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Universit degli Studi di Firenze

Facolt di Ingegneria
CORSO DI
MACCHINE ELETTRICHE
Prof. Pietro Antonio SCARPINO
PERDITE NEI NUCLEI MAGNETICI
MATERILI ISOLANTI
PERDITE NEI NUCLEI MAGNETICI
Nei nuclei magnetici delle macchine elettriche si hanno perdite di potenza attiva
dovute a:
1) Isteresi magnetica
2) Correnti parassite
Entrambi i fenomeni sono legati alla variabilit nel tempo del flusso magnetico.
Sono dette perdite nel ferro, in quanto i nuclei magnetici sono costituiti da leghe di
ferro.
Nel caso di flusso magnetico costante, tali perdite sono nulle.
PERDITE NEL FERRO
PERDITE PER ISTERESI MAGNETICA
Ci si verifica, ad esempio, quando un
nucleo di materiale ferromagnetico sede
di un flusso magnetico variabile
alternativamente nel tempo, in quanto
prodotto da una corrente i variabile
alternativamente nel tempo.
A causa del fenomeno dellisteresi
magnetica, lenergia fornita al nucleo
durante la fase di magnetizzazione non
viene interamente restituita durante quella
di smagnetizzazione, ma, ad ogni ciclo,
rimane immagazzinata nel nucleo
magnetico una quantit di energia
proporzionale allarea del ciclo stesso.
Il fenomeno dellisteresi magnetica si manifesta quando un nucleo di materiale
ferromagnetico sottoposto a magnetizzazione ciclica alternativa.
PERDITE PER ISTERESI MAGNETICA
La potenza persa per isteresi (= energia persa per unit di tempo)
proporzionale al numero di cicli disteresi descritti in un secondo.
Le perdite per isteresi dipendono da:
tipo di materiale, in base a cui varia la forma e la dimensione del ciclo;
valore dellinduzione massima B
M
, allaumentare del quale il ciclo diventa pi
ampio;
frequenza della corrente magnetizzante f, il cui aumento determina un
maggior numero di cicli descritti nellunit di tempo.
n
ist ist M
P k f B = Formula di Steinmetz:
PERDITE PER ISTERESI MAGNETICA
La formula di Steinmetz:
n
ist ist M
P k f B =
permette di calcolare la perdita specifica per unit di volume [W/m
3
] o per unit
di massa [W/kg], a seconda di come viene espressa la costante k
ist
, che dipende
dal tipo di materiale.
Il coefficiente n detto esponente di Steinmetz e assume i seguenti valori:
n = 1, 6 per B
M
< 1 T
n = 2 per B
M
1 T
Utilizzando il ferro-silicio, possibile ridurre larea del ciclo di isteresi e,
di conseguenza, le perdite per isteresi.
PERDITE PER CORRENTI PARASSITE
Le correnti indotte parassite nascono nei corpi conduttori quando:
1) il corpo conduttore investito da flusso magnetico variabile nel tempo;
2) il corpo conduttore si muove in campi magnetici costanti.
Ci accade come conseguenza della legge di Faraday relativa al fenomeno
dellinduzione magnetica:
d
e
dt

=
Quando un circuito elettrico si concatena con un flusso magnetico
variabile nel tempo, nel circuito elettrico nasce una f.e.m. indotta:
N = il flusso concatenato con N spire.
B A = il flusso magnetico, che varia:
1) quando varia B, ossia quando varia la corrente magnetizzante i;
2) quando varia A, ossia quando la spira si muove o si deforma.
PERDITE PER CORRENTI PARASSITE
Se la f.e.m. indotta agisce in un circuito chiuso di resistenza R, nel circuito di ha
circolazione di una corrente indotta parassita pari a e/R.
Consideriamo il 1 caso: un nucleo in ferro massiccio, sede di un flusso magnetico
variabile nel tempo, in quanto prodotto da una corrente magnetizzante i variabile
nel tempo (ad es., alternata sinusoidale).
In un piccolo tronco di nucleo
di altezza h e spessore sono
presenti tanti percorsi chiusi
(spire).
Poich il flusso concatenato
con queste spire varia nel
tempo, esse diverranno sede
di f.e.m. indotte e quindi di
correnti indotte parassite i
p
.
