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INDICE

5 Prefazione

7 Simbologia e convenzioni

9 4. Sforzi e deformazioni nelle travi

9 ]8

20 26 27 31 33 35 38 42

45 50 53 54

4.1 4.2 4.3 4~4 415 416 4~7 4~8 4.9 4~10 4.11 4.12 4613 4.14

La stato di sforza nei continui Direzioni principali

Lo stato di deformazione nei continui Lavoro di sforzi e deformazioni Legame sforzi-deforrnazioni

Costanu elastiche

II problema del continuo elastico Azione assiale

Flessione

Flcssionc rcua

Flessione e taglio: trattazione approssirnata Torsione circolare

Componenti gencralizzate di sforzo e di deformazione Estensione dci risultati

57 5. La deformata elastica per flessione

57 5.1 L 'equazione della deformata

6() 5~2 Un'applicazionc elementare

CAPITOLO 1 ANALISI DELLE TENSIONI

-e QUESITO 1.1

Caratterizzare Ie componenti di sforzo nell'lntorno del punta rnateriale. RISPOST A 1 .1

dz

-_

-_

..................

__

__

..... '1_--

hg.1

fig.2

y
_.- ill> "!Y:K

tx),
- dv .-~
- - - -
xy
~ dx x
--
+
T )( y

fig.3

Ritagliato il cubetto elementare con piani normali agJi assi coordinati del sistema di

___,.. _..... ......

riferirnento cartesiano, si evidenziano sulle facee di normale x, v, Z, i vettori 0' x' cry, az che

rappresen1ano [0 sforzo ivi agente (fig.1).

In termini dimensionali essi misurano il rapporto tra una torza e un'area FL-2. Le componenti scalari si ottengono proiettando i vettori sulle direzioni coordinate (fig.2). La cornponenf a indici uguaJi crXXI Cfyyt azz sono perpendicolari ai pianl coordlnatl e sono dette sforzi normali. La componenti a indici misti (lxy' (lxz' O'yx, O'yz. (JZ)(I C'Jzy giacciono sulle facee del cubetto e prendono H nome di sforzi tanqenziali.

All'equllibno alta rotazione intorno a un asse baricentrico parallelo a z concorrono solo Ie 4 forze oxydy dz e (Jyxdx dz can braccio dy/2 e dxl2 (fig.3). Per I'equilibrio si ha 0xy = 0yx'

La matrice delle componenti e simmetrica, essendo anche r:1yz = r:1zyt (1'zx = 0xz:

1

Si consideri un tetraedro di volume infinitesimo con tre facee coordinate di normale

......

negativa e una faccia inchnata di normale n e superficie dI:. SuUe tre facce coordinate di

superficie n)(dL. nydL, nzdL agiscono gli sforzi 0xx. 0yx' O'ZX! 0xy. Oyy. 0zy' 0xzI Cfyz. (jzz' mentre sulla faccia inclinata agiscono gli sforzi CfnxI any' 0nz'

Trascurando Ie forze di volume e gli incrementi delle funzioni d; sforza suU'elemento infmiteslmo, l'equ'hbrto alia traslazione nelle direzioni x,YtZ viene assicurato dane condizioni:

Cinx dl: = O'xx nx dl: + O'yx ny dl: + 0zx nz dL~ any dr. == 0xy nx dL + Oyy ny d!: + 0zy nz dL, O'nz dI: = 0xz nx dL + 0yz ny dt + azz nz dt.

Semplificando per dL: e passando alia forma matriciale si ha:

. . l'

Clnx O'xx 0yx 0zx I nx

any = O'xy Oyy Ozy I ny

anz 0xz 0yz ozz J nz J

r 0xx 0xy O'xz l

l rfyx 0yy °yz 0zx ('fzy ozz

Nella pratica tecnica gli sforzi sana designati anche come:

r ax lxy l'xz I

I

" Tyx Oy tyz

1_ 1 zx 'rzy O'z

--

-, QUESJTO 1.2

Ricavare la relazione di Cauchy in forma scaJare. RJSPOSTA 1.2

X

-_)I'

O ~_

n)( ~-~-- _

_ -

.s->:

~_

0:c:t~o °Y1' "I:y 0' y~ ~-=--

C'iyy ~~

\

\.

\ \z ~

2

o QUESITO 1.3

Ricavare Ie equazioni indefinite di equlllbrio in uno stato piano di tensione con forze di volume nulle.

RISPOST A 1 .3

p~ dy -.)I
°x+cr~)(dx
dx lxy+1XY/Xdx x
'TyJC ~ ln uno stato piano di tensione le uniche componenti non nuUe sana ox' cryl Lxy = tyx·

Passando da x a x-dx si ha Ox + ax/x dx e Lxy + txy/x dx, e passando da y a y+dy si ha 0y + (Jy/y dy e tyx + Lyxly dy,

Le risultanti si ottsnqono moltiplicando Ie tensioni per 'e aree deUe tacce.

Per "equilibria neUe direzioni x~y si hanna Ie due equazioni dltterenzia!l: (-ox + CTx + (JxJx dx) dy dz + (-"tyx + Tyx + 1yxJy dy) dx dz = 0

(-cry + 0y + (Jy/y dy) dx dz + (-Txy + "[xy + T.xy/x dx) dy dz = 0

da cui:

(jxJx + Tyx/y = 0 cry/y + Txy/x :::: O.

QUESITO 1.4

Ricavare Ie equazioni indefinite di equitibno in asslalsimmetrlco.

RISPOST A 1 .4

Per simmetria assiafe Ie uniche componenti di tensione non nulle sono CJr e cro~ Passando da r a r-dr si ha "lncremento O"r+or/rdr mentre, per simmetria, passando da e a e+d8 non si hanno incrementi di au.

Le risultanti si ottengono rnoltlplicando Ie tensioni per Ie aree delle tacce.

uno stato

di 1ensione

Per I'equilibrio nella direzione r si ha:

-(Jr dz r de + (err + (fr/r dr) dz (r-dr) d8 - as dz dr de == 0 e trascurando i termini infinitesimi:

or + Cfr/rr - cro = o.

3

(r+dr)dO

o

_______ ·~ ... • .. I ... ~_-_~..........,.._~-----..~---~~-

~ QUESITO 1.5

Definire it tensore degli sforzi. RISPOSTA 1.5

z

z

-

F

-

n

fig~ 1

hg.2

z

z

fig.3 'ig.4

___...,

Dato un corpo in equilibrio (fig.1), se ne separi una parte con un piano di normale n (fig.2).

4

-+ ----j>

Siano L la superficie di sezione e F ,M la forza e il momento risultante delle azioni agenti

SU L che assicurano l'equilibrio.

.......... -.-;. - ...

Sull'areola dL. si avranno azioni elementari dF e dM. Si assume che dM tenda a 0 quando

----I'

d~ tende a O. Si dice sforza nel punta d; coordinate x,y,z i' vettore an definito come

rapporto dF/dL al tendere a 0 di dL. Lo sforzo ha quindi dimensioni F/L 2. Se Ie sezioni

.• .,.. ___. __... --+ - ..

vengono fatte con plant di normale x, Y. z (f'gg.3,4,S) si hanno i vettori <lx, cry, Gz, Ie cui 9

componenti (tre narmali ai piani coordinati O"xx' (Jyy' O"zz. e sei agenti sui piani coordinati 0xy' (Jxz' Gyx' cryz• 0zx. O"zy) definiscono 10 stato di storzo sui cubetto di lati dx.dy.dz neU'intorno del punto x,YtZ (f'g.6).

All'equilibrio alia rotazione intarno a un asse barlcentrico parallelo a z concorrono solo Ie 4

forze O'xydydz e l1yxdxdz con braccio dy/2 e dx/2. Per l'equihbrlo si ha 0xy = cryx. La matrice deUe componenti e sirnrnetrlca, essendo anche cryz = Ozyt O'zx = O"xz:

<Jxx o xy O"xz fjyx ayy "yz O"zx crzy r:1zz

Nella pratica tecnica gli sforzi sona designati anche come:

Ox Lxy Lxz
tyx uy 'tyz
LZX Tzy O'z
Z Y 0yy -

z

dz

z

1ig.5

fig.S

. QUES1TO 1.6

Ricavare Ie equazioni indefinite di equiiibrio. R'SPOSTA 1.6

----- ~... ____".

II cubetto di lati dx.cy .dz e soggetto agli storzi cr x' 0y' Oz sulle facee di area dydz, dzdx,

- - __",.,. - . .. --+

dxdy di normals uscente negativa e agli storzi incrementali 0 x + rrxJx dx, cry + 0y/y cv,

.......... --to

Oz + CjzJz dz sulle corrispondenti facce di normale uscente positiva. E' soggetto inoltre alla

~

forza di volume F dx dy dz. Per l'equilibrio globale S1 ha:

... ----iP -+ - ____. .. .. ----jP - ~ ..,.

(-ax + ax + O"xlxdx) dydz + (-cry + cry + (Jy/ydy) dzdx + (-O"z + 02 + 0zlzdz) dydx + Fdxdydz :::: 0

da cui:

............. ----J> ----P ~

ox/x + c:Jy/y + ozJz = -F

5

oppure:

O'xxlx + O'xy/y + CJxzJz = -F x Cfyxlx + 0yy/y + Oyzjz = -F y <JzxJx + 0zy/y + ozzjz :::: -F z· Nel riferimento X1 X2X3 si ha:

" l>

Li ("J IIi ::: - F ,

0:

Li(Jki/i = -Fk (k=1 ~3).

zl



-0

x 'II! -" "

dy

... .,.

__ .,. Ox +O'xi"ll.dx

"",

I-- ""

y

. ,

. ..

..

-0 L

__ ..a.-- . __ -,. " __

QUESITO 1.7

Ricavare fa relazione di Cauchy in forma vettoriale. RtSPOSTA 1.7

-

-0

y

\z

Si consideri un tetraedro di volume infinitesimo con tre facce coordinate di normale

........

negativa e una faccia inclinata di normale n e superficie dI:. Sulle tre facce coordinate di

-.... - .. ----

superficie nxd.:E, ~dL, nzd1: agiscono gli sforzi 0' x' cry. 0Z' mentre sulla faccia inclinata

agisce 10 sforza on-

Trascurando Ie forze di volume e gli increment; delle funzioni di sforza sull'elemento

6

inftnitesirno, l'equihbrio richiede:

- ~ ____.. -- • ---+

on d~ - 0xnx dr - Oyny d~ - O"znz dL = o,

da cui:

---10 ~--+- -.....,. ____.

On = CTxnx + Cfyny + crznz,

ovvero:

O'zx

°zy J

crnz ~ C1xz Cfyz azz

Con notazione X1 ,x2,x3 si ha:

-

-

___,. ---+

li n = :I:i {'Ji ni ~

QUESITO 1~8

, IIlustrare situazionl cui si applicano Ie retazioni di Cauchy.

RISPOSTA 1.8

z

-

n

l-

n

zi

"X

...

fjg.1

fig.2

-

n

y

y

-.

n



-(]' z

-

-0

y

ftg.3 fig.4

Note Ie tensioni nel sistema di riferimento generale, Ie refazioni di Cauchy consentono di

----iI- _

calcolare iI vettore sforzo (Tn su una giacitura qualsiasi n (Ie componenti di an non sono in

genere componenti normale e tangenzialt) (fig.1).

7

-

Dato un carico f sulla superficie del corpo, nel generico punto del contorno di normale n, la

relazione di Cauchy esprime l'equilibrio tra questo e Ie componenti interne della storzo nel sistema di riferimento generate (figr2).

-

Date Ie componenti di sforza in un punta nel sistema xyz, la relazione di Cauchy consente

.. ----- -

di individuare ta giacitura n tale per cui la direzione di (J n coincide con 'a direzione n

(direzione principate delle tensioni) (figg.3,4)4

~ QUESITO 1.9

Oefinire Ie tensioni prlncipali nel caso tridimensionale e mostrare come vengono identificate.

R1SPOSTA 1.9

....

n

y

y

-

n

-

-0'

Y

fig.1

fig.2

fig.3

-

La componenti di sforza nell'intorno di un punta dipendono dalla giacitura n del piano su

---.

cui agiscono (fi9-1). Le giaciture per cui il vettore sforza e diretto come n (fig~2) si dicono

direzioni princlpall delle tensioni e Ie corrispondenti tensioni si dicono tensioni principali

___.,. .....,..

(sono nulls Ie component, tangenziali). II vettore O'n e diretto come n e pub essere

8

...

espresso come (Jlnt essendo (Jr il modulo della tensione principale. Le reiazioni di Cauchy

diventano:

an = Gin = uxnx + CYyny + O'znz, ovvero:

(jnx = O"lnx = <Jxxnx + <Jyxny + O'zxnz O'ny = (TJny == O'xynx + O'yyny + (Jzynz O'nz = O'lnz = O'xznx + ITyzny + O"zznz da cui:

r I

I

o (oxx-d'I) rJyx O'zx n, 1

-

o -- 0xy (Oyy-crl) (fzy ny

o crxz CJyz (CTzz-al) _J nz

Si tratta di un sistema di equazioni rineari omogeneo nel vettore incognito nx ny nz' con la

condizione supplementare n/ + n/ + n/ = 1. II sistema ha soluzione sa si annulla il determinante dei coefficienti:

(oxx-ol) (Oyy-al) ((J"zz-O"I) + (J"yxO"zy(J"xz + O"zxCTxyCTyz - (crxx-eJl) (jzy(jyz • {ozz-ol} ayxoxy - ({jyy-cr,) <JzxO'xz = 04

Si tratta di un'equazione di terzo grado in 01 con tre soluzionl reali (autovalori), che sono

valorl delle tre tensloni prlncipali ai' ou, (Jill·

----Il1o - ----jI.

Ai tre autovalori corrlspondono tre autovettori nl, nil' nUl, che risuftano essere triortogonali.

Per risolvere il sistema (singolare) corrispondente all'autovatore 0'1 occorre assegnare

-

arbitrariamente una delle tre cornponenti incognite di n e risoJvere rispetto a due delle tre

equazloni. Successivamente si provvede a normalizzare il vettore per renderlo versore .

.. _ .. _- -_._._-_ .. __ ._----_._-_._.- ---_ ... -~ ---------------

QUESITO 1.10

Definire gil stati piani di tensione e illustrare il circolo di Mohr. RlSPOSTA 1.10

dAcosu

rr

a

/

dAsino:

fig. t fig.2

-

Si considera uno state di sforza tale per cui sulla faccia di normale z del cubetto Ie

componenti di tensione sono nulle .. Si seziona un prisma triangolare di asse z (fig.1)~ con una faccia di area dA formante un angelo a positive orarlo con l'asse y, e con due facce

9

. ...

di normale x eye di area rispettivamente dA COSC( e dA sine. Sulle facce coordinate si

hanno componenti di sforza ox' cry e txy = tyx = r. Sulla faccia inclinata si ha au positiva uscente e la che 51 assume arbitrariamente positiva se promuove rotazione orarla.

Tune Ie componenti contribuiscono all'equllibno nel piano X,Y se moltiphcate per Ie rispettive aree dA, dA casu, dA sinn. Semplificando per dA si scrivono Ie due equazioni di equilibria alla traslazione secondo Ie dlrezioni di Cia e tu~ Proiettando su questa direzioni i contributi relativi aile facee coordinate, si ha rispetttivamente:

2 ~ 2 2 ..

aa = ax cos a + ay sin (1 + t cosa smo

. . (2. 2 )

fa. = -ax cosc smo + cry COSU sm« + T cos Ct .. sm a .

Ricordando che:

2 casu sina = sin2u,

2 cos2cx = (1 + cos2a). 2 sin2u = (1 - cos2a), si ha:

eru: = (o, + oy}l2 + coszoto, - rry)/2 + T sin2o:

La = -sin2u(ax - Oy)/2 + t COS2O:4

La variazione di au al variare di a e data dalla derivata: dcra/da::: -sin2a(<Jx - cry) + 21" COS2tl.

Per annullare contemporaneamente la tensione tangenziale e la derivata daalda basta porre:

-sin2a(crx - cry) + zrcosz« == 0, da cui:

sin2aJcos2u = t920: = 2t/(oy .. crX)4

La condizione si ha per a = artg(2-r/(oy - 0x»)J2, con due soluzioni al' ali' che differiscono di nl2. Si hanna c0511e direzioni principali delle tensioni e Ie tensioni princlpali 01 e alt massima e minima fra tutte quelle che si evidenziano ruotando Ie facce intorno a z. Assumendo Ie direzioni ul e all come assi x e y, si ha r = O. Se si esprimono Ie componenti di sforzo al variare deil'angolo a rispetto a questi nuovi assl, Ie relazioni sopra ottenute diventano:

(Ju = (crf + CTII)/2 + cos2a (crl - 0'11)/2 Tn ::: -sin2a (GI ~ (11)/2 r

che descrivono una circonferenza di centro: (0"1 + (Ju)/2

.

e raqqro:

lal - 0111/2.

Le tensioni sutl'elemento ruotato di a e fJ.+nI2 sana individuate (fig.2) dagli estremi di un

diametro ruotato di 2a e 2a+7I (Ie t sulle due facce ortogonari hanna segno opposto in omaggio alia convenzione adottata, che Ie vede postive se promuovono rotazione oraria). Dalla 1ig.2 si ha anche:

_I 2 2

01 = (CJx + CJy)/2 + -v(t + (ax - cry) 14)

~ J 2 2

all ~ (ax + Oy)/2 - '1('( + (ax • cry) 14}.

10

QUESITO 1 .11

Essendo nota fa costruzione del cerchio di Mohr, definire Ie tensioni principaH neglj stati pian; di tensione e mostrare come vengono identificate.

RISPOSTA 1.11

y

fig.1 fig.2

Si definiscono principali queUe giaciture dell'elemento parallelepipedo suUe quali risultano nulle Ie tensioni tanqenzlalt. Le tension; normali agent; su tali giacrture si dicono principafi. Negri stati piani di sforzo si ha, neU'assegnato sistema di rlfenrnento, una faccia priva di tensioni, fa cui normale (ad esempio z) rappresenta quindi una direzione principale.

Note Ie uniche componenti non nulle aXl cry I 't = 'txy = '['YXl la costruzione di Mohr (fig.1) Ie rdentifica nello spazio o.r come Ie coordinate degli estremi del diametro di una circonterenza con il centro sull'asse delle ascisse (1, a distanza c = (ax + oy)/21 e con raggio pari a r -:; ~«((jx - Uy)2 + 4'['2)/2.

Ruotando tale diametro di un angola 2u si hanna Ie componenti della stato di storzo su un eJemento paralielepipedo ruotato di un angolo a.

II diametro cui corrispondono componenti tangenziali nulle ha estremi corrispondenti aile due tensioni principali 0, = c-r e au = c-r con rotazione 2a = arsin(t/r).

QUESITO 1 .12

Essendo nota la costruzione del cerchio di Mohr~ definire Ie direzioni principali delle tensioni negU stati piani di tensione e mostrare come vengono identificate.

RISPOSTA 1.12

Si definiscono principali queUe giaciture dell'etemento paralJeJepipedo sulle quail risultano nulle Ie tension! tangenziali. I relativi versori definiscono Ie direzioni principali.

Negli stati piani di sforzo si hat nell'assegna1o sistema di ritertrnento, una faccia priva di tensioni, la cui narmale (ad esempio z) rappresenta quindi una direzione principale.

Note Ie uniche componenti non nulle ax. Oy. 1: = txy = tYXI Ja costruzione di Mohr (fig.1) Ie identifica nella spazio o.r come coordinate degli estremi del diametro di una circonferenza con it centro sull'asse delle ascisse a a distanza c = (ax + oy)/2 e con raggio pari a r = ..J«crx - C'iy)2 + 4'["2)/2. Ruotando tale diametro di un angola 2u si hanno Ie componenti

11

della stato di sforzo su un elemento parallelepipedo ruotato di un angolo a. n diametro cui corrispondono componenti tangenziali nulle ha estremi corrispondenti aile due tensioni princjpall 0', = c+r, aJ! = c .. r con rotazione 2a ::::: arslntrrr).

