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Gassendi e l'atomismo del XVII secolo

Antonio Clericuzio
Universit di Cassino

1.

Il ruolo di Pierre Gassendi nella nascita della scienza moderna stato solo di recente rivalutato.
Certamente Gassendi fu tenuto in gran considerazione dai principali filosofi e scienziati del
XVII e XVIII secolo (Descartes, Hobbes, Boyle, Locke, Leibniz e Newton), ma gli storici della
scienza del XX secolo sono stati spesso poco generosi nei suoi confronti. Gassendi raramente
figura tra i protagonisti della nuova scienza. La mia interpretazione vuole invece contribuire ad
assegnare a Gassendi un ruolo di primo piano nella nascita della nuova scienza.
Le monumentali opere di Gassendi, scritte in un latino non facile hanno scoraggiato molti
storici ad approfondirne lo studio. In secondo luogo, Gassendi non diede contributi originali dal
punto di vista sperimentale (anche se le sue osservazioni astronomiche non furono certo prive
di valore) e i suoi apporti teorici non sono certo paragonabili a quelli di Descartes o di Newton
- un dato che probabilmente ha pesato sui giudizi degli storici. Infine, la fusione di scienza,
filosofia ed erudizione che troviamo nell'opera di Gassendi ha senza dubbio condizionato
negativamente l'interpretazione di storici che cercavano di trovare le origini della scienza
moderna in forme ben identificabili, ovvero non contaminate da ci che nel XX secolo era
separato e distinto dalla scienza. A mio avviso, per comprendere Gassendi e il suo ruolo nella
nascita della scienza moderna dovremo abbandonare alcuni dei pregiudizi pi comuni
sull'origine della nuova scienza. In particolare, quello per il quale la scienza della prima et
moderna sarebbe ben distinta da altre forme di sapere. Nella presente relazione cercher quindi
di definire il contesto storico e intellettuale nel quale opera Gassendi e cercher di mettere in
luce i legami tra scienza, filosofia, religione e storia che nel corso del XVII secolo furono
ancora molto stretti.
1

2.

