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Gli Indicatori Biologici, sono un valido strumento che inserito nel ciclo di Gestione e Valutazione

risultano essere efficaci nelle varie fasi del ciclo. Il ciclo di Gestione e Valutazione si compone di :
- Contesto
- Visione
- Pianificazione
- Input
- Processi Gestionali
- Output
- Esito
Quindi l'Indicatore, ed in particolare l' Indicatore Biologico interviene soprattutto nella parte di
integrazione tra le varie componenti del Ciclo di Gestione e Valutazione che data dalla Valutazione.
Infatti per eseguire una corretta Valutazione occorre seguire 4 fasi :
- Selezione di una serie di indicatori adeguati
- Pianificazione delle modalit con cui valutare gli Indicatori selezionati
- Svolgimento della valutazione mediante la raccolta e l'analisi dei dati
- Comunicazione dei risultati e relativo utilizzo del quadro di una gestione adattativa

Nella Gestione Sostenibile del Territorio risulta fondamentale la valutazione della qualit del Suolo.
Infatti la Pedosfera si trova all'incrocio tra Atmosfera, Biosfera, Idrosfera e Litosfera, questo ci fa
riflettere su quanto sia importante lo studio della qualit del Suolo e come da quei dati si possano
ottenere informazioni importanti anche per le altre componenti del territorio studiato.
Questo ci porta a dover definire la qualit del Suolo, questa definizione per uan definizione che ha
avuto molta difficolt nell'essere generalizzata visto che l'uomo ha cercato di adattare una definizione
di qualit del suolo in base ai propri interessi economici, sociali e non solo. Tuttavia , negli anni si
assistito ad una convergenza delle varie visioni di qualit del suolo in una sola.
Cosa la qualit del suolo ?
La qualit del suolo la capacit di uno specifico tipo di suolo di funzionare all'interno dei confini degli
ecosistemi naturali o gestiti per :
- sostenere la produttivit animale e delle piante
- mantenere o aumentare la qualit dell'aria e dell'acqua
- supportare la salute umana e le abitazioni
Occorre inserire la qualit del suolo nel contesto delle sue funzioni, infatti il suolo ha delle funzioni
importantissime ed esse sono :
1) Sostenere l'attivit biologica, la diversit e la produttivit;
2) Regolare e Dividere dall'acqua il flusso dei soluti;
3) Filtrare e Caricare, Degradare , Immobilizzare e Detossificare materiali organici ed inorganici
includendo i prodotti industriali, municipali e della deposti dall'atmosfera;
4) Conservare e Riciclare i nutrienti e gli altri elementi interni alla biosfera;
5) Provvedere al supporto di strutture socioeconomiche e alla protezione dei tesori archeologici
associati alle abitazioni umane.
La qualit del suolo si riferisce alla qualit dinamica del suolo, quelle propriet che sono influenzate
dalla gestione.
La qualit del suolo va valutata attraverso degli Indicatori :
Gli Indicatori possono essere fisici, chimici e biologici. Essi descrivono le propriet, i processi o le
caratteristiche del suolo. Ogni oggetto o essere vivente potrebbe essere un Indicatore, allora come
riusciamo a dire se un Indicatore davvero utile ? Osserviamo che gli indicatori devono avere dei
requisiti per essere davvero utili.






Gli Indicatori Utili sono quelli che :
- sono facili da misurare
- sono capaci di misurare i cambiamenti nelle funzioni del suolo
- valutati in un lasso di tempo ragionevole
- accessibili a molti utilizzatori e applicabili alle condizioni del campo
- sensibili alle variazioni del clima e della gestione
- rappresentativi delle propriet chimiche, fisiche e biologiche del suolo
- valutati da metodi qualitativi e/o quantitativi
Per proseguire ad una analisi del Suolo, occorre conoscere le reti trofiche del suolo. Le reti trofiche del
suolo integrano sia quelle sulla superficie del suolo che quelle interne al suolo. In queste reti trofiche
noi ritroviamo anche organismi che vengono usati come indicatori biologici della qualit del suolo.

