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Centro Diocesano Vocazioni

Patti (me)

Cercate
il Suo
volto

Riflessioni sul Vangelo del giorno


per i Tempi di Avvento e Natale
(Anno B)
Centro Diocesano Vocazioni
Patti (Me)

Cercate
il Suo volto Sal 26,8

Riflessioni sul Vangelo del giorno


per i Tempi di Avvento e Natale
(Anno B)
Il volumetto stato curato da don Dino Lanza e dallequipe del
Centro Diocesano Vocazioni della Diocesi di Patti (Me).
I testi delle riflessioni sono stati preparati da:
dal 27 novembre al 2 dicembre da don Michele Giordano,
parroco della parrocchia Santa Lucia in Mistretta (ME).
Per il tempo di Avvento:
Settimane I II da don Adriano Agnello, sacerdote studente,
originario di San Giorgio di Gioiosa Marea (ME);
Domenica 17 dicembre dalla prof.ssa Maria Porracciolo, della co-
munit parrocchiale Santa Lucia in Mistretta (ME);
dal 18 al 22 dicembre da Giuseppe Cuticone, medico originario
della comunit parrocchiale Mara SS. Assunta di CastellUmberto (ME);
dal 23 al 24 dicembre da don Enzo Smriglio, parroco della Cat-
tedrale San Bartolomeo in Patti.
Per il tempo di Natale da don Giuseppe Agnello, cappellano
dellospedale di SantAgata Militello.

Foto di copertina: Startrail, di Carmelo Algeri della comunit parroc-


chiale Santa Febronia in Patti, scattata dalla masseria Susafa di Polizzi
Generosa (PA) nelle notti tra il 26 e 27 Maggio 2017.

2017/2018 - Centro Diocesano Vocazioni


Seminario Vescovile di Patti
Piazza Cattedrale - 98066 Patti (ME)
Tel. 0941.21047
cdv@diocesipatti.it

Per chi desidera inviare una offerta


CCP 11119989 OVS
IBAN IT90 D076 0116 5000 0001 1119 989

possibile scaricare i file Word e PDF dal sito www.qumran2.net


inserendo il titolo del sussidio
Presentazione
del Vescovo

on gioia presento alla Comunit diocesana il Fasci-


C colo di meditazione sul Vangelo che ascolteremo nel
Tempo liturgico di Avvento e Natale che ha come titolo
Cercate il suo volto. Il sussidio di meditazione curato
dal Centro Diocesano per le Vocazioni con la collabora-
zione di presbiteri e di fedeli laici che ringrazio di cuore
per il loro prezioso contributo.
Il tema scelto riporta la frase del Salmo 26,8: Cerca-
te il mio volto! Il Tuo volto Signore io cerco. Il Salmista
rivolge linvito a cercare il volto del Signore e in questa
ricerca ci accorgiamo che in verit non siamo noi a cer-
care Lui, ma il Suo sguardo previene la nostra ricerca
perch Lui che con il Suo volto ci attrae e cerca noi. Dio
viene incontro ad ogni uomo attraverso il volto umano di
Ges nel quale si rivela il Suo infinito amore. Egli guarda
luomo amandolo e, al tempo stesso, lo ama guardando-
lo attraverso il volto umanissimo di Ges. Il mistero del
Natale, infatti, la buona notizia di Dio che assume un
volto di uomo suscitando cos la risposta in chi attratto
dal Suo sguardo e si lascia trasformare dallincontro con
Lui. Dio ci ha guardati nelluomo Ges scrive Luigi DA-
yala Valva e noi a nostra volta possiamo guardare come
lui, assumere il suo sguardo come nostro. Poich si tratta
di uno sguardo umanissimo, buona notizia per tutti: per
chiunque voglia lasciarsi attirare e interrogare da quello
sguardo.
Auguro a quanti mediteranno con la lettura delle pa-
gine che seguono, di cercare sempre il volto luminoso del
Signore con lo sguardo del cuore perch possano rico-
noscere nei fratelli quel volto che cercano e desiderano
trovare.

Vi benedico di cuore.

Patti, 19 ottobre 2017

+ Guglielmo Giombanco, Vescovo


Non aver paura di sognare. Sogna!

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!


La catechesi di oggi ha per tema: educare alla speran-
za. E per questo io la rivolger direttamente, con il tu,
immaginando di parlare come educatore, come padre a un
giovane, o a qualsiasi persona aperta ad imparare.
Pensa, l dove Dio ti ha seminato, spera! Sempre spera.
Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico
da sottomettere non fuori di te: dentro. Pertanto, non
concedere spazio ai pensieri amari, oscuri. Questo mondo
il primo miracolo che Dio ha fatto, e Dio ha messo nelle
nostre mani la grazia di nuovi prodigi. Fede e speranza
procedono insieme. Credi allesistenza delle verit pi alte
e pi belle. Confida in Dio Creatore, nello Spirito Santo
che muove tutto verso il bene, nellabbraccio di Cristo
che attende ogni uomo alla fine della sua esistenza; credi,
Lui ti aspetta. Il mondo cammina grazie allo sguardo di tan-
ti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito
ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intor-
no a s sentivano parole di derisione.
Non pensare mai che la lotta che conduci quaggi sia
del tutto inutile. Alla fine dellesistenza non ci aspetta il
naufragio: in noi palpita un seme di assoluto. Dio non de-
lude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la
vuole stroncare con continue frustrazioni.Tutto nasce per
fiorire in uneterna primavera. Anche Dio ci ha fatto per
fiorire. Ricordo quel dialogo, quando la quercia ha chiesto
al mandorlo: Parlami di Dio. E il mandorlo fior.
Ovunque tu sia, costruisci! Se sei a terra, alzati! Non
rimanere mai caduto, alzati, lasciati aiutare per essere in
piedi. Se sei seduto, mettiti in cammino! Se la noia ti para-
lizza, scacciala con le opere di bene! Se ti senti vuoto o de-
moralizzato, chiedi che lo Spirito Santo possa nuovamente
riempire il tuo nulla.
Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la
voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste
voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli
altri, sono stati creati per vivere insieme. Nei contrasti,
pazienta: un giorno scoprirai che ognuno depositario di
un frammento di verit.
Ama le persone. Amale ad una ad una. Rispetta il cam-
mino di tutti, lineare o travagliato che sia, perch ognuno
ha la sua storia da raccontare. Anche ognuno di noi ha la
propria storia da raccontare. Ogni bambino che nasce la
promessa di una vita che ancora una volta si dimostra pi
forte della morte. Ogni amore che sorge una potenza di
trasformazione che anela alla felicit.
Ges ci ha consegnato una luce che brilla nelle tenebre:
difendila, proteggila. Quellunico lume la ricchezza pi
grande affidata alla tua vita.
E soprattutto, sogna! Non avere paura di sognare. So-
gna! Sogna un mondo che ancora non si vede, ma che di
certo arriver. La speranza ci porta a credere allesistenza
di una creazione che si estende fino al suo compimento
definitivo, quando Dio sar tutto in tutti. Gli uomini capaci
di immaginazione hanno regalato alluomo scoperte scien-
tifiche e tecnologiche. Hanno solcato gli oceani, hanno cal-

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cato terre che nessuno aveva calpestato mai. Gli uomini
che hanno coltivato speranze sono anche quelli che hanno
vinto la schiavit, e portato migliori condizioni di vita su
questa terra. Pensate a questi uomini.
Sii responsabile di questo mondo e della vita di ogni
uomo. Pensa che ogni ingiustizia contro un povero una
ferita aperta, e sminuisce la tua stessa dignit. La vita non
cessa con la tua esistenza, e in questo mondo verranno al-
tre generazioni che succederanno alla nostra, e tante altre
ancora. E ogni giorno domanda a Dio il dono del coraggio.
Ricordati che Ges ha vinto per noi la paura. Lui ha vinto
la paura! La nostra nemica pi infida non pu nulla contro
la fede. E quando ti troverai impaurito davanti a qualche
difficolt della vita, ricordati che tu non vivi solo per te
stesso. Nel Battesimo la tua vita gi stata immersa nel
mistero della Trinit e tu appartieni a Ges. E se un gior-
no ti prendesse lo spavento, o tu pensassi che il male
troppo grande per essere sfidato, pensa semplicemente
che Ges vive in te. Ed Lui che, attraverso di te, con la
sua mitezza vuole sottomettere tutti i nemici delluomo:
il peccato, lodio, il crimine, la violenza; tutti nostri nemici.
Abbi sempre il coraggio della verit, per ricordati: non
sei superiore a nessuno. Ricordati di questo: non sei supe-
riore a nessuno. Se tu fossi rimasto anche lultimo a cre-
dere nella verit, non rifuggire per questo dalla compagnia
degli uomini. Anche se tu vivessi nel silenzio di un eremo,
porta nel cuore le sofferenze di ogni creatura. Sei cristia-
no; e nella preghiera tutto riconsegni a Dio.
E coltiva ideali. Vivi per qualcosa che supera luomo. E
se un giorno questi ideali ti dovessero chiedere un conto
salato da pagare, non smettere mai di portarli nel tuo cuo-
re. La fedelt ottiene tutto.

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Se sbagli, rialzati: nulla pi umano che commettere
errori. E quegli stessi errori non devono diventare per te
una prigione. Non essere ingabbiato nei tuoi errori. Il Fi-
glio di Dio venuto non per i sani, ma per i malati: quindi
venuto anche per te. E se sbaglierai ancora in futuro, non
temere, rialzati! Sai perch? Perch Dio tuo amico.
Se ti colpisce lamarezza, credi fermamente in tutte le
persone che ancora operano per il bene: nella loro umilt
c il seme di un mondo nuovo. Frequenta le persone che
hanno custodito il cuore come quello di un bambino. Im-
para dalla meraviglia, coltiva lo stupore.
Vivi, ama, sogna, credi. E, con la grazia Dio, non dispe-
rare mai.

Papa Francesco
Udienza Generale, La Speranza cristiana - Educare alla speranza
Mercoled, 20 settembre 2017

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

Luned 27 novembre 2017


San Valeriano di Aquileia, vescovo
Liturgia della Parola
Dn 1,1-6.8-20; Sal Dn 3; Lc 21,1-4
La parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges, alzti gli occhi, vide i ricchi che get-
tavano le loro offerte nel tesoro del tempio.Vide anche una
vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: In
verit vi dico: questa vedova, cos povera, ha gettato pi di
tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte
del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato
tutto quello che aveva per vivere.
meditata
Ges, seduto nellatrio del tempio, osserva ci che av-
viene. Vede dei ricchi che portano i loro doni ed una
vedova che pu offrire solo due monetine. La donna
che fa la sua offerta era povera ed anche disprezzata. Nel
giudizio di Ges per ha dato pi dei ricchi. Il suo dono
piccolo, ma al tempo stesso grandissimo. Ha dato tutto
ci che possedeva. Essa affida a Dio la propria vita sen-
za angustie e preoccupazioni. Appartiene al numero dei
poveri che Ges chiama beati. La chiesa la comunit
dei poveri, dei piccoli e dei disprezzati, che sono grandi
davanti a Dio, perch con umilt e semplicit donano
tutto ci che hanno e pongono la loro fiducia in Dio.
pregata
Come spesso lapparenza inganna! Dammi il tuo oc-
chio, Signore Ges, perch io non guardi tanto al suc-
cesso esteriore ma alla generosit del cuore. Amen.
mi impegna
Secondo quale criterio giudico le situazioni: in base
alla quantit o alla generosit del cuore?

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario
Mi rendo conto che la comunit si costruisce se d
tutto me stesso?

Marted 28 novembre 2017


San Sostene, discepolo di Paolo
Liturgia della Parola
Dn 2,31-45; Sal Dn 3; Lc 21,5-11
La parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che
era ornato di belle pietre e di doni votivi, Ges disse:
Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sar
lasciata pietra su pietra che non sar distrutta.Gli do-
mandarono: Maestro, quando dunque accadranno que-
ste cose e quale sar il segno, quando esse staranno per
accadere?. Rispose: Badate di non lasciarvi ingannare.
Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: Sono io,
e: Il tempo vicino. Non andate dietro a loro! Quando
sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, per-
ch prima devono avvenire queste cose, ma non subito
la fine. Poi diceva loro: Si sollever nazione contro na-
zione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi
terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti ter-
rificanti e segni grandiosi dal cielo.
meditata
Il tempio di Gerusalemme una delle sette meravi-
glie del mondo. Mentre alcuni compiaciuti ammirano
i marmi splendenti ed i magnifici doni votivi, Ges
ne annuncia la fine. I discepoli rivolgono a Ges la

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

domanda sul tempo in cui accadr tutto ci e sui se-


gni che annunciano la fine. Quando Luca scrive il suo
Vangelo la distruzione di Gerusalemme gi avvenuta
e si sono manifestati segni misteriosi quali terremoti,
pestilenze, carestie e spaventose apparizioni nel cielo,
che Ges aveva preannunciato. Cos levangelista al-
larga lobiettivo sulla fine del mondo, preoccupandosi
di avvertire i discepoli di non lasciarsi ingannare da
tanti che si presentano ingiustamente nel suo nome
e dallindicare guerre e rivoluzioni come segno immi-
nente della fine. La venuta del Figlio delluomo alla
fine dei tempi presenter da se stessa i segni. Quello
che importa al discepolo restare fedele in questo
tempo di attesa a Ges che gi presente, ma che
torner come giudice.
pregata
Tutto passa, o Signore, tutto destinato a finire. Solo
la tua parola non passa, perch Tu sei. Fa che possa
costruire sulla tua parola la mia vita per partecipare
alla tua gloria. Amen.
mi impegna
In mezzo a forme di disorientamento religioso, so an-
corare la mia fede nella parola di Cristo?
Leggo gli avvenimenti umani anche dolorosi nella
luce di Dio che conduce la storia ad un approdo di
salvezza?

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario
Mercoled 29 novembre 2017
San Fedele di Merida, vescovo
Liturgia della Parola
Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28; Sal Dn 3; Lc 21,12-19
La parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli:Metteranno
le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle
sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e go-
vernatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione
di dare testimonianza.Mettetevi dunque in mente di non
preparare prima la vostra difesa; io vi dar parola e sapien-
za, cosicch tutti i vostri avversari non potranno resistere
n controbattere.Sarete traditi perfino dai genitori, dai fra-
telli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi;
sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno
un capello del vostro capo andr perduto.Con la vostra
perseveranza salverete la vostra vita.
meditata
Il tempo che intercorre tra la prima e la seconda venuta di
Ges il tempo della testimonianza. I discepoli di Ges
saranno perseguitati dalle autorit giudaiche e pagane a
causa del nome di Ges. Attraverso la persecuzione ven-
gono aperte le porte che danno occasione di testimoniare
Cristo. In questo tempo i discepoli devono ricordare che
non dovranno avere alcuna preoccupazione di ci che
dovranno dire a loro difesa nei tribunali. Cristo stesso dar
loro parola e sapienza che i loro avversari non potranno
controbattere. Non saranno i discepoli ad essere ridotti al
silenzio, ma i loro avversari che dovranno ammutolire. Sa-
ranno persino i familiari a perseguitare i discepoli di Ges.
Essi sanno per che nessuno potr fare loro del male. Si
salveranno se saranno perseveranti sino alla fine.

