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ESERCIZIO 2.0: Assegnata la rete lineare di figura 2.

0, realizzata con il collegamento di


generatori indipendenti, generatori pilotati ed elementi passivi, si determini la corrente IX che circola nella resistenza R2. Sono noti: EO = 1V; IO = 2A; = 6; R1 = 1; R2 = 2 ; R3 = 3 .

IO

IO

R1
+

R2

IX

C
+

R1

I A

R2

B IX

EO

R3 i (figura - 2.0)

EO i

R3 i

(figura - 2.0a) D

1 Metodo: Leggi di Kirchhoff delle tensioni e delle correnti Indichiamo con A, B, C e D i quattro nodi della rete in oggetto, come mostrato in figura 2.0a. Si applica, poi, la legge di Kirchhoff delle correnti al nodo B, ottenendo la scrittura:

I x + i = I o

i = I o I x

I Ix i= o

Reiterando lapplicazione della KCL al nodo A si perviene alla relazione: I = i + I x Consideriamo la maglia CADC ed applichiamole la legge di Kirchhoff delle tensioni; si ottiene:

Eo = R1I + R3i
Eo = ( R1 + R3 )

E o = R1 (i + I x ) + R3i E o = ( R1 + R3 )i + R1I x
+ R1I x

Si relaziona, pertanto, nel modo seguente:

( I o I x)

Eo = ( R1 + R3 ) I o ( R1 + R3 ) I x + R1 I x ( R1 + R3 ) I o Eo = R1I x + R3 I x R1I x = [(1 ) R1 + R3 ]I x 2 ( R + R3 ) I o Eo (1 + 3) 2 6 1 (8 6) Ix = 1 = = = = 1A R3 + (1 ) R1 3 + (1 6) 1 (3 5) 2


2 Metodo: Principio di Sovrapposizione degli effetti. (P.S.E.) a) agisce solamente EO con IO = 0 Lannullamento della sorgente indipendente IO viene realizzato aprendo il lato che contiene il generatore stesso, ottenendo la rete mostrata in C R1 figura 2.0b. In tale contesto, si osserva che la resistenza R2 ed il generatore pilotato sono fra loro in serie e quindi, come stabilito dalla KCL + + applicata al nodo B, dovr essere verificata la EO condizione di congruenza della unicit della corrente per i due bipoli citati, ovvero:

I1 A

R2

B IX1

R3 i1

i1
(figura - 2.0b)

I x1 + i1 = 0

I x1 = i1

Lapplicazione della legge di Kirchhoff delle correnti al nodo A fornisce la seguente relazione:

I1 + i1 = i1

I1 = (1 ) i1

La legge di Kirchhoff delle tensioni applicata alla maglia CADC consente di scrivere:

Eo = R1I1 + R3i1 = R1 (1 ) i1 + R3i1 = [ R3 + (1 ) R1 ] i1 E o E0 61 I x1 = = = 3A i1 = R3 + (1 ) R1 R3 + (1 ) R1 3 + (1 6)


b) agisce solamente IO con EO = 0 Lannullamento della sorgente indipendente EO viene realizzato sostituendo al generatore stesso un corto circuito ottenendo la rete mostrata in figura 2.0c. In tale contesto, la KCL applicata al nodo B porge la relazione seguente:

I x2 + i2 = I 0 i2 = I 2 = i2 + I x2

I o I x2

IO
I2 A B IX2

R1 R2

Tenuto conto della KCL applicata al nodo A cio: C lanalisi alla maglia ADCA fornisce la scrittura:

R1 I 2 + R3i2 = 0 R1 (i2 + I x2 ) + R3i2 = 0 ( R1 + R3 ) i2 = R1 I x2


Sostituendo lespressione di i2, si ottiene la relazione:

R3 i2

i2
(figura - 2.0c)

I o I x2 ( R1 + R3 ) + R1 I x2 = 0 ( R1 + R3 ) I o ( R1 + R3 ) I x2 = R1I x2
Tale scrittura consente di determinare lespressione analitica della corrente IX2; infatti si ha:

( R1 + R3 ) I o = [(1 ) R1 + R3 ] I x2 ( R1 + R3 ) I o (1 + 3) 2 8 = = = 4 A I x2 = (1 ) R1 + R3 (1 6) 1 + 3 2
Il Principio di Sovrapposizione degli Effetti consente di concludere che:

I x = I x1 + I x2 =

E o ( R1 + R3 ) I o ( R + R3 ) I o Eo + = 1 (1 ) R1 + R3 (1 ) R1 + R3 (1 ) R1 + R3

In conclusione, in termini numeri si ottiene:

I x = I x1 + I x2 = +3 4 = 1A
NOTA. Si danno le espressioni della Resistenza Equivalente Re di due e di tre resistenze fra loro in parallelo.

Re = ( R1 / / R2 ) Re = ( R1 / / R2 / / R3 )

Re =

R1R2 R1 + R2 R1 R2 R3 Re = R1R2 + R1R3 + R2 R3

ESERCIZIO 2.01: Assegnata la rete lineare di figura 2.01, realizzata con il collegamento di
generatori indipendenti, generatori pilotati ed elementi passivi, si determini la tensione V che si stabilisce ai morsetti della resistenza R2. Sono da ritenersi noti: EO = 10V; I1 = 2A; I2 = 8A; rm = 4 ; R2 = 2 ; R3 = 3 .

rmi
(figura - 2.01) (figura - 2.01a)

rmi
B + A

R2

I1

R3
i

R2

I1

R3
i

EO I2 I2

EO

1 Metodo: Leggi di Kirchhoff delle tensioni e delle correnti Indichiamo, come mostrato in figura 2.01a, con A, B, C e D i quattro nodi della rete in oggetto. Si tratta di una rete costituita da sei lati e da quattro nodi; nei lati caratterizzati dai bipoli generatori I1 e I2 risultano note le loro correnti. Il generatore dipendente di tensione, pilotato in corrente, ha una forza elettromotrice dipendente dalla corrente i che transita nella resistenza R3. Ci premesso si applica la legge di Kirchhoff delle correnti al supernodo , ottenendo la scrittura:

V + I 2 + i = I1 R2

(1)

Applicando la legge di Kirchhoff delle tensioni allunica maglia utilizzabile BADCB, si perviene alla relazione:

E o + V + rmi = R3 i

E o + V = (rm + R3 )i

i=

Eo + V (rm + R3 )

Sostituendo lespressione della corrente i nella relazione (1) si ottiene:

(E + V ) Eo V V V + I2 + o = I1 + = I1 I 2 R2 ( R3 rm ) R2 ( R3 rm ) ( R3 rm ) R3 + R2 rm R ( R r ) ( I1 I 2 ) R2 E o V = 2 3 m R2 ( R3 rm ) R2 ( R3 rm ) R ( R r ) ( I1 I 2 ) R2 E o 2 ( 3 4) (2 8) 2 10 V= 2 3 m = = 8V ( R3 + R2 rm ) ( 2 + 3 4)
2 Metodo: Principio di Sovrapposizione degli effetti. (P.S.E.) a) agisce solamente EO con I1 = 0 e I2=0 Lequazione di Kirchhoff delle tensioni applicata alla maglia ADCBA, fornisce la relazione:

E o + Vo = + rm io = R3 io

E o + Vo = ( R3 rm ) io

Osservato che la corrente iO ha un unico percorso possibile, risulta implicita la relazione: Vo = R2 io io = Vo R2 cos come viene mostrato dalla figura 2.01b.