Pierre Gassendi nasce presso Digne, in Provenza nel 1592. Inizia gli studi a Digne e li
prosegue a Aix en Provence, dove per tre anni segue corsi di filosofia e teologia. Prende il
dottorato di Teologia ad Avignon nel 1614 e nel 1616 ordinato sacerdote. Nel 1615 compie il
primo viaggio a Parigi e incontra Peiresc, suo protettore durante la giovinezza. Nicolas-Claude
Fabri de Peiresc (1580-1637), consigliere del re nel Parlamento della Provenza, un filologo ed
erudito di fama internazionale, bibliofilo, collezionista, studioso di filosofia naturale. Patrocin
la ricerca in campo filosofico e scientifico in molteplici modi: attivando una rete di relazioni tra
intellettuali di vari paesi, contribuendo alla diffusione di libri e manoscritti e organizzando
attivit di ricerca scientifica in anatomia, ottica e in astronomia. Tra coloro che fecero parte del
circolo di Peiresc, ricevendo spesso sostegno anche di carattere finanziario, vi sono Galileo
Galilei e Marin Mersenne. Quest'ultimo a sua volta dar vita ad una delle pi importanti
comunit scientifiche informali della Francia del XVII secolo. Di Peiresc Gassendi scriver una
biografia, che sar pubblicata nel 1641. Dal 1616 al 1622 Gassendi insegna filosofia a Aix.
Dall'epistolario sappiamo quali sono le sue letture in questi anni: Michel de Montaigne, Pierre
Charron (De la Sagesse), Justus Lipsius e, tra gli antichi, Cicerone, Seneca, Lucrezio, Orazio,
Luciano e Sesto Empirico. A questi anni risalgono le prime osservazioni astronomiche e la
redazione della sua prima opera, pubblicata nel 1624 con il titolo di Exercitationes
Paradoxicae adversus Aristoteleos che ha origine dai corsi di filosofia tenuti a Aix. Negli
anni venti del XVII secolo sono pubblicate numerose opere dichiaratamente anti-aristoteliche:
il Novum Organum di Francis Bacon del 1620; sempre del 1620 sono le Exercitationes
Philosophicae di David van Goorle, opera che sostiene una filosofia atomistica; nel 1621
l'atomista francese Sebastien Basson pubblica un trattato dal titolo Philosophia naturalis
adversus Aristotelem; del 1623 Il Saggiatore di Galileo Galilei, in cui adottata la teoria
corpuscolare della materia. A Parigi il chimico Etienne de Clave e i filosofi Jean Bitaud e
Antoine Villon organizzano per il 25 agosto 1624 un dibattito pubblico per discutere 14 tesi
filosofiche contro la filosofia aristotelica e le teorie dei paracelsiani. Le tesi hanno un
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orientamento chiaramente atomistico e non furono affatto gradite ai professori della Sorbonne,
evidentemente preoccupati per la crescente diffusione di idee anti-aristoteliche. Su richiesta
della Sorbonne, il Parlamento di Parigi impedisce lo svolgimento del dibattito; il 4 settembre
Etienne de Clave bandito dalla citt e un arrt del Parlamento vieta l'insegnamento di filosofie
differenti da quella aristotelica. Delle tesi anti-aristoteliche di De Clave Gassendi, che nel
1624-1625 risiede a Parigi, ebbe certamente notizia. Le Exercitationes di Gassendi, che furono
pubblicate in forma incompleta, hanno come principale obiettivo polemico la filosofia
aristotelico-scolastica. In esse Gassendi riprende e sviluppa argomenti presenti nelle polemiche
anti-aristoteliche umanistiche Vives, Giovanni Francesco Pico della Mirandola e Pietro Ramo
sono le principali fonti di Gassendi. La filologia adoperata in funzione anti-aristotelica. Al
pari di numerosi filosofi italiani del Rinascimento, Gassendi sottolinea che quella di Aristotele
fu solo una delle filosofie prodotte dalla civilt antica, che per, grazie agli arabi e a uno spurio
connubio con la teologia, aveva finito per dominare a lungo la cultura filosofica e scientifica
dell'occidente. La superiorit dei moderni e la fiducia nel progresso delle conoscenze umane
sono riassunte nel topos, caro a molti autori del XVII secolo e in particolare a Newton, dei
'nani sulle spalle dei giganti'. L'affermazione di un punto di vista anti-metafisico di impronta