Il compito degli Indicatori quello di monitorare l'evoluzione temporale di una situazione o di un
fenomeno dal punto di vista qualitativo e quantitativo. L'indicatore deve essere efficace ed efficiente,
dove per efficacia si intende la capacit di fornire informazioni nella maniera migliore mentre per
efficienza la possibilit di essere utilizzato in un contesto di risorse finanziarie predeterminate.
L'indicatore, in generale, uno strumento in grado di dare informazioni in forma sintetica di un
fenomeno pi complesso e ampio che non rilevabile direttamente ne indirettamente n
immediatamente percepibile.
Un indicatore quindi ha 2 caratteristiche fondamentali :
- quantifica l'informazione, rendendola pi comprensibile;
- semplificano le informazioni relative a fenomeni complessi, facilitandone il confronto e la
comunicazione.

Il modello di riferimento per l'organizzazione degli indicatori ambientali il modello DPSIR.
Tale modello si compone di : Driving Forces, Pressioni, Stato, Impatti e Risposte. Questo
modello descrive le complesse interazioni tra uomo ed ambiente:
- Driving Forces : tendenze sociali , economiche e demografiche che sono causa di pressioni
sull'ambiente ( Es : il trasporto pubblico, agricoltura, industria ecc. );
- Pressioni : effetti delle diverse attivit antropiche sull'ambiente ( Es: emissioni di inquinanti
ed utilizzo di risorse );
- Stato : descrizione quantitativa e qualitativa dello stato dell'ambiente e delle risorse (Es: alta
concentrazione di inquinanti );
- Impatti : cambiamenti nella capacit dell'ambiente di fornire condizioni adeguate per
assicurare salute, disponibilit di risorse e biodiversit;
- Risposte : iniziative degli enti pubblici e privati tese a prevenire, controllare, mitigare o
adattare i cambiamenti dell'ambiente.

Le catene DPSIR, fanno parte di quello che noi definiamo Monitoraggio Ambientale, in questo
Monitoraggio l'indicatore biologico risulta fondamentale in quanto ci pu dare informazioni sullo stato
dell'ambiente e sulla sulla evoluzione. Quindi cosa un Indicatore Biologico ?
Un Indicatore Biologico qualsiasi organismo in grado di fornire informazioni sulla qualit
dell'ambiente e dei suoi cambiamenti. Un Ecosistema pu essere equilibrato o perturbato. Esso
equilibrato quando si presenta con moltissime specie ma pochi individui per specie, mentre
perturbato se presenta un ridotto numero di specie ma in particolar modo alcune specie pi resistenti ,
ad esempio ad un inquinante, proliferano moltissimo e di conseguenza il numero di individui di quella
specie sar maggiore.




Come si manifestano gli effetti del cambiamento ambientale sugli organismi ?
Attraverso :
- reazioni identificabili di tipo ecologico, comportamentale, biochimico, fisiologico e morfologico
- capacit di accumulare dai diversi comparti ambientali quantit misurabili di contaminanti

Quali sono le caratteristiche necessarie per un buon bioindicatore ?
Optimum ecologico e ampia distribuzione nell'area di studio
facile identificazione sistematica
buone conoscenze su anatomia, fisiologia ed ecologia della specie
uniformit genetica e lungo ciclo vitale
facile reperibilit in tutte le stagioni
scarsa mobilit, esclusi i bioindicatori su scala globale
E' inoltre necessario conoscere
- ruolo ecologico che lo predispone al contatto con i contaminanti
- le risposte che in grado di fornire

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Il degrado del suolo

Il suolo subisce una serie di processi di degradazione e di minacce, quali l'erosione, la diminuzione
della materia organica, la contaminazione locale o diffusa, l'impermeabilizzazione, la compattazione, il
calo della biodiversit, la salinizzazione, le alluvioni e gli smottamenti. Combinati, tutti questi rischi
possono alla fine determinare condizioni climatiche aride o subaride che possono portare alla
desertificazione.

