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Matrice olografica – Nome e Cognome

Matrice olografica

Nome e cognome
Data di nascita

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Matrice olografica – Nome e Cognome

indice

istruzioni per l’uso

tipologia degli archetipi

triquetra personale

profilo

interventi

conclusione

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istruzioni per l’uso


Questo strumento nasce dall’esigenza di avere una guida per la propria
vita. Troppo spesso capita infatti di rimanere intrappolati nei nostri vorrei,
avrei voluto, dovuto o potuto perdendo di vista ciò che si vuole
veramente e ciò per cui siamo nati, condizionati dalla vita, dalla società e
da ciò che essa sembra voler imporci. Avere un idea chiara delle proprie
caratteristiche e del viaggio che stiamo intraprendendo è spesso la
soluzione per la propria realizzazione personale, portandoci ad evitare
frustrazioni o malesseri dovuti dal vivere una vita non nostra. Proprio
come un treno che viaggia, è necessario porre dei binari per indirizzare la
propria vita: senza di essi il treno è destinato a deragliare.
Cos’è dunque una matrice olografica? È un profilo della personalità
che indica le potenzialità e le caratteristiche dell’individuo. Prende in
considerazione i fattori comportamentali, le predisposizioni e le difficoltà
in termini di evoluzione personale. Parte dal presupposto che ogni
persona crea intorno a se come in un ologramma (principio di fisica
quantistica) una realtà che risponde alle proprie convinzioni inconsce ed
alle proprie caratteristiche. Conoscere approfonditamente la propria
matrice significa capire il perché di situazioni ripetitive, di qual è la
propria meta e di capire perché accade ciò che accade utilizzando
l’ambiente esterno come proprio specchio interiore.
Dal punto di vista quantistico qualsiasi corpo fatto di materia è
composto da atomi. Come i mattoni di una casa, essi si mantengono legati
tra loro attraverso la forza elettromagnetica che funziona da cemento tra
un mattone e l’altro, creando così il legame tra di loro e permettendo a
qualsiasi corpo di mantenere la propria forma.
Possiamo definire dunque un qualsiasi corpo come una maggiore
“densità di atomi” rispetto al vuoto che lo circonda, ossia una sorta di
“nodo” dove è presente un maggior numero di atomi in un piccolo spazio,

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proprio come un nodo fatto ad un lenzuolo o ad un fazzoletto. E in effetti


così è. Qualsiasi atomo o particella viene considerata di natura duale,
ossia viene studiata sia come corpuscolo che come onda d’energia. Esiste
dunque un campo quantico, una sorta di rete di energia sottile creata
dalla relazione energetica tra tutta la materia.
Possiamo dunque considerare qualsiasi corpo fisico, che sia esso un
uomo, un albero o un pianeta, come una “distorsione” di questa rete
proprio come le pieghe o stropicciamento di un lenzuolo.
Energeticamente parlando dunque possiamo considerare un qualsiasi
corpo fisico come una sorta di nodo o bolla energetica immersa nel
campo quantico, il quale rappresenta un immenso campo energetico di
potenziali realtà.
Questo ci sta ad indicare quanto tutto sia collegato e quanto le
coscienze individuali siano parte, come la chiama lo psicologo Jung, di una
coscienza collettiva. Possiamo quindi affermare che ogni individuo
incarna in se, nella sua coscienza, un frammento di questa coscienza
collettiva e di questo campo quantico nel quale è immerso ed influenzato
e a seconda delle caratteristiche dell’individuo alcuni elementi di questo
campo-coscienza sono più attivi di altri. La definizione più coerente che
ho trovato per definire il concetto di energia è quella espressa da Igor
Sibaldi: energia è la capacità di un sistema di modificare lo stato di un
altro sistema con cui interagisce.

STRUMENTI UTILIZZATI
Per creare questo modello dunque è stata necessaria una lunga ricerca
e studio per trovare strumenti che potessero essere in sinergia tra loro,
portando come risultato la descrizione delle caratteristiche dell’individuo,
della personalità, delle sue potenzialità, delle sue ombre e del valore
aggiunto che esso stesso ha come essere unico e speciale:
SIMBOLOGIA per la rappresentazione grafica;
PNL e LIVELLI LOGICI per strutturare le componenti della personalità;
SEFIROTH per l’estrazione delle manifestazioni inconsce;
NUMEROLOGIA per estrarre e qualificare le caratteristiche personali;
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PSICOLOGIA DEGLI ARCHETIPI per la descrizione del proprio profilo.

