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NOTIZIARIO DEL GRUPPO OPERAZIONE MUSEKE – Via Brescia, 55 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALY

Tel. 030/2130053 – Fax 030/2130044 NUMERO DUE - DICEMBRE 1994


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GESU’ BAMBINO
IN MEZZO A NOI

NATALE, IL DONO
gia di conserva con le cifre che si spen- buoni di quanto non pensassimo. La ge-
dono per ‘dare’ qualcosa. nerosità, poi, di quanti si prodigano diret-
Questi bambini, invece, non risul- tamente in loro favore è una scossa infer-
tano intaccati dal verme della mercifica- ta di continuo al nostro torpore di gente
La parola più in voga per presen- zione. Essi sono giunti fra noi come dono soddisfatta di se stessa, chiusa nel proprio
tare il Natale è quella di ‘regalo’. Lo è al autentico: portano il messaggio dell’in- piccolo mondo e incapace di comunicare.
punto, che i due termini quasi si scam- nocenza e, pur senza capacitarsene chia- Che cos’è questo, se non prolun-
biano e si usano indifferentemente l’uno ramente, del dolore. gamento del Natale? Non è forse un mes-
al posto dell’altro. Il messaggio è una parola, un gesto, saggio...? Si, è proprio un dono: il dono
Sarebbe forse un impoverimento che ci viene rivolto e, quando noi l’acco- che Dio ci fa con l’umile mezzo di questa
della festa prendere la parola ‘dono’ co- gliamo, si arricchisce della valenza di do- innocenza che soffre, e che la nostra ri-
me equivalente di ‘Natale’? Probabilmen- no. E quello che queste creature ci offro- sposta trattiene dal precipitare nella tra-
te sì; non perché essa sia banale, ma per- no ne merita appieno il nome. La loro pre- gedia.
ché è stata mercantilizzata e ormai viag- senza ci ha rivelato a noi stessi come più don Felice Montagnini
LA NOSTRA CAPANNA
Come sapete, i nomi dei nostri bimbi sono per lo più legati JEAN BAPTISTE MINANI: ottavo;
ad una dimensione religiosa o fanno riferimento a situazioni JEAN PIERRE MANIRIHO: Dio esiste;
riguardanti la loro nascita. Ve ne presentiamo la traduzione
partendo dalla più piccola: DEODATUS SINDIKUBWABO: io non vivo grazie a loro;
ANNA ROSE AKAYEZU: piccola figlia di Gesù; ESPERANCE HAKUZWIMANA: che Dio sia lodato;
LUCA HAKIZIMANA: è il Signore che salva; GLORIA MUKAGASHORA: la donna di Gashora;
JEAN DOMINIQUE GASIGWA: l’unico rimasto (dei figli); PETERO NGIZWENINGABO: vivo con le Sue forze;
ANTONIO NINO UWAMUNGU: figlio di Dio; DIOGENE NTAWUSHIRAGAHINDA: non finirà l’angoscia
per nessuno;
PETERO SIMBIZI: non lo so;
CANCILDE NIBAKURE: che crescano!;
ROBERTO UWIMANA: figlio di Dio;
CLAUDETTE DUSHIMIRIMANA: ringraziamo Dio;
SARA NYIRANDAGIJIMANA: la dono al Signore perchè la
protegga; AGNES UWIHOREYE: quella (la persona) che vive nel silenzio;
JANVIER TUYISHIME: ringraziamo Lui!; STEFANO SHUMBUSHO: Dio mi ha creato figlio della con-
solazione;
BRUNO NTAKARUTIMANA: nulla è superiore a Dio;
EMMANUEL SINDAYIGAYA: ho sempre pazienza in Dio;
STYVE IRIYUMUGABE: quella è la Parola di Dio;
ROGER MUSABYIMANA: l’ho chiesto a Dio;
JOSEPH MBONIMANA: io vedo Dio;
VINCENT TUYISENGE: preghiamo Dio;
CARLA MUKANOHELI: la donna di Natale;
MARGHERITA NTAKIRUTIMANA: nulla è superiore a Dio;
CARLO MPUNGIREYE: dove posso rifugiarmi?;
SILVIA BUKURU: la prima uscita dal ventre;
MONICA KAYITESI: figlia coccolata;
GRAZIELLA BUTOYA: la seconda uscita dal ventre;
YOHANI NIYIRAGIRA: è il Signore come Pastore;
ALEXI BIZIMANA: Dio lo sa;
CIPRIEN NTAWUKURIRYAYO: nessuno può cancellare la
parola di Dio; JUSTIN NSHYIMIYIMANA: ringrazio Dio;
CLAUDE SIBOMANA: non sono loro Dio; LAURENT NAHIMANA: è possibile a Dio;:
YACENTHE MUTUYMANA: offro mia figlia a Dio; CESARE UZABAKIRIHO: se vivrà;
GEORGE MARIO KUBWIMANA: ha la potenza di Dio; BARBARA NIKUZE: è Dio che ti fa crescere..

