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Monsignor Gianni Carr, la pi antica immagine di san Giovanni

Battista si trova nelle cripte romane di Lucina


Monsignor Giovanni Carr, sacerdote dal 1972, giunto in Congregazione nel novembre del 2003,
al termine di una esperienza ventennale da parroco. Diventa Segretario della Pontificia
Commissione di Archeologia Sacra nel 2009.

Risalendo dalle acque del Giordano di Giovanni Carr


Nel settore settentrionale del comprensorio callistiano, si sviluppa una delle aree pi antiche delle
catacombe romane, riferibile, nella sua prima concezione, gi nella seconda met del ii secolo e
definita con il toponimo di "cripte di Lucina", per il fatto che - secondo la tradizione - una matrona
di nome Lucina, con l'aiuto di alcuni presbiteri, raccolse le spoglie del pontefice Cornelio (251-253)
per deporle in una cripta scavata nel suo praedium sulla via Appia.
Ma l'area, come si diceva, presenta segni di antichit, che ci rimandano alle prime manifestazioni
catacombali nel suburbio romano. Specialmente un cubicolo doppio presenta decorazioni
pittoriche estremamente precoci, da riferire ai primi decenni del III secolo, proponendo, cos, una
delle espressioni pi antiche dell'arte cristiana.

I due ambienti sono interessati da affreschi che ricordano le immagini dell'orante, del buon
pastore, dei "pesci eucaristici", ma anche un'immagine speciale, che rimanda alla prima
rappresentazione del battesimo di Cristo, secondo uno schema, estremamente semplice,
rispettando i canoni della pi antica arte cristiana. L'affresco, bench recentemente restaurato,
appare molto svanito, ma lascia intravedere la figura del Battista sulla sponda del Giordano,
mentre aiuta il Cristo a risalire dalle acque del fiume. Sulla scena si riconosce la figura della
colomba che vola, a mezza altezza, per indicare la presenza dello Spirito, che sovrintende al
mistico evento. La semplice raffigurazione sembra tradurre in immagine il luogo evangelico
"Appena battezzato, Ges usc dall'acqua; ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio
scendere come una colomba e venire su di lui" (Matteo, 3, 16).

L'ultimo e pi grande profeta dell'Antico Testamento e precursore del Cristo nella predicazione e
nel battesimo, Giovanni Battista, dopo questa prima suggestiva manifestazione nelle cripte di
Lucina, compare in altre scene battesimali, ancora in ambienti catacombali e, in particolare, nei
cubicoli dei Sacramenti, sempre a San Callisto, nel cimitero di Domitilla, in quello di Ponziano, ma
anche nel sarcofago di Santa Maria Antiqua, nel sarcofago della Lungara e in quello di Giunio
Basso, tra la fine del iii e il iv secolo.
sintomatico che l'arte cristiana delle origini selezioni il momento particolare del battesimo, in
perfetto ossequio con il carattere cristocentrico della cultura figurativa pi antica. Eppure, negli
stessi anni, i Padri della Chiesa ricordano la nascita del precursore, i suoi genitori Zaccaria ed
Elisabetta (Luca, 1, 5 - 25), la sua attivit apostolica, la sua morte (Marco, 6, 17 - 25), mentre nello
scritto apocrifo, definito Protovangelo di Giacomo si fa riferimento al fatto, secondo cui, dopo la
sua morte, il corpo dovrebbe essere stato deposto a Sebaste, dove godeva di un culto, anche se la
sua tomba fu distrutta al tempo di Giuliano l'Apostata (Rufino, Historia Ecclesiastica 2, 28).
Com' noto, molte basiliche e, segnatamente, molti battisteri furono dedicati al Battista e, in
particolare, ad Alessandria, a Roma e a Ravenna. In quest'ultima citt, i due battisteri,
rispettivamente degli ortodossi e degli ariani, accolgono nello zenit delle cupole decorate in
mosaico, proprio la scena del battesimo del Cristo. In queste scene, fin dalle prime manifestazioni,
il Battista assume dimensioni pi importanti rispetto al Cristo, nel senso che, nella gerarchia delle
proporzioni, san Giovanni il primo attore ed il protagonista dell'azione del battesimo.
Dal v secolo, accanto alla scena dell'iniziazione del Cristo da parte del Battista, si diffondono altri
temi ispirati all'annunciazione a Zaccaria ed Elisabetta, alla nascita di Giovanni, al cantico di
Zaccaria, alla fuga di Elisabetta, specialmente nei codici miniati, a cominciare dall'Evangelario di
Rabbula e continuando con quello sinopense di Parigi. La figura del Battista appare in tutta la sua
enfasi nell'arte bizantina e, segnatamente, nell'oratorio di San Giovanni in Laterano, nella cattedra
eburnea di Massimiano, nella basilica di Santa Maria Antiqua.
Per quanto riguarda gli edifici di culto dedicati al Battista, esiste un antico memoriale in Palestina,
forse riferibile al v secolo, nel sito di Qasr el-Jehud, sorto nel luogo dove, secondo la tradizione,
avvenne il battesimo del Cristo, mentre, a Sebaste - come si anticipato - un monumento
basilicale doveva essere stato eretto sul sepolcro del precursore.
A Costantinopoli vennero dedicati a Giovanni Battista oltre una quindicina di edifici di culto.
L'iconografia tradizionale del precursore, "vestito di pelli di cammello con una cintura di cuoio
attorno i fianchi (...) mentre si cibava di locuste e di miele selvatico" (Matteo, 3, 4) nasce solo nel
medioevo.
Fonte IlCattolico.it