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Anche quest’anno il Signore ci dona la grazia di vivere, in questo mese di dicembre, il tempo d’Avvento e la

solennità del suo Natale. Rinnoviamo con le parole di sant’Ireneo la gioia della nostra fede: Il Verbo di Dio
pose la sua abitazione tra gli uomini e si fece figlio dell’uomo, per abituare l’uomo a comprendere Dio e
abituare Dio a mettere la sua dimora nell’uomo secondo la volontà del Padre.

L’Avvento è un tempo mariano, è il tempo in cui Maria ha fatto spazio nel proprio grembo al redentore del
mondo, il tempo in cui portò in sé l’attesa e la speranza dell’umanità. Celebrare l’avvento significa unirsi a
Maria che è continuamente lo spazio della nascita di Dio della pienezza del tempio.

Al contempo guardare Maria Immacolata significa anche guardare e contemplare il mistero della Chiesa, di
cui la donna vestita di sole è immagine suggestiva e pienamente riuscita. Maria è stata resa immune da ogni
macchia di peccato perché le sue membra erano destinate ad ospitare la Perfezione divina.

“In quel tempo l’Arcangelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret, a una
vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei disse: Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te.”

Angelus ad Virginem

Ave Maria! Il saluto dell’Arcangelo Gabriele evoca il momento decisivo dell’incontro tra l’infinito ed il finito.
È Dio che per mezzo dell’angelo saluta Maria, e noi con l’angelo salutiamo la madre di Dio e madre nostra.
Non possiamo pronunciare queste parole, così semplici e così alte senza rispettare il silenzio in cui sono
discese per la prima volta. Con grande delicatezza l’arcangelo Gabriele si fa presente a Maria, creatura del
silenzio. Dal silenzio chiama Maria, e in questa culla silenziosa viene deposta la Parola del Padre. E in questo
silenzio si svolge il dialogo divino e umano, la proposta, l’ascolto, la domanda e la risposta.

Ave Maria Caccini

Maria è madre per dono del Signore, diventa spontanea in lei l’esigenza di rendere grazie, elogiare
l’Onnipotente con il canto di tutte le meraviglie. Dio guarda all’umiltà dei suoi servi, ricolma di bene i
poveri, e stende la sua misericordia su quanti confidano in lui.

“Maria disse: L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore, perchè ha
guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha
fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome.”

Magnificat

Lettore: Vergine Santa e Immacolata, a Te, che sei l’onore del nostro popolo e la custode premurosa della
nostra città, ci rivolgiamo con confidenza e amore. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! Il peccato non è in Te.
Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità: nella nostra parola rifulga lo splendore della verità,
nelle nostre opere risuoni il canto della carità, nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità,
nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! La Parola di
Dio in Te si è fatta carne. Aiutaci a rimanere in ascolto attento della voce del Signore: il grido dei poveri non
ci lasci mai indifferenti, la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno non ci trovi distratti, la solitudine degli
anziani e la fragilità dei bambini ci commuovano, ogni vita umana sia da tutti noi sempre amata e venerata.
Tu sei la Tutta Bella, o Maria! In Te è la gioia piena della vita beata con Dio. Fa’ che non smarriamo il
significato del nostro cammino terreno: la luce gentile della fede illumini i nostri giorni, la forza consolante
della speranza orienti i nostri passi, il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore, gli occhi di noi tutti
rimangano ben fissi là, in Dio, dove è la vera gioia. Tu sei la Tutta Bella, o Maria! Ascolta la nostra preghiera,
esaudisci la nostra supplica: sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso di Dio in Gesù, sia questa divina
bellezza a salvare noi, la nostra città, il mondo intero.

Vergine Madre

Lettore: Maria, lo sapevi che il tuo bambino un giorno avrebbe camminato sulle acque? Maria, lo sapevi che
il tuo bambino avrebbe salvato i nostri figli e figlie? Maria sapevi che il tuo bambino avrebbe ridato la vista
ai ciechi? Sapevi che il tuo bambino può calmare una tempesta con una mano? Maria, sapevi che il tuo
bambino ha camminato dove camminano gli angeli? Maria, sapevi che quando baci il tuo bambino, baci il
volto di Dio?

Mary did you know

Lettore:Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore, dal grembo di Maria
vergine. Dio ha stupito l’umanità raccogliendo tutto sé stesso in un vagito che ha squarciato la notte della
solitudine, ha diviso la storia tra un prima e un dopo, sotto lo sguardo amorevole ed incredulo di una
Vergine Madre.

Gaudete

Lettore: Se è vero che la grazia di Dio sempre dovrebbe suscitare la nostra meraviglia e ammirazione, ciò è
ancora più vero di fronte al mistero di un Dio che si fa carne, che giace in una mangiatoia, che assume la
veste umana di un piccolo bimbo nato in una stalla. L’attesa dei secoli e dei profeti colmata in una città
dimenticata da tutti, in una famiglia umile e povera, tra pecore e miseri pastori.

Il cuore dell’Onnipotente si apre! Dietro la scena del Presepio c’è l’infinita tenerezza del Creatore che ama.
Avviciniamoci al Presepe, dove albeggia una grande luce, una luce nascosta nel silenzio di Nazareth e nella
pace notturna di Betlemme, eppure questa luce presto si manifesterà a tutte le genti. È la luce del mondo,
la luce in cui dobbiamo camminare per esserne figli.

Gesù Bambino

Lettore: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.
Dipende solo da te: ah potesse il tuo cuore diventare una mangiatoia! Dio nascerebbe bambino di nuovo
sulla terra. Il Natale è la festa della fede nei cuori che si trasformano in mangiatoia per ricevere lui, nelle
anime che permettono a Dio di far germogliare dal tronco della loro povertà, il virgulto di speranza, di carità
e di fede.”

A la nanita nana

Lettore: Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli. Lodatelo sole e luna, lodatelo, voi tutte fulgide
stelle. Lodatelo, cieli dei cieli, voi acque al di sopra dei cieli. Lodate il Signore dalla terra, mostri marini e vi
tutti abissi, fuoco grandine, neve e nebbia, vento di bufera che obbedisce alla sua parola, monti e voi tutte,
colline, alberi da frutto e tutti voi cedri, voi fiere e tutte le bestie, rettili e uccelli alati. I re della terra e i
popoli tutti, i governanti e i giudici della terra, i giovani e le fanciulle, i vecchi assieme ai bambini: lodino il
nome del Signore, perché il suo nome è sublime e la sua gloria risplende sulla terra e nei cieli.

Alleluia lode cosmica