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NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE MUSEKE ONLUS – Via Brescia, 10 – 25014 CASTENEDOLO (Brescia) ITALIA

Tel. e Fax 030.2130053 - Cell. 349.8832835 NUMERO VENTICINQUE - DICEMBRE 2005


impianti: nadir - ciliverghe (bs) / stampa: euroteam - nuvolera (bs)

Per un Natale di Speranza


T radurre in scelte concrete e ri la vita nella speranza. quello biblico della promessa che
profetiche ciò in cui si cre- Di questi cristiani oggi c’è urgente “attesta un termine, parla di una sca-
de e vale la pena di vivere si bisogno e quindi anche a ciascuno denza e non mentisce; se indugia,
chiama testimonianza, che conosce di noi oggi è offerta questa grande attendila perché certo verrà e non
il solo alfabeto della vita messa in chance: rendere ragione della spe- tarderà” (Abacuc 2,3).
gioco, della dinamica delle scelte, ranza che ci abita e che ci anima. Ora noi cristiani non siamo aneste-
del dare carne all’amore. Partendo dalla grotta di Betlemme e tizzati dalla paura, ma siamo gratifi-
Infatti si testimonia ciò che si ama dalla tomba vuota di Gerusalemme cati da una promessa: “Io sono con
e chi si ama e dal quale ci si sente siamo chiamati dunque ad annun- voi fino alla fine del mondo” (Mt
amati. ciare la speranza cristiana, che non 28,20).
Gesù di Nazareth venendo al mondo è un’utopia umana, ma un “attender Con D. Bonhoeffer diciamo che “Dio
non si è limitato ad essere un testi- certo” (Dante), perché si fonda sulla non realizza sempre le nostre atte-
mone ma “ha reso testimonianza alla roccia che è Gesù il Cristo Risorto. se, ma compie sempre le sue pro-
verità”. La profezia cristiana non appartie- messe”.
La nostra era post-moderna è inizia- ne al genere della previsione, ma a segue a pag. 8

ta come una stagione di smarrimen-


to e di paura del futuro, ma continua
a registrare anche un’insopprimibile
nostalgia della speranza.
Poiché alla radice dello smarrimento
sta il tentativo di far prevalere un’an-
tropologia chiusa alla trascendenza
e al vangelo di Cristo e, poiché senza
la fede la speranza non è possibile,
il bene più prezioso che la Chiesa
ha da offrire al mondo, è l’annuncio
che genera e sostiene la speranza:
“Cristo è nato, morto e risorto per la
nostra salvezza”.
Infatti in questa nostra epoca che sa
dire tutti i “come”, ma non sa dare
più alcun “perché”, e che ha certa-
mente bisogno di pane e di giustizia,
ma prima ancora di senso (Ricoeur),
noi cristiani possiamo tornare ad
evangelizzare e a testimoniare come
e perché Gesù l’Emmanuele rigene-
“Andate dunque ed ammaestrate tutte le nazioni”
Monsignor Gabriel Peñate Rodriguez presenta, all’ultima assemblea di Museke, il progetto per i “Garifona” P
a

L a celebrazione eucaristica che


ha preceduto, come di consue-
to, l’assemblea annuale di Museke è
zione dei
giovani
nella par-
C

