Sei sulla pagina 1di 18

Vincenzo Cicero

Leggere il Libro rosso di Jung


con la collaborazione di Lucia Guerrisi

e l s

la scuola

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riprodu


zione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (com
presi i microfilm), sono riservati per tutti i Paesi.
Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettua
te nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico die
tro pagamento ala SIAE del compenso previsto dallart. 68, commi
4 e 5, della legge 22 aprile 1941, n. 633.
Le riproduzioni effettuate per finalit di carattere professionale,
economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello
personale possono essere effettuate a seguito di specifica autoriz
zazione rilasciata da clearedi, Centro Licenze e Autorizzazioni
per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana n. 108, Mi
lano 20122, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.
clearedi.org
ELS
Ls Scuola
2016 Editrice Morcelliana
Via Gabriele Rosa, 71 - 25121 Brescia
Stampa: LegoDigit srl - Via Galileo Galilei 15/1 - 38015 Lavis (TN)
ISBN 978 - 88 - 350 - 4633 - 2

Introduzione*

Il Libro rosso stato pubblicato nel 2009, quasi cin


quantanni dopo la morte di Jung, e si rivelato fin da
subito, su scala mondiale, uno degli eventi editoriali
pi importanti del nuovo secolo. Non solo per la fat
tura raffinatissima, quanto soprattutto per la violenta
scossa tellurica che ha provocato nellambito degli
studi junghiani.
James Hillman e Sonu Shamdasani hanno infat
ti sostenuto unanimi, dallalto della loro indiscussa
autorevolezza, che la psicologia dopo il Libro Rosso
deve trovare un altro linguaggio, [...] basarsi sullim
magine fantastica. Deve usare il linguaggio della poe
sia, o dellanalogia, o della metafora, o qualsiasi altro
che non sia, per cos dire, denotativo.
evidente che lopera chiama in causa mettendoli
in crisi i fondamenti della psicologia come scienza,
per cui uno dei compiti epistemologici decisivi dei
* Per le sigle qui impiegate vedi infra, p. 19.
1
J. Hillman - S. Shamdasani, Il lamento dei morti. La psicologia
dopo il Libro rosso di Jung, trad. it. di F. Pe, Bollati Boringhieri,
Torino 2014, pp. 46, 49 (trad. rivista).
5

Introduzione

prossimi decenni sar la questione della ridefinizione


poietica del sapere relativo alla psiche. Ci sia detto
quanto allinflusso sul destino futuro della disciplina
psicologica in generale.
Daltra parte, questo volume monumentale pie
tra miliare per la formazione e formulazione del
la stessa psicologia di Jung, e la sua pubblicazione
postuma comporta una serie importante di retro
effetti. Solo adesso infatti, grazie al Libro rosso (la
cui stesura, durata oltre 16 anni, stata fervida e
intensa specie nei primi quattro anni, dal 1913 al
1917), possibile ricostruire lorigine e la coerenza
del contenuto essenziale delle opere junghiane suc
cessive, inclusi i capolavori tardi: Psicologia della traslazione (1946), Aion (1951), Risposta a Giobbe (1952),
Mysterium conjunctionis (1955).
Si pone cos per il pensiero a venire, non solo psico
logico, la questione di una seria reinterpretazione dello
Jung maturo. In vista della quale mi auguro che il pre
sente volume possa servire da umile e utile strumento.
1. Composizione, struttura e livelli del Liber novus2
Il Libro rosso di Jung universalmente noto con que
sto nome perch il volume calligrafico di riferimento,
lasciato incompiuto, un grosso in folio di pi di 600
pagine rilegato in pelle rossa3. Il vero titolo Liber
2
Per notizie pi dettagliate sullargomento di questo para
grafo cfr. S. Shamdasani, Liber novus. Il Libro rosso di C. G.
Jung, Introduzione, LR 202 ss.
3
Solo un terzo del volume, iniziato nel 1915 e interrotto
nel 1930, stato calligrafato. Lultimissimo intervento, del 1959
(lEpilogo), in grafia normale alle pp. 190 s. (infra, p. 197).