Si ottiene pertanto la relazione conclusiva:

(figura - 2.01b)

rmiO
A +

V E o + V o = ( R 3 rm ) o R2 V E o = V o o ( R 3 rm ) R2 R 2 E o = V o ( R 2 + R 3 rm ) R2 E o Vo = ( R 2 + R 3 rm )

VO

R2

R3 iO

EO

b) agisce solamente I1 con EO = 0 e I2=0 Lequazione di Kirchhoff delle correnti applicata al supernodo 1, cos come mostrato nella figura 2.01c), fornisce la relazione:

V1 + i1 = I1 R2

R I V i1 = 2 1 1 R2

rmi1
B + A

La legge di Kirchhoff delle tensioni, applicata alla maglia ADCBA, esprime la seguente scrittura:

1
I1 R3 i1

V1 + rmi1 = R3 i1 V1 = ( R3 rm ) i1
Sostituendo il valore di i1 precedentemente calcolato, si perviene alla relazione:

V1 R2

R I V V1 = ( R3 rm ) 2 1 1 R2 (R r ) V1 = ( R3 rm ) I1 3 m V1 R2
V1 +

(figura - 2.01c)

Si pu cos procedere al calcolo della tensione V1; si ottiene la scrittura:

( R3 rm ) V1 = ( R3 rm ) I1 ( R2 + R3 rm )V1 = R2 ( R3 rm ) I1 R2 (figura - 2.01d) Rmi2 R2 ( R3 rm ) V1 = I1 B A ( R2 + R3 rm ) +


c) agisce solamente I2 con EO = 0 e I1=0 Lequazione di Kirchhoff delle correnti applicata al supernodo 2, cos come mostrato nella figura 2.01d), fornisce la relazione: V2 R2

2
R3 i2

V2 V + i2 + I 2 = 0 i2 = ( I 2 + 2 ) R2 R2
La KVL applicata alla maglia BADCB fornisce:

I2 C

V V2 + rmi2 = R3 i2 V2 = ( R3 rm ) i2 V2 = ( R3 rm ) ( 2 I 2 ) R2 V R (R r ) V2 = ( R3 rm ) ( 2 ) ( R3 rm ) I 2 V2 = 2 3 m I 2 R2 R2 + R3 rm

In conclusione, si ha: V = VO + V1 + V2, che coincide col valore ottenuto col metodo diretto.

ESERCIZIO 2.02: Determinare la resistenza equivalente sentita fra i terminali A e B del


circuito mostrato in figura 2.02. Sono da ritenersi noti: R = 4 ; = 2. VY A R + VY

I A VY
+ B

RAB
B
(figura - 2.02)

VAB

VY

RAB

(figura - 2.02a)

Si definisce Resistenza Equivalente riferita a due morsetti di una Rete la resistenza RAB sentita da un generatore ideale di tensione o di corrente, detto generatore test, inserito fra gli stessi morsetti A e B della rete in esame dopo avere spento tutte le eccitazioni indipendenti interagenti nella rete stessa. Considerando il generatore test utilizzato nel circuito di figura 2.02a, in base alla definizione data, si pu affermare che:

V R AB = AB I
Applicando la legge di Kirchhoff delle tensioni allunica maglia di cui costituito il circuito, si ha:

V AB VY VY = 0

V AB = (1 + ) VY

Atteso che la tensione di pilotaggio del generatore dipendente risulta costituita dalla differenza di potenziale presente ai morsetti della resistenza R, tensione relativa alla corrente I circolante nella R stessa, si pu affermare che VY = RI. Tenuto conto dellespressione di VY, ora calcolata, si ottiene:

V AB = (1 + ) VY = (1 + ) RI
Ne consegue che:

V (1 + ) RI R AB = AB = = (1 + ) R I I

R AB = (1 + 2) 4 = 12

ESERCIZIO 2.03: Determinare la resistenza equivalente sentita fra i terminali A e B del


circuito mostrato in figura 2.03. Sono da ritenersi noti: R = 3 ; = 2 A R
(figura - 2.03a)

I A
+ B

R iY

RAB
B

iY
(figura - 2.03)

i Y

VAB

iY

AB Si osserva la presenza di un generatore dipendente di corrente pilotato dalla corrente iY che scorre nella resistenza R. Applichiamo la legge di Kirchhoff delle correnti al nodo ; si ottiene la relazione:

I + iy = iy

I = (1 ) i y

Poich la corrente di pilotaggio iY legata alla tensione VAB dalla relazione costitutiva: iY = VAB/R si ottiene la scrittura seguente:

(1 ) RI V AB V AB = R (1 ) V RI 1 R 3 R AB = AB = = = = 3 I (1 ) I (1 ) 1 2 I = (1 ) i y =
Si osserva, pertanto, che il dispositivo si presenta fra i morsetti A e B come un bipolo con resistenza equivalente negativa.

