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e stabilite, che vi ha prodotto irrigidi' delimitazioni.sicurezza menti e separazioni.Ecco. dunque, come la coscienzasi d il proprio campo d'azionee creando autolimitata.

restringendo a mentaleche oggi si opponea ogni cambiamento' un inconscio Comprendeoriginario. I'Inconscio piit con diretto contatto ogni re di pii. diventare pit consapevoli,significa aprirsi a quel potere da cui ci siamo volontariamente allontanati e che costituisceda sempre la nostra stessasostanza. La lotta dell'evoluzione,secondoMdre, si svolgeoggi attorno che cercadi a questabarriera:da una parte la coscienza-materia mentale, struttura la potere dall'altra e proprio espandereil dato che che vi si oppone.In un certo senso, e inconscia, conscia E la Materiache si opponea anchela mented materiacosciente, se stessa,con le sue diversegradazionie realizzazioni;i la lotta contro I'altro' d il gioco (/tla) di un livello di coscienza-materia fra mille va avantilo stesso, del divino. Ma la via dell'evoluzione ostacoti. rallentamenti, deviazioni, sprechi e passi indietro, mentale, diretta verso una gradualeconquistadell'incoscienza venio un allarga' della materia cosciente, v !nio un'espansione mento del potere creativo dell'uomo. Questo d il messaggio di Mdre e Aurobindo' Il risvegliodella coscienza incoraggiante dev'esiire il risveglio d'ogni minima particella fisica, d'ogni sia illuminata, cellula del corpo. Non basta che la coscienza diventerl lo sari, quando E esserlo' deve anche il corpo qualcosa di diverso e potri utilizzare i grandi poteri di cui C originalmente fornito. ln conclusione,poich6 le radici della mente si trovano in' dubbiamentenella materiae non in un astrattoe asetticoiperura' nio, se vogliamo trovare un varco per sfuggiredalla prigione delle limitazioni e dei condizionamentidi origine mentale, dobbiamo materiale. Il ritrovare il contatto con la nostra pit pura essenza ritrova la propria origine, la materia cerchiosi chiude: la coscienza ritrova se stessae I'evoluzionecdmpie un altro importantissimo passo. Sia Mdre che Aurobindo avevano la consapevoleua di dei pionieri, di star lavorandonon solo per la propria salvez' essere za individuale, ma ancheper la Terra intera, perchdil passaggio che loro avevano aperto sarebbe poi stato disponibile per ogni da sola, essere umano. Morto Aurobindo nel 1950,Mdre sostenne supermentale, per altri ventitrC anni, il pesodella trasformazione ia battagliacontro le abitudini millenariedella specie,contro quel' errorecheC ched la mente,controquell'antico menzogna I'atavica I'ego, contro quel "vizio assurdo"che 0 la morte.

l2 La meditazione secondo Gurdjieff

La condizione fondamentale dell'uomoC il sonno;I'uomo d addormentato,la sua coscienza d ipnotizzata, confusa;egli non sa chi d, non sa perch ! agisce, d una specie di macchina, un automa, cui tutto "succede"; non ha il minimo controllosui propri pensieri, sulle proprie emozioni, sulla propria immaginazione, sulla propria attenzione;crede di amare,di desiderare, di odiare, di, volere,ma non conosce mai le vere motivazionidi guestiimpulsi che compaionoe scompaiono comemeteore;dice ..io sono.',..io faccio", "io voglio", "io desidero",credendo di averedawero un ego unitario. mentred frammentatoin una moltitudinedi centri che di volta in volta lo dominano;si illude di aver coscienza di s6, ma non pud svegliarsi da s6, pud soltantosognaredi svegliarsi; pensadi poter governareIa propria vita, ma e una marionetta direttada forzeche ignora;trascorre I'interaesistenza nel sonnoe muore nel sonno;passa tutto il tempoin un mondosoggettivo cui non pud sfuggire; non d in gradodi distinguere il realedall'immaginario; spreca le proprie energie a inseguire cose superflue; e solo qualche volta si rendecontochenon d soddisfatto, chela vita gli sfugge,che sta sciupandoI'occasione che gli d stata offerta. Questo d I'uomo per Gurdjieff. Quando I'individuo incominciaa diventarecosciente di non essere padrone di se stesso, di vivere come uno zozbi con il cervello annebbiato, ecco che si mette a considerare le varie strade che pud percorrere per tentare di svegliarsi.Tali vie sono tradizionalmentetre: la via del fachiro, ossia la via dell'ascesie dellalotta controil corpofisicoe i suoidesideri; la via del monaco, ossiala via della fede in Dio, del sentimento, del sacrificiodella propria volonti; e la via dello yogi, basatasullo sviluppodella c9!9T !nza e percid dell'intelletto. Questestrade sono lunghe, difficili e incerte,perch ! "lavorano" soltantosu uno dei tre piani 223

o su cui vive I'uomo: quello fisico, quello emotivo-sentimentale per quello intellettivo.Ed d arduopartireda una soladimensione quell'unit)sucui si fondaI'essere trc, per riacquisire conquistarnc unrano.Inoltre tutt'e tre hannoin comuneil fatto che si deve vita, abbandonare I'ambiente in la propria radicalnrente cambiare abitualee morire al I'esistenza cui si d semprevissuti,contrastare mondo. anchese d intelligente e colto, Un uomo checerchiil risveglio. quasi senzasperanza. E difTicilissimo si trova in una situazione trovare una vera scuoladi ascetio di yogi. una scuolache dia garanziedi serietire il cui maestrosia un illuminato.Di chi d un risvegliato o uno che si d fidarsi?Comesapere se un maestro E quanto allavia o un imbroglione o un pazzo? d'esserlo convinto si d trasformata in una vediamo ormai tutti che la chiesa religiosa. sociali. Corne fare,allora'lLa vita mondana, delletanti istituzioni non pud minimamente incidere quellacheha piDsuccesso. anche d una vita che ci porterir della nostra"essenza"; sull'evoluzione passo nessun alla morte senza averciconsensito inesorabilmente d'illuminazione. Ci spegneremo dopoesbarlume avanti,nessun passeremo da un tipo di seresemprevissutiin stato letargico: vissuto, sonnoa un altro tipo di sonno.senzaaver veramente in un resi conto che abbiamogirato "eternamente senzaesserci solo e medesimo cerchio". una Per fortunaesiste una quartavia, una via chenon richiede di lavorare sulletre dimensioni che permette rinunciaal nrondo. sulla che d personalizzata e che d birsata contemporanearnente, sulla o involontario, comprensione di tutto cid ched incosciente Il fachirod in genere un individuo dell'essenza. riappropriazione grossolano. poco colto, dotato solo di una grandevolontir;in lui predomina istintiva lavora all'oscuro, senza la funzione o motoria; lo scopo.i metodie irisultati. Il monaco,l'uornodi conoscere guidatoda un sentidi pin, ma d comunque chiesa. sa qualcosa in lui predomina da una tradizione: la mentoed i condizionato Lo yogi conosce il metododellaconcentrafunzioneemozionale. pud raggiungere meta, unadeterminata zionee sacheconquesto a distaccarsene; in lui dal mondo.d costretto ma d comeseparato predomina intellettiva. Invece il quartouomovivenel la funzione per raggiungere il nece'ssaria nrondoed d dotatodalla conoscenza pud liberarlo uno sforzocosciente risveglio: egli sa che soltanto dalla meccaniciti della vita normale. se stesIn questoquarto uomo. Gurdjieff adombracertamente il suo tipo di ricercaspiritualee le sue so, i suoi tratti psicologici. 224