2(1 l'

fig.1

~~~-~-~.-~---.......__--------

y

fig.2

QUESITO 1.13

11Iustrare l'interpretazione del circolo di Mohr negli stati di sforza tridimensionalL R~SPOST A 1 .13

y

fig r 1 fig.2

Le relazioni di equilibria nel piano xy che conducono alia costruzione del circolo di Mohr negli stati piani di tensione sana va1ide anche in presenza di una sollecitazione normale crz = all, non nulla, Note Ie tensioni principaH e Ie direzioni principal! attraverso il calcolo degli autovalori e autovettori delia matrice degli sforzi, sl possono tracciare tre distinti circof di Mohr aventi come estremi sull'asse a una coppia di tensioni principau. Ciascuno di essi descrive la variazione delle componenti di sforzo al variate della giacitura deU'elemento parallelepjpedo, quando esso ruota intorno a un asse coincidente con 1a terza direzione principale.

Stati dl sforzo relativi a giaciture che non corrispondono a nessuna deUe tre direzioni prlnclpall sono rappresentati da puntl contenuti nella figura geometrica intermedia ai tre

12

circoli, detta Arbelo di Mohr.

QUESITO 1.14

Rappresentare in scala il circoto di Mohr corrispondente ad uno stato piano dt storzo con componenti normali ax= -330 MPa, cry= 660 MPa, e componente tangenziale 1'= -990 MPa.

RISPOSTA 1.14

Le tensioni principali sona:

~ J 2 2

0'1 = (ox + Oy)/2 + -'1('[ + (ax - rJy) 14)

~J 2 2

0'11 = (ax + Oy)/2 - 'J(t + (ax - Oy) 14)

GUI = o.

VALORI

QUESITO 1.15

CaJcolare Ie 1ensioni principali per uno stato piano di sforzo con componenti normali 0x= 320 MPa, cry= -650 MPa, e componente 1angenziale 1"= 980 MPa.

RISPOSTA 1.15

Le tensioni principali sono:

.1 2 2

01 = (ax + O'y)/2 + '1(t + (ax - Oy) 14)

.. I 2 2

0Il = (ax + ay)/2 - ~(t + (ax - Oy) 14)

allJ = O.

VALORI

(J1I(MPa)=-1258.

13

---_ --~

~""""-----'- __ ~ 'J'~~~ __ ~~ ~ ~~ ~ __

aUESITO 1.16

Calcotare fa massima tensione tangenziale presente in uno state piano di storzo con componenti normali 0x= -310 MPa, cry;' 640 MPa, e tangenziale t= .. 970 MPa~

RISPOSTA 1.16

T

Le tensioni principali sono:

... , 2 2

01 = (ax + Oy)/2 + V(T + (Ox - O"y) 14)

A J 2 2

aU = (ax + Oy)/2 - V(T + (ax - CJy) 14)

0'111 = o.

Le tensioni tangenziali corrispondenti sono:

T a = t, _II = 1 ( a I - tT II) 1/2 tb = tU-UI = 1°11/2

tc ::::: t 111-1 ::: 1 cr II ,/2.

VALOR'

ol(MPa):::-915.1

ta(MPa)= 1080.

O"II(MPa)= 1245. tb(MPa)= 457.5

O"u,(MPa)=O. Lc(MPa)= 622.5

14

QUESITO 1.17

Con la costruzione grafica del circolo di Mohr rappresentare uno stato di sforzo con componenti principali 01= 300 MPaJ au=: -630 MPa~ e aJJI= 960 MPa.

RISPOSTA 1.17

r

Circoio di Mohr

QUESfTO 1.18

IUustrare quale sia it significato de; punti appartenenti at ctrcolo di Mohr. RISPOSTA 1.18

Ogni diametro del cerchio ha come estremi due punti Ie cui coordinate CJx/rxy e 0y,Tyx rappresentano Ie componenti di sforzo su due facee ortogonali di un cubetto di normale x,Y in uno stato piano di sforza individuato dalla giacitura z per cui O'z = O. LZX = txz = O, tzy = tyz :::: O.

Ruotando it cubetto di un angelo a si ha uno stato di sforza definito nel circolo di Mohr dal diame1ro ruotato di 2u.

II diametro orizzontale caratterizza 10 stato di sforzo principale (J1,cjJl ed e associato alia giacitura principale, ruotata di a rispetto a x,y, essendo questa diametro ruotato di 2a rispetta al precedente.

I[ clrcolo di Mohr descrive quindi la variazione delfe componenti di sforza sulle facce del

15

cubetto at variare deUe sua giacitura net ruotare intorno all'asse (principale) z.

QUESITO 1.19

Ricavare it legame tra q(x), T(x) e M(x) per Ie travi rettilinee. RISPOSTA 1419

________...._ _____.,_~~-

M

q(x)

_- . ..._.--------------____....-. x.

fig.1 fig,2

Data un'asta con carico distribuito perpendicorare all'asse q(x) si considera un tronco di funghezza infinitesima dx con azioni applicate T,M sulla faccia di ascissa x, e T +dT, M+dM sulla taccia di ascissa x-dx. Per l'equilibrio alia traslazione verticale con verso positivo verso il basso si ha:

- T + q dx + T + dT = 0 da cui dT/dx = -q.

Per l'equillbrio alia rotazlone antioraria intorno al punta x+dX/2 si ha:

"P M - T dxl2 + M + dM - T dx/2 - dT dxl2 = O.

Trascurando l'uttirno infinitesimo (di ordine superiore) sl ha: dM/dx = T

dTJdx = d2M/dx2 = -q.

I segni delle relazioni dipendono dane convenzioni adottate.

QUESiTO 1.20

Rlcavare le direzioni principali e fe tensioni principa'i massime in untuoo di semispessore s= 4.8 mrn, raggio medio f= 60.1 rnrn, lunghezza 1= 534 rnrn, soqqetto ad un momenta torcente Mt= 56700000 Nrnrn,

16

RISPOST A 1 .20

a

Date il memento d'inerzia polare Jp = n((r+s)4 - (r-s)4}/2 si ha: t = Mt(r+s)/Jp

O't = -1'

0'11 :: t ~

Le direzioni principali hanno inclinazione nl4 rispetto alla fibra paraltela all'asss. VALORI

-r(MPa)= 279.2

QUESITO 1 ~21

Oalcolars Ie tensioni principali presenti in uno state di sforzo con componenti norma1i 0')(= 39 MPa. 0y= 41 MPa, (Jz= -13 MPa, e componenti tangenziali txy= 8.56 MPa, tyz= -4.8 MPat 'tzx= -20~ 1 MPa.

RISPOSTA 1.21

La giacitura principale e caratterizzata dall'annullarsi delle componenti tangenziali. La relazione di Cauchy I applicata alia giacitura incognita con versori nx' ny• nz' fornisce:

anx = {jInx = Cfxxnx + (Tyxny + azxnz

17

any = (TIny = 0xynx + Oyyny + O'zynz 0nz = O'lnz = 0xznx + <lyzny + O'zznz da cui: r 0 1

r-'

o

l a J

(crxx-a!) Gyx (Tzx n,

crxy (Oyy-crl) 0zy ny

o xz 0yz (tTzz-CT,) nz

Si tratta di un sistema di equazioni lineari omogeneo nel vettore incognito nx' nyt nz' con la

condizione supplementare nx 2 + ny 2 + nz 2 = 1. II sistema ha soluzione se si annulla if determinante dei coefficienti:

-

-

«(lxx-a,) (Oyy-O'I) «(Tzz-a,) + cryxO'zyO'xz + 0zxO'xyOyz - (oxx -(II) 0zyfJyz - (O'zz-Ol) cryxOxy - (Cfyy-crl) C'fzxO'xz = o.

Si tratta di un'equazlone di terzo grado in OJ con tre soluzioni reali (autovalori), che

forniscono i valori deUe tre tensioni princlpali crlt ou, (Ju,~ Ai tre autovalori corrispondono tre

....... ~ .-.oa.

autovettori n" nlJ' nUl·

Per risolvere il sistema (singolare) corrispondente atl'autovalore 01 occorre assegnare

-~

arbltrariarnente una deUe tre componenti incognite di n e risolvere rispetto a due delle tre

equazioni. Successivamente si provvede a normalizzare il vettore per renderlo versore. VALORI

(J1I(MPa)= 33.52

t

18

CAPITOLO 2 DEFORMAZIONI E LEGAME ELASTica

QUESITO 2.1

Ricavare Ie derivate del vettore spostamento, mostrando la natura tsnsoriale dell'lnsierne. RISPOSTA 2.1

y

- - ........

s/n9n=sJxdx+S/ydy

slydy:,_......._ __ ~

- / - /11

s ... /·..... s >

»: /

x

-----------~~-------------+

...... .

Dato un punta 0 di coordinate x!y!z, si indichi con s ::; s(x,y,z) il suo spostamento,

-

essendo s una funzione regolare del posto, I punti di coordinate (x-dx.y,z), (x.y -dy.z),

(x.y.z-dz) avranno rispettivamente spostamenti:

- -

5 + s/xdx,

--- --

S + s/ydy,

- -

s + s/zdz.

II punta P di coordinate x+dx, y-dy, z-dz, a distanza dn da

retta O-P, avra spostamento:

--+

o lungo la direzione n della

- - - - - ......

S + sIn dn = s + SIx dx + Sly dy + s/z dz.

Dividendo per dn questa relazione. si ha:

-6-.a. ,. - ..

Sin::: S/xnx + s/yny + sJznz·

Come la relazione di Cauchy, essa mostra che l'lnsieme delle 9 componenti scalari

ottenute derivando il vettore spostamento:

Sx/Xf syJy' sxlzJ Sy/Xl Sy/y' Sy/z' szJx1 Szly' szjz

rap resenta un tensore, detto tensore derivato del venore spostamento ..

sx/x Sy/x sz/x

sxJy Sy/y Szly

5xJz Sy/z Szlz

In figura sono evidenziate Ie componenti relative al piano x,y.

QUESITO 2.2

Definire II tensore di deformazione a partire dal venore derivato del vettore spostamento. RISPOSTA 2.2

-

Sia 10 spostamento stx.v.z) una funzione regolare del posto e siano:

$x)x' SxJy' sxJz I Sy/x' Sy/y 1 Sy/z' szjx' Szly t szjz

-

Ie componenti del tensore derivato di S (silk nella spazio X1 ,X2,X3):

19

Sx/x Sy/x Szlx 1

I

$xJy Sy/y SzJy j'

Sxlz rylz Szjz

Si osserva che SxJxdx rappresenta la variazione di lunghezza, positiva in allungamento, del

segmento dx, e che Sy/xdx rappresenta 10 spostamento relativo in direzione y fra I'estremo di ascissa x-dx e I'estremo di ascissa x della stesso seqrnento.

Assumendo che ai tint di quest'analisi if segmento dx rimanga rettillneo, iI suo aUungamento specifico sara;

(sxJx dx)/dx :: sxJx'

mentre la sua rotazione nel piano x,y, positiva quando dx ruota verso y, sara:

(Sy/x dx)/dx = sy/x·

Queste definizioni sana accettabili solo nell'lpotosi di plccole deformazioni, essendo

t'allungamento spec1fico definito come rapporto tra variazione di funghezza e lunqhezza iniziale ed essendo la variazione ango1are misurata calla tangente. Nello spazio x1,X2,x3' ponendo 8ik = (skli - silk)/2 e Eik = (SkJi + sUk)/2, si hanna due tensori la cui somma e il tensore derivato del vettore spostamento Silk = 8ik + Efk- II tensore eik e emisimmetrlco, con componenti diagonali 8H = 0 e con componenti 8ik = -Bki che definiscono Ie tre rotazioni rigide dell'elemento infinitesimo triortogonale di la1i coordinati.

Si osserva infaHi che due lati ortogonali dXj,dxk hanno rotazioni uguali ed 0ik = -Ok" essendo esse positive rispettivarnente da i a k e viceversa, per cui dell'elernento rimangono ortogonali.

II tensore doppio simmetrico (ik ha componenti diaqonali Eli = SUi che rappresentano gli allunqarnenti specifici dei lati dx, come vlsto. Le componenti a indici rnisti Eik = Eki (i diverso da k) rappresentano ciascuna la meta della rotazione relativa dei segmenti dx, e dXk' che risufta positiva quando comporta riduzione dell'anpolo iniziale. Questa tensore viene detto tensore di deformazione e rappresenta compiutamente la modificazione geometrica (detormazione) subita darrelemento parallelepipedo infinitesimo:



equrverse

gli spigoli

EXX Exy Exz Eyx Eyy Eyz

EZX Ezy Ezz

Con notazione tecnica Ie deformazioni sono: r

l Ex Yxy=2Exy Yxz=2€xz

i Y yx=2Eyx Ey Yyz=2Eyz

l

1. Yzx:::::2£zx Yzy=2czy Ez

y

y

+

x

x

- -~----- ~

_. - . - .. ------~~~-

fig.1

fig.2

20

QUES1TO 2~3

Richiamare Ie relazioni di congruenza e mostrarne 11 ruolo neU'ambito detl'anallsl dei contlnui deformabilL

RISPOSTA 2.3

Per Ie componenti del tensore di deformazione valgono Ie seguenti retaztoni, dette relazloni di congruenza deUe deformazioni:

2Eik/\k = tiiJkk + EkkJH (con i diverso da k)

2En/j k + 2£jkJii = 2fijllk + 2 f.i kJij (con i ,j t k dive rs l),

Essendo Eik = (Skli + Sj/k)/2, sostituendo neUe due relazioni si ot1iene:

Si/kik + sklilk = si/ikk + sklkii (con i diverso da k)

2silljk + Sjlkii + Skljii = SVjik + Sjliik + SlIkij + Skliij (con l.j.k diversi).

Essendo invartlblle l'ordlne di derivazione, Ie due relazioni sono verificate.

II soddlsfacirnento delle sei relazioni di conqruenza, tre delle quali sono indipendenti, garantisce che Ie componenti di deformazione conispondono ad un campo regolare di spostamenti (senza lacerazioni 0 cornpenetrazioni di materia).

Campi lineari di deformazione sono sempre conqruentl, essendo ie relazionl omogenee aile derivate seconde.

Sviluppando gli indici si ha:

2E, 2/12 = £'11/22 + .[22111

2£23/23 == £22133 + c33J22

2£31/31 = t33/11 + £1 1/33

oppure:

[11/23 + £23/11 :::: E12113 + £13/12 E.22131 + £31/22 = E23/21 + E21J23 £33/12 + £12133 == t31/32 + E32/31 ·

QUESITO 2.4

Definire le direzioni principali delle deformazioni nel caso tridimensionale e mostrare come vengono identificate.

RISPOSTA 244

- ......

n ?

y

y

-

n

-

... f y

fig.1

fig.2

21

..

Le componenti di deformazione nell'intorno di un punta dipendono dalla giacitura n del

..

piano su cui agiscono (1;g.1). Le giaciture per cui il vettore deforrnazione e diretto come n

(fig.2) si dicono direzioni principali delle deformazioni e Ie corrispondsnf detorrnazioni si

.. -

dicono deformazioni principal! (sono nulli gli scornmenti angoJari). II vettore Ene diretto

~ -~

come n e pub essere espresso come Eln, essendo EI ll modulo della deformazione

principals. Le relazioni di Cauchy diventano:

~ ____,... - - of!

Cn = fin = .fxnx + Eyny + [znZt ovvero:

Enx = Flnx = cxxnx + €yxny + EZ)(nZ tny -= Elny = Fxynx + (.yyny + '£'zynz cnz :::: flnz = Exznx + tyzny + czznz da cui:

~ r ,

I i ~

: 0 I (Exx"C,) Eyx fzx r nx

-

, 0 Fxy (f.yy-f.l) €zy ny

l 0 fxz Eyz (EZl-CI) nz

Si tratta di un sistema di equazioni lineari omogeneo nel vettore incognito nx ny nz' con la

condizione supplementare n/ + n/ + n/ = 1. II sistema ha soluzione se si annulla iI determinante dei coefficienti:

(Exx-rl) (Eyy"(I) (rzz"EI) + EyxEzyExz + Ezx€xyEyz (Eyy-E I) f. zxExz = O.

Si tratta di un'equazione di terzo grado in [~ con tre soluzioni reali (autovalori), che sono i

valori delle Ire deforrnazioni principali EI' En, flit. Ai tre autovatori corrispondono tre

.. II -_

autovettori nl' nil, nu I·

Per risolvere il sistema (slnqolare) corrispondente all'autovalore EI occorre assegnare

--+

arbitrariamente una delle tre componenti incognite di n e risolvere rispetto a due delle tre

equazioni. Successivamente si provvede a normalizzare il vettore per rsnderto versore.

-

QUESITO 2.5

Enunciare Ia tegge di Hooke e deflrure il leqarne sforzi ... deformazioni in condizioni generalL RISPOSTA 2.5

p r fE A_--- ____

1 I I I

I

,

I

1

i

I

I

I

[

0·------ -- B ... --~--- .. l\

22

Sottoponendo a carico crescente d1 trazione una barra sneUa, si ottiene un incremento di Junghezza S come in fiqura, che presenta un tratto iniziale sostanziaJmente lineare con pendenza O-E. Durante questa fase un eventuale scarico e descrit10 dalta stessa retta, e a carico nullo la barra ha recuperato le caratteristiche geometriche iniziali.

Superata la soglia del comportamento lineare si entra in campo plastico. Se in questa seconda fase si inserisce uno scarico, per esempio annullando P, la curva segue iJ percorso A-B, praticamente parallelo a O-Ej e Ia barra risulta di lunghezza superiore a queUa iniziale.

Limitando l'appllcazione aria sola fase iniziale si assume che if legame 1ra parametri di carico e parametri di deformazione sla lineare (regge di Hooke).

Ritenendo che I'indicazione sia valida anche in situazioni complesse con stati di storzo a 9 componenti, si ha la legge di Hooke generarizzata:

Eik = Lrs Cikrs (T rs (i= 113) (k= 1 ,3).

Essendo iI legame inveriibile sj ha anche:

lJrs = L~k Drsik erik (r= 1 ,3) (8= 1 ,3).

Le matrici 9x9 Cikrs Drsik definiscono ir tensore elastlco di 81 componentL

Per la lnvertlbuita degli indici i.k e r.s, parte dei coefficienti sono uquali, riducendosl complessivamente a 36.

Poste:

T

[ (J ] :; [o 11' 0"22' o 33' (j 1 2' (j 23 1 (J 311,

T

[E] = [£11, £22' £33' E12 t £23' E31 J,

Ie relazioni diventano:

[E] = [E][a] e [aJ = [Er1[fJ dove [E] e una matrice 6x6.

---~-----....._-----~~~----~~~--~--------..--"""""""'--~

QUESITO 2.6

Ricavare l'esprasslone del lavoro dl deformazione di un materiale a comportamento lineare, ove non si postuli l'eslstenza del potenzlele elastico.

RISPOSTA 2.6

x1

x3

x3

fig.1 fig.2

Si osserva preHmlnarmente che ciascuna componente di sforzo O'ik' moitiplicata per

23

J'areola dx,dxm (I e m diversi da i) diventa una forza infinitesima che pub compiere lavoro soJo per 10 spostamento fik dx, Ad esempio, 0'1 dX23 lavora solo per 10 spostamento £11 dX1 (variazione di lunghezza secondo X1) e cJ12 dX23 lavora 50JO per 10 spostamento £12 dX1 (spostamento della faccia di normale x1 nella direzione x2 per effetto delto scorrimento angolare totale 2E12 = Y12)·

IIlavoro totale si ottiene sommando i prodotti di componenti omonime (Jik e Eik per it volume del cubetto.

In una storia di carichi che perf Ie detormazionl da 0 a un valore finale Eik' il lavoro net cubetto jnfinitesimo degli sforzi attuah otik, per gti lncrementi di deformazione dE.'tk e data da:

d(dL) = Lik crJik d'eik dX1 dX2 dX3t e nel cubetto di volume unitario:

dL :::; Lik CT'ik dE'jk·

Nell'intero ciclo di carico si avra:

L ~ J elk , d J

= L.ti k 0 (J ik £. ik·

QUESITO 2.7

Ricavare l'espressione del lavoro di deformazione di un materlale a comportamento linears, ove si postuli l'esistenza del potenziale elastico.

RISPOSTA 2.7

xl ----.

x1

/

k""x3

-:

.-x 3

fig.1 fig.2

In una storia di carichi che porti le deformazioni da 0 a un valore finale Etk' iI lavoro nel cubetto di volume unitario degli sforzj attuaf a'ik' per gli incrementi deformazione dE'ik e data da:

dL = L;k a1ik detjk6

Nsll'intero cicio di carico si avra:

L ~ f fjk , d t

:: "-'i k 0 0' ikE ik·

Si applica 'e regge di Hooke, cioe la proporzionalita tra sforzl e defcrmazioni. e si postula

che L corrisponda ad una energia potenziale.

L'onerqia finale sara indipendente dal cammino di integrazione da 0 a Eik. Adottando una storia di carico proporzionale ad un unico coefficiente at 5i na:

24

0<0<1

,

a ik = (taik

deJik = t:ik do e sl ortiene:

L = s, (Tik (ik fa 1 (X du = 1/2 ~ik O"ik fik'

QUES'TO 248

Mostrare la slrnmetria del tensore che definisce II tegame elastica Uneare tra sforzi e deformazioni.

RISPOSTA 2.8

----- xl

~ ...

.,g.1 fig.2

In una storia di carichi che porti Ie deformazioni da 0 a un valore finale Eik' it lavoro net cubetto di volume unitario deg,j sforzi attuali u'ik, per gli incrementi deformazione dt'.k e dato da:

dL = Lik a'jk de',k·

Nelt'intero ciclo di carico si avra:

L ~ J eik , d'

= .£.tik 0 cr ik E ik 4

Sa si pastula che L corrisponda ad una energia potenziale e che quindi l'enerqia finale sia

indipendente dal cammino di lnteqrazlone, allora l'espressione sotto iI segno di integrate e un differenziala esatto e si ha che ta derivata parzlale di <1ik rispetto a frs uguaglia Ja derivata parziale di C1rs rispetto a Eik (per if tegame elastica (Tik e funzione lineare degJi €rs e viceversa) ..

Nella matrice elastica gli indtci i erano scambiabili con gli indici k (e gti indlci r con gli indici s), r gruppi di indici ik diventano scambiabili con i gruppi di indici rs e la matrice risulta simmetrica) .

QUESITO 2.9

Oefinire illegame sforzl-detormazionl di un materiale elastico Hneare isotropo.

25

/cr3


- - . 1.
• -
81 SI SI 2 t'31 0'
-_ ..•. _.
/03 132
-\- ~~ \Y12- \Y1; ~~~~ Y1~7
\Y'2 Y12/
NO NO NO SI NO NO RISPOSTA 2.9

fig. 1

---+---- _. .

....

NO

NO

NO

fig.2

fig.3 fig.4

Si esamini la risposta del cubetto a sollecitazioni norrnali (figg.1-3) e tanqenziali (figg.2-4).

L'elongazione E1 dipende datla tensione normale (j1 et rn uguale misura per rotazione di indici, da 02 e cr3. l.'elonqazione £1 non dipende dalle tensioni tangenziali (fig.2}t come s; constata osservando che la stessa elongazione verrebbe a corrispondere a tensioni tangenziali di segno opposto ove si ruotasse i1 cubetto attorno a tre assi coordinatL

La scorrimento angolare Y12 non dlpende dalle sollecitazioni normali (f1g.3).

Ruotando il cubetto lntorno all'asse x1 si osserva che la stessa azione fisica sirnrnetnca df trazione provocherebbe scorrimenti di segno opposto. Lo scorrimento angolare Y12 dipende da 't12 ma non da t23 e da T31 (fig.4).

Ruotando il cubetto lntorno a x3 si osserverebbe 10 stesso scorrimento per componenti L23

e t31 di segno opposto.

111egame [e]=[E}[cr] diventa percio:

26

r £1 r .... .... l
I 1/E -1/mE -1/mE 0 0 0
0"1 L
1
-1/mE 1/E -1/mE 0 0 a ct2
' £2
(3 - -1/mE -1/mE 1/E 0 0 0 0'3
-
Y12 I 0 0 0 1/G a 0 t12
Y23 0 0 0 0 1/G 0 t23
Y31 0 0 0 a 0 1/G 1:31 J
dove E,m,G sono parametri caratteristici del materiale. QUESITO 2.10

Definire l'isotropla del materiale e mostrarne I'influenza sullegame sforzi-deformazioni. RISPOSTA 2.10

Si definisce isotropo il comportamento di un materials che presenta caratteristiche di risposta invarianti al variare della giacitura del sistema di riferimento di lettura.

Detto:

T

[u] = [011 t 0'22' 0"33' 012' (J23t 031]

it vettore nel quale sono ordinate Ie componenti di sforzo e:

T

[E 1 = [E11' £22, £33' £12' E23t £31]

11 vettore nel quale sono ordinate 1e corrispondenti componentl di deformazione, la

relazione sforzi-deformazioni diventa:

[E]=[E][cr] 0 [al=[Er1 [E],

dove [E] e una matrice 6x6.

Net rispettlvi tensori sirnrnetrlci Ie componenti diagonali a indict uguaU associano sforzi e deformazioni rispettost della simmetria flsica, mentre le componenti fuori diagonale a indici diversi sona associate ad un'antisirnrnatria fisica. Questa circostanza esclude la dipendenza degli scorrimenti dagli sforzi normali e Ia dipendenza delle e1ongazioni dagli sforzi tangenzialL

Condizioni di simmetria e antisimmetria conducono a constatare cha ciascuna componente di scorrimento dipende solo dalla omonima componente tangenziale.

E11 ABC 0 0 0 011

E22 D E F a 0 a <J22

E33;; G H I 0 0 0 033

£12 0 0 0 P 0 0 (_T 12

[23 0 0 0 0 Q 0 023

£31 0 0 a 0 0 R 031

L'isotropia del materials postula che i coefficienti della ma1rice non dipendano da una

rotazione degli indici 1 ,2,3, e che Ie elongazioni in direzioni o rtogon ali a ciascuna componente normals di sforza siano uquali.

£11 A B BOO 0 (J, 1

E22 B ABO 0 0 022

£33 - B B A 0 0 0 Cf33

E12 0 0 0 COO 012

£23 0 0 0 0 C 0 023

£31 0 0 0 0 0 C 031

27

La dlpendenza delle deformazioni dagli sforzi si riconduce alia determinazione di soll tre coefficienti di proporzionalita (concettualrnente dipendenti darla posizione X1,x21X3 del punto materlale, ma generalmente costanti, S8 it materiale e anche omogeneo)

QUESITO 2.11

Ricavare la relazione tra Ie costanti elasnche. RISPOSTA 2.11

cr =u

.)( )0

-_

_----or

fig.1 ng.2

Si consideri un cubetto di late unitario interessato da uno stato piano di sforzo che nel riferimento X,y abbia sforzi principali ax = (J e cry = -rr.

Le corrispondenti deformazioni saranno:

Ex = (o, - cry im)/E == a(m+1)/mE, Ey = (uy - O'x Im)/E ::: -cr(m+ 1 )/mE. II lavoro di deformazione sara:

2

L1 = (ax Ex + <Jy Ey)/2 :: cr (m+1 )/mE.

Se si considera 10 stesso cubetto ruotato di rrJ4 intorno a z (fig.2)~ si ha T == CJ e y = t/G. II lavoro d, detorrnazione sara:

2

L2 ~ ry/2 = (J /2G.

Essendo illavoro di deformazione una quantita scalare che non dipende dat sistema di riferimento, deve essere L, = L2, ovvero:

(i(m+ 1 )/mE = (iI2G,

da cui:

G = mE/(2m+2).

La relazione cosl ottenuta non pub dipendere dalla particolare situazione conslderata, e mostra che i parametri idonei a caratterizzare il comportamento di un materiale isotropo sona solo due.

QUESITO 2.12

Discutere i valori limite deUe costanti elastiche.

28

RISPOST A 2~ 12

z

-----

-_

-~

-_

--

--

-_

-~

_-

_-~

-_

Illegame elastica sforzi deformazioni ha ta forma:
£1 1/E -1/mE -1/mE 0 0 0 (1'1
£2 .. 1/mE 1/E -1/mE 0 0 0 0"2
f3 - -1/mE -1/mE 1/E 0 0 a {l3
-
Y12 0 0 0 1/G 0 0 1'12
Y23 0 0 0 0 1/G 0 t23
Y31 0 0 0 0 0 1/G T31 J
ovvero [F]:[E][crJ dove si indica con:

T

[0'] = [0' l' tJ'2t 0"3' L12' t23' 1'311

ir vettore nel quale sono ordinate Ie componenti di sforzo e:

T

[E] :;; [£1, £2' £3. Y12t Y23t Y31J

it veHore nel quare sono ordinate re corrispondenti componenti di detorrnazione.

Con OJ = ok = 0 si ha CTj = ElE, mentre Yij = Ti/G. L'esperienza conferma che ciascuna componente di deformazione ha 10 stesso segno della sinqola componente omonima di sforzo che l'ha generata. Percle E>O e G>O.

Con deformazioni infinitesime la variazione di volume di un cubetto unltario e: dV::: Vnn - Viniz = (1 + £1) (1 + £2) (1 + £3) - 1 t

dove E1 ,E2,t3 sono gli aUungamenti specifici dei lati. Si ha:

dV ::: £'1 £2£'3 + (1 £2 + £2£3 + t3€ 1 + t:1 + t2 + £3- Trascurando gli infinitesimi di ordine superiore si ha:

dV = £1 + E2 + £3'

che vale in via approssimata anche per deformazioni malta piccote, E;«1.

Dalla relazione sforzi-deformazioni sj ha:

dV = (01 + 02 + (3) (m-2)/mE

dove (01 + cr2 + (3)/3 rappresenta fa tensione medlat

A tensione media di trazione corrisponde aumento di volume dV>O e viceversa. Ne discende che m>2.

IJ limite superiore di m e 1eoricamente pari a infinito (contrazione trasversate nulla).

29

QUESITO 2~13

Ricavare il modulo di Poisson di un materials avente modulo elastica normale E~ 58300 MPa~ e modulo elastica tangenziale G= 22500 MPa.

RISPOSTA 2.13

Essendo illegame tra Ie costanti elastiche G = mE/(2m+2) t si ha che: m = 2G/(E-2G).

VALORI

m= 3.383

QUESITO 2.14

Ricavare il modulo elastica norrnalo di un materiale avente modulo di Poisson m= 2.78 e moduJo elastica tangenziale G::: 70000 MPa~

RISPOSTA 2.14

Essendo illegame tra fe costanti elastiche G = mE/(2m+2), si ha che:

E = 2G + 2G/m. VALORI

E(MPa)::: 1 90360~

QUESITO 2~ 15

Ricavare il modulo elastica tangenziale di un materiale avente modulo di Poisson m= 3.23 e modulo elastica normale E= 35000 MPa.

RISPOSTA 2.15

Illegame tra Je costanli elastiche fornisce G :;;: mE/(2m+2). VALORJ

G(MPa)~ 13363.

QUESITO 2.16

Ricavare fa relazions di dtpendenza in campo elastico deqll sforzi dane deformazioni. RISPOSTA 2.16

It legame elastica storzi deforrnazioni ha la forma:
£1 1/E 61/mE -1/mE 0 0 0 (j1
£2 -1/mE 1/E .. 1imE 0 0 a °2
E3 - -1/mE -1/mE 1/E 0 a 0 °3
-
Y12 0 0 0 1/G 0 0 T12
Y23 0 0 0 0 1JG 0 t23
Y31 0 0 0 0 a 1/G t31
ovvero [£J=[E][cr] dove si indica con:

T

[0] = [a1 f 02,0"3' T12t L23' t31]

il vettore nel quale sona ordinate Ie componenti di sforzo e:

T

[c] = [£1' E2t £3' Y12' Y23' Y311

30

it vettore nef quale sono ordinate Ie corrispondenti componenti di deformazione.

La natura lineare deJ legame consente di ricavare Ie componenti di storzo imputabili a uno stato di deformazione noto, nella forma:

-1

[crJ::;[E] [fl.

QUESITO 2.17

Definire if valore della tensione secondo z in uno stato piano di deformazione (elongazione nulla in direzione z), note Ie componenti di tensione nel piano x,y e Ie costanti efastiche del materiale.

RrSPOSTA 2.17

La condizione si esprime come:

Ez :: O'z/E - ax/mE - almE = D, da cui:

Oz = rJx/m + crylm.

QUESITO 2.18

Calcolare il valore della tensione secondo z in uno state piano di deformazione (elongazione nulla in direzione z), note Ie tensioni principali nel piano x,Y 01= 578 e cru= 801 MPa, il modulo di Poisson m= 2.34 e il modulo di Young E== 267000 MPa, R'SPOST A 2~ 18

La condizione si esprime come:

Cz == criE - ajmE - a/mE = 0, da cui:

Oz = 0x/m + aim. VALORI

CJz(MPa)= 589.3

QUESITO 2.19

Definire le condizionl che legittimano iI principio di sovrapposizione degli effetti e illustrare Ie sue conseguenze sulla soluzlone del problema elastico.

RISPOSTA 2.19

Si assuma fa proporzionahta tra sforzi e deformazionL I carichi sono applicati gradualmente in modahta statica, cioe tale da escludere if manifestarsi di azioni omamiche. La geometria del corpo si modifica progressivamente, e l'equillbrio deve essere verificato ad ogni istante in relazione alia geometria attuate. In generale avviene che adottando diverse storie di carico per giungere allo stesso cartco flnale, si ottengono sofuziont diverse! in termini di sforzi e deformazionL

Se si fa l'lpotesi che il cambiamento di geometria sia cosi plccolo da poter confondere la geometria attuale con la geometria iniziale nelle relazioni di equiJibrio (cioe che Ie relazioni di equilibrio non risentano significativamente de~ mutamento geometrico), i diversi passi di carico adottati non risentono del cambiamento di geometria intervenuto e i loro effetti

31

diventano sommablil. La soluzione diventa indipendente darla storia dei carichi, ed e uruca,

Nell'ambito del problema elastica (problema di natura differenziale e quindi suscettlbile di soluzioni multiple) l'unicita di soluzione che consegue au'lpotesl dei piccoli spostamenti (teoria del prtrn'ordine) consente di affermare che un campo dt sforzi e deformazioni che soddisfi re condizioni che reggono B problema, ne rappresenta implici1amente I'unlca soluzione.

QUESITO 2.20

Dire se il problema elastico possa avere soluzioni moltepHci. Mostrare S8 e quando la soluzione del problema elastico sia unica.

RISPOSTA 2.20

II problema elastico ha natura differenziale ed e quindi suscettibile di soJuzioni multiple. I carichi sono applicati gradualmente in rnodalita statica, cioe taJe da escludere it manifestarsi di azioni dinamiche. La geometria del corpo si modifica progressivamente, e l'equillbrio deve essere verificato ad ogni istante in relazione alla geometria anuale. in generale avviene che S8 si adottano storie dei carichi diverse per giungere arlo stesso carico ftnale, si ottengono soluzioni diverse. in termini di sforzi e deformazionL

Se si fa l'ipotesl che H cambiamento di geometria sla cosl piccolo da pater confondere la geometria attuale con la geometria iniziale nelle relazioni di equilibrio (cioe che Ie relazioni di equilibrio non risentano significativamente del mutamento geometrico), i diversi passi dl carico adottati non risentono del cambiamento dj geometria intervenuto e i loro effetti diventano sommabilL La soluzione diventa lndipendente dalla storia dei carichl, ed e quindi unica.

QUESITO 2.21

Descrivere fI metodo semi-inverso di De Saint Venant come soluzione del problema elastico,

RISPOSTA 2.21

II problema elastica ha natura differenziale ed e quindi suscettibile di soluzionl multiple. I carichi sono applicati gradualmente in rnodauta statica, cioe tate da esciudere il manifestarsi di azioni dinamiche. La geometria del corpo si modifica progressivamente, e I'equilibrio deve essere verificato ad ogni istante in refazjone aUa geometria attuale. In generale avviene che adottando diverse storie dei carichi per giungere allo stesso carico finale, si ottengano soluztoni diverse, in termini di sforzi e deformazioni.

Se si fa l'ipotesi che iJ cambiamento di geometria cosl piccolo da pater contondere la geometria attuale con la geometria iniziaJe neUe relazlonl di equilibrio (cioe che Ie relazioni di equllibrio non risentano significativamente del mutamento geometrico), i diversi passi di carico adortau non risentono del cambiamento dj geometria intervenuto e i loro effetti diventano sommabiJi. La soluzione diventa indipendente daila storia dei carlchl, ed e



umca.

L'approccio di De Saint-Venant si appilca a prismi non vlncolan, scarichi sui contorno

32

esterno e interessati da azioni applicate sulle sole basi e tall da ammettere come risultante Ie singole componenti di azione interna dell'asta,

II metoda consiste essenzialmente nel formu1are una descrizione del campo di sforzo e di deformazione che soddisfi il legame sforzi-detorrnazioni, Ie equazioni di conqrusnza, Ie equazioni indefinite di equilibrio e Ie condizloni al contorno in termini statici, Soddisfatte tutte queste condizioni si pub affermare che la descrizione proposta rappresenta 'a soluzione, unica, del problema elastica del prisma.

33

CAPITOLO 3 SOLIDI ELASTICI

QUESITO 3.1

Richiamare Ie equazioni che presledono alia soluzione de~ problema elastico nel continuo tridimensionale.

RJSPOSTA 3.1

Le incognite del problema sono 6 tunzioni indipendenti di sforzo (Jik(x1 tX2,x3) e 6 funzioni indipendenti di deformazione Eik(x1 !x2~x3)·

ln sede indefinlta. e ln presenza di forze di volume Fit vanna soddisfatte: .. 3 equazioni differenziali di equilibrio negU storzi Lk (jikJk + F~ = 0 (i=1 ,3).

- 3 equazioni differenziali dj congruenza neUe deformazioni (omogenee aile derivate seconde).

- 6 relazioni storzi-detorrnazioru [E]=[EJ[o]~

Se iI solido e privo di vlncoll, at suo contorno vanno soddisfatte Ie sale condlzioni dl equillbrio, attraverso la relazioni di Cauchy:

Li O"ik ni ~ fk (k=113)j

dove fx sono "pression!" specifiche al contorno.

Se una parte del contorno fosse vlncolata, dovrebbero essere specificati in coordinate

-

locall x' 1 JX' 2 g'i spostamenti imposti su quella zona s (x' 1 .x' 2)·

Se ne potrebbero dedurre Ie componenti di deformazione locale in termini di elongazioni:

I 'I

E 1 = S 1/1'

, t

E2~S2J2f

nonche 10 scorrimento net piano tangente:

y'12=(5'2/1 +S'1/2)/2.

QUESITO 3.2

Posta fa natura differenziale delle equazioni che reggono if problema elastico, definire Ie condlzionl al contorno sulle vanabill statiche.

RISPOSTA 312

Le condizioni di equiHbrio al contorno sona rappresentate dalle relazlonl dl Cauchy:

l:i {jik ni = fk (k= 1 t3) t

dove fk sana "pressloni" specifiche al contorno.

QUESjTO 3.3

Posta la natura differenziaje delle equazioni che raggono il problema olasnco, definire Ie condlzioni al contorno sulle variabili cinematiche che descrivono la modlficazione geometrica.

35

RISPOSTA 3.3

Se una parte del contorno e vincolata. possono essere specificati in coordinate Iocali

x' 1 .x' 2 gJi spostamentf imposti su quella zona:

.._

stx' 11X' 2).

Se ne deducono Je componenti di deformazione locale in termini di elongazioni:

, ,

E 1 = S 1/1 '

! 'II

E 2 = S 2/2'

nonche 10 scorrimento nel piano tangente:

Y~12 = (51211 + 5'1/2)/2.

Le funzioni incognite che rappresentano Ie componenti di deformazione aU'interno del

corpo possono essere trasformate in geometria locale x' 1 .x' 2tX' 3 (x' 3 normale al piano tangente) mediante la reJazione di Cauchy, e tre di esse possono essere eguagliate al valori assegnatL

QUESITO 3.4

Ricavare I'espressione della variazlone di volume in un continuo a stato di sforzo noto. RISPOSTA 3.4

-_

.......... ..__ .... _

-_

......... ........_ .........

-----.....___ __

fydy

x

Poiche fa variazione di volume non dipende dal sistema di riferimento. si assume una rappresentazione in componenti principali di sforzo denominate ExtEy,Ez. La lunghezza finale degti spigoli dx.dy.dz e data da:

(1 + Ex)dx, (1 + fy)dy, (1 + Ez)dz~

La variazione de' volume infinitesimo dV = dx dy dz, differenza tra volume finale e volume iniziale, sara:

SdV = (1 + Ex)dx (1 + Fy)dy (1 + cz)dz - dx dy dz, ossia:

SdV = (t:xEyEz + ExEy + EyEz + EzEx + Ex + Ey + Ez + 1 - 1 )dV.

Assumendo che 'e elongazioni Ei siano infinitesime, 0 comunque molto inferiori all'unita, Sf possono trascurare rispetto ad esse i loro prodotti, ottenendo per il volume unltario:

-8 = Ex + ty + EZf

e, introducendo la dipendenza delle Ei dalls O"j:

8 = (aJE - crImE - crimE) + (alE - crImE - crimE) + (criE - u,/mE - crImE),

36

e quindi:

8 = (ax + cry + O"z) (m-2)/mE.

aUEStTO 3~5

Ricavare l'espresslone dei Lavori Virtuali in un continuo deformabile tndimensionale. RrSPOSTA 3.5

z

y~~ o F //"'_'/~/'/'/~/

fig.1

fjg.2

z

..

s.

p~P'

hg.3

Con riferimento a un continuo equlliorato (fig.1), si richiamano Ie equazioni indefinite di equilibria:

---iI" ___,.

Lt aj/j = -F

e la relazlone di Cauchy:

... __,..

f = Lj (lini

----to ......

dove sono F Ie forze di volume e f Ie azioni di superficie, funzioni del posto e della

---...

giacitura n (fig.2).

--

Si assuma un campo di spostamenti infinitesimi e congruenti s(x,y,z) (fig.3).

II prmclpio dei lavori virtuali, appllcato ana azioni di superficie f agent; sulla porzione S

..........

della superficie esterna, e aile forze di volume F sui volume V, fornisce il lavoro deUe forze

es1erne:

37

t, = Iv F s dV + Is f 5 dS.

-

Introducendo in quesfultima I'espressione di F che assicura I'equilibrio Indefinite con gli

--+

sforzi OJ Sf ha:

Le == -I, Lj crill s dV + J s f s dS e, integrando per parti:

La = -fv Lj (OJ 5)/j dV + I, li (crj Sfi) dV + I, f s dS.

U prime integrate (di volume) pub essere trasformato in integrale dl superlicie:

Le == -Is Lj (ITi $) ni dS + I, Li (OJ S/j) dV + Is f s dS e introducendo la relazlone di Cauchy:

Le ;; -I, f s dS + I, Lj ((;j S/i) dV + Is f s dS. Etlminando i termini uguali e contrari s! ha:

Le = J, Lj (OJ S/j) dV = Iv LjLk (CJik Ski;) dV. Ricordando che 2Cik = Sklj + Silk si ottiene:

Le = I, LiLk (erik eik) dV = Lj.

Si rileva che it lavoro delle forze esterne equilibrate per spostarnenti virtuari uguaglia il

lavoro degli sforzi interni equilibrati per detormazioni congruenti con gli spostamentL

QUESITO 3~6

Oalcolare la variazione di volume deU'elemento di volume unitano con tensioni principali ITI:::: 900 0u= -330 allr:: 660 MPa, modulo di Poisson m= 3.89 e rnooulo di Young E= 21200 MPa.

RISPOST A 3.6

x

La variazione deJ volume unitario, differenza tra volume finale e volume inlzlale, sara:

BV = (1 + Ex) (1 + Ey) (1 + Ez)dz ~ 1,

L

ossra:

BV = (ExEy€z + Exry + EyEz + EzEx + Ex + Ey + Ez + 1 - 1).

Assumendo che Ie elongazioni Ej siano molto inferiori altunita, si possono trascurare rlspetto ad esse i lora prodotti, ottenendo:

8 = Ex + Ey + Ez'

e,introducendo la dipendenza delle Ej dalle cJ(

38

& = (axlE - crImE - crimE) + (alE - crImE - crimE) + (criE - crimE - a/mE) e quindi:

o = (ax + cry + oz) (m-2)/mE. VALORI

D!::O.02819

QUESITO 3t7

lnquadrare il pnsma di De Saint Venant nel contesto del problema elastlco tridimensionale. Definire 'e condizioni al contorno che devono essere soddisfaHe. RISPOSTA 3.7

L'approccio di De Saint-Venant si applica a prismi non vlncolatl, scarichi sul contorno esterno e interessati da azionl applicate sulfe sofe basi e tali da ammettere come nsultante Ie stngole componenti di azlone interna dell'asta.

Esso si basa sull'ipotesl di unicita di soluzione del problema elastico, ipotesi che discende dal principio dj sovrapponlbilita degli eHeni (Kirkhoff).

II metodo consists essenzialmente neJ formulare una descrizione del campo di sforzo e di deformazione che soddisfi ir regame storzi-detorrnazloni, Ie equazioni di congruenza e Ie equazioni indefinite di equilibno. Le condizioni at contorno sana richieste solo in termini staticl. Sui contorno laterals so no soddisfatte dalla scelta di storzi che hanna componenti nulle sull'involucro.

In corrisponenza delle basi gli sforzi ipotlzzatl devono soddisfare condizioni di equivaJenza statica con Ie aziont gJobaJi applicate: a tal fine bisogna imporre sei condizioni inteqrall, cioe tre di equilibrio alia traslazlone ;n direzioni non colncidenti e tre di equilibria ana rotazioni intorno a tre assi non coincidenti.

Soddisfatte tune queste condizioni si pub affermare che fa descrizione proposta rappresenta la soluzione, unica, del problema elastica del prisrna.

La distribuzione effettiva delle azioni applicate aile basi segue la stessa regge dl dtstribuzione che caratterizza gU sforzi interni.

QUESITO 348

Presentare e commentare it postulato di De Saint Venant. RISPOST A 3.8

La soluzione del problema elastica applicata at prisma di De Saint Venant postula l'assenza di vincofi al contorno (e quindi anche agfi estremi). La distribuzione degli sforzi suUe basi riproduce la legge di distribuzione valida all'interno del prisma, garantendo una risul1ante uguale a quella assegnata come condizione statica al contorno. In tali condizioni Ja soluzione dei problema di De Saint Venant offrirebbe un limitato interesse applicatlvo, dal momento che postula I'applicazione suUe basi di azioni diffuse aventi la stessa Jegge dt distribuzione che caratterizza la soluzione all'lnterno.

Per estendere i risultati ottenuti al caso generale in cui la basi del prisma slano interessate da vlncof 0 da azioni aventi la risultante assegnata, rna applicate con modallta diversa da quella fornita dalla soluzione esattat si assume che la soluzione rigorosa sia attendibile

39

solo all'interno del prisrna e ad una certa dis1anza dalle basi (delrordine dl grandezza della massima dimensione trasversale).

QUEsrTO 3.9

Valutare separatamente 10 spos1amento da taglio e da flessione su estremo destro dell'asta di sezione quadrata plena di late a= 54 rnrn, lunghezza 1= 667 rnrn, modulo elastica normale E::: 56900 e tangenziaJe G= 241 00 MPa~ con forza F= 1000 N.

RISPOST A 3.9

Le caratteristiche geometriche della sezione sana area A=a2, momento d'inerzia J=a 4;12 e fattore di taglio X~1.2.

La spostarnento da taglio e 8t = XF1/GA.

La spostarnonto da flessione e of = F13/3EJ. VALORI

l)t(mm):::O.01139

---~- - . _._-........-----

----_.- - ---~~-

QUESITO 3.10

Valutare separatamente la rotazione da tagtio e da tlessione su estremo destro cell'asta di sezione quadrata piena di lato a= 53 rnrn, lunghezza I:;:: 656 mm, moduJo elastlco normals e tangenziale E= 57800 G::::: 25000 MPa, con forza F= 1000 N.

~ B

