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SOMMARIO DI NORME E DATI

NORME PER IL DISEGNO TECNICO NELLEDILIZIA


Piegatura di un foglio A1 Formato dei fogli UNI di uso corrente (per gli altri formati usare multipli e sottomultipli) 210 185 185

Indicazioni per la designazione A0 A1 A2 A3 A4

Fogli rifilati Lato minore mm 841 594 420 297 210 Lato maggiore mm 1189 841 594 420 297

Fogli rifilati Lato minore mm 880 625 450 330 240 Lato maggiore mm 1230 880 625 450 330
297 297

Indicazioni dentro il titolo 175 Grossezza delle linee: (di preferenza eseguire i disegni a penna) 9 17 titolare dello studio designazione dell'opera data aggiornamento n del disegno riferimento

LINEE SOTTILI gruppo 0,16 0,16 0,12 0,12 0,1 0,25 0,16 0,16 0,12

LINEE MEDIE gruppo 0,25 0,5 0,25 0,16 0,16

LINEE GROSSE gruppo 0,5

20 scala 9

oggetto del disegno


disegnatore arch. titolare arch. collabor.

Il numero posto a fianco di ciascuna linea ne indica la grossezza in mm (le grossezze prescelte corrispondono ai pennini pi in uso della serie graphos). La lettera posta a fianco di ciascuna linea ne indica il tipo. Curare l'impaginazione di un disegno specie se l'oggetto da rappresentare richiede pi di una figura nello stesso foglio, scegliendo per ogni figura o gruppo di figure la scala pi adatta, lasciando spazi sufficienti a separare le varie figure. Disporre preferibilmente la pianta in basso a sinistra, l'alzato in alto ed i fianchi e le sezioni a destra dell'alzato, allineati secondo la direzione dei raggi proiettanti. Di massima redigere separatamente: a) Pianta delle murature e delle strutture in scala 1 : 100 o 1 : 50 con le indicazioni delle posizioni relative a parti strutturali, interessate da particolari di infissi, canalizzazioni, impianti speciali, ascensori ecc. b) Piante in piccola scala (di solito 1 : 200) dove siano indicati i tipi degli infissi interni ed esterni e dei mobili fissi, separando quelli in legno da quelli in ferro e allegando la distinta particolareggiata dei diversi tipi. c) Piante dell'edificio dove siano indicati tutti gli impianti speciali. S

Il titolo deve essere situato a destra in basso nel foglio del disegno, tanto se disposto orizzontalmente che verticalmente. Non dimenticare: - Nella planimetria generale e nella pianta del piano terreno l'orientamento, da indicarsi con una freccia orientata Nord-Sud accompagnata dall'angolo che il piano meridiano forma con il piano della parte principale dell'edificio. O - Nei disegni da riprodurre a stampa o comunque soggetti a riduzione la scala grafica. - Nelle tavole con sezioni di edifici complessi, un piccolo schema d'insieme dell'edificio dove sia indicato il piano di sezione con tratteggiata a linea e punto terminante in frecce indicanti il verso in cui vista la sezioni. Usare normali frecce con inclinazione a 30. Note: 1) Il gruppo di linee da usare per l'esecuzione di un disegno, deve essere appropriato alla natura e alla grandezza del disegno. In generale per l'edilizia si usano grossezze molto mi-

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nori che per il disegno di macchine. Conservare lo stesso gruppo per le diverse proiezioni di un medesimo oggetto. 2) Per i disegni d'insieme usare i gruppi 0,16 e 0,25, per i dettagli il gruppo 0,5. 3) Le linee continue grosse (tipo a) si impiegano per la rappresentazione di parti in vista. 4) Le linee a tratti (tipo b) si impiegano per la rappresentazione di linee non in vista come intersezione edirettrice delle volte, linee di risega, soglie delle porte interne ecc. 5) Le lince a tratto e punto (tipo c) si impiegano per le linee di traccia dei piani di sezione, degli assi di simmetria in genere. 6) Le linee sottili (tipo d) si impiegano per le linee di misura, per linee ausiliarie, tagli delle pietre, rappresentazione degli infissi, nei disegni di prospetti e per i tratteggi delle zone sezionate. 7) Nei disegni di prospetti si possono mettere in risalto le linee in ombra rispetto a quelle in luce.

Il formato e la piegatura dei fogli, la grossezza delle linee sono quelle fissate dall'UNI.

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Un buon progetto esecutivo si compone dei seguenti elaborati procedimento di esecuzione del lavoro. Nelle piante degli edifici si dispongono nell'ordine, partendo dall'esterno. Quote l'esterno : dimensione totale, spessore Si quotano i grafici tenendo presente il muri portanti e distanze che intercorrono tra di loro N. Elaborati Scala - distanze tra gli assi di simmetria delle 1 Rilievo planimetrico e altimetro del ter1:500 aperture. reno su cui deve sorgere l'edificio 1:200 2 Planimetria generale 1:50 All'interno: per la posizione dei tra3 Pianta delle fondazione mezzi e degli accessori. 4 Pianta di tutti i piani compresa quella 1:50 Ogni disegno deve portare tutte le dello scantinato e delle coperture. quote atte a individuare ogni elemento 5 Prospetti di tutte le fonti 1:50 dell'oggetto rappresentato in modo 6 Sezioni in numero sufficiente a dare la 1:50 evidente e preciso. Le quote principali pi ampia illustrazione dell'edificio devono risultare in evidenza. 7 Se l'edificio di vasta mole e ha ossatuLe quote devono essere scritte nel ra in cemento armato o metallica, prosenso parallelo alle linee di misura a getto completo delle strutture e dei calcui si riferiscono, disposte in modo da coli di stabilit 8 Dettagli con particolari al vero essere leggibili dalla base e dal lato a)di tutti gli infissi con distinta di ordidestro del disegno. disposte entro un nativo tratto interrotto della linea di misura e b) balaustre, scale e balconi verso il mezzo della linea stessa. c) recinzione e cancelli 1:20 Le linee di misura contenenti la quota d) dei principali impianti 1:10 terminano con frecce tracciate con ine) degli elementi in pietra da taglio se 1:5 clinazione a 30. di marmo o pietra artificiale con casellaQuando lo spazio non sufficiente le rio completo dei pezzi occorrenti 1:1 quote si dispongono con le frecce f) dei mobili fissi esternamente alla zona misurata. Le g) dei rivestimenti speciale 9 Analisi ed elenco dei prezzi quote di diametri di circoli rappresen10 Computo metrico estimativo tati in pianta si segnano con linee di 11 Capitolato speciale d'appalto misura portate fuori parallelamente ad uno degli assi principali del disegno. Si possono segnare con linee di misura passanti per il centro e spostate di 30 o 45 rispetto agli assi di simmetria, purch esse non siano pi di due (eccezionalmente tre) passanti per lo stesso centro. Quando si tratta di circonferenze di grandi dimensioni le quote si possono segnare mediante linee interrotte da una parte: le quote si possono scrivere vicino alla freccia terminale contrassegnate dai segno 0. Le quote dei raggi si segnano con linee di
6.59 6.40

3.00

3.40

3.30

3.09

10

3.36

2 21

3.07 2.17 -0.20 10 +0.00

Particolare di sezione quotata

Come si segnano le aperture di finestre e porte in pianta Le dimensioni di luce si scrivono lungo l'asse di simmetria, larghezza sopra, altezza sotto espresse in centimetri. Le due dimensioni sono precedute da un numero d'ordine che fa riferimento alla distinta per l'ordinativo degli infissi.

Finestra con mazzetta e sguincio inclinato con 226 133 8 senza

Finestra con mazzetta e sguincio in squadro con senza 133 226 nicchia del parapetto 7 Portafinestra con mazzetta e sguincio inclinato 133 226 con

Finestra senza mazzetta con sguincio inclinato con 133 226 senza

nicchia del parapetto Finestra senza mazzetta con sguincio in squadro con 226 133 senza

nicchia del parapetto 4 Portafinestra con mazzetta e sguincio in squadro senza 226 133 con

senza

nicchia del parapetto 2 Portafinestra senza mazzetta e sguincio inclinato senza soglia 226 133 14 con

5 soglia Portafinestra senza mazzetta e sguincio in squadro senza 133 226 17 con

3 soglia Porta sinistra ad un battente apribile all'esterno senza 133 226 con

Porta destra a un battente apribile nello spessore del muro 80 226 13 Porta scorrevole a due ante con

soglia Porta a vento (a pendolo) ad un battente senza soglia 90 226 12 Porta a libro con senza soglia 120 226 15 con con

17 soglia Porta a due battenti apribile nello spessore del muro senza soglia 100 226 16 Porta a fisarmonica senza soglia 1200 226 11 con con

senza soglia

senza soglia

120 226 10

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misura costituite di raggi e si indicano livello dei singoli piani non si segnano per i lavori in legno in generale comcon la lettera R. in pianta. presi i mobili, per le pedate delle scale, per gli ascensori, apparecchi, ecc.: Quote di livello Misure - metro con due decimali per tutte le Vanno riferite alla quota relativa di lialtre pani. vello 0,00 che quella del pianerottolo 1) Tutte le misure si riferiscono al ru- 3) In una stessa tavola non cambiare del piano terreno al finito. Si segnano stico dell'edificio unit di misura. sui piani al rustico e al finito e si fanno 2) preferibile l'uso delle seguenti unit 4) Le lince di misura si debbono diprecedere da un segno + o - a seconda di misura: millimetro per le opere in sporre di preferenza all'esterno della che si trovino sopra o sotto la quota metallo e per cemento armato, profi- figura portandole fuori parallelamente relativa di livello. Le quote di livello al lati in genere; a se stesse mediante linee ausiliarie. rustico si accompagnano coi segno, - centimetro per gli spessori dei muri, 5) Le linee di misura non devono interquelle al finito coi segno. La quota di per le misure di sezioni, delle canaliz- secare altre Vinse ausiliarie, quindi le livello della copertura al finito quando zazioni (canne fumarie, tubi di scarico quote maggiori vanno poste pi lona terrazza e quelle delle terrazze a per acque meteoriche e luride, ecc.) tane dalla figura.

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SEGNI CONVENZIONALI PER IL DISEGNO TECNICO
Denominazione del materiale Ardesia artificiale 1:5-1:1 Ardesia 1:5-1:1 Asfalto e mastici isolanti in genere 1:5-1:1 Calcestruzzo di cemento 1:100-1:1 Calcestruzzo di calce 1:100-1:1 Calcestruzzo per c.a. 1:500-1:1 Calcestruzzo per c.a. 1:100-1:1 Calcestruzzo leggero di riempimento 1:100-1:1 Cemento retinato in lastre 1:20-1:1 Ceramica o grs 1:1 Ciottoli per drenaggi 1:100-1:20 Compensato 1:5 Compensato 1:1 Erba 1:20-1:1 Ghiaia 1:20-1:1 Bce Bca Rappresentazione unicolore a colori Tinta neutra Tinta neutra Nero Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio verde Grigio cadmio chiaro Giallo di Napoli Terra di Siena naturale Terra di Siena naturale Verde Veronese Giallo di Napoli Denominazione del materiale
Gomma, fibra, feltro, amianto, mater. isol. di guarniz.

Rappresentazione unicolore a colori Violetto Carminio chiaro Carminio chiaro Terra di Siena naturale Terra di Siena naturale Blu di Prussia Oltremare Cobalto chiaro Verde vescica Nero Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro Rosso vermiglione chiaro

Denominazione del materiale


Muratura di pietrame conci regolari e malta comune

1:15-1:1 Intonaco di qualunque tipo 1:15-1:1 Intonaco retinato 1:15-1:1 Legno 1:25-1:1 Legno 1:50-1:1 Linoleum, Italeum 1:1 Liquidi Marmo, marmette pietre artificiali 1:5-1:1

1:200-1:50

Rappresentazione unicolore a colori p c r Rosso verm c miglione chiaro m f Rosso verm c miglione chiaro m f o Rosso vermiglione m chiaro b c f Rosso verm... miglione chiaro b c p Rosso verm... miglione chiaro b c p Rosso verm... miglione chiaro Bruno Van Dyck Grigio chiaro

Muratura di mattoni forati e malta comune

1:200-1:50

Muratura di mattoni forati posti in piano o in coltello e malta comune

1:200-1:50

Muratura di blocchetti forati di cemento e malta di ... Muratura di blocchetti compatti di pomice e malta di ...

1:200-1:50 1:200-1:50

1:200-1:50 Pietrame a secco per vespai e drenaggi 1:10-1:20 Pomice in granulati 1:20-1:1 Rete metallica e lamiera stirata 1:20-1:1 Scorie di carbome 1:50-1:1 Stucco da vetraio 1:1 Sughero granulato o in lastre 1:5-1:1 Terreno naturale 1:100-1:1 Terreno di riporto 1:100-1:1 Vetro in genere 1:1

Muratura di blocchetti forati di pomice e malta di ...

Materiali isolanti in lastre: Masonite, Insulite, Celotex, ecc.

1:15-1:1 Materiali laminati e trafilati 1:10-1:1

Grigio scuro

Muratura e laterizi in genere 1:500-1:50 Muratura e laterizi in genere 1:50-1:50 Muratura e laterizi in genere 1:5-1:1
Muratura di pietrame lavorata a mano e malta comune Muratura di pietrame listata e malta comune

Verde vescica Seppia Seppia


V 45x72

1:200-1:50 1:200-1:50

pm m pl m

Cobalto

Parti dell'impianto elettrico ( in pianta) Contatore generale Contatore corrente industriale Interruttore generale e valvola generale Scatola di derivazione Valvola locale
Lampada semplice da soffitto (indicare il n. dei watt) Lampada da parete (fissa o spostabile)

Parti degli impianti speciali di acqua, gas, riscaldamento Scarico acque meteoriche Scarico acque furide

Parti dell'impianto sanitario

Interruttore semplice Deviatore


Commutatore (interruttore a due vie)

Termoconvettore

Vuotatoio

Piatto doccia

Stufa a legna

Presa di corrente luce


Presa di corrente industriale Presa di corrente di forza motrice) Pulsante campanello parete Pulsante a parella per luce Pulsante a parella per campanello

Lavandino da cucina

Lavabo di lusso

Ventilazione primaria

Stufa a carbone Pilozza Lavabo normale

Lampada deviata
Gruppo a commutatore Lampada notturna a soffitto Lampada notturna isolata Segnale luminoso a parete

Canna fumaria

Stufa a gas

Lavapiedi

Lavabo albergo

Scaldabagno elettrico
Pulsante a parella per deviatore Tastiera da tavolo per campanelli (n. pulsanti) Telefono interno a parete Telefono interno da tavolo Telefono esterno a parete Telefono esterno da tavolo Presa apparecchi radio c=antenna centralizzata i=antenna interna e=antenna esterna singola Presa antenna esterna televisione

Stufa a elettrica Orinatoio da parete a pavimento Cucina a gas Orinatoio da parete sospeso Cucina a gas e carbone Vasca normale WC con cassetta di scarico bassa WC normale a caduta d'acqua Bid normale

Caldaia ad elementi di ghisa Caldaia circolare in ghisa o in ferro

Suoneria Ronzatore Quadro indicatore


Orologio elettrico madre

Scaldabagno a gas Radiatore termosifone

Cucina elettrica Cucina a legna o carbone Vasca a sedile Vaso alla turca

Orologio elettrico derivato

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NORME PER IL DISEGNO DI UNA PIANTA QUOTATA DI FABBRICATO A MURATURA PORTANTE

8,50 0,38 3,50 0,38 3,86 0,38

0,38

0,38

1,95 2,45 m 11,58 11 1,55 2,67


150

1,33 3,00 2,67

3,97
150

12

m 13,90

0,95 2,25

1,38

3,28

0,055

2,345

10,31

0,80 2,67

1,57
m 3,67 13
10

0,55 0,95 2,25 0,055 1,10 0,80 2,25

m 13,00

3,37 0,80 2,67


10
150

1,97 2,67

10,31

15

0,80 2,67

1,12

15

15 m 2,62 14 0,95 2,25 0,60 0,95 2,25 1,20 m 2,46 8 0,95 2,25 0,055 2,605

2,63

2,17 m 10,50

15 360
100

25 m 5,33

2,05

1,33 2,67 1,05

0,80 2,67

16 0,95 2,25 0,53 0,25

1,50

0,275 0,17 1,35 75 20 21

1,15

1,10

1,40

0,06

30
0,10

75

31 7 1,215 1,35

0,38

3,50

0,38

3,96

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NORME PER IL DISEGNO DI UNA PIANTA QUOTATA DI FABBRICATO CON INTELAIATURA IN C.A.
74,10 3,68 1,34 2,29 21
40 40 1

3,67 2,29 20
40 40

3,68

22 0,40
40 40

3,80

4,85 0,10 3,20 0,05 3,60


0,40

5,55

2 7 7
30

2,00 2,29

6 7
30

1,75
0,05 60

0,90 2,25

65

3,60

0,65 1,10 6 2,25

25

quadro luce 4,15 1 1,25


0,90 2,25

0,55

70

0,90 2,25 0,55

30

23 11,10

24

0,775 4,12 9
0,05 0,80 2,25

1,55 5

0,55
0,80 2,25

2,00

1,30
0,05

8
0,20 0,05

8 4 5,55
0,80

3,80

1,10

0,15

3,26 1

0,05

1,55 1

0,10

2,91 1
0,40

0,25

gradini N.20 pedata cm 28 64 alzatta cm 16

40 40

40 45

40 40

1,34 2,29 1,80 3,46 1,66

65

1,34 2,29 0,775 2,40 4,81 74,10

1,34 2,29 1,625

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SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - FONDAZIONI
Nelle tavole sono rappresentati degli esempi di elementi costruttivi in c.a. per un fabbricato di civile abitazione. Fondazioni: data una pianta delle fondazioni con l'indicazione di diversi esempi: fondazione continua, a plinti e su palificazioni. Di queste sono sviluppati nei disegni a lato e nei minimi dettagli costruttivi il plinto isolato e la fondazione continua. Di entrambi sono posti in evidenza oltre gli elementi geometrici del getto, tutte le armature dei ferri e le loro precise posizioni con rappresentazione in pianta e sezione.
80 40 130 P4 120 P3 A 440 4040 P2 2 P1

180

P8

P7 B

P5 P6 6

460 40 40 130 165 322 L 430 pos. C P12 435 P11 280 120 P10 C 120 40 40 120 40

40

Pianta fondazioni (esempi diversi). A, plinti isolati; B, continua; C, con palificazioni. 56

60 50 pos. D pos. B 28 ripart. 60 18 180

10 pos. E pos. A 165 28 ripart. 52.5 pos. D pos. C 185 514 L 210 pos. A e B 182 610 L 210 pos. C e D
sottofondo magrone cem. 500 q 1.5/m 10

322 L 430 plinto cem. 500 q 3/m pos. A


15

20

56
sottofondo magrone cem. 500 q 1.5/m

55 20 35

110/20 cm

164

L = 180 pos. B

215

180 pos. C pos. B pos. D pos. E


ferri longit. 212 dritti pos. A 212 dritti pos. D

pos. C

pos. A

pos. C

pos. B 60 185 pos. D

pos. A

212 sagomati pos. E

48 ripart. Fondazione continua armata per pilastri P8 - P7 215 180 6

Plinto 6

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SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - ELEVAZIONI
Pianta dl un piano tipo: l'esempio rappresentato si riferisce al piano 4 solaio sul 3 piano. In questa rappresentazione vanno indicati con opportuna grafia i principali elementi caratteristici di pilastri travi, solai, solette, ecc. dando a questi una posizione che li identifichi univocamente, soprattutto in relazione dello sviluppo delle loro caratteristiche fatto su disegni a parte. Nelle piante di quoto tipo (generalmente in scala 1: 50) sono indicate anche le posizioni dei vani da lasciare nelle strutture per il passaggio dei discendenti (tubature, fogne, ecc.) nonch le dimensioni delle sezioni delle travi, dei pilastri, dei cordoli, ecc. Per i pilastri necessario indicare quale o quali lati devono essere mantenuti in verticale (a piombo) ai diversi piani, permettendo su gli altri la possibilit (almeno su un lato) di variazioni onde consentire l'adeguamento delle sezioni resistenti ai diversi carichi. Questa prescrizione, determinata in accordo con le caratteristiche architettoniche del progetto, s realizza ingrossando la linea che rappresenta il lato o i lati soggetti a tale rispetto. Qualora un pilastro non presenta tale indicazione, si intende che debba essere in asse, nella direzione parallela e normale alla facciata principale, con il pilastro del piano sottostante, (vedasi P6 e P7). Una opportuna leggenda deve chiarire i simboli usati per i diversi elementi per gli elementi orizzontali quali travi, cordoli, ecc., si usato il simbolo T o C ecc., seguito da tre numeri: il primo rappresenta l'impalcato cui l'elemento appartiene, quindi, preceduti da una barra, i numeri seguenti indicano i pilastri collegati dall'elemento stesso. Esempio: T3/7+8 = trave del 3 impalcato tra i pilastri 7 e 8. Qualora ai diversi piani l'elemento orizzontale si ripete in modo identico, si tralascia l'apposizione del primo numero. Altre possibilit di designazione, sono quelle che omettono l'uso del simbolo letterale (P, T, C, ecc.) e indicano l'elemento solo con dei numeri progressivi opportunamente distinti (p. e.: cerchiati per i pilastri, tra parentesi per le travi, ecc.). Inoltre necessario che in ogni tavola rappresentante la pianta di un orizzontamento, nei modi descritti pi sopra, siano pure disegnate e quotate tutte le sezioni trasversali delle travi o degli elementi orizzontali portanti che hanno qualche relazione con il solaio.

25x45 8 10 P1

T 3/1-2

P2

30x30 8 12 A

T 3/1-3 20 45 vano discendenti

30x30 8 12 P3

T 3/2-3 20 45

35x30 8 10 P4

H = 20 B = 45

70

440

30 S C A 3/4-8

40 20

P5

30x35 4 14 4 10 P6 T 20 3/5-6 62

35x35 4 14 4 12 T 20 3/6-7 62

P7

35x35 4 14 4 12 T 20 3/7-8 62

P8

35x35 4 14 4 8

7 34.00
C 3/8-12 40 20 460 vano discendenti T 3/10-11 T 3/11-12

35.65

330 30.70 330 27.40 330 24.10


P12 35x30 8 12

310

32.35

310

29.05

T 3/5-6 H=40 B=35 P9 30x30 8 12 280 P10 30x30 8 12 A

310

26.75

40

35 P11 30x30 8 12

40

35

330 20.80 330 17.50 330 14.20 330 10.90 10.00 90 200 8.00

310

22.45

280

300

Pianta piano 4 - solaio sul 3 piano I lati ingrossati dei pilastri vanno mantenuti a piombo ai diversi piani. P, pilastro, T, trave; C, cordolo; S, solaio; M, mensola

310

19.15

310

15.85

310 20 270 20 460

12.55 10.00

440
P6 P2

P10

N.B. Tutte le quote sono riferite al piano rustico del getto.

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SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - ELEVAZIONI
SOLAIO Sb pos. D pos. B A A 35 394 460 B B 62 364 45 440 SOLAIO pos. C Sa pos. E 20

pos. B 1 14/40 cm 44 90 40 206 44 40 312 17

pos. C 1 14/40 cm 44 208 40 188 44 40 100 17

pos. D 1 12/40 cm 490

pos. E 1 14/40 cm 470

40 2

40

18

pos. B pos. D SEZ. MEZZERIA A-A

pos. B pos. C pos. D SEZ. INCASTRO B-B

Armatura solai

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - ARMATURA TRAVI
Tali disegni riguardano solo la forma e dimensione esterna che dovr avere il getto dell'elemento senza l'indicazione dell'armatura interna (questa disegnata a parte). Lo scopo di questa rappresentazione quello di indicare chiaramente il modo di esecuzione delle casserature provvisorie di contenimento del getto. In questa tavola trover pure posto la tabella dei pilastri che indichi per ogni pilastro disegnato gi come getto, le dimensioni esterne del getto. Questa tabella servir pure e soltanto alla predisposizione dell'opportuna casseratura mentre non avr indicazioni per l'armatura in ferro da introdursi all'interno di ogni pilastro. Quest'ultima, come per le travi, sar oggetto di una tabella a porte chiamata Tabella armatura dei pilastri di cui all'esempio. In linea generale quindi nella predisposizione dei disegni del c. a. bene seguire il criterio della separazione in due parti principali degli. elaborati corrispondenti alle due fasi distinte di lavorazione: una fase che si concreta con la formazione delle 32 37 staffe 8 L=152

P9

35

P10 PIANO 4 pos. A pos. B pos. C pos. D

35

P11

35 P10

3/8-9 T

3/9-10 T

16 17 19 22 26 S R

30 3/10-11 T 40 P10
S b

280 40 PIANO 3 P9 P10 40

R 280 40 P11

35

pos. D 35 320 pos. D 2 10 L=344 320 40

53 125

pos. A 53 37 120 37 125 pos. C 1 12 L=504 125 37 53 pos. B pos. C pos. A SEZIONE MEZZERIA R-R

37

53 37 37 125 125 37

53 120

53 37 125 pos. D

53 125 140

53 37 125

53 37 125 pos. B 1 12 L=524 37

pos. B pos. C pos. D

37

53 37 37 125 125 37

53 140

53 37 125

40

pos. A 2 12 L=428 400 Esempio di armatura di travata continua pos. A SEZIONE INCASTRO S-S

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - PARTICOLARI
impalcature provvisorie e delle casserature di contenimento dei getti richiede una serie di disegni di cui si gi detto pi sopra, e l'altra fase, quella formazione delle armature in ferro e della loro posa in opera, che esige una serie di disegni detti comunemente disegni dei ferri di cui si vedr al paragrafo successivo. bene qui far notare che tale distinzione utile e necessaria in quanto evita di sovrapporre in una sola tavola prescrizioni riguardanti due categorie di lavori e quindi due squadre diesecutori (carpentieri e ferraioli), i quali sarebbero indotti in difficolt se costretti a scegliere disposizioni che interessano la loro specializzazione, da un contesto che contiene altri elementi a loro estranei. Naturalmente le due serie devono essere soprattutto messe in relazione precisa tra loro onde evitare contraddizioni e sprechi di tempo per rifacimenti dei lavori non esattamente ordinati. In funzione di ci nelle tavole dei ferri, soprattutto nelle viste d'insieme, vengono ancora rappresentati gli elementi geometrici dei getti con le loro principali misure ma disegnati a trattosottile e in sottordine in modo da lasciare in evidenza soltanto le armature metalliche. Esempi di armature. - Negli esempi sono indicati i modi di rappresentazione dei ferri longitudinali e delle staffe visti nell'insieme, per la loro posizione nel getto e nei singoli pezzi per la loro predisposizione a pi d'opera. Nei disegni dei ferri devono essere indicate tutte le dimensioni relative ad ogni tratto rettilineo della barra sagomata, nonch ove richiesto, la lunghezza di taglio (sommatoria delle lunghezze precedenti + lo sviluppo dei ganci). Il modo di quotazione dei ferri pu essere quello usato nell'esempio del solaio e della travata continua oppure in quello delsolettone inclinato. La posizione di ogni singolo ferro deve essere precisata nella vista longitudinale e nelle sezioni trasversali all'incastro o in mezzaria. l ferri possono essere disegnati nella stessa scala del disegno d'insieme (vedesi solaio e travata continua) oppure in scala diversa (vedasi solettone inclinato). Ogni elaborato dovr pure essere integrato da scritte comuni a tutte le tavole, necessarie a diverse finalit. Designazione del legante: generalmente realizzata con apposito timbro nel quale si chiarisce quale tipo di legante si deve usare e la sua resistenza, a 28 giorni
612G 612F 612E 612H

staffe 8/25 cm

R 10/25 cm sopra e sotto

612A 612B 612C

staffe 8/25 cm 6 12D

108 rustico finito 24.10 35 G 6 12 m 3.15 32 8/25 cm m 2.55 sopra e sotto

10 32

140

12

6 12 H m 6.95

360

137 155

10/25 cm

10 165

12

E 6 12 m 3.10 F 6 12 m 6.95 12 123

105 finito rustico

27 10/25 cm sopra e sotto 7

155

360

10

170

22.45 30

120

35 SEZIONE R-R

120

285

120

22

staffe 10 27 10/25 cm m 2.55 360 A 6 12 m 6.95 6 12 m 2.70 108 10/25 cm sopra e sotto 22.45

105

175 10

200 32 105 6 12 m 3.55 20.80 6 12 B m 6.95 360 120

93 27

10/25 sopra e sotto SEZIONE S-S

10

185

10 125

Esempio di armatura di solettone per rampe di scala

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN C.A. - PARTICOLARI
dal getto, espressa in kg/cm. Designazione del ferro per le armature, anch'essaeseguita con timbro recante il tipo del ferro (se in barre tonde normali o di barre a sezione speciale per aderenzamigliorata ecc....) e la sua resistenza allo snervamento (espresso in kg/cm). Inoltre un preciso richiamo alle vigenti Norme di legge in materia di esecuzioni di opere in cemento armato. Infine, nel titolo della tavola le indicazioni dellegeneralit, richieste dagli uffici preposti alla sorveglianza della materia, riguardanti il Committente, il Calcolatore, ilDirettore dei Lavori e l'lmpresa esecutrice, nonch gli spazi per le necessarie firme e vidimazioni.

pilastro al piano 7 ultimo ecc.

1 25 x 30 32 4 12 318 35 x 45

2 35 x 25 32 4 12 318 35 x 45 4 20 35 x 50 390

3 35 x 25 32 4 12 318 35 x 45 4 20 35 x 50 4 20 + 2 16 390 390

4 35 x 25 32 4 12 318 35 x 45 4 18 35 x 50 4 18 + 2 14 390 390

5 30 x 30 28 4 12 318 50 x 55 4 16 + 390 4 14 50 x 60 8 16 35 x 60 390

6 30 x 30 28 4 12 318 50 x 55 4 18 + 390 4 14 50 x 60 8 18 60 x 60 6 22 + 2 18 340 390

7 30 x 30 28 4 12 318 50 x 55 4 18 + 390 4 14 50 x 60 8 18 60 x 60 6 22 + 2 18 340 390

ecc.

al piano 1

4 18 + 390 2 18 35 x 50 6 18 390

al piano R rialzato al piano C cantinato

4 20 + 2 16 390

v. dis. fondazione

v. dis. fondazione

v. dis. fondazione

v. dis. fondazione

v. dis. fondazione

Esempio di tabella armature pilastri. N. B. - La prima dimensione quella parallela alla facciata principale

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19b

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO - DISEGNI DI ASSIEME
La tecnica di rappresentazione dei disegni d'assieme diversa secondo i diversi Paesi. In America generalmente seguito l'uso di schematizzarli al massimo; in essi le colonne, le travi maestre e le travi secondarie sonorappresentate da semplici linee, magari con diversa grossezza per mettere in evidenza l'ordine gerarchico dimensionale. Per contro in Europa si usa pi frequentemente una rappresentazione pi dettagliata dei disegni d'assieme, rappresentando i diversi elementi nella loro effettiva apparenza, seppur sintetizzata. La numerazione o nomenclatura ha grande importanza, perch serve a dare una posizione fissa ed unica ad ogni elemento. La sigla (o nome) di ogni elemento deve apparire in ogni disegno d'assieme o di dettaglio ed in ogni tabella. Importante stabilire fin dall'inizio della progettazione esecutiva (talvolta anche per quella di massima) una appropriata nomenclatura di ogni elemento e mantenerla fino nei minimi
2000 20000 SEZ. LONGITUDINALE B A 1 2 14000 1 2 1 B 1 2 14000 1 2 1 C 5000 5000 5000 5000 40000 Copertura fabbricato industriale. Pianta orditura principale 5000 5000 5000 5000 1 2 3 4 5 6 20000 7 8 9 2334 2334 2334 2334 2334 2334 28000

particolari in cui l'elemento compare. Esistono diversi metodi di nomenclatura che si adattano a seconda della complessit della struttura. Ad esempio per una struttura di impalcati e montanti con reticolo ortogonale di pianta ed alzato, si usa vantaggiosamente la designazione derivata da un sistema cartesiano di assi ortogonali con simboli numerici o letterali. Per la stessa struttura e soprattutto per altre strutture geometriche complesse, pu invece tornare utile una numerazione progressiva, formata da lettere seguite da cifre. In molti casi i due sistemi possono trovare un'integrazione tra di loro. Per fabbricati di molti piani, il primo metodo assume il terzo asse di riferimento verticale dando luogo cos ad una designazione ortogonale spaziale di ogni singolo elemento. Il secondo metodo in casi analoghi assume, nella numerazione progressiva degli elementi, il primo numerocorrispondente al numero dell'impalcato

progressivamente posto in opera a partire dalle fondazioni (analogamente con la numerazione delle stanze d'albergo ai vari piani). Per il montaggio merita attenzione una particolare possibilit che potrebbe venire osservata nella designazione degli elementi prefabbricati in officina. Ci significa determinare (ovviamente in perfetto accordo con l'esecuzione e con approfondito esame delle sue diverse possibilit e fasi) il grado di successione delle diverseoperazioni di montaggio che hanno luogo per ogni elemento. Ancorando cos, gi in fase di progettazione esecutiva, l'approntamento dell'elemento in officina con il montaggio in cantiere, con la semplice apposizione della sigla dal duplice significato si possono ottenere diversi vantaggi: nell'ordinazioneall'officina e quindi nella consegna dei pezzi eseguiti che avviene cos in sicuro cronismo con le necessit del cantiere. Inoltre siccome solitamente il montaggio avviene fuori e lontano dall'officina

2000

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO - DISEGNI DI ASSIEME
necessaria l'operazione di trasporto, a seconda l'entit della costruzione la spedizione pu avvenire a lotti o per costruzione completa. In entrambi i casi risultano facilitate eordinate le operazioni di scarico e accatastamento degli elementi entro l'area del cantiere. Soprattutto in fase di montaggio si pu raggiungere una celerit di lavoro ed un risparmio di tempo altrimenti spesi a cercare dalla catasta dei materiali quell'elemento che in quel momento bisogna montare. Questa operazione risulta importante, onerosa e costosa quando per raggiungere l'elemento necessario in quella fase di montaggio si costretti a rimuovere altri elementi tra i quali si trova. Le quotazioni. - Le misure vengono espresse tutte in millimetri (nei paesi anglosassoni in pollici) e di regola sempre riferite agli assi delle strutture (colonne, travi) nei disegni d'assieme o agli estremi dei singoli elementi nei particolari. Le quote necessarie nelle piante dei disegni d'assieme sono: le totali, le parziali (riferite agli assi delle colonne o delle traveste continue principali o secondarie) e le progressive, queste ultime sono utili per controllo delle successive parziali. Le quote necessarie nelle sezioni o alzati dei disegni di assieme vengono sempre riferite come segue: quelle altimetriche (progressive, precedute dal segno V, e parziali) al piano ferro, quelle planimetriche agli assi come per le piante. Scala del disegno. - I disegni d'assieme vanno eseguiti in scala 1 : 100, 1 : 200, a seconda del metodo di rappresentazione simbolica degli elementi (all'americana) o in 1 : 50 nel caso di una rappresentazione realistica (all'europea). Per i particolari costruttivi, a seconda del dettaglia, rappresentato in scala 1 : 10 o 1 : 5 o 1 : 2. Motto sovente vengono rappresentati degli elementi o nodi in scale diverse. Scritture nei disegni. - Nei disegni d'assieme e dei particolari bene scegliere un sistema di caratteri ben chiaro e definito. Ci comporta di usare una gerarchia dimensionale nelle diverse scritture. Molto utili risultano le tabelle qualora si devono rappresentare i particolari di diversi pezzi simili per forma, ma non per dimensioni (vedi tabelle per colonne, travi maestre e travi secondarie). Queste poi sono necessarie per la distinta materiali e dove appare anche il peso di ogni singolo elemento, e ove la somma dei pesi parziali da luogo al peso totale della struttura. In molti casi vicino alla tabella risulta utile rappresentare in assonometria o in proiezione l'elemento a cui la tabella si riferisce quotando le diverse dimensioni con delle lettere. Nella corrispondente colonnina della tabella indicato il numero rappresentante la dimensione.

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO - DISEGNI DI ASSIEME
13800 2 300 . 10 228 3200 213 C10 211 10600 2 300 . 12 213 3200 211 7400 2 300 . 12 13800 3200 211 4200 2 300 . 14 222 212 4200 C1 NP 20 0.00 1500 211 NP 22 215 217 1700 0.00 NP 22 218 1965 1965 218 NP 20 201 1 138 . 12 2 300 . 16 218 215 1965 3930 7860 A 14800 203 14760 204 2 piano 5895 243 60.60.6 C2 202 C3 223 224 224 225 224 226 244 227 A 213 228 C4 230 242 229 203 230 231 C5 1 342 . 10 230 204 232 245 C6 233 234 243 205 235 230 230 C8 1 346 . 10 231 230 236 206 237 C9 207 1 350 . 10 242 229 230 230 238 C11 239 208 240 247 C12 233

C7

214

215

219

215

220

215

221

215

221

216

1965

2081 7976

2184 10160

2300 12460 6900

2300 14760

3400

1 210 . 10 11400

2 300 . 20 103

1 210 . 12

2 300 . 18 104

1 210 . 10 1 piano

2 300 . 14

4400 7000 2 300 . 20 3000 4000 B 1 210 . 12 NB: le quote altimetriche sono riferite al piano del ferro 7860 14760 03 1 210 . 12 2 300 . 22 interrato 6900 04 piano terreno 1 210 . 12 2 300 . 18

A, Fabbricato civile. Pianta piano 2. Solaio sul 1 piano; B, Sezione trasversale

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SOMMARIO DI NORME E DATI


SISTEMI DI QUOTAZIONE DI STRUTTURE IN ACCIAIO DISEGNI DI PARTICOLARI
Pu convenire anche di sviluppare l'elemento a sezione complessa (1, T, L, C, ecc.) sul piano del disegno per rendere pi agevole il disegno e la lettura delle quote dei fori, degli intagli, ecc. In alcuni autori in uso il criterio di fare intervenire nelle tabelle che designano le colonne portanti, anche gli sforzi di compressione cui queste colonne sono sottoposte. Analogamente tale criterio seguito nelle rappresentazioni di piante e sezioni, nelle quali vicino all'elemento o parallelamente ad esso, sono scritti i valori degli sforzi oppure le dimensioni o le sigle delle sezioni, per esempio quando una trave a doppio T (poutrelle) di normale profilo di altezza di mm 180 viene scritto I NP 180: quando invece una trave o una colonna costituita dall'unione di diversi ferri piatti viene distinta come segue:

70
150 145 250 30
600x600x50 30 30 MA 100 v 30 250

sp

c
90

370

75 600 450 75
x

1200 130

450

bullone Fondaz

Basi per fondazioni H


a1 c1 a b c d b1 d1 220 220 370 120 220 200 270 120

COLONNE PORTANTI S T 1 2 3 4 S B" A" Profilo A 1 210.12 + 4000 2 300.20 C1 1 2 1 2 1 2 210.12 + 10000 14400 17800 7782 4400 3382 18 300.16 210.8 + 300.12 17800 21200 24600 6872 3400 3382 18 208.8 + 24600 28000 ECC 300.10 220 200 370 370 220 200 370 370 B C H h1 h 2 SP 7000 10000 5962 2970 2982 18

d1 h2

55

1c 1

370

220 200 370 370 220 200 370 370

C2

70

1 300 x 12 + 2 300 x 20 che significa una sezione a doppio T in cui l'anima costituita da un piatto di sezione 300 x 12 mm (sigla 1 @ 300 x 12) e dalle due suole costituite da piatti di sezione 300 x 20 mm (sigla 2 300 x 20 preceduto dal segno +). Rappresentazione esecutiva delle colonne portanti portanti del fabbricato civile di cui la pagina precedente porta la pianta e la sezione trasversale. Il disegno ridotto alla rappresentazione in piano delle diverse facce del profilato, come esplicato nello schizzo assonometrico, e la tabellina accanto da le dimensioni della lunghezza variabile da colonna a colonna. l numeri indicati sotto A B C sono le quote progressive altimetriche di sezione, riferite al piano del ferro. Rappresentazioni di travi maestre e travi secondarie riferite ai fabbricato della tavola precedente e all'impalcato del 1 piano. Il disegno fuori scala e le quote di tutta la lavorazione sono espresse chiaramente in modo da non costringere nessun rilevamento grafico. Per le travi secondarie stata tracciata una tabellina a fianco del relativo disegno poich dello stesso elemento occorrono pi pezzi. Si noti un particolare semicerchio annerito che si trova in prossimit della testata di sinistra di ogni singola trave. Esso serve ad individuare appunto la destra e la sinistra della trave quando le due testate sono quasi simili per forma e per lavorazione, ma diverse per dimensioni. Tale espediente utile nell'operazione da montaggio evitando al montatore di dover consultare molti disegni prima di prendere la decisione per la corretta posa in opera. Rappresentazione di controventi e diagonali, riferito diagonali sempre al fabbricato civile della pagina precedente. Questi elementi (come tutti gli altri elementi di ogni costruzione in acciaio) devono avere gli assi geometrici della sezione convergenti sugli incontri degli assi delle travature principali e secondarie che devono collegare. Pertanto indispensabile che siano progettati esecutivamente secondo questo principio. A tale fine si devono calcolare innanzi tutto le lunghezze teoriche derivate dall'ipotenusa del triangolo i cui cateti sono dati dagli interessi della struttura ortogonale da collegare. Eseguito il calcolo con i mezzi della trigonometria si tiene conto quindi delle dimensioni necessarie per gli ingombri degli elementi da collegare e si definisce cos la lunghezza del controvento. Si stabiliscono quindi i fori da eseguire per la connessione con le piastre e le piastre stesse indicando, con opportuno disegno il loro modo di unione con la travatura ortogonale.

150 Base Tipo A

Tipo x y

C1 20 12

C3 18 12

C4 20 12

C7 18 12

C8 18 12

C9 16 12

Colonne portanti C10 C12 C13 C14 18 16 18 18 12 10 12 12


8
142

1 338 12 +2 300 16
201 220

200 1965 7616 1695 1836


212 201 214

220

1 338 10 +2 300 14 202 220

43 220 2175

Posizioni 228 229 230


D 142 17

Profilo

B 19 19 19

C 145 145 145

D 17 17 17

Travi maestre
A B 45 19
212 P

I NP 18 3186 145 I NP 18 3186 145 I NP 18 3186 145

Prezzi n 2 2 8

NP 20
4184

Travi secondarie 220 180 8


trave M 205
229 205 70 3775

trave 5

228 242 1965

229 242 229

190 230

242

diag.
230 70 220180a

40
35

60.60.6
saldatura leggera a tratti sopra e sotto
242

40

trave M 203

1965

L.G. 3395 n 2 volte

Controventi o diagonali

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MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75

n
1 4 9 16 25 36 49 64 81 100 121 144 169 196 225 256 289 324 361 400 441 484 529 576 625 676 729 784 841 900 961 1024 1089 1156 1225 1296 1369 1444 1521 1600 1681 1764 1849 1936 2025 2116 2209 2304 2401 2500 2601 2704 2809 2916 3025 3136 3249 3364 3481 3600 3721 3844 3969 4096 4225 4356 4489 4624 4761 4900 5041 5184 5329 5476 5625

n
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n
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n
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n
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1 4

log n
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n
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75

0,785 3,140 7,065 12,560 19,625 28,260 38,465 50,240 63,585 78,500 94,985 113,040 132,665 153,860 176,625 200,960 226,865 254,340 283,385 314,000 346,185 379,940 415,265 452,160 490,625 530,660 572,265 615,440 660,185 706,500 754,385 803,840 854,865 907,460 961,625 1017,360 1074,665 1133,540 1193,985 1256,000 1319,585 1384,740 1451,465 1519,760 1589,625 1661,060 1734,065 1808,640 1884,785 1962,500 2041,785 2122,640 2205,065 2289,060 2374,625 2461,760 2550,465 2640,740 2732,585 2826,000 2920,985 3017,540 3115,665 3215,360 3316,625 3419,460 3523,865 3629,840 3737,385 3846,500 3957,185 4069,440 4183,265 4298,660 4415,625 1 n 4

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

23a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150

n
5776 5929 6084 6241 6400 6561 6724 6889 7056 7225 7396 7569 7744 7921 8100 8281 8464 8649 8836 9025 9216 9409 9604 9801 10000 10201 10404 10609 10816 11025 11236 11449 11664 11881 12100 12321 12544 12769 12996 13225 13456 13689 13924 14161 14400 14641 14884 15129 15376 15625 15876 16129 16384 16641 16900 17161 17424 17689 17956 18225 18496 18769 19044 19321 19600 19881 20164 20449 20736 21025 21316 21609 21904 22201 22500

n
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n
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n
17,4316 17,5826 17,7330 17,8827 18,0318 18,1803 18,3281 18,4753 18,6219 18,7679 18,9134 19,0582 19,2025 19,3463 19,4895 19,6321 19,7742 19,9158 20,0569 20,1975 20,3376 20,4771 20,6162 20,7548 20,8930 21,0306 21,1678 21,3046 21,4409 21,5767 21,7121 21,8471 21,9816 22,1157 22,2494 22,3827 22,5156 22,6481 22,7802 22,9119 23,0432 23,1741 23,3046 23,4348 23,5646 23,6940 23,8231 23,9518 24,0801 24,2081 24,3357 24,4630 24,5900 24,7166 24,8429 24,9689 25,0945 25,2198 25,3448 25,4695 25,5939 25,7179 25,8416 25,9651 26,0882 26,2111 26,3336 26,4559 26,5778 26,6995 26,8209 26,9420 27,0628 27,1833 27,3036

n
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1 4

log n
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n
76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150

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log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

23b

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225
1 n 4 17898,785 18136,640 18376,065 18617,060 18859,625 19103,760 19349,465 19596,740 19845,585 20096,000 20347,985 20601,540 20856,665 21113,360 21371,625 21631,460 21892,865 22155,840 22420,385 22686,500 22954,185 23223,440 23494,265 23766,660 24040,625 24316,160 24593,265 24871,940 25152,185 25434,000 25717,385 26002,340 26288,865 26576,960 26866,625 27157,860 27450,665 27745,040 28040,985 28338,500 28637,585 28938,240 29240,465 29544,260 29849,625 30156,560 30465,065 30775,140 31086,785 31400,000 31714,785 32031,140 32349,065 32668,560 32989,625 33312,260 33636,465 33962,240 34289,585 34618,500 34948,985 35281,040 35614,665 35949,860 36286,625 36624,960 36964,865 37306,340 37649,385 37994,000 38340,185 38687,940 39037,265 39388,160 39740,625 1 n 4

n
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n
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n
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n
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n
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log n
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n
151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

24a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300

n
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n
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n
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n
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n
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1 n 4 40094,660 40450,265 40807,440 41166,185 41526,500 41888,385 42251,840 42616,865 42983,460 43351,625 43721,360 44092,665 44465,540 44839,985 45216,000 45593,585 45972,740 46353,465 46735,760 47119,625 47505,060 47892,065 48280,640 48670,785 49062,500 49455,785 49850,640 50247,065 50645,060 51044,625 51445,760 51848,465 52252,740 52658,585 53066,000 53474,985 53885,540 54297,665 54711,360 55126,625 55543,460 55961,865 56381,840 56803,385 57226,500 57651,185 58077,440 58505,265 58934,660 59365,625 59798,160 60232,265 60667,940 61105,185 61544,000 61984,385 62426,340 62869,865 63314,960 63761,625 64209,860 64659,665 65111,040 65563,985 66018,500 66474,585 66932,240 67391,465 67852,260 68314,625 68778,560 69244,065 69711,140 70179,785 70650,000 1 n 4

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n
226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

24b

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375

n
90601 91204 91809 92416 93025 93636 94249 94864 95481 96100 96721 97344 97969 98596 99225 99856 100489 101124 101761 102400 103041 103684 104329 104976 105625 106276 106929 107584 108241 108900 109561 110224 110889 111556 112225 112896 113569 114244 114921 115600 116281 116964 117649 118336 119025 119716 120409 121104 121801 122500 123201 123904 124609 125316 126025 126736 127449 128164 128881 129600 130321 131044 131769 132496 133225 133956 134689 135424 136161 136900 137641 138384 139129 139876 140625

n
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n
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n
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1 4

log n
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n
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A.P.I.C.E. S.r.l.

25a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
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n
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n
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log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

25b

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


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n
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n
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1 n 4 159669,785 160378,640 161089,065 161801,060 162514,625 163229,760 163946,465 164664,740 165384,585 166106,000 166828,985 167553,540 168279,665 169007,360 169736,625 170467,460 171199,865 171933,840 172669,385 173406,500 174145,185 174885,440 175627,265 176370,660 177115,625 177862,160 178610,265 179359,940 180111,185 180864,000 181618,385 182374,340 183131,865 183890,960 184651,625 185413,860 186177,665 186943,040 187709,985 188478,500 189248,585 190020,240 190793,465 191568,260 192344,625 193122,560 193902,065 194683,140 195465,785 196250,000 197035,785 197823,140 198612,065 199402,560 200194,625 200988,260 201783,465 202580,240 203378,585 204178,500 204979,985 205783,040 206587,665 207393,860 208201,625 209010,960 209821,865 210634,340 211448,385 212264,000 213081,185 213899,940 214720,265 215542,160 216365,625 1 n 4

log n
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n
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log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

26a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
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n
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n
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n
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n
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n 1337,640 1340,780 1343,920 1347,060 1350,200 1353,340 1356,480 1359,620 1362,760 1365,900 1369,040 1372,180 1375,320 1378,460 1381,600 1384,740 1387,880 1391,020 1394,160 1397,300 1400,440 1403,580 1406,720 1409,860 1413,000 1416,140 1419,280 1422,420 1425,560 1428,700 1431,840 1434,980 1438,120 1441,260 1444,400 1447,540 1450,680 1453,820 1456,960 1460,100 1463,240 1466,380 1469,520 1472,660 1475,800 1478,940 1482,080 1485,220 1488,360 1491,500 1494,640 1497,780 1500,920 1504,060 1507,200 1510,340 1513,480 1516,620 1519,760 1522,900 1526,040 1529,180 1532,320 1535,460 1538,600 1541,740 1544,880 1548,020 1551,160 1554,300 1557,440 1560,580 1563,720 1566,860 1570,000

log n
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n
426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

26b

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575

n
251001 252004 253009 254016 255025 256036 257049 258064 259081 260100 261121 262144 263169 264196 265225 266256 267289 268324 269361 270400 271441 272484 273529 274576 275625 276676 277729 278784 279841 280900 281961 283024 284089 285156 286225 287296 288369 289444 290521 291600 292681 293764 294849 295936 297025 298116 299209 300304 301401 302500 303601 304704 305809 306916 308025 309136 310249 311364 312481 313600 314721 315844 316969 318096 319225 320356 321489 322624 323761 324900 326041 327184 328329 329476 330625

n
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n
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n
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n 1573,140 1576,280 1579,420 1582,560 1585,700 1588,840 1591,980 1595,120 1598,260 1601,400 1604,540 1607,680 1610,820 1613,960 1617,100 1620,240 1623,380 1626,520 1629,660 1632,800 1635,940 1639,080 1642,220 1645,360 1648,500 1651,640 1654,780 1657,920 1661,060 1664,200 1667,340 1670,480 1673,620 1676,760 1679,900 1683,040 1686,180 1689,320 1692,460 1695,600 1698,740 1701,880 1705,020 1708,160 1711,300 1714,440 1717,580 1720,720 1723,860 1727,000 1730,140 1733,280 1736,420 1739,560 1742,700 1745,840 1748,980 1752,120 1755,260 1758,400 1761,540 1764,680 1767,820 1770,960 1774,100 1777,240 1780,380 1783,520 1786,660 1789,800 1792,940 1796,080 1799,220 1802,360 1805,500

1 n 4 197035,785 197823,140 198612,065 199402,560 200194,625 200988,260 201783,465 202580,240 203378,585 204178,500 204979,985 205783,040 206587,665 207393,860 208201,625 209010,960 209821,865 210634,340 211448,385 212264,000 213081,185 213899,940 214720,265 215542,160 216365,625 217190,660 218017,265 218845,440 219675,185 220506,500 221339,385 222173,840 223009,865 223847,460 224686,625 225527,360 226369,665 227213,540 228058,985 228906,000 229754,585 230604,740 231456,465 232309,760 233164,625 234021,060 234879,065 235738,640 236599,785 237462,500 238326,785 239192,640 240060,065 240929,060 241799,625 242671,760 243545,465 244420,740 245297,585 246176,000 247055,985 247937,540 248820,665 249705,360 250591,625 251479,460 252368,865 253259,840 254152,385 255046,500 255942,185 256839,440 257738,265 258638,660 259540,625 1 n 4

log n
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n
501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

27a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
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n
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n
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log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

27b

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725

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n
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n 2044,140 2047,280 2050,420 2053,560 2056,700 2059,840 2062,980 2066,120 2069,260 2072,400 2075,540 2078,680 2081,820 2084,960 2088,100 2091,240 2094,380 2097,520 2100,660 2103,800 2106,940 2110,080 2113,220 2116,360 2119,500 2122,640 2125,780 2128,920 2132,060 2135,200 2138,340 2141,480 2144,620 2147,760 2150,900 2154,040 2157,180 2160,320 2163,460 2166,600 2169,740 2172,880 2176,020 2179,160 2182,300 2185,440 2188,580 2191,720 2194,860 2198,000 2201,140 2204,280 2207,420 2210,560 2213,700 2216,840 2219,980 2223,120 2226,260 2229,400 2232,540 2235,680 2238,820 2241,960 2245,100 2248,240 2251,380 2254,520 2257,660 2260,800 2263,940 2267,080 2270,220 2273,360 2276,500

1 n 4 332683,785 333706,640 334731,065 335757,060 336784,625 337813,760 338844,465 339876,740 340910,585 341946,000 342982,985 344021,540 345061,665 346103,360 347146,625 348191,460 349237,865 350285,840 351335,385 352386,500 353439,185 354493,440 355549,265 356606,660 357665,625 358726,160 359788,265 360851,940 361917,185 362984,000 364052,385 365122,340 366193,865 367266,960 368341,625 369417,860 370495,665 371575,040 372655,985 373738,500 374822,585 375908,240 376995,465 378084,260 379174,625 380266,560 381360,065 382455,140 383551,785 384650,000 385749,785 386851,140 387954,065 389058,560 390164,625 391272,260 392381,465 393492,240 394604,585 395718,500 396833,985 397951,040 399069,665 400189,860 401311,625 402434,960 403559,865 404686,340 405814,385 406944,000 408075,185 409207,940 410342,265 411478,160 412615,625 1 4

log n
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n
651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

28a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800

n
527076 528529 529984 531441 532900 534361 535824 537289 538756 540225 541696 543169 544644 546121 547600 549081 550564 552049 553536 555025 556516 558009 559504 561001 562500 564001 565504 567009 568516 570025 571536 573049 574564 576081 577600 579121 580644 582169 583696 585225 586756 588289 589824 591361 592900 594441 595984 597529 599076 600625 602176 603729 605284 606841 608400 609961 611524 613089 614656 616225 617796 619369 620944 622521 624100 625681 627264 628849 630436 632025 633616 635209 636804 638401 640000

n
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n
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n
77,3069 77,3771 77,4474 77,5176 77,5877 77,6579 77,7280 77,7980 77,8681 77,9381 78,0080 78,0780 78,1479 78,2178 78,2876 78,3574 78,4272 78,4969 78,5666 78,6363 78,7060 78,7756 78,8452 78,9147 78,9842 79,0537 79,1232 79,1926 79,2620 79,3314 79,4007 79,4700 79,5393 79,6085 79,6777 79,7469 79,8161 79,8852 79,9543 80,0233 80,0923 80,1613 80,2303 80,2992 80,3681 80,4370 80,5058 80,5747 80,6434 80,7122 80,7809 80,8496 80,9183 80,9869 81,0555 81,1241 81,1926 81,2611 81,3296 81,3980 81,4665 81,5349 81,6032 81,6716 81,7399 81,8081 81,8764 81,9446 82,0128 82,0809 82,1491 82,2172 82,2852 82,3533 82,4213

n 2279,640 2282,780 2285,920 2289,060 2292,200 2295,340 2298,480 2301,620 2304,760 2307,900 2311,040 2314,180 2317,320 2320,460 2323,600 2326,740 2329,880 2333,020 2336,160 2339,300 2342,440 2345,580 2348,720 2351,860 2355,000 2358,140 2361,280 2364,420 2367,560 2370,700 2373,840 2376,980 2380,120 2383,260 2386,400 2389,540 2392,680 2395,820 2398,960 2402,100 2405,240 2408,380 2411,520 2414,660 2417,800 2420,940 2424,080 2427,220 2430,360 2433,500 2436,640 2439,780 2442,920 2446,060 2449,200 2452,340 2455,480 2458,620 2461,760 2464,900 2468,040 2471,180 2474,320 2477,460 2480,600 2483,740 2486,880 2490,020 2493,160 2496,300 2499,440 2502,580 2505,720 2508,860 2512,000

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log n
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n
726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

28b

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
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n
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log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

28c

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
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672221376 674526133 676836152 679151439 681472000 683797841 686128968 688465387 690807104 693154125 695506456 697864103 700227072 702595369 704969000 707347971 709732288 712121957 714516984 716917375 719323136 721734273 724150792 726572699 729000000 731432701 733870808 736314327 738763264 741217625 743677416 746142643 748613312 751089429 753571000 756058031 758550528 761048497 763551944 766060875 768575296 771095213 773620632 776151559 778688000 781229961 783777448 786330467 788889024 791453125 794022776 796597983 799178752 801765089 804357000 806954491 809557568 812166237 814780504 817400375 820025856 822656953 825293672 827936019 830584000 833237621 835896888 838561807 841232384 843908625 846590536 849278123 851971392 854670349 857375000

n
29,5973 29,6142 29,6311 29,6479 29,6648 29,6816 29,6985 29,7153 29,7321 29,7489 29,7658 29,7825 29,7993 29,8161 29,8329 29,8496 29,8664 29,8831 29,8998 29,9166 29,9333 29,9500 29,9666 29,9833 30,0000 30,0167 30,0333 30,0500 30,0666 30,0832 30,0998 30,1164 30,1330 30,1496 30,1662 30,1828 30,1993 30,2159 30,2324 30,2490 30,2655 30,2820 30,2985 30,3150 30,3315 30,3480 30,3645 30,3809 30,3974 30,4138 30,4302 30,4467 30,4631 30,4795 30,4959 30,5123 30,5287 30,5450 30,5614 30,5778 30,5941 30,6105 30,6268 30,6431 30,6594 30,6757 30,6920 30,7083 30,7246 30,7409 30,7571 30,7734 30,7896 30,8058 30,8221

n
87,5090 87,5749 87,6408 87,7067 87,7725 87,8383 87,9041 87,9699 88,0356 88,1013 88,1670 88,2327 88,2983 88,3640 88,4295 88,4951 88,5607 88,6262 88,6917 88,7571 88,8226 88,8880 88,9534 89,0187 89,0841 89,1494 89,2147 89,2799 89,3452 89,4104 89,4756 89,5408 89,6059 89,6710 89,7361 89,8012 89,8662 89,9313 89,9963 90,0612 90,1262 90,1911 90,2560 90,3209 90,3857 90,4506 90,5154 90,5802 90,6449 90,7097 90,7744 90,8391 90,9037 90,9684 91,0330 91,0976 91,1621 91,2267 91,2912 91,3557 91,4202 91,4846 91,5491 91,6135 91,6778 91,7422 91,8065 91,8708 91,9351 91,9994 92,0636 92,1279 92,1921 92,2562 92,3204

n 2750,640 2753,780 2756,920 2760,060 2763,200 2766,340 2769,480 2772,620 2775,760 2778,900 2782,040 2785,180 2788,320 2791,460 2794,600 2797,740 2800,880 2804,020 2807,160 2810,300 2813,440 2816,580 2819,720 2822,860 2826,000 2829,140 2832,280 2835,420 2838,560 2841,700 2844,840 2847,980 2851,120 2854,260 2857,400 2860,540 2863,680 2866,820 2869,960 2873,100 2876,240 2879,380 2882,520 2885,660 2888,800 2891,940 2895,080 2898,220 2901,360 2904,500 2907,640 2910,780 2913,920 2917,060 2920,200 2923,340 2926,480 2929,620 2932,760 2935,900 2939,040 2942,180 2945,320 2948,460 2951,600 2954,740 2957,880 2961,020 2964,160 2967,300 2970,440 2973,580 2976,720 2979,860 2983,000

log n
2,9425 2,9430 2,9435 2,9440 2,9445 2,9450 2,9455 2,9460 2,9465 2,9469 2,9474 2,9479 2,9484 2,9489 2,9494 2,9499 2,9504 2,9509 2,9513 2,9518 2,9523 2,9528 2,9533 2,9538 2,9542 2,9547 2,9552 2,9557 2,9562 2,9566 2,9571 2,9576 2,9581 2,9586 2,9590 2,9595 2,9600 2,9605 2,9609 2,9614 2,9619 2,9624 2,9628 2,9633 2,9638 2,9643 2,9647 2,9652 2,9657 2,9661 2,9666 2,9671 2,9675 2,9680 2,9685 2,9689 2,9694 2,9699 2,9703 2,9708 2,9713 2,9717 2,9722 2,9727 2,9731 2,9736 2,9741 2,9745 2,9750 2,9754 2,9759 2,9763 2,9768 2,9773 2,9777

n
876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

28d

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA TAVOLE NUMERICHE


n
951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000

n
904401 906304 908209 910116 912025 913936 915849 917764 919681 921600 923521 925444 927369 929296 931225 933156 935089 937024 938961 940900 942841 944784 946729 948676 950625 952576 954529 956484 958441 960400 962361 964324 966289 968256 970225 972196 974169 976144 978121 980100 982081 984064 986049 988036 990025 992016 994009 996004 998001 1000000

n
860085351 862801408 865523177 868250664 870983875 873722816 876467493 879217912 881974079 884736000 887503681 890277128 893056347 895841344 898632125 901428696 904231063 907039232 909853209 912673000 915498611 918330048 921167317 924010424 926859375 929714176 932574833 935441352 938313739 941192000 944076141 946966168 949862087 952763904 955671625 958585256 961504803 964430272 967361669 970299000 973242271 976191488 979146657 982107784 985074875 988047936 991026973 994011992 997002999 1000000000

n
30,8383 30,8545 30,8707 30,8869 30,9031 30,9192 30,9354 30,9516 30,9677 30,9839 31,0000 31,0161 31,0322 31,0483 31,0644 31,0805 31,0966 31,1127 31,1288 31,1448 31,1609 31,1769 31,1929 31,2090 31,2250 31,2410 31,2570 31,2730 31,2890 31,3050 31,3209 31,3369 31,3528 31,3688 31,3847 31,4006 31,4166 31,4325 31,4484 31,4643 31,4802 31,4960 31,5119 31,5278 31,5436 31,5595 31,5753 31,5911 31,6070 31,6228

n
92,3845 92,4486 92,5127 92,5767 92,6408 92,7048 92,7688 92,8328 92,8967 92,9606 93,0245 93,0884 93,1523 93,2161 93,2799 93,3437 93,4074 93,4712 93,5349 93,5986 93,6623 93,7259 93,7896 93,8532 93,9167 93,9803 94,0439 94,1074 94,1709 94,2343 94,2978 94,3612 94,4246 94,4880 94,5514 94,6147 94,6781 94,7414 94,8046 94,8679 94,9311 94,9943 95,0575 95,1207 95,1838 95,2470 95,3101 95,3732 95,4362 95,4993

n 2986,140 2989,280 2992,420 2995,560 2998,700 3001,840 3004,980 3008,120 3011,260 3014,400 3017,540 3020,680 3023,820 3026,960 3030,100 3033,240 3036,380 3039,520 3042,660 3045,800 3048,940 3052,080 3055,220 3058,360 3061,500 3064,640 3067,780 3070,920 3074,060 3077,200 3080,340 3083,480 3086,620 3089,760 3092,900 3096,040 3099,180 3102,320 3105,460 3108,600 3111,740 3114,880 3118,020 3121,160 3124,300 3127,440 3130,580 3133,720 3136,860 3140,000

1 n 4 709954,785 711448,640 712944,065 714441,060 715939,625 717439,760 718941,465 720444,740 721949,585 723456,000 724963,985 726473,540 727984,665 729497,360 731011,625 732527,460 734044,865 735563,840 737084,385 738606,500 740130,185 741655,440 743182,265 744710,660 746240,625 747772,160 749305,265 750839,940 752376,185 753914,000 755453,385 756994,340 758536,865 760080,960 761626,625 763173,860 764722,665 766273,040 767824,985 769378,500 770933,585 772490,240 774048,465 775608,260 777169,625 778732,560 780297,065 781863,140 783430,785 785000,000 1 n 4

log n
2,9782 2,9786 2,9791 2,9795 2,9800 2,9805 2,9809 2,9814 2,9818 2,9823 2,9827 2,9832 2,9836 2,9841 2,9845 2,9850 2,9854 2,9859 2,9863 2,9868 2,9872 2,9877 2,9881 2,9886 2,9890 2,9894 2,9899 2,9903 2,9908 2,9912 2,9917 2,9921 2,9926 2,9930 2,9934 2,9939 2,9943 2,9948 2,9952 2,9956 2,9961 2,9965 2,9969 2,9974 2,9978 2,9983 2,9987 2,9991 2,9996 3,0000

n
951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000

log n

A.P.I.C.E. S.r.l.

28e

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
ELEMENTI FONDAMENTALI DI TRIGONOMETRIA FUNZIONI TRIGONOMETRICHE
SENO
+ B A +

COSENO
+ C D +

TANGENTE
+ F

COTANGENTE
+ G H

+ E

Seno di = A B (sen)

Coseno di = CD (cos)

Tangente = =

1 EF

(tang)

Cotangente = = = sen cos 1 tang

GH

(cotg)

= = =

1 cos tang 1 + tang 1 1+ cotg

= =

1 sen 1 1 + tang cotg 1 + cotg

sen cos 1 cotg

= tang(180 ) = cotg(90 )

= tang(90 ) = cotg(180 )

= sen(180 ) = cos(90 )

= sen(90 ) = cos(180 ) VALORI NUMERICI DELLE FUNZIONI DI ALCUNI ANGOLI 30 1 2 1 2 1 3 2 3 1 4 3 4 1 3 4 3 3 3 3 1 2 1 2 1 2 2 4 2 4 1 2 2 3 4 1 4 3 4 45 2 2 1 2 1 2 3 60 3 Funzioni seno coseno tangente secante seno coseno tangente secante 90 1 0

Funzioni seno coseno tangente secante seno coseno tangente secante

0 - 360 0 1 0 1 0 1 0 1

120 1 2 1 2 2 3 4 1 4 3 4 Triangoli piani


a = b = c

180 0 1 0 1 0 1 0 1

270 1 0

1 0

1 0

RELAZIONI TRA ELEMENTI DI TRIANGOLI PIANI Triangoli rettangoli


+ = 90 = 90 = 90 seno coseno a c b c a b b a b c a c b a a b c a a b r =2 r teorema dei seni teorema delle proiezioni teorema del coseno

a 90
a= b c

c b

a =b cos + c cos b =c cos + a cos c =a cos + b cos a = b + c 2 b c cos =

tangen. cotang.

= c cos = b tang = b cotg = c sen = a tang = a cotg a = b = b a = = = b sec = a sec

1 c secante cos = b cosec.

1 = c c sen b b

a+b = tang 1/2( + ) = teorema delle ab tang 1/2 ( ) tangenti

A.P.I.C.E. S.r.l.

29

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
FUNZIONI TRIGONOMETRICHE
Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 0' 0,00000 0,01745 0,03490 0,05234 0,06976 0,08716 0,10453 0,12187 0,13917 0,15643 0,17365 0,19081 0,20791 0,22495 0,24192 0,25882 0,27564 0,29237 0,30902 0,32557 0,34202 0,35837 0,37461 0,39073 0,40674 0,42262 0,43837 0,45399 0,46947 0,48481 0,50000 0,51504 0,52922 0,54464 0,55919 0,57358 0,58779 0,60182 0,61566 0,62932 0,64279 0,65606 0,66913 0,68200 0,69466 0,70711 60' 10' 0,00291 0,02036 0,03781 0,05524 0,07266 0,09005 0,10742 0,12476 0,14205 0,15931 0,17651 0,19366 0,21076 0,22778 0,24474 0,26163 0,27843 0,29515 0,31178 0,32832 0,34475 0,36108 0.37730 0,39341 0,40939 0,42525 0,44098 0,45658 0,47204 0,48735 0,50252 0,51753 0,53238 0,54708 0,56160 0,57596 0,59014 0,60414 0,61795 0,63158 0,64501 0,65825 0,67129 0,68412 0,69675 50' Seno 20' 30' 0,00582 0,00873 0,02327 0,02618 0,04071 0,04362 0,05814 0,061105 0,07556 0,07846 0,09295 0,09585 0,11031 0,11320 0,12764 0,13053 0,14493 0,14781 0,16218 0,16505 0,17937 0,18224 0,19652 0,19937 0,21360 0,21644 0,23062 0,23345 0,24756 0,25038 0,26443 0,26724 0,28123 0,28402 0,29793 0,30071 0,31454 0,31730 0,33106 0,33381 0,34748 0,35021 0,36379 0,36650 0,37999 0,38268 0,39608 0,39875 0,41204 0,41469 0,42788 0,43051 0,44359 0,44620 0,45917 0,46175 0,47460 0,47716 0,48989 0,49242 0,50503 0,50754 0,52002 0,52250 0,53484 0,53730 0,54951 0,55194 0,56401 0,56641 0,57833 0,58070 0,59248 0,59482 0,60645 0,60876 0,62024 0,62251 0,63383 0,63608 0,64723 0,64945 0,66044 0,66262 0,67344 0,67559 0,68624 0,68835 0,69883 0,70091 40' 30' Coseno 40' 0,01164 0,02908 0,04653 0,06395 0,08136 0,09874 0,11609 0,13341 0,15069 0,16792 0,18509 0,20222 0,21928 0,23627 0,25320 0,27004 0,28680 0,30348 0,32006 0,33655 0,35293 0,36921 0,38537 0,40141 0,41734 0,43313 0,44880 0,46433 0,47971 0,49945 0,51004 0,52498 0,53975 0,54436 0,56880 0,58307 0,59716 0,61107 0,62479 0,63832 0,65166 066480 0,67773 0,69046 0,70298 20' 50' 0,01454 0,03199 0,04943 0,06685 0,08426 0,10164 0,11898 0,13629 0,15536 0,17078 0,18795 0,20507 0,22212 0,23910 0,25601 0,27284 0,28959 0,30625 0,32282 033929 0,35565 0,37191 0,38805 0,40408 0,41998 0,43575 0,45140 0,46690 0,48226 0,49748 0,51254 0,52745 0,54220 0,55678 0,57119 0,58543 0,59949 0,61337 0,62706 0,64056 0,65386 0,66697 0,67987 0,69256 0,70505 10' Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 0' 1,00000 0,99985 0,99939 0,99863 0,99756 0,99619 0,99452 0,99255 0,99027 0,98769 0,98481 0,98163 0,97815 0,97437 0,97030 0,96593 0,96126 0,95630 0,95106 0,95552 0,93969 0,93358 0,92718 0,92050 0,91355 0,90631 0,89879 0,89101 0,88295 0,87462 0,86603 0,85717 0,84805 0,83867 0,82904 0,81915 0,80902 0,79864 0,78801 0,77715 0,76604 0,75471 0,74314 0,73135 0,71934 0,70711 60' 10' 1,00000 0,99979 0,99929 0,99847 0,99736 0,99594 0,99421 0,99219 0,98986 0,98723 0,98430 0,98107 0,97754 0,97371 0,96959 0,96517 0,96046 0,95545 0,95015 0,94457 0,93869 0,93253 0,92609 0,91936 0,91236 0,90507 0,89752 0,88968 0,88158 0,87321 0,86457 0,85567 0,84650 0,83708 0,82741 0,81748 0,80730 0,79688 0,78622 0,77531 0,76417 0,75280 0,74120 0,72937 0,71732 50' Coseno 20' 30' 0,99998 0,99996 0,99973 0,99996 0,99917 0,99905 0,99831 0,99813 0,99714 0,99692 0,99567 0,99540 0,99390 0,99357 0,99182 0,99144 0,98944 0,98902 0,98676 0,98629 0,98378 0,98325 0,98050 0,97992 0,97692 0,97630 0,97304 0,97237 0,96887 0,96815 0,96440 0,96363 0,95964 0,95882 0,95459 0,95372 0,94924 0,94832 0,94361 0,94264 0,93769 0,93667 0,93148 0,93042 0,92499 0,92388 0,91822 0,91706 0,91116 0,90996 0,90383 0,90259 0,89623 0,89493 0,88835 0,88701 0,88020 0,87882 0,87178 0,87036 0,86310 0,86163 0,85416 0,85264 0,84495 0,84339 0,83549 0,83389 0,82577 0,82413 0,81580 0,81412 0,80558 0,80386 0,79512 0,79335 0,78442 0,78261 0,77347 0,77162 0,76229 0,76041 0,75088 0,74896 0,73924 0,73728 0,72737 0,72537 0,71529 0,71325 40' Seno 30' 40' 0,99993 0,99958 0,99892 0,99795 0,99668 0,99511 0,99324 0,99106 0,98858 0,98580 0,98272 0,97934 0,97566 0,97169 0,96742 0,96285 0,95799 0,95284 0,94740 0,94167 0,93565 0,92935 0,92276 0,91590 0,90875 0,90133 0,89363 0,88566 0,87743 0,86892 0,86015 0,85112 0,84182 0,83228 0,82248 0,81242 0,80212 0,79158 0,78079 0,76977 0,75851 0,74703 0,73531 0,72337 0,71121 20' 50' 0,99989 0,99949 0,99878 0,99776 0,99644 0,99482 0,99290 0,99067 0,98814 0,98531 0,98218 0,97875 0,97502 0,97100 0,96667 0,96206 0,95715 0,95195 0,94646 0,94068 0,93462 0,92827 0,92164 0,91472 0,90753 0,90007 0,89232 0,88431 0,87603 0,86748 0,85866 0,84959 0,84025 0,83066 0,82082 0,81072 0,80038 0,78980 0,77897 0,76791 0,75661 0,74509 0,73333 0,72136 0,70916 10'

89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi

89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi

Uso delle tavole delle funzioni trigonometriche Esse danno immediatamente il valore numerico delle funzioni trigonometriche seno, coseno, tangente, degliangoli inferiori a 90 ogni frazione di 10. Lettura: da 0 a 45 il seno e il coseno si trovano da sinistra a destra scendendo, da 45 a 90 si trovano da destra a sinistra ascendendo lungo le colonne della tabella. Similmente la tangente e la cotangente si trovano da 0 a 45 da sinistra a destra scendendo e da 45

a 90 da destra a sinistra ascendendo lungo le colonne della tabella della pagina seguente. Per gli angoli compresi tra 90 e 180 si rammenti che valgono le seguenti formule: sen = cos ( 90) tg = ctg ( 90) cos = sen ( 90) ctg = tg ( 90)

A.P.I.C.E. S.r.l.

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Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
FUNZIONI TRIGONOMETRICHE
Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 0' 0,00000 0,01746 0,03492 0,05241 0,06993 0,08749 0,10510 0,12278 0,14054 0,15838 0,17633 0,19438 0,21256 0,23087 0,24933 0,26795 0,28675 0,30573 0,32492 0,34433 0,36393 0,38386 0,40403 0,42447 0,44523 0,46631 0,48773 0,50953 0,53171 0,55431 0,57735 0,60086 0,62487 0,64941 0,67451 0,70021 0,72654 0,75355 0,78129 0,80978 0,83910 0,86929 0,90040 0,93252 0,96569 1,00000 60' 10' 0,00291 0,02036 0,03783 0,05533 0,07285 0,09042 0,10805 0,12574 0,14351 0,16137 0,17933 0,19740 0,21560 0,23393 0,25242 0,27107 0,28990 0,30891 0,32814 0,34758 0,36727 0,38721 0.40741 0,42791 0,44872 0,46985 0,49134 0,51319 0,53545 0,55812 0,58124 0,60483 0,62892 0,65355 0,67875 0,70455 0,73100 0,75812 0,78598 0,81461 0,84407 0,87441 0,90569 0,93797 0,97133 50' Tangente 20' 30' 0,00582 0,00873 0,02328 0,02619 0,04075 0,04366 0,05824 0,06116 0,07578 0,07870 0,09335 0,09629 0,11099 0,11394 0,12869 0,13165 0,14648 0,14945 0,16435 0,16734 0,18233 0,18534 0,20042 0,20345 0,21864 0,22169 0,23700 0,24008 0,25552 0,25862 0,27419 0,27732 0,29305 0,29621 0,31210 0,31530 0,33136 0,33460 0,35085 0,35412 0,37057 0,37388 0,39055 0,39391 0,41081 0,41421 0,43136 0,43481 0,45222 0,45573 0,47341 0,47698 0,49495 0,49858 0,51688 0,52057 0,53920 0,54296 0,56194 0,56577 0,58513 0,58905 0,60881 0,61280 0,63299 0,63707 0,65771 0,66189 0,68301 0,68728 0,70891 0,71329 0,73547 0,73996 0,76272 0,76773 0,79070 0,79544 0,81946 0,82434 0,84906 0,85408 0,87955 0,88473 0,91099 0,91633 0,94345 0,94896 0,97700 0,98270 40' 30' Cotangente 40' 0,01164 0,02910 0,04658 0,06408 0,08163 0,09923 0,11688 0,13461 0,15243 0,17033 0,18835 0,20648 0,22475 0,24316 0,26172 0,28046 0,29938 0,31850 0,33783 0,35740 0,37720 0,39727 0,41763 0,43828 0,45924 0,48055 0,50222 0,52427 0,54673 0,56962 0,59297 0,61681 0,64117 0,66608 0,69157 0,71769 0,74447 0,77196 0,80020 0,82923 0,85912 0.88992 0,92170 0,95451 0,98843 20' 50' 0,01455 0,03201 0,04949 0,06700 0,08456 0,10216 0,11983 0,13758 0,15540 0,17333 0,19136 0,20952 0,22781 0,24624 0,26483 0,28360 0,30255 0,32171 0,34108 0,36068 0,38053 0,40065 0,42105 0,44175 0,46277 0,48214 0,50587 0,52798 0,55051 0,57348 0,59691 0,62083 0,64528 0,67028 0,69588 0,72211 0,74900 0,77661 0,80498 0,83415 0,86419 0,89515 0,92709 0,96008 0,99420 10' Gradi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 Cotangente 10' 20' 30' 343,77371 171,88540 114,58865 57,28997 49,10388 42,96408 38,18845 28,63625 26,43160 24,54176 22,90377 19,08114 18,07498 17,16934 16,34985 14,30067 13,72674 13,19689 12,70621 11,43005 11,05943 10,71191 10,38540 9,51436 9,25530 9,00983 8,77689 8,14435 7,95302 7,77035 7,59575 7,11537 6,96823 6,82694 6,69116 6,31375 6,19703 6,08444 5,97576 5,67128 5,57638 5,48451 5,39552 5,14455 5,06584 4,98940 4,91516 4,70463 4,63825 4,57363 4,51071 4,33148 4,27471 4,21933 4,16530 4,01078 3,96165 3,91364 3,86671 3,73205 3,68909 3,64705 3,60588 3,48741 3,44951 3,41236 3,37594 3,27085 3,23714 3,20406 3,17159 3,07768 3,04749 3,01783 2,98869 2,90421 2,87700 2,85023 2,82391 2,74748 2,72281 2,69853 2,67462 2,60509 2,58261 2,56046 2,53865 2,47509 2,45451 2,43422 2,41421 2,35585 2,33693 2,31826 2,29984 2,24604 2,22857 2,21132 2,19430 2,14451 2,12832 2,11233 2,09654 2,05030 2,03526 2,02039 2,00569 1,96261 1,94858 1,93470 1,92098 1,88073 1,86760 1,85462 1,84177 1,80405 1,79174 1,77955 1,76749 1,73025 1,724047 1,70901 1,69766 1,66428 1,65337 1,64256 1,63185 1,60033 1,59002 1,57981 1,56969 1,53986 1,53010 1,52043 1,51084 1,48256 1,47330 1,46411 1,45501 1,42815 1,41934 1,41061 1,40195 1,37638 1,36800 1,35968 1,35142 1,32704 1,31904 1,31110 1,30323 1,27994 1,27230 1,26471 1,25717 1,23490 1,27758 1,22031 1,21310 1,19175 1,18474 1,17777 1,17085 1,15037 1,14363 1,13694 1,13029 1,11061 1,10414 1,09770 1,09131 1,07237 1,06613 1,05994 1,05378 1,03533 1,02952 1,02355 1,01761 1,00000 60' 50' 40' 30' Tangente 0' 40' 85,93980 34,36777 21,47040 15,60479 12,25051 10,07803 8,55555 7,42871 6,56055 5,87080 5,30928 4,84300 4,44942 4,11256 3,82083 3,56557 3,34023 3,13972 2,96004 2,79802 2,65109 2,51175 2,39449 2,28167 2,17749 2,08094 1,99116 1,90741 1,82906 1,75556 1,68643 1,62125 1,55966 1,50133 1,44598 1,39336 1,34323 1,29541 1,24969 1,20593 1,16398 1,12369 1,08496 1,04766 1,01170 20' 50' 68,75010 31,24157 20,20556 14,92442 11,82617 9,78817 8,34496 7,26873 6,43484 5,76937 5,22566 4,77286 4,38969 4,06107 3,77595 3,52609 3,30521 3,10842 2,93189 2,77254 2,62791 2,49597 2,37504 2,26374 2,16090 2,06553 1,97681 1,89400 1,81649 1,74375 1,67530 1,61074 1,54972 1,49190 1,43703 1,38484 1,33511 1,28764 1,24227 1,19882 1,15715 1,11713 1,07864 1,04158 1,00583 10'

89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi

89 88 87 86 85 84 83 82 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 71 70 69 68 67 66 65 64 63 62 61 60 59 58 57 56 55 54 53 52 51 50 49 48 47 46 45 44 Gradi

Uso delle tavole delle funzioni trigonometriche Per gli angoli i cui valori non sono compresi nelle tabelle si proceder per interpolazione, tenendo presente che, col crescere del valore dellalgolo, seno e tangenteaumentano mentre coseno e cotangente diminuiscono. Per il seno e per il coseno linterpolazione lineare sempre lecita;invece per la tangente possibile solo se langolo di cui si cerca il valore delle funzioni uguale o inferiore a 46 40. Per questa funzione infatti i limiti di approsimazione delle tabelle sono i seguenti: da 46 40 fino a 70 0 la tabella d valori esatti solo per i primi 4 decimali.

da 70 0 fino a 85 40 la tabella da valori esatti solo per i primi 3 decimali. da 85 40 in poi solo per i primi due. Una detrminazione pi esatta del valore dellangolo siottiene ponendo tg(=1/(90 ) e usufruendo delle tabelle che portano le colonne dei valori reciproci 1/n. Se nel valore angolare dato compaiono anche i secondi, questi sipossono considerare nellinterpolazione riducendoli a minuti: ad es. tg 43 56 28......tg 43 56,3.

A.P.I.C.E. S.r.l.

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Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
PROBLEMI ELEMENTARI DI TOPOGRAFIA
SOLUZIONE DI PICCOLI PROBLEMI TOPOGRAFICI CON L'USO DELLE PROPRIET SUI TRIANGOLI I Caso
Avendo due angoli e e un lato ab trovare l'altro angolo e gli altri due lati = 180 ( +) sen = sen sen a= c sen b = sen c sen c a

DERIVATA DI FUNZIONI SEMPLICI Funzione


a x x 1 x x e a a 1 x 2 e log 1 x log a cos x a arc cos x

Derivata
o 1 n x 1 x 1 x

Funzione
cos x tg x cotg x arc sen x

Derivata
sen x 1 cos x 1 sen x 1 1 - x 1 1 - x 1 1 + x 1 1 + x

II Caso

Avendo due lati c, b e l'angolo opposto a uno di essi trovare l'altro lato e gli altri due angoli sen = a b c c sen b

log x log x sen x

arc tg x arc cotg x

= 180 ( + ) a= sen b sen

METODI ELEMENTARI DI RILIEVO Metodo Indicazione Schema

III Caso B

Avendo due lati e l'angolo compreso trovare l'altro lato e i due angoli 180 = + tg 1/2 ( + ) c+b = cb tg 1/2 ( )

Dovendo rilevare i punti A B C D E, si sceglie un centro O, conducendo da questo gli allineamenti ai punti A sopradetti. Sul disegno si Per irraporta in scala A O e si fa diamentocentro successivamente in A e in O con i due raggi AB e OB; l'intersezione dar il punto B e cos via per tutti gli altri. Dagli estremi O O' della base di rilievo adottata si conducono tutti gli allineamenti ai punti da rilevare A a a O

C D E

Trovato nelle tavole l'angolo corrispondente a tg 1 ( ) 2 e sommato questo angolo alla semi + somma dei due angoli incogniti 2 si avr l'angolo opposto al pi lungo dei dati. Trovati gli angoli, il lato a si trova come nel caso I.

B b b

Per intersezione

ABCDE. Sul segno si porta in scala OO' e da questi punti si fa centro successivamente con raggi a, a'; b, b';

IV Caso
c b h A m c
G

Avendo i tre lati, trovare il valore degli angoli , , , ba c = b+a mn m = 1 (m n) + 1 c 2 2 n=cm Per trovare i dati rimanenti relativi ai due triangoli ACG e CGB si ricorre al caso II. 1 (b + a + c) ; Oppure sia: s = 2 sen 1 = 2 (s -m) (s-n) m n

ottenendo per intersezione i punti desiderati Si unisce ogni punto da rile-

o'

si prosegue sino alla fine vare col successivo saltando- con lo stesso sistema. ne uno: si misurano i lati AB Per cammiBC, CD e le congiungenti namento AC, BD, CE. Sul disegno si porta in scala AB: si centra in A con raggio AC, si centra in B con raggio BC, ottenendo in tal modo il punto C e A C

a n

D E

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Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
SUPERFICI DI FIGURE PIANE
Triangoli
c A= B r b h s(s-a) (s-b) (s-c) D1 b c = 2 R = D = 2 A o A = area del segmento abc mano l'area del segmento adc D2 h a c D a R o r R

Trapezio

Cerchio

Luna circolare
b d c

ove s= 1 (a+b+c) 2 1 = a b sen = a sen sen 2 sen 2 = 2R sen sen sen 1 1 ctg 1 ctg = r ctg 2 2 2

1 b h= 2

A= a+b h 2 D1 D2 sen A= 2

A = R = D = C = D c 4 4 4

Triangolo equilatero

Parallelogrammi

Settore circolare
b

Falce circolare

a h a

a a D1 a A =b h A = 1 D1 D2 sen 2 2 (o + b)=D1+D 2 D2 h r o r 1 r A= 1 b r = r = 2 2 360 = 180 r b= 180 r A= r ( + sen ) = r 180 d 2d 3d 4d 5d 6d 7d 8d 9d = 10 10 10 10 10 10 10 10 10 = 0,40


0,79 1,181,56 1,912,25 2,552,813,02

h = 0,866025 a; a = 1,1547 h; a = 1,51967 A l= lato di un quadrato equivalente = 0,658037 a D= diamtero di un cerchio equivalente = 0,742517 a

dove = arco corrispondente del cerchio di raggio 1

Triangolo rettangolo

Poligoni
n n -1 1 2

Corona circolare

Ellisse

R r A= (Rr) = 1 ( Dd) 4 A = o b = ab

a c = a + b; A = 1 a ctg 2 1 b tg 1 c sen = = 2 4

u v Essendo n il numero dei lati ( ) 1 2 dell' n-gono, ( l l v ) l'angolo compreso tra = n-1 v= n-1 l l v sen (l l v ) 1 A= = 1 2 v=1
la somma degli angoli interni (n2) 180

= a b a =2 dove =raggio medio=R+r 2 R= raggio del cerchio equivalente = = 0,7854 (D+d) (D-d) =1,578 (D+d) (R-r) a b

Quadrilateri
h1 D h2

Poligoni regolari

Segmento circolare
b s n o

Parabola

A=

R a

h A= = 1 r sen 180 2

Data una diagonale tra l'una o l'altra coppia di angoli opposti e le perpendicolari h 1 h 2 dagli altri due angoli A= h 1+ h 2 D 2

n l a = 1 nl ctg 4 2 = 1 n R sen 2 = no tg 2

)
b 2 bh A= 3

=nl = 2 n R sen = 2 na tg = 180 = 180 2

r (b - s) + sh 2

= 180

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Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
VOLUMI E SUPERFICI DI SOLIDI
V = volume Prisma A = area base S = superficie laterale Cilindro St = superficie totale D = diagonale Segmento sferico a due basi
b h r h h 2 r V= 1 6
h

V = Ah S = p h (se il prisma retto) S t = S + 2 A Parallelepipedo rettangolare b a D c

V = A h = r h S = r h St = 2 r (r +h) Cilindro retto a sezione obliqua

(3a + 3b + h)

S = 2 r h Settore sferico
a h2 n r o

h1 r

V=abc D = a + b + c S t = 2 (ab +ac + bc) Cubo D

1 V= 2

r (h1 + h2)

V=

2 3

r h

= r (h1 + h2)

St = r ( 2h + a) Spicchio sferico
a 2 r r r

Cono circolare retto


a= h2 +r2 a h r

V =l S = 4 l St = 6 l = 2 D Piramide h

V =1 3

r h
h2 +r2

S = r a S t = r (a + r) =
360 r a

S = r

S = r = 0,0349066 r 90 4 V = 3 r 360 = 0,0116 r Paraboloide (di rivoluzione)

Tronco di cono circolare a basi r parallele a


h

1 Ah p = perimetro base V= 3 1 p.a (se la piramide retta e la S = 3 base regolare) Tronco di piramide a basi parallele
A'=area della base minore

V = r h 2 S p(R+r)
(Rr) + h

V= 3

ph (R+r+Rr)

2 (12h)

( r + 4h) 3 2

Segmento sferico a una base o calotta

Ellissoide

c
4

1 V= 3

V= A + A' + AA' S

1 6

h (3 a + h)=

1 3

h (3r - h)

(a + h)=2 r h

V = 3 a b c Ellissoide di rivoluzione (b=c) 4 V = a b


3

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Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
COSTRUZIONE DI FIGURE GEOMETRICHE
Dividere un segmento AB in un numero n di parti uguali Da un estremo di AB condurre una semiretta r ad arbitro. A partire dallo stesso estremo segnare sulla r, n punti equidistanti 1,2... n-1, n. Congiungere A con n. Condurre dai punti 1, 2... n-1, n le parallele ad AD sino ad intersecare AB che risulter cos divisa in n parti uguali. Dividere un angolo retto in tre parti uguali Centro in B descrivere un arco di cerchio fino ad intersecare i lati dellangolo nei punti E,F. Centro in E e col medesimo raggio intersecare larco EF nel punto 1. Centro in F e col medesimo ragio intersecare larco EF nel punto 2. I punti 1 e 2 dividono langolo in 3 parti uguali. E 2

A n1 n2 2 1 B 1 2 n2

r n1

r C B A O m C'

Dividere un segmento m = OC in parti proporzionali a pi altri a,b,c Per lestremo O di m conducasi una semiretta e su questa si riportino i segmenti consecutivi OA=a, AB =b, BC = c. Congiunto C con C si tirino le parallele a CC per A e per B, che divideranno il segmento m in parti proporzionali ad a, b,c.

Costruire una circonferenza tangente a una retta r e passante per i punti A e B ad essa esterni Congiungere AB sino ad intersecare la retta r nel punto C. Centro nel punto medio D di CB descrivere il semicerchio CB. Condurre da A la normale al segmento CB sino ad intersecare larco CB nel punto E. Centro in C e con raggio CE si intersechi la retta r nel punto F. Lintersezione della normale ad r per F e della normale ad AB condotta nel punto medio sar il centro della circonferenza cercata ed HF il suo raggio.

E B

A C D F

b'

Costruire il segmento medio proporzionale fra due dati a, b Su di una retta r assumasi il segmento AB uguale ad a, BC uguale a b. Descrivere una semicirconferenza di diametro AC e si intersechi in D con la normale in B ad AC. BD sar il segmento cercato.

Da un punto B condurre le tangenti ad una circonferenza Unire B col centro O della circonferenza. Centro nel punto medio C del segmento OB e con raggio CO descrivere un arco di cerchio fino ad intersecare la circonferenza nei punti E e D. Le semirette BD e BE saranno le tangeti cercate.

D O C E B

C=10 1 D 2 A 3 4 5 6 O B 7 8 9

Inscrivere un decagono regolare in un dato cerchio Determinare B punto medio del raggio OA. Centro in B e con raggio uguale a BO descrivere un arco di cerchio fino ad intersecare in D la congiunzione BC. Il segmento CD (sezione aurea del raggio OA) sar il lato del decagono regolare inscritto nel cerchio. Congiungendo i vertici di indice pari del decagono si avr invece il pentagono regolare inscritto.

Dati gli assi AB e CD disegnare una ellisse Descrivere le due circonferenze 1 OA e OC. Condurre diversi diametri che divideranno le due circonferenze in punti corrspondenti A come 1, 1, 2, 2 ecc. Condurre le orizzontali per 1, 2,ecc, e delle verticali per 1, 2, eccc. I punti dintersezione delle verticali con le corrispondenti orizzontali saranno punti dellellisse.

2 C 1' 2' B 1' 2' D 2 1

D'

1 2 G

3 4

Costruire una parabola di cui siano noti, il vertice B, lasse BM e il punto D I) Tracciare per B una normale a BM e per D una parallela a BM che si intersecheranno nel punto A: II) Dividere AB e AD in ub uguale numero di parti. III) Congiungere 1 o B e condurre per 1 la parallela a BM. Il punto di intersezione G sar un punto della parabola. Continuando per tutti gli altri punti la stessa costruzione si avr la curva richiesta.

Costruire uniperbole dato lasse AB ed i fuochi F1 ed F2 Posto F1H= AB I)CEntro in F1 on raggio arbitrario r=F1 A2, si tracci un arco di cerchio ; II)Con centro in F2 e con raggio uguale ad A2 H si intersechi larco di cerchio descritto nei punti P2 e P2 che saranno due punti della iperbole. Per costruire gli asintosi basta intersecare il cerchio di centro O e raggio OF2 con le normali ad AB nei suoi estremi A e B.

P2

M A O B

A 5 A4 A3 A 2 M'

A1 L'

P2'

1'

2'

3'

4'

A.P.I.C.E. S.r.l.

35

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA

Unit 1 pollice 1 link 1 piede 1 yard 1 rod 1 chain 1 miglio 1 centimetro 1 metro 1 chilometro Unit 1 pollice 1 link 1 piede 1 yard 1 rod 1 chain 1 miglio 1 centimetro 1 metro 1 chilometro

= = = = = = = = = =

pollici 1 7,92 12 36 198 792 63360 0,3937 39,37 39370

UNIT DI LUNGHEZZA links piedi yards 0,126263 0,0833333 0,0277778 1 0,66 0,22 1,515152 1 0,333333 4,54545 3 1 25 16,5 5,5 100 66 22 8000 5280 1760 0,04970960 0,03280833 0,010936111 4,970960 3,280833 1,0936111 4970,960 3280,833 193,6111

rods 0,00505051 0,04 0,0606061 0,181818 1 4 320 0,001988384 0,1988384 198,8384

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Unit pollice sq. = link sq. = piede = yard = rod = chain = miglio = centimetro = metro = chilometro =

pollici quadr. 1 62,7264 144 1296 39204 627264 6272640 4014489600 0,1549997 1549,9969

UNIT DI SUPERFICIE links quadr. piedi quadr. 0,0159423 0,00694444 1 0,4356 2,295684 1 20,6612 9 625 272,25 10000 4356 100000 43560 64000000 27878400 0,00247104 0,001076387 24,7104 10,76387

yards quadr. rods quadr. 0,000771605 0,0000255076 0,0484 0,0016 0,1111111 ,00367309 1 0,0305785 30,25 1 484 16 4840 160 3097600 102400 0,0001195985 0,00000395367 1,195985 0,0395367 metri quadr. 0,0006451626 0,04046873 0,09290341 0,83611307 25,29295 404,6873 4046,873 2,589998 0,0001 1

chains miglia = 0,00126263 0,0000157828 = 0,01 0,000125 = 0,0151515 0,0001893939 = 0,0454545 0,000568182 = 0,25 0,003125 = 1 0,0125 = 80 1 = 0,0004970960 0,000006213699 = 0,04970960 0,0006213699 = 49,70960 0,6213699

centimetri metri chilometri 2,540005 0,0250005 0,00002540005 20,11684 0,20116840 0,0002111684 30,48006 0,30480060 0,0003048006 91,44018 0,91440180 0,00091244018 502,9210 5,029210 0,005029210 2011,684 20,11684 0,02011684 160934,72 1609,3472 1,6093472 1 0,01 0,00001 100 1 0,001 100000 1000 1

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

Unit chains quadr. acri miglia quadr. centim. quadr. pollice sq. = 0,00000159423 0,000000159423 0,0000000002491 6,451626 link sq. = ,0001 0,00001 0,000000015625 404,6873 piede = 0,000229568 0,0000229568 0,0000000358701 929,0341 yard = 0,00206612 0,000206612 0,000000332831 8361,307 rod = 0,0625 0,00625 0,00000976525 252929,5 chain = 1 0,1 0,00015625 4046873 miglio = 10 1 0,0015625 40468726 centimetro = 6400 640 1 25899984703 metro = 0,000000247104 0,00000002471104 0,0000000000386100 1 chilometro = 0,00247104 0,000247104 0,0000003861006 10000

Unit 1 minim 1 dram f. 1 oncia f. 1 gills 1 pint l. 1 quart l. 1 gallone 1 ml 1 litro 1 cu. in. Unit 1 minim 1 dram f. 1 oncia f. 1 gills 1 pint l. 1 quart l. 1 gallone 1 ml 1 litro 1 cu. in.

= = = = = = = = = =

minims 1 60 480 1920 7680 15360 61440 16,2311 16231,1 265,974 quarts liquidi 0,000065104 0,00390625 0,03125 0,125 0,5 1 4 0,00105671 1,05671 0,0173160

UNIT DI CAPACIT PER I LIQUIDI drams fluide once fluide 0,0166667 0,00208333 1 0,125 8 1 32 4 128 16 256 32 1024 128 0,270518 0,0338147 270,518 33,8147 4,43 0,554113 galloni 0,000016276 0,000976562 0,0078125 0,03125 0,125 0,25 1 0,000264178 0,264178 0,00432900 millilitri 0,0616102 3,69661 29,5729 118,292 473,167 946,333 3785,332 1 1000 16,3867

gills 0,000520833 0,03125 .25 1 4 8 32 0,00845368 8,45368 0,138528 litri 0,0000616102 0,00369661 0,0295729 0,118292 0,473167 0,946333 3,785332 0,001 1 0,0163867

pints liquidi 0,000130208 0,0078125 0,0625 0,25 1 2 8 0,00211342 2,11342 0,0346320 pollici cubi 0,00375977 0,225586 1,84469 7,21875 28,875 57,75 231 0,0610250 61,0250 1

= = = = = = = = = =

Unit 1 pollice cu 1 piede 1 yards 1 cm 1 metro Unit 1 dri pint 1 dry quart 1 peck 1 bushel
1 litro

= = = = =

pollici cubi 1 1728 46656 0,06103338 61023,38 dry pints 1 2 16 64 1,81620

= = = = =

UNIT DI VOLUME piedi cubi yards cube 0,000578704 0,00002143347 1 0,0370370 27 1 0,000035314450 0,00000130794 35,31445 1,3079428 UNIT DI CAPACIT PER GLI ARIDI dry quarts pecks 0,5 0,0625 1 0,125 8 1 32 4 0,908102 0,113513

centim. cubi 16,387162 28317,016 764559,4 1 1000000 bushels 0,015625 0,031125 0,25 1 0,028378

metri cubi 0,00001638716 0,028317016 0,764594 0,000001 1 litri 0,550599 1,101198 8,80958 35,2383 1

A.P.I.C.E. S.r.l.

