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Bibbie Cattoliche e Bibbie Protestanti

Traduzioni in Lingua Italiana ed Inglese


























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0 Indice
0 INDICE ...................................................................................................................... 2
1 BIBBIE CATTOLICHE E BIBBIE PROTESTANTI ....................................................... 3
2 ALCUNE TRADUZIONI IN LINGUA ITALIANA ......................................................... 4
3 ALCUNE TRADUZIONI IN LINGUA INGLESE ......................................................... 11
4 ALCUNI APPROFONDIMENTI ................................................................................ 18





















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1 Bibbie Cattoliche e Bibbie Protestanti
Quasi tutte le Bibbie tradotte dai testi originali utilizzano oggi lo stesso testo ebraico (Biblia Hebraica
Stuttgartensia) ed il medesimo testo greco (The Greek New Testament UBS). Le differenze sono pertanto
minime e, quasi sempre, derivano dal fatto che (per lAntico Testamento) i protestanti preferiscono fare
riferimento quasi esclusivo al testo masoretico, mentre i cattolici ricorrono senza troppi pregiudizi anche
ad altre fonti testuali (Bibbia dei Settanta, Vulgata, Manoscritti del Mar Morto, Pentateuco Samaritano,
Vetus Sira, Teodozione, ...). La Settanta comunque ancora molto stimata dalle chiese ortodosse, che
spesso la utilizzano per uso liturgico e per traduzioni ufficiali, sottolineandone lantichit e luso
preferenziale fattone dalla chiesa primitiva. Per il Nuovo Testamento le differenze sono invece
praticamente inesistenti, essendo stato raggiunto un consenso unanime sul testo critico comune da
utilizzare (grazie ai contributi di Wescott ed Hort, Nestle ed Aland, Martini e Metzger), testo che oggi ha
praticamente soppiantato la Vulgata Clementina ed il Textus Receptus di Erasmo da Rotterdam.
Nelle Bibbie protestanti i libri deuterocanonici sono regolarmente omessi o inseriti in appendice.
Fino allinizio degli anni 60 le Bibbie cattoliche furono ricavate dalla Volgata latina. Per almeno tre secoli
il timore del protestantesimo port le autorit religiose a bollare con parole veementi tutte le societ
bibliche, a vietare il possesso di bibbie protestanti e a mettere allindice anche le bibbie cattoliche
ristampate, senza note e libri deuterocanonici, da editori non cattolici. Dopo il Concilio Vaticano II la
situazione cambi radicalmente: la Volgata non fu pi il testo ufficiale e liturgico della chiesa cattolica e
largo spazio venne dato ad accurate traduzioni dai testi originali in lingua volgare. Sotto linflusso della
ricerca archeologica e della critica testuale molte Bibbie furono arricchite da note storiche e linguistiche
di indubbio valore culturale e di notevole spessore esegetico: in alcuni casi non mancarono per venature
scettiche e scarsamente pastorali con effetti poco edificanti sugli spiriti pi deboli e meno eruditi.

Nella storia delle versioni cattoliche si ebbero pertanto due periodi: nel primo periodo, che si estese dal
1600 al 1960, le Bibbie cattoliche furono tratte solo ed esclusivamente dalla Vulgata (superata dalla critica
testuale) ed offrirono note pastorali positive ed edificanti, mentre nel secondo periodo, che va dal 1960
in poi, le Bibbie cattoliche si basarono sullo stesso testo ebraico e sullo stesso testo critico greco utilizzati
dai protestanti, furono libere da pregiudizi dogmatici, inclusero note e commenti arricchiti da profonde
competenze linguistiche, testuali, storiche ed archeologiche ma, per le ampie venature scettiche,
rischiarono di confondere la fede di non pochi lettori di media cultura, spesso incapaci di valutare in
modo obiettivo i fondamenti epistemologici di alcuni rami della moderna scienza biblica
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La critica testuale o bassa critica nasce dal legittimo desiderio di risalire al testo originale attraverso lanalisi delle copie
imperfette che sono giunte fino a noi. Ogni versione in lingua moderna, o anche antica, presuppone quindi un testo
restaurato, ovvero ricostruito dalla critica del testo. Lalta critica invece lo studio dei documenti per accertarne lepoca,
il carattere, la paternit, le fonti, la natura ed il valore storico. In linea di principio, sia la bassa sia la alta critica risultano
utilissime alla conoscenza storica e allo studio delle Sacre Scritture. Se per alcuni presupposti sono sbagliati (scetticismo,
ateismo, materialismo, fondamentalismo, integralismo, tradizionalismo), i risultati saranno sicuramente viziati e poco
affidabili. Secondo la cosiddetta alta critica distruttiva, larga parte dei fatti narrati nei libri della Genesi e dellEsodo
mancherebbe di fondamento storico, la creazione ed il diluvio altro non sarebbero che miti e leggende, Mos non avrebbe
scritto il Pentateuco, Isaia avrebbe realizzato solo una piccola parte dei sessantasei capitoli attribuitigli, il libro di Daniele
risalirebbe al II secolo avanti Cristo, la nascita verginale e la resurrezione di Ges andrebbero lette come fantasie dei primi
discepoli, la seconda lettera di Pietro non gli apparterrebbe e Paolo potrebbe non essere lautore delle lettere pastorali. Poco
equilibrate furono le reazioni del fondamentalismo evangelico e del tradizionalismo cattolico durante tutto il XX secolo, anche
se non poche perplessit continuano a suscitare alcune frange del protestantesimo liberale e del cattolicesimo progressista che
adottano, insegnano e tentano di imporre alcune ipotesi di studio come verit ormai definitive, scientifiche e inconfutabili. Il
problema grave in tutta la cristianit perch convivono, pi o meno pacificamente, posizioni estreme e difficilmente
conciliabili: si incontrano, infatti, tanto teologi, porporati e dottorati disposti a gettare alle ortiche tutta la Bibbia quanto
studiosi e ricercatori pronti ad accettare solo uninterpretazione iperletterale di tutta la Scrittura.

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Bibbie cristiane: testi di riferimento




Cattolici
fino XIX
secolo
Cattolici
dopo
XIX secolo
Ortodossi
Protestanti
fino XIX
secolo
Protestanti
dopo
XIX secolo

Nuovo
Testamento

Vulgata
Testo critico di
Nestle - Aland
Textus
Receptus
(o Testo
Bizantino)
Textus
Receptus
Testo critico di
Nestle - Aland

Antico
Testamento

Vulgata
Testo
Masoretico
(Settanta e
Vulgata nei
casi dubbi)
Settanta
Testo
Masoretico
Testo
Masoretico