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

pregata
In questo tempo di attesa della tua venuta donaci, o Signo-
re Ges, la forza di testimoniarti sempre. Sii tu la nostra
forza di fronte ai tribunali degli uomini. Donaci parole di
coraggio perch ti restiamo fedeli discepoli in questa vita e
meritiamo la corona della gloria. Amen.
mi impegna
Nelle difficolt che incontro per professare la mia fede
mi rendo conto che devo essere testimone di Cristo?
Mi fido di Cristo quando devo testimoniare?

Gioved 30 novembre 2017


SantAndrea, Apostolo
Festa
Liturgia della Parola
Rm 10,9-18; Sal 18; Mt 4,18-22
La parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea,
Ges vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo
fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
E disse loro: Venite dietro a me, vi far pescatori di uomini.
Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.Andando oltre,
vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedo, e Giovanni
suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedo loro padre,
riparavano le loro reti, e li chiam. Ed essi subito lasciarono la
barca e il loro padre e lo seguirono.
meditata
Nella festa di S. Andrea Apostolo la chiesa ci fa medi-
tare il brano della chiamata dei primi quattro apostoli.

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario
Ges allinizio della sua missione e attraversa le rive
del lago di Genezaret. Incontra Pietro e Andrea e dice
loro: Seguitemi e vi far pescatori di uomini. Il Figlio
delluomo li vuole dietro a s. Essi devono restare quel
che sono: pescatori, ma non pi pescatori di pesci, per
trarre dallacqua il sostentamento quotidiano delle loro
famiglie, ma pescatori di uomini. I due seguono alli-
stante la chiamata, abbandonano famiglia e lavoro per
seguire Ges. Egli va avanti ed essi vanno dietro a lui,
egli il Maestro, essi i discepoli. Lo stesso avviene con
i figli di Zebedeo. Andrea port a termine la chiamata,
crocifisso a Patrasso, secondo la tradizione.
pregata
Dio onnipotente, esaudisci la nostra preghiera nella
festa dellapostolo santAndrea; egli che fu annunzia-
tore del Vangelo e pastore della tua Chiesa, sia sempre
nostro intercessore nel cielo. Amen.
mi impegna
Sento che Ges rivolge anche a me il suo invito a
seguirlo?
Come rispondo alla chiamata di Ges?

Venerd 1 dicembre 2017


SantAlbano, re dUngheria
Liturgia della Parola
Dn 7,2-14; Sal Dn 3; Lc 21,29-33
La parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli una parabo-
la:Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

gi germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai


lestate vicina. Cos anche voi: quando vedrete accade-
re queste cose, sappiate che il regno di Dio vicino.In
verit io vi dico: non passer questa generazione prima
che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie
parole non passeranno.
meditata
Come per il fico e gli altri alberi, quando cominciano a
germogliare si dice che vicina lestate, cos sar per la
venuta del Figlio delluomo. Essa porta con s i segni
premonitori del suo arrivo. Chi afferma questo prima del
tempo un ingannatore. Luca nel suo vangelo tradisce
una concezione propria dei primi cristiani che ritene-
vano imminente la venuta di Ges. Quello che pi
notevole laffermazione: Il cielo e la terra passeranno,
le mie parole non passeranno. La pazienza e la costanza
sono dure quando non si vede la fine dellattesa. Con-
tro ogni apparenza che genera la sfiducia sta la certezza
delle parole con cui Ges ha espresso questa promessa.
Luniverso, che sembra durare sempre, passer; le parole
di Ges non perderanno mai il loro valore.
pregata
Nella tua parola tu stabilisci gi il tuo regno nel cuore
delluomo. Concedimi, o Signore Ges, non la smania
della fine, ma il desiderio di restare in comunione con
te. Amen.
mi impegna
Nel mio impegno nel mondo guardo sempre alla meta del
mio cammino: lincontro con Ges? Faccio in modo che le
mie scelte di vita siano ispirate sempre alla parola di Dio?

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario
Sabato 2 dicembre 2017
Santa Viviana, martire
Liturgia della Parola
Dn 7,15-27; Sal 94; Lc 21,34-36
La parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli:State attenti
a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in
dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel
giorno non vi piombi addosso allimprovviso; come un
laccio infatti esso si abbatter sopra tutti coloro che abi-
tano sulla faccia di tutta la terra.Vegliate in ogni momen-
to pregando, perch abbiate la forza di sfuggire a tutto
ci che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio
delluomo.
meditata
Il Figlio delluomo verr, anche se lattesa si pro-
lunga e la sua venuta sembra tardare. Bisogna stare
attenti per non impigliarsi nel laccio come un uc-
cello disattento e troppo sicuro di s. Bisogna evi-
tare crapule ed ebbrezze che ottundono il cuore.
Le sollecitudini della vita presente non ci devono
distrarre dalla vita eterna. Bisogna essere vigilanti.
Il discepolo che tiene presenti quei decisivi avveni-
menti finali, non si lascer prendere dalla stanchezza
e dal sonno. Il vegliare unito al pregare. Chi prega
veglia per Dio; e chi sta religiosamente sveglio pre-
ga. Nel celebrare le vigilie del rito sacro cristiano si
attua la vigilanza cristiana, a somiglianza di quanto
fece lo stesso Ges nel celebrare la notte pasquale.
Mediante la vigilanza e la preghiera riusciremo a sot-
trarci al giudizio finale quando compariremo davanti
al Giudice divino.

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XXXIV Settimana del Tempo Ordinario

pregata
Veglia chi ama. Dacci lamore per te, Signore Ges,
che ci faccia essere attenti al tuo passaggio e ci prepari
allincontro con te. La preghiera ci sostenga nel nostro
cammino per non farci perdere di vista la meta: il tuo
regno. Amen.
mi impegna
Sono vigilante per non farmi appesantire dalle preoc-
cupazioni della vita?
Prego per tenere il mio sguardo fisso al compimento
del regno di Dio?

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Tempo di Avvento
(Anno B)
I Settimana di Avvento
I Settimna di Avvento

I Domenica, 3 dicembre 2017


San Francesco Saverio, sacerdote,
Patrono delle Missioni
Liturgia della Parola
Is 63,16c-17.19c; 64,1-7; Sal 79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli:Fate atten-
zione, vegliate, perch non sapete quando il momen-
to. come un uomo che partito dopo aver lasciato la
propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il
suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.Vegliate
dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritor-
ner, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al
mattino; fate in modo che, giungendo allimprovviso, non
vi trovi addormentati.Quello che dico a voi, lo dico a tutti:
vegliate!.
meditata
La vita di ogni uomo attesa di un compimento e
la vita del cristiano non solo attesa vaga ma attesa
di un volto: attesa di Ges. Per noi quel bisogno di
essere salvati, amati, abbracciati nonostante tutti i no-
stri limiti ha assunto dei tratti specifici: non siamo in
attesa di chiss cosa, ma attendiamo Colui che gi ci
venuto incontro e che continua a venirci incontro.
Non attesa di un assente, ma della persona amata.
Per questo non ci pesa attenderLo: noi ad-tendiamo,
tendiamo a Lui perch siamo fatti per trovare Lui, per
incontrarLo. Senza attenderLo, per, rischiamo di non
riconoscerLo quando sar presso di noi, e per tale
ragione il Signore ci invita alla vigilanza: siete fatti
per trovare me! Vivete allora ogni istante della vostra
vita col desiderio di trovarmi, di vedermi, di vivermi,

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I Settimna di Avvento
affinch io, quando verr, sia da voi riconosciuto e
accolto!.
pregata
Ci hai fatti per te, Signore,
e il nostro cuore non ha posa
finch non riposa in te.
Che io ti cerchi, Signore, invocandoti
e ti invochi cercandoti,
perch il tuo annunzio ci giunto. Amen. S. Agostino
mi impegna
Ripeto spesso, durante la giornata: vieni, Signore Ges.

Luned, 4 dicembre 2017


Santa Barbara, vergine e martire
Liturgia della Parola
Is 2,1-5; Sal 121; Mt 8,5-11
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, entrato Ges in Cafrnao, gli venne incontro
un centurione che lo scongiurava e diceva: Signore, il mio
servo in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente. Gli
disse: Verr e lo guarir. Ma il centurione rispose: Signo-
re, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di'
soltanto una parola e il mio servo sar guarito. Pur essendo
anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a
uno: Va'!, ed egli va; e a un altro: Vieni!, ed egli viene;
e al mio servo: Fa' questo!, ed egli lo fa. Ascoltandolo,
Ges si meravigli e disse a quelli che lo seguivano: In veri-
t io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede

23
I Settimna di Avvento

cos grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e


dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e
Giacobbe nel regno dei cieli.
meditata
La salvezza il destino per il quale siamo stati fatti.
Dio ci ha creati affinch noi potessimo incontrare la
Sua presenza nel mondo e sperimentare che lultima
parola sulla nostra vita non il fallimento in cui spes-
so incorriamo, ma la salvezza che Egli ci dona istan-
te dopo istante. La fede strappa dalle mani di Dio la
salvezza che egli vuole concederci: basta riconoscerlo
davvero, come fa il centurione; basta credere davvero
che tutta la vita nelle mani di Dio e che nulla a Lui
impossibile, perch la sua salvezza ci raggiunga. La
fede ci fa mettere in sintonia profonda con il cuore di
Dio e ci fa desiderare quella salvezza autentica, quella
liberazione dal nostro male e quella capacit di amore
che coincide col disegno di Dio sul mondo.
Che tenerezza la cura di questuomo per il suo servo!
Un superiore si preoccupa di un servo, di uno che
agli occhi della societ non aveva valore n dignit.
Questo centurione uno che sa vedere: vede il dram-
ma del suo servo e se ne prende cura, e vede Ges
nel quale ogni dramma risolto e si rende presente
la salvezza, perch in Lui Dio stesso che si ren-
de presente nel mondo e opera. Questo centurione
maestro nella fede: sa di cosa il mondo e gli uomini
hanno bisogno e sa dove trovare la risposta. Questo
centurione provocazione per tutti noi: siamo capaci
di vedere tutto con questa capacit di fede?
pregata
Donami, Signore, degli occhi come quelli del centurio-
ne, che siano capaci di vedere col cuore e con la fede,
affinch io sappia mettermi per primo alla ricerca di

24
I Settimna di Avvento
Ges e diventare erede della salvezza per me e per i
miei fratelli. Amen.
mi impegna
Cerco, come il centurione, di prendermi cura di una
persona in difficolt, anche pregando per lei in manie-
ra insistente e scomodandomi per ottenere la grazia.

Marted, 5 dicembre 2017


Beati Girolamo De Angelis, sacerdote, e Simone Jempo, martiri
Liturgia della Parola
Is 11,1-9; Sal 71; Lc 10,21-24
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges esult di gioia nello Spirito Santo e
disse: Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della
terra, perch hai nascosto queste cose ai sapienti e ai
dotti e le hai rivelate ai piccoli. S, o Padre, perch cos hai
deciso nella tua benevolenza. Tutto stato dato a me dal
Padre mio e nessuno sa chi il Figlio se non il Padre, n
chi il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorr
rivelarlo. E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: Beati
gli occhi che vedono ci che voi vedete. Io vi dico che
molti profeti e re hanno voluto vedere ci che voi guarda-
te, ma non lo videro, e ascoltare ci che voi ascoltate, ma
non lo ascoltarono.
meditata
Beati! Il Signore chiama i suoi discepoli beati. Noi di-
ciamo: Beato lui! quando sentiamo che uno vive una
situazione comoda, che ha risolto i suoi problemi, che

25
I Settimna di Avvento

ha ottenuto quello che voleva. Beato lui! Ma Ges


non dice beati in questo modo: beati sono gli occhi
che vedono e le orecchie che ascoltano il grande mi-
stero che era nascosto nei secoli e che oggi si reso
presente. Beati non sono quelli che finalmente non
hanno bisogno di nulla di altro nella vita per vivere
bene, quelli che hanno trovato tutto e non sanno pi
cosa desiderare (i sapienti e i dotti che sanno gi tut-
to e che sono contenti di contemplare se stessi), ma
quelli ai cui occhi si mostrata lunica cosa per cui
vale la pena vivere! Il fine della vita non la conqui-
sta di unatarassia dove non ci agita pi niente (que-
sto assomiglia molto a una morte interiore!); vivere
lavventura della scoperta che il mondo ha una attesa
fin dalleternit, che profeti e re hanno voluto trovare
la risposta a questa attesa, e che tutti gli uomini han-
no questa attesa; la vita lavventura della scoperta e
dellincontro con questo Tu che non appiattisce la vita
fino a farla diventare una beatitudine da ventre pieno,
ma che permette di fare diventare la vita una vitalit
intensa che finalmente ha senso e che vale la pena
vivere. Beati noi quando viviamo questa vita nuova!
pregata
Tu non mi hai chiesto di diventare grande, di con-
quistare il mondo, di convincere i sapienti; mi hai
chiesto di essere semplice, umile di cuore, povero di
spirito, piccolo, e non perch la nostra una morale
da schiavi, ma perch solo labisso del nostro niente
attira labisso della Tua pienezza. Non hai preteso da
me linfinito perch lInfinito sei tu! Hai voluto che io
fossi piccolo affinch tu, donandoti a me, mi rendes-
si infinito. Rendimi sempre piccolo, Signore, perch io
sappia gioire della pienezza di vita che solo Tu mi sai
fare sperimentare. Amen.

26
I Settimna di Avvento
mi impegna
Se non sono impedito a farlo, vado a Messa.

Mercoled, 6 dicembre 2017


San Nicola, vescovo
Liturgia della Parola
Is 25,6-10a; Sal 22; Mt 15,29-37
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges, giunse presso il mare di Galilea e, sa-
lito sul monte, l si ferm. Attorno a lui si radun molta folla,
recando con s zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati;
li deposero ai suoi piedi, ed egli li guar, tanto che la folla era
piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi
guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedeva-
no. E lodava il Dio d'Israele. Allora Ges chiam a s i suoi
discepoli e disse: Sento compassione per la folla. Ormai
da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non
voglio rimandarli digiuni, perch non vengano meno lungo il
cammino. E i discepoli gli dissero: Come possiamo trovare
in un deserto tanti pani da sfamare una folla cos grande?.
Ges domand loro: Quanti pani avete?. Dissero: Sette,
e pochi pesciolini. Dopo aver ordinato alla folla di sedersi
per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezz e
li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono
a saziet. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.
meditata
Ges un uomo che conquista la gente con la sua
semplice presenza carica di compassione. Egli sale sul

27
I Settimna di Avvento

monte e vanno a lui molte persone portando bisogno-


si di ogni tipo. Ges guarisce tutti. E la sua compas-
sione non si limita alla guarigione (che gi non poca
cosa): si preoccupa che la folla mangi perch sa che
gli stanno dietro da tre giorni e non vuole correre il
rischio che qualcuno svenga per strada mentre torna a
casa. Lattenzione di Ges conquista il cuore: attenzio-
ne ai bisogni pi semplici e pi veri. Chi questuo-
mo? Guarisce, moltiplica pani e pesci per tutti. Chi
questuomo? colui che ha portato nel mondo la
tenerezza di Dio per luomo, in particolare per luo-
mo bisognoso. Non si rivolge a coloro che non sanno
che farsene di Dio, ma a quelli che hanno bisogno
del pane e della salute, cio dellessenziale. Ges ci
mostra che il cuore di Dio tenerezza, passione per
luomo, ma al tempo stesso desiderio di essere voluto
da noi, affinch possa compiere lopera della salvezza
nella nostra vita e rendersi essenziale per noi.
pregata
O Dio, tu sei il mio Dio, allaurora ti cerco;
di Te ha sete lanima mia.
A Te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senzacqua.
Cos nel santuario ti ho cercato
per contemplare la tua potenza e la tua gloria:
poich la tua grazia vale pi della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Cos ti benedir finch io viva,
nel tuo nome alzer le mie mani;
mi sazier come a lauto convito
e con voci di gioia ti loder la mia bocca. Amen. dal Salmo 62
mi impegna
Come Ges, condivido il bisogno di qualcuno che
non ha lessenziale per vivere.

