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Arthur Schopenhauer

L'ARTE DI TRATTARE
LE DONNE
A cura e con un sagpo d i Franco Volpi

s
ADELPHI EDIZIONI
INDICE

Iii troduzioiie di Franco Volpi 9

L ' A R T E DI T R A T T A R E LE D O N N E

I. La natura della doiiiia 33


11. Le differenze dall'uorrio 37
111. I suoi compiti secondo natiira 42
IV. I suoi pregi 44
V. I suoi difetti 45
VI. Corrie scegliere la donna adatta 48
VII. L'arrioi-e 52
VIII. I1 sesso 61
IX. I1 matrimonio 69
X. Moiiogamia o poligarr-iia? 78
XI. I diritti della donna 82
XII. L'ar-te pii antica 84
XIII. Donrie e cultura 86
XIV. Donne e societ 9O
XV. Dame e cavalleria 94
SVI. Ctie cos'alti-o sapere 96
SVII. Elogio delle donne 102
Se il mondo nato d a iin capriccio di Dio, al-
lora la donna l'essere in cui il somnio ftto-
re ha voliito manifestare al meglio il lato iiri-
prevedibile della sua insondabile riatura. Gi
questo bon nlol, non poi cos lontario dalle con-
vinzioni pi radicate nell'ariiino maschile, do-
vrebbe persuadere cliiiirique, iiornini e clori-
ne, dell'utilit del presente trattatello. I1 tema
delicato, ma non si pu eluderlo.
Che cosa possono insegnarci i filosofi - deposi-
tari di sapienza per definizione, rna baiicarot-
tieri in amore - su corne trattare le dorine? Che
cosa consigliano per tenerne a bada gli ondiva-
ghi comportameriti e f-eiiare questo iiostro
oscuro oggetto del desiderio? Qiiale strategia
suggeriscono per scapricciare il genti1 sesso?

1. filosofi e donne: u n a srcolare mi;rnllicincr


<t .)

Fin dai tempi antichi i rapporti tra i filosofi e le


donne sono stati segnati da iin'irreparahile mi;-
salliance. Rivisitando la storia del pensiero filo-
sofico in questa prospettiva se ne ricava a tutta
prima l'impressione che la filosofia sia sempre
stata, e sempre sar, una faccenda prettamerite
maschile.
11
A ben guardare non mancano tuttavia, gi
nell'antichit, figure di pensatrici donne. Nel
primo secolo a.C. lo stoico Apollonio trov
materia siiffciente per redigere iina storia
della filosofia fmminile, e Filocoro scrisse un
intero libro sulle filosofe pitagoriche, che fu-
rono effettivamente Lino stuolo. Ma la nostra
gratitudine maggiore va a Gilles Mnage, scrit-
tore ed erudito frequentatore dell'H6tel de
Ramboiiillet, molto ammirato da Madame de
La Fayette e Madame de Svign, ma che pas-
s alla posterit per la caricatura che ne fece
Molire nel personaggio di Vadiiis delle Fem-
mr.r .snvnntrs. Perlustrando pazientemente i se-
coli, Miiage raccolse nel 1690 una Hi.storia mu-
liprum it>hilosophnr~imche si legge ancor oggi
con divertimento e profitto.
Vien fatto per di chiedersi: come mai di tutte
le venuste filosofe che vi sono nominate non
iin pensiero rimasto, non iin franimento si
salvato dalla furia distruttiva del tempo? F Lun ~
caso o non dobbiamo pensare, con Hegel, che
in qiiesta materia la storia universale (Weltge-
~chichtr)abbia anche emesso il suo giudizio
iinivei-sale (Wrltgoicht)? Voglio dire: che quei
pensieri non meritassero in fondo di essere
conservati?
Sia come sia, la tradizione del pensiero occi-
dentale, inalgrado la diversit delle posizioni,
degli indirizzi e delle scuole che la costituisco-
no, mostra iina sorprendente compattezza nel
rimuovere, di principio o di fatto, il sesso fem-
minile, nell'escluderlo da un riiolo attivo in
filosofia. Se il parallelo non siiscitasse ilarit, e
12
se qualcuno non lo avesse gi proposto, po-
tremmo azzardare la seguente tesi: come Hei-
degger ha affermato che la filosofia occidenta-
le caratterizzata dalla ({dimenticanzadell'Es-
sere , cos noi potremmo sostenere che essa
segnata da un ben pi scandaloso oblio: la di-
menticanza della donna )).
Da Talete, deriso da una servetta tracia, fino a
Wittgenstein, che pasticciava con Marguerite, i
filosofi hanno sistematicamente contribuito a
quest'ostracismo, sia nella teoria che nella pras-
si. Una riprova indiretta di tale ~nsallic~i~ce
per
esempio il fatto che nessuno dei pi antichi
filosofi, i presocratici, prese moglie. I1 primo a
compiere tale passo fu Socrate, che spos San-
tippe: sappiamo tutti, per, con quali conse-
guenLe.
Giustamente Platone, che per ogni altra que-
stione lo additava a modello, su questo punto
si guard bene dal seguirne l'esempio. Eppu-
re nella Repubblica egli rivendica la parit dei
diritti per le donne ammettendole addirittura
allo studio della filosofia: il fatto , purtroppo,
che in quell'opera illustra soltanto iin'utopia.
Nel Timeo invece, quando espone la dottrina
della metempsicosi, sostiene che le anime so-
no in origine maschili: quelle che vivono inde-
gnamente sono destinate a reincarnarsi in un
corpo femminile, e se di nuovo si comporte-
ranno male trasmigreranno in un corpo ani-
male. In tal modo egli finisce per assegnare al-
la donna lo statuto di essere inferiore, a met
tra l'uomo e l'animale.
Un altro seguace di Socrate, Antistene il cini-
co, affrriiava che l'amore un vizio di natiira
e che se ,Urodite gli fosse capitata a tiro I'a-
vrebbe Fiiliniiiata con urla saetta (apud Cle-
inente Alissandririo, Stmmata, 11, 20, 107, 2).
A1 fine di evitare ogni giiaio, Diogene di Sino-
pe, siio allievo, consigliava la pratica dell'au-
toerotisriio (Diogerie Laerzio, Vitar philosopho-
mnr, \il, 2).
Per trovare iin grande filosofo capace di un
inatrimoiiio normale bisogna aspettare Ari-
stotele, che seppe di fatto conciliare vita con-
teriiplativa e vita coniugale: spos Pizia ed eb-
be da lei una figlia. Non solo: dopo essere ri-
rnasto vedovo prese in casa ~in'altradoiina,
Erpillide, che gli diede iin secorido figlio, Ni-
coniaco. Dall'af'ftto con cili nel testameiito
le ricorda eritranibe, si dcsiirne che le diie
iiiiioni fiirorio felici: lo Stagirita d disposizio-
iie che le spoglie della iiioglie vengano collo-
cate accanto alle proprie e lascia parte dell'e-
redit a Erpillide.
Tuttavia, quanto radicata fsse l'idea dell'in-
conciliabiliti fra attivit filosofica e frequen-
ta~ioriifriiniinili testimoniato dal fatto che
perfino all'incolpevole <<maestrodi coloro
che saniio. i secoli avrebbero addossato una
tradiLione denigratoria che diffuse iin'imnia-
gine assai nieiio edificante dei suoi rapporti
con l'altro sesso. E il motivo di Aristotele e Fil-
lide, del sapierite e della bella cortigiana, ri-
preso attraverso la mediazione araba da iln
florie orieiitale (P[~.fitatantr-u)e tramaiidato iri
vari racconti iriedioevali e raffigiirazioiii arti-
stiche, ti-a cui urla celebre silografia di Hans
Baldiln Grien. L,'aweiiente Fillide distrae con
le siie grazie il giovane Alessandro, affidato dal
padre Filippo, re di Macedonia, all'ediicazio-
ne di Aristotele. Qiiesti se ne lamenta con il
re, che proibisce al focoso adolescente di in-
contrare la bella damigella. Costei si vendica
promettendo al filosofo le sile grazie a condi-
zione che egli, camminando carponi, si lasci
d a lei cavalcare. Sedotto dalle rotonde belti,
Aristotele accetta, ignaro che l'astuta giovinet-
ta ha preawisato il re dello spettacolo: il gran-
de pensatore cos ridotto a zimbello della
corte inacedone. Svergognato, si ritira sii iiri'i-
sola a scrivere un trattato sulla perfidia fmrni-
nile.
Non che in seguito i rapporti tra i filosofi e
le donne siano migliorati, neinnieno in et
moderna. Perfino Kant, canipione di pensiero
illuiriinistico, che eleva a principio il coraggio
di servirsi del proprio intelletto contro ogni
preconcetto e autoritii, sembra perdere con le
donne il lume della ragione. E vero che il
grande regiomontano emancipa la donna dal-
la primitiva e animalesca soggeziorie all'iio-
mo, concedendole il diritto alla -galanteria,,,
cio la libert di avei-e piibblicamente diversi
amanti ,,. In compenso, per, le nega il dii-itto
di voto e acciimula con prosopopea iiria serie
di pregiudizi, ironie e impertinenze siil sesso
femminile, che presenta come risiiliato scieri-
tifico di un'<< antropologia pragniatica,,. Qual-
che esempio? Le clualit della donna si chia-
(<

mano debolezze n. Oppure: << L'iioino facile


a indagarsi; la donna invece iion svela il siio
segreto, sebbene (per la sua loquacit) difficil-
mente custodisca quello degli altri n. Ancora:
<<Conil matrimonio la donna diventa libera,
l'uomo perde la sua libert. E sulla cultiira
femminile: Le donne dotte adoperano i libri
pressappoco come l'orologio, che esse porta-
no per far vedere che ne haniio uno, sebbene
di solito esso sia fermo o non vada con il so-
l e ~ . E' via di questo passo. Viene da pensare
che in materia di donne l'insospettabile Kant
sia stato il modello delle cattiverie di Scho-
penhauer e di Nietzsche.
Comunque sia, risaputo che con le donne
e in amore i grandi filosofi in genere non ci
sanno fare. Se poi ci si mettono, incorrono
in sciagiire, combinano disastri e pasticci:
Abelardo con Eloisa, Nietzsche con Loii, We-
ber con Else, Scheler con le sue numero-
se amanti, Heidegger con Hannah, Wittgen-
stein con Marguerite. Non nemmeno il ca-
so di aprire l'imbarazzante elenco, bilanciato
solo in parte d a alciini exempla i n contrarium:
l'amore di Schelling per Caroline, l'idillio di
Comte e Clotilde, la simbiosi di Simmel con
Gertriid (autrice, sotto pseudonimo, di im-
portanti libri), il travolgente incontro di Ba-
taille e Laure.

1 . Anthropologie i n prapatischer Hinsicht ( 1798), in k a n t s


gesnmmeltr Sch7ijen, a cura della Koniglich PreuBische
Akademie der Wissenschaften, vol. ViI, Reimer, Berlin,
1907, pp. 303-11; trad. i t . Antropologia pragmntica, a cura
c i i Aiigiisto Guerra, Laterza, Bari, 1969, pp. 19G204.
2. I1 caso Schopenhnuer

Tutto ci si traduce in un'iinica, semplice rac-


comandazione ermeneutica: nel leggere il pre-
sente trattate110 vanno tenuti presenti i con-
di~ionamentie le circostanze, voglio dire il
grave fardello della tradizione maschilista e gli
atavici pregiiidi~iche gravano sulla penna di
Schopenhaiier. Al qiiale va riconosciiito per lo
meno il merito di aver davvero preso di petto
il problema del rapporto tra la filosofia e le doli-
ne. Dopo di lili, e dopo Nietzsche, non sar
p i ~possibile ignorarlo.'
A dire il vero, ai tempi di Schopenhauer il cli-
ma stava gi cambiando. Le grandi figure feni-
minili dell'Illuminismo e del Romanticismo a-
vevano imposto con lampante evidenza la ne-
cessit di estirpare alle radici il inaschilismo,
dando corso a quella che sarebbe diventata la
Grande Marcia della Donna verso l'Emancipa-
zione. Da quando il giovane Friedrich Schle-
gel, nel saggio su Diotirna (1795), aveva elevato
la figura femminile del Szrnpo~ioplatoriico a
modello della nuova donna, che cerca nell'e-
ros la propria realizzazione, e soprattutto dopo
il romanzo Lucindn (1799). la cili irpirazione
non era pi Platone, bens Dorothea Mendels-
sohn, che aveva piantato in asso il marito per
unirsi a lui, si era avviato un vero e proprio ri-

1. Manca aiicora per Scliopeiihaiirr iiiio studio ptirago-


nabile a qiiello coiiclotto per Nietzsche: Caro1 Diethi,
Nietzschr's Womrn: Lcywnd the Whzp, d e Griiytei; Berliii-
New York, 1996.
volgimerito di idee e di costumi. Accanto a Do-
rothea, un'intera falange di figure femminili
impersonava in modo spregiiidicato la nuova
moda: Germaine d e Stael, aiiiante di Talley-
rand, che ebbe una turbolenta relazione con
Benjaiiiin Constant e poi una pi tranquilla e
spiritiiale con il men~ionatoSchlegel; Caroli-
ne Michaelis, ((lasignora Liiciferon, che, nior-
to il primo marito, si rispos con August
Wilhelm Schlegel e poi cori Schelling; Hen-
riette H e r ~ ,che all'infatuato Wilhelm von
Huriiboldt insegn l'ebraico e a Schleierrna-
cher l'italiano; e poi Caroline von Gunderro-
de, l'infelice amante di Creuzer spinta dalla
passione al siiicidio; Bettina Brentano, Rahel
Varnhagen von Ense e altre ancora.
Johanna Trosiener Schopenhauer, madre del
nostro Arthiir, apparteneva a tale schiera di
donne e nutriva grandi ambizioni letterarie.
L'edizione da lei stessa curata delle proprie
opere coinplete - resoconti di viaggio, roiiian-
zi, diari, perfino uno studio su Jan Van Eyck e
la pittura fiamminga - coriiprende la bellezza
di veritiquattro voliiiiii. Dopo il suicidio del
marito si era trasferita a Weiriiar, allora scon-
volta dall'avanzata di Napoleone nel cuore
della Prussia. Johanna ebbe la capacit di riu-
nire intorno a s un circolo letterario, fre-
quentato tra gli altri da Goethe, Wieland, i
due Schlegel e Tieck.' Priva com'era di inibi-
zioni, si prese in casa anche un giovane aman-