2 Alcune traduzioni in lingua italiana
La prima Bibbia in lingua italiana fu realizzata a Venezia nel 1471 ad opera del monaco camaldolese Nicol
Malermi: si tratt di una traduzione dalla Vulgata latina, diffusa dal tipografo Vandelino, pi volte
ristampata negli anni successivi ed accolta con grande entusiasmo dal mondo cattolico romano. La prima
traduzione in lingua italiana dai testi originali fu effettuata da Antonio Brucioli nel 1535 ed ebbe buona
diffusione tra i cattolici romani, anche se nel 1540 le fu aggiunto un commento protestante che contribu a
screditarla presso le autorit ecclesiastiche. Nel 1599 il papa Paolo IV leg luso ed il possesso di una Bibbia
in lingua volgare al permesso del Santo Uffizio ed allautorizzazione del Vescovo locale.
In ambito protestante fu pubblicata a Ginevra tra il 1607 al 1641 la versione del lucchese Giovanni
Diodati, pi volte ristampata fino ai giorni nostri. I caratteri eccellenti che distinguevano la versione del
Diodati erano molti, in primo luogo la fedelt, qualit essenziale per interpretare il testo sacro; in secondo
luogo la chiarezza, dovuta allintegrit dei termini usati dal traduttore ed alle parafrasi che, sebbene molto
criticate, non sono meno utili per il significato del senso biblico; in terzo luogo il valore teologico delle
note e dei commenti che accompagnano la versione, che testimoniano una profonda conoscenza delle
lingue antiche ed una completa comprensione delle Scritture; ed infine grande eleganza di stile. Stimolo
immediato dellopera del Diodati fu la situazione a Venezia durante la prima parte del XVII secolo,
quando verano state grandi speranze fra i protestanti dEuropa che la repubblica si potesse convertire
alla fede riformata. Cera grande necessit di libri protestanti fra laristocrazia veneta e Diodati stesso
scrisse al leader ugonotto du Plessis Mornay nel 1609 che: Un numero infinito di libri vi sono entrati a
fiotti tutti i giorni, e sono avidamente raccolti tanto che se li strappano lun laltro con le mani e con le
unghie. Diodati tradusse la Bibbia in italiano per venire incontro a questo bisogno e, per ragioni
simili tradusse le opere di Fra Paolo Sarpi e di Sir Edwin Sandys in francese. La bibbia del Diodati
venne distribuita dallambasciatore inglese a Venezia, Sir Henry Wotton, e volle pure che fosse prodotto
un Nuovo Testamento in formato pi ridotto per renderne pi facile la diffusione. Wotton venne
criticato dai livelli pi alti per avere distribuito la Bibbia del Diodati, ed egli stesso scrisse al conte di
Salisbury durante il 1609: Il Papa ha rinnovato personalmente il suo rimprovero, al nuovo vescovo
residente di Venezia, circa la Bibbia che io ho introdotto nei suoi Stati. Lopera era molto valida per la
traduzione dellAntico Testamento: il Diodati era infatti tornato al testo ebraico, superando talora per
precisione ed esattezza la Vulgata. La traduzione del Nuovo Testamento era basata sul testo greco
ricostruito da Erasmo da Rotterdam (il cosiddetto Textus Receptus), in molti punti decisamente meno
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attendibile del testo latino della Vulgata Clementina. I cattolici romani criticarono lesclusione dei libri
deuterocanonici, la mancanza di note esplicative e la soppressione delle introduzioni ai vari libri. Tra i
punti pi controversi (per i cattolici romani) della Diodati forse il caso di ricordare le traduzioni di Luca
1,28 e di Atti 14,23. Il piena di grazia dellannunciazione fu reso dapprima con graziosa (1607) e poi
con favorita (1641). La polemica fu alimentata dal tentativo di alcune frange cattoliche romane di
utilizzare il versetto per presentare Maria come intrinsecamente piena di grazia piuttosto che colmata
dalla grazia da Dio. Forti ed immotivate critiche suscit la sostituzione del termine presbitero con
anziano, mentre scandalosa sembr lelezione diretta degli anziani da parte delle chiese di Listra, Iconio
ed Antiochia. Tra i versetti pi famosi presenti nella Diodati (e nel textus Receptus) ma mancanti nelle
Bibbie moderne (e nei testi critici di Wescott e Hort e di Nestle-Aland) il caso di ricordare il comma
giovanneo (1 Giovanni 5,7-8), la professione di fede delleunuco etiope (Atti 8,37), la divinit di Cristo
nella carne (1 Timoteo 3,16), la dossologia alla fine del Padre Nostro (Matteo 6,13), la non paternit di
Giuseppe (Luca 2,33), la finale lunga di Marco (Marco 16,9-20) e la remissione dei peccati attraverso il
sangue di Cristo (Colossesi 1,14).
Tutto il protestantesimo continuava ad accusare la Chiesa cattolica di un attaccamento superstizioso e
bigotto alla Vulgata e di un immotivato rifiuto di tradurre le Scritture dai testi originali. Dalla seconda met
del 1500 le chiese riformate, in chiara polemica con la chiesa cattolica, fecero infatti costante riferimento al
cosiddetto Textus Receptus, ricostruito da Erasmo da Rotterdam e da Robert Estienne. Le famose versioni
italiana del Diodati, tedesca di Lutero ed inglese di King James sono state ottenute proprio partendo da tale
testo. Il Textus Receptus era per tuttaltro che perfetto e, secondo la critica testuale moderna, risultava
pesantemente condizionato da aggiunte, arricchimenti ed abbellimenti del testo originale. Di qui nascevano
i timori e le chiusure della chiesa cattolica: il testo greco che rappresentava, almeno in parte, la tradizione
testuale della chiesa bizantina era stato ricostruito da Erasmo da Rotterdam utilizzando alcuni manoscritti
poco affidabili (due provenienti da una biblioteca monastica di Basilea ed uno risalente al XII secolo) e, in
non pochi punti (soprattutto per il libro dellApocalisse), lo stesso Erasmo si era addirittura affidato alla
Vulgata, ritraducendo in greco il testo latino
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Nel 1781 Antonio Martini, arcivescovo di Firenze, offr ai cattolici una versione in lingua italiana
traducendo la Vulgata latina ed arricchendo il testo della Bibbia con note teologiche, storiche e
pastorali. Erano inoltre presenti ampi riferimenti alle principali opere dei Padri della Chiesa,
importanti riscontri sul testo originale ebraico e greco e possibili correzioni al testo latino della Vulgata
Sisto-Clementina. Anche se utilizz un italiano piuttosto poetico, la Bibbia del Martini fu dichiarata
testo di lingua dallAccademia della Crusca nel 1885. Unapprofondita analisi dei codici ebraici fu
possibile grazie allaiuto dal rabbino Terni, mentre il teologo Marchini collabor al raffronto sui
manoscritti greci allora disponibili. Ledizione pi famosa della Bibbia Martini fu quella realizzata dalla
Stamperia Reale di Torino in 23 volumi tra il 1769 ed il 1781, grazie al finanziamento della casa Savoia.
Lopera intera fu poi riproposta tra il 1782 ed il 1792 dalla Stamperia Arcivescovile di Firenze.
Nel 1820 Pio VII viet la lettura della Bibbia del Martini. Laici, liberali e protestanti da quasi due secoli
continuano sdegnati a denunciare il fatto, marchiandolo come momento infame di grave intolleranza
religiosa. Da unanalisi accurata dei fatti emerge che liniziativa nacque dalla diffusione, da parte di
alcuni predicatori protestanti, di un Nuovo Testamento del Martini, realizzato senza note e introduzioni
da alcuni editori forse solo interessati ad abbatterne il prezzo di vendita ( il caso di ricordare
soprattutto la versione prodotta a Londra dalla stamperia Bensley e Figli nel 1818). Alcuni missionari
colportori si presentavano francamente proponendo la lettura della Bibbia del Diodati, mentre altri pi