stata presieduta dal vescovo Gabriel


Peñate Rodriguez passato a salutare
rocchia
guatemal-
N
g
la nostra associazione, terminato il teca di
Sinodo dei Vescovi a Roma al quale Mataque- 8
aveva partecipato in rappresentanza scuintla. q
della sua nazione: il Guatemala. Lo scorso n
Lo hanno conosciuto in modo del ottobre, n
tutto fortuito circa 26 anni orsono, come di- D
Cesarina, Enrica e don Roberto quan- cevamo l
do P. Gabriel era ancora seminarista; all’inizio, t
nel 1984 è stato ordinato sacerdote e abbiamo G
Museke lo incontrò per la prima volta incontra- c
nel 1997 quando propose alla nostra to padre n
associazione di aiutarlo nella realizza- Gabriel d
zione della clinica di Guastatoya. d i ve nu t o
p
Nella circostanza illustrò la precarie- Vescovo di rivitalizzare la lingua d’origine posto
che i giovani già non la parlano più r
tà in cui si trovava il suo paese ancor- Izabal un Vicariato Apostolico grande
ché avesse da poco siglato gli accordi quasi come la Lombardia e tramite lui (pare siano già stati presi contatti con S
di pace che ponevano fine a 30 anni abbiamo conosciuto un’altra realtà una insegnante di lingua garifona). s
di guerra civile. del Guatemala. Matrimoni misti si sono già verificati C
Il progetto, al quale Museke ha ade- Il Vicariato copre circa 9.000 Km qua- principalmente tra larini e garifona s
rito, è stato un bagno di solidarietà drati ha in organico 1 vescovo e 7 preti mentre quelli tra indigeni e garifona r
straordinario, un’occasione di mis- di cui 4 locali, la popolazione è com- sono molto rari.
sionarietà efficace che ha trovato posta da tre etnie: indigena (discen- Nella generale condizione di povertà
compimento nella realizzazione della denti dei Maya), larina (discendenti l’attività più sviluppata trae origine
clinica e, cosa assai più rilevante, nel- degli spagnoli) e garifona di origine da piccole iniziative artigianali di na-
la costruzione della coscienza spiri- africana con l’insediamento più nu- tura alimentare e, purtroppo, anche
tuale dei molti che hanno condiviso meroso nella cittadina di Livingston qui esiste la piaga connaturata a tutte
l’esperienza del donarsi. dove conta circa 3.000 persone. le realtà che vivono in grande preca-
Aura Marina Maldonado Lopez, rap- L’etnia garifona deriverebbe da schia- rietà: il turismo sessuale.
presentante del consiglio pastorale vi provenienti dall’Africa che si sono Il sottosuolo pare ricco visto sono sta-
della parrocchia di Guastatoya, ci ribellati al destino infelice che li at- te rilasciate circa 26 licenze di esplo-
scriveva in proposito: “Padre Gabriel tendava gettandosi in mare dalla nave razione mineraria e pare assodato ci
è stato un esempio di lavoro… ha pre- che li trasportava e guadagnando a sia il petrolio.
so il badile lavorando con le sue mani nuoto la costa più vicina. Concludiamo questi cenni, affatto
fino a scottarsi al sole come i nostri Ora questa piccola comunità acco- esaustivi ce ne rendiamo conto, per
fratelli italiani… ”. munata dal colore nero della pelle un’ultima considerazione a noi im-
Quando leggi queste espressioni an- dal linguaggio, da usi e costumi di- plicitamente rivolta dalla circostanza
che chi non è stato fisicamente in quei versi dalle atre due etnie, rischia di di aver (casualmente?) incontrato un
luoghi e magari qui si è interessato di sparire. fratello che viene dall’altra sponda
scartoffie e similia si sente investito Il sogno di P. Gabriel è quello evitare dell’oceano Atlantico vale a dire: è
di un calore gratificante e beneficiato che ciò si possa verificare e di arrivare proprio ed esclusivamente P. Gabriel
da quella grazia che irradia i suoi ef- a far nascere una parrocchia garifona che chiama Museke, oppure… ?
fetti su tutti coloro che condividono partendo magari con la realizzazione Di certo la nostra associazione non
anche indirettamente questa aspira- di un posto (forse definirlo centro farà attendere la sua risposta e con
zione missionaria. sembrerebbe altisonante) polifunzio- l’occasione pone a tutti i più sereni
Più di recente Museke ha contribuito nale che funga da polo aggregativo e auguri per le imminenti festività na-
a sostenere il progetto finalizzato alla nel quale i garifona possano incon- talizie.
salute delle donne ed alla scolarizza- trarsi, tramandarsi tradizioni, usanze, Flavio Modonesi

MUSEKE - 2
Precisamente 10 anni fa
Precisamente sabato e domenica 16 e 17 dicembre 1995, i 41 bimbi rwandesi venivano accolti dalle famiglie
affidatarie, dopo esser stati nel Centro R. Pisa (ex asilo comunale) di Castenedolo.
Cominciava così la grande avventura di amore che avrebbe portato all’adozione dei nostri bimbi orfani.