28
I Settimna di Avvento
Gioved, 7 dicembre 2017
SantAmbrogio, vescovo e dottore della Chiesa
1 gioved del mese: preghiera per le vocazioni
Liturgia della Parola
Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Non chiun-
que mi dice: Signore, Signore, entrer nel regno dei cie-
li, ma colui che fa la volont del Padre mio che nei cieli.
Perci chiunque ascolta queste mie parole e le mette in
pratica, sar simile a un uomo saggio, che ha costruito la
sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiu-
mi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma
essa non cadde, perch era fondata sulla roccia. Chiun-
que ascolta queste mie parole e non le mette in pratica,
sar simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa
sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, sof-
fiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa
cadde e la sua rovina fu grande.
meditata
Noi corriamo sempre il rischio di essere persone che
dicono Signore, Signore senza che questo diventi la
nostra vita. Ges qui non ci dice che non dobbiamo
rivolgerci a Lui, che non dobbiamo pregarLo, che non
dobbiamo confidare in Lui. Ci dice, piuttosto, che la
nostra stessa vita deve diventare domanda di Lui, che
noi dobbiamo diventare domanda di Lui. Non sempli-
cemente con le parole, ma con tutto ci che siamo. La
casa limmagine della vita: se noi facciamo diventare
la nostra vita un essere sempre poggiati su di Lui, un
vivere di Lui, per Lui, in Lui, allora non ci dovremo
preoccupare per le calamit naturali che si abbatte-

29
I Settimna di Avvento

ranno su di noi (e ci saranno! Ges non dice che non


ci saranno!), perch la nostra vita regger. Chi non fa
diventare vita della propria vita lessere di Cristo, co-
lui per cui Cristo resta sempre estraneo, cio relegato
al mondo della Chiesa, alla dimensione spirituale che
non tocca il quotidiano, allAldil o alle pure opere
buone che non nascono da una sovrabbondanza di
Cristo in s, in realt costruisce la propria vita su fon-
damenti fragili, su opere proprie, perch sono fonda-
menti in cui Cristo non presente: viene evocato, ma
non presente.
pregata
Fa, o Signore, che io non sia una persona di pratiche
religione ma una persona religiosa; non una persona
a cui basta fare del bene, ma una che non pu vive-
re senza essere buona; non una persona che cerca la
propria volont, ma che fa diventare sua la Tua vo-
lont. Amen.
mi impegna
Medito, lentamente e con pazienza, la preghiera del
Padre Nostro.

Venerd, 8 dicembre 2017


Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
Solennit
Liturgia della Parola
Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38
La Parola del Signore
ascoltata
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una
citt della Galilea, chiamata Nzaret, a una vergine, pro-

30
I Settimna di Avvento
messa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei,
disse: Rallgrati, piena di grazia: il Signore con te. A
queste parole ella fu molto turbata e si domandava che
senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse:
Non temere, Maria, perch hai trovato grazia presso Dio.
Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chia-
merai Ges. Sar grande e verr chiamato Figlio dell'Al-
tissimo; il Signore Dio gli dar il trono di Davide suo padre
e regner per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo re-
gno non avr fine. Allora Maria disse all'angelo: Come
avverr questo, poich non conosco uomo?. Le rispose
l'angelo: Lo Spirito Santo scender su di te e la potenza
dell'Altissimo ti coprir con la sua ombra. Perci colui che
nascer sar santo e sar chiamato Figlio di Dio. Ed ecco,
Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito
anch'essa un figlio e questo il sesto mese per lei, che era
detta sterile: nulla impossibile a Dio. Allora Maria disse:
Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua
parola. E l'angelo si allontan da lei.
meditata
La storia dellumanit inizia con un atto di Dio che si
rivolge alluomo e continua attraverso la compagnia di
questo Dio nel mondo degli uomini. Tutto stato fatto
perch gli uomini siano felici, ma questa felicit per
luomo sembra irraggiungibile: non arriva mai. Dio
guida il popolo, Dio si fa garante: Dio promette. Noi
uomini contemporanei siamo scaltri e non ci fidiamo
pi delle promesse a buon mercato: siamo diventati
esperti e sappiamo bene che la felicit, se c, lon-
tana da noi. Ma Dio entra nella storia per sconvolgere
le nostre certezze deluse e promette che la felicit non
sar solo possibile, ma reale. Egli, che la felicit, si

31
I Settimna di Avvento

far uomo, sar compagno di vita degli uomini. Quali


sono le condizioni affinch questa promessa si attui?
Solo due: la fiducia in Lui e la povert del cuore. A chi
povero il Signore si dona in abbondanza, perch sa
ascoltare la Parola e la sa accogliere; a chi sa fidarsi,
il Signore rivela la Sua promessa portandola a com-
pimento. Ecco Maria: la povera di spirito, concepita
senza peccato originale, tutta protesa al compimento
delle promesse del Signore: avvenga per me secondo
la tua parola.
pregata
O Dio, che nellImmacolata Concezione della Vergi-
ne hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio,
concedi anche a noi, per sua intercessione, di vivere
e venire incontro a Te in santit e purezza di spirito.
Amen.
mi impegna
Recito il Santo Rosario, chiedendo la grazia della po-
vert del cuore.

Sabato, 9 dicembre 2017


San Juan Diego Cuauhtlatoazin, veggente di Guadalupe
Liturgia della Parola
Is 30,19-21.23-26; Sal 146; Mt 9,35-10,1.5-8
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges percorreva tutte le citt e i villaggi, in-
segnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del
Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermit. Vedendo
le folle, ne sent compassione, perch erano stanche e sfi-

32
I Settimna di Avvento
nite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai
suoi discepoli: La messe abbondante, ma sono pochi
gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perch
mandi operai nella sua messe!. Chiamati a s i suoi dodici
discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli
e guarire ogni malattia e ogni infermit. E li invi ordinando
loro: Rivolgetevi alle pecore perdute della casa dIsraele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli
vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i
lebbrosi, scacciate i demni. Gratuitamente avete ricevuto,
gratuitamente date.
meditata
La gratuit il modo in cui Dio vive il rapporto con
luomo: non d perch si aspetta il contraccambio, ma
si d perch ama. Gratuitamente ha dato quello che
, gratuitamente si dato Lui stesso a noi, si fatto
conoscere da noi e ci invita a essere come Lui: a dare
gratuitamente. Cosa dobbiamo dare? Siamo invitati dal
Signore a portare a tutti il Regno dei cieli. Il Regno dei
cieli inizia in noi quando noi ci lasciamo abitare dalla
Sua presenza. Quando nel Padre nostro diciamo ven-
ga il tuo Regno, non diciamo che deve arrivare un
regno come gli altri che noi conosciamo ma in cui ci sia
Dio come re, bens che il mondo diventi il luogo in cui
Dio regni, e Dio per regna solo nelle persone: ven-
ga il tuo Regno significa venga il tuo Regno in me.
Il Regno dei cieli ci chiede di iniziare a far diventare
ogni aspetto della nostra vita una presenza del Regno,
un luogo in cui tutti vedano che Dio presente. Tutto
possibile a Dio, perfino i miracoli pi grandi di cui
Ges parla nel Vangelo. Sta a noi di essere il terreno
in cui quel Regno, che in Ges si compie, possa ger-
mogliare e diffondersi in tutto il mondo, con la gratuit
con cui sbocciato in noi quando lo abbiamo accolto.

33
I Settimna di Avvento

pregata
Voglio essere, Signore, la presenza del tuo Regno in
mezzo agli uomini. Dammi trasparenza perch tutti
vedano Te in quello che faccio, umilt affinch io met-
ta sempre Te al primo posto.
Ti chiedo la fede perch Ti sappia riconoscere e la pa-
zienza perch sia capace di portare il peso delle con-
traddizioni. Ti chiedo la speranza perch sappia vedere
il bene nascosto e la perseveranza perch sappia aderire
ad esso senza stancarmi. Ti chiedo la carit perch sap-
pia amarti sopra ogni cosa e la dedizione perch sap-
pia portare questo amore in mezzo al mondo. Ma sopra
ogni cosa dammi Te stesso, o Signore, perch se Tu non
sei in me, nullaltro mi giova. Amen.
mi impegna
Svolgo il mio lavoro quotidiano senza perdere tempo
e con impegno, iniziando ogni attivit dicendo venga
il Tuo Regno, Signore.

34
II Settimana di Avvento
II Settimna di Avvento

II Domenica, 10 dicembre 2017


Beata Vergine Maria di Loreto
Liturgia della Parola
Is 40,1-5.9-11; Sal 84; 2Pt 3,8-14; Mc 1,1-8
La Parola del Signore
ascoltata
Inizio del vangelo di Ges, Cristo, Figlio di Dio. Come sta
scritto nel profeta Isaa: Ecco, dinanzi a te io mando il
mio messaggero: egli preparer la tua via. Voce di uno che
grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate
i suoi sentieri. Vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto
e proclamava un battesimo di conversione per il perdono
dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea
e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezza-
re da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura
di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele
selvatico. E proclamava: Viene dopo di me colui che
pi forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare
i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma
egli vi battezzer in Spirito Santo.
meditata
Viene. La parola di Giovanni risoluta, cos come
il suo stile di vita. Viene colui che pi forte di me:
Giovanni limmagine del sacerdote che indica Cristo,
ma anche del cristiano che vive per annunciare Colui
che deve venire. Non ha paura di dire che lui meno
importante del Messia, anzi lo annuncia decisamente. E
non ha dubbi su ci: il Messia viene perch la sua vita,
quella di Giovanni, abitata da una certezza che non si
data da solo. Lui certo perch stato scelto da Dio:
ecco la sorgente della sua certezza. Lui stato predilet-

36
II Settimna di Avvento
to da Dio e riconosce questa presenza di Dio nella sua
vita al punto da non poter fare altro che annunciarLo
e vivere per Lui nel modo pi radicale possibile. Que-
sta presenza di Dio in lui non pu che renderlo certo
del Destino buono che deve arrivare: viene Colui che
doner lo Spirito Santo! Giovanni per noi un alfiere
della speranza: solo se riconosciamo la scelta di Dio
su di noi potremo essere certi; solo se riconosciamo la
predilezione del Padre riusciremo a non dubitare che
il suo Figlio viene. Viene, non verr chiss quando:
viene ora, nel presente. Viene adesso, e io devo solo
riconoscerLo e inchinarmi di fronte a Lui per poterLo
sentire vivo e palpitante nella mia vita.
pregata
Vieni, Signore Ges, donami la forza del tuo Spirito,
perch possa sentirti presente in me e in ci che vivo, e
possa vivere con desiderio e decisione che si compia il
tuo Regno nella mia vita. Amen
mi impegna
Prendo un impegno per i giorni rimanenti dellAvvento
che mi faciliti a testimoniare Ges in mezzo agli altri.

Luned, 11 dicembre 2007


San Damaso, papa
Liturgia della Parola
Is 35,1-10; Sal 84; Lc 5,17-26
La Parola del Signore
ascoltata
Un giorno Ges sedeva insegnando. Sedevano l anche
farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio del-

37
II Settimna di Avvento

la Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza


del Signore gli faceva operare guarigioni. Ed ecco alcuni
uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano
di farlo passare e metterlo davanti a lui. Non trovando da
qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto
e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a
Ges, nel mezzo della stanza. Veduta la loro fede, disse:
Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi. Gli scribi e i fari-
sei cominciarono a discutere dicendo: Chi costui che
pronunzia bestemmie? Chi pu rimettere i peccati, se non
Dio soltanto?. Ma Ges, conosciuti i loro ragionamenti,
rispose: Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?
Che cosa pi facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o
dire: lzati e cammina? Ora, perch sappiate che il Figlio
delluomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti
dico - esclam rivolto al paralitico - alzati, prendi il tuo let-
tuccio e va a casa tua. Subito egli si alz davanti a loro,
prese il lettuccio su cui era disteso e si avvi verso casa
glorificando Dio. Tutti rimasero stupiti e levavano lode a
Dio; pieni di timore dicevano: Oggi abbiamo visto cose
prodigiose.
meditata
Ges compie cose prodigiose; guarisce un paralitico
e riesce a toccare i cuori di quelli che lo circondano.
Tocca il cuore delluomo sul lettino, perdonandogli i
peccati; tocca i cuori di quelli che sono attorno a lui
facendo emergere il loro scandalo e la loro mancanza
di fede; tocca i cuori di quelli che portano il paralitico
perch grazie alla loro fede che Egli compie il mi-
racolo. Forse, al giorno doggi, sono altre le paralisi
di cui possiamo essere vittime, ma sempre la stessa
la condizione affinch il Signore operi in noi: la fede.
Senza la fede in lui nulla pu essere guarito; senza la
fede di coloro che ci circondano, noi non possiamo es-

38
II Settimna di Avvento
sere raggiunti. Senza la nostra fede, il Signore non pu
raggiungere quelli che di fede ne hanno poca e sono
in difficolt! Quale grande responsabilit abbiamo! Noi
siamo membra gli uni degli altri, e il nostro legame
con in nostri fratelli diventa lo strumento attraverso cui
Egli opera in noi e in quelli che ci sono vicini. Ges
Signore di tutto, ma senza la nostra disponibilit Egli si
ferma, in attesa della nostra fede.
pregata
Credo, Signore! Aiuta la mia incredulit! Amen.
Mc 9,24
mi impegna
Offro al Signore le mie fatiche quotidiane, o quello
che porto nel cuore, per la salvezza di qualcuno che
mi vicino.

Marted, 12 dicembre 2017


Santa Giovanna Francesca di Chantal, vedova e religiosa
Liturgia della Parola
Is 40,1-11; Sal 95; Mt 18,12-14
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Che ve ne
pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una,
non lascer forse le novantanove sui monti, per andare in
cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verit
vi dico, si rallegrer per quella pi che per le novantanove
che non si erano smarrite. Cos il Padre vostro celeste non
vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.

