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Capitolo II

RAPPRESENTAZIONE DEI SEGNALI


NEL DOMINIO DELLA FREQUENZA.
II.1 - Segnali periodici.
Un segnale, rappresentato da una funzione reale o complessa s(t) di variabile reale t , si
dice periodico se esistono valori di T tali che, per ogni t , si abbia:

s(t ) = s(t + T )

(II.1.1)

immediato verificare che se T una soluzione della (II.1.1) tutti i suoi multipli soddisfano la (II.1.1). Il minimo valore positivo dei valori di T che soddisfano la (II.1.1) definito
periodo fondamentale T0 , o pi semplicemente periodo, del segnale.
Un segnale periodico manifestamente un segnale a potenza finita. Infatti :
T
kT0 +
1 2
1
2
2
|
(
)
|
lim
| s(t ) |2 dt
P = lim
s
t
dt
=
(II.1.2)
T
kT +
T T 2
k kT0 + 02

dove si posto T = kT0 + ( k intero e 0 < T0 ). Dalla precedente si ottiene:

k kT0 +

P = lim
(II.1.3)

T0
2
T
0
2

k kT0 +

= lim

2
s(t ) dt =

kT
1 20 0
2
2
s (t ) dt + lim
kT0 + s(t ) dt +
k kT0 +
2

kT0
2
kT0 +

kT0
2
kT
0
2

kT0 +
2
kT0
2

kT0 +
2
kT0
2

2
s(t ) dt

Poich

(II.1.4)

T0
2

T0
2

s(t ) dt <

gli ultimi due integrali della (II.1.3) si mantengono limitati, per cui risulta:
T
1 20
2
P=
s(t ) dt
(II.1.5)
T
T0 20

Poich un segnale periodico non presenta energia specifica finita, non possibile applicare le metodologie di analisi esposte al Cap. I. Tuttavia se si prende in considerazione il segnale troncato sT0 (t) definito ponendo
s(t)
sT 0 (t )
t
sT0 (t ) = s (t ) rect T
(II.1.6)

( )
0

si ha (v. Fig. II.1):


(II.1.7)

s (t ) =

m =

sT0 (t mT0 )

T0
2

Ci significa che un segnale periodico pu

T0
2

Fig. II.1 Segnale periodico. Segnale troncato.

essere considerato come la ripetizione periodica, con periodo T0 , di un segnale elementare


sT0 (t) , confinato in un intervallo di durata T 0 .

Il segnale sT 0 (t ) manifestamente ad energia finita essendo:


(II.1.8)

T0
2

T0
2

s(t ) dt <

- 20 -

G. Mamola: Fondamenti Comunicazioni Elettriche

cosicch, scegliendo la seguente base di funzioni ortonormali:

un (t ) =

(II.1.9)

T0

j 2 n t
T0

rect

( )
t
T0

( n = 0, 1, 2, )

che, come possibile dimostrare 1 , completa per qualsiasi segnale ad energia finita e con-

finato nellintervallo

T0 T0
,
2 2

) pu essere espanso nella seguente serie di funzioni:


1
s (t ) =
rect ( )
e
T

(II.1.10)

T0

j 2 n t
T0

0 n =

t
T0

dove i coefficienti n valgono:

n = ( sT0 , un ) =

(II.1.11)

s(t )un* (t )dt =

T0
2

T
20

T0

s(t )e

j 2 n t
T0

dt

Sostituendo la (II.1.10) nella (II.1.7) si ottiene:

s (t ) =

m =

(II.1.12)

1
T0
1
T0

rect

m =

ne

T0

t mT0
T0

sT0 (t mT0 ) =

m = n =

n =

ne

ne

j 2 n t
T0

j 2 n

t mT0
T0

rect

t mT0
T0

)=

j 2 n t
T0

n =

dove si tenuto conto della periodicit dell'esponenziale complesso e

m= rect (

t mT0
T0

j 2n

) = 1.

t
T0

e che

Ponendo infine
f0 =

(II.1.13)

1
T0

Sn =

(II.1.14)

