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Universit cattolica del Sacro Cuore-Milano Facolt di Psicologia

ANALISI DEL RISCHIO: DIPENDENZA DA INTERNET Esame: Tecniche di gestione multimodale delle emozioni Docente: prof. F. Sbattella

Calligher Raffaella 3407410

Anno Accademico 2005-2006 1

INDICE

introduzione dipendenza dipendence & addiction nuove dipendenze dipendenze e compulsioni alcune posizioni teoriche criteri diagnostici cause meccanismi psicofisiologici fattori di rischio fasi: la via che conduce allinternet dipendenza profilo dell internet dipendente conseguenze la valutazione trattamento: un aiuto per uscire dalla rete rappresentazione del fenomeno: una valutazione critica sitografia e bibliografia

pag 3 pag 4 pag 5 pag 6 pag 7 pag 8 pag 10 pag 12 pag 12 pag 17 pag 18 pag 20 pag 22 pag 25 pag 26 pag 28

INTRODUZIONE
In questo lavoro intendo trattare ci che viene chiamato dipendenza da internet. Questa affermazione trova ragione nel fatto che questa tematica nuova, i pareri sono a volte discordanti, e i dati in nostro possesso sono ancora pochi. Prima di parlare del rischio vero e proprio, necessario delineare un quadro pi generico sulla fruizione dei media digitali, nel mondo e in Italia. Luomo, proprio per la sua natura, comunica. E nel comunicare, non pu fare a meno del suo corpo: si comunica con la voce, con i gesti, con gli occhi. Ma luomo ha dei limiti fisici, per superare i quali ha imparato ad utilizzare svariati tipi di medium, definito come un qualsiasi strumento che permette al soggetto di superare i vincoli della comunicazione faccia a faccia. E ogni giorno nascono nuovi medium nuovi. La digitalizzazione un evento che ha cambiato radicalmente il modo di comunicare. Ogni contenuto, foto, video, testo, audio, sono campionati e quantificati, accomunati da un minimo comune denominatore, cosicch possano essere usufruiti, modificati, replicati, realizzati da ogni utente. Da chiunque. Questa enorme potenzialit ha permesso lesponenziale crescita della rete, del suo traffico e dei suoi utenti. Ecco alcuni dati: Le rilevazioni Istat del 2004 dicono che la popolazione italiana di 58.462.375 individui. Le anticipazioni del rapporto e- Family 2007 dicono che il 60% famiglie italiane ha un pc. Rispetto al 2005 risulta in crescita la diffusione del personal computer (+3,8 %), nelle case del 46,1% degli italiani. Laccesso ad Internet rimasto stabile (dal 34,5 % al 35,6 %), ma migliora la qualit della connessione usata: diminuisce, infatti, la quota della cosiddetta banda stretta (modem su linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn) e aumenta, invece, la banda larga (Adsl o simili) che passa dall11,6 al 14,4 %. Le attivit svolte con Internet sono strettamente correlate con let. Tra i 20 e i 44 anni oltre l80 per cento dei navigatori usano la rete per mandare o ricevere email. Lutilizzo del web per chattare, ad esempio, particolarmente diffusa tra i giovani di 15-24 (oltre il

43 %), cos come luso del web per giocare, scaricare giochi, immagini e file musicali che particolarmente diffuso tra le persone di 6-19 anni (oltre 60 %). Insomma, sempre pi persone utilizzano internet, per svariati motivi. Gli aspetti positivi sono innumerevoli: in questi ultimi anni abbiamo assistito alla nascita di una nuova tecnologia che ha ampliato le possibilit di comunicazione e di accesso alle fonti di informazione fino ad ora sconosciuto. Il processo che stiamo vivendo apre scenari che fino a poco tempo fa erano impensabili e sicuramente i vantaggi che si trarranno da questo nuovo mezzo tecnologico permetteranno all'uomo di sviluppare capacit e potenzialit fino ad ora neanche immaginate. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio. Sembra che il rapido sviluppo di questo processo stia producendo dei fenomeni psicopatologici che si esprimono con una sintomatologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive. Un'analisi delle pi recenti pubblicazioni internazionali su questo argomento sta evidenziando da varie parti del mondo come l'inadeguato utilizzo della Rete possa indurre in una situazione di dipendenza psicologica con conseguenti danni psichici e funzionali per il soggetto.

DIPENDENZA
La dipendenza un fenomeno estremamente complesso, che racchiude una molteplicit di aspetti, riguardanti il comportamento dellindividuo, i vissuti, i significati psicologici e le conseguenze che derivano da tale esperienza. E pertanto riduttivo cercare di comprendere il fenomeno della tossicodipendenza appellandosi alle caratteristiche della sostanza che si assume, oppure rintracciando nella personalit del soggetto i tratti che giustifichino la tendenza a sviluppare la dipendenza stessa. Sembra pi utile puntare lattenzione sulla relazione che si instaura tra il soggetto e loggetto in un determinato contesto. (Rigliano, 1998; Shaffer, 1996). Bateson (1976, 1984) ha fornito uninquadratura concettuale molto interessante per spiegare la complessit dei sistemi umani, che non seguono affatto una struttura monocausale lineare. Ci che deriva in seguito ad un evento retroagisce, secondo lautore, sulle cause, andando a ristrutturare il vissuto e la percezione di s. Non sono quindi le cause a provocare il comportamento, ma lesito del comportamento stesso che, creando un particolare significato, ne faciliter o meno la reiterazione. 4

Raccogliendo i presupposti sistemici di Bateson, Rigliano (1998) formula una definizione della dipendenza molto densa di significato: La dipendenza ci che risulta dallincrocio tra il potere che la sostanza ha in potenza e il potere che quella persona disposta ad attribuire alla sostanza. Il soggetto, portatore di una serie di caratteristiche e di bisogni, incontrando loggetto della dipendenza che pu essere una sostanza, un comportamento o una relazione, vive unesperienza particolare data dalla ristrutturazione che il s subisce a seguito di questo incontro. Linterpretazione di questo vissuto pone le basi per il suo ripetersi. Shaffer (1996) sostiene, infatti, che il fulcro della dipendenza lesperienza soggettiva, il modo in cui loggetto cambia la condizione dellindividuo. La dipendenza un processo che si innesca quando una persona, nel contatto con un particolare oggetto si sperimenta in maniera diversa e legge questa ristrutturazione del s come positiva e pi funzionale. E la convinzione individuale, in seguito ad unesperienza soggettivamente interpretata, di avere trovato in un posto e solo in quel posto la risposta fondamentale a propri bisogni e desideri essenziali: che non possibile soddisfare altrimenti (Rigliano, 1998; pag. 54). Secondo questottica, dunque, la dipendenza non ha una o pi cause, ma si costruisce in una circolarit di bisogni e significati, che restringono il campo delle scelte possibili ad ununica opzione, quella del contatto con loggetto.