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Si noti che le differenze tra il testo bizantino ed il testo neutrale sono comunque minime: su circa 300.000 varianti esistono
infatti solo 6.500 differenze e la percentuale di punti concordi pari al 98% (cio a 293.500 punti). Tra le differenze pi famose
forse il caso di ricordare il comma giovanneo (1 Giovanni 5,7-8), la professione di fede delleunuco etiope (Atti 8,37), la divinit
di Cristo nella carne (1 Timoteo 3,16), la dossologia alla fine del Padre Nostro (Matteo 6,13), la non paternit di Giuseppe (Luca
2,33), la finale lunga di Marco (Marco 16,9-20) e la remissione dei peccati attraverso il sangue di Cristo (Colossesi 1,14).
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ingegnosi aggiravano il rifiuto dei cattolici romani di leggere la Diodati, offrendo una Bibbia cattolica
famosa e regolarmente autorizzata.
Dopo pochi anni, la lettura della Bibbia del Martini venne nuovamente autorizzata (e fu ripubblicata
con imprimatur a Venezia nel 1822 e nel 1830, a Prato nel 1832, a Firenze nel 1836 e a Milano nel 1840),
grazie allazione di alcune case editrici che, comprimendo i margini di profitto, la ripresentarono sul
mercato con le note, le introduzioni e le appendici originali. Nel 1870 le note, le introduzioni e le
appendici della Bibbia del Martini furono tagliate, ridotte, rivedute e compattate dallopera di G.
Ippolito e L. Nazari. I cattolici romani del nuovo regno dItalia ebbero cos a disposizione la Parola di
Dio in sette volumi e ad un costo relativamente contenuto ma molte informazioni storiche, teologiche
e testuali andarono perdute. Andarono perdute soprattutto le varie lezioni (con il paragone tra la
Vulgata ed i testi originali greco ed ebraico) riportate in fondo ai vari libri della Sacra Scrittura,
rendendo impossibile ogni confronto testuale critico. In compenso, dal 1870, molte Bibbie cattoliche
romane (e qualche versione protestante) vennero illustrate dalle incisioni di Gustave Dor e fu possibile
stampare la Bibbia del Martini in soli 4 volumi.
Una revisione dal punto di vista linguistico fu curata dal biblista e teologo domenicano Marco Maria
Sales nel 1911. Negli anni 30 apparvero poi alcune traduzioni tratte dalla Vulgata piuttosto popolari,
come lopera di Tintori, la versione di Ricciotti in 5 volumi e una versione compatta della Bibbia di
Sales, veramente pregevole per il peso e le dimensioni ridotte e per lutilizzo di brevi note ricche di
informazioni. Dallinizio degli anni 40 fino alla fine degli anni 60 fu molto apprezzata una traduzione
dalla Vulgata curata dalla casa editrice Salani e commentata da Ricciotti, con grande attenzione ai testi
originali greco ed ebraico e alla critica testuale. La Bibbia del Martini ebbe comunque grande diffusione
ancora per tutto il XX secolo e venne ristampata, oltre che dai cattolici romani, da non poche case
editrici protestanti. Lultima riedizione in tre volumi risale al 1967-72, dove furono molto alleggerite le
introduzioni e le note ai vari versetti. Fino alla versione CEI del 1971, tutti i brani liturgici furono tratti
dalla Bibbia del Martini.
Solo dopo la scoperta e la pubblicazione del Codice Sinaitico da parte di Tishendorf (1862) molti
studiosi cattolici romani e protestanti hanno tentato di ricostruire il testo greco originale,
abbandonando pregiudizi, sospetti e superstizioni. Il Codice Sinaitico (oggi conservato al British Museum
di Londra) ed il Codice Vaticano (ospitato dalla grande biblioteca vaticana a Roma) risultano infatti molto
antichi (IV secolo), abbastanza affidabili e sostanzialmente concordi. Con i due codici sopraddetti
concordano anche papiri molto antichi come P45 o Chester Beatty I (inizi del III secolo), P46 o Chester
Beatty II (II secolo) e P75 o Bodmer XIV-XV (II secolo). Per il Nuovo Testamento la ricostruzione critica del
testo greco originale stata quindi portata avanti da Westcott e Hort verso la fine del XIX secolo, mentre
nel XX secolo si sono distinte le varie versioni curate da Nestle e Aland e recentemente rivedute da Martini
e Metzger.
La prima versione riveduta sui testi originali fu quella del valdese Giovanni Luzzi (1924) che
coordin un profondo lavoro di correzione, emendamento ed aggiornamento linguistico, partendo del
testo della Diodati ed utilizzando, oltre ai testi originali, i contributi di Wescott e Hort, della English
Revised Version e dellAmerican Standard Version. La versione del Luzzi fu dapprima diffusa in pi
volumi dalla societ editrice Fides et Amor, incluse i libri deuterocanonici ed inser in tutto lAntico
Testamento il Santo Nome di Yahweh. In seguito, venne pubblicata da societ protestanti in un volume
unico, senza i libri deuterocanonici e sostituendo il nome di Dio con lEterno.
La Chiesa Cattolica Romano sembr incoraggiare il lavoro di revisione e ricerca, soprattutto con Pio
X che, nel 1907, commission ai monaci benedettini lincarico di fare ricerche e preparativi per
unedizione riveduta della Volgata e con Pio XII che, nel 1943, con lenciclica Divino Affilante
Spiritu caldeggi lo studio delle lingue antiche e la preparazione di nuove traduzioni dai testi originali.
Furono cos pubblicate moltissime traduzioni sui testi originali come le Bibbie di Vaccari (1958),
di Nardoni (1960), di Garofalo (1960), di Galbiati (1963) e di Mariani (1964). Si tratt di versioni
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molto letterali, anche se la forma italiana risent talora di qualche forma arcaica o di qualche espressione
obsoleta.
Esistono poi varie edizioni diffuse delle Paoline, realizzate dal 1958 al 1968, con il contributo di
Garofalo, Nardoni, Pasquero, Castoldi e Robaldo. Le ultime di queste, pubblicate a partire dal 1968 e
revisionate da Pasquero nel testo, nellintroduzione e nelle note, ebbero il pregio di correggere alcuni
errori presenti nelle traduzioni precedenti, di migliorare la fedelt ai testi originali, di aggiornare la
forma italiana e di eliminare alcune discutibili aggiunte. A tal proposito, forse il caso di ricordare
laccoglimento di alcune critiche sensate formulate dal protestantesimo italiano per almeno due secoli.
Nella Bibbia del Martini - in Marco 1,15 - era infatti scritto compiuto il tempo, si avvicina il regno
di Dio: fate penitenza e credete al vangelo. Di fatto, il verbo greco metanoeo non significa affatto
fare penitenza in senso cattolico (confessarsi, fare processioni e novene, digiunare, intraprendere
pellegrinaggi, frustarsi, portare il cilicio, salire in ginocchia le scalinate delle cattedrali) ma piuttosto
cambiare mentalit, pentirsi, ravvedersi, cambiare rotta. Il concetto di ravvedimento (metanoia),
peraltro tradotto correttamente dalla Vulgata di Gerolamo (il latino poenitere vuol dire rammaricarsi,
dispiacersi, pentirsi), dalla fine degli anni 60 cos entrato in ogni Bibbia cattolica, dove finalmente si
legge: Il tempo compiuto e il regno di Dio vicino; ravvedetevi e credete al Vangelo. Laver reso in
modo ambiguo questa parola ha purtroppo prodotto almeno due secoli di eccessi nella storia della
chiesa, portando continua acqua al mulino della riforma protestante. Le Bibbie Paoline prodotte a
cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70 rimasero a lungo le Bibbie pi lette nelle famiglie e nelle scuole
(anche per la possibilit di acquistarle a sole 1.000 lire) e continuarono ad essere tenute in
considerazione pure dopo la pubblicazione delledizione ufficiale CEI (1971). Qualche perplessit venne
solo da alcune scelte traduttive. In Proverbi 8,22 la traduzione In Dio ero quale principio degli atti
suoi, esistente prima ancor delle opere sue divent Dio mi cre fin dallinizio di suoi atti, prima
ancora delle opere sue sulla falsariga della Revised Standard Version (1952). In Matteo 5,32, il
versetto: Chi manda via la sua moglie, eccetto il caso di fornicazione, lespone alladulterio; e chi
sposa la ripudiata, commette pure adulterio si trasform in Chiunque ripudia la sua donna, eccetto
in caso di concubinato, lespone alladulterio; e chi sposa la ripudiata, commette pure adulterio.
Motivi di polemica vennero anche dalla scelta di alcune Bibbie delle Paoline di tradurre, in alcuni punti,
il termine fratelli con cugini o con parenti. Coloro che affermano che Maria avrebbe avuto altri figli,
oltre a Ges, citano infatti alcuni passi del Vangelo (ad esempio Matteo 13,55 e Marco 6,3) dove si fa
riferimento a quattro fratelli del Signore, chiamati Giacomo, Giuseppe (o Ioses), Giuda e Simeone (o
Simone). I cattolici hanno sempre rigettato la possibilit che Cristo possa aver avuto dei fratelli carnali,
sostenendo come il termine fratelli, in aramaico, assumerebbe significato molto ampio, comprendendo
anche il significato di cugini. La critica protestante e razionalista ha per obiettato che nella lingua
greca il termine fratello adelphos, mentre il termine cugino anepsios, come bene sapevano
alcuni autori del Nuovo Testamento (in Colossesi 4,10 Marco detto chiaramente cugino di Barnaba).
Nel 1974 la Conferenza Episcopale Italiana diffuse la traduzione ufficiale tuttora in uso nella
Chiesa Cattolica: questa versione utilizzata sia per uso liturgico sia per quasi tutte le altre versioni
cattoliche (Bibbia di Gerusalemme, Bibbia TOB, Bibbia della Civilt Cattolica). La traduzione CEI
(1971) era stata progettata per sostituire a livello liturgico la vecchia Bibbia del Martini e per offrire ai
cattolici un testo ufficiale unico ed affidabile. Per la realizzazione pratica dellopera si proponeva non
una nuova traduzione dai testi originali ma un confronto con le principali versioni italiane allora
esistenti: Bibbie Paoline; Bibbia UTET; Bibbia Garofalo Bibbia Nardoni. In un secondo tempo fu deciso
di operare una revisione della sola versione UTET del 1963, abbastanza omogenea e uniforme in quanto
opera di tre soli traduttori (Galbiati, Penna e Rossano). Il lavoro scelse un approccio eclettico,
consultando la Vulgata, la LXX, il testo masoretico, il testo critico di Nestle Aland ed i manoscritti pi
autorevoli, puntando alla massima esattezza filologica e ad una accurata precisione teologica. Notevoli
attenzioni furono comunque riservate alla modernit e alla bellezza della lingua italiana; alleufonia
delle frasi (per favorirne la proclamazione) e al ritmo (per riuscire a musicare, cantare, recitare i testi).
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In fase di revisione e in vista della pubblicazione dei breviari e dei lezionari liturgici, piccoli difetti di
stile furono corretti nella cosiddetta editio minor pubblicata nel 1974.
Tra il 1967 ed il 1980 le Edizioni Paoline hanno pubblicato, prima in 48 volumi ed in seguito in un unico
volume, una Nuovissima Versione della Bibbia dai testi originali, realizzata da una trentina di famosi
biblisti e caratterizzata da estrema semplicit e da intenti squisitamente pastorali. Il testo ricalca i testi
originali, riproponendo espressioni e modi di dire greci, ebraici ed aramaici in modo fedele, senza tentare
di forzare o di interpretare il senso. La diffusione di tale versione permette a credenti e non credenti di
disporre di un testo alternativo diverso da quello canonico della CEI, sicuramente molto utile per la
meditazione, lo studio e la ricerca. Essa attualmente pubblicata sotto vari nomi a seconda del formato:
Bibbia Tabor (formato tascabile con note e introduzioni essenziali),
Bibbia Emmaus (formato standard con ampie note e introduzioni),
Bibbia Ebron (edizione in grande formato della Bibbia Emmaus).
Purtroppo le recenti versioni della Bibbia delle Paoline hanno tagliato drasticamente le note testuali,
storiche e pastorali, magari preferendo corredare le Sacre Scritture di ottime appendici e di utili
riferimenti tematici. Al lettore medio finiscono per per mancare alcune indicazioni fondamentali, che
nelle traduzioni realizzate tra gli anni 50 e gli anni 70 avevano contribuito alla lettura, alla diffusione
ed alla comprensione della Parola di Dio presso le scuole, nelle famiglie e allinterno delle parrocchie.
Qualche perplessit suscit anche un numero limitato di scelte traduttive alquanto estrose. Un errore
presente in moltissime Bibbie moderne riguarda la traduzione dellebraico bar nel Salmo 2,12. Il
termine si pu infatti rendere con figlio solo nellaramaico recente, mentre nellebraico del tempo di
Davide significava semplicemente puro. La traduzione corretta sembra pertanto quella fornita da
Gerolamo nella Vulgata, cio adorate con purezza e non quella diffusa dalla Settanta apprendete la
disciplina n tanto meno quella messianica oggi presente in moltissime versioni protestanti, cio
rendete onore al figlio. La Nuovissima Versione delle Paoline, forse tentando di evitare una posizione
netta e precisa, scelse di seguire una ipotesi congetturale, peraltro gi condivisa dalla Bible de
Jrusalem e dalla Revised Standard Version, optando per la discutibile traduzione baciate i suoi piedi.
In 1 Corinzi 10,13, nel classico versetto Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti
Dio fedele e non permetter che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi dar anche
la via duscita e la forza per sopportarla spar la via duscita (in greco ekbasis) e rimase solo la forza
di sopportare, lasciando trasparire una visione di fede piuttosto passiva, rinunciataria e masochista. In
2 Corinzi 6,6 lo Spirito Santo divent inspiegabilmente spirito di santit, facendo una scelta
grammaticale possibile ma alquanto minimalista.
Un discreto successo ottenne anche lEdizione Interlineare del NT delle Paoline del 1998, curata
dal sacerdote modenese Alberto Bigarelli. Contiene il testo greco della ventisettesima edizione
del Novum Testamentum Graece di Nestle e Aland, quello latino della Vulgata Clementina e quello
italiano della Nuovissima versione Paoline. Sono riportate note elementari di critica testuale con le
varianti principali contenute nei codici e nei manoscritti pi autorevoli. Lopera ottima per chi non
ha mai studiato il greco antico e anche per chi della lingua greca ha una conoscenza scolastica e non
specialistica (magari avendo intrapreso studi classici). Lunico limite sta nel fatto che la versione
interlineare propone (come quasi tutte le interlineari) una sola traduzione, non illustrando le varie
possibilit che un termine greco pu assumere in contesti diversi.
Nel 1979 la Chiesa cattolica ha quindi presentato, in lingua latina, la Nova Vulgata, revisione della
millenaria Vulgata Clementina. Lo stile di San Girolamo stato preservato e la revisione stata
condotta in modo prudente sul testo masoretico, sulla Settanta e sui codici e papiri pi attendibili.
Molte espressioni letterali sono state per smorzate e, in alcuni casi, sono state scelte traduzioni a
senso, sacrificando il testo latino primitivo. Dal 2001 diventata la versione ufficiale per la liturgia
latina della Chiesa Cattolica. In un documento ufficiale della Santa Sede stata anche ribadita la
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centralit del testo latino della Nova Vulgata, al quale le traduzioni bibliche nelle varie lingue nazionali
dovranno fare costante riferimento.
Degna di nota quindi la recente Nuova Versione CEI (2008). Frutto di un lungo e profondo lavoro,
presenta non pochi punti di pregio, correggendo errori e imprecisioni ormai consolidati da decenni. La
revisione stata condotta sui testi originali, secondo le migliori edizioni critiche oggi disponibili e
secondo i principi classici della critica testuale e dellesegesi. Un occhio di riguardo stato comunque
riservato alla Nova Vulgata, soprattutto nel caso di discordanze tra i vari codici ebraici, aramaici e greci.
Pregevole stato pure il tentativo di rendere il testo in buona lingua italiana, con modalit espressive
facilmente comprensibili, tenendo conto del contesto culturale odierno, evitando forme lessicali e
sintattiche logore e arcaiche e curando il ritmo della frase, per rendere il testo rispondente alle esigenze
della liturgia e del canto. Nella preghiera del Padre Nostro, stata scelta la formula e non ci
abbandonare alla tentazione al posto dellambigua espressione e non ci indurre in tentazione,
evitando cos di lasciar intendere che la tentazione possa essere opera di Dio (Giacomo 1,13). Qualche
perplessit rimane comunque per alcuni versetti resi in modo non sempre ortodosso. Attingendo a
codici differenti, Giovanni 1,18 diventato il Figlio Unigenito che Dio
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, mentre in Giovanni 14,16-
26 e in 1 Giovanni 2,1 le tradizionali traduzioni Consolatore e Avvocato lasciano il posto al generico
termine greco Paraclito. Qualche interrogativo suscita anche Romani 16,10, dove Cristo muore per
il peccato, invece che al peccato, mentre in Atti 20,28 il sangue proprio [di Dio] diventa il sangue
del proprio Figlio. Di poco cambia poi la traduzione di Proverbi 8,22 dove la Sapienza di Dio invece
di essere prodotta o generata da Dio come Verbo eterno viene creata dal Padre come inizio
delle sue attivit invece che allinizio della sua attivit. Interrogativi ulteriori vengono dalla scelta
di rendere quasi ovunque lebraico hesed con amore invece che con misericordia, grazia,
benignit, compassione, bont o piet, con risultati discutibili per alcuni versetti famosi (Salmo
33,18; Salmo 51,3; Salmo 89,1; Osea 6,6; Michea 6,8) ormai accreditati dalla Vulgata di Gerolamo con
misericordia e dalle Douay Reims (1610), King James (1611) e English Hebrew Bible (1917) con
mercy. Del resto nella Settanta e nel Nuovo testamento lebraico hesed tradotto con eleos, cio
misericordia nel senso di grazia, compassione, gentilezza e bont verso il peccatore, il povero, il
debole, il misero e lafflitto. A ben guardare, pertanto, il termine amore sembra davvero troppo
generico per essere spalmato senza problemi su larga parte delle Scritture in sostituzione della
misericordia. La misericordia infatti una dimensione istintiva, viscerale ed interiore dellamore,
mentre la giustizia ne la manifestazione esteriore e sociale. Nella misericordia insito un sentimento
di compassione, di tenerezza profonda e di grazia che lamore non sempre abbraccia e sottintende, a
meno di utilizzare (e recuperare) la parola carit nel senso pi genuino e profondo.
In Matteo 1,25 sia la CEI (1973) che la Nuova CEI (2008) dicono che Maria senza che egli (Giuseppe)
la conoscesse, partor un figlio, che egli chiam Ges, mentre quasi tutte le versioni dai testi originali
(Vulgata compresa) hanno e (Giuseppe) non la conobbe finchella non (heos hou) ebbe partorito un
figlio; e gli pose nome Ges. Tale scelta finalmente prende in considerazione secoli di critiche
protestanti sulla perpetua verginit di Maria. Il termine greco heos (fino a) si trova anche in Salmo
110,1 della Settanta dove scritto: LEterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finch (heos)
io abbia fatto de tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi e in 2 Samuele 6,23 della Settanta dove detto
E Mical, figlia di Saul, non ebbe figliuoli fino (heos) al giorno della sua morte. Ora non pare logico
pensare che il Re Messia perder la destra di Dio quando tutti i nemici saranno sconfitti n tantomeno

