettere
il candidato nell'unico cerchio, di fronte all'est, la testa bassa, inginocchiato, le mani
incrociate sul petto. In questa posa, traccerete sulla sua testa il Triangolo stabilito nel
Grande Cerimoniale; dopo averlo tracciato con tutte e due le mani, l'una dopo l'altra,
stabilirete con un altro triangolo la "placca triangolare" che deve portare sulla fronte
ed imporrete, sempre sulla fronte, la vostra mano destra a squadra, pronunciando le
preghiere e le parole che gi avete.
Dopo questa cerimonia farete lavare le mani ed i piedi al Candidato (simbolicamente)
e gli farete incensare i quattro Angoli con i Profumi che avete, iniziando dal lato
prescritto (cio partendo dall'ovest andando verso nord).
Poi farete mettere di nuovo il Candidato nel vostro cerchio,nella stessa posizione di
prima (cio: testa bassa, inginocchio, le mani incrociate sul petto) e finirete
l'ordinazione che comincia con queste parole: "Ti ordino e ti costituisco Grande
Architetto dell'Ordine, ecc. con le Parole e le Preghiere annesse.
.....................
Ecco lo Scongiuro del Mezzogiorno, per gli equinozi

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Si far lo stesso scongiuro per Belzeb, Baran e Leviatan subito dono quello di
Satana ponendo il nome di ciascuno allinizio di ogni Scongiuro. Quando si fanno i
quattro Scongiuri, si presenta il Talismano nell'angolo di Mezzogiorno.

27.1.1772

Ecco, caro Maestro, il piano che vi stato annunciato ultimamente. Credo che
siete stato avvisato che esso sarebbe composto di quattro cerchi. Ma, il Maestro poi
ha stabilito di metterne solo tre per non sovraccaricarci troppo.
Questo piano estratto da quello del Grande Architetto che vi era stato inviato
l'anno scorso. La parte sud del Cerchio separata da tutto il resto da due linee
punteggiate che vanno dal centro all'estremit dell'ultimo cerchio. Ci sta ad indicarvi
che non c nulla da aggiungere n da togliere nella parte che si trova cos chiusa tra
queste due linee e che voi dovete tracciare fedelmente tutto ci che appartiene a
questa parte sud.
In quanto alle altre parti, noterete che sono composte, in ciascuno dei tre Cerchi, di
quattro Nomi, cio dodici. Traccerete ugualmente questi stessi Nomi con i Geroglifici
e i Caratteri ad essi attribuiti. Ma la piccola linea punteggiata che ho messo sopra
ciascuna di queste dodici Parole, sta a indicare il posto dove voi stesso porrete, nel
"piano" o nel "tracciato", dodici altre Parole ciascuna delle quali si aggiunger alle
prime dodici nell'ordine.
Le sceglierete sia fra i Nomi della vostra Invocazione di "Grande Architetto", sia nel
Quaderno dei 2400 Nomi, in vostro possesso, cio: tre denari, tre ottonari e
distribuirete questi dodici Nomi nei cerchi, a vostro piacimento, ma in maniera che in
ciascun Cerchio, aggiungiate quattro dei Nomi che avete scelto, osservando che
questi quattro Nomi portino ciascuno uno dei quattro numeri indicati, cio un
denario, un ottonario, un settenario ed un ternario (N.B. Sono nomi di Spiriti
Maggiori o Minori. Queste qualit corrispondono a piani ").
Durante il lavoro pronuncerete ciascuna delle dodici Parole con le dodici Parole a cui
le avete attribuite.
La Parola del Centro resta sola e non compresa nella presente istruzione.
Osservate che sotto ciascuna delle linee tratteggiate di cui vi ho parlato, c' un
Carattere o un Geroglifico che solo e senza Parola. Li traccerete tali e quali sono,
senza aggiungervi nulla. Sono Caratteri o Geroglifici di Patriarchi, Profeti, Apostoli
che il Maestro aggiunge al vostro lavoro" per aumentarne la forza (teurgica) e
contenere con pi forza il Maligno.
Tuttavia, osserverete con attenzione se qualcuna di queste Figure, o qualsiasi altra, vi
"resa (vi appaia) e di inviarla al Maestro che ne far l'uso che giudicher in
proposito per il vostro beneficio e per la vostra istruzione.
Non mi resta che parlarvi dei Quattro piccoli Cerchi di Corrispondenza.
La Lettera che segnata in ciascuno dei Quattro Cerchi vi indica che dovete prendere
nel Quaderno dei 2400 Nomi, quattro parole inizianti ciascuna con una delle quattro
lettere segnate ed aventi ciascuna il Numero scritto dopo la Lettera. Queste saranno le
Quattro Parole che orneranno i Quattro Cerchi di corrispondenza del vostro lavoro. Il
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numero ed il posto delle candele sono indicati. Ne avete sette nel Cerchio del centro
compresa quella dello Shin, tre nel Cerchio di mezzo, tre nel Cerchio esterno e
quattro nei Cerchi di corrispondenza. In tutto diciassette candele.

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SCONGIURO DEL MEZZOGIORNO

Ti scongiuro Satana3 e tutti voi, esseri spaventosi, iniqui, esseri di confusione e di


abominio, tutti voi state in guardia, pronti alla mia voce ed al mio comando, voi tutti
grandi e possenti Demoni delle Quattro Regioni universali e voi tutte legioni
demoniache, spiriti sottili di confusione, errore e persecuzione, ascoltate la mia voce,
fremete quando essa si far sentire da voi, soprattutto in ogni vostra operazione
maledetta; vi ordino in nome di Colui che decret eterna pena di morte contro tutti
voi, capi dei Demoni regionali, contro i vostri fautori seduttori dei Minori Spirituali
divini. E a te, Satana, ti scomunico, ti lego e ti limito nella tua temibile regione in
nome dell'Altissimo, Dio Eterno Vendicatore e Rimuneratore, Vaur, decimo nome
che l'Eterno Creatore concesse alla potenza del suo essere minore, affinch avesse
autorit su te e su tutti coloro che sono sottoposti al tuo diabolico dominio, per questo
stesso nome tre volte santo ti imprigiono e ti annullo nei tuoi abissi di tenebre e di
privazione spirituale, superiore 10, maggiore 7, inferiore 3 e minore spirituale divina
4, che il mio pensiero agisca su te, Satana, con la mia onnipotenza e con quella di
coloro che mi circondano, che il Creatore assoggett spiritualmente affinch fossero
il mio sostegno, la-mia guida ed il mio scudo invincibile .

Ti ordino, Satana, per le quattro Potenze Divine, Vabaham 10, Vakiel 10, Diamel 10,
Arai 10 e per quella dei quattro Capi Spirituali Divini Regionali Diaphas 8, Diamaim
7, Memaia 3, El 4, che tu sia contenuto dall'Eterno nei limiti che ti fisso, che tu sia
privato per sempre di ogni potenza e corrispondenza con me, che ogni tua azione non
possa pervenire sino a me che per essere confusa ed annullata secondo il mio potere
su te e su tutti i tuoi, che ti sono simili ed uguali in virt e potenza demoniaca che
arresto e lego nella regione meridionale per la tua pi grande onta e per quella di tutta
la tua empia corte; che sia fatto cos come ho desiderato e come ha pronunciato la
potenza dell'Uomo-Dio della terra. Amen.