~~~~--~--~----~--~----~O

I I u..



RfSPOST A 3.1 0

Le caratteristiche geometriche della sezione sono area A=a2, momento d'inerzia J:::::a 4/12 e fattore di tagtio X:::1.2.

La rotazione da taqlto e nulla,

Lo rotazione da flessione e <p = FI2;2EJ. VALORI

<p,==o ~ 005661

40

QUESITO 3~ 11

Valutars separatamente 10 spostamento da tagtio e da flessione su estremo destro dell'asta di sezione quadrata piena di lato a= 52 rnm, lunghezza f= 645 mm, modulo efastico normale e tangenziaJe E: 58700 G:::: 22900 MPa, con carico unitario q= 1 .

RtSPOST A 3.11

Le caratteristiche geometriche della sezione sono area A=a2, momenta d'inerzia J:::::a4/12 e fattore di taglio X=1.24

La spostamento da taglio e Ot = XQl212GA. Lo sposlamento da flessione e Sf ::; qI4/BEJ. VALORi

°r(mm)=O.004031

QUESrTO 3.12

Valu1are separatamente la rotazione da taglfo e da flessione su estremo destro dell'asta di sezione quadrata piena di lato a= 51 rnrn, runghezza r= 634 rnrn, modulo elastica normafe e tangenziale E= 59600 G= 23800 MPa, con carico unitario q= ,.

RISPOSTA 3.12

Le caratteristiche geometriche della sezione sono area A=.a2• momento d'inerzia J=a4112 e lattore di taglio X=1.2.

La rotazione da taglio e nulla.

Lo rotazione da flessione e q> = qI3/6EJ. VALORI

CPf!:::O t 001264

QUESITO 3t13

Ricavare i'equazlone delta deformata elastica per flessione nelle travi rettilinee. RISPOSTA3.13

Si consideri una trave rettilinea soggetta a flesslone retta con asse baricentrico x e asse i ortoqonale, Si misuri con y ta quota delta fibra generica suU'asse neutro e con y(x) lo spostamento verticale del baricentro.

Sui troneo di lunqhezza dx la presenza de' momento M corrisponde ad una distribuzione di tensioni (Ix = My/J e ad una distribuzione di allungamenti Exdx!:: O"xdxlE = MydxlEJ. II

41

tranco dx si atteggia secondo un area di cerchio di raggio r, con una curvatura 1/r pari a do/dx. L'angolo dcp e misurato anche dar rapporto Exdxly = MdxlEJ.

La curvatura e quindi espressa da:

X = 1!r = dc:p/dx = MJEJ~

DaUa geometria differenziale sappiamo che la curvatura di una generica linea y(x) e data

da:

X = 1/r = y"{x)f-J(1 + Y'(X)2)3.

Net case presente sl considera una linea y(x) che poco si discosta dalla iniziate configurazione rettilinea. II termine y'(x), che rappresenta la tangente trigonometrica dell'anqolo che la tangente geometrica alia curva forma con l'asse Xt e sicuramente rnolto inferiore a 1, e a maggior ragione sara Y'(x)2 «1.

L'ultima relazione pub quindi essere approssimata come:

X :::: 1/r == y" (x),

Con la convenzione adottata it segno di M e positivo quando la convsssita della curva sj presenta dalla banda dell'asse positive y, cioe quando la derivata seconda yH(X) e negativa (e viceversa).

Con Ie convenzioni indicate (momenti positivi che tendono Ie fibre dalla parte deUe y positive), si possono mettere in relazione Ie curvature geometriche yH con Ie curvature meccaniche M/EJ, con segno discorde:

yH(X) = .M(x)/EJ.

Si tratta di una equazione differenzraJe a variablll separabill, che consente di ricavare Ie forma dena deformata, attraverso l'ospressione delle curvature, una volta che sia nota la funzione di azione interna flettente M(x).

r

C[±J)

y(x)

x

dx

~------ -

y'(x)

y

fig.1

fig.2

42

CAPITOLO 4 ANALISJ DELLA TRAVE

QUESITO 4.1

Ricavare fa soluzione del problema di De Saint Venant per l'azione assiale.

N

z

RISPOSTA 4.1

z

z

fig.1 fig.2

II problema prevede J'annuJlarsi delle forze di volume, H contomo laterale scarico, e una distribuzione di sforzi sulle basi che ammetta come sola risultante fa forza N.

In base a considerazioni intuitive si ipotlzza che l'azlone asslale provochi l'aUungamento uniforme del prisma Ez =:; cost. Si assume una distribuzione uniforme di tensloni

longitudinali O'z = cost., con ax = cry = txy :::: tyz = LZX = O.

Attraverso illegame elastico ne conseguono deformazioni:

Ez = O'z/E,

Ex = -a/mE, Ey =: -crz/mE,

Yxy == Yyz = Yzx = 0,

che soddisfano Je equazioni di congruenza (equazioni differenziali omogenee aile derivate

43

seconde deUe deformazioni). Delle equazioni indefinite di equillbrto: ox/x + lxy/y + txzJz = 0

tyxJx + <Jy/y + 'ryzJz ::= 0

tzxJx + Lzy/Y + Gzjz = 0

rimane la sola:

cr zJ Z :::: 0

che risulta soddisfatta per la costanza delle oz ..

Tutte 'e condizloni che reggono i1 problema in sede indefinita risultano soddisfatte. Sui contorno laterals non si hanna cornponenti, essendo CTz parallela al bordo.

Sulle basi devono essere verificate sei condizioni di equiva1enza statica fra Ie tensioni presenti e la forza applicata (tre di equivalenza alla traslazione secondo assi non parallel! e tre di rotazione intorno ad assi non paralleli) Le tensioni presenti, essendo dirette secondo r, non promuvono traslazione secondo x e y, e non promuovono rotazione intorno a z.

Per l'equivalenza alta traslazione secondo z e per I'equivalenza alia rotazione intorno a x e y, si ha:

N = fA O"z dA = o"z f.lI;. dA ;:: crz A da cui Oz ;:: N/A

o :::: fA O"Z Y dA = ITz JA Y dA ;:: O"z Sx da cui s, = 0

o = fA Oz x dA = Oz fAx dA ;:: crz s, da cui Sy:::: O.

Le seconde due affermano I'annullarsi del momenta statico della sezione rispetto agJi assi

x e Yt che risultano quindi essere barlcsntrlct. La soluzlone individuata corrisponde ad un'azione N applicata nel baricentro. Nelle premesse non si era imposto l'asse di azione di N.

II tronco di trave di lunghezza dz ha un aUungamento uniforme dn = czdz = N/EA dz.

_._.-_. -.----~----~~---.-- .. -- --~-

QUESITO 4.2

Ricavare la soluzione del problema di De Saint Venant per l'azione Ilettente nelle sezioni simmetriche.

z

44

RJSPOST A 4.2

/

z

dz

rig~ 1

fi9-2

y

x

z

r

M

dz

dA

1'g.3 fig.4

U problema prevede l'annullarsi delle forze di volume, if contomo lateraie scarico, e una distrlbuzione di sforzi sulle basi che ammet1a come sola risultante il momento Mx.

In base a considerazioni intuitive si ipotizza che l'azlone flenente uniforme dia luogo alia curvatura costante dena linea baricentrica, con allungamento e accorciamento delle fibre su ban de opposte. L'ipotesl di Bernoulli postula che clascuna sezlone ruoti, mantenendosi plana, intorno ad un asse (asse neutro) definito come intersezione del piano orginale e der piano ruotato. Per simmetria della sezione J'asse neutro e normale a y, asse di simmetria. La soluzione risulta essere indipendente da z, come l'azione flettente.

Con riferimento aJ tronco di trave dz, la rotazione comporta una dlstrlbuzlone di allungamenti Ezdz deUe fibre parallele a z che risuita proporzlonale alla dlstanza dall'asse neutro, cioe Ez = ky,

Per la proporzionalita tra sforzi e deformazioni ne consegue una distribuzione di tensic.u

longitudinali O'z = k'y, con Ox = cry = Ot e txy == Tyz =: Tzx = O.

Attraverso iJ legame elastico si hanna deformazioni Ez = oz/Et Ex = Ey :: -crJmE, Yxy = Yyz = Yzx == 0, che soddisfano Ie equazioni di congruenza (equazioni differenziali omogenee aile derivate seconde delle deformazioni).

45

Delle equazioni indefinite di equilibria: r:Jx}x + lxy/y + LXzJZ = 0

Lyx/X + (fy/y + 'tyzJz = 0

Lzxlx + tzy/y + Gzjz = 0

rimane fa sola:

crzjz = 0

che risulta soddisfatta per la costanza delle Oz rispetto a z.

Tutte Ie condizioru che reggono it problema in seda indefinita risultano soddistatte. Sui contorno laterale non s1 hanna cornponentl, essendo Oz paralJela al bordo.

Sulle basi devono essere verificate sei condlzloni di equivalenza statica fra Ie tensloni presenti e la forza applicata (tre dr equivafenza alia traslazione secondo assi non paralleli e tre di rotazione intorno ad assi non paralleli) 4

Le tensioni presenti, essendo dirette secondo z, non promuvono trastazione secondo x e y, e non promuovono rotazione intorno a z.

Per l'equlvalenza ana traslazlone secondo z e per l'squlvalenza alta rotazione intorno a y e x, si ha:

o ;;:: fA Oz dA ::; k' fA Y dA = k' Sx da cui Sx == a

o = fA Oz x dA = k' fAxy dA ::; k' Jxy da cui Jxy ::: 0

M = fA O"z Y dA ::; k' fA y2 dA == k' Jx ::: (J'z J/y da cui O"z = MylJx'

Le prime due affermano l'annullarsi del momenta statico Sx della sezione rispetto aU'asse x e del momento centrifugo Jxy rispetto agli assi x e y.

L'asse neutro risutta essere baricentrico e coniugato con l'asse di sollecitazione y.

Le due facce opposte de' tronco di trave di lunghezza dz subiscono una rotazione dcp misurata dal rapporto tra l'allungamento Ezdz della fibra posta alta quota y, e la distanza y dau'asse neutro, cioe d<p = E!V dz = 0z/Ey dz :: MJEJ dz.

L'asse del tronchetlo si atteggia secondo un areo di cerchio di rag9io r,

Essendo dz == r d<p sara dc:p/dz:: 1/r la curvatura deUa linea, misurata anche da d<.p/dz = M/EJ.

QUESITO 4.3

Ricostruire la soluzione del problema di De Saint Venant per la torsione in prismi a contorno definito analiticamente.

46

z

RISPOST A 4.3

y

f1g.1

contomo seance

contorno searieo

f~g.3

rr problema prevede l'annullarsi deJle forze di volume, il contomo laterale scarico, e una distrlbuzione di sforzi sulle basi che ammetta come sofa risultante iI momento torcente J\1 Partendo dall'ipotesi che Ie sezioni ruotino per effetto de' momento applicato intorno a un asse parallelo a z, rna che la proiezione dei lora punti sui piano x,y rimanga uquale a se stessa, si ha che Yxy' = 0 e quindi Txy = O.

Assumendo che sia O'x :;;: cry = Oz = 01 Ie uniche componenti non nulla saranno tzx' Tzy•

47

Si assume una funzione potenziale degfi sforzi $(x,y) da cui si ottiene: lZX = -cll/YJ

'tzy = <IJ/x'

Yzx = -<Ply 1/G,

Yzy = <I>/x 1 /G~

Delle equazioni indefinite di equilibrio:

ox/x + txy/y + TxzJz = 0

tyxJx + 0y/y + tyzJz = 0

"CzxJx + tzy/y + (Jz/z !:: 0

nrnane:

t xzJz ;: -cll/yz = 0 LyzjZ = tI>/xz = 0

Lzxix + 'tzy/y ~ -<Il/yx + (}>/yx = OL

Le prime due sona soddisfatte per I'indipendenza di <l> da z. La terza e soddisfatta per

invertlbllita degli indici di derivazione.

Delle equazioni di congruenza:

2ExJyz + YyzJxx = Yxy/xz + YxzJxy

2Cy/zx + YzxJyy = Yyzlyx + YyxJyz

2Ez)xy + Yxy/zz ::::: YzxJzy + Yzy/zx

ta terza e verificata per l'annullarsi della Ez e per l'indlpendenza da z della soluzione.

Essendo Ex = ty = Yxy ~ Ot Ie rimanenti divsntano:

(Yz:xJy - Yzy/x)/x ::;: 0

(YzxJy - Yzy/x)/y := D.

Essendo gli sforzi e Ie deformazioni indipendenti da z, si ha:

YzxJy - Yzy/x = costan1e ::::: C e sostituendo la ~:

2

<p/xx + <IJ,yy = Ll 4> = C

dove Ll2 e I'operatore di Laplace.

E' soddisfatto l'equilibrto indefinito, la congruenza e il legame elastlco.

Nota, mediante integrazione deH'equazione differenziale, la soluzione indefinita, occorre verificare Ie condizioni al contorno.

Perone il contorno risulti seance occorre che la risultante delle 'rzx' '"ezy al bordo Ubero risulti paraHela alia linea di contorno (figg.2,3), cioe:

tz/Tzx = dy/dx.

Sostituendo te derivate di <l> si ha:

$/x dx + ¢J/y dy = <Illt dt ;;; dcI>(t) = O.

La funzione <I> risulta essere costante lungo H contomo della sezione. Polchs la soluzione dipende solo dalle derivate di ~, si pub assumere arbitrariamente che sia ql(t):=: 0, cios che la stessa ell si annulli sui con1orno.

Sulle basi Ie t presenti ammeUono implicitamente ie risultantl N;; 0, Mx = 0, My = 0, non essendovl componenti che vi con1ribuiscano.

Per l'equivalenza alia traslazione in direzione y si ha: fA Tzy dA = Iv W (Jt c, dx) dy = 0

dove si intende che Ie funzioni t.u.v.w indicano j limiti inferiori e superiori di integrazioner

48

rispeHivamente di x (s.t) e di y (v.w).

L'integrale ftU 4>)( dx corrisponde alia differenza tra il valore finale in t e iI valore iniziale in s di <Ilt entrambi nu Ui.

La condizione risutta soddisfatta, come l'anatopa in direzione y. Per l'equivalenza alia rotazione intorno all'asse z si ha:

fA (x'[zy - ytzx) dA = fv W ( ftU (X~/)( + y<P/y) dx) dy = M

o anche:

Iv W (ftU xW/x dx) dy + I,' (fvw y¢'/y dy) dx ;;:; M. Integrando per parti Sf ha:

Iv W ( ftU (xtP)/x dx) dy -fv W ftU q, dx dy + Is t ( I, W (y«P)/y dy) dx -I, t I, W $ dy dx = M.

Gli integrali entro parentesi rappresentano la differenza tra i valorl finali e i valori iniziali rispettivamente di x<Jl e y<l>, che sono nuUi come vista sopra,

Rimane quindi:

fA 2~ dA :::: -M

che consente di individuare la costante che caratterizza la soluzione, una volta individuata una funzione ([> che sodcisf Ie condizioni:

/j_2c:I>=C

~(t) = o.

QUESITO 4.4

Ricavare l'sspressione che fomisce la distribuzione approssimata degli sforzi da taglfo nella sezione piena simmetrica.

T

z

T y

RISPOST A 4.4

U problema prevede l'annullarsi deUe forze di volume, il contorno latsrale scarico, e una dis1ribuzione di sforzi sune basi che ammetta come risultanti i momento fletten1i Mo M1 e una forza T = (M, • Mo)/L

Si studia una soluzione approssirnata, che soddisfi Ie condizioni di equilibria rna non necessariamente Ie condizioni di conqruenza. Si intende che la distribuzione degli sforzi da flessione sia definita da crz = My/J.

L'ipotesi iniziale e che Ie componenti Tzy siano costanti lungo ogni corda di lunghezza b(y)

49

normale all'asse d; simmetria (fig .3).

Si consideri un tronchetto di trave dz (fi9.2), sui quale agiscono momenti M e M+ Tdz e

IIIr

forze T. Isotando una sua porzione sovrastante la corda b, di area A, S1 mettono in

evidenza gli sforzi di competenza (figg.2,3). Le tsnsioni da flessione avranno sulle facee di normals z con ascissa z e z-sdz, Ie risu1tanti:

R = fA' o dA:;: fA" My/J dA = M/J fA" y dA R+dR = fA' (Oz + daz) dA = (M+ Tdz)/J fA. y dA_

SuUa superficie di separazione deUe due parti del tronchetto, di area b dz, si ha~ diretta come z:

Q = 'ryz b dz.

Per l'equiUbrio alia traslazione in direzione z si ha:

Q+R-(~+dR) = tyz b dz - TfJ dz fA· y dA = tyz b dz - T/J dz S' dA =. 0

dove S e il momenta statico, rispetto alt'asse neutro x, dell'area A separata calla corda b.

'III'

In corrispondenza della corda b(y) si ha quindi "Cyz = -ezy = TS IbJ I che fornisce la soluzione

approssimata.

Sulla corda b 'e componenti tzx saranno simmetricamente distributte in forma Ilneare, La si deduce derivando rispetto a x l'equazlone indefinita di equilibrio:

LZxJX + tzy/y + crz}z = O~ che diventa:

LZxJXX + tzy/yx + crz)zx = o.

Polche Tzy e Oz sona costanti rispetto a x, rimane:

'tzxJxx = 0

che individua la distribuzione lineare delle tzx risoetto a x.

Dalla fig.4 st osserva che iI valore delle tzx dipende da quelle delle Try nel rispetto della condizione d; contorno scarico, Si noti che nelle sezloni, 0 nelle parti di sezione, a pareti paratleie. si ha Tzx = O.

oz+dO'z={M+ Tdz)y/J O'z=My/J

~ ....... T dz

. -

dz

z

y

y

fig.1

fig.2

50

~

I

-

-_

t

oz+dO't=(M+ Tdz)y/J

n

I

L

----..