1
T0

T0
2

T0
2

s (t )e j 2 nf0t dt

la (II.1.12) assume la forma:

s (t ) =

(II.1.15)

Sn e j 2nf t
0

n =

che costituisce la ben nota espansione di un segnale periodico in serie di Fourier espressa
in forma esponenziale o euleriana.
bene osservare che, a causa della periodicit del segnale s(t) , l'integrale che compare
nella (II.1.14) pu essere esteso ad un qualsiasi intervallo purch di durata T0 .
opportuno precisare che la serie a secondo membro della (II.1.15) converge al segnale

s(t) in media quadratica. Ci significa che la distanza euclidea fra il segnale s(t ) e la ridotta
N -esima della serie tende a zero al crescere di N e cio:
(II.1.16)

lim

T0
2

T0
2

s (t )

n = N

Sn e j 2 nf0t dt = 0

Per quanto riguarda la convergenza puntuale facile dimostrare che la serie converge ad

s(t) in tutti i punti in cui il segnale continuo; negli eventuali punti di discontinuit t = la
1 cfr.: F. G. Tricomi: Istituzioni di analisi superiore. Edizioni Cedam. Padova. 1964.

Cap. II Rappresentazione dei segnali nel dominio della frequenza

serie converge al valore

1
2

- 21-

s(+ ) + s( ) e cio al valore medio fra i limiti destro e sinistro in

corrispondenza della discontinuit.


Il coefficiente Sn una quantit complessa cosic-

Sn

ch pu essere posto nella forma:

Sn =| Sn | e jn

(II.1.17)

in termini cio del modulo Sn e dell'argomento n .

a)

Si

deduce

dalla

(II.1.15)

che

la

conoscenza

dell'insieme dei coefficienti Sn consente di ricostruire


n

il

segnale

s(t) .

Ci

suggerisce

una

particolare

rappresentazione grafica del segnale ottenuta con dei


diagrammi in cui sono riportati i moduli Sn e gli

b)

argomenti n di Sn in funzione di n . Tali diagrammi

normalmente indicati come spettri di ampiezza e di

Fig. II.1 - Spettri di ampiezza a) e di fase


b) di un segnale reale.

fase del segnale s(t) , sono anche rappresentati in

termini della frequenza fn = nf0 della generica armonica del segnale s(t) .
Esempio E.II.1.
Si consideri la sequenza periodica di impulsi rettangolari
di durata T e periodo T0 mostrata in Fig. E.II.1.
Nellintervallo
s (t ) = rect

T0
2

T0
2

).

Il

( ) . Il coefficiente S
t

segnale

descritto

dalla

vale:

s(t )
T
1

T0

T0

Fig. E.II.1
sin n T
T
0
j 2 n
( n 0)
1

Sn =
e
dt =
n

T0
T
( n = 0)
T
0
che, ricordando la definizione della funzione sinc( x) , pu essere riscritto come segue:
T
2

t
T0

T
2

S n = T sinc n T
T0
T0

II.2 - Somma di Poisson.


Si consideri la seguente successione di delte di Dirac traslate.

T0 =

(II.2.1)

(t nT0 )

n =

Essa costituisce una distribuzione periodica di periodo T0 . Poich il coefficiente dello sviluppo in serie di Fourier della (II.2.1) vale:
(II.2.2)

1
Sn =
T0

T0
2

T0
2

(t )e

j 2 n t
T0

dt =

1
T0

lo sviluppo in serie di Fourier della (II.2.1) d luogo alla seguente somma di Poisson:
(II.2.3)

1
T0

n =

j 2 n t
T0

(t nT0 )

n =

- 22 -

G. Mamola: Fondamenti Comunicazioni Elettriche

II.3 La trasformata di Fourier.


Sia s(t) un segnale ad energia finita e sia sT (t ) il corrispondente segnale troncato definito
dalla (v. Fig. II.1):
(II.3.1)

sT (t ) = s(t ) rect

( Tt )

sT (t)

Il segnale sT (t ) oltre ad energia finita a durata limitata e


pertanto, come gi osservato al par II.1, pu essere espanso
in termini del seguente insieme di funzioni orto-nornali:
1 j 2n Tt
( n = 0, 1, 2, )
un (t ) =
e
rect Tt
(II.3.2)
T

T
2

( )

T
2

t
s (t )

Fig. II.1 Segnale ad energia


finita e segnale troncato.

come segue:
(II.3.3)


j 2 n Tt
sT (t ) = Sn e
rect
n =

( Tt ) = T1 T Sn e j 2n
n =

t
T

t
rect T

( )

con

Sn =

(II.3.4)

j 2 n Tt
1 T2
s (t )e
dt
T

T 2

evidente che se si fa tendere T ad infinito sT (t ) tende a s( t) :


(II.3.5)
s (t ) = lim sT (t )
T

Per effettuare il passaggio al limite su indicato basta osservare che, al crescere di T , le


1
quantit f n = n tendono a addensarsi nel senso che la differenza f =
tra due termini
T
T
consecutivi tende a zero; fn tende cos ad identificarsi con una variabile continua f e

1
T

con

il corrispondente incremento df . In base a tali considerazioni, dalla (II.3.4) si deduce che la


quantit T Sn tende, al divergere di T , alla seguente funzione di f :
S( f ) =

(II.3.6)

s(t )e

j 2 ft

dt

mentre, dalla (II.3.5), tenendo conto della (II.3.3), discende:


s (t ) =

(II.3.7)

S ( f )e

j 2 ft

df

Le (II.3.6) e (II.3.7) costituiscono le espressioni della trasformata e antitrasformata di


Fourier rispettivamente.
opportuno precisare che la trasformata di Fourier di un segnale ad energia finita definita dalla:
T
2

S ( f ) = lim

(II.3.8)

T
2

s(t )e j 2ft dt

dove il limite deve intendersi in accordo con la metrica definita nello spazio dei segnali. Ci
equivale a dire che la trasformata di Fourier del segnale s(t) si deve intendere quella funzione S ( f ) la cui distanza euclidea da
(II.3.9)

lim

T
2

T
2

s(t)e

j2n Tt

T
2

dt tende a zero al crescere di T ; e cio se:

S ( f ) T s (t )e
2

j 2 n Tt

dt df = 0

Tuttavia se il segnale s(t) rappresentato da una funzione sommabile e cio tale che risulti:

Cap. II Rappresentazione dei segnali nel dominio della frequenza

- 23-

s(t ) dt <

(II.3.10)
poich :

s(t )e

S( f ) =

(II.3.11)

j 2 ft

dt

s(t ) dt <

il limite (II.3.9) pu essere effettuato come segue:


T
2

lim S ( f ) T s(t )e j 2ft dt = 0

(II.3.12)

T
2

che equivale a dire che la convergenza dellintegrale

T
2

s(t)e

j2n Tt

dt uniforme.

Considerazioni analoghe valgono per lantitrasformata di Fourier.


La trasformata e lantitrasformata di Fourier, nel contesto, vengono a volte indicate come
segue:
(II.3.13)

S ( f ) = F {s (t )} =

(II.3.14)

s (t ) = F 1 {S ( f )} =

s(t )e

j 2 ft

S ( f )e

dt

j 2 ft

df

la trasformata di Fourier di un segnale , in generale una funzione complessa. Essa pertanto pu essere rappresentata in una delle due forme seguenti:
(II.3.15)
S ( f ) = S R ( f ) + jS I ( f ) = S ( f ) e j( f )
I diagrammi che riportano gli andamenti di S( f ) e ( f ) in funzione della frequenza prendono il nome di spettri di ampiezza e di fase del segnale s(t) .
Esempio E.II.2

Impulso rettangolare.

{ ( )} =
t
T

F rect

Impulso esponenziale.

F u (t )e

Tt

}=

rect

( )e
t
T

t
T

u (t ) e T e

Impulso cisoidale tempo limitato.

F rect

( )e

j 2 Tt

j 2 ft

j 2 ft

}=

T
2

T2

dt =

dt =

j 2

T
2

T2

e j 2 ft dt = T sinc( fT )

( T1 + 2 f )t dt =

T
1 + j 2fT

( T1 f )t dt = T sinc(1 fT )

II.4 Propriet della trasformata di Fourier.


In quel che segue sono dedotte talune fondamentali propriet della trasforma di Fourer di
un segnale.
Propriet 1. Segnali reali.
Se s(t) reale dalla condizione s(t ) = s *(t ) discende;
(II.4.1)

S ( f )e

j 2 ft

df = S ( f )e j 2 ft dt = S *( f )e j 2 ft df = S * ( f )e j 2ft df

dove si operata la trasformazione f f . Dalla precedente si deduce


(II.4.2)

S ( f ) = S *( f )

che comporta che


(II.4.3)

S ( f ) = S ( f )

( f ) = ( f )

- 24 -

G. Mamola: Fondamenti Comunicazioni Elettriche

e cio gli spettri di ampiezza e di fase sono

S(f )

funzioni rispettivamente pari e dispari della frequenza come indicato schematicamente in Fig.

( f)

II.2.
Propriet 2. Linearit.

Dalla (II.3.13) si ha ovviamente:


n
n

F ai si (t ) = ai F {si (t )}
(II.4.4)
i =1
i =1

Fig. II.2 Spettri di ampiezza e fase di un


segnale reale.

e reciprocamente, dalla (II.3.14) si ottiene:


n

F 1 ai Si ( f ) =
(II.4.5)
i =1

ai F 1 {Si ( f )}
i =1

Propriet 3. Area del segnale.


Ponendo f = 0 nella (II.3.13) si ha:
S (0) =

(II.4.6)

s(t )dt

Propriet 4. Area della trasformata.


Ponendo t = 0 nella (II.3.14) si ha:

S ( f )df

s (0) =

(II.4.7)
Propriet 5. Simmetria.

Cambiando t in t nella (II.3.14) si ha:


s ( t ) =

(II.4.8)

S ( f )e

j 2 ft

df

che, operando la sostituzione t f e f t si muta nella:


s ( f ) =

(II.4.9)

S (t )e

j 2 ft

dt = F {S (t )}

Propriet 6. Segnale coniugato.


Risulta:

F s* (t ) =

(II.4.10)

s* (t )e j 2 ft dt = s (t )e j 2 ft dt = S * ( f )

Propriet 7. Trasformata coniugata.


Si ha:
(II.4.11)

{S ( f )} =
*

S ( f )e

j 2 ft

df = S ( f )e j 2 ft df = s* (t )

Propriet 8. Traslazione nel dominio del tempo.


:
(II.4.12)

F {s (t t0 )} =

s(t t0 )e

j 2 ft

dt = e j 2 ft0

s()e

j 2 f

d = e j 2 ft0 S ( f )

dove si introdotto il seguente cambiamento di variabili = t t0 .


Propriet 9. Traslazione nel dominio della frequenza.
:
(II.4.13)

F 1 {S ( f f 0 )} =

avendo posto = f f0 .

S ( f f0 )e

j 2 ft

df = e j 2 f0t

S ()e

j 2 t

d = e j 2 f 0t s (t )

Cap. II Rappresentazione dei segnali nel dominio della frequenza

- 25-

Propriet 10. Cambiamento di scala.


Si ha, per a > 0 :

F {s ( at )} =

(II.4.14)

j 2 af
1
s
(

)
e
d
a

s ( at )e j 2 ft dt =

( af )

= aS
1

avendo posto = at . In modo analogo risulta, per a < 0 :

F {s (at )} = a S
1

(II.4.15)
e quindi in generale:

F {s(at )} =

(II.4.16)

1
a

( af )

( af )

Propriet 11. Derivazione nel dominio del tempo.


Derivando n volte la (II.3.14) rispetto al tempo e supponendo che il segnale derivato
s

(n )

(t ) sia continuo ed ad energia finita, si ha:

d n s (t )

(II.4.17)

dt

= ( j 2f ) n S ( f )e j 2 ft df = F 1 ( j 2f ) n S ( f )

Propriet 12. Derivazione nel dominio della frequenza.


Derivando n volte la (II.3.13) rispetto alla frequenza e supponendo che il segnale derivato

(n)

( f ) sia continuo ed ad energia finita, si ha:


d nS( f )

(II.4.18)

df

= ( j 2t )n s(t )e j 2 ft dt = F ( j 2t )n s (t )

Propriet 13. Integrazione nel dominio del tempo.


Si ha:
(II.4.19)

s ()d =

s()d e

j 2 ft

dt

che, integrato per parti fornisce:

F
(II.4.20)

Se si suppone che

s ()d =

1
j 2f

s()d d ( e

1
j 2f

j 2 ft
e

j 2 ft

)=

s()d s(t )e

j 2 ft

dt

s(t )dt S (0) = 0 , la precedente diviene:

(II.4.21)

s ()d =

S( f )
j 2f

Propriet 14. Integrazione nel dominio della frequenza.


In modo analogo pu dimostrarsi che se
F 1

(II.4.22)

S ( f )df

S ()d =

s (0) = 0 ,

s (t )
j 2t

Propriet 15. Convoluzione nel dominio del tempo.


La trasformata di Fourier della convoluzione vale:
(II.4.23)

F {(t )} = F

s1 () s2 (t )d =

j 2 ft

s1 ()s2 (t )d dt

che, invertendo lordine di integrazione e tenendo successivamente conto della propriet 7,


:
(II.4.24)

F {(t )} =

s1 () s2 (t )e

j 2 ft

dt d = F {s2 (t )}

s1 ()e

j 2 f

- 26 -

G. Mamola: Fondamenti Comunicazioni Elettriche

e cio:
(II.4.25)

F {(t )} = F {s1 (t )} F {s2 (t )}

In altre parole la trasformata della convoluzione di due segnali uguale al prodotto delle
loro trasformate.
Propriet 16. Convoluzione nel dominio della frequenza.
In modo analogo si pu dimostrare che se:
( f ) =

(II.4.26)

S1 () S2 ( f )d

denota la convoluzione tra S1 ( f ) e S2 ( f ) , lantitrasformata di ( f ) vale:

(t ) = s1 (t ) s2 (t )

(II.4.27)

Il prodotto di due segnali ha come trasformata la convoluzione delle trasformate dei segnali componenenti.
Le propriet della trasformata di Fourier, sopra definite, sono riportate nella seguente
Tabella III.1.
Tabella II.1 Propriet della trasformata di Fourier
Propriet

Segnale

Trasformata

Area del segnale

i =1 ai si (t )

s(t )dt

Area della trasformata

s(0)

S( f )df

Simmetria

S(t)

s( f )

Linearit

Segnale coniugato
Trasformata coniugata
Traslazione nel dominio del tempo

i = 1 ai Si ( f )

S * ( f )

s* (t )

S*( f )

s(t t0 )

Traslazione nel dominio della frequenza

Cambiamento di scala

s(at)

Derivazione nel dominio del tempo

d n s(t)
dt n

j 2f 0 t

s(t )

j 2 ft0

t 0 qualsiasi

S( f )

S ( f f0 )

f 0 qualsiasi

1 f
S
a a

a0

( j2f ) S( f )

Derivazione nel dominio della frequenza

( j2t ) s(t)

Integrazione nel dominio del tempo

s()d

Integrazione nel dominio della frequenza

S ()d

Convoluzione nel dominio del tempo

s1 ( )s2 (t )d

s1 (t )s2 ( )d

S1 ( f ) S2 ( f )

s1 (t ) s2 (t )

S1 ( )S2 ( f )d

S1 ( f )S2 ()d

Convoluzione nel dominio della frequenza

ai costanti

S(0)

s (t )