ESERCIZIO 2.04: Determinare la resistenza equivalente sentita fra i terminali A e B del


circuito mostrato in figura 2.04. Sono da ritenersi noti: R1 = 1 ; R2 = 2 ; rm = 3 e = 2; A R1 A

iY
R2

I VAB

R1

iY
R2 I2

RAB
B

rmIY
(figura - 2.04)

iY

rmIY
B

iY

RAB

La rete presenta un generatore dipendente di tensione pilotato in corrente ed un generatore dipendente di corrente pilotato in corrente. Il comando rappresentato dalla corrente iY che scorre in R2. La legge di Kirchhoff delle correnti, applicata al nodo , consente di relazionare come segue:

(figura 2.04a)

I2 + iy = iy

I 2 = (1 ) i y V AB = R2 I 2 + ( R1 + rm ) iY V AB = [ R1 + R2 (1 ) rm ] i y

Applichiamo la legge di Kirchhoff delle tensioni alla maglia (BAB), si ottiene, cos, la relazione che di seguito si esplicita:

V AB + rm iY = R1i y + R2 I 2
da cui si ricava la seguente relazione:

V AB = rm iY + R1i y + R2 (1 )i y

Dalle caratteristiche della rete, si evince che: iY = I, ovvero la corrente che pilota i due generatori dipendenti altro non che la corrente erogata dal generatore test. Si ottiene, in conclusione, la seguente scrittura:

V AB = [ R1 + R2 (1 ) rm ] i y = [ R1 + R2 (1 ) rm ] I V [ R + R2 (1 ) rm ] I R AB = AB = 1 = R1 + R2 (1 ) rm I I R AB = 1 + (1 2) 2 3 = 1 2 3 = 4

ESERCIZIO 2.05: Assegnata la rete lineare di figura 2.05, si determini la tensione V ai


capi della resistenza R3. Sono noti: R1, R2, R3, R4, R5, E1, E2 ed IS. (Risoluzione letterale).

R2 +

E2
R1

IS

R3 V

+ E 1
R4
(figura - 2.05)

R5

R2

Appare particolarmente proficuo adottare per litinerario del percorso risolutivo il Principio della Sovrapposizione degli Effetti, mediante il quale si rende operativa una sola sorgente indipendente interna alla volta. a) agisce E1 con E2 = 0 V ed IS = 0A. La rete da esaminare viene mostrata in figura 2.05a, in cui il generatore IS viene modellato col bipolo circuito aperto ed il generatore E2 sostituito con lequivalente bipolo circuito chiuso; in tal modo si sono cos spente le sorgenti IS ed E2. Atteso che le resistenze R1, R2, R3, R4 ed R5 sono fra loro collegate in serie, lapplicazione della legge del partitore resistivo di tensione consente immediatamente, di relazionare come di seguito esplicitato:

R1 +

V1 R3 E1
R4 R5
(figura - 2.05a)

V1 =

R3 E1 R1 + R2 + R3 + R4 + R5

si ottiene la scrittura seguente:

V1

RTS = ( R1 + R2 + R3 + R4 + R5 ) = ( R3 E1 RTS ) .

