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Manuale dell’utente

PRO_SAFE
Interventi locali per edifici
industriali

Questo manuale presenta una panoramica dei comandi e delle procedure per la
definizione dei parametri di progetto e verifica degli interventi locali sugli edifici
industriali con il programma PRO_SAFE.

Manuale d’uso PRO_SAFE Pag. 1


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licenza d’uso del software PRO_SAP. Il loro utilizzo comporta l’accettazione del contratto di licenza d’uso del software
PRO_SAP

Manuale d’uso PRO_SAFE Pag. 2


Sommario

Manuale dell’utente 1

PRO_SAFE 1

Interventi locali per edifici industriali 1

Sommario 3
Normative di riferimento 4
Progettazione di interventi locali su edifici industriali 5
La finestra principale di PRO_SAFE 5
Utilizzo dei comandi 5
Progettazione degli interventi 7
Definizione delle caratteristiche della struttura 7
Definizione della domanda: pericolosità sismica 9
Definizione degli interventi 17
Esecuzione delle verifiche e stampa della relazione 18

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Normative di riferimento
Le Normative a cui fa riferimento il codice di calcolo sono:

• Decreto Ministeriale del 14/01/2008


• Circolare C.S.LL.PP. n° 617 del 02/02/2009
• Reluis - Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici monopiano non
progettati con criteri antisismici
• Decreto Ministeriale del 28/02/2017 (sismabonus)

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Progettazione di interventi locali su edifici industriali
Il modulo PRO_SAFE consente il progetto automatico di interventi locali su edifici industriali. Gli
interventi progettati dal modulo sono quelli descritti nelle Linee di indirizzo per interventi locali e
globali su edifici monopiano non progettati con criteri antisismici. La filosofia di questi interventi è di
non modificare lo schema statico della struttura in modo da non alterare lo stato sollecitativo della
stessa e non causare inaspettate crisi dovute alla ridistribuzione delle sollecitazioni.
Il modulo PRO_SAFE è anche in grado di eseguire le verifiche di perdita di appoggio per valutare il
pericolo di caduta della trave dal pilastro.

La finestra principale di PRO_SAFE


L’aspetto della finestra principale di PRO_SAFE è il seguente:

Figura 1: la finestra principale di PRO_SAFE

Sono presenti una barra dei menù, una barra dei pulsanti, la barra dei comandi intervento, la
cornice degli interventi e la cornice della relazione di calcolo.

Utilizzo dei comandi


Nella finestra principale di PRO_SAFE sono presenti i seguenti comandi:

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La barra dei menù

• File: contiene i comandi Apri, Salva, Salva con nome ed Esci.


• Opzioni: stampa la relazione di calcolo.
• Informazioni su…: apre la finestra con le informazioni sulla versione del modulo.

La barra dei pulsanti

• Nuovo: inizia un nuovo lavoro.


• Apri: apre un file .sfe di PRO_SAFE salvato precedentemente.
• Salva/Salva con nome: salva i dati del progetto corrente.
• Caratteristiche struttura: permette di accedere alla finestra Caratteristiche struttura.
• Pericolosità sismica: consente di accedere alla procedura guidata per la definizione
dell’azione sismica.
• Relazione: stampa la relazione di calcolo
• Relazione con classificazione del rischio sismico: stampa la relazione di calcolo con
classificazione sismica della struttura
• Avvia software di calcolo ancoraggi: avvia il software per il calcolo degli ancoraggi dei
bulloni, perni e tirafondi inseriti negli interventi.
La barra dei comandi intervento

• Nuovo intervento: consente di definire un nuovo intervento sulla struttura.


• Modifica intervento: consente di modificare i dati di un intervento precedentemente definito.
• Copia intervento: fa una copia di un intervento precedentemente definito.
• Elimina intervento: elimina dalla lista l’intervento selezionato.
La cornice degli interventi

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Figura 2: la cornice degli interventi

Nella cornice degli interventi è riportato l’elenco di tutti gli interventi locali definiti sulla struttura.
La cornice della relazione di calcolo

Figura 3: la cornice relazione di calcolo

All’interno della cornice della relazione di calcolo è riportata un’anteprima della relazione di calcolo
che consente di valutare se le verifiche sono soddisfatte o meno.