N ella primavera del 1994 si consu-


mò in Rwanda uno dei più feroci
genocidi della storia dell’uomo. Oltre
familiare che potessero soddisfare i
bisogni primari di rapporti affettivi
propri di ciascun bambino. Si diede
lescenti perfettamente integrati nel-
le loro Comunità e consapevoli della
storia che li ha coinvolti.
800.000 persone furono uccise nella così avvio alla “seconda fase” di ac- Ad oltre dieci anni dal genocidio in
quasi totale indifferenza della Comu- coglienza con l’individuazione delle Rwanda rimane viva in noi la memo-
nità internazionale che non seppe e famiglie idonee per forme di affido ria di quei tragici avvenimenti; siamo
non volle impedire l’ecatombe. alquanto particolari. stati testimoni di quanto l’uomo pos-
Di fronte a questa immane tragedia Nulla è stato semplice tuttavia con sa essere malvagio verso altri uomini
la generosità di Enrica e Don Rober- la determinazione dei volontari ed il ma dai fatti che si sono poi sussegui-
to Lombardi e dei tanti volontari del sostegno delle Istituzioni internazio- ti a Castenedolo anche di come gli
Gruppo Operazione Museke seppe nali, nazionali e dell’Amministrazione uomini con il loro amore possano
coinvolgere l’intera Comunità caste- Comunale che allora presiedevo, si compiere atti straordinari di autenti-
nedolese in una straordinaria azione è riusciti nell’intento di restituire a ca solidarietà.
di solidarietà ed accoglienza di tanti questi bambini la serenità perduta. Per tutto questo sono estremamente
piccoli orfani di quel Paese che anco- Non posso a questo proposito non grato ad Enrica e Don Roberto, per
o
ra oggi non si è esaurita. tornare con il pensiero alla grande aver fatto sì che la nostra Comunità vi-
Superato il clamore dei primi me- gioia che coinvolse la Comunità ca- vesse una straordinaria ed irripetibile
si che tanta attenzione richiamò su stenedolese alla notizia che tutti i avventura umana, un impareggiabile
i Castenedolo e sui bambini, si con- bambini avrebbero finalmente potu- esempio, nel nostro tempo, che anche
statò l’assoluta necessità di propor- to avere una famiglia. il bene si può ancora compiere.
re urgentemente soluzioni di affido I piccoli sono oggi in larga parte ado- Gianbattista Groli

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MUSEKE - 3
Riflessioni su un’esperienza...
10 anni fa abbiamo accolto
nella nostra casa Agnes
con molti timori, qualche
certezza e grandi speranze. Ritorna-
re a quella scelta ci porta a fare al-
possibile offrire la nostra disponibi-
lità grazie all’aiuto dei baby- sitter
(leggi cognati) che hanno potuto
esercitare a pieno titolo il ruolo de-
gli zii, oltre a quello di volontari a
co, che non conosce le dinamiche
di una famiglia, che giustamente si
pone al centro dell’attenzione porta
un certo squilibrio soprattutto con
gli altri figli.
R
s
r
cune riflessioni sull’accoglienza e la loro volta in altri turni.. Per limitare i momenti di anarchia è R
possibilità di condividere ciò che si E’ stata questa economia del riceve- stato necessario fare uno sforzo per e
ha con gli altri. re e del dare che ha fatto crescere trovare i modi più appropriati per c
Accoglienza: questa semplice parola in noi la consapevolezza che dopo farla stare bene, per esempio, con t
può essere utilizzata per ispirarsi ad aver ricevuto tanto era giunto il mo- il gioco, la relazione con i fratelli e
un modello di vita che ci porta ad mento di mettere a disposizione le ed i figli dei nostri amici, il cibo... sì s
essere sempre più consapevoli che nostre energie per qualcuno che ne anche il cibo in alcune occasioni è n
noi non bastiamo a noi stessi ma è aveva bisogno. stato importante per poter entrare l
a
solo nella relazione con gli altri che La molla che ha fatto scattare questo in una relazione empatica con lei
L
troviamo la realizzazione piena. pensiero è stata una profonda rifles- (… la mia mamma fa da mangiare
q
I destinatari dell’accoglienza sono sione su quello che i genitori, gli ami- bene !!).
t
tutte le persone che incontriamo e ci, i figli, il volontariato, ci avevano Il tempo è stato sicuramente un al-
u
che si possono relazionare con noi, donato in termini di tempo, di aiuto, leato per far crescere giorno dopo a
quindi le modalità con cui possiamo di arricchimento personale fino a giorno l’accoglienza reciproca e, nei e
agire possono essere molteplici. quel momento. momenti più difficili ci è stato utile R
Nella nostra coppia oltre all’acco- Abbiamo risposto a questo sentirci ritornare alle origini, vale a dire alle t
glienza reciproca fra di noi e dei no- interpellati presentando la domanda motivazioni che ci hanno spinto ad s
stri figli naturali, a quella di parenti, per l’adozione; e dopo aver percorso imboccare la strada dell’adozione, e
amici ecc.. la vita ci ha condotto at- l’iter burocratico abbiamo ottenuto grazie anche al confronto con altre t
traverso l’esperienza dell’affido pri- l’idoneità nel luglio del 1995. famiglie adottive e con la Parola di s
ma e dell’adozione poi. Le strade del volontariato e dell’ido- Dio, fondamento della nostra fede. s
Il caso ha guidato gli eventi (... o neità all’adozione si sono incrociate Agnes ci ha aiutato anche a capire t
meglio un progetto divino): nella nel momento in cui per questi bam- che farsi accogliere dagli altri non C
concitazione delle prime ore venia- bini è stato richiesto l’affido tempo- sempre e solo è questione di princi- r
mo contattati per una situazione raneo in famiglia, anche se le due pio : spesso le situazioni difficili le- d
di omonimia per svolgere servizio cose non erano intenzionalmente gate al colore della sua pelle (poche M
di assistenza al gruppo di bambini collegate nei nostri pensieri fin dal- per fortuna) sono state affrontate s
rwandesi appena giunti in Italia. l’inizio. e talvolta superate con ironia ed è t
Dopo un primo momento di perples- Le motivazioni e gli ideali, sicura- stata lei stessa, grazie anche alla sua
sità e sorpresa chiediamo spiegazio- mente nobili, devono però confron- simpatia, ad inventarsi ed insegnarci
ni e rispondiamo che non siamo in tarsi con la realtà. i modi migliori per riportare la se-
grado di soddisfare la richiesta nel- Accogliere un figlio naturale è sicu- renità.
l’immediato ma che la cosa poteva ramente diverso, anche se non più Ma come in tutte le cose c’è sempre
interessarci per il futuro. facile come potrebbe sembrare, per- un però!
Individualmente abbiamo spesso avu- chè ti relazioni con lui già dal primo Il tempo dell’accoglienza non fini-
to degli impegni in parrocchia però giorno di vita; mentre quando abbia- sce mai perchè accogliere significa
questa improvvisa richiesta ha fatto si mo iniziato l’esperienza dell’affido accettare l’altro per quello che è,
che nascesse in noi la voglia di fare con una bambina africana di 4 anni amarlo non per quello che fa ma per-
qualcosa insieme, di svolgere del vo- con una personalità ben definita, ché esiste, anche con tutte le bizze
lontariato in coppia. La risposta a tutto che non aveva mai avuto una fami- da adolescente.
questo è stata : dopo aver ricevuto (la glia, è stato, come metaforicamente Questo percorso ci ha dato un in-
telefonata) è giunto il momento di fare amiamo dire, “salire su un treno in segnamento prezioso: accettare una
(una telefonata) ed in breve ci siamo corsa”. persona così diversa da noi aiuta ad
ritrovati immersi in questa esperien- All’inizio la difficoltà è stata quella accogliere meglio anche chi è più
za nel turno serale del venerdì con il di cercare un nuovo equilibrio fami- simile a noi (marito-moglie; genito-
gruppo dei grandi. gliare, perché, entrare in relazione ri-figli…)
E i nostri figli di 5 e 2 anni? E’ stato con una persona che conosci po- I genitori di Agnes

MUSEKE - 4
di Affido e di Adozione
i
R icorre quest’anno il decimo
anniversario dell’ affido e con
piacere cerchiamo di rico-
struire i momenti che hanno caratte-
rizzato questo periodo.
della sua pelle con quello delle sue
amiche è evidente, ma non è motivo
di sofferenza o ingiustizia.
Per questo noi siamo fiduciosi di
continuare a trasmetterle serenità,
accompagnandola nelle gioie ma an-
che nelle difficoltà dell’adolescenza.
I genitori di Monica

Ricordiamo con emozione le ansie


e le preoccupazioni che hanno pre-
ceduto il giorno in cui Monica è en-
trata a far parte della nostra famiglia:
era così piccola e indifesa e anche
se aveva già avuto contatti con tutti
noi, sembrava impaurita e noi più di
lei, perché temevamo di non essere
abbastanza attenti alle sue necessità.
La nostra prima preoccupazione era
e
quella di crearle intorno un ambien-
te accogliente e caloroso, adatto a
una piccola creatura in mezzo a tutti
adulti con le loro abitudini e le loro
esigenze.
Ripensandoci ora, ci rendiamo con-
to che la nostra agitazione non aveva
senso perché ciò che più importava
, era farle sentire tanto affetto; infat-
ti, dopo pochi giorni di convivenza,
sembrava che Monica fosse sempre
stata in questa casa, a suo agio, accan-
to ai suoi fratelli.
Con il passare del tempo cresceva pe-
rò il pensiero che potesse incontrare
difficoltà nei rapporti sociali, invece
Monica si è integrata sin dall’inizio,
e senza subire discriminazioni di alcun
è tipo. Certo la differenza del colore

L’ULTIMO GIORNO AL “CENTRO”

e
D ue grandi occhi, due grandi ma-
nine, uno sguardo intenso, un
vocione da grande, una domanda: ci
tiamo in questa stanza...
Tanti saluti, tanti abbracci, tanti
occhi umidi in quell’ultimo giorno
sarà un lettino per me a casa tua? al Centro, poi:
Una grande stanza affollata: il due grandi occhi, due grandi ma-
refettorio della scuola materna nine, uno sguardo intenso.
,
Pisa, l’eco di quarantuno bimbi La macchina su cui sono saliti Dio-
che mangiavano, l’eco di sempre gene, le sue nuove sorelle, la mam-
e
otto volontarie e volontari che im- ma e il papà si allontana dal Cen-
boccavano, pulivano, coccolavano, tro e si dirige verso quel lettino che
amavano. era pronto da giorni, giorni fatti
La stessa stanza: tanti genitori di ansia, paura, attesa, felicità.
nuovi, tanti fratelli e sorelle nuovi, Poi un salto verso il futuro e siamo
tanti volontari, tutti noi. Il rumore ad oggi: auguri da Diogene a tutti ,
di sempre in quella stanza, ma una ma proprio a tutti!
cosa nuova: è l’ultima volta che res- Giorgio e Marilena

MUSEKE - 5
Il Rwanda adesso
I bimbi ci hanno adottato Il 16 novembre nella sala dei Disci-
plini di Castenedolo Padre Michel,
Vicario generale della diocesi di
Ruhengeri, ci ha parlato della si-