pirroniana, accompagnato da una difesa dell'esperienza come fondamento delle conoscenze
umane. Attraverso l'esperienza, secondo Gassendi, non si perviene a verit assolute, definitive,
ma a conoscenze perfettibili. Oggetto della conoscenza il mondo dei fenomeni, non delle
essenze. Gli argomenti propri della tradizione scettica non sono utilizzati per mettere in
discussione la possibilit stessa della conoscenza, ma sono adoperati come strumento critico
nei confronti del dogmatismo e del carattere puramente verbale della filosofia aristotelicoscolastica. Il principio di autorit valido nell'ambito della fede, ma non lo affatto in
filosofia. Pochi accenni a questioni fisiche sono contenuti nelle Exercitationes, ma sono
sufficienti a farci comprendere la direzione delle successive ricerche di Gassendi: la dottrina
aristotelica del moto locale e dei luoghi naturali confutata ed affermata l'esistenza del vuoto.
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Temi questi che ritorneranno nelle opere successive con maggior forza e soprattutto con il
sostegno di argomenti scientificamente pi validi della semplice opposizione alla fisica
aristotelica. Le Exercitationes non presentano una compiuta alternativa alla filosofia
aristotelica, ma costituiscono una difesa di un nuovo stile di ricerca filosofica, basata
sull'esperienza. L'uso che Gassendi fa della matematica limitato. Essa non un modello di
sapere deduttivo, ma uno strumento per analizzare e descrivere i fenomeni naturali. Gassendi
per non approfondisce (e non lo far neanche nelle opere della maturit) il tema dei rapporti
tra esperienza e matematica un limite questo che condizioner il giudizio di non pochi storici
della scienza sul pensiero di Gassendi. Nel 1625, un anno dopo la pubblicazione delle
Exercitationes, Gassendi scrive a Galilei dichiarandosi sostenitore del sistema copernicano ed
elogia le scoperte astronomiche dello scienziato italiano (i pianeti medicei e le macchie solari).
Gi nel 1618 Gassendi aveva condotto osservazioni astronomiche e aveva osservato la cometa
comparsa quell'anno. Seguendo Tycho Brahe, Gassendi aveva rifiutato la teoria aristotelica per
la quale le comete sarebbero fenomeni del mondo sublunare. Nel 1628-29 Gassendi visita le
Fiandre e l'Olanda. Si tratta di un viaggio di grande importanza nella formazione filosofica e
scientifica di Gassendi. L'incontro pi significativo che Gassendi ebbe nei Paesi Bassi fu quello
con Isaac Beeckman a Dordrecht. Beeckman uno dei maggiori scienziati della prima met del
XVII secolo, ma poich non pubblic nulla, la sua influenza fu limitata ai rapporti epistolari e
agli incontri diretti con altri scienziati (come Descartes e Gassendi). Delle ricerche di
Beeckman (e in particolare delle sue teorie atomistiche) ci resta un'ampia documentazione nel
suo Diario che fu pubblicato solo nel secolo scorso. Dal Journal di Beeckman siamo informati
sui temi trattati negli incontri con Gassendi: le teorie Kepleriane dei moti planetari, il moto e
l'inerzia, la caduta dei gravi, la luce e magnetismo, la pressione atmosferica e il vuoto. Sono
temi, che, come vedremo, avranno un ruolo di notevole importanza nelle successive ricerche di
Gassendi. Sul finire degli anni venti del XVII secolo, Gassendi convinto assertore del sistema
copernicano, che egli interpreta in maniera realistica. Nel 1632 Gassendi pubblica le sue
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osservazioni del transito di Mercurio attraverso il Sole (effettuate nel 1631) previsto
correttamente da Kepler. Le osservazioni sono interpretate da Gassendi come una conferma del
sistema copernicano e il libro che le contiene (Mercurius in Sole visus) inviato in omaggio a
Galilei. La notizia della condanna di Galilei turb profondamente Gassendi, che nelle sue
lezioni al Collge Royal di Parigi (dove dal 1645 occupava la cattedra di matematica) adotta il
sistema tychonico.
3.

