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Settimanale di Preghiera Domenica %5 Aprile 20 2 0 - settimana santa anno XX I I N ° 9 3 6

Non di solo Pane

Ai miseri del suo popolo renderà giustizia,

Domenica
salverà i figli dei poveri
e abbatterà l'oppressore.
Il suo regno durerà quanto il sole,
quanto la luna, per tutti i secoli.
delle Palme Scenderà come pioggia sull'erba,
come acqua che irrora la terra.
Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.
(Salmo 71)
Apostolato
della preghiera

“Vivere la Settimana Santa è


APRILE entrare sempre più nella lo-
Primo Venerdì 03/04 gica di Dio, quella
dell’amore e del dono di
sé”.
Papa Francesco

Quando non accettiamo veramente Gesù vita: questa è veramente l’unica via alla
quale Figlio di Dio per giustificare le nostre santità. La santità non è frutto di virtù, ma
scelte sbagliate, lo rinneghiamo. E lo rinne- dono di misericordia per chi si apre ad ac-
ghiamo per non dover condividere la sua coglierla, per chi si pente dal profondo del
sorte, per non dover partecipare alla sua cuore, nella consapevolezza di essere pec-
morte. Tutte le volte che non sappiamo rin- catore. E’ grazia per noi che il Signore ci
negare noi stessi, noi rinneghiamo Gesù. faccia vedere il nostro peccato per portarci
Tutte le volte che vogliamo salvarci dalla al pentimento. Ci dà la possibilità di pen-
croce , noi lo stiamo a guardare da lontano tirci: questa è la sua misericordia.
e diciamo, in pratica anche se non con le (A.M. Canopi, Patì per noi, Passione di Gesù
parole, che non lo conosciamo. secondo Matteo e “Via Criucis”, Casale Monf.
Forse questo non ci accade spesso? Se dun- 1994, 23s.)
que tante volte ci troviamo a rinnegare Ge-
sù, altrettante volte dobbiamo saper pian-
gere amaramente e assumere il pentimento
e la conversione come impegno costante di

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 2


I santi del giorno: Sant'Irene di Salonicco,
martire; santa Caterina Thomas, religiosa.

“Fa’ che la radice dell’amore sia con te. Da


una tale radice può venire solo
Domenica
Aprile
Domenica delle Palme
5
bontà.” (sant’Agostino)

Il Santo del giorno: san Vincenzo Ferrer


Parola di Dio Con i pochi mezzi di cui disponiamo possiamo produrre meraviglie
in briciole e lasciare segni d'infinito nel tempo che ci è dato di vivere. Poco
aveva san Vincenzo Ferrer, sacerdote domenicano, che con tenacia
e dedizione girava l'Europa portando la Parola di Dio al tempo del
grande scisma d'Occidente. Questo religioso spagnolo, nato a Va-
Fidarsi di Dio lencia nel 1350, era consapevole che l'unità fosse il bene più grande
Pagina curata da Don Luciano V. M
da salvaguardare in un periodo in cui la Chiesa era lacerata dalla
“Ogni mattina fa attento il mio orec-
chio perché io ascolti come i discepo- contrapposizione tra Papi e antipapi. Nel 1394 Pietro de Luna, di-
li.” (Is 50,4-7) venuto antipapa ad Avignone, volle Ferrer come confessore, ed è
in quel frangente che il religioso sentì la chiamata a farsi predicato-
Ci sono dei momenti nella vi- re itinerante per ricucire con coraggio la comunione tra fazioni op-
ta, nei quali l’unica lampada poste. Per 20 anni girò il continente e contribuì alla fine dello sci-
che guida i nostri passi è la fi- sma. Morì in Bretagna nel 1419.
ducia in Dio. Soprattutto
quando la sofferenza o
l’incomprensione ci rendono
ciechi e incapaci di trovare so- Vangelo Mt 21,1-11
luzioni. Solo allora sperimen- Quando furono vicini a
tiamo che, se ci fidiamo di lui, Gerusalemme e giunsero
non saremo confusi. Anzi, ad- presso Bètfage, verso il
monte degli Ulivi, Gesù
dirittura nel suo Spirito speri- mandò due discepoli, di-
mentiamo che lui ci dà la for- cendo loro: «Andate nel
za di fare ciò che umanamente villaggio di fronte a voi e
e da soli non riusciremmo mai subito troverete un'asina,
a fare. E’ questa l’esperienza legata, e con essa un pule-
dro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa,
del Servo del Signore. Egli, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro su-
nonostante sperimenti attorno bito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato
a sé l’ostilità e il rifiuto, non si detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te
scoraggia: si fida di Dio, il qua- viene il tuo re, mite, seduto su un'asina e su un puledro, figlio di
una bestia da soma”». I discepoli andarono e fecero quello che ave-
le rende duro il suo volto per- va ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di
mettendogli così di andare a- essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima,
vanti. E’ questa l’esperienza di stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli
Gesù: questi giorni santi siano alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella
per noi l’occasione per chie- che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui
che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
derci quanto davvero ci fidia- Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agita-
mo di Dio. zione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il
profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

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Medita la parola

La sorte del giusto.


