Sei sulla pagina 1di 47

DISPENSE DEL CORSO: SISTEMI ELETTRICI INDUSTRIALI

ANNO ACCADEMICO 2003-2004

CAPITOLO II

COMPONENTI DEL SISTEMA:


LINEE ELETTRICHE

Estratto da: G. Carpinelli, V. Mangoni: Sistemi Elettrici per lEnergia.


- II/2 -

CAPITOLO II

COMPONENTI DEL SISTEMA:


LINEE ELETTRICHE

1. Generalit

Le linee elettriche vengono impiegate per la trasmissione e la distribuzione della


energia elettrica e si dividono in due categorie: linee con conduttori nudi e linee in
cavo.

2. Linee con conduttori nudi

Le linee con conduttori nudi vengono impiegate per la trasmissione e la


distribuzione aerea dell'energia elettrica. Esse sono costituite da tre componenti
fondamentali:
i conduttori di potenza, che servono per il trasferimento dell'energia e che sono
tesati nell'aria;
gli isolatori, che sostengono meccanicamente e isolano verso il sostegno i
conduttori di potenza;
i sostegni, che svolgono una funzione di sostegno degli isolatori e dei conduttori di
potenza.
Oltre ai conduttori di potenza, sono spesso presenti altri conduttori, denominati
funi di guardia, che sono disposti sulla sommit dei sostegni e che, tramite questi, sono
collegati a terra; essi hanno funzioni protettive contro le sovratensione di origine
atmosferica.

2.1 Conduttori di potenza

I materiali impiegati sono il rame e l'alluminio (Tab.II.1).

Il rame impiegato essenzialmente nel campo della bassa tensione, sotto forma
di filo pieno o di corda. Le applicazioni del filo pieno sono limitate a conduttori di
sezione inferiore a 10 mm2, adottando per le sezioni maggiori i conduttori cordati a 7,
19 o 37 fili; le corde presentano, rispetto al filo, una maggiore flessibilit, con
conseguente maggiore facilit di stendimento e di montaggio.
- II/3 -

Tab.II.1 Caratteristiche principali del rame e dellalluminio a 20C

Caratteristica Rame Alluminio

Resistivit elettrica 1,7241 10-8 2,8264 10-8


[ m]
Sollecitazione a rottura 200250 120180
[MPa]
Densit 8,89 2,70
[kg/dm3]
Coefficiente di 17 10-6 23 10-6
dilatazione lineare
[K-1]

I campi di applicazione dell'alluminio, quale unico metallo dei conduttori di


potenza, sono relativi principalmente alla media tensione.
L'alluminio, i cui costi di produzione sono di gran lunga inferiori a quelli del
rame, si adopera esclusivamente sotto forma di conduttore cordato a 7, 19, 37 o 61 fili,
essendo molto difficile ottenere fili di un certo spessore con sufficiente omogeneit;
esso resiste bene, come il rame, alle azioni atmosferiche, grazie alla pellicola di ossido
che rapidamente lo riveste e lo protegge.
Rispetto al rame, come si evince dalla Tab. II.1, l'alluminio pi leggero (circa
il 30%) ed ha una minore conducibilit (circa il 60%). Ne consegue che se,
teoricamente, si volesse impiegare lo stesso volume di materiale conduttore per
costruire una linea, quella in alluminio peserebbe circa un terzo di una linea in rame.
Un confronto pi aderente alla realt , invece, quello fatto a parit di perdite, e cio a
parit di resistenza; in questo caso, essendo maggiore la resistivit dellalluminio, per
ottenere una resistenza equivalente a quella di una linea in rame, si deve adottare una
sezione maggiore, il che comporta un aumento del peso; complessivamente una linea in
alluminio rispetto ad una linea in rame caratterizzata dalle stesse perdite, pesa
allincirca il 50% e non il 30%, come risulterebbe considerando solo i valori dei pesi
specifici.
Sempre rispetto al rame, lalluminio presenta una resistenza alla rottura minore.
Lalluminio, infine, ha un coefficiente di dilatazione termica maggiore, per cui,
a parit di distanza tra due sostegni successivi (campata), d in genere frecce1 pi
elevate del rame, pur essendo pi leggero di quest'ultimo.
Nelle linee di trasmissione trovano, poi, applicazione sempre pi vasta i
conduttori bimetallici di alluminio e acciaio ed i conduttori in lega di alluminio, i quali

1 I conduttori di una linea aerea, per le sollecitazione a cui sono sottoposti, si dispongono tra due
sostegni successivi non lungo una linea retta, ma secondo una linea che prende il nome di catenaria. La
freccia la distanza PQ tra un generico punto P della linea retta che congiunge gli attacchi del conduttore
ai due sostegni ed il punto Q del conduttore individuato dalla verticale passante per il punto P.
- II/4 -

aggiungono alle buone caratteristiche elettriche dell'alluminio una migliore resistenza


alle sollecitazioni meccaniche.
I conduttori alluminio-acciaio sono costituiti da un nucleo di fili di acciaio,
zincati e cordati, intorno al quale sono disposti fili di alluminio trafilati, anch'essi
cordati; i fili di alluminio sono disposti allesterno per aumentare il diametro esterno
della parte conduttrice e perch lalluminio resiste meglio agli agenti atmosferici.
L'acciaio ha la funzione prevalente di resistenza meccanica, l'alluminio quella della
conducibilit elettrica; in tal modo si uniscono i vantaggi dei due metalli, senza averne
gli inconvenienti. Questo tipo di conduttore trova vastissimi campi di applicazione, in
quanto si possono variare le sue caratteristiche meccaniche ed elettriche con la sola
variazione della composizione (numero dei fili elementari e loro sezione) dei
componenti che lo costituiscono. Nelle linee di trasmissione trovano, poi,
applicazione sempre pi vasta i conduttori bimetallici di alluminio e acciaio ed i
conduttori in lega di alluminio, i quali aggiungono alle buone caratteristiche elettriche
dell'alluminio una migliore resistenza alle sollecitazioni meccaniche.

2.2 Funi di guardia

Le funi di guardia vengono tesate superiormente ai conduttori di potenza ed


hanno una funzione di protezione contro le sovratensioni di origine atmosferica.
Attualmente esse sono realizzate come corde preformate in acciaio i cui fili, per
opportune deformazioni impresse durante la fabbricazione, non hanno tendenza a
svolgersi, per cui non c' pericolo che la rottura di un filo lo possa portare a contatto di
un conduttore di potenza sottostante.

2.3 Isolatori

Compito degli isolatori collegare meccanicamente, isolandoli elettricamente,


elementi a tensione differente. Nel caso delle linee con conduttori nudi gli elementi a
tensione differente sono il conduttore di potenza ed il sostegno.
Negli isolatori sempre presente un nucleo costituito da materiale isolante ed
elementi metallici. Il nucleo isolante soggetto, dal punto di vista elettrico, ad una
differenza di potenziale che pu essere costituita dalla tensione di normale
funzionamento o da sovratensioni.
- II/5 -

Nelle condizioni di funzionamento anormale, le correnti che possono


manifestarsi sono:
una corrente di scarica attraverso il nucleo di materiale isolante;
una corrente di scarica superficiale.
Il materiale isolante e la forma dellisolatore vanno scelti opportunamente,
principalmente per ridurre la probabilit che si verifichino le suddette correnti di
scarica.
I materiali impiegati per il nucleo isolante sono la porcellana ed il vetro
(Tab.II.2); questi materiali, quantunque fragili, sono quelli che fino ad ora hanno dato
migliori risultati in esercizio.
Le propriet che un materiale isolante per isolatori deve possedere sono:
idoneo valore della rigidit diettrica;
adeguati valori di resistenza meccanica e di resistenza alla dilatazione termica.
Nel caso della porcellana, che il materiale isolante pi comunemente
impiegato, almeno nel campo dellalta tensione, per ottenere questi requisiti vengono
dosati opportunamente i suoi materiali componenti (quarzo, caolino, feldpasto).
La porcellana ricoperta normalmente da uno strato di smalto vetroso, che ne
migliora lo stato superficiale ed il meccanismo di dilavazione; essa, inoltre, ha un
ottimo comportamento a compressione ed un pessimo comportamento a trazione.
Con il vetro temprato si riesce ad ottenere una resistenza a trazione 56 volte
superiore a quella del vetro ricotto ed una migliore tenuta a brusche variazioni di
temperatura. Le caratteristiche del vetro, dal punto di vista elettrico, sono simili a quelle
della porcellana.

Tab.II.2 Caratteristiche dielettriche e meccaniche dei principali isolanti

Ceramica Vetro
Caratteristica
Porcellana Ricotto Temprato
Permittivit relativa
(20C e 50 Hz) 6 7,5 7,5

Rigidit dielettrica
[kV/m] 170 230 230
Densit
[kg/m3] 2,4 2,5 2,5

Sollecitazione a rottura
[MPa] 30 20 150

Modulo di elasticit
[MPa] 77000 74000 72000

Coefficiente di
dilatazione lineare 5,5 10-6 9 10-6 9,1 10-6
[K-1]
- II/6 -

degli ultimi anni, infine, l'uso di materiali compositi nella costruzione degli
isolatori.
Nel gergo usuale gli isolatori vengono divisi in due categorie:
isolatori rigidi;
isolatori sospesi.
Gli isolatori rigidi hanno come limite di applicazione quello della media
tensione. Essi sono, a loro volta, suddivisi in ulteriori due categorie: gli isolatori rigidi
per tensioni fino a 1 kV e quelli per tensioni superiori a 1 kV.
Gli isolatori rigidi fino a 1 kV (fig.II.1 a), che sono caratterizzati dalla presenza
di un unico pezzo di materiale isolante, sono di forma a campana; nella parte superiore
sono presenti due scanalature che servono per il fissaggio del conduttore.

a) b)
Fig. II.1 Isolatori rigidi: a) per tensione fino a 1 kV; b) per tensione superiore a 1 kV.

Gli isolatori rigidi per tensioni superiori a 1 kV (fig.II.1 b) in genere sono


costituiti da pi pezzi di materiale isolante, cementati tra di loro. Aumentando la
tensione, infatti, aumentano le distanze da garantire tra le parti a differente tensione,
con la conseguenza che aumenta di pari passo la quantit di materiale isolante
necessario e, con essa, la probabilit di avere, all'interno dell'isolatore imperfezioni e,
quindi, scariche indesiderate.
Il limite di applicazione degli isolatori rigidi, come detto, quello della media
tensione, in quanto, anche se teoricamente si pu pensare, per tensioni superiori a tale
limite, di cementare sempre pi pezzi in serie, ne verrebbe fuori un isolatore molto
ingombrante e pesante, il che ne rende praticamente non pi conveniente l'impiego, per
ovvi motivi.
Per tensioni superiori a quelle della media tensione, sia per motivi tecnici che
economici, vengono pressoch universalmente impiegati gli isolatori sospesi, ed, in
particolare, quelli detti a "cappa e perno" (fig.II.2).
Negli isolatori a cappa e perno la cappa collega l'isolatore al sostegno o ad un
altro isolatore disposto superiormente mentre il perno si aggancia o, attraverso un
opportuno collare metallico, al conduttore o, direttamente, ad un altro isolatore disposto
inferiormente. Tra cappa e perno presente un unico pezzo di materiale isolante, di
dimensioni non particolarmente rilevanti.
Con tale tipo di isolatore si superano completamente i problemi tecnologici
degli isolatori rigidi perch, al crescere della tensione, i necessari livelli di isolamento
tra parti a differente tensione vengono garantiti disponendo pi isolatori in serie tra
loro, che costituiscono cos la cosidetta catena di isolatori (fig.II.3): in questo modo,
- II/7 -

con una sola unit base, si possono isolare linee a tensione differente, variando
unicamente il numero di isolatori messi in serie.