Non sappiamo con precisione quando Gassendi cominci a lavorare sulla filosofia di Epicuro,
ma probabile che abbia iniziato intorno alla met degli anni venti del XVII secolo, in vista di
una difesa della filosofia epicurea. In realt, Gassendi far ben di pi che riabilitare Epicuro:
render l'atomismo parte integrante della nuova scienza. La prima esposizione della filosofia
atomistica contenuta nel De Vita et Moribus Epicuri, opera iniziata nel 1629 e completata nel
1634, ma pubblicata solo nel 1647. Quindi nel 1648 escono le Animadversiones e il
Philosophiae Epicuri Syntagma, mentre l'opera che contiene la versione definiva e articolata
dell'atomismo di Gassendi, il Syntagma Philosophicum, esce postumo negli Opera Omnia del
1658, tre anni dopo la morte dell'autore. In questa sede far unicamente riferimento alla
versione definitiva dell'atomismo di Gassendi, quella contenuta nel Syntagma Philosophicum.
Prima di entrare nel merito dell'atomismo di Gassendi voglio fare alcune osservazioni
preliminari sulla genesi e fonti dell'atomismo di Gassendi e sulle precedenti versioni della
filosofia atomistica, che furono prodotte nei primi decenni del XVII secolo. E' probabile che
l'adozione dell'atomismo come fondamento filosofico di una nuova fisica sia stato determinato
non solo da interessi di carattere storico-erudito, ma anche dall'incontro con Isaac Beeckman.
Mi soffermer quindi sull'atomismo di Isaac Beeckman. Beeckman noto agli storici della
scienza per i suoi contributi alla meccanica, in particolare la legge di caduta dei gravi e l'inerzia
per i quali rimando agli Etudes Galilennes di Koyr. Gli atomi, scrive Beeckman nel suo
Journal del 1620, danno luogo, con le loro diverse combinazioni, all'insieme dei corpi naturali.
Mentre la teoria peripatetica delle forme sostanziali rifiutata da Beeckman, la teoria dei
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quattro elementi aristotelici (terra, acqua, aria, fuoco) reinterpretata in chiave corpuscolare.
Vi sono atomi di quattro generi, dotati di diverse figure geometriche, dalla cui aggregazione
sono formati i quattro elementi. Si tratta in realt solo di vestigia della filosofia aristotelica, in
quanto ci che determina le differenze tra gli atomi sono propriet di tipo geometricomeccanico: forma e grandezza. Si tratta di un importante contributo all'affermazione della
concezione meccanicistica. Un contributo che possiamo apprezzare maggiormente se
paragoniamo l'atomismo di Beeckman con quello di uno dei primi atomisti del XVII secolo, il
tedesco Daniel Sennert. Sennert, medico di Wittenberg, le cui prime opere contenenti idee
atomistiche risalgono al 1618 e 1619, propose una delle prime versioni dell'atomismo moderno,
che per non mise in discussione i fondamenti della filosofia naturale aristotelica. Sennert non
elimina la dottrina delle forme sostanziali, n quella degli elementi e qualit. Risolve per la
questione dell'origine dei composti attribuendola al moto, all'aggregazione e separazione di
corpuscoli. I corpuscoli indivisibili di Sennert non sono per (a differenza degli atomi di
Democrito ed Epicuro) dotati di propriet meccaniche. Essi sono dotati di specifiche forme
sostanziali e qualit. Nel composto i corpuscoli, secondo Sennert, mantengono integre le
proprie forme sostanziali. Differente il punto di vista di Beeckman e di Gassendi: le propriet
sensibili dei corpi sono ridotte a funzioni della loro struttura corpuscolare. E' quel che
Beeckman (cos come successivamente Galilei nel Saggiatore del 1623) afferma in modo
evidente nella sua spiegazione dell'origine delle qualit sensibili dei corpi. Queste sono
spiegate senza alcun ricorso a forme sostanziali, ma come risultato dell'azione di atomi, dotati
di differenti forme geometriche, grandezze e moti sui nostri organi di senso. Ecco come
Beeckman spiega le quattro qualit primarie degli aristotelici: il calore non altro che un moto
velocissimo di corpuscoli, il freddo invece ha origine dalla loro quiete; secco e umido sono
determinati dalle forme geometriche dei corpuscoli, quelli pi acuminati danno origine al
secco, quelli dalle forme rotonde all'umido. La teoria della materia di Beeckman non si basa
unicamente sugli atomi, ma introduce la nozione di aggregati di atomi, che differiscono tra loro
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in base al modo in cui gli atomi che li costituiscono sono tra loro. Le prime aggregazioni di
atomi sono dette homogenea che sono composti di atomi dello stesso tipo (ne sono un esempio
i quattro elementi terra, acqua, aria e fuoco). Gli homogenea differiscono per la loro textura,
ovvero per la differente disposizione spaziale con cui si dispongono atomi tra loro identici.
Homogenea di un grado maggiore di complessit sono prodotti dall'unione di vari homogenea
di primo grado. Beeckman, come poi Gassendi e in seguito anche Boyle e Newton, introduce
nella filosofia atomistica un'utile integrazione: i composti di atomi, che grazie alla loro
differente textura rendono conto delle propriet specifiche dei corpi composti, evitando di far
ricorso alle forme sostanziali.
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Uno dei meriti maggiori di Gassendi, come ha notato Koyr, di aver fornito alla nuova
scienza l'ontologia necessaria al suo sviluppo. L'atomismo, o, pi in generale la filosofia
corpuscolare, rappresenta il fondamento di gran parte dei trattati di fisica e chimica della
seconda met del XVII secolo. Gli studi intorno alla natura della luce, del magnetismo, quelli
relativi all'aria e alle sue propriet, nonch le reazioni acidi-basi (per non citare che alcune dei
temi principali della nuova scienza) saranno tutti basati sulla concezione corpuscolare della
materia. Vorrei qui sottolineare che tra atomisti, e pi in generale tra i corpuscolaristi, non vi fu
uniformit di vedute su questioni fondamentali. Si pu descrivere la situazione dicendo che, se
tutti gli atomisti furono corpuscolaristi, non per tutti i corpuscolaristi furono atomisti.
L'infinita divisibilit della materia e il vuoto due temi centrali nella teoria della materia
determineranno la principale demarcazione tra i corpuscolaristi come Descartes e i suoi seguaci
da una parte e gli atomisti come Gassendi e Newton dall'altra.