DIPENDENCE & ADDICTION


La lingua inglese opera un'importante distinzione tra due termini che in italiano vengono tradotti con la stessa parola, pur avendo significati molto diversi: Addiction e Dependence. Con Dependence si vuole indicare la dipendenza fisica e chimica, la condizione in cui l'organismo necessita di una determinata sostanza per funzionare, perci la richiede. Con Addiction si intende definire una condizione generale in cui la dipendenza psicologica spinge alla ricerca dell'oggetto, senza il quale l'esistenza diventa priva di significato. Addiction e Dependence non compaiono necessariamente insieme. Il riconoscimento di nuove forme di dipendenza nei confronti di attivit e non pi solamente di sostanze chimiche, conferma l'ipotesi che si possa sviluppare un'addiction senza dependence, un bisogno imprescindibile di mettere in atto dei comportamenti significativi, in assenza di una dipendenza fisica vera e propria. D'altra parte si pu anche avere dipendenza fisica senza addiction, vale a dire senza sviluppare una fenomenologia patologica che conduce mano a mano alla completa autodistruzione e all'isolamento del soggetto. Si pensi alla dipendenza dalla nicotina: sicuramente l'organismo richiede la sostanza e si sviluppa anche una 5

dipendenza psicologica, ma difficilmente si arriva ad azioni illegali o comportamenti antisociali a causa del fumo (Shaffer, 1996).

NUOVE DIPENDENZE
Le Nuove Dipendenze o New Addictions comprendono tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non implicato l'intervento di alcuna sostanza chimica. L'oggetto della dipendenza in questo caso un comportamento o un'attivit lecita e socialmente accettata. Tra le New Addictions possiamo annoverare la dipendenza dal Gioco d'Azzardo, da Internet, dallo Shopping, dal Lavoro, dal Sesso, dal Cibo e dalle Relazioni Affettive. Per la maggior parte delle persone queste attivit rappresentano parte integrante del normale svolgimento della vita quotidiana, ma per alcuni individui possono assumere caratteristiche patologiche, fino a provocare gravissime conseguenze. Negli ultimi anni si assistito ad un'enorme diffusione di queste dipendenze comportamentali, tanto che la letteratura scientifica non ha potuto fare a meno di rivolgervi il proprio interesse. Alonso-Fernandez(1999) classifica le dipendenze in: 1. Dipendenze sociali o legali: droghe legali (tabacco, alcol, farmaci, etc.) e da attivit socialmente accettate come mangiare, lavorare, fare acquisti, giocare, guardare la televisione, etc. 2. Dipendenze antisociali o illegali: dipendenze da droghe ed attivit illegali, per esempio oppiacei, cocaina, oppure rubare, incendiare, stuprare, etc. L'autore sostiene che nella prima categoria, le nuove forme di dipendenza senza droga sono agevolate dall'innovazione tecnologica e dalla nuova civilt che, da una parte genera stress, vuoto e noia, e dall'altra stimola la tendenza all'immediata gratificazione, fornendo sempre gli strumenti appropriati. E' possibile, infatti che l'avanzare del progresso tecnologico abbia modificato, non solo le abitudini delle persone , ma anche il loro modo di esprimersi in situazioni patologiche. Si pensi per esempio ad Internet: esso non solamente un utile strumento di comunicazione, al contrario pu essere definito in un infinit di modi a seconda del particolare significato che riveste per ciascun individuo. Pu semplicemente essere uno strumento di lavoro, di svago, di socializzazione ma pu anche assumere il valore di un mondo parallelo o alternativo a quello reale, nel quale il soggetto 6

pu sperimentare nuove forme di comunicazione o relazione, che spesso amplificano disagi. E' facile comprendere come una realt cos complessa, possa diventare l'oggetto di una dipendenza, attraverso la quale celare le problematiche pi profonde e silenziose. Nonostante l'evidente sviluppo delle new addictions, c' ancora incertezza in ambito scientifico riguardo alla legittimit di considerare tali disturbi alla stregua di vere e proprie dipendenze.

DIPENDENZE E COMPULSIONI
Alcuni autori (Levenkron, 1991; Blaszczynski, 1999) si riferiscono alle dipendenze comportamentali, parlando di compulsioni o di disturbi appartenenti allo spettro OssessivoCompulsivo, date le forti resistenze che essi ancora oppongono al concetto di dipendenza senza lintervento di sostanze. E importante a questo punto delineare le somiglianze e le differenze che intercorrono tra i due termini (Alonso-Fernandez, 1999). Entrambi i disturbi sono caratterizzati da un comportamento incontrollato ed ineluttabile, ma si distinguono in diversi aspetti fondamentali: Limpulso che spinge a mettere in atto il comportamento, proprio della dipendenza di tipo egosintonico: esso appartiene alla sfera dellIo, il soggetto ricerca lesperienza perch lo autorealizza e lo gratifica, anche se solo in apparenza. Nellimpulso dipendente la riflessione scarsa o assente. La dipendenza implica un perdita dellautocontrollo. Allopposto la compulsione od ossessione unidea estranea allIo, perch il soggetto non la percepisce come una sua elaborazione, tant che non riesce a motivarla, anche se comunque si sente costretto metterla in pratica; per questo la compulsione si dice egodistonica. Le compulsioni sono stimolate da una riflessione eccessiva, da pensieri simili a vaneggiamenti. Nel disturbo compulsivo il soggetto si trova costretto ad attuare un comportamento inspiegabile, come lavarsi continuamente le mani, angosciato da un presentimento magico di disgrazia che pu avvenire se si cerca di scacciare lossessione. Nella compulsione la capacit decisionale assente dal principio, il soggetto si sente come sottomesso da un dominio alieno.

Analizzando i sintomi di alcune delle new addictions, si reso evidente come essi presentino maggiori caratteristiche appartenenti alla sfera dellimpulsivit, pertanto possono essere meglio inquadrati nella categoria delle dipendenze, piuttosto che in quella dei disturbi compulsivi.

ALCUNE POSIZIONI TEORICHE


Luso eccessivo della Rete porta progressivamente alla distruzione della normale esistenza di un individuo, il quale viene assorbito totalmente dalla sua esperienza virtuale, rimanendo agganciato alla rete (Jamison, 2000). Nel 1995 Ivan Goldberg, osservando questa sconvolgente realt, propone di introdurre nel DSM una nuova sindrome: lInternet Addiction Disorder, di cui indica anche i criteri diagnostici, sulla base dei sette riportati dal DSM IV per la dipendenza da sostanze. Questo gesto, forse provocatorio, ha un grande impatto in ambito clinico, tanto che molti psichiatri e psicologi iniziano a pensare che Goldberg possa avere ragione, che veramente fosse possibile sviluppare una dipendenza nei confronti della Rete cos come per la droga o lalcol. Da allora si scatenato un dibattito non ancora concluso, dal momento che molti autori, pur riconoscendo che labuso di Internet conduce a conseguenze molto negative, rifiutano lidea che si possa parlare di una vera e propria dipendenza. Nonostante oggi si parli moltissimo di dipendenze comportamentali e di Technological Addictions (Griffiths, 1995), alcuni autori oppongono ancora resistenze al concetto di dipendenza senza sostanza. Ma, da un punto di vista strettamente psicologico, come ragionevolmente sostiene Grohol (1999), Non la tecnologia (che sia Internet, un libro, il telefono o la televisione) ad essere importante o a provocare la dipendenza, piuttosto il comportamento. Lo psicologo Griffiths (1997) sostiene che le dipendenze da prodotti tecnologici, tra cui Internet, condividono con le dipendenze da sostanze alcune caratteristiche essenziali: Dominanza (salience): Lattivit o la droga domina i pensieri ed il comportamento del soggetto; Alterazioni del tono dellumore: linizio dellattivit o lassunzione della sostanza provoca cambiamenti nel tono dellumore, il soggetto pu sentirsi eccitato oppure pi tranquillo; 8