3
Lo scongiuro era ripetuto quattro volte, una per ogni Entit.
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OPERAZIONE DEL MAESTRO COHEN

Abbigliamento dell'Operante

Indosserete un'alba, calzoni e calze nere, privo di metalli, nemmeno uno spillo. Non
avrete le scarpe nel momento della prosternazione; ma pantofole nel momento delle
Invocazioni, considerando necessario farvi sapere queste cose. Se fosse possibile, allo
scopo d'essere in regola in maniera pi perfetta, vi farete fare scarpe con soletta di
sughero, allo scopo di non aver nulla d'immondo e d'impuro nel luogo e su dl voi
indosserete sopra il primo abbigliamento una lunga veste bianca con un grande bordo
rosso, largo circa un piede e intorno alle maniche . Inoltre avrete su di voi tutti i
colori dell'Ordine, cio il collare azzurro a mo' di collana, senza alcun attributo; poi il
cordone nero passato da destra a sinistra; quindi la sciarpa rossa poi la sciarpa
verde da sinistra a destra sul petto. Il posto di queste due sciarpe sul vostro corpo
allude alle separazioni materiali animali e spirituali.
(Martinez a Willermoz, 11 Settembre 1768)

Questo l'abbigliamento del Reau-Croix operante agli Equinozi.


Quello del Maestro Con evidentemente pi semplice:
- Alba bianca con cordone dello stesso colore.
- - Sandali o babbucce di lana, foderate di suole di sughero.
- Collare azzurro, cordone nero portato a tracolla da destra a sinistra.

Tappeto operatorio

Traccerete un solo cerchio con il W ed una stella o candela, l'altra stella in mano per
poter leggere il Lavoro. Profumerete con gli ingredienti che avete, il cerchio per tre
giorni, partendo dall'Ovest verso il Nord. La circonferenza di questo cerchio deve
avere un raggio di un piede e mezzo.

Epoca dell'Operazione

Il lavoro giornaliero non si pu fare che dono l'inizio del rinnovo della luna sino alla
fine del primo quarto; mai dopo l'inizio della luna piena sino al ritorno della luna
seguente. Perch allora questo pianeta venendo a declinare, la sua benefica Virt
declina ugualmente, di modo che la sua buona potenza, cos come i suoi Agenti
superiori che la governano, avendo "operato" in essa due volte sette giorni e ci
conformemente alle loro Leggi ed Ordini, la lasciano alla direzione e potenza degli
Spiriti Ternari Inferiori, fra i quali si trovano per lo pi cattivi Spiriti Elementari che,
senza dubbio, indurrebbero l'operante in grande errore. Noi stessi possiamo fissare il
giorno, nell'intervallo prescritto tra l'inizio della luna ed il suo pieno, cio dopo il
primo dei giorni della luna sin verso il 13 o il 14. Ci non ha nulla di fisso.
(Lettera di Saint-Martin a Willermoz, 24.5.1771)
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Operazione del Maestro Con

Sono sorpreso che l'articolo che vi hanno inviato per il vostro Lavoro Giornaliero non
inizia con le parole: "O Qadosh, o Qadosh, ecc.". Ecco, parola per parola, in che
modo il Lavoro inizia:
"O Qadosh, o Qadosh, o Qadosh, chi mi ,consentir di esssere come gi fui
all'origine della mia divina creazione e d'essere reintegrato nelle virt e potenze
spirituali che ricevetti per un' eternit? .
(Lettera di Saint-Martin a Willermoz, 7.7.1771)

Questo passaggio dimostra chiaramente che si tratta del l'Operazione del Maestro
Con, poich quella che viene data con questo nome nel Manoscritto di Algeri e che
riproduciamo in seguito assolutamente conforme all'introduzione segnalata da
Saint-Martin.

Profumo operatorio

Incenso maschio, zafferano, pepe in grani, mastice in lacrime, cannella, chiodi di


garofano, un pizzico di sale. In misura di due o tre soldi per ogni droga. Si mescola
bene il tutto, se ne fanno due parti, una per ciascun incensamento. Si incensa facendo
girare la terrina tre volte sul luogo.
(Manoscritto di Algeri, p. 100)

Non si adoperer mai un incensiere o un bruciaprofumi di metallo, ma un tegame di


terra con manico. Martinez operava come prescrivevano le "Clavicole di Salomone"
dellepoca che indicano un fornello di terra. Inoltre necessario ottenere una colonna
di fumo di 20/30 cm. di diametro e non il solito filo odoroso.

Dopo aver fatto tutte queste cose, prenderete i profumi che porrete in un piccolo
piatto di terra nuovo, nel quale sar carbone acceso con fuoco nuovo.
Lettera di Martinez a Willermoz, 01.09.1768

Candele di manifestazione

Ci si procurer candele gialle e se non si sicuri che siano di pura cera, si


sceglieranno quelle bianche. La mancanza di purezza della candela sar contraria alla
"Chose". Prima di benedirle si taglier l'eccedenza dei lucignoli. Si metteranno le
candele in terra nell'angolo Est e dopo essersi abbigliati con tutti i colori, si
benediranno le candele con questa formula:
"Ti purifico cera e ti benedico, in nome dell'Eterno + e per le virt e potenze che mi
sono state rimesse da Lui. Sii dunque ordinata e consacrata dalla mia parola e dalla
mia intenzione, per il servizio al quale ti destino che di farmi conservare
l'impressione delle cose che mi saranno comunicate dagli Spiriti che invoco, secondo
l'innata potenza in me. Sii dunque giusta e genuina ai miei occhi, come lo furono le

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luci che gli Eletti privilegiati del Creatore usarono nelle loro Operazioni congiunte in
favore della Reintegrazione Spirituale degli Uomini, miei simili. Amen".
Si prender poi una candela che si accender al Fuoco nuovo e si metter al centro
della camera.
(Manoscritto dAlgeri, pag. 92)

Fuoco Nuovo

Ti scongiuro, o Spirito +7 . Che invoco con la mia potenza e con tutto ci che in
potere tuo e mio, affinch il tuo fuoco spirituale accenda la materia che consacro
dentro queste circonferenze. Che il Fuoco Elementare che vi risiede si unisca al Tuo
per contribuire alla Luce Spirituale degli Uomini di Desiderio e che siano cos
animati dal Tuo Fuoco di Vita Amen.

Ad ogni parola che segue, bisogna dare un colpo sulla pietra focaia. Se il fuoco si
accende prima che sia pronunciata la terza parola, si dovr spegnerlo per conservare
solo il fuoco che si avr dopo aver pronunciato la terza parola:
"Per la maggior Gloria del Pensiero Eterno . + 10 .....
Per la maggior Gloria della Volont Eterna + 8
"Per la maggior Gloria dell'Azione Eterna + 7 .....