3
Lapparato critico oggi disponibile permette di scegliere tra due alternative. A favore della lezione O Monoghenes
Uos (lUnigenito Figlio) sono: il Codice Alessandrino, la Vulgata ed il Textus Receptus, mentre la seconda lezione O
Monoghenes Theos (lUnigenito Dio) attestata da P45, P66, dal Codice Vaticano e dal Codice Sinaitico La nuova
traduzione CEI (2008) segue qui la New American Bible statunitense, che giustifica la mescolanza tra le due lezioni,
notando come a favore della seconda lezione sarebbe levidenza dei manoscritti pi autorevoli ma osservando anche come
il Logos, pur essendo Unigenito Figlio e Dio, non va confuso con Dio Padre. Da un punto di vista teologico il
ragionamento non fa una piega, ma dal punto di vista testuale il compromesso risulta alquanto discutibile, dato che stata
prodotta una vera e propria conflazione (o fusione) di due diverse lezioni testuali.
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che la figlia di Saul riusc ad avere figli da Davide dopo la morte. La costruzione greca heos hou (che
Gerolamo rese correttamente con donec) si trova inoltre ben diciassette volte nel Nuovo Testamento
e solo in Matteo 1,25 la CEI ha scelto di abbandonare la traduzione classica finch o finch non,
optando per una parafrasi ambigua, peraltro neppure necessaria alla difesa della fede cattolica.
Negli ultimi anni i protestanti italiani hanno poi prodotto in lingua moderna la Nuova Diodati (1991),
facilmente leggibile ma ancora basata sul Textus Receptus di Erasmo da Rotterdam. Si tratta di una
Bibbia che presenta maggiori analogie con la New King James inglese che con la vecchia Diodati, non
essendosi limitata allaggiornamento linguistico e allabbandono dei vecchi arcaismi (come eziandio,
avvegnacch, concisiacosache, perciocch, dessi, eglino, ...) ma avendo tentato di ritradurre
e di riproporre ex novo il vecchio testo bizantino koin.
Una recente revisione della Luzzi la Nuova Riveduta (1994 e 2006) veramente pregevole per
semplicit, chiarezza ed efficacia. Il testo originale per lAntico Testamento rimase quello Masoretico
seguito dalla Riveduta di Luzzi, mentre per il Nuovo Testamento venne adottato il testo standard di
Nestle-Aland, sicuramente pi aggiornato del testo critico di Wescott e Hort, prodotto a cavallo fra il
XIX ed XX secolo, prima della scoperta di nuovi manoscritti e di papiri. Qualche perplessit viene solo
da un numero limitato di versetti. In 1 Samuele 16,14 leggiamo che: Lo Spirito del SIGNORE si era
ritirato da Saul; e uno spirito cattivo, permesso dal SIGNORE, lo turbava, mentre nel testo ebraico
la parola permesso manca e la traduzione corretta sarebbe: Saulera turbato da un cattivo spirito
suscitato dallEterno. In 1 Corinzi 7,15 troviamo poi: Per, se il non credente si separa, si separi pure;
in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme ..., quando il testo
greco dice solo che non sono obbligati e le parole a stare insieme sono state inserite abusivamente
in base ad una interpretazione forse plausibile ma sicuramente opinabile.
La Bibbia Concordata (1968) fu curata da cattolici, protestanti, ebrei ed ortodossi, traducendo i testi
originali in modo abbastanza letterale ed incontrando una discreta attenzione presso i credenti delle
varie fedi. Fu pubblicata dalla Societ Biblica Universale, che ne cur le note e lintroduzione.
La Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente (1985) utilizz un linguaggio semplice
e scorrevole, ricorrendo spesso ad equivalenze dinamiche, a parafrasi e a tentativi di ricostruire il senso
originale delle Sacre Scritture. Ebbe lapprovazione della CEI e delle chiese evangeliche italiane. Non
fu per abilitata alluso liturgico se non in casi particolari (come le messe per i fanciulli) ed tuttora
usata nelle catechesi per i giovani per limmediatezza e la facilit di comprensione. Qualche perplessit
venne dalla traduzione molto libera di alcuni versetti.
La Bibbia TOB (Traduction Oecumnique de la Bible) una versione della Bibbia pubblicata in
francese nel 1975-76 dalla casa editrice Du Cerf (la stessa che realizz la famosa Bible de Jerusalem),
grazie allopera congiunta di studiosi cattolici, protestanti e ortodossi. Le introduzioni ai singoli libri e
le note a pi di pagina sono ricche ed accurate come nella Bibbia di Gerusalemme. La TOB francese
molto pi letterale rispetto della Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente, mentre la
versione italiana della TOB (pubblicata originariamente in tre volumi tra 1976-79 e poi in un singolo
volume nel 1992) combina il testo ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana (1974 e 2008) alle note
ed introduzioni presenti nella TOB francese.
Molto letterale, non sempre facile da leggere e, in alcuni punti, segnata da pregiudizi teologici
la Traduzione del Nuovo Mondo (1987): la Bibbia dei testimoni di Geova, pur presentando nella
versione inglese (NWT=New World Translation) non pochi pregevoli sforzi di catturare il senso
originale del testo greco ed ebraico, ha risentito sia del poco agevole lavoro di ritraduzione in lingua
italiana, sia di discutibili emendamenti congetturali (come linserimento del tetragramma nel Nuovo
11