1. Cfr. Anke C;i lleir, Joilnnlln .Tthol/nrhnun i ~ n ddze Nkrnn-


Kla5\tk. Oliiis. Hildesheim, 2000.
te, Friedrich Muller von Gerstenbergk. Q ~ i a n -
d o Arthiir la raggiunse a Weimar, rimase pro-
fondamente turbato dalla scandalosa linzson a
cui, insieme alla giovane sorella Adele, dovet-
te assistere: allo sconcerto seg~ila gelosia,
quindi l'irritazione e l'astio. Ma Johanna, che
finalmente godeva i frutti della libert da pa-
dri e mariti, non era certo disposta a rinuncia-
re alle sue conquiste per amore del figlio, di
cui peraltro non sopportava il carattere ([asso-
lutamente malevolo e I'ossessivo attaccamen-
to al patrimonio. Nelle lettere, stanca del ruo-
lo di madre, rivendica la sua indipendeii7a di
donna: Noi due siamo due le aveva scritto
Arthur, e lei lo prende alla lettera per difende-
re la propria sfera individuale dalle iiitrornis-
sioni filiali. Il giovane filosofo avrebbe invece
voluto riconquistare la genitrice al fi~colaredo-
mestico, cio a se stesso, ma, scaricato a van-
taggio dell'amante, prese in odio la sitilazio-
ne, la madre, le donne, il mondo, c se ne an-
d di casa.'
I1 difficile rapporto con la figiira materna
probabilriiente all'origine dell'esacei-bata mi-
soginia e dell'indifendibile, quasi caricatiirale

1. Si veda Dic. S c l ~ o p r ~ i h ( i ~ r/ )mm. F/ltni/i~ri-Bn('lji~(~cI1


\(,l 7wri
Adck, Arthur; Hrinrich Flon., und Jolmnn/l Schop~nhnir~1; a
ciir-a di Liidger I.iitkeliaiis, Haff~naiis,Ziii-icli. l!)9 l ; traci.
i t. I,n firmzglin , ~ c ~ o ~ ) ) P((:(~rt~ggioI L ~ B ~ tr(i
~ ~ Ad(,/(,.
; '4 rthn I;
Heinn'ch Floris ~ , j o h n n n nSchop~nhnirrr,Sellcrio. P;ileririo,
3995. 1noltre:l. Schopenhauer, (;aro A I ~ I I Ia~(.111.:1 I , di Kl-
vira 1,inia. 1.a Liina. Palernio, 1989; A. Sc1iopc.iiliauei-,
7i~gc.tn~c.h
einrrh,'ins(ori~n,a ciira (li Heinrich Hiibert Hoii-
ben, Mattes X- Seitz, Muncheii, 1985.
immagine della donna clie Sclioperihaiiei- pre-
tende nella sua opera di fndare sii basi me-
tafisictie. I1 retroscena biografico pu dar ra-
?ione di molte sile singolari convinzioni in
proposito. Conosco le donne >> confesser, or-
((

mai vecchio, all'allievo Adani Ludwig von Don.


Considerano il matrimonio solo come un isti-
tuto assistenziale. Quando rnio padre, misero e
malato, fu costretto ~ u l l asua sedia di infermo,
sarebbe stato abbandonato se un vecchio do-
mestico non si fosse amorevolmente curato di
lui. La mia signora madre dava ricevimenti
mentre lui si spegneva lentamente in solitudi-
ne; e si di\rertiva mentre lui soffriva amare pe-
ne. Questo l'amore delle donne! >,.'

A dire il vero, pi o meno contemporanea-


niente all'allontaiianiento dalla madre, Scho-
pc'nha~iciave\,ii aviito un'occasione d'oro per
coi-reggere la cua pessimistica immagine del-
l'alti-o seso. Si era irifatuato di Caroline Jage-
iiiann, pi-inia dorina all'Hoftheater di Weimar,
poi diveniita amante del duca Karl August, e
aveva confidato alla madre: Mi porterei a ca-
sa quella donna anche se la trovassi a lastrica-
re una strada di campagna,,.' Ma l'amore ri-

1. 11.Sctioperihauei., (;ci,firiic.h~,a cLirii <li Su-tliiii- Hub-


schei; FI oiiiiiiaiin-Holzboog, St~ittgart-Brid<kiiiiista~ t, 197 1 ,
11. 15% ;i.ad. ii. parziale (,'olloqui, a ciii-a tli Aiiacleto Ver-
i.cccliia, Ri//oli, Milano, 1982, p. 133.
2. .l.Sctioprii haurr, (:r.~f)),iichr,
cit., p. 1 i .

20
mase platonico, e quando anni dopo i due si
rividero a Francoforte era ormai troppo tardi.
In quell'occasione l'attempato filosofo le a-
vrebbe raccontato, con gran diletto di lei, la
storiella dei porcospini, che si era allora an-
notato e che avrebbe pubblicato alla fine dei
Parmga e paralipomena: alcuni porcospini, per
proteggersi dal freddo dell'inverno con il lo-
ro calore, volevano stringersi vicini vicini, ma
ogni volta i loro aculei li pungevano costrin-
gendoli ad allontanarsi.' E proprio quello che
accade anche agli esseri umani.
Tutt'altro che platonica fu invece la relazione
che Schopenhauer intrattenne con una giova-
ne cameriera a Dresda, dove si era trasferito
nel maggio del 1814: il figlio del peccato mori
poco dopo la nascita. In effetti, malgrado la
dichiarata misoginia, e nonostante l'elogio fi-
losofico della vita ascetica, il nostro era incline
alla <<passione longitudinale e non rinuncia-
va affatto ai piaceri della carne. Insomma, pre-
dicava male ma razzolava bene.
In occasione del suo primo viaggio in Italia,
intrapreso appena licenziate le bozze del Mori-
do nell'autunno del 1818, giunto a Venezia si
imbarc in un'awentura con una dama di f-
cili costumi, una certa Teresa F u g a . 9 ~a cau-
sa di lei che and a monte il previsto incontro

1. Si veda la lettera di Schopenhauer a Julius Fraueristadt


del 2 gerinaio 1852, in G~snmmelt~ HrieJ?, a cura di A. Hiib-
sctier, Bouvier, Bonn, 1978, pp. 272-73.
2. Se ne veda la succosa ricostruzioiie di A. Verrecchia,
Schopenhauer P In vispa Eresa, Schopenhauer-;]ahrbuch >>,
(<

56, 1975, pp. 187-98.


con Byrori, come riferisce il musicista Robert
von Hornstein rievocando nelle sue Memorie i
colloqiii cori il vecchio Schopenhauer. Questi
si conipiaceva di raccontare ai propri ospi-
ti che nello stesso anno (1818-1819) si era-
iio trovati coritemporaneamente in Italia i tre
massinii pessimisti d'Europa: Byron, Leopar-
di, e lili stesso. ((Una sera)) narra von Horn-
steiii .<stavamo parlando di Byron, quando
egli si rammaric di non averlo conosciuto
per sila stupidit. "Avevo, per lui, iina lettera
di raccomandazione di Goethe. Stetti a Vene-
zia tre mesi nel periodo in cui c'era ariche Ry-
roii. Avevo seriipre in mente di andare da lui
con la lettera di Goethe, poi un giorno ci ri-
riiinciai del tiitto. Passeggiavo con la mia ama-
ta al Lido, quando la mia Diilcinea, nella pi
grande eccitazione, esclam: 'Ecco il poeta in-
glese!'. Byron mi pass davanti di corsa a ca-
vallo e la donria, per tutto il giorno, non fece
che ricordare qiiesta impressione. Allora deci-
si di noli coiisegnare la lettera di Goethe: ebbi
paiira delle corna. Quanto riie ne sono penti-
to!". E si picchi la fronte >>.'
A Firerize Schopenhaiier arricch il catalogo
delle sile conqiiiste di una perla preziosa: una
iiobile inglese, che dalla brumosa inadrepa-
tria era scesa nella riiite citt toscana per cu-
rarsi dalla tiibercolosi. I1 filosofo si infiamm
di profoiida passione >> e la trappola ,, del ma-
trimonio, che la natura ci tende stava quasi
(. )),

1 . h. Sctipeiili:iiier; (;rs/)riichr, cit.. p. 220; trad. it. cit.,


pp. 207-208.
per scattare. Seniioricli, l'incurabile malattia
dell'amata indusse il nostro pavido salapuzio a
ripiegare sul principio che il matrimonio non
si addice alla vita speculativa. Fii coniunqiie -
se prestiamo fede alla sorella Adele - i l grande
amore della siia vita.
Tornato in Germania, a Berliiio, Scliopeii-
hauer cerc consolazione tra le braccia di (:a-
roline Richter Medon, una corista di1 Na-
tionaltlieater, coi1 la quale intrattenne iiri'al-
talenante, ma intensa relazione, tanto da i-i-
cordarla esplicitamente nel testamento. Il
rapporto, rnariteniito a Iiiiigo segreto, sii tiil.-
bato da bisticci e gelosie, e soprattutto dal
fatto che mentre Sclioperiliaiier si trovava
per la scconda volta in Italia, orrnai da dieci
illesi, lei diede alla liice iin bel maschietto:
Carl Liidwig Giistav Medon. Non c'. da stii-
pirsi se ncl suo taccuino Scliopenhaiier ari-
nota: <* Gli iioniini per met; della loro vita so-
no piittanieri e per l'altra met corriiiti; t. Ic
donne si dividono, di consegiienza, in tradite
e traditrici n.' E alla prima occasione cerc di
rivalersi. Conosciiita nel 1827 la figlia dicias-
setteiine di iin commerciante d'arte, iiiia cer-
ta Flora WeiB, le fece, seduta stante, iina pro-
posta di matrirrionio, dimeriticanclo tiittt. le
siie massime di prudenza. Sposarsi >, aveva
affermato lui medesimo significa mettere la
mano in iin sacco con gli occlii bendati e spe-

V t r c( l.ii i / ~ ~ ~
1 . A. Schopciiliauer, Ilrr- i ~ n n d . ~ ~ i ~ , - t ~ l i ~ I ~ ~a .(-iii-;i
A. Hiibschrr, 5 \ r o l l . i i i C, toiiii, IG-aiiirr, F~iiiktiirca. M . ,
lY(l61975, vol. 11, p. 1(lH.
rare di tirar fiiori un'anguilla da iin mucchio
di serpin.' Inoltre, per bene che vada, il ma-
trimonio porta a dimezzare i propri diritti e
(<

raddoppiare i doveri>).'Eppure, per una te-


ner-a belt il filosof era disposto a buttare al-
l'aria tutta la sua saggezza. Fortuna per lui:,
d~iiique,che la proposta venne respinta: < < E
ancora una bambina! ,, rispose scandalizzato
il padre, mitigando per subito l'irritazione
non appena avuta contezza del patrimonio
del pretendente. Ma la fanciulla non volle sa-
perne di concedere la sua primavera al rugo-
so pensatore.
Nonostante le disavventure, quando nel 1831
Schopenhaiier lasci la Berlino infestata dal
colera alla volta di Francoforte, voleva portare
con s Caroline Medon. Ma a una condizione:
che il figlio, frutto del tradimento, rimanesse
a Berlino. Caroline, da buona madre, fu altret-
tanto irremovibile, e lasci che il filosofo par-
tisse scnza di lei.
A completare il quadro delle faccende femmi-
nili berlinesi di Schopenliauer non va dimen-
ticata l'incresciosa vicenda in cui incapp con
una sarta sua vicina di casa, una certa Caroline
Marquet. In seguito a un alterco scoppiato sul-
l'uscio, dove la sfacciata si era fermata a cliiac-
cit., p. 152; trad. it. cit., p.
1 . i\. Sciiopiiikiauei-. (;u,i~ri!(:hr,
l .34.
2. A. Schopiiihauei; I'(~r(~ga und f'c/rali/~omrna,vol. 11, in
.Siittt/lic/ir blt,rk~-a ciiia di A. Hiibscher; terza ediz.,
Ri-ockli;iiis, CViisl~atlcii,1972, vol. Vi,p. (559; trad. it. Pn-
r.~rg/lr jlc~mlii~otrirna,toriio 11, a ciira di Mario CarpiteHa,
Adclphi, Milano, 1983, p. 842.
chierare con altre coinari distiirbatidolo nei
suoi pensieri - alcuni riializiosi biografi sosten-
gono invece: in uno dei siioi discreti incontri
cori Caroline Medon -, Schopenhaiier la mal-
nien prociirandole lesioni corporali. Dopo
una serie di processi diirata ben cinque anni fii
condannato per R~nlinjum'ea pagarle iin vitali-
zio. Morta lei, il filosofo annota con iin gioco
di parole: ~ O b i anits,
t nhit onzis),, ovvero: ccl,a
vecchia deceduta, l'onere veniito tneno ,>.
Cos, di fallimento in falliineiito, il nostro, tra-
sferitosi a Francoforte, concep il fermo pro-
posito di riniinciare definitivamente al matri-
monio. Non per alle donne in assoliito, o
meglio: a una pptitp lini.son .si nPrrsstrirth,. Ne
nacque, non sappiatiio da chi, 1111 altro figlio
illegittimo, morto poco dopo il parto.