Cause di degrazione del suolo :
1. Erosione , essa ha come conseguenza la perdita di suolo fertile ( lo strato pi superficiale );
l'aumento dell'apporto di sedimenti alle acque e l'aumento dell' eutrofizzazione per erosione di
superfici agricole.
2. Diminuizione di materia organica, in Italia nel suolo abbiamo livelli bassi di sostanza organica
occorre quindi prevenire una ulteriore perdita conservando gli stock di carbonio e quindi ridurre
le emissioni.
3. Contaminazione locale e diffusa
4. Impermeabilizzazione ( soil sealing ), il suolo viene coperto da strati impermeabilizzanti come
l'asfalto, quindi il suolo perde la sua funzione di filtraggio, di conservazione delle acque e di
produzione agraria.
5. Compattazione, essa dipende molto dalle caratteristiche del suolo, in particola modo dalla
granulometria
6. Calo di Biodiversit; La biodiversit nel suolo occorre per il corretto svolgimento dei cicli
biogeochimici e se viene intaccata questo pu portare ad alterazioni del ciclo con conseguente
perdita di propriet del suolo ma anche sviluppo di patogeni ecc.
7. Salinizzazione, l'irrigazione determina un accumulo di sali nel suolo.
8. Alluvioni e smottamenti, l'Italia sicuramente uno dei paesi con il maggior rischio,

[Agricoltura e dissesto Pedologico ] sulle slide






Il suolo si compone di :
- Minerali (40-60%)
- Aria (5-10%)
- Acqua (20-50%)
- Matrice Organica
Il suolo si distingue chiaramente dal materiale roccioso interte dalla :
Presenza di vita animale e vegetale
Una organizzazione strutturale che riflette le azioni dei processi pedogenetici
La capacit di rispondere ad un cambiamento ambientale che pu alterare il bilancio tra l'utile
e le perdite all'interno del profilo, e predetermina la formazione di un suolo differente in
equilibrio con il nuovo set di condizioni ambientali
Gli organismi che troviamo nel suolo sono tanti e vanno dai macro-invertebrati e anche dei vertebrati
fino ai microrganismi. Tuttavia quelli che sono pi attivi sulla matrice organica del suolo sono proprio i
Microrganismi. Gli organismi pi osservati e anche studiati nel suolo sono : Batteri, Attinomiceti,
Funghi, Lieviti, Alghe, Protozoi e Nematodi.
Tutti questi organismi intervengono sulla SOM, la Solved Organic Matter che quindi la sostanza
organica disciolta nel Suolo e quindi anche quella pi facilmente reperibile dai microrganismi.
Osservando un grafico presente sulle slide si pu notare come i tempi di decomposizione di alcune
componenti della SOM sono diversi. Ad esempio osserviamo che il Glucosio viene subito decomposto
e successivamente l'Amido ( polimeri di glucosio -alfa1,4- e -alfa1,6-) e poi la cellulosa ( polimero di
glucosio -beta1,4-) e successivamente la Lignina, questo dipende dai legami chimici dei vari
componenti. Il Glucosio facile da degradare, poi c' l'amido che un po' pi difficile da degradare e
successivamente la cellulosa che pu essere degradata solo alcuni tipi di organismi e poi la lignina.

La matrice organica naturale nei suoli si compone di :
1. SOM
2. Humus
3. DOM
La SOM un sinonimo di Humus, ma l'Humus cosa ? L'Humus un polimero organico non
biopolimero, in pratica si un polimero organico ma non lo si ritrova negli organismi viventi.L'Humus
rappresenta un po' lo stock di carbonio e non solo degli organismi del suolo.
La DOM ha 3 funzioni :
- Una funzione Biotica che sarebbe il Substrato e presenta dei gas in traccie
- Una funzione Abiotica che si compone di Cotrasportatori che influenzano la biodisponibilit, e
Stabilizza grazie alla presenza di colloidi e aggragati.
- Una funzione mixata che interviene nel ciclo del carbonio, dell'azoto e nella qualit del suolo dove
noi troviamo i nostri bio-indicatori.
La DOM si compone quindi di : Essudati della biosfera, in particolar modo della rizosfera, di Humus
immobile, fertilizzanti organici, biomassa lisata ( morta ) ed escreti animali.