Sale ed Acqua

Santifica o Eterno + questa creatura di Sale, purificala affinch sia sovrana medicina
per coloro che la riceveranno. Allontana da essa ogni fantasma che potrebbe nuocere
a me e a coloro che sono con me, e fa, Signore, che per la sua purezza io possa
servirmene felicemente in ogni circostanza in cui ne avr bisogno.
Per il Cristo, nostro Maestro e Signore. Amen.
(Manoscritto di Algeri, pag. 107)

Benedizione della Spada

La mia forza nel Tuo Nome, Signore,


Che hai fatto il Cielo e la Terra.
Signore, esaudisci la mia preghiera,
E che il mio grido giunga sino a Te.
La Pace sia con Te
E con il Tuo Spirito.
Preghiamo: Che la benedizione di Dio Onnipotente, + Padre, + Figlio e + Spirito
Santo, discenda su questa Spada e sul suo possessore . che non l'impugni che per
difendersi contro ogni nemico visibile ed invisibile. Signore Dio, Ti prego, proteggilo
e difendilo, Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

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Preghiamo: Dio Onnipotente nella cui mano sta ogni vittoria, Tu che hai dato a
Davide la forza prodigiosa per vincere il ribelle Golia, domandiamo umilmente alla
Tua Bont, di degnarti nella Tua Misericordia di benedire + questa Spada ed
accordare al Tuo servitore di potersene servire liberamente e vittoriosamente per
la sua protezione e difesa, per quella della sua famiglia e della. sua casa, per quella di
tutti coloro che soffrono persecuzione e vessazione in Tuo Nome e contro g'li attacchi
di tutti i nemici visibili ed invisibili.
Per Ges Cristo nostro Maestro e Signore. Amen.
(aspergere la spada di acqua benedetta)

Benedizione del gesso (o inchiostro) per tracciare i Cerchi

La mia forza nel Tuo Nome, Signore,


Che hai fatto il Cielo e la Terra.
Signore, esaudisci la mia preghiera,
E che il mio grido giunga sino a Te.
La Pace sia con Te
E con il Tuo Spirito.

Preghiamo. Signore Dio, Eterno ed Onnipotente, degnati di benedire + questa


creatura di gesso (o d'inchiostro), affinch sia salutare agli uomini, e fa che con
linvocazione del Tuo santissimo Nome, chiunque prender questo gesso (o questo
inchiostro) e scriver con esso, il Nome dei Tuoi Angeli e dei Tuoi Santi nell'interno
delle Circonferenze operatorie del tuo culto, ottenga, per loro intercessione e per i
loro meriti, la salute del corpo e dell'anima, l'illuminazione dello Spirito e i Segni
Misteriosi con i quali la Tua Luce si degner di dare, a Tuo servitore, mediante gli
stessi Angeli e Santi, le prime testimonianze della riconciliazione.
Per Ges Cristo nostro Maestro e Signore. Amen.
(aspergere il gesso (o l'inchiostro) con acqua benedetta)

Benedizione dell'Alba e del Cordone

La mia forza nel Tuo Nome, Signore,


Che hai fatto il Cielo e la Terra.
Signore, esaudisci la mia preghiera,
E che il mio grido giunga sino a Te.
La Pace sia con Te
E con il Tuo Spirito.

Preghiamo. Vi esorcizzo Alba e Cordone, vestimenti sacri che dedico al culto della
mia Riconciliazione Celeste, nel Nome di Colui che vi ha destinati alla protezione
dell'uomo dagli Spiriti Malvagi.
Siate, dunque, vestimenti immacolati + benedetti + puri + ed al riparo da ogni
potenza e prestigio del Demonio e dei suoi Ministri, al riparo da ogni loro impresa e
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maleficio qualunque esso sia. Non conservate in voi alcuna forza diabolica, ma nel
nome del Santo (nominare uno dei tre Patroni scelti), siate vestimenti puri +
benedetti + santi +. Degnati, Signore, Ti supplichiamo + di purificare + benedire +
santificare + questa Alba immacolata e questo Cordone.
Per Ges Cristo nostro Signore. Amen.
(aspergere i vestimenti d'acqua benedetta)

Benedizione dei sandali

(stessa formula precedente sostituendo le parole "alba e cordone" con "sandali")

Benedizione del Tappeto operatorio e del Luogo

La mia forza nel Tuo Nome, Signore,


Che hai fatto il Cielo e la Terra.
Signore, esaudisci la mia preghiera,
E che il mio grido giunga sino a Te.
La Pace sia con Te
E con il Tuo Spirito.

Signore, Dio Eterno ed Onnipotente, malgrado che il Cielo e la Terra non possano
contenerTi, degnaTi di avere quaggi una Dimora dove senza posa si invochi il Tuo
Nome Divino, degnaTi, Ti supplichiamo, per l'intercessione e per i meriti dei Tuoi
Angeli e Santi, di visitare questo luogo di Operazione (o questa Tovaglia), di
guardarlo con occhio benevolo e misericordioso, di preservarlo con l'infusione della
Tua Grazia da ogni macchia e di conservarlo cos sempre puro e santificato. Degnati
dunque, o Tu che hai adempiuto i voti del Tuo fedele servitore Davide facendo
terminare la sua opera dal Tuo fedele Salomone, suo figlio, degnaTi di esaudire
ugualmente i nostri desideri in questa Opera scacciando lontano e per sempre tutte le
Potenze Tenebrose, fuori da queste pareti santificate."
Per Ges Cristo nostro Signore. Amen.

(aspergere d'acqua benedetta)

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Benedizione dei profumi

La mia forza nel Tuo Nome, Signore,


....................................

"Preghiamo - Per intercessione del beato Arcangelo Gabriele che sta in piedi alla
destra dell'altare dei Profumi e per l'intercessione dei Tuoi Eletti e dei Tuoi Santi e di
tutti gli Angeli, degnaTi, o Signore, di benedire + questo profumo e gli aromi che lo
compongono e di gradirli in odore di santit. Che questa composizione aromatica sia,
per i Tuoi servitori riscattati dal Tuo prezioso Sangue, una perpetua difesa contro tutti
gli Spiriti Malvagi, contro tutti gli incanti, prestigi ed altre vessazioni diaboliche, che
esso sia una perpetua espulsione di tutti gli Spiriti del Male e che in qualsiasi luogo si
diffonda il soave odore di questo Profumo, non vi possa mai soggiornare maleficio o
molestia diabolica, ma che subito siano scacciati e dispersi sotto l'immensit della
Tua Potenza e della Tua Forza. Per contro, come un invisibile richiamo, allorch si
spander il dolce odore di questi aromi, accorrano e si affollino in questo luogo, negli
angoli d'Operazione come attorno al cerchio santificato, gli Angeli e gli Spiriti di
Luce chiamati, scongiurati ed evocati dalla parola del Tuo servitore . , o Dio
Onnipotente che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiamo. Signore Santo, Dio Onnipotente, di fronte al quale stanno piene di


rispetto, innumerevoli schiere di Angeli, degnaTi di benedire + e di santificare +
questa creatura aromatica. Che per il suo penetrante profumo accorrano e si
riuniscano gli Spiriti Celesti, sia Elementari che Planetari, Celesti o Supercelesti,
chiamati, invitati e scongiurati dalla mia parola. E nello stesso tempo fuggano per
sempre gli Spiriti delle Tenebre e dell'Errore, che i loro malefici e prestigi non
possano mai sussistere.
Per Ges Cristo nostro Signore. Amen.
(Aspergere il profumo di acqua benedetta)

Preghiera nel rivestire l'Alba e il Cordone

Imbiancami, Signore, e purifica il mio cuore, affinch lavato nel sangue dell'Agnello,
possa gioire un giorno delle eterne Gioie.
Degnati, o Signore, di spegnere in me l'ardore delle passioni, affinch la virt di
Forza e la purezza dimorino in me.
Per Ges Cristo nostro Signore. Amen.