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Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA
Unit 1 grano 1 apoth scruple 1 pennyweight 1 avoir dram 1 apoth dram 1 avoir ounce 1 apoth or troy ounce 1 apoth or troy pound 1 avoir pound 1 milligrammo 1 grammo 1 chilogrammo = = = = = = = grani 1 20 24 27,34375 60 437,5 480 apothe-caries' scruples 0,5 1 1,2 1,3671875 3 21,875 24 penny-weights 0,0416667 0,8333333 1 1,139323 2,5 18,22917 20 240 291,6667 0,000643014 0,64301485 643,01485 avoir dupois drams 0,03657143 0,7314286 0,8777143 1 2,194286 16 17,55428 210,6514 256 0,0005643833 0,5643833 564,38332 UNIT DI PESO MINORI AI POUNDS E AI CHILOGRAMMI apothecaries' avoir dupois apothecaries or apothecaries or drams ounces troy ounces troy pounds 0,016667 0,00228571 0,00208333 0,0001736111 0,333333 0,0457143 0,0416667 0,003472222 0,4 0,0548571 0,05 0,004166667 0,4557292 0,0625 0,056966146 0,0047471788 1 0,1371429 0,125 0,010416667 7,29167 1 0,91145583 0,075954861 8 96 116,6667 0,0002572059 0,2572059 257,20594 1,0971429 13,165714 16 0,00003527396 0,03527396 35,27396 1 0,08333333 avoir dupois pounds 0,0001428571 0,002857143 0,003428571 0,00390625 0,0085711429 0,0625 0,06857143 0,8228571 1 0,00000220462 0,00220462 2,204622341 milligrammi 64,798918 1295,9784 1555,1740 17771,8453 3887,9351 28349,527 31103,481 373241,77 453592,4277 1 1000 1000000 grammi 0,064798918 1,2959784 1,5551740 1,7718454 3,8879351 28,349527 31,103481 373,24177 453,5924277 0,001 1 1000 chilogrammi 0,0000647989 0,001295978 0,0011555174 0,001771845 0,003887935 0,028334953 0,03110348 0,37324177 0,4535924277 0,000001 0,001 1

= 5760 288 = 7000 350 = 0,015432356 0,000771618 = 15,432356 0,771618 = 15432,356 771,6178

12 1 14,583333 1,2152778 0,00003215074 0,00000267923 0,03215074 0,00267923 32,150742 2,6792285

UNIT DI PESO MAGGIORI DELLE AVOIR DUPOIS OUNCES


Unit 1 avoir dupois ounce 1 avoir dupois pound 1 schort hundresweight 1 short ton 1 long ton 1 chliogrammo 1 tonnellata metrica = = = = = = = avoir dupois avoir dupois tonnellate short tons long tons chilogrammi ounces pounds metriche 1 0,0625 0,00003125 0,00002790179 0,02834953 0,00002834953 16 1 0,0005 0,0004464286 0,4539244277 0,00045359243 1600 100 0,05 0,04464286 45,359243 0,00045359243 32000 2000 1 0,8928571 907,18486 0,90718486 35840 2240 1,12 1 1016,04704 1,01604704 35,273957 2,20462234 0,0011023112 0,0009842064 1 0,001 35273,957 2204,62234 1,1023112 0,98420640 1000 1

UNIT DI PESO PER UNIT DI SUPERFICIE


kg cm 1 2 3 4 5 6 7 8 9 lbs pollice 1 2 3 4 5 6 7 8 9 lbs pollice 14,223 28,445 42,668 56,891 71,114 85,336 99,559 113,782 128,004 kg cm 0,0703 0,1406 0,2109 0,2812 0,3516 0,4219 0,4922 0,5625 0,6328 kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg cm pollice cm pollice cm 100 0,635 1000 6,35 2000 200 1,27 1100 6,985 2100 300 1,905 1200 7,62 2200 400 2,54 1300 8,254 2300 500 3,175 1400 8,889 2400 600 3,81 1500 9,524 2500 700 4,445 1600 10,159 2600 750 4,762 1700 10,794 2700 800 5,08 1800 11,429 2800 900 5,715 1900 12,064 2900 tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. pollice cm pollice cm pollice 1 157,5 11 1732 21 2 315,0 12 1890 22 3 472,5 13 2047 23 4 630,0 14 2205 24 5 787,5 15 2362 25 6 945,0 16 2520 26 7 1102,5 17 2677 27 8 1260,0 18 2835 28 9 1417,5 19 2992 29 10 1574,9 20 3150 30 tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. pollice cm pollice cm pollice cm pollice cm pollice 12,699 3000 19,0 4000 25,4 5000 31,75 6000 38,1 13,334 3100 19,7 4100 26,0 5100 32,4 6500 41,3 13,969 3200 20,3 4200 26,7 5200 33,0 7000 44,4 14,6 3300 21,0 4300 27,3 5300 33,7 7500 47,6 15,2 3400 21,6 4400 27,9 5400 34,3 8000 50,8 15,9 3500 22,2 4500 28,6 5500 34,9 8500 54,0 16,5 3600 22,9 4600 29,2 5600 35,6 9000 57,1 17,1 3700 23,5 4700 29,8 5700 36,2 9500 60,3 17,8 3800 24,1 4800 30,5 5800 36,8 10000 63,5 18,4 3900 24,8 4900 31,1 5900 37,5 kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg tonn. ingl. kg cm pollice cm pollice cm pollice cm pollice cm 3307 31 4882 41 6457 51 8032 61 9607 3465 32 5040 42 6615 52 8190 62 9765 3622 33 5197 43 6722 53 8347 63 9922 3780 34 5355 44 6930 54 8505 64 10080 3937 35 5512 45 7087 55 8662 65 10237 4095 36 5670 46 7245 56 8820 66 10395 4252 37 5827 47 7402 57 8977 67 10552 4410 38 5985 48 7560 58 9135 68 10710 4567 39 6142 49 7717 59 9292 69 10867 4725 40 6300 50 7875 60 9450 70 11025

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MATEMATICA
EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA
LUNGHEZZA
1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = Pollici (in) 25,4001 mm 50,8001 76,2002 101,6002 127,0003 152,4003 177,8004 203,2004 228,6005 Millimetri (mm) 0,03937 in 0,07874 0,11811 0,15748 0,19685 0,23622 0,27559 0,31496 0,35433 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Piedi (ft) = 0,304801 = 0,609601 = 0,914402 = 1,219202 = 1,524003 = 1,828804 = 2,1336604 = 2,438405 = 2,743205 Metri (m) 3,28083 6,56167 9,84250 13,12333 16,40417 19,68500 22,96583 26,24667 29,52750 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Yarde (yd) = 0,914402 = 1,828804 = 2,743205 = 3,657607 = 4,572009 = 5,486411 = 6,400813 = 7,315215 = 8,229616 Metri (m) = 1,093611 = 2,187222 = 3,280833 = 4,374444 = 5,468056 = 6,561667 = 7,655278 = 8,748889 = 9,842500 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Rods (rd) = 5,02921 = 10,05842 = 15,08763 = 20,11684 = 25,14605 = 30,17526 = 35,20447 = 40,23368 = 45,26289 Metri (m) = 0,198838 = 0,397677 = 0,596515 = 0,795354 = 0,994192 = 1,193030 = 1,391869 = 1,590707 = 1,789545 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Miglia (mi) = 1,609347 = 3,218694 = 4,828042 = 6,437389 = 8,046736 = 9,656083 = 11,265431 = 12,87478 = 14,484125 Chilometri (km) = 0,621370 = 1,242740 = 1,864110 = 2,485480 = 3,106850 = 3,728220 = 4,349590 = 4,970960 = 5,592330

CAPACIT: MISURE PER I LIQUIDI


U.S. fluid drams (fl dr) 1 = 3,6966 2 = 7,3932 3 = 11,0898 4 = 14,7865 5 = 18,4831 6 = 22,1797 7 = 25,8763 8 = 29,5729 9 = 33,2695 Millilitri (ml) 1 = 0,27052 2 = 0,54104 3 = 0,81155 4 = 1,08207 5 = 1,35259 6 = 1,62311 7 = 1,89363 8 = 2,16414 9 = 2,43466 U.S. fluid ounces (fl oz) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 29,573 59,146 88,719 118,292 147,865 177,437 207,010 236,583 266,156 Millilitri (ml) 0,033815 0,067629 0,101444 0,135259 0,169074 0,202888 0,236703 0,270518 0,304333 U.S. liquid pints U.S. liquid quarts (qt) (pt) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0,47317 0,94633 1,41950 1,89267 2,36583 2,83900 3,31217 3,78533 4,25850 Litri (l) 2,1134 4,2268 6,3403 8,4537 10,5671 12,6805 14,7939 16,9074 19,0208 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0,94633 1,89267 2,83900 3,78533 4,73167 5,67800 6,62433 7,57066 8,51700 Litri (l) 1,05671 2,11342 3,17013 4,22684 5,28355 6,34026 7,39697 8,45368 9,51039 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.S. galloni (gal) = 3,78533 = 7,57066 = 11,35600 = 15,14133 = 18,92666 = 22,77199 = 26,49733 = 30,28266 = 34,06799 Litri (l) 0,26418 0,52836 0,79253 1,05671 1,32089 1,58507 1,84924 2,11342 2,37760

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

1 2 3 4 5 6 7 8 9

1 2 3 4 5 6 7 8 9

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

SUPERFICIE
Pollici quadrati (sq in) 1 = 6,452 2 = 12,903 3 = 19,355 4 = 25,807 5 = 32,258 6 = 38,710 7 = 45,161 8 = 51,613 9 = 58,065 Centimetri quadrati (cm) 1 = 0,15500 2 = 0,31000 3 = 0,46500 4 = 0,62000 5 = 0,77500 6 = 0,93000 7 = 1,08500 8 = 1,24000 9 = 1,39500 Piedi quadrati (sq ft) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0,09290 0,18581 0,27871 0,37151 0,46452 0,55742 0,65032 0,74323 0,83613 Yarde quadrate (sq yd) 1 = 0,8361 2 = 1,6723 3 = 2,5084 4 = 3,3445 5 = 4,1807 6 = 5,0168 7 = 5,8529 8 = 6,6890 9 = 7,5252 Metri quadrati (m) 1 = 1,1960 2 = 2,3920 3 = 3,5880 4 = 4,7839 5 = 5,9799 6 = 7,1759 7 = 8,3719 8 = 9,5679 9 = 10,7639 Acri (acre) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0,4047 0,8094 1,2141 1,6187 2,0234 2,4281 2,8328 2,2375 3,6422 Ettari (ha) 2,471 4,942 7,413 9,884 12,355 14,826 17,297 19,768 22,239 Miglia quadrate (sq mi) 1 = 2,5900 2 = 5,1800 3 = 7,7700 4 = 10,3600 5 = 12,9500 6 = 15,5400 7 = 18,1300 8 = 20,7200 9 = 23,3100 Chilometri quadrati (km) 1 = 0,3861 2 = 0,7722 3 = 1,1583 4 = 1,5444 5 = 1,9305 6 = 2,3166 7 = 2,7027 8 = 3,0888 9 = 3,4749 U.S. dry quarts (pt) 1 = 1,1012 2 = 2,2024 3 = 3,3036 4 = 4,4048 5 = 5,5060 6 = 6,6072 7 = 7,7084 8 = 8,8096 9 = 9,9108 Litri (l) = 0,9081 = 1,8162 = 2,7243 = 3,6324 = 4,5405 = 5,4486 = 6,3567 = 7,2648 = 8,1729 1 2 3 4 5 6 7 8 9

CAPACIT: MISURE PER GLI ARIDI


U.S. pecks (pk) = = = = = = = = = 8,810 17,619 26,429 35,238 44,048 52,857 61,667 70,477 79,286 Litri (l) 0,11351 0,22703 0,34054 0,45405 0,56756 0,56756 0,79459 0,90810 1,02161 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.S. pecks (pk) = = = = = = = = = 0,8810 1,7619 2,6429 3,5238 4,4048 5,2857 6,1667 7,0477 7,9286 Decalitri (dkl) 1,1351 2,2703 3,4054 4,5405 5,6756 6,8108 7,9459 9,0810 10,2161 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.S. bushels (bu) = = = = = = = = = 0,35538 0,70477 1,05715 1,40953 1,76192 2,11430 2,46668 2,81907 3,17145 1 2 3 4 5 6 7 8 9 U.S. bushels per acre = = = = = = = = = 0,8708 1,7415 2,61123 3,4830 4,3538 5,2245 6,0953 6,9660 7,8368

Metri quadrati (m) 1 = 10,764 2 = 21,528 3 = 32,292 4 = 43,055 5 = 53,819 6 = 64,583 7 = 75,347 8 = 86,111 9 = 96,875

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Ettolitri (hl) = 2,8378 = 5,6756 = 8,5135 = 11,3513 = 14,1891 = 17,0269 = 19,8647 = 22,7026 = 25,5404

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Ettolitri per ettaro = 1,1484 = 2,2969 = 3,4453 = 4,5937 = 5,7421 = 6,8906 = 8,0390 = 9,1874 = 10,3359

VOLUME
Pollici cubi (cu in) = 16,3872 = 32,7743 = 49,1615 = 65,5486 = 81,9358 = 98,3230 = 114,7101 = 131,0973 = 147,4845 Piedi cubi (cu ft) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0,028317 0,056634 0,084951 0,113268 0,141585 0,169902 0,198219 0,226536 0,254853 Yarde cubiche (cu yd) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 0,7646 1,5291 2,2937 3,0582 3,8228 4,5874 5,3519 6,1165 6,8810 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Pollici cubi (cu in) = 0,0163867 = 0,0327734 = 0,0491602 = 0,0655469 = 0,0819336 = 0,0983203 = 0,1147070 = 0,1310938 = 0,1474805 Litri (l) 61,025 122,050 183,075 244,100 305,125 366,150 427,175 488,200 549,225 Piedi cubi (cu ft) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 28,316 56,633 84,949 113,265 141,581 169,898 198,214 226,530 254,846 Litri (l) 0,035315 0,070631 0,105946 0,141262 0,176577 0,211892 0,247208 0,282523 0,317839 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Grani (grain) = 0,064799 = 0,129598 = 0,194397 = 0,259196 = 0,3239995 = 0,3888794 = 0,453592 = 0,518391 = 0,583190 Grammi (g) = 15,4324 = 30,8647 = 46,2971 = 61,7294 = 77,1618 = 92,5941 = 108,0265 = 123,4589 = 138,8912 Apothecaries drams (dr ap) 1 = 3,8879 2 = 7,7759 3 = 11,6638 4 = 15,5517 5 = 19,4397 6 = 23,3276 7 = 27,2155 8 = 31,1035 9 = 34,9914 Grammi (g) = 0,25721 = 0,51441 = 0,77162 = 1,02882 = 1,28603 = 1,54324 = 1,80044 = 2,05765 = 2,31485

PESO
Try ounces (oz t) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 = = = = = = = = = 31,103 62,207 93,310 124,414 155,517 186,621 217,724 248,828 279,931 Avoir dupois Avoir dupois ounces (oz avdp) pounds (lb avdp) 1 = 28,350 1 = 0,453 59kg 2 = 56,699 2 = 0,907 18 3 = 85,049 3 = 1,360 78 4 = 113,398 4 = 1,814 37 5 = 141,748 5 = 2,267 96 6 = 170,097 6 = 2,721 55 7 = 198,447 7 = 3,175 15 8 = 226,796 8 = 3,628 74 9 = 255,146 9 = 4,082 33 Grammi (g) = 0,035274 1 = 0,070548 2 = 0,105822 3 = 0,141096 4 = 0,176370 5 = 0,211644 6 = 0,246918 7 = 0,2821192 8 = 0,317466 9 Chilogrammi (kg) = 2,204 62 lb = 4,409 24 = 1,360 78 = 8,818 49 = 11,023 11 = 13,227 73 = 15,432 36 = 17,636 98 = 19,841 60

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Centimetri cubi (cm) 1 = 0,06102 2 = 0,12205 3 = 0,18307 4 = 0,24409 5 = 0,30512 6 = 0,36614 7 = 0,42716 8 = 0,48819 9 = 0,54921

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Metri cubi (m) = 35,314 = 70,629 = 105,943 = 141,258 = 176,572 = 211,887 = 247,201 = 282,516 = 317,830

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Metri cubi (m) = 1,3079 = 2,6159 = 3,9238 = 5,2318 = 6,5397 = 7,8477 = 9,1556 = 10,4635 = 11,7715

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

= = = = = = = = =

1 2 3 4 5 6 7 8 9

1 2 3 4 5 6 7 8 9

1 2 3 4 5 6 7 8 9

Grammi (g) = 0,032151 = 0,064301 = 0,096452 = 0,128603 = 0,160754 = 0,192904 = 0,225055 = 0,257206 = 0,289357

1 2 3 4 5 6 7 8 9

A.P.I.C.E. S.r.l.

38

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA

TRASFORMAZIONE DEI PIEDI E DEI POLLICI INGLESE IN MILLIMETRI


Piedi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 Piedi 0" 0 305 610 914 1.219 1.524 1.829 2.134 2.438 2.743 3.048 3.353 3.658 3.962 4.267 4.572 4.877 5.182 5.486 5.791 6.096 6.401 6.706 7.010 7.315 7.620 7.925 8.230 8.534 8.839 9.144 9.449 9.753 10.058 10.363 10.668 10.973 11.277 11.582 11.887 12.192 12.497 12.802 13.106 13.411 0" 1" 25.4 330 635 940 1.245 1.549 1.854 2.159 2.464 2.769 3.073 3.378 3.683 3.988 4.293 4.597 4.902 5.207 5.512 5.817 6.121 6.426 6.731 7.036 7.341 7.645 7.950 8.255 8.599 8.864 9.169 9.474 9.778 10.083 10.388 10.693 10.998 11.302 11.607 11.912 12.217 12.522 12.827 13.132 13.437 1" 2" 51 356 660 965 1.270 1.575 1.880 2.184 2.489 2.794 3.099 3.404 3.708 4.013 4.318 4.623 4.928 5.232 5.537 5.842 6.147 6.459 6.756 7.061 7.366 7.671 7.975 8.280 8.585 8.890 9.195 9.500 9.804 10.109 10.414 10.719 11.024 11.328 11.633 11.938 12.243 12.548 12.852 13.157 13.462 2" 3" 76 381 686 991 1.295 1.600 1.905 2.210 2.515 2.819 3.124 3.429 3.734 4.039 4.343 4.648 4.953 5.258 5.563 5.867 6.172 6.477 6.782 7.087 7.391 7.696 8.001 8.306 8.610 8.915 9.220 9.525 9.829 10.134 10.439 10.744 11.049 11.353 11.658 11.963 12.268 12.573 12.878 13.183 13.487 3" 4" 102 406 711 1.016 1.321 1.626 1.930 2.235 2.540 2.485 3.150 3.454 3.759 4.064 4.369 4.674 4.978 5.283 5.588 5.893 6.198 6.502 6.807 7.112 7.417 7.722 8.026 8.332 8.636 8.941 9.246 9.551 9.855 10.160 10.465 10.770 11.075 11.379 11.684 11.989 12.294 12.598 12.903 13.208 13.513 4" 5" 127 432 737 1.041 1.346 1.651 1.956 2.261 2.565 2.870 3.175 3.480 3.785 4.089 4.394 4.699 5.004 5.309 5.613 5.918 6.223 6.528 6.833 7.137 7.442 7.747 8.052 8.357 8.661 8.966 9.271 9.576 9.880 10.185 10.490 10.795 11.100 11.404 11.709 12.014 12.319 12.624 12.929 13.233 13.538 5" 6" 152 457 762 1.067 1.372 1.676 1.981 2.286 2.591 2.896 3.200 3.505 3.810 4.115 4.420 4.724 5.029 5.334 5.639 5.944 6.248 6.553 6.858 7.163 7.467 7.772 8.077 8.382 8.686 8.991 9.296 9.601 9.905 10.210 10.515 10.820 11.125 11.429 11.734 12.039 12.344 12.649 12.954 13.259 13.564 6" 7" 178 483 787 1.092 1.397 1.702 2.007 2.311 2.616 2.921 3.226 3.531 3.835 4.140 4.445 4.750 5.055 5.359 5.664 5.969 6.274 6.579 6.883 7.188 7.493 7.798 8.102 8.408 8.712 9.017 9.322 9.627 9.931 10.236 10.541 10.846 11.151 11.455 11.760 12.065 12.970 12.675 12.979 13.284 13.589 7" 8" 203 508 813 1.118 1.422 1.727 2.032 2.337 2.642 2.946 3.251 3.556 3.861 4.166 4.470 4.775 5.080 5.385 5.690 5.994 6.299 6.604 6.909 7.214 7.518 7.823 8.128 8.433 8.737 9.042 9.347 9.552 9.956 10.261 10.556 10.871 11.176 11.480 11.785 12.090 12.395 12.700 13.005 13.310 13.614 8" 9" 229 533 838 1.143 1.448 1.753 2.057 2.362 2.667 2.972 3.277 3.581 3.886 4.191 4.496 4.801 5.105 5.410 5.715 6.020 6.325 6.629 6.934 7.239 7.545 7.849 8.153 8.458 8.763 9.068 9.373 9.677 9.982 10.287 10.592 10.897 11.202 11.506 11.811 12.116 12.421 12.725 13.030 13.335 13.640 9" 10" 254 559 864 1.168 1.473 1.778 2.083 2.388 2.692 2.997 3.302 3.607 3.912 4.216 4.521 4.826 5.131 5.436 5.740 6.045 6.350 6.655 6.960 7.264 7.569 7.874 8.179 8.884 8.788 9.093 9.398 9.703 10.007 10.312 10.717 10.992 11.227 11.531 11.836 12.141 12.446 12.751 13.056 13.360 13.665 10" 11" 279 584 889 1.194 1.499 1.803 2.108 2.413 2.718 3.023 3.327 3.632 3.937 4.242 4.547 4.851 5.156 5.461 5.766 6.071 6.375 6.680 6.985 7.290 7.594 7.899 8.204 8.509 8.814 9.118 9.423 9.728 10.032 10.337 10.642 10.947 11.252 11.556 11.861 12.166 12.471 12.776 13.081 13.386 13.691 11" 12" 305 610 914 1.219 1.524 1.829 2.134 2.438 2.743 3.048 3.353 3.658 3.962 4.267 4.572 4.877 5.182 5.486 5.791 6.096 6.401 6.706 7.010 7.315 7.620 7.925 8.230 8.534 8.839 9.144 9.449 9.753 10.058 10.363 10.668 10.973 11.277 11.582 11.887 12.192 12.497 12.802 13.106 13.411 13.716 12" Piedi 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 Piedi

A.P.I.C.E. S.r.l.

39a

Manuale dellArchitetto

MATEMATICA
EQUIVALENZA TRA SISTEMI DI MISURA
TRASFORMAZIONE DEI POLLICI INGLESI E DELLE LORO FRAZIONI IN MILLIMETRI
Pollici 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 0 0.000 25.400 50.799 76.199 101.60 127.60 152.40 177.80 203.20 228.60 254.00 279.39 304.79 330.19 355.59 380.99 406.39 431.79 457.19 489.59 507.99 533.39 558.79 584.19 609.59 634.99 660.39 685.79 711.19 736.59 761.99 787.39 812.79 838.18 863.58 888.98 914.38 939.78 965.18 990.58 1016.0 1041.4 1066.8 1092.2 1117.6 1143.0 1168.4 1193.8 1219.2 1244.6 1270.0 1295.4 1320.8 1346.2 1371.6 1/16 1.587 26.987 52.387 77.786 103.19 128.59 153.98 179.38 204.78 230.18 255.58 280.98 306.38 331.78 357.18 382.58 407.98 433.38 458.78 484.18 509.58 534.98 560.38 585.78 611.18 636.58 661.98 687.38 712.77 738.17 763.57 788.97 814,37 839.77 865.17 890.57 915.97 941.37 966.77 992.17 1017.6 1043.0 1068.4 1093.8 1119.2 1144.6 1170.0 1195.4 1220.8 1246.2 1271.6 1297.0 1322.4 1347.8 1373.8 1/8 3.175 28.574 53.387 79.374 104.77 130.17 155.77 180.97 206.37 231.77 257.17 282.57 307.97 333.37 358.77 384.17 409.57 434.97 460.37 485.77 511.17 536.57 561.96 387.36 612.76 638.16 663.56 688.96 714.36 739.76 765.16 790.56 815.96 841.36 866.76 892.16 917.56 942.96 968.36 993.76 1019.2 1044.6 1070.0 1095.4 1120.8 1146.2 1171.6 1197.0 1222.4 1247.8 1273.2 1298.6 1324.0 1349.4 1374.8 3/16 4.762 30.162 55.561 80.961 106.36 131.76 157.16 182.56 207.96 233.36 258.76 284.16 309.56 334.96 360.36 385.76 411.16 436.55 461.95 487.35 512.75 538.15 563.55 588.95 64.35 639.75 665.15 690.55 715.95 741.35 766.75 792.15 817.55 842.95 868.35 893.75 919.15 944.55 969.94 995.34 1020.7 1046.1 1071.5 1096.9 1122.3 1147.7 1173.1 1198.5 1223.9 1249.3 1274.7 1300.1 1325.5 1350.9 1376.3 1/4 6.350 31.749 57.149 82.549 107.95 133.35 158.75 184.15 209.55 234.95 260.35 285.74 311.14 336.54 361.94 387.34 412.74 438.14 463.54 488.94 514.34 539.74 565.14 590.54 615.94 641.34 666.74 692.14 717.54 742.94 768.34 793.74 819.14 844.53 869.93 895.33 920.73 946.13 971.63 996.93 1022.3 1047.7 1073.1 1098.5 1123.9 1149.3 1174.7 1200,1 1225,5 1250.9 1276.3 1301.7 1327.1 1352.5 1377.9 5/16 7.937 33.337 58.736 84.136 109.54 134.94 160.33 185.73 211.13 236.53 261.93 287.33 312.73 338.13 363.53 388.93 414.33 439.73 465.13 490.53 515.93 541.33 566.73 592.13 617.53 642.93 688.33 692.72 719.12 744.52 769.92 795.32 820.72 846.12 871.52 896.92 922.32 947.72 973.12 998.52 1023.9 1049.3 1074.7 1100.1 1125.5 1159.9 1176.3 1201.7 1227.1 1252.5 1277.9 1303.3 1328.7 1354.1 1379.5 3/8 9.525 34.924 60.324 85.723 111.12 136.52 161.92 187.32 212.72 238.12 263.52 288.92 314.32 339.72 365.12 390.52 415.92 441.32 466.72 492.12 517.52 542.92 568.31 593.71 619.11 644.51 669.91 695.31 720.71 746.11 771.51 796.91 822.31 847.71 873.11 898.51 923.91 949.31 974.71 1000.1 1025.5 1050.9 1076.3 1001.7 1127.1 1152.5 1177.9 1203.3 1228.7 1254.1 1279.5 1304.9 1330.3 1355.7 1381.1 7/16 11.112 36.512 61.911 87.311 112.71 138.11 163.51 188.91 214.31 239.71 265.11 290.51 315.91 341.31 366.71 392.11 417.50 422.90 468.30 493.70 519.10 544.50 544.50 569.90 595.30 620.70 646.10 671.50 696.90 722.30 747.70 773.10 798.50 823.90 849.30 874.7 900.1 925.50 950.90 976.29 1001.7 1052.5 1077.9 1003.3 1128.7 1154.1 1179.5 1204.9 1230.3 1255.7 1281.1 1306.5 1331.9 1357.3 1392.7 1/2 12.700 38.099 63.499 88.898 114.30 139.70 165.10 190.50 215.90 241.30 266.70 292.09 317.49 342.89 368.29 393.69 419.09 444.49 469.89 495.29 520.69 546.09 571.49 596.89 622.29 647.69 673.09 698.49 723.89 749.29 774.69 800.09 825.49 850.88 876.28 901.68 927.08 952.48 977.88 1003.3 1028.7 1054.1 1079.5 1104.9 1130.3 1155.7 1181.1 1206.5 1231.9 1257.3 1282.7 1308.1 1333.5 1358.9 1384,3 9/16 14.287 39687 65.086 90.486 115.89 141.28 166.68 192.08 217.48 242.88 268.28 293.68 319.08 344.48 369.88 395.28 420.68 446.08 471.48 496.88 522.28 547.68 573.08 598.48 623.88 649.28 674.68 700.07 725.47 750.87 776.27 801.67 827.07 852.47 877.87 903.27 928.67 954.07 979.47 1004.9 1030.3 1055.7 1081.1 1106.9 1131.9 1157.3 1182.7 1208.1 1233.5 1258.9 1284.3 1309.7 1335.1 1360.5 1385.9 5/8 11/6 3/4 13/16 15.875 17.462 19.050 20.637 41.274 42.862 44.449 46.037 66.674 68.261 68.849 71.436 92.073 93.661 95.248 96.836 117.47 119.06 120.65 122.24 142.87 144.46 146.5 147.63 168.27 169.86 171.46 173.03 193.67 195.26 196.85 198.43 219.07 220.66 222.25 223.83 244.47 246.06 247.65 249.23 269.87 271.46 273.05 274.63 295.27 296.86 298.44 300.03 320.67 322.26 323.84 325.43 346.07 347.66 349.24 350.83 371.47 373.06 374.64 376.23 396.87 398.46 400.04 401.63 422.27 423.85 425.44 427.03 447.67 449.25 450.84 452.43 473.07 474.65 476.24 477.83 498.47 500.05 501.64 503.23 523.87 525.45 527.04 528.63 549.27 550.85 552.44 554.03 574.66 576.25 577.84 579.43 600.06 601.65 603.24 604.83 625.46 627.05 628.64 630.23 650.86 652.45 654.04 655.63 676.26 677.85 679.44 681.03 701.66 703.25 704.84 706.49 727.06 728.65 730.24 731.82 752.46 754.05 755.64 757.22 777.86 779.45 781.04 782.62 803.26 804.85 806.44 808.02 828.66 830.25 831.83 833.42 854.06 855.65 857.23 858.82 879.46 881.05 882.63 884.22 904.86 906.45 908.03 909.62 930.26 931.85 933.43 935.02 955.66 957.25 958.83 960.42 981.06 982.64 984.23 985.82 1006.5 1008.0 1009.6 1011.2 1031.9 1033.4 1035.0 1036.6 1057.3 1058.8 1060.4 1062.0 1082.7 1084.2 1085.8 1087.4 1108.1 11109.6 111.2 1112.8 1135.5 1135.0 1136.6 1138.2 1158.9 1160.4 1162.0 1163.6 1184.3 1185.8 1187.4 1189.0 1209.7 1211.2 1212.8 1214.4 1235.1 1236.6 1238.2 1239.8 1260.5 1262.0 1263.6 1265.2 1285.9 1287.4 1289.0 1290.6 1311.3 1312.8 1314.4 1316.0 1336.7 1338.2 1339.8 1341.4 1362.1 1363.6 1365.2 1366.8 1387.4 1389.0 1390.6 1392.2 7/8 22.225 47.624 73.024 98.423 123.82 149.22 174.62 200.02 225.42 250.82 276.22 301.62 327.02 352.42 377.82 403.22 428.62 454.02 479.42 503.82 530.22 555.61 581.01 606.41 631.81 657.21 682.61 708.01 733.41 758.81 784.21 809.61 835.01 860.41 885.81 911.21 936.01 987.41 1012.8 1038.2 1063.6 1089.0 114.4 1139.8 1165.2 1190.6 1216.0 1241.4 1266.8 1292.2 1317.6 1343.0 1368.4 1387.7 1393.8 15/16 23.812 49.212 74.611 100.01 125.41 150.81 176.21 291.61 227.01 252.41 277.81 303.21 328.61 354.01 379.41 404.81 430.20 455.60 481.00 506.40 531.80 557.20 582.60 608.00 633.40 658.80 684.20 709.60 735.00 760.40 785.80 811.20 836.60 862.00 887.40 912.80 938.20 963.60 988.99 1014.4 1039.8 1065.2 1090.6 116.0 1141.4 1166.8 1192.2 1217.6 1243.0 1268.4 1293.8 1319.2 1344.6 1370.0 1395.4 Pollici 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54

A.P.I.C.E. S.r.l.

39b

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
DATI TECNOLOGICI
ELEMENTI CHIMICI Elemento Simbolo Peso atomico Afnio....... Hf 178,6 Alluminio.. Al 26,97 Antimonio Sb 121,76 Argento Ag 107,88 Argo Ar 39,94 Arsenico As 74,91 Azoto N 14,008 Bario Ba 137,36 Berillio Be 9,02 Bismuto Bl 209,0 Boro B 10,82 Bromo Br 79,82 Cadmio Cd 112,41 Calcio Ca 40,08 Carbonio C 12,01 Cerio Ce 140,1 Cesio Cs 132,9 Cloro Cl 35,457 Cobalto Co 58,94 Cripto Kr 83,7 Cromo Cr 52,01 Disprosio Dy 162,5 Elio He 4,003 Erbio Er 167,2 Europio Eu 152,0 Ferro Fe 55,84 Floro F 19,00 Fosforo P 31,02 Gadolinio Gd 156,9 Gallio Ga 69,72 Germanio Ge 72,60 Idrogeno H 1,0081 Indio In 114,8 Iodio I 126,92 Iridio Ir 193,1 Itterbio Yb 173,0 Ittrio Y 88,92 Lantanio La 138,9 Litio Li 6,94 Lutezio Lu 175,0 Magnesio Mg 24,32 Manganese Mn 54,93 Mercurio Hg 2000,6 Molibdeno Mo 95,95 Neo Ne 20,18 Neodimio Nd 144,3 Nichel Ni 58,69 Niobio Nb 92,91 Olmio Ho 163,5 Oro Au 197,2 Osmio Os 190,2 Ossigeno O 16,000 Palladio Pd 106,7 Piombio Pb 207,2 Platino Pt 195,2 Potassio K 39,096 Praseodinio Pr 140,9 Radio Ra 226 Rado Rn 222,0 Rame Cu 63,57 Renio Re 186,3 Rotio Rh 102,9 Rubidio Rb 85,48 Rutenio Ru 101,7 Samario Sm 150,4 Scandio Sc 45,10 Selenio Se 78,96 Silicio Si 28,06 Sodio Na 22,997 Solfo S 32,06 Stagno Sn 118,07 Stronzio Sr 87,63 Tallio Tl 204,4 Tantalio Ta 180,9 Tellurio Te 127,6 Terbio Tb 159,2 Titanio Ti 47,9 Torio Th 232,1 Tulio Tm 169,4 Uranio U 238,1 Vanadio V 50,95 Volfranio W 183,9 Xeno Xe 131,3

Materiali Metalli e leghe Ferro omogeneo Acciai speciali Filo d'acciaio ad alta resistenza Ghisa Alluminio battuto o laminato Alluminio fuso Bronzo fuso Duralluminio Ottone laminato Piombo Rame battuto o laminato Rame in filo Stagno Zinco Legnami Legname fibra forte (pinch pine, pino faggio, ecc)..... Legname fibra dolce (abete, pioppo olmo, ecc)........... Legname forte (trasver. fibra) Pietra naturali Granito Basalti Tufi vulcanici Tufi calcarei Travertino Marmi Laterizi Mattoni Mattoni forati ordinari.............. Elementi forati per solette portanti di solai..................... Eternit................ Vetri Vetro greggio Vetro retinato Vetro temperato Conglomerato cementizio Murature Muri di mattoni con malta di calce....... Muri di tufo con malta di calce....

E kg/cm 2000000 2200000 240000 1000000 700000 700000 900000 106000 1000000 50000

Carico di rottura Trazione Compressione kg/cm 4500 500010000 1000020000 1500 22002200 12001500 15002000 35004200 20002500 200300 kg/cm

Carico limite elastico kg/cm 2500 30005000

Carico di sicurezza kg/cm 1400 20002500 5000 traz. 300 compr. 900 400 250 tr. 200300 compr. 600 tr. 700800 compr.500600 tr. 300400 compr. 12001500 traz. 50 compr. 100

Coeffic. dilatazione termica 0,000012 0,000012 0,000012 0,000011 0,000027 0,000027 0,000018

30005000

60008000

5000 3100 70009000 500

0,000028

1100000 1300000 400000 950000

20002500 40006000 300400 1000

40005000

traz. 400 compr. 700800 7001000

1100 2000

traz. 60 compr. 200 300350

0,000023 0,000029

120000160000

800900

400450

0,000004

100000 15000

500700 100

300450

0,000004 0,000058

125000470000 1050000

40 8

1900001000000

40

1600 3200 70 75 450 1100

3050

0,000009

1520 2030

0,000007

50000100000

100200 150350

0,000006

150000300000 200000

5090 150203

350900 6001000

70000008000000 70000008000000 70000008000000

130240 100200 20002800

400011000 400011000 400011000

0,000009 0,000009 0,000009

150000350000

150500

4080

0,000012

1000020000

6070

610 45

A.P.I.C.E. S.r.l.

40a

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
DATI TECNOLOGICI
Composizione di alcuni acciai
Componenti % Si Mn Denominazione EXTRADOLCE per tubi per lamiere DOLCE per lamiere SEMIDURO per lamiere per profilati Fe C P S Punto di fusione 1500 1500 1500 1480 1475

99,352 0,09 0,11 0,42 0,012 0,016 99,206 0,10 0,18 0,48 0,018 0,016 99,105 0,15 0,21 0,5 0,015 0,02

99,021 0,25 0,21 0,48 0,018 0,021 98,829 0,28 0,23 0,62 0,015 0,026

Composizione delle leghe di alluminio


Denominazione DURALITE SILUMIN ANTICORODAL ALUMAN LAUTAL AVIONAL Al 93,6 86,4 97,35 98,5 95,5 93,85 Mg 0,5 0,6 0,6 Componenti % Mn Si Cu 0,6 3,0 13,0 0,7 1,0 1,516 0,5 4 0,6 0,6 4 Ni 0,6 Fe 1,5 0,6 0,35 0,35 Ti 0,2

Ottoni comuni e speciali


Denominazione per imbottitura per lamiere per getti per lastre per tubi OTTONE ALL'ALLUMINIO OTTONE AL NICHELIO METALLO DELTA Cu 68,02 64,21 61,34 57,30 58,42 Zn 30,88 35,38 37,80 42,26 40,89 Componenti % Pb Sn Fe 0,58 0,32 0,34 0,34 0,46 0,38 tracce 0,64 0,56 0,46 0,88 0,12 0,11 0,21 1,36 Al 3,41 0,10 0,26 Ni Mn

69,50 26,42 62,94 32,90 55,26 40,61

3,21 0,36 1,26

Bronzi industriali
Bronzo per rubinetteria per oggetti comuni da cuscinetti Componenti % Cu Sn Pb 8,12 11,67 0,11 83,86 15,32 0,43 79,64 19,72 0,38 Zn 0,10 0,28 0,21

A.P.I.C.E. S.r.l.

40b

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
DATI TECNOLOGICI
PESO DI SOSTANZE IN MUCCHIO Arenarie calcari leggeri . . . . . . . . . . Argilla asciutta . . . . . . . . . . . . . . . Argilla bagnata . . . . . . . . . . . . . . . Barbabietole . . . . . . . . . . . . . . . . Caff in grani, secco, crudo . . . . . . . Calcare duro . . . . . . . . . . . . . . . Calcare compatto . . . . . . . . . . . . Calce-grassa (cotta e polverulenta) . . . Calcestruzzo con calcare . . . . . . . . Calcestruzzo con granito . . . . . . . . Calcestruzzo con rottami di mattoni . . Carbone di legno dolce . . . . . . . . . Carbone di legno forte . . . . . . . . . Carboni fossili . . . . . . . . . . . . . . . Cemento (sciolto) . . . . . . . . . . . . Cenere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Coke (del gas) . . . . . . . . . . . . . Conifere (in ciocchi) . . . . . . . . . . . Erba fresca sciolta . . . . . . . . . . . . Fieno sciolto . . . . . . . . . . . . . . . Fieno di 6 mesi in fienile . . . . . . . . Fieno pressato . . . . . . . . . . . . . . Fieno insilato . . . . . . . . . . . . . . . Fosforiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . Ghiaia asciutta . . . . . . . . . . . . . . Ghiaia bagnata . . . . . . . . . . . . . . Graniti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Grano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Lana di vetro . . . . . . . . . . . . . . . Legno di abete bianco (in ciocchi) . . . Legno di abete rosso (in ciocchi) . . . Legno di faggio (in ciocchi) . . . . . . . Legno di quercia (in ciocchi) . . . . . . Letame fresco . . . . . . . . . . . . . . . Lemate maturo . . . . . . . . . . . . . . Lignite (seccata all'aria e in pezzi) . . . Lignite (mattonelle in mucchio) . . . . . Lignite (mattonelle assestate) . . . . . . Lignite (mattonelle rotonde) . . . . . . Malta (calce e sabbia) . . . . . . . . . Mandorle secche con guscio . . . . . . Mandorle secche senza guscio . . . . . Marmi compatti . . . . . . . . . . . . . Mattoni ordinari . . . . . . . . . . . . . Mele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Neve (caduta di fresco) . . . . . . . . . Neve (umida ed acquosa) . . . . . . . Nitro del Cile (in mucchio) . . . . . . Paglia sciolta . . . . . . . . . . . . . . . Paglia di 3 mesi in pagliaio . . . . . . . Paglia pressata . . . . . . . . . . . . . . Patate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pere e prugne . . . . . . . . . . . . . . . Pietra da calce (calcare) . . . . . . . . Pietrisco medio . . . . . . . . . . . . . Quarzo siliceo . . . . . . . . . . . . . . Roccie disgregabili . . . . . . . . . . . . Sabbia per forme in mucchio . . . . . . Sabbia per forme pressata . . . . . . . Sabbia, creta calcare (asciutti) . . . . Sabbia, creta calcare (bagnati) . . . Salgemma (macinato) . . . . . . . . . Sale marino (fino) . . . . . . . . . . . . Sale marino (grosso) . . . . . . . . . . Terra silicea leggera . . . . . . . . . . . Terra ghiaiosa asciutta . . . . . . . . . . Terra ghiaiosa umida . . . . . . . . . . . Terra argillosa secca . . . . . . . . . . . Terra argillosa umida . . . . . . . . . . . Terra mista a ciottoli . . . . . . . . . . Terra vegetale . . . . . . . . . . . . . . Torba (asciugata all'aria) . . . . . . . . Torba (umida) . . . . . . . . . . . . . . Tufo macinato . . . . . . . . . . . . . . Kg/m 2300 1800 2000 570650 500700 2700 2600 500 2000 2200 1800 150 220 720850 1400 900 360470 330 250350 4060 80100 200350 300400 12001300 1500 1700 2700 750780 20120 340 320 400 420 200300 450650 650780 720 1030 820 17001800 730740 800 2800 1800 300 80190 200800 1000 3045 5070 100200 650750 350 2000 0,30,6 della rispettiva roccia 2700 ~2000 1200 1650 1600 2100 1015 785 745 1500 1600 1800 2000 2300 18002200 1700 325410 550650 950 CALCE SPENTA (Grassello) (Non fa presa nell'acqua ma solo nell'aria) COMPONENTI m di grassetto PROPRIETA' Calce viva in zolle m acqua risulatante Grassa: kg 450550 1,70 1 Si spegne rapidamente, con rendimento da 2 a 3 Magra: Kg 550650 1,30 1 Si spegne lentamente, con rendimento inferiore a 2 CEMENTI E LEGANTI IDRAULICI Indice % Calcare Tempo necessario Indicazioni del prodotto per la presa di idraulicit Argilla Car.to di calce Fanno presa Calce grassa 0,000,05 0,05,00 100,0095,00 Non fanno presa solo all'aria Calce magra 0,050,10 5,05,30 95,0094,70 nell'accqua Calce det.te idraulica 0,100,16 5,308,20 94,7091,80 1530 giorni Calce med.te idraulica 0,160,31 8,2014,80 91,8085,20 1015 giorni Fanno presa Calce propr.te idraulica 0,310,42 14,8019,10 85,2080,90 59 giorni tanto nell'acqua Calce eminent.te idraulica 0,420,50 19,1021,80 80,9078,20 24 giorni che nell'aria Cemento a lenta presa 0,500,65 21,8026,70 78,2073,30 612 ore Cemento ad alta resistenza 3 7 ore Cemento a rapida presa 0,651,20 26,7040,00 73,3060,00 515 minunti COMPONENTI Calce comune Sabbia Calce idraulica Sabbia Cemento Port. Sabbia m m Kg m Kg m MALTE COMUNI Magra per murature Grassa per murature Per opere di rifinitura Per intonaci 1 m malta 1 m sabbia 1 m malta 1 m sabbia 1 m malta 1 m sabbia 1 m malta 1 m sabbia 0,32 0,33 0,36 0,40 0,43 0,50 0,50 0,66 0,96 1,00 0,90 1,00 0,86 1,00 0,75 1,00 324 300 412 400 450 450 528 550 1,08 1,00 1,03 1,00 1,00 1,00 0,96 1,00 3,64 300 400 400 475 500 540 600 1,04 1,00 1,00 1,00 0,95 1,00 0,90 1,00

MALTA POZZOLANICHE Malta grossa Pozzolana m 1,10 Calce spenta m 0,22 per muri a secco Malta mezzana Pozzolana vagliata m 1,05 Calce spenta m 0,26 per murature ordinarie Malta fina Pozzolana vagliata m 1,00 Calce spenta m 0,33 per murature in laterizi Colla di malta fina Malta fina c.s. m 1,05 Calce spenta m 0,15 per intonaci Le pozzolaniche hanno propriet e pesi di volume diversi, secondo il luogo di estrazione; in generale mescolato con calce danno malte eminentemente idrauiliche. Le malte possono essere composte anche di calce, pozzolana e sabbia. Componenti + 1 m di sabbia Calce sers m Cemento Portland kg Calce aerea m Cemento Portland kg Calce idraulica kg Cemento Portland kg Calce idraulica kg Cemento Portland kg MALTE BASTARDE Quantit per 1 m di sabbia 0,30 100 0,30 100 300 100 300 100 Denominazione Malta media Malta energica Malta media Malta energica

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MATERIALI EDILIZI
CALCESTRUZZI
Gli elementi necessari per la composizione di un calcestruzzo sono: cemento, acqua, inerti ed eventuali additivi. Cementi. - Il nostro regolamento (R. D. 16-X1-1939 n. 2228) distingue quattro tipi di cemento: a) idraulico normale (Portland); b) pozzolanico; c) d'alto forno; d) alluminoso. Non consideriamo il cemento alluminoso che si adopera in casi speciali e con speciali precauzioni. I primi tre tipi di cemento si dividono ciascuno in due sottogruppi: normali e ad alta resistenza. Coi cementi normali del tipo a) b) e c) si devono ottenere le seguenti resistenze della malta normale: Resistenza a trazione: dopo 7 giorni 26 kg/cm; dopo 28 giorni 32 kg/cm. Resistenza a compressione: dopo 7 giorni 380 kg/cm dopo 28 giorni 500 kg/cm, con la tolleranza del 5% in meno alla sola compressione. Con i cementi ad alta resistenza si deve ottenere, sempre per la malta normale: Resistenza a trazione: dopo 3 giorni 21 kg/cm; dopo 7 giorni 31 kg/cm; dopo 28 giorni 37 kg/cm. Resistenza a compressione: dopo 3 giorni 290 kg/cm; dopo 7 giorni 500 kg/cm; dopo 28 giorni 680 kg/cm; sempre con la tolleranza del 5% per la sola compressione. La scelta del tipo del cemento dipende dai requisiti che dovr avere il calcestruzzo come la resistenza finale, la velocit di presa e di indurimento, la resistenza agli agenti esterni. Acqua. - L'acqua potabile pu sempre essere impiegata nella confezione dei calcestruzzi. Le piccole aggiunte di sostanze chimiche per la stia potabilit come cloro, ecc. non hanno alcuna influenza. L'acqua di pozzo o di sorgente , in generale, adatta se limpida, senza colore e se non ha sapore acido. Le acque di palude o stagnanti contengono spesso solfati e qualche volta acido solforico libero; generalmente sono atte alla confezione di buoni calcestruzzi: se ne consiglia per l'analisi. Anche l'acqua di mare pu servire per l'impasto di calcestruzzi. Poich per tende, per il contenuto in cloruri, ad accorciare il tempo di presa, opportuno fare delle prove col cemento che si intende impiegare. Le acque di scarico industriali sono, il pi delle volte, da scartare. Se non si potesse usare altra acqua necessario eseguire analisi e prove col cemento che si impiegher nella confezione dei calcestruzzi. Inerti - In generale gli inerti devono provenire da rocce che non presentino attivit chimica col cemento che si impiega, che siano inalterabili all'aria, all'acqua ed al gelo. Se si vogliono ottenere calcestruzzi particolarmente pesanti si possono impiegare magnetite, limonite e barite, se la granulometria adatta e si pu eseguire una costipazione energica, si raggiunge un peso dell'unit di volume di 4000 kg/m. Per i calcestruzzi normali le ghiaie di quarzo sono ottime purch granulometricamente complete. Le ghiaie e sabbie di cava sono utilizzabili purch non contengano pi del 3% di materiale finissimo. Ghiaie rivestite d'argilla, marna a con minerali di ferro o manganese devono essere scartate. I pietrischi e le sabbie ottenuti mediante frantumazione sono adatti a confezionare buoni calcestruzzi, salvo contralto del fattore di forma di cui diremo in seguito. Il pietrisco basaltico e quello ricavato da pietre dure (perfidi, graniti, ecc.) ottimo. Il pietrisco calcare buono anche per calcestruzzi che debbono resistere ad acque aggressive acide. In generale sono necessarie delle prove per il controllo del contenuto in materiale finissimo, per la presenza di solfuri, humus e mica. Anche il pietrisco derivante da scorie d'alto forno adatto come inerte, potendosi ottenere calcestruzzi molto resistenti all'usura. Sar per opportuno provare la tendenza alla disintegrazione osservando ilpietrisco alla luce ultravioletta ed il contenuto in calce libera tenendo il pietrisco nell'acqua. Se, per particolari esigenze, si debbono fare dei calcestruzzi leggeri si pu usare come inerte la pomice naturale o di scorie. La pomice naturale contiene spesso un eccesso di materiale finissimo e qualche volta tracce di humus. Una buona pomice pressoch monogranulare ed ha poco, materiale finissimo. Pu servire come inerte il laterizio frantumato; anche in questo caso necessario fare i normali controlli e si consiglia pure l'analisi per scoprire la presenza di gesso. Anche le ceneri possono essere usate purch con piccola percentuale di materiale finissimo ed assenza di solfati nocivi. La perlite, la vermiculite, il blan, cio le rocce arrostite ed espanse, servono per l'esecuzione di calcestruzzi leggeri ed intonaci di piccolo peso. Possono essere usati come inerti le se-

90 80 70 60 50 40 30 20 10 x x x

0,21 3 7 15 Y=% in peso dei passanti - x=lato delle maglie in mm

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MATERIALI EDILIZI
CALCESTRUZZI
gature, la farina di legno dolce e la farina di carta dopo che siano state indurite con opportuni silicati. I legni duri non sono adatti per il loro contenuto di acido tannico. In ogni caso la forma degli inerti deve essere prossima alla cubica. Si devono escludere elementi a forma di piastrelle e ad ago. Il coefficiente volumetrico medio deve essere superiore a 0,25 per il pietrischetto da 12,5 mm a 25 mm e superiore a 0,15 per il pietrisco da 25 mm a 50 mm. Il coefficiente volumetrico medio si misura prendendo in esame un certo numero di elementi dell'inerte e stabilendo il rapporto tra il volume reale di tutti gli elementi scelti e la somma dei volumi delle sfere circoscritte a ciascun elemento. Nella sabbia (diametro da 0,2 a 7 mm) sono tollerate materie finissime od argilla fino al 3% in peso dell'aggregato. La qualit di queste materie si determina per lavaggio e decantazione. Si prende 1 kg di sabbia, si mescola con un volume d'acqua che possa bagnarla abbondantemente, si agita e si pone in un provino cilindrico di vetro. Dopo un'ora di riposo, lo strato limoso che si deposita superiormente non deve essere superiore a 1/14 dell'altezza della sabbia. Se cos non la sabbia dovr essere accuratamente lavata. La ricerca delle materie organiche si fa col metodo colorimetrico: si mescolano a 100 cm di sabbia 250 cm di una soluzione di soda caustica al 3% e si agita. Dopo 24 ore il liquido non deve avere colorazioni o, al massimo, avere un colore giallo pallido. Se il colore scuro la sabbia non pu essere usata. Per la sabbia tener presente che, quando si fanno dosature volumetriche, il volume della sabbia umida maggiore del volume della sabbia asciutta. Il calcestruzzo deve essere lavorabile, ma nella sua confezione deve essere usata la minima quantit d'acquapossibile. Questo si pu ottenere scegliendo tra gli aggregati di cui si dispone, il miglior assortimento di dimensioni degli elementi, in modo da ottenere, coi mezzi di costipamento che verranno usati, la massima compattezza del getto. Questa scelta pu essere fatta a mezzo dell'analisi granulometrica che consiste nel misurare le quantit di aggregati che passano attraverso setacci con maglie di dimensioni determinate. I dati ricavati da queste misure possono riportarsi in un diagramma. In generale la granulometria di un aggregato d buoni risultati se la sua curva rappresentativa compresa tra due curve limiti B e C. Migliori sono i risultati quando detta curva compresa tra le curve A e B. In ogni caso la curva granulometrica attima dipende dalle caratteristiche del getto, dimensioni ed armatura e dal modo di posa in opera, pestonatura, vibrazioni, ecc. Tener presente che la resistenza di un calcestruzzo funzione dei rapporto C/(A+V) (cemento diviso acqua + vuoti) e che in generale il ritiro maggiore quanto maggiore la quantit d'acqua d'impasto e di cemento usato. Additivi. - Gli additivi sono usati per modificare alcune delle propriet del calcestruzzo. Questi additivi possono dividersi in gruppi: a) Additivi ad azione chimica, che agiscono modificandone le caratteristiche del cemento. b) Additivi che producono un'azione che modifica le qualit fisiche dell'acqua ed introducono nelle misceleparticolari componenti ad azione fisica. c) Additivi che hanno funzione fisica di intasamento o con azione idrorepellente. Nel primo gruppo si trovano gli acceleratori ed i ritardatori del tempo di presa, i prodotti che fanno aumentare o diminuire la produzione di calore, gli induritori, ecc. Tra questi prodotti sono importanti i cloruri metallici, che accelerano la presa e aumentano la produzione del calore e sono usati quando si deve gettare col gelo. L'azione di tutti questi additivi che agiscono chimicamente dipende naturalmente anche dalla natura chimica del cemento e, in generale, devono essere stabiliti e studiati volta per volta. Nel secondo gruppo sono compresi quei prodotti che abbassano la tensione superficiale dell'acqua d'impasto: l'acqua normale ha una tensione superficiale di circa 70 dine/cm. Impiegando opportuni prodotti, come i saponi di resina, si riesce a ridurre tale tensione a 3040 dine/cm. Si pu cos, con una stessa quantit di acqua, bagnare una maggiore superficie di inerti e di cemento e si possono confezionare calcestruzzi lavorabili con l'impiego di una minore quantit d'acqua d'impasto. Effetti favorevoli all'uniformit delcalcestruzzo fresco ed alla sua lavorabilit sono dati da elettroliti che facciano restare in sospensione le parti finissime, che possono allora anche essere aggiunte. Un miglioramento della lavorabilit si ha anche introducendo nel calcestruzzo fresco delle piccole quantit d'aria. La quantit d'aria in un calcestruzzo normale non dovrebbe superare il 3%, un calcestruzzo aerato non ne deve per contenere pi del 6%. La quantit nel calcestruzzo fresco viene misurata con apposite apparecchiature. La terza serie di prodotti sono gliimpermeabilizzanti: si tratta di composti formati da acidi grassi o da idrorepellenti. Il calcestruzzo di per s non impermeabile, ma non si pu rendere impermeabile un calcestruzzo se non di per s compatto.

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MATERIALI EDILIZI
MARMI E PIETRE
Denominazione Piemonte Granito bianco del Montorfano e di Mergozzo. Granito bianco di Alzo. Graniti roseo e rosso di Baveno, del Mottarone, di Omegna. Sienite della Balma (o Granito della Balma o di Biella). Diorite di Anzola (o Granito nero di Anzola). Diorite di Malanaggio (o Gneiss di Malanaggio). Verde di Varallo. Verde Champ de Praz (Verde damascato delle Alpi. Serpentino verde mare. Verde antico italia di Chatillon Verde cipresso di Chatillon. Verde di Cesana. Localit dei giacimenti Versante merid. e orient. del Montorfano (Novara). Alzo (sponda occid. del lago di Orta). Versante orient.monte Camoscio (Novara). Valle d. Cervo (Vercelli) alla Balma: Campiglia S. Paolo Cervo, Rosazza, Ooropa. Media Val Toce, presso Ornavasso (Novara). Sulla sinistra della bassa Val Chisone (Pinerolo). Val Sesia (Vercelli). Presso Mongiove (Aosta). Regione Saint Denis presso Chambave. Id c.s. Cesana Torinese (Cuneo). Colorazione complessiva Bianca grigia Pi chiara della precedente. Rosa pallido e rosso mattone. Grigia-violetta. Tinta nera leggermente punteggiata di bianco. Grigia con lenti scure e rare vene bianche quarzitiche. Serpentina verde scuro striata di bianco. Macchi a varie tonalit di verde e venature bianche. Ricorda il verde greco tessalico. Pi cupa della precedente. Verde scuro, con reticolato di vene bianche di calcite o omogenea verd-giallognola ccn sottili venule bianco verdi. Bianca con tenue colorazione carnicina e rosata. Dal bianco al rosa carnicino puro o macchiata ed anche zonata di grigio. Bianca venata. Chiazze bianche e nocciola. Grigio cenere e grigio ferro con sottili vene sfumate bianche. Giallo rosata con zone serpeggianti viola pallido. Con fitte zone di verde pallido. Elementi rosso accesi su pasta rosso chiara. Bianca e rosso cupo. Giallo rosea. Di varia tonalit, a seconda dei luoghi di escavazione. Bianco-grigia. Cinerea, grigia, giallogna. 2 2,6 2,6 2,6 0,003 1128 2,6 2,6 2,7 3,10 2,8 Peso Coef.di Resistenza a specif. imbibizione compr. kg/cm Propriet caratteristiche Conveniente impiego

10001200Tessitura minuta e portiroide: (Colonne della Basilica latedure. lucidabile. ranense in Roma). 0,0034 2000 Compatto, resistente. Edilizia, lav. portuali, ponti, gallerie, vasche, per acidi, pavimentazioni, 0,0057 1471 0,0037 1521 1935 0,0063 13341620 Resistente, lavorabile, lucida- Colonne, basi di monumenti, bile. opere funerarie. Edifici, monumenti, lavori funerari Scalinate, colonne costruzioni, ponti. Costruzioni, ornati, pavimentazioni. Costruzioni, ornati, pavimentazioni. Tipo a frantumazione vasta. Bell'effetto decorativo. Oornato. Ornato. Colonne e rivestimenti.

1335

Marmo di Candoglia. Marmi di Valle Strona (Bianco grigio rosato, Bianco perla, Grigio). Marmo di Varallo Marmo di Cassino Bardiglio di Valdieri. Cipollino dorato di Valdieri. Cipollino verde di Valdieri. Nero di Boves. Diaspro rosso di Garessia. Broccatello di Rusca "fior di pesco". Breccia policroma di Gozzano. Breccia di Arona. Gneiss del Sempione o d'Antigorio (Granito del Sempione o Serizzo). Gneiss di Bussoleno (o di S. Giorgio). Gneiss di Luserna. Verde Roja o Pietra di Roja.

Candoglia (Novara). A circa 10 Km da Omegna (Novara). Cave di Massiola e Sambughetto. Civiasco, Varallo (Vercelli). CassinoS. Lorenzo di Valdieri (CU). S. Lorenzo di Valdieri (CU). Id. c.s. Boves (Cuneo). Villarchiosso presso Garessio (Cuneo). A sud del lago di Orta (NO). Lago Maggiore. Presso Domodossola (Caddo, Preglio) e nella Valle d'Antigorio (Novara). Valle di Susa. A sud di Pinerolo (Novara). Valle Roja (Cuneo).

2,7

Calcare cristallino lavorabile e lucidabile. 0,0007 10501225Cristallino e compatto di varia grana. 0,0021 0,0006 718 1100 Scarsa produzione. Calcare breccioide, argilloso. Saccaroide a grana minuta, lucidabile. Materiale non schistoso di grana fine, traslucido.

2,7 2,7

(Massima parte del Duomo di Milano). Largo impiego nell'edilizia (Palazzo delle Poste di (Na) Palazzo di Giustizia. (MI) Ornato, edilizia. Costruzioni e rivestimenti. Costruzioni e ornato. Costruzioni e rivestimenti. Id. c.s. Id. c.s. Ornamentazione. Ornato. Costruzione e ornato. Id. c.s. (Colonne della nuova Via Roma a Torino). Costruzioni, muraglioni.

Tessitura porfiroide o granitoide: lucidabile. Poco micaceo; lucidabile.

0,0025 16391892Munuto quarzioso.

Verde olivo, abbastanza uniforme. Quarzite di Berge o Bargiolina. Monte Bracco vicino a Saluzzo. A seconda degli strati (bianchiccia, grigia, cenere, gialloLombardia dorata). Botticino Botticino Mattina e Botticino Calcare bianco. Sera (Brescia) Falde del Monte Fratte. Bianco di Musso. Presso Musso (riva occidentale Colore bianco puro nella parte del lago di Como). alta e fondo azzurrognolo nella parte bassa. Nero di Varenna. Varenna (Como) Nera, in taluni casi striata di bianco Nero Gazzaniga Gazzaniga (Bergamo). Perfettamente nera o di un nero (Nero d'Italia). meno intenso. Nero Nube Gazzaniga. Id. c.s. Con sottili venature bianche macchie di colore marrone.

Scalini, lastricature, copertura tetti. 0,0011 12121845Resistente, poco lucidabile. Colonne, stipiti, balconi, pavimenti, ornamentazioni. 0,0057 4000 Quarzite schistosa resistentis- Scalini, pavimenti, recipienti, sima: inalterabilit chimica. ornamentazioni. 12001500 Grana fine omogeneo, saldo, di facile lavorazione, molto resistente alla gelivit. 1270 Saccaroide bianco grana fine nella parte alta, varia nella bassa. Facilmente lucidabile. Monumento a Vittorio Emanuele in Roma).

2,8

Lavori edilizi, pavimenti, scale rivestimenti esterni, opere monumentali (Duomo di Como). (Molte chiese della Lombardia). Molto saldo, lucidabile,senza Ornamentazioni e macchie o vene; si pu otte- rivestimenti. nere in varie dimensioni. Ornamentazioni e rivestimenti.

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MARMI E PIETRE
Denominazione Onice dorato Gazzaniga Mrmi rosa e grigi della Val Seriana. Pietre di Vigg e di Saltrio. Pietra di Moltrasio. Ceppi di Trezzo d'Assa e di Brembate: - Ceppo Gentile - Ceppo Mezzano e rustico. Granito di S. Fedelino Ghiandone e Serizzo di Valmassino e di Vogogna. Serpentino di Sondro. Val Mera (Sondrio). Valle omonima e presso Vogogna (Sondrio). Biancastra. Gandino. Ardesio (Bergamo). Localit dei giacimenti Colorazione complessiva Rispettivamente rosa variegato e bigia morata. Tonalit chiare, grigie, paglierine. Peso Coef.di Resistenza a specif. imbibizione compr. kg/cm Propriet caratteristiche Ornamentazioni. Produzione limitata. Resistente agli agenti atmosferici. Pu ricevere discreta lavorazione e fine levigatura senza giungere alla lucidatura. Grana fine, con poco ciottolame. Strutt. grossolana con ciottoli di diverso colore. Grana media, molto resistente. 17002200 Il primo a grana grossa, il secondo pi fine e talora tabulare. Non facilmente lucidabile Conveniente impiego (Palazzo della Banca d'Italia a Milano). Pietra da taglio e lavori semidecorativi. Usato per le costruzioni di muratura della lombardia. Usato per costruzionei. Id. c.s. Id. c.s. Pavimentazioni stradali. Impiego anche decorativo.

Vigg e Saltrio (Varese). Bacino inferiore occidentale del Lago di Como. Trezzo sull'Adda e Brembate (Bergamo).

Caspoggio. Torre S. Marino, Dubino (Sondrio). Diorite della Valcamnonica. Varie localit della media Nera punteggiata di bianco. Valcamonica (Brescia). Porfido Rosso e Sanguigno di Introbio (Como) e Rogno Como. (Bergamo). Porfiroide di Cuasso al Monte. Presso il paese omonimo (VA) Granito rosso porfiroide. Porfido del Gleno. Darfo, Angolo, Biemmo (BS) Rosso cupa sang. o griglia ver. Serpentino della Val Malenco Chiesa e Lanzada (Sondrio). e di Como. Veneto Marmi di Lasa: Presso Lasa. Prevalgono i tipi bianchi e le - Statuario Superiore. tonalit chiare. - Statuario Corrente. - Bianco unito. - Bianco venato. Fondo bianco azzurrognolo e venature grigio piombo ben marcate. Marmi colorati del Trentino - Giallo fiammato. Tra Folgaria-Mori ed Arco. - Rosso di Fai. Mori. Rossi di Verona: S. Ambrogio Valpolicella. Ca- Macchie rosse su fondo sanprino, Grazzana Valpantena. guigno. Broccatello. Macchie e rosse pi ampie uni- Broccato. te da un reticolato sanguigno. - Mandorlato Macchie pi chiare e fondo pi tenue. - Brecciato (Brescia orientale Tonalit che passano dal rosso rosa, Breccia rosata, Rosa dei al rosso vivo, dal rosso screGarda), ziato di giallo al rosso fegato. - Persichiono. Giallo imperiale. Selva di Pragno. Marmi di Asiago: Presso Asiago e paesi vicini. - Giallo . - Lumachella gialla. - Biancone. Bianca con poche e chiare venature. Marmi di Chiampo: Valle di Chiampo. - Chiampo perla e Chiampo Tinta lattea generalmente senza perlato. venature. A punteggiare color - Mandorlato. rosso vivace. - Chiampo porfirico. Pietra di Vicenza (o Pietra Molte localit dei Colli Berici. tenera o Pietra morta). Marmi di Bellunese: - Fiore di pesco carnico. Forni - Madreperla delle Alpi. Voltri. Marmi di Verzegnis: Cima Lavinzola (Udine). - Corallino. Rosa vivace. - Nocce radica. Aspetto legnoso. - Macchia di Verzegnis. Rosa e rossiccia con macchie e vene bianche. - Rosso porfido (porfido chiaRosa cupa con punteggiature ro scuro, vermigliato, fiorito. bianche. Neri del Carso: - Nero Unito, detto anche Cave del Vallone (Triestre). Colore nerp tendente alla Paragone. avana. - Nero nube. Scherbina e Sesana (Triestre).

Costruzioni e ornato.

2700

Granitoide ad alta resistenza. Rivestimenti esterni, scale e pavimenti. Pavimentazioni. Pavimentazioni (Milano). Pavimentazioni. Costruzioni e ornato. Calcare cristallino a struttura saccaroide, fattura lucente, grana piuttosto grossa, perfett. lucidabile, elevata resistenza alla gelivit. Ricca produzione. Largo impiegno in esterni e interni di vari edifici.

2,685

840

Struttura nodulare.

Portali, colonne ecc. (esportazione. Id. c.s. Id. c.s. Id. c.s.

Pavimentazioni, rivestimenti. Costruzioni in massello.

Calcare grossolano.

Gradini, stipiti, ornamentazioni. Ornamentazioni. Id. c.s. Id. c.s. Id. c.s. Id. c.s. Id. c.s.

Calcari cristallini bituminosi.

Id. c.s. Id. c.s.

A.P.I.C.E. S.r.l.

44

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
MARMI E PIETRE
Denominazione Marmi di Aurisina (qualit vaire: Chiara, Granitella, Fiorita, Macchiata ecc.). Orsea (vari tipi: BiancoAvorio). Alabastra calcareo (o Stalattite gialla e rossa del Carso). Porfidi. Trachite. Liguria. Portoro (Portoro a macchia grande. id. a macchia fine). Bianco e Nero di La Spezia. Persichino di Nava. Pietra di Finale. Arenarie. Pietra di Voltri. Verde Polcevera. Rosso di Levanto. Ardesia. Toscana. Regione Apuana: Bianco chiaro. Bardiglio (Comune, Chiaro, Cappella, Imperiale, ecc.). Statuario (Polvaccio, Bianco Altissimo, Scaglia). Paonazzo. Paonazzetto. Fior di Pesco o Persichino. Cipollini (Zebrino Arni, della Versilia, del Cardoso Verde Apuano, Arabescato. Brecce e Mischi: - Breccia Stazzema. - Breccia Medicea. - Skyros d'Italia. - Breccia Corchia. - Breccia Capraia. - Rosa corallo. Bardiglio Fiorito. Bardiglio TigratoPortoro. Marmi di Camaiore: - Rosso unito. - Rosso violaceo Giallo di Siena Localit dei giacimenti Aurisina (Trieste). Orsera (presso Parenzo, Pola). Duino, Aurisina, Visogliano, Sgonigo. Trentino Aldo Adige. Colli Euganei. Colorazione complessiva Generalmente grigiognoli con fossili bianchi e neri. Tinta classica con sottili vene nere. Colorazione zonata giallo rossastra. Violacea, rosso bruna, rosso grigia-rosa. Peso Coef.di Resistenza a Propriet caratteristiche specif. imbibizione compr. kg/cm 1600 Non porosi, lucidabili. Resistenza alle intemperie, lucidabile. Conveniente impiego Rivestimenti interni,pavimentazioni. Edilizia Rivestimenti interni. Pavimentazioni stradali e costruzione. Basamenti, pavimentazioni

Monte S. Croce, Muzzerone, Fondo cupo a macchie gialloPortovenere (La Spezia). dorate o giallo-rosa. Id. c.s. Nera o grigia con macchie e vene biancastre. Finale Ligure (Savona). Varie localit della Liguria orientale. Acquasanta, Pegli, Cogoletto (Genova). Pietralavezzara in Valpolcevera. Monte Verg (La Spezia). Varie localit in provincia di Genova. Carrara il centro principale. Varie localit del Carrarese e del Massese. Varie localit del Carrarese. Cave Carraresi. Nel Massese e nel Carrerese. Giallo-roosa o rozzo-carnicina. 2,47 Aspra al tatto, tessitura granulosa, dura, resistente. Ottime, cementate da silice. Dura e tenace. Verde chiara con grosse vene bianche. Fondo rosso-sanguigno con inclusioni verdi e reticolato bianco di calcite. Grigio cupa o quasi nera.

Poco impiegato. Monumenti. Molto adatte alla lastricatura. (Ponte di Via XX Settembre Genova). Uso decorativo; molto apprezzato. Decorazioni interna, mobilio, oggetti artistici. Svariati usi nell'edilizia e altrove.

Ottima qualit.

Bianco-grigia. Grigio-azzurra, variamente venati con toni pi o meno cupi. Straordinaria bianchezza. Fondo giallo-avorio con macchie e vene violacee e verdastre, Fondo pi chiaro del preced. e macchie fini. Fondo statuario con screziature rosso-violacee. Dal bianco cinereo al verdognolo con zonature verdastre. Inclusi bianco-giallastri o azzurrignoli e cemento dal violaceo al roseo. Elementi bianco arancio, gialli e grigi con cemento viola scuro. Elementi bianchi rosa e gialli con pasta viola-roseo. Fondo statuario annuvolato e macchie grigie, violacee e verdastre. Fondo bianco rosato e venatura rosso-violacee. Fondo grigio chiaro con sottili venature grigio nere. Fondo cinerognolo e macchie grigio scure e nere. Grigio cupa e venature gialle.

2,7

0,00068 9951390 Caratteri e aspetti secondo localit. Struttura saccaroide, grana pi o meno fine. 11201520 Molto apprezzabili. Il B. Imperiale a grana fine. 1067 Omogeneit e purezza. Ottimi per la scultura. Materiale pregiato. Ornato, pavimentazioni, rivestimenti. Id. c.s. 915918 Ornato. Ornato e pavimenti interni.

Nella Versilia. Paese omonimo. M. Corchia nella Versilia. Id. c.s. Monte Corchia. Localit omonima. Arnetola (Lucca). Versilia. Versilia. Carrarese e Versilia. Camaiore (Lucca). Metato. ai Lecci. Montagnola senese.

542736 Compatta Vivace effetto policromo.

Usi decorativi. Rivestimenti, pavimentazioni, ornato. Id. c.s. pi usi scultorei. Adatto per grandi lavori.

Molto salda.

Interni. 10801210 13351593 Piccole escavazioni. Id. c.s. Id. c.s. Ornato e costruzioni.

Rosso di Roccalbegna (o Rosso Paese omonimo (Grosseto). Rosso carico sfumato in carniciperlato Amiata). no zonato. Portasanta. Presso Gavorrano (Grosseto). A chiazze bianche e rosee irregolari con piccole vene dal grigio al paonazzo. Nero Montieri. Montieri. Tendenza grigiastra. Arenarie: - Pietra serena o macigno. Scavata in varie localit. Grigio cilestrina. - Pietra forte. Galluzzo e Regello (Firenze). Grigia, a volte a fondo grigiomarrone e macchie azzurre.

Grana fine e compatta aspet- Decorazioni. to ceroide. Grana ceroide, resistente lu- Pregiato per la colorazione. cidabile. Assume un bel polimento. Impiegato diffusamente. Produz. limit. Grana fine e grana grossa. Compatta, dura, resistente alle intemperie. Pavimentazioni. Lavori architettonici (gr. fine) lastricati stradali (gr. grossa). Uso edilizio e lastricature.

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MATERIALI EDILIZI
MARMI E PIETRE
Denominazione Alabastro agata. Verde di Prato. Travertino. Granito dell'Elba. Granito del Giglio. Trachite. Marche Arenarie. Travertino. Umbria. Marmi grigi e neri. Travertino. Tufo litoide. Pozzolana. Paperino. Lave. Trachite. Pietra di Subiaco o Affilana. Marmo di Cottanello. Abruzzi e Molise. Marmo di Avezzano. Pietre del Molise. Arenaria. Campania. Lave. Tufo Piperino. Tufo giallo. Trachite. Pozzolana. Marmi di Vitulano: - Uria rossa. - Uria grigia. Puglia. Pietra di Trani (Puro, perlato, Cocciolato, Ondagato, ecc.) Calcare bianco. Pietra di Giocia del Colle. Pietra di Bisceglie. Pietre di Lecce. Tufo Mazzaro Gentile. Colorati del Gargano: - Palombino. Pozzolana. Lucania Marmo e Breccia di Pisticci. Lava. Pozzolana. Calabria. Calcari rosati di Catanzaro. Oficalci verdi di Corica o di Amantea. Verdi di Gimigliano. Graniti. Porfidi di Catanzaro. Sicilia Rosso Alcamo. Pietra Misca dell'Erice. Rosso Fiorito di S. Vito. Giallo Segesta. Calcare Rosso. Localit dei giacimenti Comune di volterra. Colorazione complessiva Calore e venatura simile all'agata. Prato (Cave del Monferrato). Verde scura. Rapolano (Siena). Secchetto e Grottamargherita (Campo). Isola del Giglio. Abbadia S. Salvatore, Castigliori d'Orcia, Roccastrada. Pr. Pesaro, Ancona ed Ascoli. Piobbico (Pesaro). Varie. Numerose localit. Id. c.s. Numerosissime cave. Id. c.s. Id. c.s. Tolfa e Vito. Presso Subiaco. Cottanello (Rieti). Avezzano. Campobasso. Teramo e Campobasso. Varie localit. Prov. Napoli. Id. c.s. Quarto e Monte Olibano (Napoli). Bacoli, M. di Procida. Vitualno e Cautano (Benevento). Cave tra Trani e Andria. Tra le Murge e l'Adriatico. Prov. di Bari. Id. c.s. Prov. Lecce, Taranto, Brindisi Diffusissimo. Dal bianco latte al grigio giallognolo. Varie colorazioni. Varie colorazioni. Fondo rosa chiaro. Fondo rosa chiaro. Composizione e strutture varianti da luogo a luogo. Peso Coef.di Resistenza a specif. imbibizione compr. kg/cm Propriet caratteristiche Resistenze alle intermperie e lucidabile. Poroso. Polimentabile: in grandi blocchi. Conveniente impiego Ornato. Ornato e costruzioni. Costruzioni e pavimentazioni.

Costruzioni e lastricature. Materiale da taglio e costruzioni. Costruzioni. Ornato e costruzioni. Calcare leggermente spugno- Usato largamente. so. Leggero e resistente. Costruzioni. Conglomerato vulcanico. Uso edilizio. Edilizia,opere funerarie. Pavimentazioni. Pietra da taglio, costruzioni. Calcare semicristallino. Costruzioni. Costruzioni, ornato. Ornato. Pietra da taglio e pavimentazioni. Edilizia. Uso edilizio. Granuloso, poroso. Incoerente, cinerea. Edilizia. Pavimentazioni stradali (Monumenti napoletani). Malte resistenze. Rivestimenti interni di chiese e palazzi.

Bianca. Rosso pallida con venature bianche. Biancastra. Bianca uniforme.

Media tenacit e resistenza.

Grigie e verdastre. Fondo grigio con macchie pi scure.

Tende al giallognolo. Bianchissima con rare macchie grigie. Bianco giallastro. Bianco giallastra. Bianco giallastra.

1500

757 1383

Compatto, omogeneo, criPietra da taglio e da rivestistallino, lavorabile. mento. Compatto e facilmente lavo- Di largo uso nelle costruzioni. rabile. In grandi dimensioni, facilmen- Costruzioni. te lavorabile. Lavorabile, compatto. Costruzioni. Grana uniforme, resistente, Edilizia colonne, statue, basdura, lavorabile. sorilievi. Poroso, leggero, consistente Impiego limitato. e resistente. Coostruzioni e lastricature. Malte aeree e idrauliche.

Prov. Bari. Pisticci. (Matera) Vulture. Vulture. Prov. Catanzaro. Amantea. Gimigliano (Catanzaro). Versanti ionico e tirrenico della Calabria. Presso Catanzaro. Alcamo (Trapani). M. Erice (Trapani). Monte S. Giuliano (Trapani). Margana (presso Segesta). Taormina e S. Marco di Aluzio. Etna. Pr. Catania e Siracusa. Isola Lipari.

Come il Fior di Peso. 525

Grigio scura.

Pietrame da taglio e per calce. Lasticatura. Malte aeree e idrauliche. Poco utilizzati. Pregio decorativo. Id. c.s. Per costruzioni e materiale da taglio. Poco utilizzati. Lastricatura e piccoli oggetti. Monumenti. Edilizia e lastricature. Ornato. Id. c.s. Pavimentazioni. Abrasivo, edilizia. Materiali da costruzione. Industria pietre dure. Edilizia, monumenti pavimentazioni, lavori portuali.

Verde con vene bianche. Id. c.s.

Rosso cupa. Grigia con macchie bianche. Rossa venata di bianco. Giallo passerino rameggiata.

Lucidabile. Lucidabile. Bell'effetto decorativo. Di difficile segatura.

Lave. Basalto. Pomice. Sarfegna Calcarini arenacei e calcari Presso Cagliari. corallini Diaspri (vari colori). Isola S. Pietro. Granito della Maddalena. Granito di Terranova Pausiana. Prov. Sassari.

Grigio cenerina.

50150

Spugnosa, leggera. Resistenti, non lucidabili.

Giallo rossa, ecc. Giallastra, rosea, violacea.

Piccole dimensioni. Fine e compatto.

A.P.I.C.E. S.r.l.

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MATERIALI EDILIZI
LEGNAMI

Nome volgare
Ritiro Plasiticit Assiale Radiale Tangenziale Plastici al pi alto grado Discretamente plastici Elastici al pi alto grado Molto elastici Sufficientemente elastici Poco elastici Molto pieghevoli Pieghevoli Mediocremente pieghevoli Poco pieghevoli All'aperto Resistenza Nell'acqua Al coperto Imbarcano abbastanza Imbarcamento Imbarcano poco Imbarcano pochissimo Molto duro 10001500 kg/cm Duro 6511000 kg/cm Durezza Medio duro 501650 kg/cm Tenero 351500 km/cm Tenerissimo < 350 kg/cm Brevissima Durata Breve Durevoli Durevolissimi Trazione Compressione Taglio Peso specifico (stagionatura all'aria)

Abete Bianco

Abete Dougl.

Abete rosso

Acero

Betulla comune

Castagno

Cerro

Ciliegio

Cipresso

Cirmolo

Faggio crudo

Farnia

Frassino

Gattice

Larice

Melo

Noce

0,1 2,6 5,3

0,4 4,4 6,5

0,25 4,2 7,8

0,2 5,4 10,5

Elasticit

Flessibilit

r kg/cm

650 250 40 0,44


Abete Bianco

0,67
Abete Dougl.

700 300 40 0,44


Abete rosso

0,53
Acero

0,73
Betulla comune

0,62
Castagno

0,83
Cerro

0,66
Ciliegio

0,62
Cipresso

1050 400 85 0,47 0,74 0,75


Cirmolo Faggio crudo Farnia

900 450 0,74


Frassino

0,50
Gattice

800 350 45 0,60


Larice

850 400 0,79


Melo

0,69
Noce

Nome volgare
Provenienza Polibilit Carpenteria Infissi Avvolgibili Nazionale Europea Esotica Facilmente polibili Difficilmente polibili Lavori correnti Lavori speciali Interni Esterni Comuni Di lusso Comuni Di lusso Scale e parquet

Mobili

A.P.I.C.E. S.r.l.

47a

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MATERIALI EDILIZI
LEGNAMI
Nome volgare
Ritiro Plasiticit Assiale Radiale Tangenziale Plastici al pi alto grado Discretamente plastici Elastici al pi alto grado Molto elastici Sufficientemente elastici Poco elastici Molto pieghevoli Pieghevoli Mediocremente pieghevoli Poco pieghevoli All'aperto Resistenza Nell'acqua Al coperto Imbarcano abbastanza Imbarcamento Imbarcano poco Imbarcano pochissimo Molto duro 10001500 kg/cm Duro 6511000 kg/cm Durezza Medio duro 501650 kg/cm Tenero 351500 km/cm Tenerissimo < 350 kg/cm Brevissima Durata Breve Durevoli Durevolissimi Trazione Compressione Taglio Peso specifico (stagionatura all'aria)
Olmo Ontano nero Pero Pino giallo Pino silvestre Pino loricuto Pioppo Platano Rovere Quercia

0,3 3 6

0,1 2,3 4,5

0,3 2,6 6,1

0,2 4,3 7

Elasticit

Flessibilit

r kg/cm

900 350 75 0,67


Olmo

950 450 0,56


Ontano nero

800 450 0,75 0,84


Pero Pino giallo

900 350 0,53


Pino silvestre Pino loricuto

550 250 0,42


Pioppo

0,62
Platano

0,74
Rovere

950 400 75 0,99


Quercia

Nome volgare
Provenienza Polibilit Carpenteria Infissi Avvolgibili Mobili Nazionale Europea Esotica Facilmente polibili Difficilmente polibili Lavori correnti Lavori speciali Interni Esterni Comuni Di lusso Comuni Di lusso Scale e parquet

Ritiro - rappresentato prevalentemente dalle variazioni di volume del legno nel passaggio tra ambienti a diverso grado di umidit. Plasticit - la propriet per la quale il legno, sottoposto a compressione in direzione normale alle fibre per parte di un corpo resistente ed esteso, si deforma permanentemente su tutta la superficie compressa, che assume in negativo la forma dello stampo. La plasticit tanto maggiore quanto pi distintamente risultano riprodotti

i disegni dello stampo e minore lo sforzo di compressione che si deve esercitare. Elasticit - la propriet per la quale il legno riprende la forma primitiva, cessata che sia lazione deformante ed definita dal valore della sollecitazione unitaria oltre la quale il legno rimane permanentemente deformato. Flessibilit - la propriet dei legnami di curvarsi o torcersi oltre il limite di eleasticit, conservando la deforamazione senza rompersi quando cessa la forza piegante.

Imbarcamento - la attitudine che hanno i legnami a curvarsi quando la dilatazione o la contrazione avvengono da una sola parte. Durezza - Si definisce come lattitudine del legno ad opporsi alla penetrazione di altri corpi. Si assunta come misura della durezza del legno la resistenza che esso oppone alla penetrazione di un corpo estraneo (una sfera di acciaio temperato con r=5,64) premuto normalmente alla superficie in esame.

A.P.I.C.E. S.r.l.

47b

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
LEGNAMI
Essenza Abete Tipo pezzatura Tavolame (conico, parallelo e prismato) Lunghezza 400 Dimensioni in cm Larghezza Spessore A da 16 in pi 2;2,5;3; 3,5; 4; 5; 6 815 da 8 in pi fino a 20 2;2,5;3 da 1 in pi fino a 20 Note B C D E F G H I L Per lunghezze superiori e per spessori <o> di quelli segnati, per tavolame parallelo e prismato imposto un sovraprezzo. sottomisure. tollerato in 10% in lughezza inferiore a 100. per sezioni superiori a quelle segnate, con variazioni di 2 in 2 cm, per lunghezze sup. (per ogni metro e porzione di metro) e per travi a spigolo vivo imposto un sovrapprezzo. lavorato a spigolo vivo aumento di prezzo del 10%.

Corto (bottolame) Travi segate a spigolo commerciale Smezzole e fettoni a spigolo commerciale Smezzole o fettoni (segate con smusso tipo costr.) Travature uso Triestre (sostacchine) Morali e mezzi morali Listelli

400 100375 400

1613 1316 e maggiori (oltre) 400 48 48 200 1 23 400 1,21,5 210 25 310 Travetti con smusso tipo 250600 6 8 da costruzione 10 12 Larice Si trova in commercio nelle stesse pezzature dell'abete, salvo che non si trovano listelli e travetti e gli spessori inferiori a 2 cm nel tavolame e non esiste l'assortimento per avio. Pino Tavolame 400 16 in pi 2,5 in pi per spessore di 2 cm e larghezze da 8 a 15 cm silano imposto un sovraprezzo. Travatura asciata uso Triestre da 400 in pi sezioni commerciale in monte Travi e bordonali segati od 400800 12 in pi 12 in pi asciati a spigolo vivo, testa a per lunghezze >400 per ogni metro e frazione testa di metro imposto un sovraprezzo. Morali 400 6 6 600 10 10 Pino silves. Tavolame conico 400 16 in pi Pioppo Tavolame non refilato commerciali 14 in pi 2,5 in pi Castagno Tavolame: Campania 100350 Lazio Abruzzi 200300 25 ~ 5,6,7,8 Toscna 120 in pi Piemonte 100 " " Travatura asciata da costruzione dimensioni d'uso (Lazio e Abruzzo) Travicelli grossolanamente 250300 812 812 valutazione a pezzzo. squadrati Passoni o fette 200 Cirmolo Tavolame rifilato con tolleranza 100400 12 ~ 2,512 variazioni di prezzo in dipendenza della lunghezza di smusso in tre gruppi (100200; 200400; 400 e pi) e in dipendenza dello spessore in due gruppi (2,54; 512). Faggio e Tavolame naturale non refilato 200 in pi 20 ~ 2,710 tolleranza del 20% sotto i 200 di lunghezza e Ontano di sovraprezzo per merce refilata. montagna Tavolame evaporato refilato e 200 in pi 20 ~ 2,710 non refilato Tombante=o in monte - qualsiasi provenienza e pezzature varie. Netterello=misure ridotte comprese tra 816 in larghezza. A spigolo commerciale=tolleranza di smusso. Testa a testa=tolleranza di smusso. Travatura tipo Trieste=travatura asciata. A=per avui da cm 10 in pi; B=per avio lunghezze magg. m4; C=1assortimento netto; D=1 assortimento netto; D=1 assortimento; E=2 assortimento; F=2 assortimento and. G=3 assortimento; H=4 assortimento; I=assortimento tombante o in monte; L=netterello da cm 816

400 600 400 600 400900

810 810

20 1020

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48

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MATERIALI EDILIZI
PROFILATI METALLICI
r d H Tabella delle dimensioni, sezioni, pesi, movimenti d'inerzia a carichi uniformemente ripartiti che possono sopportare le travi di profilo normale, appoggiate orizzontalmente ai due estremi, per portate da 1 a 10 metri. H, B, d,t, - in mm P=peso in Kg/m s=sezione in cm Jx=momento d'inerzia rispetto all'asse x in cm4 Wx=modulo di resistenza in cm
DIMENSIONI H 80 100 120 140 160 180 200 220 240 260 280 300 320 340 360 380 400 425 450 475 500 550 600 Profilo 80 100 120 140 160 180 200 220 240 260 280 300 320 340 360 380 400 425 450 475 500 550 600 H B 42 50 58 66 74 82 90 98 106 113 d 3,9 4,5 5,1 5,7 6,3 t Peso Sezione Kg/m p cm s Momento di inerzia cm4 Jx 77,7 170 327 572 934 1444 2138 3055 4239 5735 7575 9785 12490 15670 19580 23980 29210 36930 45790 56410 68650 98950 138800 Jx Momento di inerzia cm4 Modulo di resistenza cm4 Wx 19,4 34,1 54,5 81,8 117 161 214 278 353 441 541 652 781 922 1087 1262 1461 1738 2035 2375 2746 3598 4626 Wx Modulo di resistenza cm4 1,00 2,00 2,50 1862 2173 3274 3819 5232 6104 7853 9162 11232 13104 15456 18032 20544 23968 26688 31136 33888 39536 42336 49392 51936 60592 62592 73024 74976 87472 88512 103264 104352 121744 121152 141344 140256 163632 166848 194656 195360 931 1087 1637 1910 2616 3052 3927 4581 5616 6552 7728 9016 10272 11984 13344 15568 16944 19768 21168 24696 25968 30296 31296 36512 37488 43736 44256 51632 52176 60872 60576 70672 70128 81816 83424 97328 97680 745 869 1310 1528 2093 2442 3141 3665 4493 5242 6182 7213 8218 9587 10675 12454 13555 15814 16934 19757 20774 24237 25037 29210 29990 34989 35405 41306 41741 48698 48461 56538 56102 65453 66739 77862 78144 91168 91200 106400 105446 1,00 2,00 2,50 3,00 621 724 1091 1273 1744 2034 2618 3054 3744 4368 5152 6011 6847 7989 8895 10378 11295 13177 14111 16462 17311 20195 20843 24339 24992 29157 29504 34421 34784 40581 40384 47115 46752 54544 55616 64885 65120 75973 76000 88667 87872 DISTANZE TRA GLI APPOGGI IN METRI 3,50 532 621 935 1091 1495 1744 2244 2618 3209 3744 4416 5152 5869 6898 7625 6848 9682 11295 12095 14111 14838 17311 17883 20863 21421 24992 25289 29504 29815 34784 34615 40384 40073 46752 47671 55616 55817 65120 65143 76000 75319 87872 98688 4,00 466 543 819 955 1308 1526 1963 2291 2808 3276 3864 4508 5136 5992 6672 7784 8472 9884 10584 12348 12984 15148 15648 18256 18744 21868 22128 25816 26088 30436 30288 35336 35064 40908 41712 48664 48840 56980 57000 66500 65904 76888 86352 4,50 414 483 727 849 1163 1356 1743 2036 2496 2912 3434 4007 4565 5323 5930 6918 7530 8785 9407 10975 11540 12464 13908 16226 16660 19436 19669 22948 23189 27054 26922 31410 31168 36363 37077 43256 43413 50649 50667 59105 58581 68345 76757 89550 98688 5,00 372 435 655 764 1046 1221 1571 1832 2246 2621 3091 3606 4109 4794 5338 6227 6778 7907 8465 9878 10387 12118 12518 14605 14995 17494 17702 20653 20870 24349 24230 28269 28051 32726 33370 38931 39072 45584 45600 53200 52723 61510 69082 80595 88819 6,00 310 362 545 636 872 1017 1308 1527 1872 2184 2576 3004 3424 3995 4446 5189 5646 6589 7056 8232 8653 10095 10432 12166 12491 14579 14752 17211 17392 20290 20192 23557 23376 27272 27808 32443 32560 37987 38000 44333 43936 51259 57568 67163 74016 86352 6,00 7,00 266 310 468 546 747 872 1122 1309 1605 1873 2209 2577 2936 3425 3814 4449 4839 5650 6050 7058 7422 8659 8944 10435 10714 12496 12645 14752 14907 17594 17307 20192 20037 23376 23835 27080 27909 32560 32571 38000 37659 43936 49344 57568 63442 74016 7,00 8,00 233 272 409 477 654 763 982 1145 1404 1638 1932 2254 2568 2996 3336 3892 4236 4942 5292 6174 6492 7574 7824 9128 9372 10934 11064 12908 13044 15218 15144 17668 17532 20454 20856 24332 24420 28490 28500 33250 32952 38444 43176 50372 55512 64764 8,00 9,00 207 241 364 424 581 678 872 1018 1248 1456 1717 2004 2280 2663 29625 3460 3765 4392 4704 5483 5770 6732 6948 8113 8330 9772 9835 11474 11995 13527 13461 15705 15584 18181 18538 21628 21707 25324 25333 29556 29291 34173 38379 44775 49344 57568 9,00 10,00 186 217 327 382 523 610 785 916 1123 1310 1546 1803 2054 2397 2669 3114 3389 3954 4234 4939 5194 6059 6259 7302 7498 8747 8851 10326 10435 12174 12115 14134 14026 16363 16685 19466 19536 22792 22800 26600 26362 30755 34541 40298 44410 51811 10,00 Carico uniformemente ripartito in kg per carichi di sicurezza di 1200 Kg/cm - 1400 kg/cm

B
Profilo

5,9 5,94 7,57 6,9 8,34 10,6 7,7 11,1 14,2 8,6 14,3 18,2 9,5 17,9 22,8

6,9 10,4 21,9 27,9 7,5 11,3 26,2 33,4 8,1 12,2 31,0 39,5 8,7 13,1 36,2 46,1 9,4 14,1 41,9 53,3

119 10,1 15,2 47,9 61,0 125 10,8 16,2 54,2 69,0 131 11,5 17,3 61,0 77,7 137 12,2 18,3 68,0 86,7 143 13,0 19,5 76,1 97,0 149 13,7 20,5 84,0 107 155 14,4 21,6 92,5 118 163 15,3 23,0 170 16,2 24,3 178 17,1 25,6 185 18,0 27,0 200 19,0 30,0 215 21,6 32,4 B d t 104 132 115 147 128 163 141 179 166 212 119 254 p Kg/m Peso s cm Sezione

227920 113960 228000 114000 266000 133000 263616 131808 307552 153777 345408 172704 402976 201488 444096 222048 518112 259056

123021 102517 138163 115136 161190 134325 177638 148032 207245 172704 3,00

115136 100744 126885 111024 14832 3,50 127528 4,00

115136 103622 4,50 5,00

Carico uniformemente ripartito in kg per carichi di sicurezza di 1200 Kg/cm - 1400 kg/cm DISTANZE TRA GLI APPOGGI IN METRI

DIMENSIONI

A.P.I.C.E. S.r.l.

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MATERIALI EDILIZI
PROFILATI METALLICI
b/2 s h t b
Profilato P 14 15 16 18 20 22 24 25 26 28 30 32 34 36 38 40 h 140 150 160 180 200 220 240 250 260 280 300 320 340 360 380 400 Dimensioni in mm b 140 150 160 180 200 220 240 250 260 280 300 300 300 300 300 300 s 8 8 9 9 10 10 11 11 11 12 12 13 13 14 14 14 t 12 12 14 14 16 16 18 18 18 20 20 22 22 24 24 26 Sezione S=cm 44,1 17,3 58,4 65,8 82,7 91,1 111,0 116,0 121,0 144,0 154,0 171,0 174,0 192,0 194,0 209,0 Peso kg/m 34,6 37,2 45,8 51,6 64,9 71,5 87,4 91,1 94,8 113,0 121,0 135,0 137,0 150,0 153,0 164,0 Valori statistici rispetto all'asse x-x Jx=cm4 Wx=cm 1520 217 1900 253 2630 329 3830 426 5950 595 8050 11690 13300 15050 20720 25760 32250 36940 45120 50950 60640 732 974 1060 1160 1480 1720 2020 2170 2510 2680 3030

TRAVI AD ALI LARGHE PARALLELE r (TRAVI GREY-DUFFERDINGEN) X h s b

t PROFILATI A x SERIE NORMALE r=t R1=0,5 + arrotondamento al mm

Dimensioni in mm Profilato 3,0 4,0 5,0 6,5 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 22,0 24,0 26,0 28,0 30,0 Peso per metro kg 6,8 9,2 12,2 15,3 17,9 21,9 26,3 h 30 40 50 65 80 100 120 140 160 180 200 220 240 260 280 300 b 33 35 38 42 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 s 5,0 5,0 5,0 5,5 6,0 6,0 7,0 7,0 7,5 8,0 8,5 9,0 9,5 10,0 10,0 10,0 t 7,0 7,0 7,0 7,5 8,0 8,5 9,0 10,0 10,5 11,0 11,5 12,5 13,0 14,0 15,0 16,0

Sezione S=cm 5,44 6,21 7,12 9,03 11,0 13,5 17,0 20,4 24,0 28,0 32,2 37,4 42,3 48,3 53,4 58,8

Peso kg/m 4,27 4,88 5,59 7,09 8,65 10,6 13,3 16,0 18,9 22,0 25,3 29,4 33,2 37,9 41,9 46,1

Valori statistici rispetto all'asse x-x Jx=cm4 Wx=cm 6,39 4,26 14,1 7,07 26,5 10,6 57,5 106 205 364 605 925 1354 2911 2691 3599 4824 6276 8028 17,7 26,5 41,1 60,7 86,4 116 150 191 245 300 371 448 535

Altezza trave normale cm 8 10 12 14 16 18 20

Altezza Larstiraghezza mento briglia b cm mm 16 42 20 50 24 58 28 66 32 74 36 82 40 90

Dimensione traliccio mm l s 25 5,0 30 5,5 35 6,0 40 6,5 45 6,3 50 6,9 55 7,5

Sezione briglia cm 3,52 4,90 6,50 8,29 9,94 12,23 14,69

Sezione della trave cm 8,29 11,46 15,09 19,18 22,80 27,90 35,50

Psaao Momento Momento dei nodi d'inerzia d'inerzia P Jx Wx mm cm4 cm 471 384 48 612 850 85 754 1608 134 848 2744 196 942 4336 271 1036 6714 373 1131 9880 494

p l X

b x s

TRAVI STIRATE TIPO TNS (da 1 a 2) N.B. - Le misure indicate nella presente tabelle, dedotta dal catalogo generale dell'Iva, non sono impegnative.
Dimensioni mm Valori statici Peso rispetto asse x-x kg/m ex - cm lx - cm4 Wx - cm 0,878 0,581 0,380 0,268 1,28 0,718 0,863 0,484 1,77 0,853 1,72 0,802 2,33 0,99 3,09 1,23 2,96 3,66 4,45 6,23 8,32 10,7 13,4 16,4 1,12 1,26 1,39 1,66 1,93 2,2 2,47 2,74 5,16 8,05 12,1 24,4 44,5 74,9 118 179 1,79 2,48 3,35 5,62 8,78 12,9 18,1 24,6

rp s x ex r b PROFILATI A T SERIE NORMALE h/2 x r1 b/4

Profilato 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100 b=h mm 20 25 30 35 40 45 50 60 70 80 90 100

s=t=r 3 3,5 4 4,5 5 5,5 6 7 8 9 10 11

r1 1,5 2 2 2,5 2,5 3 3 3,5 4 4,5 5 5,5

r2 1 1 1 1 1 1,5 1,5 2 2 2 2,5 3

Sezione cm 1,12 1,64 2,26 2,96 3,77 4,66 5,67 7,94 10,6 13,6 17,1 20,9

A.P.I.C.E. S.r.l.

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MATERIALI EDILIZI
PROFILATI METALLICI
Profilo N.P. Lato L mm 20 25 30 35 Spessori Peso per m d p mm 3 4 3 4 4 6 4 6 4 6 8 5 7 9 5 7 9 6 8 10 6 8 10 11 7 9 11 7 9 11 8 10 12 8 10 12 9 11 13 10 12 14 10 12 14 11 13 15 12 14 16 13 15 17 14 16 18 Kg 0,88 1,14 1,12 1,45 1,78 2,57 2,10 3,04 2,42 3,52 4,55 3,38 4,60 5,76 3,77 5,15 6,47 4,95 6,46 7,90 5,42 7,09 8,69 9,41 68,3 86,2 103,4 7,38 9,34 11,23 9,03 11,07 13,11 9,66 11,85 14,05 12,17 14,68 17,11 15,10 17,80 20,60 16,60 19,70 22,80 19,90 23,30 26,60 23,60 27,20 30,90 27,50 31,40 35,30 31,60 35,90 40,10 Sezione S cm 1,12 1,45 1,42 1,85 2,27 3,27 2,67 3,87 3,08 4,48 5,80 4,30 5,86 7,34 4,80 6,56 8,24 6,31 8,23 10,07 6,91 9,03 11,07 11,99 8,70 10,98 13,17 9,40 11,90 14,30 11,50 14,10 16,70 12,30 15,10 17,90 15,50 18,70 21,80 19,20 22,70 26,20 21,20 25,10 29,00 25,40 29,70 33,90 30,00 34,70 39,30 35,00 40,00 45,00 40,30 45,70 51,00 Distanza del baricentro z cm 1,40 1,36 1,77 1,74 2,11 2,04 2,50 2,42 2,88 2,80 2,72 3,22 3,14 3,06 3,60 3,51 3,44 3,94 3,86 3,78 4,31 4,23 4,15 4,65 4,56 4,50 5,03 4,95 4,87 5,37 5,29 2,21 5,74 5,66 5,59 6,64 6,38 6,30 7,18 7,10 7,02 7,93 7,85 7,79 8,64 8,57 8,49 9,36 9,28 9,20 10,08 10,00 9,92 10,80 10,70 10,60 Momento d'inerzia e di resistenza Z rispetto all'asse MM jm Wm=Jm/z M cm4 cm 0,38 0,275 4,48 0,355 0,79 0,445 1,00 0,575 1,80 0,855 2,48 1,215 2,96 1,185 4,13 1,705 4,47 1,555 6,35 2,250 7,90 2,900 7,85 2,435 10,40 3,315 12,60 4,125 11,00 3,050 14,50 4,150 17,90 5,195 17,30 4,395 22,10 5,750 26,30 4,950 22,75 5,300 29,15 6,900 34,85 8,400 33,40 41,30 48,75 42,30 52,50 62,00 59,00 71,00 82,50 72,00 87,50 102,00 116,00 137,50 158,00 177,00 207,00 235,00 230,00 280,00 319,00 340,00 393,50 445,50 472,00 540,00 604,50 638,00 723,00 805,00 845,00 949,00 1051,50 7,200 9,050 10,850 8,400 10,600 12,700 10,950 13,450 15,850 12,550 15,450 18,200 17,950 21,550 25,050 24,650 29,150 33,500 30,100 35,700 40,950 39,400 46,050 52,500 50,500 58,000 65,500 63,500 72,500 81,000 78,500 88,500 99,000
d L ANGOLARI A LATI UGUALI PROFILO NORMALE

M L

2 2,5 3 3,5

40

4,5

45

50

5,5

55

60

6,5

65

70

7,5

75

80

90

10

100

11

110

12

120

13

130

14

140

15

150

A.P.I.C.E. S.r.l.

51a

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
PROFILATI METALLICI
Distanze degli assi barcentrici MM e NN z z' cm cm 2,01 1,51 1,97 1,46 3,02 2,98 4,05 3,96 5,03 4,94 6,69 6,60 8,08 8,00 10,11 10,03 2,26 2,22 3,03 2,95 Momento d'inerzia e di resistenza rispetto l'asse MM l'asse NN Jm Wm Jn Wn cm4 cm cm4 cm 0,45 0,30 1,25 0,62 0,56 0,38 1,60 0,81 2,05 2,46 6,20 8,00 0,91 1,11 20,5 2,71 4,36 5,49 9,37 11,40 16,20 19,20 30,60 35,20 5,77 6,99 17,30 23,00 46,00 57,10 140,00 167,00 276,00 323,00 649,00 644,00 1,91 2,35 4,27 5,81 9,20 11,60 21,10 25,30 34,40 40,40 64,00 74,10
N Z' l M Z M

Profilo N.P. 2 3 3 4,5 4 6 5 7,5 6,5 10 8 12 10 15

Lati l mm 20 L mm 30

Spessori d mm 3 4 4 5 5 7 7 9 9 11 10 12 12 14

Peso per m P kg 1,11 1,45 2,25 2,77 3,76 5,14 6,54 8,24 11,15 13,42 14,99 17,80 22,53 26,06

Sezioni S cm 1,42 1,85 2,87 3,53 4,79 6,55 8,33 10,50 14,20 17,10 19,10 22,70 28,70 33,20

30

45

L N

40

60

ANGOLARI A LATI DISUGUALI PROFILO NORMALE 1,5 L = 1 l

50

75

3,76 16,40 3,68 20,20 4,91 46,60 4,83 55,30 6,05 97,90 5,98 115,00 7,58 232,00 7,50 263,00

65

100

80

120

100 150

Profilo N.P. 2 4 3 6 4 8 5 10 6,5 13 8 16

Lati l mm 20 L mm 40

Spessori d mm 3 4 5 7 6 8 8 10 10 12 12 14

Peso per m P kg 1,35 1,77 3,37 4,59 5,41 7,07 9,03 11,07 14,6 17,35 21,59 24,96

Sezioni S cm 1,72 2,25 4,29 5,85 6,89 9,01 11,5 14,10 18,60 22,10 27,50 31,80

Distanze degli assi barcentrici MM e NN z z' cm cm 2,75 1,56 2,53 1,52 3,85 3,76 5,15 5,06 6,41 6,32 8,35 8,25 10,28 10,19 2,32 2,24 3,12 3,04

Momento d'inerzia e di resistenza rispetto l'asse MM l'asse NN Jm Wm Jn Wn cm4 cm cm4 cm 0,46 0,31 2,81 1,09 0,6 0,4 3,58 1,42 2,61 3,42 7,66 9,70 1,13 1,52 2,45 3,17 5,05 6,19 10,70 12,70 19,60 22,60 15,6 20,6 44,90 57,50 116,00 141,00 320,00 274,00 719,00 822,00 4,05 5,51 8,74 11,4 18,10 22,30 38,30 44,00 70,00 80,70

N Z' l M Z M

30

60

L N

ANGOLARI A LATI DISUGUALI PROFILO NORMALE

40

80

L l

2 1

50

100

3,88 19,60 3,8 23,50 5,05 54,40 4,97 52,80 6,23 122,00 6,15 139,00

65

130

80

160

A.P.I.C.E. S.r.l.