caratteristiche di sintesie di originaliti, che ne fanno uno dei pii straordinarimaestridel nostroiecolo, un personaggio unico, an_ che per la provenienza geografica e per l.originedellasuacultura. Una volta tanto, infatti, abbiamoun maest;odi meditazione che non d nato in India o in Giappone,ma in un paese di continefra Europa ed Asia, in una provinciacontesa fra Russiae turcrria, nella quale si fondevanocivilti orientale e civilti occidentafe, secondoun connubiodi cui lo stesso Gurdjieff sari espressione, dato che ner suo pensiero confluiscono sia idee tratte daila tradi_ zione pitagoricae dal neoplatonismo. sia concezioni dell'oriente (yoga, zen' buddhismo), sia dottrine oer MeJio orienre (islamismo,sufismo: confraternita Sarmoung), siainfineesigenze e modi di vedere di un moderno uomo occldentale. Nato nel 1877, egli viaggid a lungoin Asia Centrale,alla ricerca .. di quei maestri,di quegli "uomini-straordinari" che conoscessero rlualche metodoper ottenereil risveglio. Di quesre sueperegrina_ zioni - che mescolano ricercaspirituite, commercio _ e avventura restacome testimonianza (anchese volutamente travisata)il suo libro Incontri con uomini straordinari. Ner r9l3 ro ritroviamo in Russia,a Mosca,dove si circondadi numerosidiscepoli, fra cui Ouspensky(cui dobbiamo i pii importanti scritti, J"ff,i"*g""_ mento di Gurdjieff) e il compositoreThomas de Hartmann. Quando scoppiala rivoluzione,si trova uCirr.ntuL, a nord del Caucaso,dove ha fondato l'..Istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo". per non essere coinvottoneilaguerruciuile,si sposta, con un viaggioavventuroso, nellacitti di Tiflis e quindi a Cbstan_ tinopoli. Di qui passapoi in Germania,in Inghilterra e infine in rrancta. a Fontainebleau, doveaffitta un castello in cui impartisce i-suoi insegnamenti a un gruppo eterogeneo di allievi ifra cui KatherineMansfield)e orginizzarprttu.ioli di ..Janze sacre,,. Nel 1924si reca a New yorkf dove cerca di diffondere re sue idee. Ritorna quindi in Francia, dove nel 1949muore. Secondo il suoinsegnamento, non tutti gli uomini sonodotati di un'animaimmortale(il ..corpoastrale"),iir quanto quest,ultima d il frutto di un lavoro che si deve compieresu di s6, attraverso sforzi coscientie una dura lotta interiore: esiste soltanto una potenzialitir chedeveessere attuata.Ir puntodi partenza d rapresa di coscienza della condizione disastroianettaquale ci trouiamo, primo, perchdnon riconoscramo neppureil nostrostatodi sonno: I Cfr. Bibliografia. 225

non sapsecondo.perchd,anchequandonp siamoconsapevoli. e. terzo, perchdla Terra e i suoi pianroche cosafare per uscirne; svantag' in unaposizione cosmico, nell'ordine si-trovano. abitanti quanto mai una visionecosntologica giata. Gurdjieff possiede manifesi sarebbe di Crcazione" cui il "Raggicl precisa, secondo deternlinate dei qualicorrispondono itato a vari Iivelli.ad ognuno pianetipii favoritidel nostro: esistono Ieggi.Ora. nell'universo. a 4tl ordini di leggie si trova in uno dei la terra d infatti sottoposta l'uomo devecompiere Di ctlnseguenza posti peggioridel ctlsmcl. a liberarsidai per riuscire si su di lavoro faticoso e un lungo La suaanima,la sua"essenche lo opprimono. conclizionarnenti oppuresempli"primitiva.selvaggia ed infantile. za", e piuttosto dagii sforzidi dipende vero sviluppo il suo e ..*"ni. stupida". che ognunosaprdcornpiere. consapevolezza e Gurdjieff,d la nostrapartepii autentica secondo L'essenza, posticdi e costruito qualcosa di personalitir d la mcntre originale, dall'i' tutto cid chevienedallacultura,dall'educazione, cicl.ossia ecc.Conredirebbelo zen.si trattadi tradizictne. rJalla nritazione. Tuttaviatalescoperta il nostrovolto primadellanascita. scoprire ma soprattutto supere' da cid che possianro soltanto non dipende pcr sviluppare queste conoscenze a utilizzare riuscirento da corrte nostro e.r.sere. il la nustra essenza. sonola importantissime conoscere, Fra i principichedobbiamo su ogni Leggedel Tre e la Leggedel Sette.percheinfluiscono a cventosiasottoposto La prinrafa si chc ciascun nostraazione. (d evidente l'ispirazione e neutralizzatrte tre forze:attiva,passiva che a spesso ai tre grrnadel slmkhya).Anchc se ci accorgiitmo certa resistenza una si oppone (forza attiva) ogni nostraazione di una contodell'influenza ci rcndiamo raramcnte (forzapassiva), che opera nel scnsodi un equilibrio terza forza neutralizzante una si deveverificitre accada, dellealtredue. Affinchdqualcosa delletre forze,chesonoquantomai mobilie variacornbinazione ulnanoo naturale'nascein cotrsc' avvcnitnento, bili: qualsiasi essa ci dice del Sette, gu"nri clelloro incontro. Quantoallal.egge cioe in linearctta,senza si sviluppa al nt<lndo ih. u.t.utl processo Ed d per questomotivo che i nostri o deviazi<lni. interruzioni dopo un ccrto sforzi.le nostreazioni,le nostredeterntinazioni, intcnzionala loro originaria a perdere tendono periodo(ottava), di iitL. p.t riuscirca portarlifinc in fondo, occorrcI'intcrvento "shock A tutti, addizionale". uno quelloche Gurdjieff dcfinisce uzione, una deternrinata egli dice. sarircapitatod'intraprendere e poi di lavoro.arnratidelle miglioriintenzioni, un determinato 226

r.rllcntare gradatamente, di dirninuire lo sforzo e, allafine.senon (' ilrtcrvenuto qualche fattoeccezionale, di deviare dalladirezione ,'riginaria. Ebbene. cluesto awiene perchd, in baseallaLegge ciel \( tle, lc forzeagiscono discontinuamente. devianclo a ognisalto. I'rcnclendo comemodellola scala musicale, Gurdjieffsostiene , Irc oqni noslr<l sforzoawiene per ottave.cui mancano determirr:rti scrnitoni, in corrispondenza dei qualisi verifica la deviazione. \c percir) vogliamo mantenere a lungoil nostrosforzo. dobbiamo ;rvvcrtire quandointervienc il saltoe, a quelpunto,introdurre lo ''shockaddizionalc", t_rssia un'ulteriorespinta a proseguire in lrncaretta. Purtroppo, di solito,non ci rendiamo contodi questi s:rlti. oppuresiamocosipigri ed abitudinari chepreferiamo scivolrrrclunso la linea di minor fatica. per supcrare gli inevitabili rrromenti di crisi, di "deviazione", gli interventipiit importanti rtrrroil ricordo(la consapevolezza) di sestessi e la trasformazione tlclleemozit'rni nesative in emozioni positive. Comevedremo pir) ;rvunti,tutto il lavoro di Gurdjieff si basasullo sviluppodella ctrnsapevolezza. cui deveperdaccornpagnarsi un incremento dell'cnrotivitir e dell'enerria, che sonoi veri motori dell'azione; e lo shtrck rappresenta l'inrpulso addizionale checi permette di superare I'ostacolo. Non conoscendo le leggi cui ! soggetta la sua opera, I'uomo s'illude di essere lui ad agire,a fare,a costruire, a decidere: non si rcndecontodi esscre dominato, nellesuescelte, da forzesuperiori; non vedeche cosalo inducea muoversi in un modo piuttosto chc'in un altro. a ripetere ciclicamente le stessc operazioni; non nconosce il suo gradodi meccaniciti, il suo statodi letargia, di irutoipnosi. di automistificazione. Crededi essere libero.consapevole e responsabile. E invecementea se stesso: non ammette di non sapernulla.di trovarsi in uno statodi confusione mentale, di srave incertezza. Eppure, d proprio da questacondizionedi die di caosche nascono i suoi desideridi imitazionee di Jrendenza iclcntificazione. L'uomo si identifica con il ruoloche d costretto a vivere:padre.figlio,padrone, operai<_r, impiegato, dirigente, protcssionista. intellettuale. grlrrr,furbo, tonto, forte, debole, disoccupato,manager, ministro, ecc.,ecc.per ognunodi questiruoli, csistono comportamenti sociali,status symbol,abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi cui ciascuno si adeguainconsapevolmente. E quindi non siamomai individuiautentici,ma veri e propri imitatori:imitiamomodellie stereotipi, prodottidallasocicti in cui vivianro. Persinonei comportamenti pir) intimi (marito, moglie, ma227