Simbologia
Come simbolo rappresentativo è stata usata la Triquetra. Essa è
presente in tutte le culture, sia piu antiche che attuali
ed è un simbolo grafico proprio delle popolazioni e
tradizioni celtiche.
Rappresenta la trinità e tutti quei fenomeni della
natura triplice come nascita-vita-morte, passato-
presente-futuro, padre-figlio-spirito santo, corpo-
mente-spirito o ancora mercurio-zolfo-sale per gli
alchimisti: possiamo dunque riassumere il suo significato come
rappresentazione del tutto dove ogni cosa è legata all’altra. Era
ampiamente utilizzato dai popoli nordici come i Celti perché ritenuto un
simbolo di protezione.
Come simbolo si trova ancora oggi inciso su rocce, su antichi elmi e
armature da guerra di quegli antichi popoli poiché simboleggiava la
protezione, l’interconnessione e la compenetrazione dei tre livelli fisico-
mentale-spirituale, mentre il cerchio rappresenta la perfezione e la
precisione.

PNL E I LIVELLI LOGICI


PNL è l’acronimo di Programmazione Neuro Linguistica. In breve la PNL
si occupa dello studio della struttura dell'esperienza soggettiva, dei
meccanismi mentali di ogni individuo e di quello che può essere calcolato
da esso. Uno dei suoi principi base è che la mente crea delle
“programmazioni” dalle quali la vita del soggetto è influenzata. La sua
convinzione di base e la sua promessa è che le strategie efficaci di
pensiero possono essere identificate, assunte e utilizzate da chiunque lo
desideri.
Uno degli strumenti più profondi della PNL, elaborato da Robert Dilts, è
il modello dei livelli di pensiero dell’essere umano chiamato livelli logici o

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appunto livelli di pensiero. Esso rappresenta i vari livelli di ragionamento


al quale ogni individuo si approccia per fare scelte o per trovare coerenza.
Ogni livello corrisponde ad una domanda specifica, la quale risposta ci
permette questo allineamento interiore di intenzione. Applichiamo
questo modello già inconsciamente ogni volta che dobbiamo effettuare
una scelta riguardo un obiettivo o per ritrovare un equilibrio personale. La
propria coerenza e soddisfazione è il risultato dell’allineamento di questi
livelli che sono:
 Spirito / scopo che rappresenta il valore più alto, lo scopo per cui
facciamo quello che facciamo oltre l’individuo stesso, la propria mission e
risponde alla domanda per chi o per che cosa faccio quello che faccio?;
 Identità che rappresenta i diversi ruoli che abbiamo nella nostra vita
e nella società o più profondamente il senso di chi siamo o chi ci sentiamo
di essere. Risponde alla domanda chi sono?;
 Valori / convinzioni che rappresentano la bussola della propria vita,
l’insieme delle proprie convinzioni profonde o meno. Essi ci dicono che la
realtà oggettiva non esiste, poiché crediamo vero solo le cose in cui
crediamo o di cui siamo convinti. Risponde alla domanda perché faccio
quello che faccio?;
 Capacità che rappresenta l’insieme delle capacità e abilità
intrinseche della persona, di quelle innate, delle capacità che ha imparato
nel corso della vita e di quelle che deve ancora imparare. Risponde alla
domanda che cosa faccio?;
 Comportamento che rappresenta il livello del fare, dei
comportamenti che attuiamo nella nostra vita. E’ il primo livello che si
affaccia al mondo esterno e che si rapporta con l’ambiente. Risponde alla
domanda come faccio quello che faccio?;
 Ambiente che rappresenta il livello più esterno del pensiero, quello
legato all’impatto con il mondo e all’influenza che noi abbiamo su di esso
(o viceversa). Risponde alle domande dove, quando, con chi faccio quello
che faccio?