51b

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
PROFILATI METALLICI
B L L S ANGOLARI A LATI UGUALI SPIGOLI VIVI H d B1 FERRI A Z SPIGOLI VIVI

Lati L mm 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60
l

3 0,64 0,87 1,11 1,35 1,58

3,5 0,73 1,00 1,27 1,56 1,82 2,11

4 0,82 1,13 1,44 1,76 2,07 2,38 2,70

Spessori S in mm 4,5 5 6 Peso in kg/m 1,25 1,60 1,95 2,3 2,65 3,01 3,37 1,38 1,76 2,16 2,55 2,94 3,33 3,44 4,15 4,54

2,07 2,55 3,02 3,46 3,95 4,28 4,9 5,39

2,46 4,00 4,56 5,14 5,70 6,25

4,53 5,15 5,78 6,40 7,04

6,44

ANGOLARI A LATI UGUALI SPIGOLI VIVI L S

Lati mm L 20 20 25 25 25 25 30 30 30 30 35 35 40 40 40 40 45 50 50 60 l 12 16 13 15 17 19 15 17 18 20 17 20 20 22 25 30 30 25 30 35

4 0,87 1,04 1,10 1,19 1,25

4,5

Spessori S in mm 5,5 6 Peso in kg/m

6,5

1,14 1,17 1,23

1,3 1,37 1,53 1,55 1,66 1,67 1,81

1,51

1,4

1,79 1,81

1,95 2,07 2,31 2,67 2,80 3,01 3,27 3,5 2,47 2,83 3,05

1,51

1,66

1,91 2,24

2,13 2,48

2,22 2,36 2,75 2,95

2,16 2,35 2,44 2,59 3,00 3,22

H 15 18 20 24 25 25 25 25 30 30 30 30 30 32 32 35 35 35 35 36 36 36 40 40 40 45 45 47 48 50

Dimensioni B 7 8 10 12 12 13 14 16 15 15 16 16,5 17 16 18 15 18 18,25 19 19 20 22 20 21 22 22 24 20 25 25

B1 7 8 10 12 12 12 12 13 13 15 13 14 14 13 15 15 18 16 15 15 16 17 20 16 17 19 20 20 22 21

Spessore d Sezione mm cm 3,5 0,77 4 1,04 3,5 1,30 4 1,60 4,5 1,80 4 1,94 5 2,05 4,5 2,02 5,5 2,58 5 2,50 5 2,45 5 2,53 5 2,55 5,5 2,72 5,5 2,97 5 2,70 5,5 3,22 5,5 3,20 5,5 3,19 6 3,48 6 3,60 6 3,75 5,5 3,79 6 3,90 6 4,02 7 4,68 6 4,62 5 3,85 7 5,67 7 6,74

Peso kg/m 0,60 0,82 1,01 1,26 1,41 1,53 1,61 1,59 2,02 1,96 1,92 1,99 2,00 2,16 2,33 2,18 2,59 2,51 2,50 2,73 2,83 2,97 2,97 3,05 3,16 3,95 3,62 3,02 4,45 4,50

3,31

3,58

3,75 4,51

3,73 4,00

4,53
FERRI A U H Tipo francese

S H B S FERRI A T SPIGOLI VIVI

Lati mm B 15 20 20 25 25 25 30 30 30 35 35 35 H 15 20 25 25 25 30 30 30 35 35 35 40

Spessori S mm 3 4 5 4,5 5 5 5 5,5 5,5 5,5 6 6

Peso kg/m 0,82 1,13 1,57 1,61 1,77 1,96 2,16 2,35 2,57 2,79 3,01 3,25

Lati mm B 40 40 40 45 45 50 55 60 60 70 80

Spessori Peso S H mm kg/m 40 6 3,48 40 6,5 3,78 40 6 3,79 45 6,5 4,26 45 7 4,56 50 7 4,77 55 7 5,66 60 7 6,21 60 8 7,03 70 9 9,26 80 10 11,75

H Dimensione Spessori Lato Base in S mm mm decimi 20 20 18 22 22 18 24 24 18 26 26 18 30 30 20 36 36 25 40 40 30

Peso kg/m 0,70 0,90 1,00 1,10 1,40 2,10 2,80

A.P.I.C.E. S.r.l.

52a

Manuale dellArchitetto

MATERIALI EDILIZI
PROFILATI METALLICI
Diametro mm 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 22 24 25 26 28 30 32 34 35 36 38 40 Peso kg/m 0,006 0,025 0,055 0,099 0,154 0,222 0,302 0,395 0,499 0,617 0,746 0,888 1,042 1,208 1,387 1,578 1,782 1,998 2,226 2,466 2,984 3,551 3,853 4,168 4,834 5,549 6,313 7,127 7,553 7,99 8,903 9,865 TABELLA DELLE SEZIONI DEI FERRI TONDI Sezione Sezione per nnumero cm 2 barre cm 3 barre cm 4 barre cm 5 barre cm 6 barre cm 0,008 0,016 0,024 0,031 0,039 0,047 0,031 0,063 0,094 0,128 0,157 0,188 0,070 1,140 0,210 0,280 0,350 0,420 0,130 0,250 0,380 0,500 0,630 0,760 0,200 0,390 0,590 0,780 0,980 1,180 0,28 0,38 0,50 0,64 0,79 0,95 1,13 1,33 1,54 1,76 2,01 2,27 2,54 2,84 3,14 3,80 4,52 4,91 5,31 6,16 7,07 8,04 9,08 9,62 10,18 11,34 12,56 0,56 0,77 1,00 1,27 1,57 1,90 2,26 2,65 3,08 3,53 4,02 4,54 5,09 5,67 6,28 7,60 9,05 9,82 10,62 12,31 14,14 16,08 18,16 19,24 20,36 22,68 25,13 0,85 1,15 1,51 1,91 2,36 2,85 3,39 3,95 4,62 5,30 6,03 6,81 7,63 8,51 9,42 11,40 13,57 14,73 15,93 18,47 21,21 24,13 27,24 28,86 30,54 34,02 37,70 1,13 1,54 2,01 2,54 3,14 3,80 4,52 5,31 6,16 7,07 8,04 9,08 10,18 11,34 12,57 15,21 18,10 19,63 21,24 24,63 28,27 32,17 36,32 38,48 40,74 45,36 50,26 1,41 1,92 2,51 3,18 3,93 4,75 5,65 6,64 7,70 8,80 10,05 11,35 12,72 14,18 15,70 19,01 22,62 24,54 26,55 30,78 35,34 40,21 45,40 48,11 50,90 56,70 62,83 1,70 2,31 3,01 3,82 4,71 5,70 6,79 7,96 9,24 10,60 12,06 13,62 15,26 17,02 18,84 22,81 27,14 29,45 31,86 36,94 42,41 48,26 54,48 57,73 61,07 68,04 75,04

8 barre cm 10 barre cm 0,063 0,079 0,250 0,310 0,560 0,700 1,000 1,260 1,570 1,960 2,26 3,08 4,02 5,08 6,28 7,60 9,05 10,62 12,32 14,14 16,08 18,16 20,36 22,68 25,14 30,41 36,19 39,27 42,47 49,26 56,55 64,34 72,63 76,97 81,43 90,73 100,53 2,82 3,84 5,02 6,36 7,85 9,50 11,31 13,27 15,39 17,67 20,11 22,70 25,45 28,38 31,42 38,01 45,24 49,09 53,1 61,58 70,68 80,42 90,79 96,21 101,79 113,41 125,66

A.P.I.C.E. S.r.l.

52b

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
BARICENTRI DI LINEE E SUPERFICI PIANE
TRAPEZIO A B B' C E B G F D C'

SEGMENTO DI RETTA G A

G il punto di mezzo

G sulla bisettrice dellangolo al centro rc dal centro 0. alla distanza X = a Nota: Per la circonferenza X = 0,6366 r Per un quarto di circonferenza X Per un sesto di circonferenza X = 0,9549 r

PERIMETRO DEL TRIANGOLO b A a c c G B

QUADRILATERO 1 3 G 2

Se A, B, C, sono i punti di mezzo dei lati a,b,c, G coincide col centro del cerchio inscritto nel triangolo A,B,C .

2rc X = 3a 4r X= Nota: Per il semicerchio 3p Si applica la formula: Per il cerchio X = 0 baricentro coincidente con il centro del cerchio)

Si uniscono i baricentri dei due triangoli in cui il quadrilatero viene diviso da una delle sue diagonali, indi i baricentri dei due triangoli in cui viene diviso dallaltra diagonale. Il baricentro del quadrilatero il punto d'intersezione delle due congiungenti.

PERIMETRO DEL PARALLELOGRAMMO

PARALLELOGRAMMO

G il punto d'intersezione delle diagonali

G
G il punto d'intersezione delle diagonali 2 R r sen = 38,1972 2 2 3 R r arc 2 2 4 R r Semi anello: X = 2 2 R r 3 X=
2 2

R r 2 2 R r

sen

A.P.I.C.E. S.r.l.

53

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
MOMENTI DI INERZIA E MOMENTI RESISTENTI

Momento d'inerzia

distanza dal'l'asse neutro della fibra pi distante'

E= I E

A
Area della sezione E BH E 5

Momento di resistenza

Momento d'inerzia

distanza dal'l'asse neutro della fibra pi distante'

E= I E

A
Area della sezione

Momento di resistenza

H E B

BH = 12 = 0,0833 B(Hh)

H 2

BH = 0,167 B H 12

3 4 R = 16
4

3 R4= 16
4

2,598 R

= 0,5413 R

= 0,5413 R

h H B

B (H h) = 12 = 0,0833 B(Hh)

H 2

B (H h) = 6H = 0,167 B (Hh) H

R B (H h) E

3 4 R = 16
4

3 2

R4 =

5 R = 8 = 0,625 R

2,598 R

= 0,5413 R

= 0,866 R

B B = 12
4

B E B B B

B 2

B = 0,167 B 6

6B+6Bb+b 1 . 3B + 2b 6B+6Bb+B H H H 12 (3B + 2b) 3 2B + b 36 (2B + b)

(B+ b ) H 2

= 0,0833 B 4 b/2 b/2

B4 = 12 = 0,0833 B4

B 2

2 12

B =

R D E

R4 = 0,7854 R 4 4 D4 = 0,0491 D4 64 (R4 r 4) = 4 = 0,7854 (R4 r4)

R= D 2

R4 D = 4 32

R =

D 4

= 0,118 B

B4 b4 = 12 = 0,0833 (B b)
4 4

B 2

B 4 b4 = 6B Bb = 0,0833 B
4 4

R E

B b

(D4 d4) = 4 = 0,0491 (D4 d4 )

R= D 2

(R 2 r 4) = 4R = 0,7854 (R4 r4) R (D4 d4) = 32 D = 0,098 (D 4 d4) 32 D

(R r)

B b b

B4 b4 = 12
4 = 0,0833 (B4 b)

B 2

2 12

B4 b4 B B4 b4 B

B b

E E' R

( 8

8 9

)R =
4

E = 0,5756 R E' = 0,4244 R

W = 0,1908 R W' = 0,2587 R

R = 1,5707 R 2 D = 0,3926 D 8

= 0,118

= 0,0491 R 4

E E' B B

BH = 36 = 0,0278 BH B

E= E' =

2 3 1 3

W = BH = 24 H = 0,0416 BH W'= BH = 12 = 0,0833 BH B I= h H E= BH 2 H E B B H b h 12 H 2 B H b h 6H B H b h 12 H 2 B H b h 6H = 0,167 = 0,167

= B H = 64 = 0,0491 B H

H 2

= B H = 32 = 0,098 B H

BH= 4 = 0,7854 B H

= 0,0833 (B H b h)

E b B b B b/2 B/2 b/2 B/2 W= I= E=

BHbh B H b h H

= 0,0833 (B H b h) BHbh B H b h H

h E b b E E' B B B b/2 b/2 b b b/2 b/2

W=

I= h' h H E'=

B [E' (E' h)] + b [E + (E' h)] 3 B h + b h' (H + h) 2 (B h + b h') W= I E' W= I E

B H b h'

W = H E'

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54

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
SOLLECITAZIONI SEMPLICI E COMPOSTE
TRAZIONE O PRESSIONE SEMPLICE P
~ l

Mt

2) Sezione rettangolare
max =
Mt (3 + 1,8 a ) b ba

Sollecitazione = P A
l

Deformazione l = Pl

EA

(nel punto medio del lato pi lungo b )

P A

~ l

A b a

Nel caso di pressione, la formula utilizzabile agli effetti della stabilit solo per pilastri corti. Altrimenti, chiamando snellezza il rapporto = l fra la lunghezza libera dinflessione I ed il raggio dinerzia minimo della sezione ed essendo:
l l 2l l/2 per pilastro incernierato agli estremi per pilastro incastrato ad un estremo e libero allaltro per pilastro incastrato ai due estremi
h

FLESSIONE E PRESSIONE b

sup
N e

si deve considerare nel calcolo della sezione la tensione critica, cr, le cui espressioni, per le diverse categorie di materiale e di snellezza, sono (Tetmajer):
Ferro omogeneo: 10 < 10 < Acciaio: Ghisa: < 105 > 105 < 90 > 90 < 80 > 80 Legnami: < 100 > 100 cr = 3100 - 11,4 cr = 212000000/ cr = 3350 - 6,2 cr = 212000000/ cr = 7760 - 120 + 0,53 cr = 9900000/ cr = 293 - 1,94 cr = 9900000/ kg/cm kg/cm kg/cm kg/cm kg/cm kg/cm kg/cm kg/cm

Sezione rettangolare a) materiale resistente a trazione. Centro di pressione su un asse di simmestria.

= N (1 N ) bh bh
sup inf

inf
1) Se e 1) Se e

b) materiale non resistente a trazione.

h/6 vale la formula precedente > h/6 = N (1 N )


sup

=0
inf

bh

bh

FLESSIONE E TAGLIO

= N y I
sup

I suddetti valori della tensione critica vanno introdotti nel calcolo riducendoli mediante un coefficientne di sicurezza variabile 24 per i metalli ad 810 per i legnami.
FLESSIONE SEMPLICE

TM x sez. generica

= N y I
inf

a) Sezione qualunque

sup
y1

max

= TS Ib

sup = My 1 I
sez. x-x

dove I = momento d'inerzia baricentro della zezione S = momento statico rispetto all'asse baricentro della parte di sezione al di sopra (o al di sotto) dell'asse stesso.

y2

inf = My 2 I
Mt TORSIONE SEMPLICE

inf b b) Sezione rettangolare

sup
y1

1) Sezione circolare
I 16 Mt max = d

= = 6M bh = 1,5 T
sup inf max

bh

rotazione della sezione terminale rispetto a quella fissa di base


max
d = Mt G

Rotazione relativa di due sezioni distanti l

32 l d4

b x y

inf

= M dl
0

El

Equazione differenziale della linea elastica

dove G il modulo di elasticit trasversale del materiale

d y dx

= El

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55

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
FORMULE PER IL CALCOLO DELLE TRAVI SEMPLICI
Schema P A l pl 2 B M A= Pl TB= P A B l p p A l a A l P c b B B TA= TB= Pb l Pa l 1 pl M B= 6 pl TB= 2 A x B l M B= TB= pl x l p Momenti flettenti (M) Sforzi di taglio (T) Schema Momenti flettenti (M) M B= 1 pl 15 Sforzi di taglio (T) TA= TB= 1 pl 10 4 pl 10

p A

1 1 pl pl ~ M max = 15 5 33,5 B ( per x = l ~ 0,447 l ) 5 M B= 5 pl 64

11 11 ~ 1 pl pl M max = 768 21,1

TA= TB=

11 pl 64 21 pl 64

( per x = 11 l ~ 0,415 l ) 8
Pb p B l (7 k + 8) 120 p A x r x M max = TA X 2 6 pA (per x = 1 + ( r M B= + 1 + 2TAr p A TA= TB=

Pab M C= l

Pa l pB pA r= l k= pA / p B P c x

pB l (11 k + 4) 40 pB l (9 k + 16) 40

A a A x

p B

M max =

1 pl 8

TA=

Pb 2

)]
TA= TB= P b (l + 2a) l P a (l + 2b) l

a T M max = A 2P B pa TB= 2l TA= paTB p A l A l

b B

(per x = TA ) p
M max = pl 9 3 l 3 ~ 1 15,6 pl

M A = P a b l P b a M B= l M max = M C = 2Pa b l MA = 1 pl 12

p A x B

1 TA= pl 6 TB= 1 pl 3

1 M max pl = 24 MA= p a 12 (6 8 + 3 )

TA=

pl 2

( per x =

~ 0,577 l )

a p 1 pl M max = 12 p M max = TA x A x r x r 6 pl TA= 4 p A x l =a/l TA= TB= l (2p A + p B) 6 l (2p B + p A) 6 A T B = P (3 ) 2 TA = P TB A TA= TB= 3 pl 8 5 pl 8 Pa A x r= l pB pA l l x l B

M B=

p a

Pa x r= l pB pA l P c b

Pb

[per x = pA r
+

12 T M max= A + M A 2p TA ) (per x = 2p 1 M A= pl 30

pa (2 2 + 3 ) (4 3 ) TA= 2 TB= pa (2 ) 2

( 1+ )]

1 + 2TA r p A

a A

pa M B= (1 ) 2 B M C = TA . a M B = 1 pl 8 9 pl M max = 128 3 (per x = l) 8 pa M B= (2 ) 8 TA M max = 2p TA (per x = p )

1 M B= pl 30 p pl Mmax (6 0,32)~ 1 pl = 60 46.6 B (per x = l 0,3= 0,548 l) M A = M B = 5 pl 96 1 pl M max= 32 M A=

TA= TB=

3 pl 20 7 pl 20

l =a/l

p B

TA= TB=

pl 4 pl 4

p A x a p A x B l =a/l B l b

TB =

pa (6 ) 8 TA= p a TB

k= pA / p B

pBl (2 + 3 k ) 60 pBl Pb pB l M B= (2k + 3 ) (3 + 7 k) TA= 60 20 p B x r x B M = M +T x A A max 2 6 pA pBl (per x = ( 1 + (7 + 3 k) TB= r 20 1 + 2TA r )] + p A

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56

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
FORMULE PER IL CALCOLO DELLE TRAVI CONTINUE
M = MOMENTI FLETTENTI Schema MB = Formule 1 pl 8 R = REAZIONE D'APPOGGIO Schema Formule 1 pl 8,55 1 pl MC= 30,3 MB = p A RB = 1,25 pl B C D M AB = 1 pl(alla distanza 0,383 l da A) 13,65 max M BC = 1 pl(alla distanza 0,583 l da A) 18,08 R A = 0,383 pl R B = 1,200 pl R C= 0,450 pl R D= 0,033 pl
max

max M AB = 1 pl(alla distanza 0,375 l da A) 14,3

p A B C

RA =R C = 0,375 pl

MB =

1 pl 16

MB = M D = 1 pl 9,34 MC = 1 pl 14,1 p A B C D E
max M AB = 1 pl(alla distanza 0,393 l da A) 13 max M BC = 1 pl(alla distanza 0,536 l da A) 27,5 R A=R E = 0,393 pl R B =R D= 1,143 pl

max M AB = 1 pl(alla distanza 0,438 l da A) 10,4

p A B C

R A =0,438 pl R B =0,625 pl R C= 0,063 pl

R C= 0,929 pl MB =M D = 1 pl 27,8 MC = 1 pl 9,35


max M AB = 1 pl (alla distanza 0,429 l da A) 17,8

MB = M C M p A B C D
max AB =

1 pl 10

1 pl(alla distanza 0,400 l da A) 12,5 = 1 pl (in mezzeria) 40 p A B C D E

max BC

R A=R E = 0,036 pl R B =R D= 0,465 pl R C= 1,143 pl M B = 1 pl 8,26 MC = 1 pl 55,6

R A = R D = 0,400 pl R B = R C = 1,100 pl

MB =M C M BC = 1 pl 20 M p A B p C D
max AB =

1 pl(alla distanza 0,450 l da A) 9,9 R A = R D = 0,450 pl R B = R C = 0,550 pl p A B C p D E

M D = 1 pl 17,2 1 pl (alla distanza 0,380 l da A) 13,9 max M BC = 1 pl(alla distanza 0,603 l da A) 16,4 max M DE = 1 pl(alla distanza 0,422 l da A) 10,3 R D= 0,598 pl R A = 0,380 pl R = 0,442 pl
max M AB = E

R B = 1,223 pl MB = M C
max BC

R C= 0,357 pl

1 pl 20

M p A B C D

1 pl (in mezzeria) 13,3 p A B p C D E

R A = R D = 0,050 pl R B = R C = 0,550 pl

MB =M D = 1 pl 18,5 MC = 1 pl 27,8 max M AB = 1 pl (alla distanza 0,446 l da A) 10 max M CD= 1 pl(alla distanza 0,482 l da A) 12,4 R D= 0,572 pl R A = 0,446 pl R E = 0,054 pl R C= 0,464 pl R B = 0,572 pl

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57

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
FORMULE PER IL CALCOLO DEGLI ARCHI
ARCO A 3 CERNIERE Schema P b C x A l h C F Xb B y l x B= Fh 2f xA= F - x B y y= Fh l A

Formule yA= Pb l yB= Pa l

a Ya

Yb x B

x = Pa (valida per a < l ) l 2

ARCO A 2 CERNIERE N.B. - Le formule contrassegnate con asterisco sono valide solo per l'arco a forma parabolica con I cos = cost =I = inclinazione della tangente ( sull'orizzontale). Per gli archi ribassati tale ipotesi coincide praticamente con della sezione costante. Non si tiene conto dell'accorciamento della fibra media. Schema Formule P a b Ya x C F l a F Xa A y h

Yb x B

yA= P

yB= P

F Xa A

Pl x= 5 f 8 M c= Pa xf (valida per a < l ) 2 2 y = Fh l 12 - 84 ) * xA= F (2-3+2 + 2 B xB= F - xA M c = Ph xB f 2 y B= 1 pl 8 Mc= pl 16 *

C b F Xb y

p Ya x A p y x C F l q C F Xa A y l Xb B y x y F l C x B Yb

= yA

3 pl 8

yB=

1 pl 8

p Y2 Ya x A C F l x B Yb

yA= 3 pl 8 x= pl 16 f *

x=

pl 16f

y=

pl 2 pl 8f

p y x F l C x y

y = pl 2 x= pl * 8f Mc 0 * = y = qf 2l xA= 5 q f * 7 B l x B= 2 q f * 7

x=

qf y= 2l xA = 3 qf 4 = xB 1 qf 4

Y2 C F Xb y

Xa

M c = 1 q f * 28 x= pl * 16 f

ARCO INCASTRATO N.B. - Le formule contrassegnate con asterisco sono valide solo per l'arco a p forma parabolica con I cos = cost =I = inclinazione della tangente ( Y2 sull'orizzontale). Per gli archi ribassati tale ipotesi coincide praticamente con della sezione costante. Non si tiene conto dell'accorciamento della fibra Ya media. Schema Formule x 15 Pa A x= * Ma P 4 f a b Pa 3) * M A= (5 2 C p Pb Ya Yb M B= (5 3) * 2 F x x y yA= P M A M B yB= P yA A B l Mb Ma x l M c=M B+ 1 yB xf (valida per a < l ) l 2 A 2 M xA= F (1+ 14 +36 4 )* a C b xA=F xA q h F y M A= 2Ff (3 9 +8 )* F Xa Xb M B= 2Ff (3 9 + 8 )* A B y = Fh M A M B Xa A Mb y Ma l Ma y yl x l M c= B f + MB 2

C F l x

Yb B Mb

M A= 1 p l * 64 yA= 13 pl 32

M B= + 1 p l * 64 yB= 3 pl 32

MC = O * x= pl * 8f

M=O*

C F l C F Xb x

y y= pl 2 M x A = 11 q f * 14 x B= 3 q f * 14 M B = 19 q f * 280 x = q f 4l MC = O *

M A= 51 q f * 280 B Mb M 3 C= q f * 140

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58

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
FORMULE PER IL CALCOLO DI TELAI E PIASTRE
TELAIO CON CERNIERE AL PIEDE TELAIO INCASTRATO

Schema
a C h P b S D

Formule
3 Pab V A = Pb x= 2 h (2K+3) M C = M D = x h= VB= Pa h a C P

Schema
b S D

Formule
x = 3 . Pab 2 h (K+2) M A Pab . 5K1+2 (K+2) = 2 (K+2) (6K+1) M B = Pab . 5K1+2 (K+2) 2 (K+2) (6K+1) VA Pb + MB M A VB = P V A = 2 M =M xh M = M B xh M S MC +V A C D A = X B = F . [ 3(K+1) (2K+1) ] 2 K+2 X A= F XB M C = Fh k 1- 3 K+2 1+6k 2 M D Fh k 1- + 3 = 2 K+2 1+6k

h
x A K= .h h C a S h XB V = y n p C C B VA x VB B

3 Pab 2 h (2K+3)

h
x x B VB MB = a/ A VA K=

M S = PA + M C = Pab . 4K+3 2K+3 2

MA =a/

h . h

F y XA K= h

V = Fy XB = F XA = F XB 2 M C = Fy (2 ) 2 M S = XA y M D= Fy 2 y

C F h

h V = 3+3K-K 3+2K

( (

) )

MA

A I V K= . h h

MB

M A =M C + XB h F y M M X h B = D+ B M S =M A+XA y V = pl 2 M A = pl 12(k+2) = 2MA V= 3Fh . K 6k+1

= y h

V = pl 2 M C=

1 x = pl . 4 h 3+2k pl 4(3+2k) h MA V C h x A x A MA p C

x=

h x V x V

pl 4h(k+2) M C = pl = 6(k+2)

M max = pl . 1+2k 3+2k 8

M max = pl . 3k+2 24 k+2

n K= . h q C h y XA A V

V = q h 2l X A qh . 11k+18 = 8 2k+3 M C= Vl XBh

q X B = qh X A M D= X B h (per y = xA ) q XA y h

X B = qh . 2k+3 ; 8 k+2

X A = qh X B ;

h XB

V XB

V = qh . K ; M B = qh 5k+9 k+2 24 6k+1 l 12k ; M A=M B + Vl ql 6k+1 2

M max = x A 2q

k = . h h

MA

A k = . h h

MB

M C = M B +Vl X B h ; M D=M B X B h M max = x A +M A 2q (per y = xA q )

TABELLA PER IL CALCOLO DELLE PIASTRE RETTANGOLARI APPOGGIATE O INCASTRATE AL CONTORNO


y x M x = l x M y = l x x = l x y = lx M x=mom. flett. in mezzeria parallelamente al lato lx M y =mom. flett. in mezzeria parallelamente al lato ly x = mom. d'incastro parallelamente al lato lx y mom. d'incastro = parallelamente al lato ly = carico riparato

PIASTRE CIRCOLARI UNIFORMEMENTE CARICATE


incastrate al contorno appoggiate al contorno

= y x

R Mi M m= R 16 M i = R 8 Mm M m = 3 R =carico ripartito 16

Mm

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59

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
CALCOLO GRAFICO DELLE CAPRIATE
P P P P P 1 A RA 2 2' 3' L fig. A RB 2-3 2 RA 3-4 3 3 4' 4 5 6 7 6' 7' 8 9 8' B 1-2 1 P P P P r Cremoniamo per una capriata Polonceau composta soggetta a carichi uguali e verticali applicati ai nodi superiori.

I. -Si fissano una scala delle lunghezze, una scala dlle forze ed un versa orario per le rotazioni; si disegna lo schema del sistema articolota (fig. A) e si determinano le reazioni RA e RB entrambe uguali, in questo caso particolare, alla met del carico totale.II. -Si traccia il poligono delle forze esterne, giran intorno al sido stema in verso orario (fig. B).
3'-7' 5-4' a 2-2 2-1 1-2 3-2' 2-3' 2-2' b 3-2 4-3 d 3-4 4-4 4'-5 4-4 3-3' 3'-4' 4'-3 4-3 f C 2'-3' 3'-3 4'-3'

3'-2'

4-5 4 7'-3' 2'-1' 0 5

fig. B Cremoniamo per una capriata inglese soggetta a carichi concentrati applicati nei nodi superiori rinforzati da carichi verticali, peso proprio e sovraccarico della neve e delle pressioni del vento agente sulla falda sinistra.

6 RB 7 8 9

5-4

III. -Si traccia il poligono delle forze relativo a ciascun nodo, cominciando da un nodo ove concorrano due sole aste, girando sempre intorno al nodo in verso orario passando dal primo nodo a quello nel quale concorrano due sole aste i cui sforzi siano incogniti, ricorren do, qualora in un nodo concorrano pi di due aste i cui sforzi siano incogniti, al metodo del Ritter, e cio: 1) dal punto 1 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 1-2 fino ad intersecare nel punto a la parallela all'asta 1-2' condotta per il punto 0: 2) dal punto 2 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 2-3 fino ad intersecare nel punto b la parallela all'asta 2-2' condotta per il punto a: 3) dal punto b, precedentemente trovato, si traccia laparallela all'asta 2'-3 fino ad intersecare nel punto c la parallela all'asta 2'-3' condotta per il punto 0: 4) si calcola lo sforzo s nell'asta 3'-7' mediante la sezione s di Ritter: s -Ms/r, ove r la distanza del punto 5 dall'asta 3'-7' e

Ms -3,5 PI/2P3/81 P 2/8 1P 1/8 1 -Pl e ;I momento delle forze a sinistra di s rispetto al punto 5, polo dell'asta 3'-7': 5) dal punto O del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 3'-7' e su di essa si riporta un segmentoo-g uguale allo sforzo s: dal punto g si trac la parallela all'asta 3'-4' cia fino ad intersecare nel punto f la parallela all'asta 3'-3condotta dal punto c: 6) dal punto 3 del poligono delle forze si traccia la parallela allasta 3-4 fino ad intersecarenel punto d la parallela all asta 3-4 condotta per il punto f7) dal punto 4 del Poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 4-5 fino ad intersecare nel punto e la pa rallela all'asta 4-4' condotta per il punto d: 8) dal punto e, precedentemente trovato, si traccia laparallela all'asta 4'-5 fino ad intersecare nel punto g la parallela all'asta 4'-3' condotta per il punto g. Essendo la struttura simmetrica e simmetricamente caricata, la costruzione del cremoniano si limita alle operazionide-

A.P.I.C.E. S.r.l.

60a

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
CALCOLO GRAFICO DELLE CAPRIATE
P P P P P 1 A RA 2 2' 3' L fig. A RB 2-3 2 RA 3-4 3 3 4' 4 5 6 7 6' 7' 8 9 8' B 1-2 1 P P P P r Cremoniamo per una capriata Polonceau composta soggetta a carichi uguali e verticali applicati ai nodi superiori.

I. -Si fissano una scala delle lunghezze, una scala dlle forze ed un versa orario per le rotazioni; si disegna lo schema del sistema articolota (fig. A) e si determinano le reazioni RA e RB entrambe uguali, in questo caso particolare, alla met del carico totale.II. -Si traccia il poligono delle forze esterne, giran intorno al sido stema in verso orario (fig. B).
3'-7' 5-4' 2-1 1-2 a 3-2' 2-2 2-3' 2-2' b 3-2 4-3 d 3-4 4-4 4'-5 4-4 3-3' 3'-4' 4'-3 f 4-3 C 2'-3' 3'-3 4'-3'

3'-2'

4-5 4 7'-3' 2'-1' 0 5

fig. B Cremoniamo per una capriata inglese soggetta a carichi concentrati applicati nei nodi superiori rinforzati da carichi verticali, peso proprio e sovraccarico della neve e delle pressioni del vento agente sulla falda sinistra.

6 RB 7 8 9

5-4

III. -Si traccia il poligono delle forze relativo a ciascun nodo, cominciando da un nodo ove concorrano due sole aste, girando sempre intorno al nodo in verso orario passando dal primo nodo a quello nel quale concorrano due sole aste i cui sforzi siano incogniti, ricorren do, qualora in un nodo concorrano pi di due aste i cui sforzi siano incogniti, al metodo del Ritter, e cio: 1) dal punto 1 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 1-2 fino ad intersecare nel punto a la parallela all'asta 1-2' condotta per il punto 0: 2) dal punto 2 del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 2-3 fino ad intersecare nel punto b la parallela all'asta 2-2' condotta per il punto a: 3) dal punto b, precedentemente trovato, si traccia laparallela all'asta 2'-3 fino ad intersecare nel punto c la parallela all'asta 2'-3' condotta per il punto 0: 4) si calcola lo sforzo s nell'asta 3'-7' mediante la sezione s di Ritter: s -Ms/r, ove r la distanza del punto 5 dall'asta 3'-7' e Ms -3,5 PI/2P3/81 P 2/8 1P 1/8 1 -Pl e ;I momento

delle forze a sinistra di s rispetto al punto 5, polo dell'asta 3'-7': 5) dal punto O del poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 3'-7' e su di essa si riporta un segmentoo-g uguale allo sforzo s: dal punto g si trac la parallela all'asta 3'-4' cia fino ad intersecare nel punto f la parallela all'asta 3'-3condotta dal punto c: 6) dal punto 3 del poligono delle forze si traccia la parallela allasta 3-4 fino ad intersecarenel punto d la parallela all asta 3-4 condotta per il punto f7) dal punto 4 del Poligono delle forze si traccia la parallela all'asta 4-5 fino ad intersecare nel punto e la pa rallela all'asta 4-4' condotta per il punto d: 8) dal punto e, precedentemente trovato, si traccia laparallela all'asta 4'-5 fino ad intersecare nel punto g la parallela all'asta 4'-3' condotta per il punto g. Essendo la struttura simmetrica e simmetricamente caricata, la costruzione del cremoniano si limita alle operazionidescritte, relative alla sola parte sinistra della capriata.

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60a

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
CALCOLO GRAFICO DELLE CAPRIATE
1. -Si fissano una scala delle lunghezze una scala delle forze ed un verso orario per le rotazioni e si disegna lo schema del sistema articolato (fig. A'). II. -Si determinano le reazioni RA e RB: 1) si traccia il poligono delle forze applicate, girando intorno al sistema in senso orario (fig. B'): 2) si connettono le forze con un poligono funicolare passante per il punto A (fig. A') relativo ad un polo H arbitrariamente scelto e si determina il punto M, intersezione dell'ultimo lato dei poligono funicolare e della normale all'appoggio B e il punto N, intersezione del primo e del l'ultimo lato del poligono funicolare punto per il quale passa la linea di azione della risultante 0-9 delle forze applicate;3) si congiunge A con M e si traccia per il polo H la parallela alla A-M fino ad intersecare nel punto 10 la parallela alla perpendicolare allappoggio B condotta per lestremo 9 del poligono delle forze : il segmento orientato 910 rappresenta la regione Rb; 4) si congiunge il punto 10 con il punto 0: il segmento orientato 10-0 rappresenta la reazione RA. R N P4 P3 P2
3 4 5 6 7 8 14 13 12

P5 P6 P7 P8 P9
9

P1
1

11

10

A RA fig. A'
1-2 0 1

B M RB

2 2-3 6-5 12-6 11-7 7-6 5-12 10-8 8-7 6-12 8-10 11-6 H 10-9 9-8 11-1012-11 2-1 13-12 g e 1-14 c 14-13 a 3-4 13-3 4-13 14-2 12-4 2-14 b 1-2 13-4 14-3 3-13 d 1-3 5-4 12-6
13-4

RA
3

3-4 10-11 11-12 9-10 12-13 13-14 14-1 4-5 5-6 4 10 5

6-7 6 7-8

RB

Fig. B'
8-9 8 9

-Si traccia il poligono delle forze relative a ciascunnodo, cominciando da un nodo ove concorrano due sole aste, girando sempre attorno al nodo in verso orario, passando dal primo nodo a quello nel quale concorrano due sole aste i cui sforzi siano incogniti: . 1) dal punto 1 del poligono delle forze si traccia laparallela alla asta 1-2 fino ad intersecare nel punto a laparallela all'asta 1-14 condotta per il punto 10; 2) dal punto 2 del poligono dele forze si traccia la parall lela alla asta 2-3 fino ad intersecare nel pun b la pato rallela all'asta 2-14 condot a per il punto a; t

3) dal punto b, precedente mente trovato, si traccia la parallela allasta 14-3 fino ad intersecare nel punto c laparallela allasta 14-13 condotta per il punto 10.Analogicamente si procede per gli altri nodi che beneconsiderare nel seguente ordine: 1,2,14,3,13,4,5,12,6,11,7,10,8,9; il poligono delle forze relativo allultimo nodo rimane implicitamentetracciato, mentre il tracciamento del poligono delle forzerelativo al penultimo nodo d modo di controllarelesatezza del calcolo grafico.

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PROGETTAZIONE STATICA
VERIFICA DI STABILITA DI VOLTE E CUPOLE
VERIFICA DI STABILIT DI UNA VOLTA SIMMETRICA E SIMMETRICAMENTE CARICARICATA Si esegue il disegno della sezione di mezza volta e della relativa struttura sovrastante; si determina, se la semivolta comprende un angolo a /2 60, il giunto al rene ossia il giunto inclinato di 60 sulla verticale: si rendono le aree omogenee rispetto alla densit della volta; si divide il tratto di volta limitato dalla sezione di chiave e dalla sezione al rene in un numero n di conci ideali e si innalzano le verticali per i punti di divisione all'estradosso; quindi si riducono le altezze h su tali verticali del rapporto tra la densit i di ogni materiale della struttura sovrastante e la densit della volta; h'=Hi/ . Calcolati i pesi Pi di ogni tronco e i pesi Pi del relativo solido omogeneo sovrastante,considerando 1 metro in profondit, ed applicati ai rispettivi baricentri, se ne determinano le singole risultanti Pi, le cui linee di azione pi possono ottenersi graficamente. Tracciato il poligono 0,1.2,..,5 di dette forze Pi si costruisce un poligono funicolare ausiliario relativo ad un polo H arbitrariamente scelto e si determina, nella intersezione del primo ed ultimo suo lato, il punto di applicazione del pesa totale R della volta e relativa struttura sovrastante. Dall'estremo superiore Co del terzo medio della sezione in chiave, si traccia una retta qorizzontale, retta di applicazione della spinta Q; essa interseca la retta r di applicazione dei peso totale R nel punto G; congiungendo il punto G; con l'estremo inferiore Ci del terzo medio della sezione al rene, si ottiene la retta s di applicazione della risultante S. Dal punto 0 del poligono delle forze si traccia una retta parallela alla spinta Q, che intersecata dalla parallela alla risultante S condotta per il punto 5, estremo del poligono delle forze, in un punto H1; esso determina nel segmento OH1 la intensit della spinta Q della semivolta di destra sulla semivolta di sinistra e nel segmento 5-H1 l'intensit della risultante S. Il poligono funicolare relativo al polo H, rappresenta il poligono delle successive risultanti; ciascuna di queste interseca il relativo giunto nel centro di pressione: il luogo dei centri di pressione costituisce la curva delle pressioni che deve risultare tutta compresa tra le linee di nocciolo della sezione verticale della semivolta, in modo che nella volta non sisuscitino sforzi di trazione. In caso contrario si ripete la costruzione per quel giunto per il quale la curva delle pressioni tangente alla linea di nocciolo interno.

P"3 P"5 P"4

P"2

P"1

h' h

P'2 P'3 P'4 R P'5 r

P'1

H1

P5

P4

P3

P2 cn bn

P1 dn C D 0 05 01 02 01= 04
1 2

an D'4

H1a1 D'1 H2a2 c1R1 P 1 D' R2 2 D1 H3a3 b2 P2 D' D2 3 R3 H4a4 c3 D3 R4 b4 P


3

R1 R2 R3

H5a5

D4

R4 R5

A P B b5 C5 4

Q" Q" 5 4 Q5 Q4

Q"3 Q3

Q"2 Q2 Q' Q1

Q" 1

P5 Q'5 Q'4 Q'3

Q'1

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Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
VERIFICA DI STABILITA DI VOLTE E CUPOLE
VERIFICA DI STABILITA DI UNA CUPOLA Si ammette che la cupola abbia al vertice un lucernario e che sia simmetrica e simmetricamente caricata. Si limita quindi la verifica di stabilit a uno Spicchio elementare compreso fra due meridiani formanti un piccolo angolo. 1) Si eseguisce il disegno della proiezione orizzontale dello spicchio elementare e della sua sezione verticale media e si traccia la linea an bn cn dn di carico; 2) Si divide la sezione verticale dello spicchio in n conci ideali e si innalzano le verticali per i punti di divisioneall'estradosso, determinando le porzioni di sovraccarico checompetono a ciascun concio; 3) Si calcolano i carichi Pi complessivi sollecitanti i singoli conci e si tracciano le loro rette di applicazione; 4) Si traccia il poligono delle forze Pi 5) Si determinano i punti Hi, estremi superiori dei noccioli delle sezioni baricentriche dei conci ed i punti c, estremi 1 inferiori dei terzi medi dei letti Di Di ; 6) Dal punto H, si traccia l'orizzontale fino ad incontrare in a, la retta di applicazione del peso P1; si congiunge a1, con c1, e si determina l'intersezione b2, della a1, c1, con la retta di applicazione del carico P2; dal punto 1 dei poligono delle forze si traccia la parallela 1-O1, alla a1 c1 ottenendo in 1-01-0 il poligono di equilibrio del primo concio (sollecitato dal carico verticale P1, peso del concio e del sovraccarico, dalle pressioni Q1' e Q1" orizzontali e normali alle facce laterali del concio, determinate dai conci dei due spicchi ad esso consecutivi e componentesi in una forza orizzontale Q1 giacente nel piano medio dello spicchio e dalla reazione R1, del carico sottostante): il lato O1-1 rappresenta l'azione che il primo concio trasmette al concio sottostante; 7) Si compone la 01,-1 con il peso P2=1-2: per il punto b2, si traccia la parallela alla 01,-2 fino ad incontrare in a2, l'orizzontale per il punto H2; 8) Si congiunge a2 con c2 e si determina l'intersezione b3 della congiungente a2 e c2 con la retta di applicazione dei peso P3; dal punto 2 del poligono delle forze si traccia la parallela 2-O2, alla a2 c2 ottenendo in 02-01-1-2-02, il poligono di equilibrio del secondo concio: il lato O2-2 rappresenta l'azione R2, che il secondo concio trasmette al terzo. La costruzione grafica accennata viene applicata ai conci successivi, ma, arrivati ad un certo concio m, la spinta Q si annulla per poi cambiare di segno: negli anelli pi bassi, tra i conci di spicchi consecutivi, si sviluppano sforzi di trazione. Dovendo, o volendo prescindere dalla resistenza dellastruttura alla trazione, si prosegue la costruzione graficasupponendo nulle le forze orizzontali Q.

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61b

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PROGETTAZIONE STATICA
FONDAZIONI

Formule di stabilit delle fondazioni:

FONDAZIONI SU PALI
Formula di Prandtl - Caquot pl = t h tg 2(
+

Dati n strati sottostanti alla fondazione, siano nello strato i, la pressione media prodotta dalle fondazioni ied il modulo di compressibilit della terra (da determinarsi in laboratorio) E : il cedimento, i totale risulta C=
n i i 1 Ei

) e tg

hi

b Formule nastriforme di larghezza b spinta alla profondit t Formula di Rankine: pressione limite di rottura: pl = t h tg 4(

pa<

1 p 46 l

FONDAZIONI SU PALI
1. Pali infissi a) Pali in legno: lunghezza 6 10 m diametro medio 20 30 cm carico max. 10 20 t d 8/12

Cedimenti delle fondazioni 1 2 3 4

la pressione ammissibile si pu assumere p a < 1 p 2 l Pressioni ammissibili per corpi di carico appoggiati in superficie su diversi tipi di terreno

2,10 1,52d p Tipi di pali in legno b) Pali in ferro: profili p puntazza metallica

QUALIT DEL TERRENO


1) Terreni smossi non compatti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2) Terreni paludosi, torbosi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3) Terreni incoerenti compati per fondazioni larghe. . . . . . a) sabbia con grani inferiori a 1 mm. . . . . . . . . . . . . . b) sabbia con grani fra 1 e 3 mm. . . . . . . . . . . . . . . . . c) sabbia con ghiaia (con almeno 1/2 di ghiaia). . . . . . . 4) Terreni incoerenti (in base al contenuto in acqua):. . . . . a) fluido; fluido-plastico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . b) molle-plastico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . c) solido-plastico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . d) semisolido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e) solido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5) Rocce in buone condizioni fisiche (*). . . . . . . . . . . . . . a) in stratificazioni compatte (arenarie, calcari, rocce vulcaniche, ecc.):. . . . . . . . 1) di resistenza mediocre. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2) fortemente resistenti (carico di rottura non inferiore a 50 kg/cm). . . . . . . . b) in massiccio (graniti, porfidi, basalti). . . . . . . . . . . .

Pressioni ammissibili kg/cm 0-1 0 2 m 10 m 5 2 3 8 4 10 0 0,4 0,8 1,5 3,0

oppure profili composti. c) Pali in cemento armato 1 Pali in conglomerto ordinario (tipo Considre)

10 15 30

Distribuzione del carico di una fondazione nastriforme nel sottosuolo


b P

P Z = 0,5 b/2 Z = 0,5 p 1,0 b/2 Z = 0,5 p 1,5 b/2 Z =2 0,5 p b/2 Z =3 b/2 Z =4 b/2 P P

45

Z=

b 2

Z=

3b 2 Z= b

0,67P 0,5P 0,33P

Z = 3b 2 Z= 2b

0,25P

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PROGETTAZIONE STATICA
FONDAZIONI

Pali SCAC 57
A

caratteristiche: notevoli lunghezze (oltre i 20 m) Leggerezza, forma conica

Calcolo: si calcolano preferibilmente con le formule dinamiche. Formula di Brix (per pali battuti in base al rifiuto).
=

4 Q (G+C) H 4 Q (G+C) H

Pali Simplex - Pali Franki b) mediante asportazione di terreno Pali trivellanti: diametri da 25 a 60 cm Pali Benoto: di grande diametro: diametri da 80 a 150. Calcolo: si calcolano mediante le formule statiche. Tubi in iniezione virole con rotazione alternata

600

SEZIONE A

dove H=caduta del maglio, in cm

10

37 57

10

13.40

SEZIONE B

32

22 32

Pali trivellati Pali SCAC

e=affondamento medio degli ultimi colpi, in cm G= peso proprio del palo, in tonnellate C=peso della cuffia, in tonnellate Q=peso del maglio, in tonnellate Per la sua applicazione si introduce il coefficiente di sicurezza B. Nota: i pali infissi sono particolarmente adatti a formare palificate di tipo sospeso. II. - Pali gettati in opera a) mediante infissione del tubo forma e senza asportazione del terreno. Formula di Cquot -Kerisel: dove

Pali Benoto conglomerato iniettato

D 4

tg + 4 4

tg

p1=portata limite alla punta D (1+0.32 tg ) l l l D=diametro alla base del palo S l l 4 l=peso di volume dei vari strati di terreno =angolo di attrito del terreno di base. p2 portata per attrito laterale; conveniente adottare un valore medi della portata lungo tutto il fusto p2=K D ll

Pali Simplex

S ndn * S ndn

10 2,5 3,4

15 4,0 6,2

Tabella di valori degli S 20 25 30 35 40 6,7 11,4 20,4 38,5 79,0 12,8 26,2 57,0 134,5 355,0
TERRA Sabbia sciolta Sabbia compatta-ghiaia Limo-argilla plastica Argille sabbiose Argille compatte

45 178 1096

Calcestruzzo

(*) Questi valori sono sperimentali e valgono per forti infissioni in terreni consolidati.

Riferimenti

k (Kg/cm) 0,200,40 0,501,00 0,100,30 0,200,50 0,401,00

Coefficiente di sicurezza: si assume un coefficiente di sicurezza compreso fra 3 e 4.


amm. = 1+2 1+2

Pali Frankl

Tipi du plinti su pali Distanza fra i pali:

3 diametri

34

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PROGETTAZIONE STATICA
FONDAZIONI
FONDAZIONE SU PILASTRI ED ARCHI

1000

SEZIONE Per terreni sciolti e franosi o in terreni di media compattezza profondit >34 m

SEZIONE Pilastro in muratura di pietrame Pilastro in muracon camicia di tura di pietrame mattoni senza camicia

Pilastro in calcestruzzo con camicia di mattoni

PIANTA

PIANTA FONDAZIONE SU PILASTRI ED ARCHI ROVESCI

FONDAZIONE A CORDOLI IN C.A. SEZ A-A

500

500 Sezione delle banchine 400

500

500

500

400 500

trave di collegamento

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Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
MURI DI SOSTEGNO
sovraccarico h

h Sr h/2

Sp

h/3

1,70 D C

sovraccarico h=0,55

d1 h=5,00 d2

P1 S2 1188,8 kg = S= 5335 kg 1

P2 y 1 1,66 m =

y 2 2,50 m =

A 0,50 1,70 a=2,20

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PROGETTAZIONE STATICA
MURI DI SOSTEGNO

Verifica allo scorrimento Resistenza di attrito T = f P = 0,5 23400 = 11700 kg Grado di stabilit allo scorrimento v = T = 11700 = 1,8 > v = 1,50 S 6543,8

1) Si determina la spinta S che il terrapieno esercita sul paramentoverticale BC' fittizio: essa si suppone parallela alla superficie superiore del terrapieno, applicata ad una distanza dalla base del muro uguale ad un terzo dell'altezza h' e la sua grandezza si ottiene con il seguente procedimento grafico:

V1 - S1 cos = 11731,20 cos 15 = = 3036,03 kg. 2) Si determina la spinta P1 del prisma di terra BCC
P = 1 0,46 6,22 1,00 1600 = 2289,60 kg 1 2

A a/3

O a/3 a/3

A'
=2,19

B'

3) Si determina la spinta Sa che il terrapieno esercita sul paramento a monte del muro, componendo la spintaS1 con a) dal punto B si traccia una retta il peso P1 e le sue componenti orizzonche formi con l'orizzontale un angolo tale e verticale uguale all'angolo di attrito = 30; sia M il punto d'intersezione con la Oa = O1 = 11331,16 kg superficie del terrapieno;
Sa = 12530 kg Va = V 1+ P1 = =3036,03+2289,60= =5325,63kg

2,13

0,07

b) dal punto C' si traccia una retta C'D che formi con la normale alla BM un angolo uguale all'angolo d'inclina- 4) Si calcola il peso del muro zione della superficie superiore del di sostegno terrapieno:

Verifica allo schiacciamento c) si descrive una semicirconfeDistanza del centro di pressione 0 dall'estrema A maggiormente compresso: renza di diametro BM e dal punto D si traccia una retta ad esso perpendicolare, determinando sulla semicirconfe28540 -11861,30 M r Ma AO = = renza il punto E; con centro in B e = P 23400 raggio BE si descrive un arco di cera 2,20 chio che intersechi nei punto F il dia= 0,73 m = 0,71 m < 3 3 metro BM; Poich il centro di pressione esterno al terzo medio, trascurando la resistenza a trazione della muratura. la massima compressione dell'estremo A risulta:
max = 2 P = 2
3 AO

P2 = 0,80+2,50 6,10 1,00 2400= 2 =24156 kg

che applicato nel suo baricentroG.

23400 = 2,19 kg/cm 71100

5) Si compone nel punto G1 (punto di intersezione della retta di applicazione di P2 e della retta di applicazione di Sa) con la spinta Sa ottenendo la risultante R e le sue componenti orizzontale e d) dal punto F si traccia la parallela verticale alla CD fino ad intersecare la superfi- R = 31511kg cie del terrapieno nel punto N; con R = O = O = 11331,16 kg o a 1 centro in F e raggio FN si descrive un R = V + P = 5325,63 + 24156 = v a 2 arco di cerchio che intersechi ildiame- = 29481,63 kg. tro BM nel punto L: FN = FL = e = 3,90; 6) Si congiunge il punto G con lo e) si traccia l'altezza f del triangolo FNL relativa al lato LF : f = 3,76; f) si calcola la spinta S, cercata, mediante la relazione: spigolo A e si prolunga il segmento G1A fino ad intersecare ne punto S il prolungamento della spinta Sa = Ut.
1

MURO DI SOSTEGNO CON PARAMENTI A SCARPA Il terrapieno limitato superiormente da un piano inclinato di 15 sull'orizzonte. La figura rappresenta la sezione verticale del manufatto eseguita con un piano normale all'asse longitudinale di esso. Angolo di attrito interno = 30. Peso specifico della terra t = 1600 kg/m. Peso specifico del manufatto m = = 2400 kg/m. Coefficiente d'attrito del manufatto sul terreno f = 0,58.

7) Si calcola il grado di stabilit al ribaltamento = SU = 3,4 > = 2


TU

S= 1 = t e f = 2 1 = 1600 3,90 3,76 = 11731,20 kg 2

8) Si calcola il grado di stabilit allo e le sue componenti orizzontale e ver- scorrimento ticale O1 - S1 cos = 11731,20 cos 15 = = f Rv 0,58 29481,63 v= = 1,51> v =1,5 = R 11331,16 kg 11331,16

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PROGETTAZIONE STATICA
MURI DI SOSTEGNO - SOVRACCARICHI SULLE STRUTTURE
0,40

d1 = 2,10 4,00 d 2= 1,65 P3 h/3 d4= 1,70 P4 0,60 P1 6,00 d 3= 0,60 h=6,60 P2 5

0,40

1,27

0 a

2,65 0,45 Muro di sostegno in cemento armato

AO=

Me - Mr P

64,98 - 21,10 34,60

= 1,27 m

Ampiezza del nocciolo centrale:


a 3 = 3,40 = 1,13 < 1,27 3

Il centro di pressione interno al nocciolo: lasezione risulta totalmente compressa. Lecompressioni massima e minima in A e in B risultano:
max 34600 = min 340100 = 1 6(1,70-1,27) 3,40 =

a) un treno indefinito di carichi (schema IV) affiancato ad uno o pi treni dautocarri da 12 t (secondo lo schema I) e folla compatta sui marciapedi: b) un treno indefinito di carichi ( schema V) affiancato a d uno o pi treni dautocarri da 12 t come sopra e folla compatta sui marciapedi.Eccezzionali: c) un carico isolato ( schema VI) affiancato ad uno o pi treni di autocarri da 12 t come sopra e folla compatta sui marciapiedi. Eccezionali: c)un carico isolato (schema VI) affiancato ad uno o pi treni di autocarri da 12 t come sopra e folla compatta sui marciapedi. La ripartizione dei carichi tra le strutture longitudinali, dovuta alleccentricit trasversale, potr valutarsi, in difetto di uncalcolo esatto, adottando lipotesi di traversi infinitamente rigidi. Tutte le nervature dovranno essere dimensionate comequella pi sollecitata. Con pi di 4 nervature longitudinali si adotter per tutte le nervature la media delle sollecitazionirisultanti per la nervatura esterna e quella vicina. Con impalcati a cassone leffetto delleccentricit del sovraccarico andrconsiderato come azione torcente. La forza frenante sar valutata pari ad 1/10 del sovraccarico costituito da una sola colonna indefinita di autocarri (senza lincremento dinamico) e comunque non inferiore a 0,70 del peso di due autocarri e per le strade di 2 categoria a 0,7 del peso di un autocarro. Leffetto dinamico si valuta con laformula: P'= 1+ (100-l) 100 (250-l) essendo L in metri la distanza fra gli appoggi della struttura che si calcola. Nelle strutture con snodi (archi a 3 cerniere, travi Gerber, ecc.) si assumer la distanza fra gli appoggi sul suolo.

+ 1,79 Kg/cm + 0,24 Kg/cm

SOVRACCARICHI MOBILI SULLE STRUTTURE Sovraccarichi sui ponti Marciapedi (incluso effetto dinamico) 500 Kg/m in alternanza dovr considerarsi il transito in isvio dalla carreggiata di una ruota di autocarro da 5 t ( incluso effetto dinamico) con un momento allincastro M = 2500 Km/m Ringiere dei parapetti, forza orizzontale corrimano...........250 Kg/m Carreggiata - Strade 2 categoria: rullo compressore da 18 t o colonna di autocarri da 12 t (norma minesteriale LL.PP. n. 8) secondo gli schemi in figura. Strade 1 categoria: quando venga richiesto dalle autorit militari andr considerato anche il transito dei treni di carichi illustrati alla pagina seguente, affiancati alle colonne di autocarri con le seguenti combinazioni: Normali: -La pi sfavorevole delle seguenti condizioni:

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Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
SOVRACCARICHI SULLE STRUTTURE

61,5 t trattore

rimorchio

5,5 t 3,50 3,87

7t 1,34

7t 3,31 14 t 32 t 4,20 1,02 14 t 14 t 3,50 SCHEMA IV

0,86

0,61 0,86

0,61 0,86

4,00 5,32 5,32 5,32 5,32 5,32 5,32 t t t t t t 74,5 trattore

4,00 SCHEMA V

rimorchio

5,5 t 3,50 3,87

7t 1,34

7t 3,31 4,20 1,02 3,50 SCHEMA VI

19 t

18 t

18 t

4,04 trattore t 19,5 rimorchio t 42 t 32 3,00 trattore t 19,5 1,88 2,54 rimorchio t 55 2,635 2,890

4,04

1,88 2,54

2,635 2,890

0,42

1,685 2,525

0,42

SAGOME SCHEMA IV SAGOMA SCHEMA V SAGOMA SCHEMA VI Schemi di carichi - tipo per il calcolo delle opere d'arte su strade di grande comunicazione (1,2 sen - 0,4) q V V - 0,4 q (1,2 sen - 0,4) q V -0,4 q

+ 0,8 q

- 0,4 q + 0,8 q

- 0,4 q + 0,8 q

- 0,4 q

Schemi di distribuzione delle pressioni e depressioni (Norme D.I.N. 1055)

A.P.I.C.E. S.r.l.

68

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
TABELLE TRAVI E PILASTRI
b = base della trave in cm y1 h = altezza della trave in cm M r = momento resistente della trave in kgm h F =area dell'armatura tesa in cm y1 =distanza dell'asse neutro dal lembo compresso in cm F b
c = 40 kg/cm = 1400 kg/cm f y1 f Mr 237 599 1088 1666 2489 297 749 1260 2082 3111 4345 5785 899 1512 2499 3733 5215 6943 8917 1.08 3.77 1.71 5.99 2.22 7.77 2.85 9.99 3.48 12.21

TRAVI IN CEMENTO ARMATO A SEZIONE RETTANGOLARE SEMPLICEMENTE INFLESSE

c = 40 kg/cm per cemento normale c = 50 kg/cm per cemento alta resistenza 70


c = 50 kg/cm = 1400 kg/cm f y1 f Mr 297 749 1259 2082 3110 1.35 3.77 2.15 5.99 2.78 7.77 3.57 9.99 4.37 12.21 f = 1800 kg/cm y1 f Mr 247 622 1046 1729 2582 0.36 3.09 1.37 4,91 1.77 6.37 2.27 8.19 2.78 10.01

f =1400 kg/cm ferro omogeneo f =1800 kg/cm ferro acciaioso


c = 50 kg/cm = 1400 kg/cm = 1800 kg/cm f f y1 y1 f f Mr Mr 524 1322 2222 3674 5488 2.43 4.86 443 3.86 7.72 1118 5.01 10.01 1879 6.44 12.87 3107 7.87 15.73 4642 4,86 7,72 10,01 12,87 15,73 18,59 21,45 7.72 10.01 12.07 15.73 18.59 21.45 24.31 7.72 10.01 12.87 15.73 18.59 21.45 24.31 27.17 554 1398 2379 3884 5802 8104 10730 1677 2819 4661 6963 9725 12948 16630 1957 3289 5437 8123 11346 15106 19402 24236 1.57 4.03 2.50 6.40 3.23 8.29 4.16 10.66 5.08 13.03 1,96 3,12 4,04 5,20 6,35 7,51 8,66 3.74 4.85 6.24 7.63 9.01 10.4 11.79 4.37 5.66 7.28 8.9 10.51 12.13 13.75 15.36
N. tonn. 6 10 14 18 22 26 30 40 50 60 80 100 120 140 160 180 200 250 300

20/ 20 30 40 50 60 25/ 20 30 40 50 60 70 80 30/ 30 40 50 60 70 80 90

1,35 3,77 371 2,14 5,99 937 2,77 7,77 1574 3,56 9,99 2603 4,35 12,21 3888 5,14 14,43 5431 5,94 16,65 7230 2.57 3.32 4.27 5.22 6.17 7.12 8.07 5.99 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 5.99 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 1124 1889 3223 4977 6517 8676 11145 1311 2204 3644 5443 7603 10123 13002 16241

1,69 3,77 308 2,68 5,99 778 3,48 7,77 1307 4,47 9,99 2161 5,46 12,21 3228 6,45 14,43 4508 7,44 16,65 6003 3.22 4.17 5.36 6.35 7.74 8.93 10.12 3.75 4.86 6.25 7.64 9.03 10.42 11.81 13.2 5.99 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 5.99 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 934 1569 2593 3889 5410 7203 9252 1089 1830 3025 4519 6312 8404 10794 13483

1,08 3,09 655 3,04 1,71 4,91 1653 4,83 2,21 6,37 2778 6,26 2,34 8,19 4592 8,05 3,47 10,01 6860 9,84 4,10 11,83 9582 11,63 4,73 13,65 12757 13,42 2.05 2.65 3.41 4.17 4.93 5.68 6.44 2.39 3.10 3.98 4.86 5.75 6.63 7.51 8.40 4.91 6.37 8.19 10.01 11.83 13.65 15.47 4.91 6.37 8.19 10.01 11.83 13.65 15.47 17.29 1983 3333 5511 8232 11498 15309 19663 2314 3889 6429 9605 13415 17860 22941 28650 5.80 7.51 9.66 11.81 13.95 16.1 18.25 6.76 8.77 11.26 13.78 16.28 18.78 21.29 23.79

4,03 6,40 8,29 10,66 13,03 15,40 17,77 6.4 8.29 10.66 13.03 15.4 17.77 20.14 6.40 8.29 10.66 13.03 15.40 17.77 20.14 22.51

35/ 30 1049 2.99 40 1764 3.88 50 2916 4.99 60 4356 6.09 70 6084 7.1 80 8100 8.31 90 10404 9.42 100 12996 10.52

N = 10
c = 45 Ac Af cm cm 125 1.00 209 1.67 292 2.34 376 3.01 459 3.68 543 4.34 627 5.01 835 6.68 1044 8.35 1253 10.03 1671 13.37 2089 16.62 2511 19.45 2934 22.10 3359 24.59 3785 26.9 4212 29.04 5287 33.61 6370 37.04

N=8
c = 60 Ac Af cm cm 94 0.75 157 1.25 219 1.75 282 2.26 345 2.76 407 3.26 470 3.76 627 5.01 783 6.27 940 7.52 1253 10.03 1566 12.53 1880 15.04 2195 17.34 2511 19.45 2828 21.46 3146 23.37 3945 27.72 4748 31.46

PILASTRI IN CEMENTO ARMATO A SEZIONE RETTANGOLARE SOTTOPOSTI A PRESSIONE CENTRATA


N = Carico assiale in tonnellate A c = area del conglomerato= axb in cm F b F =area dell'armatura longitudinale in cm c = 35 kg/cm (cemento normale) c =45 c = 60 kg/cm (cemento alta resistenza)

c = 35 Ac Af cm cm 159 1.27 365 2.12 370 2.96 476 3.81 582 4.66 688 5.5 794 6.35 1058 8.47 1323 10.58 1587 12.70 2118 16.82 2654 20.36 3192 23.63 3734 26.63 4278 29.35 4825 31.78 5375 33.93 6753 38.00 8163 40.82

N. B. Le tabelle velgono quando l'altezza del pilastro non supera la dimensione minore della sua sezione.

A.P.I.C.E. S.r.l.

69a

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
TABELLE TRAVI E PILASTRI
b c = 40 kg/cm f = 1400 kg/cm y1 f Mr 2016 3332 4978 6953 9257 11890 14853 18144 21765 2268 3749 5600 7822 10414 13376 16709 20412 24485 4165 6223 8691 11571 14863 18566 22680 27206 1189 2299 5040 8331 12446 17383 23143 29726 37132 45361 54413 4.43 5.7 6.96 8.23 9.5 10.76 12.03 13.29 14.56 4.99 6.41 7.83 9.26 10.68 12.11 13.53 14.95 16.38 7.12 8.70 10.29 11.87 13.45 15.03 16.61 18.20 5.38 8.55 11.08 14.24 17.41 20.57 23.73 26.90 30.06 33.23 36.39 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 3.77 5.99 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 c = 50 kg/cm = 1400 kg/cm f y1 f Mr 2519 4164 6221 8689 11569 14860 18562 22652 27200 2834 4635 6999 9775 13015 16717 20882 25483 30600 5206 7777 10862 14461 18575 23202 28315 34000 1485 3748 6298 10412 15554 21724 28923 37150 46405 56630 68001 5.56 7.15 8.73 10.32 11.91 13.5 15.08 16.67 18.26 6.25 8.04 9.83 11.61 13.4 15.18 16.97 18.75 20.54 8.93 10.92 12.9 14.88 16.87 18.85 20.84 22.82 6.75 10.72 13.89 17.86 21.83 25.8 29.76 33.73 37.7 41.67 45.64 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 3.77 5.99 7.77 9.99 12.21 14.43 16.65 18.87 21.09 23.31 25.53 f = 1800 kg/cm y1 f Mr 2092 3457 5165 7214 9604 12336 15410 18825 22586 2353 3889 5810 8115 10805 13878 17336 21178 25409 4322 6456 9017 12006 15421 19262 23531 28233 1234 3112 5229 8644 12913 18035 24012 30842 38525 47063 56466 3.54 4.55 5.55 6.57 7.57 8.59 9.60 10.61 11.61 3.98 5.11 6.25 7.39 8.52 9.66 10.8 11.93 13.07 5.68 6.94 8.21 9.47 10.73 11.99 13.26 14.52 4.29 6.82 8.84 11.36 13.88 16.41 18.93 21.46 23.99 26.51 29.03 6.37 8.19 10.01 11.83 13.65 15.47 17.29 19.11 20.93 6.37 8.19 10.01 11.83 13.65 15.47 17.29 19.11 20.93 8.19 10.01 11.83 13.65 15.47 17.29 19.11 20.93 c = 50 kg/cm f = 1400 kg/cm = 1800 kg/cm f y1 y1 f f Mr Mr 4445 7348 10977 15331 20412 26218 32750 40008 47991 5000 8266 12349 17248 22963 29495 36844 45009 53990 9185 13721 19164 25515 32773 40938 50010 59989 10.02 12.88 15.74 18.6 21.46 24.33 27.19 30.05 32.91 11.27 14.49 17.71 20.93 24.15 27.37 30.58 33.8 37.02 16.1 19.68 23.25 26.82 30.41 33.96 37.56 41.14 10.01 12.87 15.73 18.59 21.45 24.31 27.17 30.03 32.89 10.01 12.87 15.73 18.59 21.45 24.31 27.17 30.03 32.89 12.87 15.73 18.59 21.45 24.31 27.17 30.03 32.89 3579 6214 9123 12967 17264 22174 27698 33837 40589 4229 6991 10444 14588 19422 24946 31161 38066 45663 7768 11605 16209 21580 27718 34623 42296 50737 6.47 8.32 10.17 12.01 13.86 15.71 17.56 19.41 21.25 7.28 9.36 11.44 13.52 15.6 17.67 19.75 21.83 23.91 10.40 12.71 15.01 17.23 19.64 21.95 24.26 26.57 8.29 10.66 13.03 15.40 17.77 20.14 22.51 24.88 27.25 8.29 10.66 13.03 15.4 17.77 20.14 22.51 24.83 27.25 10.66 13.03 15.40 17.77 20.14 22.51 24.83 27.25 4.03 6.40 8.29 10.66 13.03 15.40 17.77 20.14 22.51 24.88 27.25

40/ 40 50 60 70 80 90 100 110 120 45/ 40 50 60 70 80 90 100 110 120 50/ 50 60 70 80 90 100 110 120 100/ 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120

3.09 2622 12.16 4.91 6613 19.32 6.37 11113 25.04 8.19 18371 32.19 10.01 27443 39.35 11.83 38329 46.5 13.65 51030 53.66 15.47 65546 60.81 17.29 81876 67.96 19.11 100020 75.11 20.93 119979 82.27

4.86 2218 7.85 7.72 5593 12.47 10.01 9399 16.17 12.87 15537 20.79 15.73 23210 25.41 18.59 32418 30.03 21.45 43160 34.65 24.31 55436 39.27 27.17 69247 43.89 30.03 84593 48.51 32.89 101474 53.13

Solette

c = 40 kg/cm c = 50 kg/cm h f=1400 kg/cm f =1400 kg/cm f=1400 kg/cm in cm (per b= M Mr f f Mr f r 100) Kgm Kgm cm cm Kgm cm 8 10 12 14 16 173 297 453 642 865 2.06 2.69 3.32 3.96 4.59 217 371 566 803 1081 2.58 3.37 4.17 4.96 5.75 180 308 470 666 897 1.64 2.15 2.65 3.16 3.66

b y 1 s

Nota Le tabelle delle travi possono venire impiegate anche per le sezioni a T quando lo spessore s della soletta supera la distanza y1 ovvero si mantiene poco inferiore ad essa. In tal caso b rappresenta la larghezza della soletta compartecipante. A tale scopo le tabelle sono state estese a valori elevati di b.

A.P.I.C.E. S.r.l.

69b

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
TABELLE SEZIONI RETTANGOLARI

f = 1000 kg/cm c kg/cm 10 1.506 0.07 15 1.034 101 20 0.797 133 25 0.655 164 30 0.559 0.19 31 544 199 32 530 205 33 516 211 34 0.503 0.22 35 491 223 36 480 229 37 469 235 38 0.459 0.24 39 449 246 40 440 251 41 431 257 42 0.423 0.26 43 415 268 44 407 274 45 400 277 46 0.393 0.29 47 386 290 48 380 295 49 373 301 50 0.367 0.31 52 356 316 54 346 327 56 336 338 58 0.327 0.35 60 319 359 65 300 384

FLESSIONE SEMPLICE Sezione rettangolare con sola armatura tesa


n=10 0.045 98 167 250 0.346 367 388 409 0.341 454 476 500 0.523 547 571 596 0.621 647 672 698 0.725 751 778 806 0.833 889 947 1.005 1.065 1.125 1.280 k 0.09 130 167 200 0.23 237 242 248 0.25 259 265 270 0.28 281 286 291 0.3 301 306 310 0.32 320 324 329 0.33 342 351 359 0.37 375 394 0.97 957 944 933 0.92 921 919 917 0.92 914 912 910 0.91 906 905 903 0.9 900 898 897 0.9 893 892 890 0.89 886 883 880 0.88 875 869 f = 1200 kg/cm c kg/cm 10 1.634 0.052 15 1.116 78 20 0.857 102 25 0.702 126 30 0.598 0.149 31 581 154 32 565 159 33 550 163 34 0.536 0.168 35 523 172 36 511 177 37 499 181 38 488 0.186 39 477 190 40 467 195 41 458 199 42 0.448 0.203 43 440 208 44 431 212 45 423 217 46 0.416 0.221 47 408 225 48 401 229 49 395 234 50 0.388 0.238 52 376 246 54 365 254 56 354 263 58 0.345 0.272 60 335 280 65 315 300 n=10 0.032 69 119 180 0.25 265 281 297 0.313 329 346 363 0.381 399 417 435 0.454 473 492 511 0.531 551 571 592 0.613 655 698 742 0.787 833 952 k 0.077 111 143 172 0.2 205 210 216 0.221 226 231 236 0.241 245 250 255 0.259 264 26 273 0.277 281 286 290 0.294 302 310 318 0.326 333 351 0.974 963 952 943 0.933 932 930 928 0.926 925 923 921 0.92 918 917 915 0.914 912 911 909 0.908 906 905 903 0.902 899 897 894 0.891 889 883

= 1400 kg/cm f c kg/cm 10 1.752 0.0417 15 1.193 0619 20 0.914 082 25 0.746 101 30 0.634 0.12 31 615 124 32 598 127 33 582 131 34 0.567 0.135 35 553 138 36 540 142 37 527 146 38 0.515 0.149 39 504 153 40 493 156 41 483 160 42 0.473 0.164 43 463 167 44 454 171 45 446 174 46 0.438 0.178 47 430 182 48 422 185 49 415 188 50 0.408 0.192 52 395 199 54 383 205 56 372 212 58 0.361 0.219 60 351 226 65 329 243

n=10 0.024 052 089 135 0.189 201 213 225 0.237 250 263 276 0.29 303 317 332 0.346 361 376 391 0.406 422 438 454 0.47 503 537 571 0.607 643 736 k 0.067 097 125 152 0.176 181 186 191 0.195 200 205 209 0.213 218 222 227 0.231 235 239 243 0.247 251 255 259 0.263 271 278 286 0.293 300 317 0.978 968 958 949 0.941 940 938 936 0.935 933 932 930 0.929 927 926 924 0.923 922 920 919 0.918 916 915 914 0.912 910 907 905 0.902 900 894

A.P.I.C.E. S.r.l.

70a

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
TABELLE SEZIONI RETTANGOLARI
USO DELLE TABELLE PER IL CALCOLO DIRETTO DELLE SEZIONI RETTANGOLARI A FLESSIONE SEMPLICE CON SOLA ARMATURA TESA
N

Le tabelle contengono i valori di , , , k, in funzione di c e f. Tali quantit vengono impiegate nelle formule (v. fig.) d = M b ; Af= 100 Mb = b d ; y = kd ; 100

Ar

N = F A f

t = braccio della coppia interna = d FLESSIONE SEMPLICE Sezione rettangolare con sola armatura tesa
f = 1600kg/cm c kg/cm 10 2.066 0.031 15 1.399 046 20 1.065 061 25 0.865 075 30 0.731 0.089 32 688 095 34 652 101 36 620 106 38 0.590 0.112 40 564 117 41 551 120 42 540 123 43 0.528 0.126 44 518 128 45 508 131 46 498 134 47 0.489 0.137 49 480 139 50 471 142 51 463 145 52 0.455 0.147 53 440 150 54 433 153 55 0.426 155 56 420 0.158 57 413 161 58 407 163 59 0.401 166 60 396 0.169 61 390 171 62 385 174 63 0.38 176 64 375 0.179 65 370 182 66 365 184 67 0.36 187 68 356 0.189 69 352 192 70 347 194 75 0.328 197 80 311 0.21 85 296 222 90 283 234 95 0.271 247 100 260 0.259 n=8 0.015 033 057 087 0.122 138 155 171 0.19 207 218 228 0.239 247 258 269 0.28 290 301 313 0.323 336 348 358 0.371 383 395 408 0 432 446 457 0.471 485 497 512 0.525 539 551 568 0.64 714 791 873 0.956 k 0.048 070 091 111 0.13 138 145 153 0.16 167 170 174 0.177 180 184 187 0.19 194 197 200 0.203 206 209 213 0.216 219 222 225 0.228 231 234 237 0.24 242 245 248 0.251 254 257 259 0.273 286 298 310 0.322 0.984 977 970 963 0.957 954 952 949 0.947 944 943 942 0.941 940 939 938 0.937 935 934 933 0.932 931 930 929 0.928 927 926 925 0.924 923 922 921 0.92 919 919 917 0.916 915 914 914 0.909 905 901 0.896 889 f = 1800kg/cm c kg/cm 10 15 20 25 30 32 34 36 38 40 41 42 43 44 45 46 47 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 75 80 85 90 95 100 2.184 1.476 1.122 0.91 0.768 724 684 650 0.619 591 578 565 0.554 542 531 521 0.511 502 493 484 0.476 468 460 452 0.445 438 431 425 0.419 413 407 401 0.396 390 385 380 0.375 371 366 362 0.341 323 307 293 0.281 n=8 0.026 0.38 051 063 0.075 080 085 090 0.094 099 101 104 0.106 108 111 113 0.115 118 120 122 0.124 127 129 131 0.134 136 138 140 0.143 145 147 149 0.151 154 156 158 0.16 162 165 167 0.178 188 199 209 0.22 0.012 026 045 069 0.098 110 124 138 0.152 168 175 184 0.191 199 209 217 0.225 235 243 252 0.261 271 281 290 0.301 311 320 329 0.341 351 361 372 0.381 395 405 416 0.427 437 451 461 0.522 582 648 713 0.783 k 0.043 062 082 100 0.118 125 131 138 0.144 151 154 157 0.16 164 167 170 0.173 176 179 182 0.185 188 191 194 0.196 199 202 205 0.208 211 213 216 0.219 221 224 227 0.229 232 235 237 0.25 262 274 286 0.297 0.986 979 973 967 0.961 958 956 954 0.952 950 949 948 0.947 945 944 943 0.942 941 940 939 0.938 937 936 935 0.935 934 933 932 0.931 930 929 928 0.927 926 926 924 0.924 923 922 921 0.917 913 909 905 0.901

1 Esempio:
Dati: M = 8790 kgm., n =8 c = 60 kg/cm f =1600 kg/cm; b = 28 cm. Richiesti: d, Af, y, t Dalle tabelle risulta: = 0,396; =0,171; = 0,432; k = 0,432; = 0,923; Perci : d =0,396 879000 = 70,6 cm ; 28 Af = 0,171 879000 x 28= 8,5 cm ; 100 (oppure Af = 0,432 x 28 x 70,6 = 8,5) 100

y = 0,2312 x 70,6 = 16,3 cm; t = 0,923 x 70,6 = 65,2 cm;

2 Esempio:
Dati: M = 3900 kgm., n =10 f =1200, b = 22, d = 70 Richiesti:c Af, y, t.

70 = d = 0,525. = 390000/22 M/b In corrispondenza di questo valore di, le tabelle danno:c = 35 kg/cm, = 0,712, = 0,329, K = 0,226, = 0,925. Perci: Af = 0,172 100 (oppure Af = 390000 x 22 = 5,1 cm

0,329 x 22 x 70 = 5,1) 100

y = 0,226 x 70 = 15,8 cm; t = 0,925 x 70 = 64,8 cm.

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70b

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
ESEMPI DI STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO
Tipi di travi: 1. 2. 3. 4. 134 132 132 128 320 102 600
32 70 35 25 7

222

trave appoggiata 1 34 mensola trave continua 25 trave continua con nervature secondarie

120

a t

25 54

7 15 12 12 16 max 2

10 1

14 3 max

14

540

14

14

14

16

16

14

14

14

540 10 52.5

max

max

22

212 114 114 114 218 216

214 114 114 114 214 246 123

246

20 4

18 18 492 615

18

18

20 2 18

30 20+2 14 90 615 10 55 30

214 18 18 20 214 18 18 20

20

2 20 120+228

218 120+228

20

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71

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
ESEMPI DI STRUTTURE IN CEMENTO ARMATO
2 20 2 20 2 20 2 20 2 2 2 20 2 20 2 7 20 2 1 2 20 2 20 Elemento di fabbricato in cemento armato

1 20 2 20 2 20 1 2 2 6 20

1 2 20

310 30 4 20

450 30 4 20 A 50 B 40 40 8 4 20 42 8 4 4 20

310

50 SEZIONE A B

8 15

490 3 22 6 22 4 15 70 6 22 55

Fondazione a platea in cemento armato 80 8 15 3 22 3 22 90 8 15 12 22

490 70 55

8 15 16 22 70

4 15

8 ogni 30"

Fondazione a platea in cemento armato 780 8 ogni 30" 6 18

50

65x60

8 4 25x2

6 18 2 15 2 15

6 18 7 30 1 30 2 30 45 10 a 6 br. 30 7 90 7 30 2 12 10 10 p.m.l. 30 10 10 p.m.l.

2 20 2 15 120 2 15

8 ogni 30"

10 8 p.m.l. 8 30 2 30

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72

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
TIPO DI PONTE A TRAVATE IN CEMENTO ARMATO
10 100 1 6/32" 1 12/32"1 12/32" 1 12/32" 9 30 360 330 1 8/20" L=40 30 Sezione trasversale 360 330 A 1 8/20" 35 L=3.40 750 2 12 1 12 pieg./32" A 1 6/32" 100 10 48 6 1 8/20" 1 8/20" 1 6/20" L=1.20 30 18 90 1 12 dritto/32" 13 33

30 1.37

45

1 8/20" L=140 1 8/16" L=120

Massima sollecitazione nel calcestruzzo Ac = 60 Kg/cq Massima sollecitazione nelle armature Af = 1800 Kg/cq 1 8/20" L=140 1 8/16" L=120

35

70 11

10 11

103

747 50 15 90 50 15 15 1 12/32" L=780 747 10.80/2 1 6/32" 2 12/32" 90

63

15

230 15 1 12/32" L=510

1 6/32" L=760

230 1 12/32"L=510

63 15 15

1 6/32" 1 12 dritti/32" 25

1 12/32" 25 35

1 12 pieg./32"

145 1 8/16" L=200 1 6/32" L=10.90 10.76/2 80 12 3.64 1 12/32" L=7.50 1 12/32" L=11.00 10.76/2 12 70 12 135

135 70 12 SEZIONE A-A

35 12

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73

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
TIPO DI PONTE A TRAVATE IN CEMENTO ARMATO
10.80/2 216

330 530 5+130 5+230 5+330 10.00/2 10.52/2 530 216 L=1100 141 30 61 30 65 77 77 77 77 10 20 77

30

30

90 5+430 Staffe 10/30" N 64 L=225 86 200 15

77

130 L=745 130 L=1260

320 130 L=1260 400 130 L=1180 230 L=1200

30

465 538

330 L=1125 530 1/2 traverso sull'appoggio 222 222 Sezione longitudinale di una trave principale 1/2 traverso di campata

25

25

20

20

222

422

222

422

222

222

373 30 222 L=855 373 222 L=855 222 L=790 370 12 78 78 80 20 Massima sollecitazione del calcestruzzo c= 60 kg/cm. Massima sollecitazione nelle armature f= 1800 kg/cm. Staffe 8/25" N 28 L=220 222 L=325 15 15 222 L=860 295 222 L=785 367 78 78 Staffe 8/20" N 68 L=210 30

80

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74

Manuale dellArchitetto

PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI B
SOLAI IN FERRO E LATERIZIO (mais. portata m 68) Sono costituiti da un'orditura di travi in ferro a doppio T (poutrelles) disposte parallelamente al lato minore dell'ambiente. con interasse di m 0,701,00 e appoggiate per 2/3 dello spessore del muro su di un cordolo di ripartizione in cemento armato. Il vuoto fra trave e trave viene coperto da laterizio e calcestruzzo leggero di riempimento (caldana). In generale la caldana viene fatta con pomice e malta di cemento oppure coke e malta di calce e sabbia; oppure gretoni e malta di calce e pozzolana (Roma). Tabelle delle altezze delle travi a i (profilo normale) per solai di case di abitazione. N.B. - Si assunto un sovraccarico accidentale di 250 kg/m. La massima sollecitazione dei ferro di 1400 kg/ m. A1 - Con voltine di mattoni pieni in foglio - Interasse travi m 1 Pavim. e sottofondo Kg/m 80 Rinfianco . . . . . . . " " 110 Mattoni e intonaco . " " 130 Travi (in media) . . ." " 20 p.p. solaio Kg/m 340 Luce netta m 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 6,00 Trave a I N.P. mm 120 140 160 160 180 200 200

A
appoggio dei tavelloni sul muro 5 o 6 cm

gretonato

A2. voltine ad una testa di mattoni forati per sovracarichi forti. per es. magazzini, officine, ecc., monta della voltina c.s. travellone gretonato spess cm 4

travellina A4. travelloni con copriferro e travelline; camera d'aria isolante di rumore e di calore, intradosso pieno. Interasse aumentato di 10 cm sulla luce delle tavelle. bulzone

coproferro

1/3

2/3

A2 - Con voltine a 2 test di forati a due fori - Interasse travi m 1 Pavim. e sottofondo Kg/m 80 Rinfianco . . . . . . . " " 110 Mattoni e intonaco . " " 150 Travi (in media) . . ." " 20 p.p. solaio Kg/m 360 Luce netta m 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 6,00 Trave a I N.P. mm 140 140 160 180 180 200 200

cm 20

B. appoggio ed ancoraggi delle travi sui muri perimetrali. Nei corpi di fabbricca doppi le travi di ambienti contigui si rendono solidali tra loro almeno ogni m 2,50.

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75a

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI
SOLAI CON TRAVI TIRATE Per solai di ampie luci e forti sovraccarichi conviene sostituire alle travi a doppio T comuni le travi stirate da esse ricavate col sistema Bates praticato in Italia dalla Societ Ilva. Il traliccio stirato pesa circa la met della trave normale di uguale resistenza. Il solaio si costruisce come i comuni solai di travi a doppio T in ferro e tavelloni. Portata m 3,0010,00.

Trave di profilo normale stirata con tralicio semplice

Trave di profilo normale stirata con tralicio doppio

Solaio con travelloni su copriferro a camera d' aira con travelle

A3 - Con voltine di forati in foglio a 6 fori - Interasse travi m 0,95 Pavim. e sottofondo Kg/m 80 Rinfianco . . . . . . . " " 110 Mattoni e intonaco . " " 100 Travi (in media) . . ." " 20 p.p. solaio Kg/m 310 Luce netta m 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 6,00 Trave a I N.P. mm 120 140 140 160 180 180 200

A4 - Con tavelloni a tavella inferiori Pavim. e sottofondo Kg/m Tavelloni . . . . . . . " " Tavelle . . . . . . . . " " Intonaco . . . . . . " " Travi (in media) . . ." " p.p. solaio Kg/m Luce netta m 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 6,00 80 60 20 30 20 210

Trave a I N.P. mm 120 120 140 160 160 180 180

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75b

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

SUPERSOLAIO costituito da travetti prefabbricati in laterizio armato posti ad interasse di cm 60, ed interposti blocchi in laterizio tra i quali viene gettato il calcestruzzo a completamento del travetto, e superiormente viene gettata una cappa in calcestruzzo. Per solai di altezza superiore a 22 33 cm si usano blocchi in due pezzi. Larmatura costituita da un traliccio ottenuto unendo per saldatura dei normali tondini per cemento armato (per lo pi in acciaio ad alto limite elastico e ad aderenza migliorata) con un doppio ordine di aste di parete. SOLAIO Tipo BS . . . BS . . . BS . . . BS . . . GL . . . GL . . . GL . . . h cm 12+2 16+2 18+2 20+2 26+4 32+5 36+6 Momento Peso max per Kg/m travetto Kgm 143 600 173 1000 188 1200 203 1400 287 2800 356 4400 410 5800 Interasse cm 60 60 60 60 60 60 60

2-4 2-3 16-18-20 60 28-40 26-32-36

60

SOLAIO METALSTRUT costituito da travetti prefabbricati in laterizio armato disposti ad interasse di cm 4050, fra i quali si interpongono blocchi in laterizio opportunamente rinforzati nella zona compresa (ad esempio con soletta di tipo misto). Larmatura del travetto costituita da un traliccio metallico, ottenuto mediante profilatura a freddo partendo da un nastro dacciaio e formato da due correnti e da aste di parete munite di fori alla base, per consentire il passaggio di eventuali armature aggiunte. Il traliccio viene sigillato mediante malta di cemento entro uno zoccolo formato da fondelli in laterizio. Entro tale zoccolo vengono anche annegate le armature additive, costituite da acciaio ad alto limeite elastico ad aderenza migliorata. soletta in c.a. secondo le esigenze cm 13 Altezza cm 14 16 18 20 20+2 25 30 35 40 Interasse cm 50 50 50 50 50 50 50 50 50 Volume getto in opera l m 26 29 31 35 38 41 50 58 80 Peso solaio Kg/m 115 130 145 165 215 205 240 270 300 Mom. max esercizio Kgm 740 985 1285 1640 2100 2520 3445 4145 6020

bo=cm8

b=cm50

bo=cm8

b=cm50

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76

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

SOLAI A NERVATURE INCROCIATE Rispetto ai solai a nervature parallele presentano il vantaggio che tanto il carico che l'azione di concatenamento del solaio vengono ripartite lungo tutto il perimetro dei quattro muri d'ambito. Tali solai si comportano, rispetto alle sollecitazioni cui sono sottoposti, come lastre appoggiate al contorno e quindi il momento flettente si riduce (per esempio nel caso di locale quadrato) ad un quarto circa di quello che, a parit di condizioni, si avrebbe nei solai con nervature in una sola direzione. Poich il numero delle nervature doppio, la quantit di ferro occorrente circa la met di quella necessaria per il solaio con travi dirette in un sol verso. SOLAIO DUPLEX il prototipo dei solai a nervature. costituito da elementi laterizi cavi (retti e tagliati a becco di flauto) opportunamente combinati per formare dei cassettoni opportunamente intervallati da solchi ortogonali, nei quali si dispongono le armature principali e che costituiscono i travetti. Questi si gettano insieme alla soletta superiore leggermente armata da ferri di distribuzione. I mattoni DUPLEX si distinguono in due tipi: il tipo quadrato 16 cm di lato e il tipo trapezoidale avente lati paralleli di cm 16 e 32. Le altezze di centimetri 12-16-20 26 permettono di soddisfare a tutte le esigenze delle luci comunemente incontrate nell'edilizia.

ELEMENTO QUADRO
16 12 16 16 16 16 16 64

ELEMENTO TRIANGOLO
22

ELEMENTO TRAPEZIO
32 16

16 16

22

20 64 16 16 80 26

CASSETTONE NORMALE DA cm 64x64 ALTRI TIPI DI CASSETTONI

96

112

16

80

64 64

SPESSORE NERVATURE cm 812

SPESSORE SOLETTA cm5

SOLAIO "DUPLEX" CON CASSETTONI NORMALI DISPOSIZIONE AD ARMATURA RETTA

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77

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

CIREX Solaio a travetti prefabbricati tipo classico. I Travetti CIREX, di facile confezione, possono essere posti in opera affiancati, ottenendo linterasse di cm 25, oppure distanziati a mezzo di blocchi interposti, ottenendo linterasse di cm 55. Il solalio viene fornito nelle altezze di cm 12,5 - 16,5 - 20,5. Altezza laterizio . . . . Interasse . . . . . . . Larghezza minima nervat. . . Volume conglomerato . . . Peso laterizio . . . . . . . . Peso totale solaio . . . . . Altezza solaio . . . . . . . Momento di servizio . . . cm cm cm l/m Kg/m Kg/m cm Kgm 12,5 55 3 20,4 59,3 106 12,5 306 16,5 55 3 30 72 141 16,5 473 20,5 12,5 16,5 20,5 55 55 55 55 3 3 3 3 33,2 50,4 60 63,2 85,5 59,3 72 85,5 162 175 210 231 20,5 12,5+3 16,5+3 20,5+3 792 615 915 1374

SOFFITTATURA CIREX I travetti CIREX si dispongono allinterasse di cm 90, tra di essi si collocano inferiormente tavelle leggere da soffitto. Ove particolari condizioni statiche lo richiedano i travetti formati con elementi CIREX h 20,5 si pongono in opera confezionati con pezzi terminali (tipo T) oppure accoppiati. In tal caso un getto di calcestruzzo nelle nervature risultanti crea dei veri e propri travetti in c.a.

Altezza soffittatura . . . . Interasse . . . . . . . . . . Malta per esecuzione . . . Peso laterizio . . . . . . . . Peso totale soffittatura . . . Momento max servizio . . .

cm 12,5 16,5 20,5 cm 90 90 90 l/m 2,2 2,2 2,2 Kg/m 31 35,5 39 Kg/m 35 39,5 43 Kg/m 79 104 237

SOTTOTEGOLA CIREX Questimpalcato si ottiene ponendo in opera i travetti prefabbricati CIREX allinterasse di cm 60 collegati con tavelle superiori. Anche in questo caso il travetto per laltezza di cm 20,5 pu venir confezionato disponendo elementi del tipo T nelle zone terminali. Si possono parimenti accoppiare i travetti per risolvere i casi di maggior importanza statica.

Altezza sottotegola . . . . Altezza travetto . . . . . . . Interasse . . . . . . . . . . . Malta o calcestruzzo per esecuzione Peso laterizio . . . . . . . . Peso totale sottotegola . . . Momento max servizio . . .

cm cm cm l/m

16,5 20,5 16,5 20,5 60 60 3,3 8

Kg/m 50,5 56,5 Kg/m 56,5 71 Kg/m 104 366

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

CELERSAP un solaio formato da travetti di laterizio armato, posti in opera ad interasse di cm 45, aventi sezione costante a T rovescio alto cm 10, (prefabbricati esclusivamente in cantieri centrali) e blocchi intermedi di altezza variabile da 12 a 25 cm in relazione alle portate richieste. Tutta larmatura metallica di tensione dei momenti positivi contenuta nei travetti prefabbricati. Nelle nervature inconglomerato da gettarsi in opera vengono aggiunti solo gli spezzoni per i momenti negativi. La maneggevolezza dei travetti che pesano solo 11 Kg/m facilita la posa in opera. Per il getto necessario usare conglomerato con resistenza cubica, a 28 giorni, noninferiore a 160 Kg/cm. I travetti posti ad interasse di cm 70 possono anche essere impiegati per la realizzazione distrutture secondarie o di copertura, anche del tipo a capriate, a volta e paraboloide iperbolico. Peso travi a blocchi Kg/m 64 74 87 92 113 Conglomerato per il getto l/m 11 14 26 35 48 Peso solaio in opera Kg/m 88 105 145 170 220

10 70 12 16.5 45 20

45

Altezza cm 10 12 16,5 20 25

25

45

MOMENTI MASSIMI DI SERVIZIO PER LA STRISCIA LARGA m 1 IN kgm Altezza solaio Armatura ogni Contrassegno 12 16,5 20 25 travetto travetto 126 181 224 --43 1 174 251 311 --24-23 2 222 321 389 --44 3 283 408 506 --4 4,5 4 361 520 644 --26-24 5 390 562 698 891 2 6 - 2 4,5 6 493 711 882 1127 46 7 540 840 1043 1333 27-26 8 570 960 1192 1527 47 9 --1068 1364 1745 27-28 10 --1128 1535 1967 48 11

MOMENTI DINERZIA DEI SOLAI CELERSAP PER SEZIONE LARGA m 1 CONSIDERATA TUTTA REAGENTE
I=cm 4 117600 72100 63800 celersap 253 celersap 25 celersap 203 125000 120000 80000 75000 70000 65000 60000 55000 50000 45000 40000 35000 30000 25000 20000 15000 10000 5000 0 6 cm

celersap 16,53 40600 36500 21400 18440 8700 8450 3605 A F =0 celersap 20 celersap 16,5 celersap 16,53 celersap 103 celersap 12 celersap T 10 1 2 3 4 5

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

SOLARIO TRIREX Il solaio TRIREX a pannelli, concepito per semplificare le operazioni di posa in opera costituito da un insieme di blocchi uniti fra loro, in appositi cantieri di confezione, cos da formare pannelli armati, monolitici ed assai resistenti grazie alladerenza garantita dallo speciale profilo dei pezzi. I pannelli TRIREX sono prodotti nelle altezze di cm 8,5 - 12,5 - 16,5 - 20,5. La larghezza dei pannell, generalmente di 1.00 pu variare a seconda delle diverse esigenze. Altezza totale solaio . . . cm 8,5 12,5 Altezza laterizio . . . . . cm 8,5 12,5 Interasse . . . . . . . . . cm 100 100 Larghezza min. nervature . . cm 6,2 6,2 Volume conglom. di conf. l/m 12 15 Volume congl. in opera . . l/m 7 9 Peso pannello . . . . . . . Kg/m 69 87 SOLAIO TRIREX Peso tot. solaio . . . . . Kg/m 85 110 PANNELLI BISAP 16,5 16,5 100 6,2 18 12 112 140 20,5 20,5 100 6,2 20 15 138 170 11,5 8,5 100 6,2 12 37 69 160 15,5 12,5 100 6,2 15 39 87 185 19,5 16,5 100 6,2 18 42 112 215 23,5 20,5 100 6,2 20 45 138 245

I pannelli BISAP costruiti in tre altezze sono larghi 75 e sono opportunamente riforzati nella zona compressa. I momenti flettenti massemi di servizio corrispondono ad una sollecitazione di compressione di 50 Kg/cm con una tensione nellacciaio ad aderenza migliorata di 2000 Kg/cm.

SEZIONE TRASVERSALE
7.5 12-16.5-20 75 75

Altezza cm 12 16,5 20

Peso pannelli Conglomerato Peso solaio in opera Mom. max di Kg/m nervature l/m Kg/m servizio al m/Kgm 88 10 110 581 110 14 114 1125 125 18 165 1732

Laccostamento dei pannelli d luogo alla formazione di casseri per il getto dellenervature di consolidamento destinate acontenere le armature metalliche supplementari.

CARATTERISTICHE DEL SOLAIO RAPIDSTRUT Altezza del solaio . . . . . . cm 16 20 Interasse del solaio . . . . . cm 75 75 Peso del pannello . . . . . Kg/m 90 100 Conglomerato nervatura in opera . l/m 7 9 Peso solaio in opera . . . . . . . Kg/m 140 175

SOLAIO RAPIDSTRUT

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

SOLAIO SAP - Portata sino a m 6 Soletta costituita da travi in laterizio armato confezionato a pi dopera, accostate e collegate tra loro con malta di cemento, caratterizzata da una grande suddivisione dellarmaturametallica in tondi di piccolo diametro posti a distanza non superiori a cm 7. La larghezza delle travi costantemente di cm 20. La larghezza minima dei canaletti di sigillatura tra le travi di cm 2,5. I momenti di servizio ammissibili dedotti sperimentalmente, con coefficiente di sicurezza alla fessurazione 1,2 e coefficiente di rottura 2,5 sono riportati nella tabella.

Tipo Peso prop. Momenti totali massimi di servizio in Kg/m di struttura Kg/m riferiti alla striscia di solaio larga m 1 SAP 8 85 230 290 405 ----SAP 12 110 385 540 655 ----SAP 16 130 615 720 960 1290 --SAP 20 175 700 1170 1140 1890 2025 Armatura per ogni trave larga cm 20 ( mm) 33 34 35 36 46 Carico di sner. minimo dell'acciaio s Kg/mm 70 60 55 50 50

12

20

16

20

SOLAIO (VARESE) - Portata m 4,50 10,00 costiuito da travi sagomate in conglomerato a doppia armatura eseguite fuori opera; tavelle di laterizio forato in duplice ordine (solaio plafone a camera daria), solettina di cemento di cm 3 che collega e completa tutto il sistema. Il tipo di solaio indicato dallaltezza in cm delle travi Varese rispettive: per le travi speciali a doppia pendenza indicata laltezza al centro ed agli estremi. La posa in opera delle travi a interassi variabili a seconda della portata e del sovraccarico analoga a quella per i solai comuni con putrelle in ferro.

TABELLE DEI CARICHI ED INTERASSI CORRISPONDENTI SOLAI (VARESE) NORMALI Sovraccarico Interasse Peso proprio del solaio (Travi+doppia tavella + 3 spianamento Kg/m cm 19 21 24 27 34 150 100 139 145 151 160 169 200 90 142 149 155 165 175 250 80 146 153 160 171 183 300 73 149 157 165 177 190 350 65 153 162 172 185 199 400 57 159 169 180 195 211 450 50 165 177 189 207 225 Sovraccarico Travi tipo 19 21 Kg/m 150 49 50 200 56 57 Interasse 250 64 65 cm 300 72 73 (da a 350 79 80 delle travi) 400 89 90 450 99 100 24 51 58 66 74 81 91 101 27 52 59 67 75 82 92 102 Misura tavelle 52 cm 43x25x4 59 cm 50x25x4 67 cm 57x25x4 75 cm 65x25x4 82 cm 72x25x4 92 cm 82x25x4 102 cm 92x25x4 34

bo

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

SOLAIO SAPAL - Portata sino a m 10 un solaio a nervature, poste ad interasse di cm 80, formate dallaccoppiamento di due travilaterizie prefabbricate e da un travetto di conglomerato fra le stesse contenuto, il cui spessore pu essere di 4-6-8 cm. Le tavelle inferiori da soffitto, spesse normalmente cm 3, sono sostituite con tavelle da cm 1,5 quando si prevede il riscaldamento a panelli radianti. Le serpendine vengono in tal caso annegate in una soletta di conglomerato spessa cm 4 gettata su queste. Rispetto ai dati tabellari, e limitatamente alle zone interessate dalle serpentine, il volume di conglomerato viene di conseguenza aumentato di l/m 22,5 ed il peso proprio di Kg/m 50.

56 27.5 21.5-2530-35-40 5

25 4-6-8 41 80 3 13 19

25/30

Altezza Solaio cm 17

Travi Kg/m 25

Peso elementi Laterizi Solette tavelle Kg/m 30

Totale Kg/m 55

Peso travi confezionate Kg/m 12,5 Kg/m 32

Confezione travi Cemento Sabbia Murat. Manov. Kg/m l/m h/m h/m 2 3,1 0,15 0,10

Larghezza Conglomerato travetto cm 4 6 8 4 6 8 4 6 8 4 6 8 4 6 8 4 6 8 l/m 31,3 33,8 36,5 33,8 37,6 41,5 35,6 40,4 45,1 38,1 44,2 50,1 40,6 47,8 55,1 43 51,5 60

Peso totale in opera Kg/m 146 152 160 150 160 170 160 175 185 175 190 205 185 205 220 200 220 240

21,5

32

30

62

15,5

39

3,1

0,15

0,10

25

37

30

67

18

45

2,5

4,1

0,15

0,10

30

43

30

73

21

53

2,5

4,1

0,15

0,10

35

48

30

78

22,5

57

2,5

4,1

0,18

0,12

40

57

30

87

26,5

66

2,5

4,4

0,2

0,15

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

SOLAIO STIMIP un solaio formato da cassettoni di lateriziodelimitati i casseri per il getto di nervature in conglomerato armato, disposte secondo due direzioni ortogonali. La soletta di compressione pu essere di laterizio (STIMIP B) oppure di laterizio econglomerato (STIMIP MB). Detti cassettoni si ottengono con quattro pezzi: gli spondali ad L, le solette superiori, le tavelle da soffitto ed un fondello ad L di cui uno visibile in primo piano nella figura. particolarmente indicato per la realizzazione di piastre nervate di minimo peso proprio, vincolate osemplicemente appoggiate lungo tutto il permetro.

5/7 19-65

7-14 56 18

53 35 68-81 62-73 35 3

FONDELLI AD L

SOLETTE

FONDELLO

ELEMENTO AD L TAVELLA

Alltezza solaio 19 22 26 29 34 38 43 46 50 63 31 36 40 45 48 52 65

Spessore e tipo soletta

Soletta cm 5 in cotto (B) mista (MB)

Soletta cm 7 in cotto

STIMIP B e STIMIP MB Dati per il calcolo Peso sol. Interasse Spessore medio in opera Kg/m nervatura nervatura B MB cm cm 177 183 68x62 8,5x7 198 204 224 230 68x65 8,7x8 250 356 9,7x8 294 300 69x65 10x8 326 332 375 381 69x66 10x9 399 405 69x68 10x10 437 443 81x73 11,5x14 --583 68x65 8,7x8 274 --9,7x8 319 --69x65 10x8 351 --69x66 10x9 399 --422 --70x68 11x10 474 --81x73 12x14 613 ---

Dati per il preventivo Volume conglom. Peso laterizio l/m Kg/m B MB B MB 45 51 70 60 52 58 73 64 61 67 78 68 70 76 83 73 85 92 88 79 97 103 93 84 114 120 101 92 122 128 105 97 136 142 110 102 --196 --113 78 --88 --94 --93 --105 --99 --122 --106 --130 --110 --150 --114 --202 --126 ---

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PROGETTAZIONE STATICA
SOLAI

Si tratta di un solaio a camera d'aria risultante dall'accoppiamento di travetti prefabbricati, di - ununica altezza, con solette e favelle da soffitto. A seconda delle esigenze d'impiego si pu variare l'altezza del solaio fra i cm 23,5 ed i cm 53 inserendo appositi sovralzi. Questa struttura adatta per luci di notevole entit; l'interasse di cm 70. Nella tabella sono riportati i massimi momenti di esercizio riferiti all'interasse. SOLAIO ADIGE Altezza tot. solaio . . . . . . Altezza laterizio . . . . . . . Interasse . . . . . . . . . . Largh. min. nervat. . . . . . Volume conglomerato . . . . Peso laterizio . . . . . . . . Peso tot. solaio . . . . . . Mom. esercizio . . . . . . cm cm cm cm l/m Kg/m Kg/m Kg/m 23,5 23,5 70 9 53,5 82 215 1537 32 30 70 9 81,6 94 298 3150 37 35 70 9 88,1 99 315 3640 42 40 70 9 94,5 106 338 4720 48 53 45 50 70 70 9 9 110,9 117,3 110 120 391 406 5760 7240

LATERIZI PER IMPIANTI DI RISCALDAMENTO ED ISOLAMENTO ACUSTICO Sistema BONA: Tale sistema consta di speciali favelle e fistelli in laterizio (interesse cm 50) che vanno posti in opera su qualsiasi solaio con interpo sizione di apposite piastre in gomma. Le serpentine (int. cm 25), trattate esternamente con sego, si posano sul solaio e si collegano ad esso mediante un oppor tuno raccordo di malta cementizia, in modo da permettere la conduzione al soffitto. Si ha inoltre la trasmissione termica al pavimento per convezione ed irraggiamento attraverso la camera d'aria che il sistema crea al disopra delle serpentine. L'intercapedine e l'impiego di piastre in gomma realizzano un isolamento acustico. li sistema BONA trova anche il suo impiego nei casi ove richiesto il solo isolamento acustico. A tale scopo si usano sernplicernente delle speciali favelle poggianti su ponticelli in gomma posti sempre all'interasse di cm 50.