schio,femmina, madre, figlia, ecc.) recitiamoin realtd dei ruoli precostituiti,che non si limitano soltantoa comportamenti e ad ma che penetrano ancheall'interno atteggiamenti convenzionali, dellanostra coscienza. convinzioni, dei nostrigiudizi, dellenostre per rendersiconto Basta ascoltareuna comune conversazione che si ripetono, dei luoghicomunie dellebanalith dellaquantitd qualcosa qualcosa pur nell'illusione di autentico, di esprimere Il checi di un'ideadi quantosiaprofondella propriaesperienza. Ecco perch6Gurdjieff damentecondizionata la nostracoscienza. viveree decidere liberamente, e perch ! non credeche possiamo dellaliberazione. Nientedi pii facile, ritienecosiarduaI'impresa in questo casoci si limiti ad imitareo a identifiinfatti,cheanche carci con qualcuno- un maestro, un santo,Cristo. Buddha o continuiamo a recitare: I'inquinamento delMaometto.Insomma la nostra mente d troppo esteso. Non dobbiamo illuderci di poterci liberarecon le nostre sole forze: ogni nostro tentativc, ogni nostro pensiero,ogni nostro da condizionati; non sappiamo neppure atto,sonogii fortemente svegli.Il primo che parte stia la libertir,che cosasignifichiessere passodeve percid consistere che siamo nella presa di coscienza come in una prigione e che non sappiamocome uscirne. Per da soli: gli ostacoli quanti sforzifacciamo,non possiamo evadere sono troppi. Sard pii saggiotrovare un gruppo di personeche come noi hanno il desideriodi risvegliarsie che si avvalgono di qualcunoche lo ha gid fatto. Gurdjieff sostiene dell'esperienza che il tentativodi risveglioha piir probabilithdi riuscirese unireguidatida e se saremo mo le nostreforzea quelledi altre persone un maestro illuminato. Senzaquesti aiuti, d quasi impossibile Egli stesso avevasemprelavoratocon grupriuscirenell'impresa. pi di studio. sonoconcordinel sostenere Quasitutti i maestridi meditazione Va perdprecisato che,come la necessitA di una guidailluminata. affermagiustamente Krishnamurti(v.), ancheil maestrocrea un legamedi dipendenza e che la liberazione e di condizionamento, finale si ha soltanto con il distaccoda quest'ultimo:il maestro abbandonato. Esiste, servead aprire la strada,ma poi dev'essere che, infine, un'altra tradizione(cfr. per esempioNisargadatta) pur riconoscendo I'utilitd dellaguida spirituale,sostiene che quest'ultimasi trova gii dentrodi noi, solo che la si sappia(e qui sta il difficile) rintracciaree identiticare. Comunquesia, il punto di partenzadella ricerca d, secondo di noi stessi o, come lui lo chiama, "lo Gurdjieff, la conoscenza 228

..ilricordarsi studiodi noi stessi", di noi stessi". euestad la prima rnrportantissima tase.In ognimomento _ eglidice_ dellagiornata dobbiamo volgere I'attenzione a quelloche ficciamo,pJnsiamo, dicianto, immaginianro, proviarno, ecc.;dobbiamo riuscire a ve_ derciper quelloche siamo,comese ci guardassimo dall,esterno. Diventare consapevoli di noi stessi, anchl soloper pochimomen_ ti, d la tecnica chepud aiutarci a uscire dailosiatodi ariena'zione in cui ci troviamo abitualmente. Un simile esercizio presuppone e determina una certatensione emotiva, un preciso itato dianimo che-devea poco a poco emergere e consolidarsi nel turbinio confuso delleemozioni abituati.E deveessere accompagnato da uno stbrzodi riduzionedel troppo parlare,del mentire a noi stessi e del dare espressione alle emozioninesative. Abbiamola convinzione di essere un.r.initi,, un io compattof* non ci accorgiamo che, ogni volta che vogliamoqualcosa,che desideriamo, che ci mettiamoin rapportocci-r qualcunaltro o con noi stessi. mettiamo in funzione un centro diverso. Siamo in realtd un fasciodi io. spesso in contrastofra loro, e ignoriamoperch ! e comeuno si alterniall,altro.Non riusciamo n"[pu.. a disiinguere quali delle nostretre funzioni(motorie,emozionali e inteil;ive) agiscano in un dato momento.Eppure, ancheI'alternanza degli ego, degli stati d'animo e delle funzioni, rispondealle Leggi del Tre e del Sette.E noi potremmo,con appositiesercizi, tentareun per esempio, loro disciplinamento. il-centromotorio potrebbe essereaddestratocon i movimenti delle asanayogichi, con la danzasacrae con l'..esercizio di stop", il centroemozionale con il controllo delle emozioninegative,e il centrointeilettuare con ra concentrazjone. A proposito di quest'ultimatecnica,Gurdjieff mette in rilievo che soroquandol'attenzione d fissasu quarcosa, I'immaginazione si arresta.E poter dominarera nostracontinuil attivitd immaginativa,che d una degenerazione del rimuginio interiore,d di enormeimportanza. Noi siamodi solito in completabaliadei pensieri,dei sogni ad occhi aperti e delre fantasie:d un'attivitd che non cessa mai. nemmenoquandodormiamo,e che ci separa dalla realti, consu_ mandole nostreenergie. Bastacamminare un po' per la stradaed osservare la genteper accorgersi comequasitutti-vadano in giro iTT"5i nel proprio dialogo interiore, diuiri dul mondo e d*agli altri. Eccoperchd gli illuminatidiconochegli uomini sonoimmersi in uno statodi sognoed eccoperch6r'in-terruzione der dialogo interiore, la cessazione dell'attivitamentale, d il fondamento db_ 229

di rimetterciin rapporchesi proponga di meditazione gni tecnica to diretto con la realtit. separatrice, Se vogliarnocercilre di fermare I'itnrnaginazit)ne noi stessi: ricclrdare dobbiarno fonte di ogni falsaiclcntilicaziclne, la di s ! d il nrctodtl nrigliore pcr arrestat'e la consapevolezzr dcntro csiste che scoprirento ad osservitrci. mente.Continuando e I'identificaI'irnntaqinazione di noi un "luogo"in cui il pensiero, liberi e sicuri. Si pud zione si placano,e in cui ci sentianro prima per qualcheistante'poi consapevtlli ad essere incominciare d che c infineper cinquenlinuti:l'importante rninuto per qualche sullacotrsapevointerruzitlni. senza siaconccntrata, l'attenzionc cltesialllo li, in quelnlornento, di s6.sulfattttciodchesianro lezza consapcvtlli a restarc Seriuscissimt) e basta. Pcr Inezz'onoi stessi coseincredibic apprertdere ra. diceGurdjieff.potrcmmovcdere il grado. di arrestare infatti, gia in sianlo esercizio li. Con cluesto il rirnuginiodel identificativa, dell'irnmaginazione nreccanijmo ma che seguele leggiche casuale. che a noi sentbra pensiero. I'io bcnc e con costanza' lavorianro iegolanoogni evento.Se prima per brevi istantie poi pii a apparirir I'essenza. originale. lungo. alle a ogni tipo di autornatismo, di sfuggire Dobbiamocercare sua ittsapua lo spingollo, e che mondo questo regolano che leggi ta, a comportarsiin nrodo ripetitivo e passivo.Il "lavoro su se meccail funzionamento comeegli lo chiama,dirninuisce stessi", 0 bcne proccssi fisiologici, i come attivitl. Alcunc nicodei centri. altre su cui dobbianlo rna ne esistono che siano meccaniche, Nella vita il controllovolontario,la ctlnsapevolezza' estendcre che non meccatriche azioni di llumero enornre compiamoun Di qui l'importanza stuticoscienti. mai fattese fossimo avremmo di sd. del ricordodi s6. Nel dello studiodi sd, della conoscenza di nuovo,in di qualcosa consapevoli momentoin cui diventianlo chepud contribuirea trasformare noi si produceun cambiamento ntaggiorisono Maggitlred la consapevolezza, la nostraesistenza. come ci fossero' Terra sulla Se le possibilit)di cambiamento. I'inte' consc:e. persone completamente Gurdjieff,duecento diceva ra umaniti ne sarebbetrasformata. poichdnon sianrocapacidi vedcrci, Poichdnon ci conosciamo, sarebbernolto utile che gli anrici ci rivelassero'come faceva difetto loro - il nostro Gurdjieffconi suoiallicvi,quald - secondo principale. Siamoinfatti abituatinon solo a tnentirea noi stessi, costituisce sedolorosa, la veriti. anche aglialtri. Invece ma anche di conre senrpreun elemcntocostruttivo,positivtl:la rivelazione 230