Testamento) sia del sistematico tentativo di indebolire alcuni versetti che avrebbero potuto essere
utilizzati per mettere in dubbio il credo religioso della congregazione
4
.
DIODATI 1607
LUZZI/RIVEDUTA 1924
BIBBIA CEI 1973
TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO 1987
NUOVA DIODATI 1991
NUOVA RIVEDUTA 1994

3 Alcune traduzioni in lingua inglese
Dopo alcuni tentativi protestanti (Wyclif Bible, Tyndale Bible, Coverdale Bible, Mattews Bible,
Geneva Bible, Bishops Bible), la Bibbia venne integralmente tradotta in lingua inglese dai cattolici che,
nel 1610, produssero la celebre versione di Douay-Rheims e dagli anglicani che, nel 1611,
realizzarono la famosa Authorized Version, meglio nota come King James Bible. Evidentemente
la Douay-Reims era tratta dalla Vulgata latina di Gerolamo, mentre la King James utilizzava il Textus
Receptus di Erasmo da Rotterdam.
La King James, bench lodata ed incensata nei secoli per il grande valore letterario fu segnata da
alcuni errori. In Ebrei 6,6 fu introdotto un if mancante nel testo greco originale, cos che per i cristiani
la possibilit di cadere nellapostasia divenne uneventualit teorica, invece che una possibilit
concreta. In Ebrei 10,38 la KJV rese Now the just man shall live by faith; but if any man draw back,
my soul shall have no pleasure in him, aggiungendo di sana piante le parole any man e introducendo
un secondo soggetto nella frase (qualsiasi uomo) quando la frase ha nel testo originale un solo soggetto
the just man (e tutto questo perch nel pensiero calvinista non prevista, per luomo giusto, la
possibilit di cadere). Comune ad altre Bibbie fu poi la traduzione di Luca 18,12 dove il fariseo sostiene
di essere giusto e di pagare la decima con all that I possess, invece che con all that I earn, facendo
cos erroneamente pensare ad un sistema fiscale ebraico basato su una vera e propria tassazione
patrimoniale. infine il caso di notare come la Bibbia di King James (1610) abbia tradotto - in Esodo
22,18 - il termine ebraico kashaph cio strega o fattucchiera con linglese witch, parola usata anche
per caratterizzare una donna avvenente e molto graziosa. Il versetto, nellAuthorized Version divent
Thou shalt not suffer a witch to live (Tu non lascerai vivere una strega) con grave danno per molte
povere donne, spesso colpevoli solo di essere naturalmente piacevoli e talvolta un po civettuole. In I
Cronache 5,26 the King James present Pul and Tilgath-pilneser come due re assiri separati, mentre
la storia e le ricerche archeologiche insegnano che si tratt di un solo re. In II Re 23,29 la King James
lesse In his days Pharaoh Nechoh king of Egypt went up against the king of Assyria., mentre la
storia insegna che il faraone Necao sal dallEgitto non contro ma in soccorso del re di Assiria
minacciato dai medi e dai babilonesi. In 1 Re 14,10 lamore sviscerato per la letteralit espose poi al
ridicolo la Vulgata di Gerolamo, la Authorized Version di re Giacomo e la cattolicissima Douay Reims.
Non tenendo conto di un idiotismo ebraico che definisce luomo maschio come colui che orina contro
i muri (qiyr shathan), la Vulgata tradusse mingientem ad parietem e fu cos servilmente seguita sia

4
Qualche pregiudizio teologico o ideologico invero presente in quasi tutte le Bibbie. Sotto linflusso del pensiero socialista
moltissime versioni fanno pagare al fariseo la decima sul patrimonio e non sul reddito (Luca 18,12), tradendo cos il senso
della norma ebraica (Deuteronomio 14,22) ed introducendo un principio di tassazione giacobina mai insegnato dalle Sacre
Scritture. Il dogma protestante della salvezza per sola fede incide poi sulla traduzione di Romani 10,10 (dove la NIV usa il
presente del verbo essere, dando per sicura la salvezza) e di Romani 11,20 (dove la RSV e la NRSV aggiungono un only
mancante nei testi originali). Pregiudizi ariani sono quindi evidenti in Giovanni 1,1 (dove la NWT aggiunge un articolo
indeterminato non presente nel testo greco) e in Colossesi 1,16 -17 (dove la NWT inserisce pi volte il termine altre non
contenuto nei testi originali). Influssi liberali e razionalisti incidono infine sulla traduzione di Romani 9,5 e di Tito 2,13 (che
la NAB e la NWT traducono separando nettamente Cristo da Dio). Con la KJV e la NKJV, anche la versione CEI, forse
spaventata dalla irreparabile gravit del peccato di apostasia, introduce - in Ebrei 6,6 - un se mancante nel testo originale.
12

dalla Douay Reims (1610) e dallAuthorized Version (1611) che, in modo molto autorevole ma piuttosto
comico, caratterizzarono il maschio come him that pisseth against the wall.
Di qualche interesse fu unautorevole revisione della King James effettuata da Webster (1833). Alcune
parole arcaiche (ad esempio il termine Holy Ghost) furono sostituite, vennero intraprese alcune
semplici modifiche grammaticali e fu fatto largo uso di eufemismi e di parafrasi per evitare frasi ed
espressioni poco delicate, troppo crude, talora offensive o, in rari casi, addirittura scurrili. Verso la fine
del XIX secolo, la Youngs Literal Translation (1887) fu una versione estremamente letterale, si
mostr molto attenta ai tempi dei verbi greci ed ebraici, corresse numerosi errori della King James ma
continu a fare riferimento al Textus Receptus, mentre la Darbys English Version (1890), oltre ad
essere molto precisa, tenne finalmente (e moderatamente) conto dei progressi della critica testuale.
Invero il Darby realizz (nel 1867) una versione del Nuovo Testamento corredata da moltissime
interessanti note testuali e filologiche. Tali note, oltre ad essere capitalizzate nella English Revised
Version (1881) e nellAmerican Standard Version (1901), permisero di ottenere tre versioni bibliche
estremamente accurate e letterali: una in lingua inglese, una in francese ed una in tedesco.
La perdita di autorit del Textus Receptus e la progressiva affermazione del testo critico di Wescott ed
Hort spinse inglesi ed americani ad operare una profonda revisione del testo dellAuthorized Version
di King James (1611). Nacquero cos moltissime versioni rivedute sui testi originali come
la English Revised Version (1881) e lAmerican Standard Version (1901). Entrambe le
versioni erano caratterizzate da estrema precisione, letteralit ed aderenza al testo critico di Wescott e
Hort. La English Revised Version fu per accolta con scarso entusiasmo dalla comunit anglicana e
dalle varie chiese britanniche, mentre lAmerican Standard Version incontr subito il favore del
protestantesimo nord americano.
Realizzata nel lontano 1901 e caratterizzata da un linguaggio un po arcaico, lAmerican Standard
Version ebbe il coraggio di ristabilire in tutto lAntico Testamento il nome di Dio (Yahweh) e di
rimpiazzare il tradizionale Holy Ghost (usato dalla King James e dalla Douay Reims) con il pi
moderno e riverente Holy Spirit. Si tratt di una bibbia stimata, studiata, ristampata e consultata da
quasi tutte le chiese evangeliche statunitensi (soprattutto battiste e metodiste) che da decenni
continuano, peraltro, a definirla Rock of Biblical Honesty. Fu utilizzata dal 1944 al 1970 perfino dai
testimoni di Geova che ne apprezzarono soprattutto la fedelt ai testi originali e lestrema letteralit.
LAmerican Standard Version impieg infatti la cosiddetta harmony of expression, tentando di
tradurre ogni parola greca ed ebraica sempre con lo stesso termine inglese. Tale tecnica, sicuramente
interessante per chi vuole condurre studi biblici, ricerche comparate ed analisi testuali, produsse per
una traduzione piuttosto rigida e spesso priva di sufficienti sfumature linguistiche e lessicali. Inoltre
lAmerican Standard Version tent di rendere i testi originali usando la cosiddetta equivalenza
formale o word to word equivalence. Seguendo questa metodologia i traduttori produssero una
versione estremamente letterale e conservarono - per quanto possibile - perfino lordine originale delle
parole, la struttura primitiva delle frasi e le caratteristiche morfologiche e lessicali del testo originale.
Si ottenne cos una versione priva di parafrasi, di equivalenze dinamiche e di interpretazioni soggettive.
Alcune espressioni furono per talora incomprensibili (se non addirittura prive di senso) soprattutto
per il lettore medio, spesso privo di unapprofondita conoscenza degli idiomi, delle iperboli e dei modi
di dire impiegati dalle lingue pi antiche. Di fatto, bibbie come lAmerican Standard Version (e la pi
recente New American Standard Bible) acquisterebbero enorme valore religioso e culturale se fossero
sistematicamente integrate e corredate da accurate note testuali ed esplicative: il lettore moderno
riuscirebbe a comprendere (e soprattutto a gustare) semitismi, idiotismi, simboli e metafore,
immedesimandosi sempre pi nella cultura, nel pensiero e nel modo di esprimersi degli autori ispirati
5
.