La vecchiaia avrebbe I-iservato a Scliopcii-


liauer una sorpresa. Mentre i l Nilo sta ari-i-
vando al Caii-o,,, si legge nelle siie carte il sol-
lievo di essersi liberato tlalle catcnc del sesso,
da quell'osciira forza nietafisica chc - la Vo-
lont. Ma proprio allora Cupido scaglia iiii'iil-
tiina, innociia sagitta: una giovane s(,iilti-ice,
Elisabeth Ney, con l'intento di realizzare iin
siio busto gli fa visita nell'aiitiiniio del 1859 e
si stabilisce da Iiii per qiiasi iin tnese. I1 vegliar-
d o si infervora: cc Lavora tutto il giorno da tne D
racconta a voi1 Hornstciri fregandosi sotldi-
25
sfatto le riiani <*equando ritorno dal pranzo
prendiamo iiisieme il caff, sediiti Lino vicino
all'altro sii1 sofi: rni sembra di essere sposa-
to>,.' L'idilliaca intesa con la giovane artista,
che lo liscia e l o lustra, fa vacillare la pessimi-
stica irnrxiagirie della donna nata dal turbolen-
to rapporto coli la madre e teorizzataper anni
sii basi pseiido-inetafisiche. In iina tardiva ri-
ti-attaziorie coiifda a un'arnica di Malwida von
Meyseiibiig la sua coriversione a iin giudizio
pii Savorevole: Sulle donne non ho ancora
detto la mia tiltirna parola: credo che la don-
na, se riesce a staccarsi dalla inassa o meglio a
elevarsi al di sopra di essa, cresca iriinterrotta-
tiicnte e pii dell'uomo, per il quale l'et se-
gria un coiifine, mentre la donna si sviluppa
senipi-c di pii,,.' Se noi~i vero, molto ben
trovato.

I1 preseiite trattate110 iin florilegio di senten-


/e in ctii Schopenhatier espone la sua conce-
lioiie dclla donna. I,o abbiamo raccolto spul-

1 . A. Srliop<~riliaiic.r., cit., p. 225; ti-;i({.i t . cit., p.


(;c~.>j)tiic.hrl~
'11 I .
2. .A. Sctioprnhaiicr, (;/,.sjnirhr,cit., pp. 376-77; trad. it.
ci t.. p. 3 16. Si111a conversione >, clcl vecchio Schopen-
1i;iii;i. riinaiido al tesio scriiiserio clic abbianio scritto
(-oli Li'olfgang Wlscli per. il hice~itcnariodella nascita
(Irl filosofo: S(~lroj)rnlr~~i~~r'sschrrirrr S t ~ ~ n din
r , Schop~nh(ic~er-
itn l)r7lkrn drr- (;<qrnroctrr, a cura <li\'olkcr Spierliiig, Piprr,
hliirirlirri-Ziii-icti, 1987, pp. 290-98.
ciando i siioi scritti editi e inediti, i i i particola-
re la celebre <<Metafisica dell'amore sessiiale n,
che costituisce il capitolo 44 dei Siipplemeii-
ti alla seconda edizioiie (1844) del Mov(1o co-
mc volontci e rappre.c.entazione,quindi lo scritta-
rello Sulk donne incliiso nei P(~re<qo e parali{)o-
mena (1851) e il NachlaJ.
La scelta e la distrihiizioiie delle rnassiirit. per
argomenti sono owiarriente iiostre, nia hanno
un fi~ndanlentumin re poicht. evidenziano, nel
loro ordirle, gli aspetti e i problemi ceriti-ali
per il nostro. Non solo: l'aritropologia scho-
penhaiieriana del comportamento frniniiiile,
che nelle intenzioni scientifica, oggettiva,
tradisce in verit tiitta la preocciipaziorie di
chi stato piinto nel vivo e scrive t u m ircr et J ~ U -
dio. Ecco perch le sentenze, anzich descri-
zioni neiiti-ali, diventano piuttosto iin catalo-
go di consigli per mettere i i l guardia il sesso
maschile dalle fatali insidie, dai risclii e dagli
snervanti conflitti che iiievitabilrnente riasco-
no nel rapporto con le donne. Si tratta iiisoiii-
ma di iina vera e propria arte - tiello stile dei
nianuali gi piibblicati -' per trattare i i i modo
convenieiite il genti1 sesso e i siioi volilhili
comportamenti.
Owiamente, per noi iiorriirii e donne tl'oggi, t.

1. Tutti prrsso Adclphi: I.'url~ d i o//crlt,r-~~ rrigioiir (IO<)l ),


I,'[lrt~di ~.s.wr~,/idirt .
( 1997) I. i ~ r(/i,fi~r:si
/ ~ ~ I \ / I P / / I(I1998),
~I*
(1999). Dei priiiii (liir al>hi;iiiio ciiriito
I , i z r / ~{li irl,s11/1(1r~
ariclie I'e(1i~iorietcdesca: I(1cn51, Ii>c.tli/Z I I h ~ h a l l ~ Ivi i~- .
sel, Frarikfilrt a. h l . , 1995; I);? k i c r r c / . gliirltli~~l~ ZII ~ O I I I ,
Beck, hliiiictirii, 1999.
sin troppo facile osservare che Schopenhauer
non conosce, o volutamente ignora, l'inesaii-
ribile ricchezza dell'eterrio femminino: con-
cetti come femme fatale, femme fragle o femme
7~amnpnon rientrano certo nel suo repertorio.
Insomma: la sua una donna senza qualit.
Ma proprio per questo dalla sua penna zam-
pillano proposi~ioniricche di amenit ed esi-
laranti i-isvolti, adatte - coine u n classico horcl
d'cige- a divertire chiunque.
EDIZIONI DI A. SC;HOPENHAUE:R UTII,I%%ATE:

Samtliche W e r k ~a, ciira di Paul Deussen, 13 \oli., Pi-


per, Munchen, 1911-1942.
Samtlich~W ~ r k ea, ciira di Arthur Hiibsclier, 7 voll.,
terza ediz., Brockharis, MTiesbaden,1972; quarta
ediz. rivediita da Angelika Hiibscher, Brock-
haus, Mannheim, 1988.
Der handschriftliche NacklaJ, a ciira di Ai-thur Hiib-
scher, 5 voll. iii 6 torni, Kramer, Frankfiirt a. M.,
1966-1975; ristaiiipa anastatica, Deiitsclier Ta-
schenbuch Verlag, Munchen, 1985; ediz. italia-
na .Scritti postumi, Adelphi, Milano. 19!)6-.
kIierk~in funf R t i n d ~ n a, cura di Ludger Liitkehaiis,
Haffmans, Zurich, 1988.
(;~sprache,a cura di Artliur Hubscher, Frommariri-
Holzboog, Stuttgart-Bad Canristatt, 1971; trad.
it. parziale Colloqui, a ciira di Xiiacleto L1errec-
chia, Rizzoli, Milano, 1982.
I~ Z L probkmi
P fondawz~ntalidel1 '~ticc~,
a ciira di (;iiisep-
pe Faggin, Boringhieri, Torino, 1961.
Parerga epamliponiena, tomo I a cura di Giorgio Col-
li, tomo 11 a cura di Mario Carpitella, Adelphi,
Milano, 1981-1983; niiova ediz. rivediita, 1998.
Per i brani tratti dal Mondo comp 7~olontQP rapprrsfJn-
tazionp ci siarilo serviti della niiova tradu7ione di
Sossio Giametta, di prossima piibblicazionr pres-
so Adelphi. Si ringrazia Sossio Giarnetta per aver-
ceiie consentito I'iitilizza~ione.
L'ARTE DI TRATTARE
LE DONNE
I
LA NATURA DELLA DONNA

I1 termine feiiiinirian ( Weib) cadiito i t i tii-


scredito, quantunque sia del tutto innocente;
designa il sesso (mulzer). Donna ,) (fic~u) in-
vece la femmina sposata (uxor.); cliianiare
donna una ragazza una stonatura.

Il bel su.rso

I1 sesso femminile, di statura bassa, di spalle


strette, di fianchi larghi e di gambe corte, pu
essere stato chiamato il bel sesso soltanto dal-
l'intelletto maschile obniibilato dall'istinto ses-
suale: in altre parole, tutta la belle7za feriimi-
nile risiede in quell'istirito.

Le donne sono sexus equio or, il secondo sesso,


che da ocpi punto di vista & inferiore al sesso
maschile; perci bisogna aver rigiiardi per la
debolezza della donna, ma oltretriodo ridi-
colo attestare venerazione alle donne: essa ci
abbassa ai loro stessi occhi.
33
Le donne non soiio capaci di i i i i inirressepu-
rnmrnir ogg(~iiir10 pei- checchessia, e la causa ,
a mio parei-t.. il fatto seguente: I'iiomo cerca
di ottenere i i i ogni caso un dominio diretto
sulle cose, sia mediante la comprensione, sia
rriediaiite la costrizione. La donna, invece,
doviinqiie e sempre costretta a contentarsi di
iiii dominio indiretto, cio mediante l'iiomo,
l'iiiiico che pii dominare direttamente. Per-
ci nella riatiira delle donne considerare
tiitto solamente come mezzo per conquistare
il maschio, e il loro interesse per qiialcos'al-
tro sempre e soltanto i i i i interesse simula-
to, 1111 mero stratagemma, vale a dire esso si
I-iduce a civetteria e scimmiottatura ... Basta
osservare la direzione e la qualit della loro
attenzione al concerto, all'opera e a teatro;
per esempio, vedere la disinvoltiii-a infantile
con la qiiale coiitiniiano le loro chiacchiere
durante I t . parti pii belle dei massimi capola-
vori.

I,r \ur armi rrnturnli

La natiira ha destinato le giovinette a quello


che, in termini teatrali, si chiama colpo di
scena),:infatti. per pochi anni la natura ha do-
nato loro rigogliosa bellezza, fascino e pienez-
7a di forme, a spese di tiitto il resto della loro
vita, affinch, durante quegli anni, siano capa-
ci di impadronirsi della fantasia di un uomo in
misura tale che egli sia indotto a prendei-si
onestaniente una di loro per tutta la vita, in
una forma qualsiasi, passo al quale la inera ri-
flessione razionale non sembrerebbe aver da-
to nessuna sicura garanzia di invogliare l'uo-
mo. Perci la natura ha provvisto la femmina,
appunto come ogni altra sua creatura, delle
armi e degli utensili di cui ha bisogno per la si-
curezza della sua esisten~ae per tutto il perio-
d o in cui ne ha bisogno; e anche qui la natii-
ra ha provveduto con la sua consueta parsi-
monia. Come ad esempio la formica femiiii-
iia, dopo l'accoppiamerito, perde le ali, super-
flue, anzi pericolose per la prole, cos di solito,
dopo una o due gravidanze, la donna perde la
sua bellezza e probabilmente perfino per la
stessa ragione.

CJn colpo maestro d ~ l l nnnturn

Con le donne la natura fa un colpo maestro:


riunisce in esse, a una certa ora della giovinez-
za, tutte le bellezze e tutti gli incanti per atti-
rare con forza gli sguardi distratti degli uoiiii-
ni, per indurli in tentazione rilette a. tacere
ogni riflessione e li rnanda in rovina. E la ria-
tura che produce la giovane ... per la qiiale gli
individui si dannario e i popoli si sterminano.
Essa le d per giunta la civetteria, la qiiale
mette in rilievo la bellezza e, se necessario, \.i
supplisce.
Eterne bambinw

I,e donne sono adatte a curarci ed ediicarci


riell'infnzia appunto perch sono esse stesse
puerili, sciocche e miopi, in una parola ri-
mangono per tutta la vita grandi bambini: es-
se occupano una specie di gradino interme-
dio fra il banibirio e l'uomo, che il vero es-
sere uniano.
I1
LE DIFFERENZE DALL'UOMO

L a donna e liiomo

Quando la natura spacc il genere uniano in


due met, il taglio non fu da essa fatto proprio
nel mezzo. Nonostante la polarit, la differen-
za fra polo positivo e polo negativo non sol-
tanto qualitativa, ma anche quantitativa. Gli
antichi e i popoli orientali hanno considerato
anch'essi le donne in questo modo, e perci
hanno riconosciuto la posizione loro adegua-
ta molto meglio di noi con la nostra galanteria
francese all'antica, con la sciocca venerazio-
ne per il sesso femminile, fiore supremo del-
la stupidit cristiano-germanica, che servito
soltanto a rendere le donne arroganti e sfac-
ciate, tanto che alle volte ci vengono in inente
le scimmie sacre di Benares, le quali, consce
della propria santit e inviolabilit, si permet-
tono di tutto.

L'inp'ustizia della naturn

La natura mostra di avere una grande prefe-


renza per il sesso maschile. Esso possiede il
privilegio della forza e della bellezza; nella
soddisfazione sessuale c' dalla sua parte uni-
37
cairierite il piacere, mentre dalla parte della
doiina ci sono tutti i pesi e gli svantaggi ... Se
l'iio~novolesse trarre profitto da questa par-
zialit della natura, la donna sarebbe l'essere
pi inrelice perch la preocciipazione per i
figli ricadrebbe tiitta su di lei ed ella rimarreb-
be priva di aiuto con le sue deboli forze.

I,a matur-nzion~.nrll'uovro e nrlla donna

Quanto piu una cosa nobile e perfetta, tanto


pii tardi e pii leritarnente giunge alla matu-
riti. Difficilmeiite il maschio raggiunge la ma-
tiirit della ragione e delle forze intellettuali
prima dei ventotto anni; la donna, invece, gi
a diciotto anrii; ma la sua ragione , appunto
per questo, assai limitata. Perci le donne re-
stano bambini per tutta la vita, vedono sempre
e soltanto ci che pi vicino, rimaiigono at-
taccate al presente, scambiano l'apparenza
delle cose con la loro sostanza, e prefriscono
iiie~iealle questioni pii importanti.

I,a vanil cielle donne, qiiand'anche noi1 fosse


maggiore di quella degli uomini, ha questo di
1,i-ulto, clie si riversa tiitta sii oggetti materiali,
vale a dire sulla bellezza della propria persona
e qiiiridi sul lusso, sugli ornamenti e sulla ma-
gnificenza ... Questo fatto, uriito alla sua scar-
sa in~elligeri~a, rende la doiina incline allo
38
sperpero; perci uno degli antichi ha detto: 6a-
navqp $ 6 0 ~ 1y u v t [per natura la doniia dis-
sipatrice]. La vanit degli ~ioniini,invece, si iii-
dirizza spesso verso privilegi non materi,'i 1'I , C-
me l'intelligenza e l'ei-udizione, il coraggio, e
cos via.