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Preghiera nel rivestire il Collare nero di Maestro E.C. (o_altr Collari, ecc.)

Accordami, Signore, di poter conservare sempre con onore e fedelt questo prezioso
ornamento della mia Riconciliazione e che, Collare di lotte vendicatrici, rimanga per i
miei atti il Simbolo delle Tue Vittorie.
Per Ges Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera nel calzare i Sandali

Beati coloro che sono integri nelle loro vie e marciano secondo i Tuoi voleri, Signore.
Possano le mie azioni esser regolate come i miei passi, affinch possa conservare
piamente le Tue ordinanze e i Tuoi comandamenti, o Dio Onnipotente. E le une come
gli altri mi conducano vittorioso, nella Sfera Primitiva da cui sono uscito per mia
colpa.
Per Ges Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera nello stendere il Tappeto operatorio

Dio Eterno, Saggio e Forte, degnaTi di discendere in questo luogo, santificalo con la
Tua presenza e con la Tua Maest, affinch la purezza, la castit e la pienezza della
Tua Legge vi risiedano.
Per Ges Cristo, nostro Signore. Amen.

Preghiera nell'accendere il fuoco del fornello, la mano destra con le dita unite,
pollici a squadra.

(dopo che il fuoco stato ottenuto con l'esca):


Ti scongiuro, Spirito + 7. (come Accensione Fuoco Nuovo)

Preghiera nell'accendere la Candela centrale, alla quale si accende candela


destinata alla lettura dell'Invocazione

O pura Luce, simbolo del Capo della mia anima, a cui l'Eterno ha affidato la cura del
mio pensiero, della mia volont, della mia azione e della mia parola, fa che il Tuo
Fuoco radioso purifichi la mia anima e le mie labbra; affinch la parola cge sto per
pronunciare operi per la maggior Gloria dell'Eterno, per la mia istruzione e per
l'edificazione dei miei simili. Amen.

Si aspira tre volte la fiamma della candela che si tiene in mano pronunciando ogni
volta la parola tracciata al centro (del cerchio) ed aggiungendo ogni volta subito: In
quamque Die ..
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Si posa quindi la candela sulla parola posta al centro, e stando in piedi si portano le
mani a squadra sul viso, il corpo e la testa inclinati, si dice a voce bassa:

Vieni, o Spirito Santo, o +7 circonda il fuoco che Ti consacrato per essere il Tuo
Trono Potente e Dominante sopra tutte le regioni del mondo universale. Domina
secondo il mio pensiero su me e sui miei fratelli qui presenti (se ve ne sono).
Allontana da questo cerchio ogni Spirito di Tenebre, d'Errore e di Confusione,
affinch le nostre anime possano profittare del frutto dei lavori che l'Ordine da a
coloro che si rendono degni di essere penetrati da Te + 7 ..... che vivi e regni con il
Padre e con il Figlio per sempre. Amen.
(Manoscritto di Algeri, pag. 108)

Preghiera agli Spiriti dell'Opera

Venite, Angeli e Spiriti superiori, in nome del nostro Dio +. Siate propizi e
soccorrevoli in tutte le operazioni e preghiere, conformemente alla nostra Legge.
Amen.
(Manoscritto di Algeri, pag. 106)

Questa preghiera si dice rivolti verso l'Est, come del resto tutte le Preghiere di
Consacrazione.

Preghiera di Incensamento della Circonferenza

Nell'Operazione dei Maestri Cohen, si parte da ovest verso nord, ma negli


incensamenti di altre Operazioni, riservate ai Gradi superiori dell'Ordine, la direzione
delle marce circolari differente.

Primo Giro
O Eterno +, che questo profumo che Ti offro in queste conferenze sia un'immagine
vera della purezza della mia parola e della mia intenzione per la Tua maggior Gloria e
Giustizia.

Secondo Giro
O Eterno +, che questo profumo che Ti offro a testimonianza della purezza della mia
anima abbia lo stesso successo di quello che Ti offr Zorobabele in Babilonia per la
liberazione dei resti di Israele. Liberami dalla servit delle tenebre che mi circondano
e mi privano della Tua Volont e della Tua Scienza. Esaudisci la mia preghiera, per
quanto la mia parola e la mia volont saranno conformi alla Tua Volont. Amen.

Terzo Giro
O Eterno +, che la mia preghiera sia ormai il vero profumo che Ti offrir per
lEternit. Che questo profumo sia lemblema del fervore con il qua1e Ti invocher
per la mia Riconciliazione, affinch sia sinceramente unito con colui a cui Tu hi
61
affidato la cura di condurmi + (nominare lo Spirito unito alla candela centrale),
stabilendolo mio guardiano. Invoco questo Custode soccorrevole, in seno a queste
circonferenze, sebbene non lo veda, affinch sia il mio consiglio, la mia guida ed il
mio appoggio in questo basso mondo e nellaltro, per la Tua maggior gloria e per la
mia perfetta santificazione. Amen.

Ci si volge successivamente ai quattro angoli: Est, Nord, Ovest, Sud pronunciando i


quattro nomi dei loro Spiriti come segue:
Ti scongiuro + ., + ., + ., + ., qui presenti, visibilmente ed invisibilmente,
di essere testimoni della mia protesta nella quale voglio vivere e morire e aggiungo +
, mio Custode. Amen.