PERDITE PER CORRENTI PARASSITE
Nel tronco di nucleo considerato si hanno tante correnti indotte parassite
circolanti in modo vorticoso.
Queste correnti determinano una dissipazione di energia elettrica in calore nel
materiale.
Pi alta la resistivit del materiale , pi piccola risulter lintensit delle correnti
parassite e quindi minore sar la dissipazione di energia elettrica in calore.
La formula:
2 2 2
2 2
'
cp M
cp cp M
k f B
P k f B


= =
permette di calcolare la perdita specifica per unit di volume [W/m
3
] o per unit
di massa [W/kg], a seconda di come viene espressa la costante k
cp
, che dipende
dal tipo di materiale.
= spessore nucleo
PERDITE PER CORRENTI PARASSITE
Per diminuire gli effetti delle correnti parassite occorre aumentare la
resistenza dei possibili percorsi che le correnti indotte trovano allinterno nel
conduttore investito da flusso magnetico variabile nel tempo:
suddividendo il nucleo massiccio in tante lamiere sottili, parallele alle linee di
flusso (e quindi diminuendo lo spessore );
aumentando la resistivit dei materiali impiegati (ad es., utilizzando ferro silicio
anzich ferro dolce: la resistivit del ferro silicio 4 volte maggiore di quella del
ferro dolce).
2 2 2
2 2
'
cp M
cp cp M
k f B
P k f B


= =
NUCLEI MAGNETICI PER
TRASFORMATORI
Proprio al fine di limitare le perdite per correnti parassite, i nuclei dei
trasformatori sono generalmente laminati con spessori = 0,350,5 mm.
I lamierini sono isolati tra loro:
con vernici termoindurenti;
facendo ossidare il ferro sulle superfici del lamierino;
con carta (metodo non pi usato).
I lamierini possono essere:
in ferro-silicio ordinari (nelle macchine rotanti e nei trasformatori di piccola
potenza);
in ferro-silicio speciali a cristalli orientati (in quasi tutti i trasformatori).
N.B.: E sempre presente anche una piccola percentuale di carbonio (0,060,1%).
LAMIERINI IN FERRO SILICIO
Limpiego del silicio ha due vantaggi:
riduce lampiezza del ciclo di isteresi del materiale;
aumenta la resistivit elettrica del materiale.
Quindi, limpiego del silicio fa diminuire sia le perdite per isteresi, sia le perdite
per correnti parassite.
Lo svantaggio che il silicio rende il materiale molto fragile.
Pertanto, la percentuale di silicio limitata a un massimo del 5% per i
trasformatori, e a percentuali inferiori nelle macchine rotanti.
LAMIERINI IN FERRO SILICIO
Le perdite nei materiali magnetici dovute a isteresi e a correnti parassite possono
essere stimate attraverso le formule semi-empiriche gi citate.
Tuttavia, nella pratica, generalmente non sono noti i valori delle costanti k
ist
e k
cp
.
I produttori di materiali magnetici forniscono per un particolare valore di perdita
specifica, determinato sperimentalmente, detto cifra di perdita.
La cifra di perdita [W/kg] definita come la perdita specifica, per isteresi e per
correnti parassite, che si ha quando un materiale investito da un campo
magnetico alternato sinusoidale a frequenza f = 50 Hz con induzione massima
fissata B
M
.
Generalmente si fa riferimento a B
M
= 1 T oppure B
M
= 1,5 T.
2
2
0 0
0
1, 2
1
M
fs
B
P P P
B


= =




Se nota la cifra di perdita P
0
per B
0
= 1 T,
allora la perdita specifica P
fs
per B
M
= 1,2 T
data da:
LAMIERINI IN FERRO SILICIO:
CIFRA DI PERDITA
La cifra di perdita [W/kg] varia a seconda del materiale e dello spessore del
lamierino :
ferro normale: 3,6 -
ferro all11,5% di Si: 2,22,5 - lamiera semilegata
ferro al 22,5% di Si: 1,72 - lamiera legata
ferro al 3,54,5% di Si: 11,2 0,81 lamiera extralegata
ferro al 3% di Si a cristalli orientati: 0,40,5 (nella direzione
della laminazione)
= 0,5 mm = 0,35 mm
La cifra di perdita generalmente riferita a lamiere nuove: nella valutazione
delle perdite nel ferro si deve tenere conto di un loro aumento del 510% per
linvecchiamento del materiale e per le lavorazioni meccaniche a cui i lamierini
sono sottoposti durante le fasi di realizzazione dei nuclei magnetici.