Meditazione di don Luciano Vitton Mea

“Osanna al figlio di Davide! Be- dell’uomo, Signore della storia; me per onorare il Tempio ma
nedetto colui che viene nel no- infatti Colui al quale il Padre ri- per santificare il Golgota, il luo-
me del Signore! Osanna nel più metterà ogni giudizio, deve pri- go dei reietti, il crocevia delle
alto dei cieli!”, grida la folla ma essere giudicato dalla cattive- disperazioni umane; il luogo det-
all’ingresso di Gesù a Gerusa- ria e dall’invidia umana. Parten- to “del Cranio” dove le agonie
lemme, tra rami di palme ed uli- do da questa prospettiva com- diventano motivo di scherno da
vi festanti. C’è un clima di festa prendiamo anche la confusione, parte dei passanti, dove le lacri-
nelle vie e nelle piazze, e mentre quel velo di smarrimento, che me delle madri, delle moglie e
la folla stende i propri mantelli deve aver ottenebrato il cuore dei figli si mescolavano all’aceto.
sulla strada di Gerusalemme, degli apostoli e dei discepoli che Cristo entra in Gerusalemme
alcuni, forse stranieri di passag- st ava no s eg u e n do Ge sù per santificare la sofferenza u-
gio chiedono: “Chi è costui?” e dall’inizio della sua predicazione. mana, ogni tipo di dolore, di
altri rispondono: “Questi è il Gesù entra in Gerusalemme ma ingiustizia, di solitudine e di tra-
profeta Gesù, da Nàzaret di Ga- invece di essere riconosciuto dimento. Il Golgota è la nostra
lilea”. La scena è vivace e risuo- come il Messia tanto atteso e casa perché tutti, in fondo
na di passi che si affrettano sulle tanto desiderato, viene arrestato, all’animo, siamo come quei due
strade polverose, dietro a rumori giudicato e crocefisso. Da un disgraziati che vengono crocefis-
e voci che si rincorrono, si agita- punto di vista meramente uma- si con Gesù. Il Calvario si snoda
no come se fossero campane no la missione di Gesù è falli- misteriosamente nelle nostre
che rimbombano, che chiama- mentare: l’epilogo è quello di stesse vene perché tutti abbiamo
no, che invitano. Alcune si di- essere trattato come un misero e bisogno di stare ai piedi del
stinguono, altre si sovrappongo- volgare malfattore, finire come Crocefisso.
no, altre ancora si confondono. un comune “ladrone”. Ma è sul Gesù entra in Gerusalemme: i
E Gesù che fa? Avanza tra la crinale del fallimento che si ma- potenti tramano, i poveri si in-
gente e non dice una parola. E’ nifesta la gloria e la grandezza di camminano verso la sommità di
pienamente consapevole che Dio. Gesù non entra in Gerusa- un colle dove tre croci stanno
molto presto quel vociare che lemme per aggiungere una bella aspettando dei miseri malfattori,
osanna si tramuterà in una con- pietra votiva al già sfarzoso tem- Dio viene giudicato e crocefisso
danna: “Crocifiggilo, crocifiggi- pio di Salomone, non ha nulla per salvare buoni e cattivi, vitti-
lo!”. da aggiungere alla presunzione me e carnefici.
Gesù entra nella città santa non e all’autosufficienza degli scribi,
degli anziani o dei farisei. Viene Don Luciano Vitton Mea
per essere glorificato dagli uomi-
ni ma per glorificare il Padre, nella Città Santa per portare a
non per essere incoronato con compimento le promesse anti-
un diadema ma con quattro rovi che, per farci capire come e
intrecciati. E’ la sorte del giusto quanto Dio ami l’uomo, ogni
che paga per tutti, del Figlio uomo. Non entra in Gerusalem-

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Santi del giorno:Beato Michele Rua, sacer-
dote; beata Pierina Morosini, vergine e
“Quando potete fare del bene, non
rimandatelo, perchè l’elemosina libera dalla
morte.” (san Policarpo)
Lunedì
Aprile
Settimana Santa
6
Il Santo del giorno: san Pietro da Verona
Parola di Dio
in briciole La ricerca della verità alle volte porta allo scontro anche
con i nostri cari, è doloroso ma il cuore di ogni essere u-
mano ha sete di giustizia e non ha pace se viene soffocato
in questa ricerca. Sui passi di questa ricerca si pose san
Permettere a Dio di illumi- Pietro da Verona, figlio di eretici manichei, che con corag-
narci gio rinnegò il credo dei genitori divenendo paladino
Pagina curata da Don Luciano V. M. dell'ortodossia. Nato attorno al 1205 a Verona, da giovane
“Ecco il mio servo che io sostengo, il mio intuì l'errore nella fede dei genitori e si allontanò dalla fa-
eletto di cui mi compiaccio….”. miglia per diventare un religioso domenicano. Nel 1242 fu
nominato da papa Innocenzo IV inquisitore generale per
(Is 42,1-7) la Lombardia. Il suo compito gli costò l'odio da parte dei
gruppi eretici, ma questo non lo fermò nella sua opera.
Poter vedere la luce è davvero
Morì in un agguato tesogli da alcuni eretici nei pressi di
un grande dono. Ma regalo Meda, sulla strada tra Milano e Como, nel 1252.
ancora più grande è quello che
ci fa Dio donandoci una luce
interiore ben più profonda di
quella materiale. Tale luce ce la
dona attraverso suo Figlio, Vangelo: Gv 12,1-11
Gesù. Il profeta Isaia, già di- Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trova-
versi secoli prima dell’avvento va Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per
del Messia, aveva riconosciuto lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
in lui la persona che avrebbe Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, as-
aperto gli occhi ai ciechi e a- sai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi
vrebbe liberato coloro che vi- capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. Allora
Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, dis-
vono nelle tenebre. Evidente-
se: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari
mente si tratta di tenebre mol- e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli impor-
to più fitte di quelle che si cre- tasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa,
ano per mancanza di luce. So- prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse:
no le tenebre nelle quali ci tro- «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepol-
viamo tutte le volte che ci al- tura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete
lontaniamo da Dio con il pec- me». Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si
cato. Essere riconoscenti è il trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làz-
frutto più immediato di questa zaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora
decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne an-
nuova capacità di vedere. Si
davano a causa di lui e credevano in Gesù.
tratta di permettere a Dio, at-
traverso la passione redentrice
di Gesù, di illuminarci.