Invocazione del Maestro Coen

O Qadosh, o Qadosh, o Qadosh, chi mi consentir d'essere come gi fui all'origine


della mia divina creazione e d'essere reintegrato nelle virt e potenze spirituali che
ricevetti per un'eternit? Chi mi far rientrare in quel soggiorno felice e santo dove
mio Padre e Creatore aveva un'attenzione tutta particolare per me? Dove le sue Bont
e le Sue azioni vegliavano su di me e su tutte le mie necessit e dove, allo splendore
di un semplice raggio della Sua divina Luce, mi incamminavo sicuro verso il mio
vasto dominio. Oggi sono abbandonato, lasciato a me stesso e lontano dalla Patria
Celeste. La mia potenza, la mia forza e la mia volont erano senza limiti sino a che il
mio pensiero si accordava con quello del mio Creatore e le mie facolt non potevano
restare senza azione.
O Dio mio, mio Creatore e Padre, Tu conosci e vedi tutta la mia umiliazione e la mia
degradazione poich, per un eccesso ammirabile del Tuo amore ti degni di abitare
ancora tra di noi. Dio mio, che diverr io Tuo uomo, che mi avevi fatto Dio in Terra,
se non sono sorretto dal Tuo aiuto, e da quello dei benefici Ministri della Tua Potenza
e della Tua Gloria? Per colpa mia sono uscito dalla Sfera Gloriosa dove Tu avevi
fatto di me la prima e la pi utile delle creature che avevi emanato. Per colpa mia
sono caduto su questa superficie dove non sono pi che un essere ordinarlo,
sottomesso a tutti gli esseri, assoggettato a tutti gli elementi, estraneo, schiavo e
perseguitato. Sono cos degradato e indegno che a mala pena un semplice intelletto si
degna di farsi intendere da me. Povero me, o Dio Terribile e Giusto, che avevi posto
sopra tutte le Tue creature, e tuttora, ci che mi viene detto impenetrabile e
inintelligibile, se Tu non mi dai il Tuo aiuto.
In questo stato di miseria in cui sono ridotto, ho fatto ricorso a Te, o Dio
infinitamente Buono. Io grido a Te dal l'intimo di me stesso per esporti i miei pianti
ed i miei dolori. Rivolgi lo sguardo al mio pentimento, comprendi la confessione
sincera del mio smarrimento. Si, io sono colpevole, a mio proprio giudizio, di essermi
separato da Te! Pongo dinnanzi a Te i rimorsi che sento. Esaudiscimi, Signore!
Abbi piet di me, Signore! L'obbrobrio e la confusione sono la conseguenza della mia
cattiva condotta verso di Te, perch sono un figlio ingrato, un amico perfido, un

62
soggetto ribelle. Ho troppo misconosciuto della Tua potenza e ho troppo presunto
della mia, sicch ormai non spero che nella Tua Bont!
Ma oggi riconosco, o potentissimo Dio, tutto il mio errore. Provo che la Tua Potenza
e la Tua sola Volont sorpassano tutte le mie facolt e che in punizione del mio
orgoglio criminale, Tu hai limitato la mia potenza e mi hai privato della conoscenza
della Verit. Cos, ormai non sono circondato che da errori e tenebre. Ogni altro
essere diverso da me mi oscura. Non conosco pi nulla, se non con sforzo e con
dubbio e tutto in modo superficiale, non posso nulla da me stesso se non ottengo dalla
Tua Bont la libert di far uso delle mie facolt.
O Eterno, e alla Tua Misericordia che io devo, se Tu hai destinato degli Spiriti
Santissimi a vegliare e ad operare in mio favore. Tu li hai stabiliti in forza, virt e
potenza sulla Terra e nei Cieli, sopra ogni cosa che hai creato affinch si compissero i
Tuoi decreti. Concedimi, o Dio mio, di deporre, ai piedi dei loro troni, le mie
preghiere, le mie necessit, i miei mali e mie speranze .
O Figlio Divino, o Spirito doppiamente forte e potente in tutte le opere del Creatore,
o Salvatore e Riparatore di tutta la natura, Ti invoco e supplico affinch mi prenda
sotto la Tua protezione, affinch Tu sia il mio Moderatore e il mio Difensore per tutta
la vita e soprattutto in questo Culto che voglio rendere gradevole all'Eterno Dio del
vivi e dei morti.
O Spirito Divino, Amore eterno ed infinito, Consolatore, Conservatore universale. O
Azione Settiforme del Sacro Ternario che io adoro per 'Te, sii la mia Guida e la mia
Luce nella scelta dei miei pensieri, nella purezza dei miei voleri, e nella virt delle
mie azioni. D forza alla mia parola e potenza ai miei comandi. Perci Ti invoco e Ti
imploro per tutta la durata della mia vita e particolarmente in questo Culto che non
pu essere gradito all'Eterno se Tu non mi animi del Tuo divino Fuoco

Scongiuro degli Angeli

O voi tutti Spiriti Emancipati nella Creazione per operarvi le potenze e le facolt che
l'Eterno vi ha dato secondo la Sua Volont e le necessit delle altre creature! O Voi,
Agenti e Ministri zelanti della Sua Gloria e della Sua Giustizia, della Misericordia di
Dio che spesso ho offeso, ma che adoro quanto Voi, o Spiriti puri! Venite .
Unitevi a me Lodiamo e benediciamo insieme Colui che ci ha fatto come siamo.
Io vi benedico perch voi siete rimasti fedeli al Creatore allorch io ho avuto la
disgrazia di abbandonarlo! Beneditemi perch riconosco la mia mancanza e chiedo
umilmente perdono.
O Spiriti Puri, venite, riconoscete ora il vostro Fratello, perch il Signore mi ha
ascoltato . La Sua Misericordia ha operato in me ed io sono purificato. La mia
parola ritornata quella che era in principio, ritornata nel suo stato di virt, forza e
potenza e l'Eterno mi ha reintegrato con Voi nel primitivo stato di gloria. Lodiamo
dunque lEterno Amen.
O voi tutti Spiriti che percorrete le Regioni Celesti e Terrestri, io vi scongiuro tutti: o
+ , o + , o + , o + , per il Santo Nome dell'Eterno di presentarvi visibilmente
o invisibilmente nei quattro angoli di questo Lavoro che ho consacrato affinch fosse
63
vostra dimora e quella dei vostri intelletti, affinch siate testimoni delle mie opere
temporali e spirituali che compio in questo momento. Venite Spiriti! Assistetemi!
Mi metto interamente sotto la vostra protezione. E cos tutti i Fratelli presenti e tutti
coloro che sono uniti con noi con il cuore e con lo spirito.
Unitevi a me secondo la forza e la potenza della mia parola e dei miei comandi a voi.
Riconoscete in me l'Uomo del Creatore e l'oggetto di ci che ha creato. S, per mio
uso e per mia utilit, per il mio benessere Egli ha creato tutte le Sue Opere. Siate
dunque puntuali e fedeli alla mia invocazione per la potenza che ho su di voi. In
nome del Dio vivente, Spiriti dotati d molteplici facolt a favore dell'uomo, vi
scongiuro tutti di rivolgere i vostri sguardi, le vostre cure, le vostre attenzioni e le
vostre virt su di me (nome) su ciascuno dei miei Fratelli qui riuniti, nel Nome
del Signore e su tutti coloro che si riuniscono ed uniamo a noi. Vi scongiuro in Nome
del Padre + 10 , in Nome del Figlio +8 , in nome dello Spirito +7 Amen.
Per questi tre Nomi consacro + 7 . nell'angolo Est, consacro +7 nellangolo
Ovest, consacro +7 nellangolo Nord, consacro + 7 ... nell'angolo Sud. Fisso in me +
7 mio vicino e custode.