5
Quale poi sia il senso letterale di uno scritto, spesso non cos ovvio nelle parole degli antichi Orientali com per esempio
negli scrittori dei nostri tempi. Ci che quegli antichi hanno voluto significare con le loro parole non va determinato soltanto
con le leggi della grammatica o della filologia, o arguito dal contesto; linterprete deve quasi tornare con la mente a quei
13

Negli USA, la famosa Revised Standard Version (1952) non fu una nuova traduzione in lingua
moderna n una parafrasi dei testi originali. Si tratt invece di una revisione dellAmerican Standard
Version facilmente leggibile ed abbastanza letterale. Il protestantesimo liberale accolse con entusiasmo
la RSV, mentre i fondamentalisti americani criticarono duramente la RSV sia per il suo approccio
eclettico (i traduttori della RSV fecero uso sia del Textus Receptus sia del testo critico di Wescott ed
Hort sia del Testo Masoretico, sia della Settanta sia dei Manoscritti del Mar Morto) sia per il tentativo
di svincolare la traduzione del testo ebraico dai condizionamenti del pensiero cristiano. Emblematico
fu il caso di Isaia 7,14 dove la RSV rese lebraico almah con il termine generico giovane,
abbandonando la traduzione vergine, ormai consolidata dal greco parthenos della Settanta e dal
latino virgo della Vulgata. La Revised Standard Version fu poi oggetto di pesanti critiche avendo reso
il testo ebraico del Salmo 45,6 con Your divine throne endures for ever and ever. Your royal scepter
is a scepter of equity ed il testo greco di Ebrei 1,8 con Thy throne, O God, is for ever and ever, the
righteous scepter is the scepter of thy kingdom. Nella prima versione (1952) alcuni brani come
ladultera (Giovanni 7,53-8,11) e la finale del vangelo di Marco (Marco 16,9-20) furono poi sradicati dal
testo e relegati nelle note in quanto documentati solo da un numero limitato di antichi manoscritti,
generando non poche perplessit presso i fedeli pi tradizionalisti. Motivi di perplessit vennero pure
dallinserimento della parola only in Romani 11,20 cos che la frase you stand fast through faith
divenne you stand fast only through faith risentendo del pregiudizio protestante della salvezza per
sola fede. Anche la traduzione del termine graco palingenesi (cio nuova creazione) con new world
in Matteo 19,28 fece scalpore rivelando probabili inclinazioni millenariste nei traduttori. Non poche
perplessit vennero poi dalla traduzione di Genesi 9:20 secondo la quale No was the first tiller of the
soil invece di became a tiller of the soil in aperta contraddizione con Genesi 4,2 dove chiaramente
detto che Cain was a tiller of the ground. Criticabile fu anche la traduzione di Proverbi 8,22 dove,
seguendo il testo greco della Settanta, della Sapienza fu detto che God created me invece di God
possessed me o God begot me proposto dal testo ebraico. In Giovanni 3,16 the only begotten son
divent poi the only son facendo sospettare possibili derive antitrinitarie. Il Salmo 139,14 venne poi
reso con la forma ambigua I praise thee, for thou art fearful and wonderful. Wonderful are thy works!
Thou knowest me right well... invece che con la forma tradizionale I praise you, for I am wondrously
made. Wonderful are your works! You know me right well..., facendo sospettare possibili simpatie
filo abortiste nei traduttori, visto che il versetto parla chiaramente della vita prenatale delluomo. Un
pastore protestante sudista, profondamente scandalizzato da alcune innovazioni apportate della RSV,
arriv a bruciarne pubblicamente una copia, inviandone poi le ceneri ad alcuni componenti del
comitato dei traduttori, fortemente sospettati, soprattutto durante i drammatici anni del
maccartismo, di immoralit, di gravi pregiudizi anticristiani e, in alcuni casi, di criptocomunismo.
Oggi la RSV quasi ovunque apprezzata in quanto piuttosto letterale e fedele, anche se rimane
innegabile una certa influenza esercitata sui traduttori da un ricorso eccessivo alla critica testuale e da
alcuni discutibili pregiudizi di teologia liberale. Gli evangelici pi conservatori la hanno sostituita con

remoti secoli dellOriente e con lappoggio della storia, dellarcheologia, delletnologia e di altre scienze, nettamente
discernere quali generi letterari abbiano voluto adoperare gli scrittori di quella remota et. Infatti gli antichi Orientali per
esprimere i loro concetti non sempre usarono quelle forme o generi del dire, che usiamo noi oggi; ma piuttosto quelle
cherano in uso tra le persone dei loro tempi e dei loro paesi. Quali esse siano, lesegeta non lo pu stabilire a priori, ma solo
dietro unaccurata ricognizione delle antiche letterature dOriente. Su questo punto negli ultimi decenni lindagine, condotta
con maggior cura e diligenza, ha messo in pi chiara luce quali fossero in quelle antiche et le forme del dire adoperate sia
nelle composizioni poetiche, sia nel dettare le leggi o le norme di vita, sia infine nel raccontare i fatti della storia. Lindagine
stessa ha pure luminosamente assodato che il popolo dIsraele fra tutte le antiche nazioni dOriente tenne un posto
eminente, straordinario, nello scrivere la storia, sia per lantichit, sia per la fedele narrazione degli avvenimenti, pregi che
per verit si possono dedurre dal carisma della divina ispirazione e dal particolare scopo religioso della storia biblica.
Tuttavia a nessuno che abbia un giusto concetto dellispirazione biblica far meraviglia che anche negli Scrittori Sacri, come
in tutti gli antichi, si trovino certe maniere di esporre e di narrare, certi idiotismi, propri specialmente delle lingue semitiche,
certi modi iperbolici od approssimativi, talora anzi paradossali, che servono a meglio stampar nella mente ci che si vuol
dire. Delle maniere di parlare, di cui presso gli antichi, specialmente Orientali, servivasi lumano linguaggio per esprimere
il pensiero della mente, nessuna va esclusa dai Libri Sacri, a condizione per che il genere di parlare adottato non ripugni
affatto alla santit di Dio n alla verit delle cose. (PIO XII, Divino Affilante Spiritu, 1943)
14

la New American Standard Bible (1971, 1977, 1995), mentre unevoluzione della RSV accolta con molto
favore dal protestantesimo liberale la New Revised Standard Version (1990).
La Revised Standard Version ricevette (1966) limprimatur dei vescovi cattolici, purch stampata con
note e libri deuterocanonici. La Revised Standard Version Catholic Edition apport peraltro solo
minime variazioni al testo ufficiale in uso presso le chiese protestanti.
Nel 2006 la Revised Standard Version Catholic Edition stata riveduta, rimuovendo pronomi
arcaici (Thy, Thee, Thou, Thine) e forme verbali obsolete (con finale est, edst, eth, th). Oltre al full of
grace ripristinato in Luca 1,28 al posto di favored, il versetto Luca 22,44 And being in an agony he
prayed more earnestly; and his sweat became like great drops of blood falling upon the ground
stato ristabilito e in Giovanni 3,16 only-begotten Son ha sostituito la forma minimalista only son.
In Isaia 7,14 stata scelta la traduzione vergine al posto di giovane donna, la forma steadfast love
stata ovunque sostituita con mercy o merciful love, nel Salmo 2,12 la forma kiss his feet stata
spostata nelle note, nel Salmo 8,5 la parola Elohim stata resa con angeli e non con Dio o dei,
il Salmo 110, 3 stato tradotto secondo la LXX e non secondo il testo masoretico, il Salmo 139,14 stato
reso con I praise you, for I am wondrously made. Wonderful are your works! You know me right
well... invece che con la forma ambigua I praise thee, for thou art fearful and wonderful. Wonderful
are thy works! Thou knowest me right well.... Il cosiddetto gender-neutral language stato
costantemente evitato e questa versione della Bibbia stata dichiarata conforme ai principi enunciati
nel documento cattolico Liturgiam Autenticam, istruzione che la Congregazione per il Culto Divino e
la Disciplina dei Sacramenti ha promulgato, il 28 marzo 2001, per la retta applicazione della
Costituzione Sacrosanctum Concilium sulla Liturgia.
In Gran Bretagna degne di nota furono poi alcune bibbie protestanti tradotte dai testi originali. Tra
queste forse il caso di ricordare la New English Bible (1960), brillante ed efficace ma piuttosto
libera e spregiudicata. Di fatto, i traduttori della New English Bible usarono grande libert nel tradurre
le Sacre Scritture in un inglese vivace e colloquiale, introducendo frequenti emendamenti congetturali,
interpretazioni e trasposizioni. Molto criticata fu, ad esempio, la traduzione di Isaia 9,6 dove Dio
potente divent simile a Dio in battaglia. La New English Bible rese anche il Salmo 45,6 con Your
throne is like Gods throne, eternal salvo poi tradurre Ebrei 1,8 con il tradizionale Thy throne, O God,
is for ever and ever. Perplessit vennero anche da Genesi 1:1-2, dove la New English Bible rese a
mighty wind al posto del tradizionale the Spirit of God, mentre in Matteo 5,3, la familiare beatitudine
Blessed are the poor in spirit fu tradotta con how blessed are those who know their need of God. .
In 2 Timoteo 3,16, la New English Bible sostitu All scripture is given by the inspiration of God con
all inspired scripture is given... , lasciando aperta la possibilit di intendere che la Bibbia contenga
parti ispirate e parti non ispirate. Sebbene sponsorizzata da un gran numero di Chiese britanniche
(oltre che dalle prestigiose Universit di Cambridge e Oxford), la NEB non incontr il favore del popolo
e venne rigettata soprattutto a livello liturgico. Nel 1989 venne presentata la Revised English Bible,
vera e propria revisione della NEB, facilmente leggibile e decisamente pi fedele ai testi originali. Le
continue parafrasi e le frequenti equivalenze dinamiche incontrarono per ancora dure critiche da
parte dei credenti pi tradizionalisti. Vennero cos realizzate due traduzioni estremamente letterali:
la New King James Version e la English Standard Version.
La New King James Version (1982), fu tradotta in ottimo inglese ma risult ancora pesantemente
condizionata dal testo bizantino di Erasmo da Rotterdam. Non si tratt comunque solo di una revisione
linguistica condotta sullAuthorized Version(1611) ma di un vero e proprio tentativo di ricostruire il testo
originale. Z.C. Hodges e A.L. Farstad, prima di dare alle stampe la New King James si occuparono infatti
di rivedere il Textus Receptus, considerato solo una delle tante varianti del testo greco del Nuovo
Testamento. Nel 1982, con la NKJV, essi pubblicarono The Greek New Testament According to the
Majority Text, monumentale opera di ricostruzione del testo bizantino o koin. Tale testo differisce
dal Textus receptus in 1838 punti e dal The Greek New Testament UBS (testo critico di Wescott ed Hort,
15