L'onore sessiiale si divide in onore feniininile


e onore maschile. Dato che nella vita della
donna la relazione sessiiale quella pii ini-
portante, l'onore sessuale prioritai-io e pii1 si-
gnificativo quello femminile. Esso coiisiste,
riguardo a una fariciiilla, iiell'opiiiioiie geiie-
rale altrui che ella non si sia concessa a nessun
uomo, e , riguardo a una tioniia, che si sia coii-
cessa solo all'uoino che ha sposato. Prr quali-
to concerne il sesso maschile, l'oriore sess~ialr
l'opinione che ~ i i iinaiito, noli appriia sa-
r venuto a coriosceiira dell'ad~ilteriodclla
moglie, se iie separer, e in gelierale la punir
quanto possibile.

I,'nmoie /)N ijglli, materno r f~ntrrno

L'amore materno primitivo , coine negli aiii-


niali, puramente istintivo, e perci cessa quaii-
d o i figli iioii hanno pii1 bisogiio di cure fisi-
che ... L'amore del padre per i propri figli di
Lin altro genere ed pii1 solido: basato sul i-i-
39
conoscimento del proprio io pi intimo nei
figli, ed , dunque, di origine metafisica.

Sap~rse curiositd, maschile efemminile

La hraina di conoscere, se diretta all'universa-


le, ci cliiania brama di saperp, se alla cosa singo-
la, h a m a di novit, curiosit. I ragazzi per lo
pi dimostrano desiderio di sapere, le bamhi-
iie una niera curiosit, ma questa in grado stu-
pefacente e spesso con una ingenuit urtante.
Qui si arinunciano gi la tendenza specifica
del sesso femminile alla cosa singola e la sua
insensibilit per I'iiniversale.

La bllezza, rnn;rchikP femminile

La bellezza dei ragazzi sta a quella delle ragaz-


Le come la pittura a olio sta a quella a pastello.

I A p ~ r c ~ z i od n~~tpmpo,
l n~ll'uomoe nella donna

L'essere uniano noli vive, come l'animale, sol-


tanto iiell'attiino presente, ma prende in con-
siderazione, riflettendoci, il passato e il fiitii-
ro; di qui derivano la sua preveggenza, la siia
preoccupazione e un senso frequente di ango-
scia. La donna, in conseguenza della sua pii
debole ragione, partecipa meno dei vantaggi
e degli svantaggi di ci; essa rivela, piuttosto,
una certa rniopia intellettuale, perch il suo
intelletto intuitivo vede distintanierite le cose
vicine, ma ha per contro uri orizzonte ristr-et-
to, nel quale non cadono le cose lontaiie; ap-
punto perci tutto quello che asselite, passa-
to, futuro, agisce assai merlo sulle doiine che
sugli uomini. Da qui deriva ariche la tendenza,
molto p i ~frequente rielle donne, allo spreco,
che in esse raggiunge a volte la dissennatez-
za ... Per quanto gli svantaggi di questa situa-
zione siario numerosi, essa ha, tuttavia, un lato
buono: la donria si immedesima pi di noi nel
preseiite, e quindi sa goderlo meglio, purch
sia tollerabile; da ci dipende qiiclla particola-
re serenit della donna che la rende adatta a
dispensare piacevoli ore di riposo all'iioriio o-
berato tla preoccupazioni.
111
1 SUOI COMPITI SECONDO NATURA

I1 coito i? soprattutto affare dell'uomo, la gra-


vidan~a,invece, solo della donna.

Gi la vista della figura fenirriinile insegna che


la donna non e destinata a grandi lavori, n6
spirituali, n fisici. Essa scor-ita la colpa della
vita non agendo, ma soffrendo con i dolori
del parto, con la ciira per il bambiiio, con la
sottomissione all'uomo, del quale dev'essere
iiiia compagna pa~ier-itee serena.

I,a mis\iori~d ~ l l ad o n n a

Le donne sono destinate unicamente alla pro-


pagarioiie del genere limano e in ci si esauri-
sce il loro compito ... esse prendono a cuore
assai pil gli interessi della specie che quelli
dell'individiio. Ci coiiferisce all'intero loro
essere e agire iina certa spensieratezza e, in
generale, iin orientamento fondamentalmen-
te diverso da quello dell'uomo: di qui deriva
42
la frequente e qiiasi normale disarnionia nel
matrimonio.

La donna deve o sacrificare il fiore della gio\.i-


nezza a un uomo gi sfiorito, oppiire avere poi
la sensazione di non essere pii1 iin oggetto
adatto per iin iiorno ancora ncl vigore degli
anni.

Le giovinette considerano, nt.1 segreto del Io-


ro cuore, i lavori domestici o profssionali iiiia
cosa secondaria, frse, perfino, iin seiiiplice
trastullo: pensano che la loro iinica seria pro-
fessione sia l'amore, le conquiste e ci che vi si
collega, come acconciature, balli, eccetera.

Z,n donna P il comc~ndo

Che la donna, per natiira, sia stata destinata


all'obbedire si pii6 riconoscere dal fitto che
ogni donna che sia inessa nella posizione per
lei innaturale di completa iridipende1ii.a siibi-
to si unisce a iin iiomo, dal qiiale si lascia giii-
dare e dominare, perch ha bisogno di iin pa-
drone. Se giovane sar iin arnante; Fe vec-
chia, t i r i confessore.
IV
I SUOI PREGI

R u a h ~rno f~rnminile

Le donne sono senza diibbio pi prosaiche


degli iiornini, e quindi non vedono nelle cose
pii di quel che realmente vi sia; mentre l'iio-
rno, se le siie passioni sono agitati, portato a
ingrandire le cose reali, oppure vi aggiunge
t r a ~ t inirnaginari.
i

Chiedere consiglio alle donne

Noti affatto sbagliato in circostanze difficili


chiedere consiglio anche alle donne, secondo
l'iiso degli antichi germani. I1 loro modo di
coiicepire le cose, infatti, del tiitto diverso
da qiiello dell'iiomo, in particolare per la ten-
denza fcriirninile a prendere volentieri in con-
sidera~ionela via pi breve per raggiungere la
meta, e in generale ci che si trova pii vicino;
e che noi, appunto perch l'abbiamo sotto il
naso, di solito non bediamo e trasciiriamo;
perci riecessario che \ i siamo ricondotti per
acquistare di nuovo iiii'opiiiione immediata e
semplice.
V
I SUOI DIFETTI

Il difetto fondamentale della donna:


cause e conseguenze

I1 difetto fondamentale del carattere femmini-


le andr trovato nell'ingiustizia. Esso ha la siia
origine anzitutto nella gi detta maricanza di
raziocinio e di riflessione, ed e inoltre favorito
dal fatto che le donne, in quanto pii1 deboli,
sono costrette dalla riatiira a far ricorso non
gi alla forza, ma all'astuzia: di qui derivano la
loro istintiva scaltrezza e l'insopprimibile ten-
denza alla menzogna ... Da quel difetto fonda-
mentale, che abbiamo constatato, scatiirisco-
n o la falsit, l'infedelt, il tradimento, l'irigra-
titudine, e cos via.

Menzogna efinzionp

Come la seppia, la donna si awiliippa nella


dissimulazione e nuota a suo agio nella men-
zogna.

Ogni uomo mentiva gi dai tempi di Salorrio-


ne; ma allora la menzogna, vizio di natiira o
capriccio del momento, non era ancora, conle
45
diventata per ognuno sotto il regno bene-
detto clelle donne, necessit e legge.

La iiatiira, coiiie lia arrnato il leone di artigli e


denti, l'elefante e il cinghiale <lizanne, il toro
di corna e la seppia dell'inchiostro che intor-
bicla I'acqiia, cos ha dotato la donna dell'arte
di fingere per proteggersi e difendersi, e tiitta
la forza che ha dato all'iiomo sotto forma di
vigore fisico e di ragione l'ha concessa alla
donna sotto forma della siiddetta qiialit. L,a
finzione perci innata nella donna, ed pro-
pria, qiiasi in pari misura, della donna stiipida
come di qiiella intelligente. Farne uso in ogni
occasione perci natiirale a lei corn' natu-
rale per qiiegli animali usare immediatamen-
te, a ogni attacco, le armi.

fi)rse iiiipossibile trovare iina donna davvero


sincera, che non finga. Ma per la stessa ragio-
rie le donne scoprono facilmente la finzione
altriii, e riori C consigliabile tentare di ricor-
rervi nei loro rigiiardi.

Il patrimonio

Tiitte le doririe, con rare eccezioni, sono incli-


ni allo sperpero. Perci0 ogni patrimonio, a
parte i rari casi in cui l'abbiano acqiiistato esse
stesse, dovrebbe essere messo al siciiro dalla
loro stoltezza.
Le donne credono in cuor loro che I'iionio sia
destinato a guadagnare denaro, esse, invece, a
spenderlo; se possibile, mentre il niarito ali-
cora vivo, ma quanto meno dopo la sila morte.
Gi il fatto che il inarito consegni alla moglie
il denaro per le spese di casa rafiorza la doiina
i11questa opinione.
VI
COME SCEGLIERE LA DONNA ADATTA

I,i'mportanza dello scopo

I,a profonda seriet con la quale noi conside-


riamo e valutiamo ogni parte del corpo della
donna, e con cui essa dal canto suo fa lo stes-
so, lo scrupolo critico con il quale squadria-
mo urla donna che cominci a piacerci, l'osti-
nazione della nostra scelta, l'apprensione con
cui lo sposo osserva la sposa, le precauzioni che
prende per non essere ingannato da nessuna
parte e il grande valore che ripone in ogni ec-
cesso o difetto delle parti essenziali - tutto ci
pienamente adeguato all'importanza dello
scopo. Perch il figlio da generare dovr por-
tare per tutta la vita una parte simile: se per
esempio la donna anche solo un po' storta,
ci pu facilmente caricare siil figlio urla goh-
ha, e cos in tutto il resto.

Quale et ?

l,a principale consideraziorie che guida la no-


stra scelta e la nostra inclinazione l'et. Com-
plessivamente, gli anni accettabili sono quelli
compresi tra la prima e l'ultima mestruazione,
anche se noi preferiamo decisamente il perio-
48
d o che va dal diciottesimo al ventottesimo an-
no. All'infuori di quegli anni nessuna doniia
pu attrarci: iiiia donna vecchia, ossia no11 pii1
mestruata, ci provoca repulsiorie. La giovine7-
za senm la bellezza ha pur sempre del fascirio,
ma la bellezza sen7a la giovinez~anon ne ha
alcuno.

Quali misure?

Un seno femminile tiirgido esercita iin'attrat-


tiva straordinaria sul sesso maschile perch,
starido esso in rapporto diretto coli le fiirizio-
ni riproduttive della doliria, promette riiitri-
mento abbondante al neonato. Invece le don-
iie eccessivamente grasse suscitaiio iri noi repiil-
sioiie: la causa che una tale costitii7ione iii-
dica atrofia dell'utero, cio sterilit; e iiori la
niente, ma l'istinto a saperlo.

Occhi, bocca, naso e linetlmrnti

La bellrzza del volto coitituisce solo l'iiltiino cri-


terio di scelta. Anche qiii vieiie presa i r i coli-
siderazione anzitutto la struttura ossea; quilidi
si bada principalmeiite a un bel iiaso, e iiii iia-
so corto e rincagnato rovina tiitto. Una lieve
iricurvatura del naso, in gii o i11 su, ha deci-
so, e a ragione, della felicit della vita di iiiiiu-
merevoli ragazze: giacch ne va del tipo della
specie. Uiia bocca piccola, con inascelle pic-
cole, assoliitameiite esseri~iale,conie car-at-
tere specifico della faccia umana in contra-
sto con i musi degli animali. Un mento rien-
trato, per cos dire troncato, particolarmen-
te ripiignaiite, perch il mentum promin,ulum
iina caratteristica escliisiva della nostra specie.
Viene infine la considerazione della bellez-
za deqli occhi e della fronte: quest'ultima sta
in rabporto con le qualit psichiche, specie
con qiit:lle intellettiiali, che si ereditano dalla
madre.

l,'indi.spen,sabil~alchimia

Affinch abbia origine un'inclinazione real-


mente appassionata si richiede qualcosa che
si pu esprimere solo con una metafora chi-
mica: le tliie persone devono neutralizzarsi a
vicenda, come l'acido e l'alcali in un sale
neutro.

I fisiologi sanno che la virilit e la femminilit


ammettono innumerevoli gradi, attraverso i
quali la prima scende fino al repellente ginan-
dro e ipospadeo, e la seconda sale fino all'av-
veneilte androgina ... si richiede di conse-
guenza che a un determinato grado di virili-
t d~ll'uomocorrisponda esattamente un deter-
minato grado di femminilit della donna. Per-
tanto l'uomo pi virile cercher la donna pi
femminile e viceversa, e del pari ogni indivi-
50
duo ne cercher un altro che gli corrisponda
nel grado di sessualit.

I,a bellezza 7lo.n @ tutto

I1 caso raro che i111 uorno si innamori di una


donna decisamente brutta si verifica quando,
sussistendo tra loro l'esatta armoriia nel grado
di sessualit di cili si discusso prima, tutte le
anonialie della donna siano proprio l'oppo-
sto, quindi il correttivo, di quelle dell'uomo.
L'innamoramento raggiunge allora, di solito,
iin grado elevato.

Attenzione a l l P r r d i t n ~ r t ~

Nessuno scriver mai un'lliade se avr aviito


come madre un'oca e come padre un dormi-
glione, neppure nel caso in cui voglia studiare
in sei iiniversit.

