Sei sulla pagina 1di 24

#120

Domenica
9 marzo 2014

Evita, sumergida en un mar de cartas de meticulosa caligraa,


cumple los sueos de todos aquellos que la amaban.

Anno 4 - N. 10 (#120) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale del Corriere della Sera del 9 marzo 2014, non pu essere distribuito separatamente

Evita, sommersa in un mare di lettere dalla meticolosa


calligraa, esaudisce i sogni di tutti quelli che la amavano.

Nicola Costantino

per il Corriere della Sera

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Sommario

Il dibattito delle idee

SSS corriere.it/lalettura
L'inserto continua online
con il Club della Lettura:
una community esclusiva
per condividere idee e opinioni

Il dibattito delle idee


Unimposta mondiale
per un mondo giusto
di MICHELE SALVATI

5 Auto-inganni

Labominio libertario
della pedofilia
di EMANUELE TREVI

Orizzonti

6 Giochi

Il RisiKo! di Darwin

di GIANCARLO DIMAGGIO

La campana di Cortzar
e la palla avvelenata di Seedorf
di LUCA MASTRANTONIO

8 Nuovi linguaggi

Un po colf, un po consigliera:
lassistente del prete ora fa il part-time

La badante
di Dio

Telecamere,
microspie, sensori:
benvenuti a Watchington
di IRENE ALISON

9 Visual Data
Due schiavi, 73 Papi
Il mestiere dei santi
di LUIGI ACCATTOLI

dal nostro inviato a Serramazzoni (Modena)


ELISABETTA ROSASPINA

Caratteri

10

Cos cambia la Perpetua


A volte confessa i fedeli
e spesso arriva dallEst

Speciale Libri come


Donna Tartt: Oliver Twist
ai tempi delle bombe
di MARCO MISSIROLI

11 Richard Sennett: restare

stranieri per integrarsi di pi


di LIVIA MANERA

mia band
12 Lagiro per il di cialtroni
in
mondo
di IVANO FOSSATI

13 Narratori per immagini


I sei amici
che cambiarono il fumetto
di GIANLUIGI COLIN

14 Classifiche dei libri


La pagella

di ANTONIO DORRICO

Sguardi

16 Fenomeni

Il museo globale

di VINCENZO TRIONE

17 Il museo aziendale
di RITA QUERZ
18 Le mostre

Asger Jorn,
vichingo di Albissola
di SEBASTIANO GRASSO

19 Gli affari

La scultura salva il mercato


di PAOLO MANAZZA
e STEFANO BUCCI

Percorsi

20 Asia
Le burrasche del terzo oceano
di DANILO TAINO

21 Diritti umani

Isole Chagos: la solitudine


degli indigeni deportati
di MARCELLO FLORES

22 Controcopertina

Templari, il rogo e il mito


di RANIERI POLESE

23 Quei coloni tedeschi


in Palestina
di LORENZO CREMONESI

essuno eterno. Nemmeno Perpetua.


Ma la memorabile figura raccontata da
Alessandro Manzoni nei Promessi sposi
non scomparsa. Anzi. Vive e lotta
(spesso, ma non sempre) assieme al suo
parroco, come dimostra in tiv la contemporanea e fantasiosa Natalina, a
fianco del suo don Matteo. Solo che adesso regolarmente salariata e inquadrata (in linea di principio); e,
per favore, non va chiamata Perpetua. Tantomeno nel
Lecchese, dove il romanzo manzoniano fu ambientato e
dove pi forte, perlomeno in canonica, lallergia al ricordo del personaggio bisbetico e impiccione che lo
scrittore mise perfidamente in casa di don Abbondio.
Perpetue una volta, oggi sono familiari del clero.
Sebbene la consanguineit sia sempre pi rara. Hanno
la loro associazione (ufficialmente riconosciuta 32 anni
fa), il loro statuto, una presidente nazionale e molte presidenti diocesane, un giornale, raduni annuali, semina-

Qui sopra: Eliana al lavoro


nella parrocchia di San
Michele Arcangelo a Busto
Arsizio (Varese). A destra,
nella foto grande: Ermanna
guida da quasi sette anni,
in mancanza del parroco,
la chiesa di San Bartolomeo
Apostolo sullAppennino
modenese. Nella foto
piccola: Nadia, 42 anni,
originaria di Kazan in Russia
(servizio fotografico
di ELIO COLAVOLPE)

SSS una mamma russa di 42 anni. Era


Nadia
arrivata in Italia per lavorare in unimpresa di
pulizie, poi la chiamata di un istituto di frati di
Saronno. ortodossa: Ma pregare davanti a
unicona o a una statua della Madonna uguale

ri, incontri formativi, qualche udienza pontificia, appuntamenti con i cardinali. E una missione per conto di
Dio: vegliare sul benessere del loro don, curarne il domicilio e la persona, appoggiarlo nel suo ministero e
collaborare alle sue incombenze quotidiane, sostituendolo eventualmente, con tatto e discrezione, durante le
sue assenze. Nei loro compiti rientra, perch no, anche
quello di alleviarne la solitudine e di prestare orecchio ai
suoi umani momenti di dubbio o di sconforto, amministrando richiesto o non qualche saggio consiglio.
Manzoni, forse, troverebbe che, nella cruda sostanza,
poco cambiato dalla sua descrizione di Perpetua. Ma,
tanto per cominciare, il nubilato non pi da molto
tempo un requisito indispensabile: A una donna moderna non si pu augurare una vita dedicata al cento per
cento. Pu capitare, ma sempre meno frequente. Si
passati dal tempo pieno al part-time, anche in canonica, sorride Anna Cavazzuti, la presidente nazionale della categoria, che s, purtroppo riconosciuta in lenta via
destinzione: Abbiamo 1.700 abbonate in Italia alla nostra rivista, probabilmente qualcuna sfugge al nostro
censimento, ma il numero sta diminuendo. Dopo una
giornata a fianco del suo anziano sacerdote, o in sagrestia a sbrigare pratiche amministrative e ricevere i fedeli,
Anna rientra nel suo piccolo appartamento non lontano
dal centro storico di Modena: Non lo vivo come un lavoro invisibile dice . Il mio fare, il mio pregare per
la Chiesa.
Angela, custode di nome e di fatto di un altro parroco
nel Modenese, si avvicina invece di pi alla figura tradizionale: Avrei voluto famiglia e figli. Non ho avuto n

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

DOMENICA 9 MARZO 2014

Dio mi aveva fatto un dono, chiamandomi al servizio di


un suo ministro. Per non ho mai cercato di fare il viceparroco e la Perpetua del Manzoni non mi piace: unintrighina. Ora nella nostra associazione, qui in Sicilia, ci
sono molte mamme di sacerdoti: ma quanto possono
durare?.
Se lo chiede anche Annamaria, di Piacenza, in canonica al servizio del figlio: La pi anziana di tutti noi la
Madonna. Svolgo il ruolo di qualsiasi mamma: ascoltare, consigliare, cogliere i momenti di stanchezza. Ma lo
aiuto anche a capire meglio il mondo dei laici. Mamme
o no, le italiane non garantiscono pi una presenza stabile: Subentrano le straniere osserva Anna Cavazzuti . E molti preti preferiscono, alla familiarit con una
parrocchiana, un rapporto chiaro e meno coinvolgente
con qualcuno che svolge un lavoro domestico e se ne
va. Conferma da Busto Arsizio Eliana Marcora, presidente di circa 400 familiari del clero nella diocesi di Milano: I giovani sacerdoti spesso ci vivono come una figura materna non richiesta e che pretende di vigilare su
di loro. Per poi quando gli viene la febbre e non hanno
nessuno attorno, capiscono. Il suo parroco, don
Giuseppe Corti, da 50 anni sacerdote e da 11 in carica
alla parrocchia di San Michele Arcangelo: Il loro un
ruolo prezioso, che non deve scomparire, perch un
carisma della Chiesa. Non sono tate, n serve, n governanti. Eliana stata per 40 anni direttore amministrativo in una scuola, si sposata e ha messo al mondo quattro figli prima di essere come racconta lei ridendo
circuita sette anni fa: Inizialmente non volevo essere
coinvolta. Dopo un anno ero gi responsabile diocesana.

Tradizioni letterarie

E la Vittoria di Manzoni
invent un mestiere
di CRISTINA TAGLIETTI

hiss se avrebbe avuto la stessa fortuna se fosse


rimasta Vittoria. Cos si chiamava, nel Fermo e
Lucia, la serva di don Abbondio, affezionata e
fedele, che sapeva ubbidire e comandare, poi diventata
Perpetua incarnando cos, per antonomasia, tutte le
badanti dei preti, anche quelle che non avevano, come
lei, passata let sinodale dei quaranta, rimanendo
celibe, per aver rifiutati tutti i partiti che le si erano offerti,
come diceva lei, o per non aver mai trovato un cane che
la volesse, come dicevan le sue amiche. La figura non
ha avuto molta fortuna nei romanzi (leditore Socrate
qualche anno fa ha pubblicato il romanzo Storia di una
perpetua di Kathleen Ferguson, dove una canonica
irlandese e il suo bel parroco sono visti con gli occhi della
badante), o comunque ne ha avuta meno della moglie
del vicario, protagonista di tanta letteratura inglese, da
Jean Austen a Trollope, da Lawrence a Charlotte Bronte.
Il celibato dei preti, insomma, non fa bene al romanzo.
RIPRODUZIONE RISERVATA

uno n laltro. A 50 anni ho abbassato le braccia e il Signore mi ha raccattato. La chiamata, ricorda, arrivata quattordici anni fa, nellanno giubilare: Ero rimasta vedova e sola, ma fino a quel momento non ci avevo
mai pensato: mio pap era un comunista, anche se la
mamma ci portava in chiesa, e non sono certo cresciuta
in un ambiente favorevole alla vocazione.
A differenza di Giovanna Guastella che va per i 78 anni
e, da quando ne aveva 17, nel 53, si votata alla cura del
fratello Giorgio, con il quale vive tuttora, entrambi pensionati dopo quarantanni di missione congiunta nella
Cattedrale di Ragusa: Sono lultima di dieci figli e i sentimenti cristiani, quelli nostri antichi, li abbiamo ricevuti dalla famiglia racconta, senza rimpianti . Sono
trascorsi oltre 60 anni, ero molto giovane e volevo semplicemente accudire il mio fratello preferito. Mi vestivo
con modestia, le maniche lunghe, le calze sempre, perch non bisognava che in paese si guardasse la sorella
del prete. Poi ho capito che non ero stata io a decidere.

SSS fa la parroca da quasi sette anni, cio


Ermanna
da quando la chiesa sullAppennino modenese
rimasta senza prete. I compiti? Tiene aperto
ledificio, distribuisce la comunione e ascolta i
parrocchiani. Ma non do lassoluzione, sorride

E le straniere? Le nuove perpetue arrivano soprattutto dallEst. Moldave, ucraine, polacche, assomigliano
assai poco alla capostipite manzoniana: con i suoi 42 anni, i capelli biondi e gli occhi azzurri, la russa Nadia Efimova avrebbe probabilmente indotto i legislatori del
passato a rivedere, al rialzo, lantica disposizione che fissa let canonica a 40 anni (minimo). Originaria di Kazan, nella regione del Volga, a 800 chilometri da Mosca,
verso la Siberia, Nadia non ha scelto di lavorare in unimpresa di pulizia di Saronno, sei anni fa, per vocazione.
Ma quando arrivata al suo datore di lavoro la chiamata dallIstituto Padre Luigi Maria Bianchi, dove vive una
comunit di cinque o sei frati, non le parso vero: Sono ortodossa s, ma ogni mattina alle 6 prima di cominciare a lavorare, entro in cappella a pregare: che sia davanti a unicona o a una scultura della Madonna, per me,
lo stesso. E adesso questa diventata anche per me
una missione. Da cui si stacca a fine orario, per tornare
dal suo bambino. Tutti i giorni, domenica esclusa. Quel
giorno Padre Aurelio e i suoi confratelli cucinano da soli: il giorno degli avanzi ride il frate , ma molto
cambiato oggi anche nella percezione di quello che un
prete pu o non pu fare da solo. Come andare a fare la
spesa, per esempio, ed estrae dal cassetto la sua tessera
dei punti fedelt del supermercato. Non tutte le familiari del clero approverebbero: Ma vero che oggi si evangelizza anche andando per negozi e al bar si rassegnano Angela e Annamaria.
Peccato che due secoli separino irrimediabilmente
lillustre romanziere e poeta da Anna, Angela, Annamaria, Giovanna, Eliana, Nadia ed Ermanna, impedendogli
di incontrarle personalmente. Ecco, Ermanna, per
esempio. Che scende di buon passo da un sentiero sui
monti dellAppennino modenese, scusandosi con un
sorriso per essersi fatta attendere: Stavo confessando
spiega allegramente . S, ma io non do lassoluzione, si affretta a precisare, divertita. grazie a Ermanna
se i 136 abitanti di Sasso Morello, frazione di Prignano
sulla Secchia, a quattro chilometri da Serramazzoni,
hanno ancora una parrocchia, San Bartolomeo Apostolo, che apre ogni mattina. E un confessore, bench ufficioso, che li ascolti: Confesso anche per telefono,
scherza Ermanna, che da quasi sette anni, da quando
morto don Luigi, lultimo parroco di Sasso Morello,
manda avanti da sola la chiesa e sorveglia il gregge, su
precisa richiesta del vescovo di Modena. Apre i battenti
alle 6 del mattino, per consentire agli uomini che passano a svuotare i cassonetti di entrare a dire una preghiera, e chiude quando va via il sole.
Confessare per davvero non pu, ma distribuire la comunione a domicilio, s. Come ministro straordinario,
quando va a trovare i malati, ogni settimana. In fondo
non c abbastanza lavoro qui, per inviare un nuovo sacerdote, con la penuria di preti di cui soffre attualmente
la Chiesa: lultimo matrimonio si celebrato oltre tre anni fa e per i pochi funerali arriva alloccorrenza don Antonio, parroco di Serramazzoni e di riferimento per Ermanna: giovane, ha 35 anni. Litighiamo, perch a volte dice che bisognerebbe chiudere la parrocchia. Ma poi
facciamo pace. Comunque finch ci sono io, questa
chiesa non sar sconsacrata. Ci mancherebbe: era il 24
agosto del 1957, festa di San Bartolomeo Apostolo, per
lappunto, quando Ermanna, che aveva appena 9 anni,
intu la sua vocazione, alla festa per larrivo del nuovo
giovane parroco, don Luigi. Ma sarebbero passati ventanni, durante i quali lei lavor nella ceramica a Sassuolo, prima che linossidabile coppia si saldasse in canonica per altri 30: Per me, quando lo vedevo sullaltare, don Luigi era pi importante del presidente della Repubblica.
RIPRODUZIONE RISERVATA

4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Cambusa

Il dibattito delle idee


Economia

di Nicola Saldutti

Che cosa porta il mare di Pino Daniele


Quella grande distesa di acqua salata che si
perde allorizzonte un fattore climatico e
psicologico. Dal mare, mentre, bambino o
guaglione, lo guardavo, mi aspettavo da un
momento allaltro che arrivasse qualcosa, un

bastimento, una barca a vela, un vascello antico,


una triremi romana. Questo il mare secondo
Pino Daniele nel suo Storie e poesie di un
mascalzone latino (Tullio Pironti editore). Lattesa,
sempre, di qualcosa che arriva da lontano.

Thomas Piketty, sulle orme di Karl Marx, ha studiato la crescita del reddito da capitale
La conclusione che per ridurre le disuguaglianze sociali serve una tassa senza confini

Unimposta mondiale per un mondo giusto


di MICHELE SALVATI

l saggio di Thomas Piketty Le capital


au XXIe sicle (Il capitale nel XXI secolo) un libro di 960 pagine, e non
finita qui: un gran numero di grafici,
tabelle, modelli matematici, informazioni storiche si possono richiamare con un
clic da una ricchissima appendice collocata
in Internet. E, ci nondimeno, un libro facilmente leggibile, a tratti appassionante. I
capitoli della prima parte esigono un po
dattenzione, vero. Ma, fatte proprie le definizioni iniziali, il resto scorre, aiutato da
una prosa semplice, da esempi letterari gustosi (Jane Austen e Honor de Balzac dovremo dora innanzi annoverarli tra gli
economisti dellOttocento), da ricchissimi
riferimenti storici per molti Paesi, da polemiche brillanti e alla fine ma si tratta di
centinaia di pagine dalla discussione di
questioni politiche e sociali di estrema urgenza e attualit. Le questioni del debito
pubblico e del riscaldamento globale, delle
remunerazioni dei dirigenti e dei fondi sovrani, dello Stato sociale nei suoi pilastri
principali e della progressivit fiscale, del
merito e della ricchezza nello spiegare i risultati scolastici e gli esiti professionali, delleredit e delle imposte di successione e
tante altre ancora.
Il centro dellanalisi la distribuzione del
reddito annuo di un Paese tra grandi categorie: redditi da lavoro e redditi che provengono dalla propriet dei capitali, capitali industriali e commerciali, capitali finanziari,
capitali immobiliari, incluse le abitazioni di
propriet, capitali agricoli. Dunque ricchezza pi che capitale, nellaccezione usata oggi
dagli economisti teorici. Questo capitalericchezza (dora innanzi solo capitale, per
semplicit) ha da tempi immemorabili, anche prima del capitalismo e della rivoluzione industriale, generato un reddito per i
suoi proprietari, e questo reddito, in rapporto al valore del capitale, normalmente
stato superiore al tasso di crescita del reddito complessivo: tipicamente nellordine del
4-5 per cento per il capitale rispetto all1-1,5
per cento per il reddito nel suo insieme, nella fase capitalistica dopo la rivoluzione industriale.

Stando cos le cose, la quota dei redditi da


capitale sul reddito complessivo di un Paese
ha una tendenza immanente ad aumentare
se il capitale aumenta pi del reddito, cosa
assai facile se i capitalisti non consumano
tutti i loro redditi e se, a maggior ragione, vi
si aggiungono risparmi da parte dei redditi
da lavoro. Rispetto a queste tendenza c stata solo una grande eccezione: il periodo tra
le due guerre mondiali e fino agli anni Ottanta del secolo scorso. Qui Piketty ripercorre un terreno gi molto arato quello della
eccezionalit delle turbolenze sociali interbelliche e della successiva et delloro ,
ma mai esplorato con questo dettaglio e con
una tale abbondanza di dati.
A questa prima parte dellanalisi si aggiunge poi una seconda, quella per la quale
Piketty era gi giustamente famoso: la distribuzione dei redditi non per grandi categorie, per tipi di reddito, ma per persone o
unit familiari. Appoggiandosi, soprattutto
per Francia e Regno Unito, a serie di dati fiscali estremamente lunghe e affidabili, egli
mostra con grande chiarezza come funzionano i meccanismi soprattutto quelli
ereditari che conducono alla concentrazione della ricchezza di un Paese in poche
mani, alloggi famigerato 1 per cento della
popolazione. Come funzionavano a met
Ottocento, ai tempi di Balzac e di Jane Austen, e come funzionano ora. Gi, perch, finita leccezione a partire dai primi anni Ottanta del secolo scorso, la regola tornata
ad operare in pieno, i redditi da capitale sono tornati al 4 per cento medio al netto di
imposte e il tasso di crescita del reddito
esauritisi in Europa e nei Paesi industriali
avanzati la grande crescita postbellica e il
baby boom tornato a livelli mediamente inferiori al 2 per cento.

Miao Jiaxin (1977)


e Heeran Lee
(1977), particolare
della performance
Money Laundering,
(New York, 2013)

Queste sono cifre


per cui il capitale si
accumula quasi da
solo, cresce il rapporto tra capitale e reddito e con esso la
quota di profitti e altri redditi da capitale nel reddito complessivo. E sono anche condizioni nelle quali, a livello di persone e famiglie, il reddito si concentra e le diseguaglianze si accrescono. Le
preoccupazioni per leccessiva concentrazione dei redditi, ci che avviene soprattutto, ma non solo, nei Paesi anglosassoni, so-

no assai diffuse, ma mai i dati che documentano il fenomeno sono stati esposti con
tanta abbondanza e chiarezza, e mai i meccanismi economici e sociali che lo alimentano sono stati analizzati con tanto dettaglio
in un singolo, grande libro.
Piketty non vede forze spontanee, interne
al capitalismo stesso, che possano contrastare queste tendenze, tendenze che alla
lunga generano squilibri, crisi e minacciano
lo stesso processo di crescita del reddito
complessivo e del benessere. Come era gi
avvenuto in modo traumatico nel periodo
tra le due guerre mondiali e in modo pi be-

D A L 17 0 7

Settimana daste 8 10 aprile

Dipinti antichi e del XIX secolo


Oggetti darte, gioielli
Palais Dorotheum, 1010 Vienna
Roma, tel. +39 06 699 23 671, roma@dorotheum.it
Milano, tel. +39 02 303 52 41, milano@dorotheum.it
www.dorotheum.com
Luca Carlevarijs (16631730), La Piazzetta a Venezia e il Palazzo Ducale,
olio su tela, 93 x 131 cm, 200.000 300.000, asta 9 aprile

Lautore
Nato nel 1971, leconomista
francese Thomas Piketty
(nella foto al centro), ha
pubblicato lanno scorso il
saggio Le capital au XXIe
sicle (Seuil, pp. 960, e 25),
nel quale analizza le forme
attuali del capitalismo, come
in una sorta di rifacimento
del lavoro compiuto da Karl
Marx (nella foto in alto)
nella sua opera Il Capitale
Il dibattito
Ledizione inglese del libro di
Piketty, che ha fatto molto
discutere in Francia, uscir in
aprile per Harvard University
Press con il titolo Capital in
the Twenty-First Century,
nella traduzione
di Arthur Goldhammer

nigno nellet delloro, nei trentanni


postbellici, dalla reazione della societ e
della politica che ci si pu attendere una inversione del doppio movimento del pendolo di Karl Polanyi: il movimento di espansione capitalistica e il contro-movimento di
autodifesa della societ volto a contrastare
le conseguenze del primo. Ma Polanyi scriveva in riferimento a Stati nazionali, in cui la
societ poteva far valere le sue ragioni nei
confronti di un sistema politico e di uno
Stato sovrano che la rappresentava ed era in
grado di influire sul capitalismo nazionale.
Ora viviamo in un villaggio globale in cui il
capitale spazia senza ostacoli, in cui le unit
statali (e democratiche) sono invece molteplici, frammentate e spesso luna contro laltra avverse per motivi di interesse nazionale, per carpire i vantaggi che possono provenire dallo spostamento dei capitali nel proprio territorio trasformato in paradiso
fiscale.

Quando Piketty descrive minutamente la


misura ideale che dovrebbe essere attuata
per contrastare le tendenze di cui dicevamo
e vi dedica un capitolo di 45 pagine:
Unimposta mondiale sul capitale lo fa
sia per mostrare come questa sarebbe risolutiva, ma soprattutto per analizzare in dettaglio le difficolt politiche che vi si frappongono in un mondo globalizzato: unutopia, dunque, anche se unutopia utile per far
capire come va effettivamente il mondo.
Insomma, c economia, storia politica e
sociale, storia economica, critica dellideologia... tutti gli ingredienti del Capitale di
Marx: per un economista non marxista, per
un economista che usa agevolmente gli
strumenti teorici, statistici e matematici
delleconomia moderna, si tratta di un risultato notevole, che alimenter a lungo la riflessione e la critica.
Ambizione eccessiva? Forse. Ma anche
insoddisfazione profonda per lo stato delleconomia accademica, uninsoddisfazione
avvertita da un numero sempre maggiore di
studiosi di questa disciplina. Ad essi dedicato un breve, ma denso paragrafo finale
Per uneconomia politica e storica con
il quale sono ampiamente daccordo, ma nel
quale non mi addentro, perch spero che,
tra i lettori di questa recensione e del libro,
gli economisti di professione siano una minoranza. Il libro pu essere letto da un pubblico assai pi vasto e merita di esserlo.
RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMENICA 9 MARZO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Il dibattito delle idee


Auto-inganni

Sopra le righe
di Giuseppe Remuzzi

La sfida di dare la vita


La medicina ha fatto pi passi avanti negli
ultimi centanni che nei passati duemila.
Conosciamo le cause di molte malattie e
sappiamo curare anche quelle pi
complesse. Non c giorno che le conquiste

della scienza non ci sorprendano. Ma non c


giorno che non si consumi un dramma:
800 donne muoiono nel tentativo di dare
al mondo una nuova vita. Tutte queste morti
si potrebbero prevenire, con poco.

