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NOTIZIARIO DEL GRUPPO OPERAZIONE MUSEKE O.N.L.U.S.

– Via Brescia, 10 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALY


Tel. 030/2130053 – Fax 030/2130044 NUMERO TREDICI - NATALE 1999
impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - nuvolera (bs)

Per una Incarnazione


di speranza e di solidarietà
NATALE 1969 - 1999 superando tutti gli ostacoli che sicu- sti anni, hanno offerto la loro profes-
ramente avremmo incontrato lungo il sionalità e il loro tempo insegnando,

“P er tutti il Natale 1999 sia una


solennità radiosa di luce, il
preludio per un’esperienza
particolarmente profonda di grazia e
di misericordia divina, che si pro-
nostro cammino.
Non è stato facile, un proverbio dice
“paese che vai usanza che trovi”.
Infatti abbiamo dovuto fare i conti
donando ma anche molto ricevendo,
sia in terra africana che in quella ita-
liana.
Sopravvissuti alla guerra fratricida del
trarrà fino alla chiusura dell’Anno giu- con la mentalità, i ritmi, gli usi e i co- 1972, dopo la repressione contro la
bilare nel giorno dell’Epifania di No- stumi diversi, tenendo ben presente Chiesa del 1985 abbiamo dovuto la-
stro Signore Gesù Cristo, il 6 gennaio che eravamo noi a doverci adeguare sciare il paese come tutti i missiona-
dell’anno 2001. Ogni credente accol- a loro e non viceversa, nel rispetto ri “bianchi”. Le opere continuarono
ga l’invito degli Angeli che annuncia- della loro cultura. però grazie agli omologhi che erava-
no incessantemente:“Gloria a Dio nel Quanti ricordi!!! Quanto amore si mo riusciti a formare.
più alto dei cieli e pace in terra agli sprigionava da ogni volto,da ogni sor- Ma il primo amore non si scorda mai.
uomini che Egli ama”(Lc 2,14).Il tem- riso, da ogni frase non pronunciata. Ecco perché quest’anno siamo ritor-
po del Natale sarà così il cuore pul- Sulla scia di questo amore,molte per- nati in Burundi e abbiamo realizzato
sante dell’Anno Santo, che immetterà sone dal cuore grande, durante que- (continua a pag. 16)

nella vita della Chiesa l’abbondanza


dei doni dello Spirito per una nuova
evangelizzazione”(Giovanni Paolo II).
Certamente Natale è sempre Natale.
Ma quest’anno è del tutto particolare
sia per la cristianità tutta, come ci ha
ricordato il Papa nella bolla di indi-
zione del Giubileo, sia per noi come
gruppo e singolarmente per me che,
trent’anni fa, dopo riflessione e qual-
che viaggio “in loco”, nel ’69 inizia-
vamo con l’aiuto del Signore la nostra
presenza e la nostra attività in terra
africana.
Quanto tempo è passato da quel pri-
mo Natale trascorso con altre ragaz-
ze in Africa e precisamente a Gitega
(Burundi)…Avevamo nel cuore il de-
siderio di donare amore in modo smi-
surato e oltre confine.
Con un pizzico di incoscienza, ma
guidate dall’aiuto di Dio,ci siamo“ im-
barcate “in questa avventura sicure
che la nostra fede e il nostro amore
avrebbero illuminato il nostro agire
Burundi: tra lo ieri e l’oggi
l Burundi si trova nel cuore del con- l’attuale Bujumbura (Usumbura). blica).

I tinente africano a circa 2000 km dal-


l’Oceano Atlantico a Ovest, a 1200
km dall’Oceano Indiano a Est.
Nel 1898 arrivarono i primi missionari
che riuscirono a penetrare in Burundi
venendo dall’est.
Nel 1972-73, in seguito ad una som-
mossa provocata dai tutsi, più di 200
mila hutu vennero sterminati. Fu un
Si trova sulla punta settentrionale del Dopo la prima guerra mondiale, nel “genocidio selettivo”perché furono uc-
Lago Tanganica ed è bagnato dal lago 1919 i belgi subentrarono ai tedeschi cisi soprattutto gli hutu di una certa
per circa 150 km. sconfitti e per avere un’unica ammini- preparazione culturale e di un certo li-
È un piccolo paese di 27.834 km2. strazione unirono il Burundi al Rwan- vello sociale.
È attraversato da Nord a Sud dalla cre- da. Limitarono l’esercizio assoluto e ar- Il Burundi fa parte dei 31 paesi a minor
sta Zaire-Nilo che raggiunge punte di bitrario del potere da parte del re loca- reddito pro capite,cioè i più poveri del
2.700 m sul livello del mare.Verso Est le, abolirono la schiavitù e posero fine mondo.
questa catena scende dolcemente Il 3 settembre 1987, il maggiore
formando migliaia di colline ton- Pierre Buyoya,con un colpo di sta-
deggianti, mentre verso Ovest to, si è sostituito a Bagaza come
precipita bruscamente nella valla- presidente (terza repubblica).
ta del Rusizi. Nell’agosto 1988, gli hutu hanno
La popolazione raggiunge i compiuto massacri tutsi, provo-
5.000.000 abitanti,divisi in tre im- cando l’immediata reazione del-
portanti etnie: 85% hutu, 14% tut- l’esercito. In tutto pare ci siano
si e 1% twa.È uno dei paesi a mag- stati circa 20.000 morti (le fonti
giore densità di popolazione: 187 ufficiali dicono 5.000). Questi so-
per km2. no chiamati gli avvenimenti di
Siccome le tre etnie vivono prati- “Ntega e Marangara”.
camente mescolate, si è imposta Il 1° giugno 1993 alle elezioni pre-
un’unica lingua: il kirundi. sidenziali vince il candidato del
Il clima è temperato, circa 20°C Frodebu,Melchior Ndadaye,che il
sugli altipiani del centro, e tropi- 10 luglio prende il potere al posto
cale nella fascia che costeggia il la- di Buyoya.
go Tanganica, con temperature at- Il 21 ottobre 1993 c’è un tentati-
torno ai 25°C. vo di colpo di stato da parte di
La cresta Zaire-Nilo ha un clima qualche elemento delle forze ar-
piuttosto freddo attorno ai 15- mate.Il presidente Ndadaye viene
17°C. assassinato assieme a quattro suoi
L’economia del Burundi è essen- collaboratori. Simultaneamente
zialmente agricola. L’industria è sono perpetuati atti di genocidio
pochissimo sviluppata. contro i tutsi.
La popolazione pensa soprattutto Il 22 gennaio 1994 è presidente
alla sussistenza,data la densità de- della repubblica Cyprien Ntarya-
gli abitanti e la scarsità del terre- mira che il 6 aprile muore con il
no coltivabile. presidente del Rwanda Juvénal
I primi abitanti del Burundi sem- Habyarimana in un incidente ae-
bra siano stati i boscimani.I secondi ad alla tradizione che gli hutu dovevano reo.
arrivare sono stati i twa, di tipo pig- servire i tutsi. Il 10 settembre 1994 viene firmata la
moide. Dopo i twa arrivarono nel pae- L’indipendenza arrivò il 1° luglio 1962 “Convenzione di governo”da parte dei
se dei bantu agricoltori, gli hutu, che contemporaneamente a quella del tredici partiti politici. Questa conven-
emarginarono i twa spingendoli verso Rwanda, ma nel Burundi l’organizza- zione consacra la divisione del potere
la foresta e le paludi incoltivabili. zione monarchica rimase e il predomi- tra le differenti formazioni politiche.La
Tra i secoli XIII e XVI ci furono immi- nio dei tutsi si rafforzò. In Rwanda il presidenza della repubblica resta nelle
grazioni di tutsi che giungevano dal partito degli hutu andò al potere e su- mani del Frodebu (Fronte di Liberazio-
Rwanda, ma originariamente proveni- bito si fondò una Repubblica. In Bu- ne Burundese). Il primo ministro deve
vano dagli altipiani dell’Etiopia. Pastori rundi, invece, alla proclamazione della essere di etnia differente e appartene-
alti, snelli, grazie al loro bestiame e alla Repubblica si giunse nel 1966, quando re ad una formazione politica diversa
loro superiorità militare fondarono un l’etnia dominante dimostrò di non aver da quella del presidente.Nei fatti si avrà
grande regno. La monarchia in Burun- più bisogno della monarchia per go- un presidente hutu del Frodebu e un
di sembra si sia imposta attorno al vernare il paese. primo ministro tutsi de l’Uprona (Unio-
1700. Il primo re si chiamava Ntare Se- Al potere c’era il re Mwami Muambuza ne per il Progresso Nazionale).
rusciazi. Questo re fondò una dinastia IV, che venne destituito dal principe Il 1° novembre 1994 è eletto presiden-
che resse il Burundi fino ai tempi mo- ereditario Carlo Ntare V,l’8 luglio 1966. te Sylvestre Ntibantunganya; in seguito
derni. Il 29 novembre 1966, il colonnello Mi- però al blocco delle istituzioni della
Il vero organizzatore del regno del Bu- chel Micombero fece un colpo di stato Convenzione, ai disordini e massacri
rundi è stato Ntare Rutaganua (1795- e proclamò la Repubblica (la prima). che seguirono, il 25 luglio 1996 si ri-
1852). Micombero restò al potere fino al 1° prende il potere Pierre Buyoya.
I primi europei a stabilirsi nel paese fu- novembre 1976 quando fu defenestra- Dal 31 luglio 1996 all’estate 1999 il Bu-
rono i tedeschi nel 1897, che fondaro- to e mandato in esilio da J.B.Bagaza,un rundi subisce l’embargo internazionale.
no nel 1899 una stazione militare nel- ufficiale dell’esercito (seconda repub- R.L.