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 5


L’intimità dell’amicizia a cura di don Luciano Vitton Mea

sostare a Betania. essere pronti ad offrire a


E’ una sosta del cuore, coloro che ci hai dato la
Betania “casa dove Dio grazia di incontrare il
fa grazia”, e la grazia è balsamo della nostra a-
questo fare casa, è il po- micizia.
ter essere ospitato, poter Insegnaci ad essere
abitare. pronti, attenti, il cuore in
Grazia di Dio è l’intimità ascolto.
“Lasciala fare, perché ella lo dell’amicizia, scudo al E insegnaci a cercare i
conservi per il giorno della mia deserto, alle ferite della nostri amici, come te,
sepoltura. I poveri infatti li ave- vita; rifugio dolce, balsa- per rinnovare insieme il
te sempre con voi, ma non sem- mo profumato di grande miracolo dell’armonia
pre avete me”-
valore. primigenia, perché intor-
Il suo aroma si sparge no si sparga il profumo
Il clamore della folla si è
tutt’intorno addolcendo d’amore, balsamo poten-
spento. Gesù è in cam-
l’amarezza. te.
mino verso Gerusalem-
Aiutaci, Gesù, a non di-
me e sente il bisogno di
menticare gli amici, ad

Preghiamo la
Parola
Contemplo: Il mio volto nel volto di Dio
O Gesù, aiutaci a dif-
fondere la tua fragran- Le nostre notti di sofferenza apostoli, che non riescono a ve-
za ovunque noi andia- fisica e spirituale: tutte ricevono gliare con lui.
mo. Infondi il tuo Spi-
rito nella nostra anima luce da un’unica grande notte che La terribile notte della passio-
e riempila del tuo a- le salverà. Quando ci troviamo al ne di Gesù, che si allungherà nelle
more affinché penetri vaglio della prova, e avvertiamo fitte tenebre che oscurano la terra
nel nostro essere in fino in fondo la sofferenza di al momento della sua morte in
modo così completo
che tutta la nostra vita un’adesione alla volontà di Dio croce, riempie di significato e di
possa essere soltanto che si rivela misteriosa, è il mo- speranza ogni notte dell’uomo che
fragranza e amore tra- mento di andare a scuola dal Mae- affannosamente cerca se stesso, il
smesso tramite noi e
visto in noi, e ogni ani- stro in preghiera nell’Orto degli suo vero volto nel volto di Dio.
ma con cui veniamo a Ulivi, per imparare da lui (F. Dima, Camminare incontro a
contatto possa sentire l’abbandono nelle braccia del Pa- Cristo, pp.39-41)
la tua presenza nella dre.
nostra anima, e poi
guardare in su e vedere Ma è necessario contemplare a
non più me, ma Gesù. lungo quei terribili momenti in cui
(Madre Teresa di Calcutta) ogni fiammella di speranza umana-
si spegne nel sonno pesante degli

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 6


Santi del giorno: Sant'Egesippo,
scrittore; beata
Maria Assunta Pallotta, religiosa.