( | vedono gli altri pud rappresentare uno shock addizionalee (lrtindiun ausilioalla consapevolezza. Un altro esercizio efficacepud essere quello dello stop: Gur,ljicff ordinavaall'improvviso ai suoi allievi <ti bloccarsi nella p,rsizione in cui si trovavano - qualunque fosse,anchela pii.r \e()nloda - e di osservarsi attentamente: in questo nrodopoteva_ rro di colpo diventareconsapevoli di qualcosa che non conoscerirno. di un atteggiamento o un gesto che ignoravano. Ogni ha infatti una seriedi movimentio di posizioni l^*rsona che la errntraddistinguono e chesonotalvolta ereditari; ed d importante tlpire che essiesprimono un()statod'animo,una reazittne, un \cntintento,un'errrozione, un pensic'ro caratteristici. Esisteun prc'ciso collegamento fra posizioni abitualie attesg,iamento inte_ riore.Se percidvogliamo uscire dagli schematismi, se vogliamo ;rrrivarea vedere le cose in mcldodiverso.dobbiamoimparare :rnche ad osservare e a cambiare i nostrimovimenti pii comuni. [: il principio dcll'hathayoga, che tla sempre ha messo in t'videnzail rapporto fra pose fisichee pose mentali. Gurdjieff rrg-qiungeva che i nostrimovimentiripctitivi.le nostreposizioni pret'erite, sono espressioni di un automatismo internoe che le funzioni motrici.emozionali e intellettive dipendono le une dalle ;rl tre. Per far acquisire un controllovolontariodi questimovimenti cd estendere il dorniniodella consapevolezza, egli clavaall.improvviso l'ordinedi stopai suoiallievi.che dovevano immobilizzarsinelle poseche avevitno in quel n.lomcnto, mantenendo la tcnsionedei muscoli e concentrando I'attenzione sul corpo. Questo esercizicl serviva a completarel'osservazione dei gesti rrtrituali, coordinando nellostesso terngl il pensiero. il sentimento, il csn1y.motorio e la volonti che di solito funzionano in rnodo autrtnomo,spessoin contrastofra loro. La posizione Irssunta durante Io stop sarir probabilmente una rivelazione. Vedendosi in tale insolitaposa. I'individuopotrl suardaresc slcssosotto una nuova angolazione. potri conoscersi in una tlil'ersa prospettiva. In quegliistantiil corpo cercherir di riprcntlereuna posizione abituale. nrala volonti\elicloimpedirl sorvegliandoi vari rnuscoliinteressati e pcrfino la direzionedello squardo.Niente dev'essere nlosso,anche se la posa provoca tlolori. Non ci si devedinrenticare un attimo di sd. Se lo si fa, rrnche per un sokt istante. ci si accorgerir che il corpo riprenderA da solo.autonomamente, una Jxrsizione piir cornoda o familiare. Naturalmente l'ordine di stop non puo essereimpartito dal 231

soggetto interessato, perch ! I'inconscio predisporrebbe qualche stratagemma per sfuggire alla volorrt) cosciente e la posa assunta non sarebbepii autentica. Nascedunque la necessiti di urr maestro. che deve anche capire quale sia il nromento pii favorevoleper il suo allievo - al risveglio della coscienza. Secondo Gurdjieff, essere"addormentati" sisnifica che i centri sono sconnessi.che non lavorano in modo coordinato. Infatti, poichi ogni centro d specializzato in un lavoro (fisico. enrotivo o mentale) e utilizza una certa quantitii d'energia. il loro funzionamento disarrnonico provoca contrasti e sprechi: ciascun centro tende a sottrarre energia agli altri. Per arrestarequesta dannosa competizione,dare spazioa quella consapevolezza che i la forma piir elevata dell'energia ed arrestare lo sciupio provocato dal normale funzionamentodella coscienza, egli invitava a controllare le emozioni negative e. con esse. i processi d'identificazione e d'immaginazione.Tali emozioni sono grandissime consurnatrici di energia: "non esprinrerle" non significa tuttavia reprimerle. ma compiere un lavoro che, da una parte. blocchi Ia nostra imrnaqinazione negativa(lo diceva anche Mdre. v.) e, dall'altra. impedisca agli eventi esteriori di avcre ripercussiorri negative sulla nostra emotivitir. Per togliere alle emozioni un simile potere su di noi. d necessario comprendere perch !una cosa d accirdutae perchd ha tanta risonanza dentro di noi. I-a ragione di fondo. secondo Gurdjieff, d che noi ci identifichiamocon i nostri ruoli. Il lavoro su di sd consiste proprio nell'elirninare tale identificazione,nel prepararci all'urto con gli eventi negativi. devitalizzandoli.Tutta la negativitiremotiva da cui siamo investiti si basa sull'inrrnedesimazione, sull'immaginazione e infine sul nostro consenso ad esprimerla. Non si tratta perd di rifiutare cid che ci capita (cosa d'altronde impossibile), ma di non identiticarcisi. Noi credianro che gli avvenimenti ci capitino per caso. mentre abbiamo gii visto che per Gurdjieff il cascl non esiste. Ogni evento. esterno o interno. accade secondo leggi precise. Se non opponiamo llessunaforza contraria, nessunaconsapevolezza. se continuiamo a lasciarcidontinare dalle cose e a deviare verso "la linea di minor resistenza".non riuscirenro ad esercitarenessun controllo sugli awenimc'nti. non potremo intervenire con la rrostra volonti a cambiare il corso delle cose, le nostre azioni saranno velleitarie e inefficaci. e in certi momenti ci senrbrerirche tutto congiuri contro di noi. che non si possa far nulla per opporsi al destino sf'avorevole. Invece. le avversitir della vita nascono ogni volta che si forma dentro di noi un vuoto di consapevolezza. A 232