--....... ---- ......

............... -- ....

........... ..... .....

- ._------- ........

contorno scarico

contomo scarico

fjg.3

f~g.4

QUESfTO 4.5

Ricavare l'espressione deJ fattore di taglio e indicarne I'utitizzazione. Fare l'anallsi dimensionale del fattore di tagfio.

T

z

T y

RISPOST A 4.5

La soluzione approssimata del taglio per sezioni simme1riche Iornisce una distribuzione 'tzy costante lungo la corda normale all'asse di simmetria y e variabile in direzione y secondo I'espressione:



'tzy = T =; TS (y)/b(y)J

dove S e il momento statlco, rispetto all'asse neutro x, della porzione di sezione soprastante (0 sottostante) Ia corda b.

11 lavoro di deformazione relativo a queste componenti nel1ronco di trave di lunghezza dz sara:

dL = 1/2 dz fA £y dA = 1/2G dz fA l dA = 1/2 T2/GJ2 dz fA S·2/b2 dA o anche:

dL = 1/2 r2JGA dz NJ2 JA S*2Jb2 dA. lnirodotto if fattare di tagHo:

51

2 f *2 2

X = AlJ A S /b dA,

sl ha:

dL = 1/2 X T2/GA dz = 112 T dt

essendo dt = X T/GA dz 10 spostamento medio secondo y, che associato all'azione interna

T consente U calcolo del lavoro interne.

II fattore di taglio e una grandezza adimensionale, avendo a numeratore S'2 (L 6), A dA

(L 4) e a denominatore J2 (La" b2 (L2).

Per una sezione rettangolare di base b e altezza h si ha A = bh, J = bh3/12 e:

AJJ2 = 144bh/b2h6 = 144/bhs.

Si ha i noltre:

• 2 2

S = b(h/2 - y) (h/2 + y)/2 = b(h 14 - Y )/2

S*2 = b2(h 4/16 _ h2y2/2 + y4)/4

S'2/b2 = (h4/16 _ h2y2/2 + y4)/4.

Pasto dA = b dYt il fattore di taglio sara:

X = 144/bh5 114 fA (h4/16 - h2y2/2 + y4) b dy X = 36/bh5 Jjs (h4/16 - h2y2/2 + y4) b dy

X = 36/h5 fis (h4/16 - h2y2/2 + y4) dy.

essendo i = .. h/2 e s = h/2 i lirniti di integrazione. Integrando si ha:

X;:: 36/h5 (h5/16 - h5/24 + h5/80) :; 36/h5 h5(15-10+3)/240 = 6/5.

tI fattore di taglio si conferma essere un numero che caratterizza il tipo di sezione, indipendentemente dal rapporto di forma larghezzaJaltezza.

hi

Ty
h/2-y
2 IIIIII mil
... ~ hl4+
y
_'"
2 y/2

01+doz=(M+ Tdz)y/J O'z=My/J

hi

x

~_..T

dz dz

y

b 1

fig.1

fig.2

QUESITO 4.6

Ricavare I'espressione che fornisce la distribuzione approssimata degli sforzi da taglio nei profili sottili apertL

52

~-+--. . -----4

--+--~ . _.~x

fig~ t

RISPOSTA 4.6

fig.2

M

o+do=(M+ Tdz)y/J ct=My/J

T

....._ ...... T

dz dz

fig.1

fig.2

H

T

h

fig.3 fig~4

Si assume un sistema dl ri1erimento coincidente con gH ass; principali d'inerzia della sezione, ricordando che e sempre possibile ricondursi a questa situazione ricorrendo alia sovrapposizlone degl; effefti.

La sempli1icazione di base che viene applicata ai profiU sottill consiste nel ritenere che su una corda b perpendicolare alia tangente alia linea media, gli storzi t siano diretti come la

53

tangente e costanti lungo la corda, L'ipotesi pub essere rispettosa deu'equihbrto nei tratti rettinnei, ma non 10 e in corrispondenza di curve 0 di gomiti.

Si cerca una distribuzione di storzt sulle basi che ammetta come risuftanti i momenti flettenti Mo M1 ai due estremi e una forza T = (M1 - Mo)/L Si intende che 'a distribuzione degli sforzi da flessione sia definita da (j = My/J, mentre ra forza T deve essere eoulvatente alla distribuzione di t ricercata.

Si consideri un tronchetto di trave dz, sul quale agiscono momenti M e M+ Tdz e forze T .



lsolando una sua porzione separata dalla corda b, di area A (f;g.1)1 si mettono in

evidenza gli sforzi di competenza. Le tensioni da flessione avranno sutle facce di normale z con ascissa z e z-dz Ie risultanti:

R = fA" IT dA = IA" My/J dA::: M/J IN y dA R+dR = fA" C!z + do, dA::: (M+ Tdz)/J fA" y dA

SuUa superficie di separazione delte due parti del tronchetto, di area b dz, si ha a == t b dz.

Per l'squilibrio alla traslazione in direzione Z sj ha:

Q+R-(R+dR) = L b dz - T/J dz fA' y dA = T b dz - T/J dz SIt dA = 0

• *

dove S e if momento statico, rispetto all'asse neutro x, deu'area A separata daHa corda b .

..

In corrispondenza della corda b si ha quindi t = TS IbJ, che fornisce la soluzione

. '

approssimata. Nei tratti piani di spessore uniforme it fattore S varia con 'e9ge quadratica

secondo YI e COS! Ie t.

Se si considera un semplice profilo a C (f;g.2), si osserva la distribuzione delle r, lineare sulle flange e parabolica suil'anima. Siano H e V Ie risultanti delle 't sulle tre lamine: per I'equilibria secondo y si ha V = T, mentre sutle ftange si hanno rlsultann H uguali e opposte per simmetria.

Risulta verificato I'equilibrio delle forze secondo Ie direzioni x e y.

Calcolando iI momento delle rtsuttantl parziali rispetto al punto x :: -v, y = 0, sl registra una coppia oraria 2Hh che si somma alta forza verticale V ivi applicata. Per ricondurre if sistema ad una sempHce torza, basta coUocare la forza assegnata T nef punto di coordinate Xo = -v-2Hh!T~ Yo = 0, detto "centro di taqllo".

Si ricorda che it problema prevedeva la ricerca di una dfstribuzione di sforzi che ammettesse come risultante una forza T, senza specificare dove Ia forza T dovesse intendersi applicata. La costruzione del centro di taglio chiarisce che la distribuzione di sforzl ottenuta deve intendersi come sofuzione del problema in cui la forza assegnata agisce in questa punto ..

Si consideri la situazione di fig.3, con un vincolo "a canocchlale' (fig44), che consente if libero ingobbamento dena sezione.

Applicando la forza T net centro di tagUo si hanno sforzi t univocamente associati alia sola T. Appficando T net centro di taglio sl ha ingobbamento della sezione e traslazione secondo y deU'immagine della sezione, rna non la sua rotazione (fig.S)4

Applicare T nel baricentro significa sommare ana soluzione elementare (solo T nel centro di tagrio) un momento (antiorano) Mt = .. Txo' che determina gH sforzi da momento torcente e la rotazione delt'immagine dena sezione (fig.6).

54

fig.S

rig.6

QUESITO 4~7

Ricavare il fattore di taglio della sezione rettango1are di altezza h= 400 mm e base b= 220 rnrn,

RtSPOSTA 4.7

y

-I

h/2

h/2-y

hl4+y/2

h/2

y

x

. - -_ .. --.-~

....

f h

Si assume un sistema di riferimento coincidente con gli assi principali d'inerzia della sezione, ricordando che e sempre possibile ricondursi a questa situazione ricorrendo ana sovrapposizione degli effetti.

L'espressione del fattore di taglio e: X = AJJ2 fA S*2/b2 dA.

3

Per una sezione rettangorare di base b e altezza h si ha A = bh, J = bh 112, e

A/J2 ~ 144bh/b2h6 = 144lbh5.

Si ha inoltre:

* 2 2

S = b(h/2 - y) (h/2 + y}/2 = b(h 14 - Y )/2

S*2 = b2(h4/16 _ h2y2/2 + y4)/4

S·2Jb2 = (h4/16 _ h2y2/2 + y4)/4.

Ponendo dA ::: b dy, iI fattore di taglio sara:

X = 144lbhS 1/4 fA (h4/16 - h2y2/2 + y4) dA X = 36/bh5 fjs (h4/16 - h2y2/2 + y4) bdy

... •

55

x = 36/hs Jj$ (h4116 - h2y2/2 + y4) dy

essen do i = .. h/2 e s ~ h/2. Integrando si ha:

X = 36/h5 (hs/16 - hS/24 + h5/80) = 36/h5 h5(15-10+3)/240 = 6/5.

tI fattore dl taglio s; conferma essere un numero che caratterizza it tipo di sezione, indipendentementa dal rapporto di forma larghezzaJaltezza.

VALORI

x= 1 .200

QUESITO 4.8

Appoggiandosi al caso dei profili sottill, definire iI Centro di Taglio. r

y_
rr ._- - . --=--J

j
-- ._"
l
. - 1
I iig_1

RISPOST A 4.8

fig.2

H

h

x

T

r [ T

H

fig.1 fjg.2

Si assume un sistema di riferimento coincidente con gli assi principali d'inerzia dena sezione, ricordando che e sempre possibile ricondursi a questa situazione ricorrendo alla sovrapposizione degli effettL

La semplificazione di base che viene applicata ai profill sottili conslste net ritenere che su una corda b perpendicolare alla tangente alia linea media gli sforzi T slano diretti come la tangente e costanti lungo la corda. L'ipotesi pub essere rispsttosa dell'equilibrio nei tratti

56

rettilinei, ma non 10 e m corrispondenza di curve 0 di gomitL

In corrispondenza della corda b la soluzione del problema composto di flessione e tagtio

It'

fornisce la soluzione approssimata r = TS IbJ~ Nei tratti piani di spessore uniforme il

ill

fattore S varia con regge quadratica secondo y, e COSI re t.

Se sl considera un semplice profilo a C (fig~1)t Sf osserva la distribuzione delle r, lineare sulle flange e parabolica sult'anima. Siano H e V 'e risultanf delle t sulle tre larnine: per l'equllibrio secondo y St ha V == T ~ mentre sulle flange si hanna risuttanti H uguati e opposte per sirnmetria.

Risulta venflcato l'equilibrlo delle forze secondo le direzioni x e y.

Calcolando it momento delle risultanti parziall rispetto at punto x = .. v, y :: 0, si registra una coppia oraria 2Hh che si somma alia forza verticale V ivi applicata. Per ricondurre if sistema ad una sempJice forza, basta collocare la forza assegnata T neJ punto di coordinate x = Xo ~ -v-2Hhrr, y :::: O~ detto "centro di taqllo".

L'lmpostazlone del problema prevedeva la ricerca di una distribuzione di sforzi che ammettesse come risultante una forza T, senza specificare dove la forza T dovesse intendersi appJicata. La costruzione del centro di taglio chiarisce che la distribuzione di sforzi ottenuta deve intendersi come soluzione del problema in cui ta forza assegnata agisce in questa punto.

Si consideri la situazione di fig~2, con un vincolo "a canocchiate" (fig~3)t che consente H libero ingobbamento della sezione.

Applicando T ner centro di taglio la deformata prevede ingobbamento della sezione e traslazione secondo y dell'immagine della sezione, ma non la sua rotazione (fig.4). Applicare T net baricentro significa sommare alla soluzloe eJementare (T ne~ centro di tagJio) un momento (antiorario) Mt == -Txo~ che determina gJi sforzi da momento torcente e 'a rotazione deli'lmrnaqine della sezione (fig.5).

fig.3

fig.4

57

fig.S

QUESITO 4.9

Mostrare come si ricava sperimentatmente il modulo elastico normals di un materiale ignoto.

RISPOSTA 4~9

p rp IE
f

I
~
I
, I
I o

B

Si prende un provino prismatico (ad esemplo cilindrico) del materiale in esame, e 10 si sottopone alia prova di traztone, appllcando la forza N e misurando la variazione .s della lunghezza iniziale L Dalla soluzlone del problema di De Saint Venant deU'azione assiale si sa che 10 sforzo lonqltudmale e (J = N/A e che fa deformazione longitudinale e E = olE == N/EA~ Essendo uniforme tale deformazione, essa eguagfia la deformazione media E :; 511. Dall'uquaqlianza is/I = N/EA sj ha E = NI/Ao.

QUESITO 4.10

Mostrare come si ricava sperimentalmente il modufo elastlco tangenziate di un materiale ignoto.

58

RISPOSTA 4.10

p

-'~- - -~

o

B

fig.1 fig.2

Si prende un provino prismatico (ad esempio ciunonco) del materials in esame, e 10 si sottopone alia prova di traziono, applicando la forza N e misurando la variazione b della lunghezza lniziale , e la variazione r; della dimensione trasversale b. Darla soluzione del problema dj De Sajnt Venant dell'azione assiale si sa che 10 sforzo longitudinale e o == N/A e che Ie deformazioni lonqitudmale e trasversale sono rlspettivamente:

Ez ::; O'z/E == N/EAt

Ex :::: -CJz/mE = .. N/mEA.

Essendo uniformi taJi detorrnazioni, esse eguagliano Ie detormazlont medie:

Ez ::: 8/1, Ex ::: J)/b.

Dall'uquaqlianza 8/r === N/EA si ha E = NI/tSA. Dall'uquaqhanza ~Ib = -N/mEA sia ha m = -Nb/~EA. Dallegame tra re costanti elastiche s; ha G = mE/(2m+2).

rt segno di m risulta positlvo, essendo J3 di segno opposto as.

Altemativamente 51 consideri un cUindro di funghezza I e raggio r, che sottoposto a momenta torcente M subisca una rotazione misurata e tra gli estrerni. Dalla soluzione del problema dena torsione si sa che sui tronchetto dz la rotazione relativa tre Ie facce e:

de :::: M/GJp dz.

Sull'asta di funghezza L si ha:

o :: II de = fl M/GJp dz = MUGJp'

Nota la misura sperimentale di 0, si ha G = MU8Jp (Jp = nr4/2) .

.,._--~--------.--~-~--~~--------....

QUESITO 4.11

Mostrare come si ricava sperimentatmente if modulo di Poisson di un materiale ignoto. RISPOSTA 4.11

Si prende un provino prismatico (ad esempio cilindrico) del materiate in esame, e 10 si sottopone ana prova di trazione. appncando la forza N e rnlsurando Ja variazione S della junghezza iniziale lela varlazlons t3 deUa dimensione trasversale b. Dalla soluzlone del

59

problema di De Saint Venant dell'azione assiale si sa che 10 storzo longitudinale e IT = N/A e che Ie deformazione longitudinale e trasversaJe sane rispet1ivamente:

Ez :::;: O'z/E = N/EA,

Ex = "'O'z/mE = -N/mEA.

Essendo uniformi tali detormazioni, esse eguagliano Ie deformazioni medie:

E z ::: {ill J Ex = ~/b.

Dail'uquaqlianza 8/~ = N/EA si ha E ~ N1/3A_

Dah'uquaqltanza f1/b = -N/mEA sia ha m ::: -Nb/r1EA.

II segno di m risulta positive, essendo Ii di segno opposto a B.

- .-.--~-

t liE

r I I

~ I ~

r I

I

I

I

I

I

r I I

p

I

+

A

j I f

i

J

I I

I

I

/

I I I

I

I

lit J J

I

J

B

I

~ I

o

-~~---. -------

QUESJTO 4.12

Ricavare I'espressione che fornisce la distribuzione approssimata degti sforzi da torsione nei profili sottill chiusi monocellulari.

60

RISPOSTA 4.12

--s::-- dl

___ 5

La sernplitcazlone di base che viene applicata ai protlli sottili consiste nel ritenere che su una corda b perpendicolare aJla tangente alia linea media gl; sforzi T siano diretti come la tangente e costanti fungo la corda, Si indichi con t Ia coordinata locale coincidente con la linea media. Su una porzione di sviluppo dl e di spsssore s(r) agisce una risultante deUe t pari a rs d' e diretta come la tangente. Preso un polo arbttrano, sia h la distanza dal polo di questa tangente.

II contribute aJ momento cornplossivo del tratto dl sara rsh dl. Per l'equilibrio globale dovra essere:

M = II tsh dl.

DaJl'analogia idrodinamica sl ha che il flusso delle T, pari a ts, e costante. Si ha aflora:

M ;:: TS II h dl = 2-rsQ

dove Q e l'area racchiusa calla ~inea media (essendo 1/2 hdl l'area del triangolo infinitesimo che campane tale area).

Si ha perclo:

t = M/2Qs e y = t/G = M/2.QGs.

Detto dB ranqolo che caratterizza la rotazione dell'irnrnaqine dena sezione (che peraltro si ingobba) per un tronco di lunghezza dz. si ha il seguente buancio tra il lavoro delJa forza esterna e if lavoro di deformazione:

1/2 Md9 = 1/2"dz II s't')' dl = 1/2 dz II silG dl 1/2 Md8;:: 1/2 M2/4.Q2G dz JI 1/s dl.

Posta Jt = 4fJ.2/( JI 1/5 dl), che e una caratteristica geometriea della sezione, si ha: 1/2 Md8 ;:: 1/2 M2/GJt dz

.

0551a:

de = M/GJt dz.

Nel caso partlcolare in cui s sia costante, si ha Jt;:: 4Q2 slL, dove L e 10 sviluppo della tinea media,

61

QUESITO 4.13

Ricavare l'espressione che fornisce la distribuzione approssimata degri storzi da torsione nella sezione a lamina rettangolare sottile.

RISPOSTA 4.13

U2

-----1--- - _. .

. -~

~ .--~ ::----:--=----

h/2

...... ---..........f

h/2

Ii problema prevede l'annultarsl delle forze di volume, iJ contorno laterale seance, e una distribuzlone di sforzi suite basi che ammetta come sola nsultante il momenta torcente M. Si assume una funzione potenziale degli sforzi:

<I>(x,y) ::: q>0(1 - 4y2/t2)

da cui:

M ::: 2 fA <l>(x,y) dA::: 2 $0 J, (fy(1 - 4y2/t2)dy)dx.

Integrando fra y = -t/2 e y :::; tl2J e fra x = -h/2 e x = h/2 si ottiene:

M = 4/3 ella th

e quindi ~o = 3/4 M/th.

La funzione potenziate degJi sforzi diventa: <I>(x,Y) = 3/4 M/th(1 - 4y2/t2).

La funzione adottata soddisfa ta condizione:

<I>/xx + <l>/yy ;:;: ~ 2 cf> = C. si annulla lungo i lati lunghi per y ;:;: -t/2 e y ::: t/2, rna non si annulla sui lati cortl,

Gli sforzi sono:

3 tzx = -cf)/y = 6My/ht

tzy:= ell/x = O.

Si ha cosl solo una soluzione approssimata, poiche Ie r normali a~ bordo sono nulle sui taf lunghi, rna non sui lati corti, vio1ando in parte Ie condizioni al contorno. La distribuzione delle tzx e a trapezia incrociato (vedi figura) con valori estremi 3M/ht2 e -3M/ht2. Daile due bande dell'asse x si hanna risultanti dirette come X, R =: 1/4 ht 3M/ht2 ::.: 314 MIt. Le due

62

nsultantl formano una coppia 2/3 tR = M/2, pari cine alia meta dell'azione applicata.

La differenza si giustifica asservando che si e trascurato iI contributo delle Tzyagli estremi dena lamina, quale suggerito dall'andarnento del flusso t.

L'analoqia idrodinamica suggerisce I'andamento qualltativo del flusso T indlcato in figura. La quota di momenta mancante compete alia coppia che Ie Try agenti tn prossirnita dei lati cortl fornfscono con un braccio molto grande. Le tzx ottenute rappresentano una stirna soddisfacente dei valori massimi e forniscono U contributo principale aJ calcolo del lavoro di deformazione.

Detto dO I'angolo che caratterizza la rotazione dell'imrnaqine della sezione (che peraltro si ingobba) per un troneo di lunghezza dz, si ha H seguente bilancio tra iI lavoro delia forza esterna e il lavoro di deformazione:

1/2 M de = 1/2 (fA tzx2/G dA)dz = 1/2G (Ix( Jy 36M2y2/h2t6 dy)dx)dz 1/2 M dO = 1/2 3M2/ght3 dz.

Ne consegue che:

de = 3M/Ght3 dz = M/GJt dz, avendo posto Jt = ht3/3.

QUESITO 4.14

Ricostruire fa soluzione del problema dj De Saint Venant per la torsione circolare.

RISPOSTA 4.14

II problema prevede l'annullarsi delle farze di volume, iI contorno laterals scarlco, e una distribuzione di sforzi suUe basi che ammetta come sola risultante il momento torcente M. Sezionando la trave in una posizione generica (fig.1) si nota che Ie due facce si trovano in condizioni geometriche e statiche identiche. Se per effetto del momenta applicato i punti della sezjone uscissero dal loro piano in direzione z (ingobbamento}t sarebbe violata l'uguagUanza delle due situazioni. Se ne deduce che Ie sezioni ruoteranno intorno a z, mantenendosi nel piano x,y.

Per simmetria radiale sara anche Yre ::::; 0 e quindi 1;re = O.

Si osserva inoltre che una componente di sforzo Tze soddisfa I'uguaglianza delle due sezioni nel rispetto deJl'equilibrio, mentre una componente Tzr equilibrata vioferebbe Ituguaglianza: se ne deduce che tzr = O. Si ipotizza che t1'z :::: (]'e = CJr = 0 e che T = tz9 sia

63

l'unlca componente non nulla.