Tolleranza: bisogno di aumentare la quantit di droga o lattivit per ottenere lo stesso effetto; Sintomi dastinenza: malessere psichico e/o fisico che si manifesta quando sinterrompe o si riduce il comportamento o luso della sostanza; Conflitto: conflitti interpersonali tra il soggetto e coloro che gli sono vicini, e conflitti intrapersonali interni a se stesso, a causa del suo comportamento disfunzionale; Ricaduta: tendenza a ricominciare lattivit o luso della droga dopo averla interrotta.

Shaffer (1995) a questo proposito sostiene che, come leggere e collezionare francobolli, i computer sono psicostimolanti e una certa parte della popolazione pu sviluppare una dipendenza in risposta ad essi (New York Times, pag.1). Secondo la dott.sa Young, una delle maggiori studiose americane di tale fenomeno, luso del termine addiction non esattamente appropriato, ma immediatamente comprensibile dalla gente. Inoltre le conseguenze disastrose che derivano dallabuso della Rete giustificano il termine dipendenza, anche se in questo caso sono minori i problemi fisici, dato che lorganismo non assume nessuna sostanza chimica. Cantelmi pensa sia pi corretto considerare liad come una serie di disturbi, in virt delle numerose attivit che si possono svolgere on-line. Parla quindi di Internet Related Psychopathology, comprendente: - cyberrelationship addiction: la tendenza ad instaurare relazioni amicali o amorose con persone incontrate on-line. Le applicazioni maggiormente utilizzate da questi soggetti saranno quindi le e-mail, ma soprattutto le chat ed i newsgroup. Progressivamente le relazioni virtuali divengono pi importanti di quelle reali ed il soggetto si isola, vivendo in un mondo parallelo, popolato da persone idealizzate. - cybersexual addiction: uso compulsivo di siti dedicati al sesso virtuale e alla pornografia. Le attivit di cybersex principalmente svolte sono: flirtare on-line (57%) e linstaurazione di relazioni amorose (42%), nel 50% dei casi avvengono anche contatti telefonici, mentre solo in minima parte (31%) queste relazioni divengono reali e giungono ad un vero e proprio rapporto sessuale al di fuori della Rete (Young, 1999).

- Net Compulsions: gioco dazzardo; partecipazione ad aste on-line; commercio in Rete. Queste attivit hanno diverse caratteristiche in comune: la competizione, il rischio ed il raggiungimento di una immediata eccitazione (Ritchie,1999). - Information Overload: la ricerca di informazioni tramite la navigazione sul World Wide Web. Il bisogno di reperire informazioni sta diventando un problema per molte persone, lo dimostra una ricerca chiamata Glued to the Screen: An investigation into information addiction worldwide. (1997). Essa si basa su un campione di 1000 persone provenienti dal Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Singapore ed Hong Kong; i risultati mostrano che circa il 50% dei soggetti intervistati passa molto tempo a ricercare informazioni sulla Rete ed il 54% sperimenta un senso di eccitazione quando riesce a trovare ci che stava cercando. - Computer Addiction: la tendenza al coinvolgimento in giochi virtuali, come per esempio i MUDs, giochi di ruolo interattivi in cui il soggetto partecipa costruendosi unidentit fittizia. Lanonimato consente di esprimere se stessi liberamente e di inventare dei personaggi che sostituiscono la vera personalit dellindividuo. E come nel teatro greco: gli attori indossano delle maschere per interpretare vari personaggi, che poi si toglieranno una volta scesi dal palco scenico. Su Internet si possono sperimentare s alternativi e costruirsi una vita parallela, che pu essere cos coinvolgente e gratificante da assumere unimportanza addirittura maggiore di quella reale. Il soggetto vive cos una sorta di sdoppiamento, intrappolato nel bisogno di uscire dalla propria vita quotidiana per trasformarsi nel personaggio virtuale, sul quale proietta tutti i suoi desideri e le sue illusioni (Oliverio Ferraris e Malavasi, 2001).

CRITERI DIAGNOSTICI
Secondo la Young 1998, per lInternet Addiction Disorder (IAD) servono almeno 5 dei seguenti criteri:

1. bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione; 2. marcata riduzione di interesse per altre attivit che non siano Internet; 3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione delluso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali; 10

4. necessit di accedere alla rete sempre pi frequentemente o per periodi pi prolungati rispetto allintenzione iniziale; 5. impossibilit di interrompere o tenere sotto controllo luso di Internet; 6. dispendio di grande quantit di tempo in attivit correlate alla rete; 7. continuare a utilizzare Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.

Una importante distinzione viene operata (Cantelmi T., Talli M., 1998) nella descrizione della sintomatologia associata alla rete-dipendenza: condizioni on line condizioni off line

Nella prima classe di sintomi si fanno rientrare in genere i comportamenti relativi all'abuso del tempo in rete (in genere anche 60-70 ore settimanali); nella seconda categoria si comprendono invece i sintomi di ansia e irrequietezza, nonch le predette problematiche relazionali, lavorative o scolastiche che permangono tra un collegamento ed un altro, accompagnando il corteo sintomatologico che caratterizza la sindrome multimediale. La dipendenza dalla Rete, inoltre, che fa parte dei disturbi del controllo degli impulsi, presenta molte somiglianze con altri tipi di dipendenze, come il gioco dazzardo patologico, il compulsive shopping, ed anche con i veri e propri abusi di sostanze. LInternet Addiction condividerebbe infatti con queste dipendenze alcune caratteristiche essenziali: - la dominanza: lattivit (come la sostanza) domina costantemente pensieri e comportamento; - l instabilit dellumore: linizio dellattivit (come lassunzione della sostanza) induce dei cambiamenti nel tono dellumore; - la tolleranza: presente nel tempo la necessit di incrementare la quantit di attivit (o di sostanza) per ottenere leffetto piacevole, il quale tende altrimenti ad esaurirsi; - lastinenza: quando sinterrompe o si riduce il comportamento (o luso di sostanze) compare un senso di malessere psicofisico;

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- il conflitto: conseguenza del comportamento disturbato, e determina evidenti conseguenze sullarmonico adattamento familiare, sociale, scolastico e lavorativo; - la negazione del problema: presente, come in tutte le dipendenze, soprattutto nella fase della luna di miele, cio quando il comportamento (come luso di sostanze) determina ancora prevalentemente una sensazione piacevole; - le ricadute: vi la frequente tendenza a ricominciare lattivit (come luso di sostanze) dopo averla interrotta.