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r'lrusa di questa nostra rinuncia. volontaria o involontaria. Dossorro rnanifestarsi tendenzenegative.che poi si esprintono in malat_ trc, pcrdite. contrarieti. ..sfortune". inciclenti,ecc. Lo scopo del lrrvorosu di s6 sari) appunto quello di liberarsi dalla nreccaniciti ilcgativ:I. lottando contro i vuoti di coscienza.la terrdenzaa lasci.rsi andare. le azioni involontarie. l'inrmaginazione. le fantasticherie dannose, i discorsi inutili. la dispersiviti, il dialogo infer_ rro e il fatalismo. Se riuscirenroa controllare gli eventiinterni. r'ontrollercnroanche quclli esterni e drrrcrnoalli nostra esistenza un corso consapevole.Le forze della negativiti\. sostiene Gur_ tljieff, sono potenti e, se l'uonro nn,l oppnn.. ad esse un.azione \,olo'taria. finisceprirna o poi pcr esserne colpit.l e per decadere: questad una delle leggi del nclstromondo. Chi non si dif-ende con una harriera di consapevc.rlezza. non potrl a lungo resisterealla pressionedel male. Ma come svolgereun lavoro cosi difficile tutto da soli,? Anche Ia psicanalisiha messoin evicre.zache non d possibileconoscere se stessise non si ricorre all'aiuto di un altro. di una guida. perchd sianlo troppo abituati a vederci sotto determinate vesti e non posslanroguardarci conre ci osserva un estraneo. Nasce cos.i la necessitii del gruppo. della scuola (confraternitu)e del maestro, .ccresciutaanche- secondoGurdjieff - dalla constatazione che la conoscenzanon puo appilrtenere a tutti. essendolirnitiita nella quantita. Egli infatti riteneva che la consapevolezza fossequalco_ sa di nrateriale.come una fornra di energia che esistesse in una c'ertanrisura.se questa sostanza viene assuntain grande quantitir cla un individuo o da un piccolo gruppo di uonrini. dii clttimi risultati; ma se viene suddivisain una massanumerosa,va Drertica_ nrente dispersa. non di nessun frutto. La conosccnzitnon puo insolnma appartenerea tutti contenlporanearncnte. A chi obietta_ va che una similc distribuzioneera insiusta.Gurdjieff rispondeva che in una prigionc (e noi ci trovianro in una pritiorre) non pud essercigiustiziac che la nrlggior par.te degli uonrini non ha nessun dcsiclerio di conoscere. Quindi uno dei motivi per cui la conoscen_ za si accuntulain pochi d la nrancanzadi interesseda parte degti illtri. In alcuni peri.di storici - di sc.nvorsinrenti.di decadenia della civiltl e di oscurarnento spirituale (spisso acconrpaenati da grandi perturbazioni ctinratiche. geokrgiche e planetarii; _. si rende disponibile un'cnorme quantiti di tale ntateria. e percid diventa fondamerrtale il suo lavoro tli assorbirnento. di recupero, da parte delle poche persone consapevoli. ll fatto che le massenon antino la conoscenzae che rrreferisca_
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risulta evidente. secondoGurdjieff, no vivere inconsapevolmr'nte clat mtxlo in cui le personespendonoisoldi: se osserviamoquali oggetti hanno. nclle nostre societii.i prezzi pii alti, ci accoruialtro Chi desiclerila possiede' un prezzo bassissinrtl. che la conoscenza deve invcce sapcre. egli dice. che cit) gli costerit consapevolezza un alto prezzo in ternrini di sforzi. cli energia. di I'olontir' di che Gurternpo. di ricerca e anclte cli denaro:. Ed 0 per cluc'stt.r cljieff v<tlevafarsi pagare profumatamente dai suoi allievi: egli sostenevache, essendo abituati a pagare un prczzo per tutto, cose che costano un ntaggior valt'lre'alle diamo autonraticanrentc dcve valere piir di tutto. di pin. E la con<tscenza Ma il fatto che le cose ahbiano tutte un prezzo d un riflesso, secondoGurdjieff. di urra legge universalc:qualurlquectrrlquista h a u n s uo c os t o. nient e c i v iene da t o g r a t u i t a m c n t e . E l 'u o m o c()mpraree quanto dev'esscreun buttn merclulteche sl chc'c()sit non sfugge a questo principio: anch'essa pagare. La cttnoscenza ha un prezzo. e un prczz(t alttl. Se ntln c'i kltta. sc non c'd ntln d alto. non soffercnza.se itlsotnma il costo clell'operazione pud esserci risvcslio. Costi quel chc ctlsti. ricttrtlarese stessid la tecnicafonclanlentadi Curdjieff tende a quetutto l'insegnanrento le per risvegliarsi; auto-gnosi' Essere sto tigxl di auto-rivelazione.auttt-cotloscenza. consapcvolidi se stessit il suo Inet()dopii irnportantedi ntc'clitaPer saperlo. cltlbbiarno zione. Ma che cos'd la consapcvolezza'l individuare i nronrenticlellagiornata in cui sianlo piir desti. in cui si fa piir intcnsa. confrontandtlli con la nostra auto-coscictrz-a quelli in cui siatrtopiir confusi. rreccanici.itddorntcntlti. ittconsapevoli. Dal cottfronto fra questi duc'stati d'animo, dalla variabipossiamoarrivare a intuidella consapevolezz:t. litir c.lcll'intensitir re che cosaquestasia c'che cosapossasicnificilretcntare d'esllandi si - di conte si i' fatti. di cotrtesi pcnsll e derla. La conosccnza s()l()un ntettldoper elinrinaregli di cornc si sente- 0 naturaltrtcnte creitndo il norntalestattl cli coscienza. e per sbloccare autonratisnri cosi la possibilitit di clivcntare piir consapevoli. nel raccontareIa propria vita in Una tccnica ausiliarect'rttsiste non pitr di ntezz'ora.oppure nello scriverlitsu un fo{lir) diviso in quattro cokrnne: nella prinra vanntt sesnati tutti gli c'vcntiche ci so no c apit at i "per c as o" ( inc ident i, n r a l a t t i e .e c c . ) . s c n z ac h e n o i : Analoga i qualiirffc'rnuno outi daglipsicanirlisti. i s()stcltuta ;xrsizionc dal ptrntodi vista un intpcuno:tnchc chc l:r ti'rapiadcrr'conrporlitrc il pazicntc. pcr coinvolgcrc conrplctitnrcnte ccon()mic(), 234

ln)tessimofar niente per evitarli; nella secondavanno annotati i r i z i . i d i f e t t i . l e a b i t u d i ni . i l e g a m i vi n co l a n ti . i r u o l i co n cu i ci r r l c n t i f i c h i a m o .e c c . : n e l l a te r za g l i a vve n i m e n tich e te n d o n o a i l l ) c t e r s i : e n e l l a q u a r t a l e d e vi a zi 0 n i ,l e d i g r e ssi o n i .r i sp e tto a l l e irrlie nrete che ci cravamo prefissati. Questo clenco andrebbe t o r n p l e t a t i r d i a n n r t i n a nn o e a l u n g o r i p e n sa to . co n l 'i n te n to tli scoprire chi sianto, conre ci conrp()rtiantoe dove stiamo'antllrttclo. Crrn questi metodi. Gurdjief f si proponevadi risvegliarei centri :uperiori. Riprendendo infatti l'antica concezione upanisadica, cgli sostenevache l'uomo d formato da quattro corpi sovrapposti: il prinro i il corprt fisico. il sectlndoi il cttrpo tbrnratcldai sentirnenti e dai desideri. il terzo d il corpo mentale costituito dai superiore. l)cnsieri e il quarto i il corpo della consapevnlezza Quest'ultinro non i, come abbianro giir detto. un dono della lllturl. non lo si acquisisce sempliccnrente con la nascita. non d rrllaportata di tutti. nra d solo il prodotto di sforzi coscienti.di uno sviluppcl della cttnsapevolezza e clc-lla volontir. E facile tlunque capire che. per Gurdjieff. tutto cid che pur) definirsi proqresso ( s p i r i t u a l ee m a t e r i a l e )t i l fl u tto d i u n 'e sp a n si o n e d e l l a co sci e n za unrana,mcntre tutto cit) che si oppone a questoproeresso - in una parola. il male - i rappresentato dall'incoscienza e dalla meccaniciri\. ln linea di principio nessutlu()mo conta come indivicluo:l'evoluzione non tiene assolutiunente conto del sinqolo. la natura lavora sull'inter;rspecie.Ognuno di noi i percid atTidatosoltanto alle proprie forze: nessunaltro se ne preoccupa.L'evoluzi<lne dell'ind i v i d u o n o n t u t i l e c h e a l u i . i n q u a n to l a n a tu r a n o n n e h a irss()lutanlcnte bis<rgno e anzi la contrastain ogni modo. Come si , 'c d e . s i a n r o a g l i a l t t i p o d i d e l l 'o tti m i sti caco n ce zi o n ed e l l 'e vtl l u zione di un lJc'rsson o di un Aurobindo (v.). Secondo Gurdjieff, l'uonrc) chc desiclera risvegliarsi deve andarecontroc()rrente e pud farkr solo in quanto i nrolto piccolo e insienificante. Ma la natura, che protcggc cvidcntementesolo i propri equilibri. non pud pernr(rlterel'evoluzionedi tutta l'unrarriti. perchdquesto non rientra nc-llapropria economia. Tale visione del nrondo d collcgataa quella dell'intera struttura cosrnica.Abbianto siit detto che la Terra d governatada numerosi ordini di leugi e si trova in ult posto dell'universomolto oscuro, nrolto lontatro dall"'Assoluto (lreatore". Ogni mondo d contraddistinto da cid che i suoi abitanti utilizzanocorne cibo. da ci<)che respiranoe da una pitrticolarecostituzionechinrico-fisica dell'am-