LAMIERINI A CRISTALLI ORIENTATI
I lamierini a cristalli orientati sono ottenuti da lamiere di alcuni millimetri di
ferro silicio al 3% laminate a caldo.
Queste lamiere vengono successivamente laminate a freddo e sottoposte, tra una
laminazione e laltra, ad opportuni trattamenti termici, fino a ottenere lamiere di
spessore = 0,35 mm.
Con questo procedimento, i domini magnetici (cristalli) del materiale si
organizzano in modo da presentare propriet magnetiche decisamente
migliori, se soggetti a flussi nella direzione della cristallizzazione.
La cifra di perdita 0,40,5 W/kg (con B
max
= 1 T), quando le linee di flusso sono
nella direzione della laminazione.
Nella direzione ortogonale al senso di laminazione, le perdite specifiche sono
circa 3 volte superiori (1,52 W/kg), ma comunque paragonabili a quelle dei
lamierini ordinari in ferro silicio al 22,5%.
LAMIERINI A CRISTALLI ORIENTATI
Nei lamierini a cristalli orientati, rispetto a quelli ordinari, pi elevata la
permeabilit magnetica e aumenta anche il valore massimo di induzione
magnetica B che si pu ottenere (valore corrispondente al ginocchio della curva
di magnetizzazione B-H, prima di arrivare alla saturazione), sempre nel caso in
cui la direzione della magnetizzazione sia quella della laminazione.
MATERIALI ISOLANTI
sollecitazioni dielettriche con gradienti di tensione relativamente elevati
sollecitazioni termiche
sollecitazioni meccaniche cicliche dovute:
dilatazione del rame e del ferro
vibrazioni dovute alla corrente alternata o al moto delle parti in
movimento
sforzi elettrodinamici di breve durata, ma molto intensi, dovuti alle
sovracorrenti
deterioramento chimico reso attivo dai valori relativamente elevati
della temperatura
Sollecitazioni nei materiali isolanti
Caratteristiche di un materiale isolante
ottime qualit dielettriche
elevata rigidit
basse perdite dielettriche
buone qualit termiche
buona conducibilit termica
buona resistenza al calore
buone qualit meccaniche
resistenza agli sforzi
sufficiente elasticit
resistenza allabrasione
adesione al rame
buone qualit chimiche
elevata stabilit chimica
inattaccabilit dai prodotti
della ionizzazione
tempo di vita elevato
fabbricabilit
i materiali impiegati debbono permettere la realizzazione dellisolamento senza
eccessive difficolt o tempi di lavorazione
debbono consentire la realizzazione dellisolamento senza vuoti interni ed aderente
al rame anche nelle parti curve
costo accettabile
Qualit richieste ai materiali isolanti
La grandezza di tipo elettrico che sollecita un materiale isolante, definita come
sollecitazione dielettrica, il campo elettrico E [V/m].
Quando la sollecitazione dielettrica troppo elevata provoca un
danneggiamento temporaneo o permanente (dipende dal tipo di materiale)
dellisolante che compromette la funzionalit della macchina di cui lisolante
stesso inserito.
Si definisce come rigidit dielettrica E
r
[V/m] di un materiale il massimo
valore della sollecitazione dielettrica che pu essere applicata senza
danneggiamenti.
Si ricorda che:
il campo elettrico in un materiale isolante dipende dalla tensione applicata V e dalla
geometria del materiale: E = V.
il campo elettrico proporzionale alla tensione applicata
in un materiale omogeneo esso non dipende dalla permettivit del materiale stesso
Sollecitazione dielettrica e rigidit dielettrica
Il dimensionamento dielettrico di un materiale isolante consiste nel
determinarne la geometria in modo che la sollecitazione dielettrica non provochi
danneggiamenti; questo significa che le dimensioni e la forma del materiale
debbono essere tali per cui la sollecitazione dielettrica sia inferiore alla rigidit
dielettrica: E < E
r
.