39
II Settimna di Avvento

meditata
Vale di pi uno o novantanove? Meglio mettere a rischio
novantanove per salvarne uno solo? La risposta che tutti
noi daremmo che pi importante novantanove e per
uno non vale la pena correre il rischio. Questa risposta de-
riva dalla logica dellefficienza che noi abbiamo assimilato:
una logica economica, dove la perdita di uno sacrifi-
cabile alla sicurezza dei novantanove. Ma Dio non ragiona
secondo questa logica, e le parole di Ges servono pro-
prio per mostrarci la differenza tra noi e Lui. Dio ragione
con la logica dellamore e non del profitto; ancora di pi:
Dio ragiona con la logica dellamore personale, alla singola
persona. Perch lasciare novantanove pecore sui monti,
dove lupi potrebbero sbranarle, per andare a cercarne una
soltanto che si persa? Perch lamore del Padre celeste
non per i gruppi, non per la quantit, ma per ciascu-
no. Solo se si inizia a guardare le cose e le persone con la
logica dellamore si inizier a capire Dio; ma allora, solo
in questo modo si potr capire che anche noi siamo amati
personalmente e singolarmente dal Padre. Dio ama me,
precisamente me, e il suo unico desiderio, che lo spinge a
lasciare tutto per me, che io lo ami, che io ritorni a Lui,
che io stia con Lui per godere di questo amore personale
e unico che nessun altro potr avere al posto mio, e Lo
ami di un amore unico e senza altri destinatari, un amore
che io solo potr dargli (se io non lo amo, a Lui mancher
il mio amore!), affinch Lui possa donami ancora di pi il
suo amore e cos compiere il mio bisogno di felicit.
pregata
Che io Ti cerchi desiderandoTi, che io Ti desideri cer-
candoTi; che io Ti trovi amandoTi, che io Ti ami tro-
vandoTi. Amen. S. Anselmo
mi impegna
Medito il Salmo 138 (139).

40
II Settimna di Avvento
Mercoled, 13 dicembre 2017
Santa Lucia, vergine e martire
Festa in Sicilia
Liturgia della Parola
Is 40,25-31; Sal 102; Mt 11,28-30
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, rispondendo Ges disse: Venite a me, voi
tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer. Prendete
il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e
umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio
giogo infatti dolce e il mio carico leggero.
meditata
Come sempre, Ges capovolge il significato delle pa-
role. Chi affaticato e oppresso certo non vuole altro
giogo da portare sulle proprie spalle, ma vuole libe-
rarsi di quelli che gi ha! Eppure, Ges ci mostra che
la legge della vita non non avere gioghi, ma avere
quello giusto. Non si tratta di caricarsi di qualcosa di
pi: non mettersi sulle spalle il peso delle norme cri-
stiane, ma di attaccarsi a Cristo: Venite a me, dice. La
fatica del vivere, delle circostanze che non vanno, di
ci che opprime e di fronte a cui pu anche non esser-
ci umanamente speranza, viene risolta (non eliminata,
ma risolta!) se tutto ci vissuto dentro labbraccio di
Cristo che desidera ristorarci, cio donarci la sua stessa
libert. La vita si compie solo appartenendo a qualcosa
che d pienezza, altrimenti non altro che affannarsi a
trovare una soluzione al proprio esistere; se vissuta in
questo secondo modo, tutto diventa drammaticamente
possibile nelle nostre mani, e possiamo perfino arrivare
a considerare la morte come migliore della vita. Se in-
vece la mia vita appartenerTi, o Cristo, io sar affati-
cato e oppresso ma non sar solo; imparer lumilt del

41
II Settimna di Avvento

cuore, cio la capacit di affidarmi e di dipendere da Te


che sei lunico che pu ristorarmi, e potr essere cos
libero non dalle circostanze, ma nelle circostanze, come
un bimbo svezzato in braccio a sua madre (Sal 131,2).
Nemmeno la persecuzione sar oppressione, perch io
Ti appartengo: se non fossi Tuo, Cristo mio, mi sentirei
creatura finita (S. Gregorio di Nazianzo).
pregata
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi:
chi ha Dio, nulla gli manca.
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi:
solo Dio basta. Amen. S. Teresa dAvila
mi impegna
Vado a messa, offrendo, come S. Lucia, le mie soffe-
renze e i miei sacrifici a Cristo.

Gioved, 14 dicembre 2017


San Giovanni della Croce, religioso e dottore della Chiesa
Liturgia della Parola
Is 41,13-20; Sal 144; Mt 11,11-15
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse alla folla: In verit io vi dico: fra
i nati da donna non sorto alcuno pi grande di Giovanni
il Battista; ma il pi piccolo nel regno dei cieli pi grande
di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno
dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadronisco-
no. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a
Giovanni. E, se volete comprendere, lui quell'Elia che
deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!.

42
II Settimna di Avvento
meditata
Da oggi, i brani del Vangelo ci parlano di Giovanni il
Battista e ci preparano in questo modo a quello che co-
minceremo a contemplare pi direttamente a partire dal
17 dicembre: la venuta del Signore in mezzo al suo po-
polo. Giovanni ci viene presentato come il pi grande
nato da donna, e la sua grandezza data dal fatto che
lui ha vissuto tutta la sua vita per annunciare la venuta
del Messia, per predisporre il popolo ad accogliere il
Regno di Dio quando si fosse reso presente. Giovanni
non viene elogiato perch ha straordinarie capacit, ma
perch ha vissuto tutto in funzione di Colui che doveva
venire: non ha vissuto per se stesso, ma solo in attesa
di Colui che doveva venire, e ha detto a tutti di fare lo
stesso. Ma ci viene anche rivelato che il pi piccolo del
Regno pi grande di Giovanni. Cos Ges ci mostra
che non basta impegnarsi solo nellannuncio: per an-
nunciare fondamentale prima vivere il Regno, cio ab-
bracciare la novit di vita che si manifestata in Cristo.
questa la grandezza del Regno: che io appartengo al
Messia, che Egli la mia vita gi ora, e se da una parte
devo sempre predispormi ad accogliere Lui che viene,
dallaltra parte devo aderire al Regno come si manife-
sta. Ges il Regno, e chi Gli appartiene perfino pi
grande di colui che dice a tutti di predisporsi allarrivo
del Messia, perch lamore vissuto pi grande dellim-
pegno di amare. Lamore un dono a cui si deve cedere
e che non si deve meritare, perch ci viene donato gra-
tuitamente e ci rende nuovi solo quando ci attacchiamo
a Esso, cos come siamo.
pregata
Dammi, Signore, la grazia di riconoscerTi presente nella
mia vita e il desiderio di trovarTi ogni giorno, affinch
io sappia vederTi e correre incontro a Te per essere con
Te una cosa sola e godere del Tuo amore donato. Amen.

43
II Settimna di Avvento

mi impegna
Vado a confessarmi.

Venerd, 15 dicembre 2017


San Fiorenzo, abate
Liturgia della Parola
Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse alla folla: A chi posso parago-
nare questa generazione? simile a bambini che stanno
seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: Vi abbia-
mo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato
un lamento e non vi siete battuti il petto!. venuto Giovan-
ni, che non mangia e non beve, e dicono: indemoniato.
venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono:
Ecco, un mangione e un beone, un amico di pubblicani
e di peccatori. Ma la sapienza stata riconosciuta giusta
per le opere che essa compie.
meditata
Le parole di Ges sono forti, e anche un po amare per
noi. Che cosa rimprovera? La durezza di cuore, quella
malattia dello spirito delluomo che impedisce di rico-
noscere Dio quando Egli si rende presente in qualche
modo. Si potrebbe pensare che forse Dio che sbaglia il
modo, ma Ges lo dice chiaramente: Giovanni faceva in
un modo e lo avete accusato; io faccio in un altro, e non
vi va bene lo stesso. Queste parole sono in continuit
con le beatitudini, poich solo i poveri in spirito saran-
no capaci di riconoscere Ges, perch sentono il biso-

44
II Settimna di Avvento
gno di essere salvati. Gli altri, la folla (e forse anche noi)
sono quelli che in realt non hanno veramente bisogno
di Lui Non abbiamo bisogno di Lui per vivere il nostro
quotidiano, per godere appieno della nostra vita senza
perdere niente. Cerchiamo senza dubbio una risposta, un
Dio che ci dia ci che desideriamo, ma ci perdiamo nelle
nostre interpretazioni, nelle nostre idee, e non vediamo
invece quando Egli si d a noi, in un modo diverso da
come immaginavamo. Diverso, cio che ci sconvolge ed
differente dalle nostre idee: perch se Dio non ci scon-
volgesse, se facesse solo quello che noi riteniamo giusto,
che Dio sarebbe? Non sarebbe solo il Dio della nostra
testa? Ma allora, non saremmo, forse, noi il nostro Dio?
pregata
Dammi il tuo Spirito, Signore, perch sappia seguire Te
senza seguire me. Dammi la tua mente, Signore, per-
ch sappia capire come sei e comprendere che senza
di Te io non sono nulla. Dammi il tuo cuore, Signore,
perch sappia essere insoddisfatto di me e abbracciare
e amare Te. Amen.
mi impegna
Prego con linno alla Sapienza (Sap 9,1-12).

Sabato, 16 dicembre 2017


Santa Adelaide, imperatrice
Liturgia della Parola
Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13
La Parola del Signore
ascoltata
Nel discendere dal monte, i discepoli domandarono
a Ges: Perch gli scribi dicono che prima deve veni-

45
II Settimna di Avvento

re Elia?. Ed egli rispose: S, verr Elia e ristabilir ogni


cosa. Ma io vi dico: Elia gi venuto e non l'hanno rico-
nosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno volu-
to. Cos anche il Figlio dell'uomo dovr soffrire per opera
loro. Allora i discepoli compresero che egli parlava loro
di Giovanni il Battista.
meditata
La parola di Dio misteriosa. Il mistero non quello
che non si capisce, ma quella cosa che contenuta
dentro linvolucro e che d senso anche allinvolu-
cro. Per questo la parola di Dio misteriosa: contiene
qualcosa che d il senso a tutto il resto. Ma questo
contenuto non riguarda Dio e basta: riguarda noi, per-
ch parola di Dio ma parola per luomo. Come nel
caso della profezia di Elia: la Scrittura diceva che do-
veva tornare e tutti lo aspettavano. Perfino i discepoli,
che avevano il Messia davanti agli occhi, aspettavano
che si compisse la Scrittura e che tornasse Elia. Ges
che fa capire che non Elia in carne e ossa che deve
tornare, ma che si deve compiere il motivo per cui
Dio ha parlato. E Dio ha parlato, si rivelato, perch
nel mondo venisse il Suo Figlio, perch fosse cono-
sciuto e cos il mondo fosse salvato. QuellElia che
doveva tornare era il profeta che annunciava la venuta
del Regno, e questo fatto si era compiuto in Giovanni
Battista. Ma Ges apre gli orizzonti: non aspettate Elia,
preoccupatevi del Figlio delluomo! lui che annun-
ciava Elia-Giovanni, ed lui che salver gli uomini e
compir il disegno del Padre. Cercate ci che essen-
ziale, non guardate indietro, perch quello che state
cercando gi in mezzo a voi, ora.
pregata
Tante volte, Signore, mi sono impegnato ad analizzare
i segni; spesso ho cercato di decifrare il significato delle

46
II Settimna di Avvento
cose senza arrivare a una soluzione. Quando arriver
il tuo regno? Quando si compir ogni cosa? Cosa signifi-
ca quello che vivo? Poche volte, invece, ho lasciato che la
mia mente desse spazio al mio cuore, perch il cuore
che riconosce la Tua presenza, per quella impossibile
corrispondenza grazie a cui si sperimenta la pace e
che accade in modo cos imprevisto eppure cos deside-
rabile. Aiutami, Signore, a non essere attaccato ai miei
schemi; essere preoccupato solo di vivere, senza avere
nulla da difendere, commosso e grato perch Tu sei gi
con me e mai mi abbandoni. Amen.
mi impegna
Spengo televisione, computer e cellulare e prendo del
tempo per mettermi in ascolto di Dio attraverso la pre-
ghiera e il silenzio; se mi possibile, vado in un luogo
della natura che mi aiuti.

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III Settimana di Avvento
III Settimna di Avvento

Ferie di Avvento

III Domenica, 17 dicembre 2017


Santa Olimpia, diaconessa
Liturgia della Parola
Is 61,1-2a.10-11; Sal Lc 1,46-50.53-54; 1Tes 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28
La Parola del Signore
ascoltata
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovan-
ni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla
luce, perch tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui
la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa
la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono
da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: Tu, chi
sei?. Egli confess e non neg. Confess: Io non sono il
Cristo. Allora gli chiesero: Chi sei, dunque? Sei tu Elia?.
Non lo sono, disse. Sei tu il profeta?. No, rispose.
Gli dissero allora: Chi sei? Perch possiamo dare una
risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di
te stesso?. Rispose: Io sonovoce di uno che grida nel
deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il
profeta Isaia.Quelli che erano stati inviati venivano dai
farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: Perch dunque
tu battezzi, se non sei il Cristo, n Elia, n il profeta?.
Giovanni rispose loro: Io battezzo nell'acqua. In mezzo a
voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo
di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del san-
dalo. Questo avvenne in Betnia, al di l del Giordano,
dove Giovanni stava battezzando.
meditata
Venne un uomo mandato da Dio. Dio, Padre Buo-
no, ha cura del suo popolo e suscita, nel corso della

50
III Settimna di Avvento
storia, profeti che illuminino il cammino degli uomini,
inclini a smarrire facilmente la strada. Giovanni lul-
timo dei profeti, anche se lui non si ritiene tale. Il suo
rigore morale, le sue forti parole, il movimento che si
crea attorno a lui, incuriosiscono le autorit religiose
che vogliono saperne di pi: Tu chi sei? Giovanni
si limita a definirsi solo voce, perch sa che solo Dio
la parola. Egli ammonisce con le parole di Isaia:
Rendete diritta la via del Signore e ne annuncia la
venuta e la presenza: in mezzo a voi sta uno che voi
non conoscete, a cui non sono degno di sciogliere il
laccio del sandalo. Nella sua umilt, Giovanni un
riflesso della luce di Dio. Riconoscere Ges, Ges del
Vangelo un dono speciale. Giovanni lo ha ricono-
sciuto. Io che ne penso di Dio, di Ges, del Vangelo?
Mi sono chiesto se il mio Dio quello che Ges mi ha
rivelato, oppure ho un Dio tutto mio. Ho cercato con
umilt di mettere da parte il mio Dio e credere nel Dio
che Ges mi ha rivelato?
pregata
Signore, forse anchio sono tra quelli che non ti cono-
scono, che non riescono a scoprire il tuo vero volto di
padre e liberatore che fascia le piaghe dei cuori feriti,
che va in cerca di ogni uomo per riportarlo sulla via
del bene. Nel mio cuore ci sono molte ombre e tanto bi-
sogno di luce! Dire: sono voce, equivale a dire: sono
persona, che cerca, anzitutto, la propria identit, che
nel deserto dei rumori aspetta di sapere chi veramente
sia; e solo Dio ha la risposta. Fa, o Signore, chio ti
conosca per quello che sei: Luce, Pace, Vita, Amore,
Padre! Amen.
mi impegna
Cercher di sconfiggere i miei egoismi e di fare spazio
al Signore che viene, per accoglierlo nella mia vita.

51
III Settimna di Avvento

Certo non possiamo sradicare, di colpo, tutto il male


che ci portiamo dentro, ma almeno riconosciamolo! Ci
penser Lui a bruciare tutto col suo amore.

