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Catacombe di Roma - Wikipedia

it.wikipedia.org Una processione nelle catacombe di San Callisto. Le catacombe di Roma sono antiche aree cimiteriali sotterranee ebraiche e cristiane. Erano solitamente scavate nel tufo al di fuori dellantica cinta muraria della citt, dato che allinterno della quale non era possibile seppellire i defunti (hominem mortuum in urbe neve sepelito neve urito, Non si seppellisca n si cremi nessun cadavere in citt).

Storia I e II secolo
I nuclei pi antichi delle catacombe romane risalgono alla fine del II secolo. Precedentemente i cristiani venivano sepolti insieme con i pagani; quando la comunit divenne pi numerosa, fu necessario creare cimiteri collettivi. Per risolvere il problema dello spazio e grazie alla facilit dello scavo nel banco di tenero tufo sottostante la citt, essi vennero realizzati con gallerie sotterranee a pi piani. Allinizio le catacombe vennero utilizzate esclusivamente per scopi funerari e per il culto dei martiri ivi sepolti. Lopinione comune che vuole che esse fossero utilizzate come nascondigli dai cristiani perseguitati probabilmente priva di fondamento. Del resto le persecuzioni caratterizzarono solamente alcuni periodi dellImpero Romano, al tempo di Nerone (tra il 64 e il 67), Domiziano (solo nel 96), Decio (249-251), Valeriano (253-260) e Diocleziano (303-305).

III e IV secolo
Nel III secolo, gi nella sola Roma, si contavano 25 cimiteri, alcuni dei quali erano in possesso della Chiesa (ad esempio le catacombe di San Callisto, dato che Ippolito Romano scrisse nei Philosophumena che papa Zefirino nomin il diacono Callisto custode e amministratore della catacomba). Nella prima met del III secolo, inoltre, Roma fu suddivisa in sette regioni ecclesiastiche: ad ognuna di esse vennero assegnati luoghi di culto e diverse catacombe per la sepoltura dei cristiani. Nel 313, il Cristianesimo divent religione legittima ed almeno allinizio furono in molti a voler essere sepolti vicino ai martiri.

Dal V al IX secolo
Gi dal V secolo si cominci ad abbandonare luso della sepoltura nelle catacombe, che continuarono comunque ad essere meta di pellegrini a scopo di devozione. Tra lVIII ed il IX secolo, in seguito ai saccheggi dei barbari, i santuari vennero gradualmente abbandonati e le sacre reliquie furono traslate nelle chiese.

Dal basso Medioevo al XVI secolo


Traslate le reliquie allinterno della citt, le catacombe furono completamente abbandonate; gli accessi furono ostacolati dalla vegetazione e dalle frane, i santuari e i cimiteri caddero nelloblio. Durante il Medioevo si perse ogni traccia della loro ubicazione e si faceva gran confusione sui nomi. Le uniche catacombe ad essere ricordate furono quelle di San Sebastiano, di San Lorenzo (o di Ciriaca) e di San Pancrazio.

Et moderna
In epoca moderna furono accidentalmente riscoperte nel XVI secolo e cominciarono ad essere esplorate prima con Antonio Bosio (1575-1629 col suo libro postumo Roma Sotterranea del 1634) e

soprattutto con le ricerche di Giovanni Battista de Rossi (1822-1894). Negli anni cinquanta del XX secolo furono ritrovate molte catacombe nei pressi di Roma.

Tipi di sepoltura
Le catacombe romane sono costituite da gallerie sotterranee (ambulacra), lungo le cui pareti erano ricavate le tombe (loculi). I loculi, generalmente disposti su file verticali (pilae), potevano contenere uno o pi cadaveri; esternamente erano chiusi da lastre di marmo, su cui spesso erano incisi il nome del defunto ed il mestiere, accompagnati da elementi simbolici cristiani o ebraici. Unaltra tipologia di sepoltura, tipica delle catacombe romane, larcosolio (arcosolium), costituito da una nicchia arcuata sovrastante una lastra marmorea posta in orizzontale, che chiudeva la tomba (il solium sub arcu). Larcosolio poteva essere semplice (ossia per una sola persona), oppure composito, fino ad accogliere le sepolture di una intera famiglia. Lungo i corridoi non sono infrequenti i cubicoli (cubicula), camere sepolcrali di forma quadrata o poligonale, contenenti pi loculi o arcosoli destinati a membri della stessa famiglia o di famiglie imparentate tra loro; oppure le cripte (cryptae), cappelle decorate con affreschi (la pi conosciuta la cripta dei papi nella catacomba di san Callisto). Infine, per ragioni di spazio alcune tombe erano scavate anche nel pavimento dei corridoi (formae): questa tipologia di sepoltura era diffusa soprattutto nei pressi della tomba di un martire, luogo ricercato dai primi cristiani per la loro ultima dimora.

Elenco delle catacombe


Le catacombe romane, in numero di quaranta nel suburbio, furono costruite lungo le vie consolari, come la via Appia, la via Ostiense, la via Labicana, la via Tiburtina, e la via Nomentana. La cura delle catacombe cristiane affidata alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, che dirige scavi e restauri. A Roma esistono anche catacombe ebraiche come quelle di Vigna Randanini e Villa Torlonia. Lelenco che segue enuclea i cimiteri ipogei romani a partire dal colle Vaticano in senso antiorario fino alla via Flaminia. Con * le catacombe ebraiche; con ** le catacombe non identificate. Via Cornelia Necropoli vaticana Via Aurelia Catacomba di San Pancrazio Catacomba di Calepodio Catacomba dei due Felici ** Catacomba dei Santi Processo e Martiniano ** Via Portuense Catacomba di Ponziano Catacombe di Generosa Via Ostiense Tomba di san Paolo Tomba di san Timoteo ** Catacombe di Commodilla Catacomba di Santa Tecla Via Ardeatina Catacomba dei Santi Marco e Marcelliano (o di Basileo) Catacombe di Domitilla

Catacomba della Nunziatella Catacomba di Balbina ** Via Appia Catacombe di San Callisto Catacombe di Pretestato Catacombe di San Sebastiano Ipogeo di Vibia (con sepolture promiscue, pagane e cristiane) Catacombe di Vigna Randanini * Via Latina Catacomba dei Santi Gordiano ed Epimaco Catacomba di Aproniano Ipogeo di via Dino Compagni Ipogeo di Trebio Giusto Via Labicana Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro Catacombe di San Zotico Ipogeo degli Aureli (catacomba gnostica) Catacomba di San Castulo Via Tiburtina Catacomba di San Lorenzo (o di Ciriaca) Catacomba di Novaziano Catacomba di SantIppolito Catacomba di Santa Sinforosa (oggi nel territorio di Tivoli) Via Nomentana Catacomba di San Nicomede Catacomba di SantAgnese Catacomba maggiore Catacombe di santAlessandro Catacombe di Villa Torlonia * Via Salaria nova Catacombe di Santa Felicita Catacomba di Trasone Catacomba di SantIlaria Catacomba dei Giordani Catacombe di Priscilla Catacombe di Via Anapo Via Salaria vetus Catacomba di San Panfilo Catacomba di SantErmete (o di Bassilla) Ipogeo di via Livenza Catacomba ad clivum Cucumeris ** Via Flaminia Catacomba di San Valentino

Note
^ Leggi delle XII tavole, Tabula I, III ^ Baruffa, 2004, op. cit., 12-13.

^ Baruffa, 2004, op. cit., 13. ^ abBaruffa, 2004, op. cit., 16.

Bibliografia
Antonio Baruffa, Le catacombe di San Callisto. Storia-Archeologia-Fede, 5a ed., Citt del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2004. ISBN 88-209-2289-4 Lijcien De Bruyne, Larte cristiana nella Roma sotterranea, Roma 1953 Deichmann F. W., Archeologia cristiana, Roma, 1993 Giovanni Battista de Rossi, La Roma Sotterranea Cristiana, t. I-III, Roma 1864-1877 Vicenzo Fiocchi Nicolai, Fabrizio Bisconti, Danilo Mazzoleni, Le catacombe cristiane di Roma. Origini, sviluppo, apparati decorativi, produzione epigrafica, Regensburg 1998 Orazio Marucchi, Le catacombe romane, II ed., a cura di E.Josi, Roma 1933 Philippe Pergola, P.M. Barbini, Le catacombe romane, Roma 1997 Pasquale Testini, Archeologia Cristiana, Edipuglia, 1980

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Catacombe

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Mappa delle catacombe di Roma

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Le Catacombe cristiane

vatican.va LE CATACOMBE CRISTIANE Origini delle catacombe Caratteristiche delle catacombe Catacombe in Italia e nel mondo Larte delle catacombe Le catacombe e la Madre di Dio Il buon Pastore nelle catacombe I martiri delle catacombe Le catacombe e i Padri della Chiesa I pontefici restaurano le catacombe Roma, Catacombe di Priscilla - galleria dellarenario Origini delle catacombe. Le catacombe nascono a Roma tra la fine del II e gli inizi del III secolo d.C., con il pontificato del papa Zefrino (199-217) che affid al diacono Callisto, il quale diverr papa (217-222), il compito di sovrintendere al cimitero della Via Appia, dove saranno seppelliti i pi importanti pontefici del III secolo. Luso di seppellire i defunti in ambienti sotterranei era noto gi agli etruschi, ai giudei e ai romani, ma con il cristianesimo nacquero dei sepolcreti ipogei molto pi complessi ed ampi, per accogliere in ununica necropoli tutta la comunit. Il termine antico per designare questi monumenti coemeterium, che deriva dal greco e significa dormitorio, sottolineando con ci il fatto che per i cristiani la sepoltura non altro che un momento provvisorio, in attesa della resurrezione finale. Il termine catacomba, esteso a tutti i cimiteri cristiani, definiva, in antico, soltanto il complesso di S. Sebastiano sulla Via Appia. Torna allIndice Roma, Catacombe di Priscilla - galleria con loculi chiusi Caratteristiche delle catacombe. Le catacombe sono, per lo pi, scavate nel tufo o in altri terreni facilmente asportabili ma solidi, tanto da poter creare unarchitettura negativa. Per questo le catacombe si trovano specialmente laddove ci sono terreni di tipo tufaceo e, cio, nellItalia centrale, in quella meridionale e in quella insulare. Le catacombe comportano la presenza di scale che conducono ad ambulacri chiamati, come nelle miniere, gallerie. Nelle pareti delle gallerie sono sistemati i loculi, ossia le sepolture dei cristiani ordinari realizzate nel senso della lunghezza; questi sepolcri sono chiusi con lastre di marmo o con mattoni. I loculi rappresentano il sistema sepolcrale pi umile ed egualitario per rispettare il senso comunitario che animava i primi cristiani. Nelle catacombe si trovano, comunque, anche tombe pi complesse, come gli arcosoli, che comportano lo scavo di un arco sulla cassa di tufo, e i cubicoli, che sono vere e proprie camere sepolcrali. Torna allIndice Catacombe in Italia e nel mondo. La maggior parte delle catacombe si trovano a Roma, tanto da raggiungere il numero di una sessantina, mentre altrettante se ne contano nel Lazio. In Italia, le catacombe si sviluppano specialmente nel meridione, dove la consistenza del terreno pi tenace e, allo stesso tempo, pi duttile allo scavo. La catacomba situata pi a settentrione quella che si sviluppa nellisola di Pianosa, mentre i cimiteri ipogei pi a sud sono quelli dellAfrica settentrionale e specialmente ad Hadrumetum in Tunisia. Altre catacombe si trovano in Toscana (Chiusi), Umbria (presso Todi), Abruzzo (Amiterno, Aquila), Campania (Napoli), Puglia (Canosa), Basilicata (Venosa), Sicilia (Palermo, Siracusa, Marsala e Agrigento), Sardegna (Cagliari, S. Antioco).

Torna allIndice Roma, Catacombe di Priscilla - tre fanciulli nella fornace Larte delle catacombe. Nelle catacombe si sviluppa, sin dalla fine del II secolo, unarte estremamente semplice, in parte narrativa e in parte simbolica. Le pitture, i mosaici, i rilievi dei sarcofagi, le arti minori rievocano le storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, come per presentare gli esempi della salvezza del passato ai nuovi convertiti. cos che viene spesso rappresentato Giona salvato dal ventre della balena, dove il profeta era rimasto per tre giorni, con questo rievocando la resurrezione del Cristo. Roma, Catacombe dei Ss. Marcellino e Pietro - Giona rigettato Roma, Catacombe dei Ss. Marcellino e Pietro - No nellarca Ma vengono anche rappresentati i giovani di Babilonia salvati dalle fiamme della fornace, Susanna salvata dalle insidie degli anziani, No scampato al diluvio, Daniele che rimane illeso nella fossa dei leoni. Dal Nuovo Testamento si selezionano i miracoli di guarigione (il cieco, il paralitico, lemorroissa) e di resurrezione (Lazzaro, il figlio della vedova di Naim, la figlia di Giairo), ma anche altri episodi, come il colloquio con la samaritana al pozzo e la moltiplicazione dei pani. Roma, Catacombe di S. Sebastiano - Iscrizione funeraria con simboli Larte delle catacombe anche unarte simbolica, nel senso che vengono rappresentati con semplicit alcuni concetti difficili da esprimere. Per indicare il Cristo viene raffigurato un pesce, per significare la pace del paradiso si rappresenta una colomba, per esprimere la fermezza della fede si disegna unancora. Sulle lastre di chiusura dei loculi sono spesso incisi dei simboli di diverso significato. In qualche caso viene rappresentato un attrezzo relativo al mestiere svolto in vita dal defunto. Alcuni simboli, come i bicchieri, i pani, le anfore alludono ai pasti funebri consumati in onore dei defunti, i cosiddetti refrigeria. La maggior parte dei simboli vanno riferiti alla salvezza eterna, come la colomba, la palma, il pavone, la fenice e lagnello. Torna allIndice Roma, Catacombe di Priscilla - Madonna con il Profeta Le catacombe e la Madre di Dio. Nelle catacombe romane si conserva la pi antica immagine della Madonna, rappresentata in pittura nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria. Laffresco, riferibile alla prima met del III secolo, raffigura la Vergine con il Bambino sulle ginocchia dinanzi ad un profeta (forse Balaam, forse Isaia) che indica una stella, per alludere al vaticinio messianico. Nelle catacombe sono rappresentati altri episodi con la Madonna, come ladorazione dei Magi e le scene di presepe, ma si ritiene che, precedentemente al concilio di Efeso, tutte queste raffigurazioni abbiamo un significato cristologico e non mariologico. Torna allIndice Roma, Catacombe di Priscilla - Buon Pastore Il buon pastore nelle catacombe. Una delle immagini pi rappresentate nellarte delle catacombe quella del buon pastore che, pur desumendo lo schema dalla cultura pagana, assume subito un significato cristologico, ispirandosi alla parabola della pecorella smarrita. Il Cristo viene, cos, rappresentato come un umile pastore con una pecorella sulle spalle, mentre vigila un piccolo gregge, talvolta costituito da due sole pecore poste ai suoi fianchi. Torna allIndice Roma, Catacombe di S. Sebastiano - graffiti devozionali I martiri delle catacombe. Nelle catacombe vennero sepolti i martiri uccisi durante le cruente persecuzioni volute dagli imperatori Decio, Valeriano e Diocleziano. Intorno alle tombe dei martiri si svilupp, ben presto, una forma di culto da parte dei pellegrini che lasciavano i loro graffiti e le loro preghiere presso questi sepolcri eccezionali. I cristiani cercavano di sistemare le sepolture dei loro defunti il pi vicino possibile alle tombe dei martiri perch si riteneva che anche in paradiso si sarebbe stabilita questa mistica vicinanza. Torna allIndice