Insomma: mai p ~ ~r( I S S Z O ~ P

Non fate la vostra scelta da soli, per folle pas-


sione, che abbaglia sempre. Matrimoni del ge-
nere li ho visti finire sempre nell'iiifelicit. La-
sciate che altri, che vi vogliono bene, scelgano
per voi. Lo sguardo obiettivo vede ci che
pii1 giusto, e la ragione una ruffiana di gran
lunga migliore della folle bramosia.
VI1
L'AMORE

fondato sul sesso

Ogni inriarnoramento, per quanto si atteggi a


etereo, radicato esclusivamente nell'istinto
sessuale, anzi non che i111 istinto sessuale iil-
teriorniente determinato, specializzato e addi-
rittura individualizzato nel seriso pii rigoroso
del termine.

Ma u n a f m a metafisica ...

Ci che alla fin fine attira con tanta violenza


due individui di sesso diverso esclusivamente
l'uno all'altro la volont di vivere che si ma-
nifesta nell'intera specie.

.. . e u n a misteriosa prescrizione
Uomini e donne, finch la vecchiaia non li
abbia ridotti a iin'esistenza quasi vegetale, si
abbandonano incessantemente all'infaticabile
ricerca del compagno loro conveniente. 11
passante e la sconosciuta che sfiorandosi per
strada si scambiano un'occhiata, o coloro che
si sbirciano da lontano a teatro, il popolano
52
che alza gli occhi verso le imperatrici, la gran
dama che getta lo sguardo su qualche povero
diavolo e lo trova ben fatto ... tutti sono guida-
ti dal medesimo istinto, tutti obbediscono alla
stessa misteriosa prescrizione ...
Una bocca sorridente, che mette in mostra
bei denti, vi fa sognare un giorno intero:
perch la bellezza dei denti, che svolge un
ruolo tanto importante come condizione per
il compiersi delle funzioni digestive, emi-
nentemente ereditaria. Una gamba elegante
e un piede grazioso vi precipitano in perico-
lose emozioni; non crediate che ci accada
perch gambe degne di Diana su piedi bei1
fatti siano, secondo il detto di Ges Siracide,
come colonne auree su basi d'argento: per-
ch le dimensioni minori del tarso e del me-
tatarso distinguono l'uomo e la donna da tut-
ti i loro fratelli del regno animale. Una bocca
fine e l'ovale sottile del viso vi estasiano: che
la strettezza delle mascelle caratteristica del
volto umano. Un mento sfuggente non vi pia-
ce: perch la sporgenza del mento, mentum
prominulum, un tratto esclusivo della razza
umana.

Una follia

Questa elevata, reciproca passione dei futuri


genitori, che tutto sminuisce fuorch se stessa,
un vaneggiamento senza pari in virt del
quale l'innamorato darebbe tutti i beni del
mondo per copulare con una certa donna, la
53
quale in verit non gli prociira un piacere
maggiore di quello che egli avrebbe con una
qualsiasi altra.

E cieco

La volont della specie talrriente pi poten-


te di quella dell'individuo da far chiudere gli
occhi all'innaniorato sii tutte le caratteristi-
che per lui rip~igiianti,da farlo passare sopra
a tutto, da fargli disconoscere tutto e da in-
durlo a legarsi per sempre con l'oggetto del-
la sua passione: cos interamente lo acceca
quella illiisiorie, la quale, non appena sia ap-
pagrita la volont della specie, svanisce, la-
sciandogli dietro un'odiosa compagna di vita.
Solo cos si spiega perch vediamo spesso uo-
iriiiii molto ragionevoli, anzi eccellenti, uniti
a vipere e diavoli di mogli, e non compren-
diarrio corn'essi abbiano potuto fare una scel-
ta del genere.

I,'iririairioraiiiento negli esseri umani pre-


senta spesso fno~nenicomici, talvolta anche
tragici; gli uni e gli altri perch gli iioinirii,
posseduti dallo spirito della specie, ne sono
ora doiiiiiiati e non appartengono p i ~a se
stessi.
55
'o-rauryja oiip!~!pu! un !p !uSos!q !ep e!laieur
0101 e1 ala8uple ouossod uou a.ioure'IIap alol
-op olsanb a opap!sap olsarlb - a.roIop aI!q!s!p
-n! uii a~!ri(alasuoni?ssod !s 01 uou ay3 ola!sirad
11: a ei!uyu! au!pril!1eaq euii !p eap!'l erruop
i?ierry~ulaiap errn !p ossassod le eZa11o~ai13 o!l
-.>p!sap olsaiib 'e!7!isrilS !~Slapua.re a l r ~ s n e7
!~
-ira9 !/ue 'oirrarrioa'le~~ aqlnesa !eur e7uas '!LI
-o!ye!leA !~o,ia~;)urnuu! U! alairi!ldsa e peuuej.je
a1iraura1uessa3u! ouos !s !dura1 !]in1 !p !laod !
ai13 '50d3~i1'1'aloure'p opap!sap a1uaK2nl1s o?
'03!RS
-o.id i>!d ourori,l(ap qlau ouy-rad o3gaod
o!pos!da i r i i aJouie'1 aleluaa!p ~ e ep j o3!syei
- 3 i U 01U1?1 OlCIdiU!lS~A!J Un !3!'y 01IOUi !-Iap!S
-ap !ons !v ?p a 'ossals as !p e.rdos !p le !zue <au
-a.x.ral asoJ a1 aiiril !p eldos !p [e oile LI! !so3 o1
-e.roiLii?urr!'l eAaIa aluapua~se.11 oiuel ezuel.rod
-ur! !p apirassej rr! an.rado !p auo!zesuas e 7
ma sono il sospiro dello spirito della specie, la
qiiale si vede qui in procinto di acquistare o
perdere un mezzo insostituibile per i suoi fini
e manda quindi un gemito profondo.

2 u n a trama occulta
Se noi ora ... guardiamo nel guazzabiiglio del-
la vita, scorgiamo che gli uomini, immersi nel-
la miseria e nelle sofferenze, si affannano con
tutte le loro forze per soddisfare i loro infiniti
bisogni e per evitare il dolore nelle sue molte-
plici forme, senza tuttavia poter sperare in
cambio nient'altro che di conservare per un
breve lasso di tempo proprio questa tormenta-
ta esistenza individuale. Eppure, in mezzo a
quel guazzabuglio vediamo gli sguardi di due
innamorati incontrarsi spasimando di deside-
rio: ma perch sono cos misteriosi, trepidi e
furtivi? Perch quegli innamorati sono dei tra-
ditori: tramano di nascosto per perpetuare
tutte quelle miserie e tutti quei tormenti che
altriinenti avrebbero avuto presto una fine,
una fine che essi vogliono iiilpedire, come pri-
ma di loro l'hanno impedita i loro simili.

Attenti al1 'amore!

L'amore il male. Codesto turbamento che vi


rapisce, codesta seriet e codesto silenzio sono
una meditazione del genio della specie.
L'adolescente pronto a morire per colei che
56
ama e il cui fiero sguardo non ha che lampi di
generosit; la vergine che avanza circonfusa
della sua grazia coine di un'aurora, rivestita di
una bellezza che fu mormomre tm loro come cicale
i vecchi e cadere in ginocchio chiunque abbia
un ciiore umano, sono dile macchine nelle ma-
ni di questo genio imperioso.
Esso non ha che iin pensiero, un pensiero po-
sitivo e senza poesia: la durata del genere uma-
no. Animirate, se volete, i suoi procedimenti;
ina non dimenticate che esso non pensa che a
colmare i vuoti, a riparare le brecce, a rnante-
nere l'equilibrio tra le provviste e la spesa, a
tenere sempre abbondantemente popolata la
stalla in cui il dolore e la morte recluteranno
presto le loro vittime.

L'umore esclusivo

E un'illusione della volutt a ingannare l'uo-


mo, facendogli credere che trover fra le brac-
cia di una donna, dalla bellezza confornie ai
suoi ideali, un piacere pi grande che in quel-
le di una qualsiasi altra; o addirittura a convin-
cerlo fermamente, se indirizzata esclusivamen-
te sii un'u,n,icudonna, che il possederla gli pro-
curerebbe un'imrriensa felicit.

L'umore spirituale

Fii una donna, Diotima, che insegn a Socrate


la scienza dell'aniore spirituale; e fu Socrate, il
57
divirio Socrate, che, per eternare a suo piaci-
riierito il tlolore della terra, trasmise al riion-
do, attraverso i siioi discepoli, questa scienza
f'iiriesta.

PoicliG non esistono diie individiii perftta-


inente ugiiali, ci sar una sola deterrriinata
donna che corrisponder2 nel niodo pii per-
ftto a un deterriiinato iiomo. La vera passio-
iie d'aniorc e tanto rara qiianto il caso clie
quei diie si iiicoiitriiio.

La sifilide estende i siioi effetti molto pii in l


<li qiianto potrebbe apparire a prima jista,
poicli tale influsso non semplicemente fisi-
co, rria piire morale. Da quando la faretra di
Aiiioi,~contiene anche dardi avvelenati, nel
I-apporto reciproco dei sessi intervenuto iin
eleiiieiito es~raiieo,ostile, anzi diabolico, e in
ogni rela~iorie penetrata un'oscura e terribi-
le sfidiicia.

L'arriore coine la fede: non si pii ottenere


cori l;, forza.
O'upido, dio d ~ lhmow
l

Gli antichi personificarono il geriio della spe-


cie in Ciipido, iin dio ostile, criidele e qiiiridi
rrialfamato, nialgrado il suo aspetto ii~fantile,
un dernone capriccioso e dispotico, e per 4-
gnore degli dei e degli iioinini:
o6 8 & ~ E O ZVU P ~ V VK'E QV~POTCOV,
"Epo~!
(Tu, deorum hominumque tyrclnnr, Amor!)
[Tu Amore, tiranno degli dei e dc.gli iiomirii!]
Micidiali saette, la ceciti e le ali sono i siioi at-
tributi. Queste ultime alludono all'iiicostanza:
la quale subentra di regola con la delusiorie
che consegueriza dell'appagamento.

La definizione dell'amore di Spinoza, per la


sua esiiberarite ingenuit, merita di essere ri-
portata al fine di rasserenare: Amor r ~ titillntio,
t
conconzitante idea causae extrrnae (Ethicn, IV,
prop. 44, dem.).

Amore allo specchio

Un uomo che ama senza speranza la siia bella


crudele pu paragonarla epigrammaticainen-
te allo specchio concavo, poich quest'iiltinio,
come la doiina amata, brilla, incendia e con-
sun-ia,rimanendo esso stesso freddo.
59
Amanti e pensieri

La presenza di iin pensiero come la presenza


di iin'amante: noi crediamo che non dimenti-
cheremo mai il pensiero e che l'amante non ci
sar mai indiffrente. Eppure, lontano dagli oc-
chi lontano dal cuore: anche i pensieri pi belli,
se non li abbiamo fissati sulla carta, diventano
irrecuperabili, e all'amante, se non l'abbiamo
sposata, cercheremo un giorno di sfuggire.

Il suicidio per amore

Nei gradi pi alti dell'innamoi-amento questa


chimera si fa poi cos radiosa che, se non pii es-
sere raggiunta, la vita stessa perde ogni attrattiva
e appare ormai cos vtiota di gioia, insulsa e inac-
ccsttabile che la nausea che suscita siipera per-
fino il teirore della morte, per cui allora viene
talvolta accorciata volontariamente. Qui la v e
lont dell'iiomo caduta nel voi-tice della volon-
t della specie, oppiire questa ha preso a tal piin-
to il soprawento siilla volont individuale che, se
qiiest'iiltiiiia non pu operare in quanto specie,
disdegna di farlo anche in quanto indibjduo.
1,'individiio qui un vaso troppo fragile per ptr
ter sopportare l'infinita brama della volanti del-
la specie concentiata sii iin oggetto determina-
to. 111 questo caso, diinqiie, l'esito il siiicidio,
talvolta il doppio siiicidio degli amanti: a meno
che la natiira, per salvare la vita, non faccia su-
benti-ai-ela fllia, che ricopre allora con il siio ve-
l o la c o ~ i e n 7 adi quello stato seriLa speranza.
60
VI11
IL SESSO

Metajisica del .sesso

La niia metafisica dell'amore sessuale una


perla.

L'attrazione sessuale, nell'uomo r nella donna

L'uomo tende per natura all'incostanza in


amore, la donna alla costanza. L'amore del-
l'uomo cala sensibilmente non appena stato
soddisfatto: quasi tutte le altre donne lo ecci-
tano pi di quella che gi possiede, perci de-
sidera variare. Invece l'amore clella doriiia au-
menta proprio d a qiiel momento. Ci dipen-
cle dal fine della natura, la quale mira a con-
servare la specie e quindi a nioltiplicarla il pi
possibile. L'uomo infatti pii comodamente
generare in un a n n o pii1 di cento figli, se ha a
disposizione altrettante donne: la donna iti-
vece, per quanti uomini abbia, potrebbe co-
munque mettere al mondo un solo figlio al-
l'anno ( a prescindere dalle nascite gemella-
ri). Perci l'uomo va continiiamente alla ricei--
ca di altre donne, mentre la donna si attacca
saldainente a iin unico uomo: la natiira la
spinge infatti a conservarsi, d'istinto e senza
61
alciiiia riflessiorie, colui che nutrir e proteg-
gerii la fiitiira prole.

I,n .soddi~fnzionc~
sessuale, nell'uomo e nella donnn

Per I'iionio iinpossibile soddidare il proprio


appetito sessiiale, dal siio nasceie fino alla fi-
ne, in modo legittimo. A meno che no11 diven-
ti vedovo presto. Per la donna limitaisi a un
unzro iioiilo, nel fiore degli anni e per il breve
tempo dell,i \iia fertilit, iinn condifione in-
iiatiii nle. Dovrebbe riservare a iiiio solo ci
che per Iiii troppo e che invece molti altri
bramnno d a lei: e in tale rinuncia dovrebbe
privare se stessa. I,o si valuti bene! Tanto pii
che in ogni tempo il niimero degli uomini in
grado di accoppiarsi il doppio di quello del-
le donne idonee a ci, ragione per la qiinle
ogni donna costantemente oggetto di avan-
ces, anri, se le aspetta non appena un iiomo le
si avvicina.

