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Benedici, anima mia, il SIGNORE

Salmo 103

Benedici, anima mia, il SIGNORE e tutto quello che in me, benedica il suo santo nome. Benedici, anima mia, il SIGNORE e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermit; salva la tua vita dalla fossa, ti corona di bont e compassioni; Egli sazia di beni la tua esistenza e ti fa ringiovanire come l'aquila. Il SIGNORE agisce con giustizia e difende tutti gli oppressi. Egli fece conoscere le sue vie a Mos e le sue opere ai figli d'Israele. Il SIGNORE pietoso e clemente, lento all'ira e ricco di bont. Egli non contesta in eterno, n serba la sua ira per sempre. Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, cos grande la sua bont verso quelli che lo temono. Com lontano l'oriente dall'occidente, cos ha egli allontanato da noi le nostre colpe. Come un padre pietoso verso i suoi figli, cos pietoso il SIGNORE verso quelli che lo temono .. Leggendo questo salmo, ci rendiamo conto come il salmista Davide abbia giustamente valutato la grandezza del suo Signore e i molteplici benefici ricevuti nellarco della sua vita terrena che non valeva la pena mettere nel dimenticatoio. Davide poteva, a buona ragione, dire : a) Egli perdona le tue colpe , perch sapeva cosa significa peccare e ricevere perdono, sapeva come Dio lo aveva risanato dalle sue infermit materiali e spirituali; b) Salva la tua vita dalla fossa , non era pura chimera ma esperienze vissute sulla sua pelle; c) Ti corona di bont e compassioni , faceva parte del suo bagaglio che lha accompagnato fino alla fine dei suoi giorni; d) Egli sazia di beni la tua esistenza e ti fa ringiovanire come l'aquila, quello che ha potuto gustare fino in fondo con meraviglia. Ci su cui ci soffermeremo, sono i versetti 11,12 e 13 che riportano tre esempi della grande opera di redenzione e perdono di Dio, nei riguardi delluomo. Come i cieli sono alti al di sopra della terra . Davide, in questo versetto si sofferma sulla bont di Dio e cerca in qualche modo di quantificarla, non trovando di meglio che rapportarla alla misura dellaltezza dei cieli. In questa espressione poetica, troviamo tutta limmensit della bont divina. Infatti, oggi pi di ieri, sappiamo che ci che sta sulla nostra testa, luniverso infinito, e tale la bont di DIO. Preso atto della grandezza divina, domandiamoci:Possono tutti accedere a tale bont? In teoria s, ma in pratica no, perch non tutti sono disposti a temere il Signore per cercare di fare appieno la sua volont. Solo su chi dispost0 ad ascoltare la parola di Dio e a metterla in pratica con timore e tremore, sar riversata una misura abbondante dellinfinita bont di Dio verso quelli che lo temono. Quanto grande la tua bont che riservi per quelli che ti temono, e che usi alla presenza dei figli degli uomini verso quelli che si rifugiano in te! (Salm0 31:19). Molti pensano che temere Dio vuol dire avere paura, ma in realt non cosi, infatti, scritto: Il timore dell'Eterno odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via malvagia e la bocca perversa (Proverbi 8:13). Avere timore di Dio, da intendere come avere rispetto e riverenza verso la sua persona e la sua volont e cercando di rispettare al meglio, col nostro comportamento, la sua Santit, e sicuramente Dio aggiunger molto altro alla sua bont: Il timore dell'Eterno il principio della conoscenza, (Proverbi 1:7) ; Il timore dell'Eterno il principio della sapienza, (Proverbi 9:10); Il timore dell'Eterno prolunga i giorni, (Proverbi 10:27); Nel timore dell'Eterno c' una grande sicurezza, (Proverbi 14:26). E tanto altro potremmo aggiungere. Com lontano l'oriente dall'occidente In questaltro versetto, Davide pone enfasi su una verit non espressa a parole, ma la cui levidenza palese il perdono di Dio. Insieme a Davide, ci si rende conto che non c nulla che luomo possa fare per

rimediare alla colpa del proprio errore: Infatti, il salario del peccato la morte, ma il dono di Dio la vita eterna in Cristo Ges, nostro Signore (Romani 6:23), lunica cosa che rimane la grazia e il perdono di Dio. Anche qui, come nel versetto precedente, Davide usa una bella ed efficace espressione poetica, per farci comprendere quanto Dio allontani da noi i nostri peccati: LONTANO . Quanto lontano? Tanto quanto lontano loriente dalloccidente, e noi sappiamo che mai ci sar punto dincontro tra i due, perch diametralmente opposti e mai riconducibili. Pertanto quando Dio ci concede il suo perdono, possiamo essere certi che lo fa in modo definitivo e senza ombra di pentimento: Poich Egli ci ha riscossi dalla potest delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati (Colossesi 1:13-14). Poich Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16) . Vi sarebbe da chiedersi quanto lontani sono stati mandati i peccati di una certa donna adultera, o ancora quelli di un certo Zaccheo, per non parlare di un certo ladrone sulla croce, e molti altri ancora. Ma uno in particolare sarebbe da prendere in esame, un certo Saulo da Tarso. Come un padre pietoso verso i suoi figli . Questultimo versetto da analizzare ci parla della piet di Dio verso luomo. Piet intesa non nel senso dispregiativo, ma nel concetto pi alto del termine, piet intesa come conseguenza del grande amore di Dio. Infatti potremo cambiare il termine pietoso con amorevole e non cambiare minimamente il senso della frase. Lesempio che Davide usa PADRE PIETOSO, precorre i tempi e ci svela in anticipo ci che Ges stesso ci riveler molto tempo dopo: Dio nostro Padre e noi siamo i suoi figlioli. [ Ed egli disse loro: Quando pregate, dite: "Padre nostro che sei nei cieli . (Luca 11:2)] E molto significativo lesempio che Ges fa nella parabola del figliol prodigo quando parla di un padre attento e amorevole che attende il ritorno del figlio a braccia aperte: Ma mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gett al collo e lo baci (Luca 15:11-32). Non forse limmagine del nostro DIO, ci che Ges ci sta raccontando nella parabola? Infatti come quel padre, anche il nostro Padre celeste attende con trepidazione il ritorno a casa di un figlio pentito e pronto ad avere rispetto, riverenza,timore, sottomissione incondizionata,ed ancora disposto a riconoscere le proprie colpe. In conclusione anche tu caro lettore, insieme a Davide, devi renderti conto che vi un Dio meraviglioso, buono, amorevole e grande perdonatore. Il Padre che riversa innumerevoli benefici a favore di coloro che lo temono. Vogliamo essere dimentichevoli? Sarebbe il caso di dire, come Davide, : Benedici, anima mia, il SIGNORE. ACETO GIACOMO