Progettazione degli interventi


Le fasi della progettazione di un intervento su una struttura prefabbricata con PRO_SAFE sono le
seguenti:
1. definizione delle caratteristiche della struttura: geometria, sezioni, materiali e
carichi.
2. definizione della domanda: spettro di progetto e spostamenti del suolo e dei pilastri.
3. definizione degli interventi da eseguire e delle loro caratteristiche: diametro dei
connettori, profili da utilizzare, tipo di acciaio, ecc…
4. esecuzione delle verifiche e stampa della relazione di calcolo o stampa della
classificazione del rischio sismico dell’edificio.

Definizione delle caratteristiche della struttura


La definizione delle caratteristiche della struttura avviene all’interno della finestra Caratteristiche
struttura che consente di indicare la geometria, le sezioni dei pilastri, le caratteristiche dei materiali
ed i carichi agenti.

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Figura 4: la finestra Caratteristiche struttura

I parametri da definire sono i seguenti:


Cornice Dati geometrici
• Interasse di calcolo in direzione X: distanza tra due pilastri successivi in direzione X.
• Interasse di calcolo in direzione Y: distanza tra due pilastri successivi in direzione Y.
• Altezza pilastri: altezza dei pilastri.
• Interasse tegoli: distanza tra due tegoli di copertura.
• Orditura travi: consente di specificare se le travi sono disposte parallelamente all’asse X od
all’asse Y.
• Dimensione pilastri in direzione X: sezione dei pilastri in direzione parallela all’asse X.
• Dimensione pilastri in direzione Y: sezione dei pilastri in direzione parallela all’asse Y.
• Rapporto Af/A: rapporto, espresso in percentuale, tra l’area di ferro e l’area di calcestruzzo.
Cornice Materiali
• Resistenza a compressione media calcestruzzo: per edifici nuovi resistenza caratteristica a
compressione del calcestruzzo, per edifici esistenti resistenza a compressione media del
calcestruzzo, in entrambi i casi espressa in daN/cm2.
• Modulo elastico di calcolo calcestruzzo: modulo di Young del calcestruzzo, espresso in
daN/cm2.
• Tensione di snervamento media acciaio: per edifici nuovi resistenza caratteristica a
snervamento delle barre di armatura, per edifici esistenti resistenza a snervamento media
delle barre di armatura, in entrambi i casi espressa in daN/cm2.
Cornice Definizione forza di progetto collegamenti
Questa cornice consente di definire l’azione a cui devono resistere gli interventi. È possibile
indicare i carichi agenti sulla struttura e lasciare che sia il programma a calcolare l’entità
dell’azione oppure è possibile indicare un valore della forza da utente. È anche possibile impostare
che il progetto venga eseguito secondo la gerarchia delle resistenze eseguendo le verifiche
basandosi sulla capacità dei pilastri anziché sull’azione sismica della località di progetto.

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• Peso proprio copertura: valore dei carichi permanenti strutturali della copertura, espressi in
daN/m2.
• Permanente n.c.d.: valore dei carichi permanenti non strutturali della copertura (permanenti
portati), espressi in daN/m2.
• Variabile copertura: valore dei carichi variabili agenti in copertura, espressi in daN/m2.
• Coefficiente psi2: valore del coefficiente psi2 del carico variabile agente in copertura (vedi
tabella 2.5.I del D.M.2008).
• Qp aggiuntivo: consente di definire ulteriori carichi da considerare nel computo delle masse
sismiche, per esempio tamponamenti o impianti, espresso in daN.
• Automatica da carichi: se attivo il valore della forza di progetto è determinato in base ai
carichi agenti sulla struttura.
• Diretta da utente: se attivo, consente all’utente di specificare manualmente il valore della
forza di progetto.
• Automatica da capacità (solo per pilastri): se attivo il valore della forza di progetto è
determinato in base alla capacità dei pilastri. Il comando è attivabile solo se è selezionata
l’opzione Automatica da carichi.
• Forza di progetto: azione con cui eseguire le verifiche dell’intervento, espressa in daN. Il
comando è attivo solo se è attiva l’opzione Diretta da utente.

Definizione della domanda: pericolosità sismica


Usando il comando Pericolosità sismica si accede ad una procedura guidata in 7 passi. I primi
quattro passi sono identici ai casi di carico sismici di PRO_SAP e consentono di definire lo spettro
di progetto e le caratteristiche dell’azione sismica. Gli ultimi tre passi invece sono sviluppati
specificatamente per PRO_SAFE e consentono di impostare le verifiche allo stato limite di perdita
di appoggio.
Passo 1 – Azione sismica

• Classe d’uso: si veda §2.4.3 del D.M. 2008


• Pericolosità sismica: consente di accedere alla finestra Valutazione della pericolosità
sismica per la definizione della località dell’intervento e dei parametri di pericolosità
sismica.
• Strutture esistenti: consente di specificare se la struttura è esistente e, se necessario il
livello di conoscenza ed il relativo fattore di confidenza.