La rotazione dO fra Ie due facee del tronco dz (fig.2) comporta uno spostamento rdA in

.direzione tangente alta circonferenza del punta posta a distanza r dal centro. Questa spos1amento relativo circonferenziale fra Ie due facce a distanza dz corrisponde alia rotazione Y = Yru = Yer de' segmento di direttrice.

Si ha r dO = y dz da cui y = r d8/dz.

Dallegame sforzi .. deformazioni si ha T = y/G, e qulndi t = r d8/Gdz, che definisce una distribuzione di r proporzionale alia distanza r dall'asse (fig.3).

II contorno taterale rlsulta scarico, poichs Ie t aqiscono in piani tangenti a ciascun cilindro.

Sulle basi Ie r presenti ammettono implicitamente Ie risultanti N = 0, Mx = 01 My = 0, non essendovi componenti che vi contribuiscono.

Per simmetria radiale si ha anche Tx =: Ty = 0, mentre la condizione di equivalenza alla rotazione interne a z fornisce:

M := fA T r dA := dEl/Gdz J A r2 dA '= Jp dA/Gdz, essendo Jp = fA r2 dA il momento polare della sezione (pari a JIR4/2, se R e il raggio esterno).

Ricordando che d6/dz ~ tG/rJ dall'ultima espressione si ha:

t = Mr/Jp

d{)/dz == M/GJp.

ftg.1

fig.2

fig~3

64

rdA=ydz

QUESiTO 4.15

Stimare 10 scarto percentuale suUe tensioni medie fra soluzione esatta e soluzlone approssirnata (formula di Bredt) in un tuba di raggio medio r::: 94.5 mm e semi-spessore s= 3.7 mrn, con momento torcente M= 1000000 Nmm.

RiSPOSTA 4.15

esatta

Bredt

II momento d'inerzla polare e Jp = 1[«r+5)4 ~ <r-s)4)/2 :::: 41[rs(r2 +52), t,' area racchiusa dalla linea media e n = nr2,

La soluzione esatta diventa Tm = Mr/Jp = M/4ns(f +S2) , La formula di Bredt fornisce t == M/4sQ ::: Ml4snr2 I

Lo scarto percentuale diventa S = ( 'trr/T) - 1 = (r2 +S2)/(l - 1. VALORI

-r(MPa)= 24.08

5=0.001533

QUESITO 4.16

Calcolare il rapporto tra gli angoJi di torsione del tuba quadrato chiuso oppure tagliato longitudinalmente, con lato misurato sulla linea media d= 290 mm, spessore 5= 22 mm, tunghezza 1= 4450 mm, momento torcente M= 10000000 Nmm e G= 80000 MPa ..

65

J L ... .
If J L

~
I
I
,
i
'.
j
I _J
1 __ .
-_.- . . _ ... - -- . --~- ......

-===-.- -_ -----. -_ ._~_..J

fig.1

RISPOSTA 4~16

fig.2

_ ._-

fig,1

fig.2

fi9·3

L' area racchiusa dalla linea media del tubo chiuso e Q = d2 e iI suo sviluppo e h=4d. La rigidezza torsionale della lamina aperta e Jt = hs3/3 = 4ds3/3.

L'angolo di torsione del tubo chiuso e Oc = MI/4GQ2 his = MI/Gsd3.

L'angolo di torsione del tubo aperto e Sa ::: Ml/GJt = 3MIIGhs3 = 3Mlf4Gds3.

II rapporto tra Ie rotazioni diventa 8 = 8J6a = 4s2/3d2.

66

VALORI 9c=O.001037

Oa=O.1351

8=0.007673

QUESITO 4.17

Calcolare il rapporto tra tensloni massime nel tubo quadrato chiuso e della stesso tuba tagliato lonqitudinalmente, con lata misurato sulla tinea media d= 370 mm, spessore s= 19 mrn, lunghezza 1= 3120 mm e momento torcente M= 1 0000 Nrnm.

,------.-------. . . --1 ~ ..... ~-

......__-----

figT 1

RISPOST A 4.17

fig.2

L'area racchiusa dalla linea media del tubo chiuso e Q = d2 e it suo sviluppo e h = 4d. Net tubo chiuso si ha la tensione media tc ;;;; M/2Qs = M/2d2s.

Nel tubo aperto si ha la tensione massima ta = 3MJhs2 = 3M/4ds2. JJ rapporto fra Ie tensioni diventa & = LeiLa = 2s13d.

VALORI

'tc(MPa)=O.01922

ta(MPa):::O.5615

8= 4687.

67

au ESITO 4.18

Ricostruire la soluzione del problema d; De Saint Venant per l'azions flettente in sezioni dl forma generica.

RISPOSTA 4~ 18

X 4r .- - - .

\

I I

\

I

\

\

~.- .- -\~,

- ...........

y

II problema prevede l'annuuarsi delle forze di volume, i1 contorno laterale scarlco, e una distribuzione di sforzi sulle basi che ammetta come sola risultante il momenta M.

In base a considerazioni intuitive si ipotizza che l'azlone flettente uniforme dia luogo alia curvatura costante della linea baricentrlca, con allunqarnento e accorciamento delle fibre su bande opposte. L'lpotesi di Bernoulli postula che ciascuna sezione ruoti, mantenendosi plana, intorno ad un asse (asse neutro) definito come intersezione de' piano orginale e del piano ruotato.

Sia ex t'anqolo fra l'asse neutro e l'asse x.

La soluzione risulta essere indipendente da z. come l'azione flettante.

Con riferimento al tronco di trave dz. la rotazione ipotizzata comporta una distribuzione di allungamenti Ezdz delle fibre parallele a z che risulta proporzlonale alla distanza 11 da1l'asse neutro, eloe Ez ~ kn.

Per fa proporzionalita tra sforzi e deformazioni ne consegue una una distribuzione di tensioni longitudinali Clz = k'n, mantre Sf ipotizza:

68

ax = Oy::::O.

txy = tyz = lzx = 04

Attraverso illegame elastico sl hanna deformazionl:

Ez ;; az!Et

Ex = Ey = -crimE, Yxy = Yyz = Yzx = 0,

che sona lineari in xfY attraverso 11 e soddisfano Ie equazioni di congruenza (equazicru

differenziali omogenee aile derivate seconde delle deformazioni).

Delle equazloni indefinite di equilibrio:

O'xlx + Txy/y + txzJz = 0 'tyxlx + O"y/y + tyzJz = a tzxJx + Tzy/y + rrzjz = 0 rimane la sola:

(Jz)z = 0

che risulta soddisfatta per la costanza delle Oz rispetto a z.

Tutte Ie condizioni che reggono if problema in sede indefinita risultano soddisfaHe. Sui contorno laterale non si hanna componenti, essendo az parallela al bordo.

Sulle basi devono essere verificate sei condizioni di equivalenza statica fra Ie tensioni presenti e la forza applicata (tre di equivalenza alia traslazione secondo assi non paralleli e tre di rotazione intorno ad assi non paralleli).

La tensioni presentl, essendo dirette secondo z; non promuvono traslazione secondo x e y, e non promuovono rotazione intorno a z.

Si richamano Ie seguenti caratteristiche della sszlone:

Sx momento statico della sezione rispetto all'asse x.

Jny momento centrifugo della sezione rispetto all'asse y e all'asss neutro. In momento d'inerzia della sezione rispetto all'asse neutro.

J momenta d'lnerzia dena sszlone rispetto all'asse neutro, rna con distanze prese parallelamente all'asse di sollecitaziona y.

Per l'equivalenza alia traslazione secondo z e per I'equivalenza ana rotazione intorno a y e intorno all'asse neutro, si ha:

o = fA Oz dA = k' fA Y dA =: k' s, da cui s, = 0,

o = fA ('Jz x dA;;;;; kr fAXll dA = k' Jny da cui Jny = 01 Mcosa = J A C1z 11 dA ;;;;; k' fA ,,2 dA;;;; k' In = Oz Jr/ll.

Le prime due affermano l'annullarsi del momento statico Sx della sezlone rlspetto all'asse x e oel momenta centrifugo Jny rispetto agU assi n e y.

L'asss neutro risulta quindi essere baricentrico e coniugato dell'assa di soJlecitazione y. Dalla terza si ha Clz = M cosc ll/Jn~ che descrive la distribuzione degli sforzi.

Se s1 introduce la distanza y della fibra considerata dall'asse neutro, misurata parallelamente all'asse di sollecitazione y, si ha 11 = Y casu e In = J cos2a.

Lo sforza diventa qulndl:

2 2

Oz = MTl coso/J, = My cos alJcos a = My/J.

69

QUESITO 4.19

Ricostruire l'analoqia idrodinamica per la torsione. RtSPOSTA 4.19

Si consideri un bacino piano avente il contorno della sezlone, entro it quale si abbia il mota piano di un fluido perfeHo incomprimibile caratterizzato da velocita anqolare costante,

Si immagini che nel piano x,Y Ie componenti 'Czx e Tzy rappresentino Ie due cemponenti della velocita Vx e "v:

La condizione indefinita di equilibrio nel piano x~y, con forze di volume nulle, diventa:

"-

vxJx + Vy/y = div v = O~ che esprime l'lncornpressfbilita deJ fJuido.

La condizione di congruenza diventa:

- ..

Vy/x - vxJy = rot v = C7 e caratterizza Ie condizioni del moto.

Le condizioni al contorno, che impongono l'annuuarsi deUa componente T normale al bordo, corrispondono ad un moto nel quale il vettore veloclta e tangente al bordo, e si annulla, come le T, in corrispondenza dei punti angoJosi.

La constazione che il flusso e costante suggerisce alcune soluzioni approssirnate, come quetla relativa ai profili sottiH chiusi.

--~-~-- .. -, .. ,~ ----- -------=----~

QUESITO 4.20

Ricavare l'espressione che fornisce la distribuzione approssimata degli sforzi da torsione nei profili sot1i1i aperti a lamine piane multiple.

RISPOST A 4.20

l.'analisi approssimata della lamina pian a singola di spessore t e larghezza h (fig.1) fornisce una distribuzione di sforzi a trapezio incrociato con valori estremi:

t = 3M/ht2.

La rotazione del1ronco di famina di lunghezza dz diventa: de = 3M/Ght3 dz = M/GJt dz, avendo posto Jt = ht3/3.

AlJa i-esima lamina del profilo composto si applica una frazione Mi del momenta totale M, ottenendo;

2

tj = 3M/hit, = Mi1i/Jj

dove si e posto Jj = hjtj3/3.

Considerando una lamina di lunghezza urutarla, si ha la rotazione:

8j = M/GJi

70

da cur:

Mi = G J~ 8i.

Per I'equilibrio si ha:

M = l:~ Mj = ~j GJj 8i.

Se e e l'anqolo di rotazione della sezione (Ia sezione si inqobba, ma la sua immagine rimane immutata), per la congruenza si ha:

8i = e (i=1 .n)

da cui:

M = G6 ~i Jj•

Posta Jt = rj J" si ha: e = M/GJt.

Sul1a singola lamina sl ha quindi:

Mi = G Ji e = G Jj M/GJt :;; M Jj/Jt.

II momento applicato M si distribuisce sulle lamina in proporzione alla loro rigidezza geometrica Ji. Noto Mj si calcola !i e O.

iy M

V2

1----- --- - -

h/2

~ - --______""'~--------1

hl2

~~-- ., ---

-,...-

-:.~

fi;~--- -- ---

fig.1

fig.2

QUESJTO 4.21

Nota la legge di distribuzione degli sforzi da taglio nei profili sottili apertl, ricavare ta soluzione del problema del taqllo nei profili sottili chiusi rnonocellutan, supponendo di operare in coordinate principali.

71

.z

RISPOST A 4.21

cr+dcr-:(M+ Tdz)y/J cr=My/J

dz

dz

fig.1

t+dt

fig.2

ds:ydr y

fig.3 fig.4

St assume un sistema di riferimen10 coinciden1e con gli assi principali d'lnerzia della sszione. ricordando che e sempre possibire ricondursi a questa situazione ricorrendo a1la sovrapposizione degU effettL

II problema prevede una distribuzione di sforzi sulla basi che ammetta come risultanti i momento fletten1i Mo M1 e una forza T = (M1 - Mo)/h.

La semplificazione di base che viene applicata al profili sottiH consiste nel ritenere che su una corda s perpendicolare alia tangente alia linea media, gli sforzi t siano diretti come la

72

tangents e costanti lungo la corda.

Si consideri un tronchetto di trave dz (fig.1), sui quale agiscono momenti M e M+ Tdz e forze T. Sia Iia coordinata locale coincidente con la linea media e 5(1) 10 spessore. Isolando una porzione di lunghezza dl del tronchetto dz (fig.2), 51 mettono in evidenza glt storzi presenti. Le tensioni da flessione avranno sulle facce di normale z e di area s dl Ie ns u Itanti :

CTzsdl = My/J sdl

(az + dcrz)s dl = (M+Tdz)jJ s dl.

Percorrendo la linea media da I a l-dl, si avranno nspetttvarnente. sulle superfici lonqitudinall del tronchetto, di area sdz, Ie risultanti TS dz e (r + dt)s dz.

Per l'equlnbrlo alia traslazione in direzione z si ha:

(0" + d(J)s dl - os dl + rs dz .. (t + dtjs dz = O, da cui:

dt s dz = dos dl = T dz y/J s dl.

e semplificando per s dz:

dr = Ty/J dl.

Si ottiene allora la relazione differenziale: dt/dl = Ty/J4

che fornisce l'andamento deUe t(l) lungo l'anello chiuso. di sviluppo L, noto y(r).

Per risolvere il problema occorre integrare l'equaziono. avendo una condizione iniziale nota. Si osserva che '0 stato di sforzo trovato determina I'ingobbamento della sezione (fig.3). La spostamento relative secondo la diret1ice di fibre poste a distanza dl (fig+4) e ydl.

Presa come ritenrnento una 1ibra iniziale I~=O, l'inqobbarnento determina un dislocamenlo lonqrtudinale della fibra finale posta a distanza If=L, che e data da:

.s = fo l Y dl = io L t/G dl (fig.3).

Avendo percorrso l'intoro anello fino a ritrovarsi sulla fibra Ji:::lfl si riscontra che il dislocarnento retativo tra la fibra inizlale e quella finale deve risultare nuJlo per

. ..

conqruenza, cioe:

J"rdl=O.

Questa condizione suggerisce che per qualcho valore di I sia T=O. Sia 10 uno di ques1i

punti. Noto 10 si potrebbe trovare l'intero andamento deJle T usando la relazione ricavata

*

per i protiti aper1i (t= TS IsJ), come sa il contorno fosse interrotto in 10, cioe aperto (t=O e la

caratteristica dei lembi terminali nei p rofiti aparti).

Non essendo noto 10, 10 si scaglie arbitrariamente e si procede come sopra: la sotuzione arbitraria cost ottenuta !a(l) uguaglia quella esatta, a mena di una costante capace di annullare gli sforzi tangenziali nella posizione corretta.

Si tratta di sommare a ta(r) una distribuzione correttiva tc(l) tate da soddisfare la condizione integrale di congruenza:

kc dl = II (ta + te) dl = 0,

e tale da non alterate la condizione, gia raggiunta dalle ta, di ammettere una risultantc nulla secondo x e una rlsultante pari a T secondo y. L'unica distribuzione tc che soddisfi queste condlzioni e quella associata alfa presenza correttiva di un momenta torcente M.

Si calcoli Ia distribuzione Tu(r) da momento torcente unitario. La condiztone di congruenza diventa:

73

II (1'a + tc) dl = II (1a + M1u) dl ::: 0,

dove M e if modulo incognito del momenta torcente, che e univocamente identificato da:

M = -( II ta dl) I ( fl LU dl).

, dati del prob1ema prevedevano ta presenza di momenti Mo M1 e della forza T, rna non di un momento torcente. D'altra parte, nessuna condizione lmponeva il punto di applicazione di T.

Se fa fosse stata la soluzione esatta, si sarebbe determinata nel relativo centro di taqlio, di coordinate ua,va~ la posizione approprlata dl T. La presenza di M porta a indtviduare un diverso centro di taglio (da profile chiuso) di coordinate uo'vo' dove Uo = ua + MfT. La forza T applicata in questo punto soddisfa la condizione di identificare la distrlbuzione r = La + MtU! come effetto cornplessivo delle sole forze Mo M1 e T~

La combinazione lineare T = ta + Mtu ammetteva infinite soluzioni equilibrate, con scette dtverse di 10 e M. La condizione di conqruenza individua la soluzlone, unica, del problema del taqllo, fra Ie infinite soluzioni equilibrate.

Applicando la forza T nel centro di taglio si ha spostamento secondo T. rna non rotazlone, dell'lmrnaqlne della sezione.

Applicando la forza T nel centro di taglio Sf hanna sforzi t univocamente associati alia sola T (Ie t da momenta torcente utilizzate per la costruzione della soluzione sono semplicemente una quota delto storzo complessivo da taglio).

QUES~TO 4.22

Nota la legge di distribuzione degli sforzi da torsione net pronto sottile chiuso monocellulare, ricavare la soluzione del problema delia torsione nei profili sottili chiust bicellulari costituiti da lamina plane.

RISPOSTA 4~22

La soluzlons del probtema del profllo chiuso monocellulare, detta Iia linea media, 5(1) 10 spessore variabile e Q I'area racchiusa da It fornisce la sol1ecitazione e ta deformazione: t(l) = M/2Qs(l)

y(l) = Ml2GQs(l)

e Itangolo di rotazione dell'lmmaqine della sezlone, per Junghezza unitaria dstl'asta: e ~ M/GJt

dove Jt = 4rll( II 1/5 dl) e la rigidezza geometrica della sezione.

Passando a un profilo monoceUulare costituito da lamine di larghezza hi e spessore costante s, si hat passando al discreto:

Tj == M/2.Qsj

Y, = M/2GQsj

Jt = 4(22 Lj h/sj

74

o = M/GJtt

dove Tf e Yi sono costanti su ciascuna lamina.

Nel profUo biceUulare il momento M sara somma dei momenti parziaf M17M2 agenti sui due nuclei. Con glj indici di fjgurat si hanno Ie deformazioni:

Yi = M1/2GQ15i (;=1 ,3)

Y4 = M1/2GQ1s4 - M2/2GQ2s4 Yj = M2/2GQ2Sj (i=5,7).

I segni del segmento 4 discendono dalla scelta di assumere come positive it ftusso antiorario ~

Si applichino separatamente sui due nuclei i momenti unitari M'1 =1, Mit 2=1. costruendo due soluzioni sempficemente equilibrate che trascurano 'a presenza di lamine appartenenti all'altro nucleo (fig42). Si ha rispettivamente:

t'~ = 1 J2Q1 Sj (i::: 1 t4)

t·'j = 1/2122Sj (j=4! 7).

II PL V consente dj associare ciascuna di queste soluzioni equilibrate con Ie deformazioni (infinitesime e) conqruenti reali sopra calcolate. Detta 0 la rotazione reale dell'lrnrnaqine della sezione e quindi dei due nuclei (uguali per conqruenza), sf hanno Ie due equazioni dei lavori virtuali:

M'10 :::: e = 2:~= 1 ~4 (r~Yi hi Si) M"2B = 0 = Lj=4.7 (TjYj hj Sj)' Sostituendo Sf ha:

o = Lj",,1 A (M1 hl(4GQ/Sj)) • M2h4/( 4GQ'[.!2S4)

e = -M1hi(4GQ,Q2S4) + Lj=4,7 (M2h/(4GQ/Sj))' Associando a queste la condizione di equilibria:

M1 + M2 = M

si ha un sistema lineare di 3 equazioni in 3 incognite (M1,M2,8) che fornisce la soluzione:

o Li=1.4 (h/(4GQ12sj» -h4/(4G.Q1Q2s4) -1 M1

- 2

o - -h4/(4G.(21Q2S4) Lj=4.7 (h/(4GQ2 si)) -1 M2

M 1 1 0 e

ovvero:
0 km11 km12 -1 M1
- km21 M2
0 - km22 -1
~M -1 -1 0 8 Noti i momenti parziali, si calcolano Ie tensioni: tj = M1/2Q1Sj (i=1,4)

1:4 :;; M1/2Q1S4 - M2/2GQ2S4 tj = M2/2Q2Sj (i=5,7)j

75

Deformazioni congruenti reah

5

2

4

3

5

5

fig.1

fig.2

__,....,.-----_._-- ~--~.- .. ------~---.-.- - -.-----~--~~----.--.-.--

QUES1TO 4.23

Ricavare l'esprssslone del lavoro di deformazione elastica per azione assiale nel prisma di De Saint Venant.

z

RISPOST A 4.23

La soluzione del problema dell'azlone assiale fomisce:

Oz = N/A,

ax = 0y = 'txy = 'tyz = tzx = O.

Attraverso illegame elastico ne conseguono Ie deformazioni:

Ez = atE = N/EA

Ex = "oz/mE = -N/mEA Ey = -a/mE = -N/mEA

Yxy = Yyz = Yzx=O ..

II 1ronco di trave di lunghezza dz ha un alJungamento uniforme dn = Ezdz = N/EA dz. II

lavoro di deformazione net tronco di trave di lunghezza dz, che sarebbe:

dL = 1/2 fA{LikO" ik £ik) dA dz,

diventa:

76

L = 1/2 fAGzEzdA dz = 1/2 N2/EA2 fAdA dz = 1/2 N2/EA dz = 1/2 N dn.