Luned, 18 dicembre 2017


San Graziano di Tours, vescovo
Liturgia della Parola
Ger 23,5-8; Sal 71; Mt 1,18-24
La Parola di Dio
ascoltata
Ecco come fu generato Ges Cristo: sua madre Maria,
essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andas-
sero a vivere insieme si trov incinta per opera dello Spiri-
to Santo. Giuseppe suo sposo, poich era uomo giusto e
non voleva accusarla pubblicamente, pens di ripudiarla
in segreto.Mentre per stava considerando queste cose,
ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli
disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere
con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che generato
in lei viene dallo Spirito Santo;ella dar alla luce un figlio
e tu lo chiamerai Ges: egli infatti salver il suo popolo dai
suoi peccati. Tutto questo avvenuto perch si compis-
se ci che era stato detto dal Signore per mezzo del pro-
feta: Ecco, la vergine concepir e dar alla luce un figlio: a
lui sar dato il nome di Emmanuele, che significaDio con
noi.Quando si dest dal sonno, Giuseppe fece come gli
aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con s la sua
sposa

52
III Settimna di Avvento
meditata
Di Giuseppe non si parla molto nel Vangelo e di lui
sappiamo davvero poco, ma quanto basta a delineare
la figura di un grande uomo che ha una sua importan-
za nella storia della salvezza. Giuseppe sicuramente
un modello di fede fatto di silenzio, ascolto, preghie-
ra. Non sar stato semplice da parte sua accettare la
versione di Maria sul suo concepimento; la notizia lo
ha sicuramente sconvolto! In questo dramma, in que-
sto buio che sperimenta durante la sua notte interiore
Dio gli si manifesta nel Sogno.
In questo momento di sconforto e delusione si ode
il non temere, lo stesso che langelo aveva detto a
Maria. segno di una promessa che fa Dio, garanzia
della sua presenza insieme a noi in ogni situazione.
Ecco che nel buio della notte il sogno di Giuseppe
muta il suo carattere, da incubo che precedeva il ripu-
dio di Maria, si trasforma in adesione ad un progetto
che ben pi grande di quello prospettato con lei.
Giuseppe ha il coraggio di sognare insieme a Dio!
Giuseppe si desta, non perde tempo e si rialza dalla
sua notte: ha una nuova responsabilit affidatagli da
Dio e la accoglie con gioia.
Nella nostra vita dovremmo imparare a somigliare un
po pi a Giuseppe, con una fede silenziosa ma vi-
gorosa nella preghiera e nellascolto, con un cuore
docile e pronto ad accogliere i progetti del Padre, an-
che quando questi si scontrano apparentemente con
i nostri. Non c per Dio nessuna notte che Egli non
possa raggiungere con il suo Sogno. Impariamo da
Giuseppe a sognare secondo Dio e con Dio, per un
sogno che parte di un disegno bellissimo di cui noi
vediamo solo qualche frammento di schizzo, ma che
comprenderemo e ammireremo nella sua interezza e
maestosit quando il Padre vorr rivelarcelo.

53
III Settimna di Avvento

pregata
O Ges, voglio imparare a sognare con te, a non temere
durante le notti della mia vita, perch so che Tu, pro-
prio nel mio peggior momento, ti riveli con la tua presen-
za salvifica e ridoni luce al mio buio interiore. Donami
di essere discepolo di Giuseppe, per essere umile ed acco-
gliere il tuo sogno su di me. Amen.
mi impegna
Cosa mi sta chiedendo il Signore in questo momento?
I miei progetti, sono anche i suoi? Mi impegno a leg-
gere nella mia vita quanto il Signore mi sta chiedendo
cercando, come Giuseppe, di seguire la sua volont
anche quando questa sembra essere diversa dalla mia.

Marted, 19 dicembre 2017


SantUrbano V, papa
Liturgia della Parola
Giud 13,2-7.24-25a; Sal 70; Lc 1,5-25
La Parola di Dio
ascoltata
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di
nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie
una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue
erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tut-
te le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano
figli, perch Elisabetta era sterile e tutti e due erano avan-
ti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le
sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno
della sua classe, gli tocc in sorte, secondo lusanza del
servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per

54
III Settimna di Avvento
fare lofferta dellincenso. Fuori, tutta lassemblea del po-
polo stava pregando nellora dellincenso. Apparve a lui
un angelo del Signore, ritto alla destra dellaltare dellin-
censo. Quando lo vide, Zaccaria si turb e fu preso da
timore. Ma langelo gli disse: Non temere, Zaccaria, la
tua preghiera stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti
dar un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed
esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, per-
ch egli sar grande davanti al Signore; non berr vino n
bevande inebrianti, sar colmato di Spirito Santo fin dal
seno di sua madre e ricondurr molti figli dIsraele al Si-
gnore loro Dio. Egli camminer innanzi a lui con lo spirito
e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso
i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Si-
gnore un popolo ben disposto. Zaccaria disse allangelo:
Come potr mai conoscere questo? Io sono vecchio e
mia moglie avanti negli anni. Langelo gli rispose: Io
sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato manda-
to a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu
sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste
cose avverranno, perch non hai creduto alle mie parole,
che si compiranno a loro tempo. Intanto il popolo stava
in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare
nel tempio. Quando poi usc e non poteva parlare loro,
capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva
loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo
servizio, torn a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua
moglie, concep e si tenne nascosta per cinque mesi e
diceva: Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei
giorni in cui si degnato di togliere la mia vergogna fra
gli uomini.

55
III Settimna di Avvento

meditata
Zaccaria ed Elisabetta sono ormai avanti negli anni, vi-
vono la loro vecchiaia proiettati verso una vita che si
va spegnendo secondo natura. A differenza di Giusep-
pe e Maria che erano nel cuore della loro esistenza e
progettavano una vita insieme, loro non avevano pi
di che gioire, neanche di un figlio. Il Signore li sceglie,
interviene nella loro esistenza, li libera dal peso della
loro sterilit e sconvolge la loro vita con lannuncio di
un figlio! Il non temere pronunciato davanti a Maria,
nel sogno a Giuseppe, di nuovo riproposto a Zacca-
ria. Egli, nonostante la rassicurazione dellangelo, non
riesce a credere, dubita della sua parola perch sa di
essere vecchio e per di pi di non potere avere figli. E
cos rimane muto, per la sua incredulit gli tolta la pa-
rola. Una parola di speranza e una profezia cos gran-
de come quella dellangelo, non riescono a smuovere
nemmeno la fede di un uomo giusto davanti a Dio.
La potenza del Signore non ha limiti, limpossibile
umano annientato dalla sua volont che agisce nella
sterilit del nostro tempo e in quella che ci portiamo
dentro. Una condizione questa, che nasce dalla nostra
incredulit e ci rende incapaci di generare cose grandi
per il Signore. Questa mancanza di fiducia nei progetti
del Padre, ci rende muti nella fede perch, chi non
ascolta la sua Parola e non la fa propria, non pu par-
lare secondo il Vangelo.
Linvito che ci viene rivolto anche quello di dare
spazio e valore alla fecondit che c in ognuno di
noi. Dio tramite il dono dello Spirito Santo ci ha resi
fecondi, capaci di far germogliare la fede e la vita
buona anche dove il terreno arido, anche nei cuori
pi induriti e nelle situazioni pi difficili, dove sembra
impossibile trasformare la sterilit che vi regna. San
Francesco amava dire: Cominciate col fare il necessario,

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III Settimna di Avvento
poi ci che possibile. E allimprovviso vi sorprenderete a
fare limpossibile. Questo impossibile il possibile se-
condo Dio quando le nostre azioni vibrano allunisono
con la sua volont e i suoi progetti. Il lieto annuncio che
ci stato rivelato deve rinnovarci nella vita e nella fede,
per non rischiare di essere ammutiti dallincredulit, ma
per essere testimoni di speranza e poter esclamare con
gioia: Ecco cosa ha fatto per me il Signore!
pregata
Ges, la mia incredulit e la mia aridit del cuore, mi
rendono muto nella fede e mi impediscono di gioire
al lieto annuncio. Donami di essere fiducioso nella tua
promessa, perch non muoia mai la Speranza nella mia
vita e possa essere illuminata dalla tua Parola. Amen.
mi impegna
Mi impegno a dare maggiore ascolto e a fidarmi di pi
della Parola del Signore. Ad ogni celebrazione, in ogni
meditazione, cercher di accogliere quanto il Signore
vuole donarmi con fiducia sicuro che non mi deluder.

Mercoled, 20 dicembre 2017


San Domenico di Silos, abate benedettino
Liturgia della Parola
Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38
La Parola di Dio
ascoltata
Al sesto mese, langelo Gabriele fu mandato da Dio in una
citt della Galilea, chiamata Nzaret, a una vergine, pro-
messa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei,

57
III Settimna di Avvento

disse: Rallgrati, piena di grazia: il Signore con te. A


queste parole ella fu molto turbata e si domandava che
senso avesse un saluto come questo. Langelo le disse:
Non temere, Maria, perch hai trovato grazia presso Dio.
Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chia-
merai Ges. Sar grande e verr chiamato Figlio dellAl-
tissimo; il Signore Dio gli dar il trono di Davide suo padre
e regner per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo re-
gno non avr fine. Allora Maria disse allangelo: Come
avverr questo, poich non conosco uomo?. Le rispose
langelo: Lo Spirito Santo scender su di te e la potenza
dellAltissimo ti coprir con la sua ombra. Perci colui che
nascer sar santo e sar chiamato Figlio di Dio. Ed ecco,
Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito
anchessa un figlio e questo il sesto mese per lei, che era
detta sterile: nulla impossibile a Dio. Allora Maria disse:
Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la
tua parola. E langelo si allontan da lei.
meditata
una pagina di Vangelo che si ripropone nuovamente
in questo periodo di Avvento, a sottolineare il mistero
che racchiude e che stiamo per celebrare. In queste
poche righe sono scritte le sorti dellumanit, la storia
si veste di divino e diventa storia di salvezza.
Un dialogo quello tra Maria e langelo che sa di sinto-
nia, di comprensione reciproca, di tenerezza. Lei appe-
na adolescente, langelo Gabriele, il pi grande tra gli
angeli di Dio che porta le rivelazioni pi grandi nella
storia. Ad unirli c il legame con il Padre, che fa di Ma-
ria la prescelta fin dal suo concepimento. A lei dato
questo annuncio che rivoluziona la sua vita, ne fa una
splendida esistenza a servizio dellumanit. Maria, nella
sua piccolezza, semplicit e umilt, non teme di affidar-

58
III Settimna di Avvento
si e fidarsi e pronuncia il suo S, forse nella pi totale
confusione per la notizia che la sconvolge, ma forte di
una fede salda e matura pronta a cogliere in pienezza il
messaggio di Dio. Maria ascolta langelo con un cuore
accogliente, aperto alla volont di Dio e disposto ad
accogliere la bella notizia! stata proprio questa fiducia
che lha resa beata tra gli uomini, Madre di tutta luma-
nit perch ha creduto nella parola del Padre.
Appare evidente il confronto con il brano ascoltato
ieri, che ci mette davanti ad un messaggio che viene
accolto diversamente da Maria e da Zaccaria. Mentre
la fanciulla di Nazareth non dubita della Parola del
Signore anche se ne sconvolta, Zaccaria, il sacerdote
del tempio, uomo avanti negli anni e giusto davanti a
Dio, dubita della promessa del Padre.
Maria risponde con un S ed un Eccomi! che la ri-
empie di Spirito e di gioia! Zaccaria rimane muto, non
pu parlare perch non si fidato totalmente dei pro-
getti del Signore. La fede di Maria deve essere modello
da seguire, e lei, donna da imitare nella nostra quo-
tidianit per la sua umilt e la sua adesione totale al
progetto di Dio.
In questo anno della Fede, prendiamo Maria come
modello di fiducia verso Dio e riconfermiamo questo
dono stupendo che ci stato fatto. Cogliamo locca-
sione dellanno ad essa dedicato per riscoprire il gu-
sto di nutrirci della parola di Dio e di comunicare la
gioia di credere per essere, come Maria, custodi di una
Fede che trasforma la vita.
pregata
Eccomi, sono il servo del Signore. Fa o Signore, che
possa avvenire nella mia storia quanto e come vuoi
Tu, perch solo in Te posso trovare la pienezza di vita e
farmi tuo servo fedele. Per Cristo nostro Signore. Amen.

59
III Settimna di Avvento

mi impegna
Nella mia quotidianit, sono tanti i S e gli Eccomi
che sono invitato a pronunciare. Il Signore mi invita
ad essere suo servo, perch possa avvenire di me se-
condo la sua volont. Consapevole che la grandezza
della mia vita e la mia santit fatta da questi piccoli
S, cercher di pronunciarli con fiducia sullesempio
di Maria.

Gioved, 21 dicembre 2017


San Pietro Canisio, sacerdote e dottore della Chiesa
Liturgia della Parola
Ct 2,8-14; Sal 32; Lc 1,39-45
La Parola di Dio
ascoltata
In quei giorni Maria si alz e and in fretta verso la regio-
ne montuosa, in una citt di Giuda. Entrata nella casa di
Zaccaria, salut Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udi-
to il saluto di Maria, il bambino sussult nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclam a gran
voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del
tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Si-
gnore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto giunto
ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio
grembo. E beata colei che ha creduto nelladempimento
di ci che il Signore le ha detto.
meditata
Maria ci sorprende ancora una volta. Riceve una noti-
zia che le cambia la vita nella sua quotidianit, mentre

60
III Settimna di Avvento
era presa dalle sue attivit come ogni giorno. Allim-
provviso lannuncio dellangelo si manifesta nella sua
vita come un fulmine, determinando stupore, ansie,
forse anche paure, ma essa lo accoglie senza riserve,
con forza e determinazione pronuncia il suo S al Pa-
dre: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me
quello che hai detto.
Maria non indugia a mettersi al servizio del Signore.
Appena saputo che anche sua cugina Elisabetta era
incinta, si alza, lo fa in fretta e si avvia in cammino per
andarla a trovare. Quale grande esempio di carit ci
d la nostra Madre! Non si lascia intimorire dalla sua
nuova vita ma si mette subito al servizio, si incammi-
na verso sua cugina che avanti nellet e avr biso-
gno della sua presenza, della sua compagnia, del suo
aiuto. La bella notizia, la rivelazione della Parola che
porta in grembo, le mette fretta, la induce a uscire e
andare incontro alla cugina. un andare verso che
preannuncia quello di Ges, un mettersi in cammino
per andare incontro ai bisogni dellumanit.
Lincontro tra le due donne colmo di tenerezza. Eli-
sabetta riempita di Spirito Santo e un canto di lode
viene rivolto a Maria; Giovanni gi dal grembo mater-
no riconosce il suo Signore in questo incontro straor-
dinario e il suo sussulto non che il primo passo sulla
via che preparer al suo Signore.
Lei, la madre di Ges, vive il Vangelo che porta in
grembo, per prima d testimonianza con la propria
vita. Il Signore chiama e lei risponde: Sono la serva
del Signore!. Non aspetta di diventare la mamma di
Ges, ma arde in lei il desiderio di iniziare subito que-
sto pellegrinaggio verso lumanit, facendosi compa-
gna di viaggio delluomo sin da subito.
Elisabetta fa un inno di lode a Maria, riconoscendo
che beata proprio perch ha creduto, perch ani-

61
III Settimna di Avvento

mata da una incosciente follia che fa credere che


per Dio limpossibile possibile. E Maria ce ne d
testimonianza!
Chi riceve una bella notizia non pu che gioire! Que-
sta gioia che sperimenta il cuore, deve muovere la
nostra vita, trasformarla, plasmarla secondo la volont
di Dio. Ed anche in fretta: chi riceve il lieto annunzio,
non pu sostare o perder tempo, ma bisogna far pre-
sto, comunicare agli altri la gioia di un incontro che
cambia la vita destinandola al servizio di chi si trova
nel bisogno per essere, come Maria, beati perch ab-
biamo creduto!
pregata
Insegnami, Signore, ad essere come Maria, pronto a
servirti sin da subito, perch il Vangelo possa metter-
mi fretta e possa trasformare e plasmare la mia vita.
Come Te o Madre dolcissima, voglio camminare sui
sentieri della storia andando incontro a chi si trova
nel bisogno, per essere testimonianza della presenza
di Dio accanto ad ogni uomo. Amen.
mi impegna
In fretta! Significa subito, adesso, in questo tempo che
sto vivendo. Questo il tempo propizio per annun-
ciare il Vangelo, questo il tempo migliore per farlo,
anche perch lunico che mi concesso. Non perde-
r questa occasione!