Il fenomeno delladsorbimento caratterizzato dalla ritenzione temporanea, senza reazione chimica,
di ioni e molecole sulle superfici di un solido. Fenomeno inverso la liberazione delle specie chimiche
fissate o desorbimento.
Lassorbimento, invece, definito da combinazione chimica con alterazione della composizione di una
delle fasi.
Si realizza un fenomeno di scambio quando un solido (scambiatore), che ha fissato sulla propria
superficie ioni o molecole, messo a contatto con una soluzione in cui sono presenti ioni o molecole
di natura diversa. Le specie chimiche presenti sulle superfici di uno scambiatore, sostituibili con quelle
in soluzione, sono definite scambiabili. Dopo un certo periodo di tempo, sullo scambiatore ed in
soluzione saranno presenti, in equilibrio dinamico, tutte le specie chimiche che hanno partecipato
alla reazione di scambio.
Cosa quindi la biologia del suolo ?
Quale ruolo gioca nella qualit del suolo ?
La biologia del suolo ci permette di comprendere e studiare gli organismi e i rapporti tra gli stessi
presenti all'interno del suolo, questo ci permette anche di scegliere in maniera accurata il nostro bio-
indicatore. Questo possibile perch gli organismi del suolo sono coinvolti in quasi ogni aspetto della
qualit del suolo. La Soil Community interviene nell' Humificazione, nelle Strutture e negli Aggregati,
sulla matrice organica, nella decomposizione, nel ciclo dei nutrienti e nella liscivazione dei Nitrati. Al
fine di comprendere come la biologia colpisce il suolo occorre quindi comprendere gli organismi che
vivono nel suolo. Gli animali del suolo sono importanti nella decomposizione e nell'arieggiare il suolo
( questo vale per la Macrofauna del suolo ). La Mesofauna che comprende i nematodi e gli acari
importante non solo nella decomposizione residua ma anche per la predazione e la patogenesi. Ma
sono i Microrganismi i veri controllori dei processi del suolo, essi sono gli attori principali dei cicli bio-
geo-chimici e quindi si occupano del riclico dei nutrienti nell'ambiente.

Il sistema della rilevanza ecologica
Questo sistema ci consente di dare un grado di rilevanza ai dati che riceviamo dall'ambiente.

In pratica l'ambiente ci fornisce delle risposte che possono richiedere tempi pi o meno lunghi, ma
ovviamente occorre ricordare che queste risposte devono avere una certa rilevanza ecologica. In
questo grafico osserviamo che risposte a breve termine, quindi risposte veloci come possono essere
risposte che derivano da analisi biochimiche, fisiologiche e immunologiche forniscono delle risposte
che hanno una rilevanza ecologica piuttosto bassa mentre per avere delle risposte con rilevanza
ecologica alta occorre avere risposte da analisi che richiedono lunghi tempi, come analisi sulle
popolazioni e sulle comunit .






Ritornando al suolo ecco una piccola rappresentazione della complessit del suolo :

Quindi possiamo notare che il suolo non solo molto complesso ed un sistema multicomponente
ma un sistema che in grado di avere diverse funzioni. Ma i microrganismi come lavorano sulla
sostanza organica del suolo ?
I microrganismi usano semplici nutrienti come Carbonio, Azoto e Fosforo per far crescere la loro
biomassa ma anche produrre eso-enzimi che siano in grado di rendere disponibili i semplici nutrienti
da risorse pi complesse, che rappresentata dalla materia organica del suolo. Quindi quali sono i
rapporti che si creano tra i microrganismi del suolo e la superficie minerale del suolo ?
In pratica nel suolo noi abbiamo la materia organica, essa si presenta come dei polimeri complessi ma
che sono costituiti dai componenti fondamentali della vita come C,N e P. Occorre quindi renderli
disponibili e i microrganismi impiegano gli Esozimi per renderli pi facilmente assimilabili. Questi
esozimi possono essere liberamente disciolti nell'acqua presente nella miscela del suolo oppure
possono instaurare dei rapporti covalenti con la matrice minerale del suolo ( in particolare l'argilla ).
Questo porta a una successiva fase in cui questi polimeri ( facilmente assimilabili ) a basso peso
molecolare devono essere trasportati all'interno della cellula per essere metabolizzati. All'interno
dell'organismo attraverso le varie vie metaboliche e gli enzimi intracellulari coinvolti abbiamo la
produzione di Energia e l'assimilazione dei nutrienti che sono C, N e P. Ovviamente non finita qui,
perch questi nutrienti non servono solo a far aumentare la biomassa della cellula ma anche a
produrre nuovi enzimi ( intra ed eso ) .