S T
pesso crediamo di essere noi ad dell’adozione e dell’affido, offrendo tuazione attuale del Rwanda a 11
anni dal genocidio e in particolare
adottare i bimbi. una guida preziosa sul modo di acco- del contributo specifico che la Chie-
Ma se è vero che figli si diventa quan- glierte un figlio “non biologico”. sa sta offrendo alla “rigenerazione”
do si è accolti, è altrettanto vero che Via via vengono affrontate le situa- di una nazione spiritualmente di-
sperata, moralmente disorientata,
genitori adottivi si diventa quando zioni cruciali in cui si imbatte la cop-
economicamente sinistrata.
in effetti si è adottati! pia che adotta: la dolorosa eredità È una comunità che non si è estra-
Parecchie famiglie sono certo che dell’abbandono, le difficoltà dovute niata dal popolo, si è detta pronta
potrebbero testimoniarlo, soprattut- alle differenze culturali quando in a convertirsi, camminando insie-
me agli altri, confutando accuse
to coloro che durante i quasi due anni famiglia entra un bimbo straniero. diffamatorie e offrendo esempi e
di volontariato al centro sono venu- E ancora: quali informazioni dare al cammini di riconciliazione.
ti a intessere dei rapporti, sollecitati figlio sulle sue origini? Ha fatto poi cenno al fatto che è
stata avviata la scarcerazione di
per la maggior parte dai bimbi. Come rispondere alla domanda fati- migliaia di detenuti per genocidio,
In un recente libro Un figlio venuto dica: come sono nato? gran parte dei quali ha confessato
da lontano (ed. San Paolo, pagg.120, La risposta, afferma il Cattabeni, è le proprie responsabilità e dovrà af-
euro 9) lo psicologo Guido Cattabe- sempre la stessa: “Tu sei al modno frontare i cosiddetti tribunali popo-
lari “Gacaca”, corti locali chiamate
ni dice che adozione è e “deve rima- perché qualcuno ti ha voluto, ti ha ad affiancare con pieni poteri la
nere un diritto del bambino in stato amato”. magistratura ordinaria.
di abbandono”. Cioè “il bisogno del Figli si diventa quando si viene ac- Alla serata ha partecipato la dott.
Antonella Bertolotti che con la pas-
bambino di avere una famiglia deve colti e non quando si viene generati sione missionaria che la contrad-
stare al centro e non il bisogno della fisicamente. E genitori si diventa in- distingue ha offerto il suo ultimo
coppia di possedere il bambino”. vece, quando è il bambino che deci- volume Chemin de fer a supporto
dei progetti di sviluppo sanitario
Partendo da questo principio di ba- de di “adottare” la sua famiglia. E non
del nord-ovest del Rwanda.
se l’autore si addentra nei meandri il contrario.

MUSEKE - 6
Pascal e Francine: due vite difficili
T ra i tanti nostri bambini in ado-
zione, ci sono casi molto gravi
che senza il nostro continuo
intervento e sostegno non avrebbero
la possibilità di vivere.
i medici non sono in grado di fare una
diagnosi. precisa
Viene sottoposto mensilmente a pre-
lievi di sangue.
E’ stato curato con molti farmaci,
non è stato individuato il vero pro-
blema, nonostante le visite di vari
specialisti del posto e i vari ricoveri
all’ospedale di Bujumbura.
Francine ha una mamma brava
ora prende una compressa di e premurosa che si interessa e si
Hydrea (250 mg al giorno), preoccupa dei figli, quindi sottopo-
che deve assumere per tutta ne i gravi problemi riguardanti la
la vita.. . salute della bimba a suor Cecilia,
Pascal, nonostante lo desideri, che fa il possibile per aiutarla an-
non può frequentare regolar- che con il sostegno dell’adozione.
mente la scuola e non può Si teme che , crescendo, la malfor-
certo vivere come tutti i bam- mazione peggiori e che per Franci-
bini. ne diventi sempre più difficile dia-
E’ gracile e molto sensibile e si logare.
rende conto della sua precaria Nella foto inviataci è sorridente e
situazione. soddisfatta del vestito indossato per
Spesse volte va alla sede di Mu- la Prima Comunione, fornito da
seke dove incontra Suor Ce- Museke, che ha provveduto anche
cilia e poi si raccoglie in pre- a ristrutturare la casetta dove vive
ghiera nella cappella. La suora con i suoi e che è costata ben 1000
lo ha spesso sorpreso a chie- Euro.
dere: Gesù fammi guarire. E’ felice sapendo che può contare su
Fortunatamente è sostenuto tante persone come noi che l’aiuta-
dall’adozione a distanza, ma no a distanza e le vogliono bene.
certamente il suo caso
richiede un spesa me-
dica non indifferente.