Nei capitoli del

Syntagma Philosophicum dedicati a questioni di carattere cosmologico Gassendi elimina quegli


aspetti della filosofia di Epicuro non conciliabili con la religione cristiana, operando cos il
pieno inserimento della teoria atomistica della materia in un contesto filosofico di tipo
creazionista. In questo modo Gassendi contribuisce a rimuovere uno dei maggiori ostacoli che
si frapponevano alla diffusione della teoria atomistica. Gassendi sottolinea (in chiave polemica
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nei confronti degli aristotelici) che la filosofia di Epicuro non pi empia di quella di
Aristotele. Ci lo autorizza a compiere i necessari accomodamenti di una filosofia pagana,
analogamente a quanto era avvenuto nel passato con il pensiero dello Stagirita. Gassendi non
manca di citare la dottrina aristotelica dell'eternit del mondo per dar forza ai propri argomenti.
Gassendi opera dunque una espunzione degli aspetti del pensiero epicureo inconciliabili con la
religione cristiana. Inizia con il rifiuto della dottrina epicurea e lucreziana (ripresa poi da
Giordano Bruno) dell'infinit degli atomi e dei mondi. Prosegue quindi col negare che gli atomi
siano increati e che abbiano costituito l'universo con il loro fortuito concorso. L'argomento
quello del disegno e dell'ordine: nessuno pu ragionevolmente supporre che l'ordinata struttura
dell'universo e delle sue parti possa essere il risultato del caso. Dio ha creato gli atomi e ne ha
diretto i moti in modo che essi possano aver formato l'universo. Sono argomenti che nei
decenni successivi ritroveremo nell'opera dello scienziato inglese Robert Boyle. Tuttavia
Gassendi e Boyle divergono su una questione di non poco momento. Si tratta dell'origine del
moto degli atomi. Boyle nega che i corpuscoli abbiano in s un principio di movimento, il
quale (come aveva affermato Descartes) estrinseco ad essi e fu in principio comunicato alla
materia (e poi mantenuto) dal Creatore. Gassendi sembra invece attribuire agli atomi un
principio interno di moto. Dico sembra perch Gassendi considera la questione dell'origine del
moto

negli

atomi

una

questione

su

cui

impossibile

ottenere

certezza.