In Inghilterra negli anni Settanta esisteva una sinistra organizzazione legata ai laburisti
Lo scopo? Abbassare a dieci anni i rapporti consentiti. Una oscura volont di potenza

Labominio libertario della pedofilia


di EMANUELE TREVI

ome tutti i servizi che pescano nel


passato pi lontano, anche le recenti accuse mosse dal Daily
Mail contro alcuni importanti
esponenti del Partito laburista inglese, presunti colpevoli di complicit politica con una vera e propria lobby pedofila,
meritano di essere considerate con il massimo sospetto. La creazione di potenziali mostri dovrebbe essere sempre libera da finalit spicciole e contingenti, come quella di seminare imbarazzo nel quadro politico. Chi
si erge a paladino del dolore delle vittime,
prima che le scuse dei presunti colpevoli dovrebbe esigere da se stesso una purezza dintenti diametralmente opposta alla filosofia
del cecchino. Ci sono anche moventi che in
apparenza possono sembrare pi nobili e filosofici: ed ecco che la pedofilia, questa orribile piaga dellumanit, fino a ieri impiegata
come formidabile arma anticlericale, oggi
serve a centrare un bersaglio diametralmente opposto: quello della stagione, ahim
lontanissima, della controcultura, della liberazione sessuale, della battaglia per le libert civili. Ma mettendo in campo delle generalit, si finisce sempre con loscurare ci
che pi importante: lunicit e lirripetibilit di chi subisce una violenza, unicit e irripetibilit che fanno del suo caso particolare
qualcosa di diverso da ogni altro. Ogni volta
che si fa ricorso ai famosi contesti, non
importa se per accusare o difendere, percepisco unintollerabile svalutazione della vittima, unincapacit, intellettualmente gravissima, di ragionare dal suo punto di vista.
Per fare lesempio pi ovvio, se le centinaia di morti ammazzati sotto casa da questo o
quel gruppo terroristico potessero parlare,
ci direbbero che a loro, del contesto storico che li ha spazzati via dal mondo, non
importa un fico secco. Ci che importante
del loro destino laver lasciato solo chi li
amava, il non poter crescere i propri figli,
lessere privati della loro storia individuale. I
contesti storici sono comodi per tutti:
non uccidono e non proteggono. Semmai,
la triste vicenda inglese, come tante altre, ci
riporta a una verit universale: i malvagi sono sempre in agguato, aspettano il loro momento, e si aprono i loro varchi in qualunque situazione. La pedofilia lesempio pi
lampante di questa semplice e brutale considerazione: si adatta perfettamente alle societ pi autoritarie, sia quelle clericali che
quelle pi libertarie. Corrompe ogni tipo di
organismo. Ed ecco che scopriamo che nellInghilterra degli anni Settanta, nel fiorire
di tante splendide utopie e sperimentazioni, esisteva unorganizzazione dal nome sinistro, come se ne trovano in un romanzo di
Thomas Pynchon: Pie, Paedophile Information Exchange. E questa setta aveva un rap-

Balthus (Balthassar
Kossowski de Rola,
1908-2001),
Il pittore e la sua
modella (1981, Parigi,
Centre Pompidou)

porto ufficiale con


lorganizzazione laburista che si occupava di diritti umani e
civili, ovvero il National Council for Civil
Liberties. Qual era lo
scopo principale del Pie? Si stenta a crederci, e ci si vergogna anche solo al riferirlo: abbassare a dieci anni let che permettesse legalmente di avere rapporti sessuali con un
bambino consenziente. Cosa poi significhi esattamente questo consenso ai desi-

SSS
Falsi miti greci
Tutte le vittime subiscono
lonta supplementare della
presunta matrice filosofica
delle frequentazioni
con bambini e adolescenti

deri di un adulto da parte di un essere umano di dieci anni, nessuno lo ha mai spiegato
chiaramente. Viene allegata, in totale malafede, la presenza di desideri sessuali che
precedono let puberale.
Non c dubbio che questa una verit,
non solo al livello dei desideri, ma anche a
quello delle esperienze pi concrete. Si potrebbe definire tutta quanta linfanzia come
let dellesperimento. Ma a questo punto
del ragionamento, si apre un bivio. Tutto ci
che fanno i bambini tra loro, ben difficilmente lascia tracce negative. pura vita:
qualcosa che si impara come un gioco, e come un gioco ha i suoi scacchi e le sue soddisfazioni. Latteggiamento pi saggio, da parte degli adulti, quello di chiudere un occhio, vegliando attentamente con laltro affinch non ne nascano conseguenze
spiacevoli.
Ma ora consideriamo lintrusione di un
adulto in questo gioco: il clima cambia irrimediabilmente. Si determina qualcosa che
in genere troppo doloroso da ricordare,
ma che la rimozione rende anche pi dan-

i
Il precedente tedesco
A fine 2013, Jrgen Trittin,
leader dei Verdi tedeschi,
stato attaccato dal professor
Franz Walter dellUniversit
di Gttingen e dal collega
Stephan Klecha sul
quotidiano Frankfurter
Allgemeine Zeitung per
aver difeso la liceit della
pedofilia negli anni Ottanta.
Trittin, allepoca capo della
corrente ultra-radical del
partito ecologista, aveva
firmato un manifesto
pedofilo in cui chiedeva di
legalizzare i rapporti
sessuali fra adulti e
bambini

noso. E quando n la memoria n loblio


danno un soccorso, non si pu che rimanere imprigionati nella ferita che si subta.
C qualcuno che potrebbe smentire con sicurezza questo ragionamento? Gi immagino chi si balocca col pi cretino degli argomenti: i Greci. Tutte le vittime della pedofilia nel mondo occidentale hanno dovuto subire lonta supplementare di questa
balordaggine: ed ecco i Socrati e gli Alcibiadi e soprattutto la supposta naturalit dei
nostri pi illustri antenati in fatto di rapporti con i bambini e gli adolescenti. Davvero
non se ne pu pi di questa turpitudine ammantata di luoghi comuni da liceali.
Lo chiedo agli esperti, ai filologi: a fronte
di tutto quello che avevano da dichiarare gli
adulti, esiste nella letteratura greca la testimonianza di un efebo felice di essere stuprato? Quanto allaltro mezzuccio dialettico,
quello della naturalit, non c bisogno
daver letto Leopardi per sapere che dalla natura provengono cose come la peste, i terremoti, le eruzioni dei vulcani. Possiamo amare quanto vogliamo la natura, ma lei non
fatta per ricambiarci necessariamente. Tra i
suoi scopi manca del tutto la garanzia della
felicit dei singoli esseri viventi. Ovviamente, non ero l, ma ci metterei la mano sul
fuoco: nessuno era troppo contento di soddisfare i desideri di Socrate e Alcibiade. Pi
logico pensare che, diventati adulti, infliggessero agli altri ci che avevano subito, in
una catena di ingiustizie che si perpetuata
nei secoli, ed arrivata fino a noi servendosi
di ogni forma possibile di mala educacin,
come lha definita il grande Pedro Almodvar.
Dovremmo cercare, in fin dei conti, di
sottrarre questa tristissima storia al regno
del desiderio, perch il desiderio, in questo
caso, non la sostanza, ma la maschera del
peggiore peccato umano, che sempre, e
sempre rester, la volont di potenza. Per
dirlo in sintesi, la pedofilia uno degli innumerevoli tentacoli di quel mostro tenace e
polimorfo che il fascismo. Presuppone
luso di una forza, non importa se brutale o
melliflua, che riduce chi la subisce a un oggetto inerte. E per colmo dinfamia, attribuisce a quelloggetto un consenso che esiste
solo nella mente delladulto, perch nella
mente infantile non esiste nulla che assomigli al consenso. Che il virus del potere
non si insinui solo allinterno di unorganizzazione gerarchica com una Chiesa, ma
anche in una cultura progressista e libertaria, un fatto che non pu che confermare
la necessit di sorvegliare con la massima
intensit il significato delle parole che usiamo, e dei gesti che ne derivano. Lasciando
in pace, una buona volta, i Greci.
RIPRODUZIONE RISERVATA

6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Orizzonti
Nuovi linguaggi, scienze, religioni, filosofie

Mondi
sempreverdi

I celebri mattoncini e le ricreazioni da tavolo


rispondono a bisogni innati dellessere umano
Perci sopravvivono anche nellepoca dei videogame

Il RisiKo! di Darwin
di GIANCARLO DIMAGGIO

l messaggio giunto. Invader il


Congo. Ho lAfrica Orientale, ma voglio espandermi, le mie risorse di
coltan sono insufficienti. Mi braccano, sveleranno presto le mie intenzioni. Fingo di attaccare la Scandinavia.
L sono ricchi, hanno civilt, servizi sociali che funzionano. Che io voglia conquistarla credibile. La strategia paga.
Gli avversari ci cascano. Presto avr quello in cui altri miseri hanno fallito:
possedere Nord America e lAfrica tutta.
Ladrenalina pompa, ho bisogno di ingrandirmi. Sono pronto allazione. A carri
armati schierati, tiro i dadi. Il mio volto
impassibile. Formo alleanze mute, desti-

Monopoli, Lego e altri giochi


Esperienze che rafforzano
lagonismo e la cooperazione
nate da l a poco a rompersi. Tradir, sar
tradito, me lo aspetto.
Giocare a RisiKo! ti fa ragionare cos. Ti
prende quella voglia di invadere Paesi e
dominare il mondo. Per inciso, se sapete
cos il coltan, o fabbricate cellulari, o siete ricercati dalla polizia, o avete letto Il leopardo di Jo Nesb.
Sabato pomeriggio. Mio figlio protesta. Ritiene le pressioni della sorella
maggiore a cederle Largo Colombo ingiuste, prepotenti. Mia figlia, testarda, insiste. Cerca di blandirlo, lo accusa di immaturit ma lui niente, non vende. Intervengo. Non per interesse personale. Che
mia figlia non acquisti Largo Colombo

conviene anche a me, ma non questo a


influire sulla mia decisione. Semplicemente, disapprovo che forzi la volont
del fratello, mi schiero apertamente con
lui. Costruisco la seconda casa su Viale
Giulio Cesare.
Ora, avete diritto di pensare che: 1) chi
scrive sia un pessimo genitore (possibile). 2) sia patriarca di una famiglia di palazzinari. Entrambe le vostre ipotesi per
dimostrano irrefutabilmente che: non
conoscete (o avete dimenticato) il Monopoli. Vi manca quindi la consuetudine
con la sensazione inebriante di possedere case, alberghi, quartieri interi. Accumulare denaro. Il piacere di incassare

ILLUSTRAZIONE
DI FRANCESCA CAPELLINI

pacchi di soldi quando gli altri passano


da Parco della Vittoria con tre case gi su.
Papi, prendi la pedana. S, amore.
Quella verde. S amore, quella verde. Costruiamo un recinto. Mattoncini gialli e
blu diventano un lago. Un elefante beve,
tranquillo malgrado i leoni. La zebra passeggia. Amore, ma la zebra dovrebbe essere preoccupata. No, papi, il leone ha gi
mangiato ed buono, mi dai la parete?
Quella con la finestra? S.
Mia figlia aveva due anni. Con i Lego
abbiamo costruito uno zoo in Africa
del quale ormai sono proprietario . La
casa del guardiano pronta, gli animali
parlottano. Pochi anni dopo. Il progetto

DOMENICA 9 MARZO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Marco Meriggi il #twitterguest


Marco Meriggi, nato a Roma nel 1955,
insegna Storia delle istituzioni politiche
allUniversit Federico II di Napoli e ha
lavorato presso diversi altri atenei, sia in Italia
sia allestero. A lungo si occupato di storia
italiana e europea. Ora si interessa di storia
globale. Con Laura Di Fiore ha scritto World
History. Le nuove rotte della storia (Laterza,
2011). Da oggi consiglia un libro al giorno ai
follower de @La_Lettura.

Dizionario minimo dellinfanzia che non passa

Campana di Cortzar
e palla avvelenata
di Clarence Seedorf
di LUCA MASTRANTONIO

si fa difficile, alta ingegneria. Lastronave


di Star Wars. Ci sono i pezzi trasparenti,
vetri di plastica azzurra. Da piccolo me li
sarei sognati. Qui c meno da inventare. I
pezzi sono per dita da bambino, ma riesco a maneggiarli. Mio figlio mi fa lavorare. Ogni tanto mette un pezzo lui. soddisfatto. Un anno dopo c da tirare su la
stazione di polizia. Caso mai passasse
Harry Hole (avete letto Nesb? Sapete chi
). Le cose sono cambiate. Segue lui le
istruzioni. Non devo interferire, ma mi
vuole l. Ogni tanto mi chiede una mano,
poi riprende il comando. Vorremmo
mandare unemail in Danimarca e chiedere perch manca quel pezzo. Che in realt c, minuscolo, e non lo avevamo visto.
Dove voglio arrivare? Alcuni giochi, come RisiKo!, Monopoli, Lego, continuano
a impegnare le nostre giornate, malgrado
la concorrenza spietata dei videogame. Li
ricordiamo nella nostra infanzia. I figli ce
li chiedono. Ci giochiamo insieme. Mi
chiedo: cosa ha permesso loro di resistere nel tempo? Di mantenere tenacemente
il loro posto nellimmaginario? Di ampliarlo anche.
Domenica scorsa abbiamo visto The
Lego Movie. Ha gi incassato decine di
milioni di dollari (soldi veri, non del Monopoli). Per rispondere mi appello a
Charles Darwin e agli psicologi evoluzionisti. Gli umani agiscono guidati da motivazioni primarie, che hanno permesso
sopravvivenza, adattamento alla nicchia
ambientale e consolidamento della societ. Motivazioni arcaiche quali: sessualit, rilevare i pericoli, difendere il territorio, reagire con attacco/fuga/congelamento allaggressione. Poi motivazioni
sociali, da mammiferi evoluti. John Bowlby ha descritto lattaccamento: il bisogno
di rivolgersi a figure forti, solide e rassicuranti in momenti di paura, fragilit, fa-

Ludica

Il tempo libero
e le feste rituali
Una rivista annuale e una collana
omonima, riuniti sotto il nome Ludica,
danno spazio a contributi di analisi nel
campo della storia del gioco: dal tempo
libero alle feste rituali. Contributi che
nascono dai risultati di ricerche
direttamente promosse e coordinate
dalla Fondazione Benetton Studi
Ricerche. Lobiettivo lindagine sul
ruolo della ludicit nei diversi contesti
umani, partendo dalla convinzione che la
componente del gioco insopprimibile
nella vicenda storica e riemerge persino
nei momenti pi drammatici e
imprevisti. Sabato 15 marzo a Treviso
(Sala Convegni de La Ghirada), il
direttore della rivista (la collana codiretta da Alessandra Rizzi) Gherardo
Ortalli parler di Sport e gioco. Seriet
di un sistema ludico al convegno I
nodi della storia dello sport in Italia.

i
Il film
uscito nelle sale italiane
il 20 febbraio The Lego
Movie, il primo film
danimazione dei personaggi
Lego, in digitale 3D; si tratta
di una produzione Warner
Bros. Pictures e Village
Roadshow Pictures, per la
regia di Phil Lord e
Christopher Miller. Con 69
milioni di dollari, il film che
ha ottenuto negli Stati Uniti
il secondo migliore incasso
di sempre nel mese
di febbraio
I libri
Sui sistemi motivazionali,
compresi i giochi che li
innescano, da segnalare i
libri Attaccamento e perdita
(Bollati Boringhieri) di John
Bowlby, La terapia focalizzata
sulla compassione (Franco
Angeli) di Paul Gilbert e il
testo Psicoanalisi e sistemi
motivazionali (Raffaello
Cortina) di Joseph
Lichtenberg, oltre ai volumi I
sistemi motivazionali nel
dialogo clinico (Raffaello
Cortina) di Giovanni Liotti e
Fabio Monticelli e un saggio
pi generale su Le origini
della comunicazione umana
(Raffaello Cortina) di
Michael Tomasello.
Un romanzo di fantascienza
in cui evocato (sotto un
nome diverso, Bluff) il
gioco del Monopoli
I giocatori di Titano di Philip
K. Dick, che della versione
americana di Monopoly era
un fan. Valenza simbolica in
letteratura ha anche il gioco
del RisiKo!: un romanzo
drammatico di Marcelo
Figueras si intitola
Kamchatka (LAsino dOro):
questa infatti lultima parola
pronunciata dal padre
desaparecido del
protagonista (che gioca a
RisiKo!). Ma anche nella
saggistica si trovano
riferimenti archetipici ai
giochi: cita il gioco da tavola
fin dalla copertina e dal
titolo, il pamphlet Monopoli
(Rizzoli) di Giovanni Floris:
ma il gioco di Viale dei
Giardini e Vicolo Stretto
reinventato casella per
casella per parlare dei nuovi
poteri di oggi. Sulle basi
scientifiche dei giochi, il
volume La scienza dal
giocattolaio di Davide Coero
Borga (Codice edizioni)

me, freddo, sonno. La motivazione complementare: prestare cure a chi, in difficolt, chiede aiuto con segnali chiari e riconoscibili (pianto, occhioni sgranati).
Studiosi come gli psicoterapeuti cognitivisti Paul Gilbert, universit di Derby, e Giovanni Liotti di Roma, Joseph Lichtenberg, psicoanalista a Washington, e
lo psicobiologo Jaak Panksepp, universit di Washington, includono tra le motivazioni sociali: 1) agonismo e bisogno di
mantenere e accrescere la propria posizione nel rango sociale. La posizione nella gerarchia garantisce priorit di accesso
alle risorse limitate cibo, partner per
laccoppiamento o quantomeno sicurezza che verr il nostro turno; 2) esplorazione autonoma del territorio e formazione di un senso di efficacia personale;
3) appartenenza al gruppo; 4) cooperazione tra pari per il raggiungimento di
scopi condivisi; 5) giocare!

Vediamo se funziona. I giochi che resistono alla competizione con i videogame


(oltre che ben fatti) attivano, nella modalit del gioco di finzione, queste motivazioni primarie.
RisiKo!: difesa del territorio ed esplorazione oltre il confine, definizione del
rango, accesso a risorse limitate. Formazione di alleanze per raggiungere lo stesso obiettivo (fare fuori un altro avversario).
Monopoli: in altra forma tocca pi o
meno le stesse corde.
Per il Lego diverso. Allinterno di interazioni cooperative con ladulto, quei
mattoncini costruiscono le basi di agency, il senso di iniziare con successo
unazione nata da un motore interno, e
autonomia.
Michael Tomasello, co-direttore del
Max Planck Institute, direbbe che giocando a Lego con i figli consolidiamo
lintenzionalit condivisa, un processo
partito gi dalle primissime fasi di vita.
Funziona cos: il bambino ha una meta.
Mettere il leone l. Coinvolge ladulto.
Ladulto esegue, ma introduce una variazione minima. Il bambino discute, ci si
accorda. Vicino al leone: una palma che
piace a entrambi. Si formata una rappresentazione cognitiva dialogica che include: il proprio scopo, quello dellaltro e
il processo di negoziazione per sintonizzarsi e raggiungere lobiettivo comune.
Se linterazione ha successo il bambino
contento e si sente capace, attivo. Capisce
meglio la mente dellaltro.
Quali giochi innescano attaccamento e
accudimento? Facile. Barbie. Polly. Credo
che Cicciobello sia in salute. Ancora: lappartenenza al gruppo? In edicola. Figurine dei calciatori. Infine, per verificare se
lipotesi darwiniana tiene, mi chiedo: cosa mancava ai giochi estinti? Le ipotesi alternative sono molte. Mentre tento una
risposta accendiamo la Wii. Super Mario.
I miei figli mi battono spietatamente. Ma
anche il loro Mario, saltando da un dado
allaltro tra le nuvole, cade nel vuoto. Non
celo un sorriso di soddisfazione.
RIPRODUZIONE RISERVATA

ulla per gioco, tutto col gioco. Era il motto del fondatore degli scout, Robert Baden-Powell (il libro Scouting Games del 1910). Vedeva nelle attivit ludiche un momento
di crescita e formazione fondamentale;
per fare squadra, coltivare il rispetto
delle regole e sviluppare abilit fisiche
e psicologiche. La massima si adatta
bene a tutti i giochi, da quelli pi antichi a quelli postmoderni, che hanno
ispirato scrittori, cantautori, allenatori.

molto difficile far arrivare il sassolino


al Cielo, quasi sempre si calcola male e
il sassolino esce dal disegno. Poco a
poco, si impara, ma giusto in quel momento scrive Cortzar finisce di
colpo linfanzia e si cade nei romanzi,
nellangoscia da due soldi, nella speculazione dellaltro Cielo cui si vuole arrivare. E a causa della fine dellinfanzia,
si dimentica che per arrivare al Cielo,
gli ingredienti sono un sassolino e la
punta di una scarpa.

Laltalena

Si pu scrivere anche Celai, tutto


attaccato, come il verbo celo, celo,
manca delle figurine dei calciatori. In
Celai, per, avercela non buono:
qualcosa di simile ad una malattia, tanto che in alcune regioni italiane si chiama rogna. Il giocatore che sta sotto una specie di untore che pu
guarire solo toccando qualcun altro e
passandogli la malattia, gridando a
scanso di equivoci ce lhai, come
scrivono Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti nel Dizionario dei giochi edito da Zanichelli (2010). A Venezia il gioco dellappestato noto come gh o
darsela e torsela o el gha che tuti lo
sa. Un altro gioco a rincorrersi Rial-

Volare un po, per non morire. Laltalena, uno dei giochi pi antichi e spensierati, secondo la mitologia greca
nata per esorcizzare unepidemia di
suicidi. Erigone, disperata per la morte
del padre, si toglie la vita impiccandosi; altre ragazze, sconvolte, emulano il
gesto. Loracolo di Apollo offre la soluzione: costruire altalene dove le ragazze possano dondolarsi, restando vive.
Da l come ha analizzato Ernesto De
Martino in La Terra del rimorso (1961)
nascono le Feste dellaltalena, dove
il volo anche un inno alla fertilit.
Echi moderni del mito risuonano nella
canzone di Fabrizio De Andr Ho visto
Nina volare (tra le corde di unaltalena/ un giorno la prender/ come fa il
vento alla schiena).

Calcio Balilla
Anche il calcetto ha unorigine compensativa. Almeno, nella versione per
cui linventore il galiziano Alejandro
Campos Ramrez, noto come Finisterre
(morto nel 2007 a 87 anni). Fu poeta, filosofo, editore e ballerino di tip tap. Ferito durante la Guerra civile spagnola,
dove combatt contro i franchisti, in
ospedale resta colpito dalla quantit di
ragazzi senza arti inferiori. Niente pi
calcio, per loro. Cos, ispirandosi al
tennistavolo, fa costruire un futboln; a differenza del precedente prototipo del tedesco Broto Watcher, ha le
sagome dei calciatori. Nel secondo dopoguerra, in tutta Europa, si diffonde
come gioco per la riabilitazione psicomotoria dei reduci (in Italia noto come biliardino o calcio Balilla, dal soprannome di un ragazzino che a Genova ispir una rivolta anti-austriaca lanciando un sasso; divenne eroe del
Risorgimento, celebrato poi dal Fascismo). Poche regole, universali. La principale si dichiara in genere dopo che
qualcuno lha infranta: Non si rulla!.
Cio non si fa girare su di s lomino.

Ce lhai

SSS
Felici contrappassi
Laltalena e il biliardino
sono nati per compensare
ed esorcizzare eventi
infausti. Un lutto paterno,
le ferite di guerra
zo, che permette di salvarsi mettendosi su una qualsiasi piattaforma sopraelevata.

Palla prigioniera
uno dei pezzi forti degli scout, un
must degli oratori. Le squadre, divise
in due campi, hanno alle proprie spalle
la prigione dove mettono gli avversari
catturati, colpendoli con la palla o intercettando al volo il loro lancio. Cementa lappartenenza al gruppo, fomenta sogni di gloria per liberare i propri compagni, scambiandosi al volo la
palla. Una variante, spesso a tutto campo, palla avvelenata, dove lavversario colpito fatto fuori. Il gioco stato
riadattato dallallenatore del Milan Clarence Seedorf per i suoi allenamenti.

Campana

Schicchera

Gioco di salto il cui nome deriva dalla forma della torre che si disegna a terra tracciando caselle numerate che
conducono ad una mezzaluna. Ha ispirato il capolavoro dellargentino Julio
Cortzar del 1963, Rayuela (che significa campana), noto anche come Il
gioco del mondo. Libro che pu essere
letto saltando da un capitolo allaltro.
Protagonista Horacio, studente argentino che da Buenos Aires a Parigi
cerca la sua Maga, Luca. Ingredienti
del gioco: un marciapiedi, un sassolino
da spingere con la punta del piede, una
scarpa e un gesso, possibilmente colorato, per disegnare le caselle, cio la
Terra, e la mezzaluna in cima, il Cielo.