“Signore, nostro Dio, speriamo nel rifugio delle


tue ali”. (sant’Agostino)
Martedì
Aprile
Settimana Santa
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Il santo del giorno: san Giovanni Battista de la Salle
Parola di Dio Quella della scuola è un'esperienza di comunità, perché il
in briciole sapere non è mai disincarnato dal mondo in cui viviamo,
dalle relazioni che coltiviamo nella nostra vita quotidiana.
Per questo l'intuizione di san Giovanni Battista de la Salle
oggi conserva tutta la sua profezia. Nel XVII secolo, infatti,
Il nostro contributo alla gran- egli puntò sulla formazione di docenti in grado di vivere il
de opera della redenzione proprio mestiere come una vocazione e immaginò una
Pagina curata da Don Luciano V. M. scuola più aderente alla vita degli studenti. Nel 1680 grazie
a questo santo francese a Reims nacque il primo nucleo dei
“...Il Signore dal seno materno mi ha Fratelli delle Scuole Cristiane, che segnavano alcune novità
chiamato, fino dal grembo di mia madre
ha pronunciato il mio nome...” significative, come quella delle lezioni in lingua volgare e
(Is 49,1-6) non in latino. Il fondatore era nato nel 1651 ed era sacerdo-
te dal 1678. Lavorando anche nelle scuole popolari ebbe
L’efficacia della predicazione e l'idea di creare una comunità di insegnanti, non sacerdoti
dell’esempio del servo del Si- ma consacrati. Morì a Saint-Yon nel 1719.
gnore non dipende dalla sua
bravura o dalle sue forze. No-
nostante si senta incapace di
affrontare la grande missione
che Dio gli affida, diverrà se- Vangelo Gv !3,21-33.36-38
gno della sua potenza fino alle In quel tempo, mentre era a mensa con i suoi discepoli, Gesù fu pro-
nazioni più lontane. Gesù spe- fondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di
voi mi tradirà».I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo be-
rimenta la sua debolezza: nella ne di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si
sua passione è solo, abbando- trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di in-
nato da tutti e osteggiato dai formarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto
suoi nemici. Eppure questa sua di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il qua-
apparente sconfitta si trasfor- le intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e
lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone,
ma per l’umanità in sorgente Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare,
di luce e di amore. La cono- fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto
scenza di Dio che ne verrà per questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa,
tutte le genti dirà che il suo Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa»,
oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il bocco-
sacrificio, consumato nella so-
ne, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il
litudine e nell’abbandono, sarà Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se
fecondo e carico di benedizio- Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e
ni per tutte le genti di tutti i lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi
tempi. In questi giorni bene- cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove
vado io, voi non potete venire» Simon Pietro gli disse: «Signore, dove
detti, uniamoci a Gesù che vi- vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi;
ve la sua donazione al padre mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguir-
fino al momento supremo del ti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per
suo sacrificio: sarà il nostro me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu
piccolo contributo alla grande non m’abbia rinnegato tre volte».
opera della redenzione.

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 7


La luna e le stelle non brillano più meditazione di don Luciano Vitton Mea

mendo sentir dire da Ge- Il cuore di Pietro, invece,


sù:”….uno di voi mi tra- non è ancora sprofonda-
dirà”.Come? Gesù sa an- to nell’oscurità, ma tutto
che questo? E perché in lui è fragile. Gesù lo sa
non scappa? e gli predice il tradimen-
to.
Un camminatore come
lui potrebbe farcela a Gesù è venuto ad offrire
fuggire e a cancellare le a tutti la salvezza e per
Sue tracce. Con tutte le primo la offre a chi non
«Inverità, in verità io vi dico: conoscenze che ha…. Se vede attorno a sé che te-
uno di voi mi tradirà» è vero che Lui è anche nebre e oscurità.
«Nel cuore di Giuda la Dio, anche gli angeli po-
notte è scesa fitta.. La terebbero soccorrerlo e
luce della luna e delle nasconderlo in qualche
stelle non riesce a ri- grotta nascosta nel de-
schiarare la sua fragilità, serto, al riparo da ogni
la sua paura, il suo calco- minaccia.
lo. Deve essere stato tre-

Preghiamo la Contemplo: Le prove della vita


Parola Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Gesù, tu hai permesso
che Pietro passasse per
tante paure, Una sottolineatura, che riguarda In questo senso le prove che, nel
così che risplendesse l’atteggiamento ancora oggi ri- corso della vita, ci danno modo
in lui la verità del Van-
gelo che doveva mani- chiesto ai credenti, si profila co- di approfondire le nostre convin-
festare agli altri. me risonanza immediata del no- zioni di fede sono la possibilità
Fa' che anche noi ci
lasciamo amare da te stro atteggiamento di fede: è un che il Signore stesso ci offre per
in tutte le nostre pro- gesto ininterrotto della misericor- giungere ad una nuova e rinnova-
ve. Donaci di ricono-
scere la tua bontà, dia di Dio non permettere che ci ta alleanza con lui, nella purifica-
di lasciarci conquistare adagiamo in una situazione di vi- zione del cuore e dello spirito,
dalla tua croce per co-
noscerti come tu sei, ta sicura, magari protetta da con- per vie che appartengono
cioè il Dio che ci ama, vinzioni di fede che riteniamo all’interiorità, in una obbedienza
per poter con gioia
partecipare alla tua acquisite ma che, se non fossero liberamente accettata.
gloria e proclamarla costantemente vivificate, rischie- (F. Dima, Camminare incontro a
agli altri. Cristo, pp. 50-52)
(Carlo Maria Martini) rebbero di chiuderci in un oriz-
zonte assai limitato.

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 8


Santi del Sant’Agabo,
giorno: profeta;
sant’Amanzio di Como, vescovo.