Ma a questo punto possiamo usare gli Enzimi del Suolo come bioindicatore ? Si , essi infatti sono
molto utili per comprendere una serie di cose :
- rilascio di nutrienti nel suolo a partire dalla degradazione della materia organica del suolo
- identificazione dei suoli
. identificazione dell'attivit microbica
- importanza degli enzimi del suolo come indicatore sensibile ai cambiamenti ecologici



Gli Enzimi ( ma non li abbiamo gi fatti in Biochimica ? )

Gli Enzimi si classificano in 6 categorie generali :
1. Ossidoreduttasi
2. Transferasi
3. Idrolasi
4. Liasi
5. Isomerasi
6. Ligasi

Ma come ci vanno a finire gli Enzimi nel suolo ?
A causa dei Microrganismi ( vivi e morti ), dei residui vegetali, delle radici delle piante e degli animali
del suolo.
Quali sono gli Enzimi del Suolo usati come Indicatori Biochimici ?
Sono :
Glucosidasi (,) e Galattosidasi (,) : Essi sono enzimi largamente diffusi nel suolo e sono enzimi
chiave nel ciclo del carbonio. Sono molto sensibili alle pratiche agricole e quindi sono largamente usati
per valutare la produttivit del suolo.
Ureasi : Questo enzima catalizza l'idrolisi dell'urea in anidride carbonica ed ammoniaca. Essa
ubiquitaria in natura ed un enzima chiave nel ciclo dell'azoto.
Amidasi e Proteasi : Sono importanti enzimi del ciclo dell'azoto, in quanto promuovo la degradazione
delle proteine e degli amminoacidi di cui sono costituite, l'amidasi correlata come la glucosidasi.
Fosfatasi : Essi partecipano al ciclo del fosforo in quanto catalizzano il rilascio del fosforo e del
pirofosfato da matrici organiche rendendolo quindi biodispoibile alle piante.
Deidrogenasi : Sono una classe di enzimi comune a tutti gli organismi ed prevalentemente
endocellulare. Sono usate come indicatore delle vitalit delle popolazioni batteriche.
Arilsulfatasi : Mobilitano il solfato.
FDA-idrolasi : L'idrolisi del diacetato di fluoresceina (FDA) , riassume l'attivit idrolitica di numerosi
enzimi come le proteasi, lipasi, esterasi.

Le propriet biochimiche del suolo come indicatori della diversit funzionale

Le propriet biochimiche possono essere utilizzate come indicatori precoci delle perturbazioni che
degradano il suolo, in quanto risultano essere molto sensibili alle variazioni indotte dall'attivit
antropica rispetto alle semplici propriet chimico fisiche del suolo.
Gli enzimi extracellulari, hanno una attivit persistente che indipendente dalle condizioni in cui
versano i microrganismi del suolo, ad esempio se essi sono inibiti nel loro metabolismo gli enzimi
extracellulari che possono essere umo-enzimatici , ove legati all'Humus , oppure argillo-enzimatici ,
ove legati alle argille , continuano a funzionare sulla materia organica del suolo. Poi ci sono gli enzimi
intracellulari che sono legati agli organismi come Fauna, Radici, Fungi e Batteri. Questi ultimi ci
interessano particolarmente in quanto esprimono la diversit funzionale ( in pratica quali substrati
posso degradare ) e rispondono anche all'attivit microbiologica del suolo.

Fertilit biologica nei terreni agrari

La fertilit determinata dalla Sostanza Organica contenuta nel suolo, il suolo infatti da considerare
come un sistema complesso che permeato da flussi continui di materia ed energia. La fertilit
legata alla sostanza organica e distinguiamo la fertilit in fertilit fisica, fertilit chimica e fertilit
biologica che compongono quindi la fertilit integrata. La fertilit intergrata incide sulla qualit de
suolo e quindi sulla produttivit.