MUSEKE - 2
LETTERA DI PADRE MARCEL
Un grazie ed un augurio
Perché possa rimanere a tutti, pubblichiamo la
lettera che padre Marcel ci ha scritto in occasione
dell’assemblea dei sostenitori di Museke dello scorso ot-
tobre.
Cara Enrica, cari benefattori e membri di Museke,
poiché sono impossibilitato ad essere con voi in questo
momento così importante per la vita del gruppo che voi
formate, vi scrivo due parole per ringraziare ognuno di
voi individualmente, per l’accoglienza inestimabile che ci
avete riservato sin dal nostro arrivo sei mesi fa. Ho usato
il plurale perché la piccola Annarosa e gli altri 40 che era-
no con me quella sera di aprile non possono ancora far-
lo con le loro parole, ma con il sorriso si.
Vorrei rivolgermi a tutti quelli che ho conosciuto a
Rilima e con cui ho passato momenti piacevoli: ho sapu-
to che il centro che voi avete costruito con le vostre ma-
ni è ridotto male. Telefono ed installazioni elettriche so-
no state rubate o rotte, i muri fatti con talento e fatica
sporcati o demoliti, porte, finestre e vetri rotti o rubati.
Il vostro tempo, il vostro denaro è andato perduto.....ma
io dirò, senza offesa per nessuno: che cosa importa se l’Es-
senziale tu ce l’hai, non te l’hanno rubato. E’ l’AMORE
che voi avete dato al più debole, all’orfano che ha biso-
gno delle vostre braccia, è la volontà di aiutare il più de-
bole a rimettersi in piedi, è l’handicappato che ha biso-

gno del vostro sostegno, delle vostre operazioni.


Il denaro è un’invenzione dell’uomo, si troverà, ma
l’amore viene da Dio, non si compra al supermercato. Sic-
come voi avete questo AMORE, voi ricostruirete Rilima,
non è vero?
Per quelli che avrebbero voluto vedere Rilima, gli
avvenimenti hanno fatto si che rilima sia venuta da loro.
Il centro non è più fatto unicamente dai muri che
lo costruivano, ma è fatto da coloro che non hanno più
un tetto, i vestiti, l’acqua, il cibo.
Per affetto voi avete alleggerito i loro cuori spezza-
ti dal dolore, con una carezza o un sorriso siete riusciti a
farli sorridere e con la vostra solidarietà avete rotto le ca-
tene dell’egoismo; con la vostra disponibilità avete di-
mostrato che il tempo non è solo denaro.
Ospitando lo straniero sotto il vostro tetto, avete
dato la prova che si può vivere insieme anche se si è co-
sì diversi. Dividendo la tavola avete aggirato la barriera et-
nica che non è che l’arma dei deboli, ed è questa testi-
monianza che noi dobbiamo dare in questi tempi ed al
nostro paese, il Ruanda.
Vi auguro buon incontro nell’assemblea di oggi e vi
ricordo che lontano dagli occhi non è lontano dal cuore.
Tanti auguri.
MARCEL