Indicata, a tale riguardo, con RTS la resistenza equivalente serie totale sentita dalla sorgente indipendente di tensione E1, ovvero:

b) agisce E2 con E1 = 0 V ed IS = 0A. La rete da esaminare viene mostrata in figura 2.05b, in cui il generatore IS viene ancora modellato col bipolo circuito aperto ed il generatore E1 sostituito con lequivalente bipolo corto circuito; in tal modo si sono cos spente le sorgenti IS ed E1. Atteso che le resistenze R1, R2, R3, R4 e R5 sono fra loro collegate in serie, lapplicazione della legge del R2 + partitore resistivo di tensione, immediatamente, consente di scrivere come di seguito esplicitato: E2 R1 R3 E 2 V2 = V2 R3 R1 + R2 + R3 + R4 + R5 Ricordando la definizione, in precedenza assunta, della resistenza equivalente serie totale RTS si R4 ha lequivalente relazione conclusiva: R5
(figura - 2.05b)

V2 = ( R3 E 2 RTS )

c) agisce IS con E1 = E2 = 0 V. La rete che si deve esaminare viene mostrata in figura 2.05c, in cui tanto il generatore E1 quanto il generatore E2 sono modellati mediante il bipolo corto circuito; in tal modo si sono cos spente le sorgenti E1 ed E2. Lanalisi della figura 2.05c evidenzia con chiarezza quanto segue: le resistenze R2, R3 e R5 sono collegate fra loro in serie; esse ammettono pertanto lequivalente resistenza RED = (R2 + R3 + R5) le resistenze R1, ed R4 sono anchesse collegate fra loro in serie; quindi si ottiene la resistenza equivalente RES = (R1 + R4 );

le due resistenze equivalenti RED ed RES risultanti dei due collegamenti serie sono poi fra loro connesse in parallelo; R2 R1

I3

IS

V3 R3

RES

IS

RED V 3

R4

R5
(figura - 2.05c)

(figura - 2.05d)

Atteso quanto premesso, si constata che alla figura 2,05c corrisponde lequivalente rappresentazione circuitale mostrata nella figura 2.05d. In tale contesto, il calcolo della corrente I3 subito effettuato ricorrendo allapplicazione della legge del partitore resistivo di corrente; si ottiene la scrittura:

I3 =

RES I S ( R1 + R4 ) I S ( R + R4 ) = = 1 IS RES + RED ( R1 + R4 + R2 + R3 + R5 ) RST

Lapplicazione della legge di Ohm ai morsetti della resistenza R3 consente, quindi, di determinare la tensione V 3 desiderata; si perviene, cos, alla seguente relazione conclusiva:

V3 = R3 I 3 =

( R1 + R4 ) R3 ( R1 + R4 ) I S R3 I S = RST ( R1 + R2 + R3 + R4 + R5 ) R3 E1 R3 E 2 R3 ( R1 + R4 ) I S + RTS RTS RTS R3 [ E1 E 2 + ( R1 + R4 ) I S ] ( R1 + R2 + R3 + R4 + R5 )

In conformit allasserto sancito dal Principio di Sovrapposizione degli Effetti, si perviene, cos, alla relazione finale di seguito esplicitata:

V = V1 + V2 + V3 = V = V1 + V2 + V3 =

( 2)

ovvero, procedendo alle dovute e necessarie semplificazioni algebriche:

La relazione (2), che esprime il principio della sovrapposizione degli Effetti, ammette limmediata interpretazione con schemi a blocchi che viene riportata nella figura 2.05e di seguito mostrata:

E1

R3 R1 + R2 + R3 + R4 + R5 R3 R1 + R2 + R3 + R4 + R5 R3 ( R1 + R4 ) R1 + R2 + R3 + R4 + R5
+ + V

E2

IS

ESERCIZIO 2.06: Il circuito mostrato nella figura 2.06 costituisce un amplificatore ideale
di tensione a reazione negativa ottenuta tramite la resistenza RF. Determinare la tensione in uscita v2, il guadagno di corrente AI = i2/i1 e la Resistenza dIngresso RIN. Sono da ritenersi noti: ES = 10 mV; RF = 50 K; R1 = R2 = 1 K; = 199. Per ispezione diretta della figura 2.06 i2 i1 si evince chiaramente che: V2 = -VX. R1 RF Lapplicazione della legge di Kirchhoff alla maglia comprendente la resistenza R2 V2 RF nonch il generatore dipendente + VX di tensione VX pilotato dalla tensione VX + ES VX, consente di relazionare cos come di seguito riportato: (figura - 2.06) V X + V X = RF i1 , ovvero:

(1 + ) V X = RF i1 i1 =

(1 + ) V X RF

Lapplicazione della legge di Kirchhoff delle tensioni alla maglia definita dal generatore di tensione indipendente ES e dalla resistenza R1, i2 i1 maglia indicata col numero (1) nella R1 RF figura 2.06a, consente di relazionare come segue: ES V X = R1 i1 , ovvero: R2 V2 (2) (1) + VX + ES (1 + ) VX E S V X = R1 VX RF (figura - 2.06a) Procedendo con i necessari passaggi di di natura algebrica, si ottengono poi tutte le scritture che di seguito si intende comunque esplicitare:

E S RF V X RF = (1 + ) R1V X E S RF = [ RF + (1 + ) R1 ] V X

E S RF = V X RF + (1 + ) R1V X E S RF VX = [ RF + (1 + ) R1 ]

Nota la tensione VX che pilota il generatore dipendente di tensione VX, pure nota la tensione desiderata V2; infatti ricordando che V2 = VX, si conclude con la scrittura seguente: RF E S 199 50 103 10 10 3 V2 = V X = = = [ RF + (1 + ) R1 ] [50 + (1 + 199) 1] 103 199 500 10 3 199 500 10 3 3

(50 + 200)

250

= 398 10

= 398 mV = 0,398V

Per quanto attiene il guadagno di corrente, definito come AI = i2/i1, necessario osservare che la corrente i2 determinata dalla legge di Ohm applicata ai morsetti della resistenza R2; ricordando, inoltre, lespressione della corrente i1 si perviene alla seguente coppia di relazioni:

i2 =

V2 V = X R2 R2

i1 =

(1 + ) VX RF

Atteso quanto premesso, si ottiene con facilit lespressione del guadagno di corrente AI; infatti:

i2 V X RF R F 199 50 103 199 AI = = = = = i1 R2 (1 + ) V X (1 + ) R2 4 (1 + 199) 103


ovvero: AI = 49,75 La rete da esaminare per il calcolo della resistenza di ingresso RIN mostrata in figura 2.06b in cui viene evidenziata la presenza del generatore test VTX. Esso quindi in grado di mantenere attivo il comando VX del generatore pilotato RIN che quindi, va considerato operante i2 nella rete. Lapplicazione della legge R1 RF di Kirchhoff delle tensioni alla ITX maglia individuata dal numero (2) R2 consente di relazionare come segue: (2) (1) + VX + V X + V X = RF I TX , cio: VX VTX (1 + ) V X = RF I TX relazione dalla quale si ottiene: (figura - 2.06b) V X = ( RF I TX ) (1 + ) Lapplicazione della legge di Kirchhoff delle tensioni alla maglia indicata dal numero (1) consente di relazionare come segue:

VTX V X = R1 I TX I TX = VTX V X R1 R1

I TX = (VTX V X ) R1

Sostituendo a VX lespressione precedentemente calcolata, si perviene alla scrittura seguente:

I TX =

VTX R I F TX R1 R1 (1 + )

Operando i dovuti passaggi algebrici si perviene alle scritture di seguito esplicitate:

R1 (1 + ) I TX = (1 + )VTX RF I TX R1 (1 + ) I TX + RF I TX = (1 + )VTX
VTX =
[ R1 (1 + ) + RF ] I TX (1 + )

Ricordando, ora, che la resistenza di ingresso RIN di una rete definita come la resistenza sentita dal generatore test dopo aver spento le sorgenti indipendenti interne alla rete medesima, facile relazionare come di seguito mostrato:

RIN =

VTX I TX

=
ES =0

[ R1 (1 + ) + RF ] I TX 1 RF = R1 + (1 + ) I TX (1 + )

Sostituendo i valori dei parametri dei dispositivi cos come forniti dalla traccia, si ottiene: RF 50 10 3 50 3 3 RIN = R1 + = 1 10 + = 1 + 10 = 1,25 K

(1 + )

(1 + 199)

200