CAUSE-MECCANISMI PSICOFISIOLOGICI
Lo stato attuale delle conoscenze non permette di indicare con certezza quali siano le alterazioni neurochimiche coinvolte nellinsorgenza del disturbo, e quali ne siano le conseguenze. Le ipotesi pi accreditate suggeriscono lesistenza di uno squilibrio tra il sistema della serotonina, della dopamina e degli oppioidi endogeni, sostanze fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso, la cui modifica determinerebbe un alterato funzionamento dei cosiddetti centri del piacere. Con il passare del tempo, questa alterazione tenderebbe a cronicizzarsi, causando una sorta di anomalo reset cerebrale.

FATTORI DI RISCHIO
Sono state descritte tre categorie di elementi che contribuiscono all'insorgere della Sindrome da Dipendenza da Internet (Cantelmi T. e al., 2000; Pravettoni G., Beria A., Guberti S., 2004): 1. Le psicopatologie predisponenti 2. I comportamenti "a rischio" 3. Le potenzialit psicopatologiche proprie della Rete. 1. Le psicopatologie predisponenti le Dipendenze dalla Rete rappresentano spesso un ulteriore tassello che configura il quadro clinico di persone che presentano una precaria stabilit emotiva o in cui sono gi presenti altri disturbi psicologici quali, ad esempio, depressione, disturbi bipolari o anche ossessivi-compulsivi.

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In questi casi il ricorso ad Internet sembra strettamente collegato ad un tentativo di compensare le difficolt relazionali reali, ricercando nella Rete amici o relazioni sentimentali attraverso una via pi veloce e che consente di superare delle insicurezze che, invece, sono amplificate dalle quotidiane relazioni faccia a faccia. Il contatto sociale attraverso chat, IRC, Comunity ed e-mails, se utilizzato con prudenza, si configura come un utile strumento per superare le difficolt di comunicazione, in quanto consente di "mettersi in gioco" mediante una graduale conoscenza che, tuttavia, non esente da rischi connessi al cattivo uso. Questa prima considerazione riguarda da vicino tutte le persone con certi tipi di disagio psicologico, le quali dovrebbero moderare l'utilizzo di Internet e riflettere (o essere guidate a riflettere) sui bisogni che la Rete talvolta crea l'illusione di poter soddisfare (in questi casi, infatti, non mette in relazione, ma illude di essere in grado di relazionarsi) e sugli aspetti della propria personalit e sulle insicurezze che bisogna invece affrontare gradualmente, poich la necessit di comunicare deve essere appagata imparando a farlo "realmente", piuttosto che accontentandosi di compromessi. 2. I comportamenti "a rischio" Ma la Rete, ricca di potenzialit e opportunit di informarsi, conoscere e confrontarsi, risponde molto bene ai bisogni anche di persone che non hanno mai avvertito alcun disturbo psicologico, le quali non sono esenti dalla possibilit di divenire vittime dei propri stessi bisogni. L'abuso nell'utilizzo delle informazioni disponibili in rete, infatti, pu portare ad un sovraccarico cognitivo che satura il cervello, riducendo l'attenzione razionale; contemporaneamente il conseguente isolamento sociale sostiene il ricorso ad Internet per cercare occasioni di socializzazione virtuale che possono sconvolgere i delicati equilibri dell'identit, creando la possibilit di sperimentare ruoli e parti del S altrimenti non sperimentabili nella vita reale che, tuttavia, accrescono il numero di ore trascorso on-line, con il risultato che si pu finire incollati ad una sedia e ad un monitor per giornate intere, rinunciando a salutari e "reali" esperienze di vita. Alla base di un ricorso frequente alla Rete da parte di alcune persone che non mostrano segni psichiatrici stata riscontrata spesso una tendenza comportamentale definita "solipsismo telematico", ossia la propensione ad eleggere il web come "luogo di rifugio" in cui appartarsi per trovare sollievo da problemi quotidiani, secondo una modalit che potenzialmente potrebbe aumentare le possibilit che la Rete conquisti fette sempre pi ampie del tempo delle proprie giornate.

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3. Le potenzialit psicopatologiche proprie della Rete La Rete, in virt delle sue enormi risorse, possiede delle cosiddette "potenzialit psicopatologiche", quali la capacit di indurre sensazioni di onnipotenza, come vincere le distanze e il tempo, o cambiare perfino identit e personalit. Si comprende come sia necessario utilizzare questo potente strumento rimanendo padroni di tutte le proprie capacit razionali di controllo del proprio comportamento. Le Chat Rooms (35%) ed i

MUDs (28%) sono le pi utilizzate tra i soggetti dipendenti, i quali sostengono di essere attratti da alcune loro caratteristiche essenziali come: possibilit di mantenere facilmente lanonimato (86% dei soggetti dipendenti), accessibilit (63%), sicurezza (58%) e semplicit nelluso (37%). Grazie ad una ricerca (1996), la Young aveva affermato che, mentre i soggetti non dipendenti fanno prevalentemente uso di quelle applicazioni che gli consentono di raccogliere informazioni e di mantenere rapporti preesistenti tramite la comunicazione elettronica, i dipendenti preferiscono, invece, quegli strumenti che permettono di socializzare e scambiare idee con persone nuove con modalit interattive. Young giunge alla classificazione di tre aree sulle quali Internet e le sue propriet interattive agiscono da rinforzo:
Supporto sociale

Attraverso la Rete si possono conoscere uninfinit di persone provenienti da qualsiasi parte del mondo, espandendo i propri confini. Lassenza del contatto faccia a faccia elimina le convenzioni sociali ed il timore del giudizio altrui, per cui lindividuo riesce ad aprirsi con maggiore sincerit. Labitudine di frequentare un particolare gruppo (una chat o un MUD), crea una familiarit ed un senso di comunit tra i membri, incrementato anche dalluso di un linguaggio unico che tende a caratterizzarli fortemente. Tutto ci garantisce supporto sociale e limpressione di essere compresi dagli altri, per questo che sono nati in Rete molti gruppi di discussione e di sostegno reciproco tra coloro che soffrono o vivono delle situazioni di disagio.
Soddisfazione sessuale 14

Essa viene raggiunta attraverso in numerosi siti pornografici, chat erotiche, etc., che si possono trovare in Rete. Questi individui possono cambiare identit on-line, diventando belli, giovani, simpatici, etc. Soprattutto le donne, le quali sono spesso insicure del loro aspetto fisico, traggono vantaggio dalla possibilit di presentarsi con caratteristiche pi apprezzabili. In Rete, si riscontra molto anche la tendenza ad assumere il sesso opposto, chiamata gender swapping (Festini e coll., 2001). Si pu scegliere, inoltre, di non essere n uomo, n donna, non dichiarando il proprio sesso e classificandosi come altro (Festini e coll., 2001).
Creazione di personaggi virtuali