Non proprio un gioco, ma il gesto


necessario ai giochi in cui bisogna colpire oggetti tondi o pattinanti, come
noci (per gli antichi romani), biglie
(nel romanzo I ragazzi della Via Pl del
1906), tappi a corona o monete. Come?
Lo racconta Francesco Guccini nel libro Vacca dun cane (1993): caricando a
molla, grazie al pollice, la punta dellindice o del medio, impaziente di fuggirsene e colpire loggetto da lanciare
o lorecchio del malcapitato. Nella
catena evolutiva, la schicchera sta tra il
pollice opponibile dei primati e lindice toccatutto dei nativi digitali.
@criticalmastra
RIPRODUZIONE RISERVATA

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Orizzonti Nuovi linguaggi


Linchiesta

Va pensiero
di Armando Torno

Il cerchio di Galileo contro lellisse di Keplero


Severo Sarduy, scrittore cubano naturalizzato
francese, lautore dellacuto trattatello: Barroco
(Sellerio, pp. 132, e 14). In esso racconta la
ricaduta dei modelli cosmologici sullarte e
sulle lettere in virt della contrapposizione di

due forme: il cerchio di Galileo, lellisse di


Keplero. Con passaggi analogici (piccolo debito
con larcheologia dei saperi di Foucault), Sarduy
ci porta tra i procedimenti retorici che lasciano
traccia nello spazio simbolico del barocco.

La capitale degli Stati Uniti (Washington) sorvegliata a vista (to watch) dalle
tecnologie: il fotografo Jim Lo Scalzo ha documentato tutto. Con qualche guaio

Telecamere, microspie, sensori invisibili


Benvenuti a Watchington D.C.
di IRENE ALISON

SSS
La testimonianza
Una vicenda non priva di
ironia: sono stato pi volte
fermato e interrogato per
aver ripreso uno strumento
che ci riprende sempre
monumento del potere americano, a
drizzare le antenne per ogni piccola deviazione dalla norma, per ogni movimento fuori palinsesto.
Lo sa bene Jim Lo Scalzo, fotografo
che ha meticolosamente documentato,
nella sua serie Welcome to Watchington
(sintesi di Washington e to watch, guardare, osservare), i dispositivi di sorveglianza che a migliaia spiano ogni recesso della capitale. Un progetto, quello di
Lo Scalzo appena premiato dallEyes
of History 2014 della White House News
Photographer Association cominciato, non a caso, proprio nei giorni in cui
le rivelazioni dellex collaboratore della
National Security Agency Edward

Snowden sui programmi di spionaggio


del governo statunitense sollevavano il
velo sui disinvolti metodi di sorveglianza di massa della Nsa.
Quando, appena esploso lo scandalo, ho cercato di fotografare lesterno del
quartier generale della National Security Agency a Fort Meade, nel Maryland,
gli agenti della Nsa mi hanno fermato e
preso in custodia per 30 minuti, racconta Lo Scalzo a la Lettura. stato
proprio questo spiacevole incontro, e le
paranoie che ne sono seguite (nei giorni successivi ho coperto con un pezzo di
nastro isolante la telecamera del mio
portatile nel timore che mi spiassero da
l), a suggerirgli lispirazione per la sua
indagine visiva sugli strumenti di sorveglianza. Improvvisamente, il luogo comune del siamo tutti spiati ha preso
forma agli occhi del fotografo nella telecamera piazzata nel vicolo dietro casa
sua, sul marciapiede fuori dalla scuola
dei suoi figli, allo sportello del bancomat. Leccesso di reazione dellNsa mi
ha spinto a trovare un angolo di visione
pi accessibile sulla tematica della sorveglianza. Washington cablata con migliaia di strumenti di spionaggio, dai
semplici autovelox a sofisticati collettori
di particelle volatili per lesame degli
agenti biologici. Questi dispositivi, gestiti da una serie di agenzie locali e federali, sono onnipresenti e onniscienti.
Le immagini di Welcome to Watchington, capaci di trovare una difficile sintesi estetica nellambizioso intento di
guardare gli strumenti del guardare,
esulano da una logica puramente catalogatoria ed evocano, nella compiutezza
formale, nel disegno delle ombre, nelle
poche e sfuggenti presenze umane, il
mistero e la sospensione di una narrazione di respiro fantascientifico. Tuttavia la realt irrompe in scatti come quello che ritrae i dimostranti del gruppo
Stop Watching Us in cammino (ovviamente sotto gli occhi di una telecamera)
verso il Campidoglio e risuona nei titoli

di Daria Gorodisky

MISS MARPLE
GIOVANE
E ISRAELIANA

A sinistra: un marine
sorveglia dal tetto
la storica Home of the
Commandants occupata
dal comandante
della Marina James Amos.
A destra: la luna
sorge dietro la telecamera
di sorveglianza montata
sulla cupola del Campidoglio.
Sotto: una telecamera che
monitora il traffico per conto
del Dipartimento dei trasporti
di Washington spicca davanti
a un murales di Marilyn
Monroe su un palazzo del
quartiere di Woodley Park.
Il servizio, composto da 25
foto, visibile sul sito del
fotografo: jimloscalzo.com

a pi scenografica quella
piazzata nel quartiere di Woodley Park, che incrocia il suo occhio elettronico con lo sguardo
di un gigantesco murale di Marilyn, le lunghe ciglia languidamente dischiuse sulle strade del District of Columbia. La pi redditizia, invece, quella montata sul ponte di K Street: in un
periodo di soli sette mesi, i suoi flash
hanno fruttato alle casse cittadine otto
milioni di dollari in multe per eccesso di
velocit. Le telecamere di sorveglianza, a
Washington, sono una per ogni angolo e
per ogni esigenza di controllo. Discrete
e mimetizzate fino a integrarsi nel lineare profilo del paesaggio urbano, ma
sempre vigili, pronte a registrare ogni
aspetto della vita quotidiana della citt-

AlefBet

Relazioni e Rete

Gestire il partner
attraverso una app
Come nell800
di ANNA MOMIGLIANO

hi desiderasse unapp per gestire il


partner non ha che limbarazzo
della scelta: Relationship ricorda
compleanni e anniversari, Romantimatic
suggerisce a intervalli regolari
messaggini affettuosi, Love Quotes (nella
foto sopra) una riserva inesauribile di
frasi fatte. La rivista The Atlantic
avverte: nellera delliperconnettivit c il
rischio che lamore diventi in
outsourcing. Eppure queste app non
fanno che condensare servizi gi offerti
altrove: a ricordare i compleanni ci
pensano da tempo Facebook e Skype; i
modelli vecchi di telefonini includevano
sms amorosi precotti; mentre il
business delle frasi fatte centenario: i
biglietti romantici prestampati sono in
commercio dal 1860. Affidiamo
lespressione dei nostri sentimenti pi
intimi a una catena di montaggio,
faceva notare lo studioso Robert
Thompson nel 2005, prima delliPhone.
RIPRODUZIONE RISERVATA

dei giornali degli ultimi mesi: il 17 gennaio il presidente Obama ha presentato


un discusso piano di riforma dellNsa
che, pur mettendo un argine alla legittimit dello spionaggio di Stato e limitando il programma di intercettazioni telefoniche dellagenzia, non ha messo realmente in discussione il sistema di cont ro l l i e v i o l a z i o n i d e l l a p r i va c y
instaurato negli Usa dopo l11 settembre
2001. Credo che quella di Obama sia
stata una mossa abile: ha limitato laccesso federale alle conversazioni telefoniche, essendo per consapevole del
ruolo fondamentale che altre forme di
sorveglianza, come quella video, giocano nella sicurezza nazionale, dice Lo
Scalzo. Dopo le rivelazioni di Snowden
la gente meno tollerante rispetto allidea di un Grande Fratello federale, ma
nonostante le polemiche suscitate dalla
scarsa incisivit dellintervento di Obama, quello che continua a sorprendermi
che la sorveglianza di massa, a livello
locale, ancora ampiamente accettata,
o persino percepita come utile e rassicurante.
Non tutti, a Washington, sembrano
aver gradito e condiviso lossessione anti-sorveglianza di Lo Scalzo, pi volte
fermato e interrogato dagli agenti della
polizia locale e della Nsa nel corso del
suo lavoro: Le forze dellordine si sono
limitate a uninterpretazione miope della legge, che negli Stati Uniti vieta di fotografare le apparecchiature di sicurezza considerandolo un atto sospetto.
Spesso la polizia ha giustificato gli interrogatori dicendo di aver ricevuto denunce dai passanti. Ma la mia difesa
sempre stata la stessa: se qualcuno
preoccupato del fatto che io stia facendo
una foto in un luogo pubblico, il problema suo, non mio. Spero, comunque,
che a nessuno sia sfuggita lironia della
situazione: essere denunciato e interrogato per aver ripreso uno strumento che
ci sta continuamente riprendendo.

hulamit Lapid
lautrice che ha
inventato la versione
israeliana e moderna della
detective-zitella
protagonista di tanta buona
letteratura inglese del
periodo compreso fra le due
guerre mondiali: una per
tutte, la Miss Marple di
Agatha Christie. Il suo
personaggio si chiama Lisi
Badichi, ha 30 anni,
troppo alta, cammina come
un cammello, ha piedi
troppo grandi e scarsa cura
di s, se non per gli
immancabili orecchini di
plastica; giornalista in uno
dei due giornali locali di
Beer Sheva (capitale del
deserto del Negev), fra gli
improbabili convegni e le
noiose sfilate di moda si
trova a seguire casi di
cronaca nera che la
trasformano in
investigatrice. E la ragazza
sveglia, molto sveglia
Leggere le sue avventure
divertente, suspense e
umorismo sono miscelati
con sapienza, e le storie
scorrono su uno sfondo che
mette in mostra tutti gli
aspetti della societ
israeliana contemporanea.
Cos una fortuna che una
piccola casa editrice
milanese, astoria, abbia
deciso di portare anche al
pubblico italiano questi
gialli: Dalla nostra
corrispondente appena
uscito (quasi 20 anni fa era
stato una proposta di La
tartaruga con il titolo
Professione giornalista), e
in luglio sar in libreria
Lesca. Del resto, astoria ha
iniziato a operare nel 2010
proprio con lidea di
presentare scrittori stranieri
un po negletti in Italia e
creatori di libri intelligenti
ma non pesanti. In
catalogo ci sono anche altri
nomi del mondo letterario
ebraico, da Ada Leverson a
Bernice Rubens a Marina
Morpurgo. Tutte donne, fra
i 22 autori pubblicati
compare un solo uomo.
Motivo in pi perch nella
lista rientri a buon titolo
Shulamit Lapid, che rifiuta
letichetta di femminista
per ha costruito la sua
opera (anche poesia e
teatro) su personaggi
femminili forti e
indipendenti: non solo la
Lisi Badichi dei nostri
tempi, ma anche eroine del
XIX secolo. E lei stessa, nata
nel 1934, incarna forse la
forma pi completa di
donna emancipata:
scrittrice premiata in patria
e nel mondo, schiva,
meditativa, lontana da
mondanit e ufficialit pur
essendo moglie e madre di
uomini con altissimi
incarichi governativi;
rivendica con orgoglio la
casa come posto suo e, s,
quel piacere di andare ogni
giorno al mercato a
comprare le cose pi buone
per la sua famiglia.

RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMENICA 9 MARZO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Sapere di Dio

Caratteri Visual data


Mappe

di Marco Ventura

I nuovi confini della libert religiosa


Il Congresso degli Stati Uniti approva una
legge che imbavaglia i credenti in nome del
religiosamente corretto. I funzionari cristiani
si fanno corrompere pur di restare al potere.
Invece un predicatore evangelico si ribella e il

governo gli d la caccia. la trama del film


Persecuted (diretto e scritto da Daniel Lusko),
nei cinema americani in primavera: la destra
americana ci spinge verso i nuovi confini
della libert religiosa.

Che cosa facevano in vita, da dove venivano: indagine sulla


professione e le origini di uomini e donne poi elevati agli
altari. Ecco perch la Chiesa ha scelto spesso tra le proprie file

Due schiavi, molti Papi: il mestiere dei santi


Terra Santa*
Numero totale di santi
per area geograca

54

Turchia Medio Oriente Egitto Resto dellAfrica


62

36

22

16

Italia

Francia

371

152

Spagna Resto dEuropa Americhe


70

236

30

Asia Oceania
13

1
a.C.**

I sec.

II

III

IV

VI

VII
I flussi verticali identicano attraverso
i secoli il numero di santi del calendario

VIII

cattolico (1.063 dati santi per i quali


presente una descrizione su
Cathopedia) vissuti in ciascuna zona
geograca considerata. Le sfere colorate
indicano la provenienza sociale o il

IX

mestiere dei santi in vita. La dimensione


delle sfere proporzionale al numero dei
santi per gruppo

10

15

XI

20

XII

30

XIII

apostoli
artigiani, mercanti
asceti, eremiti
contadini, pastori
devoti, discepoli
ecclesiastici
evangelisti
evangelizzatori, predicatori
ladri
letterati
medici
mendicanti, pellegrini
militari
nobili
pedagoghi
politici
profeti
schiavi
uomini di corte

XIV

XV

XVI

XVII

XVIII

XIX

martiri

XX
*comprende i luoghi che oggi appartengono allo Stato di Israele e ai territori palestinesi

di LUIGI ACCATTOLI

uando cercano santi da proclamare, agli uomini di


Chiesa viene spontaneo cercarli tra le proprie file o nelle
immediate vicinanze: ecco
perch tra i canonizzati sono cos numerosi i vescovi e i Papi (unottantina), i religiosi e le religiose. raro che si avvedano di santit che escono da quei modelli, impersonate da sposati, o da uomini e
donne che svolgono attivit profane. La
prevalenza della santit canonica stata
quasi totale dal Concilio di Trento al No-

vecento, mentre prima cera pi variet.


A pescare fuori dai conventi e dalle
canoniche si tornati ultimamente: a
partire da Pio XI sono stati proclamati
beati e santi padri e madri di famiglia e
coppie di sposi, uno zingaro spagnolo e
una schiava africana (un altro risale ai
primi secoli), indiani delle Americhe,
catechisti di Papua Nuova Guinea e dellAfrica nera, laici vissuti in ogni tipo di
professione.
Quella dei santi sposati una questione sensibile. Secondo unindagine condotta nel 1988 dalla Comunit di Caresto
sui mille santi pi noti del calendario

**santi vissuti prima della nascita di Ges

cattolico si aveva a quella data questa ripartizione: Il 93% sono celibi e


consacrati e solo il restante 7% persone
con famiglia. Per il Giubileo delle famiglie, il 15 ottobre 2000 in piazza San Pietro fu cantata una litania dei santi sposati composta per loccasione e in essa
furono invocati i santi Zaccaria ed Elisabetta, Gioacchino e Anna, Aquila e Priscilla (che sono coppie del Nuovo Testamento); Paolino e Teresa, Gregorio di
Nissa, Monica, Macrina (che sono dei
primi secoli cristiani); Enrico e Cunegonda, Brigida, Francesca Romana, Rita
da Cascia (che appartengono al Medio

Fonte: Cathopedia, lenciclopedia cattolica

Evo). Il pi recente di quei santi era


Tommaso Moro (1478-1535): dopo di
lui, per avere un altro santo sposato occorre arrivare a Gianna Beretta Molla
(1922-1962) proclamata da Giovanni PaGli autori
La visualizzazione di questa settimana
a cura di The Visual Agency, agenzia
specializzata nella visualizzazione di dati
e informazioni, diretta da Paolo
Guadagni. firmata da Giulia De Amicis
e Francesco Roveta. Hanno collaborato
Sara Pandini e Benedetta Sala.

olo II nel 2004. Attenzione per a ritenere che tra i santi riconosciuti vi siano
stati pochi poveri: molti tra gli ecclesiastici canonizzati sono vissuti in povert,
o nellascetismo, e moltissimi erano figli
del popolo minuto, passati poi nei ranghi del clero.
Il 27 aprile verranno canonizzati i papi Roncalli e Wojtyla: il primo era nato
da contadini e il pap del secondo era
un militare di truppa. Ma lo stesso si
pu dire di tanti tra i santi pi noti: da
Pier Damiani a Caterina da Siena, a Giovanni Bosco.
RIPRODUZIONE RISERVATA

10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Lappuntamento

Una festa
della lettura
che cerca
il lavoro
di PAOLO FALLAI

DOMENICA 9 MARZO 2014

ono i lettori il centro di questa


festa, le loro attese e le loro curiosit, i loro desideri e quelli che
qualcuno ha definito i loro diritti. Marino
Sinibaldi lideatore di Libri come, il
festival che per quattro giorni e pi di cento
incontri animer Roma allAuditorium Parco della Musica, dal 13 al 16 marzo. E con
questa quinta edizione, dedicata al tema Il
lavoro, potrebbe accontentarsi di portare a
casa un successo ormai consolidato che
colloca levento romano accanto ai maggiori
festival letterari italiani. Invece proprio da
Sinibaldi partita una riflessione sul ruolo
di questi appuntamenti, sulla loro natura e
sul futuro: Dobbiamo riflettere sulla crisi

della lettura in un Paese impaurito e piegato


su se stesso. Non solo la spesa pubblica per
la cultura ci colloca ai livelli pi bassi in
Europa, sulla spesa privata siamo messi
anche peggio. E Sinibaldi punta il dito
proprio su questa: La spesa culturale un
modo per votare tutti i giorni, se cos bassa come se dicessimo ai politici non
importante. C una responsabilit di tutti. E i Festival che possono fare? Decidere
se rinchiudersi tra i felici pochi per dirla
alla Elsa Morante o affrontare il tema della
diminuzione dei lettori. Per esempio rifiutandosi di rincorrere gli editori solo per
avere il grande nome, senza soffermarsi
sui contenuti. I libri non sono solo meravi-

Caratteri

Cittadini
di Edoardo Vigna

Narrativa italiana, straniera, saggistica, classifiche

glia, gioia, scoperta. Sono anche il luogo di


un pensiero lungo, sedimentato, sono fonte
di risposta alle grandi domande in un momento in cui le tecnologie frantumano e
moltiplicano modi, supporti, situazioni di
lettura. Per questo Libri come ogni anno
ha un tema preciso e dopo lEuropa del 2013
questanno punta sul lavoro che cambia e
scompare, che si muove e resiste, che si
inventa e si trasferisce, insomma spiega
Sinibaldi il pi grande e decisivo dei
problemi contemporanei. Con nomi di
grandissimo rilievo (da Richard Sennet a
Marc Aug, da Camille Paglia a Jared Diamond) e senza rinunciare agli autori di
bestseller come John Grisham, Andrea Ca-

La tecno-dittatura dellintelligenza
Tutto smart: i Data, lHome Center, i Jobs.
E, soprattutto, le Cities. Impossibile difendersi
da qualcosa che si autodefinisce intelligente,
come fu con le partenze per le vacanze degli anni
Ottanta: tutti in coda allalba, per non essere
bollati stupidi. Ma quando lintelligenza
diventa una tecno-dittatura esterna (da business
miliardario), forse arriva il momento di riprendere
a usare i nostri, di cervelli. Per favore, per, non
chiamiamoci smart citizens.

Grandi ritorni Droga, crimine, falsari darte: nel terzo romanzo (Rizzoli)
dellautrice di Dio di illusioni il tentativo di rompere le catene della solitudine

Oliver Twist ai tempi delle bombe


di MARCO MISSIROLI

ccolo qui, lattesa finita: il grande romanzo


ha i connotati di un piccolo volatile che produce meraviglia e interrompe un digiuno lungo undici anni. Il cardellino di Donna Tartt arriva in Italia dopo aver scardinato lettori e
classifiche internazionali, mantenendo la promessa di
unopera monumentale. il terzo libro della scrittrice
di Greenwood, segue quel Dio di illusioni che fece gridare al capolavoro e Il piccolo amico che ne consacr la
stazza narrativa. La Tartt unautrice di ostinata discrezione e candore diabolico che possiede larte di fermare
il tempo. Dopo lesordio folgorante del 1992 disse che
nella sua vita ci sarebbero stati al massimo cinque libri,
era un elogio alla lentezza che genera opere necessarie.
Il cardellino il giro di boa di questa clessidra creativa e
alza il tiro dellambizione: raccontare una storia semplice in un modo semplice, cambiando la percezione di
stare al mondo.
Nei suoi personaggi c uninterruzione, continui bivi, un modo famelico di rosicchiare lesistenza: anche
in questa storia la Tartt si affida a un protagonista diviso. Si chiama Theo Decker, ha tredici anni e sta per perdere la madre in un attacco terroristico al Metropolitan
Museum di New York. Poco prima della tragedia sono
insieme nel museo, si aggirano tra i dipinti ed qui che
Theo assorbe lultimo lascito della mamma: lamore
per questo quadro minuscolo che ritrae un cardellino
incatenato. un ritratto che colpisce per la grazia e perch pu essere visto con due sguardi differenti, c locchio immediato che ne mostra la prigionia mansueta, e
c una prospettiva obliqua che rivela il suo autore, quel
Carel Fabritius allievo prediletto di Rembrandt. La presenza di Fabritius nelle pennellate volutamente grossolane, tracce di una creazione mai estinta. il legame
eterno tra lopera e chi la genera e chi la osserva. Limmortalit. Il dipinto sgretola la solitudine di Theo mentre la bomba esplode e si porta via il legame materno.
La madre finisce, il figlio comincia. Tra le macerie del
museo Theo si ritrova solo e compie un gesto disperato, si impossessa del Fabritius. Lamuleto della sua orfananza. Lo porter con s e dar il via alla sua epopea di
crescita e subbuglio, di riconquista della purezza ferita.
Il cardellino non ha genere letterario, impossibile
costringerlo alla gabbia. il Dickens che mancava ai
giorni nostri. La Tartt raccoglie linfluenza dello scrittore inglese e la fa sua: Quando ero piccola Oliver Twist
mi streg. Fu il primo libro che lessi con limpressione
di trovarmi di fronte al sangue e alla morte. La sorte del
protagonista mi torment per lintero periodo della
scuola. Trentacinque anni dopo riscriver la lotta per
la sopravvivenza e le grandi speranze. La trasmetter a
un orfano della nostra epoca che per salvarsi accetta la
caduta e le nuove elemosine: la droga, il crimine, i funambolismi dei falsari darte. Nel girone infernale Theo
intuisce lunica salvezza: accettare se stesso. Non si
tratta di apparenze esteriori, ma del significato interiore. Una grandezza che nel mondo, ma non del mondo, una grandezza che il mondo non capisce. Un io che
non vorresti avere. Un cuore tuo malgrado.
La liberazione sentimentale nel dettaglio del cardellino, l, sulla zampa destra: la catena. Nel legame
sottile tra il pennuto e la sua prigionia racchiuso il
corredo affettivo. Il cuore nostro malgrado. una fame
damore che guida Donna Tartt in questa odissea esi-

Lepopea di un orfano con un dipinto in valigia


Donna Tartt riscrive Dickens in chiave moderna

i
Il libro
Il nuovo romanzo di Donna
Tartt, Il cardellino, pubblicato
da Rizzoli (con la traduzione
di Mirko Zilahi de
Gyurgyokai, pagine 892,
19), sar in libreria
a partire dal 12 marzo
La biografia
La scrittrice americana
Donna Tartt (nata nel 1963
a Greenwood, nello Stato del
Mississippi,) al suo terzo
libro. Il primo romanzo, Dio
di illusioni, uscito nel 1992
(nel 1993 in Italia), fu un
bestseller mondiale con
oltre cinque milioni di copie
vendute in tutto il mondo.
Lesordio fu seguito dieci
anni dopo dal romanzo Il
piccolo amico, e ora, dopo un
altro decennio, dal nuovo
romanzo (tutti i titoli di
Donna Tartt sono editi da
Rizzoli). A proposito della
lunga attesa del pubblico tra
un libro e laltro, la scrittrice
cinquantenne ha affermato
di non avere intenzione
di scrivere pi di cinque
romanzi in tutto, circa uno
per decennio
Lappuntamento
Lintervento dellautrice alla
manifestazione Libri
come in programma nella
serata di venerd 14 marzo:
nel Teatro Studio
dellAuditorium della Musica
di Roma, lautrice interverr
sul tema Come scrivo i miei
libri, in un colloquio
con il giornalista e scrittore
Antonio Monda
(ore 21, ingresso 2)

stenziale attraverso New York e Las Vegas, fino ad Amsterdam. Theo affronta un viaggio interminabile costellato dal dubbio: la cocaina, la sessualit irrisolta, la
miseria, un padre che non riconoscer mai, le illusioni.
La sua unica bussola il ricordo della madre e il capolavoro di Fabritius che nasconde nella valigia. Tutti lo
cercano, un orfano lunico custode della bellezza. La
Tartt accompagna questo segreto con una lingua spedita, vivida, densa. Le novecento pagine filano anche nelle divagazioni che lautrice si concede per levigare le
sue creature. Ma tutto torna, e in questo ricorda Le correzioni di Jonathan Franzen, signore degli equilibrismi.
Fiducia e tensione sono le altre identit di questopera. Il lettore metterebbe la mano sul fuoco che sia una
storia vera, merito dellempatia che si crea con il protagonista e il suo zoppicare tra le passioni. Siamo tutti
Theo Decker e viviamo tutti il suo destino indeciso, come una Donna Tartt adolescente aveva fatto per Oliver
Twist. Ha scritto bene Stephen King a libro terminato:
Lho letto con lo stesso misto di terrore ed eccitazione
che si prova durante lultimo inning di una partita di
baseball ancora da decidere. Il cardellino un trionfo
di coraggio e di ambizione. Unimpresa paragonabile a
un viaggio dallAmerica allIrlanda in barca a remi.
Tempeste comprese.
Per questa traversata vertiginosa, Donna Tartt si ag-