Vi scongiuro, o Spiriti che ho posto nelle quattro Regioni e al centro di questa Opera,
di vegliare affinch non venga sedotto dallo Spirito del Male che senza posa vuole
turbare le mie opere per mezzo delle sue.

Per tutte le mie potenze e facolt, per tutte le Vostre virt, per il Nome temibile del
Dio vendicatore e sterminatore, maledico Satana ed i suoi Spiriti Perversi. Rinuncio a
tutte le loro opere sia in natura, sia in figura, sia in pensieri, volont ed azioni e a tutto
ci che sar contrario alla purezza del mio corpo e della mia anima. Per gli stessi
Nomi: + 10 ., + 8 ., + 7 ., e con il vostro soccorso, o 7 ..., o 7 ., o 7 ..., o 7
., arresto l'effetto di tutte le specie di danni, temporali e spirituali, che gli Spiriti
Perversi potrebbero suscitarmi sia contro il mio essere passivo, sia contro il mio
essere spirituale. Arresto ogni comunicazione di qualsiasi natura tra loro e me
affinch non abbiano pi su di me, sui miei Fratelli qui presenti e su tutti coloro per i
quali preghiamo, alcuna azione, n in questa vita, n nell'altra. Amen.

Per gli stessi Nomi di Dio che mi ha donato la potenza su tutti gli esseri creati in
questo universo, vi intimo e vi scongiuro tutti, Spiriti che ho invocato ed in
particolare: + 7 ., + 7 ., + 7 ., + 7 ., che ho posto agli angoli ed al centro del
mio Lavoro affinch possiate segnare con carattere, geroglifica o altra figura di
fuoco, la convenzione che ho contratto con voi e singolarmente con te + 7 ..., mio
Custode, tale e quale tracciata in questo cerchio. Accorrete ai miei desideri ed alla
mia ferma volont che ogni volta sottometto alla Volont Santa dell'Eterno. Vi
scongiuro, o Spiriti, per i potenti Nomi del Creatore + 10 ., + 8 ., + 7 .. Amen.

O Tu che mi sei stato dato e che adotto di preferenza per essere mio custode e mia
guida, o + ., vieni a me senza attendere, presentati al mio appello, sii rivestito di
tutta la potenza spirituale divina affinch possa fortificarvi tutte le mie facolt e che
le nostre virt e potenze riunite operino insieme in tutte le mie opere particolari e
64
generali, sia civili che domestiche, temporali o spirituali. Mi sottometto a Te, Spirito
Puro, malgrado l'uguaglianza del nostro essere spirituale a causa della carne che mi
circonda e che mi offusca, dopo la caduta del Primo Uomo. Ma nello stesso tempo,
per la potenza superiore alla Tua che ho ricevuto dallEterno nella mia qualit di
Immagine e della Rassomiglianza divina, Ti unisco e Ti lego singolarmente ed
eternamente a me affinch Tu sia preciso e favorevole alle mie domande in ogni
circostanza della vita. Ti scongiuro o + 7 ...., in nome del Creatore Onnipotente, di
prevenirmi con certezza di qualsiasi avvenimento felice o sfavorevole che potr
capitarmi in qualsiasi mia impresa, sia temporale, sia spirituale. Suggeriscimi,
dunque, tutte le precauzioni che devo prendere, tutte le riflessioni che devo fare, sia
per la mia salute che per le mie necessit, nel regno temporale come in quello
spirituale.ispirami nei doveri che dovr compiere verso i miei simili, superiori,
uguali, inferiori. Sorvegliami, rendimi confidenza per confidenza, difendimi dalle
insidie del demonio, aiutami a vincerle, aiutami soprattutto a vincere me stesso,
accompagna sempre il mio pensiero, la mia volont, la mia azione, che con la mia
unione con Te i miei nemici, temporali e spirituale, siano tutti confusi e abbattuti, che
le loro virt e potenze perverse non prevalgano mai sulle mie che desidero mantenere
pure con l Tuo soccorso. Che i progetti e gli inganni loro siano prevenuti e distrutti
con la mia potenza duplice, con la mia volont santificata e con l'accrescimento della
mia fede nell'Eterno . Amen +.
(Manoscritto d'Algeri, pag. 88)

Durante la lettura di queste due Preghiere l'Operante sta in piedi al centro del
Cerchio, la terrina con braci ed incenso, posta dentro il cerchio di fronte a lui.
Egli sta sopra la candela posta al centro; questa viene a trovarsi in parte nascosta
dall'alba cadente sino a terra e che la circonda. La fiamma della candela viene a
trovarsi, dunque, sull'asse della colonna vertebrale dell'Operante affinch il Fuoco
Elementare vegli il Fuoco Centrale del l'uomo (vedi su questo argomento il Trattato
della Reintegrazione di Martinez). -

Dei Caratteri di Convenzione e dei Nomi degli Spiriti, come dei Nomi divini,
denari. ottonari, settenari.

Questi Nomi sono da scegliersi nel Grande Repertorio di 2400 Nomi di Angeli,
Profeti, Patriarchi e Apostoli di cui si fa menzione nella corrispondenza tra Saint-
Martin e Willermoz.
Ciascuno di questi Nomi accompagnato da una Lettera e da un Geroglifico
convenzionali. Il Geroglifico tracciato sopra un quadrato di lino di circa un palmo
di lato e posto presso la candela e lo Shin", al centro della circonferenza.
Secondo Martinez, i Geroglifici erano richiami destinati a consentire all'Adepto di
entrare in rapporto con Entit.

65
Contemplazione dei Passi

Certi rumori che si sentono, come piccole pietre che cadono rotolando sul soffitto,
sono il prodotto delle diverse attrazioni che le nostre preghiere ed i nostri voti fanno
alla regione spirituale. Queste attrazioni discendono a forma di piccoli globi di fuoco
dai colori diversi e terminano con una esplosione pi o meno forte ed ci che di
solito sentiamo.
I Caratteri che riceverete cos sono avvisi che gli Spiriti vi inviano per prevenirvi
della bont della vostra preghiera e vi impegnano a raddoppiare di zelo e di
perseveranza ..
(Manoscritto di Algeri, pag. 121)

Per contemplare i passi ci si rivolge verso l'angolo d'Ovest.


una cosa facilmente verificabile per colui che segue per alcuni anni la Tradizione
Operativa del Martinezismo.

Rinvio degli Spiriti

Dopo l'apparizione dei "passi" o di fronte alla loro assenza prolungata, si preparer la
chiusura del Lavoro.
Si accender alla fiamma della candela posta nel centro del cerchio, una candela
simile, ma solamente benedetta. Ci allo scopo di conservare il "fuoco" ed avere della
luce mentre ci si toglie le vesti rituali.
Quando la candela benedetta sar accesa, si reciter la formula di rinvio degli Spiriti:
"In Nome del Padre + 10 ., in Nome del Figlio + 8 ., in Nome dello Spirito
Santo + 7 ..., ritiratevi in pace, Spiriti che mi avete assistito e che la pace regni
sempre tra voi e me.
Siate sempre pronti a venire al mio richiamo.
(Manoscritto di Algeri, pag. 106)

Allora si spegne, con le dita, la candela del centro, si esce dal tappeto operatorio che
si arrotola e si ripone nel suo astuccio: Con la cenere si copre quanto resta
dell'incenso da bruciare, nella terrina. Si esce poi dalla stanza a ritroso con la candela
benedetta (accesa) in mano.

