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Pubblicato il 13/09/2016

N. 00610/2016 REG.PROV.CAU.
N. 00796/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA
Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
in sede giurisdizionale
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 796 del 2016, proposto da: IGM RIFIUTI
INDUSTRIALI s.r.l., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso
dagli Avvocati Antonio Bivona (C.F. BVNNNG69P10C351T) e Marianna Capizzi (C.F.
CPZMNN71T65C342B), con domicilio eletto presso lo studio dellAvv. Margot
Bellomo in Palermo, via La Lumia N. 7;

contro
KALAT AMBIENTE SRR s.c.p.a., in persona del legale rappresentante p.t.,
rappresentato e difeso dall'Avvocato Andrea Scuderi C.F. SCDNDR41D08C351E, con
domicilio eletto presso lo studio dellAvvocato Daniela Macaluso, in Palermo, via G.
Ventura 1;
nei confronti di
ECONORD s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso
dall'Avvocato Riccardo Rotigliano (C.F. RTGRCR72C23G273J), con domicilio eletto
presso il suo studio in Palermo, via Filippo Cordova, 95;
per la riforma
della sentenza n.2042 del 20 luglio 2016 resa dal T.A.R. SICILIA - SEZ. STACCATA
DI CATANIA, SEZIONE III^.

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'art. 98 cod. proc. amm.;


Visti gli atti di costituzione in giudizio di Kalat Ambiente e di Econord s.p.a.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza con la quale il Tribunale
Amministrativo Regionale di Catania ha respinto l ricorso di primo grado, presentato in
via incidentale dalla parte appellante;
Nominato Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 settembre 2016 il Cons. Avv.
C. Modica de Mohac e uditi per le parti lAvv. A. Bivona, lAvv. G. Mandolfo su delega
dellAvv. A. Scuderi e lAvv. R. Rotigliano;

CONSIDERATO che con lappellata sentenza il Giudice di primo grado non ha ritenuto
di entrare nel merito della questione (della intellegibilit del bando e della congruit
della somma posta a base dasta) avendo dichiarato il ricorso inammissibile in rito a
cagione della mancata partecipazione della ricorrente alla gara;
RITENUTO, allesito della sommaria delibazione che caratterizza la fase cautelare,
che il bando, il capitolato e gli altri atti che disciplinano la procedura di gara appaiono
generici se non addirittura lacunosi e talvolta contraddittori in ordine a taluni elementi
(al punto da non consentire di desumere con certezza la precisa tipologia e qualit delle
prestazioni da fornire n la quantit e qualit di personale e dei mezzi tecnici da
impiegare, ed i relativi costi) e che ci sembra impedire (rendere impossibile o
estremamente difficoltosa) la predisposizione di unofferta:
a) che dettagli - ci che invece (contraddittoriamente) richiesto - le modalit
organizzative del servizio e di valutare con cognizione i costi delle singole voci;
b) e che tenga conto delle spese da affrontare perch sia mantenuto un adeguato livello
prestazionale ed assicurato, al tempo stesso, il profitto dimpresa;
RITENUTO - in conformit alla specifica giurisprudenza evolutiva via via formatasi
sulla questione (cfr.: CS., Ad. Pl., n.1/2003; n.4/2011; nonch, sulla scia: CS, III^,
n.5456/2014CS, III^, 2 febbraio 2015 n.491; CS, V^, 18 giugno 2015 n.3104; CS, IV^,
n.293/2015) che, a fronte di tale situazione, il ricorso non sia inammissibile, posto che la
imprecisa redazione del bando (stata gi lamentata senza successo dal ricorrente nel
corso del procedimento) lede immediatamente linteresse del ricorrente, in quanto
costituisce un ostacolo inevitabile alla proposizione di una seria ed attendibile offerta (e
lo costringe ad affrontare spese progettuali per la redazione di un documento che non
ne rispecchia la seriet dintenti, n limmagine e la lealt professionali);

CONSIDERATO, pi in particolare:
- che il Consiglio di Stato ha affermato che deve essere riconosciuto carattere
escludente alle clausole del bando che rendono impossibile il calcolo di convenienza
tecnica o economica, ovvero che prevedono condizioni negoziali eccessivamente
onerose o obiettivamente non convenienti (CS, III^, 2 febbraio 2015 n.491; CS, V^, 18
giugno 2015 n.3104); che in tal caso non sussiste lonere di partecipazione alla
procedura di colui che intenda contestarle in quanto le ritiene tali da impedirgli lutile
presentazione dellofferta e dunque sostanzialmente impeditive della sua partecipazione
alla gara (CS, III^, n.5456/2014); e che pertanto nelle gare pubbliche necessario
procedere allimpugnativa immediata degli atti di indizione delle stesse quando si
lamenta che le clausole impediscano, indistintamente, a tutti i concorrenti, una corretta
e consapevole elaborazione della proposta economica (CS, IV^, n.293/2015)
- che, al riguardo, la sorprendente circostanza che ad una gara di s tanto rilevo (sia per
limporto a base dasta che per i contenuti prestazionali) abbia presentato lofferta una
sola ditta sembra confermare - e non gi svalorizzare (contrariamente a quanto il TAR di
Catania sembra opinare) - lassunto della resistente (oltre a destare perplessit);
RITENUTO, dunque - e seppur allesito della delibazione sommaria che caratterizza la
fase cautelare - che le tesi della ditta appellante siano favorevolmente apprezzabili e
che sussistono le condizioni per accordare linvocata misura cautelare sospensiva degli
effetti della sentenza appellata, atteso il pregiudizio immediato che lesecuzione della
stessa verrebbe a provocarle (determinando la prosecuzione della gara); ma ci ai soli
fini di cristallizzare le posizioni dei contendenti in giudizio per lo stretto tempo
necessario per pervenire alla definizione del giudizio di merito ai sensi dellart.55
comma 10 del codice del processo amministrativo;
RITENUTO, in conclusione:
- che le esigenze delle parti possono essere (e vadano) meglio tutelate, oltrecch
mediante la concessione del provvedimento cautelare sospensivo, anche mediante una
sollecita definizione del giudizio di merito ai sensi dellart.55, comma 10, del codice del
processo amministrativo, essendo evidente che lintera questione necessita di un
approfondimento che non appare compatibile con la funzione e con la struttura
(oltrecch con gli orizzonti cognitivi propri) della presente fase di giudizio;
- e che sussistono giuste ragioni per condannare la resistente Kalat Ambiente al
pagamento, in favore dellappellante IGM delle spese processuali che si vengono
liquidate come da dispositivo;
P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede
giurisdizionale, accoglie l'istanza cautelare (sul ricorso n.796/2016) e sospende
l'esecutivit della sentenza impugnata, fissando contestualmente, ai sensi dellart.55,

comma 10, del codice del processo amministrativo, la trattazione del merito per
ludienza pubblica del 17 novembre 2016.
Condanna lappellata (Kalat Ambiente s.c.p.a.) al pagamento, in favore dellappellante
(IGM RIFIUTI INDUSTRIALI s.r.l.) delle spese processuali in misura di .2000,00,
oltre i.v.a ed accessori eventualmente dovuti.
La presente ordinanza sar eseguita dall'Amministrazione ed depositata presso la
Segreteria della Sezione che provveder a darne comunicazione alle parti.
Cos deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 7 settembre 2016 con
l'intervento dei Signori Magistrati:
Claudio Zucchelli, Presidente
Vincenzo Neri, Consigliere
Carlo Modica de Mohac, Consigliere, Estensore
Alessandro Corbino, Consigliere
Giuseppe Barone, Consigliere

L'ESTENSORE
Carlo Modica de Mohac

IL SEGRETARIO

IL PRESIDENTE
Claudio Zucchelli