Poich la sollecitazione dielettrica E dipende dalla tensione applicata V,
ovvio che il dimensionamento deve essere fatto in relazione ad un ben
determinato valore della tensione applicata.
Si definisce livello disolamento il valore della tensione applicata che
determina il dimensionamento dielettrico di un materiale isolante.
Dimensionamento dielettrico
Il livello disolamento di solito superiore (spesso molto superiore) al valore della
tensione nominale, e questo perch:
il dimensionamento dellisolante deve tener conto delle sovratensioni, di lunga durata
o transitorie, che possono sollecitare la macchina in particolari condizioni desercizio o
per effetto di anomalie.
in relazione con laffidabilit che si intende dare allapparecchiatura:
maggiore sicurezza livello disolamento pi alto
Il corretto dimensionamento di un isolamento viene verificato con prove di collaudo in
laboratorio applicando allisolamento in prova le tensioni previste dal livello
disolamento; per questo il livello disolamento indica di solito le tensioni di prova che
la macchina o lapparecchiatura deve reggere senza danneggiamenti.
Livello disolamento
Sovratensioni
Sovratensioni di origine esterna: sono sostanzialmente di origine atmosferica
fulminazione diretta
fulminazione indiretta (sovratensioni indotte in linea)
Sono caratterizzate da:
livelli energetici e di tensione non correlati alle caratteristiche nominali del
sistema elettrico su cui incidono.
durata dei fenomeni dellordine delle decine di s.
Le sovratensioni che possono sollecitare una macchina od una apparecchiatura
elettrica sono quasi sempre trasmesse dalla linea aerea cui la macchina collegata.
Esse possono essere suddivise in due categorie:
sovratensioni di origine esterna
sovratensioni di origine interna o di manovra
Sovratensioni atmosferiche
fulminazione
indiretta
fulminazione
diretta
Fulminazione indiretta in prossimit di una linea in alta tensione
Fulminazione diretta in una linea ad alta tensione
rigidit dielettrica E
r
[V/m]
permettivit =
r

0
[F/m] (
0
= 8,8610
-12
F/m)
fattore di perdita tan
I
V

I
V
La rigidit dielettrica essenzialmente un parametro aleatorio la
cui determinazione, che deve essere fatta su base statistica,
presenta una elevata dispersione. Essa inoltre dipende da numerosi
fattori:
forma donda e durata della tensione applicata
geometria dellisolante e degli elettrodi
caratteristiche fisico-chimiche del materiale
presenza di impurit nel materiale (umidit, gas, residui ecc.)
sollecitazioni termiche e meccaniche applicate al materiale
Caratteristiche dielettriche di un materiale isolante
In teoria gli isolamenti gassosi sono autoripristinanti, nel senso che
riacquistano le loro propriet dielettriche dopo che si sia verificata una scarica
elettrica.
Questa loro propriet deriva dal fatto che le molecole deteriorate dal processo
di scarica (particelle ionizzate, alterate chimicamente, ecc.) vengono, per effetto
dei moti interni del gas, rapidamente sostituite dalle molecole circostanti non
alterate.
Questo processo di ripristino viene ostacolato quando il gas, in quantit
limitata, contenuto in un ambiente chiuso (cassoni di rivestimento di macchine
elettriche, interruttori, blindosbarre, ecc.).
quindi lunico isolante gassoso realmente autoripristinante laria, che
costituisce lisolamento verso terra e fra le fasi, sia di bassa che di altissima
tensione, delle linee aeree e delle sbarre di centrali e sottostazioni elettriche, e di
alcune parti delle macchine ed apparecchiature elettriche.
Isolamenti autoripristinanti
Esafluoruro di zolfo SF6
F
F
F
F
F
F
S
La molecola dello SF6 fortemente
elettronegativa: cattura gli elettroni
liberi, rallentando la formazione delle
valanghe elettroniche che sono il primo
stadio del processo di scarica.
ha eccellenti propriet dielettriche; la sua rigidit, in condizioni comparabili e
2,5 3 volte quella dellaria.