IIlavoro su~ tronco dz pub quindi essere espresso come la meta del prodotto dell'azione interna N per l'arJungamento uniforme dn ::: E'zdz.

y

-~---,~~-- . ---~-~-

QUESITO 4.24

Ricavare l'espresslone del lavoro di deformazione elastica per flessione retta nel prisrna di De Saint Venant.

RISPOST A 4~24

Dalla trattazione del problema derla flessione si ha che le due facee di un tronchetto di trave di lunghezza dx ruotano intomo ad un asse n, detto asse neutro, Per simmetria rispetto all'asse dj sollecitazione y, l'asse neutro baricentrico risulta perpendicolare a questo, e quindi coincidente con x.

La ditribuzlone de1le sollecitazioni e data da:

Oz = My/J,

CJx = cry = txy ::: ~yz = tzx = 0

dove J=Jx e H momenta d'inerzla rispetto a x.

Da1 fegame elastica discendono le deformazioni:

77

Ez = oz/E = My/EJ

Ex = Ey = -oz/mE = -My/mEJ

Yxy = Yyz = Yzx = O.

Dalla fig.1 si rileva che l'anqolo di rotazione tra Ie due facee distanti dz e

dtp = dzlr = Ezdz/y = M/EJ dz.

Nel tronco di trave di lunghezza dz si ha il lavora di deformazione:

dL = 1/2 dz fA (axEx + 0yEy + O"zEz + txyYxy + tyzYyz + 'tzxYzx) dA

8, sostituendo Ie espressioni del caso di flessione:

dL = 1/2 dz f"1 UzEz dA = 1/2 dz fA M2y2/EJ2 dA = 1/2 dz M2/EJ2 fA y2 dA.

Essendo J = J ~ y2 dA si ottiene: .

dL:::: 1/2 dz M /EJ ~ 1/2 M do,

ll lavoro di deformazione interno a1 tronchetto dz corrisponde quindi al lavoro compiuto dalla risultante M per la rotazione rigida della faccia do.

x

dA

y

z

z

fig~ 1

fig.2

r

dc.p

y

M

dz

y

78

QUESITO 4.25

Ricavare I'espressione del lavoro di deformazione elastica da taqllo nel prisma simmetrico di De Saint Venant.

T

T Y

RISPOSTA 4.25

/'/dZ

x

oz=My/J

01+dcrZ=(M+ Tdz)yl

dz

fig.1

fig.2

+----+----_t___._z_+_ . ". Z

~ ...... T dz

._j

dz

y

fig.3

La soluzione del problema si basa sull'lpotesi semplmcativa che Je componenti costanti lungo ogni corda di lunghezza b(y) normale aJI'asse dj simmetria (1ig.2). Dalla trattazione si ha, in corrispondenza della corda b(Y)t la distribuzione:

..

!zy siano

79

'It

T = Tzy • TS IbJ,

dove S e il momenta statico, rispetto all'asse neutro x, della porzione di sezione

soprastante (0 sottostante) la corda b.

Illavoro di deformazione relativo aile componenti t ::: Tzy nel tronco di trave di lunghezza dz sara:

dL:::;: 1/2 dz fA ey dA =:; 1/2G cz JA i dA = 1/2 T2/GJ2 dz fA S'2/b2 dA

e quindi:

dL = 1/2 T2/GA dz A/J2 fA S·2/b2 dA.

Introdotto il fattore di taglio X ::;: A/J2 fA S'2 /b2 dA, si ha: dL = 1/2 X T2/GA dz = 1/2 T dt

essendo:

dt = X T/GA dz

10 spostamento media secondo y, che associate atl'aztone interna T consente iI calcolo

del tavoro interno.

II tattore di taglio e una grandezza adimensionale, avendo a numeratore S'2(L6) A dA(L 4) e a denominatore J2(L8) b2(L2).

--,......._...__-~--_ ... - ..

----~-- _. _._--.........----

QUESITO 4426

Ricavare I'espressione dena rigidezza torsionale dei profiti sottlli chiusi monocellulari.

y

fig.1 RISPOSTA 4.26

La semplificazione di base che viene applicata ai profili sottlli consiste nel ritenere che su una corda s perpendicotare aria tangente alta linea media glj sforzi t siano dirent come la tangente e costanti Jungo la corda, Si indichi con Iia coordlnata locale coincidente con la linea media. Su una porzione di sviluppo dl e spessore s agisce una risultante delle 't pari a rsdl e diretta come la tangente. Preso un polo arbitrario, sia h la distanza dal polo di questa tangente.

If contributo at momenta cornplessivo del tratto dl sara rsh dl. Per l'equilibno globale dovra

fig.2

essere:

M = II rsh df.

Dall'anafogia idrodinamica si ha che if flusso delle T, pari a rs, e costante.

80

Si ha allora:

M = 1"S II h dl = 2'tsQ

dove Q e l'area racchiusa dalla linea media (essendo 1/2 hdl I'area del triangolo

intlnitesirno che compone tale area),

Si ha percio:

T = M/2Qs,

Y = r/G = M/2QGS4

Detta de l'anqolo che caratterizza la rotazione dell'immagine della sezione (che peraltro si ingobba) per un tranco di lunghezza dz, si ha iI seguente bilancio tra U lavoro della forza esterna e il lavoro di deformazione:

1/2 MdO = 1/2 dz II STy dl = 1/2 dz II sl?IG dl 1/2 Md6 = 1/2 M2/4Q2G dz II 115 dl.

Posto Jt = 4.Q?/( II 1/s dl), che e una caratteristica geometrica della sezione, si ha: 1/2 Md9 = 1/2 M2/GJt dz

..

ossia:

de = M/GJt dz.

Nel caso particolare in cui s sla costante, si ha Jt=4Q2 slL, dove L e 10 sviluppo della linea media.

QUESJTO 4~27

Risotvere il problema del prisma ellittico d~ semiassi a.b soggetto a torsione.

RISPOST A 4~27

La soluzione del probtema e forni1a da una funzione <I>(x,y) che sf annulli sui contomo e che soddisfi la condizione differenziale:

2

w/xx + cf>/yy ::: ~ q:.::::; C

e la condizione integrale (equilibrfo al contomo col momento assegnato):

M ~ 2 J A cI> dA.

le componenti non nulls della stato di sforzo saranno:

Tzx = -~/Y' 1'zy = <I>/x·

81

Si assume Ia funzione potenziaJe:

2 2 2 2

cJ> = $0 (x /a + y /b - 1)

· 2 2 2 2

che 51 annulla sul contorno x la + y Ib :: 1.

La condizione differenziale e manifestamente soddisfatta, essendo <P funzione di secondo grado in x~y.

Istituendo un riferimento polare di coordinate r) (da 0 a 1) e e (da 0 a 2n), si oUiene: x = ap case

y = bp sine

dx = a cose dp - a~) sinO dO dy = b sinO dp + bp cess dA.

Sostltuendo queste espressioni nella condizione lntegrale si ha:

M = 2 <1>0 Iy Ix (x2/a2 + y2/b2 - 1) dx dy. lnteqrando si ottiene:

M = 2 <1>0 Io (Ip (P2 - 1 )abp dp) dO = -<1>0 abn da cui~

<bo = - Mlnab.

Le componenti di tensione diventano: 3

Tzx = .. cI>/y = 2My/nab

3

T:zy = <PIx = -2Mxlnba

e i lora valori rnassimi: 2

tzx = 2M/nab per x=O,y=b

2

lzy :;: -2M/nba per x=a,y=O.

y

y

M

----+--------+--+--~ Irrhrtrnl~~~~~"I-"

X X

QU ESITO 4.28

Calcolare il rapporto tra angoH di torsione der tuba chiuso e delle stesso tuba taqliato longitudinalmente, con raggio medio r== 345 mm, spessore s= 17 mm, lunghezza 1= 3900 rnrn, momento torcente M= 10000000 Nmm e G= 80000 MPa.

82

fig.1

RrSPOST A 4~28

fi9·2

ftg.1 fig.2

fig.3 "g.4

La sviluppo della linea media e h=21tr e Itarea racchiusa dana linea media: 2

Q == nr .

Per it tubo chiuso si adotta la soluzione approssimata di Bredt, ottenendo:

2 3

ac = Mlh/4GQ s = M1/21tsGr .

Per il tuba aperto vale la soluzione della lamlna plana di sviluopo h:

3 3

Oa = 3MI/Ghs = 3M1/21tGrs r

n rapporto diventa:

" = adoa = 52/3(-,

83

VALORI 6c=O.0001111

Ua=O.1373

{)=O.0008094

au ES1TO 4.29

Calcoiare U rapporto tra tensioni massime nel tuba chiuso e delle stesso tubo tagliato lonqitudinalmente, con raggio medio r= 420 rnrn, spessore s= 24 mm, tunghezza 1= 4670 mm e momento torcente M= 10000 Nrnm.

fiQ-1 f~g.2
RISPOSTA 4.29
I \
I
\
\ \
I
\
I
L
\
¥,tJ~~ ~ij~ ~I~ I

I

La svluppo della linea media e h~27tr e l'area racchiusa dalla linea media:

Q = nr2.

Per it tuba chiuso si adotta la soluzione approssimata di Bredt, ottenendo: 2

(jc = M/2Qs = M/21tf s.

Per il tuba aperto vale la soluzione della lamina piana di sviluppo h:

2 2

(Ja = 3M/hs = 3M/2nrs .

II rapporto diventa:

D = (ja/oc = 3rls.

84

VALORI (Jc(MPa)=O,003759

°a(MPa)=O.1974

0= 52.50

QUESITO 4.30

Mostrare come si possano identificare gJi assi principati d'inerzia di una sezione a contorno analiticamente definito.

RISPOSTA 4.30

v

y

v

y

dA

/

X

._---+

... ----- .....

u

fig.1 fig.2

Siano xt,y' gli assl di un sistema di riferimento arbitrario.

L'area e i momenti statici delta sezione rispetto ad essi saranno: g =JA dA,

s, = fA y dA,

Sy = SA X dA.

II baricentro ha coordinate:

x'o = Sy IQt

yto = s, In.

Sr adotti un sistema di riferimento baricentrico x,y. I momenti d'inerzia e il momento centrifugo saran no:

Jx :;: JA y2 dA,

Jy == fAx2 dA, J)(y = fAxy dA.

Si consldera un sistema di riferimento baricentrico u,v ruotato di a rispetto a x,y. II

momento centrifugo sara:

Juv == fA uv dA. Essendo:



u = x cosu + y smo,

v :: -x sino + y COSQ, si ha:

Juv = JA uv dA =:: fA (_x2 sina coso + y2 sino casu + xy (cos2a ~ sin2a)) dA, Juv :::;- Jy sina cosu + Jx sina casu + JXY (cos2a - sin2a)).

Essendo:

85

2 sino casu = sinz«,

2 + 2 2

cos C( .. Sin Ct = cos 0,

si ha:

Juv = (Jx - Jy) sin2n/2 + Jxy cosz«.

Gli assi principal: d'inerzia costituiscono un sistema di riferimento ortogonale rispetto al quale si annulla il momento centrifugo. Posta:

Juv = 0, si ha:

(J, M Jy) sin2aJ2 + Jxy coszo = 0, da cui:

tgC( = sino/coso = 2Jxy /(Jx - Jy), (1 == 1/2 artg(2Jxy /(Jx • Jy)).

Questa condizione individua due assi ortogonali.

~------ .----~--~~--

--____.__~--------- -- ... --~--

QUESITO 4.31

Impostare il calcoto degli storzi tangenziali nella sezione sottostante, di spessore uniforms t.

y

I----~~- .~, ~---+---t-_b - t

c .~

:T

...

/.

RISPQSTA 4.31

Come primo passo si considera una sezione aperta introducendo taqll in A e C (vedi figura). Per simmetria si calcolano Ie proprieta della sezione utilizzandone la meta superiore. Sia Yo Ia quota dell'asse di simmetria.

J = Jx =2(td3/3 + atd2 + btd2 + fd3/3).

I momenti statici rispetto alt'asse neutro delle parti di sezione separate dai punti nodali sono:

SA= 0

SJ = td2/8 SD::; td2/2

SM ::; td2/2 + tadl2 SED = td2/2 + tad Sc = 0

86

Sl ~ fd2/8 SF ~ fd2/2

SN :;; fd2/2 + tbd/2 SEF ~ fd2/2 + tbd

2 2

SEB ::: td /2 + fd /2 + tad + tbd

SK = 7td2/8 + fd2/2 + tad + tbd S9 ~ td2 + fd2/2 + tad + tbd

Lo storzo tangenziale net node i e dato da:

o

t = TS/tJ4

Le risultanti degri sforzi tangenziali nella lamine sono:

RAD = Td(SA+4SJ+So)/6J RDE == Ta(So+4SM+SEO)/6J ReF = Te(SC+4SL +SF)/6J RFE = Tb(SF+4SN+SEF)/6J RES:::; Td(SES+4SK+Ss)/6J.

PreSQ come polo it punto B, si calcoiano i momenti positivi antiorari delle risultanti rispetto a questo. Per I'intera sezione si na:

M = 2(RAD a + RDE d - ReF ((b+c/2)d/e+ed/2e) - RFE d) ..

La distribuzione di sforzi cos) ottenuta ammette come sistema risuJtante di forze quello

costituito dalla forza verticale T applicata in B e da un momento antlorario M+

La stessa distribuzione ammette come sistema risultante di forze queUo costituito daUa sola forza verticale T applicata in un punto posto a quota Yo e a distanza xa :::: Mrr da 84

Si passa quindi a considerare if profile chiuso.

Con l'appucazione di un momento torcente unltario M~=1 antiorano al nucleo AGED si hanna nelle lamine che chiudono il nucleo gli sforzi:

t' = M1/2Q1 t = 1/4adt~

Con l'applicazione di un momento torcen1e unitario MII=1 antiorario al nucleo HICFE s; hanno nelle lamine che chiudono it nucteo g'i slorzi:

tit = MII/2Q2t = 1/2td(2a+c)~

Applicando sui due nuclei momenti antiorari M1 e M2 e sommando gli storzi, si ottiene ne; pun1i i dene lamine HGtGD,DE:

o M t

ti :::: t i + 1 t i'

nei punti j deUa lamina HE:

oM' M I'

Tj = t j + 1 t j - 2 L j t

nei punti k deUe lamine HI,IC,CF,FE:

oM" tk = t k + 2 t k·

La congruenza richiede che si annuUi l'inteqrale delle T lungo la linea media chiusa di

ciascun nucleo. L'integraJe delte To sulla j-esima lamina si ottiene dividendo per t fa risultante R sopra caJcoJata (R essendo la risultante delle T sull'area totale della lamina. lunghezza e spessore).

Per it nucleo 1 (GHED)I con perimetro 2(2d+a) e con lamina HE di lunghezza 2d., si ha: o == 2(RAD + RDE + REB)/t + M1 (2d+a)/2adt - M~t(2a-f-C)~

Per il nucleo 2 (HtCFE)~ con perimetro 2(d+b+e) e con lamina HE di lunghezza 2dt si ha:

87

o = 2(RCF + RFE + RES)/t - M1/2at + M2 (d+b+e)Jtd(2a+c)~

II valore de; momenti incogniti M1, M2 viene fornito dana relazione:

~ l

I -2(RAO+RoE+REB) = (2d+a)/2ad -1/(2a+c) J

l -2(RCF+RFE+RES) ~, L ~ 1 12a (d+b+e)/d(2a+c)

ovvero:

~ I r 1

I Ry1 : = ,kt11 kt12· M1

L Ry2 J I kt21 kt22 ~ M2 .J

La distribuzione di sforzi ottenuta per combinazione lineare di to, 1"', til, attraverso i

coefficienti M" M2, ammette come risultante un sistema di forze costituito daUa forza T appticata a quota Yo a distanza xa da B~ e dal momenta antiorario complessivo M1+M2.

In alternativa, ta stessa dlstnbuzione di storzi ammette come risultante la sota forza T appHcata in un punta posto a quota Yo e a distanza Xo = xa + xm = xa + (M1 +M2)1T da B.

Questo punta individua il centro di taglio deUa sezione chiusa.

o M E

J K

A

88

CAPITOLO 5 TEOREMI ENERGETJCI

QUESITO 541

Enunciare il teorema di Clapeyron e definire Ie condizioni sotto Ie quali risulta applicabile. RrSPOST A 5.1

Si considerano sisterni:

- con materiale a comportamento perfettamente elastica (potenziale) . .. in piccoli spostamenti (teoria del prim'ordine).

- dotati di vincof lisci e bilaten.

Sono quindi esclusi i cedimenti vincolari e Ie deformazioni termiche.

l.'assetto finale conseguente all'applicazione sequenziale di piu sistemi di carichi non dipende dalla sequenza di applicazione.

Si conslderano, per sernplicita, sistemi di aste.

H tavoro compiuto da una famiglia di n carichi Pi ner passare daH'assetto iruziale all'assetto finale non dipende dalle modallta di applicazlone. Si pub quiNdi assurnere, fra le infinite rnodallta posslblli, queUa che fa crescere tutti i carichi dal valore iniziale al valore finale in proporzione ad un unico faHore a compreso fra 0 e 1.

Siano Pi Ie forze 0 momenti finali e Pi 9ri spostamenti 0 rotazloni flnali, entrambi misurati con 10 stesso sistema di riferimento (spostamenti mlsurati nella direzione deUa forza).

In una fase lntermeola, in corrispondenza di carichi aPi' I'incremento de del fattare di carico provoca un incremento Pid(l degti spos1amentL

Si ha quindi un Incremento dellavoro accumulato pari a:

dL = ~i Pi Pi da .



IIlavoro complessivo sara:

L = J dL = fo 1 L.i Pi Pi da = Lj Pj Pi fo 1 da = 112 z, Pi Pi'

Sia Pij 10 spostamento in direzione i (direzione della forza Pj) provocato dalla forza unitaria

in j (forza P1j=1).

II principia di sovrapponioilita degti effeni permette di esprimere I'ettetto complessivo secondo i (secondo la direzione delJa forza Pi) dell'applicazione delle n forze Pjl ottenendo:

Pj = Lj Pj Pij'

IIlavoro complessivo diventa quindi:

L = 1/2 Li Pi Pi = 112 Lj Pi Lj Pj Pij = 112 LjLj Pi Pj Pij·

Questa espresslone, che traduce iI teorema di Clapeyron, mostra che iJ lavoro e una

forma quadratica deUe forze appricate. II lavoro complessivo compiuto da sistemi di carie hi applicati in sequenza non corrisponde alia somma dei lavori che clascun sistema compirebbe se singolarmente appncato.

I coefficienti Pij (coefficienti d'influenza) sana dimensionalmente diversi. a seconda che mettano in relazione forze 0 momenti con spostamenti 0 rotazioni.

89

QUESITO 5L2

Ricavare l'enunciato de1 teorema di Betti e definire Ie condizioni sotto Ie quali risulta applicabile.

RISPOSTA 5.2

Si considerano sisterni:

- con materiale a comportamento perfettamente elastico (potenziale).

- in piccoli spostamenti (teoria del prim'ordine).

- dotati di vincoli lisei e bilaterL

Sona quinoi esclusi i cedimenti vincolari e Ie deformazioni termiche.

l.'assetto finale conseguente all'applicazione sequenziale di piu sisterm di carichi non dipende dalla sequenza di applicazione.

Si considerano, per sernplicita, sistemi di aste.

Siano Pi Ie forze 0 momenti finali e Pi gli spostamenti 0 rotazioni finali, entrambi misurati con lo stesso sistema di riferimento (spostamenti misurati nella direzione deUa torza). Secondo il teorema di Clapeyron, il lavoro cornplessivo compiuto da un sistema A di m carichi PI ha l'espresslone:

LAA = 1/2 ~i~j Pi Pj Pij"

Applicando alternativamente alia stessa struttura un sistema B di n canchl Ok' si na;

Lss = 1/2 LkLl o, 01 qkl·

Si immagini invece che i carichi del sistema B vengano applicati in presenza delle forze

del sistema A. Le forze Pi del sistema A verrebbero a subire 10 spostamento provocato dall'applicazione delle forze Ok del sistema B, compiendo un lavoro misurato direttamente dal prodotto d~ ciascuna forza per it corrispondente spostamento. AI lavoro LAA originariamente compiuto da1 sistema A per gli spostamenti A da esso provocati e al lavoro LaB che Ie forze del sistema B comunque campiono per gli spostamenti B da esse stesse provocatl, SI aggiunge un lavoro LAB che Ie forze A cornpiono per gl1 spostamenti dovu1i a B. II lavoro complessivo diventa:

L = LAA + L8e + LAB~

Invertendo la sequenza di applicazione dei slsterni A e B si ha:

L = Lss + LAA + LSA-

l.'esistenza di un potenziale assicura che i due lavori sono ugualit e che quindi il lavoro,

detto lavoro indiretto:

LAB = LSA

e indipendente dalla sequenza di applicazione (Teorema di Betti).

~-- .. _-_. . _ .. -

_. __ . - - .. -----~~-~~--.--- _._-

QUESITO 5.3

Ricavare l'enunciato del teorema di Maxwell e definire Ie condizioni sotto Ie quali risulta applicabile.

R1SPOSTA 5.3

Si considerano sistemi:

· con materiale a comportamento perfettamente elastica (potenzlate). - in piccoli spostamenti (teoria de' prirn'ordine).

- dotati di vincof lisci e buaten.

90

Sana quindi esclusi i cedimenti vincolarl e te delorrnazionl termtche~

L'assetto finale conseguente all'applicazlone sequenziale di piu sistemi di carichl non dipende calla sequenza di applicazlone.