MUSEKE - 3
RIPENSANDOCI
E’ già quasi Natale! Sembra im- colo; le ragazze del Centro che aveva- “Sono qui, sono 21. Con loro c’è an-
possibile siano passati otto mesi da no chiesto al soldati di essere uccise che Padre Marcel, domani arrivano gli
quel fatidico 14 aprile, forse perché gli con un colpo di pistola, preferibile al altri 20.”
avvenimenti di quei primi giorni sono machete; Cesarina caricata a forza su Impossibile! Un miracolo!
impressi in modo così nitido (e pro- un camion perché non voleva lasciare Sì, un miracolo, un miracolo do-
babilmente indelebile ) nella mia men- soli i bambini... ha provocato nei pre- vuto al cuore grande di alcuni soldati,
te da sentirli accaduti proprio ieri. Un senti, dopo un momento di sbigottito al coraggio di un comandante, a per-
insieme di sensazioni, emozioni, sen- silenzio, una ridda di commenti insie- sone generose e disponibili, ma un mi-
timenti, ansie, gioie che si accavallano me a lacrime impossibili da trattenere racolo soprattutto da Lui, il Padre, che
in maniera forse ancora confusa e tro- e soprattutto un senso acuto e tre- ancora una volta a noi piccoli uomini
vano un pò di ordine solo quando cer- mendo di impotenza. “E adesso?!... sfiduciati ha dato una grande lezione:
co di metterli in relazione con quei moriranno tutti, non possiamo fare “ ... gente di poca fede... “!
momenti indimenticabili. niente! ... non sapremo neppure cosa Poi la notte del 14: la trepida-
Come potrei dimenticare infat- ne sarà di loro!... “ e in tutti noi il do- zione dell’attesa, la confusione dell’ar-
ti quella sera del 13 aprile quando riu- lore, la rabbia, la disperazione e anche rivo, la gioia grande di tutti nel veder-
niti in chiesina per pregare, ancora la sfiducia più nera e totale. li, toccarli, abbracciarli così stanchi,
con la speranza nel cuore che tutti Poi la mattina dopo la notizia: sporchi, spauriti, ma così belli...
avrebbero potuto tornare sani e salvi “Sono salvi! Arrivano!”; un susseguirsi Come sarebbe possibile dimen-
dal Ruanda, è arrivato don Roberto di conferme, smentite, domande, ma ticare quei “piccoli” che ho potuto te-
con la notizia che i volontari erano sì anche l’inizio dell’attività: “Dai, forza, nere in braccio uno per uno mentre il
arrivati, ma i bimbi erano rimasti a Ri- c’è tutto da preparare. No, aspettate, dottore li visitava? E poi la notte suc-
lima. Una notizia sconvolgente che, non è ancora sicuro! Sì, ci sono, arri- cessiva con l’arrivo del “grandi”: ho
insieme al particolari riguardante la si- vano”. ancora impresso nella mente come
tuazione laggiù: Padre Marcel in peri- Infine la telefonata da Roma: un’immagine fotografica il sorriso di
Deogène che spuntava dalla ruvido
coperta che un militare mi aveva ap-
pena messo tra le braccia. Quante vol-
te abbiamo rivisto insieme le immagi-
ni riprese dalle telecamere quella not-
te per rivivere quelle stesse emozioni
confrontando le smunte faccine di al-
lora coi paffuti bambini di oggi!
E da quel mattino di sabato 16
aprile si è messo in moto tutto quello
straordinario meccanismo che, grazie
alla solidarietà di centinaia di persone,
sta ancora continuando. E anch’io so-
no ancora qui, insieme a tutti gli altri,
a godere di questi meravigliosi mo-
menti che ogni giorno ci regalano i
“nostri” bambini. Ciascuno di noi po-
trebbe scrivere pagine e pagine per
ognuno di questi giorni passati tra gio-
chi, risate, nuove scoperte, primi pas-
si e prime parole, ma anche pianti, al-
cune amarezze, a volte anche piccoli
screzi o qualche discussione tra di noi
(è normale, è umano direi!), ma sem-
pre tutto subito superato davanti al
sorrisi che sempre ci accolgono.
Vi risparmio il seguito anche
perché potrei, come tutti noi del re-
sto, andare avanti per ore, ne sanno
qualcosa parenti e amici di tutti i vo-
lontari che lavorano al Centro che da
alcuni mesi a questa parte non sento-
no parlare d’altro!!
Ogni tanto un pensiero ci sfio-
ra: che cosa riserva il futuro? Qualsia-
si cosa possa accadere sappiamo tutti
con certezza che questa esperienza
non sarà mai più cancellata dal nostro
cuore.
BUON NATALE A TUTTI!
Ismene

MUSEKE - 4
IL CAMMINO DELLA
PROVVIDENZA
.... e se fosse vero che tutto quello
che è stato Rilima, preghiera e chi-
rurgia, lavoro e tramonti, operai ed
Eucarestia, consigli d’Amministrazio-
ne e container, se tutto, dico tutto
non fosse stato altro che un beffardo
scherzo giocato dalla Provvidenza al
maligno della guerra e della morte?
.... e se fosse vero che tutto quello
che è stato Rilima, se tutto dico tutto
non fosse stato altro che la preghiera
delle mamme, la mamma di Kaitesi,
la mamma di Petero, di Gloria, le
mamme dei nostri bambini?
.... e se fosse vero che tutto quello
che è stato Rilima, se tutto dico tutto
non fosse stato altro che un bando
per reclutare centinaia di giovani ad
accendere di generosità i loro animi
e di gioia i cuori dei loro padri?
.... e se fosse vero che tutto quello una stella del cielo di Betlemme? ognuno di noi, adulto o bambino, del-
che è stato Rilima, se tutto dico tutto Saremo noi una parte di presepe? la speranza.
non fosse stato altro che il nome di Come è faticoso il nascere, dentro Cesare Chitò

MUSEKE - 5
IL RITORNO A RILIMA
Il mio 27° viaggio è iniziato l’8
settembre, quando sono partito as-
sieme a Santino Invernizzi, medico
chirurgo del C.U.A.M.M., e sua mo-
glie Ginette, ostetrica, i quali si sono
presi in carico la parte sanitaria del
progetto. Lungo la strada che mi por-
tava a Rilima ero preso da tanti senti-
menti, cosa vedrò? cosa troverò?, e
così con il cuore gonfio di tristezza e
di speranza, vedevo carcasse di vet-
ture, case distrutte, case bruciate, e
ovunque i segni di questa follia. Un
colpo al cuore e la rabbia, quando, ol-
trepassato il cancello del centro, mi
sono reso subito conto dei danni. I
danni alle strutture anche se non gra-
vissimi sono rilevanti, le abitazioni, i
magazzini ed i container erano stati
saccheggiati, così pure l’officina.
Posso stimare che complessivamente
i danni siano quantificabili in 300 mi-
lioni di lire. Ritrovati vivi alcuni degli
operai e delle ragazze, sono subito
iniziati la pulizia e il riordino del cen- sto africano capovolto. In tempo di eterna, quella terrena ve l’hanno tol-
tro, mentre nei campi incolti, nella pace, li guardava dall’alto, ora giace ta gli uomini nella follia dell’odio.
boscaglia giacevano insepolti innu- faccia a faccia con quelli che lui chia- Al mio rientro in Italia, il 23 ot-
merevoli resti di adulti e bambini alla mava fratelli e figli, per dire “sono qui tobre, la sala operatoria era in parte
mercè di animali selvatici e rapaci. con voi e assieme a voi, e se pure è funzionante, e le stanze di degenza
Nella vicina chiesa di NTARAMA, am- difficile, vi dico perdoniamo, perdo- erano quasi piene di pazienti.
mucchiati all’interno e all’esterno ci niamo”. Sono poi ritornato a Rilima per
sono i resti di 500/600 persone, e su E a tutti voi, e ai molti miei ami- un breve viaggio a metà novembre,
questi mucchi di teschi e stracci una ci, scomparsi in questa immane tra- accompagnato da Cesarina e da Riel-
mano pietosa ha posto un grande Cri- gedia, il Signore dia la pace e la vita lo e Cristofoletti, rispettivamente
elettricista ed
idraulico, con i
quali abbiamo
provveduto ad al-
cune riparazioni
urgenti agli im-
pianti della sala
operatoria.
Dobbiamo
tenere presente
che la geografia po-
litica e umana è
completamente
cambiata, perciò
ora ci vorrà tanta
comprensione e
buona volontà, sia
da parte nostra,
che da parte dei lo-
cali, per riprende-
re il dialogo e il la-
voro a favore dei
più bisognosi.