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Ogni livello influenza direttamente quelli adiacenti, in questo modo


quando interveniamo su uno di questi anche gli altri ne saranno
influenzati.
Sulla Triquetra troverai un livello in più, l’Ombra. Questo ultimo livello
rappresenta un elemento che nel tradizionale modello dei livelli logici non
è presente. Può essere considerato un livello a se da aggiungere e
rappresenta ciò che più può bloccarci, mettere i bastoni tra le ruote o
ancora ciò che dobbiamo affrontare, accettare ed accogliere in noi per
poter superare certi limiti personali.
Questo livello è fortemente evidente nelle situazioni di vita che
appaiono ripetitive. Risponde alla domanda cosa mi limita, cosa faccio per
frenarmi, cosa devo imparare?

sephirot
La sephirot è quello che nella tradizione mistica viene
chiamata Albero della vita. Si potrebbero scrivere libri
interi riguardo quest’argomento tale è la sua incidenza.
Utilizzata anche nella cabala ebraica in breve
rappresenta i vari livelli dei cori (famiglie) angelici.
Questi angeli non vanno intesi come nella tradizione
classica, ma come correnti energetiche, ossia influssi e
potenzialità che le persone hanno insite nella propria
psiche (ricorda la definizione di Sibaldi sul concetto di
energia).
La sua traduzione indica la parola emanazione, ossia
l’influenza energetica dell’individuo. Da un punto di vista più pratico e
pragmatico, la sephirot descrive perfettamente le manifestazioni ed i
talenti inconsci di ogni individuo, spesso nascosti nella psiche o frenati da
eventuali paure (rappresentate nella Triquetra dal livello ombre). Ogni
cerchio (sephira) rappresenta delle caratteristiche specifiche, una via
precisa che contraddistingue peculiarità dell’inconscio e della psiche
individuale, con qualità, talenti, potenzialità e limiti. La sua precisione
nella descrizione della propria caratteristica è stupefacente.

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NUMEROLOGIA
Lo psicologo Jung considerava i numeri come entità numinose, sacre e
le ha definite come “archetipi dell’ordine fattesi coscienti”. Jung credeva
nella conoscenza assoluta dell’inconscio, che comprende passato, futuro,
simbolismo come espressione inconscia, e all’accedere a cose che
riguardano altre persone. L’inconscio collettivo sarebbe dunque un
campo di energia, dove come costellazioni splendono gli Archetipi. Tra
tutti gli Archetipi esisterebbe un legame, perciò l’inconscio non sarebbe
una rete casuale ma un campo di energia ordinato con al centro il grande
Archetipo del Sé, la realtà ultima.
Dunque come spiega la Von Franz, allieva di Jung, i valori numerici
sarebbero gli ordinatori del campo di energia dell’inconscio collettivo
(creano ordine nel caos). La numerologia dunque esprime ogni cosa come
codice numerico, da cui è possibile estrarre personalità, potenzialità e
limiti dell’essere umano. Dietro i numeri dunque si cela un principio
energetico fondamentale per la vita di ogni essere e per stabilire un
ordine nell’universo. Non per nulla tra le frasi più famose sui numeri si
dice che essi sono la cosa più vicina alla parola di Dio.
Con questa disciplina è dunque possibile estrarre quali principi
energetici si celano dietro ogni persona. Ed una grandissima influenza è
data proprio dalla data di nascita (che identifica uno specifico periodo che
ha dato forma alla nostra forma fisica) e dal nome e cognome codificato
in numeri, il quale identifica l’eredità potenziale della personalità e delle
caratteristiche personali.

JUNG E GLI ARCHETIPI


La parola archetipo deriva dal greco antico e significa “immagine
(arché) di un modello (tipos)”. Il termine viene usato attualmente per
indicare la forma preesistente e primitiva di un pensiero. Lo psicologo
Jung ed altri autori e psicologi (vedi Hilman) usano questo termine per
indicare le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano. Questi
archetipi sono molto evidenti nelle narrazioni mitologiche di eroi, draghi,

