Sei sulla pagina 1di 2

I paradossi di Zenone sul movimento

(prof. Euro Sampaolesi Liceo G. Leopardi di Recanati)

Zenone di Elea (V secolo a.c.) passato alla storia per i suoi paradossi: egli mostrava le
contraddizioni insite in alcuni concetti, mediante un ragionamento dialettico, che consisteva
nell'assumere provvisoriamente la tesi dell'avversario, per ricavarne conseguenze assurde che quindi
confutano la tesi stessa. Zenone era un discepolo di Parmenide, la cui filosofia aveva come dogma
fondamentale lunit e la permanenza dellessere e negava quindi la possibilit del divenire in
generale e del moto in particolare. I paradossi di Zenone sul movimento pi famosi sono di seguito
descritti e spiegati.
1. Paradosso di Achille pi veloce e la tartaruga zampa lenta:
Achille deve fare una gara di velocit con una tartaruga, ma dato che nettamente pi veloce
decide di darle un po' di vantaggio. La gara parte e Achille impiegher un po' di tempo per
raggiungere il posto da dove partita la tartaruga, ma nel frattempo la tartaruga avr percorso un
altro tratto di strada, allora Achille raggiunger il nuovo punto dove arrivata la tartaruga, ma
essa avr fatto un altro tratto di strada... e cos via. Quindi, dato che questo ragionamento si pu
ripetere all'infinito, Achille non raggiunger mai la tartaruga.
2. Paradosso della dicotomia:
un oggetto in movimento per percorrere una certa distanza dovr prima percorrere la prima met
di tale distanza, ma prima di poter fare ci dovr percorrere il primo quarto di tale distanza, e
prima di questo il primo ottavo di tale distanza, e cos via. Dunque loggetto in movimento,
prima di partire, deve percorrere un numero infinito di suddivisioni, e non pu farlo in un tempo
finito, quindi il moto non pu iniziare.
3. Paradosso della freccia:
una freccia in volo occupa istante per istante punti diversi dello spazio tra loro uguali, ma ci
che occupa sempre uno spazio uguale a se stesso non in movimento, pertanto la freccia che
vola istantaneamente in quiete e questo assurdo, quindi il suo moto unillusione.
I primi due paradossi mirano a mostrare limpossibilit logica del moto basandosi sul concetto
di infinita divisibilit dello spazio e del tempo; daltra parte il terzo paradosso mostra che il moto
ugualmente impossibile se si assume il contrario, ossia che la divisibilit dello spazio del tempo non
sia infinita, ma termini in elementi, punti e istanti, che sono indivisibili.

Spiegazione dei paradossi


I primi due paradossi si possono spiegare supponendo che la somma di infinti addendi
sempre pi piccoli possa essere finita; questa spiegazione era stata gi ipotizzata da Aristotele
nellopera Fisica e gi utilizzata da Archimede nei studi su aree e volumi di figure geometriche. Il
risultato stato formalizzato nel XVII secolo (Gregorio di San Vincenzo) introducendo il concetto
di serie (somma infinita) come limite delle somme parziali (somma dei primi n termini), cio:

a n = lim S n
n
n =1

con a n = a1 + a 2 + .... + a n + .... (serie) ; S n = a1 + a 2 + .... + a n (somme parziali)
n =1

e quindi una somma di infiniti termini pu essere finita (serie convergente) se il limite delle somme
parziali finito.

Pagina 1 di 2
1. Spiegazione del paradosso di Achille pi veloce e la tartaruga zampa lenta:

Achille 0 t1 t2 t3 t4
Achille so so/10 so/100 so/1000 ----
Tartaruga so/10 so/100 so/1000 ----
Tartaruga 0 t1 t2 t3

Dati: so = distanza di vantaggio della tartaruga; vA = velocit di Achille; vT = velocit della tartaruga
vA > vT (Achille pi veloce della tartaruga!!); supponiamo per esempio vA = 10 vT = cost.
Dimostriamo ora che il tempo necessario ad Achille per raggiungere la tartaruga finito:
t1 = so / vA (tempo impiegato da Achille per percorrere la distanza di svantaggio so)
s1 = vT t1 = vT so / vA = vT so / 10 vT = so / 10 (distanza percorsa nel frattempo dalla tartaruga)
t2 = so / 10 vA (tempo impiegato da Achille per percorrere lulteriore distanza di svantaggio s1)
s2 = vT t2 = vT so / 10 vA = vT so / 100 vT = so / 100 (distanza percorsa nel frattempo dalla
tartaruga) e cos via. In sostanza il tempo necessario per raggiungere la tartaruga dato da:
t = t1 + t2 + t3 + tn + = so / vA + so / 10vA + so / 100vA ++ ... + so / 10n vA +... =
= so / vA (1 + 1/10 + 1/100 ++ 1/10n + ), dove il termine tra parentesi la somma degli infiniti
termini di una progressione geometrica con primo termine a1 = 1 e ragione q=1/10, quindi:
1 qn 1 1 10
1 + 1/10 + 1/100 ++ 1/10n + = lim S n = lim a1 = a1 = 1 =
n n 1 q 1 q 1 1 10 9
t = so / vA 10/9 = 10 so / 9vA (valore finito!!)
Un altro semplice modo di calcolare il tempo che impiega Achille a raggiungere la tartaruga
quello di utilizzare la legge fisica del moto rettilineo uniforme: s = so + v t , infatti se
consideriamo lorigine nel punto dove si trova Achille abbiamo che: sA = vA t (spazio percorso da
Achille) ; sT = so + vT t (spazio percorso dalla tartaruga) ; ora se imponiamo che sA sia uguale a sT
e ricordiamo che vT = (1/10) vA otteniamo che: vA t = so + (1/10) vA t (9/10) vA t = so
t = 10 so / 9vA (cio lo stesso tempo finito ottenuto sopra).

2. Spiegazione del paradosso della dicotomia


Dimostriamo che il tempo necessario a percorrere una serie (somma infinita) di distanze s/2 +
s/4 + s/8 + s/16 + finito. Supponiamo che loggetto si muova a una velocit costante v 0, il
tempo sar: t = s/2v + s/4v + s/8v + s/16v + s/2n v + = s/v (1/2 + 1/4 + 1/8 +1/16 +1/2n +),
dove il termine tra parentesi la somma degli infiniti termini di una progressione geometrica con
primo termine a1=1/2 e ragione q=1/2, quindi:
1 qn 1 1 1 1
1/2 + 1/4 + 1/8 +1/16 +1/2n + = lim S n = lim a1 = a1 = = 2 =1
n n 1 q 1 q 2 11 2 2
t = s / v 1 = s / v (valore finito!!)

3. Spiegazione del paradosso della freccia


Il terzo paradosso si pu spiegare prendendo in considerazione la nozione di velocit
s
istantanea, v i = lim , che fa uso del concetto matematico di limite, introdotto nel XVII secolo da
t 0 t

Newton e Leibnitz: in ogni istante, l'oggetto pu effettivamente avere una velocit non nulla, ma
non compiere movimento. Per chiarire meglio questo concetto si dice che quando il tempo t tende
a zero lo spostamento s tende a zero, ma il loro rapporto, che la velocit istantanea, rimane
diverso da zero, e quindi la freccia ha istantaneamente una velocit non nulla e pertanto in moto.
Pagina 2 di 2