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Passo 2 – Categorie di sottosuolo e condizioni topografiche

• Categoria suolo di fondazione: si veda tabella 3.2.II del D.M.2008


• Categoria topografica: si veda tabella 3.2.IV del D.M.2008

Passo 3 – Spettri di risposta elastici e di progetto

• ag: accelerazione orizzontale massima (ricavata in automatico dal programma).


• eta: si veda §3.2.3.2 del D.M. 2008.
• S, Fo, Fv, TB, TC, TD: si veda §3.2.3.2 del D.M. 2008 (ricavati in automatico dal
programma).
• Informa… : consente di controllare le accelerazioni spettrali per i periodi notevoli.
• Fattore di struttura Consente di assegnare il valore del fattore di struttura. È possibile
avvalersi del comando Aiuto... per far calcolare il fattore di struttura da utilizzare al
programma. Il comando Aiuto... non assegna automaticamente il fattore di struttura,

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dopo averlo fatto calcolare automaticamente al programma il progettista deve assegnarlo
manualmente.

Passo 4 – Analisi statica o dinamica

• Altezza: Altezza dei pilastri, espressa in cm.


• Tipo di struttura: consente di specificare il tipo di struttura per il calcolo del periodo del
primo modo di vibrare o di indicare che si vuole specificare un valore da utente.
• Fattore lambda: (0.85-1) si veda note di teoria.
• Periodo T1 (primo modo): si veda note di teoria.
• Sd(T1)-SLV: valore delle ordinate dello spettro di progetto per lo stato limite di
salvaguardia della vita (SLV), componente orizzontale (grafico blu).
• Se(T1)-SLD: valore delle ordinate dello spettro per lo stato limite di danno (SLD),
componente orizzontale (grafico rosso).
• D.L.74: consente di accedere alla finestra che riporta i valori della PGA degli eventi sismici
dell’Emilia del 20 e 29 maggio 2012 e del 3 giugno 2012.

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Figura 5: la finestra D.L.74

Passo 4 – Note di teoria


Nella cornice Edificio viene chiesto di definire il tipo di struttura, questo serve a stimare il periodo
del primo modo di vibrare con la formula 7.3.5 del D.M.2008:

Il valore della costante C dipende dal tipo di struttura:

Nel caso si scelga l’opzione “pilastri isostatici” il periodo del primo modo di vibrare viene stimato
con la seguente formulazione presente sulle linee di indirizzo di Reluis:

Il coefficiente Lambda, richiesto nella stessa cornice, viene definito come segue dal D.M.2008:

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Passo 5 – Spostamenti del terreno

• Distanza Nodi i-j: distanza tra i nodi alla base di due pilastri successivi, espressa in
cm.
• Velocità di propagazione onde di taglio: valore della velocità di propagazione delle onde di
taglio nel terreno, espressa in m/s (vedi §3.2.2 del D.M.2008).
• Spostamenti assoluti: formula 3.2.15 del D.M.2008 (vedi note di teoria).
• dij0: formula 3.2.20 del D.M. 2008 (vedi note di teoria).
• dij max: formula 3.2.18 del D.M. 2008 (vedi note di teoria).
• Spostamenti relativi: formula 3.2.21 del D.M.2008 (vedi note di teoria).

Passo 5 – Note di teoria


Nella valutazione degli spostamenti per le verifiche allo stato limite di perdita di appoggio si fa
riferimento al §3.2.3.3 ed al §3.2.5 del D.M.2008.
La prima valutazione da fare è lo spostamento del punto dove si trova la base del pilastro che
viene calcolato con la formula 3.2.15:

A partire da questo parametro si deve determinare lo spostamento relativo del terreno in


corrispondenza dei punti alla base di due pilastri successivi.
Secondo la norma si può supporre che se i punti sono posti a distanze notevoli, oppure se c’è forte
variabilità nelle caratteristiche del terreno, il moto di questi due punti in analisi si può considerare
indipendente ed è possibile valutare lo spostamento relativo con questa espressione:

Dove:

Nel caso invece i punti siano a distanza inferiore ai venti metri, oppure se il suolo su cui poggiano i
due pilastri è dello stesso tipo la formula riportata sopra non può essere utilizzata perché se gli
spostamenti del punto i e del punto j sono identici dij0 = 0. In questo caso la norma propone una
formulazione alternativa per il calcolo dello spostamento relativo:

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In PRO_SAFE, se i punti si trovano a distanze molto grandi, oppure se c’è variabilità di suolo, per
applicare la formula 3.1.19 è necessario definire manualmente uno spostamento dj diverso da di;
se di = dj automaticamente il programma calcolerà gli spostamenti relativi con la formula 3.2.21.

Passo 6 – Stato limite di perdita di appoggio

• Altezza H: altezza del pilastro, espressa in cm (il dato è automaticamente assunto


dalla finestra Caratteristiche struttura).
• W: massa della struttura.
• My: momento di snervamento alla base del pilastro. È possibile calcolarlo
automaticamente con Aiuto.
• Dy: spostamento dovuto al raggiungimento del momento di snervamento, espresso in cm.
• Du: spostamento ultimo, espresso in cm.
• Aiuto: consente di accedere alla finestra Calcolo capacità.
• Testa dE: spostamento relativo tra i punti alla testa dei pilastri i e j, espresso in cm.
• Piede dij (x): spostamento relativo tra i punti alla base dei pilastri i e j calcolato al passo 5,
espresso in cm.
• Delta(TR): somma degli spostamenti relativi tra i due pilastri, espresso in cm.
• Calcolo da capacità: se attiva il calcolo della domanda in termini di spostamento viene
fatto in base alla capacità del pilastro.
• Calcolo da spettro: se attiva il calcolo della domanda in termini di spostamento viene fatto
in base allo spettro di progetto.
• Direzione Y-Y: consente di indicare la direzione in cui eseguire il calcolo.

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Figura 6: la finestra Calcolo capacità

Passo 6 – Note di teoria


Lo spostamento relativo totale tra due pilastri, ovvero la domanda nelle verifiche allo stato limite di
perdita di appoggio, è composto da due fattori: lo spostamento relativo alla base dei due pilastri e
quello relativo alla testa ai due pilastri. Il primo contributo viene calcolato da PRO_SAFE al passo
5 ed è già stato commentato precedentemente.
Per quanto riguarda il secondo contributo il calcolo può essere eseguito in due modi: o secondo la
capacità del pilastro, oppure in base allo spettro di progetto. Le linee di indirizzo di Reluis
suggeriscono di basarsi sul primo metodo.
Ai fini del calcolo della curva di capacità il pilastro viene assimilato ad un oscillatore ad un grado di
libertà:

I due punti notevoli della curva di capacità sono quello in corrispondenza dello snervamento e
quello ultimo.
Per quanto riguarda il primo, lo spostamento al raggiungimento del momento di snervamento alla
base del pilastro si può calcolare come:
   ∙ 
θy è la rotazione rispetto alla corda allo snervamento e secondo le linee di indirizzo di Reluis può
essere calcolato con la seguente espressione:
 ∙ 
 
3∙

dove ν = 1.2 è un coefficiente che tiene conto che la parte fessurata alla base del pilastro ha una
rigidezza minore rispetto al resto del pilastro.

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Φy è la curvatura di snervamento. Secondo le linee di indirizzo di Reluis può essere calcolata con
riferimento al punto in cui sia l’armatura tesa che quella compressa hanno una deformazione pari a
quella di snervamento:
2 ∙  2 ∙  
   ≅ 2.5 ∙
ℎ − 2 ∙  ℎ 1 − 2 ∙   ℎ

Lo spostamento ultimo invece si può calcolare come:
   ∙ 
La rotazione ultima rispetto alla corda si può calcolare con la formula seguente proposta dalla
circolare 617/2009 del C.S.LL.PP:

Per calcolare la rotazione ultima rispetto alla corda serve conoscere la curvatura ultima Φu.
Sempre secondo le linee di indirizzo di Reluis è possibile calcolare questo parametro assumendo
la deformazione ultima del calcestruzzo pari a εcu = 0.0035 ed utilizzando la formula seguente:

 

xu è la profondità dell’asse neutro a rottura adimensionalizzata. Il suo valore dipende dallo sforzo
normale, ipotizzando uno stress-block sul calcestruzzo si può calcolare in questo modo:

  1.25 ∙ ℎ ∙  1.25 ∙ ℎ ∙

 ∙ ℎ ∙ 
Questo permette di riscrivere la formula per il calcolo di Φu:
  1
   0.8 ∙
 ℎ

Infine è possibile calcolare il momento ultimo della colonna come:



"#  $% ∙ ℎ − 2 ∙  ∙  +  ∙ ∙ 1 −

2
A questo punto è possibile caratterizzare l’oscillatore, il periodo elastico si può calcolare con la
formula C7.3.6 proposta dalla circolare:
*
'  2()
+
dove
,
+

Per il calcolo della risposta del sistema in termini di spostamento si può procedere come descritto
al §C7.3.4.1 della circolare 617/2009 del C.S.LL.PP.
Questo consente di calcolare la domanda in termini di spostamento per la verifica allo stato limite
di perdita di appoggio.

Passo 7 – Elementi non strutturali

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• Quota: altezza a cui si trova la massa, espressa in cm e misurata a partire dalla base dei
pilastri.
• Peso W: massa dell’elemento non strutturale.
• Periodo Ta: periodo di vibrazione dell’elemento non strutturale
• Valore qa: fattore di struttura dell’elemento non strutturale
• Sa: accelerazione adimensionale dell’elemento non strutturale
• Fa: azione sismica applicata all’elemento non strutturale.

Questi valori non vengono utilizzati nelle verifiche degli interventi volti ad impedire il
ribaltamento dei tamponamenti non adeguatamente collegati alla struttura. Per questi
interventi i valori delle sollecitazioni di progetto vengono calcolati in base ai dati inseriti
nella definizione delle caratteristiche dell’intervento.

Definizione degli interventi


Per definire un nuovo intervento è necessario utilizzare il comando Nuovo intervento che consente
di accedere all’omonima finestra. Nella finestra è possibile scegliere un intervento da une delle tre
tipologie previste dalle linee di indirizzo di Reluis:
1. Interventi volti ad evitare la crisi per perdita d’appoggio.
2. Interventi per evitare il collasso di elementi di tamponatura prefabbricati non
adeguatamente ancorati alle struttura principali.
3. Interventi su elementi strutturali verticali danneggiati o carenti.
Una volta scelto l’intervento nella parte destra della finestra compaiono i parametri da impostare
relativi all’intervento ed un’immagine esplicativa.
I parametri sono diversi a seconda della tipologia di intervento selezionata, vengono richiesti il
diametro dei connettori o dei cavi, le dimensioni delle piastre metalliche od il profilo da utilizzare e,
nel caso di interventi sui tamponamenti, il peso specifico del tamponamento e l’altezza del
collegamento dalla base del pilastro. Vengono richiesti anche il tipo di materiale dei connettori, la
classe dei bulloni, l’acciaio di cui sono fatte le piastre metalliche od i profili.

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Figura 7: la finestra Nuovo intervento

Nel caso si debbano apportare modifiche ad un intervento definito in precedenza è necessario


selezionarlo dalla cornice degli interventi ed usare il comando Modifica intervento. Nel caso si
debbano fare interventi appartenenti alla stessa tipologia ma con caratteristiche differenti è
possibile fare una copia dell’intervento selezionandolo all’interno della cornice ed modificando le
caratteristiche.

Esecuzione delle verifiche e stampa della relazione


Definito l’intervento le verifiche sono automaticamente eseguite. Si può leggere l’anteprima della
relazione di calcolo all’interno della Cornice della relazione di calcolo e controllare che tutte le
verifiche sull’intervento siano soddisfatte.
Il comando relazione di calcolo esegue la stampa della relazione di calcolo in formato RTF.
PRO_SAFE consente anche di fare la classificazione sismica degli edifici con il metodo
semplificato previsto dal D.M. 28 febbraio 2017 per le strutture assimilabili ai capannoni industriali.
In questo caso, utilizzando il comando Relazione con classificazione del rischio sismico compare
la finestra Valutazione carenze dove è possibile indicare se le carenze tipiche di queste strutture
non erano presenti o se sono state risolte con uno degli interventi progettati. In seguito si stampa
la relazione di calcolo che indica il miglioramento di una classe nel caso gli interventi locali abbiano
eliminato le carenze.

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Figura 8: relazione di calcolo

Figura 9: la finestra Valutazione carenze

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Figura 10: relazione di calcolo con classificazione sismica

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