Note

d n S( f )
df n
S( f )
j 2f

s (t )
j 2t

s(t )dt = S (0) = 0

S ( f )df

s (0) = 0

Cap. II Rappresentazione dei segnali nel dominio della frequenza

- 27-

Esempio E.II.3

Segnale sinc.
Applicando allEsempio E.II.2 la propriet 4, si ha:
1
f 1
f
F {sinc( Bt )} = rect = rect
B
B B
B
Impulso gaussiano.
Sia

s (t ) = e at
un impulso gaussiano. Derivando il segnale s (t ) si ha:

ds (t )

(*)

= 2at e at = 2at s (t )
2

dt
dalla quale, tenendo presente le propriet 10 e 11, si deduce:
dS ( f )
2 f
= 2
S( f )
df
a
La trasformata di Fourier S ( f ) obbedisce ad unequazione differenziale dello stesso tipo di quella (*)
soddisfatta dal segnale s (t ) , solo che in tal caso, la costante che compare nellequazione dovr essere
sostituita con / a . pertanto:
2

S ( f ) = ke a
dove la costante k pu determinarsi utilizzando la propriet dellarea del segnale. Dalla condizione

S (0) =

s (t )dt , utilizzando la formula

e x dx =

, si ha:

S( f ) =

II.5 Trasformate e antitrasformate di Fourier particolari.


II.5.1 - Trasformata della delta di Dirac
Tenendo presente la propriet (5.1) dellIntroduzione, la trasformata della delta di Dirac
vale
(II.5.2)

F {(t )} =

(t )e

j 2 ft

dt = 1

II.5.2 - Antitrasformata della delta di Dirac


Risulta:
(II.5.3)

F -1 {( f )} =

e cio:
(II.5.4)

( f )e

j 2 ft

dt = 1

F {1} = ( f )

II.5.3 - Trasformata della delta di Dirac traslata


Si ha:
(II.5.5)

F {(t t0 )} =

(t t0 )e j 2 ft dt = e j 2 ft0

II.5.4 - Antitrasformata della delta di Dirac traslata


Si ha:
(II.5.6)
e cio
(II.5.7)

F -1 {( f f 0 )} =

( f f 0 )e j 2 ft dt = e j 2 f0t

F e j 2f0t = ( f f0 )

- 28 -

G. Mamola: Fondamenti Comunicazioni Elettriche

II.5.5 - Trasformate dei segnali sinusoidali.


Per le formule di Eulero si pu scrivere:
(II.5.8)

(e
(e

j 2 f 0 t

cos(2f 0 t ) =

1
2

sin(2f 0 t ) =

1
2j

+ e j 2 f0t

j 2 f 0 t

e j 2 f0t

)
)

che, trasformate secondo Fourier e tenendo conto della (II.5.7), forniscono:


F {cos(2f 0 t )} = 1 [ ( f f 0 ) + ( f + f 0 ) ]
2
(II.5.9)
F {sin(2f 0t )} = 1 [ ( f f 0 ) ( f + f 0 ) ]
2j
II.5.6 - Trasformata di un segnale periodico.
Sulla base dei precedenti risultati facile dedurre che la trasformata di un segnale periodico di periodo T0

s (t ) =

(II.5.10)

n =

j 2 n

Sn e

t
T0

vale:

F {s (t )} =

(II.5.11)

Sn ( f Tn )

n =

II.5.7 - Trasformata della funzione segno.


Sia (v Fig. II.3)

1
sgn(t ) =
1

(II.5.12)

t >0
t <0

la cosiddetta funzione segno. Essa una funzione a potenza finita essendo P = 1 .


Per calcolare la sua trasformata di Fourier conveniente partire dalla funzione
e at
sgn(t)
t >0
a (t ) =
( a > 0)
(II.5.13)
at
1

<
0
t
e

at
e

1/a

eat

1/a

Fig. II.3 Funzione segno

(II.5.15)

rappresentata in tratteggio nella stessa Fig. II.3. Si ha:


t >0
1
sgn(t ) = lim a (t ) =
(II.5.14)
a 0
t <0
1

Di conseguenza risulta

1
1

F {sgn(t )} = lim F {a (t )} = lim


a 0
a 0 a + j 2f
a j 2f

Quindi per f 0 :
(II.5.16)