Si conslderano. per semphclta, sistemi di aste.

Siano Pf ~e forze 0 momenti finaH e Pi gli spostamenti 0 rotazioru tinan, entrambi misurati con 10 stesso sistema di riferimento (spostamenti misurati nella direzione della forza). Secondo jl teorema di Clapeyron, il lavoro cornplessivo compiuto da un sistema di m carichi Pi ha I'espressione:

L = 1/2 ~i~j Pi Pj Pij'

Si considerino due sistemi costituiti ciascuno da una sola forza p~ e Pj.

II lavoro del primo e 1/2 PiPtPH, quello del secondo 1/2 PjPjPjj~ Applicando i due sistemi in sequenza t-j si ha:

L = 1/2 PjPiPii + 1/2 PjPjPjj + PjPJPij. e nella sequenza j-i:

L = 1/2 PjPjPjj + 1/2 PiPjPji + PjPiPjj.

U teorema di Betf (e l'esistenza di un potenziale) afferma I'uguaglianza dei lavorl indiretti

in ultimo termine. Ne consegue il teorema di Maxwell Pij = Pji'

La matrice quadrata dei coefticienti d~influenza Pij e simmetrica.

I· .......

QUESITO 5.4

Ricavare l'enunciato del teorema di Castigliano e definlre Ie condizioru sotto Ie quati risulta applicabile.

RISPOST A 5.4

Si considerano sistemi:

- con materiale a comportamento periettamente elastico (potenziale).

- in piccoli spostamen1i (teoria del prirn'orcine).

- cotati di vincoli lisci e bilaterl.

Sana quindi esclusi i cedimenti vincolari e Ie deformazioni terrrnche.

t.'assetto finale conseguente ail'apphcazione sequenzlale di plu sistemi di carichi non dipende dalla sequenza di applicazione.

Si considerano, per sempucita, sistemi di aste.

Siano Pi Ie forze 0 rnomenti finali e Pi gli spostamenti 0 rotazioni finali, entrambi rntsurati con 10 stesso sistema di rltenrnento (spostamenti misurati nella direzione della forza). Secondo iI teorema di Clapeyron. il lavoro complessivo cornpiuto da un sistema di m carichi p~ ha l'espressione:

L = 1/2 LiLj Pi Pj pjj.

Sj applichi alta componente dj carico r-esima un incremento BP r-

L'incremento deJ lavoro vede ir contribute del ravoro diretto di 8Pr per gli spos1amenti 8Pr = SP rPrr e il lavoro indiretto delle preesistenti forze Pi per gli spostamenti 0Pi:; tSP rPH'

. ..

cioe:

~L = 112 SP r'P rPrr + ~IPiOP rPfr = 1/2 8P rSP rPrr + tiP r lIPiP~r·

Sj osserva che per iI teorema di Maxwell 10 spostamento p, in corrlspondenza della forza

r-esirna per effetto dei carichl Pj e data da:

91

Pr = LiP~Pir = ~iPiPri·

Facendo tendere a zero cSPr e trascurando il termine del second'ordlne, si ha:

8L ~ SP r LiP~Pir = c5P r p,

da cui:

Pr = 8U8P r = dUdP r·

II teorema di Castiqliamo afferma che in presenza di un sistema di m torze, 10

spostamento in direzione della forza r-esima e data calla derivata parziale dell'espressione che fornisce il lavoro di deformazione, rispetto alia forza r-esirna.

Si osserva che l'espressiona:

L = 1/2 Li~j Pi Pj Pij'

risulta essere una sommatoria di m2 termini, Ira i quali P r compare nei termini:

- 1 dtagonale in r (1/2PrPrPrr)t

- m-1 fuori diagonale corrispondenti aria colonna r (1/2PiPrPir)'

- m .. 1 fuori diagonale corrispondenti alia riga r (1/2PrPjPri)'

questi uJtimi uguali ai precedenti per simmetria Pir = Prj.

Sommando i termini uguali e derivando gri m termini in P r rispetto a P, si ottiene ugualmente it teorema di Castiqliano:

Pr = dUdPr4

QUESITO 5L5

Ricavare I'enunciato del teorema dj Menabrea e definire Ie condizioni sotto Ie quali risulta applicabile.

RISPOSTA 5~5

L

X· J



I

Si considera un sistema iperstatico di aste:

- soggetto all'applicazione di forze (0 carichi distribuiti) Pt~

- con materiale a comportamento perfettamente elastica (potenziale).

- in piccoli spostamenti (teoria de' prim'ordine).

- con vincoli lisci e bilateri.

Sana quindi esclusi i cedimenti vincolari e Ie deformazioni termiche.

L'assetto finale conseguente all'applicazione sequenziale di phJ sistemi di carichi non

92

dipende daJla sequenza dl applicazione. Vale quindi il pnncipio di sovrapponibilita degli eftetti,

Si rende isostatica la struttura, introducendo m svincoli e m reazioni iperstatiche Xj_ 8i calcolano gli sforzi 00 associati alte forze complessivamente applicate Pi e gft storzi OJ associatl a ciascuna derle iperstatiche Xj.

Si esprime ciascuna componente cello stato di storzo incognito facendo ricorso al principio di sovrapponlbilita degri effetti:

Q = 00 + X10, + X2Q2 + r ••••• + XmQm ossia:

a = 00 + ~i XjQj.

Si calcota il lavoro di deformazione. che risutta essere una forma quadratica delle

incoqnite iperstatiche (essendo Je azioni interne unearl nelle incognite iperstatiche).

U teorema di Castigliamo afferma che in presenza di un sistema di n forze, to spostamento in direzione della forza r-esima e data calla derivata parziale dell'espressione che fornisce il lavoro di deformaziona, rispetto alla forza r-esima. Si applichi it teorema di Castigliano aile forze iperstatiche:

q, ;; dUdX1

q2 = dUdX2

...................

qm = dUdXm,

Gli spostarnenti Pj saranno spostamenti assolutl, se Ie corrispondenti Xj si riferiscono a vincof soppressi al suolo, saranno spostamenti rerativi se riferiti a svincoli intemi.

Poiche si sana soppressl vincoli perfetti, deve essere qr=O:

dUdX1 == 0

dUdX2 = 0

.................

dUdXm = o.

L'insieme dj queste condizioni costituisce un sistema di m equazioni lineari neUe m iperstatiche X;. I termini noti corrispondono ai lavori delle ipertatiche Xj per Ie forze assegnate Pi (il tavoro delle forze Pi per gli spostamenti da esse dipendenti scompare in sad a di derivazione rispetto aUe Xj).

La condizione nsolvente pub essere interpretata come una conolzione di minima della forma quadratica che esprime il lavoro di deformazione rispetto alle variabili indipendenti Xj. La condizione di stazionarieta viene espressa daUe condizioni risolventi. Si ha lnoitre che la variazione del lavoro intorno alia soluzlons, provocata dall'incremento infinitesimo BP r delta forza P r' e data da:

cSL ~ 1/2 8PrDPrPrr + IiPiBPrPir.

II termine del second'ordlne e sempre positivo (i coefficien1i d'influenza diagonali sena

positivi, poiche fa singola forza provoca uno spostamento equiverso del proprio punto di sppucazione), e conferma la natura di minima della stazlonarieta.

II minima e unico, poicne Sf riterlsce a una forma quadranca, strettamente convessa.

In termini meccanici iI teorema di Menabrea mdividua l'unica soluzione congruente fra Ie infinite soluzioni equilibrate costruite con scelta arbitraria dei modufi delle lperstatiche.

93

QUESITO 5.6

Deflnlre la matrice dei coefficienti d'influenza elastica e mostrarne la sirnrnetria. RISPOST A 5.6

Si considerano slsterni:

.. con materials a comportamento perfettamente elastico (potenziale). - ln piccoli spostamentt (teoria del prim'ordine).

- dotaf di vincoh llscl e bHateri.

Sana quindi esctusi i cedimenti vincolari e Ie deformazioni termiche.

l.'assetto finale conseguente al1'applicazione sequenziale di piu sistemi di carichi non dipende dalla sequenza di applicazione.

Si considera, per sernplicita, un sistemi di aste, sggetti a un insieme di n forze PjL

Sia Pij 10 spostamento in direzione i (direzione della forza Pi) provocato dalla forza unitaria in j (forza P'j= 1 ).

tn applicazione del principio di sovrapponlbillta degli effetti il teorema di Clapeyron esprime H Iavoro complessivo nelfa forma:

L :::: 1/2 LiLj Pi Pj Pij"

I coefficienti Pij prendono il nome di coefficien1i d'influenza e cos1ituiscono una ma1rice

quadrata nxn. Le loro misure son a dettate daJle quantita che vengono messe in relazione. II leorema di Maxwell porta a riconoscere che Pij = Pii. La matrice dei coefficienti d'influenza risulta qindi essere simrnetrica.

I coefficienti d'lnfluenza diagonali sono positivi, poiche la singola forza Pi provoca uno spostamento equiverso del proprio punta di appticazione Pi.

La simmetria della matrice ha un significato meccanico: iJ modulo della spostamento in i per forza assegnata in j eguaglia il modulo della spostamento in j per forza assegnata di egual modulo in i. Questa enunciato si applica ai moduli, poiche la proprista si riferisce anche a rnisure dlsornoqenee, come forze e momenti 0 spostamenti e rotazioni.

QUESITO 5.7

Impostare mediante il teorema di Menabrea if calcolo delle reazioni nella struttura:

q

RISPOST A 5.7

q

I @.llilllill.J~)JW~l@~]IJlliJillj~J~J~JJI eB

iLL

Si trascura iI contributo defonnante del tagfio.

Soppresso il carrello, si evidenzia in B la reazione verticale iperstatica F, diretta verso

94

"alto, che traduce I'effetto statico associate al vincolo soppresso.

Assumendo come positiva l'azione ftettente che tende Ie fibre superlori, e come riferimento un asse x orizzontale con origine in B e verso BA1 si ha:

2

M = qx 12 - Fx.

II lavoro di deformazione diventa:

L = 1/2 Ih Mdq:. = 1/2 Jh M2/EJ dx = 1/2 Jh (q4x4/4 + F2x2 - qFx3)/EJ dx. L = 1/2 (q4h5120EJ + F2h313EJ - qFh4/4EJ).

Derivando iI tavoro rispetto a F, si ha 10 spostamento equiverso a F, che deve rlsultare nutlo, per ripristinare I'effetto cinematico del vincolo soppresso:

8 == dUdF ::: Fh3/3EJ - qh4/8EJ = O.

Ne consegue il valore della reazione iperstatica:

F = 3/8 qh.

OUES'TO 5.8

lmpostare mediante iI teorema di stazionarieta detl'enerqia potenziale totals U calcolo della

azioni assiali neUe tre aste di sezione P=AAS= 4 A, Q::::.AAC== 6 At R=AAO= 5 A.

A

iLL

h h h h h h h h h h

- ~ r- ~ ! ~ j. - t- , -t ~ ~

RISPOST A 5.8

I gradi di tlberta del sistema Sf iden1ificano negli spostamenti u e v di A (u positive verso destra, v positivo verso l'atto).

L'aliunqamento delle tre aste in conseguenza di questi spostamenti e:

bAB = U

cAC = 3/5 u - 4/5 V

bAD =-4/5 U - 315 v

L'energia potenziale elastica per aUungamento delle tre aste e data da:

LAB:::; 1/2 EP/6h (OAB)2 = 1/2 EP/6h u2

LAC::: 1/2 EQ/Sh (OAc>2 == 1/2 EQ/5h (9/25u2 - 24/25uv + 16/25v2) LAD = 112 ERl5h (SAD)2 = 1/2 ERl5h (16/25u2 + 24/25uv + 9/25v2) L'energia potenziale dei carichi per spostamenti u,v e:

U ::; Fv.

L'energia potenziare totale e:

n = E + U == Fv + LAB + LAC + LAD·

La stazionarieta dell'energia potenziale totale rispetto a u e v corrisponde atle condizioni:

95

n/u = 0 nlv = o.

Le due condizioni danno luogo aile relazioni:

a + EPJ6h u + EQ/Sh 9125 u - EQ/5h 12/25 v + ER/Sh 16/25 u + ER/5h 12125 v = a F + 0 - EQ/5h 12/25 u + EQ/5h 16/25 v + ER/5h 12125 u + ER/Sh 9/25 v = o. Ordinando e sommando si ottiene la relazione matriciale:

r

o - EP/6h+9 EQ/125h+ 16ERf125h -12EQ/125h+ 12ERl125h

-

-F l -12EQ/125h+ 12ERJ125h 16EQl125h+9ER/125h

u

v

che fornisce la soluzlone. Noti U,V, si ha:

NAB = 8AB EP/6h = u EP/6h

NAC = 0AC EQ/5h = ( 3/5 u .. 4/5 v) EQ/5h NAD = ()AD ERJ5h = (-4/5 u - 3/5 v) ER/5h. VALOR'

uEAJFh=-.04918 NAC/F=O.8197

vEAlFh=- .8907 N AolF=O.5738

-.-----.------------~~~-------

QUESITO 5.9

Spiegare come si applica U teorema di Castigfiano al calcolo delle spostamento deU'estremo destro, in presenza di cedimento angolare orario all'estrerno slnistro, nella struttu ra:

RISPOSTA 5.9

Si trascura it contributo deformante del taqlio.

Si osserva preliminarmente che cause deformanti di natura puramente geometrica non danno luogo a state dl sforzo (e quindi a lavoro di deformazione elastica) neUe strutture isostauche.

S; applica all'estrerno B una forza verticale F diretta verso 11 basso.

Assumendo come positiva l'azione flettente che tende Ie fibre superiori, e come riferimento un asse x orizzontale con origine in B e verso BA, si ha:

M = qx2/2 + Fx.

IIlavoro di deformazione diventa:

L = 1/2 fh Mdcp = 1/2 Jh M2/EJ dx = 1/2 fh {q2x4/4 + F2x2 + qFx3)/EJ dx. L = 1/2 (q2h5/20EJ + F2h3/3EJ + qFh4/4EJ).

Derivando it lavoro rispetto a F, si ha 10 spostamento equiverso a F:

3 4

CFq == dUdF == Fh 13EJ + qh /SEJ.

Ponendo F=O, rimane la misura dello spostamento equiverso a F imputabile al solo carico distribuito q, che non risente della rotazione in A:

4

5q = qh 18EJ.

96

La rotazione oraria c( in A determina uno spostamento verso iJ basso «h. che si somma all'effetto di q:

8 = qh4/8EJ + ah,

QUESrTO 5.10

Spieqare come si appllca il teorema di Castigfiano al calcoto dello spostamento deU'estremo destro, in presenza di variazione 1ermica ditterenz.ale sull'asta, con la convessita verso l'atto, nella struttura:

RISPOST A 5~ 1 0

Sl trascura it contributo deforman1e del taqlio.

Si osserva prellrninarrnente che cause deformanti di natura puramente geometrica non danno luogo a stato di sforze (e quindi a lavoro di deformazione elastica) nella strutture lsostatiche.

Si applica all'estrerno B una forza verticare F diretta verso il basso.

Assumendo come positiva l'azione flettente che tende re fibre superiori, e come riferimento un asse x orizzontale con origine in B e verso SA, si ha:

M -:::: Fx + W.

IIlavoro di deformazione diventa:

L = 1/2 Jh Md<p = 1/2 fh M2/EJ dx = 112 fh (F2x2 + W2 + 2FWx)/EJ dx. L = 1/2 (F2h3J3 + W2h + FWh2)/EJ.

Derivando iI lavoro rispetto a F ~ si ha 10 spostamento equiverso a F: 0FW ;;;;; dUdF = Fh3/3EJ + Wh2/2EJ.

Ponendo F=Of rimane ta misura dena spostamento equiverso a F irnputabile al solo momento W, che non risente della variazione termica:

2

&w = Wh /2EJ.

La variazione tsrmica differenziale suu'asta AB ne determina la curvatura costante 0AB' di cui si calcola geometricamente I'effetto di abbassamento in BI essendo nulll spostamento e rotazione in A. Approssimando l'arco di cerchio all'aroo di parabola (che diventa accettabile per piccole curvature), si ha un abbassamento Sh2, L'abbassamento totals di B diventa:

o = Wh2/2EJ + 8h2.

QUESITO 5.11

Spiegare come si appllca iI teorema di Castigliano al calcolo dello spostamento dell'estremo destro, in presenza di variazione termica differenziale sull'asta, con la convesslta verso l'alto, nella struttura:

97

RISPOSTA 5.11

S1 trascura il contributo deformante del taqlio,

Si osserva preliminarmente che cause deformanti di natura puramente geometrica non danno tuogo a state di storzo (e quindi a lavoro di deformazione elastica) nelle strutture isos1atiche.

Si applica all'estrerno B una forza verticale F diretta verso il basso,

Assumendo come positiva l'azione flettente che tende Ie fibre superiori, e come riferimento un asse x orizzontale con origine in B e verso SA, si ha:

M = qx2/2 + Fx.

II lavoro di deformazione diventa:

L = 1/2 Jh Mdql = 1/2 Jh M2/EJ dx = 112 fh (q2x4/4 + F2x2 + qFx3)/EJ dx. L = 1/2 (q2hS/20EJ + F2h3/3EJ + qFh4/4EJ).

Derivando il tavoro rispetto a F, si ha to spostamento equiverso a F:

3 4

OFq = dUdF = Fh 13EJ + qh 18EJ,

Ponendo F=O, rimane la misura delta spostamento equiverso a F imputabile al solo



canco

distribuilo q, che non risente della variazione termica:

4

8q = qh /SEJ.

La variazione termica differenziale sull'asta AB ne determina la curvatura costante BABt di cui si calcola geometricamente reffeUo d~ abbassamen10 in B, essendo nulli spostamento e rotazione in A. Approssimando l'arco di cerchio all'arco di parabola (che diventa accettabile per piccole curvature). si ha un abbassamento Sh2. L'abbassamento totale di B diven1a:

o = qh4/SEJ + Oh2.

QUESITO 5.12

Con riferimento af caso riportato, con EJ costante, spiegare come si estenda l'applicazlone del teorema di Menabrea aile strutture interessate da cause deformanti anelastiche.

98

p

P, "~ /~---)-I

ntlt

L

--

t I

L

----~

0:5t

2

fig.1

fig.2

- L J3L

fig.3

" teorema di Menabrea risolve iI problema dj un sistema iperstatico di aste: - soggetto alJ'applicazione dl forze (0 carichi distribuiti) Pi-

- con materiale a comportamento periettamente elastica (potenzlale) .

.. in piccof spostamenti (teoria del prim'ordine).

99

- con vlncoli tlsci e bilateri,

.. senza cedimenti vincolari 0 deformazioni termiche.

L'assetto finale conseguente all'appllcazlone sequenziale dl piu sistemi di carichi non dipende dalla sequenza di appllcazione. Vale quindi il principio di sovrapponiblllta degli effetti.

Si rende isostatica la struttura, introducendo m svincoli e m reazioni iperstatiche Xi' Si calcolano gli sforzi 00 associati aile forze applicate Pi e gli sforzi OJ associati a ciascuna delle iperstatiche.

Si esprime ciascuna componente delle stato di sforzo incognito facendo ricorso a1 principio di sovrapponlbilita degli effettt:

Q = 00 + Lj XjQj.

Si calcota il lavoro di deformazione L, che risulta essere una forma quadratica delle

incognite iperstatiche (essendo Ie azioni interne lineari neUe iperstatiche). Dal teorema di Castigliamo si ha che gli spostamenti, misurati dana derivate di L rispetto aile lperstatiche, sono nulli in presenza di vincoli perfetti.

q1 = dUdX1 = 0

q2 = dUdX2 = 0

.... - ........

qm = dUdXm = O.

I terrnlni notl corrispondono at lavori de1le ipertatiche Xj per Ie forze assegnate Pi (il lavoro

deBe forze Pi per gil spostamenti da esse dipendenti scompare in sede di derivazione rispetto aile Xj).

t.'lntero procedimento si basa sull'assunzione di uno schema strutturale isosta1ico. Modificazioni geometriche imposte (cedimenti vlncolari a/o variazioni termiche) applicate ad un sistema isostatico danno Juogo ad una modificazione geometrica che pub essere ricostruita in chiave puramente clnematica. Gli spostamenti COSI misurati in corrispondenza dei vincoli soppressi devono essere ricondotti al rispetto deille condizioni rimosse provvisoriamente,

q1 :::: dUdX1 ;::: -51

q2 = dUdX2 = -$2

- -

.. .. .-... .._.. .

qm = dUdXm = ",sm·

L'insieme di queste condizioni costituisce it sistema risolvente dl m equazioni lineari neUe

m iperstatiche Xj.

Nella struttura in esame, con assi xa da A a B, Xb da BaCt Xc da CaD, e con azioni flettenti positive che tendono Ie fibre esteme, Sf ha:

Ma = X2t

Mb = X2 + X1x + P2~

Me = X2 + X1L + P2 + P1x.

Con EJ uguale sulle tre aste, illavoro deUe azloni flettenti diventa:

L = 1/2EJ fl (M~2 + M~2 + Mc2) dx

L = 1/2EJ fdX2 + X2 + X12X2 + P22 + 2X2X,x + 2X, P2x + 2P2X2 + X22 + X,2L2 + P22 + P12X2 + 2X2X1L + 2X1 P~L + 2P2P,x + 2P,XjX + 2X2Pj + 2X1 P, Lx) dx

L = (X22L + X22L + X/L /3 + P/L + X2X,L + X1P2L + 2P2X2L + X/L + X/L3 + P/L +

100