SSS
Il giudizio di Stephen King
Lho letto con lo stesso misto
di terrore ed eccitazione
che si prova durante lultimo inning
di una partita di baseball
ancora da decidere

grappata alle origini. figlia di una bibliotecaria del


Mississippi, la sua educazione passata dallinchiostro
e da unattitudine al lavoro duro. Ha un trascorso di studentessa brillante e un presente di stakanovista della
scrittura. La svolta della sua formazione avviene quando si trasferisce nel Vermont per studiare al Bennington college: il 1982. Qui incontrer il suo grande ami-

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

DOMENICA 9 MARZO 2014


milleri o Umberto Eco. Ma articolando una
ragnatela di incontri tra le grandi sale
dellAuditorium e il brulicare del garage,
una specie di fabbrica delle idee sulle
direttrici del Come scrivere (Donna Tartt,
David Grossman, John Banville), Come
testimoni (nel dialogo tra Rosetta Loy e
Corrado Stajano), Come una traduzione,
Come padri e figli (Michele Serra e Sandro Veronesi). Con frequenti incursioni
sulla realt contemporanea e sui libri che la
raccontano, come Le mani sulla mafia, di
Maria Antonietta Calabr, Una stella incoronata di buio, di Benedetta Tobagi, Italia
ventunesimo secolo di Marco Imarisio. Per
arrivare a raccontare i cantautori scrittori

doggi come Francesco Guccini e Ivano Fossati e i fenomeni come Masterpiece con
Giancarlo De Cataldo, Taiye Selasi e Andrea
Vianello. Inutile tentare di sintetizzare il
programma (lelenco completo su www.auditorium.com) che si apre con una lezione
sulla mafia di Pietro Grasso e si conclude
con una maratona sul lavoro animata tra gli
altri da Mimmo Calopresti, Aldo Cazzullo,
Andrea Cortellessa, Erri De Luca, Tomaso
Montanari, Nicola Piovani. Una serata
finale spiega Sinibaldi che insieme
un momento di narrazione, di riflessione,
di spettacolo, forse semplicemente un
omaggio al mondo del lavoro e alle persone
che lo hanno abitato e, speriamo, ancora lo

Da sinistra: Corrado Stajano, Sandro Veronesi e Marc Aug. Questultimo


tiene venerd 14 marzo la conferenza La paura del lavoro (Teatro Studio,
ore 19, e 2). Sabato 15 marzo, Stajano partecipa con Rosetta Loy
allincontro Come testimoni (Teatro Studio, ore 12, e 2); mentre Veronesi
dialoga con Michele Serra di padri e di figli (Sala Petrassi, ore 15, e 2)

Lincontro

abiteranno: i lavoratori del passato e del


futuro. Libri come tiene molto al suo
carattere di festa ma non vuole rinchiudersi. E Sinibaldi lo dichiara apertamente:
Una festa prescinde sempre un po da
quello che di mesto o di complesso avviene
intorno. Ma trasformarla in una bolla incantata volutamente ignara di tutto sarebbe
imperdonabile. E impossibile: latteggiamento con il quale noi lettori ci rivolgiamo
ai libri sempre attraversato anche dalle
nostre pi profonde inquietudini, personali
o collettive. Nello spaesamento generale,
cercando risposte.
@pfallai
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il sociologo Richard Sennett spiega perch


importante elaborare la diversit, senza imposizioni

Dobbiamo restare stranieri


per integrarci meglio
di LIVIA MANERA

co Bret Easton Ellis. Poco dopo scriveranno parallelamente i casi editoriali degli ultimi decenni, Dio di illusioni e Meno di zero, otto milioni di copie vendute in
due e un modo opposto di vivere la celebrit. Se Ellis
divampa nella sovraesposizione, Donna Tartt creatura
da sottrazione. Ha la magia dellinvisibilit: le sue presentazioni sono eventi, come le sue interviste e ogni
minima apparizione: Tutto disturbo quando si scrive. Per il mio bene meglio stare a casa a lavorare senza
dare in pasto la mia creativit parlando dei miei libri o
facendo presentazioni. davvero controproducente. Se
dovessi intraprendere un tour editoriale ogni due anni
impazzirei. troppo frenetico. Posso concedermelo
una volta ogni dieci. Ci siamo, il momento adesso: la
Tartt arriva in questi giorni in Italia per il lancio del libro.
Come lei anche Theo vorrebbe scomparire. Disperso
nel mondo, dissolto nel ricordo della madre, eroso da
unorfananza che fatica a ripararsi. Le persone che incontra sono sfiorate, mai integrate nel suo senso di
emarginazione. unanima alla deriva, e il suo abbandono rispecchia perfettamente una legge sotterranea
su cui Donna Tartt sembra pensare questa storia di destini: se due persone con lo stesso peso di solitudine si
incontrano generano una comunanza, se i pesi sono diversi danno vita a una gerarchia di solitudini. Theo
lass, in cima alla piramide degli esclusi. Finch scruta
il cardellino. L capisce, e tenta il suo volo. Rincorre la
salvezza della normalit, guidato dellesergo di Camus
che apre il romanzo: Lassurdo non rende liberi; ci
vincola.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Stile

UUUUU

Storia

UUUUU

Copertina

UUUUU

Nella pagina accanto:


la scrittrice americana
Donna Tartt. Nella foto a
destra: il sociologo
americano Richard Sennett.
Nellimmagine qui sopra: il
dipinto che d il titolo al
romanzo omonimo della
Tartt, Il cardellino (olio su
tavola; 33,5 centimetri di
altezza per 22,8 di
larghezza; particolare): si
tratta di una delle opere pi
celebri realizzate da uno
degli allievi pi importanti
di Rembrandt, considerato
uno dei suoi prediletti,
lolandese Carel Fabritius
(1622-1654), un artista la
cui intensa e ricca
luminosit influenz
fortemente la pittura di
maestri come Vermeer e de
Hooch. Dipinto nel 1654, il
famoso quadro appare
nella finzione del romanzo
in esposizione al
Metropolitan Museum di
New York, mentre nella
realt appartiene alla
collezione del museo
Mauritshuis, nella citt
de LAia, in Olanda.
In basso si pu leggere
chiaramente la firma
dellautore,
C. FABRITIVS,
e la data, 1654

essuna legge pu dare


a una persona il sentimento di essere integrata in una societ,
sta dicendo Richard
Sennett nel salotto della sua elegante casaloft nel quartiere di Clerkenwell, a Londra.
Io penso che dal punto di vista legale le persone dovrebbero avere eguali diritti. Ma penso anche che a ognuno dovrebbe essere lasciata la possibilit di negoziare il suo essere
straniero. Alla vigilia di Libri come, la manifestazione che Richard Sennett inaugurer
il 13 marzo allAuditorium di Roma, siamo andati a trovare uno dei sociologi pi amati in
Italia e stimati del mondo per chiedergli di
aiutarci a ridefinire il concetto di straniero
nellepoca della globalizzazione. Sennett
pubblicher in aprile da Feltrinelli un libro,
intitolato Lo straniero, che si compone di due
saggi: uno sulla condizione degli ebrei del
ghetto di Venezia nel Cinquecento; laltro sullesperienza dellesilio, incentrato sulla figura
di Aleksandr Herzen, il padre del populismo
russo che nel 1847 lasci la patria per la Francia, la Svizzera e lInghilterra. Due visioni sul
passato da cui partire per capire il presente.
Seduto in poltrona, il pianoforte a mezza coda
e il violoncello alle sue spalle, Sennett, che in
giovent stato violoncellista, scherza: Io
sono lo straniero che ha scritto Lo straniero.
Allora partiamo da qui. Quanto straniero si sente lei, professore?
Ah, posso darle una risposta biografica.
Venendo a vivere a Londra, quindici anni fa,
credo di avere chiuso un cerchio. La mia famiglia ha lasciato la Russia dopo la rivoluzione.
Era una grande famiglia. Una piccola parte
andata in Germania ed stata uccisa nella Seconda guerra mondiale. Alcuni sono andati a
Londra e altri a Parigi. Ma la maggioranza della famiglia emigrata in America via Canada.
Io sono nato e cresciuto a Chicago, ma non mi
sono mai sentito americano. Non siamo mai
stati bravi ad assimilarci. La risposta che sono di casa ovunque e in nessun luogo. Immagino che questa sia la condizione essenziale
dellessere ebreo.
Nel frattempo, quanto cambiato nel
mondo il concetto di straniero?
cos cambiato che la parola immigrazione diventata un termine improprio. La gente non va pi da un posto allaltro e poi si assimila. Vanno avanti e indietro. Si spostano da
una citt allaltra. Le faccio un esempio: i polacchi che sono venuti qui in Inghilterra negli
anni Novanta ora stanno tornando in patria.
Sono persone che mandano i soldi a casa. La
globalizzazione ha messo fine allo spostamento di persone da un luogo a un altro come evento decisivo. Dallimmigrazione siamo
passati alla migrazione. Credo che anche i migranti che arrivano dallAfrica in Italia si
aspettino di ritornare un giorno a casa.
Lei critico nei riguardi dellintegrazione imposta dallalto, alla francese. Perch?
Perch, come spiego nel mio capitolo sugli ebrei a Venezia nel Cinquecento, la tua
stranierit, intesa in quel caso come segregazione, pu diventare anche un vantaggio.
Gli ebrei veneziani erano persone che non
avevano nessun posto dove andare, ma con il
tempo hanno negoziato la possibilit di fermarsi a Venezia, a condizione di vivere da
stranieri. Per loro stato pi facile costruirsi
una vita come minoranza, che cercare di immigrare. E qualcosa di simile sta succedendo
ai musulmani in giro per il mondo oggi. Mantenere la propria identit di musulmani d loro un certo potere di essere riconosciuti nella

Il libro
Il volume di Richard Sennett
Lo straniero. Due saggi
sullesilio uscir
per Feltrinelli il 16 aprile
(traduzione di Fiorenza
Conte, pagine 112, 15)
La biografia
Il sociologo Richard Sennett
(nato a Chicago nel 1943),
dopo aver insegnato a Yale e
al Cambridge Institute,
attualmente docente di
Sociologia alla London
School of Economics e alla
New York University.
Tra i numerosi
riconoscimenti, da segnalare
il Premio europeo Amalfi per
la Sociologia e le Scienze
sociali (1998), il Premio
Friedrich Ebert per la
sociologia e lHegel Prize alla
carriera (2006). Tra i suoi
libri pi recenti pubblicati in
Italia: Rispetto. La dignit
umana in un mondo di
diseguali (Il Mulino, 2004), La
cultura del nuovo capitalismo
(Il Mulino, 2006), Luomo
artigiano (Feltrinelli, 2008),
uno dei suoi testi pi celebri,
e il saggio Insieme. Rituali,
piaceri, politiche della
collaborazione (edito da
Feltrinelli, 2012)
Lappuntamento
Sennett interverr alla prima
serata della manifestazione
Libri come
con la conferenza
che si terr gioved 13,
nella Sala Petrassi
dellAuditorium, sul tema
Come cambia il lavoro
(ore 21, ingresso 2)

societ civile, che lintegrazione forzata non


d. Guardi il caso dei marrani, gli ebrei forzati
a convertirsi al cristianesimo: di fatto persero
il loro status legale. Rimasero discriminati
per le loro origini ebraiche, ma persero anche
i loro diritti di stranieri.
Quindi lei sta dicendo che una certa
emarginazione pu dare vantaggi.
S. Quando la Francia dice dobbiamo essere tutti francesi nel nome di unidea repubblicana, di fatto toglie potere agli stranieri,
che diventano il gradino pi basso della societ. Mentre unidentit marginale qualcosa con cui si pu vivere e che si pu anche
usare. Come fecero gli ebrei del ghetto di Venezia.
Oggi quale nazione sta trattando intelligentemente il problema degli stranieri, secondo lei?
Ho una certa ammirazione per il Brasile, che con politiche
molto illuminate riuscito a bilanciare i diritti umani con il riconoscimento che le persone devono elaborare
le proprie differenze
culturali.
E la situazione in
Gran Bretagna?
Non buona. La
paura di un arrivo massiccio di rom dalla Romania e dalla Bulgaria
riflette la condizione di un Paese che, indebolendosi economicamente, diventa pi isolazionista. Gli operai a sinistra, cos come la
gente a destra, pensano che tenere fuori gli
immigrati li render pi prosperi: al declino
si associa una reazione xenofoba. Credo sia lo
stesso in Italia. La difficolt portare le persone a liberarsi di questi stereotipi.
Lei scrive che il melting pot un mito
Molti sociologi hanno osservato che le
persone conservano una sorta di etnicit simbolica molto tempo dopo essersi trasferite.
Lidea di creare unidentit nazionale condivisa coercitiva e facilita lesclusione, a meno
che non ci si adegui. Per me pi civile pensare che nello schema delle relazioni sociali
lidentit non sia cos importante.
In che senso?
Psicologicamente, accettare il fatto che il
tuo essere italiano o inglese non sia la cosa
pi importante di te, perch un aspetto mobile, pu aiutarti a trovare un modo pi civilizzato di costruire relazioni sociali.
Dunque, da un lato lo Stato dovrebbe rinunciare allassimilazione coercitiva, lasciando agli stranieri la libert di elaborare
la propria diversit culturale. E dallaltro
lindividuo avrebbe migliori relazioni sociali, se non vivesse la propria identit culturale come laspetto pi importante di s.
Perch a questo proposito ha scelto lesempio di Aleksandr Herzen?
Perch era russo (ride, ndr). E perch
una delle rare persone che hanno vissuto
lesilio imparando a liberarsi del passato, senza dimenticare. E questo il grande compito
che deve affrontare uno straniero. Come non
rimanere prigioniero della memoria, ma allo
stesso tempo non negare di venire da un altrove. un lavoro di artigianato, lesilio. Richiede applicazione. Limportante non rimanere prigionieri della propria identit. Come accade invece a quei poveracci che arrivano sulle vostre coste.
RIPRODUZIONE RISERVATA

12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Caratteri Il protagonista
Esordi

La presentazione
Sabato 15 Ivano Fossati sar tra gli ospiti della manifestazione
Libri come, a Roma, nella Sala Petrassi dellAuditorium Parco della
Musica (via Pietro de Coubertin, ore 19, ingresso e 2), per lincontro
di presentazione del suo romanzo Tretrecinque (Einaudi Stile libero).
Interverr alla serata Marino Sinibaldi.

Il cantautore racconta il suo primo romanzo, Tretrecinque (Einaudi Stile libero):


storia di un chitarrista che invecchia senza crescere e che si trova sempre da unaltra parte

La mia band di cialtroni in giro per il mondo


di IVANO FOSSATI
Richard Garet (1972),
Guitar Heroes (2012,
installazione sonora,
dimensioni variabili),
New York, Moma.
Lamericano Garet oggi
considerato uno dei pi
interessanti esponenti
della sound art: nei suoi
lavori (come Before me e 30
Cycles of Flux) mette in
relazione la musica e i suoni
con altri media come
la fotografia e il cinema

retrecinque non autobiografico ma una certa mia convinzione la contiene: non si deve avere paura della distanza. Degli
uomini a volte s, delle lontananze no. I silenzi, a lavorarci sopra, si
colmano. Gli affetti si allacciano, i rimpianti si trasformano in confessioni e le
confessioni in perdono. I chilometri, le
miglia, le autostrade, i vuoti daria non
contano. E nemmeno gli addii. Per allontanarsi ci vuole coraggio, ma meno di
quanto si crede.
Un uomo di settantadue anni teme di
vedere evaporare i ricordi della propria
vita, sono cose che succedono, decide cos di scriverla con fatica perch non
uno che ha studiato e inviarla alle due
sole persone di cui ancora gli importa.
Nessuno tiene larchivio perfetto delle
proprie azioni, cos quando si pronti
per la pattumiera ci si pu anche convincere di aver vissuto una vita da due soldi.
E anche di avere commesso pi errori di
quanti ne conti la memoria.
Questo il genere di lontananza contro cui mi sentirei di lottare, la perdita di
me stesso. Il resto curiosit e conoscenza. Le frontiere in Europa si sono allentate, i ragazzi non le considerano nemmeno pi. Sono quelli come me che arrivando in autostrada a Ventimiglia hanno ancora listinto di rallentare gi un
chilometro prima. Non c pi nessuno a
scrutarti mentre passi davanti a quei vecchi avamposti da deserto dei tartari. Mi
piace poter dire a quelli pi giovani di me
che di sicuro ci siamo tutti guardati le
scarpe o lombelico per troppo tempo e le
frontiere le abbiamo considerate dallinterno, invalicabili, o peggio messe l per
segnare sempre e comunque il passaggio
del nostro ritorno. Una volta era tutto pi
difficile: la lingua, le monete, le abitudini. Viaggiare costava moltissimo. Eppure
quelli come Vittorio, il protagonista del
libro, esistevano veramente, erano uomini con meno di trentanni. Camerieri e
suonatori che si muovevano in giro per
lEuropa quando era una terra buia e forse anche pi ostile di oggi per quelli che
andavano a cercarsi lavoro. Erano i miei
fratelli pi grandi, con una decina danni
pi di me, a volte meno. Li ho visti, e li ho

sentiti raccontare. Si imbarcavano sulle


navi come orchestrali o prendevano la via
del Belgio e della Germania: cera da far
ballare i nostri operai e minatori, i pi
fortunati con le fidanzate trovate sul posto il sabato e la domenica. Si poteva guadagnare pi che andando in fabbrica. A
casa ci restavano le famiglie, le madri, le
mogli quando cerano. Se cera da suonare si suonava, altrimenti si serviva ai tavoli o si facevano i lavori pesanti, tutto pur
di non ritornare indietro sconfitti e senza
soldi.
Cos si consumavano i distacchi, che
qualche volta diventavano addii, ma cosa
importava ormai, la porta si era spalancata e laria entrava fredda e nuova. Dalla Li-

SSS

guria un secolo e mezzo fa partivano gli


orsanti. Orso e organetto, si esibivano
nelle fiere, su fino allAustria e alle coste
dellInghilterra. Per pochi soldi restavano
fuori casa sei mesi. La stagione dopo ripartivano e i figli li vedevano crescere a
tratti, a intermittenza, fin quando non
avevano let da portarseli via con loro. Di
che cosa dovremmo avere paura noi
adesso, di quello che resta delle frontiere? Delle diversit?

Vittorio Vicenti non ha paura di niente


e se proprio avverte qualche timore dentro ogni tanto per il passato. Perch in
fondo il presente un attimo e il futuro
immaginario, trasparente, soprattutto
puro come una cosa che non c. cos
che la pensa ma di certo in termini pi
semplici. un suonatore e la vita nelle orchestrine viaggianti di una volta era fatta
di rapporti camerateschi, credo che coi
pensieri si volasse basso. Ma forse si aveva la sensazione di salvarsi la vita. Dal grigiore, dalle abitudini. Si poteva illudersi
di essere rimasti giovani anche quando il
tempo era passato. Oggi potremmo dire:
leggerezza invece di chirurgia plastica.
Cialtronerie, canzonette e guasconerie
come cosmetico antiage. Gli anni Cinquanta e poi i Sessanta gi di per s devono essere stati per questa gente una sorta
di immenso territorio libero: poche regole, poche convenzioni; il coraggio da solo
bastava e poi quasi sempre ci si mettevano gli incontri, le storie damore pi o
meno vere e profonde, pi o meno lecite.
Lavventura, o qualcosa che le somigliava
molto.
La musica era cambiata in tutti i sensi,

SSS

Gli addii
Il personaggio
Una storia di distacchi:
Forse questuomo che ha
dalla Liguria un secolo passato i settanta non un
e mezzo fa partivano gli buon modello per i ragazzi,
orsanti: orso e organetto ma laria che tira l dentro
per esibirsi nelle fiere
forse li pu interessare

i
Il libro
Il primo romanzo di Ivano
Fossati, Tretrecinque, edito
da Einaudi Stile libero
(pagine 424 e 18,50)
La biografia
Ivano Fossati (nella foto a
sinistra di Giovanni Giovannetti),
nato a Genova nel 1951, fin da
ragazzo studia musica e suona
nella band dei Sagittari, poi
divenuti i Delirium, con i quali
sesto a Sanremo nel 1972
con la celebre hit Jesahel. Inizia
la carriera di solista e autore
per s e per noti interpreti, a
partire da Mia Martini, e poi
per Mina, Patty Pravo,
Loredana Bert, Fiorella
Mannoia e altri. Tra i 25
album, 700 giorni (1986),
Discanto (90), Lindbergh (92)
e lultimo Decadancing (2011),
e tra le collaborazioni quella
con Fabrizio De Andr per Le
nuvole e Anime salve. Ha
annunciato il ritiro il 2 ottobre
2011. autore dei racconti Il
giullare (Stampa alternativa) e
di Carte da decifrare (Einaudi).
stato anche tra le primissime
firme de la Lettura, sul
numero #3 del 27 novembre
2011, con un articolo sui suoi
libri preferiti: Le Langhe di
Pavese sono il mio West

allinizio, quando la guerra era finita da


poco, non si doveva avere pi paura di
niente. N degli uomini n della miseria.
Siamo ancora alla paura, e al coraggio,
quello famoso che se uno non ce lha non
se lo pu dare. Invece s che pu, quasi a
qualunque et, ma meglio prima che dopo. Meglio trovarsi un lavoro dove c, anche se costa uno strappo, perch alle distanze ci si abitua, alla disillusione no.
E qui siamo a oggi. Per questo ho immaginato un manipolo di cialtroni, incapaci di governare la propria vita e i propri
sentimenti, ma fermamente gelosi della
loro vaga idea di libert. Anche quella di
invecchiare senza crescere e senza farsi
mai trovare dove gli altri vorrebbero. Anche quando pi avanti nel romanzo il
tempo diventa quello di internet e dei telefoni cellulari loro conservano le antiche
convinzioni e provano a sfruttare la pianta della modernit senza stendersi mai
sotto la sua ombra. Niente canzoni per
fighetti, niente novit del cazzo (...) in
fondo le cose si erano sempre fatte cos,
non me ne fregava niente se tutto era
cambiato.
Ecco, il protagonista del mio libro non
del tutto un buon modello per i ragazzi,
ma laria che tira l dentro forse li pu interessare. C vento che non si ferma e
non c polvere che si posi su nulla, ci sono stato attento. I personaggi li ho fatti
correre, uno in special modo, e il tempo
di riflettere non lho voluto dare a nessuno. Come un burattinaio, quasi come se
fossi uno scrittore per davvero, e non lo
sono. Ma tant questi poveri cialtroni
che amano tutto e non credono a niente a
modo mio dovevo pur farli muovere, cos
ho preferito che andassero a correre come bambini in uno spazio infinito, fatto
di lontananza, di qualche aspettativa e di
parole non dette. Per pigrizia, per incapacit, per dolore. Correre e parlare non si
pu, non ci riesce nessuno. gi tanto
riuscire a respirare, se hai davanti una
strada che non finisce e alle spalle un
passato che non ti ricordi. E se non proprio la tua fortuna puoi sempre pensare
che tutta quella distanza, dove vedi correre insieme a te le linee del telefono e le
scie degli aerei, la tua vita.
RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

DOMENICA 9 MARZO 2014

Caratteri Oltre il disegno


Narratori per immagini

Il ritorno dellAmante

La casa editrice Coconino Press - Fandango


sta finendo di ristampare i cinque volumi che
gli autori del gruppo Valvoline avevano
pubblicato negli anni Ottanta. In questi giorni
arrivato in libreria Lover di Marcello Jori.