MUSEKE - 2
L’avventura degli inizi
Le pioniere: Rosa, Maria, Tilde e Maria

A distanza di 30 anni è difficile co-


municare un avvenimento,ma è
anche molto bello rievocare
un’esperienza che a quei tempi per
noi è stata una vera impresa.
Ecco allora che con il parroco Don
Paolo Zanetti si incomincia a sensibi-
lizzare l’intera parrocchia. Don Paolo,
reduce da un viaggio a Kiremba per
conto dell’ufficio Missionario Dioce-
le donne, le ragazze a prendere co-
scienza della propria dignità, poten-
zialità e capacità.
Con questo spirito missionario, e con
la consapevolezza di essere una goc-
Quante domande mi frullavano in te- sano iniziò contatti diretti con un Ve- cia nell’oceano,anch’io ho fatto allora
sta, quanti punti interrogativi per ri- scovo africano (Mons.Makarakiza) per la scelta di dare un periodo della mia
spondere alle sollecitazioni dell’enci- dare il via ad un ponte fra Castenedo- vita all’Africa.
clica “Populorum Progressio” di Papa lo e il Burundi, che doveva unirci sen- Ritornando al nostro progetto, dob-
Paolo VI! Sviluppo - giustizia - scambio sibilmente e concretamente a quelle biamo dire che la realizzazione dell’i-
- aiuto alle popolazioni meno svilup- popolazioni troppo lontane e fino al- niziativa fu in gran parte merito della
pate,“un aiuto tale che le mettesse in lora sconosciute. sig. Enrica Lombardi che mise a di-
grado di provvedere esse stesse e per Ma quale poteva essere la presenza di sposizione esperienza e mezzi finan-
se stesse al loro progresso” (Populo- Castenedolo in mezzo ai barundi? ziari con entusiasmo e grande genero-
rum Progressio), tutte cose che ci Quali erano le necessità di quella gen- sità.
mettevano in discussione e che alla fi- te? In che modo potevano aiutarli sen- I lavori di preparazione furono molti,
ne sono state la pedana di lancio per za fare loro “la carità”? Una cosa rea- impegnativi; si trattò di fare arrivare a
il nostro impegno a dare un piccolo lizzabile poteva essere quella di inse- Castenedolo alcune ragazze barundi
contributo al terzo mondo. gnare loro un lavoro, ma quale? A chi? perché imparassero le tecniche del
Dopo l’enciclica di Paolo VI, anche a A Castenedolo molte ragazze lavora- mestiere per essere poi loro stesse le
Castenedolo il problema delle missio- vano nella fabbrica della sig. Enrica, “maestre” nel loro Paese. Veronica,
ni aveva incominciato ad essere pre- perché allora non pensare alle ragazze Maddalena,Rosalia,Virginia giunsero a
sentato e sentito in modo un po’ di- barundi ed insegnare anche a loro il Castenedolo (cosa impensabile allora)
verso da quello tradizionale: non era cucito e la confezione? l’8 dicembre 1967 e qui rimasero in-
più sufficiente celebrare la giornata Con la nostra mentalità sembrerebbe serite nella comunità e nel lavoro al-
missionaria una volta all’anno, fare cosa abbastanza facile,ma trent’anni fa l’Aurora per imparare, non senza diffi-
un’offerta, recitare delle preghiere, bi- in un paese dove non si era mai visto coltà, ciò che mai avevano fatto nella
sognava fare di più. un lavoro,dove le donne erano viste e loro vita.
Ma come si poteva fare, quali poteva- considerate capaci solo di lavorare la I mesi passano veloci, fervono i pre-
no essere gli scambi, i contatti? Certo terra,fare figli,restando sottomesse al- parativi presso le Madri Canossiane,
le parole del Papa erano sante, giuste, l’uomo, pensare di avviarle ad un la- tutti possono vedere le casse (n° 52)
ma molto difficili da tradurre in realtà voro che le rendesse indipendenti era che vengono preparate con cura con
se a pensare e progettare era una per- un’impresa non da poco e che solo la tutto il materiale prezioso e necessa-
sona singola, ma se a porvi mano fos- fede e l’impegno profondo potevano rio per poi attrezzare la casa, il labora-
se stata una intera comunità forse era tentare di realizzare. Nostro compito torio che sorgerà a Gitega. Superate
possibile. poteva quindi essere quello di aiutare molte difficoltà logistiche e burocrati-
che il 6 luglio 1969 Maria,Tilde ed io
con le nostre negrette,fra gli addii,i sa-
luti e parecchie lacrime partiamo da
Linate iniziando così la nostra meravi-
gliosa avventura o meglio la nostra
missione africana.
Certo le cose non sono andate proprio
sempre lisce perché la realtà non è un
bel sogno; ci sono state prove, diffi-
coltà, ostacoli, gioie e dolori, ma sor-
rette dalla convinzione che senza la
croce non c’è merito, e sostenute dal-
la forza che ci dava il Signore,abbiamo
lavorato,collaborato e dato inizio a pa-
recchie attività: l’accoglienza per tutti
quelli che bussavano alla porta, la no-
stra casa era chiamata “piccola Beta-
nia”, era aperta a tutti: laici, missionari
o suore che trovavano un ambiente se-
Da sinistra Maria Pitossi, Maddalena, Maria Capoduro, Rosa Scaroni, Veronica - reno e confortevole a qualunque ora;
Gennaio 1971 la scuola con tre turni di ragazze che

MUSEKE - 3
venivano a giorni alterni due volte al-
la settimana;le donne che imparavano
a crescere i bambini;il laboratorio (ate-
lier Museke) dove lavorava un bel
gruppo di ragazze operaie pagate che
facevano le divise per le varie scuole
delle missioni; il dispensario per pic-
cole prestazioni sanitarie.
Andavamo dai lebbrosi che erano ab-
bandonati da tutti;la domenica si par-
tiva per le succursali dove non pote-
va andare il missionario per l’anima-
zione della “messa bianca” e dove si
portava l’Eucaristia. Vivendo a con-
tatto con quella gente ogni giorno si
scoprivano innumerevoli e vere ne-
cessità, la povertà, la miseria, le ma-
lattie ma anche usi e costumi di un
popolo che faceva trasparire la gioia,
il rispetto, la riconoscenza. Nel dare
molto ho imparato e molto ho rice- Il centro di Museke - Dicembre 1972
vuto da tutti. Quella gente è ancora
tutta nel mio cuore,molte donne e al- Da alcune lettere di Maria Capoduro
cune delle nostre ragazze già sono
morte, i bimbi sono cresciuti ormai i racconto la mattina della Do- Messa, esclusa la Consacrazione.Una
sono adulti. Molti gravi avvenimenti
hanno segnato la storia del Burundi e
ancora oggi non sono finite le lotte
fratricide e la povertà continua ad es-
T menica delle Palme 1973.Ieri se-
ra, sabato, il “Patiri Mukuru”(il
Parroco) ha chiesto che tre di noi an-
dassero a Mumuri per la Festa delle
funzione alle 7,30, terminata alle
9,30, l’altra alle 10, terminata alle 12.
Abbiamo fatto due ore di Comunino-
ni.Vedessi che fede! Tante mamme per
sere la condizione della maggioranza Palme perché non aveva trovato nes- far stare quieti i loro piccoli con la
della popolazione, ma io continuo a sun sacerdote che potesse venire. Do- massima semplicità allattano il pic-
credere che valga la pena di impe- vevamo andare in Parrocchia, il mat- colo mentre si presentano per riceve-
gnarsi e di donarsi per gli altri. Gesù tino dopo, a prendere nel tabernacolo re la Comunione.
ci ha insegnato che a noi tocca semi- il grande ciborio con il Santissimo, pre- Questi bambini seminudi, con le loro
nare, altri raccoglieranno i frutti, parato per portare a Murmuri. manine giunte, ti guardano con certi
quindi io ringrazio il Signore dell’e- Così abbiamo fatto.Sono andata con occhioni! Siamo ripartite, felici di
sperienza fatta nella mia giovinezza. Rosa; ho preso dal Tabernacolo della aver portato il Signore a tanti fratelli,
Esperienza che ha dato un’impronta chiesa parrocchiale di Gitega il gran- che ormai ci conoscono e ci aspetta-
diversa alla mia vita, che mi ha arric- de Ciborio. Mentre Rosa guidava, io no.Ogni volta, nel salutare, ci dicono:
chito umanamente e spiritualmente e avevo il ciborio in grembo. “Venite presto”. Domani attendiamo
che auguro a molti giovani perché Siamo arrivate a Mumuri alle 7. Pre- a Museke i 18 catechisti di Mumuri e
Museke che si sta un altra volta ri- parato l’altare, indossati i nostri abi- i 10 di Giheta (l’altra nostra succur-
prendendo possa continuare nel suo ti bianchi, preparato il Santissimo nei sale) per fare loro un regalino in oc-
impegno di sostegno e solidarietà. nostri cestini e’ iniziata la funzione. casione dalla Santa Pasqua.
Vi sono 18 catechisti e, a turno, gui-
Rosa Scaroni dano la funzione.Tutto come per la S. Carissimi,
so che desiderate notizie dai nostri
lebbrosi. Noi ci occupiamo di un pic-
colo lebbrosario, che ospita 25 leb-
brosi (uomini e donne).Sono due dor-
mitori e una piccola infermeria.Il vit-
to (fagioli, banane, patate, cotti insie-
me) è preparato con il fuoco all’aper-
to.I lebbrosi che possono usare le ma-
ni, (quasi nessuno ha ancora le dita)
lavorano un pezzo di terra.
Oltre ai lebbrosi fissi, ne vengono al-
tri 40 per farsi medicare e assistere.
Passa un medico belga, della Società
di Padre Damiano, una volta al me-
se, e basta.Noi vorremmo per Pasqua
dare a ciascun lebbroso un paio di
sandali nuovi: poiché tutti non han-
no più le dita dei piedi, senza questi
sandali speciali, non possono regger-
si in piedi e si trascinano per terra, co-
me le bestioline ( i sandali costano
L.3.500 al paio).Vedete se potete fare
qualcosa per aiutarci.
Atelier Museke - Gennaio 1971 Io intanto Vi ringrazio molto.

