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NOTIZIARIO DEL GRUPPO OPERAZIONE MUSEKE O.N.L.U.S.

– Via Brescia, 10 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALY


Tel. 030/2130053 – Fax 030/2130044 NUMERO QUINDICI - PASQUA 2001
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - nuvolera (bs)

Pasqua, per una nuova presenza


d’amore e di speranza
“È
a Cristo che la Chiesa guar- gnifica fidarsi dell’azione di Cristo e
da. Lo fa ponendosi sulle dello Spirito; saper vedere l’aspetto
orme di Pietro, che versò evolutivo e buono della stessa storia
lacrime per il suo rinnegamento, e ri- umana, nonostante l’intreccio di
prese il suo cammino confessando a equivoci, sopraffazioni e violenze.
Cristo,con comprensibile trepidazio- Educarsi alla speranza significa saper
ne,il suo amore:“Tu sai che io ti amo”. vedere la propria vita nel progetto
Lo fa accompagnandosi a Paolo, che positivo di Dio, continuando a spera-
lo incontrò sulla via di Damasco e ne re oltre gli insuccessi, e credere che
restò folgorato:“Per me il vivere è Cri- il vero compimento del bene sarà
sto, e il morire un guadagno”. operato da Dio stesso.
A duemila anni di distanza da questi Surrexit Christus spes mea, canta la
eventi, la Chiesa li rivive come se fos- sequenza Pasquale. Anche la parola
sero accaduti oggi.Nel volto di Cristo profetica riletta in Cristo illumina la
essa, la Sposa, contempla il suo teso- speranza Pasquale all’alba di questo
ro, la sua gioia. terzo millennio:“io conosco i proget-
Confortata da questa esperienza, la ti di pace che ho fatto a vostro ri-
Chiesa riprende oggi il suo cammino, guardo, progetti di pace e non di
per annunciare Cristo al mondo, all’i- sventura, per concedervi un futuro
nizio del terzo millennio: Egli “è lo pieno di speranza” (Ger 28,11).
stesso ieri, oggi e sempre”. (Giovan- L’evento della Pasqua è vero,anche se
ni Paolo II, Novo Millenio Ineunte.) non è un avvenimento registrabile
nella storia. E’ un fatto eccedente a
Dobbiamo guardare avanti, riprende- ogni descrizione e comprensione.
re il largo, fiduciosi nelle parole del Come l’Amore. Dalla mappa testuale
Risorto e del suo mandato missiona- del nuovo testamento si può affer-
rio; possiamo contare sulla forza del- mare che la Pasqua del Signore è un
lo Spirito effuso a Pentecoste e che ci fatto relazionale. Gesù riprende le re- corporeità. Ecco la novità: con tutto
spinge a ripartire sorretti dalla spe- lazioni, ma non secondo la modalità se stesso (è lo stesso di prima, Gesù
ranza che non delude. di prima;una comunicazione nuova e figlio di Maria, e non uno spirito) è in
Pasqua è slancio di futuro e di spe- profonda che prima non era possibi- grado di entrare in relazione con noi
ranza. La celebrazione della Pasqua le: è di presenza che si tratta, non di senza ostacoli (entra a porte chiuse)
dona la speranza, ma insieme ci edu- vicinanza fisica. Gesù non è tornato e in una condizione del tutto nuova
ca a essa. Educarsi alla speranza si- in vita come prima e neppure se ne è (con una corporeità risorta).
gnifica raggiungerla attraverso la me- partito: è il Vivente. Ora è in una con- Il Signore vivente anticipa nella sua
moria delle Scritture e la vigilanza; si- dizione non “manipolabile”, nella sua continua a pag. 8
“La memoria non sia prigione”
La celebrazione del Centenario di Evangelizzazione in Rwanda
essuno può rimanere tervento militare in Congo – quel- niugarsi con perdono e riconcilia-