I,a .srhinvitu del sesso, nell'uom,o r! nplla donna

I1 dominio naturale della donna sul sesso ma-


schile mediante l'attrazione della soddisfazio-
ne sessiiale dura circa sedici anni. A qua-
rant'anni la donna incapace di soddisfare
l'uomo ... L'impillso sessuale nell'iiomo dura
pi del doppio.
Il sesso come istinto

Si crede invero che l'uomo non abbia quasi


nessun istinto, semmai solo quello del rieona-
to che cerca e afferra il seno materno. Ma in
realt noi abbiamo 1111 istinto assai determina-
to, chiaro, anzi complicato, cio qiiello della
scelta tanto acciirata, seria e ostinata dell'indi-
viduo con il quale soddisfare i l nostro bisogno
sessuale.

evidente che la cura con la quale un insetto


va alla ricerca di un determinato fiore o friit-
to o sterco o carne oppure, come gli icneu-
moni, di una larva di iin altro insetto, per de-
porre solo l& le sue uova, senza disdegnare a
tal fine n fatica n pericolo, molto simile a
quella con cui u n uomo, per soddisfare i bi-
sogni sessuali, sceglie meticolosaniente una
determinata donna, che gli corrisponda indi-
vidualmente, e vi si affanna appresso con tan-
to fervore che per raggiungere questo scopo,
sfidando ogni dettame di ragione, sacrifica
spesso la propria felicit con un matrimonio
stolto, con intrighi amorosi che gli costano
patrimonio, onore e vita, e perfino con delit-
ti quali l'adulterio e lo stupro: e tutto solo
per servire, in conformit alla volont della
natura ovunqiie sovrana, la specie nel modo
pii opportuno, anche se a spese dell'indivi-
duo.
Meglio dei boni

Mi aspettavo che l'accoppiamento dei leoni,


quale suprema affermazione della volont nel-
la sua manifestazione pi possente, fosse ac-
compagnato da sintomi molto veementi; e fui
sorpreso di trovarli di gran lunga inferiori a
quelli che di solito accompagnano l'accoppia-
mento umano. Anche qui, dunque, ci che
decide della maggiore importanza della mani-
festazione non il grado della potenza del vo-
lere, ma il grado della conoscenza: cos come
il suono non rafforzato tanto dalla grossezza
della corda quanto dall'ampiezza della cassa
di risonanza.

Il desiderio sessuale...

I1 desiderio sessuale, soprattutto quando si


concentra nell'innamoramento, fissandosi su
una donna determinata, la quintessenza del-
l'imbroglio di questo nobile mondo; perch
promette cos indicibilmente, infinitamente e
straordinariamente molto, e mantiene poi co-
s miserabilmente poco.

... l'z~tintosessuale...
I capricci che hanno origine dall'istinto sessua-
le sono del tutto simili a fuochi fatui: inganna-
n o nel modo pi vivo, ma se li seguiamo ci
condiicono in una palude e svaniscono.
... r il suo appaga.rnen,to
L'appagamento dell'impulso sessuale in s
assolutainente riprovevole perch I'afferma-
zione pi forte della vita.

Odio P arnore snsuale

L'amore sessuale compatibile perfino con


un estremo odio per il suo oggetto: ecco per-
ch gi Platone lo paragon all'amore dei liipi
per le pecore.

La barba, essendo quasi iina maschera, do-


vrebbe essere proibita dalla poli&. Inoltre,
come distintivo del sesso in m e u o al viw,
o.rcena e per questo piace alle donne.

Il roz~esciodella rntd(/glin

Le illusioni che ci procurano i desideri erotici


si possono paragonare a certe svatiie che, a
causa della loro posizione, sono fatte per esse-
re viste soltanto di fronte, e allora app-~iiono
'

belle. Da dietro, invece, offrono iiiia briitva \i-


sta. Analogameilte, ci che l'innamoi-arnento
ci fa balenare sembra un paradiso di vol~itt
fintanto che lo abbiamo davanti e lo vedianio
come cosa ventura; ma quando passato e
65
diinqiie lo vediamo da tergo, si mostra come
qiialcosa di futile e insignificante, se non addi-
rittura ripugnante.

11 filisteo, uomo privo di ogni bisogno spiri-


tiiale ... si sobbarcher come una specie di la-
voro forzato, e nel modo pi sbrigativo possi-
bile, i godimenti che gli sono imposti dalla
moda o dall'autorit. Per lui i veri piaceri so-
no soltanto quelli sessuali, ed egli si rivale con
questi. Di conseguenza le ostriche e lo cham-
pagne sono il punto culminante della sua esi-
stenza.

Sesso c procrenzionu: o<picosa a suo tempo

<:orne punto di partenza mi servir di un pas-


so di Aristotele, in Politica, VII, 16. Qui egli
spiega in primo luogo che le persone troppo
giovani generano figli pessimi, deboli, pieni di
difetti e destinati ad avere statura bassa; e in
seguito spiega che lo stesso vale per la prole
delle persone troppo vecchie ... Aristotele pre-
scrive quindi che, compiuti i cinquantaquat-
tro anni, l'uomo non deve pi mettere al
niondo figli, pur continuando ad accoppiarsi
per la sila salute o per qualsiasi altro motivo.
<:orne ci sia poi da attuare, egli non dice ...
Ora la natura, da parte sua, non pii6 discono-
scere il fatto che sta alla base del precetto di
Aristotele, ma non lo pu neanche eliminare.
Giacch, conformemente al principio natura
n o n facit saltus, essa non pu far cessare d'un
tratto la secrezione del seme riiaschile; anche
qui, come per ogni estinzione, deve venir pri-
ma un deterioramento graduale. I1 generare
in questo periodo metterebbe per al mondo
esseri deboli, ottusi, malaticci, miseri e di vita
breve. Anzi, accade fin troppo spesso; i figli
generati in tarda et muoiono per la maggior
parte presto, o almeno non raggiungono la
vecchiaia, sono pii o meno cagionevoli, infer-
micci, deboli, e quelli generati da loro saran-
n o di costituzione simile. Ci che qui detto
del generare nell'et declinante, vale del pari
per il generare nell'et immatura.

L a bellezza della verginit

La verginit bella non perch un digiuno,


ma perch la saggezza, vale a dire perch
sventa le insidie della natura.

Sesso e con,tagio

La malattia venerea un baluardo assai utile


affinch l'impulso sessuale non acquisti trop-
po potere sull'uomo.

Si fatta nelle scienze naturali una magnifica


scoperta, che una vera benedizione per il ge-
nere umano: si trovato un mezzo con cui
67
soddisfare i bisogni naturali senza correre pe-
ricolo, come t- sempre stato finora, di infettar-
si nei lr>ordelli.Consiste in questo: si scioglie in
iiii bicchiere d'acqua iina dose di cloriiro di
calcio e dopo il coito vi si immerge il pene. In
questo modo i veleni eventualmente assorbiti
veiigorio completamente eliminati.
IX
IL MATRIMONIO

Che cos '2

I1 matrimonio una trappola che la natura ci


tende.

Perch si contrae

I1 sesso femminile da quello maschile preten-


de e si aspetta tutto - ossia tutto ci che desi-
dera e di cui ha bisogno -, mentre da quello
femminile il sesso maschile esige in primo luo-
go ed esplicitamente una sola cosa. Per questo
si dovette stabilire la convenzione che il sesso
maschile pu ottenere da quello femminile
quell'unica cosa solo se in cambio si prende
cura di tutte le altre, quindi anche dei figli na-
ti dall'unione: su tale convenzione si fonda il
benessere dell'intero sesso femminile.

Chefare?

E meglio ammogliarsi o non ammogliarsi? I1


problema, in moltissimi casi, pu essere ricon-
dotto a questo: sono preferibili le preocciipa-
69
zioni d'amore o quelle per prowedere al so-
steritarnen to!

Matrimonio = guerra e necessit; vita da single


= pace e prosperit.

Date retta a me: non sposatevi! Lasciate che


sia la scienza la vostra aniante e consorte: sta-
rete mille volte meglio. I1 nostro matrimonio
occidenrale quanto di pi assurdo si possa
pensare! Quanti carichi e obblighi sproporzio-
natamente grandi impone all'uomo in cam-
bio di gioie effimere!

No71 si sposa l'intrlligenza

I1 fine del matrimonio non I'intrattenimen-


to intellettuale, bens la generazione dei figli:
esso un'iiniorie dei cuori, non dei cervelli.
Per una donna, sostenere di essersi innamora-
ta dell'intelligenza di un uomo una pretesa
vana e ridicola.

Sconcerta vedere che si legano appassionata-


mente in iin vincolo rnatrinioniale un uomo e
una donna le cui teste sono tra le p i ~diverse
della terra, per esempio lui grezzo, vigoroso e
limitato, lei sensibile, fine, con senso estetico,
ecc.; oppure lui geniale e colto, lei un'oca: ep-
pure sono potentemente attratti e sembrano
70
.ole!lSeqs olsoddnsa~dun e p 'anbunp
'ouoi~ed:ouron'l[e a~uale~!nba awo3 euuop
e[ ouournss~aado~iia!le!uour!.rlew !8Bal a?
.zunrdnl~ollep
ezuelsoi eIIarr anlu!ls!p !s uou o!uour!.rleur
I! "q3 a3a,lu! a3!p oue!lIniJaJ -ou!~!p 'omes
' a w ! l q i i ~ pe s o ~ ~ e n;> bo!uour!lieur I! aq3 ou
-ele!rp!p !iuelsaio~d!is!ur!uo !uJapow ! 010s
. O J ~ ~ Eo,uIr~i 'E
~easneu
e !s.r!uaA .rad al!q!ssod I! aJej ei73y!ua!s ! S J E S O ~ S
vnsnnu s ozuoiu,u~v~~
Per amore o per interesse?

L'uomo che nello sposarsi bada al denaro in-


vece che a soddisfare la propria inclinazio-
ne vive pi nell'individuo che nella specie, il
che l'esatto contrario della verit e si presen-
ta quindi come contro natura, suscitando un
certo disprezzo. Una fanciulla che, ignorando
il consiglio dei genitori, respinge la dornanda
di un uomo ricco e non vecchio per scegliere
solo secondo la sua tendetiza istintiva, passaii-
do sopra a tutte le considerazioni di conve-
nienza, sacrifica il suo benessere individuale a
quello della specie. Ma appunto per ci non
le si pu negare un certo plauso, avendo ella
preferito ci che pi importante e agito nel
senso della natura (e pi precisamente della
specie).

Matrimoni d'amore

Sposarsi solo per amore e non doversene


))

pentire rnolto presto, anzi sposarsi in genere,


significa rnettere la mano in un sacco con gli
occhi bendati e sperare di tirar fuori un'an-
giiilla da un mucchio di serpi.

I matrimoni d'amore vengono conclusi ne[-


l'interesse della specie, non dell'individuo. E
vero che i promessi sposi si illudono di perse-
guire la propria felicit: sennonch il fine ef-
fettivo loro estraneo, in quanto sta nella ge-
nerazione di iin individuo che solo essi posso-
no concepire. Congiunti da questo fine, do-
vranno cercare d'ora in poi di intendersi nel
miglior modo possibile. Ma molto spesso la
coppia, formatasi a seguito di quell'ill~isione
istintiva che costituisce l'essenza della passio-
ne amorosa, sar per tutto il resto di natura as-
solutamente eterogenea. Ci viene alla luce
quando l'illusioiie sparisce, come inevitabile
che accada. Per conseguenza, i matrimoni d'a-
more sono di regola infelici: infatti prowedo-
110 per la generazione futura a spese di qiiella
presente.

I matrimoni felici sono, come si sa, rari; ap-


punto perch nella natura del matrimonio
che il suo scopo principale non sia la genera-
zione presente, ma quella futiira. Aggiunger
comunque, a consolaziorie dei cuori teneri e
innamorati, che talvolta all'amore sessiiale
passionale si accompagna un seritiniento di
tutt'altra origine, e cio amicizia aiiteritica,
fondata sulla concordanza dei sentimenti, ma
che per lo pi compare solo quando l'amore
sessuale vero e proprio si sperito nella sa-
ziet.

Un errore di gioz~nltu

La maggior parte degli uomini si lascia sedur-


re da iin bel volto; infatti la natura li indiice ad
73
ammogliarsi facendo in modo che le donne
mostrino a essi, tutto in una volta, il loro pie-
no splendore owero... facciano un colpo a ef-
ftton; e nasconde invece i molti guai che
avranno in seguito: spese a non finire, preoc-
cupazioni per i figli, un carattere bisbetico,
cocciutaggini, invecchiamento e inacidimento
nel giro di poco tempo, inganni, corna, capric-
ci, attacchi isterici, amanti, diavoli e inferno.
Definisco perci il matrimonio un debito che
si contrae in giovent e si paga nella vecchiaia.

Sembra che, con l'atto del matrimonio, o ci ri-


Inette l'individuo o ci rimette l'interesse della
specie. E il pi delle volte proprio cos: ra-
rissimo che convenienza e amore appassiona-
to procedano mano nella mano.

Fernina sine pecunia irnago rnortis n

Le donne che erano povere prima di sposarsi


sono assai spesso piene di pretese e prodighe
pi di quanto lo siano quelle che hanno por-
tato al marito una ricca dote ... Vorrei comun-
que consigliare a chi sposa una ragazza povera
di non lasciarle poi in eredit il capitale, ma
iina semplice rendita, e in particolare di pren-
dersi cura che il patrimonio dei figli non fini-
sca nelle sue mani.

Se proprio non potete fare a meno di sposar-


vi, sposate una donna ricca, sempre che non lo
siate voi stessi. Le donne ricche, almeno, san-
no amministrare la casa meglio delle altre,
che non conoscono il valore del denaro per-
ch non ne hanno rnai avuto.

Moglie ejgli

Tra ci che uno ha non ho annoverato la moglie


e i figli, poich da questi meglio dire che si
posseduti.