Le catacombe e i Padri della Chiesa. Tra la fine del IV e gli inizi del V secolo i padri della Chiesa descrissero le catacombe. Per primo, S. Girolamo racconta che quando era studente si recava, di domenica, a visitare le tombe degli apostoli e dei martiri. insieme ai suoi compagni di studio: Entravamo nelle gallerie, scavate nelle viscere della terra Rare luci, provenienti dal sopratterra attenuavano un poco le tenebre Si procedeva adagio, un passo dietro laltro, completamente avvolti nel buio. Il poeta iberico Prudenzio ricorda, inoltre, che, nei primi anni del V secolo, molti pellegrini venivano dai dintorni di Roma e anche dalle regioni limitrofe per venerare la tomba del martire Ippolito, che era sepolto nelle catacombe della via Tiburtina. Torna allIndice I pontefici restaurano le catacombe. Nella seconda met del IV secolo, il papa Damaso si pose alla ricerca delle tombe dei martiri dislocate nelle diverse catacombe di Roma. Ritrovati i sepolcri, li fece restaurare e fece incidere degli splendidi elogi in onore di quei primi campioni della fede. Nel VI secolo anche i papi Vigilio e Giovanni III restaurarono le catacombe dopo le incursioni dovute alla guerra grecogotica. Anche in seguito, tra VIII e IX secolo, i pontefici Adriano I e Leone III ripristinarono i santuari martiriali delle catacombe romane. Dopo un lungo periodo di oblio, nel XVI secolo, la riscoperta di questi luoghi ipogei, offr preziose testimonianze della genuina fede dei primi cristiani che vennero utilizzate dal movimento Controriformista. Infine, nel XIX il papa Pio IX istitu la Commissione di Archeologia Sacra per degnamente conservare e studiare i luoghi del cristianesimo primitivo. Torna allIndice vatican.va

Catacombe - Wikipedia

it.wikipedia.org Le catacombe di san Callisto a Roma Le catacombe erano delle aree cimiteriali sotterranee utilizzate nellantichit. Le pi celebri sono quelle cristiane, anche se ne esistono esempi legati ad altre religioni: ne esistono anche di fenicie e pagane, gi gli etruschi e gli ebrei usavano seppellire i loro morti in camere sotterranee. I cristiani ricrearono tale pratica inumativa abbandonando, per la fede nella resurrezione dei corpi, luso della cremazione pagana. Le catacombe sono solitamente scavate nel tufo, tipica roccia facilmente lavorabile, e possono avere anche pi livelli, con profondit che arrivano fino a trenta metri. Allinizio si mantennero principalmente le usanze funerarie pagane, come provato dal cimitero precristiano di Anzio. Il sepolcro si trova quasi sempre allesterno della citt, poich le Leggi delle XII tavole prescrivevano che hominem mortuum in urbe neve sepelito neve urito (Non si seppellisca n si cremi nessun cadavere in citt). Ma i cimiteri (il cui termine deriva dal greco [koimtrion], quindi dal verbo [koim], ossia dormire, riposare, oppure dal latino accubitorium, dal verbo accumbere per giacere) per i cristiani sono luoghi dellattesa della resurrezione. Letimologia della parola tardo latina catacumba, da cui litaliano catacomba, incerta; si pensa che derivi dalla locuzione greca (kat kymbs) o (kat kmbas) (direttamente o attraverso la voce latina cumba) che si pu tradurre come presso/sotto la cavit/le grotte. Il nome locus ad catacumbas era una localit situata in un avvallamento presso la via Appia; gli studiosi non sono per concordi sul luogo che questo termine latino indicava. Secondo alcuni usava indicare una depressione posta di fronte al Circo di Massenzio, fra le due colline dove oggi si trovano il cimitero di San Callisto e la tomba di Cecilia Metella, e pass poi a indicare il cimitero stesso; secondo altri lavvallamento era quello dove oggi si trova il cimitero di San Sebastiano.

Cimiteri Descrizione generale


Le catacombe sono poste sempre al di fuori della citt, in quanto la sepoltura urbana era vietata dalla legge romana per motivi religiosi e di igiene. I terreni sulle quali erano costruite appartenevano a privati o a collegi funerari. Sono generalmente costituite da lunghe gallerie strette e basse dette ambulacri, dai sette a trenta metri sotto la superficie, di circa 2,5 m di altezza e di larghezza e intercomunicanti ai vari livelli tramite ripidi scalini. Nelle pareti degli ambulacri sono scavate le tombe, dette loculi che avevano unaltezza di 40 60 cm ed una lunghezza variabile dai 120 ai 150 cm; questi ultimi erano vere e proprie camere di pietra che accoglievano i corpi avvolti in lenzuoli di lino oppure posti in sarcofagi di pietra. Gli ambulacri potevano essere intervallati, oltre che con i loculi pi comuni, anche con i cubicoli, piccoli ambienti destinati ad ospitare le tombe di una famiglia o associazione, e con le cripte, contenenti solitamente la tomba di un martire; inoltre si possono trovare anche tombe sormontate da un arco, dette arcosoli e destinate ai nobili, ai martiri e ai Papi. Affresco del Buon Pastore, Catacombe di San Callisto a Roma La luce e laria filtravano attraverso dei pozzi verticali quadrati, chiamati lucernari. La tomba veniva successivamente chiusa ponendo della malta e una lastra di marmo o delle tegole di terracotta, sulle quali veniva inciso spesso il nome del defunto, let e la data di morte; spesso a tali informazioni veniva aggiunta unepigrafe religiosa o

simbolica. lo studio di tali epigrafi riveste unimportanza capitale. Nelle catacombe si pregava perch, a quel tempo,la religione cristiana non era permessa.

Sopra terra
I primi Cristiani si seppellivano comunemente nei cimiteri pagani, anche se questi non sono totalmente identificabili fino alla prima met del II secolo. Il cimitero sopra terra, o subdiale, occupava unarea ben definita e recintata: questa poteva avere diversi nomi, fra i quali area, area christianorum, o (topos) in modo generico. Altre volte, se la zona era coltivata a giardino, era definita come hortus, agellus, (kpos); il cepotaphium ( + [taph], tomba) era invece lorto che circondava il monumento funerario, indicando poi tutto il resto della costruzione. Solitamente vi era un unico custode e fossore, per unarea indubbiamente modesta. Di regola i corpi erano orientati, particolarmente ad est. Il sarcofago era una tomba pi lussuosa e conservativa, e poteva essere realizzato in pietra, in marmo, in terracotta, e raramente in piombo, meno comune. Molto diffuso invece, di origini puniche, era un sepolcro realizzato con delle anfore. Per utilizzare lo spazio nella maniera migliore si costruivano anche tombe a pozzo chiamate forma. Le tombe pi semplici potevano dunque essere il sarcofago, che costituiva la forma pi evoluta, oppure un monolito a foggia di sarcofago, con un manufatto protettivo, a cappuccina se in muratura, oppure a mensa, con una lastra piana semicircolare.

Sotto terra
In epoca apostolica le necropoli dei cristiani si distinsero per luso dellinumazione e per alcuni simboli caratteristici, mentre in et post-apostolica le comunit crebbero e grazie ai patrizi si organizzarono pubblicamente. In seguito, per poter far fronte anche ad un diffuso problema di spazio, si pass dalla sepoltura subdiale a quella sotterranea considerando che la vera e propria attivit daggregazione avveniva nel titulus, una sorta di area parrocchiale o nella domus ecclesiae la casa dellassemblea, messa spesso a disposizione da famiglie abbienti. Inizialmente si utilizzarono cave abbandonate, differenziate da tufo granulare (le cui catacombe si caratterizzano per il tracciato irregolare e le gallerie larghe) o solido (con gallerie strette, pi regolari e verticali). Il primo elemento di ogni catacomba sempre una scala daccesso (detta scala, descensus, o altre volte catabaticum), saltuarialmente affiancate da altre strutture per laccesso dei pellegrini, come lintroitus ad martyres dal IV secolo. Le gallerie furono chiamate cryptae, indicando poi con lo stesso termine tutto il complesso sotterraneo; col termine cubiculum si definivano invece le camere sia sotterranee che subdiali. Le pila erano dei gruppi di defunti disposti in ordine verticale; fra le pila solitamente si seppellivano i bambini. Due erano i tipi regolari di sepolcro: il loculo, che era una cavit rettangolare con il lato lungo a vista, e la tomba a forno, con il lato corto a vista. Ma pi nobile era la tomba a mensa, con una nicchia arcuata detta arcosolium. Lilluminazione era assicurata da lucerne ad olio e dai lucernari, detti luminaria. La toponomastica cimiteriale caratterizzata generalmente dalle denominazioni di persone (come quelle di Priscilla o di Pretestato), da origini topografiche (ad duas lauros), da nomi di santi (santAgnese, san Pancrazio), oppure dallanonimato o da nomi moderni (Santa Croce).

Tombe dei martiri


Per martyr ( [martyr] o anche [martys] in greco significa testimone) sintendeva colui che aveva reso testimonianza di Cristo fino al sacrificio della vita. Coloro che tuttavia confessarono la propria fede, ma si salvarono, furono chiamati confessor (, homologhets). Inoltre si affermarono anche gli asceti, coloro che con virt eroiche supplirono al

martirio. Sono cinque gli elementi principali che identificano la tomba di un martire: la presenza di una cappella o basilica; uniscrizione in situ o su un monumento; dei graffiti sullintonaco, a testimonianza del fervore dei fedeli; la presenza di un altare consacrato; alcune pitture, scale aperte per i visitatori, lucernari. Un sepolcro si riconosce come quello di un martire solamente constatando levidenza di tracce antiche di una sicura venerazione. La cura del sepolcro sintendeva con larricchimento di doni e mantenendone lintegrit (si permettevano reliquie ex contactu); in Oriente invece molti corpi vennero traslati, soprattutto a Costantinopoli. A Roma non si pu parlare di traslazioni prima di papa Onorio I (625-638), e di veri e propri movimenti con Teodoro I (642-649): nacquero cos celebrazioni liturgiche e chiese dedicate agli stessi santi. Il culto cominciava con il giorno della morte, il dies natalis, o (hemra ghenthlios), deponendone le spoglie in una semplice tomba, poi man mano arricchita con nuovi doni, con grandi lavori dopo la pace di Costantino.

Organizzazione dei cimiteri


I fossores (o fossori) vengono cos definiti per la prima volta nel 303; questi erano tenuti non solamente a seppellire i morti, ma anche a scavare le gallerie, gli ambienti e le tombe, nonch a decorarne le sepolture. Si suppone infatti che esistesse un corpo di operai specializzati. Gli attrezzi erano vari (di cui si conoscono diversi tipi, dalla raffigurazione nella figura di Diogene, nel cimitero di Domitilla): lampada, dolabra fossoria (piccone a due becchi di taglio e di punta), ascia, mazzuolo (martello per scalpello), scalpello, compasso, pala, groma (goniometro a traguardo). Inizialmente i fossori erano assimilati agli ostiari, custodi dei titoli e dei cimiteri: nel IV secolo, acquisendo sempre pi importanza, si ritrovano ad un grado ecclesiastico superiore agli stessi ostiari. Questi vivevano di donazioni, ma in seguito seppero approfittare della propria posizione, ottenendo lauti guadagni scambiando privilegi. Dal pontificato di Sisto III (432-440) non si ha pi notizia di compravendite di sepolcri, e probabilmente il clero riassume la responsabilit dellamministrazione cimiteriale. Primo provvedimento sullorganizzazione dei cimiteri fu di papa Zefirino, che alla fine del II secolo nomina Callisto tutore del cimitero della via Appia. Nel 240 papa Fabiano regiones divisit diaconibus et multas fabricas per coemeteria fieri iussit (divise le regioni tra i diaconi ed ordin che venissero allestiti molti cantieri per la costruzione dei cimiteri); dalla fine del IV secolo vi furono diverse ripartizioni: i praepositi, per le basiliche cimiteriali, i mansionarii, custodi delle basiliche minori, i cubicularii, per i sepolcri dei martiri. Con papa Damaso I (366-384) comincia unepoca doro per i cimiteri cristiani di Roma, con lavori ed abbellimenti nelle cripte dei martiri. Dal 394, con laffermazione definitiva del Cristianesimo con Teodosio I, la sepoltura sotterranea comincia ad essere tralasciata: si preferisce la sepoltura subdiale, meno dispendiosa. Inoltre le invasioni barbariche (il 24 agosto 410 Alarico entra a Roma) foriere di morte e distruzione, portarono a diverse traslazioni dei corpi dei martiri. Quando dal IX secolo fu permessa la sepoltura intra urbem, labbandono fu compiuto.

Studi archeologici
Ritratto di Giovan Battista De Rossi I primi studi sulle catacombe cristiane iniziano con Pomponio Leto, con la fondazione dellAccademia Romana degli Antiquari nel XV secolo, con scopi relativamente poco scientifici. Andrea Fulvio dedica due libri ai cimiteri cristiani nelle Antiquitates Urbis del 1527, che ispirano Onofrio Panvinio a scrivere un piccolo trattato sulle antichit cristiane. Il 31 maggio 1578 viene scoperto casualmente a Roma il Cimitero dei Giordani, e rinasce linteresse per la materia. Ad opera di Ciacconio, pseudonimo di Alfonso Chacn, e Filippo de Winghe vengono copiate tutte le iscrizioni e le pitture dei monumenti durante il XVI secolo. Nel 1588 Pompeo Ugonio scrive una Historia delle stationi di Roma che si celebrano la Quadragesima, con diverse notizie sulle chiese e sullo stato dei monumenti dellepoca; La scienza delle antichit cristiane si sviluppa con

lopera di Cesare Baronio (1538-1607), con i suoi dodici libri degli Annales ecclesiastici ed il Martyrologium Romanum (Martirologio Romano), e la Roma sotterranea di Antonio Bosio (15751660). Ma il primo vero rinnovamento comincia con padre Giuseppe Marchi (1795-1860) con il suo Monumenti delle arti cristiane primitive, inaugurando molti criteri nuovi e scientificamente rigorosi: inoltre fu maestro di Giovanni Battista de Rossi (1822-1894), grande archeologo cristiano che realizz la nuova Roma sotterranea cristiana fra il 1864 ed il 1877, istituendo poi il Inscriptiones christianes urbis Romae VII saeculo antiquiores (1861) ed il Bullettino di Archeologia Cristiana dal 1863. Fra i grandi del secolo scorso, si ricorda Giuseppe Wilpert, con le sue pubblicazioni su pitture e mosaici.

Iconografia
Immagine del Buon Pastore presso le Catacombe di Priscilla a Roma (seconda met del III secolo) Diverse sono le immagini rappresentate nei cimiteri; la decorazione delle catacombe, in genere ad affresco, presenta soggetti, tecniche e stili derivati dallarte pagana, spesso reinterpretata secondo le nuove credenze. Ne sono un esempio il mito di Orfeo, mentre ammansisce le fiere, oppure Mercurio crioforo (trasformato dalla tradizione cristiana nel buon pastore). Mentre allinizio si faceva uso in chiave decorativa o simbolica di soggetti come pesci, uccelli, rami di olivo, figure umane come ad esempio lorante, successivamente a queste si aggiunsero scene tratte dallAntico e Nuovo testamento. Vi si trovano insomma rappresentati episodi salvifici desunti dalla tradizione biblica: No e il Diluvio Universale (dalla Genesi); episodi della vita di Daniele, come Nabucodonosor II e i tre fanciulli tra le fiamme, Daniele nella fossa dei leoni, Susanna e i vecchioni (dal Libro di Daniele); episodi della vita di Giona, Giona gettato dai pescatori, inghiottito da un mostro marino, disteso sotto un albero (dal Libro di Giona); Mos che fa scaturire lacqua da una roccia (dal Libro dellEsodo e dai Numeri); la resurrezione di Lazzaro (dal Vangelo di Giovanni). Ma anche elementi tipici come il Buon Pastore, il pavone, la fenice, il filosofo (come vir sanctus che conosce i mezzi e gli strumenti per accedere nellaldil), che a volte accompagnato da una virga, in funzione di taumaturgo.

Epigrafia
Uniscrizione si dice cristiana quando porta un segno evidente di Cristianesimo anteriore al V secolo, assumendo caratteri inconfondibili e specifici (quali caratteri di scrittura, riferimenti alla resurrezione dopo la morte, citazioni ed immagini bibliche, ed altro). Il materiale utilizzato era in gran parte marmo (per lo pi bianco, ma anche granito bigio, pavonazzetto, alabastro, palombino e altri marmi colorati), con spessore vario in base alla natura: solitamente per le formae, dovendo reggere il peso delle persone, si utilizzavano pezzi particolarmente spessi. Inoltre venivano impiegati materiali quali la pietra (soprattutto per i cimiteri allaperto), mosaici (perlopi in Africa, ma anche ad Aquileia), tegole (a Roma ed in Africa), le tablai cio tavolette lignee con iscrizioni variopinte (per i sepolcri copti), nonch oggetti in avorio, bronzo ed oro. Solitamente era un artigiano specializzato, il lapicida, ad operare sul materiale: tuttavia in moltissimi casi non possedeva una cultura sufficiente per scrivere in lingua corretta, e diffusamente si riscontrano alterazioni fonetiche e morfologiche proprie del vernacolo (ad esempio: e per ae, b per v, m e n soppresse, s per x, tutti elementi tipici della lingua volgaris o [koin dilektos]); sono presenti anche omissioni di lettere o sillabe (haplographia), e altre volte della aggiunte realizzate dallartista per ovviare ad un errore; succede anche che la lastra venga riutilizzata (epigrafe opistografa, ovvero scritta sulle due facce opposte). Altro genere epigrafico si considerano i graffiti, prodotti dai visitatori sullintonaco delle pareti presso i sepolcri venerati. I caratteri vengono classificati in base allaspetto individuale e generico, in tre diversi generi: capitale (classificata in quadrata, lapidaria e monumentale, per il modulo quadrato in cui si pu iscrivere la lettera, divisa poi in priscilliana, istriana e filocaliana, e actuaria, pi inclinata verso destra ed utilizzata

nei documenti ufficiali, distinta in elegante e rustica), onciale (tondeggiante, usata per tavolette cerate, pergamene e papiri), e corsiva (degenerazione della capitale, attestata in antica e recente). Le abbreviazioni si crearono per guadagnare spazio e tempo: si hanno per sospensione, trascrivendo le prime lettere della parola (con una sbarra trasversale), o per contrazione, cio sopprimendo alcune lettere. Esistono anche degli abbreviamenti di contatto o assimilazione di elementi, detti nessi, da cui poi deriva il monogramma, distinto dai primi per lintreccio e la disposizione metrica delle lettere; ne esiste una composizione semplice, con le lettere attorno o dentro alle lettere fondamentali; un secondo tipo, con le lettere intrecciate come nelle sigle; una forma molto comune, quella del monogramma di Cristo con le sue varianti (monogramma col solo nome di Cristo: monogramma costantiniano o eusebiano o chrismon, croce monogrammatica; monogramma coi due nomi; monogramma col solo nome di Ges). Inoltre altra forma di abbreviazione utilizzata era la psefia, ossia un crittogramma che attraverso i numeri esprimeva lo stesso concetto della parola; se due parole hanno identico valore numerico sono dette isopsefiche. La punteggiatura nacque per distinguere le parole troppo vicine, gi dallepigrafia pagana: punto tondo, triangolare e quadrato, foglia dedera (cosiddetta hedera distinguens), palmetta, crocetta, piccola freccia, lettera dellalfabeto. Molto rari sono i casi di accenti, sulle vocali lunghe (apex) e sulle consonanti per indicare raddoppiamento (sicilicus). Molte iscrizione inoltre si confondevano per luso di scrivere latino in lettere greche e viceversa.

Iscrizioni funerarie in prosa


Uniscrizione la risultante di due o pi nuclei concettuali; ogni espressione epigrafica si dice formula, ossia un concetto dichiarato in una particolare maniera con carattere stilistico, foriero di unindicazione cronologica. Come i Romani, anche i Cristiani utilizzavano i cosiddetti tria nomina (praenomen, nomen, cognomen) ma molti sono anche i casi di nomi unici; non attestata unonomastica tipicamente cristiana fino al IV secolo, tanto che sono riportati nomi di origine pagana fino in epoca tarda. Nomi cristiani sorsero con lusanza di battezzare i fanciulli con nomi di adozione, a volte mediati con quelli originari attraverso un nesso. Fondamentale era anche lindicazione degli anni vissuti, a volte completata dal numero di mesi e giorni, e a volte (per i bambini) di frazioni di ore, a volte invece approssimata con la formula plus minus, siglata in P.M. o altre formule, altre volte ancora accompagnata dallanno di nascita, di matrimonio o di vedovanza. Ricorrono anche titoli di merito (come martyr e confessor), altri liturgici, onorifici o cultuali (sanctus e beatus). Le indicazioni di morte possono essere o formule di passaggio o dintroduzione. Il primo, un elemento naturalmente cristiano, vede il dies natalis nella data di morte, non nel giorno della nascita terrena; inoltre si preferisce lutilizzo di un formulario che esprima il senso di riposo della tomba. Nel secondo vivo il senso di depositio (in pace), ossia di custodia temporanea, con cui si indica particolarmente il giorno di morte e semmai i giorni trascorsi per la sepoltura. Il calendario utilizzato era solitamente quello comune romano, il calendario giuliano; nei casi delle epigrafi cristiane in greco, a volte si faceva uso di computi cronologici locali, come il calendario macedone o il copto; altri ancora segnavano il nome dei giorni in base alla menzione del Natale o della Pasqua, o di particolari notazioni astronomiche. I modi di numerazione erano le cifre romane per i latini e le lettere dellalfabeto greco per gli orientali, con le dovute eccezioni (IIII al posto di IV, lepisema al posto del VI); alcune volte i giorni venivano conteggiati senza essere trasformati in mesi, e viceversa. Le datazioni, minime rispetto al patrimonio epigrafico, avvenivano citando i consoli e gli imperatori (sistema pi diffuso, di facile interpretazione fino al 306, poi dal 541 si nomina il solo imperatore) oppure secondo una cronologia regionale (in ere, come lispanica, la mauritana, o con lindictio, ciclo di quindici anni numerati progressivamente dal 297 per opera di Diocleziano). Altre volte venivano citati gli anni di regno di un monarca locale, oppure del vescovo o di un pontefice.

Una processione nelle catacombe di San Callisto, Illustrazione di Alberto Pisa, 1905 Formule particolari

Fra le formule epigrafiche particolari si ricordano: le acclamazioni, che perdono il senso lugubre pagano e si trasformano in augurio; gli auguri di pace, non solamente riferiti al sepolcro (domus aeternalis), ma anche dedicati alla felicit celeste; il refrigerium ( , anpsyxis), ossia laugurio di partecipazione al convito celeste, simboleggiato da una colomba nellatto di suggere; le acclamazioni di vita in Cristo, auspicio di soggiorno dellanima in Cristo; le formule desunte dal formulario pagano, quali forme di addio e pensiero che nessuno immortale; le orazioni, come invocazioni dellintercessione o dellintervento; le preghiere per il defunto, molto simili alle acclamazioni; le invocazioni dei viventi al defunto, affinch interceda per loro, generalmente brevi composizioni; le preghiere del defunto ai viventi e al Signore, che attestano la continuit della vita terrena in quella celeste; dai viventi a proprio vantaggio, di cui molti sono graffiti lasciati dai pellegrini; sacramenti; battesimo e cresima, poich riti diniziazione, espressioni piuttosto velate (disciplina arcani). La pi celebre certamente il Cippo di Abercio, dal nome dellomonimo vescovo di Ierapoli, in Frigia, gi noto dallagiografo bizantino Metafraste, e che si considerava vissuto sotto Marco Aurelio (161-180) e sarebbe stato levangelizzatore dellAsia Minore, e tornato a Geropoli avrebbe scritto un epitaffio a ricordo del suo apostolato. Nel 1882 larcheologo William Ramsay scopre in Asia Minore liscrizione di un tale Alessandro del 216, i cui primi tre versi erano copia delliscrizione di Abercio. Continuando le ricerche, presso le terme di Geropoli si ritrovarono lanno successivo due frammenti del cippo di Abercio, poi donati a Leone XIII ed ora conservati al Museo Lateranense; il testo, gi conosciuto tramite i codici, conferm la datazione aureliana e la missione apostolica narrata dalle cronache.

Epigrafia metrica
Dopo la pace della Chiesa aumentarono le iscrizioni a carattere non funerario, soprattutto grazie al concomitante sviluppo del culto dei martiri. Diffusa la versificazione in acrostici, gi comuni in epoca arcaica. Il metro impiegato solitamente era lesametro o il distico elegiaco, e molto meno diffusi il senario e il saffico; a volte ne veniva utilizzato diversi nella stessa composizione. Damaso, pontefice (366-384) nato in Spagna ma formatosi a Roma, diede grande impulso al culto dei martiri, tanto da divenire patrono dellarcheologia cristiana nel 1926 con Pio XI. Bench pesante nel metro, di facile ripetizione, imitazione insistente degli autori classici, fu tuttavia un grande comunicatore, che ha avuto anche il merito di non alterare le notizie storiche del suo tempo. Il suo calligrafo, Filocalo (gi autore della Depositio Martyrum), cre lomonimo carattere di struttura rettangolare e con aste di forte spessore alternate a sottili, con un sensibile gioco di chiaroscuro, con degli speciali apici ricurvi allestremit di ciascuna asta: delle 77 iscrizioni damasiane, una ventina gli sono attribuite fra il 370 ed il 380 circa. Molti emularono il pontefice, che realizzarono elogi di santi, epitaffi ed iscrizioni.

Iscrizioni storiche
Si tratta di tutte quelle iscrizioni che riguardano la genesi e la storia dei monumenti, gli avvenimenti della Chiesa, la liturgia, le reliquie, le donazioni, i voti, lattivit artistica e culturale della comunit. Di solito erano poste in luoghi accessibili al popolo, ma ci furono anche molte eccezioni. Il marmo il materiale pi utilizzato, seguito anche da composizioni musive; il formulario attinge dalla Bibbia, e soprattutto dai Salmi. Relativamente agli edifici sacri, le iscrizioni storiche riguardavano la fondazione e i lavori negli edifici di culto (contenenti il nome di chi ha voluto la costruzione, ne ha sostenuto le spese o ne stato lartefice), iscrizioni parenetiche (preghiere rivolte ai fedeli, a Dio, a Ges, ai santi per invocare favore o protezione), iscrizioni esegetiche (per illustrare le rappresentazioni figurate, ottime per la decifrazione) e di consacrazione e dedicazione degli edifici sacri. Anche i sacramenti vengono affrontati, come anche i dogmi, soprattutto sulla divina maternit di Maria e il primato del pontefice romano. Come i Romani, si realizzano incisioni a ricordo di editti, donazioni e privilegi.

Diffuse erano anche trascrizioni di versi biblici e salmi, nonch iscrizioni eortologiche hanno lasciato informazioni sulle deposizioni dei martiri e il loro dies natalis. Le iscrizioni di reliquie si trovano di norma sui reliquari o sullaltare, con informazioni precise sul culto del martire. Diffusissime erano anche le iscrizioni votive, per una donazione o lo scioglimento di un voto.

Iscrizioni su piccoli oggetti


Molti erano gli oggetti caratterizzati da scritte: anelli, gemme, sigilli, fibule, pettini, aghi, bicchieri, piatti, lampade, teche, recipienti per liquidi, lamelle, piastre, collari, encolpi, pettorali, amuleti, oggetti di vetro, mattoni, anfore, tegole.

Fonti
Le fonti principali sulle catacombe sono distinte in due classi: monumentali, cio da testi diretti, e letterarie, ossia trascrizioni indirette. Fra le risorse pi comuni si ricordano la Bibbia, i Vangeli canonici, gli Atti e le Lettere degli Apostoli. Altre fonti importanti sono la Didach ( , Didach tn ddeka apostlon), una raccolta di prescrizioni di carattere morale, liturgico e disciplinare, e la cosiddetta Tradizione apostolica ( , Apostolik pardosis), una serie di regole per gli ordini ecclesiastici, leucaristia e il battesimo.

Charlotte Mary Yonge, Young Folks History of Rome Letterarie


Una serie di scritti aiutano a ricostruire la storia delle catacombe cristiane: i padri apostolici, ossia coloro che ebbero rapporti con gli apostoli), di cui si ricordano Clemente (Lettera ai Corinti), santIgnazio (Lettera ai Romani), san Policarpo (Lettera ai Filippesi). Si menzionano anche gli apologisti greci del II secolo: san Giustino martire, santAristide, santApollinare. Fondamentali anche gli scritti antieretici dello stesso secolo, fra cui SantIreneo di Lione (Adversus haeres, sul primato papale) e la Lettera a Diogneto, testo sulle verit cristiane destinate ad un pagano. Inoltre vanno citati anche gli scrittori cristiani del III e IV secolo: Tertulliano (Ad Nationes e Apologeticum, sulle prime comunit cristiane), Minucio Felice (Octavius, sui preconcetti verso la nuova religione), santIppolito di Roma, Origene Adamantio, Clemente Alessandrino, san Cipriano di Cartagine (De lapsis sui lapsi, e De ecclesiae unitate sulla Chiesa africana), Eusebio di Cesarea (Storia Ecclesiastica, dieci libri andati perduti, e la Vita Constantini), santAmbrogio (De mysteriis, De paenitentia, i Discorsi e le Lettere, con informazioni utili sulla vita dei martiri), san Girolamo, papa Damaso I, e santAgostino. Anche da molti scritti apocrifi si conoscono molte notizie sulla vita delle catacombe cristiane, come dai Vangeli dellInfanzia del Signore, gli Acta Petri e gli Acta Pauli, nonch in generale gli Atti dei martiri (Acta martyrum). Gli acta era gli atti giudiziari dei processi contro i martiri, di cui il Martyrium Policarpi pi antico, composto sotto forma di lettera, mentre lActa martyrium Sillitanorum il primo documento in latino. Altre informazioni giungono dalle Passiones martyrum, racconti a volte fantasiosi sul culto dei martiri.

Monumentali
Martirologio proveniente da Digione, in Francia Martirio di Wiborada, Stiftsbibliothek, San Gallo, in Svizzera Fra le fonti monumentali si citano i Calendari, almanacchi con il dies natalis e la depositio di ogni martire; il Cronografo del 354, ad oggi il pi noto, detto anche Filocaliano dal compilatore Furio Dionisio Filocalo, segretario di papa Damaso I, o Bucheriano dal padre gesuita che lo pubblic nel XVII secolo. Il Cronografo contiene anche la Depositio episcoporum, con lelencazione dei papi dal 254 al 352, e la Depositio martirym, con una lista di martiri dalla prima met del III secolo. Le prime citazioni delle parole sanctus e martyr si fa riferimento al Martyrologium

Carthaginiense, mentre altre informazioni sulla vita dei santi e la loro sepoltura si ritrovano nei Calendari di Napoli, dell847, quello di Oxirinco, datato al 535, e lIrlandese (IX secolo), con notazioni minori in quelli di Montecassino e di Spagna. I martirologi erano delle raccolte di dati sulla morte e sul luogo della deposizione dei martiri; il pi antico il Martirologio Siriaco, mentre il pi rilevante certamente il Martyrologium Hieronymianum, da cui dipendono tutti i martirologi storici posteriori. Tuttavia, il Martirologio Romano (Martyrologium Romanum, revisionato da Cesare Baronio per Gregorio XIII nel 1582, lelenco ufficiale dei martiri della Chiesa cattolica. Per conoscere la tradizione religiosa sono fonti eccellenti anche i sinassari, libri destinati alla liturgia quotidiana, con un santo per ogni giorno ed ogni chiesa. I menei erano degli elenchi agiografici mensili, corredati da canti sacri, mentre i menologi trattavano la vita dei santi accompagnati da inni per le loro festivit. I typica erano altri elenchi di celebrazioni festive, ma relative alle festivit nei santuari, di cui il pi antico conosciuto quello di San Saba. Altri scritti eccellenti sono i sacramentari, cio raccolte di iscrizioni mobili per la liturgia, i cataloghi di pontefici e vescovi, fra cui il fondamentale Liber Pontificalis, con le biografie dei pontefici da san Pietro a Martino V (1431) scritte da papa Damaso I o forse da un anonimo (le notizie dal pontificato di Anastasio II sono confermate), ed il Gesta Episcoporum Neapolitanorum, un altro catalogo dei pontefici romani fino a Milziade e con tre liste di vescovi locali. Gli itinerari erano vere e proprie guide per i pellegrini, con importanti notizie sulla storia ecclesiastica; si ricordano il De locis sanctis martyrum quae sunt foris civitatis Romae, del VII secolo; la Notitia ecclesiarum urbis Romae, risalente alla seconda met del VII secolo, con una trascrizione molto accurata, e che presenta un giro inverso rispetto al De locis; infine lItinerarium Burdigalense, del IV secolo, descrivente un viaggio da Bordeaux (da cui il nome) a Gerusalemme, compreso il ritorno per Roma e Milano. Tra i cosiddetti cataloghi vanno menzionati lIndex coemeteriorum vetus, del VII secolo circa, ed il Notula de olea ss. Martyrum qui Romae in corpore requiescunt, realizzato a Monza, sugli oli raccolti nei sepolcri dei martiri. Le sillogi erano delle raccolte di iscrizioni cristiane, prima trascritte per devozione, poi per linsegnamento della scrittura.

Riti e credenze
Rito dellagape su uniscrizione delle Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro a Roma Dalla tradizione pagana risalgono moltissimi elementi, soprattutto di superstizione, rimasero anche nella cultura cristiana: i Romani usavano bagnare la terra con latte e vino, offrendo cibo, curando piccoli giardini, e decorando la tomba con affreschi o intrecci di piante. I confrequentantes si riunivano periodicamente (in occasione dei parentalia) sul luogo con banchetti (detto epula) e libagioni rituali. Il refrigerium diveniva presso i Cristiani, mantenendo comunque il significato classico di sollievo mediante un pasto, sinonimo di riposo e pace: scopo precipuo dellagape quello di giovare allanima del defunto. In seguito alla pace della Chiesa il convitto finisce per snaturarsi. Diverse sono le superstizioni che si mantengono fra il popolo, bench cristianizzato: luso di bagnare la terra con vino, e poi quello di spargere odori ed oli, fiori (inizialmente malvisto perch segno di culto idolatrico, poi ammesso dal IV secolo), e costruire cattedre cimiteriali destinate alle anime dei defunti. A volte si trova linvito a non trattenersi davanti al loculo, per timore di malocchi o cattivi auguri. Molto diffusi erano anche gli amuleti (chiodi, zoccoli, campanelli, lamine, invocazioni), poi tramutati in simboli cristiani: ci spiega la continua presenza di simboli tipicamente cristiani anche dopo la pace costantiniana nel 313.

Localit Roma e Lazio


Lingresso delle catacombe di San Sebastiano La citt di Roma naturalmente il luogo dove sono state concentrate maggiormente le catacombe cristiane (anche se vi sono due esempi di catacombe

ebraiche). Anche se collocate allesterno delle mura cittadine, oggi gran parte di esse sono integrate nel nucleo urbano. La pi importante e celebre quella di San Callisto, costruita da papa Callisto e ristrutturata da Damaso, dove sono conservate diverse tombe di papi e martiri, compresa quella di santa Cecilia. Si ricordano anche le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro e quelle di San Sebastiano, fra le pi antiche: queste ultime sono quelle maggiormente in uso nel tempo, tanto che il primo livello ormai scomparso a causa delle continue frequentazioni. Molto affascinanti sono le Catacombe di Priscilla, situate in gran parte sotto la zona di Villa Ada, presentano alcuni degli affreschi cristiani pi antichi, fra cui la prima rappresentazione dei Re Magi e dellUltima Cena. Numerosi cimiteri antichi cristiani esistono anche nel Lazio, soprattutto nei dintorni di Roma. In diversi casi ospitarono tombe di martiri, testimoniando una diffusione del Cristianesimo in queste zone gi in epoca precedente alleditto di Costantino del 313. Sono spesso di dimensioni complessive inferiori, ma per la buona qualit del tufo in cui sono scavate possono presentare gallerie molto ampie, ma spesso ad andamento irregolare, in quanto scavate per brevi tratti successivi, a seconda delle necessit. I loculi, di forma irregolare, a volte sono chiusi da muretti in mattoni, poi intonacati allesterno. La maggiore frequenza di cappelle familiari, a volte monumentalizzate con decorazioni intagliate nel tufo sembra suggerirne lutilizzo da parte di ceti sociali superiori. Tra le circa cinquanta catacombe laziali conosciute, non tutte oggi accessibili, si ricordano quella di Santa Cristina a Bolsena, di Santa Savinilla a Nepi, di Santa Teodora a Rignano Flaminio, di Santa Vittoria a Monteleone Sabino (detta Trebula Mutuesca), di Colle San Quirico a Paliano, ad decimum sulla via Latina a Grottaferrata, di SantIlario ad bivium presso Valmontone, e di San Senatore ad Albano Laziale.

Italia
NellItalia settentrionale sono presenti diversi cimiteri sotterranei, anche se in gran parte devastati dalle invasioni successive. Fra le maggiori si ricordano quelle di Iulia Concordia (oggi Concordia Sagittaria), scoperta nel 1876 e composta da pi di duecento lapidi relative perlopi a militari defunti. In Toscana a Chiusi, nella Valdichiana senese, sono state rinvenute due catacombe, una scoperta nel corso del XVII secolo (1634) dedicata a Santa Mustiola, laltra scoperta casualmente nel corso del 1848 durante dei lavori nei campi, dedicata a Santa Caterina dAlessandria. La catacomba di Santa Mustiola, che si fa risalire al III secolo, articolata in una serie di gallerie che si affacciano su due arterie principali, con le pareti segnate da iscrizioni, simboli e segni. La catacomba di Santa Caterina dAlessandria risale, invece, al II o al III secolo ed composta da due ipogei pagani di pi antica datazione, poi sfruttati dalle comunit paleocristiane, fino al IV secolo. Nella zona di Classe, nei pressi di Ravenna, sono quattro gruppi cimiteriali: San Severo, Eleucadio, Probo e SantApollinare, tutte risalenti agli inizi del III secolo. Altri esempi sono stati riscontrati ad Aosta, identificata nel 1939 e risalente probabilmente al V secolo, a Finale Ligure, con una basilica a tre absidi ed alcune tombe allinterno, ed unaltra sotto la Chiesa di Santa Felicita a Firenze, sempre del V secolo. Nel resto dItalia sono presenti altre catacombe molto celebri: numerose sono quelle napoletane, le pi famose delle quali sono le quattro dedicate a San Gennaro, San Gaudioso, SantEufebio e San Severo. Se le ultime due non mostrano grande rilevanza, la pi importante e la pi estesa quella di San Gennaro, realizzata sulla collina di Capodimonte, con due piani sovrapposti ed un ipogeo del II secolo. In Campania si conoscono anche a Teano (Catacomba di San Casto), anche se di epoca tarda, a Capua e a Calvi. Inoltre in Calabria ormai accertata la presenza di una necropoli sottoterra nella cattedrale di Tropea, con numerose iscrizioni. Le catacombe siciliane sono abbastanza rilevanti, soprattutto a Siracusa, seconde per estensione solamente a quelle romane: le parti pi antiche sono riconducibili al III secolo, con una vastissima serie di ipogei. Altri complessi si trovano a Trapani, a Messina, a Palermo (Catacomba di Porta dOssuna) e ad Agrigento (Catacomba Fragapane). Le catacombe di SantAntioco in Sardegna furono ricavate scavando gallerie che misero in comunicazione ambienti di preesistenti tombe ipogeiche a camera di epoca punica: queste erano infatti

isolate tra loro e destinate essenzialmente ad uso familiare, o comunque relative ad una ristretta cerchia, al contrario delle catacombe, che erano destinate allintera comunit dei fedeli.

Europa
Le catacombe di Parigi Vi sono molti esempi di catacombe nel continente europeo. A Malta sono presenti catacombe affini a quelle siciliane, anche se non cos estese: si tratta perlopi di ipogei, con alcuni elementi locali. A Colonia, in Germania, si conoscono tre cimiteri sopra terra (San Severino, SantOrsola e San Gereone), mentre quali quelle di Parigi in Francia, e di Treviri in Germania. Inoltre ne esistono anche in Spagna, Grecia, Anatolia ed Africa settentrionale.

Ambientazioni
Le catacombe sono intese nellimmaginario collettivo come luoghi pieni di mistero e di fascino. Indubbiamente la posizione sotterranea di questi cimiteri e la tradizione che li vuole legati alla persecuzione dei cristiani, oltre che al mistero delloltretomba, ha sempre costituito unottima location per film e racconti di ogni genere. Un esempio di tale fascinazione di origine romantica lo si trova in musica, nel ciclo dei Quadri di unesposizione di Modest Musorgskij. Lottavo dei dieci brani del ciclo sintitola Catacumbae (sepulcrum Romanum) ed ispirato per da un quadro di Viktor Hartmann ambientato nelle catacombe di Parigi: in esso lautore filtra la propria ispirazione (simboleggiata dal leitmotiv della Promenade) in atmosfere lugubri e funeree. Parte delle avventure dei videogame di Lara Croft sono ambientate in alcune catacombe, e anche Indiana Jones nel film Indiana Jones e lultima crociata (1989) a Venezia si avventura in alcune catacombe di fantasia sottostanti la Chiesa di San Barnaba riadattata nella finzione cinematografica a biblioteca. Nel film La mandragola (1965), Tot e Fra Timoteo scendono in una catacomba, anche se questa scena non era stata aggiunta inizialmente nel film; In Mission: Impossible III (2006) i protagonisti giungono dentro il Vaticano passando attraverso alcuni antichi condotti sotterranei. Fra i diversi fumetti che utilizzano come ambiente per particolari episodi le catacombe, si ricorda anche lalbo a fumetti di Martin Mystre intitolato Catacombe! (n. 135, giugno 1993) ed ambientato nelle catacombe di Roma. il 7 luglio 2007 stato distribuito nelle sale italiane il film Catacombs - Il mondo dei morti, ambientato nelle catacombe parigine.

Note
^ Leggi delle XII tavole, Tabula I, III. ^ abPasquale Testini op. cit. ^ abcatacomba in Nuovo Vocabolario Treccani, Roma, Istituto dellEnciclopedia Italiana, 2006. ^ abManlio Cortelazzo; Paolo Zolli, catacomba in Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Roma, Zanichelli, 2004. ^ abNicola Zingarelli, catacomba in Vocabolario della Lingua Italiana, Roma, Zanichelli, 2006. ^ Ugonio, Pompeo <m. 1614> Historia delle stationi di Roma che si celebrano la Quadragesima di Pompeo Vgonio Doue oltre le vite de santi alle chiese de quali e statione, si tratta delle origini, fondationi, siti, restaurationi, ornamenti, reliquie, & memorie di esse chiese, antiche & moderne Roma : appresso Bartholomeo Bonfadino, 1588. Ulteriori notizie si ricavano da unaltra opera dellUgonio, Theatrum Urbis Romae, un compendio di notizie e appunti cos vasto che non vide mai la pubblicazione, rimase incompiuto alla morte dellAutore (1614) ed perci di difficile accesso perch sopravvissuto

soltanto in due voluminosi manoscritti (il Cod. Vat. Barb. Lat. 1994 e il Ms. I, 161 della Biblioteca Ariostea di Ferrara), cfr. The Classical Tradition, ed. by Anthony Grafton, Glenn W. Most, Salvatore Settis, Cambridge (Mass.), The Belknap Press of Harvard University Press, 2010, sub voce Guidebooks to Ancient Rome, p. 415. ^ Secondo la leggenda le caratteristiche macchie colorate sulla coda sarebbero gli occhi di Argo, posti da Giunone sulla coda dellanimale a lei sacro in memoria del fedele guardiano dai cento occhi incaricato di custodire Io e ucciso da Mercurio. Il Cristianesimo delle origini attribuisce allanimale significati perlopi positivi. In base alla credenza di Ovidio, per la quale il pavone ogni anno in autunnoperde le penne che rinascono in primavera, lanimale diventato il simbolo della rinascita spirituale e quindi della resurrezione. Inoltre i suoi mille occhi sono stati considerati emblema dellonniscienza di Dio. Pu infine apparire come attributo dellaria, che secondo la teoria dei quattro elementi era governata da Giunone, di cui conduce il carro. Secondo Plinio il Vecchio lanimale che non si decompone alla morte. ^ SantAgostino racconta un mito analogo a quello del pavone.

Bibliografia
Pasquale Testini, Archeologia Cristiana, 2a ed., Bari, Edipuglia, 1980. Antonio Bosio, Roma sotterranea, Roma, 1632. Danilo Mazzoleni, I martiri cristiani, Archeo Dossier n. 87, 1992. (FR) Umberto Fasola, Les Catacombes entre la lgende et lhistoire, in Les Dossiers de lArchologie, Dijon, 1976. Giuseppe Ferretto, Note storico-bibliografiche di archeologia cristiana, Citt del Vaticano, 1942. James Stevenson, La civilt delle catacombe, Roma, Club del Libro, 1987. Orazio Marucchi, Manuale di Archeologia Cristiana, Roma, 1933. (IV ed.) Enciclopedia Rizzoli-Larousse, Milano, 1967. (alla voce catacmba) Enciclopedia Grolier-Hachette, Milano, 1994. (alla voce catacombe)

Altri progetti
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Voci correlate
Catacombe di Roma Catacombe di Napoli Catacombe di Siracusa Cimitero Cristianesimo

Collegamenti esterni
Le Catacombe Cristiane, documento della Pontificia Commissione di Archeologia sacra Le Catacombe di San Sebastiano Questa una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunit. stata riconosciuta come tale il giorno 8 maggio 2007 vai alla segnalazione. Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto. Segnalazioni Archivio Voci in vetrina in altre lingue Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki

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