I microrganismi del suolo sono alla base di numerose attivit :
- La trasformazione della sostanza organica
- Mineralizzazione e nel ciclo dell' Ne del C
- Cicli di tutti i nutrienti indispensabili per le piante
- La stabilit nella struttura del suolo
- Il flusso dell'acqua
- Il biorisanamento
- Le risposte allo stress e il mantenimento della fertilit

Un buon indicatore ambientale deve avere 4 caratteristiche :
1. Rappresentativit : l'indicatore deve essere correlato a ci che si vuole rilevare, quindi deve
essere molto correlabile con il fenomeno studiato e deve essere in grado di dare una
indicazione generica anche in situazioni simili.
2. Accessibilit : deve essere facilmente misurabile, facilmente campionabile.
3. Affidabilit : deve avere valori minimi di errori sistematici.
4. Operativit : deve essere direttamente e facilmente utilizzabile per quantificare azioni di
intervento, costi e benefici.

Esistono varie metodologie per valutare l'inquinamento di un suolo, una di queste metodologie
quella della Respirazione. La Respirazione risulta essere il metodo pi efficace perch , come ovvio,
associata alla vita. Quindi se ci sono organismi che respirano essi sono vivi e quindi stanno
metabolizzando. Ovviamente esistono 2 tipi di respirazione : una aerobica ed una anaerobica, la
prima usa l'ossigeno come accettore finale di elettroni mentre nell'altra si usano accettori diversi
dall'ossigeno come nitrato e solfato. La respirazione in qualche modo implica l'esistenza di un ciclo di
Krebs e della catena di trasporto degli elettroni. Come ogni metodologia anche in questo casa
abbiamo bisogno di confrontare la respirazione registrata rispetto ad un bianco, in questo caso
abbiamo la respirazione basale che rappresenta la respirazione del suolo senza l'aggiunta di substrati.
La Respirazione indica il potenziale dei microrganismi del suolo di degradare la sostanza organica
nelle condizioni ambientali stabilite.
Un' altra metodologia quella di valutare la Biomassa microbica ( Cmic ) e si efettua con Fumigazione
ed Estrazione .


Le metodologie pi usate sono :
- Sostanza Organica (C org) e valuta la concentrazione di cabonio totale ( TOC )
- Biomassa Microbica (C mic ) che stima la quantit di carbonio presenta nella biomassa microbica,
ovviamente essa va in relazione con la precedente in maniera tale da escludere il Carbonio non
appartenente alla biomassa microbica ma alla sostanza organica gi presente.
- Respirazione del Terreno, misura l'evoluzione di C-CO2 dal suolo , essa pu essere misurata in
condizioni di campo e ci da una respirazione basale (C bas).
- Quoziente Metabolico ( qCO2), e ci permette di misurare l'attivit metabolica dei microrganismi sul
carbonio in condizioni basali per unit di tempo.
- Quoziente di Mineralizzazione (qM) , misura la attivit totale di mineralizzazione della sostanza
organica.