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biente. Quanto agli uomini, il loro nutrimento non viene soltanto dai cibi solidi e dallacqua, ma anche dallaria e dalle impressioni. Un suono, una visione, un odore, un colore e qualunque altra sensazione ci forniscono una certa quantit denergia, un certo numero di vibrazioni. Senza cibo si pu vivere per parecchi giorni, senza acqua per un numero inferiore di giorni, senza aria per pochi minuti, ma senza impressioni nemmeno per un istante; se si interrompe il loro flusso, si muore immediatamente. Gli uomini che si nutrono di animali e vegetali, costituiscono a loro volta cibo per una classe superiore di esseri viventi, gli angeli. Costoro serviranno a oro volta come nutrimento per gli arcangeli, e cos via fino al livello pi alto, quello dellAssoluto. Nellordine cosmico tutto collegato ed armonico, e ogni creatura esiste in funzione di altre. Stabilito che luomo sottopost a leggi evolutive molto rigide e sfavorevoli al suo risveglio, e che non deve aspettarsi aiuto da nessuno, G. inventa atre tecniche per cercare di espandere la consapevolezza. Una di queste si basa sul rilassamento e parte dallidea che la rigidezza dellordine cosmico cui siamo sottoposti si riflette prima nellautomatismo del nostro comportamento psicologico e poi nella meccanicit dei nostri movimenti delle posture corporee, le quali a loro volta provocano dolorose tensioni muscolari. Il rilassamento perci un sistema per eliminare le tensioni che la mente condizionata ha prodotto nel fisico. La rappresentazione consapevole di movimenti abitualmente automatici (dando espressione alle emozioni fondamentali che bloccano ed esauriscono la nostra energia) ci permetter di scaricare le tensioni e il carico energetico, portando ad una catarsi dei sentimenti che li determinano. Anche la musica e la danza possono essere usate come tecniche di autoconoscenza e meditazione. Il corpo stesso uno strumento musicale naturale che suona un motivo interiore, unarmonia occulta. Cos ciascuno di noi svolge la propria danza interiore: il linguaggio del corpo esprime ci che dentro di noi. Se perci ci osserveremo in movimento, sviluppando esercizi di danza spontanea, avremo la possibilit di conoscerci, esprimere

emozioni represse, svilupparci. Ci che emerge dai nostri recessi pi profondi sempre qualcosa di autentico e deve essere liberamente manifestato se vogliamo sostituire ci che superfluo e superficiale con ci che essenziale. Ricordarsi di s comporta limpiego di una grande quantit denergia emozionale.Quando ci sentiamo pi svegli, lucidi significa che qualcosa ha risvegliato il nostro centro emozionale, mettendo in azione energia consapevole. Lemozione positiva, lamore, la spinta allunione, alla sintesi e allarmonia ristabiliscono il collegamento con la nostra essenza, fungendo da canalizzazioni allenergia. Se noi applichiamo la nostra consapevolezza a queste manifestazioni ecco che possono aprirci la strada del risveglio.

Come si noterh. molte di queste tecniche sono state ripresc da R ajnees h ( v . ) . d addormentata perch6 passiamo gran parLa nostra ct-lscienza ed emozioni spiacete della vita ad evitare situazioni,sensazioni voli. ad elinrinaretutto cio che put) distogliercidalle nostre abitudini fisiche e nrentali: in tal nrodrt facciamo di tutto per non svilupparci, per non prendere coscienzadelle contraddizioni e identificazioni,deviando in continuazioneverso una linea di nriche ci proteggono dalla nor sforzo. quasi d'inerzia. I meccattismi vengono chiamati da presadi coscienza sofferelrza di una nraugit'rr della vita: Gurdjieff i "respirrgenti".Essi anrntortizzanole scosse sono strumenti difensiviche ci pernrettttnodi scivolarvia di fronte le asperitir.di evitare gli impatti doloroagli ostacoli.di snrussare si, di farci dimenticarecid che non voqliamo ricordare. di nasconderci ciir che non vtxliamo vedere. Preservandociperd da una presa di coscienzaclirctta (e inevitabilmentetrauntatica). sono i principali resporrsabili dello stato di sonno in cui viviamo. doloroso (conre mcttere il dittt sulla Poichi il risve{lio d spesso piaga). lo stato di sofferenza acquista un'inrportante funzione nell'evoluzionedell'uorno, potendo essereuno struntento molto efficace di comprensionee di liberazione. Qui Gurdjieff sembra quasi in sensocristiano. ma egli si affretta concepirela sclfferenza a precisareche la sofferenzad utile solo se si sa conre utilizzarla, se ciod Ia si trasforrna in un mezzo di consapevolezza. Quando e invece essa viene prodotta dal pensicro, dall'inrrnaginazione dalle nostrefalse identificazioni,diverrtala piir forte delle ernozitlni negativee, come tale, prclvocaun enorme spreco di energia. inutile. incosciente e meccanica,e Esisteinsomnrauna sttfferenza e perfino volontlriamente ceruna sofferenzautilc. consapevole cata. Perche I'autoconttscenza pud provocare sofferenza'l Perch6, quando ci vediarnrlall'inrprovvisoper quel che siamo, quando ci che abbiarnosprecatobuona parte della nostra vita in accorgianro allora nascein noi un sensodi "rimorconrportamentinreccanici. sofferenza e una crescita del centro una so", che rappresenta che siamo emozionale. Il dolore si sviluppa dalla consapevolezza quasi impotenti, che - nonostantela nostra presa di coscienzanon riuscianro a cambiare, che fra poco ricadrerno nel futile tran tran giornaliero. che ogni nostro sforzo s'infrange contro mille ostacoli e forze contrarie. e che, se non vogliamo di nuovo ricadere nello stato di sonno. ci aspettauna dura lotta, dall'esitoincerto. D'altronde. poich6 prima o poi la sofferenzaci colpird, poich ! i 238