Fig. II.2 Isolatore sospeso a cappa e perno: C = cappa; T = perno; D = materiale


isolante; = minima distanza in aria esterna allisolatore; M = materiale
cementante.

Fig. II.3 Catena di isolatori a cappa e perno: R= rotula; p = passo.

2.4 Sostegni

I sostegni si possono classificare a seconda dei materiali usati in sostegni:


- in legno;
- in acciaio;
- in cemento armato;
- in vetroresina.
I sostegni in legno sono oggi impiegati molto raramente, essenzialmente per le
linee pi modeste a bassa e media tensione; essi sono costituiti da pali ad asse rettilineo,
in abete o castagno opportunamente trattati in modo da resistere allazione del tempo, i
quali, superiormente attraverso mensole o ganci, sostengono degli isolatori rigidi (fig.
II.4), a loro volta connessi ai conduttori di potenza, disposti o superiormente o
lateralmente. I sostegni in legno possono essere direttamente infissi nel terreno o dotati
di fondazione in cemento armato.
- II/8 -

Fig. II.4 Sostegni in legno

La seconda categoria di sostegni, che la pi diffusa, quella dei sostegni in


acciaio. Nel campo della bassa e media tensione si impiegano pali ad asse rettilineo, ad
esempio tubolari, ottenuti mediante tubi senza saldatura (tipo Mannesman). Nel campo
dell'alta ed altissima tensione si impiegano, invece, i sostegni detti in gergo a traliccio,
in cui diversi elementi modulari vengono connessi tra di loro in maniera conveniente
cos da ottenere una struttura di forma pi o meno complessa.
Esiste un gran numero di tipi di sostegno a traliccio, potendosi combinare gli
elementi base in molteplici modi; nel seguito verranno analizzate tre possibili
configurazioni: tronco-piramidale, a portale e ad Y.
Il tipo pi semplice quello tronco-piramidale (fig.II.4bis a). Si tratta di un
sostegno ad asse verticale dotato di quattro montanti e quattro intralicciature di parete,
due sulle pareti trasversali rispetto alla direzione della linea e due sulle pareti
longitudinali. Nella parte superiore, il sostegno, se si tratta di un sostegno per una terna
di conduttori, porta tre mensole (come indicato nello schema della fig.II.4bis a); le due
mensole disposte dallo stesso lato sono di lunghezza differente in modo da evitare che i
due conduttori ad esse connessi attraverso le catene di isolatori si trovino sullo stesso
piano. Questo sarebbe pericoloso perch se durante l'inverno i conduttori finissero per
essere circondati da manicotti di ghiaccio e, in conseguenza di un colpo di vento, il
manicotto di ghiaccio del conduttore inferiore finisse per staccarsi di colpo, si
potrebbe avere quello che in gergo si chiama "un colpo di frusta" del conduttore
inferiore che potrebbe, di conseguenza, finire per avvicinarsi troppo al conduttore
superiore determinando un corto circuito. I sostegni per due terne di conduttori sono
analoghi, salvo ad avere sei mensole simmetriche rispetto al piano mediano del
sostegno.
- II/9 -

Un'altra disposizione dei sostegni a traliccio quella a portale (fig.II.4bis b).


Tali sostegni sono caratterizzati da una traversa orizzontale e dai piedritti verticali; sulla
traversa, ancorati in corrispondenza delle estremit e del centro, si hanno, nel caso della
figura, coppie di conduttori con le catene di isolatori corrispondenti. Sono, inoltre,
presenti due funi di guardia.
Una terza struttura, che si pu dire intermedia fra l'una e l'altra delle due
considerate prima, quella detta ad Y (fig.II.4bis c). In essa vi una traversa che
disposta su due strutture laterali che convergono verso una base ristretta rispetto alla
parte superiore. Il sostegno della fig.II.4bis c) per una terna di conduttori con
disposizione in piano orizzontale, come nel caso del traliccio a portale precedente, con
due corde di guardia situate sulle due cuspidi laterali che sormontano la traversa.
I tipi di sostegno considerati in precedenza vengono sostenuti soltanto
dalle fondazioni.

(a) (b) (c)

Fig. II.4bis Sostegni a traliccio : a) disposizione tronco-piramidale; b) disposizione a


portale c) disposizione a Y.

Nei sostegni in cemento armato gli elementi rettilinei costituenti il sostegno


sono dei pali in cemento armato centrifugato, aventi una sezione trasversale di forma
anulare riempita di calcestruzzo ed attraversata da tondini di acciaio.

Nei pali in vetroresina, infine, il materiale utilizzato di tipo composito,


costituito da resine poliestere insature termoindurenti rinforzate con fibre di vetro.
Le propriet di tali materiali (alto rapporto resistenza-peso, ottima resistenza
agli agenti atmosferici e alla corrosione atmosferica, ridotto ingombro) consentono di
ottenere sostegni caratterizzati dai seguenti vantaggi:
hanno una maggiore leggerezza con minori costi di trasporto e installazione;
non hanno deformazioni permanenti, se sottoposti a sollecitazioni vicine al limite di
rottura, n vibrazioni ad alta frequenza;
hanno una ottima resistenza agli agenti atmosferici esterni con conseguente
eliminazione dei costi di manutenzione;
hanno una elevata sicurezza dai pericoli di incendio.
- II/10 -

3. Linee in cavo

Le linee in cavo sono impiegate per la trasmissione e la distribuzione sotterranea


o sottomarina, principalmente, e in qualche caso aerea dell'energia elettrica. Esse sono
costituite dai cavi e dagli accessori di raccordo, che permettono di collegare il cavo ad
una linea aerea o ad un sistema di sbarre (accessori di estremit) o due tratti di cavo tra
di loro (giunzioni). Il cavo, a sua volta costituito da tre elementi fondamentali:
uno o pi conduttori, che servono per il trasferimento dell'energia;
un isolante solido, che garantisce lisolamento;
una guaina di protezione.
Possono, poi, essere presenti una armatura di protezione meccanica e opportuni
schermi costituiti da materiale semiconduttore o metallico, necessari a livellare le
irregolarit superficiali dei conduttori (evitando, cos, amplificazioni localizzate del
campo elettrico) o ad uniformare le linee del campo elettrico allinterno del materiale
isolante.

3.1 Materiali impiegati per le parti costituenti un cavo

I materiali pi largamente impiegati per la parte conduttrice di un cavo sono il


rame e lalluminio, le cui caratteristiche sono gi note.
Il confronto tra questi due materiali nell'ambito dei cavi, per, si diversifica in
funzione dei diversi livelli di tensione.
Nel campo della bassa tensione il costo del conduttore pu essere una aliquota
significativa del costo totale del cavo e, in tali casi, il confronto economico a
vantaggio dellalluminio; daltra parte, per le alte tensioni il volume dellisolante e la
complessit dellintero cavo tale che il costo del conduttore non che una frazione
piuttosto piccola del costo totale, e quindi il confronto si chiude sempre a vantaggio del
rame.
Nel campo delle medie tensioni (fino a 20 kV) i conduttori di alluminio possono
consentire a volte una certa economia nel costo totale del cavo, soprattutto se la guaina,
anzich di piombo, anch'essa di alluminio.
I materiali principalmente utilizzati per la parte isolante sono la carta impregnata
e gli isolanti estrusi.
La carta usata nellisolamento dei cavi deve essere di pura cellulosa per
possedere qualit elettriche soddisfacenti e propriet assorbenti tali da assicurare un
perfetto impregnamento. Per diminuire le perdite dellisolante, la carta viene lavata con
acqua demineralizzata e deionizzata, allo scopo di eliminare le eventuali impurezze.
La rigidit dielettrica della carta secca piuttosto scarsa, dellordine di pochi
kV/mm, per cui, per possedere i requisiti necessari per un buon isolamento, la carta
deve essere impregnata con sostanze opportune. Gli impregnanti pi usati per la carta
sono gli olii; impiegando questo tipo di materiale e utilizzando particolari tecniche di
lavorazione (la essicazione per eliminare lumidit residua della carta e
limpregnazione sotto vuoto per evitare eventuali occlusioni gassose che costituirebbero
- II/11 -

spazi ionizzabili e quindi provocherebbero una rapida degradazione elettrica del cavo)
si ottiene il materiale isolante migliore.
Gli isolanti estrusi principalmente impiegati sono il PVC (policloruro di vinile),
il PE (polietilene) e suoi derivati, lEPR (gomma etilenpropilenica) e la gomma butilica.
Si tratta di materiali isolanti che si presentano compatti e omogenei, in
contrapposizione alla carta impregnata che costituisce un isolante stratificato e non
omogeneo, perch composto da due diversi materiali (carta ed impregnante).
interessante confrontare il comportamento dei diversi isolanti estrusi, per i
diversi livelli di tensione, tenendo presente le seguenti fondamentali propriet: rigidit
dielettrica, perdite dielettriche (tg) e resistenza alle scariche parziali.
Il PVC ha una rigidit dielettrica bassa e perdite eccessive, che ne rendono
sconsigliabile limpiego per tensioni maggiori di 10-15 kV. Ha una ottima resistenza
alle scariche superficiali.
Il PE un materiale eccellente per quanto riguarda la rigidit dielettrica e le
perdite dielettriche, appena accettabile per quanto riguarda la resistenza alle scariche
parziali. Si ossida, per, rapidamente, infiammabile e poco igroscopico.
Tra i materiali derivati dal polietilene il PE reticolato (PR) assai interessante,
per le sue propriet termiche, migliori di quelle del PE.
Tra le gomme sintetiche le propriet migliori sono quelle della gomma
etilenpropilenica (EPR) che, infatti, presenta un sempre pi largo impiego. Ha alta
rigidit dielettrica, perdite dielettriche un po elevate, anche se decisamente inferiori a
quelle del PVC, una eccellente resistenza alle scariche parziali ed alle intemperie.
La gomma butilica non ha n sufficiente rigidit dielettrica n sufficiente
resistenza alle scariche parziali per poterne allargare il campo di impiego oltre la media
tensione.
I materiali pi largamente impiegati per le guaine sono il piombo e il PVC;
come detto in precedenza, pu essere usato l'alluminio nei cavi con conduttori di
alluminio.

L'armatura di un cavo pu essere costituita da nastri di acciaio o da fili di


acciaio.
Gli schermi metallici sono di piombo, rame od alluminio.

3.2 Caratteristiche costruttive dei principali tipi di cavo

Nel seguito, verranno dapprima descritti i cavi in carta impregnata, poi quelli ad
olio fluido e, infine, quelli isolati con isolante estruso. Verr, poi, affrontato il problema
della designazione dei cavi in media e bassa tensione.

3.2.1 Cavo in carta impregnata

Il conduttore di un cavo in carta impregnata viene nastrato con successivi strati,


in maniera tale da raggiungere con la carta stessa uno spessore dipendente dalla
tensione di esercizio.
- II/12 -

Una volta costituita quella che prende il nome di anima del cavo (insieme del
conduttore e della nastratura di carta di cui sopra), si procede in maniera diversa a
seconda che il cavo unipolare o tripolare.
Se il cavo unipolare, la fase della nastratura della carta esaurita.
Se il cavo tripolare le tre anime vengono cordate insieme, con l'accortezza di
occupare tutti gli inevitabili spazi che si vengono a creare con ulteriore materiale
isolante: insieme alle tre anime viene, cio, cordato anche un materiale isolante
riempitivo (carta o anche iuta), particolarmente molle; durante la cordatura, questo
materiale viene compresso dalle tre anime e , quindi, occupa tutti gli spazi vuoti
presenti tra le stesse.
Attorno alle tre anime cos cordate si fascia, poi, la cosiddetta cintura, che
costituita da una nastratura di carta di spessore identico a quello della carta che
circonda il singolo conduttore.
A questo punto, anche per il cavo tripolare la fase della nastratura della carta si
pu ritenere esaurita. Si deve, adesso, passare alla fase dell'impregnamento della carta.
L'anima di un cavo unipolare o le tre anime cordate e fasciate dalla cintura nel
caso di cavo tripolare vengono immerse in una vasca, ermeticamente chiusa, in cui
viene praticato il vuoto ed in cui viene in primo luogo eseguito un processo di
essiccamento. Viene, poi, introdotto nella vasca l'olio isolante destinato
all'impregnamento e data pressione in maniera tale che l'olio isolante penetri
nell'interno della carta fino ad impregnarla completamente.
Il cavo, tolto dalla vasca, passa, poi, in una macchina che provvede alla
copertura dell'isolante mediante una guaina in genere di piombo.
Al cavo, molto spesso, oltre alla guaina viene aggiunto anche un ulteriore
rivestimento esterno che serve sia per protezione contro contatti accidentali, per es.
colpi di piccone che possono capitare durante l'esercizio del cavo, sia per aumentarne la
resistenza meccanica, ad esempio quando il cavo deve essere posato in un fondo
sottomarino. Il rivestimento esterno, in genere costituito da eliche di acciaio in doppio
strato, viene inserito dopo aver messo attorno alla guaina metallica uno strato di juta
catramata.
Dopo aver analizzato le tecniche di realizzazione dei cavi in carta impregnata
interessante soffermarsi sulle sollecitazioni di natura elettrica che si possono generare
in essi; queste sollecitazioni sono differenti a seconda che si tratti di cavo unipolare o
tripolare.
In un cavo unipolare, stante la simmetria, il campo elettrico avr la direzione del
raggio del conduttore (fig. II.5a), per cui la carta sar sollecitata, punto per punto, in
direzione normale alla stessa; poich la carta resiste bene a sollecitazioni del campo
elettrico ad essa normali, ne consegue che essa viene bene utilizzata. Per quanto
riguarda i problemi connessi al campo magnetico, vi da osservare che la corrente che
circola nel conduttore induce correnti parassite nella guaina metallica: queste correnti
sono, per, di limitata entit essendo limitato il valore del flusso sostenuto dalla
corrente che circola nel conduttore per l'elevato valore della riluttanza del piombo;
correnti parassite circoleranno anche nella eventuale fasciatura di acciaio: essendo la
riluttanza dello acciaio molto inferiore rispetto a quella del piombo, per limitarne il
valore necessario che le due nastrature di acciaio siano avvolte in verso opposto.
- II/13 -

In sintesi, un cavo unipolare ha un ottimo comportamento nei riguardi delle


sollecitazioni legate al campo elettrostatico, ma caratterizzato da un comportamento
non altrettanto buono nei riguardi delle sollecitazioni legate al campo magnetico. Ne
consegue che un cavo unipolare trova applicazioni crescenti man mano che aumenta il
valore della tensione di esercizio.
In un cavo tripolare (fig.II.5b) non esistono pi quelle condizioni di simmetria
che rendono nei cavi unipolari le superfici equipotenziali dei cilindri concentrici al
conduttore e il campo elettrico di direzione normale alla carta, con la ovvia
conseguenza che il campo elettrico che agisce sulla carta ha componenti sia normali che
tangenziali alla stessa (cavi a campo non radiale). La presenza di componenti
tangenziali del campo elettrico determina sollecitazioni sulla carta non ben tollerate,
con la conseguenza che si ha un limite di applicazione di tale tipo di cavo che si aggira
attorno ai 20-30 kV.
Per tensioni superiori, si possono ancora impiegare cavi tripolari dotandoli,
per, di un accorgimento costruttivo che ne migliori il comportamento rispetto alle
sollecitazioni elettrostatiche: tale accorgimento consiste nel vincolare l'andamento delle
superfici equipotenziali ad essere cilindri coassiali al conduttore (cavi a campo radiale).
Tale risultato lo si ottiene inserendo attorno a ciascuna anima, dopo l'ultimo strato di
carta, un ulteriore nastro di carta metallizzata. La carta metallizzata viene a costituire di
per s una superficie equipotenziale di forma cilindrica e coassiale al conduttore, per
cui

a)Conduttore Schermo
b)

a)

Linea equipoten

Schermo

Fig. II.5 Linee di forza e linee equipotenziali in un cavo: a) unipolare e b) tripolare.

vincola l'andamento delle superfici equipotenziali del campo elettrico ad essere


anch'esse di tale forma; dal punto di vista del campo elettrico, le tre anime si
comporteranno, quindi, come tre cavi unipolari; con tale accorgimento un cavo trifase
pu essere adoperato anche per tensioni superiori ai 20-30 kV fino ad arrivare ai 60-70
kV.
Per quanto riguarda, invece, le sollecitazioni dovute al campo magnetico, il cavo
tripolare ha un ottimo comportamento in quanto, essendo la somma delle tre correnti
che circolano nei conduttori istante per istante nulla, almeno teoricamente non vi sono
correnti parassite circolanti nei rivestimenti esterni.
I cavi in carta impregnata, sia essi unipolari che tripolari a campo radiale o non,
presentano un ulteriore problema.
- II/14 -

Durante l'esercizio si ha che il cavo, per effetto delle perdite che si verificano
nello stesso, si riscalda, subendo un aumento di temperatura che, a sua volta, comporta
una variazione di volume di tutte le parti che lo costituiscono: il rame, la carta, l'olio
minerale che costituisce l'isolante e il piombo. evidente che ciascuna parte si dilater
in modo differente, in dipendenza delle proprie caratteristiche.
In particolare, all'aumento di volume che subisce la miscela isolante nell'interno
del cavo non si accompagna un corrispondente aumento di volume della guaina
metallica con la conseguenza che, essendo maggiore l'aumento di volume della miscela,
quest'ultima esercita una pressione continua sulla guaina metallica. Sfortunatamente, il
piombo un materiale che per effetto di tale sollecitazione meccanica si dilata
permanentemente per cui, quando la temperatura, per effetto di una riduzione delle
perdite, tende a diminuire e con essa tende a ridursi il volume di miscela isolante, non
fa altrettanto il piombo che rimane parzialmente dilatato e, quindi, non esercita pi
quellazione di compressione sulla miscela necessaria a far s che quest'ultima rientri
omogeneamente all'interno della carta: si creano, pertanto, dei punti non adeguatamente
dotati di miscela isolante in cui la resistenza all'azione del campo elettrico inferiore a
quella che si aveva precedentemente, con pericolo di scariche localizzate, soprattutto
nel caso di tensioni di esercizio particolarmente elevate. questo il principale motivo
per cui si passa dai cavi in carta impregnata a quelli ad olio fluido.
3.2.2 Cavo ad olio fluido
Nei cavi ad olio fluido (fig.II.6) si superano i problemi dei cavi in carta
impregnata dotando il cavo di canali interni in cui l'olio pu espandersi a piacimento
senza esercitare pressione sulla guaina di piombo; questi canali sono collegati a serbatoi
di olio fluido posti alle estremit del cavo che svolgono una funzione di volano durante
le variazioni di volume dell'olio stesso e che lo mantengono in pressione. La esistenza
di tali serbatoi rende possibile l'impiego di un olio dotato di particolari caratteristiche di
fluidit, capace, cio, di espandersi e contrarsi con facilt al variare delle perdite e,
quindi, della temperatura.

Fig. II.6 Cavo unipolare ad olio fluido a pressione interna: A = spirale di acciaio; C =
conduttore in rame; Ca = canale centrale di espansione dellolio; F =
nastratura in acciaio; G = guaina di piombo; GP = guaina di protezione; Is
= isolante; SC = carta semiconduttrice.
Il cavo riportato nella fig.II.6 detto, per ovvi motivi, a pressione interna dolio
per distinguerlo da quelli a pressione esterna, di cui la fig. II.7 un esempio. Le tre
anime del cavo sono inserite allinterno di un tubo di acciaio, in cui presente olio a 15
bar di pressione.
- II/15 -

Fig. II.7 Cavo tripolare ad olio fluido a pressione esterna: A = anima di rame; Is =
isolante; FG = fili di scorrimento; T = tubo di acciaio.

I cavi ad olio fluido trovano impiego per tensioni che arrivano fino a 400 kV. In
luogo dellolio si pu impiegare anche un gas in pressione, in particolare lazoto; i cavi
a pressione di gas trovano impiego per tensioni che arrivano fino a 275 kV.
3.2.3 Cavo in isolante estruso
Nella fig.II.8 sono riportati, a titolo di esempio, alcuni tipi di cavi isolati con
isolante estruso. Le singole parti costituenti si possono facilmente giustificare in base a
tutto quanto detto in precedenza.

Cavo BT
Corda rigida di
rame stagnato
Guaina di PVC Gomma butilica

Guaina di PVC nastro di rame nastro semiconduttore

Cavo MT
corda rigida di rame
stagnato

gomma etilenpropilenica

Schermatura in fili
Guaina di PVC di rame intrecciati
Nastro semiconduttore

Cavo AT Corda compatta


di rame stagnato

Strato semiconduttore
Gomma etilenpropilenica

Fig. II.10 Esempi di cavi isolati in isolante estruso per bassa tensione, per media
tensione e per alta tensione.

3.3 Designazione dei cavi


- II/16 -

Esistono due sistemi di designazione dei cavi :


sistema di designazione secondo Norma CEI 20 27,
sistema di designazione secondo Tabella CEI - UNEL 35011.
La Norma CEI 20 - 27 e la Tabella CEI - UNEL 35011 stabiliscono le regole per
designare un dato tipo di cavo fornendo una descrizione abbreviata della configurazione
del cavo stesso.
Il sistema di designazione secondo Norma CEI 20 - 27 si applica ai soli cavi
armonizzati in sede CENELEC (Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnica).
Luso di questo sistema per alcuni tipi di cavi nazionali permesso purch essi siano
designati col simbolo A o col simbolo del paese di provenienza.
Per tutti gli altri cavi nazionali si deve applicare la tabella CEI - UNEL.

a) Sistema di designazione secondo Norma CEI 20 - 27

La sigla di designazione (tab.II.3) formata da un complesso di lettere e numeri,


suddivisi in tre parti che indicano:
parte 1 - riferimento alle norme e alle tensioni nominali;
parte 2 - caratteristiche costruttive del cavo in sequenza radiale partendo dal materiale
isolante, quindi, dopo un trattino (-), forma e materiale dei conduttori;
parte 3 - dopo uno spazio libero, numero e sezione dei conduttori.
Per la designazione del numero e della sezione dei conduttori sono previsti i
seguenti simboli:
nxS oppure nGS

n - numero dei conduttori che costituiscono il cavo;


x - simbolo di moltiplicazione da usare nei cavi senza conduttore di protezione;
G - simbolo di moltiplicazione da utilizzare nei cavi con conduttore di protezione
(colore giallo-verde);
S - sezione dei conduttori in millimetri quadrati.

La sigla deve essere preceduta dalla denominazione cavo e seguita dalla


citazione del numero della tabella UNEL, ove questa esiste.
Ad esempio la sigla cavo H07V-U 2x2,5 designa un cavo armonizzato per
tensioni nominali 450 V / 750 V con isolamento in PVC, costituito da due conduttori a
filo unico da 2,5 mmq.

b) Sistema di designazione secondo secondo tabella CEI - UNEL 35011

La sigla di designazione (Tab.II.3) formata da simboli che rappresentano le


varie parti componenti il cavo stesso, nella successione seguente (cio procedendo
dall'interno verso l'esterno del cavo):
A) numero, sezione nominale ed eventuali particolarit dei conduttori;
B) natura e grado di flessibilit dei conduttori;
C) natura e qualit dell'isolante;
D) composizione e forma dei cavi;
- II/17 -

E) conduttori concentrici, schermi e rivestimenti protettivi sui cavi unipolari o sulle


singole anime dei cavi multipolari;
F) conduttori concentrici, schermi e rivestimenti protettivi sull'insieme delle anime dei
cavi multipolari;
G) eventuali organi particolari;
H) tensioni nominali, verso terra e concatenate, precedute da un trattino.
Ai fini della designazione completa di un cavo, la sigla deve essere preceduta
dalla denominazione cavo e seguita dalla citazione del numero della tabella UNEL, ove
questa esista.

Si ricordano, infine, le sigle di designazione dei pi comuni cavi di media e di


bassa tensione impiegati dall'ENEL:
i cavi per media tensione tripolari ad elica visibile in alluminio isolati con gomma
etilenpropilenica ad alto modulo elastico, schermati, sotto guaina di PVC (sigla:
ARG7H1RX 12/20 kV);
esempio di designazione: CAVO 3 x (1 x 185) ARG7H1RX 12/2O kV.

i cavi per media tensione tripolari ad elica visibile isolati con gomma
etilenpropilenica ad alto modulo elastico, schermati, sotto guaina di PVC (sigla:
RG7H1RX 12/20 kV);
esempio di designazione: CAVO 3 x (1 x 120) RG7H1RX 12/2O kV.

i cavi per media tensione unipolari isolati con gomma etilenpropilenica ad alto
modulo elastico, schermati, sotto guaina di PVC (sigla: RG7H1R 12/20 kV);
esempio di designazione: CAVO 1 x 630 RG7H1R 12/2O kV.

cavi per bassa tensione quadripolari, con tre anime di fase di alluminio e conduttore
di neutro concentrico di rame, isolati con gomma etilenpropilenica ad alto modulo
elastico, sotto guaina di PVC (sigla: ARG7OCR 0,6/l kV);
esempio di designazione: CAVO 3 x 150 + 50C ARG7OCR 0,6/l kV.

i cavi per bassa tensione bipolari, con anima e conduttore di neutro concentrico di
rame, isolati con gomma etilenpropilenica ad alto modulo elastico, sotto guaina di
PVC (sigle: UG7OCR 0,6/l kV e RG7OCR 0,6/l kV);
esempio di designazione: CAVO 1 x 16 + 16C RG7CR 0,6/lkV.
- II/18 -

Tab.II.3 Sigle di designazione dei cavi di media e bassa tensione

DESIGNAZIONE SECONDO CEI 20 - 27


Riferimento H ARMONIZZATO con marchio < HAR >
Alle norme A AUTORIZZATO
N NAZIONALE
03 TENSIONE NOMINALE Uo/U 300/300 V
Tensione 05 TENSIONE NOMINALE Uo/U 300/500 V
Nominale 07 TENSIONE NOMINALE Uo/U 450/750 V
1 TENSIONE NOMINALE Uo/U 0.6/1 kV
Materiale V POLIVINILCLORURO PVC
Isolante R GOMMA SINTETICA
G9 ELASTOMERO RETICOLATO SPECIALE
C CONDUTTORE CONCENTRICO DI RAME
A7 SCHERMO ELETTROSTATICO DI ALLUMINIO
C7 SCHERMATURA A FILI O NASTRI
Schermatura C4 SCHERMATURA A TRECCIA DI FILI DI RAME
e armatura Z2 ARMATURA A FILI
Z3 ARMATURA A PIATTINE
Z4 ARMATURA A NASTRI
Z5 ARMATURA A FILI DI ACCIAIO
Guaina N POLICLOROPRENE
V POLIVINILCLORURO PVC
__ U FILO UNICO
Forma del __ R CORDA RIGIDA
Conduttore __ K CORDA FLESSIBILE PER POSA FISSA
__ F CORDA FLESSIBILE PER SERVIZIO MOBILE

DESIGNAZIONE SECONDO CEI-UNEL 35011


A ALLUMINIO (per il rame = nessuna sigla)
Natura e U FILO UNICO
Forma del R CORDA RIGIDA
Conduttore F CORDA FLESSIBILE
S CONDUTTORE SETTORIALE
G1 GOMMA SINTETICA
G5 GOMMA EPR
G7 GOMMA EPR AD ALTO MODULO
Materiale G9 ELASTOMERO RETICOLATO SPECIALE
Isolante G10 ELASTOMERO RETICOLATO SPECIALE
R POLIVINILCLORURO PVC
R2 PVC DI QUALITA' SUPERIORE
E4 POLIETILENE RETICOLATO SPECIALE
Forma O ANIME RIUNITE PER CAVO ROTONDO
dei cavi D ANIME PARALLELE PER CAVO PIATTO
C CONDUTTORE CONCENTRICO DI RAME
H SCHERMO ELETTROSTATICO DI ALLUMINIO
H1 SCHERMATURA A FILI O NASTRI
Schermatura H2 SCHERMATURA A TRECCIA DI FILI DI RAME
e armatura F ARMATURA A FILI
Z ARMATURA A PIATTINE
N ARMATURA A NASTRI
A ARMATURA A FILI DI ACCIAIO
R POLIVINILCLORURO PVC
Guaina K POLICLOROPRENE
M1 TERMOPLASTICA SPECIALE
- II/19 -

4. Circuito equivalente delle linee elettriche: le costanti primarie

I circuiti equivalenti delle linee elettriche si differenziano a seconda del tipo di linea
preso in esame ed a seconda delle condizioni di funzionamento che si vogliono
analizzare. Allo studio dei vari circuiti equivalenti di una linea necessario premettere
la conoscenza dei fenomeni fisici di natura elettrica che si accompagnano al
funzionamento della stessa e che fanno s che l'unit di lunghezza di un conduttore di
una linea sia caratterizzabile attraverso quattro parametri elettrici (resistenza,
induttanza, capacit e conduttanza), indicati nella letteratura come costanti primarie;
tali parametri, opportunamente calcolati e combinati tra loro, entrano a far parte di tutti
i circuiti equivalenti che possono essere impiegati per rappresentare una linea nelle
varie condizioni di funzionamento in cui essa si pu trovare. Dei suddetti fenomeni
fisici e dello studio delle costanti primarie si occupa il presente paragrafo, con
particolare riferimento alla rappresentazione in condizioni di regime permanente; in
esso si far riferimento dapprima a linee con conduttori nudi e, poi, a linee in cavo,
imponendo, quando necessario, le seguenti ipotesi semplificative:
conduttori cilindrici, rettilinei, indefiniti, paralleli tra loro ed al terreno;
terreno piano, infinitamente esteso, omogeneo, di resistivit costante e con
permeabilit magnetica e costante dielettrica relativa pari a 1.

4.1. Linee con conduttori nudi

4.1.1 Induttanza

Le correnti che percorrono i conduttori di una linea elettrica sostengono


un flusso magnetico che induce forze elettromotrici (f.e.m.) nei conduttori stessi; tali
f.e.m., come ben noto dallElettrotecnica, si oppongono alla causa che le ha generate ed
equivalgono, pertanto, a cadute di tensione lungo i conduttori stessi. Di questi fenomeni
si pu tenere conto attribuendo all'unit di lunghezza dei conduttori opportuni
coefficienti di auto e mutua induzione; spesso , per, conveniente, per le notevoli
semplificazioni che ne derivano, attribuire a ciascun conduttore un unico coefficiente
fittizio di autoinduzione, detto coefficiente di autoinduzione apparente o induttanza
apparente, che sostituisce, in termini di effetti causati sui conduttori, i suddetti
coefficienti di auto e mutua induzione: grazie all'introduzione di tale parametro
possibile disaccoppiare formalmente i vari conduttori che costituiscono una linea
cosicch le vicissitudini di ciascuno di essi dipendono dalla sola corrente che lo
percorre e non dalle correnti che interessano gli altri conduttori.
Nel seguito viene affrontato il problema del calcolo di tale parametro per alcuni
dei principali tipi di linea trifase che si incontrano nei sistemi elettrici per l'energia; a
tale calcolo viene premesso il calcolo dellinduttanza apparente di una linea monofase,
anche perch la conoscenza del procedimento seguito per il calcolo di tale grandezza
indispensabile, successivamente, per il calcolo delle induttanze apparenti delle linee
trifase.
- II/20 -

4.1.1.1 Induttanza apparente di una linea monofase

Il calcolo dellnduttanza apparente Lam di una linea monofase si pu condurre a


partire dalla conoscenza del coefficiente di autoinduzione L di una spira percorsa dalla
corrente i; infatti, una linea monofase (fig.II.9) pu essere assimilata ad una spira i cui
lati siano i conduttori di andata e di ritorno della linea stessa ed in cui risulta i = i1 = i2.

i1 conduttore di andata

partenza arrivo

conduttore di ritorno
i2

Fig. II.9 Linea monofase

Come ben noto dallElettrotecnica, nello spazio circostante una spira percorsa
da corrente presente un campo magnetico e, di conseguenza, un campo di induzione
magnetica. Il flusso dell'induzione magnetica concatenato con la spira variabile nel
tempo come la corrente i che lo sostiene; esso induce nella spira una forza
elettromotrice data da:
d
es = . (II.1)
dt

Detta f.e.m., come ben noto, si oppone alla causa che l'ha generata ed equivale,
pertanto, ad una caduta di tensione lungo la spira; poich risulta:

= Li, (II.2)

con L coefficiente di autoinduzione o induttanza della spira, tale f.e.m. data da:

d di
es = = L . (II.3)
dt dt

Il calcolo del coefficiente di autoinduzione L di una spira si pu condurre a


partire dalla relazione (II.2), e cio come rapporto tra il flusso concatenato con la spira
e la corrente che la percorre.
Si faccia, allora, riferimento ad un tratto di lunghezza unitaria della spira; nelle
condizioni di linearit ipotizzabili sia per l'aria che per il materiale conduttore, detto 1
il flusso dovuto alla circolazione della sola corrente nel conduttore 1, e 2 quello dovuto
alla circolazione della sola corrente nel conduttore 2, si ha che il flusso concatenato
con la spira, trascurando il contributo dei lati di richiusura, vale:

= 1 + 2 . (II.4)
- II/21 -

Date le condizioni di simmetria e l'eguaglianza delle correnti che percorrono i


due conduttori, si ha che:
1 = 2 (II.5)

e, quindi:
1 + 2 21
L= = = . (II.6)
i i i

Il flusso 1 si pu scomporre in due aliquote:

1 = 1' + 1'' (II.7)

dove:
1' rappresenta il flusso concatenato con la parte di spira compresa tra la superficie
esterna del conduttore 1 e lasse del conduttore 2;
1'' rappresenta il flusso concatenato con la parte di spira compresa tra lasse e la
superficie esterna del conduttore 1.

Il flusso 1' pu essere calcolato a partire dalla conoscenza del modulo dell'induzione
magnetica alla generica distanza x' dal centro del conduttore 1, con r x ' D (fig.II.10
a); poich risulta:
i
H x' = (II.8)
2 x '
si ha che:
0 i
Bx' = 0 H x' = , (II.9)
2 x '
con o = 410-7 (H/m).
La direzione dell'induzione magnetica perpendicolare al piano di giacitura
della spira elementare di lunghezza unitaria e di superficie dSx' = (1 dx') posta tra le
ascisse x' e (x'+dx'), per cui il flusso elementare dx' concatenato con tale spira
elementare pari a:

dx '
d x ' = B x ' d s x ' = B x ' ds x ' = B x ' dx ' = 2 10 7 i . (II.10)
x'
- II/22 -

conduttore 1 r _ . conduttore 2
della spira Hx della spira
x'

a)

conduttore 1 x"
della spira
_
Hx

b)

Fig. II.10 Induzione magnetica con il solo conduttore 1 percorso da corrente: a) alla
distanza x dallasse del conduttore 1; b) alla distanza x dallasse del
conduttore 1

Integrando tra x' = r e x' = D (fig.II.2 a) si ha:

1'= 2 10-7 i ln(D/r) , (II.11)

e, passando ai logaritmi decimali:

1' = 4,6 10-7 i log (D/r). (II.12)


"
Il flusso 1 pu essere calcolato a partire dalla conoscenza del modulo
dell'induzione magnetica alla generica distanza x'' dal centro del conduttore 1, con
0 <x''< r (fig.II.10 b); poich risulta:

i x"
H x" = , (II.13)
2 x"

dove ix la aliquota della corrente i che interessa la superficie Sx"= x'')2, si ha che:
- II/23 -

0 i x"
B x" = 0 H x" = . (II.14)
2 x"

La direzione dell'induzione magnetica ancora perpendicolare al piano di


giacitura della spira elementare di lunghezza unitaria e di superficie dSx'' = (dx'' 1)
posta tra le ascisse x'' e (x''+dx''), per cui il flusso elementare dx'' che si concatena
con tale spira ed sostenuto dalla corrente ix risulta pari a:

dx"
d x " = Bx " d s x " = B x " ds x " = B x " (dx" 1) = 2 10 7 i x " . (II.15)
x"

Tale flusso, per, sostenuto dalla corrente ix e non dalla corrente i, come
necessario che sia per la valutazione dell'induttanza L = / i. Per superare tale problema
basta trasformare il flusso precedentemente calcolato in un flusso equivalente sostenuto
dalla corrente i; la trasformazione, per non alterare la realt fisica, va fatta imponendo
l'uguaglianza delle energie elettromagnetiche. Detto allora d*x" il flusso magnetico
sostenuto dalla corrente i, si ha:

d*x" i = d x" i x" ; (II.16)

ricordando, allora, la (II.15) ed il valore di 0 risulta quindi:

2 10 7 (i x '' ) 2
d x '' * = dx ' ' . (II.17)
i x' '

Ipotizzando che la densit di corrente G nella sezione S del conduttore sia


costante, si pu scrivere che:

i i x"
G = cos t = = , (II.18)
S S x"
per cui:
2
x" ; (II.19)
i x" =i
r
conseguentemente si ha:
2 10 7 i
dx '' * = 4
( x ' ' ) 3 dx ' ' . (II.20)
r

Integrando d*x '' cos calcolato tra x'' = 0 e x'' = r, si ottiene:

1'' = 0,5 10-7 i. (II.21)


- II/24 -

In conclusione, il flusso 1 ed il flusso totale risultano dati da:


1 = 1' + 1'' = 4,6 10-7 i1 log (D/r )+ 0,5 10-7i
(II.22)

= 2 1 = 2 [4,6 log (D/r ) + 0,5] 10-7i .

In base alla (II.6) l'induttanza per unit di lunghezza della spira vale
pertanto:

21
L= = 2 [4,6 10 -7 log(D / r ) + 0,5 10 7 ] (H/m). (II.23)
i

Se si esprime l'induttanza L in (mH/km) si ottiene:

L = 2 [0,46 log(D / r ) + 0,05 ] (mH/km); (II.24)

la f.e.m. indotta per unit di lunghezza della spira sar, pertanto, pari a:

d di di
es = = L = 2 [0,46 log (D/r) + 0,05] . (II.25)
dt dt dt

Poich, per quanto detto allinizio di questo paragrafo, una linea monofase
(fig.II.9) pu essere assimilata ad una spira i cui lati siano i conduttori di andata e di
ritorno della linea stessa, la (II.25), posto i = i1 = i2, rappresenta anche la f.e.m. indotta
per unit di lunghezza nella coppia di conduttori che costituiscono la linea monofase.
Attribuendo, allora, ad ognuno dei due conduttori (di andata e di ritorno) della
linea monofase, la met della f.e.m. precedentemente calcolata, e cio:

di1 di 2
e c = [0,46 log (D/r) + 0,05] = [0,46 log (D/r) + 0,05] (II.26)
dt dt

possibile, conseguentemente, associare a ciascuno dei due conduttori un coefficiente


fittizio di autoinduzione per unit di lunghezza Lam pari a:

L
L am == [0,46 log(D / r ) + 0,05 ] (mH/km). (II.27)
2
L'induttanza Lam data dall'espressione (II.27) di fatto l'induttanza apparente
per unit di lunghezza di un conduttore di una linea monofase, in quanto con essa, per
ovvi motivi possibile disaccoppiare i due conduttori, di andata e di ritorno, della linea
monofase.
molto importante osservare dalle (II.27) e (II.6) che risulta anche:
- II/25 -

L 1 / 2 c
L am = = = = , (II.28)
2 2 i i1 i1
con:

c = [0,46 log(D / r ) + 0,05 ] i1 ;


in pratica, cio, linduttanza apparente Lam di una linea monofase pu essere calcolata
introducendo, anche se in modo del tutto improprio, un "flusso concatenato con il
singolo conduttore", di valore pari alla met di quello che complessivamente si
concatena con la spira equivalente alla linea monofase: grazie allintroduzione di tale
flusso fittizio, linduttanza di servizio si pu calcolare come il coefficiente di
proporzionalit tra il suddetto flusso concatenato e la corrente che circola nel
conduttore stesso (vedi II.28). Questa osservazione conclusiva di grande interesse in
quanto permette notevoli semplificazioni nel calcolo delle induttanze apparenti di linee
pi complesse, che sar oggetto di studio nei prossimi paragrafi.

4.1.1.2 Induttanze apparenti di una linea ad n fasi

Si consideri inizialmente una linea elettrica costituita da n conduttori di uguale


diametro, percorsi dalle correnti equiverse i1, i2, ..., in ; sia per ipotesi:
n

i i =1
i =0. (II.29)

Si faccia riferimento ad un generico conduttore, ad esempio il conduttore s


(fig.II.11). Tenendo presente la (II.29), tale conduttore percorso dalla corrente:

is = -i1 i2 - .. i(s-1) i(s+1) - .. - in . (II.30)


1
2 s Dsj
.
.
n j
.
3
d . n-1
.
Fig. II.11 - Sistema di n conduttori percorsi da corrente

Il calcolo dell'induttanza apparente del conduttore s pu essere condotto


considerando, in luogo del sistema reale della fig.II.11, un sistema fittizio di (n-1) linee
monofase, ciascuna costituita dal conduttore s, sempre presente, e da uno degli altri (n-
1) conduttori. Il sistema fittizio cos definito del tutto equivalente al sistema reale se
nelle (n-1) linee monofase si fanno circolare, rispettivamente, le correnti i1, i2, ..., in (e,
di volta in volta, nel conduttore s le correnti -i1, -i2, ..., -in); in questo modo, infatti,
tutti i conduttori del sistema fittizio saranno percorsi dalle correnti che li interessano nel
- II/26 -

sistema reale, ivi compreso il conduttore s, come si pu dedurre chiaramente


dallanalisi della relazione (II.30). Con la trasformazione precedentemente evidenziata
si pu calcolare il flusso totale "concatenato col conduttore s" come somma della met
dei flussi concatenati con le (n-1) spire equivalenti alle linee monofase test
individuate; si ha cio:
s = s1 + s2 + .. + s(s-1) + s(s+1) + .. + sn (II.31)
essendo il generico flusso sj pari alla met del flusso concatenato con la spira
costituita dal conduttore s e dal conduttore j; esso dato, in base alla (II.28), da:

sj = sj' + sj'' = [0,46 log(Dsj/r ) + 0,05] (-ij ). (II.32)

Tenendo conto delle (II.31) e (II.32), si ha:

Ds 1 Ds ( s 1 )
s = [ 0 ,46 log( ) + 0 ,05 ]( i1 ) + ..................... + [ 0 ,46 log( ) + 0 ,05 ]( i( s1 ) ) +
r r

Ds ( s + 1 ) Ds , n
+ [ 0 ,46 log( ) + 0 ,05 ]( i( s+1 ) ) + ................. + [ 0 ,46 log( ) + 0 ,05 ]( in ) =
r r

n 1 n
= 0 ,05 i j 0 ,46 log( ) i j + 0 ,46 log( Ds 1 ) (i1 ) + ................................ +
j =1 , j s r j =1 , j s

+ 0 ,46 log( Ds ( s 1 )) ( i( s1 ) ) + 0 ,46 log( Ds ( s + 1 )) ( i( s+1 ) ) + ...... + 0 ,46 log( Dsn )( in ) =


n
1
= [0,05 + 0,46 log( )] i s + 0,46 log(Dsj) ( i j ) . (II.33)
r j=1, js

Dall'analisi della (II.33) si nota che, se non si introducono opportune


particolarizzazioni, non possibile esprimere il flusso totale concatenato con il
conduttore s in funzione della sola corrente che lo percorre; non , quindi, possibile
ricavare linduttanza apparente del conduttore s come nel caso della linea monofase e,
quindi, disaccoppiare il conduttore s dagli altri n-1 conduttori (dallanalisi della (II.33)
si possono, invece, chiaramente individuare un coefficiente fittizio di autoinduzione in
valore dato da [0,05+0,46 log(1/r)] e (n-1) coefficienti fittizi di mutua induzione in
valore dati da - 0,46 log(Dsj )). Lo stesso discorso, ovviamente, si pu ripetere per gli
altri (n-1) conduttori.

4.1.1.2.1 Induttanze apparenti di sequenza diretta e inversa di una linea trifase con
conduttori singoli

Una particolarizzazione, di importanza fondamentale per l'ovvio interesse che


suscita, riguarda il caso in cui il sistema di conduttori della fig.II.11 rappresentativo di
un sistema trifase (n=3) che funziona in condizioni di regime sinusoidale simmetrico di
sequenza diretta (le correnti che percorrono i tre conduttori costituiscono una terna di
sequenza diretta di vettori: I1 , I 2 = 2 I1 , I 3 = I1 ). Questo caso di particolare
- II/27 -

interesse perch quello di normale funzionamento di una linea. 2.


Nel caso di simmetria geometrica (fig.II.12), le relazioni per il calcolo dellinduttanza
di servizio, Ls, si semplificano in:

La 1 = La 2 = La 3 = L a = 0 ,05 + 0 ,46 log( ) + 0 ,46 log (D ) = 0 ,05 + 0 ,46 log( )
1 D
r r (II.39)
E1 = jLa I 1 , E2 = jLa I 2 , E3 = jLa I 3 ;

2 In questo caso, la (II.33), posto a titolo di esempio s=1, diventa:

1 = [0,05 + 0,46 log( )] I1 + 0,46 log(D1 j ) ( I j ) =


3
1
r j =2

1
= [0,05 + 0,46 log( )] I1 0,46 log(D12 ) 2 I1 +
r
1 (II.34)
- 0,46 log(D13 ) I1 = [0,05 + 0,46 log( )] I1 +
r
[
0,46 log(D12 ) + 0,46 log(D13 ) I1
2
]=
1
= 0,05 + 0,46 log( ) 0,46 log(D12 ) 2 0,46 log(D13 ) I1 .
r
Dall'analisi della (II.34) si nota che il coefficiente di proporzionalit tra il flusso totale
concatenato con il conduttore 1 e la corrente che lo percorre:

1 = L& a1I1 (II.35)


L&
un numero complesso a1 dato da:

1
L& a1 = LRa1 + jLIa1 = 0,05 + 0,46 log( ) 0,46 log(D12 ) 2 0,46 log(D13 ) . (II.36)
r
In modo analogo si pu procedere con riferimento ai conduttori 2 e 3, definendo cos i seguenti
altri due numeri complessi:
1
L a 2 = LRa2 + jLIa 2 = 0,05 + 0,46 log( ) 0,46 log(D23 ) 2 0,46 log(D21 )
r
(II.37)
1
L&a 3 = LRa3 + jLIa 3 = 0,05 + 0,46 log( ) 0,46 log(D31 ) 2 0,46 log(D32 )
r .

Le cadute di tensione nelle tre fasi saranno date da:


E1 = jL& a1 I 1

E 2 = jL& a 2 I 2 (II.38)

E3 = jL& a 3 I 3 ;
nel caso pi generale, cio, le cadute di tensione non sono in quadratura con le rispettive correnti, come
era lecito attendersi stante la natura dei fenomeni in gioco.
- II/28 -

i coefficenti di proporzionalit tra flusso e corrente sono numeri reali e,


conseguentemente, le cadute di tensione (f.e.m. indotte) sono rigorosamente in
quadratura con le rispettive correnti.

D D

3 D 2

Fig.II.12 - Linea trifase in presenza di condizioni di simmetria geometrica

In presenza di dissimmetrie geometriche si ricorre alla tecnica della


trasposizione dei conduttori (fig.II.12bis): assumendo i tre conduttori, lungo lo sviluppo
dell'intera linea, occupino tutte le tre posizioni possibili, si ha che le tre forze
elettromotrici complessivamente indotte su ciascuno di essi, come si potrebbe
facilmente dimostrare anche dal punto di vista analitico, risulteranno di uguale modulo
e sfasate di 120; esse, quindi, non saranno causa di dissimmetria delle tensioni
consentendo, quindi, di applicare ancora le II.39.

1 2

2 3

3 1
Fig. II.12bis - Trasposizione dei conduttori di una linea aerea trifase

E importante osservare in conclusione, sempre con riferimento al caso di


assenza di simmetria geometrica, che le tre induttanze apparenti date dalle (II.35, 36 e
37) sono di valore differente tra loro, per cui le tre fasi, seppure disaccoppiate
elettromagneticamente, si comportano in maniera differente. Per superare tale problema
si soliti introdurre il concetto di induttanza di servizio di una linea trifase, intesa come
la media delle induttanze apparenti dei tre conduttori:

L a1 + L a 2 + L a 3 D
Ls = = 0,05 + 0,46 log m
3 r (mH/km)
D m = D12 D 31 D 23
3
con .

4.1.1.2.2 Induttanze apparenti di sequenza omopolare di una linea trifase con


conduttori singoli

Si consideri, adesso, il caso di una linea trifase che sia percorsa da una terna di
correnti sinusoidali tale che:
- II/29 -

I =I =I = I 0 I 1 + I 2 + I 3 =3 I 0 ; (II.40)
1 2 3
la corrente risultante 30circoler, per ovvi motivi, nel terreno (fig.II.13), la cui
presenza, in questo caso, deve essere necessariamente portata in conto.
Tale caso di particolare interesse perch le tre correnti date dalle (II.40)
costituiscono una terna di correnti di sequenza omopolare; come si vedr nel seguito,
sistemi di corrente di questo tipo sono presenti nei sistemi elettrici in cui si verificano
corto circuiti dissimmetrici che interessano il terreno o la massa.
_
I -
0 I
0

_0
3I _
I _ _ _
0 0 0 0
I I I

_
0
3I

Fig. II.13 - Linea trifase in presenza di componenti omopolari di corrente


La distribuzione della corrente 30 nel terreno o nelle masse metalliche dipende
dalle caratteristiche sia della linea trifase che del terreno. Pi in particolare, si notato
che il percorso della linea aerea (e, quindi, quello delle correnti che vi circolano)
influenzano significativamente il percorso della corrente nel terreno, che tende, infatti,
ad inseguire quello della linea.
1
D13

D12
3

D 23
2

De

Conduttore Immaginario

Fig. II.13bis: Linea trifase e conduttore immaginario.


La distribuzione della corrente 30 nel terreno dipende dalle caratteristiche sia
della linea trifase che del terreno.
Si ipotizzi che la corrente nel terrreno circoli in un immaginario conduttore
coincidente, trasversalmente, con il baricentro di tutti i punti in cui si distribuisce la
corrente reale (fig. II.13bis).
- II/30 -

Per la distanza De tra il conduttore immaginario e i conduttori della linea, vale la


seguente formula approssimata:
t
De 658 (m)
f
;
se si assumono dati molto vicini a quelli di linee trifasi reali in AT:
t = 100 (m)
f = 50 (Hz) D e = 930 (m) ,
cio una distanza (e quindi profondit nel terreno) veramente notevole.
Si ha pertanto:
D
Ls o (3 4) Ls = (3 4) (0,05 + 0,46 log m )
r (mH/km)
Se sono presenti una o pi funi di guardia, tanto minore la resistenza delle funi di
guardia tanto pi la corrente 30 tende a circolare in esse, che hanno distanze
notevolmente pi piccole del conduttore immaginario:
D
Ls o (1 1, ) Ls = (1 1, ) (0,05 + 0,46 log m )
r
con piccolo.

4.1.1.2.3 Induttanze apparenti di una linea trifase con conduttori a fascio

Come noto, spesso le linee in AT si realizzano con conduttori a fascio, cio con pi
conduttori per ogni fase, alla stessa tensione ed interessati dalla medesima corrente,
posti a una distanza l'uno dall'altro dell'ordine dei 4050 cm. Una tale configurazione
della linee, infatti, si presenta particolarmente giovevole per la trasmissione
dell'energia, per i motivi che verranno illustrati in seguito.
Si consideri, a titolo di esempio, il caso di linea trifase con conduttori di fase
posti ai vertici di un triangolo equilatero e con due conduttori per fase posti a distanza
tra di loro (fig. II.13ter).

( 1 , 1' )
D

D ( 2 , 2' )

D
d
( 3, 3' )
Fig. II.13ter - Linea trifase con conduttori a fascio (due conduttori per fase)
Linduttanza apparente della fase 1, parallelo dei due conduttori, :

L1a1 D
L a1 = = 0,025 + 0,46 log( )
2 r (mH/km) (VI.51)
- II/31 -

essendo r > r2, ne consegue che la linea trifase a pi conduttori equivalente ad una
linea ad un unico conduttore di raggio equivalente pi grande.

4.1.2 Capacit

Ciascun conduttore nudo di una linea elettrica si trova ad un certo potenziale ed


immerso in un isolante che laria. Esistono, pertanto, accoppiamenti capacitivi tra
tutte le coppie di conduttori presenti e tra ciascun conduttore e il terreno, che sono
responsabili della circolazione di correnti di spostamento. Questi accoppiamenti
capacitivi possono portarsi in conto attraverso opportuni condensatori tra le coppie di
conduttori e tra ciascun conduttore ed il terreno.
Anche in questo caso, per le notevoli semplificazioni che ne derivano, spesso
conveniente attribuire a ciascun conduttore un unico condensatore, la cui capacit, detta
capacit apparente, porti in conto contemporaneamente gli accoppiamenti capacitivi tra
il conduttore in esame e gli altri conduttori e tra esso e il terreno; grazie allintroduzione
di tale parametro possibile disaccoppiare i vari conduttori che costituiscono una linea
elettrica cosicch le vicissitudini di ciascuno di essi dipendono dal solo potenziale a cui
si trova e non da quello degli altri conduttori.
Nel seguito viene affrontato il problema del calcolo di tale parametro per alcuni
dei principali tipi di linea trifase che si incontrano nella realt.

4.1.2.1 Capacit apparenti di una linea con conduttori singoli

Si consideri inizialmente una linea elettrica costituita da n conduttori di uguale


diametro che si trovano ai potenziali v1, v2, ., vn, in presenza del terreno, assunto a
potenziale di riferimento.
Applicando le equazioni di Maxwell al generico conduttore s si pu ricavare la
quantit di carica distribuita su di esso in funzione dei potenziali cui si trovano gli n
conduttori; si ha:


Q s = c sT v s + c s1 ( v s v1 ) + ............ + c sn ( v s v n ) , (II.41)

dove i coefficienti csT* e c*sj sono costanti con dimensioni di capacit e sono
denominati capacit parziali. Le (II.41) suggeriscono una schematizzazione con
condensatori tra i conduttori considerati a due a due e tra questi ed il terreno (fig.II.14).
- II/32 -

n . 2
.

c*sn c*s2
. 1

.
3 . c*s1
c*s3 s

c*sT

Fig. II.14 Condensatori associati al conduttore s di un sistema di n conduttori

Manipolando opportunamente la (II.41) si ottiene:


Q s = (c sT + c s1 + ... + c sn ) v s c s1 v1 ............ c sn v n . (II.42)

Dallanalisi della (II.42) si nota che se non si introducono opportune


particolarizzazioni non possibile esprimere la carica totale distribuita sul conduttore s
in funzione del solo potenziale ad esso applicato; non , quindi, possibile disaccoppiare
il conduttore s dagli altri n-1 conduttori ed introdurre, cos, il concetto di capacit
apparente del conduttore s. Lo stesso discorso, ovviamente, si pu ripetere per tutti gli
altri (n-1) conduttori.

4.1.2.1.1 Capacit apparenti di sequenza diretta e inversa di una linea trifase con
conduttori singoli

Una particolarizzazione, di importanza fondamentale per l'ovvio interesse che


suscita, riguarda il caso in cui il sistema di n conduttori rappresentativo di un sistema
trifase (n=3) che funziona in condizioni di regime sinusoidale simmetrico di sequenza
diretta (le tensioni applicate ai tre conduttori costituiscono una terna simmetrica diretta
di vettori: V1 , V2 = 2 V1 , V3 = V1 ).
Particolarizzando le II.42 si ottiene, per il primo conduttore:
- II/33 -


[
]
Q1 = ( c1T + c12 + c13 ) V1 c12 2 V1 c13 V1 = ( c1T + c12 + c13 ) c12 2 c13 V1 = C& a 1 V1
e per le alter due fasi,
[
]
Q2 = ( c2T + c21 + c23 ) c21 c23 2 V2 = C& a 2 V2

3
[
Q = ( c + c + c ) c 2 c V = C& V .

3T

31

32 31

32
] 3 a3 3
(II.42.bis)

Nel caso di simmetria geometrica (fig.II.12) e osservando che nel campo delle alte
tensioni le altezze Hi dei conduttori dal terreno sono molto pi grandi delle
interdistanze Dij tra gli stessi, risulta c1*T c*2T c*3T , si ha:

C a 1 = C a 2 = C a 3 = C a = cT + 3 cm , (II.43)

avendo indicato con cm le capacit parziali c*12 = c*23 = c*13 .


Se si assume, poi, come unit di misura delle capacit il (nF/km) e se si tiene conto,
infine, che:
10 10
= 0 = (F/m ) , (II.44)
3,6
si ha che:
Ca 1 = Ca 2 = Ca 3 = Ca
24 ,13
(nF/km) ; (II.45)
2D
log m
d
per ovvi motivi, la (II.44) caratterizza la linea trifase anche nelle condizioni di regime
sinusoidale simmetrico di sequenza inversa.
In assenza di simmetria geometrica si ricorre ancora una volta alla tecnica della
trasposizione dei conduttori (fig.II.12bis).
E importante osservare in conclusione, sempre con riferimento al caso di
assenza di simmetria geometrica, che le tre capacit apparenti date dalle (II.42bis) sono
di valore differente tra loro, per cui le tre fasi, seppure disaccoppiate
elettrostaticamente, si comportano in maniera differente. Per superare tale problema si
soliti introdurre il concetto di capacit di servizio di una linea trifase, intesa come la
media delle capacit apparenti dei tre conduttori:

C a1 + C a 2 + C a 3
Cs = . (II.45bis)
3

La capacit apparente permette di disaccoppiare dal punto di vista elettrostatico


i tre conduttori attribuendo nel contempo a ciascuno di essi una capacit, data dalla
(II.45bis), che la stessa per tutte e tre i conduttori. Tutto quanto detto in precedenza
vale nel caso di assenza di simmetria geometrica; quando la simmetria geometrica
presente, le capacit apparenti dei tre conduttori sono uguali tra loro ed in valore date
dalle (II.45bis) e qiuindi la capacit di servizio coincide con la capacit apparente.
- II/34 -

Dallanalisi delle relazioni precedenti appare evidente che per calcolare le capacit
apparenti e la capacit di servizio di una linea trifase necessario conoscere i valori
delle capacit parziali cij* per il cui studio si rimanda allAppendice A.

4.1.2.1.2 Capacit apparenti di sequenza omopolare di una linea trifase con conduttori
singoli

Si consideri adesso il caso in cui ad una linea trifase sia applicata una terna di
tensioni sinusoidali tale che:

V = V = V = V0 . (II.46)
1 2 3

Tale caso di particolare interesse perch le tre tensioni date dalle (II.46)
costituiscono una terna di tensioni di sequenza omopolare.
Le capacit apparenti delle tre fasi nel caso in esame risultano essere uguali tra
loro e pari a:

24,13
C0 = (nF/km) ; (II.47)
4 H 2H 2
log m m

d D

essa, in valore numerico, pari a circa la met della capacit di servizio.

4.1.2.1.3 Capacit apparenti di una linea trifase con conduttori a fascio

Si faccia riferimento, a titolo di esempio, al caso delle linea trifase con due
conduttori a fascio della fig. II.13ter Nel caso in esame, nellipotesi di linea trasposta e
facendo riferimento direttamente alle coppie di conduttori del fascio ed omettendo, per
motivi di semplicit, le espressioni analitiche dei coefficienti m ed n, si riporta, invece,
lespressione delle capacit apparenti e di servizio che da esse si derivano; esse sono
date da:

24,13
C a1 = C a 2 = C a 3 = Cs = (nF/km) , (II.47bis)
2D m
log
2d

essendo Dm la distanza media tra i centri dei fasci di conduttori.


Dallanalisi delle (VI.77) e (VI.83) si pu notare che una linea con conduttori a
fascio binato si comporta come una linea trifase a conduttori singoli avente diametro
pari a 2d , e cio raggio pari a r , cos come accadeva nel caso dellinduttanza
apparente.
- II/35 -

4.1.3 Resistenza

I materiali utilizzati per la realizzazione dei conduttori di una linea elettrica


sono caratterizzati da una propria resistivit, il cui valore dipende dal tipo di materiale e
dalla temperatura.
Nella tab.I sono riportate le resistivit in corrente continua a 20 C dei principali
materiali conduttori ed i coefficienti di variazione della resistivit con la temperatura.

Tab. I Caratteristiche dei principali materiali conduttori

Materiale Resistivit a 20 C Coeff. di variaz.


[ mm2 /km] con la temp.
[C-1]

Rame 17,8 0,0038

Alluminio 28,3 0,0040

Lega di Aldrey 32,5 0,0036

Nei conduttori percorsi da corrente alternata, poi, la resistenza pi elevata di


quella in corrente continua, a causa delleffetto pelle e delleffetto prossimit. Ciascun
conduttore, infatti, immerso nel campo magnetico creato dalla corrente che lo
percorre (effetto pelle) e da quello creato dalle correnti che percorrono gli altri
conduttori (effetto prossimit); ne consegue una disuniforme distribuzione della
corrente lungo la sezione del conduttore che, di fatto, comporta un aumento della
resistenza offerta al passaggio della corrente. Nel caso particolare dei conduttori nudi di
alta tensione, le elevate distanze a cui essi si trovano fanno s che leffetto prossimit
sia trascurabile.
Quanto detto vale per una linea trifase quando la somma delle correnti che la
interessano pari a zero.
Quando i conduttori di una linea sono percorsi da una terna di correnti di
sequenza omopolare, la loro somma, come gi noto, si richiude attraverso il terreno; vi
, allora, da portare in conto la presenza del conduttore immaginario che simula la
presenza del terreno o delle masse metalliche, e che ha caratteristiche molto particolari
e diverse da quelle dei conduttori di fase.
Si pu dimostrare che la resistenza offerta da un km di conduttore immaginario
data da:

R T =3f 2 10 4 ( / km ) . (VI.84)
Nel caso di f = 50 Hz, la (VI.84) porge:

R T = 0,15 ( / km ) . (VI.85)
- II/36 -

Quanto detto in precedenza fa riferimento al caso di conduttori costituiti da un


solo metallo o da una lega. Nel caso di conduttori bimetallici Alluminio-acciaio, in
genere si ha un minore incremento della resistenza per effetto pelle, essendo lalluminio
addensato alla periferia, dove tende a concentrarsi la corrente; in tali conduttori, inoltre,
bisogna portare in conto anche le perdite parassite nel ferro, che, tra laltro, sono
funzione della densit di corrente. Se la densit di corrente non supera 1 A/mm2,
laumento di resistenza non supera l1-2%; se la densit di corrente supera il 2%, come
accade in condizioni di sovraccarico, laumento di resistenza pu assumere valori pi
segnificativi, soprattutto nel caso di conduttori cordati di grande diametro.

4.1.4 Conduttanza

In una linea elettrica con conduttori nudi necessario introdurre unulteriore


costante primaria, la conduttanza, per tenere conto dei fenomeni dissipativi che si hanno
negli isolatori e nellaria che circonda i conduttori stessi; il fenomeno che regola questo
secondo tipo di dissipazione denominato effetto corona.
Se si indica con Pis e Pc, rispettivamente, la potenza dissipata per unit di
lunghezza e per fase della linea negli isolatori e per effetto corona, il valore da
attribuire alla conduttanza g sar dato da:

Pis + Pc
g= (S / Km) , (II.48)
Vnf2

essendo Vnf la tensione nominale di fase.

4.1.4.1 Perdite negli isolatori

Le perdite Pis negli isolatori sono di vario tipo ed il loro valore, in genere, viene
misurato sperimentalmente e fornito dal costruttore dell'isolatore per diverse condizioni
atmosferiche.

4.1.4.2 Perdite per effetto corona

Il campo elettrico generato dalle cariche presenti sui conduttori molto intenso
sulla superficie degli stessi e lo tanto pi quanto pi piccolo il loro diametro. In
particolare, se il valore del campo elettrico sufficientemente alto si pu superare la
rigidit dielettrica dell'aria (pari, in condizioni convenzionali, a 30 kV/cm) dando luogo
ad una intensa ionizzazione della stessa in un intorno, pi o meno spesso, del
conduttore. Questo fenomeno detto effetto corona.
L'effetto corona comporta:
dissipazioni di potenza attiva,
disturbi alla radioricezione in un ampio spettro di frequenza,
- II/37 -

rumore, fastidioso se le zone sono abitate.


In funzione delle condizioni atmosferiche, esistono formule empiriche per
stabilire quale il valore del campo elettrico critico Kc sulla superficie del conduttore,
ossia il valore del campo elettrico che bisogna superare perch si verifichi l'effetto
corona.
Una formula empirica per la valutazione della potenza dissipata da portare in conto
nellespressione della conduttanza quella, anchessa attribuita al Peek, di seguito
riportata:

f + 25 r
Pc = 2,41 (V Vc )2 (W/km) . (II.49)
Dm
con
0,392p
=
273 + t
V= valore efficace della tensione del conduttore verso terra
Vc=valore della tensione verso terra al limite delleffetto corona;
r = raggio del conduttore (cm);
Dm= distanza del conduttore dal terreno (m);
p = pressione (mmHg);
t = temperatura (oC).

5. Linee in cavo

Il calcolo delle costanti primarie delle linee in cavo si pu condurre con gli
stessi procedimenti impiegati per le linee con conduttori nudi. La deduzione delle
formule analitiche si presenta, per, alquanto pi laboriosa, stante la maggiore
complessit strutturale che presentano i cavi rispetto alle linee con conduttori nudi; per
questo motivo, il pi delle volte, si soliti ricorrere a valori numerici forniti dai
costruttori (si vedano ad esempio le tabelle riportate in Appendice B). Nel caso dei
cavi, poi, vi da tenere in conto che:
le interdistanze tra i conduttori sono molto piccole;
le distanze tra i conduttori ed il terreno sono molto piccole;
lisolante impiegato diverso dall'aria ed ha, quindi, una costante dielettrica ben
maggiore di quella dellaria stessa e pu essere sede di perdite dielettriche di entit
comparabile alle perdite per effetto Joule;
vi sono correnti parassite nelle guaine o armature metalliche;
le correnti omopolari si possono richiudere anche nelle guaine e nelle armature
metalliche, oltre che attraverso il terreno.
5.1 Induttanza

Nel caso di cavi tripolari le induttanze apparenti e quella di servizio coincidono,


stante le condizioni di simmetria geometrica. Sia in presenza che in assenza di guaine
metalliche e/o di armature metalliche, con buona approssimazione, si pu ritenere
- II/38 -

ancora valida la relazione valida per linee con conduttori nudi. evidente che, a causa
della piccola distanza tra i conduttori, linduttanza di servizio di un cavo tripolare 34
volte pi piccola di quella di una linea con conduttori nudi (0,2-0,4 mH/km).
Per quanto riguarda linduttanza omopolare c' da osservare che le correnti
omopolari si possono richiudere anche nelle guaine e nelle armature metalliche, cos
come, nel caso delle linee con conduttori nudi, esse si possono richiudere attraverso le
funi di guardia. Si pu dimostrare che, nel caso dei cavi tripolari, si perviene ad una
espressione dellinduttanza omopolare che formalmente identica a quella che si pu
ricavare nel caso di linee aeree con funi di guardia.
Molto pi complesso lo studio per i cavi unipolari in cui ogni cavo
schermato con guaine metalliche, per i quali il calcolo delle induttanze, di servizio ed
omopolare, avviene per il tramite di formule molto complesse generalmente utilizzate
dai soli costruttori che ne riportano poi i risultati sui cataloghi.

5.2 Capacit

Nel calcolo delle capacit dei cavi si soliti distinguere due casi:
tre cavi unipolari dotati di guaina o schermo metallico;
un cavo tripolare in cui le tre anime sono avvolte da ununica guaina o schermo
metallico.
Nel primo caso, hanno influenza nel calcolo della capacit di servizio unicamente
le capacit parziali verso terra. Lespressione della capacit di servizio e della capacit
omopolare, in questo caso, quella di un condensatore cilindrico, e cio:

24,13 r
Cs = C0 = (nF/km ) (II.50)
R
log
r

essendo r la costante dielettrica relativa dellisolante, r il raggio del conduttore ed R il


raggio interno della guaina o schermo metallico.
Lespressione (II.50) pu, ovviamente, impiegarsi anche nel caso di cavi
tripolari le cui anime sono schermate singolarmente.
Nel secondo caso hanno chiaramente influenza sia le capacit parziali tra i
conduttori che tra questi ed il terreno. Applicando il procedimento seguito per il calcolo
della capacit di servizio ed omopolare delle linee con conduttori nudi si perviene alle
seguenti espressioni delle capacit di servizio ed omopolare di un cavo tripolare:
48,26 r
Cs = (nF/km)
R 2 12 1 R 2 12
2 log log 1 + 2 + 2
Rr 3 1 R
(II.51)
- II/39 -

24,13 r
C0 = (nF/km) .
R 2 12 1 R 2 12
4 log + log 1 2 + 2
Rr 2 1 R

Nelle (II.51) 1 il raggio del cerchio ove giacciono i tre centri dei conduttori
(fig. II.15).