. Gli atomi di Gassendi sono corpuscoli (non punti matematici) dotati di solidit (e quindi
impenetrabilit) e sono privi di pori. Hanno una certa figura e una certa grandezza. A queste
propriet Gassendi aggiunge una vis insita o propensione al moto. Le propriet ultime degli
atomi sono dunque di carattere geometrico-meccanico. La fisica e la chimica possono, almeno
in teoria, poggiare su fondamenti di tipo quantitativo. E' in realt Descartes, pi ancora di
Gassendi, colui che persegue il programma di una radicale riduzione di tutti i fenomeni alle
propriet meccaniche dei corpuscoli. In Gassendi, invece, presente una concezione meno
rigorosamente meccanicistica della natura. Quanto al moto, la posizione di Gassendi
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differente da quella di Descartes. La materia per Gassendi dotata di attivit, non inerte,
come invece sostenevano i cartesiani e Robert Boyle. La negazione dell'attivit della materia
ribadita con forza da Boyle per ragioni di carattere apologetico, dal timore cio che attribuendo
alla materia forze e poteri diverrebbe superfluo il ruolo del Creatore nell'universo fisico, o
quantomeno sarebbe fortemente limitato. Per Gassendi invece gli atomi sono dotati di moto ab
origine, anche se i loro moti sono diretti da Dio con il suo costante intervento. La prova
dell'esistenza di una vis interna agli atomi data dal fatto che anche nei corpi pi compatti,
afferma Gassendi, gli atomi che li compongono sono in movimento. Tale moto continuo poi
possibile in quanto in tutti i corpi sono presenti interstizi vuoti. Ci ci porta a considerare il
tema del vuoto tema centrale nella filosofia atomistica e largamente dibattuto nel XVII
secolo. Dopo l'esperimento di Evangelista Torricelli le discussioni intorno al vuoto non furono
pi di carattere puramente filosofico, ma fecero uso di argomenti di carattere sperimentale
anche se l'esperimento torricelliano, cos come quelli successivi di Pascal, von Guericke e
Boyle non furono in grado di dirimere la questione relativa all'esistenza del vuoto.
L'esperimento barometrico di Torricelli il seguente: un tubo di mercurio con una sola
estremit aperta viene rovesciato in una bacinella di mercurio. Il mercurio nel tubo scender
fino a fermarsi ad un certo livello a causa della pressione dell'atmosfera. L'esperimento prova
che l'aria (contrariamente alla teoria aristotelica che la riteneva un elemento leggero) dotata di
peso. Si poneva per una questione: cosa rimasto nel tubo nello spazio lasciato libero dal
mercurio? Per i sostenitori del vuoto non c'erano dubbi: lo spazio compreso tra l'estremit
chiusa del tubo e la superficie superiore della colonnina di mercurio era vuoto. La natura non
ha orrore del vuoto, come sostenevano gli aristotelici. Gli argomenti degli aristotelici escono
fortemente indeboliti dagli esperimenti di Torricelli e da quelli successivi di Pascal, ma il
partito dei vacuisti dovr affrontare le obiezioni di Descartes contro l'esistenza del vuoto. Non
qui possibile ricostruire nei dettagli le polemiche intorno al vuoto. Mi limito a fare un breve
riferimento agli argomenti cartesiani contro il vuoto. Innanzitutto l'equivalenza di materia ed
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estensione, in secondo luogo l'esistenza di una materia sottile capace di passare attraverso i pori
del vetro o degli altri materiali utilizzati nell'esperimento barometrico. I corpuscoli della
materia sottile occuperebbero la parte superiore del tubo, che quindi non vuota. Ambedue gli
argomenti dipendono evidentemente dai presupposti del sistema cartesiano e quindi non furono
in grado di porre fine alle dispute. Pur essendo passate da un piano metafisico a un piano fisico,
le discussioni intorno al vuoto non sono decise sulla base di dati sperimentali, ma di concezioni
di carattere filosofico. Ritorniamo ora a Gassendi e ai suoi argomenti a favore del vuoto.
Gassendi distingue tre tipi di vuoto: il vacuum separatum o infinitum, il vacuum disseminatum,
il vacuum coacervatum. Il vacuum separatum lo spazio vuoto al di l del mondo. Uno spazio
assoluto, infinito, nel quale Dio ha creato il mondo finito. Gassendi rifiuta di discutere il tema
dello spazio (e del tempo) facendo uso delle categorie della filosofia aristotelica. Lo spazio non
n sostanza e n accidente. Se non esistessero i corpi, vi sarebbero comunque lo spazio e il
tempo. Essi sono enti reali, non enti di ragione. Lo spazio definito dalle tre dimensioni (in
senso puramente matematico), e queste sono distinte dalle dimensioni materiali dei corpi che lo
occupano. Si tratta come si pu ben vedere di una prima versione della teoria dello spazio e
tempo assoluti che troveremo poi sviluppata (con connotazioni teologiche assenti in Gassendi)
nei Principia Mathematica di Newton. Passiamo ora al secondo tipo di vuoto, il vacuum
disseminatum. Esso un aggregato di piccoli vuoti distribuiti tra i corpuscoli, nei quali questi
possono muoversi. Gassendi fa l'esempio del mucchio di chicchi di grano o di granelli di
sabbia. L'esistenza dei piccoli spazi vuoti rende conto dei processi di rarefazione e
condensazione, nonch del differente peso specifico dei corpi, determinato dalla proporzione
atomi/vacuola. I piccoli spazi vuoti rendono possibile, secondo Gassendi, il passaggio della
luce attraverso i corpi trasparenti. La luce, che ha natura corpuscolare, pu attraversare i corpi
in quanto questi hanno una textura atomorum che contiene piccoli spazi vuoti. Infine vi il
vacuum coacervatum o compatto, che pu essere prodotto solo artificialmente