Nellarticolo La maschera dei desideri (Oliverio Ferraris, Malavasi, 2001), viene riportata la testimonianza di un giovane frequentatori di MUD, Alessio di 16 anni:
Quando giochi per parecchie ore con un MUD le cose intorno cambiano, spesso non ti ricordi pi chi sei. La capacit di spersonalizzare i soggetti rappresenta il rischio maggiore per lo sviluppo di una dipendenza dalla Rete. Si pu vivere uno sdoppiamento di personalit: una conforme allambiente sociale; laltra costituita dalla proiezione dei desideri repressi e profondi dellindividuo stesso. Diventa difficile liberarsi di questa identit parallela che vive attraverso il computer e che ci rende pi soddisfatti di quella reale, ci si isola dagli altri, innescando il processo che conduce alla dipendenza. Per gli adolescenti Internet rappresenta una risorsa per sperimentare senza pericoli vari modi di essere; non avendo ancora sviluppato un proprio s definito, essi possono assumere diversi ruoli e vedere come gli altri rispondono ad ognuno di essi (Young, 1997).

Oltre a queste caratteristiche della realt virtuale, ne possiamo individuare altre che possiedono importanti risvolti psicologici (Suler, 2002).
Esperienze sensoriali limitate

La comunicazione on-line soprattutto di tipo testuale e vengono meno tutta una serie di gesti e simboli non verbali che arricchiscono la comunicazione e creano significati, per esempio la stretta di mano, la pacca sulla spalla, il bacio etc.; su Internet, in assenza di tutto ci, i legami sono meno vincolanti. Daltro canto per, lassenza di interazioni dirette e personali impedisce che le conseguenze dell attivit del soggette on -line, si ripercuotano sulla sua vita reale, perci egli si sente
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pi libero e disinibito nel palesare il proprio s, senza paura del giudizio altrui (King, 1996).
Percezioni alterate

Attraverso Internet si possono fare esperienze surreali: cambiare identit, conversare in tempo reale con persone molto lontane, costruire oggetti, fare acquisti standosene comodamente seduti a casa propria, sono solo esempi delle molteplici opportunit che la Rete offre e che conducono il soggetto ad una sorta di alterato stato di coscienza, molto simile al sogno. Perci Internet affascina cos tante persone, le quali hanno la possibilit di vivere in un mondo ideale e fantastico, senza i confini e le restrizioni proprie di quello reale.
Uniformit di status

Ognuno, in Rete, ha uguali opportunit di esprimersi, a prescindere da ordini di status, genere, razza, etc. Quella di Internet una comunit ampiamente democratica (Suler, 1996). Limpatto che una persona esercita sugli altri utenti dipende unicamente dalle sue qualit personali, dallabilit di comunicare, dalla bont delle proprie idee, dalla disponibilit verso gli altri, etc.
Superamento dei limiti spaziali Internet mette in contatto pressoch tutto il mondo, amplia i confini ed eleva allinfinito il numero del le persone che si possono conoscere. In questo modo anche coloro i quali hanno idee o gusti particolari e poco comuni, hanno maggiori possibilit di trovare altre persone con cui condividerli. Purtroppo in questo aspetto ci sono dei risvolti molto negativi, si pensi per esempio ai pedofili, che trovano in Internet un ottimo strumento per mettere in pratica e coltivare la loro perversione. Flessibilit del tempo

Sia la comunicazione sincrona delle chat, sia quella asincrona delle e-mail passano attraverso la scrittura di un testo, perci intercorre un certo lasso di tempo tra unaffermazione e la replica da parte dellinterlocutore. tempo anche condensato: le innovazioni
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Dallaltra parte per, il susseguono

tecnologiche si

velocemente, cos come la nascita di nuovi rapporti ed interessi. Tale flessibilit

del tempo contribuisce a trasportare il soggetto in quella dimensione fantastica, quasi onirica dalla quale cos tanto affascinato.
Molteplicit sociale La Rete mette a disposizione unampia variet di persone con le quali interagire. Ognuno sceglier in base alle proprie preferenze, non solo consce, ma anche inconsce le amicizie, le relazioni sentimentali, etc. Le alternative sono innumerevoli e lanonimato permette al soggetto di rompere senza preoccupazioni i rapporti che non lo soddisfano pi. Possibilit di registrare i documenti Il computer pu salvare in memoria tutti i documenti che ha ricevuto od inviato. In questo modo ogni conversazione tramite chat o e-mail pu essere registrata. Il soggetto dispone quindi dellopportunit di rivedere i propri rapporti, di rifletterci sopra e di investirli di ogni sorta di significato. Tutte queste caratteristiche creano un senso di onnipotenza negli individui.

FASI: LA VIA CHE CONDUCE ALLINTERNET DIPENDENZA


Per individuare e distinguere i segni di "rete-dipendenza" dal consumo non patologico di Internet, si fa riferimento ad alcuni comportamenti, che rappresentano indicatori qualitativi o quantitativi di differenza tra normalit e patologia e che hanno permesso di distinguere 3 tappe nel percorso verso la forma pi stabile della "Dipendenza Patologica dalla Rete". Prima tappa verso la rete-dipendenza o "fase iniziale": E' caratterizzata dall'attenzione ossessiva e ideo-affettiva a temi e strumenti inerenti l'uso della rete, che genera comportamenti quali controllo ripetuto della posta elettronica durante la stessa giornata, ricerca di programmi e strumenti di comunicazione particolari, prolungati periodi in chat. Seconda tappa o "tossicofilia": E' caratterizzata dall'aumento del tempo trascorso on-line, con un crescente senso di malessere, di agitazione, di "mancanza di qualcosa" o di "basso livello di attivazione" quando si scollegati (una condizione paragonabile all'astinenza). Inizialmente ci era accompagnato anche da un notevole aumento delle spese, che spesso rappresentava un 17

lieve fattore di inibizione della tossicofilia, oggi pressoch irrilevante, date le numerose possibilit di rimanere a lungo collegati a basso costo. Restano, tuttavia, importanti indicatori di tossicofilia il malessere soggettivo off-line e l'abuso on-line, spesso anche nelle ore lavorative e nelle ore notturne, in cui si disposti a rinunciare anche al sonno. Terza tappa o "tossicomania": E' la fase in cui la rete-dipendenza agisce ad ampio raggio, danneggiando diverse aree di vita, quali quella lavorativa, delle relazioni reali e quella scolastico-lavorativa e in cui si rilevano problemi di scarso profitto, di assenteismo scolastico-lavorativo e di isolamento sociale anche totale.