MUSEKE - 4
N on dimenticherò mai quel po-
meriggio di primavera del
1968 quando Enrica mi te-
lefonò dicendomi: Torno ora dal Bu-
rundi e là ho pensato a te.Andresti giù
co. Io che non ero in possesso di nes-
sun requisito del genere,mandai ama-
ramente “in soffitta” la mia aspirazio-
ne, rassegnandomi al pensiero che
forse si trattava soltanto di un sogno,
prendere, affidata a...tre ragazze ine-
sperte. Ma c’è tanto entusiasmo, vo-
lontà e fiducia; con noi c’è il Signore
e sempre più lo vogliamo scoprire in
questi nuovi fratelli.A trent’anni di di-
a lavorare per un periodo, nell’opera evocato da semplice entusiasmo gio- stanza da quella avventura concludo
che stiamo preparando in risposta al- vanile Ora, evidentemente, c’era una che è stata per me un dono speciale
l’invito del vescovo Makarakiza? Su, “chiamata”. Lui, il Signore, la lanciava che mi ha aiutata a crescere umana-
pensaci seriamente........ci conto!” attraverso le sue misteriose media- mente e spiritualmente, aprendomi
Confesso che ebbi un tuffo al cuore! zioni, ma non c’era spazio per gli alla mondialità. L’incontro e la condi-
Un cumulo di pensieri, di interrogati- equivoci... Non fu facile né semplice visione con tanti missionari mi ha edi-
vi,di difficoltà,di paure mi assalirono rispondergli affermativamente.Le co- ficata e incoraggiata; il contatto con
improvvisamente. Perché questo in- se belle si devono pagare! Dopo il la gente povera, con le ragazze e le
vito proprio a me? Enrica la cono- corso di lingua francese a Bruxelles, donne desiderose di apprendere ciò
scevo da tempo ma senza occasioni il 16 luglio 1969, domenica, final- che nella vita serve a crescere so-
di contatto..... L’attrattiva dell’Africa mente, da Linate, parte la “comitiva”. prattutto in dignità, mi ha fatto capi-
l’avevo avuta in passato e abbastanza Si, infatti eravamo in nove. Le africa- re di più il senso dei valori veri della
forte, quando D. Monolo, direttore ne:.Maddalena,Veronica,Virginia,Ro- femminilità....Tutto è stato dono, an-
dell’ufficio missionario-diocesano, salia e Veronique;Tilde, Rosa , la sot- che l’amarezza del cuore quando
venne a presentare in occasione del- toscritta e il sig. Rizzetti. Emozionan- qualcuno ha contestato e ha voltato
l’assemblea dell’Az. Cattolica, il “pro- te e tragicomico quel viaggio! Com- le spalle.... È il momento in cui verifi-
getto Kiremba”come dono della chie- mosso e indimenticabile l’arrivo sul chi la tua scelta , chiedendoti, perché
sa bresciana al neo eletto Papa Paolo suolo africano. All’aeroporto Don e per Chi l’hai fatta.......E se, pur ri-
VI. Era l’apertura ufficiale della mis- Paolo attende con trepidazione... A conoscendoti una “frana”, concludi
sione “ad gentes” anche ai laici, come Gitega mons. Makaratiza offre a tutti che l’hai fatta per Lui,allora ti senti in-
frutto del Concilio. Agli aspiranti vo- cordialissima accoglienza.Il lavoro di teriormente ricaricata e disposta ad
lontari era richiesta specifica prepa- sistemazione presenta subito varie una nuova avventura. Grazie,Africa!!!
razione e specializzazioni, soprattut- difficoltà e contrattempi inerenti an-
to in campo sanitario e infermieristi- che all’esperienza nuova da intra- Maria Pitossi

I diversi campi di impegno


enata Vezzoli e Luisa Girelli di formate e preparate per la partenza. DI CUCITO E FOYER. L’entusiasmo

R Chiari arrivate a Museke, la


prima volta nel 1971, la se-
conda nel 1972 fino all’agosto del
1975.
Una decisione importante che ci ha
portate, per alcuni anni, a dedicarci
a tutte quelle persone che ancora
oggi non hanno voce all’interno del-
ci ha aiutato a superare gli ostacoli
dovuti alla non conoscenza delle
abitudini e delle tradizioni locali
compresa la difficoltà della lingua
le società mondiali le quali, allar- Kirundi e, non per ultima, l’espe-
• La nostra decisione è nata dall’e- gando sempre più il loro potere, so- rienza, per noi nuova, della vita di
sperienza del gruppo Missionario no riuscite a mantenere nel silenzio comunità.
Clarense collegato con l’Ufficio Mis- più assoluto questa gente. • A distanza nel tempo possiamo af-
sionario Diocesano e allo SVI (Ser- • Siamo arrivate in una Comunità fermare che il Burundi - Museke, è
vizio Volontariato Italiano) di Bre- femminile nella quale il progetto era stata una tappa che ha segnato in
scia, all’interno del quale ci siamo avviato già da alcuni anni:ATELIER maniera tangibile il nostro percorso
di vita e le scelte successive.
• La realtà eterogenea di Gitega, da
quella studentesca alla nuova bor-
ghesia burundese,al bananeto con i
più emarginati, pur essendo diffici-
le da conciliare e mantenere in equi-
librio attraverso i rapporti,ci ha per-
messo di studiare il problema poli-
tico - sociale - etnico di questo pae-
se, senza stereotipi e pregiudizi. Il
rapporto che si è mantenuto e con-
solidato nel tempo
• Il rapporto mantenuto nel corso de-
gli anni ci ha permesso di capire
l’importanza fondamentale, per lo-
ro e per noi, dell’amicizia.
• La preoccupazione maggiore era di
condivisione di momenti lavorativi
e ricreativi: la decisione di integra-
re nel progetto Foyer l’Educazione
Alimentare e la Coltivazione, è ve-
nuta di conseguenza. Questa ulte-
Il cardinal Martini, il Nunzio Apostolico e mons. Ruhuna - Agosto 1985 riore esperienza veniva sperimen-

MUSEKE - 5
Renata e Milly a Mumuri - Giugno 1973 Luisa con un gruppo di donne - Gitega 1974

tata sulle colline, presso le loro abi-


tazioni.

• Visti poi i bisogni nelle succursali


di Gitega -Mumuri e Gihza e su ri-
I l mio incontro con l’Africa é avve-
nuto la mattina del 13 sett.1973.Ave-
vo accettato di andare a Museke per
sostituire chi doveva rientrare.Mai ave-
vo pensato nella mia vita di un giorno
nella panchina tanto bassa da toccare
la terra, unirmi ai loro numerosissimi
canti, adeguandomi, perfino alla canti-
lena abituale,… Ecco, tutto questo( e
non solo questo perché i momenti in-
chiesta della Diocesi locale , si è av- poter andare in Burundi a prestare il dimenticabili sono tantissimi) ha fatto
viata l’esperienza del Foyer parten- mio servizio (anche se minimo).Ma l’e- si che un po’della loro vita è entrata in
do dal coinvolgimento diretto delle sempio di alcune persone prima di me, me, e mi da la possibilità di capire e di
donne e delle loro famiglie le quali e in modo particolare la frase del Van- soffrire in maniera diversa da chi sente
divennero esse stesse promotrici gelo che dice:“di grazia avete ricevuto, e vede situazioni tragiche solo alla tele-
delle iniziative del progetto (Celi- di grazia avete dato”, mi hanno dato la visione. Sono passati 27 anni, ma il ri-
ne, Gaudence, ...ed altre eccellenti spinta per decidermi. E quello che pri- cordo è ancora nitido e là sarà per sem-
collaboratrici). ma ritenevo difficoltà insuperabili si é pre, anche se nella vita ho fatto altre
rivelato superabilissimo. E questo per esperienze di Missione.
• Non possiamo infine tralasciare me è stato un dono di Dio.Ancora oggi Sono legata ancora, tramite corrispon-
quanto siano stati fondamentali i quando ringrazio il Signore per quello denza a Marciana e Jacinta le due “mo-
momenti condivisi con i nostri mis- che mi ha dato,c’è sempre il grazie per nitrices”che lavorano con me,e mi rac-
sionari e volontari che in quegli an- l”Africa”. L’aver per un bel periodo vi- contano le cose tristi che succedono
ni erano numerosi in Burundi. Gra- cino a quella gente,per me estranea al- anche nelle loro famiglie.
zie alla collocazione geografica di l’inizio, ma divenuta così, da accettare Io prego,e con me sono tanti che lo fan-
Gitega ed all’ospitalità caratteristi- con disinvoltura di entrare nelle loro ca- no, perché in Burundi si possa convi-
ca di Museke, i momenti di comu- se(capanne), di mangiare quello che ti vere serenamente e la pace possa re-
nità venivano condivisi con i nu- offrivano, di bere con loro la birra. Di gnare in tutti i cuori.
merosi missionari e laici che sosta- pregare con loro, vicini a loro, seduta Giuseppina Bardelloni
vano qualche ora o qualche giorno.
Questi momenti aumentavano la
nostra conoscenza delle realtà so-
cio-politiche ed ecclesiastiche che
il paese stava vivendo. Non possia-
mo non ricordare che in quegli an-
ni si viveva il culmine della rivolta
della “Repressione del 1972” e la
sofferenza che ci univa agli indige-
ni, ci dava la forza di continuare ad
esserci.

