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CAPITOLO 4

Ip
potesiecriteridicalcolo

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 63
4.1Ipotesiecriteridicalcolodelleopereprovvisionalistandardizzate

4.1 Ipotesiecriteridicalcolodelleopereprovvisionali
standardizzate
Inquestocapitolosiillustranoicriterieleipotesidicalcolopostiallabasedelle
scelteprogettualiedeldimensionamentodelleopereprovvisionalicontenutenel
VademecumSTOP.
LastrutturadellatrattazionesegueloschemaperpuntiillustratonellaFigura4.1,
diseguitoriportata.

Figura4.1

Struttura logica utilizzata per illustrare i criteri e le ipotesi alla base del
dimensionamentodelleopereprovvisionalidelVademecumSTOP

Nellatrattazionevieneutilizzatalastessanomenclaturadellesoluzioniprogettuali
edeglielementistrutturaliedicompletamentoutilizzatanelVademecumSTOP.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 65
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

4.2

Puntellaturadiritegnoinlegno

4.2.1

Descrizioneefinalitdellopera

Lapuntellaturadiritegnounpresidioesternoattoadevitareilribaltamentoolo
spanciamentodiparetimurariefuoripiano.
Finalitdelloperadiimpedireocontrastareiseguenticinematismi:
a) distacco della facciata a seguito della compromissione
dellammorsamentosumuriperimetraliodispina(Figura4.2.a);
b) distaccodellafacciataperfessurazionesuimuriperimetraliodispina
(Figura4.2.b);
c) spanciamentodellapareteversolesterno(Figura4.2.c).

a)

b)

c)

ribaltamento fuori piano

Figura4.2

spanciamento

Cinematismi da contrastare. a) Ribaltamento della facciata a seguito della


compromissione dellammorsamento sui muri perimetrali o di spina. b)
Ribaltamentodellafacciataaseguitodellafessurazionesuimuriperimetrali
odispina.c)Spanciamentodellapareteversolesterno.

Lobiettivo conseguito mediante un presidio esterno avente la capacit di


trasferire le azioni sismiche orizzontali della parete da presidiare al suolo,
ridistribuendole secondo componenti verticali ed orizzontali (Figura 4.3 e Figura
4.4).

Figura4.3

Rappresentazione del presidio esterno che deve contrastare i cinematismi;


individuazionedelloschemabase.

66 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Figura4.4

Rappresentazione schematica del presidio. evidenziata la modalit di


trasferimento delle azioni sismiche orizzontali della parete da presidiare al
suolo,ridistribuendolesecondocomponentiverticaliedorizzontali.

4.2.2

Scelteprogettuali

4.2.2.1

Soluzioniprogettuali

Per le opere di puntellamento sono state individuate differenti soluzioni


progettualichesidifferenzianoperlapossibilitomenodiposizionareunabase
dappoggio a terra alla stessa quota dimposta della parete da contrastare. Si
distinguonoquindiduetipologiediconfigurazioni(Figura4.5eFigura4.6):

puntellidiritegnosubasedappoggio;
puntellidiritegnoastampella.

La soluzione su base dappoggio indicata per i casi in cui sia possibile porre
una base dappoggio a terra alla quota dimposta della parete e pu essere
indifferentemente eseguita secondo uno schema a fasci convergenti (i puntoni
convergono tutti in uno stesso punto a terra) o a fasci paralleli (i puntoni sono
tuttiparallelitraloro)(Figura4.5).
La soluzione a stampella indicata per tutti i casi in cui non sia possibile (o
agevole) disporre una base dappoggio alla quota dimposta della parete e pu
essereeseguitaindifferentementesecondoloschemapuntellimultiplisupunto
dappoggio (i puntoni convergono in un punto) o puntelli multipli su zona
dappoggio (i puntoni convergono in una zona dalle dimensioni ridotte) (Figura
4.6).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 67
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

a)

b)
puntelli multipli
a fasci convergenti
Figura4.5

puntelli multipli
a fasci paralleli

a) Situazioni in cui possibile porre una base dappoggio alla quota


dimpostadellaparete.b)Soluzionisubasedappoggio.

a)

b)
puntelli multipli
su punto dappoggio

Figura4.6

puntelli multipli
su zona dappoggio

a) Situazioni in cui non possibile porre la base dappoggio alla quota


dimpostadellaparete.b)Soluzioniastampella.

Le due tipologie di soluzioni si possono differenziare, inoltre, in base allaltezza


della parete da presidiare. In particolare, correlando laltezza al numero di
puntoni,sipropongonoleseguentitresoluzioni:

R1:1solopuntone;peraltezzedipuntellamentofinoa3m(Figura4.7);
R2:2puntoni;peraltezzedipuntellamentoda3a5m(Figura4.8);
R3:3puntoni;peraltezzedipuntellamentoda5a7m(Figura4.9).

68 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

R1

CONTROVENTATURA

H = 2.03.0m

correnti

puntonesuperiore traverso superiore


traverso
intermedio

ritto

rompitratta

base

Figura4.7

traverso inferiore

Puntellidiritegno.SoluzioneR1,peraltezzedipuntellamentofinoa3m.

R2

CONTROVENTATURA
puntoni superiori

H = 3.05.0m

correnti

traverso superiore

puntone superiore
puntone
inferiore

traverso
intermedio

ritto
rompitratta

diagonali
controvento

base

Figura4.8

traverso inferiore

Puntellidiritegno.SoluzioneR2,peraltezzedipuntellamentoda3a5m.

R3

CONTROVENTATURA
puntoni intermedi
correnti

puntone superiore
puntone
intermedio

H = 5.07.0m

diagonali
controvento

ritto

traverso
intermedio

traverso superiore

rompitratta
puntone
inferiore

diagonali
controvento

traverso
intermedio
diagonali
controvento

base

Figura4.9

puntoni superiori
traverso superiore

traverso inferiore

traverso inferiore

Puntellidiritegno.SoluzioneR3,peraltezzedipuntellamentoda5a7m.

sempreopportunocheciascunpuntonevengapostoinprossimitdelsolaiodi
pianopermegliocontrastarelazionesismica;inquestomodoaciascunpuntone
vieneattribuitaunareadinfluenzadellaparetedapresidiaredialtezzaparicirca
allaltezzadinterpianoelarghezzaugualeallinterassetraipresdi(Figura4.10).
La limitazione delle altezze di puntellamento a 7 m dovuta alle lunghezze
commercialidelletraviinlegnoutilizzabili(sivedalaTabella3.2).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 69
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

D
D

3m

L
D

Figura4.10 Schematizzazionedellareadiinfluenzadiciascunpuntone.

Per ciascuna configurazione linclinazione ideale del puntone superiore


compresa tra circa 45 e 60; in particolare, per una maggiore semplicit
esecutiva, in fase realizzativa sono state suggerite le pendenze limite 2:1 e 2:2
(Figura4.11)perlequalistatoeffettuatoildimensionamento.

fascia delle inclinazioni consentite


peril puntellosuperiore

1
2

Figura4.11 Inclinazioniconsentiteperilpuntonesuperiore.

4.2.2.2

Materiali

Il materiale utilizzato per lopera provvisionale il legno. Nei calcoli si


consideratounlegnodibassaqualit,scegliendodiutilizzarelaclasseC16(perle
caratteristicheditalematerialesivedail3.2.3).
Inbasealleipotesiriportatenel3.1.1,sistabilitodiimpiegarelastessasezione
diformaquadratapertuttiicomponentiprincipalidellopera.
Siprevedeinoltrecheglielementiligneisianoespostialleintemperieepertanto
perildimensionamentosiassumerunaclassediservizio3.
IlcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalmaterialeMstatopostopariad1.5
per gli elementi principali (come ad es. i puntoni) e pari ad 1 per gli elementi
secondari(siveda3.2.3.1).
4.2.2.3

Schemadicalcolo

Le configurazioni individuate sono state calcolate attraverso schemi reticolari in


cui le aste sono costituite da travi in legno considerate come incernierate alle
estremitsoggetteacarichiconcentratiainodi.
Per il calcolo dei puntoni, che sono gli elementi maggiormente sollecitati
(4.2.4.1),siutilizzaloschemastaticoriportatoinFigura4.12.

70 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Figura4.12 Schemastaticoadottatoperilcalcolodeipuntoni.

4.2.3

Carichieazioni

4.2.3.1

Condizionidicarico

Nelcalcolodelloperaprovvisionalesiconsideranoletipologiedicaricoriportate
in Tabella 4.1. Nella stessa tabella sono riportate anche le classi di durata dei
carichi (da utilizzare nelle verifiche degli elementi in legno). Per unopera
provvisionalesiassumeunavitanominaleinferiorea10anni(2.4.1,NTC2008).
Ingeneralesiassumercheipuntellidebbanosostenereleazioniorizzontalidella
muraturaediquotapartedegliorizzontamenticonirelativicarichipermanentie
variabili.
Tabella4.1

Condizionidicaricoutilizzateeduratadeicarichi.
Descrizione
Pesistrutturali(G1)
Permanentiportati(G2)
Variabili(Q)
Azionesismica(E)

Classedidurata(durata)
Lunga(6mesi 10anni)
Lunga(6mesi 10anni)
Media(1settimana 6mesi)
Istantaneo

Perlaclassediservizio3eperlaclassedidurataistantanea(azionesismica),peril
legnomassicciosiricavaKmod=0.9(4.4.6,NTC2008).
4.2.3.2

Pesosolai

Si assume lipotesi che i solai siano di tipo laterocementizio di altezza 16+4 cm


caricati in conformit alla normativa vigente secondo quanto previsto per i
fabbricatidicivileabitazione(3.1,NTC2008).Siconsideraunareadiinfluenzadi
solaio,gravantesullamuratura,dilunghezzaparia2.5m.Avantaggiodisicurezza
si assume che il numero dei solai da contrastare sia pari al numero di puntoni
delloschemastaticodiriferimento(1,2o3).
LaTabella4.2riportalanalisideicarichideisolaiperloscenariodiriferimento.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 71
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Tabella4.2

Analisideicarichideisolaiperloscenariodiriferimento.Calcolodeicarichi
derivantidasolaioinlaterocemento16+4cm.

Nome
Descrizione
permanentistrutturali(G1)
solaiolaterocemento16+4cm
permanentinonstrutturali(G2) intonaco
caldanaemassetto(8cm)
pavimentazione
tramezzi
carichivariabili(Q)
carichidiesercizio

Pesiparziali Pesototale
2.6kN/m2
2.6kN/m2
2
0.3kN/m
1.1kN/m2
0.4kN/m2
1.2kN/m2
3.0kN/m2
2
2.0kN/m
2.0kN/m2

4.2.3.3

Pesomuratura

Si ipotizza una muratura dal peso di 20 kN/m3; tale assunzione permette di


considerare praticamente tutte le tipologie murarie, tenuto conto del fatto che
nonvieneeffettuataalcunariduzionedelcaricolegataallapresenzadiaperture.
La Tabella 4.3 riporta lanalisi dei carichi della muratura per lo scenario di
riferimento.
Tabella4.3

Analisideicarichidellamuraturaperloscenariodiriferimento.

Nome
permanentistrutturali(G1)

Descrizione
murature

Simbolo
m

Peso
20kN/m3

4.2.3.4

Combinazionedeicarichi

Inaccordocol2.5.3delleNTC2008,lacombinazionesismicadatada:
G1+G2+2Q+E
con2=0.3eincuiErappresentalazionesismica.
4.2.3.5

Azionesismica

Lazione sismica sulla parete da presidiare calcolata utilizzando lo spettro di


progettosecondoquantodescrittoal3.2.3delleNTC2008edquindidatodalla
relazione:
Fa =SSq (T)Wa
dove:
S

il coefficiente che tiene conto della categoria del sottosuolo e delle


condizioni topografiche (dato dal prodotto dei coefficienti di amplificazione
topograficaSTestratigraficaSS);

ilperiodofondamentaledellastrutturadapresidiare;

Sq(T)ilvaloredellordinataspettraleincorrispondenzadelperiodofondamentale
dellastruttura;
Wa ilpesoincombinazionesismicadellelementodapresidiare.

72 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Ilfattochelaparetedatrattenerecaratterizzatadauncinematismofuoripiano
inatto,portaadunsignificativoinnalzamentodelsuoperiodofondamentaletale
per cui laccelerazione spettrale corrispondente risulta inferiore a quella di
ancoraggio.
ag
Sq (T)

g
dove:
ag il valore dellaccelerazione orizzontale massima su sito di riferimento in
rocciaorizzontale;
g laccelerazionedigravit.
Afavoredisicurezzasiassumecomunqueunvaloreminimodiaccelerazionepari
a quella del suolo, pertanto si ricava unazione sismica (Fa) cui soggetto
lelementoparia:
ag
Fa =SSq (T)Wa =S Wa
g
conilsignificatodeisimbolidefinitosopra.
Nel caso di edificio a n piani, si ammette che lazione sismica agente in
corrispondenza di ciascun piano sia distribuita in modo proporzionale alla quota
(hj)(distribuzionetriangolare);pertantolazionesulpianojmodiviene:
Fj =j Fa
doveilfattorediamplificazionejvale:
j =

ni=1 Wi
h
ni=1 Wi hi j

edove:
Wi ilpesodelpianoiesimo;
hi

laquotadelpianoiesimo.

Nel caso di pesi di piano ed interpiani costanti, la relazione del coefficiente di


amplificazionejsisemplificanellaforma:
j =

2j

n+1

Ovviamentesihache
ni=1 Fi =Fa
epertantocontinuaavalerechelazionesismicatotalesiottieneconlarelazione
ag
Fa =S Wa
g
Per il calcolo dellazione sismica si pu giungere ad un risultato analogo
considerandoilfattochelafacciatadapresidiareunapareteormaiscollegata
dallimpianto strutturale e che quindi, in caso di una ulteriore scossa, lavorer

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 73
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

fuoripianocomeelementosecondario.Pertalielementileazionisismiche(Fa),
si possono calcolare in accordo con quanto riportato nel 7.2.3 delle NTC 2008
(Eq.7.2.1):
Fa =

Sa Wa

qa

dove:
Sarappresentalaccelerazioneadimensionalizzatamassimaalsuolo;
Wailpesodellelemento;
qailfattoredistruttura.
IltermineSadefinitocome:
Z
3 1+
ag
ag
H
Sa = S
0.5 S
2
g
g
T
1+ 1 a
T1
incui
S il coefficiente che tiene conto della categoria del sottosuolo e delle
condizionitopografiche;
Z laquotadelbaricentrodellelementodapresidiare;
H laltezzadellacostruzione;
Tailperiodofondamentaledellaparetedapresidiare;
T1ilperiodofondamentaledellastrutturadicuilaparetefaparte.
Nellestesseipotesifatteinprecedenza,ossiachelaparetedapresidiareabbiagi
subito un forte degrado della propria rigidezza, oppure sia gi presente un
cinematismo,sipuassumerecheilsuoperiodofondamentaledioscillazione(Ta)
sia molto maggiore di quello della struttura di cui fa parte (T1). Con questa
supposizione, dalla formula 7.2.2 delle NTC 2008, si desume che lelemento da
presidiare subisce durante un sisma unaccelerazione massima pari a quella del
suoloequindi:
Sa =

ag
g

Siottienechelaforzaorizzontaleacuisoggettalaparetedapresidiaredurante
uneventosismicoparia:
Fa =

Sa Wa
qa

ag SWa

g
qa

doveivaloridellaccelerazionealsuoloagedelcoefficientechetienecontodella
categoria di sottosuolo e delle condizioni topografiche S, sono quelli definiti al
3.2.1.
A favore di sicurezza infine, considerando un valore del fattore di struttura
dellelementodapresidiareunitario(qa=1)sebbenearigorelatabella7.2.Idelle

74 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

NTC 2008 per pareti esterne e di facciata preveda qa=2, si ottiene unazione
sismicaparia:
ag
Fa = Sa Wa
g
analogaaquellacalcolatamediantelutilizzodeglispettri.
Sinotituttaviachelarelazione7.2.1delleNTC2008nonprevedelutilizzodialcun
fattore amplificativo che tenga conto delleventuale distribuzione non uniforme
dellazione sismica con la quota (che in realt rientra implicitamente nella
definizionedelcoefficienteSa).Inquestomodosonopenalizzateleparetiaquota
minore,masisottostimalazionesulleporzionidiparetiaquotamaggiore.
Lapprocciochesiseguitodunquequellodidimensionareleoperediritegno
perlazionemaggiore,equindidiutilizzareilcalcolodellazionesismicamediante
gli spettri di risposta, e dimensionando lopera per lelemento maggiormente
sollecitato.
Per la definizione del peso in combinazione sismica dellelemento da presidiare
Wa,sifariferimentoaduncriteriodiareediinfluenza,secondoilqualeaciascun
ritegnocompeteunaporzionedimuraturaaventelarghezzapariallinterassetrai
presdieunaporzionedeisolaiedellacoperturagravantisullaparetestessa.Tali
assunzionisonoschematizzateinFigura4.13.

Figura4.13 Rappresentazionedelleareediinfluenzaperilpuntellocentrale(grigio).Al
puntellovieneassegnatoilcaricodipartedellamuraturaepartedeisolai.

4.2.3.6

Scenaridicarico

Alfinedisemplificarequantopipossibilelescelteprogettualiedistandardizzare
lesoluzioni,sidecisodidefiniredegliscenaridicaricodiriferimento.
Inparticolare,sonostateconsiderateparetidispessorefinoa60cmeda60cm
fino a 100 cm; tali valori si ritengono rappresentativi sia di costruzioni di civile
abitazionechedioperemonumentalidialtezzacomplessivarientranteneilimitidi
applicazionedellaschedaSTOPPRdelVademecum.
Lazioneorizzontalestatacalcolataipotizzandocheaciascunpuntonecompeta
una porzione di muratura di altezza pari a 3.0 m ed una porzione di solaio di
lunghezzaparia2.5m(Figura4.14).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 75
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

D
D

3m

2.5m
D

Figura4.14 Scenariodicaricodiriferimento.Dimensioniutilizzateperilcalcolodeipesi
dipianoassociatiaciascunpuntone.

Intaliipotesisihacheilpesodelpiano mo(Wj)incombinazionesismicavale:
Wj =W=Wparete +Wsolaio =m hint sm D+ G1 +G2 +2 Q Lsolaio D=
=20

kN
3.0msm D+ 5.6+0.32.0 2.5mD= 60sm +15.5 D kN
mc

con:
sm
spessoredellaparetemuraria(inmetri);
D
interassedeipresdi(inmetri);
pesospecificodellamuratura;
m
altezzadinterpiano;
hint
Lsolaio lucedinfluenzadelsolaio.
Lazione sismica ad ogni piano calcolata tenendo conto delle accelerazioni
definiteperogniclassediprestazione(sivedalaTabella3.1).

4.2.4

Dimensionamento

Il dimensionamento dellopera di ritegno viene effettuato svolgendo le seguenti


verifiche:

verificadellelementomaggiormentesollecitato;

verificadellecriticitglobali;

verificadellecriticitlocali.

La verifica di resistenza delle travi lignee si esegue sullelemento maggiormente


sollecitato(tipicamenteilpuntonesuperiore).
Lecriticitglobalichesiconsideranosono:
a)

possibilerotazionecomplessiva;

b)

possibilescivolamentoallabase.

Lecriticitlocalisono:
1.

possibile scalzamento verso lalto della zona dimposta superiore del


puntello;

76 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

2.

possibile scalzamento verso lesterno della zona dimposta alla base del
puntello;

3.

possibilesfilamentoversolaltodelritto.

TalicriticitsonorappresentateinFigura4.15.
1
a
2

3
b

Figura4.15 Criticit globali: a) possibilit di ribaltamento dellopera; b) possibilit di


scivolamentodellopera.
Criticitlocali:1)possibilitdiscalzamentoversolaltodellazonadimposta
superiore del puntello; 2) possibilit di scalzamento verso lesterno della
zonadimpostaallabasedelpuntello;3)possibilitdisfilamentoversolalto
delritto.

Le criticit elencate sono inibite da una corretta progettazione e realizzazione


delle connessioni degli elementi e degli ancoraggi a terra come indicato nel
VademecumSTOP.
4.2.4.1

Dimensionamentodeglielementicritici

Il dimensionamento dellopera effettuato sullelemento maggiormente


sollecitato (elemento critico, ossia il puntone superiore, Figura 4.16) attraverso
delle verifiche di stabilit per aste semplicemente compresse, secondo le
indicazioniriportateal4.4.8.2.2delleNTC2008.
Perragionidisemplicitesecutiva,lasezionecosdimensionatamantenutatale
ancheperglialtrielementiprincipalidelloperadiritegno(sonodunqueesclusii
rompitratta,glielementidicontroventoedicontenimento).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 77
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Elem ento critico:

Elem ento critico:

puntelli multipli
a fasci convergenti

puntelli multipli
a fasci paralleli

a)

Elem ento critico:

Elem ento critico:

puntelli multipli
su punto dappoggio

puntelli multipli
su zona dappoggio

b)

Figura4.16 Determinazione dellelemento maggiormente sollecitato, o critico, per


puntellia)subasedappoggioeb)astampella.

4.2.4.2

Dimensionamentodeigiuntiedegliancoraggi

Perciascungiuntosonocondotteleseguentiverifiche(Figura4.17):

verificaatagliodeltallone;
verificaaschiacciamentodeldentefrontale;
verificaaschiacciamentodellaparteposterioredeldente.
tallone
dente
frontale
parte
posteriore
del dente

Figura4.17 Localizzazionedellezonedaverificare;ilgiuntomaggiormentesollecitato
quello superiore in quanto, come evidenziato nella Figura 4.11,
generalmentelangolotrarittoediagonaleinferiorerispettoaquellotra
baseediagonale,quindilacomponentetagliantesultallonemaggiore.

Per semplicit di esecuzione si prescrivono giunti di tipo a dente singolo, con


unafresatadiprofonditparialmassimoadunquartodellaltezzadellasezione
(Figura4.18).
Laverificadeltallonesututteleconfigurazioniconsideratesempresoddisfatta
per un prolungamento del ritto oltre il giunto di almeno 4 volte il lato della
sezione (s). Per la base, poich linclinazione inferiore, invece sufficiente un
prolungamentoparia3s.

78 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Per quanto riguarda lo schiacciamento del dente frontale si ammette una


plasticizzazionelocaledelmateriale.
Laparteposterioredeldenterisultasempreverificataaschiacciamentolocale.
Inoltre, per garantire lintegrit del giunto anche durante un evento sismico, si
dispongonodellevitichecolleganoilpuntonealrittooallabase(Figura4.18).
Nodo superiore rittopuntone
max s/4
bis

min 4s

et t

rice

viti di
giunzione

graffa
metallica
su ambo
i lati
s
s

Nodo inferiore basepuntone


viti di giunzione

viti di giunzione

ett
r
b is

ice

min 3s

s
graffa metallica
su ambo i lati

doppio
cuneo

s
90

trave ancoraggio
(min s x s)
max s/4

picchettimetallici
min 26 infissi nel
terreno

trave di contrasto
(min 1.5s x 1.5s)
con ritagliosede per
appoggio puntone

s
graffa metallica
su ambo i lati

max s/4
picchetti metallici
min 26 infissi nel
terreno

Figura4.18 Caratteristiche geometriche dei giunti e lunghezza minima del tallone per
giuntisulrittoesullabase.

Ancoraggi
Il numero di picchetti di ancoraggio definito in funzione della classe
prestazionale associata allopera e dei differenti scenari di configurazione e di
carico. Tale numero stato calcolato considerando la spinta orizzontale
proveniente dalla struttura e riportata a terra dallopera di ritegno (Fh), ridotta
dellacomponentelegataallattritotraloperadiritegnoeilterreno(Fa).
Detta Rp la resistenza di un picchetto (si veda la Tabella 3.23), il numero N di
picchettinecessariperognipuntellodiritegnocalcolatotramitelespressione:
RpN=FhFa
Di conseguenza, essendo D linterasse tra le opere di ritegno, il valore (d)
dellinterassetraipicchettirisulta:d=D/N.
Si assume infine una profondit di infissione di almeno 50 cm, su terreno di
discretecaratteristiche(Figura4.19).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 79
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

infissione
min 50cm

d interasse picchetti
ancoraggio

Figura4.19 Particolaredellancoraggioaterradellepuntellaturesubasediappoggio.I
picchettidevonoessereinfissisulterrenoperunaprofonditdialmeno50
cmepostiadinterassedcomeindicatonelVademecumSTOPnellascheda
PR.