“Uomo, sei un’opera stupenda, generata dal


respiro di Dio.” (Sant’Ambrogio)
Mercoledì
Aprile
Settimana Santa
8
Il santo del giorno: santa Giulia Billiart
Parola di Dio Impariamo dai nostri limiti e diventeremo segni di spe-
in briciole ranza per un mondo migliore. È questo l’invito che ci
lascia in eredità santa Giulia Billiart, religiosa francese
fondatrice di una congregazione dedita all’educazione
delle ragazze. Era nata nel 1751 da una famiglia agiata in
Il vero discepolo del Signore Francia ma all’età di 16 anni fu costretta a lavorare a
Pagina curata da Don Luciano V. M. causa della miseria improvvisamente piombata in casa.
«Il Signore Dio mi assiste, per questo Sei anni dopo fu colpita una paralisi alle gambe che du-
non resto svergognato, per questo rendo la rò 31 anni e che guarì inspiegabilmente nel 1804. Nel
mia faccia dura come una pietra, sapendo
di non restare confuso…” suo cammino di fede e di servizio fu accompagnata da
(Is 50,4-9a) alcuni sacerdoti, che, dopo aver superato la persecuzio-
ne della Rivoluzione francese, la guidarono verso la fon-
Il servo fedele del Signore è dazione nel 1803 di quelle che saranno poi le «Suore di
anche un servo saggio, un di- Nostra Signora di Namur». Morì nel 1816.
scepolo pronto a imparare,
uno che ogni mattina presta
l’orecchio alla parola del Si-
gnore; anzi, lascia che il Signo-
re stesso gli apra l’orecchio,
non si tira indietro e non gli Vangelo Mt 26,14-25
oppone resistenza. Non è sem- In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò
plice essere discepoli così. Per- dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve
ché questa obbedienza incon- lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da
dizionata può comportare il quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.
dolore dell’incomprensione, la Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e
gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa
solitudine, l’opposizione, la
mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e
persecuzione. Solo una ferma ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da
fiducia che il Signore assiste te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordi-
sempre e dovunque il suo ser- nato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a ta-
vo fa superare l’insicurezza, la vola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico:
tentazione dell’abbandono del- uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, comin-
la strada giusta o addirittura il ciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli
tradimento. Non lasciamo che rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello
i nostri sbagli, i nostri piccoli o che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui;
grandi tradimenti ci allontani- ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!
no dal Dio che mai si allonta- Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore,
disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
na.

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 9


Scegliere fra due vie pagina curata da don Luciano Vitton Mea –Parroco di Bovegno

preparano così la Pasqua. la volontà di Dio.


La cena che mangiano in- Spesso siamo chiamati a
sieme diventa luogo di una scegliere fra la due vie:
celebrazione più alta, è il quella facile che ci fa otte-
momento dell’addio e del- nere subito ciò che voglia-
la consegna del mistero mo e che quindi ci sembra
eucaristico. In questo con- la migliore, e quella più dif-
testo Giuda è consapevole ficile, che richiede corag-
del gesto che sta per com- gio, umiltà, fede.
piere e non lo nega neppu- I risultati della seconda via
re di fronte a Gesù che non sono subito visibili, è
glielo chiede. necessario molto impegno
Ancora oggi ci viene pre- Il buio che riempie l’anima e molto tempo per vederne
sentato l’episodio del tradi- di Giuda fa da contrasto il bene, ma è proprio quan-
mento di Giuda. In questo con la luce dell’obbedienza do la forza della fede è
brano troviamo anche il pura e totale che Gesù of- grande che la meta dona il
momento dell’accordo sti- fre a Dio. regalo più bello e più com-
pulato fra Giuda e i capi Mentre l’apostolo tradisce pleto.
dei sacerdoti, per conse- e quindi va contro l’amore
gnare Gesù al prezzo di del Padre, il Signore invece
trenta monete d’argento. obbedisce e dunque adem-
Il Maestro e i discepoli pie totalmente il disegno e

Preghiamo la Contemplo: Creati per amare


Parola

Tu, Signore Gesù, vieni Povero cuore, sbigottito di non sapere: il in cui si gioca l’opzione fonda-
tradito e rinnegato pro-
prio da chi ti è stato più celebre verso poetico ci introduce mentale per lui o contro di lui.
vicino, da chi ha visto
con i suoi occhi tutto il nel mistero del cuore dell’uomo, L’Amore infinito ha scelto di abi-
bene che hai compiuto, capax Dei, e tuttavia sbigottito di tare nel cuore di ogni uomo che lo
da chi ha sperimentato
che le tue parole sono non sapere, di non cogliere mai la accoglie, il Tutto di calarsi e di ce-
vera vita. Perdonaci se,
a volte, siamo anche noi pienezza del mistero che al con- larsi nel frammento.
tra quei discepoli, se ti tempo lo abita e lo supera. Creato per amare, l’uomo non può
consideriamo solo
quando ne abbiamo “Il cuore” esprime il centro e realizzarsi che nell’amore, ma
bisogno, se ti facciamo
tante belle promesse e l’identità della persona, la conflu- quando questo è disturbato il cuo-
poi, di fronte a certi enza di ragione, volontà, tempera- re si inquieta, sanguina, sbanda,
interessi umani o per
timore di che cosa po- mento e sensibilità, dove l’uomo arriva a frantumarsi.
tranno pensare e dire gli
altri, ci tiriamo indietro, trova la sua unità e il suo orienta- (P. Cattaneo, La guarigione del cuore, p.7)
dimenticando quanto mento.
Tu ci ami. Perdonaci,
Signore! E’ il luogo dell’incontro con Dio,
(M. Lovera)

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 10


Santi del giorno: San Liborio, vescovo (IV
sec.); beato Antonio Pavoni, martire.