Nestle ed Aland, Martini e Metzger) in ben 6577 punti
6
. La NKJV una versione letterale, scrupolosa,
precisa e fedele ai testi originali, tende ad evitare interpretazioni, parafrasi ed equivalenze dinamiche ed
utilizza la tecnica della cosiddetta completa equivalenza al testo originale. Mantiene molti termini
teologici e dottrinali tratti dalla Vulgata, dalla Authorized Version e dalla Douay Reims
(come justification, santification, propitiation), molto apprezzata a livello liturgico e devozionale e
conserva un apprezzabile stile poetico. Alcune espressioni arcaiche ed obsolete sono state abbandonate,
molti errori della King James sono stati corretti, la terminologia e la grammatica inglese sono state
aggiornate, le ormai incomprensibili finali verbali eth, ath, -est, -ast sono state eliminate e le forme
arcaiche Thy, Thee e Thou (in precedenza usate solo per la Divinit) sono state rese con Your e
You. Il pronome relativo neutro which largamente applicato allo Spirito Santo da larga parte delle
Bibbie inglesi venne poi (vedansi, ad esempio, Romani 5,5; Romani 8,11; Efesini 1,14) sostituito dal
corrispondente pronome maschile who. La NKJV anche ricca di note testuali che presentano, in modo
volutamente imparziale, le varie letture dei diversi manoscritti, evitando cos di sradicare in modo
drastico parole, passi e versetti solo perch non accreditati dal testo critico delle United Bible Societies.
La English Standard Version (2001) utilizz infine il testo critico di Nestle-Aland e fu una versione
oltremodo letterale, accurata, scrupolosa, precisa e fedele ai testi originali. Interpretazioni, parafrasi ed
equivalenze dinamiche vennero volutamente evitate, nella convinzione che anche le caratteristiche
morfologiche e lessicali della lingue pi antiche fossero utili per discernere il senso pi profondo delle
Sacre Scritture. In Isaia 7,14 il termine vergine venne ristabilito al posto di giovane donna, mentre
in Giovanni 3,16 only-begotten Son fu ripristinato al posto di only son della Revised Standard
Version (1952). Un possibile errore nella ESV riguard solo la traduzione dellebraico nel Salmo 2,12.
Il termine (bar) si pu infatti rendere con figlio solo nellaramaico pi recente, mentre nellebraico
del tempo di Davide significava semplicemente puro. La traduzione corretta sembra pertanto quella
fornita da Gerolamo nella Vulgata adorate pure cio adorate con purezza e non quella proposta
dalla Settanta Apprendete la disciplina n tanto meno quella messianica oggi diffusa in quasi tutte le
versioni protestanti Rendete onore al Figlio. Si tratt comunque sicuramente della pi autorevole
revisione condotta sulla English Revised Version (1881)
Di qualche interesse fu la cosiddetta Confraternity Bible, una parziale revisione della Douay Reims
che risale al 1941 e fu adottata dai cattolici statunitensi fino al 1970 (anno della presentazione della New
American Bible). Nella Confraternity Bible tutto il Nuovo Testamento, i Libri Sapienziali ed i primi otto
libri della Bibbia furono rivisti e presentati in un inglese moderno e scorrevole. I restanti libri furono
invece riprodotti dalla Douay Reims.
Solo nel 1970 i cattolici statunitensi realizzarono una nuova Bibbia tradotta integralmente dai testi
originali e destinata a sostituire la ormai datata Douay Reims (1610): la New American Bible. Si tratt
di una versione facilmente leggibile, chiara ed abbastanza letterale, anche se in un limitato numero di
punti risult un po segnata da parafrasi e da equivalenze dinamiche. Le note e le introduzioni ai vari libri
furono per pesantemente influenzate dalla critica razionalista e dal pensiero liberale. Lattendibilit
storica di molti episodi narrati dalle Sacre Scritture fu messa in dubbio (o considerata mitologica),
lautorit e la paternit di molti libri (Pentateuco, Daniele, Lettere di Paolo) fu pesantemente criticata ed
il valore profetico di molti brani dellAntico Testamento fu ridimensionato, negato o sminuito. I cattolici
tradizionalisti rigettarono cos la NAB per tornare alla Douay Reims, mentre molti cattolici ortodossi
preferirono mantenere luso della vecchia RSV catholic edition. Come quasi tutte le versioni in lingua
inglese, la New American Bible tradusse il kekaritomene di Luca 1,28 con favoured one invece che
con full of grace o favoured by the grace o anche endowed with grace, sotto levidente influsso del
pensiero protestante. Decisamente ispirata dalla tradizione cattolica fu invece la realizzazione di alcuni

6
Per unanalisi critica del testo bizantino maggioritario possibile consultare gli eccellenti lavori lavori di Wilbur Pickering, The
Identity of the New Testament Text, Nashville: Thomas Nelson, 1977; 2nd edition, 1980 e D. B Wallace, The Majority!Text
Theory:History, Methods And Critique, in Journal Of The Evangelical Theological Society, June 1994, pp. 185-215

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libri dellAntico Testamento. Per i Salmi, ad esempio, la NAB non fece ricorso al classico Testo Masoretico
usato dalle Bibbie ebraiche e protestanti ma impieg un testo emendato dalla chiesa cattolica,
decisamente pi vicino alla Bibbia dei Settanta ed alla Vulgata che al Salterio iuxta hebraicum translatus.
Nel complesso si tratt comunque di unottima Bibbia, apprezzata (fuorch nelle note e nelle introduzioni
ai vari libri) anche da molte chiese protestanti. Al momento il testo ufficiale dei cattolici statunitensi,
solennemente approvato anche per usi liturgici. Dalla Bible de Jrusalem francese (1961) vennero poi
ricavate sia la Jerusalem Bible (1966) sia la New Jerusalem Bible (1985), molto stimate dal
protestantesimo moderato e preziose soprattutto per le note storiche, critiche ed esegetiche. Il loro
utilizzo fortemente diffuso nei paesi di lingua inglese diversi dagli Stati Uniti.
Nel 1971 fu completata la Living Bible, vera e propria parafrasi delle sacre Scritture, apprezzata da
moltissimi evangelici per lonest, la fedelt ai principi del protestantesimo conservatore e lo sforzo di
rendere chiare molte espressioni ebraiche e greche difficilmente traducibili in lingua inglese. Fu per
criticata dagli stimatori delle versioni pi letterali e venne spesso considerata una versione molto
popolare, utile solo per una prima evangelizzazione delle masse. Sulla scia della Living Bible venne
prodotta, nel 1976, la Todays English Version (meglio nota come Good News). Si tratt di una
traduzione piuttosto libera, caratterizzata dal lodevole tentativo di cogliere lo spirito (piuttosto che la
lettera) dei vari libri della Parola di Dio. Caratterizzata da un inglese moderno e facilmente
comprensibile, utilizz moltissime parafrasi ed equivalenze dinamiche, semplificando (e talvolta
banalizzando) espressioni difficili e concetti complicati. Fu criticata per lo scarso rigore, per la
soppressione della parola sangue dai passi pi cruenti dal Nuovo Testamento (ad esempio Efesini
1,7; Ebrei 10,19 1 Pietro 1,19; Apocalisse 1,5) e per il cosiddetto gender inclusive language. Incontr
comunque un enorme successo presso evangelici e cattolici (una versione completa di libri
deuterocanonici ha ricevuto limprimatur ufficiale dei vescovi inglesi, statunitensi e canadesi) ed
tuttora distribuita da alberghi, hotel, motel e catene di negozi (come Avon e Wall-Mart).

La New International Version (1978) fu una versione facilmente leggibile ma piuttosto libera e
caratterizzata da frequenti equivalenze dinamiche: Si tratt comunque di una vera e propria nuova
traduzione dallebraico, dal greco e dallaramaico, equidistante sia dalle continue parafrasi della Living
Bible (1971) sia dal letteralismo estremo della American Standard Bible (1901). Ebbe grande successo
perch fu concepita con finalit ecumeniche e, allo stesso tempo, risult scarsamente influenzata da
tendenze liberali e razionaliste. Combin poi luso di un inglese moderno e comprensibile con il
profondo rispetto di alcuni punti fermi del protestantesimo fondamentalista (inenarranza delle Sacre
Scritture, nascita verginale, redenzione sacrificale, divinit di Cristo, resurrezione fisica di Ges e suo
ritorno glorioso)
7
.