Rino
Berlendis

MUSEKE - 6
AL DI LA’ DEL SILENZIO
Pensando a quel famigerato 13 primo pomeriggio: un’ora di strada lata, ma contro chi e a che cosa se il
aprile, giorno in cui ho lasciato alle circa. In questo tragitto ho incontra- povero è una vittima continua di un
spalle il disastro umano ruandese, nel to cinque persone impaurite; anche sistema sbagliato? Insisto e lo ripeto:
cuore sentivo un grande desiderio di qui silenzio. quando l’uomo vuole emergere solo
rivedere la mia gente, con la quale Finalmente arriviamo al Cen- con il suo totale egoismo e, metten-
avevo stretto un bel rapporto di ami- tro; pensavo: “Almeno a Rilima ci sarà do da parte Dio e di conseguenza tut-
cizia ed un atteggiamento di servizio tanta gente!”: deserto e silenzio. En- ti i valori, distrugge tutto sè stesso. I
cercando di essere attenta ai loro bi- triamo nel Centro e vedo i segni evi- bisogni sono immensi, le famiglie so-
sogni; il gruppetto di anziani che co- denti di saccheggio totale. Ciò mi fa no letteralmente distrutte, così come
me bimbi aspettavano qualcosa: le male perché il frutto di tanto lavoro tutti i loro raccolti. Gli orfani stimati
caramelle degli abazungu fanno pas- e di infiniti sacrifici è andato distrut- sono almeno 15.000 a Rilima e com-
sare i dolori dell’artrosi. Quanti bam- to, ma quanto mi ha amareggiato e plessivamente 150.000 in Ruanda.
bini ho sfamato e vestito, quante fa- angosciato è la mancanza delle per- Con questa mia esperienza co-
miglie sono passate al Centro con il sone. Sempre silenzio e deserto com- sì forte ho capito che sarà bene rim-
loro mare di bisogni e problemi. Chia- pleto. boccarci le maniche tutti insieme,
mavo persino padre Marcel “l’uomo Rilima era una parrocchia di ognuno con le proprie possibilità;
dei problemi”. 85/90.000 persone, i bambini delle quello che conta è far capire ai pochi
Vi assicuro che mentre l’aereo scuole elementari erano oltre un mi- rimasti con i loro.grandi bisogni che
atterava avevo il cuore in gola e fin da gliaio, i giovani al collegio superava- vogliamo il loro bene e siamo loro vi-
quel momento ho visto che il Ruan- no i seicento, tutta l’altra gente... do- cini.
da era cambiato anche geografica- ve sono? I pochi rientrati vivono con Io vorrei provare, voi cosa ne
mente; l’aeroporto era abbastanza ro- terrore, persino gli uccelli sono spa- dite?
vinato ed era vuoto di persone: da riti; il mattino ti svegliavano con il lo- Nel frattempo auguri a tutti co-
quel momento ho cominciato a sen- ro cinguettare, anche qui silenzio loro che in qualunque forma ci stan-
tire il silenzio. Siamo andati subito in profondo, mi è sembrato di capire no aiutando nell’ospitare tutti i bam-
città per fare l’OK per il rientro: an- che anche la natura si stia ribellando. bini.
che lì pochissima gente e facce nuo- Vi assicuro che ho subito un
ve. Ci siamo avviati verso Rilima nel grosso shock e mi sarei anch’io ribel- Cesarina Alghisi

MUSEKE - 7
REVISIONE DI VITA E SPERANZA
Quasi otto mesi vissuti nell’at-
mosfera bresciana ci hanno convinto
che il male che è nell’uomo può esse-
re vinto dal bene che è nel suo cuore.
Senza ripetere tutta la tragedia
che voi tutti conoscete e che si è ab-
battuta sul nostro Paese, noi non ab-
biamo pagato niente come prezzo
per essere salvati, né a Dio né alle per-
sone che Egli ha messo a nostra di-
sposizione per farci uscire vivi. Se-
guendo la vita sperimentata con i no-
stri bambini in mezzo agli italiani, noi
ringraziamo la Provvidenza che ha
permesso di continuare l’opera di
Museke. Fin dal nostro arrivo siamo
stati ben accolti, a braccia aperte, ab-
biamo respirato l’aria del bene
dell’uomo che ci ha fatto dimentica- l’ospitalità e l’occasione di imparare ri di Museke: questo ci ha fortificato
re il suo male. Siamo tutti circondati a vivere fraternamente malgrado la nella via della carità nei confronti di
da affetto, da tenerezza: non ci è man- differenza del colore della pelle, del- qualsiasi uomo, senza distinzione ne
cato niente dal punto di vista ali- la mentalità, della lingua.... mentre discriminazione, e non dimentichia-
mentare, morale, sanitario, spirituale questo da noi crea la divisione inve- mo la collaborazione, la disponibilità
e di vestiario.... tutto questo ci mette ce di unirci. e la dedizione dei volontari.
a nostro agio con i volontari come in E’ un peccato! Questa solidarietà italiana ha
una famiglia in cui ci sono tutte le ca- Non possiamo dimenticare inciso nei nostri cuori un segno di
pacità professionali: dall’assistenza ai l’abnegazione ed il soccorso inaudito speranza per la ricostruzione del no-
bambini, alla cucina; l’amicizia che dei responsabili di Museke nei con- stro Paese.
ha legato noi ed i volontari ci aiuta a fronti dei più piccoli: questo ci ha in- Questo è il nostro Natale
sorridere alla vita futura. segnato ad avere un cuore più tene- Grazie.
Siamo veramente ricono- ro verso la nostra gente.
scenti al buon cuore delle Autorità Siamo riconoscenti anche alla Ancilla, Philomène, Marianne,
del vostro Paese che ci hanno dato generosità ed all’aiuto dei benefatto- Odette, Catherine, Maria Goretti

MUSEKE - 8
OLTRE LE MANI
molto impegnativo - potrebbe essere
“Diamo due mani all’uomo”.
Questi giovani vogliono che le
loro passioni civili, il loro iumpegno
politico e sociale, il loro ideale, si
mantenga nella sfera della solidarietà
umana.
“Che io creda o non creda farei
comunque le stesse cose”. “Dio non
centra in quello che faccio”.
Se un giovane generoso si
esprime in questo modo, perchè non
credergli?
Ma (ci avviciniamo al Natale)
dobbiamo chiederci perchè Gesù è
spesso escluso anche quando un gio-
vane sorregge le fatiche e la dispera-
zione di un altro uomo!
“Non c’era un posto a Betlem-
me”. E’ chiaro che nelle difficoltà di
Quello di Museke è un gruppo che riceve, sia offerta la Speranza. credere di quel giovane ci siamo tut-
in cammino aperto a quelle persone Se questo è il programma, ti, magari con l’aggravante di non es-
desiderose di fare un po’ di strada in ognuno di noi denuncia fin dalla par- sere neanche generosi.
compagnia. tenza e durante il cammino la propria Quale l’augurio, quale l’invito
Il simbolo delle mani sovrappo- fatica e le proprie difficoltà. del Natale?
ste, (mani come colombe) ed il motto Una difficoltà tra le più fre- Forse quello di farci più pove-
che le accompagna “Diamo due mani quenti che colpisce anche tanti gio- ri, per sapere varcare la soglia della
alla Provvidenza” indicano l’itinerario vani potrebbe essere quella di re- capanna e vedere, ognuno con gli oc-
che Museke vuole compiere: due ma- stringere alla sola dimensione umana chi che si ritrova che, uguale a Luca,
ni prestate alla Provvidenza perchè la propria dedizione all’uomo. a Styve, a Carlo, uguale ai nostri bam-
all’uomo, a quello che dà e a quello Lo slogan per loro - sempre bini, appena nato, c’è Gesù.

MUSEKE - 9
FUORI E DENTRO DI NOI

Il 5 novembre, alle ore 14.30, ne di condividerla ed interiorizzarla. e mentre trascorriamo questo,


si è tenuto nella sala civica del co- - trasmettere dei contenuti di viviamo anche una dimensione inte-
mune di Castenedolo il primo di tre carattere socio-psicologico riferiti al riore, quella appunto DENTRO DI
incontri organizzati per tutti i volon- rapporto adulto bambino, all’essere NOI.
tari che prestano servizio ai bambini educatori all’interno di una comunità Qui avvengono le cose più
del Rwanda. e alla possibilità di svolgere volonta- straordinarie:
Il tema: “RAPPORTO ADULTO- riato in altri ambiti; il tutto grazie al vi è l’incontro tra le nostre pau-
BAMBINO” una relazione per cresce- contributo di persone competenti in re ed ansie e la capacità di superarle
re è stato svolto dalla dottoressa Ro- altri campi. per non essere a disagio con gli altri;
saria Venturini, psicologa. Che questi bambini stiano oc- tra il narcisismo ed il nostro bi-
In data 26 novembre, l’assi- cupando ed arricchendo non solo il sogno di gratificazioni ed il donarsi
stente sociale Piera Rebusco ha svi- nostro tempo ma anche la nostra per- gratuitamente senza elogi e ricom-
luppato i nodi principali e conflit- sona, è ormai un fatto accertato. pense;
tuali dell’educazione all’interno di C’è una sorta di legame stretto tra il nostro carattere talvolta
una grossa comunità, intitolando l’in- tra l’essere con loro e per loro e l’es- chiuso, introverso ed aggressivo e la
contro “EDUCARE INSIEME”. sere con noi stessi. capacità di modificarlo per stare me-
Il terzo ed ultimo incontro, dal Nelle nostre giornate, ritaglia- glio con gli altri diversi da noi;
titolo “VOLONTARIATO: IMPEGNO mo parte del tempo per stare con lo- tra le nostre pretese di sentirci
SENZA FRONTIERE” si è tenuto il 17 ro, tutta la nostra persona è occupa- i più importanti ed essenziali e
dicembre ed è stato condotto da don ta al loro servizio: l’umiltà di riconoscerci bisognosi del
Armando Nolli, direttore della Cari- le nostre mani per preparare il contributo degli altri e rispettosi del-
tas Diocesana. cibo, imboccare, lavare, vestire siste- le regole stabilite.
Le ragioni della scelta di questi mare, pulire, curare, accogliere, ac- Cogliamo allora con gioia que-
incontri sono fondamentalmente carezzare e giocare; sta stupenda ed unica esperienza ed
due: i nostri occhi per sorridere, ras- auguriamoci che grazie a loro possia-
- far incontrare intorno ad un ta- sicurare, sorvegliare; mo crescere e maturare FUORI E
volo coloro che vivono “l’esperienza la nostra voce per parlare, in- DENTRO DI NOI.
ricca” dell’essere con i bambini, al fi- segnare, calmare, sgridare e cantare; Elena Bonera