Erano uniti da una passione visiva e visionaria, dopo di loro le illustrazioni non saranno pi le
stesse: Mattotti, Brolli, Carpinteri, Jori, Igort, Kramsky. Una mostra celebra Valvoline a Bologna

I sei amici che cambiarono il fumetto


di GIANLUIGI COLIN

rano sei. Scanzonati, sognatori, disincantati. Qualcuno sostiene che


erano anche belli. Amavano le donne e esercitavano il loro fascino conquistandole (talvolta) con i disegni.
Ma avevano un pregio assoluto: in quegli anni
Ottanta in una Bologna che appariva come
unisola felice (vicina e insieme lontanissima
dagli Anni di piombo) esprimevano un senso
di consapevolezza che altri non avevano. Gi,
erano consapevoli. Del loro talento, della loro
forza, della loro cultura. Non nozionistica, sintende (venivano quasi tutti dal Dams), ma
emotiva. Erano passionali, giocosi, a loro modo sfrontati. Erano i moschettieri della matita.
Una foto li ritrae mentre sono abbracciati, accovacciati uno sullaltro, come fossero una cosa
sola. Un vero gruppo. In qualche modo ricordano le immagini dei Futuristi. E un po loro ci
giocavano.
Eccoli in ordine di apparizione: Lorenzo
Mattotti, Daniele Brolli, Giorgio Carpinteri,
Marcello Jori, Igort e Jerry Kramsky. Erano ragazzi che vivevano nel nome del disegno, del
racconto, dellarte, della musica. Nasce cos,
nel 1983, il Nuovo fumetto italiano sotto un
marchio pieno di energia che profuma di oli
consumati, carburanti e motori: nasce Valvoline Motorcomics. Ora, a trentanni da quellavventura (durata solo tre anni, sino al 1986)
una mostra a Bologna (sino al 30 marzo, a cura
della casa editrice Coconino Press-Fandango)
celebra il lavoro di quel gruppo di autori, ricostruendo con magnifiche tavole originali le

specificit del percorso individuale, ma soprattutto la complessit del progetto comune intorno alla forza innovativa del linguaggio. Per
questo Valvoline Story appare davvero come
una chiave per comprendere unimportante
stagione della cultura visiva del nostro Paese.
Non un caso che lappuntamento dellinaugurazione di sabato primo marzo sia stato una vera festa. Duemila persone hanno ricordato lofficina di Valvoline e ritrovato non solo lontani amici, ma un modo di percepire il mondo,
unatmosfera fatta di segni surreali, invenzioni

grafiche, microstorie che poi sarebbero diventare quelle che oggi si chiamano graphic novel.
A capirlo meglio di altri erano stati intellettuali abituati a superare pregiudizi e steccati
dogmatici come Umberto Eco, Giovanni Gandini e il grande Oreste del Buono. Per primi, in
Italia, avevano sdoganato il fumetto, riconoscendolo come vero linguaggio denso di potenza estetica e dignit culturale. Il gruppo di
Valvoline diventa cos lalfiere supremo di
questo presupposto (superando esperienze
precedenti o parallele come il Male e Frigi-

Lappuntamento
La copertina del volume della
mostra Valvoline Story
in corso alla Fondazione del
Monte di Bologna sino al 30
marzo a cura della casa
editrice Coconino PressFandango. In occasione
dei 30 anni di fondazione del
mitico gruppo Valvoline
con Jori, Igort, Mattotti, Brolli,
Carpinteri e Kramsky

daire) conducendo il fumetto in uno spazio di


sperimentazione utopica verso un nuovo mondo di comunicazione visiva.
proprio Oreste del Buono a dare spazio su
Alter Alter a questi ragazzi che subito trovano riconoscimenti internazionali: a
New York, Londra, Parigi, Tokyo. E
adesso? Che fine hanno fatto quei
giovani di allora? Ognuno andato
per la propria strada, ma tutti hanno
scelto la strada giusta. E sono rimasti
amici. Tanto che Marcello Jori annuncia sornione una sorpresa: Stiamo cercando di aprire un altro capitolo assolutamente imprevedibile.
Facendo che cosa? Qualcosa che affronti oggi un nuovo modo di comunicare, come allora, qualcosa di rivoluzionario. Ognuno di noi ha sviluppato competenze diverse: io sullarte
visiva, Mattotti sullillustrazione e il
cinema danimazione, Igort sulla
graphic novel, Carpinteri sulla televisione, Brolli nel campo delleditoria,
Kramsky nelle sceneggiature. Sar una sorpresa, davvero. Parler del presente in modo del
tutto innovativo.
Non ci resta che aspettare. Daltronde questo presente ha bisogno di una nuova visione
che aiuti a pensare, a sollecitare le coscienze, a
raccontare il nostro Paese. E allora vengono alla mente le parole di Oreste del Buono: Da noi
c una grande tolleranza verso la satira perch
nella nostra tradizione una grande tolleranza
verso i difetti nazionali.
RIPRODUZIONE RISERVATA

14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Legenda

Caratteri Le classifiche dei libri

(2) posizione precedente

1 in salita
5 in discesa

S
R
N

stabile
rientro
novit

100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione)

I braccialetti di Espinosa stringono dassedio il Gattopardo


Subito tra i bestseller le sorelle di Vitali e lavvocato di Connelly
La pagella

di Antonio DOrrico

Alex Ferguson
La mia vita
Bompiani

Top 10

ebook

di Alessia Rastelli

voto

8 1

(a sir Alex, 5 alledizione)

Il re (scozzese)
dellInghilterra

(1)

100

2
(2)

uando era un giovanissimo


calciatore Alex Ferguson,
diventato poi alla guida del
Manchester United il mister pi
grande di tutti (il signor
Mourinho pregato di non starnazzare se
no saremo costretti a far sgombrare laula),
andava nei pub a raccogliere fondi per gli
operai di Glasgow in sciopero. sempre
stato laburista e i pub (i suoi ne
possedevano uno) sono stati la sua scuola
di vita. Il fatto di essere il manager scozzese
di una delle squadre inglesi pi amate e
leggendarie non stato facile. Quando,
dopo un inizio stentato, vinse il primo
torneo con il Manchester, un giornale
comment: Ok, hai dimostrato che puoi
vincere la FA Cup. Ora tornatene in Scozia.
Non ha mai dimenticato il consiglio di un
suo maestro (scozzese ovviamente): Alex,
ricordati: mai
innamorarsi dei
giocatori, perch non ti
saranno fedeli. Ora che
si ritirato parla bene
dei suoi giocatori fino
allintenerimento. In
particolare di Ryan
Giggs, che chiama
affettuosamente Giggsy,
di Paul Scholes,
Alex Ferguson
ovviamente Scholesy, e
(31 dicembre 1941) di Philip Neville, che era
un tipo al quale se
diceva Phil, voglio che tu vada di corsa su
per quella collina, poi che torni indietro e
che tagli quellalbero, si sentiva
rispondere Okay, mister, dov la
motosega?. Dice che il migliore che ha
allenato stato Cristiano Ronaldo.
Lavvocato Agnelli amava parlare di calcio in
inglese con un inglese. Aveva ragione, come
ne sanno parlare loro, non ne sa parlare
nessuno. A parte, forse, uno scozzese come
Ferguson. Una volta gli hanno fatto notare
che non sorride mai durante le partite. Ha
risposto: Non sono l per sorridere, sono
l per vincere. Una volta, sbagliando
pronostico, Cruyff gli disse: Non vincerai
mai la Champions perch non imbrogli e
non compri gli arbitri. E lui: Be, se
devessere il mio epitaffio, mi va bene.
(Ledizione del libro lascia un po a
desiderare).

95

3
(-)

66

Piemme, 19,90

62

Clara Snchez
Le cose che
sai di me
Garzanti, 18,60

(3)

Giampaolo Pansa
Bella ciao

(6)

55

7
54

8
54

Sperling & Kupfer, 19,90

52

Luis Seplveda
Storia di una
lumaca che scopr...
Guanda, 10

50

Francesco Guccini
Nuovo dizionario
delle cose perdute
Mondadori, 12

9
(9)

10
(-)

Feltrinelli, 12
Stephen King
Doctor Sleep

(4)

Rizzoli, 19,90
Michele Serra
Gli sdraiati

(7)

Andrea Vitali
Premiata ditta
Sorelle Ficcadenti
Rizzoli, 18,50

63

5
5

Albert Espinosa
Braccialetti rossi.
Il mondo giallo
Salani, 12,90

Michael Connelly
Il quinto testimone

(-)

Alan Friedman
Ammazziamo
il Gattopardo
Rizzoli, 18

Il successo
del thriller
(in sconto)
Lautore di thriller Lee Child
domina (in promozione) la
classifica degli ebook. Suoi
tre dei titoli nella Top Five di
Cubolibri, lo store di
Telecom Italia dedicato
alleditoria digitale. Al
primo posto Lora decisiva,
al secondo Via di fuga e al
quarto Colpo secco, offerti il
27 febbraio a 1,99 euro
ciascuno. Tutti hanno come
protagonista Jack Reacher,
un ex militare duro ma
animato da un forte senso
di giustizia. Lee Child
(pseudonimo di Jim Grant),
britannico ma da oltre
quindici anni negli Stati
Uniti, cre per la prima
volta il suo personaggio nel
1997, nel libro Zona
pericolosa. Ovvero il
romanzo desordio dopo
ventanni come autore di
programmi televisivi. In
sconto per un giorno (a
2,49 e 1,99 euro,
rispettivamente) anche gli
ebook in terza e quinta
posizione: Un bel sogno
damore di Andrea Vitali e
Casca il mondo, casca la
terra di Catena Fiorello. Da
segnalare, infine, allottavo
e nono posto, il successo di
due titoli sentimentali: La
libreria degli amori inattesi
(Garzanti, e 8,99) e
Innamorarsi a Notting Hill
(Newton Compton, e 4,99)
delle britanniche Lucy
Dillon e Ali McNamara.
Entrambi gli ebook sono
stati lanciati da una
promozione aggressiva
(2,99 e 1,99 euro) durata
lintero febbraio, mese di
San Valentino.

@al_rastelli
ehibook.corriere.it
RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

La classifica
1 100

Lee Child
Lora decisiva
Longanesi, e 6,99
ePub con Adobe DRM

2 89

Lee Child
Via di fuga
Longanesi, e 6,99
ePub con Adobe DRM

Andrea Vitali
3 68
Un bel sogno damore
Garzanti, e 3,99
ePub con Adobe DRM
4 58

Lee Child
Colpo secco
Longanesi, e 6,99
ePub con Adobe DRM

5 32

Catena Fiorello
Casca il mondo,
casca la terra
Bur, e 6,99
ePub con Adobe DRM

Narrativa italiana

(-)N66

Andrea Vitali
Premiata ditta
Sorelle Ficcadenti
Rizzoli, 18,50

Giovenca e Zemia sono i nomi delle sorelle


Ficcadenti protagoniste del nuovo romanzo di
Andrea Vitali; ambientato nella Bellano del 1915 il
libro, il primo per Rizzoli, conquista subito il terzo
posto assoluto e il vertice della classifica di settore,
davanti a Michele Serra. Gli oggetti dimenticati di
Guccini tornano sul podio e rientrano in top ten.

2 (1)554
Michele Serra
Gli sdraiati
Feltrinelli, 12

3 (2)550
Francesco Guccini
Nuovo dizionario
delle cose perdute
Mondadori, 12

Narrativa straniera

(-) N 63

Michael Connelly
Il quinto testimone
Piemme, 19,90

La classifica degli Stranieri ha un nuovo leader: il


maestro della crime fiction Michael Connelly; il
suo thriller, con Mickey Haller conosciuto in
Avvocato di difesa, entra subito in top ten dove si
piazza al quarto posto. Prosegue il momento
doro di Clara Snchez con tre titoli nei primi sette
posti. Tra le new entry i gialli di Dexter e Patterson.

(1)5 62
2 Snchez
Clara
Le cose
che sai di me
Garzanti, 18,60

3 (2)King54
5
Stephen
Doctor Sleep
Sperling & Kupfer, 19,90

Saggistica

(1) S 100

Alan Friedman
Ammazziamo
il Gattopardo
Rizzoli, 18

La fotografia dellItalia di oggi scattata da Friedman


per la terza settimana il libro pi venduto. Minima
la distanza dal secondo in classifica, Albert
Espinosa con il racconto della sua drammatica
sfida (vinta) con il cancro. Nella Saggistica Nuccio
Ordine sale nove gradini e approda al quarto posto,
Paolo Mieli rientra e si piazza subito tra i primi dieci.

2 (2) S 95
Albert Espinosa
Braccialetti rossi.
Il mondo giallo
Salani, 12,90

55
3 (3)S Pansa
Giampaolo
Bella ciao
Rizzoli, 19,90

Varia

(1) S 45

John P. Sloan
English da zero
Mondadori, 15,90

2 (3) 1 15
Andre Agassi
Open.
La mia storia
Einaudi, 20

Ragazzi

(2) 1 52

Luis Seplveda
Storia di una lumaca
che scopr...
Guanda, 10

(3) 1
2 Kinney 47
Jeff
Diario di una
schiappa.
Guai in arrivo!
Il Castoro, 12

Stati Uniti
1 Robb
J. D.

2
3
J. Patterson, M. Sullivan Donna Tartt

Concealed in death

Private L. A.

The Goldfinch

Putnam, $ 27,95

Little, Brown, $ 28

Little, Brown, $ 30

(24 febbraio-2 marzo 2014)

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

DOMENICA 9 MARZO 2014

Il podio del critico


di Lara Albanese

Il numero
di Giuliano Vigini

2
2 ,5

Lara Albanese (Parma, 1967). Fisica, si occupa di


comunicazione e didattica della scienza in
collaborazione con enti e universit sia italiane che
estere. Ha scritto una ventina di libri per bambini e
vinto premi per la sua attivit divulgativa. In uscita a
fine marzo, per leditore Jaca Book, Le Pleiadi.

1 Kuroyanagi 2Codello, I. Stella 3 Diffenbaugh


Tetsuko
F.
Vanessa
Totto-Chan, la
bambina alla finestra
Excelsior 1881, 16,50

Quasi tutti i mercati europei del libro registrano una


battuta darresto rispetto allanno precedente, ma dagli
ultimi dati della Federazione europea che rappresenta 28
associazioni nazionali di editori, risulta che il calo
complessivo stato dell1,3%. Dati i tempi difficili e tenuto

conto che in alcuni Paesi (vedi alla voce Italia) il calo stato
almeno cinque volte di pi, si pu dire che a livello europeo
c stata una discreta tenuta. Il libro, con un fatturato netto
per gli editori di 22,5 miliardi di euro (con Germania e
Regno Unito a fare da battistrada), con circa 9 milioni di

titoli in catalogo e 535 mila novit allanno, costituisce un


settore vitale delleconomia culturale europea, anche dal
punto di vista occupazionale (almeno 130 mila persone
impiegate a tempo pieno). Un motivo in pi per attivare
politiche comunitarie di sostegno al settore.

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 24 febbraio al 2 marzo 2014)

(4)
6 Volo531
Fabio

Sellerio, 13

Mondadori, 18

(5)
5 TessaS33
Sara

S29
7 (7)Mazzantini 9 (9)S23
11 (10)519
Margaret
Chiara Gamberale
Susanna Tamaro
Splendore

Per dieci minuti

Illmitz

Newton Compton, 9,90

Mondadori, 20

Feltrinelli, 16

4 (3)549
Patricia Cornwell

6 (6) S 27
Ronald H. Balson

(10)
8L. James122
E.

Mondadori, 20

Garzanti, 14,90

Cinquanta
sfumature
di grigio
Mondadori, 5

(5) S 27
5 Snchez
Clara

(12)1
7 Snchez25
Clara

(-)
9Cussler,NJ. 22 11 (9)521 13 (-) N 19
C.
Scott
Valrie Tong Cuong James Patterson
Sabotaggio

LAtelier
dei miracoli

Il ritorno del killer

Garzanti, 9,90

Longanesi, 17,60

Salani, 12,90

Longanesi, 16,40

(11) 1
6 Rovelli 17
Carlo

8 (7) 5 16
Martin Sixsmith

N 12
N 11
10 (6)Andreoli 12 (-)Rampini 14 (-) Felscherinow 16 (-) N 9
5 13
Vittorino
Federico
Christiane V.
Simon Pearson
Leducazione
(im)possibile

La trappola
dellausterity

Raffaello Cortina, 22

Piemme, 18,50

Rizzoli, 18,50

Laterza, 5,90

Luragano
di un batter dali

Polvere

Il profumo
delle foglie
di limone
Garzanti, 9,90

4 (13) 1 19
Nuccio Ordine
Lutilit
dellinutile.
Manifesto
Bompiani, 9

La strada
verso casa

Volevo solo
averti accanto

Entra
nella mia vita

La realt non
come ci appare

Il linguaggio
segreto dei fiori
Garzanti, 9,90

LUnione Europea del libro non va poi tanto male

4 (6)137
AA.VV.
Carnevale
in giallo

Liberi
di imparare
Terra nuova edizioni, 12

8 (3)Fois
525
Marcello
(curatore)
Sei per
la Sardegna
Einaudi, 6

Philomena

10 (8)Manzini
521
Antonio
La costola
di Adamo

12 (11)518
Mauro Corona

18 (16)511 20 (19)510
Gianrico Carofiglio
Giuseppe Catozzella

Fai bei sogni

Sei tu

Longanesi, 14,90

Mondadori, 16,50

Il bordo
vertiginoso
delle cose
Rizzoli, 18,50

13 (12)515
Alessia Gazzola

15 (15)S12
Andrea Camilleri

17 (20)111
Virginia Bramati

19 (18)511
Alessandro DAvenia

Bompiani, 14

Longanesi, 17,60

Skira, 14,50

Mondadori, 14

Bianca come
il latte, rossa
come il sangue
Mondadori, 13

10 (7)522
Isabel Allende

(-) N
12Dexter20
Colin

14 (17)119
Jol Dicker

N 18
16 (-)Riley
Lucinda

Feltrinelli, 19

Sellerio, 14

Bompiani, 19,50

Il profumo
della rosa
di mezzanotte
Giunti, 9,90

18 (15)518
Khaled Hosseini

15 (11) 5 19
E. L. James

17 (19) 1 18
Pierre Lemaitre

19 (18)5 17
Dan Brown

Mondadori, 17,50

Mondadori, 17

Sellerio, 14

Il gioco di Ripper

La voce
degli uomini
freddi
Mondadori, 18

14 (14)S13 16 (13)512
Massimo Gramellini Federico Moccia

Le ossa
della principessa

Il mistero
del terzo miglio

La creatura
del desiderio

La verit sul caso


Harry Quebert

Cinquanta
sfumature
di rosso
Mondadori, 5

Tutta colpa
della neve!

Ci rivediamo
lass

E leco rispose
Piemme, 19,90

Non dirmi
che hai paura
Feltrinelli, 15

(13) 5 17
20Chevalier
Tracy
La ragazza
con lorecchino
di perla
Neri Pozza, 9,90

Inferno

18 (16) 5 9
A. Ferrarese

(con S. Vukovic)
Christiane F. La
mia seconda vita
Rizzoli, 17

Un eroe in fuga
Newton Compton, 9,90

S. Ognibene
Matteo
il conquistatore
Giunti, 10

(-) R
5 (4)Livadiotti 7 (8) Northup 9 Mieli 14
5 18
1 16
Stefano
Solomon
Paolo

Mappa mundi

(con B. Witter)
Monuments men

Bompiani, 16,50

Newton Compton, 9,90

Rizzoli, 19,50

Rizzoli, 21

Sperling & Kupfer, 16,90

Chiarelettere, 10

Garzanti, 12,90

S. Elderkin
Curarsi con i libri
Sellerio, 18

(10) 5
19Cazzullo 9
Aldo

I conti
con la storia

17 (17) S 9
Malala Yousafzai

12 anni schiavo

15 (9) 5 10
Mario Bortoletto

Ladri

13
11 (-) NDe Masi 13 (5) 5 12
Domenico
Robert M. Edsel

20 (-) R 8
E. Berthoud

Mondadori, 14,90

R
10 (-)M. 8
P. Mozzi, Mozzi

(2) 5
3De Donno, G.15 4 (-) N 14
M.
Navone Carlitadolce

La rivolta
del correntista

(con C. Lamb)
Io sono Malala

Basta piangere!

(5)5
5 (4) 5 14 6Pomroy 13
Benedetta Parodi
H.

(7) S 10
7Clerici, A. Romani 8 (-) R 10
A.
Bruno Barbieri
S. Barzetti
Tutti a tavola!

Via Emilia
via da casa

9 (8) 5 9
Jordan Belfort

Mondadori, 16,90

Rizzoli, 16,90

Bur, 17

L. Ziglio
La dieta
del dottor Mozzi
Coop. Mogliazze, 19

(5) 5 18
7 DAchille
Silvia

R 17
8 (-)Collins
Suzanne

R 16
9 (-)Collins
Suzanne

(-) R 15
10DAchille
Silvia

Hunger games

La ragazza
di fuoco

Albo color.
Peppa Pig

Mondadori, 13

Mondadori, 13

Giunti Kids, 5,90

L. Lorenzoni
Inglese
in 21 giorni
Sperling & Kupfer, 12,90

Cosmetici
fai da te

pronto!
Salva la cena...

Gribaudo, 14,90

Rizzoli, 17,90

E. Adamson
La dieta del
supermetabolismo
Sperling & Kupfer, 16

(1) 5 44
3 Vaccarino
Lucia

4 (9)Collins
1 20
Suzanne

5 VV.(4) 5 19
AA.

6 VV.(8) 1 19
AA.

Il mio diario,
un anno dopo.
Violetta
Walt Disney, 14,90

Il canto
della rivolta

Beauty book.
Violetta

Fashion book.
Violetta

Colora
con Peppa Pig

Mondadori, 13

Walt Disney, 12,90

Walt Disney, 14,90

Giunti Kids, 3,90

Inghilterra

Francia

Il lupo
di Wall Street

Germania

1 Galbraith
Robert

2 Atkinson
Kate

3 Green
John

1Nerin, V. Molnat 2 Pancol


E.
Katherine

3 Riordan
Rick

1 Beckett
Simon

2 Jonasson
Jonas

3 Simsion
Graeme

The Cuckoos
Calling

Life after life

The Fault
in Our Stars

Le bon choix
pour vos enfants

Muchachas
- Tome 1

La maison dHads
- Hros de lOlympe

Der Hof

Das Rosie-Projekt

Little,Brown, 16,99

Black Swan, 7,99

Penguin, 14,49

Thierry Souccar, 15,80

Albin Michel, 19,80

Albin Michel, 18,50

Wunderlich, 19,95

Die Analphabetin,
die rechnen
konnte
Carls books, 19,99

Fischer Krger, 18,99

16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Sguardi

Incisioni
di Renzo Matta

Pittura, scultura, fotografia, design, mercato

Tutte le emozioni degli anni 70


Questo di Doug Paisley lo hanno promosso
le riviste Mojo e Uncut un capolavoro.
Dopo due album di ottima fattura, Strong
Feeling tocca i vertici del songwriting. Come il
pi ispirato cantautorato anni 70, Paisley
che arriva da Toronto cattura le emozioni:
bello riscoprire i suoni folk-rock di quegli anni,
oppure lAmerica cosmica di Gram Parsons, o
gli umori agrodolci di James Taylor. Solo Doug
suona una musica cos calda e avvolgente.

Si appena svolta a Londra la seconda edizione


del summit. Due gli italiani. Ecco chi sono e cosa fanno

el tempo, il significato e il valore di alcune parole forti cambiato radicalmente. Ad esempio: museo. Per secoli,
lo abbiamo considerato come un tempio
laico: un approdo, un compimento. Un
recinto monumentale allinterno del quale il nostro
sguardo incontra gli esiti pi alti del talento dei maestri. Uno dei luoghi che danno lidea pi elevata
delluomo (secondo Malraux). Uno spazio in grado
di trasformare le opere in icone, in simulacri. Poi,
dagli anni Novanta, accaduto qualcosa: una svolta
che stata analizzata da Paul Werner in un controverso pamphlet, Museo S.p.A. (edito da Johan & Levi). Molti musei hanno cambiato identit e fisionomia. Forse anche per sopravvivere a una pressante
crisi economica, si sono pensati non pi come
depositi di bellezze, n come altari dove mettere in
scena la potenza immaginaria di alcuni giganti, e
neanche come garanti estetici e culturali della validit di una determinata opera. Sono diventati simili
a mall, gestiti secondo una logica manageriale, poco
sensibili alla qualit dei progetti espositivi, particolarmente attenti al commercio e al merchandising,
inclini ad assecondare le pressioni di aziende extraartistiche.
Il principale responsabile di questo indebolimento stato Tom Krens, leggendario direttore del
Guggenheim, il quale partito da una precisa convinzione: larte un prodotto, e va sfruttata a fini di
lucro. Egli, afferma Werner, elabora uninnovativa
concezione del museo al di fuori, ma privo di una
visione dellarte. Ora, siamo a unulteriore svolta, come emerso da uno stimolante forum promosso da
Philip Dodd, premiato Bbc Broadcaster, ex direttore
dellIca (Institute of Contemporary Arts) di Londra,
attualmente presidente di Made in China (Regno
Unito) e presidente dellAdvisor board di Art14 London. Coadiuvato da Elena Costamagna, Dodd, nellinverno del 2013, ha animato a Londra il primo Global private museum summit, giunto ora alla
seconda edizione (svoltasi il 27 febbraio scorso), in
concomitanza con linaugurazione di Art13 London.
Si tratta di una piattaforma che vuole raccogliere il
meglio dei musei privati del mondo. Un palinsesto
aperto che, annualmente, si arricchir di altre esperienze. Un cartello al quale, finora, hanno aderito
quaranta realt. Uniniziativa tesa a mettere in
dialogo vicende, necessit e strategie non sempre
contigue. DallOccidente al continente americano,
dal Medio allEstremo oriente.
In alcuni Paesi, queste situazioni hanno un
ruolo addirittura politico: importare alcuni tra i pi

Il museo
globale
Una rete mondiale di collezioni private:
pi snelle dello Stato, pi aperte al nuovo
Cos si aggiorna lidea del mecenatismo
di VINCENZO TRIONE
audaci momenti della ricerca artistica di oggi, supplendo allassenza dello Stato. In altre nazioni, i musei privati vanno a inserirsi in una rete gi esistente e
ampiamente consolidata.

SSS
Nel nostro Paese
Fanno parte del network
la Fondazione Memmo di Roma
e la Sandretto Re Rebaudengo
di Torino, centro internazionale
per mostre di ricerca

Sopra: la mostra Island (2013) al Dairy Art Centre di Londra


(al centro, i funghi giganti in fibra di vetro dellinstallazione
Mushrooms dellartista svizzera Sylvie Fleury). In alto: una
veduta dinsieme della terrazza dellElgiz Museum di Istanbul
durante ledizione 2014 della Terrace Exhibition conclusa
lo scorso febbraio e dedicata ai giovani artisti under 40

Europa. Londra: il Dairy si concentra sullarte inglese; la Franks Art sulle avventure di protagonisti
attivi in Cina, Brasile e Corea; la Saatchi Gallery il
regno dove Charles Saatchi esibisce le sue ultime
scoperte; The Sarikhani seleziona il meglio dellarte
islamica. E, poi, Parigi: Dsl si occupa delle voci cinesi, lEspace Dal allestisce dfil dei feticci kitsch
daliniani. Istanbul: lElgiz raduna episodi up to date.
San Pietroburgo: lErarta mostra arte russa. Atene:
Andreas Melas come una factory di installazioni e
performance. Duisburg: il Dkm un labirinto di relitti e di gesti estremi. Bucarest: The Postmodernism
museum valorizza la giovane arte romena. Due i musei privati italiani: la Fondazione Memmo di Roma e
la Sandretto Re Rebaudengo di Torino che, dal 1995,
un centro di rilievo internazionale per mostre di
ricerca, spesso affidate a giovani curatori. Cina: il
He Jing Yuan di Pechino, il Minsheng di Shanghai,
The Long museum (sempre di Shangai) e lo Shanghai Himalayas sono le case dellarte cinese della
nostra epoca. Indonesia: lOhd di Magelang attento soprattutto ai new media. Emirati arabi: il Salsali
di Dubai si sta impegnando sullarte europea e statunitense. Ha due sedi Jakarta e Shanghai il museo del magnate indonesiano Bodi Tek. Stati Uniti:
lEsmoa di Los Angeles suggerisce dialoghi tra artisti, il Rubell Family di Miami valorizza i classici
Usa (Warhol e Basquiat). Messico: il Centro di Citt
del Messico lavora soprattutto sulla creativit locale.
I proprietari di questi musei personali hanno profili diversi. Alcuni agiscono come mecenati postmo-

derni: acquistano le opere che li affascinano; e si


prendono il lusso di scommettere sui nuovi talenti.
Altri si comportano come abili tycoon: riconoscono
nellarte uno strumento di riscatto sociale; guidati
da consulenti e dealer, investono in quadri e sculture perch ritengono che siano beni sicuri, capaci di
resistere alle oscillazioni della finanza. Eppure, tante affinit li legano. Alludendo proprio a queste assonanze, Dodd ama parlare di un family resemblance. Tra i tratti comuni: linteresse per le ultime tendenze, per le ipotesi delle ultime avanguardie. Poco
frequenti i momenti di scouting puro. Spesso, si
predilige il mainstream: ci che gi accettato dal
mercato. Molte personalit hanno seguito itinerari
analoghi. In possesso di notevoli ricchezze, hanno
cominciato come collezionisti. Poi, hanno costituito
fondazioni. Infine, hanno ordinato i loro musei.
In loro, confluiscono vari sentimenti: una pi o
meno manifesta vanit, un certo narcisismo e, insieme, una vocazione civile. La loro ambizione: rendere comune un patrimonio privato; ed estendere le
conoscenze sul contemporaneo. La loro sfida: dar
vita a istituzioni, prive, per, della zavorra della burocrazia degli enti pubblici. Territori dove si celebra
il volto meno spregiudicato della ricchezza, i musei
privati si richiamano al modello delle Kunsthalle tedesche. Sono contenitori nei quali si succedono
esposizioni site specific. Vi si pu accedere senza
pagare alcun biglietto. In molti casi, le finalit di
questi enti sono alte, nobili: vi si organizzano anche
workshop e corsi di formazione.
Pur operando in ambiti socio-culturali molto lontani, questi musei personali come testimonia il
recente forum londinese vogliono portarsi oltre il
loro particolare. Sono animati dallesigenza di fare sistema, di creare rapporti, connessioni, scambi.
Per porre le basi di una sorta di museo dilatato, diffuso, liquido, disseminato tra vari continenti. Un
museo transnazionale, le cui stanze si trovano a Roma e a Dubai, a Torino e a Shanghai, a Parigi e a Berlino, a New York e a Citt del Messico. Un museo che
vuole curvarsi sul presente. E si fa specchio di uno
scenario geopolitico dimidiato tra legame con i territori e fascinazione per lextra-territorialit.
Da un parte, la scelta di appartenere a un determinato contesto urbano e culturale. Dallaltra parte,
il bisogno di inserirsi in un network interattivo di
relazioni tra attivit e individui, a prescindere dallo
specifico contesto di riferimento (Manuel Castells). Sulla soglia tra queste due tensioni, sta nascendo il museo globale.
RIPRODUZIONE RISERVATA

SSS
Negli altri Paesi
Gallerie sono presenti a Londra
e Parigi, ma anche a Mosca,
Atene e Bucarest. Molto ricco
il panorama asiatico (dove vince
Shanghai) e americano

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

DOMENICA 9 MARZO 2014

Documenta
di Chiara Campara

La fanciullezza a ottantanni
Ilario e Irma si sono trasferiti dal Nord in un
podere isolato nella Maremma toscana. Hanno
quasi ottantanni, quindici galline e sette cavalli.
Irma voleva tornare nella natura, Ilario (un ex
ingegnere) sta lentamente costruendo un
villaggio ideale e ama raccontare storie. Stefano
Cattini li ha trovati mentre cercava un modo per
catturare la fanciullezza nella sua dilatazione
infinita. Su di loro ha fatto un film, ora in dvd:
Lora blu. Un racconto non fiction sullamore.

Poltrone Frau e Ferrari, la liquirizia Amarelli e Alessi


Lassociazione aveva 11 iscritti nel 2011, oggi sono oltre 60

un pezzo di storia che lItalia rischia


di farsi rubare. la storia gloriosa della sua industria. Delle donne e degli
uomini che hanno scolpito il nome
del nostro Paese nellacciao delle turbine, nel design di una poltrona, nel rombo di un
motore. Ma in unItalia che lascia cadere a pezzi
Pompei, a chi pu interessare? E poi c la crisi. Che
complica le cose. Negli anni Ottanta le aziende
hanno cominciato a investire per mettere al sicuro
il proprio passato. Ora molte collezioni private non
hanno pi i fondi per restare aperte al pubblico.
Prendiamo il museo Richard Ginori a Sesto Fiorentino, dieci chilometri da Firenze. Al suo interno
300 anni di pezzi straordinari. Il momento doro
del fondatore, Carlo Ginori, nel 700 con le porcellane dal gusto del tardo barocco fiorentino. Poi i
pezzi degli anni 20 quando Gio Ponti era il direttore artistico. Lazienda fallita e a giugno dellanno
scorso stata acquisita dal marchio Gucci. Per il
momento il museo aperto grazie al curatore fallimentare. Fino a quando? Anche nellindustria
meccanica ci sono marchi storici come quello della
Franco Tosi, di Legnano, alle porte di Milano, che
lottano per sopravvivere. In queste condizioni un
pezzo straordinario della storia del Paese rischia di
andare perso.

Ci sono poi situazioni che restano sospese. Emblematico il caso del museo Alfa Romeo di Arese, a
due passi da Milano. Chiuso dal febbraio 2011 (ma
qui la crisi non centra nulla). Le 130 vetture che si
vedevano allinterno sono solo una minima parte
del patrimonio inestimabile del museo. Il resto si
trova nel garage-caveau sotterraneo. Qui sono custodite le auto che fecero dire a Henry Ford: Quando passa unAlfa Romeo mi tolgo il cappello.
A gennaio 2011 la Soprintendenza ha posto il vincolo sia sulle auto che sullo stabile del centro direzionale voluto dal manager che negli anni 60 ha
fatto la storia dellAlfa, Giuseppe Luraghi. Motivazione: La straordinaria importanza della raccolta
di automobili del museo e del suo archivio storico
oltre al legame inscindibile con il sito.
Un mese dopo Fiat ha chiuso lesposizione. Da
allora non pi visitabile. In teoria tutti vorrebbero
riaprire le porte del museo. Sono sei anni che sto
cercando di rilanciare il museo di Arese ha attaccato nei giorni scorsi da Ginevra lamministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne . Ma sono

SSS
Hanno aperto
Il gruppo Cimbali espone le
macchine disegnate da Munari
e dai fratelli Castiglioni, Flos ha
inaugurato larchivio, Kartell
pensa a un nuovo allestimento

Il museo
aziendale
Le imprese organizzano esposizioni e archivi
sfidando spesso con successo la crisi
Si tratta per la riapertura del centro di Arese

I pi visitati restano i musei in ambito motoristico. Dalla fondazione Piaggio di Pontedera, in Toscana, al museo Ducati di Borgo Panigale, nei pressi di Bologna. Il marchio Lamborghini di musei ne
vanta addirittura due, quello di SantAgata Bolognese e uno voluto dalla famiglia Lamborghini a
Cento, in provincia di Ferrara, comune di nascita
dellimprenditore. A Torino c il museo nazionale
dellautomobile Giovanni Agnelli. A Mandello
del Lario (Lecco) il museo delle moto con il marchio dellaquila, la Guzzi. Ma il rosario dei marchi
potrebbe continuare ancora a lungo.
La gran parte dei musei dimpresa si trova al
Centro-Nord, dove si fatta la storia dellindustria
del 900. Si tratta di territori a vocazione industriale, spesso poco visitati, e questo potrebbe alimentare circuiti turistici alternativi, fa notare Marco
Montemaggi, autore con Fabio Severino per Franco
Angeli di un saggio dal titolo Heritage marketing e
responsabile nel 97 della costituzione del museo
Ducati.

di RITA QUERZ
La cosa interessante che i musei dimpresa fanno rete. Lassociazione Museimpresa (www.museimpresa.it) promossa da Confindustria insieme
con la sua territoriale milanese, Assolombarda, nel
2011 aveva 11 associati. Oggi ha superato quota 60.
In Emilia-Romagna con il supporto degli enti locali, stato varato il progetto di una motorvalley che
lega in un unico itinerario le principali collezioni
del territorio (www.motorvalley.it).
Non solo: anche oggi ci sono musei che aprono i
battenti sfidando la crisi. Il nastro del Poltrona Frau
Museum stato tagliato esattamente un anno fa a
Tolentino, nelle Marche. Lanno scorso nato alle
porte di Milano il museo del gruppo Cimbali con le
macchine disegnate da Bruno Munari e dai fratelli
Castiglioni. Daltra parte lItalia il Paese del design. Di recente il marchio Flos ha inaugurato un suo
archivio. Questanno il museo Kartell sta pensando
a un nuovo allestimento. Va a gonfie vele il museo
Alessi a Omegna, allinterno della stessa azienda.
Il periodo difficile, inutile negarlo riflette la
curatrice, Francesca Appiani . Ma quando c
unazienda che opera sul mercato con buoni risultati allora il museo smette di essere unoccasione di
pura celebrazione storica. E si integra nelle attivit
del presente. Come dire: riannodare i fili della
storia potrebbe persino aiutare a uscire dalla crisi.

stato bloccato. Non possiamo nemmeno entrare o


utilizzare il nostro museo perch considerato un
sito protetto: non riusciamo a sbloccare linvestimento. E ancora: Ho visto i ministri vecchi, vedr probabilmente anche i nuovi. Ho parlato anche
con il presidente della Regione Lombardia Maroni.
Ma nulla di fatto.
Fiat chiede che venga tolto il vincolo della Soprintendenza, da una parte. Dallaltra la possibilit
di vendere otto auto della collezione. Ecco perch
la casa torinese ha fatto un ricorso su cui il Tar potrebbe pronunciarsi a met marzo. Dal canto suo la
Soprintendenza non commenta. Fa solo sapere di
avere approvato il progetto di rilancio del museo
presentato da Fiat. E la Lombardia, che fino a ieri si
era spesa nel ruolo di facilitatore della trattativa?
Ora fa un passo indietro. Da ambienti vicini alla
presidenza si riesce a sapere che la Regione aveva
valutato la possibilit di acquisire le auto che Fiat
vuole vendere. Ma non ha intenzione di premere
perch venga tolto il vincolo, soprattutto ora che il
piano Fiat stato approvato dalla Soprintendenza
stessa. Morale: la pronuncia del Tar sar determinante per il futuro del museo di Arese.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Certo, quando si parla di musei dimpresa ci sono anche molte realt deccellenza. In testa il museo Ferrari di Maranello, con i suoi 200 mila visitatori lanno. Ma anche collezioni pi piccole e meno
conosciute. Nellalimentare il museo storico Perugina a San Sisto, quello della liquirizia Giorgio
Amarelli di Rossano Scalo, in Calabria. Poi il museo della confetteria a Sulmona, in Abruzzo, e larchivio storico Barilla, a Parma. Nel calzaturiero il
museo Salvatore Ferragamo a Firenze o la collezione Rossimoda a Stra, nel Veneto.

SSS
Sopra: il museo della liquirizia Giorgio Amarelli in
Contrada Amarelli di Rossano Calabro (Cosenza) dove nel
1731 venne realizzato il primo stabilimento della Amarelli. In
alto: la Darracq 8/10 hp del 1908. Venne prodotta al Portello
prima che nascesse lAlfa (1910): la prima auto del Museo,
in pratica lautomobile capostipite di tutta la storia dellAlfa

Rischiano di chiudere
Lotta per sopravvivere la Franco
Tosi di Legnano, mentre
il centro della Richard Ginori,
in Toscana, aperto solo grazie
al curatore fallimentare

18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Scatti flessibili

Sguardi Le mostre

di Fabrizio Villa

Anima e glamour, il doppio gioco della moda


Giovanni Gastel e Toni Thorimbert fanno il
Doppio gioco, nella mostra curata da
Giovanna Calvenzi (fino al 15 marzo presso la
Galleria del Cembalo di Roma). Stili diversi ma
complementari danno unit a un percorso di

Copenaghen Oltre 200 opere al Statens Museum for Kunst per il centenario della nascita

Asger Jorn, vichingo di Albissola


Nel 1957 lartista del gruppo CoBrA compr casa in Liguria, dove aveva vissuto Giulio II
Pittore, scultore, ceramista, era stato definito da Prvert un vandalo ingenuo e ilare
di SEBASTIANO GRASSO

Accanto, a sinistra: Asger Jorn (1914-1973)


fotografato nello studio di Albissola Marina
(1961). Sopra: Fuga e stoccata (1969). Sotto,
a sinistra: Autoritratto (scultura del 1954).
La mostra stata realizzata per il centenario della
nascita di Jorn in collaborazione con il Museum
Jorn di Silkeborg, che a sua volta ha organizzato
la monografica Expo Jorn. Art is a Festival
(fino al 14 settembre, www.museumjorn.dk)

sger Jorn suona il violino e non se


ne separa mai. Anche quando,
nel marzo del 1954, viene a Milano in treno. Ricorda Enrico Baj,
che lo ha invitato a venire in Italia: Il vichingo arriv il 28 marzo, a mezzogiorno, con armi e bagagli: zaino, tenda da
campo e un violino. Il violino lo dimentic
sul treno. Se ne accorse, e si dovette andare
allUfficio oggetti smarriti, dove fortunatamente venne ritrovato. La qual cosa lo dispose favorevolmente verso lItalia e verso di
me.
Quando approda in Italia, il danese Jorn
ha 40 anni. Come suole dirsi, amore a prima vista. Temperamento ribelle, anzi selvaggio, anarchico, perpetuamente nomade per lEuropa ( sempre Baj che parla),
viene accompagnato ad Albissola, dove
gi stato nel 1937, ospite di Lucio Fontana.
Per lEsposizione universale di Parigi, era
stato chiamato da Le Corbusier a decorare il
Padiglione dei Tempi nuovi. Col denaro
guadagnato, si era pagato il primo viaggio
in Liguria. Durante il secondo soggiorno, in
estate, partecipa agli Incontri internazionali della ceramica. Ci sono anche Appel,
Corneille, Fontana, lo stesso Baj, Dangelo,
Giguere, Jaguer, Koenig, Matta, Scanavino.
Il vichingo nato a Vejrum nel 1914 e,

i
Lappuntamento
Asger Jorn
Ribelle senza pace,
Copenaghen,
Statens Museum
for Kunst (Smk),
fino al 15 giugno
(Info Tel +45 337 48 494;
www.smk.dk).
a cura di Dorthe Aagesen,
Catalogo Edizioni Smk,
pp. 280, 398 corone danesi

adesso, per la ricorrenza del centenario, lo


Statens Museum for Kunst di Copenaghen
gli dedica una grande antologica con duecento fra sculture, dipinti, ceramiche e grafiche.
Ultimo di sei figli di due insegnanti, fondamentalisti cattolici, Jorn ha uneducazione repressiva. Per reazione, si ribella a tutto.
Ribellione che diventa parte della sua natura. Nel 1936, a 22 anni, prende la motocicletta e va a Parigi per seguire i corsi di Fernand
Lger. Lger, ma anche Kandinsky, Ernst,
Mir, Klee.
Quando, nel 1940, la Danimarca viene occupata dai nazisti, Asger diventa un membro attivo della Resistenza. Alla fine della
guerra si interessa anche di teorie artistiche. Fondamentale lincontro con Guy Debord (suicida, nel 1994, con un colpo di pistola), il quale, dopo avere costeggiato Surrealismo e avanguardie fonda, nel 1952, lInte r n a z i o n a l e L e t t r i s t a e , n e l 1 9 5 7 ,
lInternazionale Situazionista. Nel 1961, Jorn
abbandona lamico col quale non va pi
daccordo.
Teorie dellarte, si diceva. Per Asger, larte
rispecchia il suo carattere. Vale a dire, avversa convenzioni, critica, socialit, politica.
Dal 1948 al 1951, lartista uno dei fautori del
movimento CoBrA (le iniziali di Copena-

cinquantadue immagini che declinano il


linguaggio della moda incrociando le
personali esperienze di due fotografi di
successo, figli della stessa generazione. Un
gioco a due, tra ricerca interiore e glamour.

ghen, Bruxelles e Amsterdam), cui aderiscono gli artisti fiamminghi del Reflex, i
danesi dellHost, i belgi del Revolutionary Surrealist Group, gli italiani del Movimento nucleare. Si ispirano al Primitivismo e guardano allEspressionismo tedesco. Una pittura gestuale, spontanea, onirica; tinte forti e massima libert inventiva.
Pittura automatica, come la scrittura surrealista. Fra il 1951 e il 1952, Jorn trascorre 17
mesi in un sanatorio.
Ad Albissola si organizzano mostre e
convegni internazionali (Bauhaus immaginista, Congresso mondiale degli artisti liberi, e cos via). Nel
1957, Jorn compra i
ruderi di una costruzione, in collina, dove
vive con dieci gatti,
sei pavoni, tre cani e i
sette figli avuti da due
mogli. Durante il restauro, si scopre che
era stata la magione
di Giuliano della Rovere, futuro papa Giulio II (alla cui tomba
lavor Michelangelo).
Proprio nella cittadina ligure, lartista
danese affina e matura il proprio linguaggio. Albissola, ma anche lEuropa (Dipingo e fuggo. Mi fermo,
dipingo e riprendo a
fuggire), attraversata in lungo e in largo
sul treno. A chi gli chiede di spiegare che
cosa dipinge, risponde: Che cosa posso dire delle mie intenzioni pittoriche, quando
inizio un quadro per raffigurare un bellalbero e finisco con un gatto bianco? Si pretende che io controlli tutto questo, ma non
possibile. una battaglia perpetua fra il
dipinto e me: lui corre avanti, non sempre
riesco ad averne ragione e molte volte, allultimo, lui che ha sempre ragione su di
me.
Nel 1970 (tre anni prima della morte),
rientrato ad Albissola da una delle sue frequenti fughe, si accorge che dalla sua casa sono spariti alcuni dipinti. Quando uno
di essi viene ritrovato, Jorn gli mette un
nuovo titolo: Quadro ritrovato.
Gesto e immaginazione. Alla base di tutto
resta una sorta di energia naturale. Il suo
amato Klee laveva applicata alla geometria;
Jorn, invece, scandaglia dentro di s, chiedendosi da dove nasca il fuoco che lo divora.
Il fuoco di un vandalo, come lo aveva
definito, nel 1957, Jacques Prvert. Un vandalo ereditario, peninsulare, ingenuo e ilare, un innocente testimone della vita senza
processo. A Parigi o a Roma, o altrove, in altre citt attraversate, non smette di comprendere, non smette di ascoltare il ritornello di Jutland, la nenia dei pittori delle
isole Fr-er. Un grano di genio ebbro,
danza nel ginepro.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Sopra: Vive la Revolution Pasione


de linteligence creative (Parigi, maggio
1968). uno dei tanti manifesti disegnati
da questo artista danese per celebrare
i moti studenteschi del Maggio francese

Allestimento

UUUUU

Rigore scientifico

UUUUU

Catalogo

UUUUU

Calendario

a cura di CHIARA PAGANI

MILANO

BRESCIA

VICENZA

NUORO

PARIGI

LONDRA

Impressionismo dItalia
Cento capolavori di Pompeo Mariani
(1857-1927), uno dei principali
esponenti della pittura italiana tra
Ottocento e Novecento, mostrano la
variet dei soggetti che compaiono
nelle sue opere: paesaggi, ritratti,
scene di genere (sopra: Sala delle
Feste, Casin di Sanremo, 1915).
Attraverso le opere, provenienti da
collezioni italiane e straniere, si
respira il clima della Belle poque.
Galleria Bottegantica
Fino al 3 maggio
Tel 02 62 69 54 89

Una capitale dellarte


La mostra permette al visitatore di
compiere un viaggio emozionante tra
Rinascimento, Manierismo, Barocco e
Rococ; inoltre propone una serie di
percorsi oltre i confini dello spazio
espositivo che collocano nel territorio
bresciano larte di Savoldo (14801548; nella foto: Riposo durante la
fuga in Egitto), Romanino (14841566), Moretto (1498-1554) e degli
artisti delle generazioni successive.
Palazzo Martinengo
Fino al 1 giugno
Tel 030 29 06 403

Alla scoperta del paesaggio


Si trasferita da Verona a Vicenza la
mostra curata da Marco Goldin e
dedicata allevoluzione del genere del
paesaggio dal Seicento a Monet.
Opere di Lorrain e Poussin invitano il
visitatore a intraprendere un
percorso che, attraverso il vedutismo
settecentesco (sopra: Francesco
Guardi, Veduta del Canal Grande, post
1754) e il Romanticismo, culmina con
le 24 tele di Claude Monet.
Basilica Palladiana
Fino al 4 maggio
Tel 0422 42 99 99

Messa a fuoco sulla vita di Capa


Dopo le esposizioni su Henri CartierBresson e Werner Bischof, la mostra
su Robert Capa (1913-1954) chiude
il ciclo dedicato dal museo nuorese ai
fotografi dellagenzia Magnum. Quasi
cento scatti tra i pi significativi della
sua produzione ripercorrono la
parabola umana, professionale e
artistica del grande fotoreporter
(sopra: Sbarco delle truppe americane
a Omaha Beach, 6 giugno 1944).
MAN
Fino al 18 maggio
Tel 0784 25 21 10

I disegni di Delacroix
Esposti nellex-atelier del pittore
Eugne Delacroix (1798-1863) i
capolavori della collezione MoreauNlaton, un insieme di disegni e
dipinti raramente visibili che tre
generazioni della famiglia Moreau
collezionarono, a partire da Adolphe
Moreau (1800-1859), tra i primi ad
apprezzare le qualit di disegnatore
del pittore (sopra: Cavaliere arabo che
attraversa un guado).
Muse Eugne-Delacroix
Fino al 17 marzo
Tel +33 1 44 41 86 50

Ritratto e arte bellica


Il centenario dello scoppio della
Prima guerra mondiale, che ricorrer
nel prossimo giugno, viene ricordato
anche dalla mostra londinese in cui
esposto lAutoritratto come soldato
(nella foto, 1915) di Ernst Ludwig
Kirchner, una delle opere pi
significative dellEspressionismo
tedesco poich rappresenta in
maniera cruda le ferite che la guerra
lasci nellanimo degli artisti.
National Portrait Gallery
Fino al 15 giugno
Tel +44 20 73 06 00 55

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

DOMENICA 9 MARZO 2014

Sguardi Gli affari

Sushi style
di Annachiara Sacchi

Cibo per gli occhi


Estetica del cibo. I giapponesi mangiano con gli
occhi, scrive il giornalista Yasunobu Nose. Per
capirlo, basta una gita nel quartiere Kappabashi,
a Tokyo: le vetrine trionfano di sanpuru, perfette
copie in plastica di qualsiasi pietanza (nel XIX

Tendenze/1 LOlanda ospita la fiera darte classica pi importante dEuropa

secolo si usava la cera). Sono le sinestesie


gastronomiche raccontate in un saggio di
Duccio Gasparri nel volume Pop Food. Il cibo
delletnografia, a cura di Zelda Alice Franceschi e
Valentina Peveri (I Libri di Emil, pp. 240, 22).

Tendenze/2 I temi della Borsa


internazionale che si svolge a Torino

Patti tra musei,


mostre itineranti
Ecco cosa serve
di STEFANO BUCCI

La collezione del Louvre in mostra a Abu Dhabi

La scultura salva il mercato L


di PAOLO MANAZZA

e volete osservare davvero


il vetrino delle attuali tendenze collezionistiche dovete per forza guardare
con attenzione quel che
succede a Maastricht. Nella storica
cittadina olandese cuore del
Vecchio Continente che ha dato il
nome al pi contestato trattato degli ultimi decenni in arrivo
lannuale edizione del Tefaf. Un
acronimo singolare (sembra il nome dun immaginifico tessuto), che
banalmente sta per The European
fine art fair.

Chi appassionato darte, di


qualsiasi periodo e di qualsiasi settore, non pu mancare questo appuntamento. Mentre la crisi ucraina minaccia la comunit internazionale, sar interessante spiare
lorientamento nelle scelte, tra i capolavori e le epoche, dei maggiori
curatori museali al mondo o dei
pi blasonati connoisseur, da sempre habitu del Tefaf.
Gi ledizione del 2009 fu stupefacente. Nel centro duna planetaria crisi, con liconica e demoniaca
immagine dellavidit fine a se stessa giunta al suo funerale, cosa ci si
poteva attendere da una fiera miliardaria dellarte? Fu incredibile
notare come, tra gli stand, scomparvero del tutto gli artisti glamour. Le firme fashion-style create
a tavolino e vendute sino allanno
prima a cifre milionarie. Al loro posto si materializzarono quadri colti
e bellissimi. Inaspettatamente offerti a cifre accessibili. Cera un corridoio stracolmo di gioielli dellinformale europeo: Soulages, Riopelle, Appel, Bazaine, Estve, Mathieu,
Dubuffet. Quattro anni prima che
esplodesse il mercato della pittura astratta.
Che accadr allora in questa edizione che si apre venerd prossimo
per durare sino al 23 marzo? Le notizie sui capolavori presenti e le pic-

Questanno la galleria londinese


Bowman Sculpture porta una raccolta di lavori di Auguste Rodin
(come lIris stimata circa 280 mila
sterline) . Reduce da un top price lo
scorso maggio a New York da
Sothebys con il suo bronzo Le Penseur venduto a 15,3 milioni di dollari. La scultura senza dubbio una
delle nuove tendenze sul mercato
attuale dellarte. Insieme agli oggetti di design. Non a caso il Symposium Tefaf per la seconda volta
riunir i pi importanti interior designer internazionali, per discutere
i motivi che hanno portato questo
settore a una crescita costante nellultimo decennio. Infine un occhio
particolare va gettato alla sezione
Paper. Le opere su carta (dal disegno antico alle stampe giapponesi,
sino alle fotografie contemporanee) sono un segmento molto interessante. Foriero di ottimi affari.
Poi restano i sogni dei quadri in
cui si pu perdere lanima, rischiando un attacco da sindrome
di Stendhal. Come per il ritratto di
gentiluomo della rara e bravissima
Michaelina Wautier, una delle pochissime donne pittrici del Seicento (stand Rob Smeets); o la seducente Lucretia dipinta intorno al
1537 da Lucas Cranach il Giovane
(Galleria Weiss); o ancora il capolavoro di uno dei pi celebri pittori
inglesi del Settecento, William Hogart, dipinto nel 1728 (Fine Art Society).
Mentre nellarte moderna spiccano il grande e coloratissimo Totentanz espressionista di Ernst Ludwig Kirchner (Galleria Henze &
Ketterer), il Fernand Lger del 1921
(Landau), il bronzo del 1935 di
Hans Arp (Marlborough).

a ricerca parla dell(ormai) lontano 2012, ma


per le mostre made in Italy non sembra ancora essere cambiato granch. E cos quando
marted 11 e mercoled 12 marzo quella stessa
ricerca curata da Fabio Achilli e Guido Guerzoni verr presentata al Centro Congressi Lingotto di
Torino, durante lAmiex (la prima borsa internazionale delle mostre promossa dalla Fondazione industria
e cultura, www.artmuseummex.com) torneranno
ancora una volta in primo piano tutte le difficolt (ma
anche tutte le possibili prospettive) del sistema culturale del nostro Paese. Soprattutto se confrontate con
lo scenario internazionale, dove tra laltro sempre pi
si affacciano accanto ai temi classici quelli pi legati
al presente, dai nuovi media allambiente, dallenergia
alle scienze sociali.
Le mostre continuano ancora a rimanere un fenomeno prettamente urbano che tocca le grandi citt e
in particolare quelle del Nord, a cominciare da Torino
e da Milano, con lunica eccezione di Roma al CentroSud spiega Guerzoni . E se nel 2012 solo il 32,2%
delle mostre si tenevano nei musei, poco cambiato
e poco cambier, almeno per ora. Davanti ad alcune
indicazioni si rimane davvero stupiti: Allestero si
punta da sempre sulle coproduzioni, per ridurre i
rischi e contenere gli investimenti, basterebbe pensare che il 25% delle esposizioni prodotte in Finlandia e
il 20% di quelle svedesi frutto di coproduzioni tra
musei nazionali aggiunge ancora Guerzoni . Da
noi si privilegiano le imprese private che concepiscono le mostre come una via di guadagno e non come il
prodotto di un lavoro museale globale.
Questo provoca una serie di conseguenze purtroppo ancora attuali, ulteriormente aggravate dalla crisi
economica: il capitale umano e scientifico interno
viene penalizzato, non si formano nuove competenze,
si preferisce importare a caro prezzo produzioni internazionali modeste e di breve durata (quelle aperte
per almeno due mesi erano state solo il 23,2%), si
accentua il divario tra grandi e piccole citt perch
gli investitori non vogliono rischiare pi di tanto e
cos puntano su realt urbane sicure e non sulla provincia. E soprattutto, sempre secondo la ricerca
firmata da Achilli e Guerzoni (per la Fondazione di
Venezia) non si creano abbastanza nuovi spazi espositivi, ma non si valorizzano nemmeno quelli interni
ai musei mentre si preferisce utilizzare strutture
esterne, tendenzialmente inadatte e, proprio per
questo, pi costose e sicuramente pi a rischio della
sala di un museo. I dati parlano chiaro: il 70% delle
mostre italiane si svolgono oltre le mura.
Viene da pensare, in qualche modo, che sia tutta
colpa del proverbiale eccesso italiano di beni artistici
se non si finora cercato la coproduzione con musei
stranieri disposti a spendere come hanno fatto il
Louvre con Abu Dhabi e il British Museum con Dubai,
concedendo prestiti di opere anche a lungo termine.
La soluzione? Secondo Achilli e Guerzoni (Le mostre
al tempo della crisi ha censito le circa 17.500 esposizioni aperte nel 2012 in Italia, di fatto una ogni mezzora integrandole con unanalisi su 27 Paesi stranieri)
sta nella programmazione: In Cina vogliono aprire
4.500 musei da qui al 2020 conclude Guerzoni e
non sono certo cifre praticabili per noi. Quello che si
pu invece fare investire su mostre itineranti nate
allinterno di un museo ma esportabili allestero.
Senza tanta paura e senza tanta presunzione.

RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

Statue, design, stampe e fotografie:


Maastricht aggiorna il suo catalogo

cole mostre-gemme tra gli stand si


rincorrono. Daltro canto la fiera di
Maastricht poggia su due parole
dordine: eccellenza ed eleganza. Il
comitato di Vetting, che coinvolge
175 esperti specializzati in 29 settori, esamina ogni singola opera allinterno della fiera per qualit, autenticit e condizioni. Una volta un
mercante italiano port un dipinto
con unattribuzione di scuola. Gli
esperti si fermarono a osservarlo. Il
gallerista temeva potesse venir
escluso. Dopo un quarto dora un
esponente del Vetting gli si avvicin dicendo che di quel quadro conoscevano un disegno preparatorio conservato in un grande museo.
E che doveva togliere letichetta con
la dicitura scuola bolognese per

SSS
Proposte
Il bronzo di Iris
firmato da Rodin;
la Lucretia
di Cranach il giovane;
Lger e Sisley

i
Levento
Tefaf (The European
fine art Fair),
Maastricht (Olanda),
Maastricht exhibition
& congress centre (Mecc),
dal 14 al 23 marzo
(Info Tel + 31 43 38 38 383;
www.tefaf.com).
Dei 274 galleristi, 16 sono
italiani. La scorsa edizione
del Tefaf (nato nel 1988)
aveva fatto registrare
oltre 70 mila visitatori

In mostra
Sopra: Auguste Rodin
(1840-1917), Iris, Study
with Head (1890-1891,
scultura in bronzo
con patina verde e nera).
In alto: Ernst Ludwig Kirchner
(1880-1938), Totentanz
der Mary Wigman
(1926-1928, olio su tela,
centimetri 110 x 149)

mettere il nome di Guido Reni. Il


giorno dopo lo vendette addirittura
al triplo della cifra che inizialmente
chiedeva.

20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Percorsi

Classicamente
di Nuccio Ordine

Storie, date, biografie, reportage, inchieste

Il colore della scuola


Il professore ignora/ se supplente o
aggregato/ o associato a tempo pieno o
vuoto/ o in toto esposto al vilipendio/ o
espettorato deputato/ con doppio stipendio./
Il professore ha capelli grigi/ non pu
cambiare mestiere./ Se a notte tutti i gatti
sono bigi/ meglio che la riforma/ si faccia e poi
si dorma: adesso che si riparte dalla scuola
bene ricordare i versi ironici di Montale (Lopera
in versi, Einaudi) su riforme e professori

Strategie Commerci
e demografia, natura
e guerra, poveri e
petrolio: nellarea
del pianeta pi
movimentata e instabile
si gioca il futuro
della globalizzazione

Le burrasche del terzo oceano


di DANILO TAINO

a sera di Natale, ogni Natale, migliaia di abitanti di Calcutta migrano verso la cattedrale di Saint
Paul, gotico-vittoriano costruito
dagli inglesi nella prima met
dellOttocento. Sono i cristiani della citt,
ma sono soprattutto ind, qualche musulmano e genti di ogni religione. La metropoli oggi si chiama Kolkata sembra
ancora quella di Madre Teresa, a camminare per le strade: una miseria oscena. In

Sviluppo impetuoso, ambizioni geopolitiche, velleit criminali


La nuova partita del mare indiano, tra Africa e Indonesia
SSS
Jitish Kallat (Mumbai, 1974),
Sweatopia 1 (2008, acrilico
su tela, centimetri 274,3 x
518,2 cm), The Frank Cohen
Collection: il lavoro di Kallat,
incentrato sulla realt
contemporanea dellIndia,
utilizza varie tipologie di
media, dalla pittura alla
scultura, dalle installazioni
su larga scala alla video arte

realt, la citt della notte spaventosa


(Kipling) in movimento. Le famiglie oggi
sotto i porticati e nelle buche dei marciapiedi non sono quelle dellanno precedente, sono nuovi arrivati dalle campagne, poveri degli Stati indiani dellUttar Pradesh e
del Bihar: gli altri si sono mossi un po pi
su, hanno trovato un tetto di cartone, forse
di lamiera, lanno prossimo magari avranno una stanza con muri di pietra.
La povert non pi statica come ai

Le vie dei traffici


Met della flotta mercantile
mondiale ha sede attorno
allo stretto di Malacca:
da l passa un quarto
del commercio globale

tempi della suora dei poveri, nemmeno


sulle coste del Golfo del Bengala. La secolarizzazione del Natale dice che Calcutta
metropoli aperta e globale. Gli espatriati
tornano e fanno business, molti giovani
studiano, nuovi quartieri nascono: speranza e disperazione (Kolkata viene da Kali
o Kalika, divinit della distruzione, della
morte, ma anche del cambiamento), come
tutto, in questa parte del mondo. Sulla costa opposta dellIndia, quella occidentale

Una grandissima libreria internazionale per ragazzi

oltre 100 incontri con autori e laboratori, 1.000 illustrazioni da tutto il mondo
La Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna apre al pubblico dei bambini, dei giovani,
delle famiglie e degli insegnanti un grande padiglione per la prima edizione della
Settimana del libro e della cultura per i ragazzi, dal titolo NON DITELO AI GRANDI*

*NON DITELO AI GRANDI, cer to, ma ditelo ai quasi grandi, ov vero agli adolescenti:
il binario che por ta a una specialissima libreria
programma a cura di BolognaFiere e Giannino Stoppani Cooperativa Culturale
programma aggiornato su

sabato 22 - gioved 27 marzo 2014


BolognaFiere - Padiglione 33
Ingresso Sud Moro

sabato - mercoled 9.30 - 18.30 / gioved 9.30 - 16.00


INGRESSO GRATUITO PER BAMBINI, RAGAZZI E STUDENTI UNIVERSITARI - ADULTI 5

in collaborazione con

con il contributo di

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

DOMENICA 9 MARZO 2014

Greche
di Alice Patrioli

NellAntichit
Alessandro Magno (356-323
a.C.) fu il primo sovrano
occidentale che, sconfiggendo
i Persiani, estese i suoi
possedimenti fino allOceano
Indiano. Lammiraglio cretese
Nearco, al servizio del
monarca macedone, ne
esplor le coste dal Golfo
Persico sino alla foce del fiume
Indo. I Romani sinsediarono
sul Mar Rosso con la conquista
dellEgitto, ma non riuscirono
a stabilizzare la loro presenza
nel Golfo Persico, dove si
trovarono di fronte la potenza
ostile dei Parti
Il Medioevo
Con laffermazione dellislam,
furono i califfi arabi e poi i
grandi imperi musulmani ad
assumere il controllo della
regione. Marco Polo (12541324), nel suo viaggio di
ritorno in nave dalla Cina,
costeggi prima il Pacifico e
poi tutta la sponda
settentrionale dellOceano
Indiano. Il primo europeo che
raggiunse lIndia
circumnavigando lAfrica fu il
portoghese Vasco da Gama
(1469-1524, nel ritratto qui
sotto) che assicur al suo
Paese il monopolio del
commercio marittimo delle
spezie con lOriente

sul Mare Arabico, Mumbai gi una megalopoli degli affari: finanza, industria, cinema a fianco dei pi grandi slum dellAsia.
Pi a nordovest, sulle coste del Belucistan
pakistano, verso limbocco dello Stretto di
Hormuz, nella citt di Gwadar, lIran investe quattro miliardi di dollari per costruire
una raffineria gigantesca. E la Cina ha
comprato lanno scorso il porto: tra Gwadar e la vicina Pasni investir 12 miliardi di
dollari per costruire basi commerciali e logistiche strategiche per i rifornimenti, soprattutto energetici, dal Medio Oriente,
con collegamenti stradali e oleodotti verso
il Nord cinese.
Sempre la Cina la strategia del filo
di perle crea basi commerciali, che
possono diventare postazioni militari, a
Hambantota, nello Sri Lanka; a Chittagong
nel Bangladesh; in Birmania, con reti stradali e fluviali tra la costa del Paese e lo Yunnan cinese; e un centro di sorveglianza
nelle Coco Islands, nordest del Golfo del
Bengala. Lobiettivo di Pechino garantirsi
posizioni commerciali e militari per superare crisi future attorno allo Stretto di Malacca, la via dacqua tra la Malaysia e lisola
di Sumatra (Indonesia), ai cui due capi
stanno Banda Aceh e Singapore e che il
passaggio obbligato dei commerci tra il
Medio Oriente e il Mare della Cina Meridionale, con i suoi grandi porti. C addirittura un vecchio progetto un giorno potrebbe essere finanziato da Pechino (e forse da Tokyo) che prevede di realizzare
una via dacqua alternativa allo Stretto di
Malacca, un canale che tagli la lingua di
terra che congiunge la Malaysia a Tailandia e Birmania. Lex presidente cinese Hu
Jintao aveva posto il dilemma di Malacca come questione strategica per la sicurezza di Pechino.
lOceano Indiano. In gran movimento,
tornato a essere uno dei cuori pulsanti del
mondo: luogo di commerci e di arricchimenti, di scontri politici e religiosi, di pirati, di rivalit nazionali, di sviluppo disordinato, di scelte militari. Il collegamento
tra Europa, Medio Oriente e Asia del quale
non si parla quasi mai, ma un concentrato dei problemi della globalizzazione e un
indicatore di come sar il futuro del pianeta. Oggi a noi europei sembra che tutto
succeda in Ucraina. Gli strateghi americani
parlano di quello in corso come del secolo
del Pacifico. In realt, il terzo oceano per
dimensioni tra le coste dellAfrica a Oc-

cidente, larcipelago indonesiano e lAustralia a Oriente, la costa asiatica a Nord e


lAntartide a Sud in turbolenza, nel
bene come nel male. Gli Stati Uniti che
pure nellOceano Indiano hanno una delle
loro maggiori basi militari, Diego Garcia, a
sud delle Maldive sembrano sottostimare questo straordinario bacino di culture antiche, di commerci sospinti dai monsoni e di confronto di civilt: in fondo sono una nazione met sullAtlantico e met
sul Pacifico e linteresse strategico dichiarato da Barack Obama nel cosiddetto Pacific Pivot riguarda pi lAsia dellEst e il
confronto diretto con la Cina. Ma lEuropa,
rivolta a Oriente fino alla scoperta dellAmerica (e anche dopo), non dovrebbe
dimenticare questo lago in ebollizione, dal
quale emergono nuove potenze, nuove opportunit ed enormi rischi.
Il 40 per cento del petrolio commerciato
nel mondo passa dallo Stretto di Hormuz e
entra nellOceano Indiano, a Ovest. Met
della flotta mercantile mondiale ha sede
attorno allo Stretto di Malacca, via strategica per i commerci, a Est: da l, oggi transita
un quarto del commercio globale. Ma da
sempre quel lungo canale cruciale negli
scambi tra Oriente e Occidente: Chi signore di Malacca ha le mani alla gola di Venezia, dicevano i portoghesi pi di cinque secoli fa. Oggi come ieri. LOceano Indiano, daltra parte, non dovette attendere
lera del vapore per unire i commerci tra le
sue coste: la scoperta del sistema di monsoni prevedibile come un orologio,
scrive Robert Kaplan nello straordinario libro Monsoon (Random House) che a
nord dellEquatore cambia la direzione dei
venti ogni sei mesi e consente di viaggiare
a vela spinti da una brezza certa, apr sin
dallAntichit i rapporti tra la costa occidentale dellIndia (Malabar), la Penisola
Arabica, il Corno dAfrica. Tra scambi e
conflitti, un incontro e un confronto di ci-

SSS
Paure e tensioni
Qui cresce la rivalit tra Cina
e India; dalle coste della
semifallita Somalia fino a
Oriente navigano i pirati;
aumenta il rischio atomico

vilt senza pari, una mescolanza di culture


formidabile: per gli scorsi cinque secoli di
dominio dellOccidente rimasta per quasi
congelata. Bene: oggi che lAtlantico non
pi il cuore della geografia globale, lOceano Indiano tornato.
Su queste acque sta montando la rivalit
tra Cina e India. Dalle coste dello Stato semifallito della Somalia alla Malaysia, viaggiano i pirati e le pattuglie internazionali
antipirateria incrociano barche di pescatori poveri e cargo carichi di container. In
questarea si spostato almeno in parte
lepicentro dei rischi nucleari: lIndia e il
Pakistan in conflitto, ognuno con la sua
bomba; la Cina, potenza atomica tranquilla, ma che ammoderna esercito e flotta militare a gran velocit; lIran che ci prova; e il
terrorismo di matrice islamica, che un ordigno nucleare non disprezzerebbe. Sul lato nord dellOceano le crisi di Iraq e Afghanistan sono la faccia evidente del confronto tra Occidente e islam. A Est, lIndonesia
lo Stato musulmano pi popoloso. Sulle
coste dellintero bacino i poveri sono milioni, ma non pi rassegnati alla miseria e
al sistema delle caste: Paesi giovani, mossi
da uno spirito nazionale che attorno a questo oceano una forza di emancipazione,
positiva anche se non sempre pacifica. Sui
litorali e nelle isole i cambiamenti del clima e linnalzamento delle acque stanno diventando spesso drammatici, dal Bangladesh alle Maldive. Come i conflitti sul controllo delle acque interne.
un tessuto di economia, commerci,
demografia, natura, politica e guerra, di
speranze e di angosce che fa dellIndian
Ocean Rim larea del pianeta pi movimentata, il luogo che forse prefigura il futuro della globalizzazione, delle sue possibilit e dei suoi rischi, quando lordine internazionale incerto e la potenza dominante americana tutto sommato lontana.
Turbolenza meravigliosa e spaventosa.
Sulla spiaggia di mondi sconfinati
sincontrano i bambini. La tempesta vaga
nel cielo senza strade, le navi naufragano
nelle acque senza binari, la morte circola e
i bambini giocano. Sulla marina di mondi
sconfinati la gran riunione dei bambini,
scriveva, un secolo fa, Rabindranath Tagore, limmenso poeta di Calcutta, mentre
guardava il mondo dal Golfo del Bengala.
@danilotaino
RIPRODUZIONE RISERVATA

Lepoca delle Compagnie


Altre potenze europee
entrarono in gioco attraverso
le compagnie commerciali
privilegiate, associazioni
nazionali di mercanti cui i
singoli Stati assegnavano
lesclusiva dei traffici. La pi
importante fu la Compagnia
inglese delle Indie orientali,
che nel 1600 ottenne dalla
regina Elisabetta I il
monopolio sui commerci a Est
del Capo di Buona Speranza.
Sue concorrenti furono la
Compagnia olandese, che
oper tra il 1602 e il 1799, e la
Compagnia francese, che
contese vanamente ai
britannici il controllo dellIndia.
Nella seconda met del XVIII
secolo la Compagnia
britannica afferm la sua
egemonia nellOceano
Indiano, ma proprio per
questo il governo di Londra
fin per privarla man mano dei
suoi privilegi, fino a
determinarne il declino e lo
scioglimento nel 1874
Il dominio inglese
Lapertura del canale di Suez
nel 1869 e le scoperte
petrolifere nei Paesi del Golfo
Persico aumentarono
limportanza strategica
dellOceano Indiano, rimasto a
lungo sotto il controllo della
Gran Bretagna, che allinizio
del Novecento presidiava
Egitto, Sudafrica, Yemen, India,
Malesia e Australia. Con il
processo di decolonizzazione
subentr linfluenza
dominante degli Stati Uniti

Yourcenar, poesia di un amore totale


Saffo acrobata come nei vecchi tempi era
poetessa, perch la forma particolare dei suoi
polmoni la obbliga a scegliersi un mestiere tra
cielo e terra, mentre la chioma di Fedone
spicca sulla notte delluniverso come una
meteora triste. Figure del mito e della storia
greca popolano le prose liriche di Fuochi
(traduzione di Maria Luisa Spaziani, Bompiani), la
raccolta con cui Marguerite Yourcenar trasforma
un amore totale in unopera che arde di poesia.

Diritti umani

Isole Chagos:
la solitudine
degli indigeni
deportati
di MARCELLO FLORES

chagossiani viventi sono ormai


meno di 700, meno della met di
quelli che abitavano nellarcipelago
Chagos (una cinquantina di isole)
tra il 1968 e il 1973, quando la Gran
Bretagna, di cui erano una colonia insieme alle Mauritius, li cacci perch lisola
maggiore, Diego Garcia, doveva diventare una base militare americana. Nacque
allora il British Indian Ocean Territory
(Biot) e la Gran Bretagna ottenne dagli
americani 14 milioni di dollari in missili
Polaris. La deportazione dellintera
per quanto piccola popolazione verso
le Mauritius e le Seychelles avvenne nella
disattenzione generale. Solo alla fine del
decennio, scioperi della fame e manifestazioni portarono lattenzione sul Chagos Refugee Group, che inizi una lunga
campagna in difesa dei propri diritti. Nel
1982 Margaret Thatcher decise di chiudere la questione, con un indennizzo che
costituiva un accordo pieno e definitivo, un documento in inglese sottoscritto anche dai chagossiani analfabeti o da
quelli che parlavano solo creolo. Quattro
milioni di sterline in denaro e un milione di sterline in terra nelle isole Mauritius furono il prezzo della rinuncia alla
propria patria, che molti per non sottoscrissero e ancor pi non capirono nei
termini legali con cui laccordo fu stipulato. Da quel momento, inoltre, molti
degli esiliati andarono a vivere in Inghilterra. La battaglia legale prese nuovo
slancio negli ultimi anni del XX secolo,
quando i nuovi dirigenti del Chagos Refugee Group iniziarono una battaglia
nelle corti inglesi per ottenere il diritto al
ritorno. Dopo la vittoria in diversi tribunali e corti dappello sembrava che laccordo per il rientro in tutte le isole, tranne Diego Garcia che restava base americana, potesse finalmente essere raggiunto; ma nel 2008 i Law Lords (i dodici
giudici che formavano la pi alta corte
nel Regno Unito, sostituita nel 2009 dalla
Corte Suprema) a stretta maggioranza
ribaltarono il giudizio dei tribunali e
negarono il diritto al ritorno. Il caso,
portato di fronte alla Corte europea dei
diritti umani di Strasburgo, ha visto nel
dicembre 2012 il rigetto della richiesta
dei rifugiati (fatta congiuntamente a
Human Rights Watch e a Minority Rights
Group International), considerata inammissibile perch i chagossiani avevano
accettato lindennizzo negli anni Ottanta,
perdendo cos la possibilit di essere
considerati vittime di una grave violazione dei diritti umani. Il governo britannico ha pi volte riconosciuto il torto commesso verso i chagossiani, senza prendere per alcuna decisione concreta in loro
favore. Nellaprile 2010, frattanto, il governo laburista aveva dichiarato le isole
riserva marina da proteggere, stabilendo
che in essa andava impedita non solo la
pesca, ma anche la presenza umana,
sempre con lesclusione di Diego Garcia.
Lentusiasmo degli ambientalisti ha significato il crollo delle speranze dei profughi di poter far ritorno nelle terre da
cui erano stati cacciati. A partire dal 2012
una commissione mista sta studiando la
possibilit del ritorno dei chagossiani
nella sola Diego Garcia, con lopposizione degli ambientalisti e di molti politici
inglesi, cui non sembra che la presenza
di militari e ausiliari americani nellisola
maggiore sia sufficiente a ritenere abitabili le altre anche da coloro che ne
furono cacciati 45 anni fa.
RIPRODUZIONE RISERVATA

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014

Percorsi Controcopertina

Luci a Mezzogiorno
di Giovanni Russo

Lurologo che venne suicidato


In Un suicidio di mafia. La strana morte di
Attilio Manca (Castelvecchi, pp. 238, e 18,50)
Luciano Mirone indaga sul decesso di un
giovane urologo siciliano che aveva curato il
capo di Cosa nostra, Bernardo Provenzano,

durante la sua latitanza. uninchiesta


avvincente, che porta alla luce complicit e
sospetti su un omicidio, camuffato da
suicidio per overdose, messo in atto per
sopprimere uno scomodo testimone.

La maledizione
dellOrdine
Monaci e guerrieri, furono
annientati dal re di Francia
Filippo il Bello. Pi tardi
vennero visti come tessitori
di trame occulte. Oggi saggi
e romanzi li immaginano
al centro di mille misteri

Charles-Philippe Larivire (1798-1876), La battaglia di


Montgisard (1842 circa), Chteau de Versailles: il pittore
francese specializzato in grandi quadri storici ha qui
raffigurato la battaglia combattuta nel 1177 tra re Baldovino
IV di Gerusalemme (con i Templari) e il sultano Saladino

Templari, il rogo e il mito


di RANIERI POLESE

arigi, sera dell11 marzo 1314. Sullisolotto detto degli Ebrei (oggi
unito allIle de la Cit), per ordine
del re Filippo il Bello, Jacques de
Molay, gran maestro dei Templari,
e Geoffroy de Charnay, precettore
di Normandia, vengono bruciati sul
rogo. Prima di essere avvolto dalle fiamme, de
Molay pronuncia una maledizione contro il Papa
Clemente V e il re: Vi chiamo a comparire entro
un anno davanti al tribunale di Dio per ricevere il
castigo che meritate. Maledetti! Maledetti! Sarete tutti maledetti, voi e i vostri discendenti fino
alla tredicesima generazione!. Un mese dopo, il
Papa Clemente V muore e in novembre muore
anche il re Filippo. Nel giro di appena quindici
anni, poi, si estingue senza eredi il ramo diretto
dei Capetingi. Non citata da nessun testimone
diretto (quella sera a Parigi cera anche il padre di
Giovanni Boccaccio, ricordato nel De casibus virorum illustrium), la maledizione di de Molay
compare la prima volta in un testo del Cinquecento uninvenzione. Sar ripresa infinite
volte, dar lo spunto ai sette romanzi di Maurice
Druon, Les Rois maudits, ma falsa.
Da una leggenda allaltra. Ancora Parigi, 21
gennaio 1793. Mentre lassistente del boia Sanson mostra la testa mozzata di Luigi XVI, uno
sconosciuto in mezzo alla folla grida: Jacques
de Molay, sei stato vendicato!. Nasce, questa
leggenda, nel clima dellEuropa controrivoluzionaria, che vuol credere in un Grande Complotto

Il gran maestro viene arso nel marzo 1314


La storia dura 200 anni, inizia la leggenda
alle origini dei misfatti dei giacobini: primi colpevoli, naturalmente, gli illuministi e i massoni.
Ma nei molti libelli stampati in Germania e Inghilterra si chiamano in causa anche i Templari e
le loro eresie. Riscoperti nel Settecento, i Cavalieri del Tempio erano stati considerati vittime del
potere assoluto e delloscurantismo della Chiesa.
A loro si erano ispirate le confraternite massoniche e altre sette di illuminati. Ora per, nellideologia reazionaria, sono cultori di magia nera e
adoratori di Satana, che istigano alla sovversione
per spirito di vendetta.

La condanna
Ma torniamo all11 marzo 1314 (la data quella
stabilita dallo storico Alain Demurger, molti altri
la fissano al 18 marzo). De Molay ha ormai passato quasi sette anni in prigione da quando, il 13 ottobre 1307, Filippo il Bello lo aveva fatto arrestare
insieme a tutti i Templari di Francia. Quella mattina, con altri tre alti dignitari dellordine, comparso di fronte ai cardinali inviati dal Papa e ha
confermato la sua prima deposizione. Ma a questo punto viene emesso il verdetto: i quattro sono condannati alla prigione a vita. De Molay e de
Charnay protestano e ritrattano la confessione. I
giudici si ritirano. Le guardie del re prendono in
custodia i due relapsi (si definivano cos coloro
che rinnegavano le loro deposizioni), che in tutta fretta vengono messi a morte.
Gli storici che si sono occupati del processo
contro i Templari (la prima trascrizione integrale

si deve a Jules Michelet, 1841-1851) hanno denunciato la mostruosit di un procedimento che prevedeva un sistema di accuse preconfezionate,
confessioni estorte con la tortura e la pena di
morte per chi ritrattava, i relapsi. Ma hanno anche giudicato troppo incerta e mutevole la strategia difensiva di de Molay.
Interrogato il 24 ottobre 1307 dallinquisitore
di Parigi, de Molay aveva in parte ammesso le accuse contestate a lui e a tutto lordine monastico
cavalleresco, fondato due secoli prima a Gerusalemme per proteggere i pellegrini e difendere i
Luoghi Santi, conquistati dai cristiani in seguito
alla Prima Crociata, dalla minaccia islamica. Secondo voci raccolte (e, forse, anche dicerie diffuse da un cavaliere rinnegato) i Templari nei loro

Bibliografia
Saggi storici: Alain Demurger, Jacques de Molay.
Le crpuscule des Templiers (Payot); Franco
Cardini, La tradizione templare (Vallecchi); Peter
Partner, I Templari (Einaudi); Barbara Frale,
I Templari (Il Mulino). Romanzi e fantastoria:
Michael Baigent, Richard Leigh, Henry Lincoln,
Il Santo Graal (Mondadori); Christopher Knight,
Robert Lomas, La chiave di Hiram (Mondadori);
Steve Berry, Lultima cospirazione, (Tea); Javier
Serra, Le porte dei Templari (Net).

riti di iniziazione peccavano di eresia, rinnegando Cristo e sputando sul crocifisso; erano idolatri perch adoravano la testa di un uomo barbuto
chiamato Baphomet; infine, tenevano un comportamento sessuale scandaloso, come baciare i
loro superiori nelle parti intime e avere rapporti
sodomitici con i loro confratelli.
De Molay ammette solo il primo capo daccusa. Ma viene obbligato a ripetere la sua confessione in pubblico e a scrivere una lettera ai cavalieri perch ammettano le loro colpe. A poco serve il fatto che nel dicembre, davanti ai cardinali
mandati dal Papa, il gran maestro ritratti tutto.
Anche perch, pochi mesi dopo, in unaudizione
a Chinon davanti ai cardinali e agli emissari del
re, riconferma la prima confessione. Uno strano
comportamento, senzaltro. Ma nel frattempo il
re aveva imposto al Papa una spartizione: alla
giustizia del re erano affidati i singoli cavalieri;
lordine nel suo complesso e i dignitari pi alti in
grado erano di pertinenza del Pontefice. Che comunque, in una bolla emessa dopo laudizione
di Chinon, assolve i cavalieri dallimputazione di
eresia. Poi, convocato ancora una volta di fronte a
una commissione papale nel novembre del 1309,
de Molay torna a negare tutto. Dopo di allora,
non parler pi. Fiducioso nellappoggio del Papa, de Molay non sembra tener conto dellestrema debolezza di Clemente V, il francese Bertrand
de Got, che ha spostato la curia a Poitiers. Malato, intimorito, non riesce a opporsi alle prepotenze del re. Che medita di impadronirsi dellim-

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

DOMENICA 9 MARZO 2014

Ciak, si legge
di Cecilia Bressanelli

In fuga dalla collina


Quattro video in cui gli ex ospiti ricordano
lesperienza in Collina, comunit per
tossicodipendenti in bilico tra libert e
costrizione. Sono interpretati da tre attori (Valeria
Solarino, Francesco Montanari, Marco Cocci) e da

Una setta religiosa dell800


ispirata ai famosi cavalieri

n muricciolo sbrecciato, a tratti coperto dedera, delimita il piccolo


cimitero dei Templari. Difficile trovarlo, se non lo si conosce. situato a German Colony, uno dei quartieri pi vecchi
della Gerusalemme occidentale. Un luogo
appartato, con il muschio che riveste le
tombe e le croci sovrastanti massicce lastre
di pietra. Le iscrizioni sono in caratteri
gotici, talvolta accompagnate da versi in
latino. Come quella sulla sepoltura di Christoph Hoffman, nato nel 1815 e morto nel
1885. Lui fu il fondatore e lideologo della
setta messianica nata a met dellOttocento
nella Germania sud-occidentale, in rotta
con la Chiesa luterana e determinata a fondare una comunit di eletti in Terrasanta,
con la missione di vivere secondo loriginaria etica cristiana. Nel 1858 fondarono la
Tempelgesellschaft, la Societ dei Templari, e dal 1868 iniziarono a colonizzare la
Palestina di allora, provincia dellImpero
ottomano. In Israele se ne parla da pochi
anni: nel 2007 lo Eretz Israel Museum di
Tel Aviv dedic una ricca esposizione, corredata di una guida dettagliata, alle vicende
sconosciute dei coloni tedeschi, che
precedettero e in molti casi aiutarono i
primi giovani sionisti, decisi a creare il
nuovo ebreo contadino e operaio nella
terra dei padri. Oggi il rinnovato interesse per la Prima guerra mondiale rilancia le
ricerche. Emerge cos una vicenda che ha
del fantastico. I Templari arrivano con mogli e figli, si insediano a Gerusalemme,
Haifa, Jaffa e Sarona (ora un quartiere di
Tel Aviv). Nel momento di maggiore espansione non raggiungono le 3.000 persone,
ma si fanno notare. Le loro ampie abitazioni in stile centro-europeo, dai muri in pietra massiccia, con i tetti di tegole rosse e i
giardini fioriti, si distinguono nettamente
dal resto dei nuclei urbani. Dopo la morte
di Hoffman, la tensione religiosa si affievolisce, ma rimane viva lidea di costruire la
societ perfetta. Nascono scuole agricole,
piantagioni sperimentali, ospedali, centri
educativi, societ sportive e piccole aziende alimentari. I Templari diventano un
modello e spesso fanno da maestri per i
sionisti. Dice Yaron Perry, dellUniversit di
Haifa: Negli anni precedenti la Prima
guerra mondiale i Templari si allineano
con la politica di Berlino, che include le
simpatie per le nuove colonie ebraiche, a
loro volta percepite come filotedesche.
Grazie a questa collaborazione, saranno gli
ufficiali tedeschi del corpo di spedizione in
Palestina a convincere gli ottomani a non
espellere gli ebrei da Gerusalemme. La
luna di miele finir per con il crescere dei
sentimenti filonazisti tra i Templari negli
anni Trenta. Saranno quindi i britannici a
chiuderli in campi di detenzione allo scoppio della Seconda guerra mondiale, per poi
espellerli nel 1945. La maggioranza dei loro
discendenti oggi vive in Australia.

Tempio), i Templari sono diventati ormai popolarissimi personaggi di romanzi. Peraltro, anche
nei pamphlet scritti dopo la morte di Luigi XVI,
le vicende legate al supplizio di Jacques de Molay
vengono narrate come in un fosco feuilleton.
Per esempio, Charles Louis Cadet de Gassicourt, nel suo Le tombeau de Jacques de Molay
(1797), ci racconta che il gran maestro, in prigione, fonda quattro logge massoniche che giureranno di vendicarlo; poi, il giorno dopo lesecuzione, dei cavalieri travestiti da muratori
(maons) raccolgono le ceneri di de Molay e le
depositeranno nella tomba, ad Avignone, dove
linfame Papa Clemente aveva fatto seppellire un
traditore dellordine, ammazzato per mano ovviamente dei Templari. Ma nel 1982, con Il Santo Graal degli inglesi Baigent, Leigh e Lincoln, che
la febbre dei Templari diviene, letterariamente parlando, contagiosa.
1118-1119
La fantasiosa inA Gerusalemme, occupata
chiesta sul Grande
dai crociati nel 1099, un
Segreto del Graal
gruppo di cavalieri fonda un
(Cristo non mor ordine monastico guerriero e
sulla croce, ma
ottiene dal re Baldovino II
sposando Maria
lincarico di sorvegliare la
Maddalena dette citt e proteggere i pellegrini.
origine alla proge- Il gruppo, guidato da Hugues
nie del Sang
de Payns, sinsedia nellarea
Ral) assegna ai
dove si trovava il Tempio di
Templari un ruolo
re Salomone e assume il
importante: avrebnome di Ordine dei Poveri
bero trovato a GeCavalieri di Cristo e del
rusalemme i testi
Tempio di Gerusalemme.
apocrifi dei primi
Comunemente saranno
cristiani e degli
chiamati Templari
gnostici, e li avreb1129
bero trasmessi in
I Templari, anche grazie al
Occidente. Seconsostegno di san Bernardo di
do i tre autori, de
Chiaravalle, ottengono
Molay, avvertito
lapprovazione della loro
dellimminente reregola monastica al Concilio
tata, aveva fatto
di Troyes. Hugues de Payns
bruciare codici e
il primo gran maestro
documenti e aveva
29 marzo 1139
messo in salvo il
Con la bolla Omne Datum
tesoro del Tempio.
Optimum Papa Innocenzo II
Sei anni dopo,
garantisce lindipendenza dei
Umberto Eco pubTemplari, che acquistano un
blica Il pendolo di
notevole potere economico
Foucault, un ro25 novembre 1177
manzo che quasi
Al fianco del re Baldovino IV i
unenciclopedia
Templari sconfiggono il
delle pseudocondottiero islamico
scienze esoteriche
Saladino a Montgisard
e delle leggende
4 luglio 1187
che stanno dietro
Saladino massacra i
le teorie del comprigionieri templari dopo la
plotto. Anche qui,
vittoriosa battaglia di Hattin
ovviamente, i
1192
Templari e il loro
gran maestro figu- I Templari comprano lisola di
Cipro dal re dInghilterra
rano alla grande.
Riccardo I Cuor di Leone, ma
Nel 2003, Il Codice
poi la cedono a Guy de
da Vinci di Dan
Lusignan, conservando
Brown, in gran
alcune fortezze
parte debitore del
1291
Santo Graal, diCade San Giovanni dAcri
venta il bestseller
ultima roccaforte crociata in
numero uno mondiale e scatena una Palestina. I Templari costretti
a lasciare la Terrasanta
vera frenesia. Or13 ottobre 1307
mai non si contaIl re di Francia Filippo IV il
no pi i romanzi
Bello fa arrestare i Templari
sui Templari, sul
e confisca tutti i loro beni,
Graal e sui misteri
accusandoli di eresia
connessi. Anche
22 marzo 1312
un videogame di
Il Papa Clemente V cede alle
enorme successo,
pressioni di Filippo il Bello e
Assassins Creed
sopprime i Templari con la
(2007), si allinea:
bolla Vox in Excelso
per lo sceneggia11 o 18 marzo 1314
tore, de Molay rinuncia a difenderJacques de Molay, ultimo
si e muore sul rogran maestro dei Templari,
go per far credere
viene arso vivo a Parigi
ai nemici che i
Templari sono definitivamente estinti.
Ma lOscar per la fantasia pi sfrenata spetta a
La chiave di Hiram degli inglesi Christopher
Knight e Robert Lomas (1996). In questo saggio
semidelirante su Faraoni, Massoni e la scoperta
dei Rotoli del Mar Morto, c un colpo di scena
che fa impallidire tutti i romanzieri: luomo della
Sindone Jacques de Molay! Il lenzuolo conservato a Torino, secondo i due fanta-storici, avrebbe avvolto il corpo piagato e sanguinante del
gran maestro dopo la tortura. Che in realt fu
una crocifissione simulata: de Molay fu inchiodato a una porta di legno, venne frustato e alla fine gli fu praticata una ferita sul costato. Sempre i
due inglesi aggiungono che al gran maestro fu
dato da bere dellaceto, proprio come a Cristo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

Quei coloni
tedeschi
in Palestina
dal nostro inviato a Gerusalemme
LORENZO CREMONESI

Il maestro Friedrich Lange, anziano della societ dei


Templari, con i ragazzi della colonia tedesca di Haifa

ponente tesoro del Tempio (Dante nel canto XX


del Purgatorio attribuisce la rovina dei Templari
allavidit di Filippo) e anche per questo nel 1310
fa condannare al rogo come relapsi 54 Templari
che avevano ritrattato le loro confessioni.
La risposta del Papa lenta. Solo nel marzo
1312 si riunisce il Concilio di Vienne, che sospende lordine dei Cavalieri del Tempio e dispone
che il loro patrimonio sia affidato ai Cavalieri di
San Giovanni. Si deplorano i comportamenti
scandalosi del rituale, ma i Templari non sono
considerati eretici. Due anni dopo, lultimo atto.
E con un nuovo colpo di mano di Filippo il Bello,
de Molay e de Charnay vengono portati al rogo. I
testimoni raccontano che affrontarono la morte
con coraggio, affermando una volta ancora la fede del loro ordine.

Un guerriero sconfitto
Figlio cadetto di una famiglia della piccola nobilt della Franca Contea, Jacques de Molay nasce
nel 1245 circa. A ventanni viene accolto nellordine e probabilmente viene presto inviato in
Oriente. Perduta Gerusalemme per ben due volte
(1187 e 1244), i cavalieri cristiani si sono ritirati a
San Giovanni dAcri. Nel 1291, anche San Giovanni cade nelle mani dei mamelucchi dEgitto. I
Templari si spostano a Cipro, dove, lanno dopo,
de Molay viene eletto gran maestro. La sua prima
preoccupazione sar quella di ridare vigore alle
forze cristiane, in vista di una riconquista dei
Luoghi Santi. Ma deve affrontare il discredito
con cui i Templari, troppe volte sconfitti, sono
ormai guardati in Francia e nel resto di Europa.
Fra il 1293 e il 1296, cos, viaggia in Occidente,
cercando di promuovere una nuova crociata. Al
ritorno a Cipro organizza spedizioni sulla costa
contro i mamelucchi, conquista lisolotto di
Ruad, al largo della Siria (1300), ma due anni dopo lo deve cedere di nuovo. Cerca lalleanza con i
mongoli di Ghazan, ma la morte del khan mongolo (1304) mette fine al suo sogno di riconquista. Convocato a Poitiers dal Papa, de Molay lascia Cipro nellottobre 1305. Non vi far pi ritorno. Quando arriva in Francia un guerriero
sconfitto.

Romanzi
Oggetto da almeno tre secoli di morbose curiosit e di improbabili resurrezioni (ancora oggi
sono numerose le confraternite dei Cavalieri del

Andrea Delogu, autrice con Andrea Cedrola del


romanzo La Collina (Fandango) ispirato ai primi
anni della sua vita trascorsi con i genitori a San
Patrignano. Segue un booktrailer che racconta la
fuga impossibile da un paradiso amaro.

SSS
Una copertina
unartista

La realt (finta) di Evita


Un giorno o laltro le cose
cambieranno... e non so
se quella frase fosse una
preghiera, una minaccia, o
le due cose insieme:
Evita Peron pronunci
queste parole in uno dei
suoi discorsi alle folle.
Grazie alla sua determinazione, alla sua
fisicit, a uno straordinario carisma
diventata un mito assoluto. Nicola
Costantino (Rosario, 1964) unartista
considerata tra le voci pi interessanti
dellarte argentina. Celebre per le sue
sofisticate installazioni e sculture (talvolta
provocatorie, che riproducono la pelle
femminile) lavora anche con la fotografia,
il teatro e i video. Da donna, ha voluto
affrontare la sfida di rileggere la figura di
Evita Peron. Lo ha fatto nellultima
edizione della Biennale di Venezia (con
una potente ed emozionante installazione)
e lo fa ora per i lettori de la Lettura. In
copertina vediamo lartista stessa che
impersona la figura di Evita in un
momento privato: intenta a rispondere
alle migliaia di lettere (vere, degli anni
Cinquanta) che usualmente riceveva.
Questopera la rappresentazione
metaforica di un mondo che si muove
costantemente tra realt e finzione, con
tempi fuori dal tempo (ecco il perch delle
due Evita) e dentro un sistema artefatto di
rappresentazione. In fondo, lo stesso
dellarte. Che, come ricorda Nicola
Costantino, esaudisce i sogni di tutti
quelli che la amano. (gianluigi colin)

Supplemento culturale del Corriere della Sera


del 9 marzo 2014 - Anno 4 - N. 10 (#120)
Direttore responsabile
Condirettore
Vicedirettori

Supplemento a cura
della Redazione cultura

Art director

Ferruccio de Bortoli
Luciano Fontana
Antonio Macaluso
Daniele Manca
Giangiacomo Schiavi
Barbara Stefanelli
Antonio Troiano
Pierenrico Ratto
Stefano Bucci
Antonio Carioti
Serena Danna
Marco Del Corona
Dario Fertilio
Cinzia Fiori
Luca Mastrantonio
Pierluigi Panza
Cristina Taglietti
Gianluigi Colin

2014 RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani


Sede legale: via A. Rizzoli, 8 - Milano
Registrazione Tribunale di Milano n. 505 del 13 ottobre 2011
REDAZIONE e TIPOGRAFIA:
Via Solferino, 28 - 20121 Milano - Tel. 02-62821
RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicit
Via A. Rizzoli, 8 - 20132 Milano - Tel. 02-25841
COPYRIGHT RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo prodotto pu
essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali.
Ogni violazione sar perseguita a norma di legge.

24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 9 MARZO 2014