• Potremmo prolungare all infinito


perché, mentre scriviamo, i ricordi
si susseguono,ma non riusciremmo
mai ad esprimere tutta quella ric-
chezza interiore che dagli anni di
Gitega ci sentiamo dentro e che an-
cora oggi ci accompagna nelle no-
stre scelte.
Renata e Luisa Giuseppina a Gihiza - Aprile 1974

MUSEKE - 6
La realizzazione
Linda Zini a Museke dal 1974 al 1978

S ono ritornata a Gitega,tre anni do-


po il mio rientro in Italia. Nel ri-
trovarmi in Cattedrale per la Mes-
sa domenicale,in mezzo a tanta gente;
donne-uomini-giovani-ragazze-bambi-
sa nel mio cuore. Collaborare con le
amiche responsabili del laboratorio e
della scuola e a volte anche sostituirle,
mi ha permesso l’apprendimento e l’e-
sercitazione in lavori appartenenti a
no già percorso 10 Km.a piedi e la
ginecologia distava ancora 8 o 9
Km.
Sono partita con lui, ma all’arrivo
sul luogo, la donna era in travaglio.
ni e neonati stretti da fasce attorno al settori nuovi. Fui ammessa all’interno della ca-
dorso delle madri, ho avuto la perce- Per tanti aspetti mi sentivo una perso- panna dove la puerpera giaceva
zione di un ritorno a casa. na povera, in mezzo a tanti fratelli po- per terra. Dopo sforzi enormi con
Nel risentire l’odore della loro pelle,re- veri,anche se le povertà erano diverse. aiuti rudimentali, il bimbo venne
so più intenso per l’affollamento e la Alcuni fatti, mi rifluiscono alla memo- alla luce.
stretta vicinanza,ho ritrovato una cosa ria. Intanto, all’esterno si era riunita
famigliare di cui avvertivo la nostalgia • Era uno dei venerdì di quaresima. una grande folla in attesa dell’e-
e che se anche non era gradevole ama- Come al solito dedico alcune ore po- vento. Erano abitanti del “rugo” e
vo profondamente.È stata la prova del meridiane per una visita ad un del villaggio vicino.Al primo vagito
nove del mio amore per quella gente e piccolo villaggio di lebbrosi con l’in- del bimbo, le persone fuori riunite,
del mio sentirmi parte di essa. tenzione di pregare con loro e per sono esplose in canti e danze di
Quattro anni ho vissuto a Museke. loro. gioia.
Non so cosa la mia presenza abbia si- Maria ospite del villaggio perché Dopo aver rimesso in ordine madre
gnificato per le persone che ho incon- ammalata, mamma di 5 o 6 bam- e figlio, li fece salire in macchina as-
trato,so però di aver vissuto quell’arco bini (non ricordo esattamente il sieme al marito e alla suocera.
di tempo con intensità d’amore e pie- numero), mi venne festosamente Essendo seguita da tutte le persone
nezza di dedizione. incontro, spostandosi sulle ginoc- presenti che inneggiavano alla vita
Ambientarmi non è stato facile. Forse chia e dicendomi:“Linda è proprio ho dovuto guidare a passo d’uomo
aleggiava troppo in me il confronto tra vero che il Signore mi ama!”.Fui in- per raggiungere la loro dimora.
l’Italia e il Burundi. Il confronto (ad curiosita da tale affermazione e le Che dire? Ogni Natale rivive questa av-
esempio) si riferiva, al guardare le col- chiesi: “perché Maria mi dici que- ventura e Betlemme la sento vicina.
line:il mio pensiero e i miei ricordi cor- sto?”, Maria di rimando mi rispose Le relazioni, i rapporti con quella gen-
revano ai miei Colli Berici o alle mie “perché se tu sei qui e vieni a tro- te africana,furono buoni e semplici.La
Dolomiti.Soffermandomi vicino e den- vare noi a nome del Signore è per- mia umanità ne è uscita rinnovata, svi-
tro ad una capanna, nei miei occhi si chè Lui mi ama e ci ama tutti uno luppata e arricchita.
ergevano gli angoli eleganti dei palazzi ad uno”. Oggi ogni persona di colore che in-
Palladiani. Nel cogliere i repentini pas- contro sulla mia strada la sento amica
saggi dalla notte al giorno e viceversa, • Alle prime ore di un pomeriggio as- e mentre la guardo e dialogo, si rinno-
sognavo la dolcezza dei tramonti e del- solato, arriva da me un uomo tut- va la simpatia e la comprensione.
le albe, che da noi si prolungano nel to trafelato chiedendomi di andare Ringrazio,dopo il Signore,Enrica Lom-
tempo. con lui presso una capanna dove bardi per l’esperienza che mi ha fatto
Anche la difficoltà di parlare e di espri- aveva lasciato la moglie incinta in vivere.Il dono ricevuto non ha prezzo
mermi in francese, mi rendeva impac- procinto di partorire. Desiderava e mai riuscirò a ringraziare sufficiente-
ciata-imbranata-paurosa e a volte con- che io in macchina la trasportassi mente.
gelata.Non riuscivo ad essere me stessa. dalla capanna all’ospedale. Aveva- Linda
All’inizio tutti i volti mi sembravano
uguali e il colore scuro della pelle de-
gli occhi dei capelli,mi angosciava.An-
che i nomi delle persone non sapevo
calzarli a dovere.
Quando però, sopravvenne la consa-
pevolezza di essere in Burundi per una
riposta ad una chiamata di Dio e rico-
noscendo nel quotidiano il Suo amore
protettivo e misericordioso,avvenne la
liberazione dai confronti e dalle tante
paure.
Ha vinto l’amore. L’accettazione mi ha
permesso di accogliere con amore tut-
to: paesaggi-luoghi-persone-usi/tradi-
zioni-idioma-musica-canto e perché no
anche le pulci penetranti.
Il servizio chiestomi, mi impegnava in
attività e ruoli vari. Nulla combaciava
con la esperienza professionale. Gesti-
re una casa di accoglienza, ricevere
ospiti a tutte le ore, mi ha allenata a fa-
re spazio alle persone prima che in ca- La visita a Maria e agli amici lebrosi di Gitega

MUSEKE - 7
Andare in Burundi... È valsa la pena?
Milly Gussago a Museke dal 1975 al 1978

U na domanda che spesso mi vie-


ne posta e può sembrare logica,
considerato che, apparente-
mente quel paese sembra regredire in
valori e progresso, nonostante tutto.
si completava nel concretizzare con
le ragazze e le loro famiglie, un rap-
porto fraterno, amichevole, fatto di
semplici gesti, percorrendo a piedi
sentieri polverosi attraverso colline e
monchi, le loro bocche sdentate e
sempre aperte al sorriso, il loro can-
to di ringraziamento a Dio per la no-
stra presenza?
– E che dire degli week end nell’i-
Oggi come allora,con convinzione ri- bananeti per dare un aiuto a chi per mihana (savana) ospite nelle famiglie
spondo SI. Innanzitutto, per avere ri- vari motivi si trovava in difficoltà. delle ragazze.
sposto ad una chiamata che Dio mi I finanziamenti, modesti, venivano Gli anziani (abashingantav) con can-
aveva fatto attraverso le molteplici vi- tratti da una cassa comune,dove ogni ti dolci e sommessi, con musica com-
cende della vita;e perché in quella ri- ragazza, liberamente metteva una posta da semplicissimi strumenti rac-
posta ho trovato la mia realizzazione parte del suo stipendio. E qui... i ri- contavano la loro storia fatta di tradi-
nel progetto di Dio,quindi la serenità cordi si accavallano tra emozione e zioni,di proverbi,di favole...storie ve-
interiore.Non ero partita a titolo per- commozione. re tramandate di generazione in ge-
sonale, ma come espressione di una – Come dimenticare LEONIA... una nerazione e raccontate sotto le stelle
comunità ad un’altra comunità per ragazzina di tredici anni, la più giova- nelle notti di luna piena con il sibila-
uno scambio di valori. ne e gracile del gruppo Atelier, morta re del vento tra le foglie degli alti e
Il mio servizio a MUSEKE (GITEGA) tra le mie braccia per eccessiva dose profumati eucaliptos?
missione ideata da Mon. MAKARAKI- di un farmaco somministratole erro- – Ho impressa la figura semplice e pa-
ZA e realizzata nel 1969 con l’aiuto di neamente al dispensario statale, Leo- terna dell’Arcivescovo Mons. Ruhu-
Enrica Lombardi, era di collaborare nia era l’unica della sua famiglia a per- na, martire della fede (morto nel set-
con un gruppo di ragazze di un ATE- cepire una salario, e la mamma affet- tembre 1996) è stato per me un esem-
LIER di cucito. Le ragazze avvalendo- ta da grave malattia aveva continua- pio di amore fraterno, promotore di
si delle nozioni acquisite da chi mi mente bisogno di cure. In seguito... speranza, testimone coraggioso di
aveva preceduto, progredivano di furono le ragazze dell’Atelier a sosti- Cristo.E potrei continuare fino a stan-
giorno in giorno e l’Atelier Museke tuire Leonia nelle necessità della carvi, se già non l’ho fatto. Preferisco
riusciva a confezionare abiti per per- mamma. concludere sottolineando che SI, per
sone di ogni ceto sociale, dal presi- – LUDOVICO, un uomo di trentacin- me è valsa la pena fare questa arric-
dente all’epoca MICOMBERO, ai PIG- que anni, che a causa delle pulci pe- chente esperienza che continua nel
MEI. Il ricavato di quel lavoro, per- netranti camminava carponi e poiché tempo perché tutt’ora, sono in con-
metteva il salario alle quindici ragaz- per curarlo non c’era altro modo che tatto espistolare con quelle persone,
ze dell’Atelier e la sovvenzione al togliere una ad una le centinaia di e ad ogni possibile occasione ritorno
FOYER (scuola di alfabetizzazione e pulci, per molto tempo, con le ragaz- in BURUNDI per rivedere le ragazze
vita familiare) che con l’OSPITALITÀ ze,a turno spulciammo ludovico fino di un tempo diventate mamme di sei,
formava le tre iniziali finalità di quel- a rimetterlo in posizione verticale, e otto,dieci bambini,e con loro tanti al-
l’opera. piano piano riprese felicemente a tri amici, ed è una grande gioia rive-
Nel giorno di sabato, in Cappella con camminare fiducioso nella provvi- derci scambiandoci ogni notizia re-
le ragazze dell’Atelier si rifletteva sul denza. Fu una festa e una gioia indi- cente o remota, e il rapporto umano
VANGELO (generalmente un brano menticabile,tra canti danze e suoni di d’amicizia fraterna continua nel tem-
scelto da loro) e gli impegni non man- tamburi. po come dono.
cavano nel cercare di vivere l’inse- – Come dimenticare i LEBBROSI... i Nel 1985 quel gruppetto di donne ave-
gnamento di CRISTO. Il mio servizio loro stretti abbracci fatti con arti vano formato una piccola cooperati-
va, la PRIMA COOPERATIVA DI DON-
NE IN BURUNDI riconosciuta dalla
stato Burundese,e tutt’ora continuano
a collaborare nonostante l’attuale dif-
ficile situazione di guerra civile.
Non so se sono riuscita a trasmettere
valori, ma sono certa di avere ricevu-
to tanto da quelle persone.
Prego perché giovani e adulti si ren-
dano disponibili a vivere queste pre-
ziose esperienze.
Grazie a Dio per quanto mi ha con-
cesso, e chi mi ha aperto la strada a
questa scelta di vita.
Un ringraziamento a Enrica che con
fiducia mi ha lasciato gestire libera-
mente ogni iniziativa nata da esigen-
ze locali. E in fine, grazie a Lucia, Lin-
da,Giuseppina,Luisa e Renata che mi
sono state compagne, sorelle e ami-
che nalla vita comunitaria.
Vanna e Milly - Agosto 1981 Milly

MUSEKE - 8
L’opera agli omologhi
Maria Luisa Costa a Museke dal 1978 al 1982
n Burundi dicono che il Burundi è cominciava ad incontrare una proces- È in questo ambiente, in questa situa-

I il cuore dell’Africa e che Gitega è sione di gente che,scalza e vestita di po- zione che con Mafalda, Bianca,Vanna
il cuore del Burundi.Gitega,ex ca- vere cose riciclate e sporche, va per i Bruna ed Assunta ho vissuto il mio
pitale, è situata a 1750 mt. s. m. , con fatti suoi. Quel che colpisce di più so- servizio in Burundi durato 51 mesi.
all’orizzonte uno scenario collinare no le donne sempre cariche dei bimbi Ho incontrato persone stupende e
sempre verde; ha un clima costante sulla schiena e di merce sulla testa.E so- generose che mi hanno dato esempi
che oscilla tra i 22° e i 25°, per cui si no loro a portare il peso della famiglia. di disponibilità e di generosità molto
può dire che gode di una eterna pri- Tuttavia sono serene e desiderose di ap- forti. Ho visto situazioni che hanno
mavera. prendere.Anche se molto legate alle tra- dell’inverosimile e ho vissuto mo-
È qui che Museke teneva aperti i bat- dizioni. menti lieti,sereni,ma anche dolorosi.
tenti per aiutare donne e gioventù a Si rendono conto però che la scuola fa- Io non so quanto il mio correre ed il
crescere, a maturare, a vivere umana- cilita loro la vita e per questo,a Museke, darmi da fare possa avere lasciato
mente e quindi cristianamente. Ed è venivano volentieri, nei tempi fissati. traccia laggiù, spero solo di non ave-
qui che sono approdata l’11 agosto I bambini poi, che si incontrano in re inciso solo negativamente. Quel
1978, accolta da Linda: donna intelli- tutti gli angoli, anche se mancano di che mi sembra di poter dire è che
gente, dotata di molte qualità e sicu- tutto, con tutto trovano da giocare e quel poco che ho dato l’ho dato sen-
ra di sé. Io, un po’ sperduta, in un am- sono sempre gai e sorridenti.Altra co- za difficoltà, con tutto il cuore e con
biente tanto diverso dal mio, con leri sa che mi ha colpito: la vita dei mis- la massima retta intenzione. Certo
mi sono sentita rassicurata. sionari, la loro dedizione, la loro di- “col senno di poi” si vedono meglio
A Museke in quel periodo Linda era sponibilità. Persone intelligenti, col- le cose e quindi emergono carenze,
sola, quindi aveva insufficienze e an-
in mano tutto l’an- che sensi di colpa,
damento della Ca- che mi portano a
sa:e non era poco. ringraziare da un
In quei giorni verso e a chiedere
però, la Casa era perdono da un al-
molto tranquilla tro.
perché “atelier e Ho portato a casa
foyer” erano chiu- un ricordo che
si per le vacanze non si spegne col
annuali.Linda per- passare del tempo
ciò ha avuto mo- e che ancora oggi
do di introdurmi mi fa vivere forte-
nell’ambiante lo- mente la penosa
cale e di farmi en- situazione che sta
trare nei meccani- attraversando il
smi dell’attività Burundi.
della Casa con Quando sono arri-
tranquillità e con vata a casa ho tro-
molta pazienza di vato un mondo di-
fronte alle mie per- Maria Luisa e Mafalda sulla canoa a Murore - Natale 1980 verso da come l’a-
plessità, alle mie vevo lasciato.Anche
paure, alle mie richieste. te,preparate che hanno trascorso de- se sono stata assente solo 4 anni, tut-
Ho potuto constatare che l’attività cine e decine di anni tra questa gen- to mi sembrava superfluo, tutto mi
della Casa era molto ben organizzata, te, in questo ambiente dove non c’è sembrava eccessivo. Subito ho fatto
con il personale addetto preparato, nulla, dove persino la strada che si fatica a rimettermi in carreggiata, ma
anche se bisognoso di essere costan- percorre non si misura a chilometri poi, un po’ alla volta, mi ci sono quasi
temente affiancato. Tutto questo si ma ad ore. Il mio pensiero andava adeguata.Ed è ciò che qualche volta la-
confaceva al mio modo di vedere e di spesso ai missionari, ai pionieri, a mento con me stessa.
portare avanti le cose. quelli che hanno aperto le porte alla Malgrado tutto, ringrazio il Signore
Il fabbricato che ospitava il tutto era missione, che hanno proceduto tra del dono grande che mi ha fatto e spe-
ampio, accogliente, ben dotato per i difficoltà di ogni genere e che si sono ro mi perdoni se questo dono l’ho
servizi che doveva espletare, il tutto aperti i varchi a colpi di macete.Que- usato male, o comunque non come
era molto essenziale e ben curato. sti – dicevo – sono degli autentici avrei dovuto.
La mia prima e più grande perplessità eroi. Ringrazio di cuore anche Enrica che
è emersa dal constatare lo stato primi- Certamente oggi le cose sono molto mi ha dato la possibilità di vivere
tivo in cui vivevano le persone e mi di- cambiate: a partire dai viaggi che con un’esperienza così forte,e prego il Si-
cevo:” come può questa gente essere l’aereo ti fanno arrivare laggiù in 24 gnore perché conceda all’Africa,così
così arretrata, mentre noi siamo già al- ore,e per quanto riguarda le merci og- tutta in subbuglio, ed al Burundi in
l’era atomica?”Già nella strada che con- gi si possono trovare abbastanza facil- particolare la PACE.
giungeva l’aeroporto alla Capitale,si in- mente in Capitale, basta avere soldi. Maria Luisa

MUSEKE - 9
Vanna Collu a Museke dall’ottobre 1979 al luglio 1982

I
l film dei ricordi è lungo, fatto di le realtà già esistenti a Mushasha. miera passava la salute.
immagini serene e gioiose ma a Sarebbe bello poter scrivere delle tan- Le marce in collina per portare aiuto
volte anche di scene di stanchezza te persone incontrate e curate, di in- a che non poteva venire in dispensa-
e di difficoltà. tuizioni diagnostiche, di viaggi fatti rio, la gioia di soste nelle capanne po-
Penso che entrambi i momenti con- per loro, di terapie che hanno guari- vere ma accoglienti, la birra di sorgo,
corrano a creare un vissuto particola- to,di sapone che ha lavato,di abiti che il granturco tostato, le arachidi bollite
re e che l’esperienza per essere tale hanno rivestito….. sarebbe un film ….Tanti piccoli gesti di amicizia, tan-
ha bisogno di tutti gli ingredienti che troppo lungo. ta fierezza e dignità anche nei poveri
compongono la vita. E la vita di ogni Non so quante persone sono passate sono nei miei ricordi,una ricchezza di
volontario che lascia la sua casa e va nel dispensario, quante medicazioni cui sono grata a chi mi ha permesso
là dove ha voluto andare è sempre ric- ho fatto, quante pastiglie ho dato, so di vivere questa esperienza che mi ha
ca di questa amalgama di gioie e di che sono tante le persone incontrate, fatto cogliere l’essenzialità della vita,
stanchezza. le amicizie nate,le mani strette per da- che sta più nell’essere che nel fare.
Sono stati anni belli,di lavoro intenso, re coraggio e che coraggio hanno da- Gratitudine anche per le soste corro-
di impegno professionale che mi ha to a me nei momenti difficili. L’impe- boranti nella piccola cappella di casa
dato tanto permettendomi un rap- gno,oltre alle cure,era di capire la cul- dove dalla Presenza Viva del Signore
porto privilegiato con gli studenti di tura, la lingua (come è difficile il Ki- trovavo gioia per le cose belle vissute
Mushasha prima, e poi con tutti quel- rundi!) i bisogni reali di ciascuno. e forza per le difficoltà da affrontare.
li che dalle colline venivano al nostro Capire e vivere l’impegno di essere li Per tutto questo amo ancora molto il
dispensario preferendolo a quello go- per loro,a volte“pazienti”scomodi;es- Burundi,la sua gente ora tribolata dal-
vernativo. sere li per gli studenti o per gli agri- la guerra etnica e per loro prego e au-
Il dispensario era nato dalla richiesta coltori ricchi (pochi!) o poveri (e guro pace nella giustizia,nel perdono
di Mons. Makarakiza e dalla risposta quanti poveri!),capire e gioire che at- reciproco che si fa fraternità e risorsa
generosa di Enrica e si aggiungeva al- traverso la mia professione di infer- per il futuro. Vanna