n{)stri "respingenti" non potranno dit'enderciin ogni occasione, bbe molto piit intelligenteprepararcia passareda una soffe',rre r!'nza autontatica e in gritn parte inutile ad una volontaria e (()sciente. ll dolore pud dunque essere un potente ausilio per rrtordare noi stessi:essointjrtti prorontpe cluandoi..respineenti.' n()nsono pii in grado di areinarlo. In tali casi la nostra natura. la rrostradebolezzacon_uenita, si mostra apertatnente,e noi potrem_ rrroapprofittarne- se cj restaabbastanza luciditl - per diventarne eorrsapcvoli. Tuttavia una sinrile linea di comportanlento d per t'trsidire ritlessa.in quanto n'n sianto noi a scatenareil dolore: sono invece i casi della vita di cui abbianro perso il controllo. (iurdjieff propone percid una secondalinea: quclla clellaricerca v.lontaria della sofferenza,uttril!erso prima un'analisispictatacli rroistessie poi una condotta che lotti contro le abitudini acquisite, contro le distorsioni del carattere, contro i difetti principali. Se srpremo liberarci dagli strati protettivi dietro cui ci ripariamo. se l'esscnza l)unteremo diritti versc) e se saprcnlo resistereal dolore che ne scaturiri\.potrento conse_uuire il risvegliodella coscienza. Non tutte le vie sono perd dolorose: esistonoanche sistemi piir piacevoli. un. dei quali e Iunrorisnro. Volend. infatti disideniificarci o decondizionarcidai ruoli abituali, un aiuto in tal senso viene dall'auttlsservazione umoristica. euando ci vccjiamo nelle nostre truffe identificazirlni.nei ruoli che recitiamo, nelle innume_ rcvoli contraddizioni, nel tcntativo di ratgiungere mete che ci siamo inventatc e nei paradossi della vita sociale.allora pud nasce_ rc in noi un riso liberat,rio, che ci fa sfiorare Ia veritir. lnrjubbiamente. vista dal di fuori, I'intera nostra esistcnza d una tragicomnredia, cui si pud reagire ridendo o soffren<Jo. Nel prinro caso, sull'esernpio anchedi certi macstri zen. si mctte in azir.rne il nostro sensoumoristico e noi ci vedianro all'inrprovviso,comc in un'illunrinazione,per quei butTi personaggiche sianto, tutti protesi ad inseguireillusioni. fantasnri,sogni. Nel secon<Jo caso,ci rencliamo conto che stianro sprecando l'occasionedella vita, che stianto vanantenteconsunrandoil nostro breve tempo. Ecco perch !, se_ condo Gurdjieff. certe improvvise prese<Ji coscienza della condi_ zione untana. certe fulminee intuizioni della sua ridicolaggineo della sua tragicitir.certi irresistibili inrpulsi al riso o all.angoscia, rappresentanoin realtir vere e proprie esperienzenaturali di meditazione e, se riconosciute come tali, possonoaiutarci nel camrni_ no verso il risveglio. Un altro eserciziodi disidenrificazione utilizzato da Gurdjieff d quello di ricordare, la sera prima di addorntentarsi,I'intera gior_

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i movicon le emozioni.i pensieri.le sensazioni. nata trascorsa, un film menti e le azioniche abbiamovissuto.Conrese girassinro e a conoscerci, it osscrvitrci imparitre dotrbianrrl su noi stessi. dei gesti. delle dellereazioni. prendendo notadei comportanrenti. apparireagli altri. Sianlotalnrente parole e di contepossiamo nei nostri siantotalmenteimmedesimati immersiin noi stessi. di carnbiare. Se invececi ruoli. che non abbiamo la possibilitir vedessimo all'inrprowiso dall'esterno,cosi come ci vedono gli e nello sia la nostraessenza altri. potremmoforse intuire <1uale le nostrefalse stessotempo quali siano le nostremascherature. tutti di Gurdjieffci riconducono In fondoi rnetodi identificazioni. cid ciod al tentativodi distinguere all'anticavia delle Upanisad. (l'essenza. il Sd) dri cid che d un prodottodella che d autentico Nell'idensociali. e dei condizionanrenti cultura.dell'educazione della verita.sta il risveglio. dell'autenticiti. tificazione il ricordodi s6, non d un compitofacile,e la L'autosservazione. potrebbeobiettareche essad viziatada quelle stesse psicanalisi TuttaviaGurdjieff era stortureche vorrebbemetterein evidenza. I'ausidelle difficolti cheritencvaindispensabile cosiconsapevole lio di una scuolae di una guida. I suoi metodi vanno percid su semprevisti comemomentidi uno studiodi sdche devebasarsi interventodi un altro o di un aiuto esterno,sull'importantissimo altri: a parte la presenzadi un vero maestro, tutti possiamo e raccontandoci comevediamonoi stessi aiutarcireciprocamente, in tal i diversipunti di vista.Va inquadrato gli altri e confrontando tendenze si agitano di scoprirequali contrastanti sensoI'esercizio sulledue elencando dentrodi noi, quali oppostiio si scontrano. colonnedi un foglio, da una parte, cid che dovremmofare per qualcosa di duraturo,per reasvilupparci,per creareveramente e, dall'altraparte, cid che ci fa lizzareun mezzoche sopravviva, deviareda questeintenzioni,gli sprechidi tempoe di energia,le abitudiniche non riusciamoa vincere,gli atti di pigrizia.ecc. Lo che ci circonfatto suglialtri: le persone lavoropud essere stesso viste dano (mogli, figli, padri, amanti, ecc.) dovrebberoessere le nostreproiezioni.Di qui I'idea di come sonoe non attraverso in cui ognuno riveli sinceramente creare gruppi di meditazione di di loro, comeli vede.Si tratta insomma agli altri checosapensa di gruppo,il cui scopod quellodi dire e di psicoterapia una specie Ie opinioni altrui, al di fuori dellesoliteconvenzioni di conoscere sociali. obiettid dunquela stradadellaconoscenza La via del risveglio (il viveka della discriminazione realistico, va, del riconoscimento 240

srrnscrito) fra cid che d vero e cid che d falso; scoprireil Sd e itlcntificarcicon esso significasaperefinalmentechi siamo. ( onre si d detto, il messaugio di GurdjietTnon d diverso strstirnzialmente da quello delle IJpanisarl; egli perd attribuisce irl concettodi conoscenza di se stessi connotatipiir moclerni, introducendo tecniche psicologiche tipichedei nostri tenrpi.In fondo qualunque metododi analisipsicologica, qualunque tentativo di conoscenza e di autoconoscenza obiettiva, pud essere considerato un importantepassopreliminare verso la tecnica della meditazione. Non c'd nessun contrasto su questopunto:il risveglio implicasempre la volonti\di farlafinita con le imnraginazioni, le fantasie,i sogni ad occhi aperti e Ie illusioni. Quandoalcuninraestri diconoche il mondod un'illusione, non intendono solo riferirsi al problema della sua realti oggettiva (ancheun'immagine o un sognosonoa modo loro reali), nia al fatto che noi in ogni caso la travisiamo, proiettandovi nostri pregiudizi, immagini,aspettative e cate_eorie mentali. La differenzafra una comuneanalisipsicologica e la penetrazione intuitiva della meditazione sta nel fatto che la prima riconosce conre malati solo alcuni individui, mentre la seconda ritiene che tutti gli uomini, in quanto esseripensanti,sono malati di sog,qettivismo: non c'd nessunoche non proietti immagini mentalisulla realti. Da qui nasce quellagrandeforma di psicoterapia - come qualcunola definisce - che d il buddhismo. Anche Gurdjieff si trova su questastrada,sostenendo che I'uomo che smette di mentire a se stessoe acli altri e muore alla propria falsapersonalita, e un individuochi pud finalmente crescere:solo uno sforzo coscientepud costruire un nuovo centro psichico capace di vedere la realtd. L'importante d essereguidati da un'aspirazione interiore, da un desiderioche nascadal pii profondo di noi stessi,dall'essenza stessa. Interessantisono anche le idee di GurdjietTsulla funzione che la sessualite pud svolgerenel processodi risveglio. Egli ritiene innanzituttoche il sesso sia uno dei maggioriresponsabili dello stato ipnotico in cui viviamo, poichd concorrein modo determinanteal mantenimentodella meccanicitir esistenziale. Volenti o nolenti, la maggior parte delle nostre attiviti gira attorno al sesso, che diventacosi una delle principaliragioni dei nostri attaccamentie delle nostre illusioni. D'altra parte esso rappresenta ancheuna potente fonte d'energiache pud essere utilizzata per promuovere la nostra liberazione, attraverso un processo che Gurdjieff chiama di "trasmutazione", in quanto e 241