Uno degli strumenti che ci permette di avere una informazione in pi rispetto alla semplice attivit
metabolica quello del Biolog. Ricordiamo che per determinare uno stato di un suolo occorre
valutare : la quantit della biomassa microbica, l'attivit della biomassa microbica, diversit della
biomassa microbica e la struttura della comunit ed anche le relazioni pianta-microrganismo-suolo.
Quindi dobbiamo trovare un modo per poter valutare la diversit della biomassa microbica. In genere
la tassonomia dei microrganismi qualcosa di molto difficile da fare, a volte si pu ricorrere a qualche
forma particolare, la presenza di ciglia e flagelli ecc. Ma negli ultimi 20 anni le analisi molecolari ci
stanno dando un valido metodo per classificare la vita. Tuttavia queste analisi costano tanto tempo e
denaro ed ovviamente questo andrebbe in disaccordo con il concetto stesso di indicatore biologico,
quindi si pu ricorrere ad una classificazione pi generale in base al profilo metabolico. Il profilo
metabolico di un organismo in pratica indice di cosa sa fare quell'organismo, il sa fare in pratica
significa quello che un organismo in grado di usare come fonte di carbonio. Ricordiamo che il
carbonio fondamentale per la vita ed avere una fonte di carbonio fondamentale. Per le piante la
fonte di carbonio la CO2 atmosferica che viene poi ridotta in un composto CH2O , ma i
microrganismi del suolo ( escluso alghe e autotrofi) devono usare un composto ridotto del carbonio. In
natura esistono vari composti del carbonio e vengono raggruppati in varie classi : Polisaccaridi,
Cellulose, Emicellulose, Chitina, Composti foforilati, Acidi Organici, Amminoacidi, Ammine biogene.
Quindi possiamo valutare la diversit dei microrganismi in base al loro metabolismo. A questo punto
interviene un valido strumento che il BIOLOG ( baiolog ) , esso uno strumento che ci consente di
creare i profili metabolici dei microrganismi. Il BIOLOG presenta delle piastre in cui sono presenti dei
pozzetti con i vari substrati, ci sono 31 pozzetti per 3 repliche + 3 bianchi. Le repliche vengono fatte
perch ci consentono di poter valutare correttamente i risultati, in quanto ci possono essere
contaminazioni oppure errori nel prelevare i microrganismi rischiando quindi di avere degli organismi
non rappresentati nel nostro campione. I 3 bianchi rappresentano il nostro controllo, in cui vi
semplice acqua oppure un substrato che possono degradare tutti. In pratica in queste piastre abbiamo
un accettore di elettroni artificiale che risulta incolore quando ossidato e colorato quando viene
ridotto, in base alla colorazione possiamo valutare se in quella comunit abbiamo microrganismi in
grado di utilizzare quel substrato ed inoltre in base alla intensit del colore possiamo valutare quanti lo
hanno degradato. In realt questa misura deve essere valutata in una matrice binomiale, dove si
impartisce un range di valori per cui attribuire un valore ( 1) di positivit ed un valore ( 0) di
negativit. La matrice viene fatta con Exel e con una funzione si pu valutare se in quella comunit di
microrganismi troviamo quelle popolazioni microbiche rappresentate e da questo possiamo valutare
quanto sia la biodiversit resiliente in quel suolo.






Ovviamente occorre ricordare che questa pratica ha una serie di limiti :


Infatti non tutti i microrganismi sono coltivabili, e di loro non sappiamo quasi nulla e nemmeno quali
siano le interazioni ecologiche con quelli coltivabili. E nemmeno tra i coltivabili riusciamo a coltivarli
tutti, perch tra di essi ci possono essere popolazioni molto stressate che non crescono e quindi
come se non fossero coltivabili, altre che in base a shocks non riescono ad avere una crescita
ottimale ecc. Quindi noi valutiamo il tutto su una ristretta cerchia di organismi appartenenti alla
comunit microbica del suolo. Allora ci potremo domandare se tutto ci che facciamo poi sia inutile...
in realt non lo perch quelli che crescono sono i microrganismi pi attivi sulla sostanza organica del
suolo, ed essi sono Chemiorganotrofi ed Aerobi. Ovviamente dopo aver valutato come si compone
una comunit microbica di un suolo si passa alla comparazione tra i vari suoli e quindi le varie
comunit microbiche, alla fine l'indicatore ha senso solo in quanto comparazione rispetto a qualcosa.
















Ecotossicologia

LEcotossicologia una disciplina relativamente recente (Truhaut 1977), nata come filiazione della
Tossicologia, dalla quale ha derivato principi, concetti e metodi Butler, 1978 - lecotossicologia
riguarda gli effetti tossici degli agenti chimici e fisici sugli organismi viventi, in particolare su
popolazioni e comunit allinterno di definiti ecosistemi; essa comprende anche lo studio delle
modalit di diffusione di questi agenti e le loro interazioni con lambiente

Quel campo di studio che integra gli effetti ecologici e tossicologici di contaminanti chimici su
popolazioni, comunit ed ecosistemi, con il destino (trasporto e trasformazione) di alcuni contaminanti.

la disciplina scientifica che ha il compito di fornire criteri di ecocompatibilit di sostanze semplici o di
miscele e di fornire previsioni sul destino e sugli effetti che i contaminanti hanno sui diversi livelli trofici
di un ecosistema.

[lettura delle slide di Ecotossicologia]