Inizio attività nel Foyer Museke - 24 Maggio 1972

Bruna Borgogni a Museke dal 1982 al 1985

R
ispondendo all’invito di Enrica a no sempre inadeguati alle necessità. modo diverso.
scrivere qualcosa della mia espe- Quando penso al mio lavoro di quel Quante persone mi scrivono per par-
rienza di volontaria in Burundi tempo riconosco che il Signore faceva larmi delle loro necessità! Quando
mi ha portato a riflettere sui tre anni tra- miracoli ogni giorno. partii nel 1982, dopo mesi di prepara-
scorsi come infermiera nel dispensario Dopo quella esperienza l’amore per zione specifica, ero convinta di anda-
di Mushasha a Gitega dal 1982 al 1985. l’Africa e per gli africani mi ha porta- re a portare la mia opera per con tri-
Tre brevi anni che per la loro intensità to a tornare in Burundi altre volte, an- buire ad alleviare le sofferenze di mol-
hanno segnato profondamente la mia che se per brevi periodi.Tre anni sono te persone in difficoltà,oggi riconosco
vita per sempre. pochi ma sufficienti a far nascere ami- che è stato molto più coò che ho ri-
Il lavoro al dispensario era molto im- cizie vere con molti Burundesi. È ri- cevuto di quanto posso avere portato
pegnativo; non potevo contare sulla masto profondo in me il desiderio di io con il mio lavoro. Di questo sarò
collaborazione di personale qualificato condividere ancora con loro il mio sempre grata a tutti i Burundesi.
e tanto meno di un medico;i mezzi era- tempo e le mie possibilità se pur in Bruna

MUSEKE - 10
Neris Coati a Museke dal 1983 al 1986

H
o davanti a me la fotografia de- lontana dalla città e più sprovveduta. nelle tre classi, penso che i frutti non
gli allievi del 3° anno della Quando Enrica,nel suo entusiasmo,mi siano mancati.Non vigeva ancora,gra-
scuola per “giovani”arrivati al- aveva proposto il servizio di respon- zie a Dio, la lotta fra le due etnie e gli
la conclusione del loro corso: sono sabilità di questa scuola, mi ero senti- scolari vivevano tutti insieme.
vestiti a festa come si conviene. Sa- ta incapace, ma l’amabilità di Mons. La vita in casa con le altre volontarie ed
ranno poi gli aiuti inviati ai piccoli Ruhuna e la sua volontà di bene per il servizio di ospitalità nella “maisonnet-
centri consultori delle varie colline. questo progetto,mi aveva dato la spin- te”sono per me un ricordo molto caro.
Era la scuola voluto da Mons. Ruhu- ta necessaria per accettare. Putroppo le disposizioni del presi-
na, ospitata al Centro Museke. Fu un’esperienza interessante; le sei dente Bagaza troncarono in malo mo-
La sua lungimiranza vedeva la neces- insegnanti lavoravano con buona vo- do il nostro lavoro.
sità di provvedere alla sua gente più lontà, gli alunni furono un bel gruppo Neris

Anna Roncon a Museke nel 1984 per 6 mesi

È
stata breve la mia permanenza a del bene delle persone. Ma nel mio cenza e sentito poi, con mia grande
“Museke”, solo sei mesi e quin- caso, per grazia di Dio, alle mie spalle sorpresa, al telefono per salutarmi,
di relativamente poco il tempo … c’era Bruna Borgogni. Responsa- mentre era di passaggio a Milano,non
per conoscere Mons.Ruhuna,ma suf- bile del dispensario, la quale dava la so se in aeroporto. Io non ha avuto
ficiente per capire quanto apprezza- massima garanzia. tanti contatti, ma in quei sei mesi io
va l’opera di Museke. Ricordo la mia commozione durante l’ho sentito il “mio Vescovo”.
Una sera, in una delle sue visite, mi certe solenni Celebrazioni Eucaristiche La notizia poi della sua uccisione, sa-
aveva rivolto, durante la conversazio- da lui presiedute, in particolare quelle pendo da notizie, cosa lui era in quei
ne, alcune domande circa la mia pre- della S.Pasqua e quella del Corpus Do- momenti terribili per la sua gente, mi
parazione, dato che prestavo servizio mini e dell’Assunta, per la grande di- ha dato un così grande dolore, sfoga-
in dispensario,poiché non avevo il di- gnità anche della sua persona, che da- to nelle lacrime e nella preghiera e
ploma di infermiera professionale, va ancor più solennità a quei sacri mo- nell’immancabile “perché?”. Ma il Si-
ma quello di infermiera volontaria menti. Ma in particolare ricordo la mia gnore ha i suoi disegni ! (“Se il chic-
della Croce Rossa (Crocerossina). commozione durante la S.Messa cele- co muore … porta molto frutto…”).
Per questo lo avevo ammirato,perché brata sempre da Mons. Ruhuna, nella Questa è la speranza che tanto sacri-
avevo capito quanto ci tenesse che cappella di Museke, poco prima del ficio e sofferenza portino presto a ri-
ogni servizio fosse quanto più possi- mio rientro in Italia. soluzioni positive per tutto il popolo
bile qualificato perché in funzione Si, ho rivisto ancora una volta a Vi- del Burundi. Anna

Clara Zoppola

L ’anno che ho passato in Burundi


mi ha fatto conoscere una terra
bellissima e tanta gente.
Ho incontrato Assunta,Bruna,Neris e
altre amiche. Ho visto con quanta
buona volontà inventavano il da farsi
per creare qualcosa e trasmettere del-
le convinzioni.
Io mi occupavo della casa e degli
ospiti. Poter comunicare con tanti re-
ligiosi, laici, volontari o loro familiari,
di ogni età e condizione, è stata per
me una grande esperienza anche se
erano per lo più europei.
Assunta si occupava ogni settimana
anche delle donne lebbrose che vi-
vevano vicino a Gitega: ho imparato
da lei un approccio garbato e disin-
volto a quella realtà, senza drammi e
senza miti. Quel periodo in Burundi
mi ha aperto una finestra sull’Africa
e sulla possibilità di fare qualcosa per
gli africani.
Perciò quando Enrica mi ha chiesto di
collaborare nel lavoro di Rilima in
Rwanda, ero pronta a farmi coinvolge-
re completamente e gliene sono grata.
Clara Zoppola con alcune collaboratrici di Museke - Natale 1985 Clara

MUSEKE - 11
Contraddizioni e segni di speranza
Nara Giannessi a Museke dal 1985 al 1986

D ovevano essere due anni e sono


stati solo 5 mesi, molto ricchi.

Ho scoperto ancora che l’animo uma-


no è sempre il solito,anche in persone
Fra i gravi problemi presenti nel paese
esiste quello della salute e delle malat-
tie, situazioni di bisogno di fronte alle
quali difficilmente si riesce a compia-
cersi per una “assistenza”o per un aiu-
stro lavoro sia in opposizione alle loro
direttive.
Le malattie hanno la principale causa
nella denutrizione; anche il Burundi
soffre del sistema economico mondia-
di colore diverso. to al terzo mondo, parole che ci cre- le. E’ la monocoltura che crea la denu-
Le persone sono buone, sensibili all’a- scono in bocca. trizione, la gente si ammala perché ha
micizia; sono capaci di ricambiarla I volontari ed i missionari investono le fame e ha fame perché invece del mi-
quando si accorgono che il “bianco”si loro energie in due direzioni: glio e del grano per sé, deve produrre
mette accanto a loro senza interessi interventi immediati ed educazione sa- cotone, thè o altro per l’occidente o
personali. nitaria,socio-alimentare per adulti,gio- per ditte locali.
Sensibili ai valori della solidarietà e di vani e bambini allo scopo soprattutto Un detto locale descrive chiaramente
attenzione ai più deboli,sono capaci di di prevenire le malattie. la situazione:“I cani che custodiscono
diventare loro stessi operatori di un Il lavoro di queste persone però è con- le ville residenziali sono meglio nutriti
servizio gratuito offrendo una prezio- dizionato dal loro tipo di presenza,dal dei bambini della brousse”.
sa collaborazione.Sensibili ad una cre- loro ruolo. Essi sono andati a lavorare Così sono emersi più che mai i termini
scita personale, godono di ogni picco- in Burundi tramite accordi fra il gover- del problema: i Barundi che dopo aver
la conquista a livello alimentare e sani- no del Burundi ed il governo italiano, studiato nei“seminari”hanno raggiutno
tario, oppure riescono finalmente a autorizzati ad un soggiorno a tempo, un certo grado di cultura e sono arrivati
scrivere il loro nome e cognome e non rinnovabile alla scadenza. a posti di responsabilità e ad un tenore
firmeranno più bagnandosi il pollice Però sono sempre per le autorità go- di vita più elevato, si dimenticano dei
con la biro. vernative locali“ospiti”in un Paese stra- fratelli rimasti nella miseria e diventano
Nascono però interrogativi brucianti niero, e questo impedisce di denun- loro stessi sfruttatori e oppressori.
di fronte: ciare ingiustizie e soprusi. Manca il senso del valore della perso-
- alla necessità di liberazione Il lavoro dei volontari e dei missionari na umana, della giustizia, della solida-
- alla promozione umana è rivolto ai prevalenza alla gente più rietà; i diritti umani non sono rispetta-
- alla necessità di confessare Cristo in povera ed è questo aspetto che dà fa- ti. Anche Amnesty International, nel
un continente che tende a diventare stidio al governo, perché i più poveri, amaggio scorso pubblicò un rapporto
l’impero della fame. in genere, appartengono agli “hutu”, di 20 pagine dove si parlava di perso-
Come celebrare la Resurrezione là do- razza che è la maggioranza della po- ne messe in prigione perché avevano
ve milioni di donne, bambini, uomini polazione burundese;il governo,gesti- espresso, senza violenza, le loro opi-
vivono la passione? to dai “tutsi”ritiene pertanto che il no- nioni politiche e religiose; detenzioni