Riscaldamento per diffusione da soffitto e da pavimento

Isolamento acustico per discontinuit elastica e per isteresi

EXECELSIOR TERMORADIANTE - Portata sino a m 6.50 formato da clementi di base scanalati che creano una casseratura incrociata, nella quale vengono collocate serpentine ad interesse di cm 33 oppure anche di cm 16,5 e relativi collegamenti, armatura metallica di tensione e di ripartizione. Si esegue quindi il getto di conglomerato, sovrapponendo contemporanea mente i blocchi aventi la parte superiore irrobustita in modo da sostituire la soletta in conglomerato. Essi delimitano i casseri per le nervature di calcestruzzo armato che completano il solaio. Altezza . . . Interasse nervatura . . . . Spess. medio nervatura . . Peso laterizio . . . . . . . Conglomerato . . . . . . Peso solaio in opera . . . cm 18 22 25 cm 33 33 33 cm 15 15 15 Kg/m 70 75 82 l/m 66 73 90 Kg/m 230 250 300

18/25

33

30

15

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STRUTTURE METALLICHE
CAPANNONE INDUSTRIALE
a b 1200 J2

12000 1300

4500 J1 J1

Sezione trasversale

Schema statico della travatura 3500 Particolare finestre fisse ed apribili

Vista longitudinale 3500 3500

NP 20 4

NP 8

12000

40 90 863 calcestruzzo 887

10 822 30

837 863

tirante

lamierino sagomato a Freddo

T 80 x 9

Pianta della fondazione

impermeabilizzazioni

80 x 9 Particolare a 512

785 Particolare b

785

80 x 9

tubo schiacciato Particolare e saldatura 10 Sezione resistente a trazione e a compressione a seconda 6 delle necessit statiche. 50 15 60 x 7

c lastrino di piombo antimonioso tirante 200 tirante d 1233 4

I NP 20

200

NP 14

1300

18

Ancoraggio

Particolare d

Particolare c

20

180

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STRUTTURE METALLICHE
CAPANNONE IN TUBOLALE
a b 200 230 600 Fronte B A 230 600 600 600 600 600

630

A 2120 Sezione trasversale 2120 Schema statico

copertura in alusicc I NP10

NP 10

R=870 0,375 10,8 1,2 1,2

Particolare b

tondo 16 portavetri

0,55 26,7 Particolare a 615

copertura in alusicc

0,375 13,3 23

Travi trasversali
0,325 8,3 0,375 10,8 0,325 8,9

1 6,7 0,3 3 2

chiusura in alusicc Travi trasversali

Particolare colonne
40 50

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STRUTTURE METALLICHE
CAPANNONE PER ESPOSIZIONE
NP 6 NP 20 NP 20 B 2500 800 B a 15 345 2500 500 500

6000

20000 19720 NP 28 DIN 60 Soffittatura

C 250 C

I NP 45 13000

5690

Sezione trasversale

lamierino sagomato a freddo


calcestruzzo 200x15 giunto anima

lamierino sagamato a Freddo impermeabilizzazione

160

200x15 giunto delle piattabande

500 + 800 80

80

200x15 r=10 Particolare a Sezione B-B

15

450

calcestruzzo

lamierino sagomato a Freddo pavimentazione 100

470 600 280

soffittatura

SEZIONE C-C

320 Cerniera

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STRUTTURE METALLICHE
CAPANNONE CON TRAVE E PORTAGRU

1000 6300 4700 12060 225 Sezione trasversale Prospetto 10948 1400 2000 1500

mensola 2500 2500

6525

11500 Schema statico

11500

5000 900
copertura in lamiera zincata

5000 500

5000

5000

Pianta copertura in lamiera zincata sagomata

220 20 muratura di mattoni 10948


45 300 10 20

520
100 140

204

INP 80

60x60x6

vetri

336

][ 70x70x7 ][ 80x45x6
240

INP 30

8 6525 544 560 4700 8

][ 60x60x6
80

Particolare del lucernario

220 900 780 225 40


][ 910x200x12

cordolo in calcestruzzo

500 380

tirafondi

200 25

Particolare appoggio capriata

Colonne

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STRUTTURE METALLICHE
SCHELETRO PER EDIFICIO AD USO UFFICI
controventi longitudinali 2740 2490 250

2150 340 1810 1470 1130 790 A 395 0.00 - 100 - 225 Sezione telai longitudinali
390 390 390 2340 100 327.5 390 390 390

340 340 340 340 395 395 225 327.5 380 327.5 1035 Telai trasversali di testata muro del cantinato controventi trasversali

8.5
1235 380 327.5 100

lamierino sagomato a freddo Particolare dei solai Pianta solaio tipo 80 26 L 130 x 130 x 12 betoncino di bloccaggio calcestruzzo 14 5 NP 180 NP 180 50 40 40 50 Particolare colonne 5 1.8 4 14 14 24 26 1.2

181 91

4.5

18

Particolare nodo A

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STRUTTURE METALLICHE
PARTICOLARI DI GIUNTI

ATTACCO DI TRAVE SECONDARIA E TRAVE PRINCIPALE GIUNTO DI TRAVE COMPOSTA SALDATA REALIZZATO CON CHIODATURA

GIUNTO DEL NODO INTERMEDIO DI UN TELAIO PER EDIFICIO PILASTRO COMPOSTO

BASE DI PILASTRO COLLEGAMENTO FRA TRAVE (PASSANTE) E COLONNA (INTERROTTA) APPARTENENTE AD UN TELAIO PER EDIFICIO

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STRUTTURE IN LEGNO
CARPENTERIA
RITIRO DEL LEGNO Sezione trasversale direzione assiale S h Sezione tangenziale Sezione tangenziale direzione tangenziale Celettatura o commessura ad unghia semplice l S'' S>S' ritiro massimo S>S'' ritiro medio l>l' ritiro minimo h>h' ritiro medio h>h'' ritiro minimo S' l' GIUNZIONI DI TRAVI Unione a dentatura obliqua con bietta Connessioni a sovrapposizione comune 20 +-25 Collegamento per trazione a denti incollati Sovrapposizione a coda di rondine 3 a- caviglia in legno 1/6 1/6 1/2h 1/10h Connessioni a cunei h

CONNESSIONI DEI LEGNAMI A DIREZIONI DIVERSE MEMBRATURE SU UNO STESSO PIANO

1 1/6 4 a- caviglia in legno

1/6

h'' h'

h almeno 3 cm l=4h

s=5cm

Giiuntura a coda di rondine TRAVI COMPOSTE Giuntura a semplice diretta 2 1/2 1 1/2 a=caviglia legno b 4 b 6 b

Sovrapposizione a dente Calettatura a dentatura semplice Da 3 fino a 5 pezzi. b, caviglia di ferro o legno quercia. 2h a a h a h 3/20h 2/20h b b b b Sovrapposizione ad angolo

10

Giuntura a 1/2 diretta a=caviglia legno 1 1/2 1/2 3

Giuntura a 1/2 obliqua

Connessioni a caviglie a, cunei (legno forte a secco).

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STRUTTURE IN LEGNO
CARPENTERIA

A A. a rientranza B. a comune C. a mascella INCASTRI

UNIONE CUNEIFORME a meno resistente di b. C INCASTRO A DENTE DOPPIO

SOVRAPPOSIZIONE PARZIALE

INCASTRI A MASCHIO NASCOSTO

SOVRAPPOSIZIONE AD INCASTRO SEMPLICE

a=caviglie in legno

a COLLEGAMENTI DEI PUNTONI CON LA CATENA INCASTRO A CODA DI RONDINE SOVRAPPOSIZIONE AD INCASTRO DOPPIO

a b

a INCASTRO A DENTE OBLIQUO a, scanalatura per acqua e ventilazione

COLLEGAMENTI DEI PUNTONI COL MONACO

INCASTRO A DENTE CUNEIFORME b, zona interessata dallo sforzo; a, profondit 1/51/6 x h.

a UNIONE AD INCASTRO OBBLIQUO a, zona interessata dallo sforzo. UNIONE A DOPPIO DENTE b inferiore ad a.

COLLEGAMENTO DEI MONACI CON LA CATENA

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STRUTTURE IN LEGNO
FALEGNAMERIA

TAVOLATI Esterno

Traverso alto Interno Esterno


1/3 1/3

Montante o ritto Cimatura quadra

pannello o specchio Traverso basso

1/3

UNIONE A DENTE E CANALE A 4560 B C UNIONE A FILO PIANO SEMPLICE A, giunto in squadro; B, giunto obbliquo; C, giunto a cuneo 1/3s
1/3

Interno

Esterno Telaio esterno ritti e traverse Cimatura a ugnatura ritti e traverse intermedie o pettorali

1/3 1/3

UNIONE A LINGUETTA RIPORTATA 1 2

s UNIONE A FILO PIANO CON CAVIGLIA PER LAVORI SMONTABILI 1/3s s UNIONE A FILO PIANO CON CHIAVETTA Chiavetta di legno duro con le fibre normali a quelle delle tavole.

68mm 3 INCASTRO A UGNATURA CON CAVIGLIA Per piccoli telai.

TAVOLE CON LISTELLI 1,panche, porte esterne, sportelloni; 2, traversa a filo; 3, tavoli da disegno.

1/31/3 1/3 INCASTRO A UGNATURA CON LINGUETTA RIPORTATA 1/2 1/2

1/2s A TAVOLATI CON INTESTATURA INCASTRO A CIMATURA QUADRA B UNIONE A META' LEGNO Nei tavolati a grande distesa. Nelle zoccolature quando sia possibile fissare le tavole ai traversi. A, smusso; B, perlinatura.

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STRUTTURE IN LEGNO
FALEGNAMERIA

A Incastro a denti in coppia con sperone Incastro a 1/2 legno con cimatura diagonale

B Paniforti a listelli A, blocco di solette per paniforti a listelli; B, tranciato

3/10 2/10 3/10 2/10

Incastro con denti in serie Nel caso di traverse alte come predelle di porta.
1/3 1/3

Tranciato Paniforti a panno interno massiccio sfibrato

SUPERFICI CURVE
1/3

PIANI TAMBURATI

Incastro a tenaglia Si usa per lavori interni. Per lavori esterni si impegnano caviglie cilindriche da mm 10.

Incastro a dente doppio

PANIFORTI Traverse incollate diagnonali libere

b 1/3 2/3 a Paniforti a tavolette

Incastro a dente e mortasa cn sperone Infissi: a 50 70 mm; b 18 20 mm;

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CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


TEORIA
Costituisce la pi brillante applicazione della tecnica degli stati di coazione impressi, introducendo nelle costruzioni degli stati di tensione preventivi (antecedenti all'effetto dei carichi) che ne migliorano il comportamento statico. Nel cemento armato precompresso l'armatura, costituita da acciaio ad alta resistenza, viene sottoposta a forte tensione prima di essere collegata al calcestruzzo. Si riporta quindi lo sforzo dell'acciaio sul conglomerato, determinandovi uno stato di precompressione nelle zone destinate ad essere sottoposte successivamente a trazione per effetto dei carichi esterni. Con questo procedimento si sfruttano dunque totalmente le caratteristiche meccaniche dell'acciaio per la creazione dello stato di coazione e si evitano gli inconvenienti dati dalla scarsa resistenza del conglomerato a trazione, conseguendo altres un'economia notevole di materiali: Fino al 7580 %, dell'acciaio, 3040% del calcestruzzo (e dunque del peso proprio). Ai vantaggi diretti derivanti dal guadagno in peso, i quali si traducono in un aumento delle luci economicamente realizzabili, altri se ne aggiungono dati dalla possibilit di rendere solidali elementi staccati, donde ampie possibilit di prefabbricazione e facolt d'impiego di artifici costruttivi, comportanti l'adattanento delle condizioni di vincolo alle fasi successive del regime statico.

PREMESSE

tubolare, realizzato annegando nel getto una guaina metallica. anche possibile fabbricare le travi solidarizzando fra loro dei conci entro i quali l'alloggiamento viene ottenuto a mezzo di mandrini amovibili. Talvolta gli acciai possono anche trovarsi all'esterno del getto, ma in tal caso non facile assicurare a tutti gli effetti il collegamento fra calcestruzzo ed armatura. In questo secondo sistema la messa in tiro tiene realizzata a mezzo di un martinetto idraulico: dopo la messa in tensione, l'armatura viene bloccata mediante appositi ancoraggi di testata; la guaina viene quindi riempita con malta di cemento iniettata a pressione. Le figure 3, 4. 5, 6 e 7 rappresentano gli elementi caratteristici di alcuni fra i sistemi di tensione e bloccaggio pi diffusi in Italia.

sente che lo stato di coazione esistente tra ferro e calcestruzzo risente di qualsiasi deformazione o assestamento subiti dall'uno o dall'altro componente: donde la necessit di tener conto di fenomeni che nel cemento armato ordinario vengono trascurati o considerati solo casualmente: ritiro e fluage sotto carico del conglomerato, rilassamento dell'acciaio teso a lunghezza costante a tassi elevati. I dati regolamentari qui appresso riportati sono ricavati dalle vigenti norme emanate dal Ministero LL.PP. Calcestruzzo. - Per diminuire l'entit del ritiro e del fluage sotto carico, si dovranno mettere in opera soltanto calcestruzzi di elevata compattezza, ottenuti applicando i pi moderni concetti della tecnica dei conglomerati cementizi: cementi alta resistenza (ed a rapido indurimento); granulometria accurata; dosaggio acqua/cemento ridotto al minimo compatibile con il conferimento di una quantit di acqua d'idratazione e con la di assestamento del getto nelle casseforme.

Generalit. - Il cemento armato precomGeneralit presso l'espressione di una tecnica perfezionata che tende a sfruttare nel modo pi razionale le propriet meccaniche dei materiali associati. Esso deve essere pertanto realizzato soltanto con materiali di qualit, le cui caratteristiche siano sottoposte a severo controllo. Si deve in particolare tenere pre-

MATERIALI

Fig. 1 - Trave ad armature aderenti

Fig. 4 - Ghiera di ancoraggio B.B.R.

Fig. 2 - Trave a cavi scorrevoli

Le figure 1 e 2 schematizzano i due pi importanti metodi di messa in tenB sione. Nel primo le armature vengono tese preventivamente per contrasto su degli appositi blocchi di ancoraggio o sulle casseforme: gettato il calcestruzzo a diretto contatto con l'acciaio se ne attende l'indurimento (per accelerare il Fig. 3 - Pistoncino Freyssinet a doppio effetto. Il pistone B quale si ricorre spesso al riscaldamento) serve a bloccare il cuneo di ancoraggio entro il suo alloggiamento. e si libera l'armatura. La trasmissione ghiera di bloccaggio dello stato di mutua costrizione fra i due dado di contrasto Martinetto materiali quasi sempre affidata all'adeperno per il 12 renza. Nulla vieta, se le condizioni statiforo per il 14 che lo esigono, di deviare l'armatura onde mutare l'andamento della risultante degli sforzi preventivi lungo l'asse della monometro trave. asta di trazione base di appoggio Un altro procedimento (fig. 2) consiste Fig. 5 - Martinetto B.B.R. nel mantenere l'armatura indipendente Fig. 6 - Martinetto (Morandi) tipo M3 per 3 5, M4 per 3 7 dal getto per tutta la ,durata dell'induriSezione A - A mento, dopo avvenuto il quale si effettua la messa in tensione prendendo appoggio direttamente sul calcestruzzo. In questo caso le armature vengono generalmente disposte entro un alloggiamento

BASI TECNOLOGICHE

Fig. 7 - Sistemazione di un terminale di cavo da 18 7, sistema (Morandi).

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Manuale dellArchitetto

CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


TEORIA
La composizione degli impasti sar stabilita in base ad uno studio preventivo che dovr fondarsi sui seguenti criteri: a) qualit degli inerti. La sabbia, naturale Nella zona intermedia delle curve granulometriche i granuli di un determinato diametro possono anche mancare, purch l'area compresa tra la curva granubilit e la tendenza alla segregazione, che caratterizzano tali impasti, possano causare la formazione di cavit o di nidi di ghiaia. Sar spesso necessario adottare un impasto pi maneggevole e pi ricco in cemento per le zone di testata delle travi, dove il getto pi difficile a causa della forte concentrazione di armature. Per la sabbia, definita convenzionalmente come un insieme di granuli passanti attraverso un crivello a fori rotondi del diametro di 5 mm (UNI 2334). converr avvicinarsi alla curva definita dall'espressione (2). A correzione del tratto iniziale della curva, la sabbia non deve in ogni caso contenere pi del 5%. di granuli aventi diametro inferiore a mm 0,1:

p a s s a n t e

100 90 80 70 60 b c

curva teorica curva pratica aree a+c aree b+d

% 50 40 i n 30 p 20 e s 10 o 0 a

4 6 8 10 15 20 25 Fig. 8 - Confronto tra le curve granulometriche terorica e pratica

50

c) la quohtit d'acqua determinata in base alla lavorabilit occorrente per una buona riuscita dei getti; essa sar comunque ridotta al minimo indispensabile. necessario che la dosatura in cemento, venga vagli mm aumentata coi crescere della percentuale di acqua.

od artificiale deve essere costituita da grani resistenti non provenienti da roccia decomposta o gessosa. Deve essere scricchiolante alla mano, non lasciare tracce di sporco, non contenere materie organiche, melmose o comunque dannose; se necessario, sar lavata con acqua dolce per eliminare materie nocive. Analogamente gli inerti di maggior diametro devono essere formati da elementi non gelivi, non scistosi, scevri di sostanze estranee, di parti friabili, pulverulente o terrose: b) granulometria: una composizione granulometrica raccomandabile nella maggioranza dei casi definita da una delle curve corrispondenti alle formule seguenti: Legante compreso:

P'=A+(100-A)

d D

Legante escluso: P' e P" rappresentano il % in peso dei grani passati ad un determinato vaglio.

P"= A-C+(100-A)

d D

100 100-C

D= diametro massimo degli aggregati. D= diametro qualsiasi compreso tra 0 e D. Il coefficiente A della (1) assumer uno dei valori seguenti: inerti tondi 4 8 inerti a spigoli vivi 6 10 (i valori pi elevati corrispondono agli impasti pi fluidi).

possibile migliorare la rnaneggevolezza, lometrica e gli assi coordinati sia approssimativamente equivalente a quella senza danneggiare la resistenza, introducompresa fra la curva teorica e g] i stessi cendo nell'impasto dei prodotti additivi (plastificanti). assi (fig. 8). possibile r=e+s+kp conseguire 2,40 compattezze 2,0 elevate, anche 2,02 r=e+s+kp 2,12 1,94 superiori a quelle ottenute 1,86 con le curve 1,5 1,70 1,72 precedenti, ri1,39 correndo ad impasti granu1,34 1,06 1,46 1,40 1,12 lometrica0,90 1,12 mente discon1,0 0.70 tinui, caratterizzati cio dal0.88 l'impiego di 0.32 0.38 0.50 0.40 classi di inerti 0.48 0.26 0.32 0.40 nettamente di0,5 stanziate. Concetto 0.50 0.50 0.50 0.50 fondamentale 0 del procedimento di ri0 1 1 1 5 10 anni durre sensibil4 2 mente i vuoti Fig. 9 (Fluage), ritico ad accorciamento del calcestruzzo per una precompressione dovuti all'efdi b=200 Kg/cm fetto di parete, Calcestruzzo:resistenza a compressione del prisma d28=480 Kg/cm; ci che per riE modulo=4000000 kg/cm; umidit atmosferica relativa 3570%; chiede un'ener e=/= accorciamento elastico specifico in %; gica lavora s=ritiro specifico in %; kr=(fluage) specifico in %. zione. Si consiglia di curare in Nel computo del rapporto acqua/cemodo particolare lo studio degli impasti discontinui, ad evitare che la scarsa lavora- mento si terr conto dell'umidit degli inerti.

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95a

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CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


TEORIA
1 3 giorni 7 giorni 14 giorni 28 giorni 0,5 90 giorni 365 giorni 0,90 0,79 0,70 0,61 0,56 0,46 0,29 0,39 0,70
Il getto dovr essere costipato per mezzo di pervibratori ad ago o con vibratori esterni (questi ultimi si adotteranno per strutture sottili o per zone molto ingombro). Vibratori e pervibratori saranno possibilmente di frequenza variabile onde interessare tutta la scala granulometrica dell'impasto. Le figg. n. 9 e 10, ricavate da un rapporto del Laboratorio Federale di Zurigo, forniscono alcuni dati indicativi sull'andamento dei fenomeni di ritiro e fluage nei calcestruzzi ad alta resistenza. Tali figure s riferiscono a conglomerati aventi resistenza cubica a 28 giorni superiore a 500 kg/cm. Nel diagramma d fig. 9 il ritiro es misurato a partire dal terzo giorno dopo il getto; il fluage sotto carico c., si riferisce a prismi caricati a100 kg/cm. 14 giorni dopo il getto; la deformazione elastica calcolata per un modulo elastico pari a 400000 kg/cm. La curva a tratto pieno corrisponde a conservazione in atmosfera ad umidit relativa del 35 %, la curva tratteggiata a conservazione in atmosfera ad umidit relativa del 70 %. L'entit del fluage sotto carico per una data durata di conservazione praticamente proporzionale all'intensit della sollecitazione (per lo meno se questa rimane inferiore ad 113 del carico di rottura). pertanto lecito definire un fluage specifico riferito ad una sollecitazione pari a 1 kg/cm., Nel caso della figura, e per tempo indefinito, il fluage specifico vale 0,56/100000 per umidit del 70% 0,70/100000 per umidit del 30 %. La fig. 1 0 indica la, variazione dei fluage specifico a tempo in infinito in funzione dell'et all'imposizione del carico. Le Norme vigenti impongono che il ritiro finale non sia mai assunto inferiore al 0.2511000. Il fluage (o deformazione lenta sotto carico), per calcestruzzi caricati a 14 gg. dal getto, deve valutarsi almeno 1,5 volte la deformazione elastica. Se il carico viene applicato entro un tempo minore, si assume una deformazione lenta pari al doppio della deformazione elastica. In mancanza di determinazione diretta, si pu assumere per modulo elastico istantaneo il valore E =350000 kg/cm. Il tasso di lavoro a compressione o a trazione non deve superare, allatto della precompressione, il 42 Il della corrispondente resistenza alla stessa data. In esercizio: a compressione il 32 % della resistenza a 28 gg, R,; a trazione il valore di Rc/20 a condizione che l'intero sforzo di trazione, calcolato a sezione interamente reagente, venga fatto assorbire da armature sussidiarie non tese, calcolate al tasso convenzionale di 1400 kg/cm. Non sono ammesse trazioni sotto l'azione del carico permanente, in ambiente corrosivo, nelle travi costruite per conci. vietato l'impiego di calcestruzzi con resistenza inferiore a 375 kg/cm. a 28 giorni (tolleranza 5 %). Nelle zone di ancoraggio si possono assumere sforzi di compressione locale pari a Rc/1,5 Acciai Gli acciai pi comunemente usati sono del tipo patentato e trafilato. Talvolta si fa seguire la trafilatura da un trattamento d'invecchiamento. Si trovano anche in commercio acciai dei tipo laminato trattato. Nelle travi a fili aderenti non lecito impiegare acciai tondi-lisci di diametro superiore a 2 mm. Per sezioni maggiori si usano acciai con tacche, sezioni ovali o rettangolari con risalti, trecce di due o pi fili. Nelle travi a cavo si adottano tondi di 5-6-7 e fino a 10 mm. Taluni procedimenti usano tondini filettati fino a 26 mm. Gli acciai sono caratterizzati dal carico e dall'allungamento di rottura sfr ed Afr, dai limiti convenzionali s1 e s2 allo 0,1 % e 0,2% di deformazione permanente. La fig. 11 rappresenta l'andamento caratteristico del diagramma sforziallungamenti di un acciaio trafilato per travi a cavo. La fig. 12 riproduce la legge della caduta di tensione subita in un periodo di 120 ore dall'acciaio di fig, 11 teso inizialmente a 120 kg/mm e quindi mantenuto a lunghezza costante. La caduta a tempo infinito da due a tre volte superiore alla caduta a 120 ore. Nelle travi a cavo la tensione realizzata dal martinetto si riduce a causa dell'attrito che si sviluppa lungo il percorso del cavo fra l'acciaio e il suo alloggiamento.

0,25 0,26 0,21 ETA' ALL'IMPOSIZIONE DEL CARICO 0 35 70 100

Y= k in 0/00 per 100 Kg/cm

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TEORIA
Kg/mm 150 rottura (0,2%) (0,1%) 100 Nel caso illustrato in figura 13 si ha, supponendo di tendere con un unico martinetto applicato in A e semplificando le espressioni che forniscono le cadute per attriti: B = A (1-fc 1- fd l1) C = B (1-fd l2) D = C (1-fd l3) E = D (1-fc 2- fd l4) I coefficienti di attrito in linea retta ed in curva possono assumersi come da seguente prospetto: Calcestruzzo liscio Lamierino metallico Lamierino lubrificato f d x 10 5 3-4 1,5-2 fc 0,5 0,25-0,3 0,2 attrito, ecc., ed indicando altres come tensione iniziale di tiro fi la massima tensione esercitata allatto del tiro, si deve avere: Travi a cavo: fi 0,85 2 fi 0,95 1 f 0,58 fr f 90 Kg/mm Travi ad armature aderenti: fi 0,95 3 f 0,62 R f 105 Kg/mm vivamente consigliato di avitare fi superi i seguenti limiti assoluti: Travi a cavo: 120 Kg/mm. Travi ad armature aderenti: 130 Kg/ mm. Nelle travi a cavo tuttavia lecito compensare uneventuale perdita di tensione per attrito compresa entro 10 Kg/mm con un innalzamento equivalente del limite assoluto sopraindicato. La caduta per rilassamento pu valutarsi al 7% di fi per le travi a cavo, al 12-14% di fi per le travi ad armature aderenti armate rispettivamente con elementi singoli o con trecce. Si pu anche assumere quale caduta il doppio della caduta misurata a 120 ore. Quando si proceda alla ritaratura delle tensioni preventive non prima di 44 gg. dopo la messa in tiro, le cadute per ritito del 15%, quelle date dal rilassamento dellacciaio del 30%. tuttavia indispensabile assicurare nel frattempo unefficace protezione delle armature tese.

50

40 80 120 160 200

Le Norme stabiliscono i seguenti limiti per le caratteristiche dellacciaio e le condizioni dimpiego. Esternsimento base: 200 mm; Piegamenti alterni: resistenza a quattro lim. elastico (0,1%): 145,0 Kg/mm; piegamenti su mandrino di diametro lim. elastico (0,2%): 153,0 Kg/mm; quadruplo del diametro del filo (v. tabella (UNI 1474). tensione iniziale 120 kg/mm 2010 kg Allungamento per > 3 mm non 2000 inferiore a 5% su dieci diametri. caduta di tensione Kg 65 (3,22%) Rapporto /fr0,90. (Tollarenza 4%). Tassi di lavoro: indicando come 1950 tensione finale f la tensione introdotta nel calcolo di verifica, a tempo infinito, in una sezione ge1900 nerica, previa deduzione di tutte le perdite o cadute date da ritiro, fluage, rilassamento dellacciaio, 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100110 120 ore VERIFICA STATICA STRUTTURE ISOSTATICHE INTERNAMENTE PRECOMPRESSE Fig.12 - Diagramma della caduta di tensione Calcolo degli effetti della precompressione. subita dallacciaio della fig. 11 tesoinizialIn una trave a sezione costante o variabile munita di armatura pretesa mente a 120 Kg/mm e quindi mantenuto a avente percorso qualsiasi, le azioni esercitate dallarmatura sulla trave lunghezza costante. comprendono gli sforzi terminali di ancoraggio F, le forze ripartite trasmesse dallarmatura nei tratti curvilinei, eventualmente le forzeconcentrate P agenti in corrispondenza dei cambiamenti repentini di direzione (fig. 14). Linsieme delle forze F, (oppure F, P) risulta equilibrato. 1 L1 B L2 C L3 D L4 2 F B P F F r F
1/r

Fig. 11 - Diagramma sforzi - allungamenti di un accaio trafilato per travi a cavo

Fig. 13- Percorso schematico di un cavo suddiviso in tronchi per il calcolo delle perdite per attrito

F A

Fig. 14- A, sezione concentrata esercitata dal cavo in corrispondenza di cambiamento di direzione: B, azione ripartita esercitata dal cavo lungo un tratto di andamento curvilineo

ds=1 Fig. 15 - Azione locale del cavo in un tratto elementare del percorso Fig. 16 - Azione locale del cavo in un vertice del tracciato

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TEORIA
ciaio: il secondo dipende dal numero di cavi e dalle loro posizioni relative: nelle travi normali esso provoca una caduta del 2 o 3 %. Si dimostra che per valutare l'effetto del ritiro basta ridurre la pretensione i di una quantit eguale al prodotto del ritiro R modulo dell'acciaio Ea. Analogamente l'effetto del fluage sotto carico si valuta per accesso, moltiplicando il d fluage specifico per il tasso di lavoro medio del calcestruzzo lungo il percorso del cavo e del modulo dellacciaio. Rb Esempio: Trave rettangolare 20x40 armata con cavo rettilineo 12 5 coinciFig. 17- Condizioni esterne di lavoro in presenza: A, della precompressione e del carico permanente B, della precompressione e del carico permanente pi carico accidentale. dente col bordo inferiore di nocciolo. Tensione iniziale : 105 kg/mm ( si supSe si ammette che non vi sia attrito la F agisce sulla sezione depurata dei fori; pone gi scontato il rientro dellanco costante lungo la trave e le risultano nelle travi ad armature aderenti l'a- raggio). normali allarmatura. Si ha allora dalla zione si esercita su una sezione etero- Precompressione iniziale: bordo supefig. 15, relativa ad un tratto di lun- genea composta dal calcestruzzo e riore 0, bordo inferiore : ghezza unitaria: =F/r e analoga- dalle armature, alle quali si applica il mente dalla fig. 16 per unarmatura coefficiente di ampliamento 6. Lo 2 x 10500 x12 x 0,196 = 60 Kg/cm 20 x 40 stesso coefficiente si applica ad evenspezzata: =2 F sen /2. tuali cavi scorrevoli tesi in fasi antecedenti e gi iniettati. Il calcolo delle tensioni locali si effettua applicando le usuali formule della scienza delle costruzioni a sezione interamente reagente, se, come avviene sempre in pratica, la precompressione elimina la possibilit di parzializzazione. Calcolo delle cadute: Ritiro (pari al 0,25/1000): 0,25 x20000=5 Kg/mm 1000 Fluage (pari a 1,5 volte la deformazione elastica con modulo di 350000 Kg/cm): 62 x 1,5 x 20000=5,3 Kg/mm 350000 b Rb

Percorrendo larmatura a partire da una testata, si osserva che in una qualsiasi sezione la risultante delle forze F, p (o F, P) che l'armatura esercita sulla parte sinistra della trave una forza F agente secondo la tangente all'armatura nella sezione considerata (lo sforzo agente lungo l'armatura, costante in assenza di attrito, deve infatti risultare equivalente alle azioni che l'armatura trasmette al calcestruzzo 'al di l della sezione considerata). Larmatura coincide ' Pertanto con la curva delle pressioni lungo la trave. Riducendo la risultante delle forze di precompressione ai, soliti assi, passanti per il baricentro della sezione, si ottengono le caratteristiche della sollecitazione date dalla precompressione, che comprendono nel caso generale sforzonormale, momento flettente e taglio. In genere, a causa della piccola inclinazione dell'armatura, si ammette che la componente dello sforzo di precompressione parallela all'asse della trave sia costante ed eguale a F; analogamente si ammette che le forze p agiscano normalmente all'asse (mentre invece esse sono normali all'armatura). Nel calcolo degli effetti di precompressione occorre distinguere travi a cavo e travi ad armature aderenti. Nelle travi a cavo lo sforzo di precompres sione

Calcolo degli effetti delle cadute di tensione Valutato lo stato di precompressione iniziale, occorre considerare l'effetto delle cadute di tensione. Nelle travi ad armature aderenti si considera l'influenza del ritiro, del fluage sotto carico, del rilassamento dell'acciaio (la caduta per compressione elastica del conglomerato gi scontata quando si applichi lo sforzo di precompressione alla sezione intera, calcestruzzo e acciaio). Nelle travi a cavo scorrevole si ha in pi la caduta per assestamento del sistema di bloccaggio, l'effetto,mutuo fra i cavi (caduta di un cavo gi bloccato per la messa in ten sione di un cavo successivo); tali due ultimi effetti intervengono tuttavia allatto stesso dellinstaurazione dello stato di coazione ed , meglio valutarli a parte; il primo si calcola dividendo l'assestamento per la lunghezza del cavo e moltiplicandolo per il modulo dell'ac-

Rilassamento acciaio * (7% di fi): 0,07x120=8,4 Kg/mm Totale 18,7 Kg/mm Tensione finale al lembo inferiore: 62 x 86,3 =51 Kg/cm 105

(In pratica si dovr inoltre tener conto dellattrito come indicato in precedenza). b h/3 h/3 B B' h/3

N N'

Fig. 18 - Determinazione della zona limite in una sezione della trave.

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Effetto dei carichi esterni (flessioni) Si applicano le formule usuali per sezioni interamente reagenti. importante notare che se una parte della sollecitazione esterna agisce allatto delle precompressione (peso proprio e carico permanente), possibile assicurarne lassorbimento mediante scelta opportuna della posizione dellarmatura. Siano infatti 0 e Rb i tassi estremi ammissibili per le sollecitazioni ai lembi, Mp e Ms i momenti flettenti esterni permanente e accidentale, b, h le dimensioni della sezione (supposta rettangolare) : volendo sfruttare integralmente la capacit resistente della sezione, si dovr fare in modo che le condizioni estreme di lavoro raffigurate nelle figure 17A e 178 corrispon dano, la prima all'azione della precompressione e del carico permanente, la seconda all'azione della pre compressione del carico permanente e del carico accidentale. Ammettendo in via approssimata l'invarianza dello sforzo F, si ha che l'intervento di un momento flettente esterno M sposta il centro di pressione, inizialmente coincidente coi cavo, di una distanza M/F. Le condizioni suddette saranno pertanto soddisfatte ponendo il cavo al disotto del punto inferiore di nocciolo ad una distanza d=Mp/F e facendo s che H/ 3=Md/F. Poich pertanto dovr risultare: F= h= 1 b h Rb 2 6Ms b Rb Verifiche al taglio Le sollecitazioni tangenziali date dal carico esterno e dalla precompressione si calcolano applicando i metodi usuali con riferimento alla sezione interamente reagente. La verifica della resistenza si effettua in corrispondenza della fibra baricentrica in base ad un circolo di Mohr convenzionale, assumendo per la precompressione (componente normale e trasversale) una frazione pari a 2/3 del valoreeffettivo. La tensione principale convenzionale di trazione cos calcolata non deve superare il valore Rc/20. Quando la tensione principale. convenzionale di trazione non supera i 3 kg/cm non richiesto il calcolo delle armature a taglio, altrimenti occorre prevedere un'idonea staffatura che si calcola col metodo classico del cemento armato,valutando linclinazione convenzionale del piano, di fessurazione in corrispondenza dellasse baricentrico. La staffatura deve comunque comportare almeno tre staffe al metro lineare elinterasse fra le staffe non deve superare laltezza della sezione. Nelle travi ad armature aderenti per solai si pu omettere la staffatura se la tensione principale suddetta inferiore a 3 kg/ cm. Nelle travi ad armature aderenti non si tiene conto della precompressione in un tratto compreso fra la testata ed una sezione posta ad una distanza pari a 50 volte il maggior diametro dellarmatura.

si avr

Le formule (c) e (b), mostrano che altezza della trave e sforzo di precompressione sono funzioni del momento M,. Il momento Mp interviene solo nella determinazione della posizione del cavo. Dimensionata in tal modo Ja mezzeria di una trave di se zione costante, una sezione generica soggetta a M'P, MI, rispetter i limiti imposti alle tensioni qualora il cavo si trovi entro l'intervallo 88' (fig. 18) definito da: NB= M'p+M's M'p ; N'B'= ; F F

Il luogo dei punti BB definisce quindi lungo la trave una zona limite entro la quale dovr trovarsi il cavo. Tale zona stata raffigurata nella fig. 19 per una trave soggetta a momenti Mt, M, di andamento parabolico. Il ragionamento sopra riportato vale naturalmente anche per valori diversi delle tensioni ammissibili. Nella pratica applicativa non generalmente necessario procedere al tracciamento della zona limite, essendo sufficiente effettuare la verifica di alcune sezioni con riferimento ai valori estremi del momento flettente che le sollecitano.

h/3 h/3 h/3 M'p/F

Ms+Mp F

Ms = F

h 3

d=Ms/F Fig. 19 - Zona limite in una trave appoggiata

* Il calcolo del rilassamento dellacciaio si esegue per una tensione di 120 Kg/mm in quanto si suppone che vi siano 15 Kg/mm di perdita per attrito fra la testata e la sezione alla quale si riferisce la verifica.

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TEORIA
Esempio. al quale corrisponde allaltezza delbaCi riferiamo alla trave gi esaminata in ricentro: precedenza, nella quale si suppone che 3 660 = 12,5 Kg/mm = all'appoggio agisca un taglio esterno: m 2 20x40 Te=8000 kg. Sia =0,10 radianti l'inclinazione del cavo nella sezione di ap- La trazione principale convenzionale vale quindi: 1 compresso). Il valore del coefficiente K dato dal grafico di fig. 21 in funzione dell'inverso della percentuale di armatura ridotta X: X= bh Af cr fr

(cR resistenza a compressione del conglomerato). 'm 1 + 4 Tale formula vale per sezioni la cui ' ' = + m m 1 2 2 parte compressa abbia forma rettango lare e nelle quali l'armatura sia rag ' = -8,5 + 1 289+625=+6,6 Kg/cm gruppata in una ristretta zona. In altri 1 2 casi si proceder ad un calcolo pi 2 Inclinazione convenzionale del piano preciso fondato sull'ipotesi dellaconserdi fessurazione: vazione delle sezioni piane e sulla messa in conto dei diagrammi reali di ' 6,6 1 deformazione del calcestruzzo e dell'actg = = = 0,53 12,5 ciaio. Le Norme richiedono un margine m Fig. 20 - Determinazione delle tensioni principali e di sicurezza 2 rispetto al carica totale. dell'inclinazione degli elementi principali a mezzo del Prevedendo staffe a due bracci 8 cerchio di Mohr mm al tasso di 1600 kg/cm si deve STRUTTURE IPERSTATICHE poggio. Ammettiamo di effettuare la assumere un interasse : La messa in tensione dell'armatura fa verifica a tempo infinito con tensione nascere delle reazioni iperstatiche; la nel cavo pari a 86,3 kg/mm. All'al- 2x0,5x1600 s As curva delle pressioni non coincide x= =12,1 cm = tezza del baricentro si ha: 12,5x20x0,53 m b tg quindi pi coi percorso del cavo risul tante. Il calcolo delle incogniteiperstati m =-25,5 Kg/cm Nelle strutture eseguite in pi fasi le che si effettua con gli usuali metodi La componente trasversale dello sforzo verifiche al taglio, come d'altronde della Scienza delle Costruzioni. Si potr nei cavo vale, ponendo =sen : quelle a flessione, vanno ef ettuate in ad esempio far usa del principio dei f Tc= 0,10x12 x 0,196 x 8630=2010 kg. ogni fase, sovrapponendo quindi gli lavori virtuali. effetti (s'intende che la sovrapposizione Nella trave di figura 22 a tre appoggi K=1 deve riferirsi alle tensioni). fissi si calcoler ad esempio la reazione dell'appoggio intermedio in base all'e0,9 Verifiche a fessurazione e rottura quazione: 0,8 Fessurazione. Il momento di fessural 0,7 zione Mf si calcola a sezione interadx 0,6 mente reagente ammettendo che la (M0+M1X)M1 =0 2 EI fessurazione abbia inizio quando, sul 0,5 o bordo teso, la trazione eguaglia la 0,4 resistenza a trazione dei conglomerato dove Mo=Fe il momento isostatico 0,3 (che si pu assumere pari a 1 il 0 dela di precompressione, M, il momento del resistenza a compressione). le Norme terminato nella sezione generica della 0,2 richiedono un margine di sicurezza struttura principale dalla reazione X ri0,1 pari a 1,1 rispetto al momento totale dotta a valore unitario. 0 di esercizio. Anche nelle strutture iperstatiche si pu 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 X definire una zona limite entro la quale Mf 1,1 Fig. 21 - Variazione del coefficiente K della formula deve rimanere contenuta la curva delle Mp+Ms di Guyon in funzione dell'inverso della percentuale pressioni se si vuole che le tensioni ai ridotta Rottura. Il momento di rottura M si lembi restino comprese entro i limiti r Per la verifica si pone: pu calcolare con la formula di Guyon ammissibili: si ricorder tuttavia che in questo caso la curva delle pressioni non 2 'm = 3 m =-17 Kg/cm Mr=Kfr Af h coincide pi coi cavo risultante. T ' = 2 2010=1340 Kg. c 3 Donde un taglio risultante: T=Te-Tc=8000-1340=6660 Kg. dove fR e Af sono rispettivamente il carico di rottura e la sezione dell'acciaio, h l'altezza utile (distanza fra il baricentro dell'armatura e il bordo STRUTTURE PARZIALMENTE PRECOMPRESSE Il calcolo in servizio si basa sul principio di sovrapposizione. t utile rappresentare

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TEORIA
graficamente il diagramma delle tensioni nei vari elementi costituenti (nella calcestruzzo gettato in opera elemento precompresso A B nelle travi a cavo si possono realizzare economie sostanziali effettuando la messa in tensione in pi fasi, in ognuna delle quali si fa intervenire parte del carico permanente: si riesce cos ad evitare la comparsa, nelle fasi intermedie, di sollecitazioni pericolose. Assai spesso nelle varie fasi si fa anche variare la sezione reagente. Es.: travi isolate prefabbricate fuori opera e soggette ad una prima precompressione, varo, getto della soletta e dei trasversi, ulteriore precompressione dell'insieme, ecc. In ogni fase del calcolo si dovr naturalmente computare lo sforzo di precompres sione effettivamente agente: tensione iniziale per i cavi tesi nella fase considerata. tensione parzialmente ridotta per i cavi tesi antecedentemente. In genere la modifica delle caratteristiche geometriche data dall'iniezione dei cavi non affatto trascurabile. Nelle travi a fili aderenti con armature rettilinee necessario ridistribuire l'armatura metallica, ad evitare sforzi eccessivamente concentrati in testata. Il rialzamento delle armature, realizzabile mediante deviatori, consente di usufruire anche in queste travi dei vantaggi illustrati nello studio delle travi a cavo incurvato.

Fig. 23 - A, esempio di una struttura parzialmente precompressa;B; diagramma delle tensioni per precompressione pi carico esterno. fig. 24B il tratteggio orizzontale rappresenta le tensioni di precompressione nella trave, il tratteggio verticale le sollecitazioni indotte dal carico esterno nell'insieme trave-soletta). Qualora un elemento non precompresso sia soggetto a sforzi di trazione si deveammettere che esso si parzializzi: per effetto della parzializzazione pu accadere che nelle strutture compiesse vi siano pi ani di separazione. Gli clementi associati possono trovarsi in diverso stato di maturazione, donde l'insorgenza di stato di mutua costrizione dato dal ritiro e dal fluage differenziale. Il calcolo del carico di rottura si effettua in applicazione degli stessi concetti indicati per le travi interamente precompresse. F e

Fig. 23 - A, esempio di una struttura parzialmente precompressa composta da trave e soletta: B, diagramma delle tensioni dato dalla precompressione e da un momento flettente esterno. PROGETTAZIONE Molto spesso alcuni dei dati di base sono fissati per ragioni costruttive (larghezza e spessore della soletta nelle travi da ponte, altezza negli clementi industriali, ecc.). Partendo da tali dati conviene allora considerare in primo luogo le condizioni di sicurezza a rottura e dedurne la sezione dell'armatura metallica. In questa fase bene tenere presente che nelle travi usuali la precompressione mediaall'altezza del baricentro oscilla normalmente fra 60 e 80 kg/cm. Il proporzionamento viene successivamente completato fissando la forma definitiva della sezione, in modo che si trovino rispettate le condizioni relative ai tassi di lavoro in servizio. Molto spesso F

Fig. 22 - Tracciato indicativo del cavo in una trave continua a tre appoggi.

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APPLICAZIONI
ARMATURA LONGITUDINALE 0,50
20 22 20

0,50 16,20 10,80

SEZIONE A-A 30
16 30

30

80

30

30

106 60 40

200 2,5 PIANTA SEZIONE A-A 2,5 SEZIONE B-B

20,00 16,20 21,60 16,20 90 90

30 20,00 25 90 10,80 ARMATURA 10,80 10,80 10,80 10,80 25 40

TESTATA

40 14 22
9 55

35 40
2.5 8 25

952,5

2.5

PORTALE SISTEMA MORANDI 0,85 0,30 0,30 1,50 1,50 1,50 0,00 2,15 1,85 1,55 0,12 1.30 0,34 0,12 0,50 0,09 infisso ad ante apribili (0,45)piano pavimento finito 1,70 0,45 1,00 16,25 0,40 0,40 32,50 16,25 1,10 0,35 2x16 5 acciaio 28 staffe 10/8cm
0,30

staffe 5/15cm

2x16 5 acciaio

2x16 5 acciaio

3x16 5 acciaio

6,95

infisso in ferro non apribile

2 10

1x16 5 acciaio 2 10
30

staffe 10/7cm 1x16 5 acciaio

67

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APPLICAZIONI
TRAVI PREFABBRICATE A FILI ADERENTI Dati caratteristici produzione S.C.A.C. - Milano
TAS 30/16 Area sezione calcestruzzo cm (Superfici ideali Si) Area Sezione acciaio armonico mm Peso kg/m Distanza baricentro trave del lembo superiore cm Distanza baricentro armatura del lembo superiore cm Sforzo finale di precompressione kg Momento d'inerzia baricentro cm
4

TAS 45/20 537,33 434,7 128 25,346 33,354 45643 117928 6,57 145,86

TAS 65/30 1066,93 732,24 264 36,77 50,02 76885 491402 -4,16 130,58

TAS 80/32 1393,2 1003,44 333 44,49 62,6 105361 964156 -12,42 145,89

277,07 238,6 64 17,54 21,75 25053 26197 19,80 140,58


TAS 45/20

Sollecitazione di precompressione iniziale al lembo superiore kg/cm Sollecitazione di precompressione iniziale al lembo inferiore kg/cm

filo rustico 1017 5 3 25 45 5562 tavella nervata in cotto o tavellone 45

TAS 30/16 10 4 3 13.5 3.5 6 5 16 30

filo al rustico tavella nervata in cotto o tavellone 712

15

30

4 8 7.5 20

4758 eventuale lavella in cognl. cem. leggero

63100

TAS 80/32 TAS 65/30 20 14 2 8 5 32 65 7478 filo al rustico tavole in c.a. prefabbricate 812 3 22 16 2 8 5 47 65 63 10 8 50100 12 32 8993

filo rustico tavole in c.a. prefabbricate 812 3

78

10 8 10 30

50100

Produzione industrie cementi G. Rossi - Piacenza

getto eseguito in opera

800 fili acciaio mm 5 con tacche tirante 800 800

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100

Manuale dellArchitetto

CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


SOLAI
CARATTERISTICHE SOLAIO CELERSAP PRECOMPRESSO (R.D.B. - PIACENZA) formato da travetti in conglomerato armato precompresso con fondelli di laterizio, a fili aderenti, con sezione a T rovescio di altezza 9 oppure 12 cm, posti in opera ad interasse di 45 cm. Fra di essi vengono collocati degli elementi forati in laterizio di altezza variabile a seconda delle necessit statiche. In casi particolari i travetti precompressi possono essere abbinati ed allora linterasse delle nervature risulta di cm 57. Nelle nervature di conglomerato da gettarsi in opera vengono normalmente aggiunti spezzoni destremit aventi funzione dammaraggio o di assorbimento delle tensioni dovute ai momenti negativi.

1240

25

912 31.7 45

12

57

peso kg 15/m Monotrave interasse cm 45 Altezza solaio cm 12 16,5 20 25 30 35 48 Travetti e blocchi kg/m 81 94 98 120 133 141 147 Congl. per Peso solaio il getto l/m 15 27 36 50 68 76 90 in opera kg/m 115 155 180 230 275 310 345 Travetti e blocchi kg/m 91 100 104 121 131 138 143 Monotrave interasse cm 57 Congl. per Peso solaio il getto l/m 24 43 58 79 100 121 142 in opera kg/m 145 200 235 295 350 405 455 Travetti e blocchi kg/m 89 101 106 127 140 149 155 Monotrave interasse cm 45

peso kg 18/m Monotrave interasse cm 57 Travetti e blocchi kg/m 102 112 116 133 143 150 154 Congl. per Peso solaio il getto l/m 20 39 53 74 95 117 137 in opera kg/m 145 200 235 295 350 405 455 in opera kg/m 115 155 180 230 275 310 345

Congl. per Peso solaio il getto l/m 12 24 34 47 60 74 87

MOMENTI MASSIMI DI SERVIZIO PER LA STRISCIA LARGA 1 METRO R = Resistenza a rottura a 28 gg. del conglomerato per il getto delle nervature Tipo solaio MONO TRAVE R 160 200 R=250 160 200 R=250 12 600 645 820 990 1090 985 1260 1520 1665 16,5 965 1130 1430 1720 1920 1505 1820 2190 2745 2905 20 1230 1445 1820 2185 2520 1920 2245 2815 3370 3870 Altezza solaio cm 25 1600 1885 2365 2850 3295 2500 2940 3685 4415 5095 30 2320 2920 3505 4060 3645 4560 5465 6310 35 3465 4175 4840 5430 6510 7530 40 4020 4830 5605 6310 7560 8755 Travetto tipo N. 2 3 5 7 8 2 3 5 7 8 travetti Ap=mm 40 48 60 72 84 80 96 120 144 168

BITRAVE

75 12 16.5 20

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CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


SOLAI
CARATTERISTICHE SOLAI Altezza H cm 12 16,5 20 Contrassegni pannelli Tracce acciaio contenute in ogni pannello Beton nervat. colleg. l/m 4 7 11 pannello kg/m 100 130 150 Peso solaio kg/m 110 145 175 R 160 510 745 930 1 2A8 4 A 12 755 1110 1385 2 2A8 6 A 12 MOMENTI MASSIMI DI SERVIZIO riferiti alla striscia larga 1 metro a Resistenza del calcestruzzo per il getto (a 28 giorni) R 200 950 1465 1835 3 2A8 8 A 12 1150 1775 2260 4 2 A 12 10 A 12 R 250 2070 2630 5 2 A 12 12 A 12

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CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


SOLAI

10 6 35 35 35 d=19.7 a=21.2 2030

30

30

30

b=9.2 Travetti prefabbricati in calcestruzzo con tavella. Interasse variabile. (Societ Nemea - Roma)

Travetti prefabbricati in laterizio armato con interposizione di blocchi forati. Interasse variabile. (Industria Cementi Giovanni Rossi, Soc. P.a. Piacenza)

20

20 13

11

Travetti prefabbricati in calcestruzzo con tavella. Interasse variabile (Solaio Friuli - Udine)

Travetti formati da conci prefabbricati con tavelle, Interasse variabile. (Consorzio Gen. Cantieri Varese - Milano) 3 4

21.5 14.5

12 Travetti prefabbricati in calcestruzzo con blocchi o tavelle. Interasse variabile. (Soc. Etrusco - Firenze) 3

10

13

55 Travetti prefabbricati in laterizio armato con interposizione di blocchi forati. Interasse variabile. (Industria Cementi Giovanni Rossi, Soc. P.a. Piacenza)

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CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


SOLAI
SOLAIO ESSEVI (SCAC) Ottenuto collegando travi precompresse armoniche SCAC (TAS) aventi forma a T con monoblocchi in laterizio mediante nervature in calcestruzzo gettato in opera. Agli incastri si arretra il laterizio riempendo di calcestruzzo.

SOLAIO ESSEVI A BLOCCO 55 - 53 - 52,5


Altezza solaio . . . . . . Trave TAS . . . . . . . . Interasse . . . . . . . . . Volume conglomerato . . . Peso travi TAS . . . . . . . . . Peso laterizio . . . . . . . . . . Peso totale solaio . . . . . . Altezza solaio Momenti di esercizio Kg cm/int. 24112 27636 31154 34566 37506 40226 42873 45446 Armatura metallica mm 7/24 7/28 7/32 7/36 7/40 7/44 7/48 7/52 Altezza solaio Momenti di esercizio Kg cm/int. 34216 39072 43865 48436 52863 56720 60706 64378 Armatura metallica mm 7/24 7/28 7/32 7/36 7/40 7/44 7/48 7/52 cm 12,5 tipo 8/13 cm 55 l/m 11 Kg/m 27 Kg/m 44 Kg/m 99 16,5 20,5 8/13 10/15 53 52,5 19 23 28 37 60 65 134 159 Armatura metallica mm 7/24 7/28 7/32 7/36 7/40 7/44 7/48 7/52

cm 12,5 tas 8/13 int. 55

cm 18/5 tas 8/13 int. 53

Momenti di esercizio Kg cm/int. 34216 cm 20,5 39072 tas 10/15 43865 int. 52,5 48436 52863 56720 60706 64378

Altezza solaio

SOLAIO T.A.S.t. Ottenuto collegando travi T.A.S.t. aventi forma fubolare con tavelloni nervati mediante travetti in calcestruzzogettato in opera.

TABELLA DELLE CARATTERISTICHE DEL SOLAIO T.A.S.t


Solaio cm 16,50 17,50 18,50 19,50 20,50 21,50 22,50 23,50 ALTEZZE Tavella Soletta cm cm 3,00 4,50 Cappa cm 1 2 3 1 2 3 T.A.S.t. Altezza Base cm cm 12 15 Interasse cm 62 Vol. conglom. m/m 0,022 0,032 0,042 0,052 0,024 0,034 0,044 0,054 Travetto Kg/m 20 Travetto Kg/m 32 PESI Laterizio Kg/m 50 Conglomerato Kg/m 48 70 92 114 53 75 97 119 Solaio Kg/m 130 152 174 196 143 165 187 209

3,00

4,50

16

15

62

25

40

50

Altezza cm 16,5 Momento T.A.S.t. di esercizio Serie N. (Kg) Kg cm 1 2720 34600 2 3110 41500 3 3500 48250 4 3890 55000 5 4280 62000 6 4665 67350 7 5050 72900 8 6220 80900 9 6995 89500 10 7870 105800 11 8740 120800

Altezza cm 16,5+2 Momento T.A.S.t. di esercizio Serie N. (Kg) Kg cm 1 2720 39100 2 3110 47000 3 3500 54600 4 3890 62450 5 4280 70200 6 4665 76500 7 5050 81300 8 6220 91700 9 6995 103500 10 7870 120400 11 8740 137200

Altezza cm 20,5 Momento T.A.S.t. di esercizio Serie N. (Kg) Kg cm 12 2720 43750 13 3110 52400 14 3500 61200 15 3890 69600 16 4280 78500 17 6120 96300 18 6995 116000 19 7870 135000 20 8740 153800 21 11365 172000 22 12240 109000 23 13110 227000

Altezza cm 20,5+2 Momento T.A.S.t. di esercizio Serie N. (Kg) Kg cm 12 2720 48300 13 3110 57600 14 3500 67500 15 3890 77000 16 4280 86500 17 6120 107200 18 6995 128000 19 7870 149000 20 8740 169600 21 11365 191000 22 12240 209000 23 13110 230000

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CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO


SOLAI
SOLAIO STALP Costituito da elementi precompressi prefabbricati (listelli) e blocchi cavi in laterizio, collegati da nervature in calcestruzzo gettate in opera. I listelli in laterizio (a sezione costante per le varie altezze di solaio = cm 6x10) presentano 3 scanalature in cui sono annegate le armature metalliche, formate da trefoli a 2 fili di acciaio, con malta di cemento vibrata. Tali listelli, appoggiati sui muri (o sulle casseforme delle travi principali), funzionano anche, durante il getto, da sostegno provvisiorio dei blocchi e del calcestruzzo delle nervature. Ai listelli precompressi affidata la funzione di assorbire gli sforzi di trazione. Carichi di sicurezza: alla fessurazione 1,2; alla rottura 2,25. Societ produttrici solaio STALP: - Biarmato - Milano - Cempre - Torino - Fornaci Valdadige - Verona - Societ Pugliese Strutture Cementizie Precompresse - Bari.

INTERASSE cm 38

INTERASSE cm 50

CARATTERISTICHE DEI SOLAI


Altezza laterizio . . . . . . . . Interasse . . . . . . . Larghezza nervatura . . . . . Volume conglomerato . . . . Peso listello . . . . . . . Peso laterizio . . . . . Peso totale solaio . . . . . cm cm cm l/m Kg/m Kg/m Kg/m 12,5 38 7 13 34 48 112 16,5 50 7 14 26 67 128 16,5 38 7 18 34 63 140 20,5 38 7 24 34 76 165

SOLAI STALP 38
Altezza Solaio Momenti di esercizio Kg cm/int. 11800 17460 22920 28160 33200 38600 Armatura metallica mm 16 24 32 40 48 56 Altezza Momenti Solaio di esercizio Kg cm/int. 16921 25110 cm 33125 16,5 40960 48615 56090 Armatura metallica mm Altezza Momenti Solaio di esercizio Kg cm/int. 32800 43365 cm 53760 20,5 63975 74000 83865 Armatura metallica mm 24 32 40 48 56 64

SOLAI STALP 50
Altezza Momenti Solaio di esercizio Kg cm/int. 17007 21173 25304 29428 33528 cm 37592 16,5 41589 45447 48595 51946 55593 59357 63184 Armatura Altezza Momenti metallica Solaio di esercizio mm Kg cm/int. 16 20847 20 25974 24 31466 28 36124 32 41148 36 cm 46138 40 16,5+3 51094 44 56015 48 60903 52 65756 56 70574 60 75360 64 80111 Armatura metallica mm 16 20 24 28 32 36 40 44 48 52 56 60 64

cm 12,5

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PREFABBRICAZIONE
Negli ultimi decenni la tecnica edilizia ha tentato di integrare i sistemi costruttivi tradizionali con procedimenti di montaggio in cantiere di clementi di ben definita funzionalit (pannelli di pareti, solai scale, gruppi sanitari) preventivamente costruiti in stabilimenti centralizzati. In Italia, come in molti altri Paesi, fiorirono le iniziative specie nel campo degli studi e dei progetti relativi ai procedimenti di prefabbricazione. Nel 1945. il Consiglio Nazionale delle Ricerche bandi un concorso per progetti di prefabbricazione edilizia che ebbe una larga partecipazione di concorrenti. Approfondendo gli studi in tal senso ci si accorse per che la realizzazione su piano industriale di talune soluzioni apparentemente ammissibili presentava invece difficolt tali da renderle antieconomiche. In altri termini si constatato che difficile ottenere con la prefabbricazione totale quella economica sul manufatto che si sperava di conseguire passando dalla lavorazione artigianale a quella industriale di serie. Per i pannelli di pareti, all'indiscutibile risparmio di mano d'opera ottenibile con la lavorazione in serie si contrapponeva il maggior costo dei materiali (cemento, ferro, materie plastiche, legni speciali ecc.) occorrenti per gli elementi prefabbricati, in confronto di quelli (mattoni, calce) impiegati nella costruzione tradizionale dei muri. Per i solai, le scarse economie di materiali e mano d'opera realizzabili con una lavorazione industrializzata ed altamente meccanizzata, venivano in gran parte se non del tutto assorbiti dal costo dei trasporti e dal sollevamento in alto degli elementi. Per la posa in opera di pareti e solai prefabbricati necessitano infatti attrezzature meccaniche di costo notevole: e per di pi occorre talvolta superare le difficolt derivanti dalla configurazione del terreno e da limitazioni dello spazio necessario per la sistemazione ed il movimento delle macchine di sollevamento. Oltre a ci non si pu nemmeno trascurare il risultato estetico di un'esasperante monotonia derivante dalla totale prefabbricazione di interi quartieri, mentre gli eventuali vantaggi realizzabili con i pi perfezionati sistemi di prefabbricazione comportano l'applicazione di tali sistemi ad un grande numero di fabbricati. Superato il periodo non breve dell'attrezzatura dello stabilimento e del cantiere, l'evidente effettivo vantaggio della prefabbricazione si ha nel tempo occorrente alla costruzione di un edificio, in quanto il montaggio di elementi prefabbricati richiede minor tempo di quello occorrente per la costruzione dell'edificio stesso, coi sistemi tradizionali. quindi comprensibile, perch dopo vari studi e tentativi, la prefabbricazione totale di edifici di abitazione, abbia avuto in Italia un cos scarso successo, mentre sia stata largamente adottata in paesi come la Russia, dove per la rigidit del clima la costruzione tradizionale incontra ostacoli difficilmente sormontabili. Se la prefabbricazione totale di case di abitazione ha avuto sino ad oggi in Italia scarsi risultati, si sono avuti invece e si vanno ogni giorno sviluppando le possibilit di adozione di una prefabbricazione edilizia parziale riguardante principalmente le strutture in cemento armato. Tale prefabbricazione si pu dividere in due grandi categorie: a) quella relativa ad elementi isolati (travi, capriate, scale ecc.) destinati a rispondere separatamente ad una precisa funzione statica; b) quella - che si potrebbe definire prefabbricazione strutturale - nella quale i vari elementi prefabbricati derivano dalla scomposizione di una struttura rispondente a determinate condizioni statiche, e che a ricomposizione ultimata, ricostituiscono la struttura da cui sono derivati, rispondendo alle stesse condizioni statiche come se fosse un tutto, monolitico. Alla 1 categoria appartiene ad es. la prefabbricazione in cantiere di travi per solai in laterizio armato ormai largamente adottata per la sua convenienza economica come pure la costruzione di travetti precompressi da parte di ditte specializzate, particolarmente attrezzate. A questo primo tipo di prefabbricazione appartiene altres la costruzione, fatta direttamente in cantiere, ma a pi d'opera, di travi, capriate od altri elementi strutturali in cemento armato di tipo diversissimo. Affinch il procedimento risulti economico occorre che il numero degli elementi prefabbricati sia tale da abbassare sotto un limite adeguato il costo di ammortamento dei macchinari e delle attrezzature necessarie. Lo studio economico pu essere perci effettuato soltanto caso per caso in base alle particolari caratteristiche del lavoro.

ferri lasciati fuori per attacco solaio 20.00 staffe fissaggio provvisorio capriata ponteggio sostegno capriata capriata martinetto

10.24 attrezzatura per trasporto capriate A 5.74 B

capriata martinetto

19

1.001.00 60 60 50

28 in opera soletta cm 2.5 gettata in opera ripartizione 6 a 30 410/m 2.00 C 30 laterizio 28 in opera 19 30 16.5 D

capriata prefabbricata cassaforma 45

1.50 20

capriata prefabbricata

Fig. 1 Esempio di prefabbricazione di grandi elementi di struttura isolati. Capriate in c.a. della luce di m 20. Officine FIAT Mirafiori, Torino. A, vista; B fianco; C, collegamento capriate prefabbricate e travi principali gettate in opera; D, sezione A-A.

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Manuale dellArchitetto

PREFABBRICAZIONE
Anche dal punto di vista tecnico non possibile indicare regole di carattere generale. Le casseforme per l'esecuzione di elementi prefabbricati possono essere costruite in legno. ferro, conglomerato cementizio, a seconda delle caratteristiche dell'elemento. Particolari accorgimenti devono essere adottati per impedire l'adesione dell'elemento prefabbricato alle casseforme. quali la spalmatura delle stesse con sostanze oleose, la loro accurata pulizia dopo il disarmo, ed altres l'adozione di una sagoma che faciliti la sformatura. Per ovvie ragioni economiche la sformatura degli elementi prefabbricati deve potersi effettuare nel pi breve tempo possibile. A tale scopo opportuno adoperare conglomerati di alta qualit con buona dosatura di supercemento ed ottimi inerti. Nella stagione fredda opportuno proteggere i getti, ed in ogni caso prevedere il riscaldamento preventivo degli inerti e dell'acqua di impasto. Con questi accorgimenti si possono prevedere periodi di maturazione di 4872 ore. Qualora il numero degli elementi da prefabbricare sia considerevole, o l'opera da realizzare con elementi prefabbricati debba rispondere a particolari esigenze di rapida esecuzione si pu anche provvedere ad accelerare la maturazione degli elementi

Fig. 2 - Sezione trasversale del viadottoo di corso Francia, Roma. L'impalcato formato da solette prefabbricate e da travi prefabbricate a V.

4.65

0.70 36.00

50.00 sezione orizzontale a m 2,00

A 1.50 pianta schematica della struttura resistente

paranco

0.70 1.20

paranco

36.00

paranco

9.00

Fig. 3 - Aviorimessa con copertura ad elementi prefabbricati. A, pianta; B, sezione.

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STRUTTURE IN VETROCEMENTO
COPERTURE
COPERTURA A NERVATURE IN VISTA caldana di cemento asfalto materiale plastico piastra di vetro COPERTURA CON APPOGGIO IN NICCHIA MURARIA corrente in legno architrave in c.a. mastice plastico bicchieri in vetro

isolante speciale rustico intonaco COPERTURA A NERVATURE IN VISTA AD ALTA IMPERMEABILITA' piastra di vetro materiale imperm.

cartone catramato asfalto banchina d'appoggio in cemento

caldana in cemento asfalto materiale plastico

COPERTURA ISOLANTE TERMOACUSTICA piastra vetro materiale impermeabile isolante speciale rustico intonaco

COPERTURA A NERVATURE NELLO SPESSORE DEL VETRO. APPOGGIO SU BATTUTA IN RIALZO bicchieri di vetro

amianto

disco di metallo

vetro martellato

mastice plastico caldana di cemento

COPERTURA CARROZZABILE PER RUOTE FERRATE LEGGERE telaio di ghisa piastra di vetro

corrente in legno cartone catramato struttura portante

GIUNTO SU TRAVE PORTANTE IN C.A. bicchieri di vetro elementi di cotto asfalto

10

50

95

95

50

D C 10 50 95

mastice plastico cartone catramato

A B LUCERNARI CARROZZABILI PER RUOTE FERRATE PESANTI A, pianta dei telai in ghisa di varie dimensioni multiple di : B, C, sezioni con diverse forme di vetro; D, sezione del telaio apribile. Misure in mm.

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STRUTTURE IN VETROCEMENTO
PARETI E VETRATE
ferri verticali in giunti alterni dentro e fuori intonaco telaio di fissaggio

Piastra vetro

intonaco

isolamento speciale zoccolino zoccolino in legno caldana solaio pavimento

profilo di legno materiale plastico cartone bitumato

Parete a nervature sporgente

feltro

Parete in mattoni coibenti a camera d'aria rarefatta saldati a fuoco


cartone ondulato

plafone profilato sostegno piastra vetro rivestimento metallico

feltro feltro

coprigiunto metallico mastice piastra vetro cartone ondulato sughero bitumato compresso

telaio cemento vetro liscio o martellato piastra vetro piastra vetro camera d'aria nervatura

Parete con nervature nello spessore del vetro


A, sezione; B, pianta. A mastice piastra vetro telaio cemento C B nervatura

Parete isolante termoacustica a piastre


profilo infisso metallico montanti di intelaiatura dei pannelli di vetrocemento e di collegamento degli infissi nervatura

piastra vetro

Parete con telaini di cemento


A,i telaini vengono fissati con malta cementizia; B, telaino a doppio vetro isolante termoacustico C, telaino con struttura metallica.

Attacco infisso

STRUTTURE IN VETRO

vite a pressione e o profilato a=53-42-30 mm b=35-28-17 mm c=35-28-19 mm d=60-45-40 mm e=25-20-19 mm canaletto condensa acqua c mastice guarnizione molla

vite a pressione vetro molla

ponticello ghisa

b a

Vetrate tettole lucernari sheds

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COPERTURE
PENDENZA DEI TETTI A FALDE INCLINATE
GRAFICO PER LE PENDENZE E LE LUNGHEZZE DELLE FALDE DEI TETTI La lunghezza della falda in rapporto alla pendenza dei tetti riferita alla base di m. 1.

236,5

200%
223,5

190% 180%

215 65 206 200,5 197,5 188 180,3 60 174,5 172

170% 160% 150% 140% 130%

164 55 156,5

120% 110% 100% 90% 85% 80% 70% 65% 60% 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10%
17,6 8,7 26,7 36,3 57,7 46,6 70 84 100 120 143,4 174 214,,5

148,5 50 141,5 134,5 45 131,5 130,5 40 122 119,5 117 115,5 112 110 109,5 108 25 106 105,1 104,3 103,5 103 102 101,6 100,4 100,3

35 30

20 15 10 5

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Precipitazioni atmosferiche medie annue (1871-1941) in mm dacqua (la qualit di neve e di grandine viene ridotta in acqua mediante fusione.

Pendenze consentite dai materiali impiegati.


Tipo della copertura Pendenza % 40 35 35 30 2025 1020

Pendenze medie consigliabili in rapporto alle precipitazioni.


Regioni italiane Pendenza %

OSSERVATORIO Moncalieri............. Milano.................. Venezia................ Genova............... Bologna.............. Firenza..............

Quantit di acqua in mm 84 106 112 104 112 109

OSSERVATORIO Iesi................... Roma................ Napoli.............. Taranto............. Palermo............ Sassari................

Quantit di acqua in mm 66 112 118 91 118 104

Scandole in legno...... Canali a due strati...... Tegole alla romana e canali....................... Tegole piane (marsigliesi)........................ Fibrocemento e lamiera ondulata.................... Materiali speciali o vetro liscio...................

Alta montagna...... 60 e oltre Zone alpine...... 5060 Alto Appennino (settentrionale e centrale...... 45 Basso Appennino e Pia nura Padana.............. 35 Italia Centrale............. Italia Meridionale....... 3035 25

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110

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
SCHEMI DI CAPRIATE IN LEGNO E IN ACCIAIO
CAPRIATE DI TETTI IN LEGNO CAPRIATE DI TETTI IN ACCIAIO

Capriate zoppa con contracatena per luci < di m4

Capriate semplice, conveniente per luci di m 68

monaco

puntone

lastra in pietra di appoggio

catena

Capriata semplice, conveniente per luci di m 57

Capriata semplice, conveniente per luci di m 812

contraffisso

m 30 a 1/5 a

Capriata di tipo palladiano, conveniente per luci di m 815

Capriata Polonceau, conveniente per luci di m 1216

m 30

Capriata composta,conveniente per luci di m 1215

Capriata inglese, conveniente fino a m 25

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111

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
DIMENSIONAMENTO DELLE CAPRIATE IN LEGNO
ESEMPIO DI CARRIATA IN LEGNO PER COPERTURA PESANTE 228 Kg/m INTERASSE M 3,50 gattello staffa travetto terzera puntone grappa monaco

staffa

contraffisso o saetta catena staffa 45 SEZIONE A-A

pietra o calcestruzzo per ripartizione pressione 45 1000

mm 50x5 puntone 22x20 cm

24 3,5

14

21,5

mm 50x5 15

monaco 20x20 cm

contraffisso 20x20 cm

mm 50x5 12 18,7

mm 5x5 catena 22x20 cm

16
A 20 catena 22x20 cm
Per coperture leggere (125 kg/m) Dist. fra le capriate Legni Puntoni...... Catena............ Puntoni...... Catena............ Puntoni...... m 3,75 Catena............ Puntoni...... m 4,50 Catena............ Portata m 78 910 11121314

mm 50x5 puntone 22x20 cm

Per coperture leggere (125 kg/m) Dist. fra le capriate Legni Puntoni...... Catena............ Puntoni...... Catena............ Puntoni...... m 4,00 Catena............ Puntoni...... m 5,00 Catena............ Portata m 78 910 11121314

13x16 15x18 16x19 18x21 15x17 16x20 18x20 20x22 14x16 16x18 16x21 18x23 16x18 16x21 18x22 20x24 14x18 16x20 17x22 19x24 16x19 17x22 18x23 20x25 15x19 17x21 19x22 21x25 17x20 18x23 20x24 22x26

14x16 15x19 16x20 18x22 15x18 17x20 17x22 20x24 14x18 16x20 17x22 19x24 16x19 16x22 18x23 20x25 15x19 17x21 19x22 21x25 17x20 18x23 20x24 22x26 15x20 18x22 20x24 22x26 17x27 17x24 21x25 24x28

m 3,00 Saette a monaco 12x12 12x14 14x14 15x15

m 2,50 Saette a monaco 12x12 12x14 14x15 15x16

m 3,50 Saette a monaco 12x13 12x15 15x15 15x16

m 3,00 Saette a monaco 12x14 13x15 14x16 15x18

Saette a monaco 12x14 13x15 14x16 15x18

Saette a monaco 12x16 14x15 15x16 16x19

Saette a monaco 12x16 14x15 15x16 16x19

Saette a monaco 13x16 14x16 15x18 17x20

Coperture leggere: eternit, lamiera, ecc. Coperture medie: tegole leterizie piane. Coperture pesanti: tegole a canale con falda di sottotetto (o tipi pi leggeri soggetti a sovraccarichi eccezzionali). I carichi totali considerati comprendono la grossa e piccola orditura, il materiale di copertura ed un sovraccarico medio di 70 kg/m

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112

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
DIMENSIONAMENTO DELLE CAPRIATE IN LEGNO
140 70

ESEMPI DI CAPRIATE IN LEGNO PER COPERTURE LEGGERE

143

23 100 150 150 800 150 150 100

140 70

40

250

180

180

140

140

180

180

1000

APPOGGIO SU RITTI DI LEGNO

APPOGGIO SU MURATURA

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113

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
ESEMPIO DI SHED DOPPIO IN CEMENTO ARMATO

980 cordone di iuta

980

coprigiunto a molla Sezione longitudinale eternit vetro vite di pressione

ponticello

SEZIONE C-C
c eternit c vetro

eternit

490

980

Particolare della copertura


414 2 8 30 28 2 13 20 48 10 25 30 15 20 15 28 2 8 210 210 15 30

25
213 513 28 15 20

20 28

28

20
216

213

490

980

490

Armatura del telaio dello shed

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114

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
ORDITURA IN LEGNO DELLE FALDE DI TETTO
A falda di sottotetto continua. - Si compone di correnti (morali 8 x 8 o fette 5 x 8 di quercia o castagno) sui quali si estende una superficie piana che pu essere a: Tavolato. Da impiegarsi specialmente per coperture con tegole alla romana, eternit, ardesia, cartone catramato e coperture speciali metalliche. Normalmente si usano tavole di cm 2 -. 3 (v. fig. 1). Pianellato. Le pianelle in laterizio si impiegano particolarmente per coperture con tegole alla romana e con coppi canali; vengono appoggiate sui correnti e contrastate allo slittamento da un listello di base chiodato (v. fig. 2). 30 PICCOLA ORDITURA NEI TETTI A FALDA INCLINATA

100:200 tavolato chiodato

terzera 5070 250300 Fig. 1 - Falda in tavolato

puntone

13 2.5 interasse dei correnti cm 30 Tavellinato. Le tavelline forate sono pi leggere delle pianelle e permettono un interasse di 40 centimetri tra i correnti. Ha lo stesso impiego del pianellato (v. fig. 3). 40 puntone

30 Fig. 2 - Falda in pianellato

terzera

pianelle listello base 4x4 inchiodato

2.5 interasse dei correnti cm 40

25

A orditura di listelli o cantinelle. - Si compone di correnti (morali 8 x 8 o fette 5 x 8) sui quali si inchiodano le cantinelle 4 x 4 parallele alla linea di gronda (interesse di cm 3236 l'una dall'altra per tegolemarsigliesi). Si usa quando gli assi delle capriate o dei puntoni sono distanti tra di loro circa terzera tre metri (v. fig. 4). Senza la piccola orditura. - Si compone di arcarecci (morali 8 x 8 o fette 5 x 8 di castagno o quercia) disposti direttamente sopra i puntoni parallelamente alla gronda, sui quali si dispongono le tegole piane in laterizio (tipo marsigliese) le lastre di eternit o le lamiere ondulate. L'interasse degli arcarecci varia a seconda del materiale impiegato per la copertura. L'impiego di questa armatura consentito dalravvicinamento ( m 1 2) delle capriate o dei puntoni ed consigliabile per inca vallature leggere (v. fig. 5).

40 250300

listello base 4x4 inchiodato Fig. 3 - Falda in tavellinato

puntone 50:70 fanno parte della grande orditura Fig. 4 - Ordinatura di listelli o cantinelle

Fig. 5 - Copertura senza piccola orditura

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115a

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
ORDITURA IN LEGNO DELLE FALDE DI TETTO
Dimensioni in cm Materiale Tegole in laterizio marsigliese 40x25x3 Eternit lastre ondulate mod. 24 183x97x0,6 mod. monitor 183x101x0,6 alla francese 40x40x0,4 alla francese 30x30x0,4 alla toscana 39,5x63,6x55 alla romana 122x57x0,6 lamiera zincata ondulata 200x100x8/10 mm 200x90x8/10 mm a interasse dei correnti 36 57 85,5 22 15 36 56,25 Sezione dei correnti 8x8 b interasse dei puntoni 12 m

da 6x6 a 12x7

12 m

da 4x4 da 7x3,5 a 7x7 da 6x6 a 6x10 da 4x4 a 8x8

1m 12 m 12 m 12 m

4050

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115b

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
COSTRUZIONE E ORDITURE DELLE FALDE DI TETTO
SCHEMI DI ALCUNE COPERTURE A FALDE DI TETTO INCLINATE INCONTRO DI DUE CORPI DI FABBRICA DOPPI

45 45 a/2

a/2 45

b
b/2 b/2

45

b b/2 b/2

OSSATURA DI UN ABBAINO

spessore tavole cm 3,5


45 a a/2

10 x 8 5 x 2,5
a a a/2 a c c

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116

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
PRINCIPALI TIPI DI COPERTURE IN LATERIZIO
COPERTURA CON CANALI A DUE STRATI tegole curve o canali

malta

40
19

13

gronda COPERTURE CON TEGOLE ALLA ROMANA E CANALI


35

malta tegole piane o embrici

40

28

gronda COPERTURE CON TEGOLE PIANE (TIPO MARSIGLIESE)


40

25

20

linguette per il fissaggio delle tegole ai travetti


~5

gronda
falda di sottotetto continua

COPERTURE CON SCANDOLE DI LARICE O ABETE (IN USO NELLE VALLI ALPINE) spessore delle scandole 1520 mm

NB. - Nei tre tipi il filare di gronda deve essere leggermente sollevato per mantenere pendenza costante con i filari sovrastanti. Tabella delle dimensioni, dei pesi degli elementi di copertura ed inclinazioni minima dei tetti da essi consentite. Monta numero Dimensioni di un Peso Tipo min. delle elemento in cm kg/m elementi falde m Coppi......... 34 13x19x40 75 35% Canali........ Tegole alla romana....... Canali....... Tegole piane (marsigliesi) 28x35x40 13x19x40 25x40x2,5 65 40 9 14 1415 3550 35% 30% 40%

falda per fissaggio

1/3 a

2030=a

Scandole in 1215x2030 spessore 20 legno......... mm 1520

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117

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
PRINCIPALI TIPI DI COPERTURE IN ETERNIT
COPERTURA ALLA FRANCESE E rampone grappa 9 listelle di colmo 8 22 20 20 40 variabile 22 Fori per chiodatura 22 40 B 8 gronda Fissaggio lastra 225 A Fori per chiodatura 40 Fori per chiodi da 30mm Fori per il Fissaggio dei ramponi C 40 D 10 colmo

rampone di rame A, mezza sagoma di invito; B, sagoma di fondo; C, sagoma di gronda; D, lastra di grondai; E, colmo COPERTURA ALLA TOSCANA 19,5 210 G 90 di gronda 110 L di testata 55 di colmo 11,5 grappa 21 68 36 36 vite Fissaggio lastre 3,5 2,6 gronda schema A 22.6 D E lastre di testata C D E Fissaggio lastre di Fondo 59,5 grappa in Ferro zincato A ut. 140 largh.utile mm 610 largh. tot. mm 636 largh.utile mm 610 largh. tot. mm 636 50 rame variabile larghezza utile mm 610 larghezza totale mm 636 tot. 200 18 variabile 68 11,5

19,5 G 21

lungh. ut.360 lung. tot.396 B

utile 305 totale 331

B F

A, mezza lastra di colmo; B, lastra trapezia sinistra;C, lastra trapezia destra; D, lastra di fondo; E, lastra di gronda; F, mezza lastra di testata; G, colmo COPERTURE ONDULATE E h= 183 cm. mod.1924 e mod. monitor vite di fissaggio come la copertura alla toscana 35

12

MODELLO 1924 largh. totale cm 97 largh. utile cm 91 ondulazioni n. 5 1/2 A B 12 C MOD. MONITOR D largh. totale cm 101 largh. utile cm 97 ondulazioni n. 6 1/2

gronda

3 Fissaggio su strutture metalliche

A, lastra di gronda; B, lastra di fondo; C, lastra di colmo; D, lastra senza smussi; E, colmo

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118

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
COPERTURE IN ALUSICC METALLICHE AUTOPORTANTI
tipo A 80 40 tipo AE elem. cm. 40
80

elementi cm 80 40

Spessore
4

Tabella dati tecnini Alusicc ACCIAIO ZINCATO ALLUMINIO 5/10 6/10 8/10 10/10 7/10 10/10 8/10 12,20 4,08 15,90 2,20 2,75
5

40
2,5

J cm....... 5,75 7,24 10,68 13,69 10,03 W cm...... 2,28 2,79 3,87 4,81 3,48 eX mm..... 19,90 19,04 18,03 16,56 16,13 Kg/m....... 4,50 5,40 7,00 8,60 1,95
x e

15,68 5,08 14,52 2,75 3,44

x 4,5

Kg/m......

5,63 6,75
spess. mm 0,06

8,75 10,75 2,44


150

lungh. 150

alusicc

m 12,30

25

PARTICOLARI BORDATURE ALUSICC

Laterale aperto
lunghezza dell'elemento quanto la falda m 1416

Laterale di raccordo con parete verticale Colmo a muro con scossolina.

PARTICOLARI ALUSICC SU SOLAIO PIANO CON ARCARECCI SICCACIER (AC)


m 7,30 spess. mm 0,8 lungh. alusicc 175 = = 175 5

25

arcaraccio in profilato
dado rondella

rondella

dado
Interasse m
0,80 1,00 1,20 1,40 1,60 1,80 2,00 2,40 2,60 2,80

Tabella incidenza N staffe al m


(riferita al n. di arcarecci della falda)

Nervatura centrale alternata 2 3 +


3,90 3,15 2,60 2,25 2,00 1,60 3,20 2,50 2,10 1,80 1,60 1,40

Nervatura centrale completa 2 3 +


6,30 5,00 4,20 3,60 3,15 2,80 2,50 2,10 195 1,80 4,70 3,80 3,15 2,70 2,25 2,10 1,90 1,60 1,45 1,25 3,80 3,15 2,60 02,25 1,95 1,75 1,60 1,30 1,20 1,05

cappuccio vergato giunto stagno alussic


gancio

gancio

arcareccio in tubolare

Staffa Alusicc tipo S 5

Staffa Alusicc tipo S 6

Per zone di forte vento consigliabile una staffa ad ogni incrocio di arcareccio con nervatura.

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119

Manuale dellArchitetto

COPERTURE
COPERTURE CON LAMIERA ONDULATE
A lamiera lungh.max m 25
max. 2.20

C Sezione tetto

A Pianta particolare falda

Particolare C TIPI DI LAMIERE

Particolare B

Sezione A-A

7,62 87,7 97,3 x L =360 Lamiera sinusoidale tipo 01

1,9

10 3 65 77 Lamiera sinusoidale tipo 02

13

3 91 98

} x L =360
15,24 1,9

Scossalina laterale

Lamiera sinusoidale tipo 03

91.44 95,88 Lamiera ondulato-piana tipo 04 190,5 7,62 8,32 Lamiera trapezoidale tipo 05 38

Scossalina di testa

25 Colmo 1,00 7,00 Lamiera trapezoidale tipo 06

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120

Manuale dellArchitetto

SCALE
SEGNI CONVENZIONALI IN PIANTA
La quota di riferimento (0,00) quella del pianerottolo del piano terreno. i piani superiori hanno quota positiva, quelli inferiori hanno quota negativa. A partire dal piano terreno le alzate facenti parte di ciascuna rampa saranno numerate progressivamente. mentre quelle delle rampe che dal piano terreno scendono ai piani inferiori porteranno un numero negativo. Il verso di salita si indica con una freccia con linea continua sulla mezzaria di ogni rampa. La pedata e l'alzata si indicano lungo la linea suddetta, pedata in alto ed alzata in basso. in unit centimetro.

103 221

( -292 )

103 221

103 221

( 0,00 )

103 221 1

103 221 20

( +325 )

103 221

103 221

( +975 )

103 221

- 18 30,5 16,25 -1 30,5

21 16,25 30,5

16,25

30,5 16,25 51

-8 -9

11 10

50

133

181

133

181

133

181

181

133

Santinato PENDENZE
linea del soffitto

Piano terra

Piano tipo

Ultimo piano

VINCOLI DI PASSAGGIO PER LE RAMPE

75

80 72 Lunghezza normale del passo di un uomo in piano

135

Con rapporto normale a/p=17/29 (due alzate + una pedata = cm 63

A B A, distanza per scala rettilinea normale; B, passaggio per due persone di fronte;C, passaggio per tre persone di fronte. 23,5% 70 12% 8 A 140 17 12 29 8.5 16.5 12% GRADONATE C

pendenza max per scale a pioli

pendenza max scale per locali macchine

a/p=20/20-pendenza max per case unifamigliari a/p=20/23-pendenza max per case d'abitazione a/p=19/25 a/p=18/27 a/p=17/29 a/p=16/31 a/p=18/33-pendenza max per scale scoperte a/p=13/37-pendenza max per gradonata 45 24 20 a/p=1/5 a/p=1/8 a/p=1/10

21%

75 90

210 19.5%

25 16

41

Inclinazioni usuali per gradonate, scale normali, per locali macchine, a pioli A, tipo sconsigliabile per lunghe rampe perch scomoda

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121

Manuale dellArchitetto

SCALE
SFALSAMENTO DEI GRADINI
Volendo che il piano intradosso delle rampe e quello del pianerottollo o dei piani si incontrino sulla stessa linea necessario ammettere uno sfalsamento dei gradini chevarier in funzione della differenza d=s-r/cos. Lo sfaldamento in avanti o indietro riferito al verso di salita della rampa. Nel caso in cui d=0 lo sfalsamento indietro di una pedata. Nel caso in cui d=a/2 lo sfalsamento nullo. Nei casi intermedi ci si serve del diagramma in disegno.

corrimano l1 l2 d r s cos

corrimano

corrimano l1 l 1= l2 l2

s r

Sfaldamento indietro d < d= sr = s- r cos a + p p

a 2

Sfaldamento nullo d < d= sr = s- r cos

a 2 p

Sfaldamento avanti d < d= sr = s- r cos

a 2 p

a + p

a + p

Nel caso in cui d maggiore o minore a/2 gli sfalsamenti sono una frazione di pedata in avanti o indietro e i loro valori sono stati dal diagramma in disegno: a, alzata; p, pedata;, inclinazione delle rampe; s, spessore del pianerottolo misurato fra i piani intradosso al finito: r, distanza fra il piano di intradosso della rampa ed il piano radenti ai vertici interni della spezzata formata dalle pedate e dalla alzate a + p p valore di r misurato verticalmented= s- r = r cos cos

Valori sfaldamento in dietro 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Valori sfaldamento in avanti 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

35 34 33 32 3130 29 28 2726 252423 22 2120 1918 17 16 15 14 13121110 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35

15x33 18x27 20x25 y= valori di d in cm 17x29 19x25 16x31

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122a

Manuale dellArchitetto

SCALE
SFALSAMENTO DEI GRADINI
250

858

789 658

589

600 700

611

317 467

417

135 100 135 235 100 1.05

430

279

~500

436

250

Schemi comparativi dell'ingombro necessario per superare il dislivello di m 3,20 con rampe di m 1 di larghezza e rapporto a/p=16/31

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122b

Manuale dellArchitetto

SCALE
SVILUPPO DEL CORRIMANO
Partendo dal presupposto che gli intradossi delle rampe e dei pianerottoli si snodino senza discontinuit, affinch anche il corrimano abbia andamento continuo, si seguano le seguenti norme: a) si consideri la superficie cilindrica la cui direttrice data dalla proiezione sul piano orizzontale dei punti pi esterni della sezione traversale della rampa; b) la larghezza della rampa data dalla lunghezza delle lastre di pedata aumentata della distanza misurata fra il piano della superficie cilindrica e quello parallelo passante per la testata delle lastre di pedata (v. figura). Esempio 1 Supponendo di aver determinato con l'uso delle tabelle della tavola precedente uno sfalsamento indietro, si tracci la retta e si riporti a partire da AB e si riporti a partire da A un segmento b=(P-sF)/2 seguito da tante pedate quante compongono la prima rampa, per chiudere con un segmento a=(p+sF)/2; allo stesso modo si disegni il lato CD. Esempio 2 Si ricavi dalle tabelle alla tavola precedente il valore dello sfalsamento sf fra il primo e l'ultimo gradino ed ammettiamo che esso sia in avanti. Tracciata la retta AB, si riporti a partire da A un segmento a=(P+sF)/2, seguito datante pedate quante compongono la prima rampa, per chiudere compongono la prima rampa, per chiudere con un segmento b=(P-sF)/2; allo stesso modo si disegnano i lati BC e CD.

10 direttrice della rampa di sinistra a B C direttrice della rampa di dastra b sf 11

1 sF
30,5 16,5

p
A=10 cm

A largh. pian. largh. rampa a D


p+sF

20

p-sF 2

=p

Esempio 1 - Scala a due rampe affiancate con parapetto chiuso 8 p b 9 a

1 p a

sf largh. pianeratt. largh. rampa 11 b a A 12 b 19 A

filo corrimano

filo corrimano filo corrimano e direttrice Filo primo gradino a sf b

Esempio 2 - Scala a pozzo a tre rampe con parapetto a giorno piano della direttrice piano della direttrice

20 a p-sf p p-sf sf lastra di pedata lastra di pedata b a b

A, sezione trasversale della rampa con parapetto a giorno a+b=p p=sF+2p B, sezione trasversale della ramppa con parapetto chiuso p+sF b= 2 p= pedata sf= sfalsamento

Esempio 3 - Scale a pozzo a due rampe

A.P.I.C.E. S.r.l.

123

Manuale dellArchitetto

SCALE
SCALE CON STRUTTURA IN MASSELLO
25 28 15 31 28 60 31 28 31 50 31 28 25 18 18 28 18 26 25 21

12 28

.5
19 37.5 .03 18.2 18.5 20

28 18

50

28 25 18

28 25 18

28 25 18

SCHEMI STRUTTURALI COMPARATIVI PER SCALE NORMALI muratura di c.a. o di mattoni pieni C

B A

B C

SEZ. B B SEZ. A A
Le strutture portanti verticali consistono in una normale in- Le strutture portanti verticali consistono in muratura di c.a. gabbiatura di pilastri in c.a.; le rampe ed i pianerottoli in o di mattoni pieni; le rampe ed i pianerottoli in c.a. costic.a. costituiscono solette continue a ginocchio tuiscono solette continue a ginocchio.

SEZ. C C
Le strutture portanti consistono in murature di c.a. o di mattoni pieni disposte lungo i lati maggiori del vano scala: le rampe ed i pianerottoli in c.a. sono a sbalzo dalla struttura portante..

A.P.I.C.E. S.r.l.

124a

Manuale dellArchitetto

SCALE
SCALE CON STRUTTURA IN MASSELLO
ESEMPI DI SCALE A STRUTTURE IN C.A.

170 95 20 25

60 25 25 25 270 6 315 10 410 40 65 50 40 40 65 20 25 45 20 140 45 20 25 90 20 65 40 20 25 150

50 40

30 POS 5 20

25

270

25

36 Struttura a soletta (a ginocchio). Spessore soletta: case di abitazione cm 11; scuole, teatri cm 12,5.
Pos. 2 1 14 1 14 Pos. 2 1 14 1 14 Pos. 3 1 14 1 14 Pos. 3 4 14 4 14 Pos. 4 1 14 1 14 Pos. 4 4 14 4 16 Pos. 5 4 12 4 14 Pos. 5 4 8 4 8 Pos. 6 4 5 4 5

Destinazione Case di abitazione Scuole, teatri . . . Destinazione Case di abitazione Scuole, teatri . . .

Pos. 1 1 12 1 12 Pos. 1 4 14 4 16

POS 4
108 30 108 60

Struttura a sbalzo dalla maturata perimetrale

Destinazione Case di abitazione Scuole, teatri . . .

Tipo 100 110 120 100 110 120

Pos. 1 Pos. 2 17 17 18 18 1 10 1 8 18 18 1 10 1 8 1 10 1 10

Pos. 3 15 15

Pos. 4 45 45

Pos. 5 35 35

A.P.I.C.E. S.r.l.

124b

Manuale dellArchitetto

SCALE
SCALE CALCOLATE NEL RAPPORTO 2A+P=cm 63
N. N. alzate pedate 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 16 h 32,0 48,0 64,0 80,0 96,0 112,0 128,0 144,0 160,0 176,0 192,0 208,0 224,0 240,0 256,0 272,0 288,0 304,0 320,0 336,0 352,0 368,0 384,0 400,0 416,0 432,0 448,0 464,0 480,0 17,0 34,0 51,0 68,0 85,0 102,0 119,0 136,0 153,0 170,0 187,0 204,0 221,0 238,0 255,0 272,0 289,0 306,0 323,0 340,0 357,0 374,0 391,0 408,0 425,0 442,0 459,0 476,0 493,0 510,0 31 l 31,0 62,0 93,0 124,0 155,0 186,0 217,0 248,0 279,0 310,0 341,0 372,0 403,0 434,0 465,0 496,0 527,0 558,0 589,0 620,0 651,0 682,0 713,0 744,0 775,0 806,0 837,0 868,0 899,0 29,0 29,0 58,0 87,0 116,0 145,0 174,0 203,0 232,0 261,0 290,0 319,0 348,0 377,0 406,0 435,0 464,0 493,0 522,0 551,0 580,0 609,0 638,0 667,0 696,0 725,0 754,0 783,0 812,0 841,0 16,1 h 32,2 48,3 64,4 80,5 96,6 112,7 128,8 144,9 161,0 177,1 193,2 209,3 225,4 241,5 257,6 273,7 289,8 305,9 322,0 338,1 354,2 370,3 386,4 402,5 418,6 434,7 450,8 466,9 483,0 17,1 34,2 51,3 68,4 85,5 102,6 119,7 136,8 153,9 171,0 188,1 205,2 222,3 239,4 256,5 273,6 290,7 307,8 324,9 342,0 359,1 376,2 393,3 410,4 427,5 444,6 461,7 478,8 495,9 513,0 30,8 l 30,8 61,6 92,4 123,2 154,0 184,8 215,6 246,4 277,2 308,0 338,8 369,6 400,4 431,2 462,0 492,8 523,6 554,4 585,2 616,0 646,8 677,6 708,4 739,2 770,0 800,8 831,6 862,4 893,2 28,8 28,8 57,6 86,4 115,2 144,0 172,8 201,6 230,4 259,2 288,0 316,8 345,6 374,4 403,2 432,0 460,8 489,6 518,4 547,2 576,0 604,8 633,6 662,4 691,2 720,0 748,8 777,6 806,4 835,2 16,2 h 32,4 48,6 64,8 81,0 97,2 113,4 129,6 145,8 162,0 178,2 194,4 210,6 226,8 243,0 259,2 275,4 291,6 307,8 324,0 340,2 356,4 372,6 388,8 405,0 421,2 437,4 453,6 469,8 486,0 17,2 34,4 51,6 68,8 86,0 103,2 120,4 137,6 154,8 172,0 189,2 206,4 223,6 240,8 258,0 275,2 292,4 309,6 326,8 344,0 361,2 378,4 395,6 412,8 430,0 447,2 464,4 481,6 498,8 516,0 30,6 l 30,6 61,2 91,8 122,4 153,0 183,6 214,2 244,8 275,4 306,0 336,6 367,2 397,8 428,4 459,0 489,6 520,2 550,8 581,4 612,0 642,6 673,2 703,8 734,4 765,0 795,6 826,2 856,8 887,4 28,6 28,6 57,2 85,8 114,4 143,0 171,6 200,2 228,8 257,4 286,0 314,6 343,2 371,8 400,4 429,0 457,6 486,2 514,8 543,4 572,0 600,6 629,2 657,8 686,4 715,0 743,6 772,2 800,8 829,4 16,3 h 32,6 48,9 65,2 81,5 97,8 114,1 130,4 146,7 163,0 179,3 195,6 211,9 228,2 244,5 260,8 277,1 293,4 309,7 326,0 342,3 358,6 374,9 391,2 407,5 423,8 440,1 456,4 472,7 489,0 17,3 34,6 51,9 69,2 86,5 103,8 121,1 138,4 155,7 173,0 190,3 207,6 224,9 242,2 259,5 276,8 294,1 311,4 328,7 346,0 363,3 380,6 397,9 415,2 432,5 449,8 467,1 484,4 501,7 519,0 30,4 16,4 30,2 16,5 30 16,6 ALTEZZA E LUNGHEZZA DELLA RAMPA l h l h l h 30,4 32,8 30,2 33,0 30,0 33,2 60,8 49,2 60,4 49,5 60,0 49,8 91,2 65,6 90,6 66,0 90,0 66,4 121,6 82,0 120,8 82,5 120,0 83,0 152,0 98,4 151,0 99,0 150,0 99,6 182,4 114,8 181,2 115,5 180,0 116,2 212,8 131,2 211,4 132,0 210,0 132,8 243,2 147,6 241,6 148,5 240,0 149,4 273,6 164,0 271,8 165,0 270,0 166,0 304,0 180,4 302,0 181,5 300,0 182,6 334,4 196,8 332,2 198,0 330,0 199,2 364,8 213,2 362,4 214,5 360,0 215,8 395,2 229,6 392,6 231,0 390,0 232,4 425,6 246,0 422,8 247,5 420,0 249,0 456,0 262,4 453,0 264,0 450,0 265,6 486,4 278,8 483,2 280,5 480,0 282,2 516,8 295,2 513,4 297,0 510,0 298,8 547,2 311,6 543,6 313,5 540,0 315,4 577,6 328,0 573,8 330,0 570,0 332,0 608,0 344,4 604,0 346,5 600,0 348,6 638,4 360,8 634,2 363,0 630,0 365,2 668,8 377,2 664,4 379,5 660,0 381,8 699,2 393,6 694,6 396,0 690,0 398,4 729,6 410,0 724,8 412,5 720,0 415,0 760,0 426,4 755,0 429,0 750,0 431,6 790,4 442,8 785,2 445,5 780,0 448,2 820,8 459,2 815,4 462,0 810,0 464,8 851,2 475,6 845,6 478,5 840,0 481,4 881,6 492,0 875,8 495,0 870,0 498,0 28,4 17,4 28,2 17,5 28,0 17,6 28,4 34,8 28,2 35,0 28,0 35,2 56,8 52,2 56,4 52,5 56,0 52,8 85,2 69,6 84,6 70,0 84,0 70,4 113,6 87,0 112,8 87,5 112,0 88,0 142,0 104,4 141,0 105,0 140,0 105,6 170,4 121,8 169,2 122,5 168,0 123,2 198,8 139,2 197,4 140,0 196,0 140,8 227,2 156,6 225,6 157,5 224,0 158,4 255,6 174,0 253,8 175,0 252,0 176,0 284,0 191,4 282,0 192,5 280,0 193,6 312,4 208,8 310,2 210,0 308,0 211,2 340,8 226,2 338,4 227,5 336,0 228,8 369,2 243,6 366,6 245,0 364,0 246,4 397,6 261,0 394,8 262,5 392,0 264,0 426,0 278,4 423,0 280,0 420,0 281,6 454,4 295,8 451,2 297,5 448,0 299,2 482,8 313,2 479,4 315,0 476,0 316,8 511,2 330,6 507,6 332,5 504,0 334,4 539,6 348,0 535,8 350,0 532,0 352,0 568,0 365,4 564,0 367,5 560,0 369,6 596,4 382,8 592,2 385,0 588,0 387,2 624,8 400,2 620,4 402,5 616,0 404,8 653,2 417,6 648,6 420,0 644,0 422,4 681,6 435,0 676,8 437,5 672,0 440,0 710,0 452,4 705,0 455,0 700,0 457,6 738,4 469,8 733,2 472,5 728,0 475,2 766,8 487,2 761,4 490,0 756,0 492,8 795,2 504,6 789,6 507,5 784,0 510,4 823,6 522,0 817,8 525,0 812,0 528,0 29,8 l 29,8 59,6 89,4 119,2 149,0 178,8 208,6 238,4 268,2 298,0 327,8 357,6 387,4 417,2 447,0 476,8 506,6 536,4 566,2 596,0 625,8 655,6 685,4 715,2 745,0 774,8 804,6 834,4 864,2 27,8 27,8 55,6 83,4 111,2 139,0 166,8 194,6 222,4 250,2 278,0 305,8 333,6 361,4 389,2 417,0 444,8 472,6 500,4 528,2 556,0 583,8 611,6 639,4 667,2 695,0 722,8 750,6 778,4 806,2 16,7 h 33,4 50,1 66,8 83,5 100,2 116,9 133,6 150,3 167,0 183,7 200,4 217,1 233,8 250,5 267,2 283,9 300,6 317,3 334,0 350,7 367,4 384,1 400,8 417,5 434,2 450,9 467,6 484,3 501,0 17,7 35,4 53,1 70,8 88,5 106,2 123,9 141,6 159,3 177,0 194,7 212,4 230,1 247,8 265,5 283,2 300,9 318,6 336,3 354,0 371,7 389,4 407,1 424,8 442,5 460,2 477,9 495,6 513,3 531,0 29,6 l 29,6 59,2 88,8 118,4 148,0 177,6 207,2 236,8 266,4 296,0 325,6 355,2 384,8 414,4 444,0 473,6 503,2 532,8 562,4 592,0 621,6 651,2 680,8 710,4 740,0 769,6 799,2 828,8 858,4 27,6 27,6 55,2 82,8 110,4 138,0 165,6 193,2 220,8 248,4 276,0 303,6 331,2 358,8 386,4 414,0 441,6 469,2 496,8 524,4 552,0 579,6 607,2 634,8 662,4 690,0 717,6 745,2 772,8 800,4 16,8 h 33,6 50,4 67,2 84,0 100,8 117,6 134,4 151,2 168,0 184,8 201,6 218,4 235,2 252,0 268,8 285,6 302,4 319,2 336,0 352,8 369,6 386,4 403,2 420,0 436,8 453,6 470,4 487,2 504,0 17,8 35,6 53,4 71,2 89,0 106,8 124,6 142,4 160,2 178,0 195,8 213,6 231,4 249,2 267,0 284,8 302,6 320,4 338,2 356,0 373,8 391,6 409,4 427,2 445,0 462,8 480,6 498,4 516,2 534,0 29,4 l 29,4 58,8 88,2 117,6 147,0 176,4 205,8 235,2 264,6 294,0 323,4 352,8 382,2 411,6 441,0 470,4 499,8 529,2 558,6 588,0 617,4 646,8 676,2 705,6 735,0 764,4 793,8 823,2 852,6 27,4 27,4 54,8 82,2 109,6 137,0 164,4 191,8 219,2 246,6 274,0 301,4 328,8 356,2 383,6 411,0 438,4 465,8 493,2 520,6 548,0 575,4 602,8 630,2 657,6 685,0 712,4 739,8 767,2 794,6 16,9 h 33,8 50,7 67,6 84,5 101,4 118,3 135,2 152,1 169,0 185,9 202,8 219,7 236,6 253,5 270,4 287,3 304,2 321,1 338,0 354,9 371,8 388,7 405,6 422,5 439,4 456,3 473,2 490,1 507,0 17,9 35,8 53,7 71,6 89,5 107,4 125,3 143,2 161,1 179,0 196,9 214,8 232,7 250,6 268,5 286,4 304,3 322,2 340,1 358,0 375,9 393,8 411,7 429,6 447,5 465,4 483,3 501,2 519,1 537,0 29,2 l 29,2 58,4 87,6 116,8 146,0 175,2 204,4 233,6 262,8 292,0 321,2 350,4 379,6 408,8 438,0 467,2 496,4 525,6 554,8 584,0 613,2 642,4 671,6 700,8 730,0 759,2 788,4 817,6 846,8 27,2 27,2 54,4 81,6 108,8 136,0 163,2 190,4 217,6 244,8 272,0 299,2 326,4 353,6 380,8 408,0 435,2 462,4 489,6 516,8 544,0 571,2 598,4 625,6 652,8 680,0 707,2 734,4 761,6 788,8

A.P.I.C.E. S.r.l.