Fig. II.15

Le capacit di servizio delle linee in cavo sono molto maggiori delle capacit
delle corrispondenti linee con coduttori nudi, per due motivi:
la piccola distanza tra i conduttori e tra questi ed il terreno;
la maggiore costante dielettrica dellisolante.
Per avere unidea degli ordini di grandezza della capacit di servizio, nei cavi
essa assume valori attorno a 0,15-0,30 F/km.

5.3 Resistenza

Non ci sono differenze sostanziali rispetto a quanto detto a proposito delle linee
aeree, salvo la presenza di un incremento sensibile della resistenza per effetto del
maggior peso delleffetto prossimit e per lincidenza delle dissipazioni di potenza
attiva causate dalle correnti parassite nelle guaine e negli schermi metallici.

5.4 Conduttanza

Nel caso dei cavi le perdite di potenza attiva legate alla tensione di esercizio
sono completamente diverse da quelle viste per le linee con conduttori nudi; nel caso in
esame, infatti, si riscontrano:
conduzioni attaverso l'isolante;
perdite dielettriche nell'isolante.
Nei cavi per altissime tensioni, le perdite dielettriche nell'isolante possono
essere di entit comparabile alle perdite per effetto Joule prodotte nei conduttori dal
passaggio della corrente nominale. I valori numerici di tali perdite sono normalmente
forniti dai costruttori.
- II/40 -
- II/41 -

Appendice A - Calcolo delle capacit parziali di una linea con conduttori nudi

Le (VI.42bis) possono porsi nella forma compatta:

Q1 = c11 V1 + c12 V2 + c13 V3


Q 2 = c 21 V1 + c 22 V2 + c 23 V3

Q3 = c 31 V1 + c 32 V2 + c 33 V3 (A.1)
avendo posto:
c11 = c1T + c12 + c13
c 22 = c 2T + c 21 + c 23
c 33 = c 3T + c 31 + c 32
c ij = c *ij i j.
Come evidente dalle (A.1), lo stretto legame che esiste tra i coefficenti cij* e cij
fa s che i primi si possono calcolare una volta noti i secondi.
Il calcolo diretto dei coefficienti cij non , per, agevole, in quanto richiede lo
studio di non semplici distribuzioni del campo elettrico presente nei vari punti che
circondano la linea. Se, ad esempio si fa riferimento al coefficiente c11, esso, come
evidenziato dalle (A.1) stesse, dato da:

c11 = Q1 V =1, V , (A.2)


1 2 = V3 =0

e, quindi, potrebbe essere calcolato come la carica distribuita sul conduttore 1 quando
lo stesso a potenziale unitario e gli altri due sono a potenziale di terra; relazioni
analoghe si ricavano per tutti gli altri coefficienti cij. Lo studio del campo elettrico che
soddisfi le condizioni imposte dalle relazioni del tipo della (A.2), non agevole in
quanto, pur ponendo a potenziale zero i conduttori 2 e 3 (V2=0 e V3=0) le cariche su
di essi presenti non sono nulle e ci crea condizioni di disuniformit del campo che ne
rendono laboriosa la valutazione. Tale problema chiaramente si esalta quando si ha a
che fare con linee pi complesse, quali quelle con funi di guardia e conduttori multipli.
Il problema del calcolo dei coefficienti cij, e quindi delle capacit parziali cij*,
pu, fortunatamente, risolversi calcolando tali coefficienti in maniera indiretta,
attraverso una procedura che, come si vedr tra breve, si presenta alquanto agevole.
A tal fine, si noti che le relazioni (A.1) possono porsi nella forma matriciale:

[Q ] = [c] [V ] (A.3)

con [c] matrice quadrata. Dalle (A.3) risulta:

[V ] = [c]1 [Q ] = [A] [Q ] ; (A.4)


nelle (A.4) i coefficienti Aij sono detti coefficienti di potenziale.
- II/42 -

evidente che, noti i termini della matrice [A], si possono calcolare


immediatamente i termini della matrice [c] per inversione. E questo il metodo di
calcolo indiretto delle capacit parziali cui si faceva riferimento in precedenza; esso si
presenta alquanto agevole in quanto il calcolo dei termini della matrice [A] tuttaltro
che complesso; i coefficenti di potenziale si possono, infatti, calcolare attraverso lo
studio di distribuzioni di campo elettrico che , nel caso in esame, contrariamente a
quanto accadeva per il calcolo diretto dei coefficienti cij, non presenta praticamente
caratteristiche di disuniformit.
Se si esplicitano, infatti, le (A.4) nella forma:

V1 = A11 Q1 + A12 Q 2 + A13 Q 3


V2 = A 21 Q1 + A 22 Q 2 + A 23 Q 3 (A.5)
V3 = A 31 Q1 + A 32 Q 2 + A 33 Q 3

si pu dedurre, ad esempio, che il coefficiente A11 dato da:

A11 = V1 Q ; (A.6)
1 =1, Q2 =Q3 =0

esso pari, cio, al potenziale che assume il conduttore 1 quando sullo stesso
presente una carica unitaria e sugli altri conduttori presente una carica nulla; relazioni
analoghe si possono ricavare per gli altri coefficienti di potenziale.
Lo studio del campo elettrico, e quindi del potenziale, che soddisfi le condizioni
imposte dalle relazioni del tipo della (A.5) molto agevole, in quanto esso presenta,
con buona approssimazione, caratteristiche di uniformit. Se si fa, ad esempio,
riferimento al solito coefficiente A11, essendo nulle le cariche sui conduttori 2 e 3, si
pu trascurare, con buona approssimazione, la loro presenza nella valutazione del
potenziale del conduttore 1, in quanto essi danno luogo solo a modifiche localizzate e di
scarso peso nella distribuzione del potenziale. Nel momento in cui si eliminano i
conduttori 2 e 3, lo studio del campo elettrico e, quindi, del potenziale si semplifica
notevolmente e pu essere condotto con il ben noto principio delle immagini,
considerando presente il solo conduttore 1 ed il suo conduttore immagine.
Considerazioni analoghe possono effettuarsi con riferimento a tutti gli altri
coefficienti di potenziale.
Lapplicazione del principio delle immagini ad un sistema trifase (fig.A.I) porta
alle seguenti espressioni dei coefficienti di potenziale:
1 4H
A ii = ln( i )
2 d
(A.7)
1 2H i
A ij = ln( ),
2 D ij
avendo posto r2 = 2 Hi, essendo Hi laltezza del conduttore i dal terreno, ed essendo Dij
linterdistanza tra i conduttori.
- II/43 -

In conclusione, noti i termini della matrice [A] tramite le (A.7), si possono


calcolare i termini della matrice [c] per inversione e, quindi, le capacit apparenti e di
servizio della linea. Considerazioni analoghe valgono, evidentemente, anche nel caso di
strutture pi complesse della linea trifase.
delle capacit apparenti e di servizio in modo ancora pi semplice rispetto a quanto
evidenziato in precedenza. Ad esempio, nel caso di linea trasposta, posto:
H1 = H 2 = H 3 = H m
(A.8)
D12 = D 23 = D 31 = D m
Q1
r
1

3 . .
. P
2

r
2

Q
1
______
VP = ln (r2 / r )
1
2

-Q
1

Fig. A.I Principio delle immagini elettrostatiche applicato ad un sistema trifase

In alcuni casi, sotto alcune ipotesi semplificative, si pu effettuare il calcolo

le (A.7) si semplificano in:


1 4H m
A ii = ln =m
2 d
(A.9)
1 2H m
A ij = ln = n
2 D m
e le (A.1) diventano:
V1 = mQ1 + n Q 2 + n Q3
V2 = n Q1 + mQ 2 + n Q3 (A.10)
V3 = n Q1 + n Q 2 + mQ3 .

Poich le tre tensioni di fase costituiscono una terna simmetrica diretta di


tensioni, la somma delle (A.10) porta alla seguente relazione tra le cariche:
Q1 + Q 2 + Q3 = 0 ; (A.11)
le (A.10) diventano, pertanto:
- II/44 -

V1 = (m n ) Q1
V2 = (m n ) Q 2 (A.12)
V3 = (m n ) Q3
da cui consegue che:
1
C a1 = C a 2 = C a 3 = C s = . (A.13)
(m n )
- II/45 -

Appendice B Esempio di tabelle relative a cavi in MT isolati in materiale elastometrico


Resistenza apparente del conduttore a 50 Hz e a 90 C.

Cavi unipolari

Sezione Conduttore in rame


12/20 kV
1,8/3 kV 6/10 kV
15/20 kV 26/45kV
3,6/6 kV 8,7/15 kV
18/30 kV
mm2 Ohm/Km Ohm/Km Ohm/Km Ohm/Km

10 2,35 2,35 - -

16 1,48 1,48 - -

25 0,936 0,936 0,936 -

35 0,674 0,675 0,675 -

50 0,499 0,499 0,499 -

70 0,345 0,345 0,345 0,345

95 0,249 0,249 0,249 0,249

120 0,197 0,197 0,197 0,197

150 0,161 0,161 0,161 0,161

185 0,128 0,128 0,128 0,128

240 0,0984 0,0983 0,0982 0,0981

300 0,0789 0,0788 0,0787 0,0786

400 0,0625 0,0624 0,0623 0,0622

500 0,0496 0,0494 0,0493 0,0491

630 0,0396 0,0394 0,0393 0,0391


Reattanza di fase a 50 Hz

Cavi unipolari
- II/46 -

(valore medio)

Sezione 1,8/3 kv 3,6/6 kv 6/10 kv 8,7/15 kv 12/20 kv


mm2 Ohm/Km Ohm/Km Ohm/Km Ohm/Km Ohm/Km

10 0,19 0,20 0,21 - -

16 0,18 0,19 0,20 0,21 -

25 0,18 0,18 0,19 0,20 0,21

35 0,17 0,18 0,19 0,19 0,20

50 0,16 0,17 0,18 0,19 0,19

70 0,16 0,17 0,17 0,18 0,19

95 0,16 0,16 0,17 0,17 0,18

120 0,15 0,16 0,16 0,17 0,18

150 0,15 0,16 0,16 0,17 0,17

185 0,15 0,15 0,16 0,16 0,17

240 0,14 0,15 0,16 0,16 0,16

300 0,14 0,15 0,15 0,16 0,16

400 0,14 0,15 0,15 0,15 0,16

500 0,14 0,14 0,15 0,15 0,15

630 0,14 0,14 0,15 0,15 0,15


- II/47 -

Capacit a 50 Hz

Sezione 1,8/3 kv 3,6/6 kv


Schermati Armati Schermati Armati
mm2 uF/Km uF/Km uF/Km uF/Km

0,19 0,16 0,15 0,14 0,16

16 0,23 0,18 0,17 0,16

25 0,27 0,21 0,20 0,18

35 0,30 0,23 0,23 0,19

50 0,34 0,25 0,26 0,22

70 0,40 0,28 0,30 0,24

95 0,45 0,30 0,33 0,25

120 0,50 0,32 0,37 0,28

150 0,55 0,34 0,40 0,29

185 0,60 0,37 0,44 0,31

240 0,68 0,38 0,49 0,32

300 0,75 0,41 0,54 0,35

400 0,83 0,44 0,60 0,38

500 0,88 0,45 0,64 0,39

630 0,92 - 0,72 -