“Salga a te o Signore, come soave profumo ogni


sacrificio che ti sarà offerto con fede e con devoto
Giovedì
Aprile
%
9
Triduo Pasquale-Cena del Signore
fervore. “ (Sant’Ambrogio)

Il santo del giorno: santa Casilda di Toledo


Parola di Dio Da musulmana a cristiana e poi santa: il percorso ver-
in briciole so la piena testimonianza di fede per santa Casilda di
Toledo era cominciato ben prima della sua conversio-
ne. Vissuta nell'XI secolo a Toledo, allora capitale reli-
giosa della Spagna, sotto il dominio degli arabi dal 711
L’Eucaristia: segno di un a- al 1085, Casilda era figlia del governatore della città.
Tutti, però, ne conoscevano la bontà d'animo e la ge-
more che libera e salva nerosità, che la spingevano ad aiutare i cristiani prigio-
Pagina curata da Don Luciano V. M. nieri, portando loro anche del cibo. La tradizione nar-
“ ...questo giorno sarà per voi un memoria- ra che il padre, insospettito, un giorno la fece perquisi-
le; lo celebrerete come festa del Signore: di re e il pane che la giovane portava per i cristiani si tra-
generazione in generazione lo celebrerete sformò miracolosamente in rose. Ammalatasi grave-
come un rito perenne.” mente, fu guarita solo grazie all'aiuto degli amici cri-
(Es 12,1-8.11-14) stiani: decise così di farsi battezzare e di ritirarsi a vita
eremitica, vivendo in quella condizione fino alla fine.
Quello che colpisce in questa
prima lettura è la volontà di
fare questo rito un evento pe-
renne, che tutte le generazioni
dovranno perpetuare trasmet- + Vangelo: Gv 13,1-15 Cena del Signore
tendolo di padre in figlio. Il Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la
motivo di tale richiesta di Dio sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i
suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la ce-
è che la Pasqua rappresenta na, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio
per la storia del popolo eletto di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli
una svolta epocale: questo rito aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio
ricorda che tale popolo non è ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugama-
più schiavo, ma libero e con no e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino
e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'a-
una nuova dignità. Anche per sciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro
noi cristiani la Pasqua ha lo e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù:
stesso significato: ci ricorda «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo».
che prima eravamo schiavi del Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli ri-
peccato, ma grazie al sangue spose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli dis-
se Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le
del vero Agnello, siamo stati mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha
liberati e abbiamo ricevuto una bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri,
nuova dignità. Questo vuol ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse:
dire che oggi è un giorno da «Non tutti siete puri».Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese
vivere con particolare gratitu- le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho
fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite
dine: l’Eucaristia è il segno e- bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho
terno di un amore che libera e lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli
salva ancora. altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate
come io ho fatto a voi».

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Voglio lavare anch’io i piedi a cura di don Luciano - Parroco di Bovegno

Non si può comprendere il questa disposizione il capo; non solo i piedi del
senso profondo d’animo, riduciamo nostro corpo, ma anche
dell’Eucaristia, se non in l’Eucaristia a un fatto di quelli dell’anima. Voglio
un contesto di servizio e di culto liturgico e nulla più. deporre tutta la lordura
dono di sé. Il rituale della Per questo il grande Am- della nostra fragilità.
cena ebraica prevedeva che brogio esclama:”Il mio Si- Quanto è grande questo
il capofamiglia lavasse le gnore depone la veste, si mistero. Quasi fossi un
mani dei convitati, ma non cinge di un asciugatoio, servitore lavi i piedi ai tuoi
i piedi: questo gesto era versa dell’acqua nel catino servi, e come Dio mandi
considerato talmente umi- e lava i piedi ai suoi disce- dal cielo la rugiada...Voglio
liante che non veniva ri- poli: anche a noi egli vuole lavare anch’io i piedi ai
chiesto nemmeno agli lavare i piedi, non solo a miei fratelli, voglio osser-
schiavi. Ma è proprio que- Pietro ma anche a ciascun vare il comandamento del
sto che il Signore, in quella fedele dice: “Se non ti laverò Signore. Egli mi comandò
notte benedetta volle inse- i piedi, non avrai parte con di non aver vergogna, di
gnare. Solo se ci si abbassa me”. Vieni, Signore Gesù, non disdegnare di compie-
e si vive in un profondo deponi la veste che hai in- re quello che lui stesso a-
atteggiamento di umiltà si dossato per me. Spogliati veva fatto prima di me. Il
può capire il mistero di un per rivestirci della tua mi- mistero dell’umiltà mi è di
Dio che si fa uomo e che sericordia. Metti dell’acqua vantaggio: mentre detergo
si consegna agli uomini nel catino, e lavaci non gli altri, purifico le mie
suoi fratelli. Se non c’è soltanto i piedi, ma anche macchie.

Preghiamo la
Parola Contemplo:
Il Signore è mia luce e Dio e la verità
mia salvezza: di chi
avrò timore? Di tutto possiamo fare a meno ma Poiché Dio è l’autore dei nostri
Il Signore è difesa del- non di Dio. Se siamo fuori da que- desideri (quelli buoni e più autenti-
la mia vita: di chi avrò
paura? sta logica, siamo fuori dalla verità, ci, privi di male e di malizia), si
Se contro di me si ac- siamo fuori dall’amore e siamo può affermare che, ascoltandoli e
campa un esercito, il fuori da Dio. attuandoli, l’uomo realizza il pro-
mio cuore non teme;
se contro di me si sca- Il peccato non rende felice nessu- getto di Dio su di sé, ciò che Dio
tena una guerra, anche no, perché divide da Dio che è la spera in lui.
allora ho fiducia.
Sono certo di contem- fonte dell’eterna felicità. Non ascoltare è non realizzare,
plare la bontà del Si- Che vale affannarsi quindi per i quindi è fallire, è peccare.
gnore nella terra dei
viventi. beni che passano, trascurando (P. Cattaneo, La guarigione del cuore, p.14)
Spera nel Signore, sii l’unico bene che resta per sempre,
forte, si rinsaldi il tuo
cioè Dio? Più ci allontaniamo dalla
cuore e spera nel Si-
gnore. fonte, più ci intristiamo. Il premio
(Salmo 26) per noi è la felicità eterna, che non
conosce noia perché è Dio stesso.