analogo al procedimentoalchemicodi trasformazionedi un metallo in oro. del materialein sottile. Si tratta di creareuna nuovavita. owero un nuovo livello di vita, all'internodell'ornel normaleconcepicomeavviene all'esterno ganismo, anzich ! di un corpo con la nascita coincide mento. Questaoperazione "astrale". di di per sd non promuovenessunprocedimento L'astinenza (o di sublimazione come diremmo oggi) quando trasmut.rzione da un potente sforzo di consapevolezza, non sia accompagnata pud essere necessache perd non d alla portatadi tutti. La castit?t dell'energia la trasmutazione ria ad alcuniindividuiper realizzare da s !quando Per altri sopraggiunge spirituale. fisicain energia dand invece Peraltri ancora coscienti. a diventare incorninciano quello neccs' d'energia: eccessivo un dispendio nosa,provocando utilesoloseI'indid comunque L'astinenza sarioallarepressione. contrario in caso I'energia cheaccumula: viduosacomeutilizzare bloccodella vitalitil. un controproducente rappresenta "abusct che non d, del sesso". i il cosiddetto Molto pericoloso di attivitirerotica.ma una un eccesso credere. comesi potrebbe da partedegli altri centri.In altri e utilizzazione sua deviazione viene utilizzata - per motivi che sessuale termini. se l'energia - dal centro intellettuale, individuale risalgonoalla psicologia il il fanatismo, mentale, come I'erotismo avremomanifestazioni piir deteriore. Se e I'intellettualismo proselitismo. I'estremismo avremofentlmenicome dal centro entozionale. vienc utilizzata la il rivoluzionarismo, il settarismo, il misticisrno. I'ascetisnro, dal centrornottlrio.si ecc. Se vieneutilizzata faziosa. religiositir mon' a scalare primatisportivi. a battere tendenze svilupperanno caratteriln ognicaso, fisicarnente. tagne.a lottaree conrbattere che sessuale i la veenrenza dell'energia stica di tali deviazioni il suo esserfine a se stessa. I'azione e soprattutto assume II signifihuitlu-yoga. il suo insegnamento Gurdjieffchiamava un ordirte","rivuol dire "eseguire cato di huida(che in russct pronte:zza") indicacheegli con la ntassima a un appello spondere cheF)rtasuno yogarapido.uno yogasintetico. volevainsegnare di agli allieviun concentrato alla meta e forrrisse se velocementc permesso loro di evolversi che avrebbero tutte quelleesperienze ostacoli, di creare in pocotempo.A talescopoGurdjieffcercava drammatisituazioni provocitzioni, rlifficolti. proveda superare, sperimenveri e proprishock personali. in unaparola che,scontri ai gli individuidi frontealle loro debolezze, tali. che mettessero presedi coscienza di improvvise loro difetti.e che provocassero 242

, rr\ che si opponevaallo sviluppointeriore. Egli ripetevache cid , hc fa benealla personalit),fa maleall'essenza: I'una si svituppa a ,l.rrrrro dell'altra. Con I'intento di indurrequeste reazioni nei suoi .rllrcvi, a volte si mettevaa recitaredeterminati ruoli, oppure rn\cntilva scene teatralio faceva compiere azioniche avrebbero gli stati d'animo voluti. [.e tecnichee le situazioni l,r()v()citto . rrretlitative da lui createeranodunquenumerose e spesso improv\ r\irtc.Come diceva.la psicotogia non dev'essere solo una scien/ir. ma soprattuttoun'arte. Bisognaconoscere se stessi e gli altri, r'tl cssere in gradodi assumere diversepersonaliti.L.imitazione e lrrrccitazione eranosecondo lui tecniche in gradodi sviluppare il .crrso dell'osservazione, la comprensione degliuominie la perspi.:rci a. (iurdjieff era capace di assumere personalitA diversissime, con rrnatale maestria da diventare irriconoscibile. Sosteneva anche ehe si pud cambiare completamente il proprio aspettogiungendo .rdapparirebelli o brutti. oppurea non farsinotaredallagentee a riivcntare cosi "positivamente invisibili".Ma i suoi metodicomoltre ai gii citati esercizi l)rcndevano, ritmici, alle danze.alta rccitazione e all'esecuzione di musica, anchetecniche di respirarione ("il tempxrd respirazione"), esperimenti di telepatia,di elriaroveggenza. di letturadel pensiero, manifestazioni medianiche ed altro ancora. Si capisceinsommacome sia nata la leggenda di un Gurdjieff imprevedibile. ora celidoora nevrastenico. ora irritante ora irritatr), ora sinceroora bugiardo,un uomo in cui confluivanole di un saggio guru, di un mago,di un attore, di un lrcrsonalitir ricercatore spirituale. di un istrione, di un asceta, di un mercante, tli un conquistatore. probadi unopsicologo e di un ipnotizzatore. bilmente in lui convivevano tutti questiaspetti ed egli non faceva nulla per nasconderli o reprimerli. Come abbiamodetto all'inizio,Gurdjieff individuava tre vie tradizionali - corrispondenti a tre tipi d'uomo(l'asceta, il monaco o lo yogi)- nei tentatividell'umanitir di risvesliarsi dal sonnoin cuid condannata da tbrzeostili;ma agigliungeviche tutt'e tre sono insufficienti. poichC si basano sullosviluppo di una solapartedi rroistessi. Il suo modello era I'uomonumeroquattroche si risveqlia dallameccaniciti a prezzo di sforzivolontari e con I'aiutodi un lavorodi scuola. S<llo in quest'ultimo individuo i centripsichici incclnrinciano ad armonizzarsi e si creaun nuovocentrodi graviti o "centromagnetico" permanente, che in seguito potri evolversi vcrsolivellisuperiori: il quinto.in cui I'unitde la stabilitiaumen243

tano; il sesto, in cui la "cristallizzazione" delle qualitl quasi permanente;e infine il settimo, che rappresentail sviluppo ottenibile dall'uomo ed 0 paragonabilea quello di Cristo o di un Buddha. Ma la differenzafondamentalefra i sta nel fatto che quelli sono tre stadi e i successivi dalla meccanicitA, dall'involontariet| e dalla non e mentre questi sono caratterizzati dalla consapevolezza volonti di diventare padroni di se stessi. In conclusione,i metodi di Gurdjieff intendono destare dal suo stato d'alienazione (ossiadall'essere-altro-da-S!), dirgli il pit possibile di dipendere dalle forze che dominano mondo, fargli recuperare la sua uniti, mettergli in azione e aiutarlo a costruire un strumento della coscienza-di-Sd centro psichicoche sia in gradodi guidarlo nella conquistadell'au. ra cosi di sfruttare I'occasione tonomia, consentendogli ta dall'esistcnza.Per ottenere questo scopo, egli riteneva, un vero maestro tantrico (cui pud essereparagonato), che mezzo fosse buono o che comunque fosse giustificato dal supremo del risveglio.

13 La meditazione secondo RamapaMaharsi

Ramana Maharsi(1879-1950) d uno dei pit osticimaestriindiani, certamentemolto difficile da accettareper la mentaliti occidentale. Non realizzd infatti quasi nulla di quel che si attribuiscetradizionalmentea un grandegurui non predicd, non fondd movimenti, non volle convertirenessuno, parld pochissimo e scrisse anche meno. Trascorrevabuona parte della giornataimmersoin meditazione, circondato da pochi devoti. Da dove nasceallora il suo fascinoe che cosa sparsela sua fama dapprima in India e poi in tutto il mondo? La rispostasta probabilmentenel fatto che I'uomo moderno, cosi attivo, costruttivo e aggressivo,d inconsciamente attratto da una guida spirituale che rappresentail suo opposto. Dalla figura di Ramana si sprigiona infatti I'attrazione del tipico illuminato jfidni, che ha scarsi rapporti con la gente, non ha un nome cui rispondereo con cui identificarsie si limita a vivere in contatto continuo mn il SC. Il risveglio di Ramana awenne senza nessunapreparazione. Era ancorauD tagnzzslls diciassettenne quando awerti un richiamo fortissimo ad andare "alla ricerca del Padre", del suo vero padre, non di quello terreno che la sorte gli aveva attribuito. Lascid cosi la famiglia diretto verso il tempio sacrodi Tiruvannamalai, di cui avevaappenasentitoparlare.Qui sedette immobile per circa due mesi, senzacomunicarecon nessuno,incurante di tutto, assorbitonel samddhi,mangiandosolo quando qualcuno si ricordavadi portargli qualcosa,sbeffeggiato all'inizio dai raga""ini e dai pellegriniche si recavano al tempio. Ma la resistenza, la concentrazione, I'indifferenzaalle condizionimateriali e la sua stessa mancanzadi comunicativafinirono per attirare la curiositi della gente. A quel tempo qualcuno credeva che egli fosse un muni, cioi un ascetache avessefatto voto del silenzio, ma la