N.B. Il segno + sta ad indicare il segno di croce che l'Operante deve fare dinanzi a s
nello spazio con la candela accesa tenuta nella mano destra.
I numeri che seguono i segni di croce (7, 8, 10) sono i Nomi divini settenari, ottonari,
denari presi da una speciale lista. Essi variavano secondo il grado dell'Operante.
La lista dei Nomi era un Repertorio in cui erano elencati 2400 nomi di Angeli,
Profeti, Patriarchi ed Apostoli.

66
Gli Esorcismi degli Eletti Cohen4

Dopo la "messa in sonno" dell'Ordine, agli inizi del sec. XIX, gli storici del
Martinismo invano hanno cercato i Rituali Operativi . Verso il 1955, si giunse in
possesso di un manoscritto di circa 180 pagine con figure. Esso conteneva i Rituali,
invano ricercati . L'Ordine Martinista degli Eletti Cohen gi in possesso dei
microfilm dei documenti giacenti presso le biblioteche di Lione e di Grenoble,
entrava in possesso delle chiavi essenziali del Martinismo operativo, soprattutto della
famosa "Istruzione dei Rau-Croix".
L'esame del voluminoso dossier consentiva di abbozzare l'esatta atmosfera del
Movimento martinista.
I Rituali, sia di iniziazione, sia di ordinazione, i formulari operativi, le preghiere,
manifestano un cristianesimo profondo e sincero.
Una domanda con relativa risposta estratte dalla "Instruction annexe pour les grades
d'Apprenti, Compagnon et Matre Con" ci dimostrano che Martinez sapeva molto
bene che il Demiurgo era un elemento, purtroppo, sin troppo integrato nella
Massoneria "apocrifa", come soleva chiamare la Massoneria ordinaria.
- Che cosa intendete per Grande Architetto dell'Universo?
- Intendo la seconda Persona o il Figlio o la Volont della Divinit presente nel
Temporale con il numero otto di doppia potenza .

Cos, per il Con, al Logos, al Cristo, si rivolgevano tutte le invocazioni rituali ogni
volta che si trattava del Grande Architetto dell'Universo, e non a un dio mal definito,
un dio in cui ciascuno pu vedere ci che gli pare, il dio dell'agnostico nonch la
banale gravitazione cara ai massoni materialisti.
L'impegno del Con era rinnovato ogni anno dopo tre messe alle quali tutti i Fratelli
dovevano assistere: Messa di Pasqua, Messa di San Giovanni d'Estate, Messa di San
Giovanni d'Inverno. Alla fine di ogni messa, aveva luogo la "Cerimonia dei Pugnali",
quei pugnali di "Eletti" comuni ai "gradi di vendetta" della Massoneria! Poich gli
Eletti Con, innanzi tutto, sono i vendicatori di Adamo e devono esercitare "per un
tempo immemorabile" il rigore dell'Uomo sugli Spiriti Perversi che fecero
prevaricare e decadere la Razza Umana di cui Adamo era il corego. Donde la
necessit preliminare di comunicarsi per essere in tal modo in stato di grazia.
Come tali, essi sono degli Esorcisti.
Ecco l'impegno:
"Io . prometto al Grande Architetto dell'Universo di essere inviolabilmente fedele
alla sua Santa Legge, ai suoi Comandamenti, alla mia religione, al mio Re, alla mia
Patria, ai miei Fratelli. Prometto di essere fedele osservatore delle Leggi,d ei
Regolamenti e delle Cerimonie dell'Ordine dei Con, che abbraccio e nel quale
persisto di mia volont. Prometto sulla mia parola d'onore di non sottrarmi ad alcun
impegno, di obbedire docilmente ai Capi dell'Ordine ed in particolare di questo

4
R. Ambelain, Les exorcismes des Elus Con, in Les Cahiers de la Tour Saint-Jacques, 1960, pp.
175-186.
67
Tempio in tutto ci che mi sar ordinato concernente il bene dell'Ordine e dei suoi
membri.
Chiamo a testimonio tutti i miei Fratelli qui presenti del rinnovo promesse che faccio
alla presenza dei Capi Conduttori e degli Ufficiali dignitari di questo Tempio. Che
Dio mi sia di aiuto e mi conservi per un tempo immemorabile nella sua Santa
Custodia. Amen".

Nella teologia di Origene, il "basilikos" o Re designa spesso l'Angelo Rettore di una


Nazione. Nella Cabala ebraica, tutta lUmanit suddivisa in 72 nazioni a cui
presiedono 72 Angeli che formano lo "Shemamphorash" o Nome di Settantadue
lettere5. Il Re, o Sovrano terrestre, non che il mandatario dell'Angelo Rettore della
Nazione che, a sua volta, il rappresentante di Dio. Nel sistema di Martinez
probabile che il "Re" sia l'Angelo Rettore della nazione dell'Operante.
L'insieme delle Operazioni costituiva una specie di liturgia comprendente dieci culti
che Martinez ha enumerato nel Trattato della Reintegrazione (p. 114 dell'edizione
italiana).
Dalla "Instruction Secrte des Raux+Croix" rileviamo la nomenclatura delle
conoscenze che doveva possedere il Rau+Croix:
1. Il quadrato alfabetico che da forma a ci che l'Operante desidera.
2. Il quadrato alfabetico che equilibra lo Spirito che si chiama.
3. I cinque alfabeti che servono per verificare l'esattezza dei Nomi spirituali e
materiali dei Buoni e dei Cattivi Spiriti.
4. La trasposizione di pianeti che sono serviti una volta ed i loro geroglifici.
5. La divisione dei pianeti negli angoli della stanza, e i geroglifici che li uniscono.
6. I numeri dei cerchi nei quali si devono operare i Pianeti e le trasposizioni dei
numeri dei cerchi presi nei 64-10 che dirigono l'Universo.
7. L'alfabeto generale dei Nomi delle Potenze divine, spirituali e demoniache, che
devono servire alle Operazioni.
8. La divisione di un pianeta in tutto il suo contenuto e i nomi dei vari Spiriti, buoni e
cattivi, che l'abitano.
9. La conoscenza dei numeri di questi Spiriti di cui occorre servirci per chiamarli,
contenerli e rinviarli.
9b. Il numero dei Nomi dei Profeti, degli Apostoli ed altri, quelli degli Spiriti, sia
buoni che cattivi.
10. I Nomi di potenza semplice e doppia che si devono mettere ogni tre Nomi che si
usano nei cerchi e nelle divisioni dei cerchi in met e quarti.
11. Le diverse consacrazioni degli angoli e dei cerchi.
12. Il modo di "rilevare" una consacrazione e di congedare i nomi degli Spiriti di cui
ci si serviti.
13. La scelta dell'angolo dove bisogna lasciare uno Spirito di guardia da una sera
all'altra, durante un lavoro, e la sua sostituzione.