62
III Settimna di Avvento
Venerd, 22 dicembre 2017
Santa Francesca Saverio Cabrini, religiosa e fondatrice
Liturgia della Parola
1Sam 1,24-28; Cant. 1Sam 2,1.4-8; Lc 1,46-55
La Parola di Dio
ascoltata
In quel tempo, Maria disse: Lanima mia magnifica il Si-
gnore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perch
ha guardato lumilt della sua serva. Dora in poi tutte le
generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto
per me lOnnipotente e Santo il suo nome; di genera-
zione in generazione la sua misericordia per quelli che lo
temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha di-
sperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato
i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di
beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha
soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua mise-
ricordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e
la sua discendenza, per sempre.
meditata
Maria felice! Come meglio descrivere questo canto
del Magnificat! un incessante inno di ringraziamento
traboccante di gioia che si innalza come incenso al
Padre per quanto ha realizzato nella vita di Maria e
nella storia di tutta lumanit. Esplode di gioia il cuore
di Maria, piena di Spirito Santo ed ora porta in grem-
bo Dio stesso! Sa di essere beata perch credendo ha
accolto la volont del Padre e tutte le generazioni le
riconosceranno questa grazia.
Dio ha guardato lumilt della sua serva: il cuore
puro, la mente orante, la quotidianit vissuta secondo
Dio, lamore che si fa dono per ogni uomo che si in-
contra, sono grazie che vive chi umile secondo Dio.

63
III Settimna di Avvento

Una creatura umana, che nulla in confronto a Dio,


diventa tabernacolo vivente per il Signore che sceglie
di donarsi alluomo vestendosi di umanit e venendo
ad abitare in mezzo a noi! Maria sa di essere infinita-
mente piccola in confronto a quanto sta maturando
dentro di lei, ma loda il Signore per questo e si ode
ancora leco di quel canto che continua ad innalzarsi
a Dio nostro Padre.
Il Signore, lEterno e lOnnipotente, si chinato sulla
povert di una fanciulla dallalto della sua potenza,
manifestandole tutta la sua grandezza: Grandi cose
ha fatto in me lonnipotente.
Maria riconosce il mistero dellincarnazione che la
vede protagonista come un grande dono che il Signo-
re ha fatto a lei con la sua potenza. Si rallegra perch
sa di essere stata scelta per essere la madre del Sal-
vatore!
un canto che sottolinea il grazie di una intera umani-
t, perch il Signore si ricordato della sua promessa,
lha resa realt e storia perch il suo popolo, i suoi
figli, fossero salvati. Il dono di Ges dono di mise-
ricordia, misericordia! Maria loda il Signore perch
fedele ai piccoli, agli indifesi, agli affamati, a coloro
che soffrono e sono senza speranza. Proprio ai pi
piccoli si rivelato e, proprio loro riconosceranno per
primi il Cristo Salvatore!
Il Magnificat preghiera di oggi, canto di lode di
ogni uomo. S, perch il Signore non ha smesso di
guardare il nulla che c dentro di noi, il nostro limite,
il nostro peccato, ma continua a donarsi, continua ad
abitare la nostra vita. Quante grandi cose ha fatto in
noi lOnnipotente! Quanti semi di speranza ha fatto
germogliare in noi, quanta vita buona ci ha donato
con il suo Spirito. La sua Misericordia continua a sten-
dersi su di noi come un manto di grazia che dal cielo

64
III Settimna di Avvento
purifica il nostro peccato e rinnova la nostra vita. Il
magnificat non pu che essere una lode che insieme a
Maria vogliamo innalzare ancora oggi a Dio, per dire
il nostro grazie per la vita e per la fede, perch con-
tinua a ricordarci che la sua promessa per sempre,
che Egli fedele e che si dona a noi come il povero
e indifeso Bambin Ges che stiamo per accogliere nel
Natale che ci apprestiamo a vivere!
pregata
L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perch ha guardato l'umilt della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
mi impegna
Nella mia giornata, ripeter pi volte la preghiera del
Magnificat, gustando questo ringraziamento costante
a Dio per le sue opere e i suoi doni. Imparer a farlo
pi spesso, nella consapevolezza che ogni istante ed
ogni incontro dono prezioso di Dio.

65
III Settimna di Avvento

Sabato, 23 dicembre 2017


San Giovanni da Kety, sacerdote
Liturgia della Parola
Ml 3,1-4.23-24; Sal 24; Lc 1,57-66
La Parola del Signore
ascoltata
In quei giorni, per Elisabetta si comp il tempo del parto e
diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Si-
gnore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e
si rallegravano con lei. Otto giorni dopo vennero per circon-
cidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo
padre, Zaccara. Ma sua madre intervenne: No, si chiame-
r Giovanni. Le dissero: Non c nessuno della tua paren-
tela che si chiami con questo nome.Allora domandavano
con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli
chiese una tavoletta e scrisse: Giovanni il suo nome.
Tutti furono meravigliati. Allistante gli si apr la bocca e gli
si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.Tutti i loro
vicini furono presi da timore, e per tutta la regione mon-
tuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti
coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo:
Che sar mai questo bambino?. E davvero la mano del
Signore era con lui.
meditata
Zaccaria ed Elisabetta sono una delle coppie che
nellAntico Testamento hanno la prerogativa di gene-
rare un figlio che svolger un ruolo particolare nella
storia del popolo di Dio: un precursore preceder la
venuta dellatteso angelo dellalleanza ci dice il profe-
ta Malachia. Ecco la valenza del significato del nome
di Giovanni cio dono di Dio. Del Vangelo di oggi
bene sottolineare la reazione di coloro che apprendo-

66
III Settimna di Avvento
no la notizia della nascita di Giovanni: coloro che le
udivano (le parole sullavvenimento), le serbavano in
cuor loro (Lc 1,66). Come Maria (Lc 2,19) ripongono nel-
la propria interiorit il mistero realizzatosi, per riflet-
tervi e trarne fiducia e speranza: lattivit spirituale
tipica del cristiano.
pregata
Dio onnipotente ed eterno, ormai davanti a noi il Na-
tale del tuo Figlio: ci soccorra nella nostra indegnit il
Verbo che si fatto uomo nel seno della Vergine Maria e
si degnato di abitare fra noi. Amen.
mi impegna
Spesso ci capita di lamentarci nella vita. Secondo te
questo atteggiamento segno di attenzione agli spet-
tacoli della grazia che Dio ci offre continuamente?

67
III Settimna di Avvento

IV Domenica, 24 dicembre 2011


Sante Irmina e Adele, badesse benedettine
Liturgia della Parola
2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16; Sal 88; Lc 1,67-79
La Parola di Dio...
ascoltata
In quel tempo, Zaccaria, padre di Giovanni, fu colmato di
Spirito Santo e profet dicendo:
Benedetto il Signore, Dio dIsraele,
perch ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti dun tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Cos egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santit e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dellAltissimo
perch andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiter un sole che sorge dallalto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nellombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace.

68
IV Domenica di Avvento
meditata
Si ritiene che levangelista Luca abbia ripreso questa
composizione innica dalla liturgia di qualche antica
comunit giudaico-cristiana e labbia adattata alla si-
tuazione inserendovi la strofa relativa al ruolo futuro
svolto dal bambino. Con il linguaggio del quale di-
sponeva, la prima comunit cristiana professa la sua
fede in Ges che appare a quanti sono bisognosi di
salvezza e guida-dirige le loro vite verso la pace.
importante per noi pregare con questi accenti poetici,
densi di immagini evocative della storia biblica e dire
la nostra fede in comunione e continuit con i primi
credenti.
pregata
Affrettati, non tardare, Signore Ges: la tua venuta
dia conforto e speranza a coloro che confidano nel tuo
amore misericordioso. Amen.
mi impegna
Senti di appartenere ad una grande famiglia, il Popolo
di Dio, alla quale tutti i popoli sono chiamati ad ap-
partenere in Cristo?

69
Tempo di Natale
(Anno B)
Natale del Signore
Natale del Signore

Luned, 25 dicembre 2017


Natale del Signore
Solennit
Messa del giorno
Liturgia della Parola
Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18
La Parola del Signore
ascoltata
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla stato fatto di ci che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perch tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

74
Natale del Signore
A quanti per lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
n da volere di carne
n da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verit.
Giovanni gli d testimonianza e proclama:
Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
avanti a me,
perch era prima di me.
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perch la Legge fu data per mezzo di Mos,
la grazia e la verit vennero per mezzo di Ges Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che Dio
ed nel seno del Padre,
lui che lo ha rivelato.
meditata
San Giovanni evangelista sintetizza con solenne am-
mirazione lingresso nella storia della seconda Persona
della Trinit, del Verbo, che condivide con il Padre e
con lo Spirito Santo leternit, la bont e i progetti di

75
Natale del Signore

salvezza verso le sue creature. Il mondo in rovina, nelle


tenebre e senza pace, raggiunto da Colui senza del
quale nulla stato fatto di ci che esiste e che ha in
S quella vita che tutti cercano e vogliono pi lunga
possibile, ma che senza ladesione a Lui resta soggetta
alla morte e avvolta nel buio. Ges la Vita che porta
grazia su grazia alle nostre vite; Ges il Figlio eter-
no del Padre che ci ha dato il potere di essere figli di
Dio, perch si fatto carne e ci ha donato ci di cui
pieno: la grazia e la verit. Questa Luce del mondo e
dei nostri cuori, per, ha dovuto lottare e ancora deve
lottare attraverso il corpo mistico della Chiesa, perch
le Tenebre infernali sono in guerra acerrima con chi
annuncia la pace e buone notizie. A noi, tuttavia, la
certezza che le tenebre non lhanno vinta.
pregata
O Luce del mondo, che Ti sei fatto carne per amore
mio, porta luce e vita negli angoli pi nascosti della
mia persona,e porta luce nel buio pesto delle nazioni
in guerra e lontane dalla giustizia e dalla pace che Tu
ci hai insegnato. Per prorompere in canti gioia, il tuo
Natale ha bisogno di venire nei nostri cuori e i nostri
cuori hanno bisogno di lasciarsi purificare dalla ve-
rit e dalla grazia con cui Tu ci guidi. Ecco, Signore
Ges, il mio cuore: fa di esso la tua culla. Amen.
mi impegna
Oggi, non solo auguri di buon Natale, ma pregher
perch si estenda il Natale del Figlio di Dio nei cuori
pi lontani dalla verit e dalla luce del Vangelo. Ven-
ga il tuo regno nei nostri cuori.

76
Tempo di Natale
Marted, 26 dicembre 2017
Santo Stefano, primo martire
Festa
Liturgia della Parola
At 6,8-10; 7,54-60; Sal 30; Mt 10,17-22
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli: Guardatevi
dagli uomini, perch vi consegneranno ai tribunali e vi fla-
gelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti
a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a
loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non pre-
occupatevi di come o di che cosa direte, perch vi sar
dato in quell'ora ci che dovrete dire: infatti non siete voi
a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello far morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si
alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete
odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avr perseve-
rato fino alla fine sar salvato.
meditata
Quando la fede vissuta in profondit e nella pie-
nezza dello Spirito Santo che abita in noi, la nostra
testimonianza cristiana non si organizzer a tavolino,
ma sar unesternazione illuminata, salda e spontanea,
che gli eventi stessi tireranno fuori allo scoperto. Ges
annuncia questa testimonianza in tempi di persecuzio-
ne per causa sua, e a causa del suo nome. Ma promet-
te lo Spirito del Padre in noi, come un altoparlante
che non si lascia sopraffare da quanti (com accaduto
nel testimone e protomartire santo Stefano) sono fu-
ribondi in cuor loro e digrignano i denti (Cfr At 7,54)
contro i difensori della verit.

77
Tempo di Natale

pregata
Ges, il coraggio dei martiri e la sapienza dei santi non
sono ancora una mia sicura acquisizione: troppe vol-
te sono timoroso nellaprire bocca e difendere la verit
in tanti settori e situazioni di vita. Per intercessione di
santo Stefano, ti chiedo quella libert di spirito che mi
occorre per dipendere da Te, senza temere le arroganze
e spacconerie degli uomini. Amen.
mi impegna
Per difendere la verit, devo anzitutto conoscerla
bene, e non posso accontentarmi delle notizie defor-
mate che mi dnno i giornalisti e le TV; pertanto, mi
procurer un Catechismo della Chiesa Cattolica, e fa-
cendomi guidare dai temi raccolti nellindice, appro-
fondir un argomento su cui so poco.

Mercoled, 27 dicembre 2017


San Giovanni, apostolo ed evangelista
Festa
Liturgia della Parola
1Gv 1,1-4; Sal 96; Gv 20,2-8
La Parola del Signore
ascoltata
Nel giorno di sabato, Maria di Mgdala corse e and da
Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Ges ama-
va, e disse loro: Hanno portato via il Signore dal sepolcro
e non sappiamo dove l'hanno posto!. Pietro allora usc
insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Cor-
revano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse pi
veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chin,

78
Tempo di Natale
vide i teli posati l, ma non entr. Giunse intanto anche
Simon Pietro, che lo seguiva, ed entr nel sepolcro e os-
serv i teli posati l, e il sudario - che era stato sul suo
capo - non posato l con i teli, ma avvolto in un luogo a
parte. Allora entr anche l'altro discepolo, che era giunto
per primo al sepolcro, e vide e credette.
meditata
Oggi festeggiamo laltro discepolo che con Simon
Pietro corso verso il sepolcro vuoto e ci ha riferito
i fatti riguardanti la natura e la vita di Ges nostro Si-
gnore e nostro Dio.
Il discepolo che Egli amava (Gv 19,26), levangelista au-
tore del prologo proclamato nel giorno di Natale, ci ha
fatto sapere che Dio si fatto carne per condividere
con noi anche il sepolcro, ma senza restarne imprigio-
nato, visto che la Vita vince la morte. San Giovanni,
come testimone oculare di fatti storici e di fatti sopran-
naturali, ci tiene a dirci che f parte del gruppo di di-
scepoli e apostoli, che ha veduto, contemplato e toc-
cato con mano Ges-Verbo della vita e manifestazione
dellamore del Padre (Cfr 1Gv 1,1-2). Il Vangelo di oggi
si conclude con un vide e credette, non con un si
illuse e credette o con gli parve e credette. La nostra
fede poggia su fatti e su testimoni credibili che non
sono andati dietro a favole artificiosamente inventate,
ma sono stati testimoni oculari della grandezza di
Cristo Ges (Cfr 2Pt 1,16).
pregata
O Vita che ci hai introdotto nella vita eterna, o Ges,
che entri nei nostri sepolcri per farci risorgere e ci in-
viti a non temere la morte, fammi grazia di saperti
vedere allopera nella mia storia e nella grande Storia,
perch I FATTI contnuino ad essere Tuoi testimoni.
Amen

79
Tempo di Natale

mi impegna
Oggi cercher di vincere il male con il bene: saluter
per primo chi fa finta di non vedermi, senza preoccu-
parmi se mi risponder o no; oppure non parteciper
ai pettegolezzi fra colleghi di lavoro. Io voglio essere
vita e non sepolcro.