Introduzione

novus, recato sul dorso del volume; e la dizione latina


allude alla maniera di codice medievale del mano
scritto miniato junghiano4.
Una buona met del materiale del Liber provie
ne dai Libri neri (Schwarze Bcher), i taccuini su cui
Jung aveva trascritto tra laltro visioni, fantasie e
sogni profetici da cui era stato scosso a partire
dallottobre 1913; il resto deriva da varie minute e
trascrizioni5.
Del tutto intratestuale poi lindicazione crono
logica dellistante in cui viene ingiunta figuralmen
te la trascrizione sistematica delle visioni. il 25
dicembre 1913, infatti, quando il vecchio Elia racco
manda a Io-Jung, il protagonista narrante-narrato del
viaggio verso laltro polo di Dio (infra, Prove, 4, p.
167), di ricercare ancora instancabilmente la sua via,
e aggiunge: Trascrivi fedelmente ci che vedi (infra,
I.xi, p. 46). Ed difficile non scorgere in questa data
cristologica il destino del Natale divino multiplo a cui
contribuir personalmente il viandante lungo il suo
processo di autoliberazione.
A livello narratologico (e dialogico), dunque, il Liber reca in s la dichiarazione della propria genesi ne
cessaria, e quindi un sicuro germe autointerpretativo,
in grado di schiarire pure la struttura complessiva del
testo edito. In effetti, il volume calligrafico si compo
ne solo di due libres, ma le Prove (Prfungen) scritte
e cos titolate da Jung nellinverno 1917, e aggiunte
4
Devo recuperare un pezzo di Medioevo in me stesso,
scrive Io-Jung in chiusa al liber secundus (infra, p. 156).
5
Per lelenco di tutti i testimoni esistenti e le notizie sulla
loro collazione cfr. Shamdasani, Nota editoriale, LR 222 s.

Introduzione

da Shamdasani nelledizione del 2009 costituiscono


senza alcun dubbio il liber tertius che rimasto fuori
della compaginazione solo per vicende non intrinse
che al suo contenuto.
Del tutto organici al flusso narrativo e interloquia
le, ma stilisticamente autonomi, sono inoltre i testi
poietico-profetici, ispirati ai Salmi e ai libri sapienziali
veterotestamentari; e rientrano in questa tipologia an
che le formule magiche ed evocative delle Inkantationen (infra, II.x, pp. 76 ss.). In genere lautonomia di tali
brani segnalata anche per via grafica coi caratteri
gotici pi marcati e in corpo maggiore nel volume
calligrafico, con il corsivo in quello a stampa.
invece differente, per natura compositiva e per
significato strutturale, il livello del commento a luo
ghi, eventi, figure e simboli che costellano il viaggio. I
momenti narrativi sono di norma affiancati dai gesti
riflessivo-analitici che, redatti in tempi successivi ai
protocolli di viaggio (in parte nel 1915, in parte a
met degli anni 20), ne enucleano i significati in una
terminologia affine ma non uguale a quella di Tipi
psicologici (1921). Pertanto, il livello commentativo si
costituisce senzaltro come un autohermeneutic experiment, un esperimento autointerpretativo, ma appun
to con ci si apre a interessanti prospettive critiche
esterne, rendendosi suscettibile proprio di quelle
interpretazioni supplementari di cui invece Shamda
sani non ritiene il Liber novus abbia bisogno6.
Cfr. Shamdasani, Introduzione, LR 203: Il secondo stra
to [= la modalit interpretativa collettiva, non solo sogget
tiva, delle proprie fantasie da parte di Jung] in se stesso un
esperimento ermeneutico. In un senso critico, il Liber novus non
6

Introduzione

Considerazione a se stante meritano peraltro i Septem sermones ad mortuos (Prove, 6b-12), i quali, nella
porzione propriamente sermonale (non nelle deluci
dazioni di Filemone a Io-Jung alla fine di ogni sermo),
si presentano come una poiesi cosmo-teo-gonica,
come un poema psicofilosofico in prosa entro stilemi
tardoantichi. Bench si tratti di una sezione testuale
perfettamente integrata con la narrazione (la neces
sit di ridestare, ascoltare, soddisfare i morti appare
infatti gi al cap. I.iii, infra, p. 29), tuttavia la sua auto
nomia formale e materiale rispetto allintero corpus
cos spiccata che Jung ne fece circolare tra amici e
conoscenti un numero ridotto di esemplari a stampa
sia nellanno di redazione (1916), sia al tempo della
traduzione inglese di Peter Baynes (1925)7.
richiede uninterpretazione supplementare, perch contiene la
sua propria interpretazione. In realt, nei commenti che cor
rono paralleli alle vicende del viaggio di Io-Jung non mancano
situazioni aporetiche (nozionali, inferenziali, ermeneutiche) bi
sognose di valutazione critica, e non tutte sono riconducibili alla
terminologia junghiana ancora acerba e in corso di stabiliz
zazione degli anni 10. infatti il caso di rilevare che nel Libro
rosso non compaiono mai parole chiave del pensiero junghiano
maturo come individuazione, archetipo, sincronicit ecc.,
sebbene ne siano senzaltro presenti i nuclei concettuali (cfr.
p.es. S. Pizzata, Prodromi della sincronicit junghiana, AGON-Q5,
pp. 144 ss.); la stessa determinazione discorsiva del rapporto tra
Io e S contiene ancora ambiguit. Non c dubbio, dunque, che
il Libro rosso sia unopera strutturalmente autoermeneutica, ma
altrettanto certo che, appunto per questo, esige integrazioni er
meneutico-critiche dai suoi (non agiografi e non devoti) lettori.
7
Per la sua autonomia basti pensare ai due nomi che rinviano
alle figure pi importanti dellintero Libro rosso: Cristo (= luni
ca stella allo zenith) non ha alcuna citazione diretta nei Sermones;
Abraxas (= il frutto pi antico dellalbero su cui cresciuto =
9

Introduzione

Infine, c un terzo livello: le illustrazioni dipinte.


Realizzate a partire dal 1915 fino alla vigilia dellin
terruzione della stesura calligrafata, comprendono
anche i capilettera figurati o istoriati, le cornici, i bor
di e altri ornamenti. Solo le prime illustrazioni han
no concreta attinenza con la scrittura, mentre pi o
meno da VC 70 i legami tra il verbale e limmaginale
si allentano, evidentemente non solo per la distanza
temporale sempre maggiore tra protocolli narrativi e
realizzazioni pittoriche, ma soprattutto per limpres
sionante evoluzione tecnico-grafica di Jung e la cre
scente complessit mandalica delle immagini8. Poich
non si ha a che fare con mere raffigurazioni acces
sorie n esornative, anzi le illustrazioni costituiscono
nel loro insieme una co-narrazione complementare
a quella scritta, e con diversi aspetti inediti del viag
gio verso laltro polo di Dio, risulta allora junghiana
mente insensata lidea che nella realt editoriale i tre
livelli si possano disgiungere.
il figlio dei ranocchi = il signore di questo mondo ecc.) viene
nominato esplicitamente solo nel poema. A proposito del quale
rimando al saggio V. Cicero - L. Guerrisi, VII Sermones ad vivos.
Notazioni filosofiche e psicologiche a margine del poema di Jung, Illumina
zioni, n. 35 (2016), pp. 35-82, part. 1.
8
A testimonianza dellevoluzione valga per tutti il confron
to tra il bellissimo capolettera inaugurale e lesplosiva ricchezza
ovoidale di VC 135, infra, pp. 22 e 126. Nellultima fase degli
studi universitari di Basilea (conclusi nel 1900), Jung si era dedi
cato con una certa assiduit alla pittura, mostrando un discreto
talento figurativo per i paesaggi (cfr. p.es. A. Jaff, Carl Gustav
Jung. Immagine e parola, Magi, Roma 2003, pp. 46-47). Ma lin
tensit abbagliante e insieme inquietante di certe immagini del
liber secundus sembra tradurre direttamente in forme e colori quel
dono della bellezza della sofferenza che lultima parola (ed la
figura di Cristo a pronunciarla) dellintero Liber.
10

Introduzione

2. Fattori, caratteri, meta del viaggio


Il Libro rosso pu definirsi come il racconto del viag
gio di Io-Jung nello sprofondamento entro s, nellat
traversamento del mondo infero, e nel riaffioramento
alla nuova luce/ombra in vista della congiunzione e
convivenza con il proprio S. Alla progressione di
questo percorso lo psichiatra svizzero, nello scritto
quasi coevo Tipi psicologici, d il nome di processo di individuazione, che in generale il processo di forma
zione e specificazione dei singoli esseri, in particolare
lo sviluppo dellindividuo psicologico come diffe
rente dalluniversale, dalla psicologia collettiva [... ;]
perci un processo di differenziazione che ha per meta lo
sviluppo della personalit individuale9. Quindi, a cia
scuno la sua peculiare individuazione, essenzialmente
differente dividuata da quelle altrui.
Dal resoconto di questo viaggio personale, tutta
via, emerge senza il minimo dubbio che Jung era ben
consapevole dello straordinario valore paradigmatico del
suo confronto con linconscio. Ciascuno ha da per
correre la propria via, verit e vita, certo (infra, II.xvi,
p. 108); ma, per quanto ogni viaggio in-dividuazio
nale sia a suo modo unico, speciale, irripetibilmente
interessante, alcune vie personali sono pi rappre
sentative delle altre, sono come destinate a fungere
da avanguardia nella confluenza delle vie individuali
9
Jung, Tipi psicologici, OC 6, p. 462. Non si pu quindi fare a
meno di notare come lindividuazione sia insieme, di fatto e in
scindibilmente, un processo di dividuazione. Sul ruolo del deside
rio nel processo di individuazione, quale viaggio nelle recondite
profondit del S raccontato nel Libro rosso, cfr. I. Formica, Il
desiderio in Jung e Lacan, AGON-Q5, pp. 114 ss.

11

Introduzione

entro lunica Via10. Perci Jung fu pi volte tentato di


pubblicare il Liber (e lo fece in forma parziale dappri
ma con i Septem sermones, poi con copie della minuta);
e perci la scelta di editarlo nel 2009 va ritenuta ri
spettosa della volont junghiana.
Un fattore determinante della paradigmaticit del
viaggio junghiano sta ora nella sua matrice figurale auto
poietica. Infatti le figure e i contesti che vengono in
contro al viandante irrompono in modo spontaneo
dal suo inconscio e gli si impongono come vere e
proprie autocreature, come incarnazioni autonome di
numina archetipici11. Lo stesso abbrivo autentico del
cammino avviene allorch Io-Jung decide di ogget
tivare la propria anima, accettandola come una per
sonalit indipendente e avviando colloqui intimi con
lei secondo la tecnica, divenuta poi centrale nella
pratica clinica dello psichiatra svizzero, dellimmagi
nazione attiva12. Lanima che affiora inaspettatamente
10
Sottoscrivo in toto il seguente giudizio dello psichiatra Mat
teo Allone: Lautosperimentazione della psiche stata da Jung
proposta in una forma cos destinalmente ricca di facce peculiari
e uniche, che il risultato unopera irripetibile e, nel contempo, pa
radigmatica sia per i singoli individui sia per lintera epoca a venire.
Il Libro rosso narra le peripezie di un Io il cui cammino viene confi
gurandosi via via come espressione di un destino micro- e macro
cosmico (M. Allone, Lasciarsi incontrare dal Tao, AGON-Q5, p. 7).
11
Per la connessione tra i numina e lautopoiesi dellinconscio
cfr. E. Saltalamacchia, Il numinoso nel Libro rosso, AGON-Q5,
pp. 25 ss. I nessi tra figure psichiche spontanee e le avventure
infere di una discesa psicotica sono mostrati in S.C. Gugliotta,
Linfernale viaggio di Odisseo, ibidem, pp. 91 ss.
12
Cfr. Allone, ibidem, pp. 10-11 e nota 9. La prima citazione
di questa tecnica Jung lha fatta nel seminario Psicologia analitica
(conferenza del 27 aprile 1925, pp. 87 ss.), e lha poi esposta pi
diffusamente nel 1928 in LIo e linconscio (OJ 7, pp. 198 ss. e 210

12

Introduzione

a Io-Jung da un pozzo oscuro: e Filemone il mago


che, davanti al pellegrino lacerato ma infine libero,
onora lombra blu di Cristo: sono le due situazioni
figurali che racchiudono icasticamente, memorabil
mente lintero viaggio, come sigilli terminali apposti
alla via dalle azioni del demiurgo/inconscio.
Inoltre, assodato che ogni poiesis attinge sem
pre allinesauribilit del fondo mitico delle culture
umane, nel Libro rosso la narrazione presenta molte
movenze di mitopoiesi esplicita e plurale, a partire dal
trattamento del mito vivente per eccellenza della
cultura occidentale, ossia Cristo13, e dal recupero del
mesopotamico Izdubar (Gilgamesh; v. infra, II.vii, pp.
69 ss.). E il tratto pi saliente dei momenti mitopoie
tici consiste nella ricreazione e nellintreccio costante
di temi e personaggi classici, si tratti del dio egizio Ra
e del suo viaggio sotterraneo o degli striscianti e am
bigui Cabiri, di Sigfrido ucciso a fucilate o di Brimo
signora dei morti e madre di p14.
ss.), mentre la denominazione di metodo dellimmaginazione at
tiva (Methode der aktiven Imagination) risale alla seconda met degli
anni 30, in Psicologia e religione (OJ 11, p. 86 e n.).
13
Cfr. Jung, Aion, OJ 9/2, p. 36: Cristo il mito ancora vivo
della nostra cultura, dove la parola mito come ovunque in
Jung indice di prossimit alla verit. Sul ruolo preponderante
e rimitologizzato di Cristo nel Libro rosso rinvio al mio saggio
apparso nel gi citato Quaderno n. 5 di AGON (V. Cicero,
Lombra blu e la bellezza della sofferenza, pp. 188-234).
14
Cfr. F. Papa, Esempi di visione mitica nel Libro rosso,
AGON-Q5, pp. 47-48: Lintrecciarsi visionario-profetico del
lantico motivo mitico del viaggio sotterraneo del dio Sole con il
nuovo serpente eliovoro Atmavictu [v. ill. VC 55 e 117, infra,
pp. 77 e 114] un esempio emblematico del procedimento nar
rativo di Jung nel Libro rosso: tutti i miti tradizionali non vengono
mai meramente riproposti nella loro veste originaria, ma sono an
13

Introduzione

Infine, degna di nota la singolare traiettoria concentrica dellitinerario. Alla meta del processo indivi
duazionale costituita dal S, lunit e totalit della
personalit nel suo complesso15 Io-Jung scopre
infatti di non poter giungere in modo rettilineo, dato
che la struttura del S si mostra concentricamente, in
una pluralit di circonvoluzioni al centro16. La ragio
ne pi profonda esposta nel cap. II.xx, dove lanima
dellumanit e lanalogo vale per lanima del singolo
uomo paragonata alla ruota dello zodiaco (infra, p.
131): Non c parte della ruota che non ritorni. Che il
gi-stato ritorni appartiene allessenza del movimen
to in avanti. Ma non nelleterno ritorno delluguale
zitutto fatti rivivere secondo nuove pieghe e rinnovati indumenti,
e soprattutto in questa loro re-visione reimpiegati al servizio
di momenti mitici originali, di vere e proprie reinvenzioni artisti
che (un atteggiamento che investe persino la figura di Cristo).
15
Jung, Tipi psicologici, OJ 6, p. 477 (la definizione del S venne
aggiunta nel 1958). Cfr. anche il cap. 4 di Aion (OJ 9/2, pp. 23-35).
16
La concentricit del S ben rappresentata dal ritorno ci
clico della nascita del Dio rinnovato ri-generazione annunciata
fin dal prologo del liber primus, reclamata con la necessit di apri
re la porta dellanima (I.iii) e preparata decisivamente nel deserto
(I.iv), dove avviene il concepimento del Dio (I.viii) che, a ma
turazione, fa dischiudere luovo divino (II.xi), mentre Io-Jung
tramonta agli inferi come sprofondando nella placenta del Dio.
Segue un secondo ciclo dominato dalla variegata assimilazione
del male e del Maligno, dal cui corpo placentare fuoriescono in
ultimo i Cabiri recando a Io-Jung ci che morto, ma tuttavia
vivificante, e cos fecondandone lanima: la quale, preconizzan
do la ciclicit dellevento tramite il racconto al viandante della
storia del principe generato due volte con lo strutto di lontra,
partorisce il figlio dei ranocchi (II.xxi), il nuovo Dio ultradivino,
il signore di questo mondo, Abraxas lEffettuante (Prove 7). La
storia del principe bi-generato una mise en abyme del significato
strutturale del Libro rosso narrata al 7 di II.xxi; cfr. LR 328 s.
14

Introduzione

che sta il senso, bens nel modo e nella direzione della


ricreazione delluguale nel tempo. Luguale ri-creato
non pi meramente uguale (cio indifferenziato),
ma identico oppure simile, in quanto vi allopera, a
vario grado, la differenza qualitativa, tormentata (die
Qual in tedesco : il tormento): sta qui a mio avviso la
grande riforma del filosofema nietzschiano delleter
no ritorno delluguale, da Jung approntata nel Liber
novus ventanni prima che la rendesse pubblica nel se
minario sullo Zarathustra (1934-39)17.
Il S concentrico conjunctio oppositorum, sintesi de
gli opposti, nel senso di precondizione dellunit e to
talit personale, non di personalit unitotale reale. In
quanto tale, di per s irrappresentabile, non co
glibile in modo diretto nella effettualit, ma appare
solo come gioco di luce e ombra attraverso fenomeni
onirico-mitici oppure mediante simboli spontanei, se
non autonomi.
Ora, il mandala appunto un simbolo di questo
tipo, che ricorre nei sogni delluomo contemporaneo
come nelle testimonianze mitologiche e storiche di
tanti popoli e tante epoche: simbolo di unitotalit, di
ordine, come cerchio magico che trasforma il caos in
cosmos, perci si legge in Aion (cap. 4) compare
nei pazienti specie in periodi di disorientamento o
riorientamento psichico, a esorcizzare e soggiogare le
terribili potenze delle tenebre.
Jung dipinse il suo primo mandala il 16 gennaio
1916, subito dopo la stesura dei Septem sermones: era il
Al riguardo cfr. anche L. Guerrisi, Lo Zarathustra di Nietzsche nel Libro rosso, AGON-Q5, pp. 182 ss., e il mio saggio nel
medesimo Quaderno, pp. 223 s.
17

15

Introduzione

Systema munditotius (infra, p. 186), la cartografia di tutti


i cosmi concentrici. Infatti, in quanto crittogramma
del S, il mandala il centro, lespressione per tut
te le vie, la via al centro, allindividuazione18. Da
quellinizio mandalico fino al 1928 quando per il Liber novus giunse linizio della fine (infra, p. 197), con
linvito di Richard Wilhelm a commentare il trattato
taoista Il segreto del fiore doro Jung dipinse moltissimi
mandala. Fu perci anche grazie alla frenetica opera
crittografica se tra il 1918 e il 1920, cio a stesura
finita del Liber, gli divenne definitivamente chiaro
che la meta dello sviluppo psichico il S19.
La formidabile eruzione vulcanica prodottasi nel
lesistenza interiore di Jung alla vigilia dei 40 anni, dal
tempo del suo primo rifugio nel deserto del S, ha avu
to bisogno dei quarantacinque anni successivi per ve
nire reintegrata, affinch loriginario magma fuso e in
candescente si cristallizzasse in opere epistemicamente
consistenti. Ma gli sarebbe stato impossibile scolpire
quel cristallo senza le circonvoluzioni di cui il Libro rosso testimone eccezionale, narratore unicissimo.
Rometta Marea, 24 ottobre 2016
18
Jung, Ricordi, p. 243. Sullargomento cfr. in AGON-Q5 i
saggi di C. Tal, I mandala e il visionario viaggio di Jung (pp. 51-76),
e di S. Settineri, La testimonianza del confronto con linconscio di C.G.
Jung nella relazione clinica (pp. 77-90), il quale suggerisce di guarda
re al Liber novus come a un macromandala: il Libro rosso come
un mandala molteplice per i suoi significati, molteplice per i
suoi contenuti, ma fondamentalmente stabile nella sua morfo
logia, ed per questo che nellinfinit del S troviamo lagognata
conjunctio oppositorum della tradizione alchemica, di quella pace a
cui aspira ogni processo di individuazione (p. 89).
19
Jung, Ricordi, p. 243. Per il capoverso successivo cfr. ibidem,
le pagine finali del cap. 6.

16

Nota editoriale

Lidea di questo volume sorta in seno al progetto


di un lavoro collettaneo dedicato allopus magnificum
di Jung e destinato a costituire il Quaderno n. 5 della
Rivista internazionale di studi culturali, linguistici e
letterari AGON dellUniversit di Messina, diretta
da Massimo Lagan: V. Cicero - L. Guerrisi (curato
ri), Intorno al Libro rosso di Jung. Un tentativo di dialogo
tra psicologia e filosofia, pubblicato online come supple
mento al n. 9 (aprile-giugno 2016).
Il testo junghiano stato compendiato e siste
maticamente convertito alla terza persona sulla base
delled. tedesca: Das Rote Book, Patmos, Dsseldorf
2009. La traduzione italiana delle pagine qui ricapito
late differisce molto dalla versione Bollati Boringhie
ri, sia dal punto di vista terminologico, sia da quello
stilistico. La resa dei termini risponde a una strategia
di coerenza globale, per cui si mira a mantenere per
tutto il testo le stesse corrispondenze traduttive tede
sco/italiano, inclusi i giochi di parole come nel caso
p.es. della famiglia di Sinn, senso1. Lo stile tende a
1

Vedi la voce Sinn nel Glossario, infra, p. 212. Per le ragio


17

Nota editoriale

modellarsi sul tedesco di Jung, ricco di assonanze e


di ritmi studiati non solo nei passi poietico-profetici,
ma spesso anche nella narrazione e perfino a livello
dei commenti. Perci non sono rade nel testo, fra pa
rentesi tonda e in corsivo, sia singole parole sia intere
frasi in tedesco.
I numeri tra parentesi quadra, da 1 a 189 (e poi, a
se stante, il 190/191) si riferiscono alla paginazione
del volume calligrafico.
Sono miei tutti gli interventi tra parentesi quadra
(tranne quelli del glossario), quindi pure i titoli degli
otto paragrafi del cap. II.xxi e di tutti i paragrafi delle
Prove (inclusi i titoli dei Septem sermones).
Ringrazio Lucia Guerrisi, per linestimabile appor
to fornito al libro con la redazione dei riassunti di
tutti i capitoli e del glossario, e Gianluca Serra per la
sapiente correzione delle bozze.

ni della traduzione di bersinn con ultrasenso rinvio a Cice


ro-Guerrisi, VII Sermones ad vivos, cit., 4, n. 56 (pp. 62 s.).
18

Sigle e abbreviazioni

AGON-Q5 = V. Cicero - L. Guerrisi (a cura di), Intorno


al Libro rosso di Jung. Un tentativo di dialogo tra
psicologia e filosofia, AGON, Quaderno n. 5,
Suppl. al n. 9 (aprile-giugno 2016), 244 pp.
LN = Libri neri (2-7), Archivio famiglia Jung.
LR =
Il libro rosso. Liber novus. A cura di S. Sham
dasani; trad. it. dallinglese (introduzione, nota
editoriale, ringraziamenti e note) di G. Sorge,
dal tedesco di M. A. Massimello e G. Schiavo
ni, consulenza linguistica di L. Mangels Gian
nachi, Bollati Boringhieri, Torino 2010.
M =
Liber novus, minuta, SWJ.
MM =
Liber novus, minuta manoscritta, SWJ.
OJ =
Opere di C. G. Jung, a cura di L. Aurigemma,
24 voll., Bollati Boringhieri, Torino 1965-2007
(Gesammelte Werke, hrsg. von M. Niehus-Jung, L.
Hurwitz-Eisner, F. Riklin u.a., 20 Bde, Rascher,
Zrich 1958-70; Walter, Olten 1971-97).
SWJ
Stiftung der Werke von C.G. Jung, Zurigo.
VC =
Liber novus, volume calligrafico, SWJ.
Modern Psychology = C. G. Jung, Modern Psychology, voll. 1-2, Notes on Lectures given at the Eidgenssiche Technische
Hochschule, Zrich, 1933-35 e 1938-40, ed. by B.
Hannah (Zrich 19592).
Ricordi =
Ricordi, sogni, riflessioni di C. G. Jung, raccol
ti ed editi da A. Jaff, Rizzoli, Milano 2014
(Erinnerungen, Trume, Gedanken von C. G. Jung,
hrsg. von A. Jaff, Rascher, Zrich 1962).
19