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guerrieri, maghi o divinità nati da forme di pensiero ataviche intrinseche


dell’uomo.
In breve questi archetipi rappresentano “personaggi” con specifiche
caratteristiche che si ritrovano in tutti i miti fin dalla notte dei tempi e che
di fatto fanno parte di quello che Jung definisce inconscio collettivo.
Secondo Jung queste figure sono nate ancora prima delle narrazioni di
miti e leggende poiché fanno parte di un qualcosa che è insito nella
coscienza dell’uomo e che ha poi preso una forma.
La loro dimensione è dunque quella dell’immaginazione ed hanno
origine nell’immaginario collettivo, prendendo forma attraverso le
emozioni funzionando come abiti che indossiamo in particolari situazioni.
Uno degli archetipi più evidenti ad esempio è quello dell’eroe: l’idea di
eroe non nasce dalla mitologia ma ancor prima dall’idea che esista un
principio di eroismo che l’uomo sente di avere e che ha poi dato forma in
miti e leggende.
Tutti gli archetipi sono dunque modelli comportamentali ed energetici
con caratteristiche specifiche e che l’uomo sente dentro di se, come
potenziali forze che agiscono. L’identificare queste energie in un
archetipo aiuta le persone a dare una forma alle proprie potenzialità.
Possiamo quindi identificare gli archetipi come forze embrionali già
esistenti nell’individuo, come una sorta di energia o potenziale con una
forma ed una caratteristica.

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Tipologia degli archetipi


Essendo figure energetiche, essi rappresentano quindi una serie di
caratteristiche incarnate nel personaggio che rappresentano. Definiamo
un archetipo “attivo” quando è parte della personalità del individuo ed è
evidente nei suoi comportamenti. In realtà chiunque ha già dentro di se
tutti gli archetipi, poiché essi fanno parte dell’immaginario collettivo ed
almeno una volta nella vita abbiamo usato caratteristiche e qualità di
archetipi che non caratterizzano specificatamente la nostra persona.
Riprendendo la definizione di Sibaldi sull’energia, ossia che è la
capacità di un sistema di modificare lo stato di un altro sistema con cui si
relaziona, se consideriamo ogni figura archetipale come un sistema, esso
influenza il sistema uomo nei modi di pensare, di agire o di essere.
Nel mare della psiche immaginiamo dunque gli archetipi come
“frammenti”, gocce di questo mare. Nessuno è migliore di un altro,
poiché l’insieme di tutto rappresenta la coscienza, la verità ultima ed ogni
goccia è una parte di questa verità. Possiamo suddividere gli archetipi in
tre macro categorie: ordinari, maestri e karmici.

I 9 ARCHETIPI ORDINARI
Sono gli archetipi più comuni, le figure più diffuse e che rispecchiano e
condividono maggiormente la maggior parte delle persone. La loro
caratteristica è quella di avere una controparte con caratteristiche in
ombra (che compariranno appunto nel livello ombra della triquetra).

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 GUERRIERO / RIBELLE
Secondo Jung la figura mitica del guerriero (anche denominato eroe)
rappresenta la nascita dell'individualità che prevale sull'aspetto della
psiche collettiva. Rappresenta lo slancio evolutivo dell'essere che
seguendo la traiettoria della luce e combatte i mostri che simboleggiano
l'aspetto oscuro dell'inconscio, che minaccia di annientare la coscienza
individuale.
E’ il più forte tra gli uomini perché esce vittorioso dal suo confronto
col mostro, che rappresenta la psiche collettiva. Procedendo
gradualmente sul sentiero dell'individuazione, il Guerriero ha il compito
di "illuminare l'inconscio", riconoscendo nel drago la sua propria ombra
che cela e custodisce i tesori del Sé. Il fine dell'eroe è appunto
l'integrazione dei contenuti della psiche collettiva, senza escludere la
psiche individuale.
È sinonimo di nuovi inizi, innovazione, determinazione, coraggio, individualismo, leadership
energia ed entusiasmo. Emblema del maschile e dell'individualità, sente l'esigenza di porsi continui
obiettivi individuando le strategie più efficaci per conseguire i traguardi che si è prefisso.

L’Ombra del Guerriero: il Ribelle


Il guerriero senza uno scopo, diventa un ribelle. Il Ribelle ha le stesse caratteristiche del
Guerriero ma minate dall’insicurezza e dalla mancanza di autostima. Cerca il riconoscimento del
suo valore all’esterno da parte degli altri perché non riesce a trovarlo dentro di se, forse per un
mancato riconoscimento da parte del padre, figura significativa per il guerriero i cui simboli sono il
Sole e appunto il padre.
Non sopporta che il suo pensiero o la sua opinione siano ostacolati o fronteggiati. Come prima
reazione si oppone, magari con tenacia e poi lascia perdere tutto, abbandonando il progetto. Ha
difficoltà ad accettare i propri errori e la paura di fallire ostacola le sue azioni. Fugge
dall’introspezione, forse per paura appunto di riconoscere le proprie carenze, i propri errori ed i
propri limiti. Ma è proprio li che può liberare la sua massima espressività tornando guerriero.