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Santi del Giorno: San Beda il Giovane, mona-
co; san Macario d'Armenia, pellegrino.

Sulla croce Gesù ci ha dimostrato come


dobbiamo sopportare la
Venerdì
Aprile
Triduo Pasquale –Passione del
10
sofferenza.” (sant’Agostino) Signore

Il Santo del Giorno: santa Maddalena di Canossa


Parola di Dio Far conoscere Cristo è il primo mandato affidato a ogni battezzato,
uno slancio missionario che oggi più che mai contiene una carica
in briciole profetica per il mondo. Profezia che santa Maddalena di Canossa
fece propria, camminando accanto agli ultimi, ai poveri e ai giovani
bisognosi di qualcuno che li accompagni a costruire il proprio futu-
ro. Nata nel 1774 a Verona in una famiglia nobile, Maddalena dopo
Cristo ha riportato su di sé il una terribile malattia decise di offrire la propria vita a Dio. Provò
l'esperienza del Carmelo, ma sentiva che la sua strada la portava tra i
peccato del mondo poveri. Dal 1808 cominciò così a lavorare in mezzo alle ragazze del-
Pagina curata da don Luciano la periferia veronese assieme ad alcune donne che saranno poi il pri-
mo nucleo delle Figlie della Carità, le Canossiane. La fondatrice mo-
….Egli è stato trafitto per le nostre colpe, rì nel 1835, dopo aver dato vita anche al ramo maschile dell'istituto;
schiacciato per le nostre iniquità– Il castigo oggi le sue suore operano in 32 Paesi.
che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guari-
ti…….” (Is 52,1353,12)
Le parole di Isaia fanno davve-
ro riflettere. Molti secoli prima Vangelo Gv 18,1-19,42 Passione del Signore
dell’avvento di Gesù Cristo, il
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il
profeta aveva predetto con luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero
decisione quale sarebbe stato e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in
il destino del figlio dell’uomo. mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla
Pochi avrebbero compreso croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti
Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu
che la sua morte non era un crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e
castigo, né tantomeno una in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato:
morte casuale: egli avrebbe «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io so-
portato su di sé il peccato del no il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho
scritto». I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero
mondo. Ora con l’obbedienza le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –,
il Cristo riapre la strada per e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta
giungere alla pienezza della d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non
comunione con Dio. Noi però, stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la
Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla
non dobbiamo dimenticare mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
quanto gli sia costata la nostra Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua
riabilitazione dal peccato. Que- madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora,
vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava,
sto non serve a renderci più disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepo-
responsabili, ma più grati a Di- lo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con
o per il dono di grazia che ab- sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto,
biamo ricevuto. Soltanto attra- affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un
vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di
verso il nostro amore e il no- aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Do-
stro desiderio di cambiare vita po aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il
possiamo rispondere con con- capo, consegnò lo spirito.
vinzione a tale grazia.

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 13


Colui che dalla croce ci indica la strada Meditazione di don Luciano

Pilato si pone una do- na. Se anche noi siamo riempito il mondo della tene-
manda: cos’è davvero la alla ricerca della verità, rezza del Padre. Per questo
verità? Egli non si rende non affanniamoci a cer- noi intoniamo a Te un canto
conto che essa non è un carla nei libri o negli uo- di vittoria. Ti sei lasciato
concetto o un’idea filo- mini: andiamo davanti appendere alla croce per ef-
sofica, ma una persona. alla croce, e contemplia- fondere su tutti la luce del
Quella persona, quel mo Colui che, da quel perdono, e dal tuo petto
giorno, era davanti a lui; patibolo, ci indica la stra- squarciato fluiscono verso di
ma egli non seppe rico- da per giungere al Padre: noi le onde della vita. O Cri-
noscerlo. La verità, in allora scopriremo ciò che sto, amore crocifisso fino alla
quel venerdì che avrebbe abbiamo sempre cercato fine del mondo nelle membra
cambiato per sempre la senza trovarlo mai. Solo del tuo corpo, fa’ che sappia-
storia dell’umanità, era allora comprenderemo mo oggi comunicare alla tua
appesa a una croce con che la verità è qualcosa passione e alla tua morte per
le braccia aperte: è que- di cui si fa esperienza gustare la tua gloria di Ri-
sto il segno della massi- con il cuore e potremo sorto. Amen”.
ma accoglienza, senza dire: “Stendendo le tue mani
giudizio e senza condan- sulla croce, o Cristo, hai