Gioved, 28 dicembre 2017


Santi Innocenti, mrtiri
Festa
Liturgia della Parola
1Gv 1,5-2,2; Sal 123; Mt 2,13-18
La Parola del Signore
ascoltata
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore
apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: lzati, prendi
con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta l
finch non ti avvertir: Erode infatti vuole cercare il bam-
bino per uccderlo. Egli si alz, nella notte, prese il bam-
bino e sua madre e si rifugi in Egitto, dove rimase fino
alla morte di Erode, perch si compisse ci che era stato
detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho
chiamato mio figlio. Quando Erode si accorse che i Magi
si erano presi gioco di lui, si infuri e mand a uccidere
tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo
territorio e che avevano da due anni in gi, secondo il
tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora
si comp ci che era stato detto per mezzo del profeta
Geremia: Un grido stato udito in Rama, un pianto e un

80
Tempo di Natale
lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole
essere consolata, perch non sono pi.
meditata
Il secondo salmo del Salterio osserva che insorgono
i re della terra e i principi congiurano insieme contro
il Signore e il suo consacrato (Sal 2,2); cosa perfetta-
mente e crudelmente visbile nel regno di Erode, che
vuole cercare il bambino per ucciderlo e non poten-
dolo fare per mezzo di chi non si fatto usare per i
sporchi disegni, sinfuria con odio omicida verso tutti
i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo
territorio e che avevano da due anni in gi. La strage
di questi innocenti una pagina di storia orrorosa sul
male che i potenti, senza timor di Dio e anticristiani
per partito preso, hanno fatto e continuano a fare nel
mondo. Non solo da Betlemme e dintorni, oggi, sale
il grido di questi innocenti e laccusa del loro sangue.
Ovunque si abortisca e si rubi linfanzia ai bambini, l
c Dio che piange i suoi figli.
pregata
Per i governanti delle nazioni e i desideri di bene che
devono nutrire nel cuore ti prego, Signore Ges:
venga il tuo regno nei loro cuori.
Per i bambini maltrattati, uccisi nel corpo o nellani-
ma dalle perversioni o dalla violenza degli adulti ti
prego, Signore Ges: risana ogni ferita e recupera alla
tua pace chi lha avuta rubata. Amen
mi impegna
Oggi pregher col rosario dei bambini non nati.

81
Tempo di Natale

Venerd, 29 dicembre 2017


San Tommaso Becket, vscovo e mrtire
Liturgia della Parola
1Gv 2,3-11; Sal 95; Lc 2,22-35
La Parola del Signore
ascoltata
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione
rituale, secondo la legge di Mos, portarono il bambino a
Gerusalemme per presentarlo al Signore - come scritto
nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sar
sacro al Signore -e per offrire in sacrificiouna coppia di
tortore o due giovani colombi,come prescrive la legge
del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome
Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consola-
zione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spiri-
to Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto
la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si rec al tempio e, mentre i genitori
vi portavano il bambino Ges per fare ci che la Legge
prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le
braccia e benedisse Dio, dicendo: Ora puoi lasciare, o
Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua
parola, perch i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti
alle genti e gloria del tuo popolo, Israele. Il padre e la
madre di Ges si stupivano delle cose che si dicevano
di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse:
Ecco, egli qui per la caduta e la risurrezione di molti
in Israele e come segno di contraddizione - e anche a
te una spada trafigger l'anima -, affinch siano svelati i
pensieri di molti cuori.

82
Tempo di Natale
meditata
Ges la luce che pu rivelare Dio alluomo; e il vec-
chio Simeone lo capisce con la luce dello Sprito San-
to. La gioia di innalzare al Cielo lAtteso e la Salvezza
di Israele e delle genti, trova, nello stesso Tempio e
nello stesso tempo, la profezia di un dolore grande
che colpir la Madre e corredentrice Maria. Ges entra
nel mondo come spartiacque e segno di contraddizio-
ne, perch, di fronte a Lui e alla sua parola, che Ve-
rit senza ombre, i pensieri dei cuori vngono a galla
e le mschere cdono. Di fronte a Ges, chi dice: Lo
conosco, e non osserva i suoi comandamenti, bu-
giardo e in lui non c la verit. Chi invece osserva la
sua parola, in lui lamore di Dio veramente perfetto
(1Gv 2,4-5). Questo tipo di divisione (Lc 12,51) portata
da Ges, porta con s il dolore del rifiuto della Verit
e la croce del peccato ostinato. Sia luno sia laltro
trafggono lnima al Cuore addolorato e immacolato
di Maria.
pregata
Signore, Eterno Tmpio, Luce delle coscienze e dei ppo-
li, demolisci il vecchio che trovi in me e ricostruisci il
tmpio che dovrei ssere con la mia vita. Che io possa
dire di Te: Lo conosco, senza il rimprvero che spetta
a chi non osserva i tuoi comandamenti, n si impegna
a osservarli. Spero in Te, Signore, e nella pi che bene-
detta tua Madre, che con Te ha condiviso ogni cosa,
anche il dolore della croce. Amen.
mi impegna
Quanta saggezza nei vecchi! Ascolter volentieri un
anziano, come se mi parlasse il vecchio Simeone.

83
Tempo di Natale

Sabato, 30 dicembre 2017


San Felice I, papa
Liturgia della Parola
1Gv 2,12-17; Sal 95; Lc 2,36-40
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, cera una profetessa, Anna, figlia di Fa-
nule, della trib di Aser. Era molto avanzata in et, aveva
vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza,
era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni.
Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e
giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel mo-
mento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bam-
bino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Si-
gnore, fecero ritorno in Galilea, alla loro citt di Nazaret. Il
bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la
grazia di Dio era sopra di lui.
meditata
Il legame col Tmpio, per ogni pio israelita, era il le-
game diretto con la santit di Dio, con la beatitdine
di stargli vicino. Beato chi hai scelto perch ti stia vi-
cino: abiter nei tuoi atri (Sal 65 [64],5), S, mglio
un giorno nei tuoi atri che mille nella mia casa (Sal
84 [83],11) dice il Salmista. In questi atri e in questo
contesto di amore totale per il Signore, vediamo sia
la profetessa Anna, ottantaquattrenne innamorata di
Dio e da Lui riempita nel vuoto della vedovanza, sia il
Bambino-redenzione di Gerusalemme, portato dai ge-
nitori, per ubbidienza alla Legge mosica. Ges lat-
teso e anche il Nuovo Tmpio! Dora in poi la santit
si misurer non pi in base alla vicinanza a un luogo,
ma alla conformazione a una Persona: il Fglio di Dio.

84
Tempo di Natale
pregata
O Sprito Santo, insgnami a lodare la Santssima Trinit,
ad adorarla come va adorata,
a parlare delle sue meravglie. Amen.
mi impegna
Il Figlio di Dio, la seconda Persona della Trinit,
rimasto in mezzo a noi e vive nei taberncoli di ogni
chiesa cattlica, nella forma eucarstica. La lucina del
lumino rosso perptuo, sempre accesa, ce lo segnala.
Vglio dargli degna adorazione ogni volta che entro in
Chiesa, non trascurando di salutarlo immediatamente,
con una genuflessione prolungata e devota. San Fran-
cesco dAssisi ce ne lscia un bellesmpio, e insegn
a fare altrettanto ai suoi frati, di cui si dice: Fedeli
allesortazione di Francesco, essi, ogni volta che pas-
svano vicino a una chiesa oppure anche la scorgva-
no da lontano, si inchinvano in quella direzione e,
proni verso terra con il corpo e con lo sprito, adorva-
no lOnnipotente, dicendo: Ti adoriamo, Cristo, qui e
in tutte le chiese (FF 401).

85
Domenica della Santa Famiglia
Tempo di Natale

Domenica, 31 dicembre 2017


San Silvestro I, papa
Liturgia della Parola
Gn 15,1-6; 21,1-3;Sal 104;Eb 11,8.11-12.17-19;Lc 2,22-40
La Parola del Signore
ascoltata
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione
rituale, secondo la legge di Mos, (Maria e Giuseppe) por-
tarono il bambino (Ges) a Gerusalemme per presentarlo
al Signore come scritto nella legge del Signore: Ogni
maschio primogenito sar sacro al Signore e per offrire
in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi,
come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme
cera un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che
aspettava la consolazione dIsraele, e lo Spirito Santo era
su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non
avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo
del Signore. Mosso dallo Spirito, si rec al tempio e, men-
tre i genitori vi portavano il bambino Ges per fare ci che
la Legge prescriveva a suo riguardo, anchegli lo accolse
tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: Ora puoi lascia-
re, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la
tua parola, perch i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti
alle genti e gloria del tuo popolo, Israele. Il padre e la
madre di Ges si stupivano delle cose che si dicevano
di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse:
Ecco, egli qui per la caduta e la risurrezione di molti in
Israele e come segno di contraddizione e anche a te una
spada trafigger lanima , affinch siano svelati i pen-
sieri di molti cuori. Cera anche una profetessa, Anna,
figlia di Fanule, della trib di Aser. Era molto avanzata

88
Tempo di Natale
in et, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo
matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottanta-
quattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo
Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta
in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava
del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Geru-
salemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo
la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro citt
di Nzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di
sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
meditata
Il Padre Eterno aveva fatto ad Abramo e a Sara, molto
anziani, una promessa che solo nella fede si pote-
va accettare come possbile. Se si fssero affidati al
clcolo delle probabilit e alle statstiche, Isacco non
sarebbe nato e loro non sarbbero stati n padre n
madre, n capostpiti di una numerosa discendenza.
Cos anche Maria, Giuseppe, Simeone e Anna, vvono
nelle fede la loro missione di genitori e la loro missio-
ne di profeti del Fglio dellAltssimo. Lo Sprito Santo
non rivela loro tutto in una volta, ma gradualmente li
accompagna e illmina. Perci, ad ogni evento nuovo,
in questo cammino di grzia che la vita familiare e
la stria del Salvatore in mezzo a noi, il padre e la
madre di Ges si stupivano delle cose che si dicevano
di lui.
Anche nelle nostre famglie e dove ci sono bambini, lo
stupore uno dei modi in cui Dio ci parla, ci duca e
ci solleva dalle paure di non sapr fare e di non sapr
dire Nel contesto della fede, per, il Signore che
viene incontro a noi, se confidiamo in Lui e non ci
separiamo da Lui. La solidit e crscita di ogni famglia
nellamore che si affida a Dio, si fida di Dio anche
quando tutto non chiaro, e cresce con Dio.

89
Tempo di Natale

pregata
Santa Famglia, che sei vissuta nellamore generoso, fi-
dndoti delle promesse di Dio, prega per tutte le famglie
in crisi, divise e fredde, perch non crchino soluzioni
senza laiuto della fede, ma cammnino sempre nelle
vie che Dio ci trccia, per non tralignare come un treno
che salta dalle sicure rotie. Amen.
mi impegna
Senza trascurare la Santa Messa, oggi dedicher pi
tempo alla mia famglia.

Gennaio

Luned, 1 gennaio 2018


Maria SS. Madre di Dio
Solennit
Giornata Mondiale della Pace
Liturgia della Parola
Nm 6,22-27; Sal 66; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, i pastori andarono, senza indugio, e trovaro-
no Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangia-
toia. E dopo averlo visto, riferirono ci che del bambino era
stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle
cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva
tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se
ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che
avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando fu-

90
Tempo di Natale
rono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli
fu messo nome Ges, come era stato chiamato dall'angelo
prima che fosse concepito nel grembo.
meditata
In questa scena strica, che parla dellumilt di Dio e
di come Dio prediliga gli mili per ssere custodito,
nutrito e raccontato, Maria santssima la memria
vivente di tutto e la migliore custode delle meravglie
che si andvano manifestando in Ges. Lo sguardo
dellEvangelista che da lei deve avr appreso tutto, si
concentra, dunque, sulla regina e sul Re dellumilt:
la Madre e il Fglio di Dio. Lei custodiva tutte queste
cose, meditndole nel suo cuore; Lui, Signore e Cre-
atore di ogni cosa, si presenta indifeso e soggetto a
tutti. La tenerezza che circonda questa scena la tene-
rezza di ogni maternit e figliolanza, con la differenza
che in questo scmbio di amore materno e divino, un
nome f tremare e prostrare in adorazione ogni crea-
tura: Ges.
pregata
O Ges, o Buon Pastore,
fosti in fasce eppr Signore,
dalla Mamma coccolato,
dai pastori raccontato.
Una mangiatia fu
la tua culla, o mio Ges,
ma nel cuore fu lalbergo
preferito da Te Verbo.
Or ti prego, per Maria,
che il mio cuor sempre ti dia,
quellamore di risposta
che ringrzia senza sosta.
Amen.

91
Tempo di Natale

mi impegna
Gli augur di buon anno, che oggi far a chi avr in-
contrato, saranno nella fede: Buon anno nuovo con
Ges e Maria.

Marted, 2 gennaio 2018


Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa
Liturgia della Parola
1Gv 2,22-28; Sal 97; Gv 1,19-28
La Parola del Signore
ascoltata
Questa la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli
inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo:
Tu, chi sei?. Egli confess e non neg. Confess: Io
non sono il Cristo. Allora gli chiesero: Chi sei, dunque?
Sei tu Elia?. Non lo sono, disse. Sei tu il profeta?.
No, rispose. Gli dissero allora: Chi sei? Perch possia-
mo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che
cosa dici di te stesso?. Rispose: Io sonovoce di uno
che grida nel deserto: rendete diritta la via del Signore,
come disse il profeta Isaia.Quelli che erano stati invia-
ti venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero:
Perch dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, n Elia, n
il profeta?. Giovanni rispose loro: Io battezzo nell'acqua.
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che
viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il
laccio del sandalo. Questo avvenne in Betnia, al di l del
Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

92
Tempo di Natale
meditata
San Giovanni il Battista confessa Io non sono il Cristo,
ma preparo con la penitenza la sua via. San Giovanni
lEvangelista confessa che Chiunque nega il Fglio, non
possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel
Fglio, possiede anche il Padre (1 Gv 2,23). Sono due
modi diversi di dire la stessa cosa: il nome di Ges,
cio la sua Persona, tanto grande e imprescindbile,
che trascurarlo volontariamente e non rimanere in Lui
signfica prdere la verit sul nostro ssere e sulla no-
stra orgine: il Padre.
pregata
Ges, insegna Tu a questa generazione senza padre,
che cos la figliolanza e che cos la buona paternit.
Amen.
mi impegna
Oggi ringrazier Dio Padre, per il dono di mio padre. Se
vivo, ti renderai presente con una vsita o telefonata.
Se morto, farai qualche pera di bene in suo suffrgio.