Parole chiave : Indipendenza, azione, leadership, obiettivi, coraggio, invenzione, decisione,


determinazione, innovazione, strategia, nuovi inizi, individualismo, egocentrismo, egoismo

Simbologie correlate

NUMERO COLORE PIANETA ANIMALE CHAKRA AFFERMAZIONE LEGAMI


Leone / Plesso
1 Rosso Sole Io penso Padre
aquila solare

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 FANCIULLO / ORFANO
L'Archetipo del Fanciullo rappresenta l'innocenza, uno stato di coscienza, la donna (inteso
come caratteristiche legate alla sensibilità), il fanciullo appunto, la casa, è l'archetipo della
Creazione: la donna che da forma alla vita. La sua forza è nella sua sensibilità capace di
comprensione e di entrare in empatia con gli altri. Tra le sue caratteristiche risalta la
collaborazione e la capacità di vivere, al contrario dell’individualità
del guerriero, nella condivisione e nel confronto con gli altri.
Rappresenta dunque il femminile insito nella coscienza,
l’archetipo che rappresenta la parte emotiva ed i sentimenti. La
prova del Fanciullo consiste nel ritrovare l'innocenza originale
avendo imparato attraverso l'esperienza a mediare tra la fede cieca
e il totale pessimismo.
L'Archetipo del Fanciullo corrisponde alla parte istintuale della
personalità. Dotato di grande sensibilità necessita di sicurezza e
protezione. Fortemente recettivo e intuitivo tende ad idealizzare un
partner (lavorativo o professionale) dotato di temperamento sul
quale riversare le attenzioni e le cure dettate dal suo innato istinto
materno. Il suo desiderio di armonia lo predispone al ruolo di
paciere e mediatore.
L’Ombra del Fanciullo: l’Orfano
La mancanza di attenzioni porta il fanciullo ad essere solo e dunque a diventare orfano. La
paura dell’orfano della solitudine, di essere abbandonato lo conduce verso la via della dipendenza
dagli altri. Fa del senso d’abbandono un baluardo e questa paura può divenire talmente forte da
sovrastare qualunque cosa.
Chiede sicurezza dagli altri (o dall’altro), ecco perché il suo desiderio primario è appartenere a
qualcuno (una persona o una collettività). Il timore della solitudine nell’affrontare la vita lo porta
ad instaurare un rappori improntati sulla dipendenza affettiva, cercando fuori quelle attenzione
che non riesce a trovare dentro di se, come a cercare la sicurezza che gli dava il rapporto con la
madre (sia che il partner sia uomo o donna).
Questa paura dell’abbandono può essere evidente oppure celato da una troppa attenzione e
supporto agli altri solo per averne l’approvazione. Questo può essere un indizio del disagio
affettivo vissuto nell’infanzia per una madre o totalmente assente o troppo apprensiva., i due
estremi che determinano l’insicurezza nel bambino.

Parole chiave: Sensibilità, emozione, dualità, ascolto, cooperazione, pazienza, dolcezza,


recettività, intimità, unione, intuito.

Simbologie correlate
NUMERO COLORE PIANETA ANIMALE CHAKRA AFFERMAZIONE LEGAMI
Colomba /
2 Arancio Luna Svadhistana Io sento Madre
agnello

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I 4 ARCHETIPI MAESTRI

Questa tipologia di archetipi sono più rari e corrispondo a particolari


caratteristiche di consapevolezza ed elevatura senza controparti in
ombra. Nascono infatti dall’evoluzione di alcuni degli archetipi ordinari e
sono contraddistinti da particolari caratteristiche spirituali. Avere le
peculiarità di un archetipo di questo tipo non significa che esso sia
sempre attivo nella persona. Anche se percepita, la loro caratteristica è
piuttosto difficile da sostenere sempre, dunque è necessario aver
ottenuto un certo equilibrio personale per la sua espressione. Non
possono comunque essere sempre sostenuti, alternandosi con il loro
archetipo d’origine. Se non avvenisse il loro ricoscimento, potrebbero
rimanere in uno stato embrionale o potenziale.

 GENIO

Nasce dall’archetipo del fanciullo e nella mitologia greca è


rappresentato da Prometeo che rubando il fuoco agli dei lo
dona agli esseri umani. Essendo dunque un evoluzione del
fanciullo rappresenta la via della consapevolezza spirituale e
della conoscenza. Ha il compito di unificare tra di loro le varie
modalità di pensiero di cui è capace la mente umana, sia nel
loro aspetto intuitivo sia razionale legando il tutto col
sentimento.

Creativo, estremamente intelligente, intuitivo, sensitivo con


momenti d’illuminazione e visionario, vede prima di tutti gli altri
essendo in anticipo sui tempi, aiutando gli altri ad entrare in
sintonia con se stessi e con la propria parte spirituale e
profonda. Sinonimo di transizione, nuove sfide e grandi
cambiamenti sospinti da forze formidabili.

È in sintonia con quello che potremmo considerare mente universale (campo quantico o
coscienza collettiva) canalizzando e trasmettendo questa tipologia di energia a chi lo circonda. A
causa della sua visione ampia e futuristica può essere frainteso come un sognatore o un
eccentrico, tale è la sua “separazione” da ciò che vedono gli altri. Poeta, mistico, rivelatore e
guaritore della psiche ha il compito di risvegliare le coscienze. Nel momento in cui non si sente
riconosciuto tende a chiudersi e ad isolarsi, estraniarsi pensando di essere sbagliato anche
soggetto a sbalzi d’uomore. La sua presenza è altalenante con il fanciullo. La sua corrispondenza
numerologica è il numero 11 (1+1=2, numero del fanciullo).

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I 4 ARCHETIPI KARMICI

Questa tipologia di archetipi hanno specifiche caratteristiche che


rappresentano ciò che l’individuo deve risolvere nella propria vita.
Anch’essi prendono forma da archetipi ordinari, sviluppandone le
caratteristiche poste come limite da superare. Per chi crede nelle
reincarnazioni, essi rappresentano energie o situazioni da risolvere in
questa vita (per questo vengono chiamati karmici) che ci si traina da vite
precedenti. Questi archetipi rappresentano dunque la sfida che ci si trova
ad affrontare e si possono risolvere solo attraverso l’esperienza. Il sapere
che sono presenti (se presenti) nella nostra vita ci permette di riconoscerli
e affrontarli con consapevolezza sapendo che è necessario superarli e
risolverli.

 ALCHIMISTA

L’archetipo dell’alchimista scaturisce dal archetipo ordinario del costruttore. La sfida che si
trova dunque ad affrontare è quella della trasformazione, del cambiamento e della metamorfosi.
Ciò che deve imparare l’alchimista è la padronanza dei cicli di cambiamento. Il limite che pone è
appunto l’avversione al cambiamento e quindi allo scorrere
naturale delle cose.
Questo tipo di resistenza è dato dalla paura della perdita o
della separazione. L’alchimista è l’emblema della
trasformazione, Jung paragona l’alchimia al viaggio della vita,
associando alla trasformazione dei metalli, la trasmutazione
interiore. Secondo la sua visione, l’alchimista è colui che
compie il viaggio verso l’individuazione, che avviene
prendendo contatto col proprio centro interiore. Ha dunque la
necessità di imparare costanza e disciplina. La sua
corrispondenza numerologica è il numero 13 (1+3=4, numero
del costruttore).
Parole chiave: adattamento, nuova nascita, metamorfosi, cambiamento

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Tabella riassuntiva degli archetipi


 Ordinari

Guerriero Fanciullo Giullare Costruttore Cercatore

Angelo custode Saggio Sovrano Liberatore

 Maestri

Genio Creatore Maestro Shamano

 Karmici

Alchimista Amante Perfezionista Condottiero

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La versione completa è composta da due parti: la


prima che contiene la descrizione di tutti gli
archetipi e la seconda che contiene lo studio
completo del tuo profilo.

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