5
Lenain, La Science Cabalistique, p. 45, riportato da R. Ambelain in La Cabala Operativa, p. 265.

68
14. I nomi dei Cherubini e dei Serafini, il loro posto, la loro potenza, il loro
geroglifico e le loro Parole di potenza triplice, di cui occorre servirsi nel metterli
al centro dei cerchi ed al centro di quello di ritiro.
15. La composizione dei cerchi a tre colori, i loro ricettacoli, corrispondenze,
vautours, geroglifici, parole buone e cattive, e le parole di potenza semplice e
doppia che li dirigono.
16. La cerimonia dei vari sacrifici ed i geroglifici che bisogna gettare in ogni fuoco in
cui si fa consumare l'olocausto di qualsiasi natura sia.
17. Le diverse Regioni in cui bisogna offrire l'olocausto.
18. I diversi quarti di luna in cui si deve lavorare, la composizione dei profumi, la
maniera ed il tempo di cogliere i loro componenti.
19. I vari modi di invocare, le Invocazioni, gli Scongiuri.
20. Il modo di servirsi delle bacchette che si tagliano agli Equinozi per le operazioni.
21. L'Operazione di Scrutinio di un Apprendista R+C.
22. L'Operazione solare.
23. L'Operazione femminile.
24. L'Operazione di sei in sei ore.
25. L'Operazione pro e contro coloro che operano.
26. La divisione delle preghiera nella stanza di lavoro.
27. Le diverse benedizioni e scomuniche.
28. I diversi anelli, legni solari, lunari e planetari.
29. I differenti pentacoli, le loro figure ed immagini simpatiche.
30. I Sali.
31. Le varie maniere di osservare le apparizioni, di controbilanciarle per sapere ci
che vogliono dire.
32. Le varie maniere di capovolgere una Operazione dall'est all'ovest, al nord ed al
sud.
33. Le diverse cerimonie e prosternazioni che si devono fare mentre si opera.
34. Le diverse figure ed immagini simpatiche che vanno messe nei cerchi e le loro
posizioni.
35. I cerchi legati dalle quattro Corrispondenze con geroglifici.
36. L'Operazione di contraddizione, ai quattro quarti di luna, ai demoni, e quella
solare agli stessi, l'una con un ricettacolo a quattro quarti di luna ed un pieno,
l'altra alle quattro stagioni del sole e sotto perpendicolare orizzantale.
37. Il posto dei quattro R+ ciascuno nel proprio cerchio di corrispondenza esteriore, i
tre principali nei cerchi vautours, l'Operante in quello dell'ovest, gli altri due in
quello del nord e del sud.
38. Le 3, 5, 7, 9, differenti Operazioni che si fanno nella parte perversa.
39. Le 4, 5, 6, 7, differenti Operazioni che si fanno nella parte spirituale.
40. I vari digiuni, le varie preghiere per le Operazioni, i giorni e le lune, i mesi ed il
sole.
41. Il modo di trasferire una Operazione da un luogo in un altro in caso di
interruzione.
42. Il modo di operare sulle acque e allaria aperta.
43. Il modo di operare con un solo pianeta e senza congiunzione.
69
44. Il modo di operare con uno Spirito qualsiasi senza congiunzione.

Il termine "Vautour" designa i cerchi secondari attorno ai quali l'Operante gira


incensando. "Vautour" deriva dal latino "Voltare". Si vuole che derivi anche dal lati
no "vultus", immagine, volto, che ha dato origine al francese voult o immagine
magica, poich il cerchio non e altro che un "voult" del mondo, una effige spaziale
nella quale l'Operante opera.
Durante unascesa teurgica che "durava tutta la vita" l'Operante si innalzava di
"regione spirituale" in " regione spirituale" avvicinandosi sempre di pi al Pleroma
iniziale.
Gli antichi Gnostici ci mostrano l'iniziato dono la sua morte, innalzarsi di sfera in
sfera, allontanando da s gli Arconti per mezzo di "parole" e di segni di potere". Lo
stesso accade per il Cohen. Soltanto che per questi, l'ascensione spirituale avviene
durante la sua vita terrena, con l'aiuto degli Angeli i quali, chiamati con gli arcani
della teurgia, sono la sua guida ed il suo sostegno.

(a questo punto seguono la "Invocazione del Maestro Cohen" e lo "Scongiuro degli


Angeli" per i quali rimandiamo al precedente capitolo Operazione del Maestro
Cohen).

70
L'ORDINE DEGLI ELETTI COHEN

Come s' detto nel precedente capitolo relativo alle influenze massoniche nell'opera
di Martinez, questi aveva preso al sistema massonico tradizionale i suoi simboli e
buona parte del rituale, ma dove le imitazioni sembravano pi manifeste, esse,per,
erano pi formali che sostanziali perch Martinez aveva dato ad esse un significato
mistico ed una portata teurgica. Ma sotto il velo, di proposito lasciato trasparente, si
profilava, nei primi gradi soprattutto, allo scopo di mettere alla prova i neofiti, la
Dottrina esposta nella Reintegrazione. I gradi superiori servivano da noviziato agli
adepti scelti per essere ammessi nella classe segreta e grado supremo: Rau-Croix.
Per quanto riguarda l'organizzazione generale dell'Ordine, i documenti sino ad oggi
pervenuti ci danno solo informazioni incomplete sui gradi di cui si componeva
l'Ordine. Neppure si sicuri circa la disposizione dei gradi stessi. Thory, Ragon,
Bord, Papus ci forniscono liste di gradi che variano tra loro. La documentazione di
Papus pi sicura in quanto egli si appoggia su documenti e che riproduciamo
completata delle informazioni di Thory e di Bord.

1. Gradi Azzurri
2. Classe del Portico
- Apprendista E.C.
- Compagno E.C.
- Maestro Particolare
3. Classe del Tempio
- Maestro Eletto Cohen
- Grande Maestro Cohen (Grande Architetto)
- Grande Eletto di Zorobabele (Cavaliere d'Oriente)
4. Classe Segreta
- Raux-Croix

I Gradi Azzurri, della Massoneria tradizionale, erano necessari ai neofiti per avere la
qualifica di Maestro.
I Gradi della Classe del Portico avevano lo scopo di attirare la curiosit degli adepti.
Questi gradi, pur conservando il carattere massonico, mantenevano qua e l tracce di
insegnamenti, allusioni, espressioni relative alle pratiche teurgiche.
I Gradi del Tempio trasportavano gli adepti in pieno esoterismo mistico.
La Classe Segreta dei Raux-Croix metteva i suoi dignitari in rapporto con il mondo
delle Potenze Celesti. Permetteva al R+C, per mezzo di manifestazioni ("passi") di
giudicare del proprio grado di evoluzione e di sapere se era stato "reintegrato nelle
primitive potenze".

71