MUSEKE - 10
LEGGE PER I BAMBINI
Per una migliore conoscenza della 2. Sulle somme accreditate i funzio- borazione della Croce Rossa italiana.
normativa cui sono soggetti i nostri nari delegati sono altresì abilitati a
ospiti ruandesi, riteniamo utile pub- prelevare in contanti, in caso di ne- Art.4.
blicare il D.L. 24.6.1994 n. 406, con- cessità, anche l’intero importo ac- 1. All’onere di cui al presente decre-
vertito in Legge 8.8.1994 n.502. creditato. to, ivi compresi gli interventi relativi
Va in ogni caso precisato che, fino ad 3. Le disponibilità non utilizzate al al trasferimento in Italia, al successi-
oggi, la nostra iniziativa è stata finan- termine dell’esercizio in cui sono sta- vo rimpatrio e ogni altra spesa che si
ziata unicamente grazie ad offerte e ti emessi gli ordini di accreditamento renderà necessaria fino alla conclu-
donazioni dei generosi sostenitori, possono essere trasportate, in termi- sione dell’intervento, valutato in lire
senza cioè accedere al contributo di ni di competenza e cassa e per le me- 5 miliardi, si provvede a carico dello
cui all’art.4. desime finalità, all’esercizio successi- stanziamento del capitolo 4239 dello
Quanto all’eventuale rimpatrio di cui vo. stato di previsione del Ministero
all’art. 3, ci teniamo in contatto con 4. I funzionari delegati presentano il dell’interno per l’anno finanziario
le competenti autorità affinché qua- rendiconto della gestione a norma 1994.
lunque decisione venga adottata, sia dell’articolo 60 e seguenti del regio
garantito ai bambini giunti da Rilima decreto di cui al comma 1. Art.5.
il miglior futuro possibile. 1. Il presente decreto entra in vigore
Art.3 il giorno successivo a quello della sua
Interventi straordinari di soccor- 1. Le operazioni di rimpatrio saranno pubblicazione nella Gazzetta Ufficia-
so e di assistenza a soggetti pro- effettuate a cura del Ministero degli le della Repubblica Italiana e sarà pre-
venienti dal Ruanda affari esteri, d’intesa con il Ministero sentato alle Camere per la conver-
della difesa, avvalendosi della colla- sione in legge.

Art.1
1. Allo scopo di assicurare gli inter-
venti sanitari medico-specialistici e
chirurgici per i soggetti provenienti
dal Ruanda giunti in Italia e bisogno-
si di cure in conseguenza del conflit-
to bellico in atto, nonché al fine di
provvedere ad ogni attività diretta
all’assistenza degli stessi fino al mo-
mento del loro rimpatrio, il Ministro
dell’interno ed i prefetti delle pro-
vince interessate, sono autorizzati a
porre in essere anche in deroga alla
normativa statale e e regionale, ivi
comprese le norme di contabilità ge-
nerale dello Stato e nel rispetto dei
principi generali dell’ordinamento
giuridico, ogni iniziativa presso strut-
ture sanitarie e di accoglienza, civili
o militari, nonché presso comunità
ed organizzazioni umanitarie, avva-
lendosi anche della struttura organiz-
zativa della Croce rossa italiana.

Art.2
1. Al fine di assicurare l’immediata at-
tuazione delle iniziative di cui all’ar-
ticolo 1, il Ministro dell’interno può
disporre aperture di credito a favore
dei prefetti delle province interessa-
te, con limite di importo anche su-
periore a quello previsto dall’artico-
lo 56 del regio decreto 18 novembre
1923, n.2440.

MUSEKE - 11
GRAZIE E AUGURI
Anche all’asilo “Riccardo Pi-
sa” è arrivata S. Lucia. Le iniziative
di solidarietà quindi continuano
nei modi e nei tempi più diversi.
Durante questo periodo nata-
lizio, i nostri auguri e la nostra pre-
ghiera si uniscono affinché i nostri
bimbi possano avere un avvenire
sereno e si creino nel loro paese
d’origine le condizioni per rico-
struire la pace.
Sentiamo profonda e viva la
gratitudine verso tutti i volontari e
le rispettive famiglie; l’augurio e il
grazie si estendono a tutti coloro
che singolarmente o in gruppo han-
no contribuito a garantire il sorriso
dei nostri bimbi!

Buon Natale e
Felice Anno Nuovo
a tutti!
«Quando parlo o gioco con un bambino, un istante della mia vita
si unisce a un istante della sua e questi due istanti hanno la stessa maturità».
J. Korczak

GRUPPO OPERAZIONE MUSEKE


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