Vi raccontiamo le tristi vicissitudini Francine è una gra-


di Pascal, un ragazzino che è in con- ziosa bimbetta di 11 anni.
tinuo pericolo di vita e riesce a so- Vive a Gitega con quattro
pravvivere grazie all’aiuto di Museke fratelli più piccoli e con la
e al grande impegno di suor Cecilia, mamma che è vedova e sem-
che lo assiste con amore e disponi- pre malata.
bilità. Si ritrova quindi ad essere
Pascal è nato nel 1996. Vive a Gitega capo-famiglia, una famiglia
con la mamma vedova, molto povera molto indigente.
e con altri tre fratellini, in una caset- Nonostante i gravosi im-
ta con un piccolo appezzamento di pegni, riesce a frequentare
terreno, procurato da Museke tem- con ottimo profitto la terza
po fa, quando la famigliola viveva nel elementare, poiché è molto
campo profughi, in una situazione di volonterosa.
grande indigenza. Fin dalla nascita Francine è
Pascal è nato con una malformazione affetta da una malformazio-
al cuore e ha altri gravi problemi di ne alla base della gola che le
salute. crea non poche difficoltà ad
Viene frequentemente ricoverato esprimersi: questa situazione
negli ospedali di Mutoy, Gitega, Ki- la rende timida e insicura.
remba e nell’ospedale universitario Ha subito due interventi, ma Francine, felice
di Bujumbura per esami e cure, però senza esito positivo. In effetti con l’abito della prima comunione

MUSEKE - 7
segue da pag. 1
dell’emarginato, dell’immigrato, la
Nella Verità la Pace Forte di questo il cristiano, anche visita a un carcerato, l’assistenza
Il messaggio di Benedetto VI per la nel tempo della ragione debole e all’incurabile, la protezione dell’an-
39ª Giornata Mondiale della Pace del disincanto, deve riuscire a dire ziano, la Chiesa è davvero maestra di
del 1º gennaio sarà dedicato al tema che Cristo è la ragione della speran- umanità” (Testimoni di Gesù Risor-
“Nella verità le Pace”. za “che è in noi”.
“La Pace vera è anche pacifica. Es- to, Speranza del mondo, n. 15).
Sia nella nostra società del benesse- È questo l’augurio che facciamo
sa riconcilia, fa uscire dal proprio
re che in quella in via di sviluppo rimbalzare nei nostri cuori perché
isolamento. La Verità illumina, fa
intravvedere la strada delle auten- questa speranza non va sottaciuta. possa essere declinato nelle opere
tiche relazioni umane, permette di Anzi la speranza cristiana mostra in di carità, coscienti di essere sempre
correggere gli errori, di riconciliar- modo particolare la sua verità pro- più seminatori di speranza.
si con se stessi e con gli altri di esse- prio nei casi della fragilità. Tanti sono ancora i segnali di speran-
re trasparenti nelle contrattazioni e “Solo una cultura che sa dar conto za che Dio, incarnandosi nel Figlio,
fedeli alla parola data” . di tutti gli aspetti dell’esistenza è semina nella vita delle persone.
una cultura davvero a misura d’uo- A noi intuirli perché in ciascuno ri-
Conducimi dalla morte alla vita mo. Insegnando e praticando l’acco- nasca consapevolezza di futuro.
dalla menzogna alla verità. glienza del nascituro e del bambino, Sarà così un Natale di speranza per
Conducimi dalla disperazione la cura del malato, il soccorso al po- tutti gli uomini di buona volontà.
alla speranza vero, l’ospitalità dell’abbandonato, Don Roberto
dalla paura alla verità.
Conducimi dall’odio all’amore Auguriamo Buon Viaggio e intensa esperienza missionaria
dalla guerra alla pace. a 12 amici che durante le vacanze natalizie saranno in Burundi e
Fa che la pace riempia visiteranno persone a noi care e strutture che in questi anni Museke
i nostri cuori, il nostro mondo, ha realizzato.
il nostro universo. Accompagnati da Enrica e Cesarina, vivranno un Natale africano
Pace, pace, pace Amalia Gennari, Cristina e Maria Grazia Stella, Ruggero Saiani, Clodimiro
Madre Teresa di Calcutta Conchieri, Enrico Donelli e Laura Brolio, Marta Lopascio, Don Pio Zuppa
e Don Franco Mazza.

Auguri di Buon Natale


e di un prospero
Anno Nuovo
˚
Noheli Nziza Umuvaka
Mushya Muhire
˚
Feliz Navidad
y propsero Año Nuevo
Assemblea di Museke del 29 ottobre 2005, con la presenza di Mons. Gabriel

MUSEKE ONLUS
sito internet: www.museke.org • indirizzo di posta elettronica: museke@virgilio.it
c/c postale 15681257 • c/c bancario: 27499 - Banco di Brescia - ABI 3500 - CAB 11200
intestati a MUSEKE ONLUS Via Brescia, 10 - 25014 CASTENEDOLO (BS)

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