4.2.5

Esempiodicalcolo

Si riporta, a titolo di esempio, il calcolo di unopera di ritegno di tipo R2 con le


seguenticaratteristiche:

classeprestazionaleA(Sa=0.504);

numerodipiani:n=2;

base:B=3.5m;

interasse:D=1.5m;

spessoreparetemuraria:sm=100cm;

altezzadapresidiareH=5.0m.

LaTabella3nellaschedaSTOPPRdelVademecumSTOPindica,perivalorisopra
riportati,lutilizzodiunasezione18x18.
4.2.5.1

Verificadellastacritica

Calcolodellesollecitazionisuipuntoni
Comeindicatoal4.2.3.6,lazionesuognipuntellocalcolataipotizzandochesu
ciascuno di essi agisca una porzione di muratura di altezza pari a 3 m e una
porzionedisolaioconlunghezzadiinfluenzaparia2.5m.
UtilizzandoidatidellaTabella4.2edellaTabella4.3siottienecheilpesodeisolai
incombinazionesismicarisulta:
Ps=G1+G2+2Q=2.6+3.0+0.32.0=6.2kN/m2
Intaliipotesisihacheilpesodelpianojmoincombinazionesismicavale:
Wj =W=Wparete +Wsolaio =m hint sm D+ G1 +G2 +2 Q Lsolaio D
kN
kN
=20 3 3.0m1.0m1.5m+ 2.6+3.0+0.32 2 2.5m1.5m=113.3kN
m
m

80 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Lazione sismica ad ogni piano calcolata in accordo al 4.2.3.5. Tale azione si


immagina concentrata in corrispondenza del solaio di piano. La forza statica
equivalentestatacalcolataconlarelazioneseguente:
ag
Fa = S Wa
g
NelcasodiunpuntellamentosuduepianisiottengonoivaloriinTabella4.4.
Tabella4.4

Pesidipiano,coefficientiamplificativieforzedipianoperunpuntelloditipo
R2conbaseB=3.5m,interasseD=1.5m,spessoremuraturasm=100cm.
Wj (kN)

Fh,j (kN)(classe A)

piano1

113.3

0.66

38.1

piano2

113.3

1.33

76.1

9.2
12

4.8m

76 kN

38 kN

kN

k
.7
64
N

3.5m

Figura4.20 Schemastaticoesollecitazioniperlesempiodicalcolo.

RisolvendoloschemastaticosiottengonoglisforzinormalisuipuntoniinTabella
4.5.
Tabella4.5

SforzinormalisuipuntonidelpuntelloR2.
Asta1
Asta2

N (kN)
64.7
129.2

Verificheastacritica
Si riporta di seguito la verifica dellasta maggiormente sollecitata (asta 2,
corrispondentealpuntonesuperiore).
Lasta2realizzatainlegnoC16(periparametricaratteristici sivedalaTabella
3.4).Siconsideranoinoltreleseguenticlassi:

classediservizio:3

classeduratadeicarichi:istantanea

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 81
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

Siassumonoquindiiseguentivalori:

fc,0,k=17MPa

Kmod=0.90

M=1.50

fc,0,d=Kmodfc,0,k/M=10.2MPa

eiseguentiparametrigeometrici:

L=6.0m lunghezzaasta

18x18 sezione

A=324cm2 area

Jx=Jy=J=8748cm4 momentodinerzia

= J/A=5.19cmraggiogiratoredinerzia

x = y = 0.5 coefficiente che tiene conto della presenza dei rompitratta in


mezzerianelleduedirezioni

4.4.8.2.2,NTC2008:elementicompressi(instabilitdicolonna)

leff,x=leff,y=xL=3.0m lunghezzaliberadiinflessione

x=y=leff,x/=57.7 snellezza

E0.05=5360MPa

crit,c=2E0.052/leff,x2=15.8MPa

rel,c= fc,0,k /crit,c =1.04

c=0.2 legnomassiccio

k=0.5[1+c(rel,c0.3)+rel,c2]=1.12

kcrit,c =1/ k + k2 2rel,c =0.66

Sforzonormaleagente:N=129.2kN

c,0,d=N/A=3.99MPa

c,0,d/(kfc,0,d)=3.99/(0.6610.2)=0.59<1

4.2.5.2

VERIFICATO

Verificagiunto

Per i giunti, la verifica pi rilevante quella che concerne la tenuta a taglio


paralleloallafibraturadeltallone(scalzamentodeltallone,Figura4.21).
Perlaverificasiutilizzalaseguenteformula:
d =

N cos fa sin ()cos


fv,d
s4s

82 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

4s

superficie per la verifica


del taglio nel tallone

Figura4.21 Schema per la verifica dello scalzamento del tallone e individuazione della
superficiediverifica.

Siassumonoiseguentivalori:

fv,k=1.8MPa

Kmod=0.90

M=1.50

fv,d=Kmodfv,k/M=1.08MPa

Siriportalaverificadelgiuntomaggiormentesollecitatoperlasta2dellesempio
precedente.
Giuntointestaallasta2:

N=129.2kN sforzonormale

fa=0.4 coefficientedattritostatico(legnolegno)

=36

=9

s=18cm

d=N[cosfasin()cos]/(4s2)=0.63MPa1.08MPa VERIFICATO

Inoltre, per garantire lintegrit del giunto anche durante un evento sismico il
puntonevienecollegatoalrittoeallabasetramiteviti,comeillustratoinFigura
4.21.
Siomettonoleverificheaschiacciamentolocaledellaparteanterioreeposteriore
deldenteinquanto,pertaliparti,siammettechesipossanoverificarefenomeni
diplasticizzazionelocale.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 83
4.2Puntellaturadiritegnoinlegno

4.2.5.3

Verificaancoraggi

Per la verifica degli ancoraggi si definisce lazione orizzontale da affidare alla


tenutadeipicchetticomelazioneorizzontaletotaledelpuntonecuisottrattala
componentedovutaallattrito.
Si riporta il calcolo per lopera di ritegno che si sta analizzando nellesempio,
considerandoper,afavoredisicurezza,laconfigurazioneapuntoniconvergenti
(Figura4.22).

4.8m

76 kN

38 kN

3.5m

Figura4.22 Schemadipuntelloafasciconvergenti.

D=1.5m interassetraipuntelli
Ah,1=76.1kN azioneorizzontaleasta1
Ah,2=38.1kN azioneorizzontaleasta2
Ah,t=114.2kN azioneorizzontaletotale
Av,1=104.4kN azioneverticaleasta1
Av,2=26.1kN azioneverticaleasta2
Av,t=130.5kN azioneverticaletotale
fa=0.5 coefficientedattritolegnoterreno
Rp=10kN tenutadiunpicchetto
Ah=Ah,tfaAv,t=48.9kN azioneorizzontaledatrattenere
Sidispongonopertantoipicchetticoninterasse:
d=DRp/Ah=0.30m

84 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

4.3 Puntellaturadicontrastoinlegno
4.3.1 Descrizioneefinalitdellopera
Lapuntellaturadicontrastounpresidioesternoattoadevitareilribaltamentoo
lospanciamentodiparetimurariefuoripianochesfruttalapossibilitditrasferire
icarichiorizzontaliadunedificioprospicente.
Obiettivodellinterventoimpedireocontrastare:
a) il ribaltamento della facciata a seguito della compromissione
dellammorsamentosuimuriperimetraliodispina.(Figura4.23.a);
b) il ribaltamento della facciata a seguito della fessurazione sui muri
perimetraliodispina(Figura4.23.b);
c) lospanciamentodellapareteversolesterno(Figura4.23.c).

a)

b)

c)

ribaltamento fuori piano

spanciamento

Figura4.23 Cinematismi da contrastare. a) Ribaltamento della facciata a seguito della


compromissione dellammorsamento sui muri perimetrali o di spina.
b)Ribaltamento della facciata a seguito della fessurazione sui muri
perimetraliodispina.c)Spanciamentodellapareteversolesterno.

Lobiettivo conseguito mediante un presidio esterno avente la capacit di


trasferire le azioni sismiche orizzontali della parete da presidiare ad un edificio
prospiciente in buone condizioni, ridistribuendole secondo componenti
prevalentementeorizzontali(Figura4.24eFigura4.25).

Figura4.24 Rappresentazione del presidio esterno che deve contrastare i cinematismi


fuoripianodellafacciata.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 85
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

Figura4.25 Rappresentazione schematica del presidio. Viene evidenziata la capacit di


trasferire le azioni sismiche orizzontali della parete da presidiare al
fabbricato prospiciente, ridistribuendole secondo componenti
prevalentementeorizzontali.

4.3.2 Scelteprogettuali
4.3.2.1

Soluzioniprogettuali

Per le opere di puntellamento di contrasto sono state individuate differenti


soluzioniprogettuali,principalmentebasatesulriconoscimentotraduescenari:

contrastoallapari:laparetedasostenerehaunaltezzaugualeoinferiore
alfabbricatodicontrasto(opresidiante);

contrastoconscarico:la paretedasostenerepialtadelfabbricatodi
contrasto.

LaFigura4.26illustralaclassificazioneappenaintrodotta.
SCENARIO

La parete da
sostenere ha una
altezza uguale o
inferiore al
fabbricato di
contrasto

SOLUZIONE

parete d a fabbricato di
sosten ere con trasto

p arete da
so sten ere

fabbricato di
con trasto

CONTRASTO
ALLA PARI

CONTRASTO
CON SCARICO

p arete d a sostenere

La parete da
sostenere
pi alta del
fabbricato di
contrasto

fabbricato di
con trasto

Figura4.26 Scenaripossibiliperipuntellidicontrasto.Contrastoallapari(P)quando
la parete da sostenere ha unaltezza uguale o inferiore al fabbricato di
contrasto.Contrastoconscarico(S):quandolaparetedasostenerepi
altadelfabbricatodicontrasto.

86 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

Le soluzioni, inoltre, sono diversificate in funzione delle dimensioni geometriche


delproblema,inparticolareinbasealnumerodiimpalcati(contrastoal1,2o3
impalcato) e alla distanza (L) tra ledificio da presidiare e quello presidiante (in
particolareivaloridiLsonodefinitiinriferimentoallaltezzadiinterpianoh:Lh;
h<L1.5h; 1.5h<L2h). Le configurazioni che si individuano per i differenti
valori dei due parametri sono rappresentate in Figura 4.27 per la soluzione
contrastoallapari(P)einFigura4.28perlasoluzionecontrastoconscarico
(S).

Contrasto al
primo impalcato

fabbricato di
contrasto

parete da
sostenere

L h

h <L 1.5h

parete da
sostenere

fabbricato di
contrasto

fabbricato di
contrasto

B h

B=L

parete da
sostenere

fabbricato di
contrasto

i
B h

2
Contrasto al
terzo impalcato

parete da
sostenere

H tot =h

1a

1b
parete da
sostenere

fabbricato di
contrasto

1c
parete da
sostenere

fabbricato di
contrasto

h
H tot
h
i

fabbricato di
contrasto

i
B h

2a
parete da
sostenere

B h

B=L

Contrasto al
secondo impalcato

1.5h <L 2h

parete da
sostenere

2b
fabbricato di
contrasto

parete da
sostenere

2c
fabbricato di
contrasto

H tot

h
i

B h

B=L

3a

B h
L

3b

3c

Figura4.27 Soluzioniprogettualipercontrastiallapari,diversificateinbasealnumerodi
impalcatidelledificiodapresidiareepresidianteeinbasealladistanzatrai
dueedifici.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 87
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

in scarico al secondoimpalcato
Imposta superiore delcontrasto

L h

h <L 1.5h

parete da
sostenere

parete da
sostenere

parete da
sostenere

fabbricato di
contrasto

fabbricato di
contrasto

fabbricato di
contrasto

H tot
h
i

B h

B=L

parete da
sostenere

H tot

2b

2c
parete da
sostenere

parete da
sostenere
fabbricato di
contrasto

B h

2a

in scarico al terzo impalcato


Imposta superiore delcontrasto

1.5h <L 2h

fabbricato di
contrasto

fabbricato di
contrasto

h
i

i
i

B=L

Bh

B h
L

3a

3b

3c

Figura4.28 Soluzioniprogettualipercontrastiinscarico,diversificateinbasealnumero
diimpalcatidelledificiodapresidiareepresidianteeinbasealladistanzatra
idueedifici.

Si osserva che nei casi in cui L>h si prevede la presenza di un elemento di


irrigidimentoverticale.Loscopoditaleelementoduplice:inprimoluogolimita
la lunghezza del traverso e consente uninclinazione ottimale per lelemento
diagonale;insecondoluogoconsentelagestionedellecriticitlegatealloscarico
dellesollecitazionisuparetichepotrebberononessereingradodisopportarela
spinta,attraversoladiffusionedeglisforzi.
4.3.2.2

Materiali

Il materiale utilizzato per lopera provvisionale il legno. Nei calcoli si


considerato un legno di bassa qualit, in particolare si scelto di utilizzare la
classeC16(Tabella3.4).
Inbasealleipotesiriportatenel3.1.1,sistabilitodiimpiegarelastessasezione
diformaquadratapertuttelepartiprincipalidellopera.
Siprevede,inoltre,cheglielementiligneisianoespostialleintemperieepertanto
perildimensionamentosiassumeunaclassediservizio3.
IlcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalmaterialeMstatopostopariad1.5
per gli elementi principali (come ad es. i diagonali compressi) e pari ad 1 per gli
elementisecondari(sivedail3.2.3.1).

88 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

4.3.3 Carichieazioni
Le definizioni dei carichi e delle azioni sono le stesse utilizzate per i puntelli di
ritegno(4.2.3).

4.3.4 Dimensionamento
Per il dimensionamento del puntellamento di contrasto si adottano le stesse
indicazioniriportatenellaschedaSTOPPRperipuntellidiritegno.Inparticolare
viene dimensionato lelemento maggiormente sollecitato (elemento critico) per
ognisoluzioneprogettuale.Lelementocriticocoincide,perglischemiallapari
con il traverso superiore, mentre negli schemi con scarico con il diagonale
principale (Figura 4.29). Le dimensioni della sezione dellelemento critico sono
definite in funzione della larghezza della zona di passaggio (B) e dellaltezza
dinterpiano (h) (si veda la Figura 4.29). Nel caso di schema P1 la lunghezza del
puntonecoincideconladistanzaB.
! elementocritico
!

!
!

Figura4.29 Individuazione dellelemento critico del puntello di contrasto. Per


convenzione si assume che la parete da presidiare sia sempre quella di
sinistra.

Lapplicabilit delle tabelle riportate nella scheda STOP PR al caso della scheda
STOPPCsupportatadallavaliditdellestesseipotesidicalcolo:

rapportoB/hdellelementocriticocompresonellintervallo[0.5;1];

classedeipuntelliinlegnononinferioreaC16.

Il dimensionamento stato fatto considerando la condizione pi sfavorevole, in


particolare per il contrasto alla pari si posto B=h (massima lunghezza del
traverso) mentre per il contrasto con scarico si posto B=0.5h (massima
inclinazioneequindimassimosforzosuldiagonale).
Coerentemente con le ipotesi di calcolo formulate, bene specificare che i
puntelli di contrasto dimensionati con la scheda STOP PC non sono pensati per
contrastare fenomeni di martellamento tra fabbricati; tuttavia tengono conto
dellautoportanza della puntellatura in caso di potenziale allontanamento
reciprocodelleparetiprospicientiduranteunsisma.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 89
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

4.3.4.1

Dimensionamentodeglielementicritici

Il dimensionamento dellopera di contrasto viene effettuato in modo simile a


quanto gi presentato per i puntelli di ritegno: a partire dalla forza sismica di
pianosidimensionanoglielementimaggiormentesollecitati.
Perilcontrastoallaparisiadottano,cautelativamente,lestessesezionicalcolate
peripuntellidiritegnoaparitdibaseB,diinterasseDedialtezzacomplessivaH.
Si infatti verificato che la maggior lunghezza libera dinflessione supplita dal
minorsforzonormaleagente.
Nelcasodicontrastoconscarico,fissateB,DeH,stataverificatalapossibilitdi
utilizzare le sezioni dei puntelli di ritegno R1 nonostante le azioni siano
leggermente superiori (si ricorda che le azioni sismiche dipendono dalla quota).
Per le configurazioni S2 si appurato che tale ipotesi corretta. Per le
configurazioni S3, invece, lincremento delle sollecitazioni dovuto alla maggior
quotadelcontrasto,taledarendereinsufficientilesezionidefiniteneglischemi
R1; si quindi passati ai valori definiti per i puntelli R2 e se ne verificata
ladeguatezzaperleconfigurazioniS3.
La Tabella 4.6 illustra la corrispondenza tra le sezioni previste per gli schemi di
puntellidicontrasto(STOPPC)elesezionideipuntellidiritegno(STOPPR).
Tabella4.6

Corrispondenzatralesezionidefiniteperipuntellidicontrastoequelledei
puntellidiritegno.
Configurazione
STOPPC
Contrastoallapari
Contrastocon
scarico

P1
P2
P3
S2
S3

Configurazione
corrispondente
STOPPR
R1
R2
R3
R1
R2

Risultato dei ragionamenti illustrati, sono le tabelle di dimensionamento dei


sistemidicontrasto(Tabella4.7eTabella4.8).

90 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.3Puntellaturadicontrastoinlegno

Tabella4.7 Tabelladidimensionamentodeisistemidicontrastoallapari
Dimensionamento di RITTI, TRAVERSI, LONGHERONI, DIAGONALI PRINCIPALI

Classe A

Spessore max parete da


sostenere:
Altezza
sm 0.6 m
complessiva
Htot (m)
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

Classe B

Spessore max parete da


sostenere:
0.6 m < sm 1.0 m
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

Spessore max parete da


sostenere:
sm 0.6 m
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

Spessore max parete da


sostenere:
0.6 m < sm 1.0 m
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

6m<Htot 9m

20 x 20

max 2.0

20 x 20

max 1.5

20 x 20

max 2.0

20 x 20

max 2.0

3m<Htot 6m

18 x 18

max 2.0

20 x 20

max 2.0

15 x 15

max 2.0

18 x 18

max 2.0

Htot 3m

15 x 15

max 2.0

18 x 18

max 2.0

13 x 13

max 2.0

15 x 15

max 2.0

Tabella4.8 Tabelladidimensionamentodeisistemidicontrastoinscarico.
S

Dimensionamento di RITTI, TRAVERSI, LONGHERONI, DIAGONALI PRINCIPALI, ELEMENTI DI BLOCCO


Classe A

Spessore max parete da


sostenere:
Altezza
sm 0.6 m
complessiva
Htot (m)
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

Classe B

Spessore max parete da


sostenere:
0.6 m < sm 1.0 m
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

Spessore max parete da


sostenere:
sm 0.6 m
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

Spessore max parete da


sostenere:
0.6 m < sm 1.0 m
Sezione
Interasse
(cmxcm)
i (m)

6m<Htot 9m

18 x 18

max 2.0

20 x 20

max 2.0

15 x 15

max 2.0

18 x 18

max 2.0

3m<Htot 6m

15 x 15

max 2.0

18 x 18

max 2.0

15 x 15

max 2.0

15 x 15

max 2.0

4.3.5 Esempiodicalcolo

PergliesempidicalcolosirimandaalparagraforelativoallaschedaSTOPPR.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 91
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

4.4 Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture
4.4.1

Descrizioneefinalitdellopera

I puntelli di sostegno e sbadacchiatura delle aperture sono presdi atti a


contrastare la caduta della parte muraria al di sopra delle aperture e la
conseguente possibile perdita dappoggio del solaio soprastante (Figura 4.30.a);
possono inoltre contrastare leccessiva deformazione dei maschi murari posti
lateralmentealvano(Figura4.30.b).

b)

a)

Figura4.30 Tipi di movimento da contrastare. a) Caduta massa gravante.


b)Contenimentodelladeformazionelateraledeimaschimurari.

Loscopodelpresidio,sucuisibasaildimensionamentodellopera,sostenerei
carichiverticalietrasferirliallaparteinferioredellapertura(Figura4.31).Inoltre
pu essere necessario limitare la deformazione dei maschi murari laterali
allapertura,bloccandoglieffettidellespulsionelaterale.

Figura4.31 Schematizzazione del funzionamento del presidio: il carico verticale sopra


unaperturasostenutodalloperadiritegnoetrasferitoallaparteinferiore.

Lelemento che genera lazione verticale la parte di muratura soprastante


lapertura da presidiare; a tale carico si aggiunge anche una porzione di solaio
sopralapertura.
Nei casi in cui si cerchi di limitare la deformazione dei maschi murari, lopera di
sostegnovieneirrigiditatramitedeicontroventieduntraversointermedioconlo
scopo di contrastare uno spostamento legato allo scivolamento del blocco
triangolarechesipuformareinseguitoallarotturapertagliodeimaschimurari
attornoallapertura.

92 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

4.4.2

Scelteprogettuali

4.4.2.1

Soluzioniprogettuali

Per le operedi sostegno e sbadacchiatura delle aperture, sono state individuate


differenti soluzioni progettuali, basate sul tipo di movimento da contrastare e
sulledimensionidellapertura.Sidistinguonoquindi:

opereaventisolafunzionedisostegno;

opereconfunzionesiadisostegnochedisbadacchiatura;

eopereper:

aperturestrette,conlucifinoa1.5m;

aperturelarghe,conlucicompresetra1.5e3m.

LeconfigurazioniindividuatesonorappresentateinFigura4.32.
APERTURE STRETTE
(L fino a 1.5 m)
solaio gravante

APERTURE LARGHE
(L da 1.5 m a 3.0 m)

muratura gravante

solaio gravante

muratura gravante

SOSTEGNO

d
traverso
superiore
ri o

puntone
inclinato

traverso
inferiore

L
solaio gravante

L
muratura gravante

solaio gravante

muratura gravante

SOSTEGNO E
SBADACCHIATURA

traverso
superiore

ri o

traverso
intermedio

diagonale
controvento

traverso
inferiore

Figura4.32 Configurazioniindividuateperildimensionamentodelleoperedisostegnoe
sbadacchiatura. Le configurazioni si diversificano in base al tipo di
movimentocheloperadevecontrastareeallalarghezzadellapertura.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 93
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

4.4.2.2

Materiali

Per lopera provvisionale si utilizzano elementi in legno con sezioni di forma


quadrata(sivedail3.1.1)
Per le caratteristiche del materiale adottate per il dimensionamento si veda la
Tabella3.4.
Siprevedeinoltrecheglielementiligneisianoespostialleintemperieepertanto
perildimensionamentosiassumeunaclassediservizio3.
IlcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalmaterialeMpostopariad1.5per
gli elementi principali (come ad esempio i ritti) e pari ad 1 per gli elementi
secondariodidistribuzione(comeadesempioitraversi)(sivedail3.2.3.1).
4.4.2.3

Schemadicalcolo

Perilcalcolodelloperasiutilizzaunoschemastaticoditravecontinua(traverso)
sudueotreappoggi(ritti)asecondadellaampiezzadellapertura.

Lmax1.5m

Lmax3.0m

Figura4.33 Schemastaticoutilizzatoperildimensionamentodelloperaasecondadella
ampiezzadellapertura.a)Aperturestrette.b)Aperturelarghe.