Il vescovo di Brescia Mons. Bruno Foresti in visita a Museke - Capodanno 1986

MUSEKE - 12
senza imputazioni né giudizi;torture e bambini in prima fila seduti sui gradini in tutto.
morti sospette. dell’altare. Dopo il Vangelo sono stati Risponde, con le lacrime agli occhi, a
La chiesa è viva e presente in una so- somministrati 60 battesimi: bambini, tutti “i bianchi”che lo salutano perché,
cietà africana come questa e incorag- giovani, adulti.Al momento dell’unzio- non avendo avuto il rinnovo del visto
gia ogni forma e ogni iniziativa a favo- ne,erano le 6 del mattino,il sole ha co- di soggiorno, come me, sono costretti
re della gente. minciato a penetrare nella cattedrale a rientrare in Italia. Però traspare una
Il servizio alla salute,l’alfabetizzazione, attraverso i vetri colorati delle finestre. serenità piena di energia e una volontà
l’educazione alimentare,l’istruzione in Dopo che il Vescovo Mons.Ruhuna ha di testimonianza, di fedeltà fino alla
genere, assumono un carattere “pasto- battezzato l’ultima persona la gente ha persecuzione ed al carcere; così i pre-
rale” perché l’inizio della salvezza del inondato la Chiesa di applausi e,senza ti tutti Barundi, riescono a trasmettere
continente in generale e del Burundi il suono delle campane, loro e noi, ab- alla loro gente, nelle omelie ed in ogni
in particolare si trova su queste strade biamo capito ancora di più che cosa av- occasione, il coraggio della perseve-
della promozione umana. venne quella mattina all’alba. ranza, l’amore al Signore, alla giustizia,
Ma il Ministro degli Esteri il 1/10/85 Erano le 8.30 quando siamo usciti di alla carità, alla libertà: parole tutte pe-
sopprime tutte le scuole di alfabetiz- Chiesa con il sole ormai alto. ricolose a pronunciarsi. Salutandoci il
zazione degliYagamukama che la Chie- La Chiesa in Burundi è giovane ed è ric- Vescovo ha chiesto aiuto per le sue par-
sa aveva posto su ogni collina, per ve- ca di speranza e irrobustita dalla per- rocchie,e noi,rientrati non potremo di-
nire incontro al più del 50% dei ragaz- secuzione.Il Vescovo di Gitega,sempre menticare tanta gente che insieme al
zi che non trovano posto nelle scuole fiducioso e disposto a mediare,in que- altre sofferenze vive la paura e l’ab-
statali, offrendo loro un programma sto momento avverte chiaramente la bandono,facendo nascere un pezzetto
minimo di alfabetizzazione, matemati- contrarietà del governo e la guerra di Burundi intorno a noi in attesa di
ca, cultura generale, catechesi; così aperta contro la Chiesa, ostacolandola tempi migliori. Nara
300.000 ragazzi sono rigettati nell’i-
gnoranza condannando un’intera ge-
nerazione.Vengono proibiti i gruppi di
Azione cattolica e tutte le forme di ag-
gregazione. Dà fastidio la capacità di
aggregazione libera e spontanea della
gente che si siunisce in 2.000/3.000
persone ad ogni messa domenicale;
puntuali , senza orologio, senza il suo-
no delle campane, messe a tacere, ma
solo con la guida del sole e del suo gio-
co d’ombre.
Ma in mezzo a tante contraddizioni esi-
stono anche segni di SPERANZA:
La permanenza per circa 50 anni degli
italiani in Burundi,haa educato in gran
parte la gente ad uno stile di vita che,
rispettando le loro tradizioni, ha tra-
smesso il senso del servizio e dell’at-
tenzione ai più poveri e indifesi.
Così nel tempo libero dal nostro lavo-
ro, nel dispensario o nella scuola, ab-
biamo accompagnato, ogni venerdì al-
cune giovani infermiere Barundi, or- Neris, ultima a destra, davanti al Foyer con amiche - Pasqua 1985
mai diventate amiche,a visitare le “leb-
brose”:un insieme di 10 donne che vi-
vono isolate da tutti. Con i loro postu-
mi di lebbra, vengono assistite e medi-
cate…Era un pomeriggio di fraternità.;
mentre le malate tenevani sulle piaghe
le garze di disinfettante o i monconi
delle gambe nell’antibiotico, una di lo-
ro leggeva le letture della domenica
preparandosi così alla liturgia festiva.
Le malate più fortunate andranno alla
Messa in Chiesa. Clima di gioia, in ser-
vizio alle proprie sorelle Barundi. Noi
ci affianchiamo in questo lavoro stu-
pendo che ci faceva vivere per un po-
meriggio un angolo di Paradiso, anche
se lo stomaco si chiudeva alla vista di
certe piaghe profonde.
NOTTE DI PASQUA 1986 (il Venerdì
Santo parte Clara con Gaudence)
Siamo entrati in chiesa alle 4 del mat-
tino; c’era la luna piena in un cielo an-
cora buio.
4.000 persone presenti in Chiesa, i Milly e Luisa con le donne dell’ex atelier e rispettive famiglie - Gennaio 1999

MUSEKE - 13
LETTERA DI ASSUNTA 27/5/85
Cara Nara, come stai? Immagino qui. ne abituato a lavorare e a disimpe-
che sei agli ultimi preparativi per Se volete collaborare con la scuola, gnarsi da solo, forse anche troppo,
venire a Museke; spero di incon- mandate cose utili:quaderni, lapis, in quel senso, ma maturano più in
trarti in Italia prima della fretta sotto tanti aspetti.
tua partenza per il Burun- Erano stati chiesti dei
di, per darti le consegne e francobolli, ma, come
farti conoscere il program- avete appreso dalle lette-
ma della scuola dove ti in- re di risposta, i genitori
serirai.Ti auguro fin da ora fanno gli agricoltori, so-
buon lavoro;i ragazzi sono no poveri e non possono
buoni e desiderosi di im- comprarli per mandarli
parare cose nuove. a voi. Si scusano:” Nous
Ho qui davanti a me due vous demandons par-
lettere inviate dai tuoi don”.
alunni della seconda me- Bruna lascia il suo di-
dia: David Edoardo, Fede- spensario dopo tre anni:
rico, Barbara, Daniela, ha molta nostalgia e mol-
Claudia e Andrea; alla let- ta amarezza. Se il lavoro
tera della terza ho creduto con i malati non fosse co-
Assunta e Bruna con Enrica - Natale 1984
bene di non far rispondere sì massacrante pensereb-
perché si sono sentiti loro be di tornare.Ma aiuterà
stessi, molto lontani dalla realtà biro, squadre.Una cosa utile sareb- dall’Italia.
che veniva loro descritta.I nostri ra- be uno scambio di fotografie. La Chiesa del Burundi si riunisce
gazzi (quelli italiani) sono un po’ Quanto sono fuori dal mondo i no- in preghiera tutte le domeniche dal-
troppo fuori dalla realtà di quag- stri ragazzi italiani!!!. Vivono nel- le 18 alle 19.Tutti i cattolici, davanti
giù. l’abbondanza senza problemi, sen- all’Eucarestia, Pregano per il loro
Ti do un consiglio, che anch’io ho za difficoltà che li turbi (in genera- Paese.
avuto da altri missionari, che han- le) ed è per questo che stentano a Chiediamo anche a voi di pregare
no vissuto qui tanti anni e che io maturare e a diventare adulti. per noi.
stessa ho sperimentato in seguito:è Certo, non possiamo fargliene una I quattro pacchi di medicinali sono
difficile avere corrispondenza con colpa, siamo noi adulti e la società arrivati regolarmente.I Burundesi
questi ragazzi per il modo e per in cui vivono che li fa crescere co- vi ringraziano.
l’ambiente in cui vivono.Te ne ren- sì. Ti aspettiamo
derai conto tu stessa quando sarai Qui il bambino, ancora piccolo, vie- Assunta

Volontarie che hanno prestato servizio


a Museke, Gitega (Burundi)
Scaroni Rosa dal 1969 al 1974 D’Errico Mafalda dal 1978 al 1981
Pitossi Maria dal 1969 al 1972 Costa Luisa dal 1978 al 1982
† Dancelli Tilde dal 1969 al 1970 † Marcandelli Assunta dal 1979 al 1983
Capoduro Maria dal 1970 al 1974 Vanna Collu dal 1979 al 1982
Vezzoli Renata dal 1971 al 1975 Borgogni Bruna dal 1982 al 1985
Girelli Luisa dal 1972 al 1975 Coati Neris dal 1983 al 1986
Zanca Lucia dal 1973 al 1976 Roncon Anna nel 1984
Bardelloni Giuseppina dal 1973 al 1978 Minelli Rina nel 1985
Zini Linda dal 1974 al 1978 Zoppola Clara dal 1984 al 1985
Gussago Milly dal 1975 al 1978 Giannessi Nara dal 1985 al 1986
Capellari Bianca dal 1978 al 1983

MUSEKE - 14
Ultime dal Burundi
Gitega 1/12/1999 rienza molto positiva con le Suore Be-