Ad esempio con campo uniforme alla distanza d = 10 mm ed alla pressione di 1
bar si ha: aria E
r
= 3 kV/mm ; SF6 E
r
= 9 kV/mm
un ottimo agente di estinzione dellarco elettrico, e la sua efficacia pu essere
valutata in 10 volte quella dellaria
ha una buona conducibilit termica ed
una eccellente stabilit termica
inodore, incolore e non tossico e non
provoca effetti fisiologici specifici (in
ambienti saturi di SF6 pu verificarsi una
carenza di ossigeno)
i sottoprodotti della sua decomposizione
(in particolare lacido fluoridrico) possono
essere dannosi per le apparecchiature, per
cui necessita di opportune precauzioni
poich utilizzato in contenitori chiusi,
la scarica elettrica porta ad un
deterioramento delle sue qualit
dielettriche che pu essere limitato con
opportuni trattamenti
Caratteristiche dellesafluoruro di zolfo e campi dimpiego
interruttori
isolatori passanti
blindosbarre
Trasformatori e TV capacitivi
apparecchiature elettroniche
caratteristiche
applicazioni
Isolanti liquidi
Gli isolanti liquidi utilizzati nelle macchine ed apparecchiature elettriche sono
essenzialmente degli oli, di diversa origine e composizione:
Oli minerali, derivati del petrolio
Idrocarburi di sintesi
Oli siliconici
Esteri organici
Lolio isolante, in unione con la carta (cellulosa pura), costituisce il sistema
isolante (carta-olio) principale per apparecchiature di grande potenza ed in alta
tensione, quali trasformatori, isolatori passanti, cavi, condensatori.
Rigidit dielettrica e resistivit di massa elevate.
Basse perdite dielettriche.
Elevata o bassa costante dielettrica.
Conducibilit termica e calore specifico elevati.
Stabilit chimica e buon assorbimento dei gas.
Bassa viscosit a bassa temperatura.
Bassa volatilit ed elevato punto di accensione.
Basso potere solvente e bassa densit.
Buone capacit di estinzione dellarco.
Bassa attitudine a formare gas (gassing).
Non infiammabile, non tossico.
Basso impatto ambientale.
Economico e facilmente reperibile.
Qualit richieste ad un olio isolante
gas che si formano:
idrogeno, idrocarburi leggeri (etano, metano, etilene, acetilene), monossido e biossido
di carbonio
motivi per cui si formano:
guasti elettrici (cedimento degli isolamenti e conseguente scarica): in questo caso
si possono avere quantitativi importanti di gas ed intervento del rel Bucholz.
ridotta compatibilit fra olio ed altri materiali (vernici isolanti e metalli possono
esaltare il fenomeno).
degradazione della cellulosa (isolamenti in carta-olio) o dellolio per effetto
dellinvecchiamento
elevata idrogenazione dellolio (lidrogeno nellolio viene aggiunto per aumentarne
la stabilit nei confronti dei processi ossidativi)
importante verificare che lolio nelle condizioni di esercizio abbia una ridotta
capacit di formazione di gas.
Formazione di gas nellolio per trasformatori
vasca di
contenimento
dellolio
Lolio isolante comunque un materiale ad alto rischio dincendio, per cui e necessario
adottare opportune precauzioni, soprattutto quando in elevata quantit, come ad es. nei grossi
trasformatori
Isolatori per linee aeree Vetro
Isolatori portanti, isolamento esterno di passanti,
TV, TA, interruttori ecc
Porcellane
Macchine rotanti Materiali inorganici (mica)
Macchine elettriche, condensatori Materiali impregnati
Macchine rotanti, trasformatori, cavi,
apparecchiature elettroniche, accessori
Materiali polimerici (film sottili,
pressofusioni, materiali estrusi, resine,
vernici, smalti)
Cavi, macchine elettriche Gomme naturali e sintetiche
Trasformatori, condensatori, TV, TA, isolatori
passanti (*)
Carta e cartoni di cellulosa
Applicazioni Materiale
Isolanti solidi
(*) - La carta di cellulosa viene di solito utilizzata impregnata con lolio isolante; il sistema
composito carta-olio [vedi Sistemi isolanti] lisolamento utilizzato per le apparecchiature in
alta ed altissima tensione (trasformatori, cavi, ecc.)