E' questa

un'evidente allusione all'esperimento di Torricelli. Gli argomenti di Gassendi relativi al vuoto


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(noti in Inghilterra grazie soprattutto all'esposizione del gassendista inglese Walter Charleton)
eserciteranno una considerevole influenza nella formazione del giovane Newton, come
attestato dal suo notebook di studente del Trinity College di Cambridge nel 1664. Il tema dei
piccoli spazi vuoti tra i corpuscoli ha un ruolo di grande importanza negli studi newtoniani
relativi alla struttura della materia. Seguiamo per un momento le teorie di Newton contenute
nell'Opticks, le quali costituiscono un evidente sviluppo delle idee di Gassendi sul vuoto.
Newton inizia con l'affermazione che "i corpi sono in realt molto meno densi e pi porosi di
quanto comunemente si creda" e prosegue sostenendo che la presenza di pori rende conto della
trasparenza e del peso specifico: "l'acqua scrive Newton nel II libro dell'Opticks del 1704
19 volte pi leggera e di conseguenza 19 volte pi rarefatta dell'oro, e l'oro cos rarefatto da
lasciar passare molto facilmente e senza la minima opposizione gli effluvi magnetici, e da
ammettere facilmente il mercurio nei suoi pori Da tutto ci possiamo concludere che l'oro ha
pi pori che parti solide." Newton formulava cos una tesi secondo cui i corpi solidi contengono
tra le loro particelle molti spazi vuoti.

Gli atomi di Gassendi, cos come quelli di

Beeckman, compongono aggregati di corpuscoli dotati di differenti tessiture. Gli aggregati di