125

Manuale dellArchitetto

SCALE
SCALE CALCOLATE NEL RAPPORTO 2A+P=cm 63
N. N. 18,0 alzate pedate h 2 1 36,0 3 2 54,0 4 3 72,0 5 4 90,0 6 5 108,0 7 6 126,0 8 7 144,0 9 8 162,0 10 9 180,0 11 10 198,0 12 11 216,0 13 12 234,0 14 13 252,0 15 14 270,0 16 15 288,0 17 16 306,0 18 17 324,0 19 18 342,0 20 19 360,0 21 20 378,0 22 21 396,0 23 22 414,0 24 23 432,0 25 24 450,0 19,0 2 1 38,0 3 2 57,0 4 3 76,0 5 4 95,0 6 5 114,0 7 6 133,0 8 7 152,0 9 8 171,0 10 9 190,0 11 10 209,0 12 11 228,0 13 12 247,0 14 13 266,0 15 14 285,0 16 15 304,0 17 16 323,0 18 17 342,0 19 18 361,0 20 19 380,0 21 20 399,0 22 21 418,0 23 22 437,0 24 23 456,0 25 24 475,0 27,0 l 27,0 54,0 81,0 108,0 135,0 162,0 189,0 216,0 243,0 270,0 297,0 324,0 351,0 378,0 405,0 432,0 459,0 486,0 513,0 540,0 567,0 594,0 621,0 648,0 25,0 25,0 50,0 75,0 100,0 125,0 150,0 175,0 200,0 225,0 250,0 275,0 300,0 325,0 350,0 375,0 400,0 425,0 450,0 475,0 500,0 525,0 550,0 575,0 600,0 18,1 h 36,2 54,3 72,4 90,5 108,6 126,7 144,8 162,9 181,0 199,1 217,2 235,3 253,4 271,5 289,6 307,7 325,8 343,9 362,0 380,1 398,2 416,3 434,4 452,5 19,1 38,2 57,3 76,4 95,5 114,6 133,7 152,8 171,9 191,0 210,1 229,2 248,3 267,4 286,5 305,6 324,7 343,8 362,9 382,0 401,1 420,2 439,3 458,4 477,5 26,8 l 26,8 53,6 80,4 107,2 134,0 160,8 187,6 214,4 241,2 268,0 294,8 321,6 348,4 375,2 402,0 428,8 455,6 482,4 509,2 536,0 562,8 589,6 616,4 643,2 24,8 24,8 49,6 74,4 99,2 124,0 148,8 173,6 198,4 223,2 248,0 272,8 297,6 322,4 347,2 372,0 396,8 421,6 446,4 471,2 496,0 520,8 545,6 570,4 595,2 18,2 h 36,4 54,6 72,8 91,0 109,2 127,4 145,6 163,8 182,0 200,2 218,4 236,6 254,8 273,0 291,2 309,4 327,6 345,8 364,0 382,2 400,4 418,6 436,8 455,0 19,2 38,4 57,6 76,8 96,0 115,2 134,4 153,6 172,8 192,0 211,2 230,4 249,6 268,8 288,0 307,2 326,4 345,6 364,8 384,0 403,2 422,4 441,6 460,8 480,0 26,6 l 26,6 53,2 79,8 106,4 133,0 159,6 186,2 212,8 239,4 266,0 292,6 319,2 345,8 372,4 399,0 425,6 452,2 478,8 505,4 532,0 558,6 585,2 611,8 638,4 24,6 24,6 49,2 73,8 98,4 123,0 147,6 172,2 196,8 221,4 246,0 270,6 295,2 319,8 344,4 369,0 393,6 418,2 442,8 467,4 492,0 516,6 541,2 565,8 590,4 18,3 h 36,6 54,9 73,2 91,5 109,8 128,1 146,4 164,7 183,0 201,3 219,6 237,9 256,2 274,5 292,8 311,1 329,4 347,7 366,0 384,3 402,6 420,9 439,2 457,5 19,3 38,6 57,9 77,2 96,5 115,8 135,1 154,4 173,7 193,0 212,3 231,6 250,9 270,2 289,5 308,8 328,1 347,4 366,7 386,0 405,3 424,6 443,9 463,2 482,5 26,4 18,4 26,2 18,5 26,0 18,6 ALTEZZA E LUNGHEZZA DELLA RAMPA l h l h l h 26,4 36,8 26,2 37,0 26,0 37,2 52,8 55,2 52,4 55,5 52,0 55,8 79,2 73,6 78,6 74,0 78,0 74,4 105,6 92,0 104,8 92,5 104,0 93,0 132,0 110,4 131,0 111,0 130,0 111,6 158,4 128,8 157,2 129,5 156,0 130,2 184,8 147,2 183,4 148,0 182,0 148,8 211,2 165,6 209,6 166,5 208,0 167,4 237,6 184,0 235,8 185,0 234,0 186,0 264,0 202,4 262,0 203,5 260,0 204,6 290,4 220,8 288,2 222,0 286,0 223,2 316,8 239,2 314,4 240,5 312,0 241,8 343,2 257,6 340,6 259,0 338,0 260,4 369,6 276,0 366,8 277,5 364,0 279,0 396,0 294,4 393,0 296,0 390,0 297,6 422,4 312,8 419,2 314,5 416,0 316,2 448,8 331,2 445,4 333,0 442,0 334,8 475,2 349,6 471,6 351,5 468,0 353,4 501,6 368,0 497,8 370,0 494,0 372,0 528,0 386,4 524,0 388,5 520,0 390,6 554,4 404,8 550,2 407,0 546,0 409,2 580,8 423,2 576,4 425,5 572,0 427,8 607,2 441,6 602,6 444,0 598,0 446,4 633,6 460,0 628,8 462,5 624,0 465,0 24,4 19,4 24,2 19,5 24,0 19,6 24,4 38,8 24,2 39,0 24,0 39,2 48,8 58,2 48,4 58,5 48,0 58,8 73,2 77,6 72,6 78,0 72,0 78,4 97,6 97,0 96,8 97,5 96,0 98,0 122,0 116,4 121,0 117,0 120,0 117,6 146,4 135,8 145,2 136,5 144,0 137,2 170,8 155,2 169,4 156,0 168,0 156,8 195,2 174,6 193,6 175,5 192,0 176,4 219,6 194,0 217,8 195,0 216,0 196,0 244,0 213,4 242,0 214,5 240,0 215,6 268,4 232,8 266,2 234,0 264,0 235,2 292,8 252,2 290,4 253,5 288,0 254,8 317,2 271,6 314,6 273,0 312,0 274,4 341,6 291,0 338,8 292,5 336,0 294,0 366,0 310,4 363,0 312,0 360,0 313,6 390,4 329,8 387,2 331,5 384,0 333,2 414,8 349,2 411,4 351,0 408,0 352,8 439,2 368,6 435,6 370,5 432,0 372,4 463,6 388,0 459,8 390,0 456,0 392,0 488,0 407,4 484,0 409,5 480,0 411,6 512,4 426,8 508,2 429,0 504,0 431,2 536,8 446,2 532,4 448,5 528,0 450,8 561,2 465,6 556,6 468,0 552,0 470,4 585,6 485,0 580,8 487,5 576,0 490,0 25,8 l 25,8 51,6 77,4 103,2 129,0 154,8 180,6 206,4 232,2 258,0 283,8 309,6 335,4 361,2 387,0 412,8 438,6 464,4 490,2 516,0 541,8 567,6 593,4 619,2 23,8 23,8 47,6 71,4 95,2 119,0 142,8 166,6 190,4 214,2 238,0 261,8 285,6 309,4 333,2 357,0 380,8 404,6 428,4 452,2 476,0 499,8 523,6 547,4 571,2 18,7 h 37,4 56,1 74,8 93,5 112,2 130,9 149,6 168,3 187,0 205,7 224,4 243,1 261,8 280,5 299,2 317,9 336,6 355,3 374,0 392,7 411,4 430,1 448,8 467,5 19,7 39,4 59,1 78,8 98,5 118,2 137,9 157,6 177,3 197,0 216,7 236,4 256,1 275,8 295,5 315,2 334,9 354,6 374,3 394,0 413,7 433,4 453,1 472,8 492,5 25,6 l 25,6 51,2 76,8 102,4 128,0 153,6 179,2 204,8 230,4 256,0 281,6 307,2 332,8 358,4 384,0 409,6 435,2 460,8 486,4 512,0 537,6 563,2 588,8 614,4 23,6 23,6 47,2 70,8 94,4 118,0 141,6 165,2 188,8 212,4 236,0 259,6 283,2 306,8 330,4 354,0 377,6 401,2 424,8 448,4 472,0 495,6 519,2 542,8 566,4 18,8 h 37,6 56,4 75,2 94,0 112,8 131,6 150,4 169,2 188,0 206,8 225,6 244,4 263,2 282,0 300,8 319,6 338,4 357,2 376,0 394,8 413,6 432,4 451,2 470,0 19,8 39,6 59,4 79,2 99,0 118,8 138,6 158,4 178,2 198,0 217,8 237,6 257,4 277,2 297,0 316,8 336,6 356,4 376,2 396,0 415,8 435,6 455,4 475,2 495,0 25,4 l 25,4 50,8 76,2 101,6 127,0 152,4 177,8 203,2 228,6 254,0 279,4 304,8 330,2 355,6 381,0 406,4 431,8 457,2 482,6 508,0 533,4 558,8 584,2 609,6 23,4 23,4 46,8 70,2 93,6 117,0 140,4 163,8 187,2 210,6 234,0 257,4 280,8 304,2 327,6 351,0 374,4 397,8 421,2 444,6 468,0 491,4 514,8 538,2 561,6 18,9 h 37,8 56,7 75,6 94,5 113,4 132,3 151,2 170,1 189,0 207,9 226,8 245,7 264,6 283,5 302,4 321,3 340,2 359,1 378,0 396,9 415,8 434,7 453,6 472,5 19,9 39,8 59,7 79,6 99,5 119,4 139,3 159,2 179,1 199,0 218,9 238,8 258,7 278,6 298,5 318,4 338,3 358,2 378,1 398,0 417,9 437,8 457,7 477,6 497,5 25,2 l 25,2 50,4 75,6 100,8 126,0 151,2 176,4 201,6 226,8 252,0 277,2 302,4 327,6 352,8 378,0 403,2 428,4 453,6 478,8 504,0 529,2 554,4 579,6 604,8 23,2 23,2 46,4 69,6 92,8 116,0 139,2 162,4 185,6 208,8 232,0 255,2 278,4 301,6 324,8 348,0 371,2 394,4 417,6 440,8 464,0 487,2 510,4 533,6 556,8

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Manuale dellArchitetto

SCALE

SCALE PER GIARDINI

VARIANTE SABBIA E GHIAIA

SCALA A CHIOCCIOLA NORMALE CON GRADINI IN MASSELLO assonometria dei gradino

ACCIOTOLATO variante sabbia e ghiaia acciotolato alzate prefabbricate in c.a. acciotolato palo sostegno in legno

pianta gradino

SEZIONE AA alzate angolari SCALA A CHIOCCIOLA CONGRADIONI IN MASSELLO DI MARMO A SBALOZO DELLA MURATURA PERIMETRALE PIANTA GRADINO muratura di mattoni pieni SEZIONE CC

SEZIONE DD B r= 90 150 B assonometria del gradino SEZIONE EE 10 60 120 D E 60120 E D C SEZIONE BB C filo muratura perimetrale

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Manuale dellArchitetto

SCALE
Lo spessore delle pareti delle gabbie di 2 da un montante avente diametro di scala e quelle degli ascensori deve almeno mm 50 ed installato entro una essere almeno di cm 38 se di muratura custodia ben visibile, con sportello in c e di cm 20 se di cemento armato. vetro lucido di dimensioni non inferiori Se si inseriscono specchiature in vetro- a cm 50x30 e di profondit tale da cemento, devono essere del tipo robu- contenere m 15 di tubo flessibile e sto per solai e. in corrispondenza a relativa lancia permanentemente collea ciascun piano, di superficie non supe- gati alla bocca da incendio. riore a m 1 per ogni corrispondente Le giunzioni bocche, saracinesche, parete della gabbia di scala. lance, bocchelli di tipo A U.N.1. 804. b Alla sommit della a gabbia di scala a a maggiore o uguale a m 1 per edifici quota superiore agli ingressi dei pi Scale a tenuta di fumo ad uso abitazione, uguale o maggiore elevati locali abitabili, devono essere Se l'edificio supera i m 30 di altezza a m 1,20 per edifici con altra destina- praticate aperture di ventilazione verso occorre che tutte le scale ed un ascenzione; lo esterno. di luce netta complessiva sore per ciascuna di esse siano a tenuta b uguale o maggiore a cm 38 se di non inferiore a 1/5 della superficie in di fumo. Per essere tale, la scala deve muratura, uguale o maggiore a cm pianta della gabbia di scala, ed aventi essere completamente racchiusa dapa20 se di cemento aramto; serramenti coi dispositivo di manovra reti in cemento armato, di cm 20 o in c in corrispondenza a ciascun piano di apertura e chiusura (approvato dal muratura da cm 38; il vetrocemento abitabile la scala deve essere munita di una bocca da incendio. SCALE A TENTUA DI FUMO: PROTOTIPI Prescrizioni di prevenzioni incendi riguardanti: edifici di altezza superiore ai 24 metri, destinati ad abitazione,. cavedio edifici di altezza anche inferiore ai 24 metri se aventi particolare destinazione (alberghi, collegi, scuole, ospedali. case di cura. Case albergo, grandi magazzini di vendita, esposizioni ed edifici in genere de3tinati a collettivit ofrequentati dal pubblico). ammessa una sola scala quando la superficie coperta da servire inferiore o uguale a m 400. ed una scala aggiuntiva ogni m 350 o frazione in pi. Per un edificio inferiore a 30 metri una scala a tenuta di fumo pu servire fino a m 500 di superficie. la gabbia della scala e degli ascensori ed i rispettivi accessi e disimpegni non devono avere alcuna comunicazione con negozi, depositi, laboratori o comunque con locali Gabbia di scala completamente interna, soluzione partinon destinati esclusivamente ad abitacolare per gli uffici a torre o comunque con corpi di nozioni o ad uffici: l'accesso alle cantine Gabbia di scala interna all'edificio ma tangentetevole profondit e disposizione centrale dei servizi. ed ai servizi delle case deve avvenire con uno dei lati allo stesso. I ballatoi di collegamento fra la scala e gli alloggi fianchegunicamente da spazio a cielo scoperto. L'accesso agli alloggi avviene attraverso logge, giano un cavedio che, in caso di incendio, avr funzione portici o balconi. di tiraggio, convogliandosi ini esso il fumo e le fiamme L'apertura delle porte di accesso alla provenienti dagli alloggi. I parapetti dei ballatoi lungo i scala deve essere disposta in modo da cavedi saranno perci ad altezza d'uomo e le porte, metalliche, saranno a chiusura automatica. non ridurre la larghezza del pianerottolo al disotto della larghezza della. scala. La larghezza della scala per edi- comando dei Vigili del Fuoco) a piano ammesso solamente per le pareti che fici di abitazione deve essere almeno di terreno: tali finestre con comando a prospettano verso l'esterno dell'edificio. m 1, per edifici con altra destinazione di distanza possono essere sostituite con L'accesso dai vari piani a tale scala m 1,20. Pianerottoli e rampe di scala aperture di m 1, purch sprovviste di deve avere luogo unicamente da terdevono avere strutture portanti in ce- serramento. razze o balconi completamente aperti e mento armato o in materiali di equiva- In corrispondenza a ciascun pianoabi- di ampiezza adeguata. Anche l'accesso lente comportamento all'urto ed al tabile, la scala deve essere munita di alla scala dal piano terreno o rialzato fuoco: il marmo deve essere usato sol- una bocca da incendio da mm 45 deve avere luogo da spazio aperto, tanto come rivestimento. U.N.I. derivata con tubazione da pollici oppure da un atrio che pu avere coGRUPPO SCALE: NORME

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128a

Manuale dellArchitetto

SCALE

municazione soltanto con uno o due locali per il custode, purch l'apertura di accesso ai medesimi sia provvista di serramento resistente al fuoco ed a chiusura automatica. I serramenti delle porte di accesso alla scala devono essere robusti, resistenti al fuoco, a tenuta di fumo ed a chiusura automatica; i vetri ed i cristalli devono essere retinati ed avere specchiature non superiori a cm 50 x 25, e di spessore minimo di mm 5. La scala deve venire aerata con un'apertura senza serramento di al-

meno m 1, ricavata a quota superiore alle porte di accesso dell'ultimo piano. I gradini devono essere di norma a pianta rettangolare: eccezionalmente si possono ammettere di forma trapezia, purch la pedata a cm 40 dall'imposta interna non sia inferiore ai cm30. La scala deve essere provvista di corrimano. Nella gabbia di scala a prova di fumo non sono ammessebocche di carico nei condotti degli immondezzai. Tale scala deve essere munita di un impianto di un impianto idraulico

che garantisca alla bocca dincendio pi elevata una portata di l 120 al minuto, ad una pressione di 2 atmosfere. Gli ascensori a prova di devono rispondere, per quanto concerne i muri dambito, gli accessi ai vari piani ed i rispettivi serramenti, ai requisiti prescritti per la scala a prova di fumo. La superficie aerante alla sommit della gabbia potr venire ridotta a m 0,5. Se ledificio supera i m 50 di altezza, le norme particolari verranno suggerite

Gabbia di scala esterna all'edificio L'accesso agli alloggi avviene attraverso ballatoi aperti. Questa soluzione particolarmente indicata nel caso di una sola scala a collegamento di due corpi di fabbrica a piano sfalsati.

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128b

Manuale dellArchitetto

RIVESTIMENTI
PARETI ESTERNE IN MARMO E PIETRA IN LASTRE
Le dimensioni delle lastre variano, compatibilmente con la natura del materiale, in funzione dello spessore. Le caratteristiche mineralogiche consentono spessori minimi ai quali non si dovrebbe mai scendere per i rivestimenti, specialmente esterni. Lo spessore delle lastre da rivestimento non dovrebbe mai essere inferiore a cm 4 per i marmi ed a cm 56 per le pietre in genere. Graniti, serizzi, dioriti, sieniti, serpentini e pietre tenere possono raggiungere, con lo spessore minimo di cm. 3, le dimensioni massime di cm 130170x70. I ceppi, con lo spessore minimo di cm 45, arrivano a dimensioni massime di cm 130x170. Alle dimensioni massime di cm 100x50 possono giungere le beole, con lo spessore minimo di cm 46. Tutti i marmi in genere, con spessore ridotto a cm 2, possono raggiuingere le dimensioni di cm 150x80. PARTICOLARI SOLUZIONI DI ANGOLO

2 PARTICOLARI SOLUZIONI DI GIUNZIONI FRA GLI SPIGOLI VERTICALI DI LASTRE DI FORTE SPESSORE

1, rivestimento con lastre posate con i giunti orizzontali e verticali allineati; 2, rivestimento con lastre posate con i giunti verticali sfalsati; 3, rivestimento con lastre interrotto da fasce in masselli rettangolari allo scopo di distribuire il peso delle lastre quando esse fossero semplicemente ancorate e quindi gravanti una sullaltra; 4, rivestimento in tessere o listelli a spacco rustico, di sezione rettangolare, a teste tranciate, lunghezze variabili da cm 2 a cm 12; 5, rivestimento con lastre rettangolari di diversa dimensione, superfici piane ed eventualmente levigate, coste refilate a sega; 6, rivestimento come il precedente ma con lastre a superfici a spacco o bocciarde, coste non refilate; 7, rivestimento con lastre a contorno irregolare di varia grandezza e spessore, normalmente realizzato con beole (spessore cm 46) o quarzite (spessore cm 16, diagonali da cm 7 a cm 60, commercialmente distinte, per quanto riguarda la superficie, in scelta ruvida o grezza).

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Manuale dellArchitetto

RIVESTIMENTI
PARETI ESTERNE IN MARMO E PIETRA IN LASTRE
Il fissaggio delle lastre si realizza mediante l'aggancio dei bordi con codette, zanche o grappe metalliche di ottone ricotto, bronzo o ferro zincato annegate nella struttura portante. Ci pu avvenire per punti o per segmenti lungo i bordi orizzontali o verticali delle lastre. Le lastre possono aderire all parete retrostante, nel qual caso si proceder al l'imbottitura con malte di cemento degli interspazi, oppure nettamente staccate ed indipendenti in modo che si formi una camera d'aria. spetto alla struttura portante; - all'impiego di malte non adatte, o di gesso, nella imbottitura; - alla posa delle lastre in stagione sfavorevole; - all'inadeguato proporzionamento fra - dimensioni delle lastre; spessore delle lastre e le altre dimen- caratteristiche della struttura por- sioni, in riferimento alla particolare tante; struttura mineralogica; - caratteristiche della malta di imbotti- - allimperfetto fissaggio delle grappe tura. alla struttura portante; Le cause principali di distacchi o rotture - all'insufficiente numero delle grappe; sono dovute: - alleccessivo divario fra i coefficienti di - all'impiego di materiali gelivo od dilatazione termica del rivestimento, La scelta del sistema di fissaggio alla eccessivamente poroso ; della struttura portante e della malta di struttura portante deve essere determi- - alla posa prematura delle lastre ri- imbottitura. nata tenendo presenti i seguenti fattori: - struttura mineralogica e caratteristiche chimiche e fisiche del rivestimento (porosit, gelivit, coefficiente di dilatazione termica, peso, ecc.);

1 3 2 3

4 4 5

5 6 6 7 7
Sistemi di fissaggio 1. sistema di semplice ancoraggio per punti: un tondino metallico. diametro di mm 5 6, viene ripiegato alle estremit in modo da permettere il fissaggio de: bordo superiore della lastra alla struttura portate. La lastra risulta in tal modo semplicemente ancorata ma non sostenuta; 2, sistema di ancoraggio per punti di due lastre contigue: un tondino metallico, del diametro di mm 56. foggiato a martelletto ed attorcigliato ad un tondino di ferro preventivamente alloggiato nella muratura retrostante, permette di ancorare a quest'ultima i bordi di due lastre contigue. Il sistema utilizzabile indifferentemente sui quattro bordi della lastra. Le lastre in tal modo risultano ancorate ma non sostenute; 3, sistema di ancoraggio per punti di due lastre contigue: un tondino Metallico aggancia alla muratura retrostante lo spinotto di collegamento di due lastre contigue. Le lastre in tal modo risultano ancorate ma non sostenute; 4. sistema di ancoraggio, eventualmente oche in funzione portante, di due lastre contigue. Una piattina metallica con l'estremit sdoppiata in due lembi ripiegati in versi opposti, ancora ; i bordi di due lastre contigue alla muratura retrostante; 5, sistema portante di ancoraggio di due lastre contigue. Due piattine metalliche vengono accostate e ripiegate in versi opposti alle estremit in modo da trattenere separatamente i bordi di due lastre contigue; 6, sistema portante di ancoraggio di due lastre contigue, particolarmente adatto per lastre di forte spessore e notevoli dimensioni. Una sbarra metallica piatta doppiamente azzancata alla muratura retrostante, si inserisce nelle scanalature dei bordi di due lastre sovrapposte. La sbarri, lunga normalmente cm 30. permette una razionale distribuzione degli sforzi e garantisce di conseguenza una sicura funzione portante; 7, sistema portante di delle lastre contigue. Una sbarra metallica piatta viene doppiata in due lembi. Questi, ripiegati in versi opposti si inseriscono nelle scanalature dei bordi di due lastre sovrapposte.

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RIVESTIMENTI
PARETI ESTERNE - INTONACI

A 1 2

Malta di intonaco rustico


Calce dolce (spenta) m 0,4 Calce idrata q 4 Calce idraulica q 4 Cemento 500 q 3,5 sabbia viva m 1 sabbia viva m 1 sabbia viva m 1 sabbia viva m 1 acqua l 100200 acqua l 200200 acqua l 200200 acqua l 250350

B Malta di intonaco completo a civile


Calce dolce (spenta) m 0,5 Calce idrata q 5 Calce idraulica q 5 Cemento 500 q 4 sabbiett. m 0,8 sabbiett. m 0,8 sabbiett. m 0,8 sabbiett. m 0,9 acqua l 200300 acqua l 200300 acqua l 200300 acqua l 250450

3 C

D 5

Rivestimenti di pareti esterne in mattoni A,B,C,D, diverse soluzioni dei giunti ottenute con la malta di fondo; 1 e 2, disposizione a cortina; 3, paramento a cortina od alla fiamminga; 4, paramento a blocco;5, parametro olandese; 6, parametro alla francese. L'aspetto di una muratura di mattoni lasciata a vista condizionato da tre fattori: - caratteristiche fisiche del mattone; - disposizione del mattone nella muratura (di testa o di fascia nelle varie combinazioni possibili); - trattamento dei giunti. A seconda del tipo di lavorazione il mattone si distingue in trafilato (comune) o stampato. Il primo tipo non viene quasi mai usato per superfici a vista. La superficie dei mattoni da rivestimento pu essere liscia, scabra o sabbiata (paramano). La composi ione z chimica dell'argilla influisce anche sull'opportunit o meno di impiegare un mattone per rivestimento: la presenza, di sostanze saline produce, in pareti soggette ad umidit, le caratteristiche effluorescenze biancastre. Le disposizioni pi comuni sono le seguenti: Disposizioni a cortina, usate per tavolati o come rivestimento di strutture portanti. Gli elementi, tutti disposti di fascia, soro sfalsati verticalmente di 1/2 di modulo o di 1/4 di modulo. Gli altri esempi riprodotti riguardano paramenti esterni di strutture. Paramento a cortina (o alla fiamminga). - Gli elementi si alternano di testa e di fascia sia orizzontal ente m che verticalmente. Paramento a blocco. - I corsi sono alternativamente formati da elementi di testa e da elementi posti di fascia. Paramento olandese. - Un corso risulta dall'alternarsi di fasce e teste, il successivo da elementi tutti disposti di testa. Paramento alla francese. - Sfalsati i corsi di 114 di modulo, alternativamente avanti e indietro, i singoli elementi si susseguono in coppie disposte di testa con un elemento disposto di fascia. La particolare finitura dei giunti ha pure notevole importanza: la malta di allettamento pu essere arretrata rispetto al filo esterno del rivestimento o perch trattenuta all'atto della posa (2) o perch scavata subito dopo (3). Pu essere invece rasata al filo dei mattoni (4) o addirittura sbordare da esso (1), si pu eseguire anche la rasatura con gesso scagliola e calce adesiva (60% di gesso 40% di calce) in spessore medio di mm 5. La rasatura a stucco lucido si esegue tirando a piano perfetto sull'intonaco rustico uno strato di mm4 di malta da stucco e successiva lucidatura con ferro caldo e acqua di sapone, previa tinteggiatura. L'intonaco in cemento decorativo siesegue su sottofondo di intonaco rustico di malta di cemento con un impasto di cemento tipo 500 (q 3,5) e gra niglia di marmo: lisciato io strato di mm 1520, a presa avvenuta, si procede alla raschiatura od alla, martellinatura od alla spuntatura. Gli intonaci pietrificati si ottengono stendendo sopra un sottofondo di malta bastarda (m 0,300 di calce dolce spenta e q 1 di cemento 500) un impasto di cemento e coloranti minerali a INTONACI base silicea : appena superficie ha ragL'intonaco rustico (rinzaffo) viene tirato giunto una sufficiente con sistenza viene in piano a frattazzo lungo o a frattazzo. raschiata con lame di acciaio. Sopra di esso si applicano i diversi rivestimenti, allettati normal ente con Intonaci isolanti si ottengono mescom malta per stabilitura, o direttamente la lando nella malta vermiculite, perlite e malta per stabilitura (arricciatura) a simili (per l'isolamento termo acustico) o formazione di intonaco a civile. Sopra liquidi idrofughi (per l'isolamento dall'ul'intonaco rustico tirato a frattazzo fino midit).

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Manuale dellArchitetto

RIVESTIMENTI
PARETI ESTERNE - ETERNIT E OPALINA
RIVESTIMENTI IN ETERNIT Le lastre di eternit sono assolutamente incombustibili insensibili allazione degli agenti atmosferici inataccabili dagli insetti. Le lastre di eternit possono venire lavorate con la stessa facilit del legno impiegando i medesimi attrezzi: possono essere segate, tranciate, piallate, forate. Possono essere lavate, colorate ad acqua, ad olio, a lacca, possono essere verniciate, smaltate, decorate e impellicciate con legni diversi. Per il fissaggio delle lastre si usano chiodi zincati. Dimensioni lastre 100 x 100 120 x 120 122 x 122 Tipo normale. - Si fabbricano lastre di tipo semicompresso che hanno una sola faccia liscia e lastre di tipo compresso che hanno entrambi le facce lisce. Spessori. - Da 4,5 5 mm per rivestimenti in genere. Distanze normali degli appoggi in rivestimenti di pareti cm 40. Da 10 12 mm per rivestimenti esterni. La distanza fra appoggi potr arrivare fino a cm 80.
7X3 3 20 120

corrente 7x3

7cm coprigiunto di eternit1012mm Coprigiunto lastra in eternit 1012mm

lunghezza

altezza ondulazioni larghezza passo delle ondulazioni Lastra di tipo ondulato

allossatura a mezzo di chiodi o viti che per non dovranno interessare le lastre.
Tipo Modello 1924 Modello Monitor Largh. mm 97 101 Lungh. mm 30 244 30 244 Ondulazioni N Passo Altezza mm mm 6 152 5 194 50 61
angolare in eternit cm 6 x 6 14 cm 4x4

3.5x3

40

Avvertenza particolare: Montaggio su orditura in legno in tutto simile alla precedente. Trattandosi di pareti verticali baster dare alla lastra una sovrapposizione di cm 8 e gli appoggi dovendo resistere solo allazione del vento, potranno essere posti a distanza di m 1,15 per lastre normali di 5 mm 6 mm di spessore se del Modello 1924 e fino a m 1,45 se del Modello Monitor. Accessori metallici TIPO 1: Viti di ferro zincato con tripla ranella monoblocco. Larghezza 110 mm per il fissaggio su armatura
elemento in eternit

120

3.5x3

40

8cm

Coprigiunto 7x1

7X3

40

Soluzione d'angolo

Coprigiunti. - Quando tutte le lastre saranno fissate si completer il montaggio a mezzo di coprigiunti di eternit o di legno o di metallo a seconda dei casi. I punti di incrocio dei coprigiunti potranno essere eventualmente mascherati con una rosetta quadrata in eternit di cm 10 x 10. I coprigiunti di eternit vanno fissati anche essi

inlegno. TIPO 2: Bulloncini di ferro zincato a tripla ranella monoblocco e a tratto quadro per il fissaggio su armatura metallica. La lunghezza per applicazioni di Modello Monitor 100 mm mentre per applicazioni di Modello 1924 di 90 mm.

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RIVESTIMENTI
PARETI ESTERNE - ETERNIT E OPALINA

piombo ferro zincato piombo ferro zincato 12

RIVESTIMENTI IN OPALINA CEMENTO FLUIDO GRAPPA DI FISSAGGIO DEI PROFILATI

CEMENTO

Accessori metallici
LASTRA DI OPALINA STRUTTURA PORTANTE CEMENTO FLUIDO GRAPPA mm 70x6 PIOMBO PROFILO 45x10mm CEMENTO DI RIEMPIMENTO cm4

COPRIGIUNTO METALLICO 40x5mm Fissaggio profilati orizzontali

LASTRA DI OPALINA DIMENSIONI MASSIME 240x180

COPRIGIUNTO METALLICO 40x5mm

LASTRA DI OPALINA

PROFILI IN FERRO DI SOSTEGNO DEL RIVESTIMENTO 30x30x4mm Fissaggio profilati verticali LASTRA DI OPALINA DIMENSIONI MASSIME 240x180 810 COPRIGIUNTO LEGHE LEGGERE 40x5mm

PIOMBO 35mm Coprigiunto GRAPPE DI FISSAGGIO DEI PROFILATI

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132b

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RIVESTIMENTI
PARETI INTERNE - RIVESTIMENTI IN CORRISPONDENZA A NODI DI ATTACCO DI PORTE E FINESTRE Piastrelle con parte terminale a becco di civetta Rivestimento in piastrelle Malta di cemento e sabbia Rivestimento in piastrelle Mostrina sagomata (coprifilo) Telaio Parte di piastrelle posta a filo dell'ingombro Rivestimento in legno Malta di cemento e sabbia

Mazzetta

Telaio Rivestimento in mattoni Mazzetta La posa si effettua con malta di cemento su intonaco russtico preesistente

Telaio per porta o finestra

Rivestimento in marmo

Pezzo speciale d'angolo

Telaio

Contorno di cemento e graniglia Mostrina Frammento di piastrella posate a filo dell'intonaco Muratura Rivestimento in piastrelle terracotta smaltata, maiolica, smaltata, ceramica forte ecc.
Intonaco rustico con stabilitura calce dolce e cemento, la sigillatura dei giunti si effettua con cemento bianco

Rivestimento in tessere (gres, vetro, ceramica ecc.) Intonaco rustico con letto di malta di legante idraulico. Al cemento di allettamento si possono aggiuingere sostanze colorati.

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RIVESTIMENTI
PARETI INTERNE - LEGNO
Elemento del controtelaio cornice del controtelaio tassello e muro

20x50

30x40

intonaco cm 15

20x40 intonaco cm15

cornice del controtelaio

20x40

cornice del controtelaio 20x60

elemento del controtelaio tassello a muro

30x30 20x60 cornice del controtelaio

20x40 17x17 fogli di legno compensato elemento del controtelaio elemento del controtelaio

20x40

intonaco cm15 listello verticale

intonaco

tassello a muro elemento del controtelaio

intonaco

intonaco cm1.5

20x40 1 1 elemento del controtelaio intonaco tassello a muro

20x40 1

intonaco cm1.5 listello verticale

12 intonaco cm 1.5 elemento del controtelaio pannelli in panforte spessore cm1.5 intonaco cm1.5 coprigiunto in legno intonaco cm1.5

20x40 1

15x40 pannelli in legno tamburato 20-25

15x40 coprigiunto metallico

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134

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PAVIMENTI
P M i a a t t P s o i t n a r M e s e o l t r s l l a l e e i l e c o s l c m e e a a m r l e tes- t e n se- a s t o re t i e M di e n a a g r s r m por- tipo i a e celn V n t la- i t i g t na e e G t t o o l i r n ve- r i c e i tro i a s a

Destinazioni pi comuni

B a t t u t o d i c e m e n t o

B a t t u t o a l l a v e n e z i a n a

B a t t u t o d i b a l l o t t o n a t o

A s f a l t o

R e s i n a s i L n i t n e o t l i e c u a m

L i n o l e u m

R e s i n a s i e n s t u g G e o t h i e m c r m a o a

P i a s t r e l l e A c m e m m a e t n t t o o n p a r t e o s.

P i e t e r i n i d i c e m e n t o

Q u a r z i t e

P i e t r e

G r a n i t i

M a r m o

P a r q u e t

Abitazioni

Servizi

Locali pubblici

Saloni per il pubblico

Edifici scolastici Edifici sportivi

INGRESSO-DISIMPEGNI SOGGIORNO-SALE CAMERE DA LETTO BAGNI-W.C.-CUCINE MARCIAPIEDI-CORTILI PORTICATI SOTTOPASSAGGI AUTORIMESSE-OFFICINE MAGAZZINI-DEPOSITI ATRI-CORRIDOI LOC.INTENSO MOVIM. PEDONALE UFFICI IN GENERE UFFICI POSTALI-BANCHE BIBLIOTECHE-MUSEI ALBERGHI - RISTORANTI CHIESE AULE REFETTORI PALETRE PISCINE SPOGLIATOI CASE COLONICHE STALLE - PORCILAIE POLLAI SILOS CONCIMAIE MUNGITURA - RACCOLTA LATTE LABORATORI MECCANICI LABORATORI CHIMICI LABORATORI ALIMENTARI LABORATORI IN GENERE

Edifici rurali

Edifici industriali

Materiali

Indice abrasione 6,80 5 4,80 4,80 4,10 3,40 3,10 2,80 2,80 2,50 3 2,20 1,90 1,40 1,30 1 0,80

LOGORAMENTO IN MM DEL MATERIALE DA PAVIMENTO SOTTOPOSTO A 1000 M DI PERCORSO DELLA MOLA ABRASIVA

Mattone comune Mattone molto cotto Piastrella argilla pressata Battuto di cemento Idem con graniglia di marmo Mattonella di cemento a mano Rovere di Slavonia Pitch Pine scelto Mattonella cemento pressata Rovere scelta dura Faggio lisciviato Marmetta cemento e graniglia Marmo comune Marmo duro Limoleum Piastrella greificata Klinker Piastrella gres ceramico

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PAVIMENTI
MATERIALI E MANO D'OPERA OCCORRENTI PER M DI PAVIMENTO Ammattonato di costa per m Sabbia di fondo....................................... m Mattoni................................... n Malta di calce (tipo 1 o 2)......................... m Cemento per stilatura......................... kg Muratore......................... ore Manovale................................. ore Ammattonato di piatto per m Sabbia di fondo non indispensabile)......... m Mattoni...................n32(12x28) n Malta di calce (tipo 1 o 2)......................... m Cemento per stuccatura a giunti........... kg Muratore.......................... ore Manovale................................ ore Pavimento con mattonelle di cotto o di cemento quadre Per mattonelle l = 0,25/m...................... n Malta di calce e cemento (tipo 3)............. m Cemento per stuccature.................................................. kg Pavimentatore............................................. ore Manovale.................................................... ore Per mattonelle l =0,20/m..................................... n Esagonali l =0,25/m.................... n Se le mattonelle sono di varie forme e dimensioni il numero dei prezzi si ottiene dividendo 1 m per la superficie delle mattonella aggiungendo 1/20 per consumo. Battuto di cemento su fondo di ghiaia (carreggiabile limitatamente) Spessore m 0,12 - Sottofondo di ghiaia di m 0,20 per m Ghiaia grossa vagliata m Ghiasetta m Sabbia m Cemento per massetto........................................... kg Cemento per strato superficiale........................ kg Pavimentatore...................................... ore Manovale..................................... ore Battuto di cemento su massetto preesistente-Spessore m 0,03 Sabbia ................................................... m Cemento...................................... kg Pavimentatore............................................ ore Manovale........................................... ore Pavimento alla veneziana m Sabbia battuta........................... m Malta di cemento (tipo 4) con eventuale aggiunta di polvere di coccio o di marmo m Dadi di marmo...................... kg Pavimentatore.............................................. ore Manovale.................................................. ore Per gli stessi a disegni aggiungere dal 10% al 100% per la mano d'opera (a parte la rifinitura con macchine arrotatrici) Pavimento di asfalto di spessore 20 mm Asfalto................................................ kg Bitume naturale............................ kg Sabbia....................................................... kg Graniglia.................................................... kg Legna da ardere.................................................... kg Operaio.................................................. ore Manovale................................................... ore Parquet a liste variamente disposte per m Correnti 3x6............................................ m Tavolette.................................................. m Chiodi e staffe....................................................... kg Gesso......................................................... kg Falegname........................................................ ore Muratore............................................................. ore Manovale............................................................ ore 0,03 70 0,04 1 0,751 0,751 0,02 24 (14x28) 0,02 0,50 0,40,6 0,40,6 16 0,03 0,100,20 0,450,75 0,450,75 25 18

MALTE DA PAVIEMNTI COMPOSIZIONE PER M DIMPASTO


Malta per posa di pavimenti in pastrelle di cemento compresso 1 Calce pasta m 0,400 Sabbia m 0,800 Acqua litri 180 2 Calce idraulica q 1,50 Calce in pasta m 0,250 Sabbia m 0,900 Acqua litri 180 3 Cemento q 3,50 Sabbia m 1,000 Acqua litri 250 4 Calce in pasta m 0,350 Sabbia m 0,800 Acqua litri 200 Cemento kg 150/m Malta per sottofondi di pavimenti in mosaico (porcellana, vetro, ceramica) Cemento q 2,50 Sabbia m 0,400 Pietrischeto m 0,800 Acqua litri 140 Malta per sottofondo di pavimento in linoleum (escluso gesso e colla) Cemento cm3 q 3,50 Sabbia di m 1 Acqua spes. litri 250 Cemento cm1 q 5 Sabbietta di m 0,950 Acqua spes. litri 280

0,22 0,10 0,05 25 4042 0,751 11,20 0,04 30 0,40,6 0,40,6 0,02 0,020,03 5060 2 2

25 2 1 12 0,40 0,60 1 2,602,75 1,05 0,50 0,50 2 0,50 0,50

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Manuale dellArchitetto

PAVIMENTI
PAVIMENTI MONOLITICI
Battuto di cemento Su sottofondo di ghiaia per pavimenti limitatamente carreggiabili. Superficie rigata a geometrico e bocciarB data. 1.5 A A, cm 1,5 cemento per strato superfi12 33.5 ciale. - B, cm 12 massetto di ghiaietta, 20 sabbia, e cemento. C, cm 20 sottofondo ghiaia. C Linoleum Su vecchio pagvimento. A, linoleum spessori da 2,5 a mm 6. B, cm 1,5 eventuale strato afonico o cartonfeltro per sottostrato. C, rasatura previa stesura di vernicie bituminosa sabbiata. D, vecchio pavimento. Linoleum Su sottofondo di asfalto. A, linoleum spessori da 2,5 a mm 6. B, rasatura con gesso magnesiaco. C, cm 2 eventuale strato afonico. D, cm 1 asfalto. E, massetto di calcestruzzo. F, solaio e gretonato. F

A C B 46

D E

A B Battuto di cemento su sottofondo preesistente A, cm 34, calcestruzzo di cemento dosato a kg 250. B, sottofondo preesistente. 70100 2.5-3 C A B

A C D B 23

70-100 3

Battuto alla veneziana A, sceglie di marmo mm 1025 in malta grassa di cemento e polvere di coccio o marmo battuto a rifiuto. B, liste di marmo o ottone, anticorodal, ecc. posate sullestradosso del solaio. C, sottofondo di cemento e sabbia o di detriti di lalterizi e malta udraulica. D, sottofondo o gretonato. A C B 5-10 2-3 4-6

Linoleum Su legno A, linoleum spessori da 2,5 a mm 6. B, cm 1,5 eventuale strato afonico. C, lisciatura o cartonfeltro mm 10. D, assito in tavole gi isolato dallumidit.

A C D B 56

Gomma Con attacco a cemento. A, gomma con superficie liscia o rigata. RiA dosso cellulare o scanalato. Spessori da 3 a B 47 18 mm. C B, Boiacca di cemento (1 parte di cemento e D 2 parti di acqua). E C, spianatura con malta di cemento e sabbia fine in parti uguali. D, cm 34 massetto di cemento di cemento a kg 350 gettato 23 giorni prima della posa del pavimento.E, solaio portante.

Ballettonato A, pezzi di marmo di lato cm 510. Spessore cm 23. Giunti sfilati con boiacca grassa di cemento colorato. B, cm 23 di malta molto grassa di cemento e polvere di coccio o marmo. C, solaio e gretonato. Asfalto fuso Per marciapiedi, cortili o per locali B 4 con interno traffico. C A, graniglia cm 12 e strato superD ficiale di sabbia silicea. B, strato di asfalto esteso a caldo e ricoperto dalla graniglia del raffreddamento. C, sottofondo di calcestruzzo a kg 250, stagionato asciutto, pulito e spianato con malta liquida fine. D, solaio o gretonato. A 2 Resina sintetica Spalmata senza giunture su fondo massiccio e liscio. Anche su preesistente pavimento. A, mm 35 di resina - B, lisciatura con malta liquida fine, stagionata e asciutta.

Resina sintetica In teli o in piastrelle. A, mm 35 resina. B, adesivo bituminoso in solvente. C, malta miscelata ad emulsione bituminosa per perfezionato del piano. D, massetto di cemento o preesistente pavimento di piastrelle o monolitico. E, solaio portante.

A C B 57

D E

B E D

Angoraggio pavimento in gomma Posa a tappeto. A, zoccolino in legno B, gomma a ridosso cellulare. Spessori da 5 a 8 mm. C, tasselli in legno D, listelli in legno incassati nel sottofondo.
B B B 5.5 E 7.5 E 8 E 4 E 5 E 7.7E 3.2 H P 2.5 9.5 6 8

Linoleum Su sottofondo di cemento. A C B 58 A, linoleum (unito, variegato, rigato, sughero) spessori mm 2,5 8 altezza m 12. - B, cm 2 eventuale strato di sughero afonico. - C, D E rasatura a gesso magnesiaco per spianamento dopo proscigamento del massetto (20 giorni da getto). - D, non meno di cm 3 di malta di cemento o cemento e pomice o cemento e scorie. - E, solaio o gretonato.

Sezione pavimenti in gomma B, a ridosso cellulare; E, a ridosso piano; F, per rivestimento gradini; H, alzata mm 200; P, pedata mm 350.

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Manuale dellArchitetto

PAVIMENTI
TIPI COMUNI DI PAVIMENTI
Ammattonato Spessore cm 811 oltre il solaio o gretonato. A, intonaco della parete: cm 11,5. B, mattoni a giunti sfalsati e stilati con malta di cemento. Disposizione di costa (F-G) o di piatto (H-I).C, cm 33 di malta del tipo 1-2 (v. tabella Malte da pavimento). D, cm 2 di sabbia. E, solaio o gretonato. C
Piastrelle Spessore cm3,55 oltre il solaio o gretonato. A, intonaco della parete cm 11,5. B, piastrelle: di cemento pressate E, spessore cm 1,52. Quadrate: lato cm 2025. Esagonali: lato cm 12,5, apotema cm 10,82; di cemento e graniglia F spessore cm 1,73,5. Quadrate: lato cm 20253040; di cemento a superficie superiore pugnata (pietrini) G, usate in genere per marciapiedi e cortili. Spessore cm 23. Quadrate: dimensioni 10x10, 20x20, 25x25, 30x30; a bollettonato (marmettoni) H, quadrate: dimensioni 20x20, 25x25, 30x30, spessore cm 1,8 e 40 x 40, spessore cm 2,5. Esistono in commercio le misure met. C, malta del tipo 1-2-3 (v. tabella) spessore cm 23. D, solaio o gretonato.
34 Quarzite Spessore cm 34 oltre il solaio o gretonato. A, mattonelle di quarzite a bordi rifilati o senza rifilatura. Colori grigio e giallo. Quadrate cm 20x20 o rettangolari cm 1215x2430. Spessori cm 13. Mosaico di quarzite come sopra: piccolo cm 1015 (diagonale) grande cm 3035 (diagonale) da giardino cm 4045 (diagonale) La faccia inferiore degli elementi bagnata con boiacca di cemento. B, malta tipo 4 (v. tabella) spessore cm 23. C, solaio o gretonato. 46

A B
811

C D F G E H I

C A B

A B C
3,55,5

D F E B H G

D E F G H

Marmo Spessore cm 46 oltre il solaio o gretonato. A, intonaco della parete. Spessore cm 11,5. B, lastre di marmo. Spessore cm 23. C, malta del tipo 3-4 (v. tabella) spessore cm. 23. D, solaio o gretonato. E, soglia per nicchia da finestra.F, soglia per porta in vano di muro grosso. G, soglia per porta in vano di tavolato di tramezzo. H, sezione sullo zoccolo perimetrale delle pareti. I, controtelaio del serramento di porta. L, telaio. M, coprifilo. N, misurazione delle soglie per vano di porta.

A E I A L G

20-25

20-25-30-40

A I

A
Mosaico Tessere di porcellana o vetro. Spessore del pavimento cm 45,5 oltre il solaio o gretonato. A,intonaco della parete: spessore cm 11,5. B, tesserine fisaste su carta in fogli da cm 30x30 spessore mm 47. C, malta cementizia (cemento bianco ed acqua) spessore cm 0,5. D, sottofondo di cemento (kg 250 di cemento a lenta presa ogni m di ghiaietta minuta) ben battuto e spianato. Spessore cm 34. Lasciare asciugare 23 giorni. IL piano superiore di questo sottofondo deve essere pi basso del piano di pavimento finito di: mm 10 per i pavimenti in mosaico; mm 16 per i pavimenti in pietrini e per i rivestimenti in ceramica. F, G, H, I, pezzi speciali per raccordare spigoli, angoli e bordi terminali.
Gres Spessore cm 46 oltre il solaio o gretonato. A, mattonelle quadre, rettangolari, esagonali, ottagonali e pietrini. Spessore mm 410. La saldatura dei giunti e la presa sul sottofondo fatta con boiaccia di cemento colata. B, impasto semiumido di sabbia e cemento con dosaggio di 250 kg/m spessore cm 34. C, solaio o gretonato. D, E, F, G, H, I, L, M, pezzi speciali per raccordare spigoli, angoli e bordi terminali.

M 11 1.3 F 0.7 1 H B 0.5 C 23 23 810 H B C


Parquet Spessore cm 1830 oltre il solaio o gretonato. Legni pi usati: Rovere, Noce, Pitch Pine. Tipi pi usati di disposizione delle tavolette: A, a spina di pesce. B, a liste (giunti alternati). C, a liste (giunti andanti). D, a tolda. E, a quadri. F,a mosaico (con essenze variate). G, tavoletta: spessore mm 1850 secondo la larghezza delle tavolette e fissati con codette ogni metro o allettati nel massetto di sottofondo. I, codetta di fissaggio ogni metro. L, solaio o gretonato. M, parquet a doghe catramate inferiormente (brevettato) spessore cm 2,53. N, cm 23 malta di cemento e sabbia.

C C D E
45

I N H M

B A ~5

1.83 34 30-50 M 4.56 N

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Manuale dellArchitetto

IMPERMEABILIZZAZIONE
FONDAZIONI ED AMBIENTI INTERRATI
Affinch lacqua che filtra attraverso il terreno non abbia a raggiungere la muratura ed i solai interrati, buona norma che questi vengono isolati mediante intercapedine e vespai aerati. Ove ci non fosse possibile almeno necessario impermeabilizzare le superfici dei manufatti a contatto con il terreno e drenare questultimo con pietrame a secco in modo che lacqua affluente trovi naturalmente la via per allontanarsi. Per impedire che lumidit del terreno abbia a risalire per capollarit lungo i muri in elevazione sufficiente predisporre uno strato impermeabile che li separi orizzontalmente da quelli del cantinato. Lo strato pu essere costituito da cm 1 di asfalto oppure da cm 2 di malta resa impermeabile con laggiunta di un idrofugo; meglio impiegare malta comune e sovrapporvi un feltro bituminato trattato con cemento plastico.

ciglio in pietra 20x20 zoccolino zoccolatura pavimento 2 cm malta 2 cm pendenza 3% solaio piano terreno intonaco asfalto cm 1 intonaco di cemento cm 1

muratura continua in calcestruzzo INTERCAPEDINE

battuto di cemento cm 2

cemento lisciato cm 1

tabella in laterizio VESPAIO calcestruzzo fondaz. continua in calcestruzzo magro 40 drenaggio in pietrame a secco

zoccolatura solaio piano terreno pavimento 2 cm malta 2.5 cm canale di ventilazione calcestruzzo magro malta fina 1 cm asfalto 1 cm pavimento malta calcestruzzo zoccolatura solaio piano terreno canale di ventilazione (almeno due ogni locale)

asfalto 1 cm pavimento 2 cm malta 2 cm

asfalto 6 mm calcestruzzo ciotoli di fiume a secco

muratura a tre teste

asfalto 1 cm

intonaco zoccolatura canale di ventilazione malta cm 2.5 pavimento cm 2 asfalto mm 6

intonaco pavimento malta mm 23

asflato cm 1 malta fine cm 1 calcestruzzo magro drenaggio pietrame a secco calcestruzzo magro malta fine asfalto 1 cm battuto di cemento cm 2

asfalto mm 6

vespaio calcestruzzo cm 15 asfalto cm 1 terreno spianato

fondazione continua in calcestruzzo drenaggio 3040

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IMPERMEABILIZZAZIONE
COPERTURE PIANE E LORO PROTEZIONE
MATERIALI PER L'IMPERMEABILIZZAL'IMPERMEA BILIZZAZIONE PRODOTTI NATURALI Bitume. - Prodotto derivato dall'ossidazione o distillazione naturale in seno alla terra. ad alta temperatura, dei petroli grezzi. Usato principalmente per la lavorazione dell'asfalto e per la confezione del feltri impermeabili. Asfalto. - Roccia sedimentaria di natura prevalentemente calcarea impregnata naturalmente di bitume puro fino ai 50%. Geologicamente la formazione degli asfalti avviene in giacimentipetroliferi aperti, vale a dire non protetti da strati impermeabili. Un asfalto di buona qualit presenta l'aspetto di una roccia tenera n estate, dura d'inverno, a grana fine, di colore bruno scuro, con D. s. medio 2,23, e con un tenore di bitume variabile dal 5 al 13 %. Farina d'asfalto: si ottiene mediante frantumazione, triturazione e macinazione del materiale grezzo. Usata per pavimenti, stratificazioni e intonaci. Mastice d'asfalto: si ottiene dalla fusione della farina d'asfalto. Tale fusione. in apposite caldaie si ottiene aggiungendo alla farina d'asfalto dal 7 all'8%di bitume puro che agisce da fondente. Dopo 5 ore di cottura viene raffreddato e confezionato in pani. Asfalto colato: si ottiene dalla fusione del mastice di asfalto ridotto in frammenti con l'aggiunta del 6%, in peso, di bitume. Posto n opera in strati, a caldo, solidifica raffreddandosi. Asfalto colato sabbiato: si ottiene aggiungendo sabbia Fine ben asciutta e lavata alla fusione del mastice d'asfalto: viene posto in opera di strati e raffreddandosi solidifica. Un'eccessiva quantit di bitume d un asfalto di maggior resistenza, ma meno impermeabile e che si screpola pi facilmente alle basse temperature. si distinguono: Peci di petrolio, se ottenute dal trattamento del petrolio. Sono solide e poco fluide allatemperatura ordinaria. Peci di catrame, se ottenute da Catrami di carbon fossile o altri prodotti catramosi. Catrami. - Sono prodotti dalla distillazione del legno, del carbone e di sciati. Usati per manti stradali. Materiali plastici usati a freddo. - Lo strato di protezione costituito da una miscela omogenea di consistenza pastosa (con o senza solvente) di bitume o di pece, di fibre di amianto e di pietra polverizzata (3040% del peso totale). Usato per riparazione di strutture e di terrazze. Avvertenze: evitare l'applicazione su strutture umide o con tempo umido: evitare l'applicazione in pericolo di gelo. Vernici bituminose. - Comprendono tutti i prodotti vernicianti costituiti dalla dispersione di una o pi materie bituminose in adatti diluenti con l'eventuale aggiunta di olii, resine essiccanti ed altre materie complementari. Trovano largo impiego nella protezione di strutture murarie, metalliche, ecc. specie in localit esposte alla salsedine marina. Si applicano a freddo coi pennello. Emulsioni bituminose. - Sono composte di bitume per il 70% e di olio pesante per il 30% diluite ed aggiunte all'acqua di impasto delle malte inviluppano i granuli di cemento conferendo potere impermeabile alla massa. Presentano per gravi difetti: diminuiscono la resistenza delle malte, colorano in nero l'intonaco, rendono difficile l'applicazione di uno strato di intonaco normale su quello impermeabilizzato. Vernici di catrame. - li catrame viene usato con l'aggiunta di altre sostanze per la formazione di vernici impermeabilizzanti per metalli, legno, murature, ecc. Idrofughi. - Gruppo di prodotti chimici di costituzione diversa che mescolati con sabbia e cemento formano malte impermeabilizzanti: si possono dividere in due grandi categorie: Fluati: fluorosilicati di Mg e Zn trovano il loro massimo impiego per rendere resistente agli agenti chimici e contemporaneamente impermeabilizzare il cemento. Soluzioni saponose: basta mescolarle all'acqua da usare per l'impasto della malta cementizia nelle proporzioni prescritte e procedere all'impasto usando l'acqua emulsionata in luogo di acqua comune. Si ottengono Malte impermeabilizzanti di facile impiego.

SISTEMI DI IMPERMEA BILIZZAIMPERMEA BI LIZZAZIONE Asfalto colato. - Rivestimento omogeneo pesante (peso minimo 3040 kg/ m) costituito da uno o due strati di asfalto opportunamente miscelato con bitume e sabbia e disteso a caldo sul piano di posa. La superficie a vista quando ancora calda viene cosparsa di graniglietta bianca di marmo oppure se destinata ad essere protetta dal pavimento, rimane liscia e nera. Per ovviare ai possibili cedimenti del piano di posa opportuno che il manto di asfalto risulti semplicemente appoggiato. A tale scopo si interpone tra il manto e il piano di posa uno strato di cartone bitumato. Impermeabilizzazione con manto a strati multipli sovrapposti. - Questo tipo di manto leggero(peso media 59 kg/ m) costituito da strisce di feltro (cellulosa, lana, cotone, iuta, amianto, Fibra di vetro) rivestite di bitume o di pece di catrame su entrambe le facce. Le strisce vengono posate con una sovrapposizione di cm 6 al minime ed incollate fra di loro sia per mezzo di bitume puro fuso. sia per fusione del rivestimento mediante una lampada da saldatore. Gli strati successivi si dispongono con strisce perpendicolari a quelle del manto precedente. Vengono usati comunemente manti formati da tre feltri bitumati, ma la sicurezza tanto maggiore quanto maggiore il numero PRODOTTI DI DISTILLAZIONE degli strati. INDUSTRIALE Per rendere indipendente il manto plaPeci, - Sono miscele di idrocarburi e di stico dal piano di posa si impiegano loro derivati provenienti dal petrolio, utilmente feltri bitumati e talcati. Ilsupdal catrame di carbon fossile o da altre porto, in tela o feltro. pu essere conmaterie organiche, di colore nero o venientemente sostituito da una lamina bruno scuro, viscose a solide. Si otten- sottile ,n alluminio (rame, bronzo) cregono per evaporazione parziale, per spato a goffrato e bitumato su endistillazione frazionata o altri processi; trambe le facce.

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IMPERMEABILIZZAZIONE
COPERTURE PIANE E LORO PROTEZIONE Esempi di impermeabilizzazione di coperture piane e loro protezione (pendenze 3%)

A, limpermeabilizzazione del tipo a manti multipli. La sua protezione, ottenuta mediante spandimento sulla superficie bitumata di ghiaietto in ragione di 12 Kg/m circa. La copertura non praticabile.

H, limpermeabilizzazione, a manti multipli, coperta successivamente da uno stratoo di sabbia, da una cappa di malta da sottofondo e dal pavimento (piastrelle, pietrini, lastre, ecc.). La copertura praticabile.

B, limpermeabilizzazione, comunque ottenuta, protetta da lastre metalliche (alluminio, rame, piombo, ecc.) Ne risulta una copertura non praticabile, particolarmente adatta per terrazze a pendenza o per superfici curve.

I, limpermeabilizzazione, comunque ottenuta, protetta da lastre metalliche (alluminio, rame, piombo, ecc.). Un soprastante strato di ghiaietto impastato con bitume rende la copertura praticabile.

C, limpermeabilizzazione, costituita da uno strato dasfalto, protetta da due successivi strati di sabbia (minimo cm 2) e di ghiaietto (cm 5). La copertura non praticabile.

D, a protezione dellimpermeabilizzazione si stende una cappa di calcestruzzo retinato. Sopra il calcestruzzo si posa uno strato di terra da coltura, previo drenaggio della parte inferiore con ghiaia, a formazione di giardino pensile.

E, limpermeabilizzazione ottenuta mediante doppio strato di asfalto colato a giunti sfalsati. A protezione viene steso un manto di mm 15 circa di asfalto sabbiato. La copertura praticabile.

F, limpermeabilizzazione, ottenuta mediante doppio strato di asfalto colato, protetta da un impasto di bitume e ghiaietto steso sopra letto di sabbia. La copertura proticabile.

G, limpermeabilizzazione, a manti multipli, protesta da lastroni di cemento posati su letto di sabbia. Nei giunti fra i lastroni viene colato del bitume. La copertura praticabile.

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139b

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IMPERMEABILIZZAZIONE
GIARDINI PENSILI
PAVIMENTO IN LASTRE DI CEMENTO CEMENTO RETINATO BOCCHETTONE DI PIOMBO GIUNTO A BITUME GRIGLIA SABBIA GHIAIA FIORIERA MARCIAPIEDE GIUNTO A BITUME

cappa a formazione pendenza

CEMENTO RETINATO IMPERMEABILIZZAZIONE GRIGLIA

SOLAIO

CAPPA A FORM. PENDENZA

SABBIA

SOLAIO CONTROSOFFITTO

IMPERMEABILIZZAZIONE AGGLOMERATO DI GHIAIETTO E BITUME

3
INTONACO

1
GRIGLIA LAMIERINO CEMENTO RETINATO IMPERMEABILIZZAZIONE

IMPERMEABILIZZAZIONE SABBIA GHIAIA

FIORIERA GRIGLIA
CAPPA A FORMAZIONE PENDENZA

BOCCHETTONE DI PIOMBO INTONACO

SOLAIO SOLAIO IMPERMEAB. SABBIA PAV. IN LASTRE DI CEMENTO BOCCHETTONE DI PIOMBO CAPPA A FORMAZIONE PENDENZA

2
1. Impermeabilizzazione a manti multipli. Raccordo di una terrazza praticabile con un canale di gronda di calcestruzzo retinato, sezionato in corrispondenza dello scarico. Un bocchettone di piombo, con la strombatura inserita fra i manti plastici, viene curvato a raccordare il canale di gronda con il pluviale, senza forare la trave di C.a. I manti plastici di impermeabilizzazione, appoggiati su una caldana di materiale coibente a formazione di pen denza, sono protetti da uno strato di sabbia e da un pavimento di lastre di cemento. 2. soluzione simile alla precedente, con

il canale esteso a tutta la gronda e lo scarico passante in un foro predisposto nella trave in c.a., il che permette di rinunciare alla controsoffittatura. Ilparapetto costituito da una vasce continua di cemento per fiori. 3. giardino pensile su tutta la superficie di una terrazza con il piano del giardino alla stessa quota degli ambienti. Sotto la pista pedonabile, ottenuta con lastre di cemento appoggiate sui muretti di contenimento della terra, corre un canale di cemento retinato della raccolta dell'acqua. l'impermeabilizzazione a manti multipli protetti da un

letto di sabbia e da uno strato di agglomerato di ghiaietto e bitume. Il tutto ricoperto da uno spessore di cm 40 di terreno vegetale. 4. copertura piana non praticabile. L'impermeabilizzazione protetta e mantenuta in stato di costante umidit dal soprastante letto di sabbia e ghiaia. Nel disegno la copertura sezionata in corrispondenza dello scarico protetto da un chiusino di ghisa, forato sulla fascia perimetrale e con il coperchio, pure forato, movibile.

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IMPERMEABILIZZAZIONE
PARTICOLARI DI RACCORDI
RACCORDI DI COPERTURE PIANE CON PARETI VERTICALI RACCORDI DI COPERTURE PIANE CON ATTICI O CORNICI copertina in marmo collo in calcestruzzo retinato manto plastico collo in calcestruzzo retinato giunto in bitume incassatura ricavata nella parete controlamerino elemento prefabbricato in cemento Feltri d'impermeabilizzazione copertura non praticabile intonaco controlamerino di protezione lamiera zincata giunto in bitume mento plastico

intonaco

manto plastico

Raccordo realizzato con un collare in cemento retinato che si spinge fino al bordo del basso attico, questo protetto da una copertina in marmo provvista di gocciolatoio. collo in calcestruzzo retinato giunto in bitume intonaco

A, raccordo ottenuto curvando sulla parete verticale il manto plastico e la relativa protezione di cemento irrobustita da rete metallica; B, raccordo realizzato piegando a 45 il manto plastico rinforzato ad ulteriori strati. I feltri terminano in un'incassatura continua ottenuta con elementi prefabbricati in cemento; C, raccordo ottenuto con un lamierino metallico piegato a squadra. Il bordo inferiore del lamierino viene collato fra i feltri del manto impermeabile; il bordo superiore protetto da un controlamierino fissato sotto l'intonaco della parete. RACCORDI DI COPERTURE PIANE CON TUBAZIONI EMERGENTI collo in calcestruzzo retinato manto plastico anello prefabbricato in calcestruzzo collarino metallico giunto in bitume collare in rame o piombo montante da parete collarino metallico collare in rame o piombo

Raccordo realizzato estentendo il collo in cemento retinato fino a proteggere il bordo superiore dell'attico per terminare all'esterno a gocciolatoio. lamierino in rame o piombo copertura non praticabile manto plastico strato isolante

zanca

Raccordo realizzato applicando un lamierino di rame o piombo in corrispondenza della parte superiore del muretto d'attico, terminante all'esterno a gocciolatoio GIUNTI DI DILATAZIONE lamierino d'irrobustimento

A, la tubazione protetta da un anello prefabbricato in cemento su cui vengono curvati il manto plastico e la relativa protezione in calcestruzzo irrobustita da rete metallica. La parte superiore del raccordo protetta da un cappello in lamiera saldata al tubo fissato con un anello; B, raccordo realizzato con un collare in rame o piombo. Il bordo inferiore del collare viene inserito e collato fra i feltri del manto plastico; il bordo superiore protetto da un collarino metallico trattenuto da un anello; C, un montante da parapetto annegato nella soletta emerge attraverso gli strati che compongono la copertura; il raccordo realizzato con un collare in rame o piombo inserito e collato tra gli strati del manto plastico. Il bordo superiore del raccordo protetto da un collarino metallico. PROTEZIONE DEL MANTO PLASTICO PER TERRAZZE PRATICABILI GIUNTO A TUTTO SPESSORE GIUNTO A TUTTO SPESSORE

GIUNTI A MEZZO SPESSORE cls retinato Giunto in spessore di copertura realizzato curvando i feltri in apposita incassatura; a protezione del solco si dispone una lastra metallica piana, quindi uno strato di sabbia ed i lastroni di cemento di opportuna larghezzza. A A

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IMPERMEABILIZZAZIONE
PARTICOLARI DI RACCORDI
feltro SEZIONE A-A

strato isolato

collo in calcestruzzo retinato

carta

sabbia fine manto plastico strato di formazione della pendenza

Protezione realizzata con lastroni di calcestruzzo di cemento gettati in opera con l'aggiunta di impermeabilizzanti nell'acqua di impasto. I lastroni possono raggiungere dimensioni massime di 1,802,40 nel qual caso devono essere attraversati nei due sensi da giunti a mezzo spessore. Giunto emergente dal piano del terrazzo ottenuto con due paretine di mattoni su cui risvolta il manto plastico e la relativa protezione in cemento irrobustita da rete metallica annegata nel getto. Le due paretine vengono collegate con una copertina in pietra o calcestruzzo libera di scorrere su un feltro.

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GIUNTI DI DILATAZIONE E COPERTINE


DILATAZIONE TERMICA I giunti di dilatazione devono permettere il massimo causato dalle variazioni termiche che verosimilmente possono capitare. La larghezza del giunto deve essere superiore a: A = L x D x N A= larghezza del giunto in cm L = lunghezza della campata in cm D = differenza della temperatura fra linverno ed estate (30) N = coefficiente di dilatazione del materiale. Il giunto di dilataione nelle strutture in c.a. si realizza sdoppiando i pilastri e le travi maestre a partire dal plinto di fondazione. Il giunto deve essere protetto contro gli agenti atmosferici se esposto allaperto e deve essere adatto al traffico se praticato nei pavimenti e mascherato se danneggia lestetica.
Coefficienti di dilatazione lineare Metalli e leghe Acciaio = 0,000012 Alluminio = 0,000024 Bronzo = 0,000018 Ferro omogeneo = 0,000012 Ghisa = 0,000011 Ottone = 0,000018 Rame = 0,000017 Pietre-murature Ardesia = 0,000010 Arenaria = 0,000010 Conglomerato di cemento = 0,000012 Granito = 0,000009 Intonaco = 0,000016 Marmo = 0,000007 Muratura di pietrame = 0,000006 Muratura di mattoni = 0,000006 Pietra calcarea = 0,000007 Legnami Paral. alla fibra) Abete = 0,000003 Acero = 0,000006 Pinno = 0,000005 Quercia = 0,000004 Legnami (trasver. alla fibra) Abete = 0,000057 Acero = 0,000048 Pinno = 0,000037 Quercia = 0,000054 Vetri = 0,000009 Nota: il salto di temperatura tra l'inverno e l'estate si considera di 30 A B C D E F G H I L M N O P Q R S T larghezza del giunto in cm (LxDxN); plinto di fondazione in c.a.; pilastri in c.a.; differenza di temperatura fra inverno ed estate; parti del solaio che compongono il giunto; giunto praticato in muro esterno di c.a. (pianta); giunto praticato in un pavimento; giunto praticato in un muro esterno di mattoni (pianta)
Y E E S 15x15 Y E E F

2 cm A H

L I I

15X15 O P B Q R S

I N

M cm 8 E P T V E P E U E T U E E P Q R Z X R

A A E G E MP Q W P E E cm 2:5 R Z G K R Z MR E

G Q P MP Z

Y O

15x15

mm 4:5 S P Q R R MR S P Q cm 3 cm 2,5

HE

rivestimento muro esterno; corda catramata; giunto fra due corpi di fabbrica di diversa altezza; grappe in ferro per sostegno della grondalina; grondalina in lamiera zincata; pavimento; sottofondo in malta di allettamento; strati di asfalto cm 1,6 spugnocemento o strato termoisolante cm 5; coprigiunto in lega leggera o piastrina in metallo fissata da un lato solo (per pavimenti) oppure in legno (per soffitti e parete) U profilato in ferro; V codetta; Z lastra metallica a soffietto; X carta isolante; Y giunto di dilatazione in coperture in terrazzo; W giunto in bitume; MP manti plastici 8 mm ciascuno; K cappello in c.a . MR calcestruzzo retinato; J giunto particolarmente adatto per costruzioni industriali; NP profilati in ferro; HE fibrocemento.

NP S

E MR Q

Q R P P Q W MR P R W MR W

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GIUNTI DI DILATAZIONE E COPERTINE


COPERTINE IN PIETRA NATURALE ED ARTIFICIALE
cm 1,2 7 A 9 4 cm 4 C M A cm 0,5 cm 1,25 A cm 1,25 A

7 H L C 4 4 C 4 C D C 2.5

M cm 5,5 cm 3 cm 6,5

A cm 6 N H L

cm 0,5 cm 5

L E

4 L

H L

A, copertina in pietra;
C 45 34 A B I A C

B, materiale plastico o piombo; C, asfalto, almeno due strati di mm 58 ognuno o feltri bitumati; D, malta; E, rivestimento in litoceramica alla parete; F, canale di ventilazione del solaio; G, intonaco;

O 4

cm 3

cm12 B O 30:60 P I A

H, rivestimento in pietra alla parete; I, giunto delle copertine; L, malta cementizia cm 1,52;
I

M, bietta in ferro mm 40 x 5; N, caviglia di ancoraggio in ferro zincato; O, coprigiunto di ardesia (spessore mm 10);

COPERTINE METALLICHE
S S cm 7 cm 5 T U L G 4 X cm 5 G 3 3 V V V S Z cm 6 cm 6,5

P, lastra mm 10 di spessore;

4 O

s Y cm 3,5 cm 5:10 C L Y cm 2,5 s s cm 10

cm 1,8

A, copertina in pietra naturale od artificiale; Q, calcestruzzo leggero di riempimento; R, copertina metallica per terrazze non praticabili; S, copertina metallica fissata ad interasse di cm 5080 a liste metalliche, queste liste vanno ancorate preventivamente alla copertina di pietra; T, grembiule in lamiera; U, risvolto pavimento; V, codetta di fissaggio con incastro a muro cm 1520; Z, listone in legno cm 75 x 8; X, copertina in rame per balaustra di terrazza; Y, piattina di rinforzo in ferro, fissata ogni cm 30 a tasselli di legno; W, correnti in legno; J, calcestruzzo impermeabilizzato; K, calcestruzzo di scorie.

5 V

J C K V

Q C K

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BALAUSTRE DI BALCONI E TERRAZZE


BALAUSTRA IN FERRO CON VETRO TEMPERATO H H Z B S P L Q L 30x3 H L 30x3 V R Y R P G D Z E

L 30x3

A X A

H L 30x30x3

F L 30x3 Z K I I U R K C S P R I U U U V I F G A X F R T V G P A

BALAUSTRA IN FERRO E FIBROCEMENTO O RESINA POLIVINILICA

M N O

A S

U B

P G A

BALAUSTRA IN LEGNO 1 4

X S

5
A, B, C, D, E, F, G, H, I, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V, Z, X, K,

5 2

ancoraggio di montanti metallici su piano verticale in c.a. o in muratura; ancoraggio di montanti metallici su piano verticale a mezzo di zanca; ancoraggio di montanti metallici su piano orizzontale (gronda di copertura piana); ancoraggio, mediante saldatura, di montanti metallici su piano verticale di struttura in ferro; ancoraggio a sospensione su piano orizzontale; collare staccagoccia; collare di copertura; cristallo temperato; lastre di fibrocemento o resina polivinilica; acciaio inossidabile; collocare troncoconico; cravatta di fissaggio della lamina; lamina di piombo sagomata; strati di impermeabilizzazione; piatto in ferro verniciato mm 50 x 15; montanti di sostegno della balaustra; malta Sika; ancoraggio montanti sulla soglia del balcone (vedi ancoraggio montanti su piani orizz.); profilato a T 40 x 40 x 5 mm; soglia in cemento o pietra; corrimano in profilato normale a C 65 x 42 x 5,5 mm; ancoraggio montanti di sostegno della balaustra, con fissaggio a vite, alle zanche; profilato a L mm 40 x 40 x 5.

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CONTROSOFFITTI
A, B, A B C E I H F G E, F, CAMERE A CANNE solaio; distanza dal solaio cm 1520. All'ultimo piano in genere stabilita dal regolamento edilizio. orditura principale dei mezzoni, necessaria quando la luce del locale supera m 44,5. Le dimensioni pi correnti dei mezzoni sono 48 x 510 (ricavati dai tavolini 8x13 8x16); fissaggio a muro come per comuni travi di solaio previa spalmatura di carbolinoleum per la parte inserita nel muro (1015 cm). Oltre 4-5 m di luce opportuno sospendere il mezzone al solaio nel punto intermedio; orditura secondaria realizzata con listelli di cm 3x3 4x4 posti ad intervallo di cm 4050; stuoia di canne palustri o di listelli di legno a orditura di vario tipo: 1, a semplice orditura di canne 2, di canne 3, a doppia 4, a listelli in legno di sezione rettangolare 5, triangolare 6, quadra 7, Il legno dei listelli deve essere perfettamente stagionato Le stuoie sono in rotoli lunghi circa m 10 e di larghezza variante m 0,502. Peso circa Kg 1,8/m: piattina sottile o piastrine per fissaggio delle stuoie all'orditura in legno; intonaco cm 1,52 eseguito con rinzalfo di malta bastarda di calce e gesso molto diluita, con un altro strato di malta bastarda pi consistente e con un terzo strato di intonaco comune. Spessore complessivo stuoie ed intonaco cm 4 circa; raccordo tra parete e soffitto: raggio cm 56

C,

D,

5
G, H,

6
I, A

7
B D F I L G C E

A, B, C,

D,

E, F, G,

RETE METALLICA solaio in laterizio e c.a. o in c.a. di altro tipo distanza dal solaio cm 1520. All'ultimo piano in genere stabilita dal regolamento edilizio. orditura principale dei mezzoni, necessaria quando la luce del locale supera m 44,5. Le dimensioni pi correnti dei mezzoni sono 48 x 510 (ricavati dai tavolini 8x13 8x16); fissaggio a muro come per comuni travi di solaio previa spalmatura di carbolinoleum per la parte inserita nel muro (1015 cm). sospensione con filo di ferro zincato mm 3 opportuna quando il locale supera i m 45 di luce; orditura secondaria realizzata con listelli di cm 3x3 4x4 posti ad intervalli di cm 3035; supporto per intonaco costituito da uno dei seguenti manufatti: 8, rete metallica, tipo lucido, a maglia di mm 57 rotoli da m 25, altezza m 1, peso Kg 0,40/m; 9, rete metallica c.s. a maglia esagonale; N.B. La cucitura tra rotoli di rete accostati fatta con filo di ferro e con una sovrapposizione delle superfici di circa cm 5; 10, lamiera stirata a maglia romboidale o esagonale per a=mm 10 peso Kg 1,100/m per a=mm 20 peso Kg 1,950/m; 11, graticcio Stauss composto da orditura di fili di ferro da mm 1 a maglie di mm 20 di lato portanti nel punto di incrocio elementi poliedrici di argilla cotti ad alta temperatura. Stuoie in rotai da m 4,92 larghe m 1,02 (sup. m 5) Peso Kg 5/m. Diametro dei rotoli cm 24. Per le applicazioni del graticcio occorre fissare alla estremit della stuoia, gi tagliata nella lunghezza voluta, un tondino di ferro da mm 8 lungo m 104; risvolto a parete del supporto per il raccordo delle superfici e per evitare screpolature; intonaco: per supporto a rete cm 1,52 eseguito mediante preparazione della reta metallica con malta cementizia formata da sabbietta vagliata. Curare il ricoprimento della rete. La superficie ottenuta viene spruzzata con malta di calce e sabbia. Con un'altra ripresa si eguaglia la superficie Spessore complessivo dell'intonaco cm 1,5. La lisciatura dei soffitti pu essere fatta con malta di gesso cos composta: gesso da stuccatore q 3 grassello m 0,200. Per supporto a graticcio Stauss pu essere usato qualsiasi tipo di malta e di impasto. raccordo tra parete e soffitto - raggio cm 56.

10
E G

H,
F

I,
I

L,

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CONTROSOFFITTI
0.25

0.40

E E B A C A A C

B 0.025
A

PERRET APPLICATO A SOLAIO IN LEGNO I controsoffitto Perret costituisce una discreta protezione incombustibile per le strutture in legno in caso di incendio. I ganci di sospensione, di lunghezza a piacere, consentono di realizzare unottima camera daria. Il controsoffitto Perret, risulatando perfettamente piano e senza scabrosit, richiede un minimo spessore di intonaco, e, se beneseguito, pu bastare il solo strato di intonaco civile di cm 0,5. Non necessario incassare la tavellina nel muro perimetrale. A,tavellina del peso di circa kg 2, spessore cm 2,5dimensioni cm 25z40; B, gancio in ferro zincato della sezione di 3 mm e di lunghezza variabile in funzione della camera daria che si vuol ottenere; C, tondino di armatura 56 mm; D, malta di allettamento tra tavellina e tavellina in gesso da forma (scagliola) o di cemento a rapida presa (almeno a 600kg); E, travicelli in legno di orditura del solaio posti a distanza di m 100 circa; F, chiodo comune; G, sbruffatura di malta di cemento e intonaco civile; H, gancio a vite in ferro; I, putrelle in ferro; L, cavallotti in ferro zincato; M, orditura intermedia in legno; N, staffe in ferro; O, solaio in celcestruzzo e putrelle; P, staffe; Q, staffe; R, solaio in celcestruzzo armato; S, elementi in laterizio del solaio; T, sospensione dei ganci al solaio in leterizio. PERRET APPLICATO A TRAVATURE IN FERRO Il solaio Perret pu essere fissato con cavalllotti in ferro zincato L quando le travi in ferro l siano completamente libere. Quando invece alle travi siano gi sovrapposti altri elemneti (tavelloni ecc.) si pu ricorrere ad un orditura intermedia in listelli di legno M sospesa alle travi in ferro mediante staffe N. Allorditura sussidiaria M si applica poi il piano di tavelle A come su un comune solaio in legno (v. Perret applicato su solai in legno). Quando le travi in ferro L siano completamente coperte (per es. da strutture in calcestruzzo O) si adottano staffe del tipo P o del tipo Q applicate ad intervalli allala inferiore delle travi. Persospendere il soffitto Perret a soali in calcestruzzo armato S si adottano ganci in ferro B appesi allarmatura in ferro del solaio portante o fissati con spezzoni in ferro T allenervature dei forati. DOPPIA ORDITURA Il sistema della doppia orditura ammettendo delleoscillazioni di interassi fra i pendini da mm 5 del solaio consente una maggiore speditezza della messa in opera. Il sistema possibile anche con solai in c.a. e laterizio con uno dei tipi di sospensione illustrati.

D
E F A B

cm 100

G
E

H
C A G B

I C

I A G

A A C M

I
N F B A cm 100 I O I O

R B cm 100 cm 25 C 5 S 5 B

B
cm 15

16

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147

Manuale dellArchitetto

CONTROSOFFITTI

0,80100

C B C E E D H A B C 50 F AB D D E L I H AG D 50 C 50 R Q G A B E F D

PANNELLI IN FIBRE DI LEGNO Si trovano in commercio di dimensioni standard m 2x0,50. Peso specifico kg/m 360. Spessori da cm 1 a cm 15. Spessori Kg/m Il fissaggio delle lastre ai listelli dell'orditura di sostegno realizzato con chiodi comuni intorno ai quali, prima della 1 4 battitura completa, va girato un filo di ferro zincato da mm 1,5 6 1, per la cucitura in corrispondenza dei giunti trasversali tra 2 8 lastra e lastra. 2,5 10 La stuccatura dei giunti va fatta con malta sabbia fina e 3 11 cemento. 5 17 lo spessore totale dell'intonaco dovr risultare non supe7 25 riore a cm 1, quando le lastre impiegate sono di spessore 9,5 33 da cm 13; per spessori di lastre superiori a cm 3 conviene 12,5 44 mettere malta di connessione fra le lastre durante la posa. 15 51 A, mezzoni di ossatura del solaio ad interassi di cm 80100; B, listelli cm 2,5x6 in legno per la sospensione delle lastre; C, lastre di fibra di legno; D, cucitura dei giunti con filo zincato da mm 1; E, stuccatura dei giunti cm 6; F, garza o iuta cm 6; G, spruzzo con malta cementizia o bastarda molto liquida; H, intonaco rustico con malta magra di calce senza cemento a lenta presa (calce bianca e sabbia nel rapporto 1:5); I, intonaco fino con malta c.s.

R 3 cm AG

N O A Z N

N P Q P

N Z R

CONTROSOFFI A PANNELLI PER ISOLAMENTO TERMOACUSTICO F F Gli elementi in commercio sono comunemente impiegati, A A A E oltre che per isolamento termoacustico, per risolvere anche R Q Z R Q problemi estetici. Caratteristiche. - Leggerezza, rigidit, incombustibilit,asA A N sorbimento acustico. soluzioni estetiche. semplicit dimonR Q R Q taggio e ispezionabilit, possibilit di risolvere particolari F problemi di illuminazione. A A A Tipizzazione. - C, rnonoblocco (fibrolegno); G, a strati sovrapposti (es.: alluminio o gesso, ovatta. lana di roccia, R Q R Q foglio di alluminio); A, superficie liscia o decorata (gesso), a foratura tonda o ellittica, a intervalli costanti o variati A A R Q (lega leggera). R Q Supporti. - In gesso, in Fibrolegno, in lega leggera, ecc. R Q Isolanti. - Materassini di filati di cotone. filati di vetro, resine A A A sintetiche, lana di roccia, ovatta di cellulosa, lamine di alluminio. Per l'assorbimento acustico alcuni tipi sono dotati di speciali fori o risuonatori acustici di varie forme e dimensioni per le alte, medie e basse frequenze. Sistemi di applicazione. - Con semplice incollaggio al soffitto, su orditura in legno affidata direttamente al soffitto. su orditura ribassata. Dimensioni. - Pannelli quadrati di lato da cm 4060. Spessori da cm 1,23. A, pannello; B, struttura compensata fibrolegno; C, strato di finitura lisciato e colorato; D, fori o risuonatori acustici; E, viti di issaggio; F, longheroni in legno; G, supporto in gesso. fibrolegno, lega leggera; H, ovatta di cellulosa; I, materassino di lana di roccia; L, foglio di alluminio; M, gancio di collegamento e di sospensione; N, soffitto; Q, adesivo; P, squadrette; Q, pendino in piattina di ferro; R, pendino in tondino di mm 3; Z, zanca.
F

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148

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI MOVIMENTO DI ROTAZIONE
SCHEMA DELLE CHIUSURE SCHEMI SEMPLICI D A cura partita A Ri D Con interposto mantante fisso A SCHEMI MULTIPLI A SVILUPPO ORIZZONTALE
Rs Rs

SCHEMI MULTIPLI A SVILUPPO VERTICALE

D A
Ri

D A
Rs Ri

D A
Rs

Con interposto mantante fisso

D
Rs Ri Rs Rs Rs Rs Rs Rs Ri Rs Rs

Rs Con interposto mantante fisso Rs A due partite A D Dc A Con interposto mantante fisso A D
Ri Rs Rs

D
Ri

Rs Con interpostoA mantante fisso A tre partite A Ri Dc Ac Con interpostoA mantante fisso

D
Ri Rs

AA

D
Ri

A
Rs

A A

Rs A quattro partite A Con interpostoA mantante fisso Ac Ri Ac Con interposto A A mantante fisso D A vasistas R Con interposto mantante fisso D R
Ri

D
Rs

A AA D

D
Ri

A A

AA

D R R R D R
A

D R A D R D R Con sportello fisso R D D D R D A D A D D D D D D Con sportello fisso R D R R D D A

R A R
A

A A A ribalta R

Con interposto R mantante fisso Con interposto mantante fisso R Con sportello fisso R

Con traverse R fisse

A D A D A A

R
Rs

R D A R D R R D D R R R D Con traverse fisse D R Con traverse R fisse R

R Con traverse R fisse

D R

D A D A D R

R D R D R R
R

D D R A bilico orizzontale D R A bilico verticale R Con interposto A D R R mantante fisso R D R Con interposto A mantante fisso R D Con montante fisso D Senza montante Con sportello fisso D
R

D R

D R

D D
R

D Senza traverse A A Con sportello fisso

D D D
R

D
D

D
R

D R D D
R

D
R

A.P.I.C.E. S.r.l.

149

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - TELAIO FISSO E TELAIO MOBILE

attacco all'architrave (traversa sup.)

Montanti (collegamenti alla spalla) Sistemi di fissaggio

80
tolleranza di montaggio mm 10 stesso spessore del telaio mobile 4555

collegamento alla spalla (montante)

B
sporgenza dal rustico mm 30 (mm 20 spessore intonaco mm 10 sporgenza telaio dal piano finito)

attacco alla soglia (traversa inferiore) Per il telaio fisso sufficiente l'incastro a mascella semplice non essendo il telaio stesso sottoposto a sollecitazioni tendenti a deformare l'incastro. stessi giunti del montante

Soluzione dei giunti: A, con regoli coprigiunto B, con canali nel telaio; C, con canali nell'intonaco

A
Traversa superiore (collegamento con l'architrave)

Traversa inferiore (collegamento con la soglia) A, con soglia esterna; B, con soglia in vista internamente; C, con controsoglia in pietra; D, con controsoglia in legno.

1 A (2)
stucco facilmente deteriorabile

(3) A

2 3 (1)
traversa superiore Per il telaio mobile necessario l'incastro a maschio e femmina doppio, verificandosi in esso sollecitazioni tendenti a deformare l'incastro.

(2)

stucco parzialmente protetto

C (2) D (3)
stucco interamente protetto

(1)
traversa superiore

(2) E (3)
traversa inferiore

(3)
traversa inferiore

(2)
Montante del telaio mobile (sistemi del fissaggio del vetro) A,B,C,D, montaggio vetro a battente; E, montaggio vetro ad infilare

A, posizione errata del vetro (l'acqua piovana entra nell'interno quando si deteriora lo stucco); B, posizione corretta del vetro (l'acqua piovana confluisce sempre verso l'esterno

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150

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE - ARTICOLAZIONI - SCHEMI SEMPLICI

Rs Con questi tipi di articolazioni si possono risolvere tutte le chiusure appartenenti al gruppo con movimento di rotazione. L'applicazione immediata senza varianti permette di risolvere i tipi 1,2,3,4.

Rs

Rs D A Ri Rs Dc A A Ri Ac Dc Dc Ac

Dc A

Ri 1 Rs A

Ri ARTICOLAZIONE A

Ri

ARTICOLAZIONE D

ARTICOLAZIONE A complanare

ARTICOLAZIONE D complanare

ARTICOLAZIONE Ri giuoco necessario per il logorio dell'anello delle cerniere ed eventuali deformazioni dei telai mobili specialmente per chiusure a pi di due partite.

ARTICOLAZIONE Rs

ARTICOLAZIONE Rs compl.

spazio necessario per evitare l'ingresso dell'acqua piovana nell'ambiente.

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151

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE CHIUSURE SEMPLICI
SCHEMA DI CHIUSURA ART. A VARIANTI ALLE ARTICOLAZIONI aggiunto gocciolatoio canali per spurgo acqua NOTE

A Vastisas ART. D aggiunto gocciolatoio aggiunto cartella per dispositivo di bloccaggio Non si usa di frequente perch in fase di apertura lo sportello mobile ingombrante.

D Ribalta - apertura interna ART. D

D Ribalta - apertura esterna Ds ART. Ds ART. Di

Non applicabile con dispositivo di oscuramento a persiane avvolgibili.

Di Bilico orizzontale Ds ART. Ds ART. Di

Inversione battuta bilico orizzontale ad articolazioni non complanari.

Di Bilico orizzontale articolazione complanare A A tre partite A 0,11 dipende dallo spessore dei montanti, dall'aggetto del gocciolatoio e dal tipo di maniglia

I bilici ad articolazioni complanari permettono angoli di apertura maggiori degli altri.

0,16

ARTICOLAZIONE A (3 partite) A quattro partite

ARTICOLAZIONE A (4 partite)

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152

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE CHIUSURE MULTIPLE
SCHEMI MISURE VINCOLATIVE MONTANTI E SPORTELLI NOTE
La larghezza del montante deve permettere lapertura dello sportello con angolo 90 e la maniglia non deve impedire lapertura dello sportello

Ad una partita con montante fisso

A B

Sportello fisso uguale a quello mobile. Ad una partita con sportello fisso

A-B 5

A due partite con montante fisso


10 cm

La larghezza del montante deve permettere lapertura degli sportelli con langolo 90 tenendo presente lingombro delle maniglie.

B=A5 cm 5

Sportello fisso largo quanto i due sportelli mobili pi mm 50 per i battenti. A due partite con sportello fisso

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153

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE CHIUSURE MULTIPLE

SCHEMI
Chiusure multiple a tre partite con interposto montante fisso.

MISURE VINCOLATIVE MONTANTI E SPORTELLI

NOTE
La larghezza dei montanti deve permettere almeno la apertura degli sportelli a 90, tenendo presenti gli ingombri delle maniglie e dei gocciolatoi.

A=B 0,13 B

Chiusure multiple a tre partite con interposto sportello fisso.

90

0,06

B>AC0,06 B

Chiusure multiple a quattro partite con interposto sportello fisso.

0,10

eventuale montante fisso

B A0,10

In questa chiusura e nella precedente stata soppressa la complanarit fra sportelli fissi e mobili per creare lalloggiamento di questi in fase di apertura.
Questa soluzione praticamente irealizzabile con montante fisso, essendo questo di dimensioni notevoli per lingombro degli sportelli mobili in fase di apertura. Viene cos sostituito da uno sportello fisso la cui lunghezza dipende dallo spessore dei montanti, dalla dimensione della magniglia e da quella del gocciolatoio. Conviene che la dimensione A, per ragioni estetiche sia uguale a quella di uno sportello mobile.

Chiusure multiple a quattro partite con interposto montante fisso.

A 0,25

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154

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE FINESTRE A DOPPIO VETRO E A DOPPIA CHIUSURA

soluzione con viti

FINESTRA A DOPPIO VETRO (Pi efficiente in zone non ventose)

soluzione con cerniera

Ri FINESTRA A DOPPIA CHIUSURA (Pi efficiente in zone non ventose)

65

distanza fra le due cerniere

spazio per maniglie e per cartella

75

65

100
le 3 dimensioni vincolative dipendono dagli spessori dei montanti e dalle dimensioni della maniglia

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155

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI MOVIMENTO - CERNIERE

Cerniera a bietta posiz. eventuale cuscinetto d b rondella

a 12 14 16 18

b 30 32 40 45

c 72 78 96 108

d 88 108 148 168


Si vedono le teste delle viti anche se stuccate. Applicazione non adatta per infissi lucidati.

a c

posiz. cuscinetto rondella d Cerniera a rasare

a c a sfilare

a 13 14 16 18

b 28 30 35 39

c 69 74 86 96

d 60 80 100 120

a 13 14 16 18
b a c a nodo

b 28 30 35 39

c 69 74 86 96

d 60 80 100 120

Non si vedono le viti, ma si vede la fessura fra i due telai

a c

a 13 14 16 18 18 18 18

b 28 30 35 40 40 40 40

c 69 74 86 96 96 96 96

d 60 80 100 120 140 160 180

Cerniera a bietta

Non si vedono le viti ed eliminata la fessura fra i due telai. Applicazione adatta per infissi lucidati.

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156

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI MOVIMENTO - PERNI PER BILICI

A 25

B 14

Larghezza nominale 25

Le chiusure a bilico comportano la difficolt costruttiva dellinversione dellarticolazione del tipo R. La tenuta in corrispondenza del perno realizzata dalla scatola stessa.

Bilico a scatola tipo piccolo

A 40 50 60 70
A B

B 14 16 16 18

Larghezza nominale 30 34 40 45

Bilico a scatola tipo leggero

Applicazione bilico a scatola Articolazione - Apertura a 90

A 40 50 60
A B

B 14 16 16 18

Larghezza nominale 30 34 40 45 Applicazione bilico a scatola Articolazione complanari Apertura a 90

70

Bilico a scatola tipo pesante

A 45 65
D A B

B 11 13

C 100 125

D 18 26

Larghezza nominale 35 a 40 45 a 50 Applicazione bilico a frizione Articolazione complanari Apertura a ribaltamento (comoda per la pulizia dei vetri)

Bilico a scatola con frizione

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157

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI BLOCCAGGIO PER FINESTRE DA 1 A 4 PARTITE, VASISTAS, RIBALTA, BILICI
Dispositivo a cremonese con doppio bloccaggio con comando a maniglia (da usarsi quando la maniglia direttamente accessibile con la mano).

55

55

dimensione da tenere presente per gli ingombri degli sportelli in fase di apertura

150 Rs

8
35 60 15

Ri

175

8
ARTICOLAZIONE A 1 partita vasistas ribalta bilici

30 16

asta cremonese

ARTICOLAZIONE A complanare (2 partite 3, 4)

45

18
rullo sup. e inf.

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158

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI BLOCCAGGIO CON COMANDO A DISTANZA

Comando a leva

A 230

260

300
Comando a leva con grimagliera

Corsa 45 85 45 90 45 105

Dispositivo ad asta rigida

asta di trasmissione compasso

A 170 200

Corsa 65 90

compasso A spostamento=alla corsa della maniglia di comando (vedi tabelle) B dimensione dipendente dalla corsa della maniglia Dispositivo a corda d'acciaio

Comando a manovella con grimagliera - tipo esterno

A 40 85

B 43 63

A B comando con maniglia a corda incassata

50

50

comando con maniglia a corda esterna

Comando a manovella con grimagliera - tipo da incasso D C comando con manovella e corda incassata B

50

50+85

A 40 85

B 43 63

C 38 43

D 36 58

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159

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - DISPOSITIVI DI OSCURAMENTO - PERSIANE PERSIANE A CERNIERA E PERSIANE SCORREVOLI

una testa

Persiana a cerniera senza telaio

Persiana scorrevole

questa dimensione pu essere ridotta fino a mm 80

ARTICOLAZIONE Ri

Sezione persiana scorrevole controsportello specchiato

Persiana a cerniera con telaio doppio

questa dimensione pu essere ridotta fino a mm 80

questa dimensione pu essere ridotta fino a mm 80

ARTICOLAZIONE Ri

Persiana a cerniera con telaio semplice

Sezione persiana a cerniera

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160

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - DISPOSITIVI DI OSCURAMENTO - PERSIANE AVVOLGIBILI DIAMETRI DEI RULLI E DIMENSIONI DEL CASSONETTO IN FUNZIONE DELLA LUCE VERTICALE
A collegamenti fissi

1,5 e altezza cassonetto 1,5 1,5 2,5 f altezza veletta esterna 1,21,5 cm 1,5

luce finestra
mazzetta

b larghezza cassonetto spessore parete al rustico

a=larghezza mazzetta b=D + 3 cm c=a + D +5,5 cm e=D + 3,5 cm f=D + 9 cm IN LEGNO STECCHE SOTTILI IN LAMIERINO ALLUMINIO STECCHE SOTTILI D D D tipo tipo tipo Griesser Griesser Griesser 1/2 mobili 1/2 mobili tutte mobili stecche stecche 1/2 fisse 6,5 mm 9 mm stecche 6,5 mm cm cm cm 16 16 18 20 22 23 25 27 29 31 18 20 22 24 26 18 21 23 25 27

A collegamenti mobili

IN LEGNO STECCHE NORMALI

1,21,5 cm

D D D D D collegamenti collegamenti collegamenti collegamenti tipo LUCE fissi fissi mobili mobili Griesser VERTICALE stecche stecche stecche tutte fisse FINESTRA stecche 12 mm 15 mm 12 mm 15 mm stecche m 9 mm 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 3,50 4,00 4,50 5,00 5,50 cm 17 - 18 19 - 20 22 24 25 27 29 31 33 35 cm 21 23 25 27 29 31 34 36 38 40 cm 19 21 23 25 26 28 30 32 34 36 cm 22 24 26 28 30 32 35 37 39 42 cm 15 17 19 20 22 23 25 26

Tipo Griesser sottili in legno

0,9

Tipo Griesser in lamierino di alluminio 0,9

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161

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - DISPOSITIVI DI OSCURAMENTO - PERSIANE AVVOLGIBILI

3,5

4 questa dimensione consente la posizione interna della squadretta di arresto.

4 2,2

Applicazione senza apparecchio a sporgere (guida incassata) Spessore veletta esterna uguale spessore mazzetta.

Applicazione senza apparecchio a sporgere (guida esterna) Spessore veletta esterna uguale spessore mazzetta.

3
raccoglitore nella spalla

4 2,2 3 14 3

4 2,2
raccoglitore incassato nel telaio o nel parapetto

6 2,2 5,5
Applicazione con guida incassata. Mazzetta ad una testa veletta esterna da mm 50.

Applicazione con guida esterna. Mazzetta ad una testa veletta esterna da mm 75.

Applicazione con guida esterna. Mazzetta ad una testa veletta esterna da mm 75.

SOLUZIONI ED INGOMBRI PER COMANDI BIFORA E TRIFORA CON RACCOGLITORI CINGHIA INCASSATI NELLA SPALLA

cm 2,5

4 cm D+7 (v. tav.)

guida cielino U 20 cm 4,5

4 cm 1,2 2,1 >4

D+15
raccoglitore tavella 2,5 cm 4,5 tavella 2,5 11

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163

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INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI SCORRIMENTO SCHEMA DELLE CHIUSURE
SCHEMA SEMPLICE
Ss Scorrevole B orizzontale ad una partita F B Si Scorrevole orizzontale a due partite Ss B B Si Ss B B Con interposto sportello fisso Con interposto sportello fisso F F F Con interposto montante B SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO ORIZZONTALE Con interposto sportello fisso F F F

SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO VERTICALE

Scorrevole orizzontale a due partite complanari

Si Ss B B Si Scorrevole verticale a due partite S B B B B Con montante fisso Con sportello fisso

Scorrevole orizzontale a tre partite

Con montante fisso S Con sportello fisso

B B Scorrevole verticale a due partite S autobilanciato B S Con montante fisso Con sportello fisso F

B Scorrevole verticale a due partite complanari B B Con montante fisso S Con sportello fisso Con traversa fissa Con sportello fisso

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164

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI SCORRIMENTO
Ss B B B ARTICOLAZIONI ART. Si Serramenti con dispositivo di movimento superiore ART. Ss per dispositivo di movimento superiore

Si ART. B complanare

ART. Ss per dispositivo di movimento superiore asse supporto scorrevole

ART. B complanare ART. Si Serramenti con dispositivo di movimento inferiore ART. Ss compl. per dispositivo di movimento inferiore ART. B complanare

ARTICOLAZIONE B Le articolazioni B fra sportelli si ottengono da quelle al telaio sopra riportate, sostituendo al montante fisso, quello del telaio mobile

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165

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INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI SCORRIMENTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO PER SCORREVOLI ORIZZONTALI
DISPOSITIVI
Tipo Helios C sportello apribile ~14 per l'ispezione A registro B F escursione registro Tipo Standard
A 104 124 136 156 B 64 44 76 56 C 30 30 40 40 D 44 44 56 56 E 27 27 33 33 F 20 20 20 20

APPLICAZIONI
Applicazione per una partita o due complanari (coulisse)

D E

~14

Analoga applicazione pu realizzarsi con gli altri dispositivi.

Applicazione per due partite non complanari

~18 10,5 registro escursione 2,5 registro sportello apribile per l'ispezione

8,8 Tipo Helm 6 A C B 4,8 1,4 registro 3


A 40 40 48 75 MISURE GUIDE B C Tipo 25 2,5 200 35 3 300 45 4 400 75 5 500

Analoga applicazione pu realizzarsi con gli altri dispositivi. ~18

Applicazione a soffitto

Applicazione a parete

escursione registro Tipo Eureon A

7,5 B
Dimensioni guide mm A B 30 30 38 45 45 60 60 70 70 80 Portata Kg 2 ruote 4 ruote 15 20 30 40 70 80 120 160 240 320

12

12

registro escursione registro

applicazione a applicazione a parete parete per una per tre partite partita o due complanari applicazione a parete per due partite

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166

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI SCORRIMENTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO PER SCORREVOLI VERTICALI - TIPI A CONTRAPPESI
DISPOSITIVI APPLICAZIONI

12

4 vano contrappesi

15

Dispositivo a due contrappesi

questa dimensione dipende dalla dimensione del contrappeso, cio dalle dimensioni degli sportelli.

15

Dispositivo a quattro contrappesi

A.P.I.C.E. S.r.l.

167

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO DI SCORRIMENTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO PER SCORREVOLI VERTICALI - TIPI SENZA CONTRAPPESI
DISPOSITIVI APPLICAZIONI

Compensazione con molla tipo Olva

D mm 17 17 22 22

Portata in Kg la coppia 811 1214 1620 2226

Altezza finestre mm 1300 1500 1600 1800

Scanalatura mm 18x18 18x18 24x24 24x24

Corsa max mm 560 660 700 800

girare per regolare il tiro Compensazione a molla tipo Olva foro quadro per chiave messa a punto tensione molla
Portata in Kg 811 811 811 811 1214 811 811 1620 811 811 2226 811 Altezza finestre mm 1000 1200 1400 1600 A mm 150 B mm 92 d mm 35 e mm 120

180

112

35

145

210

140

40

170

240

170

45

200

dispositivo da applicare al montante o alla traversa Compensazione a molla lavorante a torsione puleggia conica

18

dispositivo di messa a punto tiro molla 15 apribile per l'ispezione

molla

La puleggia conica permette che l'azione compensatrice sia uniforme per tutta la corsa dello sportello.

A.P.I.C.E. S.r.l.

168

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO MISTO

SCHEMA SEMPLICE
D

SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO ORIZZONTALE


D R

SCHEMA MULTIPLO A SVILUPPO VERTICALE


D

R R B

R Con montante fisso

B D B D

B Vasistas bilanciato D

F Con sportello fisso

Con traversa Con sportello Senza fissa fisso traversa D R

F B D Con sportello fisso

D B F

R Ribalta bilanciato D Con montante fisso Libro Chiusure di semplice costruzione, con le stesse articolazioni delle finestre con movimento di rotazione. D luogo in corrispondenza delle guide a spinte normali al piano del serramento, in fase di apertura. E necessario perci il pattino inferiore a rullo e guide robuste e ben fissate. Buona tenuta di aria. Armonica Di costruzione pi complessa alla precedente avendo inversione delle articolazioni, R come nei bilici verticali. Non d azioni laterali sulle guide. Tenuta di aria meno efficace. Rs A A A A D Con traversa Con sportello Senza fissa fisso traversa

Ri

Rs A A A D

Ri

A.P.I.C.E. S.r.l.

169

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - FINESTRE - MOVIMENTO MISTO DISPOSITIVI DI MOVIMENTO
Tipo Kostor per chiusure a libro ed armonica Chiusura a libro

piastra ad angolo per chiusure a libro

15

aggetto gocciolatoio r. cerniera

piastra

piastra semplice per chiusure ad armonica

Tipo Helm per chiusure a libro ed armonica

cuscinetto

Tipo Eureon per chiusure a libro ed armonica combinazione con cerniera per infissi a libro

Compasso equilibratore tipo Olva per vastisas e ribalta bilanciati.

Compasso equilibratore da costruirsi appositamente per vasistas e ribalta bilanciati.

Guide inferiori Incassate Sporgenti A B A B 17 35 25 35 25 54 35 47 37 76 45 60

A B B

A.P.I.C.E. S.r.l.

170

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - PORTE E FINESTRE
ARTICOLAZIONI Ri
per predella piena di maggiore altezza conviene eseguire un pannello con i sistemi costruttivi delle porte esterne.

spessore montante

questa soluzione non permette lapertura delle ante a 180 a meno di usare i tipi speciali di cerneire.

dimensione minima altezza zoccolino piano pavimento finito

Diverse soluzioni per zoccolino inferiore. Le altre articolazioni sono uguali a quelle delle finestre esterne. DISPOSITIVO DI BLOCCAGGIO PER CHIUSURE CON MOVIMENTO DI ROTAZIONE

A, bloccaggio a triplice chiusura; B, dispositivo tipo Bettini per richiamo telaio; C, dispositivo tipo Guerrieri per richiamo telaio (in caso di deformaz del montante mobile). I dispositivi di movimento sono gli stessi delle finestre esterne (cerniere) se ne applicano tre per ogni anta:

A.P.I.C.E. S.r.l.

171

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - PORTE TELAIO FISSO

SENZA CONTROTELAIO

CON CONTROTELAIO

5,5

senza mazzetta

5,5

con mazzetta

5,5

con imbotto esterno in pietra

A.P.I.C.E. S.r.l.

172

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
ESTERNI - PORTE SISTEMI COSTRUTTIVI ANTA MOBILE
SISTEMI SEMPLICI

A tavolato

Specchiata a massello

4,5 2,5

4,5 2

2,5 non fissato

A doppio tavolato

Specchiata a masonite

3 3

4,5

1,2

Tamburata

Specchiata a doghe

4,5 lamiera zincata o di alluminio STISTEMI DOPPI Esterno: a tavolato Interno: tamburata

4,5

2,5

Esterno: a tavolato Interno: specchiata

2,5 4,5

4,5

1,2 2,5

A.P.I.C.E. S.r.l.

173

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE TELAIO E CONTROTELAIO

cm 2
Montaggio su tramezzo spessore rustico mm 50

cm 2
luce controtelaio=LT+10 cm

0,5 cm 5 2,5 4,5 1,2

cm 2

A cm 5

Montaggio filo parete su muro spessore rustico mm 150

0,5 2,5 4,5

pavimento finito rustico solaio

luce telaio

1,2 A

cm 5

Montaggio filo parete su muro mm 300

1,2 A 0,5 2,5 4,5 9

Montaggio spessore parete su muro mm 450

0,5 2,5 4,5

1,2

A, dipende dallo spessore dell'anta mobile e dal tipo di articolazione.


Muro ad una testa (mm 150) Montaggio errato. Limposta aperta fa azione di leva sul telaio. Muro mm 450 Montaggio errato. Muro mm 450 Montaggio corretto. Si utilizza lo spessore del muro per lingombro dellimposta aperta.

Muro ad una testa (mm 150) Montaggio corretto.

A.P.I.C.E. S.r.l.

174

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE COSTRUZIONE IMPOSTA
DA VERNICIARE Tamburata con nido dape
1,2 0,8 5 1,2 0,8 legno pregiato impellicciatura

DA LUCIDARE

4,5

4,5

intelaiatura in abete

compensati

Si possono costruire anche con articolazioni a rasare Tamburata con pannello Isocarver
0,8 0,8 legno pregiato impellicciatura in legno pregiato

4,5

4,5

Si possono costruire anche con articolazioni a bietta

intelaiatura in abete

compensato

Specchiata con regoli


1,2 0,8

Specchiatura
4,5

1,2

legno pregiato 0,8

impellicciatura in legno pregiato

intelaiatura in abete

compensato

Si possono costruire anche con articolazioni a rasare Specchiata con regoli Specchiata con regoli a rasare
placcature in legno pregiato 0,8 0,8 impellicciatura in legno pregiato

4,5

4,5

intelaiatura in abete

Si possono costruire anche con articolazioni a bietta

A.P.I.C.E. S.r.l.

175

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE - MOVIMENTO DI ROTAZIONE ARTICOLAZIONI

ARTICOLAZIONI A A bietta

ARTICOLAZIONI B A bietta

ARTICOLAZIONI Rs A bietta

A rasare

A rasare

A rasare

A vento

A vento

A vento

Articolazione B complanare per porte a due partite

Articolazione Ri per tutti pavimento finito

A.P.I.C.E. S.r.l.

176

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE - CHIUSURE CON MOVIMENTO DI ROTAZIONE DISPOSITIVI DI MOVIMENTO

DISPOSITIVI
Cerniera a bietta

APPLICAZIONI

a c

Per le dimensioni (v. pag. 156) Cerniera a rasare

a c

Per le dimensioni (v. pag. 156)


a Spessore Imposta e b 20 75 25 25 100 30 30 125 35 35 150 40 c d e

Cerniera a vento semplice effetto - tipo Olva

35

42

50

b
a

57

Cerniera a vento doppio effetto - tipo Olva e d

spessore c imposta

20 25 25 42 60 100 30 30 50 72 125 35 35 57 80 150 40 35 47 75

21

24

29

34

A.P.I.C.E. S.r.l.

177

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE - DISPOSITIVO DI BLOCCAGGIO SERRATURE TIPO PATENT CON SCROCCO RIVOLTABILE

3,5

17

Chiusura a bietta

3,5

2,2

Chiusura a rasare 0,8 6 cm 6 per porte da 45 0,5 2,5 Articolazione B; porta a due partite

10 A=2,5x3x3,5 cm A=4x4,5x5 cm una mandata due mandate 4,5 2,2 1,7

0,3

0,3

A.P.I.C.E. S.r.l.

178

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE - CHIUSURE CON MOVIMENTO DI SCORRIMENTO ARTICOLAZIONI

Ss

Art. Ss 2 partite complanari (coulisse) B

Art. A (coulisse)

parte asportabile per l'ispezione del registro

Art. B complanare (coulisse)

Ss

Articolazione Ss (porta a 2 partite non complanari) (guida doppia)

Articolazione B Articolazione B (porta a 2 partite non complanari) (guida doppia)

A.P.I.C.E. S.r.l.

179

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
INTERNI - PORTE - MOVIMENTO MISTO

PORTA AD ARMONICA

PORTA A LIBRO

ARTICOLAZIONE Ss

ARTICOLAZIONE Ss

parte asportabile per manovra registro

ARTICOLAZIONE Si ARTICOLAZIONE Si

ARTICOLAZIONE A ARTICOLAZIONE A

A.P.I.C.E. S.r.l.

180

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
FINESTRA E PORTAFINESTRA A DUE PARTITE CON PERSIANA SCORREVOLE - UNI

Altezza locali 2800

h 1365

a1

h1 1510

a2

h2 1605

a3

h3 1970

guida tipo UNI 2833

375 3000 3200 495 1725

990 1230 1870

1090 1330 1965

970 1210 1930

435 1545 1110 1690 1210 1785 1090 1750

Forcella UNI 2833 4 24 8

Finestra a due partite UNI 2983 con persiana scorrevole tipo A UNI 2826

25 h2 h3
a3 h3 2420 970 1210

11

h1

Altezza locali 2800 3000 3200

h4

a1

h1 2398

a2

h2 2445

375 1365 375 495 1725 990 1230

1090 1330 2805

20 16 14 13 17 guida tipo B UNI 2833 rullino tipo B 2833

435 1545 555 1110 2578 1210 2625 1090 2600 2758 2758 2780

pattino UNI 2833

Finestra a due partite UNI 2987 con persiana scorrevole tipo B UNI 2826 I profili UNI sono quotati nelle pagg. 184 e 185. 20 34 a2 a3 sportello UNI 2833 32 30 9 zona UNI 2993 31 21 1 2 22 cerniera tipo A UNI 2993 a a1 16 3 27 15 h2 h3 25 h4 h1 12 h

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182

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
FINESTRE E PORTAFINESTRA A QUATTRO PARTITE CON CASSONETTO PER PERSIANA AVVOLGIBILE - UYNI

Altezze locali a h a1 h1 a2 h2 a3 h3

2800 3000 3200 375/345/495 1365 1545 1725 1960/2200/2440 1510 1690 1870 2060/2300/2540 1605 1785 1965 1940/2180/2420 1570 1570 1930

36

puleggia UNI 2994 Finestra a 4 partite UNI 2985 con cassonetto UNI 2990 per persiana avvolgibile
Altezze locali a h h1 a1 h1 a2 h2 a3 h3 2800 3000 3200 375/345/495 1365 1545 1725 555 1960/2200/2440 2398 2578 2758 2060/2300/2540 2445 2625 2805 1940/2180/2420 2420 2600 2780

39 37

4 8 20

18

40

h2 h3

11

h1 rullino per cremonese UNI 2993

16 Portafinestra a 4 partite UNI 2989 con cassonetto UNI 2990 per persiana avvolgibile I profili UNI sono quotati nelle pagg. 184 e 185 davanzale UNI 2970 zanca UNI 2993

13 14 17

avvolgitore tipo B esterno UNI 2993

a2 a3 9 1 7 6 21 2 3 21 h2 h3

12 h4 20 h1 15

cerniera tipo A UNI 2993 a a1 a

20

soglia UNI 2971

A.P.I.C.E. S.r.l.

183

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PROFILI DELLE INTELAIATURE PER FINESTRE E BALCONI AD UNO, DUE, TRE E QUATTRO BATTENTI - UNI

65 56 12 45 15 12 44 45 10 8 2 15 4 54 9 11 9

2 51 4 4 2.5 2.5 20 45 45 95 28 60 18 25 25 12 85 8 20 2.5 23 18 2.5 8 42 71 4 45 48 39 2 4 4 7 11 15 26 9 19 65

45

54

11 15 45 30 Telarone. Traversa sup. 30 11 19 15

Telaio a vetri. Monatante laterale 11 45 2 45 30 4 4 7 15 26 9 11

Telaio a vetri. Montante centrale, sinistro 9 11 19 7 15 54 4 41 58 4 8 2 4 4 22 45 19 36 13

Telaio a vetri. Montante centrale, destro 63 54 22 45 23 13 2 4 4 7 9

11 15 26

65 45 4 9 4

56 4 7 2 4 4 4 5

4 56 45 65 Telaio a vetri. Montante laterale 65 17 45 10 10 10 60 5 Telarone. Montante 15

15

45 Telaio a vetri. Montante di cerniera, destro Telaio a vetri. Montante di cerniera, sinistro 65 15
30 9 12 9 19 11 4 4 7 26 15

4 41

15 11 26 19 Telaio a vetri. Traversa superiore

5 4 12 4 5

45

2
11 4 4 7 45 15 4

19 9 11 4 2 4 80 62 4

26 15 7 5 4

30

54 11 Telarone. Montante 9

Parti facoltative. Traversino 19 11 4 26 15 5 4 4 9

62 4 2 7 4 4 5

25 15 30 15 6 6 60 13 25 6

5 10 20

22 10 15 8

34

14 30

19 80

2 4 7 10

Telaio a vetri. Gocciolatoio 5 17 30 35 5 30

47 70 Parti integranti. Davanzalino 5

15

20 5 19 11 11

71

15 4 11 4 Telaio a vetri. Traversa intermedia

19 9 11 4 2 284 11 24 335 5 10 20 8 15 10 10 30 45 4 7

14

11 15 45 Telaio a vetri. Traversa inferiore


5 6

26 15 4 5 4

30

25 5

3 9 6 8

19

45 15

11

17 Parti integranti. Riquadro, parti orizzontali

Parti integranti. Riquadro, parti verticali

Telaio a vetri. Fermavetro 70 61

324

10

14 35 Telaio a vetri. Cartella esterna

14 55 Telaio a vetri. Cartella interna 17 28

15

Telarone. Traversa inferiore

Telaio a vetri. Traversa di base

A.P.I.C.E. S.r.l.

184

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PROFILI UNI DELLE INTELAIATURE PER PERSIANE A VENTOLA - PERSIANE SCORREVOLI E CASSONETTO PER PERSIANE AVVOLGIBILI

45 12 15 95 83 15 15 75 10 12 33 Persiana a ventola Traversa superiore 15 45 15 95 15 27.5 2.5 95 Persiana scorrevole Montante centrale sinistro 10 45 Persiana a ventola Traversa inferiore finestra 45 Persiana scorrevole Traversa superiore 85 15 12 15 15 33 85 Persiana scorrevole Montante centrale destro 95 15 15 15 Persiana a ventola Montante centrale sinistro 10 75 10 45 95 22.5 2.5 20 95

45

85

20 22.5 2.5 75 10 10 Persiana a ventola Montante centrale destro 2.5 12.5 10 75 15 45 15 15 160 Persiana a ventola Traversa centrale

10

10

105 11

45 Persiana a ventola e 95 73 12 10 persiana scorrevole Persiana scorrevole Persiana a ventola Montante laterale sinistro e destro Montante laterale sinistro e destro Traversa inferiore balcone 4 21 50 55 45 45 Cassonetto per persiana avvolgibile Traversa superiore 45 Persiana scorrevole Traversa centrale Persiana a ventola e scorrevole 55 Tavoletta 25 18 90

45 Persiana scorrevole 13 Traversa inferiore finestra


10 22

22

4 21 25 16 Cassonetto per persiana avvolgibile Cassonetto per persiana avvolgibile Traversa inferiore Unghie 22

25 10 45 55

Cassonetto per persiana avvolgibile Montante laterale destro e sinistro

245 Cassonetto per persiana avvolgibile Cielino

A.P.I.C.E. S.r.l.

185

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PORTAFINESTRA A LIBRO CON SOPRALUCE A RIBALTA

cielino sfilabile cuscinetto in gomma

270 30 20 frontalino d'ispezione cuscinetto reggispinta carrello cuscinetto reggispinta guida guida 152 guida carrello 20 vite di regolazione

cerniere maniglie

rivestimento di legno

catenaccioli

registro registro guida

guida

gocciolatoio in ottone registro inf. guida

Schema di movimento per serramento a libro. Carrello superiore (scorrimento) con cuscinetto reggispinta (rotazione) e registro inferiore, scorrono in guide. Lasse di rotazione verticale (asse di rotazione del cuscinetto reggispinta e del registro inferiore) si muove nel piano delle guide di scorrimento (esempio sviluppato a lato) o in piani paralleli. Il carrello e il registro sono posti ogni due ante (Ila, IVa, ecc.) ed allestremit le cerniere a collegamento dei telai sono disposte allinterno degli angoli determinati dal movimento delle ante (cerniere a posizione alternata). Battute superiori ed inferiori continue, battute laterali alternate ad ogni anta. Meccanismo di chiusura a catenaccioli superiore ed inferiore ogni due ante in corrispondenza delle maniglie; serrature nellanta terminale.

posizione maniglia incassata posizione maniglia incassata

Schema di movimento per serramento a fisarmonica. Vale quanto detto sopra per quanto si riferisce al movimento dellasse di rotazione verticale. Il carrello ed il registro sono posti ogni due ante, ma vincolati al centro delle ante anzich allestremit. Ne consegue che le battute superiori ed inferiori sono invertite in ogni anta cos come quelle laterali. Meccanismi di chiusura come per il serramento a libro.

coprifilo con battuta guida cerniera

posizione registro inferiore

guida persiana avvolgibile

A.P.I.C.E. S.r.l.

186

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
FINESTRA A PANTOGRAFO
Serramento finestra a pantografo in legno e protezione esterna con persiana avvolgibile. Il meccanismo di movimento costituito da tre bracci snodati e da un cursore. Il telaio mobile trasla in piano verticali e si abbassa in rapporto allampiezza dellapertura. Nello schema esemplificato il movimento dellanta mobile. eraclit intonaco retinato traversa di legno

cielino cursore frontalino

asta o braccio perno abbassamento telaio mobile asta o braccio perno

squadretta di arresto profilo di alluminio

fermavetro 78 materassino di guarnizione canapo bitumato

piastra di attacco asta snodata al telaio mobile piastra di attacco asta al telaio mobile guide per persiane gocciolatoio cursore bracci o aste snodate 78 scossino

canapo bitumato

cursore bracci o aste snodate

maniglia

piastra con feritosa per movimento cursore

maniglia

A.P.I.C.E. S.r.l.

189

Manuale dellArchitetto

INFISSI
FINESTRE SCORREVOLI VERTICALI
attacco tune all' anta

la deviazione permette la complanarit degli attacchi della lune all' anta

Finestra a scomparsa. L'anta scorrevole bilanciata da un contrappeso, in posizione di apertura allora in apposita intercapedine praticata nel parapetto lasciando la luce del vano finestra completamente libera. Altra soluzione permette la scomparsa dell'anta superiormente.

Finestra a ghigliottina. costituita da due ante delle, quali una mobile e si sovrappone all'altra in posizione di apertura. Il contrappeso, equilibrando il peso dell'anta, ne facilita la manovra permettendo l'arresto in ogni posizione.

Finestra a saliscendi autobilanciata. un serramento a saliscendi vero e proprio dove il movimento delle ante, simultaneo ed a spostamenti uguali a contrari, avviene con circuiti chiusi sulle ante stesse per mezzo di funi e pulegge. Le ante determinano un sistema equilibrato di pesi e per la manovra, occorre applicare una forza che vinca lo strato dinerzia del sistema.

Finestra a saliscendi a movimenti indipendenti. Sistema a quattro contrappesi, due per anta indipendenti tra loro e disposti in parti opposte. Presenta la possibilit di muovere le due ante indipendentemente tra loro, facendo assumere loro le varie posizioni. Tutte le combinazioni di apertura tra le ante sono pertanto possibili. Tale sistema ormai caduto in disuso perch il corretto movimento possibile solo se l'equilibrio del sistema non viene alterato dalla forza applicata per la manovra. Ci avviene solo se il comando delle ante allineato col baricentro. In caso contrario si determina una coppia, che, per l'indipendenza dei contrappesi di ciascuna anta, non trova una componente di equilibrio (incastro delle ante nelle guide).

Finestra a saliscendi bilanciata. Serramento a saliscendi ad ante a movimenti dipendenti con due contrappesi vincolati alle ante stesse in parti opposte. Le due ante tenderebbero a ruotare intorno agli attacchi deicontrappesi in senso opposto, ma una fune ristabilisce l'equilibrio e l'orizzontalit delle ante collegando tra loro i lati delle ante non interessati dagli attacchi dei contrappesi. Il movimento vene trasmesso da pulegge accoppiate (v. schema prospettico). puleggia accoppiate

scatola supporto

cinglia di trasmissione

staffa

ruota dentata condotta

pulegia di trasmissione arresto di trasmissione 1 3 2 123 ruota dentata conduttrice

Finestra a saliscendi bilanciata. Il sistema richiama il movimento dell'anta mobile del serramento i ghigliottina. In questo caso tutte e due le ante sono mobili con movimenti indipendenti per il raddoppio degli organi di trasmissione. possibile con meccanismi speciali renderne meccanica la manovra e combinato il movimento delle ante. Il disegno a lato esemplifica schematicamente un meccanismo di questo tipo. Un arganello con ingranaggio mobile, lungo il suo asse di rotazione, trasmette il movimento a seconda delle posizioni, ad una o all'altra anta od a tutte e due contemporaneamente. La Prospettiva a lato rappresenta schematicamente i movimenti delle ante e gli organi di trasmissione del movimento.

A.P.I.C.E. S.r.l.

190

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
FINESTRA SCORREVOLE VERTICALE

intonaco isolante

blocco sicurezza fune di acciaio

Schemi di alcune posizioni di apertura del saliscendi Finestra a saliscendi bilanciata con ante a movimenti indipendenti a due contrappesi laterali. (Brevetto Norma-Gretsck & CO). I telai si trovano sullo stesso piano in posizione di chiusura. L'anta inferiore assume la posizione di scorrimento in seguito ad una rotazione permettendo in tal modo un'aerazione indiretta. Nella seconda fase i telai scorrono in piani paralleli sono guidati in apposite sedi. La fune a circuito chiuso collegata al contrappeso (D sez. verticale) serve per il comando dell'anta superiore la cui rnanovra si presenterebbe altrimenti in certi casi difficoltosa per il sovrapporsi dell'anta inferiore. I saliscendi complanari in posizione di chiusura, a differenza di quelli con ante che scorrono in piani diversi, hanno la prerogativa di avere battuta continua lungo tutto il perimetro. Il doppio vetro ottenuto, nel caso esemplificato, con l'applicazione della controanta sul telaio mobile. In generale il serramento a saliscendi offre il vantaggio di non presentare ingombro d'apertura.

nastro comando anta superiore rullo di guida rullino per cremonese

andamento fune contrap. piastra di attacco fune dell'anta superiore con snodo centro di rotazione mm 50 sotto il centro dell'anta

profilo di guida nastro comando

fune comando anta inferiore attacco piastre al contrappeso maniglia di comando

materassino di tenuta materassino di lana di vetro o di roccia zanca

materassino di tenuta

zanca fune guide sfera per scorrimento laterale profili di guide contrappeso attacco nastro al contrappeso materassino di lana di vetro o di vetro puleggia fune di acciaio

maniglia di chiusura asta per cremonese cordolo apribile per cm 90 per pulizia vetri

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191

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PORTE SPECCHIATE AD UNA E A DUE PARTITE - UNI

3 1

a3 a vite 5x70 UNI 702


7 7 1

3 3 4 7 5

zanca UNI 3004


5

cerniera UNI
Dimensioni porte Ad una partita UNI 3000 A due partite UNI 3205 a 820

a1
h 1950 2070

tipo B 3004
a1 860 h1 1970 2090 a2 640 394 h2 350 380 410 a3 980 h3 2030 2150
13

1200 2200 1240 2220

1360 2280

h3

h
13

Porte interne di ingresso specchiate UNI 3000 - UNI 3205 a3


3 1

17

7 5

a1
h a1 h1 1950 1970 820 840 2070 2090 1960 1970 610 630 2080 2090 2080 2220 1200 1220 2200 2210 a a2 640 430 404 h2 350 380 370 400 400 430 h3 2030 960 2150 2030 750 2150 2150 1340 2270 a3

Dimensioni porte Ad una partita UNI 3001 A due partite UNI 3206

3 6 10

Porte interne specchiate UNI 3001 - UNI 3206 a3


6

vite 5x70 UNI 702 a

h3

16

zanca UNI 3004


18

10 3

10 3

cerniera UNI
3

a1 tipo B 3004 a

2 Prescrizioni UNI Le intelaiature devono essere in abete, possono per anche essere di altrespecie. Gli incastri tra montanti e traversi devono essere eseguiti secondo leindicazioni della UNI 3002/3003. Le particonnesse devono essere fissate tra loro mediante colla e spine di legno. Le specchiature in pannelli di compensato possono essere sostituite da lastre di vetro aventi spessore di mm 1,61,9. Le superfici in vista delle ante, degli spigoli e dei riquadri devono esserelisciate con abrasivo, gli spigoli in vista devono essere leggermente arrotondati.

1.

specchiatura vetrata per porte interne


2. 6

maniglia per porta interna UNI 3004


10 11 12

3.

4.

a1 a3 Le presenti intelaiature possono essere indifferentemente applicate su muri e tavolati.

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192

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PORTE PIANE AD UNA ED A DUE PARTITE - UNI

a2
3 1 3

Anta con tavole parzialmente segate Anta con pannelli di paniforte

a vite 5x70 UNI 702


23 14 23 19

19

a1 cerniera tipo B UNI 3004

5 3 1

zanca UNI 3004 Dimensioni porte a h a1 Ad una partita 1950 820 860 UNI 3196 2070 A due partite 1200 2200 1240 UNI 3207 Porte d'ingresso piane UNI a
3

h1 1970 2090 2220

a2 980 1360

h2 2030 2150 2280

14 23 14

3196 - UNI 3207

a2
1 23 5 5 19 14 23 22 23 21

h2

h1

a2

h a1 h1 a2 h2 1950 1970 2030 820 2080 840 2090 960 2150 Ad una partita UNI 3197 1960 1970 2030 610 2080 630 2090 750 2150 A due partite 2080 2090 2150 1200 2200 1220 2210 1340 2270 UNI 3208 Porte interne piane UNI 3197 - UNI 3208
a2
3 6 3

Dimensioni porte

Ossatura cellulare

15

20

a vite 5x70 UNI 702


23 20

3 6

3 20

23 3 20

14

h2
3 4

23

a1 cerniera tipo B UNI 3004 zanca UNI 3004

h1

14

specchiatura vetrata per porta ad ossatura cellulare

3 6

maniglia per porta interna UNI 3004


23 23 21 22

23 3 20

14

a2 I profili UNI sono quotati nella pag. 194.

a1

Prescrizioni UNI 1 - Ogni anta costituita da un telaio interno d'abete, un'ossatura cellulare d'abete fissata nel vuoto del telaio interno, due rivestimenti di legname compensato di pioppo, ovvero di altre specie legnose adatte, incollati sulle due facce del telaio interno e dell'ossatura cellulare, 4 bordi di legno duro (rovere, faggio, noce, ecc.) incollati lungo il perimetro del battente. 2 - L'ossatura cellulare composta con listelli di legno ricavati da tavole con spessore di mm 35 (vedi dis.). 3 - L'ossatura cellulare in abete pu essere sostituita con:. a) tavole parzialmente segate in direzione longitudinale sulle due facce (vedi dis.); b) pannelli di paniforte (vedi dis.). 4 - compensato dei rivestimenti pu essere esternamente impiallacciato con specie legnose pregiate, ovvero sostituito con pannelli di fibra di legno compressi . 5 - Le partite possono contenere una o pi specchiature aventi forma qualsiasi (vedi dis.). 6 - Le superfici in vista delle ante degli spigoli e dei riquadri devono essere lisciate con abrasivo, gli spigoli in vista devono essere leggermente arrotondati.

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193

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PROFILI UNI DELLE INTELAIATURE PER PORTE INTERNE E DI INGRESSO PIANE E SPECCHIATE

110 1 34 11 30 80 45

18 2 12 5 7

25.5 4 36 5 25 5

110 6 24 12 75 35

Porte specchiate Fermavetro.

Porte piane Fermavetro.

45 3 50 11 7 12 11.5 22 11.5 120 11.5 22 11.5


Porte di ingresso specchiate Montante centrale sinistro.

5 17 17

Porta di ingresso.Telarone: montante e traversa superiore

Porte interne. Telarone: montante e traversa superiore.

15

45 30

Porte interne e di ingresso. Riquadri.

25

110 98 8 10 3 30 12 3 27 15

110 10 98 9 12 11.5 22 11.5 120


Porte di ingresso specchiate Montante centrale destro.

45 10

110

99

110

98

Porte di ingresso specchiate. Traversa superiore e montante laterale.

12 12 5 15 5 15 5 110 98 11 10 3 30 12 5 45 27 15 110
Porte interne specchiate Montante centrale destro.

11.5 22 11.5 13

12

98 12

10 5 15 5 15 5

5 15 5 15 5
Porte interne specchiate. Traversa superiore e montante laterale.

12 65 41 12
Porte di ingresso specchiate Traversino.

5 15 5 15 5 12 45 16 21 12
Porte interne specchiate Traversino.

45

Porte interne specchiate Montante centrale sinistro.

35 5 40 5 40 5 40 5 40 14 35 15

11.5 22 11.5 12 17

45

5 15 5 15 5 12 18 5

Porte interne e di ingresso piane. Elemento dell'ossatura cellulare.

Porte interne e di ingresso piane. Telaio interno: traversa inferiore.

49 9 9 4

265

11 14 3 255 30 15 25
Porte di ingresso piane. Bordo del montante laterale e della traversa superiore.

3 12 9 9 9 9 9 9 9 9 9 9 20 9 9 9 9 9

3 15 10 21 30 12 3

10 15 3 27 15 28 22 9 9 9 9 9 4 9 9 9 4

42 23 35

19

255

245

Porte interne piane. Bordo del montante laterale e della traversa superiore.

15

28

45
Porte interne e di ingresso piane. Telaio interno: traversa superiore e montante laterale.

Porte interne e di ingresso piane. Bordo del montante centrale sinistro.

Porte interne e di ingresso piane. Bordo del montante centrale destro.

Porte di ingresso specchiate Traversa di base.

45

Porte ingresso specchiate Traversa di base.

45

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194

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PORTA SPECIALE SCORREVOLE A FISARMONICA

tassello

listello carter

pannello fisso
guida ruote su cuscinetti a sfere rivestite in nylon rondella dada saldato massiccio di legno a fibre orizzontali

Soluzioni di alcune combinazioni di porte "Woodmaster" a divisione di ambienti interni

Serramento interno speciale Woodmaster (brevetto Siccet) scorrevole a fisarmonica, costituito da pannelli in trucioli di legno agglomerati, impialiacciati con essenze pregiate. Testate dei singoli pannelli in massiccio delle stesse essenze.

Snodo tra i pannelli in profio continuo di resina vinilica. Scorrimento superiore a carrelli con ruote montate su cuscinetti a sfera rivestiti in nylon. Profio terminale del serramento in resina vinilica di funzionalit (riduibilt, facilit di manovra) caratterizzano la Woodmaster tra i serramenti a libro ed a fisarmonica. I pannelli del serramento si sovrappongono a vista nella luce deil vanoporta oppure si raccolgono in apposite nicchie. Nellultima soluzione i pannelli si possono impacchettare, nel vano porta, in qualsiasi soluzione. listello di legno feltro carrello terminale doppio

truccioli di legno agglomerati

ingombro della porta estesa

78 mm molla d'arresto

viti di legno

snodo con chiodo ribattuto piastrine di sostegno e collegamento pannelli

ponticello massiccio in legno a fibre orizzantali truccioli di legno agglomerati

pannello fisso a dimensione variabile coprifilo

pannelli mobili a dimensioni costanti piastrine di sostegno e collegamento pannelli

profilo terminale in resina vinilica pannello mobile a dimensioni variabili

piastrina d'ancoraggio tassello di legno

snodo l'ingombro della porta impacchettata il 20% della luce del vano

150 massiccio di legno

75 battuta

battuta d'attesto truccioli di legno agglomerati

15 impiallacciatura profilo resina vinilica

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195

Manuale dellArchitetto

INFISSI IN LEGNO
PORTAFINESTRA AD ANTE SCORREVOLI

Serramento portafinestra a grandi dimensioni realizzato in essenza dura, ad ante scorrevoli laterali ed anta centrale fissa con apertura parziale a bilico orizzontale. Il meccanismo di scorrimento delle ante ottenuto con ruota scanalata scorrevole a pavimento su guida in bronzo e registro superiore in apposita sede. Il meccanismo del bilico costituito da un semplice perno di rotazione orizzontale. Il bloccaggio delle ante scorrevoli avviene alle estremit laterali con organi di fissaggio tali da determinare una pressione in senso contrario al movimento dell'anta. La tenuta affidata a lamine metalliche fissate all'architrave ed inferiormente sui telai mobili ed a guarnizioni di materiale vinilico. II rivestimento del soffitto che si prolunga all'esterno e delle spalle interne realizzato nella stessa essenza del serramento il rivestimento delle spalle esterne in marmo.

guida in ottone

rivestimento in legno lamina metallica di tenuta fissata all'architrave

registro

300

600
profilo in ottone

guarnizione di tenuta laterale canaletto di scarico acqua rivestimento in legno profilo sagomato in bronzo

imbotte di legno massiccio materassini di tenuta

guida inferiore

anta a bilico orizzontale Profilo in alluminio con cuscinetto

materassini di tenuta

tassello distanziatore con sede per il perno di rotazione

rivestimento in marmo

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196

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
PROFILATI FERROFINESTRA DEL TIPO ILVA

34 40

34 40

A, nodo infisso apribile all' interno con fermavento pure interno;

34 40

34 40

B, nodo di infisso apribile all' interno con fermovetro esterno;

40 34 40

5 C, nodo di infisso apribile all' esterno con fermavetro interno;

5 cm

Tipo del profilo. Il profilato preso in esame quello " ILVA" perch pi conosciuto; tuttavia i criteri generali e le denominazioni usate si applicano a qualche tipo di profilato. L' ILVA produca due serie di profilati delle dimensioni di mm 34 e mm 40.

TIPO 34/1 34/2 34/3 34/4 34/5 I4 40/1 40/2 40/3 40/4 40/5

Sezione cm 3,30 2,63 2,63 3,34 2,99 1,38 4,04 3,19 3,19 4,08 3,59

Peso kg/m 2,59 2,07 2,07 2,62 2,34 1,09 3,17 2,50 2,50 3,21 2,82

Jx cm4 5,35 4,17 3,39 4,74 4,49 9,15 7,04 6,02 8,05 7,51

Wx cm 2,93 2,24 1,52 2,30 2,28 4,42 3,27 2,37 3,32 3,28

ix cm 1,27 1,25 1,13 1,18 1,22 1,50 1,48 1,37 1,40 1,44

Jy cm4 2,40 1,15 1,15 2,51 1,59 3,62 1,69 1,70 3,31 1,97

Wy cm 1,10 0,59 0,59 1,14 0,79 1,43 0,82 0,82 1,44 0,94

iy cm 0,85 0,66 0,66 0,86 0,73 0,89 0,71 0,71 0,89 0,74

D, nodo di infisso apribile all' interno con fermavetro pure interno.

Serie 34

5 cm

Serie 40

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197

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
NODI ORIZZONTALI CON PROFILATI FERROFINESTRA

A.P.I.C.E. S.r.l.

198

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
NODI VERTICALI CON PROFILATI FERROFINESTRA

A.P.I.C.E. S.r.l.

199

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA
FINESTRA AD ANTE SENZA OSCURAMENTO B luce vano A B luce vano A SEZIONE B-B

SEZIONE A-A PORTAFINESTRA SENZA OSCURAMENTO

luce vano

luce vano

SEZIONE C-C

SEZIONE D-D

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200

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA AD ANTE CON AVVOLGIBILI
B A A Luce vano

B Luce vano

Luce vano

SEZIONE A-A Luce vano SEZIONE B-B

FINESTRA AD ANTE CON AVVOLGIBILE A SPORGERE

cassonetto C C Luce vano

Luce vano Luce vano

Luce vano

SEZIONE C-C

SEZIONE D-D

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201

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA COMPOSTA E DOPPIO VETRO CON OSCURAMENTO

A A A B B A B Luce vano

A Luce vano

Nodi dello stesso serramento nel caso del doppio vetro.

SEZIONE A-A

SEZIONE B-B-B

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202

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA FINESTRA SCORREVOLE VERTICALE A DUE PARTITE

luce vano A B

A luce vano

SEZIONE B A B FINESTRA A BILICO VERTICALE

SEZIONE A-A

luce vano C A luce vano C

SEZIONE C-C

SEZIONE A-A

SEZIONE B-B

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203

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI IN PROFILATI FERROFINESTRA
VETRINA A A luce vano

B A

luce vano

SEZIONE B-B SEZIONE A-A-A PORTA A VENTOLA

luce vano

SEZIONE D-D

SEZIONE C-C

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204

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
NODI ORIZZONTALI CON PROFILATI NORMALI

0 1 2 3 4 5

A.P.I.C.E. S.r.l.

205

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
NODI VERTICALI CON PROFILATI NORMALI

0 1 2 3 4 5

A.P.I.C.E. S.r.l.

206

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRANDE
PARTICOLARE DEI LEGACCI PER SERRANDE TIPO A, B, C

Sezione della serranda tipo A,B,C ripiegata in basso

A
Particolare della biellatta e del tubo PARTICOLARE DEI LEGACCI PER SERRANDE TIPO D, E, F

B
Sezione sul cassonetto nel caso di avvolgimento in alto Particolare dei legacci a maglia semplice

Particolare dei legacci a maglia semplice

Arganello per manovra con asta rigida

per superficie di telaio da m 4,507,00 Particolare dei legacci a maglia a traversa Tipi A, B, C Serranda avvolgibile, formata da ste orizzontali in profilato tubolare in acciaio trafilato a freddo e da distanziali verticali articolati. Si avvolfge ad un rullo munito di molle di compensazione e di supporti scorrevoli che rendono la manovra leggera. Tipi D,E,F Serranda in profilato di sezione tonda mm 10 con speciali collegamebnti. Avvolgibiule in alto su albero in tubo dacciaio, scorrevole in apposite guide laterali ad U. Chiusura mediante serratura centrale e laterale.

Spazio minimo di avvolgimento Luce Quota altezza A rullo m m m 2,00 0,48 0,36 2,50 0,50 0,38 3,00 0,53 0,40 3,50 0,55 0,42 4,00 0,58 0,44 4,50 0,62 0,46

Spazio minimo di avvolgimento Luce Quota m a rullo 2,00 40 30 2,50 42 31 3,00 44 32 3,50 46 33 4,00 49 34 4,50 52 35 5,00 52 35 5,00 54 36

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207

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRANDE
Tipo A Finestra avvolgibile di sicurezza ad elementi h cm 7 agganciati in acciaio (greggio o zincato) o in duralluminio, avvolgibile in alto su albero in tubo di acciaio, scorrevole in guide laterali ad U. Gli elementi sono costruiti con speciale nervatura, a gocciolatoio, che oltre ad aumentare la resistenza, impedisce all'acqua di condensa ed ai corpi estranei di penetrare entro la cerniera. Spessore lamiera da 5/10 fino a 10/10 per grandi superfici (Pastore).

C Avvolgimnto su rullo rotondo

Tipo B e C Serranda ad elementi agganciati snodati a cerniera, avvolgibile in alto su albero in tubo di acciaio, scorrevole in guide ad U. Gli elementi agganciati sono ricavati dal nastro di acciaio dolce laminato a freddo (greggio o zingato). Anche in questi tipi, l'elemento costruito con speciale nervatura a gacciolatoio. Altezza degli elementi: crn 1014 (Pastore). Tipo D e E Formata da strisce di nastro d'acciaio laminato a freddo, bordate ai lati ed agganciate fra di loro, in gruppi di altezze progressive. La particolare sagoma della striscia offre un telo molto resistente alla pressione esterna e con l'avvolgimento geometrico di forma esagonale permette ai rullo di occupare il minimo spazio. assicurando un costante equilibrio fra la tensione delle molle e il peso degli elementi da sollevare. La superficie degli elementi, oltre alla speciale sagomatura, provvista di una nervatura che ne aumenta la resistenza; le spirali di agganciamento sono combacianti e prive di giuoco tra loro.

Avvolgibile su rullo esagonale D E F

Tipi diversu di terminali

Tipo D Altezza luce rullo m cm 2,00 26,0 2,50 27,5 3,00 29,0 3,50 30,5 4,00 31,5

Tipo E Altezza luce rullo m cm 2,00 26,0 3,00 27,5 4,00 29,0 5,00 30,5

INGOMBRO DELLA SERRANDA AVVOLTA PER I TIPI B,C. a 40 42 44 46 49 52 54 56 Luce 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 5,5 R2cm R

Spessori lamiera 8/1010/10 (Italbrevetti)


Tipo F Tipo di serranda per finestra, nervata, con bocchette per lareazione. Spessori lamiera 5/10 8/10. Valori dingombro per il tipo F, con avvolgimento con comando a nastro di canapa.

Luce

TIPO A SCORRIMENTO LATERALE Chiusura ad elementi brevettati verticali agganciati, snodati a cerniera. Sospensione e scorrimento superiore. Guida inferiore incassata (ferro U 35x35)

H. Luce m 0,50 1,00 1,50 2,00 2,50 3,00 Spazio, per 0,17 0,19 0,22 0,24 0,26 0,28 l'avvolgimento

A DUE BATTENTI R2cm R

Luce orizz. m 2 3 4 5 6 >6

2 battenti R Ingombro mm m 300 ~ 0,5 300 ~ 1,0 300 ~ 1,5 500 ~ 1,7 500 ~ 2,2 700 ~ 1,9

1 battente R Ingombro mm m 300 ~ 1,5 500 ~ 2,2 700 ~ 2,9 700 ~ 3,9 700 ~ 4,9 700 ~ 4,9

9cm

8 cm

A UN BATTENTE

R2cm

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208

Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRANDE A CANCELLETTO

Sezione sul perno cerniera fisso

Sezione sul perno scorrevole C 50 A luce Raccoglimento dritto B E F G A luce A 50 luce C

C 30 D 40 60 50

30

Raccoglimento in curva

A, raccoglimento dietro rnazzetta; B, raccoglimento incassato : C, raccoglimento in luce: D, raccoglimento in sbalzo: E, tipo a sospenzione in alto: F, tipo portante in basso, incassata; G, tipo portante in basso, esterna. Cancelletti riducibili composti da clementi lagorriati a U in acciaio laminati a freddo Esecuzione nei tipi seguenti: A, a sospensione in alto mediante carrucole montate su cuscinetti a sfere scorrevoli entro speciali guide ancorate alla struttura. Inferiormente il cancolletto viene guidato in apposite guide che possono essere appoggiate o incastrate al pavimento; B. ad appoggio inferiore Altezza Dimensioni (specialmente adatto per grandi aperture) me0 3,50 15x15x15 sp 1,5 diante carrucole in acciaio fissate alle sbarre e 3,50 4,50 20x15x20 sp 1,5 scorrevole su guide appoggiate o incastrate al 4,50 5,50 30x22x30 sp 2 pavimento. Superiormente ii cancello sar gui-

Raccoglimento in curva Chiusura ripiegabile adatta a grandi aperture, raccoglimento laterale. Elementi con montanti bitubolari a doppia cerniera continua per tutta l'altezza della porta. Manovra a spinta. Sospensione e scoerimento in alto con doppi cuscinetti a sfera. Agganciamento laterale per assicurare una chiusura perfetta. Chiusura centrale con serratura a cremagliera. lamiera stampata e nervata 13/10

Tabella delle sezioni dei montanti con ferri ad U dato mediante appositi profilati fessati all'architrave.
Tabella degli spazi minimi per cancelli Tipo 1 (U 30x22x30) a due battenti

Tabella degli spazi minimi per cancelli Tipo 2 (U 20 5 20) e tipo 3 ( U 5 5 5) a due battenti
Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m0,67 0,89 cm 12,5 0,9 1,12 14,5 1,13 1,34 16 1,35 1,55 18 1,56 1,77 19,5 1,78 1,98 21 1,99 2,22 23 2,23 2,44 24,5 2,45 2,65 26,5 2,66 2,92 28 2,93 3,13 29,5 3,14 3,34 31,5 3,35 3,56 33 3,57 3,82 35 3,83 4,04 46,5 4,05 4,26 38 4,27 4,51 40 4,52 4,73 41,5 4,74 4,94 43,5 4,95 5,16 45 5,17 5,37 46,5 5,38 5,58 48,5 5,59 5,80 50 Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m1,04 1,14 cm 12,5 1,15 1,41 14,5 1,42 1,64 16 1,65 1,90 18 1,91 2,16 19,5 2,17 2,42 21 2,43 2,68 23 2,69 2,94 24,5 2,95 3,20 26,5 3,21 3,46 28 3,47 3,72 29,5 3,73 3,99 31,5 4 4,24 33 4,25 4,50 35 4,51 4,76 46,5 4,77 4,02 38 5,03 5,28 40 5,29 5,54 41,5 5,55 5,80 43,5 5,91 5,06 45 6,07 6,32 46,5 6,33 6,58 48,5 6,59 6,84 50

90

Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m1,83 2,05 cm 26,5 2,06 2,28 29 2,29 2,52 31 2,53 2,73 33,5 2,74 2,96 36 2,97 3,20 38 3,21 3,43 40,5 3,44 3,66 43 3,67 3,90 45 3,91 4,13 47,5 4,14 4,36 50 4,37 4,60 52 4,61 4,83 54,5 4,84 5,04 57 5,05 5,28 59 5,29 5,51 61,5 5,52 5,74 64 5,75 5,98 66 5,99 6,21 68,5 6,22 6,44 71 6,45 6,68 73 6,69 6,92 75 6,93 7,14 77 7,15 7,37 79,5 7,39 7,60 82

Raccoglimento oltre luce Larghezza luce Ingombro m 2,31 2,58 cm 26,5 2,59 2,86 29 2,87 3,14 31 3,14 3,40 33,5 3,51 3,68 36 3,69 3,96 38 3,97 4,24 40,5 4,25 4,52 43 4,53 4,90 45 4,81 5,08 47,5 5,09 5,36 50 5,37 5,64 52 5,65 5,92 54,5 5,93 6,18 57 6,19 6,46 59 6,47 6,74 61,5 6,75 7,02 64 7,03 7,30 66 7,31 7,58 68,5 7,59 7,86 71 7,87 8,14 73 8,15 8,42 75 8,43 8,68 77 8,69 8,95 79,5 8,97 9,24 82

1.8 sospensione

Larghezza luce a 2 battenti m 1,30 1,55 1,56 2,30 2,31 3,06 3,07 3,81 3,82 4,56 4,57 5,32 5,33 6,07 6,08 6,82 6,83 7,57 7,58 8,33 8,34 9,08 a 1 battente m 0,65 0,77 0,78 1,15 1,16 1,53 1,54 1,90 1,91 2,28 2,29 2,66 2,67 3,03 3,04 3,41 3,42 3,73 3,79 4,16 4-17 54

Ingombro minimo diritto C cm 25 30 36 41 min. cm 27 in curva A B cm 40 45 15 61 66 72 77 82 88 93

58 63 69 74 80

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE IN PROFILATI DI LAMIERINO DACCIAIO (SECCO)
FINESTRA AD ANTE CON OSCURAMENTO

luce vano A B luce vano

SEZIONE A SEZIONE B-B FINESTRA AD ANTE CON SOPRALUCE APRIBILE A VASITAS D

luce vano C C D

luce vano

0 1 2 3 4 5

SEZIONE C-C

SEZIONE D-D

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE IN PROFILATI DI LAMIERINO DACCIAIO PROFIL-LAMINA
FINESTRA A VASITAS B

A B

luce vano

luce vano

SEZIONE A-A

SEZIONE B-B

FINESTRA A SALISCENDI CON CONTRAPPESO D

C D

luce vano C

luce vano

SEZIONE C-C

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
PROFILATI ASA DI SERIE IN ANTICORODAL PER SERRAMENTI

TPS = 202 - KG/M 0,800 TPS = 244 - kg/m 1,225 TPS = 345 - kg/m 1,004

TPS = 203 - kg/m 0,781 S 3355 - kg/m 0,577 TPS = 245 - kg/m 1,225

TPS = 346 - kg/m 0,643 S 3715 - kg/m 0,213 S 3270 - kg/m 0,640

S 3019 - kg/m 0,151 S 3285 - kg/m 0,995

S 3093 - kg/m 0,179 S 4055 - kg/m 0,362

TPS = 265 - kg/m 1,933 S 3287 - kg/m 1,439 S 3038 - kg/m 2,092 0 1 2 3 4 5

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE CON PROFILATI DI SERIE IN ANTICORODAL (PROFILATI ASA TIPO FB1) FINESTRA AD ANTE CON AVVOLGIBILE
B cassonetto A A Luce vano

Luce vano

profilato Ferro 50x25x4

SEZIONE A-A D

SEZIONE B-B

Luce vano

Luce vano profilato Ferro 50x25x4

SEZIONE C-C

SEZIONE D-D

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INFISSI METALLICI
FINESTRE CON PROFILATI DI SERIE IN ANTICORODAL (PROFILATI ASA TIPO FB2) FINESTRA A BILICO VERTICALE A DOPPIO VETRO

Luce vano

Luce vano

Luce vano

SEZIONE C-C

SEZIONE A-A Luce vano

SEZIONE B-B

SEZIONE D-D

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
FINESTRE CON PROFILATI DI SERIE IN ANTICORODAL (PROFILATI FEAL)
SERRAMENTI A SALISCENDI C A A

luce vano B B

C luce vano

SEZIONE A-A

0 1 2 3 4 5

SEZIONE B-B SEZIONE C-C

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
FACCIATA IN WALLSPAN

serramento

8 pannello 1 C C

A D D B B

SEZIONE B-B

Particolari dei nodi nelle sezioni orizzontali A-A e B-B 1, montante verticale; 2, pannello copripilastro; 3, pannello composto da: eternit (verso l'esterno); lana di roccia e masonite (verso l'interno); 4, serramento in alluminio; 5, pilastri in c.a.; 6, pannelli copripilastro (all'interno); 7, coprifili di alluminio; 8,rivestimento dei pannelli in profilato Saira 13/10) in alluminio.
5 6 6 7

2 4 4

SEZIONE A-A

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
FACCIATA IN WALLSPAN

13 8 9 11 1 12

4 6 5 2 3 7

Particolari dei nodi nelle SEZIONE verticali sezioni D-D C-C e D-D 1, soletta di piano in c.a.; 2, ferro omega in opera; 3, spessori in alluminio; 4, spessori in acciaio inox; 5. prigioniero in acciaio: 6, pannello composto da: eternit (verso l'esterno), lana di roccia e masonite (verso l'interno); 7, rivestimento dei pannelli in profilato Saira 13/10 in alluminio; 8, pavimento; 9, sottofondo; 10, coprifilo in alluminio: 11, corrente d ccilegamento orizzontale; 12, montante verticale; 13, serramento in alluminio.

10

11

13

SEZIONE C-C

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - TENDE
cassonetto GUIDE corda SUPPORTI

cm 7+5 % dell' altezza della tenda

lamella Supporto laterale normale per tende in posizione 1e2

nastro cassonetto cm 8 DIMENSIONI altezza tenda=alt. vano Guida normale

spiaggiale

Supporto laterale a mensola allungabile per tende in posizione 3 lungh. lamelle < largh. vano APPLICAZIONI Supporto laterale a mensola con chiusura di sicurazza a cerniera per tende in posiozione 3

Guida a canale per tende di larghezza inferiore a m 1,20 e alte meno di m 2,50

ottone o acciaio Esterna nel vano - posizione 1 Supporto centrale normale per tende in posizione 1 e 2 Guida a sezione circolare per tenda di larghezza inferiore a m 2 e alte meno di m 4

Interna nel vano - posizione 2

Cassonetto fisso di tipo ad << U >> nervato munito di orientatore pressofuso in zona a doppio ingranaggio ed a 2 alberi rotanti per tende fino m 4 di larghezza TIPI DI COMANDI

Interna sulla parete - posizione 3 Comando normale di orientamento in posizione laterale Comandi riuniti del tipo speciale rinviato

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Manuale dellArchitetto

INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI -TENDONI

A B Tendone "Griesser" con bracci a leva in piattine di acciaio sporgenza max m 2.20. A, in posizione aperta; B, in posizione semichiusa. Tendone "Griesser" con bracci a parallelogrammi in piattine di acciaio sporgenza max m 4,00

Tendone "Griesser" con bracci snodati in tubo di acciaio, posti sotto lastoffa - sporgenza fino a m 4,50

Tendone "Giannoni" con bracci a leva in piattina di acciaio sporgenza max m 2,00

Tendone "Giannoni" con bracci a leva in piattine di acciaio - sporgenza max m 2,50. A, particolare di una delle due piastre laterali; B, particolare del cassonetto con la tenda raccolta. Tessuti speciali "Eliolona".

A1

Tendone oscurante "Griesseri" in feltro gommato speciale doppio di produzione tedesca. La tenda rinforzata nel senso orizzontale da piattine in ferro da mm 15x3 distanziate di cm 1520 ed una finale da mm 45x4; lateralmente la tenda scorre in guide profonde in ferro ad U da mm 60x15; la guida orizzontale inferiore da mm 25x15. A e A1, sezione delle guide verticali; B, sezione guida orizzontale.

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INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - TENDONI

A Tendone "Grisse" a bracci snodati in tubo d' acciaio sporgenza max m 4,50 Dettaglio di montaggio tra due spalle di una vetrina. A, il tendone in posizione aperta; B, pianta con bracci in posizione aperta; C, particolare del cassonetto con la tenda in posizione chiusura. Vantaggi di questo modello il minimo ingombro dei bracci sia in posizione aperta che chiusa.

Tenda "Italia" con apporechio a sporgere di cm 45 e manovra dall' interno ruotate di 160, recchiusa in cassonetto con comando con asta oscillante. Tipo con guide in ferro a "U". Il dispositivo di avvolgimento simile a quello per le avvolgibili in legno. A, sezione verticale completa con tenda aperta; B, sezione orizzontale; C, porticolare del cassonetto tenda in posizione ritirata.

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INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - PORTE GIREVOLI
Porta a 3 ali usata per piccoli ingressi. Diametri di uso comune 135210 h 210230 Porta a 4 ali per ingressi pi importanti. Diametri da 195 fino a 240 per grandi alberghi h 210230

Posizioni che le ali possono assumere in determinati casi. 1, normale girevole; 2, con doppia entrata e ventilazione; 3, aperta per passaggio colli voluminosi; 4 posizione notturna (si usa con un'ala sola come porta a battente); 5, apertura totale per rapida uscita.

13 2 166 A 44

26 3

E D 3,2

Porta girevole a 4 ali in legno e vetro con dispositivo superiore di scorrimento e rotazione. A, prospetto; B, porta; C, in posizione per il passaggio di bagali; D, sezione verticale;E, Sezione orizzontale.

0,7

3 3,3

2,2

9,3 C B Porta girevole a 3 ali in alluminio e cristallo Securit 8/10

A, prospetto; B, pianta; C, sezione raccorciata verticale; D, sezione raccorciata orizzontale. La porta solo girevole attorno al suo asse e non pu scorrere n essere piegata. La bussola di rotazione in cristallo forte curvo 10/10, in telaio di alluminio.

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INFISSI METALLICI
SERRAMENTI SPECIALI - VETRATE IN CRISTALLO TEMPERATO
B A E F G D

130

fisso fisso C C1 Patricolare A 1, a morsetti; 2, a incasso semplice 1 25

40

Fermo alto a lunetta con vetro superiore Piletta inferiore cilindrica con perno quadro su sfera d'acciaio (da incasso) Particolare C1 Particolare D Cerniera alta con vetro fisso superiore e laterale e con anta apribile a 90 94 Fermo alto a lunetta da incasso 38 47 70

20 2

230

36 32 75 Particolare B Scatola cilindrica del cuscinetto superiore (da incasso). 145 142 55 44 1 180 100 80 85 33 45 Supporto per mensole 90 20 28 80 60

50

Patricolare E Cerniera alta con vetro fisso superiore e spalla laterale 90 95 30 44

44 30

Traverse superiori
VETRATE CON CRISTALLI TEMPERATI V.I.S. TIPI SUPERFICI SPESMISURE SORI LIMITE SECURIT Perfettamente 78 249x120 Cristallo tempiane e non 810 282x153 perato parallele 1012 300x200 VITREX Non piane e Mezzo crinon parallele 79 270x153 stallo TEMPERIT Traslucide come Cristallo grezzo i vari vetri sta- 810 270x141 pati 1014 300x162

Patricolare F Patricolare G Battuta alta delle ante con vetro Battuta alta di una'anta fisso superiore. mobile con vetro 1, cerniera alta per ante apribile a 90; fisso superiore e laterale. 2, cerniera alta per ante apribile a 90ea 180; 3, cerniera bassa per ante apribile a 90. Patricolare C

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IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELLACQUA NEGLI EDIFICI


SISTEMI DI ABBONAMENTO mente sovraccarico. Tale schema zione possa essere facilmente e comLa somministrazione d'acqua agli utenti consigliabile per quelle installazioni pletamente smaltita. avviene o col sistema a quantit fissa importanti nelle quali la richiesta d'ac- Inoltre si deve poter isolare e svuotare

condotta stradale

condotta stradale

condotta stradale

scarico

scarico

scarico

Fig. 1 - Schemi di distribuzione. A, a ramificazioni; B, ad anello inferiore; C, a gabbia (lente idrometrica) o a misuratore qua su uno o su alcuni montanti pu qualunque tratto di tubazione mediante (contatore). L'unico sistema razionale di raggiungere punte molto elevate, ma rubinetti di arresto e di scarico opportudi breve durata (v. fig. 1). namente disposti. Anche gli impianti a lente idrometrica L con serbatoio superiore possono avere cassetta di ripartizione lo schema ramificato o ad anello, con V sopravanzo solo distributore di alimentazione delle L colonne discendenti. al piano dellaterL razza. V sopranzo L Negli impianti a lente idrometrica vencolonna gono principalmente adottati due tipi montante V L di distribuzione: la distribuzione diretta e quella semidiretta. II primo tipo si V adotta nel caso di utente unico di tutto L ledificio (caserme, uffici, collegi ecc.). valvola l V Si ha un rubinetto idrometrico princisaracinesca pale L per i serbatoi e tante lentisecondarie l quante sono le prese ai piani. l V presa stradale Con la distribuzione semidiretta ogni Fig. 2 - Schemi di distribuzione diretta utente ha un suo serbatoio alimentato (a serbatoi comunicanti) da una cassetta di ripartizione dell'acl valvola abbonamento, universalmente adot- qua in arrivo dalia condotta stradale tato, quello a contatore. II sistema a (v. figg. 2 e 3). quantit fissa esige, con l'installazione Le diramazioni debbono risultare Fig. 3 - Schemi di distribuzione semidiretta dei serbatoi, un impianto pi complesso ascendenti, con lieve pendenza verso i (a serbatoi indipendenti) e costoso, igienicamente meno protetto, punti di erogazione, affinch attraverso che non assicura leffettiva erogazione detti punti l'aria che si libera nellatubadella quantit d'acqua in concessione. 2/3 cm altezza sopra in pavimento rivestimento con betume pavimento RETI E SCHEMI Dl DISTRIBUZIONE malta di cemento Una rete di distribuzione costituita da tubi orizzontali distributori, tubi verticali o colonne e da diramazioni che collegano le colonne e i distributori ai rubinetti di erogazione. Lo schema a gabbia assicura una pi equilibrata distribuzione, funzionando guaina riempita con cemento a asfalto l'anello superiore come un regolatore destinato ad alimentare dall'alto un Fig. 4 - Passaggio di tubazioni attraverso muri e pavimenti tubo punto di attingimento momentanea-

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MATERIALI DELLE RETI E LORO INSTALLAZIONE I tubi pi indicati per le reti interne sono quelli di acciaio dolce trafilati con processo Mannesmann (tubi gas). Detti tubi sono forniti grezzi (neri) o zincai sulle loro superfici interne ed esterne. Sono sconsigliabili i tubi di piombo e quelli di materie plastiche: questi ultimi per la rilevante dilatazione termica (per il cloruro di polivinile, ad esempio, l'allungamento in mm per metro di tubo circa volte quello dell'acciaio), per la non elevata temperatura di rammollimento che ne impedisce l'uso per la distribuzione di acqua calda, per la possibilit di essere facilmente forati da chiodi, e per la fragilit che pu subentrare nel materiale col tempo (invecchiamento). Le tubazioni debbono essere installate in modo che siano smontabili e dilatabili, protette dagli urti e dai contatti corrosivi.

Tubi gas commerciali serie normale (tabella UNI 3824)


Indicazione convenzionale per la designazione 3/8 1/2 3/4 1 1 1/4 1/ 1/2 2 2 1/2 3 3 1/2 4 Riferimento al diametro nominale di tubazione 10 15 20 25 32 40 50 70 80 90 100 Diametro esterno massimo mm 17,4 21,7 27,1 34,0 42,7 48,6 60,7 76,3 89,4 101,8 114,9 minimo mm 16,7 21,0 26,4 33,2 41,9 47,8 59,6 75,2 87,9 100,3 113,0 Spessore S mm 2,00 2,35 2,35 2,90 2,90 2,90 3,25 3,25 3,65 3,65 4,05

Non consigliabile murare le condotte: se indispensabile, murarle solo con malta di cemento escludendo nel modo pi assoluto l'uso del gesso (v. fig. 4). I collari o le mensole di sostegno delle tubazioni vanno posti alle seguenti distanze: tubazioni di piombo orizzontali . . . . . . m 0 ,40 verticali m 0,50 di ferro: per 20 mm , . . . . . m 1,25 per >20mm e 40mm m2,25 per0>40. . . . . . . . mm m 3.00 Tubi di ghisa, grs, cemento amianto: 1 braccia-letto per ogni elemento m 1. Particolare attenzione va prestata alle condizioni fisiche delle tubazioni.

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CONDIZIONI FISICHE DELLE TUBAZIONI Dilatazione. - All'atto dell'installazione si preveder l'allungamento per dilatazione e si eviter in conseguenza di creare dei punti fissi lungo la canalizzazione, lasciando che questa possa liberamente scorrere dentro i braccialetti di sostegno, o dentro le tracce a muro o i fori di attraversamento dei solai e delle pareti.
Aumento di temperatura in gradi cent. 10 20 40 60 80 100 Aumento di lunghezza in mm per metro di tubo Acciaio Ghisa Rame 0,12 0,12 0,16 0,25 0,22 0,32 0,50 0,44 0,63 0,75 0,66 0,85 1,00 0,88 1,27 1,25 1,11 1,60

Capacit l

C B
Fig. 6 - Presa stradale A, collare semplice con diramazione filettata: B, strettoio con valvola di chiusura; C, saracinesca installata nel sottosuolo con tubo di protezione e chiusino.

Dimensioni d'ingombro in cm Recipiente Recipiente Peso circolare quadrangolare kg diametro altezza lung. largh. altezza 100 53 66 56 56 46 1822 150 58 77 66 56 59 2630 200 64 85 86 56 59 2936 300 73 95 106 66 59 4251 300 --86 76 64 50 400 77 111 ---55 420 --107 77 67 69 420 --77 67 111 56 500 87 111 102 102 68 6774 750 98 126 102 102 97 94110 1000 113 126 102 102 127 120144

Congelamento. - L'acqua, trasformandosi in ghiaccio, aumenta di volume di circa il 9%. Se, come avviene nelle condotte, l'aumento di volume e impedito o l'acqua in pressione, il punto, di congelamento si abbassa al di sotto di 0C. La pressione sulle pareti del tubo sale allora di circa 60 kg/cm per ciascun grado di abbassamento del punto di congelazione. Per evitare che, gelandosi l'acqua, le tubazioni scoppino, queste si dispongono con una pendenza di 23 mm per m in modo che possano essere tempestivamente svuotate, oppure si crea una perdita permanente d'acqua. La protezione conavvolgimento isolante pu soltanto ritardare il congelamento in una condotta esposta. Condensazione. - Si evita la condensazione del vapor d'acqua contenuto nell'aria, al contatto delle tubazioni fredde, isolando opportunamente queste ultime. II miglior isolante termico l'aria in riposo in strati sottilissimi. Tra le sostanze coibenti impiegate per rivestire

tubazioni ricordiamo il carbonato di magnesio, la terra d'infusori, la polvere di scorte d'alto forno, l'amianto, il su-

un apposito apparecchio foratubi. La valvola o la saracinesca, a valle del collare di presa, si rende accessibile dalla strada attraverso un chiusino e

1.00

sopravanzo

0.50

scarico

ai rubinetti di erogazione Fig. 8 - Schema di funzionamento di un contatore a trubina a getto ripartito.

Fig. 7 - Schema di installazione di un serbatoio

ghero espanso, la lana di vetro.

C A B

Fig. 6 - Presa stradale A, condotta distributrice; B, saracinesca comandata dalla straada; C, rubinetto d'arresto; D, contatore.

PRESE STRADALI Le diramazioni per uso privato (v. figg. 5-6) da eseguire su una condotta distributrice gi posata si realizzano forando la condotta stessa dopo averne interrotto il servizio o, anche, mentre essa in pressione . Nel primo caso, dopo aver praticato il foro, viene stretto sul tubo (con l'interposizione di una guarnizione di gomma o di piombo) una cravatta o collare che porta una diramazione. SERBATOI Per la presa in pressione, si serra sul La capacit dei serbatoi va commisutubo da forare uno speciale collare, rata alle particolari esigenze della loro detto strettoio, poi si esegue il foro con destinazione. Ai serbatoi destinati ad

pu essere manovrata soltanto dalla societ concessionaria per dare o togliere l'acqua allabbonato . L'acqua viene consegnata all'utente immediatamente a valle del contatore generale della rete, ove viene inserito un rubinetto d'arresto. A monte del contatore un altro rubinetto d'arresto, ordinariamente piombato, consente alla societ concessionaria di chiudere laderivazione senza manovrare il rubinetto stradale.

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IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELLACQUA NEGLI EDIFICI


assicurare l'esercizio continuo dell'impianto, anche quando vi fosse unatemporanea interruzione di flusso nella condotta stradale (serbatoi di riserva), si assegna una capacit almeno eguale al consumo giornaliero: per serbatoi destinati a sopperire alla maggiore richiesta nelle ore di punta (serbatoi di compenso) la capacit non dev'essere minore di 1/3 del consumo medio giornaliero. Nelle case di abitazione si usa installare un serbatoio di 300400 litri per famiglia (v. fig. 7). MISURATORI DI PORTATA Di norma per impianti domestici si usano contatori a turbina (v. fig. 8) a quadrante bagnato (tutto il congegno immerso nell'acqua),- i quali esprimono la portata in funzione dellavelocit dell'acqua che li attraversa. La potenzialit di erogazione di un contatore, oltre che col valore del calibro, si indica con la cosiddetta caratteristica, valore convenzionale che esprime la portata, in m/h, che attraversa il contatore con la perdita di carico di m 10.

Tabella per l'accettazione e l'impiego dei contatori a turbina a quadrante bagnato (UNI e CNR) Caratteristica in m/h 3 5 7 10 20 30 Calibro o del bocchettone di 15 20 25 30 40 50 giunzione del contatore, in mm Minima portata registrata con errore compreso 35 50 65 90 150 200 tra 5% (1 portata di precisione) in l/h Minima portata registrata con errore compreso 150 250 350 500 1000 1500 tra 2% (2 portata di precisione) in l/h Portata di avviamento (sensibilit) in l/h 17 22 30 40 70 95 Erogazione max giornaliera (m/g) da non 6 10 14 20 40 60 superare per il regolare funzionamento

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IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELLACQUA NEGLI EDIFICI


APPARECCHI MINIMI PRESCRITTI
Vasi Appartamenti 1 per appartamento Persone Vasi m. f. 115 1 1 1630 1 2 3155 2 3 Scuole 5680 3 4 81110 4 5 111150 5 6 151190 6 7 Oltre i 190 aggiungere un vaso per ogni ulteriori 40 persone Perssone Vasi 115 1 1635 2 3655 3 Uffici pubblici 5680 4 e privati 81110 5 111140 6 141170 7 Oltre i 170 aggiungere un vaso per ogni ulteriori 50 persone Perssone Officine e stabilimenti 19 1024 2549 50100 Vasi 1 2 3 5 Lavabi 1 per appartamento Ragazzi o uomini Bagni e docce 1 per appartamento Orinatoi Lavandini 1 per appartamento Persone Lavabi 515 2 1655 3 56100 4 Oltre i 100 aggiungere 1 lavabo per ogni ulteriori 50 persone

Fontanelle per bere (1) 1 ogni 50 persone

115 1 1630 2 3155 2 5680 3 81110 3 111150 4 151190 5 Oltre i 190 aggiungere un vaso per ogni ulteriori 40 persone Orinatoi Dove per gli uomini vengono adottati, per ogni orinatoio si pu ridurre di altrettanto il numero dei vasi prescritti, non per al di sotto di 2/3 di quelli specificati nella colonna precedente

Persone Lavabi 515 2 1635 3 3660 4 6190 5 91125 6 Oltre i 125 aggiungere 1 lavabo per ogni ulteriori 30 persone

Fontanelle per bere (1) 1 per ogni 75 persone

Orinatoi Come per gli uffici

Posti lavabo (2) 1100 1 ogni 10 persone Oltre i 100 aggiungere un lavabo ogni 15 persone (3) Persone

Persone

Vasi

Uomini

Orinatoi

Persone

Bagni o docce 1 ogni 15 persone esposte ad eccessivo calore od alla azione sulla pelle di polveri velenose infettive od irritanti Lavabi

Fontanelle per bere (1) 1 per ogni 50 persone

Fontanelle per bere (1) 1 per ogni 100 persone (1)

Teatri e luoghi di pubblico raduno

m. f. 50100 1 2 50200 2 101200 2 3 201400 4 201400 3 4 401600 5 Oltre i 400 aggiungere Oltre i 600 aggiungere 1 ogni 1 vaso ogni ulteriori ulteriori 200 uomini 500 uomini ed 1 ogni 300 donne

1200 1 201400 2 401750 3 Oltre 750 aggiungere un lavabo ogni 500 ulteriori persone

NOTE (1) Le fontanelle per bere non devono essere installate nei locali servizi. (2) Dove la pelle esposta a materiali velenosi, infetivi od irritanti, deve essere previsto un lavabo ogni 5 persone. (3) 60 cm di lavabo a canale o 45 cm di circonferenza esterna di lavabo circolare, quando, provvisti di erogazione, sono considerati equivalenti a un lavabo.

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IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELLACQUA NEGLI EDIFICI


Un dispositivo importante di sicurezza il termostato, che negli apparecchi a gas regola la portata dei bruciatore in funzione della temperatura dell'acqua, e negli apparecchi elettrici interrompe automaticamente la corrente quando la temperatura dell'acqua raggiunge un scarico di troppo pieno vaso di espansione alimentazione acqua calda serbatoio a pressione quello indiretto col quale tale acqua non viene erogata, ma torna in caldaia a circuito chiuso dopo aver ceduto calore all'acqua .fredda di un apposito serbatoio, attraverso le pareti di un riscaldatore a serpentino. L'apparecchio ove avviene questo scambio di Con la distribuzione a circuito chiuso si ha, anche a rubinetti chiusi, una debole circolazione che sostituisce l'acqua raffreddatasi con altra calda. CALCOLO DELL'IMPIANTO a) Si stabilisce la temperatura alla quale

arrivo acqua fredda rivestimento isolante caldaia caldaia serbatoio riscaldatore

Fig. 15 - Schema di produzione centrale diretta con serbatoio a pressione certo valore massimo stabilito. Tale temperatura generalmente di 80; per acque molto calcaree limitata a 65. La produzione centrale di acqua calda si adotta per alimentare gruppi di alloggi, alberghi, ospedali ecc. Per il riscaldamento dell'acqua vi sono

Fig. 16 - Schema di prooduzione centrale indiretta si vuole portare l'acqua. b) Si determina la quantit d'acqua da scaldare: tale quantit risulta dai bisogni reali e da cifre fissate dalla pratica. Esempi: per le case di abitazione: 200 l/h a 40 per ogni vasca da bagno 25 l/h a 40 per ogni lavabo o acquaio 50 l/h a 40 per ogni doccia per gli alberghi: 75 l/h per ogni lavabo per i bagni pubblici: 400 l/h a 40 per ogni camerino. Le suddette quantit possono essere ridotte se la temperatura a cui si porta l'acqua supera i 40. c) Potenzialit delle caldaie p = (T-t) Q P espresso in cal/h T = temperatura cui si vuole portare l'acqua t = temperatura dell'acqua da riscaldare Q = quantit d'acqua in l/h L'espressione (T - t) Q va maggiorata del 10%+20 % per tener conto delle perdite di calore attraverso il serbatoio e i tubi di distribuzione. d) Superficie del riscaldatore

calore, detto serbatoio-riscaldatore, di forma cilindrica e disposto per lo pi con l'asse orizzontale (v. fig. 16). preferibile l'uso di caldaia a vapore dove la richiesta d'acqua piuttosto importante e sufficientemente regolare, e dove si vuole acqua calda a temperatura superiore ai 60.

DISTRIBUZIONE DELL'ACQUA CALDA La rete di distribuzione pu essere del tipo aperto (ramificato), consistente in tubazioni che partendo dolla parte superiore del serbatoioriscaldatore fluiscono ai rubinetti di erogazione (v. fig.17) o a circuito chiuso (a circolazione). Con quest'ultimo tipo i tubi di distribuzione sono collegati, come negli impianti ditermosifone, con una tubazione di ritorno al serbatoio (v. fig. 18). V La distribuzione di tipo aperto adottata nei casi poco importanti e quando Fig. 17 - Schema di distribuzione ramificata i rubinetti di erogazione sono molto V, valvola di ritenuta. vicini al serbatoio, ma presental'inconveniente che all'apertura di un rubidue sistemi: quello diretto col quale si netto occorre attendere che si scarichi adopera l'acqua stessa che passa e si prima tutta l'acqua raffreddatasi nella riscalda nella caldaia(v. fig. 15), e tubazione.

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IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DELLACQUA NEGLI EDIFICI

Nel caso di caldaia ad acqua calda: S=P/5000 S espresso in m 5000 = numero medio di cal/h trasmesso per m. Nel caso di caldaia a vapore: S=P/ 15000 15000 = numero medio di cal/h trasmesso per m. e) Capacit del serbatoio: va fissata in relazione agli altri dati del problema. Per forti erogazioni solo in determinate ore di punta, grande serbatoio e piccolo riscaldatore. Per consumo continuativo abbastanza regolare (lavanderie, stabilimenti bagni, ecc.)

piccolo serbatoio e potente riscaldatore. Criteri di dimensionamento: - per le case di abitazione: 2/3 oppure 1 volta il consumo orario; - per ville, case di campagna: idem c.s.; - per alberghi: 1 volta il consumo orario; - per collegi, ospedali, caserme: 2 volte il consumo orario: - per bagni: 1 volta il consumo orario. CALCOLO DELLE TUBAZIONI Una rete di distribuzione di tipo ramifi-

cato si calcola come per l'acqua fredda: nel caso di rete a circolazione il calcolo si effettua come per un'installazione di riscaldamento centrale.

V V Fig. 18 - Schema di distribuzione a circolazione V, valvola di ritenuta.

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IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NEGLI EDIFICI


Materiali e loro installazione. -Per la distribuzione interna. tubi di ferro nero o zincato e rubinetti di ottone o bronzo di sezione libera di passaggio uguale a quella del tubo. Consumi medi per appfrecchi di uso comune: Fornello ad un fuoco.......... Cucina con forno piccolo.... Cucina con forno grande.... Scaldabagno istantaneo (13 l/min)........................... Scaldabagno ad accumolo rapido (80 l)........................ Scaldabagno ad accumolo lento (80l).......................... Stufa o radiatore per un ambiente........................... 2000 6500 13000 25000 4500 1000 cal/h

condotta d' evacuazione

presa d' aria esterna

Fig. 1 - Principio di ventilazione di un locale


l tubi debbono essere posati in vista od essere facilmente accessibili e al riparo da possibili sollecitazioni meccaniche o da ogni causa di corrosione. La tubazione deve avere pendenza continua non inferiore all'1% per consentire ai prodotti della condensazione di defluire nei punti pi bassi della rete ove sar installato un dispositivo di scarico. Nell'attraversamento dei muri non dovranno esservi giunti: i fori dovranno essere sigillati con malta di cemento, i pezzi speciali di giunzione in posizione accessibile e non sottoposti a sforzi meccanici. Le tubazioni di gas dovranno essere distanti dai conduttori di elettricit non meno di cm 3. Ventilazione. - Nei locali ove funziona un apparecchio a gas indispensabile assicurare in modo continuo una sufficiente ventilazione per la combustione del gas e per allontanare i prodotti di tale combustione. Per il rifornimento d'aria occorre avere una sezione libera totale minima di 100 cm, da portare a 150 cm se nell'ambiente installato un apparecchio della potenzialit maggiore di 25000 cal/h (v. figg. 1 e 2). Tutti gli apparecchi a gas dovranno essere inoltre collegati direttamente o tramite apposite cappe ad efficienti canne fumarie, la cui importanza esige debita considerazione da parte dei progettisti e dei costruttori. Aumento della pressione del gas con l'altezza. La densit del gas generalmente compresa tra 0,40 e 0,50. Assumendo come densit media 0,50, la pressione si eleva di mm 0.647 per ogni metro di maggiore altezza tra la sommit del tubo distributore e la base dello stesso.

1500 5000

Contatori. - Sono di tre tipi: idraulici, a secco, a olio. l contatori a secco e ad olio sono di impiego pi comune ed adatti sia per paesi molto freddi che molto caldi. La portata di un contatore si esprime in m/h o in becchi. Ciascun becco ha una portata minima teorica di 140 l/h, ma praticamente pi elevata. La posizione dei contatori dovr essere prefissata in sede di progettazione del fabbricato. Le societ fornitrici generalmente richiedono che i contatori siano collocati all'interno degli appartamenti, con esclusione dei gabinetti, dei bagni e delle camere da letto. Il luogo d'installazione dev'essere asciutto, bene aerato, accessibile in ogni momento, protetto dal gelo. In linea generale i contatori debbono essere collocati a m 1,50 dal pavimento. Le dimensioni minime interne di una nicchia per contatori a secco da 1020 becchi sono le seguenti: altezza cm 60 larghezza cm 40 profondit cm 25 Calcolo dei diametri. - Si stabiliscono le portate degli diametri . apparecchi di utilizzazione in cal/h e si risale alle portate in m/h di gas dividendo le calorie per il potere calorifico del gas erogato (circa 4500 cal/m). l diametri da adottarsi dovranno essere tali che la perdita di carico massima tra l'uscita del contatore ed uno qualsiasi degli apparecchi di utilizzazione non deve superare 5 mm di colonna d'acqua; il valore della perdita di carico va aumentato o diminuito di mm 0,65 per ogni metro di maggiore o minare altezza dell'apparecchio utilizzatore rispetto alla quota di partenza del tronco in esame. Per le canalizzazione comuni nell'interno degli edifici, in caso di funzionamento non simultaneo degli apparecchi, si assume come portata massima la portata massima della pi importante delle installazioni servite, aumentata della semisomma della portata massima delle altre installazioni servite.

80

80

200

Feritoia cm 50x 24

cm 1,3/2,5 taglio della parte inferiore della porta

Fig 2 - Afflusso dell' aria da un locale vicino attrverso apposite fessure fra porta e pavimento
TABELLA PER LA SCELTA DEI DIAMETRI Distanza in metri dell'apparecchio dal contatore
10 pollici 0,50 3/8 1/2 3/4 1 1 1/4 1 1/2 2 2 1/4 2 1/2 3 4 0,333 0,25 15 20 25 0,20 30 0,166 35 1,143 40 0,125 45 0,111 50 0,10 60 0,084 80 0,063 100 0,05 130 0,039 160 0,031 200 0,025

Perdita di carico in mm d'acqua per ogni metro di tubazione Portata di gas in m/h
0,300 0,200 0,150 0,120 0,100 0,090 0,075 1,750 1,325 0,975 0,770 0,635 0,545 0,475 3,090 2,500 2,125 1,900 1,570 1,350 1,170 5,600 4,500 3,850 3,400 3,075 2,810 2,625 11,550 9,300 7,950 7,100 6,400 5,900 5,600 19,000 15,400 13,250 11,750 10,600 9,700 9,200 34,250 27,800 23,500 20,800 18,800 17,250 16,500 56,000 45,000 38,000 34,000 30,250 28,000 26,350 82,500 66,500 57,000 51,000 45,500 42,000 38,500 118,000 94,500 81,000 72,000 65,000 60,000 55,000 222,000 178,000 153,000 135,000 122,500 113,000 105,000 0,425 1,040 2,500 5,300 8,800 15,700 25,000 37,000 52,000 98,500 0,380 0,940 2,350 4,900 8,500 15,200 24,000 34,500 49,000 93,000 0,320 0,785 1,915 4,370 7,250 13,000 21,000 31,500 45,000 84,000 0,240 0,590 1,435 3,740 6,200 11,500 18,000 26,800 39,000 72,000 0,195 0,470 1,150 3,315 5,500 10,000 16,000 24,000 35,000 64,000 0,150 0,360 0,085 2,685 4,750 8,600 13,800 21,200 32,000 55,500 0,125 0,295 0,720 2,180 4,260 7,900 12,300 19,000 26,500 49,500 0,325 0,575 1,745 3,675 6,750 11,000 16,500 23,500 44,000

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IMPIANTI SANITARI
SCHEMI DI IMPIANTI
colonna in ghisa mm 80 colonna scarico in ghisa corda calafotata sottofondo asfalto soletta coversa in piombo mattonelle

lavandino sifone mm 40

bocchettone in piombo scatola sifonata vasca da bagno mm 100 lavabo w.c. mm 80 fogna mm 100

Particolare A bagno Pianta

curva mm 80

cucina

Impianto sanitario di casetta ad un solo piano La lunghezza del bocchettone pu essere qualsiasi per i vasi a caduta,mentre per i vasi ad aspirazione deve essere di almeno cm 60 onde ottenere l'aspirazione dovuta. colonna di ventilazione colonna in ghisa La lunghezza di fuoruscita della colonna di ventilazione al mm 100 in ferro =2
disopra della copertura deve essere di m 2 se la colonna sbuca su terrazzo praticabile, di cm 50 se sbuca su tetto. Pendenza minima per tubi di scarico: in grs 0,5% in piombo 1 % in ghisa 2 % in eternit 1,5% in cemento 2 % valevoli per tubi di diametro interno da 30 a 150 mm

lavandino

vasca da bagno mm 100 lavabo mm 40 w.c. mm 35

scatola sifonata

spostamento lavandino

bocchettone piombo mm 80 w.c vasca bagno lavabo scatola sifonata curva da mm 80/100 bagno cucina Pianta del 1 piano
Schema di installazione di 45 apparecchi sanitari posti in colonna collegati ad unta sola tubazione verticale di scarico In ghisa. 1, colonna principale di scarico in ghisa ( 100 mm) dove vanno ad innestarsi isolate o raggruppate in un collettore le diramazioni di scarico degli apparecchi. Le tubazioni di scarico dei vasi sono isolate da quelle di altri apparecchi perch buona norma dividere il pi possibile le acque di rifiuto bianche da quelle nere e gialle; 2, colonna di ventilazione in ghisa (od in ferro 80 mm); 3, seconda colonna di ventilazione per gli orinatoi; 4, mitra di ventilazione girevole munita di una specie di iniettore mediante il quale per 1a forza del vento si produce un'aspirazione nella colonna di ventilazione; 5, lavabi comuni;6, orinatoi; 7, lavandini; 8, vasi igienici normali; 9, docce; 10 vuotatoi; 11, bagni; 12, bid; 13, lavabi a colonna; 14, vasi igienici ad aspirazione; 15, scarichi a terra; 16, vasi alla turca; 17, diramazioni di ventilazione; 18, presa d'aria; 19, valvola a chiusura automatica; 20, canna di ventilazione ambientale ( indispensabile nei locali privi di finestre e nel quali siano posti i opera apparecchi ad acque di scarico nere o gialle; 21, bocche di aspirazione; 12, bocche a gas per riscaldare l'aria nell'interno della canna promuovendone l'ascensione; 23, campana di aspirazione del sistema ai ventilazione per gli orinatoi; 24, sifoni da pavimento (usati per vasche da bagno e bid); 25 piatto di lastra d piombo per impedire che eventuali infiltrazioni vengano assorbite dalla muratura; 26, collettore di scarico degli apparecchi; 27, tappo all'estremit per permettere la pulizia del collettore: 28, pozzetto in muratura; 29 sifone.

sifone colonna di scarico imbraga ridotta mm 80/100

fogna mm 100 Impianto sanitario di casa a due appartamenti su due piani colonna di ventilazione colonna in ghisa mm 80 in ferro 1 1/2'' bocchettone in piombo mm 80 vasca da bagno lavabo mm 100 scatola sifonica piombo lavandino sifone in piombo mm 40

cucina

bagno

Pianta del piano terra

bagno Pianta del 1 piano

l'una o l'altra connessione

cucina

curva da mm 80 / 100 fogna mm 100 Impianto sanitario di una casa su due piani

Pianta del piano terra

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IMPIANTI SANITARI
SCHEMI DI IMPIANTI
presa d'aria mm 100 sifone in ghisa 50 50 ventilazione valvola d'aria scarico A in muratura con intonaco interno liscio in cemento

coperchio in ferro o ghisa a doppia chiusura ermetica ispezione 3050 tubo ferro aperto superiore Particolare del pozzetto in muratura alla base delle colonne di scarico A, pianta; B, sezione. alla fogna B

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230b

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IMPIANTI SANITARI
APPARECCHI ED INSTALLAZIONI
PREPARAZIONE DEL RUSTICO Per evitare le demolizioni delle murature, cos costose e dannose, consigliabile, prima di iniziare una costruzione, avere le piante esecutiveaggiornate degli impianti con le indicazioni delle tracce da lasciare nelle strutture murare per il passaggio delle tubaintercapedine SEZIONE A A rustico solaio gabinetto rustico solaio piano generale ventilazione 40

scarico ventilazione C C scatola sifonata piombo 100 doccia alta a snodo SEZIONE C C rubinetto doccia rubinetto vasca scarico

12

14

12

25 41.5

orinatoi a stallo verticale o vuotatoi. VASCHE DA BAGNO


A A

Particolare orditura dei solai per ottenere una intercapedine lungo i muri esterni longitudinali

zioni. Nelle costruzioni a solai in c. a., od a travetti armati le difficolt di ricavare le incassature per la posa in opera delle diramazioni degli impianti igienici vengono spesso superate adottando l'accorgimento di eseguire il rustico dei solai dei gabinetti sanitari a quotainferiore rispetto a quella del piano generustico solaio gabinetto A rustico solaio piano generale

Le vasche da bagno sono generalmente eseguite in ghisa smaltata, acciaio smaltato od in gres porcellanato (queste ultime poco usate per il loro eccessivo peso e costo). La forma pi corrente quella allungata con dimensioni in pianta variabili da m 1,70 X 0,70 a m 1,80 X 0.80; la profondit media ordinariamente di m 0,40 0,45. Le capacit corrispondenti possono stimarsi in media da 120 a 150 litri per normale altezza d'acqua. Le vasche vengono lasciate al naturale quando non vi sono prevalenti ragioni estetiche: nella maggior parte dei casi esse vengono rivestite dai lati liberi con marmo, mattonelle smaltate o ceramiche, lastre di opalina, mosaico ceramico o vetroso, ecc. Nelle cosiddette vasche a grembiale il rivestimento esterno dello stesso materiale che costituisce la vasca e che nasconde la conca interna; questo rivestimento pu essere esteso su di un solo lato (per posa in nicchia), su due lati (per posa d'angolo), o su tre lati (per posa a parete). Nei locali da bagno per degenti in ospedale la vasca preferibilmente libera da tutti i lati; inoltre buona norma eseguire uno zoccolo rientrante nella parte inferiore per agevolare l'opera dell'infermiera. Sono ottime per l'utilizzazione e l'aspetto vasche basse e quelle incassate nello spessore del solaio, ma la loro installazione involge notevoli

200 troppo pieno con comando chiusura

scarico 40 > 1%

20

deviatore vasca doccia L/2 L/3

attacco a baionetta L

Gruppo per vasca con deviatore vasca-doccia doccia a mano con tubo flessibile, attacco alto porta doccia a baionetta, disposizione laterale.

problemi di evacuazione delle acque e di struttura. Rubinetterie a) Scarico: pu essere a catenella oppure del tipo rigido comandato da pomolo o da leva. Ormai sono poco usati gli scarichi a catenella. Si applicano generalmente i sistemi rigidi, che possono avere lo scarico con tappo smerigliato azionato da saltarello comandato da una leva generalmente disposta sulla rosetta del troppo-pieno, oppure possono avere lo scarico del tipo a colonna; in questo caso manca l'orifizio del troppo-pieno sulla parete interna della vasca perch la colonna stessa che agisce come organo per mantenere il livello. Lo scarico del tipo

SEZIONE B B

rale. A = 10 cm se nei gabinetti non vi sono che lavabi, bid, fontanelle; = 15 cm se vi sono orinatoi sospesi a parete, lavandini o vasche da bagno; = 25 cm se vi sono vasi a scarichi a pavimento; = 40 cm se vi sono vasi alla turca,

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IMPIANTI SANITARI
APPARECCHI ED INSTALLAZIONI
a colonna con troppo-pieno interno presenta per Iinconveniente di trattenere al suo interno sudiciume che accumulandosi durante un bagno pu poi contaminare l'acqua per unsuccessivo servizio. b) Erogazione: regolata da un gruppo di rubinetterie a muro generalmente incassato. La miscelazione dell'acqua fredda e calda pu essere regolata manualmente agendo sui due rubinetti, oppure automaticamente attraverso un regolatore termostatico. Quando esiste anche la doccia (del tipo a telefono o a braccio fisso) si possono avere due gruppi di rubinetterie indipendenti, oppure un solo gruppo con deviatore vasca-doccia. La bocca di erogazione pu essere a muro, esternamente alla vasca, oapplicata internamente alla vasca nella parete di estremit; in quest'ultimo caso necessario che vi sia un sufficiente dislivello tra la bocca di erogazione e lo scarico del troppo-pieno per evitare qualsiasi possibilit di contaminazione.

Accessori Sulla parete laterale si applica di solito un portasapone incassato nel muro, generalmente eseguito in porcellana dura vetrificata; pu essereanche installata una maniglia di appoggio per facilitare, l'entrata e l'uscita dalla vasca.

70 80

75 80

64

170 180 170 180 60 42 46 56.5 107

A, vasca da rivestimento in ghisa o in acciaio smaltato; B, vasca a grembiale (tipo ad angolo) in ghisa smaltata o gres porcellanato (fire clay); C, vasca a sedile in ghisa o acciaio smaltato.

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231b

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IMPIANTI SANITARI
APPARECCHI ED INSTALLAZIONI
bocca di erogazione rubinetto
erogazione intermittente (automatica) o con comando (continuo a flussometro) tubo Ferro zincato 3/4" 2040

rubinetto di arresto

7981

sifone a battiglia 12
5065 100130 pavimento finito lastra di piombo

Lavabo a colonna 2,5

4060

piano rustico

scatola sifonata scarico piombo 60

Orinatoio a stallo. A, pianta; B, sezione


32

VUOTATOI Questi apparecchi servono per lo scarico di materie liquide e solide che ostruirebbero le comuni diramazioni di scarico; a tal fine il diametro del foro di scarico deve essere almeno di mm 80, e, nel caso di ospedali, almeno di mm 100. Possono essere costruiti in porcellana comune, in porcellana dura vetrificata, in ghisa smaltata e, per i tipi pi grandi, in gres porcellanato. Le dimensioni usuali sono: lunghezza cm 5060, larghezza 4250, altezza 5055, per i tipi pi comunemente adoperati con piede di sostegno. La rubinetteria pressappoco quella dei vasi con l'avvertenza che la cassetta alta deve avere una capacit non inferiore ai 16 litri e il flussometro deve essere da 1/14". Possono essere muniti di apposita griglia ribaltabile per l'appoggio dei secchi; in tal caso occorrono due rubinetti di attingimento a muro per acqua fredda ed acqua calda. l vuotatoi possono anche essere a due bacinelle, una per lo scarico dei recipienti e l'altra per il loro lavaggio; negli ospedali possono essere muniti di due zampilli verticali per il lavaggio dei pappagalli e dei vasi o padelle.

5575 Pianta lavabo


ORINATOI Gli orinatoi si distinguono anzitutto in orinatoi a stallo verticale ed in orinatoi sospesi. Gli orinatoi a stallo verticale vengono normalmente costruiti in gres porcellanato e in ghisa porcellanata. Le dimensioni pi usualmente impiegate sono le seguenti: tipo piccolo, altezza cm 110, larghezza cm 50, profondit cm 20; tipo medio, altezza cm 120, larghezza cm 60. profondit cm 30: tipo grande, altezza cm 140, larghezza cm 65, profondit cm 40. Ordinariamente vengono. montati con una pedana antistante a piano pavimento dello stesso materiale dell'apparecchio; si esegue in tal caso il pavimento con un leggero declivio verso la pedana stessa in modo da convogliare nello scarico dell'orinatoio anche le acque di lavaggio del locale. Questo sistema involge la necessit di incassare l'apparecchio in uno spazio libero nello spessore della soletta. Quando ci non risulta possibile, gli apparecchi si montano con le pedane sopraelevate rispetto al pavimento del locale con un gradino di 1215 cm; in tal caso occorre una griglia sifonata di scarico nei pavimento del locale. Nei riguardi della posa in opera da prescrivere l'adozione di una lastra di piombo di 23 mm di spessore sul piano di posa dell'orinatoio, estesa oltre la pedana da un lato e lungo la parete per un certo tratto dall'altro. GIi orinatoi si montano il pi delle volte in batteria: in tal caso bene che siano separati l'uno dall'altro di 30 40 cm, preferibilmente con una paratia di divisione di marmo, di gres porcellanato o di metallo smaltato. Se la spazio limitato essi possono essere accostati con i giunti ricoperti da pezzi speciali dello stesso materiale dell'apparecchio, detti coprigiunti ; in tal caso gli apparecchi, per questioni di decenza, devono essere della massima profondit. Gli orinatoi sospesi si fabbricano in porcellana comune, porcellana dura vetrificata, in ghisa porcellanata ed anche in gres porcellanato (per tipi grandi), Le dimensioni normali sono le seguenti: sporgenza cm 3037,altezza cm 4580, larghezza cm 3245. Si costruiscono pure per installazione ad angolo. Possono altres essere fabbricati del tipo ad aspirazione con sifone incorporato nell'apparecchio. Il lavaggio degli orinatoi pu essere automatico o manuale. Con il primo sistema una cassetta alta si scarica automaticamente ad intervalli; l'intermittenza regolata mediante rubinetto a chiave asportabile. Il comando manuale pu consistere in un rubinetto a volantino od a chiave asportabile o in un flussometro comandato da un pulsante o meglio da un pedale a pavimento.
37 51

42

altezza bordo dal pavimento

60

B Orinatoio a parete. A, pianta; B, sezione

50 griglia ribaltabile

entrata acqua per il lavaggio da cassetta o Flussometro LAVAPIEDI Questi apparecchi sono generalmente usati per stadi, palestre. caserme, collegi, ecc. Constano di una bacinella di porcellana dura vetrificata, di gres porcellanato o di ghisa porcellanata, di forma rettangolare con lunghezza di cm 4550 e larghezza di cm 4045. La profondit normalmente sui cm 20. Possono essere dotati di poggia piedi. Le rubinetterie di scarico e di erogazione sono simili a quelle descritte per i bid,

53

B Vuotatoio ad aspirazione. A, pianta; B, sezione

4045

4550

2025

FONTANELLE Possono essere costituite da una speciale vaschetta munita di bordo per il fissaggio al muro, oppure possono consistere in colonnette isolate la cui sommit conformata a vaschetta. Il materiale solitamente la porcellana comune o la porcellana dura vetrificata. Le dimensioni d'ingombro del beverino a muro sono usualmente di cm 4045 di larghezza per cm 3840 di sporgenza, con altezza di cm 2526 La rubinetteria preferibile quella che presenta il bocchino di erogazione con getto parabolico ad uso anticontatto per la massima igiene. Il rubinetto normalmete a molla a chiusura automatica per evitare eccessivo spreco di acqua; vi pu essere inoltre una valvola di riduzione delle pressione sul tubo di apporto. Lo scarico libero e munito di griglia.

Lavapiedi. A, pianta; B, sezione.

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234

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IMPIANTI SANITARI
APPARECCHI ED INSTALLAZIONI
gruppo rubinetteria con doccetta

3840 135156 4045


uscita a getto

5055

tubo ferro zincato 1/2''

sifone 30

rubinetto a molla regolazione valvola riduttrice di pressione

85-90

B
Lavandino in gres porcellanato (fire clay) a due bacini e scolatoio per installazione su armadietto o su banco. Rubinetterie a) Scarico: la chiusura pub essere con tappo a catenella, oppure pu aversi lo scarico libero protetto da griglia. Dalla piletta le acque passano alla tubazione di scarico attraverso il sifone che normalmente del tipo ad S , a bottiglia, o ad orologio. Talvolta inserito nella piletta a scarico libero un dispositivo meccanico di triturazione dei rifiuti alimentari chiamato dissipatore, che permette l'immissione nella tubazione di scarico, previa opportuna diluizione, delle sostanze immesse e specialmente di quelle organiche rapidamente fermentabili. b) Erogazione: avviene attraverso un solo rubinetto oppure attraverso un gruppo miscelatore quando esiste la distribuzione di acqua calda per il lavandino. Il gruppo pu essere installato a muro oppure sul bordo del lavandino. Talvolta fa parte del gruppo una doccia, collegata con tubo flessibile al miscelatore, per facilitare il lavaggio delle stoviglie con getto spostabile. Recentemente si sono diffusi rubinetti di regolazione a passo rapido che permettono la manovra completa del volantino con una frazione di giro.

Beverino. A, pianta; B, sezione. LAVANDINI l lavandini normalmente usati per case di civile abitazione possono essere di gres porcellanato, ghisa o acciaio porcellanati, acciaio inossidabile; per i tipi pi piccoli pu essere anche impiegata la porcellana dura vetrificata. Le dimensioni normali sono approssimativamente per il tipo piccolo cm 45 x 40, per il tipo medio cm 60 x 45, per il tipo grande cm 80 x 45 se il lavandino ad una bacinella; per il tipo piccolo cm 80 x 40, per il tipo medio cm 90 x 45 e per il tipo grande cm 110 x 50 se il lavandino a due bacinelle. Il modello pi semplice costituito da un bacino rettangolare, provvisto di accessori di rubinetteria e di scarico; ma il pi delle volte si adopera unito ad uno scolatoio per la deposizione delle stoviglie o vetrerie dopo il lavaggio. Alcuni tipi hanno lo scolatoio incorporato in un sol pezzo con il lavandino propriamente detto, mentre altri l'hanno staccato ed applicato lateralmente per sovrapposizione. lo scolatoio pu avere lunghezze variabili da cm 50 a cm 75. In questi ultimi tempi si sono molto sviluppati i lavandini a due scompartimenti di capacit diversa, di cui l'uno (con tappo di chiusura) adibito al lavaggio e l'altro (con scarico libero) destinato al risciacquo. In ogni caso i fori di scarico devono essere sempre protetti da griglia. 4580 5075

USO DEI COLORI CONVENZIOCONVENZIONALI NEI PROGETTI DI IMPIANTI conveniente adottare negli scherni facenti parte del progetto degli impianti sanitari gli stessi colori che vengono generalmente usati negli impianti tecnologici e industriali con tubazioni in vista. Com' noto, non vi ancora uniformit nella scelta di tali colori. In riferimento ai pi recenti criteri unificativi della lnternational Organization for Standardization , Ente di unificazione per la zona europea, consigliabile ricorrere a pochi colori base (dei quali parecchi gi in uso) per i fluidi fondamentali; su questi si potranno applicare a giusti intervalli alcune strisce di altro colore in relazione alle necessarie sottodistinzioni del fluido di base (indicazioni del Colorificio Max Mayer): Acqua Colore base: verde Potabile: verde continuo Non potab.: verde con strisce nere Riscald.: verde con strisce gialle Raffredd.: verde con strisce bianche Calda: verde con strisce rosse Distillata: verde con strisce blu Aria Colore base: blu Condizionamento: blu continuo Compressa: blu con strisce rosse Vuoto: blu con strisce bianche Vapore Colore base: rosso Bassa pressione: rosso continuo Alta pressione: rosso con strisce gialle Riscaldamento: rosso con strisce verdi Di scarico: rosso con strisce nere Gas Colore base: giallo Di citt: giallo continuo Ossigeno: giallo con strisce bianche Azoto: giallo con strisce verdi Metano: giallo con strisce brune

4045

gruppo rubinetteria per cucina con braccio girevole installa parete

8590

Lavandino in gres porcellanato (fire clay) ad un bacino con scolatoio per installazione su mensole

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IMPIANTI SANITARI
SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA
SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA PER PICCOLI AGGLOMERATI
Per lo smaltimento dei liquami luridi provenienti dagli impianti di scarico interni di ristretti agglomerati edilizi (in genere di non pi di 300-400 anime), in mancanza di fognatura dinamica e con un approvvigionamento idrico medio di 80-100 litri/ab giorno, attualmente vengono presi in considerazione, in linea generale, la fossa settica ad uno o pi comparti e la vasca di tipo lmhoff speciale, quali trattamenti primari, ed il pozzo perdente, la subirrigazione ed il letto percolatore, quali trattamenti secondari. Pozzetto di deposito per le sostanze grasse. - Gli impianti di trattamento e smaltimento dei liquami luridi, provenienti da abitazioni o piccole industrie, possono presentare inconvenienti nel loro funzionamento per la presenza di sostanze grasse, la maggior parte delle quali provengono dalle cucine o da lavorazioni artigiane. quindi opportuna l'adozione di scatole e pozzetti condensagrasso o nei vari ambienti dove si scaricano dette sostanze (cucine) o all'uscita della tubazione di scarico interno. Funzione della fossa settica. - Il liquame proveniente dagli scarichi ed immesso nella fossa presenta un flusso molto lento, in modo da poter distinguere nettamente tre strati: il crostone superficiale formato da detriti vegetali, grassi ed altre sostanze galleggianti, la strato di fondo dove si depositano i materiali pi pesanti ed i solidi sedimentabili non decomponibili, e quello intermedio costituito da un liquido chiaro e giallastra, Il tempo di detenzione va in genere assunto normalmente di 24 ore. Costituzione della fossa settica. Si tratta in genere di una vasca di forma rettangolare con pareti di mattoni e malta di cemento oppure di getto in conglomerato ar26 15 X 40 110 220 26 aeratore 8 30 193 125 155 h 30 30 H 15 wc - cucina 35 X X 5 15 26 40 15 l

mato, impostate su una platea in conglomerato cementizio. Le pareti interne ed il fondo sono rivestiti con intonaco di cemento a doppio strato lisciato: gli spigoli sono notevolmente arrotondati.

15 uscita X

A
38 40 3

20

Fig. 2 Tipo di fossa settica ad un camera A,pianta; B, sezione X-X. Capacit fino a 10 persone o vani utili 7 Consumo medio giornaliero litri 1000 Volume utile 3025 Volume totale 3750
5 40 X a 15 26 c

Fig. 3 Tipo di fossa settica a due camere A, pianta; B, sezione X-X aeratore

30 45 5 30 h 20 H

40

10

15 b 10 lavatoio X

Fig. 4 Tipo di fossa settica a tre camere. A, pianta; B, sezione X-X


30

gres

15 W.C.-cucina

N N. vani utili persone

Consumo medio giornal. in litri 1000 1500 2000 2500

Dimensioni suggerite Lunghezza 1 camera a 160 190 240 260 2 camera b 80 95 120 130 Lunghezza l 100 100 110 110 Altezza liquido h 140 150 150 150 Altezza totale interna H 170 180 180 180
10

Volume utile in litri 1 camera 2240 2850 3960 4290


56 10

Volume totale in litri 1 camera 2720 3420 4750 5150 2 camera 1360 1700 2380 2570

2 camera 1120 1430 1980 2140

7 10 14 17

10 15 20 25

con un contenuto minimo di solidi sedimentabili o sospesi. Per mezzo di un attivo processo di fermentazione anaerobica putrida si ha una progressiva solubilizzczione delle sostanze che costituiscono i due strati, superficiale e profondo, e si avviano verso la mineralizzazione le sostanze organiche disciolte nello strato intermedio. Pertanto il liquido di questo strato non presenta i caratteri, torbidi e maleodoranti dei liquami del deprecato pozzo nero, ma ancora putrescibile e va considerato come un liquame ancora bisognoso di un ulteriore depurazione (Puntoni).
Consumo N vani utili N. persone medio giornal in litri 7 10 14 17 20 27 40 54 10 15 20 25 30 40 60 80 1000 1500 2000 2500 3000 4000 6000 8000 1 camera a 150 160 190 200 230 270 290 300 Lunghezza 2 camera b 75 80 95 100 115 135 145 150

7.5 45 15 30 30

70

grasso

50mm

PIANTA

15 SEZIONE

B
Fig. 1 Tipi di pozzetti condensagrasso A, in calcestruzzo; B, scatola metallica.
Dimensioni suggerite 3 camera Lunghezza l 100 120 120 125 125 150 160 180 Altezza liquido h 140 140 145 150 150 150 180 200 Altezza totale interna H 170 170 175 180 180 180 210 230 1 camera 2100 2680 3300 3750 4300 6070 8350 10800 2 camera 1050 1340 1650 1870 2150 3030 4170 5400 3 camera 1050 1340 1650 1870 2150 3030 4170 5400 Volume utile Litri

10

A
Volume totale Litri 1 camera 2550 3260 3990 4500 5180 7300 9740 12400 2 camera 1270 1630 1990 2250 2590 3650 4870 6200 3 camera 1270 1630 1990 2250 2590 3650 4870 6200

c
75 80 95 100 115 135 145 150

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IMPIANTI SANITARI
SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA
Il fondo viene conformato leggermente a tramoggia per agevolare il deposito e la raccolta del fango. La copertura costituita generalmente da solette in cemento armato gettate fuori opera, munite di chiusini a tenuta. controversa la questione se il tubo di caduta debba essere prolungato nella massa del liquido per fare una chiusura idraulica contro il ritorno dei gas, oppure debba essere tenuto alto per rompere periodicamente il crostone. Una soluzione quella di munire il tubo di caduta, immerso per un buon tratto nella parte mediana, di un prolungamento di aerazione terminante al disopra della falda del tetto. l tubi di afflusso e di efflusso del liquame o di comunicazione tra una camera e l'altra debbono essere di gres, con conformazione preferibilmente ad U con bocche ad una profondit di circa cm 40 dal livello libero, in modo da evitare l'eventuale trascinamento della schiuma superficiale o dei fanghi. L'immissione del liquame viene protetta da apposita solettina armata fungente da paraschiuma. Nei riguardi delle caratteristiche, delle dimensioni e dei campi di applicazione delle fosse ad uno o pi compartimenti, si presentano nelle figg. 2, 3, 4 i tipi di fosse settiche studiati da Buonomini, Noccioli, Braccini. Nei tipi a pi compartimenti la capacit ripartita seguendo il criterio di assegnare alla prima camera, destinata prevalentemente alla decan
10
* Questo numero viene fissato per una dotazione di liquido di 80 l / persona / giorno e per abitazione continua ** Queste profondit possono essere aumentate con opportuna inserzione di anelli Tipo Ager A A1 B B1 B2 B3 B4 D D1 D2 D3 D4 E ed F normale con aggiunta di 1 anello normale con aggiunta di 1 anello 2 3 4 normale con aggiunta di 1 anello 2 3 4 da costruirsi in opera monoblocco N. persone Capacit Diametro utile interno D in litri in metri Altezza Altezza di totale H un anello in metri A in metri Profondit Profondit min. di entrata h in metri ** 0,25 min. di uscita k in metri

* 710 15 20 25 30 40 50 60 80 100 125 150 da 180 in poi 650 900 1100 1500 1900 2300 2700 2900 4000 5100 6200 7300 da 8000 in poi 0,80

1,00

Tipo K

1,50

1,65 2,15 1,90 2,40 2,90 3,40 3,90 2,20 2,80 3,40 4,00 4,60

0,50

0,30

0,50

0,33

0,40

0,60

0,35

0,42

da 2,00 a 2,70

Per forti capacit tipi rettangolari da 3,10 in opera con eventuale regolatore a 5,00 di portata, dissabiatore, grigliatura e scaricatori automatici dei fanghi.

tazione e digestione dei fanghi, un volume doppio della seconda. In commercio esistono molti tipi di fosse settiche particolarmente intese come fosse biologiche , costruite con clementi prefabbricati. In considerazione del fatto che il liquido di dette vasche presenta una certa quantit di solidi sedimentabili, la rimozione dei fanghi dovrebbe essere effettuata a pi brevi intervalli di tempo: comunque, il liquido deve essere sempre sottoposto ad ulteriori trattamenti secondari prima di essere immesso in corsi d'acqua con minima diluizione.

a
D h
0,901,00

2 3 k camera di chiarificazione min. 2,31 media 3,16 max 5,41

Vasca d tipo lmhoff. - da prendere in considerazione la possibilit del suo impiego quando il numero di utenti da servire alquanto consistente (> 50 secondo Buonomini), per consentire una maggiore regolarit del flusso: detto impiego per subordinato, secondo alcuni autori (Buonomini e Coli.), all'adozione di un letto percolatore come trattamento secondario o ad una sufficiente diluizione nel recipiente finale, non essendo adatti i procedimenti di smaltimento nel terreno per il forte potere di intasamento dei liquami chiarificati nelle vasche lmhoff, i quali sono ricchi di solidi sospesi e possono ancora contenere solidi sedimentabili. Secondo altri, il liquame chiarificato affluente dalla vasca di tipo lmhoff potrebbe egualmente essere smaltito sia con i letti percolatori sia con i sistemi a disperdimento nel terreno, sotto determinate condizioni. La vasca del tipo lmhoff simile a quella adottata nei grandi impianti, per con l'aggiunta di particolari caratteristiche atte a renderla idonea a piccoli impianti, quali l'aumento del periodo di detenzione a 12 ore.

7 8 H 6

7 8 A camera dei fanghi

b
Fig. 5 Fossa settica prefabbricata (tipo K-Caser)

min. 0,90 media 1,35 max 1,60 Fig. 6 Fossa settica cilindrica prefabbricata (Ediltecnica)

Dati di massima per il dimensionamneto delle vasche di tipo Imhoff Abitanti 40 60 80 100 125 150 f 2,40 2,40 2,40 2,40 3,00 3,00 Compartimento di sedimentazione m A B E L 1,60 1,10 1,10 0,20 2,50 2,40 1,25 1,25 0,28 3,00 3,20 1,40 1,40 0,28 3,30 4,00 1,50 1,50 0,28 3,50 5,00 1,65 1,65 0,30 3,70 6,00 1,70 1,70 0,30 4,00 Compartimento di digestione m C D L 4,00 1,60 1,10 2,50 6,00 1,90 1,20 3,00 8,00 1,90 1,30 3,30 10,00 2,00 1,40 3,50 12,50 2,15 1,50 3,70 15,00 2,25 1,70 4,00

a, sezione orizzontale; b, sezione verticale. 1, inserzione anelli per maggiori profondit tubazioni; 2, chiusino; 3, vano di raccolta e ossidazione del fango galleggiante; 6, vano di raccolta e digestione del fango pesante; 7, percorso fanghi galleggianti; 8, percorso fanghi pesanti; 9, percorso prodotti di digestione dei fanghi; 10, percorso acque durante la chiarificazione.

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IMPIANTI SANITARI
SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA
carta imballo 70 30 carta imballo

60

26 100200 26

60

60

40 100200 40

60

Fig. 8 - Tipi di pozzo pendente A, in muratura di mattoni; B, in muratura di pietrame a secco (da Buonomini, Noccioli, Braccini). 300450 100mm 100mm Pozzo perdente. - E un imaeratore 80 pozzetto pianto di trattamento seconda- distributore 200 60 rio del liquido effluente dalla SEZIONE A-A 300450 25 70 25 fossa settica mediante unopportuna dispersione nel terreno. Appare particolarmete utile la sua adozione quando POZZETTO DISTRIBUTORE carta imballo 140 la quantit di liquame modesta e non si dispone di notevoli 100mm 165 200 80 estensioni di terreno. Capacit 40 12 preferibile pari ad almeno la 40 65 met del volume di liquame da 25 smaltire giornalmente. 20 100680 30 I pozzi perdenti hanno una 30 6 forma normalmente circolare con diamentro interno non su20 periore ai m 2,00. 25 La struttura e le caratteristiche 90 40 130 120700 principali di alcuni tipi di pozzi 6 25 sono visibili nelle fig. 8 e 9. 12 20 20 70 20 Il dimensionamento di mas110 sima pu ricavarsi dalla ta12 bella seguente che indica per i 60 vari terreni la superficie laterale utile da assegnare. pietrame disposto a mano 60 25 25 60 150 320 Fig. 9 - Tipo di pozzo assorbente o pendente 100mm pozzo assorbente

25

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238a

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SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA
90 20 210 100mm L40x40 20 90 20 30 20 45 75mm 30 T60x60 280 410 20 1 75mm 80 20 20 40 28 20 28 93 T60x30 40 12 100mm 178

20

110

220

30

T60x30 93 93 L40x30

80 L40x40 100mm

125

40 120 40 20

108 12 110 15

250

240

28 25 80

20 7 53 28 20 40 30 20 178 125

3 Fig. 7 - Tipo di vasca Imhoff per i piccoli impianti 1, pianta; 2, sezione longitudinale; 3, sezione trasversale.

320

T 60x30 20 Tavole legno catramato 20 2 30 180

120 40 20

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SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA
Tab. 1 Dimensionamento della superficie laterale dei pozzi perdenti in relazione alla natura del terreno.
Natura del terreno Sabbia grossa o pietrisco Sabbia fine..................... Argilla sabbiosa............. Argilla com molta sabbia o pietrisco..................... Argilla con poca sabbia o pietrisco..................... Superfici laterali in m per persona Abitazioni Scuole Camping (100 l/g/ab.) (40 l/g/al.) (50 l/g/camp.) 0,50 0,20 0,25 0,75 0,30 0,40 1,25 0,50 0,60 2,00 4,00 0,80 1,50 1,00 2,00
La sub-irrigazione semplice consiste nell'immissione del liquame proveniente dalla fossa settica in una rete variamente ramificata di tubi distributori in calcestruzzo o in gres o in cemento amianto, disposti a circa m 0,500,70 di profondit in trincee scavate nel terreno e circondati da strati di ghiaia in modo da evitare l'intasamento per via della terra. l tubi sono lievemente accostati l'un l'altro e la zona di giunzione viene coperta superiormente da manicotti di protezione. Il liquame si distribuisce e si disperde quindi nel terreno ossidandosi completamente. La rete di canali distributori alimentata mediante un sifone di cacciata del tipo di quelli normalmente adottati nelle fognature. In fig. 11 si presenta un sifone del tipo ADAMS. Per stabilire quale debba essere la lunghezza complessiva dei tubi distributori in funzione del numero di utenti e della natura del terreno, ci si pu basare in via di primo orientamento sui dati della Tabella 2. Per un dimensionamento pi preciso occorre basarsi su prove di permeabilit del terreno (test di percolazione). Sub-irrigazione drenata. - Se il terreno risulta poco permeabile si pu adottare il sistema della sub-irrigazione drenata, situando nella trincea, al disotto della tubazione immittente, una tubazione di minore diametro che raccoglie il residuo liquame non disperso per convogliarlo alla fine in un pozzo perdente, oppure in un fosso od in un solco del terreno.

Quando si istituiscono pi pozzi (il che buona norma), essi verranno alimentati a mezzo di un pozzetto distributore, che presenta la possibilit. mediante la manovra di saracinesche, di inviare il liquame alternativamente nei vari pozzi. Sub-irrigazione. - Rappresenta il trattamento secondario elettivo per un liquame uscente dalla fossa settica, quando vi sia spazio abbondante presso l'edificio od il gruppo di edifici e la falda idrica abbia un livello alquanto profondo. A questo proposito le prescrizioni della distanza tra il massimo livello della falda e il fondo della trincea drenante variano alquanto secondo le indicazioni dei vari autori: in Italia si ritiene sufficiente che essa sia superiore a m 1,00.

Tab. 2 Lunghezza dei tubi distributori per sub-irrigazione


Natura del terreno Lunghezza di tubazione per persona Abitazioni Scuole Camping (100 l/g/ab.) (40 l/g/al.) (50 l/g/camp.) 3 1,2 1,5 4 1,6 2 5 2 2,5 7 10
80

20

230 190

20 20

1
30-50

35 35 sifone di cacciata

110

70 20

A
20 15 35 12 80 25 30
7 40 15

60 15

30-50 30 30 30

15 20

Sabbia grossa o pietrisco Sabbia fine..................... Argilla sabbiosa............. Argilla com molta sabbia o pietrisco..................... Argilla con poca sabbia o pietrisco.....................

2,8 4

3,5 5

75

100

15

sifone di cacciata 120-180 137

30

50

10

15 110 60 80 mm 65 80

Fig. 11 Sifone di cacciata per reti di sub-irrigazione A, pianta; B, sezione.

2
in terreno compatto

in terreno sabbioso o molto sciolto


80 50 15

60

40

40

p = 23%

45

carta imballo 100 mm

30

p = 23%
15

p = 23%
30 15 40 40 15 40 40

40

40

Fig. 10 Reti di canali distributori per sub-irrigazione semplice


1, campi di dispersione: A, in terreni piani; B, in terreni inclinati; 2, trincea in terreno permeabile; C, sezione trasversale; D, sezione longitudinale (De Martino e Passaro).

Fig. 12 Sub-irrigazione drenata. Trincea in terreno poco permeabile


A, sezione trasversale; B, sezione longitudinale

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239

Manuale dellArchitetto

IMPIANTI SANITARI
SMALTIMENTO LIQUAMI DI FOGNA
Letto percolatore. - Per il trattamento secondario percolatore . dei liquami luridi di piccoli agglomerati pu ben adoperarsi il letto percolatore, quando non si possa ricorrere alla dispersione nel terreno e ci sia disponibilit di carico (circa m 2,50-3,00). Qualora il trattamento primario avvenga in una vasca tipo lmhoff, il numero di utenti che pu servire pu essere raddoppiato nei rispetti della fossa settica. Nel letto percolatore il liquame chiarificato subisce una intensa ossidazione, attraversando una massa di pietrisco o di scorie d'alto forno, dimensionata in ragione di ml 1 di letto per ogni 4 abitanti. L'affluente del letto percolatore pu scaricarsi direttamente in un piccolo corso d'acqua, a meno che il numero di utenti superi il centinaio, nel qual caso occorre l'istituzione di una seconda vasca lmhoff di decantazione finale. Nella Fig. 13 sono rappresentate la costituzione e la struttura, nonch le caratteristiche e le dimensioni di un letto percolatore proposto da Buonomini e coll. per un liquame di fossa settica e per un numero di utenti fino a 50. uscita 20 10
C

Schemi d'impianto. In relazione ai tipi di trattamenti precedentemente citati si indicano nella seguente tabella 3 alcuni dei princi-

pali schemi d'impianto che possono essere usualmente adottati, insieme con le corrispondenti condizioni di applicazione.

N.

Denominazione dell'installazione Fossa settica ad una camera ed uno o due pozzi perdenti

Schema

Utenti Condizioni serviti di applicazione In relazione ad una normale permeabilit del terreno e ad una adeguata profon 25 dit della falda freatica.

10

Fossa settica a due camere ed uno o due pozzi perdenti Fossa settica a due camere e subirrigazione Fossa settica a tre camere e subirrigazione Due fosse settiche a tre camere e e sub-irrigazione irrigazione Fossa settica a tre camere e sub-irrigazione drenata Due fosse settiche a tre camere e e sub-irrigazione irrigazione drenata Fossa settica a tre camere e letto percolatore Vasca Imhoff e letto percolatore Vasca Imhoff-letto percolatore-vasca Imhoff

26 A

b
gres

a
B 15 26 entrata lastra forata ondulata
ghiaia del 5 D

3 4 1 5

60 80

In relazione ad una normale permeabilit del terreno e ad una sufficiente super-

80 10 120 30

bascula

160 ficie disponibile. In relazione ad una normale permeabilit del

ghiaia dell' 8

6
pillore del 1520 entrata bascula in legno

80

2 7

tubo fibrocem 4 con anima in ferro e malta cementizia

terreno e ad una 160 sufficiente superficie disponibile. In relazione ad un suffic. dislivel. tra quota di immissione e quota di scarico, ed alla 100 scarsit di superficie disponibile 50 c.s. quando il numero di utenti 200 supera il centinaio Vasca tipo Imhoff Rete di canali Pozzo perdente Letto percolatore

uscita

3
SEZIONE LONGIT. SEZIONE TRASVERS. in legno pitch-pine catramato

10

lastra ondulata e forata perno con supporto in bronzo


3

Fossa settica ad una camera 4 Fossa settica ad due camere Fossa settica ad tre camera Vaschetta di partizione o di cacciata

Fig. 13 Tipo di letto percolatore per piccoli impianti 1, pianta; 2, sezione A-B; sezione C-D; 4, particolare Per capacit fino a 50 persone a= m 3,70; b = m 1,70 Per capacit fino a 25 persone a= m 2,60; b = m 1,20 Per capacit fino a 15 persone a= m 1,85; b = m 0,85

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240

Manuale dellArchitetto

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOSIFONE
DATI GENERALI DI CALCOLO Il calore fornito artificialmente ad un ambiente deve compensare, per ogni intervallo di tempo, in condizioni di regime, le perdite per trasmissione attraverso le pareti che delimitano l'ambiente medesimo ed attuare il riscaldamento ed, eventualmente, l'umidificazione dell'aria di ventilazione (cio della quantit d'aria introdotta, nello stesso tempo, dall'esterno all'interno del locale). La determinazione della quantit di calore trasmessa, ogni ora, attraverso una parete piana che divide due ambienti a temperatura diversa, si effettua mediante l'espressione: Q = C S (T - t) ove Q rappresenta la quantit di calore cercata, S l'area della superficie della parete, T e t le temperature dei due ambienti. Qualora la S venga espressa in m, T e t in C e Q in grandi calorie per ora (kcal/h), i valori del coefficiente C (coefficiente di trasmissione della parete) risultano dallo specchio che segue, riferito alle strutture pi frequenti nell'edilizia civile. Nel caso si avesse a che fare con strutture diverse da quelle riportate nello specchio suddetto, se ne potr calcolare il coefficiente di trasmissione C con la: l coefficienti di conduttivit termica interna sono desumibili dalla tabella seguente. Qualora la parete comprenda delle intercapedini di aria, se la larghezza dell'intercapedine inferiore a 1,52,5 cm si tien conto dell'effetto contemporaneo del passaggio di calore per adduzione tra parete e aria, e di quello per conduttivit interna nell'aria stessa (coefficiente c di quest'ultima 0,02 kcal/m h C); se la larghezza dell'intercapedine maggiore di 2,5 cm circa, ed questo il caso pi frequente, si trascura la conduttivit interna dell'aria: nell'espressione di C vengono cosi ad aggiungersi semplicemente, al denominatore, due termini del tipo 1/k in cui k si usa assumere di solito uguale a 10 kcal/m h C. La resistenza termica dell'intercapedine diventa, in questo caso, praticamente indipendente dallo spessore. La quantit di calore occorrente ogni ora per riscaldare laria di ventilazione si pu calcolare con la formula: Qv=0,3 V (Tt) essendo V il volume di aria introdotto ogni ora espresso in mllh, T e t le temperature interna ed esterna in IC. Il volume V viene di solito messo in relazione al volume Va dell'ambiente ponendo: V= Va ad si possono attribuire, per ventilazione naturale, i seguenti valori: = 0,51 per stanze di abitazione, di ufficio ecc; = 12 per atri, ingressi, mostre, officine, ecc. =23 per gabinetti, cucine ecc. Qualora si trattasse di ventilazione forzata i valori di sarebbero generalmente diversi: ma la questione rientra allora nel campo degli impianti di termoventilazione o di condizionanento ai quali si accenner in seguito. Il calore per l'umidificazione dell'aria si pu ritenere pari, in media, a 23 kcal/m di aria di rinnovo. Per quanto riguarda i valori da assegnare a T e t che compaiono in tutte le formule sopra riportate si pu dire che: a) per la scelta del valore di T si seguono i seguenti criteri: se si tratta di ambienti destinati al riposo o ad attivit che non implichi lavoro fisico oltre il normale movimento (ad es.: abitazioni, uffici), si potr assumere T= 1822 C; per ambienti in cui si pu presumere normale movimento delle persone ma abbigliamento delle stesse corrispondente alle condizioni esterne, si sceglier T =1418 C; nel caso di locali in cui si pu presumere che venga svolto un lavoro fisico o che le persone siano in intenso movimento T =1218 C. Nello scegliere i valori di T fra i limiti sopraccennati bisogner tener presente diversi fattori come: modalit di cessione del calore da parte dei corpi scaldanti, estensione delle superfici vetrate, ecc. b) per t si sceglie un valore convenzionale variabile con la localit: nelle pubblicazioni speciali sono normalmente riportati tali valori per le diverse citt d'Italia.

COEFFICIENTI DI CONDUTTIVIT TERMICA INTERNA in kcal/m h C MATERIALI E DESRIZIONE C Acqua............................................ 0,52 Alluminio...................................... 180,00 Amianto (p. spec. 700 kg/m).... 0,20 Amianto (p. spec. 580 kg/m).... 0,15 Aria......................................... 0,02 Ardesia................................. 1,2 Asfalto....................................... 0,5 Calcare da costruzione................ 1,22,5 Cartone...................................... 0,2 Cotone................................... 0,054 Farina fossile in polvere................. 0,08 Feltro................................ 0,07 Ferro (e acciaio)........................... 5060 Fibre organiche alla rinfusa...... (p. spec. 100 kg/m)....................... 0,03 Fibre organiche alla rinfusa (p. spec. 200 kg/m)....................... 0,04 Fibre organiche in lastre (tipo trefex).......................... 0,09 Fibre organiche in lastre (tipo populit).......................... 0,05 Gesso in piastrelle per rivestimenti........................... 0,25 Granito, gneiss...................... 2,73,5 Lana di scorie d'alto forno............ 0,1 Lana di vetro (alla rinfusa)......... 0,06 Legno asciutto................... 0,12 Legno bagnato................... 0,18 Linoleum.................... 0,16 Magnesia (carbonato e amianto)... 0,05 Magnesite refrattaria...................... 1,1 Marmo.......................... 23 Ottone..................................... 70100 Paglia tritata................................ 0,070,08 Piombo.................................. 2629 Pomice (p. spec. 300 kg/m).... 0,08 Pomice (p.spec. 600 kg/m)..... 0,016 Rame.......................................... 300340 Schiuma di gomma..................... 0,027 Segatura di legno.................... 0,06 Sabbia asciutta................... 0,5 Sabbia bagnata....................... 2,0 Seta (cascami)................... 0,048 Stuoie isolanti (p.spec. 250 kg/m) 0,04 Sughero greggio...................... 0,15 Sughero in granelli......................... 0,04 Sughero agglomerato con asfalto in lastre............................................ 0,050,08 Terra.......................................... 2,0 Tufo............................................ 0,30,4 Vetro............................................. 0,65 Zinco.......................................... 95,0

C=

1 1 + S1 + S2 + ..... 1 c1 c2 k2 k1

in cui S1, S2...., sono gli spessori, in metri, dei vari strati di materiali diversi costituenti la parete, C1, C2. . . , corrispondenti coefficienti di conduttivit termica interna, K1, il coefficiente di adduzione tra la parete e l'esterno e K2, l'analogo coefficiente tra la parete e l'interno. Si pu ritenere numericamente: K1 = 1015 kcal/m. h. C K2 = 7 kcal/m. h. C Tali valori valgono per temperature tra 0 e 2030 C, pareti di tipo normale e, per quanto riguarda K1, velocit del vento di circa 15 km/h. Per tener conto dell'influenza che in casi diversi le velocit del vento possono avere sul valore di K1, si usa aumentare empiricamente i valori di C a seconda delle esposizioni e delle localit. Si consiglia cos di aumentare C delle seguenti percentuali: per pareti esposte a Nord 2035% a seconda della localit: per pareti esposte a Est 1025% a seconda della localit; per pareti esposte a Ovest 1020% a seconda della localit; nessun aumento per le pareti sposte a Sud. Naturalmente per esposizioni intermedie si assumono valori intermedi. Si fa notare che i valori di aumento sopra riportati tengono conto oltrech dell'effetto dei venti predominanti nella zona, come gi detto, anche di quello della diversa insolazione alla quale sono sottoposte le varie pareti a seconda della loro esposizione. Non sono per considerati i casi limite di localit in cui si producono frequentemente venti a velocit particolarmente elevate (la bora nelle localit dell'alto Adriatico, per esempio), poich le valutazioni vanno fatte allora caso per caso.

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241a

Manuale dellArchitetto

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOSIFONE
La somma delle quantit di calore anzidette (occorrenti per compensare le trasmissioni di calore e per adeguare alte condizioni interne quelle dell'aria esterna di ventilazione) estesa a tutti gli ambienti del fabbricato e diminuita eventualmente delle quantit di calore che ogni ora potrebbero essere prodotte in alcuni ambienti, (per la presenza di numerose persone, di grandi lampade o di qualsiasi altra notevole sorgente di calore) rappresenta la quantit totale di calore che deve essere fornita, ogni ora, al fabbricato stesso. Un'idea dell'ordine di grandezza di questa quantit di calore si pu avere ritenendo che ad un fabbricato le cui caratteristiche costruttive non si differenzino molto da quelle normalmente adottate in edifici civili (rapporto tra area delle finestre ed area totale delle pareti intorno a 0,3: muri usuali senza particolari accorgimenti isolanti, infissi semplici ad un sola vetro, ecc.) debbano essere fornite 0,9 kcal/'h m di costruzione (vuoto per pieno) e per ogni C di differenza tra le temperature esterna ed interna. necessario ricordare, a questo punto, che i calcoli finora indicati si riferiscono a condizioni di regime. In realt un impianto di riscaldamento non funziona nelle cennate condizioni, sia perch la temperatura esterna in continua e sensibile variazione, sia perch, nella generalit dei casi, l'esercizio degli impianti non continuo, ma viene interrotto per alcune ore della giornata (case di abitazione, uffici, aule scolastiche, ecc.) o addirittura per alcuni giorni della settimana (sale di riunione, aule per conferenze. ecc.). Esistono pertanto dei periodi di avviamento nei quali l'impianto sar chiamato a fornire agli ambienti una quantit di calore maggiore di quella occorrente a regime. Di questo si tien conto empiricamente aumentando di un congruo valore percentuale le quantit di calore da fornire ai singoli ambienti, calcolate come sopra specificato. L'entit di questa aumento dipende da molteplici fattori, quali: la durata del funzionamento e quella dell'interruzione, il periodo di tempo nel quale si vuole che si raggiungano le temperature desiderate, le caratteristiche costruttive del fabbricato per quanto si riferisce alla sua inerzia termica , ecc. Un valore di aumento che d buoni risultati, applicato al caso di edifici per case di abitazione o uffici con orari di funzionamento normali (10 ore di interruzione su 24) dell'ordine di grandezza del 15%. Il fabbisogno di calore cos calcolato pu essere fornito ai locali da riscaldare in modi diversi, che danno luogo ad altrettanti tipi di impianti di riscaldamento. Una classificazione dei diversi tipi viene

PORTE, FINESTRE, LUCERNARI Porta esterna di legno senza vetri... Porta interna di legno senza vetri... Porta interna di legno a vetri... Finestra a 1 vetro con telaio in ferro... Finestra a 1 vetro con telaio in legno Finestra a 2 vetri con telaio unico in ferro.......................................... Finestra a 2 vetri con talaio unico in legno.......................................... Doppia finestra con telai in ferro... Doppia finestra con telai in legno... Lucernai semplici.......................... Lucernai doppi............................. Vetrine........................................

Coeffic. di TRASMISSIONE C 3 2 3 6 5 3,5 2,5 2,5 2 5 2,5 4

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241b

Manuale dellArchitetto

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOSIFONE VALORI DEL COEFFICIENTE C RIFERITI ALLE STRUTTURE PI FREQUENTI NELL'EDILIZIA CIVILE
MURATURE
Spessore della parete

C = kcal/m h C
muratura rustica mur. finita intonaco ~ 1 cm

SOLAI, SOFFITTI E PAVIMENTI

C = kcal/m h C
Spessore della parete
Senza soffitto inferiore

Pavimento Cemento di nudo(senza mattonella soffitto o pavimento) sul cemento

Pavimento di legno

Pavimento di linoleum

Muratura di mattoni pieni

0,12 0,25 0,38 0,50 0,65 0,80 0,20 0,30 0,40

0,12 0,25 0,38 0,50 0,65 0,80 1,96 1,47 1,22

0,12 0,25 0,38 0,50 0,65 0,80 1,47 1,1 0,91

10 15 20 25 10 15 20 25

3,16 2,87 2,58 2,38 1,70 1,60 1,52 1,46 5 4,21 3,70 3,28

2,96 2,72 2,48 2,28 1,60 1,55 1,46 1,41 1,64 1,54 1,50 1,41

1,95 1,80 1,70 1,60 1,26 1,22 1,17 1,12 4,60 3,93 3,46 3,08

2,14 2,00 1,85 1,75 1,36 1,26 1,21 1,17 2,81 2,53 2,34 2,15

solaio del tipo misto con pavimento

Senza di intonaco su leggera armatura

pavimento poggiante direttamente sul terreno senza materiale isolante

10 15 20 25

Muratura di mattoni forati

Muratura di pietrame

0,40 0,50 0,60 0,70 0,80 1,00 0,05 0,08 0,10 0,15 0,20 0,30 0,40 0,60 0,80 1,00

2,1 1,9 1,8 1,6 1,5 1,3 4,2 3,7 3,4 2,9 2,6 2,2 2,0 1,96 1,69 1,41 1,22

1,93 1,76 1,70 1,52 1,44 1,25 3,7 3,5 3,0 2,7 2,4 2,1 1,81 1,60 1,35 1,18

10 20
pavimento poggiante direttamente sul terreno con materiale isolante

0,56 0,56

0,46 0,45

0,56 0,56

0,51 0,51

Calcestruzzo di cemento (per cemento armato il coefficiente aumenta del 10%)

Solaio in legno composto di travicelli e solaio di tavolo

Strato di tavolo su travicelli di legno 1,5 1,8

Muratura di pietrame con parametro di mattoni di ~ 6 cm di spessore

Solaio composto di doppio strato di tavolo e intonaco di soffittatura

Doppio strato di tavolo su travicelli di legno 0,7 1,1

Muratura di pietrame con parametro pietra da taglio di ~ 5 cm di spessore

0,50 0,60 0,70 0,80 1,00

1,74 1,68 1,50 1,41 1,22

1,65 1,59 1,44 1,35 1,17

COPERTURE
(per le coperture piane vedere soli ecc.) Coperture in cotto ardesia artificiale o lamiera

Senza soffittatura (capriate in vista)

Con soffittatura applicata alle capriate

Muratura di mattoni con parametro in pietra da taglio di ~ 5 cm di spessore

0,25 0,38 0,50 0,65 0,80

1,60 1,22 1,03 0,85 0,75

1,48 1,13 0,94 0,78 0,70

8 14

2 2,5

su travicelli Coperture in cotto o ardesia naturale o artificiale Senza materiale isolante 5 1,5 2

Muratura di mattoni forati con parametro in pietra da taglio di ~ 5 cm di spessore

0,20 0,25 0,30 0,40

1,76 1,68 1,37 1,15

1,65 1,59 1,27 0,86


su fondo continuo in tavolo Coperture in cotto o eternit con soffittatura orizzontale

Con materiale isolante tra tavolato e tegole 2 2,5 0,6 0,8

di cemento

0,20 0,30
Blocchi forati di scorie

2,72 2,39

2,53 2,23

0,20 0,30

2,04 1,80

1,89 1,70

Il sottotetto pu essere considerato come un ambiente non riscaldato che si trova ad una temperatura intermedia fra linternna e lesterna e che pu assumersi con sufficiente approssimazione uguale alla media fra le due. Si pu cos calcolare la quantit di calore che passa dallambiente ricaldato al sottotetto attraverso il soffitto al quale si attribuisce un coefficiente di trasmissione compreso fra 4 e 6.

formante ampio sottotetto

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242

Manuale dellArchitetto

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOSIFONE
tubo d'aria vaso d'espansione rete di sfogo d'aria
di singoli appartamenti. In tale sistema la mezzeria delle stufe all'incirca allo stesso livello di quella della caldaia. L'alimentazione effettuata sempredall'alto, cio con la tubazione orizzontale di andata disposta subito sotto il soffitto: quella di ritorno pu essere sistemata al disotto del pavimento o riportata anch'essa al soffitto: si hanno cos due tipi di impianto a livello, il secondo dei quali detto anche a sifone per l'andamento particolare che assume in tal caso la tubazione di ritorno. La circolazione, determinata in linea generale dalle differenze di pressione che si stabiliscono m seguito alle diverse densit del fluido nelle tubazioni, dovuta, in particolare, al progressivo raffreddamento dell'acqua nelle tubazioni orizzontali di andata: perci quest'ultime non debbono mai essere rivestite con isolanti termici, mentre in liea teorica sarebbe conveniente isolare il trattoverticale di salita disposto in partenza dalla caldaia. IMPIANTI Dl RISCALDAMENTO AD ACQUA CALDA A CIRCOLAZIONE FORZATA Sono simili ai precedenti a meno del sistema di circolazione, che in questo caso viene provocata da un mezzo meccanico, consistente generalmente in un'elettropompa centrifuga inserita nel circuito del fluido riscaldante, (fig. 4) normalmente sulla tubazione di ritorno subito a monte della caldaia. Il sistema particolarmente indicato per impianti in edifici estesi ed indispensabile nei casi in cui sia necessario disporre una o pi stufe a livello inferiore rispetto a quello della caldaia. La sua applicazione si sta ora diffondendo,comunque, anche in edifici di modeste dimensioni nei quali venivano prima installati, quasi esclusivamente, impianti a circolazione naturale. Ci dovuto a ragioni sia economiche che tecniche. II costo complessivo della installazione, infatti, in molti casi leggermente inferiore a quello degli impianti a termosifone; inoltre le pi elevate differenze di pressione in giuoco liberano da molte incertezze riguardanti difficolt di circolazione dell'acqua e consentono una maggiore adattabilit dell'impianto alle varie esigenze di distribuzione del fluido scaldante. Naturalmente si rimane vincolati al funzionamento dell'elettro-

andata

ritorno

valvola d'intgercettazione con rubinetto di scarico Fig. 1 - Schema di impianto e termosifone a circolazione naturale
di solito fatta in base allo stato del fluido che circola nell'impianto ed alle modalit secondo le quali il fluido stesso viene fatto circolare. Si hanno cos: a) gli impianti ad acqua calda a circolazione naturale (o a gravit o a termosifone propriamente detti); b) gli impianti ad acqua calda a circolazione forzata (o accelerata o rapida); c) gli impianti a vapore. IMPIANTI Dl RISCALDAMENTO AD ACQUA CALDA A CIRCOLAZIONE NATUNATURALE In questi impianti (fig. 1), la circolazione del fluido dovuta alla diversa densit dell'acqua nei circuiti di andata e ritorno, conseguente alle diverse temperature assunte dall'acqua stessa, che riceve calore in caldaia e lo cede nei corpi scaldanti.L'alimentazione delle stufe fatta generalmente sistemando i tronchi principali delle tubazioni orizzontali, sia di andata che di ritorno, nello scantinato (distribuzione dal basso). Le colonne montanti sono collegate alle estremit superiori con una tubazione (rete d'aria) che normalmente fa capo al vaso d'espansione e che ha lo scopo di eliminare le sacche d'aria che possono formarsi durante il riempimento dell'impianto o nel corso del suo funzionamento, Per questa ragione necessario dare alla rete di distribuzione cosiddetta orizzontale una pendenza del 510% in un senso prestabilito (normalmente a salire partendo dalla caldaia e procedendo verso le varie colonne montanti). Bisogner inoltre aver cura di evitare cambiamenti di pendenza (contropendenze) che darebbero luogo a zone di accumulo dell'aria dannosissime agli effetti della circolazione dell'acqua, a meno di non far coincidere tali cambiamenti con punti di innesto con tubazioni verticali o di munirli di adatti dispositivi per lo sfogo dell'aria (automatici o manuali). Un altro schema frequentemente adottato e che permette forse una pi sicura circolazione dell'acqua nelle tubazioni (specialmente nel periodo di avviamento) quello cosiddetto con distribuzione dall'alto costituito da una colonna montante generale, una rete orizzontale di andata al soffitto dell'ultimo piano disposta nel sottotetto o in un controsofftto, da colonne discendenti verticali e infine da una rete orizzontale d ritorno al soffitto dello scantinato. In tutti i casi gli impianti sono muniti di un vaso d espansione il cui compito di permettere la libera dilatazione del fluido e quindi di evitare sovrappressioni pericolose; esso in comunicazione con l'atmosfera negli impianti ad acqua calda normale, mentre a tenuta d'aria in quelli cosiddetti ad acqua surriscaldata , nei quali, volendo far superare all'acqua la temperatura di 100 necessario mantenere in tutto l'impianto una pressione superiore a quella atmosferica. II volume m litri del vaso d'espansione pu determinarsi empiricamente dividendo per 600700 la potenza massima dell'impianto espressa in kcal/h. Un caso particolare degli impianti di riscaldamento a gravit quello degli impianti a livello, (fig. 2 e 3) cui si ricorre per il riscaldamento autonomo

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243a

Manuale dellArchitetto

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOSIFONE
pompa, sicurezza pressoch assoluta, da questo punto di vista, si pu per ottenere disponendo due di tali apparecchi uno di riserva all'altro. Per qanto riguarda la disposizione delle tubazioni si pu dire che quasi esclusivamente adottata la distribuzione dal basso, con i soliti accorgimenti per quello che riguarda l'eliminazione dell'aria dall'interno dell'impianto. sti ultimi casi solo una parte dell'impianto (caldaia e tubazioni principali) a media o ad alta pressione: questa viene abbassata a qualche decimo di atmosfera a mezzo di riduttori prima che il vapore entri nei corpi riscaldanti. La circolazione dovuta alla differenza tra la pressione del vapore in caldaia e quella nelle stufe; il vapore percorre cos le tubazioni di andata, si condensa nelle stufe e torna in caldaia sotto IMPIANTI DI RISCALDAMENTO forma di acqua. Con particolare riferiA VAPORE mento agli impianti a bassa pressione Si costruiscono impianti a bassa pres- (fig. 5), si accenna che gli schemiadotsione(qualche decimo di atmosfera di tati per la distribuzione del vapore pressione effettiva in caldaia), a media dalle caldaie alle singole stufe e per la (2-3 atmosfere) e ad alta pressione sistemazione delle tubazioni di con(8-10 atmosfere): generalmente inque- densa possono essere diversi: si pu sfogo d'aria avere cosi, per quanto riguarda il vapore, la distribuzione dall'alto (meno usata) e quella dal basso (vedi caso analogo negli impianti d gravit); per quanto riguarda la condensa, la disposizione con tubazioni asciutte o quella con tubazioni annegate: si ottiene l'una o l'altra di queste ultime a seconda che le tubazioni medesime siano disposte sopra o sotto il livello (indicato con n-n in fig. 5) ottenuto aggiungendo a quello dell'acqua incaldaia (indicato con m-m in fig. 5) un'altezza pari alla pressione effettiva di

andata

ritorno Fig. 2 - Schema di impianto a livello con ritorno in basso sfogo d'aria tubo d'aria ritorno a sifone

Fig. 3 - Schema di impianto a livello con ritorno a sifone

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243b

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOSIFONE
rete di sfogo d'aria

vaso d'espansione

andata

ritorno

valvole d'intercettazione delle colonne

idrometro valvole d'intercettazione

Fig. 4 Schema di impianto a termosifone a circolazione accellerata partenza del vapore espressa in m (o mm) di colonna d'acqua. Una particolarit caratteristica delle tubazioni di vapore che sono disposte sempre con una leggera pendenza nel senso del moto del fluido, per permettere all'acqua di condensa che inevitabilmente si forma in tali tubazioni, anche se sono bene isolate, di procedere verso punti prestabiliti di eliminazione, senza creare gravi disturbi alla circolazione del vapore e senza produrre rumori fastidiosi. In tali punti si stabilisce un collegamento tra le tubazioni di vapore e quelle di condensa in modo di permettere all'acqua formatasi nelle prime di passare nelle altre. Questi collegamenti si realizzano, appena possibile, mediante sifoni scaricatori (occorre per che l'altezza del sifone sia perlomeno uguale alla sovrappressione di caldaia espressa in metri di colonna fluida, per evitare il passaggio diretto del vapore nelle tubazioni di condensa) oppure per mezzo di appositi apparecchi (scaricatori di condensa) che permettono il passaggio della acqua, ma non quello del vapore. L'installazione di sifoni o di scaricatori indispensabile, per la medesima ragione sopra esposta, ai piedi delle colonne montanti: inoltre gli scaricatori vengono di solito sistemati sulle uscite di tutti gli apparecchi utilizzatori (radiatori, scambiatori, ecc.). Il ritorno dell'acqua di condensa in caldaia pu avvenire in generale, semplicemente

per gravit qualora la quota della stufa pi bassa rispetto alla caldaia stessa sia maggiore della pressione effettiva di partenza del vapore, espressa in altezza di colonna fluida, Se questo non avviene, come generalmente negli impianti a media e ad alta pressione, occorre disporre, in una parte bassa del fabbricato, un serbatoio di raccolta della condensa in comunicazione con l'atmosfera, dal quale l'acqua viene poi inviata in caldaia a mezzo di pompe accoppiate a motore elettrico o mosse direttamente dal vapore che agisce nell'impianto. Per il calcolo delle tubazioni nei diversi casi si rimanda ai trattati speciali. La scelta dell'uno o dell'altro tipo d'impianto, e dello schema da adottare deve essere fatta in base a condizioni particolari che vanno esaminate caso per caso. Si pu dire per che gli orientamenti generali recenti conducono alla progressiva eliminazione del riscaldamento diretto con vapore ed a limitare l'impiego degli impianti a gravit alle piccole applicazioni in appartamenti o in edifici di limitatissima estensione. La tendenza ad eliminare il riscaldamento diretto con vapore dovuta a ragioni igieniche e tecniche. Alla base delle prime l'alta temperatura (anche superiore a 100 C) dei corpi scaldanti, che produce, sembra per l'arrostimento della polvere, impressioni di eccessiva secchezza dell'aria e che provoca anche un irraggiamento molesto; entrata vapore andata valvola di sicurezza

scarico ritorno uscita condensa tubi in rame (o ottone) ad U con estremit in una piastra di ferro

Fig. 6 Scambiatore di calore per impianti di riscaldamento ad acqua calda a mezzo vapore e per la preparazione di acqua calda per usi sanitari le ragioni tecniche si identificano essenzialmente nel relativamente rapido deperimento dei materiali (in particolare tubazioni e scaricatori di condensa, valvole riduttrici di pressione, ecc.), nelle maggiori perdite di calore per i disperdimenti dalle tubazioni, nell'impossibilit di una efficace regolazione centrale (ed anche locale) del calore fornito agli ambienti. Si pu pertanto affermare che il riscaldamento diretto con vapore viene ormai limitato a casi specialissimi come quelli di impianti in cui si abbiano a temere forti pericoli di gelo (ai quali si pu per ovviare, nel riscaldamento ad acqua, aggiungendo a questa opportuni additivi, quali il glicol etilenico, che ne abbassano il punto di congelamento), e in cui sia necessaria una piccola inerzia termica: per esempio, il riscaldamento di un fabbriccato di alta montagna abitato solo saltuariamente. L'uso del vapore rimane comunque indispensabile quando si debba ottenere il riscaldamento di grossi complessi, costituiti magari da pi edifici, viste le notevoli distanze che in questi casi il fluido deve compiere per arrivare dalla centrale termica fino ai diversi corpi scaldanti: per queste situazioni per, si ricorre a sistemi misti, installando una distribuzione primaria di vapore (a media o ad alta pressione) che alimenta degli scambiatori di calore locali (fig. 6), disposti per esempio uno per edificio, in cui il vapore cede calore all'acqua che poi agisce in singoli impianti, per i quali, in sostanza, gli scambiatori funzionano da caldaie.

aria n n h m

sifoni scaricatori

c m m

aria

sifoni scaricatori

Fig. 5 Impianto a vapore a bassa pressione (2/10 atm) A, con tubazioni di condensa asciutte; B, con tubazioni di condensa annegate; C, scaricatore di condensa; m-m, livello dellacqua in caldaia; h, altezza di colonna liquida corrispondente alla sovrapposizione di caldaia.

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CALDAIE La superficie di scambio delle caldaie si pu de terminare dividendo la quantit di calore oraria occorrentenell'impianto - aumentata del 510 per tener conto delledispersioni di calore lungo i tubi - per la quantit di caloretrasmessa ogni ora attraverso 1 m di superficie di caldaia. Per i tipi di caIdaie normalmente usati negli impianti di riscaldamento (prescindendo cio dalle caldaie a vapore di grossa potenzialit, usate in impianti di grandi complessi) si pu ritenere prudenzialmente che attraverso 1m disupercie vengano cedute ogni ora al fluido agente nellimpianto circa 8000 kcal. Le caldaie usate negli impianti diriscaldamento appartengono in sostanza a due diverse categorie: caldaie in ghisa e caldaie in acciaio. Si pu intanto dire che le prime possono essere impiegate per

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piccoli e medi impianti mentre le seconde possono coprire tutto il fabbisogno occorrente, fino alle caldaie per grosse produzioni di calore centralizzate. Le caldaie in ghisa possono essere in un sol pezzo fino a 2 m circa di superficie oppure, per superfici maggiori, ad elementi unibili gli A+46 uni agli altri mediante nipples biconici. Le case A costruttrici fabbricano normalmente gli elementi in quattro o cinque dimensioni diversecorrispondenti a diverse classi di caldaie: conl'accoppiamento di un differente numero dielementi si realizzano caldaie con varie superfici. li numero di elementi riuniti in una sola unit si suole tenere tra un minimo di quattro-cin que ed un massimo di quindicisedici. A titolo di esempio si riportano, (fig. 7), le caratteristiche di alcuni tipi di queste caldaie. Le caldaie in acciaio variano anch'esse la loro conformazione a seconda della potenzialit: si pu dire a tale proposito che si adopeB L

a Fig. 7 Caldaie in ghisa ad elementi. a, vista frontale; b, vista laterale.

TIPI DI CALDAIE IN GHISA AD ELEMENTI


Dimensioni Serie I II III IV V VI A mm 1065 1316 1530 1630 1052 1560 dell'elemento B mm 730 1000 1250 1550 846 1070 C mm 152 110 152 152 140 175 Superficie dell'elemento m 0,9 1,32 2,20 2,94 0,95 2,2 Numero di elementi Lunghezza totale di caldaia l mm 6101360 6801450 8801930 12002400 5051485 8052380 NOTE

49 613 613 816 411 514

per acqua calda id. c. s. e vapore

rano, di regola, caldaie in un sol pezzo per piccoli impianti (fino a 3-4 m), caldaie tipo Marina per medie potenzialit (fino a 50-60 m), caldaie tipo Cornovaglia e derivate a tubi di fumo per potenzialit superiori ed infine caldaie a tubi d'acqua per grosse produzioni di vapore. In figura 8 sono riportate le rappresentazioni schematiche di un tipo di caldaia Marina. La scelta tra caldaie in ghisa e caldaie in acciaio, a parte le considerazioni giaccennate sul campi d'impiego talvoltadiversi, andrebbe decisa tenendo presenti le caratteristiche essenziali dei duemateriali, e precisamente: le scadenti qualit meccaniche e l'alta resistenza alla corrosione della ghisa, e per conto le ottime qualit meccaniche e la relativa aggredibilit dell'acciaio da parte di agenticorrosivi. Potranno essere per determinanti, volta per volta, i fattori d'ingombro, di costo, di facilit di trasporto e di posa in opera (si tenga presente, per esempio, ove le caldaie in ghisa possono montarsi in loco elemento per elemento, mentre le caldaie in acciaio sicostruiscono, ai massimo, di ise in due o v tre parti.

LOCALI CALDAIE La previsione della superficie da assegnare a tali ambienti pu essere fatta sulla base dei dati seguenti valevolinaturalmente in senso indicativo: per fabbricati fino a 3000 m (vuoto per pieno) da 3000 a 6000 da 6000 a 10000 da 10000 a 20000 per ogni 1000 m oltre i 20000 aumentare di 10 m 15 20 30 1

Superficie riscaldata m 5 8 10 15 20 30 40 60 100

DIMENSIONI D'INGOMBRO INDICATIVE A B C D mm mm mm mm 1400 1000 650 1050 1600 1150 750 1250 1700 1100 860 1300 1900 1200 920 1500 2100 1400 1000 1550 2600 1800 1100 1700 2800 1900 1250 1950 3200 2400 1300 2000 3700 2800 1600 2600

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DEPOSITO COMBUSTIBILI Il volume della carbonaia pu essere previsto sulla base di 2 m per ogni 5000 m di fabbricato e per ogni giornata di approvvigionamento. I dati valgono per combustibile ad elevato potere calorifico, tipo coke da gas e antracite inglese. Nel caso di combustibili liquidi, dato il pi elevato potere calorifico ed il migliore stivaggio di questi, la cubatura del deposito combustibili pu essere ridottanotevolmente; si pu cos considerare mediante un volume di serbatoio di circa 200 litri per ogni 5000 ml di fabbricato e per ogni giornata di fun zionamento. Nelle progettazioni occorre comunque tener presenti le disposizioni per la sicurezza dei depositi di combustibili liquidi emanate coi Decreto Ministeriale 31 luglio 1934 (Gazzetta Ufficiale n. 228) e le prescrizioni locali dei Vigili del Fuoco. CAMINI Da tenere ben presenti nell'installazione di una centrate termica, e anche sovente in quella pi modesta di una caldaia per riscaldamento di piccoli complessi (appartamenti, villini ecc.), sono le que stioni connesse con la costruzione del camino occor rente per lo smaltimento dei fumi. Gli aspetti pi rilevanti di tali questioni sono: 1) le dimensioni da dare al camino: 2) la sua pi opportuna ubicazione: 3) le sue caratteristiche costruttive. Relativamente al punto 1) si accenna che nellageneralit dei casi, prescindendo cio dalle realizzazioni a carattere tipicamente industriale o relative a grossicomplessi (ad. Es. centrali per riscaldamento di interi quartieri), laltezza del camino sempre imposta a priori poich legata a quelle dell'edificio in cui deve essere installato. Si avr cura, comunque, che la sommit del camino superi sempre nella massima possibile entit il livello della copertura delfabbricato per evitare disturbi agli occupanti di questo o degli edifici vicini. E' da rilevare anzi, a tal proposito, come si vada ormai diffondendo, e perch suggerita dal buon senso crei progettisti e degli installatori, e perch imposta da alcuni Regolamenti Comunali, l'adozione dei depuratori di filmo , che tendono a liberare i pro dotti della combustione dalle particelle che questi trasportano insospensione e che sono presenti in copia anche notevole, quando la combustione mal condotta. Fissata l'altezza H rimane stabilito il tiraggio del camino e cio la depressione che esso crea alla sua base e che si pu valutare mediamente con la formula: h - 0,45 H (H in metri, h in mm di colonna d'acqua), supponendo la temperatura media dei fumi di circa 200C quella dell'aria esterna di circa 10C. Ovviamente il fattore 0,45 aumenta all'aumentare della temperatura dei funi e al dimi nuire di quella dell'aria esterna. Per avere un buon tiraggio necessario che h abbia valori da 8 a 12 mm per caldaie semplici con camino diretto e da 12 a 18 mm per caldaie con pi giri di fumo.

A B C

b Fig. 8 Caldaia in acciaio tipo Marina. a, sezione longitudinale; b, sez. trasversale.

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L'area 5 della sezione del camino si potr calcolare conoscendo le caratteristiche del combustibile adoperato e la quantit di esso che occorre bruciare ogni ora. A titolo di esempio si citano le formule seguenti (Rumor): S= P 64 H P 69 H (per carbone) Quanto all'ubicazione da dare ai camino, visti i piccoli valori di differenza di pressione che provocano il moto dei fumi, chiaro che debba essere scelta in modo da poter collegare le caldaie al camino medesimo con i percorsi pi brevi e con il minor numero possibile di cambiamenti di direzione e di sezione: si avr cura anzi di eseguire le curve con ampi raggi, di raccordare con gradualit le sezioni diverse, di limitare, insomma, al massimo tutte le cause che possano turbare ed ostacolare il moto dei fumi. Sar bene inoltre prevedere l'installazione di portelli d'ispezione e di pulizia nei punti dove si presume possano maggiormente accumularsi le particelle solide trasportate dai fumi: opportuno poi, a questo proposito, evitare tratti di condotto, orizzontali troppo lunghi. Riferendosi infine alla costruzione dei camini, si accenna che essa viene fatta di solito in muratura e in casi particolari mai troppo importanti, in eternit o in lamiera. La muratura, intonacata e lisciata nella parte interna, deve essere di conveniente spessore, oltrech per eventuali ragioni statiche, per consentire un buon isolamento termico, poich il raffreddamento dei fumi nel camino si ripercuote negativamente sul tiraggio: in qualche circostanza (camini esterni in localit molto fredde ad es.) si potr anche ricorrere all'adozione di doppie pareti con intercapedine, e nel caso di costruzioni in eternit o in lamiera alla ricopertura con materiali coibenti. Qualche volta si fanno anche camini con canne in eternit o in lamiera rivestite di muratura. CORPI SCALDANTI l corpi scaldanti usati attualmente negli impianti di riscaldamento vengono in sostanza distinti in normali radiatori o termoconvettori o pannelli radianti . RADIATORI Sono costituiti da elementi verticali in ghisa od in acciaio stampato che vengono tra loro accoppiati, mediante manicotti fitettati esternamente, in numero adatto a formare le singole stufe. La forma e la costituzione degli elementi sono studiati in modo da agevolare al massimo la trasmissione di calore per convezione e irraggiamento dall'interno all esterno degli elementi stessi. A tale fine anche opportuno che i radiatori siano verniciati irn tinta non lucida: da escludere in ogni caso la loro nichelatura. Per una buona efficienza delle singole stufe bene che esse non siano costituite di pi di 1520 elementi. In alcuni casi, specialmente in ambienti di piccole dimensioni (bagni, w. c., ecc.), le stufe possono essere costituite da piastre radianti liscie o leggermente nervate costruite anch'sse in ghisa o in acciaio. Nella fig. 9 disegnato di frorte e di fianco un normale radiatore a 9 elementi. La determinazione della superficie di scambio di un radiatore si fa sernpiicemente calcolando il rapporto tra la quantit di caloreorariachequesto deve fornire all'ambiente e l'efficienza del radiatore stesso, cio la quantit di calore che viene scambiata in un'ora da 1 mz della sua superfcce. Questa efficienza dipende da molteplici fattori, come: forma e dimensioni degli elementi, tipi di impianto (a circ. naturale o forzata o a vapore), temperatura media del nuido nell'interno del radiatore, temperatura ambiente ecc. Si pu ritenere, mediamente, che essa si aggiri sulle 400 kcal/m2 h per gli impianti ad acqua (minore per gli impianti
Altezza B mm 871 721 665 559 1015 871 721 665 559 402 289 Larghezza E Spessore mm elemento F mm 142 55 142 55 142 55 142 50 219 219 219 219 219 219 333 60 55 55 55 50 50 60 Superficie elemento m 0,30 0,24 0,23 0,19 0,60 0,46 0,38 0,34 0,28 0,20 0,23

S= con:

(per nafta)

S area della sezione normale del camino in m P kg/h di combustibile da bruciare. Nelle tabelle 1 e 2 sono riportati i risultati che si ottengono con dette formule riferendole a diverse altezze del camino e a diverse produzioni di calore delle caldaie: si tenga presente che nel trarre dette tabelle sono stati assunti per il carbone e per la nafta rispettivamente i poteri calorifici medi di 4900 e 8500 kcal. Determinata l'area S si stabiliranno le dimensioni lineari della sezione una volta fissatane la forma: a questo riguardo si accenna che, per quanto sia consigliabile l'adozione delle sezioni circolari, ragioni costruttive impongono molto spesso il ricorso a sezioni rettangolari; bene pero che, in questo caso, il rapporto tra i lati non superi il valore di 1,5.

F
1/2E+20

1
1/2E+20

Fig. 9 Tipo di radiatore in ghisa a colonne a nove elementi. 1, vista frontale; 2. vista di fianco.

66 O 75

Tabella N 1 CAMINI PER COMBUAltezza camino in metri 12 15 18 20 22 25 28 30 32 35 Sezione netta del camino in dm per una produzione oraria di calorie 30000 40000 50000 60000 70000 80000 90000 100000 110000 120000 130000 140000 150000 2,8 3,7 4,6 5,6 6,5 7,4 8,3 9,3 10,2 11,1 3,3 4,1 5,0 5,8 6,6 7,4 8,3 9,1 10,0 10,7 3,8 4,6 5,3 6,1 6,8 7,6 8,3 9,1 9,8 10,6 3,6 4,3 5,0 5,7 6,4 7,2 7,8 8,6 9,3 10,0 10,7 3,4 4,1 4,8 5,5 6,2 6,8 7,5 8,2 8,9 9,6 10,2 3,8 4,5 5,1 5,7 6,4 7,0 7,6 8,3 8,9 9,5 3,7 4,3 4,9 5,5 6,1 6,7 7,3 7,9 8,5 9,1 3,5 4,1 4,7 5,3 5,8 6,4 7,0 7,6 8,2 8,7 3,4 4,0 4,5 5,1 5,6 6,2 6,8 7,3 7,9 8,5 3,8 4,3 4,9 5,4 5,9 6,5 7,0 7,5 8,1

Tipo

A 4 colonne....

A 6 colonne....

Tabella N 2 CAMINI PER COMBUAltezza camino in metri 12 15 18 20 22 25 28 30 32 35 Sezione netta del camino in dm per una produzione oraria di calorie 30000 40000 50000 60000 70000 80000 90000 100000 110000 120000 130000 140000 150000 1,5 2,0 2,5 3,0 3,5 4,0 4,5 5,0 5,5 6,0 1,8 2,3 2,8 3,2 3,7 4,2 4,6 5,0 5,5 6,0 2,2 2,6 3,0 3,5 3,9 4,2 4,6 5,0 5,5 6,0 2,0 2,4 2,8 3,3 3,6 4,0 4,4 4,8 5,3 5,8 6,0 1,9 2,2 2,7 3,1 3,4 3,8 4,2 4,6 5,1 5,6 5,8 2,1 2,5 2,9 3,2 3,6 4,0 4,4 4,9 5,4 5,6 2,0 2,4 2,8 3,1 3,5 3,8 4,2 4,7 5,2 5,4 1,9 2,3 2,7 3,0 3,4 3,7 4,1 4,5 5,0 5,2 1,8 2,2 2,6 2,0 3,2 3,5 3,9 4,3 4,8 5,0 2,1 2,5 2,7 3,0 3,4 3,8 4,2 4,6 4,8

A 9 colonne....

Fig. 10 Schemi di montaggio dei radiatori

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
APPARECCHI A RAGGI INFRAROSSI
a gravit, maggiore per quelli a circolazione accelerata) e sulle 600 kcal/m h per gli impianti a vapore. l radiatori (fig. 10) di solito vengono sistemati contro le pareti, sospesi su mensole a 10 15 cm da terra. Presenta dei vantaggi, dal punto di vista della distribuzione delle temperature negli ambienti, la installazione sotto i davanzali delle finestre. Talvolta vengono disposti in nicchie e dissimulati da uno schermo frontale sul quale sono praticate superiormente ed inferiormente delle aperture per permettere la circolazione dell'aria. Conquesta disposizione, per, l'efficienza del radiatore normalmente diminuisce, anche in modo abbastanza cospicuo. TERMOCONVETTORI Sono costituiti da tubi, preferibilmente di rame, sui quali sono fissate delle alette di alluminio o da tubi di acciaio alettati con nastro sempre di acciaio; vengono sistemati entro nicchie chiuse parzialmente da uno schermo normalmente metallico (fig. 11). L'aria che entra dall'apertura inferiore dello schermo, attraverso il termoconvettore si riscalda ed escedall'apertura superiore; la nicchia in cui disposto il termoconvettore viene cos a comportarsi come un piccolo camino, attivando la circolazione dell'aria; con l'aumentare dell'altezza della nicchia aumenta la circolazione dell'aria attraverso il termoconvettore e di conseguenza la quantit di calore oraria che questo pu fornire. I termoconvettori vengono montati di preferenza sotto i davanzali delle finestre, per quanto sia frequente anche la sistemazione in nicchie ore disposte su pareti interne. L'efficienza dei termoconvettori, al pari e forse pi di quella dei radiatori, dipende dalle caratteristiche costruttive e di funzionamento (con particolare riferimento alla temperatura dei fluido in essi circolante). A titolo di esempio, nella tabella che segue, vengonoriportati i valori di efficienza di un tipo di termoconvettore abbastanza diffuso, al variare delle condizioni di funzionamento.
controsoglia in legno griglia ad alette in ottone lamiera nera 15 mm +78

lamiera copritermoconvettore schermo termovettore

schermo

zoccolo

1.5 5 12 6x20 -5 0.00

1 2

A A

Fig. 11 - Tipo di termoconvettore 1, vista frontale; 2, pianta; 3, sezione trasversale

Quantit oraria di calore trasmessa da un termoconvettore per m di lunghezza in un ambiente a 18 h = altezza del vano mm Tipo Tipo Tipo dell'impianto del termoconvettore ad acqua calda (Tm = 75 C) a 2 tubi a 3 tubi a4 tubi a 2 tubi a 3 tubi a4 tubi 220 596 894 1192 821 1231 1641 450 736 1104 1472 1223 1858 2435 600 821 1234 1644 1384 2075 2767 700 874 1311 1749 1486 2228 2970 800 909 1363 1818 1373 2350 3123 900 934 1401 1846 1636 2454 3272

a vapore (Tm = 101 C)

PANNELLI RADIANTI Sono costituiti, nella norma originaria che poi, ancora, la pi diffusa, da serpentine di tubazioni del diametro da 1/2" a 1", disposte annegate nelle strutture murarie delle varie pareti orizzontali o verticali. Si possono avere cosi: pannelli a soffitto, pannelli a pavimento o pannelli a parete (fig. 12). La disposizione a parete viene usata solo in caso di necessit; delle altre due preferibile quella a soffitto, specialmente nei locali ove si presume che le persone possano soggiornare a lungo. Una particolare cura va posta nella posa in opera delle serpentine che, prima di essere incorporate nel getto di calcestruzzo vanno provate ad una pressione di almeno 50 atm. La temperatura dell'acqua di alimentazione di questi pannelli non deve normalmente superare i 45-50 C per evitare che le sollecitazioni termiche possano danneggiare le strutture murarie. La loro efficienza dipende

da diversi fattori, dei quali i pi evidenti sono: temperatura media dell'acqua circolante, temperatura ambiente, posizioe del pannello come gi accen nato, interasse tra i tubi, conducibilit dello strato di materiale che li ricopre ecc. Come ordine di grandezza si pu ritenere che tale efficienza oscilli intorno alle 100 1 50 kcal/h per ogni m di superficie vista del pannello. Recentemente si cominciato ad installare dei pannelli interamente metallici costituiti, normalmente, da una rete di tubi sospesa al disotto del soffitto, alla quale sono applicati degli elementi di lamiera di alluminio o, pi raramente, di acciaio. Questi pannelli presentano, rispetto agli altri, notevoli vantaggi, quali la pi elevata efficienza (particolarmente sentita nel caso che si volessero usare anche per raffrescamento estivo; vedi impianti di condizionamento); la maggiore semplicit di posa in opera (che pu essere effettuata anche a fabbricato completamente costruito), la minore inerzia ter-

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APPARECCHI A RAGGI INFRAROSSI
laterizio

1/2''

intonaco

getto in calcestruzzo che ricopre tubi per almeno 2 cm

pavimento

malta

intonaco elementi metallici con superficie forata per il 10%

soffitto rustico isolante termico e acustico tubi 1/2''

Fig. 12 - Tipi di installazioni di pannelli radianti 1, a soffitto; 2, a pavimento; 3, a parete; 4, metallici.

mica, che pu consentire una pi efficace regolazione della temperatura, la maggiore accessibilit in caso di guasti ecc. Il loro costo, per, ancora sensibilmente superiore a quello degli altri, ne ha alquanto ostacolato la diffusione. La scelta dell'uno o dell'altro tipo di corpo scaldante va fatta, tra l'altro, in base a considerazioni di economia, di possibilit di posa in opera e di estetica che possono avere, volta per volta, valore differente. Dal punto di vista tecnico i pregi ed i difetti di un tipo o dell'altro risultano abbastanza evidenti, dopo quanto detto sopra, dalla loro stessa costituzione; si vuole tuttavia accennare al criterio informativo dei pannelli radianti che ne rende le prestazioni un po' diverse da quelle degli altri corpi scaldanti. Con i pannelli radianti, in-

fatti, si pu influire, oltrech sulle trasmissioni di calore per convezione tra corpo umano e ambiente, anche su quelle per irraggiamento, data la presenza di un'estesa superficie a temperatura relativamente elevatarispetto alle altre. Questo pu, entro certi limiti, beneficamente influenzare le sensazioni e permettere di diminuire anche di 2 o 3 C la temperatura cui si deve mantenere l'aria dell'ambiente. RISCALDAMENTO A RAGGI INFRAROSSI Per migliorare le condizioni delle persone che debbono soggiornare a lungo in ambienti direttamente esposti al clima esterno, o in situazioni simili, si introdotto, negli ultimi tempi, un sistema di riscaldamento

basato sull'impiego di particolari corpi scaldanti che hanno la caratteristica di emettere una notevole quantit di calore per irraggiamento. Si tratta di apparecchi consistenti, nelle forme pi comuni, in elementi tubolari, costituiti da una resistenza elettrica disposta a spirale alloggiata in materiale ceramico e protetta da guaina di acciaio inossidabile o di quarzo artificiale. Gli elementi raggiungono temperature superficiali variabili da 400 a circa 1000 C ed emettono potenze di qualche watt per ogni cm di superficie, sotto forma di radiazioni la cui parte preponderante caratterizzata da lunghezze d'onda di qualche micron. Essi sono dotati di un riflettore, quasi sempre di lamiera lucida di alluminio, atto a convogliare le radiazioni nelle zone, pi o meno ristrette, che interessano. La potenza dei singoli elementi pu variare, nelle produzioni normali, da qualche centinaio a qualche migliaio di watt (500 3000 W); essi possono essere anche uniti a formare dei pannelli di diverse dimensioni e potenze. Vengono di solito montati in maniera tale che le radiazioni investano le persone dall'alto. A titolo orientativo si pu ritenere che per riscaldare completamente una zona col ricorso a questi apparecchi occorre una potenza di 150 200 W per ogni metro quadrato di area: ma naturalmente il sistema si presta anche a riscaldamenti localizzati pi o meno intensi. Con l'impiego di queste sorgenti si pu quindi fornire alle persone, sotto forma di energia raggiante, una quantit di calore che possa compensare almeno in buona parte quella ceduta dalle stesse all'esterno, che, in caso di sfavorevoli condizioni ambientali,risulta maggiore di quanto strettamente indispensabile per mantenere il corpo umano in accettabili condizioni di benessere .

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
TERMOVENTILAZIONE
Gli impianti di riscaldamento tendono a portare, l'aria degli ambienti occupati dalle persone a certi valori ottimi di temperatura, influendo cosl sugli scambi di calore tra corpo umano e ambiente che avvengono per convezione: con l'adozione dei pannelli radianti si tende poi ad influenzare, agendo sulla temperatura delle pareti, anche gli scambi di calore per irraggiamento. Le sensazioni di maggiore o minore benessere che le persone possono provare dipendono per, oltrech dalle temperature nominate, dalla purezza, dalla velocit e dalla umidit relativa dell'aria (vedere impianti di condizionamento d'aria ). Con gli impianti di condizionamento, si cerca di controllare tutte le grandezze suddette, sia in inverno che,in estate; con gli impianti di termoventilazione, che si possono considerare un qualcosa di intermedio tra quelli di semplice riscaldamento e quelli di condizionamento integrale, si agisce (ma solo in inverno) sulla temperatura, sulla velocit e sulla purezza dell'aria. Si constatato come il solo mezzo efficace ed economico per controllare quest'ultima sia quello di introdurre negli ambienti dei quantitativi di aria esterna, convenientemente filtrata, commisurati al numero di persone presenti nella ragione di 20 - 50 m/h per persona. bene per che tale ricambio non risulti mai inferiore ad I volume-ambiente. conveniente inoltre, appena possibile, centralizzare i trattamenti dell'aria, per cui un impianto di termoventilazione, (fig. 1), sar generalmente costituito da: un gruppo centrale, costruito inmuratura o in lamiera d'acciaio zincata o verniciata, collegato, mediante una condotta anch'essa in muratura o in lamiera d'acciaio zincata, ad una presa di aria esterna, da sistemare in luogo opportuno. Nel gruppo saranno contenute: una serranda per la regolazione delle portate d'aria; un filtro d'aria (a secco o in bagno d'olio);
condotta di reecupero condotta di espansione

giunto antivibrante batteria riscaldante ventilazione di espulsione adduzione acqua calda o vapore

condotta aria esterna portello d'ispezione serrande accoppiate sezioni filtranti ventilatore di mandata

condotta di immissione

Fig. 1 Sistemazione schematica di un grupo centrale di termoventilazione

Fig. 2 Aerotermo con prese d'aria esterna ed ambiente C B

A 2

Fig. 3 Aerotermo. 1, vista di fianco; 2, vista posteriore.

una batteria a tubi alettati per il riscaldamento dell'aria alimentata con acqua calda o con vapore: un ventilatore (di solito centrifugo) accoppiato a motore elettrico. Dalla bocca del ventilatore partir una rete di condotte, costruite come detto, che raggiungeranno i diversi ambienti da servire, nei quali l'aria verr immessa attraverso adatte bocchette, che bene vengano provviste di serranda di regolazione e di doppia serie di alette possibilmente orientabili. Qualora i ricambi orari d'aria siano sensibili occorrer disporre una rete di condotte di aspirazione che far capo ad un ventilatore di espulsione; inoltre se il fabbisogno di calore dell'ambiente elevato rispetto alla portata di aria di rinnovo, considerando che conveniente che la differenza tra la temperatura dell'aria all'uscita delle bocchette e

la temperatura ambiente non superi i 15 C, sar necessario introdurre nei locali anche dell'aria ricircolata. Lamiscela tra questa e l'aria esterna potr essere effettuata subito all'ingresso nel gruppo. Il dimensionamento dei canali viene effettuato, di solito, prefissando i valori della velocit dell'aria. Tali valori vengono scelti tra i 7 e i 3 m/s partendo con velocit pi elevate nei tronchi principali e diminuendo nelle derivazioni e in prossimit delle bocchette. Quest'ultime, che bene siano pronunciatamente rettangolari con base almeno doppia dell'altezza per ottenere un buon effetto di trascinamento tra aria immessa e aria ambiente, vengono dimensionate stabilendo la velocit apparente dell'aria nel loro attraversamento. l valori consigliati vanno da 3 a 1 m/s a seconda della distanza delle

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TERMOVENTILAZIONE
bacchette dalla zona occupata dalle persone, nella quale la velocit dell'aria non deve superare i 1520 cm/s per non creare correnti fastidiose. Anche le dimensioni trasversali del gruppo di trattamento centrale vengono stabilite fissando (intorno ai 2 m/s) la velocit dell'aria in una se zione trasversale libera del gruppo stesso. Lo schema con trattamento centrale, fin qui il lustrato, viene spesso sostituito con altri di pi facile attuazione, che prevedono l'installazione, nei locali medesimi da servire, di diversi piccoli gruppi, detti aerotermi , costituiti, (figg. 2 e 3) da un ventilatore, di solito del tipo elicoidale, che soffia laria attraverso una batteria riscaldante a tubi alettati. In gruppi possono esseresingolarmente dotati di una presa di aria esterna o di aria ambiente: occorre per normalmente rinunciare alfiltraggio dellaria poich i ventilatori hanno prevalenze troppo scarse. Ragioni di ingombro, in relazione alla resa termica, consigliano poi di adottare piccoledimensioni trasversali quindi forti velocit di uscita dell'aria. Questo obbliga ad avere una parti olare cura nella c scelta della posizione da assegnare agli apparecchi (specialmente quando nello stesso locale ne va installato pi di uno), poich si corre il rischio di creare correnti d'aria fastidiose. Spesso gli aerotermi non vengono dotati nemmeno di presa d'aria esterna,rinunciando cos alla ventilazione artificiale dei locali. In questo caso per, pi che di impianti di termoventilazione, si pu parlare di impianti di riscaldamento con corpi scaldanti speciali a convezione forzata. A titolo di esempio, nella tabella che segue sono riportate le dimensioni e le rese in kcal/h di un tipo di aeroterma abbastanza diffuso in commercio. Gli impianti di termoventilazione si prestano specificamente per ambienti ove cause particolari rendanoindispensabile un efficace, costante e sicuro ricambiodell'aria, oltre all'ottenimento di determi ati valori di tempen ratura. Potranno ad esempio essere adottati in locali a forte affollamento (semprech non si voglia ricorrere ai veri e propri impianti di condizionamento) oppure in ambienti scarsamente dotati di finestre (e quindi con deficiente aerazione naturale: seminterrati, scantinati ecc.) ed ancora in locali costituzionalmente umidi. Per quanto riguarda le applicazioni degli ultimi tipi di impianto accennati, quelli con aerotermi in ambiente, si pu affermare che esse vengono di solito effettuate in locali a grande cubatura con forti carichi termici, con il vantaggio di poter installare poche sorgenti di calore a forte potenzialit e con notevole raggio d'azione:un'applicazione tipica quella in capannoni d'officina.

Dimensioni in mm Tipo di aerotermo (vedi schema)

Potenza assorbita dal mot.

Temp est.

Tipo d'impianto ad acqua calda entr. 80 entr. 90 entr. 85 usc. 60 usc. 70 4900 5300 10400 11200 19000 21000 usc. 75 5650 6200 13100 14400 22700 25400 7100 10000 23800 4000 4500 8500 9400 15400 17100 6350 11200 23100 bassa press. 9900 10400 20500 21500 41600 43500 8700 14000 38500 a vapore media press. 11100 11600 23100 24000 46700 48600 9100 15800 41700 alta press. 14700 15200 30500 31500 61700 63600 12000 20800 55000

A
480 Tubi in rame e alette d'alluminio 729 548

B
385 503 664

C
410 570 510 1/40 0,13 0,13 0 5 0 5 0 5 0 0 0

Tubi in accaio ed alette in acciaio riportate

400 460 570

330 380 460

430 430 470

1/40 1/20 1/7

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
CAMINETTI
Intercapedine di tegole parete da cm 25 II tiraggio avviene quando, accendendo la fiamma, in comuapertura per pulizia nicazione con l'esterno per parete intonacata mezzo della canna, si viene a esterno formare una circolazione naturale d'aria fra la colonna calda che sale e l'afflusso d'aria fredda semplice tubo di lamiera verso il vuoto creatosi conseguentemente. apertura per pulizia stufa Questo tiraggio proporzionato canna con rivestimento alla sezione ed all'altezza della a=1 testa incombustibile canna, la quale, a sua volta, deve essere rapportata alle diFig. 1 - Distanze minime del camino da pareti in legno e simili Fig. 2 - Distanze minime per canne fumarie e camini mensioni del focolare ed alla forma ed al tipo della cappa: non bisogner nemmeno dimenticare di proporzionare il camino al locale che lo deve ospitare, e ci non solo per ragioni di equilibrio decorativo, ma anche per evitare di porre, ad esempio, un camino troppo grande in un ambiente in cui non sia possibile far affluire la quantit d'aria necessaria (Domus). Le canne fumarie, siano esse in eterFig. 4 - Schema corretto. Il moto del fumo favorito dalla Fig. 3 - Schema errato. Il moto del fumo ostacolato nit, in laterizio od altro materiale comancanza di bruschi cambiamenti di sezioni e direzioni di dalla presenza di notevoli variazioni nelle direzione e percorsi. nelle sezioni della canna fumaria. munque incombustibile, vanno particolarmente curate e protette, per tutta Cappa metallica la loro lunghezza, onde evitaredispersione di calore. Le sezioni preferibili sono quelle circolari, leggermente ellittiche, quadrate o rettangolari con rapporto dei lati 1,5/1 in tal caso opportuno smussare gli angoli. Esse vanno poste preferibilmente nell'inLastre refrattarie terno della casa, affiancate se pi di una, verticali con pendenza massima Lastre refrattarie di 450 se non praticabili, di 60 se praticabili. La muratura delle canne deve essere Fig. 5 - Camino a cappa metallica radiante. In tale caso la Fig. 6 - In questo schema la lastra refrattaria inclinata che compatta a giunti ben stuccati di spescappa riscaldandosi rapidamente favorisce anche l'avviamento riscaldandosi a contatto con la fiamma incrementa il tiraggio sore 1 testa: m camini centrali per del tiraggio. nella fase iniziale. pi impianti 2 teste intonacata a valvole di regolazione cucina conta come due stufe. tiraggio fino e lisciata a colla nell'interno ed Possibilmente disporre di una canna intonacata all'esterno (spostare di alfumaria per le stufe di ogni piano. Le meno cm 30 in alto l'immissione delle canne non praticabili avranno, se i singole canne fumarie). Portare il calaterizi sono di formato normale, le mino sufficientemente in alto al disoseguenti dimensioni: 14 x 14=cm pra del tetto, possibilmente sopra il 196; 14 x 21= cm 294; 21 x 21= colmo. A causa del raffreddamento cm 441; 14 x 27 = cm 378; 21 x 27 pi rapido, le facce al disopra del = cm 567; 27 x 27 - cm 729. tetto, possibilmente a due teste: e cos Lastre refrattarie Le canne praticabili debbono avere per quelle che danno su pareti una sezione cm 43 x 43. Se di sezioni esterne: eventualmente anche parete griglia per mensola sostegno cenere maggiori, murare in esse pioli in ferro doppia con intercapedine. Ad una legna scatola in ad intervalli di cm 50 e ci richiede canna fumaria di cm 215 di sezione lamiera per cenere pareti di almeno due teste. possono essere inserite tre stufe coLe canne da stufa in ferro devono muni. Per ogni stufa in pi occorre un Fig. 7 - Sezione di camino senza cappa esterna pi distare almeno cm 25 da soffitti in aumento di sezione di cm 75. Una comunemente usato.

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
CAMINETTI
legno intonacati, ed almeno cm 50 da soffitti in legno in vista. Per tubi fissi, rivestiti, bastano cm 12. Le parti in legno debbono essere a distanza cm 50 dalle aperture per la pulizia; se con rivestimenti incombustibili cm 30 (Neufert) (v. figg. 1 e 2). Per facilitare il naturale deflusso del fumo necessario che la cappa non sia troppo bassa rispetto all'altezza del focolare: inoltre questa va raccordata alla canna fumaria con linea dolce ed ascendente, priva di angoli vivi e senza presentare improvvisi cambiamenti di sezione per tutto il percorso del fumo (v. figg, 3 e 4). Gli schemi rappresentati in fig. 5 e 6 illustrano sezioni di camini la cui applicazione pu presentarsi sovente. Nel primo caso la cappa stessa che assolve la funzione di raccogliere li calore e di irradiarlo nel locale. II leggero tavolato sovrapposto, protegge dal contatto diretto con la superficie metallica arroventata. II secondo disegno rappresenta una variante dello schema fondamentale, il cui calore irradiato in parte direttamente dalla superficie riflettente inclinata, in parte raccolto da una lastra metallica che limita superiormente la bocca. Questo tipo di camino e specialmente indicato per muri a forte spessore ed adatto anche per bruciarvi carbone (Domus). La pianta del focolare, per lo pitrapezoidale, con la base minore volta verso il fondo, per dare maggior larghezza alla bocca, pu essere pure rettangolare. L'esperienza e la tecnica hanno ormai indicato la sezione qui a fianco (v. fig. 7) come la pi conveniente e la pi largamente usata, specie per i camini senza cappa esterna. L'inclinazione in avanti della parte superiore della parete di fondo, presenta due vantaggi fondamentali, riscaldandosi rapidamente a contatto con i lembi superiori della fiamma, facilita il tiraggio, inoltre convoglia l'irradiazione del calore verso la bocca ed evita le correnti d'aria dirette provenienti dall'alto. II materiale di rivestimento deve essere scelto fra i refrattari che immagazzinano a lungo il calore. Una piccola lastra riflettente in ghisa inserita nel tratto verticale scaldandosi pi rapidamente, facilita l'accensione del fuoco, I ceppi debbono esseresempre sollevati da. piano del focolare, o per mezzo di alari, o di mensole a parete o di un'intera griglia. Per la raccolta della cenere, assai consigliabile pure una griglia in ferr, a cerniera, sotto la quale posta una cassetta di lamiera asportabile. Quando il camino si trovi al piano terreno dell'abitazione, potr essere fornito di un condotto di scarico diretto, accessibile dalla cantina (Domus) (v. fig. 11). Quando si voglia migliorare il rendimento del caminetto, occorre aumentare le correnti d'aria con bocche supplementari di immissione e di emissione a circolazione naturale. L'aria entra dalle griglie poste in basso ed esce riscaldata dall'alto. Se la cappa ben studiata, verr certo evitata ogniinfiltrazione di fumo (Domus) (v. fig. 8). Qualora poi le suddette bocche di immissione fossero comunicanti con l'esterno, se ne trarrebbe il vantaggio di avere nell'ambiente una circolazione di aria calda, evitando cosi correnti fredde provenienti da corte e finestre (v. fig. 10).

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
CAMINETTI
canna fumaria wc=superficie sezione canna fumaria w1=w2 superficie sezioni prese d'aria wc wc=w1+w2 valvola

Aria calda

Prese d'aria sotto il pavimento nel vespaio per locali terreni griglia del cinerario e presa d'aria

Uscita dell'aria

presa d'aria cinerario Prese d'aria poste all'esterno Aria fredda Tubazioni d'immissione aria poste sotto il pavimento portello del cinerario

Porta del cinerario B Ingresso dell'aria A Fig. 8 - Caminetto in lamiera, murato, con riscaldamento dell'aria Fig. 10 - Soluzione di caminetti con presa d'aria all'esterno per evitare failtraggi di aria fredda all'interno A, prese d''aria all'esterno con tubazioni poste sotto il pavimento, nel vespaio (per locali terreni); B, prese d'aria attraverso il cinerario, quando vi a disposizione un locale sottostante. foro di comunicazione fra cappa e controcappa valvola di tiraggio controcappa eseguita P N canna fumaria in eternit con mattoni in foglio e intonaco di cemento all'interno M H A B E K

muro

Fig. 11 - Camino americano A, prospetto; B, pianta; C, sezione verticale. valvola di tiraggio valvola per fuliggine F porta del cinerario filo parete interna chiusura frontale della cappa con mattoni in foglio intonacati da ambo le parti con malta di cemento mattoncini o lastre refrattarie E G L C

Fig. 9 - Cammino incassato nella parete dell'ambiente con controcappa in aggetto. La controcappa pu essere utile per ricondurre nella canna fumaria quei prodotti della combustione che dovessero defluire all'esterno durante la fase iniziale del tiraggio.

apertura per pulizia

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IMPIANTI DI RISCALDAMENTO
CAMINETTI
INDICAZIONI AMERICANE PER CAMINETTI CON MISURE IN CM (Neufert)
Ampiezza Altezza Profondit A 61 71 76 86,5 91,5 101,5 106,5 122 137 152,5 183 B 71 71 76 76 76 76 76 84 91,5 99 101,5 C 40,5 40,5 40,5 40,5 40,5 40,5 40,5 40,5 51 56 56 Parete Parete di Parete di di sfondo fondo verticale fondo inclinata D E F 28 35,5 45,5 38 35,5 45,5 43 35,5 50,5 53,5 35,5 50,5 58,5 35,5 50,5 68,5 35,5 50,5 73,5 35,5 50,5 84 35,5 58,5 94 35,5 66 106,5 35,5 73,5 137 35,5 76 Valvola Inclin. carnera Camino Camino Ampiezza Profondit Cappa Bocca Lunghezza Larghezza da fumo rettangolare circolare G H I K L M N O P Q 20,5 44 10,5 94 50,5 61 35,5 21,5x21,5 25,5 20,5 59 10,5 106,5 50,5 63,5 36,5 24,5x33 25,5 20,5 74,5 10,5 106,5 50,5 63,5 36,5 21,5x33 30,5 20,5 89,5 10,5 117 50,5 71 42 21,5x33 30,5 20,5 105 10,5 117 50,5 71 42 33x33 30,5 20,5 108 17,5 127 50,5 81 47 33x33 38 20,5 125,5 17,5 137 50,5 89 52 33x33 38 20,5 153,5 17,5 150 56 101,5 58,5 33x33 38 30,5 186,5 17,5 170 51 106,5 61,5 33x45,5 45,5 30,5 216,5 17,5 180 66 114,5 67,5 45,5x45,5 45,5 30,5 ----211 66 142 82,5 45,5x45,5 45,5

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IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO DARIA


CONSIDERAZIONI PRELIMINARI L'influenza delle condizioni ambientali sulle sensazioni di maggiore o minore benessere fisico delle persone stata oggetto di diversi studi di carattere sperimentale tendenti a determinare quali fossero i pi importanti fattori da prendere in considerazione ed a stabilirne i limiti accettabili di variabilit. Alla base dei fatti da esaminare una constatazione di carattere fisiologico: lo svolgersi delle funzioni vitali dell'organismo umano porta sempre alla produzione da parte di questo di una certa quantit di calore. L'entit di questa produzione pu variare in funzione di numerosi fattori, entro limiti abbastanza ampi, tra l'altro essa dipende fortemente dal grado di attivit (in senso propriamente materiale) del corpo. A titolo di esempio, nella tabella 1 sono riportati i valori in kcal/h della produzione oraria media di calore di individui sottoposti a sforzi fisici diversi. Comunque quale che sia l'entit del calore prodotto necessario per mantenere la temperatura del corpo costantemente intorno ai 37 C (condizione fondamentale per la vita) che il calore venga ceduto dal corpo stesso all'ambiente. Ma la quantit di calore scambiata tra corpo ed ambiente dipende anche dalla situazione termica di quest'ultimo: e non detto che questa sia tale da determinare una cessione di calore esattamente pari alla produzione. Nel caso in cui il calore smaltito tenda ad essere maggiore di quello prodotto si avvertir a sensazione di freddo; nel caso contrario vi sar sensazione di caldo. II corpo umano dotato di un preciso sistema di termoregolazione che interviene appunto quando si determinano queste situazioni di squilibrio termico tra esso e l'ambiente; particolari stimoli tendono a far produrre pi calore ed a disperderne meno oppure a diminuire la produzione ed aumentare la dispersione a seconda delle esigenze Questo sistema di termoregolazione per efficace solo entro certi limiti del resto abbastanza ristretti e. ancherimanendo tra questi non vi benessere se non quando l'autoregolazione avviene in forma normale senza sforzo e naturalmente senza l'intervento dei mezzi di emergenza (brividi sudorazione). Ci evidentemente delimita in modo pi restrittivo le condizioni che

favoriscono il prodursi delle sensazioni di benessere. II problema dell'influenza delle condizioni ambientali sul grado di benessere delle persone quindi principalmente anche se non esclusivamente come si vedr appresso un problema di scambio termico tra gliindividui e l'ambiente. Tale scambio pu avvenire in quattro modi: 1) per convezione con l'aria in cui il corpo immerso; 2) per conduzione con i corpi con i quali l'organismo eventualmente in contatto; 3) per irraggiamento verso gli oggetti e le pareti circostanti; 4) per evaporazione di acqua sulla

pelle (traspirazione) e nell'interno dei polmoni (con la respirazione). La quantit di calore scambiata per convezione pu procedere dal corpo all'aria o dall'aria al corpo a seconda che la temperatura dell'uno sia maggiore o minore di quella dell'altra: il suo valore dipende essenzialmente dalla differenza tra le due temperature (e quindi dalla temperatura del fluido essendo come si visto quella del corpo pressoch costante) e dalla velocitdell'aria. La quantit di calore scambiata per conduzione in genere trascurabile rispetto alle altre. Lo scambio di calore per irraggiamento pu avvenire in entrambi i sensi a se-

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IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO DARIA


TABELLA 1 Grado di attivit Individuo seduto a riposo Individuo seduto in attivit moderata Individuo che passeggia Individuo in moto alla velocit di 6,4 Km/h Individuo in corsa moderata Individuo in massima attivit fisica Calore totale Kcal/h 95 120 140 350 580 7501200

conda dei valori relativi tra temperatura del corpo e temperatura media radiante delle pareti e degli oggetti circostanti e la sua entit fortemente influenzata dal valore assoluto della temperatura media radiante suddetta.

La quantit di acqua che evapora dalla pelle e nei polmoni e quindi il calore conseguentemente sottratto al corpo che proporzionale a detta quantit attraverso il calore di evaporazione di liquido, funzione dell'umidit relativa 1 dell'aria ( ): pi precisamente detta quantit tende a diminuire man mano che aumenta l'umidit relativa. Da tutto quanto sopra risulta evidente che per controllare gli scambi di calore tra corpo umano ed ambiente occorre agire sulle seguenti quattro grandezze: temperatura dell'aria;velocit dell'aria: temperatura delle pareti; umidit relativa dell'aria. Lo studio sperimentale degli effetti prodotti da questi quattro fattori considerati

sia separatamente che globalmente sul le sensazioni ha mostrato la convenienza di introdurre un indice che potesse riassumere detti effetti. Si e arrivati cos alla definizione della cosiddetta temperatura effettiva: questa tiene conto delle conseguenze prodotte sul( ) Umidit relativa di un miscuglio ariavapor dacqua il rapporto tra la massa di vapor dacqua contenuta nella miscela e quella che vi sarebbe in condizioni di saturazione alla stessa temperatura. Detto rapporto viene di solito espresso percentualmente.
1

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IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO DARIA


T E M P E R A T U R A T E R M O M E T R O U M I D O C
36 34 32 30 28 26 24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 zona di benes. invernale 100 90 80 70 60 zona benes. estivo 50 24 23 percentuale di soggetti 40 22 che provano benessere 30 21 20 20 19 10 18 17 16 15 14 13 12 11 25 26 28 29 31 32 34 33 36 35 100% 90% 80% 70% umidit relativa 60% 50% 40% temperatura effettiva 30% 20% 10%

30

27

10 20 30 40 50 60 70 80

percentuali di soggetti che provano benessere

90 100 29 30 31 32 33

34 35

36 37 38

39 40

TEMPERATURA DEL TERMOMETRO SECCO IN C


zona di benessere estivo linea del benessere ottimo estivo zona di benessere invernale linea del benessere ottimo invernale
Persone, a 0,250,30 m/s provocano gi fastidiose sensazioni di corrente d'aria e poich anche conveniente che l'aria a contatto delle persone non sia immobile per evitare, specialmente in estate, che si formino, vicino a queste, delle zone di aria cald-3 e umida, si conclude che i valori di velocit dell'aria accettabili nella zona occupata dalle persone, si aggirano sui 0,100,15 m/s: per essi appunto valida la carta di fig. 2. Le zone indicate sulla carta come zona di benessere estivo e zona di benessere invernale corrispondono a condizioni ambientali per cui pi dei 50 % delle persone ha dichiarato di trovarsi a proprio agio. Una constatazione interessante pu farsi esaminando le linee di benessere estivo ed invernale corrispondenti alle condizioni per le quali la massima percentuale di soggetti si sentita a proprio agio: rilevabile infatti come possono aversi situazioni equivalenti di benessere passando dal 30 % al 70 % di umidit relativa purch a ci corrisponda una diminuzione di temperatura di 2 o 3 C. E qualora si considerino oscillazioni di umidit relativa del 20 %, dal 40 % al 60 %, si osserva come queste siano compensate da variazioni della temperatura di appena 1 C. Si tenga per presente che: nei valori forniti dalla carta sono di certo insite delle indeterminazioni; che essa stata ricavata in particolari condizioni sperimentali (persone a riposo, abituate al clima del Nordamerica, vestite secondo le consuetudini locaIi e in stato di completo acclimatamento nell'ambiente), condizioni necessariamente non sempre riprodotte: pertanto ai dati della carta va attribuito soltanto carattere indicativo: che ormai bene accertata l'opportunit che l'umidit relativa non scenda mai al disotto del 3540%

Fig. 2 Carta del benessere


l'organismo simultaneamente dalla temperatura, dall'umidit relativa e dalla velocit dell'aria, in quanto si ritenuto di poter ragionevolmente trascurare l'effetto della temperatura delle pareti poich, salvo casi particolari (impianti a pannelli, locali con vaste superfici vetrate), essa pu essere ritenuta poco diversa da quella dell'aria. La temperatura effettiva stata ricavata, come tutte le grandezze che si vogliono mettere in relazione alle sensazioni provate dall'uomo, mediante esperienze condotte con metodo statistico, sottoponendo cio un certo numero di soggetti a determinate condizioni ambientali e considerando il giudizio della maggioranza corrispondente alla sensazione provata dallo individuo medio.Tralasciando la descrizione del particolare metodo usato nel caso in esame, si riporta, in fig. 1, il diagramma che riassume i risultati ottenuti: esso si riferisce al caso di persone normalmente vestite ed noto come scala normale della temperatura effettiva. Il diagramma si legge nel modo seguente: fissati il valore della temperatura del termometro a bulbo secco e del termometro a bulbo umido, il che equivale ad aver stabilito i valori della temperatura dell'aria e della sua umidit relativa, (1) si traccia il segmento che unisce i punti rappresentativi delle due temperature sulle due scale riportate sul diagramma: si dedermina quindi il punto di intersezione di tale segmento con la linea corrispondente al valore fissato di velocit dell'aria; su questo punto si legger direttamente o per interpolazione la temperatura effettiva, ricorrendo alle linee tracciate sul diagramma e relative a diversi valori di questa grandezza. Come si vede, quindi, ad ogni terna di valori (temperatura, umidit relativa, velocit dell'aria) corrisponde un ben determinato valore della temperatura effettiva: viceversa, allo stesso valore di temperatura effettiva possono corrispondere diverse terne di valori delle grandezze suddette. Ci significa che la stessa sensazione di caldo o di freddo pu essere provocata

da diverse condizioni ambientali. Questo corrisponde al fatto che, ferma restando la quantit di calore complessivamente scambiata tra corpo e ambiente, possono aversi, entro certi limiti che verranno meglio precisati in seguito, delle forme di compenso tra le quantit di calore scambiate nei diversi modi senza che l'organismo ne risenta apprezzabilmente. Nel caso in cui si debba tener conto dell'effetto di irraggiamento delle pareti, perch la temperatura media radiante di queste sensibilmente diversa da quella dell'aria, la temperatura effettiva sopra definita viene sostituita da parametri analoghi come la temperatura equivalente la temperatura operativa ecc. Una volta stabilita sperimentalmente la correlazione esistente tra questi indici e i parametri dai quali dipendono, necessario determinare quali valori essi debbano assumere perch negli ambienti si producano le condizioni che consentono alle persone di trovarvisi a proprio agio. Con una tecnica sperimentale sempre basata su rilievi di carattere statistico si arrivati a costruire il grafico riportato in fig. 2, la cosiddetta carta del benessere, nella quale sono indicati; i campi di variabilit delle singole grandezze in relazione, a quelli delle altre perch si possano realizzare delle condizioni ambientali accettabili. Vengono cos individuate sulla carta delle zone di benessere che corrispondono a differenti condizioni d'ambiente ritenute buone da una certa percentuale, di soggetti. l parametri assunti per il tracciamento della carta fatta la solita ipotesi semplificatrice per quello che riguarda la temperatura delle pareti, sono la velocit, la temperatura e l'umidit relativa dell'aria, A proposito della prima si deve rilevare che ogni, grafico del tipo di quello di fig. 2 riferito ad un, suo particolare valore. per da tener presente che la velocit dell'aria pu variare entro limiti piuttosto ristretti, essendo provato che valori di essa superiori, nella zona occupata dalle

(1) Se si dispongono in un ambiente due termometri di cui uno con il bulbo ricoperto da una garza bagnata, dalle indicazioni dell'aria: i due termometri cos impiegati costituiscono un particolare normale atto a misurare la temperatura dell'aria ambiente e l'altro ottenute in condizioni di equilibrio si pu risalire alla umidit relativa strumento di misura detto psicrometro .

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40 %, e non salga mai al disopra del 6065 %, e questo per diverse ragioni le pi importanti delle quali sembrano essere: la maggior percezione degli odori nel caso di valori troppo alti, cosa che pu riuscire sgradevole specialmente in locali molto affollati, e l'eccessivo fastidioso e poco igienico essiccamento delle mucose, quando l'umidit relativa troppo bassa, Ci restringe evidentemente il campo di variabilit dell'umidit relativa rispetto a quanto riportato nella carta. Considerato tutto ci, si pu affermare che allo stato delle attuali conoscenze in materia si debbono ritenere accettabili, dal punto di vista del benessere delle persone, temperature ambientali di 2021 C in inverno e di 2526 C in estate con umidit relativa intorno al 50 %, tenendo inoltre presente che oscillazioni di quest'ultima dal 45 % al 55 % non producono variazioni apprezzabili di sensazione. Un'ulteriore considerazione va per fatta a proposito della temperatura estiva e cio che conveniente per favorire l'acclimatamento delle persone che entrano in un ambiente condizionato, evitando loro fastidiose sensazioni iniziali, che detta temperatura sia inferiore soltanto di 68 OC rispetto alla temperatura esterna. Si gi accennato che le condizioni termoigrometriche dell'ambiente, e quindi gli scambi di calore del corpo con questo, pur avendo un'influenza assai importante sulle sensazioni da benessere degli individui, non sono i soli fattori che le determinano: un'importanza notevole, infatti, va anche attribuita alla purezza dell'aria. Si tratta, in questo caso, di un parametro certo non facilmente definibile; n semplice, in ogni circostanza, individuare i fattori che hanno influenza su di esso e la loro importanza. Come fatto generale comunque accertato che la presenza delle persone negli ambienti uno degli elementi che pi contribuisce al viziamento dell'aria: e questo non tanto come conseguenza dell'aumento del tasso di anidride carbonica per effetto della respirazione, dato che in circostanze normali tale aumento non sembra condurre a condizionifisiologicamente dannose, quanto per effetto dei cattivi odori prodotti dalle sostanze organiche che vengono emesse dal corpo. Non sembra invece ancora bene accertata l'emissione, che avverrebbe tramite la respirazione, di sostanze tossiche, le cosiddette tossine. Ma da rilevare che sono quasi sempre presenti anche altri fattori che determinano inquinamento dell'aria: le polveri, che possono avere varia provenienza e diverse caratteristiche; i fumi prodotti da varie combustioni, in particolare da quella del tabacco dei fumatori; i germi patogeni, spesso apportati da persone malate. Ed inoltre chiaramente rilevabile un viziamento dell'aria anche in ambienti disabitati e isolati dall'esterno i quali, dopo un certo tempo, acquistano il caratteristico odore di chiuso , sembra per effetto delle sostanze aromatiche emesse dagli oggetti diarredamento. Per purificare l'aria, si sono tentati diversi si temi s che vanno dall'impiego di speciali filtri ad alto potere filtrante all'uso di carboni attivi per assorbire alcuni gas, dall'aggiunta all'aria di sostanze antisettiche e con effetto mascherante sui cattivi odori quali l'ipocloruro di sodio e l'ozono, all'impiego di lampade germicide a vapore di mercurio; ma i risultati ottenuti consigliano di applicare questi sistemi soltanto in casi particolari, per cui il loro interesse per il condizionamento d'aria di edifici civili trascurabile. Si infatti avuto modo di constatare come, allo stato attuale della tecnica e delle conoscenze in materia, il mezzo pi efficace e pi economico per evitare il viziamento dell'aria sia quello di introdurre negli ambienti adeguati quantitativi di aria prelevata dall'esterno: con ci si ottiene un effetto di diluizione di tutte le sostanze e particelle (batteri compresi) causa di inquinamento, effetto in genere sufficiente a garantire le adatte condizioni di purezza dell'aria. I quantitativi di aria da introdurre vengono di solito posti in relazione al numero di persone che si presume possano soggiornare con una certa continuit nel locale considerato, anche se, come si visto, la presenza delle persone non sia, in linea generale, la sola causa di viziamento dell'aria. GENERALIT Gli impianti di condizionamento daria sono impianti che permettono normalmente il controllo di quattro delle cinque grandezze dalle quali si visto che dipendono in modo precipuo le condizioni di benessere delle persone, e cio della temperatura, dell'umidit relativa, della velocit, e della purezza dell'aria. Per quanto riguarda la quinta grandezza fondamentale, la temperatura media radiante delle pareti, si accennato come possa essere, in parecchi casi, considerata non molto diversa da quella dell'aria e che quindi si possa ritenere controllata indirettamente una volta stabilito il valore di questa ultima. Comunque si vedr in seguito che esistono alcuni tipi di impianti di condizionamento (quelli misti a pannelli ed aria ) che consentono anche di agire, entro certi limiti, sulla temperatura media radiante suddetta. Un impianto di condizionamento si compone di una serie di apparecchiature e canalizzazioni che permettono di trattare e didistribuire l'aria ai vari ambienti da condizionare, in quantit ed in condizioni tali da permettere il mantenimento in questi dei valori voluti per le grandezze pi volte menzionate. la disposizione e la conformazione di tali apparecchiature ecanalizzazioni diversa a seconda del tipo diimpianto. Si vedr infatti che si possono realizzare impianti basati su criteri di funzionamento ecostruttivi differenti: la necessit di creare diversi tipi di impianti derivata dalle differenti esigenze che possono prodursi in relazione alle varie caratteristiche costruttive e funzionali dei fabbricati in cui gli impianti debbono essere installati. Prima di procedere ad una rassegna sia pur rapida dei vari tipi di impianto, opportuno premettere alcune indicazioni generali sui criteri di dimensionamento. ELEMENTI PRINCIPALI DI DIMENSIONAMENTO In linea generale si pu affermare che gli scopi che ci si prefigge di raggiungere con gli impianti di condizionamento vengono di solito ottenuti introducendo negli ambienti convenienti quantitativi d'aria in condizioni e i ' n modi opportuni. La purezza dell'aria viene normalmente assicurata ricorrendo come gi detto, all'immissione di aria prelevata dall'esterno in quantit generalmente commisurate al numero di persone presenti. Sui valori da adotare t non tutti i pareri sono concordi: anzi sono fa cilmente rilevabili le notevoli differenze che sussi tono molto s spesso tra testi diversi. Ci evidente mente dovuto all'indeterminazione di molti dei fattori che interessano ed ai quali si gi avuto mo di accennare. do tuttavia comune il far dipendere i valori consi liati g dalla destinazione degli ambienti che si consi erano. d Nella tabella Il sono riportati alcuni valori di impiego abbastanza frequente. Un impianto di condizionamento avr quindi, in ogni caso, una presa d'aria esterna dalla quale l'aria verr prelevata e poi portata ad un gruppocondizionatore in cui, dato un opportuno filtraggio, sar trattata in maniera conveniente. Mediante una rete di condotte di mandata l'aria verr quindi indi izzata r fino ai diversi punti di introduzione negli ambienti. Da altri punti dei locali essa verr poi prelevata attraverso una rete di condotte di estrazione ed avviata al canale di espulsione, nel caso degli impianti a circuito aperto , o di nuovo al gruppo condizionatore, qualora una parte dell'aria debba essere ricircolata per le ragioni che si accenneranno in seguito. Il controllo della velocit dell'aria negli ambien ed ti, in particolare nella zona occupata dalle per one, si s effettua disponendo in modo opportuno le bocchette di immissione e quelle di estrazio (o di ne ripresa) e graduando in modo conve niente la velocit dell'aria nel loro attraversamento. La soluzione da adottare non comunque facilmente individuabile in ogni caso, poich il moto dell'aria nell'interno degli ambienti condizionati dipende da numerosi parametri, motti dei quali sfuggono ad un'esatta valutazione: per cui risulta arduo ed in fecondo qualsiasi tentativo di impostazione generale e di risoluzione analitica del problema. Solo l'espe rienza, in questo caso, pu fornire i dati ed i sugge rimenti atti a permettere di fissare almeno dei criteri orientativi. D'altra parte la questione di im portanza tutt'altro che marginale: anzi, si pu sicuramente affermare che in un impianto di condizionamento la distribuzione dell'aria negli ambienti assume un ruolo talmente importante da influire in modo decisivo sulla bont ed efficienza complessiva dell'installazione. Una distribuzione d'aria non riuscita pu annullare completamente qualsiasi favorevole qualit di un impianto di condizionamento : Un aspetto del problema appare comunque ormai abbastanza decisamente risolto: si era infatti parecchio discusso se convenisse disporre in alto le bocchette di mandata e in basso quelle di ripresa o viceversa. Con l'introduzione e la progressivadiffusione del condizionamento estivo il sistema di distribuzione dall'alto apparso senz'altro pi opportuno in quanto risulta pressoch

TIPI DI AMBIENTI Appartamenti...... Uffici..................... Alberghi............. Ristoranti............... Cinematografi...... Grandi Magazzini.. Aule scolastiche....

Aria esterna in m/h per persona Valore Valore consigliato minimo 40 25 50 25 50 40 25 20 25 15 15 10 40 20

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impossibile introdurre aria a temperatura pi bassa, di quella ambiente, come necessariamente deve avvenire in estate, in vicinanza delle persone, senza produrre fastidiose correnti d'aria. Inoltre la disposizione delle bocchette di mandata. in alto, e quindi lontane dalle persone, permette di adottare, senza inconvenienti, pi forti velocit di uscita dell'aria: questo d la possibilit di controllarne meglio la distribuzione, in quanto consente di indirizzare i getti e di farne sentire gli effetti anche a distanza dalle bocchette. Questo sistema pu dare qualche inconveniente in inverno poich in qualche caso si possono formare delle sacche di aria calda nella zona superiore dell'ambiente, specialmente se questo di considerevole altezza: ci pu essere comunque evitato disponendo delle bocchette supplementari di estrazione in detta zona. l valori adottati normalmente per la velocit dell'aria nell'attraversamento delle bocchette variano da 2 a 5 m/s circa per le bocchette di mandata e da 0,5 m/s (bocchette a pavimento) a 1,5 m/s (bocchette a parete) per quelle di ripresa. Le bocchette sono in genere di forma rettangolare, quelle di immissione bene che siano munite di una doppia serie di alette magari orientabili (orizzontali e verticali) e di una serranda di taratura. Tra le lunghezze dei due lati deve sussistere un rapporto abbastanza elevato (anche di 1 a 10) in modo da ottenere un buon effetto di trascinamento e quindi di miscela tra l'aria immessa e quella dell'ambiente: tale effetto invero aumenta con il rapporto suddetto. Ci utile per ridurre gli squilibri di temperatura e attenuare gli effetti di eventuali correnti d'aria. Per disposizione a soffitto sono particolarmente usate delle bocchette speciali, dette anemostati, costituite da una serie di tronchi di cono coassiali che hanno la caratteristica di guidare il getto in modo da distribuirlo abbastanza uniformemente nello spazio circostante e di produrre un forte effetto di miscela con l'aria ambiente. Il controllo della temperatura e dell'umidit relativa presuppone la conoscenza e la determinazione sufficientemente precisa di tutti i fattori che tendono a far variare queste grandezze, Tali fattori si possono distinguere in esterni ed interni . Nel caso della temperatura quelli esterni sono: il calore che penetra negli ambienti (o che esce dagli stessi) per effetto della differenza di temperatura esistente tra l'aria esterna e quella interna; il calore che passa all'interno per effetto dell'irradiazione solare: il calore apportato (o sottratto) dall'aria esterna di rinnovo;e quelli interni: la quantit di calore ceduta dalle persone presenti; la quantit di calore ceduta da lampade, apparecchiature elettriche ecc. Per l'umidit relativa vanno annoverate come causa esterna il vapor d'acqua che viene apportato (o assorbito) dall'aria di rinnovo e come causa interna la quantit di vapore emessa dalle persone. 900 ORIZZONTALE 800 700 OVEST EST S-E N-E S-O 400 N-O 300 200 4 5 6 7 8 9 10 11 12 ora solare Fig. 3 Valori dell'insolazione per le varie esposizioni al 31 di luglio (latitudine 40) Senza scendere in dettagli relativi al calcolo delle quantit suddette, si accenna alle circostanze pi importanti che occorre considerare al riguardo. La quantit di calore scambiata per differenza di temperatura tra l'aria interna e quella esterna determinabile, in modo abbastanza agevole, stabilite le condizioni esterne e supposto di trovarsi in condizioni di regime, sia nei caso estivo che in quello invernale (v. Impianti di riscaldamento ). Il calore che penetra negli ambienti per effetto dell' irraggiamento solare non viene preso in considerazione in inverno mentre ha un'importanza decisiva in estate. La sua determinazione peraltro piuttosto complicata poich occorre tenere presenti diversi fattori non tutti esattamente valutabili. Detta quantit di calore dipende infatti: dall'entit dell'irraggiamento solare che, riferendosi all'unit di area e all'unit di tempo, a sua volta funzione del giorno e dell'ora considerati, della latitudine del luogo e della posizione delle superfici che interessano; dalla natura della parete e pi precisamente dai suoi coefficienti di rinvio, trasparenza e assorbimento, dalla sua conduttivit termica interna e dalla sua conduttivit termica esterna sia verso l'interno de; locale che verso l'ambiente esterno: dall'influenza che possono avere, con il loro eventuale effetto schermante, superfici vicine a quella in esame come le pareti di fabbricati adiacenti a quello che interessa; nel caso si tratti di superfici trasparenti come quelle vetrate, dalla presenza e dalla posizione di schermi protettivi quali tapparelle, tende alla veneziana o di stoffa ecc. di particolare rilievo il fatto che l'effetto schermante di tali protezioni risulta ben maggiore (anche del 3040 %) nel caso in cui siano installate all'esterno, che quando vengano poste all'interno. Inoltre qualora si prendano in esame ambienti che abbiano pi di una superficie esposta all'irraggiamento solare, occorre tener presente che il valore massimo della quantit di calore che penetra nel loro interno per effetto dell'insolazione dipende dagli effetti concomitanti di questa sulle diverse pareti. Per la determinazione di detto valore massimo occorre tenere presente che questi effetti possono essere notevolmente sfalsati nel tempo: dal diagramma della fig. 3, risulta, ad esempio, che per una parete esposta ad Est il massimo dell'insolazione si ha alle otto del mattino mentre per una esposta a Sud o per una superficie orizzontale (un solaio di copertura, ad es.) si verifica a mezzogiorno. Fin qui comunque la questione parrebbe agevolmente risolubile trattandosi semplicemente di sommare, nei vari istanti, le quantit di calore che penetrano attraverso le diverse pareti e prendere il valore massimo tra quelli ottenuti: ma in realt il problema complicato in misura notevolissima dal fatto che tra il momento in cui l'energia raggiante colpisce la parete e quello in cui passa nell'interno intercorre un tempo che dipende dalle caratteristiche della parete, (natura del materiale, spessore ecc.) e che pu andare da valori praticamente nulli (superfici vetrate) a valori piuttosto elevati (fino a 10 - 15 ore). L'apprezzamento di questo ritardo sempre abbastanza difficoltoso ed introduce quindi un elemento di sensibile incertezza n,-1 calcolo della quantit di calore che si introduce negli ambienti per effetto dell'irraggiamento solare. Il calore apportato o sottratto dall'aria esterna di rinnovo dipende, una volta fissata la portata dell'aria stessa secondo quanto visto sopra, dalla temperatura di questa e dal suo calore specifico; ma quest'ultimo si pu riguardare come noto e costante. La temperatura invece variabile in maniera anche rapida e sensibile in funzione delle condizioni meteorologiche e della localit: i calcoli vengono pertanto riferiti a dei valori convenzionali variabili da citt a citt (per i quali si potranno consultare le pubblicazioni specifiche o le norrne emanate dal Comitato Termotecnico Italiano) desunti in genere da valori medi relativi alla decade pi calda per l'estate ed alla decade pi calda per lestate ed alla decade pi fredda per linverno; a titolo di esempio si citano i valori che vengono assunti per Roma: temperatura esterna estiva 32 C temperatura esterna invernale 0 C Sul calore ceduto dalle persone si sono gi fornite delle notizie: qui si vuole precisare che la proporzione sotto cui si ripartisce nelle diverse forme gi accennate dipende da parecchi fattori, tra cui abbastanza importante la temperatura ambiente. 13 14 15 16 17 18 0 19 600 500

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TABELLA III Temperatura C 28 27 26 24 21 20
Riferendosi al caso pi comune delle persone in moderata attivit fisica o in riposo, si riportano nella tabella llI i valori della quantit di calore ceduta per convezione e per irraggiamento (calore sensibile ) e di quella ceduta tramite l'evaporazione d'acqua (calore latente ), in funzione della temperatura ambiente. Naturalmente dalla conoscenza del calore latente si potr risalire facilmente a quella della massa di vapor d'acqua, potendosi riguardare come noto e costante il calore di trasformazione dell'acqua (pari a circa 600 kcal/kg). L'aria esterna di rinnovo ha un contenuto specifico di vapor d'acqua che dipende dalla sua ternperatura e dalla sua umidit relativa; esso in genere diverso da quello dell'aria nelle condizioni interne. Pi precisamente, in estate si ha un maggior contenuto di vapor d'acqua nell'aria esterna mentre in inverno avviene il contrario. Ci porta di conseguen za che l'introduzione negli ambienti dell'aria prelevata dall'esterno provocherebbe in estate un aumento ed in inverno una diminuzione dell'umidit relativa ambientale in quanto equivale all'apporto o, rispettivamente, alla sottrazione di un certo quantitativo di vapor d'acqua. [ contenutispecifici di vapor d'acqua nelle miscele aria-vapore d'acqua, in determinate condizioni di temperatura e di umidit relativa, possono essere desunti da tabelle o ricavati da appositi diagrammi, quali i cosiddetti diagrammi psicrometrici, che sono di vasto impiego nello studio e nella progettazione degli impianti di condizionamento. Da tutto quanto sopra risulta che per mantenere i valori voluti di tempera-

Calore sensibile kcal/h 50 55 60 65 74 80

Calore latente kcal/h 50 45 40 35 26 20


mento estivo ed una centrate termica per quello invernale. La potenza di dette centrali sar commisu rata ai fabbisogni complessivi di freddo e di caldo occorrenti per tutti gli ambienti, secondo le esigenze sopra chiarite: poich per le richieste massime dei diversi ambienti di unfabbricato possono non essere contemporanee specialmente in estate (si pensi, per es., all'andamento dell'insolazione sulle varie pareti) tale potenza massima non sar sempre data semplicemente dalla somma di quelle occorrenti per tutti i singoli ambienti; la sua determinazione dovr allora divenire oggetto di accurato esame. l fattori che concorrono a determinare le potenze frigorifera e termica complessivamente occorrenti per un impianto di condizionamento sono molteplici e vari e riguardano le caratteristiche costruttive del fabbricato, la posizione e la localit in cui sorge ed anche la sua destinazione: una previsione in tal senso che non sia preceduta da accurati calcoli quindi soggetta a forti indeterminazioni. Tuttavia si vuoi dare qualche indicazione di larga massima, valevole soltanto a titolo orientativo, ma che in qualche caso pu tornare utile. Per fabbricati a struttura costruttiva normale, destinati ad uso civile di ufficio o di abitazione, che sorgano in localit a clima mediterraneo pu ritenere che il fabbisogno frigorifero si aggiri sulle 1520 frig/h e quello termico sulle 3035 cal/h per ogni m di ambiente condizionato. Questi fabbisogni sono destinati ad aumentare in maniera notevolissima quando si tratti di fabbricati con

tura e di umidit relativa negli ambienti condizionati occorre provvedere: a) in estate: - ad asportare il calore che proviene dall'esterno per effetto della differenza di temperatura tra aria esterna e aria interna e dell'irraggiamento solare; - ad asportare il calore ceduto dalle persone o da altre eventuali sorgenti poste nell'ambiente; - a raffreddare l'aria esterna di rinnovo; - ad asportare il vapor d'acqua emesso dalle persone; - a deumidificare l'aria di rinnovo; b) in inverno: - a fornire la differenza tra la quantit di calore che passa all'esterno per effetto della maggior temperatura interna e quella ceduta dalle persone e dalle altre sorgenti ; questa differenza in genere positiva: pu esistere per qualche caso (ad es. una sala cinematografica al massimo affollamento) in cui diviene negativa, in cui cio occorre asportare anzich fornire calore all'ambiente: - a riscaldare l'aria di rinnovo; - a fornire la differenza tra la quantit di vapore occorrente per umidificare l'aria esterna introdotta per la ventilazione e quella emessa dalle persone: tenute presenti le condizioni interne ed esterne in genere considerate ed i quantitativi di aria di rinnovo in relazione al numero delle persone di solito adottati, si pu affermare che tale differenza risulta sempre positiva. Un impianto di condizionamento deve quindi comprendere una centrale frigorifera per il funziona-

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ampie pareti vetrate come quelli che l'architettura moderna sta attualmente proponendo a ritmo sempre pi intenso. Senza voler sminuire l'importanza delle particolari esigenze estetiche che conducono a simili realizzazioni, si vuol per far rilevare che esse comportano degli aggravi notevolissimi nelle spese di impianto e di esercizio degli impianti di condizionamento, in quanto le superfici vetrate sono delle vere e proprie voragini di calore e di freddo ed inoltre determinano, come si vedr meglio in seguito, delicati problemi di regolazione che si risolvono, e con difficolt, solo con l'installazione di complessi e costosi sistemi automatici. Nella progettazione di un edificio che debba essere provvisto di impianto di condizionamento occorre avereparticolare riguardo nel destinare lo spazio occorrente per la sistemazione delle diverse apparecchiature e, in particolare, delle centrali termica, frigorifera e condizionatrice e delle condotte d'aria. Per quanto riguarda le centrali bene che sia previsto un unico locale oppure due o tre ambienti tra loro direttamente comunicanti. L'altezza dei locali nondovrebbe essere inferiore ai 3,54 metri mentre la loro superficie deve variare sia in funzione della grandezza che del tipo di impianto: in linea di massima si pu considerare che essa debba essere pari a 0,61,2 m per ogni 100 m di ambiente condizionato, passando dai grandi ai piccoli impianti. La posizione da dare alle condotte d'aria ed il loro ingombro possono assumere conformazione e dimensioni precise soltanto in seguito ad uno studio completo dell'impianto: come si vedr le dimensioni possono poi variare notevolmente passando dai sistemi a bassa velocit a quelli ad alta velocit . Le condotte possono essere realizzate con materiali differenti (in muratura, in gesso, in lamiera zincata, in materia plastica): attualmente viene data lapreferenza alla lamiera, specialmente negli impianti ad aita velocit. Un'altra questione generale particolarmente importante, relativa al condizionamento estivo, riguarda la disponibilit d'acqua per il raffreddamento del condensatore della macchina refrigerante (prescindendo dal caso di impianti piccoli, e cio fino a 2000030000 frig/h, che possono essere serviti da frigoriferi con condensatore raffreddato ad aria).

locale condizionato

Ua Ta

4 5

7 8

Fig. 5 - Schema di impianto a tutta aria con relativa regolazione automatica 1,aria esterna; 2, aria di ricircolo; 3 ,aria condizionata; 4, filtri; 5,, batteria raffreddante e deumidificante in estate e riscaldante in inverno; 6, apparato umidificatore invernale; 7, serranda di by-pass della batteria Post-riscaldante; 8, batteria di Post-riscaldamento; T, termostato per la regolazione in estate del punto di rugiada ed in inverno della temperatura dellaria uscente dalla batteria 5; Ua, igrostato ambiente per la regolazione dellumidit relativa in inverno; Ta, termostato ambiente per 1a regolazione della temperatura dellaria condizionata in estate ed in inverno agente sulla serranda di by-pass della batteria di post rircaldamento.

II quantitativo d'acqua occorrente pu essere determinato, in prima larga approssimazione, dividendo per 810 il numero che esprime la potenzafrigorifera della macchina in frig/h: si otterr cos la portata occorrente in l/h nell'ipotesi che si tratti di condensatore raffreddato con acqua fluente. Qualora questa quantit risultasse eccessiva, si potr ricorrere all'adozione dei condensatori evaporativi o delle torri refrigeranti: ci porta un aumento delle spese di primo impianti e di esercizio ma il quantitativo d'acqua necessario scende a circa 1/10 dei valore indicato in precedenza.

La quantit di aria da introdurre dipende dalla richiesta di freddo e di caldo dell'ambiente e dalla temperatura di introduzione: questa temperatura, salvo casi eccezionali, minore di quella ambiente in estate e maggiore in inverno e, ovviamente, tanto maggiori saranno le relative differenze e tanto minori risulteranno i rispettivi quantitativi d'aria. La temperatura di introduzione dell'aria nel funzionamento estivo per soggetta a delle limitazioni poich in genere la sensibilit delle persone alle correnti di aria fredda (cio di aria a temperatura inferiore di quella ambiente) piuttosto notevole e quindi impedisce di adottare per detta tempeIMPIANTI A TUTTA ARIA ratura valori inferiori di pi di 7 o 8 C rispetto a quella dell'aria ambiente. S'intendono con tale locuzione gli im- Per questa ragione il dimensionamento pianti che permettono il raggiungi- estivo delle portate d'aria porta in gemento negli ambienti delle condizioni nere a valori maggiori del caso invervolute per mezzo dell'introduzione in nale. Inoltre molto spesso i quantitativi questi di appropriati quantitativi d'aria d'aria occorrenti risultano superiori alle in determinate condizioni di tempera- portate d'aria esterna necessarie per la tura e di contenuto igrometrico. ventilazione degli ambienti; bisogne-

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rebbe quindi aumentare quest'ultime, ma ci comporterebbe un onere notevole per le spese di esercizio: esso pu essere evitato impiegando, al postodell'aria esterna, aria ripresa dagli ambienti, che viene cio ricircolata . Questa, trovandosi gi nelle condizioni di temperatura e di umidit relativa volute, non ha necessit di alcun trattamento e non comporta quindi alcun aumento delle potenze frigorifera e termica necessarie: la sua funzione soltanto quella di variare, per effetto di miscela, la temperatura di introduzione dell'aria negli ambienti. Un impianto di condizionamento a tutta aria si comporr quindi essenzialmente di: una condotta di presa d'aria esterna: un gruppo condizionatore per i trattamenti dell'aria, che si riassumono normalmente nel filtraggio (con filtri a secco o in bagno d'olio, od in casi speciali, con filtri elettrostatici) nel riscaldamento e nell'umidificazioneinvernale e nella deumidificazione e nel raffreddamento estivi. Quasi sempre in estate occorre anche operare un postriscaldamento poich la temperatura che occorre raggiungere per la deumidificazione in genere inferiore a quella necessaria per avere alla fine le opportune condizioni di introduzione in ambiente: un ventilatore di immissione ed un ventilatore di espulsione: una rete di condotte di mandata una rete di condotte di ripresa una condotta di espulsione. Naturalmente si far in modo di porre le griglie di presa e di espulsione (alle quali fanno capo le relative condotte) lontane tra loro ed in posizioni opportune. Uno schema di tale tipo di impianto rappresentato in fig. 4. In questo genere di impianti viene di solito adottato il sistema di distribuzione dell'aria a bassa velocit: le condotte vengono cio dimensionate con valori di velocit che vanno dai 3 ai 7 m/s (raramente di pi) adottando quelli maggiori per i tratti principali e via via decrescendo verso gli ultimi tronchi che fanno capo alle bocchette. I canali sono quasi sempre realizzati a sezione rettangolare per la maggiore semplicit costruttiva rispetto a quelli circolari, che vengono invece spesso adottati negli impianti ad alta velocit per i vantaggi che presentano relativamente alle perdite di carico. Come gi accennato, il dimensionamento delle varie parti di un impianto viene fatto con riferimento a determinate condizioni interne ed esterne che per sono soggette a variazioni anche piuttosto sensibili. Ci pu determinare oscillazioni della temperatura e dell'umidit relativa all'interno dei locali, le quali si discosterebbero quindi dai valori ottimi stabiliti. Per evitare questo necessario procedere ad una regolazione. Si pu per subito notare che tale regolazione pub essere evitata per quanto riguarda i fattori interni che tenderebbero a far variare l'umidit relativa poich questi si riassumono in sostanza nel vapor d'acqua emesso dalle persone: considerato che per ogni persona conveniente introdurre almeno 20 m/h di aria esterna, si pub vedere che possibile centralizzare il trattamento di questa per quanto riguarda il suo contenuto di vapor d'acqua, in modo che sia atto a determinare negli ambienti oscillazioni dell'umidit relativa non superiori al 10% (ad es. dai 45 % al 55 %) malgrad l'emissione di vapor d'acqua da parte delle persone. La regolazione continua della temperatura e invece indispensabile e si sono gi viste le cause interne ed esterne che possono provocarne delle variazioni: !a regolazione deve quindi intervenire ogni volta che una o pi di tali cause tendono a determinare oscillazioni oltre i limiti consentiti. Se l'impianto serve un solo ambiente possibile centralizzare tale regolazione e renderla automatica installando nel locale dei corpi sensibili che trasmettono agli organi regolanti della centrale le richieste man mano che mutano le esigenze. Se l'impianto serve per pi ambienti e se le cause che tendono a far variare la temperatura nei locali non hanno la stessa intensit o non agiscono in sincronismo, si determina la necessit di provvedere ad una regolazione singola della temperatura per ogni ambiente, o quanto meno per ogni gruppo di locali in cui si manifestano le stesse esigenze. L'impianto a tutta aria non permette evidentemente una regolazione di tal genere poich l'aria viene inviata in tutti gli ambienti nelle stesse condizioni termoigrometriche: al massimo pu consentire una regolazione per zone con l'adozione dei condizionatori multizone, i quali cio hanno pi di una partenza da cui l'aria pub essere avviata agli ambienti in condizioni di temperatura diverse (v. fig. 5). Ma quando si debbano condizionare edifici con

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numerosi ambienti (uffici, scuole,ospedali ed anche abitazioni) tale regolazione non pi sufficiente; si sono perci studiati nuovi tipi di impianto che tendono a risolvere il problema
Ta1 Ta2 Ta3

zione a zone o addirittura per singoli ambienti per la temperatura sono: sistema a pannelli pi aria primaria sistema a mobiletti con ventilatore pi aria primaria sistema ad riduzione sistema a doppio condotto IMPIANTI A PANNELLI E ARIA PRIMARIA

7 7 2 U 1 T 4 5 6 3

Fig. 5 - Schema di condizionatore multimultizone con relativa regolazione. 1, aria esterna; 2, aria di ricircolo; 3, aria condizionata; 4, filtri; 5, batteria raffreddante e deumificante in estate e riscaldante in inverno; 6, apparato umidificatore invernale; T, termostato per la regolazione in estate del punto di rugiada ed in inverno della temperatura dellaria uscente dalla batteria 5; U, igrostato sul recupero per la regolazione dellumidit relativa in inverno; 7, batterie di post-riscaldamento per la regolazione della temperatura dellaria inviata nelle singole zone: Ta1, Ta2, Ta3, termostati ambiente in ogni zona per la regolazione della temperatura.

della regolazione della temperatura nei singoli ambienti, mentre le altre grandezze vengono regolate centralmente mediante l'introduzione di una portata d'aria fissa almeno sufficiente per il rinnovo ed opportunamente trattata per quanto riguarda il contenuto di vapor d'acqua ( aria primaria ). Inoltre si cercato di ridurre al minimo la sezione delle condotte aumentando la velocit dell'aria nel loro interne, per renderne pi agevole la installazione; si sono cos sviluppati i sistemi di distribuzione dell'aria ad alta velocit in cui si raggiungono valori di velocit anche di 25 m/s; le condotte vengono in queste caso realizzate in lamiera metallica o in materie plastiche e quasi sempre a sezione circolare con accurati raccordi. Le velocit vengono poi opportunamente ridotte con diversi accorgimenti prima dell'immissione dell'aria negli ambienti. I principali sistemi che permettono il condizionamento di numerosi ambienti con regolazione centralizzata per i ricambi e l'umidit relativa e conregola-

Nei singoli ambienti da condizionare vengono disposti, a soffitto, dei pannelli i quali hanno principalmente l'ufficio di realizzare e mantenere negli ambienti stessi le adatte condizioni di temperatura. L'aria esterna viene trattata in un gruppo condizionatore centrale per quanto riguarda il suo grado igrometrico e quindi inviata negli ambienti; vengono cos assicurati i necessari ricambi e controllata l'umidit relativa nel modo giaccennato. per da rilevare che in certi casi la presenza del pannello non sufficiente a garantire il mantenimento della temperatura voluta nel funzionamento estivo poich la temperatura dell'acqua di alimentazione non pu scendere al disotto di certi limiti per evitare condensazioni di vapor d'acqua sulla superficie del pannello medesimo. In questi casi occorrer pertanto affidare all'aria anche parte del compito relativo al mantenimento in ambiente delleadeguate condizioni di temperatura. La rete di distribuzione dell'aria di solito realizzata a bassa velocit. Esiste per anche qualche caso di distribuzione ad alta velocit; prima della introduzione negli ambienti l'aria deve allora passare in un dispositivo che diminuisca la velocit e attenui i rumori. l pannelli possono essere di tre tipi: incorporati nella struttura dei solai; sospesi al solaio e realizzati con lamine metalliche ripartitrici ed intonaco; di tipo metallico, forati e sospesi ai solai. Senza scendere in ulteriori dettagli costruttivi e di funzionamento si accenner ai principali pregi e difetti di

questo sistema. Esso intanto rappresenta un'installazione in genere pi economica (tranne che per il tipo a pannelli metallici) degli altri sistemi cui si far cenno in seguito. Rispetto al sistema a tutta aria presenta il vantaggio di ridurre la sezione delle canalizzazioni di mandata, di non richiedere in genere l'installazione della rete di recupero in quanto l'aria primaria pu essere espulsa in perdita per sovrapressione dagli ambienti, di permettere una regolazione di temperatura per zone, variando la temperatura dell'acqua di alimentazione di ogni gruppo di pannelli, ed, entro certi limiti, anche individuale. La presenza dei pannelli permette di agire anche sugli scambi di calore per irraggiamento tra corpo ed ambiente: ci consente di mantenere, a parit di condizioni di benessere, temperature dell'aria ambiente in inverno leggermente pi basse ed in estate pi alte che con gli altri sistemi. La diminuzione della differenza di temperatura tra organismo ed aria ambiente aggiunta alla riduzione dei quantitativi di aria in movimento nell'interno dei locali attenua sensibilmente il pericolo che si producano fastidiose correnti d'aria. Tra gli inconvenienti pi importanti che presenta questo sistema vasenz'altro considerato quello conseguente alla sua inerzia termica . Questa dipende dalla capacit termica della massa che funziona da pannello: tanto maggiore tale capacit tanto pi grande sar il ritardo con cui vengono risentiti negli ambienti gli effetti della regolazione automatica che agisce sulla temperatura dell'acqua calda o fredda che alimenta il pannello. Tale ritardo pu arrivare a frustrare completamente gli effetti della regolazione perch le variazioni di temperatura del pannello non sono in sincronismo con le richieste degli ambienti. Naturalmente il pericolo in tal senso sar tanto maggiore quanto pi rapida lavariazione delle cause che provoca l'intervento della regolazione. Questi impianti non sono quindi adatti per fabbricati in cui sia molto sentito l'effetto dell'irraggiamento solare (per es. per la presenza di ampie superfici vetrate) dato che questo rapidamente variabile nel tempo, oppure quando si prevda la presenza di numerose per-

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sone che possono in breve tempo ridursi a pochissime (sale di riunione e spettacolo), ecc. L'inconveniente molto attenuato con i tipi a pannelli metallici, i quali presentano anche il vantaggio dideterminare, con la loro superficie forata, qualora vi sia sovrapposto uno strato di materiale poroso, un sistema assorbente per l'energia sonora che contribuisce a ridurre il livello dei rumori ed realizzare nei locali condizioni soddisfacenti per una buona udibilit. l tipi con pannelli sospesi non metallici presentano dal punto di vista dell'inerzia caratteristiche intermedie tra quelli immersi e quelli completamente metallici. Comunque si pu affermare che tutti questi tipi di impianti si prestano a realizzare un soddisfacente condizionamento in fabbricati che non presentino estese superfici vetrate, in cui non si prevedano eccessivi affollamenti e che si trovino in localit non troppo calde (Italia Centrale e Settentrionale). Uno schema di questo tipo di impianto riportato in fig. 6. IMPIANTI A MOBILETTI E ARIA PRIMARIA Questo sistema prevede, come nel caso dei pannelli, il trattamento e la distribuzione a bassa velocit di una portata d'aria esterna (primaria) sufficiente a mantenervi adattecondizioni di purezza e di umidit relativa. Il controllo della temperatura affidato a mobiletti installati nei singoli ambienti. I mobiletti sono dotati di un filtro, di un ventilatore e di una batteria a tubi alettati alimentata in estate con acqua fredda ed in inverno con acqua calda. Il mobiletto aspira l'aria dall'ambiente e la rinvia nello stesso dopo averla filtrata e trattata termicamente: l'aria ambiente viene quindi fatta circolare in circuito chiuso. In estate la temperatura dell'acqua fredda regolata in modo da non provocare condensazioni allo scopo di non influire sull'umidit relativa che viene stabilita dall'aria primaria. Le prestazioni termiche del mobiletto possono essere variate entro limiti molto pi ampi di quelle dei pannelli. La regolazione individuale pu essere fatta a mano o automaticamente agendo sul funzionamento del ventilatore; la regolazione per zone si fa agendo sulla temperatura dell'acqua di alimentazione, realizzando naturalmente vari circuiti per le diverse zone. Il sistema permette quindi una regolazione di temperatura indipendente e rapida per ogni locale e quindi adatto per ambienti in cui le cause sia interne che esterne abbiano forte intensit e varino rapidamente coi tempo. Tra gli inconvenienti vanno segnalati: le correnti cui pu dar luogo l'aria complessivamente in circolazione nei locali il cui quantitativo molto maggiore che nel caso degli impianti con pannelli; il numero elevato di elettroventilatori che occorre installare che sono tanti quant' il numero dei mobiletti; lamoltiplicazione delle apparecchiature in moto rappresenta una complicazione per la manutenzione ed anche undisturbo per i rumori che nascono. Occorre per dire che nei tipi recenti di mobiletti la rumorosit stata assairidotta; comunque pu ancora rappresentare un inconveniente

M3

T2

M2

Aria esterna T1 1 2 3 4 U 5 T3

Fig. 6 - Schema di impianto ad aria e pannelli 1, serranda; 2, filtri; 3, batteria refrigerante e riscaldante; 4, complesso umidificatore; 5, batteria di post-riscaldamento; 6, pannelli; 7, scambiatore di calore; U, igrostato; T1, termostato per la regolazione del punto di rugiada estivo e della temperatura di riscaldamento invernale; T2, termostato per la regolazione della temperatura dellacqua del circuito pannelli; T3, termostato per la regolazione della temperatura dellaria primaria; M3, ed M2, Master esterni per la regolazione del punto di taratura dei relativi termostati.

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Ma
alla zona EST

alla zona OVEST

Ta

Ta

T3
Aria esterna

T1 M2

T2

T4
6 5

scinata. Quindi, qualora gli ambienti abbiano carichi termici rilevarti, occorre aumentare laria primaria per poter avere a disposizione una maggior portata complessiva. Ci antieconomico poich obbliga ad aumentare le portate daria esterna oltre quello che sarebbe strettamente indispensabile per le esigenze di ventilazione degli ambienti. Inoltre come altro inconveniente pu essere segnalato quello che deriva dall'inevitabile fruscio che accompagna la fuoriuscita dell'aria primaria dagli ugelli. IMPIANTI A DOPPIO CONDOTTO Questo sistema prevede una doppia distribuzione d'aria a temperature inferiori e superiori a quella che si vuole mantenere negli ambienti (v. fig. 9). Prima dell'introduzione nei locali le due portate d'aria a temperature diverse vengono miscelate in un'apposita scatola: la proporzione della miscela regolata da una serranda che si muove automaticamente dietro il comando di un termostato posto in ambiente. Variando tale proporzione varia la temperatura d'introduzione dell'aria (le cose sono disposte in modo che la portata invece rimanga costante) e si pu pertanto ottenere una rapida ed efficace regolazione della temperatura ambiente. L'aria introdotta contiene sempre una frazione fissa di aria esterna opportunamente deumidificata in estate e umidificata in inverno, in modo da mantenere le desiderate condizioni di umidit relativa e di purezza. L'altra parte di aria occorrente proviene dal ricircolo che, con questo tipo di impianti, necessario effettuare perch gli stessi funzionino in modo economico. Occorrono quindi tre reti di condotte; due di mandata ed una di ripresa. Le due reti di mandata sono quasi sempre ad alta velocit; la scatola di miscela assume allora anche la funzione di riduttrice di velocit e di silenziatrice. Poich le due reti sono percorse da portate variabili in relazione alle esigenze termiche dei singoli locali, occorre prevedere un sistema automatico di regolazione della pressione atto a mantenere costanti le portate alle erogazioni, Il sistema presenta due pregifonda-

Fig. 7 - Schema di impianto ad aria e mobiletti 1, batteria refrigerante e riscaldante; 2, complesso umidificatore; 3, batteria di post-riscaldamento con relativa serranda di by-pass; 4, mobiletti locali con filtro batteria e ventilatore; 5, scambiatore di calore per il circuito acqua mobiletti zona Est; 6, scambiatore analogo per la zona Ovest; T1, termostato per la regolazione del punto di rugiada estivo e della temperatura di riscaldamento invernale; T2, termostato di regolazione della temperatura di mandata dell'aria asservito al Master M2 ed agente sul by-pass della batteria di post-riscaldamento; T3 e T4 termostati per la regolazione della temperatura dell'acqua dei circuiti mobiletti rispettivamente per le zone Est ed Ovest; C, compensatore solare che regola i punti di taratura dei termostati T3 e T4; T5, termostati ambiente agenti sui ventilatori dei mobiletti (regolati dal Master M2).

per ambienti con speciali esigenze acustiche. In fig. 7 riportato uno schema di riportato di questo tipo. IMPIANTI AD INDUZIONE Questo impianto , dal punto di vista funzionale, analogo a quello a mobiletti pi aria primaria. Esso per permette: leliminazione de, ventilatori nei mobiletti; la riduzione delle sezioni delle condotte poich l'aria viene distribuita ad alta velocit. L'aria priaria che, al solito, assicura, ricambi e le adatte condizioni di umidit relativa, parte dal gruppo condizionatore centrale e attraverso una rete di condotte ad alta velocit raggiunge i mobiletti disposti nei singoli ambienti, l'aria entra dapprima in una scatola (plenum) in cui ridotta la velocit e sono smorzati eventuali rumori, poi attraversa una serie di ugelli nell'interno del mobiletto e trascina con s, per effetto detto di induzione una portata d'aria ambiente pari a tre o

quattro volte la propria. L'aria ambiente richiamata dall'aria primaria attraversa una batteria alimentata in inverno con acqua calda e in estate con acqua refrigerata (v. fig. 8). L'energia occorrente per far circolare l'aria ambiente attraverso la batteria del mobiletto quindi fornita, in questo caso, anzich da un elettroventilatore, dall'effetto di trascinamentoprodotto dall'aria primaria. La regolazione della temperatura ambiente si pu fare a mano o automaticamente agendo sulla portata d'acqua che attraversa la batteria del mobiletto; la regolazione per zone si pu fare, come nel caso precedente, agendo sulla temperatura della acqua di alimentazione delle batterie dei mobiletti. Gli impianti ad induzione rappresentano certo un notevole progresso poich consentono una forte riduzione degli ingombri e l'abolizione di molti oneri di esercizio e di manutenzione. Hanno pero una limitazione nel loro impiego derivante da fatto che non si riesce normalmente ad aumentare oltre 3-4 il rapporto tra aria primaria e aria tra-

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mentali: la pratica assenza di inerzia termica e quindi la rapida ed efficace regolazione della temperatura ambiente, e la possibilit di fornire contemporaneamente del
9 9

Zona EST 9 M2 9 M2 E

2 T2 1

3 4 5

6 T3 V V1

T4

V3 T5 8

7 V5

V4 T6 8

7 V6

Fig. 8 - Schema di impianto ad induzione 1, batteria di post-riscaldamento; 2, batteria raffreddante e deumidificante in estate; 3, complesso umidificante; 4, batteria di pre-raffreddamento estivo ad acqua di pozzo; 5, batteria di riscaldamento invernale; 6, aria esterna; 7, scambiatori di calore (uno per zona); 8, pompe di circolazione nel secondario degli scambiatori e nei mobiletti; 9, mobiletti locali ad induzione; T1, termostato per la regolazione in estate del punto di rugiada ed in inverno della temperatura dell'aria agendo rispettivamente sulle valvole V e V1; T2, termostato di regolazione della temperatura di mandata dell'aria comandato dal Master sull'aria by-pass della batteria di post-riscaldamento; M2, Master esterni con deviatori estivo (E) ed invernale (I); T3 T4, termostati regolanti in inverno la temperatura dell'acqua del circuito secondario di zona, mediante azione sulle valvole V3; e V4; T5 e T6, termostati regolanti in estate la temperatura dell'acqua del circuito secondario di zona mediante azione sulle valvole miscelatrici V5 e V5.

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18 18

Ta

Ta

17 6 D2 D1
2 1

5 17 H1

D3

H2

12

V2

16 3

17 9 10 T2 7 11 T1 V3 13 14 15 16

R1

M1

V1

R2 4

T3 Fig. 9 Schema di impianto a doppio condotto 1, aria esterna minima; 2, aria esterna massima; 3, condotto caldo; 4, condotto freddo; 5, aria di ricircolo; 6, aria di espulsione; 7, ventilatore di mandata; 8, ventilatore di ricircolo; 9, batteria di pre-riscaldamento; 10, batteria di pre-raffreddamento; 11, filtro; 12, batteria di riscaldamento; 13, umidificatore; 14, batteria raffreddante e deumidificante; 15, separatore di gocce; 16 e 17, serrande; 18, scatole di miscela; T1 termostato che controlla, attraverso V1, la temperatura di preriscaldamento; T2, termostato che controlla, attraverso V2, la temperatura del condotto caldo (con asservimento al Master M1); T3, termostato che controlla, in inverno, la temperatura del condotto caldo attraverso V2; Ta; termostati ambiente; R1 e R2, apparecchiature per il controllo della pressione statica nei condotti. ELEMENTI DI COSTO Si vuoi concludere questa breve rassegna degli impianti di condizionamento dando alcuni clementi indicativi sul costo d'installazione e su quello di esercizio dei vari tipi di impianto. l dati relativi sono riportati nella tabella IV: si deve per tener presente che le cifre riportate valgono solo a titolo di orientamento, poich su di esse hanno molta influenza alcune caratteristiche specifiche quali le modalit esecutive dell'edificio e la sua destinazione. CONDIZIONATORI AUTONOMI Si accenna infine alle possibilit che offrono i cosiddetti condizionatori autonomi d'ambiente: si tratta di apparecchi costituiti essenzialmente da una presa d'aria con relativa sezione filtrante. da una batteria refrigerante, da un frigorifero di cui detta batteria costituisce l'evaporatore, e da un ventilatore; il tutto racchiuso in un involucro metallico. Hanno normalmente potenzialit tali da sopperire al fabbisogno frigorifero estivo di un ambiente dalle caratteristiche normali di una stanza di abitazione o di ufficio. Essi consentono di agire direttamente sulle temperature estive e sui ricambi d'aria; il controllo dell'umidit indiretto e un po' approssimativo. Non permettono di solito i trattamenti invernali: in qualche tipo vi tuttavia la possibilit di riscaldare l'aria facendo in modo che questa attraversi, prima di essere immessa nell'ambiente, la batteria che funge da condensatore del frigorifero. li riscaldamento ottenuto in questo modo comunque nettamente antieconomico e non esiste mai la possibilit di controllo dell'umidit relativa. Tra gli inconvenienti pi vistosi presentati da questi condizionatori, oltre all'incompletezza dei trattamenti gi accennata, vanno annoverati: 1) la necessit di praticare un foro di dimensioni abbastanza ampie (all'incirca quelle della sezione frontale del mobiletto) sulla parete dove viene montato il condizionatore, per dotarlo di presa d'aria esterna: ci non tanto per garantire la ventilazione del locale quanto per permettere la sottrazione di calore. da parte dell'aria esterna, al condensatore del frigorifero (i tipi con condensatore raffreddato ad acqua presentano d'altronde l'inconveniente di richiederne un quantitativo notevolmente superiore alle normali disponibilit); 2) la complicazione dovuta al moltiplicarsi di delicate apparecchiature, quali i piccoli frigoriferi, nel caso in cui si debba provvedere ai condizionamento di numerosi ambienti: ci particolarmente importante nei riguardi della manutenzione; 3) l'aumento delle spese di esercizio rispetto agli impianti centralizzati. Tuttavia, in casi di limitata importanza in cui si debba provvedere al raffrescamento ed alla ventilazione di qualche ambiente di ufficio o di abitazione, questi condizionatori possono trovare giustificato impiego.

calore in alcuni ambienti e di sottrarne in altri, con una gamma di regolazione quindi assai pi vasta che con gli altri sistemi. Altro vantaggio quello di eliminare del tutto le reti di tubazioni d'acqua. D'altra parte per necessario costruire tre reti di canali: ci porta un onere sensibile sia per il costo che per le possibilit di installazione. Il sistema inoltre diviene antieconomico quando per esigenze igieniche (ospedali, ad es.) non opportuno effettuare il ricircolo e quindi occorre introdurre tutta aria prelevata dall'esterno. In definitiva questo tipo di impianto si presta in special modo per edifici che presentino particolari esigenze dal punto di vista della regolazione, in quanto possono essere interessati da oscillazioni notevoli e rapide delle cause atte a far variare la temperatura degli ambienti.

TABELLA IV
TIPO DI IMPAINTO Condizionamento parziale a pannelli immersi pi aria Condizionamento a pannelli sospesi pi aria primaria Condizionamento a pannelli metallici pi aria primaria Condizionamento a mobiletti con ventilatore pi aria primaria Condizionamento a induzione Condizionamento a doppio condotto Costo di installazione a m vuoto per pieno di edificio 1500/2500 lire 2000/3000 lire 3000/4000 lire 3500/4500 lire 3500/4500 lire 3500/5000 lire Costo di esercizio annuale a m vuoto per pieno di edificio 350/500 lire 350/600 lire 350/500 lire 350/500 lire 350/500 lire 300/600 lire Durata di esercizio giorni 120invernali 120 invernali 120 estivi id. c.s. id. c.s. id. c.s. id. c.s.

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ASCENSORI E MONTACARICHI

CLASSIFICAZIONE Gli impianti di sollevamento che trovano impiego nei fabbricai ad uso civile possono essere classificati, in base al servizio che sono chiamati a svolgere nella maniera seguente: a) Ascensori propriamente detti, intendendo in tal modo gli impianti destinati al trasporto esclusivo di persone. b) Montacarichi, destinati genericaMontacarichi mente al trasporto di cose con o senza accompagnamento delle persone. I montacarichi possono avere spesso un uso particoalre ed allora assumono specifiche denominazioni, come: - i montacarte, per il trasporto didocumenti, fascicoli, posta, libri, di largo impiego negli uffici, archivi, biblioteche ecc; - i montavivante ed i montastovigkie usati nei ristoranti e negli alberghi; -i montabiancheria, impiegati negli alberghi, ospedali, ecc.; - i montautomobili, destinati alle autorimesse a pi piani ed anche, in qualche caso, alle abitazioni con garage privati nel piano scantinato. c) Montalettighe, per il trasporto degli infermi da un piano allaltro degli edifici destinati a casa di cura. Si tratta, in questo caso, di ascensori con caratteristiche particolari derivanti dallo soecifico compito che sono chiamati a svolgere. Nella loro esecuzione normale tutti questi impianti sono attualmente costituiti, in linea di principio, da una cabina, in cui trova posto il carico utile, collegata ad un estremit di un sistema di funi speciali di acciaio, le quali portano allaltreestremit un contrappeso: il tutto mosso, di solito, da un argano collegato ad un motore elettrico ( si prescinde, in questa sede dagli impianti idraulici e pneumatici poich la loro applicazione nei fabbricati civili e limitatissima). opportuno per far menzione di due tipi di impianti di sollevamento che per la loro destinazione rientrano tra gli ascensori, che sono sempre mossi da motori elettrici, ma la cui conformazione completamente diversa dallo schema sopra accennato. d) Gli ascensori paternoster, il cui impiego, mai rilevante, si va in realt facendo raro, costituiti da una serie di

cabine disposte luna di seguito allaltro ed animate da moto continuo. e) Le scale mobili e i piani incliinclinati la cui diffusione, viceversa va aumentando: ma naturalmente il loro impiego conveniente quando occorre far superare, ad un grande numero di persone, dislivelli relativamente diversi. Listallazione degli impianti di sollevamento rilevata da particolari norme di legge che sono contenute nel D.L. n. 600 del 31-81945; si ritiene quindi opportuno riportare la classificazione degli impianti che viene fatta in dette norme. Poich in essa sono tenute in particolare evidenza le questioni riflettenti la sicurezza delle persone, gli impianti vengono suddivisi nelle seguenti cinque categorie: - categoria A: ascensori adibiti al trasporto di sole ersone e montalettiche; - categoria B: ascensori adibiti al trasporto di cose accompagnate da persone; - categoria C montacarichi adibiti al trasporto di cose con cabina accessibili alle persone solo per le operazione di carico e scarico; - categoria D: montacarichi di portata non inferiore a Kg 25, adibiti al trasporto di sole cose con cabina non accessibile alle persone. Laltezza libera della cabina dovr essere non inferiore a m. 1,20 oppure essere munita di ripiani intermedi inamovibili disposti in posizioni tali che gli spazi liberi risultanti non siano di altezza superiore a m. 1,20. defimita come non accessibile anche una cabina che, alle fermate abbia il bordo inferiore dellapertura di carico ad unaltezza di almeno m. 0,80 sul pavimento del piano di accesso. - categorie E: ascensori a cabine multiple a moto continuo (paternoster) adibiti al trasporto di persone. Le norme del D.L. 600 sono in corso di aggiornamento: comunque nel progetto delle nuove norme tale classificazione rimane invariata a parte il limite superiore di Kg. 250 fissato per la ortata degli impianti di cat. D. Ilcontrollo della rispondenza degli impianti alle norme del D. L. 600 demandato allENPI (Ente Na-

zionale Prevenzione Infortuini) o allIspettorato del Lavoro che eseguono pertanto un collaudo ad installazione ultimata: ed in base ai risultati di questo viene rilasciata, o meno, la necessaria licenza di esercizio.

Gli elementi principaliatti a caratterizzareun impianto di sollevamento del tipo di quelli ( che qui interessano) di cui ai punti a) b) c) del paragrafo precedente, sono: la portata; la corsa; il numero delle fermate; la velocit di esercizio; il sistema di manovra. Portata. Si intende in tal modo il carico che pu con sicurezza trovar posto nella cabina ed essere da questa trasportato: nel caso degli ascensori tale carico proporzionale al numero delle persone il cui peso viene convezionalmente valutato in Kg 80 per persona. Per gli ascensori i valori di portata normalmente adottati sono i n 3 persone pari a Kg 240 s 4 320 e 5 400 g 6 480 u 8 640 e 10 800 nt 13 1040 i: Per i montacarichi le portate possono variare, ovviamente, entro limiti e con modalit pi ampi: sono per abbastanza comuni le portate di kg 250, 600, 1000, 15000, 2000. Per i montalettighe si sta tentando ununificazione su due tipi, uno comune della portata di kg 630 ed uno speciale in cui la portata elevata a kg 1000: questi valori sono stabiliti, per ragioni di sicurezza, in relazione allampiezza delle cabine e non al carico normalmente trasportato. La portata delle singole cabine degli ascensori paternoster non deve essere superiore a due persone (D.L. 600)

CARATTERISTICHE PRINCIPRINCIPALI DEGLI IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO

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ASCENSORI E MONTACARICHI
Corsa. Con questo termine si indica la distanza esistente tra il piano della prima e quello dellultima fermata dellimpianto: essa coincide evidentemente con la lunghezza del massimo percorso che pu compiere la cabina. Numero delle fermate. Dipende ovviamente dal numero dei piani da servire: come nel caso della corsa si tratta quindi di una caratteristica che discende allimpianto direttamente dalla geometria del fabbricato cui esso destinato. Si fa per presente che, oltre al numero delle fermate, ha anche importanza quello dei servizi, intendendo in tal modo io numero complessivo degli ingressi in cabina dei vari piani. Per un ascensore con un ingresso ad ogni piano, come caso normale, il numero dei servizi coincide con quello delle fermate; un ascensore che servisse invece, ad esempio, sei piani con due accessi in due piani ed uno negli altri quattro verrebbe ad avere otto servizi. Velocit di esercizio. uno degli elementi pi importanti di un ascensore e le diverse velocit che possono essere adottate determinano, tra i vari impianti, una distinzione che pu essere fatta convenzionalmente come segue: impianti lenti, in cui la velocit di traslazione della cabina in fase di moto uniforme inferiore a 0,40 m/s; impianti normali, con velocit compresa tra 0,40 e 0,85 m/s; impianti semiveloci, con velocit compresa tra 0,85 e 1,20 m/s; impianti veloci, nei quali la velocit supera 1,20 m/s. bene avvertire subito che nel campo delle alte velocit, che vengono adottate con sempre maggiore frequenza, si sono raggiuntii valori anche di 7 m/s (ascensori del grattacielo della R.C.A. a New York), e che i limiti in tal senso sono ormai imposti non da ragioni tecniche inerenti alla costruzione ed al funzionameto dei diversi apparati dellascensore ma dai dannosi effetti fisiologici che possono provvocare sullorganismo umano le forti accelerazioni e le rapide variazioni di pressione atmosferica (queste ultime conseguenti alle variazioni di quota della cabina durante la sua corsa). La scelta della velocit di esercizio da assegnare ad un ascensore dipende da molteplici fattori dei quali si vogliono qui accennare i pi importanti: destinazione dellimpianto (abitazione di lusso o normale, ufficio, magazzino ecc.); corsa; numero delle fermate; distanza media tra le pi probabili fermate successive; tempi consentiti per lattesa ai piani e per leffettuazione del percorso; numero e portata degli ascensori con i quali si vuol provvedere allo smaltimento del traffico. In linea generale evidente come laumento della velocit di esercizio consenta di ridurre il numero di ascensori occorrenti per un determinato edificio e di diminuire altres il tempo di salita o di discesa: nel contempo, per, aumenta il costo di installazione il quale, entro certi limiti, si mantiene, grosso modo, proporzionale alla velocit. Occorre per considerare che ladozione delle pi forti velocit non produce una diminuizione proporzionale del tempo complessivo occorrente per effettuare completamente una corsa poich in questo bisogna conteggiare anche il tempo necessario per lapertura e la chiusura delle porte e per lentrata e luscita della cabina. Orientativamente si pu ritenere che il tempo occorrente perlentrata o luscita della cabina sia, al minimo, di unsecondo, e di due secondi e mezzo circa quello necessario per lapertura o la chiusura delle porte. In totale, quindi, la somma dei tempi occorrenti per il carico o lo scarico della cabina sar pari, al minmo, acirca 7 secondi; si noti che questo tempo gi paragonabile a quello che impiega, ad esempio, una cabina muoventosi alla velocit di 1 m/s per spostarsi di 10 m, effettuando quindi una corsa che pu essere considerata abbastanza spesso ricorrente nei fabbricati normali, poich corrisponde in media, a tre piani di dislivello. pertanto evidente che i vantaggi derivanti dalladazione delle elevate velocit tendono a diminuire sempre di pi man mano che si riduce la corsa dellimpianto e che aumenta, a parit di questa, il numero delle fermate. Anzi, a questultimo riguardo occorre aggiungere che potrebe addirittura verificarsi il caso di un ascensore che, passando tra due fermate successive, non riesce a raggiungere la velocit di regime. Per evitare fastidiosi o addirittura dannosi effetti agli occupati la cabina, infatti necessario che laccelerazione caratterizzante il moto di questa fase di partenza ed in fase di fernata, sia inferiore ad un limite prefissato che pu individuarsi in 1,31,5 m/s. bene per chiarire, onde evitare incertezze, che questo non va considerato come un limite assoluto di resistenza del corpo umano alle accelerazioni. Anche nel campo degli ascensori, invero, i valori di accelerazione ammessi per i casi di emergenza ( per esempio in fase di arresto della cabina sugli apparecchi di sicurezza in seguito alla rottura delle funi di trazione) sono notevolmente superiori a quello sopra detto: ma si tenga presente che lentit degli effetti prodotti sullorganismo dalle accelerazioni aumenta, a parit di altre circonstanze, con il tempo in cui il tempo in cui il coorpo sottoposto alle accelerazioni stesse e che la durata delle fasi di emergenza estremamente piccola (1/10 1/20 di secondo). In conseguenza, quindi, del limite imposto alle accelerazioni pu verificarsi che la somma degli spazi percorsi dalla cabina in fase di moto accellerato e di moro ritardato risulti superiore alla distanza che c tra un piano e il successivo qualora questa sia picoola e la velocit di regime della cabina, in relazione, troppo grande. Si avrebbe pertanto in questo caso, evidentemente, un impianto che, nelle corse pi brevi, non raggiungerebbe mei la piena velocit. I fattori che influenzano dunque la determinazione della velocit ottima da assegnare ad un ascensore sono numerosi e certo non tutti facilmente valutabili: inoltre la loro importanza pu essere di volta in volta diversa per cui, volendo stabilire dei criteri generali, si incontrano notevoli difficolt ed incertezze.

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A titolo orientativo, tuttavia, si possono dare le indicazioni di seguito riassunte, secondo le quali la velocit viene messa in relazione al numero dei piani da servire: N. dei piani...fino a 5 610 1015 Veloc. in m/s....0,50,8 0,81,5 1,52 Questi valori possono per essere aumentati, fino a 34 m/s, nei fabbricati a traffico particolarmente intenso come uffici, grandimagazzini, ecc. Per quanto riguarda i montacarichi si pu affermare che le esigenze relative alle velocit sono in genere meno complesse di quelle degli ascensori. Normalmente si tratta di impianti lenti rispetto a questultimi, e, secondo la tendenza generale, la loro velocit vien diminuita allaumentare della portata. Orientitavimente si possono tener presenti i dati che seguono:

principali di manovra: la manovra automatica singola o manovra universale: la manovra registrata collettiva-selettiva. Nella manovra automatica singola vengono disposti una pulsantiera in cabina munita di tanti pulsanti quanti sono i piani serviti dallelavatore (oltre i pulsanti di arresto e di allarme prescritti dalle norme di legge) ed un pulsante di chiamata ai piani con le segnalazioni presente (necessaria quando la cabina non visibile) occupato ed, evenSpesso, ai piani viene anche disposto un pulsante di rinvio che serve per rimandare la cabina ad un piano prestabilito (di solito il piano terreno): ma questo pulsante, salvo casi particolari, pi dannoso che utile per un rapido ed economico esercizio dell'impianto, specialmente quando il numero delle fermate supera le 5 o 6. Con la manovra automatica universale l'ascensore risponde ad un solo comando per volta e, pi precisamente, al primo tra tutti quelli che gli vengono impartiti prima che si metta in moto. Poich per questo pu condurre a interferenze con conseguenti disservizi, tra i comandi impartiti dai vari piani e quelli. provenienti dalla cabina, a questi ultimi viene data precedenza sugli altri. Questo tipo di manovra presenta vari inconvenienti che divengono sempre pi rilevanti aumen tando l'intensit del traffico e quindi la portata e la velocit dell'ascensore. Tra di essi sono tipici ed evidenti: -la necessit che gli utenti che entrano in cabina insieme e sono diretti a piani diversi si accor dino preventivamente per azionare i pulsanti nelI'ordine in cui si succedono le fermate di destina zione: -la difficolt di riuscire a chiamare I'ascensore nei periodi di traffico pi intenso : e nel caso in cui la cabina trasporti sempre delle persone a piani in cui ce ne

da 1000 da 100 Portata in Kg fino a 100 a 1000 a 10000 ed oltre Velocit in m/s 0,70,4 0,50,2 0,70,1

Naturalmente, in applicazioni magari fuori dallordinario, i valori adottati possono anche essere profondamente diversi da quelli citati. La velocit degli ascensori paternoster deve essere, per legge, eguale al massimo a 0,2 m/s; valore in verit assai modestomaimposto da ragini di sicurezza poich, in questi ascensori, la slita e la discesa dei passeggeriavvengono con le cabine in moto. Sistemi di manovra IL sistema di manovra o, pi semplicemente, la manovra di un ascensore riguarda il modo secondo cui esso viene comandato ed in base al quale soddisfa ai comandi ricevuti. Prescindendo dagli impianti con manovratore in cabina, si possono considerare due sistemi

delle persone a piani in cui ce ne sono in attesa delle altre, questa difficolt pu poi diventare addirittura impossibilit per chi si trovi a chiamare lascensore da un piano al quale nessuno debba arrivare. A questi inconvenienti riflettanti la praticit e la reapidit del servizio si aggiunge poi il maggior consumo di energia che sicuramente si verifica in conseguenza del fatto che le corse della cabina si susseguono senza alcun ordine logico: ma su questo argomento si torner pi diffusamente in seguito . L'eliminazione degli inconvenienti citati si pu ottenere con l'adozione della manovra registrata collettiva-selettiva. Con questo tipo di manovra vengono registrati tutti i comandi impartiti alla cabina, sia che provengano da questa che dai diversi piani: si opera poi una, selezione di detti comandi nel senso che vengono soddisfatti non nell'ordine in cui sono stati impartiti ma in quello in cui si susseguono i piani interessati secondo il senso di marcia della cabina. L'ascensore, cio, eseguir tutti i comandi che implicano un certo senso di marcia, per poi soddisfare a tutti quelli per i quali il moto deve svolgersi in senso opposto: in sostanza, viene data la precedenza ai comandi che non determinano la modificazione del senso di marcia della cabina riducendo quindi al minimo le corse inutili. Cosi durante una corsa in salita la cabina si arrester successivamente ai piani cui debbano scendere dei passeggeri o dai quali siano stati impartiti dei comandi per salire , mentre passer senza fermarsi davanti a quelli da cui siano pervenute chiamate per scendere : il contrario avverr durante la successiva corsa in discesa. Poich dai piani intermedi ci si pu muovere nei due sensi, occorre che vi sia installata una bottoniera con due pulsanti: uno per la chiamata atta a prenotare un servizio in discesa, I' altro per i servizi in salita. Ai piani estremi, dai quali ci

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si pu muovere in un solo senso, viene sistemato un solo pulsante. Inoltre, ai piani intermedi, vengono anche poste delle segnalazioni, come frecce direzionali o scritte del tipo arriva per salire , e arriva per scendere , o sale , scende , ecc., per permettere, agli utenti in attesa. Di individuare, nei casi in cui la cabina non visibile (ascensori in vano proprio), se questa, quando arriva, abbia o meno il senso di marcia desiserato. Ci allo scopo di evitare corse inutili ai passeggeri e occupazioni non necessarie della cabina. Quando un ascensore deve provvedere, per determinati periodi, a smistare il traffico quasi esclu sivamente in un solo senso predeterminato, come avviene ad esempio nei fabbricati per uffici nelle ore di entrata e di uscita degli impiegati, si pu modifi are la c manovra facendo in modo che, in questi periodi, vengano effettuati iservizi soltanto nel senso che interessa: completata una corsa, cio, la cabina ritorner automaticamente e senza fermate intermedie al plano di partenza. Quando un solo ascensore non sia sufficiente allo smaltimento del traffico previsto per un determinato edificio si possono installare due elevatori in un unico vano o in vani affiancati: in questo caso la manovra collettivapermette, con il cosiddetto co mando duplex , I'unificazione dei comandi esterni dei due ascensori in modo da smistare il traffico a quell'impianto che, all'atto della prenotazione del servizio, si trova nella posizione pi conveniente per eseguirlo. Per questa manovra vengono instalati l un'unica coppia di pulsanti, comune ai due impianti, ai piani intermedi, ed un solo pulsante, sempre comune ai due impianti, ai piani di estremit. Vengono inoltre sistemate delle segnalazioni che permettono di individuare la posizione delle due cabine e quindi quale delle due sia eventualmente in arrivo ad un determinato piano, e con quale senso di marcia . Perch il servizio venga svolto in modo veramente efficiente, necessario che i comandi siano impartiti alle cabine razionalmente e in maniera da conciliare, nel modo migliore, le diverse esigenze degli utenti occupanti le cabine e di quelli in attesa ai piani che vorrebbero tutti, naturalmente, essere serviti nel pi breve tempo possibile. Le soluzioni adottate a questo proposito sono diverse ed ancora in evoluzione: si vuol tuttavia accennare brevemente a quella forse pi diffusa, che si identifica nel sistema detto a cabina percorrente e a cabina stazionante . Secondo tale sistema, una cabina staziona di solito ad un piano prestabilito, quasi sempre il piano terreno, mentre laltra sta effettuando una corsa : le richieste provenienti dai vari piani vengono, in linea di massima, ricevute tutte dalla cabina in moto la quale soddisfa a tutte quelle che interessano piani da essa non ancora raggiunti nel proprio ciclo di marcia, e passa, per cos dire, tutte le altre alla cabina stazionante che si mette quindi in moto per eseguire questi ultimi comandi. Cos, ad esempio, se la cabina percorrente in fase di salita risponder a tutte le chiamate per salire provenienti dai piani che non ha ancora raggiunto ed a tutte le chiamate per scendere, (cui soddisfer nella successiva corsa di discesa), mentre la cabina stazionante risponder a tutte le richieste per salire provenienti dai piani che l'altra cabina ha gi oltrepassati. Ultimati tutti i servizi, la cabinastazionante torna al plano prestabilito e quella percorrente rimane disponibile al piano dove ha effettuato l'ultima fermata . II criterio di ripartizione diviene naturalmente pi complesso per i comandi impartiti quando en trambe le cabine sono in moto: senza scendere in ulteriori dettagli che esulerebbero dai compiti di questa breve rassegna, si vuol accennare comunque al fatto che, contrariamente a quanto potrebbe a prima vista sembrare, non conviene quasi mai far rispondere alla richiesta proveniente da un certo piano dalla cabina che si trova a questo pi vicina poich in tal modo potrebbe accadere che determi ati n comandi vengono soddisfatti velocemente mentre altri rimangono in attesa per un periodo relativamente lungo. Sono stati anche realizzati vari impianti con manovra collettiva triplex interessante cio tre ascensori in batteria: questo tipo di manovra ha per bisogno, per poter rispondere in maniera effciente come la manovra duplex, di apparecchiature notevolmente complesse. Sia la manovra duplex che la triplex possono essere predisposte, al pari della manovra collettiva semplice (detta anche simplex ), in modo tale che in certi periodi di punta gli ascensori svolgano il servizio prevalentemente in un senso prestabilito: inoltre gli impianti possono essere dotati di dispositivi che permettono, quando sia necessario, di far funzio nare i vari ascensori disposti in batteria indipendemente l'uno dall'altro: Le manovre collettive-selettive duplex e triplex possono presentare qualche inconveniente abbastanza importante: si consideri, ad esempio, che in determinate circostanze, le cabine possono partire una dietro l'altra per andare verso i piani pi alti a svolgere dei servizi interessanti magari poche persone, mentre si determina un affollamento ai piani inferiori. Per evitare questa ed altre incongruenze che possono verificarsi, si sono introdotti, specialmente negli Stati Uniti, altri sistemi di manovra, alcuni dei quali sono attualmente ancora in fase sperimentale. Essi ricorrono, per esempio, ad intervallare regolarmente nel tempo, indipendentemente cio dai comandiricevuti, le partenze delle cabine nelle ore di punta, facendo inoltre effettuare le fermate nel caso in cui il traffico sia prevalentemente uni direzionale, solo quando le cabine stesse si muovono nel senso opportuno: oppure all'impiego di sistemi elettronici che permettono addirittura di attribuire, ai vari comandi, un'importanza diversa a secondo del tempo trascorso dall'istante in cui essi sono stati impartiti: e naturalmente tale importanza viene fatta aumentare al crescere del tempo.

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ELEMENTI COSTITUTIVI Tra gli elementi costitutivi di un ascensore o di un montacarichi, quelli che principalmente possono qui interessare, considerate le finalit di queste note sono : il macchinario; la cabina; le porte ai piani. Macchinario. - Si intende di solito per macchinario di un ascensore o di un montacarichi l'insieme del motore di trazione dell'argano di sollevamento. Gli argani di sollevamento ora adottati sono quasi esclusivamente del tipo con tamburo a frizione, nel quale la cabina ed il contrappeso sono collegati alle due estremit di un sistema di funi che vengono avvolte, per angoli spesso minori di 180, sulla puleggia motrice la quale porta apposite scanalature aventi adeguato profilo e sufficiente profondit. Lo sforzo tra puleggia e funi viene trasmesso per attrito. Sono ormaiassolutamente in disuso gli argani con tamburo ad avvolgimento, che pure furono largamente impiegati fino a 20-30 anni fa, nei quali la cabina ed il contrappeso vengono fissati ciascuno ad unestremit di un proprio tratto di fune che ha laltra estremit ancorata al tamburo, su cui, quindi, le funi stesse si La trasmissione del moto dal motore alla puleggia dell'argano pu avvenire in due modi: -indirettamente tramite un riduttore di velocit costituito di solito da una coppia vite senza fine ruota elicoidale; -direttamente, ed allora motore e puleggia sono montati sullo stesso asse: I' impiego di questo accoppiamento diretto, introdotto del resto abba stanza recentemente, richiede per l'uso di un motore a basso numero di giri (al massimo 150 200 giri/min). I motori che vengono utilizzati per l'azionamento dell'argano possono essere di diversi tipi ed alimen tati sia a corrente alternata che a correntecontinua: in questo secondo caso correr evidentemente dotare l'impianto di un gruppo convertitore che provveda a trasformare in corrente continua la corrente alternata prelevabile dalle reti cittadine. I motori a corrente alternata possono essere di due tipi e cio sempiice o I motori a semplice polarit hanno, in genere, quattro o sei poli e quindi funzionano, alla frequenza normale di 50 Hz, con velocita di circa 1425 o 950 giri/min rispettivamente. -II disporre per di una sola velocit di rotazione del motore e, quindi, di una sola velocit di traslazione della cabina conduce automaticamente ad ammettere dei dislivelli alle fermate, tra il pavimento di cabina e quello di piano, che sono funzioni, tra l'altro, della velocit della cabina all'atto dell'intervento del freno e delle condizioni di carico (si tenga presente che il contrappeso equilibra di so lito il peso della cabina pi il 50% circa della portata): e si pu constatare che detti dislivelli aumentano rapidamente oltre quanto ragionevolmente tollerabile allorch la velocit supera i 0,700,80 m/s. Volendo quindi operare con velocit maggiore necessario che questa venga convenientemente ridotta all'atto della frenatura. Ci si pu ottenere mediante l'impiego di motori a doppia polarit, che possono cio funzionare con due diversi numeri di poli: un'opportuna commutazione inserisce il numero di poli maggiore quando inizia la frenatura, riducendo cosi la velocit nel rapporto che esiste tra 4 due numeri di poli. II rapporto di solito adottato di 1 a 4 (quattro e sedici poli, ad esempio).Se per necessario che i dislivelli abbiano valori particolarmente piccoli (mm 510 al massimo, per esempio), il sistema suddetto pu essere adottato fino a velocit di circa 0,80 m/s; per velocit superiori e fino al limite di circa 1,20 m/s si ricorre all'impiego di due motori, uno che funziona per la velocit di regime e l'altro in fase di livellamento, facendo avvenire la trasmissione del moto da quoto secondo motore alla puleggia di trazione attraverso una doppia riduzione divelocit. Superando il limite di 1,20 m/s occorre impiegare metodi completamente diversi; si ricorre, di solito, alla cosiddetta frenatura elettrica . Ci pu essere ottenuto mediante l'impiego di giunti elettro magnetici a coppia variabile, oppure di motori a corrente continua alimentati a tensione variabile: questi sistemi consentono addirittura di far avvenire in modo continuo i passaggi di velocit sia in diminu zione che in aumento. E poich i motori a corrente continua consentono anche l'accoppiamento diretto tra motore e puleggia di trazione, possono aversi due tipi di macchine con motore a corrente con tinua alimentato a tensione variabile: la macchina a trazione diretta, detta gearless (impiegata per le pi alte velocit), e quella con riduttore, denomi ata gean red . L'impiego di queste macchine, che si va estendendo anche verso le velocit minori, consente inoltre, come sar meglio illustrato in seguito, un minor consumo di energia elettrica a parit di prestazioni. Cabine.- Per ragioni di sicurezza le dimensioni della cabina vengono messe in relazione alla portata dell'impianto, dato che gli argani a frizione, i quali, come gi detto, sono ormai pressoch generalmente adottati, consentono sovraccarichi limitati. Nelle norme del D. L. 600 non esistono tuttavia prescrizioni tassative al riguardo : secondo il progetto delle nuove norme invece larea del pavimento di cabina non dovrebbe essere, per gli ascensori, superiore al valore risultente
A= 20+

6P -500 60

)2

in cui : A la superficie interna utile del pavimento di cabina, espressa in metri quadrati; P e la portata in kg. Nei montalettighe la portata non dovrebbe essere minore di:
P= 2 3 ( 600A 400 A + 150)

avendo adottato gli stessi simboli della relazione precedente . Negli ascensori di categoria B e neimontacarichi di categoria C, infine, tra la portata e la massima superficie del pavimento di cabina dovrebbe sussi tere la s relazione seguente: P= 150A

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In pratica vengono attualmente adottate delle dimensioni che sono pi o meno rispondenti a quanto riportato nelle tabelle I e 11 (quelle della tabella I sono anzi consigliate dall'ENPI). Le cabine possono essere costruite con l'impiego di diversi materiali: i pi usati sono il legno, i profilati di alluminio anodizzato, la lamiera d'acciaio e, qualche volta, il cristallo. Le cabine in legno si costruiscono con struttura tamburata o in paniforti e con rivestimento in compensato impiallicciato nelle parti in vista, oppure in spessore di legno eventualmente doghettato. In questi ultimi tempi si sono anche molto diffusi i rivestimenti in laminati plastici. Le cabine in profilati d'alluminio anodizzato hanno trovato frequente impiego per il loro gradevole aspetto estetico: sono per piuttosto costose, oltre a presentare qualche volta dei difetti nell'anodizzazione. Ma in questo campo si sono fatti ultimamente sensibili progressi. Tabella I. Ascensori Dimensioni cabina Portata mm m Persone Persone Persone Persone Persone Persone Persone 3 4 5 6 8 10 13 0,72 0,94 1,12 1,35 1,65 2,05 2,45 900x800 1180x800 1180x950 1425x950 1425x1180 1725x1180 1725x1425 La costruzione delle cabine in cristallo (con la struttura portante metallica,beninteso) viene qualche volta adottata per ascensori in vano scala cui si voglia dare una certa impronta di lussuosit: ma si incontrano diverse difficolt di realizzazione per dare alla cabia sufficienterobustezza, silenziosit nella marcia, ecc. Le porte delle cabine sono in genere di tre tipi : porte a battente a doppia anta, logicamente apribili verso linterno; porte scorrevoli a doppia anta; porte scorrevoli ad anta semplice. Tabella II. Montacarichi Portata kg Dimensioni cabina m mm 1,12 1180x950 1,65 1425x1180 2,65 1180x2240 4,27 1425x3000 7,00 2000x3500 11,00 2500x4400 debbono infatti esservi applicate per legge esigono, per funzionare correttamente senza provocare inconvenienti, che non si determinino spostamenti apprezzabili tra porta e telaio. Le porte in profilati e lamiera d'acciaio sono quindi, evidentemente, quelle che danno le maggiori garan zie: e, in realt, la loro diffusione opportunamente assai aumentata negli ultimi tempi. Relativamente alle dimensioni da assegnare alle portate di piano c' da rilevare che, mentre l'altezza non deve essere, secondo il regolamento, inferiore a m 1,90, (salvo casi particolari), la larghezza pu essere fissata liberamente. Per ascensori a piccola portata, e cio fino a 78 persone, si adottano di solito valori tra m 0,60 e 0,75, presupponendo che non debba uscire od entrare pi di una persona per volta; per forti portate, fino a 20 persone, si installano porte con luce netta di circa m 1,10 permettendo l'entrata e l'uscita di due persone per volta e cosi via. Per quanto riguarda il loro funzionamento le porte ai piani possono essere: -ad apertura manuale; semiautomatiche -automatiche. Le porte d apertura manuale sono di solito a battente ad un'anta, raramente di tipo scorrevole. Quelle semiautomatiche sono pure quasi sempre a battente ad unanta : esse vengono sempre aperte a mano ma dispongono, per la chiusura, di un dispositivo di richiamo ; ci utile, se non altro, ad evitare le chiusure troppo violente, che dannegerebbero la porta, e quelle incomplete, che provocano larresto del funzionamento dellimpianto. Le porte automatiche sono quasi sempre di tipo scorrevole : un motore sistemato sul tetto della cabina, che viene comandato dalla posizione della cabina stessa, provoca il movimento delle porte di questa le

250 400 600 1000 1600 2000 Montautomobili kg 1600 11,00 2500x4400 kg 2000 18,90 3000x6300 Montacarte, ecc. kg 24 (*) 0,25 500x500 kg 50 0,42 700x600 kg 90 0,56 800x700 (*) Non soggetto al collaudo ENPI IL primo tipo viene usato quasi sempre negli impianti con porte ad apertura manuale, a meno che il limitato spazio a disposizione per la cabina non co stringa ad adottare uno degli altri due tipi che trovano invece universalmente applicazione negli ascensori con porte automatiche. Si vuole infine accennare che si propugna da pi parti, gi da tempo, per evidenti ragioni economiche e di semplicit dimanovra l'impiego, almeno per gli ascensori a velocit normale, di cabine senza porte: impiego del resto consentito dai regolamenti purch la conformazione del vano corsa e la posizione della cabina in esso corrispondano a determinate condizioni di sicurezza. Porte al piani. -Dal punto di vista costrutpiani tivo le porte ai piani sono analoghe alle cabine: ma per le porte, forse ancor pi che per le cabine, si ravvisa la necessita che siano costruite con materiali robusti ed indeformabili. Le serrature di sicurezza che

Montalettighe kg 630* 2,65 1180x2240 kg 1000 3,55 1425x2500 (*) Con le nuove norme per A = 2,65 dovrebbe essere P 730 Le cabine in lamiera d'acciaio verniciata non hanno finora incontrato eccessivo favore per le critiche mosse al loro aspetto estetico; ma non v' dubbio che si tratta delle costruzioni pi robuste e razionaii e che possono anche raggiungere vantaggiosi livelli onomici, specialmente se si arriver all'unificazione delle dimensioni delle cabine consentendone cos laproduzione in serie. Del resto i nuovi tipi di verniciature, recentemente introdotti, permettono ora l'ottenimento di migliori effetti estetici.

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quali trascinano quelle di piano con cui si accoppiano puleggia motrice eventuale puleggia di rinvio durante la fase di livellamento. Particolari dispositivi di sicurezza come costole mobili, cellule fotoelettriche ecc. determinano larresto e linversione del moto quando le porte, durante la chiusura, incontrano un ostacolo. ll vantaggio principale che deriva dalladozione delle porte automatiche, oltre allindubbia comodit che esse rappresentano per gli utenti dellimpianto, consiste nella riduzione dei tempi di chiusura e di apertura delle porte stesse che determina un miglior sfruttamento dellascensore. Il loro impiego pertanto assai opportuno anzi, quasi indispensabile, negli impianti veloci, per forte traffico, con portata Fig. 1-Disposizione schematica di un magari non troppo elevata.
ascensore con macchinario in alto

puleggia di rinvio

DINENSIONAMENTO E CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE DEL VANO CORSA E DEL LOCALE MACCHINA

puleggia di rinvio

Di interesse fondamentale per il progettista di un fabbricato la conoscenza sufficientemente pre cisa, sin dall'inizio della progettazione, delle dimensioni e delle caratteristiche costruttive che debbono avere il vano di corsa dell'impianto e l'ambiente destinato ad accogliere il macchinario. Ma opportuno premettere qualche considerazione sull ubicazione pi conveniente da assegnare al vano nell'interno dell'edificio e sulla posizione relativa pi vantaggiosa tra vano e cabina motori. Non v' dubbio che in genere la populeggia di rinvio sizione del vano condizionata a quella della scala (o delle scale) potendosi anzi sistemare l'ascensore, come stato fatto spessissimo in passato, addirittura nel vano della scala. Questa soluzione non per puleggia motrice puleggia motrice consigliabile per diversi motivi che si possono individuare nelle difficolt Fig. 3 - Disposizione schematica di un che essa crea dal punto di vista esteascensore con macchinario Fig. 2 - Disposizione schematica di un tico, nella necessit di munire la di fianco ascensore conmacchinario in basso scala di ripari ampi e relativamente l'ancoraggio delle guide, ecc. costosi, nei problemi che spesso

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l'esistenza in un edificio di pi scale progettate o per dare una certa differenziazione al traffico (scale principali e scale di servizio) o per esigenze di smistamento dello stesso negli orari di punta (entrata ed uscita del pubblico in un palazzo per uffici o in un grande magazzino, ad esempio) comporta automaticamente, Sl potrebbe dire, I' installazione di un numero di ascensori almeno pari a quello delle scale. Si vuol per richiamare l'attenzione sulla convenienza della concentrazione degli ascensori, appena possibile e cio quando non si hanno esigenze nettissime di differenziazione o di smistamento, in un'unica zona o addirittura in un' unico vano; ci infatti consente un miglior sfruttamento degli impianti e una maggiore rapidit di servizio in quanto ogni utente pu disporre di tutti gliascensori. La posizione che deve avere il macchinario, o meglio la cabina motori, nei confronti del vano di corsa dell'ascensore o del montacarichi riveste particolare importanza: e non inopportuno far rilevare, a questo proposito, come ancora oggi si vedano molto spesso prescelte delle infelici soluzioni che si sarebbero potute evitare con un pochino pi diinteresse e di accortezza all'atto dellaprogettazione degli edifici. In linea di principio possono essereadottate tre disposizioni: -macchinario in alto (rappresentazione schematica in fig. 1): -macchinario in basso (fig. 2): -macchinario di fianco (fig. 3). Di queste tre possibili dislocazioni quella di gran lunga preferibile la prima. Essa presenta, rispetto alle altre, i seguenti principali vantaggi: -minor lunghezza delle funi di trazione: -minor numero di pulegge di rinvio: -carico sulle strutture portanti del vano solitamente pi piccolo. Si ottiene quindi, adottando la disposizione con macchinario in alto, un minor costo di installazione ed anche un pi piccolo costo di esercizio: si tenga infatti presente che la minor lunghezza delle funi, che circa un terzo di quellanecessaria con le altre soluzioni, implica una pi piccola spesa per la loro sostituzione (che va fatta con una certa frequenza,anche ogni due tre anni) e che riducendo il numero delle pulegge di rinvio si ottiene un miglior rendimento dell'impianto (e, prestazioni) ed un logorio pi lento delle funi di trazione. La disposizione del macchinario in alto consente inoltre, con facilit, di aerare ed illurninare naturalmente la cabina motori: questo un particolare che non va trascurato. Questa disposizione pu, per, in qualche caso. incontrare delle difficolt poich necessita, sopra livello dell'ultima fermata, di un'altezza minima dl m 5,70 per impianti a velocit normale (fino a 0,85 m/s) ed anche superiore per impianti veloci. Considerando, infatti, che sono imposte per regolamento: -un altezza minima di m 2 per la cabina: -un altezza minima di m 2 per il locale macchina: e che, per soddisfare alle disposizioni del D L. 600, relative all'estracorsa superiore (vedi appresso) necessaria una distanza minima di circa m 1,70 tra il soffitto della cabina e Iintradosso del solaio del locale macchina (solo per gli impianti, lenti questa distanza pu essere ridotta di 2030 cm), si vede che occorre appunto disporre di un'altezza minima di m 5,70 tra il piano dell'ultima fermata e la copertura del locale motori. Installando, invece, il macchinario in basso poich il regolamento non impone decisamente una altezza minima per l'ambiente destinato ad accogliere le pulegge di rinvio, studiando volta per volta qualche accorgimento per rendere ispezionabili con sufficiente facilit e comodit le pulegge stesse, si pu contenere l'altezza necessaria sopra il calpestio del plano dell'ultima fermata entro i m 4,80 5,00. Un accorgimento che bisogna poi tener presente quando si installano ascensori con macchinario in alto riguarda il buon isolamento dell' impianto dal punto di vista della trasmissione di rumori e vibrazioni: questo in special modo quando ci si trova cemento armato. In conclusione, tuttavia, poich le dlfficolt conseguenti alla maggiore altezza di testata del vano sono, in genere, facilmentesuperabili in fase di progettazione dell'edificio e considerato che un sufficiente isolamento acustico del macchinario e, il solito, agevolmente ottenibile, I'installazione in alto della macchina di trazione di un ascensore senz'altro da preferire alle altre due soluzioni, la cui applicazione dovrebbe rimanere ormai confinata ai pochi specialissimi casi in cui particolari esigenze e difficolt la impongano in modo perentorio . La cabina dl un ascensore pu correre come gi detto, in un vano proprio oppure in un vano scala . Le dimensioni in pianta del vano dipendono -dalle dimensioni della cabina e quindi dalla portata dell impianto: dalla presenza o meno del contrappeso nello stesso vano della cabina. La tendenza attuale di disporre appunto cabina e contrappeso nel medesimo vano: bisogna allora distinguere, per quanto riguarda le dimensioni del vano, se il contrappeso guidato con guide rigide (del tipo di quelle per la cabina, e cio costituite da profilati a T ) oppure da funi spiroidali; -dal numero delle aperture di cabina, che comunque non possono evidentemente essere pi di due la loro disposizione pu interessare due lati opposti o due lati contigui: in questo secondo caso occorre sistemare le guide in due angoli opposti della ca bina, con una conseguente complicazione costrutiva . t Esaminando il caso normale dl cabina con una sola porta e di contrappeso sistemato posteriormente alla cabina stessa, ledimensioni da assegnare al vano si possono ricavare riferendosli alla fig. 4 e tenendo presente che: -A pu variare da 5 a 10 cm, valore questultimo secondo le norme non superabile: -B pu essere compreso tra 15 e 20 cm; -C deve essere: maggiore di 5 cm se il contrappeso non corre nello stesso vano della cabina; maggiore di 20 cm se si trova nello stesso vano dalla cabina ed guidato con guide rigide. Nel caso che il contrappeso sia guidato con funi occorre tener presente che la sua distanza dalla cabina e dalle pareti o dalle protezioni del vano corsa deve variare con la lunghezza libera L delle funi (e quindi con la corsa dell'impianto): pi precisamente deve essere, sempre con riferimento alla fig.

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D= L x 0,4+5 dove D espresso in cm, L in m. Se per la parete o la protezione del vano continua e senza sporgenze la distanza tra essa e il contrappeso pu essere ancora di 50 mm: Per concludere questi brevi ragguagli sulledimensioni da assegnare in pianta al vano di corsa di un ascensore si riportano, in tabella III, quelleraccomandate dall'ENPI
Tabella III

Portata kg Persone 3 Persone 4 Persone 5 Persone 6 Persone 8 Persone 10 Persone 13 Montalettighe kg 630 kg 1000
D

Dimensioni cabina Dimens. vano m mm mm 0,72 0,94 1,12 1,35 1,65 2,05 2,45 900x800 1180x800 1180x950 1425x950 1425x1180 1725x1180 1725x1425 1300x1300 1500x1300 1500x1500 1800x1500 1800x1800 2100x1800 2100x2100

2,65 3,60

1180x2240 1425x2500
C

1800x2600 2100x2800

Fig. 4 Dimensioni vano di corsa

Nella realizzazione del vano di cors.1 di unascensore bisogna tener ben presenti le esigenze : relativi agli spazi di extracorsa superiore ed inferiore, cio agli: spazi che debbono rimanere sopra il soffitto e sotto il pavimento della cabina quando questa e ferma rispettivamente all'ultima ed alla primafermata. Dice infatti il Regolamento al riguardo: Nellafossa sotto la cabina devono essere disposti arresti fissi per ottenere in qualsiasi condizione uno spaziolibero di altezza non minore di m. 0,50 fra il fondo del vano e la parte pi sporgente della cabina. Al disotto del pi basso livello normale di esercizio della cabina deve essere garantito un margine di corsa tale da consentire larresto libero della cabina sotto lazione del freno per linterventodellinterruttore di fine corsa, a meno che non si provvedaallinstallazione di appropriati ammortizzatori.

Analogo margine di corsa deve essere garantito al disopra del pi alto livello normale di esercizio, al meno che non si provvedaallinstallazione di appropriati ammortizzatori sotto il contrappeso. Oltre questo margine deve essere sempre assicurato sopra il tetto della cabina uno spazio libero di almeno cm.50. A questaposizione della cabina deve corrispondere lappoggio del contrappeso su arresti fissi. Gli ammortizzatori di cui sopra devono in ogni caso essere installati quando la velocit di eserecizio superi 1,50 m/s Ci significa che gli spazi di extracorsa superiore ed inferioredebbono esser funzioni della velocit di esercizio dellimpianto, poich da questa dipende lo spazio necessario per la frenata diemergenza, e, quindi, per lappoggio sugli arresti fissi o sugliammortizatori. Per ascensori a velocit normale ormai pressoch stabilito, anche per l'indirizzo seguito dall'ENPl che detti spazi debbano essere pari a m 3,70 per l'extracorsa superiore ed a m 1,50 per quellainferiore (V fig. 5); solo nel caso in cui la realizzazione delIa fossa incontri gravi difficolt sar possibile e consentitopurch siano impiegati particolari dispositivi dl sicurezza ridurnealquanto l'altezza che comunque non potr mai essere inferiore a m 1,10 circa. Per gli ascensori veloci le altezze di testata e di fossa devonoessere maggiorate fino a raggiungere ad esempio i valori dl m 6.80 e di m 4,60 rispettivamente per un impianto con velocit di 4 m / s ; ci va comunque fatto secondo le indicazioni dei costruttori. Quando si ha a che fare con ascensori o montacarichi installati in vano scala si deve avere particolare riguardo nella costruzione dei ripari. Nel D. L. 600 riportato infatti: Per ascensori o montacarichi installati nel vani delle scale per tutte le parti che distano dagli organi mobili meno di cm 70devono essere applicate per un altezza di m 1,70 a partire dal piano di calpestio del ripiani e da! ciglio dei gradini robuste difese di materiale incombustibile in modo tale che resti impedita la possibilit di sporgersi conqualunque parte del corpo entro i vari stessi nei sopraddetti limiti dl distanza dagli organi mobili. Difese dello stesso tipo devono essere applicate alle porte degli accessi al vano quando queste sono rappresentate da cancelli. Le difese possono essere costituite da rete rnetallica solidamente intelaiata con maglie di ampiezza non superiore a cm 3 oppure da riquadri di vetri di sicurezza che debbono corrispondere aiseguenti requisiti minimi: Il vetro non deve rompersi con distacco di frammenti per la caduta libera su di esso di una sfera di acciaio levigato del peso di kg 0,760 da una altezza non inferiore a cm 50; la prova viene eseguita su un campione di dimensioni cm 30 X 30 intelaiato da cornice in legno dello spessore di cm 9 ed avente un'apertura quadrata di cm 28 di lato: tollerato che il punto d'urto venga a trovarsi in un cerchio di raggio cm 2 con centro nel baricentro del telaio. II vetro non deve rompersi n presentare screpolature se sottoposto a flessione mediante un carico di 200 kg/m concentrato lungo l'asse mediano. La lastra si considera appoggiata sui quattro lati ed il campione non deve avere dimensioni inferiori e quelle delle lastre da porre in opera. Le prove debbono essere eseguite con temperatura ambiente fra 15 e 25C . Secondo il progetto delle nuove norme questeprescrizioni dovrebbero subire qualche variazione; poich si tratta di variazioniabbastanza importanti verso le quali l'ENPI gi orientato, si reputa opportuno riportare anche il nuovo testo:

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Per ascensori e montacarichi installati nei vani delle scale tutte le parti che distano dagli organi mobili meno di cm 70 devono essere segregate con robuste pareti o protezioni dimateriale incombustibile di altezza non minore di m 1,70 dal calpestio deiripiani e dal ciglio dei gradini se ladistanza dagli organi mobili maggiore o uguale a m 0,30, e di altezza non minore di m. 3,50 se la distanza inferiore a m 0,30. Le difese posono essere costituite da rete metallica solidamente intelaiata con maglie di ampiezza tale che non permetta il passaggio di una sfera di diametro di mm 25 se la distanza dagli organi mobili maggiore o uguale a m 0,30 e di una sfera di mm 12 di diametro se la distanza dagli organimobili minore di m 0,30. La rete non potr avere un filo di sezione minore di mm 2,5. ammessa anche lalamiera traforata, ma in tal caso lo spessore non dovr risultare inferiore a 12/10. La rete non potr avere un filo disezione minore di mm 2,5. ammessa anche la lamiera traforata. ma in tal caso lo spessore non dovr risultare inferiore a 12/10. Ferme restando le disposizioni relative alle altezze dei ripari in funzione della distanza dagli organi mobili, i ripari in cristalli di sicurezza sono consentiti: le lastre debbono corrispondere ai requisiti richiesti dalle norme del D. L 600 . Si tenga presente infine che tassativamenteprescritto che nel vano di corsa di un ascensore o di un montacarichi corrano in ogni caso esclusivamenteapparecchiature e linee riguardanti l'impianto dl sollevamento Un'ultimo accenno relativo alle dimensioni del locale macchina. Stabilita per legge Ialtezza minima di m 2, per quanto riguarda la superficie in pianta ci si pu basare sui datiseguenti: -per ascensori comuni a velocit normale l'area del locale macchina dev'essere pari a circa 23 volte quella del vano: -per ascensori veloci il rapporto deve essere compreso, al minimo, tra 3 e 4. Anche in questo caso sl vogliono per riportare nella tabella IV le dimensioni raccomandate dall l'ENPI per un'opportuna unificazione; nella stessa tabella, che si riferisce ad impianti normali, sono anche indicati i

locale apparato motore min 2000

altezza restata 3700

vano di corsa

Portata kg Persone 3 Persone 4 Persone 5 Persone 6 Persone 8 Persone 10 Persone 13 Montalettighe kg 630 kg 1000

Fossa 1500 Fig. 5 Sezione del locale apparato motore e del vano di corsa A, particolare delle

Carico su Dimens. locale macchina soletta portante mm Kg. 2000 x 2500 6500 id. id. id. id. 2500 x 3000 9000 id. id. 3000 x 3500 12.500 id. id. 3000 x 3500 3500 x 4000

max 100

9000 12500

max 30 min 160 min 160

CONFRONTI - CRITERI Dl SCELTA Le pi importanti innovazioni introdotte negli ultimi anni nella tecnica degli ascensori consistono nella manovra collettiva e nel sistema dl azionamento con motore a corrente continua alimentato a tensione variabile. quindi opportuno soffermarsi ancora su questi argomenti facendo rilevare le differenze dl prestazioni che si possono ottenere tra questi impianti moderni e quelli, per cos dire,

tradizionali Per chiarire i vantaggi che pu offrire la manovra collettiva rispetto a quella automatica semplice ci si pu riferire a qualche casospecifico. Si supponga ad esempio che ai vari piani di un fabbricato siano in attesa delle persone che debbano scendere al piano terreno: con la manovraautomatica semplice la cabina deveeffettuare tante corse quanti sono i piani

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dai quali deve prelevare i passeggeri; con la manovra collettiva, invece, pu bastare una sola corsa poich la cabina si porta inizialmente al piano pi alto tra quelli da cui sono pervenute le chiamate e, nella discesa, effettua tutte le fermate necessarie .II numero di corse occorrenti con la manovra collettiva deve essere aumentato se il numero complessivo di persone da trasportare e superiore alla portata dellimpianto ; comunque solo nel caso limite in cui ad ogni piano siano attese tante persone quant la capacit della cabina, sarebbe necessario lo stesso numero di corse con i due sistemi. quindi indubbio che nella gran parte dei casi il servizio che svolge lascensore con manovra collettiva assai pi rapido ed economico di quello dellimpianto con manovra automatica normale. Quantitativamente mente si riscontrato che con impianti di identiche caratteristiche (a parte la manovra, naturalmente), dovendo prelevare una persona da ogni piano di un fabbricato, e trasportarla al piano terreno, con un ascensore a manovra collettiva il servizio viene svolto in un tempo e con un consumo dl energia che sono all'incirca la met di quelli occorrenti con un impianto a manovra automatica normale. Potrebbe apparire che il caso dellesempio precedente sia quello limite pi favorevole per la manovra collettiva: in realt si potrebbe facilmente vedere che esistono altre possibilit in cui Ia convenienza della manovra collettiva ancora pi sentita ed inoltre; si tenga presente che anche nei tra: due tipi dl manovra non dovrebbero esistere differenze, a vantaggio della manovra collettiva rimane sempre il risparmio di tempo che si consegue per leliminazione della necessit di preventivi accordi tra gli II sistema di azionamento con motore a corrente continua alimentato a tensione variabile , come gi detto, di introduzione abbastanzarecente: ma la sua diffusione andata rapidamente aumentando anche nel campo delle velocit non elevate. La ragione di ci sta nel fatto, che oltre al vantaggio di permettere notevole precisione nei livelli di fermata, I'impiego di queste macchine consente una forte riduzione dei consumi, dovuta principalmente al minor assorbimento di energia durante le fasi di avviamento e di frenatura. II vantaggio sar quindi tanto pi sensibile quanto maggiore il numero delle fermate, a parit di altre condizioni. Per avere un'idea dell'ordine digrandezza del risparmio, si consideri ad esempio che il consumo di un ascensore con motore a corrente continua a tensione variabile pu ridursi anche di 1/3 di quello di un ascensore con motore a doppia polarit di caratteristiche analoghe. pur vero che il costo di installazione degli impianti a corrente continua notevolmente superiore rispetto a quello degli altri: ma tenendo conto del risparmio dei consumi, il bilancio complessivo pu sempre chiudersi a favore del sistema di azionamento a corrente continua, e tanto pi nettamente quanto pi intenso il traffico. Inoltre l'adozione dei motori a corrente continua a tensione variabile consente anche di avere rapporti di intermittenza del 100%, cio impianti che possono funzionare continuamente senza interruzioni; negli ascensori a corrente alternata, invece, viene considerato, di solito, un rapporto di intermittenza del 40 60% (cio l'impianto pu funzionare 24-36 minuti all'ora), poich i forti assorbimenti di corrente allo spunto provocano dei notevoli surriscaldamenti del motore . La scelta del numero e del tipo di impianti da installare in un fabbricato deve tenere conto, come si visto, di numerosi fattori la cui importanza pu anche essere diversa di volta in volta. Comunque si pu intanto affermare, in base alla vasta esperienza ormai fatta, che in edifici, per abitazione con numero di piani limitato (7-8) pu essere sufficiente un solo ascensore (a meno che ilfabbricato non sia di lusso e richieda quindi l'impianto padronale e quello di servizio) con velocit di 0,70,8 m/s. Quando si tratta di edifici per uffici, grandi magazzini e comunque ove si possa prevedere traffico intenso, diventa praticamente impossibile dare un valido indirizzo generale: anzi in questi casi occorre un vero e proprio studio preliminare che va condotto partendo dalla conoscenza del numero di persone che occorre trasportare in un determinato tempo, naturalmente nelle condizioni pi gravose. Si procede poi per tentativi . fissando portata e velocit e, tenendo conto del numero pi probabile di fermate, si calcola il tempo che impiega un imoianto ad effettuare una corsa completa e quindi la capacit di trasporto dellimpianto stesso nel periodo di tempo considerato: facile allora determinare il numero di ascensori occorrenti. Si ripete poi il calcolo per varie combinazioni portata-velocit fino a detrminare quelle pi conveniente. Volendo riferirsi a qualche dato dimassima si tenga presente che gli ascensori per forte traffico hanno in genere portate che vanno da 10 a 20 persone e che le velocit adottate, come si gi avuto occasione di dire, vengono fatte variare in relazione al numero delle fermate(e quindi, grosso modo, alla corsa): pi precisamente si adottano velocitintorno ad 1/50 m/s fino a 10 piani, intorno ai 2 m/s fino a 15 piani e velocit superiori (34 m/s) perfabbricati ancora pi alti.

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IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
RICHIAMI Dl FOTOMETRIA Vengono di seguito ricordate le definizioni delle grandezze fotometriche di cui si fara uso nelle note seguenti . Quantit di luce. -Simbolo Q: la quantit di energia raggiante emessa da una sorgente (supposta monocromatica) in un certo tempo, moltiplicata per un fattore V (visibilit della radiazione) dipendente principalmente dalla lunghezza d'onda della radiazione medesima ed atto a caratterizzare I'attitudine di questa ad impressionare l'occhio. In fig. 1 riportato l'andamento del coefficiente di visibilit definito come rapporto tra la visibilit di una determinata radiazione e il valoremassimo della visibilit stessa. Tale andamento indicato per diverse grandezze della radianza (vedi appresso): da notare che il massimo della visibilit si sposta verso lunghezze d'onda minori al diminuire della radianza considerata . Flusso luminoso. -Simbolo f: e la quantit di luce che una sorgente luminosa emette per unit di tempo: sar perci il prodotto della visibilit per la potenza della radiazione. Unit di misura ne il lumen internazionale. Illuminamento. -Simbolo E: I'illuminamento (o illuminazione) in un punto di una superficie il rapporto fra il flusso luminoso ricevuto da un ele mento di superficie infinitesimo intorno a detto punto e l'area dell'elemento stesso. L'illuminamento medio Em di una superficie S investita da un flusso risulta perci Em=/S Unit di misura dell'illuminamento il lux , definito come l'illuminazione di una superficie che riceve il flusso, uniformemente ripartito, di un lumen per ogni m di area. Suo multiplo e il phot (10000 lux: 1 lumen per cm). Luminosit o radianza. -Simbolo H: la luminosit di un punto di una superficie il rapporto fra il flusso emesso da un elemento infinitesimo di superficie intorno a detto punto e l'area dell'elemento stesso. La luminosit media lm di una superficie S emittente un flusso f risulta quindi lm = (f/S. Unit di misura di luminosit il lux su bianco (lux s. b.) definito come la luminosit di una superficie che emette uniformemente un lumen per ogni m di area. Suo multiplo il phot s. b. pari a 1000 lux s. b. Intensit luminosa. -Simbolo : I' intensit luminosa, in una data direviola indaco blu verde giallo arancione rosso

0,8
10 lux s.b. 2 lux s.b. 0,01 lux s.b.

coefficiente di visibilit 0,4 0,2

0,6

4000

5000

UA

6000

7000

Fig. 1 Diagramma dell'andamento del coefficiente di visibilit zione, di una sorgente puntiforme definita dall'espressione l= df/dW ove df (P il flusso emesso dalla sorgente entro un angolo solido infinitesimo avente per asse la direzione considerata e dW l'ampiezza dell'angolo stesso. Unit di misura dell'intensit luminosa la candela internazionale (c. i.) definita mediante campione. Dalla definizione di c. i. deriva quella di lumen internazionale come il flusso emesso entro l'angolo solido unitario da una sorgente puntiforme che, entro detto angolo, abbia intensit luminosa costante e uguale ad una candela internazionale. Splendore o brillanza. -Simbolo B: lo splendore di una sorgente in una determinata direzione il rapporto tra la sua intensit luminosa in quella direzione e l'area della sua superficie apparente (proiezione della superficie effettiva della sorgente su di un piano normale alla direzione considerata). Naturalmente, perch la definizione non perda completamente significato, necessario che le dimensioni della sorgente siano piccole rispetto alle distanze che interessano. In tutte le definizioni precedenti ci si riferiti aradiazioni monocromatiche. L'estensione delle definizioni stesse al caso pi generale delle radiazioni policromatiche si pu fare tenendo presente che, entro certi limiti, si pu ammettere che l'effetto prodotto su l'occhio da un fascio di radiazioni sia pari alla somma degli effetti che le radiazioni componenti il fascio produrebbero singolarmente : pertanto si pu considerare come visibilit di un fascio di luce policromatico la media ponderale della visibilit delle singole radiazioni componenti (assumendo come pesi le potenze con queste compaiono nel fascio) ed avvalersi di tutte le definizioni sopra riportate, considerando per la visibilit il valore medio ponderalesuddetto. GENERALITA SUI PROGETTI Dl ILLUMINAZIONE I progetti di illuminazione vengono di solito condotti seguendo il criterio generale di arrivare a determinare gli elementi tecnici dell'installazione che principalmente interessano, partendo daalcuni dati, magari di massima, sullecondizioni che si vogliono realizzare. Riferendosi al caso pi significativo della illuminazione artificiale (anche sull' illuminazione naturale diurna si dar comunque in seguito qualche notizia) tali elementi comprendono essenzial ente: m il tipo, la potenza e il numero delle sorgenti luminose, la loro posizione (altezza di sospensione e distanza fra i vari centri) il tipo di apparecchio di illuminazione da adoperare. bene chiarire subito che il calcolo diretto non conduce mai ad una determinazione univoca di detti elementi, ma soltanto a stabilirne alcuni avendo fissato gli altri con criteri suggeriti dall'esperienza: e inoltre da aver ben presente che in problemi di questo genere hanno molto spesso importanza criteri estetici che potrebbero suggerire soluzioni talvolta addirittura contrastanti con le esigenze tecniche. Nell'impostazione dei progetti di illuminazione occorre distinguere due

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IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
zione di ambienti aperti (strade, piazze, ecc.) e l'altro dell'illuminazione di ambienti chiusi. La ragione della distinzione sta nel fatto che, mentre negli ambienti aperti l'illuminazione degli oggetti dovuta quasi esclusivamente alla luce che giunge ad essi direttamente dalle sorgenti, potendosi ragionevolmente trascurare quella rinviata dalle diverse superfici (ad esempio le pareti verticali dei fabbricati), nel caso degli ambienti chiusi il contributo dovuto a tale luce rinviata spesso preponderante o addirittura esclusivo (illuminazione indiretta ). I due casi verranno quindi trattati separatamente: si far per precedere una breve esposizione riguardante le caratteristiche fondamentali delle lampade normalmente impiegate e dei relativi apparecchi di illuminazione. LAMPADE Dal punto di vista tecnico-economico le caratte ristiche p