PROFILO DELLINTERNET DIPENDENTE


L'identikit dell' "Internetdipendente" quello di un uomo intorno ai 30 anni, single, con istruzione superiore-universitaria, che spende circa 30 ore alla settimana facendo un uso non necessario di internet. Tra gli Internet-addicted si possono evidenziare due tipologie di soggetti: - coloro che avevano gi manifestato altri disturbi psicologici in precedenza (tra i pi frequenti, disturbi dellumore, dansia, della condotta alimentare, del controllo degli impulsi, ma anche disturbi di personalit fino a veri e propri quadri psicotici). Aver gi sofferto di altri disturbi rappresenta un fattore che facilita ogni tipo di assuefazione, dalla droga, allalcool, al gioco dazzardo, al sesso, al web: in altre parole, si diventa dipendenti da un certo tipo di stimolazione esterna. - coloro che non avevano mai presentato, almeno apparentemente, alcuna psicopatologia. Sono i primi contatti con la sostanza (la Rete) ad accendere il bisogno, il quale successivamente si alimenter, si automanterr e si intensificher ad ogni successiva assunzione, cio ad ogni collegamento.

Internet rappresenta unottima risorsa per fuggire dalle preoccupazioni quotidiane ed isolarsi in una realt idilliaca. Particolarmente esposti al rischio di sviluppare una dipendenza dalla Rete sarebbero, quindi, i soggetti: con problemi esistenziali
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con bassa autostima con difficolt nei rapporti sociali tendenti allisolamento

(Cantelmi e Talli 1998). Essi sarebbero particolarmente attratti dalla possibilit di trascurare i propri problemi investendo tutte le proprie energie in una realt illusoria quanto gratificante. Young e Rodgers (1998) conducono una ricerca in cui indagano i tratti di personalit in un campione composto da 259 dipendenti dalla Rete, attraverso la somministrazione del 16 PF. I risultati mostrano che questi soggetti tendono a condurre una vita solitaria e a restringere i propri contatti sociali. Essi si conformano generalmente poco alle convenzioni sociali e sono emozionalmente pi reattivi nei confronti degli altri. In conclusione emerge un profilo del soggetto dipendente caratterizzato da spiccata sensibilit, tendenza ad isolarsi e ad evitare di esporsi al contatto sociale. Nel panorama italiano importante segnalare una ricerca (Del Miglio, Cantelmi, Talli, Artelli, Cavolina, 2000) condotta per la prima volta off-line, su un campione di 74 soggetti, che sono stati divisi tra dipendenti e non-dipendenti sulla base dei punteggi riportati allInternet Addiction Test (Young, 1998). In seguito sono stati somministrati loro dei test di personalit, al fine di verificare se i due gruppi presentassero delle differenze nei profili e se i soggetti dipendenti riportassero maggiori rilievi clinici dei non dipendenti. Dai risultati emerso che entrambi i gruppi non presentano condizioni sintomatologiche rilevanti, ma i dipendenti riportano punteggi pi alti nella scala di deviazione psicopatica e dinstabilit emotiva; sembrano inoltre avere scarso controllo delle proprie emozioni. Questi risultati indicano che il soggetto dipendente da Internet tende verso una maggiore istintualit ed una espressione diretta del suo s, che difficilmente si conforma alle regole sociali. La Rete, attraverso lanonimato, promuove labbassamento delle inibizioni e la libera manifestazione di s.

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Molte volte i soggetti che utilizzano le rete, oltre a non rendersi conto delle diverse ore gi trascorse dinanzi allo schermo, tendono ad alterarsi facilmente con chi disturba il loro viaggio; risponderanno irritati a chi gli chiede di disconnettersi ancora un minuto e spengo, oppure diranno a se stessi razionalizzando un altro minuto non far molta differenza ma poi rimarranno connessi ancor per ore e ore. Altra caratteristica importante tra gli internet dipendenti la negazione del problema come spesso accade con qualunque altro tipo di dipendenza. E molto difficile per chiedere aiuto per qualcosa che la maggior parte delle persone apprezza per la sua potenza e il suo potere innovativo.

CONSEGUENZE
Quando Internet diventa linteresse principale della vita di un individuo e tutto il resto si svuota dimportanza, lindividuo cade in un progressivo isolamento che lo conduce a conseguenze molto negative sia dal punto di vista psicologico che fisico. Lesordio di alcuni di questi disagi caratteristici pu essere sintomatico di una probabile dipendenza. Problemi fisici: derivano principalmente dalla grande quantit di tempo speso davanti al computer e dallo stile di vita sedentario. Pi frequentemente si registrano (Young, 1999; Orzack,1996): Disturbi del sonno, causati dallabitudine del soggetto di rimanere collegato fino a tardi, sconvolgendo quindi il normale ritmo di sonno-veglia. Eccessiva stanchezza, provocata dalla perdita delle ore di sonno. Indebolimento del sistema immunitario, conseguenza dellirregolarit del sonno. Irregolarit dei pasti. Il soggetto, a volte, si dimentica o salta volontariamente i pasti per massimizzare il tempo di collegamento ad Internet. Scarsa cura del corpo e carenza di allenamento, poich lattenzione del soggetto diretta verso ununica attivit: quella di collegarsi alla Rete. Mal di schiena, sintomo della vita sedentaria e della mancata attivit fisica. Sindrome del Tunnel Carpale, dovuta particolarmente alla posizione del braccio per tenere il mouse. Mal di testa. Stanchezza degli occhi. 20

Conseguenze familiari: aumentando progressivamente le ore davanti al computer, ovviamente diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone significative ed alla famiglia (Young 1996; Egger 1996; Brenner 1996). In questo modo si rovinano rapporti tra genitori e figli, amicizie importanti, ma soprattutto sono i matrimoni che risentono pi spesso dellinterferenza di un uso patologico della Rete (Young, 1996). Inizialmente Internet un ottimo mezzo per scappare dalla realt quotidiana, la quale perde progressivamente di interesse, finch il soggetto arriva a trascurare gli oneri domestici, il lavoro ed il matrimonio stesso. Si riportano addirittura casi in cui madri dimenticano di andare a prendere i figli a scuola e di preparare loro i pasti (Young, 1999). Molte volte nascono relazioni sentimentali on-line, che vanno a mettere in crisi la stabilit della coppia, la quale ricorre spesso al divorzio. Il virtuale acquista unimportanza maggiore della vita reale, dalla quale il soggetto tende ad estraniarsi sempre di pi, arrivando anche a trascurare gli oneri domestici. Problemi lavorativi e scolastici:da tempo luso di Internet entrato sia in ambito scolastico, sia lavorativo, in particolare nel settore impiegatizio. Se esso rappresenta una risorsa per migliorare la produttivit, anche per un pericolo per coloro che sono a rischio di sviluppare una dipendenza nei suoi confronti; ambedue i contesti ne facilitano, infatti, luso senza regola. Il soggetto dipendente, che rimane collegato per gran parte della giornata, comprese le ore notturne, non potr avere un buon rendimento n a scuola, n a lavoro, a causa della stanchezza. Esso, pur essendo un ottimo strumento di ricerca per gli studenti, anche una fonte di distrazione poich mette a disposizione una miriade di attivit ludiche e si presta facilmente ad un uso improprio. Anche gli impiegati hanno la possibilit di utilizzare la Rete comodamente sul posto di lavoro, per scopi non professionali. Molto frequenti sono, infatti, i licenziamenti che seguono a causa di questo comportamento. Inoltre i collegamenti esageratamente prolungati, addirittura anche durante le ore notturne, portano allo sconvolgimento del regolare ciclo sonno-veglia e ad una stanchezza eccessiva, che invalida il rendimento scolastico e professionale.