Gli isolanti solidi hanno una vastissima applicazione nellindustria elettrica ed elettronica, sia
in bassa che in alta tensione; nella tabella che segue sono indicate alcune di queste applicazioni:
hanno una rigidit elettrica molto elevata, fino ad oltre 200 kV/mm, il che
permette di ridurre le dimensioni del sistema isolante
hanno una permettivit compresa fra 1,5 2,5 (materiali non polari) ad oltre 6
(materiali polari)
30 120 4,5 Vetro
20 38 4,5 6 Porcellana
50 100 3 4 Smalti
10 40 3 4 Resine sintetiche
120 140 2,2 2,5 Materiali polimerici
15 25 3 4,5 Gomme (naturali e sintetiche)
20 25 2 2,5 Carta aramidica secca
7 30 1,6 2 Carta di cellulosa secca
E
r
(kV/mm)
r
materiale
Valori tipici di alcuni materiali isolanti solidi
Caratteristiche dielettriche
in un materiale isolante solido ogni danneggiamento, anche minimo, dovuto a
qualsiasi causa, un danneggiamento permanente; gli isolanti solidi subiscono
dunque un progressivo deterioramento dovuto sia alla loro vita operativa ma
anche alle condizioni della loro preparazione o conservazione in magazzino.
il deterioramento che si verifica durante la vita operativa dovuto alle varie
sollecitazione cui lisolante sottoposto: meccaniche (vibrazione, sforzi),
elettriche, chimiche, ambientali, radiazioni, polveri, termiche, ecc
fra tutte queste sollecitazioni, quella che viene ritenuta la pi importante
quella termica (temperatura di funzionamento), anche perch unelevata
temperatura accelera il processo di degrado dovuto alle varie sollecitazioni
quindi molto importante stabilire la massima temperatura cui un isolante pu
essere sottoposto, e questo significa che il dimensionamento di un isolamento
solido in realt un problema di dimensionamento termico.
Sollecitazione termica
Temperatura massima di servizio
la massima temperatura di servizio T
m
quella che, applicata permanentemente al
materiale per tutta la durata della vita operativa, determina, un tempo di vita pari a
quello di progetto t
p
.
T
m
t
t
p
T
questa definizione
implica un ciclo termico
in cui la temperatura
costante per tutta la
durata della vita
operativa:
Classe termica
Quando la massima temperatura di funzionamento non sia determinata sulla base
di una curva di vita termica determinata con prove dinvecchiamento accelerato, si
fa riferimento alla classe termica (detta a volte classe disolamento) del materiale
isolante stabilita dalle Norme IEC;
Temperatura massima ammissibile in regime permanente T
m
250 220 200 180 155 130 120 105 90 T
m
(C)
250 220 200 H F B E A Y Classe IEC
Pubblicazione IEC 58, 1984
I valori di temperatura indicati sono desunti dallesperienza dei progettisti, in base
alla quale si pu ottenere una durata di vita operativa soddisfacente quando
lisolante sia sollecitato da una temperatura T T
m
.
Si deve tener presente che:
la temperatura massima ammissibile di un materiale, e quindi lappartenenza ad una
classe termica, dipende fortemente dalle sollecitazioni (elettriche, meccaniche, chimiche,
ecc) cui sottoposto:
un dato materiale quindi, pu appartenere a diverse classi termiche in relazione
alle sollecitazioni desercizio.
il deterioramento di un materiale isolante pu essere determinato, altre che dalla
temperatura, da numerosi altri fattori, quali stress elettrici o meccanici, vibrazioni,
danneggiamenti atmosferici o chimici, polveri, radiazioni;
questo fatto, in relazione a particolari esigenze di servizio, pu consigliare il
progettista di adottare temperature massime ammissibili inferiori a quelle indicate
dalle Norme.
il corretto dimensionamento del sistema isolante di una macchina deve tendere ad
assicurare la stessa durata di vita operativa per ogni singolo componente del sistema
stesso; questo significa che i vari componenti, in relazione alle diverse sollecitazioni cui
sottoposto, possono avere una diversa temperatura massima ammissibile.
quindi la massima temperatura ammissibile T
m
deve intendersi come la temperatura
del singolo materiale isolante e non quella dellintera macchina
55 -60
Olio nella parte superiore
della macchina
65 70 Avvolgimenti (classa A)
Sovratemperatura ammessa (C) Parte della macchina
Ad esempio le Norme CEI prescrivono per un trasformatore immerso in olio