“N prigioniero del proprio


passato”:è uno dei con-
cetti centrali dell’omelia del cardi-
lo che tuttora continua – vi si ce-
lebrava il quarto anniversario del-
la vittoria del partito al potere tra
zione. “Per Dio il perdono non è
un’attitudine tattica: è il suo stes-
so essere. Siete invitati ad una ve-
nal Roger Etchegaray tenuta a Ki- una folla con pochi entusiasmi. rifica della vostra fede. Non pos-
gali l’8 febbraio. L’inviato del papa
Ed è su questo parterre che, l’8 sono uscire né vincitori né vinti”,
concludeva in questo modo l’anno
febbraio scorso, è echeggiata per ha chiarito il cardinal Roger Et-
giubilare del Rwanda, coincidente
con il centenario dell’evangelizza- bocca dell’inviato speciale di Gio- chegaray nell’omelia della cele-
zione. Pochi giorni prima la confe- vanni Paolo II (in questo stadio il brazione di chiusura dell’anno
renza episcopale aveva pubblicato papa aveva incontrato i giovani, centenario dell’evangelizzazione
una lettera pastorale che presenta- nel 1990, tre settimane prima del- del Rwanda (coincidente con il
va il sinodo straordinario, realizza- l’inizio della guerra), la parola pa- giubileo), trasmessa in diretta – si
to nelle diocesi lungo il 2000, de- ce. Una pace a caro prezzo, da co- noti – da radio e tivù nazionali.
dicato “all’etnismo”.
E’ presto per parlare di veri e pro-
pri frutti di questo cammino. I ve-
scovi citano il caso concreto delle Pubblicazioni
associazioni che si sono formate, Il libro di Michela Fusaschi (Hutu – Tutsi. Alle radici del genoci-
di “vedove del genocidio”e di mo- dio rwandese, Bollati Boringhieri, Torino 2000, pp. 187) intende
gli con il marito in prigione (so- contribuire a dare una risposta alle tante domande suscitate dalla
spettato autore di massacri),“che tragedia rwandese e specialmente dal genocidio, il massacro di cen-
si sono messe assieme superando tinaio di migliaia di rwandesi tutsi e hutu moderati, perpetrato nel
gli antagonismi, per affrontare in- 1994 ad opera di rwandesi hutu estremisti.
Lo studio sostiene che per capire qualcosa in più del “caso rwande-
sieme i problemi della vita”.
se”bisogna andare a vedere come, più di cento anni fa, colonialismo
Amahoro: pace. E’ il nome dello e chiesa hanno interpretato (male) l’identità dei tre gruppi – hutu,
stadio di Kigali nelle vicinanze del- tutsi e twa – che vivono nel paese.E parla di etnia come “finzione co-
l’aeroporto (quello dove stava per loniale”.
atterrare l’aereo del presidente Ju- Dunque, secondo questo lavoro, la politica delle potenze coloniali,
venal Habyarimana, il cui abbatti- soprattutto del Belgio, e l’azione missionaria della chiesa cattolica
mento,il 6 aprile di sette anni fa, si sono basate su questa interpretazione, che ha favorito lo sviluppo
fu il detonatore dei massacri).Uno e il progresso del gruppo tutsi. Si è creata, così, una situazione di di-
stadio che non è stato solo arena suguaglianza e di ingiustizia; ma soprattutto si è creata una co-
scienza etnica, razziale che fa definire in termini razziali l’identità
di competizioni sportive ma di
di gruppo. E’ questa coscienza razziale che sta dapprima alla base
ben altre sfide. del potere tutsi, esercitato in maniera assolutistica grazie al favore
Come quando,negli anni e nei me- del governo coloniale e della chiesa. E’ ancora questa coscienza che
si preparatori del genocidio, vi ri- è alla base, in concomitanza con l’accesso all’indipendenza, delle ri-
suonavano le arringhe dei leader vendicazioni del gruppo maggioritario hutu, fornendo quella con-
del partito presidenziale e delle notazione razziale che ha condotto alla guerra civile e al genocidio.
milizie interahamwe. “Hutu
Power! Potere, Potere, potere!”. Un’altra pubblicazione è Desidero informarla che domani verre-
Come quando, rovesciate le sorti, mo uccisi con le nostre famiglie, il reportage del giornalista sta-
tunitense Philip Gourevitch, tradotto da Einaudi nel 1998, pp. 374,
a dispetto della “protezione” della
ti inchioda già con questo titolo lungo, gelido e struggente al tempo
missione Onu venivano seleziona- stesso; tratto dalla lettera fatta pervenire da un gruppo di pastori tut-
ti, tra gli sfollati che vi si ammas- si protestanti asserragliati in un ospedale ai loro superiori hutu. La
savano, i predestinati a un’imme- scrittura drammatica dell’autore restituisce appieno l’esplosiva at-
diata esecuzione. Come quando, a mosfera centro-africana in un documento di rara intensità etica.
poche settimane dal secondo in-

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Gli ultimi sei mesi: l’attività a Gitega
useke da più di trent’an- colissimi,che vivono in una grande

M ni sta lavorando con mol-


ta attenzione alla promo-
zione umana. Così quando si rice-
povertà.
Nel Natale 1999 Enrica L. li ha vi-
sitati ed è rimanendone scioccata
vono delle proposte di aiuto o di e con una spina nel cuore. Il suo
intervento ci mettiamo a disposi- aiuto concreto e continuo con
zione per quanto ci è possibile. quello di MUSEKE ci ha dato la
Quando l’Africa chiama e lancia possibilità di comperare e siste-
l’S.O.S. si deve rispondere con mare materassi, coperte, lenzuola,
ogni sforzo, senza pensare ai pro- vestiti, viveri e medicinali.
blemi o alle difficoltà che si pos- Ho sentito il grande sostegno di
sono incontrare, partire con entu- tutti; quindi mi auguro che il
siasmo e coraggio,con forza e tan- gruppo Museke continui ad ave-
ta speranza, essendo più che sicu- re tanto coraggio nel continuare
ri di dare una mano direttamente l’opera iniziata. Con un gruppo
a chi è veramente bisognoso, ai così alle spalle si riesce sempre a
grandi esclusi per la loro condi- fare qualcosa di bello e di gran-
zione di povertà. E’ per questa ca- de. Mi rendo conto che la gestio-
tegoria di persone che abbiamo ne sarà un bell’impegno ma con
fatto bagaglio e a settembre siamo orfanotrofio o in famiglie. Abbia- tutti voi, amici carissimi, la spe-
partiti con Colombo Carlo e la sua mo fatto trovare loro ogni giorno ranza di riuscire è assicurata. So-
signora Maria come infermiera ci un pasto caldo e un posto letto, il no convinta infatti che sia più
siamo messi subito al lavoro, in nostro grande desiderio è quello quello che si riceve che quello
modo particolare Carlo con il suo di poterli inserirli in famiglie e far che si da.
entusiasmo e grande capacità,in 6 loro frequentare la scuola ele- Ne vale sempre la pena! Con il
mesi è riuscito a costruire la casa mentare. progetto NDERANSEKE i tanti
per le suore ed una scuola mater- Il mio impegno si è rivolto mag- bimbi potranno trovare amore e
na.A febbraio ci hanno raggiunto giormente all’orfanotrofio di MW- aiuto attraverso la vostra adozione
il gruppo dei tecnici, Gritti Alfre- TUENZI, gestito dalle consacrate a distanza.
do, Caprioli Giuseppe e Vismara della Famiglia di Nazaret,dove sono Grazie di cuore a tutti della vostra
Emilio come idraulici, Bosio Gino ospitati mediamente una cinquan- generosità e collaborazione.
e Maggio Giuseppe elettricisti,Lo- tina di bimbi, la metà dei quali pic- Cesarina
da Andrea e Casella Enrico pia-
strellisti, la signora Loda Elsa cuo-
ca e sarta. E’ stata un’esperienza
molto bella per tutti, anche con
non poche preoccupazioni; ma le
difficoltà ci caricavano di entusia-
smo sapendo che un centinaio di
bimbi al prossimo settembre sa-
ranno accolti in questa struttura.
Sono bimbi molto poveri, figli di
mamme vedove, costrette a lavo-
rare la terra qua e là. Devono la-
sciare i bambini tante ore in terra,
senza pranzo; per i più piccoli al
massimo qualche goccia del pro-
prio latte; abbiamo incominciato
ad avvicinare i molti bambini del-
la strada,che a cause della loro du-
ra esperienza è difficile inserire in

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Volontari costruttori, grazie
I
l 5 febbraio siamo partiti da Ca-
stenedolo per tornare,circa un
mese, a Museke.
Il gruppo era composto da: Gino
Bosio (Roncadelle), Giuseppe Ca-
prioli (Castenedolo), Enrico Ca-
sella (Castenedolo),Alfredo Gritti
(Bergamo),i coniugi Andrea e Elsa
Loda (Castenedolo), Giuseppe
Moggia (Roncadelle), Emilio Vi-
smara (Bergamo).Tutti noi aveva-
mo già avuto esperienze di lavoro
in Africa, quindi, conoscendo di-
scretamente bene la mentalità e le
condizioni di vita del posto, non
abbiamo avuto problemi di am-
bientazione e di affiatamento.
Lo scopo del nostro viaggio è sta-
to il completamento della casa Alcuni bambini orfani accolti in una famiglia, a Muynga
dell Suore “Bene Maria” e dell’an-
nesso asilo.
Questo progetto è frutto della sen-
sibilità e degli sforzi diella signora Burundi: Appello del consiglio di sicurezza
Cesarina Alghisi di Concesio, che Un pesante appello è stato rivolto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu
ne è anche promotrice e respon- ai gruppi ribelli del Burundi, invitandoli a riprendere la discussione per
sabile. Conosceva la congregazio- raggiungere un accordo con le altre forze militari e civili del paese.Due
ne delle Suore “Bene Maria” e le tra i maggiori gruppi Hutu opposti al governo del maggiore Buyoya, in-
esigenze del Burundi,in quanto ha fatti, non hanno nemmeno preso parte alle discussioni di Arusha, dura-
avuto anche altre esperienze nel te due anni. Sotto la guida di Nyerere e, dopo la morte di costui, sotto
Continente Africano. l’impulso di Nelson Mandela,il governo,il parlamento e diciassette par-
Le necessità più impellenti sono titi di matrice Hutu e Tutsi hanno raggiunto un accordo il 28 agosto
legate alla casa delle Suore:queste, 2000. Il Consiglio di Sicurezza ha biasimato e condannato tutti i grup-
infatti, vivono in una struttura del- pi del Burundi perché continuano a far uso delle armi e della violenza
la Diocesi. Nella nuova casa an- per raggiungere i loro obiettivi.
dranno ad abitare, mentre nell’at- Intanto il maggiore Buyoya ha incontrato, privatamente e quasi di sor-
tuale continueranno a svolgere le presa,il 9 gennaio a Libreville (Gabon) il capo del principale movimento
loro attività.Hanno un’atelier di ri- di ribellione Hutu “Forze di difesa della democrazia” (Fdd), Jean-Bosco
camo e cucito e una scuola di pit- Ndayikengurukiye, in presenza dei Presidenti del Congo e del Gabon,
tura, entrambe aperte alle ragazze come il 24 dicembre precedente aveva incontrato, sempre privata-
del luogo. mente,il presidente Kabila a Lagos (Nigeria).Buyoya ha espresso la spe-
L’altra tragica realtà alla quale la si- ranza che i due incontri possano incidere positivamente sulla soluzio-
gnorina Alghisi ha voluto dare una ne del difficile problema della pace in Burundi. Il leader del Fdd avreb-
soluzione, è la presenza di innu- be accettato di intavolare discussioni separate con il governo.
merevoli bambini provenienti dal-
le famiglie più che povere della zo-
na. Per questo, annesso alla nuova della struttura dirigendo i lavori di si sta già pensando a realizzare la
casa, abbiamo completato l’asilo, una squadra formata da Barundi. Chiesa e altre strutture.
che darà l’assistenza diurna a cir- Nel mese di lavoro, abbiamo svol- Siamo contenti che insieme al no-
ca cento bambini. to serenamente e in armonia con stro contributo, abbiamo portato
Il progetto è stato iniziato a set- la gente del posto il nostro com- alla gente povera di Gitega (Burun-
tembre, quando sono arrivati a pito. In particolare abbiamo in- di) un po’di speranza e di coraggio
Museke la signorina Cesarina e la stallato l’impianto idraulico, quel- e che la nostra presenza tra loro sia
coppia Carlo e Maria Colombo. lo elettrico e le piastrelle, sia della stata di appoggio e sostegno,anche
Il signor Carlo ha provveduto alla casa che dell’asilo. se non per nostro merito.
costruzione della parte in muratura Il progetto non finisce qui,perché Gino Bosio

MUSEKE - 4
Nderanseke: dal Burundi ci scrivono....
Gitega, 4 Aprile 2001 miglia è liberarli così della soli- con le famiglie adottive.
Carissimi amici di Museke, tudine e dell’educazione in mas- Lavoriamo insieme nel dialogo
sono contentissima di scrivervi sa, è un appello importante e si- reciproco, anche loro si muovo-
prima di tutto augurarvi già le gnificativo. no.
feste pasquali. Con la vostra contribuzione, E quando c’è da fare con Bujum-
Vorrei ringraziarvi tanto per la ogni volta che riesco ad affidare bura, abbiamo una corrispon-
vostra sensibilità e solidarietà alla famiglia è una conquista, e dente tanto disponibile, che faci-
per i nostri bimbi che ci aiutate continuo ad assisterli ed appog- lita e orienta soprattutto chi de-
ad aiutare. giarli. Cerco i momenti impor- ve andar dal medico per appun-
Grazie di cuore. tanti per incontrare tutti i bam- tamenti ed esami.
Vorrei raccontarvi come stiamo bini e genitori adottivi regolar- Sarebbe impossibile sostenere la
vivendo collaborando con voi mente. spesa delle degenze. Lei mi acco-
nel Progetto “NDERANSEKE”. Ad esempio, a Pasqua, tutta la glie tutti i vari casi e li segue.
Come sapete, la visita che ha pro- mia comunità è invitata per l’oc- Tanti saluti e grazie da tutti voi.
vocato la nascita del progetto casione del battesimo di sei bam- Quanto si sta realizzando è me-
“NDERANSEKE” è quella della bini di Nazaretti. rito vostro, ancora grazie.
nostra carissima Enrica Lom- Il numero dei bambini orfani Buona Pasqua!
bardi, effettuata nel Dicembre che sono all’orfanotrofio è sem- Suor Cécile Miburo
1999 a Gitega - Museke. pre superiore a quelli affidati al-
Siamo andate insieme presso le famiglie, perché ci sono tanti
l’orfanotrofio delle Suore della casi, oltre alla crisi che persiste, Mutwenzi, 17 Marzo 2001
Famiglia di Nazareth a Mutwen- c’è la fame, malattie, ecc. Carissimi benefattori,
zi e questa visita provvidenziale In ogni caso, le famiglie che tutti carissimi fratelli,
ha mosso il suo cuore. Si è subito e due i genitori sono poche. Tan- Tanti saluti. Come state?
interrogata!!! te sono le vedove che si offrono E il viaggio come è andato?
Nel settembre 2000, una seconda per accogliere questi bambini in Volevamo augurarvi una buona
visita ancora più commovente è difficoltà. quaresima e buona festa di Pa-
stata quella di don Roberto Lom- Io sono in piena collaborazione squa. Vorremmo ringraziarvi tan-
bardi, Cesarina Alghisi e gli ami- con l’orfanotrofio di Nazaretti e tissimo per il bene che fate sem-
ci tecnici e volontari italia- pre per noi. Ci avete aiutato
ni. molto.
Queste visite, insieme ad al- In questo periodo, ho man-
tre frequenti di Cesarina Al- dato nelle famiglie una ven-
ghisi e amici hanno messo tina di bambini e grazie al
in un’incisiva evidenza le vostro contributo, ho potu-
miserie che esistono negli to consegnare al giorno
orfanotrofi. della partenza, coperte e
Tanti di questi sono nati per vestiti sufficienti.
rispondere alle urgenze Ultimamente, ho compera-
conseguenti alla guerra. to una tonnellata di fagioli
Le anime di buona volontà e una parte l’ho tenuta per
si sono lanciate a vivere il nostro orfanotrofio; l’al-
giorno per giorno con que- tra, l’ho mandata nelle det-
sti bimbi piccini accettando te famiglie adottive, (“per-
anche rischi perché senza ché c’è tanta fame”).
mezzi e condizioni per ga- Vi ringrazio moltissimo per
rantire il loro futuro. tutto questo.
Parlare dell’adozione di fa- Quello che chiedo al Si-
miglie adottive è un sollie- gnore è che alimenti in voi
vo per i bambini orfani e tante grazie e tanti beni, co-
abbandonati che potranno sì ottenete per voi e per gli
gioire dei diritti come altri altri.
bambini: calore famigliare, Grazie ancora!
condizioni sociali. Vostra sorella
Affidare i bambini alla fa- Orfani di Mutwenzi con le suore Cécile e Salomé Salomé Mbonimpa

MUSEKE - 5
Riflessioni e progetti di Museke
l nostro anno giubilare si apre to le adozioni per gli adulti, in de- progetto di affido.La sig.ra Gianna

I con la riunione consigliare del


18 gennaio nella quale la no-
stra Presidente ci informa dell’esi-
finitiva assegnare un contributo
alla famiglia per far crescere fisi-
camente moralmente e scolastica-
peraltro è tra le attive collabora-
trici che si sono rese disponibili ad
attuare il progetto noto ora con il
to della visita effettuata a Gitega mente un orfano è di fatto l’ado- nome Nderanseke.
nel periodo natale-capodanno. zione dell’intera famiglia. In luglio è stato approntato e spe-
Se da un lato possiamo leggerLe In maggio, approfittando anche dito l’ultimo container a Gitega ed
sul viso l’espressione raggiante e della presenza della sig.ra Gianna a settembre un nuovo incontro
soddisfatta dell’opera realizzata vedova dell’ex presidente del Bu- consigliare pone tra gli argomenti
con la collaborazione dei nostri rundi, accompagnata dalla figlia, l’interrogativo del come porre la
soci volontari sempre pronti a do- abbiamo avuto un incontro convi- nostra associazione nell’ottica del-
narsi (ci riferiamo alla ristruttura- viale che da una parte ha voluto la realtà visibile in loco e non solo
zione del centro di Gitega già com- coronare l’opera compiuta a Gite- per una ulteriore occasione di so-
mentato nei precedenti notiziari), ga con la presenza di tutti i volon- lidarietà concreta, trasparente ne-
lo sguardo si spegne e l’atteggia- tari (tutti pronti a riproporsi per gli ideali e nel modo di realizzarli.
mento si fa sofferente quando le nuove iniziative) che hanno con- La storia di cosa si è fatto, di ciò
considerazioni toccano lo stato tribuito più o meno direttamente che si sta facendo e dell’impegno
generale di questo paese: la situa- alla sua felice realizzazione ed ha su quanto si andrà a fare merita
zione è in forte regresso, ancora costituito inoltre un approccio una richiamo alla condivisione ed
peggiore rispetto al 1964 con una più approfondito ed utile per ca- una visione di prospettiva e que-
gravosa povertà diffusa, uno stato pire le modalità di attuazione del sto è quanto emerge dalle rifles-
di paura permanente, sioni che i consiglieri
lotta etnica radicalizzata nell’incontro di novem-
nella storia e mancanza bre hanno cercato di
di beni di prima neces- mettere a fuoco,con tut-
sità alimentari innanzi te le difficoltà immagi-
tutto. nabili legate ai tanti ste-
Qui nasce la spinta,il "bi- reotipi che la società
sogna fare qualcosa" che moderna propone ed al-
si traduce nella proposi- la instabilità dei paesi
zione delle adozioni a di- più bisognosi di aiuto
stanza. verso i quali è sempre
Il progetto adozioni vie- stata rivolta l’attenzione
ne affinato in aprile e fi- dell’associazione.
nalizzato al recupero de- Il pieghevole distribuito
gli orfani tramite le fa- a fine dicembre è una
miglie indigene. L’idea piccola finestra della no-
appare valida perché so- stra realtà missionaria,
stenere la famiglia che può diventare una fine-
accetta di accogliere stra più grande se non
uno o più orfani contri- addirittura una porta e,
buisce a ricreare il tes- come nella miglior tradi-
suto sociale che sta alla zione cristiana ci sarà
base di ogni convivenza sempre qualcuno che in-
civile e ci conforta ora la vita ad entrarci nel ri-
sintonia con il pensiero spetto della libertà di
del papa quando recen- ognuno.
temente ha sensibilizza- Il Consiglio Direttivo

MUSEKE - 6
Per ora, settanta adesioni
S
ul volto dei bimbi burundesi Le offerte del progetto intanto conti- derli felici! Per noi,abituati al superfluo
deve ritornare e rimanervi il nuano,per portare il sorriso a Prosper, che ci rende incontentabili e insoddi-
sorriso: questo il desiderio del Chantal, Innocent... sfatti, è faticoso calarsi nella loro realtà
Gruppo Museke che propone il Pro- Quanti nomi! Quanti volti! A ciascuna di miseria e avere la consapevolezza
getto Nderanseke di adozione di una delle famiglie adottanti verrà, nei limiti che il “poco”per noi è “tanto”per loro.
famiglia. del possibile,inviata una fotografia:i ra- Coraggio, dunque, proseguiamo in
Il progetto ora ha preso il via. Più di gazzi, per l’occasione, si sono “agghin- questa gara di generosità.
una settantina di adesioni giunte da dati”e messi in posa.Basta poco per ve- Amalia Gennari
vicino e da lontano hanno gettato un
ponte nel cuore dell’Africa per cono-
scere, sostenere e donare conforto.
Ognuna di queste famiglie italiane sarà
dunque di aiuto ad uno degli orfani,
degli abbandonati, dei disperati che
sono sempre in crescendo.
Certamente l’individuazione della fa-
miglia burundese disponibile all’acco-
glienza è difficile, perché la guerra ha
causato lo sfaldamento di tantissimi nu-
clei famigliari, ha provocato la perdita
di vite umane disseminando ovunque
vedove in condizioni precarie. Questo
compito è affidato a delle suore del luo-
go che conoscono la situazione e cer-
cando di alleviare sofferenze e soddi-
sfare le necessità più urgenti, cercano
con impegno,ma non senza problemi,
chi può essere in grado di prendersi ca- Sono bambini che, grazie alla vostra sensibilità,
rico di un nuovo bambino. sono stati adottati da alcune famiglie burundesi

MUSEKE - 7
continua da pag. 1 gnata all’assurdo e alla disperazione, tidiano come l’unica cosa seria, di
ma è custodita nelle mani paterne di non fuggire dalla durezza della vita,
vicenda ciò che ormai è a tutti di- Dio. Il Risorto è dentro ogni vicenda perché lui è ormai il definitivamente
sponibile nella sua umanità risorta: personale e sociale per condurla al presente negli spazi opachi dell’esi-
un futuro definitivo di vita e di pace. suo compimento, alla propria “Risur- stenza per farli rifiorire grazie alla for-
La Pasqua, come fatto relazionale, di- rezione”. za del suo Spirito.
ce ormai che nella forma dell’uma- La risurrezione di Gesù è un invito Don Roberto
nità risorta di Gesù, Dio Padre è per forte a non eludere il nostro impegno
sempre e per tutti disponibile.Di con- di rendere la vita personale e sociale BUONA PASQUA
seguenza la vita umana non è conse- più umana,di affrontare il nostro quo- PASIKA NZIZA

B
Un incontro di pace u Una giornata
a Bukavu per ricordare
Alla fine del febbraio scorso si è tenuto a Bukavu il o
Simposio internazionale per la pace in Africa (in sigla
n i Missionari martiri
SIPA). Circa 300 gli italiani che vi hanno partecipato. Nel suo calendario la Chiesa cristiana ha fissato la
Ma è soprattuttto, la gente di Bukavu e di Butembo,
nonostante l’immane tragedia di due milioni di mor-
a data del 24 marzo come giornata di ricordo e ce-
ti nella guerra contro Mobutu e di 1.700.000 nella se- lebrazione dei suoi martiri. Scrive il papa:“Nel no-
conda contro Kabila, (da parte di Uganda, Ruanda e stro secolo sono tornati i martiri, spesso scono-
Burundi, sostenuti da inglesi e americani), ossia con-
tro il governo di Kinshasa e i suoi alleati (Angola, Zim-
P sciuti, quasi militi ignoti della grande causa di Dio.
babwe, Namibia e Ciad), ha saputo costruire una re-
sistenza nonviolenta, in forme originali, unendo le for-
a Il martire è il più genuino testimone della verità
dell’esistenza.
ze tra “società civile” (associazioni, movimenti e orga- s Egli sa di avere trovato nell’incontro con Gesù Cri-
nismi coordinati), la Chiesa di Cristo in Congo (ECC o
unione delle Chiese Protestanti) e la Chiesa Cattolica q sto il significato della sua vita e niente e nessuno
potrà mai strappargli questa certezza. Né la soffe-
in collaborazione stretta. Basti dire che l’idea e il pro-
gramma dell’iniziativa è stato costruito e attuato da u renza, né la morte violenta potranno mai farlo re-
cedere dall’adesione alla verità che ha scoperto
loro, con una avvedutezza e tenacia meravigliose. I
gruppi italiani promotori (Chiama l’Africa, Beati i co- a nell’incontro con Cristo.”
struttori di Pace e l’Operazione Colomba dell’associa-
La missione e il martirio nascono dalla certezza
zione Papa Giovanni XXIII) hanno corrisposto, rac-
cogliendo l’invito per rompere il silenzio internazio-
• che Lui, è la verità e la vita.
nale su tale dramma. E’in questo quadro che prende risvolto e signifi-
Bene ha fatto don Albino Bizzotto, presidente dei “Bea-
ti”, a “chiedere perdono, a nome degli europei e degli
P cato la Giornata dei Martiri. Ricordare i martiri,
celebrare il loro sacrificio,significa riscoprire la fe-
occidentali in genere, di tutti i misfatti da noi compiuti
nei loro riguardi”; e questi misfatti continuano, dovu-
a de, ricevere una nuova spinta per immetterci sul-
ti all’egemonia del potere economico, grazie al quale i
diamanti e gli altri preziosi estratti dalle miniere han-
s la strada che porta a far risplendere la verità piena
di Cristo, al di sopra di ogni incomprensione e di-
no più valore – si è detto nel simposio – delle persone i visione.
e delle popolazioni locali. Ci sono, evidentemente, an-
che responsabilità degli stessi africani; ma senza nul- k Nell’ultimo 24 marzo noi abbiamo fatto memoria
soprattutto di suor Gina Simionato (55 anni, di cui
la togliere alla responsabilità preminente del sistema
economico perverso vigente a livello planetario. a 30 in Africa),una vita spezzata da una raffica di mi-
Ciò esige di puntare l’occhio su un altro punto nevral- tra, in Burundi, una Domenica mattina di ottobre
gico che sta all’origine del malessere mondiale: l’ina-
del 2000, mentre, con alcune consorelle, dal semi-
deguatezza dell’ONU, senza parlamento – quindi non
può fare la pur minima legge – e senza un vero e pro-
N nario di Gitega, stava recandosi a Gihiza per par-
prio governo.Occorre che tutto il mondo pacifista, ma
anche quello politico, culturale, sociale e religioso, met-
z tecipare alla messa nella chiesa che circa trent’an-
ni orsono Museke aveva contribuito a costruire.
ta al primo posto la “via istituzionale alla pace”, ossia
una vera autorità sovranazionale, in armonia con il
i Così pure il volontario laico consacrato Antonio
disposto dell’art. 11 della Costituzione italiana e con
l’insegnamento sociale della chiesa.
z Bargiggia, 43 anni, milanese, ucciso presso Kibim-
ba, a pochi chilometri a sud di Gitega.
a
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MUSEKE - 8