7
La lettura fondamentalista parte dal principio che la Bibbia, essendo Parola di Dio ispirata ed esente da errore, devessere
letta e interpretata letteralmente in tutti i suoi dettagli. Ma per interpretazione letterale essa intende uninterpretazione
primaria, letteralista, che esclude cio ogni sforzo di comprensione della Bibbia che tenga conto della sua crescita nel corso
della storia e de suo sviluppo. Si oppone perci allutilizzazione del metodo storico-critico per linterpretazione della
Scrittura, cos come ad ogni altro metodo scientifico. La lettura fondamentalista ha avuto la sua origine, allepoca della
Riforma, da una preoccupazione di fedelt al senso letterale della Scrittura. Dopo il secolo dei lumi, essa si presentata, nel
protestantesimo, come una salvaguardia contro lesegesi liberale. Il termine fondamentalista si ricollega direttamente
al Congresso Biblico Americano tenutosi a Niagara, nello stato di New York nel 1895. Gli esegeti protestanti conservatori
definirono allora cinque punti del fondamentalismo: linerranza verbale della Scrittura, la divinit di Cristo, la sua nascita
verginale, la dottrina dellespiazione vicaria e la risurrezione corporale in occasione della seconda venuta di Cristo. Quando
la lettura fondamentalista si propag in altre parti del mondo, diede vita ad altri tipi di lettura ugualmente letteralisti, in
Europa, Asia, Africa e America Latina. Questo genere di lettura trova sempre pi numerosi aderenti nel corso dellultima
parte del XX secolo, in alcuni gruppi religiosi e sette e anche tra i cattolici. Bench il fondamentalismo abbia ragione di
insistere sullispirazione divina della Bibbia, sullinerranza della Parola di Dio e sulle altre verit bibliche incluse nei cinque
punti fondamentali, il suo modo di presentare queste verit si radica in una ideologia che non biblica, checch ne dicano
i suoi rappresentanti. Infatti essa esige una adesione ferma e sicura ad atteggiamenti dottrinali rigidi e impone, come fonte
unica dinsegnamento riguardo alla vita cristiana e alla salvezza, una lettura della Bibbia che rifiuti ogni tipo di
atteggiamento o ricerca critici. Il problema di base di questa lettura fondamentalista che rifiutando di tener conto del
carattere storico della rivelazione biblica, si rende incapace di accettare pienamente la verit della stessa Incarnazione. Il
fondamentalismo evita la stretta relazione del divino e dellumano nei rapporti con Dio. Rifiuta di ammettere che la Parola
di Dio ispirata stata espressa in linguaggio umano ed stata redatta, sotto lispirazione divina, da autori umani le cui
capacit e risorse erano limitate. Per questa ragione, tende a trattare il testo biblico come se fosse stato dettato parola per
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La New American Standard Bible (1971, 1977, 1995) fu ed una versione oltremodo letterale,
scrupolosa, precisa e fedele ai testi originali. Si tratt di una revisione condotta sullAmerican Standard
Version (1901) da autorevoli studiosi protestanti, decisamente conservatori in materia di fede e
piuttosto critici verso alcuni elementi di teologia liberale. Nacque soprattutto come reazione alla
Revised Standard Version del 1952 e fu fortemente voluta dalle Chiese di Cristo, dai battisti, dai
metodisti e da tutti i gruppi evangelici americani disponibili a valorizzare i progressi dellarcheologia
biblica ma decisamente contrari alla critica testuale, al relativismo morale ed ai tentativi di tradurre
liberamente il testo sacro. La NASB tese cos ad evitare interpretazioni, parafrasi ed equivalenze
dinamiche, utilizzando le tecniche della cosiddetta harmony of expression e della word to word
equivalence. Con lAmerican Standard Version e la King James, cui moltissimi fondamentalisti
americani sono ancora fortemente legati, sicuramente una delle bibbie pi amate dai protestanti
statunitensi. La cosiddetta updated version del 1995 si presenta un po meno letterale delle versioni
precedenti: alcune espressioni arcaiche ed obsolete sono state definitivamente abbandonate, la
terminologia e la grammatica inglese sono state aggiornate ed anche le forme Thy, Thee e Thou
(in precedenza usate solo per la Divinit) sono state rese con Your e You. Il pronome relativo neutro
which largamente applicato allo Spirito Santo da larga parte delle Bibbie inglesi venne poi (vedansi,
ad esempio, Romani 5,5; Romani 8,11; Efesini 1,14) sostituito dal corrispondente pronome maschile
who. Lunica critica che potrebbe essere mossa alla NASB di aver tradotto Efesini 2,8 con: for by
grace you have been saved invece che con: for by grace you are saved, considerando la salvezza
come qualcosa di lontano e forse definitivo, mentre il testo greco e latino hanno un participio
perifrastico, che lascia spazio al carattere continuativo dellazione divina.

La New Revised Standard Version (1990) stata curata personalmente da Bruce Metzger (autore,
con il cardinale cattolico Carlo Martini, di unautorevole revisione del testo critico di Nestle-Aland del
Nuovo Testamento). Si tratta di una versione facilmente leggibile, abbastanza letterale, sicuramente
attendibile ma segnata, in alcuni punti, da discutibili forzature linguistiche come il gender-neutral

parola dallo Spirito e non arriva a riconoscere che la Parola di Dio stata formulata in un linguaggio e una fraseologia
condizionati da una data epoca. Non accorda nessuna attenzione alle forme letterarie e ai modi umani di pensare presenti
nei testi biblici, molti dei quali sono frutto di una elaborazione che si estesa su lunghi periodi di tempo e porta il segno di
situazioni storiche molto diverse. Il fondamentalismo insiste anche in modo indebito sullinerranza dei dettagli nei testi
biblici, specialmente in materia di fatti storici o di pretese verit scientifiche. Spesso storicizza ci che non aveva alcuna
pretesa di storicit, poich considera come storico tutto ci che riferito o raccontato con verbi al passato, senza la
necessaria attenzione alla possibilit di un significato simbolico o figurativo. Il fondamentalismo tende spesso a ignorare o
a negare i problemi che il testo biblico comporta nella sua formulazione ebraica aramaica o greca. spesso strettamente
legato a una determinata traduzione, antica o moderna. Omette ugualmente di considerare le riletture di alcuni passi
allinterno stesso della Bibbia. Per ci che concerne i vangeli, il fondamentalismo non tiene conto della crescita della
tradizione evangelica, ma confonde ingenuamente lo stadio finale di questa tradizione (ci che gli evangelisti hanno scritto)
con lo stadio iniziale (le azioni e le parole del Ges della storia). Viene trascurato nello stesso tempo un dato importante: il
modo in cui le stesse prime comunit cristiane compresero limpatto prodotto da Ges di Nazaret e dal suo messaggio.
Invece abbiamo l una testimonianza dellorigine apostolica della fede cristiana e la sua diretta espressione. Il
fondamentalismo snatura cos lappello lanciato dal vangelo stesso. Il fondamentalismo porta inoltre a una grande
ristrettezza di vedute: ritiene infatti come conforme alla realt, perch la si trova espressa nella Bibbia, una cosmologia
antica superata, il che impedisce il dialogo con una concezione pi aperta dei rapporti tra cultura e fede. Si basa su una
lettura non critica di alcuni testi della Bibbia per confermare idee politiche e atteggiamenti sociali segnati da pregiudizi, per
esempio razzisti, del tutto contrari al vangelo cristiano. Infine, nel suo attaccamento al principio del sola Scrittura, il
fondamentalismo separa linterpretazione della Bibbia dalla Tradizione guidata dallo Spirito, che si sviluppa in modo
autentico in unione con la Scrittura in seno alla comunit di fede. Gli manca la consapevolezza che il Nuovo Testamento si
formato allinterno della Chiesa cristiana e che Sacra Scrittura di questa Chiesa, la cui esistenza ha preceduto la
composizione dei suoi testi. Per questa ragione, il fondamentalismo spesso antiecclesiale, ritenendo come trascurabili i
credo, i dogmi e le pratiche liturgiche che sono diventate parte della tradizione ecclesiastica, cos come la funzione di
insegnamento della Chiesa stessa. Si presenta come una forma di interpretazione privata, la quale non riconosce che la
Chiesa fondata sulla Bibbia e attinge la sua vita e la sua ispirazione nelle Scritture. Lapproccio fondamentalista
pericoloso, perch attira le persone che cercano risposte bibliche ai loro problemi di vita. Tale approccio pu includerle
offrendo interpretazioni pie ma illusorie, invece di dire loro che la Bibbia non contiene necessariamente una risposta
immediata a ciascuno di questi problemi. Il fondamentalismo invita, senza dirlo, a una forma di suicidio del pensiero. Mette
nella vita una falsa certezza, poich confonde inconsciamente i limiti umani del messaggio biblico con la sostanza divina
dello stesso messaggio. (PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA, Linterpretazione della Bibbia nella Chiesa, 1993)
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language
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. Il gender neutral tende a tradurre i termini greci andropoi e adelfoi con uomini e
donne, gente, popolo, fratelli e sorelle al fine di arginare discutibili critiche di matrice femminista
al tono un po maschilista e patriarcale di alcune pagine del testo biblico. Nella NRSV, per non ricorrere
al pronome possessivo maschile suo (his) stato poi spesso usato il plurale loro (their), mentre i
pronomi personali egli e lui (he him) sono stati sostituiti dalla forma plurale essi e loro (they,
those e them). La parola uomo stata quasi sempre glissata ricorrendo a termini vaghi come tu o
voi (you), genere umano (human kind), essere umano (human being), qualcuno (someone). A
tal proposito sono emblematici i casi di Genesi 1,1, Genesi 1,27, Salmo 1,1; Salmo 19,11-12, Salmo 34,20,
Salmo 41,5, Ezechiele 2,1, Daniele 7,13, Giovanni 14,23, Giovanni 15,5, Atti 10,26, Atti 12,22, Galati 6,7,
Tito 1,6. Della New Revised Standard Version esistono una versione protestante (senza note e libri
deuterocanonici), una ortodossa (con libri apocrifi e libri deuterocanonici) ed una cattolica (con
imprimatur, note e libri deuterocanonici). Luso liturgico di questultima non per consentito.

KING JAMES VERSION 1611
YOUNGS LITERAL TRANSLATION 1887
DARBYS VERSION 1890
DOUAY-RHEIMS BIBLE revisione 1899 (cattolica)
AMERICAN STANDARD VERSION 1901
REVISED STANDARD VERSION 1952
NEW AMERICAN STANDARD BIBLE 1971/95
NEW AMERICAN BIBLE 1970 (cattolica)
THE LIVING BIBLE 1971
NEW INTERNATIONAL VERSION 1973
NEW KING JAMES VERSION 1982
NEW WORLD TRANSLATION 1984
NEW REVISED STANDARD VERSION 1989
ENGLISH STANDARD VERSION 2001
4 Alcuni approfondimenti
http://www.zianet.com/maxey/versions.htm
http://www.bible.org/docs/soapbox/versions.htm
http://www.bible-researcher.com/versions.html


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Il gender-neutral language talvolta giustificato dal contesto ma risulta in molti casi dubbio e ambiguo; pertanto
evidente che ogni traduzione che ne fa uso rischia di introdurre discutibili emendamenti congetturali sul cui valore testuale
il lettore di media cultura spesso non in in grado di esprimere una valutazione critica.