Mercoled, 3 gennaio 2018


Santissimo Nome di Ges
Liturgia della Parola
1Gv 2,29-3,6; Sal 97; Gv 1,29-34
La Parola del Signore
ascoltata
Il giorno dopo, Giovanni vedendo Ges venire verso di lui
disse: Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il pec-
cato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me
viene un uomo che mi passato avanti, perch era prima di

93
Tempo di Natale

me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con


acqua perch egli fosse fatto conoscere a Israele. Giovan-
ni rese testimonianza dicendo: Ho visto lo Spirito scende-
re come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo
conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi
aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere
lo Spirito colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto
e ho reso testimonianza che questi il Figlio di Dio.
meditata
Solo il Fglio di Dio battezza in Sprito Santo e si
manifest per tgliere i peccati... e... per distrggere
le pere del divolo (1Gv 3, 5 e 9). San Giovanni Batti-
sta ne d testimonianza con fermezza, umilt, scienza
bblica e vita penitenziale. I battezzati di tutti i tempi
gioscono di ci e cntano al Signore un canto nuovo,
perch ha compiuto meravglie (Sal 98 [97],1). Questa
consapevolezza e gratitdine deve accompagnare tut-
ta la vita del credente, anche perch solo Chi rimane
in Lui non pecca (1Gv 3,6).
pregata
Signore, Agnello di Dio, ti fccio conscere con la mia
vita e con le mie parole? Tieni lontano da me ogni pec-
cato, che mi renderebbe iniquo verso di Te, verso di me e
verso gli altri. Rendi la mia vita un canto nuovo: di lode,
di grzie, di amore incontenbile. Amen
mi impegna
Entro stasera far un buon esame di coscienza. Se
non sai come si f, e sai usare un motore di ricerca
sulla Rete, cerca: Come fare un buon esame di co-
scienza. importante vigilare sulla nostra pulizia in-
teriore, per non fare cattive o incomplete confessioni.

94
Tempo di Natale
Gioved, 4 gennaio 2018
Santa Angela da Foligno, religiosa
1 gioved del mese: preghiera per le vocazioni
Liturgia della Parola
1Gv 3,7-10; Sal 97; Gv 1,35-42
La Parola del Signore
ascoltata
Il giorno dopo Giovanni stava ancora l con due dei suoi
discepoli e, fissando lo sguardo su Ges che passava,
disse: Ecco l'agnello di Dio!. E i suoi due discepoli, sen-
tendolo parlare cos, seguirono Ges. Ges allora si vol-
t e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: Che
cosa cercate?. Gli risposero: Rabb - che, tradotto, si-
gnifica Maestro -dove dimori?. Disse loro: Venite e ve-
drete. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e
quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del
pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di
Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Si-
mon Pietro. Egli incontr per primo suo fratello Simone
e gli disse: Abbiamo trovato il Messia - che si traduce
Cristo - e lo condusse da Ges. Fissando lo sguardo su di
lui, Ges disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai
chiamato Cefa - che significa Pietro.
meditata
Diversi modelli di santit e di vocazioni ci presenta la
parola di Dio di oggi, e tutti rutano attorno al Mae-
stro e Messia Ges. Il Battista chiamato ad ssere
Precursore e parla dellAtteso ai suoi discpoli per-
ch si sgua, adesso, da Presente. Andrea e Giovanni
si fdano di quel buon testimone e sguono Ges in
cerca di stabilit e di una dimora per la loro sete di
verit. Simone ascolta il fratello e, trovato il Messia, si

95
Tempo di Natale

consegna a lui con grande disponibilit (Si f cambia-


re anche il nome!). Quante differenze e quante somi-
glianze nella stria di ogni vocazione! In tutte c una
ricerca sincera; a tutte Ges che ispira, si comnica
e ci coinvolge; per tutte la comunicazione personale
si serve dellentusiasmo di fede di una comunit. Le
differenze sono nel tempo di innesto e nei luoghi in
cui si innesta la buona novella. Ciascuno di noi avr,
infatti, in mente levento di salvezza che ha cambiato
la sua vita. Per lEvangelista e per santAndrea rano
circa le quattro del pomerggio di quel giorno indi-
menticbile.
pregata
Grzie, o Dio mio, per la chiamata alla vita, a vvere il
Vangelo nello stato di vita che mi hai fatto riconscere,
e per la vocazione alla santit, come tu sei Santo. Gr-
zie, per tutte le volte in cui non ti ho detto grzie e per
tutte le persone per cui non ti ho detto grzie. Non hai
creato solo me; non hai salvato solo me e non vuoi che
sia santo solo io. Pertanto: dmmi sempre la fedelt e il
desidrio di camminare insieme a quanti mi hai posto
accanto. Amen.
mi impegna
Oggi vglio fare memria di tutte le belle persone che
hanno arricchito la mia vita, soprattutto per la loro
testimonianza di fede; e dedicher la preghiera del
santo Rosrio a loro, per ringraziare Dio per la loro
presenza e testimonianza, e pregher anche perch
tante vocazioni al sacerdozio ministeriale nscano da
altre belle testimonianze.

96
Tempo di Natale
Venerd, 5 gennaio 2018
Santa Amelia, vergine e martire
Liturgia della Parola
1Gv 3,11-21; Sal 99; Gv 1,43-51
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Ges volle partire per la Galilea; trov Filip-
po e gli disse: Seguimi!. Filippo era di Betsida, la citt
di Andrea e di Pietro. Filippo trov Natanaele e gli disse:
Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mos, nella
Legge, e i Profeti: Ges, il figlio di Giuseppe, di Nzaret.
Natanaele gli disse: Da Nzaret pu venire qualcosa di
buono?. Filippo gli rispose: Vieni e vedi. Ges intanto,
visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: Ecco
davvero un Israelita in cui non c' falsit. Natanaele gli do-
mand: Come mi conosci?. Gli rispose Ges: Prima che
Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero
di fichi. Gli replic Natanaele: Rabb, tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d'Israele!. Gli rispose Ges: Perch ti ho detto
che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai
cose pi grandi di queste!. Poi gli disse: In verit, in verit
io vi dico: vedreteil cieloapertoe gli angeli di Dio salire e
scenderesopra il Figlio dell'uomo
meditata
Anche oggi assistiamo a una nuova vocazione per con-
tgio, ma stavolta Ges, nel rapporto con Natanaele, ci
f notare quanto ami coloro in cui non c falsit. Dio
pi grande del nostro cuore e conosce ogni cosa (1
Gv 3,20): intenzioni, lmiti, desider, esperienze, peccati,
passato, presente e futuro. Di Natanaele non guarda
tanto il giudzio sommrio su Nzaret, forse dovuto alla
prpria esperienza, ma la sincerit del cuore e delle

97
Tempo di Natale

parole, perch dove non c malzia e secondi fini, Dio


pu progressivamente dissipare anche i pregiudizi. E,
infatti, lesclamazione entusiasta di Natanaele: Rabb,
tu sei il Fglio di Dio, tu sei il re d'Israele!, lscia presa-
gire il sguito della sua stria di santit: ha avuto come
nico Maestro e Re il Fglio di Dio, accettando anche
il martrio.
pregata
Ges mio, vero uomo e vero Dio, sii il mio Maestro
e, dopo avermi accolto cos come sono, manda il tuo
Spirito a trasformarmi piano piano cos come mi vuole
Dio Padre. Amen
mi impegna
Oggi vigiler su me stesso, per non dire neanche la
pi piccola bugia.

98
Tempo di Natale
Annunzio del giorno di Pasqua

Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un


altro ministro idoneo pu dare lannunzio del giorno della Pasqua.

Fratelli carissimi,
la gloria del Signore si manifestata
e sempre si manifester in mezzo a noi fino al suo ritorno.
Nei ritmi e nelle vicende del tempo
ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.
Centro di tutto lanno liturgico
il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto,
che culminer nella domenica di Pasqua 1 Aprile.
In ogni domenica, Pasqua della settimana,
la santa Chiesa rende presente questo grande evento
nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte.
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:
Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 14 Febbraio.
LAscensione del Signore, il 13 Maggio.
La Pentecoste, il 20 Maggio.
La prima domenica di Avvento, il 2 Dicembre.
Anche nelle feste della santa Madre di Dio,
degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli
defunti,
la Chiesa pellegrina sulla terra
proclama la Pasqua del suo Signore.

A Cristo che era, che e che viene,


Signore del tempo e della storia,
lode perenne nei secoli dei secoli.
Amen.

99
Tempo di Natale

Sabato, 6 gennaio 2018


Epifania del Signore
Solennit
Giornata per lOpera Pontificia della Santa Infanzia
Liturgia della Parola
Is 60,1-6; Sal 71; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12
La Parola del Signore
ascoltata
Nato Ges a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode,
ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e di-
cevano: Dov' colui che nato, il re dei Giudei? Abbiamo
visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.
All'udire questo, il re Erode rest turbato e con lui tutta Ge-
rusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del
popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nasce-
re il Cristo. Gli risposero: A Betlemme di Giudea, perch
cos scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra
di Giuda,non sei davvero l'ultima delle citt principali di
Giuda:da te infatti uscir un capo che sar il pastore del
mio popolo, Israele. Allora Erode, chiamati segretamente
i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era
apparsa la stella e li invi a Betlemme dicendo: Andate e
informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete
trovato, fatemelo sapere, perch anch'io venga ad adorar-
lo. Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che ave-
vano visto spuntare, li precedeva, finch giunse e si ferm
sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella,
provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro
il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adora-
rono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro,
incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode,
per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

100
Tempo di Natale
meditata
Il Re dei Giudei anche il Re dellUniverso e lUniver-
so gli obbedisce: infatti una stella f da guida ai magi
e cos il creato f da guida a chi vuole adorare il vero
Dio. Chi non vuole adorare il vero Dio, invece, non
si lscia convncere nemmeno da prove pi grandi e
migliori, come sono le profezie contenute nella Sacra
Scrittura. Ecco allora un contrasto tremendo: i notbili
e studiosi pagani al vedere la stella, provrono una
giia grandssima, mentre il re Erode rest turbato e
con lui tutta Gerusalemme. nel cuore e nella mente
di ogni uomo che si gioca la partita dellaccoglienza o
del rifiuto, perch non basta informarsi su chi sia Dio:
bisogna anche volerLo adorare, in qualunque modo e
luogo Egli vglia manifestarsi.
pregata
Signore Ges, fra i non cristiani vedo battsimi di de-
sidrio che fanno arrossire la mia appartenenza piena
a Te e allnico Ovile, in cui vuoi tutti condurre. Se
tanto bene vedo in umini di buona volont che non
Ti conscono ancora, ma Ti adrano nella culla della
Verit a cui partcipano; quanto pi il mio battsi-
mo in acqua e Sprito Santo mi impegna a dare buoni
frutti in tutto ci che fccio. Amen
mi impegna
La cosa pi difficile che il Signore chiede al cristiano
di amare i nemici e pregare per i persecutori. Su
queste due cose ho molto da lavorare

101
Domenica del Battesimo del Signore
Battesimo del Signore

Domenica, 7 gennaio 2018


San Raimondo de Peafort, sacerdote
Liturgia della Parola
Is 55,1-11;Is 12,2-6;1 Gv 5,1-9;Mc 1,7-11
La Parola del Signore
ascoltata
In quel tempo, Giovanni proclamava: Viene dopo di me
colui che pi forte di me: io non sono degno di chinarmi
per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con
acqua, ma egli vi battezzer in Spirito Santo. Ed ecco, in
quei giorni, Ges venne da Nazaret di Galilea e fu battez-
zato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'ac-
qua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di
lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: Tu sei
il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento.
meditata
Ges comncia la sua missione pbblica con il Battsi-
mo nel Giordano, che avviene per mano di Giovanni
il Battista, ma che non pi il battsimo di penitenza:
nessuno dei penitenti giovannei, infatti, vide squar-
ciarsi i cieli e lo Sprito discndere verso di lui come
una colomba e sentire la voce di Dio Padre dire: Tu
sei il Fglio mio, l'amato: in te ho posto il mio compia-
cimento. Ges, senza peccato, non aveva bisogno n
delluno n dellaltro battsimo, ma f questo gesto
di umilt per portare in quellacqua di penitenza tutta
lumanit e per dire a tutti che cosa accade nel nuovo
battsimo in Isprito Santo, cio nel battsimo cristia-
no. In questo battsimo tutta la Trinit allopera e ci
abbraccia: il Figlio con la sua vita offerta per tutti; lo
Spirito, che prende dimora nelluomo; e il Padre, che
si compiace di vedere il Figlio, e in Lui tanti altri figli
che il peccato aveva sfigurato.

104
Battesimo del Signore
pregata
O Padre, che anche in me, come in Ges, tu possa sem-
pre trovare il tuo compiacimento. Amen
mi impegna
Oggi segner sul calendario, come giorno di festa, il
giorno del mio battsimo: cos non me ne dimentiche-
r, quel giorno, per ringraziare di cuore la Santissima
Trinit.

105
Indice dei brani Evangelici

MATTEO Lc 1,39-45 . . . . . 61
Mt 1,18-24 . . . . . pag. 52 Lc 1,46-55 . . . . . 64
Mt 2,1-12 . . . . . . 100 Lc 1,57-66 . . . . . 67
Mt 2,13-18 . . . . . 80 1,67-79 . . . . . . . 69
4,18-22 . . . . . . . 14 Lc 2,16-21 . . . . . 90
Mt 7,21.24-27 . . 29 Lc 2,22-35 . . . . . 82
Mt 8,5-11 . . . . . . 23 2,22-40 . . . . . . . 88
Mt 9,35-10,1.5-8 32 Lc 2,36-40 . . . . . 84
Mt 10,17-22 . . . . 77 Lc 5,17-26 . . . . . 37
Mt 11,11-15 . . . . 42 Lc 10,21-24 . . . . 25
Mt 11,16-19 . . . . 44 21,1-4 . . . . . . . . . 10
Mt 11,28-30 . . . . 41 21,5-11 . . . . . . . . 11
Mt 15,29-37 . . . . 27 21,12-19 . . . . . . . 13
Mt 17,10-13 . . . . 45 21,29-33 . . . . . . . 15
Mt 18,12-14 . . . . 39 21,34-36 . . . . . . . 17

MARCO GIOVANNI
1,1-8 . . . . . . . . . 36 Gv 1,1-18 . . . . . 74
1,7-11 . . . . . . . . 104 Gv 1,6-8.19-28 . 50
13,33-37 . . . . . . 22 1,19-28 . . . . . . . 92
Gv 1,29-34 . . . . 93
LUCA Gv 1,35-42 . . . . 95
Lc 1,5-25 . . . . . . 54 Gv 1,43-51 . . . . 97
Lc 1,26-38 . . . . . 30 Gv 20,2-8 . . . . . 78
1,26-38 . . . . . . . 58
Indice Generale

Presentazione del Vescovo . . . . . . . . . . . . . . . pag. 3

Non avere paura di sognare. Sogna! . . . . . . . . 5

XXXIV Settimana del Tempo Ordinario . . . . . 10

Tempo di Avvento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
I Settimana di Avvento . . . . . . . . . . . . . . . . 21
II Settimana di Avvento . . . . . . . . . . . . . . . 35
III Settimana di Avvento . . . . . . . . . . . . . . . 49

Tempo di Natale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
Natale del Signore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
Domenica della Santa Famiglia . . . . . . . . . 87
Annunzio del giorno di Pasqua . . . . . . . . . 99
Domenica del Battesimo del Signore . . . . 103

Indice dei brani evangelici . . . . . . . . . . . . . . . . 107


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