C
on un’equipe straordinaria- ne Maryia. Sicuramente loro sono la

C
a arissima Enrica,
mente composta da Gino Bo- speranza ed il sostegno del loro pae- approfitto dell’occasio-
sio e Angiolini Cimaschi elet- se, garantiscono la continuità, per ne delle feste natalizie e
tricisti,Loda Andrea e Costa Eugenio questo vanno aiutate e sostenute, so- del Giubileo del duemila per por-
piastrellisti,Gritti Alfredo e Giuliano prattutto gli sforzi vanno direttamen- vi i miei sinceri auguri.
Maffioletti idraulici, Mariapia Alghi- te ed a buon fine. Vorrei anche dire un grosso gra-
si cuoca a guardarobiera, stiamo ul- Domenica scorsa sono andata a zie a te, a don Roberto e a tutti i
timando la maternità accanto al cen- messa al Seminario: è stata una ce- carissimi membri della coopera-
tro nutrizionale ed al dispensario lebrazione importante.Trenta giova- zione MUSEKE per tutto quello
che sarà a favore di tante mamme, ni sono stati ammessi al I° anno di che siete e fate per noi.
soprattutto povere e con grosse dif- teologia; erano presenti tanti giova- Non so come esprimermi, ma
ficoltà, diversamente non potrebbe- ni sacerdoti burundesi e due anzia- quello che stanno facendo qui a
ro accedere ad altri centri di salute. ni sacerdoti italiani; quanto ho ri- Museke–Gitega, supera ogni
Purtroppo la donna ed i bambini pa- flettuto! Queste vocazioni sono so- apettativa. L’atteggiamento dei
gano sempre di persona. La gente lo il frutto del loro servizio e del do- tecnici che sono qui è meravi-
guarda meravigliata a cosa sta avve- no totale della loro vita, spesa pro- glioso: lavorano con sorriso e
nendo e si dicono: è un miracolo; e prio per il Vangelo. Ogni momento canti, con amore, entusiasmo e
con tanta riconoscenza, ringraziano. si è chiamati a piccoli e grandi gesti. perseveranza; cercano di dare il
Per caricarci a continuare e credere Allego una letterina di una signora meglio possibile. Essi sono per
nonostante la situazione precaria at- handicappata che dimostra la sua ri- noi una vera testimonianza. Pre-
tuale, basta guardare i loro volti e la conoscenza per l’aiuto ricevuto; dicano, non solo con le parole,
loro condizione. E allora avanti co- ogni momento infatti si è chiamati a ma anche con le opere. Lavora-
raggio!!!. Per Natale sarà in funzione. piccoli interventi di aiuto. E’ vero no, insegnano, amano… che di-
Mi ricorda tanto il Natale 1969;anche che donando si riceve, ma soprat- re! Essi sono il Vangelo vivo.
allora è stato necessario tanto corag- tutto si impara a ringraziare. La costruzione della maternità e
gio. Mi convinco sempre di più che è Grazie a tutti! Buon Natale e Felice della nostra casa di accoglienza
è solo uno tra i vostri gesti di so-
urgente far crescere le persone e dar 2000.
lidarietà e di fratellanza e noi sia-
loro fiducia, vivendo questa espe- Cesarina
mo soddisfatti e felici di essere
sostenuti.
Qui in Burundi, ci sono tantissi-
me sfumature di problemi eco-
nomici nel campo scuole, orfa-
notrofi,bambini della strada,pro-
fughi,rimpatriati,ospedali e cen-
tri sanitari e nutrizionali.
Vedere una maternità costruita
così bene a Museke-Gitega è rea-
lizzare un grande sogno.Le mam-
me la guardano con sorriso e si
sentono sollevate.
A nome della mia Diocesi, dei
miei fratelli burundesi e in parti-
colare delle mie consorelle Bene
Maria,dico ancora GRAZIE a voi
tutti.
E con grande simpatia, ringrazio
le famiglie dei tecnici qui pre-
Cesarina con tre suore Bene Maria senti a Museke – Giuliano,Alfre-
do, Angelo e Mariangela, Gino,
Eugenio,Andrea e Cesarina – per-
j enefattori in Gesù Cristo, Comunque, ho ballato per Gesù da- ché hanno incoraggiato e dato la

B sia lodato Cristo in tutte le


vostre opere, siate sempre
con Lui fino a quando lo raggiun-
vanti al tabernacolo perché mi ve-
desse e per ringraziarvi. Vi ho pre-
sentati a Lui così Lui vi ringrazia al
possibilità di venire in Burundi.
Sono riconoscente anche per le
famiglie e amici rispettivi.
Questa è vera collaborazione, è
gerete nella felicità eterna. Grazie. posto mio. dare “due mani alla provviden-
Ho visto il vostro aiuto. Mi sono Siamo uniti in Cristo, vostra handi- za”. Un forte abbraccio
giunti 33.000 franchi burundesi. cappata che avete aiutato, Suor Cécile
Non ho le gambe altrimenti ballerei. Elisabetta Nyenama

MUSEKE - 15
Ma io cosa posso fare?
Q uando capita di parlare con amici
delle attività di Museke o del vo-
lontariato in generale, non pochi si
mostrano interessati e desiderosi di parte-
- ebbe il coraggio di restare si sentì più vol-
te ringraziare sempli-cemente per la sua
presenza, forse impotente, ma vissuta co-
me impegno di condivisione e testimo-
tica internazionale, di equilibri di inte-res-
si che non possiamo nemmeno sfiorare,
troppo lontani e complicati.E’vero.Ma nul-
la cambia se nessuno incomincia a ren-
cipare attivamente. Pur-troppo però la di- nianza e per questo preziosa per coloro dersi conto che il cambiamento è neces-
sponibilità di tempo è scarsa. E poi i pro- che si sentivano abbandonati da tutti. Il sario.Forse posso cominciare,nel mio pic-
blemi sono grandi e complessi (i poveri e semplice stare vicino, stare accanto a chi colo, ad approfondire la conoscenza di
gli oppressi ci sono sempre stati e sempre ha paura e soffre (non solo in Africa !) può questi problemi, posso iniziare a pormi al-
ci saranno ...); ogni iniziativa perso-nale es-sere una risposta quando ci domandia- cune domande (è giusto, in Italia, conti-
sembra, in partenza, inutile e sterile come mo: ma io che posso fare ? nuare a lamentarci di tutto ? cosa assicura
una goccia d’acqua nell’oceano.Dubbi che Gabriele ha invece proposto alcuni inte- il benessere di un Paese “ricco”come il no-
a volte non abbandonano neppure chi pas- ressanti spunti su un tema che ogni tanto stro? che relazioni ci so-no tra il benessere
sa dalle parole ai fatti. fa la sua comparsa in coda a qualche noti- di un quinto della popolazione mondiale e
Sono pensieri comuni,condivisi da chi de- ziario o nelle pagine di alcuni quotidiani la povertà del resto? che si-gnificato hanno
cine di volte è stato in Africa o in Sud Ame- non allineati: l’indebitamento dei paesi in le proteste di chi nei giorni scorsi ha con-
rica (ma anche appena fuori dalle nostre via di sviluppo nei confronti dei cd. paesi testato lo svolgimento del con-gresso del-
case la realtà può non essere molto diver- ricchi, che costituisce un ostacolo insor- l’Organizzazione del commercio mondia-
sa) e da chi non ha mai avuto la voglia o montabile per un reale progresso di pace le WTO ? quali possono essere le cause rea-
l’occasione di darsi da fare per gli altri sen- e di giustizia.“Milioni di miliardi di dollari li delle guerre più o meno lontane ? chi
za cal-colare un tornaconto. Pensando an- che tengono in soggezione,o sotto il tallo- controlla l’informazione e chi contri-bui-
che a questo,in Consiglio,ci siamo propo- ne dei ricchi i pa-esi più poveri del mon- sce a formare le mie opinioni ?).
sti di invita-re in Assemblea qualcuno che do”. Abbiamo cercato di approfondire le Sotterrare i talenti nel proprio orticello
ci aiutasse a riflettere e ad approfondire il origini storiche del pro-blema e le diverse ben coltivato (qui,in Africa o ovunque sia)
senso e la misu-ra della nostra attività; per- proposte per una sua soluzione, difficile vuol anche dire anche rinunciare in par-
ché se è certo che chi perde troppo tem- ma urgente e necessaria per tutti, non so- tenza allo sforzo di porsi con serietà do-
po in chiacchiere non darà mai frutti,è non lo per i Paesi sottosviluppati. mande per le quali non esistono facili ri-
meno vero che chi si tira su le maniche per Ma io che posso fare ? Qui si tratta di poli- sposte. Andrea Trebeschi
aiutare il prossimo ha comunque il dovere
di interrogarsi sulle reali necessità che de-
(continua da pag. 1)
sidera soddisfare e sui frutti delle proprie
lità, frutti che vengono da Betlem-
opere.Altrimenti si finisce coll’assomiglia- due sale di maternità che verranno
re a quel personaggio fa-moso che,nei ter-
me, che sgonfiano la nostra prepo-
inaugurate a Natale,“segno di vita”, tenza e superficialità consumistica.
ribili primi giorni della guerra in Rwanda, e porteranno il nome del Vescovo
pur di tornarsene in Italia col suo perso- Trent’anni sono volati; se ci penso
Gioacchino Ruhuna, che ha offerto quasi non credo sia passato cosi tan-
nale carico di profughi salvati dal massa- a Dio la sua vita predicando la pace
cro,fece caricare sull’aereo anche una vec- to tempo; forse perché sincera-
e la difesa dei diritti della sua e “no- mente il nostro impegno e quello
china raccolta, in una zona relativamente stra” gente.
tranquilla,mentre dormiva.La poveretta si del gruppo Museke e’ sempre stato
Il suo successore Mons.Simon,ci ha continuo. Comunque è doveroso
svegliò solo nel letto di un ospedale roma- accolti a braccia aperte e se avremo
no e, perfettamente sana, inutilmente sup- continuare , nonostante tutto, a spe-
plicò per mesi medici e infermieri (il fa-
ancora mezzi potremo fare molte rare, ad “investire” verso coloro che
moso personaggio,riuscì a vederlo - con le
altre cose per essere più vicini a chi hanno più bisogno di noi,sicuri che
sue meda-glie - solo in televisione) implo- soffre. basta poco per migliorare la vita dei
rando di farla ritornare subito nel suo pae- Sarò lì a Gitega a vivere il Natale nostri fratelli,aiutandoli a ritrovare la
se, che non a-vrebbe mai voluto abbando- 1999 e a incominciare il Giubileo dignità e la forza per continuare a
nare. del 2000 con i fratelli africani. Sarà sperare.
All’assemblea del 13 novembre scorso ab- un tuffo nell’umiltà e nell’essenzia- Enrica Lombardi
biamo quindi avuto l’occasione di a-scol-
tare suor Erminia Apostoli e il prof. Ga-
briele Smussi.Non c’è qui lo spazio per ri-
portare integralmente i loro interventi,ma
alcune riflessioni è bene ricordarle.
Poiché siamo tornati a lavorare in Burun-
di,Suor Erminia ci ha parlato della storia di
questo Paese, soffermandosi anche sui tri-
sti giorni del ’93, quando la guerra scon-
volse il Burundi e non per la prima volta,
anticipando di un anno i tragici eventi ri-
petutisi nel vicino Rwanda. Quasi tutti gli
Europei e i bianchi se ne andarono,perché
era pericoloso e sembrava non ci fosse nul-
la da fare di fronte alla violenza. Ma fu in
quei momenti che chi - come suor Erminia

GRUPPO OPERAZIONE MUSEKE O.N.L.U.S. - Via Brescia, 10 - 25014 CASTENEDOLO (BS) - ITALY
Tel. 030/2130053 - Fax 030/2130044 - c/c postale 15681257 - c/c bancario: 27499 - Banco di Brescia

MUSEKE - 16