Matrimonio e assicurazione, ~sperienzepersonnli

Conosco le donne. Considerano il matrimo-


nio solo come un istituto assistenziale. Q i a n -
d o mio padre, misero e malato, fii costretto
sulla sua sedia di infermo, sarebbe stato ab-
bandonato se un vecchio domestico non si
fosse amorevolmente ciirato di lui. 1,a mia si-
gnora madre dava ricevimenti mentre Iiii si
spegneva lentamente in solitudine; e si diverti-
va mentre lui soffriva amare pene. Questo
l'amore delle donne!

Non ~aga.reil biglietto p ~ niente!


r

Quanto pii uno saggio e accennato, tanto


peggio sta se si legato alla met5 disseiiiiata
dell'umanit, e giustamente, perch qiiesto le-
game stato da parte sila iiiia follia ancora pii
grande. A maggior ragione, se ilno ha raggiun-
to i quarant'anni senza essersi caricato sulle
75
spalle il peso di una moglie e dei figli, deve
avere imparato dawero poco se lo vuol fare
dopo. Mi sembra come chi, avendo gi fatto a
piedi tre quarti del percorso della corriera, vo-
glia acqiiistare il biglietto per l'intero tragitto.

L'unico argomento possibile


i n favore del matrimonio

411a fine, iii favore del ~natrimoniorimane sol-


tanto il pensiero che si sar curati nella vec-
chiaia e nella malattia e che si avr un proprio
focolare. Ma anche questi mi sembrano van-
taggi illusori: mia rnadre ha forse curato mio
padre quand'era malato?

Le vedove

Che le vedove si facciano bruciare con il cada-


vere del niarito certamente un'usanza rivol-
tarite; ma anche il fatto che i beni che il mari-
to ha acciimlilato con la costaiite laboriosit
di uria vita intera, trovando conforto al pen-
siero di lavorare per i figli, vengano poi dilapi-
dati dalla vedova, insieme con l'amante, al-
tres rivoltante.

La fedelt coniugale artificiale nell'uomo e


natiirale riella donna: perci l'adulterio della
donna molto pi imperdonabile di quello
dell'uomo, sia oggettivamente per via delle
conseguenze, sia soggettivamente perch cori-
tro natura.

L'adulterio ancora peggiore del peggior


furto.

L'onore del marito esige che egli punisca l'a-


dulterio della moglie e se ne vendichi con la
separazione o altro; se invece lo tollera scien-
temente, allora viene coperto di vergogna dal
corps mascliile. Ci tuttavia non accade in ter-
mini cos drastici come nel caso del sesso fem-
minile, giacch nell'iiomo la relazione sessiia-
le ha un ruolo siibordinato, ed egli intrattiene
molte altre relazioni del tutto diverse.

L'on,orefemmin,iluvuole che non si verifichi al-


cun concubito extraconiilgale, giacch solo
cos il nemico (gli uomini) costretto alla ca-
pitolazione (il matrimonio); per questo ogni
concubito extraconiugale, in quanto tradi-
mento a favore del nemico, punito dal c0rp.s
femminile con il disprezzo delle colpevoli e
con l'espulsione dal corps. L'on,ore ~~~aschile
esi-
ge che non si verifichi alcun adulterio, giac-
ch solo cos il nemico (le donne) e costretto
per lo meno a rispettare la capitolazione otte-
nuta (il matrimonio); per questo chiuriqiie
tolleri scientemente l'adiilterio della moglie
punito come traditore dal corps maschile con
il disprezzo.
X
MONOGAMIA O POLIGAMIA?

I,n rnonoga?n,ia$ contro natura.. .

Nessun continente sessiialinente cos cori-ot-


to coine l'Europa a causa del matritnonio mo-
iiogainico contro natura.

... e contro la ragione


Da 1111 punto di vista razionale non si capisce
perch6 iin uomo, la cui moglie soffre di iina
rnalattia cronica, o rimane sterile, oppure con
gli anni diventata troppo vecchia per lui,
non dovrebbe prendersi una seconda moglie
in aggiiin ta.

Nella monogamia I'iiomo ha troppo nell'im-


mediato e troppo poco alla lunga; la donna il
contrario.

Proporzioni ingannaroli

La natura, facciido le donne in numero appe-


na iiguale a quello degli uomini e conceden-
d o per loro la capacit di generare e l'atti-
tudine ad arrecare piacere all'uomo soltanto
per la met del tempo, ha scompaginato fin
dagli inizi il rapporto fra i sessi. I1 numero
uguale sembra suggerire la monogamia; ep-
piire iin uomo ha soddisfazione da uii'iinica
donna soltanto per la met del tempo della
sua capacit di procreare: dovrebbe diinqtie
prenderne una seconda quando la prima
sfiorita, ma per ciascuno n e stata calcolata
una sola. Ci che la donna perde in durata lo
riguadagna in quantit: capace di soddisfare
contemporaneamente d u e o tre vigorosi ma-
schi senza patirne. Nella monogamia impiega
solo la met delle sile capacit e soddisfa solo
la met dei suoi desideri.

Non c' ragione di cliscutew sulla poligamia,


piuttosto bisogna accettarla come iin fatto esi-
stente dovunque, rimane soltanto il compito
di tugolarla. Dove sono poi i veri monogatni?
Noi tutti viviamo almeno per iin certo tempo,
ma di solito sempre, nella poligamia. Sicco-
me, dunque, ogni maschio ha bisogno di pa-
recchie femmine, nulla pil giusto che con-
sentirgli, anzi imporgli, di mantenere niolte
donne. Con ci anche la donna ricondotta
nella sila corretta e naturale c o n d i ~ i o n edi es-
sere siibordinato, e la clama, questo mostro
della civilt europea e della stupidit cristiano-
germanica, con le siie ridicole pretese di ri-
spetto e di venerazione, sar eliminata dal
mondo, e vi saranno soltanto donne, ma non
pi donne disgraziate, di cui ora piena 1'Eu-
ropa.

benejca per le donne...

Per il sesso femminile, considerato nel suo in-


sieme, la poligamia un vero beneficio.

... e per i mormoni


Ci che procura tanti convertiti alla setta dei
mormoni l'eliminazione della monogamia,
che contraria alla natura.

Senza poligamia.. .

Poich non esiste l'istituto della poligamia, gli


uomini per met della loro vita sono puttanie-
ri e per l'altra met cornuti; e le donne si divi-
dono, di conseguenza, in tradite e traditrici.
Chi si ammoglia giovane, pi tardi si trascina
dietro una vecchia; a chi si ammoglia tardi toc-
cano prima malattie veneree e poi corna.

Poligamia e suocm

La poligamia avrebbe tra i molti vantaggi an-


che quello che l'uomo non verrebbe ad avere
80
un legame cos stretto con i propri suoceri, il
terrore dei quali impedisce ora innii~nerevoli
matrimoni. Epper: dieci suocere invece di
una!
XI
I DIRITTI DELLA DONNA

Diritti e intrlligenra

Quando le leggi concessero alle donne gli


stessi diritti degli uomini, avrebbero anche do-
viito munirle di uri'intelligenza maschile.

Don,nw e preti

Alle donne come ai preti non va fatta alcuna


concessione.

Il diritto meditano

Che la propriet guadagnata con difficolt, a


costo di grandi fatiche e pesante lavoro con-
tinuativo, capiti poi nelle mani di donne, le
quali, per la loro sventatezza, la dilapidano in
breve tempo, una grossa qiianto frequente
assurdit che si dovrebbe impedire limitando
il diritto delle donrie all'eredit.

A mio parere la migliore istituzione sarebbe


che le donne, sia come vedove sia come figlie,
avessero il diritto di ereditare soltarito una
rendita assicurata loro per tutta la vita a tnezzo
82
di ipoteche, e non i beni immobili, n il capi-
tale, tranne nei casi in cui dovesse inaricare
del tutto la discendenza maschile.

Il diritto sul patrimonio

Gli accumulatori del patrimonio sono gli uo-


mini, non le donne; perci esse non hanno al-
cun diritto al suo possesso incondizionato; n
possono essere autorizzate ad amministrar-lo.

Donne e tutori

Le donne hanno sempre bisogno di i l t i tiito-


re; perci in nessun caso dovrebbero ottenere
la tutela dei figli.
XII
L'ARTE PIU ANTICA

I,e cause

Fonti della prostituzione sono la frequente


iiecessita che l'uomo si sposi tardi e la man-
canza di intelligenza nelle donne.

Vittime della m,onogam,ia

Meiitre presso i popoli poligamici ogni donna


ti-ova chi la maiitiene, presso i popoli mono-
gamici il ililmero delle donne maritate limi-
tato, e rimane un numero infiriito di donne
prive di sostegno, che nelle classi superiori ve-
getano come inutili zitelle, e iielle classi infe-
riori sono costrette a pesanti lavori inadatti a
loro, oppiii-e diventano prostitute e conduco-
rio iiria vita triste e infame.

Solainente a I,oi-idra vi sono ottantamila pi-o-


stitiite. Non sono esse, forse, null'altro che
donne terribilmente danneggiate dall'istitu-
liorle monogaiiiica, vere e proprie vittime unia-
iie sull'allare della nioiiogamia?
Doloroso ma necessario

Le prostitute conducono una vita triste e infa-


me, ma, date le circostanze, sono necessarie a
soddisfare i bisogni del sesso maschile, e come
tali rappresentano un ceto riconosciuto ~iffi-
cialmente, con lo scopo specifico di protegge-
re dai seduttori le donne privilegiate dal desti-
no, che hanno trovato marito, o hanno diritto
a sperare di trovarne.
XIII
DONNE E CULTURA

A ragione, piuttosto che bello, si potrebbe


chiamare il sesso femminile il sesso non estrtico.
Nb per la musica, n per la poesia, n per le
arti figurative le donne, in verit, hanno real-
niente compreiisione e serisibilit; e quando
fingono di aver-le una mera scimmiottatiii-a
che serve solo alla loro civetteria.

A teatro

Bene facevano i greci se dakvero non davano


alle doiirie il permesso di assistere agli spetta-
coli teatrali, al~neilonei loro teatri si sar po-
tuto sentire qualcosa. Per il nostro tempo sa-
rebbe d'iiopo aggiungere o sostituire al tncrat
tt11~li~r
i n Y ~ I . ~ P . Tiin
~ O tclcpat muliur in theatro e scri-
verlo a lettere cubitali magai-i sul sipario.

Don ne, Jllosojia e poesin

1,a meta abituale della cosiddetta carriera dei


giovani di sesso maschile solo quella di di-
ventare bestie da soma di una donna. Per i mi-
gliori di loro, di solito, la moglie passa soltan-
to per un peccato di giovent. I1 tempo libero
che essi conquistano per le loro donnt. fti-
cando tutto il giorno, un bene di ciii il filo-
sofo ha bisogno per s. L'uomo sposato porta
sulle sue spalle tiitto il peso della vita, quello
non sposato solo la met: chi si dedica alle
muse deve far parte dell'ultima classe. Perci
si trover che quasi tutti i veri filosofi sono ri-
masti scapoli, come Descartes, Leibniz, Male-
branche, Spinoza e Kant. Gli antichi non rien-
trano nel novero, perch a quei tempi le don-
ne avevano una posizione siibordinata; del i-e-
sto sono note le pene di Socrate, e Aristotele
fu un precettore di corte. I grandi poeti, inve-
ce, erano tutti sposati, e infelici. Shakespeare,
addirittura, coii un doppio paio di corna. 1
mariti sono il pi delle volte dei Papageno a
rovescio: come a Papageno accade che una
vecchia gli si trasformi coii miracolosa rapi-
dit in una giovane, cos agli uoi-i~iiiiammo-
gliati accade, con altrettanta rapidit, che una
giovane gli si trasformi in una vecchia.

Tra filosofi e poeti quelli anirnogliati, gii co-


me tali, fanno nascere il sospetto di ccrcare il
proprio interesse, non il bene della scien7a e
dell'arte.

Genio r bellezza

Il genio negli uomini dura quanto la bellezra


nelle donne, cio quindici anni: dal veritesi-
mo fino al trentacinquesimo al massimo. Le
donne, in realt, non possono avere genio:
hanno tutt'al pi talento.

I,P donne e le loro opere

Le teste pii1 dotate dell'intero sesso femmini-


le non sono mai riuscite a creare un'unica
opera effettivamente grande, genuina e origi-
nale nelle belle arti e, in generale, non sono
mai state capaci di prodiirre iina qiialche ope-
ra di valore duraturo ... Singole e parziali ec-
cezioni non cambiano nulla.

Il romanticismo

I1 romanticismo un prodotto del nistianesi-


mo: religiosit esaltata, venerazione fantasti-
ca della donna e valore cavalleresco, dunque
Dio, la dama e la spada - questi sono i con-
trassegni di ci che rornantico.

L'intelligenza: se non C ', n o n c '

Massa di cascamorti che non siete altro, vitti-


me iniiocenti che credete, coltivando lo spiri-
to delle donne, di elevarle fino a voi, non vi
siete ancora accorti che esse, da quando sono
le regine della vostra societ, spesso hanno
spirito, per caso hanno genio, ma intelligenza
mai? 0, se volete, quel tanto che ne hanno so-
88
niiglia all'intelligenza dell'uomo come il gira-
sole, fiore dei giardini, somiglia al sole, re del-
la luce.

N i .si pu inculcare

Accade che le madri ... facciano studiare alle


figlie le arti belle, le lingue, ecc., al fine di ren-
derle pii1 attraenti per gli uomini. Cos facen-
d o vogliono aiutare l'intelletto con mezzi ar-
tificiali, n pi n rneno di cortie fanno, capi-
tandone il caso, con i fianchi e il seno.
XIV
DONNE E SOCIET

Fra uoniirii esiste, per natura, soltanto indiffe-


rema; ma fra donne, gi per natura, vi ini-
itiicizia ... Anche solo incontrandosi per stra-
da, si guardano a vicenda come guelfi e ghi-
bellini.

I,n po.sizione .sociale della don,na

Una falsa posizioi-ie del sesso femminile, della


quale il sintonio pii evidente il nostro itiodo
di trattare le dame ,,, un male fondaitienta-
le dello stato sociale, che, dal suo cuore, 11011
pu non estendere la sua influenza micidiale
a tutte le sue parti.

Meritre l'uomo di regola parla con un certo ri-


guardo e con umanit perfino a chi di ceto
assai inferiore, invece i11-i~)spettacolo insop-
portabile vedere con quale aria altezzosa e
sprezzante il pi delle volte iii-ia ricca dama si
cornportza nei riguardi di ~in'altradonna di
90
condizioni inferiori (che non sia al siio servi-
zio), qiiando le parla. Pu6 darsi che sia perch
per la donna ogni differenza di rango assai
pi precaria che per gli iiomini, e pii6 mo-
dificarsi e cancellarsi molto p i ~rapidamente;
infatti, mentre noi mettiamo siilla bilancia cen-
tinaia di cose, per la donna una sola cosa de-
cisiva, vale a dire a quale uomo sia piaciiita.

Le donne P il g'uramenio

Le donne si rendono colpevoli di spergiilr?


giudiziario molto pi spesso degli iiomini. E
estretnamente discutibile se in generale si pos-
sano atntnettere le donne al giuramento.

Le donne e la giustizicl

Le donne, che per la debolezza della loro ra-


gione sono meno atte degli iiomini a cotn-
prendere i principi generali, a tenerli a mente
e ad assiimerli come loro norme, sono quasi
sempre inferiori agli iioiniiii nella virti della
giustizia, e quindi anche nell'oiiest e nella
coscienziosit: perci l'ingiiistizia e la flsitr
sono le loro colpe pi coiniini e la menmgna
il loro peculiare elemento ... I1 solo pensiero
di vedere le donne nell'iifficio di giiidice fa ri-
de re.

Quanto a giustizia, onest e coscienziosit le


donne sollo inferiori agli iiomini. A caiisa del
91
loro debole raziocinio, infatti, ci che pre-
sente, concreto, direttamente reale esercita su
di loro un potere contro il quale i pensieri a-
stratti, le massime stabili, le decisioni ferme,
in generale ci che riguarda il passato e il fu-
turo, ci che assente e lontano, di rado rie-
scono a farsi valere.

L P donne, rovina della societ moderna

Sono loro che hanno maggiormente contri-


buito a inoculare nel mondo moderno la leb-
bra che lo rode.

Le donne sono e rimangono, nel complesso, i


pi radicali e incurabili filistei: perci, data
l'assurda legislazione per cui dividono ceto e
titolo del marito, esse sono le costanti istigatri-
ci delle ambizioni non nobili dell'uomo e quin-
di, in forza della medesima qualit, il loro pre-
dominio e la loro influenza determinante so-
no la rovina della societ moderna.

Llonne P politica

Non sar forse in Francia l'influenza delle


donne, accresciutasi continuamente dall'epo-
ca di Luigi XIII, la responsabile della graduale
decadenza della corte e del governo, che ha
condotto a quella prima rivoluzione dalla qua-
le sono poi derivati tutti i successivi rivolgi-
menti?
92
La sa<ggezzadi Aristotele

Aristotele spiega nella Politica (libro 11, cap. 9)


quali grandi svantaggi derivarono agli sparta-
ni per aver fatto tante concessioni alle donne,
le quali godevano di eredit, dote e grande li-
bert; e come ci contribu alla decadenza di
Sparta.
xv
DAME E CAVALLERIA

La donna nell1Occidente,vale a dire ci che


si chiarna la dama ),, si trova in una fnusse po-
sition: perch la donna, detta a ragione dagli
antichi s ~ x u ssequior, non affatto adatta a es-
sere oggetto della nostra stima e venerazione,
a tenere la testa pii alta dell'uomo e ad avere
gli stessi diritti. Le conseguenze di questa
fbu.vs~position sono visibili a sufficienza. Sareb-
be perci desiderabile che, anche in Europa,
a codesto numero due del genere umano fos-
se assegnato il posto che ha per natura, e che
si mettesse freno a questo malvezzo delle da-
me >), di cui noti soltanto ride tutta l'Asia, ma
avrebbero riso anche la Grecia e Roma: la ces-
sazione di queste assurdit comporterebbe
conseguenze iricalcolabilmente benefiche dal
punto di vista sociale, civile e politico ... La ve-
ra *< dama ,>europea un essere che non do-
vrebbe proprio esistere; invece dovrebbero
esserci massaie e ragazze che sperano di di-
ventarlo, e perci vengono educate non al-
l'arroganza, ma alla vita domestica e alla sot-
tomissione.
La cavalleria come frina di vita sociale tutta
basata su un intreccio di iisarize rozze e fatiie,
con le sue ridicole spacconate pedantesca-
mente elaborate a sistema, con la sua degra-
dante superstizione e con una venerazione
per le donne degna delle scimmie, iin residiio
della quale, la galanteria, giustamente ricrzin-
biata con l'arroganza del sesso femminile, si
conservato fino a oggi, dando agli asiatici rno-
tivo costante di ridere degli europei, coine ne
avrebbero riso anche i greci. Nell'et aurea
del Medioevo quelle maniere giungevano fino
a un formale e inetodico servizio prestato alle
donne con imprese eroiche, da esse imposte
con le cours d'amour, con le ampollose poesie
dei trovatori, e cos via; bisogna per rilevare
che queste pagliacciate, che del resto hanno
un lato intellettuale, furono in uso soprattiitto
in Francia, mentre presso gli ottiisi e materia-
listi tedeschi il ceto dei cavalieri si distingueva
per le sbornie e le razzie: grandi boccali e crz-
stelli per le rapine erano all'ordine del giorno
nei paesi germanici; alle corti dei regnanti
noil mancava, tuttavia, qualche fatiio cantante
d'amore.
XVI
CHE COS'ALTRO SAPERE

Ad assicurare la propagazione del genere u-


iriaiio sono stati destinati dalla natiira gli uo-
iiiini giovani, forti e belli, affinch la discen-
denza non degeneri. Questa la ferma vo-
lont della natiii-a, di cui sono espressione le
passioni delle donne. Tale legge anteriore a
ogni altra per antichit e forza. Perci, guai a
chi lascia che i propri diritti e interessi sbar-
rino la via a quella legge: alla prima occasio-
ne importante, essi saranno schiacciati senza
piet.

I,e donne danno la preferenza agli uomini di


et fra i trenta e i trentacinqiie anni, prefe-
rendoli perfino agli adolescenti, che pure rap-
presentano propriamente la massirria bellezza
umana. L,a ragione che esse non sono gui-
date dal gusto, bens dall'istinto, il quale rico-
nosce iiell'et suddetta l'acme della facolt di
procreare. In genere badano poco alla bellez-
la, specie a quella del viso: come se assumes-
sero solo sii se stesse il compito di passarla al
figlio.
L'intelligenza n,on SWVP

La mancanza di intelligenza non guasta con le


donne: piiittosto l'intelligenza eccessiva, o
addirittura il genio, che, non essendo norma-
le, potrebbe avere iin effetto sfavorevole. Per-
ci si vede spesso che, con le donne, un uomo
brutto, stupido e rozzo ha pi successo di un
iiomo colto, intelligente e amabile.

Quale morale seguono

La morale segreta, non detta, anzi inconscia,


ma innata nella donna infatti: <*Noisiamo le-
gittimate a ingannare chi crede di aver otte-
nuto un diritto sulla specie perch si cura un
poco di noi come individui. La qualit e qiiin-
di il bene della specie sono stati affidati alle
nostre mani e alle nostre cure, mediante la ge-
nerazione a venire cui noi diamo origine: noi
vogliamo amministrarli coscienziosamente . I,e
donne, tuttavia, non sono affatto consapevo-
-
li in absti-arto di quel principio suprenio, ma
soltanto in roncreto, e non hanno per esso altra
espressione se non il proprio modo di agire,
quando se ne presenta l'occasione; e in tal ca-
so la coscienza le lascia di solito pii1 i i i pace di
quanto si supponga, perch6 esse, nel fndo
pi osciiro del loro cuore, haniio la consape-
volezza di mancare ai doveri nei riguardi del-
l'individuo per compiere tanto nieglio i dove-
ri verso la specie, i ciii diritti sono infinita-
mente maggiori.
1ri alc~iriipaesi vige la cattiva usanza per la
qiiale le donne portano pesi sul capo, cosa
che rion pii noli avere un effetto negativo sul
cer-vello (siill'intelletto).

Presso quasi tutti i popoli della terra antichi e


riioderrii, perfino presso gli ottentotti la pro-
priet passa in eredit soltanto alla discen-
denza inascliile: solo in Europa questa usanza
stata abolita; tuttavia non dal ceto aristoci-a-
tico.

Viva I'Ori~rlt~!

Dovreste r iinpiangere l'Oriente. I,'uoino, pilr-


ch desse alloggio e nutrimento alle sue don-
iie, non doveva pii occupai-selle; poteva coin-
battei-e, esercitarsi iielle armi, ascoltare i sag-
gi; era al riparo da quell'awilimento che met-
te 1111 uomo valoi-oso ai piedi di un'oca; infine
era libero, perch pi donne lo salnguardava-
iio da i i r i unico amore.

Entro i limiti della ragione

Non possibile tenere le donne eiitro i lirniti


tiella I-agiorir se non incutendo loro paura;
98
nia nel matrimonio necessario tenerle entro
questi limiti perch si condividono coli loro le
cose migliori che si hanno, anche se cos si
perde in felicitl e amore ci che si guadagna
in autorit.

La memoria un essere capriccioso e bi~zar-


ro, paragonabile a una giovane ragama: a VOI-
te rifiuta in niodo del tiitto inaspettato ci clic
ha dato in cento altri casi, e poi, qiiando non
ci si pensa pi, ce lo porta da s.

<:i sono gi stati non uno, bens iiiolti Peti-arca


che si son doviiti trascinar dietro per tiitta la
vita conie una catena, come iiiia palla di Ferro
al piede, la loro sete d'amore inappagata, affi-
dando i loro sospiri alla solitiidirie dei hosclii
... Se la passione di Petr2ircl-i fosse stata so<ldi-
sfatta, da quel nionierito in poi il siio canto sii-
rebbe a~nniiitolito,colne qiiello degli riccclli
non appena hanno deposto Ic iiova.

Mi sia permesso, pei- alleggerire il tiiscoi-so,1111


paragone scherzoso e inagari li-i\,olo:vorr-ei pa-
ragonare b n t , nella siia teiiciciiz;~a iiiistili(.~ii-i
99
se stesso, a un uomo che a un ballo in masche-
ra clanza per tutta la sera con una donna tra-
vestita e pensa di aver fatto una conquista,
finch, al ter-mine, quella donna depone la
maschera e si fa riconoscere come sua moglie.

Programmare le nnscitu

Se si potessero castrare tutti i furfanti e chiu-


der-e in convento tutte le oche senza cervello,
se si potesse assegnare a ogni uomo di nobile
carattere un intero harern, e se si potessero
procurare alle fanciulle dotate di ingegno e
intelligenza dei veri uomini, allora non tarde-
rebbe a nascere iina generazione che eclisse-
rebbe l'et di Pericle.

Nessuna donna (eccettuate le prostitute di-


chiarate) ci si offrir spontaneamente: infatti,
per quanto sia bella, rischia ~ 1 1 1refus poich
malattie, crucci, impegni, fisirne fanno passa-
re spesso agli uomini ogni voglia, e un refus sa-
rebbe iin colpo mortale per la sua vanit: inve-
ce, non appena avremo compiuto il primo
pasw, tranquilli7iaiidole cos circa questo pe-
ricolo, saremo alla pari: allora le trovereino as-
sai trattabili.
Ottenere il favore di una donna molto bella
solo con la propria personalit iin piacere
forse ancora maggiore per la vaiiitit che per i
sensi, in quanto si ha la certena che la propria
personalit un equivalente di quella persona
apprezzata, ammirata, diviniwata sii tiitti le
altre. Anche per questo l'amore d i s p r e ~ ~ a 6t o
tanto doloroso soprattutto se iinito a iin'iii-
fondata gelosia.
XWI
ELOGIO DELLE DONNE

Non 6 d ~ t r l'ultimn
(~ pnroln

Molto iueglio che dalla poesia affettata, ma-


nierata e ostentata di Schiller Dignitn delle don-
n p il vero elogio delle tiorine 6 espresso dalle
poche parole di Jouy: Snns les femmes, le com-
rrrPnc.rm(vttdr notrr 7~ieseruit /)rivi de SPCOUKT,
le mi-
l i n ~t i plcisi~:s,
~ et In jin de consolntion,,.

Pii giiardo gli uomini, meno rni piacciono. Se


soltanto potessi dire la stessa cosa delle don-
ne, tiitto sarebbe a posto.
Fin dai tempi anti ne insegna il caso di
Socrate e Santippe, 11 rapporto tra il filosofo e
le donne stato conflittuale. E, se ripercorria-
mo la lunga storia di questo conflitto, ne rica-
viamo l'impressione che la filosofia sia una fac-
cenda prettamente maschile. La necessit di e-
stirpare siffatto pregiudizio si impone con le
grandi figure femminili dell'Illuminismo e del
Romanticismo, quando prende awio quella che
sar l'emancipazione della donna. Scottato dal-
l'esperienza patita in casa con la madre, gran
dama salottiera, Schopenhauer awerte con lun-
gimirante intuito l'incombente pericolo, e o p
pone resistenza. Leva quindi la sua voce irrive-
rente per mettere in guardia il sesso maschile
dalle suadenti insidie, dai fatali pericoli e dagli
snervanti contrasti che inevitabilmente riserva il
rapporto con le donne. Le sue riflessioni su que-
sto tema si configurano come un'Arte di trat-
tare adeguatamente il genti1sesso.: un'arte che,
se negli intenti di Schopenhauer mirava soprat-
tutto a tenerne a bada le intemperanze, offre a
noi, uomini e donne di oggi, una lettura ricca
di inconfutabili intuizioni e di tenaci, e spesso
esilaranti, capricci maschili.
A cura e con un saggio d i Franco Volf

ISBN 8
111111 1111