Problemi finanziari: si presentano soprattutto nei casi in cui il soggetto dipendente dalla Rete partecipa ad aste, commercio on-line e gioco dazzardo virtuale. Comunque i problemi economici possono anche scaturire dai costi dei collegamenti, che in alcuni casi raggiungono la durata di cinquanta ore settimanali. Unaltra attivit che pu compromettere la stabilit finanziaria la fruizione di materiale pornografico: molti siti di questo tipo richiedono il numero della carta di credito allutente che li vuole visitare. 21

Altre manifestazioni non specifiche: alterazioni del ritmo sonno-veglia stanchezza cronica (per la frequente preferenza per i collegamenti notturni), ridotta efficienza del sistema immunitario alterazioni dellappetito scarsa cura di s cefalea alterazioni della vista comparsa di problemi ortopedici come un frequente mal di schiena e la sindrome del tunnel carpale (per luso continuativo del mouse). alcuni soggetti predisposti possono addirittura presentare vere e proprie crisi epilettiche che si verificano per lincessante stimolazione visiva dovuta alla lunga permanenza di fronte allo schermo del computer alterazione del vissuto temporale cognitivit completamente orientata all'utilizzo compulsivo del mezzo

LA VALUTAZIONE
La mancanza di criteri diagnostici definitivi e condivisi dalla comunit scientifica rende difficile la valutazione clinica dellInternet dipendenza. In seguito alla proposta provocatoria di Goldberg sono nati in Rete una serie di questionari, che attualmente sono gli unici strumenti a disposizione per effettuare una diagnosi di dipendenza da Internet. Il limite, per, che gli autori non riportano il loro grado di attendibilit e validit (Cantelmi e Talli, 1998). Ecco alcuni esempi di questionari rintracciabili on-line. Internet Addiction Survey di Kimberly Young (1996) E composto da quattro parti e 162 item. Nella prima parte si indaga latteggiamento riguardo alluso di Internet e le modalit di collegamento, nonch altre eventuali dipendenze da sostanze. La seconda parte valuta le caratteristiche di personalit e la capacit di problem solving del soggetto potenzialmente dipendente da Internet. La terza sezione valuta il livello di depressione. Nellultima parte si indaga la tendenza a ricercare 22

emozioni. Lautrice sviluppa inoltre un altro strumento, l Internet Addiction Test, pi breve del primo e con lo scopo di misurare specificatamente il rischio psicopatologico connesso alluso di Internet. Internet Usage Survey di Victor Brenner (1996) Lo strumento comprende due parti: una sulle generalit della persona, laltra sullo stile di vita in relazione alluso di Internet. Questo questionario stato utilizzato per la prima volta nella ricerca pionieristica condotta dallautore nel 1996. (Brenner 1996, sito Internet www.mu.edu/dept/ccenter/intro-srv.html). Internet Addiction Quiz di M. H. Orzaci Questo test si propone di dare una stima del rischio di incorrere nel disturbo di dipendenza da internet. Esso comprende venti item con modalit di risposta di tipo vero/falso. (Orzack, www.newsweek.com/nw-srv/tnw/today/ex0107-1.htm) Internet Behavior Questionnaire di O. Egger Esso composto da cinque parti per un totale di 46 item. La prima parte valuta laspetto sociale di Internet ed il suo utilizzo come mezzo di comunicazione. La seconda sezione indaga le modalit, i tempi e gli scopi di collegamento. La terza valuta la presenza di ansia, sensi di colpa e pensieri ossessivi, facilmente riscontrabili nei soggetti affetti da Internet dipendenza, mentre la quarta parte rileva alcune esperienze legate alluso della Rete, come per esempio la perdita della cognizione del tempo durante il collegamento. Infine lultima sezione riguarda le generalit della persona quali, sesso, et, etc.(Egger,www.ifap.bepr.ethz.ch/egger/ibq/res.htm). Possiamo inoltre citare lInternet Addiction questionnaire di John Suler (1996), che per non si trova pi in Rete; lInternet Stress Survey di M. C. Orman (www.stresscure.com/hrn/addiction.html), che misura la tendenza a sviluppare una dipendenza da Internet con soltanto nove item, per cui risulta di facile applicazione ma di dubbia attendibilit e validit.

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Tutti questi test valutano il disturbo di dipendenza dalla Rete in generale, ma in seguito sono nati altri strumenti pi specifici volti alla diagnosi e allo studio di attivit e applicazioni particolari. Per esempio lOn-line Sexual Addiction Questionnaire di Putnam (www.onlinesexaddict.com/osaq.html), sulla dipendenza da materiale sessuale, oppure lOn-line Addiction Survey di W. Claire (http://pluto.njcc.com/claire/olas.txt), il quale valuta in particolare le modalit e gli aspetti correlati alluso delle chat-line.

LU.A.D.I. (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet)

Nel panorama italiano spicca linteressante lavoro di Del Miglio, Gamba e Cantelmi (2001), volto alla costruzione e alla validazione di un questionario per valutare sia il rischio psicopatologico dellabuso di Internet, sia lutilizzo psicologico che gli utenti fanno della Rete. Gli item sono stati scritti seguendo tre dimensioni teoriche: dipendenza, dissociazione e spazio psicologico. Secondo diversi autori, infatti, si pu ormai parlare di dipendenze comportamentali (Young, 1996; Griffiths, 1995; Orzack, 1996; Rigliano, 1998; Alonso-Fernandez, 1999). La dimensione della dissociazione deriva invece dalla concezione che Internet, per alcune sue caratteristiche fondamentali come lassenza di vincoli spazio-temporali e lanonimato, offre la possibilit di vivere unesperienza particolare, simile al sogno. La Rete pu, inoltre, rappresentare uno spazio psicologico in cui il soggetto proietta i propri vissuti e fantasie, il quale facilmente prevarica sulla vita reale. Il campione della ricerca, composto da 244 soggetti, ha risposto al questionario secondo una modalit off-line. LAnalisi fattoriale delle componenti principali ha portato gli autori allindividuazione di cinque fattori, che spiegano la varianza del test: Evasione compensatoria, Dissociazione, Impatto sulla vita reale, Sperimentazione e Dipendenza. E stata inoltre studiata la variabile tempo di collegamento, trovando una correlazione negativa tra i mesi di utilizzo di Internet e la scala di dissociazione. La variabile ore di collegamento non ha presentato correlazioni con nessuna delle cinque scale del questionario, perci non si rivelata un buon criterio per la discriminazione della dipendenza da Internet. Questi risultati fanno pensare che siano gli utenti che usano la Rete da meno tempo a sviluppare condotte patologiche nei suoi confronti. LU.A.D.I. non si propone come strumento per la diagnosi dellInternet Dipendenza, ma

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pu essere molto utile per riconoscere il tipo e la presenza di un eventuale abuso della Rete e per comprendere quale funzione psicologica essa svolga nellindividuo. Internet Trap Test (I.T.T.) di Giuseppe Lavenia e Moreno Marcucci L'I.T.T. un test che permette di verificare il grado di intossicazione raggiunto dal soggetto nei confronti della nuova tecnologia Internet. Il test costituito da 25 Items a cui il soggetto pu rispondere:sempre, spesso, ogni tanto, raramente, mai. Gli autori hanno formulato i 25 items, basandosi sui criteri del DSM-4, indagando sulla dipendenza, sull'abuso, sul livello di intossicazione raggiunto, sulla consapevolezza, sull' astinenza, sul sonno, sulla gestione dei rapporti interpersonali e sulla presenza di possibili tratti schizoidi e impulsivi.

TRATTAMENTO: UN AIUTO PER USCEIRE DALLA RETE


- "gruppi di auto-aiuto on-line", uno dei primi metodi utilizzati, allo scopo di fornire un supporto per superare il problema della rete-dipendenza. Tale modalit di trattamento paragonabile al trattamento di un tossicodipendente con la sua stessa droga. Sembra non aver avuto sempre successo, se non esclusivamente come momento iniziale per condividere insieme la presenza di un problema da affrontare con decisione, ma lontano da un computer e da un modem. - test e questionari on line di autovalutazione del proprio rapporto con la Rete, che possono rappresentare un punto di partenza per rendere consapevole il problema che spesso vissuto a lungo in modo non disturbante. - aiuto professionale individuale o una condivisione reale del problema con un gruppo omogeneo, anche attraverso delle riflessioni guidate sulla necessit di superare le eventuali insicurezze che possono essere alla radice del ricorso ad Internet per socializzare. La prevenzione rimane un utile strumento per tutti, con speciale attenzione ad alcune regole nell'utilizzo di Internet da parte di chi gi coinvolto in un disagio psicologico. Pertanto, in quest'ultimo caso, occorre ricordare:

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che occorre limitare la quantit di tempo trascorso quotidianamente on line (non pi di una o due ore), possibilmente non instaurando un'abitudine quotidiana che deve essere a tutti i costi rispettata

che importante integrare le attivit on line con simili attivit reali (es. acquisti, svaghi o relazioni sociali), poich in tal modo non si trasforma la Rete nello strumento privilegiato di relax, di evasione e di contatto con se stessi

che la socializzazione reale non deve mai essere totalmente sostituita da quella virtuale che, nel caso in cui si avverta una necessit coatta e incontrollabile di collegarsi ad Internet, occorre chiedere un aiuto competente.

RAPPRESENTAZIONI DEL FENOMENO: UNA VALUTAZIONE CRITICA


Anche grazie all'attenzione che i mass-media hanno prestato ai cosiddetti "malati di Internet", si discusso e si discute informalmente sulla necessit o meno d'indagare questi tipi fenomeni. Come ogni altra innovazione tecnologica, Internet consente sotto molti aspetti un miglioramento nella vita delle persone, ma allo stesso tempo rappresenta anche un pericolo per chi non ne sappia usufruire in maniera adeguata. E' assodato che luso eccessivo di Internet porta progressivamente delle difficolt soprattutto nell'area relazionale dell'individuo, il quale viene assorbito dalla sua esperienza virtuale, rimanendo agganciato alla Rete (Jamison, 2000). Ma credo sia importante sottolineare il fatto che esattamente OGNI tecnologia, ogni artefatto umano comporta dei rischi. Credo sia importante non demonizzare Internet, che senza ogni dubbio uno strumento utilissimo per la nostra attivit, che ci facilita il lavoro, espande i nostri orizzonti e le nostre possibilit di azione. La caratteristica costante che fa da sfondo ad ogni Dipendenza da Internet, potenzialit e rischio allo stesso tempo, la capacit della rete di rispondere (o illudere di rispondere) a molti bisogni umani, consentendo di sperimentare dei vissuti importanti per la costruzione del S e parti di s che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere "uomini e donne senza volto", una condizione che potenzialmente pu favorire la comparsa di comportamenti guidati da una minima morale. 26

In conclusione, Internet una grande potenzialit ma anche un grande fattore di rischio, soprattutto perch lopinione comune quella che vede Internet come un qualcosa di utile, veloce, economico e non minimamente pericoloso. La chiave , come in quasi ogni pratica umana, educare allutilizzo corretto del mezzo

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TEST: http://www.cestep.it/archivio.htm http://www.siipac.it/newaddictions/testinternetaddictiondisorder.htm

RICERCA: CURE: http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1903432 http://www.sportelliweb.it/ http://www.psicoterapie.org/1.htm http://www.psicoterapie.org/121.htm http://www.ilgeniodeigeni.blogs.it/2006/10/ http://www.pol-it.org/ital/iad1.htm

ALTRO: http://www.netaddiction.com/ http://www.internetaddiction.com/ http://www.ismho.org/ http://psychcentral.com/grohol.htm http://www.psychoinside.it/ http://www.psychomedia.it/ http://www.virtual-addiction.com/ http://www.victoriapoint.com/?dl=1

BIBLIOGRAFIA: AA.VV., 1998, La realt del virtuale, Laterza, Bari. Cantelmi T. e al., 2000, La mente in Internet. Psicopatologia delle condotte on-line, Padova, Piccin. Oliviero Ferrarsi A., Malavasi G., 2001, La maschera dei desideri. In Psicologia contemporanea, 166, 30-37. Pravettoni G., Beria A., Guberti S., 2004, Internet: bisogno, paure , opportunit. In Psicologia contemporanea, 182, 58-64. Pravettoni G., 2002, Web psychology Guerini, Milano. American Psychiatric Association, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM4 TR), Masson, Milano, 2003; V. Caretti, La Barbera Psicopatologia delle realt virtuali. Comunicazione, identit e relazione nell'era digitale, Masson, Milano, 2001; E. Di Frenna , Net Dipendenza, Dedizioni, Napoli, 2001; M. Marcucci, M. Boscaro Dispensa di psicologia delle dipendenze Patologiche, Asterisco, Urbino, 2003; J. Rifkin, Lera dellaccesso, Oscar Mondatori, Milano, 2001; K.Young, Presi nella rete, Calderini edagricole, Bologna, 2000; Internet Addiction Disorder: valutazione del fenomeno in Italia, M. Marucci G. Lavenia, pubblicato su C I S P Rivista telematica semestrale di PSICOLOGIA e PSICOTERAPIA www.cisp.info , Editore CENTRO ITALIANO SVILUPPO PSICOLOGIA numero I (2 semestre 2003); Wallace P."La Psicologia di Internet", Raffaello Cortina editore, Milano 2001;

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