Preghiamo la Contemplo:
Parola
Il dialogo con l’Amore
Salvami, o Dio: l'acqua
mi giunge alla gola. La Parola di Dio rimprovera con ama e che lo aspetta.
Affondo in un abisso
di fango, non ho nes- una carica d’amore che apre sem- L’inutile dal punto di vista storico,
sun sostegno; sono pre la possibilità della salvezza e lo sguardo che cerca un altro
caduto in acque pro- del perdono. Sguardo è invece fondamentale
fonde e la corrente mi
travolge. Sono sfinito Riconoscendosi povero, l’uomo per vivere. Il divino abbraccio re-
dal gridare, la mia gola apre il dialogo con l’Amore ferito, stituisce l’uomo all’amore, cancella
è riarsa; i miei occhi si riallaccia lo sguardo allo sguardo la sua colpa, gli rende la gioia del
consumano nell'attesa
del mio Dio. Rispondi- da cui si era sottratto. ritorno a casa, pur esigendo
mi, Signore, perché Dio compie un atto creatore nel l’impegno della riparazione e del
buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua cuore di chi ha provato dolore cambiamento di vita. Volontà
grande tenerezza. Non intenso dei propri peccati. L’uomo dell’uomo e potenza dello Spirito
nascondere il volto al ha bisogno di uno sguardo per esi- si incontrano.
tuo servo;sono nell'an-
goscia: presto, rispon- stere, di sapere che da qualche par- (P. Cattaneo, La guarigione del cuore, p.24)
dimi! (Salmo 68) te del mondo c’è qualcuno che lo

Non di solo pane Settimana Santa - Numero 936 pagina 14


I santi del giorno: Sant'Isacco di Monteluco,
monaco; san Stanislao, vescovo e martire.

“Beato colui che la sapienza tiene per


Sabato
Aprile
Triduo Pasquale– Veglia Pasquale
11
mano.” (sant’Ambrogio)

Il santo del giorno: santa Gemma Galgani


Parola di Dio
in briciole Gemma Galgani non è diventata santa solo perché ha sa-
puto affrontare con coraggio la malattia, ma perché ha
trasformato quella malattia in un messaggio di speranza,
mostrando il volto di un Dio che condivide il dolore del
mondo. E Gemma aveva capito che la Croce di Cristo è
Vangelo: Mt 28,1-10 un segno concreto di un Dio vicino, una consapevolezza
Dopo il sabato, all'alba del primo maturata in mezzo alle difficoltà e poi nella sofferenza.
Era nata il 12 marzo 1878 a Borgonuovo di Camigliano
giorno della settimana, Maria di Mà-
(Lucca). Orfana della madre a otto anni e del padre a 19,
gdala e l'altra Maria andarono a visi- nel 1895, grazie ad alcune visioni, sentì la chiamata ad ap-
tare la tomba. Ed ecco, vi fu un profondire la spiritualità legata alla Croce di Cristo. Du-
gran terremoto. Un angelo del Si- rante la malattia, leggendone la biografia, aveva scoperto
gnore, infatti, sceso dal cielo, si av- anche la figura di Gabriele dell'Addolorata che fu un so-
vicinò, rotolò la pietra e si pose a stegno prezioso. L'8 dicembre 1897 fece voto di verginità.
sedere su di essa. Il suo aspetto era Morì sei anni dopo per una ricaduta della malattia.
come folgore e il suo vestito bianco
come neve. Per lo spavento che eb-
bero di lui, le guardie furono scosse
e rimasero come morte. L'angelo Medita
disse alle donne: «Voi non abbiate C’è grande silenzio oggi sulla terra; silenzio e solitudine,
paura! So che cercate Gesù, il croci- dopo che la voce è stata zittita. Eppure, se prestiamo atten-
fisso. Non è qui. È risorto, infatti, zione, anche questo giorno sembra portare una promessa
come aveva detto; venite, guardate di vita. Gesù nel sepolcro sembra un prode che riposa sere-
il luogo dove era stato deposto. Pre- no dopo aver portato a compimento la sua opera, fedele al
sto, andate a dire ai suoi discepoli: comando del Padre. Il riposo di Gesù non è inoperoso: og-
“È risorto dai morti, ed ecco, vi gi ricordiamo la sua discesa agli inferi, celebriamo il giorno
precede in Galilea; là lo vedrete”. dell’annuncio di salvezza a tutti coloro che attendevano la
Ecco, io ve l'ho detto». Abbandona- liberazione dalle tenebre e la rivelazione della salvezza. Ge-
to in fretta il sepolcro con timore e sù ha subito la morte perché tutti gli uomini venissero sal-
gioia grande, le donne corsero a da- vati dalla paura della morte; Gesù ha subito un’ingiusta
re l'annuncio ai suoi discepoli. condanna perché tutti potessimo essere liberati dalle con-
Ed ecco, Gesù venne loro incontro danne che pendono sul nostro capo.
e disse: «Salute a voi!». Ed esse si Le chiese oggi rimangono spoglie e silenziose; non ven-
avvicinarono, gli abbracciarono i gono proposte celebrazioni; ci viene suggerito di ripensare
piedi e lo adorarono. Allora Gesù e meditare quanto abbiamo celebrato negli ultimi due gior-
disse loro: «Non temete; andate ad ni, per fare nostro il grido del centurione che, vedendolo
annunciare ai miei fratelli che vada- morire in quel modo, esclama: “Veramente costui è il figlio di
no in Galilea: là mi vedranno». Dio”.

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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.

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Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 936


5 aprile 2020 -Settimana Santa -

Fiorella Elmetti Domenica 5 aprile 2020


Anno A - Anno XXII - N° 936

Redazione Chiuso il 29/03/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea