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Lettera ai

Romani (9-16)
CAPITOLO 9
Il problema dell’incredulità dei Giudei
[9,1] Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia
coscienza me lo attesta in unione con lo Spirito Santo:
[9,2] ho un grande dolore, un travaglio continuo nel mio
cuore.
[9,3] Desidererei, infatti, essere votato alla maledizione
divina ed essere, io personalmente, separato da Cristo
in favore dei miei fratelli, che sono della mia stessa
stirpe secondo la carne.
[9,4] Essi sono Israeliti, loro è l’adozione
a figli, la gloria, le alleanze, a
loro è stata data la legge, il
culto, le promesse, i patriarchi,
[9,5] da loro proviene Cristo secondo
la sua natura umana,

egli che domina tutto, è Dio,


benedetto nei secoli, amen!
[9,6] Non che sia caduta invano la
parola di Dio. Infatti, non tutti
quelli che discendono da
Israele sono Israele.
[9,7] Né per il fatto che discendono da
Abramo sono tutti figli suoi, ma: In
Isacco sarà la tua discendenza.

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[9,8] Cioè: non i figli della carne sono figli di Dio; che non è popolo, popolo mio, e quella che
ma i figli della promessa saranno computati non è amata, amata,
come discendenza. [9,26] e avverrà che nel luogo stesso dove fu detto
[9,9] E la promessa suona così: in questo tempo loro: voi non siete mio popolo, là saranno
ritornerò e Sara avrà un figlio. chiamati figli del Dio vivente.
[9,10] Ma non solo: anche Rebecca ebbe prole da [9,27] E Isaia proclama a proposito di Israele: Anche
uno solo, Isacco padre nostro. se fosse il numero dei figli d’Israele come la
[9,11] Quando ancora non erano nati e non avevano sabbia del mare, solo un resto sarà salvato.
compiuto niente di bene o di male - in modo [9,28] Il Signore, infatti, realizzerà la sua parola sulla
che la predeterminazione di Dio rimanesse terra, facendo giungere il compimento e
secondo la sua scelta abbreviando il tempo.
[9,12] e non dipendesse dalle opere ma dall’iniziativa [9,29] E come ha predetto Isaia: Se il Dio degli
di colui che chiama - fu detto a lei: Il eserciti non ci avesse lasciato un germe,
maggiore servirà al minore. saremmo divenuti come Sòdoma, saremmo
[9,13] Come è stato scritto: Amai Giacobbe, odiai stati simili a Gomorra.
Esaù. [9,30] Che diremo dunque? Che i pagani che non
perseguivano la giustificazione si sono
Dio non è ingiusto con il popolo giudaico impadroniti della giustificazione, della
[9,14] Che diremo dunque? C’è forse ingiustizia giustificazione che deriva dalla fede.
davanti a Dio? Non sia mai detto! [9,31] Israele, invece, che ha perseguito una legge di
[9,15] Dice, infatti, a Mosè: Farò misericordia a chi giustificazione, non è arrivato alla legge.
voglio fare misericordia, avrò pietà di chi [9,32] Perché mai? Perché non l’hanno cercata dalla
voglio avere pietà. fede, ma dalle opere. Inciamparono nella
[9,16] Cosicché l’iniziativa non è dell’uomo che pietra di scandalo,
vuole o che corre, ma di Dio che usa [9,33] come sta scritto: Ecco, pongo in Sion una
misericordia. pietra d’inciampo e di scandalo, e chi crederà
[9,17] Dice, infatti, la Scrittura al faraone: Proprio in essa non rimarrà svergognato.
per questo ti ho innalzato, per manifestare in
te la mia potenza e affinché il mio nome sia CAPITOLO 10
annunziato in tutta la terra.
[9,18] Dunque usa misericordia con chi vuole e Israele non ha raggiunto
indurisce chi vuole. la giustificazione di Cristo
[9,19] Mi dirai allora: «Perché ancora rimprovera? [10,1] Fratelli, il desiderio del mio cuore e la
Chi mai, infatti, si può opporre alla sua preghiera a Dio per essi tendono alla loro
volontà?». salvezza.
[9,20] Ma piuttosto: chi sei mai tu, o uomo, che ti [10,2] Infatti rendo loro testimonianza che hanno
metti in contraddittorio con Dio? Dirà forse zelo per Dio, ma non secondo una retta
l’oggetto plasmato a colui che lo plasmò: conoscenza.
perché mi hai fatto così? [10,3] Non volendo, infatti, riconoscere la giustizia
[9,21] O non ha forse il vasaio piena disponibilità di Dio e cercando di far sussistere la propria,
sull’argilla, così da fare della stessa massa non si sono sottomessi alla giustizia di Dio.
argillosa un vaso destinato a un uso onorifico
e un vaso destinato a un uso banale? Giustificazione e salvezza in Cristo
[9,22] Se Dio, volendo mostrare la sua collera e far [10,4] Infatti, il culmine della legge è Cristo, per
conoscere ciò di cui è capace, sopportò con portare la giustificazione a ognuno che crede.
molta longanimità vasi d’ira approntati per la [10,5] Mosè, infatti, scrive riguardo alla giustizia
perdizione, quale proviene dalla legge: L’uomo che la
[9,23] allo scopo di far conoscere la ricchezza della metterà in pratica vivrà in essa.
sua gloria in vasi di misericordia che preparò [10,6] La giustizia, invece, che viene dalla fede dice
per la gloria, così: Non dire in cuor tuo: Chi salirà al cielo?
[9,24] tra cui ha chiamato anche noi, non solo dal nel senso di farne scendere Cristo.
popolo giudaico ma anche dai pagani... [10,7] Oppure: Chi scenderà nell’abisso? nel senso di
[non lo poteva forse fare?]. far risalire Cristo dai morti.
[9,25] Come dice anche in Osea: Chiamerò quello [10,8] Ma che dice? La parola è vicino a te, nella tua

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bocca e nel tuo cuore. E [10,21] Invece riguardo a Israele dice:
questa è la parola della fede Per tutto il giorno stesi le mie
che noi proclamiamo: mani a un popolo che
[10,9] se tu professerai con la tua disubbidiva e si ribellava.
bocca Gesù come Signore, e
crederai nel tuo cuore che CAPITOLO 11
Dio lo ha risuscitato da
morte, sarai salvato. Dio non ha respinto il suo
[10,10] Col cuore, infatti, si crede popolo
per ottenere la [11,1] Mi dico allora: Dio ripudiò
giustificazione, con la bocca forse il suo popolo? Non sia
si fa la professione per mai detto! Infatti, io stesso
ottenere la salvezza. sono un israelita, della
[10,11] Dice, infatti, la Scrittura: discendenza di Abramo, della
Chiunque crederà in lui non tribù di Beniamino.
rimarrà confuso. [11,2] Dio non ripudiò il suo popolo,
[10,12] Infatti, non c’è distinzione da lui eletto nella sua
tra Giudei e Greci: poiché lo prescienza. O non sapete che
stesso è il Signore di tutti e cosa dice la Scrittura a
spande le sue ricchezze su proposito di Elia, quando
tutti coloro che lo invocano, questi interpella Dio contro
[10,13] e chiunque avrà invocato il Israele?
nome del Signore sarà [11,3] Signore, uccisero i tuoi profeti,
salvato. demolirono i tuoi altari fin
[10,14] Ma come avrebbero potuto dalle fondamenta; unico
invocare uno nel quale non superstite sono rimasto io, ed
credettero? Come avrebbero essi cercano di togliermi la vita.
potuto credere in uno che [11,4] Ma che cosa dice la risposta
non udirono? Come Inizio miniato della Lettera ai Romani divina? Riservai per me
potrebbero aver udito senza (sec. XIII). Biblioteca Ambrosiana, Milano. settemila uomini, i quali non
uno che annuncia? piegarono i ginocchi davanti a Baal.
[10,15] Come avrebbero potuto annunciare se non [11,5] Ugualmente, anche al presente vi è un residuo,
fossero stati inviati? Come sta scritto: Quanto scelto per grazia.
belli sono i piedi di coloro che portano il [11,6] Ma se c’è per grazia, non è in forza delle opere,
buon annuncio del bene! Ma non tutti altrimenti la grazia non sarebbe più grazia.
obbedirono al buon annuncio. [11,7] Che dunque? Quello che Israele cerca non l’ha
[10,16] Isaia, infatti, dice: Signore, chi mai credette ottenuto; l’hanno ottenuto invece gli eletti. Gli
alla nostra predicazione? altri furono induriti,
[10,17] Ora la fede dipende dalla predicazione, la [11,8] secondo quanto sta scritto: Dio diede loro uno
predicazione si realizza per mezzo della parola spirito di torpore, occhi tali da non vedere e
di Cristo. orecchi da non udire, fino al giorno d’oggi.
[10,18] Ma io dico: non hanno forse udito? Tutt’altro: [11,9] E Davide dice: La loro mensa divenga un
La loro voce ha risuonato su tutta la terra, le laccio, un trabocchetto, una pietra d’inciampo,
loro parole sono giunte fino ai confini della e sia la loro retribuzione.
terra abitata. [11,10] I loro occhi siano ottenebrati così da non
[10,19] Però domando: Israele non ha forse compreso? vedere e fa’ curvare loro costantemente la
Mosè per primo dice: Io provocherò la vostra schiena.
gelosia nei riguardi di una non-nazione,
ecciterò il vostro dispetto nei riguardi di una La riprovazione d’Israele utile ai pagani
nazione insensata. [11,11] Mi dico allora: inciamparono in modo da
[10,20] Isaia, poi, osa aggiungere: Sono stato trovato cadere definitivamente? Non sia mai detto! Ma
da quelli che non mi cercavano, sono a motivo della loro caduta la salvezza pervenne
divenuto manifesto a quelli che non mi ai gentili, in modo da eccitare la loro
interrogavano. emulazione.

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[11,12] Ma se la loro caduta è una ricchezza per il e contro la tua natura sei stato innestato in una
mondo e la loro perdita una ricchezza per i magnifica pianta di olivo, quanto a maggior
gentili, quanto più lo sarà la loro totalità! ragione saranno innestati nel proprio olivo
[11,13] A voi, gentili, poi dico: in qualità di apostolo coloro che sono della sua stessa natura!
dei gentili onoro il mio ministero,
[11,14] nella speranza di poter provocare a emulazione Alla fine anche Israele sarà salvo
coloro che sono del mio sangue e salvare [11,25] Non voglio, infatti, che ignoriate, fratelli, il
alcuni di essi. piano misterioso di Dio, in modo che non
[11,15] Se, infatti, la loro ripulsa è riconciliazione per v’insuperbiate in voi stessi. L’indurimento
il mondo, che cosa sarà mai la loro parziale d’Israele è in atto fino a che la totalità
riammissione, se non una risurrezione? dei gentili sia entrata (nel regno),
[11,16] Se, infatti, sono sante le primizie, lo è anche la [11,26] e così tutto Israele sarà salvato, come sta
massa della pasta; e se la radice è santa, lo sono scritto: Da Sion uscirà il Salvatore. Egli
anche i rami. allontanerà le empietà da Giacobbe;
[11,17] Se ora alcuni rami sono stati tagliati via e tu, [11,27] e questo è il patto mio con loro, quando
essendo un olivastro selvatico, sei stato toglierò i loro peccati.
innestato al posto loro, venendo così a [11,28] Per quanto riguarda il vangelo, sono nemici a
partecipare della linfa che proviene dalla radice vostro vantaggio; ma per quanto riguarda
dell’olivo, l’elezione, sono amati a causa dei padri,
[11,18] non ti gloriare a discredito dei rami! Poiché, se [11,29] poiché i doni e la chiamata di Dio sono
tu ti glori, non sei tu a sostenere la radice, ma irrevocabili.
è la radice che sostiene te. [11,30] Come, infatti, voi una volta disobbediste a
[11,19] Dirai comunque: i rami furono tagliati via Dio ed ora siete stati fatti oggetto di
perché io fossi innestato. misericordia per la loro disobbedienza,
[11,20] Bene: essi furono tagliati via a causa della loro [11,31] così anch’essi sono ora divenuti disobbedienti
mancanza di fede, mentre tu stai in piedi in in vista della misericordia da usarsi verso di
forza della fede. Non
ti abbandonare
all’orgoglio, ma temi.
[11,21] Se Dio, infatti, non
risparmiò i rami
naturali, non
risparmierà neppure
te.
[11,22] Vedi dunque la bontà
e la severità di Dio: la
severità nei riguardi di
coloro che sono
caduti, la bontà di
Dio nei riguardi tuoi,
se tu rimani aderente a
questa bontà;
altrimenti tu pure
sarai tagliato via.
[11,23] Anch’essi, se non
rimarranno nella loro
incredulità, saranno
innestati: Dio, infatti,
ha la potenza
d’innestarli di nuovo.
[11,24] Se tu, in effetti, sei
stato tagliato via da un
olivastro che era Paolo invita con un cenno della mano al silenzio prima di iniziare la predicazione.
secondo la tua natura, Commentario dei Vangeli, Atti degli Apostoli e Apocalisse (cod. urb. lat. 11).

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voi, affinché anch’essi ottengano
misericordia.
[11,32] Dio, infatti, ha rinchiuso tutti nella
disobbedienza, per usare misericordia a
tutti.
[11,33] O profondità della ricchezza, sapienza e
conoscenza di Dio! Quanto insindacabili
sono i suoi giudizi e incomprensibili le
sue vie!
[11,34] Chi conobbe, infatti, la mente del
Signore? O chi fu suo consigliere?
[11,35] O chi gli dette per primo perché ne
possa avere il contraccambio?
[11,36] Poiché tutte le cose provengono da lui,
esistono in grazia di lui, tendono a lui. A
lui gloria per i secoli. Amen.

CAPITOLO 12
Fondamento della moralità cristiana
[12,1] Vi esorto dunque, fratelli, per la
misericordia di Dio, a offrire i vostri
corpi come un sacrificio vivente, santo,
gradito a Dio, come vostro culto
spirituale.
[12,2] Non uniformatevi al mondo presente,
ma trasformatevi continuamente nel
rinnovamento della vostra coscienza, in
modo che possiate discernere che cosa
Dio vuole da voi, cos’è buono, a lui
gradito e perfetto.
Precetti generali
[12,3] Dico, infatti, per la grazia a me concessa,
a ciascuno che si trova tra voi, di non
valutarsi più di quanto conviene, ma di
nutrire una stima saggia di sé, secondo la
misura di fede che Dio ha assegnato a
ciascuno.
[12,4] Come, infatti, in un solo corpo troviamo
molte membra e le varie membra non
hanno tutte le stesse funzioni,
[12,5] così noi, pur essendo molti, formiamo in
Cristo un unico corpo, ciascuno
membro degli altri.
[12,6] Siamo in possesso di doni differenti
secondo la benevolenza riversata su di
La conversione di san Paolo, Giovanni Antonio da Pordenone (1524).
noi, sia che si tratti di profezia, secondo Duomo di Santa Maria Maggiore, Spilimbergo.
la proporzione della fede;
[12,7] sia che si tratti del ministero, per servire; o di sollecitudine; chi esercita la misericordia, lo
chi insegna, per l’insegnamento; faccia con gioia.
[12,8] o di chi esorta, per l’esortazione. Chi [12,9] L’amore è incompatibile con l’ipocrisia.
distribuisce elargizioni, lo faccia con Aborrite il male, aderite con tutte le forze al
semplicità; chi dirige, lo faccia con bene.

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[12,10] Amatevi cordialmente con l’amore di fratelli, [13,6] Per questo dovete anche pagare i contributi:
prevenitevi vicendevolmente nella stima; sono, infatti, servitori pubblici di Dio e si
[12,11] siate solleciti e non pigri, ferventi nello spirito, applicano costantemente a questo compito.
servite il Signore; [13,7] Date a tutti ciò che è loro dovuto: il
[12,12] abbiate gioia nella speranza, siate costanti nelle contributo a chi è dovuto il contributo,
avversità, assidui nella preghiera; l’imposta a chi è dovuta l’imposta, il rispetto a
[12,13] prendete parte alle necessità dei santi, praticate chi è dovuto il rispetto, l’onore a chi è dovuto
a gara l’ospitalità. l’onore.
[12,14] Invocate benedizioni su chi vi perseguita,
benedizioni e non maledizioni; L’amore pienezza di tutti i comandamenti
[12,15] prendete parte alla gioia di chi gioisce, al [13,8] Non abbiate debiti con nessuno, se non quello
pianto di chi piange; di amarvi gli uni gli altri. Chi, infatti, ama
[12,16] abbiate, gli uni per gli altri, gli stessi pensieri e l’altro, compie la legge.
sollecitudini; non aspirate a cose eccelse, ma [13,9] Infatti: Non commettere adulterio, non
lasciatevi attrarre dalle cose umili. Non uccidere, non rubare, non desiderare e
ritenetevi saggi da voi stessi, qualunque altro comandamento trova il suo
[12,17] non restituite a nessuno male per male. Cercate culmine in questa espressione: Amerai il tuo
di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. prossimo come te stesso.
[12,18] Se è possibile, per quanto dipende da voi, siate [13,10] L’amore, infatti, non procura del male al
in pace con tutti gli uomini. prossimo: quindi la pienezza della legge è
[12,19] Non vi vendicate, carissimi, ma cedete il posto l’amore.
all’ira divina; sta scritto infatti: A me la
vendetta, io darò ciò che spetta, dice il L’attesa cristiana
Signore. [13,11] E fate questo, rendendovi conto del tempo nel
[12,20] Se il tuo nemico ha fame, dàgli del cibo; se ha quale viviamo: è tempo ormai per voi di
sete, dàgli da bere: facendo così, accumulerai svegliarvi dal sonno; adesso, infatti, la nostra
carboni accesi sul suo capo. salvezza è più vicina che non quando demmo
[12,21] Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male l’assenso della fede.
col bene. [13,12] La notte è avanzata nel suo corso, il giorno è
imminente. Perciò mettiamo da parte le opere
CAPITOLO 13 proprie delle tenebre e rivestiamoci delle armi
della luce.
Rapporti dei cristiani con le autorità civili [13,13] Comportiamoci con la dignità che conviene a
[13,1] Ogni persona si sottometta alle autorità che le chi agisce di giorno: non gozzoviglie od orge,
sono superiori. Non esiste, infatti, autorità se non lussurie o impudicizie, non litigi o gelosie.
non proviene da Dio; ora le autorità attuali [13,14] Ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non
sono state stabilite e ordinate da Dio. indulgete alla carne, seguendo i suoi impulsi
[13,2] Di modo che, chi si ribella all’autorità, si sfrenati.
contrappone a un ordine stabilito da Dio.
Coloro poi che si contrappongono, si CAPITOLO 14
attireranno da se stessi la condanna che
avranno. Il caso di coscienza dei deboli e dei forti
[13,3] I magistrati, infatti, non fanno paura a chi [14,1] Accogliete amichevolmente chi è debole nella
opera il bene, ma a chi opera il male. Vuoi fede, senza mettervi a discutere i suoi pensieri.
allora non avere timore dell’autorità? Fa’ il [14,2] Chi crede pienamente, pensa di poter
bene e riceverai lode da essa. mangiare di tutto; colui invece che è debole
[13,4] È, infatti, a servizio di Dio in tuo favore, nella fede mangia solo legumi.
perché tu compia il bene. Ma se fai il male, [14,3] Chi mangia non disprezzi chi non mangia, chi
temi, poiché essa non porta invano la spada: non mangia non condanni chi mangia: Dio,
infatti, è a servizio di Dio, vindice dell’ira infatti, lo ha accolto amichevolmente.
divina verso colui che compie il male. [14,4] E chi sei tu che giudichi un domestico altrui?
[13,5] Per tutto questo è necessario sottomettersi, Che stia in piedi o cada, riguarda il suo
non solo a motivo dell’ira, ma anche a motivo padrone: e starà in piedi, poiché il Signore ha
della coscienza. la forza di sostenerlo.

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[14,5] C’è chi ritiene un giorno differente dall’altro, condannato, poiché fa ciò non guidato dalla
c’è chi ritiene uguale ogni giorno: ciascuno fede: ora tutto ciò che non viene dalla fede è
approfondisca le proprie convinzioni. peccato.
[14,6] Chi si dà pensiero del giorno, si dà pensiero
per il Signore; chi mangia, lo fa per il Signore, CAPITOLO 15
poiché rende grazie a Dio; e anche chi non
mangia, non mangia per il Signore e rende Seguire l’esempio di Cristo
grazie a Dio. [15,1] Noi che siamo i forti dobbiamo portare le
[14,7] In effetti, nessuno di noi vive per se stesso, né fragilità dei deboli e non piacere a noi stessi.
muore per se stesso. [15,2] Ciascuno di noi piaccia al prossimo per il suo
[14,8] Se viviamo, viviamo per il Signore; se bene, in vista dell’edificazione.
moriamo, moriamo per il Signore: quindi sia [15,3] Anche Cristo, infatti, non piacque a se stesso,
che viviamo, sia che moriamo, siamo sempre ma, come sta scritto, gli oltraggi di quelli che
del Signore; ti oltraggiano sono caduti su di me.
[14,9] per questo, infatti, Cristo morì e visse, per [15,4] Infatti, tutto quanto è stato scritto prima, è
esercitare il suo dominio sui morti e sui vivi; stato scritto per nostro ammaestramento, in
[14,10] ma tu, perché giudichi il tuo fratello? O modo che per mezzo della costanza e della
perché disprezzi il tuo fratello? Tutti, infatti, consolazione che ci vengono dalla Scrittura,
saremo presentati al tribunale di Dio. noi abbiamo la speranza.
[14,11] Sta scritto, infatti: Io vivo, dice il Signore: [15,5] Il Dio della costanza e della consolazione vi
davanti a me si piegherà ogni ginocchio, e conceda di avere nelle vostre relazioni
ogni lingua riconoscerà Dio. reciproche le stesse aspirazioni secondo Gesù
[14,12] E allora ciascuno di noi renderà conto a Dio Cristo,
per se stesso. [15,6] in modo che con un solo cuore e un’unica
[14,13] Non giudichiamoci gli uni gli altri; piuttosto bocca glorifichiate Dio e Padre del nostro
datevi pensiero di una cosa: di non porre al Signore Gesù Cristo.
fratello inciampo o scandalo. [15,7] Per questo accoglietevi a vicenda, come anche
[14,14] So con certezza, e ne sono persuaso nel Cristo accolse noi a gloria di Dio.
Signore Gesù, che niente è impuro di per se [15,8] Dichiaro, infatti, che Cristo è divenuto
stesso; se non che, per chi giudica che una servitore dei circoncisi per la veracità di Dio,
cosa è impura, per lui lo è. compiendo le promesse fatte ai padri;
[14,15] Perciò se tuo fratello è addolorato a causa del [15,9] i pagani invece glorificano Dio per la
cibo, tu non ti comporti più secondo l’amore. misericordia, secondo quanto sta scritto: Per
Non mandare in rovina per il tuo cibo colui questo ti loderò in mezzo ai pagani e canterò
per il quale Cristo è morto. la gloria del tuo nome.
[14,16] Non sia dunque denigrato ciò che per voi è [15,10] E di nuovo dice: Gioite, nazioni, insieme al
bene: suo popolo.
[14,17] il regno di Dio, infatti, non è cibo o bevanda, [15,11] E inoltre: Lodate il Signore, o genti tutte, lo
ma giustificazione e pace e gioia nello Spirito celebrino tutti i popoli.
Santo. [15,12] E ancora Isaia dice: Verrà il germoglio della
[14,18] Chi serve a Cristo in queste cose, è gradito a radice di Iesse e colui che sorge a dominare le
Dio e accetto agli uomini. nazioni: le genti spereranno in lui.
[14,19] Perciò diamoci da fare per le cose riguardanti [15,13] Il Dio poi della speranza vi ricolmi di ogni
la pace e l’edificazione reciproca. gioia e pace nel credere, in modo che voi
[14,20] Non distruggere, a causa di un cibo, l’opera di abbondiate nella speranza in forza dello
Dio! Tutto è puro, ma è male per chi mangia Spirito Santo.
dando scandalo.
[14,21] Perciò è bene non mangiare carne né bere vino Paolo espone ai Romani i suoi progetti
né fare alcunché per cui il tuo fratello possa [15,14] Io sono persuaso, fratelli miei, a vostro
prendere occasione d’inciampo. riguardo, che anche voi siete ricolmi di bontà,
[14,22] Hai la fede: conservala in te stesso davanti a ripieni di ogni scienza, in grado anche di
Dio. Beato chi non condanna se stesso in ciò ammonirvi reciprocamente.
che ha deciso di fare. [15,15] Nonostante ciò vi ho scritto con una certa
[14,23] Chi invece dubita, se mangia è già audacia, in parte per richiamarvi alla mente

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ciò che già sapete: l’ho fatto in forza della fino all’Illiria, ho già condotto a termine
benevolenza riversata su di me da Dio, l’annuncio del vangelo di Cristo,
[15,16] perché io fossi ministro di Gesù Cristo nei [15,20] facendomi però un punto d’onore di
riguardi dei pagani e prestassi il mio culto per annunciare il vangelo dove ancora non era
quanto riguarda il vangelo di Dio, affinché giunto il nome di Cristo, in modo da non
l’offerta sacrificale rappresentata dai pagani costruire sul fondamento già posto da un
divenga accetta, santificata com’è per mezzo altro,
dello Spirito Santo. [15,21] ma come sta scritto: Lo vedranno quelli ai
[15,17] Ho questo titolo di vanto in Gesù Cristo per quali non era stato annunciato, e quelli che
le cose che riguardano Dio; non ne avevano udito parlare
[15,18] non oserò, infatti, dire alcunché di queste cose comprenderanno.
se non le ha compiute Cristo per mezzo mio, [15,22] Per questo appunto sono stato impedito molte
affinché i pagani si sottomettano volte di venire da voi;
all’obbedienza in parole e in azioni, [15,23] ora però, non avendo più opportunità di
[15,19] con la forza dei segni miracolosi e dei prodigi, lavoro in questa zona, e avendo da molti anni
con la potenza dello Spirito. E così, partendo un desiderio ardente di venire da voi,
da Gerusalemme e movendomi a largo raggio [15,24] quando mi recherò in Spagna...; spero, infatti,
di vedervi passando da voi e di essere da voi
indirizzato là, non prima, però, di aver
assaporato un po’ la vostra presenza.
[15,25] Per ora mi metto in viaggio verso
Gerusalemme per rendere un servizio ai santi.
[15,26] È parso bene, infatti, alla Macedonia e
all’Acaia, di fare una colletta per i poveri che si
trovano tra i santi in Gerusalemme.
[15,27] È parso loro bene, poiché sono anche debitori
verso di essi. Se, infatti, i gentili sono venuti a
far parte dei beni spirituali, devono rendere
loro un servizio sacro nelle loro necessità
materiali.
[15,28] Quando avrò condotto a termine tutto questo
e presentato loro ufficialmente questo frutto,
mi recherò in Spagna, passando da voi.
[15,29] So che, venendo tra voi, verrò con la pienezza
della benedizione di Cristo.
[15,30] Vi esorto poi, fratelli, per Gesù Cristo nostro
Signore e per l’amore dello Spirito Santo, a
lottare insieme a me, nelle preghiere che per
me rivolgete a Dio,
[15,31] affinché io sia liberato dagli increduli della
Giudea, e affinché il servizio che io presto a
Gerusalemme risulti gradito ai santi;
[15,32] in modo che venendo a voi nella gioia, Dio
voglia che possa riposarmi e rinfrancare il mio
spirito con voi.
[15,33] Che il Dio della pace sia con tutti voi. Amen.

CAPITOLO 16
Saluti e ultime raccomandazioni
[16,1] Vi raccomando Febe, la nostra sorella, che è
diaconessa nella chiesa di Cencre:
Bassorilievo nell’Arco di Tito a Roma, che commemora la distruzione [16,2] accoglietela nel nome del Signore, in maniera
di Gerusalemme nell’anno 70 d.C. degna dei santi, e assistetela in qualunque cosa

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abbia bisogno di voi, poiché anch’essa è stata
di aiuto per molti e anche per me stesso.
[16,3] Salutate Prisca e Aquila, collaboratori miei in
Cristo Gesù:
[16,4] essi, per salvare la mia vita, hanno rischiato la
testa; non li ringrazio io soltanto, ma tutte le
chiese dei gentili.
[16,5] Salutate anche la comunità che si raduna in
casa loro. Salutate Epeneto, a me
particolarmente caro, che rappresenta le
primizie dell’Asia offerte a Cristo.
[16,6] Salutate Maria, che ha molto lavorato per voi.
[16,7] Salutate Andronico e Giunia, della mia stessa
stirpe e miei compagni di prigionia; essi si
sono segnalati tra gli apostoli e si sono uniti a
Cristo prima di me.
[16,8] Salutate Ampliato, a me carissimo nel Signore.
[16,9] Salutate Urbano, nostro collaboratore in
Cristo, e il nostro amato Stachi.
[16,10] Salutate Apelle, che ha dato una buona prova
in Cristo.
[16,11] Salutate quelli della casa di Aristobulo.
Salutate Erodione, della mia stessa stirpe;
salutate quelli della casa di Narcisso che sono
nel Signore.
[16,12] Salutate Trifena e Trifosa, che si danno da fare
per il Signore; salutate la carissima Pèrside, che
faticò molto per il Signore.
[16,13] Salutate Rufo, l’eletto del Signore, e la madre
sua e mia.
[16,14] Salutate Asìncrito, Flegonte, Erme, Pàtroba,
Erma e i fratelli che sono con loro.
[16,15] Salutate Filòlogo e Giulia, Nèreo e sua sorella,
Olimpas e tutti i santi che sono con loro. Mosaico presso la chiesa di San Paolo alla Regola, Roma.
[16,16] Salutatevi reciprocamente col bacio santo. Vi
salutano tutte le chiese di Cristo. [16,23] Vi saluta Caio, ospite mio e di tutta la
[16,17] Vi esorto poi, fratelli, a guardarvi dai fautori di comunità.
discordia e intralci contro la dottrina che voi [16,24] Vi saluta Erasto, tesoriere della città, e il
avete imparato: evitateli! fratello Quarto.
[16,18] Costoro, infatti, non servono a Cristo nostro
Signore, ma alla loro cupidigia, e con parole Dossologia finale
carezzevoli e promesse di benedizioni [16,25] A Colui che può darvi stabilità nella condotta
ingannano l’animo dei semplici. di vita conforme al mio vangelo e all’annuncio
[16,19] La fama della vostra obbedienza è giunta a di Gesù Cristo - secondo la rivelazione del
tutti. Gioisco quindi per causa vostra, ma mistero taciuto per una durata indeterminata,
voglio che voi siate saggi per il bene e immuni [16,26] ma reso noto adesso, per mezzo delle Scritture
dal male. profetiche, secondo l’ordinamento stabilito da
[16,20] Il Dio della pace schiaccerà Satana sotto i Dio eterno, per portare l’obbedienza della fede
vostri piedi, presto! La benevolenza del Signore a tutte le nazioni -
nostro Gesù sia con voi. [16,27] a Dio unico e sapiente, per mezzo di Gesù
[16,21] Vi saluta Timoteo, il mio collaboratore; Lucio, Cristo, a lui la gloria per tutti i secoli! Amen.
Giasone e Sosipatro, della mia stessa stirpe.
[16,22] Vi saluto nel Signore, io, Terzo, che ho scritto (Nuovissima versione della Bibbia
la lettera. dai testi originali. Edizioni San Paolo).

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