atomi, che Gassendi chiama moleculae, sono impiegati da Gassendi soprattutto nella
spiegazione delle reazioni chimiche e nello studio della materia vivente. I corpi composti non
sono sempre scomposti nei loro atomi costituenti, ma lo sono nei loro aggregati o molecole,
come mostrano le analisi dei chimici che riducono i corpi non ad atomi dotati di propriet di
tipo geometrico-meccanico, ma a composti di atomi, da loro chiamati principi chimici. Il sale,
lo zolfo e il mercurio non sono per da considerarsi (come erroneamente fanno i chimici)
costituenti ultimi dei corpi, bens le ultime sostanze cui si pu pervenire con l'analisi per mezzo
del fuoco. Sono argomenti che Robert Boyle riprender e svilupper nelle sue polemiche contro
la dottrina dei principi spagirici. Il concetto di molecula o aggregato di corpuscoli semplici,
solo accennato da Gassendi, sar poi sviluppato da Robert Boyle e da Isaac Newton. Robert
Boyle propone una classificazione dei corpuscoli in base alla loro crescente complessit nella
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parte teorica dell'Origin of Forms and Qualities (1666) opera in cui contenuta la
presentazione pi sistematica della teoria della materia. Le particelle pi semplici, che Boyle
chiama minima naturalia, formano concrezioni (clusters) o corpuscoli del secondo ordine,
troppo piccoli per essere percepiti dai nostri organi di senso, sono raramente scomposti e
rimangono integri nei corpi che compongono. Questi corpuscoli complessi hanno propriet non
semplicemente meccaniche, ma anche specifiche propriet chimiche. La classificazione delle
particelle in base alla loro crescente complessit contenuta in un breve trattato di chimica
composto da Newton intorno al 1690 e poi pubblicato nel 1710 con il titolo De Natura
Acidorum. Newton sostiene che "tutti i corpi contengono particelle che si attraggono
reciprocamente. La somma delle pi piccole tra esse pu esser definita particella della prima
composizione e i loro aggregati formano particelle della seconda composizione." Il passo
newtoniano citato ci rimanda al problema della coesione, uno dei punti deboli del
meccanicismo del XVII secolo. La coesione degli aggregati di corpuscoli spiegata da
Gassendi immaginando atomi a forma di uncino che agganciano atomi a forma di occhiello,
oppure con l'assenza di corpuscoli sferici e levigati. E' un metodo di spiegazione piuttosto
frequente tra i meccanicisti del XVII secolo, che consiste nello spostamento di un problema
dalla sfera macroscopica a quella microscopica. L'introduzione ad opera di Newton di forze
intraparticellari come spiegazione della coesione consentir di uscire da un modello di
spiegazione la cui debolezza era sottolineata da numerosi scienziati. Gassendi elabora una
spiegazione di tipo atomistico della gravit. La vis o propensione degli atomi a muoversi non
pu essere considerata una spiegazione valida, in quanto si tratta di un impulso a muoversi
senza alcuna direzione particolare. Esclusa l'attrazione a distanza e la teoria dei luoghi naturali,
Gassendi fa necessariamente riferimento ad un contatto diretto, unico modo in cui i corpi
possono interagire. Gassendi parla di una vis attrahendi, che opera analogamente al
magnetismo. Gassendi ipotizza che dalla Terra vengano emesse serie di corpuscoli, che, bench
discreti, in conseguenza della continua emissione, acquisterebbero una certa rigidit
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(similmente a quanto accade con un getto d'acqua). Questi fasci di corpuscoli, raggiunto il
corpo da attrarre, sarebbero in grado di attaccarsi come tentacoli ai suoi pori, cos da attirarlo
verso la Terra (o verso la calamita). Questa sottile, ma costante, radiazione gravitazionale
sarebbe sufficiente a spiegare perch i gravi cadono sulla Terra.
5.

La fisica di Gassendi, cos come di quella di Descartes dei Principia Philosophiae, non
contiene una trattazione matematica dei processi corpuscolari. In Gassendi vi per l'esplicita
ammissione della difficolt di ricondurre la complessit dei fenomeni naturali, soprattutto
chimici e biologici, a una trattazione di tipo matematico. Vi altres la consapevolezza che le
teorie corpuscolari proposte come explanans hanno carattere ipotetico. Sono s pi valide di
quelle degli aristotelici, in quanto pi semplici e dotate di maggior potere euristico, ma non
sono necessariamente vere. Vi un evidente scarto tra il mondo dei fenomeni naturali e le
ipotesi costruire sugli atomi. Questa separazione non pu essere sempre colmata per via
sperimentale (raccolta e descrizione di dati). Le teorie che rimandano alla microstruttura dei
corpi mantengono per Gassendi un carattere ipotetico. Pi le teorie sono generali e distanti
dall'esperienza, pi esse rischiano di essere arbitrarie. Il probabilismo di Gassendi basato su
considerazioni di carattere epistemologico. L'intelletto umano , a suo avviso, spesso
incapace di raggiungere conoscenze certe nello studio dei fenomeni naturali. Dio, nella sua
assoluta libert, pu aver prodotto i fenomeni naturali per vie non conoscibili dall'intelletto
umano. L'incommensurablit tra l'intelletto umano da una parte e l'intelletto e potere di Dio
dall'altra costituisce la ragione del probabilismo di cui Gassendi fa a pi riprese professione.
Ci non conduce per ad uno scetticismo radicale. Accanto a teorie di tipo atomistico troviamo
infatti nel Syntagma una molteplicit di ricerche empiriche. L'approccio di tipo empiristico e
antisistematico nello studio della natura spiega la larga diffusione delle idee di Gassendi nella
seconda met del XVII secolo, in particolare in Inghilterra.

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