4.4.3

Carichieazioni

4.4.3.1

Condizionidicarico

Nelcalcolodelloperaprovvisionalesiconsideranoletipologiedicaricoriportate
in Tabella 4.9. Nella stessa tabella sono riportate anche le classi di durata dei
carichi (da utilizzare nelle verifiche degli elementi in legno). Trattandosi di
unopera provvisionale si assume una vita nominale non superiore a 10 anni
(2.4.1NTC2008).
Tabella4.9

Condizionidicaricoutilizzateeduratadeicarichi.
Descrizione
ClassedidurataDurata
Pesistrutturali(G1)
Lunga(6mesi 10anni)
Permanentiportati(G2) Lunga(6mesi 10anni)
Variabili(Q)
Media(1settimana 6mesi)

Perlaclassediservizio3eperlaclassediduratalunga,perillegnomassiccio,si
ricavaKmod=0.55(4.4.6,NTC2008).
4.4.3.2

Pesosolai

Si assumono solai di tipo laterocementizio di altezza 16+4 cm caricati in


conformit alla normativa vigente secondo quanto previsto per i fabbricati di
civileabitazione(3.1,NTC2008).

94 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

InTabella4.10siriportalanalisideicarichiperloscenariodiriferimento.
Tabella4.10 Analisideicarichiperloscenariodiriferimento.Calcolodeicarichiderivanti
dasolaioinlaterocemento16+4cm.
Nome
permanentistrutturali(G1)

Descrizione
solaiolaterocemento
16+4cm
permanentinonstrutturali(G2) intonaco
caldanaemassetto(8cm)
pavimentazione
tramezzi
carichivariabili(Q)

Pesoparziale Pesototale
2.6kN/m2
2.6kN/m2
0.3kN/m2
1.1kN/m2
0.4kN/m2
1.2kN/m2
2.0kN/m2

3.0kN/m2
2.0kN/m2

4.4.3.3

Pesomuratura

Si assume muratura dal peso di 20 kN/m3; ci permette di considerare


praticamente tutte le tipologie murarie, tenuto in conto del fatto che non viene
effettuataalcunariduzionedelcaricolegataallapresenzadiaperture.
La Tabella 4.11 riporta lanalisi dei carichi della muratura per lo scenario di
riferimento.
Tabella4.11 Analisideicarichiperloscenariodiriferimento.Calcolodeicarichiderivanti
dallemurature.
Nome
permanentistrutturali(G1)

Descrizione
murature

Simbolo
m

Peso
20kN/m3

4.4.3.4

Combinazionedeicarichi

Lacombinazioneaglistatilimiteultimisiottienedallarelazione:
1.3G1+1.5G2+Q
Rispettoaquantosuggeritoal2.5.3delleNTC2008,siconsiderailcoefficiente
pericarichivariabilipariad1,inquantosipresumecheledificioincuipostoil
presidiononsiasoggettoallecondizionidiaffollamentodefinitedalleNTC2008.
4.4.3.5

Scenaridicarico

Al fine di semplificare le scelte progettuali e di standardizzare le soluzioni, gli


scenaridicaricodiriferimentosonosimiliperciascunaconfigurazioneindividuata
e si prendono in considerazione i seguenti intervalli per lo spessore della
muratura:

finoa40cm;

da40a60cm;

da60a80cm;

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 95
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

da80a100cm.

Inoltre si considera il carico gravante del solaio attraverso la definizione di 4


differentifascedicarico(Figura4.34):

fascia gravante 0 m: da utilizzarsi nei casi in cui o non c il solaio, o la


distanza tra lapertura e il solaio (d) maggiore della larghezza L
dellapertura (in questultimo caso si ritiene che il peso del solaio si
scarichiailatidellapertura);

fasciagravante1 m: dautilizzarsisianeicasiin cui ilsolaiorisultiordito


parallelamenteallapareteconlaperturadapresidiare,cheneicasiincui
sullapertura scarichi una fascia di solaio con lunghezza massima di
1metro;

fasciagravante3m:dautilizzarsineicasiincuisullaperturascarichiuna
fasciadisolaioconlunghezzamassimadi3m;

fasciagravante5m:dautilizzarsineicasiincuisullaperturascarichiuna
fasciadisolaioconlunghezzamassimadi5m.

Neicasiincuiilsolaiosiasostenutodaappositipresdi(puntellidisostegnosolaie
balconi), la fascia gravante corrisponde a met della distanza tra la parete e il
presidiopivicino.
Parete perimetrale

Parete intermedia

sm

sm

Figura4.34 Individuazionedellafasciadisolaiogravantesulloperadisostegno.

4.4.4

Dimensionamento

Ildimensionamentodelleoperedisostegnoedellesbadacchiaturestatosvolto
perlelementomaggiormentesollecitato(iltraversosuperiore)edefinendo,come
conseguenza,lesezionideglielementirimanenti:traversiintermedioeinferiore,
rittiepuntoniinclinati.Inquestomodotalielementisonosovradimensionati,ma
realizzazioneecomputodelmaterialevengononotevolmentesemplificati.
4.4.4.1

Dimensionamentodeglielementicritici

Ildimensionamentostatofattoutilizzandodueschemistaticidifferentipericasi
conaperturestretteelarghe(rispettivamenteschemi(a)e(b)inFigura4.36).
Ilcaricoassegnatocompostodallasommadelcontributodelsolaioafferentee
della muratura posta immediatamente al di sopra dellapertura da presidiare. In
particolareperquantoriguardalamuratura,loperadisostegnosiritienegravata

96 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

delpesodiunaporzionedimurodelimitatadauntriangoloequilaterodilatopari
allampiezzadellaperturaL(Figura4.35).

d
H
L

sm

Figura4.35 Schema del carico della muratura e del solaio sullopera di sostegno. Il
triangolo di muratura gravante un triangolo equilatero di lato pari alla
larghezzadellapertura.
a)

b)

muratura
solaio

Lmax1.5m

Lmax3.0m

Figura4.36 Schemastaticoutilizzatoperildimensionamentodeitraversiedeirittiper
le opere di sostegno. I carichi assegnati sono il carico del solaio
(distribuzione uniforme) e il carico della muratura (distribuzione
triangolare).a)Schemarappresentativoperleaperturestrettesenzaritto
centrale. b) Schema rappresentativo per le aperture larghe con ritto
centrale.

Verificadeiritti
Per i ritti si effettuano le verifiche di stabilit a compressione applicando uno
sforzonormalepariallareazionedegliappoggineglischemiinFigura4.36.

4.4.5

Esempiodicalcolo

Siriportaildimensionamentodiunoperadisostegnoesbadacchiaturaaventele
seguenticaratteristiche:

larghezzaapertura:L=2.0m(aperturalarga);

altezzaaperture:H=3.0m;

spessoreparetemuraria:sm=60cm;

fasciadisolaiogravantesullopera:f=3.0m.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 97
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

Delle considerazioni presentate al 4.4.3.4, si ottiene che il peso dei solai in


combinazioneSLUvale:
Ps=1.32.6+1.53.0+2.0=9.9kN/m2
LaTabella1dellaschedaSTOPSAdelVademecumSTOPindica,perivalorisopra
riportati,dellesezioniperritti,puntonietraversi15x15(sistemadoppio).
Verificadeltraverso
Materiale:legnoC16
Classediservizio3
Classediduratadelcarico:lunga
fm,k=16MPa
fv,k=1.8MPa
Kmod=0.55

M=1.00 coefficienteparzialedisicurezzaperelementoconfunzione
didiffusionedeglisforzi
fm,d=Kmodfm,k/M=8.8MPa
fv,d=Kmodfv,k/M=1.0MPa

Sezione:2traversi15x15

A=450cm2 area

Wx=Wy=W=1125cm3 moduloresistente

MR=Wfm,d=9.9kNm momentoresistente

VR=Afv,d/1.5=30.0kN taglioresistente

Numerocampate:nc=2
CaricosolaioincombinazioneSLU:

qsolaio=Psf=9.93.0=29.7kN/m
Tagliomassimo(appoggiocentrale)dacaricosolaio:

Vmax,solaio=0.625qsolaioL/nc=18.6kN
Momentomassimo(appoggiocentrale)dacaricosolaio:

Mmax,solaio=1/8qsolaio(L/nc)2=3.7kNm
CaricomuraturaincombinazioneSLU(valoremassimo):

qmur=1.3msmLsin(60)=27.0kN/m
Tagliomassimo(appoggiocentrale)dacaricomuratura:
Vmax,mur=0.4qmurL/nc=10.8kN
Momentomassimo(appoggiocentrale)dacaricomuratura:
Mmax,mur=1/15qmur(L/nc)2=1.8kNm

98 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.4Puntellidisostegnoesbadacchiaturaaperture

Tagliomassimo(appoggiocentrale)totale:
Vmax=Vmax,solaio+Vmax,mur=29.4kN<VR=30kN

VERIFICATO

Momentomassimo(appoggiocentrale)totale:
Mmax=Mmax,solaio+Mmax,mur=5.5kNm<MR=9.9kNm

VERIFICATO

Per il ritto viene effettuata la verifica di stabilit a compressione. Il carico viene


dimezzato in quanto si tiene in considerazione la presenza di 2 ritti (sistema
doppio).
Verificadelritto
Materiale:legnoC16
Classediservizio3
Classediduratadelcarico:lunga
fc,0,k=17MPa
Kmod=0.55
M=1.50
fc,0,d=Kmodfc,0,k/M=6.2MPa
Sezione:15x15

A=225cm2 area

Jx=Jy=J=4219cm4 momentodinerzia

1=(J/A)=4.33cm raggiogiratoredinerzia

Sforzonormaleperciascunritto:N=2Vmax/2=29.4kN
c,0,d=N/A=1.31MPa
leff,x=leff,y=H=3.0m lunghezzaliberadiinflessione
x=y=H/=69.3 snellezza
E0.05=5360MPa
crit,c=2E0.05/x2=11.0MPa
rel,c= fc,0,k /crit,c =1.24
c=0.2 legnomassiccio
k=0.5(1+c(rel,c0.3)+rel,c2)=1.37
kcrit,c =1/ k + k2 2rel,c =0.52
c,0,d/(kcrit,cfc,0,d)=1.31/(0.526.2)=0.41<1

VERIFICATO

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 99
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

4.5 Puntellidisostegnosolaiebalconi
4.5.1 Descrizioneefinalitdellopera
Ipuntellidisostegnosolaiebalconisonostrutturedisostegnoatteasorreggerei
carichi gravanti su un solaio o un balcone evitando il progredire dei fenomeni
fessurativie/odiinflessionedellastruttura(Figura4.37).
Loscopodelloperasostenereilsolaiooilbalconeedirelativicarichiaccidentali
in modo tale da scaricarne il carico gravante e contrastarne le deformazioni.
Lobiettivo si consegue mediante la realizzazione di una struttura avente la
capacitditrasferireleazioniverticaliaterraosuglielementiportantiesistenti.
zonadi fessurazione

zonadi fessurazione

SOLAIO

BALCONE

Figura4.37 Cinematismidacontrastare:inflessionedelsolaioedelbalcone.

4.5.2 Scelteprogettuali
4.5.2.1

Soluzioniprogettuali

Per le opere di sostegno di solai e balconi sono state individuate differenti


soluzioniprogettualibasatesullapossibilitdicostruireomenounanuovalineadi
scaricodeicarichifinoaterra;lesoluzionisidiversificanoinoltreinbaseaivalori
diprogettodellalucedelsolaioedellinterassefraipuntelli.
Per quanto riguarda la possibilit di costruire una linea di scarico fino al
basamento,siindividuanoduetipologiediconfigurazioni:

schema S: puntellamento di sostegno del solaio interessato e di quelli


sottostanticonladefinizioneunnuovopercorsodelletensionifinoaterra
(Figura4.38);

schema T: sostegno del solaio con un telaio di piano in modo da


riportareilcaricosuglielementiportantiesistenti(Figura4.39).

Figura4.38 SchemaS:sostegnodelsolaiointeressatoediquellisottostantidefinendo
unanuovalineadiscaricodelletensionifinoaterra.

100 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Figura4.39 SchemaT:sostegnodelsolaioconuntelaiodipianoinmododariportare
ilcaricosuglielementiportantiesistenti.

LasoluzionesecondoloschemaSindicataneicasiincuivisianecessitdiuna
rapida esecuzione e si abbia la possibilit di occupare col puntellamento tutti i
piani sottostanti al solaio interessato dal dissesto fino a raggiungere un
basamentosucuiscaricareicarichi.
PerloschemaSsidistinguonotretipologiediconfigurazioni,infunzionedella
lucedelsolaioedellinterassedeipuntelli:

S1:puntellaturasingolaconunasolatravedisostegno(Figura4.40);
S2:puntellaturadoppiaparallelaconduetravidisostegno(Figura4.41);
S3:puntellaturatriplaparallelacontretravidisostegno(Figura4.42).
S1 PUNTELLATURASINGOLA
L
travedisostegno

puntello

Figura4.40 SchemaS1:puntellaturasingolaconunasolatravedisostegno.
S2 PUNTELLATURADOPPIA PARALLELA
L
travedisostegno

puntello

L/3

i
i
L/3

L/3

Figura4.41 SchemaS2:puntellaturadoppiaconduetravidisostegnoparallele.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 101
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

S3 PUNTELLATURATRIPLA PARALLELA
L
travedisostegno

H
puntello

i
L/4
L/4

i
L/4

L/4

Figura4.42 SchemaS3:puntellaturatriplacontretravidisostegnoparallele.

Riguardo il puntellamento dei balconi, stato previsto un solo schema con


puntellaturadoppiaparallela,tenutocontodelfattocheilcampodiapplicazione
limitatoabalconiconaggettononsuperiorea3metri.
LasoluzionesecondoloschemaTseppurmaggiormentelaboriosa,consenteil
riporto del carico sugli elementi portanti esistenti senza occupare i piani
sottostanti.
Lo schema T caratterizzato da una sola soluzione progettuale, dimensionata
per vari intervalli della luce del solaioda sostenere e con interasse tra i telai (it)
costante(Figura4.43).
L

T
(orditura)
sella
superiore

traverso di
ripartizione

H
traverso
superiore
puntone

it
puntello

it
elemento
dimposta

traverso
inferiore

corrente
inferiore
L1

L2

L1

Figura4.43 SchemaT:indicazionedeglielementicostituentiloschema.

4.5.2.2

Materiali

Ilmaterialeutilizzatoperloperaprovvisionaleillegno.Afavoredisicurezza,nei
calcoli si considerato un legno di bassa qualit; in particolare si scelto di
utilizzare la classe C16 (per le caratteristiche di tale materiale si veda la Tabella
3.4).

102 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Inbasealleipotesiriportatenel3.1.1sistabilitodiimpiegarelastessasezione
diformaquadratapertuttelepartiprincipalidellopera.
Il coefficiente parziale di sicurezza relativo al materiale M stato posto pari a 1
perglielementidiripartizione,eparia1.5perglielementiportantiprincipali,ad
esempioipuntonieitraversidisostegnonelloschemaT(sivedail3.2.3.1).
Perquantoconcerneipuntellitelescopiciinacciaio,sifattoriferimentoaivalori
di portata definiti dalla norma UNI EN 1065, assumendo, per la determinazione
delcaricodiutilizzo,uncoefficientedisicurezzapari1.7.
4.5.2.3

Schemadicalcolo

Perilcalcolodelloperaprovvisionale,nelloschemaS,siassumechelatravedi
sostegnosipossaschematizzarecometravecontinuasupiappoggi,ognunodei
quali corrispondente ad un puntello. Ai fini del calcolo si considera lipotesi
maggiormentecautelativaditravesu3appoggiequidistanti(Figura4.44).
q

Puntello

Figura4.44 Schema statico utilizzato per il dimensionamento della trave di sostegno e


deipuntelli(schemaS).

NelloschemaT(Figura4.43),ilcaricovieneriportatosuitelaiparallelimediante
traversi di ripartizione costituiti da morali. I traversi di ripartizione sono
schematizzaticometravicontinuesupiappoggi,ognunodeiqualicorrispondeal
traversosuperiorediuntelaiodelloschemaT(Figura4.45).
q

it
Traversosuperioredeltelaiodisostegno

it

Figura4.45 Schemastaticoutilizzatoperildimensionamentodeltraversodiripartizione
(schemaT).

Il traverso superiore del telaio di sostegno viene schematizzato come trave


continuasuquattroappoggi,costituitidaiduerittiallestremitedaiduepuntoni
intermedi(Figura4.46).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 103
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

L1

L2

L1

Puntelli
Puntoniinclinati

Figura4.46 Schemastaticoutilizzatoperildimensionamentodeltraversosuperioredel
telaiodisostegno,deipuntoniedeipuntelli.

La reazione in corrispondenza dei puntoni rappresenta la componente verticale


dellazionecomplessivamentegravantesuquesti,successivamentedeterminatain
funzionedellangolodiinclinazione.

4.5.3 Carichieazioni
4.5.3.1

Condizionidicarico

Nelcalcolodelloperaprovvisionalesiconsideranoletipologiedicaricoriportate
in Tabella 4.12. Nella stessa tabella sono riportate anche le classi di durata dei
carichi (da utilizzare nelle verifiche degli elementi in legno). Trattandosi di
unopera provvisionale si assume una vita nominale non superiore a 10 anni
(2.4.1NTC2008).
Tabella4.12 Condizionidicaricoutilizzateeduratadeicarichi.
Descrizione
Classedidurata(durata)
Pesistrutturali(G1)
Lunga(6mesi 10anni)
Permanentiportati(G2) Lunga(6mesi 10anni)
Variabili(Q)
Media(1settimana 6mesi)

IlcoefficientecorrettivoKmodvienedeterminatoipotizzandounaclassedidurata
delcaricolungaedunaclassediservizio2perilpuntellamentodeisolaie3peri
balconi,tenutocontodellesposizionediquestiultimialleintemperie.
Contaliipotesi,perlegnomassiccio,ilvalorediKmodparia0.7perglielementidi
sostegno dei solai e 0.55 per gli elementi di sostegno dei balconi (4.4.6, NTC
2008).
4.5.3.2

Pesosolai

Lopera provvisionale dimensionata in riferimento a solai di tipo latero


cementiziodialtezzapariad1/25dellaluce,consolettadiripartizionedispessore
pariaHsoletta=4cmecaricatiinconformitallanormativavigentesecondoquanto
previstoperifabbricatidicivileabitazione(3.1,NTC2008).
Avantaggiodisicurezza,perlucifinoa3m,siconsiderataunaltezzadelsolaio
di12+4cm.

104 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Icarichipermanentistrutturalieicarichipermanentiportati(intonaco,massetto,
pavimento, tramezzi) vengono definiti in funzione della luce, come riportato in
Tabella4.13perisolaieinTabella4.14peribalconi.
Tabella4.13 Analisideicarichideisolaiperloscenariodiriferimento.Calcolodeicarichi
derivantidasolaioinlaterocementoperdifferentiluci.
luceL[cm]

300

400

500

600

700

Hsolaio=L/25[cm]

16

16

20

24

28

Carichipermanentistrutturali
[kN/m2]G1

2.4

2.4

2.9

3.4

3.9

Intonaco(2cm)[kN/m2]

0.4

0.4

0.4

0.4

0.4

Massetto(8cm)in
conglomeratoleggero[kN/m2]

1.0

1.0

1.0

1.0

1.0

Pavimento[kN/m2]

0.4

0.4

0.4

0.4

0.4

Tramezzi[kN/m ]

1.0

1.0

1.0

1.0

1.0

Totalecarichipermanentinon
strutturali[kN/m2]G2

2.8

2.8

2.8

2.8

2.8

Carichivariabili(ambientiuso
residenziale)[kN/m2]Q1

2.0

2.0

2.0

2.0

2.0

Perilsostegnodeibalconisifattoriferimentoastruttureportanticostituiteda
una soletta piena in c.a. dello spessore di 15 cm caricata in conformit alla
normativavigente,ipotizzandoilsostegnodellinterocarico.
Tabella4.14 Analisi dei carichi dei balconi per lo scenario di riferimento. Calcolo dei
carichiderivantidasolaioinsolettamonoliticainc.a..
Solettapiena[kN/m2]

0.1525=3.8
2

Totalecarichipermanentistrutturali[kN/m ] G1
2

3.8

Intonaco(2cm)[kN/m ]

0.4

Massetto(8cm)inconglomeratoleggero[kN/m2]

1.0

Pavimento[kN/m2]

0.4
2

TotalecarichipermanentiNONstrutturali[kN/m ] G2

1.8

Carichivariabili(ambientisuscettibilidiaffollamentocat.C2)
[kN/m2]Q1

4.0

4.5.3.3

Combinazionedeicarichi

Inaccordocol2.5.3delleNTC2008,lacombinazionefondamentaleperilcalcolo
aglistatilimiteultimisiottienedallarelazione:
Q=G1G1+G2G2+QiQi
dove:

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 105
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

G1rappresentailpesopropriodeglielementistrutturali;
G2rappresentailpesopropriodeglielementinonstrutturali;
Qiindicaicarichivariabili.
Icoefficientiparzialiperleazioniconsideratesonoassuntiparia:
G1=1.3

G2=Qi=1.5

Perquantosopra,icarichirelativiaisolaisonoquelliriportatiinTabella4.15.
Tabella4.15 Carichirelativiasolaididifferenteluce.
luceL[cm]
2

Q[kN/m ]

300

400

500

600

700

10.3

10.3

11.0

11.6

12.3

MentreperibalconiQ=13.6kN/m2.
4.5.3.4

Scenaridicarico

Lo scenario di carico di riferimento costituito da fabbricati di civile abitazione.


Scenaridiriferimentodifferenti(adesempiofabbricatiindustriali,costruzionidel
settoreterziario)dovrannoessereoggettodispecificaprogettazione.
Per la definizione del carico da sostenere si ipotizza che il vincolo allestremit
deglielementiportantidelsolaiosiaingradodiimpedirnelatraslazioneverticale
mentre ne consenta la rotazione. Il carico sui telai viene considerato
uniformementedistribuitoeddeterminatoperareediinfluenza,moltiplicandoil
caricocomplessivoagentesulsolaioperlinterassefraitelai.
Ilsolaiovieneconsideratocomeuncaricodistribuitosulletravidisostegnoesulle
struttureportanti(travidipianoomuraturaportante).
Nello schema S, il carico gravante sulla trave di sostegno (q) si calcola come
illustratoinFigura4.47.

L/2

L/3

S1

S2

q=QL|2

q=QL|3
Q

L/4
Appoggiosolaio
Travedisostegno

S3
q=QL|4

Figura4.47 Schemadeicarichidiprogetto(S).Qilcaricodelsolaio.

106 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Nello schema T, il carico viene riportato sui telai paralleli mediante traversi di
ripartizione costituiti da morali di dimensioni 10x10cm posti ad interasse di
50cm.
Ilcaricogravantesuitraversi(q)determinatoperareediinfluenzaedpariaal
carico complessivo gravante sul solaio moltiplicato per linterasse fra i traversi
(Figura4.48).
Q

i
Traversosuperioredeltelaiodisostegno
Traversidiripartizione

Figura4.48 Schemadeicarichidiprogetto(T).IlcaricoQdelsolaiovieneriportatosui
telaiparalleliattraversodeitraversidiripartizione.

4.5.4 Dimensionamento
Ildimensionamentodelloperadisostegnovieneeffettuatosvolgendolaverificaa
resistenza di tutte le sezioni ovvero, nel caso dello schema T, degli elementi
maggiormentesollecitati(puntoneetraverso).
Ilcontrollodellecriticitriguarda:

verificadellecriticitglobali;

verificadellecriticitlocali.

Lecriticitglobalichesiconsideranosono:

schemaS
o

possibileribaltamento/instabilizzazionelaterale;

possibileeffettodimartellamento/ritirotrapuntelloedelemento
sostenuto;

schemaT
o

possibileribaltamento/instabilizzazionelaterale.

Lecriticitlocalisono:

schemaS
o

possibilesconnessionedelnodopuntello/trave;

possibilescaricodelpuntello;

cedimentopereccessivaconcentrazionedelcaricoalpiede.

schemaT
o

possibilescaricodelpuntello;

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 107
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

possibilesconnessionedeinodi.

TalicriticitsonorappresentateinFigura4.49eFigura4.50.
trave
c

a 1

puntello
2,3

2,3

Figura4.49 Criticit globali: a) e b) possibile ribaltamento/instabilizzazione laterale; c)


possibile effetto di martellamento/ritiro tra puntello ed elemento
sostenuto.Criticitlocali:1)possibilesconnessionedelnodopuntellotrave;
2)possibilescaricodelpuntello;3)cedimentopereccessivaconcentrazione
delcaricoalpiede.
a

Figura4.50 Criticitglobali:a)possibileribaltamento/instabilizzazionelaterale.Criticit
locali: 1) possibile scarico del puntello; 2) e 3) possibile sconnessione dei
nodi.

Le criticit elencate sono inibite da una corretta realizzazione delle connessioni


deglielementiedegliancoraggiaterranonchdallaposainoperadielementidi
irrigidimento.
4.5.4.1

Dimensionamentodeglielementicritici

Il dimensionamento dellopera effettuato sullelemento maggiormente


sollecitato (ossia il traverso superore) attraverso delle verifiche a flessione e a
tagliosecondoleindicazioniriportateal4.4.8delleNTC2008.

108 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Figura4.51 Individuazione dellelemento maggiormente sollecitato, o critico, per lo


schemaSeloschemaT.

4.5.5 Esempiodicalcolo
4.5.5.1

VerificapuntellamentodisolaioconschemaS

Siriportaatitolodiesempiolaverificadelpuntellamentodisostegnodiunsolaio
conleseguenticaratteristiche:

lucedelsolaioL=5.0m;

altezzainterpianoH=4.0m.

Peruninterassetraipuntellii=1.5m,dallaconsultazionedellatabella1scheda
STOPSB,risultaunapuntellaturadisostegnoconloschemaS3epuntelloinlegno
consezione13x13.
Verificadellatrave
Lasezione13x13inlegnoC16haleseguenticaratteristiche:

bxb=13cmx13cm sezione

A=169cm2 area

W=366cm3 moduloresistente

Jx=Jy=J=2380cm4 momentodinerzia

= J/A=3.75cmraggiogiratoredinerzia

Materiale:legnoC16
Classediservizio2
Classediduratadelcarico:lunga
fm,k=16MPa
fv,k=1.8MPa
Kmod=0.70
M=1.0
fm,d=Kmodfm,k/M=11.20MPa
fv,d=Kmodfv,k/M=1.26MPa

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 109
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Verificaditravesoggettaaflessioneetaglio(4.4.8.1.6e4.4.8.1.9,NTC2008).
Per lo schema S3, come detto al 4.5.3.4, il carico sulla trave di sostegno vale
q=QL/4=11.05.0/4=13.8kN/m
Dalla risoluzione dello schema statico di trave continua si ottengono le
caratteristichedellasollecitazione:
M=qi2/8 3.88kNm

V=0.625qi=12.94kN
M

3.88106

366103

m,d = =
d =1.5

V
2

=10.60MPa<fm,d=11.20MPa

1.512.94103
1302

=1.15MPa<fv,d=1.26MPa

VERIFICATO
VERIFICATO

Verificadelpuntone
Elementicompressi(instabilitdicolonna)(4.4.8.2.2,NTC2008).
Dalla risoluzione dello schema statico di trave continua si ottengono le
caratteristichedellasollecitazione:
N=qi1.25=13.81.51.25=25.9kN
H=4.0m altezza=lunghezzadelritto
Classediservizio2
Kmod=0.70
x=y=1
fc,0,k=17.0MPa
M=1.50 coefficienteparzialedisicurezzadelmateriale
fc,0,k=Kmodfc,0,k/M=7.9MPa
c,0,d=N/A=1.5MPa
leff,x=leff,y=Hx=4.00m lunghezzaliberadiinflessione
x=y=leff,x/=107 snellezza
E0.05=5360MPa
crit,c=2E0.052/leff,x2=4.64MPa
rel,c= fc,0,k /crit,c =1.31
c=0.2legnomassiccio
k=0.5(1+c(rel,c0.3)+rel,c2)=1.46
kcrit,c =1/ k + k2 2rel,c =0.475
c,0,d/(kcrti,cfc,0,d)=1.5/(0.4757.93)=0.40<1

VERIFICATO

110 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Nelcasodiimpiegodipuntellitelescopicimetallici,latabella2dellaschedaSTOP
SBriportalindicazione13x13E40[S3]riconfermandoquindilutilizzodellatrave
disostegnodidimensioni13x13,assiemeadunpuntellotelescopicoditipoE40e
loschemaS3.
Riguardoalpuntellotelescopico,lutilizzodiunpuntelloditipoE40assicurauna
portatadi30kN,compatibileconilcaricodiprogettodi25.9kN.
4.5.5.2

Verificapuntellamentodibalcone

Si riporta a titolo di esempio la verifica del puntellamento di sostegno di un


balconeconleseguenticaratteristiche:

luceL=2.0m

altezzadinterpianoH=4.0m

Per un interasse tra i puntelli i = 1.0 m, dalla tabella 3 della scheda STOP SB, si
ottienelindicazione13x13pertravedisostegnoepuntelloinlegno.
Verificadeltraversosuperiore
Verificaditravesoggettaaflessioneetaglio(4.4.8.1.6e4.4.8.1.9,NTC2008).
Lasezione13x13inlegnoC16halecaratteristicheprecedentementeillustrate.
Materiale:legnoC16
Classediservizio3
Classediduratadelcarico:lunga
fm,k=16MPa
fv,k=1.8MPa
Kmod=0.70
M=1.0
fm,d=Kmodfm,k/M=8.80MPa
fv,d=Kmodfv,k/M=0.99MPa
Ilcaricosullatravedisostegnovaleq=QL/2=13.62/2=13.6kN/m
Dalla risoluzione dello schema statico di trave continua si ottengono le seguenti
caratteristichedellasollecitazione.
M=

qi2
8

=1.70kNm

V=0.625qi=8.50kN
M

1.70106

366103

m,y,d = =
d =1.5

V
b

=4.6MPa<fm,d=8.80MPa

1.58.50103
1302

=0.75MPa<fv,d=0.99MPa

VERIFICATO
VERIFICATO

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 111
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Verificadelpuntone
Elementicompressi(instabilitdicolonna)(4.4.8.2.2,NTC2008).
Dalla risoluzione dello schema statico di trave continua si ottengono le
caratteristichedellasollecitazione:
N=qi1.25=17.0kN
Laverificasoddisfattainquantodeltuttoanalogaaquantoespostoal4.5.5.1,
econvaloridicaricosulpuntelloinferiorialcasogitrattato.
Nelcasodiimpiegodipuntellitelescopicimetallici,latabella4dellaschedaSTOP
SB riporta il riferimento a puntelli di classe D40 (il cui carico di utilizzo
indipendente dallestensione), in grado di assicurare una portata di 20 kN,
compatibileconilcaricodiprogetto.
4.5.5.3

VerificapuntellamentodisolaioconschemaT

Siriportaatitolodiesempiolaverificadelpuntellamentodisostegnodelsolaio
conleseguenticaratteristiche:

luceL=6.0m;

altezzadiinterpianoH=4.0m.

Il sostegno del solaio viene effettuato tramite unopera eseguita secondo lo


schema T con telai posti ad interasse it = 1.5 m, per il quale la tabella 5 della
scheda STOP SB indica una sezione 20x20 per tutti gli elementi, con sovrastanti
traversidiripartizionidelcaricodidimensioni10x10postiadinterassei=0.5m.
Verificadeltraversodiripartizione
Verificaditravesoggettaaflessioneetaglio(4.4.8.1.6e4.4.8.1.9,NTC2008)
Lasezione10x10inlegnoC16haleseguenticaratteristiche:

bxb=10x10cm sezione

A=100cm2 area

W=167cm3 moduloresistente

Materiale:legnoC16
Classediservizio2
Classediduratadelcarico:lunga
fm,k=16MPa
fv,k=1.8MPa
Kmod=0.70
M=1.0
fm,d=Kmodfm,k/M=11.20MPa
fv,d=Kmodfv,k/M=1.26MPa

112 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

Ilcaricosuitraversivaleq=Qi=11.60.5=5.8kN/m
Dalla risoluzione dello schema statico di trave continua si ottengono le
caratteristichedellasollecitazione:
M=qit2/8=1.63kNm
V=0.625qit=5.44kN
M

1.63106

167103

m,d = =
d =1.5

V
2

=9.76MPa<fm,d=11.20MPa

1.55.44103
1002

=0.82MPa<fv,d=1.26MPa

VERIFICATO
VERIFICATO

Verificadeltraversosuperiore
Lasezione20x20inlegnoC16haleseguenticaratteristiche:

bxb=20x20cm sezione

A=400cm2 area

W=1333cm3 moduloresistente

Jx=Jy=J=13333cm4 momentodinerzia

= J/A=5.77cmraggiogiratoredinerzia

Materiale:legnoC16
Classediservizio2
Classediduratadelcarico:lunga
fm,k=16MPa
fv,k=1.8MPa
Kmod=0.70
M=1.0
fm,d=Kmodfm,k/M=11.20MPa
fv,d=Kmodfv,k/M=1.26MPa

Risolvendo lo schema statico in Figura 4.52 con le seguenti caratteristiche


geometricheedicarico:
L1=1.75m

L2=2.5m

q=Qit=11.61.5=17.4kN/m

Momentoetagliomassimivalgono:
Mmax=8.3kNm
Vmax=21.8kN

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 113
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

8.3106

1333103

m,d = =
d =1.5

V
2

=6.22MPa<fm,d=11.20MPa

1.521.8103
2002

VERIFICATO

=0.82MPa<fv,d=1.26MPa

VERIFICATO

Verificadelpuntone
Le reazioni in corrispondenza degli appoggi allestremit e intermedi valgono
rispettivamente:
RA=RD=10.5kN
RB=RC=41.7kN

L1

L2

L1

Figura4.52 SchemastaticoperlaconfigurazioneT.

Notalageometriadelsistema,sicalcolalangolodiinclinazionedelpuntone:
=arctan(L1/H)=23.6

elalunghezzadellostesso:
Lp=H/cos =4.37m

Elementicompressi(instabilitdicolonna)(4.4.8.2.2,NTC2008)
Ilvaloredelcaricoagentesulpuntoneparia:
NB=RB/cos = 45.5kN

Materiale:legnoC16
x=y=1
Classediservizio2
fc,0,k=17MPa
Kmod=0.70
M=1.50 coefficienteparzialedisicurezzadelmateriale
fc,0,d=kmodfc,0,k/M=7.93MPa

114 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.5Puntellidisostegnosolaiebalconi

c,0,d=NB/A=1.14MPa
leff,x=leff,y=L=4.37m lunghezzaliberadiinflessione
x=y=L/=76 snellezza
E0.05=5360MPa
crit,c=2E0.052/leff,x2=9.22MPa
rel,c=rel,c= fc,0,k /crit,c =1.36
c=0.2 legnomassiccio
k=0.5(1+c(rel,c0.3)+rel,c2)=1.53
kcrit,c =1/ k + k2 2rel,c =0.45
c,0,d/(kcrit,cfc,0,d)=1.14/(0.457.93)=0.33<1

VERIFICATO

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 115
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

4.6 Centinaturainlegnodiarchievolte
4.6.1

Descrizioneefinalitdellopera

Lacentinaturadiarchievolteunastrutturadisostegnoligneaattaadevitareil
crollodiarchiovolteinmuraturadanneggiati.
Tipici segni di dissesto delle strutture sono le lesioni in chiave ed alle reni, cos
comeschematicamenteevidenziatonellaFigura4.53.

Figura4.53 Quadrofessurativotipicocheevidenzialapresenzadilesioniinchiaveealle
renidistruttureadarcooavolta.

Scopodelloperaconseguire,medianteunsistemadisostegno,iltrasferimento
del carico verticale dellarco/volta alla superficie di appoggio, eliminando nel
contempolaspintaorizzontaleversolespalle.InFigura4.54vieneschematizzato
leffettodiunoperadicentinatura.

Figura4.54 Rappresentazione schematica dellopera di centinatura; evidenziata la


capacit di trasferire il carico verticale alla superficie dappoggio della
centina.

La scheda STOP SV pensata per il sostegno, con strutture in legno, di volte ed


archi in muratura a tutto sesto o a sesto ribassato. Solo ai fini dellapplicazione
dellascheda,ladistinzionetraarchievolteeffettuatainfunzionedellospessore
dellamuraturao,equivalentemente,delladimensionelongitudinaledelpiedritto

116 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

(indicatoconsmnellaFigura4.55):finoadunmetrodilunghezzalastruttura
assimilabileadunarcomentre,sedidimensionimaggiori,adunavolta.
In Figura 4.55 sono evidenziati gli elementi caratterizzanti una centina a varco
aperto.
coprigiun
(tavoloni 5 x 20)
elemen della
cen na (bxb)

altezza allimposta (H)

traverso allimposta (bxb),


fasciato da 2+2 tavoloni 5x20
traversi
longitudinali
(tavoloni 5 x 20)
ri

(bxb)

sae e (bxb)
traverso intermedio (bxb),
fasciato da 2+2 tavoloni 5x20

spessore
muratura (sm )
dormiente
(morale o tavolone)

Figura4.55 Elementicaratterizzantiunacentinaavarcoaperto.

4.6.2

Scelteprogettuali

Lopera di sostegno dimensionata per sorreggere unazione verticale pari alla


massima azione che larco pu sostenere. Ci comporta la progettazione di
soluzioni conservative ma con il vantaggio di svincolare loperatore da qualsiasi
ragionamento rivolto ad una stima del sovraccarico agente sulla struttura da
presidiare,semplificandocosillavorodichioperasulcampo.
4.6.2.1

Soluzioniprogettuali

Per definire le diverse soluzioni progettuali dellopera provvisionale si tenuto


conto degli scenari che tipicamente ci si pu trovare dinnanzi; si sono
contemplate soluzioni basate sia su parametri funzionali che dimensionali. Le
primetengonoinconsiderazionelanecessiteventualediconsentireilpassaggio
attraverso le centine (passaggio aperto o chiuso). I parametri dimensionali,
invece,consentonodiindividuarelesoluzioniinfunzionedellalarghezzadellarco.
Inparticolaresisonoconsiderate3soluzioniper3intervallidiluce:

soluzionecon3rittiperlucifinoa3m;

soluzionecon5rittiperlucida3a6m;

soluzionecon7rittiperlucida6a9m.

GlischemicosindividuatisonorappresentatiinFigura4.56.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 117
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Peragevolarelarealizzazionedelloperasistabilitaunadistanzanettatrairitti
di ciascuna centina di almeno 50 cm. La realizzazione di centine a 3 ritti risulta
piuttostocomplicataneicasidiarchiovolteconluceinferiorea1.3m:intalicasi
si suggerisce quindi di utilizzare la soluzione per passaggi aperti,
indipendentementedalleesigenzedifruibilitdeglistessi.
Al fine di ottimizzare limpiego dei materiali, i tre intervalli di luce sono stati
ulteriormentesuddivisicomeinTabella4.16.
Tabella4.16 Intervallidiluceammissibiliperciascunoschemadicentina.
Schema
3ritti
5ritti
7ritti

Campidiluceammessi
1.5m<L2.0m 2.0m<L3.0m
0m<L1.5m

3.0m<L4.5m 4.5m<L6.0m

6.0m<L8.0m

Nella Figura 4.56 sono indicate le differenti soluzioni progettuali previste in


funzionedellaluceedelleesigenzedifruibilitdeipassaggi.
PARAMETRI FUNZIONALI
No n c la n ecessit dilasciare un passaggio
(p assaggio Ch iuso)

C la n ecessit d i lasciare un passaggio


(passaggio Ap erto)

PARAMETRI DIMENSIONALI

0m<L3m

C1

C2

C3

A1

3m<L6m

A2

6m<L8m

A3

Figura4.56 ClassificazionedeglischemitipodellecentineprevistenellaschedaSTOPSV.

Le differenti tipologie di carpenterie individuate sono rappresentate nella Figura


4.57,nellaFigura4.58enellaFigura4.59.

118 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

C1

A1

f/2
f
f/2

T
H
T

i
L

cen na chiusa

cen na aperta

Figura4.57 Carpenteriaperlecentinea3ritti;Lfinoa3m.

C2

A2

T
H
T

2i

cen na chiusa

cen na aperta

Figura4.58 Carpenteriaperlecentinea5ritti;Lda3a6m.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 119
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

C3

A3

H
T

2i

cen na chiusa

cen na aperta

Figura4.59 Carpenteriaperlecentinea7ritti;Lda6a8m.

Inbasealleipotesiriportatenel3.1.1,sistabilitodiimpiegarelastessasezione
di forma quadrata per tutte le parti principali dellopera (saette, ritti, traversi
intermedideglischemiapertiedormientiperappoggiflessibili).Glialtrielementi
(traversi,coprigiuntie,nelcasodistrutturadiappoggiorigida,ildormiente)sono
realizzaticontavolonidisezione5x20cm.Ilsistemadisostegnodellevolteedegli
archicompletatodatavoleligneedisezione2.5x10cmconfunzionediappoggio
continuoallintradossodellestrutturemurarie.
4.6.2.2

Materiali

Legno
Ilmaterialeutilizzatoperloperaprovvisionaleillegno.Afavoredisicurezzanei
calcoli si considera un legno di bassa qualit, in particolare si fa riferimento alla
classeC16(perlecaratteristicheditalematerialesivedalaTabella3.4).
Siprevede,inoltre,cheglielementiligneipossanoessereespostialleintemperiee
pertantoperildimensionamentoassuntaunaclassediservizio3.
IlcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalmaterialeMpostopariad1.5per
gli elementi principali (come ad esempio i ritti e le saette) e pari ad 1 per gli
elementisecondari(sivedail3.2.3.1).
Muratura
Siassumechelamuraturasiacostituitadaelementinaturalicaratterizzatidauna
scarsa resistenza a compressione e da malta di pessime caratteristiche
meccaniche.

120 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Siassume,inoltre,unaresistenzaacompressionediprogettoperlamuraturapari
afbk=1.0N/mm2

4.6.3

Carichi

4.6.3.1

Condizionidicarico

Siipotizzaunaduratadelcaricoperloperaprovvisionalecompresafra6mesie
10anni,cuicorrispondeunaclassediduratalunga.
Per la classe di servizio 3 e la classe di durata lunga, per il legno massiccio, si
ricavaKmod=0.55(4.4.6,NTC2008).
4.6.3.2

Scenariodicarico

Al fine di semplificare e di standardizzare quanto pi possibile le scelte e le


soluzioni progettuali, si deciso di ipotizzare uno scenario di carico cautelativo,
caratterizzato da condizioni di rottura incipiente della muratura. Ci consente di
svincolarsi dalle effettive condizioni di carico e rende agevole e conservativo il
dimensionamentodelleopereprovvisionali.
ConriferimentoallaFigura4.60,sieffettuailcalcolodellamassimacomponente
verticale agente in testa ai piedritti nellipotesi di rottura in chiave ed alle reni
dellelemento strutturale murario (meccanismo di collasso di Mery). Nel caso di
specie, si ipotizza la formazione di tre cerniere in corrispondenza della chiave e
dellerenidellastrutturamuraria.

C
d

30
P

30

R
H

Figura4.60 Schemadicalcolodellecentine.

Linizio della fessurazione in chiave associato ad una distribuzione di tensioni


triangolare con il valore massimo pari alla tensione di rottura di progetto per la
muratura(fbd)(Figura4.61).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 121
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

fbd
C
d

Figura4.61 Andamentodelletensionidicompressionenellasezioneinchiave.

Apartiredelvaloredellospessoreinchiave(d)sicalcolalacompressionemassima
inchiaveCperunospessorediunmetro,mediantelarelazione:
C=fbdd1000
Si considera che il valore dello spessore in chiave (d) sia correlato alla luce
dellarcosecondoleindicazionidiFuriozzietal.(2007).Talivalorisonoriportatiin
Tabella4.17.
Tabella4.17 Minimospessoreinchiavepergliarchiatuttosestoeperlevolteabotte
(trattodallatabellaMur.11diFuriozzietal.,2007).
L (m)
1.5
2.0
3.0
6.0
8.0

d (cm)
2.0
25
40
50
60

Lacomponenteverticale(P)delloscaricoallereni(R)sideducedallacondizionedi
equilibriodelleforzedelsemiarco(Figura4.60)mediantelarelazione:
P=Ctg(60)
Siadottaunvaloredicompressionesuciascunodeglinrittiparia2P/n.
Per semplificare e standardizzare quanto pi possibile le scelte progettuali e le
soluzioni realizzative, sono stati considerati diversi scenari di carico basati sulla
configurazioneadottata(Figura4.56),sudifferentivaloridilucedellarco/voltae
suduediversivaloridispessoredellamuratura(odelpiedritto)sm:

sm50cm:ingenererappresentativodicostruzioniordinarie;

50cm<sm100cm:ingenererappresentativodiedificimonumentali.

4.6.3.3

Calcolodellosforzonormalediprogettosuiritti

Il valore dello sforzo di compressione in chiave (C) viene calcolato, per una
profonditdiarco/voltadi1metro,mediantelarelazione:
C=fbdd1000
dovedlospessoreincorrispondenzadellachiave.Ilvaloredidsipuricavarein
funzionedellaluceLutilizzandoeinterpolandoivaloriinTabella4.18,validiper
gliarchiatuttosestoeperlevolteabotte.

122 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

InTabella4.18siriportano,inoltre,ivaloridellosforzodicompressioneCcalcolati
in funzione di diversi valori della luce L e della componente verticale (P) dello
scarico alle reni (R), che si deduce dalla condizione di equilibrio delle forze del
semiarcomediantelarelazione:
P=Ctg(60)
Tabella4.18 Valoridelminimospessoreinchiave(d)pergliarchiatuttosestoeperle
volteabotte(trattodatabellaMur.11diFuriozzietal.2007);ivaloridid
per L=1.5m e L=4.5m sono stati ricavati per interpolazione. Per ciascun
valorediLsiriportanoanchelosforzonormalemassimodicompressionein
chiave(C)elacomponenteverticale(P)delloscaricoallereni.
L (m)
1.5
2.0
3.0
4.5
6.0
8.0

d (cm)
20
25
40
45
50
60

C (kN/m)
100
125
200
225
250
300

P (kN/m)
173
217
346
390
433
520

Notoilvaloredellacomponenteverticaledelloscaricoallereni(P),sisupponeche
lo scarico verticale complessivo dellarco (o della volta), pari a 2P, sia assorbito
interamente dai ritti disposti in pianta secondo le configurazioni tipologiche
individuate nel precedente paragrafo: 3, 5 o 7 ritti per ogni fascia di 1 m di
profondit.
Dalla ripartizione del carico verticale 2P per il numero di ritti ipotizzato (n), si
calcola il valore dello sforzo normale agente su ciascun ritto N = 2P/n (Tabella
4.19)
Tabella4.19 Massimovaloredellosforzonormalediprogettosuiritti(kN).Siriportanoi
valoriperlesoleconfigurazionicalcolate.
N
(kN)

L max (m)

1.5
2.0
3.0
4.5
6.0
8.0

Numeroritti
permetrodiprofondit
3
5
7
115

144

231

156

173

148

4.6.4

Dimensionamento

Il dimensionamento dellopera effettuato sugli elementi maggiormente


sollecitati (elementi critici, ossia i ritti o le saette) attraverso delle verifiche a
compressioneedinstabilit.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 123
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Per le ragioni esposte nella parte relativa ai criteri generali, la sezione cos
dimensionatautilizzataancheperglialtrielementiprincipalidellopera.
4.6.4.1

Calcolodellosforzonormaleresistentedeiritti

Perlaverificadistabilitdeirittisiadottailmetododicuial4.4.8.2.2delleNTC
2008. Lo sforzo normale resistente di progetto per compressione parallela alla
fibratura(Nb,0,d)dellegnovale:
Nb,0,d=Akcrit,cfc,0,d
essendo:
A

lareadellasezionedelritto;

fc,0,d ilvalorediprogettodellaresistenzaacompressioneparallelaallafibratura
perillegnomassiccio;
kcrit,c il coefficiente di riduzione delle resistenza plastica della membratura
semplicementecompressa,lacuiespressione:
kcrit,c=

1
2

k+ k

2rel,c

I parametri ausiliari per determinare kcrit,c sono forniti dalle relazioni in Tabella
4.20.
Tabella4.20 Parametriausiliarierelativeformule.
Formula
k = 0.5 [1+ c (rel,c 0.3) + rel,c2 ]

Descrizione

c = 0.2
rel,c = (fc,0,k / c,crit)

valore valido per il legno massiccio


snellezza relativa dellasta
valore caratteristico della resistenza a
compressione parallela alla fibratura per il
legno massiccio di categoria C16
tensione critica euleriana
valore caratteristico del modulo di Young per
il legname C16
per la sezione quadrata di lato b
lunghezza libera di inflessione che viene
valutata con il metodo delle alignment
charts.

fc,0,k = 17 N/mm2
c,crit = 2 E0.05 J /(A L eff2 )
E0.05 = 5.4 kN/mm2
J / A = b2 / 12
L eff

Utilizzando le espressioni introdotte ed i valori delle propriet meccaniche


indicati,sieffettuailcalcolodelcaricodirotturadeirittidisezione10x10,13x13,
15x15,18x18e20x20conriferimentoalunghezzeliberediinflessionevariabilitra
1.0me7.0m(Tabella4.21,Tabella4.22,Tabella4.23).

124 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Tabella4.21 Snellezzarelativarel,c.
rel,c
10x10
13x13
15x15
18x18
20x20

sezione
(cmxcm)

1.0
0.6
0.5
0.4
0.3
0.3

1.5
0.9
0.7
0.6
0.5
0.5

2.0
1.2
1.0
0.8
0.7
0.6

2.5
1.5
1.2
1.0
0.9
0.8

3.0
1.9
1.4
1.2
1.0
0.9

3.5
2.2
1.7
1.4
1.2
1.1

L eff (m)
4.0
2.5
1.9
1.6
1.4
1.2

4.5
2.8
2.1
1.9
1.5
1.4

5.0
3.1
2.4
2.1
1.7
1.5

5.5
3.4
2.6
2.3
1.9
1.7

6.0
3.7
2.9
2.5
2.1
1.9

6.5
4.0
3.1
2.7
2.2
2.0

7.0
4.3
3.3
2.9
2.4
2.2

5.5
0.08
0.14
0.18
0.25
0.30

6.0
0.07
0.11
0.15
0.21
0.26

6.5
0.06
0.10
0.13
0.18
0.22

7.0
0.05
0.09
0.11
0.16
0.19

Tabella4.22 Coefficientediriduzionedellaresistenzaplasticakcrit,c.
kcrit,c
10x10
13x13
15x15
18x18
20x20

sezione
(cmxcm)

1.0
0.91
0.96
0.97
0.99
1.00

1.5
0.74
0.87
0.91
0.95
0.96

2.0
0.52
0.72
0.81
0.88
0.91

2.5
0.36
0.55
0.67
0.79
0.84

3.0
0.26
0.41
0.52
0.67
0.74

3.5
0.19
0.32
0.41
0.54
0.63

L eff (m)
4.0
0.15
0.25
0.32
0.44
0.52

4.5
0.12
0.20
0.26
0.36
0.43

5.0
0.10
0.16
0.21
0.30
0.36

Tabella4.23 SforzonormaleresistenteNb,0,d(kN).
N b,0,d
(kN)

sezione
(cmxcm)

10x10
13x13
15x15
18x18
20x20

1.0
57
101
137
200
249

1.5
46
92
128
191
239

2.0
32
76
114
178
227

2.5
22
58
93
159
209

3.0
16
43
73
135
185

3.5
12
33
57
110
157

L eff (m)
4.0
4.5
9.4
7.5
26
21
45
36
89
73
130 107

5.0
6.1
17
30
60
90

5.5
5.1
14
25
51
76

6.0
4.3
12
21
43
65

6.5
3.7
10.3
18
37
56

7.0
3.2
9.0
16
32
48

Nella Figura 4.62 si riporta il grafico con landamento dello sforzo normale
resistente dei ritti in legno di categoria C16 al variare della lunghezza libera di
inflessione. Nel 4.6.6.1 si riporta il calcolo della lunghezza libera di inflessione
deirittisostenentilecentine.
250

SFORZO NORMALE RES ISTENTE Nb,0,d (KN)

ELEMENTO
20x 20
200
ELEMENTO
18x 18
150

ELEMENTO
15x 15
100
ELEMENTO
13 x13
50
MORALE
10x 10

0
0,0

1,0

2,0

3,0

4,0

5,0

LUNGHEZZA LIBERA DI INFLESSIONE (m)

6,0

7,0

8,0

Figura4.62 AndamentodellosforzonormaleresistenteNb,0,dalvariaredellalunghezza
liberadiinflessioneLeffdeiritti(legnoC16).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 125
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

4.6.4.2

Valutazionedellalunghezzaliberadiinflessionedeiritti

Per la valutazione approssimata della lunghezza libera di inflessione dei ritti si


segueilmetododellealignmentcharts(Ballioe Mazzolani,1987eDumonteil,
1992). Applicando tale metodo possibile effettuare una stima della lunghezza
liberadiinflessionediastecompressenellipotesidivincolielasticamentecedevoli
alleestremit.Nelcasodispecie,incuiglischemistrutturaliperlacentinaturadi
volteprevedonodeitraversisiaindirezionetrasversalealvarcocheinquellaad
essoparallela,sicalcolalalunghezzaliberadeirittitenendoinconsiderazionela
presenza dei vincoli intermedi che non sono bloccati nei confronti della
traslazione.Pertalemotivo,itelaiorditiindirezioneparallelaallevoltepossono
essere considerati a nodi spostabili, a differenza di quelli trasversali che
risultanovincolatiincorrispondenzadellespalledellestrutturemurarie.
Si rimanda al 4.6.6.1 lo sviluppo della parte teorica e alcuni esempi relativi al
calcolodellalunghezzaliberadiinflessione.
4.6.4.3

Dimensionamentodeirittiasostegnodellevolte

Perleoperedicentinaturadellevoltesiimponeunvaloremassimodellinterasse
tra le centine pari ad 1 metro. A partire da tale valore e dalla luce della volta si
ricava lo sforzo normale di progetto agente sul ritto maggiormente sollecitato,
comedescrittoal4.6.3.2.
Perciascunasezioneutilizzabile(sezionicommercialiinTabella3.2),sidetermina
la massima lunghezza libera dinflessione tale per cui la sezione sia in grado di
resistereallosforzonormalediprogetto.
Mediante il metodo delle alignment charts, alla lunghezza libera dinflessione
vienefattocorrisponderelinterassemassimo(T)traitraversiaventifunzionedi
rompitratta.
Nel caso di centina aperta, il ritto centrale sostituito da due saette inclinate.
Come si dimostra al 4.6.6.2 le sezioni individuate per le configurazioni chiuse
rimangono valide anche per le configurazioni aperte, a condizione che langolo
dinclinazionedellesaetterispettoallaverticalesiainferiorea35.
4.6.4.4

Dimensionamentodeirittiasostegnodegliarchi

Per le opere di centinatura degli archi si distinguono i casi in cui si possono


disporreduecentineaccoppiate(spessoridelmurosmmaggioredi50cm)eicasi
in cui, per ragioni pratiche, preferibile disporre una sola centina (sm<50cm)
che, di conseguenza, non pu essere rompitrattata per ridurre la luce libera
dinflessione fuori piano. In questultimo caso, quindi necessario che laltezza
dimpostadellarcosiainferioreallalunghezzaliberadinflessionedeiritti,percui
vienelimitataladimensioneHpresidiabile(Figura4.60).
4.6.4.5

Verificadeitraversi

La verifica dei traversi, costituiti da 2 tavoloni di dimensioni 5x20 cm, viene


effettuata nellipotesi di funzionamento a contrasto dellinflessione derivante
dallinstabilit dei ritti. Lo sforzo normale generato dallazione di contrasto

126 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

allinflessione dei ritti da parte della coppia di traversi (Fd) determinabile dalla
seguenterelazione,validaperlegnomassiccio:
N

F= d incuiNdlosforzonormalesuiritti(Piazzaetal.,2005).
80

Atitolocautelativo,siassumecomesforzonormaleagentesuirittiilcaricoultimo
dellelemento 20x20 cm e, come lunghezza libera di inflessione dei traversi, il
massimointerassetrasversalepossibiletrairitti,paria1.5m(casodicentinaa5
ritticonvarcodiluceparia6m).
Pertalevaloredisforzonormale,itraversisonosempreverificati.

4.6.5

Esempiodicalcolo

Per il dimensionamento dei ritti della scheda STOP SV si proceduto come


indicatodiseguito.
Per ciascuno schema progettuale (a 3, 5 o 7 ritti) e per ciascuna classe di luci
ammissibili, si determinato il massimo sforzo normale di progetto agente sui
ritti.Apartiredatalevalore,sidefinitalalunghezzaliberadinflessionemassima
(Tmax) per ciascuna sezione utilizzabile. Con procedimento a ritroso si quindi
risalitialmassimointerassetraitraversitaledagarantireunalunghezzaliberadi
inflessioneneirittinonsuperioreaquelladeterminataalpuntoprecedente.
Dimensionamentodeirittiasostegnodellevolte:schemiacentinachiusa
Atitolodiesempiosipresentailragionamentosoprariportatoperloschemaa3
rittiperunalucedi1.5metri.
DallaTabella4.19sidesumelosforzonormalediprogettosulritto:Nd=115kN.
DalconfrontoconilgraficodiFigura4.62siindividuanolesezionicompatibilicon
la sollecitazione di progetto agente. Come si evince dal grafico in Figura 4.63,
possonoessereimpiegati,perlasoluzioneprogettualeindividuata,soloelementi
15x15, 18x18 e 20x20. Gli elementi 13x13 e i morali 10x10 offrono infatti sforzi
normaliresistentiinferioriaquellidiprogettoagenti.Lemassimelunghezzelibere
di inflessione ammissibili per tale condizione di carico si deducono sempre dal
graficoinFigura4.63esonoparia:

elementi15x15: Leff2.0m

elementi18x18: Leff3.4m

elementi20x20: Leff4.3m

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 127
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

25 0

SFORZO NORMALE RES ISTENTE N b,0,d (KN)

ELEMENTO
20x 20
20 0
ELEMENTO
18x 18
15 0

Nd = 115 kN

ELEMENTO
15x 15
10 0
ELEMENTO
13x 13
50
MORALE
10x 10

0
0,0

1,0

2,0

3,0

4,0

5,0

6,0

LUNGHEZZA LIBERA DI INFLESSIONE (m)

7,0

8,0

Figura4.63 Confronto tra lo sforzo normale di progetto per uno schema di centina di
voltaatrerittiametroconlucefinoa1.5melaresistenzadeiritti(legno
C16).

DallaTabella4.24possibiledesumerelinterassemassimotraitraversitaleda
garantireuncorrettovaloredellalunghezzaliberadiinflessione:
Tabella4.24 Interassemassimotraitraversicompatibileconilvaloredellalunghezza.to
Leff
INTERASSETRAVERSI5X20(T)(m)
(m)
1.0 1.5 2.0 2.5 3.0 3.5 4.0 4.5 5.0 5.5 6.0
10x101.101.602.102.60 3.10 3.60 4.10 4.60 5.10 5.60 6.10
13x131.251.762.272.77 3.27 3.77 4.28 4.78 5.28 5.78 6.28
SEZ.
15x15 1.421.942.452.96 3.47 3.97 4.48 4.98 5.48 5.98 6.49
(cmxcm)
18x18 1.762.322.863.39 3.91 4.43 4.94 5.45 5.96 6.47 6.97
20x20 2.052.663.223.77 4.31 4.84 5.37 5.89 6.40 6.92 7.43

6.5 7.0 7.5 8.0


6.607.107.608.10
6.787.287.788.28
6.997.497.998.49
7.487.988.498.99
7.948.458.969.47

Posizionando i traversi ad un interasse non superiore a 1.5 metri, la lunghezza


libera di inflessione per gli elementi 15x15 di 1.94 m, molto prossima a quella
limitegideterminata.Pertalemotivopossibileporreitraversiaduninterasse
nonsuperiorea1.5m.
Analogamentesideterminanogliinterassimassimitraitraversiperlealtresezioni
utilizzabili,compatibiliconlacondizionedistabilitmeccanica.
In Tabella 4.25 sono riportati i risultati dei calcoli per tutte le configurazioni
relativeallevolteabotte.

128 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Tabella4.25 Tabellaperildimensionamentodellecentinedellevolteabotte(legnoC16).
Numeroritti
permetrodi
profondit

Luce

Sezioneritti
(cmxcm)

Interassemassimo
traversiTmax

L 1.5m
L 1.5m
L 1.5m
1.5m<L 2.0m
1.5m<L 2.0m
2.0m<L 3.0m
3.0m<L 4.5m
3.0m<L 4.5m
4.5m<L 6.0m
4.5m<L 6.0m
6.0m<L 8.0m
6.0m<L 8.0m

15x15
18x18
20x20
18x18
20x20
20x20
18x18
20x20
18x18
20x20
18x18
20x20

1.5m
2.5m
3.0m
1.5m
2.0m
1.0m
1.5m
2.0m
1.0m
2.0m
1.5m
2.0m

Verificadeitraversi
Laverificadeitraversi,costituitida2tavolonididimensioni5x20,vieneeffettuata
nellipotesi che essi funzionino come contrasto dellinflessione derivante
dallinstabilitdeiritti.Losforzonormalesuitavoloni(Fd),generatodallazionedi
contrastoallinflessionedeirittidapartedellacoppiaditraversi,determinabile
dallaseguenterelazione,validaperlegnomassiccio:
N

F= d
80

doveNdlosforzonormalesuiritti.
A titolo cautelativo si assume come sforzo normale agente sui ritti il carico di
collasso di progetto dellelemento 20x20 e come lunghezza libera di inflessione
deitraversiilmassimointerassetrasversalepossibiletrairittiparia1.5m.
Losforzonormaleagentesulsingolotraversorisulta:
1 Nb,0,d

Fd,1 =
2

1 249

80

80

=1.56kN

Lo sforzo normale resistente del singolo traverso 5x20 si calcola con lusuale
procedura:
c,crit =
rel,c =

2 E0.05 J
AL2
fc,0,k
c,crit

2 5400

200503
12
2

502001500

17.0
4.94

=4.94N/mm2tensionecriticaeuleriana

=1.85snellezzarelativadeltraverso

k= 1+c rel,c 0.3 +2rel,c =[1+0.2(1.850.3)+1.852]=2.37


2

kcrit,c =

1
2

k+ k

2rel,c

1
2.37+ 2.372 1.852

Nb,0,d =Akcrit,c fc,0,d =

=0.26coefficientediriduzione

502000.266.23
1000

=16.2kN>Fd,1=1.56kN

VERIFICATO

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 129
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Dimensionamentodeirittiasostegnodegliarchi
Siapergliarchidispessorefinoa0.5mcheperquellispessifinoadunmetro,le
sollecitazioni agenti sulle centine di sostegno risultano al pi pari alla met di
quellecalcolateperlevolte(Tabella4.26).
Tabella4.26 Massimovaloredellosforzonormalediprogettosuirittiasostegnodivolte.
N
(kN)

L max (m)

1.5
2.0
3.0
4.5
6.0
8.0

Numeroritti percentina
3
5
7
58

72

115

78

87

74

Dal confronto tra la Tabella 4.26 e la Tabella 4.23 si evince il dimensionamento


dellecentineperarchidispessorefinoamezzometro(Tabella4.27).
Per gli archi spessi fino ad un metro, sostenuti da almeno due centine, si fa
affidamento sulla rigidezza dei traversi. Pertanto, utilizzando il procedimento di
calcologidescrittoperlevolte,sideterminanogliinterassimassimitraitraversi
talidalimitareopportunamentelalunghezzaliberadiinflessionedeiritti(Tabella
4.28).
Tabella4.27 Tabelladidimensionamentocentineperarchidispessorefinoa0.5m.
Numeroritti

LuceL
(m)
L1.5m
L1.5m
L1.5m
L1.5m
1.5m<L2.0m
1.5m<L2.0m
1.5m<L2.0m
1.5m<L2.0m
2.0m<L3.0m
2.0m<L3.0m
2.0m<L3.0m
3.0m<L4.5m
3.0m<L4.5m
3.0m<L4.5m
3.0m<L4.5m
4.5m<L6.0m
4.5m<L6.0m
4.5m<L6.0m
4.5m<L6.0m
6.0m<L8.0m
6.0m<L8.0m
6.0m<L8.0m
6.0m<L8.0m

Sezioneritti
(cmxcm)
13x13
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20

AltezzadiimpostaH
(m)
2.5m
3.5m
5.0m
6.0m
2.0m
3.0m
4.5m
5.5m
1.5m
3.0m
4.0m
1.5m
2.5m
4.5m
5.0m
1.5m
2.5m
4.0m
5.0m
2.0m
2.5m
4.0m
5.5m

130 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Tabella4.28 Tabelladidimensionamentocentineperarchidispessorecompresotra0.5
e1.0m.
Numeroritti

LuceL
(m)

Sezioneritti
(cmxcm)

L1.5m
L1.5m
L1.5m
L1.5m
1.5m<L2.0m
1.5m<L2.0m
1.5m<L2.0m
1.5m<L2.0m
2.0m<L3.0m
2.0m<L3.0m
2.0m<L3.0m
3.0m<L4.5m
3.0m<L4.5m
3.0m<L4.5m
3.0m<L4.5m
4.5m<L6.0m
4.5m<L6.0m
4.5m<L6.0m
4.5m<L6.0m
6.0m<L8.0m
6.0m<L8.0m
6.0m<L8.0m
6.0m<L8.0m

13x13
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20
13x13
15x15
18x18
20x20

Interassetrai
travesiT
(m)
2.0m
3.0m
4.0m
4.5m
1.5m
2.5m
3.5m
4.0m
1.0m
2.0m
2.5m
1.0m
2.0m
3.5m
3.5m
1.0m
2.0m
3.0m
3.5m
1.5m
2.0m
3.0m
4.0m

Verificadiunacentinaavarcochiuso
Atitolodesempiosieffettualaverificadiunacentinaa5rittiavarcochiusodi
luce pari a 4.5 m. Per una centina di tali dimensioni la scheda STOPSV prevede
limpiegodimorali20x20bloccatidatraversi20x20adinterassedi2.0m.
Lo sforzo di compressione sulla chiave della volta (d = 45 cm) agente su uno
spessoremurariodiunmetrovale:
C=1/2fbdd1000=0.51.04501000=225kN/m
Lacomponenteverticaledelloscaricoallerenirisulta:
P=Ctg(60)=2251.732=390kN/m
Lo sforzo normale di progetto agente sui 5 ritti posti a sostegno dello spessore
unitariodivoltasicalcolain:
N=2P/n=2390/5=156kN
Ilmomentodiinerziadellacoppiaditraversi5x20vale:
JT=2bH3/12=25203/12=6666.7cm4
Ilmomentodiinerziadeiritti20x20risulta:
JC=bH3/12=20203/12=13333.3cm4

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 131
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Si calcola la lunghezza libera di inflessione dei ritti (Leff = kT), propedeutica al


calcolo dello sforzo normale resistente, con il metodo delle alignment charts
(4.6.6.1):
J
T
GA =GB =
J

i

K=

C.A.

=2

Jc i
13333.3 100
=2

=2.0
200
6666.7
T JT

T.A.

1.6G2 +8.0G+7.5

2G+7.5

1.62.02 +8.02.0+7.5
=1.61
22.0+7.5

Leff=kT=1.612.0=3.22m
Latensionecriticaeulerianadeirittirisulta:
c,crit =

2 E0.05 J
AL2

2 5400

204
12
2

202 322

=17.13N/mm2

Lasnellezzarelativadeirittivale:
rel,c =

fc,0,k
c,crit

17.0
17.13

=0.99snellezzarelativadeltraverso

Ilcoefficienteausiliariokcoscalcolato:
1

k= 1+c rel,c 0.3 +2rel,c =[1+0.2(0.990.3)+0.992]=1.06


2

Ilcoefficientediriduzionedellaresistenzaplastica:
kcrit,c =

1
2

k+ k

2rel,c

1
1.06+ 1.062 0.992

=0.695

Losforzonormaleresistente,infine,siquantificain:
Nb,0,d =Akcrit,c fc,0,d =2002000.6956.23=173kN>Fd,1=156.0kN

VERIFICATO

132 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

4.6.6 Approfondimentiteorici
4.6.6.1

Determinazionedellalunghezzaliberadinflessione

Unaesemplificazionedelloschemadicalcolodaimpiegareperladeterminazione
della lunghezza libera di inflessione dei ritti nel piano longitudinale delle volte
riportatainFigura4.64.

L=KT
eff

A
Traverso:
n.25x20

i =1m

i =1m

T
B

i =1m

Figura4.64 Sezionelongitudinaledellastrutturadisostegnodellavolta.

ComesievincedallaFigura4.64,lelementovincolatopidebolmenteiltrattodi
rittodiestremitcompresotraduetraversiintermedi.Denominatigliestremidi
talerittoconlelettereAeB,senedeterminanoiparametridirigidezza(GAeGB)
attraversoleseguentiespressioni:
EJ
T
GA =
EJ

i

C.A.

EJ
T
GB =
EJ

i

C.B.

J
T
=
J

i
T.A.

J
T
=
J

i
T.B.

C.A.

T.A.

C.B.

T.B.

doveidifferentipediciindicano:
A

riferimentoaiparametricaratteristicidelnodoA;

riferimentoaiparametricaratteristicidelnodoB;

C.A. riferimentoallecolonnecheconvergononelnodoA;
C.B. riferimentoallecolonnecheconvergononelnodoB;
T.A. riferimentoalletravicheconvergononelnodoA;
T.B. riferimentoalletravicheconvergononelnodoB;
edove:
E

modulodiYoung;

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 133
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

momentodinerzia;

interassetraitraversi(Figura4.64);

interasselongitudinaletrairitti(Figura4.64);

coefficiente pari a 1.0 nel caso di incastro di estremit, 0.75 nel caso di
cernierae0.50nelcasodiestremolibero.

Sinotiche,incasoditraviarigidezzanulla,sivaversoilvincolocerniera,incaso
di travi infinitamente rigide, si va verso il vincolo incastro. Nel primo caso la
lunghezza libera di inflessione nel telaio a nodi spostabili infinita, nel secondo
casopariallinterassetraitraversi.
EsplicitandoicoefficientialnodoA,siha:
J
T
GA =
J

i

C.A.

Jc i

T JT

T.A.

Per il nodo inferiore B, si assume cautelativamente che esso sia caratterizzato


dallostessoparametrodirigidezzadelnodoA(GB=GA).Infatti,alrittovincolato
aterra,stantelacondizionediincastroparziale,competeunalunghezzaliberadi
inflessionecertamenteinferiorerispettoaglianaloghitrattiintermedi.
Ilmomentodiinerziadeitraversi(JT),costituitidacoppieditavoloni5x20(quindi
conbaseb=5cmealtezzaH=20cm)postiacoltello,vale:
JT =2

bH3
12

=2

5203
12

=6666.7cm3

Linterasselongitudinaletrairitti(i)paria100cm.
In Tabella 4.29 sono riportati i valori dei coefficienti GA e GB. Si noti che la
condizione pi sfavorevole per il calcolo della lunghezza libera di inflessione
datadalcasodiminorerapportotrarigidezzadeitraversieritti,ciopermontanti
20x20bloccatidatraversiadinterassediunmetro.IntalecasoicoefficientiGAe
GBassumonovaloreparia4.0,cuicorrispondeunalunghezzaliberadiinflessione
pariacircaildoppiodellinterassetraitraversi.
Tabella4.29 CoefficientiGAeGB(GA=GB)perrittidiestremitinposizioneintermedia.
INTERASSETRAVERSI5X20(T)INm
SEZIONE
(cmxcm) 1.0 1.5 2.0 2.5 3.0 3.5 4.0 4.5 5.0 5.5 6.0 6.5 7.0 7.5 8.0
10x10 0.25 0.170.130.100.08 0.07 0.06 0.06 0.05 0.05 0.04 0.04 0.040.030.03
13x13 0.71 0.480.360.290.24 0.20 0.18 0.16 0.14 0.13 0.12 0.11 0.100.100.09
15x15 1.27 0.840.630.510.42 0.36 0.32 0.28 0.25 0.23 0.21 0.19 0.180.170.16
18x18 2.62 1.751.311.050.87 0.75 0.66 0.58 0.52 0.48 0.44 0.40 0.370.350.33
20x20 4.00 2.672.001.601.33 1.14 1.00 0.89 0.80 0.73 0.67 0.62 0.570.530.50

Dalla consultazione della alignment chart (Figura 4.65) per i telai a nodi
spostabili,oppureapplicandounadelleduerelazioniadessaequivalenti,siricava
la lunghezza libera di inflessione del ritto di estremit posto in posizione
intermediaperdifferenticondizionidivincoloagliestremi:

134 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

36
K
= K
6 GA +GB
tg

GA GB

dacuisiricavaapprossimativamenteilvaloredelcoefficientediamplificazione(K)
perladeterminazionedellalunghezzaliberadinflessionedeirittidiestremitin
posizioneintermedia:
K=

1.6GA GB +4.0 GA +GB +7.5

GA +GB +7.5

Nel caso di uguaglianza tra le condizioni di vincolo (GA = GB = G), le precedenti


relazionidiventano:
2

36
K
= K
12G
tg

G2

e:
K=

1.6G2 +8.0G+7.5

2G+7.5

In Tabella 4.30 riportato il valore del parametro K per differenti condizioni di


vincoloagliestremideltelaio.
Ai valori del coefficiente K riportati in Tabella 4.30 corrispondono le lunghezze
liberediinflessioneindicateinTabella4.31.

Ritto di estremit 20x20 con


traversi ad interasse di un metro

Figura4.65 Nomogramma (alignment chart) per telai a nodi spostabili (Ballio e


Mazzolani,1987eDumonteil,1992).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 135
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Tabella4.30 Calcolo del coefficiente di amplificazione K per la determinazione della


lunghezzaliberadiinflessionedeirittidiestremitinposizioneintermedia.
Coefficientedi
amplificazioneK
10x10
13x13
sezione
15x15
(cmxcm)
18x18
20x20

1.0 1.5 2.0


1.10 1.06 1.05
1.25 1.18 1.13
1.42 1.29 1.23
1.76 1.55 1.43
2.05 1.77 1.61

interassetraversi5X20(T)in m
2.5 3.0 3.5 4.0 4.5 5.0 5.5
1.04 1.03 1.03 1.02 1.02 1.02 1.02
1.11 1.09 1.08 1.07 1.06 1.06 1.05
1.19 1.16 1.14 1.12 1.11 1.10 1.09
1.36 1.30 1.26 1.23 1.21 1.19 1.18
1.51 1.44 1.38 1.34 1.31 1.28 1.26

6.0 6.5 7.0


1.02 1.02 1.01
1.05 1.04 1.04
1.08 1.08 1.07
1.16 1.15 1.14
1.24 1.22 1.21

Tabella4.31 Lunghezzaliberadiinflessione(Leff)inmetrideirittidiestremitinposizione
intermedia
Lunghezzaliberadi
inflessioneLeff 1.0 1.5 2.0
10x10 1.10 1.60 2.10
13x13 1.25 1.76 2.27
sezione
15x15 1.42 1.94 2.45
(cmxcm)
18x18 1.76 2.32 2.86
20x20 2.05 2.66 3.22

interassetraversi5X20(T)inm
2.5 3.0 3.5 4.0 4.5 5.0 5.5
2.60 3.10 3.60 4.10 4.60 5.10 5.60
2.77 3.27 3.77 4.28 4.78 5.28 5.78
2.96 3.47 3.97 4.48 4.98 5.48 5.98
3.39 3.91 4.43 4.94 5.45 5.96 6.47
3.77 4.31 4.84 5.37 5.89 6.40 6.92

6.0 6.5 7.0


6.10 6.60 7.10
6.28 6.78 7.28
6.49 6.99 7.49
6.97 7.48 7.98
7.43 7.94 8.45

4.6.6.2

Equivalenzatraschemiacentinaapertaeschemiacentinachiusa

I sistemi a varco aperto sono dimensionati allo stesso modo di quelli a varco
chiuso.Lasceltarisultacautelativainquantosialincrementodilunghezzalibera
di inflessione che la meno efficiente trasmissione dello sforzo normale dovuti
allinclinazionedellesaettesonocompensatidallariduzionedisforzonormaledi
progettoagentedovutaallapresenzadiunmaggiornumerodiaste(2inclinateal
postodiunaverticale).
Diseguitosiriportaladimostrazionediquantoaffermato.

Le

N'

L'e

Figura4.66 Schemadicalcolodellesaetteperschemiapassaggioaperto.

Con riferimento alla Figura 4.66, si calcola landamento del carico di rottura
dellastacompressaalvariaredellasolainclinazione.
Si rappresentano senza apice le grandezze caratterizzanti lasta in posizione
verticaleeconlapicequellerelativeallastainclinata.Alvariaredellinclinazione

136 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

(), la lunghezza libera di inflessione dellasta passa da Leff a Leff secondo la


relazione:
L'e =

Le

cos

Latensionecriticaeuleriana(c,crit)siriducepertantoa:
'c,crit =

2 E0.05 J
2
AL'e

=c,crit cos2

doveE0.05,JeAsonorispettivamentemoduloelasticocaratteristico(frattile5%),il
momentodinerziaelareadellasta.
Lasnellezzarelativa(rel,c)risulta:
'rel,c =

fc,0,k
'c,crit

1
rel,c
cos

e,diconseguenza:
1
1
1
1
1+c 'rel,c 0.3 +'rel,c = 1+c
'rel,c 0.3 +
'

2
2
cos
cos rel,c
1

k'crit,c =
'
'2 '2
k + k rel,c

k' =

IlsignificatodiciascunsimboloriportatoinTabella4.20.
IlrapportoRtraicoefficientidiriduzionedellaresistenzaplasticavale:

2 2
k'crit,c k + k rel,c

R= =
kcrit,c '
'2 '2
k + k rel,c

Nellipotesi di progettare in maniera ottimale i ritti inseriti negli schemi a


passaggiochiuso,siha:
NR,d=Akcrit,cfc,0,d
quindilosforzonormaleresistentediprogetto(NR,d)intestaairittiinclinatinegli
schemiapassaggioapertorisulta:
NR,d=Akcrit,cfc,0,d=ARkcrit,cfc,0,d=RNR,d
Losforzonormaleagentesulleasteinclinate(Nd)variaalcresceredellangolodi
inclinazione,secondolarelazione:
Nd=Nd/(2cos)
Nellipotesidiprogettazioneottimaledeiritti,sipuporre:
Nd=NR,d

equindi,sostituendo,siha:

NR,d=RNR,d=2RNdcos

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 137
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

LacondizionedicollassodelleasteinclinatesiraggiungequandoNR,d<Ndossia:
N'R,d
N'd

=2R cos

Nel grafico in Figura 4.67 riportato landamento del rapporto


NR,d/Nd=2Rcosalvariaresiadellangolochedellasnellezzarelativarel,c.
IlvaloremassimodelrapportoNR,d/Ndparia2nelcasolimitediinclinazione
nulladelladoppiasaetta.
2,0

= 10

1,8
= 20
1,6
1,4

= 30

N'R,d/N'd

1,2

= 35

1,0

= 40

0,8
0,6

= 50
N

0,4
Leff

0,2

Leff

= 60

0,0
0,0

0,5

1,0

1,5

2,0

2,5

3,0

3,5

4,0

4,5

5,0

rel,c

Figura4.67 AndamentograficodelrapportoNR,d/Ndtralosforzonormaleresistentee
quelloagentediprogettoperlesaettealvariaredelparametrodisnellezza.

ComesivededallaFigura4.67,finoadinclinazionidi35ildimensionamentodelle
saetterisultacautelativo,aldisopradei60risultasemprenonverificatoetra35
e 60 la verifica dipende dalla snellezza dellasta verticale: pi essa aumenta e
minorelinclinazioneconsentita.
Assunto35qualeangolodiinclinazionesicuroperlesaetteinseriteinschemia
passaggioaperto,siindicalacondizionegeometricadiammissibilitdellesaette
(essendoHlaltezzadiimpostadellacentinaeLlaluce):
H>

2tg

Il grafico in Figura 4.67 mostra il campo di geometrie tali da ammettere uno


schemaapassaggioaperto.

138 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.6Centinaturainlegnodiarchievolte

Altezze di imposta (H)


compatibili con schemi a
passaggio aperto

H (m)

L
0
0

4
L (m)

Figura4.68 Individuazionedellealtezzediimposta(H)compatibiliconschemidicentina
apassaggioaperto.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 139
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

4.7 Tirantaturaconfuniinacciaio
4.7.1

Descrizioneefinalitdellopera

La tirantatura con funi in acciaio un presidio atto ad evitare per trattenuta il


ribaltamentoolospanciamentodiparetimurariefuoripiano.
Scopodelloperaimpedireocontrastare:
a) il ribaltamento della facciata a seguito della compromissione
dellammorsamentosuimuriperimetraliodispina(Figura4.69.a);
b) il ribaltamento della facciata a seguito della fessurazione sui muri
perimetraliodispina(Figura4.69.b);
c) lospanciamentodellapareteversolesterno(Figura4.69.c).

a)

b)

c)

ribaltamento fuori piano

spanciamento

Figura4.69 Cinematismi da contrastare. a) Ribaltamento della facciata a seguito della


compromissione dellammorsamento sui muri perimetrali o di spina. b)
Ribaltamentodellafacciataaseguitodellafessurazionesuimuriperimetrali
odispina.c)Spanciamentodellapareteversolesterno.

Lobiettivo conseguito mediante un presidio avente la capacit di contenere i


movimenti relativi di porzioni di manufatti in muratura; tale scopo si ottiene
collegando la parete da presidiare ad altre parti della struttura (Figura 4.70 e
Figura4.71).

Figura4.70 Rappresentazione del presidio che deve contrastare i cinematismi;


individuazionedelloschemabase.

necessariocheloperaabbialacapacitditrasferireleazionisismicheorizzontali
della parete da presidiare alla rimanente parte della struttura, ridistribuendole
secondocomponentiditrazionelungoitiranti.

140 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Figura4.71 Rappresentazione schematica del presidio. evidenziata la capacit di


trasferire le azioni sismiche orizzontali della parete da presidiare alla
rimanente parte della struttura, ridistribuendole secondo componenti di
trazione.

4.7.2

Scelteprogettuali

4.7.2.1

Soluzioniprogettuali

Perleopereditirantaturasonostateindividuatedellesoluzionibasatesullescelte
progettualiriportateneldiagrammadiflussoinFigura4.72.
Leconfigurazionisidistinguonoinnanzituttoperlapresenzaomenodielementi
rigididispostiorizzontalmente(traversi).Lasceltadiutilizzareunaconfigurazione
con traversi legata alla possibilit di poter disporre gli stessi con un passo
verticale maggiore rispetto a quanto avviene con i soli cavi. Questa soluzione
consente di installare un numero minore di ritegni, ma pu presentare maggiori
difficoltoperativelegateallaposainoperadeitraversi.
Si distinguono inoltre le opere di ritegno poste su edifici di buona fattura
(murature di buona qualit) o edifici con murature di mediocre qualit. Nel
primocasopossibileancorareicavidirettamenteaimuriportantiortogonalialla
parete da presidiare; nel secondo caso, invece, necessario coinvolgere lintera
struttura(chiusurasufacciataopposta),ounasuaparteconsistente(chiusurasu
murodispina).
Infine, nel caso di opera di ritegno con cavi e traversi si deve verificare quali
elementi strutturali fanno da contrasto allazione del tirante; necessario
consideraredueconfigurazionidifferenti,asecondacheiltirosiacontrastatoda
elementistrutturaliorizzontali(solai)oelementiverticali(pareti).
Con le specifiche sopra riportate si individuano le configurazioni rappresentate
nellultimarigadellaFigura4.72.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 141
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Configurazioni

Solo cavi

muratura qualsiasi

chiusura su
facciata
opposta

Traversi e cavi

muratura di buona
qualit

chiusura su
muro di
spina

ancoraggio
su parete
ortogonale

muratura qualsiasi

contrasto
con pareti
ortogonali
alla facciata

muratura di buona
qualit

contrasto
con
orizzontamenti

ancoraggio
su parete
ortogonale

Figura4.72 Diagrammadiflussoperladefinizionedelleconfigurazionibasedeglischemi
deitiranti.

LespecificheperogniconfigurazionesonoriportateinFigura4.73.
CE

CINTURAZIONE
TOTALE ESTERNA

TL

Pareti parallele contrapposte


su cui poter appoggiare i traversi

Possibilit di avvolgimento
completo
Larghezza pareti da
contenere non molto estese

CP

CINTURAZIONE
PARZIALE PASSANTE

Presenza muri trasversali a cui


accostare i tiranti

TI

Presenza di aperture laterali


allineate (o possibilit di praticare
fori) a distanza non ravvicinata
dalla parete da presidiare o
possibilit di praticare fori passanti
in zone in cls o in blocchi lapidei

CV

CINTURAZIONE
VINCOLATA

TRAVERSO CON
TIRANTATURA DIFFUSA
INTERNA PASSANTE

Pareti parallele contrapposte


su cui poter appoggiare i traversi
Presenza elemento o
sistema distanziatore in
corrispondenza dei tiranti
(travi/tralicci/solai)

TV

Presenza pareti laterali su cui


poter vincolare la fune
a distanza non ravvicinata
dalla parete da presidiare in
zone in cls o in blocchi lapidei

TRAVERSO CON
TIRANTATURA
LATERALE ESTERNA

TRAVERSO CON
TIRANTATURA
LATERALE VINCOLATA

Presenza pareti laterali su cui


poter vincolare la fune
a distanza non ravvicinata
dalla parete da presidiare su
zone in cls o in blocchi lapidei

Figura4.73 Configurazioniindividuateperleopereditirantatura.

4.7.2.2

Materiali

Per lopera provvisionale si utilizzano cavi a trefolo con i rispettivi elementi per
lassemblaggio(adesempioredancia,tenditore,grillo),profiliinacciaioemoraliin
legno.
Perlecaratteristicheditalimaterialisivedail3.2.3.
In base alle ipotesi riportate nel 3.1.1, si stabilito di impiegare elementi in
legnodallasezionediformaquadrata.

142 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Per semplificare la fase di costruzione dellopera e il computo del materiale, il


dimensionamento riferito al ritegno maggiormente sollecitato (cio quello a
quotamaggiore)eivaloricosottenutisonoutilizzatiancheperglialtrielementi,
sebbenequestiultimisianosoggettiadazioniinferiori.
Si prevede, inoltre, che gli elementi lignei siano esposti alle intemperie e,
pertanto,perildimensionamentosiassumerunaclassediservizio3.
IlcoefficienteparzialedisicurezzarelativoalmaterialeMstatopostopariad1.5
per gli elementi principali (come ad es. i diagonali compressi) e pari ad 1 per gli
elementisecondari(sivedail3.2.3.1).
4.7.2.3

Schemadicalcolo

Perilcalcolodeitraversi,qualoraprevisti,siutilizzaunoschemastaticoditrave
continua su 2 o pi appoggi, in base alla configurazione adottata. Gli appoggi
corrispondono ai tiranti. La trave soggetta ad un carico uniforme e distribuito
cherappresentalaspintadellapareteduranteunsisma(Figura4.74).
Per i ritti verticali, utilizzati per trasferire gli sforzi dalla muratura ai cavi o ai
traversi,siusaunoschemaditravecontinuasupiappoggiaiqualicorrispondono
leintersezioniconitraversi.
q

Figura4.74 Schemastaticoperildimensionamentodeitraversiedeiritti.

4.7.3

Carichieazioni

4.7.3.1

Condizionidicarico

Nelcalcolodelloperaprovvisionalesiconsideranoletipologiedicaricoriportate
in Tabella 4.32. Nella stessa tabella sono riportate anche le classi di durata dei
carichi (da utilizzare nelle verifiche degli elementi in legno). Trattandosi di
unopera provvisionale si assume una vita nominale non superiore a 10 anni
(2.4.1,NTC2008).
Tabella4.32 Condizionidicaricoutilizzateeduratadeicarichi.
Descrizione
Pesistrutturali(G1)
Permanentiportati(G2)
Variabili(Q)
Azionesismica(E)

Classedidurata(durata)
Lunga(6mesi 10anni)
Lunga (6mesi 10anni)
Media(1settimana 6mesi)
Istantaneo

Per la classe di servizio 3 e la classe di durata istantanea (azione sismica), per il


legnomassiccio,siricavaKmod=0.9(4.4.6,NTC2008).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 143
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

4.7.3.2

Carichi

Lopera provvisionale soggetta allazione derivante dal peso dei solai e quello
dellapareteinmuratura.
Le definizioni dei carichi e delle azioni sono le stesse utilizzate per i puntelli di
ritegno(4.2.3).
4.7.3.3

Scenaridicarico

Alfinedisemplificarequantopipossibilelescelteprogettualiedistandardizzare
lesoluzioni,sidecisodidefiniredegliscenaridicaricodiriferimentosimiliper
ciascunaconfigurazioneindividuata.
Inparticolare,sonostateconsiderateparetidispessorefinoa60cmeda60a100
cm;talivalorisiritengonorappresentativisiadicostruzioniordinariechediopere
monumentali.Perpoterridurrequantopipossibilelesezionidautilizzarenelle
opere,sisceltodiprendereinconsiderazionepiintervalliperlospessoredella
muratura,ovverofinoa40,60,80,100cm.
Il dimensionamento stato effettuato con riferimento ad un edificio di 3 piani
aventepesodipianoedinterpianocostanti.
Lazione orizzontale stata calcolata ipotizzando che a ciascuna tirantatura
(insieme di traverso e cavi di ritenuta) competa una porzione di muratura di
altezzaparialpassoverticaletraletirantature(z)edilarghezzapariallalarghezza
della parete da presidiare (L). Inoltre, per ciascun piano si considerata una
porzionedisolaiodilunghezzapariaLsolaio=2.5milcuipesostatoconsiderato
comedistribuitosullaltezzadinterpiano(Figura4.75).

Figura4.75 Rappresentazione delle aree di influenza relative al ritegno centrale. Al


ritegnoassociataunaquotapartedellapareteepartedelsolaiogravante
sudiessa(evidenziateingrigio).

Intaliipotesisihacheilpesodelpiano mo(Wj)incombinazionesismicavale:
Wj =W=20

kN
kN
zsm L+ 2.6+3.0+0.32.0 2 2.5mL= 20zsm +15.5 LkN
3
m
m

dovesmlospessoredellaparetemuraria(inm),Llalunghezzadellafacciata(in
m),zilpassoverticale(inm)traciascunaoperaditirantatura.

144 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Lazionesismicaadognipianocalcolatainaccordoal4.2.3.5etenendoconto
delleaccelerazionidefiniteperogniclasseprestazionale(Tabella3.1).

4.7.4

Dimensionamento

4.7.4.1

Dimensionamentodeglielementicritici

Il dimensionamento delle opere provvisionali stato effettuato calcolando gli


elementiprincipalidellopera(cavi,traversi,ecc.)edefinendo,comeconseguenza
deiprimi,ladimensionedeglielementiperlassemblaggio.
La fase di dimensionamento ha portato a raggruppare le soluzioni progettuali
(4.7.2.1,Figura4.73)inmododadefinireiseguentigruppididimensionamento:

cinturazioniconfunedacciaio:configurazioniCE,CPeCV;
traversocontirantaturalaterale:configurazioniTL,TV;
tirantaturadiffusainternapassante:configurazioneTI.

Diseguitosipresentanoicriterididimensionamentoperciascungruppo.
Cinturazioniconfunedacciaio:configurazioniCE,CPeCV
LeconfigurazioniCE,CPeCVsonoschematizzateinFigura4.76.
funi

i
f
z
legno

Figura4.76 Schema configurazioni CE, CP e CV. Il presidio della parete effettuato


esclusivamentemediantecavipostialleestremitdellaparetedapresidiare.
Ladiffusionedeglisforzigarantitadarittiverticaliinlegno

Icavisonodimensionatipercontrastarelazionederivantedalcinematismofuori
piano della parete da presidiare, durante un evento sismico. Tale azione viene
trasferitaaicavimediantedeirittiinlegno.
Le soluzioni sono state preprogettate considerando due valori per il passo
verticale tra i cavi (z = 1 e 2 m), tre differenti altezze dinterpiano (hint=3, 4, e
5m), tre differenti larghezze della parete da presidiare (L = 5, 7 e 10 m) e tre
differentiinterassitrairittiverticali(i=1,1.5e2m).

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 145
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Perleconfigurazioniacinturazioneparziale(CPeCV)stata,inoltre,definitala
distanza minima di risvolto del cavo, misurata a partire dal cuneo di rispetto. A
causa della ridotta resistenza degli ancoraggi, bene evitare la realizzazione di
cinturazioniparzialisuedificiinmuraturainpietramedisordinato(ciottoli,pietre
ecc.)omuraturaaconcisbozzaticonmaltadicattivaqualit.Seilcavovienefatto
passareattraversounforocreatoappositamentenellaparete(foropassante)ose
ilcavovieneancoratomediantepiastraetasselli,necessariochelaporzionedi
paretesucuicisiancorasiaincalcestruzzooinblocchilapideibensquadraticon
buoningranamento.
Traversocontirantaturalaterale:configurazioniTL,TV
LeconfigurazioniTLeTVsonoschematizzateinFigura4.77.
i

traverso in acciaio

f
z

z
ran te
passan te [TL]
o vincolato [TV]

Figura4.77 SchemaconfigurazioniTLeTV.Ilpresidiodellapareteaffidatoatraversi
costituiti da profili in acciaio o travi in legno, vincolati a loro volta da cavi
postialleestremitdellaparetestessa.Ladiffusionedeglisforzigarantita
darittiverticaliinlegno.

ItraversisonocostituitidaprofiliditipoHEAinacciaioS275(Tabella3.9)chesono
statidimensionatipertaglioeflessionetenendoinconsiderazionecherisultanodi
classe1perflessionesemplice(4.2.4.1.2,NTC2008).
I cavi sono dimensionati per trattenere i traversi e,dunque, contrastare lazione
derivante dal cinematismo fuori piano della parete da presidiare durante un
eventosismico.
Le soluzioni sono state preprogettate considerando tre valori per il passo
verticale tra i cavi (z = 1.5, 3 e 4 m), due differenti larghezze della parete da
presidiare(L=5e7m)etredifferentiinterassitrairittiverticali(i=1,1.5e2m).
Perleconfigurazioniatirantaturalateralevincolata(TV)statainoltredefinitala
distanzaminimadirisvoltodelcavo,misurataapartiredalcuneodirispetto.Dato
cheilcavovieneancoratomediantepiastraetasselli,necessariochelaporzione
diparetesu cuicisiancorasiaincalcestruzzooinblocchilapideibensquadrati
conbuoningranamento.

146 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Tirantaturadiffusainternapassante:configurazioneTI
LaconfigurazioneTIschematizzatainFigura4.78.
i

traverso in acciaio

f
a

b
rante
passante a
ridossosolaio

Figura4.78 Schema configurazione TI. Il presidio della parete affidato ad un sistema


diffusodicavi.Ladistribuzionedeglisforzigarantitadallapresenzadiun
sistemaditraversi(inacciaioolegno)erittiinlegno.

I traversi sono costituiti da due profili accoppiati di tipo UPN in acciaio S275
dimensionatiataglioeflessionetenendoinconsiderazionecherisultanodiclasse
1perflessionesemplice(4.2.4.1.2,NTC2008).
propostaanchelasoluzionecontraversiinlegnomassiccio.
I tiranti sono dimensionati per trattenere i traversi e dunque per contrastare
lazionederivantedalcinematismofuoripianodellaparetedapresidiaredurante
uneventosismico.Essivannoposizionatiallintradossooallestradossodeisolaiin
modochelorizzontamentofungadacontrastoaltirodeicavi.Pertalemotivoil
passoverticaletraitraversipostopariallaltezzainterpiano.
Lazionedovutaallaparetedapresidiaretrasferitaaicavidairittiinlegno.
Lesoluzionisonopreprogettateconsiderandotrevaloriperlaltezzadinterpiano
(hint=3,4e5m)etredifferentiinterassitrairittiverticali(i=1,1.5e2m).
4.7.4.2

Dimensionamentodeglielementiperlassemblaggioedegliancoraggi

Glielementiperlassemblaggiodelloperaprovvisionalesonostatidimensionatiin
basealtirodieserciziodiciascuncavo.Lacorrispondenzatracaviedelementidi
assemblaggioriportatanellaTabella4.33enellaTabella4.34.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 147
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Tabella4.33 Coordinamentocaviedelementidiassemblaggio.
Cavo di acciaio tipo
S10 Zn

Redancia
zincata RL

Morsetto
tipo CAV

Tenditore
tipo O-O

Tenditore
tipo II B

Grillo omega per


tenditore
tipo O-O

Grillo omega per


tenditore
tipo II - B

Diametro
(mm)

Portata
(t) (**)
(C.S. = 2.5)

12
14
16
18
20
22
24

Dimensioni

Marcatura

Filettatura
ISO

Filettatura
A
ISO
(mm)

WLL(*)

A
(mm)

WLL(*)

3.52

12 A18

marchiati 13

M22

A27

22

2.00T o 2 T

26

3.25T o 3 1/4T

4.78

16 A23.5

marchiati 14

M24

A30

26

3.25T o 3 1/4T

31

4.75T o 4 3/4T

6.24

16 A23.5

marchiati 16

M27

A33

26

3.25T o 3 1/4T

31

4.75T o 4 3/4T

7.92

20 A29.5

marchiati 18

M33

A36

31

4.75T o 4 3/4T

36

6.50T o 6 1/2T

9.76

20 A29.5

marchiati 19

M36

A39

36

6.50T o 6 1/2T

36

6.50T o 6 1/2T

11.78

22 A32

marchiati 22

M39

A45

8.50T o 8 1/2T

24 A35

marchiati 26

A52

6.50T o 6 1/2T
-

43

14.02

36
-

43

8.50T o 8 1/2T

(*) WWL il codice stampigliato sugli elementi. Qualora non si disponga di elementi con WWL stampigliato uguale a quello riportato
in tabella, possibile usare elementi con WWL maggiore.
(**) i dati riportati fanno riferimento al catalogo TECI 2009. tuttavia sempre possibile impiegare funi ed accessori di altre case
purch di prestazioni non inferiori a quelle indicate in tabella.

Tabella4.34 Coordinamento degli elementi dassemblaggio per la realizzazione degli


ancoraggi.
particolari 6b e 9
cavo di acciaio
tipo S10 ZN

grillo

particolare 6b

golfare femmina

barra

piastra
rettangolare

diametro

dimensioni
(cm x cm)

tasselli

angolare a
lati uguali

12 -14

A26

Filettatura
WLL (*)
ISO
M30
3.25T o 3 1/4T
3.6T

16 - 18

A31

4.75T o 4 3/4T

M36

5.1T

36

20

A36

6.50T o 6 1/2T

M42

7.0T

42

diametro (mm) A (mm)

WLL (*)

30
50 x 35

numero e diametro Lunghezza L


(mm)
(cm)
15
5 12 mm

15
20

(*) WWL il codice stampigliato sugli elementi. Qualora non si disponga di elementi con WWL stampigliato uguale a quello
riportato in tabella, possibile usare elementi con WWL maggiore.

Gliancoraggideicavi,quandoeffettuaticonpiastre,sonorealizzatimedianteun
elemento piano in acciaio spesso 10 mm, fissato alla parete perpendicolare a
quella da presidiare tramite tasselli di tipo meccanico. Il dimensionamento della
piastraeffettuatotenendoinconsiderazionesiagliinterassiminimitraitasselli
che le condizioni operative. In particolare, nel caso di piastra da ancorare ad un
cordolo in c.a., prevista unaltezza minima dellelemento pari a 20 cm, tipico
spessorediunsolaioinlaterocemento16+4cm.
Inoltre, nel caso di posizionamento su muratura necessario che i tasselli
vengano fissati allinterno di un mattone o di un elemento lapideo, evitando
quindi il posizionamento in corrispondenza dei giunti. La piastra verificata a
rifollamentoneiconfrontidelcavoedeitasselli.Ilnumeroditassellidefinitoin
modo da resistere alle sollecitazioni di trazione e taglio e da evitare la rottura
locale del materiale di base. Inoltre, nei casi in cui risulti necessario, vanno
verificatelesaldature.

148 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

4.7.5

Esempidicalcolo

Siriporta,perciascunadellesoluzionitipoindividuatenelparagrafoprecedente,
unesempiodidimensionamentodeglielementistrutturaliedegliancoraggi.
Inparticolare,pertuttigliesempicheseguono,siconsiderer:

classeprestazionaleA(Sa=0.504);
spessoreparetemuraria:sm=60cm;
larghezzadellafacciata:L=7m;
interassetrairitti:i=1.5m;
numerodipiani:N=3;
fasciadisolaiogravante:Lsolaio=2.5m;
pesospecificodellamuratura:m=20kN/m3;
altezzadinterpiano:hint=3.0m.

Ilpesodeisolai(Ps)incombinazionesismicarisulta:
Ps=2.6+3.0+0.32.0=6.2kN/m2
4.7.5.1

Esempiopercinturazioniconfunedacciaio:configurazioniCE,CPeCV

Siconsideraunpassoverticaletraicaviz=2.0m.
Dalla tabella 1 della scheda STOPTA del Vademecum STOP, si ottengono le
seguentiindicazioni:

diametrodellafune:20mm;

Dmin=2.7m.

Diseguitosipresentanoleverifichechehannoportatoatalirisultati.
Verificadelcavo
Wj=W=mhintsmL+PsLsolaioL=360.5kN pesodipiano
3=1.5 coefficientedidistribuzionedellazionesismica
T=Sa3zW/hint=90.9kN tirosulcavomaggiormentesollecitato
Siadottaquindiuncavo:=20mmaventeQes=95.74kN>T

VERIFICATO

Verificadeirittididistribuzione
PeririttididistribuzionesiutilizzalegnoC16(Tabella3.4).Siconsideranoinoltre
leseguenticlassi:

classediservizio:3

classeduratadeicarichi:istantanea

Poich i ritti hanno funzione di ripartizione del carico, si considerano come


elementisecondariepertantosiponeM=1.00.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 149
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Aifinideldimensionamentosiassumono,pertanto,iseguentivalori:

fm,k=16MPa

fv,k=1.8MPa

Kmod=0.90

fm,d=Kmodfm,k/M=14.4MPa

fv,d=Kmodfv,k/M=1.62MPa

Siassumeperilrittounasezione15x15conleseguenticaratteristiche:

A=225cm2 area

Wx=Wy=W=563cm3 moduloresistente

MR=Wfm,d=8.1kNm momentoresistente

VR=Afv,d/1.5=24.3kN taglioresistente

Caricosuirittididistribuzione:

q=Sa3iW/(Lhint)=19.47kN/m

Momentoflettentesulritto:
per tener conto della cedevolezza degli appoggi e della riduzione del momento
negativo rispetto allasse dello schema di calcolo (troncamento della cuspide) si
assumeunmomentonegativomassimopariaqz2/10

Mritto=qz2/10=7.8kNm<MR=8.1kNm

VERIFICATO

Tagliosulritto:

Vritto=1.2qz/2=23.7kN<TR=24.3kN

VERIFICATO

VerificadelladistanzaancoraggiosullamuraturaDmin
Si assume muratura con le seguenti caratteristiche (muratura in pietre a spacco
conbuonatessitura,C.B.8,NTC2008):

0=0.08MPa resistenzamediaatagliodellamuratura

M=2.00 coefficientedisicurezzaparzialeincasodisisma

0,d=0.70/M=0.028MPa resistenzadiprogettoatagliodellamuratura

Siassume,inoltre,cheiltirodellafunesidistribuiscalungoduesuperficidiarea
Dminsm;siricavaquindi:

Dmin=T/(2sm0,d)=(90.851000)/(260100.028)2700mm=270cm

Verificadelprolungamentomassimorittifmax
Ilprolungamentomassimodeirittifmaxoltrelultimoappoggiocalcolatoconuno
schemaamensola.SeMReVRsonoilmomentoediltaglioresistentesihache:

MR=qfmax2

150 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

VR=qfmax

da cui, considerando un opportuno coefficiente di sicurezza che tenga conto


delleventualespintadellacopertura(q=1.5)earrotondandoai10cminferiori,si
hache

VR

fmax = min

2MR
q

=0.5m

Verificadellapiastradiancoraggio(4.2.8,NTC2008)
Di seguito si illustrano le verifiche che hanno portato alla compilazione della
tabella 7 della scheda TA del Vademecum STOP, riferita al particolare 5a del
VademecumeriportatoinFigura4.79.

tend itore

muratura in
blocchilap idei
sq uad rati o
ben ing ranati

redan cia

g rillo

morsetti

mezzo tubo in acciao


sald ato sulla piastra p iastra

fun e
(max 20)

tassello

Figura4.79 Fune passante in foro: particolare della deviazione del cavo attraverso un
foronellamuraturaerelativapiastradirinforzo.

Verificadelrifollamentodellapiastraadoperadelcavo(4.2.8,NTC2008)

Fb,Rd=kftkt/M2=172kN>T

VERIFICATO

dovesipone:

=1 coefficientechetienecontodelladistanzadalbordo,nelladirezionedel
caricoapplicato

k = 2.5 coefficiente che tiene conto della distanza dal bordo, nella direzione
perpendicolarealcaricoapplicato

ftk=430MPa resistenzaarotturadelmaterialedellapiastra

=2cm diametrocavo

t=1cm spessorepiastra

M2=1.25 coefficientedisicurezzaparzialeperlaverificadelleunioni

Verificadeitasselli
Siutilizzano6tasselliM12lecuicaratteristichesonoriportatenel3.2.3.8(Figura
4.79).
Taglioagentesuciascuntassello:

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 151
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Fv,Ed=T/6=15.2kN<Fv,Rd=24.5kN

VERIFICATO

Sforzonormalemassimosuciascuntassello:

Fv,Ed=5kN<Fv,Rd=12.3kN

4.7.5.2

VERIFICATO

Esempiopertraversocontirantaturalaterale:configurazioniTL,TV

Si considera un passo verticale tra i cavi corrispondente allaltezza dinterpiano


pariaz=hint=3.0m.
Dalla tabella 3 della scheda STOPTA del Vademecum STOP, si ottengono
(utilizzandoivaloridefinitiprecedentemente)leseguentiindicazioni:

diametrodellafune:24mm;

traverso:HEA260;

Dmin=3.1m.

Diseguitosipresentanoleverifichechehannoportatoatalirisultati.
Verificadelcavo
Wj=W=mhintsmL+PsLsolaioL=360.5kN pesodipiano
3=1.5 coefficientedidistribuzionedellazionesismica
T=Sa3W/2=136.3kN tirosulcavomaggiormentesollecitato
Siadottauncavo:=24mmaventeQes=137.3kN>T

VERIFICATO

Verificadeltraverso
IltraversorealizzatoinacciaioS275,medianteunprofiloHEA260.Siriportanodi
seguitolecaratteristichenecessarieperleverifiche:
caratteristichemateriale:

fy,k=275MPa

M=1.05

fy,d=fy,k/M=261.9MPa

caratteristichesezione:

Av=A2btf+(tw+2r)tf=

arearesistenteataglio(4.2.4.1.2NTC2008)

=86.82261.25+(0.75+22.4)1.25=28.7cm

Wpl=919.8cm3 moduloresistente

MR,pl=Wplfy,d=240.9kNm momentoresistente

TR=Avfy,d/1.73=434kN taglioresistente

Caricosultraverso:p=Sa3W/L=38.94kN
Momentoflettentesultraverso:

152 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

Mtraverso=p(Lsm)2/8=200kN<MR,pl

VERIFICATO

Tagliosultraverso:

Vtraverso=q(Lsm)/2=125kN<TR

VERIFICATO

Le verifiche dei ritti di distribuzioni e del relativo prolungamento massimo oltre


lultimo appoggio (fmax), come pure la minima distanza di ancoraggio sulla
muratura (Dmin) necessaria per vincolare i cavi, si effettuano come nel caso
trattatonellesempioprecedente.
4.7.5.3

Esempiopertirantaturadiffusainternapassante:configurazioneTI

Si considera un passo verticale tra i cavi corrispondente allaltezza dinterpiano


pariaz=hint=4.0m.
Dalla tabella 5 della scheda STOPTA del Vademecum STOP, si ottengono
(utilizzandoivaloridefinitiprecedentemente)leseguentiindicazioni:

diametrodellafune:18mm;

traversoinlegno:218x18;

traversoinacciaio:2UPN160;

sezioneritto:20x20;

fmax=1.1m.

Diseguitosipresentanoleverifichechehannoportatoatalirisultati.
Verificadelcavo
Wj=W=445.5kN pesodipiano
3=1.5 coefficientedidistribuzionedellazionesismica
T=Sa3W*(i/L)=72.0kN tirosulcavomaggiormentesollecitato
Siadottaquindiuncavo:=18mmaventeQes=79.2kN>T

VERIFICATO

Verificadeltraverso
Itraversipossonoessereoinlegno(sezionequadrata)oinacciaio(2profiliUPN
accoppiati). Nella configurazione TI i traversi hanno puramente funzione di
diffusionedeicarichiepertantosonoconsideraticomeelementisecondari(M=
1.00).
Datocheiltirodellafuneagisceinprossimitdelpuntodiappoggiodeltraverso
sul ritto, il momento flettente agente diviene trascurabile. Inoltre si pu
trascurare la forza del tiro ai fini del calcolo del taglio (4.4.8.1.9, NTC 2008). A
favore di sicurezza, per tener conto di eventuali errori in fase realizzativa, si
comunquetenutocontodiuntagliopariadeltirodellafune.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 153
4.7Tirantaturaconfuniinacciaio

SieffettuadiseguitolaverificaperuntraversoinlegnoC16,asezionequadrata
218x18.
Aifinideldimensionamentosiassumonoiseguentiparametri:

fm,k=16MPa

fv,k=1.8MPa

Kmod=0.90

M=1.00

fm,d=Kmodfm,k/M=14.4MPa

fv,d=Kmodfv,k/M=1.62MPa

A=684cm2 area

VR=Afv,d/1.5=70.0kN taglioresistente

Vtraverso=T3/4=54.0kN<TR=70.0kN

VERIFICATO

La verifica dei ritti di distribuzione e della relativa sporgenza massima fmax si


effettuacomeneicasiprecedenti.

154 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

4.8 Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne
4.8.1

Descrizioneefinalitdellopera

Lacerchiaturadiconfinamentodipilastriecolonneconsistenellafasciaturaditali
elementi portanti con brache in poliestere ed finalizzata ad incrementarne
resistenzaeduttilitaseguitodiundissestoevidente.
Tipici segni dello schiacciamento delle colonne sono le lesioni ad andamento
verticale o a ragnatela, presenti soprattutto nella parte bassa del fusto o in
corrispondenza di brusche riseghe, segno di manifesta scarsit di resistenza del
materiale nei confronti dei fenomeni compressivi. In Figura 4.80 sono
schematicamenterappresentatelelesionidaschiacciamentosuunacolonna.

Figura4.80 Tipicoquadrofessurativodicolonneschiacciate:siindividuanolelesioniad
andamento pressoch verticale o a ragnatela alla base e lespulsione del
materialeaseguitodelloschiacciamento.

Scopo dellopera ripristinare la capacit portante delelemento mediante un


sistemadifasciaturarealizzatoconlapposizionedinastriinpoliestereavvoltisu
ripartitori longitudinali. Lo stato di coazione impresso (cerchiatura) conferisce
allecolonneunapprezzabileincrementodiresistenzaedicapacitdeformativain
campo plastico. Lentit del beneficio offerto dallintervento funzione, come si
vedr nei paragrafi successivi, sia dello stato di danneggiamento dellelemento
strutturalechedelpassodellefasce.
UntipicoesempiodiesecuzionedellinterventorappresentatoinFigura4.81.
La scheda STOP CP pensata esclusivamente per interventi su elementi in
muratura di dimensioni contenute (diametro o lato minore della sezione
rettangolare fino a 90 cm) e sezioni compatte (rapporto tra i lati di colonne
rettangolari non superiore a 2). Eventuali necessit di applicazioni su altri tipi di
sezionedevonoesserevalutatecasopercaso.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 155
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

SCHEMI COSTRUTTIVI
Cricchetto

2
Sequenza corretta di posizionamento
dei cricchetti su fasce consecutive
(1, 2, 3, 4)

pf
3

d min

3
L
Fascia in poliestere
(sp. min 2 mm)

1
pf
4 ferri piatti in acciaio
su tavolame in legno di sp.
minimo di 2.5 cm

3
4

4 angolari in acciaio
preferibilmente a spigolo
smussato su tavolame in
legno di sp. min. di 2.5 cm

d min

Figura4.81 Esempiodifasciaturadicolonnecircolariorettangolariconindicazionedel
correttoposizionamentoemessainoperadellefasce.

4.8.2

Scelteprogettuali

4.8.2.1

Soluzioniprogettuali

Perleoperedicerchiaturasonostateindividuatedifferentisoluzioniprogettuali
in base alla forma e alla dimensione delle colonne. In particolare si considerano
(Figura4.82):

colonnemurariecircolarididiametrononsuperiorea90cm;

colonne murarie rettangolari aventi il lato minore di lunghezza non


superiorea90cmerapportotrailatinonsuperiorea2.

Lesigenza di tale limitazione al campo di impiego dellintervento dettata dalla


ridotta efficacia dello stesso in caso di sezioni troppo allungate o di diametro
eccessivo. La dimensione del nucleo confinato dalle fasce, infatti, risulta
notevolmenteinfluenzatadataliparametri.
L
Sezion e circolare
d min

d min

Sezion e rettangolare
L/d min 2

Figura4.82 ConfigurazioniammissibiliperlimpiegodellaschedaSTOPCP.

Alfinedisemplificarequantopipossibilelescelteprogettualiedistandardizzare
le soluzioni, possibile descrivere in forma qualitativa lentit del dissesto
caratterizzanteglielementistrutturalidarinforzarecomemostratoinFigura4.83.

156 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

GRADO DI DANNO
I grado

II grado

Evidenze di fessurazioni verticali


Passando con la mano sulla faccia
laterale non si riscontrano gradini
percepibili al tatto

Evidenze di fessurazioni verticali e


orizzontali e/o dislocazione laterale
di conci
Passando con la mano sulla faccia
laterale si riscontrano gradini
dellordine di alcuni millimetri

III grado

Evidenze di fessurazioni verticali e


orizzontali e/o significative
dislocazioni laterali di conci con
rottura e caduta di parti superficiali
dei conci
Sulla faccia laterale sono evidenti,
anche a vista, espulsioni che
formano gradini dellordine dei
centimetri e/o presenza di
frammenti lapidei a terra

Figura4.83 Esemplificazionedelgradodidannodellecolonnemurarie(STOPCP).

Loperatore presente sul posto ha dunque il solo compito di valutare


qualitativamente il grado di danno dellelemento strutturale, di misurare le
dimensionigeometrichedellelemento(colonnaopilastro)escegliereseutilizzare
fascedialtezza50o75mm.
4.8.2.2

Materiali

Per le caratteristiche dei materiali ci si riferisce alle indicazioni fornite in


bibliografiaeinparticolaresiassume:
=0.7

modulo di Poisson per materiale fessurato (Borri e Grazini,


2004);

Ec=10000MPa modulodiYoungdellefasceinpoliestere,trattodaDolceetal.
(2006);
km=4

coefficiente moltiplicativo della pressione laterale


confinamento.ValoretrattodaDolceetal.(2006);

di

Em=2000MPa modulodiYoungperlamuratura(valoremediodicuiallatabella
C8A.2.1 della circolare esplicativa delle NTC 2008 n. 617 del
02/02/09);
n=20

4.8.2.3

rapportodiomogeneizzazionetrailmodulodiYoungdellefasce
(kmEc)equellodellamuratura(Em)(n=kmEc/Em).
Schemadicalcolo

Lipotesi di calcolo dellintervento di cerchiatura legata allincremento di


resistenza delle colonne per effetto di un confinamento efficace. La relazione
fondamentale (CNR DT 200/2004) che esprime il beneficio della cerchiatura la
seguente:

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 157
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

Nu=N+N=A(fm,d,0+k1f1)
essendo il prodotto N = Afm,d,0 la resistenza a compressione della sezione non
cerchiataeN=Ak1f1lincrementodiresistenzadovutoallacerchiatura.

4.8.3

Dimensionamento

Ilmodellodicalcolosibasasullipotesidiprogettareunsistemadiconfinamento
tale da ripristinare per quanto possibile la resistenza originaria della colonna
(NR,0),supponendoinoltrechelarotturaavvengapercrisidellelementomurarioe
nondellefasceinpoliestere.
Lespressionefondamentaledelcaricodicollasso(Nu)diunacolonnacerchiata
laseguente(BorrieGrazini,2004):
Nu=N+N
conilseguentesignificatodeisimboli:
N

sforzonormaleresistentevalutatoinassenzadicerchiatura;

incrementodisforzonormaleresistentedovutoalleffettocerchiante.

InseguitoallacerchiaturadellacolonnadeverisultareNu=NR,0.
necessario, innanzitutto, valutare il grado di danneggiamento del pilastro
murarioconlametodologiasemplificatadiFigura4.83.Aciascungradodidanno
associataunastimadellaperditadicapacitportantecosquantificata:

al I grado di danno si attribuisce una riduzione della resistenza tale che


NR,0/N=1.10;

al II grado di danno si attribuisce una riduzione della resistenza tale che


NR,0/N=1.15;

alIIIgradodidannosiattribuisceunariduzionedellaresistenzataleche
NR,0/N=1.25.

Stabilitalageometriadellelementodapresidiare,ilgradodidanneggiamentoela
tipologia di fascia in poliestere da impiegare (da 50 o 75 mm di altezza), se ne
determinailpassoapartiredallespressioneseguentedicuirisultanotoilprimo
membro:
Nu=N+N=A(fmd0+k1f1)
I parametri da determinare per la progettazione dellintervento compaiono in
formaesplicitanellespressionegeneraleesono:
A

areadellasezionetrasversaledellacolonna;

fmd0

resistenzaacompressionedelmaterialenoncerchiato;

k1

coefficiente di incremento della resistenza a compressione per effetto


dellacerchiatura:k1=2.4(f1/fmd0)0.17;

f1

pressioneefficacediconfinamento(BorrieGrazini,2004):f1=khkvf1.

158 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

Percalcolarek1ef1necessariodeterminareiseguentifattori:
kh

coefficiente di efficienza orizzontale. Esprime il rapporto tra larea


efficacemente confinata e larea geometrica della sezione. Come si vede
dalla Tabella 4.35, il valore del coefficiente kh legato alla forma della
sezioneedalrapportotrailati:asezionicompatteedaspigolismussati
corrispondono le efficienze maggiori. Le figure nella tabella evidenziano
con una campitura la porzione di sezione trasversale che risente
delleffetto della cerchiatura; la sezione circolare fornisce la risposta
ottimale;

Tabella4.35 Coefficiente di efficienza in funzione del rapporto tra i lati rf (Borri e


Grazini,2004).

kv

coefficiente di efficienza verticale (pari a 1.0 per fasciatura continua)


(BorrieGrazini,2004).Ilvaloredikvsicalcolacome:
kv = 1

pf bf
2dmin

dove dmin la minima dimensione trasversale nel caso di sezione


rettangolare o il diametro nel caso di sezione circolare. La Figura 4.84
esplicitailsignificatodeisimboli.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 159
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

materiale
confinato

bf

pf'

pf

materialenon
confinato

dmin pf'/2
dmin

Figura4.84 Effettodicerchiaturaindirezioneverticale:sonoindividuatiiparametriche
concorrono a definire il coefficiente di efficienza verticale (modificato da
CNRDT200:2004).

f1

pressione di confinamento (Borri e Grazini, 2004). Rappresenta la


pressione esercitata dal presidio sulla zona confinata (Figura 4.85).
Lespressionedellapressionediconfinamentolaseguente:
f1=2 rnfmd0

trattodaDolceetal.(2006)

incui,oltreaivaloririportatinel4.8.2.2,sidefiniscono:
r

rapporto tra lo spessore dellelemento confinante (t) e minima


dimensionetrasversale:r=t/dmin;
fi
Fn

Fn
d=b

Figura4.85 Rappresentazionedellapressionediconfinamentof1.

Alfinedidimensionareilsistemadiconfinamentoinfunzionedelgradodidanno
stimato, si semplifica lespressione fondamentale dellincremento di resistenza
dellecolonnecompressenelmodoseguente:
Nu=A(fmd0+k1f1)=A fmd0 +2.4

f'1

0.17

fmd0

f'1 =

=Afmd0[1+2.4(khkv2 rn)0.83]

quindi:
Nu
N

Nu
Afmd0

=[1+2.4(khkv2 rn)0.83]

Ilvantaggio diavermessoalprimomembroilrapportoNu /Nconsistenelfatto


che,perciascungradodidannoipotizzabile,seneconosceaprioriilvalore.Ci

160 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

consente di poter ragionare in termini relativi, prescindendo dalla resistenza a


compressionedellamuratura.
Nel caso di colonne circolari (kh=1), stabilito il grado di danneggiamento
dellelemento strutturale (e quindi il valore da assegnare al rapporto Nu /N), si
calcolailcoefficientekve,successivamente,dallasuaespressionesiricavailpasso
tralefasce,unavoltafissatalaltezzadellafasciabf.
Nel caso di colonne rettangolari si segue il medesimo ragionamento sviluppato
per quelle tonde, salvo porre kh pari a 0.574, valore valido per sezioni a spigolo
smussatoconrapportotrailatiparia2(dacuilalimitazioneimpostasullascheda
STOPCP).Lapresenzadiangolaripostisutavoloniincorrispondenzadeglispigoli
(prescritta dalla scheda STOP CP) consente di ampliare la zona cerchiata e di
ricondurre la trattazione al caso di spigoli arrotondati. La limitazione sulla
massimadimensionecaratteristicadellelementostrutturale,postaparia90cm,
deriva dallaccertata inefficacia del presidio per dimensioni superiori, cos come
evidenziatoneldocumentoCNRDT200/2004alpunto5.6.3.
Non si considerano le soluzioni per le quali risulti necessario accavallare le
fasciature; in tali casi occorre dunque limitare la dimensione dmin presidiabile,
rimandandoicasirimanentiadinterventidialtrotipo.
Effettodellatemperatura
Lesposizioneprolungataallirraggiamentosolarepotrebbedanneggiarelefascein
poliestere,soprattuttoacausadelfattochelestessedevonoessereposizionateal
disopradiprofilatimetalliciaventilafunzionediripartireadeguatamentelazione
cerchiante.DallaletturadellanormadiriferimentoperlefasceinpoliestereUNI
EN14921:2002risulta,infatti,chelatemperaturamassimadiesercizionondeve
eccederei100C.
Nella sezione 4.8.4 si riporta il calcolo della massima temperatura di equilibrio
raggiungibiledaunprofilatodiacciaioespostoallirraggiamentosolare.
Inoltre, a conferma dellattendibilit dei dati calcolati, in data 28/7/2009 stata
effettuata, in una giornata particolarmente assolata, una misurazione con
termocamera delle massime temperature raggiunte, a seguito di irraggiamento
solare, da parte di alcune superfici metalliche nellarea sperimentale VVF di
Capannelle(Roma).
Ilpiccoditemperaturastatoregistratosullalamieradiunautovetturadicolore
nero(circa87C).Iltermometroambientale,impiegatoperlamisurazione della
temperaturadellaria,statopoggiatosullacoperturadellaboratoriodiMacchine
della Area VII della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica
dei VVF e, viste le elevate temperature registrate, probabilmente ha risentito,
nellalettura,anchedelcaloretrasmessoperconduzioneedirraggiamento.
InTabella4.36einFigura4.86siriportanoivaloridelletemperaturemisurate.
possibileverificarecheletemperaturenonhannomaisuperatoi100C.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 161
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

Tabella4.36 Valorimisuratidelletemperature.
Data

Luogo

Ora

Tambiente

09
10
11
Capannelle
28/07/2009
12
(Roma)
13
14
15

38C
45C
47C
51C
52C
53C
50C

Lamiera
Lamiera
Lamiera
Guaina
riflettente autovettura autovettura bituminosa
suterrazzo
nera
bianca
suterrazzo

31C
33C
40C
42C
44C
50C
48C

63C
66C
78C
87C
85C
82C
75C

45C
50C
52C
53C
50C
48C
47C

35C
43C
60C
66C
67C
66C
60C

Andamento delle temperature misurate in data 28/07/2009 in assenza di vento.


Capannelle (Roma)
100 C
87 C

90 C
80 C
70 C
Temperature (C)

85 C

82 C

78 C

63 C

66 C

75 C
66 C

67 C

66 C

52 C

53 C

60 C

60 C

60 C
50 C

50 C

45 C

40 C

38 C

45 C

31 C

47 C

43 C
40 C

35 C
30 C

52 C

53 C
51 C
42 C

50 C

50 C
48 C

T ambiente
Lamiera riflettente su terrazzo
Lamiera autovettura nera
Lamiera autovettura bianca
Guaina bituminosa su terrazzo

50 C
48 C
47 C

44 C

33 C

20 C
10 C
0 C
8

10

11

12

13

14

15

16

Orario

Figura4.86 Andamentodelletemperaturenelcorsodellagiornata.

4.8.4

Esempiodicalcolo

Fascepercolonnecircolari
Perunacolonnaasezionecircolare,larelazionefondamentalediventa:
Nu
N

Nu
Afmd0

=[1+2.4(kv2 rn)0.83]

Nellipotesidicolonnedidiametrovariabileda30a90cmedifasceinpoliestere
dispessoreda2mm,conilprocedimentodescrittoal4.8.3sicalcolanoivalori
delcoefficientediefficienzaverticalekvtalidagarantirelincrementodiresistenza
dellecolonnerichiesto(Tabella4.37).

162 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

Tabella4.37 Valori del coefficiente kv, per colonne con sezione circolare e i seguenti
valori:altezzafascebf=5cm;spessorefascet=2mm;kh=1.0.

kv
gradoI
gradoII
gradoIII

30
(0.67)
0.116
0.190
0.351

40
(0.50)
0.155
0.253
0.468

50
(0.40)
0.194
0.316
0.585

dmin (cm)
(rr=t/dmin)(%)
60
70
(0.33)
(0.29)
0.233
0.272
0.380
0.443
0.702
0.819

80
(0.25)
0.310
0.506
0.936

90
(0.22)
0.349
0.569
1.053

Noto il valore del coefficiente di efficienza verticale kv, dalla sua espressione si
ricava il passo minimo tra le fasce compatibile con lincremento di resistenza
richiesto(Tabella4.38eTabella4.39).
InTabella4.38eTabella4.39sonoevidenziatiiminimivaloridelpassotralefasce
perciascungradodidanneggiamento.
Tabella4.38 Passominimopf(incm)tralefasceda50mmapplicatesusezionicircolari.
pf(cm)
gradoI
gradoII
gradoIII

30
45
39
29

40
53
45
30

dmin (cm)
60
67
51
24

50
61
49
29

70
72
52
18

80
76
51
n.c.

90
79
49
n.c.

Tabella4.39 Passominimopf(incm)tralefasceda75mmapplicatesusezionicircolari.
pf(cm)
gradoI
gradoII
gradoIII

30
47
41
32

40
56
47
33

50
63
51
31

dmin (cm)
60
70
54
27

70
75
54
21

80
78
54
13

90
81
52
3

A titolo esplicativo, si effettua il calcolo del sistema di confinamento di una


colonna circolare in muratura di diametro pari a 70 cm caratterizzata da un
dissestodisecondogrado,mediantefascealte50mmda2mmdispessore.
Dallatabella2dellaschedaSTOPCP,perunacolonnaconlecaratteristichesopra
descritte,siottienelindicazione,perilpassodellefasce,diunvaloremassimodi
40 cm (per colonne con diametro inferiore a 90 cm). Di seguito si verifica la
validitdelrisultatoperilcasoinesame.
Dallarelazionefondamentalesiha:
Nu
N

Nu
Afmd0

=[1+2.4(kv2 rn)0.83]=1.15

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 163
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

Essendo:

=0.7
n=20
r=t/dmin=2/700=0.00286

siha:
0.83 1.151
Nu /N1
2.4
2.4
kv =
=
=0.443
2nr
20.7200.00286
0.83

Dalladefinizionedelcoefficientediefficienzaverticalekvsiricavailpassominimo
dellefasce:
kv = 1

pf bf 2

2dmin

ossia:
pf=2dmin(1kv)+bf=2700(10.443)+50=518mm
Fascepercolonnerettangolari
Perunacolonnaasezionerettangolare,conrapportomassimotrailatiparia2,la
relazionefondamentale:
Nu
N

Nu
Afmd0

=[1+2.4(khkv2 rn)0.83]

incuisiassumekh=0.574.
NellaTabella4.40enellaTabella4.41sonoriportatiipassiminimidellefascealte
rispettivamente 50 mm e 75 mm. Tali valori sonodesunti a partire dalla Tabella
4.37,validaanchepercolonnerettangolaripurchalcoefficientekvsisostituiscail
prodottokhkv=0.574kv.
Noto il valore del coefficiente di efficienza verticale kv, dalla sua espressione si
ricavailpassominimotralefasecompatibileconilgradodidannostimato.
Tabella4.40 Passo minimo pf (in cm) tra le fasce da 50 mm applicate su sezioni
rettangolari.
pf(cm)
gradoI
gradoII
gradoIII

30
38
31
18

40
43
32
13

50
47
31
n.c.

dmin (cm)
60
49
27
n.c.

70
49
22
n.c.

80
47
15
n.c.

90
45
n.c.
n.c.

164 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

Tabella4.41 Passo minimo pf (in cm) tra le fasce da 75 mm applicate su sezioni


rettangolari.
pf(cm)

30
40
33
21

gradoI
gradoII
gradoIII

40
46
34
15

dmin (cm)
60
51
30
n.c.

50
49
33
n.c.

70
51
25
n.c.

80
50
17
n.c.

90
47
8
n.c.

InTabella4.40eTabella4.41sonoevidenziatiivaloriminimidelpassotralefasce
perciascungradodidanneggiamento.
Razionalizzazionedeipassidellefasce
In Tabella 4.42 e Tabella 4.43 sono riportati i valori uniformati dei passi delle
fasce,coscomeindicatinellaschedaSTOPCP.
Tabella4.42 Razionalizzazionedeipassiperfasceda50mmdialtezza(STOPCP).
Fasce da 50 mm di altezza
(spessore 2 mm)
Passo fasce pf (cm)
(dimensione massima dmin compatibile con lintervento)

Grado di danno
d min

Sezione circolare

d min

Sezione rettangolare
L/d 2

45 (d min 90 cm)

40 (d min 90 cm)

II

40 (d min 90 cm)

20 (d min 70 cm)

III

15 (d min 70 cm)

15 (d min 30 cm)

Tabella4.43 Razionalizzazionedeipassiperfasceda75mmdialtezza(STOPCP).
Fasce da 75 mm di altezza
(spessore 2 mm)
Passo fasce pf (cm)
(dimensione massima dmin compatibile con lintervento)

Grado di danno
d min

Sezione circolare

d min

Sezione rettangolare
L/dmin 2

45 (d min 90 cm)

40 (d min 90 cm)

II

40 (d min 90 cm)

25 (d min 70 cm)

III

20 (d min 70 cm)

15 (d min 40 cm)

Calcolodellamassimatemperaturadellefasce
Alfinediverificarelecondizionidiimpiegodelsistemadiconfinamento,sicalcola
la massima temperatura di equilibrio raggiungibile da un profilato di acciaio
espostoallirraggiamentosolarenelleseguentiipotesisemplificative:

assenzaditrasmissione;

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 165
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

ariainquieteatemperaturadi40C(h=8W/m2K);

massimoirraggiamentosolaredirettoparia1000W/m2;

superficiverniciateperassorbirelamassimaradiazionesolare(=0.81;
=0.17)
Tacciaio(C)
Taria=40C

q = 1000W/m2

Figura4.87 Schemaesplicativodelbilanciotermico.

Lequazionedibilanciotermicosulprofilato:
q= T 4acciaio+h(TacciaioTaria)

1000= 5.6710 (T
8

ossia:

acciaio+273)+8(Tacciaio40)

I dati relativi alle propriet di irraggiamento dellacciaio sono estremamente


variabili in letteratura. Di seguito si fa riferimento a Lienhard IV e Lienhard V
(2008).
Lasceltadiutilizzareunaltocoefficientediassorbimento(=0.81)edunabassa
remissivit ( = 0.17) fa s che gran parte dellenergia termica sia assorbita dal
materialeedunascarsaaliquotasiacedutaperirraggiamento.
Dallarisoluzionedellequazionedibilanciotermicosiha:
0.811000=0.175.67108(T4acciaio+273)+8(Tacciaio40)
dacui:Tacciaio=114C
La conservativit delle ipotesi formulate lascia ritenere che il posizionamento
direttodellefascearidossodeiprofilatidiacciaiononsiadannosoperlestesse
nemmeno allaperto. Si ritiene comunque necessario posizionare degli
spessoramentiinlegnoperassorbireleasperitdellasuperficiediappoggio.
Nellipotesidiverniciareiprofilatimetalliciconmaterialiriflettenti(qualipitture
acrilichedicolorechiaro),possibileipotizzareiseguentivaloriperiparametridi
irraggiamento:
=0.26e=0.90
Dallarisoluzionedellequazionedibilanciotermicosiha:
0.261000=0.905.67108(T4acciaio+273)+8(Tacciaio40)
Tacciaio=23C

166 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.8Cerchiaturadiconfinamentopilastriecolonne

In ultimo, se si ipotizza per lacciaio un comportamento da superficie grigia,


(==0.80)siha:
0.801000=0.805.67108(T4acciaio+273)+8(Tacciaio40)
Tacciaio=65C
I valori teorici sono in buon accordo con i valori misurati riportati al 4.8.3 e
confortano sullimpiego di fasce applicate direttamente su profilati metallici a
pattochequestiultimisianoverniciaticoncolorichiaririflettenti.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 167
4.9Incamiciaturadiparetiinmuratura

4.9 Incamiciaturadiparetiinmuratura
4.9.1

Descrizioneefinalitdellopera

Lincamiciatura delle pareti in muratura consiste in un sistema di confinamento


(incamiciatura)diparetiinmuraturadissestate,realizzatomedianteduegraticci
inlegnovincolatitralorodatirantiinacciaiopassantiattraversolaparete.
Lintervento particolarmente indicato nei casi di pannelli murari spanciati per
effettodicarichieccessivioincasodiseparazionedeidueparamenticostituenti
linvolucrodellamuraturacosiddettaasacco.InFigura4.88schematicamente
rappresentatalacondizionedidissestodescritta.

Figura4.88 Tipicodissestodiparetiasaccosovraccaricate.

Scopodelloperaprovvisionale,lecuifasiesecutivesonoillustrateinFigura4.89,
quellodimigliorarelecaratteristicheresistentidellamuraturamedianteazionedi
confinamento.
La scheda STOP IP pensata esclusivamente per interventi su elementi in
muraturadispessorenonsuperiorea80cm,attesaladifficoltesecutivadifori
(spesso in quota) su pareti pi spesse. Eventuali estensioni del campo di
applicazionedellaschedadovrannoesserevalutatecasopercaso.

168 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.9Incamiciaturadiparetiinmuratura

INCAMICIATURA CON SISTEMA A MORSETTI A CUNEO TIPO RAPID


Morsetto a cuneo tipo RAPID

tondino
passante

morsetto

muro da
presidiare

Tesatura e serraggio della casseratura


con morsetti a cuneo tipo RAPID
a. Blocco dellestremo del tondino sul lato
non interessato dal tenditore (nr. 1 del
disegno)
b. Messa in tiro del tondino con apposito
tenditore (nr. 2 del disegno)
c. Blocco del tondino sul lato del tenditore
(nr. 3 del disegno)
d. Estrazione del tenditore e posizionamento
dello stesso su un nuovo tondino.

Immagini tratta dal sito: www.comated.com/web2004/default.asp ed adattate

cassero

Tenditore tondino passante

Figura4.89 Descrizionesinteticadellefasiesecutivedellincamiciaturadipareti.

4.9.2

Scelteprogettuali

4.9.2.1

Soluzioniprogettuali

Perleoperediincamiciaturaindividuatalasoluzioneprogettualerappresentata
inFigura4.90.
moraliripartitori10x10
accostatiaitiranti

tirantiinacciaio

piastreforateinacciaio(sp.4mm)20x20

Figura4.90 Soluzioneprogettualeperlincamiciatura.Loperaconsisteinduegraticciin
legnovincolatitralorodatirantiinacciaiopassantiattraversolaparete.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 169
4.9Incamiciaturadiparetiinmuratura

4.9.2.2

Schemadicalcolo

LacondizionedidissestosopradescrittapuessereschematizzatacomeinFigura
4.91,incuisiipotizzaunospanciamento(e)fuoripianodellaparete,equilibrato
dai tiranti diffusi la cui azione, per effetto dei morali ripartitori, si pu
approssimarecomeuncaricodistribuitoq.
N

Figura4.91 Schemadicalcoloperladeterminazionedellazionesuitirantidicucitura.

4.9.2.3

Materiali

PeritirantidicuciturasiipotizzalimpiegodibarreFeB44k(fyd=374N/mm2).
Siassumechelamuraturasiacostituitadaelementinaturalicaratterizzatidauna
scarsa resistenza a compressione e da malta di pessime caratteristiche
meccanicheconunaresistenzaacompressionefbdparia1.8N/mm2.

4.9.3

Dimensionamento

Perildimensionamentodellincamiciaturasiprendonoariferimentoleindicazioni
riportateinFuriozzietal.(2007)perlacucituradipareticonchiodimetallici,incui
sisuggeriscelimpiegodi4barre6o8ognimetroquadratocirca.
Laverificadelsistemadicucituravieneeffettuataadottandoloschemadicalcolo
presentatoal4.9.2.2.
Si ipotizza uno spanciamento (e) massimo ammissibile di 3 cm per unaltezza h
dellapareteparia2.5m.Talespanciamentocorrispondeadunrapportoe/hpari
a1.2%.
Lazionenormaleagentesullaparetesisupponeparialmassimocaricoverticale
che la stessa pu sopportare in condizioni deformate; tale valore si determina
ipotizzando che la parete sia composta da due paramenti murari di uguale
spessore.
InriferimentoallaFigura4.92sipucalcolarelazionenormaleNcome:
N=fbdsmih
con:
fbd

resistenzaacompressionediprogettodellamuratura;

sm

spessoredellamuratura(Figura4.92);

170 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.9Incamiciaturadiparetiinmuratura

ih

interasseorizzontaletraitirantidicucitura(Figura4.92);

coefficiente di riduzione della resistenza del materiale, come definito al


4.5.6.2delleNTC2008.
sm

iv

iv

ih

ih

Figura4.92 Posizionamentodeitirantidicucituraelorointerassi.

ConriferimentoallaFigura4.91,imponendolequilibrioallarotazionerispettoalla
mezzeria della configurazione deformata del paramento murario, si ottiene
lespressionedelcaricostabilizzanteq:
Neqh2/4+qh2/8=0

siha:

q=8eN/h2
Comesipunotare,ilcaricostabilizzante(q)cheilsistemadiincamiciaturadeve
fornire, decresce al crescere dellaltezza (h) del paramento, essendo fissata
leccentricit(e).
Ipotizzandounoschemastaticoatravecontinuasu5appoggi(corrispondentialle
barredicucituraposizionateconinterasseverticaleiv=0.5m,suunaparetealta
2.5m),iltiroTmaxsullabarradicucituramaggiormentesollecitata,paria:
Tmax=1.143qiv
Ilvaloredeltirosullabarravieneutilizzatoperdimensionarequestultima.
Perlaverificadei2moraliaffiancatiaitirantisiconsideraunoschemaatravesu
piappoggicaricataconilcaricodistribuito(q)precedentementedefinito.
Laverificadeimoralivienequindieffettuataaflessioneeataglio.

4.9.4

Esempiodicalcolo

Di seguito si riporta la verifica a trazione del tirante in acciaio maggiormente


sollecitato e le verifiche a flessione e taglio dei morali di ripartizione, per una
parete muraria di spessore sm=60cm costituita da due paramenti di spessore
sp=30cm(pariametdellospessoredelmuro).
La Tabella 1 della scheda STOP IP del Vademecum STOP propone, per una
muraturaconlecaratteristichesopradescritte,dellebarrecondiametrominimo
paria8mm.

Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo 171
4.9Incamiciaturadiparetiinmuratura

Calcolodelleazioni
=h/sp=250/30=8.3
m=6e/sp=0.6
=0.58(perinterpolazione,daTabella4.44)
Tabella4.44 Valoridelcoefficienteconlipotesidellaarticolazioneacerniera(trattoda
tabella4.5.IIIdelleNTC2008).
Coefficiente dieccentricitm=6 e/t

Snellezza

0.5

1.0

1.5

2.0

1.00

0.74

0.59

0.44

0.33

0.97

0.71

0.55

0.39

0.27

10

0.86

0.61

0.45

0.27

0.16

15

0.69

0.48

0.32

0.17

20

0.53

0.36

0.23

Nmax=fbdsmih=(1.80.60.60.58)1000=376kN
q=8eN/h2=14.4kN/m
Tmax=1.143qiv=8.3kN
Verificatirantidicucitura(tirante=8mm):
tiranti=Tmax/(tirante2/4)=165MPa<fyd=373MPa

VERIFICATO

Verificadeimorali
Ladiffusionedeltirodellabarragarantitadaduemoraliripartitori10x10conle
seguenticaratteristicheminime:

fm,k=16MPa

fv,k=1.8MPa

Kmod=0.55

M=1

fm,d=Kmodfm,k/M=8.8MPa

fv,d=Kmodfv,k/M=0.99MPa

A=2100cm2 area

Wx=Wy=W=2167cm3 moduloresistente

MR=Wfm,d=2.93kNm momentoresistente

TR=Afv,d/1.5=13.3kN taglioresistente

172 Cap.4Ipotesiecriteridicalcolo
4.9Incamiciaturadiparetiinmuratura

Dallarisoluzionedelloschemastaticoditravecontinuasu5appoggisiottengono
leseguenticaratteristichedellasollecitazionemassima.
M=qiv2/9.34=0.39kNm<MR=2.93kNm

VERIFICATO

V=0.607qiv=4.37kN<TR=13.3kN

VERIFICATO