1
j f

F {sgn(t )} =

mentre, per f = 0 ,sulla base della propriet 3 :


(II.5.17)

F {sgn(t )} f = 0 = lim
T

T sgn(t )dt = 0

e quindi
(II.5.18)

F {sgn(t )} = j f
0

f 0
f =0

che, ricordando la propriet della funzione generalizzata Pf f 1 :

Cap. II Rappresentazione dei segnali nel dominio della frequenza

(II.5.19)

( f ) Pf f

1
df

= lim
0

- 29-

f 1( f )df

valida per ogni funzione ( f ) non infinitesima nellorigine, si pu rappresentare nel modo
seguente:

1
F {sgn(t )} = Pf

j f

(II.5.20)

II.5.8 - Trasformata del gradino unitario.


Poich si ha, com facile riconoscere:

u (t ) = 1 + 1 sgn(t )
2 2

(II.5.21)

risulta, ricordando le (II.5.3) e (II.5.16):

1
1
( f ) + Pf

2
j 2f

F {u (t )} =

(II.5.22)

Nella Tabella II.2 sono riportate le trasformate (antitrasformate) fin qui considerate.
Tabella II.2 Trasformate di Fourier notevoli.
Funzione

Trasformata

(t)

(t t0 )

j 2 ft0

( f )

e j 2f0t

( f f0 )

cos(2 f0 t)

1
[( f f0 ) + ( f + f0 )]
2
1
[( f f0 ) ( f + f0 )]
2j

sin(2 f0 t)

Sn e

j 2 n

Sn ( f Tn )

t
T0

n =

n =

j f

sgn(t )

Pf
1

u(t)

j 2f

( f ) + Pf

II.6 - Valutazione della trasformata di Fourier.


Per la valutazione della trasformata di Fourier molto spesso utile, ricorrere alla derivata
del segnale come qui di seguito mostrato. Infatti detta s (t) la derivata del segnale s(t) , si
pu scrivere:
s (t ) =

(II.6.1)

s()d + s()

che, introducendo il gradino unitario, pu assumere la forma di convoluzione:


(II.6.2)

s (t ) =

s()u (t )d + s() = s u + s()

Facendo uso della propriet 15, si ha:


(II.6.3)

1
F {s(t )} = F {s (t )} 12 ( f ) + Pf
+ s ()( f )
j 2f

- 30 -

G. Mamola: Fondamenti Comunicazioni Elettriche

Tenendo conto infine della propriet della delta di Dirac secondo la quale l'espressione

f (t)(t) equivale alla f (0)(t) , si deduce:


(II.6.4)

1
F {s (t )} = 1 F {s (t )} f =0 ( f ) + F {s (t )} Pf
+ s()( f )
2
j 2f

Poich risulta, per la propriet 3:


(II.6.5)

F {s (t )} f = 0 =

s(t )dt = s(+) s()

si ha:
(II.6.6)

1
F {s (t )} = 1 [ s (+) s()] ( f ) + F {s (t )} Pf

2
j 2f

che consente di calcolare la trasformata di Fourier di un segnale a partire dalla trasformata


di Fourier del segnale derivato. La regola (II.6.6) allora costituisce una naturale estensione
della propriet 13 nel caso in cui S (0) 0 .
Esempio E.II.4
La trasformata di Fourier del rettangolo unitario

( )
si calcola facilmente osservando che, essendo rect ( ) = ( t + T2 ) ( t T2 )
s (t ) = ( t + ) ( t )
s (t ) = rect

t
T

t
T

T
2

T
2

da cui, tenendo conto della propriet 8 e della (II.5.2), :


F {s (t )} = e

e quindi, applicando la (II.6.6):

j 2 f T
2

j 2 f T
2

= 2 j sin(fT )

{ ( 2tT )} = T sin(fTfT ) = T sinc( fT )

F rect

sin( fT )
1 sin( fT )
Si noti che si pu scrivere F {s (t )} Pf
essendo la funzione
continua in
=
f
f
j 2f
f =0.